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SAN MARCELLO AL CORSO - ROMA

San
Marcello
al Corso
ROMA
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Aprile 2019
IL TEMA DEL MESE ANNO III – N. 4

Cristo è risorto, è veramente risorto!


La Resurrezione di Cristo è un fatto storico o un dato storici incontestabili, chiamati “la frangia storica”
di fede? della risurrezione: a) la morte in croce di Gesù e la
Ai nostri tempi la storicità della risurrezione di Gesù fede dei discepoli nel Cristo risorto; b) il sepolcro
forma l'oggetto di un complesso e profondo vuoto e le apparizioni di Gesù risorto ai discepoli,
dibattito, perché suscita problemi di carattere descritte come un'esperienza oggettiva.
filosofico, linguistico e non solo. Vari studiosi e La descrizione nel Vangelo di Giovanni delle
teologi contemporanei hanno affermato con apparizioni del Cristo risorto accentua molto il
chiarezza che la risurrezione di Gesù non può essere realismo di queste manifestazioni del Signore Gesù
un fatto storico, perché trascende la storia, in ai suoi amici. Chi legge questi racconti, senza
quanto può essere solo oggetto di fede, senza alcun pregiudizi di carattere filosofico, ammette
fondamento razionale. spontaneamente la realtà di tali eventi.
A tutti e a ciascuno, dunque, non
Altri biblisti tuttavia anche oggi sostengono la L'ostinazione di Tommaso nell'incredulità con la
stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!
storicità della risurrezione di Gesù, non solo perché dichiarazione di volersi arrendere solo dinanzi
Ripetiamolo con le parole, ma soprattutto
la scoperta della tomba vuota è un fatto storico, ma all'evidenza dei fatti, solo dopo che avesse visto con
con la testimonianza della nostra vita. La
anche perché le apparizioni del Risorto sono i suoi occhi e toccato con le sue mani le ferite dei
lieta notizia della Risurrezione dovrebbe
realmente avvenute: Gesù di Nazareth è stato visto chiodi e della lancia nel corpo del Maestro (Gv
trasparire sul nostro volto, nei nostri
dopo la morte non solo da singoli, ma anche da 20,25), mostra chiaramente che i primi discepoli
sentimenti e atteggiamenti, nel modo in cui
gruppi di discepoli, i quali hanno reso testimonianza erano tutt'altro che dei visionari esaltati. La morte in
trattiamo gli altri.
alla sua risurrezione, proclamando che egli è vivo. croce del Cristo li aveva scioccati profondamente; se
Ma occorre non limitarsi a contemplare nel Cristo quindi non avessero visto realmente il Signore con le (Papa Francesco)
risorto un cadavere rianimato, a somiglianza di cicatrici delle mani e del costato (Gv 20,19s), non
Lazzaro dopo l'uscita dal sepolcro. Il Signore è stato avrebbero neppure pensato di rendere
visto dai discepoli dopo la risurrezione; le testimonianza a quest'evento eccezionale (Gv
apparizioni del Risorto non sono soggettive, ma sono 20,25a).
avvenute realmente, sono esperienze vissute Il realismo della risurrezione di Gesù è messo in luce
oggettivamente, ed in base a queste fu scoperta soprattutto nell'apparizione del Signore ai suo amici,
l'identità dell'essere di Gesù: la persona che si è presente l'incredulo Tommaso; in questa scena
mostrata loro è realmente il profeta di Nazareth, infatti Gesù invita l'ostinato apostolo a mettere il
morto sulla croce. dito e la mano nelle ferite, lasciate nel suo corpo dai
A coloro che rifiutano la storicità della risurrezione chiodi della croce e dalla lancia del soldato (Gv
del Cristo, la quale perciò costituirebbe solo un dato 20,27). La persona gloriosa che si mostra ai discepoli
di fede e non un evento reale, si oppongono due è proprio il loro Maestro, è Gesù di Nazareth, morto
obiezioni: in croce, ma ora vivo, perché risorto dal sepolcro.
1) secondo la testimonianza del Nuovo Testamento Più che una semplice commemorazione, la pasqua
l'interpretazione che Gesù è risorto, appare rappresenta l’inizio e il motivo della nostra stessa Non si è mai soli davanti al mistero della
intenzionalmente obiettiva; fede in Cristo Gesù. La resurrezione di Cristo è un sofferenza: si è col Cristo che dà senso a
2) la fede pura nel Cristo risorto, priva di ogni aspetto fondamentale e irrinunciabile per la nostra tutta la vita. Con Lui tutto ha un senso,
appoggio oggettivo, nonostante la crocifissione e la fede, senza di essa non avrebbe senso credere. compresi il dolore e la morte.
morte, si rivela totalmente arbitraria e Ecco, la Pasqua cristiana rappresenta il passaggio
irragionevole. dalla morte alla vita, tramite la quale ha senso la (San Giovanni Paolo II)
Gli storici, pur riconoscendo la soprannaturalità nostra speranza di salvezza e di vita eterna in Cristo.
della risurrezione di Gesù, hanno in mano due dati
SAN MARCELLO AL CORSO - ROMA

Gli appuntamenti del mese


Tutti i lunedì alle 21,00: venerdì 12 aprile alle 21,00:
Preghiera a Maria che scioglie i Nodi e S. Messa Incontro di preghiera sulla Divina Volontà presieduto
dal teologo Don Pierpaolo Maria Cilla
Tutti i mercoledì alle 21,00:
Adorazione Eucaristica e S. Messa per la pace Domenica 14 aprile alle 17,30:
Recita del S. Rosario – a seguire S. Messa celabrata dal
Tutti i venerdì di Quaresima alle 22,30:
Card. Ernest Simoni
Via Crucis
martedì 16 aprile alle 21,00:
Tutti i sabati di Quaresima alle 22,30:
Adorazione eucaristica animata e S. Messa con don
Via Matris
Domenico Manuli – da stilista a sacerdote
mercoledì 3 aprile alle 18,00:
giovedì 18 aprile alle 21,00:
S. Messa – a seguire preghiera per i figli e i giovani
Rosario per la Vita nella Cappella Mater Gratiae CONCERTI:
mercoledì 3 aprile alle 21,30:
venerdì 19 aprile alle 21,00:
Preghiera di Lode e S. Messa dedicata allo Spirito Nei giorni 4 e 11 aprile alle 19,00:
Vieni e Vedi! Come and See! Adorazione Eucaristica
Santo con Padre Enrico Casini e Adorazione animata Concerto con il Soprano Giulia Fontana ed il
dalla Comunità del Rinnovamento Carismatico sabato 20 aprile alle 21,00: Baritono Fabio Ignazio
Cattolico “I Serafini di Dio” GAM (Gioventù Ardente Mariana) – Rosario animato
con la meditazione sul Vangelo ed accompagnamento Nei giorni 7, 14, 21 aprile alle 19,00:
giovedì 4 aprile alle 21,00: Concerto con Vanessa Fioretti e Suzana
ed animazione durante la Santa Messa delle ore 22
Cenacolo Mariano Servi di Maria guidato da P.
Janackova
Giuseppe Galassi OSM- a seguire S. Messa martedì 23 aprile alle 21,00:
martedì 9 aprile alle 21,00: Adorazione eucaristica e S. Messa con unzione dei Il giorno 28 aprile alle 19,00:
Adorazione eucaristica e S. Messa con unzione dei malati in onore di S. Pellegrino Concerto con il Coro “Monsignor Cosimo
malati in onore di S. Pellegrino giovedì 25 aprile alle 13,30: Balducci” di San Miniato
giovedì 11 aprile alle 13,30: Incontro di preghiera sul modello di Sant’Egidio –
Incontro di preghiera sul modello di Sant’Egidio – Responsabili Filippo e Nicoletta
Responsabili Filippo e Nicoletta Il programma è soggetto a variazioni. Per restare
sabato 27 aprile alle 21,00:
giovedì 11 aprile alle 16,30: Adoriamo Gesù che ci guarisce… con il nostro canto sempre aggiornati consultare il sito web
Incontro di preghiera sulla Divina Volontà www.sanmarcelloalcorso.eu
– a seguire S. Messa
giovedì 11 aprile alle 21,00:
Preghiera con i Discepoli di Padre Pio e S. Messa

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Il numero sette ha il significato di totalità, i verbi


quindi indicano la logica di fondo, il criterio e lo stile
Maria, donna della Pasqua d’azione di Dio, che è sostanzialmente questo: Egli si
manifesta come il Dio della Pasqua. Infatti i sette verbi
rappresentano tutti un ribaltamento della situazione,
Frederick Nietzche, parlando di cristiani nel suo l’irrompere della sua forza salvifica e trasale di gioia un passaggio.
Zarathustra, afferma: “Canti migliori dovrebbero per la grandezza del suo amore. “Grandi cose ha fatto La Pasqua di Dio sconvolge gli schemi umani ed opera
cantarmi, perché io impari a credere al loro in me l’onnipotente”: in lei Dio rinnova i prodigi un cambiamento, di cui Maria è testimone e profezia.
Redentore. Un’aria più da salvati dovrebbero avere i dell’antica pasqua, in lei Dio compie ora una nuova Accompagnando l’umanità nel cammino pasquale,
suoi discepoli”. È questa una delle sfide più forti per i pasqua. Le è dato di testimoniare un nuovo passaggio ella rivolge ancora oggi, a tutti, la parola
cristiani d’oggi, che si dimenticano facilmente di aver di Dio nella storia, un passaggio che porta un nome e incoraggiante di Mosè a Israele davanti al Mar Rosso:
accolto e di dover annunciare una “lieta notizia”. Per un volto: Gesù Cristo, di cui Maria è chiamata ad “Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza
essere cristiani più “pasquali” e più credibili, essere madre. che il Signore oggi opera per voi” (Es 14,13).
bisognerebbe che ci rivolgessimo a Maria, che è Tutta l’opera salvifica di Gesù si svolge nel dinamismo
A Maria, donna della Pasqua
modello della vita pasquale. Il suo canto del del passaggio: con l’incarnazione, il figlio di Dio
O Maria, vergine del Magnificat e donna della Pasqua,
Magnificat è paragonabile all’exsultet che la Chiesa “discende dal cielo” (Gv 6,38), passando dalla sfera di
veglia su questo mondo in continuo passaggio ma che
intona nella notte di Pasqua. Dio al mondo umano; la croce e la risurrezione, invece,
non sa dove andare. Sei l’esperta del passaggio.
La Pasqua, il passaggio di Dio nella storia umana segnano il suo “passare da questo mondo al Padre”
A Nazareth il tuo “sì” segna il passaggio tra l’Antico e
realizzato in Cristo, opera un passaggio dell’uomo (Gv 13,1).
il Nuovo Testamento. Ad Ain Karim annunzi con il tuo
dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, dalla Maria è testimone e collaboratrice di questo duplice
Magnificat il passaggio ad un mondo nuovo. A
disperazione alla gioia. Il Magnificat celebra appunto passaggio, ciò conferisce a tutta la sua esistenza una
Betlemme partecipi al passaggio di Dio dal cielo alla
questo passaggio. tonalità pasquale.
terra. A Gerusalemme con la profezia di Simeone e con
Maria sperimenta in sé il passaggio di Dio. “O notte In Maria si compie il passaggio dell’umanità. “Dio ci
la perdita del tuo figlio nel tempio compi una pasqua
veramente gloriosa, che ricongiunge la terra al cielo e ha fatti passare dalla schiavitù alla libertà, dalla
interiore e senti passare una spada nel tuo cuore. A
l’uomo al suo creatore”. Così canta la Chiesa tristezza alla gioia, dal lutto alla festa, dalle tenebre
Cana hai provocato il passaggio dall’acqua al vino.
nell’exsultet pasquale. alla luce. Perciò diciamo davanti a lui: alleluia!”: sono
Al Calvario sei testimone del passaggio dell’umanità
Pasqua è dove si celebra questo passaggio-incontro, parole della liturgia pasquale ebraica, che evidenziano
dalla morte alla vita. Nel cenacolo accogli con tutta la
in cui è sempre Dio a fare il primo passo. Il passaggio- questo concetto: il passaggio di Dio opera un
Chiesa la pasqua dello Spirito. Dopo il tuo “passaggio”
proposta esige un passaggio-risposta: Dio passa dalla passaggio nell’uomo. Pasqua è passare a ciò che non
nel cielo, non hai cessato di essere ausiliatrice della
parte dell’uomo perché l’uomo possa passare alla passa! Nel suo canto del Magnificat, Maria si fa voce
nostra pasqua, causa della nostra letizia. Lungo tutta
parte di Dio. Al venire divino risponde un andare di tutta l’umanità. È l’umanità sorpresa dall’amore
la storia della Chiesa ti troviamo in tutte le svolte, in
umano, all’avvento di Dio fa eco l’esodo dell’uomo. che celebra le sue nozze con Dio. È l’umanità povera
tutti i momenti quando spunta l’alba, quando
Maria sente realizzarsi dentro di sé questo misterioso che canta la sua Pasqua di salvezza. “Ha spiegato la
germoglia la vita. Continua ad assisterci, o Maria, nei
incontro. Ella sperimenta la pasqua mentre canta il potenza del suo braccio...” (Lc 1,51-55). Con una serie
nostri vari passaggi in questa terra, fino al nostro
Magnificat. “L’anima mia magnifica il Signore”: Maria di sette verbi: spiegato, disperso, rovesciato,
passaggio definitivo al cielo, per raggiungere te e il
coglie il passo di Dio, percepisce con stupore innalzato, ricolmato, rimandato, soccorso, Maria
tuo figlio Gesù Cristo, nostra Pasqua.
descrive l’agire di Dio sull’umanità.