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Corso di Laurea: SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE - GENERALE 2010

Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE


Lezione n°: 5
Titolo: IDEE, CORRENTI E PENSIERO PEDAGOGICO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Idee, correnti e pensiero


pedagogico
Le varie esperienze educative che hanno segnato la nascita della ricerca educativa nel
corso del XIX secolo derivano da due principali correnti di pensiero:
-Attivismo: è una dottrina pedagogica che ebbe inizio sul finire XIX secolo
principalmente per opera del filosofo e sociologo americano John Dewey.
La ricerca della verità è azione non solo derivante dall’intelletto, ma è espressione di tutte
le potenzialità umane.
Attraverso l’affermazione delle scuole nuove, quale manifestazione più conosciuta
dell’attivismo e distanziandosi dalla pura memorizzazione delle nozioni, tale corrente si
pone come scopo la creazione di una scuola non convenzionale, eretta sugli interessi dei
discenti e su una alternanza di attività teoriche con quelle pratiche.

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE - GENERALE 2010
Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5
Titolo: IDEE, CORRENTI E PENSIERO PEDAGOGICO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Detto in altri termini l’attivismo segnò il passaggio da una scuola basata sul maestro a
quella fondata sugli interessi e peculiarità dell’alunno.
Nelle teorie riferibili all’attivismo il soggetto discente svolge un ruolo prioritario
nell’economia educativa. Esso è parte attiva del suo stesso progetto di maturazione ed
evoluzione, un ascoltatore non passivo, ma coinvolto nel dialogo formativo di se
stesso.
La posizione del maestro diviene l’opposto di quella prevista nella scuola
magistrocentrica.
Nell’attivismo il rovesciamento della prospettiva educativa ha facilitato l’introduzione di
una relazione educatore-educando capace di generare una operosità di senso, in cui
ogni parte, insegnante e discente, giocano un ruolo fondamentale nella realizzazione
di un percorso di maturazione e sviluppo reciproco.

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5
Titolo: IDEE, CORRENTI E PENSIERO PEDAGOGICO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

All’insegnante spetta il ruolo di “organizzatore e programmatore di progetti; all’alunno


quello di soggetto attivo che diviene costruzionista del sapere, stabilendo rapporti tra le
cose che sa e quelle che vede, tra le conoscenze che si sono apprese attraverso un
processo di personalizzazione e quelle che sono veicolate dalla informazione scritta e,
comunque, formalizzata” (Rosati L., Lezioni di didattica, Ancia, Rosa 1999)

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5
Titolo: IDEE, CORRENTI E PENSIERO PEDAGOGICO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Da quanto espresso emergono alcune caratteristiche dell’ attivismo che possono essere
sintetizzate in:
- la forte componente puerocentrica
- una notevole importanza della psicologia, soprattutto quella riferibile allo sviluppo ed
apprendimento umano
- il ruolo secondario assegnato al docente rispetto a quello del discente visto ormai
come guida e facilitatore e non come protagonista
- una personalizzazione del cammino formativo secondo gli interessi e i bisogni del
discente
- una concezione dell’educazione come prospettiva pratica ed operativa

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S1
Titolo: IL POSITIVISMO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Il positivismo

La seconda corrente di pensiero che ha influito in maniera significativa su tutto


l’agire educativo del secolo trascorso è sicuramente il Positivismo.
Tale corrente, nata nella prima metà del XIX secolo ed ispirata ad alcune idee
guida fondamentali riferite in genere alla celebrazione del progresso e del metodo
scientifico, deriva etimologicamente dal latino ponere che ha come significato
etimologico: ciò che è posto, ciò che è concreto e reale.
Il movimento del positivismo nasce, a livello culturale, come risposta all’idealismo,
opponendo alle concezioni metafisiche epresse nel pensiero idealista, la
concretezza scientifica del metodo sperimentale.

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S1
Titolo: IL POSITIVISMO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

• Il positivismo, afferma Morselli, “rivaluta l’esperienza come fonte della


conoscenza; rileva le leggi solo dai fatti positivi, ossia accertati e valutati
nell’ambito del concreto e del controllabile, con esclusione di fini, di
essenze e di origini. E poiché i fatti sono naturali, quindi soggetti a leggi
analoghe, ogni indagine positiva stabilisce relazioni tra i fatti, tralasciando
ogni ricerca intorno all’Assoluto” (Morselli 1993)

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S1
Titolo: IL POSITIVISMO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Tale corrente di pensiero si è andata ad affermare in tutto il pensiero occidentale e si è


tradotta in paradigma di riferimento a seconda delle tradizioni culturali e politiche dei vari
Paesi.
Esempio ne sono tutte le idee espresse da illustri pensatori tra cui Comte, il quale
assegnava al termine positivo un valore di rigorosa certezza scientifica, Spencer, dal quale
si estrapola la convinzione materialista dell’atto educativo, Mill, fautore del pensiero
logico nello stabilire una relazione tra il particolare e il generale, Mach, che in Germania
prospetta l’empiriocentrismo ed in Italia da Ardigò, che riflette sul principio
evoluzionistico avanzato da Spencer

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S2
Titolo: IMPOSTAZIONI E CRITICHE POSITIVISTICHE
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Impostazioni e critiche
positiviste
Deve essere osservato, comunque, che non poche sono state le critiche mosse al
modello positivista, soprattutto per quello che concerne la sua non diretta
accidentalità della materia della natura, intesa nella prospettiva hegeliana come
estrinsecazione dell’idea nel fatto, da quello che è possibbile sapere e conoscere
direttamente, quindi senza accidentalità, della persona e del suo sviluppo umano.
Certamente l’idea che dobbiamo e abbiamo detto essere umanamente sostenibile
reclama una sua non diretta, quanto incompleta, conoscenza, il che limita l’agire
positivista.

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S2
Titolo: IMPOSTAZIONI E CRITICHE POSITIVISTICHE
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Un modello di riscontro oggettivo della critica empirica del positivismo è stato


elaborato da E. Mach (Mach E., in F. Adler, E. Mach e il materialismo, Armando, Roma,
1978).
In questa critica si sostiene che la conoscenza sia una esperienza pura nella quale si
effettuano delle sintesi scientifiche o descrizioni sintetiche per una economia di
pensiero.
Soltanto queste sintesi possono essere sottoposte a controllo di verifica sperimentale
rappresentando la massima espressione della conoscenza stessa.
Difatti, egli intende dimostrare l’infondatezza del positivismo nell’accreditare quelle
discipline che sono saldamente radicate nel pensiero oggettivo di dati ricavabili solo
dall’esperienza.

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S2
Titolo: IMPOSTAZIONI E CRITICHE POSITIVISTICHE
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Secondo Mach, infatti, è l’opera del soggetto che qualifica e quantifica il momento della
conoscenza tramite un ordinamento convenzionale, non il percorso inverso.
L’epistemologia in questo contesto si trova a doversi relazionare con l’esperienza
oggettiva dei fatti esperienziali e con il concetto di scientificità oggi generalmente inteso.
Dopo molte riflessioni riguardo la vera natura della scienza, Mach arriva alla conclusione
che l'essenza della scienza risulta essere il continuo perfezionamento dell'adattamento
biologico che ogni soggetto ha con l’ambiente.
La scienza, così, si riflette sull’osservazione, come momento di corrispondenza delle idee
con fatti e teoria, in cui si cercano relazioni tra le stesse idee.
Mach riteneva che le unità di misura per la conoscenza degli oggetti sia costituito dalle
sensazioni, tanto da rilevare che tra fatti fisici, quindi oggettivi, e fatti psichici, la
conoscenza effettiva, non esiste una differenza, bensì soltanto un diverso modo di
interpretazione e di considerazione. Tale riflessione porta alla conclusione che non sono i
corpi che producono le sensazioni, bensì è l’orchestrazione delle sensazioni a dare origine
ai corpi. L’oggetto, così, viene ad essere tale se e solo se percepito attraverso le
sensazioni.

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S3
Titolo: ANCORA SUL POSITIVISMO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Ancora sul positivismo

Nonostante i suoi aspetti critici e le forti perplessità epistemologiche e


paradigmatiche, il positivismo lascia in eredità alla cultura moderna, in particolare
a quella occidentale, il credito circa l'importanza che la ricerca scientifica possiede
per la conoscenza e per la trasformazione sociale.
Non a caso la pedagogia sperimentale pone a suo fondamento il metodo
positivista, avanzando l’idea che, come afferma Kelly, tutto ciò che è conoscibile è
anche misurabile.

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Lezione n°: 5/S3
Titolo: ANCORA SUL POSITIVISMO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Un altro esempio a sostegno del pensiero positivista è offerto da Thorndike, il quale


asserisce che “tutto ciò che esiste, esiste in una determinata quantità e può essere
misurato” (Cfr. Jonçich – Clifford G., The Sane Positivist: A Biography of Edwaed L.
Thorndike, Wesleyan University Press, Middletown Conn. 1968).
Tale riflessione apre la strada a tecniche e strumenti che hanno la pretesa di arrivare a
stipulare scientificamente, e per mezzo della verifica, la vera conoscenza della
persona.
Il concetto di verificabilità, argomento base nella teorizzazione del Circolo di Vienna
atto a contrastare il criterio neopositivistico di significanza impostosi fino a quel
momento nel discorso scientifico, apre le strade a riflessioni che portano a definire il
rapporto esistente tra i vari metodi usati dalle discipline nella ricerca.

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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S3
Titolo: ANCORA SUL POSITIVISMO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Un ulteriore contributo è offerto da Shlick, il quale sentì la necessità di condividere le sue


idee e i suoi dubbi circa i differenti ambiti disciplinari al fine di concertare nuove teorie e
nuove forme di riassestamento scientifico.
Il circolo di Vienna, da lui promosso, risulta essere uno dei più grandi consessi scientifici del
passato, dove, oltre che criticare le direttive scientifiche presenti in tutta Europa, si cercò di
analizzare quelle stesse direttive al fine di modificarle, correggerle ed imparare a controllarle
e magari presentarne delle nuove.
Secondo il fisico viennese, infatti, il significato scientifico di un concetto è costituito dal
momento della sua verificabilità, dando un senso all’agire solo se basato su un valore
conoscitivo dimostrabile tramite un percorso empirico.
Il problema riguardante la verificabilità dei modelli i dei metodi adottati sia nelle scienze così
dette forti, sia in quelle deboli ha inizio nell’età moderna, quando, cioè, si iniziano a
considerare le prove come fondamento di controllo e maggiore valenza scientifica.
Sicuramente un contributo fondamentale a ciò è depositato nei lavori di G. Galilei, sul
seguito degli Accademici del Cimento, quali promotori di nuovi mezzi e nuove strumenti di
osservazione
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Insegnamento: PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lezione n°: 5/S3
Titolo: ANCORA SUL POSITIVISMO
Attività n°: 1

Facoltà di Psicologia

Espressione più significativa del positivismo rimane comunque quella riferita da Galileo
Galilei, il quale parte dall’idea che tutto sia oggettivamente osservabile e che “la
matematica consente di penetrare nell’oscuro labirinto della natura”.
Infatti, i modelli matematici esprimono la realtà fisica delle cose e degli eventi naturali
(concezione platonica).
Le relazioni e i ragionamenti matematici non sono pura astrazione, ma si rifanno alla
realtà oggettiva e sensibile degli eventi naturali.
Qualora il matematico sbagli o intercorra in errore, non dipenderà dal suo ragionamento
dimostrabile e perciò valido, ma dagli “impedimenti della materia”.
Le “irregolarità” della natura, come nella conoscenza della persona, sono sempre
presenti; l’unica soluzione è essere capaci di circoscriverle e detrarle dalle analisi
numeriche. Di qui l’assunzione di tecniche sempre più sofisticate atte al riconoscimento
dei suddetti limiti della materia.

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