Sei sulla pagina 1di 3

DOMANDE STORIA

1. Un problema in ambito economico che l’Italia ha dovuto affrontare è


stato che le industrie dovevano avviare il processo di
riconversione produttiva, da militare a civile, ma non tutte le imprese
disponevano di capitali sufficienti, per questo entrarono in crisi e
licenziarono
un gran numero di operai, causando un aumento della
disoccupazione, o
arrivarono a chiudere.
2. Il biennio Rosso è quel periodo compreso tra il 1919 e il 1920 in cui
si diffusero grandi proteste e sciopero popolari a causa della crisi
economica e sociale, il nome è dato dalle bandiere socialiste e
comuniste.
3. I fasci da combattimento sono erano un movimento politico che
raccoglieva simpatie e adesioni soprattutto tra i membri della media e
della piccola borghesia, i quali guardavano con apprensione al clima
creatosi in Italia nell'immediato dopoguerra. Il nome si riferiva al
simbolo del movimento che
riproduceva l'antico fascio dei littori romani, cioè coloro
che nella Roma antica accompagnavano i magistrati
portando fasci di bastoni tenuti insieme da cinghie di
cuoio con un’ascia inserita, simbolo di potere.
4. Lo squadrismo è quel fenomeno messo in atto dai fascisti in cui
operarono senza scrupolo alcuno, con intimidazioni e violenze spesso
luttuose contro le organizzazioni politiche democratiche.
5. Nel maggio del 1921 si tennero nuove elezioni politiche e Giolitti
decise, per
sconfiggere i socialisti, di inserire nelle liste del suo partito i fascisti,
convinto che
fosse un modo per rafforzare la maggioranza di governo, poi se ne
sarebbe
liberato. I risultati elettorali, però, premiarono i fascisti, così nel
novembre dello
stesso anno Mussolini trasformò il suo movimento in un partito: il
Partito
Nazionale Fascista (PNF). Il programma politico fu il seguente:
sostegno alla monarchia e difesa dello Stato da eventuali disordini

• la tutela della tradizione e della famiglia


• l'esaltazione della patria (nazionalismo)
• il superamento dei conflitti sociali
• accordo con la Chiesa

6. Tra il 1921 e il 1922 la violenza delle squadre fasciste s’intensificò e


Mussolini capì
che era giunto il momento di forzare i tempi: il 24 ottobre 1922 riunì a
Napoli le
camicie nere (era la divisa che i fascisti si erano creati) e stabilì di marciare
su
Roma per prendere il potere. Circa 50 mila camicie nere si riunirono da
ogni zona dell’Italia
nella capitale occupando stazioni, ferrovie, strade: si trattò di una vera e
propria
dimostrazione di forza per far vedere a tutti che i fascisti erano in grado di
controllare l’Italia. Il capo del governo, Luigi Facta, chiese al re Vittorio
Emanuele
III di firmare un decreto per l'intervento dell'esercito, ma il re, dopo vari
tentennamenti, decise di incontrare Mussolini per affidargli la formazione
di un
nuovo governo. Era il 30 ottobre 1922 e Mussolini divenne a soli 39 anni il
ventisettesimo Presidente del Consiglio del Regno d' Italia.

7. nel 1924, si tennero le elezioni politiche tra imbrogli e


violenze da parte dei fascisti, che ottennero la vittoria.
Il leader socialista Giacomo Matteotti denunciò in
Parlamento, con un discorso coraggioso, quanto era
accaduto, ma una decina di giorni dopo fu rapito dai
fascisti e ucciso. Il delitto di Matteotti suscitò
un’indignazione generale e per un momento il
governo Mussolini sembrò in pericolo: i parlamentari
antifascisti, infatti, decisero di abbandonare il
Parlamento in segno di protesta (era la cosiddetta “secessione
dell'Aventino”),
ma poi non furono in grado di organizzare un’azione politica comune
contro il fascismo.