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Pilato e Claudia

Lectio divina
Domenica delle Palme
14 aprile 2019

Canto
Saluto del celebrante

Preghiera a cori alterni: salmo 85 (84)

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:


egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.

Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,


perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.

Verità germoglierà dalla terra


e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene


e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

Gloria…

Preghiamo
O Dio, che hai creato il mondo e ci hai chiesto di custodirlo con il nostro lavoro,
donaci il tuo Spirito di verità, per guidarci alla verità tutta intera.
Te lo chiediamo per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen

1
LECTIO: COSA DICE LA PAROLA DI DIO
Canto al Vangelo o Inno allo Spirito Santo

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 27,11-26)


Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo:
"Sei tu il re dei Giudei?". Gesù rispose: "Tu lo dici". E mentre i capi dei sacerdoti e gli
anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: "Non senti quante
testimonianze portano contro di te?". Ma non gli rispose neanche una parola, tanto
che il governatore rimase assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a
loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò,
alla gente che si era radunata, Pilato disse: "Chi volete che io rimetta in libertà per
voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?". Sapeva bene infatti che glielo avevano
consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: "Non avere a che fare
con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua".
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far
morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: "Di questi due, chi volete che io
rimetta in libertà per voi?". Quelli risposero: "Barabba!". Chiese loro Pilato: "Ma
allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?". Tutti risposero: "Sia crocifisso!". Ed egli
disse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora gridavano più forte: "Sia crocifisso!".
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua
e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: "Non sono responsabile di questo sangue.
Pensateci voi!". E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri
figli". Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo
consegnò perché fosse crocifisso.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 18,28-38a)


Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero
entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque
uscì verso di loro e domandò: "Che accusa portate contro quest'uomo?". Gli
risposero: "Se costui non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato". Allora
Pilato disse loro: "Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!". Gli risposero
i Giudei: "A noi non è consentito mettere a morte nessuno". Così si compivano le
parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.

2
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: "Sei tu il re dei
Giudei?". Gesù rispose: "Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?". Pilato
disse: "Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato
a me. Che cosa hai fatto?". Rispose Gesù: "Il mio regno non è di questo mondo; se il
mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non
fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù". Allora Pilato gli disse:
"Dunque tu sei re?". Rispose Gesù: "Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e
per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è
dalla verità, ascolta la mia voce". Gli dice Pilato: "Che cos'è la verità?".

Commento alle letture

MEDITATIO: COSA DICE LA PAROLA DI DIO A ME


Domande per la riflessione personale
Domande al solito su due fronti, quello personale e quello familiare (dove per
famiglia intendiamo non solo il coniuge, ma babbo, mamma, , fratello, sorella, figli…)

- Che cos’è la verità? Mi informo prima di esprimermi, prima di scegliere?


(pensare anche alle elezioni). Come mi pongo di fronte a bufale, fake news, le
catene di Sant’Antonio su WhatsApp?

- In che occasione ho incontrato Gesù nel mio lavoro?


- Cosa faccio per essere giusto e onesto nel mio lavoro? Mi lascio condizionare
dagli altri?
- In che modo parlo del mio lavoro in famiglia?
- Come intervengo sul lavoro dei miei familiari?

- Se potessi incontrare Gesù in carne ed ossa, soli io e lui, cosa gli chiederei?
- Quando posso dire di averlo incontrato veramente la prima volta? In me è
cambiato qualcosa dopo quell’incontro? O me lo sono dimenticato?

Canto

3
ORATIO: COSA DICO IO A DIO
In piedi

Chiediamo al Signore di benedire l’uomo anche nella dimensione del suo lavoro.
Perché la fatica che l’uomo spende sia feconda, produca vita, speranza e gioia
nell’esistenza di tutte le persone, delle nostre famiglie e della nostra società.

Preghiamo insieme e diciamo


Dona la tua luce, o Signore, al nostro lavoro

1. Signore, il lavoro quotidiano permette a tutti noi di assicurare alle nostre


famiglie una vita dignitosa e la possibilità di crescere in umanità. Perché a
nessun uomo sia negato il diritto di lavorare in base alle sue necessità,
preghiamo
2. Signore, con il nostro lavoro quotidiano viviamo relazioni con tanti uomini e
donne, credenti e non credenti, incontrati in situazione di collaborazione o
conflittualità. Perché i luoghi del lavoro siano sempre improntati alla lealtà nel
rispetto delle diverse responsabilità, preghiamo
3. Signore, il lavoro quotidiano è il nostro modo ordinario per partecipare alla
costruzione di una società ove i beni e le capacità di ognuno siano messi a
disposizione per il bene di tutti. Perché le nostre fatiche collaborino al tuo
disegno creatore sul mondo, preghiamo
4. Signore, il lavoro quotidiano non è solo fatica, ma anche ingegno e creatività
nel cercare nuove soluzioni ai problemi del vivere comune e nell’impegnare i
propri talenti per la crescita di ogni uomo. Perché nessuno di noi sotterri i
propri doni e le proprie capacità, preghiamo

Padre Nostro

ACTIO: COSA MI METTO A FARE, IN CONCRETO

Preghiamo
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te
e concedi a noi tuoi fedeli, che portiamo questi rami in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui, per portare frutti di opere buone. Per Cristo nostro Signore.

Benedizione e canto