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Fede e vita 13

1 UOVI VI
IVrOVÌKAYO
GBSli' CRISTO
LA METODOLOGIA DEL CATECHISMO DEI GIOVANI PER
UN CAMMINO DI FEDE

dal Catechismo dei


giovani, p. 185
CREDERE NEL VANGELO DI GESÙ, CREDERE IN LUI ELENA
COME SIGNORE NOSTRO, RICONOSCERE IN LUI LA DONATO
RIVELAZIONE DEL DIO CHE CI È PADRE, È UNA
DECISIONE CAPACE DI DARE FORMA ^ A TUTTA LA
NOSTRA VITA, A TUTTI I NOSTRI PENSIERI E Al NOSTRI
SENTIMENTI. QUALE FORMA ? NESSUNO PUÒ
ESONERARSI DA UNA RISPOSTA PERSONALE,
SINGOLARISSIMA A QUESTA DOMANDA. IL CAMMINO
CRISTIANO AL SEGUITO DEL MAESTRO, È PER TUTTI
CAMMINO DI FEDE, DI SPERANZA E DI AMORE
FRATERNO, DI ASCOLTO DELLA PAROLA E DI
PREGHIERA.
TUTTI SIAMO CHIAMATI A VIVERE NELLA COMUNIONE
CON I NOSTRI FRATELLI. TUTTI .SIAMO CHIAMATI A
VIVERE IN MODO NUOVO LA TOTALITÀ DEI NOSTRI
RAPPORTI UMANI.

L. 2.500 (2.451j
ep Centro Catechistico Paolino - Roma
4.55"

Elena Donato

GIOVANI INCONTRANO
GESÙ' CRISTO
La metodologia del Catechismo dei giovani per un
cammino di fede

33 C

ep - Centro Catechistico Paolino - Roma


BIBLIOTECA
le» Castel Bandoli

le sue dimensioni... lo scopo definitivo della catechesi è di mettere qualcuno non


solo in contatto, ma in comunione, in intimità con Gesù Cristo » (CT n. 5).
Non fa meraviglia pertanto che questo criterio fondamentale abbia guidato
la compilazione di uno dei più importanti catechismi della Chiesa italiana: il
Catechismo dei giovani (CdG). Esso in

PRESENTAZIONE

Grafica: M. Charles Dangrow


© Figlie di S. Paolo - Roma 1981
Redazione e distribuzione: Centro Catechistico Paoli
Via Antonino Pio, 75 - 00145 Roma

Imprimatur
Mons. Leonello Razza, Vie. Gen. Tusculi, 11
maggio 1981
Presentando quella che doveva essere la magna
charta o, come allora veniva chiamato, il documento-
base della catechesi italiana, i Vescovi italiani,
nell'ormai lontano 1970, scrivevano: « Il centro vivo
della fede è Gesù Cristo. Solo per mezzo di lui gli
uomini possono salvarsi; da lui ricevono il fondamento
e la sintesi di ogni verità; in lui trovano la chiave, il
centro e il fine dell'uomo nonché di tutta la storia
umana... La Chiesa, quindi, deve predicare a tutti
Gesù Cristo e fare in modo che ogni cristiano
aderisca alla sua divina persona e al suo
insegnamento, sino a conoscere e vivere tutto il suo
mistero... Scegliendo Gesù Cristo come centro vivo, la
catechesi non intende proporre semplicemente un
nucleo essenziale di verità da credere; ma intende
soprattutto far accogliere la sua persona vivente, nella
pienezza della sua umanità e divinità, come Salvatore
e Capo della Chiesa e di tutto il creato » (RdC 57 e
ss.).
Queste espressioni, e tutto il capitolo che le
contiene, anticipavano profeticamente quello che il
Papa Giovanni Paolo II avrebbe proclamato nove anni
dopo nella « Catechesi Tradendae », e cioè che «
l'oggetto essenziale e primordiale della catechesi è...
il mistero di Cristo. Catechizzare è, in un certo modo,
condurre qualcuno a scrutare questo mistero in tutte

3
fatti si presenta, ed è effettivamente, un itinerario alla fede nel Cristo, un
cammino di ricerca e di scoperta del mistero di Cristo, che si conclude in un
coinvolgimento totale e in una opzione decisiva per tutta la vita. La Chiesa
italiana lo offre ai giovani non come un libro religioso qualunque, ma con la
dignità di libro della tede, « che si propone di rendere consapevole e piena la
fede di chi già la professa, ridestarla e rinvigorirla in chi la vive nella indifferenza,
aiutare le nuove generazioni e le comunità ecclesiali a scoprirla con impegno
robusto » (CdG p. 6).
D'altra parte questo CdG, dal titolo suggestivo: Non di solo pane, proprio
perché si propone di essere un itinerario reale, impegnato, si presenta come un
testo culturalmente serio e vigilato, che non indulge alla faciloneria dello slogan
o del sensazionale; perciò non è di facile lettura, al contrario, è un libro che
costringe il lettore a pensare, a interrogarsi continuamente. In una parola, è un
libro che esige di essere integrato da validi sussidi didattici che lo spieghino,
costituendosi quali strumenti di mediazione e tradizione, sia per i giovani che per
i diretti responsabili della loro formazione cristiana.
Bisogna dire che dal 1979 ad oggi la bibliografia di tipo didattico sul CdG si è
arricchita di parecchi titoli (libri e articoli sulle riviste catechistiche): alcuni sono
veramente pregevoli, non solo per la competenza dei loro autori, ma anche
perché costituiscono una vera manuductio alla lettura continuata del CdG, con
sintesi e integrazioni antologiche e bibliografiche, assai preziose per gli
animatori dei gruppi giovanili.
In questa linea credo si debba collocare lo studio fatto da E. Donato sul
CdG, però con una originalità di impostazione e di prospettiva, che lo
raccomandano agli operatori pastorali. L'autore infatti si propone di cogliere ed
evidenziare V'impianto metodologico che presiede alla strutturazione del
catechismo stesso. La domanda che si è rivolta, leggendo il CdG, è la seguente:
quali sono i criteri metodologici, che hanno consentito agli estensori del CdG di
concretizzare il loro discorso catechistico in modo da rispondere alle attese
(esplicite o implicite) dei destinatari, e così rendere possibile in loro il progressivo
formularsi di un'opzione di fede? In altri termini, secondo quale metodo è stato
costruito l'itinerario catechistico, che porta gradualmente il giovane a incontrare
Cristo e a impegnarsi radicalmente nella fede in lui? Si tratta, in una parola, di
definire la metodologia dell'itinerario di fede al Cristo, privilegiato dal CdG.
Secondo l'autore il CdG si è proposto di condurre il giovane ad interessarsi
del Gesù-problema, per aiutarlo a scoprire il Gesùmistero. Il primo obiettivo
pedagogico-didattico viene raggiunto mediante un duplice, successivo
approccio: anzitutto un approccio culturale-esistenziale (l'interrogativo religioso
nasce dall'esistenza concreta del giovane, immersa nella cultura attuale), dal
quale si genera l'esigenza di un secondo approccio, quello storico-critico, che si
tematizza sulla figura di Gesù. Il Gesù storico, però, diviene necessariamente
problema, imponendo un terzo approccio, quello storico-salvifico, in funzione del
raggiungimento del secondo obiettivo pedagogico-didattico: la scoperta del
Gesù-mistero. È in questo momento che egli prende coscienza del proprio
coinvolgimento; non si può accettare il Cristo senza ristrutturare completamente
il proprio pensiero e la propria vita. Di qui l'ultimo approccio, quello che l'autore
chiama personali-stico-antropologico, nel quale il giovane viene aiutato a definire
la propria vita nella fede, al di dentro della Chiesa, in una prospettiva di storia
della salvezza.
Questo sforzo di comprensione della logica sottesa dalla struttura
metodologica del CdG, fatto con intelligenza e simpatia, ma anche con vigile
senso critico, risulterà certamente utile alla comunità ecclesiale italiana
nell'utilizzazione di uno strumento valido, anche se difficile, qual'è il CdG, per
l'evangelizzazione e la catechesi del mondo giovanile.

Giuseppe Groppo, SDB

4 5
PREMESSA

Il Catechismo dei giovani (CdG) si presenta chiaramente come «un libro


della" fede »; vale a dire «un libro che si propone di rendere consapevole e piena
la fede di chi già la professa, ridestarla e rinvigorirla in chi la vive
nell'indifferenza, aiutare le nuove generazioni e le comunità ecclesiali a scoprirla
con impegno robusto » (1).
È precisamente questa finalità globale e ultima del testo « Non di solo pane
» che costituisce la motivazione di fondo di una riflessione su di esso in
prospettiva metodologica.
Ciò non significa, è ovvio, partire da una visione dualistica della struttura del
testo, nel senso che le linee metodologiche siano nettamente separabili dalle
linee contenutistiche che caratterizzano il discorso catechistico in esso proposto.
Al contrario, come libro di fede, il testo presenta — e non potrebbe fare altrimenti
— un discorso contenutistico-metodologico unitario, articolato in funzione delle
esigenze formative dei destinatari ai quali si rivolge: i giovani.
Indubbiamente nel « Catechismo dei giovani » è individuabile una struttura
contenutistica, specifica e organica, dettata dalla struttura stessa del messaggio
cristiano, quale messaggio di Gesù Cristo Parola-di-vita rivolta da Dio all'uomo
per la salvezza dell'uomo. Come pure sono in esso presenti delle linee
metodologiche che orientano il discorso contenutistico in ordine alle necessità
dei giovani destinatari.
Si può dunque ribadire che, se è possibile, e nel nostro caso è utile, fare tale
distinzione, essa non significa per nulla che i contenuti e le istanze
metodologiche del testo vengano sviluppate in due direzioni parallele.
Cerchiamo ora di precisare meglio la questione del carattere di unitarietà e di
complementarietà delle due componenti, per cui risulti legittimo accentuarne una
senza negare l'altra.
Il mistero di Cristo, che è al centro del messaggio cristiano, è anche al centro
della catechesi intesa come formazione approfondita e organica alla fede e alla
vita cristiana; ed è al centro di ogni catechesi differenziata in ordine ai
destinatari, come ebbe già a precisare con estrema chiarezza // rinnovamento
della catechesi (2).
Tuttavia, il rendere possibile una articolazione e una accentuazione
differenziata di questo contenuto globale ed essenziale del mistero di Cristo in
ordine alle esigenze formative dei diversi destinatari, è appunto una questione di
metodo. È la questione, sempre posta e mai del tutto risolta, del « come » inteso
nel senso di individuare quelle modalità tondamentali o, potremmo anche dire,
quelle linee prospettiche, che consentono di concretizzare il discorso catechistico
in forma corrispondente alle attese (implicite o esplicite) dei destinatari, perché
questi lo possano accogliere e tradurre progressivamente in opzione di « vita di
fede ».
Il testo « Non di solo pane », precisamente come libro di fede e, quindi, di
vita cristiana, propone un discorso incentrato sulla persona e sull'opera salvifica
di Gesù Cristo, finalizzato all'incontro personale ed esistenziale del giovane con
lui, al fine di portarlo a maturare una scelta decisiva per lui e ad un impegno di
vita con e in lui.
È dunque una proposta formulata complessivamente secondo le modalità di
un itinerario, vale a dire di un cammino di ricerca le cui tappe fondamentali vanno
« dai problemi della vita al mistero di Cristo, fino alla testimonianza della vita
nuova » (3). Dall'indice stesso del catechismo, appare chiara l'articolazione
organica di tale itinerario tracciato in tre tappe fondamentali, progressive e
complementari.
a) Il giovane viene avviato sulla strada della «ricerca» mediante un
atteggiamento di fondo di natura interrogativa che lo conduce gradualmente e
progressivamente alla scoperta del senso di una verità « più alta », intesa come
risposta esistenziale alle attese più segrete e più autentiche del cuore umano. È
questo il nucleo del discorso proposto nella Parfe / del catechismo: Alla ricerca.
b) Il giovane, dopo aver maturato in se stesso una valida domanda
religiosa, viene guidato all'incontro. « faccia a faccia » con Gesù Cristo; un
incontro consapevole e responsabile, sostenuto da. una riflessione critica sulla
storia e sul « mistero » di Gesù « il Cristo », quale esso risulta da un approccio
intelligente ai Vangeli. Un Gesù riscoperto e accettato nella sua vera e totale
identità: più che uomo, più che rabbi, più che profeta, cioè

(1)
Non
di
(2) //
rinnovamento della
solo
catechesi, CE.]., 1970;
pan
cfr. specialmente ce. IV
e,
e
C.E.
I., (3) Non di solo
197 pane, cit, p. 6.
9, p.
6.

5 7
come Messia e Figlio di Dio. È questo il nucleo del discorso proposto nella Parte (4) Ibidem, p. 8.
II del catechismo: Gesù il Cristo. (5) Ibidem.
c) Giunto alla confessione di fede: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente », (6) Ibidem. Sul significato dell'esperienza di Zaccheo come parabola del-
il giovane viene orientato verso un impegno concreto di vita nuova in Cristo, l'incontro del giovane con Cristo, cfr., ad esempio, C. Bissoli, La linea biblica
del catechismo dei giovani, in « Catechesi », 1° novembre 1979, n. 15, p. 21.
scaturente da un « sì » consapevole e definitivo alla sua persona e alla sua
proposta esistenziale. In altre parole, si cerca di far acquisire al giovane un
senso nuovo della vita segnata ormai radicalmente dalla fede di Gesù Cristo,
che deve diventare criterio valutativo e interpretativo di tutte le situazioni
fondamentali che la caratterizzano, sia dal punto di vista dell'esperienza
individuale e comunitaria, sia dal punto di vista dell'esperienza interpersonale e
collettiva. È questo il nucleo del discorso proposto dal catechismo nella Parte III:
La vita nuova. approccio in prospettiva
Cercheremo ora di evidenziare, sia pure in modo piuttosto sintetico, secondo
quali linee o prospettive metodologiche è articolato l'itinerario del CdG che, come

CULTURALE ~
abbiamo già sottolineato, vuole guidare i giovani verso l'incontro di fede con
Gesù Cristo. Data la struttura generale del testo caratterizzata da tre parti ben
distinte (sia pure organicamente connesse) che costituiscono le tre tappe
fondamentali di tale itinerario, pare legittimo il tentativo di individuare in queste
tre tappe le prospettive fondamentali di approccio dei giovani a Gesù Cristo. Tali
prospettive appaiono rispondenti ad alcuni tratti caratterizzanti la loro « mentalità
» ovviamente condizionata, sia in senso positivo che negativo, da situazioni
ESISTENZIAL
ce. 1 -4 *
tipiche e costanti dell'attuale ambiente socio-culturale.
Indichiamo ora le prospettive di approccio a Gesù Cristo ricavate appunto
dalla struttura globale del catechismo, senza con ciò voler ridurre ad esse o
esaurire in esse il discorso metodologico dell'itinerario di fede tracciato dal
nostro testo. È chiaro, comunque, che tale itinerario conduce il giovane dalla Precisiamo anzitutto che l'aspetto culturale del discorso è accentuato
conoscenza di Gesù come problema all'incontro di fede con Gesù visto come soprattutto nei ce. 1-2, mediante l'analisi critica delle istanze, sia negative
mistero. Dal Gesù-problema al Gesù-mistero: ecco il passaggio interiore che il che positive, della cultura contemporanea, mentre l'aspetto esistenziale è,
giovane è chiamato a compiere mediante diverse e complementari prospettive di accentuato in modo particolare nei ce. 3-4 attraverso la problematica della
approccio; passaggio critico ma obbligato perché si realizzi l'incontro di salvezza libertà e della speranza.
con Gesù Cristo. Complessivamente, comunque, questa prima prospettiva costituisce
Le nostre riflessioni si articoleranno precisamente in quattro punti senz'altro una premessa indispensabile al discorso specifico su Gesù Cristo,
fondamentali che evidenzieranno quattro prospettive di approccio: in quanto mira a suscitare nei giovani una autentica e radicale domanda
religiosa. Non a caso il titolo generale della prima sezione del catechismo si
I) approccio in prospettiva culturale-esistenziale: CdG, ce. 1-4; pone in termini di invito «alla ricerca»; e giustamente, poiché non bisogna
II) approccio in prospettiva storico-critica: CdG, c. 5; dare per scontato che il giovane, oggi, si apra sempre e spontaneamente alla
III) approccio in prospettiva storico-salvifica: CdG, ce. 6-16; ricerca di quella verità esistenziale che oltrepassa i limiti dell'esperienza
IV) approccio in prospettiva personalistico-antropologica: CdG, ce. 17-22. immediata del quotidiano o del vivere comune. Come non si deve dare per
scontato che egli, nella sua spesso confusa sensibilità al nuovo, giunga
Le prime due prospettive orientano alla conoscenza del Gesù-problema; le
facilmente alle soglie della vera domanda religiosa. Quest'ultima va
due successive, invece, orientano al Gesù-mistero.
sollecitata, chiarita, educata in funzione della sua apertura all'incontro con
Gesù Cristo: un incontro che è insieme risposta alle domande più profonde
Il bisogno di tentare l'impresa del giovane e nuova domanda nei confronti di Gesù e del suo messaggio
salvifico.
Tale necessità di suscitare, educare, orientare nei giovani un'autentica
Per compiere un cammino è necessario decidersi ad intraprenderlo, tanto domanda religiosa è confermata dalle attuali rifles-
più quando si tratta di un cammino che è ricerca di qualcuno e che tocca
direttamente la vita di chi si pone in ricerca. Per aiutare il lettore di queste pagine nel confronto con il CdG, gli offriamo, di volta in volta, i
È questo il senso dell'invito che il catechismo propone al giovane prima riferimenti precisi riguardanti sia i capitoli che i paragrafi del catechismo stesso. Il modo di citare è il
ancora di iniziare la ricerca che lo porterà all'incontro di fede con Gesù, seguente: c. 1.3-5 = capitolo primo, paragrafi da 3 a 5.
richiamando in una pagina introduttiva la figura di Zaccheo descritta in Luca sioni sulla condizione giovanile (7). Da esse emerge anzitutto un'esigenza di
19,1-10. L'esperienza di Zaccheo assume qui un valore paradigmatico poiché fondo: « Davanti alla pluralità delle proposte che gli arrivano, il giovane ha
esprime chiaramente l'atteggiamento di chi, mosso dal desiderio di « vedere » bisogno di veder chiaro e quasi di rifondare la sua adesione di fede» (8). Il
Gesù, cerca di superare a qualsiasi costo le difficoltà immediate per mettersi in catechismo considera dunque seriamente questa esigenza inerente alla
una posizione favorevole a raggiungere condizione giovanile, anche se non sempre esplicitata dai giovani; di
10 scopo. conseguenza « il testo scommette sulle capacità di ricerca e di riflessione del
Zaccheo, infatti, si arrampica su di un albero, poiché solo a quella condizione giovane e pertanto affronta le difficoltà che rendono inaccessibili oggi i contenuti
è a lui possibile vedere quel Gesù di Nazaret che suscita la curiosità o l'interesse della fede; difficoltà che provengono dalla realtà sociale e dalla cultura moderna
di tanta gente. L'incontrare Gesù, sia pure per un breve momento lungo la (...), per liberare il giovane da atteggiamenti pregiudiziali e metterlo in condizione
strada, conduce Zaccheo ad una esperienza imprevedibile: egli potrà « averlo di avere il coraggio della verità » (9).
ospite e compagno definitivo dell'esistenza » (4). Nello snodarsi di questo cammino teso alla ricerca di una verità esistenziale
Ecco allora la domanda stimolante: perché non tentare, in qualche modo, la più profonda, si possono individuare alcuni momenti essenziali e caratterizzanti:
felice avventura di Zaccheo ? Perché non fare spazio, dentro di noi, al bisogno di l'esame critico dei pregiudizi oggi dominanti che impediscono l'apertura alla
incontrare uno che rinnovi verità religiosa; la proposta di atteggiamenti autentici di ricerca; la formulazione
11 senso della nostra vita? di interrogativi sul senso della verità e sul senso dei valori umani che, in ultima
Le remore iniziali si possono vincere « quando si decide di andare al di là di istanza, rinviano alla dimensione della trascendenza (verrà chiarito in seguito il
noi stessi, al di là dei luoghi comuni, quando si cerca di scavare in profondità» senso di tale dimensione).
(5). Basta avere il gusto di salire un po' più in atto; il catechismo vuole appunto Cerchiamo ora di delineare meglio questi momenti per comprenderne
costituire questa spinta, nella consapevolezza che « dentro di noi, come in chiaramente il valore propedeutico all'incontro con Gesù Cristo.
Zaccheo, c'è spesso il bisogno di tentare l'impresa » (6). Tocca a ciascuno
tradurre il proprio bisogno interiore in atto di coraggio, in impegno di ricerca.

6 9
ATT coinvolge direttamente la

2 E
G
coscienza e la vita di chi

(11) Ibidem, p. 14.


1 L'ESAME CRITICO G (12)
(13)
Ibidem,
Ibidem,
p. 15.
pp. 18-20.
DEI PREGIUDIZI CULTURALI (c. 1.1-6; c. 2.1-4) I (14) Ibidem, p. 22.
A (15) Ibidem, pp. 23-26.
• L'autosufficienza dell'uomo razionalmente maggiorenne che, in nome di M (16) Ibidem, pp. 20-21.

un'assoluta autonomia della ragione, ritiene superfluo o rifiuta il discorso E • La libertà (23). Il
religioso (10). catechismo non si pone sul
N piano di una definizione
(7) Sull'attuale condizione giovanile, in riferimento anche al problema della domanda religiosa, cfr. T teoretica della libertà, ma
R. Gargini, Condizione giovanile e Catechismo dei giovani, in AA.VV., Guida al Catechismo dei giovani,
Elle Di Ci, Torino, 1979, pp. 13-24; Consulta Generale Apostolato dei Laici (a cura di), Comunità eccle-
I prende avvio da una situa-
siale e condizione giovanile, Ed. O.R., Milano, 1979; G. Milanesi, Appunti sulla condizione giovanile, in zione problematica della vita
«Catechesi», 1° novembre 1979, n. 15, pp. 35-45; Gioventù Aclista e Istituto di Sociologia della UPS (a
A contemporanea: l'attuale «
cura di), La domanda religiosa dei giovani, in «Catechesi», cit, pp. 47-51; S. Sarti, Chiesa e in- lotta per la libertà », problema
segnamento della religione, Ibidem, pp. 53-58; N. Criniti, / giovani e la morale, Ibidem, pp. 59-64. U
ormai noto sotto il termine
(8) R. Gargini, Condizione giovanile e Catechesi dei giovani, in AA.VV., Guida al Catechismo dei T
giovani, cit., p. 22. emblematico di « liberazione
(9) Ibidem. E » (24).
(10) Non di solo pane, cit., pp. 11-13. N
• Lo scetticismo, derivante da una concezione di radicale relativismo della T
(17) Ibidem, p. 14; su questo
verità; relativismo oggi motivato soprattutto dal pluralismo culturale e da atteggiamento, occorre tenere
argomentazioni scientifiche (11). I presente il più
ampio discorso del c. 1.3/4/5.
C
• Un nuovo dogmatismo, mutuato da pregiudizi collettivi assunti
I
(18) Ibidem, p. 14.
acriticamente, secondo la prassi comune, come criteri di verità (12). (19) Ibidem, p. 16; sulla veracità
interiore, occorre tenere presente tutto
• Il diffuso atteggiamento antireligioso della nostra epoca per cui, oggi, D il paragrafo 7 del c. 1.
molti studiosi definiscono l'epoca contemporanea come un'epoca post-religiosa (20) Ibidem, p. 16.
(13). I (21) Ibidem, p. 17.
(22) Ibidem, p. 26.
• La mentalità farisaica che, dietro l'apparenza di una religiosità « pura », (23) Ibidem, pp. 26-29.

formalmente ineccepibile, nasconde una strumentalizzazione soggettivistica


R (24) Ibidem, pp. 26-27.
I Il discorso si svolge
della religione in funzione di sicurezza e di autocompiacimento morale (14). successivamente attraverso
C
• Il pregiudizio scientista, di ispirazione positivista e neopositivista, il quale
E
l'analisi "dei « paradossi della
afferma l'assolutezza del sapere scientifico e attribuisce valore di « verità » solo libertà moderna » (25),
alle affermazioni sperimentalmente verificabili. Di conseguenza, tale pregiudizio R identificabili soprattutto nelle
rischia di ridurre al silenzio qualsiasi discorso umano sui valori più profondi della C varie forme di
vita e sulla ricerca del trascendente (15). A strumentalizzazion-e e di
asservimento, sia della «
• Il « sospetto » contro la religione, atteggiamento tipico di quei pensatori ragione » umana sia della
contemporanei, i quali avanzano il « sospetto » che il mondo dei valori e delle ( personalità individuale. Ciò è
realtà religiose sia soltanto l'espressione inconsapevole di bisogni e di desideri c dovuto principalmente al
umani insoddisfatti. Di conseguenza, la religione sarebbe soltanto una « illusione mancato controllo razionale
» o una « proiezione » psicologica di un mondo idealizzato dove l'uomo si
.
dell'attuale sistema
rifugia, evadendo dalla realtà (16). economico. Infatti, mentre
la ricerca. Quest'ultima è la verità esistenziale, quella che « si trasforma in 1 l'uomo progetta il dominio
programma di vita, che costringe al cambiamento, all'autocritica, a una speranza . della natura, facilmente ne
impegnativa (...); quella che mette in discussione tante illusioni e svela le 3 diventa schiavo; mentre vuole
inquietudini più profonde dell'uomo » (17). liberare le proprie migliori
-
La domanda: « Chi è Gesù? » esige, più di ogni altra, questo coraggio (18). energie con l'aiuto della
5 macchina, facilmente egli è
• La veracità interiore. È un atteggiamento rigorosamente conseguente al
. ridotto a un esecutore
coraggio della verità e si concretizza anzitutto nel «coraggio di guardare a noi
stessi con schiettezza» (19); in ultima analisi è un atteggiamento che si matura 7 passivo della produzione
nella chiara consapevolezza che il vero uomo « maggiorenne » è colui che « su ; tecnologica stessa; /nentre
tutto si interroga, ogni parola ascolta, nella ricerca attenta e appassionata d'ogni recupera un certo «tempo
briciola di verità » (20) ovunque essa si trovi, senza affidarsi acriticamente né libero», egli è artificialmente
c condizionato nell'uso del
all'opinione comune corrente né alla semplice tradizione.
. medesimo.
È questo, appunto, il presupposto indispensabile per giungere ad una fede
cristiana « adulta » che si esprime in una « scelta di chi ha già percorso un lungo Il superamento delle forti
cammino nella ricerca della verità » (21). 3 contraddizioni inerenti al
. paradosso della libertà
• La decisione di guardare oltre la realtà terrena del quotidiano, moderna è possibile nella
dell'immediato, dello sperimentabile, nella consapevolezza che « non di solo 2 misura in cui l'uomo si lascia
pane vive l'uomo » (22). ) coinvolgere nuovamente
dall'interrogativo sul senso e

3
sul valore autentico della
• Il coraggio della verità.
libertà, riproposta a partire dal
C'è una verità che esige solo senso e dal valore della
INTERROGATIVI ESISTENZIALI: l'adesione dell'intelligenza: persona. In altre parole, «
quella scientifica, ad
IL SENSO E IL VALORE DELLA LIBERTÀ occorre rivolgere l'attenzione
esempio; e c'è una verità che

7 9
alla realtà che è dentro di noi, presente nel contesto c oscura ricerca di lui,
che siamo noi stessi » (26); esperienziale dell'amore (31) . emergente nei « mille volti »
solo così sarà possibile e nell'esperienza politica (32). della speranza umana. Anzi,
operare uno sguardo nuovo,
4 visti in tale prospettiva, questi
Fatte queste
di valore, sulla realtà che sta constatazioni, che sembrano . primi quattro capitoli del testo
fuori di noi. negare ogni valore a un 6 appaiono fondamentalmente
Una tale ricerca coinvolge discorso sulla speranza ) orientati a suscitare
la vita di chi si accinge ad umana, il catechismo indica l'esigenza di una risposta che
intraprenderla, perché « un orizzonte verso il quale trascenda i limiti delle ri-
diventa esercizio di libertà, può indirizzarsi la ricerca di È precisamente in questa sposte umane o il vuoto di
scelta personale e di fede, un primo senso del bisogno prospettiva profondamente una mancata, perché
com'è ogni vero atto libero » umano di speranza: a) il sano esistenziale che l'interrogativo impossibile, risposta
(27). sospetto che gli incessanti sul senso e sul valore della solamente umana.
sforzi dell'uomo per speranza umana apre
• La speranza (28).
ricominciare sempre a rico- l'orizzonte della
Analogamente a quelle
struire qualcosa sulle rovine trascendenza. Infatti,
relative alla libertà, le
riflessioni sulla speranza delle proprie sconfitte « possa l'esperienza più costante dice UNA QUESTIONE
partono dall'esperienza essere sintomo di una che la speranza fa risorgere,
sempre e nuovamente, la
CHE COINVOLGE
quotidiana; essa è intessuta speranza nascosta e magari
di molteplici piccole speranze, distorta, ma che ha un volontà di vivere nonostante e IL
che nascono da uno fondamento al di là di ciò che oltre le illusioni dissolte; la QUESTIONANTE
spontaneo bisogno soggettivo l'uomo sa esprimere » (33); speranza, dunque, « invoca
di dare un senso e un gusto b) la certezza che esiste una un esaudimento, che sembra
al presente rivolgendo lo parola portatrice di una sfuggire ad ogni esperienza e Così impostato,
sguardo e il desiderio verso grande promessa, una parola ad ogni riflessione » umana attraverso atteggiamenti critici
un immediato futuro non umana e, pertanto, (35). e interrogativi pressanti e
gratificante. capace di superare ogni Perciò stesso, la speranza rigorosi, il discorso
Ma è proprio dall'interno previsione umana; una parola diventa segno della preliminare del CdG condotto
di questa rete di speranze che « esce dalla bocca di Dio trascendenza intesa come « nei primi quattro capitoli non
quotidiane che emerge », ma che « in qualche modo nostalgia dell'Assoluto » o, si risolve in una semplice
continuamente il rischio si insinua nel cuore di ogni come direbbero alcuni autori introduzione critica al
uomo e lo rende capace di contemporanei, nostalgia « discorso su Gesù Cristo e sul
sperare al di là delle mille del totalmente Altro » (36). suo messaggio. Al contrario,
smentite che la realtà oppone è un discorso che propone a

4 alle sue illusioni sempre risor-


genti » (34).
(30)
(31)
(32)
Ibidem, p. 32.
Ibidem, pp. 33-34.
Ibidem, pp. 34-35.
tutti gli effetti, un vero e pro-
prio cammino di conversione,
cioè di cambiamento di
dell'illusione e l'amarezza (33) Ibidem, p. 33.
mentalità. Cammino condotto
della delusione. (34) Ibidem.
Analogamente, la parabola (35) Ibidem, p. 35. appunto mediante un
psicologica che si articola nei APE (36) Ibidem, pp. 35-36. Cfr., ad confronto critico di mentalità:
esempio, M. Horkheimer, La "osfa'9'a la mentalità di chi si interroga
momenti dell'attesa-speranza- R totalmente altro, trad. it. di R. Gibellini,
illusione-delusione si verifica seriamente sul senso ultimo
T Queriniana, Brescia, 2" ed. 1977.
della verità e dei valori e la
nell'intero arco dell'esistenza È a questo punto, e molto
umana. Il catechismo rie*-
U opportunamente, che il mentalità di chi si sente già in
voca, a questo proposito, R catechismo prospetta possesso definitivo della
alcune esperienze A l'esigenza di operare il verità e del senso della vita;
paradigmatiche dove domina passaggio all'evangelo quale la mentalità di chi si sente in
un senso pessimistico della unico luogo dove la nostalgia stato di ricerca, sempre
A bisognoso di un aiuto per
vita, dove la speranza e lo dell'Assoluto, che è nostalgia
sguardo sul futuro svaniscono
L di Dio, trova una risposta compiere un passo decisivo
dietro la maschera L inaspettata e adeguata, in avanti e la mentalità di chi
dell'illusione. Tali sono A pronunciata da « Colui che è si sente autosufficiente e «
l'esperienza di G. Leopardi, più grande dell'uomo ». già arrivato ».
del saggio israelita autore del Infatti, per il cristianesimo, « È ovvio che, con questo
T Dio ha pronunciato la sua metodo critico-interrogativo di
« Qoèlet », dello scrittore
contemporaneo S. Beckett
R parola nella nostra storia, l'ha « chiarificazione esistenziale
(29), A mandata a noi come », il giovane interlocutore è
S compagna del nostro sollecitato a lasciarsi mettere
(25) cammino. Gesù è questa in questione dalla stessa
Ibidem, pp. 27-28. C Parola di Dio fatta carne »
(26) Ibidem, p. 29. domanda di verità e di senso
(27) Ibidem. E (37). che egli accetta inizialmente
(28) Ibidem, c. 4. N Non è superfluo di porsi.
(29) Ibidem, pp. 32-33.
D sottolineare, qui, come il
sebbene l'esperienza del
saggio israelita presenti E catechismo faccia (37) Non di solo pane, cit., p. 36.

N intravedere, fin da questa Tale metodo, mentre


un'apertura a un possibile
prima tappa della ricerca, che corrisponde alla sensibilità
senso della vita nascosto « Z dei giovani d'oggi tendente a
Gesù Cristo, Parola vivente di
nel segreto di Dio » (30). A Dio, è la risposta concreta e privilegiare la chiarezza e
Un discorso analogo l'atteggiamento critico, esige
infinitamente ricca di
viene condotto riguardo alla allo stesso tempo il coraggio
dialettica speranza-illusione,
( significato a questo bisogno
nostalgico di Dio, che è di quella verità, su cui il

8 9
catechismo insiste, che inizia critico-interrogativo in essi
da se stessi e tende ad formulato. Tale discorso,
andare sempre oltre infatti, è caratterizzato da
l'esperienza dell'immediato e un'analisi socio-culturale
del visibile. dell'esperienza umana
orientata, come già abbiamo
sottolineato, alla maturazione

6
di una autentica domanda
religiosa.
È il caso quindi di chiarire
ESP quale sia il significato
E dell'inserimento di questi
R passi biblici nei ce. 1-4,
I evidenziando quale sia il loro
E rapporto con l'esperienza
umana che in essi viene
N analizzata. Ciò risulta
Z anzitutto dai diversi criteri con
A i quali i passi biblici sono
inseriti (39).
E • Come affermazioni
occasionali che indicano in
quale senso debba essere
P chiarito un atteggiamento
A umano ambiguo; tale è, ad
R esempio, l'atteggiamento
O scettico di Pilato, rilevabile nel
L suo dialogo con Gesù, di
fronte al problema della
A verità: « Che cos'è la verità?»
(40); oppure, l'atteggiamento
D pragmatico, di derivazione
I positivista, di colui che, pur
dichiarandosi credente, tende
a porre Dio al servizio dei
D
propri bisogni: «Se tu sei
I Figlio di Dio, dì a questa
O pietra che diventi pane» (41).
• Come riferimento a
( testi più ampi, scelti allo
c scopo di evidenziare un «
tratto di mentalità » presente
e
in certe posizioni fi-
.
(38) G. Betori, Bibbia e
1 Catechismo dei giovani, in AA.VV.,
Guida
-
techismo dei giovani, cit., p. 41.
4
(39) Ibidem, pp. 41-42.
)
(40) Non di solo pane, cit., p.
14, dove è citato Gv 18, 38.
Come osserva (41) Ibidem, p. 26, dove è citato
giustamente G. Betori, nel Le 4, 3.
CdG, « la strada percorsa dai
primi capitoli è volutamente
circoscritta nell'ambito di una
pura fenomenologia del dato
esperienziale » (38), per cui
non ci si può aspettare un
riferimento sistematico e
costante alla Parola di Dio.
Tuttavia si incontrano
riferimenti biblici sparsi in
diversi luoghi dei primi quattro
capitoli; riferimenti che, a
prima vista, appaiono come
citazioni occasionali e
piuttosto estranee alla linea
fondamentale del discorso

9 9
losofiche operanti, direttamente o indirettamente, nel contesto della cultura
contemporanea, ma già presenti nella mentalità dei contemporanei di Gesù e da
lui chiaramente denunciati. Il catechismo richiama, ad esempio, il « principio
positivista » che pone in primo piano le realtà sperimentali, rilevando che, in
termini equivalenti, è la mentalità criticata da Gesù nella nota parabola della «
grande cena » (42).
Altro esempio è quello offerto dall'analisi della mentalità pessimista irretita
nel gioco dialettico speranza-illusione. Qui ci interessa in particola/e la posizione
del saggio israelita dove, a differenza di quella di un Leopardi o di un Beckett
(come abbiamo precedentemente accennato), la visione pessimista della vita
umana resta aperta al mistero imperscrutabile di un senso trascendente che può
venire solo da Dio. Il catechismo, infatti, sottolinea che, per il saggio della
Bibbia, « l'uomo non può scoprire la ragione di quanto si compie sotto il sole, per
quanto si affatichi a cercarla» (43); il saggio-credente si affida al segreto giudizio
di Dio.
• Come riferimenti globali a personaggi o ad avvenimenti di cui si rileva
qualche tratto caratterizzante: tale è il richiamo alla costante tentazione di
superstizione e di idolatria da parte del popolo ebraico; oppure, l'atteggiamento
farisaico chiaramente denunciato da Gesù. E tutto ciò viene evidenziato allo
scopo di mettere in luce come i rischi di una religione non autentica, oggi
aspramente denunciati dai maestri del sospetto (Marx-Freud), siano oggetto di
severa critica già nello stesso contesto della storia biblica (44).
Chiariti, attraverso le esemplificazioni precedenti, i criteri con i quali i passi
biblici vengono rapportati all'esperienza contemporanea, precisiamo ora il
principio metodologico globale che ha guidato il rapporto esperienza-Parola di
Dio in questi primi capitoli.
A tal riguardo ci pare illuminante quanto osserva G. Betorj: « In nessun caso
si tratta di un uso dei testi biblici in ordine ad una proposta di fede immediata. Al
contrario, coerentemente con la prospettiva propria di questa prima parte del
CdG, la validità delle affermazioni bibliche è in un certo senso subordinata alla
loro coerenza con fatti ed atteggiamenti rilevabili da un'analisi dell'esperienza
umana in generale » (45). In altre parole, si adotta un legittimo parallelismo con
il quale si vuole evidenziare « la consonanza tra l'esperienza biblica e quella
umana sulla base di una accurata lettura di entrambe » (46). Perciò, « si
potrebbe parlare di una lettura della Bibbia per " presentimento " esistenziale o
di comprensione della Parola di Dio dal basso » (47).
In conclusione, ne risulta un uso della Parola di Dio in funzione di pre-
evangelizzazione dove la Parola svolge un ruolo, per così dire, ermeneutico nei
confronti dell'esperienza umana (48). Uso e ruolo più che legittimi, sia perché la
Parola di Dio è sempre rivolta all'uomo in situazione esistenziale-storica, sia
perché i giovani d'oggi hanno bisogno di essere educati preliminarmente a
cogliere l'ultima connessione tra la Parola di Dio e la vita concreta dell'uomo
d'oggi che è anche la loro vita quotidiana.

(42) Ibidem, p. 25, dove è citato


Le 14, 16-20.
(43) Ibidem, p. 32, dove è citato
Qo 1, 2-5 e 8-9
(44) Ibidem, p. 22: si fa
riferimento a tali atteggiamenti senza
inserire citazioni di passi particolari.
(45) G. Betori, Bibbia e
Catechismo dei giovani, cit., p. 42.

(46) C. Bissoli, La linea biblica del


Catechismo dei giovani, in « Catechesi
», 1° novembre 1979, n. 15, p. 22.
(48) G.' Betori, Bibbia e
Catechismo dei giovani, cit., p. 42; C.
Bissoli, La linea biblica del
Catechismo dei giovani, cit., p. 22.

10 19
Conseguentemente a tale convinzione, il catechismo ricostruisce i momenti
più significativi della « questione del Gesù storico » in una forma espositiva
lineare e coerente (54):
• la genesi e lo sviluppo storico della questione; suoi riflessi nell'interesse
attuale intorno alla figura umana di Gesù (55);
appirocclo in prospettiva
(51) G. Betori, ibidem, p. 44.
(52) Ibidem.
(53) Non di solo pane, cit., p. 50.
(54)
STORICO - CRITICA c.5
C. Bissoli, La linea biblica del Catechismo dei giovani, cit., p.
(55) Non di solo pane, cit., pp. 39-44 e pp. 37-38.
» il processo di formazione dei Vangeli: la predicazione e l'opera di Gesù
prima della Pasqua; la predicazione degli apostoli alla luce dell'evento pasquale;
la redazione scritta della predicazione apostolica attraverso fasi successive che
hanno nei Vangeli il documento definitivo (56);
• la possibilità di conoscere il Gesù della storia evitando le posizioni
Il capitolo 5 del CdG, anche se posto a complemento della prima sezione, estremiste e tutt'altro che risolutive sia dell'esattezza biografica sia della
appare chiaramente come un momento di transizione alla seconda sezione, demitizzazione radicale (57).
nell'intento di preparare fondatamente il giovane al passaggio « ragionevole » Va ancora rilevato che il catechismo, prima ancora di addentrarsi nel vivo
dal Gesù storico al Gesù dei Vangeli. della questione del Gesù storico, prospetta con estrema chiarezza i limiti stessi
In questa funzione, che potremmo definire propedeutica all'incontro con « del discorso. Quantunque esso possa condurre a risultati positivi circa il
Gesù il Cristo », il c. 5 propone un discorso di carattere storico-critico, che ha in fondamento storico della persona e dell'opera di Gesù di Nazaret, il giovane non
se stesso un senso compiuto ben preciso ed è orientato a completare il deve illudersi di trovarsi la risposta all'interrogativo: « Chi è costui? ». Infatti
cammino verso un atteggiamento religioso autentico da un punto di vista più come per i contemporanei di Gesù, la risposta, anche per noi oggi, non può
strettamente « cristiano ». Ciò nell'intento di aiutare il giovane a superare la crisi venire dall'esterno ma soltanto dall'atteggiamento interiore di apertura alla verità
delle certezze cristiane che si accompagna oggi alla più generale crisi delle che sta dentro e oltre i fatti (58).
certezze religiose; crisi che investe anche l'immagine di Gesù. Se infatti si può Infine, sgombrato il terreno da ogni serio dubbio o incertezza sui fondamenti
constatare attualmente una certa sensibilità per la figura umana di Gesù, essa storici del cristianesimo, il catechismo invita i giovani ad aprire il Vangelo con
appare nondimeno in diverse forme distorte che riflettono un Gesù « dai molti atteggiamento di « ascolto » e di « invocazione », per scoprire in esso una
volti » (49). Di qui, la necessità di ricostruire il « volto vero » di Gesù di Nazaret risposta chiara e concreta al « bisogno di una parola diversa da quelle che noi
esaminando criticamente il valore storico dei Vangeli che di lui ci danno stessi sappiamo pronunciare » (59).
testimonianza. I rilievi sopra esposti dovrebbero essere sufficienti a far comprendere che il
È evidente la novità di un tale discorso entrato a far parte costitutiva della c. 5 del CdG, pur presentando un carattere decisamente metodologico (60),
catechesi giovanile in Italia (50). A prima vista esso può essere giudicato non costituisce un primo approccio diretto alla persona di Gesù, atto a facilitare nel
pertinente alla « catechesi », in quanto ha per oggetto una problematica giovane l'accoglienza di Gesù-uomo nella sua autenticità storica, tanto discussa
strettamente culturale proprio perché fondamentale per il cristianesimo; esso infatti si definisce come
storia della salvezza in Cristo.
(49) Non di solo pane, cit., pp. 37-38.
(50) G. Betori, Bibbia e Catechismo dei giovani, cit., pp. 43-44; C. Bissoli, La linea biblica del
Catechismo dei giovani, cit., p. 23.
che interessa il campo esegetico degli specialisti o le esigenze critiche
dell'intellettuale.
Ad un attento esame, però, le motivazioni che spiegano la validità di questo
discorso storico-critico sono più che sufficienti. Una prima motivazione si deduce dagli approccio in prospettiva
obiettivi fondamentali che si intende raggiungere con questo tipo di discorso:
a) « la conferma della possibilità di riscoprire nei Vangeli l'autentico volto storico
del Cristo »;
b) « suggerire una metodologia di lettura dei Vangeli che, partendo dalla nozione
di "forma letteraria" distingue i diversi strati di tradizione e redazione che si
STORICO-SALVIFICA cc.6-16
sovrappongono, interpretandolo, all'evento storico» (51).
Una seconda motivazione è data dal carattere essenzialmente storico del
messaggio cristiano per cui è « giusto chiedersi fino a che punto le testimonianze della
storia del passato ci rivelano il volto autentico del presente. Ed è altrettanto giusto
chiedersi in quale modo vanno affrontati i testi del passato per non tradirli nel loro
A questo punto il CdG introduce, senza passaggi forzati, il discorso
significato e perché ci svelino nella sua oggettività la storia di cui sono testimonianza »
centrale concernente Gesù « il Cristo », che occupa tutta la seconda
(52).
sezione del testo e costituisce il nucleo caratterizzante la sua proposta
Il catechismo stesso sottolinea la validità di tali intenti con la seguente
catechistica ai giovani italiani.
precisazione: « Il cristiano, oggi, nel leggere il Vangelo, non si affida soltanto alla Si tratta di un itinerario cristologico poiché il giovane, attraverso il
tradizione della fede o al discernimento spirituale che la sua personale esperienza preliminare cammino di conversione alla verità religiosa, si è aperto ad
religiosa gli consente, ma fa anche ricorso ai criteri delle scienze storiche e della critica accogliere quella parola « diversa » che può procedere solo dalla bocca
letteraria. Tali criteri scientifici non condannano in alcun modo Gesù a svanire nelle di Dio, viene invitato a seguire direttamente Gesù come egli si presenta
nebbie di un lontano mondo, fatto di primitive fantasie popolari. Avvicinano invece a noi nei Vangeli stessi. Un itinerario quindi che, dal punto di vista del giovane,
il Gesù della storia, e ci consentono di rivivere lo stupore, gli interrogativi, le scelte si concretizza in una nuova tappa del suo cammino di conversione: una
compromettenti che già duemila anni fa la sua presenza provocò presso coloro che si conversione specifica alla verità evangelica sul Cristo e pronunciata dal
incontrarono con lui » (53). Cristo con le parole e con le opere.

11 21
appunto per una doverosa dal «piccolo gregge»; pp. 123-124,
dove si esplicita il significato salvifico
fedeltà sostanziale ai Vangeli,
DAL PROCEDIMENTO STORICO-CRITICO AL esso non viene articolato
della «via della croce» per ogni

1 PROCEDIMENTO STORICO-SALVIFICO secondo un criterio


cronologico (dalla nascita al
cristiano; pp. 134-135, dove si
sottolinea il significato dell'eucaristia
come segno-dono di comunione; p.
150, per quanto concerne il significato
sepolcro vuoto), bensì
salvifico della morte di Gesù; p. 166,
secondo un criterio storico- per quanto riguarda la risurrezione
salvifico. Esso procede, cioè, come mistero di fede; p. 181, dove si
(56) Ibidem, pp. ordine dottrinale-sistematico, nel senso di una prospettiva di trova una breve formula trinitaria.
45-48. fondo che stabilisce un
pur presentando un itinerario
(57) Ibidem, pp.
parallelo costante e pro-
44-46. organico e
(58) Ibidem, pp. 38-39. metodologicamente ben gressivo tra la vicenda storica
(59) Ibidem, pp. 50-51. fondato sul piano storico- di Gesù e la esplicitazione-
(60) G. Betori, Bibbia e critico in connessione con la com-prensione del mistero
Catechismo dei giovani, salvifico di cui essa è
(69) G. Angelini, Struttura e
linea metodologica assunta contenuto del Catechismo dei giovani,
cit., p. 43.
nel c. 5. Infatti il giovane portatrice (65). La dimensione cit., pp. 34-35.
Evidentemente
viene gradualmente condotto storica è sviluppata talità contemporanea ad una
il CdG è
ad una conoscenza sempre progressivamente nel indebita democratizzazione
volutamente
più esplicita della vita e del susseguirsi articolato dei vari della figura di Gesù che offre
lontano da un
mistero di Gesù mediante capitoli della seconda sezione di lui una visione
discorso
una lettura critica dei Vangeli del catechismo, polarizzati semplicemente umanistica e
cristologico di
collegata e illuminata, intorno ai momenti rifiuta in lui ciò che lo rivela «
dove è necessario, con passi forma di una « via crucis », cioè fondamentali del ministero diverso », cioè la sua identità
significativi dell'Antico di «un cammino deliberato di pubblico di Gesù (66) e degli più intima e più scomoda.
Testamento. Come nell'ottica dei Gesù incontro alla croce»; eventi pasquali (67). Tendenza, questa, presente
Vangeli la vicenda terrena di riguardo poi al linguaggio usato L'esplicitazione del significato anche nella mentalità dei
Gesù si evidenzia anzitutto come da Gesù per preannunciare la salvifico di questi eventi storici contemporanei di Gesù che
storia, così il catechismo tiene sua morte in croce non è risulta più chiaramente dalle nutrono false attese
costantemente presente possibile dedurlo riflessioni particolari poste a messianiche e subiscono «
l'esigenza di vagliare criticamente immediatamente e con certezza conclusione di ciascun scandali » di fronte alle
questa storia. dai testi evangelici, in quanto un capitolo (68). pretese di Gesù di essere
Tale esigenza critica viene evangelista potrebbe essersi L'approccio a Gesù // l'inviato di Dio. Di qui il
rispettata sotto diversi punti di servito di un linguaggio già Cristo in prospettiva storico- problema del « segreto
vista: « sia ambientando gli eventi elaborato dalle comunità salvifica viene ulteriormente messianico » di Gesù, b) In
narrati nel loro contesto storico e primitive per esprimere la propria accentuato dal rapporto che il riferimento al capitolo 13: la
socio-culturale sia valutando le fede nel significato salvifico della catechismo cerca di stabilire rievocazione dell'ultima cena
forme letterarie in cui sono stati croce (63). tra la storia di Gesù e le di Gesù è introdotta da una
trasmessi, sia infine tenendo situazioni storiche in cui è rassegna delle difficoltà più
conto degli sviluppi a cui • A proposito dello schema
inserito il giovane comuni che i giovani oggi
narrazioni e discorsi sono stati liturgico che Luca introduce nel
interlocutore, situazioni che provano di fronte alla
sottoposti nella tradizione orale e racconto della cena di Emmaus:
risultano interpretate e « celebrazione eucaristica e
nella redazione scritta» (61). viene notato come questa cena
giudicate » alla luce del delle possibili soluzioni
È opportuno riferire sia narrata in una visuale
messaggio evangelico. psicologiche intenzionate a
brevemente alcuni esempi di f analoga a quella dell'ultima cena
di Gesù, ma con delle Ricordiamo, a titolo promuovere una
lettura storico-critica dei Vangeli esemplificativo, due riferimenti
espressioni chiaramente partecipazione « più sentita ».
operata dal catechismo nella se-
desumibili dal linguaggio liturgico attualizzanti (69). a) In Il catechismo indica la via
conda parte.
delle prime comunità cristiane relazione al capitolo 9: la giusta nel riferimento ai gesti
• A proposito del (64). tendenza della men- e alle parole di Gesù che
fondamento storico dei miracoli: rivelano nell'eucaristia un
si sottolinea che, pur non potendo (61) G. Betori, Ibidem, p. 45; cfr. pure (65) G. Angelini, Struttura e dono di amore e un segno
oggi ragionevolmente dubitare sul G. Bissoli, La linea biblica del Catechismo contenuto del Catechismo dei giovani, della presenza permanente e
dei giovani, cit., pp. 24-25. in AA.VV.,
fatto che Gesù abbia compiuto viva di Gesù tra i suoi
(62) Non di solo pane, cit., pp. 81-82. Guida al Catechismo dei giovani, cit., p.
dei miracoli, non possiamo (63) Ibidem, pp. 114-115. 32.
discepoli. Solo alla luce della
ignorare tuttavia che, a proposito (64) Ibidem, pp. 161-162. (66) Non di solo pane, cit. ce. 6- cena del Signore, la messa
dei singoli episodi, restano aperti Chiarito, in linea di massima, 11. può essere vissuta come
dei problemi storici derivanti da il modo con cui il CdG propone ai
(67) Ibidem, ce. 12-15. esperienza vivificante di vera
diversi fattori, quali la forma suoi interlocutori un
(68) G. Angelini, Struttura e comunione con il Padre e con
contenuto del Catechismo dei giovani,
letteraria dei racconti, la mentalità accostamento corretto alla i fratelli in Cristo.
cit., p. 33. Cfr. al riguardo: Non di solo
religiosa del tempo, ecc. (62). testimonianza evangelica su pane, cit., p. 65, per quanto concerne A questo punto ci pare
la precisazione del nucleo centrale del indispensabile enucleare le
• A proposito del « cammino Gesù di Nazaret, è necessario
Vangelo di Gesù; p. 76, per quanto tematiche che caratterizzano
verso la croce » e del linguaggio definire meglio la natura specifica concerne il rapporto tra annuncio del
dell'itinerario cristologico questa parte centrale del CdG
usato dagli evangelisti nel riferire regno e conversione; p. 84, per le
propriamente detto, che riflessioni sui miracoli in funzione del e tratteggiare la figura di Gesù
gli « annunci della passione»: il
regno di Dio; pp. 92-93, per quanto Cristo che da esse risulta.
catechismo rileva che, ad caratterizza la struttura della
riguarda l'identità di Gesù alla luce
esempio, Marco e Luca hanno seconda parte del testo. della fede; pp. 100-101, dove si
strutturato il racconto L'itinerario rivela sì un sottolinea la disponibilità alla parola di
concernente la seconda parte carattere storico dato dalla Gesù; pp. 112-113, dove si sottolìnea la
della vita pubblica di Gesù nella funzione di «segno» della Chiesa nata
vicenda terrena di Gesù; tuttavia,

12 21
• Gli inizi di tale come il « Messia », attenzioni e cure
ministero (ce. 6-8). La per quanto questa particolari ad un

2
predicazione del sua identità più piccolo gruppo di
Maestro risulta propria resti ancora discepoli (c. 10);
chiaramente in certa misura il momento della
ART polarizzata attorno al nascosta sotto il crisi del ministero di
I nucleo tematico del velo del mistero (c. Gesù, se da un lato
C regno di Dio (71); gli 9); sembra segnare un
O elementi costitutivi di Gesù appare certo fallimento
L questo nucleo sono come « segno di della sua missione,
ampiamente esplicitati contraddizione » dall'altro la rivela
A
dal catechismo nei attraverso un severo nel suo obiettivo più
Z rispettivi capitoli che giudizio nei confronti specifico; infatti il
I delineano questo primo con i farisei e un gruppo ristretto dei
O momento: progressivo distacco discepoli rimasti
N l'annuncio del regno sia dai parenti che fedeli e a cui Gesù
E di Dio come dalle folle; con- dedica il suo
avvenimento miste- seguentemente, egli speciale magistero
rioso, ma già presente riserva le sue di parola e di
D
e operante negli
E interlocutori del ( (7
7
L Maestro (e. 6); 1)
L la condizione « sine Non
di
E qua non », di natura solo
personale-esistenziale, pane
, cit.,
per entrare a farvi
T ce. 6,
parte, data dalla con- 7, 8.
E versione; essa avviene (7
M nel segno della « festa
A », della « gioia »,
2)
Ibide
T poiché è un m,
avvenimento ce.
I 9-11.
profondamente li-
C berante (e. 7);
H / segni rivelatori del
E « regno che viene »,
cioè i miracoli, la cui
funzione rivelativa
Come già abbiamo consiste appunto nel
accennato più sopra, mostrare l'attualità del
l'articolazione delle tematiche regno di Dio per coloro
della seconda parte del CdG è che sono disponibili a
dettata anzitutto da un criterio cercarlo e ad
storico, in quanto esse hanno la accoglierlo (c. 8).
loro fonte costante nella vicenda
storica di Gesù contenuta nei • // momento della
Vangeli. Ma è una storia che crisi (ce. 9-11). Gli
rivela progressivamente il mistero interlocutori di Gesù si
della salvezza presente nelle trovano a dover
parole, nei gesti, nella persona di operare una scelta
chiara e decisiva nei
Gesù stesso. Ne risulta allora, più
suoi confronti; una
evidente, la loro accentuazione
scelta esigente, in
storico-salvifica che ne
quanto implica il
costituisce anche il punto di
«seguire» il Maestro
connessione più legittimo e più
senza riserve (72); le
profondo. Tale prospettiva è
varie fasi, non
presente, d'altronde, nell'ar-
certamente
chitettura stessa dei Vangeli
cronologiche ma
sinottici (specie in Marco) alla esistenziali, della crisi
quale si ispira il catechismo. Si rivelano gradualmente
possono così evidenziare i mo- la misteriosa identità di
menti caratterizzanti l'itinerario Gesù di fronte alla
cristologico, imperniato su due quale le coscienze si
nuclei tematici fondamentali: il dividono:
ministero pubblico di Gesù; gli Gesù appare « più
eventi pasquali (70). che un rabbi, più che
IL MINISTERO PUBBLICO DI un profeta », cioè
GESÙ (ce. 6-15)

13 21
costituisce il fondamento e la L'atteggiamento che Gesù
motivazione più adeguata del condanna più decisamente
messaggio morale predicato come contrario al regno di Dio
da Gesù (79). Quindi, solo in è quello farisaico, quello cioè
qualità di annunciatore- di chiunque si crede « giusto »,
vita, rappresenta il nuovo piccolo resto d'Israele, salvato dalla fedeltà testimone del regno di Dio, non bisognoso di perdono.
indefettibile di Dio, ed erede delle promesse divine ormai in fase di Gesù può dirsi a pieno titolo Anche da questo punto di
realizzazione. In questa luce il catechismo prospetta la genesi storica anche Maestro di morale, di vista, la figura di Gesù appare
della Chiesa che affonda le sue radici nella legge storico-salvifica del una morale « nuova » poco popolare, scomoda;
« piccolo resto » presente in tutti i momenti critici della storia della certamente, in quanto
salvezza (c. 11). infatti, chiunque si ritenga
capovolge l'usuale modo dispensato dalla conversione
• La via della croce (c. 12). Il catechismo pone in luce come gli umano di valutare il senso perché non appartiene alla
evangelisti, specie Marco e Luca, abbiano riferito la seco-nda parte del della vita e delle situazioni figura del « peccatore in senso
ministero pubblico di Gesù nella struttura letteraria di una « via crucis esistenziali più problematiche. sociologico », non può entrare
>>, vale a dire un cammino deliberato di Gesù incontro alla morte di Essa, infatti, nelle sue nel regno né può dirsi suo di-
croce. Punto di demarcazione tra la prima e la seconda parte del esigenze più originali e
ministero di Gesù è la confessione di fede di Cesarea alla quale scepolo. Gesù non ha
impegnative, è sintetizzata nel reticenze sulla condizione di
seguono i primi annunci della passione. Sulle tracce degli evangelisti, il discorso della montagna e, in
catechismo chiarisce il problema della consapevolezza di Gesù di peccatori comune a tutti gli
particolare, nelle « beatitudini
fronte alla morte prossima e il significato che ha, per il cristiano, il uomini e sul loro bisogno di
».
prendere la propria croce al seguito del Maestro. essere radicalmente salvati da
Dio. L'annuncio del regno,
GLI EVENTI PASQUALI (ce. 13-15) L'AMICO DEI PECCATORI (c. infatti, « è l'annuncio del
7) perdono: è l'annuncio di
Tali eventi sono raggruDpati nei tre nuclei tematici della cena, un'iniziativa di Dio che
della croce, della risurrezione, secondo lo schema attinto dagli Nel contesto dell'annuncio cambierà quello che gli uomini
evangelisti alle fonti della più antica tradizione liturgica cristiana (73). del regno di Dio, acquista non possono cambiare. Le
• L'ultima cena di Gesù con i discepoli, rievocata dal catechismo rilievo un tratto singolare della esigenze morali impossibili di
nei suoi due momenti più significativi: il momento della frazione del pane e figura di Gesù, affascinante e Gesù sono l'espressione
dell'offerta del vino; il momento dell'annuncio del comandamento nuovo (c. 13). sconcertante insieme. Il dell'esistenza nuova che tale
• La crocifissione, rievocata dal catechismo sia attraverso la catechismo lo sottolinea perdono di Dio rende possibile,
problematica relativa alla ricostruzione storica del processo di Gesù, sia nella richiamando la testimonianza e insieme proclamano quella
chiarificazione e nell'approfondimento del significato salvifico della morte di Ge- dei sinottici dalla quale risulta, volontà di Dio di fronte alla
sù, indicato dalla tradizionale formula « morì per i nostri peccati » (c. 14). ripetutamente, che Gesù ama quale ogni uomo si deve
• La risurrezione, prospettata essenzialmente come « mistero di sedere a tavola con i « riconoscere peccatore » (82).
fede » e come manifestazione piena del regno di Dio mediante il segno della peccatori » e fare festa con In questa prospettiva
vittoria definitiva di Gesù sulla morte (c. 15). loro. Ovviamente, come fondamentale del regno, si
Prospettati in sintesi i nuclei tematici presenti nella seconda parte sottolinea chiaramente già il spiega come poi il catechismo
del CdG, crediamo sia utile cercare di titolo del capitolo 7, è una festa insista sul tema del « peccato
ben motivata secondo la logica », sia alla luce della parola dei
(73) Ibidem, ce. 13-15.
del regno di Dio operante nella profeti sia alla luce del
realtà presente, cioè la « festa messaggio dei capitoli 2-3 e 4-
della conversione ». 11 della Genesi, dove il senso
Tale motivazione non del peccato è chiarito a livello
poteva essere compresa da individuale e a livello sociale-
ricavare da essi alcuni tratti che caratterizzano la figura di Gesù Cristo, coloro che non erano
il quale, nel mistero della sua persona e della sua opera, è il centro storico (83).
disponibili ad accogliere In conclusione, come
costante dell'intera proposta catechistica del testo. l'annuncio di Gesù, per cui il precisa il catechismo, « Gesù
suo comportamento, non è tanto preoccupato di
palesemente contrario a certa
elaborare e proporre un codice

3 tradizione, suscita reazioni di «


scandalo », specie nei farisei,
ligi al legalismo morale della
di comportamento completo,
quanto piuttosto di
TRATTI FONDAMENTALI DELLA FIGURA DI GESÙ CRISTO tradizione di cui si credono i
sottolineare, servendosi di casi
(ce. 6-16) concreti ed esemplari, la
veri detentori. Di fronte a
differenza qualitativa tra le esi-
questi atteggiamenti di
genze del regno e la morale
scandalo Gesù non scende
GESÙ, ANNUNCIATORE-TESTIMONE DEL REGNO DI DIO (c. 6) comune degli uomini » (84).
certo a compromessi, anzi
afferma con maggiore forza la Ciò risulta, ad esempio, con
Il primo incontro «faccia a faccia» con Gesù «il Cristo», che il catechismo particolare chiarezza, dalle
propone ai giovani, non è con un semplice uomo, sia pure di eccezionale statura sua missione salvifica.
Quindi, l'atteggiamento e il ben note « contrapposizioni »,
morale-spirituale; non è neppure l'incontro con un semplice « maestro » umano, reperibili in Matteo, tra giustizia
maestro di giustizia e di morale (74). Certamente il primo tratto della sua comportamento di Gesù, che
ama la compagnia dei dei farisei e nuova giustizia del
personalità che viene sottolineato è quello di un rabbi ebraico dotato della
peccatori e non risparmia regno; esse sono
funzione magisteriale di predicare in pubblico. E tuttavia appare subito un rabbi
severe critiche verso la caratterizzate dal famoso
singolare che si discosta dalla figura tradizionale dello scriba, sia perché non
religione e la morale schema: « Avete inteso che fu
appartiene ad alcuna « scuola » sia perché il contenuto della sua predicazione
convenzionale di ispirazione detto (...). Ma io vi dico », al
rivela un nucleo essenziale e centrale, costante, affatto nuovo. E cioè, «
farisaica, non deve creare nei quale il catechismo fa esplicito
l'annuncio di un avvenimento imminente, gioioso ma anche minaccioso, un
giovani l'equivoco di un Gesù riferimento (85).
avvenimento le cui conseguenze saranno liete o tristi a seconda
dell'atteggiamento che gli uomini assumeranno nei suoi confronti (75). Perciò il popolare e anticonformista alla
catechismo precisa subito che il cristianesimo, traendo le sue origini e il suo moda, tollerante e (80) Ibidem, pp. 68-69; pp. 74-76.
contenuto vitale dall'annuncio evangelico, è anzitutto e soprattutto un « accondiscendente, per motivi «
umanistici », verso il male e il
(81) Ibidem, p. 69, dove si fa
messaggio ». È un messaggio portatore di valori, il cui significato scaturisce da riferimento a Le 5, 27-29; 19, 1-9; 7, 36-
un avvenimento: quell'avvenimento del regno di Dio predicato da Gesù, che « peccato. È ciò che il 50.
viene a mutare la situazione degli uomini e li costringe a prendere decisioni » catechismo chiarisce in modo (82) Ibidem, p. 70.
(76). particolare esplicitando (83) Ibidem, c. 7.5/6/7.
(84) Ibidem, p. 75.
Tale annuncio, tuttavia, acquista il suo pieno significato alla luce della « (85) Ibidem, p. 75, dove viene
speranza giudaica del regno » a cui il catechismo fa ampio riferimento (77). È (78) Ibidem, p. 64, dove si fa citato Mt 5, 21-48.
precisamente in questo contesto della speranza giudaica, fondata sul regno riferimento ad Isaia 61, 1-2 e a Le. 4,
promesso, che Gesù appare come il vero «re messia» portatore, in prima 16-21.
persona, della realtà promessa. Di ciò Gesù è chiaramente cosciente come (79) Ibidem, pp. 59-60.
risulta, in particolare, dal noto oasso di Luca dove egli

(74) Ibidem, pp. 56-57.


(75) Ibidem, p. 57.
(76) Ibidem, p. 58.
(77) Ibidem, pp. 62-65. le « pretese morali » di questo
Gesù amico dei peccatori e dei
« semplici » (80). Dai
peccatori, infatti, egli esige
appunto quella che abbiamo
più sopra definito come la
Il catechismo evidenzia condizione « sine qua non »
molto bene che, soltanto in per fare parte del regno di Dio,
questa prospettiva cioè la conversione, il
dell'annuncio del regno, è cambiamento totale di vita.
Molto opportunamente
vengono qui richiamati gli
esempi paradigmatici di
Matteo-Levi, di Zaccheo, della
prostituta (81).

14 29
PIÙ CHE UN RABBI, PIÙ CHE UN PROFETA (e. 9) Non bisogna dimenticare che parole e gesti di Gesù hanno sempre il
carattere di « segni » che rivelano e velano allo stesso tempo. Il cogliere quel «
di più » che essi, per il loro limite umano, nascondono è sempre e solo questione
Con il capitolo 9 il catechismo introduce il giovane in una nuova tappa del
di fede. Infatti, «il suo modo troppo familiare di parlare con Dio, il suo modo
cammino che approfondisce l'incontro con Gesù, prospettando il mistero
troppo sicuro di parlare di Dio, il suo modo troppo pretenzioso di parlare al posto
dell'identità più personale di questo singolare rabbi attraverso la sua stessa
di Dio, rivelano la coscienza di un'unità con il Padre, che soltanto la fede può
autorivelazione. Ecco allora il problema: « Che cosa disse Gesù di se stesso? »,
credere » (92).
Prima di passare alle dirette testimonianze evangeliche, il catechismo,
coerentemente con il metodo « critico » che lo caratterizza, invita il giovane a
liberare la propria mentalità da una falsa immagine di Gesù. Si tratta
dell'immagine « democratizzata », presente in certe tendenze della mentalità SEGNO DI CONTRADDIZIONE (ce. 8 e 10)
contemporanea, il cui carattere riduttivo consiste nel presentare « un Gesù
sempre e soltanto uomo! » (86). Dai tratti della figura di Gesù sopra delineati, risulta costantemente come
Premessa questa chiarificazione critica, il testo apre il giovane interlocutore non sia facile cogliere e accettare l'identità più pro-
al « mistero di Gesù », come traspare anzitutto da ciò che egli ha detto di se
stesso. Si evitano subito illusioni sottolineando che « Gesù parla piuttosto poco (90) Ibidem, p. 90.
di sé, specie nella sua predicazione iniziale; parla molto di più del Padre, del (91) Ibidem, p. 92.
regno, della giustizia richiesta per entrarvi»; Egli preferisce la «comunicazione (92) Ibidem, p. 93.
indiretta » mediata dal suo operare e dal suo parlare « di Dio e con Dio, degli
uomini e agli uomini » (87).
Soprattutto per questo suo parlare di Dio e con Dio, Gesù appare
indubbiamente, nell'ambiente socio-culturale ebraico, come un rabbi e come un
profeta. Tuttavia, sottolinea subito il catechismo, « Gesù pare sfuggire a
entrambe queste categorie » rivelandosi, mediante gesti e parole, « più che un
rabbi e più che un profeta » (88). Il catechismo non manca di riferire passi
evangelici dai quali emergono due elementi al riguardo: a) da una parte la
coscienza che Gesù ha della propria identità che supera le categorie tradizionali
del rabbi e del profeta; b) dall'altra, lo « stupore » degli ascoltatori circa
l'autorevolezza con cui Gesù impartisce il suo insegnamento. Non solo, ma
Gesù si attribuisce ed esercita un potere che appartiene a Dio solo, quello di
perdonare i peccati, per cui ì farisei lo accusano di « bestemmia ». E così, con la
loro reazione di « scandalo », i farisei diventano « testimoni involontari » della
superiorità di Gesù rispetto ai maestri e ai profeti della loro storia religiosa (89).
Il problema dell'identità misteriosa di Gesù viene ulteriormente illuminata
dalla domanda se Gesù si consideri veramente

(86) Ibidem, p. 86.


(87) Ibidem, pp. 86-87.
(88) Ibidem, pp. 88-89.
(89) Ibidem, pp. 89-90.
« Messia ». Anche in questo tratto la figura di Gesù si staglia con chiari caratteri
che lo contrappongono alle false attese dei suoi contemporanei che, in questo
caso, sono false attese messianiche. È precisamente di fronte ad esse che Gesù
assume quel costante atteggiamento estremamente riservato definibile come «
segreto messianico ». Il catechismo precisa, infatti, che « in nessuna di queste
attese Gesù si riconosce. Per questo egli proibisce anche ai suoi discepoli, per il
tempo che precede la sua risurrezione, di parlare di lui come messia » (90). Egli
non rifiuta, in qualche circostanza, il titolo di messia, ma vuole evitare
assolutamente di alimentare false attese e illusioni pericolose al riguardo.
Potremmo dire che qui, più che mai, Gesù vuole evitare una indebita «
democratizzazione » o « politicizzazione » della sua persona e della sua opera.
Il segreto messianico, quindi, crea intorno a Gesù una zona di « mistero »
che lascia trapelare solo indirettamente la sua missione messianica. Tuttavia,
che egli sia più che un rabbi e più che un profeta appare più chiaramente dal
suo particolare e personale rapporto con Dio. Esso si esprime in atteggiamenti e
comportamenti specifici e costanti, del tutto singolari, per cui egli chiama Dio col
nome di « Padre » a titolo tutto speciale e ritiene cosa naturale assimilare se
stesso a Dio. Dopo aver riferito diversi passi in merito, il catechismo precisa che
si tratta semplicemente di « indizi » che, tuttavia, sono sufficienti a indicare al
giovane « le tracce di una personalità non riducibile alle idee pregiudiziali che
noi abbiamo dell'uomo ideale» (91).

15
fonda e, a volte, più sconcertante di Gesù. Perciò si vede chiaramente che egli Nel capitolo 11 il catechismo conduce il giovane a scoprire la genesi storica
rimane sempre in una posizione sia di vicinanza che di lontananza, rispetto ai della Chiesa nel contesto vivo e attuale dell'annuncio del regno di Dio operato da
suoi ascoltatori. Gesù.
Con il capitolo 10 il catechismo prospetta, potremmo dire, il punto cruciale
dell'incontro con questo singolare rabbi e profeta che pretende di essere simile a (96) Ibidem, p. 94.
Dio. Egli si comporta in modo tale da diventare « segno di contraddizione » nei (97) Ibidem, pp. 95 e 99.
confronti di coloro che lo ascoltano e lo seguono. (98) Ibidem, ce. 10.3/4/5/6.
Che Gesù provochi, con il suo modo di parlare e di agire, una certa divisione (99) Ibidem, pp. 100-101.

nei auoi interlocutori è un dato costante di tutta la sua vicenda storica e il Il discorso prende avvio con un invito al giovane perché si liberi dal
catechismo lo pone bene in luce; torna infatti ripetutamente l'interrogativo pregiudizio corrente « Cristo sì, Chiesa no » e dai diffusi atteggiamenti di
fondamentale: « Ma, chi è veramente costui? ». indifferenza o di ostilità verso la Chiesa (100). Successivamente, quindi, lo
introduce nel quadro concreto delle situazioni storiche nelle quali Gesù
Gli stessi miracoli, che parrebbero una prova indubitabile della sua origine
divina, risultano invece fatti estremamente discutibili agli occhi di coloro che lo costruisce progressivamente la sua Chiesa come comunità che sorge all'interno
vedono e lo ascoltano. Anzi, i miracoli, più di ogni altra opera di Gesù, sono del popolo di Israele in quanto popolo di Dio. Gesù, infatti, cosciente di essere
motivo di scandalo ieri e oggi (93). l'inviato di Dio anzitutto a questo singolare popolo, opera al fine di formare il
È per la loro natura di « segni » che i miracoli sono motivo di scandalo primo nucleo di discepoli-credenti in lui, quale ceppo originario del nuovo popolo
oppure motivo di maggiore apertura al regno di Dio, già presente e vicino a chi è di Dio, il popolo cioè che ha accolto l'annuncio del regno di Dio.
in qualche modo disposto ad accoglierlo. Il catechismo precisa chiaramente che, Come primo elemento viene sottolineato il fatto che Gesù si inserisce in «
«una volta compiuti (i miracoli) diventano fatti pubblici con i quali tutti sono una tradizione storico-religiosa precisa, della quale condivide alcune certezze
costretti a confrontarsi. Per chi inizialmente non era nelle disposizioni opportune fondamentali » (101). Quindi, come « figlio di Israele » egli è cosciente che
per meritare quei segni, essi possono diventare pietra di inciampo oppure invito Israele è il popolo che Dio si è scelto per un suo disegno particolare; a questo
al ripensamento e alla conversione » (94). Quindi è chiaro che dipende popolo egli appunto si rivolge nella linea della tradizione profetica, invitando i figli
dall'opzione fondamentale prò o contro Gesù, sia pure non ancora del tutto di Israele alla conversione e alla fedeltà al loro Dio, nonostante sia consapevole
consapevole, avere la possibilità di cogliere in questi fatti singolari un segno della ripetuta infedeltà all'alleanza che si verifica anche nei confronti degli inviti e
rivelativo del regno di Dio o di trovare in essi una pietra di inciampo che provoca dei richiami continui di Gesù. Egli infatti non risparmia i suoi rimproveri a Geru-
scandalo, polemiche sterili e impossibilità di un approccio sereno con colui che li salemme per la sua sordità alla parola di Dio.
compie. È precisamente a motivo di questa infedeltà che Gesù dichiara di essere
In questa ottica, il catechismo sottolinea opportunamente che « il rifiuto inviato solo « alle pecore perdute della casa di Israele» (102), cioè a quei figli di
intransigente di guadagnarsi un seguito, ricorrendo all'effetto clamoroso dei Israele disposti a riconoscersi « peccatori » e, quindi, bisognosi di salvezza.
miracoli, è descritto dagli evangelisti come una scelta operata da Gesù fin Il catechismo ribadisce che l'Israele che Gesù cerca non è né quello «
dall'inizio della sua vita pubblica », come appare bene dal racconto evangelico ufficiale » di coloro che si ritengono « giusti », né quello della circoncisione e
delle tentazioni durante il ritiro di Gesù nel deserto (95). della legge che si vanta della propria formale fedeltà alla tradizione mosaica; è
Da quanto abbiamo evidenziato fin qui, risulta chiaro come Gesù sia l'Israele dei perduti cioè di coloro che sono giudicati ed emarginati come «
intransigente verso le false attese delle folle, verso il formalismo religioso e il peccatori » dall'Israele ufficiale e legalista, ma che avvertono il bisogno di
pregiudiziale atteggiamento negativo tornare alla casa del Padre; è ancora l'Israele della fede di cui possono far parte
sia giudei che pagani (103).
(93) Ibidem, p. 77.
Anche la Chiesa, dunque, nasce nel segno della contraddizione. Infatti,
(94) Ibidem, p. 80. si ripete nei confronti di Gesù il dramma che segna tutta la misteriosa storia del
(95) Ibidem, p. 79, dove ci sono riferimenti a Mt 4, 1-11; Le 4, 1-13. popolo eletto fin dall'Antico Testamento: un popolo privilegiato da Dio ma
dei farisei nei suoi confronti; comportamento analogo a quello verso i peccatori infedele e, quindi, condannato e ripudiato, ma, nello stesso tempo,
per cui, mentre li accoglie con particolare attenzione, Gesù non li esonera dal continuamente
cambiare mentalità e stile di
vita. . (100) Ibidem, pp. 102-105.
(101) Ibidem, p. 103.
Nel capitolo 10 il catechismo nota, in particolare, che Gesù, ad un certo (102) Ibidem, p. 104, dove si cita Mt 15, 24.
punto del suo ministero, adotta un comportamento che pare contraddire il suo (103) Ibidem, p. 104.
universale invito ad entrare nel regno di Dio; egli, cioè, «sembra voler operare
ed egualmente « salvato » attraverso un « piccolo resto » che si converte e
una discriminazione fra i suoi ascoltatori, tenendo nascosta a molti una
accetta di tornare a Dio (104).
rivelazione riservata solo ad alcuni » (96). È il momento « critico » in cui egli
Il catechismo precisa, dunque, che è nella logica del « piccolo resto » fedele
pronuncia severi giudizi nei confronti dei farisei, si distacca decisamente dai
e salvato che si spiega il comportamento apparentemente discriminante di Gesù
parenti, si allontana dalle folle che lo assediano e nutrono attese ambigue e
(precedentemente esaminato), il quale riserva particolari cure formative ad un
sbagliate nei suoi confronti perché egli compie i miracoli (97). Inoltre, Gesù usa piccolo nucleo di discepoli, specie ai dodici apostoli (105).
con sempre maggior frequenza il linguaggio delle parabole il quale, per il suo Questo nuovo piccolo resto d'Israele segna appunto il nascere storico del
carattere solo allusivo, non è immediatamente comprensibile nel suo significato nuovo popolo di Dio al quale Gesù affida la sua stessa missione: portare
più profondo nascosto nelle immagini delle quali è intessuto. l'annuncio del regno di Dio a tutti gli uomini. Il catechismo lo chiarisce
Mentre Gesù si separa dalle varie categorie dei suoi ascoltatori, si dedica ulteriormente nelle riflessioni conclusive del capitolo 11: «Mediante l'annuncio
con particolare attenzione soltanto al gruppo ristretto dei discepoli ai quali è del perdono di Dio e della sua prossimità ad ogni uomo, Gesù è venuto a
riservata la rivelazione del « mistero del regno di Dio » (98). In tal modo egli radunare il nuovo e definitivo Israele. I dodici ne costituiscono il nucleo centrale
diventa chiaramente « segno di contraddizione », cioè segno di divisione. Ma egli e i responsabili. A questo piccolo gregge è affidato il compito di essere segno e
lo diventa non certo per una sua scelta pregiudiziale e discriminante nei confronti strumento della convocazione universale degli uomini nel nuovo popolo di Dio, di
di coloro che lo ascoltano, bensì per un motivo comprensibile solo alla luce continuare dunque l'opera di Gesù nella storia» (106).
dell'annuncio del regno di Dio. Il catechismo lo sottolinea molto bene nelle
riflessioni conclusive del capitolo 10: « La parola di Gesù è rivolta a tutti, ma non
tutti possono comprenderla. L'incontro con Gesù avviene soltanto per chi è
disposto a rimettersi in questione, nell'ascolto attento e coraggioso. Davanti alla IL FIGLIO DELL'UOMO (c. 12)
sua parola ogni uomo è chiamato a prendere posizione, a decidere da che parte
intende stare. Così Gesù diventa " segno di contraddizione " » (99). È un titolo cristologico tipicamente biblico e particolarmente rilevante per la
persona e per l'opera salvifica di Gesù; il catechismo ne sottolinea l'importanza
ricordando anzitutto che nel Nuovo Testamento la solenne ed enigmatica
IL FONDATORE DELLA CHIESA (c. 11) _____________________________ espressione « Figlio dell'uomo » si trova sempre e soltanto sulla bocca di Gesù e
riferita direttamente alla propria persona; anzi, viene notato che i detti di Gesù
nei quali è inclusa tale espressione costituiscono le affermazioni più solenni

34 16
riguardanti se stesso. Non a caso il paragrafo 4 del capitolo 12 è dedicato persona; ne sono espressione alcuni gesti e parole fondamentali riassumibili
all'esame del significato di tale titolo. nello spezzare il pane e nell'offrire il calice secondo la tradizione della pasqua
Perciò tali detti vengono distinti in tre categorie che chiariscono tre aspetti ebraica; gesti che, però, acquistano un significato radicalmente nuovo in forza di
essenziali e complementari della persona e dell'opera salvifica di Gesù: a) nuove parole « interpretative » di Gesù: « Questo è il mio corpo », in riferimento
l'aspetto di umiliazione; b) l'aspetto sovrumano; c) l'aspetto di glorificazione allo spezzare il pane; « Questo è il mio sangue », in riferimento all'offerta del
finale, in particolare riferimento alla nota profezia di Daniele. vino.
Il significato complessivo di questi detti sul « Figlio dell'uomo » viene così In tal modo i gesti e le parole singolari di Gesù divengono segno di una
sintetizzato: essi costituiscono « una descrizione molto suggestiva e completa nuova alleanza e segno di una nuova presenza di Gesù in mezzo ai suoi. In
della persona di Gesù: uomo particolare, la celebrazione della cena del Signore acquista il valore di un
memoriale della morte e della risurrezione di lui. È soprattutto da questo ultimo
(104) Ibidem, pp. 106-108. punto di vista che la cena di Gesù rivela una connessione profonda con il
(105) Ibidem, pp. 108-109. mistero della croce che è comunque orientato al mistero della risurrezione.
(106) Ibidem, p. 112.
C'è ancora da rilevare che, nel contesto vivo e ricco di nuovi significati della
debole e umiliato dagli altri uomini, si comporta come se fosse r appresentante
cena pasquale di Gesù, emergono due particolari figure bibliche che illuminano
autorizzato di Dio nei loro confronti e si appalla a ciò che dovrà accadere in
previamente l'immagine del Crocifisso.
futuro come a conferma del-'6T3 sue parole, che gli avvenimenti presenti
sembrano smenti, ire» (107. In primo luogo, la figura deiragne//o pasquale, elemento centrale nella
C'è ora da notare che le riflessioni sul « Figlio dell'uomo » voengono inserite nel celebrazione della pasqua ebraica, ma destinata a scomparire nella cena di
contesto del capitolo 12, che prospetta al Spiovane la «via della croce». E Gesù, per essere sostituita dalla presenza viva di una nuova vittima. Il
catechismo lo precisa ricordando come nel racconto degli evangelisti non vi sia
(111) Ibidem, p. 124. alcun cenno al tradizionale agnello pasquale, mentre c'è chiara allusione di
(112) Ibidem,
giustamente, poiché, fin dai Parimi annunci della passione, Gesù dichiara che il
p. 127.
Figlio del-'1 uomo avrebbe dovute soffrire e morire per poi risuscitare. Cer- Gesù alla sua imminente morte. Perciò appare evidente che il nuovo agnello
tamente, nella sofferenza per la riprovazione da parte del suo P opolo e nella
L pasquale è Gesù stesso, il quale, con la morte in croce, si rivela come « agnello
morte in croce, il Figlio dell'uomo avrebbe vissuto momento culminante della di Dio che toglie i peccati del mondo » (113).
propria umiliazione. In secondo luogo, acquista rilievo la figura del servo sofferente, descritto dal
Gesù risulta chiaramente consapevole di questo drammatico [fomento profeta Isaia, che prende su di sé l'iniquità di molti, cioè della moltitudine degli
ormai prossimo e lo accetta con piena libertà. Il ca-te« chismo osserva infatti che uomini, e li salva sacrificando per loro la propria vita. Il catechismo chiarisce
gli accorgimenti letterari di Marco e di Luca tendenti a presentare la seconda infatti che l'allusione alla figura del servo sofferente traspare senza forzature
parte del ministero Pubblico di Gesù come una «via crucis» abbiano «lo scopo 9j dalle parole con le*quali Gesù accompagna il gesto dell'offerta del calice: «
accentuare l'idea di un consapevole e deciso cammino di e&«sù verso la propria Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per molti », dove un
morte: egli sa di dover morire, accetta COr>raggiosamente questa prospettiva, non significato tutto particolare acquista appunto l'espressione « per molti », in
fugge di fronte ad es«-sa» (108). riferimento al quarto canto del servo sofferente di cui parla il profeta Isaia (114).
In questo quadro, dunque, Gesù non va considerato come un m9?^enuo Queste due figure bibliche presenti nel contesto della cena di Gesù gettano una
innocente rifiutato dalla società, il quale merita « com-Pa- ssione », né come un luce particolare sul mistero del Crocifisso aiutandoci a comprendere il significato.
eroe umanitario da esaltare quale sem-Plitice martire della verità. Infatti, nel salvifico della sua morte.
corso del capitolo, viene nP«^etutamen te evidenziato il significato salvifico della Prima di presentare al giovane la fisionomia storica di Gesù quale
morte e del*lla croce di Gesù, sia in rapporto alla missione di Gesù sia rapporto condannato e crocifisso (tema del capitolo 14.1-4), il catechismo propone
alla vita del cristiano condotta al suo seguito. Ri-amiamo, a titolo esemplificativo, alcun.e chiarificazioni preliminari relative alle critiche più radicali alla « mistica
alcuni passi più significativi: della croce » (Marx, Nietzsche) e alla « critica cristiana a una falsa mistica della
( • « La roassione è la via normale attraverso la quale si af-' err"~-na il recano di croce » (Bo-nhoeffer), al fine di porre in evidenza un primo valore positivo della
Dio, diverso dai regni della terra. Il "potere" dl Dio è debolezza agli occhi morte di Gesù (115).
dell'uomo. Solo l'amore inerme e v^'ulnerabil<e può cambiare e far nuova È un significato, per così dire, umano-morale, che aiuta molto il giovane a
l'umanità» (109). correggere alcuni pregiudizi sulla figura umana di Gesù di fronte alla morte. Dice
* • « La enroce non è un " caso ", un " incidente " capitato a Ges sù, ma è la il testo: « La morte di Gesù non è espressione di un distacco indifferente o,
sorte a cui deve necessariamente andare incontro coluxuj per il quale la volontà peggio, risentito nei confronti della vita. È al contrario la conseguenza di una
del Padre è l'unica legge» (110). coraggiosa protesta contro l'ingiustizia degli uomini che uccide; è la vittoria della
verità sull'arbitrio dei potenti. È anche, al di là di questo, un atto di amore e di
' • « La wia della croce non è la via della morte, ma la via 'amore, la via della perdono nei confronti di tutti gli uomini; è la vittoria della speranza di vivere su
fede in un Padre che non abbandonerà quella tirannica paura di morire che, se ci pensiamo bene, è all'origine di ogni
(10*~D7) Ibidem, p. 119. ingiustizia» (116). Gesù, quindi, non è un uomo passivamente rassegnato di
Hc- "8) ibidem, pp. 115-116. fronte a un destino inevitabile, né un eroe ingenuo, vittima delle proprie illusioni
JOY09) ibidem, pp. 120-121. utopistiche, ma è, ancora una volta, quel misterioso « Figlio dell'uomo » che
HI 10) Ibidem, p. 118.
cammina deliberatamente verso la via della croce.
(113) Ibidem, pp. 128 e 148-150.
Posta questa doverosa premessa, al giovane vengono forniti gli elementi
(114) Ibidem, pp. 129-130.
(115) Ibidem, pp. 137-141. essenziali per la ricostruzione storica del processo di Gesù e della sua condanna
(116) Ibidem, p. 142. a morte (117). Da questo quadro emerge un Gesù rigorosamente coerente con
il suo figlio nel momento della lotta estrema, della zionata se stesso e con la propria missione, quale testimone di Dio e della verità che
obbedienza» (111). viene da lui. Un Gesù che affronta liberamente la morte, come dono della propria
vita, in obbedienza totale al Padre; un Gesù che confessa fino all'ultimo la
propria missione di Re-Messia e di Figlio di Dio. Anche se ciò costituisce il
IL CROCIFISSO (ce. 13-14) motivo principale che gli causa la condanna irreversibile dei giudei, a cui farà
seguito, per compromesso, la condanna a morte di Pilato.
A completamento indispensabile delle riflessioni su Gesù « il Crocifisso », il
La « via della croce » apre al giovane l'orizzonte del « mistero della croce ». catechismo sollecita i giovani ad approfondire il significato propriamente «
Nel contesto di questo mistero acquista particolare rilievo la cena pasquale di salvifico » della sua morte in croce, dal punto di vista, soprattutto, della storia
Gesù con i suoi discepoli, rievocata nel capitolo 13. Essa precede di poco universale e della condizione di tutti gli uomini. E lo fa esplicitando il complesso
l'evento della morte di Gesù; perciò egli, mentre parla ai suoi discepoli della sua e profondo significato di una delle più antiche formule di fede: « Morì per i nostri
morte imminente, ne svela anche il significato profondo e ultimo: « Essa non è peccati », la quale richiama, per intima connessione, la figura biblica dell'agnello
una fine, ma piuttosto l'inizio di una presenza nuova, più reale e insieme più che muore a causa dell'iniquità del popolo (118).
misteriosa, di Gesù in mezzo ai suoi» (112). Ne sarà segno vivo e permanente il
«testamento» di Gesù stesso nel quale egli dispone totalmente della sua stessa

34 17
Così, l'antica formula, rivela due significati essenziali e complementari, dai metastorico dell'evento-risurrezione, per cui sarebbe un'attesa sbagliata volerlo
quali scaturisce il legame profondo, salvifico-esistenziale, tra Gesù « il Crocifisso rendere oggetto di esperienza sensibile; il Risorto, infatti, non è più un uomo che
» e la situazione umana. E cioè che Gesù morì a motivo dei nostri peccati e a vive la condizione normale di vita « in carne ed ossa » per cui le stesse
vantaggio di noi peccatori. apparizioni ai discepoli, pur essendo esperienze da loro realmente vissute,
costituiscono principalmente dei segni «che rimandano alla ricchezza
inesauribile del mistero» (123).
IL RISORTO (c. 15) Per questo motivo essenziale, tali segni risultano significanti e credibili, sia per i
discepoli che per noi, soltanto nell'atteggiamento costante di conversione del
cuore e nel segno vivo della fede (124).
A questo punto appare in piena luce Gesù « il Cristo » come colui al quale si
aderisce soltanto nell'esperienza della fede. Da questo momento in poi, cioè dal
momento della risurrezione, l'incontro con Gesù può avvenire esclusivamente
credendo in lui come Figlio di Dio risuscitato dai morti e costituito da Dio stesso, IL FIGLIO DI DIO (c. 16)
quale « Signore e Cristo ». In altre parole, come evidenzia il CdG a pag. 161, «
non si può vedere il Cristo senza credere in lui », e ciò a motivo della « A conclusione del lungo e ricchissimo itinerario cristologico oggetto della
trascendenza del mistero rispetto alla semplice esperienza sensibile ». seconda sezione, il catechismo pone in luce l'aspetto caratterizzante del mistero
Non a caso il catechismo inizia le riflessioni del capitolo 15 non dall'evento di Cristo: cioè la prerogativa di Gesù di essere il « Figlio di Dio ».
della risurrezione, cronologicamente descritto dai Vangeli come immediatamente Nel paragrafo 1 del capitolo 16, infatti, viene subito sottolineato che, a partire
successivo alla morte in croce, dalla risurrezione, Gesù non è più chiamato soltanto il Maestro, il Profeta, il
Messia; ora la comunità cristiana lo chiama « il Signore », come testimoniano
(117) Ibidem, pp. 143-146. diversi passi del Nuovo Testamento, e soprattutto dichiara la sua fede in lui come
Figlio di Dio. È appunto questa espressione che « rimarrà nella storia della
(118) Ibidem, pp. 146-150.
Chiesa il riassunto più vero e impegnativo della fede cristiana » (125).
bensì àaW'annuncio apostolico della risurrezione riferito dagli Atti (119). Qui, L'importanza di questa confessione di fede in Gesù « Figlio di Dio », con la
infatti, risulta chiaramente come l'annuncio apostolico del misterioso evento sia quale la comunità cristiana riconosce, appunto nella fede, l'origine e la natura
una professione di fede nella definitiva glorificazione del Cristo: « Dio ha divina di Gesù, si deduce da una motivazione fondamentale. Precisamente e
costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso » (120). solo in ragione della sua natura divina Gesù uomo è la « rivelazione » vera di
In questa nuova luce acquista anche il suo pieno significato l'annuncio del Dio, cioè l'espressione umana, concreta e autentica del volto invisibile di Dio,
regno oggetto della predicazione di Gesù fin dall'inizio del suo ministero pubblico, come sottolinea chiaramente l'apostolo Giovanni nel prologo del suo Vangelo
in quanto quel regno è il « regno del Risorto »; il regno di colui che non muore più (126). E, come Figlio di Dio che resta «vero uomo per sempre», Gesù rivela
ed è per sempre presente W mezzo ai suoi. Inoltre, solo a partire dalla anche il significato ultimo e definitivo sia dell'uomo che dell'intero creato (127).
risurrezione è possibile, per gli apostoli, per i primi discepoli e per ogni credente
la comprensione esplicita e totale della vita terrena di Gesù come «incarnazione»
del Figlio di Dio (121). (124) Ibidem, pp. 160-162 e 165-166.
(125) Ibidem, p. 168.
La risurrezione, dunque, essendo la rivelazione piena del mistero di Gesù, è (126) Ibidem, p. 169.

(119) Ibidem, p. 151.


(127) Ibidem, p. 175.
(120)
OGICA
At. 2, 36.
(121)

V
Non di solo pane, cit., p. 153.
(122) Ibidem, pp. 154-158.
(123) Ibidem, p. 161.

l'inizio e il fondamento della fede cristiana; di conseguenza, al giovane che vuole


essere « cristiano-credente » non è lecito scindere il Gesù storico, il Gesù uomo, approccio in «,17-23
dal Cristo della fede; tale scissione, infatti, oltre a scindere indebitamente l'unico
mistero di Cristo, precluderebbe al giovane l'accesso ad una risposta adeguata al prospettiva ziale-antropologico al discorso
su questa vita nuova, che è
bisogno di speranza dal quale si è fatto guidare fin dall'inizio del cammino verso
tale esclusivamente perché
Gesù « il Cristo » suggerito dal catechismo.
Infatti, la fede nel Risorto è il fondamento ultimo di una nuova e più grande
speranza, in quanto è la risposta inaspettata a quella speranza che vive, allo
PERS scaturisce dalla novità
dell'incontro di fede con Gesù
« il Cristo » al quale il giovane

ONAL
stato latente, nel cuore di ogni uomo ed è stata già preannunciata nell'Antico è stato guidato attraverso
Testamento; la speranza inaudita del superamento definitivo del limite umano e l'itinerario cristologico della
della morte, mediante la risurrezione corporea dell'uomo stesso, completamente seconda parte.
assimilato al Risorto (122).
Successivamente il catechismo, pur facendo riferimento al « nocciolo storico
» dei racconti evangelici relativi alla risurrezione di Cristo, sottolinea il carattere
ISTIC Precisiamo la dimensione
cristocentrica presente nelle
singole tematiche di questa
Nella terza sezione, il CdG propone un discorso catechistico più sistematico
rispetto al discorso storico-salvifico della seconda sezione; tuttavia tale discorso
O- terza sezione, allo scopo di
evidenziare come esse
costituiscano un nuovo tipo di

ESIST
non presenta la struttura di una riflessione dottrinale-teologica, ma piuttosto quella
di « un approccio antropologico al problema che assume la fede in Cristo nella approccio del giovane a Gesù
storia personale, comunitaria e universale » (128). Cristo stesso e alla sua opera
salvifica.

ENZI
Per specificare ulteriormente questo tipo di approccio, ci pare utile operare
una distinzione: a) esso viene accentuato in senso personalistico-esistenziale
soprattutto nei capitoli 17, 18, 19, i quali evidenziano il cammino della fede in
1
ALE
Cristo come scelta che coinvolge totalmente la vita del singolo credente; come
scelta che si apre alla vita di comunione fraterna attraverso la mediazione della L'ESISTENZA
comunità ecclesiale; come scelta che dona un senso nuovo all'impegno morale del
cristiano, b) L'approccio viene invece accentuato in senso più ampiamente CRISTIANA: I
antropologico nei capitoli 20, 21, 22, i quali prospettano una visione cristiana dei
fondamentali rapporti interpersonali e sociali dei quali è intessuta la vita umana; e
E VITA DI FEDE
NEL CRISTO
cioè il rapporto uomo-donna, i rapporti politici, i rapporti collettivi nel contesto
ANTROPOL RISORTO (c.
storico dell'avvicendamento delle generazioni umane.
17)
Notiamo ancora che già il titolo generale della terza parte del CdG, « la vita
nuova », richiama una visione cristocentrica della esistenza cristiana definendola
appunto come vita nuova « in Cristo ». Di qui, la legittimità dell'approccio
ampiamente esisten-
34 18
Fin dall'inizio del capitolo 17 la È il caso di sottolineare L'ESPERIENZ Chiesa è comunione, cioè «
vita cristiana viene prospettata in che riemerge qui, a livello di unità » profonda dei discepoli
A
costante riferimento alla persona di proposte concrete di vita, la con Dio in Cristo che è dono
Gesù Cristo, il quale interpella la figura del Maestro, ECCLESI del suo amore e, come tale,
coscienza e la libertà del giovane riconosciuto ormai nella fede ALE invocata da Gesù stesso
per una scelta esigente; quella pasquale come « il Signore », ALLA presso il Padre nella grande
stessa scelta che risultava, nella il « Figlio di Dio » fatto uomo LUCE preghiera prima di morire; ma
seconda parte, strettamente per la nostra salvezza. Perciò che è anche impegno dei
connessa con l'annuncio del regno Gesù è sempre e ancora il DEL discepoli secondo il
di Dio. Maestro « esigente » che MISTER comandamento nuovo di
La vita cristiana, quindi, è chiama e chiede soprattutto e O Gesù, impegno generato dalla
anzitutto un « cammino al seguito anzitutto di credere in lui: solo DELL'INC carità di Cristo e sostenuto
del Maestro », segnato dal suo dall'adesione di fede a lui può dall'imitazione di lui stesso
invito personale: « Vieni e seguimi » iniziare il vero e proprio ARNAZIO (136).
(129). Un cammino che, secondo le cammino al suo seguito. NE (c. È sufficiente aver preso in
esigenze radicali del regno di Dio Questa fede, scaturendo 18) esame i due elementi
già conosciute dal giovane, implica dalla risposta alla chiamata di riferimento costitutivi della realtà più vera
una personale « conversione » a Gesù, è un dono di Dio per della Chiesa (mistero e
« a Cristo,
Gesù Cristo. Infatti, precisa il testo, mezzo di Gesù Cristo; quindi è comunione) per evidenziare
« credere nel Vangelo di Gesù, « la fede di chi ha conosciuto il alla sua come, nel capitolo 18, il CdG
credere in lui come Signore nostro, nome di Dio; è la fede di chi parola, alla la rapporti direttamente al
riconoscere in lui la rivelazione del ha accolto il Vangelo di Gesù sua vita»; mistero del «Verbo incarnato»;
Dio che ci è Padre, è una decisione Cristo e da lui ha imparato a infatti risulta chiaro come la
più pre-
capace di dare forma a tutta la chiamare Dio col nome di Chiesa riceva tutto il senso del
nostra vita, a tutti i nostri pensieri e Padre» (131). Inoltre, è fede cisamente: suo essere e del suo compito
ai nostri sentimenti » (130). che dà un nome alla « La Chiesa salvifico esclusivamente da
nasce dalla Gesù Cristo, il quale è
(128) G. Betori, Bibbia e Catechismo dei (129) Non di solo pane,
Parola che
presente e operante in lei dal
giovani, cit., p. 47; G. Angelini, Struttura e cit., c. 17.1/2; cfr. pure p. 206. primo momento del suo
contenuto del Catechismo dei giovani, cit., p. (130) Ibidem, p. 185. è Gesù nascere (come abbiamo visto
37. (131) Ibidem, p. 188.
stesso. nel capitolo 11), nella realtà
speranza dell'uomo in quanto dei beni ultimi; essi vanno
Verbo di Dio del suo esistere e lungo tutto il
essa è originata dalla quindi amati e valorizzati ma
suo cammino storico (come
senza mai dimenticare che fatto carne
abbiamo considerato più
suggeriscono qualcosa che »; perciò « il chiaramente nell'esame del
sta oltre, che appartiene al

3
mistero capitolo 18).
compimento futuro del regno
di Dio (f33). della
risurrezione di Gesù Cristo e Un'ultima considerazione Chiesa si
si alimenta nell'esperienza sulle conseguenze vitali della radica tutto LA
costante della persona attiva vita di fede in Cristo: essa nel mistero N
del Risorto (132). genera anche un nuovo amore
dell'Incarna U
La speranza cristiana, per Dio e per il prossimo che
fondata nella fede in Cristo costituisce l'essenza della vita zione» O
nuova dei figli di Dio. Infatti il (135). V
catechismo sottolinea come la A
fede in Cristo sia fede Come mistero che

2
risorto, offre al giovane
nell'amore di Dio rivelato a noi
in Cristo; è da questa fede
vitale che si genera l'impegno
prolunga
perennemente
visibilmente
il
e
mistero
dell'Incarnazione del Figlio di
M
O
cristiano un nuovo criterio di amore del cristiano quale
Dio, la Chiesa è chiamata ad
R
valutativo riguardo ai beni risposta di colui che crede A
essere anzitutto segno di
terreni; quali beni « penultimi all'amore di Dio, come risulta
dal capitolo 4 della Prima
questo mistero di cui è L
», essi assumono la nuova insieme portatrice e
lettera di Giovanni (134). E
funzione di «segno» rivelativo annunciatrice; segno cioè di
quella « riconciliazione
Nel capitolo 18 del CdG, la vita nuova del cristiano viene chiarita nella sua D
universale » degli uomini con
dimensione comunitaria. Fin dall'inizio, infatti, viene messo in luce che il cristiano,
Dio e tra di loro che Gesù è E
nel cammino al seguito dell'unico Signore Gesù Cristo, non è solo ma si trova
insieme a molti «fratelli » nel contesto vivo e concreto della comunità ecclesiale. venuto ad annunciare e a L
Di qui la necessità di comprendere la natura autentica di questa comunità. realizzare con il suo Vangelo e
Anzitutto al giovane viene proposto il superamento delle visioni parziali e riduttrici della quale abbiamo chiara
testimonianza del modello di
R
della Chiesa (aspetto gerarchico, istituzionale, ecc.) e dei pregiudizi correnti che
vita ecclesiale descritto da E
si fermano solo ad aspetti marginali, derivanti per lo più dai limiti storici e socio-
culturali della vita della Chiesa. In un secondo tempo viene suggerito, come Luca negli Atti. G
punto di partenza, la realtà interiore e più profonda della Chiesa, allo scopo di Sempre nella prospettiva N
coglierne globalmente l'aspetto centrale ed essenziale alla luce della fede. Si della natura misterica della O
chiarisce, quindi, che la realtà più vera della Chiesa sta nel suo essere mistero e, Chiesa, prende rilievo un
di conseguenza, essa può essere compresa solo se considerata in secondo elemento costitutivo
del suo essere interiore; (
infatti, quale segno di c
riconciliazione universale, la .

34 19
la troviamo già nel capitolo 6
1 al paragrafo 3; qui infatti il c
chismo formula una
9 chiarificazione della stretta
) connessione morale
evangelica e annuncio del
La premessa del discorso regno di Dio.
morale, sviluppato nel capitolo
(
1
3
2
)
Ibi
de
m,
pp.
19
1-
19
2.
(
1
3
3
)
Ibi
de
m,
p.
20
7.
(
1
3
4
)
Ibi
de
m,
pp.
19
5-
19
7.

(
1
3
5
)
Ibi
de
m,
p.
20
7.
(
1
3
6
)
Ibi
de
m,
pp.
21
8-
21
9.

34 20
È precisamente nell'ottica di questo singolare annuncio che il capitolo 19 NELLA PROSPETTIVA
chiarisce i contenuti del discorso morale proposto da Gesù; tuttavia ciò viene
fatto partendo dalla problematica inerente all'esperienza morale umana corrente. DELLA « LEGGE DELL'AMORE » (c. 20)
Essa viene analizzata anzitutto nella sua « quotidianeità » caratterizzata dalla
divisione e dalla dispersione per cui l'esperienza morale, nella sua immediatezza, Il complesso problema dei rapporti uomo-donna, che implica il particolare e
si rivela spesso ambigua e priva di valori fondamentali. Ma il Vangelo di Gesù delicato problema dell'etica sessuale, nel capitolo 20 prende avvio da alcuni rilievi
illumina anche questi lati oscuri dell'esperienza morale quotidiana, in quanto « socio-culturali che caratterizzano il processo di trasformazione dell'attuale
promette " salvezza " anche sotto, questo profilo; la fede può restituire all'esi- società.
stenza umana quella unità, coerenza e stabilità, di cui l'uomo nutre una nostalgia Tale trasformazione implica anzitutto, dal punto di vista del nostro problema,
che in genere rimane sterile» (137). un cambiamento dei « modelli » interpretativi e operativi concernenti i rapporti
Successivamente vengono analizzate alcune concezioni morali di tipo uomo-donna e una crisi delle formulazioni culturali della morale tradizionale,
riduzionistico, quali una morale del desiderio e del piacere, una morale del divieto specie quella di ispirazione cattolica in quanto maggiormente legata al nostro
legale, una morale farisaica e individualistica (138). ambiente socio-culturale (143).
Il catechismo amplia poi il discorso con l'approfondire il problema Quindi il catechismo esamina criticamente le « accuse » principali che
dell'interiore « divisione » dell'uomo tra legge e libertà alla luce della figura biblica spesso vengono rivolte alla tradizionale morale cattolica e cioè il puritanesimo, il
naturalismo e il patriarcalismo; in questo quadro di riferimento, quindi, esso
pronai
chiapse^sj^ alla luce della Bibbia sia alla luce di alcuni princìpi létì^K un
pri-

(141) Ibidem, pp. 235-236.


(142) Ibidem, p. 236.
(143) Ibidem, c. 20.1/2.
di Adamo; divisione che si traduce in profondo conflitto con Dio e con gli altri
uomini ed è causata dall'« incredulità », cioè dal rifiuto di fidarsi di Dio e, quindi,
dalla pretesa di autocostituirsi « giudice » ultimo del senso totale della propria
esistenza.
A questo punto, il catechismo apre il nuovo orizzonte della predicazione
morale di Gesù, la quale « raccogliendo tutta la vita dell'uomo intorno alla ricerca
del regno di Dio e della sua giustizia, supera il dualismo tra legge e libertà »
(139). La nuova legge morale, proposta da Gesù come conseguenza delle esi-
genze concrete del regno di Dio, è anzitutto un superamento qualitativo
dell'antica legge mosaica, nel senso profondo e interiore già preannunciato dai
profeti.
La nuova legge proposta da Gesù, infatti, è un nuovo principio di vita e non
un diverso codice di norme comportamentali; come tale essa scaturisce dal «
centro del cuore umano », in quanto reso « nuovo » dal dono di vita nuova in
Cristo inerente all'esperienza decisiva della conversione. Ecco, dunque, la mo-
tivazione fondamentale per cui la nuova legge morale non può più essere in
conflitto con la coscienza personale dell'uomo ma, al contrario, diventa «
sorgente e non limite della libertà » (140).
Il catechismo rimanda qui, giustamente, al documento basilare della morale
(137) Ibidem, p. 228.
(138) Ibidem, pp. 229-232.
(139) Ibidem, p. 232.
(140) Ibidem, p. 235; per una visione complessiva del discorso, cfr. c. 19.5/6/7.
evangelica, cioè al discorso della montagna dove Gesù, con piena autorità
personale di Figlio di Dio, delinea le esigenze fondamentali della nuova legge in
contrapposizione con l'antica legge mosaica (141).
Altro rilievo da considerare: la nuova legge morale è anche principio dinamico
di unificazione della vita morale concreta dell'uomo, poiché è orientata al
superamento della dispersione derivante dalla molteplicità dei precetti dell'antica
legge. Infatti essa compendia i suoi nuovi contenuti nell'imperativo dell'amore,
cioè nel duplice comandamento dell'amore a Dio e al prossimo. La connessione
con l'annuncio del regno di Dio ci pare sia chiaramente evidenziata dalla
seguente precisazione del catechismo: « Il secondo comandamento è la sintesi
di ogni legge che riguarda l'agire morale dell'uomo, mentre il primo pone il
fondamento di questo agire, che è la fede e la conversione a Dio » (142). Fede e
conversione sono appunto le due condizioni essenziali per far parte del regno di
Dio.

IL RAPPORTO UOMO-DONNA

4
21 49
mo e globale significato personalistico della sessualità. Un significato 9- e
27 m
chiaramente positivo ma tuttavia offuscato dai segno del peccato che rende
1. ,
ambigui i veri rapporti di comunione voluti dall'amore creatore di Dio (144). ( pp
Su questa ampia base di riflessioni antropologiche, il catechismo introduce il 1 .
giovane nella prospettiva evangelica del rapporto uomo-donna. Gesù appare 5 27
anzitutto come il restauratore autorevole del senso originario dell'unione sessuale 1 1-
) 27
tra l'uomo e la donna, quale Dio lo aveva rivelato e attuato nel primitivo disegno Ibi 2.
della creazione; una unione che risulta fondata e resa duratura soltanto in forza di d
un amore indissolubile che l'uomo non ha il diritto di spezzare con la sua messianismi, si inserisce e si spiega soltanto alla luce della
infedeltà. Tale amore fedele e indissolubile è possibile perché, con l'avvento del spiega l'atteggiamento di sua missione messianica, ben
regno, può essere rimossa la causa profonda che aveva provocato
l'allontanamento del popolo ebraico dalla volontà originaria di Dio, cioè la « du-
rezza del cuore » derivante da un atteggiamento di incredulità. Per colui che si Il discorso concernente l'atteggiamento di Gesù verso l'istituzione politica si
converte e crede al Vangelo, cioè all'amore di Dio che supera ogni limite umano, innesta, nel capitolo 21 del CdG, su un nucleo di riflessioni critiche preliminari;
è di nuovo possibile vivere il comandamento dell'amore coniugale indissolubile queste risultano dirette a chiarificare alcuni punti cruciali della problematica
riproposto da Gesù (145). politica odierna, quale il giovane la può recepire dall'ambiente culturale spesso
Per il discepolo di Cristo si tratta di reinterpretare l'amore umano alla luce condizionante in modo negativo.
della fede che lo rivela in tutta la sua ricchezza nuova quale dono di Dio. Come Anzitutto si cerca di evidenziare l'ambiguità e la contraddittorietà che
tale, esso può avere la sua motivazione fondamentale e la sua misura ultima frequentemente caratterizzano i contenuti e i significati espressi dalla Darola
soltanto nella legge della carità di Cristo. Nel contesto del messaggio di Gesù, nonché dal concetto di politica. Quindi si pone l'accento sulla rilevanza che
l'esperienza dell'amore umano tra uomo e donna acquista il grande significato di oggi assume il problema politico a motivo del rapido e globale processo di
sacramento dell'amore di Dio per cui può essere vissuto come « un momento mutamento operante nell'attuale società. In questa prospettiva di riflessione cri-
privilegiato nel quale vivere l'unico e più fondamentale mistero della comunione tica, viene poi chiarito il rapporto e il valore tra società civile e società politica
con Dio in Cristo; diventa realtà umana nella quale si manifesta e si attua la (149).
grazia che Dio ti fa » (146). L'analisi procede oltre affrontando il tema scottante dell'ideologia con le sue
Nel suo significato più profondo, ricorda ancora il catechismo, il matrimonio- possibili degenerazioni; di queste si sottolinea quella più rischiosa, ieri come oggi,
sacramento assume il senso di « mistero grande », perché intimamente consistente nella sua indebita assolutizzazione, per cui una ideologia viene
assimilabile al rapporto misterioso di amore tra Cristo e la Chiesa, come chiarisce assimilata ad una religione o ad una visione totalizzante del mondo e della storia.
l'apostolo Paolo nel noto passo della Lettera agli Efesini 5, 22-23, citato nel Si spiega così, sottolinea il catechismo, uno degli errori più antichi e più frequenti
catechismo stesso (147). Inoltre, la ricchezza di questo mistero grande si esplica dell'umanità: /'/ messianismo politico (150).
pienamente solo nell'apertura alla fecondità, la quale è segno di un presente È appunto di questo grave errore che fu vittima anche il popolo ebraico,
portatore della benedizione di Dio e segno di un futuro ricco di nuova speranza soprattutto quando avevasenso
Il nuovo cedutochealla tentazione
la storia assume di alla
riporre
luce ladelsperanza
messaggio della
cristiano viene
donata da Dio stesso oltre i limiti del presente. propria salvezza ultima in un regno di Dio fondato sul potere terreno e sui relativi
proposto all'attenzione del giovane nel capitolo 22. Tale senso scaturisce dalla
Perciò il catechismo sviluppa anche il tema della generazione nel paragrafo strumenti di azione politica
concezione (151).
cristocentrica del tempo, in quanto il tempo cristiano è, sia l'orizzonte
10 del capitolo in esame; e lo fa in una prospettiva cristologica alla luce delle In questoglobale
contesto della tradizione
entro il quale storico-sociale
si snoda il camminodelstorico
popolo ebraico, non
dell'umanità, sia l'orizzonte
promesse e della speranza messianica del popolo ebraico (148). ancora del tutto purificata dalla speranza in falsi
entro il quale si realizza la storia della salvezza nel tessuto vivo della storia
dell'umanità.
Il catechismo, infatti, afferma al riguardo: « Il tempo cristiano, secondo la fede
apostolica, è il tempo teso fra la prima venuta del Cristo e la seconda; tra la sua
GESÙ E LA POLITICA (c. 21) venuta nell'umiltà della carne, per convocare il nuovo Israele di Dio, e la sua
venuta nella gloria della risurrezione, "per giudicare i vivi e i morti". Il tempo cri-
(1 pp. Gesù nei
stiano è perciò tempo di provvisorietà e di cammino, tempo orientato dalla
44 25 confronti
) 6- speranza verso il futuro» (158).
del
Ibi 25 La storia, che si articola in questo orizzonte temporale illuminato dalla figura
de 8. problema
del Cristo risorto, è essenzialmente « storia della salvezza» caratterizzata da un
m, politico
c. (1 costante riferimento al Tu-
(152).
20. 48
3/4 )
/5/ Ibi
6. de
(1 m, Atteggiame diversa e lontana da qualsiasi
45 pò. nto che il catechismo messianismo terreno e
) 26 definisce « piuttosto politico. Il catechismo, infatti,
Ibi 0-
de
complesso », nonostante che osserva anche qui (come già
26
m, 2.
l'attenzione alla problematica nel capitolo 9 riguardo al «
pp. (1 politica risulti abbastanza segreto messianico ») come
25 49 marginale nel quadro traspaia diffusamente nei
5-
) d'insieme della missione di Vangeli il persistere di false
25
Ibi Gesù.
6. attese messianiche, presso il
de
(1 m, Perciò vengono popolo, nei confronti di Gesù
46 (153).
) c. sottolineati i tratti più marcati
21. dell'atteggiamento di Gesù Quindi, poiché
Ibi
1/2
de
/3/
verso il problema politico, persistevano troppe
m, specie nella sua espressione
4. confusioni tra il regno di Dio e
p.
25 (1 concreta inerente al « potere i regni della terra, « Gesù
7. 50 » e alla dimensione istituzio- intese con il suo
(1 ) nale. Il primo elemento atteggiamento separare
47 Ibi
caratterizzante la condotta di rigorosamente il suo regno da
) de
Ibi m, Gesù è il suo rifiuto ogni illusione rivoluzionaria »
de pp. intraRsigente e costante di (154). Tuttavia viene
m, 26 ogni potere terreno; esso si immediatamente precisato

22 51
che il rifiuto perentorio di accompagnata però dalla ( pp.
qualsiasi compromesso con il consapevolezza che l'ambito 1 272-
174.
potere terreno da parte di politico è l'ambito del limitato e (15
Gesù non deve essere del possibile » (156). 3)
confuso con un atteggiamento In questo quadro di Ibide
« puritano » di chi non vuole riferimento, tratto m,
p.
sporcarsi le mani con le dall'atteggiamento di Gesù, il 273.
faccende politiche. Anzi, dai catechismo sviluppa poi alcuni (15
Vangeli risulta che Gesù ha temi politici tra i più attuali, 4)
parole di condanna proprio nei quali i rapporti della Chiesa e Ibide
confronti di tale atteggiamento, m,
dei cristiani con la realtà
pp.
spesso ipocrita, assunto per lo politica d'oggi, il pluralismo 273-
più dai farisei. La nota risposta politico dei cristiani, 274.
alle capziosità farisaiche, « l'insegnamento sociale della (15
rendete a Cesare quel che è di Chiesa, giustizia e libertà, 5)
Ibide
conflitto sociale e lotta di m,
classe, ottimismo e p.

6
pessimismo politico del 274.
cristiano (157).
fi 56)
Cesare e a Dio quel che è di Ibide
Dio », resta sempre un m, p.
275.
fondamentale principio di IL
distinzione critica in base al S (15
quale evitare ogni equivoco tra E 7)
regno di Dio e regni della terra. Ibide
N m, c.
Così Gesù dimostra 21.10
S
chiaramente di riconoscere e /11/1
di rispettare la legittimità del O 2/13/
14.
potere politico con le relative
istituzioni, sottolineando la C (15
netta distinzione tra questo e R 8)
gli interessi del regno di Dio. In Ibide
I m, p.
questo contesto di visione 289.
critica dei rapporti tra i due S
turo promesso da Dio. È una scandire o orientare in
regni, Gesù si oppone T storia « dinamica, rischiosa e maniera lineare e irreversibile
decisamente alla concezione « I promettente », costantemente il tempo dell'uomo» (160);
sacrale » del potere politico A tesa tra il « già » di cui è ricco vicende che vanno dall'Antica
operando, in tal modo, « la più il momento presente e il « Alleanza all'avvento del Figlio
N
radicale liberazione politica non ancora » di cui è di Dio e al suo ritorno
dell'uomo », che contesta O portatore il futuro promesso. glorioso alla fine dei tempi.
l'attribuzione di valore assoluto Tale è il senso suggestivo e Tuttavia il catechismo
al potere terreno e apre un D singolare della storia cri- precisa che la presenza
legittimo spazio all'obiezione E stiana, essenzialmente riferita salvifica di Dio nella storia
della coscienza individuale all'Evento-Cristo, che Paolo umana non diminuisce per
L
(155). chiarisce nel noto passo della nulla il compito storico
Dev'essere chiaro, L Lettera ai Romani 8, 19-25, dell'uomo; anzi, questo
ribadisce il catechismo, che A citato dal catechismo. appare esplicito fin dalle
Gesù non ha insegnato, né lo Non bisogna però prime pagine della Bibbia nel
avrebbe potuto fare, una S dimenticare che il noto « comandamento del
dottrina politica; cionondimeno cristianesimo ha ereditato il Dio creatore » che costituisce
T
egli ha stabilito un criterio di senso salvifico della storia l'uomo sovrano e dominatore
demarcazione tra regno di Dio O dalla più autentica tradizione di tutto il creato (161). Di
e regni della terra, tra potenza R religiosa ebraica, dove il conseguenza, il futuro storico
salvifica di Dio e poteri terreni, I tempo, in cui si realizza la e sperimentale è nelle mani
che deve essere A storia di Israele, è un tempo dell'uomo, per cui dipende
sostanzialmente orientativo teso tra il passato dalla sua responsabilità
per ogni riflessione e prassi dell'elezione del popolo da individuale e collettiva
cristiana inerente ai rapporti, ( parte di Dio per mezzo di realizzarlo in conformità al
sempre problematici, tra fede c Mose e un futuro ricco di disegno di Dio, condurlo
e politica. Tale criterio, nella . promesse divine credute e verso esiti di vita anziché di
coscienza del cristiano, si sperate (159). morte. Come tale, dunque, il
traduce in una salutare L'originalità del senso futuro intramondano
2
tensione che lo spinge alla « biblico-cristiano della storia, dell'uomo si distingue dal
perpetua insoddisfatta ricerca 2
quindi, ha la sua motivazione futuro « di salvezza »
di un di più di giustizia, sempre ) ultima nella rivelazione del promesso da Dio e da lui
Dio di Israele che si nascosto « nel segreto della
manifesta nella sua « sua onnipotenza e del suo
presenza attiva all'interno amore» (162).
della storia, e cioè all'interno Infine il catechismo
di vicende umane osserva che una visione
determinate capaci di

23 51
cristiana della storia esclude Dio, trova il suo definitivo d punto
«ogni ingenua compimento al di là della e
T cruciale,
rappresentazione storia, e nella storia è quest'ultima,
P
"progressista": sia quella presente come seme fragile e della posi-
suggerita dall'ammirazione per nascosto, che soltanto la N
zione
le scienze, sia quella scelta credente del singolo E
pregiudiziale
suggerita dall'entusiasmo può accogliere e rendere • dell'uomo
messianico per la rivoluzione fecondo» (164).
razionalment
» (163). La storia, essendo Il complesso rapporto tra
e
legata alla libertà e al limite storia umana e regno di Dio,
umano, è necessariamente che in essa e oltre essa si maggiorenne
segnata dall'ambiguità; in realizza, è adeguatamente (165);
essa sono compresenti tanto chiarito dal n. 39 della • la
l'obbedienza che la Gaudium et Spes citato dal domanda
disobbedienza degli uomini catechismo a conclusione del «Chi è Gesù
nei confronti del capitolo in esame. Qui è Cristo?» è
comandamento del Dio sufficiente richiamarne il intimamente
Creatore. Come, dal punto di significato complessivo sotto
connessa
vista della salvezza, sono due aspetti fondamentali, a)
alla
compresenti tanto la fedeltà Se è necessario porre una
quanto l'infedeltà dei chiamati chiara distinzione tra « il domanda
nei confronti dell'Alleanza del progresso terreno e lo svi- sulla verità
Dio Salvatore. luppo del regno di Cristo », è che esige il
Perciò è importante, per il altrettanto doveroso coraggio
cristiano, mantenere sempre riconoscere che tale della verità
netta la distinzione tra progresso, nella misura in cui (166);
cammino storico dell'umanità è positivo e autentico, ha un
e compimento del regno di Dio valore e una funzione
(analogamente alla distinzione rilevante per il regno di Dio. b) (165) Ibide
tra regno di Dio e regni della m, p. 13.
Tutti i reali « beni » naturali e
terra). Il catechismo sottolinea, umani realizzati nella storia (166) Ibide
infatti, che « il regno secondo il comandamento di m, p. 14.
annunciato da Gesù non è un Dio creatore, l'uomo li • l'esistenza di Gesù e il perché vicino all'uomo
futuro in senso cronologico; ritroverà purificati e trasfigurati problema della sua identità bisognoso di salvezza, ma
non è un programma di nella seconda venuta di Cristo restano come orizzonte non certo « popolare »
trasformazione sociale che che darà compimento nuovo da scoprire oltre le poiché spoglio di qualsiasi
venga affidato alle energie definitivo al regno di Dio forme vuote o ipocrite, abbellimento di ispirazione
umane per la sua iniziato sulla terra e orientato presenti e passate, del sentimentale, moraleggiante
realizzazione. Il regno è di verso questo futuro di Dio. cristianesimo che suscitano i o politicizzante;
forti sospetti dei critici della interpretazioni, queste, che il
fi 59) Ibidem. religione (167); catechismo rifugge con
(160) Ibidem, p. 288.
• la parola di Gesù « precisa coscienza e metodo
(161) Ibidem, p. 294.
(162) Ibidem. Non di solo pane vive l'uomo critico, come già abbiamo
(163) Ibidem, p. 296. » costituisce, potremmo dire, rilevato analiticamente
il principio di demarcazione descrivendo i tratti della
tra la posizione di chi sceglie figura di Gesù.
di vivere di solo pane e quella
di chi sceglie il rischio di Nella parte III, la
cercare qualcos'altro, un « di dimensione cristocentrica dei
(164) Ibidem, p. 293. vari aspetti della « vita nuova
più » di ordine qualitativo-
b) Una » del cristiano è chiaramente
esistenziale (168).
direzione che / e organicamente esplicitata.
si potrebbe Nella parte II, la figura di Infatti, nello svolgimento dei
Gesù è centrale, sia nel suo singoli temi precedentemente
Dall'esame globale del CdG, condotto allo scopo di rilevare in esso le « essere » che nel suo « esaminati, acquistano un
modalità di approccio a Gesù Cristo, risulta senza dubbio che tale approccio ha operare » in funzione di una posto di rilievo i riferimenti
una sua indiscutibile e ben motivata validità catechistica. Infatti il catechismo, proposta di salvezza. Tutte le alla persona e al messaggio
come già abbiamo notato nelle riflessioni introduttive al presente lavoro, sviluppa altre tematiche, tanto di Gesù Cristo; riferimenti
una proposta di fede chiaramente e costantemente cristocentrica, sia per quanto antropologiche che bibliche, introdotti non come semplice
riguarda la sua struttura d'insieme sia per quanto concerne le singole tre parti o sono subordinate a questo giustapposizione di elementi
sezioni. centro dinamico da cui esse antropologici ed elementi
In riferimento alla struttura d'insieme del catechismo, vale a dire partono e a cui tornano evangelici, ma come
all'articolazione delle tre parti, si nota una duplice direzione metodologica senza dispersioni. Ne risulta componenti essenziali di un
dell'itinerario di approccio del giovane a Gesù Cristo. una figura di Gesù viva, discorso unitario che facilita
a) Una direzione che si potrebbe definire ascendente, che prende avvio, cioè, poiché tratta dal contesto al giovane l'assimilazione
dall'analisi critica di istanze culturali e di situazioni esperienziali, al fine di della sua vicenda storica, e della dinamica di integrazione
esplicitare e maturare nel giovane una autentica domanda religiosa-cristiana tuttavia sobria ed essenziale, fede e vita.
R I). Maturata la disponibilità del giovane all'ascolto-accoglienza della Parola
(parte poiché fedele ai lineamenti In questi rilievi critici e
che può essere pronunciata solo dalla bocca di Dio, gli si propone un salto di tratteggiati dalla tradizione conclusivi ci pare opportuno
qualità con il « passaggio all'evangelo ». Qui il giovane si trova impegnato, nel evangelico-ecclesiale. Un non tralasciare l'indicazione
momento centrale del suo cammino di ricerca, ad operare una opzione Gesù senz'altro attuale
fondamentale mediante l'incontro diretto con Gesù « il Cristo », approfondito e
meditato sulla base solida e concreta di una lettura critica e di fede dei Vangeli
(parte II).
24 51

(167) Ibidem, p. 22.


di alcuni elementi mancanti compromesso e così via. Il cristianesimo « è pastorale giovanile, AVE,
nel CdG che, se introdotti a punto più adatto per inserire originariamente un Roma 1977.
livello operativo, possono questo discorso ci pare avreb- avvenimento, una persona, Bissoli C, La linea biblica del
rendere l'approccio a Gesù be potuto essere uno spazio un uomo che non è solo Catechismo dei giovani,
Cristo più funzionale rispetto tra il capitolo 5 e il capitolo 6, uomo, un uomo che innalza in « Catechesi », 1°
alla sensibilità e mentalità vale a dire tra il problema del l'inaudita pretesa di essere novembre 1979, n. 15,
giovanile, nonché rispetto alle Gesù storico e il mistero del giudice universale, sintesi e pp. 19-33.
diffuse esigenze di dialogo Cristo della fede. Così il "ricapitolazione", inizio e fine Bosco T., Sintesi di Non di
culturale ed ecumenico giovane avrebbe potuto di tutte le cose » (175). Di solo pane, Elle Di Ci,
operare un approccio più conseguenza ne nasce la Leumann (Torino), 1980.
emerse nella Chiesa dal
graduale con passaggi consapevolezza che credere Bucciarelli C, Realtà
Concilio Vaticano II in poi.
organici dal Gesù storico al significa essenzialmente « giovanile e catechesi, 2 voli.,
Ci riferiamo anzitutto a Gesù uomo a Gesù « il Cristo confessare che Gesù è Elle Di Ci,
quanto osserva C. Bissoli a ». Signore ». Leumann (Torino); I voi.
proposito del dibattito In terzo luogo sarebbe 1973; Il voi. 1975. Consulta
Ecco dunque esplicitato
culturale-teologico inerente stato utile evidenziare la Generale Apostolato dei
anche il significato
alla questione del Gesù dimensione ecumenica Laici, Comunità ecclesiale e
esistenziale delle formule di
storico (c. 5): «Si poteva dell'esistenza cristiana come condizione giovanile, Ed.
fede; esse sono vere e
aggiornare il dibattito apertura al dialogo con i O.R., Milano 1979. Costa
proprie confessioni di fede
toccando le riletture " politiche credenti cristiani e non F., // Catechismo dei giovani
nate dall'esperienza di fede
" di Gesù (cenno insufficiente cristiani; nei confronti dei delle comunità cristiane. Loro in un itinerario di Catechesi
e troppo negativo in 5.4); si cristiani non cattolici sarebbe ultimo scopo è di esprimere i permanente, in «Via
potevano valorizzare gli stato il caso di sottolineare vissuti essenziali della fede Verità e Vita», settembre-
aspetti positivi insiti nella cu- che la fede di Cri- stessa in forma riflessa e ottobre 1979,
riosità, che si fa talvolta moda, sintetica, in modo che la n. 74, pp. 52-63.
nei confronti di Gesù oggi: (169) C. Bissoli, La linea biblica coscienza e dei singoli e Idem, Per un itinerario di
dalla letteratura, al film, al del Catechismo dei giovani, cit., pp. della comunità ne sia fede alla sequela di
costume; si poteva ricordare 23-24.
costantemente illuminata e Cristo, in « Via Verità e
quel vasto " vangelo anonimo (170) Cfr. Gaudium et Spes, n. guidata. È questo il senso Vita», gennaio-febbraio
" circolante nella storia, fatto 22.
dinamico della bellissima 1979, n. 71, pp. 37-49.
di approcci a Gesù in termini (171) A titolo esemplificativo. Cfr.
formula lo credo introdotta a
K. Rahner, Corso fondamentale sulla Gherardi G., L'utilizzazione
più esperienziali che conclusione di tutto l'itinerario
fede, trad. it. di C. Danna, Edizioni del catechismo in un
intellettuali, o spirituali, ed Paoline, Alba, 1977, pp. 320-323. catechistico del testo. itinerario globale di fede,
anche estetici; si poteva (172) Ibidem, pp. 323-324. E'
in «Via Verità e Vita»,
ricordare l'esistenza almeno indicativa, a questo riguardo, la nota
affermazione della Gaudium et Spes, gennaio-febbraio 1979, n.
incipiente di metodologie
sempre al n. 22: « Con l'Incarnazione il 71, pp. 70-75.
integrative del metodo storico- Figlio di Dio si è unito in certo modo ad Gioventù Aclista e Istituto di
(174) Nostra Aetate, n. 1. A titolo esemplificativo cfr. anche AA.VV., // nuovo Sociologia dell'UPS (a
Catechismo olandese, Elle Di Ci, Torino - Leumann, 1968, Parte II. cura di), La domanda
(175) Non di solo pane, cit., p. 202.
religiosa dei giovani, in «
critico, come ad esempio, lo ogni uomo. Ha lavorato con mani
d'uomo, ha pensato con mente Catechesi », 1° novem-
strutturalismo e la cosiddetta
d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, bre 1979, n. 15, pp. 47-
lettura politica della Bibbia » ha amato con cuore d'uomo ». 51.
(169). (173) Unitatis Redintegratio, n. 1.
Giustiniani P., Gesù nel
In secondo luogo, se
sto Signore e Salvatore del Catechismo dei giovani,
Gesù Cristo, come Figlio di
mondo è il punto E.P. - Centro Catechistico
Dio fatto uomo è l'uomo
fondamentale di incontro tra i Paolino, Roma 1979.
perfetto che rivela anzitutto
cristiani appartenenti alle Nosiglia C, // Cristo nel
l'uomo all'uomo stesso (170), BIBLIOGRAFIA
sarebbero state opportune diverse confessioni (173); nei Catechismo dei Giovani,
delle piste di riflessione su confronti dei credenti non ESSENZIALE in « Via Verità e Vita»,
Gesù-uomo, portatore di cristiani si poteva accennare novembre-dicembre
autentici e fondamentali valori al principio ecumenico AA.VV. (a cura di A. Amato e 1979, n. 75, pp. 42-53.
umani, interprete egli stesso, fondamentale per cui nelle G. Zevini), Annunciare Cristo Milanesi G., Appunti sulla
nella sua perfetta umanità, varie religioni del mondo sono condizione giovanile, in «
ai
dell'uomo e dei valori umani. presenti elementi positivi che Catechesi », 1°
giovani, Elle Di Ci,
Probabilmente sarebbero stati « non raramente riflettono un novembre 1979, n. 15,
Leumann (Torino), 1979.
interessanti aspetti di questo raggio di quella verità che pp. 35-45.
AA.VV., Problemi attuali della
genere: la forma empirica illumina tutti gli uomini » (174), Payer F., Pasotti E., Ruspi
cristologia, LAS, Roma,
concreta della vita di Gesù cioè Gesù Luce del mondo. W., // Catechismo dei
1975. Angelini G.,
(171); l'autocoscienza A conclusione di queste Catechismo dei giovani e giovani. Itinerario
veramente umana di Gesù osservazioni critiche non ci cultura contemporanea, in catechistico, E.P. - Centro
(172); il significato umano pare fuori luogo sottolineare «Catechesi», 1° Catechistico Paolino,
della sua sofferenza un punto fondamentale del novembre 1979, n. 15, pp. 3- Roma 1979.
personale, specie il rife- capitolo 23, dove il 11. Idem, Catechismo dei Idem, Un catechismo
rimento al dramma della catechismo evidenzia il giovani e testimonianza maggiorenne. Limiti e
passione; il suo essere « per significato essenzialmente « cristiana, Ibidem, chances del Catechismo
gli altri »; le scelte esistenziali- cristolo-gico » ed esistenziale pp. 13-17. dei giovani, in « Via Verità
sociali di Gesù: i poveri, gli delle formule di fede. Tale e Vita », gennaio-febbraio
Ardigò A., La condizione
emarginati, i sofferenti, ecc.; significato, infatti, si chiarisce 1979, n. 71, pp. 8-19.
giovanile in Italia oggi, in
la sua critica all'ipocrisia, al nella consapevolezza che il AA.VV., Catechesi e

25 51
Tonelli R., Pastorale giovanile nel gruppo catechistico, » 5. Gesù e la politica (c.
oggi, LAS, Roma, 2a ed. 1979. E.P. - Centro Catechistico 44 21) ........................................................
Zagara M., Gesù è il Signore. Paolino, Roma 1981.
1. L'esistenza cristiana: » 51
Il Catechismo dei giovani
vita di fede nel Cristo risorto 6. Il senso cristiano
I Il Risorto (c. 15)...................................................................
(c. 17) .............................................................................................
della storia (c. 22) . . .
pag. 41
» 45
Il Figlio di Dio (e. 16)............................................................ » 53
» 43 2. L'esperienza
ecclesiale alla luce del mistero RILIEVI CRITICI . . .
dell'Incarnazione (c. 18)......................................................................
CA (ce. 6-16)............................................................................. :......................................................................
» 46
»................................................................................................ ».....................................................................
PRESENTAZIONE.............................................................................
23 3. La nuova morale del 56
pag. 3 regno (e. 19) . . . .
1. Dal procedimento » 47
storico-critico al procedimento BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE.......................
PREMESSA........................................................................................ 4. Il rapporto uomo- ».....................................................................
storico-salvifico...................................................................................
».......................................................................................................... donna nella prospettiva della 61
» 23
6 legge dell'Amore (e. 20).......................................................
1. Articolazione delle
»...........................................................................................
tematiche............................................................................................
I - APPROCCIO ifi » 26 49
PROSPETTIVA CULTURALE- Il ministero pubblico
ESI- di Gesù (ce. 6-15)
STENZIALE (ce. 1-4)................................................................ . . . » 27
»................................................................................................
Gli eventi pasquali
10 (ce. 13-15)............................................................................
1; L'esame critico dei »...........................................................................................
pregiudizi culturali (c. 28
1.16; 3. Tratti fondamentali
della figura di Gesù
c. 2.1-4)................................................................................
Cristo
>».........................................................................................
11 (ce. 6-16).............................................................................
»...........................................................................................
2. Atteggiamenti
29
autentici di ricerca (c.
Gesù annunciatore-
1.3-5.7;
testimone del regno
c. 3-2)...................................................................................
di Dio
»...........................................................................................
(e. 6).....................................................................................
12
»...........................................................................................
3. Interrogativi 29
esistenziali: il senso e il L'amico dei peccatori
valore della (e. 7).....................................................................................
libertà e della »...........................................................................................
speranza (c. 3.3-5; c. 30
4) . . . Più che un rabbi, più
che un profeta (c. 9)
»
»
13 32
4. Apertura alla Segno di
trascendenza (c. 4.6) contraddizione (ce. 8
. . . » 15 e 10) . .
»
5. Una questione che
33
coinvolge il questionante . » Il fondatore della
16 Chiesa (e. 11) . .
6. Esperienza e Parola . .
di Dio (ce. 1-4) »
35
. . . » 17
Il Figlio dell'uomo (c.
12)........................................................................................
II - APPROCCIO IN »...........................................................................................
PROSPETTIVA STORICO- 37
CRITICA Il Crocifisso (ce. 13 e
(e. 5)..........................................................................................
14)........................................................................................
»................................................................................................
»...........................................................................................
20 39
IV - APPROCCIO IN
III - APPROCCIO IN PROSPETTIVA
PROSPETTIVA STORICO- PERSONALISTICO-
SALVIFI- ESISTENZIALE E
ANTROPOLOGICA (ce.
17-23) .

26 51

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