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Esiste una cosa come la natura umana o è

soltanto un'idea convenzionale?

Nell'antica filosofia greca, l'investigazione


sulla natura inizia con una riflessione

sul cambiamento.

Le realtà che ci sono intorno a noi sono in un


costante cambiamento.

Da questa osservazione, Eraclito ipotizzava


che nel mondo non c'è niente che sia costante.

Tutto è fluttuante.

Non puoi attraversare la stessa riva due volte.

Di conseguenza non possiamo parlare che ci siano delle


nature o delle proprietà di cose che siano stabili.

La continuità è soltanto apparente, e la nozione


della natura è una mera convenzione.

Dal punto di vista degli opposti, Parmenide nega,


senza mezzi termini, che ci sia un reale cambiamento

nel mondo.

Davanti a questa visione, quello che noi chiamiamo


cambiamento in questo mondo è soltanto una illusione.

Il fondamento ultimo della realtà è quindi immutabile


e statico.

Questa visione sembra anche che renda le varie cose intorno


a noi irreali dato che sono tutte

soggette al cambiamento.

Adesso contro queste due posizioni estreme,


Aristotele sostiene entrambe; sia che c'è nel mondo

un vero cambiamento, andando contro Parmenide (dato che è


una cosa ovvia ai nostri sensi), ma anche

che ci sia continuità nelle cose che sono soggette al


cambiamento, andando così contro l'opinione di Eraclito.

Nelle cose che c'erano prima là persistono


le cose che ci sono adesso.

Qui è dove si comincia a farsi l'idea di


un'essenza o la natura di una cosa che

persiste in mezzo al cambiamento, ciò che è in


quello che era.

Quindi ci sono delle costanti che rimangono.

Pensate ad un essere umano adolescente che prima era


un bambino; quel bambino una volta era un

embrione. E in seguito guardi allo stesso essere umano


dopo dieci anni, ed è un adulto,

passano più anni ed è una persona anziana.

Ma c'è qualcosa che rimane immutabile,


e questo è più che

semplicemente un nome.

È la natura della cosa.

La natura di una cosa è un principio di continuità


e di sviluppo.

Aristotele descrive la natura come un principio


o causa di movimento e sosta in quello che

è, la sua natura, ciò a cui appartiene di per se.

Questo significa che la natura è qualcosa che persiste,


ma anche una cosa che aiuta ad organizzare tutto

il cambiamento che avviene in una determinata cosa.

Perché le cose hanno la natura, possiamo agire in modi


prevedibili e identificabili,

e questo è la base anche della scienza come


un senso comune.

È particolarmente per questa ragione che alcuni fattori


dell'universo intelligibile sono descritte

in termini di leggi della natura.

Ossia, le cose funzionano con una sorta di persistenza


per il tipo di cose che sono.

Quindi, anche se alcune cose naturali possono non


raggiungere la perfezione o agire in un modo

che si accorda con la loro perfezione, eppure noi possiamo


contare fondamentalmente su cose che agiscono sempre in maniera

prevedibile e stabile o per la maggior parte.

Questa osservazione metafisica stabilisce i lavori


preliminari per la legge naturale.

C'è una legge all'opera nella natura che inclina


fino a prosperare o a raggiungere la perfezione.

È molto evidente negli animali.

Gli animali cercano il loro proprio bene attraverso la


nutrizione, la crescita e la riproduzione.

Questi sono dei fattori predicabili della loro natura


e ci permettono di organizzare la nostra conoscenza

secondo le leggi stabili della natura.

E nell'animale razionale, ci sono operazione


dell'intelletto e della volontà degli esseri umani che
il loro stesso bene attraverso la vita sociale,
mediante amicizie virtuose, e la ricerca

per la verità.

La natura da la crescita alle inclinazioni e da queste


inclinazioni naturali, possiamo iniziare a

a cercare le basi per i precetti della legge naturale,


le norme etici che permettono agli esseri umani

ad indirizzarsi verso il loro vero bene.

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