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Ogni volta che incontriamo qualcosa nel mondo,

ci colpisce sempre il fatto che ci sia

qualcosa da conoscere, qualcosa di


più profondo della brutta fattualità

e punta alla sua profonda intelligibilità.

Nella nostra indagine, penetriamo nella natura delle cose,


osservando e riflettendo sulle loro attività

nel mondo e le loro proprietà osservabili e così


potremo definire le cose dalla loro essenza.

L'essenza arriva a che cosa sia un oggetto e


a quello che sono le sue proprietà principali.

Per esempio, la persona umana è un animale


razionale.

Un uccello è un essere vivente, senziente e


può spostarsi volando da un luogo ad un altro

e cosi via.

Possiamo creare diversi tasselli delle varie essenze


di oggetti.

Ma avendo scoperto che cosa sia una cosa,


presto arriviamo a scoprire che quest'oggetto

solleva questioni causali, per i quali non può


rispondere su se stesso.

Per raccontarla in modo chiaro, nessun oggetto


può procurare il suo esistere.

Essi non riescono a spiegare sufficientemente


la loro esistenza.

Ognuna di esse: gli esseri umani, i canguri,


gli uccelli, le piante, gli alberi, le stelle; hanno

una storia dell'essere.

Questi vengono alla luce, escono fuori dall'essere,


sono causate e arrivano a termine attraverso

le estrazioni di altri esseri e processi cosmici.

Quindi da questa osservazione: l'osservazione della


contingenza di tutte le cose; l'Aquinate inizia

ad argomentare a favore di una distinzione reale fra


l'essenza e l'esistenza in tutto ciò che noi viviamo.

Nessuna cosa che noi viviamo possiede di diritto


l'esistenza, come se fosse, oppure secondo

la necessità della natura.

Tutto ciò che noi sperimentiamo può esistere


o non esistere.
E quello che è più importante, è che tutto
quanto sperimentiamo riceve il suo essere dagli altri.

Ha una causa per la sua esistenza.

Può essere così per tutto?

Possono esserci soltanto degli esseri causati


che ricevono la loro esistenza?

Oppure abbiamo bisogno di porre qualcosa che precede


gli esseri causati?

Ci deve essere qualcosa che dà l'essere o


l'esistenza a tutto.

E questo è ciò che noi chiamiamo Dio.

Per contrasto a tutto ciò che incontriamo


Dio esiste per la sua stessa natura.

Egli non riceve da nessuno la sua esistenza.

L'esistenza è propriamente la vera essenza


di Dio.

Quindi Dio esiste essenzialmente.

Per tutto il resto, però, c'è una vera e propria


distinzione tra essenza ed esistenza.

Questo perché gli viene data la loro esistenza


dal creatore.

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