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Corso di Laurea: INGEGNERIA INDUSTRIALE CURR. GESTIONALE (D.M.

270/04)
Insegnamento: CHIMICA GENERALE
Lezione n°: 5
Titolo: Modello di Bohr e i suoi limiti,principio di indeterminazione heysembergb
Attività n°: 1

Lezione 5

1
Corso di Laurea: INGEGNERIA INDUSTRIALE CURR. GESTIONALE (D.M. 270/04)
Insegnamento: CHIMICA GENERALE
Lezione n : 5
Titolo: Modello di Bohr e i suoi limiti,principio di indeterminazione heysembergb
Attività n : 1

Il modello di Bohr
Il fisico danese Niels Bohr è stato il primo a cercare di dare una spiegazione della stabilità degli atomi. Atteso che tutte le
determinazioni sperimentali fatte fino ad allora confermavano la struttura individuata da Rutherford e che si riteneva che le leggi della
meccanica classica dovessero valere anche per i sistemi su scala atomica, Bohr formulò le seguenti ipotesi:

Ricordiamo dalla Fisica che il momento angolare è quella grandezza associata alle rotazioni
dei corpi. Se, ad esempio, consideriamo una massa m che si muove di moto circolare con
e- velocità tangenziale v su un orbita di raggio r, il momento angolare L rispetto al centro della
traiettoria è pari a:
m L = mvr

+ r Secondo Bohr, ciascuna orbita stazionaria deve soddisfare alla seguente relazione:
h
L = mvr = n n = 1, 2, 3,...

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Insegnamento: CHIMICA GENERALE
Lezione n : 5
Titolo: Modello di Bohr e i suoi limiti,principio di indeterminazione heysembergb
Attività n : 1

L’atomo di idrogeno secondo la teoria di Bohr

Nel suo moto circolare uniforme l’elettrone è soggetto alla legge di Newton per cui deve esserci
e- uguaglianza tra la forza elettrostatica attrattiva verso il nucleo e la forza centrifuga che tende a
portare l’elettrone lontano dal nucleo:
m
v2 q2 1)
m =
+ r r 4πε 0 r 2
Forza centrifuga Forza elettrostatica

Inoltre il momento angolare L deve essere quantizzato (questa è l’ipotesi ad hoc fatta da Bohr):
h 2)
L = mvr = n n = 1, 2, 3,...

Risolvendo il sistema costituito dalla 1) e dalla 2) si ottiene la velocità dell’elettrone1 e il raggio dell’orbita stazionaria:

mvr = n
h
v=
nh Sostituendo nella 1) n 2h 2 q2 4πε 0 n 2 h 2 4πε 0 n 2 h 2
m 2 2 3 = r =m =
2π 2πmr 4π m r 4πε 0 r 2 4π 2 m 2q 2 mq 2

4πε 0 n 2 h 2
r= 3)
mq 2

h
Note: Nelle precedenti relazioni si è introdotta la grandezza «acca tagliata» definita come: h=

1. Per esercizio ricavare l’espressione della velocità.

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Lezione n°: 5
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Attività n°: 1

L’atomo di idrogeno secondo la teoria di Bohr


Cerchiamo ora l’espressione dell’energia sull’orbita stazionaria
1 2 1 q2
ETOT = E kin + E pot = mv − 4)
2 4πε 0 r
Sostituendo la 1) nella 4) si ha:
1 1 q2 1 ⎛ 1 q2 ⎞ 1 q2 1 q2
ETOT = m− = ⎜⎜ ⎟⎟ − =− 5)
2 4πε 0 r 2 ⎝ 4πε 0 r ⎠ 4πε 0 r 8πε 0 r
Sostituendo la 3) nella 5) si ricava:
1 q2 1 mq 4
ETOT =− =− 6)
8πε 0 r 2(4πε 0 ) n h
2 2 2

Dalla 6) si osserva che l’energia delle orbite è quantizzata tramite il numero intero n (n=1,2,3,….) che viene chiamato numero
quantico principale. Mediante la 6) è possibile interpretare gli spettri atomici. Quando n=1 l’elettrone si trova nello stato
fondamentale a cui corrisponde energia minima. Esso può saltare ai livelli superiori (n=2,3,4,…) solo se gli si fornisce energia in
quantità pari a En-E1 (n=2,3,4,…). L’elettrone eccitato tende a ritornare al livello fondamentale emettendo, sotto forma di radiazione,
l’energia che aveva assorbito con l’eccitazione. Il ritorno può realizzarsi sia saltando direttamente dal livello eccitato al livello
fondamentale sia passando attraverso livelli intermedi. Dalla 6) è facile verificare che l’energia della radiazione emessa passando dal
livello con numero quantico n2 al livello con numero quantico n1 è data dalla seguente relazione:
mq 4 ⎛ 1 1⎞ 7)
ΔE = ⎜
2 2 ⎜ 2
− ⎟
2 ⎟
2(4πε 0 ) h ⎝ n1 n2 ⎠

⎛ 1 1 ⎞ mq 4
ν = RH ⎜⎜ 2 − 2 ⎟⎟ essendo: RH = 2 3
⎝ n1 n2 ⎠ 8ε 0 h
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L’atomo di idrogeno secondo la teoria di Bohr

Livelli energetici nell’atomo di idrogeno secondo la teoria di Bohr

Niels Bohr, 1885-1962

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Lezione n°: 5
Titolo: Modello di Bohr e i suoi limiti,principio di indeterminazione heysembergb
Attività n°: 1

Quando l’elettrone torna allo stato fondamentale viene emessa energia radiante il cui valore E = hν deve
essere uguale a E2-E1 o E3-E1, etc. Quindi hν = ΔE tra stati permessi.

Stato fondamentale + hν Stato eccitato - hν Stato fondamentale


n = 1, E1 assorbimento n = 2, E2 emissione n = 1, E1

n=∞ E∞ = -
E0
=0
n=5 Serie di Paschen ∞
n=4 infrarosso E0
n1 = 3 E3 = - = 2.42 • 10-19 J
n=3 32
E0
Serie di Balmer E2 = - = 5.45 • 10-19 J
visiblie 22
n1 = 2 E0
n=2 E1 = - = 2.179 • 10-18 J
12

EMISSIONE
ASSORBIMENTO
Energia

Serie di Lyman
ultravioletto
n1 = 1

n=1
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Lezione n°: 5
Titolo: Modello di Bohr e i suoi limiti,principio di indeterminazione heysembergb
Attività n°: 1

Limiti del modello atomico di Bohr


Il modello di Bohr-Sommerfield permette di interpretare con successo lo spettro atomico dell’Idrogeno (H), che è monoelettronico, ma non è in grado di
interpretare spettri atomici polielettronici. Inoltre le ipotesi introdotte da Bohr sono «ad hoc» e non si basano su nessuno dei principi della fisica nota a quel
tempo. Nella semplice trattazione che abbiamo seguito, infatti, l’elettrone obbedisce alle leggi della fisica classica, ma imponendo allo stesso di muoversi su un’
orbita stazionaria senza perdere energia, cosa che è assurda se sono vere le leggi dell’elettromagnetismo di Maxwell. Per questo motivo, l’interpretazione del
reale comportamento atomico aveva bisogno dell’introduzione di una nuova teoria fisica, che consentisse di fare le corrette previsioni su sistemi aventi «piccole
dimensioni» e che sugli oggetti di «grandi dimensioni» non fosse in contraddizione con la fisica classica. Questa rivoluzione scientifica avvenne nei primi 30 anni
del 900 ad opera di personaggi del calibro di Einstein, Bohr, Heisenberg, Born, Dirac, Schrodinger e altri. In particolare, nel 1927, il fisico tedesco Werner
Heisemberg introdusse il suo famoso principio di indeterminazione, una legge che vale per tutti i corpi, sia su scala macroscopica che atomica, ma che in
particolare per questi ultimi manifesta tutta la sua portata rivoluzionaria.
PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG (1927)
“È impossibile determinare contemporaneamente posizione (x) e velocità (v) di una particella (piccola come
l’elettrone, me = 9.31 • 10-31 kg)”
h
Δx ⋅ Δv ≥
4π ⋅ m
In questa disuguaglianza h (6.626 • 10-34 J s) rappresenta la costante di Plank mentre Δx indica l’incertezza nel determinare la posizione di una particella e Δv indica l’incertezza
nel determinare la velocità. Cerchiamo di coglierne il significato. Se vogliamo misurare la posizione e la velocità di una particella dobbiamo, in qualche modo, essere in grado di
vederla. Per vedere un oggetto, nel senso visivo della parola, occorre illuminare quell’oggetto con una luce di opportuna lunghezza d’onda confrontabile o inferiore alle
dimensioni dell’oggetto. Se l’oggetto è piccolo rispetto a λ, l’energia della radiazione modifica la posizione dell’oggetto e/o la sua velocità. Se riusciamo a misurare
precisamente la posizione (Δx=0, perché siamo in grado di vedere esattamente dove si trova l’elettrone), commettiamo un errore enorme nel misurare la velocità (Δv=∞).

Nel mondo macroscopico la lunghezza d’onda della luce visibile è sempre ampiamente Nel mondo microscopico già la luce visibile può avere energia non trascurabile rispetto a
al di sotto delle dimensioni degli oggetti osservati, i quali risultano quindi sempre nitidi e quella di particelle microscopiche, al punto da poter modificare in modo significativo
ben risolti. Il principio di indeterminazione perde di importanza nel campo l’energia dell’oggetto osservato. In tal caso la semplice osservazione ottica del sistema ne
MACROSCOPICO perturba lo stato.

traiettoria
particella deviata
atomica

fotone osservatore fotone osservatore

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Lezione n°: 5
Titolo: Modello di Bohr e i suoi limiti,principio di indeterminazione heysembergb
Attività n°: 1

a)
Esempio pratico:
Supponiamo di conoscere con un’incertezza Δv = 1m/s la velocità di un elettrone. Secondo la relazione di
Heisemberg L’INCERTEZZA SULLA POSIZIONE DI e- vale almeno Δx•1 = h/(4πme) ≈ 10-4 m. Se si considera che il
raggio atomico è ≈ 10-10 m, l’ERRORE che si commette nella determinazione della posizione è ENORME (elettrone
fuori dal campo del nucleo…).
b) Se l’incertezza con cui conosciamo la velocità di una palla da tennis di massa = 0.10 Kg è pari a Δv = 1m/s,
L’INCERTEZZA SULLA POSIZIONE DELLA PALLA vale almeno Δx•1 = h/(4pmpt) ≈ 10-33 m.
L’ERRORE che si commette è TRASCURABILE: certa anche la sua posizione!

Dall’impossibilità di determinare contemporaneamente posizione (x) e velocita (v) di particelle piccole come
l’elettrone PERDE OGNI SIGNIFICATO SCIENTIFICO IL MODELLO ATOMICO DI BOHR perchè in esso l’elettrone
compie orbite ben determinate attorno al nucleo, con un valore definito di energia! OCCORRE ABBANDONARE
L’IDEA DI DESCRIVERE L’ATOMO CON IL MODELLO MECCANICISTICO DELLA FISICA CLASSICA.

N.B.: l’energia di un elettrone all’interno di un atomo può essere calcolata (vedi spettri di emissione e/o
assorbimento) ma la sua posizione resta del tutto INDETERMINATA.

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Corso di Laurea: INGEGNERIA INDUSTRIALE CURR. GESTIONALE (D.M. 270/04)
Insegnamento: CHIMICA GENERALE
Lezione n°: 5/S1
Titolo: Raggio atomo di idrogeno
Attività n°: 1

Lezione 5
Sessione 1

1
Corso di Laurea: INGEGNERIA INDUSTRIALE CURR. GESTIONALE (D.M. 270/04)
Insegnamento: CHIMICA GENERALE
Lezione n : 5/S1
Titolo: Raggio atomo di idrogeno
Attività n : 1

Lezione 5 Sessione 1
Strappare un elettrone dall’atomo significa portarlo ad una distanza infinita dal nucleo (quindi energia potenziale nulla) co
energia cinetica nulla. Il lavoro che occorre compiere per effettuare questa operazione,è chiamato energia di ionizzazion
(o lavoro di ionizzazione). Per l’atomo di idrogeno è pari a 13.58 eV. Calcolare il raggio dell’atomo di idrogeno nel suo stat
fondamentale.
Ricordiamo che 1 eV (elettronvolt) è l’energia necessaria associata ad un elettrone (di
carica pari a 1,602176565 x 10-19 C) all’ interno di una differenza di potenziale di 1 volt.
e- Quindi 1eV= 1,602176565 x 10-19 J.
m
L’energia di ionizzazione è pari alla differenza tra l’energia dello stato finale dell’elettrone
(distanza infinita ed energia cinetica nulla quindi energia totale nulla) e lo stato iniziale a
+ r0 cui corrisponde l’energia fornita dalla relazione 5) della lezione di teoria (Lezione 5).
Quindi:
⎛ qe2 ⎞ qe2
EION = E TOT
∞ −E TOT
= 0 − ⎜⎜ − ⎟⎟ =
⎝ 8 ⋅ π ⋅ ε 0 ⋅ r0 ⎠ 8 ⋅ π ⋅ ε 0 ⋅ r0
0

Prestando attenzione alle unità di misura si ha:


kJ
EION = 13,58 eV = 1310
mol

r0 =
qe2
=
(1,6022 ⋅ 10 −19
C )
2
o
= 5,30 ⋅ 10 −11 m = 0,53 A
8 ⋅ π ⋅ ε 0 ⋅ EION ⎛ C2 ⎞ ⎛ J ⎞
8 ⋅ π ⋅ ⎜⎜ 8,854 ⋅ 10 −12 ⎟ ⋅ 13,58eV ⋅ 1,6022 ⋅ 10 −19
2 ⎟ ⎜ ⎟
⎝ N ⋅m ⎠ ⎝ eV ⎠

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Lezione n°: 5/S2
Titolo: Formula di Rydberg
Attività n°: 1

Lezione 5
Sessione 2

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Lezione n°: 5/S2
Titolo: Formula di Rydberg
Attività n°: 1

Lezione 5 Sessione 2
Applicare la formula di Rydberg per l’atomo di idrogeno e calcolare la lunghezza d’onda della radiazione emessa nella
transizione da n=6 a n=2.

Applichiamo la relazione di Rydberg sotto riportata:

⎛ 1 1 ⎞ mq 4
ν = RH ⎜⎜ 2 − 2 ⎟⎟ con RH = 2 3
⎝ n1 n2 ⎠ 8ε 0 h

Calcoliamo prima quanto vale la costante di Rydberg (RH):

RH =
(9,109 382 6 × 10 -31
) (
kg × 1,602 176 53 × 10 -19 C )4

≅ 3.29 × 1015 Hz
2
⎛ C2 ⎞
8⎜⎜ 8.854188 × 10 −12
(
⎟ 6.62607 × 10 −34
2 ⎟
N ⋅m ⎠
J ⋅ s)
3

Applichiamo la formula di Rydberg:

ν = (3.29 × 1015 Hz )× ⎜
⎛ 1 1⎞
− ⎟ = 2 . 742 × 1014
Hz
⎝ ⎠
2 2
2 6
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Insegnamento: CHIMICA GENERALE
Lezione n°: 5/S3
Titolo: Principio di indeterminazione
Attività n°: 1

Lezione 5
Sessione 3

1
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Lezione n°: 5/S3
Titolo: Principio di indeterminazione
Attività n°: 1

Lezione 5 Sessione 3
Una palla da bowling della massa di 8,00kg rotola con una velocità pari a 5,00±0,05 m/s
Qual è l’incertezza minima relativa alla sua posizione?
Qual è la lunghezza d’onda associata al suo moto?

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