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Le odi

I 4 libri delle odi (Carmina secondo il titolo latino) sono state scritte In periodi diversi della vita di Orazio.

I i metri utilizzati da Orazio sono quelli che appartenevano alla lirica monodica della Grecia arcaica
(chiamati così perché accompagnati dalla lira) e sono la strofe alcaica (alceo maggiore rappresentante
della lirica eolica) e la strofe saffica.

Romano ci dice che orazio si rifà ad Alceo, perché riprende i temi della sua lirica monodica eolica (amore
e Simposio) aggiunge però nelle odi/carmina anche temi civili ispirandosi a pindaro.

"Nunc est bibendum"

Ora si può brindare

Brindare dopo la morte di Cleopatra (31a.C) rimanda alla citazione di Alceo di brindare per la morte del
tiranno Mirsilo. Orazio infatti denigra violentemente la figura di Cleopatra, ma le riconosce una sua
grandezza nel gesto estremo con cui scelse di darsi la morte.

Ci sono però delle differenze perché Alceo continua a denigrare la figura di Mirsilo in tutti i versi, invece
Orazio dopo l'esultazione iniziale riconosce a Cleopatra il suicidio con l'aspide come atto di dignità.

Si fa riferimento anche a Pindaro massimo (esponente della Lirica corale)che viene celebrato D'Orazio
soprattutto per il suo stile sublime che si adatterebbe alle odi di argomento più solenne.

Gli altri modelli delle odi sono:

• La poesia Alessandrina-ellenistica del 3 sec a.C per l' Ολιγοστιχια πολυειδια/varietas.

• poesia neoterica (1-2 sec. A.c) Catullo varieta di tematiche e brevitas.

A differenza dei neoteri egli non si rivolge solo a una cerchia ristretta di amici (poetae Novelli), ma si fa
da portavoce di un'intera comunità partendo dalla sua autobiografia.

Considerati i modelli del passato (Saffo, Alceo ,Pindaro, neoteroi ,Alessandrini) con l'autobiografia Orazio
opera una sorta di contaminatio tra passato ieratico + realismo Quotidiano.

Anche nelle odi Orazio in vita alla μειριοτης e all'αυταρχια, usa sempre di più il dialogo "sermones",
come nelle satire, ma preferisce una sorta di flusso di coscienza (monologo interiore) anche se avvolto
sempre da un'atmosfera simposiale. I toni sono perlopiù intmi
La produzione neoterica Tendeva a intendere i Carmi come comunicazione nella cerchia di amici, come
ad esempio celebrazione delle doti poetiche di un amico, annuncio di un'opera letteraria ,descrizione di
momenti difficili, lutti versi di conforto a un innamorato infelice. In Orazio manca il collegamento fra il
fare poesia e il vivere esperienze comuni che era proprio dei Poeti neoterici e si pensava quindi che
proclamando i lirici greci arcaici si allontani dalla alessandrinismo.

Le odi parlano soprattutto esperienza di vita del poeta e al mondo che lo circonda così si conoscono a
fondo tutti quei momenti della vita raffinata ed elegante di Orazio i contenuti sono prettamente legati ad
esperienze personali e a momenti significativi della vita di Roma.

Le odi abbiamo un cambiamento rispetto alle satire perché nelle satire lui parte dai difetti altrui ,come
anti modelli e difetti che riuscivano a fare sviluppare la propria moralità

# nelle odi invece per dare consigli parte dallo scandaglio interiore intimo e personale.

Quindi lui ricerca un equilibrio interiore

Orazi infatti rimane legata alla lirica greca arcaica Perché questa era rivolta a un uditorio e c'è quindi un
rapporto diretto con i partecipanti e sarà proprio l'atmosfera conviviale e quella sacrale che Orazio
cercherà di mantenere in vita anche se alcuni interlocutori saranno frutto di invenzione come ad
esempio le donne, ma altri sono personaggi di spicco della società.

Possiamo infatti distinguere i Carmi con un contenuto più intimo e i Carmi con un contenuto politico e
sacrale.

La donna e l'amore

Negli epodi Orazio aveva tratteggiato personaggi femminili con toni misogini aggressivi ed offensivi, le
liberte erano le donne meno pericolose.

Nelle odi i toni si rifanno a quelli degli epodi

La Domina invece è la donna più desiderabile ,quella aristocratica è pericolosa, perché si perde la testa e
manda in rovina gli uomini.

Orazio inoltre non è come Catullo (lesbia) ma parla di decine di donne dalle diverse caratteristiche che
corrispondono a diversi tipi femminili , perciò si pensa che gli sia un uomo Casto perché l'amore è solo
un fatto letterario.

Il senso del tempo

Per Oratio il tempo della vita è come un viaggio da un punto di partenza diverso per ognuno, ma il punto
di arrivo era uguale per tutti quindi il tempo dell'uomo era lineare e inesorabile destinato però ad
interrompersi quando subentra la morte.

Incipit è diverso poi che dipende dalla nascita.


il tempo è in itinere perché ci sono pensieri opere azioni spesso futili che ci fanno sprecare il tempo e
(rimanda a seneca con il "de brevitate Vitae")

Al tempo breve dell'uomo è contrapposto il tempo della natura, quello della vita umana segue un
percorso rettilineo. Invece quello della natura è ciclico, come ad esempio le stagioni che muoiono e
tornano si alterna quindi la vita/ Rinascita con la morte. L'annus è la somma del cielo delle stagioni e la
primavera è simbolo della giovinezza che però nell'uomo passa inesorabilmente non torna ma in natura
è ciclica.

Secondo Orazio gli uomini vivono il presente è già sentono il passato che incombe. Dunque anche i bei
momenti del presente sono avvolti dal buio del passato ( caducità della foglia dell' elegia greca)

Anche la giovinezza e le gioie costituivano qualcosa di rapido ed effimero. Orazio rivolgendosi a Taliarco,
lo invita a godere il presente perché del domani non c'è certezza (Moira inesorabile).

Il futuro era incerto l'unico tempo che riserva la certezza è passato inoltre

L'unica cosa certa è che si va verso la vecchiaia è verso la morte.

Carpe diem

il futuro è stato già prefissato dalla sorte e dagli dei ed è del tutto imprescindibile e imperscrutabile.

N. Terzani dice che secondo Orazio pensare al futuro e smarrirsi nella sua incertezza rende il presente
ancora più breve e misero riconoscere nel presente l'impossibilità di conoscere il futuro.

L'ideale dell'angulus

Orazio affianca alla tematica del tempo, quella dello spazio. Il tempo breve corrisponde ad uno spazio
ristretto e angusto, chiamato "angulus" da cui si sentono le risate degli amanti , ma tutto durerà poco
tempo spazio inteso come angulus e quindi come protezione.

Impegno civile

Orazio è saldamente integrato nel Circolo di Mecenate e spesso la sua poesia civile riporta a quelle che
sono le ideologie del principato nelle odi egli dimostra di essere fortemente legato a Mecenate e
celebrerà la politica augustea ma non solo:

• Il Princeps e la sua grande responsabilità

• Il mos maiorum

• Le campagne

• La Pax interna

• Andrà contro la corruzione dei costumi


• Celebrerà gli homines Novi accettati a corte (anche se col cursus honorum limitato)

Egli si rivolge a tutta la comunità come vates, specie comunicando due aspetti fondamentali:

• Tranquillitas animi (otium che per Orazio sottintende negotium)

• Aurea mediocritas (μετριοτης)

Nel primo e nel secondo Carmen lui esalta Ottaviano, che nel 27 a.c Il Senato nominerà Augusto
plenipotenziario, con doti di garanzia quasi divina.

Orazio lo identifica con diverse divinità:

• Apollo (luce)

• Venere (fecondità)

• Marte (potere)

• Mercurio (dio della Pace simbolo di Concordia e prosperità)

• Giove restauratore

Orazio della politica augustea elogia anche la vita militare Romana, che incarna l'ideale della Virtus che
rimanda agli ideali Greci di:

• Αρετή=valore morale

• Ανδρεία= valore militare (ode 3,2)

Elogerà anche "Roma Caput Mundi" e "città eterna" che discende da Troia, l'antagonista dei Greci
(lusso,ricchezza) ed è detentrice della virtù primigenia.

Roma rimarrà eterna a patto che:

• La capitale dell'impero rimanga a Roma e non a Troia.

• Deve conservare la Virtus evitando la corruzione.

In merito alla corruzione Orazio ci dice che l'assenza di pietas e la profanazione del sanctum foedus, sono
la causa dei mali.

Le generazioni della fine della repubblica hanno violato la purezza dei costumi e questo porta il popolo al
vulnerabilità, perciò Augusto vuole riportare i valori della tradizione.

Augusto viene esaltato con il "consensus universorum" il culto Imperiale cambia e si inserirà nella
tradizione religiosa familiare e popolare (verrà venerato anche tra I lari e tra la plebe).