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Anno XVI • N. 1 • Agosto • Settembre • Ottobre 2008 • Imprimé à Taxe Réduite

ANNO XVI - N° 1

Ottobre 2008 • Imprimé à Taxe Réduite ANNO XVI - N° 1 www.elimagazines.com Panorama della stampa

www.elimagazines.com

Panorama della stampa italiana

à Taxe Réduite ANNO XVI - N° 1 www.elimagazines.com Panorama della stampa italiana C2 Oggitalia ®

C2

Oggitalia

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L’amore di Biagio

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Sommario

Feste ed eventi

2 Pane Nostrum è la più famosa festa internazionale del pane, a Senigallia (AN). Ecco come imparare a fare e gustare un pane delizioso.

Modi di dire e curiosità 4
Modi di dire e curiosità
4
Dossier Milano conquista l’Expo 5 Ma Renzo Piano lavori con noi! di Letizia Moratti da
Dossier
Milano conquista l’Expo
5
Ma Renzo Piano lavori con noi!
di
Letizia Moratti da CORRIERE DELLA SERA
7
Il parco dei bimbi? Milano dice sì
di
Armando Stella da CORRIERE DELLA SERA
Milano conquista l’Expo Universale del 2015. Tantissimi progetti
e
un’occasione unica per lo sviluppo e la crescita dell’Italia intera.
8
Milano si aggiudica l’Expo del 2015
senza firma da LA STAMPA
Il
tema dell’Expo sarà “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Ecco i numeri dell’Esposizione.
Anniversari
10
L’Inter
Compie 100 anni la storica società calcistica di Milano, unica ad aver
sempre giocato in serie A.
Itinerari
11
I capolavori degli Alinari
di
Isa Grassano da VIAGGI di REPUBBLICA
Un itinerario storico e artistico tra le bellezze di Firenze, guardando le
immagini dei fratelli Alinari, fotografi dal 1850.
Pubblicità italiana
15
Musica
16
L’amore di Biagio
di
Gigi Vesigna da FAMIGLIA CRISTIANA
Biagio Antonacci racconta il suo nuovo album, Vicky Love, dedicato a
tutte le donne: alle madri, alle mogli e alle figlie.
Moto e sport
18
La fabbrica a cinque stelle dove si costruisce il mito
di
Emilio Marrese da VENERDÌ di REPUBBLICA
In visita a Maranello nella fabbrica dove si costruisce un mito
mondiale: la Ferrari.
Giovane letteratura italiana
20
Valeria Parrella
La giovane scrittrice napoletana Valeria Parrella e il suo romanzo
Lo spazio bianco.
Gioca in italiano
22
Hai letto questo numero di “Oggitalia”? Allora metti alla prova la tua
memoria.

Cose d’Italia

2

24 La fiorentina

Una bistecca particolare dalla storia antica quanto Firenze, la città dove è nata.

Editoriale

Editoriale Ciao amici, bentornati con “Oggitalia”! Tante le novità per quest’anno: una rubrica sugli anniversari,

Ciao amici, bentornati con “Oggitalia”! Tante le novità per quest’anno: una rubrica sugli anniversari, i modi di dire e le curiosità della lingua italiana, tanti itinerari tra le città più belle, con un poster da collezionare, e un incontro con i più giovani e bravi scrittori italiani. In questo numero una gita a Firenze, il cantante Biagio Antonacci e una visita alla fabbrica della Ferrari, un vero mito mondiale! Buona lettura a tutti!

Chiara

“Oggitalia” 1 Ago. • Sett. • Ottobre 2008

Direttore responsabile Lamberto Pigini Redazione Paola Accattoli Grazia Ancillani Chiara Michelon Responsabile editoriale Daniele Garbuglia

Per la vostra corrispondenza:

“Oggitalia” ELI P.O. box 6 - 62019 Recanati (MC) Italia www.elimagazines.com

Copertina:Biagio Antonacci © Getty Images

Copertina:Biagio Antonacci © Getty Images Pane Nostrum dal 18 al 21 settembre, a Senigallia (AN) La

Pane Nostrum

dal 18 al 21 settembre, a Senigallia (AN) La fiera internazionale del pane richiama a Senigallia, storica cittadina sul mare Adriatico, moltissimi turisti. Gli adulti possono partecipare ai corsi gratuiti per imparare a fare il pane, seguiti da maestri panificatori, e i bambini possono divertirsi con “Mani in pasta!”, giocando con farina e ingredienti vari. Molti i laboratori, i percorsi didattici e molti anche i forni a cielo aperto, dove i panettieri sfornano pani di tutti i tipi, che si possono degustare e comprare. La città si riempie di un profumo irresistibile!

www.panenostrum.com

Feste ed eventi

profumo irresistibile! www.panenostrum.com Feste ed eventi Sprint Kite – Aquiloni acrobatici dal 26 al 28 settembre,

Sprint Kite – Aquiloni acrobatici

dal 26 al 28 settembre, Cervia (RA)

www.cerviavolante.it

dal 26 al 28 settembre, Cervia (RA) www.cerviavolante.it Giornate del cinema muto dal 4 all’11 ottobre,

Giornate del cinema muto

dal 4 all’11 ottobre, Pordenone

www.cinetecadelfriuli.org

dal 4 all’11 ottobre, Pordenone www.cinetecadelfriuli.org Pisa Book Festival Fiera dell’editoria indipendente dal

Pisa Book Festival Fiera dell’editoria indipendente

dal 10 al 12 ottobre, Pisa

www.pisabookfestival.com

dal 10 al 12 ottobre, Pisa www.pisabookfestival.com Io faccio la spesa giusta Settimana del commercio equo

Io faccio la spesa giusta Settimana del commercio equo e solidale

dal 16 al 28 ottobre, varie città italiane

www.fairtradeitalia.it

al 28 ottobre, varie città italiane www.fairtradeitalia.it Halloween al castello con fantasma 31 ottobre, Castello dei

Halloween al castello con fantasma

31 ottobre, Castello dei Bardi (Parma)

www.diasprorosso.com

3

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Modi dire e curiosità

 
 

IN BOCCA AL LUPO!

Il modo di dire “in bocca al lupo” è un’espressione di augurio per il buon esito di un’impresa.

Di

solito si dice a uno studente, prima di un esame. L’importante, perché porti fortuna, è che lo

studente risponda “crepi il lupo!”.

Deriva da una formula usata per rivolgersi ai cacciatori, a cui si augurava di trovarsi davanti alla preda. Cercare lupi era un’attività molto apprezzata sulle montagne degli Appennini, soprattutto quando i lupi erano un pericolo per le pecore e le persone. Il cacciatore che riusciva ad uccidere un lupo andava di porta in porta nei villaggi di montagna, con la pelle del lupo come sacchetto, e gli abitanti lo riempivano di regali per ringraziarlo. Il cacciatore diventava allora molto fortunato!

 
 

ESSERE AL VERDE

“Essere al verde” significa essere senza soldi. Di solito la frase si accompagna con un gesto tipico:

svuotarsi le tasche dei pantaloni, per far vedere che non c’è neanche una monetina.

L’espressione arriva da molto lontano, infatti è presente già negli scritti del XIII secolo. Deriva dall’antica usanza di dipingere di verde il fondo delle candele. Quando si vede il verde vuol dire che la candela è arrivata alla fine: per questo “essere al verde” è sinonimo di diventare poveri.

 
 

GETTARE LA SPUGNA

Si

dice “gettare la spugna” per intendere la rinuncia a qualcosa, a un’azione o a un’impresa.

Si tratta di una esclamazione legata al mondo del pugilato: per evitare ad un campione di boxe la sconfitta, il suo secondo, cioè l’assistente, può buttare sul ring l’asciugamano, segno che il pugile si ritira. Una volta, al posto dell’asciugamano, si usava proprio una spugna.

 
 

PASSARE UNA NOTTE IN BIANCO

È un modo di dire molto usato, a volte anche non nel senso letterale del termine. Significa trascorrere una notte insonne, senza chiudere gli occhi. A volte si dice “ho passato la notte in bianco” anche quando ho dormito molto poco.

La frase deriva da un’antica usanza medievale, da un rito di iniziazione cavalleresco. I cavalieri, prima di venire investiti della loro carica, erano costretti a trascorrere una notte di veglia, quindi senza dormire, con indosso solo abiti bianchi, che simboleggiavano la purezza.

 
 

SPADA DI DAMOCLE

Indica una minaccia costante, sempre incombente sulla testa, un pericolo sempre pronto a farci del male.

Il modo di dire deriva da una leggenda greca. Dionigi il Vecchio, il tiranno di Siracusa, un giorno volle mostrare a Damocle, che lo aveva creduto felice, come viveva veramente un tiranno. Per mostrargli chiaramente l’esempio gli fece sospendere sulla testa, durante un banchetto, una spada legata ad un filo molto debole. Damocle capì che il pericolo era sempre presente.

Dossier

Milano conquista l’EXPO

Ma Renzo Piano lavori con noi!

Milano conquista l’Expo Universale del 2015. Il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, la definisce un’occasione unica di crescita e di sviluppo di idee. La regola base è rispettare l’ambiente e sviluppare la solidarietà

[

TRATTO DA

l’ambiente e sviluppare la solidarietà [ TRATTO DA ] di Letizia Moratti, sindaco di Milano «Essere

]

di Letizia Moratti, sindaco di Milano

«Essere riusciti a conquistare, per Milano e per l’Italia, l’organizzazione

di un grande evento internazionale

come l’Expo 2015 riaccende tante aspettative e speranze.

L’ampiezza e la complessità di questo nostro progetto, che dovrà coinvolgere 200 Paesi in tutto il mondo, ci dà

soprattutto una grande responsabilità verso l’intera comunità internazionale.

La responsabilità di realizzare nei

prossimi 7 anni un vero salto di qualità per la nostra città e per il nostro Paese.

Le riflessioni, gli interrogativi e le preoccupazioni, che l’attesa per questo evento sta suscitando*, sono il segno positivo di un’assunzione di responsabilità collettiva e diffusa. Le idee, le proposte e i contributi sono preziosi, a cominciare da quelli di architetti e urbanisti autorevoli come Renzo Piano. Di questi contributi abbiamo assolutamente bisogno, perché l’Expo dovrà essere una grande occasione di crescita e di sviluppo dell’intero Paese con un forte impegno alla massima trasparenza.

E il modo migliore per garantire trasparenza nelle decisioni che dovranno essere prese è proprio la condivisione delle opinioni e delle posizioni. Un’Expo, infatti, è soprattutto un evento culturale, formativo e di comunicazione: le infrastrutture e le opere urbanistiche dovranno essere messe al servizio di questo obiettivo. L’Expo non sarà quindi un’occasione, sia pur preziosa, di sviluppo immobiliare e territoriale, ma

un’opportunità di crescita, di idee, di capacità creative e di capitale* umano.

L’Expo 2015 sarà un’Expo per tutti e non per pochi, un’Expo costruita sulle idee, non sulla cementificazione. Sarà un’Expo fatta con il cuore, non con le speculazioni*. Abbiamo di fronte un’occasione unica per migliorare la qualità della vita per noi e per i nostri figli.

Un’occasione che a Milano potrà essere colta se il progetto Expo s’integrerà in modo forte con lo sviluppo urbanistico che è già in corso, e che in questi anni vede all’opera maestri del calibro di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind. Uno sviluppo fatto di grandi progetti, di realizzazioni importanti per la nostra città che grazie all’Expo troverà nuove risorse per coniugare la crescita urbanistica e architettonica con le necessità residenziali e abitative, con l’offerta di servizi a tutto campo, da nuovi

Le fotocopie non autorizzate sono illegali.

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6

Dossier

Milano conquista l’EXPO

Milano, Galleria Vittorio Emanuele II

centri culturali a nuovi impianti sportivi, da nuove zone di verde a nuovi e migliori servizi alla persona e alle imprese, dall’offerta di trasporti eco-compatibili all’attenzione per le fasce più deboli della nostra comunità. Nei prossimi 7 anni l’Expo renderà questo percorso di crescita e sviluppo aperto a tutti, lanciando nuovi concorsi di idee e offrendo una grande occasione a giovani talenti italiani e stranieri. Per questo il nostro progetto di Expo è già stato segnalato da autorevoli personalità internazionali particolarmente attente alla salvaguardia dell’ambiente (a cominciare dal Premio Nobel per la Pace

Al Gore) come un modello a cui potrà

ispirarsi l’intera comunità internazionale. Quella dell’ambiente è per l’Expo 2015 una dimensione che si traduce innanzi tutto nel destinare a verde metà dell’area che ospiterà l’evento (in tutto 110 ettari), creando così il più grande parco pubblico

di tutta la zona nord della Città.

Ma quest’attenzione si realizzerà anche nell’uso di materiali eco-compatibili per la

realizzazione dei padiglioni* espositivi, in tecnologie e sistemi di risparmio energetico, in una mobilità a impatto* ambientale zero che attraverso mezzi di trasporto elettrici e ibridi* consentirà di fare dell’Expo un grande evento «amico dell’uomo». Il senso di questa sfida sta proprio nella decisione che ho preso di non costruire la grande torre dell’Expo ma

di investire piuttosto risorse e idee per la

creazione di un Centro per lo sviluppo sostenibile.

Se fino ad oggi le città che hanno ospitato

l’Esposizione Universale hanno voluto lasciare un «landmark», cioè una grande costruzione che simboleggiasse la grandezza dell’evento (basti pensare alla

Tour Eiffel a Parigi), noi intendiamo invece disseminare* in tutto il mondo tangibili testimonianze dell’Expo di Milano, favorendo la costruzione di scuole, centri

di formazione, ospedali ovunque sia

possibile, in una rete mondiale di cooperazione e solidarietà. Nessuno si senta escluso. Lavoriamo insieme, dunque, perché l’Italia possa nuovamente brillare nel mondo. Perché possa mostrare e offrire a tutti il patrimonio di idee, cultura, arte, scienza, imprenditorialità e creatività che rende il nostro Paese unico».

Il parco dei bimbi? Milano dice sì

L’Expo piacerà molto ai grandi, ma mamme ed ambientalisti hanno pensato ai bambini e al verde. Il progetto di un parco grandissimo, aperto agli under 12 di tutto il mondo, piace anche a molte persone famose.

[

TRATTO DA

il mondo, piace anche a molte persone famose. [ TRATTO DA ] di Armando Stella È

]

di Armando Stella

È

all’ambiente, all’acqua e ai bambini (il nostro futuro) che può durare nel tempo». Un simbolo per l’Expo, sottolinea il presidente della Fondazione Policlinico, Carlo Tognoli, «significativo e utile».

un progetto «gentile, legato

Un prato di «dimensioni mozzafiato*», cinto da alberi sempreverdi e aperto agli under 12 di tutto il mondo. Ingresso gratuito e vigilanza 24 ore su 24. Poche e semplici le regole: cammina, corri e gioca ma lascia fuori dal cancello palloni, bici e pattini; divieto di fumo (per gli adulti) e di iPod e pc (in ogni

centinaio a sostenere «quest’idea intelligente e moderna». Maura Amadei si chiede: «È una bella idea, ma è realizzabile?». Domanda legittima.

Un simbolo orizzontale per l’Expo, al posto di torri e grattacieli? «Bisognerebbe fare un grande

Il

Parco per la memoria delle bambine

caso); rispetta questo luogo destinato ai

referendum, perché il sindaco Letizia

e

dei bambini del mondo? «Idea

bimbi. Per tutti, all’uscita, una copia

Brichetto Moratti possa prendere atto

favolosa », rispondono Ottavio e Rosita Missoni (noti stilisti italiani, ndr), e «speriamo di vederla realizzata».

della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo. A Muggiano, al Parco Lambro, altrove. Dove farlo si vedrà.

della volontà dei cittadini e proceda», propone Carmine Granato.

L’idea l’ha lanciata lo psicologo Fulvio Scaparro, che ha raccolto consensi e spinto decine di milanesi (più o meno illustri) ad avviare una raccolta di firme per dire che si può fare, o meglio, «si deve fare», chiarisce

l’Unicef. Un pensiero verde per la città

e la sua infanzia. Così dice Tognoli:

«Invito chi condivide l’ipotesi a formare con noi una cordata* di adesioni». C’è l’idea, ora al lavoro. Si potrebbe chiamare Aulì Ulè, ha suggerito Scaparro, un omaggio alla

conta* dialettale dei bambini d’un tempo.

Maurizio Cadeo, assessore comunale al Decoro urbano, assicura che il Comune «sostiene chi promuove questo progetto ». Se si costituisce «un gruppo di sostegno sarò felice di farne parte», aggiunge Adriano De Maio, delegato dal governatore Formigoni per l’alta Formazione. E stanno dalla parte di Aulì Ulè anche Ennio Rota, il professor Giampaolo Corda, la psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris, l’urbanista Mariano Pichler, Paolo Artoni (presidente del circolo Legambiente Isola), Carlo Montalbetti. E con loro avvocati, manager, impiegati, nonni, genitori. Cittadini. E sono già un

L’Esposizione Internazionale del 1906

L’ultima Esposizione a Milano fu agli inizi del XX secolo, dal 28 aprile all’11 novembre 1906. L’Esposizione Internazionale del Sempione, con il tema dei trasporti, si estendeva su due aree (il Parco del Castello Sforzesco e Piazza d’Armi), per un totale di un milione di metri quadri, unite da un’audace* sopraelevata elettrica. Vi parteciparono 25 nazioni del mondo, attirando più di 5 milioni di visitatori. La fine dei lavori del traforo* del Sempione avrebbe aperto le porte all’Europa e ai commerci, trasformando Milano nella “città più città d’Italia”, come disse lo scrittore Giovanni Verga. Oggi molte di quelle costruzioni sono scomparse, ma ne resta un esempio vivente: la Stazione Centrale.

www.milanoexpo-2015.com

Che poi è la volontà stessa dell’Unicef:

«Sì a un parco per dimostrare ai bambini e alle bambine di Milano che qualche volta i grandi, mentre pensano in “grande”, pensano anche a loro», osserva Fiammetta Casali, presidente del comitato provinciale. Una volta, almeno questa, scrive al Corriere Luisella Boccardi, «ché Milano dei bambini non si ricorda quasi mai!». Il parco Aulì Ulè «merita di essere sviluppato», insiste la sociologa Luisa Ribolzi. E lancia una stilettata*: «Gli architetti che temono la cementificazione potrebbero cercare qualche idea, aiutati dai bambini stessi».

Glossario

audace: molto coraggiosa e moderna capitale umano: risorse di uomini conta: gioco di bambini per decidere chi inizia una gara cordata: gruppo di persone unite da uno stesso obiettivo disseminare: spargere, diffondere ibridi: misti, non di un solo genere impatto ambientale zero: che non danneggia in nessun modo l’ambiente mozzafiato: eccezionale, che toglie il respiro padiglioni: stand, reparti speculazioni: sfruttamenti non legali stilettata: battuta ironica suscitando: provocando, producendo traforo: apertura, passaggio

7

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Dossier

Milano conquista l’EXPO

Milano si aggiudica l’Expo del 2015

I numeri dell’Expo 2015 sono significativi dell’importanza della manifestazione. Il Made in Italy trionferà, anche grazie al tema dell’Esposizione:

“Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

[

TRATTO DA

“Nutrire il pianeta, energia per la vita”. [ TRATTO DA ] Milano ha ottenuto l’Expo Universale

]

Milano ha ottenuto l’Expo Universale del 2015. Con 86 voti contro i 65 di Smirne, il Bureau International des Expositions ha assegnato la kermesse al capoluogo lombardo. Sono state rispettate le previsioni della vigilia, che davano Milano in vantaggio di una ventina di voti tra i delegati di 151 Paesi. (…)

Settantamila posti di lavoro La manifestazione si terrebbe nell’area della fiera di Rho-Pero con un’ area espositiva di 1,7 milioni di metri quadrati. I posti di lavoro che potrebbero nascere grazie all’Expo sono circa 70 mila. L’evento potrebbe inoltre portare a Milano circa 29 milioni di visitatori e dunque le aspettative maggiori vengono dal settore alberghi e ristoranti, un incremento previsto attorno al 25%. A beneficiare dell’Expo ci sarebbe poi l’agricoltura (15,5%), forse perché il tema della manifestazione è l’alimentazione. Seguono il settore immobiliare (15,1%) e quello delle costruzioni (13,5%).

immobiliare (15,1%) e quello delle costruzioni (13,5%). I vantaggi per il commercio In valore assoluto, però,

I vantaggi per il commercio

In valore assoluto, però, è il commercio

che si attende il gettito* maggiore, con un aumento del fatturato di 14,5

miliardi, quasi 12 miliardi il manifatturiero*, oltre 8 miliardi i servizi alle imprese, quasi 4 miliardi le costruzioni, 3,5 miliardi l’immobiliare. E secondo uno studio promosso dalla Bocconi, Trovato & Partners, condotto su 80 esperti di comunicazione, immagine

e marketing, l’assegnazione dell’Expo

2015 a Milano porterebbe un guadagno

per le casse italiane stimabile nell’ordine

di decine, se non centinaia, di miliardi di

euro.

Il trionfo del Made in Italy

Enorme, poi, il ritorno di immagine per il Made in Italy e tutto ciò che è italiano (come sostiene il 77% degli intervistati),

a partire dall’enogastronomia (65%) e

Per il 49% degli intervistati la stima di 7,2 miliardi di euro di introiti*, con una spesa media di 250 euro per visitatore, è solo il 5-10% dei benefici reali che verranno dall’Expo. I primi a guadagnare dell’attenzione che per sei mesi i media riverseranno su Milano e sul Paese, saranno i prodotti del made in Italy (77%), che avranno a disposizione un palcoscenico senza precedenti. Nello specifico al primo posto ci sono i prodotti dell’enogastronomia, già amati e quotati all’estero.

Un grande rilancio anche per tutti quei

prodotti che sono diventati il simbolo di Milano, a partire dalla moda (53%) e dal design (48%). Ma a goderne i benefici sarebbero tutti i settori. In particolare il turismo, anche delle altre città italiane. Secondo una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza-Brianza

per tutti i settori che vengono associati

si

raggiungeranno di indotto i 540 milioni

alla città come moda e design, e risultati

di

euro a Roma, 421 milioni a Venezia, 223

positivi per il turismo (81% degli esperti), grazie ai servizi che i mass media di tutti

milioni di euro a Firenze e 114 milioni di euro è per Napoli.

il mondo realizzerebbero su Milano e

sull’Italia. Pubblicitari ed esperti di comunicazione ritengono poi che l’indotto* che verrebbe portato a Milano

e all’Italia dai 160mila visitatori che ogni giorno si prevede visiteranno l’Expo, rappresenti solo una piccola parte dei benefici concreti.

Glossario

flussi: grossi movimenti di persone gettito: ricavo, prodotto indotto: ricavato, in denaro introiti: soldi guadagnati manifatturiero: settore delle confezioni obesità: malattia che fa diventare molto grassi terzo settore: il settore dei servizi

Perché Milano?

Milano è una metropoli paragonabile a Londra o Parigi. Infatti viene considerata “città regione”, con i suoi 9,3 milioni di abitanti. È la principale città del nord Italia e la sua posizione centrale è ideale per i flussi* dei visitatori da tutto il mondo. Milano è anche capitale italiana del volontariato e del terzo* settore. Con l’Expo (dedicato alla Sicurezza e qualità alimentare) diventerà simbolo dell’alta qualità della tradizione della cucina italiana, nota ed apprezzata in tutto il mondo perché sana e genuina.

Il motto pubblicitario Io Expo, e tu? ha

voluto sottolineare il coinvolgimento di tutti i cittadini. Lo slogan è stato riprodotto in moltissime lingue.

Il tema dell’Expo 2015

Sarà Feeding the Planet, Energy for Life, cioè “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. L’Expo avrà come tema tutto ciò che riguarda l’alimentazione, dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo a quello dell’educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM (Organismi geneticamente modificati) e alle malattie legate al cibo come l’obesità*. Tema centrale sarà il diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutte le popolazioni del mondo. Si parlerà di cibo ma anche di acqua potabile, per cercare di eliminare fame, sete, mortalità infantile e malnutrizione:

questi mali colpiscono 850 milioni di persone.

Breve storia dell’Esposizione Universale

È il nome generico che indica tutte le

Esposizioni esistenti dalla metà del

1800. Il Bureau International des Expositions (BIE) è l’organismo che decide e approva le Esposizioni, che possono essere “Universali” o

“Internazionali” e possono durare da tre

a sei mesi. Quelle Universali sono molto

più costose, infatti si svolgono raramente (ogni cinque anni). Sono diverse dalle fiere minori perché i padiglioni devono venire progettati dal nulla: in questo modo le nazioni

costruiscono spesso strutture spettacolari e memorabili.

Milano, Castello Sforzesco

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Anniversari

L’Inter

Compie 100 anni l’Inter, storica società calcistica di Milano. Il vero nome, all’atto di nascita, era “Football Club Internazionale Milano” o “Internazionale Football Club”. Si tratta dell’unica squadra italiana ad aver militato* sempre in serie A.

Giacinto Facchetti Le fotocopie non autorizzate sono illegali.
Giacinto Facchetti
Le fotocopie non autorizzate sono illegali.

Grande rivale del Milan, contro cui gioca il derby milanese, l’Inter, a livello internazionale, è anche la grande rivale del Real Madrid, con cui si è sfidata 22 volte, a partire dal 1931. La maglietta dei suoi giocatori è a strisce verticali nere e azzurre (che simboleggiano la notte e il cielo): per questo gli interisti vengono chiamati “nerazzurri”. Oggi l’Inter è la terza squadra più titolata* dopo Juventus e Milan e la terza per numero di tifosi (16%). Non solo: è la squadra italiana con il maggior numero di giocatori stranieri (4 italiani su 27). Tra i tanti ricordiamo il leader Ibrahimoviç e il capitano Zanetti. L’inno ufficiale della squadra si intitola

C’è solo Inter e i proventi della vendita della canzone sono stati devoluti* a sostegno di Emergency. Da tempo l’Inter promuove la cultura dello sport nelle realtà più periferiche* d’Italia e del mondo, con il progetto InterCampus. Una curiosità: l’attuale presidente Massimo Moratti ha eliminato per sempre dall’Inter la maglia numero 3, in onore dell’ex campione e presidente Giacinto Facchetti, morto di recente, che ha indossato per tanti anni proprio la maglia numero 3.

Glossario

devoluti: donati, offerti militato: giocato, partecipato periferiche: delle zone ai margini titolata: premiata con coppe e titoli

Itinerari

Dal 1850 i celebri fotografi Alinari hanno fotografato ogni angolo di Firenze. Guardando le loro immagini, percorriamo un itinerario storico e artistico tra le bellezze di ieri e di oggi.

[

TRATTO DA

e artistico tra le bellezze di ieri e di oggi. [ TRATTO DA ] di Isa

]

di Isa Grassano

I fratelli Alinari
I fratelli Alinari

La tramvia si farà o non si farà? E soprattutto

sfiorerà il bellissimo Battistero, patrimonio Unesco? La discussione tra i fiorentini è ancora accesa, così come le polemiche tra chi non

vuole che la linea, detta “tram di Giotto”, invada il cuore della città e chi, invece, ricorda che il tram nel centro storico è sempre stato una presenza fissa e simbolica di Firenze. Ad avvalorare* quest’ultima tesi ci sono le testimonianze delle numerose fotografie dei fratelli Alinari (Leopoldo,Romualdo e Giuseppe) che del capoluogo toscano hanno riprodotto ogni angolo,negli anni che vanno dal 1850 in poi. In una delle immagini si vede “Via dei Pecori e il Campanile di Giotto”(del 1890) con ben in evidenza la costruzione delle prime linee di tram, che contribuirono a fare

di Piazza del Duomo il centro della vita e della

viabilità cittadina.

Al di là della storia dei mezzi di trasporto,

sfogliando il patrimonio Alinari non si può non rimanere affascinati dalla magia del bianco e nero e pervasi da un pizzico di nostalgia per quell’atmosfera d’altri tempi. Come non rimanere colpiti e sognare di

andare a Firenze di fronte alle foto dei monumenti, delle opere d’arte, dei paesaggi che l’industria Alinari ha divulgato nel mondo? Il lavoro dei tre fratelli è stato meticoloso. Tutto doveva essere perfetto, ad

I capolavori degli Alinari

Firenze, il portico degli Uffizi a Palazzo Vecchio

iniziare dalla luminosità.

Si racconta che erano soliti aspettare per ore o addirittura giorni affinché la luce solare fosse quella giusta. Nell’insieme sono immagini che pur mute raccontano una storia. Istanti di anni fa, da godere ancora. Una sorta di testamento,dove ogni persona,ogni scorcio*, ogni dettaglio, affascina e arricchisce. Oggi ci si ferma a guardare Firenze dagli stessi punti dove si sono fermati i fotografi Alinari e si ha la sensazione che tutto sembri uguale.

Tra le più fotografate è la piazza di Santa Maria Novella con la facciata della chiesa omonima,autentica espressione del Rinascimento italiano (al suo interno il “Crocifisso”di Giotto) e poco è cambiato da quando fu immortalata* dagli Alinari. Ieri

qualche carrozza spersa nell’immensa vastità, oggi un luogo internazionale con centinaia di turisti di diversa etnia ad ammirare incantati questa basilica che Michelangelo definiva affettuosamente“la mia sposa”.

Firenze, del resto, si conferma la città europea più amata, tanto che per la quinta volta consecutiva ha ottenuto il primo posto nella graduatoria stilata* dai lettori della prestigiosa rivista americana“Condé Nast Traveller”.

Di fronte alla Basilica s’innalza la loggia dell’Ospedale di San Paolo, altro monumento più volte immortalato dagli Alinari dove, all’interno del duecentesco complesso delle Leopoldine, è stato allestito il Mnaf, il Museo Nazionale Alinari della Fotografia, un museo tematico che racconta i grandi trascorsi

il Mnaf, il Museo Nazionale Alinari della Fotografia , un museo tematico che racconta i grandi

Poster

Firenze

Oggitalia

Poster Firenze Oggitalia

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Itinerari

artistici della famiglia riconosciuta in Italia e all’estero come un mito in questo settore e, allo stesso tempo,i momenti più importanti della storia della fotografia.

A pochi metri si trova l’antica Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella. Si possono acquistare profumi, creme, saponi e pot-pourri di erbe e fiori dei colli fiorentini. Vale la pena entrare per rendersi conto della straordinaria sacralità* offerta dagli splendidi saloni, decorati con affreschi trecenteschi.

I capolavori degli Alinari

rispetto verso un luogo sacro, la chiesa

di Santa Croce, che ospita i monumenti

funebri dei più grandi nomi della storia,

da Michelangelo a Galileo Galilei, da

Rossini a Macchiavelli. La sacrestia* è l’anticamera per l’accesso alla Scuola

del Cuoio (www.scuoladelcuoio.it), un autentico laboratorio in cui si possono

osservare da vicino gli artigiani intenti

al lavoro. C’è il maestro pellettiere che

taglia e rifinisce oggetti in pelle e c’è

Francesca Gori che crea, completamente

a mano, borse una diversa dall’altra.

Firenze, Ponte Vecchio sul fiume Arno
Firenze, Ponte Vecchio sul fiume Arno

Continuando a sfogliare, idealmente, il catalogo dei grandi professionisti del reportage visivo, si arriva in Piazza della Signoria, in nulla mutata da come era stata riprodotta ai primi del 1900. Allora vibrava al rumore delle ruote degli “omnibus”, le carrozze pubbliche, che conducevano i passeggeri alle Porte della città (San Gallo, Romana, alla Croce, San Frediano); quotidianamente, invece, è scossa dal frastuono dei visitatori che prendono d’assalto la statua del David di Michelangelo o la fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammanati.

Ci si avventura poi tra le strette stradine

fino al quartiere di Santa Croce. La sua piazzetta appare ancora solitaria come

tanti anni fa. E se, allora, lo scatto del fotografo racchiuse la bellezza nella semplicità di un bambino in posa vicino

ad un carretto fermo al centro della

piazza (per metà illuminata e per metà piena di ombre) nell’istantanea* moderna il fascino è nel silenzio e nel

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La stessa manualità, insieme allo spirito

schietto* e genuino, si ritrova tra gli artigiani di Oltrarno, che i fiorentini indicano come “Diladdarno”, un quartiere

popolare non ancora contagiato dal turismo

di massa (per tour guidati

www.sunnytuscany.com). E quasi ci si ubriaca il cuore alla vista della gente che vi opera: hanno le mani che raccontano e

tramandano antiche tecniche di lavorazione. Enrico Giannini è il mago della carta, alla

quinta generazione. Nella sua bottega, in via

dei Velluti 10/R, vende raffinati articoli di

cartoleria. La sua eccellenza è la carta marmorizzata con decori fiorentini che diventano copertine degli album fotografici.

Prima di raggiungere la zona, però, non si può non volgere uno sguardo alle arcate del

Ponte Vecchio, ritrovo delle botteghe di orafi

e argentieri, fin dal Cinquecento. È questo

un’altra memoria degli Alinari così come il Piazzale Michelangelo. Pochi avventori un tempo, intenti ad ammirare una copia in bronzo del David. Nelle “riprese” moderne, invece, un via* vai di pullman di giorno e

numerose coppie alla sera: del resto una classifica europea sui luoghi di eccellenza per gli innamorati vede al decimo posto, come ispiratore di passioni amorose, proprio il panorama da questo slargo.

Qualche metro più su e un altro paesaggio d’eccezione, visto dalla chiesa romanica di San Miniato al Monte. Alla vista si apre il profilo di tutta la città: impossibile non lasciarsi tentare dal desiderio di racchiudere questo spettacolo, ieri come oggi, dentro un “click”.

questo spettacolo, ieri come oggi, dentro un “click”. Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia Il museo

Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia

Il museo contiene fotografie di tutto il mondo e dei più grandi professionisti internazionali, come Cartier-Bresson. Ma anche gli apparecchi fotografici dal 1839 al 2000. Tra le novità assolute le foto visibili dai ciechi, grazie a un percorso sperimentale con la trasposizione* a rilievo delle venti opere più importanti. Il cuore della Fratelli Alinari è l’archivio fotografico, il più grande al mondo, per un totale di 3 milioni e mezzo di immagini. Il grande patrimonio è a disposizione on-line, con un catalogo di più di 250.000 immagini, utile per i professionisti dell’immagine. www.alinarifondazione.it

Glossario

avvalorare: rafforzare, sostenere immortalata: fotografata istantanea: fotografia sacralità: santità, senso religioso sacrestia: locale di servizio della chiesa schietto: autentico, puro scorcio: panorama, visione stilata: scritta, compilata trasposizione: rifacimento, trascrizione via vai: passaggio, movimento

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Musica

L’amore di Biagio

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[

TRATTO DA

sono illegali. Musica L’amore di Biagio 16 [ TRATTO DA ] di Gigi Vesigna Biagio Antonacci

]

di Gigi Vesigna

Biagio Antonacci ci racconta il suo nuovo album, Vicky Love.

E dice che “nella vita tutto

quello che è bello è femmina”. Proprio alle donne è dedicato

il disco: alle madri, alle mogli

e alle figlie.

Iris, Alessandra, Yvette, Angela: alla galleria di personaggi femminili cantati da Biagio Antonacci nel suo ormai lungo percorso di cantautore, apprezzato da un pubblico che della sua ultima fatica Convivendo 1 e 2 ha acquistato 1.200.000 copie, cifra stratosferica* per i tempi che corrono sul mercato discografico, si aggiunge questa recentissima Vicky Love, della quale chiedo l’identikit all’autore.

“Vicky era un nome che mi frullava in testa da parecchio tempo ed era diventata, con l’aggiunta di Love, il titolo di una delle undici canzoni che ho scritto di getto, praticamente in un mese, senza contare le altre che sono rimaste ad aspettare un nuovo disco. Dunque, Vicky Love è stata oggetto di un minireferendum tra gli amici musicisti che suonano con me. Tutti erano d’accordo che quel “Vicky” non poteva che essere un’abbreviazione, come oggi si usa tanto, del nome Vittoria. Quindi “Vittoria amore” e, necessariamente, il senso definitivo è “Vittoria dell’amore””.

Biagio non aveva mai pubblicato un

vero e proprio inno all’amore visto sotto tutti gli aspetti, spiato in tutte le sue sfaccettature. Ci sono l’amore romantico

e quello passionale, l’innamoramento

deluso che però non si arrende e quello che ha illuso per un attimo di essere “quel brivido di libertà” che quasi mai l’amore vero è, visto che si tratta di un sentimento che lega due persone e, in qualche modo, pone loro delle rinunce reciproche. L’amore a tutto tondo, dunque, però mai sdolcinato, mai narrato con quelle frasi che si trovato

sulle carte dei cioccolatini, l’amore vero

e l’illusione dell’amore.

cioccolatini, l’amore vero e l’illusione dell’amore. L’amore dell’abbandono. Biagio, trovi questa descrizione

L’amore dell’abbandono. Biagio, trovi questa descrizione pertinente*? Bello, nella sua versione macho che fa persino sfuocare l’immagine del nuovo idolo delle teenager, Riccardo Scamarcio, Biagio annuisce e precisa:“Bada che questo è un disco maschilista al contrario,

perché, se l’ascolti con attenzione, è tutto

a favore delle donne, della loro preziosa

presenza nella nostra vita. L’ho scritto anche per difendermi, perché davvero nella mia vita le donne sono tutto. Lo dico pure nella canzone che dà il titolo al mio dodicesimo album:“Dolce madre/ bella figlia e adesso mia/ mia mia”. Sono i tre momenti della vita di una donna – e anche di quella di un uomo – il ruolo di madre, di figlia, di moglie…”

Come un rito liberatorio “Queste canzoni e il senso che insieme danno a tutto il disco trasmettono, mi

sembra, una sorta di rito liberatorio, quasi fossi uscito allo scoperto dopo un periodo

di disagio, forse persino di depressione. Il

silenzio per un artista è terribile, dentro la

testa fa rumore. Eppure riesco ad apprezzarlo, di tanto in tanto, ascoltando Bach e staccando tutti i telefoni, ma poi ti esplode dentro ed è da quel frastuono che nasce l’ispirazione spontanea, guai se ti metti a pensare che “devi” scrivere canzoni per onorare* un contratto. È la fine, ma per fortuna io non ho capestri* del genere e quindi quando scrivo è perché non ne posso fare a meno”.

Tutte le canzoni sono sue, la sua voce le

invade con dolcezza e prepotenza, ma il Biagio musicista qui si è nascosto, e suona

il piano, quasi mai la sua chitarra; lo fa

solo in A volte, un pezzo “per chi ama la vita/ per chi ha troppe domande/ per chi come me sente troppo/ per chi deve qualcosa/ per il trucco che a fine serata…/

ti fa tornare perfetta”.

Parole e musica senza la “tua” presenza, se ti definiscono l’ultimo dei cantautori: sei d’accordo?

“Più che d’accordo. Mi viene in mente di quando sono andato alla Cetra Fonit con

la mia musica e un funzionario che sa di

cosa si sta parlando e che galleggia ancora nell’ambiente mi ha detto brutalmente: Prenda la sua roba e la butti

nel cesso. Quando lo incontro oggi, invece,

lo trovo sempre attentissimo a schivare* il

mio sguardo”.

Nel disco c’è anche una canzone più autobiografica delle altre e, unica eccezione, non parla d’amore: Giù le mani, capo. Bisogna sapere che Biagio Antonacci, nato 43 anni fa a Rozzano, località satellite di Milano, ha lavorato per più di otto anni, da quando ne aveva

20 sino a quasi 30, come geometra in un cantiere e il suo padrone il “padrone” lo faceva davvero. “Giù le mani, capo/ dai miei infradito*/ giù le mani/ e mi dia del lei…/ e non si scordi più. Giù le mani/ da tutto quello che non sa di me/

i miei sogni sono tanti/ e i suoi ormai pochi”.

“Si tratta di un’invettiva molto dura sul

poco rispetto che spesso, ieri come oggi,

i datori di lavoro hanno nei confronti di

chi, come me allora, lavorava dieci ore al giorno. È un po’ un peccato, perché questo pezzo interrompe il clima elegiaco* di tutto l’album”.

Contento di essere padre

Sorride sornione*: “Leggi bene le parole

e vedrai che per poco anche qui non ci scappa un po’ d’amore…”.

Biagio oggi vive a Milano, dove ha preso casa vicino ai Navigli e alla zona dove fu bocciato clamorosamente come musicista; prende lezioni di thai boxe, una disciplina thailandese che ti dà equilibrio, ma molto spesso arriva a Bologna, dove vive Marianna Morandi, la madre dei suoi due figli. “Il ruolo di padre mi piace molto e con i miei figli ho un rapporto straordinario:

con me si divertono. Insomma, la famiglia è salva!”

Una ragazza che ha ascoltato con me il tuo album, dopo un po’ ha commentato a mezza voce: È innamorato! Confermi? “Ti dico semplicemente che nella vita tutto ciò che è bello è femmina, e ritengo che il mio album lo confermi”.

Glossario

capestri: obblighi, legami elegiaco: malinconico, romantico infradito: sandali di tipo orientale onorare: rispettare, mantenere una promessa pertinente: adatta, giusta schivare: evitare, sfuggire a qualcosa sornione: furbo, ambiguo stratosferica: esagerata, altissima

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Moto e sport

Le fotocopie non autorizzate sono illegali. Moto e sport La fabbrica a cinque stelle dove si

La fabbrica a cinque stelle dove si costruisce il mito

[

TRATTO DA

a cinque stelle dove si costruisce il mito [ TRATTO DA ] di Emilio Marrese A

]

di Emilio Marrese

A Maranello, in

provincia di Modena, ogni giorno si costruisce un mito: la

Ferrari. È una fabbrica

a cinque stelle,

premiata nel 2006 come “il miglior posto dove lavorare in Europa”.

Maranello. Il rombo* più famoso del mondo nasce dalla fabbrica che non fa rumore. Il ruggito dei motori arriva da fuori, dalla pista di Fiorano, mentre dentro fragoroso* è il silenzio. La Ferrari sembra più una clinica svizzera che un’industria. Nella nuova officina meccanica, l’inquinamento acustico rilevato è di 73 decibel: meno di un aspirapolvere, che ne produce 80. Da fuori, tra piante e vetrate, pare un albergo di lusso. Dentro è qualcosa che sta tra il museo e il laboratorio chimico: c’è perfino il giardinetto con gli alberi in mezzo al capannone. I metalmeccanici più eleganti d’Italia si devono muovere felpati* e sorridenti:

non capita mica dappertutto di limare un bullone sotto l’occhio di frotte di giapponesi o tedeschi in visita, con l’audioguida nelle orecchie manco* fossero al Colosseo. Ne passano cinquemila l’anno, di turisti vip (sponsor o clienti) in pellegrinaggio
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di turisti vip (sponsor o clienti) in pellegrinaggio 18 alla mecca rossa. Il cartello “non date

alla mecca rossa. Il cartello “non date da mangiare agli operai” non c’è.

È tutto così terribilmente perfetto, hi- tech, ordinato, pulito e inodore, in questi 519 mila metri quadrati, dove ogni anno

si sfornano 6500 bolidi da strada. I vari

blocchi sono firmati dalle archistar*

Fuksas, Piano, Visconti, Nouvel. Nel 2006

la Ferrari è stata eletta “miglior posto

dove lavorare in Europa”, anche se due giorni dopo gli operai hanno piantato

uno sciopero per una questione di premi

di produzione, al grido di “abbiamo un

sogno nel cuore: Cordero* sul trattore”.

Ordine e pulizia è il primo comandamento sul decalogo* del bravo operaio Ferrari, in bella vista nell’hangar dove si assemblano i motori.“Far bene al primo colpo” è il motto. I lavoratori a fine turno devono pulire la postazione e non lasciare neanche una rondella per terra. Corsie disegnate sui pavimenti tirati a

specchio, segnaletica impeccabile*, 25 gradi in estate e 21 in inverno. All’ingresso di ogni reparto campeggia un inquietante tabellone con la classifica degli operai più zelanti* nel dare suggerimenti sulla lavorazione:

quelli più bravi hanno anche la fotografia. Chi dà più consigli può anche vincere una Fiat o un viaggio: il concorso si chiama Gran Premio Qualità, perché tutti si sentano Schumacher anche con un cacciavite in mano. Ogni anno l’azienda recepisce tremila miglioramenti indicati dai suoi dipendenti. (…)

Come nasce una Ferrari? I telai in alluminio vengono prodotti a Modena dall’Alcoa. La carrozzeria Scaglietti, che già lavorava ai tempi del Drake e ora fa parte del gruppo, da Modena fa arrivare le scocche* qui verniciate e assemblate. Tutto il resto si fa qui dentro, dalla fusione dei metalli all’ultima rifinitura

dipendenti2.926 14.000 clienti Ferrari nel mondo

2.926

14.000 clienti Ferrari nel mondo clienti Ferrari nel mondo

172.500 euro il prezzo di una F430 euro il prezzo di una F430

Ferrari prodotte nel 20076.465 212 punti vendita nel mondo

6.465

212 punti vendita nel mondo punti vendita nel mondo

2.700.000 euro il prezzo pagato euro il prezzo pagato

130.000 auto vendute in 60 anni auto vendute in 60 anni

15 campionati del mondo vinti campionati del mondo vinti

all’asta da un argentino per la Ferrari più costosa del mondo

sulla pelle del volante, a opera di laboriose sartine emiliane in quello che viene definito atelier. Ogni giorno nel reparto montaggio motori vengono assemblati sessanta motori a 8 cilindri e nove e 12 cilindri, sia per Ferrari che per Maserati: ogni 12 cilindri viene seguito lungo tutto il processo da un tecnico che poi firma il motore, come un pezzo d’arte. Ogni auto ha già il suo padrone sin dal momento in cui la scocca arriva qui dentro nuda e cruda. Ogni macchina è un pezzo unico, perché viene personalizzata secondo le volontà dell’acquirente, che ha anche il diritto di venirla a “trovare” quando vuole. C’è chi desidera essere presente quando il motore viene calato dentro la carrozzeria, tipo prima ecografia:

una specie di rito mistico che si compie nel reparto assemblaggio vetture circa trenta volte al giorno. I tempi d’attesa per una Ferrari variano da 18 a 30 mesi.

La Ferrari ha festeggiato nel 2007 i suoi 60 anni di vita. In una teca* nel reparto assemblaggio motori, a mo’ di sacra reliquia, è conservato il primo motore che vinse una gara, quello della 125s che trionfò alle Terme di Caracalla nel ’47. Qualche vecchio lavoratore ricorda i bei tempi quando l’ingegner Enzo pagava come ore di lavoro anche il pranzo aziendale di fine stagione. (…)

Il caporeparto Irmo Costantini, qui da 32 anni, sostiene:“Ovviamente quando eravamo in venti nel reparto motori c’era un rapporto diverso rispetto a oggi che siamo 116. Montezemolo entra qui dentro una volta l’anno: l’ingegner Enzo lo si vedeva più spesso, ma l’avvocato ha tanti impegni. L’orgoglio di lavorare alla Ferrari esiste ancora. Il lavoro è migliorato: s’è trovato il giusto equilibrio tra tecnologia e uomo. Certe operazioni si potevano fare solo con molta anzianità alle spalle, ora invece nel giro

di tre o quattro anni si può formare un motorista eccellente. Pronto già per passare alla gestione corse”. Quelli della gestione corse, area ovviamente off limits, sono un po’ i corpi speciali dell’esercito rosso: l’élite. Hanno premi più consistenti ma in cambio devono vivere per la Ferrari, disponibili a tornare dalle ferie anche a Ferragosto per montare un pezzo: oh, ne va dell’onore della patria.

Glossario

archistar: nome inventato che mescola “architetto” + “star” Cordero: Luca Cordero di Montezemolo, oggi presidente della Ferrari decalogo: insieme di dieci regole felpati: molto silenziosi fragoroso: molto rumoroso impeccabile: perfetta, senza nessun errore manco: neanche rombo: boato, rumore di tuono scocche: telai, carrozzerie teca: vetrina per cose preziose zelanti: diligenti, operosi

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Giovane letteratura italiana

Quest’anno “Oggitalia” si dedica con particolare attenzione agli scrittori italiani emergenti, quelli più giovani e promettenti. Grazie a loro la letteratura italiana sta vivendo un periodo di grande fertilità e stile.

Valeria

Parrella

Dopo il grande successo dei suoi racconti, la giovane scrittrice napoletana Valeria Parrella pubblica il suo primo e atteso romanzo:

Lo spazio bianco.

L’autrice Valeria Parrella è nata nel 1974 a Napoli, dove vive. Ha uno sguardo da ragazzina, la pelle chiara e tantissimi capelli scuri e ricci. Oggi ha un bambino di quasi due anni. Nel 2003 vince il Premio Campiello opera prima con Mosca più balena. Nel 2005 è finalista al Premio Strega con Per grazia ricevuta. Ha pubblicato anche Il verdetto.

Lo stile La Parrella ha sempre avuto uno stile maturo, anche nei racconti. La sua scrittura è molto personale, sobria*, decisa e molto concentrata:

per questo ha un grande successo. Anche in questo romanzo sceglie un personaggio femminile come protagonista e una storia molto intima e dolorosa come trama.

Le sue parole “Lo spazio bianco è un libro sull’attesa e la pagina deve seguire l’attesa della protagonista. Volevo capire come una donna a cui non manca niente affronta il dolore e la questione etica della nascita e della morte. Ho cercato di tenere a bada la sofferenza del romanzo attraverso la lingua”. La trama

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La scrittrice napoletana Valeria Porrella
La scrittrice napoletana Valeria Porrella
La trama 20 La scrittrice napoletana Valeria Porrella Maria ha 42 anni e insegna italiano a

Maria ha 42 anni e insegna italiano a Napoli in una scuola serale per camionisti e stranieri. Quando rimane incinta, il suo compagno scappa per paura. Maria si ritrova sola ad affrontare la gravidanza. È molto felice, ma una complicazione la porta in ospedale al sesto mese: la piccola Irene nasce prematura e non si sa se riuscirà a vivere o no. Maria passerà i suoi giorni in attesa davanti al vetro dell’incubatrice*, tra la paura di non conoscere mai la piccola e la speranza di poterla abbracciare. In questi momenti difficili Maria si interroga sulla sua vita, sulle sue origini, e finalmente riesce a capire se stessa.

Glossario

allegorie: esempi che spiegano con immagini un concetto calava: faceva scendere dimestichezza: familiarità, esperienza ellissi: giri di forma ovale fascetta di plexiglas: braccialetto di riconoscimento dato ai neonati in ospedale incanalare: inserire, indirizzare incubatrice: macchina che fa vivere i bambini nati troppo presto saracinesche: serrande, chiusure dei negozi sobria: senza eccessi, rigorosa

Tratto da “Lo spazio bianco”

(…) Dunque anche oggi, dopo tante volte ventiquattr’ore, in quest’ora della tarda mattinata che pure era uguale, minuto più minuto meno, a quella degli orologi di chiunque altro in città, anche oggi non c’era una regola in cui Irene si sarebbe potuta incanalare*, piccola com’era, senza dare fastidio. Non c’era una costante da moltiplicare per qualcosa, tipo la fascetta* di plexiglas che avevamo uguale, io al suo polso, lei al mio, o la voce che i miei colleghi controllavano al telefono quando mi chiamavano per avere notizie. Non era così: era che qualcuno aveva lanciato una monetina in aria, e quella prima o poi doveva cadere su una faccia. Per quaranta giorni sulla stessa moneta, morendo-nascendo. Quando avevo detto morendo erano saltati su, tutti, gli amici, i

parenti, i colleghi, scuotevano la testa, allargavano le palpebre, poi sorridevano: e lì lo sapevo che stavano per partire cinque minuti di ridefinizione del significante, seguiti da inviti a cene e prime d’opera. Per abbreviare i tempi ho cercato di usare sempre l’altro sinonimo: nascendo. E così loro, tutti, ci hanno creduto. Li rassicurava. L’altra cosa è stata appunto questo: che mia figlia Irene stava morendo e io non ho potuto dirlo a nessuno. Sono quasi sicura che le due cose sono andate insieme, senza cercare proporzioni, le due cose entravano e uscivano con me da quella metropolitana, insieme. Fatto sta che una sera, erano i primi dieci giorni di ricovero, io salivo una rampa immobile di scale mobili rotte e sbucavo su piazza Cavour. E piazza Cavour aveva tutte le luci accese, una tirata lunga di librerie scolastiche sulla destra che calava* giù le saracinesche*, molte donne dell’est baciavano molti uomini dell’ovest nei giardinetti, e io ho guardato in fondo in fondo alla strada, che è una strada che mi è sempre piaciuta perché da una certa angolazione si vede la salita della Doganella, con due file di luci gialle che sembra la pista di decollo di un aeroporto, o una rampa che sale verso qualcosa; ma nel momento in cui finalmente

mi sono decisa a entrare in questa salumeria costosissima e

comprare una fetta di qualcosa per cena, mi sono ritrovata con una

monetina che mi roteava piano piano sul collo, al posto della testa. Io insegno materie letterarie in una scuola serale. Prima-terza media a giganteschi camionisti che faticano a infilarsi nei banchi.

Ho dimestichezza* con le allegorie* e mi è bastata una lezione per

spiegare che quando Dante diceva leone stava dicendo tre cose insieme. Ma non ero pronta a specchiarmi nella vetrina di una salumeria e vedere una moneta che girava su se stessa, su me stessa, girava disegnando ellissi* sempre più ampie e senza cadere mai. Allora per non imbarazzare nessuno ho rinunciato a quella e ad altre cene, e me ne sono tornata a casa. (…)

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L’angolo dei giochi Modi di dire

Scegli il significato giusto di questi modi di dire.

1. A mezza voce.

a

o A voce bassa.

b In totale silenzio

o

2.

Di getto.

a Con molta forza fisica.

b D’istinto, senza pensarci.

o

o

3. Mi frullava in testa.

a Mi girava in testa, tra i pensieri.

b Mi girava vorticosamente la testa.

o

o

4. A mo’ di…

a o

Come se fosse…

b o

Poco poco, come…

Hai letto questo numero di Oggitalia? Allora gioca e metti alla prova la tua memoria.

5. A cinque stelle.

a Molto economico e povero.

b Costoso, con tutti i confort.

o

o

6.

Tenere a bada

a Tenere fermo, sotto controllo.

b Tenere sotto pressione qualcuno.

o

o

7. Un pizzico di…

a

o Un po’ di…

b Una stretta sulla pelle.

o

La più celebre Esposizione Universale

La prima Esposizione Universale si tenne a Londra nel 1851. Il grande successo dell’evento spinse altre nazioni, successivamente, ad organizzare simili manifestazioni. Per l’Italia fu molto importante quella di Roma, del 1942, in pieno periodo fascista: in quell’occasione venne realizzato un intero quartiere, l’Eur. Ma l’Esposizione più celebre fu quella di Parigi del 1889, in onore della quale fu realizzata una struttura temporanea e molto discussa, poi diventata simbolo della nazione. Quale?

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Lo sport praticato da Biagio Antonacci.

Il Nobel per la Pace che ha apprezzato il tema dell’Expo 2015.

Così vengono chiamati i giocatori dell’Inter.

La parola “Vicky” nell’album Vicky Love è l’abbreviazione di…

Il paese in provincia di Modena dove si costruisce la Ferrari.

I famosi fratelli fotografi di Firenze.

Si dice di cosa meravigliosa, che toglie il respiro.

La parola “istantanea” significa…

La Valeria

scrittrice di

Napoli.

L’insieme di

dieci regole.

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Solutioni a pagina 23.

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F.Y.R.O.M. - T.P. ALBATROS Bul. III Makedonska Brigada 23/11, 91000 Skopje, Tel./Fax (02) 2463 849 / 469 781 - E-mail: kasovskib@yahoo.com HONG KONG - TRANSGLOBAL PUBLISHERS SERVICE Ltd. 27E Shield Industrial Centre, 84-92 Chai Wan Kok St., Tsuen Wan N.T., Hong Kong, Tel. (02) 413 5322, Fax (02) 413 7049, E-mail: info@transglobalpsl.com ÍSLAND and GRØNLAND - FORLAGET ÅLØKKE A/S Postboks 43, Porskaervej 15, Nim, 8700 Horsen, Danmark, Tel. + 45 (75) 671 119, Fax + 45 (75) 671 074, E-mail: alokke@get2net.dk - Website: www.alokke.dk ITALIA - ELI srl, C.P. 6, 62019 Recanati, Tel. (071) 750701, Fax (071) 977851, E-mail: info@elionline.com Website: www.elionline.com Direttore responsabile: Lamberto Pigini. Autorizzazione Trib. di Macerata N. 234 del 4 luglio 1984. Realizzazione: Tecnostampa, Loreto. Abbonamento annuo (6 numeri da ottobre a maggio)

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NEDERLAND - MERLIJN EDUCATIEVE MEDIA, Postbus 860, 3800 AW Amersfoort, Tel. (033) 463 7261, Fax (033) 463 7587, E-mail: mic@euronet.nl NORGE - KORINOR Skoleavdelingen, Caspar Storms v 12 - Bygg A Postboks 13 Oppsal, 0619 Oslo, Tel. (022) 657 124, Fax (022) 657 825, E-mail: skoleavdelingen@korinor.no - Website: www.korinor.no ÖSTERREICH - INGOLD, Ernst Ingold+Co. AG Hintergasse 16, Postfach, CH- 3360 Herzogenbuchsee, Tel.+41 062.956.44.44, Fax + 41 062.956.44.54, E-mail: info@ingoldag.ch - Website: www.ingoldag.ch POLSKA – Ars Polona Ars Polona JSC, Foreign Trade Enterprise, 25 Obroncow Str. 03-933 Warszawa, Poland Tel.: +48 22 509-86-53, Fax: +48 22 509-86-50 - www.arspolona.com.pl POLSKA - Agencja Subskrypcyjna GEA Plac Orlat Lwowskich 5, Skr poczt 1238, 50-986 Wroclaw 44, Tel./Fax: (071) 359 3772 E-mail: gea@gea.pl - Website: www.gea.pl PORTUGAL - EDITORA REPLICAÇAO Lda Rua Pedro de Sintra, 26-A, 1400-277 LISBOA, Tel. 0213 021 583 - Fax: 0213 021 584 E-mail: replic@mail.telepac.pt ROMANIA - PRIOR BOOKS DISTRIBUTORS SRL Str. Raspantiilor 32, ap 2 - sector 2 - 020548 Bucuresti, Tel. (021) 210.89.08 - (021) 210.89.28, Fax (021) 212.35.61, E-mail: office@prior.ro - Website: www.prior.ro REPUBLIKA HRVATSKA - V.B.Z.d.o.o. Goranska 12, 10010 Zagreb, Tel. (01) 6235 626, Fax (01) 6235 418 E-mail: andreja.crnicki@vbz.hr - Website: www.vbz.hr SCHWEIZ/SUISSE - INGOLD, Ernst Ingold+Co. AG Hintergasse 16, Postfach, 3360 Herzogenbuchsee, Tel. 062.956.44.44, Fax 062.956.44.54, E-mail: info@ingoldag.ch - Website: www.ingoldag.ch SERBIA & MONTENEGRO - PLANETA A.S. Resavska 30 B, 11 000 Beograd, SCG, Tel./Fax (011) 303 50 70, 3238 392, 381 64 1752 318, E-mail: planeta@eunet.yu SLOVAKIA - DIDAKTIS Ltd. Hyrosova 4, 811 04 Bratislava, Tel. (02) 5465 2531- Fax (02) 5477 7506 E-mail: didaktis@didaktis.sk - Website: www.didaktis.sk SLOVENIJA - SAMO.UK d.o.o. Metelkov dvor 6, 1290 Grosuplje, Tel. (01) 542 1124 Fax (01) 542 1125 E-mail: samouk@siol.com - Website: www.samouk.si SOUTH AFRICA - INTERNATIONAL JOURNALS CC P.O. Box 46171, Orange Grove 2119 Johannesburg, Tel. (011) 485 5650, Fax (011) 485 4765, E-mail: ijournals@netactive.co.za SVERIGE - BETA PEDAGOG AB, Box 58, 430 17 Skällinge, Tel. (0340) 35505, Fax (0340) 35481, E-mail: beta-pedagog@beta-pedagog.se - Website: www.beta-pedagog.com TAIWAN - CENTRAL BOOK PUBLISHING CO. 2nd Fl., No. 141, Section 1, Chung-King South Road, Taipei, Tel. (02) 2331 5726, (02) 2371 9893, Fax (02) 2331 1316, E-mail: central2@ms24.hinet.net TÜRKIYE - IBER DIS TICARET LTD STI Bagdat Cad. No. 193/8, Ari Apt. Kat: 2, Kadiköy, Istanbul, Tel. (0216) 368 4250, Fax (0216) 368 5568, Email: banukocas@hotmail.com / mail.iber@gmail.com - Website: www.eli-iber.com UK - EUROPEAN SCHOOLBOOKS LTD Ashville Trading Estate, The Runnings, Cheltenham GL51 9PQ, Tel. (01242) 245 252, Fax (01242) 224 137 E-mail: jar@esb.co.uk - Website: www.esb.co.uk UKRAINE - U.C.I.E. 16, Lipska St. - Kiev 01021, Tel./Fax: (044) 2534144 - 2538073, E-mail: ucie_education@hotmail.com URUGUAY - EQ OPCIONES EN EDUCACION Soriano 1162, 11100 Montevideo, Tel. (02) 900 9934, Fax (02) 487 3965, E-mail: opciones@adinet.com.uy USA - MEP INC. 8124 N Ridgeway, Skokie, IL 60076, Tel. (847) 676-1596 X 101, Fax (847) 676-1195, E-mail: info@mep-inc.net www.mep-inc.net, OGGITALIA, USPS 004163, Year 2008/2009, Issue 1) is published 6 x a year (October, November, December, February, March, May) for a subscription price of $ 22.50 per year (*Note: price for Presse- Papiers, Sure and Oggitalia $ 23.50) by ELI, 62019 Recanati, Italy. Periodicals postage paid at Skokie, IL. Postmaster: send address changes to: Ragazzi, MEP, 8124 N Ridgeway, Skokie, IL 60076

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Cose d’Italia

La bistecca alla fiorentina

È un taglio di carne bovina toscana, alto e con l’osso a forma di “T”, che viene cotto al sangue sulla brace. Di solito ogni taglio pesa almeno un chilo e mezzo ed è alto 5-6 cm. La sua storia è antica quanto Firenze. La celebrità cominciò una sera di San Lorenzo (10 agosto), quando la

famiglia dei Medici accese grandi fuochi in città dove arrostire carne di vitello da regalare al popolo. Quella sera a Firenze, tra i molti viaggiatori, c’erano alcuni cavalieri inglesi:

mangiando la fiorentina, la chiamarono “beef steak”, da cui la parola bistecca.

Il segreto? Cucinarla su brace di carbone di quercia, leccio o olivo, non condirla (così rimane morbida), girarla solo una volta cuocendola cinque minuti per lato e servirla su un tagliere di legno. I fiorentini la mangiano con insalata o fagioli cannellini all’olio.

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