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SEMINARIO 3-03-2005

Venite, exultemus Domino!


Ogno giorno, la nostra lode a Dio, il nostro Canticum Laudis, incomincia proprio con queste
parole dell’Invitatorio, prese dal Salmo 94, che abbiamo cantato oggi. Venite, exultemus Domino!

Perché dice “Venite”? Per caso può un uomo esser lontano di Colui che abita in ogni luogo?
Sarà forse necessario andarci da qualche parte per lodare Dio? Infatti un’altro salmo dice: Dove
andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se
scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là
mi guida la tua mano , mi afferra la tua destra(Sal 138, 7-10).

Come mai, dunque, dice Venite? Parlando assolutamente, nessuno può essere lontano di
Dio, ma è anche vero che ci sono delle persone alle quale bisogna chiamare all’esultazione di Dio,
perché si sono allontanate dalla sua presenza; altrimenti non avrebbe senso il rimprovero che il
profeta Isaia mette in bocca del Signore: ...questo popolo si avvicina a me solo a parole e mi onora
con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me...(Is 29, 13).

Allora c’è un modo di esser lontano da Dio, e Sant’Agostino dice che è per la
disomiglianza. Una cosa è lontana da un altra quando non è simile ad essa. Cioè, nell’ordine della
qualità. E così è solito dire: “questo uomo è lontano di quell’altro”, nel senso che per arrivare al
livello di quell’altro, gli manca tanto!

Uno e lo stesso uomo, pur essendo col corpo in un medessimo posto, amando Dio, si
avvicina a Lui; e amando l’iniquità, si allontana di Dio; senza muovere un piede, può avvicinarsi
oppure allontanarsi. “Ama terra e sarai terra, ama cielo e sarai cielo”, perché si trasformiamo in
quello che amiamo! Appunto per questo Gesù disse allo scriba che aveva risposto correttamente sul
primo comandamento della legge: Non sei lontano del regno di Dio(Mc 12, 34).

Sant’Ignazio dirà poi che lo spirito buono entra soavemente nell’anima che gli è
connaturale, perché ha lo stesso spirito, come la goccia d’acqua penetra la spugna, senza fare
rumore; e la raggione di ciò è, appunto, la somiglianza.

Anche se un religioso ci stà nella Cina, solo, può essere vicino, vicinissimo, se somiglia ai
suoi fratelli in religione, cioè se ha lo stesso spirito loro; invece un religioso, magari può vivere
nello stesso edificio in cui abita il P. Buela, ma se non ne ha lo spirito, è lontano, lontanissimo!

Nel antico rito del battesimo, il battezzando faceva la rinuncia a Satana guardando verso
Occidente; e dopo, la professione di fede, verso Oriente. Ma non è questione di posizione, bensì di
disposizione!

Perché come dice Sant’Agostino, in questo itinerario, in questo camminare, i nostri piedi
sono i nostri affetti. Importa dove hai il cuore. Puoi stare qui in chiesa con il tuo corpo, ma il tuo
cuore non essere alzato al Signore: alziamo i nostri cuori!

Il ladrone cattivo è stato crocifisso insieme a Gesù; più vicino non si può stare, ma i suoi
affetti gli erano lontanissimi!

Giuda è stato vicinissimo al Signore, mangiava lo stesso pane, viveva insieme a Lui, ma con
il suo cuore, pian piano si allontanava; si rendeva sempre più duro per sentire internamente le parole
di Gesù. Già dal giorno del discorso del pane di vita, pensava tra sé, murmurando: Questo

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linguaggio è duro; chi può intenderlo?(Gv 6, 59). Da quel momento si era allontanato dal Maestro,
solo che fisicamente rimaneva ancora per interessi diversi, ma il suo cuore si era indurito, e allora la
rugiada delle parole di Gesù facevano in lui tantissimo rumore, ma non riusciva a capire questo
linguaggio!

Le parole di Gesù sono spirito e vita (Gv 6, 63), e chi non ha lo Spirito di Gesù, non può
sentire le sue parole, e il suo cuore si rende duro, perché è come quello che ha orecchi per
intendere ma non intende(Cf. Lc 8, 8).

Perciò, continuerà pure il salmo dell’Invitatorio: se oggi sentite la sua voce, non indurite
il vostro cuore!

Sei sacerdote, sei religioso del Verbo Encarnado: quali sono i tuoi affetti, dov’è il tuo cuore?
respiri la stessa aria di tutto il corpo? Batte il tuo cuore per le missioni, per i proggetti di tutti? Senti
in te, e intendi la voce di Dio attraverso dei superiori?

Carissimi, ogni giorno ci si chiama e ci si invita a sentire la voce del Signore. Lodiamolo
non solo con le labbra ma con il nostro cuore: Venite, exultemus Domino!