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SAGGI

Thalassa meraviglie sommerse dal Mediterraneo


Euro 49,00
Thalassa
Thalassa
meraviglie sommerse
dal Mediterraneo
SAGGI
a cura di Luigi Fozzati
Questo volume è stato pubblicato
in occasione della mostra

THALASSA
Meraviglie sommerse
dal Mediterraneo

Napoli, Museo Archeologico Nazionale


12 dicembre 2019 - 9 marzo 2020

a cura di
Paolo Giulierini,
Salvatore Agizza (Teichos. Servizi e Tecnologie
per l’Archeologia), Luigi Fozzati,
Valeria Li Vigni, Sebastiano Tusa †
La Sicilia e l’archeologia subacquea: dove si combatté la Battaglia delle E di recente, le esplorazioni in altofondale Il mare e la Campania costituiscono una mare da mettere a sistema e aggiungere
un legame indissolubile, antico, forte. Egadi, epilogo della Prima guerra punica, effettuate grazie all’utilizzo delle più simbiosi fin dai tempi antichi. Dal mare a quei network già in essere che
Essere stati i precursori in una disciplina sanguinoso scontro tra Roma e Cartagine): sofisticate tecnologie, mini-sommergibili, provengono i primi coloni greci e nel mare propongono, contemporaneamente, una
così affascinante ci rende orgogliosi e allo rostri romani e cartaginesi, elmi, armi, strumenti di ricerca di ultima generazione, si concentrano i primi miti: Parthenope, via greca, etrusca, romana, longobarda.
stesso tempo consci della responsabilità anfore, dotazioni di bordo. Una scoperta navi oceanografiche. Ulisse e molti altri. In questa enorme distesa Mai come ora dobbiamo guardare al
che portiamo sulle nostre spalle. Certo la di grande interesse scientifico che continua Insomma, un depositum di esperienze che d’acqua che è il Mediterraneo si incontrano Mediterraneo con sguardo diverso,
storia ci ha aiutati, siamo stati crocevia nel tempo grazie alla collaborazione con ci rende orgogliosi e ci consente di essere e scontrano civiltà quali quelle di Roma e ricercando gli elementi di connessione
di rotte navali già dai tempi più remoti; le importanti fondazioni americane. protagonisti in una mostra che è molto più Cartagine, transitano flotte, merci e idee, e non di separazione.
tracce di chi ha solcato i nostri mari e la E ancora il ritrovamento eccezionale, unico di una semplice esposizione di reperti. Sono si pratica la pesca, si trascorre l’esistenza.
loro stratificazione hanno fortemente inciso al mondo, di un carico trasportato da felice di potere dare questo contributo per Il mare ispira poeti e letterati e compare VINCENZO DE LUCA
nella cultura del nostro territorio. L’esaltante una nave greca al largo di Gela: i lingotti un grande evento scientifico promosso dal nella sua molteplice natura di “ponte”, GOVERNATORE
esperienza iniziata negli anni duemila con in oricalco. La recente esposizione della Museo Archeologico Nazionale di Napoli e “abisso”, “risorsa”. Poco è cambiato da DELLA REGIONE CAMPANIA
la Soprintendenza del Mare ha messo nave romana di Marausa, un’imbarcazione dalla Regione Siciliana. La partecipazione allora. La Campania attuale è intimamente
ordine e dato una base scientifica alle da trasporto individuata, recuperata e di numerosi enti prestatori internazionali legata ai grandi porti di Napoli e Salerno,
tante esperienze che, a partire dagli anni musealizzata dalla Regione Siciliana. ai convegni, agli approfondimenti e alle ha una importante economia del mare
cinquanta, hanno permesso l’individuazione Il censimento dei siti subacquei di interesse rassegne rappresenta in modo egregio (infrastrutture, commercio, turismo) e,
e il recupero di importanti testimonianze storico, più di mille, che hanno permesso la storia dell’archeologia subacquea e del soprattutto, può godere di coste di rara
del passato. lo studio delle rotte, degli spostamenti Mare Nostrum. bellezza: dalla costiera amalfitana a quella
L’archeologia subacquea siciliana è balzata dell’uomo per mare fin dalle epoche Napoli e Palermo dunque unite nella mostra cilentana, incardinate in paesaggi mozzafiato
all’onore delle cronache internazionali, antiche. Proseguendo con la realizzazione Thalassa e nel percorso di conoscenza e note in tutto il mondo. La possibilità
ha fornito contributi ai più importanti degli itinerari culturali subacquei, visitabili comune grazie al quale l’archeologia dunque di approfondire lo stato dell’arte
convegni scientifici in tutto il mondo, ha da turisti in immersione (esperienza ricca subacquea, disciplina relativamente dell’archeologia subacquea, di concentrare
sviluppato partenariati con molte istituzioni di fascino e di emozione), che offrono la “giovane”, potrà avere la diffusione che al Mann prestiti da tutta Italia e da paesi
internazionali. La Regione Siciliana, possibilità di ammirare i reperti sott’acqua, merita presso il grande pubblico, che come la Grecia e, soprattutto, l’operazione
segnatamente l’Assessorato dei Beni proprio nel luogo del naufragio. Un modello avrà la possibilità di ammirare reperti di di collaborazione scientifica quadriennale
Culturali, si sta muovendo nella visione vincente ispirato alla convenzione Unesco straordinaria importanza e di conoscere del Mann con l’Assessorato alla Cultura della
lasciataci in eredità dal nostro compianto sulla protezione del patrimonio culturale da vicino i tanti aspetti della nostra storia Regione Sicilia portano la Regione Campana
assessore Sebastiano Tusa, la cui memoria subacqueo, replicato in base alla nostra legata al mare. a guardare con favore l’esposizione, che
ci dà la motivazione a fare sempre più esperienza in più parti del mondo. avrà una seconda sede a Palazzo dei
e sempre meglio. E poi ci sono gli scavi subacquei effettuati Normanni a Palermo. Del resto sono ben
Le grandi scoperte degli ultimi vent’anni nei fondali di tutta l’Isola anche con NELLO MUSUMECI chiari i risultati finali di una tale operazione:
sono il nostro orgoglio. Tanti i reperti la collaborazione di prestigiose università PRESIDENTE individuare in forma sistematica una rete
recuperati nei fondali di Levanzo (il luogo inglesi, americane, svizzere, canadesi. DELLA REGIONE SICILIANA di siti archeologici, musei, aree legate al
Negli studi sul Mediterraneo antico i modelli Iulius, fino al complesso di Punta Epitaffio Il Parco archeologico dei Campi Flegrei sul monte Teche e quella voce che nuove tecnologie, nell’ottica di perseguire
interpretativi che sono riusciti a indagare e di Baia è possibile leggere nei fondali un si fonda sulla terra e si fonde con il mare. “rimbalzava di bocca in bocca” alla vista la sintesi tra metodi specifici per il contesto
in modo più convincente l’ intensa trama continuum di strutture, attraverso le quali Unico nel suo genere (per diversi aspetti) il del mare; quei soldati che in quel preciso particolare e la visione archeologica di un
di relazioni che si sviluppò tra i diversi si ricompone l’immagine del fronte a mare Parco trova nella relazione con l’acqua una momento sentono l’esigenza del ricordare, paesaggio eccezionalmente distribuito, in
popoli dell’Oriente e dell’Occidente sono di età romana, conservatosi in virtù dei delle sue impronte identitarie. Il passato che accumulando pietre e formando un enorme questo lembo di spazio, tra terra e mare.
‘network’ e ‘connectivity’: reti di contatti, fenomeni naturali che ne hanno provocato siamo chiamati a tradurre nel presente e nel tumulo. Questi uomini vedono, nell’elemento Nella narrazione e nella fruizione delle storie
che seguirono rotte marittime via via più lo sprofondamento. Questo pone di fronte futuro instaura con l’elemento marino una marino, allo stesso tempo, speranza (futuro) antiche conservate sotto le acque di Baia
consolidate, circuiti di scambio la cui alla necessità di adottare strategie di ricerca “liquida” costante, dalle frequentazioni pre- e memoria (passato): ciò che viene restituita si trova anche una chiave di lettura per
manifestazione più evidente è la circolazione e conservazione adeguate che, laddove elleniche al pionierismo dei coloni cumani, è la sintesi di una sensazione di libertà, lo sviluppo del territorio nell’ottica della
di merci, quale epifenomeno di relazioni sostenute da investimenti significativi, rivolti dal porto della Puteoli romana alle evoluzioni che sente, tuttavia, l’esigenza di erigere un crescita di un turismo sostenibile di matrice
più profonde, immateriali, che nell’incontro alla messa in sicurezza del patrimonio post-classiche. monumento a ‘quello che è stato’. culturale.
tra tradizioni e saperi generarono già noto e al censimento esaustivo delle I confini sfuggevoli del mare sono qui ancora Sono le storie antiche e le quotidianità Il mare ha due dimensioni, quella della
contaminazioni e ibridazioni culturali. Se numerose emergenze ancora da esplorare, più volubili. L’esuberanza geomorfologica contemporanee a guidarci verso superfice e quella della profondità.
si parte da questa riflessione, si può ben potrebbe aprire scenari innovativi per la flegrea ha proiettato sulla terra i segni un’interpretazione del mare come luogo di La prima è il tappeto della libertà intravista
comprendere l’attualità del tema posto al fruizione. marini e inabissato sotto l’acqua vicende comunicazione e di salvezza. dai Greci raccontati da Senofonte, la ‘corsia
centro della prestigiosa mostra organizzata La mostra, alla quale la Soprintendenza terrestri. Anche negli spazi ‘artificiali’ del Il passato prossimo dell’archeologia flegrea preferenziale’ verso il ritorno alla propria
dal MANN: Thalassa. Meraviglie sommerse Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Museo archeologico dei Campi Flegrei del racconta di una grande energia spesa terra o la strada verso una terra promessa.
dal Mediterraneo. Il sottotitolo svela qual è il per l’area metropolitana di Napoli ha Castello di Baia, l’acqua è onnipresente, nella ricerca in acqua. La mostra I pionieri La seconda è il regno dell’incognito,
punto di osservazione che si è privilegiato, la contribuito con il prestito di importanti non soltanto come immagine incessante dell’archeologia subacquea, allestita presso uno spazio che spaventa e che deve
presentazione di una selezione significativa reperti provenienti da Vivara, Pithekoussai del paesaggio circostante, ma anche come il Castello aragonese di Baia, ha raccontato essere conquistato con artefici violando
di quell’immenso patrimonio archeologico e Capri, è stata l’occasione per consolidare traccia di quella sua dimensione indefinita questa epopea. Dagli ‘inconsapevoli’ le immutabili leggi degli Dèi; quella stessa
che il mare ha restituito e grazie al quale e potenziare i rapporti tra i diversi istituti nell’epidermide delle statue. Pertanto tutto recuperi dei primi decenni del Novecento si dimensione dove gli archeologi recuperano
siamo in grado di ricostruire la mappa dei del Mibact che operano in Campania e di si manifesta in maniera fluida, instabile; i assiste a una progressiva consapevolezza le testimonianze delle storie passate, e dove
contatti e dei flussi commerciali. questo va dato merito a Paolo Giulierini; confini appaiono mutevoli, creando una della consistenza del patrimonio sommerso, il presente annacqua la propria coscienza.
Dai relitti contenenti interi carichi di merci, la collaborazione instaurata in questi anni dimensione in cui il passato è quanto mai parallelamente allo sviluppo delle tecniche Grazie al Museo Archeologico Nazionale
a reperti che testimoniano delle tecniche e tra la Soprintendenza e il Mann, sia sul intrecciato e il futuro ineluttabilmente da di indagine e di recupero. Il presente di Napoli e al suo direttore, è oggi possibile
delle modalità della navigazione attraverso i piano scientifico che operativo, resta un intrecciare. fotografa un’intensa attività di ricerca ammirare la straordinarietà dei reperti
secoli, il panorama spazia nel Mediterraneo indubbio valore aggiunto che, superando la Alla luce di queste premesse viene da in mare, connotata da un lato da una dei Campi Flegrei, i quali dimostrano la
richiamando l’attenzione su una frontiera frammentazione attuale delle competenze, chiedersi se il mare possa configurarsi spiccata vocazione alla sperimentazione loro unicità anche fuori dal loro contesto
del tutto peculiare della tutela e della continuerà certamente a produrre importanti come luogo della memoria. Come può di applicazioni tecnologiche innovative, ‘naturale’: a dimostrazione della loro
valorizzazione, quella connessa alle aree risultati sul piano della ricerca e della un elemento instabile, pericolosamente dall’altro, parallelamente, da una volontà vocazione narrativa unica ed eterna, che,
archeologiche sommerse: un tema che in valorizzazione. incontrollabile, essere al contempo il di sviluppare la fruizione verso un pubblico per usare un termine abusato, ma efficace
Campania si pone, ad esempio, in relazione deposito del ricordo, luogo, quest’ultimo, sempre più interessato a questi contesti e universamente leggibile, coincide con
a un caso di grande interesse, quello comunemente pensato e immaginato unici. la Bellezza.
rappresentato dal tratto di costa che si apre TERESA E. CINQUANTAQUATTRO come solido, fermo, ‘con i piedi per terra’? Nel futuro, il proposito (e la speranza) del
tra Pozzuoli e Baia. Dalla Ripa Puteolana, a SOPRINTENDENTE ARCHEOLOGIA, Il sostantivo eletto a titolo della mostra, Parco è quello di potenziare le tendenze
nord di Rione Terra, che identifica i quartieri BELLE ARTI E PAESAGGIO Thalassa, richiama alla mente Senofonte. in atto. L’area marina sommersa di Baia FABIO PAGANO
marittimi e portuali dell’antica Pozzuoli, PER L’AREA METROPOLITANA Riaffiora l’immagine di quel manipolo rappresenta la migliore palestra per allenare DIRETTORE DEL PARCO ARCHEOLOGICO
passando per gli apprestamenti del Portus DI NAPOLI di Greci stremati che si arrampicavano giovani generazioni di ricercatori e testare DEI CAMPI FLEGREI
IL MEDITERRANEO GENERATORE internazionali, in particolare tra Campania Il Mediterraneo è il Grande Mare di David sono oggi una testimonianza eccezionale.
DI CULTURE e Sicilia: un modo per ricordare gli studi e Abulafia, studioso inglese che ha dedicato Se la Sicilia, insieme alla Liguria e
il solco culturale regalatoci dal professor alla Sicilia studi e ricerche di ampio respiro, alla Campania, è stata una delle culle
È affascinante immaginare il Mediterraneo Sebastiano Tusa tramite l’archeologia ma è lo stesso mare di Sebastiano Tusa, dell’archeologia subacquea moderna
come uno spazio animato da una forza subacquea, che ha permesso di rivisitare che per questo continente blu che avvolge in Italia, ciò non ha rappresentato solo
centripeta in grado di catalizzare le più la Battaglia delle Egadi, evento di capillare la sua isola ha istituito la prima e finora unica un primato, bensì lo stimolo a costruire
grandi espressioni culturali della storia importanza per l’egemonia dell’antica Roma Soprintendenza del Mare in Italia. qualcosa di nuovo che garantisse un futuro
dell’uomo. Un luogo dove governano sul Mediterraneo. La Fondazione Federico L’ultimo Assessore ai Beni Culturali della all’archeologia subacquea della nostra
sotto forma di sintesi, da tempi atavici, II che dirigo, promuove la cultura in Sicilia e Regione Siciliana ha dedicato al suo mare regione. Questa sfida è stata raccolta dalla
le dicotomie di pace e guerra e di mare tale missione non può essere svolta senza trent’anni di studi, ricerche, pubblicazioni, Soprintendenza del Mare, che ha svolto
e terra. Difficile pensare al Mediterraneo prendere in considerazione la storia del ma anche specifiche e talora coraggiose finora 100 ricognizioni e 50 campagne
senza luoghi emblematici come la Sicilia o la Mediterraneo, area dove il mare e la terra e ardite politiche di salvaguardia, tutela e archeologiche subacquee; ha costruito una
Campania, dove fiorirono civiltà simbolo di si fondono come principio generatore di valorizzazione. Sono tanti gli archeologi mappa completa delle aree archeologiche
raffinatezza e genio all’insegna di confronti un sistema complesso quanto unico nel subacquei italiani e stranieri che hanno sommerse finora scoperte; ha inaugurato
e scambi che videro la crescita di economie costituire equilibri, veri e propri ponti unici trovato nelle acque della Sicilia il proprio una tradizione operativa all’avanguardia,
sviluppatissime, oggi purtroppo icone di al mondo, dove Occidente e Oriente trovano campo d’indagine, confermando con la loro che ha avuto un ruolo significativo
talune contraddizioni sociali. In tale contesto il loro punto d’incontro. presenza il carattere generoso, cordiale e nell’organizzazione di istituzioni simili in
va ricordata la capacità di realizzare e aperto a tutte le università, accademie e diversi Paesi del Mediterraneo e di altri mari
scambiare manufatti d’eccellenza in grado fondazioni del mondo di Sebastiano Tusa. e oceani. Tutto ciò non avrebbe tuttavia
di raccontare minuziosamente il modo PATRIZIA MONTEROSSO In questo modo il Mediterraneo siciliano si senso compiuto se i risultati conseguiti non
di vivere, di combattere, di pescare, di DIRETTORE GENERALE DELLA è trasformato in un mare-scuola: ricercato, fossero stati sempre portati alla conoscenza
cacciare, di commerciare, di produrre FONDAZIONE FEDERICO II richiesto, invidiato. del pubblico.
oggetti per migliorare le condizioni della A Sebastiano Tusa e alla sua straordinaria Oggi Thalassa, la mostra allestita nel
vita quotidiana e di generare profonde capacità di tuffarsi in mille attività che lo glorioso Museo Archeologico Nazionale
trasformazioni culturali: utensili, armi, portavano in giro per il mondo, si deve di Napoli, viene a confermare la vocazione
strumenti per la navigazione, simulacri anche la partecipazione della Regione a tutto tondo dell’archeologia promossa
per invocare gli dei dell’antichità. Tutto Siciliana al Progetto Thalassa e in particolare da Sebastiano Tusa prima come
concorre a comprendere la nostra storia alla mostra che porta lo stesso nome. La Soprintendente del Mare e poi come
con un’analisi dettagliata e scientifica dei singolarità dell’iniziativa che s’imposta su Assessore ai Beni Culturali della Regione
dati archeologici e geologici di aeree terrestri una dimensione interdisciplinare della storia Siciliana: la scienza deve essere capace
e marine che narrano con puntualità il nostro del Mediterraneo fa parte del patrimonio di consegnare al pubblico i risultati del
passato, preparando il futuro. Thalassa. di idee, di convinzioni, di nuove visioni sul proprio lavoro.
Meraviglie sommerse dal Mediterraneo significato di un mare carico di un passato
racconta questo e molto altro, poiché è il straordinario che Sebastiano Tusa si era
risultato di una collaborazione appassionata col tempo formato. Le brillanti campagne VALERIA LI VIGNI
tra diversi musei e istituzioni italiane e subacquee svolte attorno alle Isole Egadi ne SOPRINTENDENTE DEL MARE
DIFENDERE LA BELLEZZA storico o archeologico che sia stata disposti per le Zone economiche esclusive La mostra Thalassa. Meraviglie sommerse e difficile, ma anche entusiasmante e ricco esperimentato e messo a punto.
NASCOSTA DAL MARE sott’acqua parzialmente o completamente, e la Piattaforma continentale. Nelle Zone dal Mediterraneo, organizzata e promossa di scoperte eccezionali, fatto di storie di La presenza nella mostra Thalassa di alcuni
periodicamente o continuativamente, per contigue gli Stati possono regolare e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli uomini, di navi e di mare, ancora in corso reperti recuperati dai due grandi relitti
Se Atlantide è una creatura della mente di almeno cento anni”. autorizzare le attività di tutela e di recupero. con la collaborazione di Teichos-Servizi e e ancora da meglio definire, che ci ha liguri di Albenga e del Golfo Dianese, che
Platone, un mito che Francis Bacon rivisita Il mare è un immenso deposito di cimeli Nelle acque territoriali e in quelle interne tecnologie per l’archeologia, costituisce, condotto oggi a questa ricca esposizione costituiscono singolarmente anche la prima
molti secoli più tardi, l’esistenza di città del passato. Basti pensare a quante civiltà, ogni Paese esercita al riguardo un diritto oltre a un importante focus sul Mediterraneo che più di un punto di arrivo ci si auspica e l’ultima campagna sottomarina di Nino
e tesori sommersi dalle acque è un dato nella Storia, si sono sviluppate con il pieno ed esclusivo. antico e sulle vicende e le rotte che lo hanno possa significare una ripartenza. Lamboglia, riportano all’attenzione degli
ben conosciuto. determinante contributo della navigazione. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio attraversato, un appuntamento rilevante e Da quella prima campagna di scavo che, studiosi e del pubblico una grande nave
Dal palazzo di Cleopatra alle navi di L’Italia, come altri Paesi affacciati sul Culturale vigila sulle aree costiere nazionali da non perdere per una nuova riflessione tra soddisfazioni e preoccupazioni, portò oneraria repubblicana con il suo carico di
Caligola, dai villaggi cinesi agli insediamenti Mediterraneo, è da sempre al centro di rotte con l’ausilio di elicotteri e motovedette, sulla storia e sugli apporti della ricerca Nino Lamboglia a rafforzare la convinzione anfore e ceramiche di produzione tirrenica
del Medio Oriente e delle Americhe, navali utili allo scambio delle merci e, nel effettuandone il monitoraggio d’intesa con le archeologica subacquea. dell’importanza degli apporti dei ritrovamenti e una nave a dolia tra le più conservate e
ciascun continente è origine di meraviglie tempo, molte delle imbarcazioni utilizzate Soprintendenze Archeologiche competenti. In particolare le sezioni che ne hanno subacquei alla ricostruzione del mondo conosciute, affondate davanti alla costa
che il tempo o gli elementi naturali hanno per i commerci sono sparite sotto la Queste ricognizioni, programmate su base rappresentato l’antefatto dedicate ai pionieri antico e mediterraneo, la storia dell’Istituto della Liguria, oggi al centro entrambe di
confinato negli abissi. superficie dell’acqua. mensile e incrementate nell’arco estivo, di questa disciplina nell’area flegrea e di Studi Liguri fu – fino alla tragica morte rinnovati progetti di studio, musealizzazione,
La Magna Grecia, il mare che i romani Stiamo parlando di tesori accessibili a hanno consentito di fermare numerosi in Sicilia, inaugurate nel maggio scorso del suo fondatore nelle acque del porto di e di scambi scientifici internazionali, che
chiamarono Nostrum, sono un vaso tanti. I progressi della tecnica, caratterizzati saccheggiatori e di tracciare, grazie a mirati nel Castello di Baia e poi a ottobre nei Genova nel gennaio 1977 e anche dopo vedono coinvolti la Soprintendenza ligure,
di Pandora solo in parte scoperchiato, dalla diffusione di moderne attrezzature progetti territoriali, una buona mappatura Giardini Naxos di Taormina in occasione –, del tutto permeata dalla organizzazione l’Istituto Internazionale di Studi Liguri,
uno scrigno di ricchezze ancora tutte da per le ricerche, consentono immersioni e delle aree archeologiche sommerse anche del VI Congresso Nazionale di Archeologia e messa a punto della ricerca nel nuovo i Comuni interessati, studiosi di varie
esplorare. Un forziere da difendere operazioni un tempo impensabili, cosicché al fine della programmazione di interventi Subacquea – promosse dal MANN, dal grande campo di indagine che si stava discipline. Con l’intento comune e con la
a qualunque costo. un crescente numero di sportivi o società conservativi. Parco Archeologico dei Campi Flegrei aprendo. Attraverso apposite convenzioni stessa azione sinergica che ha permesso
Da mezzo secolo, fra i custodi dell’azzurra specializzate si dedicano all’esplorazione L’obiettivo strategico, per ridurre i danni al e dall’Assessorato dei Beni Culturali e con lo Stato furono attrezzate imbarcazioni, e sostenuto la mostra Thalassa e cioè
distesa ci siamo anche noi. Il Comando dei fondali, con i conseguenti pericoli per patrimonio subacqueo, è la prevenzione: dell’Identità Siciliana diretto dal compianto effettuati scavi e recuperi lungo le coste quello di ridare nuova voce alle tante storie
Carabinieri per la Tutela del Patrimonio il patrimonio sommerso, minacciato da occorre arrivare prima che essi siano Sebastiano Tusa –, hanno rappresentato italiane e non solo, esperimentate le prime che il Mediterraneo e i giacimenti sommersi
Culturale (TPC), nato nel 1969 con una azioni maldestre o più spesso criminali. avvenuti, o si perderanno pezzi che una necessaria occasione per ripercorrere esplorazioni delle zone sommerse, tra cui raccontano e a sottolineare il ruolo
diversa denominazione e un piccolo L’innovazione tecnologica favorisce difficilmente potranno essere recuperati. le tappe della nascita di questo campo Baia, organizzati convegni internazionali indispensabile della ricerca archeologica
nucleo attestato nel cuore di Roma, è oggi i lucrosi traffici dei predatori degli abissi, che Bisogna farsi amiche le onde, sull’esempio di ricerca e con esse anche il ruolo di per mettere a confronto i protagonisti e subacquea che ce le restituisce.
un reparto specializzato che, operando saccheggiano le testimonianze delle antiche del vecchio Santiago nel racconto di vero “pioniere” svolto da Nino Lamboglia, le ricerche dei vari Paesi, fondate riviste
sull’intero territorio nazionale in sinergia con civiltà e ne inquinano l’interpretazione. La Hemingway. Esplorare continuativamente fondatore dell’Istituto Internazionale di dedicate, aperti musei e mostre. Una COSIMO COSTA
le varie componenti dell’Arma, le altre Forze scoperta di nuove aree sottomarine ricche la superficie e gli abissi. Scrutarne il mistero Studi Liguri e del Centro Sperimentale di stagione febbrile, basata sull’entusiasmo PRESIDENTE ISTITUTO INTERNAZIONALE
di polizia e le strutture centrali e territoriali di reperti, che si tratti di navi romane o di consapevoli, come il poeta Gibran, che Archeologia Sottomarina, prima struttura e sul rigore, che coinvolse tutte le forze in DI STUDI LIGURI
del Ministero per i beni e le attività culturali sculture come i Bronzi di Riace o l’Atleta “in una goccia d’acqua s’incontrano italiana specializzata per la ricerca capo all’Istituto e alla sua organizzazione
e per il turismo, svolge le sue funzioni attribuito a Lisippo, accende l’attenzione di i segreti di tutti gli oceani”. archeologica del mondo sommerso. E internazionale, che coincise con la nascita
di salvaguardia contrastando i reati che malintenzionati e improbabili Indiana Jones Al nostro sguardo, il confine del mare è naturalmente la memoria non può non dell’archeologia subacquea italiana e con
affliggono l’arte e il paesaggio. degli oceani, con l’effetto di rendere sempre spesso l’orizzonte. Ma la difesa dell’identità andare a quell’ormai mitico febbraio del la messa a punto metodologica della
Rientra in questo ambito il patrimonio più ardua la tutela. di un popolo, dell’Umanità nelle sue radici lontano 1950 quando fu realizzata la prima nuova disciplina: sui problemi connessi alle
sottomarino. Stando alla Convention La normativa esistente, che dal menzionato più profonde, non può avere orizzonti né campagna di scavo sul relitto della nave navi appoggio e alle attrezzature tecniche
on the Protection of the Underwater atto dell’Unesco risale alla Convenzione confini. romana di Albenga con l’utilizzo della nave di cui dotarsi, sulla documentazione dei
Cultural Heritage, adottata dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul diritto del mare Artiglio messa a disposizione da un altro giacimenti sommersi, sulle tecniche di scavo
generale dell’UNESCO il 2 novembre del 1982 (UNCLOS), prevede articolate ligure, Giovanni Quaglia, che nel 1926 e di recupero, sullo studio dei carichi e
2001, esso comprende non solo le forme di cooperazione internazionale volte GENERALE DI BRIGATA aveva fondato a Genova la Società Ricuperi dell’architettura navale, sulle problematiche
creazioni artistiche e gli oggetti di valore al contrasto degli illeciti. Lo scambio di ROBERTO RICCARDI Marittimi, la So.Ri.Ma. con protagonisti relative alla conservazione dei reperti
presenti nei fondali, ma “qualsiasi traccia informazioni e know-how e il coordinamento COMANDANTE CARABINIERI TUTELA i palombari liguri e viareggini. recuperati, in particolare degli scafi. Tutto
di vita umana avente carattere culturale, nello sviluppo di misure protettive sono PATRIMONIO CULTURALE La prima tappa di un percorso, travagliato era nuovo, tutto doveva essere ideato,
Thalassa non è solo una mostra sul Eva Degli Innocenti (Museo Archeologico poi. Così andranno inquadrate le prossime Gli scavi archeologici condotti nel corso dei conservazione dei reperti lignei e organici. La mostra Thalassa. Meraviglie sommerse del
Mediterraneo antico ma è, soprattutto, Nazionale di Taranto). A questi si presentazioni di libri di grandi autori che lavori per la realizzazione della Metropolitana di Lo scavo dell’area portuale dell’antica Mediterraneo è dunque un’occasione speciale
un esempio di metodo. Segna la fine dei aggiungono i tanti musei ed enti prestatori hanno scritto di mare, come Erri De Luca. Napoli hanno consentito di recuperare dati e Neapolis dunque, pur non configurandosi per raccontare, attraverso i reperti riemersi
biechi personalismi e mette al centro della nazionali e internazionali. Il mare è avventura, fascino dell’esotico, documentazione archeologica di straordinaria come “subacqueo” poiché ha interessato dai fondali di epoca greca e romana del porto
questione la ricerca scientifica, il sostegno E ancora voglio ricordare Cherubino crocevia di culture: ed ecco la mostra su importanza ai fini della ricostruzione della aree oggi di terra ferma, è stato un’occasione antico, oggi nascosti dalle strade della città
tra enti statali e territoriali, l’apporto delle Gambardella del Dipartimento di Architettura Corto Maltese che abbiamo ospitato al storia e della forma della città dalla sua unica per affrontare l’indagine di fondali un moderna, la storia del legame indissolubile tra
Università, le professionalità dei giovani dell’Università della Campania Luigi Mann qualche mese fa, nel quadro del fondazione fino, in pratica, all’età moderna. tempo sommersi e, come detto, grazie Napoli e il mare, ciò che ha garantito la sua
archeologi, le azioni innovative di aziende Vanvitelli per le linee guida sull’allestimento, progetto Obvia e della collaborazione con il In particolare, nell’area della stazione allo straordinario stato di conservazione prosperità ma anche la straordinaria apertura
tecnologiche di natura privata. il Comune di Napoli, Next Geosolutions, Comicon Napoli, o la ragione della presenza Municipio che comprende l’omonima piazza, garantito dal sedimento marino a matrice e ospitalità della sua gente.
Tutto ciò è possibile se si ha in mente uno Coelmo, ETT, Gambero Rosso, Mostra di un Festival dedicato alla distesa blu che via Medina e via Depretis, la possibilità di sabbiosa del porto e dalla falda acquifera
spirito di servizio nei confronti dei cittadini, d’Oltremare - Nauticsud, Next Geosolutions. accompagnerà i giorni iniziali della mostra. attingere ai livelli più profondi della complessa che successivamente ha invaso l’area,
il rispetto della multidisciplinarietà e delle Un ringraziamento a parte va a Teichos, Il mare è, infine, ambiente da tutelare: nel stratificazione che caratterizza il sottosuolo per ricavare preziose informazioni circa la LUIGI LA ROCCA
competenze, la centralità del bene pubblico nella persona di Salvatore Agizza, per aver percorso si succedono le fasi antiche di una città che si è sviluppata su se stessa tipologia dei carichi e delle suppellettili di SOPRINTENDENTE ARCHEOLOGIA,
e non quello della propria persona. sostenuto buona parte del peso scientifico e quelle future del Mediterraneo mentre, senza soluzione di continuità, ha reso bordo. A ciò si aggiunge il rinvenimento di BELLE ARTI E PAESAGGIO
Le costellazioni del cosmo celeste curatoriale e organizzativo dell’intera praticamente a fianco, la mostra Capire possibile rinvenimenti la cui analisi, condotta parti di imbarcazioni che solitamente gli scavi PER IL COMUNE DI NAPOLI
dell’Atlante Farnese, simbolo della mostra, operazione, Federico Baciocchi, per il suo il cambiamento climatico, realizzata con in parallelo con lo studio dell’ambiente e del subacquei non restituiscono, quali appunto
non sono dunque solo un riferimento talento artistico, e Luigi Fozzati, che si è il National Geographic, ci parla di quanto le paesaggio antichi, ha contribuito a fare luce alberi e remi, gli spinotti di bloccaggio dei
alle rotte nel mondo antico ma, per noi, fatto carico di raccordare tutti gli aspetti plastiche e le altre forme di inquinamento sulla morfologia della linea di costa e sulle tenoni e, ancora, i rivestimenti in lamine di
equivalgono a una guida verso un nuovo di curatela scientifica e di coordinamento insidino le nostre acque. conseguenze dei suoi cambiamenti, naturali piombo del fasciame e della chiglia, così come
corso. Quando l’alchimia dell’alleanza editoriale della mostra, a Electa per la Alla fine del ragionamento possiamo o indotti dalle intense attività di dragaggio i residui di pece a protezione delle superfici
riesce, allora si raggiungono questi pubblicazione della guida e del catalogo concludere che tutti noi abbiamo un e sistemazione dei fondali e degli approdi interne degli scafi. Non sorprende, pertanto,
fondamentali risultati. e ai miei solerti colleghi del Mann. compito da svolgere: ripescare la pagella documentate a partire almeno del III secolo che gli esempi neapolitani costituiscano
Per questo non posso che ringraziare di La mostra si snoda nel Salone della che si era portato dietro il bambino a.C., sull’organizzazione degli scali portuali tra ormai un paradigma di riferimento sia per
cuore anzitutto il compianto Sebastiano Meridiana presentando molte sezioni con tragicamente annegato qualche mese fa. l’epoca greca e il XVI secolo. quanto riguarda le conoscenze sulle tecniche
Tusa, inventore della Soprintendenza temi legati al Mediterraneo antico, nelle quali Questa pagella, in realtà, non lo riguarda: Le indagini hanno portato alla luce, inoltre, una di realizzazione delle imbarcazioni e sulle
del Mare, promotore dell’iniziativa e del dialogano reperti archeologici riemersi dalle riguarda noi. Siamo noi sotto esame, ora: successione dei fondali marini databili tra l’età attrezzature impiegate nella carpenteria navale
protocollo tra MANN e Regione Sicilia. acque, tecnologia, ricostruzioni: dai tesori al non avremo altre occasioni per dimostrare ellenistica e la piena età imperiale, con i resti di sia per quanto riguarda le tecniche di scavo,
A lui e alla sua umanità sono dedicati commercio, dal mito all’economia, dalla vita che anche la cultura può far crescere le sette relitti di imbarcazioni e una straordinaria recupero e conservazione dei legni bagnati. E
l’esposizione e il catalogo. di bordo alle ville d’otium fino ai rinvenimenti persone, attraverso una ricerca che ci porti quantità di oggetti, anche in materiali organici se da una parte, come detto, la realizzazione
Analoga gratitudine va al presidente Nello nelle acque profonde il visitatore potrà avere a una maturazione non solo contenutistica quali il legno, le fibre vegetali, il pellame della Metropolitana e la normativa in materia
Musumeci, al presidente della Regione un quadro aggiornato dello stato dell’arte ma etica. Anche noi possiamo dare un che, insieme ai reperti ceramici e metallici, di archeologia preventiva hanno consentito
Campania Vincenzo De Luca e al Comune dell’archeologia subacquea del Meridione. senso al nostro lavoro se operiamo per documentano la vita di bordo e le attività estese ed approfondite indagini archeologiche
di Napoli che da anni sostengono l’attività L’esposizione prosegue con una seconda aprire le menti, insegnando che il mare deve legate al mare come la pesca, ma anche i in aree della città mai precedentemente
del nostro museo. sezione, ubicata nell’area sotterranea della essere esplosione di vita, non riferimento contatti e i traffici commerciali che, tramite indagate, va evidenziato dall’altra, come
Accanto a loro voglio sottolineare il lavoro Metropolitana, che accoglie nuove scoperte di morte. il mare collegavano Neapolis alle diverse l’attività archeologica subacquea a Napoli ha
dei tanti funzionari della Regione Sicilia, provenienti dall’area portuale di Neapolis. Oggi credo che, tutti insieme, con questa sponde del Mediterraneo. negli anni garantito la conoscenza e la tutela,
del direttore della Fondazione Federico Disegna, nel complesso, rotte culturali importante fatica, abbiamo intrapreso una Una realtà che si è voluto raccontare nel di altri importanti contesti, ovvero i fondali
II Patrizia Monterosso, i generosi prestiti di connessione tra tanti siti campani, buona rotta, seguendo la costellazione percorso allestitivo della mostra attraverso prospicienti Castel dell’Ovo, che conservano
e la collaborazione incondizionata dei del Meridione in genere e di altri paesi del Sapere che, guarda caso, è legato l’esposizione di alcuni di questi reperti, tra tracce di imponenti strutture probabilmente
soprintendenti Teresa Cinquantaquattro mediterranei. nell’etimo a sapidus, dunque salato cui un’ancora di legno con contromarra di relative alla cosiddetta “Villa di Lucullo”
e Luigi la Rocca, che permettono di far Si tratta di una connessione storica che e pertanto saporito. piombo, databile al II secolo a.C. e pertinente e il “Parco Sommerso di Gaiola” che prende
luce su anni di attività scientifica, fino però deve rafforzare l’idea che il Mare Ancora una volta torna in ballo il mare e ci ad una imbarcazione di notevoli dimensioni, il nome dai due isolotti che sorgono a pochi
alle clamorose scoperte delle navi del Nostrum è un ponte e non una separazione. dice di dare un senso a questa conoscenza, che trova gli unici confronti in un esemplare da metri di distanza dalla costa di Posillipo e
porto di Napoli, nonché dei direttori dei In questo senso vanno intese anche le perché non sia insipida e priva di obiettivi Nemi e uno da Pisa, un frammento di albero dove si conservano i resti di ville marittime,
tanti Istituti autonomi: Fabio Pagano collaterali a questa mostra, che ci parlano finali. e un remo rinvenuti infissi nel fondale riutilizzati in particolare quella eretta da Publio Vedio
(Parco Archeologico dei Campi Flegrei), di migranti napoletani e ischitani tra fine come attracchi per piccole imbarcazioni, Pollione nel I secolo a.C. e su cui è in atto un
Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico Ottocento e primi del Novecento. oggetti restaurati presso i laboratori dell’ISCR virtuoso esperimento di valorizzazione grazie
di Paestum), Carmelo Malacrino (Museo Di più: il mare può essere una fonte di PAOLO GIULIERINI che da anni collabora con la Soprintendenza ad un fruttuoso rapporto di sinergia
Archeologico Nazionale di Reggio Calabria), ispirazione letteraria e poetica da Omero in DIRETTORE DEL MANN anche nella definizione dei protocolli di tra pubblico e privato.
SOMMARIO

19 Le ragioni della mostra 73 Il porto antico di Napoli: IL MARE IN UNA STANZA IL MARE VIA DEI COMMERCI IL MARE DA TERRA: L’ALLESTIMENTO
Paolo Giulierini, Salvatore Agizza, scavo di terra e di mare BELLEZZA E OTIUM
Luigi Fozzati, Valeria Li Vigni, Daniela Giampaola 128 Navi e musei. Riflessioni e best 172 Il Mediterraneo, mare di scambi 282 Il Demone della Meridiana
Sebastiano Tusa practices per la valorizzazione del commerciali e culturali 234 L’otium e le ville della costa. Cherubino Gambardella
79 I relitti del porto antico di Napoli patrimonio archeologico navale Francesco M.P. Carrera, Alcuni esempi dalla Campania
Giulia Boetto Massimo Capulli Rubens D’Oriano tra eredità ellenistica e innovazione 284 Allestire Thalassa. Design e tecnica
IL MEDITERRANEO romana per uno spazio magico
E LA SUA STORIA 83 L’archeologia subacquea nella città 132 Il Museo delle Navi Antiche di Pisa 176 Puteoli porto commerciale Antonio De Simone Simona Ottieri
di Napoli: la villa di Pizzofalcone Andrea Camilli di Roma
24 La fascia costiera: dove il mare e le evidenze sommerse presso Giuseppe Camodeca 240 Le ville marittime romane
incontra la terra Castel dell’Ovo 135 I relitti del porto di Olbia dallo Umberto Pappalardo
Giuseppe Mastronuzzi, Stefano Iavarone scavo al museo 179 Dalle Hispaniae all’Italia. Il commercio
Fabrizio Antonioli, Marco Anzidei, Rubens D’Oriano marittimo del piombo 289 GLI AUTORI
Pietro Aucelli 88 “Mare dentro”: i Campi Flegrei in età tardo-repubblicana MEDITERRANEO:
e le acque in età antica Michele Stefanile MARE DEL MITO 292 IL PROGETTO THALASSA
Filippo Demma IL MARE DELLA E GLI EVENTI COLLEGATI
L’UOMO E IL MARE COMUNICAZIONE 183 Il commercio marittimo in Liguria 256 Partenope e altre sirene.
98 Ricerche archeologiche sottomarine in epoca romana: il caso del relitto Viaggio nell’immaginario
36 La macchina subacquea, con l’Istituto Idrografico della Marina 140 L’arte della navigazione nell’antichità a dolia del Golfo Dianese di ieri e di oggi
tecnologie per la operare sott’acqua in Liguria e in Campania: le isole Stefano Medas Gian Piero Martino Elisabetta Moro
dall’antichità al Novecento di Capri e Li Galli
Vittorio Marchis Gian Piero Martino 145 I più antichi traffici marittimi verso 191 Geografia dei porti antichi 260 Le navigazioni di Melqart-Herakles-
l’Occidente mediterraneo del Mediterraneo Hercules (sacro e mito: il rapporto
42 La nave romana di Albenga 104 Vivara-Procida: le indagini Massimiliano Marazzi, Carla Pepe Flavio Enei nel Mediterraneo)
e il relitto a dolia del Golfo Dianese, archeologiche e geologiche subacquee Pier Giorgio Spanu, Raimondo Zucca
capisaldi dell’archeologia subacquea Massimiliano Marazzi, 153 El fenómeno de la colonización
mediterranea Claudio Mocchegiani Carpano, en el Mediterráneo arcaico IL MARE DELLE RISORSE 263 I racconti del mare e le immagini
Daniela Gandolfi, Simon Luca Trigona Carla Pepe Adolfo J. Domínguez di una mappatura mitica
206 Dalla pesca al garum: riflessioni Michele Scafuro
109 La storia dell’archeologia subacquea 157 Il cratere del naufragio: Pithekoussai, sul ciclo alieutico in Campania
L’OCCIDENTE SOMMERSO in Italia e il ruolo della Sicilia il mare e l’immaginario greco Darío Bernal-Casasola, Daniela Cottica
Sebastiano Tusa, Valeria Li Vigni alto-arcaico IL FUTURO
52 Il mare della Campania, personaggi Teresa Elena Cinquantaquattro DELL’ARCHEOLOGIA
e interpreti dell’archeologia subacquea 114 Per una storia dell’archeologia LA VITA SUL MARE SUBACQUEA
Salvatore Agizza subacquea in Calabria: dalla ricerca 160 Incontri e interazioni tra Mediterraneo
antiquaria all’attività del Centro e Oceano Indiano 224 L’anima delle barche 272 I nuovi orizzonti della ricerca
62 La carta archeologica dei mari italiani: Sperimentale di Archeologia Anna Filigenzi, Rosanna Pirelli, Stefano Medas Luigi Fozzati
il Progetto Archeomar Sottomarina Chiara Zazzaro
Luigi Fozzati, Annalisa Zarattini Salvatore Medaglia 227 Navi e vita di bordo nel Mediterraneo 276 Metodi di indagine in acque profonde
165 Pirati sul Mediterraneo antico di età greco-romana per l’archeologia subacquea
68 Il mare di Napoli 121 Appunti sulle dinamiche insediative Mario Cesarano Giulia Boetto Giovanni De Alteriis, Filippo D’Oriano,
Maria Sirago antiche nella costa di Maratea Francesco Fevola, Francesco Varriale
Francesco Tarlano
IL MARE
DELLE RISORSE
DALLA PESCA AL GARUM: DARÍO BERNAL-CASASOLA evidenza, l’applicazione di appropriate anfore per il trasporto del pesce conservato
DANIELA COTTICA strategie di campionamento durante lo sotto sale (Bernal 2016). Similmente,

RIFLESSIONI SUL CICLO ALIEUTICO scavo, che permettano la raccolta di


micro-dati fondamentali per poter giungere
variazioni nella dieta e alimentazione
quotidiana si possono ricostruire studiando
IN CAMPANIA all’interpretazione finale (fig. 1). È poi il vasellame ceramico: ad esempio notiamo
necessaria una stretta collaborazione tra la progressiva scomparsa di piatti da
archeologi, archeomalacologi e studiosi di pesce, tipici del repertorio della ceramica
ittiofauna archeologica, per una corretta greca, decorati con raffigurazioni di specie
interpretazione della documentazione ittiche e funzionali proprio al consumo del
Introduzione: dalla dall’iconografia musiva e parietale. Per degli anni settanta del secolo scorso archeologica. Quando questo non accade pesce (fig. 2): forme così specializzate non
Altertumswissenschaft avere un chiaro riscontro dell’importanza sull’edificio conosciuto come “Bottega le pubblicazioni hanno una marcata sopravvissero nel repertorio morfologico
al ciclo alieutico di questi aspetti nella vita quotidiana delle del Garum” a Pompei (Curtis 1979). tendenza verso i soli aspetti biologici (la delle ceramiche italiche e di altre aree
Gli studi di archeologia classica di ultima comunità italiche basta evocare alcuni fra Pioneristiche furono anche le opere di G. cosiddetta “zooarcheologia”) o, di contro, del Mediterraneo occidentale (García
generazione hanno sperimentato una i tanti mosaici restituiti dalle città sepolte Purpura sulle cetariae siciliane (Purpura vengono pubblicati lunghi elenchi di Fernández, García Vargas 2014). Questo
notevole diversificazione, aprendo linee di dal Vesuvio. Si tratta di immagini spesso 1982). Si tratta di studi che, sebbene già specie (taxa) marine senza una adeguata tipo di approccio a longue durée, ci
ricerca mai percorse in precedenza. Una utilizzate, dai tempi di R. Bianchi Bandinelli avviati fra anni settanta e ottanta, purtroppo integrazione e interpretazione di questi dati costringe a rompere barriere psicologiche:
di queste è proprio “l’archeologia della ad oggi, per accompagnare informazioni su non hanno avuto un ampio seguito e sono biologici all’interno dello specifico contesto chi si occupa di archeologia romana deve
pesca” che solo recentemente è divenuta dieta e alimentazione al tempo dei romani, rimasti isolati e limitati a singoli siti specifici archeologico. comunque conoscere anche le ceramiche
oggetto di studi monografici, frutto del desunte dal famoso ricettario tramandatoci della penisola italica, come ben dimostrato Un buon esempio di questa necessità di fenicio-puniche, parimenti gli studiosi
raggiungimento di una fase di maturità della da Apicio (De re coquinaria), o dalle bizzarre in recenti studi di sintesi (Botte 2009). correlare in modo organico dati diversi, e del mondo greco devono “immergersi”
nostra disciplina in cui l’interdisciplinarietà pietanze e prelibatezze descritte nella Cena Tutto ciò fa parte di una dinamica a scala del potenziale di questo modo di procedere, nella conoscenza del mondo iberico e
è l’elemento catalizzatore che permette agli di Trimalcione del Satyricon di Petronio. internazionale, che potremmo definire ci è offerto da quei casi in cui i resti ittici dell’archeologia gallo-romana, mentre gli
studiosi di romanità e di tarda antichità di Ma in Italia, nella pratica quotidiana dello atlantico-mediterranea, per la quale i siti compaiono in associazione ad anfore archeologi che lavorano sulla tarda antichità
intraprendere percorsi scientifici fino ad ora scavo archeologico, quanto spazio trova dediti alla pesca e lavorazione del pescato adibite al trasporto del garum: le specie devono interessarsi anche alla preistoria.
poco praticati. La tematica in questione il ricco panorama alieutico illustrato dalle non sono stati oggetto di attenzione marine identificate dall’archeozoologo ci Indubbiamente si tratta di un approccio
rientra nell’ambito “dell’archeologia della fonti documentarie e iconografiche? preferenziale: sia a causa della loro scarsa testimoniano lo sfruttamento della fauna complesso ma necessario, che richiede
produzione” (Mannoni, Giannichedda 2003), Purtroppo ancora poco, dal momento monumentalità, sia per la complessità ittica locale o si tratta invece di resti dei un lavoro di squadra e interdisciplinare,
in quanto richiede un processo di indagine che l’archeologia della pesca, e i filoni delle operazioni di scavo archeologico e pesci che vivono a centinaia di chilometri di perché altrimenti non è possibile notare
adatto allo studio delle cosiddette catene tematici a essa riconducibili, restano ancora interpretazione dei dati (che richiedono la distanza dal sito di rinvenimento e furono cambiamenti, ibridazioni, fenomeni di
2. Piatto da pesce in ceramica
operative, che vada ad analizzare processi relegati all’ambito di studi molto settoriali compartecipazione di vari specialisti) e allo a figure rosse dagli scavi
quindi importati come pesce sotto sale, acculturazione o di scambio tecnologico,
fra loro concatenati: dall’ottenimento della e “di nicchia”, elaborati da archeozoologi stesso tempo per la quantità di elementi 1980-1981 presso il foro di oppure come garum già pronto? Fino a chiavi di lettura indispensabili per poter
Pompei (Cottica 2019).
materia prima fino alla realizzazione di specializzati in fauna ittica e malacofauna, di mobili e immobili che poi deve essere pochi anni fa, questi temi di ricerca erano interpretare correttamente i dati alieutici.
3. Le fasi del cosiddetto ciclo
prodotti finiti destinati al commercio e alla cui esistono ottimi esempi proprio per l’Italia meticolosamente studiata. Ne consegue alieutico (elaborazione degli monopolizzati dagli “ittioarcheologi”, e Un’ulteriore difficoltà insita nel perseguire
autori).
vendita. (A. Carannante, J. Da Grossi Mazzorin, che, in genere, a meno che la ricerca non hanno prodotto numerosi studi altamente queste linee di ricerca è rappresentata dalla
Temi quali l’importanza della fauna marina, Barbara Wilkens, tra gli altri). Certamente abbia a priori questo specifico orientamento specialistici che purtroppo ponevano natura labile della maggior parte dei dati
del consumo del pescato, dell’interazione non mancano ricercatori che, anticipando tematico, non è consuetudine studiare l’accento quasi esclusivamente su aspetti archeologici indispensabili per ricostruire
uomo-mare e del notevole ruolo delle risorse i tempi, hanno trattato tematiche relative gli aspetti connessi all’archeologia della biologici: questo è un problema che non il paesaggio alieutico antico. Siamo infatti
marine nella dieta delle comunità greche e all’archeologia della pesca con grande pesca e dello sfruttamento delle risorse si pone più nella ricerca contemporanea, davanti a un chiaro esempio di cosiddetta
romane, sono sempre stati presenti negli professionalità, e con attenzione proprio del mare nell’antichità classica. Indagare dove le equipe sono formate da specialisti “archeologia effimera”, sulla quale si sono
studi scientifici grazie alla ricchezza e alla per l’Italia in epoca classica, come si è questo tipo di tematica richiede, come che operano interagendo, all’insegna di un recentemente fatte molte riflessioni, seguite
varietà delle testimonianze in merito fornite verificato, tra gli altri, nel caso degli studi molti archeo-ittiologi hanno messo in approccio interdisciplinare integrato. da interessanti proposte metodologiche
Una difficoltà che si pone quando si per l’epoca classica: dall’archeologia del
intraprendono ricerche di questo tipo, sale a quella del legno (Morillo, Hermanns,
connesse all’archeologia della produzione, Salido 2019). Nel nostro caso, le risorse
è data dalla necessità di adottare una del mare a volte si sono totalmente perse
prospettiva a lungo termine, al fine di a causa dell’estrema acidità del suolo, un
analizzare i cambiamenti tecnologici in fenomeno che può generare una sovrastima
un’ottica diacronica cercando, ad esempio, dell’importanza della malacofauna,
di leggere l’introduzione di nuove tecniche spesso iper-rappresentata negli scavi
come esito di complessi processi culturali archeologici, poiché i gusci di conchiglia
(ad esempio a seguito di contatti stabili fra si conservano più frequentemente nel
Greci e comunità sud-italiche, etc.). A titolo record archeologico. Allo stesso modo, si
1. Particolare del processo di esemplificativo, questo è proprio quanto conservano solo in casi eccezionali le reti da
campionamento dei sedimenti
durante lo scavo 2009 presso sembra essere accaduto nei siti della costa pesca, fatte con materiali deperibili (come
la Bottega del garum a Pompei
(a sinistra) ed esempio dei resti della penisola iberica dove, a partire da IX / lino, canapa e sparto) e giunte fino a noi
ossei recuperati (a destra),
di dimensioni molto ridotte
VIII secolo a.C., la comparsa dei primi ami solo in rari casi (Egitto, Pompei, Ercolano).
(Archivi di scavo: Universidad in bronzo, introdotti dai Fenici, fu seguita da Infine, segnaliamo la difficoltà di poter
de Cádiz - Università
di Ca’ Foscari Venezia). un significativo aumento della presenza di interpretare correttamente la funzionalità

206 207
di un impianto artigianale dedicato alla bivalvi marini presenti nei nostri depositi, e permettere la conservazione del cibo per icona della loro fiorente economia ittica, proposte sull’esistenza di tre fasi storiche
salatura del pesce di epoca romana se quelle indirette, in genere più suggestive ed mesi o anni (Curtis 2001; Thurmond 2006). come accadeva in particolare nella Sicilia della pesca nel Mediterraneo che avrebbe
non si adotta, a priori, una tecnica di scavo esteticamente piacevoli, ovvero i dati forniti Il secondo elemento indispensabile al di V secolo a.C. con le zecche di Akragas, oscillato da una pesca iniziale incentrata sul
micro-spaziale (come se ci si trovasse in dall’iconografia (mosaici, pitture parietali, funzionamento di questi impianti produttivi Solus o Katane. Di contro, la nostra tonno nel II-I secolo a.C., per vedere poi
un contesto paleolitico), necessaria per vasellame di pregio decorato, monete). era il poter disporre di anfore da trasporto, conoscenza archeologica di questa fiorente una seconda fase incentrata sulla pesca
recuperare i resti archeozoologici ancora in Ma gli animali rappresentati corrispondono i “contenitori” per eccellenza dell’antichità: realtà economica è ancora piuttosto limitata dello sgombro durante l’Alto Impero e
situ. Aggiungiamo che in un simile processo alla reale fauna locale / regionale tipica non c’erano cetariae che non avessero e carente, dal momento che mancano arrivare infine alla pesca di piccole specie
di scavo è essenziale avere accanto dei dell’ambiente in cui circolavano questi nelle loro vicinanze delle fornaci (figlinae) ancora dati, ovvero prove archeozoologiche, (clupeidi) a partire dal III secolo e fino alla
restauratori che possano consolidare i resti manufatti? Sappiamo per certo che assai per la produzione delle anfore destinate a relativamente alla pesca di grandi tonni. Un tarda antichità. Tale sequenza sarebbe stata
ittici potenzialmente ancora in connessione spesso non è così: quindi le immagini contenere il surplus finalizzato al commercio esempio di questo contraddittorio quadro determinata dal progressivo esaurimento
anatomica. L’archeologia della pesca devono essere opportunamente interpretate trans-mediterraneo. In Italia il quadro della ci è dato della pesca, finalizzata anche delle risorse ittiche locali (Morales-Muñiz,
è dunque un universo complesso che sulla base del confronto con i dati distribuzione di queste fornaci è purtroppo all’esportazione, del tonno nella Sicilia Roselló-Izquierdo 2016, pp. 36-41, fig. 1.5,
è necessario conoscere bene prima di archeozoologici, al fine di rendere affidabile ancora limitato e incompleto, a differenza di tardo-repubblicana: tuttora quest’attività con sintesi di questa proposta). Pensiamo
intervenire nelle sequenze stratigrafiche anche la lettura e interpretazione del dato quanto avviene invece per altre regioni del economica può essere indagata solo invece che questi modelli corrispondano
alieutiche, il cui scavo e studio richiede la iconografico. Connessa alla precedente è la Mediterraneo (Olcese 2010). indirettamente attraverso lo studio delle più alle carenze della documentazione
precisione di un chirurgo. Fase II: ovvero quella in cui si definiscono le Lo studio della distribuzione della anfore in cui si presume fosse stato archeologica che alla realtà storica, come è
È anche essenziale conoscere bene tecniche di pesca, attraverso lo studio dei produzione ittica accomuna le ultime due trasportato il tonno sotto sale, chiamate stato recentemente dimostrato nello Stretto
la catena operativa del processo che, resti degli strumenti conservati (ami, pesi da fasi del ciclo alieutico (Fasi IV e V). Nella 5. Vista della cetaria di l’allec venivano prodotte a Pompei nel 79 Tubular Amphorae, in assenza di resti ittici di Gibilterra dove, negli impianti di salagione,
Portopalo con resti di scarti
alcuni anni fa, parafrasando Oppiano di rete etc.). Fase IV l’attenzione è rivolta alle merci in di tonno dai livelli ellenistici d.C. al momento dell’eruzione del Vesuvio, all’interno dei depositi archeologici (Botte sardine e acciughe sono documentate
e vasca troncoconica per la
Anazarbo abbiano definito “ciclo alieutico” La terza fase (Fase III) richiede lo studio viaggio, e in quest’ambito della ricerca salagione (cortesia IBAM/CNR
utilizzando ingredienti provenienti in gran 2012). A tal riguardo resta quindi ancora nei livelli di I secolo d.C. assieme ai tonni,
(Bernal, Cottica 2013, 41, fig. 9; Bernal integrato degli spazi produttivi in ​​cui hanno particolare rilevanza i contesti - Universidad de Cádiz). parte da luoghi lontani della penisola valida la segnalazione, fatta anni fa da alcuni come nel caso di Gades, mentre a Baelo
2016): questa può essere suddivisa, a fini venivano lavorate le risorse marine subacquei (La Rocca, Bazzano 2017), italiana, e non dal golfo di Napoli, come studiosi, in merito alla mancanza di prove Claudia il tonno veniva lavorato insieme a
didattici e di gestione delle informazioni, (chiamati impianti per la salagione o perché ci forniscono dati sui prodotti ittici sarebbe stato spontaneo presumere. Nella osteologiche della pesca e lavorazione del clupeidi nelle cetariae tardo-romane (Bernal,
in cinque grandi sezioni o fasi, fra loro cetariae). Un’approfondita conoscenza in un eccezionale stato di conservazione, stessa Pompei è frequente il ritrovamento tonno (Morales-Muñiz 1993): una lacuna Expósito, Díaz 2018). Questi e simili dati
correlate (fig. 3). Queste fasi, che di seguito sia delle strutture produttive, sia degli come illustrato da casi come il relitto di di anfore da salagione provenienti dalla che ancora affligge molti siti dell’area archeologici ci permettono di comprendere
riassumeremo, rientrano in due grandi indicatori archeologici necessari per valutare Grado, di III secolo d.C., o le navi di Pisa Baetica, Dressel 7/11 e Beltrán IIA, come mediterraneo-atlantica, come ad esempio la complessità dell’antica industria peschiera
ambiti operativi, diversi ma strettamente quantitativamente la produzione (dimensioni recentemente musealizzate. Nella Fase V esemplificato nella recente pubblicazione la Mauretania Tingitana (recentemente e, di contro, di verificare la debolezza dei
correlati fra loro e quindi differenziabili: delle vasche, capacità delle anfore in ogni l’attenzione si rivolge invece verso i contesti delle indagini presso la Casa di Arianna Trakadas 2018). La penisola italica in modelli teorici elaborati in gran parte su
l’ambito della produzione (fasi I, II e III) e epoca ...), è essenziale per la ricostruzione di consumo e le evidenze provenienti dai (Ribera et al. 2016, pp. 578-583, figg. generale ci offre un esempio paradigmatico argomenti ex silentio. Il recente progetto
l’ambito della distribuzione e commercio dei dei processi che ivi si dovevano svolgere. mercati ai quali era destinata la produzione 6 e 7). Questi dati quindi ci permettono dello stato delle nostre conoscenze attuali, Archeo-fish (CNR-IBAM - Università di
prodotti finiti. Inoltre è fondamentale ricostruire la ittica. non solo di ricostruire dettagli su dieta e perché nonostante l’importanza delle prove Cadice), avviato nel 2019 per valutare il
Nella prima fase della ricerca è necessario catena operativa connessa agli impianti di Un esempio di come queste varie fasi della alimentazione nella Pompei del 79 d.C. indirette a supporto dello sfruttamento delle problema del tonno siciliano attraverso lo
definire le risorse del mare utilizzate in salagione: infatti questi necessitavano di ricerca siano in realtà strettamente correlate ma rendono anche possibile comprendere risorse della pesca del tonno, costituite studio dei siti di Portopalo e Vendicari, ha
antico (Fase I), rispondendo a domande due elementi senza i quali non era possibile e interdipendenti ci è dato dalle anfore meglio la capacità produttiva di altri siti soprattutto dalle testimonianze offerte dalle rivelato l’importanza dei depositi ittici di
del tipo: cosa si pescava? si pescava con operare a pieno regime: il primo era il sale, da salagione di tipo Dressel 21-22 dalla dell’Impero e il loro range di esportazione. fonti letterarie e iconografiche, non ci sono Thunnus thynnus presso queste comunità
le mani o utilizzando appositi strumenti? l’oro bianco dell’antichità indispensabile per cosiddetta “pila d’anfore” (cfr. infra) della Di seguito forniremo una sintesi degli praticamente resti scheletrici dagli scavi (fig. 5), con importanti prospettive di ricerca
Per rispondere è necessario combinare eseguire i processi di salatura, essiccazione Bottega del garum di Pompei: l’85% di esse studi più recenti sulle varie fasi del ciclo archeologici. a breve e medio termine.
due tipi di prove: quelle dirette, ovvero i e affumicatura, poiché il sale era in grado era di origine calabrese, il 4,9% era stato alieutico nell’Italia romana, e in particolare A questi limiti si può ovviare soltanto In conclusione, resta difficile, a breve
resti archeologici di pesci, gasteropodi o di inibire l’attività batterica e quindi di prodotto nella Sicilia occidentale e solo in Campania, utilizzando principalmente i adottando strategie di scavo e ricerca ben termine, effettuare una valutazione delle
l’8,6% era di manifattura tirrenica (Bernal risultati delle ricerche sul campo. pianificate e a lungo termine (almeno un specie che furono oggetto di pesca e
et al. 2014). Le anfore svuotate prima della decennio), incentrate sull’identificazione e consumo a livello globale e che riteniamo
fatale eruzione del 79 d.C. e accatastate Pesca e sfruttamento delle risorse lo scavo di depositi costieri che potrebbero avessero potuto avere un ruolo nei vari
a testa in giù, sono giunte sino a noi nella del mare nell’Italia romana: un corpus fornire questo tipo di evidenza osteologica i settori della catena alimentare legata
loro collocazione originaria: contenevano in costruzione per il consumo e sfruttamento di grandi allo sfruttamento delle risorse del mare.
ancora residui ittici (acciughe), presentavano È molto difficile proporre una sintesi pesci migratori. L’area del Fretum Di seguito proponiamo un esempio
iscrizioni dipinte (tituli picti) ed erano pronte sulle risorse del mare oggetto di pesca Gaditanum attualmente è uno dei migliori paradigmatico per illustrare il problema
per essere riutilizzate (fig. 4). Le acciughe e consumo in Campania, tanto più in esempi in questo senso, poiché ivi sono in area campana. Insieme alle ben note e
(Engraulis encrasicolus) erano impiegate un’ottica diacronica, operazione che invece stati indagati depositi con resti di tonno pioneristiche opere di D. Reese a Pompei,
nella produzione in loco di salse di pesce, oggi è possibile fare per alcune regioni del dall’età punica (a Gadir, odierna Cadice che rimangono un riferimento inevitabile
come rivelato dall’analisi del contenuto Mediterraneo, specie durante la protostoria, nell’area dell’antico teatro) all’epoca (Reese 2002a e 2002b), a nostro giudizio
ancora presente all’interno dei dolia come ad esempio per la Francia meridionale romana repubblicana (a Baelo Claudia), Ercolano ci fornisce un ottimo esempio per
(recipienti in terracotta di grosse dimensioni) o per l’Iberia in epoca fenicio-punica. La alto imperiale (a Septem Fratres e nella illustrare la varietà della pesca che, anche
presenti nell’edificio in questione che, a un pesca del tonno, senza dubbio il “re del sequenza recentemente indagata presso il in Campania, oltre a quella “industriale”
esame microscopico del loro contenuto, mare”, era una risorsa economica ben cosiddetto “testaccio alieutico” di Gades) includeva la pesca sportiva e quella
4. Anfore Dressel 21-22 in
situ nella “pila di anfore” della hanno dimostrato essere recipienti utilizzati attestata dalle raffigurazioni sulle serie fino al periodo tardo romano (nelle cetariae destinata all’approvvigionamento locale. In
Bottega del garum a Pompei:
questi contenitori recavano
per le varie fasi di preparazione di salse monetali di molte città della penisola italica di Baelo Claudia; per una recente sintesi cfr. questo sito vesuviano si sono potuti studiare
ancora tituli picti sul collo e di pesce liquide e solide (García Vargas che, fin dall’epoca greca, utilizzarono Bernal, Marlasca, Vargas 2019). I nuovi dati in modo esaustivo i detriti e i sedimenti
resti ittici al loro interno
(foto degli autori). et al. 2014). Quindi salse come il garum e specifiche specie di fauna marina come sembrano aver “demistificato” le precedenti provenienti dallo scavo archeologico del

208 209
sistema fognario del cosiddetto Cardo giornaliero di pesce fresco e lavorato in indet.) e granchi (Eriphia verrucosa), come hanno permesso di proporre la possibilità
V della città, sotto l’Insula Orientalis II. una comunità centro-italica, e quindi di si può vedere nella fig. 6. Nonostante la che nell’area dello Stretto di Gibilterra si
Le indagini hanno fornito un’occasione intravedere la notevole complessità che si notevole diversità tassonomica, sei specie praticasse anche la pesca e lavorazione
unica per la conoscenza e lo studio della cela dietro a un’eccessiva semplificazione costituiscono, come indicato dagli autori di cetacei e altri mammiferi marini, dal
dieta quotidiana delle comunità vesuviane di queste tematiche. Ad esempio, l’assenza dello studio, oltre l’83% del totale: Donacilla momento che in alcuni siti di lavorazione
nel terzo quarto del I secolo d.C. Infatti, di abbondanti resti di tonno (ad eccezione cornea, Patella sp. (patella), Mytilaster del pescato sono attestati resti di balene
lo studio archeozoologico e botanico di di alcuni frammenti attribuibili all’Auxis sp. minimus (cozza nana), Pecten jacobeus durante tutto il periodo compreso tra
220 litri di sedimento in una fase iniziale di piccole dimensioni) in questo contesto (cappasanta), Bolinus brandaris (murice l’epoca repubblicana e la tarda antichità,
ha portato all’identificazione di un totale privilegiato di Ercolano non può essere spinoso o murice comune) e Aequipecten come nei casi di Baelo Claudia, Septem
di 194 taxa, risultanti dalla somma di 94 interpretato come risultato di una sua opercularis (canestrello) (Nicholson et o Tamuda (Bernal 2018 a). In Italia la
specie botaniche, 45 specie ittiche, 53 scarsità, o addirittura assenza, nei mercati al. 2018, p. 269, tabella 2). Sul totale situazione sembra simile poiché, sebbene
varietà di molluschi e 2 di uccelli: di tutte vesuviani, se non altro per una questione del numero minimo di individui (NMI), si le balene siano presenti in misura minore a
queste specie 113 erano commestibili e, di metodo: i filetti di tonno arrivavano alle evidenziano un tipo di bivalve, la Donacilla causa di fattori biotici (salinità, temperatura,
dunque, ci restituiscono uno spaccato aree di consumo già disossati. Infatti, come cornea, che raggiunge il 52% del totale (768 etc.), reperti osteologici di cetacei sono
sull’alimentazione nel quotidiano a Ercolano ci testimoniano molti dati archeologici su 1476 MNI) e i Patellidi (17,2% con 254 stati documentati in diversi siti (fig. 7):
(Rowan 2017). Gli ultimi studi hanno poi relativi a indagini presso siti di produzione, MNI); da questi valori si distaccano invece quattro vertebre a Motya/Mozia (600-400
permesso di espandere queste cifre a 70 la lavorazione del tonno avveniva presso un tipo di cozza, il Mytilaster minimus (4,8%, a.C.), un’epifisi vertebrale nel sito etrusco
taxa di pesci, 48 specie malacologiche e 3 la costa e dunque nei siti di consumo la 71 MNI) e alcuni Muricidi come il Bolinus di San Rocchino (400-300 a.C.), denti di
specie di artropodi marini (Nicholson et al. presenza e visibilità del tonno è molto brandaris (2,9%, 42 MNI). Quindi, questo orca nel relitto dell’Isola Lunga nella Sicilia
2018). complessa da identificare e valutare. deposito a Ercolano mostra chiaramente occidentale (300-200 a.C.), un omero di
Le specie ittiche identificate in principio Conformemente ai parametri ecologici, un consumo molto elevato di vari tipi di balena a Porto Torres (0-400 d.C.) e una
erano molteplici: per la loro abbondanza si il registro ittico recuperato dalle indagini bivalvi che monopolizzano il contesto, oltre scapola a Sant’Imbenia (700-800 d.C.).
segnalano gli Sparidi, con diverse specie lungo il Cardo V di Ercolano ha permesso ai patellidi, che provengono dalla raccolta Nonostante si tratti ancora di pochi dati,
rappresentate, fra cui il Pagellus sp. (o di definire due ambienti per l’origine delle a mano di molluschi, e ad alcuni murici. Al tuttavia essi ci illustrano l’interazione uomo-
Pagello) e il Chromis chromis (detto anche risorse: l’area dell’estuario salmastro del contempo, la combinazione di altri elementi cetaceo nell’antichità, evidenziando una
6. Le varie specie di molluschi 7. Mappa con la distribuzione Castagnola). Tuttavia, la gamma di specie è vicino fiume Sarno (presente con solo raramente identificati come cefalopodi, ricci continuità nell’utilizzo di queste risorse già
marini (gasteropodi e bivalvi) dei resti osteologici di cetacei
identificati nello scavo del nei depositi archeologici del molto ampia e va dagli Elasmobranchi (razze 3 taxa) e i fondali marini poco profondi, di mare o granchi, ci mostra che sulle tavole note in epoca preistorica, come attestato
Cardo V a Ercolano (Nicholson Mediterraneo fra neolitico e
et al. 2018, p. 271, fig. 2). tarda antichità (Bernal 2018, e squali), alle anguille (Anguilla anguilla) e ai frequentati sia da specie migratorie come delle classi povere delle città vesuviane si nei livelli neolitici-mesolitici della Grotta
fig. 2)).
gronghi (Conger conger), fino alle pregiate non migratorie e, quindi, disponibili nel consumavano quasi quotidianamente tutti dell’Uzzo in Sicilia (Bernal et al. 2016, pp.
murene (Muraena helena), e varia dai piccoli Golfo di Napoli durante tutto l’anno. In i tipi di molluschi marini. Significativamente 917-98, fig. 1, tabella 1, n. 11-13, 22, 26).
pesci come le sardine (Sardina pilchardus) questo modo è stato possibile dimostrare si segnala una presenza molto limitata delle Particolarmente interessante è il
o le acciughe (Engraulis encrasicholus), l’importanza della pesca e del consumo ostriche che, come sappiamo, costituivano ritrovamento nei livelli punici dell’isola di
a quelli di media taglia come lo sgombro di pesce nella città vesuviana, rigettando una delle prelibatezze più apprezzate, Mozia, nella Sicilia punica nord-occidentale,
(Scomber sp.), il suro o sugarello (Trachurus la teoria, ancora comunemente accettata, forse a causa del loro prezzo elevato in un delle sopra citate vertebre di balena,
trachurus), la menola (Spicara maena), fino a che il pesce fresco non veniva solitamente ambiente con potere d’acquisto ridotto. riutilizzate come incudini in un laboratorio
specie pregiate e molto apprezzate come la consumato dalla popolazione di livello Questo modello di studio, assieme ai dati artigianale per la produzione di porpora:
triglia (Mullus sp.) o il pagro (Pagrus pagrus), medio e basso, come si presume fosse prodotti da A.M. Ciarallo e dal Laboratorio una di esse presentava tracce di una punta
oltre a molte altre. La maggioranza dei quella che risiedeva in questa zona della di Ricerche Applicate a Pompei, illustra di freccia in bronzo (Reese 2005). Sulla
pesci identificati era di dimensioni medio- città di Ercolano (Rowan 2014, 66). la varietà e l’abbondanza delle risorse base di un assodato paradigma per cui le
piccole (15-25 cm) e tuttavia vi erano anche Il contesto sopra brevemente esaminato del mare impiegate nell’alimentazione balene non iniziarono a essere cacciate
Pleuronectiformi (o pesci piatti) e Ciprinidi è uno dei contesti ittici domestici più quotidiana delle città dell’area vesuviana, intenzionalmente prima del Medioevo,
(Nicholson et al. 2018, p. 266). conosciuti nel mondo romano (Rowan dimostrando quanto forte fosse il rapporto queste evidenze sono state interpretate
Inoltre, lo studio tafonomico dettagliato dei 2014, 2017): è sufficiente confrontarlo delle comunità italiche con il mare. Altri correntemente come conseguenza di
resti ittici ha permesso di rilevare schemi con altri casi ben studiati del Mediterraneo dati, provenienti dalle analisi isotopiche animali arenatisi sulla costa. Tuttavia, come
di alterazione nelle ossa dell’orecchio (si occidentale, come la città romana di Baelo e da altri tipi di indagini archeometriche abbiamo già detto, studi recenti tendono,
tratta degli otoliti) a seguito del consumo, Claudia, uno dei siti ispano-romani meglio condotte su resti umani rinvenuti a Pompei, con argomentazioni e dati sempre più
e quindi del passaggio, dei resti stessi nel noti, per valutare correttamente la sua hanno parimenti evidenziato che il consumo consistenti, a considerare l’esistenza di una
tratto digestivo umano, con la conseguente importanza, perché a Baelo sono stati di prodotti marini era maggiore rispetto pesca attiva di cetacei già in epoca antica:
erosione dei loro margini. I dati raccolti rilevati una ventina di pesci e mammiferi a quanto inizialmente previsto, sebbene questa potrebbe aver avuto luogo anche
hanno permesso di verificare il consumo di marini, oltre a 27 taxa malacologici, alcuni ridotto rispetto a quello di carne di animali in acque italiche tra l’epoca punica e l’età
queste risorse secondo tre diverse modalità: crostacei ed echinodermi (Bernal, Expósito, allevati a terra (Craig et al. 2013). romana.
pesce consumato intero, a pezzi (filetti Díaz 2018). A Ercolano in aggiunta alle Insieme al consumo di pesce e molluschi, Non dimentichiamo poi lo sfruttamento
o tranci) e sotto forma di salse di pesce specie ittiche sopra citate, determinate è importante tenere presente l’esistenza bromatologico di altre risorse, come
tipo garum (Rowan 2014, 62-63). Questa attraverso lo studio di circa 2500 resti di altre risorse, poiché le comunità accadde con i crostacei, con i sopra
miriade di informazioni emerse dallo studio ossei, sono stati identificati quasi 50 taxa che abitavano il Mare Nostrum hanno menzionati ricci di mare o cefalopodi, o con
della rete fognaria di Ercolano ci permette di gasteropodi e molluschi marini, oltre ad tradizionalmente sfruttato e consumato le tartarughe: il cosiddetto “altro pescato”
di valutare con maggior cognizione di alcuni resti di cefalopodi (Sepia sp.), ricci di tutto ciò che le coste offrivano loro. che ebbe un ruolo importante anche nella
causa l’importanza e la varietà del consumo mare (Paracentrotus lividus), balani (Sessilia Recenti studi nel Mediterraneo occidentale catena alimentare dell’antichità (García

210 211
8a-b. Strumenti da pesca Vargas 2011). I tipi parlanti emessi da 11. Navis vivaria romana de
dall’ambito vesuviano: Roma (“Fiumicino 5”), con vasca
palamito all’interno di un alcune zecche ci aiutano a caratterizzare centrale per mantenere vivo
cestino da Ercolano, con lenza il pescato (Boetto 2002).
ripiegata ed ami in bronzo (a meglio questo tipo di risorse, ancora
sinistra); graffiti dalla Villa San poco note anche archeozoologicamente
Marco a Stabiae con barche
che utilizzando questo tipo di e ci attestano una gran varietà specie, dai
lenza multipla (a destra)
(foto degli autori). mitili presenti nelle emissioni greche di V
secolo a.C. a Cumae, passando per i polipi
di Siracusa fino ai granchi, emblemi di
Akragas-Agrigentum, oltre a tonni e pesci di
varie specie riprodotti in altre serie monetali.
Oltre alle risorse marine utilizzate in antico
per scopi bromatologici, ce ne sono altre
che rispondevano a esigenze diverse: al
primo posto occorre ricordare la richiesta
di porpora, la famosa tintura rossa
ottenuta dai murici (di solito Hexaplex
trunculus o Bolinus brandaris), che

appaiono abbondantemente in Campania, sia documenta la presenza contestuale di


praticamente in tutti i contesti archeologici migliaia di resti di murici, poiché la quantità
costieri. Tuttavia, affinché si possa verificare necessaria per produrre un grammo di
e affermare che la sua raccolta rispondeva porpora oscilla tra 5000 e 9000 individui,
all’intenzione di produrre il famoso un fatto che implica la formazione di enormi
pigmento rosso-violaceo, ottenuto a partire depositi risultanti dagli scarti (ovvero i gusci)
dalla raccolta della secrezione prodotta da di questa conchiglia. Parimenti è importante
una ghiandola del murice, è necessario che che in questi grossi depositi la maggior
parte dei gusci appartenga a specie
9. Frammento di rete da pesca
utilizzate per la produzione della porpora
da Pompei. Napoli, Museo (in ragione di almeno il 60%, dell’intero
Archeologico Nazionale.
deposito, ma più frequentemente si arriva a
10. Attrezzo in metallo di
epoca tardo romana da percentuali tra l’85-95%). In caso contrario,
Cala Levante a Pantelleria,
associato alla pesca del infatti, saremmo di fronte a depositi
corallo (Tusa 2012). poligenici destinati alla catena alimentare,
dato in genere confermato dal riscontro
di uno schema di frattura controllata del
guscio.
Abbiamo una moltitudine di evidenze
archeologiche relative a impianti per la
produzione di porpora, in particolare nel

212 213
Mar Egeo dell’età del Bronzo, mentre di porpora in epoca ellenistica, romana e Gravisca, Vulci, Cosa, Orbetello, Marsilliana, costituisce un buon esempio del grado
nel Mediterraneo fra le principali aree tardo antica riflette solo una lacuna della Talamone, Roselle, Populonia e Vetulonia, di specializzazione raggiunto da questo
di produzione identificate vi sono le ricerca (Carannante 2014, p. 274): una oltre ai resti rinvenuti nell’Etruria Padana, strumentario.
Insulae Baleares (Alfaro 2016) e lo Stretto mancanza evidente se teniamo conto o nei laghi del Lazio, che, nonostante Le tecniche di pesca che tradizionalmente
di Gibilterra (Cantillo, Bernal, Ramos delle testimonianze dell’importanza che non siano molto abbondanti, attestano sono rappresentate nei mosaici nord-
2014). In Italia ci sono poche prove questo settore produttivo aveva nel Mar comunque il notevole sviluppo di questi africani non sono sempre state in uso
archeologiche dell’esistenza di ateliers per Egeo e, dal lato opposto del Mediterraneo, strumenti in quel periodo (Giulierini 2010). nella totalità dei siti ubicati lungo le coste
la produzione della porpora, nonostante nelle Baleares Insulae e in Hispania. Particolarmente rilevante in questi casi dell’area atlantico-mediterranea, o almeno
ci siano chiari indicatori di quest’attività, Recenti studi stanno rivalutando questa è cercare di trascendere dagli strumenti questo non è al momento dimostrabile.
esemplificati dalle tante testimonianze problematica situazione proprio a partire alle tecniche di pesca, dal momento Nell’area vesuviana sono ben note scene
epigrafiche, come nel caso della nota dagli indicatori tradizionali di quest’attività che molti di questi manufatti possono di pesca con la canna, una tecnica
stele del purpurarius Caius Pupius produttiva (Felici 2018). Di contro essere polifunzionali (un amo può essere attestata da numerosi esempi di pittura
Amicus conservata al Museo di Parma, interessanti avanzamenti sono stati fatti utilizzato per pescare sia con canna sia parietale. Una scoperta eccezionale è
o dal riferimento nella Notitia Dignitatum sull’utilizzo nell’antichità della Pinna nobilis con lenza, dalla costa o dalla barca). Per quella del palamito di Ercolano, trovato
per la produzione del bisso marino (o seta questo motivo l’iconografia in questo caso completamente ripiegato in un cestino
di mare), un prezioso filato, adatto a creare è particolarmente utile: nella cosiddetta ovale, e perfettamente conservatosi in
intrecci dai riflessi d’oro, che il mare ha 15. Dolia con garum in fase 16. Planimetria della Bottega “Tomba della caccia e della pesca” di quanto carbonizzato dalle alte temperature
di preparazione dalla Bottega del garum a Pompei con
regalato all’uomo (Maeder 2017). del garum a Pompei (foto degli la denominazione degli Tarquinia, datata alla fine del VI secolo dell’eruzione del Vesuvio (fig. 8a). Si tratta
autori). ambienti utilizzati durante le a.C., vediamo tre scene che ci confermano di un caso eccezionale, per la cui lettura
attività di scavo (Archivi di
L’attrezzatura da pesca nel centro Italia: scavo: Universidad de Cádiz che, almeno a partire da questo momento, e interpretazione funzionale ci si è avvalsi
- Università di Ca’ Foscari
reperti unici Venezia). si sono sviluppati e convivono diversi di indagini di laboratorio: le radiografie
A lungo si sono utilizzati resti di strumenti sistemi di pesca: con la rete, con tridenti effettuate sul manufatto e il campionamento
da pesca, in particolare ami di bronzo e e con ami e lenze. In Magna Grecia e in delle fibre hanno permesso di identificare
pesi da rete in terracotta rinvenuti presso Sicilia, osserviamo anche un notevole i fili di lino ripiegati e dozzine di piccoli
siti costieri, per illustrare le attività di pesca sviluppo degli strumenti da pesca, come ami di bronzo all’interno del cestino:
che ivi si praticavano. Attualmente esistono attestato dal VI secolo a.C. nella capanna Ercolano dunque è uno dei pochi luoghi
tipologie e crono-tipologie che consentono di Punta Chiarito nell’antica colonia greca nel Mediterraneo in cui è dimostrato l’uso
la classificazione dello strumentario da di Pithecussae a Ischia, dal rinvenimento del palamito (chiamato anche palangaro
pesca (Galili, Rosen, Sharvit 2002; Bernal di molteplici esemplari di ami e pesi o coffa), ovvero della lenza multipla
2010), permettendo anche di formulare da rete (De Caro, Gialanella 2011), per (amphiblestron), una tecnica di pesca
considerazioni sulla cronologia, funzione arrivare ai complessi artigianali dedicati alla composta da decine, o centinaia, di ami
e background tecnologico-culturale dei lavorazione del pescato di età ellenistica attaccati a una lenza, usata ancor oggi.
manufatti oggetto di studio. Questo tipo della Sicilia, dove gli strumenti da pesca I graffiti incisi in una stanza della Villa
12. Le cetariae di epoca 14. Ampulla vitrea da Populonia
preromana e romana ad oggi con rappresentazione dell’esistenza nell’Italia meridionale di un di approccio è oggi progressivamente in bronzo includono ami, forcine (ad San Marco nei pressi di Stabiae, in cui si
note in Italia (rielaborazione di allevamenti di ostriche - procurator baphii Tarentini (Alfaro 2016, adottato da vari studiosi del Mediterraneo estremità biforcuta) per riparare le reti e aghi riconoscono due barche, con le rispettive
di R. Szydlak, sui dati in Botte ostriaria (Harden 1987).
2016, p. 238). 149). nell’antichità ed è particolarmente praticato multifunzionali (Basile 1992, p. 69, fig. 9). ancore, dalle quali sono stati calati dei
13. Planimetria della cetaria In Campania non sono molte le nella penisola iberica, da dove hanno preso A partire dal II secolo a.C., e con palangari (fig. 8b), ci portano a pensare
di Vendicari nella Sicilia
sud-orientale, con vasche testimonianze edite: la produzione l’avvio indagini sistematiche sugli strumenti l’“internazionalizzazione” del Mediterraneo, che questa tecnica di pesca doveva essere
da salagione di forma di porpora è sicuramente attestata a della pesca nell’antichità (Vargas 2017). si verificarono molteplici trasferimenti frequente nell’ambiente campano in epoca
quadrangolare, rettangolare
e circolare (Basile 1992, fig. 4). Cumae, dove è stata identificata grazie Per la penisola italica abbiamo studi tecnologici, risultato dell’espansione romana.
al rinvenimento, nei pressi della necropoli interessanti, che affondano le loro radici romana nell’area ispano-punica. Da Le reti costituivano lo strumento
ellenistico-romana, di un deposito di circa nella pesca etrusca (Giulierini 2010) per questo momento gli strumenti da pesca fondamentale della pesca in età romana.
58 kg di gusci di conchiglie parzialmente approcciare poi in chiave regionale l’epoca appaiono piuttosto standardizzati, sebbene Da un lato vi erano quelle di grandi
frantumati, appartenenti alla specie romana, come nel caso dell’Italia alto- andassero al contempo progressivamente dimensioni utilizzate per la pesca del tonno
Hexaplex trunculus (Alfaro, Fernández tirrenica (Cavallo, Ciampoltrini e Shepherd specializzandosi, come nel caso dei piombi nelle tonnare della costa tirrenica e della
2014, pp. 329 e 334). A questo dobbiamo 1992). È da segnalare anche la proposta progettati per evitare l’aggrovigliarsi delle Sicilia, delle quali però non abbiamo resti.
aggiungere le evidenze dalla già citata di retrodatare all’antichità l’origine dell’uso reti, del tipo di quelli rinvenuti nel relitto di In questo tipo di pesca si dovevano usare
isola di Motya (Reese 2005), che ci ha di recipienti in ceramica per la pesca Yassi Ada (Turchia), datato al VII secolo d.C. reti non fisse, armate durante l’attività di
restituito testimonianze dell’importanza dei cefalopodi (Rendini 1997), di grande (Kuniholm 1982). E ancora, si utilizzavano pesca e tirate dalla costa da più marinai e
di questa attività lungo le coste della interesse ma ancora in attesa di una prova ami quasi esclusivamente di bronzo, sia pescatori, come possiamo osservare nel
penisola italica dall’epoca punica fino archeologica. semplici che doppi, e talvolta incatenati, noto mosaico tunisino di El Alia (García
alla tarda antichità, se aggiungiamo Importanti precedenti etruschi, attestati per consentire la cattura di esemplari di Vargas, Florido 2010). Alcuni studiosi hanno
anche le informazioni sopra citate, fornite a partire dal VII secolo a.C., di arpioni, grandi dimensioni, come squali o orche, proposto l’esistenza nell’antichità di reti
dalla Notitia Dignitatum relativamente tridenti, frecce e ami ci permettono di permettendo la rotazione completa fisse, in considerazione della posizione di
a Taranto. Come molti autori hanno seguire l’evoluzione degli strumenti da dell’attrezzo al fine di evitarne la rottura allineamenti di ancore in alcuni contesti
sottolineato, nel caso della penisola italica pesca in metallo; a questi si uniscono i pesi durante la cattura, come illustrato dal noto sottomarini, che sarebbero state destinate
questo apparente vuoto di testimonianze da rete in terracotta, in pietra o in piombo esemplare dalla villa periurbana di Asciutta, a zavorrare questi dispositivi, come
archeologiche di impianti per la produzione rinvenuti a Veio, Cerveteri, Tarquinia, a sud di Pompei (Stefani 1990, p. 14), che proposto da P. Gianfrotta. Parimenti si deve

214 215
questi attrezzi per la pesca del corallo erano ostriaria (allevamenti di ostriche, fig. 14). In
diffusi in antico (Tusa 2012, p. 250). epoca romana sono attestati vari sistemi di
Infine, fra lo strumentario da pesca utilizzato crescita indotta di molluschi, i più comuni
da piscatores e marinai non dobbiamo dovevano essere i cosiddetti fossi-vivai (ben
dimenticare di includere le barca da pesca: documentati ad Altinum). Prove indirette
oltre alla piccola imbarcazione di VI secolo dell’allevamento dei molluschi possono
a.C. rinvenuta nella piazza Jules-Verne a venire invece dalla presenza di gusci di
Marsiglia con al suo interno rami di corallo, molluschi attaccati a laterizi e altro materiale
dobbiamo ricordare la famosa imbarcazione in terracotta, dal rinvenimento di elementi di
b
denominata “Fiumicino 5”: una navis vivaria collane fatte di ostriche (in genere si trova un
dell’inizio dell’era imperiale (Boetto 2002) guscio con foro passante), o di pali in legno
che illustra l’alto grado di specializzazione di intenzionalmente infissi nel fango: si tratta
queste barche, dotate di una vasca forata di evidenze archeologiche piuttosto comuni
A85 A87
centrale a costante contatto con l’acqua, nei depositi del Mediterraneo occidentale
che doveva contenere al suo interno il (Bernal 2018b).
pescato mantenendolo vivo fino all’arrivo al Oltre alle strutture per l’acquacoltura,
a d porto (fig. 11). sono archeologicamente noti gli impianti
artigianali (cetariae) nei quali venivano
La lavorazione del pescato: tra vivaria trattate e lavorate le risorse del mare e del
e cetariae pescato ai fini della sua conservazione e
c
Nell’Italia della tarda Repubblica i moralisti commercializzazione, anche su larga scala.
imputavano agli esponenti dell’alta società In Italia, ne sono conosciute meno di una
dell’epoca eccessi di ogni tipo, e tra questi ventina (fig. 12), oggetto di studi recenti
vi erano quelli culinari. Vari autori antichi (Botte 2009; 2016). Cetariae erano attive
attribuiscono l’invenzione dell’acquacoltura già in epoca pre-romana, specialmente in
a Sergius Orata (II secolo a.C.) e sappiamo certe aree della Sicilia punica, come Trapani
A64
che molte ville marittimae della costa e Palermo e nelle isole Egadi, e greca (nelle
e
f campana erano dotate di strutture adibite attuali province di Siracusa e Messina),
all’acquacoltura (Laffon 2001). La pratica dove sembra abbiano iniziato a operare
dell’acquacoltura in epoca romana è stata intorno al V secolo a.C. rimanendo in uso
analizzata in dettaglio da vari studiosi, che fino alla tarda antichità (IV o V secolo d.C.),
17. Anfore Dressel 21-22 dalla ricordare l’esistenza di ormeggi scavati nella una bordura che rappresenta un universo e la sua presenza nel Mediterraneo centrale distinguono tra acquacoltura intensiva ed sebbene nella maggior parte dei casi le
Bottega del garum a Pompei,
con resti ittici al loro interno
roccia, di grandi dimensioni, che potevano di risorse marine. Si tratta di una scelta è nota, specialmente in Sardegna (Galasso estensiva, tra vivai costruiti e vivai scavati cronologie dei singoli impianti artigianali non
(Bernal, Cottica 2019, 127, essere stati impiegati per consentire di iconografica probabilmente finalizzata 1997), mentre l’origine di questo manufatto nella roccia (Marzano 2013, pp. 199-233); siano certe, trattandosi spesso di strutture
fig. 5).
legare questi sistemi di reti fisse, come nel anche a stimolare l’appetito dei commensali è ancora oggetto di discussione (Bernal a questi apprestamenti si devono poi portate alla luce nel corso di vecchi scavi,
18. Tituli picti sulle anfore
Dressel 21-22 dalla Bottega caso del sito di Punta delle Formiche, nella nei banchetti allestiti da individui con 2010, 127-129, fig. 8). Recentemente aggiungere stagni e vasche ornamentali che o di siti identificati solo a seguito di indagini
del garum a Pompei, con
abbreviazioni MAL(…) e Sicilia meridionale (Felici 2018, 107-114, alto potere d’acquisto, anticipando, o sono stati individuati reperti attribuibili a decoravano le residenze private. All’interno di superficie. Pertanto, non è possibile
CET(…) (Bernal et al. 2014, 122-137, fig. 82). sottolineando, la raffinatezza delle pietanze questo tipo di strumento: un contesto a di questi vari tipi di vivaria si allevavano stabilire con sicurezza se le datazioni
fig. 4).
Accanto a queste grandi reti per pesci servite assieme a questo vasellame di Levanzo, nell’arcipelago delle Egadi, situato triglie, orate, branzini, murene, ostriche proposte corrispondano all’effettivo periodo
di grosse dimensioni, vi erano reti molto pregio. a una profondità di 90 m, ha restituito un e mitili, come ci testimoniano gli autori di funzionamento degli impianti, o piuttosto
più piccole, utilizzate dalla spiaggia da Anche in Italia la pesca del corallo ebbe un arnese composto da due barre di ferro classici e anche i dati della documentazione alla frequentazione dell’area. Si tratta
singoli o da gruppi di pescatori, che non ruolo significativo e generò una tradizione di forma rettangolare perpendicolari tra archeologica (Higginbotham 1997). Si tratta comunque di un numero davvero esiguo
richiedevano investimenti di capitale, né la artigianale multisecolare, riscontrabile in loro, incastonate in una sfera di metallo e dunque di una pratica tipicamente romana, di evidenze, se consideriamo l’estensione
presenza di grandi barche come accadeva Campania in luoghi come Torre del Greco, con resti di legno, associato a un relitto che occorre tenere sempre a mente della penisola italica e della Sicilia e se
invece per le tonnare. Di queste reti il o lungo le coste della Sicilia, a Sciacca di IV secolo d.C. Invece, a Cala Levante poiché parte del pesce e dei molluschi confrontiamo questi dati con le oltre 250
sito di Pompei ha conservato alcuni resti e Trapani. Sebbene sia poco frequente il nell’isola di Pantelleria è stato recuperato un che rinveniamo nei nostri siti archeologici strutture produttive alieutiche attestate per
carbonizzati, si tratta di sottili maglie di lino, rinvenimento di elementi di gioielleria, o di emisfero in piombo dalla cui parte superiore potrebbe provenire da questa modalità di le altre aree del Mediterraneo occidentale,
le cui luci ridotte ci fanno intuire che erano altra natura, ottenuti dalla lavorazione del partivano bracci ortogonali (fig. 10): questo sfruttamento delle risorse marine. dalla Bretagna francese alle Isole Baleari
destinate alla pesca di sardine, acciughe e corallo, l’utilizzo di questo materiale è noto attrezzo si trovava in associazione con In epoca imperiale ebbero grande fama le e dall’isola di Mogador (nell’Atlantico
altre specie minori dalla costa, o da piccole dalla preistoria ai giorni nostri (Morel, Rondi, ceramiche africane e ceramiche comuni ostriche del Lago Lucrino e Averno, situati marocchino) fino all’isola tunisina di Djerba,
imbarcazioni (fig. 9). Sono poi attestate Ugolini 2000). Le famose pietre rettangolari locali/regionali tardo-romane ed è stato tra le città di Baiae, Puteoli e Cumae: qui con una concentrazione di cetariae specie
tecniche di pesca passiva che prevedevano forate chiamate “croci di Sant’Andrea”, interpretato come parte di uno strumento vi erano installazioni per l’allevamento delle lungo le coste meridionali dell’Hispania e
l’impiego di trappole come le nasse che sono tradizionalmente associate alla pesca per la pesca del corallo di epoca imperiale ostriche costituite da pali in legno, del tutto lungo le coste atlantiche della Mauretania
compaiono su un famoso piatto d’argento del corallo ed erano utilizzate per fissare avanzata (Tusa 2012, pp. 249-250, fig. 19a-b. Tipologia (in basso) simili a quelle che troviamo rappresentate Tingitana (nell’odierno Marocco). I dati
ed esempio di contenuto
di III secolo d.C. conservato al Civico i bracci laterali in legno ai quali venivano 8). Oltre a quelli menzionati, Tusa cita altri (in alto) delle cosiddette su alcune fiaschette vitree (ampullae) di relativi a questi impianti sono accessibili nel
“Pots à garum du Latium”
Museo Archeologico di Milano, insieme appesi dei cestini in rete. Questo strumento reperti simili da Capo Figari in Sardegna (di destinate a contenere salse
possibile manifattura campana, datate fra laboratorio virtuale del progetto RAMPPA
a un tridente e a una scena centrale di era calato dalle imbarcazioni una volta che epoca ellenistica), e altri comparanda dal a base di pesce (Djaoui, fine III e inizi del IV secolo d.C. (Painter (“Red de Excelencia Atlántico-Mediterránea
Piquès, Botte 2014, pp. 176,
pesca con la canna posta all’interno di queste avevano raggiunto il banco corallino Mediterraneo che sembrano dimostrare che fig. 2 e 182, fig. 13). 1975) che raffigurano ostrearum vivaria o del Patrimonio Pesquero en la Antigüedad”

216 217
importanti per una valutazione dell’apporto pompeiano che sappiamo con certezza a base di acciughe; un dolium conteneva nelle tonnare locali (Costantini 2007). Dressel 21-22 dalla già citata Bottega
dell’industria alieutica all’economia romana essere stato adibito alla produzione il prodotto già finito (García Vargas et al. Pertanto, gli esempi selezionati e riassunti di del Garum, ci ha permesso di identificare
globale (Wilson 2006). Non dimentichiamo di derivati del pescato al momento 2014). L’adiacente cucina (ambiente 6), seguito sono quelli sulla cui interpretazione varie abbreviazioni riferibili al prodotto
che mentre nella protostoria il consumo di dell’eruzione che distrusse la città. Non è presente fin da quando l’edificio aveva funzionale si catalizza il consenso dalla contenuto (fig. 18). Mentre in precedenza
tonno salato era limitato alle élite, essendo possibile associare quest’attività a quella funzione abitativa, in questa fase di vita comunità scientifica. Un primo esempio è si era proposto che si trattasse di nomi
beni di pregio, dalla tarda Repubblica si gestita in questo stesso periodo dalla del complesso era probabilmente utilizzata quello delle cosiddette Tubular Amphorae abbreviati di specie di pesci e molluschi,
verificò un tale aumento nella produzione famiglia di Umbricio Scauro, personaggio per accelerare i processi di fermentazione (anfore tubolari) legate al commercio del l’associazione fra dati epigrafici e resti
di salse e salsamenta che ne conseguì pompeiano molto noto per la produzione delle salse, mediante alterazione termica. tonno siciliano sotto sale, presumibilmente archeozoologici sembra ora aprire nuove
un allargamento e democratizzazione e vendita di salse di pesce, sul quale Invece gli spazi situati nella parte anteriore in tranci a causa della notevole larghezza prospettive interpretative, dal momento
del consumo, che si estese a ogni sfera torneremo più tardi. Il complesso in dell’edificio, dove sono state recuperate dell’imboccatura, tra la metà del II e gli inizi che le medesime specie di pesci erano
sociale: dal tavolo dell’imperatore alle basi quesitone è situato nel Vicolo di Castricio, monete e pesi in pietra (pondera), erano del I secolo a.C. (Botte 2012). La mappa contenute in anfore con iscrizioni diverse
militari di stanza ai confini dell’Impero. vicino all’anfiteatro, in una zona di Pompei adibite alla vendita all’ingrosso e al di distribuzione dei rinvenimenti di questo (CE, COP, MAL, SP, come mostrato
Infatti, il consumo di sale è necessario per il dove vi sono vari edifici adibiti ad attività dettaglio di prodotti ittici. A Pompei e tipo di contenitore ci indica i mercati ai nella fig. 18), ed erano forse destinate a
sostentamento e nell’antichità una modalità artigianali, o dediti alla ristorazione; da uno dintorni dovevano trovarsi altri impianti quali erano destinate queste anfore da preparazioni diverse e per questo corredate
di assunzione era proprio attraverso il studio della sua planimetria, e dalla lettura artigianali dedicati alla produzione di salse salagione prodotte nella Sicilia occidentale: di una nomenclatura diversa (Bernal et
consumo di salse di pesce. delle stratigrafie verticali, sappiamo che di pesce, poiché gli studi quantitativi hanno a parte alcuni casi specifici, la gran parte al. 2014, 227-230). Solo la ricerca futura
Inoltre, è stato possibile dimostrare in origine quest’edificio aveva funzione verificato che non era possibile soddisfare di queste anfore alimentò i mercati greci e potrà chiarire i dubbi in merito al contenuto
archeologicamente che la fermentazione del residenziale e fu poi ristrutturato, dopo il la domanda e le necessità dell’intera città medio-orientali, dove i rinvenimenti sono specifico di queste anfore che, di certo,
pesce, un processo enzimatico essenziale terremoto dall’anno 62 d.C., e convertito in con questo singolo complesso; quindi la particolarmente concentrati, sia in termini trasportavano derivati del pescato. Anche
per produrre il garum mediante autolisi, un impianto per la lavorazione e vendita dei ricerca futura potrà riservare molte piacevoli di dispersione che per quantità (Botte in questo caso la distribuzione di queste
nell’Italia romana veniva effettuato anche prodotti del pescato (fig. 16). sorprese. 2012, p. 598, fig. 7). Questa nota relazione anfore si indirizzava sia verso i mercati italici,
20. Emblema a mosaico http://ramppa.uca.es/pelagios). In questi in recipienti di grandi dimensioni detti Alla fase residenziale appartengono spazi tra la Sicilia e l’Oriente dovette sfruttare sia verso il Mediterraneo orientale.
con rappresentazione di
urceus (vasetto) da garum impianti artigianali alieutici si producevano dolia. Il miglior esempio archeologico è come il viridarium e una serie di ambienti Vendita e consumo di prodotti marini il porto di Delos come punto intermedio È poi nota anche una produzione alto
dell’atrium della Casa di Aulus
Umbricius Scaurus nella Regio
due diversi tipi di prodotti: tranci di carne rappresentato dalla cosiddetta Bottega decorati con pitture parietali e pavimenti italici: sfide future di ridistribuzione, per via del potenziale adriatica di anfore per il trasporto e
VII, Insula Occidentalis, salata, chiamati salsamenta, e salse di del Garum a Pompei, un edificio in cui a mosaico. Se nell’ambiente 9 di questa Il ciclo alieutico si chiudeva con la commerciale di questa enclave marittima. commercio di salse liquide, come la muria
12-5 a Pompei (a sinistra)
ed esempio di uno dei tanti pesce, che potevano avere due diverse al momento dell’eruzione del Vesuvio si struttura non si fossero conservati ben distribuzione e la vendita dei prodotti del Un secondo caso, è quello costituito dalle e il liquamen (si tratta di alcuni esemplari di
urcei per salse di pesce
rinvenuti nei siti vesuviani consistenze: liquida, come nel caso del stavano preparando salse di pesce, proprio cinque dolia che ancora contenevano pescato italico e per analizzare questo anfore note come Dressel 21-22, destinate Dressel 6A e 6B, e in particolare anforette
(a destra) famoso garum e della muria, una sorta all’interno di dolia di grandi dimensioni abbondanti resti organici di acciughe tipo di network commerciale è necessario alla vendita del pesce italico tra il I secolo di tipo “Grado I” o “con orlo fascia”),
(foto degli Autori).
di olio di pesce risultante dal processo e di morfologie diverse, probabilmente (Engraulis encrasicolus), e se nello studiare i contenitori che veicolavano le a.C. e il I secolo d.C., secondo una recente che sembrano essere state destinate
di fermentazione del pesce, oppure di reimpiego (fig. 15). Questa particolare spazio 13 non si fosse perfettamente merci in questione e in particolare le anfore, ipotesi proposta sulla base dell’evidenza prevalentemente a rifornire i mercati
semisolida, come nel caso dell’allec, una modalità di preparazione delle salse di conservato in situ un gruppo costituito grandi vasi in ceramica, particolarmente epigrafica (Botte 2009, 120-162), e in regionali, mentre restano isolati e sporadici
pasta di pesce risultante dal processo di pesce, anche all’interno di edifici ben da circa un centinaio di anfore impilate resistenti e quasi indistruttibili e, per seguito comprovata dal rinvenimento presso i rinvenimenti nell’Europa centrale (Carre,
filtraggio dopo la lavorazione del pescato. inseriti nel tessuto urbano e in contenitori su tre file sovrapposte 3 (la cosiddetta questa ragione, molto presentii nei depositi la “pila di anfore” della Bottega del Garum Pesavento, Belotti 2009). Questo gruppo
In Italia troviamo due tipi di cetariae, che normalmente adibiti ad altra funzione (come “pila di anfore”), che recavano ancora archeologici. A titolo esemplificativo a Pompei di resti ittici in associazione a di contenitori dunque ci offre un quadro
si differenziano per il tipo di strutture nel caso dei dolia), è forse il motivo del tracce del loro ultimo contenuto (di analizzeremo brevemente tre esempi, al fine questo tipo di anfora (fig. 17). Indagini diversificato rispetto ai due precedenti, che
impiegate nella produzione di salsamenta e basso numero di attività artigianali dedite tipo alieutico), sarebbe stato difficile di meglio valutare le potenzialità, ma anche archeometriche hanno provato l’esistenza sembravano rispondere a una dinamica
salse di pesce. Vi erano infatti impianti nei alla lavorazione del pesce note in Italia: interpretare quest’edificio come uno le difficoltà e i limiti, di questo approccio di più aree di produzione di Dressel 21-22 commerciale di più complessa portata. Un
quali i processi di salatura e fermentazione infatti qualora non giungano fino a noi i spazio di lavorazione dei derivati del ceramologico. Esamineremo quindi il caso (Sicilia, Calabria meridionale e area centro- caso simile si verifica con i prodotti ittici
venivano effettuati all’interno di vasche resti archeozoologici del pesce lavorato mare. Nel cortile 13 le indagini effettuate delle anfore italiche per il trasporto del tirrenica). Tuttavia, dietro a questo gruppo di venduti in contenitori più piccoli (rispetto agli
scavate nel terreno e rivestite con opus all’interno dei dolia (come invece accade tra 2008 e 2012 hanno portato alla luce pesce italico, quello degli urcei pompeiani di contenitori si cela una maggiore complessità oltre 40-70 kg di prodotto che un’anfora
signinum impermeabilizzante per evitare per il caso Pompei sopra citato), non è una nassa da pesca e noccioli di frutti Umbricius Scaurus e infine i cosiddetti “Pots rispetto a quanto si pensasse in precedenza può invece contenere), realizzati in ceramica
perdite di prodotto. Queste vasche, dette possibile associare questi contenitori, conservati all’interno di anfore riutilizzate, à garum du Latium”, in quanto ci offrono tre e, nonostante i notevoli progressi compiuti comune e destinati al consumo individuale,
di salagione, sono facili da identificare, e la cui effettiva funzionalità resta in molti in un’area dove si lavoravano anche pesci diversi esempi di modalità di distribuzione nell’ultimo decennio, ci sono ancora vari o all’ambito familiare. Da un lato abbiamo
la loro tipologia è normalmente a forma casa indeterminata, a una possibile e molluschi, dei quali si sono recuperati i dei derivati del pesce nei mercati del Mare aspetti da chiarire, sia dal punto di vista una serie di contenitori in ceramica comune
quadrangolare o rettangolare, anche se produzione di salse di pesce. Questa, e resti. La presenza sempre nell’ambiente 13 Nostrum in epoca romana. della loro cronologia, sia per quanto noti come “Pots à garum du Latium”,
sono note vasche a pianta circolare e a simili considerazioni possono aiutarci a di contenitori anforici di diverse tipologie Per quanto riguarda le anfore da trasporto riguarda le aree di manifattura e, dunque, della forma Ostia II, 401, datati tra I secolo
sezione tronco-conica, come nei complessi comprendere, ad esempio, le grandi lacune (anfore vinarie italiche, olearie nord-africane italiche, esiste ancora un importante di provenienza del loro contenuto ittico, a.C. e gli inizi del II secolo d.C., e prodotti
di Portopalo e Vendicari nella Sicilia tuttora presenti nelle mappe di distribuzione e da pesce italiche) testimonia l’utilizzo di divario nella ricerca, o mancanza di come si evince dagli ultimi studi (Bernal, nel Lazio (fig. 19a). Recenti e significativi
sud-orientale (fig. 13). Questo modello si degli impianti di salagione dell’Italia adriatica, questo spazio come luogo di stoccaggio consenso se preferiamo definirlo così, su Cottica 2019). Non dimentichiamo poi che ritrovamenti subacquei ad Arles (una
adatta a tutti gli impianti di conservazione dove non sono noti impianti di lavorazione e trattamento di materie prime diverse. quali tipi di anfore fossero utilizzati per la allo stato attuale delle conoscenze è noto sessantina di esemplari con tituli picti e resti
del pesce della Sicilia e ad alcuni di quelli nonostante i numerosi indicatori indiretti di Al contrario, nel primo cortile dell’edifico commercializzazione del tonno protostorico, con sicurezza un solo atelier (fornace) di di paleocontenuto ittico) hanno permesso di
presenti nel resto della penisola italica, produzione di derivati del pesce presenti (ambiente 9) avveniva la preparazione sia greco che fenicio-punico (Botte 2009, produzione, quello di Alcamo Marina, vicino ristudiare questa produzione, proponendo
come quelli dell’isola del Giglio e di Giannutri proprio in questa regione, e nonostante la effettiva delle salse di pesce, utilizzando pp. 105-116). È il caso di alcune forme a Trapani (Giorgetti, González 2011), che da che si trattasse di razioni destinate
(in provincia di Grosseto). Di queste vasche testimonianza di Cassiodoro (VI secolo d.C.) i dolia per la fermentazione del pesce: lo della tradizione punica delle serie 1, 2, 3, 4 solo non avrebbe potuto certo soddisfare all’equipaggio e facessero dunque parte
è possibile calcolare la capienza e dunque che nelle Variae cita proprio l’esistenza di studio archeologico e archeometrico dei e 7 della tipologia di J. Ramon in Sicilia, o tutta la domanda di packaging dettata dalla della dotazione di bordo (Djaoui, Piquès e
quantificare il volume di prodotto lavorato questo tipo di impianti (“garismatia”). residui ancora conservati ha permesso di dell’anfora Dressel 1 di Albinia sulla costa stessa area palermitana. Botte 2014). Lo studio interdisciplinare dei
durante le varie fasi di attività degli impianti, La Bottega del Garum (edificio I, 12, 8) verificare che i dolia erano adibiti alle diverse tirrenica, che potrebbero essere state Lo studio delle iscrizioni (tituli picti), apposte contenuti è servito anche in questo caso
permettendo quindi di ottenere dati molto a Pompei è, oggi, l’unico complesso fasi del processo di produzione di salse utilizzate per il trasporto del tonno pescato in corsivo in colore rosso sul collo delle per verificare le menzioni riportate nelle

218 219
iscrizioni di questi recipienti che alludono a isolati provenienti da Fos-sur-Mer (Botte italiche. Possiamo quindi presumere che Bibliografia chancas gaditanas: perspectivas desde El lumière de l’archéologie. L’exemple de Rome, J.P. Morel, C. Rondi Costanzo, C. Ugolini,
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e che, grazie anche allo studio di resti ittici e soltanto un urceus rinvenuto a Roma esempio nel famoso mosaico della Casa world: social demand and the exploitation of Boetto 2002 D. Djaoui, G. Piquès, E. Botte, Nouvelles A. Morillo, M.H. Hermanns, J. Salido (a cura di),
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pesci (fig. 19b), sono state interpretate n. 172). Lo studio degli impasti conferma un’aragosta, un gambero, un murice, una Alfaro, Fernández 2014 Frühgeschichtlicher Altertümer 29), Mainz 2002, commerce of salsamenta during Antiquity, Nicholson et al. 2018
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l’atrium della sua ricca dimora nell’Insula Mediterraneo romano, che era invece di pregio. Notevole era anche il sapere Strait of Gibraltar during the Roman Period?, Bologna 2007, pp. 151-156. in Roman Italy, London 1997. Rowan 2014
in The Society for American Archaeology Cottica 2019 Kuniholm 1982 E. Rowan, The fish remains from the Cardo
Occidentalis a Pompei (fig. 20). I riquadri irrilevante. Questa constatazione va di pari tecnologico impiegato per la produzione Archaeological Record. Sea Change? New D. Cottica, Dal frammento al suo significato: P. Kuniholm, The fishing gear, in G.F. Bass, V sewer: new insights into consumption
Directions in Marine Mammal Research, vol. 18, genesi, limiti e potenzialità del progetto di F.H. Van Doorninck Jr. (a cura di), Yassi Ada: A and the fishing economy of Herculaneum, in
a mosaico rappresentano quattro diversi passo con il fatto che ci è giunta un’unica della porpora marina, il famoso pigmento Missoula (Montana) 2018, pp. 15-22. recupero ed edizione dei reperti ceramici Seventh-Century Byzantine Shipwreck, College Fish & Ships. Production and commerce of
Bernal 2018b dagli scavi stratigrafici Impianto Elettrico (I.E.) Station, Texas 1982, pp. 296-310. salsamenta during Antiquity, BIAMA 17, Aix-en-
esemplari di urceus: uno fra questi riporta la menzione del processo di salatura a prodotto sicuramente nella Motya punica D. Bernal-Casasola, Arqueología de la 1980-1981 presso il Foro di Pompei, in D. La Rocca, Bazzano 2017 Provence 2014, pp. 61-73.
acuicultura en Hispania. Problemas y Bernal Casasola, D. Cottica (a cura di), Scambi R. La Rocca, C. Bazzano, Il commercio dei Rowan 2017
famosa iscrizione “Garum Scombri Scauri Pompei, citato da Plinio il Vecchio nella sua e nelle Cumae romana e di certo anche in reflexiones, in Las cetariae de Ivlia Tradvcta. e commerci in area vesuviana: i dati delle anfore prodotti del pescato. Evidenze siciliane da Isola E. Rowan, Bioarchaeological preservation
- Ex officina Scauri”, allusiva non solo al Naturalis historia: “Laudantur et Clazomenae altre aree, ancora scarsamente indagate. Resultados de las excavaciones arqueológicas dai saggi stratigrafici I.E. (Impianto Elettrico) delle Femmine (Palermo), in L’exploitation des and non-elite diet in the Bay of Naples: An
en la calle San Nicolás de Algeciras 1980-81 nel Foro di Pompei, Oxford 2019, ressources maritimes de l’Antiquité. Activités analysis of the food remains from the Cardo V
garum ottenuto dallo sgombro ma anche garo Pompeiaque et Leptis, sicut Muria Le ostriche del lago Averno e Lucrino erano (2001‑2006), Cádiz 2018, pp. 375 - 396. pp. 7-15. productives et organisation des territoires, sewer at the Roman site of Herculaneum, in
Bernal, Cottica 2013 Craig et al. 2013 Antibes 2017, pp. 159-176. “Environmental Archaeology”, 22:3, 2017, pp.
alla modalità della sua preparazione, ovvero Antipolis ac Thurii, iam, vero et Delmatia” molto popolari a Roma e fuori dall’Italia e le D. Bernal-Casasola, D. Cottica, Il progetto O. Craig, L. Bondioli, L. Fattore, T. Higham, Laffon 2001 318-336.
“Dalla pesca al garum: lo sfruttamento delle R. Hedges, Evaluating marine diets through X. Lafon, Villa Maritima. Recherches sur les Stefani 1990
“alla maniera” (o “seguendo la ricetta”) (XXXI, 94). Si trattava dunque di un’attività pratiche dell’acquacoltura e dell’ostricoltura risorse del mare nell’area vesuviana (2008- radiocarbon dating and stable isotope analysis villas litorales de l’Italie romaine, Bibliothéque G. Stefani, Guida all’Antiquarium di Boscoreale:
2012)”. Una collaborazione italo-spagnola, in of victims of the AD 79 eruption of Vesuvius, des Écoles Françaises d’Athénes et de Rome Uomo e ambiente nel territorio
di Scauro e nel “laboratorio artigianale di peschiero-conserviera a carattere regionale. erano imitate nelle province dell’impero. Ebusus y Pompeya. Testimonios monetales de in “American Journal of Anthropology”, 152, 307, Roma 2001. Vesuviano, Boscoreale 1990.
una relación, Cádiz 2013, pp. 29-60. 2013, pp. 345-352. Maeder 2017 Thurmond 2006
proprietà di Scauro”. Queste specifiche Non possiamo dire lo stesso invece delle Questi scenari alieutici sono ancora poco Bernal, Cottica 2017 Curtis 1979 F. Maeder, La soie marine et son histoire: D.L. Thurmond, A handbook of Food
dovevano confermare l’autenticità del tonnare e dei tonni pescati nel Sud Italia conosciuti dalla ricerca specializzata ma D. Bernal-Casasola, D. Cottica, Produzione R.I. Curtis, The Garum Shop of Pompeii (I, un produit textile de la Méditerranée, in Processing in Classical Rome, Brill, Leiden
e vendita di pesce sotto sale e suoi derivati 12, 8), in “Cronache Pompeiane”, 5, 1979, L’exploitation des ressources maritimes de 2006.
prodotto, che forse veniva imitato da altri e, soprattutto, in Sicilia, lavorati su larga rappresentano un grande potenziale per a Pompei nel 79 d.C.: le evidenze dalla pp. 5-23. l’Antiquité. Activités productives et organisation Trakadas 2018
cosiddetta Bottega del garum (I, 12, 8), in Curtis 1988-1989 des territoires, pp. 71-88, Antibes 2017. A. Trakadas, In Mauretania maritimis, Marine
salsamentarii attivi in area vesuviana (Curtis scala ed esportati in quantità verso oriente: il futuro, se verranno indagati applicando L’exploitation des ressources maritimes de R.I. Curtis, A. Umbricius Scaurus of Pompeii, Mannoni, Giannichedda 2003 resource exploitation in a Roman North African
l’Antiquité. Activités productives et organisation in Studia Pompeiana et Classica in Honor of T. Mannoni, E. Giannichedda, Archeologia della province, Geographica Historica 40, Franz
1988-1989; 1991, pp. 91-96). un tema ancora poco esplorato che i necessari approcci e filtri metodologici des territoires, Antibes 2017, pp. 235-251. Wilhelmina F. Jasemski, New York 1988-1989, produzione, Roma 2003. Steiner Verlag, Stuttgart 2018.
Bernal, Cottica 2019 pp. 19-49. Marzano 2013 Tusa 2012
Gli urcei presentano dimensioni variabili sicuramente nei prossimi anni, e per mano e cronologici di longue durée, all’insegna D. Bernal-Casasola, D. Cottica, Pescado itálico Curtis 1991 A. Marzano, Harvesting the sea. The S. Tusa, L’ingegno di Cala Levante e la raccolta
en el Impianto Elettrico. Reflexiones sobre la R.I. Curtis, Garum and salsamenta. Production exploitation of Marine Resources in the Roman del corallo, in L. Abelli, Archeologia subacquea
e spesso ancora recano iscrizioni dipinte dell’archeologia biomolecolare, ci darà molte dell’interdisciplinarietà dell’indagine filiación de las ánforas Dr. 21-22, in Scambi e and commerce in materia medica, Leiden Mediterranean, Oxford Studies on the Roman a Pantelleria. “…de Cossurensibus et Poenis
commerci in area vesuviana i dati delle anfore 1991. Economy, Oxford 2013. navalem egit…”, Ante Quem, series maior 3,
che di solito menzionano il garum, a volte e gradite sorprese. archeologica. Negli ultimi decenni la ricerca dai saggi stratigrafici I.E. (Impianto Elettrico) Curtis 2001 Morales-Muñiz 1993 Bolonia 2012, pp. 245-252.
accompagnato dall’aggettivo castum (forse Al contempo, gli esempi di studio ha compiuto molti progressi, ma resta 1980-81 nel Foro di Pompei, Roman and Late R.I. Curtis, Ancient food technology, Leiden A. Morales-Muñiz, Where are the tunas? Vargas 2017
Antique Mediterranean Pottery 14, Oxford 2001. Ancient Iberian fishing industries from an J.M. Vargas Girón, El instrumental pesquero en
preparato per la comunità giudaica), ma interdisciplinare effettuati sul sistema fognario ancora molto da fare in alcune aree, come 2019, pp. 117-143. De Caro, Gialanella 2011 archaeozoological perspective, in Skeletons Hispania: estado de la cuestión y perspectivas,
Bernal, Expósito, Díaz 2018 S. De Caro, C. Gialanella, Die Siedlung von in her cupboard, Festschrift for Juliet Clutton- in L’exploitation des ressources maritimes de
sono nominati anche il liquamen, la muria, del Cardo V di Ercolano, o nella Bottega del la penisola italica, che convivevano con il D. Bernal-Casasola, J.A. Expósito, J.J. Díaz, Punta Chiarito auf Ischia (Pithekoussai), in H. Brock, Oxford 1993, pp. 135-141 l’Antiquité. Activités productives et organisation
The Baelo Claudia Paradigm: The Exploitation Meller, J.A. Dickmann (a cura di), Pompeji- Morales-Muñiz, Roselló-Izquierdo 2016 des territoires, Antibes 2017, pp. 119-137.
l’allec. Questo tipo di contenitore era Garum di Pompei, illustrano magistralmente, mare quotidianamente, da questo bagnate of Marine Resources in Roman Cetariae, in Nola-Herculaneum. Katastrophen am Vesuv, A. Morales-Muñiz, E. Roselló-Izquierdo, Fishing Wilson 2006
“Journal of Maritime Archaeology”, 13, issue 3, München 2011, pp. 67-72. in Mediterranean prehistory: an archaeo- A. Wilson, Fishy business: Roman exploitation
destinato al commercio regionale nell’area a nostro avviso, l’importanza dell’utilizzo a sud, a est e a ovest. 2018, pp. 1-23. De Grossi Mazzorin 2000 ichthyological overview, in The Inland seas. of marine resources, in “Journal of Roman
Bernal, Marlasca, Vargas 2019 J. De Grossi Mazzorin, État de nos Towards an ecohistory of the Mediterranean Archaeology”, 19, 2, 2006, pp. 525-537.
campana, da dove proviene il 99% di questi delle risorse marine nella vita quotidiana D. Bernal-Casasola, R. Marlasca, J.M. Vargas, connaissances concernant le traitement et la and the Black Sea, Stuttgart 2016, pp. 23-56.
urcei, ai quali si aggiungono alcuni esemplari delle comunità vesuviane, e per estensione Atunes en salazón y en conserva en las consommation du poisson dans l’Antiquité, à la Morel, Rondi, Ugolini 2000

220 221
THALASSA con il patrocinio di REGIONE SICILIANA - Segreteria scientifica TEICHOS. SERVIZI Ringraziamenti Soprintendente Soprintendenza Credits
MERAVIGLIE SOMMERSE Ministero dell’Ambiente e della ASSESSORATO DEI BENI e tecnico-organizzativa E TECNOLOGIE PER Luigi La Rocca, Soprintendente archeologia belle arti e paesaggio Archivio Internazionale di Studi Liguri,
DAL MEDITERRANEO Tutela del Territorio e del Mare CULTURALI E DELL’IDENTITÀ Valentina Cosentino L’ARCHEOLOGIA della Soprintendenza Archeologia, per la città metropolitana di Genova Teichos, Salvo Emma
SICILIANA Belle Arti e Paesaggio per il comune e le province di Imperia, La Spezia Next Geosolutions, Claudio Ripa,
Napoli, Museo Archeologico Regione Campania Ufficio Comunicazione Curatela di Napoli; Fabio Pagano, Direttore e Savona; Enrica Pagella, Direttore Soprintendenza del Mare
Nazionale Presidente della Regione Antonella Carlo Salvatore Agizza Parco Archeologico dei Campi Musei Reali di Torino; Giorgio Ettore Sergio Coppola
12 dicembre 2019 - 9 marzo 2020 Comune di Napoli Siciliana – Assessore ad interim Assistenza alla curatela Flegrei; Pierfrancesco Talamo, Parco Careddu, Musei Reali di Torino;
dei Beni Culturali e dell’Identità Portavoce della Direzione Diana Joyce de Falco Archeologico dei Campi Flegrei; Gabriella Pantò, Musei Reali di Referenze fotografiche
Autorità di Sistema Portuale del Mar Siciliana Francesca De Lucia Arianna Vernillo, Parco Archeologico Torino; Carmelo Di Nicuolo, Scuola della mostra
a cura di Tirreno centrale (Napoli-Salerno- Nello Musumeci Progettazione Multimediale dei Campi Flegrei; Teresa Archeologica Italiana di Atene; Archivio fotografico MANN
Paolo Giulierini, Salvatore Agizza Castellammare di Stabia) Federico Baciocchi Cinquantaquattro, Soprintendente Andrea Camilli, Soprintendenza Archivio Istituto Internazionale
(Teichos. Servizi e Tecnologie per Dirigente Generale del Prestatori della Soprintendenza Archeologia, Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Studi Liguri
l’Archeologia), Luigi Fozzati, Valeria Università degli Studi di Salerno Dipartimento dei Beni Culturali e Museo Archeologico di Atene Pregio Scenotecnica Belle Arti e Paesaggio per l’area per le Provincie di Pisa e Livorno; Salvatore Agizza
Li Vigni, Sebastiano Tusa † dell’Identità Siciliana Soprintendenza Archeologia, Belle Arti Giovanni Bardi metropolitana di Napoli; Mario Valeria Li Vigni, Soprintendenza Teichos
Sergio Alessandro e Paesaggio della Basilicata; Museo Ilaria Nomato Cesarano, Soprintendenza del Mare; Caterina Greco, Museo Salvo Emma
Progetto scientifico mostra Archeologico di Reggio Calabria; Dino Venditti Archeologia, Belle Arti e Paesaggio archeologico Antonino Salinas; Nuova Avioriprese
Teichos. Servizi e Tecnologie Capo di Gabinetto Soprintendenza Archeologia, Belle Arti Francesca Torricella per l’area metropolitana di Napoli; Luigi Maria Gattuso, Parco Next Geosolutions
Promotori per l’Archeologia Giovanni Angileri e Paesaggio per l’area metropolitana di Pierpaolo La Camera Filippo Demma, Soprintendenza Archeologico di Gela; Rosario Claudio Ripa
Napoli; Parco Archeologico dei Campi Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Vilardo, Parco Archeologico delle Soprintendenza del Mare della Regione
Consulenze scientifiche Capo della Segreteria Flegrei; Soprintendenza Archeologia, Unterwelt: per l’area metropolitana di Isole Eolie; Giovanni Di Stefano, Siciliana
Fabrizio Antonioli Particolare Belle Arti e Paesaggio per le province di lavorazione controllo numerico, Napoli; Marialuisa Tardugno, Parco Archeologico Kamarina e Soprintendenza Archeologia,
Marco Anzidei Carmelo Briguglio Salerno e Avellino; Parco Archeologico di programmazione, automazione Soprintendenza Archeologia, Cava d’Ispica; Calogero Rizzuto, Belle Arti e Paesaggio
Pietro Aucelli Ercolano; Parco Archeologico di Paestum; apparati di videoproiezione Belle Arti e Paesaggio per l’area Parco Archeologico Siracusa, per l’area metropolitana di Napoli
Darío Bernal-Casasola Ufficio di diretta collaborazione Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Sergio Sulbrizi metropolitana di Napoli; Anna Eloro e Villa del Tellaro; Salvatore Global Underwater Explorers,
Giulia Boetto dell’Assessore Arti e Paesaggio di Roma – Museo etrusco Antonio Ianiero Imponente, Direttore Polo museale Gueli, Parco Archeologico Tindari; Richard Lundgren
Francesco Carrera Salvo Emma di Villa Giulia; Parco Archeologico di Ostia Marco Sangiorgio della Campania; Francesca Francesca Spatafora, Regione Foto © Luigi Spina / Museo
Francesco Coppola Roberto La Rocca Antica; Soprintendenza Archeologia, Belle Arti Gaetano Saurio Casule, Soprintendente della Siciliana - Parco Archeologico di Archeologico Nazionale di Napoli
Daniela Cottica e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, Soprintendenza Archeologia, belle Himera, Solunto e Iato; Roberto
Antonio De Simone Servizio Valorizzazione e Provincia di Viterbo e L’Etruria Meridionale; Grapevine srls arti e paesaggio per le province di Garufi, Direttore Museo regionale di Si ringraziano inoltre
Regione siciliana
Rubens D’Oriano promozione del patrimonio Museo diffuso di Lanuvio; Polo Museale della progettazione, organizzazione e Salerno e Avellino; Maria Tommasina Trapani “Agostino Pepoli”; Rosalba Armando Carola, Sandro Carotenuto,
Pamela Gambogi culturale pubblico e privato Sardegna; Soprintendenza Archeologia, Belle ricerca Granese, Soprintendenza Panvini, Soprintendenza per i beni Luca Mocchegiani Carpano, Carlo
Daniela Gandolfi Maria Maddalena De Luca Arti e Paesaggio per le province di Sassari Ilaria Nomato Archeologia, belle arti e paesaggio culturali ed ambientali – Catania; Leggieri, Alessandra Merra, Claudio
Gabriella Gasperetti e Nuoro; Soprintendenza Archeologia, Belle per le province di Salerno e Avellino; Gabriella Bellanca, Soprintendente Ripa, Valentina Ripa, Giuliana Sarà,
Daniela Giampaola Arti e Paesaggio per la città metropolitana Grafica mappe Francesco Sirano, Direttore del della Soprintendenza ai Beni Giovanna Pacilio, Marcello Lo Cascio,
Giusi Grimaudo MUSEO ARCHEOLOGICO di Cagliari e le province di Oristano e Andrea Biagioni Parco Archeologico di Ercolano; Culturali di Palermo; Michele Giovanna Pacilio, Mario Petrillo, Mario
Massimiliano Marazzi NAZIONALE DI NAPOLI Sud Sardegna; Musei Reali di Torino; Marina Caso, Parco Archeologico Benfari, Soprintendente della Rosiello, Floriana Miele, Giorgio Albano,
Giuseppe Mastronuzzi Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Direzione artistica, animazioni e di Ercolano; Gabriel Zuchtriegel, Soprintendenza Beni Culturali e Mariolina Amodeo, Ruggiero Ferrajoli,
Salvatore Medaglia Direttore Paesaggio per la città metropolitana di Genova progettazione apparati Direttore Parco Archeologico Ambientali di Agrigento; Francesco Pietro Selvaggio, Floriana Agneto,
Claudio Mocchegiani Carpano † Paolo Giulierini e le province di Imperia, La Spezia e Savona; Federico Baciocchi di Paestum; Daniele Rossetti, Gullotta, Direttore Museo Civico Flavia Sorrentino, Martina Cantiani
Umberto Pappalardo Museo archeologico del territorio di Populonia; Parco Archeologico di Paestum; Castello Ursino, Comune di Catania;
Carla Pepe Segretario Amministrativo Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Montaggio video, Daniela Porro, Soprintendente Famiglia Veneroso - Sciacca; Editore
Marco Rendeli Stefania Saviano Paesaggio per le province di Pisa e Livorno; postproduzione della Soprintendenza Speciale Antonio Ricci, Ufficio Circondariale Electa
Michele Scafuro Regione Siciliana - Soprintendenza del Mare; Federico Baciocchi, Filippo Archeologia, Belle Arti e Marittimo di Capri; Vincenzo Vitiello,
Simon Luca Trigona Segreteria del Direttore Regione Siciliana - Museo archeologico Dykranos Paesaggio di Roma – Museo Ufficio Circondariale Marittimo di
Chiara Zazzaro Patrizia Cilenti Antonino Salinas; Regione Siciliana - Parco etrusco di Villa Giulia; Mariarosaria Capri
Archeologico di Gela; Regione Siciliana - Immaginario, Radica film, Barbera Parco Archeologico
Ufficio Mostre Parco Archeologico delle Isole Eolie; Regione Riprese video, backstage di Ostia Antica; Francesco Si ringraziano
Paola Rubino De Ritis Siciliana - Parco Archeologico Kamarina Beatrice Nalin Canestrini, Soprintendente della Coelmo srl; ETT srl; Gambero
Laura Forte e Cava d’Ispica; Regione Siciliana - Parco Soprintendenza Archeologia, Belle Rosso Città del Gusto; Nauticsud
Marialucia Giacco Archeologico Siracusa; Regione Siciliana - Ambientazioni sonore Arti e Paesaggio della Basilicata; e Mostra d’Oltremare; Next
Parco Archeologico Tindari; Regione Siciliana - e sound design Francesco Tarlano, Soprintendenza Geosolutions; Snav; Unicocampania
Ufficio Tecnico Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato; Furio Valitutti Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
Amanda Piezzo Regione Siciliana - Soprintendenza ai Beni Costanza Savarese della Basilicata
Marinella Parente Culturali di Palermo; Museo Civico Castello
Ursino di Catania; Famiglia Veneroso - Sciacca Produzione video e materiali Chiara Delpino, Soprintendenza
Ufficio Gare e contratti multimediali archeologia belle arti e paesaggio
Luigi Di Caprio Progetto di allestimento Teichos srl per le province di Frosinone, Latina
Cherubino Gambardella Salvatore Agizza e Rieti; Carmelo Malacrino, Direttore
Ufficio Protocollo Simona Ottieri Federico Baciocchi del Museo Archeologico Nazionale
Luigi Roberto Di Muro Teche RAI di Reggio Calabria; Maurizio
Progettazione Multimediale Centro Studi Subacquei Napoli Cannatà, Museo Archeologico
Servizi Educativi, Ricerca Federico Baciocchi Nazionale di Reggio Calabria; Luca
e Promozione Hanno collaborato: Di Franco, Museo Archeologico
Lucia Emilio Realizzazione dell’allestimento Francesco Coppola, Maria Serio Nazionale di Reggio Calabria;
Omnia Restauri Mariateresa Perna, Marco Paone Roberto Concas, Direttore Museo
Archivio Fotografico Antonia Mastromo, Rossella Archeologico Nazionale di Cagliari;
Laura Forte Trasporti Panarella, Oriana Cerbone Maura Picciau, Soprintendente
Montenovi srl Isabella Volpe, Lorenzo La Rocca della Soprintendenza Archeologia,
Archivio Storico Dario D’Onofrio Belle Arti e Paesaggio per la
Andrea Milanese Assicurazione città metropolitana di Cagliari
AXA XL e le province di Oristano
Biblioteca Grafica e Sud Sardegna; Bruno
Michele Antonio Iacobellis Sintesi Studio Billeci, Soprintendente della
Soprintendenza Archeologia, Belle
Laboratorio di restauro Traduzioni Arti e Paesaggio per le Province di
Antonio Scognamiglio Colum Fordham Sassari e Nuoro; Vincenzo Tinè,
DESIGN In copertina: P. 233 Nereide su tritone dalla Villa di Posillipo, © Musei Vaticani
Francesca Pavese Atlante Farnese. Napoli. Museo Archeologico nell’allestimento della mostra (foto N. Meluziis). © Roma, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Nazionale. / Musei Capitolini
IMPAGINAZIONE P. 255 L’allestimento della mostra © The Trustees of the British Museum, London
Giorgia Dalla Pietà P. 2 Testa del filosofo di Porticello. Reggio Calabria, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli Archivio C. Ripa
Museo Archeologico Nazionale. (foto M. Ferrara) Archivio CCJ, AMU – CNRS
COORDINAMENTO Archivio Centro Studi Subacquei Napoli
REDAZIONALE P. 4 L’Atlante Farnese nell’allestimento P. 271 Minisottomarino Remora 2000 (Progetto Archivio F. Avilia
Roberto Spadea della mostra (foto M. Ferrara) Archeomar). Archivio Istituto Internazionale di Studi Liguri/CSAS,
Bordighera
P. 5 Testa del Sele. Paestum, Museo Archeologico P. 281 Cherubino Gambardella, Studio per Archivio Polizia di Stato
Nazionale. l’allestimento della mostra. Archivio Università Ca’ Foscari, Venezia
British Library, Londra
P. 18 Coppa in ossidiana. Napoli, Museo PP. 296-287 Louterion dal relitto Panarea III Chicago Art Institute
Archeologico Nazionale. (Soprintendenza del Mare, foto E. Salvo). Getty Museum, Los Angeles
Institute of Nautical Archaeology
P. 23 Vista dall’alto dei resti archeologici sommersi Ministero della Difesa / Istituto Idrografico
del Portus Julius, nel Parco archeologico sommerso REFERENZE FOTOGRAFICHE della Marina Militare
di Baia (foto Teichos). Musée du Louvre / RMN
Su concessione del Ministero per i beni e le attività Museo Archeologico dell’Istria, Pola
P. 35 Nino Lamboglia a bordo dell’Artiglio II, culturali e per il turismo: Museo Archeologico di Olbia
febbraio 1950 (Bordighera, Archivio Fotografico Museo Archeologico di Pithecusae, Lacco Ameno Museo Civico Giovanni Marongiu, Cabras
IISL/CSAS). Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna Museo della Casa Rossa, Anacapri
Museo Archeologico- Nazionale di Egina Museo della Ceramica di Raito di Vietri
P. 51 Statua di Antonia Minore dal Ninfeo di Punta Museo Archeologico Nazionale di Firenze sul Mare
Epitaffio (Archivio fotografico Mann). Museo Archeologico Nazionale di Paestum Museo delle Navi Antiche di Pisa
Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Museo Navale di Imperia
P. 127 Sezione navale del Museo della scienza e Museo Archeologico Nazionale e Area Archeologica National Archaeological Museum, Athens
della tecnica di Monaco di Baviera. di Sperlonga Regione Siciliana - Assessorato dei Beni Culturali e
Museo Archeologico Nazionale, Napoli dell’Identità Siciliana / Soprintendenza del Mare
P. 139 Cratere. Napoli, Museo Archeologico Museo Archeologico Territoriale della penisola Staatlichen Antikensammlungen München
Nazionale. sorrentina “Georges Vallet” Teichos. Servizi e Tecnologie per l’Archeologia
Museo e Real Bosco di Capodimonte Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano
P. 171 Il relitto delle Tegole, La Maddalena (foto Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Polizia di Stato). Museo Nazionale Romano
Parco Archeologico dei Campi Flegrei Si ringraziano gli autori per aver fornito le immagini
P. 205 Il relitto Panarea I, ripreso dal sommergibile Polo Museale della Campania autorizzandone la pubblicazione
UBoat Worx (Soprintendenza del Mare). Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
della Basilicata L’editore è a disposizione degli aventi diritto per
P. 223 Ricostruzione della cabina di bordo Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio quanto riguarda eventuali fonti iconografiche non
con il focolare del relitto bizantino di Yassi Ada (da per il comune di Napoli identificate
Pomey 1997). Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per l’area metropolitana di Napoli

© Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo


MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli

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