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Autorizzazione.

Diritto amministrativo
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Autorizzazione. Diritto amministrativo

L’autorizzazione è una tipologia di atto amministrativo discrezionale con cui un’autorità


rimuove i limiti che, per motivi di pubblico interesse, sono posti in via generale ed
astratta dalla legge all’esercizio di una preesistente situazione giuridica soggettiva. A
differenza della concessione, l’autorizzazione non attribuisce nuovi diritti ma permette
l’esercizio di un diritto già esistente.

Lo svolgimento di talune attività private è subordinato al rilascio di un’autorizzazione


ossia di un atto positivo di accertamento, con cui l’amministrazione verifica la
compatibilità di tali attività con un determinato interesse pubblico (come la tutela del
paesaggio e l’assetto del territorio, la sicurezza dei cittadini, l’incolumità pubblica ecc.).
L’autorizzazione segue dunque la richiesta del privato di poter esplicare un diritto
rientrante nella propria situazione giuridica (per es., la costruzione o la ristrutturazione di
un immobile, la guida di un autoveicolo o motoveicolo, il possesso di un’arma ecc.).

A partire dagli anni 1990, sotto l’influenza della politica di liberalizzazione del diritto
europeo, si è avvertita l’esigenza di introdurre forme semplificate di controllo da parte
della pubblica amministrazione. In alternativa all’autorizzazione, la l. n. 241/1990 (art.
19, modificato dalla l. n. 80/2005) ha quindi esteso la possibilità di avvalersi della
Denuncia di Inizio di Attività (DIA), già in uso nel settore edilizio, in base alla quale il
privato comunica all’autorità competente, mediante autocertificazioni, l’avvio di una
determinata attività (per il regime attualmente in vigore, si rinvia alla voce Segnalazione
certificata di inizio attività che ha sostituito l’istituto della DIA).

Per tutelare il privato dall’inerzia dell’amministrazione, l’articolo 20 della medesima


legge (modificato anch’esso dalla l. n. 80/2005) ha previsto l’applicazione della
disciplina del silenzio-assenso come regola nei procedimenti a istanza di parte. In questi
casi il silenzio dell’amministrazione competente equivale all’accoglimento della
domanda, senza la necessità di ulteriori istanze o diffide se, la medesima
amministrazione, non comunica il provvedimento di diniego entro i termini di legge (art.
2, co. 2 e 3), oppure non indice la conferenza di servizi entro i 30 giorni successivi. La
regola del silenzio-assenso prevede tuttavia alcune importanti eccezioni (procedimenti
riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico o l’ambiente), in cui il silenzio
dell’amministrazione va qualificato come silenzio-inadempimento (su cui silenzio della
pubblica amministrazione).

In linea con la politica di semplificazione degli strumenti di controllo sulle attività


private, l’art. 20 della l. n. 59/1997 (sostituito dall’art. 1, co. 1 della l. n. 229/2003) ha
previsto il ricorso all’autorizzazione a. generale di a. in determinati settori. In particolare,
in quello delle comunicazioni elettroniche, il d.lgs. n. 259/2003 (art. 25 e ss.), l’inizio
dell’attività dell’operatore è subordinata alla presentazione di una semplice richiesta
notificata al Ministero competente. L’attività può essere tuttavia interrotta
dall’amministrazione in ogni momento, per l’insussistenza o il venir meno delle
condizioni cui è sottoposta l’autorizzazione, condizioni che devono essere presenti sia al
momento della notificazione della richiesta al ministero sia successivamente.
L’autorizzazione generale ha durata di 20 anni, può essere rinnovata e ceduta a terzi.
L’ordinamento prevede anche la peculiare forma di autorizzazione a. plurima, che
consiste nella somma di tutti gli atti di consenso richiesti dalla legge. Ne sono esempio lo
sportello unico delle attività produttive (d.lgs. n. 112/1998, art. 23 e ss.), e
l’autorizzazione integrata ambientale (d.lgs. n. 59/2005), lo sportello unico per l’edilizia
presso le amministrazioni comunali (D.p.r. n. 380/2001, art. 5).

Voci correlate 

Atto amministrativo

Concessione amministrativa

Discrezionalità amminitrativa

Procedimento amministrativo

Approfondimenti di attualità

La semplificazione delle regole e delle procedure amministrative di Nicoletta Rangone