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Teorici, trattatisti e Guido D'Arezzo

Gli scrittori medievali che trattarono di musica si distinguono in teorici e


trattatisti, a seconda che nei loro scritti prevalga l'aspetto speculativo o quello
della pratica. La cultura ecclesiastica dell'alto medioevo pregiò solo il momento
speculativo, l'ars musica, erede e continuatrice delle tradizioni della teoria
greca. Dall'opera di Boezio De istitutione musica, prese l'avvio tutta la teoria
medievale. La musica trova posto nell'insegnamento delle sette arti liberali del
Trivio, quindi grammatica, retorica e logica, e del Quadrivio, matematica,
geometria astronomia e musica; e poi nelle prime università. Nelle opere dei
teorici venivano svolti soprattutto argomenti che noi definiremmo filosofici quindi
riguardanti la natura e l'origine della musica, psicologici riguardo gli effetti
che suscita, e matematico-acustici riguardo le proporzioni, gli intervalli, le
consonanze e dissonanze. L'insegnamento ai cantori, era costituito dai Trattati e
dalle scholae delle Cattedrali dei monasteri. Solo a partire dal XI secolo con
Guido D'Arezzo si sviluppa la trattatistica e venne dedicata attenzione alla
pratica musicale. Secondo Boezio tre sono i generi della musica: la musica mundana
dei pianeti e delle sfere celesti, la musica humana che congiunge armoniosamente le
parti dell'anima e del corpo e la musica instrumentalis che viene prodotta degli
strumenti.
I principali trattatisti che tra i secoli VI e XI si occupano dei problemi della
teoria della musica furono: Cassiodoro che ne tratta nelle Istitutiones; Flacco
Alcuino, irlandese consigliare di Carlo Magno, il primo che elencò gli 8 modi;
Guido D'Arezzo, Benedettino, il più importante trattatista e didatta dell'alto
medioevo.
A lui vengono attribuite molto invenzioni, alcune delle quali erano state
probabilmente proposti in precedenza da altri scrittori. La sua opera mirò a scopi
pratici e la voce popolare lo additò come l'inventore della musica. Dopo aver
contribuito a definire le notazioni alfabetica e neumatica, elaborò un metodo per
facilitare ai cantori l'apprendimento delle melodie scritte sul rigo. Questo metodo
fu chiamato Solmisazione e si basa sull'esacordo. L'esacordo Guidoniano è una
successione di suoni in cui il semitono è collocato in posizione centrale. Egli lo
deriva dalle sillabe e note iniziali di ognuno dei sei emistichi che compongono la
prima strofa dell'inno di San giovanni. La melodia di questo inno era molto
conosciuta ai cantori perché San Giovanni era considerato il loro protettore.
Staccate dal contesto, le sillabe e le note iniziali di questi versetti formano una
successione di 6 suoni, l'esacordo, in cui l'unico semitono è indicato con le
sillabe mi - fa.