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LIVELLI ENERGETICI DI UN

ATOMO O DI UNO IONE

Consideriamo un atomo od uno ione con un solo elettrone di valenza

Ricordo che si definiscono come elettroni di valenza tutti gli elettroni


esterni al RESIDUO ATOMICO.

E che si definisce come RESIDUO ATOMICO il gruppo stabile di


elettroni ottenuto allontanando gli elettroni più esterni.

Lo STATO di un atomo o di uno ione con un solo elettrone di valenza


è determinato dai seguenti NUMERI QUANTICI

n numero quantico principale


| ~l |= l(l + 1) h̄
q
l numero quantico azimutale
l = 0, 1, 2, ...., n − 1
s, p, d
q
s numero quantico di spin | ~s |= s(s + 1) h̄
s = ± 21

| ~j |= j(j + 1) h̄
q
j numero quantico interno
1
j =l± 2
(
ml (−l, ...0..., l) (2l+1) stati
mj numero quantico magnetico → ms (− 21 ; + 12 ) (2s+1) stati

1
2

mj = j, j − 1, ...0...., −(j − 1), −j (2j + 1) stati

Nel modello atomico di Bohr l’“elettrone di valenza (o gli elettroni di


valenza) gira attorno al “RESIDUO ATOMICO

Per fare un esempio il “RESIDUO ATOMICO di un atomo di NaI è:

Na Z=1

1s2 2s2 p6 Residuo atomico o MANTELLO ATOMICO


3s1 ELETTRONE DI VALENZA al livello fondamentale

ACCOPPIAMENTO RUSSELL-SAUNDERS

Se l’atomo o lo ione possiedono più elettroni di valenza allora

i momenti azimutali ~li e i momenti di spin s~i dei singoli elettroni

si sommano vettorialmente per dare rispettivamente il

~ = X ~l
q
momento azimutale totale L ~ |= L(L + 1)
|L
q
momento di spin totale ~ = X ~s
S ~ |= S(S + 1)
|S
N.B. L ed S si calcolano per i soli elettroni di valenza

Si definisce TERMINE uno stato (livello energetico) definito da una


terna di valori

n, L, S
3

Questo si suddivide in r livelli di energia caratterizzati da diversi valori


di J

Se:
L ≥ S : J = L + S ; L + (S − 1)....L − (S − 1) ; L − S r = 2S + 1
Se:
L < S : J = S + L ; S + (L − 1)....S − (L − 1) ; S − L r = 2L + 1

TERMINI DI MULTIPLETTO
Un termine di multipletto viene normalmente indicato con la seguente
notazione

r = 2S + 1 anche se L < S; in questo caso r non indica la molteplicità

PARITÀ

Si parla di TERMINI PARI o DISPARI quando:


(
X pari (EV EN )
li = dispari (ODD)

e nella notazione si indica


4

ESEMPIO SULL’INDICAZIONE DEI TERMINI NEL CA-


SO DI NaI (n=3)

La notazione DETTAGLIATA del livello fondamentale dell’atomo di


sodio è:

1s2 2s2 p6 3 2 S 12

Il doppietto D del N AI (λλ 5890 5896) proviene dalle transizioni:

3 2 S 21 − − − 3 2 P 21 λ 5895.92

3 2 S 12 − − − 3 2 P 23 λ 5889.95

Vedi pag. 440 “Introduction to modern physics


Richtmeyer - Kennard - Cooper
5

SCALE NEI DIAGRAMMI DI GROTRIAN

Nei diagrammi di GROTRIAN sono riportate sovente 2 scale per


indicare l’energia dei vari livelli:

Una prima scala dà la “Differenza di energia” in [eV] rispetto al livello


fondamentale

Una seconda scala (detta dei TERMINI) in [cm−1 ] che dà il rapporto
fra il modulo dell’energia di legame ed hc cioè il numero d’onda:

| Energia legame | 1
Tm = = [cm−1 ] ≡ [kayser]
hc λ

h = 4.13 · 10−15 eV sec = 6.62 · 10−27 erg sec

c = 2.998 · 10−10 cm sec−1 1eV = 1.6022 · 10−12 erg

1 E (eV )
Tm = = −8
[cm−1 ]
λ 12398 · 10 (eV cm)

La coordinata Tm in pratica misura il “numero d’onda” corrispondente


alla transizione fra lo stato m e lo stato libero.
6

Ad una transizione fra 2 livelli m ed n


| Em − En | 1
| Tm − Tn |= = [cm−1 ]
hc λmn
∆E [eV ]
= −8
[cm−1 ]
12398 · 10

Ovviamente:
12398 108
λ[Å] = =
∆E [eV] | Tm − Tn |

NOTA Ad una differenza di energia di 1 eV corrisponde


una lunghezza d’onda di 12398 Å
7

STRUTTURA FINE

(Termini semplici - Degenerazione - Peso statistico)

In un campo magnetico esterno ogni singolo termine di multipletto si


suddivide, a causa delle diverse possibilità di orientamento del vettore J
(quantizzazione spaziale) in

g = 2J + 1 T ERM IN I SEM P LICI

Se non vi è CAMPO MAGNETICO ESTERNO bisogna ancora contare


ogni livello g – volte nella statistica dei rapporti di popolazione.
8

In questo caso si dice che:

a) il termine di multipletto L S J è DEGENERE

b) il PESO STATISTICO del termine di multipletto L S J è:

g = 2J + 1 → peso statistico del termine di multipletto L S J

PESO STATISTICO DEL TERMINE TOTALE

Il peso statistico del termine totale L S è la somma dei pesi statistici


dei singoli termini di multipletto L S J
L+S
X 2S
X
g= (2J + 1) = [2(L − S + K) + 1]
J=L−S K=0

I o termine ultimo termine


z }| { z }| {
( 2L − 2S + 1 + 2L − 2S + 4S + 1 )
= (2S + 1)
2

g = (2S + 1)(2L + 1) → peso statistico del termine totale L S

ESEMPIO

Nel caso dell’atomo di IDROGENO ad un termine L S corrisponde


un peso statistico

S = 12

g = 2(2L + 1)
9

Nel caso dell’atomo di idrogeno tutti i termini L S che hanno lo stesso


numero quantico principale n hanno lo stesso livello di energia (perché
non esiste il mantello che fa variare l’energia di legame al variare della
eccentricità dell’orbita, cioè di L).

Il peso statistico dello stato quantico n è perciò:


n−1 2 + 2(2n − 2 + 1) 2 + 4n − 2
· n = 2n2
X
g= 2(2L + 1) = ·n=
L=0 2 2

REGOLE DI SELEZIONE

1. Sono permesse le transizioni solo tra termini pari e termini dispari


2. ∆J = ±1 oppure 0 ; 0 →
/ 0 è proibita
3. ∆L = ±1 oppure 0 ; ∆l = ±11
4. ∆S = 0 Le INTERCOMBINAZIONI tra termini di diversa
molteplicità sono proibite
5. ∆MJ = ± 1, 0 M =0→
/ M = 0 per ∆J = 0

1) ed 2) sono valide per il dipolo elettrico


3) ed 4) sono valide in accoppiamento Russell-Saunders

1
Ma per l’elettrone che compie il salto quantico deve essere ancora ∆l = ±1
10
POPOLAZIONE DEI LIVELLI

DEFINIZIONI

(
−3 atomi ionizzati i − volte
• Nim [cm ] al livello m

• i = 0, 1, 2, ....Z

• Ni = m Nim [cm−3 ] atomi ionizzati i − volte


P

• N= i Ni [cm−3 ] atomi e ioni di un elemento


P



 energia di eccitazione dal livello
• χim 1→ m
dell0 atomo i − volte ionizzato

• χi = χi∞ energia di ionizzazione dello ione i − volte ionizzato

• gim peso statistico del livello m dell0 atomo ionizzato i − volte

Esempio: g01 g11 g21

11
12

ECCITAZIONE TERMICA – FORMULA DI BOLTZMANN

In EQUILIBRIO TERMODINAMICO la distribuzione degli atomi (ioni)


di un determinato elemento sui diversi livelli è data dalla:
Nim gim χim
!
= exp − k = 1.38 · 10−16 erg k −1 (1)
Ni1 gi1 kT
• diminuisce la popolazione ai livelli più alti esponenzialmente
• diminuisce ai livelli più bassi all’aumentare della temperatura

Sommando su tutti gli stati m


Ni 1 X χim
!
= gim exp −
Ni1 gi1 m kT
Dividendo per la (??) e facendo l’inverso si ottiene:
Nim gim χim
!
= exp −
Ni gim exp(− χkTim ) kT
P
m

Ponendo:
χim X
ui (T ) = ) gim exp(−
m kT
chiamata ZUSTANDSUMME PARTITION FUNCTION
si ha:
Nim gim χim
!
= · exp − (2)
Ni ui (T ) kT
La (??) in forma logaritmica utile per il calcolo pratico è:
Nim gim 5040
log = log − χim ϑ ϑ=
Ni1 gi1 T

X χim
ui (T ) = gim exp(− ) T ABU LAT I
m kT
converge perché:
13

a) Per livelli più alti χim è più grande che per livelli bassi e quindi
l’esponenziale dimunuisce
b) Il numero di livelli in un atomo è FINITO per effetto dell’allarga-
mento delle righe, le cui cause sono:
1. Larghezza naturale (smorzamento di radiazione)
2. Allargamento per collisione (all’aumentare della pe
aumentano gli urti)
3. Allargamento Doppler

N. B. ui (T ) è tabulato per le PRESSIONI DELLE ATMOSFERE


STELLARI NORMALI in funzione della TEMPERATURA

ESEMPIO
Calcolare la popolazione del livello 3 2 P 32 del Na I (livello superiore
della transizione che produce la riga D2 λ = 5890Å) in rapporto alla
popolazione del livello fondamentale 3 2 S 12 per T = 6000 K

Per il livello

1
3 2 S 12 g01 = 2J + 1 = 2 · +1=2
2
3
3 2 P 32 g0m =2· +1=4
2
14

N0m g0m 5040


log = log − χ0m
N01 g01 T
12398 12398
χ0m = = = 2.10 eV
λ 5890
N0m 4 5040
log = log − 2.1 = 0.30 − 0.84 · 2.10 = −1.464
N01 2 6000
N0m
= 0.034
N01

La frazione di atomi neutri al livello fondamentale è:


N01 g01 χ01
= e− kT → χ01 = 0; u0 (T ) = 2.5 da tab. . g01 = 2
N0 u0 (T )
N01 2
= = 0.8
N0 2.5

IONIZZAZIONE - EQUAZIONE DI SAHA (Elsässer)

L’equazione di Saha descrive l’EQUILIBRIO DELLA REAZIONE

−→
AT OM O ←− ION E + ELET T RON E

Questa reazione può essere interpretata come estensione della


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formula di Boltzmann alla zona dei livelli distribuiti in modo continuo e


con energia positiva

Un tale livello ha un potenziale di eccitazione dal livello fondamentale


1 p2
χ0 +EKIN = χ0 + me v 2 → energia cinetica dell0 elettrone liberato
2 2me

Ricordando che:
d px d x ≥ h

Il CONTINUO degli stati con E > 0 deve essere suddiviso in celle


quantizzate

ovvero

Lo spazio delle fasi X, Y, Z, PX , PY , PZ deve essere diviso in celle


quantizzate di volume

h3

Il numero di atomi al livello fondamentale, che hanno perso un elettrone


che si trova nello spazio delle fasi
16


 x + dx y + dy z + dz
px + d p x py + d py pz + d pz


in posizione compresa fra:  x y z


px py pz

d N11 g11 1 1 d x d y d z d px d py d pz
( " !#)
=2 ·exp − p2x +p2y +p2z ·
N01 g01 kT 2me h3

2 = 2s + 1 peso statistico dell0 elettrone

N11 g11 Z +∞ Z 1 1
( " !#)
= 2 exp − χ0 + p2 +p2 +p2 · d x d y d z d p x d py d pz
N01 g01 −∞ V kT 2me x y z
3
La prima è un’integrazione nelle coordinate di impulso (2πme kT ) 2
mentre V è il volume nel quale si trova 1 elettrone poiché ad ogni ione
corrisponde 1 elettrone
1 kT
V = → pe = Ne kT → V =
Ne pe
3 5
N11 g11 (2πme ) 2 (kT ) 2 χ0
!
· pe = 2 · · exp − (3)
N01 g01 h3 kT
Formula di Saha

Rapporto tra il numero di atomi ionizzati 1-volta al livello fondamentale


e il numero di atomi neutri al livello fondamentale

Sommando su tutti gli stati ecitati si ottiene nel caso più generale di
ioni i-volte ed (i+1)-volte ionizzati:
3 5
Ni+1 ui+1 (2πme ) 2 (kT ) 2 χi
" #
· pe = 2 · · exp −
Ni ui h3 kT

X χim
ui (T ) = gim exp[− ]
m kT
17

in forma logaritmica:
Ni+1 5 ui+1
!
log · pe = −χi ϑ + log T − 0.48 + log 2
Ni 2 ui
5040
ϑ= pe = [dyn cm−2 ] χi [eV ]
T

ESEMPIO
Determinare il rapporto:
N aII
per T = 6000 K pe = 10 dyn cm−2
N aI
Sia per NaI che per NaII il primo livello eccitato è sufficientemente
alto da permettere l’approssimazione:

u0 ≈ g01 = 2 u1 ≈ g11 = 1 inoltre χ0 = 5.14 eV

Ni+1 5040 5 ui+1


!
log · pe = −χ0 + log T − 0.48 + log 2
Ni T 2 ui

N1 5040
log = −5.14 · + 2.5 log 6000 − 0.48 + log 1 − log10
N0 6000
|
= 3.65
N1
= 4.5 · 103
N0

Lo 0.02 % degli atomi di sodio non è ionizzato


di questi l’80 % sono al livello fondamentale e di questi solo il 3 % è al
livello 3 2 P 23 λ 5890 (cioè il 2 % degli atomi di sodio neutro sono al livello
3 2 P 23 λ 5890)

In conclusione lo 0.0005 % degli atomi di N a0 e N a+ è al livello


3 2 P 32 λ5890)
18

P hotoionization cross section σ0 ∼ 6.3·10−18 cm2 f or hydrogen


Cross section f or elastic scattering e − e σ0 ∼ 10−13 cm2 α v −4
Recombination cross section σ0 ∼ 10−21 cm2 α v −2

N1
∼ 4.5 · 103 N1 ∼ 4.5 · 103 N0 N1 + N0 ∼ (4.5 · 103 + 1)N0 ∼ N1
N0

N0 N0 1
∼ ∼ = 0.00022 percentuale di atomi di N aI
N1 N1 + N0 4.5 · 103

di questi atomi neutri di NaI


N01
= 0.8 sono al livello f ondamentale
N0

la percentuale di atomi di NaI al livello 3 2 P 32 rispetto al numero di


atomi al livello fondamentale è:
N0 3 2P 3
2
= 0.03
N01

Se indichiamo con Ntot (N a) = N0 + N1 abbiamo che lo


0.0005 % degli atomi di N a0 e N a+ è al livello 3 2 P 32
GRUPPO DI NOZIONI DA FAR
PRECEDERE ALLE MOLECOLE

Interazione spin-orbita (White pag. 124 - 127)


Consideriamo il caso di un atomo con un solo elettrone, od un solo
elettrone di valenza: HI per es.

Lo SPIN dell’elettrone nel campo magnetico B k l precede attorno


ad H
Analogamente si può calcolare la precessione di l nel campo dell’elettrone

In assenza di campo magnetico esterno (Momento applicato ≡ 0) si


conserva:
j =l+s

Quindi l’interazione SPIN - ORBITA “accoppia l ed s in un moto di


precessione attorno ad j con frequenza pari a quella di Larmor

19
20

EFFETTO ZEEMAN (White pag. 154)

Consideriamo sempre un atomo ad 1 elettrone


Quando l’atomo è posto in un campo magnetico debole (debole in
confronto ai campi interni generati dall’interazione spin-orbita)
l ed s restano legati e precedono a causa del campo interno interno
attorno a j
j precede a sua volta attorno al campo magnetico B

EFFETTO PASCHEN-BACK (White pag.163)

Quando il campo magnetico esterno diviene più forte di quello interno,


fino al punto che:

la precessione di j attorno a B  della precessione di l ed s attorno ad j

allora l’accoppiamento l-s si rompe ed l ed s precedono indipenden-


temente attorno a B

ACCOPPIAMENTI L-S e J-J (White pag. 190)


Consideriamo un atomo con più elettroni (2 per esempio)
21

In termini classici ogni spin s e ogni orbita l producono un campo


attorno al quale gli altri s ed l tendono a compiere una precessione di
Larmor.

Accoppiamento L-S

Nel caso in cui le interazioni fra gli l e tra gli s sono molto maggiori
delle interazioni fra i singoli l ed s risulta che:

~ = P ~l
1. i singoli l precedono velocemente attorno alla loro risultante L
~ = P ~s
2. i singoli s precedono velocemente attorno alla loro risultante S

3. L ed S per effetto di un’interazione spin-orbita totale precedono più


lentamente attorno a
J =L+S

Accoppiamento j-j (White pag. 190)

Al contrario se le singole interazioni l-s sono più forti delle l-l ed s-s
in ogni elettrone si accoppierà l ad s e avremo che :

1. le singole coppie l-s precedono attorno ad j = l + s


22

2. i singoli j per effetto dell’interazione j-j precedono lentamente at-


torno alla risultante:
J ∗ = j∗
X

EFFETTO STARK DEBOLE (White pag. 405)

Consideriamo un atomo di idrogeno HI


Per Campo Elettrico Debole F si intende che:
interazione j − F  interazione magnetica l − s

In un campo elettrico debole l’elettrone ruotante che può essere con-


siderato come un piccolo magnete non interagisce con il campo
Quindi l’accoppiamento di j con F è dovuto all’interazione di l con F
Il risultato è che j precede attorno ad F come nell’effetto Zeeman

La proiezione di j su F è data da mj (−j −→ +j)


La differenza tra Stark e Zeeman è che stati con opposto mj nell’effetto
Stark hanno medesima energia
23

EFFETTO STARK FORTE (White pag. 407)

Quando il campo elettrico è forte, cioè quando l’interazione

l−F  l−s

Allora l’accoppiamento magnetico l-s è rotto ed l è quantizzato ri-


spetto alla direzione del campo attorno a cui precede rapidamente

Lo spin che può essere condiderato un piccolo magnete


non risente del campo elettrico

Esso però risente del campo magnetico generato da l anche se non è


più accoppiato con esso.

Risolvendo il campo magnetico in 2 componenti Bx e By una ⊥ F e


l’altra k F . La prima per effetto della precessione rapida di l attorno ad
F va a ZERO.

Resta By per cui anche S precede attorno ad F

Se l ⊥ F ; By = 0 ⇒ S non precede
24

I NUMERI QUANTICI MOLECOLARI Straughan Vol. 3


pag 1 e seg.
In un atomo gli li e gli si si combinano per dare:

L ed S

Quando un atomo caratterizzato da L1 S1 si combina con un atomo


caratterizzato da L2 S2 per dare una molecola, i 3 valori di L, S della
molecola sono:

L = L1 + L2 , L1 + L2 − 1........ | L1 − L2 | L≥0

S = S1 + S2 , S1 + S2 − 1........ | S1 − S2 | S≥0
~ k alla
In una molecola biatomica agisce un forte campo elettrico E
congiungente i due nuclei

E ∼ 109 V/cm (pag. 366 Fisica Berkeley vol. 2)

cosı̀ che L ed S sono disaccoppiati (effetto Stark forte)

Quindi L precede attorno alle congiungenti i nuclei

~ ∗ |= 0, 1, 2, ....., L
~ ·L
Λ=|K
Σ, Π, ∆, .......

Λ (analogo) di ML esclusi i valori negativi perché lo stato del sistema


non varia invertendo la velocità degli elettroni sulle loro orbite, cioè non
si ha uno stato Σ ;
25

~ kE
lungo la congiungente i due atomi agisce un campo magnetico B ~
il quale fa precedere S attorno all’asse della molecola.

La componente di questo momento angolare di spin lungo l’asse è:

~∗ · K
Σ=S ~

NON IN MODULO perchè in un campo magnetico varia lo stato del


sistema invertendo lo spin

Σ = S, S − 1, ...... − S + 1, −S

La componente del momento angolare totale lungo l’asse internucleare


può essere ottenuta accoppiando Λ e Σ:

| Λ + Σ |= Ω

ove Ω h̄ è il “momento angolare totale sull’asse internucleare

Uno “stato elettronico viene definito con una dizione simile a quella
usata per i termini spettroscopici
2S+1
ΛΩ

Si trovano sovente anche due sovrascritte + (-) e due sottoscritte u (g)


I segni (+) e (-) danno informazioni sulle caratteristiche di SIMME-
TRIA della FUNZIONE D’ONDA di uno stato elettronico molecolare
26

Se la “funzione d’onda non cambia segno per una “riflessione delle


coordinate rispetto a un piano passante per i nuclei allora si usa il segno
(+)

Le dizioni (g) e (u) si trovano quando la molecola diatonica è costituita


da 2 atomi uguali (H2 ) o da 2 isotopi HD. Un tale sistema ha un ”centro
di simmetria. Consideriamo un piano ⊥ alla congiungente i due atomi e
prendiamo come 0 come origine di un sistema (x,y,z).

Se le coordinate degli elettroni cambiano segno

(x, y, z) −→ (−x, −y, −z)

e le FUNZIONI D’ONDA restano inalterate in segno IL TERMINE


(LO STATO) è PARI (GERADE) in caso opposto DISPARI (UNGE-
RADE)
27

Esempio: Consideriamo la molecola H2+ nello stato fondamentale


Λ=0

REGOLE DI SELEZIONE FRA STATI ELETTRONICI DIVERSI


 
∆Λ = 0, ±1  ∆Ω = 0, ±1 
ovvero
∆S = 0  ∆Σ = 0 

Sia chiaro che le regole di selezione su ∆Ω e∆Σ sono una conse-


guenza di quelle su ∆Λ e ∆S
• g −→ u permessa
ma g −→
/ g u −→
/ u proibite

• (+) −→ (+) (-) −→ (-) permessi


ma (+) −→
/ (-) proibito

Nel caso di
Λ=1 S=1





1 =2 Λ = 1; Σ = 1 →→
Ω =| Λ + Σ |= 1 +  0 =1 Λ = 1; Σ = 0 →
−1 = 0 Λ = 1; Σ = −1 →←



28

Si hanno quindi 3 diversi stati elettronici:

3 3 3
Π0 , Π1 , Π2

negleeting all considerations of

The elttronic energy of a term value of a multiplet term is:

Te = T0 +AΛΣ A = coupling constant T0 = T erm value when Σ = 0

Quando Λ = 0
significa che la componente del momento angolare degli elettroni lungo
l’asse internucleare è 0. Quindi il campo magnetico è 0 e non vi è splitting
dei livelli d’energia.

Esempio:

Λ=0 S=2 → stato 5 Σ anche se ... splitting in 5 sotolivelli


29

NOTA In nearly all diatomic molecules in their ground state the elec-
tron spins are paired (the O2 and NO molecules are exceptions) and the
electron spin angular momentum S ∗h̄ is 0.
Furthermore the orbit angular momentum L∗h̄ of the electrons is also
usually 0.
It follows that in the ground state:

Λ=0 Σ=0 ⇒ Ω=0


30
SCHEMA GENERALE DEI
TERMINI DI UNA MOLECOLA

Gli spettri delle molecole si differenziano da quelli degli atomi per la mol-
teplicità di righe raggruppate nelle bande - nell’infrarosso la separazione
delle righe è costante

Esse hanno origine dalle differenti possibilità di

1. Rotazione dei nuclei della molecola

2. Oscillazione dei nuclei della molecola

3. Variazione di configurazione elettronica (elettroni di valenza)

Lo studio della struttura dei termini delle molecole si semplifica per


il fatto che le differenze di energia fra due termini che differiscono tra di
loro solo per:
∆ER  ∆EV  ∆Ee

ove:

• ∆ER → moto di rotazione della molecola

• ∆EV → differenza dello stato di oscillazione

• ∆Ee → variazione di stato elettronico

31
32

Si possono quindi considerare in prima approssimazione come movi-


menti indipendenti e separati:

1. il moto di rotazione

2. il moto di vibrazione

3. il moto degli elettroni

MOTO ELETTRONI

Nella considerazione del moto degli elettroni supporremo i nuclei fissi

Posti i nuclei fermi ad una distanza R abbiamo visto che il sistema


degli elettroni può trovarsi in diversi stati quantici cosı̀ che la sua energia
potrà assumere differenti valori che indicheremo:

Uq q − contraddistingue i diversi stati quantici

Conviene includere in Uq l’energia elettrostatica dei due nuclei che


una volta fissata la distanza di questi si comporta come una costante
addittiva rispetto all’energia del moto elettronico.

Si ha coı̀ che Uq rappresenta l’energia totale se i nuclei sono fermi

In figura è riportata la dipendenza di:

Uq (r)

da r VEDI FIGURA
33

- Come spiegazione dell’andamento dell’energia totale:

Quando il sistema degli elettroni si trova in uno stato in cui


Uq (r)
ha un minimo per r = r0

allora alla distanza re tra i due nuclei corrisponde una situazione di


equilibrio della molecola

Possiamo sviluppare U (r) in potenze di x = r − re

U (r) = a + bx2 + cx3 + . . . .


ove a, b, c sono costanti che dipendono dallo stato quantico elettronico

MOTO DI VIBRAZIONE

Se ci limitiamo al termine quadratico:


U (r) = a + bx2
34

(Zona parabolica della curva potenziale)

• = −S...., 0, ...... + S
P

• Λ = 0.......L

• Ω = Λ + S..........Λ − S

NOTA Introdurre nuovamente

L∗ , S ∗ , Λ, Σ, Ω = 1 + Σ 2S+1
ΛΩ

Significa che tra i nuclei si esercita una forza ELASTICA e che il


sistema oscilla attorno alla posizione di equilibrio re

Indichiamo con νOSC la frequenza di oscillazione, che dipende dallo


stato elettronico

L’energia dei diversi stati di oscillazione quantizzati sarà data dalla


formula

1
Ev = hνOSC v+
2

v= numero quantico di oscillazione (o vibrazione) = 0, 1, 2, . . . .


35

NOTA Per v grandi (ovvero per grandi oscillazioni) occorre


tenere conto dei termini di ordine superiore al secondo

MOTO DI ROTAZIONE

Ammettiamo che non cambi la posizione relativa dei due nuclei e con-
sideriamo i due nuclei come collegati rigidamente tra di loro

Benché la massa degli elettroni si possa trascurare rispetto a quella


dei nuclei il moto degli elettroni può avere un’influenza notevole sul moto
di rotazione dell’intera molecola

Il momento della quantità di moto lungo l’asse della molecola è Ωh̄ e


questa quantità è costante finché si prescinde dalla rotazione della retta
congiungente i 2 nuclei

Facciamo ruotare la molecola attorno ad un asse ⊥ alla congiungente


le due componenti e passante per il baricentro e sia il momento della
quantità di moto:
Rh̄
36

Il momento angolare risultante è


J~ = R
~ +Ω
~

e si conserva

R ed Ω precedono attorno ad esso

Se I è il momento d’inerzia della molecola l’energia di rotazione è:


1 1
Er = Iω 2 = (Iω)2
2 2I
ma Iω = Rh̄ (R non è un intero) momento della quantità di moto
quindi:
1 2 2 h2 R2
Er = R h̄ = 2
2I 8π I
Ponendo:
h
Bv =
8π 2 I
costante rotazionale che dipende ovviamente dallo stato elettronico
(dipende infatti da I quindi dalla distanza di equilibrio dei due nuclei);
dipende anche dallo stato vibrazionale che mi fa variare r attorno ad re
(questa dipendenza è però debole)
si ha:
Er = hBv R2

2
R2 = J ∗ − Ω2
quindi:
2
Er = hBv (J ∗ − Ω2 ) → J = Ω, Ω + 1, ..... (4)

Dalla meccanica quantistica si ottiene invece:


Er = hB{J(J + 1) − Ω2 } J ≥Ω J = Ω, Ω + 1, .....
37

per J = Ω J~∗ non è k Ω


~ perché deve essere il suo modulo = Ω(Ω + 1)
q

la sua componente lungo l’asse dela molecola sarà = Ω

L’energia totale della molecola è in definitiva:



1 
2

E = Ee + hν v + + hB J(J + 1) − Ω (5)
| {z 2 } | {z }
Eo Er

Da questa espressione con semplici regole di selezione si può compren-


dere la struttura generale di uno spettro a bande.

REGOLE DI SELEZIONE (all’interno di uno stesso strato


elettronico)

• J
1. Se Λ 6= 0 ∆J = ±1 ; 0 J=0 −→
/ J=0 proibita
2. Se Λ = 0 : Λ = 0 , Σ = 0 come comunemente nei livelli
fondamentali ∆J = ±1
Sono possibili le transizioni


 J +1
J →  J proibita se Λ = 0 come comunemente al livello f ondamentale

J −1
• v
∆v qualsiasi

BANDE DI OSCILLAZIONE E ROTAZIONE

Consideriamo transizioni per cui ∆Ee = 0 (Riferimento range


spettrali)
38

Ammettiamo che le molecole si trovino allo stato elettronico di minima


energia
Cioè osserviamo un GAS - FREDDO
Possiamo quindi supporre E, El , νOSC , B costanti

Potremo anche supporre che sia Ω = 0 perché questa circostanza è


quasi sempre verificata per gli stati fondamentali delle molecole di cui si
studiano le bande di oscillazione e rotazione.

Inoltre siccome i livelli fondamentali sono Σ

Λ=0 e di conseguenza Σ = 0

ciò significa che:

1. J ∗ = R

2. J = Ω, Ω + 1, ...... = 0, 1, 2, ..... J ≥ 0 questo però è sempre vero


perché Ω =| Λ + S |

Per due stati distinti caratterizzati da un diverso numero quantico


vibrazionale v 0 , v 00 e da un diverso numero quantico di momento angolare
totale J 0 , J 00
    
0 01 0 0


 E = Ee + h νOSC v + 2 + hBJ J + 1
   
 E 00 = Ee + h νOSC v 00 + 00 00
1
2 + hBJ J +1


39

la frequenza emessa è:


E 0 − E 00
ν= = νOSC (v 0 − v 00 ) + B [J 0 (J 0 + 1 ) − J 00 (J 00 + 1 )]
h

Siccome ∆Ee = 0 e Λ = 0 vale una selezione piu restrittiva per la J

∆J = 0 non è permessa

Poniamo quindi:
J 00 = J 0 + 1 J 00 = J 0 − 1

1. ν = νOSC (v 0 − v 00 ) − 2B(J 0 + 1) J 0 = 0, 1, 2... per


J 00 = J 0 + 1 RAMO P
2. ν = νOSC (v 0 − v 00 ) + 2BJ 0 J 0 = 0, 1, 2... per J 00 = J 0 − 1
RAMO R

non si prende J 0 = 0 perché altrimenti sarebbe J 00 < 0


0 00
Fissiamo v e v e consideriamo i differenti valori di frequenza che si
ottengono al variare di J 0

ν /J 0 0 1 2 3 4 ramo
1 K − 2B K − 4B K − 6B K − 8B K − 10B ...................P
2 K + 2B K + 4B K + 6B K + 8B ........... .........R

Nel caso di H Cl νOSC =2907 cm−1 ——numero d’onda e λOSC =


3.44µ [per v 0 − v 00 = 1 λOSC =
Nel caso di HCl Bv = 3.23 · 1011 Hz 2Bv = 6.46 · 1011 Hz
λ2 0 00 (3.44)2
∆λ = ∆ν se v −v = 1 ∆λ = ·6.46·1011 = 255 Å = 0.026 µ
c c
40

La distanza fra le righe è un multiplo di Bv che a sua volta è:


h
Bv = h = 6.626 · 10−27 erg sec
8π 2 I
cioè inversamente proporzionale al momento d’inerzia della molecola

——————————————————————————

In pratica risulta per HCl Bv = 3.23 · 1011 Hz


h
I= 2
= 2.6 · 10−40 g cm2
8π Bv

mH mcl 2
I= r = 1.61·10−24 r2 mH = 1 [= 1.66·10−24 g] mcl = 35.5
mHI + mcl

r = 1.27 · 10−8 cm
FERMI

Allo zero assoluto T = 0

Tutte le molecole sono al livello fondamentale


di solito Λ = 0 ⇒Σ = 0 e ⇒ Ω = 0

Sono ferme e non ruotano nè vibrano v=0 J =Ω=0

A TEMPERATURA ORDINARIA T
la differenza di energia fra due livelli vibrazionali

∆Ev > KT

per cui la maggior parte delle molecole si trova a livello vibrazionale v = 0


Al contrario a temperature ordinarie

∆Er < KT

per cui le molecole si distribuiscono tra parecchi stati di rotazione


differenti sempre allo stato vibrazionale più basso

41
42

In questo caso si osservano in assorbimento solo le righe che partono


dal termine più profondo con v = 0

La banda più intensa è quella che corrisponde alla transizione:

v0 = 0 −→ v 00 = 1 f requenza f ondamentale

0 −→ 2 0 −→ 3 .......sono molto più deboli

Ricordo che debbono essere rispettate le regole di selezione per tran-


sizioni rotazionali:

∆J = ±1 ; 0 J = 0 −→
/ J =0

∆J = 0 proibita se Λ = 0 −→ Λ = 0

Tutte queste bande vibrazionali cadono nell’infrarosso (' 8µ)

Quella rotazionale pura v 0 = v 00 = 0 è invece nel lontano infrarosso


vicino radio (0.1 - 0.5 mm)
43

BANDE ELETTRONICHE

Descriviamo schematicamente la struttura di un sistema di


bande elettroniche (o visibile), cioè di un sistema di righe in cui
variano gli

stati di oscillazione e rotazione + lo stato elettronico

Per calcolare la FREQUENZA delle diverse righe dovremo scrivere la


diffrenza fra due livelli energetici e dividerla per h

Indichiamo con uno (0 ) o due apici (00 ) le varie grandezze che si riferi-
scono rispettivamente al termine più elevato e a quello più profondo
Le energie dei due termini sono allora:
0

 E 0 = El0 + hν 0 (v 0 + 12 ) + hB 0 [J 0 (J 0 + 1) − Ω 2 ]
00
 E 00 = El00 + hν 00 (v 00 + 12 ) + hB 00 [J 00 (J 00 + 1) − Ω 2 ]
Si noti che siccome varia lo stato elettronico
ν 0 6= ν 00 B 0 6= B 00

Facendo la differenza (E 0 − E 00 ) e dividendo per h si ottiene l’espres-


sione generale della frequenza delle righe:
(El0 − El00 ) 1 0
ν= +(v 0 ν 0 −v 00 ν 00 )+ (ν 0 −ν 00 )+B 0 J 0 (J 0 +1)−B 00 J 00 (J 00 +1)−(B 0 Ω 2
h 2
00
−B 00 Ω 2 )
poniamo
1 0 1 00 0
A= (El − El00 ) + (ν 0 − ν 00 ) + B 00 Ω 2 − B 0 Ω 2
h 2
in cui non compaiono numeri quantici di OSCILLAZIONE
e di VIBRAZIONE. Questa quantità ha lo stesso valore per tutte
le righe corrispondenti alla stessa transizione dello stato elettronico per
cui:
44

ν = A + v 0 ν 0 − v 00 ν 00 + B 0 J 0 (J 0 + 1) − B 00 J 00 (J 00 + 1) A = cost

DEFINIZIONE DI SISTEMA DI BANDE


Il complesso delle righe che corrispondono:

1. ad una determinata transizione dello stato elettronico

2. e a tutte le possibili variazioni degli stati di oscillazione e di rota-


zione

prende il nome di “sistema di bande

DEFINIZIONE DI BANDA
Il complesso delle righe (di un dato sistema di bande) che corrispon-
dono:

1. ad una determinata transizione dello stato elettronico

2. ad una determinata transizione dello stato di oscillazione

3. a tutte le possibili variazioni degli stati di rotazione

FREQUENZE DELLE RIGHE DI UNA BANDA

Le frequenze delle righe di una banda si ottengono:

A) attribuendo a v 0 e v 00 due valori determinati

B) variando J’ di ±1 o 0

La banda risulta cosı̀ costituita di 3 RAMI P Q R


Attribuendo a





J 00 = J 0 + 1 si ottiene il ramo P

J 00 = J 0 si ottiene il ramo Q
J 00 = J 0 − 1


 si ottiene il ramo R
45

Le righe dei singoli rami sono date da:


K


 z }| {
0 0 00 00 0
RAM O P ν = A + ν v − ν v +(B 0 − B 00 )J 2 − (3B 00 − B 0 )J 0 − 2B 00




0


 RAM O‘ Q ν = K + (B 0 − B 00 )J 2 + (B 0 − B 00 )J 0
0
+ (B 0 − B 00 )J 2 + (B 0 + B 00 )J 0

RAM O R ν = K

Deve essere J 0 ≥ Ω0 ; J 00 ≥ Ω00

Supponiamo Ω0 = Ω00 = Ω

Nel ramo PeQ J 0 = Ω, Ω + 1, Ω + 2

Nel ramo R





J0 = Ω + 1, Ω + 2 .....

questo perchè altrimenti avremmo
J = Ω − 1 se J 0 f osse = Ω
00


Abbiamo posto:

 Ω=0
 B 0 > B 00 ⇒ la banda ha la testa verso il rosso

Se fosse B 00 > B 0 la testa della banda sarebbe verso il violetto


46

Valori tipici di B=costante rotazionale







5.5 · 1011 Hz per OH
h
B= 8π 2 I sono B= 
2.2 · 1010 Hz per SiO
3.23 · 1011 Hz per HCl


 (verif icare)

Valori tipici di νOSC = frequenza di oscillazione







1.1 · 1014 Hz per OH
sono νOSC = 
3.7 · 1013 Hz per SiO
8.7 · 1013 Hz


 per HCl (verif icare)

SDOPPIAMENTO Λ

Quando Λ 6= 0 per effetto della interazione fra :

momento angolare ROT AZION ALE R

momento angolare orbitale e di spin Λ Σ

si ha uno sdoppiamento dei livelli rotazionali

ESEMPIO

Livello fondamentale dello OH è un 2 Π


1
cioè Λ=1 S= 2

1 + 12 = 3 2


2 Π 32
Ω=
1 − 21 = 1
2
2
Π 12

Il numero quantico azimutale totale J saraà:


47

2 3 5 7
Π 32 J= ; ; .......
2 2 2

2 1 3 5
Π 12 J= ; ; .......
2 2 2

A ciascuno stato rotazionale J corrispondono 2 valori dell’energia per


effetto della interazione fra MOMENTO ROTAZIONALE e MOMENTO
ELETTRONICO (Λ + Σ). Questo effetto si chiama sdoppiamento Λ.
| {z }

A ciascuno di questi livelli di struttura fina corrispondono 2 livelli di
struttura iperfina che si formano per effetto della interazione fra momen-
to angolare nucleare (detto H nel caso della molecola OH) e lo spin degli
elettroni.
48
INTERAZIONE FRA
RADIAZIONE E MATERIA
INTERSTELLARE

Radiazione nel gas interstellare

Consideriamo la interazione fra radiazione e materia interstellare


(Regioni HII, Nebulose planetarie etc.)

Prendiamo come caso generale l’esempio di radiazione proveniente da


una sorgente che attraversa una nube di tale materia.

Per caratterizzare i vari processi a cui è sottoposta la radiazione


definiamo le seguenti quantità:

49
50

Intensità specifica

d Eν
Iν = [erg cm−2 sec−1 Hz −1 ]
d A cos θ d ω d t d ν

Coefficiente di emissione

d Eν
εν = [erg cm−2 sec−1 Hz −1 ]
|d S d{z
A cos θ} d ω d t d ν
dV

Coefficiente di assorbimento

d Eν
kν Iν = − [cm−1 ]
|d S d{z
A cos θ} d ω d t d ν
dV

Sul tratto ds preso lungo la visuale avremo perciò che la variazione di


intensità specifica d Iν è data dall’espressione:
51

d Iν = −kν Iν d s + εν d s

d Iν
= −kν Iν + jν EQU AZION E DEL T RASP ORT O (6)
ds

Nel caso di puro assorbimento εν = 0. Ammettiamo che sia Iν 0


l’intensità specifica della radiazione incidente la nube sul bordo opposto
all’osservatore S = 0. L’integrazione della (??) fornisce:
d Iν Z s∗
( )
= −kν Iν Iνs∗ = Iν0 exp − kν (s)ds
ds 0

Passando dalla parte dell’osservatore e usanso le coordinate r si ha:

dr = − ds

Si definisce la quantità:
Z r∗ Z 0
τν∗ = kν d r = − kν d s
0 s∗

come PROFONDITÀ OTTICA della nube che è uguale a ZERO sul


bordo della nube dalla parte dell’osservatore

In termini differenziali:

d τν = kν d r = −kν d s

Sostituendo nella (??) divisa a primo e secondo membro per −kν

d Iν εν
= Iν −
−kν d s kν
52

d Iν εν
= Iν − (7)
d τν kν

Risolvere la (??) significa determinare Iν . Per fare ciò occorre cono-


scere

εν
= Sν ERGIEBIGKEIT SOU RCE F U N CT ION

Per integrare la (??) basta moltiplicare ambedue i membri per e−τν .


Risulta
d
[Iν e−τν ] = −Sν e−τν
d τν

Se poniamo per s = 0 (r = r∗ ) (τν = τν∗ ) Iν = Iν0 si ottiene


integrando da s∗ → 0 (0 → r) ovvero da 0 → τν∗

Z τ∗

Sν (τν ) e−τν d τν + Iν0 e−τν
ν
Iν (τν = 0) = (8)
0

Questo risultato si può ottenere per via FISICA pensando che:

Iν (oss.)= Somma dei vari contributi degli elementi d r attenuati +


+Iν incidente attenuata

Z r∗

Iν (osservato) = εν (r)e−τν (r) d r + Iν0 e−τν
0

d τν
dr = kν (r)
Z τ∗ εν −τν (r) εν
ν
= e d τν = Sν
0 kν kν
53

Se Sν è spazialmente costante l’integrale (??) diviene:


∗i ∗
Iν = Sν 1 − e−τν + Iν0 e−τν
h






Sν se τν  1 mezzo OT T ICAM EN T E SP ESSO

τν∗ (sν − Iν0 ) + Iν0 se τν  1 mezzo OT T ICAM EN T E SOT T ILE


si ottiene ponendo e−x = 1 − x per x1

Nel caso di EQUILIBRIO TERMODINAMICO LOCALE in ogni


volumetto d V deve risultare che

Energia assorbita = Energia emessa

kν Iν = εν

Cioè
εν
= Iν = Bν (T )

Se kν = 1 εν = Bν (T ) Abbiamo il caso di CORPO NERO

In CERTE CONDIZIONI (Spitzer pag.33) εν e kν hanno gli stessi


valori relativi che avrebbero in equilibrio termodinamico stretto. Allora

hν hν hν
Se hν  KT 1 ⇒ e kT = 1 +
kT kT

εν 2hν 3 1 2hν 3 kT
Sν = = Bν (T ) = 2 hν = 2
= 2(ν/c)2 kT
kν c e kT − 1 c hν
54

Nel campo delle frequenze radio per λ > 1 cm e T > 10 K, si ha:

hν 1.44
= 1
kT λ (cm) T

Si può quindi usare l’approssimazione di Rayleigh-Jeans

2ν 2
Bν (T ) = kT
c2

Con questa relazione i radioastronomi esprimono le intensità spe-


cifiche osservate in funzione della temperatura di radiazione TR (ν) e
scrivono per temperature locali costanti:
∗ ∗
TR = T 1 − e−τν + TS0 e−τν


Tutto ciò è valido in equilibrio termodinamico locale.


Vediamo quando e fino a che punto è lecito fare questa assunzione.
LEZIONE 9

L’equilibrio termodinamico si instaura in una regione se l’energia viene


scambiata fra tutte le sue diverse forme e viene raggiunto uno stato
stazionario senza flusso d’energia
Forma energia A, B A * ) B

Se l’energia cinetica traslazionale viene scambiata fra tutte le parti-


celle di un gas e non avviene trasferimento di energia, cioè se si hanno
urti elastici da e verso altre forme di energia, la distribuzione di velocità
è molto prossima a una funzione Maxwelliana e questo è lo stato più
probabile per energia cinetica totale costante

2
− mv
!3/2
4 m 2
f (v) = √ v e 2kT
π 2kT

Energia traslazionale T; Energia di radiazione R


ϕ(v) = maxwelliana ⇐ T →
/ R

In condizioni interstellari si verifica un trasferimento di energia da

TRASLAZIONALE → a RADIATIVA

come conseguenza dell’eccitazione collisionale dei livelli di energia di


atomi o molecole, seguita da diseccitazione spontanea ed emissione di un
fotone T→R

55
56

Questo processo è relativamente raro in confronto agli urti elastici e


ci si debbono quindi aspettare solo piccolissime deviazioni dalla distri-
buzione Maxwelliana.
σmoto elastico ∼ 10−13 cm2 ∝ v −4
σricombinazione ∼ 10−20÷21 cm2 ∝ v −2
σneb. lines ∼ 10−15 Ω 2
ω cm → T ∼ 7500 K
v ∼ 5 · 107 cm s−1 T ∼ 104 ÷ 2 · 104 Spitzu pag. 28

In generale quindi gli atomi e gli elettroni nel gas interstellare hanno
di solito distribuzione di velocità molto simile a quella maxwelliana

Inoltre una sola temperatura T può essere usata per tutti i diversi
tipi di particelle.

Come risultato della distribuzione di velocità maxwelliana fra le varie


componenti del gas (componenti termiche) le popolazioni relative dei
vari livelli di enrgia atomici e molecolari tenderanno ad approssimare i
valori che avrebbero in equilibrio termodinamico

Questa tendenza è particolarmente forte quando sono dominanti le


eccitazioni e diseccitazioni collisionali da parte del gasi termico mentre
sono trascurabili le transizioni che risultano dall’emissione e assorbimen-
to di fotoni.

In questi casi il fatto che la distribuzione di velocità è Maxwelliana,


come in equilibrio termodinamico alla temperatura T, tende a creare
popolazioni atomiche relative che sono uguali a quelle che si avrebbero
in equilibrio termodinamico alla stessa temperatura T

Definiamo EQUILIBRIO TERMODINAMICO EQUIVALENTE (ETE)


uno stato di equilibrio termodinamico in cui la TEMPERATURA è
uguale alla temperatura cinetica vera ed ne è uguale alla densità elettronica
57

vera.

In tali condizioni vale ancora la formula di Planck con T = Te

2hν 3 1
Bν (Te ) = 2 hν
c e kT − 1

e valgono inoltre le formule di Saha e di Boltzmann con T = Te

Tornando all’equazione di trasporto:


d Iν
= Iν − Sν
d τν

per determinare Iν in un qualsiasi sistema fisico dobbiamo calcolare


εν (τν )
= Sν (τν ) e sostituirlo nella:
kν (τν )
Z τ∗

Sν τν e−τν d τν + Iν0 e−τν
ν
Iν (τν ) =
0

Andiamo a calcolare le espressioni di εν e kν in corrispondenza del


continuo e delle righe (di emissione e di assorbimento) a considerare cioè
tutti i processi fisici da cui emissione ed assorbimento continui e discreti
hanno origine.

Per le considerazioni testè fatte scomponiamo εν e kν in due compo-


nenti:

εν = εLν + εkν kν = kνL + kνk

che esprimono i contributi di emissione e di assorbimento rispettiva-


mente nelle righe e nel continuo.
58

L’energia totale emessa da un volume unitario sull’unità di tempo in


una certa direzione a seguito di una transizione n → m ed espressa
in erg cm−3 sec−1 sterad−1 è:

Z 1
εν d ν = hνnm Anm Nn (9)
riga 4π

Si definisce profilo normalizzato della riga:


Z Z Z
ψ(ν) εν d ν = εLν ψ(ν) d ν = 1
riga

ove:
νnm = f requenza della riga
Anm = probabilità di transizione spontanea (sec−1 ) (di Einstein)
Nm = numero di atomi (molecole) al livello n cm−3

Densità di radiazione
d Eν
Iν =
d Acosθ d ω d t d ν

d Eν = Iν d Acosθ d ω d t d ν = quantità di energia che f inisce attraverso

l0 area, d A nell0 angolo solido d ω....


59

Poichè la velocità di diffusione della radiazione è c, nel tempo d t essa


percorre:

ds
ds = c · dt → dt =
c


d Eν = d Acosθ
{z d S} d ω d ν
c | dV

La quantità di energia contenuta nell’elemento di volume d V per


unità di frequenza è perciò:

d Eν 1
= Iν d ω = d Uν [erg cm−3 Hz −1
dV dν c

Z Z
Uν = Iν d ω

ottenuto integrando su tutto l’angolo solido si chiama


DENSITÀ DI RADIAZIONE (erg cm−3 Hz −1 )

Nel caso di isotropia



Uν = Iν
c

In una transizione m → n la quantità di energia assorbita per unità


di tempo (sec−1 ) per unità di volume (cm−3 ) per steradiante (sterad−1 )

Z 1 1
k I d ν} =
| ν ν{z
hνnm Nm Bmn U (νnm ) − hνnm Nn Bnm U (νnm )
[ergcm−3 s−1 ] |4π {z } |4π {z }
assorbimento emissione indotta
60

Bmn = [cm−3 erg −1 s−1 Hz] U (νnm ) = [erg cm−3 Hz −1 ]

Bmn U (νnm ) = probabilità di una transizione m → n per assorbimento


della densità di radiazione U (νnm )

Supponendo che l’intensità Iν sia isotropa e costante all’interno della


riga si può porre

Uν = Iν
c

e quindi potendo porre riga kν Iν d ν = Iν riga kν si ricava l’espressione:


R R

1
Z !
kν Iν d ν = hνnm Nm Bmn − Nn Bnm (10)
riga c

I coefficienti kνL ed εLν risultano dal prodotto


 degli integrali (??) (??)
con il profilo normalizzato ψ(ν) della riga riga ψ(ν) d ν = 1
R

Z Z Z
ψ(ν) ψ(ν) d ν = kνL ψ(ν) d ν ove kνL ψ(ν) d ν = 1
riga riga riga

εLν = f rachνnm 4π ψ(ν) Anm Nm

hνn m
!
kνL = ψ(ν) Nm Bmn − Nn Bnm
c

in equilibrio termodinamico (od in equilibrio termodinamico equivalente)

gm Bmn = gn Bnm (11)


61

hνn m gm
!
kνL = ψ(ν) Nm Bmn − Nn Bnm
c gn

hνn m Nn gm
" #
kνL = ψ(ν) Nm Bmn 1 −
c Nm gn
62
LEZIONE 10

Richiamo

Abbiamo introdotto l’equazione del trasporto di radiazione

d Tν
= Iν − Sν
d τν

e l’abbiamo risolta

Z τ∗

Sν (τν ) e−τν d τν + Iν0 e−τν
ν
Iν (τν = 0) =
0

Nel caso di equilibrio termodinamico Sν = Bν (T ), hν  kT (caso


radio) e supponendo la temperatura locale costante abbiamo trovato

∗ ∗
TR = T 1 − e−τν + TS0 e−τν


Abbiamo poi parlato di E. T. E. (equilibrio termodinamico equiva-


lente) situazione che si ha quando vi è

• equilibrio termico

63
64

• non avviene trasferimento da energia traslazionale ad altre forme di


energia

E abbiamo visto che in questo caso la distribuzione di velocità è


Maxwelliana:
!3
4 m 2 mv 2
ϕ(v) = √ v 2 e− 2kT
π 2kT

E quindi la popolazione dei livelli e la ionizzazione TENDONO ad es-


sere regolate dalle equazioni di Boltzmann e di Saha per una temperatura
T = temperatura cinetica del gas

Abbiamo detto che questa situazione si verifica nelle nubi interstellari


quando:

• Sono dominanti eccitazioni e diseccitazioni collisionali (per esempio


gli stati ecitati dello H 0 per numeri quantici totali n molto alti.

• Sono trascurabili eccitazioni per assorbimento di fotoni e diseccita-


zioni con emissione di fotoni.

• Sono trascurabili eccitazioni per urto di livelli metastabili (ad esem-


pio livelli eccitati bassi di atomi complessi, che siano metastabili).

Siamo poi tornati all’equazione di trasporto la cui soluzione ripetiamo è:


Z τ∗

Sν (τν ) e−τν d τν + Iν0 e−τν
ν
Iν (τν = 0) =
0

ed abbiamo detto che per risolverla occorre conoscere:


65

εν (τν )
Sν (τν ) = ∀ τν
kν (τν )
che è in generale una funzione di T e ν, indipendente dalla composi-
zione del mezzo.

Siamo quindi passati a studiare l’espressione di εν e di kν scomponen-


doli ciascuno in due termini

1. Uno in corrispondenza delle righe KνL , εLν .


2. Uno in corrispondenza del continuo KνK , εK
ν .

Considerando un atomo a 2 livelli

abbiamo trovato che si può esprimere:

Z 1
εν d ν = hνnm Anm Nn [erg cm−3 sec−1 sterad−1 ] (12)
riga 4π

Z 1 1
= hνnm Nm Bmn U (νnm ) − hνnm Nn Bnm U (νnm ) −Bmn U (νnm )
riga 4π
| {z } 4π
| {z }
assorbimento emissione indotta

= probabilità di una transizione m → n (sec−1 ) per assorbimento


della densità di radiazione U (νnm )
66

ove:
1Z Z
U (ν) = Iν d ω
c
|
= 4π
c Iν se Iν = isotropa

Se Iν è isotropa e COSTANTE all’interno della riga

Z hνnm
kν d ν = (Nm Bmn − Nn Bnm ) (13)
riga c

FINE RICHIAMO

I coefficienti KνL e εLν risultano dal prodotto negli integrali (??)



e (??)
con il profilo normalizzato dalla riga ψ(ν) riga ψ(ν) d ν = 1
R

εLν = hν

nm
4π ψ(ν) Anm Nn






KνL = hνcnm ψ(ν) (Nm Bmn − Nn Bnm )



Fra i coefficienti di EINSTEIN valgono le seguenti relazioni di carat-


tere generale (vedi Appendice qui di seguito)

8πhν 3
gm Bmn = gn Bnm ; Anm = Bnm
c3

Per cui:

2h2 νnm
4
2h2 νnm
4
gm
εLν = ψ(ν) N n Bnm = N n ψ(ν) Bmn
c3 c3 gn
67

hνnm gn hνnm Nn gm
! !
KνL = ψ(ν) Bnm Nm − Nn = ψ(ν) Nm Bmn 1 −
c gm c Nm gn

La FUNZIONE SORGENTE della radiazione nelle righe sarà perciò:

#−1
εLν 2h2 ν 3 gn Nm
"
SνL = L= −1 espressione di carattere ass. generale
Kν c2 gm N n

Da Nm
Nn viene la dipendenza dalla temperatura e dalla frequenza.

Se come succede in:






dettagliato
Equilibrio termodinamico 
locale


 equivalente

i rapporti Nn /Nm sono dati dalla formula di Boltzmann

Nn gn hνnm
" #
= exp −
Nm gm kT

Si ottiene

εLν 2hν 3 1
SνL = L= 2 · = Bν (T )
Kν c + hν
e kT − 1

Quindi in E.T.E. come in L.T.E. o T.E. la source function è data dalla


funzione di Planck

Avevamo visto che i coefficienti di Einstein erano legati fra di loro:


68

8πhν 3
gm Bmn = gn Bnm ; Anm = Bnm
c3

Anm può essere calcolato tramite la meccanica quantistica in funzione


del MOMENTO ELETTRICO Pnm DI DIPOLO relativo alla transizione
n → m (detto anche elemento della “matrice di dipolo)

64π 4 ν 3 2
Anm = P
3 h c3 nm

Pnm nel caso delle righe molecolari radio che hanno origine da molecole
diatomiche per






T ransizioni di rotazione



 nel livello di oscillazione f ondamentale v=0




 µ = momento di dipolo permanente
2
PJ,J+1 J + 1 ; ν = 2B(J+1)
2
= µ 2J

B = costante rot.
+1 


 J = numero quantico rot.

Nel caso della molecola di CO

µ = 0.112 · 10−18 U.E. ; B = 57.6 GHz = 57.6 · 109 Hz

nella transizione J = 1 → 0 da cui viene emessa la riga λ = 2.6 mm


si ha:

A10 = 6 · 10−8 sec−1


69

(hν)1 = h 2B(1 + 1) = 4B h per J = 1

(hν)0 = h 2B(0 + 1) = 2B h per J = 0

ν = ∆E
h = 2B
c = 2.6 mm
λ = νc = 2B
70
Lezione 11 + 12

Avevamo trovato ieri le espressioni di εLν , kνL e SνL

2 h2 νnm
4

εLν

= ψ(ν) Nn Bnm


c3





= h νcnm ψ(ν) Bnm N m gn − 1

  
KνL Nn


Nn gm

#−1
εLν 2 h ν3 gn N m
"
SνL = L= −1
Kν c2 gm Nn

I rapporti di popolazione dei livelli Nm /Nn , necessari per il calcolo di







SνL

KνL


debbono ora essere calcolati senza fare l’ipotesi di


EQUILIBRIO TERMODINAMICO

Facciamo però l’ipotesi di

71
72

ASSENZA DI VARIAZIONI TEMPORALI DELLE POPOLAZIONI


DEI LIVELLI

↓ ovvero

STATO STAZIONARIO

Preso un livello di numero quantico n

Arrivi in n da tutti gli stati m superiori o inferiori = alle partenze


da n verso tutti gli stati m superiori o inferiori

Indichiamo con

VELOCITÀ DI TRANSIZIONE RADIATIVA

(sec−1 ) Rnm = Numero di transizioni radiative n → m


per unità di tempo PARTENZE

(sec−1 ) Rmn = Numero di transizioni radiative m → n


per unità di tempo ARRIVI
73

VELOCITÀ DI TRANSIZIONE COLLISIONALE

(sec−1 ) Cnm = Velocità di transizione per processi d’urto n → m


PARTENZE

(sec−1 ) Cmn = Velocità di transizione per processi d’urto m → n


ARRIVI

In caso di STATO STAZIONARIO vale la seguente equazione per


ogni livello n

d Nm X X
= Nn (Rnm + Cnm ) − Nm (Rmn + Cmn ) = 0
dt |
m
{z } |
m
{z }
P artenze da n Arrivi a n

Per ottenere i valori di Nn ovvero i rappporti Nn /N1 si deve risolvere


questo sistema di cosidette EQUAZIONI STATISTICHE

m può essere esteso anche a stati distribuiti in modo continuo (viene


inclusa cioè la ionizzazione da n)

Un sistema analogo di equazioni sussiste per i diversi stadi di ioniz-


zazione, per i quali in condizioni stazionarie deve essere:

N umero di ionizzazioni = N umero di ricombinazioni

(EQUILIBRIO DI IONIZZAZIONE)

Discutiamo ora la formulazione dettagliata delle EQUAZIONI


STATISTICHE nel caso in cui vengono considerati:





ST AT I LEGAT I SOLAM EN T E
T RAN SIZION I RADIAT IV E





 T RAN SIZION I COLLISION ALI
0



 (U RT I AN ELAST ICI CON P ART ICELLE DI DEN SIT À N
74

Le velocità di transizione si esprimono nel modo seguente:

A. Transizioni m

n

Rnm = Bnm Uν ; Cnm = N 0 Qnm m>n P artenze verso l0 alto

B. Transizioni n

m

Rnm = Anm +Bnm Uν ; Cnm = N 0 Qnm m < n P artenze verso il basso

C. Transizioni m

n

Rmn = Amn + Bmn Uν ; Cmn = N 0 Qmn m>n Arrivi dall0 alto

D. Transizioni n

m

Rmn = Bmn Uν ; Cmn = N 0 Qmn m<n Arrivi dal basso

Qnm =COEFFICIENTE DELLA VELOCITÀ D’URTO = numero di


transizioni n → m per unità di volume e tempo per densità N 0 = 1 cm−3

In condizioni di stazionarietà (equilibrio statico)


75


( )
Anm + N 0 Qnm =
X X X
Nn Bnm Iν +
m c m<n m


Nm Amn + N 0 Nm Qmn
X X X
= Nm Bmn Iν +
m c m>n m

Per ogni n vi è una tale equazione

A causa della presenza di Iν questo sistema deve essere risolto assieme


all’equazione del trasporto che utilizzando le espressioni di Lν e kνL
diviene:

d Iν h νnm gm N n h νnm
!
=− Bmn Nm 1 − ψ(ν)Iν + Anm Nn ψ(ν)
ds c gn Nm 4π

d Iν
= −kν Iν + ν
ds

Processi d’urto e temperatura cinetica

La derivazione dei COEFFICIENTI DELLE VELOCITÀ D’URTO

Qnm Qmn

necessita alcune spiegazioni preliminari

Si definisce come SEZIONE D’URTO σ di una particella una super-


ficie circolare che ha raggio uguale a quello della particella.

Si definisce raggio di una particella (un nucleo atomico per esempio) la


minima distanza a cui si può avvicinare una particella con carica di uguale
segno e velocità v∞
76

Per esempio siano:

nucleo bersaglio Ze (carica) ; nucleo sparato; proiettile ze

Se spariamo il nucleo di carica ze contro quello di carica Ze con


velocità v∞ , quando questo raggiunge la minima distanza r0 a cui si ha
v = 0 deve essere:

1 2 Zz e2
mv∞ =
2 r0

2Zz e2
r0 = 2
mv∞

È ovvio quindi che la sezione d’urto σ è una funzione dei:

1. singoli potenziali elettrici delle particelle

2. velocità relativa delle particelle

cioè:

σ = σ(v)
77

Torniamo nella nostra nebula: gli atomi o molecole ivi presenti (A) e
i loro partner d’uto (S) possiedono rispettivamnte velocità:

vA vS

La loro velocità relativa sarà:

v = vA − vS

Se σ(v) e la sezione d’urto degli atomi (molecole) relativamente ai loro


partner d’urto

σ(v) spazza in 1sec un volume:

σ(v)v

In tal modo se:

N 0 = densità dei partner d0 urto

N 0 v σ(v) = N U M ERO U RT I CHE U N AT OM O P U Ò SU BIRE IN xxxx =

= C(v) velocità di transizione collisionale


78

Quindi:

C(v)
= v σ(v) cm3 sec−1
N0

velocità di transizione collisionale riferita a densità dei partner d’urto


N 0 = 1 cm−3 è dimensionalmente uguale al coefficiente della velocità di
transizione collisionale Q(v)
Lezione 13

Avevamo trovato che:

N 0 = v σ(v) = C(v) = N 0 Q(v)

numero di partner d’urto incontrati in 1 sec

Quando si tratta di urti anelastici, che conducono dal

livello m → n (n → m).

Indicheremo:

σmn (v) [σnm (v)] la sezione d’urto relativa alla transizione

79
80

I coefficienti Qmn risultano dalla


MEDIA SU TUTTE LE VELOCITÀ RELATIVE:

Qmn = v σmn (v) Qnm = v σnm (v)

Se vi fossero solo URTI ELASTICI la distribuzione di velocità relative


sarebbe Maxwelliana

Deviazioni da questa distribuzione sono causati da URTI ANELASTICI


ovvero

Eccitazione per urto −→ seguita da Irraggiamento

Eccitazione per urto −→ non seguita da Urto superelastico

Per questa causa viene tolta al campo di velocità la CODA A PIÙ


ALTA ENERGIA

In particolare fra

HI, HeI, HII, HeII, elettroni liberi

avvengono urti elastici fino a 10 eV

Urti anelastici con atomi più pesanti o con molecole sono molto rari
a causa della loro esigua abbondanza

Nelle regioni HI e HII ci si debbono aspettare deviazioni relative dalla


distribuzione maxwelliana dell’ordine di 10−5

In generale in un volume delle dimensioni di alcuni c.l.m non vi sono


differenze fra le Tcin delle diverse particelle presenti.
81

Quindi si può affermare che TUTTI I TIPI DI PARTICELLE rispet-


tano una distribuzione di velocità Maxwelliana.

Ciò è di grande importanza perchè significa che anche le velocità


relative v fra particelle rispettano la stessa distribuzione
1 v2
− 2σ 4π v2
2 − 2σ
ϕ(v, T ) d v = 3 3/2
e 2
d vx d vy d vz = 3 3/2
v e 2
dv
σ (2π) σ (2π)

ove:

d vx d vy d vz = v 2 sin θ d v d θ d ϕ

v 2 = vx2 + vy2 + vz2

1 mA mS 2 kT kT
v = ; vx2 = σ 2 =
2 mA + mS x 2 µ

1 1 1 1
! !
2
σ = vx2 = vy2 = vz2 = + kT = + RT
mA mS A AS

mA mS
A= S= R = 8.314 · 107 ergK −1 mol−1 costante dei gas
mH mH

k = 1.381 · 10−16 costante di Boltzmann

Il valore medio

Qnm = v σnm (v)


82

dà la velocità d’urto per le diseccitazioni n → m

Z ∞
Qnm = v σnm (v) ϕ(vT ) d v
0

(richiamare l’espressione di ϕ(v, T )

Fra Qnm e Qmn vale la relazione che si ricava per condizioni di


stretto E. T.

Nm gm hνnm
" #
0 0
N Nm Qmn = N Nn Qnm in cui = exp +
Nn gn kT

∆E + 5040∆E
" #
Qnm gn = Qmn gm exp + = Qmn gm 10 T
kT

URTI CON ELETTRONI - CALCOLO DEL COEFFICIENTE DI


ECCITAZIONE COLLISIONALE

Nel caso di urti di atomi o ioni con elettroni è ovviamente per l’esiguità
della massa dell’elettrone:

1 kT kT kT
σ2 = kT ; v = ve ; v 2x = v 2y = v 2z = σ 2 = mA me = 1 =
me mA + me me
1 1
+
me mA
83

I dimostrazione preliminare

In caso di E.T., deve sussistere fra 2 livelli 1 e 2 di un atomo la


seguente condizione

Nr eccitazioni 1 → 2 per urto con elettroni di velocità v1 − v1 + d v1

Nr eccitazioni per urto (superelastiche) con elettroni di velocità v2 +


d v2 che producono elettroni di velocità v1 − v1 + d v1

Cioè deve valere la seguente condizione di equilibrio

Ne N1 v1 σ12 (v1 ) ϕ(v1 ) d v1 = Ne N2 v2 σ21 (v2 ) ϕ(v2 ) d v2

N2 g2 − χ 1 1
ma = e kT e m v12 = m v22 +χ da cui v1 d v1 = v2 d v2
N1 g1 2 2
84

Sostituendo si ottiene:

N2
σ12 (v1 ) ϕ(v1 ) = σ21 (v2 ) ϕ(v2 )
N1

g2 − χ
σ12 (v1 ) ϕ(v1 ) = e kT σ21 (v2 ) ϕ(v2 )
g1

v2  me (v22 − v12 ) 
  !2  
4π 2 ϕ(v2 ) v2
ϕ(v) = 3 v exp − → = exp −

σ (2π)3/2 2σ 2 ϕ(v1 ) v1 2kT

µv 2 
 

exp −
 ↔ µ = me
2kT

nel caso dell’elettrone perchè me  mA (vedi pag. 2)

!2
ϕ(v2 ) v2 χ
!
= exp
ϕ(v1 ) v1 kT

g2 ϕ(v2 ) − χ
σ12 (v1 ) = e kT σ21 (v2 )
g1 ϕ(v1 )
85

!2
g2 v2
σ12 (v1 ) = σ21 (v2 )
g1 v1

g1 v12 σ12 (v1 ) = g2 v22 σ21 (v2 )


86
Lezione 14 - 15

II Dimostrazione preliminare

Trovata questa relazione introduciamo l’espressione della sezione d’ur-


to in termini della cosiddetta “EFFICIENZA COLLISIONALE (oppure
Collisional strenght) Ω (1, 2)

πh̄2 Ω(1, 2) 1
σ12 (v1 ) = 2 2 valida per m v12 > χ
m v1 g1 2

Se ricordiamo che la lunghezza d’onda associata all’elettrone è:


mv = h̄k k=
λ

1 h̄ 1 λ
= = 2π =
k mv 2π
λ
87
88

Si vede che:

πλ2 Ω(1, 2) Ω(1, 2)


σ12 (v1 ) = 2 = λ2
4π g1 4πg1

Probabilità che la λ associata all’elettrone interagisca durante il pas-


saggio a diverse distanze dall’atomo

In base alla relazione testé trovata:

g1 v12 σ12 (v1 ) = g2 v22 σ21 (v2 )

g2 2
σ12 (v1 ) v12 = v σ21 (v2 )
g1 2

πh̄2 Ω(1, 2)
ma σ12 (v1 ) v12 = 2
m g1

g2 2 πh̄2 Ω(1, 2)
quindi v σ21 (v2 ) = 2
g1 2 m g1

πh̄2 Ω(1, 2)
σ21 (v2 ) = 2 2
m v2 g2

Il coefficiente della velocità di diseccitazione collisionale Q21 è quindi


dato dalla:

!3 2
Z ∞ 4 m 2 2 − mv
Q21 = v σ21 (v) ϕ(v) d v ove ϕ(v) = √ v e 2kT
0 π 2kT
89

!3
 
2
2 2 − mv
2
 
Z ∞ πh̄ Ω(1, 2)   4 m
= v · √ v e 2kT  d v

0 m2 v 2 g2 
π 2kT

1 1
4π 2 h̄2 m− 2 Z ∞ Ω(1, 2) − mv2 d(v 2 )
= 3 · e 2kT
(2kT ) 2 0 g2 2

!1
h̄2 1 Z ∞ mv 2 
 
2π 2
− mv
2
= 3 Ω(1, 2)e 2kT d 
kT m 2 g2 0 2kT

!1
2π h̄2 1 E
Z ∞ !
2 E
− kT
= 3 Ω(1, 2)e d
kT m 2 g2 |
0
{z
kT }
<Ω(1,2)>

8.629 · 10−6 < Ω(1, 2) >


Q21 = 1 cm3 sec−1
T2 g2

V alori di Qnm per HI pag. 54 Osterbrock

Il coefficiente Ω(n m) ha valori dell’ordine di grandezza ∼ 1 per le


transizioni fra il livello fondamentale e i livelli eccitati degli ioni CII,
NeII, SiII, NII, OIII, OII (pag. 74 Spitzer; pag 47-48 Osterbrock)

Consideriamo i valori di Qnm per eccitazioni da parte di partner d’urto


come gl ielettroni di HI e le molecole H2 .
90

Tali relazioni sono di primaria importanza nelle regioni HI in cui:

ne
= molto piccolo
nH

Saranno quindi più frequenti le collisioni con gli atomi di HI che quelle
con gli elettroni.

Gli atomi di HI saranno quindi responsabili dei processi di eccitazione


e di diseccitazione come i seguenti:
(1) Eccitazione di livelli a struttura iperfina nel livello fondamentale
degli atomi di HI (variazione dello spin degli elettroni).
(2) Eccitazione di livelli bassi a struttura fine di ioni come CI, OII,
OIII, etc.
(3) Eccitazione di stati rotazionali in molecole di H2

Per stimare l’ordine di grandezza delle velocità d’urto nel caso di


effetti di scambio fra atomi di HI (H-H), poniamo:

Qnm = v σnm (v) ' v σnm (v)

Z ∞ 4π Z ∞ − v2
2
v= v ϕ(v T ) d v = 3 3 v 3 e 2σ d v
o σ (2π) 2 o

v
1 1
u !
u
σ= t + kT
mA mS

poniamo: k= 4π 3 ; λ = 12
3 2σ
σ (2π) 2
91

risulta quindi:

Z ∞
2
v=k v 3 e−λv dv (14)
o

Risoluzione dell’integrale:

Z ∞
2
Iν = v ν e−λv dv
o

Z ∞
2 1
per ν=1 I1 = v e−λv dv = di f acile integrazione
o 2λ

1 π
Z ∞ s
−λv 2
per ν=0 I0 = e dv = è l0 integrale di Gauss
o 2 λ

risulta quindi:

d I0 d I1 d2 I0 d2 I1
I2 = − ; I3 = − ; I4 = + ; I5 = +
dλ dλ d λ2 d λ2

Il nostro integrale dato dalla (1) è quindi

d I1 1
I3 = − = 2; cioè :
dλ 2λ
92

v
1 4π 4σ 4 8πσ u8
u
v=k 2
= 3 · = √ = σ t
=
2λ σ 3 (2π) 2 2 8π 3 π

v v v
u8 1 1 1 1 2kT
u u ! u !
u u
= t t + kT = 2t +
π mA mS mA mS π

v
1 1
u !
4 t
[cm s−1 ]
u
v = 1.46 · 10 + T
A S

Ora nel caso di urti H-H

A = AS = 1


e quindi v = 2.06 · 104 T − − − − − − − − > U rti H − H

Per temperature T = 100 K

v ∼ 105 cm sec−1

Siccome il raggio dell’atomo di idrogeno è ∼ 10−8 cm


2
rB ' h̄ 2 ⇒ σ nm ∼ 10−16 cm2
me e

Risulta quindi:

Qnm = v σ nm ∼ 10−11 cm3 sec−1

Qnm (H − H) = 10−11 cm3 sec−1


93

La densità media dell’idrogeno neutro HI nello spazio interstellare è:

NH = 1 cm−3

Quindi il numero di urti per secondo è:

Cnm (H − H) = 1 · 10−11 sec

Si verifica quindi in media un urto ogni 1011 sec ∼ 3200Y

Non possiamo dilungarci qui nel calcolo di Qnm

ECCITAZIONE IN CONDIZIONI INTERSTELLARI

Discutiamo i rapporti di popolazione che hanno origine nel gas inter-


stellare sotto l’effetto combinato di:




 radiativi



processi 



collisionali


Facciamo degli esempiideali che ci saranno molto utili per interpretare


la realtà:

Supponiamo che:

Ionizzazioni + Ricombinazioni molto più rare di transizioni f ra stati legati

In questo caso le equazioni statistiche possono essere scritte conside-


rando solo le transizioni fra stati legati
94

ESEMPIO 1

Ammettiamo cle l’ATOMO (o la MOLECOLA) possegga solo due


livelli di enrgia:

n = 1 livello f ondamentale; n = 2 livello eccitato

Ammettiamo che la transizione 2 → 1 corrisponda ad una riga


nell’OTTICO

Ammettiamo che questo atomo si trovi in un radiazione di corpo nero diluita

Iν = W Bν (T ) W = f attore di diluizione

Questa situazione si verifica per esempio in una regione HII in cui la


sorgente di radiazione è una stella calda di temperatura T∗

FATTORE DI DILUIZIONE

La stella appare in P sotto l’angolo

ΠR∗2
Ω∗ = 2
r
95

Se in P il flusso è φν (r) [erg cm−2 sec−1 Hz −1 ], l’intensità media


del disco stellare

φν (r)
Iν∗ (r) = [erg cm−2 sec−1 Hz −1 sterad−1 ]
Ω∗

ovviamente:
φν (R∗ )
Iν∗ (R∗ ) =
π

Iν∗ (r) φν (r) π φν (r) π r2 0



= = 2 = 1 per la cons. dell energia
Iν (R∗ ) φ ν (R∗ ) Ω ∗ φν (R )
∗ πR∗

Quindi Iν∗ (r) è INDIPENDENTE DALLA DISTANZA

La densità di radiazione in P sarà:

1 ZZ Ω∗ ∗
Uν = Iν∗ d ω = I
c Ω∗ c ν

Se esprimiamo la densità di radiazione rispetto ad un campo di radia-


zione ISOTROPO, EQUIVALENTE Iν (di uguale densità di radiazione)
si ha:

4π Ω∗ ∗
Iν = I
c c ν

si ottiene:

Ω∗ ∗
Iν = I
4π ν
96

Ω∗
W = f attore di diluizione

Continuando ammettiamo che i partner d’urto degli atomi o delle


molecole siano elettroni N 0 = Ne

Le equazioni statistiche:


Anm + N 0 Qnm =
X X X
Nn { Bnm Iν +
m c m<n m


Nm Amn + N 0 Nm Qmn
X X X
= Nm Bmn Iν +
m c m>n m

diventano nel caso dell’atomo a 2 livelli

4π 4π
! !
N1 B12 Iν + Ne Q12 = N2 B21 Iν + A21 + Ne Q21
c c

N2 B12 4π
c Iν + Ne Q12
= (15)
N1 B21 4π
c Iν + A21 + Ne Q21

Ricordando che:

8πhν 3
g1 B12 = g2 B21 A21 = B21
c3

ed esprimendo
97

B12 e B21 in f unzione di A21

Esprimendo Q12 in funzione di Q21 tramite le

Q12 g2 − hν
= e kT
Q21 g1

e ponendo nella

Ω∗
Iν = Bν (T∗ )

3
l’espressione di Kirckhoff-Planck Bν (T∗ ) = 4hν 1
c2 − hν
e kT −1

La (??) si trasforma nella:

 −1
Q21 − hν  −

 
Ne A21 e kT + W e kT − 1

N2 g2
= −1
N1 g1


Q21

 −

1 + Ne +W e kT − 1
A21 
98

Consideriamo una regione HII di dimensioni di qualche

d ∼ 10−1 pc

molto piccola quindi illuminata da una stella di raggio R = R e T = 104

πR2
Ω R2 R 2
!
2
W = = r = 2=
4π 4π 4r 2r

risulta per r = d = 10−1 pc = 3 · 1012 Km


2 10−14 r =??
7 · 105 
 


≈ 10−14

W = 
12 quindi W =
6 · 10
10−13 r =??


Si noti inoltre che il coefficiente di diluizione della radiazione solare


alla superficie della Terra è: W ∼ 5.5 · 10−6

Si possono quindi trascurare i termini in cui compare a fattore W e


si ottiene quindi:
99


N2 g2 e− kT
=
N1 g1 A21
1+
Ne Q21

Nel caso di E. T. sarà:

N2∗ g2 − hν
= e kT
N1∗ g1

La condizione di E. T. si verifica quindi quando:

A21
1 → A21  Ne Q21
Ne Q21

Quindi si ha equilibrio termodinamico quando predominano gli urti


(cioè viene rispettata la distribuzione di Boltzmann).

Le deviazioni dalla formula di Bolzmann vengono espresse tramite il


rapporto Nn∗ = bn ovvero:
Nn

N2
N2∗ b2 1 b2
= ; = 1 in E.T.
N1 b1 A21 b1
1+
N1∗ Ne Q21

In generale:
N2 N2∗ b2 b2 g2 − hν
= ∗ = e
N1 N1 b 1 b1 g1 kT
100

CALCOLO DI b2 /b1 PER RIGHE PERMESSE A21 = 108 sec−1

Quando i partner d’urto sono elettroni:

Ω(1, 2)
Q21 = 8.63 · 10−6 1
T 2 g2

Supponiamo che:

Ω12
∼ 1 ; T = 104 K Ne = 104 cm−3
g2

Risulta Q21 ∼ 10−7 cm−3 sec−1

Ricordando che:

b2 1
A21 ∼ 10+8 sec−1 −→ = +8 ∼ 10−11
b1 10
1+ 4
10 · 10−7

Quindi:

N2 g2 − hν
= 10−11 e
N1 g1 kT






A. N on vi è E. T.
Ciò signif ica 


 B. T utti gli atomi neutri sono al livello f ondamentale

Consideriamo come esempio la transizione 2P - 1s dell’atomo di HI


101

(Lyα λ = 1220 ν = 2.46 · 1015 )

h = 6.63 · 10−27 ergs; k = 1.38 · 10−16 erg K −1 ; h


k = 4.80 · 10
−11
sK

1
J =0+ ; g2 = 2J + 1 = 2
2

3s 3p 3d 
 3
 2


1
2s 2p → J =1± 2 =
 1


 2




4
. g2 =  (g2 )tot = 6 ; g2 = 2 (2s)


2
peso statistico dei singoli
termini di multipletto LSJ

1s → J = 0 + 12 = 1
2 ; g1 = 2J + 1 = 2 (g1 )tot = 2

.
questi rappresentano i pesi statistici dei termini totali 2P e 1s (cioè
dei termini totali LS)
g = (2S + 1) (2L + 1) ; gn = 2n2

g2 6
g1 = 2 = 3

e− kT

= 7.44 · 10−6
102

In E. T.

N2 g2 − hν
= e = 2.2 · 10−5
N1 g1 kT

con b2 /b1 = 10−11 invece

N2 = ·10−16
N1

TUTTI GLI ATOMI NEUTRI SONO AL LIVELLO FONDAMENTALE


12.4.1999

Avevamo trovato che nel caso di un atomo:

• con due livelli


• in assenza di ionizzazione e ricombinazione
• in diluizione di radiazione (W  1) ovvero senza assorbimento di
radiazione e senza emissione indotta

si ha che:

N2 g2 − hν12 1
= e kT
N1 g1 1 + NAQ21
e 21

che deriva dalla equazione statistica:

N1 Ne Q12 = N2 (A21 + Ne Q21 )

Avevamo inoltre detto che:


hν12
• Ne → ∞ N 2 g 2 kT
N1 → g1 e regime di E.T.E. ove dominano
gli urti e N2 Ne Q21 = N1 Ne Q12
• Se NAQ
21 1 A21 siha E. T. E.
ovvero se Ne  Q
e 21 21

103
104

e che si definisce come densità critica Nc quella densità per cui:

A21
Nc =
Q21

Quest’ultimo punto significa che Nc è quella densità per cui:

Nc Q21 = A21

ovvero lo spopolamento radiativo del livello 2 corrisponde (è uguale)


allo spopolamento collisionale

R21 = C21

La quantità di energia radiante prodotta nella transizione 2 − 1

Nel LOW DENSITY LIMIT si ha:

N1 Ne Q12 = N2 A21 si trascurano le diseccitazioni collisionali

ne segue che

N1 Ne g2 − hν12 N1 Ne Ω12 g2 − hν12


N2 = Q21 e kT = 8.63 · 10−6 e kT
A21 g1 A21 g2 T 1/2 g1

ponendo N1 = ZI Ne in funzione dell’abbondanza di H supponendo


H = H + = Ne

Il flusso emesso nella riga è:


105

E21 Ω12
!

hν12
ld −6 −1/2
F21 ∝ N2 A21 E21 = 8.63 · 10 ZI Ne2 T e kT (16)
g1

Nello HIGH DENSITY LIMIT si ha:

g2 − hν12
N2 Ne Q21 = N1 Ne Q12 ⇒ N2 = N1 e kT
g1

da cui segue che il flusso emesso nella riga è:

hd g2 − hν12
F21 ∝ N2 A21 E21 = ZI Ne A21 E21 e kT (17)
g1

La variazione di dipendenza della potenza di Ne implica che:

hd ld
F21 = F21 e ciò avviene per N = Nc

Si ha infatti che uguagliando la (??) e la (??) si ottiene:

A21 g2 T 1/2 A21


Nc = =
Ω12 · 8.63 · 10−6 Q21

Analogamente la quantità di energia cinetica restituita è:

Nel LOW DENSITY LIMIT

g2 − hν12
N2 A21 = N1 Ne Q12 = N1 Ne Q21 e kT
g1
106

ZI Ne2 Ne∗
N2 = Q21 ∗
A21 N1

ZI Ne3 2 Ne∗
ld
K21 = N2 Ne Q∗21 E21 = Q21 ∗ E21 ∝ Ne3
A21 N1

Nello HIGH DENSITY LIMIT

N2 N2∗
= ∗
N1 N1

N2∗ ∗ N2

hd
K21 = N2 Ne Q∗21 E21 = N1 Ne Q21 2
∗ E21 = ZI Ne Q21
2
∗ E21 ∝ Ne
N1 N1

All’intersezione di questi 2 andamenti si ha:


N2∗ ZI Ne3 2 N2∗
ZI Ne2 Q21 = Q21 ∗ E21
N1∗ A21 N1

A21
Ne = = NC again!!! the critical density!!!
Q21

Calcoliamo adesso i bilanci energetici (sempre nel caso di un atomo a


2 livelli in diluizione di radiazione e con transizioni fra soli stati legati:
107

(A) energia cinetica assorbita


N2∗
K12 = N1 Ne Q12 E21 = ZI Ne2 Q21 E21
N1∗
(B) energia cinetica emessa
N1 N2∗ ZI Ne2 N2∗
K21 = N2 Ne Q21 E21 = Ne Q21 ∗ E21 = Q21 ∗ E21
A21 N1 A21 N1
1+ 1+
Ne Q21 Ne Q21

ZI Ne3 2 N2
K21 = Q E21
Ne Q21 + A21 21 N1∗

ZI Ne3 2 N2
K21 = Q E21
Ne Q21 + A21 21 N1∗
(C) energia radiativa emessa
1 N2∗
F21 = N2 A21 E21 = N1 A21 ∗ E21
A21 N1
1+
Ne Q21

ZI Ne N2∗
= A21 Q21 ∗ E21
Ne Q21 + A21 N1

ZI Ne2 N2∗
= A21 Q21 ∗ E21
Ne Q21 + A21 N1
108
Lezione 16 + 17

La volta scorsa avevamo calcolato il “coefficiente della velocità di


diseccitazione collisionale Q21 per urto con elettroni

8.63 · 10−6 < Ω(1, 2) >


Q21 = (cm3 sec−1 )
T 1/2 g2

ove Ω(1, 2) è la cosidetta “efficienza collisionale

Avevamo inoltre derivato l’espressione della popolazione relativa dei


livelli di un atomo a 2 livelli, posto in un campo di radiazione diluita,
supponendo:

Ionizzazione + Ricombinazione
molto più rara di transizioni fra stati legati

− hν
N2 g2 e kT
=
N1 g1 A21
1+
Ne Q21

A21
Se  1 si ha E.T., cioè quando predominano gli urti
Ne Q21

e ponendo nel caso di E. T.:

109
110

N2∗ g2 − hν
= e kT
N1∗ g1

ponendo

N2 N1
= b2 ; = b1
N2∗ N1∗

N2 b2 g2 − hν b2 1
= e kT ;
N1 b1 g1 b1 A21
1+
Ne Q21

Supponendo che le transizioni fra 2 ⇒ 1 fossero permesse, cioè


che A21 ≈ 108 sec−1 e supponendo Ne = 104 cm−3 e T = 104 K
abbiamo calcolato Q21 prendendo come partner d’urto gli elettroni

8.63 · 10−6 Ω(12)


Q21 = 2 · → 1 ≈ 10−7 sec−1
10 g2

da cui risulta:

b2 1
= ≈ 10−11
b1 108
1+ 4
10 · 10−7

cioè:

N2 g2 − hν
= 10−11 e kT
N1 g1
111

N2 g2
= 10−11 0.06
N1 g1

 
− hν 14
risulta

e kT = 0.06
 se si pone : ν(5000 A) = 6·10 Hz T = 10000

h = 6.63 · 10−27 erg s

k = 1.38 · 10−16 erg k −1

h
= 4.80 · 10−11 s K
k

Ciò significa:

(1) non vi è equilibrio termodinamico


(2) tutti gli atomi neutri sono al livello fondamentale

Diversa è la situazione nel caso di transizioni proibite dai cosidetti


livelli “METASTABILI. Si noti che i livelli metastabili si trovano al di
112

sopra del livello fondamentale di qualche eV e che le transizioni fra


questi livelli e il livello fondamentale (e fra di loro) sono proibite:

Questi livelli metastabili non sono popolati per RICOMBINAZIONE


e CASCATA perché dovremmo osservare anche righe provenienti da li-
velli alti. Quindi essi vengono popolati tramite eccitazioni collisionali
dal livello fondamentale.

Consideriamo quindi per il nostro esempio le righe nebulari dello


spettro dello [OIII] 5007, 4959 corrispondenti alle transizioni:

1 3
− 2 D2 − P2 λ = 5007 A

1 3
− 1 D2 − P1 λ = 4959 A

A21 = 2.1 · 10−2 sec−1 ; A21 = 0.7 · 10−2 sec−1 nei due casi

probabilità di transizione spontanea


113

Ω(1, 2)
P onendo T = 104 K ; Ne = 103 ÷ 104 cm−3 ; ∼ 1
g2

8.63 · 10−6 Ω(1, 2)


Q21 = ≈ 10−7 cm3 sec−1
102 g2
e quindi

A21 2.1 · 10−2 2.1 · 105 105


= −7 = ∼ ∼ 10 ÷ 102
Ne Q21 Ne 10 Ne Ne

quindi
b2 1
= ' 0.1 ÷ 0.01
b1 A21
1+
Ne Q21

La popolazione del livello maggiore raggiunge quindi lo 1% fino al


10% del suo valore in caso di equilibrio termodinamico (quindi una
piccola deviazione rispetto ai livelli non metastabili).

Rispetto ai livelli con vita media normale bb2 = 10−11 vengono cosı̀ fa-
 

1
voriti, in condizioni interstellari, i livelli metastabili bb2 ∼ 10−1 con
 

1
lunga vita media nel rapporto 1010 : 1

Andamento del numero di fotoni emessi per unità di tempo per ione

− hν
N2 g2 e kT
=
N1 g1 A21
1+
Ne Q21
114

Low density limit

N2 g2 − hν Ne Q21 Ne A21
= e kT ; Ne Q21  1 ; = Q12 Ne
N1 g1 Ne Q21 + A21 N1

< Ω(1, 2) > Q12 g2 − hν


Q21 = 8.63 · 10−6 ; = e kT
g2 T 1/2 Q21 g1

g(2S + 1)(2L + 1)

h = 6.63 · 10−27 [erg s]

k = 1.38 · 10−16 [erg k −1 ]

h
= 4.80 · 10−11 [s · k]
k

− hν
N2 A21 g2 e kT
J= = A21
N1 g1 A21
1+
Ne Q21

fotoni emessi per unità di tempo per ione


115

RIGHE PROIBITE

A21 = 1.8 · 10−2 sec−1 ; Q21 = 1.8 · 10−8 cm3 sec−1 ; T = 104 ;
2) 1 D2 L = 2 ; S = 0 ; g2 = 5 ; 1) 3 P2 L = 1 ; S = 1 ; g1 = 9 ;

2) − 1) λ = 5007 ; ν = 5.992 · 1014

− hν
N2 A21 J e kT
J= = 1.8 · 10−2
N1 g 1.8 · 10−2
1+
Ne 1.8 · 10−8

A21
NG = ∼ 106 cm−3
Q21

5.64 · 10−4
J=
106
1+
Ne
116

Ne 10 103 105 106 107 108


J 5.64 · 10−9 5.64 · 10−7 5.64 · 10−5 2.32 · 10−4 5.64 · 10−4 5.64 · 10−4
lg J -8.25 -6.25 -4.25 -3.63 -3.25 -3.25

− hν
N2 g2 e kT
=
N1 g1 A21
1+
Ne Q21

N2 A21 − N2 Ne Q21 N2
J= = (A21 − Ne Q21 )
N1 N1

− hν
g2 e kT
J = (A21 − Ne Q21 )
g1 A21
1+
Ne Q21
117

g2 − hν A21 − Ne Q21
= e kT
g1 A21
1+
Ne Q21

A21 − Ne Q21
= · Ne Q21
A21 + Ne Q21

Posto Ne Q21 = x

A21 − x A21 x − x2
J= ·x =
A21 + x A21 + x

J =0 ; x=0 x = Ne Q21 = A21

( A21 x − x2
f x) =
A21 + x

0 (A21 x − 2x)(A21 + x) − A21 x + x2


f (x) =
(A21 + x)2
118

A221 + A21 x − 2A21 x − 2x2 − A21 x + x2


=
(A21 + x)2

A221 − 2A21 x − x2
= =0
A21 + x

0
f (x) = −x2 − 2A21 x + A221 = 0

q
2A21 ± 4A221 + 4A221
x= = −A21
−2

q
2A21 ± 2 2A221
=
−2


= 2A21 ± 2A21 2


= A21 ( 2 − 1) = 0.41A21

N1 Ne Q12 = N2 (A21 + Ne Q21 )

N2 Ne Q21 = N1 Ne Q12 − Ne A21

numero scariche collisionali per atomo


119

N2 Ne Q21 N2 N2 N2
K= = Ne Q12 − A21 = Ne Q21 − A21
N1 N1 N1 N1

N2∗
N1 Q12 = N2 Q12 Q12 = Q21
N1∗

− hν
N2 g2 e kT
K= (Ne Q21 − A21 ) = (Ne Q21 − A21 )
N1 g1 A21
1+
Ne Q21

high density limit

Ne → ∞ ⇒ Ne Q21  A2

N2∗
K = ∗ Ne Q21
N1

low density limit

Ne → 0 k=0
120

N1 Ne Q12 = N2 A21 + N2 Ne Q21

N2 A21 N2 N2∗
= Ne Q12 − Ne Q21 = Ne ∗
N1 N1 N1

In tale caso siccome il coefficiente di emissione nelle righe Lν ' N2 A21

Lν per (N2 A21 )permesse 1 108


= = 10 · −2 = 1
Lν proi (N2 A21 )proibite 10 10

per le trasmissioni permesse si trascura l’emissione indotta 4π


c Iν N2 B21
perché la radiazione è molto diluita

cioé le righe “proibite” sono cosı̀ forti come le “permesse” o addirittura


piú forti.

ESEMPIO 2

Consideriamo un atomo (oppure una molecola) con solo 2 livelli di


energia e ammettiamo che la transizione corrisponda ad una
RADIORIGA
121

λm T = 0.29 cm K W ≈ 1 f attore di diluizione

Per un campo di radiazione nell’intervallo delle frequenze radio (Co-


smic B. B. radiation: pag. 2 + pag. 76 Spitzer) il fattore di diluizione
di norma prossimo a 1 (perché la radiazione, radio di fondo proviene da
tutte le direzioni)

WRADIO ∼ 1

Per cui si definisce Iν tramite la legge di Rayleigh-Jeans

!2
ν hν
Iν = 2 K TS valida per 1
c KTS

ovvero tramite la temperatura di RADIAZIONE TS (= 2.7 K)

L’espressione che esprime la popolazione dei livelli:

−1

 
Q21 − hν +
!
Ne e kT + W e kT∗ − 1
 
N2 g2 A21
= −1
N1 g1 hν
 
Q21 +
!
1 + Ne e kT∗ − 1
+W  
A21
122

ove T = temperatura critica

diventa in questo caso

− hν A21 kTS
e kT + 0
N2 g2 N Q21 hν
= (18)
N1 g1 A21 A21 kTS
1+ 0 + 0
N Q21 N Q21 hν

ove con N 0 indichiamo i partner d’urto

Questa espressione diventa la formula di Boltzmann per

A21
1
N 0 Q21

Tuttavia si definisce una temperatura di eccitazione Tex tale che sia:

N2 hν
g2 − kT
= e ex (19)
N1 g1

ove ovviamente Tex 6= TS

Poiché nell’intervallo di frequenze radio

KT  hν KTex  hν

si può porre:


exp[−hν/KT ] ≈ 1 −
kTex
123






k = 1.38 · 10−16 erg deg −1
T = 10 ÷ 102







ν1 cm = 3 · 1010 cm
h = 6.63 · 1027 erg s


Dalle (??) e (??) si ricava:

X 1
+
1
= TS T
Tex 1+X

ove:

A21 kTS (N 0 Q21 )−1


X= 0 · =
N Q21 hν kTS −1
!
A21

Si dimostra che:
V ita media livello partenza emissione per soli processi d0 urto
X=
V ita media livello partenza emissione per soli processi radiativi

Infatti ricordando che l’equazione dell’equilibrio statistico per il si-


stema a 2 livelli è:

4π 4π
! !
N1 B12 Iν + Ne Q12 = N2 B21 Iν + A21 + Ne Q21
c c

risulta che:

1
= tU RT O
Ne Q21
124

Tempo di vita medio del livello 2 in presenza di soli processi d’urto.

1
4π = tS
B21 Iν + A21
c

Tempo di vita medio del livello 2 in presenza di soli processi radiativi

Quest’ultima infatti si trasforma ricordando che

3 3
a) A21 = 8πhν 3 B21 → B21 = c 3 A21
c 8πhν
3
b) Iν 2hν 1 = 2 ν 2 K T nella rappresentazione di Rayleigh−
2 S
c − hν c2
e kTS − 1
Jeans

3 2 2
   
4π c 4π c 2ν
B21 Iν +A21 =  Iν + 1 A21 =  · 2 KTS + 1 A21
c 8πhν 3 c 2πhν 3 c

KTS
!
= +1 A21

KTS
ma KTS  hν ⇒  1

KTS
≈ A21

!−1
KTS
tS = A21

125

tu
X=
tS

In conclusione risulta che:

tu tS
+
1
= TS T
Tex ts + tu

Se tS  tu hanno il sopravvento i processi d0 urto e quindi:

Tex = T = temperatura cinetica

Viceversa se tS  tu hanno il sopravvento i processi radiativi e quindi:

Tex = TS = temperatura di radiazione

APPLICAZIONE Nr. 1

Popolazione del livello superiore da cui ha origine la riga 21 cm


(1420.4 MHz) dello HI

Questa riga ha origine da una transizione fra stato con spin elettronico
k allo spin nucleare, F = 1, e stato con spin elettronico anti k allo spin
nucleare F = 0
126

Questa riga proviene da regioni HI in cui la ionizzazione è molto bassa

Come partner d’urto giocano quindi un ruolo importante solo gli atomi di HI.

Sarà quindi:

N 0 = NH e sia T = 102 K

Il valore di Q21 si ricava da tabelle e risulta per una temperatura


cinetica di T = 102 K

Q21 ∼ 10−10 cm3 sec−1

Se N 0 = 1 cm−3 vita media livello = 1010 s = 317 years

d’altro canto l’energia di eccitazione della riga 21 cm è:

∆E = hν = 5.9 · 10−6 eV

e la sua probabilità di transizione A21 = 2.87 · 10−15 sec−1 ;


B21 = 1.61·1014 vita media di livello = 3.48·1014 sec = 11·106 years

Quindi esprimendo in eV, ∆E

KTS TS (N 0 Q21 )−1


= ∆E (in eV ) e ricordando che X = !−1
hν 11600 ∆E KTS
A21

TS
!
−15
−6 2.87 · 10 TS
X = 11600 5.9 · 10 −10 = 4 · 10−4
NH 10 NH
127

Affinché Tex (chiamata nel caso della 21 cm “TEMPERATURA DI SPIN)


sia uguale alla T cinetica occorre che sia:

X 1
+
1
X1 = TS T
Tex 1+X

Se nell’espressione precedente si pone:


TS
X = 4 · 10−4
NH

TS = 2.7 K = temperatura della radiazione di f ondo cosmica

per il campo di radiazione

e si considerano densità tipiche delle nubi interstellari in cui:

NH > 0.1 cm−3 Nh ∼ 1 cm−3 ad es.

e in cui si ha

<
T ∼ 102 K

la condizione:

TS
X = 4 · 10−4 1
NH

è soddisfatta.
128
B. D. pg.363

n1 hν0 = E1 − E0

the emission coefficient of the transition 1 → 0 is

4πν = n1 hν0 A10 φν φν = δ(ν − ν0 )

φν = line shape = probability that the photon is emitted in the


interval ν − ν + d ν

The lifetime of S = 1 is ∼ 3.5 · 1014 sec

The hydrogen is in LTE charaterized by a SPIN TEMPERATURE TSP


so that we can write:

!2

 hν  KT
ν ν



= Bν (TS ) = 2 KTSP 
Kν c 

 hν0 = 0.07K
K

The observed radio intensity is usually espressed in terms of brightness


temperature

!2
ν
Iν (Tb ) = 2 KTb
c
129
130

If the radiation is DUE ENTIRELY to emission from H atoms along


the line of sight, then the transfer equation is:

Z τ∗ ν −τν
0
Iν = e d τν
0 Kν

!2
ν ∗
K TSP 1 − e−τν

= 2
c

!2
ν
= 2 KTb
c

it follows that:

∗
Tb = TSP 1 − e−τν


Therefore when there is NO ABSORPTION τν = 0

Tb = TSP

if the emission arises from atoms where spin temperature is a CONSTANT

Tb = TSP τ ∗ if τν  1

The column density NH of NEUTRAL HYDROGEN along the line


of sight can be obtained from radio observations
131


ν = n1 hν 4π
A10 φν



n 1 φν hν

 !

→ Kν = 2 A10 c2



 ν = 2  ν 2 K T 8πν KTSP
Kν c SP

Z ∞ Z ∞ Z
τ= τν d ν = dν Kν d s
0 0

A10 c2 hν0
!Z
= n1 d s
8πν02 KTSP | {z }
N1

n1 hν0
g1 − KT − 0.07
= e SP = 3 e| T SP ≈ 3
n0 g0 {z }
≈ 1 T =10.....

n0 = n1 /3

N1 4
NH = N0 + N1 = + N1 = N1
3 3

4 8πν02 KTSP
!
τ
3 A10 c2 hν0

32 KTSP τ
Π
3 hcλ A10

2.76 · 1014 TSP τ


132

For regions thin to radio waves τν  1 then the brightness tempara-


ture

Tb ≈ TSP τ

Then NH can be derived from measurements of Tb


Lezione 18

APPLICAZIONE NR 2

Nel caso della riga di emissione del CO vedi Spitzer pag. 83

λ ∼ 2.6 mm

le eccitazioni per urto si verificano con partner d’urto che sono le


molecole di H2

In queste regioni T = 10 ÷ 30 K e quindi la rate di diseccitazione


per urto è (vedi TAB 1):

Q21 ∼ 2 · 10−12 cm3 sec−1

La probabilità di transizione radiativa spontanea è per questa riga:

A21 = 6 · 10−8 sec−1

La differenza di energia fra i due livelli da cui ha origine la riga è:

hν = ∆E = 4.8 · 10−4 ev

Ricordiamo che

133
134

KTS TS
=
hν 11600 ∆E (eV )

Calcoliamo:

A21 KTS
x= ·
N 0 Q21 hν

6 · 10−8 TS 3 TS
x= 0 ∼ 5 · 10
N 2 · 10−12 11600 · 4.8 · 10−4 N0

x 1
+
1
= TS T
Tex 1+x

>
In nubi molto dense N 0 = N (H2 ) ∼ 5 · 104 cm−3 e TS ∼ 2.7 K
risulta:

x1

e quindi:

Tex = T

Dominano cioè le collisioni e la popolazione dei livelli è data dalla


formula di Boltzmann come in LTE.

Al contrario per densità più basse diventano importanti le eccitazioni


radiative, per esempio tramite fotoni della radiazione di fondo cosmica
135

APPLICAZIONE NR 3





λ 3874.61
Nel caso delle righe di assorbimento interstellari ottiche di CN  λ 3875.77


 λ 3874.00

queste derivano da una transizione elettronica dal primo livello ro-


tazionale eccitato J = 1 dello stato fondamentale. Qui la probabilità
di transizione spontanea J = 1 → J = 0 della molecola di CN è
relativamente alta

A21 ∼ 10−5 sec−1 ∆E ≈ 4.7 · 10−4 eV

KTS TS TS
= =
hν 11600 ∆E(eV ) 11600 · 4.7 · 10−4

Q21 ∼ 10−12 cm3 sec−1

A21 KTS 10−5 TS


x= 0 · = 0 −12 ·
N Q21 hν N 10 11600 · 4.7 · 10−4

TS
≈ 1.7 · 106
N0

Ovvero x  1 ovvero tUtRT O  1


S

ciò implica dalla

tS tu
+
Tex = T TS
tS + tu
136

che:

Tex = TS = 2.7 K

Le molecole interstellari di CN sono perciò dei sensibili indicatori della


radiazione di fondo cosmica

Per le righe di questa molecola gli urti non sono perciò importanti e
predominano le eccitazioni radiative da parte del campo di radiazione a
3 K.

RIGHE DI RICOMBINAZIONE

Le ipotesi che facciamo sono plausibili con le condizioni presenti nelle


regioni HII.
Ammettiamo che la popolazione del livello di partenza n avvenga

a) per ricombinazione diretta

b) per ricombinazione diretta a livelli più alti seguita da transizioni


radiative ad n
137

Ammettiamo quindi che

1. Non vi sia emissione indotta


2. Non vi sia popolazione del livello n per urto o per assorbimento di
radiazione.
3. Gli atomi neutri siano al livello fondamentale e da questo vengano
fotoionizzati.
4. Vi sia equilibrio statistico.

Premettiamo a questo proposito che:

rate ionizzazione ∼ 10−8 sec−1  Anm ≈ 104 ÷ 108 sec−1

Si possono perciò trascurare i processi di ionizzazione dagli stati legati


nelle equazioni statistiche
prob. trans. n ↑ m per  probabilità f otoionizzazione
assorbimento radiativo 10−15 sec−1 10−8 sec−1

Le equazioni dell’equilibrio statistico sono cosı̀:

n−1
X ∞
X
Nm Anm = Nm Amn + Np Ne α0,n (Te )
m=1 m=n+1
| {z }
partenze da n a livelli inf eriori

α0,n (Te ) = coef f iciente di ricombinazione diretta al livello n [cm3 sec−1 ]

Te = T emperatura elettronica
138

Supponiamo inoltre che la nube gassosa sia OTTICAMENTE SOT-


TILE (cioè che una riga emessa non venga riassorbita)
da m = 1, 2....n − 1 → n

Ricordiamo che per l’idrogeno in E. T. valgono:

1
!3 x
Np Ne 2πme KTe 2 − KT0 e g11
z}|{
= e · =1 (20)
N1 h2 g01
|{z}
2·1

Nn x0 n
2 KTe
=n e g0n = 2n2 Boltzmann (21)
N1

ove:

x0 = energia di ionizzazione dal livello f ondamentale


x0n = energia di eccitazione 0 → n

Introducendo i coefficienti di deviazione

Nm
bn =
N∗

si ottiene ricombinando la (??) e la (??):

3
2 2 + x0 − x0n

h
Nn = bn n2   e KT Np Ne
2πme KTe

sostituendo questa espressione nell’equazione dell’equilibrio statico per


Nn ed Nm si ottiene un sistema di equazioni per i coefficienti bn
139

!3 − x0n − x0n
α0n 2πme KTe 2 − x0KT ∞
X m2 − x0mKT n−1
X
e e + bm Amn · 2 e e = bn Anm
n2 h2 m=n+1 n m=1

bn dipende in questo caso non da Ne ma solo da Te

Ciò è vero perchè consideriamo il caso di bassissima densità in cui i soli


processi che originano le righe sono:

1. cattura di elettroni su livelli eccitati

2. caduta radiativa ai livelli inferiori

Note alla derivazione da E. T. per righe proibite

N2 (A21 + Ne Q21 ) = N1 Q12 Ne Equilibrio statistico


140

Q12 N2 g2 − hν
N2 Q21 = N1 Q12 = = e kT
Q21 N1 g1

N2 A21 Q12 g2 − hν
+ N2 Ne = N2 N1 = N1 Ne e kT
Q21 Q21 g1

N2 A21 g2 − hν
!
1+ = e kT
N1 Ne Q21 g1

Q12
− hν
N2 Q12 Ne Q21 g2 e kT
= = =
N1 A21 + Ne Q21 A21 g1 A21
+1 1+
Ne Q21 Ne Q21

!3
Np Ne 2πmKT 2 − x0
= e KT
N1 h2

Nn x0n
2 − KT
=n e
N1

!3
Np Ne 2 − x0n 2πmKT 2 − x0
n e KT = e KT
Nn h2
141

3
(−x0n + x0 )


h2 2
2 KT
Nn = Np Ne n e  
2πmKT

3
2 2 (x0 − x0n )

2  h
Nn = bn n  e KT Np Ne
2πmKT

eliminato N1 con la (??) si trasforma nella formula (degna di nota):

3
2 2 + x0 − x0n

2  h
Nn = bn n  e KT Np Ne (22)
2πme KTe

Se si sostituisce questa espressione nell’equazione dell’equilibrio stati-


stico in luogo di Nn oppure di N si ottiene un sistema di equazioni per
i coefficienti bn

!3 − x0n
α0,n 2πme KTe 2 + x0KT X∞ n−1
X
e e + bm Amn = bn Amn
n2 h2 m=n+1 m=1

da controllare confrontando con Osterbrock


142

Come si vede i valori di bn non dipendono in questo caso dalla den-


sità ma solo dalla temperatura Te . Non tratteremo qui dei metodi per
risolvere questo sistema di equazioni. Risultati numerici per n = 2 fino
a 7 per Te = 104 K sono elencati in Tabella 2
Lezione 19 – Intensità delle righe in
funzione della densità e della
temperatura

Non si può terminare una discussione sui rapporti di popolazione senza


parlare delle intensità previste di alcune righe.

Per risolvere il problema occorre risolvere il seguente sistema di equa-


zioni:


 d Iν = I − ν equazione del trasporto


 d τν ν kν

L −1

3 g
 S L = ν = 2hν

n Nm − 1

 
Sourcef unction

ν
k L
c 2 gm Nn
 ν
4π I + P 4π
 
0P

N B A + N Q = m Nm Bmn c Iν +

 P P
n m nm c ν m<n nm m nm




0P 0

 +
m>n Nm An + N m Nm Qmn equazione dell equilibrio statistico

 P

Consideriamo in primo luogo 2 casi in cui:

Non avviene né eccitazione radiativa né emissione indotta

ma

avviene eccitazione e diseccitazione per urto e emissione spontanea

In tale modo l’equazione del trasporto radiativo (la prima del sistema)
non è più necessaria

143
144

Queste condizioni si verificano per:

1. Righe di ioni pesanti eccitate per urto


2. Righe di ricombinazione ottiche in una nebulosa gassosa otticamente
sottile

L’intensità di una riga di emissione è data da

IνL = Iν − Iν0

Iν è dato dalla equazione del trasporto

Z τ∗

SνL (τν ) e−τν + Iν0 e−τν
ν
Iν =
0

τν∗ = τν (r∗ )

in cui SνL può dipendere da Iν0 per le:

1. eccitazioni radiative
2. emissione indotta
145

Tale dipendenza scompare per le righe di emissione ottiche

a) eccitate per urto


b) generate per ricombinazione (nel caso sottile, perché altrimenti po-
trebbero causare emissione indotta ed eccitazione radiativa)

quindi SνL , KνL e di conseguenza Lν sono indipendenti da Iν0 e si può


considerare:

Iν0  Iν

a causa della diluizione


L
Nell’ipotesi di nebulae otticamente sottili τνL  1 risulta e−τν = 1 e
quindi:

SνL d τνL = SνL KνL d r = Lν d r

e se in luogo di Lν si pone la sua espressione:

hνnm
Lν = ψ(ν) Anm Nn

Risulta:

Z l hνnm Z l
IνL = Iν − Iν0 = Lν dr = ψ(ν) Anm Nn d r
0 4π 0

questa si può scrivere perché siamo nel caso otticamente sottile

Ammettiamo d’ora in poi che siano


146

densità e temperatura c o s t a n t i

In questo caso il rapporto di due righe di emissione con

uguale livello inferiore m e uguale profilo ψ(ν)

L
Inm νnm Anm Nn
! ! !
=
InL0 m νn0 m A n0 m Nn0

qui si potrebbe introdurre il rapporto di popolazione nel caso di righe


di ricombinazione sottili

hνmn −
Nn gn e kT
= =
Nm gm Anm
1+
Ne Qnm

Espressione valida nel caso che ionizzazioni + ricombinazioni


siano molto più rare delle transizioni fra stati legati

An0 m
 !

L 1 + hνnm − hνn0 m
Inm νnm Anm gn

 Ne Qn0 m ! 
 −
kT
= 
 e
L
νn0 m An0 m gn0 Anm 

In0 m 

1+
Ne Qn0 m
147

Se i livelli n ed n’ sono uno vicino all’altro

0
νnm ∼ νn0 m e KT ∼ 1

Quindi il rapporto di intensità delle righe dipende da:

Ne

Perché ciò sia vero occorre che siano:

An0 m 6= Anm probabilità di transizione radiativa

e che

Qn0 m 6= Qnm velocità di diseccitazione collisionale


148
Lezione 20

Facendo le ipotesi di:

 




eccitazione radiativa 



temperatura
assenza di  e di costanza della 

emissione indotta


 
 densità






RIGHE P ROIBIT E di ioni pesanti
che si verificano per  RIGHE DI RICOM BIN AZION E OT T ICHE


 in nebule sottili

Abbiamo trovato per un sistema a 2 livelli che:

L hνnm
Inm (ν) = Anm ψ(ν) Nn l

149
150

In questo caso il rapporto di due righe di emissione con






uguale livello inf eriore m



 uguale prof ilo ψ(ν)

è dato da:

L
Inm νnm Anm Nn
L =
In0 m νn0 m An0 m Nn0

hνnn0

Nn gn e kT
= =
Nn0 gn0 Ann0
1+
Ne Qnn0

valida nel caso di assenza di ionizzazione..........le possibilià nel caso


di righe proibite

e quindi:

An0 m
 !

L 1 + hνnm − hνn0 m
Inm νnm Anm gn

 Ne Qn0 m ! 
 −
kT
= 
 e
L
νn0 m An0 m gn0 Anm 

In0 m 

1+
Ne Qn0 m
151

Se i livelli n ed n’ sono uno vicino all’altro

νnm ∼ νn0 m

Quindi

An0 m
L 1+
Inm νnm Anm gn Ne Qn0 m
= · (23)
InL0 m νn0 m An0 m gn0 Anm
1+
Ne Qnm

funzione della densità elettronica Ne e della temperatura elettronica


Te che compare nell’espressione di Qnm

Ωnm
Qnm = 8.63 · 10−6
T 1/2 gn
152

Questa situazione si verifica per le righe proibite dello

Ω(4 S,2 D) Amn (sec−1 )

[N I] I(5200)/I(5198) 7.0·10−6 ; 1.6·10−5 (Kapl)

[OII] I(3729)/I(3726) 1.47 4.2 · 10−5 ; 1.8 · 10−4 (Ost)

[SII] I(6717)/I(6730) 5.66 4.7 · 10−4 ; 1.8 · 10−3 (Ost)

[CeII] I(5517)/I(5537) 1.0·10−3 ; 7.0·10−3 (Kapl)

[ArIV ] I(4711)/I(4740) 1.67 2.2 · 10−3 ; 2.8 · 10−2 (Ost)

[N eIV ] I(2422)/I(2425) 1.14 5.6 · 10−3 ; 5.9 · 10−4 (Ost)

0 0 0 2J 0 + 1
Ω( SLJ, S L J ) = 0 0 Ω (SL, S 0 L0 )
(2S + 1)(2L + 1)

Si noti che:

A. per alte densità la (??) diventa:

L
Inm Anm gn
=
InL0 m An0 m gn0

Infatti siccome i soli urti determinano la popolazione dei livelli risulta:


153

Nn0 gn0
=
Nn gn

data cioè come in equilibrio termodinamico dalla legge di Boltzmann

e quindi

Inm gn Anm
= 0
In0 n gn An0 m

B. per basse densità la (??) che si può esprimere nella forma:

Inm νnm Anm gn Ne Qn0 m + An0 m Ne Qnm


=
In0 m νn0 m An0 m gn0 Ne Qnm + Anm Ne Qn0 m

molto piccolo

Inm gn Qnm gn Ωnm gn0 Ωnm


= 0 = =
In0 m gn Qn0 m gn0 Ωn0 m gn Ωn0 m

Inm Ωnm
=
In0 m Ωn0 m
154






A31 (2321) = 2.3 · 10−1 sec−1

A32 (4363) = 1.6 · sec−1


Anm  1
Ne Qnm

[OIII]






A21 (5007) = 2.1 · 10−2 sec−1

A21 (4959) = 0.7 · 10−2 sec−1


A32  A21 ⇒ che le diseccitazioni collisionali 3 − 2

sono poco importanti a basse densità

Inoltre I32 (4363) è molto piccola rispetto a I21 (5007, 4959) e quindi
il livello 3 è poco popolato e quindi per il livello 2 non si hanno notevoli
incrementi di popolazione da 3 → 2 per transizione radiativa






N1 Ne q13 = N3 (A32 + A31 )



 N1 Ne q12 = N2 Ne q21 + N2 A21 vedi in seguito

N3 Ω13 A21
"
X Ω12
#

X23
= −4
1 + 1.73 · 10 e KTe
N2 Ω13 A32 + A31 A21
155

Ne
X = 10− 2 √
Te

Ineb = N2 A21 hν21

Iaur = N3 A32 hν32

T KT (eV)
4
10 0.86
2 · 104 1.72
3 · 104 2.58
2 · 104 3.44
2 · 104 4.3
2 · 104 5.16






Ne N1 Q12 = N2 (A21 + Ne Q21 )



 Ne N1 Q13 = N3 (A32 + A31 ) vedi in seguito

Q13 N3 A32 + A31


=
Q12 N2 A21 + Ne Q21
156

N1 Q13 = N3 Q31

N3 g3 − hν31
Q13 = Q31 = Q31 = Q31 e KT
N1 g1

N2 g2 − hν21
Q12 = Q21 = Q21 e KT
N1 g1

Q13 Q31 g3 − hν32


= e KT
Q12 Q21 g2

N3 Q31 g3 −
hν32 A21 + Ne Q21
= e KT ·
N2 Q21 g2 A32 + A31

N3 Ω(3, 1) g2 g3 −
hν32 A21 + Ne Q21
= e KT ·
N2 Ω(2, 1) g3 g2 A32 + A31

N3 Ω(3, 1) −
hν32 A21 + Ne Q21
= e KT ·
N2 Ω(2, 1) A32 + A31

Ω(3, 1) A21 Ne Q21


!

hν32
= · 1+ e KT
Ω(2, 1) A32 + A31 A21

Ω(3, 1) A21

N e Ω(2, 1)


hν32
−6
= · 1 + · 8.63 · 10  e KT
Ω(2, 1) A32 + A31 A21 g2 T 1/2
157

Ω(3, 1) A21

8.63 · 10−6
Ω(2, 1) Ne T 1/2


hν32
= · 1 +  e KT
Ω(2, 1) A32 + A31 A21 g2

g2 (1 D) = (2S + 1)(2L + 1) = 1 · 5 = 5

N3 Ω(3, 1) A21

(10−2
Ne T −1/2
)Ω(2, 1)


hν32
= · 1 + 1.73 · 10−4 ·  e KT
N2 Ω(2, 1) A32 + A31 A21
158
Lezione 21 - Calcolo della
temperatura elettronica

Consideriamo il caso di righe proibite provenienti da transizioni da due


livelli metastabili distanti fra di loro. È questo il caso delle righe dello
[OIII].

Lo schema a 5 livelli si riduce ad uno a 3 livelli se consideriamo


coincidenti i 3 livelli 3 P .

Indichiamo i livelli P, D, S con 1, 2, 3.

Le equazioni dell’equilibrio statistico in assenza di

a) emissione indotta

b) eccitazione radiativa

159
160

sono:

(N1 Q12 +N3 Q32 )Ne +N3 A32 = N2 A21 +N2 Ne (Q21 +Q23 ) per il livello 2

(N1 Q13 +N2 Q23 )Ne + = N3 (A31 +A32 )+N3 Ne (Q32 +Q31 ) per il livello 3

g2 −
hν12 Ω21
ove Q12 = Q21 e KT Q21 = 8.63 · 10−6
g1 T 1/2 g2

la soluzione del sistema di equazioni è:

N1 Ne {Q12 [A31 + A32 + Ne (Q31 + Q32 )] + Q13 (Ne Q32 + A32 )}



N2 =


Ne Q23 (Ne Q32 + A32 ) + [A21 + Ne (Q21 + Q23 )][A31 + A32 + Ne (Q31 + Q32 )]






Ne N1 Q13 + Ne N2 Q23


N3 =



A31 + A32 + Ne (Q32 + Q31 )

Tenendo presente che:







A31 (2321) = 2.3 · 10−1 sec−1

→ A32  A31
−1
A32 (4363) = 1.6 · sec



 A21 (5007) = 2.1 · 10−2 sec−1
A21 = 2.1 · 10−2 T 1/2 g



NC = Q τ
 21 8.63 · 10−6 < ΩM >
A21 (4959) = 0.7 · 10−2 sec−1


e che osservativamente a basse densità risulta:

I(4363) molto piccola segue che:


161

Il livello 3 si eccita per urto ma:

q13  q12 a causa del f orte dislivello di energia

Q32 e Q31 non agiscono perché 3 si scarica radiativamente a 2

Q32 si può trascurare perché a basse densità pochi sono gli urti capaci
di eccitare da 2 → 3

Le equazioni divengono cosı̀:

N1 Ne Q12 (A32 + A31 ) N1 Ne Q12


N2 = =
(A21 + Ne Q21 )(A32 + A31 ) A21 + Ne Q21

che equivale a:
N2 A21 + N2 Ne Q21 = N1 Ne Q12

e la seconda:

N3 (A31 + A32 ) = Ne N1 Q13

Da queste due equazioni segue con le dovute sostituzioni:

N3 Ω13 A21
"
x Ω12
#

x23
= −4
1 + 1.73 · 10 e KT e
N2 Ω12 A32 + A31 A21

10−2 Ne
ove x= √
Te

Si usano quindi le seguenti equazioni:


162

per determinare la Ne

An0 m
L 1+
Inm νnm Anm gn Ne Qn0 m
= ·
InL0 m νn0 m An0 m gn0 Anm
1+
Ne Qn0 m

Si fissa T = 104 e si determina Ne con questo valore si

determina Te tramite la

N3 Ω13 A21
"
x Ω12
#

x23
= 1 + 1.73 · 10 −4
e KTe
N2 Ω12 A32 + A31 A21
163

INTENSITÀ RIGHE RICOMBINAZIONE OTTICHE DELLO HI

Ricordiamo che nel caso otticamente sottile τν∗  1 l’espressione gene-


rale

Z τ∗

Sν e−τν d τν + Iν0 e−τν
ν
Iν =
0

all’interno delle righe assume la forma

Z l hνnm Z l
IνL = Iν − Iν0 = εLν d r = ψ(ν) Anm Nn d r
0 4π 0

Sostituendo l’espressione ottenuta combinando l’equazione di Saha e


quella di Boltzmann in assenza LTE

3
2 2 + x0 − x0n

2  h
Nn = b n n  e KT Np Ne
2π me KTe

!3
2πme KTe 2
2 = 4.829 · 1015 T 3/2 (Spitzer 2.31)
h

x0 = energia di ionizzazione x0n = energia di eccitazione

E integrando su tutto il PROFILO ψ(ν)

L hνnm Z l Z l
Inm = Anm Nn d r = Fnm (Te ) Np Ne d r
4π 0 0
164

Sappiamo dalla meccanica quantistica che:

gm π e2 2 gm
! !
3
Anm = νnm Bmn = ν fmn
gn me h nm gn

me h νnm
fmn = Bmn
π e2

26 −1
−3
m−2 − n−2 m−3 n−3 gnm =

fmn ∼ √ gm
3 3π

26 −1 −3
= √ gm R3 Z 6 νnm m−3 n−3 gnm
3 3π

gnm = gaunt f actor

1 1
!
2 2 2
con gm = 2m ; gn = 2n ove ν = R Z − (con n > m)
n2 m2

Inoltre

R h Z2
x0 − x0n = + En = R = costante di Rydberg in Hz
n2

NP = Ne − N (He+ )

E1 E1 13.615 eV
" #
exp + 2 ; = = 158000
n KT K 8.617 · 10−5 eV deg
165

Sostituendo questi valori si ottiene:

gnm bn 158000 E
( )
L
Inm = 34.24 3 3 exp + (24)
n2 Te
 
n m Te3/2 N (He )
1+ 
Np

Fnm (Te ) [erg cm−2 sec−1 sterad−1 ]

Z l
E = Ne2 d r grado di emissione
0

[pc cm−6 ]

Z r
ef f
αnm (H, T ) h νnm Ne2 d r
0
166
Lezione 23 - INTENSITÀ RIGHE
RICOMBINAZIONE RADIO

Nel caso di righe di ricombinazione radio con

>
n ∼ 100

diventa:

bn ' 1

Ci si approssima cioè alla condizione di LTE. Quindi l’espressione


della Source function nella riga è:

SνL = Bν (Te )

e quindi

εLν = KνL Bν (Te )

167
168

Z τ
L L
Iν = Bν (Te ) e−τν d τν + Iν0 e−τν
0

Se τνL  1, caso sottile nelle righe:

Z l
Iν − Iν0 = Bν (Te ) KνL d l
0

hνnm gm Nn
!
KνL = ψ(ν) Nm Bmn 1−
c gn Nm

Contrariamente a quanto avviene nel caso ottico, la radiazione continua


radio del gas ( a causa della forte profondità ottica nel continuo radio
delle regioni HII) è sufficientemente forte in confronto alla radiazione
nelle righe:

>
(Iν0 ) ∼ Iνl

e può quindi produrre:


Emissione indotta Bnm Iν0
c

Questo termine dovrà quindi comparire nelle espressioni dell’equilibrio


statistico per determinare l’andamento di bn

Si osservi inoltre che nel coefficiente ( ) del coefficiente di assorbi-


mento:
169

gm N n bn − hν bn
1− = 1− e KT ≈ 1 − perché hν  KT
gn Nm bm bm

per n > m risulta bn /bm > 1 vedi figura.

cosı̀ che il fattore ( ) può diventare negativo con un conseguente


rafforzamneto dell’intensità della riga rispetto all’intensità in condizioni
di LTE: Effetto MASER

Sviluppando la (??) dalle misure di intensità assoluta di righe radio


si può derivare (con espressioni analoghe a quelle per righe ottiche)

Te , E

e poiché

bn = bn (Te Ne )

per valori non troppo grandi di n, si può ricavare Ne


170

RIGHE RADIO DI MOLECOLE

Ipotesi:

1. Iν0 ≈ IνL nel caso radio di righe di molecole IνL compensabile con
la radiazione di fondo

2. assumiamo τνL  1, caso otticamente sottile e inoltre

3.

T emperatura 



Densità 
spazialmente costanti
Sourcef unction


In tale caso la soluzione dell’equazione del trasporto è:

IνL = Iν − Iν0 = (SνL − Iν0 )τνL = (SνL − Iν0 ) KνL l

4. Nel caso di RIGHE DEBOLI

Iν − Iν0  Iν0

quindi nelle equazioni statistiche possiamo porre Iν ≈ Iν0

5. Approssimando ad un sistema a due livelli in cui ricordiamo si







ionizzazione
6. trascurano processi di 


 ricombinazione
171

le equazioni dell’equilibrio statistico

4π 4π
! !
N1 B12 Iν + Ne Q12 = N2 B21 Iν + A21 + Ne Q21
c c

con




 g1 B12 = g2 B21
ν3 B

A12 = 8 π h


12

 c3 g hν
Q12 = Q21 g12 e− KT



e ponendo Iν = Iν0 nella ipotesi che Iν − Iν0  Iν0

diventa

− hν c2 
 
Q21
!
N0 e kT + Iν0 
N2 g2 A21 2 hν 3
= 
2
 (25)
N1 g1 Q21 c
!
1 + N0 + Iν0  3

A21 2 hν

T = temperatura cinetica

N2
Sostituendo nella espressione generale della Source function N
1

#−1
εLν 2 h ν3 gn Nm
"
SνL = L= −1 m=1 n=2
Kν c2 gm Nn
172

si ottiene l’espressione:

β Bν (T ) Iν0
SνL = +
1+β 1+β

Termine della Source Function che viene determinata dai processi d’urto
ed indipendente dal campo di radiazione Iν0

 
N 0 Q21 − hν 
β= 1

− e kT 
A21

Se β  1 SνL → Bν (T )

Sostituendo l’espressione (??) nell’espressione del coefficiente di as-


sorbimento:

hνnm gm Nn
!
KνL = ψ(ν) Nm Bmn 1−
c gn Nm

si ottiene:

hν 1+β
KνL = B12 ψ(ν) N1
c2 
 
c Q21
!
0
1+N + Iν0 
A21 2 hν 3

Sostituendo nell’espressione di IνL e integrando sulla riga si ottiene:

L hν B12 β [Bν (T ) − Iν0 ]


I21 = N1 l 
2
 (26)
c Q c
!
21
1 + N0 + Iν0  3

A21 2 hν
173

Affinché l’intensità della riga sia 6= 0 deve essere:

T = temperatura cinetica > TS = temperatura di radiazione

che definisce Iν0 = 2



ν 2 K T nella approssimazione di R. J.
c S

Infatti per T = TS si avrebbe equilibrio termodinamico e non si


vedrebbero righe,
8 π h ν3
g2 B21 = g1 B12 ; A21 = B21
c3

Consideriamo 2 casi:

0
A. Quando i processi radiativi sono dominanti AQ21  1 o
N A21 
21
N 0 Q21
B. Quando i rapporti di popolazione vengono determinati dai processi
d’urto N 0 Q21  1 o A  N 0 Q
A21 21 21

 
0 − hν 
A. −β = NAQ21 1 − e kT   1

Tex ∼ Tb
21

  
A21 g2 N Q21 0 − hν 


− e kT 


siccome β B12 = 1

8 π h ν 3 g1 A21







c3






è indipendente da A21






e al denominatore scompare N 0 Q21 /A21


risulta:
174

L
I21 ∼ N1 N 0 l

 
0 − hν 
B. −β = NAQ21 1 − e kT   1

Tex = T
21






∝ al quadrato della densità







indipendente da A21






 ∗

 Siccome a f attore vi è una f unzione della T

Resta il termine N 0 Q21 /A21 al denominatore della (??) e quindi:

risulta:

L
I21 ∼ A21 N1 l

(*) si possono trarre conclusioni su N N 0 l prendendo più righe della


stessa molecola; caso della 21 cm dello HI e della 2.6 mm del CO
Lezione 24 - EMISSIONE E
ASSORBIMENTO CONTINUI

I processi dominanti che danno luogo a emissione


e assorbimento continuo nel GAS INTERSTELLARE sono:
 








Radio

 


 


 

1) Transizioni free − free





 
Ottico e X
 










in zone ad altissime T
 






 (Bremsstrahlung termica)












(collisione f ra ione ed elettrone)





 










V iene assorbita radiazione U V
 

 
 ionizzante
1) Transizioni bound − free



V iene emesso nell0 ottico e X



 


 




 N on vi è contributo radio






( o f ree − bound) :











 










Radiazione di sincrotone
 










(Bremsstrahlung






3) Moto nei campi magnetici produce 
magnetica)
 










in tutti gli intervalli
 






 di f requenza












interstellari di ELET T RON I N ON T ERM ICI


 DELLA RADIAZION E COSM ICA

175
176

1. TRANSIZIONI FREE-FREE DI ELETTRONI TERMICI

EMISSIONE

Un elettrone quando passa vicino ad uno ione positivo emette secondo


la teoria classica un picco di radiazione.

Per IONI IDROGENOIDI di carica Ze il coefficiente di emissione εK


ν (f −
f ) ha la seguente forma (vedi Spitzer pag. 57)

Z 2 e6 − hν
!1/2
8 2π
εK
ν (f − f ) = gf f N e N i e kT
3 3 m3/2
e c3 (KT )1/2

−39 Z 2 gf f − hν
εK
ν (f −f ) ≈ 5.44·10 N N
e i e kT [erg cm−3 sec−1 sterad−1 Hz −1 ]
T 1/2

Il fattore esponenziale fa sı̀ che alle temperature tipiche delle regioni


HII

T ∼ 104

viene emesso solo nel range

RADIO LON T AN ISSIM O IN F RAROSSO

Per il fattore di GAUNT vale la seguente espressione:


1/2
e2 Ne 

[ per ν  νP =  = f requenza di plasma ]


π me

√ 1/2

T 3/2
   
3  (2KT ) 5γ  3  
gf f = ln − = ln + 17.7
π 
πZ e2 m3/2
e ν 2  π  Zν 
177

γ = 0.577 = costante di Eulero

Nel range radio si può approssimare il fattore di Gaunt a:

gf f ∼ T 0.15 · ν −0.1

Integrando il coefficiente di emissione su tutte le frequenze e ammet-


tendo l’isotropia si ottiene:

Z ∞
−27
4π εef f = 4π εK
ν (f − f ) d ν = 1.426 · 10 Z 2 T 1/2 Ne Ni g ef f
0

[erg cm−3 sec−1 ]

g ef f = fattore di Gaunt mediato su tutte le frequenze e per

T 4 6
2 = 10 ÷ 10 K ; g ef f = 1, 25 ÷ 1.45
Z

si può porre però g ef f = 1 (vedi Osterbrock, pag. 44)

ASSORBIMENTO

Il coefficiente di assorbimento free-free può essere calcolato da


εK
ν (f f ) ammettendo l’esistenza di EQUILIBRIO TERMODINAMICO.
In tale caso (vedi Spitzer pag. 59):

!2
εν ν
= Bν (T ) = 2 KT Rayleigh − Jeans
Kν c

εK Z 2 e6
!1/2
ν (f f ) 4 2π 1 Ne Ni
KνK (f f ) = !2 = gef f =
ν 3 3 3/2
me c (KT )3/2 ν2
2 KT
c
178

16 π 2 Z 2 e6
= Ne Ni gef f ∝ T −1.5 ν −2
(6 π m K T )3/2 ν 2 c

∝ T 0.15 ν −0.5

La profondità ottica definita tramite questa espressione è:

Z Z
−2 −1.35 −2.1
τνK (f f ) = KνK (f f ) d r = 8.24 · 10 Z T2
ν E Ne Ni d r

Z
ponendo Ne Ni d r = E [cm−6 pc] misura di emissione

τνK (f f ) = 8.24 · 10−2 Z 2 T −1.35 ν −2.1 E

la τ DIMINUISCE all’aumentare di T e ν e AUMENTA all’aumen-


tare di E

ove: E [cm−6 pc] grado di emissione T [o K] ν [GHz] r [pc]

Dalle espressioni del coefficiente di assorbimento KνK (f f ) e dalla


profondità ottica τνK (f f ) si vede che:

A BASSE FREQUENZE

LE NEBULAE DIVENTANO OTTICAMENTE SPESSE


179

ESEMPIO 1

In una regione HII con

N1 = NP = 102 cm−3 T = 104 K d = 10 pc

τν = 1 per:

 − 1
1 2.1
ν=   ∼ 0.2 GHZ = 200 M Hz
8.24 · 10−2 Z 2 T −1.35 Ne2 d

λ = 1.5 m

ESEMPIO 2

In una nebulosa planetaria con

N1 = NP = 3 · 103 cm−3 T = 104 K d = 0.1 pc

τν = 1 per:

  1
1 2.1
ν=   ∼ 0.6 GHZ = 600 M Hz
8.24 · 10−2 (10000)−1.35 9 · 106 10−1

λ = 0.50 m

INTENSITÀ DEL CONTINUO RADIO TERMICO


180

L’equazione del trasporto radiativo:

d Iν εν
= −Iν +
ds Kν

diventa nel caso di distribuzione maxwelliana degli elettroni liberi (o


meglio per transizioni free-free)

!2
d Iν ν
= −Iν + Bν (Te ) Bν (Te ) = 2 K Te
ds c

In assenza di radiazione incidente Iν0 :

la soluzione

Iν = Sν 1 − e−τν + Iν0 e−τν


 

diventa con Sν = Bν (Te ) Iν0 = 0






τν (Sν − Iν0 ) + Iν0 per τν  1 = τν Bν (Te )

per τνK  1


 Sν = Bν (Te )

Cioè sostituendo l’espressione della profondità ottica (per Z = 1) che


a grandi lunghezze d’onda è quella delle transizioni free-free


τν Bν (Te ) ≈ T −1.35 ν −2.1 E ν 2 T = ν −0.1 Te0.35 E
   




per τν  1

Bν (Te ) ≈ ν 2 Te per τν  1



181

L’andamento osservato del continuo si può interpretare come conse-


guenza del passaggio dal caso
OTTICAMENTE SPESSO, aumentando la frequenza τνK ∝ ν −2.1
al caso OTTICAMENTE SOTTILE

A basse frequenze da misure di Iν ∝ ν 2 T si ricava T

Se si misura l’intensità a alte frequenze

Iν ∝ Te0.35 Ne2 l
| {z }
E

sostituendo il valore di Te e conoscendo l’estensione radiale l del-


la nebula si ricava Ne2 , cioè un valore medio su tutta l della densità
elettronica

CALCOLO DEL CONTINUO RADIO TERMICO IN RANGE


OTTICAMENTE SOTtILE

Consideriamo 2 frequenze radio e calcoliamo τν

ν λ
0.2 GHz 1.5m

300 GHz 1 mm

1 GHZ = 109 Hz

Consideriamo una regione HII con:

T = 10000 K Ne = 102 cm−3 d = 10 pc

τν = 8.24 · 10−2 T −1.35 ν −2.1 Ne2 d


182

τν = 8.24 · 10−2 (10000)−1.35 · 104 · 10 · ν −2.1 = 0.0328 ν −2.1 [GHz]

2KT 2 2 · 1.38 · 10−16 · 104 2


Bν (T ) = 2 ν = 10 2 ν = 9.2 · 10−33 ν 2
c (3 · 10 )

ν [GHz] τν Bν τν Bν
−16
0.2 0.96 3.68 · 10 3.53 · 10−16
300 2.06 · 10−7 8.28 · 10−10 1.71 · 10−16
Lezione 25 - TRANSIZIONI
BOUND-FREE E FREE-BOUND

OTTICO - UV

Limitazioni all’atomo di IDROGENO e agli ioni IDROGENOIDI

Lo stato libero può venire definito tramite una VARIABILE CON-


TINUA, numero quantico se definito dalla energia cinetica dell’elettrone
libero:

1 2 RhZ 2
Ex = m v =
2 x2

1/2
2RhZ 2 

x= 
mv 2

2π 2 e4 me
R= = ........costante di Rydberg in unità di f requenza
h2
183
184

ASSORBIMENTO

Il coefficiente di assorbimento relativo alle transizioni

bound-free n → x è:

64π 4 me e10 Z 4 29 Z
4
Kνk (b − f) = √ gnf N0,n ≈ 3 · 10 gnf N0,n
3 3 c h6 n5 ν 3 n5 ν 3

ove N0,n è il numero di atomi neutri al livello n


vedi formula (4-114) Mikalas pag. 99

gnf = 1 nell0 ottico e dipende debolmente da ν

EMISSIONE

Per l’emissione a seguito di ricombinazione di elettroni liberi con


velocità:

v − v + dv

allo stato legato

n
185

si può scrivere conformemente all’equazione:

hνnm
Lν = ψ(ν) Anm Nn

(valida per il coefficiente di emissione fra due stati legati)


K
v (x − n) d v = Ne (v) d v · Qxn (v) N1

ove N1 è il numero di atomi ionizzati 1 − volta/cm3

ove






Ne (v) d v = Ne ϕ(v, T ) d v

(27)
Qxn (v) = v · σkn (v) sezione ef f icace per la ricombinazione


Sostituiamo nell’esponenziale e nel differenziale d v che compaiono


nelle ϕ(v, T )

v2 v2


 − −
1 2 4π 2

e 2σ d vx d vy d vz = v 2 e 2σ d v


 ϕ(v, T ) d v =
σ (2π)3/2
3
σ (2π)3/2
3







= m1A + m1S
  
2
vx2 vy2 vz2 2
vx2 vy2 vz2



 v = + + ; σ = + + KT
(28)

d vx d vy d vz = v 2 sin θ d v d θ d ϕ

l’espressione di v in funzione di ν usando la relazione:


186

......... + X n → h d ν = me v d v

sostituiamo le (??) e (??) nell’espressione del coefficiente di emissione

me 1/2 h2 ν 2 −
hν − X n
K
ν (f − b) = v σxn (v) Ne N1 e KT
(2πKT )3/2

Per determinare K
ν (f − b) occorre ora trovare una espresione di
2
v σxn (v)

Ammettiamo che vi sia equilibrio termodinamico. In tale caso:

kν 2hν 3 1
= Bν (T ) =
kνk c2 − hν
e kT − 1

Esprimiamo N1,1 in funzione di N0,n , Ne e T tramite la Saha:

2g11 (2π me )3/2 (KT )5/2


 
N1 −
Xn 
Pe = exp
N0n g0n h3 KT

1◦ termine di ionizzazione dal livello n

Risulta dopo queste sostituzioni:

!2
2 hν g0n Kνk (b − f )
v σxn (v) =
me c g11 N0n

Sostituendo l’espressione trovata per Kνk (b − f ) risulta


187

2 64 π 4 e10 Z 4 gnf 1 1
v σxn (v) = √ 3
3 3 me c3 h4 ν n

vedi formula (5-9) pag.106 Spitzer

Questa inserita nell’espressione di εkν (f − b) permette di calcolare il


coefficiente di emissione per transizioni free-bound

Con questo si può calcolare il continuo per esempio ponendo:

n=1 Continuo di Lyman λ < 915 Å

n=2 Continuo di Balmer λ < 3647 Å


n=3 Continuo di P aschen λ < 8206 Å
188

Emissione a 2 fotoni

La transizione 2S-1S proibita A2S−1S = 8.26 sec−1 può avvenire per


emissione di 2 fotoni:

hν 0 + hν 00 = hν12 (Lyα ) = 10.2 eV

Il continuo emesso è simmetrico a

λ = 2431 (Equiv. a 5.1 eV )

Tale continuo diventa percettibile a densità elettroniche

Ne  104 cm−3
Appendice A

Emissione continua da ricombinazione (f-b)

da Raplan pag. 22 e pag. 412

Nel visibile e nel vicino ultravioletto si trovano i continui di Balmer e


di Paschen (n = 2 e n = 3). Per calcolare i corrispondenti coefficien-
ti di emissione è più semplice usare la definizione di ”sezione d’urto di
ricombinazione effettiva”

4 10 4 gn
Eq. 1.21 pag. 412 σxn = 64√π e 3Z 3 13 12
3 3mc h n v mv 2
xn +
| {z 2 }

189
190

Eq. 2.26 pag. 22

εxn (ν) = hν dv
4π σxn (v) v ϕ(v) d ν Ne Np
|
3/2 v2 −m
m dv N N

3
= hν 2π KT σxn (v) v e 2KT d ν e p

dove 1 2
2 m v + Xn = hν
Sostituendo l’espressione della sezione d’urto nell’espressione di εxn si
ottiene:

7 4 10 (hν − xn )
= 32 2π e m gn3/2 · 13 e

εxn (ν) KT Ne Np
c h (6πmKT ) n

|

(hν − xn )
−33 −3/2 −3 KT
= 1.7 · 10 gn T n e Ne Np

[erg cm−3 s−1 sterad−1 Hz −1 ]

L’energia totale emessa nello spettro continuo dalla ricombinazione al


livello n è:

Z ∞ 2.15 · 10−32 gn Z ∞

h(ν − νn )
4πεn = εn (ν) d ν = e KT d ν · Ne Np
νn T 3/2 n3 νn

|
· 10−22 N N
= 4.5 1/2 [erg cm−3 s−1 ]
e p
T n3
Appendice B

Moto di un elettrone in un campo magnetico

v∧B v2 e B⊥ v
F = e ; =
c r me c

Frequenza di rotazione:

v
ν=
2πr

e B⊥
ν= → f requenza di irraggiamento isotropica di unelettrone
2πme c

non relativistico vc

caso relativistico v≈ c

La radiazione viene emessa in un cono d’apertura:

1/2
v2 me c2

1/2
Ee = p2e + m2e c2

∆ϑ ∼ 1 − 2  = ; c
c Ee

è polarizzata ⊥ B (S N remmants 10 %)

191
192

L’elettrone spiraleggiante emette alla requenza fondamentale

!2
e B⊥ Ee
νm = valida per Ee  me c2 (29)
2π me c me c2

e ad armoniche di νm

La probabilità che un elettrone di energia Ee emetta ad una frequenza

ν è : p (ν/νm )

La potenza irradiata è:

!2 !2
d Ee 2 e4 B⊥2 Ee −15 Ee
− = = 1.58 · 10 B⊥2
dt 3 m2e c2 me c2 me c2

corretta per Ee  me c2 e hν  Ee

Lo spettro della radiazione cosmica è descritto da:

N (Ee ) d Ee = KEe−γ d Ee

HIgh energy electrons in supernova remmants are one source of cosmic


rays so it is reasonable to assume that they have the same distribution.
193

The radio intensity from an extended source of thickness l along the


line of sight is:

P (ν/νm ).....dEe

We will approximate the spectrum assuming that all the energy is


irradiates at:

ν = 0.5 νm

If a) the electrons are uniformely distribuited in volume along the


line of sight and b) the gs in optically thin at radio frequencies:
1 Z l Z ∞ d Ee
Iν = − dr · δ(ν − νm ) K Ee−γ d Ee
4π o o dt

!2
e4 B 2
!2
Kl Z ∞ 2 Ee
' − δ(ν − νm ) Ee−γ d Ee
4π o 3 m2e c3 me c2

ove assumendo che B ~ è uniforme , la media normale alle velocità degli


elettroni (distribuiti a caso) è:
!1/2
2
B⊥ = B
3

1/2
νm
Noting that (??) Ee ∝ 1/2 , the radio intensity is:
B⊥

γ+2 γ−1
2 −
Iν ∼ K l B⊥ ν 2
194

Defining the spectral index α = γ − 1


2 we see that the observed flux
is:

!2 Z
1
Fν ≈ Iν d Ω
d ∆Ω

where d = source distance ∆Ω = solid angle subtended by the source

If the correct spectral distribution is used it is found that:

γ − 1
e3

3 e 2 γ + 1 −γ − 1
Iν =   · K l u(γ) B 2 ν 2
me c2 4π m3e c5

u(γ) ∼ 1


γ
d νm
Ee ∝ 1/2
νm Ee−γ ∝ νm 2 dE ∝ 1/2
νm


γ γ
− +1 −
γ−1
d νm
νm 2 νm 1/2
' νm 2 2 = νm 2
νm

Ee ∝ B −1/2


E −γ ∝ B γ/2 


 γ+1

∝ B 2
E 2 ∝ B −1 ; d E ∝ B −1/2 ; B 2 tutti ∝ B 1/2



Lezione 26

Consideriamo una particella di carica Z e e massa m0 che si muove a


velocità:

m0 c2
v o energia E = v = γ m0 c2
v2
u
u
1− 2
t
c

perpendicolarmente ad un campo magnetico di intensità B

Descriverà attorno al campo magnetico una orbita circolare di raggio:

m0 c2 E
rB ≈ γ ≈ 2 · 109 [cm]
Z eB ZB

E = γ m0 c2

Una carica accelerata in questa maniera irradia onde elettromagnetiche:

195
196

BREMSSTRAHLUNG MAGNETICA

Per l’astrofisica è importante la Bremsstrahlung magnetica di ELET-


TRONI RELATIVISTICI, come sono quelli contenuti nella RADIAZIO-
NE COSMICA

Se v c

La radiazione viene emessa in un ampio cono attorno a v RADIA-


ZIONE DI CICLOTRONE

Ciò vale ancora per elettroni relativistici se l’osservatore è solidale


all’elettrone.

Se l’osservatore invece è in quiete, la radiazione viene emessa solo in


un cono molto stretto di apertura:
197

v
2
m0 c v2
u
u
ϑ= = t
1− 2
γ m0 c2 c

L’osservatore viene quindi colpito periodicamente da un cono di ra-


diazione di apertura ϑ, intorno alla direzione istantanea di velocità.

L’osservatore viene cosı̀ colpito da brevi impulsi con una frequenza:

!2
3eB E
νc = ≈ 16.0 · B · E 2 → [M eV ] [M HZ]
4πme c me c2

L’energia irradiata per unità di tempo e di frequenza da un elettrone


che si muove a velocità relativistica in un campo magnetico B è data
dall’espressione:


3 e3 B ν
!
P (ν, E) = F [erg sec−1 Hz −1 ]
me c2 νc

La funzione F (x) ha il seguente andamento:

È ovvio che il max di emissione P (ν, E) si ha per:

ν = 0.29 νc
198

νc = f (B, E)

Se in 1 cm3 si trovano:
N (E) d E

elettroni con energia compresa fra E ÷ E + d E. Il coefficiente di


emissione continua risulta:

1 Z ∞
εK
ν (Sync) = P (ν E) Ne (E) d E erg cm−3 sec−1 sterad−1 Hz −1
4π 0

Per gli usi astrofisici si adotta una distribuzione di Ne (E) a LEGGE


DI POTENZA

Ne (E) = K E −γ [cm−3 erg −1 ]

ciò per evitare che conduca ad un numero ∞ di elettroni bisogna


assumere 6= 0 per:

E1 ≤ E ≤ E2

Se sotituiamo i valori numerici delle costanti fisiche si ottiene:


199

γ −1
γ+1 
18
6.26 · 10 2
−22
εK
ν (sinc) = 1.35 · 10 a(γ) K B 2  
ν [Hz]

[erg cm−3 sec−1 sterad−1 Hz −1 ]

K → [erg γ−1 · cm−3 ] quando E → [erg]

a(γ) ≈ 0.1 varia debolmente con γ

Dalla espressione di εK
ν segue che:

Z ∞
−α
Iν = εK
ν (sinc) d r ∼ ν
0

γ−1
α=
2

Cioè dall’andamento del continuo si ricava γ

Inoltre da misure assolute di Iν conoscendo l si può ricavare:


200

Se la zona emettente contiene un numero sufficientemente alto di elet-


troni relativistici allora può avvenire il fenomeno di AUTOASSORBI-
MENTO di sincrotone da parte di questi elettroni.
Per trovare il coefficiente di assorbimento si può ricorrere ad una espres-
sione equivalente alla

Z 1
KνL d ν = h νnm (Nm Bmn − Nn Bnm )
c

in cui

8 π hν 3 8 π hν 3 gm
Anm = Bnm = Bmn
c3 c3 gn

P (ν, E)
Anm = [sec−1 ]

Per moti degli elettroni distribuiti isotropicamente risulta:

γ+2 γ+4
9 γ 2 −
KνK [cm−1 ]
 
(sinc) = 0.019 b(γ) 3.5 · 10 · K B⊥ ν 2
201

γ= 1 ÷ 5 b(γ) = 0.65 ÷ 0.36


202
LEZIONE 27

EQUILIBRIO DI IONIZZAZIONE

Finora abbiamo parlato solo di STAZIONARIETÀ. Nella POPOLA-


ZIONE dei livelli cioè di EQUILIBRIO STATISTICO

Introduciamo un’altra condizione di equilibrio che si deve verificare


nel mezzo interstellare: l’EQUILIBRIO DI IONIZZAZIONE:

Numero di −→ Numero di

ionizzazioni −→ ricombinazioni

Se:

Nin = numero atomi ionizzati i-volte al livello n/cm3

Ni = Nin = numero atomi ionizzati i − volte/cm3


P
n

Se durante un processo di ionizzazione o ricombinazione viene sempre


ceduto o preso un solo elettrone, allora la condizione di equilibrio di
ionizzazione si può esprimere come:

Ni (Ri,i+1 + Ci,i+1 ) = Ni+1 (Ri+1,i + Ci+1,i )

203
204

Ri,i+1 = rate f otoionizzazione [sec−1 ]

Ci,i+1 = rate ionizzazione per urto [sec−1 ]

Ri+1,i = f otoricombinazione [sec−1 ]



ricombinazione con elettrone (Ne ) 



Ci+1,i = libero e cessione della energia 
urto a 3 [sec−1 ]
ad un altro partner d0 urto (Ni )


Ri+1,i ∝ Ne

Ci+1,i ∝ Ne N 0

three body recombination che alle basse densità del gas interstellare
può essere trascurata.

L’equazione dell’equilibrio per l’idrogeno è quindi:

N0 (R01 + C01 ) = N1 R10

Andiamo a calcolare i valori di:






R01

C01


 R10

CALCOLO DI R01

Per calcolare la rate di fotoionizzazione si deve integrare nell’intervallo:


205

ν0 ≤ ν ≤ ∞ :

il numero dei quanti provenienti da tutte le direzioni assorbiti nell’in-


tervallo d ν in 1 cm−3 in 1 sec

4 π KνK (1 → f ) Iν

da integrare per ν ≥ ν0

Z ∞ KνK (1 → f ) Iν
N0 R01 = 4 π dν
ν0 hν

In condizioni interstellari N0 = N01 cioè tutti gli atomi neutri sono


al livello fondamentale:


N2 g2 e− b2 1
= KT ; =
N1 g1 A21 b1 A21
1+ 1+
Ne Q21 Ne Q21

Ωnm Ωnm
Q21 = 8.63 · 10−6 ; ' 1 ; A21 = 108 sec−1
gn T 1/2 gn
206

T Q21 A21 /Ne Q21 : Ne = 10−1 A21 /Ne Q21 : Ne = 104 b2 /b1
102 10−6 1015 1010 10−15 ÷ 10−10
104 10−7 1016 1011 10−16 ÷ 10−11

Popolazione N2 /N1 rispetto alle condizioni di E. T.

Quindi:

N0 = N01

Si può quindi scrivere:

Z ∞ KνK (1 → f ) Iν
N01 R01 = 4 π dν
ν0 hν

Qui possiamo porre:

Z4 3 · 1029
KνK (1 → f ) ∼ 3 · 1029 g nf N01 = N01
n5 ν 3 ν3

Iν = W Bν (T ) W = 10−16 T = 4 · 104 = 0.5

quindi: vedi Osterbrock pag. 11


207

4 π 3 · 1029 N01 W Z ∞ Bν (T )
N01 R01 = dν
h ν0 ν4






T = 40000 W = 10−16




λmax = 7.2 · 10−6 cm
= 0.28979

 

 λmax [cm]
T νmax = 4.17 · 1015 Hz


 

La frequenza di ionizzazione del livello 1 è:

ν0 = 3.29 · 1015 sec−1

− hν
h ν 3 e kT
!2
Z ∞ Bν (T ) Z ν
max ν KT Z ∞
dν = 2 dν + 2 2 d ν
ν0 ν4 |
ν0 c{z ν4 } |
νmax c {z ν 4 }
A B

#νmax
2KT 2KT 1
Z ν "
max
A = ν −2 dν = −
c2 ν0 c ν ν0

− hν
2h Z ∞ e kT hν
B = d ν t= +
c2 νmax ν kT
208

Z −∞ e−t
d t = E1 (t) Integrale esponenziale pag. 228 Abramowitz
t t
LEZIONE 28

La permanenza al livello fondamentale è quindi di gran lunga maggiore


della permanenza al livello instanbile

CALCOLO DI C01

A grandi distanze da stelle calde il campo di radiazione è cosı̀ esiguo


che si debbono discutere altre sorgenti





A. Componente dif f usa della






radiazione RÖN T EGEN cosmica
Sorgenti di debole ionizzazione 






B. Ionizzazione per urto con


 particelle della radiazione cosmica

A. R01 = 0 E > 1 KeV vedi KνK (1 → f ) ∝ ν −3

R01 = 10−17 E ∼ 0.2 ÷ 1 KeV

B. C01 = N 0 Q01 = N 0 v σKS (v) densità e velocità partner d0 urto

La sezione efficace di ionizzazione con particelle di cariche Ze con


energie superiori a 0.3 MeV è stata ricavata da Bethe (1933).

209
210

 

2 π e4 Z 2 2 me v 2 v 2 
 

σKS (v) = · 0.285 + 3.04 − 2 

 ln 
m e X0 v 2 2

v c 


 1 −  X
0
c2

K = Kurmusche S = Sthalung

σKS (v) ∝ v −2

Questa diventa 0 già per particelle con energia E = 100 M ev. Qiuin-
di si ha fotoionizzazione per urti con particelle aventi:

E < 100 M eV

Per C01 (H) si sono trovati valori dell’ordine di grandezza:

C01 (H) ∼ 10−17 sex−1 con E < 100 M eV

N 0 Q01

In zone con temperature di gran lunga al di sopra di T = 104 , come


ad esempio zone da cui provengono righe dello 0VI dalla cui lunghezza
d’onda risulta:

T = 106÷7 K

(Cioè zone in cui è presente un Plasma tenue di questa temperatura).


In un tale plasma le energie degli elettroni sono dell’ordine di 102 ÷
103 eV .
211

Per energie degli elettroni dell’ordine di 102 ÷ 103 eV risulta:



Q01 ∼ 10−11 T

La RATE DI RICOMBINAZIONE con sucessiva emissione di fotoni


si pone nella forma:

X
Ri+1,i = Ne αin + Ne αi
n

αin ; αi [cm3 sec−1 ]

αi = coef f iciente di ricombinazione totale

αin = coef f iciente di ricombinazione al livello n

Sarà in generale:
Z ∞
αin = v σKS (v) = v σKS (v) ϕ(v, T ) d v
0

σKS (v) è la reazione efficace per la ricombinazione di un elettrone


libero di VELOCITÀ RELATIVA v (numero quantico x) nel livello n
ed è data dall’espressione:

64 π 4 e10 Z 4 1 gnf
v 2 σKS (v) = √ ·
3 3 me c3 h4 ν n3

nel caso dell’atomo di Idrogeno e degli Idrogenoidi

Sostituendo e ponendo:

me v 2
nν = + (X0 − X0n )
2
212

ϕ(v, T ) = distribuzione maxwelliana corrispondente alla Tempe-


ratura cinetica degli elettroni


 i=0
 i+1=1

perchè consideriamo atomi di Idrogeno o Idrogenoidi

si ottiene:

29 π 5 e10 Z 4 me
!3/2

Xn  
X n  gnf
α0n = e kT F 
m2e c3 h3 6π KT KT n3

X n = energia di ionizzazione dal livello n

F (x) =
R∞ e−t d t
x t

Si definisce come “coefficiente di ricombinazione parziale”

α0j =
P∞
n=j α0n

sarà in base alla definizione:

α01 = α0

α02 = α0 − α01

α03 = α0 − (α01 − α02 )

.................................
Pn−1
α0n = α0 − i=1 α0i
213

Per questi coefficienti di ricombinazione parziali vale per l’IDROGE-


NO e gli IDROGENOIDI la seguente espressione:

2.06 · 10−11 Z 2
 
j X1 
α0 = ∅j  [cm3 sec−1 ]
T 1/2 KT

Per l’idrogeno Z = 1 e T = 104 K si trova:

α01 = α0 ∼ 4 · 10−13 cm3 sec−1

α02 = 2.6 · 10−13 cm3 sec−1

Dall’equazione dell’equilibrio statistico:

N0 (R01 + C01 ) = N1 R10

risulta:

N1 R01 + C01 R01 + C01


= =
N0 R10 Ne α01

si può porre R01 = 0 nel mezzo interstellare dove c’è la componente


calda.

Nella zona della componente calda del mezzo interstellare risulta:

 √




T ∼ 106 K ; Q01 ∼ 10−11 T ; R01 ≈ 10−17

Ne = 4 · 10−3 cm−3 ; α01 (T = 106 ) ∼ 10−14


Risulta quindi:
214

N1 10−17 Q01
= +
N0 Ne · 10−14 α01

10−17 6
= −14 + 10
Ne · 10

10−3
= + 106 ∼ 106
Ne

Si ha cioè ionizzazione completa.


LEZIONE 29

EQUILIBRIO DI IONIZZAZIONE NELLE REGIONI H II

Studiamo l’equilibrio di ionizzazione dell’idrogeno nei dintorni di una


stella calda.

Se indichiamo con:

N0 = numero di atomi neutri di H : HI

N1 = numero di ioni di H (protoni) : HII

NH = abbondanza di idrogeno HI + HII

risulta:

NH = N0 + N1

Ammettiamo che:

215
216

NH  Nelementi

Ne = N1

In base ai valori stimati di R01 (∼ 10−8 sec−1 ) e C01 (∼ 10−17 sec−1 ),


pag. 117 Aller, possono essere trascurate le ionizzazioni per urto di modo
che l’equazione dell’equilibrio di ionizzazione diventa semplicemente:

N0 R01 = N1 R10

N0 R01 = N1 R10 = N1 Ne α0






R01 ∼ 10−8 sec−1 per una stella centrale dei primi tipi spettrali

α0 ∼ 4 · 10−13 cm3 sec−1 valida per Te ∼ 104 K


Si ricava:

N1 R01 R01 2.5 · 104


= = =
N0 R10 Ne α0 Ne

Ne N1 /N0
102 2.5 · 102
103 2.5 · 10
. .
. .
109 2.5 · 10−5
217

I primi due tipici per Nebulose gassose e l’ultimo BLR of Seyfert-1-


galaxies

Nelle Nebulose gassose risulta perciò:

N1  N0

perché R01  R10

Siccome: N1 = Ne → nebula di puro idrogeno e

N0 = N01 → tutti gli atomi neutri sono al livello fondamentale

risulta:

Ne 2.5 · 104
=
N01 Ne

Ne2
N01 =
2.5 · 104

Ne N1 /N0
102 0.4
103 40

Con questi valori di N01 si ottiene dall’espressione del coefficiente di


assorbimento b → f il valore del coefficiente di assorbimento alla testa
della serie di Lyman Kνk0

Z4
Kνk (b − f ) ≈ 31̇0 29
gnf N0n
n5 ν 3
218

Z=1 ; n=1 ; gnf = 1 ;

che in questo caso è:

3 · 1029
Kνk (b − f) = N01
ν3

ν(921 Å) = ν0 = 3.2895 · 1015 Hz

3 · 1029
Kνk (b − f ) = N01
3.5594 · 1046




 0.4 3.37 · 10−18 cm−1
Kνk (b − f ) ≈ 8.43 · 10−18


3.37 · 10−16 cm−1


 40

Ne N01 Kνk0
102 0.4 3.4 · 10−18 cm−1
103 40 3.4 · 10−16 cm−1

Si raggiunge perciò lo spessore ottico τν0 = 1 alla testa della serie di


Lyman su cammini dell’ordine di

1



−18 = 2.9 · 10
17
cm = 0.1 pc Ne = 102 cm−1
3.4 · 10

τν0 1



l= k = =
Kν0 Kνk0 
1 Ne = 103 cm−1

15
−16 = 2.9 · 10 cm = 0.001 pc



3.4 · 10

219

Ciò significa che le “nebulose gassose” sono OTTICAMENTE SPESSE


nel continuo di Lyman.

Ciò comporta complicazioni nella risoluzione del problema del tra-


sporto di radiazione.
In particolare bisogna porre attenzione che per ricombinazioni che
conducono direttamente al livello fondamentale n = 1, ha origine un
campo di radiazione diffusa Iν(d) con ν  ν0 che pure contribuisce alla
ionizzazione.

Nell’espressione di R01 :

Z ∞ Kνk (1 − f )
N0 · R01 = 4π Iν d ν
ν0 hν

bisogna perciò porre:

Iν = Iν(d) + Iν(s)

Calcoliamo la percentuale di ricombinazione ..... al livello fondamen-


tale






α01 = 4 · 10−13 cm3 sec−1

α02 = 2.6 · 10−13 cm3 sec−1


a T = 104
220

N1 R10 = numero di ricombinazioni/cm3 sec







α02 2.6 · 10−13
= N1 Ne α0 = N1 Ne α02 + α01
 
= N1 Ne ∗ 
+
1.4 · 10−13


 α01

α01 − α02

% Ricombinazioni livello n = 1 = αα01 = 1.4 · 10−13 = 35%


0 4 · 10−13

α02 −13
% Ricombinazioni livelli n > 1 = α0 = 2.6 · 10−13 = 65%
4 · 10
LEZIONE 30

Avevamo trovato che lo spessore ottico alla testa della serie di Ly-
man è = 1 a T ∼ 104 su cammini dell’ordine di:

1



−18 = 2.9 · 10
17
cm = 0.1 pc Ne = 102 cm−1
3.4 · 10






 ovvero N01 = 0.4
τν 1



l = k0 = k =
Kν0 Kν0 
1 Ne = 103 cm−1

15
−16 cm = 2.9 · 10 = 0.001 pc



3.4 · 10






 ovvero N01 = 40

Ne2
come derivato da: N01 =
2.5 · 104
ciò significa che le regioni HII sono otticamente spesse nel continuo
di Lyman.

Quando si studia il trasporto di radiazione bisogna considerare che


nelle ricombinazioni

N1 R10 = N1 Ne α02 + α01


 

ve ne sono alcune (35 %) che conducono direttamente al livello fonda-


mentale n = 1 e che producono una radiazione ionizzante diffusa con
ν ≥ ν0 : Iνd

Sarà perciò in generale:

221
222

Iν = Iνs + Iνd

Iνd corrisponde perciò alla radiazione emessa per ricombinazioni dirette


al livello fondamentale.

Quindi il numero di ionizzazioni /cm3 sec sarà:

Kνk (1 − f ) Iνs + Iνd


 
Z ∞
N01 R01 = 4π dν
ν0 hv

L’equazione dell’equilibrio di ionizzazione:

N1 R01 = N1 Ne α02 + α01


 

Kνk (1 − f ) Iνs Kνk (1 − f ) Iνd


 
Z ∞ Z ∞
 4π d ν + 4π d ν =
ν0 hν ν0 hν

= N1 Ne α02 + N1 Ne α01

Siccome la radiazione diffusa Iνd corrisponde alla ricombinazione N1 Ne α01 ,


se questa viene subito riassorbita ON THE SPOT, allora non dà alcun
contributo alla equazione dell’equilibrio di ionizzazione.
Possiamo quindi scrivere l’equazione dell’equilibrio indicando con:

x= N N

1
N1 = grado di ionizzazione N0 + N1 = NH


+


 0




 Ne = N1 = x NH

N0 R01 = Ne N1 α02
223

Z ∞ Kνk Iνs
(1 − x) NH · 4π d ν = x2 NH2 α02
ν0 hν

Kνk (1 − f )
Kνk =
N01

L’equazione del trasporto di radiazione è in coordinate polari:

∂Iν ∂Iν sinθ


cosθ − = − Kν Iν + εν
∂r ∂θ r

θ = angolo rispetto alla direzione radiale

Ricordando che:

Z Z
φν = Iν (θ) cos θ d ω

Risulta nel caso di simmetria sferica:

d φν 2 1 d  2 
+ φν ≡ 2 r φν = −4π Kν Iν + 4πεν
dr r r dr
224

Il fattore 4π davanti a Kν Iν ed εν risulta dal fatto che l’intensità di


un campo di radiazione isotropa Iν viene definito tramite:

Z π R∗2
4π Iν = Ω∗ Iν∗ = Iν∗ d ω ; Ω∗ =
r2

ove:

φν (r)
Iν∗ = = indipendente dalla distanza
Ω∗

chiamato intensità media del disco stellare

A causa dell’assorbimento continuo nel percorso ................ dalla superficie


al punto ....... deve sostituire

Iν∗ → con → Iν∗ exp(−τν )

k k
d τν = Kν,Atomo · N0 d r = Kν,Atomo (1 − x) NH d r
225

Siccome Kνk ∼ ν 3 per ν > ν0

la radiazione a bassa frequenza viene indebolita molto

quindi si ha uno spostamento della distribuzione di intensità verso


frequenze più alte

Alla radiazione STELLARE va aggiunto il campo di radiazione

DIFFUSA: Iνα ; φdν (con λ < 912Å)

e quindi: εν = εdν rappresenta il potere emissivo di questa


radiazione diffusa.
226

L’equazione del trasporto diventa:

• dividendo per hν
• moltiplicando per 4π
• integrando fra ν0 e ∞

Ne N1 α0 .............

Numero di ionizzazioni

d dν
" Z ∞  #
2
φsν φdν

4π r + =
dr ν0 hν

x2 NH
2
 
α0 x2 NH
2
α01
 z }| { z }| {
s d
 
 Z ∞ K I + I Z ∞ εd 
 ν ν ν ν

= 4πr2 −4π d ν + 4π d ν 
 ν0 hν ν0 hν 
 

x2 NH2 α01 = numero degli elettroni catturati al livello fondamentale

φν (r)
φsν = Iν∗ e−τν Ω∗ ; Iν∗ =
Ω∗

e siccome per definizione:

4π Iνs = Ω∗ Iν∗ e−τν


 

risulta:
227

Ω∗
Iνs = Iν∗ e−τν = Iν∗ e−τν W

L’equazione del trasporto diventa cosı̀:

d Lc (r) (2)
= −4πr2 x2 NH2 α0
dr

che si legge:

La perdita per unità di distanza di “fotoni ionizzati” è uguale


al numero di ricombinazioni a livelli con n > 1
228
Lezione 31

Avevamo trovato che l’equazione del trasporto di radiazione nel caso di


simmetria sferica è:

d dν
" Z ∞  #
2
φsν φdν

4π r + =
dr ν0 hν

Kν Iνs + Iνd
 
εdν
 
Z ∞ Z ∞
= 4πr2 −4π d ν + 4π d ν
ν0 hν ν0 hν

d
[ LC (r) ] = 4πr2 −x2 NH2 α0 + X 2 NH2 α01
h i

dr

ove:

φsν (r) = Iν∗ e−τν Ω∗ ; 4π Iνs (r) = Iν∗ e−τν Ω∗

3 · 1029
τν (r) = Kνk (1 − x) NH r ; Kνk =
ν3

Il porre:

Z ∞ εdν
4π d ν = X 2 (r) NH2 α01
ν0 hν
229
230

significa dire: che la radiazione diffusa prodotta all’interno di un


volumetto d V è data dalle ricombinazioni al livello fondamentale:

Nel caso di assorbimento ON THE SPOT dei fotoni del continuo di


Lyman:

Z ∞ Kν Iνd
4π d ν = −X 2 NH2 α01
ν0 hν

Quindi: φdν = 0

Ciò significa che :

Z ∞ dν
LC (r) = 4πr2 φsν
ν0 hν

N umero f otoni ionizzanti provenienti dalla stella

Quindi:

d Lc (r) (2)
= −4πr2 X 2 NH2 α0
dr

che si legge:
231

Il decremento per unità di distanza del flusso di fotoni ionizzanti


provenienti dalla stella è uguale al numero di ricombinazioni a livelli
con n=1

L’andamento in funzione di r del grado di ionizzazione X(r) si ricava


tramite le seguenti equazioni:

R ∞ Kν Iνs

(2)




 (1 − X) NH 4π ν0 hν d ν = X 2 NH2 α0
2

−τν R∗


 s ∗

 Iν = Iν e
4r2
τν (r) = Kνk (1 − X) NH r





 29
Kνk = 3 · 10




3

ν

Una volta noti:

φν (R∗ )
NH ; R∗ ; Iν∗ =
π

∗ 2hν 3 1
φν (R ) = π Bν (T ) = π 2
c hν
e KT − 1
che si pone nel caso di approssimazione di corpo nero

Il risultato di tali calcoli è che:

X(r) = 1 per r < rS


232

>
X(r) ↓ 0 per r ∼ rS

Vi è quindi un raggio rS = raggio di Strömgren all’interno del quale


l’idrogeno è del tutto ionizzato:

H II

Il raggio di Strömgren dà praticamente quella distanza a cui il flusso


di fotoni UV ionizzanti provenienti dalle stelle è uguale a zero:

LC (rS ) = 0

X(r) = 1 per r < rS

Integrando la:

d (2)
Lc (r) = −4πr2 X 2 NH2 α0
dr

4 (2) 
Lc (rS ) − Lc (R∗ ) = −Lc (R∗ ) = − π NH2 α0 rS3 − R∗3 ;

rS  R∗
3

Z ∞ φsν (R∗ )
Lc (R∗ ) = 4π R∗2 d ν ; φsν (R∗ ) = ΠIν∗
ν0 hν

Z ∞ ΠIν∗ 4 (2)
4πR∗2 dν = π NH2 α0 rS3
ν0 hν 3
233

3R∗2 Z ∞ ΠIν∗
rS3 = (2)

NH2 α0 ν0 hν

L’integrale rappresenta il numero di fotoni ionizzanti che attraversano


le stelle /cm2 sec

Z ∞ ΠIν∗
NL = dν
ν0 hν

(2)
Ponendo α0 = 2.6 · 10−13 cm3 sec−1 valido per T ∼ 104 K si
ottiene:

!2/3
−7 R∗ 1/3 −2/3
rS = 1.23 · 10 NL NH [pc]
R

Il parametro:

2/3
u = rS NH ∝ NL = f lusso totale dei f otoni di Lyman

viene indicato come “PARAMETRO DI ECCITAZIONE”

Il bordo delle regioni H II è netto.

Dall’andamento di X(r) si vede che:


29
N1  N0 τν0 = NH (1 − X) 3 · 10 r.. = 0
ν3
dove X = 1

Quando X diminuisce bruscamente τν aumenta bruscamente.


234

Per X = 0.5 il cammino linbero medio di un fotone ionizzante è per


NH = 102 ÷ 103 cm−3






NH = 102
2.4 · 1015 cm = 10−5 pc


3 · 1029




2 3
 
1 = 0.5 · 10 ÷ 10 r
3.56 · 1046 
NH = 103






2.4 · 1014 cm = 10−4 pc



Lezione 32

Elemento 1◦ P.I. 2◦ P.I.


H 0.55 −−
O 0.55 1.42
N 0.59 1.20
Ne 0.88 1.67
He 1.00 2.21
(24.6 eV ) (54.4 eV )

Stratificazione della emissione: OIII, OII

N (He)/N (H) = 0.1

X0 (HeI) = 24.6 eV

X1 (HeII) = 54.4 eV

Siccome:

X0 (HeI)  X0 (HI)

L’elio può essere presente in regioni H II o come He I o come He II

È chiaro dalla tabella che se non vi sono fotoni sufficientemente ener-


getici per ionizare HeI → He II

HeI + hν −→
/ HeII + e

235
236

allora non può essere prodotto né O III né N III

Al contrario se esistono questi fotoni ci aspettiamo di trovarli con lo


He II

Vediamo qualitativamente le strutture di ionizzazione possibili. Sud-


dividiamo la radiazione UV stellare in due bande

(1) 13.6 ≤ hν ≤ 24.6 eV questi fotoni possono ionizzare solo HI


(2) hν ≥ 24.6 eV questi fotoni possono ionizzare HI ed HeI
e la differenza di valore della sezione d’urto bilancia la differenza di
abbondanze.

A causa delle differenti sezioni d’urto di fotoionizzazione i fotoni della


banda (2) sono principalmente asorbiti dallo HeI, se naturalmente sono
presenti anche fotoni della banda (1).
237

Per una sorgente con T < 40000 la radiazione contiene:

H II HeII, HII HeI, HI HeI

OIII NIII, OII NII, OI NI

tanti elettroni con:

13.6 < hν < 24.6 eV

pochi fotoni con:

hν > 24.6 eV

Per una sorgente con T  40000 i fotoni con energia hν < 24.6 eV
dominano la ionizzazione dello HI ed HeI

H II HeII, HI HeI

OIII OII, OI NI

ESTINZIONE DA PARTE DI PARTICELLE DI POLVERE

In base a osservazioni infrarosse polveri sono presenti nelle regioni


H II più dense.

Per effetto di queste polveri la radiazione UV viene assorbita, quindi


diminuisce il raggio di Strömgren rS

Siccome il rapporto:
238

P OLV ERE
= costante
GAS

La POLVERE aumenta all’aumentare della dennsità e quindi diminuisce


0 !
rS
rS → rS0 rS = f attore di riduzione

Se si indica:

τν s =

profondità ottica della polvere per il tratto rS alla testa della serie di
Lyman

AV =

assorbimento visuale nella regione H II

vale la relazione:

τν s = 4 AV

REGIONI HI

Tutte le stelle O, B sono circondate da più o meno estese regioni


HII dalle quali non può scappare radiazione con:

λ < 912 A cioè con E > 13.6 eV

Fotoni con energia E < 13.6 eV nelle zone esterne possono ionizzare:
239

I.P.
C 11.26 eV
Si 8.15 eV
Fe 7.87 eV

Anche nella zona esterna ad rS

r > rS

Vi può però essere una debole ionizzazione dello IDROGENO dovuta


a:





C01 ∼ 10−17 sec−1
(1) RADIAZION E COSM ICA 


 E < 100 M eV
 √
 Q01 ∼ 10−11 T
elettroni  E = 102 ÷ 103 eV
(2) RADIAZION E RÖN T EGEN COSM ICA DIF F U SA





R01 ∼ 10−17 sec−1



 E < 1 keV

Il grado di ionizzazione risultante si può determinare dall’equazione


statistica:
240






N0 (R01 + C01 ) = N1 R10

(2)


R10 = Ne α0

poiché tutti i fotoni di Lyman vengono subito riassorbiti

Supponendo:
N1  N0 = N (HI)

la densità elettronica sarà:

Ne = N1 + X0 N (HI)

X0 = porzione relativa rispetto agli atomi di HI degli elttroni provenienti


da altre sorgenti

L’equazione dell’equilibrio statistico diventa:

R10
z }| {
(2)
N (HI) (R01 + C01 ) = N1 ( N1 + X0 N (HI)) α0

(2) (2)
N (HI) (R01 + C01 ) = N12 α0 + X0 N (HI) N1 α0

 2   
N1  (2) N1  (2) 
(R01 + C01 ) = N (HI)  α0 + X 0  α0 
N (HI) N (HI)
241

ponendo N1 = y questo è una misura del grado di ionizzazione


N (HI)
dell’idrogeno

X= N N 1 = N1
N0 = y in quanto N1  N0
0 + N1

(2) (2)
N (HI) α0 y 2 + N (HI) X0 α0 y − (R01 + C01 ) = 0

r
(2) (2) (2)
−X0 α0 N (HI) N (HI)2 X02 α0 + 4 N (HI) α0 (R01 + C01 )
y= (2)
2N (HI) α0
|
v
(2) (2)
u
u 2
X 0 α0 N (HI) uX
u 0 N (HI)2 4 N (HI) α0 (R01 + C01 ) X02
=− +
(2) 4 N (HI)2 (2)
4 N (HI)2 (α0 )2 X02
t
2N (HI) α0

v 
X0 u 4 (R01 + C01 ) N1
u
y= t1
u
+ (2)
− 1
=
2 N (HI) X02 α0 N (HI)

Nel caso di completa ionizzazione del

C , Si , Fe

per abbondanze chimiche normali vale:

X0 ∼ 5 · 10−4

porzione relativa rispetto agli atomi di HI, degli elettroni provenienti


da altre sorgenti
242

ESEMPIO 1

Nube di HI fredda e densa

T ∼ 100◦ K N (HI) = 20 cm−3

R01 + C01 ∼ 10−17 sec−1

(2)
α0 (T = 100) ∼ 6.8 · 10−12

2.06 · 10−11
 
(2) X1 
α0 = φ2  ∼ 6.8 · 10−12 cm3 sec−1
(100)1/2 KT
| {z }
∼ 3.3

v 
5 · 10 4
4 · 10−17
u
u
y=  1 + −12 − 1
t 
−8
2 20 · 25 · 10 6.8 · 10

N1
= 1.2 · 10−4
N (HI)

Ne = 2.4 · 10−4 N (HI) + 5 · 10−4 N (HI)

0.015 ∼ 10−2 cm−3


243

ESEMPIO 2

Nube di HI calda e poco densa

T ∼ 4000 K N (HI) = 1 cm−3

(2)
α0 (T = 4000) = 5.21 · 10−13 cm3 sec−1

2.06 · 10−11
 
(2) X1 
α0 = √ φ2  = 5.21 · 10−13 cm3 sec−1
4000 KT
| {z }
1.6

v 
5 · 10 4
4 · 10−17
u
u
−3
y=  1 + −13 − 1 ∼ 4 · 10
t 
−8
2 1 · 25 · 10 · 5.21 · 10

N1
∼ 4 · 10−3
N (HI)

Ne = 4 · 10−3 N (HI) + 5 · 10−4 N (HI) = 4.6 · 10−3 cm−3

Ne ∼ 4.6 · 10−3 cm−3

La ionizzazione per radiazione cosmica produce X0 N (HI) ionizza-


zioni di elementi come Si, C, N −→ nelle nubi calde
244
Lezione 33 - 34

L’altra volta abbiamo trovato una relazione valida per le regioni HI:

v 
N (HII) X0  4 (R01 + C01 )
u 
u 
= t1
u
+ (2)
− 1
N (HI) 2 
N (HI) X02 α0 

Ne = X0 N (HI) + N1

che una volta noti:

T = T emperatura cinetica (T emperatura di spin − si deriva dalla riga 21 cm)

N (HI) = densità di atomi di HI

permette di derivare la Densità elettronica nella regione HI

Andiamo a studiare la IONIZZAZIONE DEGLI ELEMENTI PIÙ


PESANTI in:

REGIONI HI
REGIONI HII

245
246

Consideriamo il Na e il Ca che hanno potenziali di ionizzazione


MINORI DI QUELLO DELL’IDROGENO

\eV X0 X1
 
 5.1 eV  47.3 eV
Na 12398
 2431 A  262 A λ = E
 
 6.1 eV  11.9 eV
Ca  2032 A  1042 A

Nelle regioni HI attorno a regioni HII non arrivano fotoni con λ < 912 A
dalla stella eccitatrice

Arrivano però fotoni con λ > 912 A dalla stella centrale.

Risulta:




 N a ∼ 4 · 10−7 sec−1
∼ 10−7 sec−1

R01 
Ca ∼ 2.4 · 10−7 sec−1


Questa rate è  dei valori


247


R01 ∼ 10−17 sec−1 



dovuti a Radiazione cosmica dif f usa

C01 ∼ 10−17 sec−1


 particelle + Röntgen

Possiamo quindi scrivere l’equazione dell’equilibrio di ionizzazione con-


siderando solo:





F OT OION IZZAZION I



 F OT ORICOM BIN AZION I

Ni Ri,i+1 = Ni+1 Ne αi

Ni αi
= Ne
Ni+1 Ri,i+1

ESEMPIO

Consideriamo una regione HI con:

T = 102 K Ne ∼ 10−2 cm−3 , cioè regioni f redde e sottili

Risulta:

 1 per il N a α0 = 10−7 cm3 sec−1
Ni R01



Ne = =
N0 α0 
102 α0 = 10−9 cm3 sec−1


 per il Ca

Cosı̀ che per Ne = 10−2 risulta:


248






X
102 per il N a II






N aI 5.1 eV


 N aII 47.3 eV
Ni



= →
N0 






X
104






per il Ca II CaI 6.1 eV


 CaII 11.9 eV

Nelle regioni HII con T = 104 Ne ∼ 102 ÷ 103 cm−3

cioè regioni calde e dense



 10 per il N a α0 = 10−8 cm3 sec−1
R01



=
α0 
104 α0 = 10−11 cm3 sec−1


 per il Ca

Cosı̀ che:

 10−1 ÷ 10−2 per il N a II
Ni



=
N0 
102 ÷ 101


 per il Ca II

Cioè in pratica diminuisce la ionizzazione.

In una regione H II calda e densa la ionizzazione degli elementi


pesanti (Na, Ca) è minore che in una regione HI sottile e fredda

La causa di ciò è la forte densità elettronica delle regioni HII che


provoca una alta rate di ricombinazione.

Anche per il Carbonio C : X0 = 11.3 eV si ottengono risultati


analoghi:
249

N elle Regioni HI → Il C è prevalentemente ionizzato

Al contrario per l’ N , O che hanno potenziali di prima ionizzazione:






X0 (N ) = 14.53 eV

X0 (H) = 13.60 eV


 X0 (O) = 13.62 eV

molto vicini a quello dell’ HI risulta che nelle regioni HI sono anch’essi
NEUTRI

REAZIONI A SCAMBIO DI CARICA

Una debole ionizzazione dello O può essere prodotta tramite la rea-


zione a scambio di carica

−→
Oo + H + ←− O+ + H o

Il coefficiente della velocità di ionizzazione di questo processo è:

Q01 ≈ 0.4 · 10−9 cm3 sec−1 per T = 300 K

REAZIONI CHIMICHE DI SCAMBIO

In regioni DENSE sono possibili:


ionizzazioni di atomi 
tramite urti con molecole
ricombinazioni di ioni 
250

O+ + H2 −→ OH + + H REAZION E CHIM ICA DI SCAM BIO

a seguito della quale può avvenire:

OH + + e −→ O + H RICOM BIN AZION E DISSOCIAT IV A

Utilizzando l’espressione:

Ni αi
= Ne
Ni+1 Ri,i+1

Si può misurare la densità elettronica misurando il rapporto d’inten-


sità di due righe di assorbimento dello stesso elemento in due diversi
stati di ionizzazione.

Per nubi diffuse con:

N (HI) ∼ 102 ÷ 103 cm−3

è risultato:

Ne ∼ 102 ÷ 10−1 cm−3

cioè:

Ne
≈ 10−4
N (HI)
Lezione 35 - 36

Lo stato termodinamico del gas interstellare è individuato dalla sua:

T = temperatura cinetica

T dipende da:


Γ guadagno 


di energia termica (calore) cm−3 sec−1


Λ perdita


Γ = Rate di riscaldamento e Λ = Rate di raf f reddamento


dipendono dalla T e N delle particelle del gas (esempio: righe proibite)

In caso di EQUILIBRIO TERMICO deve essere ovviamente:

Γ= Λ

RISCALDAMENTO DEL GAS

All’apporto di calore Γ possono contribuire i seguenti processi:


(1) Fotoionizzazione
(2) Ionizzazione per urto di atomi di idrogeno neutro in regioni HI per
effetto di particelle della radiazione cosmica

251
252

(3) Fotoeffetto alla superficie di particelle di polvere interstellari

(4) Evaporizzazione di molecole di H2 formatesi alla superficie di par-


ticelle di polvere

(1) Fotoionizzazione

La fotoionizzazione di atomi neutri fornisce elettroni liberi, che per


urto con altre particelle di gas distribuiscono a queste una parte della
loro energia cinetica.

La fotoionizzazione di atomi di HI è il principale meccanismo di


riscaldamento delle regioni HII.

L’energia media degli elettroni liberati è:

Z ∞ Kνk Iν
h(ν − ν0 ) dν
El = ν0 hν
Z ∞ Kk I
ν ν

ν0 hν

Kνk Iν
= numero di f otoni assorbiti per unità di lunghezza

Come si vede l’energia media degli elettroni liberati dipende dalla


forma della distribuzione della radiazione ionizzante e non dalla sua
intensità.
253

Assumendo che dalla stella eccittatrice di temperatura superficiale T∗


provenga la radiazione:

Iν = W Bν (T∗ )

la temperatura iniziale degli elettroni prodotti è:

2
T0 = T∗ se h ν0 > KT∗
3

In condizioni di equilibrio di ionizzazione:

N umero di f otoionizzazioni = N umero ricombinazioni negli stati legati

↓ ↓

Ne N1 α0 Ne N1 Σ v σxn

↓ ↓

e questo si scrive solo questo serve per mostrare


per avere il numero dei il processo di ricombinazione
processi di fotoionizzazione cosı̀ come avviene: v = velocità
relativa dell’elettrone che
corrisponde ad una Ekin = 21 me v 2
che nella ricombinazione viene persa
↓ ↓
Energia guadagnata Energia perduta
Ne N1 21 ml Σ v 3 σxn
(2)
Ne N1 α0 E l
254

La rate di riscaldamento netta è:

1
( )
Γ = Ne N1 α0 E − ml Σ v 3 σxn
2

(2) Ionizzazione per urto di atomi di idrogeno neutro in


regioni HI per mezzo di particellle della radiazione cosmica.

Sia ∆E il guadagno medio di energia del gas per ogni elettrone libero
prodotto. Sarà:

ΓKS = N (HI) · C01 · ∆E

∆E ∼ 3 eV per densità N (HI) > 1 cm−3

L’elettrone quando viene liberato riceve una EKin ∼ 20 ÷ 40 eV ;


ionizza quindi altri atomi e ne eccita altri finché la sua EKin < 10.2 eV
corrispondente all’eccitazione del livello 2 . Energia quest’ultima che
perde tramite urti elastici. In media ad ogni elettrone liberato viene
data una energia:

∆E ∼ 3 eV

(2) FOTOEFFETTO SULLA SUPERFICIE DI PARTI-


CELLE INTERSTELLARI

Di fondamentale inportanza per l’equilibrio termico di regioni HI. In


cui vi è solo radiazione con λ > 912 A !!!
Iν = numero f otoni/cm2 H sec sterad
hν 2
255

La superficie efficace totale delle particelle contenute in un volume di


1 cm3

NS σ S Ns = densità particelle ; σS = sezione geometrica

Indicando con:

Qabs (ν) = fattore di efficienza all’assorbimento della particella


[adimensionale]

ye (ν) = frazione di elettroni prodotti per asorbimento [adimensionale]

Risulta che il numero di “elettroni liberi”, creati dalla radiazione di


frequenza ν proveniente da tutte le direzioni è:


!
4π NS σS Qabs (ν) ye (ν)






λ < 912 A
ye (ν) = 0 


 λ > 1100A

Se E indica l’energia cinetica media di un fotoelettrone e ci troviamo


a profondità ottica τ (per λ ∼ 1000 A) la rate di riscaldamento per
fotoeffetto è:
256

Z Iν −τ
ΓP E = 4π e · NS σS · Qabs y e E e d ν

Da misure di laboratorio con sorgenti che riproducono la distribuzione


di energia della radiazione UV di campo con λ > 912 A si è trovato:

E e ∼ 5 eV

Sostituendo i valori tipici:

Qext (V ) ∼ 0.5

NS σS ∼ 10−21 NH NH = N (HI) + N (HII)

si trova:

ΓP E ∼ 2 · 10−25 NH e−τ ν y e erg cm−3 sec−1

MOLECOLE DI H2 FORMATE ALLA SUPERFICIE DI PARTI-


CELLE DI POLVERE ED EVAPORATE NELLO SPAZIO
257






0.5 eV → Ekin → 10 % dell0 energia va in energia termica
Eerg 
staccare la molecola dal grano


 eccitare le molecole

ΓH2 ∼ 2 · 10−29 NH N (HI) erg cm−3 sec−1

MECCANISMI DI RAFFREDDAMENTO DEL GAS

(1) Eccitazione per urto con conseguente emissione di radiazione

(2) Radiazione free-free degli elettroni

(3) Urti di particelle di gas con particelle solide

(4) Conduzione di calore

(1) Eccitazione per urto con emissione di radiazione (righe proibite)

Tale eccitazione per urto, che sottrae energia termica, avviene dal
livello fondamentale 1. Il numero di queste eccitazioni è:

N 0 Ni1 Q1m per un livello superiore m


258

Avvengono però anche ricombinazioni per urto le quali ridanno ener-


gia termica al mezzo

N 0 Nim Qm1

La rate di raffreddamento sarà:

Λurto = N 0 Σm (Em − E1 ) (Ni1 Q1m − Nim Qm1 )

Urti fra molecole complesse (CO) e molecole di H2 possono eccitare


le prime e provocare quindi un notevole raffreddamento

(2) Radiazione free-free degli elettroni nella zona ionizzata

Λf f = 4π εf f






4π εf f = 1.426 · 10−27 Z 2 T 1/2 Ne Ni gf f erg cm−3 s−1

gf f ∼ T 0.15 ν −0.1



259

(2) Urti di particelle di gas con particelle solide

In nubi dense con alta quantità di polvere:


Atomi 



+ 
cedono una parte della loro energia termica
M olecole


P articelle di polvere
260
Appendice C

DIFFERENZA DI OPACITÀ ALLA TESTA DELLA SERIE


DI LYMAN E DI BALMER IN CONDIZIONI DI ALTA
OPACITÀ ALLA TESTA DELLA SERIE DI LYMAN
( Supponiamo → T ∼ 104 )

Opacità alla testa della serie di Lyman

3 · 1029 4
kνk (n, f ) = Z N0n
n5 ν 3

supponendo che N01 sia uniforme e che lo spessore geometrico sia l:

3 · 1029
τνk (1, f ) = N01 l
ν3

Il numero di atomi neutri al livello fondamentale in condizioni di


equilibrio di ionizzazione e in presenza di soli processi radiativi è:

261
262

(1)
N1 · Ne α0 = N0 R01

(1)
N1 Ne α0
N0 =
R01

in caso di solo idrogeno N1 = N2


(1)
e α0 (T = 104 ) = 4 · 10−13 cm3 s−1

(1)
Ne2 α0 Ne2 −13
N01 = = −8 · 4 · 10 = 4 · 10−5 Ne2
R01 10

3 · 1029 −5
τνk (1, f ) = 15 3 · 4 · 10 Ne2 l
(3.3 · 10 )
|
12 · 1024 2 −22
= 46 Ne l = 3.3 · 10 Ne2 l
3.6 · 10

ν1 = 3.3 · 1015 s−1

τνk (1, f ) = 3.3 · 10−22 Ne2 l

Opacità alla testa della serie di Lyman

Nell’ipotesi di assorbimento “on the spot” dei fotoni prodotti per


ricombinazione diretta al livello fondamentale possiamo scrivere:
263

numero di ricombinazioni a livelli con n ≥ 2 = numero di fotoni


Lyα = numero di fotoionizzazioni

(2)
N1 · Ne α0 = N02 A02 N1 = Ne

(2)
Ne2 α0
N02 =
A21

A21 ' 4.7 · 108 s−1






(2)

α0 (T = 104 ) ' 2.6 · 10−13 cm3 s−1


3 · 1029 1
τνk (2, f ) ≈ 3 5 N02 l ; ν2 = ν1 ≡ 8.3 · 1014 s−1
ν2 (2) 4
|
≈ 3 · 1029 2.6 · 10−13 N 2 l
5.6 · 1044 (32) 4.7 · 108 e

|
≈ 9.3 · 10−39 Ne2 l

Quindi:

τνk (1, f ) ∼ 3.3 · 10−22 Ne2 l

τνk (2, f ) ∼ 9.3 · 10−39 Ne2 l


264

τνk (1, f ) ∼ 3.6 · 1016 τνk (2, f )


Lezione 37

Equilibrio termico in regioni HII

I principali processi che agiscono nello stato termico di una regione


HII sono:

1) Fotoionizzazione dello HII

2) Eccitazione per urto di livelli metastabili dello [OII] [NII] [OIII]

RICHIAMO: Le transizioni free-free producono un effetto trascurabile

La fotoionizzazione produce elettroni la cui energia cinetica media è:

Z ∞ Kν Iν
h(ν − ν0 ) dν
El = ν0 hν
Z ∞ Kν Iν

ν0 hν
265
266

Questa espressione è VALIDA IN QUALUNQUE REGIONE

In particolare se si considera l’INTERA REGIONE HII che supponia-


mo sferica di raggio R

Tutta la radiazione ionizzante emessa dalla stella Iν viene assorbita


per cui si può eliminare Kν e scrivere:

Z ∞ Iν
h(ν − ν0 ) dν
El = ν0 hν
Z ∞ Iν

ν0 hν

Questa è veramente l’energia cinetica media degli elettroni su TUTTA


LA REGIONE HII.

NOTA

Calcolo di E l vicino alla stella eccitatrice


267

Z ∞ Kνc Iν
h(ν − ν0 ) dν 3
El = ν0 hν = K T0
Z ∞ Kc I
ν ν 2

ν0 hν

ove T0 è la temperatura iniziale degli elettroni

In questo caso I nu è relativamente grande (varia come 1/r2 ) mentre


la Iνd può essere trascurata

Kνc ∝ ν −3

hν −
I = W Bν (T ) = W ν e KT ∗ 3

approssimazione di Wien valida se hν0


KT∗ > 1

− hν
Z ∞ e KT ∗
h(ν − ν0 ) dν
El = ν0 hν
− hν
Z ∞ e KT∗

ν0 hν

hν hν0 h
x = ; x0 =  1 ; dx = dν
KT∗ KT∗ KT∗

Z ∞ (x − x0 ) K T∗ −x KT∗
e dx
El = x0 K T∗ x h
Z ∞ e−x KT x

dx
x0 KT∗ x h
268

 
Z ∞ (x − x0 ) −x
 e d x  KT∗
x0 x
= Z ∞ e−x
dx
x0 x

K T∗
El = ≈ "
1
!# ≈ K T∗
1−
x0

3 2
K T0 = K T∗ T0 = T∗
2 3

Avevamo visto che se si pone:

3
El = K T0 T0 = temperatura iniziale
2

T = W Bν (T ∗ ) T ∗ = temperatura sorgente eccitatrice

nell’ipotesi che: h ν0
K T∗ > 1

T∗ hν0
K T∗
5000 32
10000 16
30000 5
50000 3
269

hν −
approssimazione di Wien Bν (T∗ ) ∼ ν e KT
3 ∗

ricordando che Kν α ν −3

risulta:

2
T0 ∼ T∗
3

La “Rate di riscaldamento netta per fotoionizzazione” risultava in


condizioni di equilibrio di fotoionizzazione:

 
 1 ∞ 
v 3 σxn (v)
X
ΓP h = Ne N1 α0 E l − me ∝ Ne N1
 2 n=1

v = velocità relativa elettrone-protone

v 3 σ xn = mediata su tutte le velocità relative supponendo una


distribuzione di velocità M axwelliana

La “Rate di raffreddamento per eccitazione per urto con conseguente


emissione di radiazione è data da:

X
Λurto = Ne [(Ni1 Q1m − Nim Qm1 ) (Em − E1 )]
m

se Ne < 102 cm−3 Qm1 ∼ 0

X
Λurto = Ne Ni1 [ Q1m (Em − E1 )] ∝ Ne Ni
m
270

−6 Ω(1, 2)

Q21 = 8.63 ·1/210


g2



 T

Q12 = gg21 Q21 e−X/KT





271

Passiamo al problema dell’equilibrio termico in regioni HII

La radiazione proveniente dalla stella sia:

Iν = W Bν (T ∗ ) T ∗ = temperatura di colore della stella

Vi sia inoltre come unica sorgente di assorbimento nel continuo di


Lyman l’assorbimento (b-f):

Kνk (b − f ) ∼ ν −3

L’energia cinetica media E l si può scrivere in funzione di T ∗


in prossimità della sorgente quando il campo di radiazione stellare non
è ancora assorbito Kνk ∆x  1






0.98 T ∗ = 4000




 . .
E l = ψ0 K T ∗

si trova ψ0 = 
. .






. .
 ∗

 0.87 T = 30000

Nella espressione di ΓP h si può porre ora:

1) N1 = Np
2) E l = ψ0 K T ∗
10−11 Z 2 φ
!
3) α0 = α01= 2.06 ·1/2 1
X1
KT cm3 sec−1 ove X1 è
T
l’energia di ionizzazione dal livello 1
4) Fare la media pesata usando la distribuzione di Maxwell
272

Si ottiene:

2.9 · 10−27 Ne NP
ΓP h = { T∗ ψ0 φ1 (T ) − T ψ1 (T )}
T 1/2

v 3 σ xn
X
ψ1 (T ) + cost ·

Questo risultato vale solo IN VICINANNZA DELLA STELLA

Se invece vogliamo calcolare ΓP h valido per tutta la regione HII si usa


l’espressione di E l valida per tutta la regione HII e si pone:






1.05 T ∗ = 4000




 . .
El = ψ K T ∗

ψ= 
. .






. .
 ∗

 1.34 T = 30000

(1) (2)
Nell’espressione di ΓP h si sostituisce α0 con α0 e si iniziano le som-
me da 2 poiché le ricombinazioni al livello fondamentale (cooling) nell’i-
potesi di riassorbimento OTS (heal) non provocano nessuna variazione
dello stato termico del gas.

 
1 ∞
(2)
 
v 3 σ xn 
X
ΓP h = Ne N1 α0 E l − me
 2 n=2
273

Risulta in conclusione:

2.9 · 10−27 Ne NP n o
ΓP h = T∗ ψ φ2 (T ) − T ψ2 (T )
T 1/2

In figura è riportato l’andamneto di ΓP h , Λurto e Λf f per una


T∗ = 32000 e per NP ∼ Ne < 102 (si può trascurare il termine
negativo di diseccitazione per urto in Λurto )

Nel caso di IDROGENO PURO solo Λf f potrebbe bilaniare ΓP h e


ciò avverrebbe a T ∼ 27000 K

La presenza di [OIII] [OII] [NII] Λurto fa sı̀ che si raggiunga l’equilibrio


termico a ∼

T ∼ 7500 K

Se aumenta la densità Ne > 103 cm−3 aumenta la rate di diseccitazio-


ne per urto e quindi Λurto cresce più lentamente e si ha una temperatura
di equilibrio maggiore.

Se spegnessimo la stella centrale, quanto tempo impiegherebbe il gas


a passare da T = 10000 K a T = 0 K?
274

3
NP KT 1012
tC = 2 ' sec
Λ NP

Λ ' 10−24 NP2 erg cm−3 sec−1 K = 1.38 · 10−16 erg deg −1


300y Ne = 102
3 · 104




tC = years tC = 30y Ne = 103
NP 
3y Ne = 104


In quanto tempo gli atomi di HII si ricombinerebbero?

1 1 T 1/2 105
tC = = =   ∼ years
R10 Ne α0 X 01  NP
Ne 2.06 · 10−11 φ1 
KT

per T ∼ 10000






103 y NP = 102

102 y NP = 103
NP = 104


 10 y
Lezione 38 - EQUILIBRIO
TERMICO NELLE REGIONI HI

Nelle regioni HI l’apporto di energia è molto più piccolo che nelle regioni
HII

La rate di riscaldamento è data da:

Γ = ΓP h + ΓKS + ΓP E

ΓP h = fotoionizzazione di elementi più pesanti dello HI, con X0 <


13.6 eV per effetto di radiazione con λ > 912A

Il valore dell’energia cinetica media degli elettroni prodotti è:

E l ∼ 2 eV ∼ 3 · 10−12 erg 1eV = 1.60 · 10−12 erg

Per una temperatura e una densità della nebula:

T ≈ 102 K NH < 102 cm−3

il valore della energia cinetica media dello HI e degli elettroni è:

3 3
1.38 · 10−16 · 102 ∼ 2 · 10−14 erg

E l = KT =
2 2
275
276

cioè

El  Ek

E l = energia cinetica media elettroni prodotti della f otoionizzazione

E l = energia cinetica media degli elettroni a T ∼ 102 K

In tali condizioni nella espressione di ΓP h :

 

 

 


 1 ∞ 


v 3 σ xn 
X
ΓP h = Ne N1 α El −
 0
me


 2 n=1 


 | {z }


2o termine

si può trascurare il secondo termine

e risulta

ΓP h ≈ 4 · 10−4 Ne NH α0 E l

α0 = valore approssimato di :

2.06 · 10−11 Z 2
 
X 01 
α0 = φ2  cm3 sec−1
T 1/2 KT

4 · 10−4 = tiene conto della scarsa abbondanza rispetto all’HI degli


elementi (C, Si, Fe....) che contribuiscono alla fotoionizzazione.
277

C 1s2 2s2 p2

Nell’espressione di α0 per il C + : Z = 1 e siccome n = 1 è


occupato

(2)
α 0 = α0

(2)
Ponendo E l = 3·10−12 erg e sostituendo l’espressione di α0 = α0 ;
X=NNe risulta:
H

ΓP h (λ > 912) ≈ 2 · 10−26 · T −1/2 φ2 (T ) · X · NH2 [erg cm−3 sec−1 ]

ΓKS Ionizzazione per urto di atomi di HI interstellari con


 particelle
RADIAZIONE COSMICA 
RöntgenStrahlung

ΓKS = N (HI) · C01 · ∆E

∆E ≈ 3eV ≈ 5 · 10−12 erg

C01 ≈ 10−17 sec−1

ΓKS ≈ 5 · 10−29 NH [erg cm−3 sec−1 ]

ΓP E FOTOEFFETTO SU PARTICELLE DI POLVERE


278

ΓP E ∼ 2 · 10−25 NH e−τ y l [erg cm−3 sec−1 ]

per y l = 0.3 τ = 0.3 corrispondente a τ (V ) ≈ 0.1 Aλ = 1.086 · τλ

Risulta quindi:

ΓP E ≈ 4 · 10−26 NH [erg cm−3 sec−1 ]

Concludendo:

Γ = 2 · 10−26 · T −1/2 φ2 (T ) · X · NH2 + |5 · 10−29


{z
−26
NH} + |4 · 10{z NH}
| {z }
2
ΓP E ∝NH ΓKS ∝NH ΓP E ∝NH

La rate di raffreddamento è provocata solamente da URTI

T <100K T >100K
z}|{ z }| {
+ + +
1) Eccitazione per urto di C Si F e con atomi di HI ed
elettroni e
2) Eccitazione per urto del livello 2 dell’atomo di HI quando T =
4000 ÷ 12000K. I fotoni Lyman cosı̀ prodotti riscaldano la polvere
e vengono riemessi nell’infrarosso.
Lezione 39

RI CH I AM O

f otoionizzazione del CI

ΓP h = 2 · 10−26 · T −1/2 φ (T ) · X
2
NH2

ΓKS = 5 · 10−29
NH2 NH

ΓP E = 4 · 10−26
NH2 NH

ΓH2
= 2 · 10−29 N (HI)
NH2 NH

raggiunge lo stesso ordine di grandezza di ΓP E per Ne ∼ 103

Cooling −→ Λurto

C ∗ il cui potenziale di ionizzazione X0 < 13.6 eV ha una densità


relativa uguale alla densità relativa presente nelle regioni HII.

T < 100 K
Il raffreddamento è dominato dalla eccitazione del CII
ΛHCII = 7 · 9 · 10−27 NH2 dc e−92/T erg cm−3 sec−1

279
280

dc = (nc /nH ) / (nc /nH )cosmico ∼ 0.1 ÷ 1

T > 100 K
subentra l’effetto della eccitazione del FeII e SiII
Λ in Dalgamo & Mc Cray A Rev Astr Ap 10, 375,1972

T ∼ 4000 ÷ 12000
eccitazione per urto del livello 2 dello HI
ΛeH = 7.3 · 10−19 Ne N (HI) e−118400/T erg cm−3 sec−1

Per densità sufficientemente alte e basse temperature diventa impor-


tante l’eccitazione di molecole H2

Curve di raffreddamento (N.B. più basse al diminuire della ioniz-


zazione cioè della abbondanza di CII, FeII, SiII)


 per x = 10−2
a) intersezione con ΓP h indipendente da NH  TE ∼ 16K

 10K
b) calcolo ΓKS per NH = 1 ÷ 5 cm−3 TE ∼  12K

 24K
c) calcolo ΓP E per NH = 40 ÷ 4 cm−3 TE ∼  60K

A basse densità il fotoeffetto comincia ad essere meno efficiente perché


le particelle di polvere cariche positivamente hanno scarsa probabilità di
ricombinazioni con elettroni e tornare neutre. In tale caso la polvere
resta carica positivamente e diminuiscono di conseguenza ye ed Ee

A basse densità NH ∼ 0.1 ÷ 0.4 ÷ 1


281

−26

 4 · 10−25
ΓP E = 4 · 10


0.1 = 10−25
NH2 
4 · 10−26


T ∼ 5000 ÷ 10000

EQUAZIONE DI STATO E MODELLO A DUE FASI DEL GAS HI

L’equazione che esprime l’equilibrio termico è:

Γ (NH , Ne , TE ) = Λ (NH , Ne , TE )

Tramite le equazioni:

N − e = N1 + x0 N (HI) x0 ∼ 5 · 10−4

v 
N1 x0 4(R01 + C01 )
 u 
u 
= t1
u
+ (2)
− 1
N (HI) 2 
 x20 N (HI)α0 

Si elimina Ne perché si ricava Ne in funzione di NHI ∼ NH

Si può adesso plottare:

TE − N p = N KTE − N

Commento curve
282
Lezione 40

PARAMETRI DI STATO DELLE REGIONI HII.






T EM P ERAT U RA ELET T RON ICA
 DEN SIT À ELET T RON ICA
M ASSADELL0 IDROGEN O ION IZZAT O


Temperatura elettronica

Si può ricavare in tre modi:

1) Misura assoluta a basse frequenze del radiocontinuo termico per


τνk  1





τνk Bν (Te ) ∼ ν −0.1 Te−.35 E ; τνk  1

Bν (Te ) ∼ ν 2 Te τνk  1


 ;

2) Dal rapporto di intensità di due righe di emissione ottiche ecci-


tate per urto con livelli di partenza sufficientemente distanti l’uno
dall’altro





emissione indotta
escludendo la 


 eccitazione radiattiva

283
284

N3 Ω13 A21
"
xΩ12
#

X23
= 1 + 1.73 · 10 −4
e KTe
N2 Ω12 A32 + A31 A21

3) Intensità di righe di ricombinazione radio.


Ciò è valido quando τνk  1 cioè:





τνk (f f ) ∝ T −1.35 ν −2.1 ⇒ ad alte f requenze
poiché 
τνk (bf ) ∝ n−5 ν −3 ⇒


 ad alte f requenze

questo ha poco effetto perché tutto lo H è ionizzato e poiché la


proporzionalità a ν −3 lo rende trascurabile

Se si prendono le temperature di radiazione nella riga e nel continuo


per radiazione non incidente si ha l’espressione nel caso τ  1


TL = τνL Te 




vedremo subito quando τνL  1
TK = τνk Te


!2 !2
ν ν
Iν = τν Sν ← Sν = 2 KTe 2 KTL
c c
285

e ricordando che:

1) KνL = hνcnm ψ(ν) Bmn Nm 1 − ggm Nn


 

n Nm
(figura livelli energetici)

!3 x −x
2 h2 2 − 0 KT 0n
2) Nn = bn n 2πme KTe e Np Ne

Trascurando l’emissione indotta: vedi *** pag. seguente

3) Ne = NP + N (He+ ) → NP = Ne + N (He+ ) da cancellare?

fmn R3 Z 6 m−5 n−3


Bmn = = +4
νnm 2 νnm
286

***
Infatti l’equazione statistica per gli stati legati è:

n−1
X ∞
X
Nm Anm = Nm Amn + Np Ne α0n (Te )
m=1 n−1
287

1
KνL ∝ Bmn ∝
ν4

quindi ad alte f requenze KνL  1 ⇒ τνL  1

Rl
4) τνL = 0 KνL d r

si ottiene l’espressione:

x0 − x0n E
( )
τνL = cost bn Te−5/2 exp − ψ(ν)
KTe 1 + [N (He+ )/NP ]

Z l
E= Ne2 d r misura dell0 emissione
0

Z l
τνL (f − f ) = 8.24 · 10−2 Z 2 T −1.35 ν −2.1 Ne Ni d r
|0 {z }
E nel caso di puro idrogeno

Se si esprime l’integrale esteso alla riga della TL (ν)

Z
TL (ν) d ν = TL∗ · ∆νL TL∗ = valore di TL (ν)
288

si ottiene per il rapporto RIGA-CONTINUO nell’approssimazione


LTE bn = 1:

TL∗ ∆νL Te−1.5


≈ 2.3 · 104 ν 2.1
Tk N (He+ )
1+
NP


 mm
∆νL [KHz] ν [GHz] λ ∼  cm

Da questa espresione si ricava un valore di Te più piccolo del reale


perchè è stata trascurata la emissione indotta.
289

Densità elettronica

1) Rapporto di intensità di 2 righe di emissione ottica eccitate per


urto con livelli superiori molto vicini

Ωnm
Qnm = 8.63 · 10−6 [cm3 sec−1
T 1/2 gn

An0 m
 !

L 1 +
Inm νnm Anm gn 

Ne Qn0 m! 
=
InL0 m Anm 
 
νn0 m An0 m gn0 
1+
Ne Qnm

2) Da misure del radiocontinuo di Bremsstrahlung termica ad alte


frequenze:





τν Bν (Te ) = ν −0.1 Te−0.35 E ; τνk  1
Iν = 
Bν (Te ) ≈ ν 2 Te ; τνk  1


si ricava: E = Ne2 l
290

3) Dalla intensità di righe di ricombinazione specie nel radio ove non


sono affette da estinzione
1 nel radio
z}|{
gnm bn 158000
( )
L
Inm = 34.24 3 3 exp E
nm T 3/2 n2 Te
Lezione 41

Commento al valore della densità elettronica Ne ricavato dalla “misura


dell’emissione” E.

Se in una regione HII di profondita l si trovano lungo la visuale n con-


densazioni di uguale densità Ne e profondità a anzichè una distribuzione
continua risulta, noti E ed l (ma non noti n ed a)

1 Z l 1  na 2
Ne2 2

Ne2 = dr = n Ne a = Ne
l 0 l l

Siccome na < l risulta:

Ne2 < Ne2

Valori di

na
∼ 10−1
l
291
292

sono plausibili

Dalla intensità del continuo radio di Bremsstrahlung termica






τν Bν (Te ) ∼ ν −0.1 Te−0.35 E per τνk  1
Iν = 
Bν (Te ) ∼ ν 2 Te per τνk  1


per τνk  1 si ricava il FLUSSO DI RADIAZIONE NEL CONTINUO


RADIO una volta noto l’angolo solido Ω sotto cui viene vista la sorgente

φk (ν) = I ν · Ω = cost · Te−0.35 ν −0.1 E Ω

Dalla misura del flusso e noto Ω si ricava E

E = Ne2 l

Se rS è il raggio di Strömgren si può porre:

l = 2 rS

e ricavare cosı̀ il
293

1) Valore quadratico medio della densità elettronica Ne2

2) Parametro di eccitazione
 1/3
u = rS Ne2

Parametro di eccitazione

siccome tutti i fotoni ionizzati LC emessi dalla stella nell’unità di


tempo sono assorbiti nella regione HII e vi deve essere equilibrio di
ionizzazione

4
!
LC = π rS3 N1 R10
|
3 {z }
N r protoni

N1 ∼ Ne

4 (2)
= π rS3 Ne Ne α0
3

|
294

4 (2) 4 (2)
= π α0 Ne2 rS = π α0 u3
3 | {z }
3
3
u

4 (2)
LC = π α0 u3 → f unzione delle condizioni della regione HII
|3 {z }
COST

È chiaro che u, parametro di eccitazione, (perché non definiamo il


parametro di ionizzazione), rappresenta:

Il flusso totale dei quanti del continuo di Lyman capaci di ionizzare


l’idrogeno
(2)
Approssimando l’espressione di α0 con

(2)
α0 = 4.1 · 10−10 Te−0.8

si ricava:

4 (2)
LC = π u3 α0 ≈ 5.05 · 1046 Te−0.8 u3 [f otoni sec−1 ]
3

ove u [ pc cm−2 ]

Il valore del parametro di ionizzazione u può essere ricavato diretta-


mente dal flusso di radiazione φkν nota la distanza r dell’osservatore dalla
regione HII supposta sferica

πrS2 rS2 2 u3
φkν ≈ EΩ = Ne2 · 2 rS · 2 ∼ 2 Ne = 2
r r r
295

u3 ∼ φk (ν) r2 const · Te−0.35 ν −0.1

Sostituendo questa espressione di u nella

LC ≈ 5.05 · 1046 Te−0.8 u3 [f otoni sec−1 ]

si ottiene:

LC ≈ 4.8 · 1048 Te−0.45 ν 0.1 φk (ν) r2 [f otoni sec−1 ]






ν [GHz]
unità di misura 
φk (ν) [Jy]


 r [Kpc]

Ovviamente la “massa totale dell’idrogeno ionizzato” in una regione


HII sferica di densità costante è data dalla espressione:

4
M(HII) = π rS3 Np mp
3

Sussiste una relazione statistica fra diametro e


296

densità media delle regioni HII:

Quanto più piccolo è il diametro ↔ tanto maggiore è la densità media


Lezione 42 - 43

L’effetto più evidente della “polvere interstellare” è la sua estinzione sulla


luce proveniente da stelle proveniente da stelle distanti e dalle nebulose.

Questa estinzione nella banda ottica è prevalentemente dovuta a


SCATTERING, e in parte ad assorbimento

Se I0ν = intensità della sorgente ; Iν = intensità osservata


= e−τλ
I0λ

L’estinzione interstellare è cosı̀ caratterizzata dal valore di τλ calco-


lato lungo il raggio che collega l’osservatore alla sorgente.

L’estinzione interstellare è stata derivata da misure spettrofotome-


triche di COPPIE DI STELLE aventi il medesimo tipo spettrale

297
298

Indicate con 1 e 2 due stelle dello stesso tipo spettrale affette da di-
versa estinzione risulta che il rapporto dei loro flussi ad una determinata
lunghezza d’onda λ è:

Fλ (1) F0λ (1) e−τλ (1) D22 −[τλ (1)−τλ (2)]


= = e
Fλ (2) F0λ (2) e−τλ (2) D12

ove D2 e D1 indicano le distanze delle stelle 1 e 2

Se confrontiamo una stella arrossata 1 con una che non lo è 2 τλ (2) ∼ 0

risulta

Fλ (1) D22 −τλ (1)


= e
Fλ (2) D12

ovvero

Fλ (1) D2
ln = 2 ln − τλ (1)
Fλ (2) D1

D2 Fλ (1)
τλ (1) = 2 ln − ln
D1 Fλ (2)

N. B. : per λ → ∞ τλ → 0

cioè l’estinzione verso la stella arrossata 1 è data da:

Fλ (1)
=
Fλ (2)

una quantità che aumenta al diminuire della lunghezza d’onda ed è


uguale a una costante K per λ → ∞
299

D2
!
2ln =
D1

una costante addittiva indipendente dalla lunghezza d’onda

La costante non è determinata perché in generale D2 e D1 non so-


no note. La si può comunque determinare da misure di Fλ a grandi
lunghezze d’onda quando τλ = 0

Misure di questo genere compiute su moltissime coppie di stelle hanno


mostrato che:

A) L’andamento dell’estinzione interstellare in funzione della lunghez-


za d’onda è in prima approssimazione uguale per tutte le stelle.

B) Solo il valore dell’estinzione è diverso da oggetto a oggetto

si può quindi scrivere che:

τλ = C f (λ)

ove C dipende dalla stella

f (λ) è uguale per tutte le stelle

Questo risultato ha un significato fisico. Significa che le CARAT-


TERISTICHE FISICHE DELLA POLVERE interstellare sono uguali in
tutto lo spazio interstellare.
300

In figura è riportato l’andamento dell’estinzione, f (λ) − f (Hβ ), inter-


stellare in funzione di 1/λ e normalizzata in modo che risulti:

τHγ − τHα = 0.5 cioè ponendo C = 1

f (λ) = 0.63

λ − 0.29 λ ≥ 0.437




f (λ) = 0.36


λ − 0.31 λ < 0.437


L’estinzione interstellare fa variare il rapporto di intensità osservato


di due righe rispetto al valore che esso aveva all’origine nella nebula

Iλ1 I0λ1 −C[f (λ1 )−f (λ2 )]


= e
Iλ2 I0λ2

FIGURA 7.1 Ost.


301

Se come nel caso dela serie di Balmer, conosciamo i valori CALCO-


LATI del decremento
I0 (Hα ) I0 (Hγ ) I0 (Hδ )
; ; ; .....
I0 (Hβ ) I0 (Hβ ) I0 (Hβ )

Si può calcolare facilmente C dai rapporti di intensità osservati:

Iλ I0λ
= 10−0.434 (τλ −τHβ )
IHβ I0Hβ
|

I0λ
= 10−c [f (λ)−f (Hβ )]
I0Hβ

c = 0.434C

È chiaro il significato di c :

−c f (λ)
I0λ = 10
IHβ 10c f (Hβ )
I0Hβ

ma f (Hβ ) = 1 quindi dal denominatore a primo membro e secondo


membro della precedente risulta:

I0Hβ
lg = c
IHβ
302

cioè il rapporto della intensità teorica rispetto a quella osservata di Hβ

Passando in magnetudini:
 
I0H
Aβ = 2.5 c = 2.5 lg  β 
IHβ

analogamente:


Aλ = −2.5 lg = 2.5 c f (λ)
I0λ

Si ricava AV in funzione di Aβ ed Eβ−α con i seguenti passaggi:

AV − Aβ 2.5c [f (V ) − f (β)]
= = −0.425
Eβ−α 2.5c [f (β) − f (α)]

AV = Aβ − 0.425 Eβ−α

ed analogamente EB−V in funzione di Eβ−α

EB−V AB − AV f (B) − f (V )
= = = 0.863
Eβ−α Aβ − Aα f (β) − f (α)
|
1

EB−V = 0.863 Eβ−α

I
In un sistema di coordinate cartesiane in cui lg Iγ ; lg IIα sono
β β
le coordinate, l’andamento della estinzione a partire dal punto rappre-
sentante il decremento di Balmer non affetto da estinzione si ottiene
dalle:
303

lg IIα = lg II0α − c [f (α) − 1]






β 0β



I I


lg Iγ = lg I0γ − c [f (γ) − 1]





β 0β

sostituendo:

Iα I0α Iγ I0γ
y = lg − lg ; x = lg − lg
Iβ I0β Iβ I0β

si ottiene:

y f (α) − 1
= → equazione di una retta
x f (γ) − 1

FINE