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316

22 GENNAIO 2019
FEBBRAIO 2019
€ 3,90 IN ITALIA
SPAZIO A CACCIA DI RIFIUTI IN ORBITA pag. 18

SCOPRIRE E CAPIRE IL MONDO


Mensile: Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo (cont.), Spagna € 7,00 / MC, Côte d’Azur € 7,10 / Germania € 10,00 / UK £ 8,50 / Svizzera Chf 8,90 – C.T. Chf 8,40 / USA $ 12,00. Poste Italiane / Spedizione in A.P. D.L. 353-03 art. 1, Comma 1 / Verona CMP

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SE STESSI:
CHE COSA
DICE LA
SCIENZA

CE L’HO ESERCIZIO, GENI,

FATTA!
AMBIENTE,
PERSEVERANZA
E... FORTUNA:
GLI ULTIMI STUDI
SVELANO
I 5 FATTORI
DEL SUCCESSO
pag. 85

Vita digitale Animali Scienza


INTERNET COMPIE PERCHÉ L’UOMO UNA NUOVA TEORIA
50 ANNI È IL MIGLIOR AMICO PER VIAGGIARE
PS
(E NON LI SENTE) DEL CAVALLO NEL TEMPO
pag. 48 pag. 102 pag. 124
La buona
notizia

Un vero
filantropo
per il
pianeta

Getty Images/Gallo Images Roots Collection


ZIMBABWE.
Il parco Gonarezhou,
ricco di elefanti (in
basso), è tra quelli
sostenuti dalla
Fondazione Wyss.

La Fondazione Wyss si è impegnata


7
km quadrati
MILA

Cioè poco meno della


a donare 1 miliardo di dollari per la superficie dell’Umbria, è

protezione del nostro pianeta. I primi


l’area della riserva marina
creata in Costa Rica grazie

finanziamenti sono stati distribuiti. PS


alla Fondazione Wyss.

Un miliardo di dollari. Questa è la cifra messa in campo dalla Campagna per la Natura della Fon-
dazione Wyss, per arrivare a preservare il 30% della superficie del nostro pianeta entro il 2030. La
fondazione è stata creata dall’imprenditore e mecenate svizzero Hansjörg Wyss, fondatore del grup-
po di tecnologia medica Synthes, che ha venduto nel 2012 per quasi 20 miliardi di dollari. Il budget
sarà scaglionato in 10 anni, per istituire o estendere parchi, riserve naturali e aree marine protette,
attraverso il sostegno a governi, enti di ricerca e organizzazioni locali.
NOVE PAESI. La prima parte dei finanziamenti, per 48 milioni di dollari, riguarda circa 40mila km2
di terra e 17mila di aree oceaniche in 13 Paesi. Tra i progetti sostenuti, l’istituzione del parco di Acon-
quija (Argentina), per proteggere una catena montuosa di importanza cruciale per la presenza di
ghiacciai che forniscono acqua pulita e per i resti dell’insediamento inca più meridionale conosciu-
to. Altri finanziamenti sono andati in Costa Rica, Romania, Zimbabwe, Canada... Sabina Berra
Getty Images
COME FUNZIONA Il modello 3D
LA REALTÀ del satellite
AUMENTATA DI spazzino. I suoni
degli uccelli... e
del traffico.
E poi test e quiz
per mettersi
alla prova.

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scorsi numeri di Focus, basta aggiornarla. Oggi comunque la app è edicola, ma se volete vedere quelli
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Febbraio 2019 Focus | 5


www.focus.it
FEBBRAIO 2019
316 Scoprire
e capire
il mondo

30
L’invito alla lettura
del direttore
Che cos’è il
successo? Chi lo
Uccelli nelle ottiene è più bravo
foto del premio
della Audubon
degli altri? E che cosa
Society serve davvero per raggiungerlo? Sono
domande legittime e se ve le siete poste non
siete necessariamente degli “arrivisti”. È
normale avere delle aspirazioni. Le nostre, per
esempio, sono di darvi ogni mese un numero di
Focus più interessante del precedente.
Jacopo Loredan

5 LA REALTÀ AUMENTATA DI FOCUS


In pratica

Immagini a 360°, modelli 3D, filmati spettacolari...


85 CE L’HO FATTA!
Dossier

18 COLPA DELLA SPAZZATURA SPAZIALE


Spazio

La Terra è circondata da una nuvola di 20mila


86 COSTRUIRSI IL SUCCESSO
Per raggiungere i propri obiettivi servono i geni
giusti, autodisciplina e un pizzico di fortuna.
frammenti di ogni tipo. Un pericolo da disinnescare.

24 IL FIORE DEL MALE


Comportamento 92 IL GUAIO DI ESSERE FAMOSI
Il successo ha un lato negativo: la notorietà.
Non è facile gestirla perché dà dipendenza.
La cattiveria può manifestarsi in molti modi. Ma tutti i
malvagi, in fondo, hanno lo stesso tipo di personalità.
96 TANTI MODI DI ESSERE “PRIMI”
Il successo in Occidente coincide con fama e
30 SINFONIA DI PIUME
Animali

Le immagini più belle di un premio dedicato agli uccelli.


denaro, in Oriente è più prestigio e condivisione.

36 I CUSTODI DELLA LUCE


Tecnologia Inquinamento

50
acustico
Siamo entrati nella sala controllo che porta
l’elettricità a quasi tutta l’Italia.

42 HITLER E L’ATOMICA
Storia

Storia della bomba che il Führer non ebbe mai: tra


eroi, spionaggi e un pizzico di fortuna (per noi).

48 50 ANNI DI INTERNET
Vita digitale

Nel 1969, i computer di Stanford e Ucla vennero


connessi per creare una tecnologia rivoluzionaria.

50 MALATI DI DECIBEL
15
Salute

L’intervista a un
Viviamo nel rumore. Come possiamo difenderci?

58 VITE INCREDIBILI fisiologo che studia


Storia

l’ibernazione (per l’uomo)


Guerre, naufragi, esecuzioni: non è facile uscirne vivi.
Ma c’è chi è sfuggito a un destino segnato.

6 | Focus Febbraio 2018


RUBRICHE

3 La buona notizia 56 Come funziona


8 Flash 80 Motori
15 L’intervista 100 Visioni dal futuro

144
17 In numeri 118 Osservatorio

Licheni: quello
che non ti
aspetteresti
12
I diversi volti
del freddo e del
ghiaccio

SEZIONI

75 Prisma
112 Domande & Risposte
151 MyFocus
156 Relax
64 ISOLATI Scienza

77
158 Giochi Il Mago di
Viaggio nei luoghi più “sigillati” e remoti del Pianeta.
Oz è un...
161 Mondo Focus
influencer
70 C’È CHI DICE NO
Comportamento

Niente rifiuti, ferie, sesso... Le scelte di chi vive “senza”.

102 PERCHÉ SIAMO A CAVALLO


Antropologia

Come è nato e si è evoluto un rapporto speciale.

108 IL SELFIE MAGICO


Tecnologia

Nelle foto con il telefonino non vi piacete? Oggi ci


sono incredibili app per essere tutti più belli (e finti).

120 CI VUOLE IMMAGINAZIONE


Scienza

130
È la base per l’evoluzione umana, l’arte e la scienza.

124 A SPASSO NEL TEMPO


Scienza

Ideato un nuovo modo per viaggiare nel passato...

130 È SOLO... INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Società

Robot e nuovi supercomputer non ci sostituiranno.


Non dobbiamo
temere i computer
Anzi, ci aiuteranno a risolvere i problemi del Pianeta.

18
134 DENTRO LE SUPERSPEZIE
Alimentazione

Curcuma, zenzero e ginseng sono un rimedio per


molti disturbi (si dice). Ma è vero? I detriti Ci trovi anche su:

in orbita
138 CORRI, SPARA, UCCIDI
Tecnologia

I videogiochi istigano alla violenza e sono un aumentano.


pericolo? Ecco che cosa dice la scienza.
Ecco le proposte
144 L’UNIONE FA LA FORZA
Natura
per rimediare
I licheni: pionieri che colonizzano le terre per primi. PS

In copertina: foto Shutterstock.


Febbraio 2018 Focus | 7
Flash

Freddo per
meditare

8 | Focus Febbraio 2019


Inquadra
la pagina con
la app Focus Realtà
Aumentata per
immergerti nel panorama
del Monte Hua grazie a
un’immagine a 360°
SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

SILENZIO SACRO
I picchi innevati del Monte
Hua, o Hua Shan, una
montagna sacra nella
provincia di Shaanxi, in
Cina. Il suo punto più
alto è il Picco Sud, con
2.155 metri di altezza.
Hua Shan è meta
di pellegrinaggi fin
dall’antichità, ed è costellato
di templi incastonati nella
roccia. Oggi è frequentato
dagli appassionati di
Polaris/Karma Press Photo

trekking e di arrampicata,
che vengono da tutto il
mondo per seguire percorsi
anche molto impegnativi.

Febbraio 2019 Focus | 9


Flash

Freddo
da sfidare

10 | Focus Febbraio 2019


CHI SI TUFFA?
Una donna sfida il freddo
in un parco della città di
Shenyang (il Park Beiling,
che si estende su una
superficie di oltre 3 milioni
di metri quadrati), nella
provincia del Liaoning,
nella Cina settentrionale.
La città ha inverni
molto rigidi (a gennaio
si raggiungono
temperature inferiori a
-15 °C) per via dell’influenza
climatica della vicina
Siberia. Il nuoto nelle acque
Reuters/Contrasto

ghiacciate è uno sport che,


in Cina, ha molti seguaci.

Febbraio 2019 Focus | 11


Flash

Freddo
da navigare

12 | Focus Febbraio 2019


Inquadra
la pagina con
la app Focus Realtà
Aumentata per
immergerti a 360° nel
paesaggio glaciale dei fiordi
della Groenlandia
SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

A GONFIE VELE
Uno scuna (un tipo di
veliero) veleggia nei pressi
di un iceberg alto più di
70 metri nei pressi della
costa dello Scoresby
Sund, in Groenlandia.
Con i suoi 350 km di
lunghezza, e una profondità
di circa 600 metri, Scoresby
Sund è uno dei sistemi di
fiordi più grandi del mondo.
Prende il nome
dall’esploratore britannico
Solent/Karma Press Photo

William Scoresby
(1789-1857), che per
primo ne ha mappato la
superficie in dettaglio.

Febbraio 2019 Focus | 13


L’intervista
di
Andremo in letargo
per vincere le malattie
s
Matteo
Cerri L’ibernazione potrebbe aiutare APERNE

I segreti a curare obesità, cancro DI PIÙ

del torpore e Alzheimer. Perché rende Novità e


l’organismo più forte. approfondimenti
sull’ibernazione
E permetterebbe agli astronauti su Focus Extra
“Medicine
di affrontare in sicurezza alternative”
in edicola
i viaggi interplanetari.
e si riparano meglio le molecole del Dna. Ma
Maurizio Temporin

L’ibernazione è affascinante ma poco studiata.


Com’è nato il suo interesse per questo tema? questi benefici devono ancora essere accertati
Per caso. Nel 2003 ero all’Oregon Health & sull’uomo, esponendo l’organismo a tempera-
Science University: partecipavo a una ricerca ture basse: una condizione complicata.
per la cura dell’obesità. Chi è obeso assume più
energia di quella che consuma: quindi, cerca- L’ibernazione sarà usata nei voli spaziali?
vamo un modo per smaltire quell’energia in Sì: avrebbe molti vantaggi. Primo, ridurrebbe
eccesso. Avevamo identificato una regione la necessità di caricare grandi quantità di cibo
dell’encefalo, il raphe pallidus: quando si at- per nutrire un equipaggio: chi sta in uno sta-
tiva, l’organismo produce più calore. Ma che to di torpore non ha bisogno di cibo. Secondo,
cosa accadrebbe se si spegnesse quell’inter- annullerebbe le eventuali crisi depressive o
ruttore? I miei colleghi pensavano che fosse aggressive degli astronauti, un rischio elevato
Biografia pericoloso. Ma io non ne ero convinto: pensa-
vo invece che fosse proprio quell’area del cer-
durante le missioni lunghe. Terzo, eviterebbe
il rischio di osteoporosi e perdita di tono mu-
Matteo Cerri ha 45 anni ed vello a spegnersi per permettere agli animali scolare: gli animali che ibernano non hanno
è ricercatore in fisiologia al di andare in letargo. Così, quando sono tornato questi problemi nonostante l’inattività. In-
Dipartimento di scienze in Italia, ho voluto approfondire. fine, l’ultimo vantaggio sarebbe una maggior
biomediche della protezione verso le radiazioni cosmiche: fuori
Università di Bologna. Perché alcuni animali vanno in questo stato? dall’atmosfera terrestre, infatti, si è esposti ad
Laureato in medicina e Rispetto ai rettili, che si scaldano col calore del alte dosi di radiazioni. L’ibernazione protegge
chirurgia, ha conseguito il sole, circa 200 milioni di anni fa i mammiferi dai raggi X e gamma: bisogna verificare se è
dottorato di ricerca in sono diventati indipendenti dalle tempera- efficace anche sulle altre radiazioni cosmiche
neurofisiologia. Ha svolto ture dell’ambiente sviluppando l’endotermia, (protoni e ioni pesanti).
attività di ricerca al cioè la capacità di generare calore nel corpo.
Neurological science Alcuni (come l’orso, lo scoiattolo, il ghiro) Che effetti avrebbe ibernare il cervello umano?
Institute della Oregon hanno sviluppato la capacità di ibernare, cioè L’ibernazione è diversa dal sonno, dal coma,
Health & Science University di ridurre al minimo le funzioni vitali rispar- dallo stato vegetativo: è una veglia lenta, con
di Portland (Usa). miando energia in inverno, quando è più dif- una coscienza tenue o dissolta. Può essere si-
Si è specializzato in ficile procurarsi il cibo. Conosciamo molto di mile a un sogno, nel quale si passa da un’imma-
ricerche sull’ibernazione questo stato, ma ancora non sappiamo quali gine a un’altra senza coerenza. Per risparmia-
negli animali. sostanze lo inneschino, né quali lo terminino. re energia, infatti, le sinapsi, le strutture che
È associato dell’Infn e Per farlo, bisogna studiare il Dna di tutti gli connettono i neuroni, si ritraggono. Il cervello
membro del Tropical Team animali che ibernano. Fra loro c’è anche il le- va in una situazione simile a quella del morbo
Hibernation dell’Agenzia mure dalla coda grassa: un primate, quindi dal di Alzheimer, e questo rende lo studio dell’i-
Spaziale Europea (Esa), punto di vista evolutivo più vicino all’uomo. Il bernazione promettente anche per curare
che studia la possibilità di che fa sperare di poter innescare un meccani- questa malattia. Ma con cautele enormi: non
ibernare gli astronauti. smo simile anche in noi. sappiamo se, al risveglio, saremo le persone di
Ha da poco scritto il libro prima. In alcuni esperimenti, gli animali che
A mente fredda. Perché è utile studiare l’ibernazione? avevano imparato un compito prima di entra-
L’ibernazione: dal mondo Per curare condizioni come l’ictus e l’arresto re in letargo erano poi in grado di rifarlo me-
animale all’esplorazione cardiaco. Ma anche per la terapia del cancro: glio al risveglio: ma che avvenga così anche
spaziale (Zanichelli). durante l’ibernazione la crescita tumorale si nell’uomo è tutto da dimostrare.
arresta, si riduce l’infiammazione dei tessuti, Vito Tartamella

Febbraio 2019 Focus | 15


1
In numeri

A letto, con
l’influenza
settimana: la
durata tipica
A cura di della malattia
Marco Paternostro

1.000
volte meno del diametro
di un capello,
le dimensioni
del virus

4
diversi antigeni contro altrettanti

nel vaccino di quest’anno

5
1
di italiani saranno
colpiti quest’anno
secondo l’Istituto
milioni Superiore di Sanità

3
3
PS
tipi di virus
dell'influenza
infettano l’uomo:
sono chiamati
le pandemie del ’900: Tipo A, Tipo B
l’influenza spagnola nel 1918, ciotola di brodo di pollo e Tipo C
l’influenza asiatica nel 1957 può mitigare i sintomi del raffreddore
e l’influenza di Hong Kong
nel 1968 dell’Università del Nebraska

Febbraio 2019 Focus | 17


Spazio

Copyright Esa/Nasa
COLPITO.
Il segno lasciato da un
micrometeorite (forse un
frammento di satellite) sul
vetro della Cupola, il
modulo panoramico da
cui gli astronauti della
Stazione spaziale
internazionale osservano
il cosmo. Ha un diametro
di 7 cm.

TUTTA
COLPA
DELLA
SPAZZATURA
SPAZIALE
La Terra è circondata da una
nuvola di 20mila frammenti di
ogni dimensione, da quelle di 20mila oggetti creati dall’uomo, fra sa-
telliti attivi – che costituiscono solo il 5%

una goccia a quelle di un Tir.


del totale –, satelliti inattivi e frammenti
di varia dimensione e natura (conside-
rando solo quelli visibili e quindi trac-

Un pericolo da disinnescare. ciabili; in realtà si stima che il numero


totale arrivi a diversi milioni). Ma i rifiu-
ti spaziali sono destinati ad aumentare a
dismisura nei prossimi anni, se aziende

I
n orbita sopra le nostre teste c’è una la cattura di un detrito con un arpione come SpaceX porteranno avanti i loro
grande “nuvola” composta non solo collegato con un cavo al satellite, come progetti di costellazioni di migliaia di
dai satelliti in attività ma soprattut- se fosse una baleniera a caccia di balene. satelliti per telecomunicazioni. Proprio
to da quelli che hanno finito la loro Poi sarà il satellite stesso a trasformarsi SpaceX, infatti, ha ottenuto a novembre
vita operativa, stadi di razzi, oggetti persi in rifiuto spaziale, aprendo una vela che scorso il primo via libera dalla Federal
dagli astronauti durante le attività extra- lo rallenterà a causa della resistenza ae- Communications Commission (Fcc)
veicolari e, soprattutto, una grandissima rodinamica prodotta dalla tenue atmo- statunitense per il lancio in orbita bassa
quantità di detriti provenienti da lanci sfera comunque presente alla quota in dei primi 4.425 satelliti Starlink, con cui
falliti e scontri casuali tra questi oggetti cui orbita, fino a farlo abbassare e bru- avviare un progetto di connettività In-
sempre più abbondanti. È la “spazzatura ciare. Un’idea aggiuntiva per limitare ternet satellitare a livello mondiale (v.
spaziale” o space junk, che rende sempre il problema del sovraffollamento delle Focus n° 315). E anche altre aziende sono
più pericoloso l’utilizzo dello spazio at- orbite più basse, infatti, potrebbe essere intenzionate a percorrere strade simili.
torno al nostro Pianeta per i satelliti e... quella di dotare ogni satellite presente
per gli astronauti (v. foto a sinistra). in quella fascia di vele di questo tipo, da PERICOLI AMBULANTI. Un traffico del
aprire al termine della loro missione, in genere va controllato, perché, nono-
PULIZIA IN ORBITA. La soluzione? Po- modo da farli disintegrare nell’impatto stante in apparenza sopra le nostre te-
trebbe essere uno “spazzino spaziale”. con l’atmosfera. ste ci sia un enorme spazio disponibile,
Come quello che hanno pensato al Sur- in realtà le collisioni fra oggetti in orbita
rey Space Centre dell’Università del A MIGLIAIA. La missione RemoveDE- sono molto più frequenti di quanto si
Surrey a Guildford, in Inghilterra, dove BRIS, cofinanziata al 50 per cento dalla possa immaginare. Tanto che anche gli
è stata progettata la missione Remove- Commissione Europea, «è una dimostra- astronauti a bordo della Stazione spa-
DEBRIS: un prototipo di satellite è stato zione in orbita di varie tecnologie per la ziale internazionale (Iss) si sono trovati
lanciato lo scorso aprile a bordo di un rimozione di grossi detriti nello spazio», spesso costretti a effettuare manovre di
razzo Falcon 9 di SpaceX, ha raggiunto la spiega l’ingegnere italiano Giuseppe innalzamento o abbassamento dell’or-
Stazione spaziale internazionale e da lì è Aglietti, direttore del Surrey Space Cen- bita per evitare l’impatto con pericolosi
stato messo in orbita. Lo scorso settem- tre, a capo del progetto. «D’altra parte, “proiettili spaziali” vaganti.
bre, ha effettuato con successo il primo in orbita attorno alla Terra ci sono oltre Ma è possibile ridurre o, meglio ancora,
test di cattura di un detrito con una rete 7.000 tonnellate di detriti, le cui dimen- eliminare questi rischi? «Un primo pas-
che, appesantendolo, lo porterà a perde- sioni variano da piccolissimi frammenti, so è quello di evitare esplosioni in orbita,
re lentamente quota fino a raggiunge- come scaglie di vernice, a interi satelliti assicurandosi che nei satelliti inattivi o
re la parte più densa dell’atmosfera e a grandi come un autobus che pesano di- nei lanciatori non più utilizzati non ci sia
bruciare per l’attrito con l’aria (v. foto e verse tonnellate. Questi detriti orbitano energia residua (per esempio combusti-
realtà aumentata alla prossima pagina). a velocità di vari chilometri al secondo, e bile o batterie)», spiega Francesca Leti-
Prima che questo accada, la missione sono quindi in grado di produrre danni zia, Space Debris Engineer dell’Agenzia
continuerà anche nei primi mesi del significativi in caso di collisione con un Spaziale Europea (Esa), che opera pres-
2019 con lo studio di altre soluzioni. satellite operativo». so lo European Space Operations Cen-
Dapprima è prevista la simulazione del- Al momento, in orbita si contano oltre tre (Esoc) di Darmstadt, in Germania.

Febbraio 2019 Focus | 19


COME UNO SPAZZINO.
Una visualizzazione di
RemoveDEBRIS, il satellite
europeo che testerà nuove
tecnologie di “pulizia” delle
orbite terrestri più basse.

GLI SCONTRI PIÙ GRAVI

BANG! Tra i numerosi impatti


documentati di detriti con satelliti,
gli episodi più clamorosi sono stati
due. Il primo, volontario, fu un test
condotto dalla Cina l’11 gennaio
2007. Il satellite meteorologico
FY-1C della serie Fengyun, in orbita
polare a 865 km di quota, fu
distrutto da un impatto frontale con
un missile lanciato dalla Terra.
Il numero di detriti prodotti fu
enorme, si stima oltre 150mila, il
più elevato della storia.
Il secondo episodio fu invece la
collisione avvenuta il 10 febbraio
2009 fra il satellite russo Kosmos
2251 (inattivo) e il satellite Iridium
33 (operativo) a una quota di 800
km. L’urto avvenne a una velocità di
oltre 40mila km/h, rilasciando
migliaia di detriti. A causa di eventi
di questo tipo, alcuni ricercatori
temono che sul lungo periodo sia
possibile l’innesco di una reazione
a catena, in cui i frammenti prodotti
CHI È STATO?
da una collisione ne causano una
Un foro nella
successiva e così via, con un navicella spaziale
effetto domino incontrollato. Soyuz. L’origine
Questo scenario si chiama è ancora incerta;
“sindrome di Kessler”, dal nome di forse è stato un
micrometeorite.
Donald Kessler, lo scienziato della
Nasa che lo teorizzò per primo.

Purtroppo, dall’inizio della corsa allo


spazio a oggi, i casi di frantumazione di
satelliti sono stati quasi 300, molti dei
quali causati da incidenti, come le esplo­
sioni di satelliti stessi o degli ultimi stadi
del razzo che doveva metterli in orbita.

CIMITERO SPAZIALE. «Un’altra misura


importante per ridurre il numero di de­
triti è fare in modo che un satellite lasci
la propria orbita una volta finita la pro­ cosiddette “graveyard orbits” (orbite cipali agenzie spaziali fra cui l’Esa, ha
pria missione, così da lasciare spazio ad cimitero), cioè verso regioni abbastanza adottato linee guida che prescrivono che
altri satelliti», prosegue Letizia. Ideal­ distanti da evitare interferenze con i sa­ i satelliti, al termine della loro vita ope­
mente, infatti, i satelliti che operano a telliti ancora operativi. rativa, debbano essere rimossi dalla loro
quote inferiori a 2.000 km (cioè in quel­ orbita entro 25 anni. Alla base di qua­
la che è chiamata la regione Leo, Low NEI DATABASE. In ogni caso, tutti con­ lunque operazione di “pulizia spaziale”
Earth Orbit) dovrebbero rientrare verso cordano sul fatto che ormai il controllo c’è il continuo monitoraggio dei detriti,
la Terra e disintegrarsi nell’atmosfera. dell’aumento dei detriti spaziali sia una svolto sia da Terra sia dallo spazio, e la
I satelliti in orbite più alte, invece, per priorità. Tanto che, già nel 2002, l’In­ raccolta delle informazioni in database
i quali il rientro non è un’opzione fat­ ter­Agency Space Debris Coordination dedicati. Come Discos (Database and
tibile, devono essere spostati verso le Committee, a cui partecipano le prin­ Information System Characterising

20 | Focus Febbraio 2019


CIELI AFFOLLATI
Al momento ci sono oltre 20.000 oggetti tracciabili in orbita attorno alla Terra.
Questo conteggio comprende i satelliti operativi e quelli non più utilizzati,
ma anche altri detriti di origine umana, per esempio frammenti di razzi.

Inquadra
la pagina con
la app di Focus e
guarda il modello 3D
interattivo, con il video che
mostra come funzionerà
il robot spazzino dell’Esa
SCARICA LA APP TIPI DI DETRITI Il “traffico”
(INFO A PAGINA 5) = Satelliti e simili (x10) attorno alla
Terra in una
= Razzi e simili (x10) raffigurazione
della Nasa
= Ignoti (x10)

ORBITA BASSA (Leo): ORBITA MEDIA


fino a 2.000 km (Meo)
Non tutti gli oggetti contati tra 2.000 e 35.000 km

Oggi, intorno
qui sono confinati in orbite
Leo: alcuni passano e poi
si allontanano dalla Terra.
alla Terra
ALTRE ORBITE
Comprendono le orbite
medie (Meo)
ci sono 7mila
tonnellate
di detriti: 1.488 oggetti

come una ORBITA GEOSTAZIONARIA


(Geo) circa 35.000 km
nave cargo Usata per satelliti meteo e per
telecomunicazioni. Il conteggio
comprende gli oggetti che
passano per questa orbita.

2.931 oggetti

15.900 oggetti
TRAFFICO IN ORBITA SOTTO CONTROLLO.
L’osservatorio di Goldstone nel deserto del
La quantità di spazzatura spaziale aumenta rapidamente: Mojave, in California: è usato per seguire i
oltre 1.800 nuovi oggetti si sono aggiunti nel 2017. satelliti artificiali e per comunicare con loro.

TOTALE DI OGGETTI IN ORBITA


20

15
Numero (migliaia)

10

0
1960 1970 1980 1990 2000 2010

SATELLITI LANCIATI OGNI ANNO


4
Numero (centinaia)

Comunicazioni Imaging Scienza Altri


3

0
1960 1970 1980 1990 2000 2010

C’È CHI SOPRAVVIVE... Quando non servono più,


i satelliti vengono indirizzati nel
E CHI VA IN CIMITERO

mezzo dell’oceano Pacifico


RECORD STORICO. Ci scruta da
lassù da oltre 60 anni e non sembra
intenzionato a scendere per altri 2
secoli almeno. Si tratta del satellite
artificiale più longevo, l’americano
Vanguard 1. Primo satellite a Objects in Space), «il database dell’E- tra i satelliti “segreti” – e quindi di cui è
montare pannelli solari, meno sa che costituisce un riferimento unico difficile avere dati – ci sono ovviamente
famoso perché arrivato dopo i primi per informazioni su lanciatori e satelli- quelli militari, in particolare statuni-
due Sputnik, fu lanciato il 17 marzo ti (come dimensione, massa, obiettivi e tensi e russi. Così può capitare che di un
1958 e, nonostante non sia più operatore della missione). Tali informa- oggetto non si possa tracciare l’orbita;
operativo dal 1964, continua a zioni, aggiornate sulla base di lanci ed oppure che, a seconda della fonte dei
orbitare sulle nostre teste. Anche eventuali rientri, sono disponibili per dati, vengano fuori due orbite comple-
se la Nasa sta lavorando a un decine di migliaia di oggetti spaziali uf- tamente diverse.
progetto per recuperarlo e studiare ficialmente catalogati e non considerati
gli effetti sui suoi materiali di una confidenziali», dice Letizia. EFFETTO UOMO. Come se ne esce?
permanenza così lunga in orbita. «ASTRIAGraph si basa sulle fonti indi-
Non tutti i satelliti, però, hanno TROPPO TRAFFICO. Intanto, dall’altra pendenti disponibili. Ma non sempre
avuto la stessa fortuna. Anzi, molti parte dell’oceano si lavora a un database queste forniscono informazioni coeren-
sono già morti e sepolti… dedicato alla gestione del traffico spazia- ti. Il problema, più che tecnologico, è
sott’acqua, in quello che viene le denominato ASTRIAGraph, capace di umano, legato alla volontà di alcune na-
chiamato il “cimitero dei satelliti”: tracciare graficamente le orbite in tem- zioni di mantenere segreti i propri piani
«È un’area del Pacifico po reale. «Il problema», spiega Moriba spaziali», conclude Jah. «Ecco perché
meridionale», spiega Francesca Jah, docente di Ingegneria aerospaziale abbiamo bisogno dell’aiuto di scienziati
Letizia, «utilizzata per il rientro di all’Università del Texas ad Austin (Usa) computazionali, comportamentali e so-
alcuni satelliti, soprattutto quelli di e ideatore della banca dati, «è riuscire ciali. Perché per comprendere il com-
grandi dimensioni che non possono a raccogliere informazioni dal maggior portamento dei satelliti, dovremo prima
essere fatti rientrare sulla numero possibile di fonti indipendenti comprendere il comportamento uma-
terraferma, perché i loro frammenti e aggregarle in un unico ambiente. Ma no». E il problema, da complesso, sem-
potrebbero creare danni». non tutti quelli che hanno informazioni bra diventare insormontabile.
le condividono pubblicamente». Infatti Emiliano Ricci

22 | Focus Febbraio 2019


C L A S S I C 45 M M
BLACK LINK
Comportamento

Ego
In

is
div

mo
idu
ali
sm
o
M
ac
hia
ve
llis
mo

FATTORE
DARK
lità
ora
Am
à
rit

NOVE (BRUTTI)
rio

PETALI.
Sadismo

I nove fattori che


gli scienziati
pe

tedeschi e danesi
hanno preso in
Su

considerazione per
elaborare la teoria
che dà a tutte le
malvagità una
radice unica.

24 | Focus Febbraio 2019


Il
m
o
fiore
del
is
cis
ar
N

Psicopatia
male
La cattiveria può manifestarsi
in molti modi. Ma i malvagi, in
fondo, sono tutti uguali: hanno
lo stesso tipo di personalità.

N
on c’è un solo modo di essere crudeli. Si può andare dal sadismo

Pe insensato di Alex DeLarge, protagonista di Arancia meccanica, alla

rfi
perfidia traditrice di Scar, l’antagonista del saggio Mufasa nel Re
leone, alla brutalità ignorante di Bob Ewell di Il buio oltre la siepe,
dia che violenta la figlia e lascia che sia accusato un innocente. O ancora ai piccoli
gesti maligni che possono venire in mente un po’ a tutti, e che sono raccontati
ne L’amica geniale attraverso le azioni di Lila, una delle protagoniste. E del re-
sto, che la cattiveria abbia tante facce, lo dimostrano anche la cronaca e la vita
quotidiana. Ma in fondo al cuore, tutti i cattivi sono uguali: un trio di ricercatori
di due università tedesche e una danese ha elaborato e messo alla prova una
teoria che cerca di inquadrare e raggruppare gli aspetti più negativi della perso-
nalità umana. La conclusione cui sono giunti è che, se si scava in profondità, si
trova una identica “disposizione alla malvagità” di cui i diversi comportamenti
non sono altro che affioramenti superficiali.

ETICHETTE. Gli studiosi hanno in sostanza ideato una teoria unificata della
cattiveria, compiendo la stessa operazione che Charles Spearman fece un se-
colo fa per l’intelligenza. Ai primi del Novecento, questo psicologo e statistico

Febbraio 2019 Focus | 25


CON I SOLDI
DEGLI ALTRI.
Leonardo
DiCaprio in The
Wolf of Wall
Street, film
ispirato alla vita
di Jordan Belfort
che arrivò a
guadagnare 200
milioni di dollari
ingannando gli
investitori.
Narcisismo

intuì che le varie forme e manifestazioni riconducibili a un’unica definizione del- so che tutti i tratti sono in forte correla-
di quella che definiamo intelligenza, mi- la malvagità, ovvero a una forma maligna zione tra di loro, sia quelli di cui si co-
surate con diversi test e scale di abilità, di egoismo. Tutti i cattivi, in fondo, vivo- nosceva già l’associazione, per esempio
hanno una base comune: la capacità di no con l’unica regola di “massimizzare quelli appartenenti alla cosiddetta “tria-
risolvere problemi, concreti o astratti la propria utilità, accettando, ignorando de oscura”, che comprende machiavelli-
che siano. Spearman lo chiamò “fattore o provocando deliberatamente il danno smo, narcisismo e psicopatia, sia tutti gli
G” (G sta per “generale”, ovvero intelli- altrui”. Una definizione semplice quella altri. Gli studiosi sono così arrivati a una
genza generale). escogitata dai tre psicologi, e in fondo prima conclusione: le varie sfaccettatu-
Al nocciolo della cattiveria ci sarebbe quasi scontata, che però racchiude tutti re devono essere espressione di una ca-
invece quello che Morten Moshagen, i tipi di comportamento cattivo che pos- ratteristica sottostante più profonda, il
Benjamin Hilbig e Ingo Zettler, i tre au- sono venire in mente: dal sadico tortura- fattore Dark appunto, ovvero il nocciolo
tori della nuova teoria, hanno definito tore all’egoista insensibile ai bisogni del della cattiveria.
“fattore D della personalità”, in cui “D” prossimo, fino all’invidioso che si astiene
sta per “dark”, ovvero oscuro. «Questo dal fornire un consiglio che non gli costa LA SCALA DEL MALE. Il passo successi-
valore profondo, “nero’”, è in sostanza niente pur di danneggiare qualcuno. vo è stato mettere a punto un test adatto
ciò che tutti i cattivi hanno in comune», Una teoria, però, da mettere alla prova. per misurare il “fattore D” (nelle prossi-
riassume Paolo Legrenzi, professore Ed è proprio quello che i ricercatori han- me pagine ne pubblichiamo una versione
emerito di psicologia all’Università Ca’ no fatto, pubblicando i risultati del loro semplificata per misurare il vostro gra-
Foscari di Venezia. approfondito studio (oltre 30 pagine) su do di cattiveria), e misurare la validità di
Per arrivare alla loro teoria, i tre psicologi Psychological Review, la più autorevole questo strumento per predire il compor-
sono partiti dall’osservazione delle varie rivista di psicologia. tamento malvagio.
“etichette” emerse in decenni di ricerca Nel classico gioco “del dittatore”, che
per definire tratti e caratteristiche ne- 9 FATTORI O UNO SOLO? I tre hanno se- consiste nel condividere una quantità di
gative della personalità. Negli anni Set- lezionato nove cosiddetti tratti oscuri tra denaro con un estraneo, rimanendo ano-
tanta, si cominciò a parlare di “machia- quelli presi in considerazione negli studi nimi, e che di solito viene impiegato per
vellismo” per indicare una personalità sulla personalità: egoismo, machiavelli- valutare il grado di altruismo, chi aveva
fredda e manipolatrice, con la tendenza smo, disimpegno morale, narcisismo, il un fattore D alto in base al test era più
a ingannare gli altri; di disturbi narcisi- cosiddetto psychological entitlement, probabile si comportasse in modo egoi-
stici a proposito delle persone arroganti, cioè il sentirsi più in diritto degli altri sta e sleale.
concentrate su se stesse e indifferenti al (una sorta di senso di superiorità), psico- Il test, insomma, sembra funzionare:
prossimo; o ancora di “psicopatia” per patia, sadismo, individualismo, perfidia. d’ora in poi, invece di dire che un indi-
diagnosticare gli individui impulsivi e Poi hanno sottoposto alcune migliaia di viduo è prepotente, narcisista, amorale,
irresponsabili, privi di qualunque senso persone ai test standardizzati comune- insensibile, disonesto, manipolatore… si
di colpa e di rimorso. mente utilizzati per valutarli. potrebbe semplicemente dire che ha un
Secondo i tre studiosi, questi aspetti sono Dall’analisi statistica dei risultati è emer- fattore D elevato.

26 | Focus Febbraio 2019


Machiavellismo

CINICI, MA
ANCHE PAZZI.
Kevin Spacey è un
manipolatore
crudele in House of
cards. Sotto, una
scena di Il diavolo
veste Prada, che
vede protagonista
una spietata Meryl

Alla radice di

Everett/Contrasto
Streep. In basso,
Malcom McDowell

tutte le
il sadico di Arancia
meccanica.

cattiverie c’è Individualismo

una forma
maligna
di egoismo
Contrasto

PAESE CHE VAI... Ad oggi, più di 100mila


persone hanno completato il test del
fattore D sul sito creato dai tre studiosi
per raccogliere dati ed elaborare ulte-
riormente le ricerche sulla personalità
oscura. Intanto, pare confermato che
gli uomini tendono in media ad avere un
punteggio D più alto delle donne. Sono
anche emerse differenze di “cattiveria”

Rex/Shutterstock
tra i diversi Paesi. In genere buoni e catti-
vi sono distribuiti un po’ ovunque (la va-
riabilità all’interno di una singola nazio-
ne è molto più alta che tra Paesi diversi).
Ma, avverte Moshagen si possono notare
alcune tendenze: «sembra ci sia un effet-
to “ovest-est”, vale a dire le persone dei
Paesi asiatici ottengono punteggi legger-
mente più alti che nei Paesi europei. Gli
Sadismo
italiani sono nella media per l’Europa,
mentre gli abitanti dei Paesi scandinavi
sotto».
A che cosa potrebbe servire un simile
test, al di fuori degli studi di psicolo-
gia? «In ambito forense, potrebbe per
esempio essere usato per decidere se un
criminale debba essere rilasciato o no»,
risponde Moshagen. «Le aziende po-
trebbero utilizzarlo nella selezione del
personale, per identificare i candidati
più a rischio di comportamenti negativi,
come il mobbing o il furto. Oppure per
organizzare programmi o creare spe-
Rex/Shutterstock

cifiche condizioni di lavoro favorevoli


per i dipendenti o per l’organizzazione
stessa». Inoltre, la nuova definizione

Febbraio 2019 Focus | 27


CRUDELTÀ GRATUITA.
A destra, Jack Nicholson in
Shining, il film thriller in cui
interpreta uno scrittore che arriva
a tentare di uccidere moglie e Psicopatia
figlio. Sotto, Kathy Bates in Misery
non deve morire. Entrambi i film
sono tratti da libri di Stephen King.

Perfidia

Everett/Contrasto
Everett/Contrasto

sicurezza negli Stati Uniti, e li ha poi sot-


Un fattore Dark più alto di toposti a risonanza magnetica funziona-
le mentre dovevano immaginare un’altra
3,3 indica già una personalità persona che si faceva male o provava un
dolore. Ne è emerso che nel cervello dei
un po’ troppo negativa detenuti che avevano ottenuto punteggi
più alti di psicopatia si manifestavano
schemi di attivazione “anomali”, con le
aree che normalmente si “accendono”
della cattiveria stimola riflessioni e col- di individuare le basi biologiche della quando una persona riconosce la soffe-
legamenti con altri ambiti. «Permette, crudeltà e della tendenza alla violenza. renza altrui che rimanevano invece quasi
per esempio, di stilare una sorta di “scala A metà anni Novanta, il neurochirurgo del tutto spente.
crescente della malvagità” il cui criterio Itzhak Fried parlava di sindrome E, e D’altra parte, secondo uno studio recen-
è la coscienza o meno del male che si fa», questa volta “E” sta per “evil” (malva- te compiuto da un’équipe di ricercatori
osserva Legrenzi. «Esiste infatti la catti- gio) per indicare il comportamento di dell’Università di Cambridge, l’empatia è
veria fatta senza volere, o quella che di- chi commette atti di violenza disumani, almeno in parte ereditaria. Gli scienziati
pende dalle circostanze». apparentemente senza il minimo tur- hanno analizzato il Dna di 46mila clienti
bamento. Persone normali e ordinarie, che avevano acquistato un test genetico
ISTINTI PRIMITIVI. La ricerca dà la sen- in cui si manifesta quella che la filosofa dalla compagnia 23andMe, rispondendo
sazione di essere finalmente arrivati a Hannah Arendt chiamava la “banalità anche a un questionario per misurare il
comprendere e misurare un comporta- del male”. Secondo Fried, più che a una loro grado di empatia: un decimo della
mento su cui si interrogano da millenni vittoria di istinti primitivi, questa insen- loro capacità empatica (quota non enor-
la filosofia, la religione e la morale. Tut- sibilità alla violenza sarebbe dovuta a me, ma rilevante) sarebbe determinata
tavia lascia più domande aperte di quelle una disconnessione tra la corteccia fron- su base genetica. Insomma, che sia inna-
cui risponde. Cattivi si nasce o si diven- tale e prefrontale, le parti più evolute del ta o acquisita, ora è chiaro che la malva-
ta, per esempio? «Come per altri tratti di cervello, che guidano e giudicano il com- gità assoluta e le piccole perfidie hanno
personalità, è probabile che D dipenda portamento, e l’amigdala, sede dell’emo- la stessa radice. Il fattore Dark dentro di
da fattori sia genetici sia ambientali», ri- tività, delle sensazioni di paura. La parte noi può limitarsi a un pizzico di tenebra,
sponde Moshagen. «E questi ultimi non razionale verrebbe iper-stimolata, men- oppure espandersi fino a diventare un
andrebbero sottovalutati: è probabile tre quella emotiva sarebbe messa a tace- pozzo senza fondo di oscurità.

s
per esempio che dove si pone molta en- re. Alcuni studi collegano poi varie forme Chiara Palmerini
fasi sulla competizione venga premiato di cattiveria alla mancanza di empatia, la
il comportamento “dark”. D’altra parte, capacità mettersi nei panni degli altri da APERNE
le società possono sviluppare politiche un punto di vista affettivo e cognitivo, e DI PIÙ
che favoriscono il comportamento non- che è legata a specifici circuiti nervosi.
D, per esempio premiando la coopera-
zione e svalutando la massimizzazione MENTI MALVAGIE. Kent Kiehl, profes- Molti inconsci per un cervello
(Feltrinelli). Paolo Legrenzi e Carlo
del vantaggio individuale». Resta poi da sore all’Università del New Mexico, ha
Umiltà. Un saggio sui meccanismi
vedere come combinare le ricerche sulla misurato mediante test di personalità il della coscienza e sugli impulsi
personalità oscura con gli studi di taglio grado di psicopatia di diverse decine di (anche negativi) che ci guidano.
neuroscientifico che da tempo tentano criminali rinchiusi in carceri di media

28 | Focus Febbraio 2019


QUANTO SEI CATTIVO?
Per scoprire quanto è accentuato il tuo fattore D (il nocciolo oscuro della
personalità) scrivi quanto sei d’accordo con le affermazioni qui sotto su una scala
che va da 1 (per “sono fortemente in disaccordo”) a 5 (“sono fortemente d’accordo”).
Scrivi i numeri nel quadratino accanto a ciascuna affermazione.
1 Il mio piacere è l’unica 7 Le persone che mi fanno dei torti
cosa che importa. lo rimpiangono sempre. COME CALCOLARE
IL PUNTEGGIO:
2 C’è poca soddisfazione 8 Direi qualunque cosa per ottenere Il punteggio per ciascuna
nella vendetta. quello che voglio. risposta equivale a quello
indicato nel quadratino. Ad
3 Una persona dovrebbe usare 9 Quando sono contrariato, eccezione delle affermazioni
tutti i mezzi possibili per il suo tormentare le persone mi fa sentire 2, 4, 5, 10, 11. Nel caso di
vantaggio, ovviamente a condizione meglio. queste affermazioni, il
che gli altri non lo scoprano. punteggio si calcola
10 Ferire una persona mi farebbe detraendo da 6 il valore dato
4 La maggior parte delle sentire molto a disagio. alla risposta. Esempio: se
persone merita rispetto. alla affermazione 11 si
11 Mi dispiace se una cosa che ho fatto fa risponde “4”, il punteggio
5 Non mi dà molto piacere arrabbiare una persona. della risposta è 6-4=2.
vedere i miei rivali fallire. Facendo la somma dei
12 Ci sono state volte in cui sono punteggi delle risposte, e poi
6 Il successo si basa sulla stato disposto a sopportare un la media (cioè dividendo per
sopravvivenza del più adatto: piccolo danno pur di punire 12), si ottiene il Dark score,
i perdenti non mi interessano. qualcuno che lo meritava. ovvero l’indice di cattiveria.

A CHE COSA CORRISPONDONO I RISULTATI


Per questo test, che di solito viene impiegato in ambito scientifico, non esistono profili in senso tradizionale. Il valore Dark
ottenuto però dà alcune indicazioni. In termini generali, le persone con un fattore D alto sono quelle che perseguono senza
scrupoli i propri interessi, anche quando ciò significa danneggiare in qualche modo gli altri, e in più si danno giustificazioni per
questo loro comportamento, per cui non si sentono affatto in colpa. Più il punteggio per D è alto, più questa tendenza è
accentuata. Gli scienziati hanno inoltre rilevato che un punteggio superiore a 3,3 indica un livello di D “problematico”, vale a
dire una personalità un po’ troppo cattiva. Oltre l’80% delle persone che hanno svolto il test finora si colloca sotto il valore 3.
E solo il 2 per cento ha ottenuto punteggi da 4 in su.

VALORI DEL FATTORE DARK


INTORNO A 1: molto basso (cattiveria quasi assente)
FINO A POCO PIÙ DI 2: basso (poco cattivi)
TRA 2,5 E 3: medio (qualche volta si riesce a essere cattivi)
OLTRE 3: medio-alto (cattiveria abbastanza accentuata)
OLTRE 4: molto alto (davvero cattivi)
Getty Images

Questa è una versione corta e semplificata del test per misurare il punteggio del
fattore D. Il test completo usato per la ricerca, nella versione
da 30, 60 o 90 domande, può essere trovato sul sito http://qst.darkfactor.org/.
Crediti: Morten Moshagen, Benjamin E. Hilbig, Ingo Zettler.

Febbraio 2019 Focus | 29


Natura

Per
ascoltare il
canto dell’allocco
barrato inquadra la
Robert Rommel/ Audio realtà aumentata: Patrick Blake

pagina con la app di Focus


Realtà Aumentata... e alza il
volume del tuo smartphone
SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

30 | Focus Febbraio 2019


Sinfonia
di piume
Le immagini più belle
e recenti di un prestigioso
premio americano
dedicato agli uccelli.

IN ATTESA DELLA PREDA.


Un allocco barrato
(Strix varia) in agguato su una
quercia, in Florida. Le foto del
portfolio sono una selezione
del premio indetto dalla
National Audubon Society,
che in America si dedica alla
conservazione degli uccelli.

Febbraio 2019 Focus | 31


Peter Ismert/Audio realtà aumentata: Sue Riffe
Inquadra
la pagina con
la app di Focus per
ascoltare sul tuo
smartphone i richiami
dello svasso cigno e
del gallo della salvia
SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

Dalla semplice struttura delle


penne gli uccelli hanno
evoluto strumenti per volare,
corteggiare, stare al caldo
e mimetizzarsi
Tom Boyer/Audio realtà aumentata: Bruce Lagerquist

CORONA NUZIALE.
Qui sopra, uno svasso cigno
(Aechmophorus occidentalis) sulla
spiaggia. A sinistra, il display di
corteggiamento di un gallo della salvia
(Centrocercus urophasianus).

Febbraio 2019 Focus | 33


34 | Focus Febbraio 2019
Johann Schumacher/Audio realtà aumentata: Jayrson Araújo
Inquadra
la pagina e
ascolta i versi e i
richiami dell’airone
bianco maggiore
con la app di Focus

SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

Il concorso
dell’Audubon
Society è
uno dei più
importanti
degli Stati
Uniti, e
richiama
centinaia
di fotografi

PIUME MORTALI.
Un airone bianco maggiore (Ardea alba)
con le aigrette, appendici piumose che
crescono nella stagione della
riproduzione. Nell’Ottocento erano usate
come ornamento dei cappelli, tanto che
molte specie di aironi furono quasi
portate all’estinzione.

Febbraio 2019 Focus | 35


Tecnologia

LU
I CUSTODI DELLA

Siamo entrati nella


sala controllo che
porta l’elettricità a
quasi tutta l’Italia.
Una rete
intelligente
che non ha eguali
nel mondo.
CE
E LUCE FU.
L’Italia vista
dalla Stazione
spaziale
internazionale:
l’illuminazione
di strade ed
edifici mostra
l’uso
dell’energia
elettrica.
Getty Images
DISTRIBUZIONE
Fra linee aeree e sotterranee, la rete di distribuzione italiana
TRASMISSIONE è lunga 1.262.617 km, 3 volte la distanza Terra-Luna.
La trasmissione dell’energia che L’energia è distribuita da varie società (E-Distribuzione è la
arriva dagli impianti di produzione principale) e poi venduta al dettaglio da altre società.
è effettuata dalla società Terna,
PRODUTTORI una spa quotata in Borsa. Le linee
ZI ONE
L’energia è prodotta da che trasportano la corrente ad alta
tensione (380 kV) sono lunghe TR IBU
DIS
diverse società, di cui Enel
è la principale (seguono 72.881 km.
Eni, Edison). E
Nel 2017 sono stati prodotti
SS ION
285.265,7 GWh di energia
SMI
(+2% rispetto al 2016).
TRA

E
UZ ION
P ROD

UA
ACQ
13,1%
E
BON
CAROLIO
GAS Le 1.865 cabine
70,2% primarie
trasformano
NTO
10

l’energia da alta
-VE SSE O
0

E O A
G IOM TAIC a media tensione
%

B VOL Le 877 stazioni di (fino a 30 kV).


trasformazione
F OTO riducono la tensione da
16,6%
380 kV a 132 kV.
DO ESTERO
SALTERO Da fuori Italia arriva l’11,8% del
ES fabbisogno attraverso 22 linee di
connessione con i Paesi confinanti
(Svizzera, Francia, Slovenia, Austria).

In ogni istante bisogna

I
l signor Roberto Nardacci ha 57

consumare tutta l’energia


anni e lavora a Roma. Ogni mat-
tina, poco prima delle 7, entra in

prodotta. Evitando i blackout


un palazzo presidiato da guardie
giurate. Varca un tornello con il
badge, percorre un dedalo di sca-
le e di corridoi, finché giunge da-
vanti a una porta automatica con aper-
tura a combinazione. Le ante si aprono
su un ampio salone bianco, semivuoto e
illuminato da luci al neon. Nella stanza
ci sono solo due scrivanie davanti alla
parete frontale, occupata da un monitor
alto 2 metri e largo 8. Nardacci saluta
un collega seduto a una delle scrivanie
e lancia uno sguardo al display: sul lato
sinistro c’è una cartina d’Italia, suddivisa
in regioni e colorata di verde. Finché re-
sterà di quella tinta, vuol dire che è tutto
tranquillo. Ma se un’area diventerà rosso
scuro, sarà una scarica di adrenalina: si-
gnifica che almeno 50mila persone sono
gentile concessione E-Distribuzione

rimaste senza corrente elettrica.


LA SALA DEI BOTTONI.
Quel monitor, infatti, riceve i dati di 28
La Sala controllo di
E-Distribuzione a Roma, centri operativi sparsi in tutto il Paese.
con il grande monitor che Vigilano sul funzionamento di 1 milione
mostra l’uso di energia. e 149mila km di linee elettriche: potreb-
bero avvolgere la Terra 29 volte. In que-

38 | Focus Febbraio 2019


Le 450mila cabine I trasformatori riducono la
secondarie tensione fino al valore di
trasformano consegna agli utenti (230-400
l’energia da media V trifase). Le reti di IL VIAGGIO DELL’ENERGIA
a bassa tensione distribuzione a bassa tensione
(fino a 1 kV). sono lunghe 868.924 km. CLIMA. I consumi di energia elettrica?
Riflettono l’andamento dell’economia... e
anche del clima.
Nel 2017 i consumi totali di energia sono
UTE
NZE aumentati del 2,2% rispetto al 2016. Una
AG crescita dovuta a un fattore positivo, la ripresa
RIC
OLT economica, e a uno negativo: il riscaldamento

Fonte: Dati statistici sull’energia elettrica in Italia, Terna, 2017 - relazione annuale Arera 2018
DO UR
ME A globale, che d’estate ha fatto impennare i
STI
CO consumi per il maggior ricorso ai
TE
RZ condizionatori. Lo afferma la relazione 2018
IAR
IO dell’Arera, l’Autorità per l’energia.
IND
US 2% Fra le fonti di energia italiana, l’idroelettrica è
TR
IA calata del 14,2% rispetto al 2016. Il motivo?
PE 21,7%
RD Anche in questo caso il clima: le minori
ITE
precipitazioni hanno ridotto la portata dei
34,7%
bacini idrici destinati alla produzione di
0 %
10 elettricità.
41,6% È salita del 5% l’energia più inquinante, quella
CONSUMI termoelettrica (olio, carbone e per 2/3 gas, per
Rispetto alla Nel 2017 sono stati
richiesta, il 5,8% consumati 301.880,5 GWh di lo più importato da Russia, Libia e Algeria). La
dell’energia si energia da 36,9 milioni di buona notizia, però, è il forte calo del carbone,
disperde nella rete, clienti (29,5 milioni di
per lo più sotto e una leggera diminuzione del petrolio.
famiglie, 7,4 milioni di punti
forma di calore. non domestici). L’energia ottenuta da fonti ecologiche (eolico,
geotermico e fotovoltaico) è salita di più: del
9,8%, soprattutto grazie all’incremento (+14%)
del fotovoltaico da parte di privati di piccole
IL VIAGGIO DELLA CORRENTE dimensioni. In totale, le fonti rinnovabili
(bioenergia, idrica, eolica, fotovoltaica e
Dagli impianti di produzione al contatore, l’energia elettrica compie un geotermica) contribuiscono per il 31,3% alla
lungo tragitto e una serie di trasformazioni passando dall’alta tensione fornitura di energia in Italia.
(più efficiente per il trasporto) a quella bassa (adatta al consumo).

sto momento, sono disalimentati solo stante, 50 Hz. In pratica, ogni secondo la a 3 gigawatt, devono attivare all’istante
858 utenti, di cui 403 a Cagliari. La stan- tensione cambia valore e polarità per 50 3 centrali idroelettriche. In Italia non
za dove lavora Nardacci è infatti la Sala volte. Questa frequenza può oscillare, in ci sono picchi istantanei così, ma anche
controllo di E-Distribuzione, la società eccesso o in difetto, al massimo di 0,3 Hz: noi dobbiamo programmare i fabbisogni
che gestisce l’85% della rete di distribu- se si superano questi limiti, intervegno- di energia, che variano ogni giorno».
zione elettrica in Italia. Focus è andato a no sistemi di protezione che interrrom- Un compito, questo, reso ancora più
visitarla. Qui affluiscono ogni minuto 3,5 pono l’alimentazione per non danneg- complicato dal fatto che da oltre 10 anni
gigabytes di dati: la fotografia, istante per giare le apparecchiature elettriche. la rete elettrica è diventata bidirezionale:
istante, dell’energia che dagli impianti di Ma questa non è l’unica difficoltà per chi l’energia viene immessa non solo dall’al-
produzione arriva fino ai contatori di fornisce energia. Dato che l’energia elet- to, cioè dai grandi produttori italiani ed
quasi 32 milioni di utenti (v. schema so- trica non si può immagazzinare in grandi esteri (Enel, Eni, Edison…), ma anche dal
pra). Un monitoraggio dettagliato che quantità, in ogni istante bisogna consu- basso, cioè dai singoli privati attraverso
non ha eguali al mondo. mare tutta quella prodotta. Che varia a impianti fotovoltaici o eolici, presenti
seconda delle situazioni: come il cuore soprattutto in Puglia e in Molise.
COME IL SANGUE. Ma perché tutto que- batte più forte se ci mettiamo a correre,
sto sforzo per monitorare l’andamento le centrali devono fornire più energia nei PICCHI IMPROVVISI. Così, grazie a mi-
dell’energia? La corrente elettrica flui- momenti di maggior carico. gliaia di sensori installati nelle oltre
sce come il sangue del nostro corpo, con Per questo, gli operatori devono vigila- 450mila cabine di distribuzione, la rete
la differenza che il sistema energetico re che l’equilibrio sia sempre garantito. è diventata intelligente, cioè capace di
ha più di un cuore: le centrali di trasfor- Cercando di prevedere le richieste extra gestire i flussi d’energia in automatico
mazione e di distribuzione che portano di energia: «Nel Regno Unito, 8 milioni e in tempo reale. Ma sempre con la su-
la corrente. Le aorte sono le linee di alta di telespettatori seguono alla tv EastEn- pervisione dell’uomo. «Ogni sera», spie-
tensione, i capillari quelle di bassa ten- ders, una soap opera», racconta Gior- ga Maurizio Della Corte, responsabile
sione. E come la pressione sanguigna gio Scrosati, tecnico dello Smart Grid esercizio e manutenzione rete di E-Di-
deve avere un equilibrio stabile (se è Lab Enel di Milano. «Appena finisce un stribuzione, «mandiamo a Terna, il ge-
troppo alta o bassa sveniamo), lo stesso episodio, tutti corrono a farsi un tè, ac- store della rete di trasmissione, la stima
avviene per l’elettricità: deve mantenere cendendo i bollitori per 5 minuti: per del fabbisogno per il giorno successivo,
la frequenza di tensione a un valore co- garantire questo picco di consumi, pari basato su dati statistici e meteorologi-

Febbraio 2019 Focus | 39


SOTTO
CONTROLLO.
Priolo Gargallo
(Sr): un tecnico
appone i sigilli
per il controllo

Caccuri Roberto/Contrasto
della produzione
sui trasformatori
di una

Fotogramma
sottostazione
elettrica.

ci. Un tempo, per i fabbisogni energetici, Oggi la rete è passato questi manicotti avevano un dia-

minacciata
facevamo riferimento a 3 giorni dell’an- metro di alcuni mm, ma di recente sono
no: il 2° martedì di luglio, il 3° mercoledì stati misurati manicotti fino a 20 cm: se

dagli eventi
di agosto e il 3° mercoledì di dicembre. avvolgono i conduttori per lunghe tratte
Oggi, invece, i carichi e la generazione di pesano una tonnellata, possono spezzar-
corrente hanno oscillazioni più variabi- li e abbattere i tralicci. Questo accade più
li. In caso di picchi di carico improvvisi,
allora, si attivano fonti energetiche che meteo spesso in Abruzzo e in Emilia-Romagna.
Mentre Toscana e Triveneto sono colpiti

estremi
si avviano rapidamente, come le centrali da venti violenti, altrettanto pericolosi».
a turbogas e idroelettriche». Oppure si
prende energia dall’estero: ormai la rete APOCALISSE. Proprio quanto è acca-
europea è un anello unico, e attraverso duto lo scorso 29 ottobre, quando una
22 linee di connessione l’Italia prende perturbazione nord-atlantica ha colpito
quasi il 12% del suo fabbisogno dai Paesi anche perché – se le interruzioni supe- l’Italia con piogge fino a 880 mm e venti
vicini, soprattutto Svizzera e Francia. rano una certa soglia – comporta il pa- fino a 191 km orari che si sono riversati
gamento di rimborsi agli utenti e di san- soprattutto sul Triveneto, abbattendo 14
AL BUIO. Una risorsa preziosa, ma anche zioni all’Autorità per l’energia (Arera), milioni di alberi e danneggiando 1.625
un fattore che aggiunge nuove incognite, collegata ai server dei distributori per km di strade. Un’apocalisse che ha la-
come è avvenuto il 28 settembre 2003. registrare i disservizi. «L’Autorità tie- sciato 260mila persone senza corrente.
Alle 3:01 di notte, un temporale in Sviz- ne conto anche delle interruzioni di un «Il maltempo non ci aveva colto impre-
zera fece cadere un albero su una linea secondo», precisa Della Corte. «Ma noi parati», racconta Della Corte. «Nei gior-
elettrica ad altissima tensione che porta abbiamo avuto più premi che sanzioni». ni precedenti, grazie al servizio di aller-
energia verso l’Italia. Il carico si ridistri- L’anno scorso, le imprese distributrici ta meteo, avevamo inviato nelle aree a
buì sulle altre linee, che andarono oltre hanno versato quasi 82 milioni di € per le rischio tecnici e gruppi elettrogeni per
i limiti di sicurezza e si disattivarono. Si interruzioni, pari a 93 minuti l’anno per prevenire i disservizi. Ma il maltempo
creò un effetto a cascata anche sull’Ita- ogni utente di bassa tensione. Non per è andato oltre le più nere previsioni:
lia, che in quel momento importava ¼ guai avvenuti all’estero, come nel 2003, abbiamo mobilitato 1.700 uomini, 950
dell’energia dalla Svizzera. Nel giro di ma per un altro fattore: le condizioni me- mezzi e 2.000 gruppi elettrogeni di varie
mezz’ora, tutta l’Italia (tranne la Sarde- teo. Il cambiamento climatico, infatti, ha potenze, che pesano da 1 a 17 tonnellate.
gna) rimase al buio. Per riattivare la cor- reso estremi i fenomeni meteo in Italia. Dato che molte strade erano impratica-
rente occorsero tempi lunghi: l’ultima a «D’estate i cavi sotterranei possono gua- bili, per trasportarli abbiamo usato gli
essere riallacciata fu la Sicilia, dopo 19 starsi per il caldo eccessivo», spiega Del- elicotteri dell’Esercito».
ore. Il blackout è l’incubo peggiore per la Corte. «E d’inverno l’incubo è la neve Al di là di questi casi estremi (gestiti con
chi distribuisce l’energia: non solo per- bagnata che, gelando, forma manicotti la Protezione civile), la Sala controllo
ché paralizza tutte le attività umane, ma di ghiaccio intorno alle linee aeree. In vive una routine relativamente tran-

40 | Focus Febbraio 2019


Tutti i numeri
della corrente*
1.977 kWh
il consumo medio annuo delle
famiglie italiane (+55 kWh rispetto al
2016).

+494 kW
l’energia consumata in più, rispetto
alla media nazionale, dagli utenti
della Sardegna (seguono quelli di
Sicilia e Veneto).

-460 kW
l’energia consumata in meno,
rispetto alla media nazionale, dagli
utenti della Liguria (seguono Molise
e Basilicata).
ALBA BUIA.
Settembre 2003: Milano
insolitamente buia a causa 0,57
del blackout che colpì tutta il numero medio di interruzioni
Italia tranne la Sardegna. elettriche per ogni utente (i picchi
sono a Roma e Napoli).

93 minuti
quilla. I call center di E-Distribuzione «Abbiamo investito 3 miliardi di € per il tempo medio di interruzioni
ricevono in media 20mila chiamate al sostituire, entro il 2024, tutti i contato- d’energia per ogni italiano; 41 per
giorno, ma solo 6mila arrivano a un ope- ri», dice Scrosati. «I nuovi modelli, la cui responsabilità dei distributori, 53 per
ratore perché gran parte delle richieste installazione è iniziata nel 2017, permet- eventi eccezionali (clima, furti).
sono gestite da sistemi automatici che teranno 7mila miliardi di letture da re-
segnalano i guasti ai tecnici e informano moto ogni anno: ridurranno le rettifiche 81,7 milioni
gli utenti sui tempi di ripristino previsti. dei conguagli in bolletta, consentiranno di euro: la somma rimborsata dai
Nel frattempo, il sistema informatico offerte personalizzate e permetteranno distributori di energia elettrica per
riceve i dati di migliaia di sensori instal- agli utenti di sfruttare, con apposite app, mancata erogazione di elettricità a
lati nelle cabine elettriche. È in corso un gli orari in cui l’energia costa meno. E 625mila utenti.
progetto per controllare non solo i gua- renderanno la vita impossibile ai ladri,
sti alle cabine, ma anche per prevenirli segnalando gli allacciamenti abusivi». 100 MW
monitorando la temperatura, l’umidità, il consumo di energia, in Italia,
e persino gli ultrasuoni e i gas. I ronzii, HACKER. Ma in una rete così automatiz- necessaria a tenere in stand-by gli
infatti, sono emessi dal campo elettrico zata, non c’è il rischio che un hacker ten- apparecchi (tv, radio, computer:
se non è isolato bene; e i rilevatori di gas ti di sabotarla o di controllarala? Togliere circa 3 W per cliente). Equivale alla
segnalano le emissioni di ozono, causate la corrente mette in ginocchio un Paese: fornitura di una grande centrale
da scariche elettriche anomale. senza energia non funzionano treni, ae- elettrica.
In caso di guasti, i centri operativi visua- rei, pompe di benzina, semafori, Inter-
lizzano le rete elettrica come un intrec- net, bancomat, frigoriferi, caldaie, mac- 67 GWh
cio di linee verdi e azzurre su un monitor. chinari ospedalieri… È minacciata la la quantità più alta di energia usata
E possono sganciare interi tratti della sopravvivenza di una nazione. «Abbiamo da una regione, la Campania, per
rete fuori uso, agganciandoli ad altri che un’unità specializzata per prevenire e l’illuminazione pubblica (seguono
funzionano. La rete, infatti, è strutturata fronteggiare i cyber attacchi», risponde
* Anno di riferimento: 2017 - Fonte: relazione annuale Arera 2018

Lombardia e Puglia).
in modo radiale: ogni linea ha più punti Della Corte. Il rischio non è così remoto:
di rialimentazione attivabili in caso di lo scorso novembre Enel ha aperto a To- 50%
necessità. Se un guasto si verifica nelle rino la nuova sala di controllo globale del la quota di energia estera prelevata
150mila cabine telecontrollate, si può Cert (Cyber emergency readiness team) dalla Svizzera. Fra gli altri fornitori
risolvere con un clic del mouse. specializzato nel difendere la rete dai esteri seguono la Francia (30%), e
E, sempre dai monitor, si può vedere l’in- tentativi di intrusione. Che non sono poi Slovenia, Austria e Grecia. Sono
tera rete fino al singolo numero civico. E rari: ogni giorno gli analisti bloccano ol- in costruzione nuove connessioni
anche l’ubicazione di tutte le auto di ser- tre 2 milioni di email rischiose, 1.300 vi- energetiche con Francia,
vizio, per inviare il mezzo più vicino a chi rus e 300 attacchi ai portali web. Ecco Montenegro, Austria. La corrente
ne ha bisogno. Insomma, una rete intelli- perché la rete non va mai lasciata sola. importata copre l’11,8% del
gente, che diventerà sempre più precisa. Vito Tartamella fabbisogno totale.
Storia

Hitler
e
l’atomica
Storia della bomba che il Führer non
ebbe mai: tra azioni eroiche, spionaggi
incrociati, resistenza passiva degli
scienziati e un pizzico di fortuna (per noi).
AMBIZIONE SFRENATA.
Hitler finanziò per cinque anni (dal 1939
al 1944) le ricerche su una nuova arma
che sfruttasse l’energia atomica e che
potesse permettergli di vincere la guerra.

N
orvegia, contea di Telemark,

Getty John/Frost Newspapers/Mary Evans/Agf


è la sera del 27 febbraio 1943.
Sfidando freddo e neve, una
squadra di sabotatori si av-
vicina furtivamente alla centrale idroe-
lettrica di Vemork, adagiata su un ripido
pendio, vicino a Rjukan. Entra di sop-
piatto nella struttura, nasconde alcune
cariche esplosive e, una volta al riparo,
fa saltare in aria vari contenitori di “ac-
qua pesante”, sostanza molto preziosa
per gli scienziati nazisti impegnati nelle
ricerche per realizzare un ordigno ato-
mico. L’impianto, specializzato proprio
nella produzione di acqua pesante, è
infatti sotto il controllo di Hitler. Non è
un mistero per nessuno che il Führer sia
ansioso di precedere le potenze occiden-
tali nella corsa alla bomba atomica, l’ar-
ma distruttiva che tutti inseguono per
sconfiggere definitivamente il nemico.
Per la cronaca, il manipolo di sabotatori
è composto da partigiani norvegesi, il più
longevo dei quali, Joachim Rønneberg,
si è spento lo scorso 21 ottobre. Aveva
99 anni, e la sua morte ha richiamato
l’attenzione del mondo sui sogni atomici
di Hitler e su quella rocambolesca opera-
zione tra i ghiacci, spesso trascurata dai
libri di storia. Eppure, è stato l’episodio
chiave che ha fermato la corsa dei nazisti
verso la bomba atomica.

GLI INTREPIDI DI TELEMARK. A promuo-


vere quella decisiva azione di sabotaggio
fu il primo ministro inglese Winston
Churchill, determinato a privare i tede-
schi delle loro scorte di acqua pesante.
Questa sostanza, utilizzata ancora oggi
nei reattori nucleari (e ricavata dall’ac-
qua normale attraverso procedimenti
chimico-industriali che ne aumentano
il peso specifico), ha la capacità di inte-
ragire con i neutroni nella fase di bom-
bardamento degli atomi, necessaria per
la liberazione dell’energia. La centrale
Vemork Norsk Hydro di Rjukan, occu-
pata dai nazisti come il resto della Nor-
vegia, ne aveva scorte in abbondanza, ed
era per questo considerata un obiettivo
primario dagli Alleati. Per distrugger-
la, i servizi segreti inglesi si misero in

Febbraio 2019 Focus | 43


Getty Images
LA CENTRALE TRA I GHIACCI.
Vemork, la centrale della compagnia norvegese Norsk Hydro a Rjukan, nella contea di Telemark. Qui avvenne la
produzione dell’acqua pesante utile alla costruzione della bomba nazista (la Germania occupò la Norvegia nel 1940).

contatto con i membri della resistenza km, ma che rappresentava la salvezza (la
norvegese, e le operazioni furono poi Svezia infatti rimase neutrale per tutta
condotte dai British Commandos, forze la durata del conflitto). Due di loro re-
speciali del Regno Unito nate nel 1940, starono comunque in Norvegia a moni-
a guerra in corso. Quello che passerà alla torare la situazione, sfidando una morte
storia come “raid del Telemark” fu costi- sicura nel caso fossero stati catturati (il
tuito in realtà da più operazioni distinte, Paese rimase sotto l’occupazione nazista
avviate a partire dall’autunno 1942. Le dal 1940 al 1945). Poi, nei mesi seguenti,
prime due missioni servirono a studiare mentre i tedeschi tentavano di far ripar-
da vicino la situazione sul terreno, men- tire la produzione, la fabbrica subì diver-
tre la terza – nome in codice “Gunnersi- si bombardamenti aerei condotti dagli
de” (un piccolo villaggio inglese) – portò americani. Finché, il 20 febbraio 1944, i
all’effettiva distruzione dell’impianto da partigiani norvegesi rimasti in loco riu-
parte di Joachim Rønneberg e dei parti- scirono a intrufolarsi in un traghetto su
giani che osarono sfidare con lui i ghiacci cui erano state stipate le ultime riserve di
della Norvegia. acqua pesante (circa 11.000 kg), piazza-
rono altre cariche e lo fecero esplodere.
NELLA NEVE. La missione prese il via il I tedeschi si ritrovarono così costretti
16 febbraio: i sabotatori si paracadutaro- a mettere una pietra sopra al loro pro-
no sul suolo norvegese in un punto poco gramma nucleare a fini bellici.
sorvegliato dai nazisti, che si trovava a
parecchi chilometri di distanza dal loro SCOPERTA “ATOMICA”. In effetti, l’idea
vero obiettivo. Raggiunsero poi la con- di progettare un’arma atomica risaliva a
tea di Telemark attraverso un lungo per- parecchi anni prima: aveva preso corpo
corso tra le nevi, portando zaini zeppi di sul finire degli anni Trenta. Alla base di
Getty Images

esplosivo. Riuscirono a piazzare le cari- tutto c’era stata la scoperta della fissione
che e poi a farle deflagrare il 27 febbraio, nucleare, processo in cui il nucleo atomi-
danneggiando parecchio l’impianto di co di un elemento chimico viene scisso
PREMIO NOBEL. Rjukan: le esplosioni distrussero oltre in più parti, producendo un’incredibile
Werner Karl Heisenberg, Nobel
per la fisica nel 1932 fu inizialmente 1.500 chilogrammi di acqua pesante. quantità di energia. A scoprire la fissio-
a capo del programma nucleare Dopodiché il manipolo di eroi, sci ai ne fu nel dicembre 1938 il chimico te-
di Hitler. Ma lo lasciò dopo 2 anni. piedi, fuggì rocambolescamente in dire- desco Otto Hahn, assieme all’assistente
zione della Svezia, che distava oltre 300 Fritz Strassmann, “bombardando” con i

44 | Focus Febbraio 2019


La distruzione
dell’acqua
pesante dei
nazisti fu il
colpo decisivo
tere a punto un ordigno nucleare degno
di tal nome. Tra le ragioni del fallimento
vi fu la massiccia fuga di scienziati tede-
schi all’estero (sulla scia di quanto già
fatto dal premio Nobel Albert Einstein,
che si rifugiò negli Usa nel 1933), nonché
il fatto che quelli che rimasero, almeno
stando a talune ricostruzioni, furono
assai poco felici di lavorare per Hitler,
arrivando forse a sabotarne volontaria-

Akg/Mondadori Portfolio
mente il programma nucleare. In questo
quadro, come abbiamo già raccontato, il
sabotaggio della centrale Vemork fu un
colpo decisivo.
DENTRO IL REATTORE.
BOMBE MISTERIOSE. La corsa all’atomi-
Smantellamento da parte di soldati inglesi del reattore nucleare per uso civile di
Haigerloch, in Germania, nel maggio del 1945 (operazione Alsos). ca fu dunque vinta dagli Alleati, ma se-
condo alcuni storici anche i nazisti erano
riusciti a creare una “super bomba” da-
neutroni alcuni atomi di uranio. In pre- da il programma nucleare tedesco, il Ter- gli effetti devastanti. Tale tesi, a partire
cedenza, già altri fisici avevano ottenuto zo Reich organizzò un gruppo di ricerca dal 2005, è stata divulgata in particolare
fissioni nucleari, ma senza rendersene militare e uno civile, i cui studi erano dallo studioso tedesco Rainer Karlsch.
conto. Come l’italiano Enrico Fermi, che coordinati dallo scienziato Werner Karl Quella nazista sarebbe stata, una “bom-
nel 1934, affiancato dal gruppo di lavoro Heisenberg, premio Nobel per la fisica ba sporca”, ovvero un ordigno concepito
dei “ragazzi di via Panisperna” (dal nome nel 1932. Dopo due anni di lavoro, già nel per spargere materiale radioattivo leta-
della via romana in cui si trovava il loro 1941 il suo gruppo però rinunciò, per via le, nel quale però la deflagrazione non
laboratorio), aveva prodotto una fissio- delle difficoltà incontrate, a costruire la è innescata da fissione nucleare bensì
ne interagendo, anche in quel caso, con bomba, dedicandosi alla realizzazione di da esplosivi comuni. Karlsch, coadiu-
nuclei di uranio. Poi, dopo la scoperta di un reattore nucleare per la produzione vato nel suo lavoro da storici e fisici, ha
Otto Hahn, altri contributi alla ricerca di energia in ambito civile. La squadra scovato vari documenti e testimoni che
nucleare furono offerti dalla fisica au- scientifica militare, guidata dal fisico hanno provato come tra il 1944 e il 1945
striaca Lise Meitner e da suo nipote Otto Kurt Diebner, proseguì invece i lavori in la Germania nazista, sotto la direzione di
Robert Frisch, che diedero al processo il segreto, ma anch’essa non riuscì a met- Diebner (mente del gruppo di ricerca
nome di “fissione”. Proprio Frisch, nel
1940, fu tra i primi a teorizzare il funzio-
namento di un ordigno atomico, appro- GLI ITALIANI E LE ARMI SEGRETE DEL FÜHRER
fondendo in seguito le ricerche per con-
to degli Alleati nell’ambito del “Progetto REPORTER D’ASSALTO. Gli sviluppi bellici dei nazisti e lo sforzo tecnologico
Manhattan”, destinato a realizzare una per costruire nuove bombe furono oggetto di un’avventurosa inchiesta
bomba atomica prima che ci riuscisse la giornalistica condotta per conto del duce. A realizzarla fu il giornalista emiliano
Germania (vedi riquadro alla fine del ser- Luigi Romersa nel 1944. Abile corrispondente, Romersa si era guadagnato la
vizio). L’idea che Hitler potesse disporre fiducia di Mussolini, coltivando in parallelo varie conoscenze negli ambienti
di armi atomiche era infatti un incubo da tedeschi. Il duce decise quindi di mandarlo a indagare sull’esistenza delle
scongiurare al più presto. formidabili “armi segrete” di cui Hitler andava parlando. Il giornalista iniziò
l’indagine nell’autunno 1944, e dopo aver incontrato i vertici nazisti visitò le basi
CORSA ALLA BOMBA. I tedeschi aveva- segrete in cui si producevano i micidiali missili V2. Il 12 ottobre 1944 fu inoltre
no gli stessi timori degli Alleati, convinti testimone di un importante test di deflagrazione sull’isola di Rügen, nel golfo di
che chi per primo si fosse dotato di armi Pomerania. Nella fattispecie, i tedeschi provarono un ordigno da loro presentato
atomiche avrebbe vinto la guerra. I due come “il più potente esplosivo che mai sia stato scoperto”. Quella “bomba
schieramenti iniziarono così una corsa disgregatrice”, riferì lo stesso Romersa (scomparso nel 2007), non era però
alla bomba che vide in prima fila le menti l’ordigno nucleare sognato da Hitler.
più illustri del tempo. Per quanto riguar-

Febbraio 2019 Focus | 45


GLI ALLEATI NON
RIMASERO A GUARDARE

Getty Images
PROGETTO MANHATTAN. Erano
giovani ed entusiasti, ma il loro obiettivo
era costruire il più potente ordigno mai
LA BASE SEGRETA NEL TENNESSEE (USA).
maneggiato dall’uomo. Insieme,
Operatrici degli spettrometri di massa usati per separare gli ioni di uranio fondamentali per
svilupparono il “Progetto Manhattan”, alimentare le prime bombe atomiche nel 1944. Erano all’oscuro dello scopo del loro lavoro.
programma di ricerca avviato nel 1942
dagli Stati Uniti, su disposizione del
presidente Roosevelt e in collaborazione
con Canada e Regno Unito. Tutti questi
I tedeschi costruirono una
scienziati, in buona parte di origine
europea (tra i quali Enrico Fermi), erano
bomba micidiale a base di scorie
guidati da Julius Robert Oppenheimer,
americano figlio d’immigrati tedeschi.
nucleari. Ma non era l’atomica
Obiettivo: creare un ordigno nucleare in
anticipo su Hitler. E così fu: il 16 luglio militare tedesco), abbia testato armi di mici da quando gli Alleati, una volta pie-
1945, quando peraltro la Germania era tal genere sull’isola di Rügen, nel Balti- gate sul campo le forze naziste (Hitler
ormai sconfitta, fu fatta detonare in New co, e a Ohrdruf, in Turingia, uccidendo morì suicida il 30 aprile 1945), li usarono
Mexico la prima bomba atomica. Intanto migliaia di prigionieri già provati dai per costringere alla resa il Giappone.
a Roosevelt era subentrato Truman, il campi di concentramento. La disponi- Dando così il via alla cosiddetta “era ato-
quale, incurante del parere negativo di bilità di armi ad alto potenziale distrut- mica”, che ha segnato poi i decenni suc-
numerosi fisici, tra cui Einstein (solo tivo da parte delle forze della svastica è cessivi (dal 1949 anche l’Urss si è dotata
inizialmente favorevole alla bomba), usò tra l’altro attestata dai racconti del gior- della propria bomba nucleare). E che,
i nuovi ordigni per colpire il Giappone. nalista italiano Luigi Romersa, che nel visto l’attuale braccio di ferro in corso tra
Non solo: finita la guerra i servizi segreti 1944 svolse in Germania un’inchiesta Usa e Corea del Nord, di fatto non si è an-
statunitensi, nell’ambito della cosiddetta al riguardo (vedi riquadro nella pagina cora conclusa. “Non so con quali armi
“Operazione Paperclip”, trasferirono in precedente). Ancora oggi, comunque, l’e- verrà combattuta la Terza guerra mon-
America centinaia di scienziati tedeschi sistenza di tale misteriosa arma, con cui diale”, affermò Einstein, “ma la Quarta
per evitare che le conoscenze Hitler avrebbe potuto ribaltare le sorti guerra mondiale sarà combattuta con
scientifiche naziste finissero in mano ai della guerra, fa discutere gli studiosi. pietre e bastoni”. Ammesso che l’uomo
sovietici, considerati i nuovi nemici. Nessuno invece dubita più sull’immane sia sopravvissuto alla Terza...
potenza devastatrice degli ordigni ato- Matteo Liberti

46 | Focus Febbraio 2019


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Didattica e Ricerca:
il binomio vincente
dell’Università Cusano
L’offerta universitaria italiana è ampia piattaforma). Programmi Erasmus+,
e variegata. Orientarsi non è semplice, mobilità ai fini di trainership, Career
soprattutto se la dimensione dell’ateneo Service e altri servizi, tra cui Radio
è tale da creare nello studente un Cusano Campus, completano il profilo
effetto di spaesamento e l’impressione di questo gioiello universitario italiano.
di non essere seguito. L’Università
Niccolò Cusano è differente: fondata L’Ateneo Niccolò Cusano vanta dal 2006 circa
La vocazione alla ricerca 22.000 laureati e ha circa 27.000 studenti attivi.
nel 2006, si distingue per il sapere Oltre al Campus di Roma, ha sede anche a
coniugare tradizione accademica e Oltre all’eccellenza nella didattica e Parigi e Londra, dando così vita a una nutrita
nuove tecnologie, per una didattica nei servizi offerti, l’Ateno si distingue comunità accademica internazionale.
integrata che vede lo studente al per l’intensa attività di ricerca. Nel
centro del sistema universitario e per 2017, nel settore Ingegneristico, la
la vocazione alla ricerca scientifica. Unicusano si è guadagnata il sesto
Insieme alla possibilità di frequentare posto nella classifica Vqr (Valutazione
il Campus universitario di Roma, della qualità della ricerca), stilata
immerso nel verde, l’Ateneo elimina dall’Anvur. “Didattica e Ricerca sono due
ogni barriera tra docenti e studenti elementi che camminano in parallelo in
grazie all’e-learning (video-lezioni, Unicusano. Non si può avere una buona
conferenze online, esercitazioni, app didattica se dall’altra parte non c’è un
e materiali didattici disponibili in corpo docenti che svolge una buona
attività di ricerca. Siamo orgogliosi degli
investimenti e dei risultati raggiunti di ricerca come H.E.R.A.C.L.E., che ha
dal nostro Ateneo” commenta il Prof. vinto il bando europeo Erasmus K2 con
Guarino, docente di Ingegneria della il progetto GardenStoGrow realizzato
Cusano. In ambito medico-scientifico, in partnership con Explora Museo dei
oltre a finanziare studi su una bambini di Roma.
particolare patologia cardiologica, la
Fondazione Niccolò Cusano fa ricerca
biomedica nel proprio laboratorio
attrezzato con sofisticate tecnologie.
Presenti nel Campus anche altri centri
Vita digitale La Internet Engineering Task Force

50 anni di Internet
viene creata per fornire standard
tecnologici alla Rete

Gli indirizzi numerici di Internet


vengono sostituiti da nomi
Nel 1969, alcuni computer delle Università di Stanford
e Ucla vennero connessi a distanza per creare
quella che diventerà una tecnologia rivoluzionaria. Internet prima del www
’69 ’70 ’71 ’72 ’73 ’74 ’75 ’76 ’77 ’78 ’79 ’80 ’81 ’82 ’83 ’84 ’85 ’86 ’87 ’88 ’89 ’90

ARPANET PRIMA RETE COMMERCIALE CHIUDE ARPANET


4 computer connessi

Hardware PRIMA RETE WIRELESS


ALOHAnet
APPLE II PRIMO PROVIDER COMMERCIALE
PRIMO NOME DI DOMINIO
TCP/IP IBM PC TASK FORCE

PRIMA EMAIL PRIMO SPAM PRIMO :-) LISTSERV

Email & Un invito alla presentazione Software per creare mailing list,

messaggi
di due prodotti in California forum e gruppi di discussione

Browser
PRIMO GIOCO MULTI-PLAYER PRIMO SISTEMA PER GESTIRE FILE-

Social
Mud (Multi-User Dungeon), SHARING E GRUPPI DI DISCUSSIONE
un gioco di ruolo testuale «[Usenet] è il posto dove andare per parlare di
migliaia di temi». Brad Templeton, cofondatore Usenet

PRIMA COMUNITÀ VIRTUALE

Protocollo che

Multimedia
permette alle
reti di collegarsi
tra loro. «TCP è
ciò che rende
Internet quello
che è». Vint
Cerf,

News & Info


co-inventore del PRIMA EDIZIONE ONLINE IMDB
protocollo DI UN GIORNALE Nasce come lista di attori e
The Columbus Dispact, un registi postata su un gruppo di
quotidiano dell’Ohio (Usa) discussione su Usenet

PRIMO MOTORE DI RICERCA


Archie

Ricerca

Shopping

Governi
LA REGINA D’INGHILTERRA
INVIA LA SUA PRIMA EMAIL

Crimine PRIMO VIRUS


Sui computer infettati dal virus
Creeper appare il messaggio
MORRIS WORM
Il primo malware di un certo rilievo infetta circa
un decimo dei computer connessi a Internet
“Sono Creeper: prova a prendermi”

In Italia
PRIMO DOMINIO .IT
PRIMO COLLEGAMENTO AD ARPANET Viene registrato cnr.it
Il 30 aprile 1986 la sede del Cnuce (Centro Nazionale
Universitario di Calcolo Elettronico) del Cnr di Pisa si
collega alla rete Arpanet

’69 ’70 ’71 ’72 ’73 ’74 ’75 ’76 ’77 ’78 ’79 ’80 ’81 ’82 ’83 ’84 ’85 ’86 ’87 ’88 ’89 ’90

48 | Focus Febbraio 2019


Il co-fondatore Larry Brillant, Secondo l’inventore Tim Berners-Lee, il www ha reso il Web
in seguito descriverà il accessibile a chiunque, perché ha permesso l’accesso alle
prototipo di comunità The Well informazioni anche a chi non aveva competenze informatiche
come “tutto quello che si può
trovare su Internet senza fini Il CERN rende il software del Organizzazione no profit
commerciali” World Wide Web di pubblico istituita per gestire i nomi di
dominio dominio e gli indirizzi IP

Internet dopo il www


’91 ’92 ’93 ’94 ’95 ’96 ’97 ’98 ’99 ’00 ’01 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’09 ’10 ’11 ’12 ’13 ’14 ’15 ’16 ’17 ’18
IL WEB DIVENTA LIBERO BIT TORRENT

WORLD WIDE WEB PROPOSTA IPV6 LA STAZIONE SPAZIALE


Per aumentare il numero di indirizzi IP INTERNAZIONALE CONNESSA
PRIMO SITO BANDA LARGA A INTERNET
PRIMO IPERTESTO Negli Usa supera le
ICANN connessioni via modem CHROMECAST
RSS FEEDS
HOTMAIL MSN MESSENGER SKYPE IPHONE SNAPCHAT

AOL INSTANT MESSENGER GMAIL SLACK

ICQ WHATSAPP

MOSAIC TOR CHROME MICROSOFT EDGE

NETSCAPE SAFARI
NEXUS BROWSER INTERNET EXPLORER FIREFOX
POCKETWEB, PRIMO BROWSER MOBILE
PRIMO BLOG Si chiamava WORDPRESS FACEBOOK INSTAGRAM
Justin’s Links From The Underground YIK YAK
LINKEDIN DIGG IMGUR PINTEREST
MATCH.COM VIENE
INVENTATO
CLASSMATES.COM IL TERMINE MYSPACE FLICKR TWITTER GOOGLE+
WEBLOG
SECOND LIFE REDDIT
PRIMA WEBCAM Trasmetteva le SHAZAM YOUTUBE
immagini da una macchinetta del caffè
AUDIOGALAXY LAST.FM INVENZIONE RAI.TV
DEI PODCAST
NETFLIX
PRIMA FOTO È la gif di una NAPSTER
band di scienziati del Cern ITUNES SPOTIFY
ARXIV PRIMO QUOTIDIANO EUROPEO WIKIPEDIA WIKILEAKS
Sito di articoli AD ANDARE ONLINE Daily Telegraph
scientifici TRIPADVISOR BUZZFEED
SALON SLATE BABEL FISH GOOGLE MAPS GOOGLE STREET VIEW
MONSTER
DRUDGE REPORT GOOGLE EARTH
BING SIRI
WEBCRAWLER Primo motore di ricerca testuale
YAHOO GOOGLE ALEXA
ALTAVISTA GOOGLE
ASSISTANT
LYCOS GIPHY
ASK JEEVES
PRIMO PRIMA BANCA ONLINE GOOGLE AD WORDS AMAZON PRIME INSTACART
BANNER
NETMARKET CRAIGSLIST ALIBABA BOOKING AIRBNB
Prima transazione
online AMAZON PAYPAL BITCOIN
EBAY EXPEDIA APPSTORE

CASA BIANCA VOTAZIONI ONLINE DURANTE LE STOP ONLINE PIRACY ACT GDRP
Il sito web va online e ELEZIONI IN ESTONIA Il progetto di legge americano In vigore il regolamento
fornisce l’email per viene abbandonato dopo le generale sulla
scrivere ai suoi IL PAPA INVIA LA SUA PRIMA EMAIL proteste di massa protezione dei dati
“abitanti” Giovanni Paolo II invia un documento di europeo
scuse agli aborigeni dell’Oceania
Tratto e riadattato da "The Origin of (almost) Everything"

LA LISTA DELLE SPIE BRITANNICHE BOTNET STORM SNOWDEN RIVELA IL PROGRAMMA


PUBBLICATA ONLINE DI SORVEGLIANZA DI MASSA PRISM
MAFIABOY COLPISCE VARI SITI CHIUDE SILK ROAD
ANONYMOUS CRYPTOLOCKER
NAPSTER CHIUDE HACK DEI SISTEMI SONY
LA PAROLA ARIANNA GOVERNO.IT BEPPEGRILLO.IT
INTERNET ENTRA Il primo motore italiano
NEL DIZIONARIO 20 MILIONI ARANZULLA.IT ECHO
Gli italiani che accedono L’assistente vocale di
CRS4.IT PRIMO QUOTIDIANO TISCALI Amazon arriva in Italia
Online il primo a Internet (dati Istat)
L’Unione Sarda apre la sua
sito web italiano edizione online WIKIPEDIA IN ITALIANO GIALLOZAFFERANO.IT
’91 ’92 ’93 ’94 ’95 ’96 ’97 ’98 ’99 ’00 ’01 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’09 ’10 ’11 ’12 ’13 ’14 ’15 ’16 ’17 ’18

Febbraio 2019 Focus | 49


Salute

MALATI
DI DECIBEL
Viviamo in mezzo al rumore
e la salute ne risente.
Come possiamo difenderci?

Vuoi
ascoltare il
rumore di Hong
Kong e di altre località?
Inquadra la pagina con la
app di Focus... e alza il
An Rong Xu/The New York Times/Contrasto

volume del tuo smartphone


SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)
ASSORDATI E CONTENTI.
Una via di Mong Kok, zona
centrale di Hong Kong.

IN SINTESI
• In Europa
l’inquinamento
acustico è una
minaccia
ambientale
seconda solo allo
smog
• I rumori molesti
possono causare
stress e calo
dell’udito.
Ma possono
aumentare anche
il rischio di
infarto e persino
l’incidenza del
diabete
• Il mal di rumore
provoca circa
43.000 ricoveri
all’anno nella
sola Europa
TRENO SPACCATIMPANI.
Il fischio assordante di un treno
sorprende David,
un operaio di Denver (Usa). Sotto: test
su un sistema per ridurre il rumore dei
motori degli aerei, alla Nasa.

S
iamo assediati dal ru-
more. Quasi ovunque c’è
baccano: per le strade
trafficate delle città, in
metropolitana, nei cen-
tri commerciali, nei ri-
storanti affollati. Perfi-
no dentro casa non c’è pace per le
orecchie, quando teniamo il volume del-
la Tv al massimo, passiamo l’aspirapolve-
re o siamo costretti a sentire gli strepiti
dei figli dei vicini.
Ma il rumore continuo non è solo fasti-
dioso: fa pure male alla salute. I danni dei
troppi decibel sono in crescita ovunque
e, secondo l’Organizzazione mondiale
della sanità (Oms), in Europa l’inquina-
mento acustico è una minaccia ambien-
tale seconda solo allo smog. Ma qual è la
soglia oltre cui i suoni sono molesti? E
come possiamo difenderci?

TRANQUILLITÀ ADDIO. Che la questione


sia seria non è più un segreto per nessu-
no: nel 2017 sono state aggiornate le nor-
me italiane in materia di inquinamento
sonoro e, per esempio, è stata chiesta a
tutti i comuni una mappatura acusti-
ca dei territori, per capire dove e come
la confusione disturbi di più i cittadini.
Intanto, con il progetto Dynamap, l’Anas
sta cercando di mappare in tempo reale
la rumorosità del Grande raccordo anu-
lare di Roma e dell’agglomerato urbano
di Milano.
Dal 31 dicembre 2018, queste valutazioni
vanno eseguite con metodi comuni sta-
biliti dall’Europa, per fare chiarezza sul-
la reale esposizione: negli spazi pubbli-
ci, il rumore è misurato con fonometri,
strumenti che rilevano i suoni misuran-
doli in decibel (dB). Ma chi fosse curioso
di scoprire quanto è “inquinante” la tv a
tutto volume dell’appartamento accanto
può usare una delle tante app che, attra-
verso il microfono dello smartphone, ri-
Nasa

levano il livello di chiasso con cui faccia-


mo i conti quotidianamente. Potrebbe
così scoprire di essere fra i cento milioni notturno è invece l’equivalente di una osserva Roberto Albera, otorinolaringo-
di europei esposti a un rumore eccessi- via residenziale. Proprio per questo, se- iatra dell’Università di Torino.
vo, al di sopra delle soglie raccomandate condo l’Agenzia europea per l’ambiente
dall’Oms al fine di proteggere la salute, e (Aea), nel Vecchio continente un cittadi- CAOS METROPOLITANO. Certo, non tutti
che corrispondono a 55 dB medi durante no su tre dorme in ambienti che supera- i posti sono uguali: un’indagine Eurisko,
la giornata e 40 dB di notte. no i 55 dB. condotta in 47 città di 11 Paesi, ha con-
Del resto, non ci vuole molto per sforare: Tutelarsi è però possibile. «Se il rumore fermato per esempio che New York è una
il limite giornaliero corrisponde alla ru- è eccessivo si può chiedere la chiusura delle metropoli più caotiche al mondo,
morosità di una strada trafficata; quello del locale o dell’attività che lo provoca», con il 36 per cento degli abitanti esposti

52 | Focus Febbraio 2019


Il volume del mondo
ITALIA BELGIO
Napoli
6%
10% 15%

Bruxelles
OLANDA
NUOVA ZELANDA

4% Utrecht
8% 6%
Wellington
5%

GERMANIA
2%
Monaco
3%

SPAGNA
AUSTRALIA
FRANCIA
GRAN BRETAGNA 5%
PORTOGALLO
Denver Post/Getty Images

USA Madrid

7% 6%

16%
Brisbane
6%
Parigi
10% I risultati della ricerca Eurisko condotta
Londra in 47 città di 11 nazioni. Per ciascun

Il traffico è
New York 8% Paese sono riportate le percentuali di
36% Porto popolazione esposte a livelli molto alti di

la prima fonte
8% inquinamento acustico, sull’intero
territorio e nella città più rumorosa.

di rumore, ROCK BAND


110 I danni dei
seguito da INTERNO DI decibel
100
aerei e treni
METROPOLITANA
(NEW YORK)

FRULLATORE A 90 CM 90 SUONI ASSORDANTI


Rumori così intensi
GIORNATA >95 possono danneggiare le vie

80
nervose e determinare cali
spesso a più di 9 rumori molesti per oltre RUMOROSA IN CITTÀ decibel dell’udito, acufeni o anche
otto ore al giorno. Nel caos metropolita- dB iperacusia (l’eccessiva
sensibilità ai suoni).
no di Napoli succede al 15 per cento dei
residenti, mentre a L’Aia, nell’Olanda
TOSAERBA A
BENZINA A 30 METRI 70
delle biciclette, si scende al 4 per cento
60
SENSIBILITÀ ALTERATE
(v. grafico in alto). Questi valori non sono AREA COMMERCIALE Sebbene meno forti, anche
certo casuali: secondo l’ultimo rapporto 85-95 questi livelli possono
danneggiare i neuroni
dell’Aea, il traffico sulle strade è il primo decibel uditivi. Le conseguenze
responsabile dell’inquinamento acusti-
NOTTE TRANQUILLA
50 dB sono acufeni e iperacusia,
ma più raramente sordità.
co, seguito da treni e aerei. IN CITTÀ
Il guaio è che ci sono pochi posti quie-
ti: perfino gli ospedali sono sempre più 40 FASTIDIOSO BRUSIO
BIBLIOTECA
zeppi di suoni sgradevoli, stando a un
recente studio di Andreas Xyrichis del 30 <85 L’esposizione abituale a
livelli di rumore anche non
elevati ha conseguenze sul
decibel
King’s College di Londra. Nelle terapie dB
sistema cardiovascolare
e determina disturbi del
intensive si arriva a un fracasso da 100
dB, l’equivalente di una musica sparata
NOTTE TRANQUILLA
IN CAMPAGNA 20 sonno e stress.

in cuffia ad alto volume: «Così medici e Livelli Livelli Livelli


infermieri lavorano peggio e capita che
i pazienti chiedano perfino di essere
SOGLIA DELL’UDITO 10 di rumore di rumore di rumore
elevati, quindi moderatamente moderati
traumatici alti
dimessi prima del tempo per sfuggire

Febbraio 2019 Focus | 53


RITROVARE LA QUIETE.
A lato, il centro dell’Aia, tra le città
più silenziose al mondo. Sotto:
una megattera. Più a destra:
l’insolita struttura di questo asilo,
sulla rotta di atterraggio
dell’aereoporto di Heathrow (Uk),
protegge i bambini dal rumore.

Getty Images

LA NATURA CHIEDE
SILENZIO

UMANITÀ INVADENTE. Anche gli


animali possono soffrire per il troppo
rumore. «A risentire dell’inquinamento
acustico sono soprattutto le specie che
si affidano ai suoni per capire il mondo
– come i pipistrelli e i mammiferi marini
– e quelle che usano richiami sonori per
il corteggiamento, come rane e uccelli»,
spiega Gianni Pavan, docente di
bioacustica all’Università di Pavia. «Se

La nostra sensibilità uditiva è


l’ambiente si riempie di interferenze, gli
animali fanno fatica a recepire i segnali
di pericolo, a capire il messaggio di un

scesa nell’ultimo secolo,


compagno e così via».
Per sfuggire ai rumori generati

soprattutto fra chi vive in città


dall’uomo, alcune specie si spostano,
impoverendo l’ambiente in biodiversità;
altre modificano le rotte migratorie, altre
ancora subiscono danni agli apparati
uditivi o modificano il loro
comportamento. Per esempio, nelle al fastidio», dice Xyrichis. A volte, poi, scorso, l’intensità minima dei suoni che
città, il canto di corteggiamento dei la vita può essere impossibile anche in siamo in grado di percepire (ovvero, la
maschi delle cinciallegre ha un volume e luoghi apparentemente tranquilli, come soglia audiometrica) è aumentata, so-
una frequenza maggiori per sovrastare il i centri storici chiusi al traffico: i dati prattutto fra chi vive in città. «L’orecchio
rumore del traffico. Questo permette agli dell’Università Tor Vergata di Roma mo- modula la capacità uditiva per adattarsi
uccelli di essere sentiti, ma al tempo strano che bastano poche auto in circo- all’ambiente», spiega Albera; «succede
stesso riduce le possibilità di lazione su una strada lastricata, in salita anche dopo una serata in discoteca: la
accoppiamento, perché le femmine oppure con un semaforo, per aumentare musica ad alto volume crea un trauma e
prediligono frequenze più basse. Nel di qualche decibel il rumore nei dintorni. per qualche ora si diventa un po’ sordi.
mondo marino, invece, i cetacei sono tra Se si vive con un sottofondo rumoroso, la
gli animali più colpiti. «In mare, le SE IL CERVELLO DICE BASTA. Se non si leggera perdita di udito può diventare la
sorgenti principali di rumore sono gli può proprio scappare dal chiasso, tocca norma soprattutto in chi, per motivi ge-
strumenti usati per le ricerche allora abituarsi. E l’orecchio, in effetti, si netici, è più suscettibile; circa l’8-12 per
geofisiche, i sonar, e il traffico difende... diventando un po’ più “sordo”. cento della popolazione».
marittimo», dice Pavan. «Per esempio, Adam Sheppard, audiologo dell’Univer- E poi c’è l’aspetto psicologico: l’indagine
queste interferenze incidono sità di Buffalo (Stati Uniti), ha dimo- Eurisko ha mostrato che nei luoghi più
negativamente sulle popolazioni di strato che l’esposizione prolungata al caotici, da Napoli a New York, sale la
megattere, che si corteggiano lanciando rumore modifica le risposte dei neuroni quantità di abitanti che considerano il
richiami che arrivano anche a centinaia uditivi (le cellule del cervello che rice- frastuono una componente inevitabile
di chilometri». P.G. vono i suoni), attenuando la loro sensi- dell’ambiente, e non ne sono più neppu-
bilità. Non a caso, dalla metà del secolo re infastiditi. Lo stesso rumore può però

54 | Focus Febbraio 2019


Reuters/Contrasto
FISCHI E FRASTUONI

SUONI SNERVANTI. Non sopportare neppure un sospiro, perché sembra un ruggito, oppure
convivere con un fischio continuo nelle orecchie: sono l’iperacusia e il tinnito (o acufene), due
effetti meno noti dell’eccesso di rumore. La prima, che riguarda il 10 per cento della popolazione,
è un’intolleranza ai suoni scatenata dalle alterazioni che il rumore induce nel cervello, senza che
ci sia un danno all’orecchio. In pratica, si diventa così attenti e sensibili alla cagnara che tutto dà
fastidio. La sensazione di avere un fischio nell’orecchio è invece comune, ma nel
4 per cento della popolazione il disturbo diventa persistente (ma con cure opportune può
attenuarsi e persino sparire). In questi casi, il rumore ha modificato l’attività dei neuroni uditivi,
Getty Images

che restano sempre “accesi”, anche se non c’è nulla da sentire.

essere giudicato tollerabile oppure no, a strato anche che basta un incremento che entro il 2020 dovrebbe aiutarci a ri­
seconda delle persone e del contesto: di di 5 dB per veder crescere la glicemia, trovare un po’ di pace anche in città.
notte, quando vogliamo addormentarci mentre dati raccolti su oltre 380.000 Nell’ambito del programma, le altre ini­
e ci attendiamo il silenzio, i rumori della abitanti di Vancouver (Canada) confer­ ziative proposte vanno dalla diminuzio­
strada possono essere più stressanti del mano che l’inquinamento acustico fa ne dei limiti di velocità per le auto all’e­
tram in centro città a mezzogiorno. aumentare l’incidenza del diabete. Chi stensione delle barriere anti­rumore
vive vicino a strade trafficate ha poi il 25 attorno a strade, ferrovie e aeroporti;
CUORI SENSIBILI. Lo stress e il calo del­ per cento di probabilità in più di andare dall’incentivazione della mobilità elet­
l’udito però non sono gli unici sintomi incontro a depressione e i bambini che trica alla sostituzione dei vecchi asfalti
del mal di rumore: l’esposizione prolun­ studiano in scuole assediate dalle auto con nuovi più insonorizzati (a Parigi lo si
gata nel tempo rappresenta infatti un hanno risultati scolastici peggiori rispet­ è già fatto sul 10 per cento delle circon­
fattore di rischio per moltissime malat­ to ai coetanei che frequentano istituti vallazioni). Fino alla creazione di vere
tie e, secondo l’Aea, determina 43.000 più tranquilli. aree “protette”: a Bilbao, in Spagna, ci
ricoveri all’anno in Europa. Dopo l’orec­ sono “isole sonore” circondate da siste­
chio, l’organo più colpito è il cuore: uno SCUDI VERDI. Se il rumore fa così male, mi fonoassorbenti dove potersi rilassare
studio condotto da Martin Röösli, epide­ come possiamo proteggerci? Oltre a te­ dal caos urbano. Diverse amministrazio­
miologo dell’Istituto di Salute Pubblica nere basso il volume di Tv e musica, e ni locali, anche in Italia, stanno cercando
svizzero, mostra che ogni incremento di scegliere elettrodomestici più silenziosi, di proteggere almeno le zone vicine alle
10 dB del rumore generato dal traffico fa chi abita in aree trafficate può difender­ scuole.
aumentare del 3 per cento la probabilità si mettendo i doppi vetri alle finestre op­ La soluzione definitiva potrebbe però es­
di avere un infarto. «Il rumore non è una pure il verde sul balcone. Riproducendo sere la città senza auto (o quasi) proposta
causa diretta di questo evento, ma sicu­ così, in scala più ridotta, ciò che accade dal Senseable City Lab di Carlo Ratti, al
ramente contribuisce a determinarlo», nell’esperimento di bioedilizia “Casa fo­ Mit di Boston: i suoi esperti hanno dimo­
osserva Albera. «Inoltre, fa aumentare resta” di Torino, un edificio che ospita strato che in una metropoli come Singa­
anche il rischio di avere la pressione alta 63 appartamenti, circondato da 150 fra pore tutti i bisogni potrebbero essere
e di sviluppare altre malattie cardiova­ alberi e arbusti che attutiscono i rumori. soddisfatti riducendo di oltre due terzi il
scolari, e di soffrire di insonnia: nelle Le piante hanno infatti un ottimo effetto numero delle auto in circolazione.
farmacie vicine agli aeroporti si vendono fonoassorbente e, non a caso, sono parte A patto però che quelle che restano siano
più sonniferi che altrove». dei piani di controllo dell’inquinamento senza guidatore e condivise da più uten­
Yutong Samuel Cai, epidemiologo del­ acustico urbano proposti dal 7° Envi­ ti­passeggeri, lungo percorsi comuni.
l’Imperial College di Londra, ha dimo­ ronment Action Programme europeo, Elena Meli

Febbraio 2019 Focus | 55


1
A CHI SERVE?
Si ricorre a un trapianto se un organo non
Come lavora come dovrebbe e i farmaci, o le
altre terapie, non bastano più. Può
funziona accadere, per esempio, per insufficienze
cardiache o renali gravi, per la cirrosi
epatica, la fibrosi cistica e così via.

Il sistema IL CENTRO TRAPIANTI


I medici dei Centri trapianti valutano i
dei trapianti pazienti per capire se hanno davvero
bisogno dell’intervento e se presentano

2
controindicazioni che non permettono di
eseguirlo, come l’età troppo avanzata o la
presenza di altre malattie concomitanti.
A cura di Margherita Fronte

LA CORSA A TAPPE
DEGLI ORGANI
Dall’ingresso in lista d’attesa all’intervento:
i passaggi che ogni anno salvano migliaia di
vite. Grazie a una rete ben organizzata
e alla generosità di chi sceglie di donare.

L’INARRESTABILE ASCESA DELL’ITALIA 3.950


3.698
3.382 3.321 3.331 3.329 3.177 3.250 3.327
*TRAPIANTI DA DONATORE VIVENTE 3.183
3.088 3.080 3.109 3.089
2.793 2.846 2.929
2.428 2.386

8
2.147 2.162
1.977
1.888
1.498
1.083 1.161 IL RECUPERO
La degenza dura alcune
settimane: si valuta la
1992 ’93 ’94 ’95 ’96 ’97 ’98 ’99 2000 ’01 ’02 ’03 ’04 ’05 ’06 ’07 ’08 ’09 2010 ’11 ’12 ’13 ’14 ’15 ’16 2017 funzionalità del nuovo
organo e si monitora
Con centinaia di operatori al lavoro 24 ore costante aumento, così come il numero di l’eventuale rigetto, che
su 24 e una rete articolata e complessa, interventi (v. grafico). richiede il ricorso a farmaci
l’Italia è leader in Europa e nel mondo nel I dati preliminari relativi al 2018 confermano specifici. L’assunzione di
medicine antirigetto
campo dei trapianti. Le donazioni sono in questa tendenza positiva.
continuerà anche in seguito.

56 | Focus Febbraio 2019


3
IN LISTA D’ATTESA
Se il paziente è idoneo, viene
inserito nella lista d’attesa,
che contiene le informazioni
utili a identificare rapidamente
i possibili donatori compatibili.
4
LA CHIAMATA
I centri regionali inviano
i dati dei potenziali donatori
5
L’assegnazione degli organi al Centro nazionale trapianti
si avvale di algoritmi che di Roma, che valuta come
tengono conto, oltre che della gestire gli organi. I pazienti
compatibilità, anche della selezionati in base alle liste
gravità della malattia. di attesa sono convocati
in ospedale. TRASPORTO ECCEZIONALE
Mezzi speciali (ambulanze, aerei,
elicotteri...) trasportano l’organo al
centro che eseguirà l’intervento.
Tutto deve avvenire rapidamente:
un cuore, per esempio, va trapiantato
entro 4-6 ore dal decesso del
donatore, mentre un rene può
resistere più a lungo.

6
PREPARAZIONE
Il paziente è sottoposto
a esami per verificare che
TAPPE EPOCALI

LA PRIMA VOLTA.
Nel 1954, il chirurgo
sia pronto per l’intervento. Joseph Murray
Gli aspetti logistici e esegue un trapianto
organizzativi sono cruciali e di rene fra due
coinvolgono l’intera struttura. gemelli identici.

PIONIERE.
Il primo trapianto
di fegato è del 1967.
A eseguirlo fu
Thomas Starzl,
in Colorado.

DATA STORICA.
1967: a Città del
Capo, il primo
trapianto di cuore

7
è opera di
Christiaan Barnard.

L’INTERVENTO
Il trapianto è una procedura
chirurgica impegnativa,
sia per il paziente sia per RESPIRI NUOVI.
i medici. A seconda Delicato e complesso,
dell’organo, l’intervento il trapianto di
dura dalle 2 alle 15 ore. polmoni ebbe
successo solo nel
1983, a Toronto.

Febbraio 2019 Focus | 57


Storia

Vite
incredibili A cura di Massimo Manzo

Illustrazioni Stefano Fabbri

Sopravvissuto a due atomiche


TSUTOMU YAMAGUCHI (1916-2010)  vista, riportando ustioni sulla metà sinistra del corpo e lesioni
Il 6 agosto 1945, l’ingegnere ventinovenne giapponese ai timpani. Le ferite non gli impedirono, il giorno dopo, di
Tsutomu Yamaguchi si trovò nel luogo sbagliato al momento cercare rifugio nella sua città d’origine: Nagasaki. Appena in
sbagliato, ossia in trasferta a Hiroshima – per conto tempo per essere testimone, il 9 agosto, dello sgancio di Fat
dell’azienda Mitsubishi Heavy Industries – nella tragica Man, secondo ordigno atomico americano. Ancora una volta,
giornata in cui gli americani vi sganciarono Little Boy, ordigno Tsutomu sfuggì per miracolo alla morte, diventando così
nucleare di una potenza mai vista prima. Al momento della l’unico sopravvissuto a due deflagrazioni atomiche, o meglio
deflagrazione, Tsutomu era appena sceso da un tram per un hibakusha nijyuu (persona bombardata due volte). Il
svolgere un sopralluogo di lavoro, a soli tre chilometri dal fortunato ingegnere morirà 65 anni più tardi, nel 2010, a 94
luogo in cui cadeva la bomba. Investito dall’onda d’urto, fu anni. La sua straordinaria esperienza, raccontata in
sbalzato su un campo di patate poco distante, ma riuscì un’autobiografia pubblicata nel 2006, lo segnò per sempre,
fortunosamente a salvarsi, pur perdendo temporaneamente la spingendolo a diventare un attivista per il disarmo nucleare.

58 | Focus Febbraio 2019


Guerre, bombardamenti, naufragi,
esecuzioni: non è facile uscirne vivi.
Ma dall’antichità a oggi, alcuni
personaggi sono sfuggiti a
un destino che sembrava segnato.

Fucilato, tre volte


GIUSEPPE GIANNOLA (1917-2016) lontano una fucilata sul capo, che lo colpì di striscio. Più tardi
Lo sbarco degli anglo-americani in Sicilia (luglio 1943) fu uno si allontanò carponi e si avvicinò ad alcuni uomini della Croce
degli eventi cruciali della Seconda guerra mondiale, ma le Rossa Usa, che gli prestarono le prime cure rassicurandolo
truppe alleate lasciarono dietro di sé una serie di stragi sull’imminente arrivo dei soccorsi. A raggiungerlo, però, fu una
rimaste a lungo impunite. Una di queste si consumò a Biscari, jeep con due soldati americani, i quali, saputo che era italiano,
l’odierna Acate (Rg), dove i soldati del generale americano gli spararono a bruciapelo un altro colpo, che gli trapassò il
George Patton massacrarono 76 prigionieri di guerra italiani e polmone. Nessuno avrebbe immaginato che Giannola sarebbe
tedeschi. Il 77esimo, se la fortuna non l’avesse graziato per sopravvissuto anche alla terza fucilazione, venendo poco
ben tre volte, poteva essere il ventiseienne aviatore Giuseppe dopo curato dalla Croce Rossa britannica. Finita la guerra, si
Giannola. Fintosi morto dopo essere sopravvissuto a una dedicò a fare luce sui crimini di guerra a cui aveva assistito,
prima fucilazione di massa, Giannola restò immobile tra i ricevendo per tale impegno l’onorificenza dell’Ordine al merito
cadaveri dei compagni, ma quando rialzò la testa gli arrivò da della Repubblica italiana e spegnendosi nel 2016, a 99 anni.

Febbraio 2019 Focus | 59


Fortunato esploratore
GINÉS DE MAFRA (1493-1546)
L’epoca d’oro delle scoperte geografiche (XV-XVI secolo) non fu certo facile per i grandi
esploratori, come dimostrano le avventure di Ginés De Mafra, marinaio spagnolo imbarcatosi nel
1519 a bordo della Trinidad per circumnavigare il globo al seguito di Ferdinando Magellano. Dopo
la morte del capitano nelle Filippine, Ginés fu tra i pochi a tornare in Europa, finendo poi per
alcuni anni nelle carceri portoghesi. Lo ritroviamo in mare nel 1543, al comando di una delle navi
dell’esploratore spagnolo Ruy López de Villalobos. A seguito di una violenta tempesta, però,
Ginés si perse nel Pacifico, approdando fortunosamente a Limasawa, isola delle Filippine che
aveva già visitato con Magellano, divenendo così il primo europeo a farvi ritorno. Anche in quel
caso gli andò bene: dopo varie peripezie, tornò sano e salvo nel Vecchio Continente.

L’inaffondabile
VIOLET JESSOP (1887-1971) cui la giovane prestava servizio come assistente di cabina.
All’inizio del XX secolo, la compagnia britannica White Star Violet riuscì a sopravvivere trovando posto su una scialuppa di
Line fece uscire dai propri cantieri navali tre dei transatlantici salvataggio, ma le sue peripezie non finirono qui.
più grandi di sempre: il Britannic, l’Olympic e il Titanic. Il 21 novembre 1916 si trovava come infermiera
Nessuno ebbe però un destino fortunato, come attesta nell’equipaggio del Britannic, trasformato in nave ospedale
l’incredibile esperienza di Violet Jessop, giovane assistente di durante il primo conflitto mondiale, quando il gioiello della
bordo di origini irlandesi. Assunta dalla White Star, il 20 White Star fu colpito da una mina (o da un siluro) nell’Egeo,
settembre 1911 Violet si trovava a bordo dell’Olympic quando affondando dopo appena 50 minuti e lasciando in mare 30
questo fu speronato da un incrociatore della Royal Navy nel morti. Violet si salvò un’altra volta, divenendo così testimone
canale di Solent, presso l’isola di Wight. Non ci furono vittime, di tre incidenti che segnarono la storia della navigazione del
ma i danni materiali furono ingenti. L’anno dopo, fu la volta ’900. Raccontò la sua incredibile esperienza in un libro di
della tragedia del Titanic (che urtò un iceberg nell’Atlantico), in memorie, pubblicato postumo nel 1997.

60 | Focus Febbraio 2019


Trecento... due Violet Jessop
ARISTODEMO E PANTITE DI SPARTA (V SECOLO A.C.)
si salvò sia nella
tragedia del
Divenuti celebri per il loro eroico sacrificio, i “Trecento” spartani che difesero nel
480 a.C. il passo delle Termopili, attaccato dalle soverchianti truppe persiane,
non morirono tutti in battaglia. Si salvarono in due: Aristodemo e Pantite. Al

Titanic sia
primo, malato agli occhi, il re Leonida concesse di tornare a Sparta, dove i
concittadini lo ribattezzarono “il disertore”. Nella battaglia di Platea del 479 a.C.,

in quella del
tuttavia, il disprezzato sopravvissuto riuscì a rifarsi un nome morendo sul
campo, come un vero spartano. Pantite, invece, poco prima dello scontro alle

Britannic
Termopili era stato inviato come messaggero in Tessaglia; al suo ritorno, i
compagni erano tutti morti. Tornò a Sparta, e si impiccò per la vergogna.

Il risorto
WILLIAM CRAGH (1262-1307 CA.) chiesto invano al marito di graziarlo. Fu allora che avvenne “il
Alla fine del XIII secolo, il Galles era nel pieno di una rivolta miracolo”: secondo le cronache, la nobildonna chiese al
contro il re d’Inghilterra Edoardo I Plantageneto (presto defunto Tommaso di Cantilupe, ex arcivescovo di Hereford di
repressa nel sangue dal sovrano inglese), e tra i rivoltosi si cui era devota, che il ribelle tornasse in vita, e dopo una
distinse un bandito di nome William Cragh, accusato di molti convalescenza di 15 giorni quest’ultimo si riprese. Perdonato
omicidi e noto per le scorribande nelle terre dei feudatari vicini dal barone, il bandito raccontò di essere stato salvato da un
al Plantageneto. Uno di questi, il barone Guglielmo di Braose, prelato vestito di bianco. Vera o inventata che fosse, la
riuscì a catturarlo, condannandolo alla forca. Impiccato resurrezione di Cragh fece scalpore e un’apposita
insieme a un compagno di sventura, il malcapitato rimase commissione d’inchiesta papale volle far luce sull’accaduto.
penzoloni per un’intera giornata, venendo considerato da tutti Il risultato? Dopo anni d’indagini, la vicenda fu considerata
morto stecchito. Il suo corpo fu quindi consegnato alla “miracolosa”; per questo e altri miracoli, nel 1320 Tommaso di
baronessa di Braose, moglie del suo aguzzino, che aveva Cantilupe fu canonizzato da papa Giovanni XXII.

Febbraio 2019 Focus | 61


Un coreano Il testimone della Guerra civile
combatté per il WILMER MCLEAN (1814-1882)

Giappone, per
“La guerra è iniziata nel mio cortile e si è conclusa nel mio salone”. Pare siano
state queste le parole di Wilmer McLean, commerciante ritrovatosi testimone
d’eccezione della Guerra di secessione americana. Nell’estate del 1861, i sudisti

l’Armata Rossa
requisirono infatti la sua villa di Manassas, in Virginia, e sui suoi terreni il 21 luglio
dello stesso anno unionisti e confederati si scontrarono nella Prima battaglia di

e per la
Bull Run, tra le primissime della guerra. Nel 1863, McLean si trasferì con la famiglia
ad Appomattox, sempre in Virginia. Ironia della sorte, il 9 aprile del 1865 la sua
nuova casa fu scelta per ospitare l’incontro tra il generale sudista Robert E. Lee e

Wehrmacht Ulysses S. Grant, capo degli unionisti, che mise fine al conflitto.

Un soldato per tre divise


YANG KYOUNGJONG (1920-1992)  Non bastasse, l’anno seguente, lo sventurato Kyoungjong fu
Il coreano Yang Kyoungjong non amava particolarmente la nuovamente preso prigioniero, stavolta dai tedeschi, i quali lo
guerra; eppure si ritrovò a combattere, in pochi anni, nelle file destinarono al fronte francese inquadrandolo nel “battaglione
di tre eserciti diversi. Nel 1938, diciottenne, fu costretto come orientale”, che comprendeva vari militi di origine giapponese.
molti coetanei a indossare la divisa imperiale del Giappone, e La sua avventura si concluse nel giugno del 1944, quando fu
appenaPS un anno dopo, nel corso della battaglia di Khalkhin catturato dalle forze angloamericane sbarcate in Normandia.
Gol (Mongolia) tra sovietici e nipponici, fu catturato dalle Identificato semplicemente come “giovane giapponese”,
truppe russe e spedito in un gulag, ai lavori forzati. Poi, nel scontò la prigionia prima nel Regno Unito e poi negli Usa,
corso della Seconda guerra mondiale, dovendo fronteggiare dove fu liberato nel 1947, rifacendosi una vita e acquisendo la
l’invasione nazista, la Russia si ritrovò ad avere un disperato cittadinanza americana; morì in Illinois nel 1992. La sua
bisogno di uomini; così Yang e altri prigionieri nel 1942 furono rocambolesca storia, scoperta molti decenni più tardi, ha
inviati in Ucraina a combattere nei ranghi dell’Armata Rossa. ispirato nel 2011 il film sudcoreano My Way.

62 | Focus Febbraio 2019


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
ISOLATI
Scienza

Città
abbarbicate
sulle Ande e isole
remote. Inquadra la
pagina per scoprire, sul
modello 3D della Terra, i
luoghi più irraggiungibili
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Super protetti
da muri e filtri,
o sepolti sotto
terra. Per evitare
che qualcosa
entri... o esca.
Viaggio nei
luoghi più
“sigillati”
e remoti del
Pianeta.
A cura di Simone Valtieri

SCHERMATA
Questa stanza “spinosa”
sembra il set di un film di
fantascienza. In realtà è un
laboratorio e si trova a
Noordwijk, nei Paesi Bassi, ma
qualcosa di spaziale ce l’ha: qui gli
scienziati dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea,
testano le antenne per le trasmissioni di onde
radio montate sui veicoli spaziali. Il laboratorio si
chiama Hertz (Hybrid European Radio Frequency
and Antenna Test Zone) e, per provare le
apparecchiature, è perfettamente isolato dalle
onde elettromagnetiche. Questo spazio di 400 m2,
con pareti di acciaio alte 10 m coperte di cunei, è
infatti una camera elettromagneticamente
anecoica (per un’altra versione di camera
anecoica, v. in ultima pag.): non solo è schermata
dalle onde elettromagnetiche dall’esterno, ma le
sue pareti sono coperte da cunei realizzati con
uno speciale materiale assorbente, in modo da
evitare ogni riflessione dei segnali al suo interno.
A questo si riferisce il termine “anecoica”, ovvero
Esa

senza eco.

Febbraio 2019 Focus | 65


1 IN PRIGIONE
L’inferno sulla Terra, solo più
pulito. Così è stato descritto il
carcere più blindato degli Usa:
l’Adx Florence, in Colorado (a
destra, in una foto aerea).
All’interno sono reclusi i criminali
considerati più pericolosi: killer, spie, boss della
malavita e terroristi, tenuti in isolamento e lontani
dalla società. Il penitenziario è costruito a 1.500
metri di altitudine sulle Montagne Rocciose, dette
Rockies, che attraversano l’Ovest del Nord
America. Gli edifici sono cinti da un muro
sovrastato dal filo spinato e cadenzato dalle torri di
guardia. Intorno, il nulla: un deserto roccioso, senza
alberi né corsi d’acqua. Tali circostanze sono valse
al complesso il soprannome di “Alcatraz delle
Rockies”. Molti degli oltre 400 detenuti passano 23
ore isolati in piccole celle insonorizzate (per evitare
ogni comunicazione), dove anche i mobili sono di
cemento per impedire usi impropri. Le finestre sono
larghe 10 cm: non si vede nulla fuori e non si riesce
a capire la propria posizione. E si esce solo scortati
e ammanettati o con catene ai piedi.

2 ULTRAPULITA
No alla polvere: potrebbe
essere lo slogan di un
prodotto per la casa, ma
anche di questo ambiente del
Goddard Space Flight Center
della Nasa, a Greenbelt (Usa).
È la camera bianca, o clean room, più grande del
1
mondo. Sono chiamate così le aree isolate da
particelle e microbi presenti nell’aria. Non sono
concepite per maniaci dell’igiene, ma per
2
lavorazioni o esperimenti sensibili anche al più
piccolo granello di polvere. Con una superficie di
circa 450 m2, questa clean room è la più grande
della sua categoria di “pulizia” (le particelle in un m3
d’aria sono 100 volte meno di quelle in una normale
stanza; si può arrivare a molto meno, in camere più
piccole). Qui si assembla il James Webb Space
Telescope, il potente telescopio che sarà lanciato
nel 2021: nella foto, lo specchio. L’aria immessa
dall’esterno passa dai filtri posti su un’intera parete:
sono quelli che si vedono sulla sinistra. Chi accede
deve fare una “doccia d’aria” per soffiare via la
polvere e poi coprirsi del tutto con una tuta.

3 TOMBA ATOMICA
Una “discarica” ultrasigillata,
fatta per rifiuti che restano
pericolosi per millenni: quelli
radioattivi, prodotti dai reattori
nucleari. È il profondo deposito
geologico Onkalo, in costruzione
vicino alla centrale nucleare di Olkiluoto, in
Finlandia: il primo di questo tipo al mondo. Onkalo
significa “cavità”; il sito è costituito da chilometri
di tunnel scavati nel granito – come quello di
accesso, che vediamo nella foto – che arrivano a
una profondità di 520 metri. Lì, la spazzatura
radioattiva (fino a 6.500 t) resterà sepolta per
100mila anni. In sicurezza, a quanto sostengono i
progettisti, superando tutto quello che potrebbe
accadere nel frattempo: guerre, inondazioni, o la
fine dell’umanità... Le barre di uranio esaurite
saranno incapsulate in un contenitore di ferro, poi
in uno di rame, e quindi calate in buchi cilindrici
sigillati con bentonite, che evita infiltrazioni
d’acqua. La “sepoltura” dovrebbe iniziare nel 2020
e continuare fino al 2120: allora anche i tunnel di
accesso alla discarica atomica saranno chiusi.

66 | Focus Febbraio 2019


Le camere bianche devono
essere a prova di polvere.
Servono per fare chip, per
esempio, o prodotti farmaceutici
NurPhoto/Getty Images
Aerial Archives/Alamy/Ipa
Nasa

Febbraio 2019 Focus | 67


Nell’inverno antartico, la base
Concordia resta staccata
dal mondo, a 1.670 km dal Polo
Sud e a 80 gradi sotto zero

© Enrico Sacchetti/Sime

Microsoft

68 | Focus Febbraio 2019


4 BLOCCATI AL GELO
Per mesi, in inverno, la base
scientifica italo-francese
Concordia è totalmente
isolata dal mondo: senza
trasporti, a oltre 500 km di
distanza dalla più vicina presenza
umana (un’altra base, la russa Vostok), e al buio.
Siamo nel cuore dell’Antartide, infatti, a quota
3.220 metri su un altopiano ghiacciato: nelle
condizioni proibitive dell’inverno antartico, quando
le temperature toccano i -80 °C, i 16 scienziati che
restano qui non possono lasciare la base e devono
vivere in autonomia. Abitano nei 1.500 m2 dei due
edifici invernali, costruiti per resistere al freddo
estremo. Ne vale la pena, per portare avanti le
ricerche in corso in diverse discipline: glaciologia,
meteorologia, studio dell’atmosfera... In estate, la
struttura viene rifornita di ogni genere di provviste
(nella foto, l’entrata a un deposito della base),
spedite con convogli che avanzano sulla neve. E
avviene anche il ricambio degli scienziati, in
genere per via aerea, e del medico che assiste per
un anno gli abitanti della base.

5 SILENZIO TOTALE
Il luogo con meno rumori della
Terra si trova alla Microsoft di
Redmond, negli Usa. È la
camera anecoica più silenziosa
al mondo: questi ambienti, come
abbiamo detto nelle pagine iniziali
dell’articolo, non sono solo isolati dall’esterno, ma
5 hanno pareti coperte da forme che evitano ogni
riflessione. Qui, infatti, le onde sonore non
“rimbalzano”. E il rumore ufficialmente registrato è
6 di -20,6 decibel: inferiore a 0 decibel, che è il limite
del suono percepito dall’orecchio umano. Nella sua
quiete è possibile ascoltare persino i più
impercettibili suoni provenienti dal proprio corpo,
come il sangue che pulsa nelle vene o gli
scricchiolii delle ossa. La camera è un cubo di circa
6 m di lato, chiuso in sei involucri di cemento spessi
fino a 30 cm, appoggiati su 68 molle che isolano il
tutto dal terreno. Le pareti sono rivestite da cunei in
schiuma fonoassorbente, e si cammina su una rete
sospesa di cavi d’acciaio. Serve per testare
altoparlanti, microfoni o anche parti di computer,
sentendo che rumori e vibrazioni producono.

6 SOTTOTERRA
Il ricercatore nella foto sta
entrando nel laboratorio più
profondo del mondo: il Cjpl
(China Jinping Underground
Laboratory), situato nei monti
Jinping, in Cina, a ben 2.400 metri
di profondità. Qui è ospitato PandaX, forma
contratta di Particle and Astrophysical Xenon
Detector. Come intuibile, non c’entra nulla con gli
orsi: è infatti uno degli esperimenti ospitati nel
laboratorio sotterraneo, il cui compito è dare la
caccia all’ipotetica materia oscura, che
costituirebbe l’85% del nostro universo. In
particolare deve trovare le Wimp (l’acronimo, in
inglese, di “particelle massive debolmente
interagenti”), che sarebbero appunto componenti
della materia oscura. Per farlo, usa rivelatori allo
xeno, gas che reagisce al passaggio di tali particelle
Xinhua/eyevine/contrasto

emettendo un lampo di luce. Perché farlo nel più


profondo laboratorio al mondo? Perché stare sotto
oltre 2 km di roccia garantisce un migliore
isolamento dai raggi cosmici che arrivano sulla
Terra, e interferiscono con gli strumenti usati.

Febbraio 2019 Focus | 69


Comportamento

C’è chi
dice
NO
Niente rifiuti,
niente ferie
(per liberarsi
dal lavoro
prima)
C’
è chi discute di pensioni, sticamente le spese per investire almeno
chi di riciclo e termova-
lorizzatori, chi di uscita
metà del reddito annuo, puntare su fondi
pensionistici a basso costo e accumulare oppure
niente sesso...
dall’euro. Loro sono già ol- la maggiore quantità di soldi possibile
tre, perché questi problemi li risolvono prima di lasciare il lavoro. Così ha fatto
alla radice. Sono quelli che vivono senza uno dei fondatori, Mr. Money Mustache
compromessi e rinunciano al lavoro, alla
logica del consumo e degli scarti, alla
(v. foto sotto): all’inizio della sua precoce
pensione se la cavava con circa 25mila Ecco le
scelte di chi
moneta e persino... al sesso. Un po’ nuovi dollari l’anno, anche se oggi guadagna
Amish, un po’ San Francesco, un po’ asce- molto di più grazie al successo del suo

vive “senza”.
ti, sono gli eredi di quella che qualche visitatissimo blog.
anno fa era definita “generazione zero”, I “frugalisti”, come vengono definiti in
dove zero stava per il numero di ogget- più lingue, sono di due tipi: o apparten-
ti e servizi di cui volevano circondarsi. gono alla classe medio-alta e contano
Il sociologo Francesco Morace, autore quindi su beni familiari, oppure devono
di Futuro + umano (Egea), propone una organizzare le proprie finanze con rigo-
lettura del fenomeno: «Si tratta di una re. «L’impressione è che questa scelta ra-
serie di comportamenti che nascono dal- dicale possano permettersela in pochi»,
la voglia di distinguersi, di affermare la nota il sociologo. «Per di più, trattandosi
propria personalità con un “non ci sto”. di una tendenza recente, non sappiamo
Allontanarsi dalla massa per paura di es- come andrà a finire: vivere con il minimo
sere irrilevanti. Il risultato è una presa di a 40 anni è una sfida; farlo a 80, quando
posizione dettata da valori che diventa-
no sempre più radicalizzati». Quindi non
santi, ma persone desiderose di afferma-
re la loro diversità. Conosciamoli meglio.

I FRUGALISTI. Gli ultimi arrivati in or-


dine di tempo sono i seguaci del credo
“Fire”: Financial Independence, Retire
Early (“Indipendenza finanziaria, pen-
sione anticipata”), comunità online che
si scambia consigli sul sito reddit.com.
La loro idea è concentrarsi sul lavoro per
circa vent’anni, senza concedersi tregua
e risparmiando su tutto. E poi – grazie
ai guadagni accumulati – dedicarsi alle
proprie passioni. Tre sono le strategie
Mr. Money Mustache on Twitter

per raggiungere l’obiettivo: ridurre dra-

PRIMA LAVORO, POI RIPOSO.


Mr. Money Mustache, tra i fondatori dei
frugalisti: lavorano senza soste in modo da
accumulare abbastanza per poi ritirarsi. SENZA VACANZE

70 | Focus Febbraio 2019


Horst Friedrichs/Anzenberger/contrasto

SENZA SCARTI

BANDO AI SACCHETTI.
Un negozio in Germania dove
le merci sono distribuite senza
imballaggi, né sacchetti. Per
aiutare in concreto l’ambiente.

Febbraio 2019 Focus | 71


le necessità aumentano, potrebbe rive- to s’infilano nella sporta e i suggerimenti
larsi una tragica utopia». riguardano anche i gelati (sì cono, no
coppetta) e il caffè (se ognuno girasse con
I NEW FRANCESCANI. Ancora più radica- la propria tazzina in tasca, quanto deter-
le è la scelta di chi decide di fare del tutto sivo faremmo risparmiare?).
a meno del denaro, riscoprendo l’antica
arte del baratto. Come l’insegnante tede- GLI SCONNESSI. Se ridurre drastica-
sca Heidemarie Schwermer (v. foto nella mente i rifiuti è una buona idea per
pag. a destra), che ha raccontato la sua tutti, lo è anche limitare al massimo i
esperienza nel docu-film Living without dati personali che lasciamo in giro sui
money e in un libro: vent’anni al netto di social network. E anche qui c’è chi non
tutto, casa compresa, trascorsi a offrire accetta compromessi. Nel suo libro
servizi (dalla cura dei bambini al lavoro Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi
nei campi) in cambio di vitto e alloggio. account social (Il Saggiatore), Jaron La-
Un’esperienza simile a quella dell’ingle- nier le canta chiare. Google, Facebook,
se Mark Boyle, che vive in un camper, si Instagram&Co. stanno modificando la
nutre delle piante che coltiva, produce nostra anima, tirando fuori il nostro lato
elettricità con un pannello solare e ha più abietto, demoniaco e antidemocrati-
un cellulare che usa solo per ricevere. Per co. Chi abbandona, o non cede alle lusin-
entrare in questo mondo e raccontarlo, la ghe dei social, lo fa principalmente per
giornalista britannica Michelle McGagh due ragioni: per evitare un controllo o per
per tutto il 2016 ha abbracciato uno stile non avere distrazioni inutili. «Nel primo
di vita simile, con un budget settimanale caso», spiega Giovanni Ziccardi, docente
di una trentina di sterline: i pub sono sta- di Informatica Giuridica all’Università
ti sostituiti con aperitivi gratuiti a eventi degli Studi di Milano, «l’utente cerca di
promozionali, lavare i piatti ha preso il impedire che circolino in Rete sue infor-
posto della bottiglia di vino per gli amici mazioni e rifiuta di iscriversi ai servizi
a cena. Il risultato? Un risparmio di quasi principali, selezionando solo quelli che
23mila sterline e, assicura l’interessata, gli servono per lavoro. Un secondo grup-
tanta felicità in più... Forse è per questo po, invece, decide di rinunciare ai social
che attorno a quest’idea erano già nate perché ritiene che peggiorino la qualità
intere comunità come Nomadelfia, nel della vita e delle relazioni». Per esem-
grossetano, una cittadella di 350 perso- pio, la società di ricerca eMarketer ha
ne fondata negli anni ’50 da don Zeno calcolato che, solo su Facebook, ben due
Saltini. I nomadelfi, cattolici praticanti, milioni di utenti giovani hanno chiuso i
vivono di baratto, offrendo lavoro e com- loro account lo scorso anno. Disamora-
petenze. Di denaro ne gira quel che basta ti o migrati altrove? Non si sa. Ma sono
per gli acquisti indispensabili fuori città. in tanti anche quelli che rinunciano allo
smartphone, a cominciare dal cantauto-
I RICICLONI. C’è poi chi vive non senza re Ed Sheeran, che ha dichiarato: «L’ho I NO-SEX. Almeno sul sesso, si potrebbe
denaro, ma senza produrre rifiuti. Come fatto e ne sono felice. Ho un Nokia 3210 pensare, sono tutti d’accordo: più si fa,
la giornalista Paola Maugeri, che qualche e nessuno sa il mio numero». meglio è. E invece no. Altrimenti come
anno fa ha raccontato la sua esperienza Negli Usa c’è perfino un paese, Green spiegare la nascita di associazioni (come
nel libro La mia vita a impatto zero (Mon- Bank, dove cellulari, wi-fi, radio e forni Avent in Italia) che tutelano i disinteres-
dadori). Esperienza analoga a quella del- a microonde sono vietati. In questo caso, sati al tema? Bisogna specificare che par-
la famiglia francese Pichon, che è riuscita in realtà, il motivo è che interferirebbe- liamo di asessuali che, dice la presidente
a eliminare con una serie di astuti stra- ro con il radiotelescopio del vicino os- della Federazione italiana di sessuologia
tagemmi ben il 91% dei suoi scarti (La servatorio astronomico. Ma gli abitanti scientifica Roberta Rossi, «secondo uno
famiglia zero rifiuti, Edizioni Sonda). non sembrano soffrirne, anzi... Proprio studio di alcuni anni fa sarebbero l’1%
Nel complesso le strategie salvarifiuti per questo motivo, Green Bank sta di- della popolazione, ma è probabile che sia
sono diverse e mirano soprattutto a limi- ventando un’oasi protetta per chi soffre una sottostima. Una scelta dettata non
tare acquisti imballati. I detersivi si spil- di un’intolleranza in aumento: la cosid- da divieti morali-religiosi, per seguire un
lano, frutta e verdura comprati al merca- detta elettrosensibilità. percorso di purificazione o per spirito di
rinuncia: è semplice disinteresse per l’a-
spetto carnale di una relazione».

Tutti dovremmo ridurre A questi neocasti si aggiungono quelli


che, a dispetto dei tempi, vogliono pre-

molto i rifiuti inquinanti.


sentarsi vergini alle nozze: segno identi-
ficativo il purity ring, una fede d’argento

Ma c’è chi lo fa al 100%


(v. foto a lato). Chi l’ha vista in un anulare
sinistro si metta il cuore in pace: o è ma-
trimonio in chiesa, o è tempo perso.
Camilla Ghirardato

72 | Focus Febbraio 2019


IL MONDO È
SENZA ELETTRICITÀ CASA MIA.
Occupazione
abusiva di un
appartamento nel
quartiere
Blackfriars, a
Londra. C’è
anche chi vive
così, spesso
senza elettricità,
né acqua
corrente.

CHI DÀ E CHI
RICEVE.
La tedesca
Heidemarie
Schwermer: ha

Corinna Kern/Laif/Contrasto
fondato una
comunità
(Gib&nimm,
cioè “Dai e
ricevi”) basata
sul baratto.

SENZA DENARO
Ap/Ansa
Camera Press/Contrasto

SE C’È L’ANELLO...
Un gruppo di ragazzi
negli Stati Uniti: l’anello
d’argento simboleggia
il loro impegno solenne
a non fare sesso prima
SENZA SESSO del matrimonio.

Febbraio 2019 Focus | 73


Prisma
A cura di Vito Tartamella

Bistecca sintetica?
Si stampa in 3D
Una bistecca stampata in 3D, con
le stesse proprietà nutrizionali e la
stessa consistenza di una fetta di

TG, I CONDUTTORI
carne di origine animale. Ma ottenuta
interamente con ingredienti vegetali. L’ha
brevettata Giuseppe Scionti, un ricercatore

SONO VIRTUALI
italiano che lavora al Politecnico della
Catalunya di Barcellona in Spagna.
Mentre gli altri tipi di carne di origine

In Cina anchorman artificiali. Ma non piacciono.


vegetale o derivati da colture cellulari
hanno l’aspetto di hamburger, Scionti sta
lavorando a una versione più elaborata
della carne per perfezionarne la struttura, «Lavorano 24 ore al giorno e senza fare errori», così l’agenzia di stampa
che è «fibrosa e difficile da replicare», cinese Xinhua ha presentato i nuovi annunciatori dei suoi tg: due mezzi-
spiega. «Stiamo lavorando per darle una busti digitali, uno modellato sul giornalista Zhang Zhao, conduttore del
consistenza meccanica e una forma che la notiziario in inglese, l’altro su Qiu Hao, anchorman di quello in mandarino. I due
rendano più simile a una bistecca o a un giornalisti virtuali leggono, con gli appropriati movimenti di labbra, notizie scritte,
petto di pollo». Un modo per venire per ora, da colleghi reali; la regia aggiunge alla loro immagine gesti ed espressioni
incontro ai palati dei carnivori. adatte, dalla gioia per un successo sportivo fino allo sgomento per una catastrofe.
Attualmente occorrono circa 40 minuti per DISAGIO. Le prime reazioni del pubblico, però, non sono state positive: gli spet-
stampare una fettina di 100 g e il costo è tatori sui social li definiscono “spaventosi”, “robotici” o “inquietanti”. La gamma
di circa 20 €/kg, ma costi e tempi potranno espressiva limitata e le voci meccaniche hanno fatto finire i due nella “zona per-
ridursi sensibilmente quando si arriverà turbante”, l’area del disagio psicologico indotto da oggetti che tentano di imitare
alla produzione industriale. V.A.T. gli umani, ma senza riuscirci del tutto. A.S.

I divoratori di gas serra negli oceani


Sono state scoperte 22 nuove specie di batteri capaci di mangiare gas serra:
potrebbero essere in futuro un’arma contro il riscaldamento climatico. La
scoperta è stata fatta a 2.000 metri di profondità al largo della California nel
Bacino di Guaymas, dove il calore dovuto ad attività vulcanica riscalda le acque fino a
200 °C e alimenta sorgenti idrotermali ed emissioni di idrocarburi. Analizzando campioni
del fondale i ricercatori dell’Università del Texas hanno identificato 22 specie
sconosciute. I nuovi microrganismi, descritti su Nature Communications, si cibano di
metano e butano che altrimenti sarebbero rilasciati dalle acque nell’atmosfera. L.D.C.
Prisma

Made in China... Così i gechi riescono


preistorici
Anche i popoli preistorici
a correre sull’acqua
asiatici avevano i loro
“coltellini svizzeri”: lo
Sfrecciano a un metro al secondo sfruttando le
dimostrano 45 selci trovate nella zampe, la coda, la pelle e... la tensione dell’acqua.
grotta di Guanyindong, in Cina,
modellate per vari scopi – Quando un predatore lo minaccia, il geco è capace di correre sull’acqua. Ma come
trafiggere, affettare, raschiare o fa? A svelare i segreti di uno dei tanti “superpoteri” del piccolo rettile è uno studio
scavare – con la tecnica Levallois pubblicato su Current Biology. I ricercatori guidati da Jasmine Nirody, biofisica
che consiste in una serie di dell’Università di Oxford, hanno osservato, in una piscinetta allestita in laboratorio, un
scheggiature successive della Hemidactylus platyurus: con i suoi 6 grammi, questo geco asiatico è troppo pesante per
pietra. Finora si credeva che tale galleggiare sfruttando solo la tensione superficiale dell’acqua, come fanno gli insetti, e
metodo (che segnò un progresso troppo leggero per darsi la spinta con la forza delle zampe, come fanno gli uccelli acqua-
importante nella produzione di tici. Eppure sfreccia sull’acqua alla velocità di un metro al secondo.
utensili nel Paleolitico) fosse nato in PAGAIE. Tutto merito – come hanno scoperto gli scienziati – della combinazione di quat-
Africa ed Europa 300mila anni fa e tro strategie: l’animale sfrutta la tensione superficiale dell’acqua (se la si elimina aggiun-
poi introdotto in Asia da gruppi di gendo del sapone, la velocità della sua corsa si dimezza); muove le zampe come pagaie,
migranti. Ma le pietre cinesi formando sacche d’aria che aiutano il galleggiamento; plana grazie alla pelle liscia e idro-
risalgono a 170mila anni fa. Il che repellente; usa la coda per darsi spinta e stabilità. R.M.
suggerisce che la tecnica Levallois
sia stata inventata in loco, senza
influenze esterne. R.M.
Asciugamani di carta anticontaminazione
Il modo più igienico di asciugarsi in Italia, Gran Bretagna e Francia.
le mani? L’asciugamano di carta. È Gli asciugamani di carta sono gettati via
quanto emerge da una ricerca dopo l’asciugatura e non contaminano
presentata dal microbiologo Mark Wilcox nessuno se smaltiti correttamente. Invece
dell’Università di Leeds alla Conferenza quando si usa il getto d’aria calda degli
della Società di prevenzione delle asciugatori si diffondono 25 volte più
infezioni, esaminando i bagni di 3 ospedali batteri nell’aria. V.A.T.

1 2
LA NATURA VISTA DAI RICERCATORI
Mostrare l’innovazione, la curiosità e l’entusiasmo per la
scienza: sono gli obiettivi del concorso fotografico “Ricerca
in corso” organizzato dal gruppo di riviste scientifiche
britanniche BMC e rivolto ai ricercatori. Ecco le immagini premiate:
la rana velenosa Dendrobates tinctorius con un dispositivo di
localizzazione (1), una formica su un fiore (2), le strutture cerebrali
della drosofila (3), il veleno del ragno lasiodora (4), e il vincitore, un
us Pašukonis

rene di topo visto con la risonanza magnetica (5). L.B.


Jianqun Gao

76 | Focus Febbraio 2019


Gli eserciti più potenti del mondo 1) USA ()
2) RUSSIA ()
Global Firepower, un sito online indipendente, ha calcolato quali sono gli 3) CINA ()
eserciti più forti del mondo sulla base di 55 elementi di varia natura: dalla 4) INDIA ()
dimensione e dagli armamenti degli eserciti fino a fattori geografici, 5) FRANCIA ()
industriali ed economici. Non sono invece presi in considerazione gli aspetti politici 6) REGNO UNITO ()
o le capacità dei vertici militari. 7) COREA DEL SUD ()
La classifica di quest’anno comprende 136 nazioni e a guidarla sono gli Usa, che 8) GIAPPONE ()
hanno anche il record di aerei da combattimento (2.800) e il budget più alto per la 9) TURCHIA ()
difesa. Segue la Russia con il record di carri armati (20.000). La Cina (3a) è la nazione 10) GERMANIA ()
con più militari attivi (oltre 2 milioni), la Francia (5a) è la prima potenza in Europa

Icone da Freepik
mentre la Corea del Nord (19a) è la nazione con il record di navi da guerra (1.000).
L’Italia (11a al mondo, 4a in Europa) dispone di 270mila uomini effettivi, un budget di
38 miliardi di dollari (contro i 650 degli Usa) ed è sesta nella classifica relativa ai
veicoli di movimento dell’esercito a terra (10.000 mezzi). L.D.C. (tra parentesi il confronto rispetto al 2017)

Everett Collection/Contrasto
Il Mago di Oz, influencer del cinema
I film più influenti nella storia del cinema? Sono il Mago Il vincitore fra le 47mila pellicole dell’Internet Movie Database
di Oz (1939), seguito da Guerre stellari (1977) e Psycho (Imdb), il più grande database del cinema mondiale, è stato in-
(1960). Queste tre pellicole, infatti, hanno condizionato dividuato attraverso le citazioni: utilizzando l’analisi di rete
i film successivi dal punto di vista artistico ed economico. (ogni film rappresenta un nodo della rete dalla quale si dipartono
CITAZIONI. L’ha stabilito un algoritmo sviluppato da Livio Bio- le connessioni con gli altri nodi/film), e incrociando i riferimen-
glio e Ruggero Pensa del dipartimento di informatica dell’Uni- ti tra i film, l’algoritmo ha stilato la classifica. Per quanto riguar-
versità di Torino, il cui risultato è stato pubblicato su Applied da gli attori, i più influenti sono risultati Samuel L. Jackson,
Network Science. Clint Eastwood e Tom Cruise. M.B.

3 4 5
Daniel Moreira dos Santos.
An-Lun Chin

Nian Wang
Prisma

COME FARE LA
CACCA CUBICA
La scienza svela il segreto dei vombati.
Non sarà il più fondamentale mistero dell’universo, ma
incuriosisce i biologi da decenni: come fanno i vombati,
marsupiali australiani, a fare la cacca a cubetti? In natura i
cubi sono roba da cristalli, non certo da esseri viventi. A risolvere
il mistero non è stato però uno zoologo, ma l’ingegnere meccani-
co Patricia Yang, del Georgia Institute of Technology, negli Stati
Uniti, che ha dissezionato l’apparato digerente di vari vombati per
scoprirne i segreti.
SEGNALI. Come la studiosa ha annunciato all’ultimo congresso
statunitense di fluidodinamica, la cacca a cubetti si forma grazie a
sezioni specializzate dell’intestino che, variando in rigidità e ap-
plicando forze diverse, formano superfici piane nelle feci, via via
che transitano.
Questo strano modo di modellare forme geometriche è utile ai

Minden/Getty Images
vombati, che segnalano la propria presenza ai rivali impilando
cacche su mucchietti di terra: le facessero rotonde, rotolerebbero
via. Ma secondo Yang, il sistema potrebbe interessare anche l’in-
dustria, ispirando un nuovo tipo di stampa 3D. A.S.

Cimon, amico degli astronauti


Appena l’ha acceso, gli ha chiesto di suonare The
Man-Machine, dei Kraftwerk. È così che l’astronauta
tedesco Alexander Gerst (nella foto) ha fatto “esordire” il
robot Cimon sulla Stazione spaziale internazionale (Iss).
Sviluppato da Ibm e Airbus, Cimon (Crew Interactive Mobile
Companion) è capace di svolgere diverse operazioni in orbita.
Grande come una palla medica (sulla Terra pesa 5 kg) sa fornire
indicazioni su come riparare o installare componenti, ricordare
informazioni di vario tipo e offrire supporto morale, oltre che
tecnico, agli astronauti. Grazie a fotocamere e sensori si sposta
da solo nei vari ambienti, e grazie all’intelligenza artificiale può
imparare compiti nuovi e complessi. Potrà addirittura sostituirsi
all’astronauta in alcuni controlli di strumenti a bordo della Iss. L.B.

Milano-Sydney in 3 ore, a bordo di Stratofly


Costruire un aereo supersonico a idrogeno liquido, capace di volare 4 volte più
veloce del Concorde. È l’obiettivo di Stratofly, un progetto di ricerca europeo che
esplorerà la fattibilità di un aereo supersonico di linea. L’ultimo velivolo simile, il
Concorde, smise di volare nel 2003, e da allora gli aerei superveloci sono rimasti sulla carta.
Ma secondo il Forum internazionale dei trasporti, entro il 2050 i passeggeri cresceranno di
6 volte, rendendo necessario lo sfruttamento della stratosfera (tra 15 e 50 km di quota). Con
un budget di 4 milioni di euro, il consorzio, coordinato da Nicole Viola del Politecnico di
Torino, si propone di testare, entro il 2035, il prototipo di un velivolo alimentato a idrogeno
liquido che, a 30 km di altitudine, volerà a 8 volte la velocità del suono (Mach 8), quasi
10mila km/h: partendo dall’Europa si arriverebbe in Australia in meno di 3 ore. M.B.

78 | Focus Febbraio 2019


InformazIone pubblIcItarIa

ODONTOIATRIA
L’impianto in titanio esterno all’osso
Una tecnica pubblicata sulla rivista scientifica USA
“The Journal of Implant & Advanced Clinical Dentistry”

sul modello e quindi di individua‑ tempo le sue abitudini sia perché


re i punti di forza su cui si fisserà l’intervento non è di particolare du‑
l’impianto. Questo viene così dise‑ rata, sia perché l’implantologo ha
gnato sul modello in modo estrema‑ già eseguito sul modello le prove
mente preciso. di posizionamento e assemblag‑
I tecnici del laboratorio annesso al gio dell’impianto, ossia, in sostan‑
San Babila Day Hospital di Milano, za, una prova dello stesso prima
specializzati nella realizzazione di dell’applicazione.
questo particolare tipo di implanto‑ per concludere il maggior impegno
Il Direttore Sanitario Antonio T. Di Giulio protesi, con un sofisticato procedi‑ per questo impianto è nel disegno,
mento lo fondono in titanio, metallo nella preparazione e nel collaudo.
L’équipe di implantologia del San ben accettato dall’osso.
Babila Day Hospital di Milano, che Un impiAnto
si occupa di odontoiatria da più di Una volta realizzato, viene posizio‑ stUdiAto nei minimi dettAgli
quarant’anni, ha applicato le nuo‑ nato sul modello per essere sottopo‑ L’impianto è diviso in due parti
ve tecnologie ad una metodica già sto ad un severo collaudo: 1) l’ade‑ gemelle assemblabili per favorire
esistente. Tale metodica riteniamo sione della struttura ad ogni parte un’applicazione rispettosa della con‑
sia valida in casi specifici legati a del modello, 2) il suo ancoraggio e figurazione ossea del paziente.
difficoltà ossea (osso sottile, basso, bloccaggio alle asperità e ai sotto‑ Questo particolare tecnico è molto
vuoto) e, dunque, consente di aiu‑ squadri del modello dell’osso. significativo ed è stato un avan‑
tare i pazienti con problemi di tale zamento importante nella nostra
natura. ApplicAzione dell’impiAnto ricerca, perché lo fa aderire con
Per l’applicazione sul paziente precisione e maggior forza alle
Da una TAC multislice con il compu‑ viene praticata un’anestesia loca‑ sporgenze e avvallamenti che ca‑
ter si rileva la copia della cresta os‑ le con sedazione venosa eseguita ratterizzano la peculiarità di ogni
sea, ossia il modello stereolitogra‑ dall’anestesista. la sedazione dà paziente e che sono determinanti
fico; ciò permette all’implantologo rilassamento e dura il breve tem- per il suo immediato bloccaggio.
operatore di esaminare nei minimi po dell’intervento. Ciò permette Infatti, l’impianto è utilizzabile ap-
dettagli la replicazione dell’osso al paziente di riprendere in poco pena applicato.

L’IMPIANTO IUXTAOSSEO E’ APPROVATO DALLA F.D.A. - USA

San Babila Day Hospital srl - P. IVA 06477120155


direttore sanitario Antonio t. di giulio
MIlAno – Via Stoppani 36 tel. 02 2046941/339 8402335
RoMA – Via oglio 9 tel. 06 8546472/338 3080957
www.sanbabiladayhospital.it
Motori

Notizie dal
mondo delle
2 e 4 ruote

A cura di Carlo Ziveri

Per la ricerca

IN ANTARTIDE, MA
CON LE BATTERIE
Presentato un veicolo elettrico per il Polo Sud.

C
i è rimasto un continente ancora poco inquinato, l’Antartide. E uno dei modi per far sì
che lo resti, soprattutto nelle zone dove sono in corso ricerche scientifiche, è usare anche
lì mezzi elettrici. Nasce per questo Antarctica, veicolo elettrico per l’esplorazione polare
realizzato da Venturi Automobiles, compagnia con sede nel Principato di Monaco specializzata
in mezzi elettrici, fatti per operare nelle condizioni più difficili. Come l’Antartide, appunto, dove
il gelo rischia di annichilire le batterie e il terreno non è facile. Antarctica (versione finale di un
Divertimento progetto iniziato dal principe Alberto II di Monaco con la sua fondazione) è concepito per resistere
a temperature fino a -50 °C e si muove su cingoli.
Il cinema in 40 KM DI AUTONOMIA. Pensato come mezzo per gli scienziati impegnati tra i ghiacci, pesa due
un abitacolo tonnellate, è spinto da due motori da 80 CV e può trasportare tre persone con le attrezzature.
L’autonomia è di 40 chilometri e la velocità massima di 20 km/h: non sembra molto, ma in realtà
Le nuove auto, oltre alla faciliterà gli spostamenti degli scienziati in quelle zone finora raggiunte con gli sci, per non con-
maggior sicurezza, offriranno taminare con gli scarichi dei motori a scoppio l’area in cui è in corso una ricerca. Prima di essere
più possibilità di divertirsi. Così spedito in Antartide, il bestione cingolato sosterrà una serie di test in Canada, il prossimo marzo.
Audi ha presentato al Ces di
Las Vegas nuove modalità di
intrattenimento, dalla realtà QUANDO LA GIACCA TI AVVERTE
virtuale al cinema nell’abitacolo.
I passeggeri sul sedile Cv di potenza, velocità massima di 240 km/h,
posteriore potranno usare la autonomia di 193 km in autostrada e di 270 in
realtà virtuale, con visori, per città. In più, però, prevede un abbigliamento
giocare o sperimentare hi-tech in grado di interagire con moto e
contenuti interattivi: i movimenti guidatore. Insieme alla Vector viene infatti
dell’auto verranno replicati nel offerto un casco che visualizza davanti agli
mondo virtuale, per esempio occhi, su un piccolo schermo, le informazioni
una curva sarà “tradotta” nella Moto sul viaggio: dal tragitto alla velocità
virata di un’astronave. all’autonomia disponibile. Il casco ha anche
Inoltre, a vettura ferma, la Il pilota è in sella alla sua moto, il casco e la una videocamera puntata sul retro, offrendo
tecnologia Audi Immersive giacca lo proteggono non solo fisicamente, quindi una visione dietro le spalle. La giacca
In-Car Entertainment ma... dandogli informazioni. È ciò che accade poi avverte il pilota di un pericolo con una
trasformerà l’auto... in un con Vector, moto elettrica realizzata dalla vibrazione sulle spalle, o in altri punti, se si
drive-in: i passeggeri potranno britannica Arc (che ha il sostegno finanziario viaggia troppo velocemente o se si è ai limiti
vedere film con effetti visivi e di InMotion Ventures, fondo di investimenti di dell’aderenza. La Vector verrà costruita in
sonori da cinema, o accedere a Jaguar-Land Rover). Le caratteristiche del serie limitata (355 esemplari) e venduta a 102
contenuti in streaming, dalle mezzo: telaio monoscocca di carbonio, 133 mila euro.
notizie alle serie tv.

80 | Focus Febbraio 2019


LA RICARICA VELOCE... COME IL PIENO

Sicurezza

Tecno-specchietti e...
Un’auto che ci aiuta mentre guidiamo, sobbarcandosi
l’onere di notare pericoli e contrattempi... È l’idea che Stazione
Seat sta portando avanti con il progetto Cristobal (da
San Cristoforo, patrono dei viaggiatori). Un insieme Ricaricare l’auto elettrica alla stessa velocità con cui si fa un pieno di
di tecnologie che la casa spagnola ha installato su benzina. Oggi, il consorzio industriale FastCharge (guidato da Bmw, a cui
un Suv Ateca (dopo aver fatto lo stesso su una Leon), hanno aderito Porsche, Siemens, Allego e Phoenix) ha realizzato un
grazie alla possibilità di usare il 5G, il futuro standard sistema di ricarica rapida che abbatte i tempi: in tre minuti si ottiene
di comunicazione. La nuova Cristobal 5G usa infatti un’autonomia di 100 chilometri e in 15 minuti si riempiono di energia le
la rete mobile di quinta generazione per “dialogare” batterie fino all’80% della loro capacità (il che equivale, per i veicoli più
con le altre auto e con semafori o altre strutture, per evoluti, ad avere un’autonomia superiore ai 300 chilometri). Sono queste
avvertirci degli ostacoli o comunicare le condizioni le performance del prototipo di stazione di ricarica ultra-veloce aperta a
della strada. Con il progetto Cristobal si testano le Jettingen-Scheppach, in Germania, grazie anche a un finanziamento del
tecnologie che poi approderanno sulle auto di serie. ministero federale dei Trasporti e dell’Infrastruttura Digitale. Con una
In particolare tre sistemi sono già in arrivo: il “Display capacità di 450 kW (da tre a nove volte quella delle attuali stazioni di
Mirror”, uno schermo che fa da specchio retrovisore ricarica rapida), il nuovo sistema può essere utilizzato dai possessori di
e trasmette ciò che è ripreso da una telecamera qualunque auto elettrica con i connettori di tipo 2 dello standard europeo
posteriore, eliminando i problemi di visibilità; l’“Exit Ccs (Combined Charging System). Ed è estremamente flessibile: funziona
Assistant”, che avverte chi apre la portiera dell’arrivo per batterie da 400 o 800 volt e adatta la potenza di ricarica alla tipologia
di un’auto; e l’“Advanced Acc”, un cruise control che del veicolo.
si adatta ai limiti di velocità momento per momento.

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Dispo
DOSSIER Per tutti?
Andy Warhol ha
affermato che tutti
ne hanno diritto.

Ce l’ho
fatta!

Grzegorz Pedzinski

La ricetta Quando Tanti modi


per il diventa un di essere
successo problema “i primi”

Febbraio 2019 Focus | 85


DOSSIER

T
utti lo cercano, tutti lo vorreb- ro definirlo come riuscire a raggiungere i King’s College di Londra su un gruppo
bero. Oggi sembra a portata propri obiettivi, indipendentemente dal di seimila gemelli (Twins Early Deve-
di mano per chiunque, ma poi fatto che si tratti di traguardi più o meno lopment Study) ha dimostrato che il
sfugge e pochi arrivano ad ac- ambiziosi. Dna influenza per circa il 50 per cento
chiapparlo per davvero. Non solo: spesso Ma esiste una strada maestra per riuscire i risultati ottenuti all’università e pure
abbiamo l’impressione che chi ci riesce nella vita? Anche la scienza ha provato a l’accesso a un ateneo più o meno presti-
non se lo sia poi tanto meritato, o che rispondere a questa domanda, cercan- gioso. Emily Smith-Woolley, la genetista
comunque molti personaggi di successo do di scovare quali fattori si associno ai comportamentale che ha guidato lo stu-
in fondo non siano diversi da chiunque “trionfi” più facilmente misurabili, come dio, ha precisato che non si sa però quali
altro (o addirittura che si tratti di perso- i buoni risultati a scuola o sul lavoro, una siano i “geni del successo”; è plausibile
ne che, sulla carta, non avrebbero avuto carriera al top o la ricchezza personale. che siano legati almeno in parte a come
i numeri per ottenerlo). Scoprendo che i mattoni necessari a que- è costruito il nostro cervello, visto che le
Anche perché è difficile dire che cosa sia sta costruzione sono tanti, dal carattere persone con una buona riuscita nella vita
il successo: per tanti corrisponde alla alla famiglia di provenienza, dal patri- hanno connessioni cerebrali tre volte
fama, per moltissimi significa fare soldi monio genetico alla fortuna. più numerose e attive rispetto a chi non
a palate, per altri ancora mettere a frutto ha raggiunto altrettanti traguardi.
i propri talenti personali a prescindere EREDITÀ E CERVELLO. Iniziamo con Lo provano i dati raccolti attraverso un
dal conto in banca. Il successo ha tante un dato: il successo dipende in buona celebre studio Usa, lo Human Connecto-
facce, insomma, alcune perfino oscure parte dai geni che ci troviamo in sorte me Project, che raccoglie le “fotografie”
(vedi articolo seguente), ma si può di sicu- alla nascita. Uno studio condotto dal ottenute con la risonanza magnetica

COME SI
COSTRUISCE IL

Riuscire nella vita significa raggiungere i propri


obiettivi. Ma come? Bisogna avere i geni giusti,
ma anche autodisciplina e un pizzico di fortuna.
dell’architettura interna del cervello di di essere nati per esempio in una fami­
centinaia di persone. Risultato: le regio­ glia disagiata, portando a ottenere ottimi
ni associate alla memoria, all’immagina­ risultati a scuola. Anche avere buone re­
zione, alla socievolezza e al ragionamen­ lazioni con gli altri porta a riuscire nella
to “parlano” molto di più fra loro, anche vita: «Fin dall’infanzia chi sta bene con
quando il cervello è a riposo. C’è di buono i propri pari non viene messo ai mar­
che una mente disegnata per il successo gini e ha quindi più accesso a risorse e
può sì essere ereditata, ma può pure es­ informazioni. Diventa così anche più
sere allenata stimolando continuamen­ ottimista, si sente utile agli altri», dice
te l’intelletto: le connessioni cerebrali Guido Alessandri del Dipartimento di
infatti si possono creare mantenendo Psicologia dell’Università La Sapienza
attivi i neuroni. di Roma. Stare in gruppo insegna inoltre
a essere adattabili, ma dà anche il corag­
ESSERE CURIOSI. Ecco forse perché an­ gio di “lanciarsi” di più. Così i successi
che interessi e curiosità portano verso il arrivano più facilmente: un esperimen­
successo: un lungo studio, condotto dal­ to condotto dallo University College di
l’Università del Michigan su circa 6.200 Londra attraverso kickstarter.com, la
bimbi (l’Early Childhood Longitudinal piattaforma online per finanziare le idee
Study), ha dimostrato che essere curiosi più creative, ha dimostrato che un suc­
serve anche ad annullare lo svantaggio cesso tira l’altro perché i fondi vanno

Che
cosa faresti
per avere
successo? Dai il
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(INFO A PAGINA 5)
DOSSIER
più spesso a chi già ne ha raccolti. Un dato Lo conferma anche una ricerca condot-
confermato di recente da Roberta Sina- ta dall’Università Milano-Bicocca sui
tra, fisico all’Università di Budapest, che propri studenti: i procrastinatori, che si
ha analizzato le carriere di quasi 500mila gingillano anche quando si tratta di pre-
artisti e ha scoperto che il luogo dove si sentare pratiche amministrative, si lau-
espongono le prime cinque opere condi- reano di meno e più tardi di chi non perde
ziona il successo possibile nei vent’anni tempo e tiene sempre bene a mente i suoi
a venire. Un fenomeno che ha chiamato doveri, portandoli a termine. L’autocon-
“effetto MoMa”: accedere fin dall’inizio trollo è quindi fondamentale per arriva-
a istituzioni prestigiose, insomma, ga- re al successo. Una conclusione a cui lo
rantisce quotazioni cinque volte più alte psicologo Walter Mischel della Stanford
rispetto a chi muove i primi passi in gal- University era già arrivato negli anni ’60
lerie periferiche. grazie ai risultati del famigerato “test del
marshmallow”, che misura la capacità di
AUTOCONTROLLO INNANZITUTTO. Ma resistere a una tentazione per ricevere
essere aperti agli altri non è la caratte- una ricompensa più grande dopo: i bam-
ristica più importante delle persone di bini che in quello studio (e in molti altri
successo. Ce n’è un’altra che è fonda- condotti successivamente) rinunciava-
mentale: avere un buon controllo di sé. no al dolcetto subito per averne due più
John Lynch, ricercatore dell’Universi- tardi hanno avuto una miglior riuscita a
tà di Adelaide in Australia, di recente scuola e nel lavoro, anche a quarant’anni
ha passato al setaccio tutti gli studi che di distanza. Meglio insomma la gallina
hanno messo in relazione i voti a scuola domani dell’uovo oggi? Chi ha rispo-
e all’università con molte abilità umane. sto sì a questa domanda, posta a 1.200
Ha così scoperto che l’attenzione, l’auto- volontari da Maurizio Corbetta duran-
regolazione e la perseveranza incidono te uno studio del Neuroscience center
sui risultati: a parità di quoziente intel- dell’Università di Padova, oltre ad avere CONSAPEVOLI E RESILIENTI. Avere
lettivo, i bambini e i ragazzi che riescono più autocontrollo ha un livello più alto autocontrollo però non basta. Gli stu-
a rimanere concentrati, si applicano con di intelligenza e memoria verbale, è più di di Guido Alessandri condotti su stu-
convinzione e sono capaci di un buon au- ottimista e ha perfino un maggior volu- denti italiani mostrano che il successo
tocontrollo hanno una riuscita migliore me di materia grigia, tutti elementi che dipende anche dalla capacità di essere
di chi, per esempio, tende a rimandare. aiutano a emergere nella vita. resilienti, cioè riuscire a reagire (bene)

IL SOGNO DEL SUCCESSO NEGLI USA


Nel grafico qui sotto sono riassunte le aspirazioni degli statunitensi, uno dei popoli che ha più a cuore il successo, il cosiddetto
American dream (ovvero: tutti possono riuscire nella vita). Si tratta dei risultati di un sondaggio condotto su un campione di 2.000
persone. Mette a confronto la situazione attuale in cui si trovano gli individui intervistati con quella che vorrebbero avere una volta
“arrivati al successo” (ovvero una volta raggiunta la condizione che li renderebbe soddisfatti).
Situazione delle persone OGGI Come vorrebbero essere SE SI RITENESSERO “ARRIVATE”

In coppia 4 amici Laurea 147 34h/ Fuori 17 5,3 3 l’anno 461mila $ 41mila $
79% 50% mila $ sett. casa min. sett.
69%
3 amici
31h/ Fuori
sett. casa
54% 10
min. 2,8
In coppia sett. 248
21% mila $ 15
mila $
Laurea 57
15% mila $

Relazioni Amici Educazione Stipendio Ore Luogo di Tempo per Vacanze Viaggi Valore Valore
amorose stretti annuale lavorate lavoro arrivare della casa dell’auto

E TU A CHE COSA ASPIRI PER AVERE SUCCESSO? RISPONDI AL SONDAGGIO SUL NOSTRO SITO FOCUS.IT/SUCCESSO.
VEDRAI ANCHE LA SITUAZIONE ATTUALE E I DESIDERI DEGLI ITALIANI CHE STANNO PARTECIPANDO A QUESTA NOSTRA RICERCA STATISTICA.

88 | Focus Febbraio 2019


INGREDIENTI CHIAVE.
Nelle foto, gli esempi di
alcuni fattori fondamentali
per il successo. Prima di
tutto i geni (più a sinistra, i
gemelli Winklevoss, tra i
fondatori di Facebook). Ma
anche un buon rapporto
con gli amici (a lato, due
ragazze etiopi). E infine

Corbis via Getty Images


non mollare mai, come
fece J. K. Rowling, autrice
della saga di Harry Potter
(sotto), oggi una delle
scrittrici più seguite.
Contour by Getty Images

di fronte alle difficoltà, ed essere soprat-


tutto flessibili. «Chi lo è, si adatta meglio
alle richieste dell’ambiente. Ma quel che

Reuters/Contrasto
cambia davvero le carte in tavola è l’auto-
efficacia, la consapevolezza di essere ca-
paci: sentirsi in grado di fare qualcosa è
essenziale per riuscire a farla davvero. A
parità di competenze ha successo chi sa
di possederle e crede nelle sue possibili- IERI LAVAPIATTI, OGGI MILIARDARI
tà, a costo di sopravvalutarsi: in questo
modo riesce a perseverare finché non DALLE STALLE... Hanno alle spalle povertà, orfanotrofi, lavoretti da lavapiatti o
arriva dove vuole». addetti delle pulizie. Sono i “10 miliardari nati poveri”, secondo la classifica del sito
Il talento per il successo è quindi un mix americano Business Insider. Eccoli.
di ottimismo, autodisciplina e consape-
volezza di sé. Chi questi tratti non li ha 1 Larry Ellison, fondatore di Oracle (patrimonio netto: 64 miliardi di dollari)
è destinato allora alle retrovie della vita? 2 Il magnate cinese Li Ka-Shing (35 miliardi di dollari)
«L’atteggiamento positivo dipende per 3 L’imprenditore americano Sheldon Adelson (26,5 miliardi di dollari)
circa il 65 per cento dai geni mentre l’au- 4 Il multimiliardario francese François Pinault (28,5 miliardi di dollari)
tocontrollo si può migliorare, ma l’ele- 5 Leonardo del Vecchio, amministratore delegato di Luxottica (23 miliardi di dollari)
mento che più si associa al successo e più 6 Il magnate indiano Lakshmi Mittal (18 miliardi di dollari)
si può “imparare” è il terzo, l’auto-consa- 7 L’imprenditore russo Roman Abramovich (11,5 miliardi di dollari)
pevolezza: i genitori e la scuola possono 8 Il miliardario ucraino Jan Koum, fondatore di WhatsApp (9 miliardi di dollari)
aiutare i ragazzi a credere di più in loro 9 Il trader ungherese George Soros (8 miliardi di dollari)
stessi. Perché convincersi di potercela 10 L’imprenditore pakistano Shahid Kahn (6,4 miliardi di dollari)
fare significa provarci e magari prima o
poi riuscire», dice Alessandri. Tra l’altro
non è mai troppo tardi per iniziare a pen-
sarsi vincenti, né per essere un po’ più
motivati: anche se è vero che la famiglia Sopravvalutare le proprie
capacità può essere utile
e gli studi “giusti” (vedi riquadro nella
prossima pagina) possono aiutare mol-
to, c’è pure chi “sboccia” più avanti negli
anni e dopo percorsi meno lineari.

Febbraio 2019 Focus | 89


DOSSIER
A TUTTI UNA CHANCE

SOLDI. Inutile girarci intorno, il contesto


sociale in cui si nasce e si cresce fa la
differenza: se mamma e papà sono istruiti
e possono sostenere economicamente la
prole, un buon trampolino per il successo
è assicurato. Ma allora come far
emergere chi se lo merita? «La probabilità
di intercettare e sostenere l’eccellenza è
maggiore se le stesse risorse vengono
suddivise fra tutti: lo fanno per esempio in
RESISTO, RESISTO, RESISTO.
Israele, finanziando a fondo perduto I bimbi che nel celebre “test del marshmallow”
moltissime startup nella consapevolezza

Getty Images
riescono a non mangiarne uno per averne
che solo poche avranno successo», due più tardi hanno più successo nella vita.
spiega Andrea Rapisarda, ricercatore
all’Università di Catania. «Le sovvenzioni
a pioggia sono un rischio, ma i modelli QUESTIONE DI BUONA SORTE? Vale la cui simulare decenni della vita di un mi-
matematici indicano che così saremo pena provarci, quindi, e credere un po’ al gliaio di persone con un talento più o
certi di dare una chance anche a chi proprio talento, seppure piccolo. Anche meno marcato, esposte a eventi casuali
davvero è eccellente: se vogliamo un perché pare non sia necessario averne fortunati o avversi; è emerso chiaramen-
giardino rigoglioso bisogna innaffiare granché per arrivare al successo, anzi: te che (anche a parità di capacità) sarà
tutte le piante, non solo quelle già belle». Alessio Biondo, Alessandro Pluchino e Gastone, volente o nolente, ad avere più
Andrea Rapisarda dell’Università di Ca- successo di Paperino. «Questione di sta-
tania hanno verificato che spesso è molto tistica: chi è molto favorito dalla sorte
meglio essere baciati dalla dea bendata. prima o poi riuscirà a riconoscere e co-

Arriva in vetta I ricercatori, fisici ed economisti, si sono


chiesti perché il talento sia distribuito
gliere un’opportunità. Inoltre, le perso-
ne con un genio eccezionale sono poche

anche chi ha
come tutti gli altri tratti umani (ovvero ed è quindi meno probabile che fra loro
tanti ne hanno uno medio e pochi ne si trovi anche un superfortunato, mentre

poco talento,
sono sprovvisti o ne hanno in abbon- i baciati dal caso sono inevitabilmente
danza) mentre il successo, inteso come più numerosi nella più ampia platea dei
fulgida carriera o pingue conto in banca, “mediani del talento”: ecco perché ai ver-

se è favorito si “concentri” in realtà in mano a pochi


(appena il 20 per cento della popolazio-
tici spesso ci sono persone tutto somma-
to normali», sottolinea Rapisarda. Tutto

dalla sorte
ne mondiale possiede l’80 per cento delle questo non significa che il talento non sia
risorse economiche). importante per il successo... ma da solo
Per capire che cosa non torna hanno usa- può non bastare.
to un modello matematico rigoroso in Elena Meli

MA SERVE ANCHE QUESTO...


Ecco tre fattori che le ricerche hanno dimostrato efficaci nel favorire una vita ricca di successi.

FARE LE VALIGIE TUTTO NEL NOME L’ATTEGGIAMENTO GIUSTO


È bene vivere (almeno per un po’) Le indagini su quanto conti il nome sulle Essere positivi porta al successo anche
all’estero: lo dimostrano dati Ipsos probabilità di successo sono parecchie, nei campi in cui pensiamo di essere
raccolti su adolescenti italiani che negli per lo più condotte negli Stati Uniti e negati: alcuni ricercatori della Stanford
ultimi 35 anni durante la scuola superiore quindi non direttamente applicabili in University hanno dimostrato che un
hanno studiato per più di tre mesi fuori Italia; tuttavia pare certo che un nome atteggiamento ottimista nei confronti
dal Paese. L’84 per cento di loro si laurea semplice da pronunciare o con un suono della matematica modifica l’attività
con voti più alti della media e trova gradevole spalanchi le porte di una dell’ippocampo, un’area cerebrale
lavoro più spesso rispetto a chi rimane: buona carriera, e anche che avere un importante per la memoria, portando a
soltanto il 9 per cento è disoccupato, cognome che inizi con una delle prime voti migliori con un effetto paragonabile
contro medie generali che anche fra i lettere dell’alfabeto sia un lasciapassare a quello che si avrebbe se si alzasse il
laureati superano il 20 per cento. per rivestire ruoli di spicco. quoziente intellettivo.

90 | Focus Febbraio 2019


DOSSIER

IL
DI ESSERE FAMOSI
GUAIO
CELEBRITÀ IN 4 FASI
Stando agli psicologi David Giles e Donna
Rockwell, che le hanno messe nero su
bianco nel loro studio “Fenomenologia
della celebrità”, chi diventa noto attraversa
inevitabilmente quattro distinte fasi
psicologiche. Eccole.

AMORE/ODIO
Essere celebri all’inizio provoca piacere,
ci si sente ammirati e gratificati.
Allo stesso tempo si vedono gli aspetti
negativi del successo e qualche
volta ci si sente un po’ in colpa per
essere sotto i riflettori.

DIPENDENZA
La gratificazione continua innesca un
meccanismo per cui si sta male al solo
pensiero di cadere nel dimenticatoio o
perdere quanto ottenuto.

ACCETTAZIONE
Questa è la fase critica, in cui si
comincia a dover gestire la fama senza
esserne travolti. Occorre accettare il
proprio successo e quel che ne deriva,
nel bene e nel male.

ADATTAMENTO QUANDO È UN
PROBLEMA...
A questo punto bisogna modificare la
Il musicista Tim
propria vita di ogni giorno, per esempio Bergling (Avicii) ha
gestendo i momenti di piacere che avuto un rapporto
derivano dal successo, facendo in difficile col successo,
modo che non siano troppo frequenti fino al suicidio
dell’aprile 2018.
(per non dare dipendenza).
Il successo ha
spesso un lato
negativo: la
notorietà. Non
è facile gestirla
perché dà
dipendenza.

Q
uindici minuti di celebrità:
tutti prima o poi li avranno.
Lo prevedeva l’artista pop sta-
tunitense Andy Warhol cin-
quant’anni fa, un bel po’ di tempo prima
che Internet e social network facessero
pensare che diventare famosi fosse dav-
vero un traguardo a portata di mano per
tutti. Ma il successo inebria ed è difficile
che, una volta assaggiato anche solo per
pochi minuti, non venga voglia di averne
ancora, e sempre di più. Vale per chi è
soddisfatto degli obiettivi raggiunti an-
che solo per se stesso, ma vale soprattutto
per chi, per una ragione qualsiasi, arriva
a primeggiare sugli altri (un supermana-
ger, il presidente di una istituzione pre-
stigiosa, la star di uno spettacolo ecc...).
Perché il successo è letteralmente una
droga: un aspetto a cui non si pensa men-
tre si cerca di salire sulla cresta dell’onda,
ma che diventa evidente quando si tenta
di rimanerci. O, peggio, se declina. Tanto
che può diventare “pericoloso”. Ma come
mai?

A OGNI COSTO. Per cominciare il succes-


so dà alla testa perché in qualunque for-
ma, dalla carriera folgorante alla bravura
a scuola, regala riconoscimento sociale,
uno dei bisogni più radicati nell’uomo:
già nel 1893 lo psicologo William James
... E QUANDO scriveva che “Non siamo soltanto ani-
NON LO È. mali gregari che amano stare con i pro-
Madonna è invece pri simili, abbiamo anche un’innata pro-
l’esempio di una star pensione a voler essere notati, e in modo
che pur avendo avuto
un enorme successo positivo, dagli altri”.
l’ha sempre saputo Quando qualcuno raggiunge un obiettivo,
Getty Images

gestire bene. il gruppo sociale a cui appartiene guarda


la persona di successo con occhi nuo-

Febbraio 2019 Focus | 93


DOSSIER

UN LIKE E CAMBIA TUTTO

DISTORSIONE. I like sui social media?


Un termometro perfetto del successo.
Ma sul Web il lato negativo della fama
può comparire ancora più rapidamente.
Perché basta un’occhiata al telefonino e
si accede alla gratificazione da like in

Gamma-Rapho via Getty Images


continuazione; e questo porta
rapidamente alla dipendenza da
popolarità, a pensare soltanto ad
aumentare i follower. Di conseguenza
l’immagine di sé si distorce, come
spiega il neuroscienziato Antonio
Cerasa: «Gli influencer da migliaia di
follower hanno riscontri positivi che

Getty Images
aumentano in maniera esponenziale. La
perdita del contatto fisico con l’altro
porta a pensare che ogni proprio gesto,
anche minimo, possa influenzare
tantissima gente: l’idea di se stessi
cambia, ci si sente grandi, perfetti». Poi,
però, se un post non piace abbastanza
o il personaggio passa di moda, arriva
la depressione. Che in qualche caso è
una conseguenza diretta e pressoché
immediata della notorietà su Internet.
Anche perché «sul Web si può diventare
popolari pure con video o in situazioni
che mettono in ridicolo. Qualcuno
Nbcu Photo Bank via Getty Images

riesce a sopportarlo, ma la fama


planetaria negativa di solito arriva a
schiacciare», ha spiegato Daniel Solove
della George Washington University nel
suo recente saggio The Future of
Reputation (Yale).

vi, la ammira, e tutto questo regala una e Patricia Greenfield dell’Università di abbiamo di noi stessi. «Nella corteccia
scarica di sensazioni positive proprio Los Angeles: la maggioranza dei preado- cerebrale parietale superiore ci sono
come una droga. «Quando otteniamo la lescenti identifica infatti il successo con cellule nervose che hanno il compito di
risposta a un bisogno, dalla fame alla ne- la celebrità, l’essere riconosciuti dagli al- decifrare e rappresentare l’immagine del
cessità di socializzazione, si accendono tri. Di più: negli Stati Uniti, un millennial corpo, creando una specie di piccolo ava-
i circuiti cerebrali della ricompensa e si su quattro mollerebbe subito il proprio tar di noi stessi. Questo “sé” interiore si
prova piacere», osserva Antonio Cerasa, lavoro per diventare famoso. Avere suc- modifica in funzione delle informazioni
neuroscienziato dell’Istituto di Bioim- cesso, quindi, per molti ormai ha poco a che arrivano da tutti i sensi ma anche in
magini e Fisiologia Molecolare del Cnr che fare con buoni voti o con la laurea, base alla reazione degli altri: se questa è
di Catanzaro. «Anche la gratificazione quanto piuttosto con la riconoscibilità sempre positiva, come accade quando si
correlata al successo provoca una scari- pubblica, anche in una piccola cerchia di ha successo e fama, l’immagine che ab-
ca di dopamina ed endorfine che danno persone (è “di successo” pure il ragazzo biamo di noi stessi cambia, e nella nostra
una sorta di “estasi”, talmente bella che più popolare del liceo). testa diventiamo un’icona di perfezio-
poi vogliamo provarla ancora e anco- ne», spiega Cerasa.
ra». Il piacere che deriva dallo sguardo QUESTIONE D’IMMAGINE. Quando si Così la faccenda può sfuggire di mano
di ammirazione altrui è una molla così primeggia però non cambia soltanto la per più motivi. Intanto, il cervello diven-
potente che diventare ricchi e famosi è il chimica del cervello, sottoposto a più o ta facilmente dipendente dal piacere del
desiderio più comune perfino fra i bam- meno frequenti ondate di molecole del successo: per avere la stessa gioia serve
bini, come hanno dimostrato Yalda Uhls piacere: si altera anche l’immagine che una “dose” maggiore di riconoscimen-

94 | Focus Febbraio 2019


VOLTI NOTI (E NOTISSIMI).
Andy Warhol (qui a lato) diceva
che a tutti capita un quarto d’ora
di notorietà. Non tutti reagiscono
bene: Macaulay Culkin (più a
sinistra) è stato per un po’ lontano
dalle scene (non sopportava la
pressione), José Mourinho (sotto)
ha un carattere difficile.

svanisce o vivere da vip non è come ci


si aspettava. «Può essere difficile con-
vivere con l’assenza di privacy che si ac-
compagna al successo. Inoltre, quando
si spengono le luci della ribalta e viene
meno l’iperstimolazione del sistema
della gratificazione cerebrale, cresce la
probabilità di disturbi del sonno, ansia,
comportamenti ossessivo-compulsivi,
uso di droghe», sostiene David Giles,

L’affetto dei
psicologo dell’Università di Winchester
in Inghilterra. Del resto, provare piacere
per le piccole cose della vita normale è

fan rende complicato dopo essere stati baciati dal


successo. Vale soprattutto per chi, per ra-

perfezionisti. gioni di lavoro, dipende dal giudizio del


pubblico: attori, artisti o gli influencer sul

Così, per la
Web. Come se non bastasse, Jib Fowles
dell’Università di Houston ha fatto no-
tare che le celebrities muoiono prima

star, anche rispetto al resto della popolazione: negli


Usa l’aspettativa di vita media di un vip è

un piccolo
58 anni anziché quasi 80.

difetto è
MEGLIO NON ABITUARSI. Successo, po-
polarità e soldi, insomma, non per forza
portano la felicità, anzi: lo sostengono

intollerabile perfino due premi Nobel, lo psicologo


Daniel Kahneman e l’economista Angus
Deaton, che con un’indagine su 450mila
persone hanno dimostrato come un
reddito che cresca oltre i 75mila dollari
to del proprio valore da parte degli altri terazione dell’immagine di sé non sono l’anno non implichi automaticamente
(che siano applausi, un aumento di sti- però gli unici effetti negativi del succes- una maggior serenità (fino a quella cifra
pendio o un semplice like, vedi riquadro so: Mark Schaller, psicologo dell’Univer- però sì: la relazione tra soddisfazione e
in queste pagine). E per ottenerla c’è chi sità della British Columbia in Canada, ha reddito c’è ed è diretta).
non si fa scrupoli ad assumere compor- dimostrato che con la celebrità aumenta C’è quindi un modo per vivere felici (no-
tamenti discutibili, come fanno alcuni il grado di auto-consapevolezza (perché nostante) soldi e successo? Secondo Ce-
vip in declino che cercano di attirare capita più spesso di pensare a se stessi), rasa sì: «Per ridurre il rischio di dipen-
l’attenzione con ogni mezzo. D’altro can- ma ciò può portare a sofferenze maggiori denza dal piacere del successo, il trucco è
to, pure l’alterazione dell’immagine di sé e perfino aumentare il rischio di gesti di allungare il tempo della “noia” fra le gra-
chiede il conto. «I continui rinforzi po- autolesionismo, perché non ci si perdona tificazioni». Guardare quanti like si sono
sitivi che arrivano dal giudizio degli altri le più piccole mancanze o si cade in preda raccolti una sola volta al giorno, diradare
possono rendere intollerabile qualsiasi alla sindrome dell’impostore (si pensa di le occasioni per stare in pubblico o non
cedimento legato agli anni che passano o non meritare la fama e si vive temendo pensare ogni momento al conto in banca
ogni microscopico, ipotetico difetto fisi- che i propri punti deboli siano scoperti). che lievita sono modi per non “abituarsi”
co. Il che spiega perché donne belle e di Pericoli maggiori oggi, dato che sempre al successo, continuando a goderne. «Bi-
successo si sottopongano a interventi di più spesso si arriva al successo a gran sogna alimentare il desiderio, l’attesa del
chirurgia estetica che agli occhi degli al- velocità, quasi senza rendersene conto piacere. Che non crea dipendenza ma dà
tri sembrano soltanto imbruttirle», dice e senza quindi essere pronti a gestirlo. solo gioia», conclude l’esperto.
il neuroscienziato. La dipendenza e l’al- E diventa altissimo quando la celebrità Elena Meli

Febbraio 2019 Focus | 95


DOSSIER

Tanti modi... di
essere “primi”
Non c’è una sola maniera di intendere il successo:
in Occidente coincide con fama e denaro, ma in
Cina e Giappone è più prestigio e condivisione.

M
eglio essere lo studente più dice un proverbio. Ma nelle “usanze che assegnati a 149 bambini dai 3 ai 6 anni di
bravo in un’università me- trovi”, ci sono anche i traguardi da rag- nazionalità giapponese, afroamericana
diocre o un mediocre stu- giungere? Nel 1980 l’antropologo olan- ed euroamericana (si trattava di abbina-
dente di uno dei 10 più pre- dese Geert Hofstede è stato tra i primi a re adesivi colorati a foto di animali). E ha
stigiosi atenei al mondo? Il manager più distinguere tra culture “individualiste” videoregistrato segretamente le espres-
importante di una piccola azienda o un e “collettiviste”: le prime (tipiche degli sioni facciali (es. rossore, imbarazzo,
dirigente qualsiasi di una delle 10 multi- Stati Uniti e dell’Europa Occidentale) orgoglio) di “vincenti” e “perdenti”. «I
nazionali top? La risposta non dipende antepongono diritti personali e bisogni bambini americani e afroamericani ma-
solo dal carattere o dal reddito. C’è un individuali al benessere collettivo, le se- nifestano più tristezza dei coetanei giap-
terzo fattore in gioco: il contesto cultu- conde (in Cina, Giappone, Corea, Messi- ponesi se falliscono e più gioia se hanno
rale. Essere nati a New York, Pechino o co, Portogallo, Brasile) pongono invece successo. I loro coetanei del Sol Levante
Tokyo cambia parecchio le cose. Perché enfasi sull’armonia sociale. mostrano imbarazzo ad “autovalutarsi”
il successo piace a tutti e piace ovunque, Su quella scia, gli studiosi Hazel Markus in modo positivo», ha raccontato Lewis.
ma con sfumature diverse. e Shinobu Kitayama dell’Università del
Michigan hanno teorizzato che persino DIFFERENZE NELLE FAVOLE. Un espe-
VITTORIA DI SQUADRA. In uno studio il concetto psichico di “io” sia preva- rimento ideato dalla psicologa Sheena
del 2017, tre psicologi dell’Università del lentemente un frutto culturale: hanno Iyengar della Columbia University ha
Michigan, Stephen Garcia, Shirli Kopel- battezzato “io indipendente”, che si de- dimostrato fino a che punto le motiva-
man e Kaidi Wu, hanno rivolto le due do- finisce in base alle proprie peculiarità zioni nascoste dietro un obiettivo da
mande all’inizio di questo articolo a 470 (“mi piace sciare”), quello occidentale, raggiungere siano diverse in Occidente
studenti di origine cinese ed euroameri- e “io interdipendente”, che si definisce e in Oriente. La studiosa ha invitato al-
cana. Il risultato? «La maggioranza dei in base ai legami con gli altri (es. “figlio cuni bambini (7-9 anni) di origine asiati-
partecipanti occidentali (59%) vorrebbe di”, “amico di”), quello delle società col- ca e statunitense a eseguire anagrammi
brillare sul piano individuale», osserva lettivistiche. «In queste culture, vantarsi scelti sia dalle loro mamme sia da soli. «I
Kaidi Wu, autrice dello studio. «Mentre pubblicamente di essere “uno che sa farsi bambini statunitensi hanno dato il me-
gran parte degli studenti cinesi (75%) valere” suonerebbe inappropriato», di- glio di sé risolvendo gli enigmi che ave-
preferirebbe spiccare a livello colletti- cono i due studiosi. vano scelto da soli. Quelli asiatici, invece,
vo, anche accettando di passare notti in si sono sforzati di più su quelli indicati
bianco sui libri per restare “al passo”». MESSAGGI SUBLIMINALI. Di più. Alcuni dalle loro madri», ha confermato Shee-
E una volta conclusi gli studi, vorrebbe ricercatori si sono chiesti se anche le mo- na Iyengar.
essere uno dei tanti manager in una mul- tivazioni e le risposte emotive al succes- E non basta. La cultura di provenienza
tinazionale di successo. Per lavorare a un so siano frutto della cultura. La risposta suggerisce persino il modo per raggiun-
livello top, ma facendolo in équipe, e ac- è sì, almeno in parte. Per arrivare a que- gere il successo da adulti. È quanto ha
cettando di dividersi il merito. sta conclusione, lo psicologo cognitivi- scoperto la psicologa Cecilia Cheung
Del resto, che i modelli culturali influen- sta Michael Lewis ha deliberatamente dell’Università californiana di Riverside
zino i nostri comportamenti non è una truccato – rallentando o velocizzando il mettendo a confronto le 380 fiabe più
novità. “Paese che vai, usanze che trovi”, cronometro – il risultato di alcuni giochi lette in Cina e negli Stati Uniti. «Le

96 | Focus Febbraio 2019


A OGNI CULTURA
IL SUO STATUS SYMBOL

FIRMATI. Se domattina vi svegliaste Paperon de’


Paperoni, come spendereste i vostri soldi? C’è chi, come il
principe saudita Mohammed bin Salman, si è regalato un
castello a Versailles, lo Château Louis XIV (300 milioni di
euro), e chi, come il miliardario russo Roman Abramovich,
uno yacht (l’Eclipse) da 162 metri (400 milioni di €).
Una cosa è certa. Anche gli status symbol, cioè i beni di
lusso che testimoniano la superiorità sociale, variano da
cultura a cultura. Le indagini di mercato riferiscono che i
nuovi ricchi euroamericani investono soprattutto
nell’istruzione universitaria dei figli (per es. a Oxford o
Cambridge), nelle vacanze esclusive o nelle lussuose
palestre (es. la Performix House di Manhattan: 1.200 $/
mese). In Giappone invece la corsa alla vetta si combatte a
colpi di biglietti da visita da supermanager (per es. di Sony
o di Mitsubishi), bottiglie di whisky pregiate Yamazaki ($
300.000) o circoli di golf (da 1 a 3 milioni di dollari). Mentre
nella Repubblica Popolare cinese furoreggiano i “tuhao”
(traducibile in “splendidi cafoni”): neo miliardari dediti
all’acquisto sfrenato di borse Louis Vuitton o Gucci,
orologi Hermès, scarpe Manolo Blahnik o Jimmy Choo.

MILIARDI D’ORIENTE.
Il gioielliere Lam Sai-Wing,
oggi scomparso, era uno
dei nuovi ricchi cinesi.
Nella sua società ha fatto
costruire un bagno tutto
d’oro, entrato nel Guinness
World Records come
toilette più cara del mondo.
Reuters/Contrasto
DOSSIER
CHI SI È FATTO DA SOLO. E CHI NO.
Getty Images

A sinistra, Obama premia Daniel Kahneman, che


ha dimostrato che la felicità non sale col reddito.
Sotto, nel distretto indiano di Nagapattinam tutto
il villaggio ha collaborato a costruire le abitazioni
temporanee per le vittime dello tsunami del 2004.

I miliardari
cinesi danno
lustro all’intero
Paese, non solo
a se stessi
AFP/Getty Images

storie tipicamente statunitensi, come Il


barattolo della felicità, celebrano l’auto-
stima, la competenza sociale e la ricerca
della felicità», sintetizza Cheung. «Quel-
le cinesi, tra cui Il gatto che mangia le
lettere, o Il vecchio sciocco che sollevò la
montagna, sottolineano l’importanza
dell’istruzione scolastica, della fatica e
della perseveranza. Del resto la cultura
asiatica considera l’istruzione universi-
taria il motore principale della mobilità
sociale e del boom dell’economia». Tanto
che l’aumento del numero dei ricconi in
Cina è visto come un successo dell’inte-
ra nazione. Lo dimostra il fatto che tra i
3.500 parlamentari dell’Assemblea na-
zionale, organo consultivo del governo,
siedano i 70 uomini più ricchi del Paese stigio. La differenza rispetto ai coetanei differenze sono riconosciute: è normale
del Dragone. europei e occidentali è che definiscono che vi siano persone più o meno dotate.
il loro successo universitario in base Giustizia, per gli americani, è che ognuno
INVERSIONE DI RUOLI. Le differenze, all’eccellenza accademica piuttosto che occupi un posto nella società che corri-
dunque, esistono. Tuttavia, secondo gli paragonare il loro rendimento a quello sponda ai suoi meriti», spiega Francesco
studiosi non sono poi così nette. «Nella degli altri». Antinucci, dell’Istituto di Scienze e Tec-
ricerca culturale è frequente arrivare a Parallelamente, è forse sbagliato defi- nologie della Cognizione del Cnr.
eccessive semplificazioni», avverte Kai- nire tutta la cultura occidentale come Negli Usa, esiste inoltre la consuetudine
di Wu, tra gli autori dello studio di cui individualista. Perfino la mania tutta del “Giving Pledge” cioè l’impegno dei
abbiamo parlato all’inizio. «Le culture americana per le classifiche, tipo “L’uo- genitori ricchi a lasciare la maggior parte
dell’Asia Orientale non sono solo collet- mo dell’anno”, “Gli artisti più pagati”, “I del proprio patrimonio non ai propri figli
tivistiche: le famose “mamme tigri” che 100 più ricchi del mondo”, non indica la bensì alla società, a fondazioni umanita-
spingono i figli ad avere successo e gli supremazia di alcune persone sulle altre. rie o enti pubblici. Chi diventa ricco negli
studenti cinesi, giapponesi, coreani, che «Per quanto possa sembrare paradossa- Stati Uniti sente insomma di aver ricevu-
scelgono di studiare nelle più prestigio- le, lo scopo di queste graduatorie non to opportunità che, probabilmente, non
se università private degli Stati Uniti (in è sancire differenze, quanto piuttosto avrebbe avuto altrove. E prova il bisogno
testa Harvard, Cambridge, Princeton) permettere eque opportunità per tut- di restituire alla collettività una parte dei
con rette annuali fino a 60.000 dollari, ti. Noi in Italia consideriamo negative benefici ricevuti.
non cercano l’armonia sociale ma il pre- le disparità. In America, al contrario, le Claudia Giammatteo

98 | Focus Febbraio 2019


Visioni
dal futuro

L’hotel che
fa da solo
Un’astronave
nel fiordo
A cura di Elisabetta Intini 2

MARI FREDDI. Nei fiordi della Norvegia TRADIZIONE. Il nome Svart, “nero”, è un
spuntano architetture all’avanguardia: un omaggio ai ghiacci blu scuro dello

Un albergo albergo in grado di produrre più energia di


quanta ne consuma (1) e un ristorante
Svartisen (2), il ghiacciaio che domina il
paesaggio. L’albergo si reggerà su pali di
in Norvegia subacqueo dove cenare... sul fondale (v.
riquadro a destra). Entrambi sono stati
legno (3) trattati per resistere all’acqua e
pensati per avere un impatto minimo sul
produce più progettati dallo studio di architettura fondale. Il design si ispira alle fiskehjell,

energia di norvegese Snøhetta. L’albergo si chiama


Svart: si “appoggerà”, con la sua struttura
strutture a forma di A dove si mette a
essiccare il pesce, e al rorbu, la tipica casa
quanta ne circolare simile a un’astronave, sulle
acque dell’Holandsfjorden, fiordo che si
su pali. Finestre e terrazze (4) saranno
disposte per sfruttare calore e luce. Ai pali
consuma. estende per 25 km nel nord della si appoggeranno una passerella e
Norvegia. L’obiettivo è ultimarlo nel 2021. l’approdo per kayak e barche (5).

100 | Focus Febbraio 2019


4

3 5

SnØetta architects (5)


85% LA RIDUZIONE
DEI CONSUMI.
Svart promette
di consumare
l’85% di energia
in meno di un
hotel normale,
in un anno. I 6
ridotti consumi
saranno così
“coperti” dalla
produzione in
proprio.

VISTA MARE. Sempre in Norvegia, si sta per inaugurare un altro progetto dello
studio Snøhetta, anche in questo caso a contatto con l’acqua. Anzi, sotto
l’acqua: nel villaggio di Båly, ad aprile 2019 aprirà il primo ristorante
subacqueo d’Europa. Under è una struttura semisommersa con pareti di
calcestruzzo, che poggia a 5,5 m di profondità, sul fondale: la vista è garantita
dalle finestre di materiale acrilico. E con il tempo diventerà un reef artificiale:
le pareti di cemento poroso sono fatte per favorire lo stabilirsi dei molluschi.

PANNELLI. La costruzione è pensata non


solo per produrre più energia di quanto
consuma, ma per “ammortizzare” in un
arco di 60 anni anche quella necessaria
per la costruzione e la demolizione. Il
riscaldamento è assicurato dal ricorso
all’energia geotermica, mentre pannelli
solari posti sul tetto produrranno
elettricità: per sfruttare la luce del Sole a
ogni ora e in ogni stagione, è stata
studiata la conformazione del paesaggio
montagnoso (6) ed è stata elaborata la
forma circolare della struttura.

Febbraio 2019 Focus | 101


Antropologia

PERCHÉ
SIAMO
A CAVALLO
Ci ha dato la sua dote più preziosa: la
velocità. Ci ha permesso di conquistare
terre. E di vincere battaglie. Ecco come è
nato e si è evoluto un rapporto speciale.

R
iccardo III, appiedato in battaglia, per riavere un indispensabile destriero
avrebbe dato tutto: “Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”
è tra i versi più celebri del dramma di William Shakespeare. L’imperatore
romano Caligola, riportano storici dell’epoca come Svetonio e Cassio Dione,
avrebbe persino voluto fare console il suo equino preferito, Incitatus (ma, pare, era
una fake news di allora...). E i reali di ogni epoca – a parte quella più recente – hanno
scelto di farsi raffigurare fieramente in sella. Insomma, il cavallo non è davvero un
animale qualsiasi, per noi umani. La relazione tra uomini ed equini dura da circa
6.000 anni, ed è speciale. Perché ha dato al sapiens una velocità non umana, lo ha
aiutato a dominare le altre specie, lo ha accompagnato negli spostamenti e nella con-
quista di altre terre... o delle terre degli altri.
Quella che ci lega al moderno cavallo (Equus ferus caballus) è una relazione intreccia-
ta sulle steppe euroasiatiche meno di sei millenni fa. Prima, i cavalli selvatici erano
una preda per l’uomo, che li cacciava per nutrirsene. Poi, confermano gli studi più
recenti, una popolazione comincia a cambiare tutto: sono i Botai, stanziati nell’at-
tuale Kazakistan. «Le prime testimonianze di cavalli addomesticati risalgono al
3500 a.C.», racconta Alan K. Outram, archeologo e paleoeconomista dell’Università
di Exeter (Regno Unito). «All’inizio, questo animale è ancora solo una fonte di cibo: si
mangia carne di cavallo e si mungono le giumente. Ma si comincia a cavalcare alcuni
esemplari, anche se solo per pascolare il resto del branco. All’epoca, le popolazioni
di cavalli selvatici erano al collasso: difficile che i Botai si limitassero a cacciarli».

CARNE E LATTE. Di questo primo contatto raccontano i reperti archeologici: negli


insediamenti botai sono stati ritrovati denti e mascelle equine già con i segni di un
morso, abbondanti resti di letame, frammenti di vasi ancora unti di latte di caval-
la. I cavalli moderni non discendono però da quelli dei Botai, che invece, secondo
uno studio internazionale del 2018, sono gli antenati dei cavalli di Przewalski: una
Dal
piccolo pony
al possente cavallo
da tiro: inquadra la
pagina e scopri
come l’uomo ha
“cambiato” i cavalli
SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

National Geographic/Getty Images

TUTTO COMINCIA QUI.


L’allenamento di un fantino
e di un cavallo da corsa
in Kazakistan: in questa
zona dell’Asia è stato
domesticato il cavallo.
DIPINTI ANTICHI.
A destra: in alto, Alessandro Magno
raffigurato in sella al suo cavallo
Bucefalo nella battaglia di Isso (333 a.C.);
in basso, cavalli dipinti nelle grotte di
Lascaux, in Francia, 17.500 anni fa.

PSICOLOGIA EQUINA

SE SEI ARRABBIATO, LO CAPISCO. I

Mondadori Portfolio/Leemage
cavalli non solo sanno “leggere” le
espressioni del volto umano, ma le
ricordano anche a distanza di tempo: lo
ha provato uno studio delle Università
del Sussex e di Portsmouth (Regno
Unito). I ricercatori hanno visto per
esempio che gli equini reagivano
diversamente vedendo una persona con
un’espressione neutra se in precedenza
avevano visto una sua foto con un viso
arrabbiato. Sanno cioè usare le
informazioni per capire se quella
persona costituisce una minaccia o no.
«Abitudini e gesti umani (postura, modo
di muoversi, tono della voce) vengono
letti dai cavalli come stimoli positivi o
negativi», spiega l’etologa Paola
Lovrovich. «Il dolore procurato dal
veterinario fa sì che si imprima nella loro
mente un certo timore e che reagiscano

Bridgeman/Mondadori Portfolio
al sentirne l’odore. Al contrario, una
persona che dimostra amorevoli cure
potrebbe essere riconosciuta tra tutte le
altre presenti in scuderia. I cavalli
reagiscono con comportamenti
individuali che rendono interessante e
unico ogni incontro con questi animali.
Si potrebbe dire che “ci studiano”. In sottospecie estinta in natura negli anni dabile convertitore di energia: trasfor-
ogni caso, non sono soltanto Sessanta e reintrodotta in Mongolia. ma una fonte che nessuno utilizza, l’erba
meravigliose “macchine da corsa”, ma Ma l’avvicinamento al veloce quadru- delle steppe, in puro movimento. È un
animali che hanno notevoli esigenze pede continua, sempre in Asia. Cavalli vettore a quattro zampe, che consente
fisiche e psicologiche». certamente addomesticati, continua spostamenti in precedenza inimmagi-
E ora che il cavallo non è più macchina o Outram, «appaiono sulla scena attorno nabili. Come ricorda lo storico e giorna-
aratro, si può stabilire con questi animali al 2000 a.C. nella cultura di Sintashta, lista Ulrich Raulff nel saggio Farewell to
un rapporto diverso. «È un atleta con cui tra Russia Meridionale e Nord del Kaza- the Horse: The Final Century of Our Re-
gareggiare in coppia, un animale da kistan. In questo periodo i cavalli si tro- lationship (ed. Penguin), «il cavallo è per
compagnia, un trasporto con cui vano nelle tombe, talvolta con i carri, con natura una preda, che scappa al minimo
viaggiare in natura, una terapia. E, anche i guerrieri e le loro armi». accenno di pericolo. La sua velocità gli
se non tutti amano pensarci, una fonte permette di sfuggire a cacciatori e car-
alimentare». NON PIÙ CIBO. È quindi avvenuto un nivori, ed è questa sua caratteristica che
cambiamento radicale nella relazione attrae l’attenzione di un altro mammife-
uomo-cavallo: non più sfruttato come ro: l’uomo».
fonte di proteine, ma come mezzo di lo- «Abbiamo semplicemente chiesto al
comozione. Il cavallo diventa un formi- cavallo di esprimere comportamenti

55 MILIONI DI ANNI FA 25.000-17.000 ANNI FA 10.000 ANNI FA 5.500-4.000 ANNI FA 3.000 ANNI FA
LE TAPPE
In Nord America, compare l’Eohippus, Pitture rupestri di cavalli nelle grotte Forse a causa dei Due ondate di Le più antiche cure
un erbivoro grande come un grosso di Europa: Pech-Merle, Lascaux, cambiamenti climatici domesticazione veterinarie per cavalli si
cane, che si nutre di foglie: è il più Chauvet (Francia), Altamira o di una caccia del cavallo, diffondono in Mongolia:
antico antenato dei cavalli. Nei milioni di (Spagna). Quelli della grotta di sistematica da parte presso i Botai e si tratta soprattutto di
anni successivi si evolvono forme che Pech-Merle raffigurano cavalli “a dell’uomo, il cavallo la cultura e pratiche odontoiatriche,
poi sfoceranno nel moderno cavallo, pois”, con manto bianco a macchie scompare dal continente Sintashta, tra di estrazione di denti da
sviluppando zampe più lunghe, zoccoli scure: un tempo ritenuta una americano. Ma Kazakistan e latte per evitare
e legamenti potenti. Il genere Equus colorazione di fantasia, era invece era già migrato verso Russia problemi di
appare circa 4 milioni di anni fa. presente nei cavalli selvatici. l’Eurasia. Meridionale. masticazione e dolore.
IMPORTATI.
A lato, in una foto del 1890
circa, tre capi nativi
americani appaiono in
sella. Sotto, i cavalli che
fanno parte, oltre ai
guerrieri, dell’“esercito di
terracotta” creato per
l’imperatore cinese Qin Shi
Huang (III sec. a.C.).

È un animale
perfetto per
convertire
l’erba in...
movimento

Xinhua/Sipa Usa/Mondadori Portfolio


www.alinari.it

già esistenti in natura, come velocità e imperiali persiani: “Non c’è nulla al mon- e soprattutto delle staffe (v. riquadro alla
prestanza, in situazioni diverse da quel- do che viaggi più veloce di questi corrieri. pag. seguente), il guerriero a cavallo ac-
le che avrebbe trovato in natura, enfa- Né la neve né la pioggia, il caldo o il buio quisisce una mobilità senza precedenti:
tizzando tali qualità nell’allevamento», della notte impediscono loro di portare non pesa troppo sul dorso dell’animale,
spiega Paola Lovrovich, etologa esperta a termine il loro compito”. Un dispaccio ha le mani libere per impugnare la lancia,
in comportamento equino. Così l’uomo reale a cavallo può ora percorrere 2.700 incoccare le frecce, maneggiare le armi.
è arrivato a selezionare le 300 razze di km in 7 giorni. E così la veloce cavalleria araba si spinge
oggi, e a gestire i comportamenti del ca- alla conquista in Nord Africa, Asia, Eu-
vallo. «Per esempio i cavalli da guerra un ARMI IN SELLA. Soprattutto, il cavallo di- ropa (VII-VIII sec.). I guerrieri a cavallo
tempo e quelli della Polizia oggi vengono venta fondamentale nella guerra e nella di Gengis Khan arrivano a conquistare
abituati a rumori forti e a gesti tipici di conquista. Su tavolette, è arrivato fino a l’Eurasia (XII-XIII sec.). E il cavaliere
situazioni di scontro, in modo che non si noi persino il primo “manuale” per l’ad- diventa un simbolo del nostro Medioevo.
spaventino», dice Lovrovich. destramento dei cavalli da guerra. Lo ha Il “nobile” animale che porta il guerrie-
Così il cavallo accompagna l’uomo nelle scritto nel 1350 a.C., in lingua ittita, l’ad- ro in battaglia non a caso è un emblema
sue migrazioni, lo porta in groppa e trai- destratore Kikkuli: dà indicazioni per di regalità. Testimoniano la cosa, come
na i suoi carri. Nel V secolo a.C., lo sto- preparare gli animali a trainare un carro dicevamo, innumerevoli dipinti e statue
rico greco Erodoto dirà, dei messaggeri da battaglia. Con la diffusione della sella, equestri di sovrani e imperatori. Il re,

79 D.C. XII SECOLO XV SECOLO 1680 1860 INIZIO ’900 1950-1960

L’eruzione del Vesuvio che distrugge Ascesa al trono di Con i conquistadores Alla rivolta degli Nascita dei Pony Con La diffusione
Pompei lascia sepolto sotto una colonna di Gengis Khan: spagnoli i cavalli ritornano indiani Pueblo Express, il servizio l’avvento di macchine
ceneri anche un cavallo militare bardato complice il nelle Americhe. Primi contro gli spagnoli di posta prioritaria delle agricole a
ancora legato alla stalla, con una sella perfezionamento contatti con le popolazioni segue la grande a cavallo prime basso prezzo
appena montata di legno e bronzo e della staffa, gli arcieri di nativi americani, che si dispersione dei attraverso gli Usa, automobili scalza i
finimenti luccicanti attorno al muso: è stato a cavallo dell’Impero procurano alcuni esemplari cavalli nel Nuovo con circa 190 inizia il cavalli da
da poco ritrovato in una villa suburbana mongolo si nel corso di razzie, e li Messico e negli altri stazioni divise in declino tiro dal
adiacente a via di Civita Giuliana, durante conquistano la fama usano contro le tribù Stati delle Montagne tratte di 16 km, da del cavallo lavoro nei
l’ultima campagna di scavi. di esercito invincibile. vicine. Rocciose. coprire al galoppo. nelle città. campi.
USI DI OGGI E DI IERI.
Accanto: a Londra, una
parata per celebrare il
compleanno della regina.
Più a destra: in alto, il
belga Gregory Wathelet al
Longines Global
Champions Tour a Praga;
in basso, cavalli usati per il
lavoro nei campi.

È l’animale...
dei re: sovrani
e imperatori si

Camera Press/Ed/Ce/Mod/Contrasto
fanno ritrarre

Mondadori Portfolio/Zuma Press


in sella
insomma, è fiero in sella. Nel 1797, il filo-
sofo Immanuel Kant si lamenta per il fat- UN ANELLO PER DOMARLI
to che il re di Prussia, Federico Gugliel-
mo III, sia arrivato a Königsberg (oggi TECNOLOGIA IPPICA. Alcune innovazioni tecnologiche (per l’epoca) sono state utili
Kaliningrad, Russia) in carrozza anziché per sfruttare le potenzialità del cavallo. Come la staffa: le origini non sono certe (un
presentarsi al popolo in sella. semplice anello singolo per montare in groppa sarebbe nato in India nel II sec. a.C.),
Utili per il trasporto e la guerra, i caval- ma le sue ricadute belliche sono rivoluzionarie. Anche nella forma più semplice – una
li non si mangiano (se non per carestie, coppia di anelli di pelle che pendono dalla sella – dà ai guerrieri molta più stabilità,
almeno fino a tempi recenti: il consumo evita le cadute e permette di colpire con forza, alzandosi e “puntandosi” sui piedi. Dal
iniziò in Francia dopo la Rivoluzione, cuoio si passa al metallo, per dare al piede un sostegno rinforzato. La staffa si
quando i destrieri dell’aristocrazia fini- diffonde in Cina, in Giappone e, portata dalle invasioni di popoli dell’Asia Centrale,
scono al popolo affamato). E il cavalie- arriva in Europa tra il VI e il VII secolo d.C. E anche alle staffe si deve l’abilità nel
re può avere un rapporto stretto con il combattimento a cavallo di una formidabile armata: quella dei Mongoli. Per esempio,
suo destriero. «Dalla parte del cavallo, nel Paese è stata trovata la tomba di una donna mongola vissuta nel X secolo: dentro,
potremmo definirlo un rapporto di col- si è conservata una sella di legno con staffe di ferro talmente moderne che
laborazione», chiarisce Lovrovich. «“Io, potrebbero essere usate anche oggi. Così equipaggiati, gli arcieri di Gengis Khan
cavallo, faccio quello che gli uomini si possono essere molto mobili, restare stabili a ogni scarto del cavallo e avere le mani
aspettano da me, perché così mi tratta- libere di scoccare le frecce in tutte le direzioni, persino girati all’indietro quando si
no bene”. I cavalli stringono interazioni muovono in ritirata. Così, i Mongoli arrivano ad avere un impero immenso.
sociali più significative con chi si prende
cura di loro. Sono abitudinari e rilassa-
ti, finché riescono a prevedere che cosa climatici o per la caccia sistematica. Con per creare mandrie rinselvatichite che
accadrà nell’immediato futuro, mentre buona pace dei film western, dunque, poi forniranno altre cavalcature ai nativi
un cambiamento nella routine genera quella dei nativi americani fusi con i loro americani.
tensione». destrieri è una realtà tardiva. Così nell’800 si arriva a un West più vi-
Sono gli spagnoli a far arrivare nelle cino a quello del nostro immaginario:
SIMBOLO DEL WEST. Per ora, però, ab- Americhe il cavallo, che diventa un bene con indiani, cowboy, banditi a cavallo...
biamo raccontato una storia europea e ambito e anche razziato: i nativi che ne Ma anche con il servizio di posta super
asiatica, di addestratori ittiti, cavalieri intuiscono il potenziale, come Apache veloce entrato nella leggenda: il Pony
medievali, guerrieri mongoli... E le Ame- e Navajo, lo rubano, lo allevano e caval- Express, una staffetta tra Est e Ovest
riche? E gli indiani a cavallo dei western? cano alla maniera degli “invasori”, usan- degli Usa che garantisce la consegna di
Nel Nuovo Mondo, in realtà, bisogna dolo contro le tribù vicine. Nel 1680, una un messaggio in 10 giorni. È sempre il
aspettare l’arrivo dei conquistadores spa- rivolta del popolo dei Pueblo scaccia i cavallo a dare velocità al servizio, attivo
gnoli. Fino alla fine del XV secolo, infat- coloni spagnoli dall’attuale Nuovo Mes- tra il 1860 e il 1861. La comunicazione
ti, il continente è senza cavalli. Il cavallo sico (Usa): centinaia di cavalli abban- più rapida attraverso gli Usa fino all’arri-
selvatico era sparito circa 10 mila anni fa, donati trovano così negli Stati Centro- vo del primo telegrafo transcontinentale
non è chiaro se a causa dei cambiamenti occidentali degli Usa le condizioni ideali nel Paese, nel 1861. La prima svolta che

106 | Focus Febbraio 2019


UNA RELAZIONE CHE CURA

IPPOTERAPIA. La sensibilità dei cavalli


alle emozioni umane è alla base
dell’ippoterapia, l’equitazione
terapeutica nota fin dai tempi antichi: già
Ippocrate (460-377 a.C.), padre della
medicina, consigliava lunghe cavalcate
contro ansia e insonnia. Quando nel 1952
la cavallerizza danese Lis Hartel,
The Stapleton Collection/Bridgeman/Mondadori Portfolio

paralizzata dalle ginocchia in giù dalla


poliomielite, vinse la medaglia d’argento
nel dressage individuale alle Olimpiadi di
Helsinki, i benefici motori e psicologici
dell’interazione con il cavallo
acquistarono risonanza. Hartel (che
vinse l’argento anche ai Giochi del 1956)
aveva bisogno di aiuto per montare e
smontare, ma poi riusciva a guidare la
sua Jubilee soltanto con un debole
contatto delle mani e l’inclinazione del
segnerà la fine di un’epoca lunghissima, re della strada nelle città in crescita: è busto. Per i terapisti, la cadenza ritmata
segnata dal cavallo e dal suo ruolo... all’occorrenza taxi, furgone, trattore, del passo del cavallo stimola le abilità
ambulanza. Ancora nel 1900, i cavalli di motorie, l’equilibrio e la coordinazione.
IN PENSIONE. O NO? Il secondo muta- New York producono 1.100 tonnellate di Ma ci sono anche benefici psicologici:
mento arriva con le guerre moderne. Le letame e 270 mila litri di urina al giorno, pulire e nutrire l’animale sviluppa la
nuove armi non danno spazio a una ca- e nel 1906, un francese ogni 13 è un caval- capacità di prendersi cura di un altro, il
valleria tradizionale, nonostante una no- lo. Il cavallo da tiro è diffuso, nelle cam- rapporto con un animale – che non
tevole presenza dei cavalli ancora nella pagne, fino al secondo dopoguerra, giudica – aumenta l’autostima, in
Prima guerra mondiale: su 16 milioni, 8 quando le macchine agricole diventeran- generale sono favorite l’apertura e la
milioni periranno prima della fine del no accessibili, mandando i “trattori su socializzazione. Per queste ragioni
conflitto (insieme a 9 milioni di soldati). zampe” definitivamente in pensione. l’ippoterapia è utilizzata per alleviare i
Il terzo cambio si compierà nella prima Anche se oggi il cavallo rimane, almeno sintomi di disturbo da stress post-
parte del Novecento: tram e auto scalze- in Occidente, compagno di cure (v. riqua- traumatico, i problemi del movimento,
ranno il cavallo dalla città. Ma prima del- dro accanto), passeggiate, sport. E sem- dello spettro autistico e dell’umore, e nel
la diffusione dei suoi antagonisti, il “mo- pre amatissimo. recupero dalle dipendenze.
tore ad avena” vive un ultimo periodo da Elisabetta Intini

Febbraio 2019 Focus | 107


Tecnologia

Nelle foto con


il telefonino
non vi piacete?
Niente paura,
oggi ci sono
incredibili
app per il
fotoritocco
gestite da
intelligenza
artificiale. Per PS
essere tutti più
belli (e finti).

Il selfie
magico
Getty Images
P
uò un selfie cambiare la per-
cezione di come vediamo noi
stessi e influenzare le nostre
decisioni? Sembra di sì. È quan-
to rivelato dall’Accademia americana dei
chirurghi plastici, secondo cui nel 2017 il
55% delle richieste di interventi partiva
dal desiderio di cambiare la propria im-
magine percepita attraverso l’autoscatto.
Boris Paskhover, chirurgo alla Rutgers
New Jersey Medical School, autore di
una ricerca analoga insieme all’Univer-
sità di Stanford, ha rivelato che le perso-
ne chiedono soprattutto interventi per
ridurre le dimensioni del naso, che nei
selfie appare troppo grande. Il motivo,
come ha dimostrato lo stesso Paskhover,
è che scattando una foto da una distanza
minima, quella tipica del selfie, l’obiet-
tivo distorce l’immagine, ingrandendo
il naso del 30% rispetto alle dimensioni
reali. E creando una nuova patologia, già
ribattezzata “dimorfismo da selfie”, che
cresce soprattutto nelle generazioni di-
pendenti da Instagram e Snapchat.

RIMODELLATI. Per fortuna una soluzio-


ne esiste, senza dover andare sotto i ferri:
a salvarci potrebbe essere l’intelligenza
artificiale, come dimostra Lensa di Pri-
sma Labs, una app che utilizza le reti
neurali proprio per stimare la distor-
sione e rimodellare il viso in un aspetto
più naturale. «L’algoritmo che abbiamo
creato è in grado di riconoscere tale di-
storsione e correggerla», spiega Andrey
Usoltsev, fondatore di Prisma Labs.
«Ma è solo uno dei tanti interventi che
è in grado di eseguire: per esempio può
sbiancare i denti, far risaltare il colore
degli occhi, migliorare l’aspetto delle so-
pracciglia e della pelle, eliminare piccoli
difetti come rughe o punti neri, e poi

PRIMA E DOPO.
Con pochi interventi del
software si cambia faccia.
Getty Images
Presente e futuro dei selfie

ORECCHIE A
SVENTOLA.
Si possono
“sostituire”,
prendendole da un
database di volti.

LE RUGHE SONO
“STIRATE”.
Punti neri, rughe e
difetti della pelle si
eliminano senza
molti problemi.

CAMBIO DELLO
SFONDO.
Si lavora ad app
che cambiano uno
sfondo piatto con
uno accattivante.

TOGLIAMO CHI
NON C’ENTRA.
Se ci sono oggetti
o persone
indesiderati si
possono eliminare.

SBIANCARE
I DENTI.
La dentatura non è
immacolata? Si
può sistemare con
CONTROLLO
il software.
LUCI E OMBRE.
Nuove applicazioni
consentiranno foto
perfette anche con
luce scarsa.

A FUOCO DOPO
LO SCATTO.
Presto si potrà
mettere a fuoco
un’immagine dopo
averla scattata.

110 | Focus Febbraio 2019


separare la persona dallo sfondo, come Di norma, versità della California a Santa Barbara

il naso in un
nei ritratti eseguiti da fotografi profes­ lavora a un effetto che può cambiare la
sionisti, per valorizzare il più possibile prospettiva dell’immagine, per esempio

selfie risulta
il volto». L’applicazione è solo uno dei zoomando lo sfondo mentre la persona
tanti esempi di strumenti disponibili sui in primo piano rimane immobile. «La
nostri smartphone di quella che viene fotografia e i selfie cambieranno radical­
chiamata computational photography,
vale a dire la fotografia aiutata dal com­ il 30% più mente grazie all’intelligenza artificiale»,
ammette Usoltsev. «E queste tecnologie

grande della
puter. Ci sono app che permettono in­ porteranno a una democratizzazione
terventi degni appunto di un chirurgo della fotografia, permettendo anche a
plastico, come Facetune 2 o BeautyPlus, inesperti di catturare immagini sempre
che una volta scattato il selfie consente
di ingrandire, inspessire, rimpicciolire, realtà. più vicine a quelle ottenute dai profes­
sionisti. Credo che il software suggeri­
modificare dimensioni e inclinazione di
bocca, naso, occhi, oltre a permettere di Ma oggi si può rà di muovere lo smartphone prima di
scattare per ottenere una composizione

“riaggiustare”
farci dimagrire o ingrassare, ma anche di dell’immagine migliore, per esempio se­
modificare l’illuminazione del viso. gnalandoci che stiamo tagliando le gam­
«Gli algoritmi che modificano la luce be del soggetto inquadrato. Gran parte
o effettuano il fotoritocco si basano delle sfocature sono già prevenute da
su quanto esiste già ed è usato da anni in alcuni modelli anche a tre. «Più dati stabilizzatori ottici dell’immagine, ma è
in software come Photoshop», spiega dell’immagine fotografata si hanno più ipotizzabile che presto, come già avviene
Usoltsev, «e costituiscono la parte più è facile per l’intelligenza artificiale otte­ nella ricerca, foto sfocate potranno esse­
semplice di tutta l’operazione. Il difficile nere effetti sorprendenti», spiega Usolt­ re rimesse a fuoco da appositi algoritmi».
è istruire l’intelligenza artificiale a rico­ sev. «È appena arrivata sul mercato la fo­
noscere il volto e le sue varie parti con tocamera Light L16, che ha 16 obiettivi, e CAMBIO SFONDO. Il futuro pare più si­
estrema accuratezza». permette di modificare la messa a fuoco mile alla fantascienza che alla realtà:
dopo aver scattato (come fa peraltro la «Stiamo lavorando a nuovi algoritmi per
TANTI OBIETTIVI. Tutto questo si ottiene app Focos che sfrutta due obiettivi sullo sostituire lo sfondo di un selfie, modifi­
sottoponendo a una rete neurale miglia­ smartphone, ndr), ma anche di avere una candolo per esempio da un noioso ufficio
ia di immagini che identificano le varie maggiore gamma di luminosità e mag­ a un accattivante panorama tropicale, o
aree della faccia, in modo che quando le giore profondità di campo. Se si imma­ per rimuovere automaticamente oggetti
viene presentato un nuovo volto è in gra­ gina di aggiungere ancora più obiettivi e dall’immagine, dando la possibilità di fo­
do di fare il lavoro da sola. «Quello che sensori agli smartphone, è chiaro che le tografare il soggetto da dietro una grata,
per esempio riusciamo a fare con Lensa possibilità odierne saranno superate da rimuovendo le sbarre successivamente.
è isolare in modo preciso la pelle di un effetti stupefacenti». Ma altre possibilità saranno quella di ri­
volto, per automatizzare il procedimen­ allineare un volto leggermente inclinato
to di fotoritocco». La chiave per ottene­ ORECCHIE NUOVE. Per capire cosa ci ri­ a destra o a sinistra in un selfie, grazie
re su uno smartphone questi risultati un serverà il futuro dei selfie e delle foto su all’intelligenza artificiale che ricostrui­
tempo impensabili sta nell’incredibile smartphone bisogna vedere quali sono sce la tridimensionalità del volto, oppure
capacità di calcolo dei modelli odierni, gli ultimi studi sulla fotografia computa­ di calcolare lo spazio di una scena sem­
ma anche, in alcuni casi, nell’utilizzo del zionale che provengono dai laboratori di plicemente fotografandolo: questo con­
cloud per effettuare in pochi istanti quel­ ricerca. Google insieme al Mit di Boston sentirà probabilmente di poter cambiare
le complesse elaborazioni che richiedo­ ha sviluppato un algoritmo per migliora­ l’angolo di visuale, vale a dire il punto di
no hardware più sofisticati. «Di certo», re la foto quando ancora stiamo inqua­ vista della foto, anche dopo che si è scat­
spiega Usoltsev, «le cose sono diventate drando la scena, facendoci vedere subi­ tato». Una cosa indispensabile per foto­
più semplici con l’introduzione di micro­ to come apparirà grazie alle modifiche grafare è la luce, e tutti sanno quanto
chip dedicati all’intelligenza artificiale dell’intelligenza artificiale, consenten­ siano sempre state poco soddisfacenti le
su nuovi telefoni», come il Kirin 980 di doci per esempio di scattare un panora­ immagini catturate dallo smartphone in
Huawei o l’A12 Bionic di Apple, «perché ma che altrimenti ci apparirebbe troppo condizioni di luce precarie, rispetto a
accelerano grandemente il tipo di calco­ contrastato o in ombra. Nvidia ha dimo­ come percepiamo la stessa scena dal
li matematici particolari, resi necessari strato come l’intelligenza artificiale sia vivo. Anche in questo caso è probabile
dalle reti neurali». Non solo, questi mi­ in grado di sostituire automaticamente che i nostri telefoni si avvicineranno
crochip permettono, senza l’intervento e in maniera credibile parti di un volto, sempre più a ciò che cattura l’occhio
di ulteriori software, di riconoscere l’og­ come un naso troppo grosso o le orecchie umano: un gruppo di ricercatori di Intel
getto inquadrato (una persona, un ani­ a sventola, con parti alternative prese da e dell’Università dell’Illinois ha creato
male, del cibo ecc.) e scegliere il miglior uno smisurato database di immagini. un algoritmo in grado di aumentare il li­
settaggio dell’immagine per esaltarne le Mentre Adobe sta lavorando seriamente vello di esposizione di immagini scure
caratteristiche, o per esempio migliorare sulle proporzioni del viso, per riaggiu­ fino a 300 volte, ottenendo dunque risul­
la sfocatura dallo sfondo. stare le distorsioni causate dall’obiettivo tati finora possibili solo con fotocamere
Un altro vantaggio deriva dall’evoluzio­ dello smartphone, ma anche sulla possi­ professionali montate su treppiede.
ne delle fotocamere degli smartphone, bilità di comunicare con la voce al soft­ L’innovazione potrebbe lanciare la moda
perché da un solo obiettivo ormai la mag­ ware di fotoritocco come desideriamo dei selfie... a lume di candela.
gior parte dei telefoni è passata a due, e modificare l’immagine. E, ancora, l’Uni­ Marco Consoli

Febbraio 2019 Focus | 111


Domande
& Risposte
A cura di Isabella Cioni

Shutterstock/Jomic
È PIÙ VIOLENTO BATMAN O JOKER?
Se lo è chiesto l’accademia dei pediatri americani. Scoprendo che...
Inaspettatamente, Batman. Nei film di supereroi, infat- ne pericolosa: se il proprio idolo impegnato a salvare il mondo
ti, i “buoni” compiono azioni brutali più spesso dei “cat- è in realtà un sanguinario, potrebbero volerlo emulare, creden-
tivi” di turno, stando all’analisi di dieci pellicole recenti do che il fine giustifichi sempre i mezzi. Non a caso la visione di
presentata all’ultimo congresso dell’American Academy of Pe- film violenti si associa a una maggiore aggressività nei giova-
diatrics. Si è visto così che, in media, in un’ora un supereroe nissimi: così John Muller, autore dello studio e pediatra dell’U-
inanella 25 reati (dall’uso di armi letali alla distruzione di pro- niversità della Pennsylvania, consiglia la visione condivisa in
prietà, dall’omicidio alla tortura, anche se l’atto violento più famiglia e soprattutto «la discussione con i genitori sulle con-
frequente è la semplice lotta) contro 18 dell’antagonista; i ma- seguenze della violenza, per sviluppare il senso critico: guarda-
schi, con 34 azioni da bollino rosso all’ora, sono inoltre più ma- re il film insieme senza commentarlo lancia il messaggio impli-
neschi delle eroine femminili, che ne compiono appena 7. cito che il genitore approvi quel che passa sullo schermo, gesti
I pediatri temono che i bambini possano trarne una conclusio- crudeli dell’eroe “buono” inclusi». E.M.

Quanto vivono in media i ragni?


In genere da 1 a 2 anni. Ma la durata della loro vita è molto variabile a seconda
della specie (se ne conoscono oltre 46.700), dell’ambiente nel quale vivono e del
sesso. Le femmine, infatti, sono più longeve perché continuano a crescere e ad
effettuare mute anche dopo aver raggiunto la maturità sessuale, a differenza dei maschi.
In natura, poi, i ragni che stanno in zone con grandi escursioni termiche hanno vita più
lunga di quelli che hanno come habitat zone tropicali e umide. Gli esemplari di ragno
ballerino (Pholcus phalangioides, nella foto), che si trovano comunemente nell’ambiente
riparato delle nostre case, vivono 3 anni se femmine e 1-2 se maschi. Il record di longevità
per un ragno, tuttavia, è di un esemplare femmina di Gaius villosus, per anni studiata nel
Getty Images

suo habitat naturale in Australia, morta per la puntura di una vespa a ben 43 anni di età. Un
caso eccezionale, perché la vita media della sua specie va da 5 a 20 anni. D.V.

112 | Focus Febbraio 2019


Inviata da ANITA

L’amicizia può combattere l’obesità?

Uig/Getty Images
SÌ. LO SOSTIENE IL CENTRO COMUNE DI RICERCA della
Commissione europea: l’amicizia, infatti, può stimolare i bambini a

È sicuro praticare più sport. Nella ricerca, 350 studenti delle scuole elementari
hanno indossato quotidianamente per sette settimane un accelerometro in
mangiare grado di registrare l’attività fisica svolta. I dati sono quindi stati trasformati in
punti che, al termine dell’esperimento, permettevano di ottenere premi in base
i fiori? all’attività svolta dal singolo bambino (incentivi individuali) oppure a quella dei
loro migliori amici o a quella della loro squadra (per i ricercatori “incentivi
Non molto. I fiori abbelliscono i sociali”). I risultati hanno dimostrato che gli incentivi sociali sono stati
piatti e oggi sono di moda nei ri- nettamente più efficaci nel motivare i bambini a svolgere attività fisica,
storanti chic, ma non sempre è il portando a un incremento di questa del 52%. Inoltre, le bambine sono risultate
caso di metterli in bocca stando alla se- più recettive agli incentivi in cui i punti venivano scambiati con quelli delle
gnalazione del National Food Institute migliori amiche, mentre nei maschi avevano più successo quelli di gruppo, in
danese che, per la prima volta, ha analiz- cui i punti venivano sommati e redistribuiti tra i membri di una squadra. F.D.
zato i dati scientifici di sicurezza dispo-
nibili per 23 specie di fiori usati spesso in
cucina, come le violette o i nasturzi.
È emerso così che ben 13 di queste con-
tengono tossine che, pur non essendo
quasi mai pericolose dopo un solo assag-
gio, potrebbero diventarlo nel lungo ter-
mine, se si mangiano spesso e in quanti-
tà. È il caso dei fiori dell’achillea, che
contengono tujone, una neurotossina
che potrebbe essere dannosa sul sistema
nervoso ma anche sull’apparato ripro-
duttivo, o quelli della viperina azzurra,
pianta simile alla borragine, che conten-
gono alcaloidi pericolosi per il fegato e
con un possibile effetto cancerogeno.
I dati sono però così scarsi che non è sta-
to possibile stabilire una soglia di consu-
mo sicuro. Per non correre rischi meglio

Agencja Fotograficzna Caro/Alamy/Ipa


mangiare fiori solo ogni tanto, in attesa
di nuove indicazioni di sicurezza: secon-
do i ricercatori danesi, il loro consumo
dovrà essere approvato dopo le opportu-
ne valutazioni come prevede la legisla-
zione comunitaria UE, la stessa che, per
esempio, si è espressa sul consumo degli
insetti a tavola. E.M.

Saturno potrebbe perdere i suoi anelli?


FORSE. L’anello più interno di Saturno, per gli astronomi
“anello D”, sta infatti espellendo a una velocità molto elevata
(dieci volte maggiore di quanto si pensasse) una gran quantità
di polveri. Queste ultime sono ricche di composti quali metano,
ammoniaca, azoto molecolare e altro ancora, mentre prima si credeva
fosse presente solo acqua. Lo ha scoperto la missione Cassini,
durante l’ultima fase della sua vita, grazie a uno spettrometro di massa
che ha consentito di effettuare analisi chimiche. Gli scienziati hanno
concluso che il materiale espulso sta modificando l’atmosfera di
Saturno, anche se sono necessarie ulteriori osservazioni. Comunque,
la perdita di materiale osservata suggerisce che presto o tardi, senza
un bilanciamento (per esempio l’arrivo di materia dagli anelli vicini), il
Nasa

sistema degli anelli potrebbe in parte cambiare aspetto. E.V.

Febbraio 2019 Focus | 113


D&R Dove si parla
il maggior
numero
di lingue
al mondo?
Ha una superficie di appena
78 km quadrati, su cui
vivono poco meno di 500
persone... che però, fra di loro,
comunicano in nove differenti
idiomi. È l’isola di South Goulburn,
del piccolo arcipelago delle

Mike Olbinski/mediadrumworld.com/Ipa
Goulburn nel mare di Arafura, al

Perché i fulmini largo della costa settentrionale


dell’Australia; un lembo di terra
si sviluppano ricoperto dalla foresta dove la
comunità locale di aborigeni
a zig-zag? Warruwi si esprime, oltre che in
inglese, nelle lingue Bininj
Kunwok, Burarra, creolo dello
Le cariche elettriche che attraversano il cielo Stretto di Torres, Iwaidja,

seguono un percorso invisibile...


Kunbarlang, Mawng, Ndjébbana e
Na-kara, e in Yolngu-Matha.
La capacità degli abitanti di
Durante una tempesta, le cariche istantaneamente sul canale, illuminan- capirsi, pur parlando dialetti
elettriche negative che formano done il percorso e le ramificazioni in vir- diversi, viene indicata come
la maggior parte dei fulmini (al- tù della forte energia luminosa generata. “multilinguismo recettivo”,
cuni sono a carica positiva) si accumula- La ionizzazione dell’aria però non è omo- fenomeno per cui ogni soggetto
no alla base delle nubi temporalesche; da genea e non procede lungo una linea ret- riesce a comprendere alcuni o tutti
qui partono per abbattersi sulla superfi- ta verticale dalla nuvola a terra: l’aria è gli altri idiomi, continuando però a
cie terrestre, che ha invece carica positi- infatti un isolante elettrico, per cui il ful- esprimersi solo nel proprio.
va. Questa differenza può generare una mine in formazione, per raggiungere ve- A spiegarlo è Ruth Singer, linguista
ionizzazione dell’aria, che diventa con- locemente il suolo, deve trovare il per- dell’Australian National University,
duttiva e si propaga dalla nuvola al suolo corso più conduttivo. Utilizzerà quindi i che ha studiato le abilità dei
in un canale discendente, chiamato an- corridoi più ionizzati, procedendo a zig- poliglotta Warruwi e la loro cultura.
che “scarica pilota”. Al contatto con il zag per scorrere attraverso i punti in cui Per la comunità locale, infatti, ogni
terreno, le cariche elettriche risalgono la conducibilità dell’aria è maggiore. R.M. idioma è considerato un’eredità
del clan di origine, per cui
esprimersi in una lingua differente

Dove passò Annibale per entrare in Italia? significherebbe servirsi di


qualcosa che non appartiene. Il
linguaggio altrui può essere però
Il generale cartaginese superò le Alpi attraverso il Colle delle Traversette, un compreso, mantenendo così la
valico a 2.950 metri di quota nei pressi del Monviso, al confine con la Francia. comunicazione con tutti pur
Lo dice uno studio congiunto della Queen’s University di Belfast e della York tutelando il proprio retaggio. R.M.
University di Toronto, che è riuscito a scoprirlo analizzando gli escrementi degli animali al
seguito di Annibale, con il quale partirono 37 elefanti e circa 15.000 tra cavalli e muli.
Sul valico delle Traversette è stata rinvenuta, a un metro di
profondità, una traccia microbiologica compatibile con
De Agostini/Getty Images

quella lasciata da quegli animali e datata con il carbonio 14


a circa 2.200 anni fa, ossia all’inizio della Seconda guerra
punica tra Roma e Cartagine (218 a.C.). Fino ad ora si era
creduto che il transito fosse avvenuto 80 km più a nord, sul
Colle Clapier, affidandosi alla deduzione dello storico Tito
Livio, che considerava quel tragitto il più ovvio visti i 600
Getty Images

metri di quota in meno rispetto alle Traversette. Annibale


potrebbe invece aver optato per il valico più impervio con
l’intento di sfuggire a possibili imboscate. S.V.

114 | Focus Febbraio 2019


Sono più
affascinanti
Reuters/Contrasto
gli sportivi o
i chitarristi?
Decisamente i chitarristi che, secondo uno studio
realizzato dall’Université de Bretagne-Sud e pubblicato
su Psychology of Music, avrebbero più del triplo delle
percentuali di successo rispetto agli sportivi.
Per giungere a questo risultato i ricercatori hanno chiesto a un
ragazzo, giudicato precedentemente “attraente” da un campione
di donne, di fermare 300 ragazze per strada dicendo a ognuna
che la riteneva molto carina e chiedendo il numero di telefono.
Per un terzo degli approcci il ragazzo aveva in mano una custodia
da chitarra, per un terzo un borsone sportivo e per un terzo nulla.
Analizzando i risultati è emerso chiaramente la preferenza per il
ragazzo ritenuto un artista delle sei corde: le risposte positive in
quel caso sono state infatti il 34 su 100, più del triplo di quando la
borsa a tracolla lo identificava come uno sportivo: in questi casi
solo il 9% delle ragazze ha deciso di dare il proprio numero di
telefono. Quando, infine, non aveva nulla in mano le risposte
positive sono state 14 su cento. F.D.
Bloomberg/Getty Images

I suoni e le luci
delle slot-machine
sono pericolosi?
Sì, perché facilitano lo sviluppo della dipendenza
patologica dal gioco d’azzardo: lo ha dimostrato
Mariya Cherkasova dell’Università della British
Columbia a Vancouver, in Canada, su un centinaio di volontari
analizzati mentre giocavano alle slot-machine.
Innanzitutto, la ricercatrice ha osservato che le pupille si
dilatano di più quando rumori e luci aumentano, a indicare
che i giocatori sono più all’erta e concentrati sull’obiettivo di
vincere. Quando dalla slot scendono le monete però sarebbe
meglio tapparsi occhi e orecchie: più a una vincita (anche
minima) vengono associati effetti sonori e visivi intensi, dai
jingle ad alto volume ai colori brillanti che passano
vorticosamente sugli schermi, più aumenta la tendenza a
rischiare altri soldi. Come se non bastasse, i “dling-dling” a
tutto spiano rendono meno propensi a riflettere sulla reale
probabilità di vincere, perfino se qualcuno accanto fa notare
che si sta esagerando. Il risultato è che, inebriati da luci e
suoni, si vuole solo continuare a giocare e questo spiana la
strada alla dipendenza patologica. E.M.

Febbraio 2019 Focus | 115


D&R - Speciale FOCUScuola
Queste notizie sono state realizzate dalle classi vincitrici dell’ottava edizione del
concorso “FOCUScuola: redazioni di classe”, riservato alle scuole superiori di tutta Italia,
indetto da Focus in collaborazione con l’Osservatorio Permanente Giovani Editori.

Perché il
canguro si
chiama così?
La parola canguro deriva da
uno degli antichi linguaggi
aborigeni australiani. Un mito
diffuso afferma però che il termine sia
nato da... un’incomprensione. I fatti si
sarebbero svolti così: quando
l’esploratore inglese James Cook, nel

Shutterstock/Monopoly919
1770, sbarcò sulle coste australiane,
avrebbe chiesto agli indigeni quale
fosse il nome di quello strano animale,
sconosciuto in Europa. Questi
avrebbero risposto “can-gu-ru” che
significa “non capisco”. L’esploratore
Che cos’è e come funziona avrebbe però interpretato male la loro

l’agricoltura di precisione?
risposta, battezzando così il primo
“canguro” (kangaroo, in inglese).
II A, Ipsaa S. Salvati di Monteroberto
Una risposta tecnologica alle sfide del futuro. (Ancona)

Applicare il giusto trattamento, attraverso lo studio delle immagini sa-


nel posto giusto e al momento tellitari del suolo, e quelle catturate da
giusto. Questa è la promessa del- un drone a lunghissima autonomia, si
la cosiddetta “agricoltura di precisione” individuano le zone più favorevoli alla
(AP), una gestione dei processi agricoli semina in base alla tipologia di pianta e
sempre più importante, vista la crescita ai possibili ostacoli.
continua della popolazione mondiale. I Elaborato poi il file di mapping con appo-
9,5 miliardi di persone che popoleranno siti software, si passa alla seconda fase. I
il pianeta nel 2050 rappresentano infatti dati ottenuti vengono “dati in pasto” al
una sfida enorme per l’agricoltura, chia- computer di bordo di un apposito “dro-
mata a incrementare i livelli di produtti- ne seminatore”. Questo, volando a 2-3
Shutterstock/Wonderly Imaging

vità nel rispetto dell’ambiente. metri dal suolo, lascia cadere a terra, in
Come funziona? Il processo di semina, punti precisi geo-referenziati, i semi del-
studiato nei minimi dettagli per ottimiz- le piante, avvolti in un contenitore di nu-
zare al massimo la resa di ciascun seme e trienti completamente biodegradabile.
i costi, si compone di due fasi fondamen- III Ach, Istituto Pacinotti di Taranto,
tali. La prima è il cosiddetto “mapping”: dipartimento di chimica

Perché il pomodoro non si chiama pomorosso?


Il pomodoro è un ortaggio simbolo della dieta mediterranea: essendo un noto
antiossidante è infatti un ingrediente ideale per un’alimentazione sana. Originario del
Shutterstock/Tim Ur

Messico e del Perù, era molto apprezzato dalle popolazioni locali, che lo consumavano
anche sotto forma di salsa, proprio come facciamo noi. Fece la sua comparsa in Europa nel 1540,
trasportato dalle navi del conquistador Hernán Cortés. Tuttavia, all’inizio non ebbe grande
successo. Si provò infatti a coltivarlo solo nel Nord della Francia, e a causa del clima freddo di
quelle zone risultò un ortaggio molto diverso da come si presenta oggi: non di un bel colore rosso
vivo ma un più sbiadito giallodorato. Per questo motivo si diffuse con il nome di pomodoro.
II B, liceo scientifico Galileo Galilei di Mondragone (Caserta)

116 | Focus Febbraio 2019


Osservatorio

Idee
Innovazione
Tecnologia

A cura di Sabina Berra

Robot

Scribit, disegna sui


muri come su una tela
U
n ristorante può scrivere il proprio qualsiasi parete verticale. Può essere installato
menu del giorno su una parete, una so- in pochi minuti e si sposta su qualsiasi superfi-
cietà finanziaria gli aggiornamenti di cie, compresi vetro e intonaco, sui quali si può
Borsa per averli sempre sott’occhio, e chi ama appunto disegnare, cancellare e ridisegnare
Cultura l’arte può riprodurre i propri disegni o un’opera quante volte si vuole.
d’arte sul muro di casa propria. Sono solo alcu- ANCHE DAL WEB. Scribit consente di creare
Musei on line ne delle possibilità che offre Scribit, un piccolo contenuti originali oppure anche partendo da
robot ideato da Carlo Ratti, architetto e inge- un file scaricato dal Web, che sarà in seguito di-
Il Museo nazionale del Brasile gnere italiano che insegna al Mit di Boston, e segnato autonomamente dal robot. Si può pre-
a Rio De Janeiro, andato che sarà in vendita a breve. ordinare, a partire da 449 dollari, su https://
distrutto a causa di un incendio Scribit è in grado di disegnare immagini su scribit.design.
lo scorso settembre, rinasce
ora in versione virtuale su
Google. È il risultato di una L’AI ORA SERVE PER PRESERVARE LE API
collaborazione tra Google Arts
& Culture e il museo brasiliano intensiva, i mutamenti
iniziata già nel 2016, quando è climatici, l’uso di pesticidi e
stato dato il via al lavoro di la sparizione dei campi fioriti.
digitalizzazione delle opere Le api infatti sono
grazie a scansioni 3D, foto in indispensabili per
alta risoluzione e realtà l’impollinazione di piante che
virtuale. L’intenzione del producono circa un terzo del
progetto era quella di cibo del Pianeta. Per questo,
permettere a chiunque, in ogni in collaborazione con Oracle,
parte del mondo, di vedere i che fornirà la tecnologia
circa 20 milioni di reperti di una Cloud, il progetto raccoglierà
delle più importanti collezioni ed elaborerà, con
mondiali, dall’antico Egitto alle l’intelligenza artificiale, dati
popolazioni indigene del Natura che riguardano non solo
Brasile. Tra i pezzi più temperatura, umidità e
importanti anche Luzia, uno Monitorare le api da miele ottenere nuovi dati quantità di produzione del
scheletro di 11.500 anni fa, il per salvarle dall’estinzione. sull’interazione tra gli insetti miele, ma soprattutto i suoni
più antico reperto umano È questo lo scopo di The e l’ambiente in cui vivono. prodotti con ali e zampe
scoperto in America Latina. Il World Bee Project Hive Lo scopo è quello di cercare dalle api, che saranno
museo virtuale si può visitare Network, un progetto che di arrestare il declino del loro elaborati per metterli in
partendo dall’url https:// intende mettere in Rete le numero, dovuto a vari fattori correlazione con l’habitat e il
artsandculture.google.com/ arnie di tutto il mondo per tra i quali l’agricoltura relativo stato di salute. M.C.
project/museu-nacional-brasil.

118 | Focus Febbraio 2019


ENEL GREEN Energia
POWER PER
L’AMBIENTE
L’Italia, grazie a Enel
Green Power (Egp), è
capofila nella diffusione
dei Res (Renewables
Hi-tech
Energy Systems), i sistemi
energetici basati su fonti
Un letto per i pigri rinnovabili come il solare, prevedono che entro il energetiche fossili.
Può far risparmiare tempo, il letto l’eolico, il geotermico, 2030 la popolazione Egp è nata nel 2008 come
Smartduvet (www.smartduvet.com) l’idroelettrico e le mondiale passerà da 7 a spin-off di Enel
perché... si rifà da solo. Non solo: aiuta biomasse. E attualmente 8,5 miliardi di individui, Produzione, puntando
anche a dormire meglio (e tutela la vita Egp è anche leader per arrivare a 9,7 miliardi sulla sostenibilità
di coppia) perché permette di regolare la mondiale del settore con nel 2050. Di questi, il 75% ambientale e
temperatura dei due lati del letto in una produzione di energia vivrà perlopiù nelle città, rivoluzionando il settore
modo indipendente, grazie a una pompa di 100 TWh, generati da determinando un delle rinnovabili, con la
e a un lenzuolo speciale dove viene oltre 1.200 impianti in incremento di almeno il tecnologia: flotte di droni
incanalata l’aria utile per raffreddare o funzione in 30 Paesi in 30% del fabbisogno gestiti dall’AI per il
riscaldare (lo stesso getto d’aria che si Europa, America, Africa, energetico (dati controllo remoto dei
usa per distendere il piumone). Un Asia e Oceania. Tutto ciò dell’International Energy pannelli solari nelle
sistema che si gestisce con un’app dal per raggiungere l’obiettivo Agency). Inoltre alimentare centrali fotovoltaiche, uso
proprio smartphone. Smartduvet di utilizzo di energie le energie rinnovabili dei robot per la
presenta dei vantaggi anche per chi ha rinnovabili al 100% entro sostiene l’urgenza di costruzione e la
scarsa mobilità e soffre di artrite, in il 2050. Un passo avanti contrastare l’aumento del manutenzione, sviluppo
quanto aiuta a eliminare l’umidità. notevole, se teniamo riscaldamento globale di una piattaforma che
Permette inoltre di risparmiare energia, conto delle stime delle abbandonando controlla in tempo reale
perché non rende più necessario Nazioni Unite che progressivamente le fonti le pale eoliche. F.T.
scaldare o raffreddare troppo la casa.
Scienza

Creare nuove ipotesi del futuro.


È la base per l’evoluzione
umana, l’arte e la scienza.

S
erve nella matematica, nel porta in mondi inesistenti, ma senza di
design. E nel sesso. Con essa essa non potremmo progredire”.
costruiamo universi paralleli,
mondi inesistenti, ipotesi fan- IMAGINO ERGO SUM. È proprio quello
tasiose e situazioni inventate. Molto più che è avvenuto nella storia dell’uomo.
spesso di quanto pensiamo, siamo nelle La “cultura immaginativa” può guarda-
mani di una forza mentale potentissima: re una roccia e figurarsi che cosa succe-
l’immaginazione. de se la colpisco e se ne stacca un pezzo.
Il risultato, che nella mente è un sasso
TROPPI SIGNIFICATI. A metà strada tra le scheggiato, nella realtà diventa uno dei
emozioni e la razionalità, è stata a lungo primi strumenti che la linea evolutiva
dimenticata dagli scienziati e se ne parla umana – ben oltre due milioni di anni fa
poco. Il problema, spiega Sheldon Brown, (vedi grafico nelle pagine successive) – ha
direttore dell’Arthur C. Clarke Center for usato per staccare la carne dalle carcasse
Human Imagination dell’Università di degli animali uccisi. Costruendosi nella
California, a San Diego, è che la parola mente la struttura della roccia modifi-
“immaginazione” ha troppi significati. cata, dai primi sassi grossolanamente
C’è infatti l’immaginazione dei bambini scheggiati si passò agli utensili acheule-
che si fingono pirati. C’è quella di chi si ani (che risalgono a 1,76–0,13 milioni di
immagina come andrà un esame o si pro- anni fa circa), più piccoli e precisi. «I no-
ietta in una situazione futura. Ma ci sono stri antenati sopravvissero perché una
anche le fantasie sessuali. O la capacità di primitiva cultura immaginativa li aiutò
“vedere” come un oggetto può essere tra- a improvvisare e trasmettere la caccia e
sformato in uno strumento. L’immagi- la raccolta cooperativa», spiega Stephen
nazione entra in campo persino nell’ide- Asma, professore di filosofia a Chicago
are gli esperimenti scientifici e, nella sua e membro del Research Group in Mind,
forma più artistica, si trasforma nella Science and Culture, autore di The evolu-
cosiddetta creatività che produce mondi tion of imagination (del 2017, edito dalla
paralleli o inesistenti. Sheldon Brown University of Chicago Press).
pensa che Carl Sagan, astronomo e divul- Ma l’esperimento mentale, “le prove
gatore del secolo scorso, avesse ragione e gli errori” nel cervello non sono utili
quando affermava: “L’immaginazione ci solo nella costruzione di strumenti. Al-

Ci vuole

immagin
una bella
120 | Focus Febbraio 2019
IN SINTESI
• Lo studio dell’
immaginazione
è stato a lungo
trascurato.
• Eppure, secondo
alcuni psicologi, è
stato importante
nell’evoluzione
umana, per
costruire scenari
e soluzioni
a problemi
dell’ambiente.
• Potenziata dal
linguaggio, è
fondamentale
nella vita sociale,
nell’indagine
scientifica e
nella creatività
artistica.

azione
Getty Images

MONDI ALTERNATIVI.
Il gioco dei bambini
manifesta e stimola
la loro immaginazione
e creatività, ed è
fondamentale per
la loro crescita.

Febbraio 2019 Focus | 121


SETTE PASSI VERSO

Fonte: britishacademy 2007


L’IMMAGINAZIONE 5

Secondo Steven Mithen, antropologo


dell’Università di Reading, nel Regno
Unito, sono stati necessari sette
cambiamenti chiave per far emergere
l’immaginazione umana così come la Australopithecus
conosciamo. Ognuno si è verificato per 4
altri scopi, i primi tre nei nostri lontani
antenati, ma gli ultimi quattro
esclusivamente per Homo sapiens.

1 TEORIA DELLA MENTE 1


La consapevolezza che gli altri hanno credenze
e stati mentali simili ai propri permette
“esperimenti mentali” su pensieri altrui.

2 CICLO DI VITA 3
L’uomo ha un lungo periodo di infanzia e
adolescenza. Momenti senza responsabilità,

MILIONI DI ANNI FA
con l’opportunità di giochi immaginativi.

3 INTELLIGENZA SPECIALIZZATA
Moduli mentali evoluti, dedicati a specifici
pensieri o comportamenti, permettono di Homo habilis
combinare diverse conoscenze per nuove idee. 2
4 LINGUAGGIO 2
Un sistema di regole grammaticali; secondo
Mithen si è evoluto solo in Homo sapiens e
consente la creazione e l’elaborazione di idee H. ergaster LABORATORI CREATIVI.
che non possono essere concepite da una Da semplici oggetti, le
singola mente. persone immaginative
5 FLUIDITÀ COGNITIVA possono ricavare stimoli
Usare il linguaggio per combinare le importanti per scoprire
conoscenze specialistiche permette la nuove idee o principi.
creazione di nuovi pensieri e idee tra cui
metafore e simboli.
3 1

6 MENTE ESTESA H. erectus Il passaggio dalle antiche specie antena-


L’uso di tecnologie come la scrittura e i chip te di uomo e scimpanzé, oltre 6 milioni di
per computer per archiviare e condividere
nozioni e dati permette di migliorare idee anni fa, ha condotto alla linea evolutiva
esistenti. dell’uomo, che ha sviluppato al massimo
molte capacità intellettive, tra le quali
7 SEDENTARIETÀ H. sapiens
l’immaginazione.
La transizione dalla caccia e raccolta
all’agricoltura fa in modo che gli individui, 45 6 7
attraverso la creazione di eccedenze alimentari, 0
possano trascorrere del tempo in attività H. heidelbergensis LA POTENZA DEL LINGUAGGIO. In que-
creative. H. neanderthalensis sto contesto, la narrazione e il linguag-
gio, sotto forma di graffiti, di pitture sul
corpo, di ornamenti e degli antecedenti
tri passi della nostra evoluzione si sono si è sempre ritenuto che la costruzione di della musica, hanno enormemente au-
verificati proprio secondo questo mec- situazioni diverse da quelle di tutti i gior- mentato il potere dell’immaginazione
canismo mentale, ovvero costruendo ni (appunto, immaginare qualcosa) fos- dell’uomo del Pleistocene. Come spiega
una o molte alternative. L’uso del fuoco se basata essenzialmente sul linguaggio, il linguista israeliano Daniel Dor, la co-
per esempio ha totalmente rivoluziona- una delle più grandi spinte all’evoluzione municazione complessa ha fornito agli
to la nostra evoluzione, permettendoci umana. Ma numerosi esempi dimostra- uomini le “istruzioni per l’immaginazio-
di cuocere la carne, scaldarci di notte e no che il linguaggio non è necessario: ba- ne”, rendendola più articolata. Un ulte-
allontanare i predatori. Immaginare che stano, come dice il nome, le immagini. Ne riore passo, nelle epoche successive, è
da un ramo che brucia si potesse ricavare sono prova i bambini molto piccoli e gli stato quello di trasformare la costruzio-
uno dei più potenti strumenti della no- animali, privi di linguaggio. L’immagina- ne di mondi paralleli in racconti e saghe
stra storia è stato fondamentale per i pri- zione è per così dire prerequisito di ogni con fini morali (dalla storia sumera di
mi uomini. Così nascono tutte le nuove essere vivente. Di fronte a un’alternativa, Gilgamesh al Mahabharata, un grande
strategie di comportamento: “Se mi alleo tutti gli animali dotati di una certa intel- poema epico dell’induismo, che risale al
con il capo della tribù, cosa potrebbe ac- ligenza devono fare una scelta, e quindi IV secolo a.C.).
cadere? E cosa succede se invece prendo immaginarsi quali potrebbero essere le
un’altra strada e cerco di spodestarlo?”. conseguenze. Specie dal cervello com- SOGNO O SON DESTO? Ma come fun-
Le facoltà immaginative, secondo gli plesso, come gli scimpanzé, sono in grado ziona l’immaginazione? Per capirlo gli
scienziati, sono comunque comparse di immaginare di utilizzare sassi o altro scienziati studiano il momento in cui
gradualmente. In questo lungo cammino, per rompere le noci. sogniamo, quando alcune regioni cere-

122 | Focus Febbraio 2019


Il primo
passo è stato
immaginare
sassi
scheggiati

Erich Lessing/Album/Mondadori Portfolio


Getty Images

brali e i neurotrasmettitori che agiscono ti: immaginando di suonare il piano è UNIVERSI PARALLELI
nella vita conscia diminuiscono le loro possibile potenziare le connessioni neu­
attività, per lasciare spazio a quella che ronali nelle regioni correlate alle dita. In ARTE, SCIENZA E CREATIVITÀ. Il tipo
si potrebbe chiamare “immaginazione tal modo è più facile recuperare l’uso di di immaginazione più complesso è forse
involontaria”. È un momento in cui il alcune parti del corpo. quello che costruisce mondi in cui le
cervello rimescola i pensieri, per così leggi di natura non esistono, vengono
dire, ma in maniera disordinata e cao­ FUTURO PROSSIMO. Ancora oggi dun­ regolarmente infrante, o sono molto
tica, tumultuosa e senza (apparenti) que l’immaginazione è fondamentale diverse da quelle “classiche”. Meglio
connessioni. Solo quando ci si sveglia, la per l’uomo moderno. Quasi quanto lo è ancora, come dice l’antropologo inglese
corteccia prefrontale, dove risiede l’atti­ stata per i nostri antenati più lontani. Steven Mithen, quelli in cui le opere più
vità di pianificazione dei comportamen­ Ci permette per esempio di muoverci fantasiose combinano elementi familiari
ti complessi, riprende il controllo. nel mondo astratto della matematica e ad altri appartenenti a mondi o scenari in
I più recenti studi hanno confermato della meccanica quantistica. È il moto­ apparenza impossibili, come quelli in cui
che l’immaginazione è una facoltà dav­ re dell’innovazione e della scienza. Lo agiscono gli artisti come Magritte e Dalí,
vero potente. Quando immaginiamo stesso filosofo della scienza Karl Popper o le improvvisazioni dei musicisti
qualcosa di spaventoso, come animali pensava che per la formulazione di teorie sperimentali (che stanno pur sempre
o eventi minacciosi (ragni o cani rin­ scientifiche fosse necessaria l’immagi­ all’interno delle regole musicali).
ghianti per esempio), il nostro cervello nazione, una spinta a superare la cono­ Anche la scienza approfitta della
reagisce come se ci trovassimo di fronte scenza esistente fino a quel momento. creatività per “progettare” nuovi mondi,
a veri ragni o cani. «A livello del cervello, Non solo: la costruzione di creature fan­ apparentemente contro le regole fin a
l’esposizione immaginaria alla minaccia tastiche, mai viste, e situazioni del tutto quel momento esistenti.
non è diversa, e l’immaginazione funzio­ impossibili è anche alla base di tutta l’ar­ Basandosi su una gran mole di dati,
na quanto la realtà», afferma Marianne te (vedi riquadro in questa pagina): un’al­ Darwin immaginò e descrisse un mondo
Reddan, dell’Università di Boulder, in tra peculiarità della nostra specie. Eser­ in cui le specie cambiano in
Colorado. Gli psicologi clinici sfruttano citare l’immaginazione in tutti gli ambiti, continuazione, senza necessità di una
questo meccanismo già da tempo sui loro dal privato al sociale, non è quindi una mente suprema che le avesse create. E
pazienti: immaginare ciò che ci spaven­ perdita di tempo, ma consente di usare al uno degli aneddoti più famosi riferiti da
ta in una situazione di tranquillità può massimo le enormi capacità del cervello Einstein descrive il momento in cui si
aiutarci a superare la paura. E questo umano. immagina a cavallo di un raggio di luce.
vale anche per attività meno inquietan­ Marco Ferrari

Febbraio 2019 Focus | 123


Scienza

m
po Temp
Tem p
Te

A spasso nel
tempo o
o
Tempo
o

p
Ideato (grazie
V
Tem iaggiare indietro nel tempo è possibile: non è il lancio
di un nuovo film di fantascienza, ma il risultato di una

alla Relatività ricerca scientifica condotta da Caroline Mallary, dot-


toranda in Fisica alla University of Massachusetts a

generale Dartmouth (Usa), insieme al suo docente Gaurav Khanna. C’è da


crederci? Forse. Di certo, lo studio si basa sulla teoria della Rela-

di Einstein) tività generale di Albert Einstein, che da più di un secolo continua


a regalarci sorprese. Tante sue previsioni, considerate inizial-

un nuovo modo mente solo curiosità matematiche (come l’esistenza dei buchi
neri o delle onde gravitazionali), si sono poi dimostrate vere.

per viaggiare Chissà allora che un giorno non incontreremo un viaggiatore del
tempo, che magari ci racconterà come l’idea di Mallary gli abbia

nel passato... consentito di raggiungerci dal futuro.

EFFETTI SPECIALI. In realtà, il fatto che la Teoria della


Funzionerà? Relatività – con la sua idea rivoluzionaria di un tempo e di uno
spazio “flessibili” – consenta almeno in linea di principio i viaggi
nel tempo è cosa ormai risaputa. Secondo la Relatività generale,
infatti, il tempo scorre più lentamente per chi si trova in un cam-
po gravitazionale più intenso. Per esempio, in pianura il tempo
misurato dall’orologio che abbiamo al polso rallenta rispetto a
quando siamo in montagna, perché siamo più vicini al centro

124 | Focus Febbraio 2019


Getty Images

TUTTO È
RELATIVO.
Con la sua
concezione
di un tempo
flessibile,
la Relatività
rende possibili
i viaggi
nel tempo.
Si potrebbe
arrivare
al punto
della Terra e la gravità è più intensa. Que-
sto fenomeno è stato verificato per mez-
di partenza UNA NUOVA IDEA. Per fortuna
non corriamo questo rischio. Per comin-
zo di sofisticati orologi atomici, solo che
nella vita quotidiana non ce ne rendiamo
prima di ciare, non sappiamo come concentrare
così tanta massa ed energia. Inoltre, per-
conto perché la gravità varia di pochissi-
mo e la differenza di tempo è una frazio-
essere partiti ché la curva chiusa di tipo tempo sia sta-
bile, cioè non scompaia all’improvviso
ne infinitesima di secondo. lasciandoci in un punto a caso dello spa-
zio e del tempo, è necessario concentrare
DÉJÀ VU. Immaginiamo ora di avvi- nero come avviene in Interstellar, però, massa negativa, cioè materia la cui gravi-
cinarci a un buco nero ma a distanza di avremmo un mezzo per viaggiare nel fu- tà respinge e non attrae. Se matematica-
sicurezza, in modo da orbitarci attorno turo ma non nel passato... E se invece vo- mente basta mettere un più al posto di un
senza venirne catturati. Ci troviamo così lessimo andare indietro nel tempo, come meno, nella realtà la massa negativa non
in un campo gravitazionale decisamente Marty McFly in Ritorno al futuro (1985)? sembra esistere. Per diversi studiosi, tra
più forte di quello terrestre. Giriamo ora Ancora una volta la Relatività generale ci cui lo scienziato britannico Stephen
un po’ intorno alla meta con il nostro raz- stupisce: la risposta è sì. Hawking, ciò dimostra che non è possibi-
zo e, dopo qualche ora, torniamo a casa. Per esempio, Einstein afferma che la le viaggiare indietro nel tempo. In questo
Vicino al buco nero, per noi il tempo è massa e l’energia distorcono lo spazio- modo sono risolti alla radice pericolosi
rallentato così tanto che, una volta sulla tempo attorno a loro, curvandolo. Se rea- paradossi come quello del nonno: imma-
Terra, scopriamo che per le altre persone lizzassimo una grandissima concentra- ginate un viaggiatore del tempo che torni
sono trascorsi... decenni: rispetto a loro, zione di massa ed energia, potremmo nel passato per uccidere un suo antenato,
abbiamo viaggiato avanti nel tempo, avvolgere una porzione di spazio-tempo rendendo così impossibile la sua stessa
mantenendoci giovani mentre gli altri completamente su se stessa, in modo che esistenza: nella visione di Hawking, la
invecchiavano. È proprio quello che ca- gli estremi combacino. Il nostro razzo, natura previene questa possibilità.
pita (attenzione, spoiler!) agli astronauti muovendosi in questa regione, percorre- Con la sua ricerca, Caroline Mallary
di Interstellar (2014), un film di fanta- rebbe un circolo non solo nello spazio, cambia le carte in tavola, costruendo
scienza garantito dalla consulenza di ma anche nel tempo: andremmo nel pas- idealmente una macchina del tempo
uno scienziato d’eccezione: Kip Thorne, sato per poi tornare al punto di partenza, senza usare la massa negativa. Come?
tra i massimi esperti di Relatività gene- nel presente. Una traiettoria di questo Per mezzo di due ipotetiche concentra-
rale e buchi neri, che ha vinto il Nobel per genere è detta “curva chiusa di tipo tem- zioni di massa filiformi e parallele infini-
la fisica nel 2017 per la scoperta delle po”. C’è però uno spiacevole effetto col- tamente dense – come due spaghetti sot-
onde gravitazionali. laterale: compiremmo lo stesso percorso tilissimi e pesantissimi –, una ferma e
Fin qui va bene. Se anche possedessimo ancora e ancora, prigionieri di un ciclo una in movimento (v. schema in basso). Si
la tecnologia per avvicinarci a un buco che si ripete all’infinito. tratta di strutture puramente ipotetiche,

!AIV ...ONU, Alla fine del viaggio, si cambia 5 4 Ci si allinea poi a un’altra
EUD, ERT direzione per tornare al punto di
partenza.
concentrazione di materia simile
alla prima, ma in movimento.

INVERSIONE. Ecco
come funziona il Materia filiforme
viaggio nel tempo in in movimento
6 fasi: partenza (1),
andata (2), inversione 3 Arrivati a un certo
(3), ritorno (da 4 a 5) punto, bisogna
1 Un’astronave si allontanarsi dal
e arrivo (6). muove lungo una primo filo e invertire
concentrazione il senso di marcia.
La chiave è il fatto filiforme di materia
che all’andata ci si ferma: il viaggio nel
tempo ha inizio.
muove lungo una
massa filiforme fissa
(di densità infinita),
mentre al ritorno si Materia filiforme
ferma
segue una massa in
movimento, che fa
invertire il flusso 6 El’astronave
a questo punto... sorpresa:
arriva qui prima
2 L’astronave si muove a velocità
molto elevate, prossime a quella
del tempo. ancora di essere partita. della luce nel vuoto.

126 | Focus Febbraio 2019


che attualmente nessuno saprebbe rea-
lizzare, ma che hanno senso da un punto
di vista matematico. I calcoli di Mallary
mostrano che, in una situazione di que-
sto tipo, il viaggio nel tempo avverrebbe
così: con un razzo immaginiamo di met-
terci in moto lungo uno dei fili, quello
fermo. Poi passiamo dal primo filo al se-
condo, cambiando direzione di marcia.
Se il secondo filo è abbastanza veloce in
direzione opposta alla nostra, un osser-
vatore lontano vedrà il razzo arrivare al
punto di partenza prima che sia partito.
Ecco la macchina del tempo!
Reuters/Contrasto

GIOCHI DI FILI. «Combinando


più fili di diversa lunghezza e velocità,
possiamo viaggiare indietro nel tempo a

Negativa ma
piacere, raggiungendo qualsiasi luogo
dello spazio in qualsiasi epoca», ci spiega destra). Pur differendo dai fili di Caroline
Gaurav Khanna, commentando la ricer-
ca della sua studentessa. «Non siamo im-
Mallary, se queste stringhe venissero
scoperte vorrebbe dire che strutture fili- non troppo
prigionati in un ciclo eterno, perché al- formi di questo genere possono esistere.
A CACCIA NEL COSMO. Ligo e
lontanandoci dai fili usciamo dalla curva «La nostra analisi si limita a dimostrare
Virgo, i due osservatori di onde
chiusa di tipo tempo». a livello teorico che la massa negativa
gravitazionali (rispettivamente negli
Tuttavia, anche per realizzare questa non è indispensabile per viaggiare indie-
Stati Uniti e in Italia), hanno cercato
macchina del tempo, ci sono difficoltà tro nel tempo», conclude prudentemen-
nello spazio anche le tracce
pratiche attualmente insuperabili. Tra te Gaurav Khanna.
lasciate dalle stringhe cosmiche –
tutte, i fili devono avere densità infinita. L’universo però ci ha sorpreso varie volte
ipotetiche strutture filiformi che
Alcune teorie prevedono che all’inizio con le sue meraviglie e chissà che non ca-
potrebbero nascondersi
della storia dell’universo si siano forma- piti ancora. Dobbiamo avere pazienza: è
nell’universo – ma non ne hanno
te le stringhe cosmiche, lunghissimi una questione di tempo.
ancora trovate. Intanto, alla fine
“spaghetti” di energia pura (v. riquadro a Andrea Bernagozzi
dello scorso anno, Jamie Farnes,
ricercatore della University of
Oxford, nel Regno Unito, ha
pubblicato uno studio in cui
sostiene di riuscire a spiegare i
fenomeni ora attribuiti alle
misteriose materia oscura ed
energia oscura immaginando che
nel cosmo avvenga una produzione
continua di materia con massa
negativa. Il radiotelescopio SKA ora
in costruzione (foto), costituito da
migliaia di innovative antenne
distribuite tra l’Africa e l’Australia,
potrà confermare o smentire
LA SCIENZA DI l’ipotesi: se la trovasse, avremmo a
HOLLYWOOD.
disposizione un elemento cruciale
Il fisico Usa
Kip Thorne, in più per la realizzazione di una
Nobel per la macchina del tempo.
fisica: è stato
consulente del
film Interstellar.
Epa
LA VIA LOMBARDA
AI NUOVI LAVORI
Circa 170mila
C’
è Maddalena Centola, 21 anni, tecnico di qualità creata da Elsa Cataldo, dov’è assunta come
superiore agricolo, che sta aiutando apprendista di primo livello. Giorgia vive con
ragazzi lombardi l’imprenditore Giuseppe Bortolato a utilizzare i un’emozione palpabile l’opportunità di creare da zero

hanno trovato lavoro


droni che produce e che pilota per disinfestare dall’alto abiti eleganti, che il mercato apprezza a tre zeri...
le colture dai parassiti senza disseminare inutilmente

grazie ai servizi di pesticidi. E c’è Andrea Fezzigna, anche lui 21 anni,


appena entrato come sviluppatore in una piccola ma
Studenti in fiera. Benvenuti in un pezzo d’Italia che
funziona. Tra gli stand di Job Orienta, a Verona, ma
Regione agguerrita software house, la Devlab Technologies di anche tra quelli di Expo Training, a Milano – le due fiere

Lombardia. Dario Lipari, nel quadro di un corso di formazione


post-diploma presso la Fondazione Its Incom,
italiane più importanti per il settore della formazione
professionale – non si respira l’aria deprimente dei
E le loro storie, alle presieduta da Benedetto Di Rienzo.
Ma c’è anche chi, più giovane e meno tecnologico, sta
troppi dati negativi che arrivano sul lavoro dagli istituti
di statistica, ma quella frizzante di una Regione che
fiere Expo Training e trovando lo spazio per esprimere la sua creatività in un viaggia ancora su livelli di piena occupazione e che,

Job Orienta, parlano mestiere di ieri, di oggi e di sempre, la sartoria nel


punto in cui sfocia nell’alta moda, ed è Giorgia Nelli, 17
soprattutto, ha costruito da più di dieci anni un modello
di integrazione tra la formazione pubblica e le imprese
di futuro. anni, che frequenta l’Accademia Pbs di Monza, con il
coordinamento didattico di Elena Di Ciommo, per
che non ha nulla da invidiare al campione d’Europa, la
Germania. «La Regione Lombardia ha fatto innovazioni
diventare tecnico dell’abbigliamento e intanto svolge la che sono veramente un esempio da seguire», certifica,
sua pratica presso Semplicemente Sposa, una sartoria parlandone nel convegno d’apertura di Expo Training, il
A CURA DI REGIONE LOMBARDIA

STILE.
Una giovane disegnatrice
di moda all’opera su un
bozzetto. La filiera
dell’abbigliamento
esercita un grande
richiamo sui giovani
lombardi.

LAVORO MADE IN ITALY.


Cucina, moda, restauro: tre ambiti molto gettonati
dai ragazzi che trovano una ricca offerta formativa,
promossa da aziende turistiche, ricettive e di
ristorazione, da imprese ebaniste e da atelier capaci
di creare i propri marchi anche all’estero.

sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, «e il nostro diverso, che arrivano da tante altre parti d’Italia, sia per Ancora un giro per gli stand, e ancora una boccata
governo a sua volta seguirà il criterio della l’impegno economico profuso, circa 164 milioni di euro d’ossigeno, con le storie di Alexandru Bolocan, origini
specializzazione, lavorando sui talenti. Ma dobbiamo d’investimenti: «In particolare il 95% dei disoccupati rumene, 17 anni, che ha fatto uno stage
fare in fretta, non abbiamo tempo perché è in atto una presi in carico dai nostri servizi regionali è stato inserito apprezzatissimo da lui e dall’imprenditore ospitante
vera rivoluzione che non concede lunghe transizioni». nel mercato del lavoro». presso “Angelo dalla mattina alla sera”, un bar
caffetteria, tavola calda, pasticceria e panetteria nel
C’era una volta la crisi. Il mercato del lavoro in Investimenti. E non basta: una volta formati e inseriti cuore di Brugherio aperto e gestito da Daud Malak,
Lombardia – ricorda Gianni Bocchieri, direttore generale i giovani nelle aziende, è necessario anche permettere a egiziano, con la regia della Fondazione Luigi Clerici.
dell’Assessorato all’istruzione, formazione e lavoro della queste ultime di evolvere e restare aggiornate, e la O di Luca Nardiello, 19 anni, al quarto anno in
Regione Lombardia – ha raggiunto e superato i livelli Regione, per questo, «sta investendo sullo sviluppo Apprendistato di 1° livello per il conseguimento del
precrisi, in tutta la Regione ha ripreso a pulsare un della capacità di adattamento da parte dei lavoratori e Diploma di Tecnico dell’Acconciatura, che tre giorni la
tessuto produttivo importante, il 10% del Pil nazionale delle imprese ai cambiamenti del contesto economico settimana studia e due si esercita presso la Spa del
nasce nella sola area metropolitana di Milano. E con circa 30 milioni dedicati a progetti di formazione capello, a Monza, del coiffeur Giuseppe Di Blasi, con la
l’assessore regionale Melania Rizzoli trae la sintesi continua, che hanno già interessato 628 aziende regia formativa dell’Accademia professionale Pbs.
anche numerica dell’impegno espresso dalla Regione: coinvolte in processi di innovazione produttiva e E tanti altri come loro s’incontrano, tra quegli stand.
«Abbiamo consentito finora a ben 165.172 cittadini di organizzativa e 5 milioni di euro per le azioni di rete per Con lo stesso comune denominatore: voglia di imparare,
avere accesso a servizi personalizzati, finalizzati il lavoro, con la quale sono stati finanziati ulteriori 24 voglia di fare, opportunità concrete gestite in tandem,
all’avviamento al lavoro», spiega, e le cifre colpiscono progetti, destinati a circa 1.011 lavoratori provenienti da dalle imprese private con la Regione. La formula
sia per il confronto inevitabile con quelle, di segno ben 40 aziende in situazione di crisi aziendale». vincente.
Società

CHI HA PAURA
DEL CYBORG?
Le macchine
saranno presto
più intelligenti di
noi, ma questo
non deve fare
paura, secondo
molti studiosi
del settore.
Shutterstock
Robot e nuovi
supercomputer
di sicuro non ci
sostituiranno.
Anzi, ci
aiuteranno a
risolvere i
problemi del
Pianeta. Parola
di scienziati.

Ma è solo...
Intelligenza
artificiale
«
T
utto ciò che
amiamo nella
nostra civiltà è
frutto dell’in-
telligenza: per-
ciò amplificare
quella umana
unendola a quella artificiale farà fiorire il
nostro mondo come mai prima»: secon-
do Max Tegmark, fisico del Mit di Boston
e Presidente del Future of Life Institute,
non c’è motivo per temere lo sviluppo
dell’Intelligenza artificiale. Già oggi af-
fidiamo tranquillamente ai computer
il compito di gestire centrali elettriche,
traffico aereo e investimenti finanziari,
e domani lasceremo loro la soluzione
di problemi estremamente complessi,
come il cambiamento climatico. Un ot-
timismo scientifico che sembra “fuori
dal coro”, visto che racconti e film di
fantascienza non fanno che immaginare
un futuro in cui robot e supercomputer
ci soppianteranno. Soprattutto ora che
è imminente la nascita della cosiddetta
Asi, la Super intelligenza artificiale: un
Shutterstock

cervello elettronico «molto più veloce e


potente di quello umano in qualunque
ambito, inclusi la creatività scientifica,
la saggezza generale e le abilità sociali», volontà. Alle macchine questo non inte- cui gli umani saranno chiamati in futuro;
precisa il filosofo svedese Nick Bostrom. ressa. È probabile dunque che, anziché tra i quali c’è per esempio “l’addestrato-
Alcuni studiosi collocano già nel 2045 il lottare con gli umani, esse competano re di chatbot”, in grado di insegnare ai
momento in cui un sistema informatico, tra di loro», argomenta Charles Simon, software usati da operatori telefonici,
dotato di autonomia nell’imparare e nel ingegnere informatico e autore di Will banche o aziende a mostrare empatia e
progettare se stesso, supererà la capaci- computer revolt? Preparing for the Fu- personalità. Insomma, a fingersi umani.
tà di comprendere degli esseri umani. A ture of Artificial Intelligence. «Inoltre,
questo punto (che però molti scienziati prima di lasciare che i computer trovino SCENARIO 2:
collocano parecchio più avanti nel tem- in autonomia soluzioni ai nostri proble- LA MACCHINA IMPAZZITA.
po), i modelli possibili del nostro rappor- mi, ci sarà un lungo periodo in cui li te- «A dispetto dei numerosi film in cui una
to con le macchine saranno 3: il primo steremo e quindi li addestreremo a non macchina diventa cosciente di sé e si ri-
intravede la collaborazione pacifica tra nuocere». Tra l’altro, l’immagine di un bella al suo creatore (tipo Hal 9000 in
la nostra specie e i computer. Il secondo computer intenzionato a sottomettere il 2001 - Odissea nello spazio), qualora un
prevede di anticipare i possibili problemi mondo, spiega lo psicologo evoluzionista computer mostrasse un comportamen-
posti dall’Intelligenza artificiale in modo Steven Pinker, semplicemente «proietta to non in linea con quello di altri siste-
da evitare danni al genere umano. Men- sull’Intelligenza artificiale un caratte- mi, verrebbe eliminato dai suoi simili»,
tre nel terzo l’umanità non terrà più il re da “maschio dominatore” che gli è sostiene Simon. C’è caso e caso, però: un
passo con le capacità delle macchine, ma estraneo: essa potrebbe benissimo evol- conto è che una macchina voglia iniziare
non si estinguerà. Ecco come se la caverà vere verso modelli collaborativi, ovvero una guerra nucleare, cosa chiaramente
l’uomo nei tre casi. capaci di risolvere problemi ma senza il “percepita” dagli altri computer come
desiderio di comandare». E, anche se do- un pericolo generale; un altro, che per-
SCENARIO 1: mani saranno i computer a decidere da segua spietatamente lo scopo per cui è
LA COESISTENZA PACIFICA. soli, non avverrà il temuto rimpiazzo del stata programmata. Prendiamo un si-
La prima garanzia di una serena convi- lavoratore umano da parte di un robot. Al stema progettato per fare graffette: «Un
venza tra uomo e macchina sta nel fatto contrario: l’Intelligenza artificiale avrà meccanismo congegnato a tal scopo po-
che i rispettivi interessi e bisogni sono bisogno di essere “educata” dall’uomo. trebbe voler accedere a tutte le risorse
molto diversi. «Noi abbiamo necessità Lo sostengono gli esperti di tecnologia necessarie a creare quante più graffette
di assicurarci fonti di cibo, una discen- Paul Daugherty e James Wilson, in un possibili e quindi impedire che gli umani
denza, e di poter esprimere la nostra report in cui delineano i nuovi mestieri usino le stesse risorse per produrre altri

132 | Focus Febbraio 2019


UN CODICE ETICO

PRUDENZA. Lo scorso dicembre, un


team di 52 esperti (tra cui 4 italiani),
nominati dalla Commissione Europea ha
pubblicato un codice etico relativo alle
sfide legali e socio-economiche legate
alle tecnologie digitali. Tra i principi
inderogabili, per esempio, vi è l’invito a
progettare i software di Intelligenza
artificiale (Ai) in modo da permettere
all’uomo di intervenire sulle decisioni
prese automaticamente da un algoritmo.
Inoltre, l’Ai non potrà essere usata per
manipolare l’essere umano o per
estrapolare dati personali sensibili né
utilizzata al fine di togliere la vita: quindi
ai droni non potranno essere affidate
armi mortali. Inoltre, il codice prevede
limiti all’auto-apprendimento.

«Il dominio A ME IL CONTROLLO

del mondo è Le macchine non hanno


i nostri stessi obiettivi:
difficilmente entreremo
un concetto in conflitto con loro.

oggetti», esemplifica Bostrom. Il proble-


estraneo alla recenti casi di cronaca (quello di Cam-
ma insomma non è che una macchina
voglia nuocere all’uomo, ma che non si
mentalità bridge Analityca, per esempio). Ma la
buona notizia è che questo rischio avrà
curi se la sua azione danneggi la nostra
incolumità. E così, per noi umani, l’infer-
di un robot» vita breve. Secondo Charles Simon, solo
durante la fase iniziale dell’Asi l’uomo
no potrebbe essere lastricato di buone… avrà la facoltà di interferire. Dopo alcune
invenzioni. Non è un caso allora che nel generazioni di computer, magari proget-
febbraio 2018 un team di 26 specialisti suo sistema di definizione degli obiettivi tati da altri computer, l’uomo non sarà
abbia pubblicato The malicious use of AI, comprenda un allineamento con i valori più in grado di modificarne l’azione (e
uno studio che raccomanda “procedure umani», sottolinea Russell. E se non si quindi c’è da sperare che in fase di pro-
di salvaguardia”, per impedire ai compu- trovasse il modo di costruire un robot grammazione si sia tenuto conto dello
ter di nuocere agli umani in ogni caso. Si o un supercomputer sicuro al 100%? Si scenario 2). In quel momento, mentre
tratta, cioè, di fare quello che negli anni potrebbe progettare una Intelligenza noi penseremo secondo le nostre limita-
Cinquanta è stato fatto per il nucleare: artificiale “difensiva”, un dispositivo che te facoltà, le macchine opereranno a un
studiarne le applicazioni, ma anche cer- vigili sulle altre macchine. livello ben superiore. Avranno un cervel-
care accordi internazionali per tenere il lo così sofisticato da risultare (per noi)
mondo al sicuro. Da temere non è il ro- SCENARIO 3: indecifrabile, ma non per questo l’uma-
bot, ma l’assenza di regole condivise nel IL FOLLE PADRONE DEL COMPUTER. nità scomparirà: al contrario, la nostra
decidere come usarlo, a livello globale e E se i progettisti o proprietari della Super “vita 3.0”, come la chiama Tegmark, po-
anche a livello più piccolo: «Il mandato intelligenza artificiale la usassero per trebbe essere piacevole e significativa,
di raggiungere un suo fine in ogni caso, impadronirsi del mondo? Del resto, si anche se magari indistinguibile da una
per esempio, può indurre il tuo robot do- può prevedere un controllo degli scopi realtà virtuale immersiva, alla Matrix.
mestico a cucinare il gatto perché i bam- dei computer ma non si possono control- Nel frattempo le macchine si concentre-
bini sono affamati e tu non hai fatto la lare le persone o le corporations che li ranno sul raggiungere i loro obiettivi,
spesa», illustra lo scienziato Stuart Rus- creeranno. In realtà, più che a scatenare elaborare la loro filosofia e la loro arte,
sell, docente a Berkeley. Insomma, «nel una guerra mondiale, individui o società espandersi oltre i confini della Terra. In-
momento in cui l’Intelligenza artificile potrebbero avere interesse a manipolare somma, a far fiorire la loro avanzatissima
programmerà se stessa per migliorare il mercato finanziario o a influenzare le nuova civiltà.
le sue capacità, occorre prevedere che il opinioni della gente, come insegnano i Elisa Venco

Febbraio 2019 Focus | 133


Alimentazione

DENTRO... LE
Curcuma, zenzero e
ginseng sono un
rimedio per molti
disturbi (si dice).
Ma è vero? Quasi mai,
dimostrano le ricerche.

C
urcuma e zenzero sono senza dubbio le spezie più delle cucine orientali e l’illusione che si tratti di alimenti “cu-
in voga del momento: negli ultimi anni hanno con- rativi” capaci di prevenire malattie. La curcuma in particolare
quistato la gastronomia italiana che si è inventata è stata considerata quasi una medicina, ottima per disturbi di
biscottini gialli e risotti di pesce al sapore orientale. ogni tipo, dai tumori alla calvizie. Ma le sue presunte proprie-
Per non parlare del ginseng, sempre più presente nelle tisane. tà mediche derivano da un errore sperimentale: nel 2017 uno
Ma davvero, oltre che esotiche, queste spezie sono benefiche studio dell’Università del Minnesota ha dimostrato che la cur-
per la salute? No, probabilmente no. Anzi: quasi certamente no. cumina (la sostanza considerata curativa contenuta in questa
spezia) falsa i test di laboratorio, per cui i risultati ottenuti (al-
NIENTE MIRACOLI. «Curcuma, zenzero e ginseng», spiega Re- cuni dei quali in seri studi scientifici) non sono validi. Non solo:
nato Bruni, docente di botanica all’Università di Parma, «sono un’altra ricerca ha dimostrato che non abbassa né il colestero-
tutti e tre rizomi, vale a dire fusti sotterranei che per la pianta lo, né il livello di lipidi nel sangue (come invece a volte si sente
hanno funzione di riserva. Ne usiamo queste parti che fanno dire). Insomma, nessun effetto come farmaco. A completare il
radici, mentre nella porzione esterna il fusto butta le foglie». quadro, c’è un altro dato: se anche avesse effetti biochimici, la
Hanno un’altra cosa in comune: «nei Paesi asiatici da cui pro- curcumina non potrebbe esercitarli, dato che non viene assor-
vengono hanno usi tradizionali legati alla salute». bita dall’intestino. Colora però gli alimenti, tant’è vero che è
In Europa queste spezie vengono importate da secoli, come al- il colorante E100, il primo nella lista degli additivi alimentari.
tre di origini lontane, dalla noce moscata alla cannella: prova ne
sia che il géngiovo (l’antico nome dello zenzero) compare nelle EFFETTI LIMITATI. Anche allo zenzero sono stati attribuiti
novelle del Decamerone di Boccaccio. Ma è in questi ultimi anni poteri medici. Eppure, negli studi scientifici non ha mai di-
che i tre rizomi si sono imposti sul mercato seguendo il trend mostrato di avere particolare efficacia su molte condizioni

134 | Focus Febbraio 2019


SUPERSPEZIE
DOVE SI COLTIVANO
La curcuma (foto) è originaria dell’India e della Cina. «Oggi si
coltiva nelle aree del pianeta con clima tropicale umido ed è
universalmente conosciuta come l’ingrediente principale
della miscela di spezie che noi chiamiamo curry», dice il
botanico Renato Bruni. E c’è chi per il suo caratteristico
colore giallo la chiama “zafferano delle Indie”. «Anche lo
zenzero», prosegue l’esperto, «è nativo delle regioni umide
dell’Asia Sud-orientale, ma si è adattato bene ad altre zone
tropicali, e per questo oggi si coltiva dalla Giamaica al
Brasile all’Africa Occidentale». Il più esigente come
coltivazione è però il ginseng: «Va coltivato all’ombra, senza
Getty Images

che le piante prendano il sole diretto», conclude Bruni.

CHE COSA CONTENGONO


Ma che cosa mangiamo quando consumiamo queste piante? Un rizoma profumato e
talvolta pungente perché ricco di olii essenziali, che non ha molte calorie (ma per
l’uso che se ne fa, di pochi grammi, è un dato poco rilevante). Dato che il ginseng non
è un alimento, i dati nutrizionali si trovano solo per i cibi nei quali è contenuto.
VALORI NUTRIZIONALI (PER 100 GRAMMI)
CURCUMA ZENZERO TÈ AL GINSENG
CALORIE 354 80 165

GRASSI 9,9 g 0,8 g 0g

CARBOIDRATI 64,9 g 18 g 33 g
Getty Images

PROTEINE 7,8 g 1,8 g 0g

FIBRA 21,1 g 2g 0g

cliniche. Ha solo un’azione molto limitata sulle osteo-


artriti e se corregge gli eccessi di colesterolo nel sangue
lo fa più o meno tanto quanto lo farebbe una dieta sana.
Può, sì, limitare la nausea in chi è in chemioterapia o ha
avuto un lungo periodo post-operatorio, come ha dimo- IL PIÙ COSTOSO
strato una ricerca condotta alla Mahidol University di AL MONDO
Bangkok (Thailandia), ma su altre forme di nausea (come La pianta del ginseng dà il
quella da gravidanza) in realtà sembra non agire affatto. frutto più caro che esista
Anche il ginseng, nelle medicine asiatiche tradizionali, è (soprattutto rispetto al suo
considerato una vera panacea, in grado di guarire presso- peso): nella regione cinese
ché tutto, di far sopportare stress fisici e psichici, e di ave- di Hebei, i frutti vengono
re persino poteri afrodisiaci. Ma è vero? Quest’ultimo po- fatti crescere dentro calchi
tere non è dimostrato, mentre sui suoi effetti su altri per dare loro l’aspetto di
aspetti del metabolismo sono stati trovati risultati contra- volti di neonati o di piccoli
stanti. Di certo si sconsiglia l’uso a lungo termine, perché Buddha. Il prodotto viene
eccitante (a chi è ipersensibile può dare insonnia e tachi- venduto a cifre da
cardia anche a dose molto piccola). Ed è controindicato capogiro (ben 8 dollari per
per chi soffre di malattie del sangue o ha problemi di pres-
Shutterstock

ogni bacca).
sione arteriosa (alta o bassa).
Silvia Bencivelli

Febbraio 2019 Focus | 135


Getty Images
Da dove viene lo zenzero

30% INDIA
NON SOLO
DA MANGIARE
Da sempre la curcuma viene usata
per tingere i tessuti di giallo o di
arancione (ma è un colore che il Sole
sbiadisce presto). E da secoli,
qualcuno dice millenni, viene usata
FORMA
per la cura della pelle e dei capelli. In UMANA
Bengala la si usa anche per colorare Il rizoma di queste tre
le mani e il viso durante la cerimonia spezie ha in comune
prematrimoniale del gaye holud che un altro sorprendente
significa proprio “giallo sul corpo”. aspetto. Ha spesso
una forma
antropomorfa,
insomma può
sembrare una figura di
PRODUZIONE NEL MONDO persona. Viene da
(TONNELLATE/ANNO) questa caratteristica il
nome ginseng, che

ZENZERO 3,3 MILIONI deriva dal cinese


jen-shen cioè “pianta
uomo”. Ma anche lo
CURCUMA 800 MILA zenzero (a destra)
viene spesso esposto
nei negozi in “forma

Shutterstock
GINSENG 80 MILA umana”.

DI GINSENG NON CE N’È UNO SOLO


PANAX NOTOGINSENG PANAX JAPONICUS PANAX GINSENG PANAX QUINQUEFOLIUM
CINA (YUNNAN, GIAPPONE COREA USA(VIRGINIA,
GUANGXI) E CINA WISCONSIN)
E CANADA (ONTARIO,
QUÉBEC)

Getty Images
Alamy/Ipa (3)

QUELLO ASIATICO È QUASI ESTINTO


Un tempo, e per secoli, il ginseng era solo asiatico e cresceva spontaneamente nei boschi. Ma ne è stato raccolto troppo, tanto
che è diventato una specie selvatica minacciata. Così, oggi, una buona parte della produzione mondiale viene da un altro
continente, quello americano. Questo tipo (Panax quinquefolium) è in commercio dall’inizio del Settecento, cioè da quando un
prete gesuita che era in Cina scrisse a un confratello che si trovava in Canada parlandogli della radice asiatica e dei suoi impieghi.
È da lì che proviene circa un terzo della produzione mondiale odierna, quasi tutta destinata all’esportazione in Asia. In realtà, a
causa dell’eccesso di raccolta, stimolato dalla convinzione (sbagliata) che il prodotto selvatico sia migliore di quello coltivato,
anche il ginseng nordamericano è vicino al rischio di estinzione.

136 | Focus Febbraio 2019


CARTA
CARTA
CARTA
del DOCENTE
del DOCENTE
del DOCENTE

SPENDI QUISPENDI
IL TUO BUONO
QUI ILSPENDI
TUO BUONO
QUI IL TUO BUONO
cartadeldocente.istruzione.it
cartadeldocente.istruzione.it
cartadeldocente.istruzione.it
Tecnologia

Successi,
curiosità,
personaggi... Quanto
conosci il mondo dei
videogiochi? Inquadra la
pagina e mettiti alla prova
con il nostro test
SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

CONCORRENTE IN MASCHERA.
Alcuni videogiocatori al
Mechwarrior Online World
Championship, a Vancouver,
in Canada, nel dicembre 2018.
L’evento ha raccolto giocatori
professionisti da tutto il mondo.
Ma davvero i videogiochi
istigano alla violenza e sono un
pericolo per chi li utilizza?
Ecco che cosa dicono le più
rigorose ricerche scientifiche.

CORRI
SPARA
UCCIDI
Eyevine/Contrasto
PRIMA IO!
Due giovanissimi
giocatori. Spesso si
associano i
videogiochi a bambini
e adolescenti, ma
anche molti adulti
ne fanno uso. A destra,
tre videogiochi con
contenuti violenti.

S
ono sul banco di un tri-
bunale virtuale plane-
tario, accanto a musica,
film e altre forme di in-
trattenimento. I video-
giochi sono accusati di
fomentare, amplificare
o addirittura scatenare la violenza nei
ragazzi, e di modificare il funzionamen-
to del cervello fino a causare dipendenza.
Ma che cosa dicono in proposito i ricer-
catori che studiano questi fenomeni?
La risposta breve è “no, non inducono
comportamenti violenti”; quella lunga è
molto più articolata e complessa.
Innanzitutto perché «qualsiasi attività,
dalla guida alla lettura al suonare uno
strumento, cambia il nostro “organo di
comando” in un modo o nell’altro», spie-
ga Michela Balconi, che insegna psicofi-
siologia e neuroscienze cognitive all’U-
niversità Cattolica di Milano. Nel caso
dei videogiochi, il problema è capire se
tali modifiche siano in meglio o in peggio.

APPASSIONATI. Prima di tutto dobbiamo


considerare il fattore tempo, che incide
parecchio. Spiega infatti Balconi: «Ogni La violenza e l’aggressività
scatenate dai videogiochi sono
gioco protratto per un lungo periodo ha
effetti su alcune regioni cerebrali e sui

quasi sempre temporanee


neurotrasmettitori». Per esempio, una
recente ricerca del Siena Brain Investi-
gation and Neuromodulation Lab della
città toscana ha scoperto che giocare
aumenta le dimensioni di alcuni nuclei
del talamo, la regione che trasmette i se- PRIME RICERCHE. Visione e multita- Alcuni articoli scientifici spiegavano che
gnali sensoriali e motori alla corteccia, sking, però, non sono aspetti preoccu- la brutalità verso i nemici virtuali “de-
oltre che zone specifiche della corteccia panti. Ma nel 1992 uscì Mortal Kombat, sensibilizzava” alla violenza, che quindi
stessa. Gli effetti variano a seconda della che con i suoi combattimenti brutali ap- poteva essere vista come naturale anche
tipologia di videogame. Molte ricerche passionò migliaia di teenagers, inquietò nella vita di tutti i giorni.
hanno per esempio mostrato che i gio- non poco i loro genitori e diede il via alle
catori di videogame di azione, come gli prime ricerche approfondite sugli effetti ANALISI DIFFICILI. Attorno all’inizio del
“sparatutto” (in cui si avanza nel gioco dei videogame sul comportamento. All’i- secolo, le tesi “fanno male” contro “fanno
uccidendo nemici) o le gare di auto, dopo nizio, gli studi sembrarono confermare i bene” (o, comunque, non fanno nulla) si
qualche mese di gioco hanno una miglio- timori: chi usa i videogiochi (alcuni di combattevano a colpi di articoli scienti-
re performance per quanto riguarda la essi, almeno) passa troppo tempo da- fici. Nel 2005, però, accadde qualcosa di
vista: nella visione periferica e nella de- vanti allo schermo, studia poco, è meno notevole: l’American Psychological Asso-
finizione dei livelli di grigio. interessato a stare con gli altri e soprat- ciation (Apa), una delle principali asso-
In generale, i videogiochi migliorano an- tutto diventa più aggressivo e violento. ciazioni di psicologi statunitensi appro-
che la velocità del passaggio tra un com- Ricerche condotte in particolare su titoli vò una risoluzione (ribadita nel 2015) in
pito e l’altro, il cosiddetto multitasking. E d’azione, come Doom o Grand Theft Auto cui evidenziava una relazione tra l’uso di
aiutano ad “aggiornare” le informazioni (Gta), in cui la violenza è molto presen- videogiochi violenti, l’aumento del com-
in memoria, senza compromettere la ra- te, sembravano dimostrare che potesse- portamento aggressivo e la diminuzione
pidità di pensiero. ro indurre a comportamenti aggressivi. di quello pro-sociale e dell’empatia. Il

140 | Focus Febbraio 2019


CARMAGEDDON GRAND THEFT AUTO

MANHUNT
I 5 VIDEOGIOCHI PIÙ
IMPORTANTI DI SEMPRE

DAL 1958. Sono trascorsi 61 anni dal


primo videogame della storia, Tennis for
Two, nato al Brookhaven National
Laboratory (Usa). Ed ecco una nostra
personale lista dei 5 giochi più
significativi di tutti i tempi.

1 COMPUTER SPACE (1971). È stato


il primo gioco commerciale della storia,
e quello che ha fatto nascere gli arcade,
i giochi da bar. Pong (nella foto) è stato
il primo a entrare nelle case, nel 1975.

2 PAC-MAN (1980). Il protagonista,


pronunciamento dell’Apa fu strumenta- con la vita reale, e perché gli stessi auto- inventato da Tohru Iwatani guardando
lizzato scorrettamente da politici e stam- ri dell’analisi avevano già espresso idee una pizza cui mancava una fetta, si può
pa: “i videogiochi causano la violenza”. In a proposito del legame tra videogiochi considerare la prima star dei
realtà, la ricerca non diceva che chi gioca e violenza. Insomma, lo studio più ap- videogame.
a Gta andrà a investire i passanti o ra- profondito che cercava di dimostrare la
pinerà una banca appena uscito di casa. pericolosità dei videogiochi faceva acqua 3 TETRIS (1984). Immortale, tanto da
Secondo lo studio, esiste solo una certa da tutte le parti. essere replicato periodicamente su ogni
probabilità, rispetto a chi si dedica a gio- Un articolo del 2017, su Psychology of possibile console.
chi più pacifici, che aumentino i compor- Popular Media Culture, fece anche no-
tamenti aggressivi temporanei. L’analisi tare che secondo i dati del Dipartimento 4 SUPER MARIO BROS (1985). Il
specificava anche che non c’erano prove della giustizia degli Stati Uniti, l’uscita di videogame che ha dato la popolarità
che questa aggressività sfociasse in veri videogiochi violenti come Grand Theft planetaria a Mario, baffuto idraulico
comportamenti criminali nel mondo Auto San Andreas, Grand Theft Auto IV italiano inventato in Giappone.
reale. Non solo: la ricerca dell’Apa aveva e Call of Duty Black Ops non corrispose
numerosi limiti e fu criticata apertamen- mai a un aumento dei crimini violenti, 5 MANIAC MANSION (1987). Il più
te da oltre 230 psicologi statunitensi; in né a un mese né a un anno di distanza. citato quando si parla di avventure,
una lettera aperta ne giudicarono affret- Molti altri lavori recenti confermano in- giochi narrativi basati sulla soluzione
tate le conclusioni, perché si basavano su vece che il collegamento tra videogame di indovinelli.
studi di laboratorio, senza connessione violenti e comportamento non esiste.

Febbraio 2019 Focus | 141


GLI eSPORT AI GIOCHI OLIMPICI? Lo evidenzia per esempio uno studio
dell’Università di York realizzato su ol-
IL DIBATTITO. «Troppo violenti per essere accettati alle Olimpiadi». Thomas tre 3.000 adulti. Mentre una ricerca del
Bach, presidente del Cio, ha sentenziato così a proposito della possibilità che Max Planck Institut pubblicata su Mo-
gli eSport, ovvero le competizioni sportive a base di videogame, possano lecular Psychiatry ha evidenziato che
diventare una disciplina olimpica. Diventati un affare da 1 miliardo di dollari anche l’esposizione quotidiana a video-
l’anno che coinvolge 380 milioni di spettatori nel mondo, gli eSport hanno varie game violenti non ha effetti a lungo ter-
discipline, che si dividono in base al gioco con cui ci si affronta. E se non mine sull’aggressività. Vi sembra poco?
mancano i generi “pacati”, come le gare di calcio di Fifa 19 o le partite di carte Non proprio. Come fa notare la psico-
collezionabili di Hearthstone, le competizioni di maggiore successo e con i loga Kelli Dunlap (che usa i videogiochi
montepremi più ricchi riguardano titoli in cui bisogna combattere, come Dota 2, in terapia) «i risultati nulli, per esempio
League of Legends o Starcraft 2. L’omicidio di due giocatori professionisti in ricerche che non trovano alcuna relazio-
Florida lo scorso agosto, da parte di uno sfidante sconfitto che insieme a loro ne tra violenza e videogiochi, spesso non
partecipava ai campionati di Madden NFL 19 (un gioco di football americano), vengono pubblicati».
non ha aiutato la causa; ma gli organizzatori dei vari campionati puntano
sull’aiuto di Tony Estanguet, plurimedagliato canoista francese nel comitato VIOLENZA TEMPORANEA. I videogiochi
organizzatore di Parigi 2024, che ha dichiarato il suo appoggio agli eSport. in definitiva non sarebbero causa diretta
di violenza e delinquenza nel mondo rea-

142 | Focus Febbraio 2019


Giocando al
FOLLA DA STADIO. A sinistra, il
campionato di League of Legends, un
videogioco online di tipo Moba (Multiplayer

computer si
Online Battle Arena). Sotto, sviluppatori
di videogiochi. Il sistema di creazione,
sviluppo, traduzione e localizzazione dei

sviluppano
videogiochi impiega migliaia di persone.

capacità
cognitive

Afp/Getty Images
QUANTO VALE IL BUSINESS DEI VIDEOGAME

UN TERZO DEL MONDO. Il mercato dell’intrattenimento digitale interattivo è


più florido che mai: nel 2018 (fonte Newzoo) ha incassato 121,3 miliardi di euro
(+13,3% rispetto all’anno precedente), coinvolgendo 2,3 miliardi di persone,
circa un terzo della popolazione mondiale. Una cifra che surclassa gli introiti di
cinema (36,9 miliardi) e musica (31,6). La percentuale di chi videogioca sale in
Italia addirittura al 57% (fonte: Aesvi), anche se qui viene considerato
videogiocatore anche chi lo ha fatto solo una volta nel 2017. D’altra parte, se gli
strumenti più usati per giocare sono tablet e smartphone (seguiti da console e
pc), è chiaro che è più facile essere coinvolti come giocatori occasionali. Il
fatturato nazionale è di 1,47 miliardi di euro, circa tre volte quello del cinema.

si vince, si raggiunge un obiettivo, ma videogame debbano far provare emozio-


Reuters/Contrasto

anche quando si mangia qualcosa di gra- ni complesse. Per questo si punta spesso
devole o si fa sesso». Il neuromediatore è su emozioni basilari, come sono quelle
principalmente la dopamina, che agisce stimolate da azioni violente».
nel cervello sui circuiti che producono
le. Spiega Balconi: «È il contesto che fa la piacere. Gli stessi meccanismi cerebra- PER SOCIALIZZARE. Le cose quindi non
differenza. Se la violenza è l’unico tipo di li sottostanno alla dipendenza da gioco sono semplici: accusare i videogiochi di
socializzazione che conosco, è chiaro che d’azzardo, o all’abuso di sostanze come indurre alla violenza o alla dipendenza è
diventa il mio modello». È l’ambiente che le droghe o anche alla dipendenza da In- semplicistico e in fondo sbagliato. In un
porta a comportamenti aggressivi: se al- ternet. «Ci sono individui più sensibili a contesto, familiare o genetico, che non
cuni di questi adolescenti hanno giocato rispondere a queste forme di intratteni- porti alla violenza, i ragazzi che si metto-
a un videogame prima di uscire a fare una mento, e hanno bisogno di sempre più no davanti allo schermo non diventano
strage, è solo una coincidenza. stimoli per raggiungere la stessa soddi- aggressivi o assassini. «Di per sé i video-
Le conclusioni non sono diverse per sfazione; c’è quindi una predisposizione giochi non hanno una valenza positiva o
quanto riguarda la dipendenza. «Come alla dipendenza da videogiochi, come da negativa», conclude Balconi, «sono uno
per quasi ogni nostra attività, anche i droghe», conclude Balconi. A ciò si som- dei tanti strumenti che consentono di
videogiochi hanno effetti legati ai mec- ma il fatto che i videogiochi “prendono” esprimere forme di socializzazione di-
canismi di ricompensa nel cervello. I perché sono costruiti per farlo. I creatori verse». Sta alla società costruire attorno
circuiti sono gli stessi che governano le li strutturano in modo abbastanza avvin- al giocatore un ambiente per cui i video-
risposte alle droghe, o al gioco d’azzar- cente da farti giocare, ma non così diffici- game rimangano solo quello per cui sono
do», sottolinea Balconi. «I neurotra- le da demotivare il giocatore. David Cage, nati: strumenti per giocare.
smettitori coinvolti e le regioni cerebrali creatore di Detroit: Become Human, ag- Marco Ferrari
sono quelli che si “accendono” quando giunge: «Ci sono resistenze sul fatto che i (ha collaborato Marco Consoli)

Febbraio 2019 Focus | 143


Natura
Dalle
rocce aspre
alle fredde terre del
Nord, alle distese di
lava: inquadra la pagina
con la app per vedere dove
i licheni riescono a vivere
SCARICA LA APP
(INFO A PAGINA 5)

L’UNIONE
FA LA
FORZA I licheni sono
veri pionieri:
colonizzano le
terre per primi
e resistono
dove gli altri si
arrendono.
PARTNER IN SIMBIOSI.
I licheni sono “società” tra un fungo e un’alga o un
NaturePl/Contrasto

cianobatterio (v. in ultima pag.). Assumono varie forme: croste,


simil-muschi, filamenti... O foglie, come questo Xanthoparmelia
protomatrae: è del tipo chiamato, appunto, “foglioso”.
NaturePl/Contrasto Redux/Contrasto
SENSIBILI.
I licheni abitano
gli ambienti più
estremi,
dall’Artico ai
deserti. E sono
tra i primi a
colonizzare una
zona dopo un
disastro. Ma
una cosa li
stronca: l’aria
inquinata. Solo
alcuni la
tollerano, come
Xanthoria
parietina, nella
foto: in giallo o
arancione,
cresce su legno
e roccia.

Crescono
anche dove
non c’è
terreno: sulle
rocce o...
sulle statue

ASTRONAUTA.
Rhizocarpon
geographicum
prospera sulle
nude rocce, in
montagna. Ma
resiste anche
nello spazio.
È stato infatti
spedito, con
un altro
lichene, in
orbita: qui, la
capsula che li
conteneva è
stata aperta
per 15 giorni. Al
ritorno sulla
Terra, i licheni
erano in
perfetta forma.
Si possono
mangiare.
E usare per
produrre
coloranti

NaturePl/Contrasto (3)

MACCHIA SUL MURO? FOGLIE E COPPE.


Per la presenza di pigmenti, i licheni sfoggiano colori come il Queste coppe sono le strutture che
giallo, il rosso o questo brillante arancione della specie producono le spore (cellule riproduttrici
Caloplaca aurantia. Possono “dipingere” intere pareti rocciose. di un fungo) di Xanthoria parietina.

148 | Focus Febbraio 2019


E SE LI PORTASSIMO SU MARTE?

SPAZIALI. In una relazione, ci si divide i compiti. Un partner (l’alga o il cianobatterio)


si occupa del cibo: produce carboidrati con la fotosintesi. L’altro (il fungo) pensa alla
casa: si àncora a una base, dà protezione e raccoglie nutrienti dall’ambiente. Questo
è appunto lo “scambio” che avviene nei licheni, organismi compositi in cui un’alga o
un cianobatterio vivono tra i filamenti di un fungo. Una simbiosi di successo, tanto
che i licheni sono diffusi negli ambienti più estremi della Terra. E potrebbero arrivare
nello spazio: hanno provato a spedirli in orbita (v. pagg. precedenti) e in un recente
esperimento sono stati sottoposti a condizioni simili a quelle di Marte: niente acqua,
e temperature a -196 °C. Riportati a condizioni standard, si sono ripresi. E hanno
ricominciato, come fanno normalmente, a produrre idrogeno: un ingrediente prezioso
del combustibile per razzi. Quindi, potremmo sfruttare i licheni su Marte: lasciandoli
all’esterno e facendoli “rivivere” quando serve idrogeno. Giovanna Camardo

DATAZIONE NATURALE.
Una specie dalla morfologia “a crosta”, Lecanora rupicola, su una
vecchia tomba. La dimensione di un lichene, dalla crescita lenta e
costante, serve per capire da quanto una pietra è esposta.

Febbraio 2019 Focus | 149


P O
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Dispo
MyFocus redazione@focus.it
facebook.com/focus.it
A cura di Raymond Zreick
@Focus_it

Fotografie, segnalazioni, commenti...


Il dialogo con i lettori di Focus

L’albero
incantato

La foto
del mese
Amorvena Mengarelli
Uno scatto un poco
truccato, ma solamente per
mettere in risalto la “magia
naturale” dello spettacolo.

Febbraio 2019 Focus | 151


MyFocus
Commenti, post

METEORE AL MERCATO Luna, dalle varie missioni articoli, tavole rotonde e velocemente (la Terra fa
Tempo fa, per caso mi Apollo, anche se si dice che cronaca in diretta c’è però circa 940 milioni di chilome-
sono imbattuto in un alcune siano state trafugate, qualcosa che mi è sfuggito: la tri l’anno attorno al Sole). I
sito che offre in vendita dei o perse, e siano andate ad sonda ha percorso qualcosa 58 milioni di chilometri
frammenti di meteoriti: alimentare un mercato come 480 milioni di chilome- (circa) a cui ti riferisci sono
pensavo che i frammenti di clandestino. Quanto alla tri... Perché così tanto? Non la distanza minima tra la
meteoriti fossero considerati seconda domanda, “sono si poteva lanciare quando Terra e il pianeta rosso, che
“tesoro nazionale” del Paese autentiche”, rispondere è Marte si trovava a 58 milioni tuttavia segue anch’esso
dove cadono e che la loro difficile, ma la dichiarazione di chilometri? un’orbita attorno al Sole.
vendita fosse vietata. di un esperto (per esempio Betty, via email Così, l’abbiamo “inseguito”
Secondo voi è un sito un geologo) dovrebbe per 480 milioni di chilometri
attendibile? Si tratta di sciogliere ogni dubbio. Risponde la redazione. Cara (circa) in 206 giorni, che fa
oggetti autentici? Betty, i pianeti e tutti gli altri più o meno 97.000 km/ora
Andrea DL, via email IL VIAGGIO DI INSIGHT corpi nel Sistema solare (e (di media). Sembra tanto, ma
Ciao Focus, sono nell’universo) non sono in realtà siamo delle vere
Risponde la redazione. La affascinata dall’astrono- punti fermi: si muovono, e lumache nel cosmo.
compravendita di meteoriti mia e da tutto quello che
non è vietata né regolata da siamo oggi capaci di fare
alcunché: i sassi spaziali nello spazio, così non mi I NOSTRI ERRORI
appartengono a chi li trova. sono persa un istante FOCUS 314, PAGINA 88: la sezione del ponte Morandi, a
Le uniche rocce spaziali che dell’emozionante “ammar- Genova, è crollata il 14 agosto 2018, non il 13 agosto, come
non si possono vendere sono taggio” di InSight, il 26 abbiamo erroneamente scritto.
quelle riportate a Terra dalla novembre scorso. Tra
MyFocus
Le foto dei lettori

Spizzichi d’inverno
In attesa della primavera, i colori sono quelli dell’inverno: dalla
magia notturna di Amorvena Mengarelli (la fotografia di apertura
di queste pagine) al cielo stellato sopra Fornazzo (Catania), che mette
l’Etna in un paesaggio quasi da presepe. E poi ci sono la vista
vertiginosa delle Dolomiti dal lago di Misurina (Belluno), la quiete del
naviglio del Brenta a Mira (Venezia), l’aurora boreale in Groenlandia,
l’attesa della notte in Galles, a un’estremità del lago di Llyn Padarn.
MyFocus
Le foto dei lettori

2 3

4
1 Neve, luci, colori... Queste
fotografie raccontano
Davide Bortuzzo
Un “giorno” a
Ilulissat, in
Groenlandia. la stagione fredda in uno scatto
2
Giuseppe Pappa 5
Il capanno, l’Etna e
le stelle.

3
Graziano
Raimondi
La magia di Llyn
Padarn, nel Galles.

4
Antonino Firriolo
Vista sulle Dolomiti.

5
Giacomo Levorato
Il naviglio del fiume
Brenta.
Spedisci i tuoi scatti alla redazione di Focus:
vedi su www.focus.it/myfocus l’elenco delle caselle tematiche
e i nostri consigli, e le foto dei lettori su www.focus.it/letuefoto

Febbraio 2019 Focus | 155


Relax
A cura di Isabella Cioni

Fotofollie

Arcobaleni
dentro
l’acquario
Colori fantastici
sulle code di
pesci guerrieri.
Sembrano ballerine, o fate avvolte in
splendide sete. Si tratta in realtà di maschi
di pesce siamese combattente (Betta
splendens), una specie comune negli

Karma Press Photo (4)


acquari proprio in virtù della sua bellezza.
Li ha fotografati l’indonesiano Andi Halil,
ognuno nella sua vaschetta, perché, come
dice il loro nome, altrimenti si azzuffano!

Scienza quotidiana Gli ossi di pollo diranno chi eravamo


Plastica, cemento e tantissimi ossi di pol-
lo: questo troveranno gli scienziati del
futuro, cercando tracce della nostra ci-
viltà. L’umanità consuma infatti così
tanta carne di pollame (65 miliardi di
esemplari all’anno) da avere già fissato
un’impronta nella biosfera terrestre,
composta dai loro ossi. Lo sostiene uno
studio dell’Università di Leicester (Uk),
che ha stabilito come sulla Terra oggi
siano presenti oltre 22 miliardi di polli
vivi: una massa di carne, zampe, becchi e
piume superiore a quella di tutti gli altri
uccelli messi insieme. L’uomo iniziò ad
allevarli ottomila anni fa, ma erano ani-
mali con una morfologia differente: so-
prattutto a partire dagli anni ’50 dello
scorso secolo, l’allevamento industriale
ha prodotto in maniera sempre più in-
tensiva uccelli dalla struttura scheletrica
più grande, in grado di crescere in tempi
più ridotti. Così, gli ossi si accumulano
nelle discariche e gradualmente si fossi-
lizzano andando a formare un’enorme
Afp/Getty Images

quantità di tracce tecnobiologiche della


nostra era... Che, chissà, nel futuro forse
chiameranno “Pollocene”. R.M.

156 | Focus Febbraio 2019


La scienza dell’acqua calda
di Giovanna Camardo

Se fai sport e
sudi, bere ti fa
molto bene
Quando fai sport, grondando sudore a
litri, meglio bere. Tutto sembra suggerirlo,
dal buonsenso ai consigli di mamma.
Sappiamo che vale adesso, nelle tiepide
palestre, e varrà ancor di più quando si
faticherà in un’implacabile calura.

Shutterstock/Bojan Milinkov
Però ora abbiamo la conferma di Joseph
Costello, fisiologo dell’Università di
Portsmouth (Gb): ha condotto un
esperimento per concludere che, se non
bevi mentre pedali sotto il solleone, il
corpo si stressa.
Aspettate però a dire, come davanti ad fisiologo ha fatto pedalare sulla cyclette 8 misurava vari marcatori dello stress e
alcune opere di arte contemporanea, “Ero giovani volontari, con la temperatura del dell’adattamento al calore.
capace anch’io”. Il povero dottor Costello laboratorio impostata al massimo. Risultato? Nessuna differenza “positiva”.
infatti voleva mettere alla prova una teoria Gli atleti si sono allenati per 11 giorni, in In compenso, i pedalatori assetati avevano
diffusa da qualche tempo tra gli sportivi: due sessioni a tre mesi di distanza. Solo più alti livelli di cortisolo, un ormone che
l’idea che sottoporre il corpo alla che la prima volta potevano bere 1,75 litri indica stress. E riportavano di sentirsi – e
disidratazione (ovvero, a un’ulteriore di acqua prima e durante la fatica, la come dar loro torto – piuttosto assetati.
difficoltà) aumenti l’adattamento al calore seconda volta dovevano patire la sete e Quindi, conclude Costello, è decisamente
e agli allenamenti condotti al caldo. Così il fare il pieno solo dopo. Intanto il fisiologo meglio bere quando si fa sport al caldo.

Curiosità Sopra e sotto l’Equatore Sapevi che... ?


Notizie curiose da
raccontare agli amici
Illustrazioni Stefano Carrara

N60
Mentre mangiano, i gorilla
QUANTA TERRA
N30 EMERSA c’è alle emettono suoni paragonabili ai nostri
varie latitudini del “mmmmh” di piacere. Vocalizzazioni
EQ nostro pianeta? analoghe sono prodotte anche
Lo potete vedere da scimpanzé e bonobo.
S30 nelle mappe qui a
fianco,
S60 e più chiaramente Le matrioske di legno colorato,
in quella in basso, oggi simbolo della tradizione russa,
dove i continenti sono in realtà piuttosto recenti.
sono stati Le prime furono create dal pittore
0% 25% 50% 75% 100%
“accumulati”
sull’asse verticale Sergey Malyutin alla fine del XIX
a sinistra. secolo, ispirandosi ad alcune
Diventa così statuette di divinità giapponesi.
ancora più
N60 evidente che
In Italia nel 2018 sono stati
nell’emisfero
australe c’è molto, prodotti circa 55,8 milioni di ettolitri
N30
molto più oceano di vino. In Francia, secondo
EQ che terreno produttore al mondo (dopo di noi),
calpestabile. circa 46 milioni.
E tantissimo
S30
ghiaccio.
Da una femmina di storione
S60 possono essere prelevate fino
a un milione di uova per fabbricare
il prezioso caviale.
0% 25% 50% 75% 100%

Febbraio 2019 Focus | 157


Relax
Brain Trainer, ginnastica per la mente

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
CruciFocus
14 15 16
ORIZZONTALI: 1 Un social net-
work per condividere foto - 10
17 18
Tramezzino abbrustolito - 14
I trampolieri come gli aironi -
16 Le divine dell’Olimpo - 17 19 20 21 22 23

Guarì san Paolo dalla cecità - 18


Ne è stato direttore Carlo Rub- 24 25 26
bia (sigla) - 19 Compose un
Bolero - 20 Vasta regione dell’E- 27 28
tiopia - 24 Altari pagani - 25 Il
naturalista che classificò gli
29 30 31 32 33
organismi viventi - 26 Nella
lega - 27 Fuori testo - 28 Ta-
gliare il vello alle pecore - 29 34 35 36 37 38
Precipitazioni inquinanti - 32
Abitudini radicate - 34 Simbo- 39 40 41 42 43
lo dell’attinio - 35 Concludono
la tournée - 36 La cucina senza 44 45 46 47
l’uso di prodotti animali e loro
derivati - 38 Due volte in cari-
ca - 39 Capitale della Cambogia 48 49 50

- 42 Affezione respiratoria - 44
Educava nobili rampolli - 45 51 52 53
L’Hector di Senza famiglia - 46
È in provincia di Padova - 48 54 55 56 57 58
Le savane a nord dell’Orinoco
- 50 Inventò una turbina idrau-
59 60 61
lica - 51 Estremo coraggio - 53
Aumenta col caldo - 54 Alla
fine di marzo - 55 La Dal Mon- 62 63 64 65 66
te famoso soprano - 56 Marco
Emilio del II triumvirato - 59 67 68 69
Alimentati insufficientemen-
te - 60 Il Garfunkel della mu-
Bettmann Archive/Getty Images

70 71 72
sica - 62 Scritte senza conso-
nanti - 64 La città dalmata
famosa per il maraschino - 65 73 74

Ha i Caschi Blu (sigla) - 66 Af-


fermazione yankee - 67 Rifugio 75 76
alpestre - 69 Andati... nei tem- Al 2 verticale.
pi andati! - 70 Luoghi comuni
- 71 Pezzo d’artiglieria da mon- bio di tempo - 7 Le iniziali del- - 22 L’ultima sonda della Nasa gadro - 47 Il primo cardinale
tagna - 73 Né voi né loro - 74 lo scrittore Fucini - 8 La pro- atterrata su Marte - 23 Con- inglese - 49 Fa parte delle terre
Metallo nobile inattaccabile vincia di Cogne (sigla) - 9 certino per l’amata - 27 Frutti rare - 52 Mollusco con conchi-
dagli acidi - 75 I confini di To- Mister in due lettere - 10 Una dolcissimi - 29 Fotografi di glia a forma di orecchio - 57
bruk - 76 Il nome di Pascal. consonante dentale - 11 Porto attualità mondana - 30 La Ter- Propri di un popolo - 58 Cro-
yemenita - 12 Successione or- ra nei prefissi - 31 Sposò Dan- cetta fra gli addendi - 61 Trieste
VERTICALI: 1 Mitico figlio di dinata - 13 La pinza del denti- te Alighieri - 33 Alpinista - 37 - 63 Un libro in formato digi-
Dedalo - 2 Una delle caravelle sta - 15 Gruppo di persone di- Si ottiene con un’attenta disin- tale - 68 Lavorano per la regina
di Colombo - 3 Riportato alla soneste - 18 In altri termini - 20 fezione - 40 Vi nacque Giorda- - 69 Il trampoliere del Nilo - 70
luce dall’archeologo - 4 Inchio- Infrastruttura ferroviaria - 21 no Bruno - 41 Crea un rivesti- La sigla del tritolo - 71 Un pun-
stro per copiatrici - 5 Pianta da L’insieme delle specie che con- mento croccante - 43 Il giorno to a scopa - 72 La mitica dea sul
cui si estrae l’indaco - 6 Avver- vivono in uno stesso ambiente che celebra il numero di Avo- cocchio - 74 Ultime d’agenzia.

158 | Focus Febbraio 2019


Relax
Brain Trainer, ginnastica per la mente

Catena di parole a tappe Bunny Bond


Ricostruisci il giusto ordine della catena, di La cugina del più noto James lavora per un’agenzia senza nome come
cui ti forniamo solo alcuni anelli. L’elenco esperta di codici segreti. Ecco due nuovi “casi”.
delle parole da concatenare è qui sotto in
ordine alfabetico.
LA CARTA SBAGLIATA - Bunny Bond sta rovistando nei
ANELLO E VA S I O N E cassetti del casinò di Venezia, alla ricerca di un tesserino
magnetico che sblocca una porta. Trova quattro carte, e si
AV VO CATO accorge che una ha qualcosa di strano; infatti è proprio quella
il tesserino! Qual è la carta “sbagliata”, fra queste quattro?
BOMBA

BOTTIGLIA

CAPELLI

CAPO

CIELO

CIRCO TELECAMERA NASCOSTA - Bunny è a Londra, e si


è intrufolata di notte in un pub dove è nascosta della
CRONO refurtiva. Sul muro c’è una targa che nasconde una
piccola telecamera, ma capisce che è facile spegnerla
D I AVO L O
COLLO
o riaccenderla a piacere. In che punto bisogna
premere per spegnere la telecamera?
FISCALE

GIRONE

INFERNO Soluzioni dei giochi


MANO
CruciFocus Catena di parole
MARINAIO EQUESTRE.
Avete risolto correttamente il Crucifocus?
MASSIMO
Saturno, Crono, tempo, massimo, circo,
S I S E L A T K B
TERRA, cielo, settimo, sigillo, anello,
O R I D I I N O I
MOLOTOV
capelli, pettine, nodi, marinaio, promessa,
E O B I C I T O P O COLLO, bottiglia, molotov, bomba, mano,
I T I T A B A I inferno, diavolo, avvocato, ufficio, capo,
NODI
TERRA S E Y U A O N A R I E Z EVASIONE, fiscale, ricevuta, ritorno, girone,

PETTINE
T R A I T R I T N U Z D E
O D P I I L E O T Z O T

PROMESSA
E T E S C I A D A A A U Bunny Bond
N A L A P O S K A N R L L

RICEVUTA
O L O T E L O T M A A I O “ON”.
A M A S E N H M P P H N O spegne la telecamera, che si riaccende con

RITORNO
pulsanti “OFF” e “ON”. Premendo “OFF” si
A C N A V E G A E A C E
“LEMONADE” sono nascosti i due classici
I U S E A C I D G E P I O G All’interno delle scritte “COFFEE” e
SATURNO L R E T O S A F T TELECAMERA NASCOSTA
G E E O E L I N N O A R
SETTIMO A I N S I L A B I S R A V E sei.
N R E C I A A A N A N avere un nove capovolto, invece mostra un
SIGILLO E E D I N I F O R M C I C O
nell’angolo in basso a sinistra dovrebbe
La carta sbagliata è il nove di cuori;
TEMPO
T S A T O A G R A M I N S T LA CARTA SBAGLIATA

Autori dei giochi:


UFFICIO EQUESTRE Lucio Bigi, Silvano Sorrentino, studiogiochi.

Febbraio 2019 Focus | 159


info r maz i o n i
DALLE AZIENDE
EXCELSIOR DOLOMITES LIFE RESORT
DI SAN VIGILIO DI MAREBBE (BZ).
LE DOLOMITI IN UNA STANZA
L’Excelsior Dolomites Life Resort di San Viglio di Marebbe (BZ),
all’inizio di dicembre 2018, ha inaugurato l’avveniristico Excelsior
Dolomites Lodge. La nuovissima struttura di design vanta una
posizione e una vista impareggiabili sulle Dolomiti, da godersi dalle
nuove 16 raffinate camere deluxe e suite, nella Dolomites Sky Spa
solo per adulti o immersi nella infinity pool panoramica sul rooftop.
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di vetro, la distanza tra interno ed esterno viene annullata, per un
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libero. Tutti i materiali utilizzati a contatto con il
piede sono studiati appositamente e testati
waterproof. La soletta interna ai carboni
attivi è antibatterica e anti-odore,
il sottopiede in tessuto e la
membrana interna 3D traspirante.
Ha imbottiture con “colla a punti”
e gomme di rinforzo reticolate.
Grazie alla costruzione a doppia
rete in poliammide sintetica è
garantito un ottimo isolamento con la guarnizione che si forma tra sottopiede,
fodera e tomaia durante l’iniezione. Tutti i materiali usati per questo tipo di MSC
costruzione, compresa la pelle, sono testati per la massima idrorepellenza. Euro MSC WORLD CRUISE 2019
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5 gennaio la nave MSC Magnifica è
YAKULT PLUS salpata da Genova per il suo viaggio alla
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Lactobacillus casei Shirota, i fermenti probiotici, esclusivi di Yakult, che favoriscono facendo rotta verso il mar dei Caraibi
l’equilibrio della flora intestinale. In aggiunta contiene la Vitamina C (*) che per poi attraversare il Canale di Panama
contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario. Il prodotto è adatto a oltre che il Pacifico, poi l’Indiano, e
tutti, a eccezione delle persone allergiche al latte vaccino e bambini di età inferiore ancora navigare nel Golfo per poi fare
ai 3 anni, e si può consumare in qualsiasi momento della giornata. Non contiene ritorno in Europa: si tratta davvero del
conservanti e coloranti, è senza glutine e ha zero grassi. viaggio della vita. A bordo della prima
World Cruise MSC si alterneranno ben
9 chef stellati e 11 diversi influencer
internazionali che documenteranno
la rotta di Magnifica destinazione per
(*) una bottiglietta di Yakult Plus destinazione. Già aperte al pubblico
al giorno fornisce il 15% dei valori dallo scorso 10 gennaio le vendite per la
nutritivi di riferimento di vitamina C. World Cruise 2021.
Mondo Focus Questo mese online

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Elena Lecchi, Emanuela Ragusa La conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico del
Ufficio Fotografico: Paola Brivio (caposervizio), 2015, a Parigi, era la COP21: un po’ sottovoce, siamo ora alla
Alessandra Cristiani (caposervizio), Daniela Scibè
Redazione: Sabina Berra, Marco Ferrari (caposervizio), COP24, che si è conclusa a dicembre. Sottovoce, ma con tanti
Margherita Fronte (vicecaposervizio), Roberto Graziosi, malumori, compromessi e passi indietro. A che punto siamo?
Fabrizia Sacchetti (caposervizio), Vito Tartamella (caporedattore),
Raymond Zreick (caposervizio)
Segretaria di Redazione: Marzia Vertua
Hanno collaborato a questo numero: Marco Basileo,
Silvia Bencivelli, Andrea Bernagozzi, Luigi Bignami, Marco Consoli,
Fabio Dalmasso, Leonardo De Cosmo, Camilla Ghirardato,
Claudia Giammatteo, Giovanni Giudice, Elisabetta Intini, Matteo Liberti,
Roberto Mammì, Massimo Manzo, Elena Meli, Roberta Mercuri,
Chiara Palmerini, Marco Paternostro, Emiliano Ricci, Alex Saragosa,
Valentina Tafuri, Francesca Tarissi, Simone Valtieri, Elisa Venco,
Daniele Venturoli, Emilio Vitaliano, Margherita Zannoni, Carlo Ziveri

Abbonamenti: È possibile avere informazioni o sottoscrivere un abbonamento


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Brescia (BS). L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno.
L’eventuale cambio di indirizzo è gratuito: informare il Servizio Abbonati almeno SPAZIO 2019 Dall’esplorazione del Sistema solare ai segreti
20 giorni prima del trasferimento, allegando l’etichetta con la quale arriva la
rivista. della nostra stella: appuntamenti nel cosmo per i prossimi mesi.
Servizio collezionisti: Arretrati: I numeri arretrati possono essere richiesti
direttamente alla propria edicola, al doppio del prezzo di copertina per la copia
semplice e al prezzo di copertina maggiorato di € 4,00 per la copia con allegato

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Codice ISSN: 1122-3308

Febbraio 2019 Focus | 161


Mondo Focus
Il prossimo numero è in edicola dal 21 febbraio

Presto su Focus

PERICOLO
DRONI

Questi robot volanti


oggi sono alla
portata di tutti.
Ma come possiamo
evitare che violino
la privacy, diventino
un rischio per gli

Bloomberg/Getty Images
aeroporti, siano
usati per attentati?
Cerchiamo di capirlo.

Questo mese n°148


Febbraio 2019

Storia
Scoprire il paSSato, capire il preSente

in edicola su
corsi e ricorsi crasso lisbona barba manfredi di svevia jan palack gertrude stein genocidio herero pietro maria zanarini

Focus Storia
MENSILE – Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna � 8 - MC, Côte d’Azur � 8,10 - Germania � 11,50 - Svizzera CHF 10,80 - Svizzera Canton Ticino CHF 10,40 - USA $ 11,50



CORSI E RICORSI

La Storia si ripete: gli imperi crollano, Da cesare a naPoleone,


Dalla rivolUZione Francese

le potenze si sfidano, le società a QUella rUssa, Perché le cose


Mondadori Portfolio/Akg

QUANDO
sUcceDono (alMeno) DUe volTe

deboli chiedono “uomini forti”...


la sToria
storia

si riPeTe
In questo numero, gli eventi e le
dinamiche per capire perché 16 gennaio 2019 - Mensile
lisbona ko il leone svevo che barba!
� 4,90 in italia

facciamo sempre gli stessi errori.


come un terremoto la scalata al potere virilità, saggezza,
distrusse la città. di manfredi, il re che forza: tutti i messaggi
Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona e tante certezze. sfidò ben tre papi. scritti in faccia.

162 | Focus Febbraio 2019