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Riconoscimento del rischio e suo trattamento→inizialmente si ha l'individuazione la percezione del rischio

che non avviene in condizioni di certezza ma di incertezza, poi il rischio deve essere valutato e dobbiamo
scegliere il modello quantitativo più idoneo che si adatta meglio alla quantificazione del rischio e una volta
quantificato detto rischio deve essere gestito. A seconda del settore e del profilo di rischio che stiamo
considerando dobbiamo circoscrivere il nostro livello di accettabilità. La gestione del rischio (risk
management) è quel processo in cui si stima il rischio e in un secondo tempo si sviluppa una strategia per
governarlo. Per quanto riguarda le strategie si può verificare il trasferimento del rischio a terzi (ass), evitare
il rischio, accettare in parte o nella sua totalità gli effetti del rischio oppure ridurre l'effetto negativo. Nella
gestione del rischio sono esaminati inizialmente i rischi connessi a grandi perdite e alla probabilità di
accadimento invece, i rischi con basse perdite sono esaminati in un secondo momento. Questa gestione
sovente si compara con la complessità di allocare le risorse nella giusta maniera. Dobbiamo esaminare la
struttura dell'azienda su cui stiamo lavorando e l'ambiente in cui essa vive perché questo ci fornisce vincoli
quantitativi all'interno dell'azienda e normativi nel posto in cui andiamo a operare. A livello di modello
scelto, la circoscrizione di questo insieme di accettabilità ci porta a poter decidere di utilizzare per poter
quantificare il rischio certe misure con certe proprietà. Se le proprietà che sono codificate come assiomi di
coerenza sono verificate, le misure che andiamo ad applicare sono coerenti. I passi più importanti da fare
sono: stabilire il contesto, identificare i rischi e analizzarli (l'identificazione del rischio inizia dalla causa del
problema, quindi si analizza la causa e il problema questo collegamento può produrre un'amplificazione o
una mitigazione del rischio. I metodi più usati di identificazione del rischio si basano: su obiettivi, con la
creazione di team con obiettivi una volta individuato l'elemento rischioso; oppure su scenari, creando
differenti scenari e ogni evento che attiva uno scenario alternativo indesiderato è individuato come un
rischio), valutare e controllare i rischi . Per quanto riguarda la teoria dell'utilità attesa si faccia riferimento a
un agente economico le cui preferenze su un insieme di lotterie sono raffigurate da una funzione di utilità
attesa U(F)=∫u(x)dF(x) dove F è una funzione di ripartizione di L e u è una funzione di utilità Bernulliana.
L'agente si definirà avverso al rischio se u(∫xdF(x))≥∫u(x)dF(x)=U(x). in base al coefficiente assoluto di
avversione al rischio, una funzione di utilità si definisce: CARA se RA costante rispetto a x; IARA se RA cresce
al crescere di x; DARA se RA decresce al crescere di x. Chi è avverso al rischio sente il bisogno di proteggersi
da questo e lo fa attraverso la sottoscrizione di un'assicurazione. Il contratto di assicurazione è una garanzia
contro il rischio solitamente dannoso. L'assicuratore converte il rischio in una spesa perché, con la firma di
un contratto, l'assicurato limita il danno che potrebbe subire se succedesse l'evento rischioso. Il contratto
ass si compone di 4soggetti: assicuratore, contraente (colui che paga il premio), assicurato (colui sul quale il
contratto è costruito) e beneficiario (colui che riceve la prestazione). Esso è stipulato contro i danni a cose e
persone e per la responsabilità civile. I contratti possono essere liberi, obbligatori per legge oppure sociali.
La durata può essere breve (per i danni) o medio/lunga (vita, rendite vitalizie nell'arco di 20/30 anni). Le
parti si impegnano ad eseguire una prestazione (impegno aleatorio) per quanto riguarda la compagnia ass e
una controprestazione che si realizza attraverso il pagamento di un premio (unico, periodico, vitalizio,
temporaneo) da parte del contraente. Le basi tecniche di detto contratto sono il tasso di
interesse+probabilità di accadimento. I contratti di ass possono essere: rendite in caso di vita (rendita
vitalizia, ovvero viene pagata la rata alla fine del primo anno se il soggetto è vivo e così fino a quando non
muore), ass di capitale in caso di vita (se il soggetto alla scadenza del contratto è vivo si paga la rendita), ass
di capitale in caso di morte[ass temporanea(solo se il decesso avviene nell'arco del periodo di ass), ass
differita(stabilisco al t=0 il contratto ma il pagamento avviene dopo 1anno), ass a vita intera(viene coperto il
decesso per tutta la vita intera) e ass di annualità] e infine ass miste(un mix delle precedenti). L'operazione
finanziaria aleatoria consiste nello scambio di importi monetari contro importi monetari in successivi istanti
di tempo. Per le valutazioni in condizioni di incertezza si usa la variabile aleatoria “guadagno” (X). Per
determinare X si usa la speranza matematica E(X), se E(X)>0 favorevole, se<0 sfavorevole e se =0 equa. Ad
esempio per ass contro danni E(X)=π-E(Y) dove X=guadagno aleatorio; π=premio e Y=variabile aleatoria
danno che, si verificherà S con probabilità p, oppure 0 con probabilità (1-p). E(Y)=[p*S+0*(1-p)]/(1-p+p)
quindi se π=pS assicurazione equa e quindi premio equo. Di solito accade che π>pS perché si ha una
maggiorazione di sicurezza del premio.

Riassicurazione: problema di solvibilità→ analizzare da parte della compagnia di assicurazione dei rischi che
la compagnia stessa si è assunta e magari valutare la riassicurazione, ovvero trasferire il rischio ad un'altra
compagnia. La riassicurazione riveste una validità sociale perché concorre a far mantenere la solvibilità
della compagnia assicurativa, diversificando il mercato. Esso è un contratto in base al quale un assicuratore,
mediante il pagamento di un premio, ottiene che un riassicuratore gli contro-garantisca tutto o una parte
del rischio che egli ha assunto o può assumere. La riassicurazione è classificata in: riass. facoltativa: essa
copre rischi singoli, l'assicuratore può cedere le quote di rischio che ritiene opportune e il riass può
accettare oppure no la cessione; riass. obbligatoria: essa copre una vasta gamma di rischi, la cedente e il
riass concordano di osservare un trattato che obbliga la cedente a trasferire al riassicuratore una certa
quota del proprio portafoglio e il riass ad accettare quanto trasferito dalla cedente; riass. facob: essa è
facoltativa per la cedente e obbligatoria per il riass. Un'ulteriore classificazione: riass. proporzionale: la
cessione ha per oggetto la stessa proporzione di premi, rischi e sinistri. La ripartizione è definita all'atto
della stipulazione del trattato. Il cedente si accorda per riassicurare tutti i rischi rientranti in determinati
limiti di ramo (es. ramo vita, ramo danni, ecc...), valore e territorio; riass. proporzionale a premio di rischio:
la cessione ha per oggetto una parte del capitale sotto rischio (somma che deve essere pagata insieme alla
riserva matematica se si verifica l'evento assicurato. Esso è l'ammontare di capitale specifico che
rappresenta l'ammontare di capitale che nell'esercizio successivo dovrò corrispondere) nei vari anni di
contratto. Ammontare a carico del cedente→ bt*C*(1-Vt)+C*Vt , ammontare a carico del riassicuratore→
(1-bt)*C*(1-Vt); riass. proporzionale a premio commerciale: la cessione ha per oggetto tutte le componenti
di un singolo contratto: caricamenti per spese, riserva matematica, premio di tariffa e capitale assicurato. Il
riassicuratore paga al cedente una provvigione per la quota di utili attesi trasferiti. Quota share:
l'assicuratore cede al riass una %identica di tutti i rischi sottoscritti. Questa ripartizione avviene fino alla
massima capacità del contratto, la parte in eccesso viene riassicurata fuori contratto oppure viene
conservata. Il riass condivide tutti i sinistri proporzionalmente ricevendo la stessa proporzione dei premi
meno le commissioni, perché non andando a selezionare il sig.x o sig.y vado a prendere tutto il pacchetto
delle polizze. Per eccedente di somma: viene ceduta la parte del rischio eccedente un importo determinato
(pieno di conservazione), garantendo così una migliore omogeneità quantitativa del portafoglio in quanto le
polizze con i capitali assicurati al di sotto o pari al pieno di conservazione rimangono a carico della cedente.
Ciò comporta una riduzione della variabilità dell'esborso aleatorio. Qui vado a ridurre lo scostamento che
avrei rispetto al mio valor medio di tutto il portafoglio, quindi livello la mia variabilità rispetto ad un valore a
me sostituibile. Questo lo faccio quando ho dei contratti con rischi molto diversi ma, alla fine ottengo
pressoché il solito risultato dei quota share, è solo una mera operazione strategica. Riass. non
proporzionale: la ripartizione avviene tramite meccanismi non proporzionali riferendosi solo all'entità dei
sinistri. L'accordo prevede il riassicuratore paghi tutti i sinistri eccedenti un certo limite e riferiti a un
portafoglio di rischi protetti. Riass. non prop. Excess of loss: il riassicuratore si impegna a indennizzare la
cedente di tutta quella parte dei danni che eccede una certa somma fissa (franchigia K). A carico del riass.→
max(Y-K,0) , a carico del cedente min(Y,K) minimo tra esborso aleatorio e K, se Y>K interviene il cessionario.
Il contratto è detto “working cover” se la franchigia è fissata a un livello che viene superato regolarmente. Il
contratto stabilisce anche la garanzia della cessione, ovvero la somma massima che il cessionario è disposto
ad accettare. Riass. non prop. Stop loss (per eccesso di perdita): il riassicuratore indennizza la cedente solo
se i sinistri totali dell'anno eccedono una % dei premi H fissata in precedenza, di un certo portafoglio rischi.
L'intervento riguarda tutti i sinistri che possono interessare a un certo tempo il portafoglio. Questo caso
comporta un elevata aleatorietà di esposizione del riass perché la garanzia riguarda tutti i sinistri con
elevata frequenza. Possiamo utilizzare diverse aliquote per i vari contratti che formano il portafoglio, ad
esempio per portafogli che hanno un elevato rischio applico aliquote differenziate. Riass. non prop.
catastrofale (per eccesso di sinistri): l'accordo copre un unico evento che produce più sinistri nel portafoglio
riassicurato nell'intervallo t. Esistono 2 modalità: 1)fisso dcons,n°max di sinistri che rimangono a carico del
cendente, interviene il riass. se il n° aleatorio di sinistri prodotti dall'evento>dcons; 2)fisso ycons,esborso
max a carico del cedente, interviene il riass. se esborso associato>ycons. dcons e ycons=”pieno
catastrofale”. Scopi della riass.→ aumento della capacità di sottoscrizione, perché con grandi sinistri può
essere compromessa la stabilità economica dell'assicuratore inoltre, egli ricopre una posizione di mercato
più forte; miglioramento dell'equilibrio dei rischi conservati dall'assicuratore, perché l'ass può partecipare
ad un numero maggiore di rischi; ripartizione dei rischi sia nel tempo, se il rapporto assriass dura nel tempo
si crea una copertura continua e quindi più equilibrata, sia nello spazio, ciò si verifica se i due soggetti sono
di nazionalità diversa; acquisizione di nuovi capitali, perché ad esempio nei contratti a premio commerciale
la cessionaria paga una provvigione di riass alla cedente e la cedente può ridurre la riserva matematica e di
conseguenza anche il margine di solvibilità e i capitali ottenuti possono essere investiti in nuove produzioni;
assistenza tecnica come consulenza e progettazione di nuovi prodotti. Quindi si cerca di min la probabilità
di rovina e max la sicurezza dell'impresa. La valutazione della solidità finanziaria e dell'affidabilità creditizia
dei riass(rating), può essere un'indicazione fondamentale nella scelta del riass perché, entra in gioco anche
la credibilità dell'ass scegliendosi un partner sicuro e solvibile. Insurance financial strenght rating(IFSR) è
un'opinione sulla capacità delle compagnie assicurative di ripagare puntualmente i sinistri senior degli
assicurati e gli impegni della compagnia. Il rating consente un confronto diretto tra operatori europei ed
extra-europei, questi giudizi delle società di rating sono accettati e riconosciuti a livello internazionale. Un
confronto delle società di rating è molto difficile a causa dei diversi regimi di controllo adottati. (VEDI CAT
BOND in rischio catastrofale)

Solvency II→ le riserve tecniche sono composte da due voci: Best Estimate e Risk Margin. Il loro valore
corrisponde all'importo che le imprese di ass e riass dovrebbero pagare se dovessero traferire le loro
obbligazioni ad altre impresa di ass o riass. La Best Estimate è la stima delle riserve fatta su ipotesi
finanziarie, demografiche, ecc… realisiche; essa è uguale alla media dei flussi di cassa futuri ponderata per
la loro probabilità, tenendo conto del valore temporale del denaro sulla base della struttura per scadenza
dei tassi d'interesse privi di rischio. Risk Margin, invece, fa fronte a un eventuale non corretta ipotesi del
calcolo della miglior stima o cambiamento delle riserve tecniche. Queste riserve devono essere calcolate in
base ai nuovi principi del QIS5 (quinto studio d'impatto quantitativo) seguendo le nuove linee business,
utilizzando software di calcolo più evoluti, tendo conto di gruppi di rischio omogenei, per area di attività,
ecc… le imprese dovranno quindi avere un quadro chiaro della situazione e riuscire a riconciliare le
differenze più significative tra i dati utilizzati ai fini contabili e ai fini del QIS5. Solvency II offre una serie di
metodi per calcolare il Solvency Capital Requirement (SCR) che consente alle imprese di scegliere un
metodo che sia proporzionato alla natura, dimensione e complessità dei rischi che vengono misurati. La
determinazione del requisito di capitale per ogni parte della formula avviene a seconda del rischio con due
metodologie: Scenario Testin Approach→il requisito di capitale viene determinato come differenza tra
valore del NAV stimato considerando lo scenario best estimate e il NAV stimato considerando lo scenario
stressato; Factor Based Formula→il requisito di capitale, in questo caso, viene calcolato in base alle
grandezze che rappresentano l'esposizione al rischio dell'impresa. Il calcolo della struttura formula standard
del SCR è diviso in 3 moduli: BSCR, rischio di capitale per il rischio operativo e aggiustamento per effetto di
assorbimento del rischio delle riserve tecniche e delle imposte differite. Quindi SCR=BSCR-Adj+SCROp il
BSCR comprende i requisiti di capitale delle sei categorie di rischio principali, si suddivide in life, non-life,
health, market, intang e default. BSCR=(√∑i,jCorri,j*SCRi*SCRj)+SCRintang. Adj riflette la compensazione
potenziale delle perdite inattese riducendo le riserve tecniche o le imposte differite, per quanto riguarda le
riserve tecniche l'aggiustamento tiene conto dell'attenuazione del rischio derivante dalle future
partecipazioni agli utili a carattere discrezionale fino alla misura in cui le imprese sono in grado di stabilire
che una riduzione delle partecipazioni agli utili possa essere utilizzata per coprire le perdite inattese quando
si verificano. SCROp essendo un rischio operativo per quantificarlo mi riferisco alla gestione.
Modulo per il rischio di mercato→questi rischi derivano dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato di
strumenti finanziari. L'esposizione a questo rischio si misura con l'impatto dei movimenti nel livello di
variabili finanziarie quali valori delle azioni , tassi di cambio e d'interesse, prezzo degli immobili. Sono
richieste varie informazioni come ad esempio, per quanto riguarda il rischio di tasso di interesse,
fabbisogno di capitale dovuto agli shock up dei tassi d'interesse, oppure fabbisogno di capitale dovuto agli
shock down dei tassi d'interesse. Questo rischio lo troviamo in tutte le attività e passività per le quali il
valore del patrimonio netto è sensibile ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o della
volatilità dei tassi stessi. Queste attività sensibili ai tassi comprendono i prestiti su polizze, prestiti,
investimenti a reddito fisso e attività assicurative. Questo fabbisogno di capitale è determinato dal risultato
di due scenari: MktUp=∆NAV⌡up e MktDown=∆NAV⌡down. Il ΔNAV è la differenza tra il NAV in condizione
normale e quello in condizione stressata perché, su tale differenza vado ad applicare la formula del SCR. Per
ogni profilo di rischio all'interno del Market creo degli scenari ipotetici stressando le voci di bilancio che
possono cambiare in relazione al fattore di rischio che sto considerando stressando in up e down. Quindi
determino il mio SCR per il mercato andando a vede cosa succede ai valori di bilancio stressati per ogni mio
sottorischio. Questi sottorischi all'interno del mercato sono legati tra loro, quindi quando io determino il
SCR per il mercato non faccio solo la somma dei pezzettini di capitale trovati per i sottorischi ma, utilizzo
una matrice di correlazione cioè, sto determinando l'ammontare di capitale tenendo conto della
interrelazione di questi rischi. Ciò rappresentano le variazioni delle attività meno le passività causate dalla
rivalutazione degli strumenti sensibili ai tassi utilizzando la struttura a termine alterata con gli stress in up e
down. Queste strutture si ottengono facendo il prodotto dei tassi correnti per (1+s_up)e(1+s_down).
Insomma vengono effettuati degli stress test in up e in down per i relativi sotto-moduli di rischio di
mercato: azionario, immobiliare, spread, valutario, tasso d'interesse, ecc… Ad esempio: il rischio azionario
dipende dal livello o volatilità dei prezzi di mercato per i titoli azionari. Per il fabbisogno di capitale per
detto rischio si prende in considerazione l'indice globale e altro. Per ogni indice si individua un fabbisogno
di capitale come risultato di uno scenario stressato predefinito, poi il fabbisogno di capitale per ogni livello
si ha dall'unione del fabbisogno di ogni singolo indice usando una matrice di correlazione. I rischi
immobiliari si creano per la sensibilità di attività, passività e investimenti finanziari a livello dei prezzi di
mercato immobiliare. Il fabbisogno di capitale per detto rischio è stimato come il risultato di uno scenario
definito in precedenza, dove lo shock immobiliare è il risultato diretto sul valore delle attività meno
passività atteso in caso di caduta del 25% del valore degli immobili. Il rischio valutario è causato da
mutamenti dei tassi di cambio di valuta. Il suo fabbisogno di capitale è dato dal risultato di due scenari
definiti prima, dove uno rappresenterà la crescita del valore della valuta del 25% e l'altro la diminuzione
dello stesso ammontare. Il rischio spread riguarda la variazione del valore delle attività, passività e
strumenti finanziari causati da un mutamento degli spread creditizi rispetto a quelle strutture di tasso risk-
free. Il suo fabbisogno di capitale e calcolato dalla somma dei fabbisogni di detto rischio sui bond, prodotti
di credito strutturato e derivati creditizi. La concentrazione del rischio di mercato è circoscritta al rischio di
accumulazione di esposizioni con la solita controparte. La stima viene suddivisa in 3parti: esposizione in
eccesso, requisito di capitale per la concentrazione del rischio per un'impresa e aggregazione. Infine, il
rischio di premio di illiquidità si ha dalla crescita del valore delle riserve tecniche causato da un calo del
premio di illiquidità. Il suo fabbisogno di capitale si calcola come il risultato dello scenario ed esso
rappresenta la conseguenza diretta sul valore di attività meno passività atteso nel caso di un calo del 65%
nel valore del premio di illiquidità. Modulo per rischio di controparte→ il modulo in analisi esprime le
perdite possibili dovute al mancato adempimento non previsto oppure al deterioramento del merito di
credito delle controparti e dei debitori delle imprese di ass e riass nei 12 mesi successivi. Qui non si
applicano gli stress test perché non si calcola una differente probabilità di accadimento del rischio ma, si
segmentano le controparti in due segmenti con e senza rating. Il rating è un giudizio espresso da un'agenzia
esterna e indipendente, l'agenzia di rating attribuisce un giudizio sulla capacità dell'impresa di produrre le
risorse necessarie per far fronte agli impegni che ha verso i creditori. Il giudizio è attribuito in lettere e viene
rivisto periodicamente. Questo modulo ha l'onere di coprire i contratti per ridurre i rischi come gli accordi
di riass, le cartolarizzazioni e derivati, crediti verso intermediari, ma anche altre esposizioni creditizie che
non rientrano nel rischio di spread. Il modulo del rischio di controparte ha l'obbligo di prendere in
considerazione l'esposizione generale al rischio di controparte dell'impresa verso la controparte, senza
tener conto della forma legale dei suoi obblighi contrattuali verso quella controparte. Si possono
distinguere 2 tipi di controparti che vengono trattate i modo diverso in base alle caratteristiche: tipo 1 e
tipo 2. Il primo tipo comprende le esposizioni non diversificabili in cui la controparte ha un rating. Gli input
principali di questo modulo sono le stime del LGD di un'esposizione e la PD della controparte. Tenuto conto
di questi due indicatori delle controparti nel portafoglio di tipo 1, il requisito patrimoniale per queste
esposizioni è calcolato: SCRdef,1={3*√V se √V≤5%∑LGDi e min(∑LGDi;5*√V altrimenti} dove V è la varianza
della distribuzione delle perdite delle esposizioni di tipo 1, essa è calcolata: V=∑j∑iuj,k*yk+∑jvj*zj; il secondo
tipo, invece, prende in considerazione le esposizioni che solitamente sono diversificate e la controparte è
priva di rating. Il requisito di inadempimento della controparte delle esposizioni di tipo 2 è calcolato come
risultato dello scenario predefinito SCRdef,2=∆NAV⌡shock di inadempienza delle controparti di tipo 2, esse
sono l'effetto immediato sul valore delle attività meno le passività atteso in caso di una diminuzione nel
valore delle esposizioni di tipo 2. Il fabbisogno di capitale per le esposizioni di tipo 1 e 2 deve essere
calcolato separatamente e dopo aggregato con una
formula→SCRdef=√SCR2def,1+1,5*SCRdef,1*SCRdef,2+SCR2def,2. Modello per il rischio sugli attivi
immateriali→se sono presenti le attività immateriali, devono essere considerati nel calcolo dell'SCR i rischi
che derivano da questi elementi. Questa categoria è esposta a 2tipologie di rischio: rischi interni, che
derivano dalla natura di elementi come il rischio di fallimento; e rischi di mercato, che derivano, invece,
dalla diminuzione dei prezzi di mercato. Questo modulo produce un risultato che viene
definito→SCRintang=0,8*IA; IA sono i valori degli attivi immateriali. Modulo per il rischio di sottoscrizione
dell'assicurazione vita→esso consta di 7sotto-moduli: rischio invalidità, rischio catastrofe, rischio mortalità,
rischio longevità, ecc… per ogni sotto-modulo viene calcolato il proprio fabbisogno di capitale che poi
vengono aggregati tutti insieme i sotto-moduli delle ass vita→SCRlife=√∑CorrLifer,c*Lifer*Lifec
Lifer,c=requisito patrimoniale per i sotto-rischi delle ass vita. Ad esempio, per quanto riguarda i rischio
mortalità, esso è associato alle obbligazioni di riassicurazione nelle quali l'impresa di riassicurazione
garantisce una serie di pagamenti singoli o ricorrenti in caso di morte dell'assicurato nel corso della durata
della polizza. Il requisito patrimoniale per questo tipo di rischio è definito come variazione del valore netto
degli attivi dovuto ad un incremento permanente dei tassi di mortalità→Lifemort=∆NAV⌡mortshock dove
lo shock di mortalità è dato da un incremento del 15% dei tassi di mortalità per ogni età e per ciascuna
polizza in cui il pagamento delle prestazioni è legato al suddetto rischio. A differenza del rischio di mortalità,
per quanto riguarda il rischio di longevità, esso sarà di segno opposto rispetto al rischio di morte. Quindi lo
shock mi dice di fare un decremento dei tassi di mortalità ottenendo un incremento dei tassi di
sopravvivenza più elevati→Lifelong=∆NAV⌡longevity shock dove lo shock di longevità è dato da un
decremento del 20% dei tassi di mortalità per ogni età e per ciascuna polizza in cui il pagamento delle
prestazioni è legato a tale rischio. Modulo per il rischio di sottoscrizione dell'ass malattia→questo modulo
esprime il rischio che derva dagli obblighi di ass e riass malattia, tenuto conto dei pericoli coperti e dei
processi utilizzati nell'esercizio dell'attività. Questi obblighi possono essere divisi tra: STL Health, utilizzando
la stessa tecnica delle ass vita per attualizzare (tasso di interesse-probabilità di accadimento); e NonSTL
Health. Il modulo in esame è composto da 3sotto-moduli: STL Health, Non-STL Health e rischio di catastrofe
sanitaria. Il requisito patrimoniale si ottiene combinando i requisiti patrimoniali per i sotto-moduli
malattia→SCRHealth√∑CorrHealtr,c*Healthr*Healthc Healthr,c= requisiti patrimoniali per i sotto-moduli di
sottoscrizione dell'ass malattia. Modulo per il rischio di sottoscrizione dell'ass Non vita→questo modulo
esprime il rischio tecnico specifico che viene originato dalle obbligazioni che derivano dai contratti non-life,
fanno parte di questo rischio anche i rischi che derivano dall'incertezza nelle ipotesi riguardanti l'esercizio di
opzioni, come il rinnovo o il recesso del contratto, da parte dell'assicurato. Il modulo in esame comprende
3sotto-moduli: rischio di tariffazione, rischio di estinzione anticipato e rischio catastrofale. Il fabbisogno di
capitale per tale modulo si ottiene aggregando i fabbisogni relativi dei sotto-
moduli→SCRnl=√∑CorrNLr,c*NLr*NLc NLr,c=requisiti patrimoniali per i sotto-moduli nonlife.

Basilea II: il rischio di credito→esso è una componente di tutte le attività di prestito e influenza le scelte di
investimento delle banche, degli intermediari finanziari e degli investitori in titoli obbligazionari. Tale rischio
da la possibilità che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, nei confronti della
quale esiste un'esposizione, generi una corrispondente variazione inattesa del valore della posizione
creditizia. Le tipologie di tale rischio sono: insolvenza (rischio connesso all'insolvenza della controparte e si
esprime in termini di perdita data dal prodotto tra l'esposizione e il tasso di perdita in caso di insolvenza),
esposizione (rischio associato al complessivo ammontare che devo recuperare), recupero (rischio connesso
ai tempi di recupero o al valore di realizzo in caso di insolvenza), migrazione (rischio connesso al
downgrading dell'emittente se soggetta a rating) e spread (rischio connesso agli spread richiesti dal
mercato in termini di differenziale tra i migliori prenditori e i peggiori). Le componenti di tale rischio sono:
PD, probabilità di default, ovvero la probabilità che si manifesti l'evento negativo, esso dipende dalle
caratteristiche economico-finanziare e di business dell'impresa; LGD, perdita in caso di insolvenza, ovvero la
parte del credito che non è possibile recuperare in caso di insolvenza; EAD, esposizione al momento
dell'insolvenza, ovvero il valore del credito utilizzato al momento dell'insolvenza. LGD, EAD dipendono dalle
caratteristiche tecniche del finanziamento, dalle procedure e dai costi per il recupero in caso di insolvenza.
Il rischio di credito può essere calcolato con il ricorso al rating attraverso: approccio standard, (in linea con
Basilea 1) opera una discriminazione tra prenditori di credito di qualità diversa, in base a un giudizio che
viene assegnato al grado di affidabilità del debitore dalle autorità di vigilanza oppure da agenzie
specializzate; e approccio IRB, fondato sui rating interni, consente di utilizzare come coefficienti di
ponderazione delle classi di attivo risultati di analisi condotte internamente. L'adozione di questo modello
consente di conferire al presidio patrimoniale elasticità ovvero, si adatta all'effettivo profilo di rischio della
singola banca. Esso si divide a sua volta in: IRB fondation si limita a stimare solo la componente di rischio di
credito, dove viene calcolato il rating misurando la PD utilizzando strumenti analitici interni. Le altre
componenti LGD e EAD sono fornite dall'autorità di vigilanza; e IRB advanced dove viene calcolato
internamente il rating, prendendo in considerazione la PD, LGD e EAD=DP+UP*UGD dove DP=entità
corrente di fido utilizzato; UP=quota inutilizzata al momento della valutazione; UGD=% di quota inutilizzata
che si prevede che il debitore utilizzerà al momento dell'insolvenza. Il LGD=(1-tasso di recupero)EL.
EL=esposizione lorda. Ogni esposizione è considerata al netto del relativo tasso di recupero→Esposizione
Netta(EN)=(1-tasso di recupero)EL=LGD. Le cause possono essere dovute, ad esempio, alle caratteristiche
della controparte finanziata, dell'ente affidante, del finanziamento oppure dovute a fattori esterni alla
procedura di finanziamento.

Modelli di calcolo del rischio di credito→modelli attuariali(creditrisk+), modelli alla Merton e modelli
econometrici. CreditRisk+→esso considera solo il rischio di default. Permette di ottenere una distribuzione
di perdita esprimibile in forma chiusa. In questo modello l'evento di default non è legato alla struttura del
capitale di un'azienda, esso si basa su una descrizione probabilistica del default assumendo che la
probabilità di default per un orizzonte temporale sia costante nel tempo e che il n° di default avuti in un
periodo non dipenda dai default di altri periodi. Il modello assume che il numero di default per un dato
orizzonte temporale possa essere descritto da una distribuzione di Poisson. Approccio alla
Merton→modello CREDIT METRICS: questo modello si basa sul concetto di credit migration, cioè una
probabilità di default che nel tempo cambia assumendo una certa posizione di rating, passando da una
categoria di rating ad un'altra, compreso il default. L'orizzonte temporale è di 1anno e ha come obiettivo
quello di costruire la distribuzione di perdita a scadenza mediante la simulazione Monte Carlo. Da ciò sarà
poi possibile determinare il CreditVar come percentile della distribuzione ottenuta. I limiti del modello di
Credit Metrics sono l'omogeneità per tutte le controparti che appartengono alla medesima classe di rating, i
tassi di recovery sono specificati esternamente e si ritiene che seguano una distribuzione di tipo β, il
modello basato sopratutto sulla simulazione Monte Carlo, risente delle restrizioni dovute alla difficoltà di
stima, infine si ritiene che la probabilità di default attuale equivalga alla probabilità di default media storica.
Non solo l'associazione ad un certo rating ha una probabilità di default ma, se considero un arco temporale
più grande di 1anno probabilmente la probabilità di default non rimane uguale, quindi c'è una Credit
MIGRATION. Approccio alla Merton→modello KMV: esso si basa sulla frequenza di insolvenza attesa (EDF)
in riferimento alle frequenze storiche fornite dalle agenzie di rating. Questo modello ha 4fasi per la
misurazione: calcolo del valore e della volatilità dell'attivo dell'impresa (esso è determinato usando un
approccio basato sul pricing dell'opzione di Black-Scholes. Presumendo che il capitale proprio paragonabile
a un'opzione call scritta all'attivo con un livello del prezzo di esercizio uguale al valore di bilancio delle
passività è possibile utilizzare uno schema di prezzo per estrarre il valore e la volatilità), calcolo della EDF (è
il calcolo del tasso di insolvenza nel modello KMV), stima dei tassi di insolvenza per un dato livello della
misura che sintetizza il rischio di insolvenza proprio dell'impresa (valutando, diversi livelli di distanza
dall'insolvenza per differenti orizzonti temporali e una raccolta di dati sulle imprese e sui casi di insolvenza,
il modello KMV da origine a una tabella che collega a ogni livello di default un determinato tasso di
insolvenza ottenuto dalla EDF. Incrociando detti dati è possibile calcolare per ogni orizzonte temporale, il
rapporto di imprese morose per qualsiasi categoria che appartiene a un certo livello di default) e stima della
distanza di insolvenza (essa descrive una misura di rischio che unisce il valore netto dell'impresa al
movimento unitario della volatilità dell'attivo). Il modello KMV è vantaggioso perché prende in
considerazione sia dati di mercato che dati storici ma, può essere applicato soltanto alle imprese quotate.
Rischio di credito per un portafoglio→la stima di detto rischio richiede il preventivo calcolo di ogni
posizione e l'analisi della dipendenza nei default tra posizioni. In realtà i portafogli, però, sono costituiti da
un numero alto di posizioni tali da rendere irrealizzabile una stima singola. Il presupposto iniziale è di creare
un insieme di posizioni uguali per merito creditizio e assumere che tutte le controparti di una classe di
rating siano differenziate dalla stessa probabilità di default. La perdita di un portafoglio può essere calcolata
facendo la somma delle perdite di ogni posizione. In questo processo la distribuzione della perdita ha una
funzione principale non solo nella stima dei requisiti patrimoniali ma, anche nella gestione del rischio di
credito.