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ì
ì The Cartwright Foundation
LA FRAMMASSONERIA

FIGLIA ED EREDE

DEL MANICHEISMO

PER

Cingi Uatagcantorta

SACERDOTE DEL CLERO NAPOLETANO

TOMO I.

NAPOLI
PRESSO ANGELO OBLIA CROCE
PER 1A VEDOVA NIRAITOA

1865
al reverendissimo padre

agostino theìner

della congregazione dell' oratorio

di s. filippo neri

Prefetto degli archivii secreti vaticani

' in attestato

di vera stima ed amicizia

L' AUTORE ,
(RECAP)

H5t)3
Quando , nel 18Ì9 , a me veniva in mente la pri*
ina idea di questo lavoro storico , era lungi dal sup
porre che gli avvenimenti i quali vennero- svolgendosi
da allora in poi, avessero potuto servire di una fulgi
dissima dimostrazione, che la odierna Frammassoneria*
appoggiata alV eclelismo e sincretismo dei Filosofi di
Francia, non che al trascendentalismo di quei d'Alema-
gna , non fosse altro nelle forme e nel fondo, se non
V antica Gnosi , trasformata per le varie epoche , ed
attemperata ai principii dominanti nella eterodossia
per ciascun secolo ; e che però V ultimo suo periodo
fosse quello ch' è di presente il Panteismo in dogma ,
il Socialismo ed il Comunismo in pràtica. Dogma e pra
tica per altro, che di rimando retrocedono sino agli an
tichi Gnostici , i quali ne fecero una professione ma
nifesta. In un libro che tratta della Giustizia, compi
lato da uno dei loro corifei, Epifanio, e Cui eglino eb
bero in grandissima venerazione , leggesi : La natura
medesima reclama la comunanza di tutte le cose ; del
secolo, dei beni della vita, delle donne; e le leggi umane
capovolgendo l'ordine legittimo, hanno prodotto il pecca
to per la loro opposizione agi' istinti più potenti, messi
da Dio in fondo all' anima l Di piii in due iscrizioni ,
non è guari tempo rinvenute nella Cirenaica, vi sono mo
numenti notevoli di quelle idee, nelle quali gli Gnostici
s'incontrano con gli odierni Massoni. L'una mette allo
stesso livello, Thol o Ermete, Trismegisto,Kronos , Zo-
roastro , Pitagora , Epicuro, il Persiano Mazdac, Gio
vanni e Cristo, come quelli che adunisono abbiano in
segnata la comunanza di ogni proprietà (ptTiSsv oinetOTroi-
st<r(ki)t; e nell'altra »'è detto: La comunanza di tutli i
beni e delle donne c la sorgente della giustizia divina,
p la perfetta felicità per gli uomini buoni, traiti dal eie
co popolaccio-. A questi Zarade e Pitagora, che ira* Jè^
rofanti sono i più nobili , hanno insegnato a vivere in
sieme. Or come cotali nequitosi principii di leggieri me
narono quegli antichi seltarii a tanti abominevoli delitti,
che la Storia imputa loro, non in dissomigliante guisa
n' ebbero falli insozzare i Frammassoni dell'età nostra. A
furia di gridare a squarciagola, lume lume, la Società
si vede spinta all' orlo di una voragine , di cui ninno
può dire di essere alla portata di scandagliarne il
fondo. Nò poi quelle teorie panteistiche, strombettate nelle
scuole Hegeliane d'Alemagna ed in quelle cclètiche di
Francia, è che pet tanti degeneri Italiani, ignari delle
vere ed imperiture glorie di loro patria^ si vengono spac
ciando come dettati di una profonda Filosofia, presen
tano il merito della invenzione;non essendo che un ritorno
alle vetuste teorie degli Gnostici e dei Neoplatonici : il
ciclo ereticale sì vedendosi finire siccome ebbe incomin-
ciamento, or sono diciotto secoli] Ma quello che è da
to a noi Cattolici osservare ? in questo tramestìo di
idee ed in questo molteplice disorganamènto degli ordi
ni sociali, è di levare in alto il pensierè ; e vedere
come la Provvidenza dispone tutto alla glorificazione ed
al trionfo della Chiesa sua. E siccome, non b gran tem
po il Corrispondente del Nord d'Alemagna,m Meclemburg^
onde serbare Vullimo lembo di Cristianesimo che rimanè
al Protestantismo Alemanno^ gridava: Via su, verso Ro*
ma (Wohl auf, zu Rom ); del pdri la forza degli avveni
menti spinge tutti gli uomini onesti é di retta coécienzà d
rivolgersi a Roma Papale, come a quell'unico Potere, che
possa saltare gli ordini sociali e la civiltà dà queste nuo
ve genie di barbari. 0 Roma, o la morte, gridò nell'em
pio suo fanatismo un folle vegliardo , e questo grido
fu ripetuto dalle orde di fanciulloni scapestrati che
l' idolatravano. Ma questi scelcrati desiderii volgevan-
si da Dio a voci profetiche; chè la Società, qualunque
fossero le sue forme governative nei diversi Slati , sé
non vuole inabissarsi e perire^ è menata a ripetere: 0
lloma, o la morte; 0 il Cattolicismo col Papa, o un Co
munismo selvaggio e brutale !
IOTRODUZIOUE

Veritalem meditabili» gntiur meum ,


ei latria mea detestabuntur impium.
Proverò. Vili, 7.

Eccitata dal fremito delle passioni , come sinistra me


teora , mostravasi quella fosca e vacillante luce che in
vadeva gl' intelletti volgari. Ala oggidì che molti occhi sì
sono aperti sul baratro, in cui l' attualo dissoluzione del
la società minaccia precipitare , e messi in piena luce
gl' intendimenti dei sedicenti rigeneratori dell'umano con
sorzio; la esperienza stessa è riuscita un gagliardissimo
argomento a togliere ogni possanza al sofisma, ridottolo
a nudare le mostruose sue schifezze in tutto l'orrore della
turpitudine e della impudenza , da non rimanergli che
l' esca gradita degl' interessi e la brutalità della forza. E
non è poco che siansi disvelati alcuni veri , dei quali
altrimenti non riusciva sì di leggieri venirne a conoscen
za ; primamente in quello che gli odierni mestatori , a
furia del mentire dello spergiurare, del falsare, del pu
gnalare, furono smascherati nelle loro ipocrisie. Omai- so
no disvelati tanti nequitosi che erano travestiti in perso
ne di onore , tanti nomini corrotti che volevansi mostra
re in tutta la ostentazione di' probità , tanti furbi auda
ci che infingevano sincerità , tanti traditori che camuf
favansi a serbare le apparenze di fedeltà. Ma la utili
là maggiore 6 risaltata per la manifestazione dei modi,
onde Dio , nella grandezza della sua Sapienza c della sua
Potenza, n'ebbe fiaccata la superbia e la oltranza, mostran
done al mondo il niuno senno , non che le nequizie. E
se per opera di loro , Y Italia soffre orribili convulsioni,
in cui eglino han trafficato il riposo le fortune la co
scienza ed il sangue dei popoli; ad un tempo dalla Prov
videnza vennero umiliati nei loro folli divisamente Divo
ro avendo scalzato dalle fondamenta ogni ordine di mo
ralità , ed avendo preteso di non più volerne sapere di
Dio , della sua legge , delle sue vie , avvisando ricosti
tuire 1' umano consorzio di guisa che non avesse più re
lazione con Lui ; dovevano eglino i primi provare gli a-
roarissimi frutli di cotali sacrileghe e scellerate esor
bitanze. E sotto l' aspetto religioso , che in preferen
za di qualsiasi altra considerazione , le opere della de
magogia italiana voglionsi prendere a giusta disamina ,
nei loro principii , nelle conseguenze che ne derivarono,
ed altresì nella terribile maniera , onde Dio ha punito ì
protagonisti della rivoluzione. E di loro può ripetersi ,
quanto il Lamartine diceva di quei della prima rivolu
zione Francese: Non mai con maggiore rapidità si svol
se questa misteriosa rivelazione, che passa ira le azio
ni e loro conseguenze ; non mai con più grande sol
lecitudine dalle umane debolezze originarono i falli ,
da questi i delitti, dai delitti il gastigo; non mai que
sta giustizia rimuneratrice, che Dio ha collocata nelle
nostre stesse azioni, come una coscienza più santa del
la fatalità degli antichi, si manifestò con maggiore evi
denza (1). La demagogia accortasi che non poteva si fa
cile preda al lenocinlo dell' errore e della menzogna
essere la Chiesa Cattolica, la quale è la Religione del
potere e della società ... tutti gli elementi a" ordine ,
i quali assicurano la pace degli Stati, annoverandosi
tra suoi benefizii ... ad un tempo essendo un legame
sociale e religioso (2) ; venne all' opera di allentare ,
(1) Hitt. dei Girondini, lib. 1 , oap. 1.
i dì Napoleone tu la Religione, pag. 54.
— 5 —
più o meno palesemente , alla contaminazione dell' Italia,
mercè il Protestantismo che ha procurato innestarvi; dot
trina di ribellione e di sangue, {strumento perenne di
cittadine discordie, e richiamo delle pili abbiette e stem
perate passioni, che preparò la rovina di tulli gli Sla
ti , dei quali sciolse i più santi legami (1). Questa sa
rà una pagina di più negli Annali degli umani traviamen
ti ; e torna assai acconcia la considerazione che la sto
ria delle eresie , in ogni tempo, ha renduto un gran ser
vigio, alle scienze ed alla verità.
E però qualora venisse disvelato come le arti gl' in
tendimenti il fine ed i- mezzi degli odierni perturbato
ri dell' ordine sociale, mettono capo a nefande ed anti
cristiane consorterie , le quali omai fanno sforzi inauditi,
affine di avvolgere nelle tenebrose loro trame, non che l'Eu
ropa , quasi tutto il mondo civile ; e che queste nefan- •
de consorterie traggono loro origine funesta da società
nequitose di una assai più antica data, che altri mai po-
. lesse avvisare; cotali investigazioni dovrebbero servire di
un utile ammaestramento, a persuadere dove vanno a pa
rare le intemperanze cittadinesche, effetti lagrimevoli di
un orgoglioso egoismo. E poichè i desiderii senza freno,
le voglie incomposte di una libertà senza Religione, lo in
fami bestemmie, onde eglino procurarono avvilire le ope
re di Dio, ribalzarono sul loro capo; questa lotta di prin
cipi , del male contro del bene , tornerà a nuove glo
rie della Chiesa , divenendo essa più smagliante di luce
alle menti , e più efficace l' opera sua nei cuori. E co
me il risorgimento Cattolico in tante regioni eterodosse,
riconosce sua data appunto dalla prima rivoluzione Fran
cese, la quale fu il primo svolgimento di quei nequito
si consorzii, e che tolse Pio VI a Roma e bandì il Clo
ro dalla Francia; al paro gli odierni tramesta sociali da
Dio saranno rivolli a confusione dei consigli degli em
pii. Quel Clero allora si volgeva ai paesi Protestanti, e
schierava sotto gli occhi loro le grandezze della Chiesa
Romana ; e con la sua pazienza , con la sua fortezza ,
(1) Ibid. pag. 39. .
-6-
con la sua costanza riduceva migliaia di erotici al male
abbandonato ovile. Di qui nacquero gli studii più profondi,
specialmente tra gl' Inglesi , sul Cattolicismo ; di qui il
termine di quei pregiudizii che audaci scribacchini semina
vano tra'popoli eterodossi; di qui quel progredire del Cato
licismo , singolarmente nelle Isole Britanniche. Se Y em
pia setta riesce nei suoi proponimenti , e Pio IX dovrà
momentaneamente abbandonare l' Italia ; ben poco male
ne verrebbe alla Chiesa , la quale guadagna sempre e
largamente nelle persecuzioni. Egli rientrerebbe in Vati
cano carico di spoglio opime, come già il santo suo pre
decessore Pio VII. Solo un' onta- incalcolabile ne verreb
be all'Italia; e deve allontanarla ogni buono Italiano, a-
mante della sua patria, e dei vantaggi dell' onore c della
gloria della medesima.
PERIODO PRIMO

' IO GNOSTICISMO ED IL MANICHEISMO NEI PRIMI SEI SECOLI


dell' ERA CRISTIANA

capo Mimo

le società segrete presso gli antichi popoli dell'Asia—


In Roma in tempo della Repubblica e deglÀ Impe-
radori—Svolgimento di loro azione per lo Gnosticismo.

L Europa ha intimata a Roma una guerra di Reli


gione , ne potremo avanzare di un passo senza rove
sciare la Croce, disse il più sincero di tutt' i settarii (1);
soggiungendo, Io rivoluzione non è che la guerra con
tro il Cristo (2). E queste confessioni valgono più di
• un. libro, scritto di proposito affine di disvelare i rei pro
ponimenti di una setta proteiforme, la quale in tante gui
se, e mercè tanti modi ipocriti, procura occultare quella
guerra , che a Dio ed al Cristo suo ha intimata, quasi
sin dal nascere del Cristianesimo. Ciò non ostante, non
paja scarso il numero degl' illusi, i quali avvisano , es
sere calunniose imputazioni , o almanco esagerati timo
ri , le opere di tenebre ed i tristi intendimenti delle so
cietà secrete. E può dirsi incomprensibile che potessero
esservi tutt' ora menti accecate a segno , da non punto
avvedersene. Buon Dio ! Non v' è angolo della terra, ove
la seduzione non allacci in quelle società i male arrivati
che danno nelle loro ugne. Le isole più sterminate
dell'Oceano australe, testè scoperte da audaci navigan
ti., le spiagge dell' Atlantico e del Pacifico , al paro che
I' Europa , veggonsi gremite di coteste consorterie. L'or
ganismo di esse omai forma uno Stato nello Stato , un
Governo nel Governo e contro il Governo ; giusta puni
ci) Ferrari Io confederazione repubblicana, cap. 1.
t?) lini, cap. i.
— 8 —
ziono de Governi non meno che dei governati , nò gli
uni nò gli altri essendosi carati in tempo opportuno di
ascoltare la voce della Chiesa di Dio. I Governi lungi dallo
schiantare cotesta pianta velenosa, giudicarono piuttosto
essere un mezzo , onde affievolita rimarrebbe la salutare
influenza della Chiesa, che una balorda gelosia faceva loro
intendere come contrastante ai proprii diritti. E da questo
derivò la loro rovina, e la dissoluzione della società; giac
ché quelle tristi consorterie perfezionarono i loro interiori
ordinamenti , mediante la protezione de' Principi che ac
cecati da orgogliose pretensioni, p male accorti, le det
tero mano , loro malgrado ; e si potettero applicarne gli
empii principii e le idee sovversive,.rovesciando ogni isti
tuzione religiosa o sociale.
Queste nefande consorterie per invisibile successione
rimontano fino all'antro di Trofonio , o alle sotterranee
cave dei Tempii egiziani. E però esse avendo avuto prin
cipii non soggetti a sindacato, ed indirilti ad uno sco
po lontano , ed a pochi manifesto, han potuto nei tene
brosi covi, in cui occultaronsi, non difficilmente propa
garsi; e cento generazioni hanno loro professato un culto,
come a quelle' che in ogni età seppero dar moto alle più
basse inclinazioni del cuore, consccrando le passioni sopra
altari sconosciuti al rimanente degli uomini. Settarii di
cotali genie, inorgogliti di professarsi misteriosi conserva
tori di arcani, messi in deposito di ombre tenebroso, im
perturbabili han traversato i secoli con un profondo di
sprezzo di quanto facevasi nel mondo, nuli' altro deside
rando che di formare proseliti, i quali alla loro morte do
vessero essere gli eredi dei sovversivi principii ; ed at
traendo all'incantesimo delle loro iniziazioni , con dogmi
perversi e riti ridicoli, gli spiriti amanti delle avventu
re. Questa può dirsi la storia di costoro , che col no
me di Gnostici, di Manichei, di Albigesi, di Frammassoni,
ecc. quà e là appariscono negli Annali del mondo eccle
siastico e civile, come quei mostri che seguono incogni
te vie nell'Oceano, e di quando in quando levano la lo
ro testa secolare al di sopra delle onde., E perché le
— 9 —
condizioni della pubblica società essendo una specie di
pruova , a cui I' errore mal può reggere lungamente ,
c molto meno ognora che esso presenta fondamenti ete
rogenei e mena a conseguenze più immorali ; non sem
pre cotali nequitose consorterie han potuto perpetuarsi ;
che ordinandosi a società secrete , ed in tale maniera sot
trarsi alle leggi, ed occultarsi alla pubblica ragione. Ed
io mi prefiggo , soltanto di slancio, accennare all' uopo,
come queste consorterie secrete da tempo immemorabile
esistessero nella Cina, col nome di Pè-lièn-kiao; e che spes
so fossero il motivo della persecuzione contro i Cristia
ni , stoltamente da quei Governanti confusi con cotali
settarii. E per riguardo agli altri antichi popoli , non
manca tra gli odierni Frammassoni, chi pretende trarre
la origine di sua improba consorteria dagli antichi mi
steri dei Caldei, dei Persiani, degli Egizii, dei Greci e dei
Druidi delle Gallio , ed anche degli antichi Filosofi.
Ma checché fosse di ciò, non è mestieri di molte in
vestigazioni, affine di conchiudere che quei misteri religiosi
dell' antichità pagana, presso i diversi popoli, ne dessero
non che una certa fisonomia, una pur troppo spiccata sem
bianza. Le secrete iniziazioni dei Baccanali disvelano co
me nemmanco Roma antica ne andasse esente ; e il di
vieto che fecesi di esse nell' anno 556 , sotto i Con
soli Spurio Postumio Albino e Quinto' Marzio Filip
po , mostrano come altresì quella Repubblica venisse in
sospetto , per simili consorterie non si attentasse alla
tranquillità dello Stato (1) ! Da questo derivò verosimil
mente che piii tardi, nei primi tempi del Cristianesimo,
furono i Fedeli confusi con esse nella mi nte dei persecu
tori. L'odio dell' Imperadore Traiano inverso le occulte
conventicole, fu causa della sua persecuzione contro la
Chiesa; e potfebbesi argomentare dalla lettera di Plinio
che, come Proconsole della Bitinia, scrivendo a quell'Au
gusto , procura giustificare le assemblee Cristiane pel fat
to di adunarsi prima di giorno e per le altre pratiche.
Però di una generale proibizione delle unioni secrete vi
(1) Tit. Liv. Uist. lib. XXXIX , cop. 8.
Tom. 1. 3
— 10 —
sì accenna, con dirsi che quello assemblee erano cessate,
dappoiché egli aveva proibito per editto, a norma de
gli ordini ricevuti da lui , ogni occulta consorteria (1).
Oltreché di questi ordini di Traiano, in riguardo a quella
generale proibizione, v'è cenno in una lettera del mede
simo Imperadore , indirilla a Plinio (2). Ed egualmente
potrebbe ciò arguirsi da quanto scrisse S. Giustino nelle
sue Apologie, in cui con maniera gloriosa vindici» i Cri
stiani , tacciati delle più orrende calunnie per le sacro
sante adunanze e per la celebrazione dei Divini Misteri.
Ma lo svolgimento di quelle secrete società venne dap
poi per l'opera degli Gnostici e dei Manichei, che uniti
per ligami di occulte associazioni, furono se non i pri
mi , almanco i più certi antesignani degli odierni prete
si amici dei lumi, i quali hanno immersa la società nel-
l' abisso della corruzione e delle tenebre. La superbia di
quei settarii tentando di spiegare i Dogmi Cristiani con
le speculazioni della filosofia pagana, li fece degenerare
nel panteismo, attemperato più o meno a forme diverse.
Ed è degno di considerazione -, gli odierni seltarii non
altrimenti avversare il Cristianesimo, che con risalire a
questo principio generatore di tutti gli altri errori, e con
cui la Religione Cattolica venne oppugnata dai primi eretici.
Gli stessi mezzi che gli odierni Frammassoni, da oltre ad
un secolo , vanno adoperando per procacciarsi proseliti,
nemmanco possono dirsi una loro invenzione nella storia
degli umani traviamenti. Essi presentano la serie di ingan
ni e di errori , nei quali mai sempre precipitò la uma
na superbia, ognor che volle innalzarsi contro Dio. Mo
nandro , discepolo di Simone Mago , sembra che fosse
primamente, tra gli Gnostici, a formare associazioni se-
crete con riti non affatto dissomiglianti dai riti della o-
dierna Frammassoneria, e col medesimo odio alla Chie
sa di Gesù Cristo ed alle Autorità costituite. E le di
verse generazioni , in cui si propagò Io Gnosticismo ,
[1) Post edicium meum, quo secundum mandata tua hetaerias es
se velueram.
(2) Questa lettera è tra quelle del medesimo Plinio, libi X, epist.43
— u —
più o meno ebbero di notevole , quanto narra S. Ago
stino in riguardo ai misteri alle cerimonie ed ai segni
oris manuum et situi» , con i quali dappoi i Manichei
si davano a conoscere tra loro (1). Ma ciò che di
stinse quogK antichi sottarii, como altresì i seguaci del
lo schiava €uvbico- , fu il particolare carattere degli
Gnostici, e le loro tendenze- primitive, le quali si pre
sentarono, quasi esclusivamente pagane. Ed altresì dap
poiché vestirono forme più Cristiane, quelle massime im
morali che sapevano rannodare ai loro sistemi eretica
li , e gl' infami costumi che n' erano le conseguenze.
I discepoli di Saturnino,; il quale venne dopo Monandro,
a malgrada*Tapparente probità, ed una certa affettata au
sterità di condotta, non ristettero dall' abbandonarsi alle
infamie rimproverate a tutte le genie di Gnostici. Ba-
silide svolgendo i sistemi di quel suo maestro , di più
- consecrò lo spergiuro; ed affine di giustificare ogni ver
gognosa sregolatezza , ammise neh' uomo due anime, on
de venire alla illazione che lo lordure del corpo , vile
istrumonto dell'anima sensitiva , non punto potevano col
pire l'anima intelligente. Oltreché i, suoi seguaci mostra
rono un particolare coordinamento interno della loro set
ta , da indicare analogia maggiore, con le forme piglia
te dappoi dal Manicheismo, e dalle altre consorterie che
vi rampollarono in prosieguo. Divoro agli adepti, prima
d' essere iniziali alle dottrine più recondito, era d'uopo
passare, per cinque anni, nel silenzio e nelle pruovo, c
scorrerci diversi gradi che menavano, ad una compiuta
iniziazione. Ed a questo si univa, come propria espressio
ne del Pleronift Gnostico dei Basilidiani , e delle emana
zioni del medesimo, la idea misteriosa ed il talismano,
che usavano , con la parola barbara, scritta a caratteri
greci , ABPAHAS. Giacché eglino volendo indicare quelle
emanazioni per cifre numeriche, secondo l' aritmetico lo
ro valore, mercè quella parola intendevano il numero piuc-
chè trecentenario, al quale facevano ascendere gli Eoni del
loro Pleroma. Quindi eglino usarono scolpire quelle set
ti) De moribus Munichueorum.
te lettere in pietre, attribuendo loro una virtù soprannatu
ralc; e da ciò il fondamento, non punto lieve, dell'accusa di
teurgia, che S. Ireneo delle ai Basilidiani (1). Venne in
seguito Valentino , e dando allo Gnosticismo forme per
mela Cristiane, ad un tempo più spiccatamente vi foce
predominare il panteismo in tutta la sua deformità.
(1) Nel Cabinet de la Bibtiotheque de Saint Genwievn , d A P. Ma-
linet . trovansi effigiati con i loro particolari emblemi Gnostici , varij
di quei talismani , .che scolpiti in pietre dure conservavansi, tra gli
altri oggetti di antichità , nella Biblioteca di quella Canonica in Pa
rigi. E per essi si ha come i Basilidiani ed altri Gnostici difformas-
sero le nozioni Cristiane , innestandole alle .più strane ed impure al
lusioni del paganesimo. Nel numero XIX-XX dei talismani Egizii , V'è
uno Gnostico in forma ovale, in cui vedesi effigiato urto scarabeo con
la epigrafe d* intorno a caratteri greco-barbari »n XNOT ti ; avendo
nell'esergo un serpente con la testa di leone circondata da raggi e da
sette stelle. Similmente nel numero I-U dei talismani Gnostici , so
no ritratte in figure strane e mostruose sopra una pietra , quelle
sette stelle , con le quali i Basilidiani intendevano sette virtù , pre
sidi dei cieli ed operanti Dell' universo , e che eglino chiamavano ,
come attesta S. Epifanio ( Baeres. XXVI ) , Iua Saclam Seth Da-
ten Adonias Ialdabahoth e Sabaoth ; e nell' esergo veggonsi le effi
gie di Venere del Sole e della Luna , come i Gentili costumavano
ritrarle. Non meno empio e strano è quello del numero V- VI , pa
rimente di forma ovale , in cui si ha la figura del Sole in forma di
nomo col capo" raggiante e la epigrafe in greco AfApeKOT, forse per
chè adoperato dai Marcosiani , altra divisione dello Gnosticismo ; e
nell'esergo l'altra epigrafe greca XEPOTBI , non forse con allusione
alle intelligenze, che eglino dicevano presedere all'universo. Nel numero
VII-Vili, in altro ovale si ha scolpita una deforme ed impura immagine;
e nell'esergo due motti barbari, scritti a caratteri greci a,AnA©AnAA,
CEMECEIAAM- Inoltre nei numeri IX-X,XhXU vedesi scolpito il ser
pente col capo di leone raggiante , come V altra del numero XIX-XX
dei talismani Egizii , mentre nell' esergo dell' uno V è XNOTB1C i e
nell' esergo dell' altro *IAAZoNTrEIHCTOIVtAxoN, scritto nel din
torno , ed in mezzo IIPOKAOT : talismani che possiamo credere ap
partenuti agli Ofiti , i quali tra le famiglie Gnostiche, distinguevansi
pel culto che davano al serpente. Infine quei dei numeri XIII-XIV, XV-
XVI, XVIhXVm , potrebbero appartenere ai BasilWiani , non cl*e ai
Carpocraziani i quali furono dappoi. In essi vedesi ritratto il busto
di un* guerriero^ col capo di gallo terminante in due code di serpenti,
che con la sinistra inbraccia uno scudo e con la destra innalza 'la
.spada o altro istrumento; il primo ha nella parte inferiore 1A\V (for
se Ioa o Iejow), e nell'esergo ABPA2AS *PEP; il secondo ha intor
no alla mentovata figura IAQA IAfìEl CABAOT', e nell' esergo tro
vansi incisi alcuni caratteri greci, ma si confusi, che solo potrebbesi
sospettare non vi occultassero una qualche loro idea misteriosa; ed il
terzo ha dintorno alla figura medesima la quale è nello scudo r ^
(leiova), un epigrafe greco-barbara affano inintelligibile, e nell'esergo ,
in tre linee, AAfiNH ABPA-A2 AAElXftl.
13 —
Ne poi è d' uopo di inoltrarsi d' avvantaggio in tuia
disamina particolare di ogni disgregazione della impu
ra famiglia Gnostica , e delle singole aberrazioni in cui
andarono sviandosi quelle sette , che pretendendo di do
minare il Cristianesimo , a malgrado quelle loro for
me di panteismo e di empietà, fecero tutti i loro sfor
zi per attemperarsi alle idee ed *al linguaggio Cristiano.
S. Ireneo e, dopo di lui , S. Epifanio ci han lasciate
pitture tristissime si, ma veridiche di quei settarii ; men
tovandone di unita agli errori ed alle turpitudini dei
loro costumi, la ipocrisia dei medesimi in ostentare Cat-
tolicismo, fino a querelarsi che ingiustamente fossero fug
giti , come settarii , dai Fedeli (1).

capo n.

Il Manicheismo è il mistero a" iniquità , predetto da


4§. Paolo — Tratti identici , che presenta , con la
odierna Frammassoneria.

Eredi dello Gnosticismo furono i Manichei, veri apo


stoli dell' Illuminismo odierno. Ed è notevole che il Ma
nicheismo fosse la sola eresia , distintamente predetta ,
e con particolare carattere nelle Sacre Scritture (2).
I santi Padri furono sorpresi di untale fatto, e ne det
tero quelle ragioni che avvisarono meglio tornassero per i
loro secoli. Ma il tempo ne ha disvelata la causa profon
da. Iddio volle premunirci contro una setta, la quale più
lungamente e più grandemente ha tribolata la Chiesa; e che
senza scoppiare con rumore , come ogni altra , di na
scosto ha procurato infiltrarsi tra' Cattolici. Ed essa è
particolarmente la eresia degli ultimi tempi , ed il ve
ro mistero d'iniquità, come la venne indicando S. Paolo.
Quelle associazioni scerete, che rampollandole dal seno,

(1) S. Irenaei contro Baereses, Uh. I , cap. 6, 13, 23, 25; lib. II,
cap. 32; lib. Ili, eap. 1S. — s. Epiphanii advers. Baereses , lib. I,
tom. II, cap. 21, 24, 26; lib. I, tom. III, cap. 34, 3S, 37.
(2) I Timoth. IV , v. 1, 23, 4S.
— 14 —
nei secoli posteriori , hanno abbracciato il mondo inte
ro nella satanica loro rete , o messa in incendio la so
cietà ; dimostrano ai nostri giorni , meglio che ai tempi
dei Padri antichi della Chiesa, la causa onde in manie
ra speciale fu predetto questo mistero, di nequizie.
Il Manicheismo vuoisi considerare, meno nel suo prin
cipio speculativo di transizione dal Pleroma panteistico de
gli Gnostici al Dualismo dei Persiani, che nelle forme-
concrete c nel suo organamento pratico. Chè all'uno già
aveva preclusa la via Mansione ; mentre nelle sue forme
concrete, e per quel che riguarda l'indole della associa
zione settaria ed i suoi modi di procedimento, la novella
eresia per un lato si associava alle forme organiche dello
Gnosticismo, e per l'altro procurava dargli i tratti ulti
mi di svolgimento. Divoro la diversità dei gradi, da for
mare noll' interiore organamento una quasi gerarchia in
contrapposizione alla Gerarchia della Chiesa Cattolica ;
una forza grande di seduzione , in specie mercè gli ab
bigliamenti dei discorsi degli adepti ; un profondo ar
tifizio di occultare, quanto aveva di più detestabile la set
ta , anche a quei che vi appartenevano , e che non fos
sero gli Eletti, cioè nei gradi supremi, di guisa che la
miglior parte de' seltarii gran tempo passavano, senza sa
pere gl' intendimenti ed il fine di loro unione ; la ipo
crisia d' infingersi Cattolici , di frequentare le Chiese ,
di partecipare ai Sacramenti, affine di trarre in inganno, e
menare gl' incauti c quei di spirilo leggiero ai loro er
rori; queste ed altrettali sono le accuse ed i rimproveri,
che S. Epifanio S. Agostino e Tcodorcto fecero ai Ma
nichei (1). Il secondo dei lodati Padri riferisce una let
tera di .Manete ai suoi discepoli , nella quale sotto un
linguaggio ipocrita ad un lempo ed enigmatico, di forza
di luce, di verità ecc. nascondevansi le arti subdole, on
de giungere a trarre alla seduzione (2). Di questo ,

(1) S. Epiphan. advers. Haeres. lib. II, tom. 1. cap. G6. — S. An


gustio. De moribus Manichaeor. ; De utilitale credendi — Tlieodoret.
lluereiic. [ulular- lib. I. cap. vttim.
( ') Vcntutis nuliliu sii cum frutribus. . ut deMertx lumini! (pestar,
— 15 —
un documento assai più manifesto è nell' altra lettera ,
che lo stesso caposetta indirizzò a Marcello , uno dei
personaggi cospicui di Caschar nella Mesopolannia (1) ;
e che dette occasione alla disputa, seguita prima in quel
la città, e poi in Dioscoride , in cui il Vescovo S. Ar
chelao col suo Prete Diodoro confutarono pienamente gli
errori di lui. Gli Alti di quella disputa , dettati origi
nariamente in siriaco dal santo Vescovo , vennero poi
voltati in greco da Egemonio verso l'anno 218; e da
essi S. Epifanio , S. Cirillo di Gerusalemme , S. Fila-
strio di Brescia , Socrate , Eracliano Vescovo di Calci-
de presso Fozio, trassero non poche memorie riguardan
ti quell' eresia (2). Che anzi un frammento dei medesi
mi , voltato in arabo , trovasi nella Storia dei Patriarchi
Giacobiti di Alessandria , compilata da Severo Vescovo
di Aschmonin presso il Renaudot (3). Nondimeno omai es
sendo perduti 1 originale siriaco e la versione greca di
Egemonio , per somma ventura è rimasta un'antica ver
sione latina, che primamente il Zaccagni pubblicò da un
MS. della Biblioteca Vaticana (b), e quindi il Valesio so
pra un altro MS. dell' Ambrosiana (5). Or questi Alti ,
che sono i documenti più vetusti , riguardanti il Mani
cheismo , disvelano i modi artifiziosi e maligni , e gli
sforzi dei settarii, affine di propagare i loro errori; e che
per allora appositamente Manete aveva spediti tre suoi
adepti all' uopo , Adda , Tommaso ed Erma , nelle re
gioni d' Oriente , twi' Siri e nell' Egitto.
Di tale guisa operò per allora e poi cotesta setta, tan-
et eripiat vos ab otnnt excusatione maligna. Contr. Iulian. lib. Ili,
eap. 172.
(1) ' Deus tuam mentem illustret , et justitiam suam tibimet revelet.
ibid.
(2) S. Hieron. De Viris illustrib. cap. 72. — S. Epiphan. advers.
Baeres. lib. Il , tom. I, cap. 66. — S. Cyrill. Hierosolym. Cathech.
Yl — S. Philastr. Brixieu. De Baeres. tom. V. Biblioth. Patr. — So-
crat. Bist. EccUs. lib. I , cap. 2. — Eraclian. in Biblioth. Pbotii ,
Codic. LXXXV.
(3) Renaudot Bist. Patriarch. Alexandrinor.
(4) Collectanea Monumentorum vetcrum Iìcclesiae graecae et lati-
nae , tom. 1.
(8) In Appendic. Bist. Eccles. Eusebii , tom. li.
— 16 —
to nascosta , tanto abominevole, tanto piena di seduzio
ne c d' ipocrisia ; ovunque e sempre mostrando lo stes
so spirito e le stesse forme. S. Agostino ci viene nar
rando i modi di seduzione , con cui egli era caduto nei
lacci della medesima , e vi era durato per quasi nove
anni. E ad un tempo descrivendo la depravazione dei po
stumi e le nefandigie di quei che erano nei gradi su
periori di essa , e che per tutto quel tempo aveva po
tuto conoscere , o almeno averne sospetti gravissimi (1);
in questo c di pieno accordo con S. Epifanio, il quale
una simile pittura venne presentandoci. Ma quello che
sorprende, più che ogni altra cosa, c la descrizione delle
abitudini e dell' organamento della setta, non molto dis
simile a quei modi e costumanze della odierna Framas*
soneria. L'uno e l'altro di quei santi Dottori ci dico
no come una oziosità superba formasse il grado supre
mo degl' Illuminati e Perfetti, i quali nulla possedendo,
campavano la vita con i sudori dei fratelli inferiori nella
iniziazione ; questi dovendo supplire ai bisogni degli
oziosi beati , ai quali cotale turba ciecamente ubbidi
va (2). Inoltre il secondo di Essi disvela come quei padri
supremi riserbavansi il privilegio di tutle le brutalità ,
alle quali l' uomo sa abbandonarsi , ognivolta che l' in
telletto ed il cuore è guasto dallo spirito di errore (3).
Di più , per quel fatto o divisione di grado, V era una
(1) De moribus Manichaeor. lib. II, cap. 16, § 52; cap. 18, § 65,
66; cap. 19, § 67, 68—Nosti enim, Honorale, nonaliam ob cansam,
nos in lales liomìnes incidisse. nisi quod se dicebant, terribili aneto-
ritate separata, vera et simplici ratiune eos, qui sa audire vellent, t'n-
troducturos ad Deum , et errore omnì liberaluros. Quid enim alimi
cogebat annos fere novem, spreta Religione quae tnìhi puerulo a pa-
- rentibus insila erat , homines illos sequi , ac diligenter audire , nisi
quod nos superstitione teneri, et [idem nobis ante rationem imperari
dicerent. Se autem nullum premere ad fidem , nisi prius discussa et
enodata ventate; De utililat. credendi, cap. I. E non forse vi si ve
de il linguaggio dell'odierno Illuminismo, che ogni sua possa è in-
- diritta allo schiarimento della verità, alla tutela dei diritti della ra
gione, sottraendola dal giogo della superstizione ?
(2) S. Epiph. Jffaer. 66. — S. Augustin. De morib. Eccl. CalhoU
eap. 78, 80.
(3) De morib. Manichaeor. lib, II, cap.18: Contr. Faust. Manich.
lib. VI, cap. 4. ....
- 1w
doppia iniziazione. Ai maggiori di grado o Eletti spetta
va esclusivamente la conoscenza dei secreti , relativi ai
costumi ed ai principii della consorteria ; ad un tempo
che cotali nozioni si occultavano a quei di grado inferiore,
agli Uditori, ricusandosi di spiegare loro alcuni punti del
l' insegnamento della medesima , come troppo superiori
alla comune intelligenza del resto degli uomini. E ciò
tendeva altresì allo scopo di lusingare l' orgoglio degli
adepti , merce il pretesto di un iniziamento progressi
vo nella scienza della luce e della verità , di continuo
promettendo loro quel agognato dono, e mai sempre pro-
traendone il conseguimento. Però mentre pochi erano am
messi a penetrare gli arcani misteriosi della setta, tutti
gli altri , ingannati , accecati dalla superbia e vittime
della propria vanità , anche senza avvedersene, traevansi
all'opera nequitosa, che i capi proseguivano con immen
sa malizia e detestevoli infingimenti. Adunque in cotale
organamento settario vedesi la perfetta simiglianza eoa
le nequitose consorterie odierne. E queste altresì da que
gli antichi Manichei impararono le trame misteriose, il mo
do di legarsi con secrete promesse , non che quello di
riconoscersi. Ed il tocco della mano , quando s' incon
travano , il felicitarsi vicendevolmente di essere figli
della luce (1), e tutto l' insieme delle costumanze, ado
perate anche oggidì dalla Frammassoneria, usavansi dai
Manichei , affine di scoprire a prima vista gl' iniziati, e
di trarre in inganno tanti imprudenti !

(1) S. Angustin. De morii, Maniehaeor. Uh. Il, cap. 10 e ie?f. j -


Tom. 1. 3
— 18 —
CAPO III.

Rigori degV Imperatori di Roma contro il Manicheis


mo — / Priseilliaimli , nuova trasformazione della
- setta—I Manichei si propagano nell'Africa, in Roma
e nella Spagna, e turpi loro costumi.

Una consorterìa dunque costituita con organamento di


forme sì compatte ed arcane , tornava non punto diffi
cile a propagarsi , occultando le sue opere ai profani.
E non durò molto, che dall'estremo Oriente venisse a dif
fondersi altresì per le province del Mondo Romano. Nei
primi anni dell' impero di Diocleziano già era penetrata
in Affrica : e nel Codice Gregoriano v' è un editto di
quel Principe al Proconsole della mentovata provincia ,
con cui veniva stabilita la pena del fuoco contro i Ma
nichei (1). Quasi un secolo dopo, l'Imperadore Grazia
no avendo conceduta, con suo editto, la tolleranza a fa
vore degli eretici , avvisò farne peculiare, eccezione a
danno del Manicheismo (2). Ed è degno di considera
zione come in una idea convenissero il truculento per
secutore della Chiesa ed uno dei più religiosi Principi
che furono sul Trono degli antichi Cesari. Diocleziano ad
un tempo che trucidava i Cristiani come non adoratori
degli dei di Roma , faceva abbruciare i Manichei come
genia che occultava tendenze a danni dello Stato; e Gra
ziano , Principe cattolico e pio, venuto all' avviso di tol
lerare gli acattolici , per la pubblica tranquillità dello
Stato , diversamente volle considerati i Manichei ! Non
dimeno la giusta avversione che questo Principe ebbe
al Manicheismo , non tolse poi che non fosse tratto con
ingannevoli arti, da quei di sua Corte , a proteggere i
Priscillianisti , i quali più o meno avevano le dottrine e
le pratiche abbominevoli degli Gnostici e dei Manichei (3).
(1) Codic. Gregorian. Titul. De malefici! et Manichaeis. — Baron.
ann. SS7 , § 1, II, Ili.
(2) Sozomen. Bist. eccl. lib. VII , cap. 1.
(3) g. Hierooym. in Isaiam Proph. cap. 44; Epist. ad Ctesiphont.—
8. Augustin. De flaerw. cap. 700.—S.Leon. Pp. Epist. 93 ad Turib.—
— 19 —
E da questa malaccorta protezione derivò quindi la rea*
zione feroce contro l'autore di quella setta ed i suoi prin
cipali discepoli ; Jaonde i promotori del loro supplizio
divennero reprensibili dinnanzi ad alcuni Santi Vescovi
per quel tempo (1).
Sembra che cotale trasformazione del Manicheismo ori
ginariamente seguisse nell' Egitto ; o che quivi si formasse
quella consorteria di. Gnostici , in cui per poco non pre
cipitò S. Epifanio nei verdi suoi anni , alcune adepto
alla medesima avendo tentato di trarlo in inganno , co
me egli stesso viene narrando , con aggiungere che poi,
ai suoi avvisi , i Vescovi di quelle province ne procura
rono la dispersione (2). E certo por altro che un tale
Marco , di là venuto nella Spagna, per le intermedie arti
di una donna, sedusse Priscilliano , spirito leggiero tor
bido ed irreligioso : o questi trasse alle sue nequizie al
cuni Vescovi , e tra essi Igino di Cordova , il quale
dappoichè fu il primo a disvelarne le laidezze , in se
guito macchiò la sua canizie divenendone sciagurato pro
motore (3). Sulpicio Severo che ci lasciò le più accu
rate memorie del Priscillianismo e delle vicende dei suoi
autori, ritrae una tristissima pittura dei loro rei priuci-
pii , depravati costumi , turpi pratiche ed arti di con-
S. Isidor. De VirìsillustTib. cap.2.—S. Prosper. Chronic. ann.369.—
Ed è non fuori di proposito indicare carne i Priscillianisti fossero i pri
mi a santificare lo spergiuro ; S. Agostino narrando di loro ( loc. ci-
tat. ) , che ad occultare i nequitosi principi] e le turpi opere della
setta , professavano la massima, tanto poi adoperata nella Frammas
soneria, Iura perdura, secretum tradere noli.
(1) Sulpic. Sever. Bist. sacr. lib. 11. — L' orrore di quei Santi
ebbe origine dal procedimento dei due Vescovi Idacii , i quali con
modi disconvenienti al loro sacro carattere, e con una personale animo
sità, ne furono i promotori ; non tanto per la pena medesima inflit
ta a quegli eretici. Divero S. Leone il Grande, dappoi disvelate me
glio le tendenze ed i rei costumi di quei settarii , non ebbe difficol
ta di proclamare l' infelice fine del caposetta e dei suoi aderenti, co
me Una pena ben meritata: Principes mundi ita /tane sacrilega™ amen-
tiam detestali sunt , ut auctorem ejus- ac discipulos plerosque tegum
publicarum ense prosternerei. Videbant enim omnem curam hune-
statis auferri , omnem cenjugiorum copulam solvi, simulque divinimi
jut humanumque subverti , si ìwjusmodi hominibus usquanx Divora
cum tali professione licuisset. Epist. 9$ ad Turib.
(2) S. Epiphan. Haeres. 26.
(3) Sulpic. Sevcr. llist. sacr. lib. 11.
— 20 —
laminazione ; che a malgrado il velo d' impenetrabile ar
cano , nel quale procuravano occultarsi (1) , non durò
molto la iniqua consorteria a divenke l' oggetto della
pubblica esecrazione. Nei frammenti, chc si hanno di pre
sente, degli Atti del Concilio di Saragozza , in cui i Ve
scovi delle Gallie e della Spagna furono primamente a ful
minare questa nuova forma di Manicheismo, trovansi tali
prescrizioni , da intravedere a quale grado di detestevo-
le laidezza venissero quei sellarii. Ché a meglio nascon
dere le proprie infamie , costumavano assembrarsi nei
luoghi più solingbi, ed in siti dove potessero andare di
sconosciuti (2): mentre per l' opposto , onde non essere
sì di leggieri scoverti , vivevano in mezzo ai Cattolici , -
e con essi facevano mostra di partecipare alla Eucari
stia , ma che poi uscendo dalle Chiese , seco conserva-
Vanla per adoperarla a sacrilegi usi (3). La quale empia
costumanza abbiamo dovuto deplorare eziandio, ai nostri
giorni, in alcuni della odierna Frammassoneria !
La comparsa del Priscillianismo fu come quelle fosche
meteore, indicanti che grossi vapori vanno distemperandosi
per l'aere. Quindi ognuno fece avvisato che il Manicheis
mo fossesi abbarbicato più che non altrimenti si potesse
avvisare. E sembra che, dopo le estreme regioni Orienta
li, le province più avvelenate fossero quelle dell'Africa. Di
vero , oltre il falto di S. Agostino il quale ivi diven
ne uno dei seguaci di Manete , e per alcuni anni visse
in quella setta ; di più ne sono pruova le cure incessan
ti di Lui , divenuto Cattolico e Vescovo, di combatterla
per ogni guisa e con tanti suoi scritti , disvelandone
gli empii dogmi , le nequizie ed i rei costumi. Quello
che , sopra ogni altro , ne disvela le tristi arti , e co
me la nequitosa setta adoperasse a propagarsi nelle pro
vince Africane, ricavasi da quanto viene narrandoci il me
desimo Santo Dottore, che verso l'anno 421 , il Tri-

(\) Arcani) occultata


21 —
Limo Orso scoprì in Cartagine varii Eletti ed Elette dei
Manichei ; e tra essi una fanciulla a nome Margherita ,
di anni dodici, ed un'altra donna di provetta età a nome
Eusebia, la quale camuffavasi nella divisa di ascetica (qua
si sanctimonialis ). Menati dunque cotestoro in Chie
sa , ed interrogati dai Vescovi , uno dei quali era per
lo appunto S. Agostino , che meglio di ogni altro po
teva avere piena conoscenza degli esecrabili misteri della
setta , e già ne aveva disvelate le bestemmie tolte dagli
stessi libri dei Manichei; quei settarii furono riconvenu
ti per propria loro confessione , delle sacrileghe turpi
tudini che esercitavansi nei segreti loro convegni , se
gnandosi quelle deposizioni negli Atti (ad tabulas ). La
prima che fecesi a disvelare le nequitose depravazioni
dell' empia congrega , fu la giovine Margherita, dappoi
seguita da Eusebia, la quale insino a quel tempo aveva
occultate le sue ignominie sotto le mentite divise di ver
ginale ascetismo. E S.Possidio, nella Vita di Agostino,
aggiunge che, merce lex vigili cure di quei Vescovi, la
* Chiesa fu per allora nella posizione di meglio conoscere le
opere subdole del .Manicheismo ; che anzi per la confes
sione di uno di quei settarii , a nome Vittore , altresì
si venne in conoscenza dell'esecrabile loro giuramento(l).
Di più, tra le Opere del lodato Santo Dottore, v'è un
frammento di Alti d' inquisizione contro i Manichei, ed
in essi leggesi come un cotale Felice avendo abiurati i
loro errori , con giuramento si obbligava di denunziare
quanti altri venissero a sua notizia, come appartenenti alla
setta medesima; e che pel momento nominava due uomini
ed alcune donne , dimoranti nei contorni di Giulia-Ce
sarea in Mauritania , ed in quel d' Ippona nella Numi-
dia (2). Oltreché- da una lettera dello stesso S. Ago
stino ricavasi come, per quel tempo , un altro Manicheo
a nome Vittorino , infingendosi Cattolico, era riuscito a
farsi ordinare Suddiacono della Chiesa di Malliana nella
(1) S. Augustin. cpist.222 , num. 3.—S. l'ossid. Vit. S. Augustin.
cap. 46.
(2) Admonit. in Uh. de Ad. oum Felic.
- 22 —
Mauritania-Cesareense ; e quindi venuto in Ippona , ave
va tratti non pochi alla seduzione. La qual cosa avendo
subodorata il Santo , a se chiamatolo, vennesi in aperto
che era uno degli Uditori nella setta, e non senza orrore
fu veduto come quel vecchio avesse occultata l'eresia fino
nel suo Chericato. Però il Santo Vescovo, dappoichè l'ebbe
degradato dal suo Ordine di Suddiacono , e cacciato di
quella città ; temendo non andasse lo sciagurato settario
ad infestare la Mauritania , ne fece avvisato Dcutereo Ve
scovo di Giulia-Cesarea , metropoli civile di quella pro
vincia ; ad un tempo , onde fosse meglio accorto , ma
nifestandogli quali fossero tra i Manichei , gli Uditori e
gli errori che professavansi in quel grado della setta.
Ed è notevole che il Santo insinuava^ a quel Vescovo ,
di non prima ammetterlo a penitenza, che quello avesse
denunziati tutti gli altri dì sua consorteria ereticale , i
quali da lui si conoscessero dimoranti in Malliana ed in
ogni altro luogo della Mauritania.
Non ostante tante cure, pare che il Manicheismo,mer
cè le sue arti ipocrite ed i suoi infingimenti, avesse sa
puto sottrarsi ad ulteriori perquisizioni nell'Africa , e con
tinuarvi l'opera di seduzione. Che anzi le devastazioni dei
Vandali in quelle infelici regioni , dettero maggior agio
alla setta di propagarsi anche altrove. E dopo la occu
pazione di Cartagine, fatta da quei barbari , in mezzo
a tanti che fuggendo da loro , cercarono ricovero in
Italia, vi furono altresì molti Manichei, i quali occultando
si in mezzo agli altri, vennero in Roma. Era per allora
Pontefice S. Leone il Grande, alla cui eminente perspi
cacia e somma vigilanza era impossibile che riuscissero
a sottrarsi. E S. Prospero, il quale sembra che fosse per
quel tempo in Roma, nella sua Cronaca riferisce come,
nell'anno 443, venuto a notizia del Santo Padre che mol
tissimi Manichei vi dimorassero occultamente , investiga
tili nei loro secreti convegni , li obbligasse dinnanzi n
tutta la Chiesa , all' abiura dei turpi errori della setta ,

(1) S. Augustin. epe'tt. 336 , num. /.


— 23 —
tantosto facendo abbruciare i libri della medesima , che
in gran numero gli era riuscito sequestrare presso di essi.
Ed un tal fatto parve per allora solamente avere potuto
derivare da una superiore ispirazione nel Santo Pontefi
ce: giacché quella inquisizione produsse grandissimo van
taggio non pure in Roma , ma altresì in tutto l' Orbe
Cristiano ; stante l' essersi venuto a notizia , per confes
sione di quei sellar», dove dimorassero i loro maestri e
capi ( in quibus provinciis vel civilalibus ). E però so
pra ogni altro, i Vescovi delle province d' Oriente furono
al caso d' imitare quanto S. Leone aveva operato in Ro
ma. Nella Cronaca che va col nome di Prospero Tirone si
leggono le medesime cose: e di più nell'altra, compila
ta altresì per quo' tempi da Idacio Glaro Vescovo di La-
mego in Portogallo , v' è che S. Leone inviasse nelle di
verse province dell' Impero appositamente gli Atti di quel
la inquisizione (1).
Ma non potrebbesì avere migliori memorie di quei fat
ti, che da quanto il medesimo Santo Pontefice espose in
uno dei suoi Sermoni al popolo di Roma , dove raccon
tò per filo , come poc' anzi in un Concilio , all' uopo da
Lui convocato, in presenza dei Vescovi e dei primi del
suo Clero , non che di alcuni Ottimati , gli Eletti e le
Elette del Manicheismo, da lui scoperti, furono convinti
a tal segno, da togliere ogni dubbio anche ai meno cre
duli , non che ogni pretesto ai detrattori ( obloquenti-
bus ) , che nei tenebrosi loro recessi e negli empii lo
ro misteri non v' era che esecrabile turpitudine. Egli non
ha modi sufficienti ad esprimere il dolore insieme e l'or
rore , che aveva destato nell' animo suo e di quan
ti erano nel Concilio, la confessione di quei settarii , e
1' esercizio , come di un atto religioso appo di loro , di
un delitto ch' è meglio tacere , onde conchiude , nella
rea consorteria manomettersi ogni idea di pudicizia e di
decenza , essa avendo per legge la menzogna, il diavolo

(1) S. Prosper. Chronic. ad ann. Maximo II et Paterio Coss. —


Prosper. Tiron. Chronic. — IUacii Clari Chiome,
per religioni' , la turpitudine per »acriftu<i (1). In una
poco dissimile maniera venne dappoi designando il Mani
cheismo ed i suoi seguaci nella lettera, che nell'anno se
guente, indiresse a Turibio Vescovo di Astorga nella Spa
gna, mettendolo su gli avvisi, ed inviandogli all'uopo gli
Atti di quel Concilio : e però dice che negli esecrabili
misteri della setta tutto era nefandigia oscenità e tur
pitudine (2). E poc'anzi che inviasse quolla sua lettera,
con altra ne aveva dato annunzio a tutt'i Vescovi d' Italia*
in cui è delto che, tra quei scoverti da lui, s' erano rin
venuti non pochi dei maestri, anzi quello che da loro no-
m inavasi vescovo. Quindi li esortava a porre ogni studio,
aflinc di snidare quei settarii, che per avventura avessero
potuto occultarsi nei luoghi delle loro Diocesi; essendo ve
li uto a notizia come alcuni di essi, riusciti a sottrarsi alle
sue investigazioni in Roma, si erano messi in fuga. E di
chiarava che senza una severa vigilanza ed una inesorabi
le coercizione , non punto tornava facile salvare i Fedeli
della seduzione di quegli eretici (3).
Non oltre a due anni dappoi , fu d' uopo che il Santo
Pontefice prendesse le medesime misure di rigore , affino
di tutelare la Fede nella Spagna. Le invasioni dei Goti, de
gli Svevi e dei Vandali dettero occasione ai Manichei
ed ai Piisciliianisti di ripigliare ardimento e nuovo vigo
re in quelle province. Ed il lodato Turibio Vescovo di
Astorga fu primamente ad avvedersi di quelle occulte
consorterie, le quali vi si venivano rannodando. Giacche
nelle sue escursioni , onde accorrere ai diversi bisogni
in cui per allora trovavansi le Chiese di Spagna ; ac
cortosi dei nuovi pericoli che Esse correvano, non poso
(1) Potefaclum est execratum , quod aure» nostrae vix /erre polue-
runt... Gestorum documenta sufjìciunt , quibus pienissime docetur ,
nullani in hac secla pudicitiam, nullam honestatem , nutlam penimi
reperire castitatem , in qua lex est mendacium, diabolus. religio, sa-
cri/icium turpitudo. Sermon. V.
(2) In execrabilihns mysteriis eorutn, qoae quinto immundiora sunt,
tanto diligentius occultantur, unum prorsus nefas, una est obscoeni-
tas et similis turpitudo. Epist. 93
(3) Aliter enim nobis commissus regera non possumus, nisi eos,'qui
tuia prodiiores et perditi, zelo Fidei Uominieae persequamur. EpiJ.3.
— 25 —
*
iempo in mezzo a denunziare quei seltarii alla vigilanza
dei suoi colleglli nell'Episcopato. Nella Cronaca d'Ida-
cio Claro v' è che furibio inviasse gli Atti giudiziarii
della inquisizione episcopale ( gasia episcopalia) ad An
tonio Vescovo di Emenda : c negli Annali del Baronie
si rapporta per disteso la lettera del medesimo a due
altri Vescovi Spagnuoli , Idacio e Ceponio, per lo stes
so fine (1). Di più , per un suo Diacono che apposita
mente inviò a Roma , procurò renderne altresì avvisato
il Capo dei Vescovi. E S. Leone immanlinenti con sua
lettera gl' indicò le regole di condotta , che conveniva
seguire in tali circostanze ; tra l' altro , ordinandogli la
convocazione di un Goncilio plenario di tutte le provin
ce della Spagna ; e dMnvestigare sopratutto, se tra quei
Vescovi disavventuratamente vi fosse alcuno contaminato
da quelle neqnitose depravazioni, volendo che si proce
desse con ogni rigore contro cotali prevaricatori in ca
so che vi si rinvenissero. Ad un tempo gV inviava le sue
lettere, onde rimetterle per lo stesso line ai Vescovi delle
province di Tarrngona , di Gartagena , della Lusitani.-) e
della Gallizia (2). In esecuzione dunque di queste dispo
sizioni del Sovrano Pontefice, fu tenuto un Concilio uni
versale delle Chiese di Spagna, in Toledo. E comunque
gli Atti del medesimo omai siano andati perduti ; non
dimeno che in modi solenni si desse nuova condanna al
Manicheismo , ed al Priscillianismo che n' era una piò
riprovevole emanazione , ricavasi dagli Atti di adesione
a quanto vi era deciso, da parte dei Vescovi della Gal
lizia , i quali non avendo potuto intervenirvi, poco do
po , allo stesso fine, si erano assembrati in Concilio, a
Celene nei contorni di Lugo , sotto la presidenza di
Balconio Metropolitano di Braga (3).
L'esempio di S. Leone quindi venne inproteribilmen-
te seguito , per quel secolo c poi , dai suoi successo
ri , quante volte loro riusciva conoscere , in Roma vi si

(1) Baron. ani». 447, §. XIV, XV, XVI. ;


(2) Bfitt. 93. .i » :. ' ' "'
(3) Barun. ann. citai. .- .<«,-;. ••* - - '*
Tom. I.
— 2G —
occultassero Manichei. E nella Vita di S. Gelasio I ,
presso Anastasio Bibliotecario , si ha che quel San
to Pontefice avendo trovati alcuni di colali settarii , gli
fece cacciare di Roma, e pubblicamente diede alle fiamme
i loro libri dinnanzi alla Basilica Liberiana (1). Lo stes
so leggesi nelle Vite di S. Simmaco e di S. Ormisda,
che cacciati di Roma quanti loro riusci d' investigare
nei nequitosi covi dove eransi occultati , dettero al fuo
co, dinnanzi alla Basilica Costantiniana, i libri e gli em
blemi ( simulacro, vel codices ) della setta (2). Ed a
quel tempo erano sì in orrore quei settarii, per i tur
pi principii e turpissimi costumi , che l' Imperadore
Anastasio , comunque non punto occulto loro fautore ,
non in peggiore maniera seppe caricare di contumelie
il primo dei teste lodati Sovrani Pontefici, che chiaman
dolo Manicheo (3) ! Ne questa è la sola memoria del co
me , per allora e poi, fu in abominio universalmente il
Manicheismo. Giacché presso gli Orientali, per quei se
coli, ognor che volevasi indicare un qualche grande scel
lerato , non altrimenti costumavasi designarlo, se non con
l'aggiunto di Manicheo; sicuri che assai difficilmente una
cotale accusa colpiva indarno. E di tal guisa fu trattato ,
nei Monumenti Greci di queh" epoca, Xenaia, il quale a-
vendo usurpata la Sede Metropolitana di Gerapoli si
deturpò di gravissimi delitti (4).

(1) Anastas. Biblìothec. Vit. Gelai. I.


(2) Anastas. Bibliothee. Vit. Symmach. et Bormisd.
(3) Apolog. Symmach. Pp.
(4) Fragm. Tbeod. Lector. in Concil. Il Nicaen. Act. V. — Theo-
pban. Chronograph. ami. 16 Anastasii et 1 lustin. Impp.— Assumati
JBiblioth. Orientai, tota. li, cap. S.
""""
,*. . . .
CAPO IY.

Abominazione universale in cui venne il Manicheismo —


Esso generalmente è proscritto , come una setta scel
lerata, e cospirante avverso alla sicurezza degli Sta
ti ed alla tranquillità sociale.

Sembrerà per avventura a taluno, che io mi sia trop


po diffuso nella esposizione dei rei principii e dei nequi
tosi costumi del Manicheismo e delle sette affini. Ma non
punto è difficile conoscere che miojintendimento fosse quello
di disvelare come la odierna Frammassoneria traesse triste
origine da nequitosissima consorteria , fin dai primi se
coli diffamata anche tra' nemici del Cristianesimo. E non
meno che nch" Orbe Romano, e sotto gli stessi Impera-
dorè Gentili , essa fu odiosissima nella Persia, ove ave
va avuta la sua origine. Divero quivi il servo Curbico ,
Manete , per ordine di quel Re venne dannato a morte
atrocissima. E dappoi, come riferiscono Teofane e Cedre-
no , non molto dopo i tempi dei Ss. Pontefici Leone
Gelasio Simmaco ed Ormisda , in quelle regioni mede
sime dell' estremo Oriente , i Manichei scoverti che co
spiravano contro la sicurezza dello Stato, per ordine di
quel Re Chobadch , ne furono dannati a morte più mi
gliaia in un sol giorno , tra cui v' erano alcuni dei pri
mi Uffiziali dello Stato. E queste misure di rigore furo
no seguite da editti generali , che quanti Manichei po
tessero rinvenirsi nella Persia , si condannassero al vivi-
comburio , i loro beni fossero confiscati , ed abbruciati
i libri della setta (1). Inoltre dai fatti di quei Santi
Pontefici , non che da quei precedenti dei Santi Vesco
vi dell' Africa , fulgidissimamente si mostra come l' In
quisizione, questa istituzione ecclesiastica che nei seguen
ti secoli tutelò la purità della Fede in tante province
Cristiane , preservando i fedeli da ogni pericolo di se
duzione, non punto fosse stata una invenzione del fana
li) Thcophan. Chronograph. — Cedron. Hutoriar. Competiti.
— 28 i—
tismo de secoli di mezzo, nò uno stratagemma dei Papi e
dei Vescovi di quell' epoca allìne di cementare il loro
potere sociale, secondochc ebbero buccinato gli etero
dossi e gl' increduli di ogni tempo.
Intanto per quei falli medesimi , non che per quei ri
gori usati dai Principi idolatri contro il Manicheismo e
suoi adepti , ricavasi altresì come quei sellarii venisse
ro trattati in maniera assai più milc dagl' Imperadori Cri
stiani. Divero appena sul principio contro di loro v'era
la pena dell' esilio ; e di queste leggi degl' Imperadori
Cristiani si avvalse S. Leone , in quella inquisizione dei
Manichei, che egli fece inltoma, come ricavasi per la men
tovata lettera al. Vescovo Turibio d'Astorga (l). iVcl Co
dice Teodosiano trovansi diverse leggi all' uopo ema
nate , le quali dimostrano l' orrore grandissimo in cui
era quella setta , e le premure degli Imperadori di Ro
ma , di soffocarne ogni germe, mediante prescrizioni che
potessero trarre i traviati a migliori consigli , o alme
no ne frenassero l' audacia e ne scovrissero le ipocri
sie , ad istruzione e cautela degli altri. La più antica
legge , che trovasi in quel Codice come emessa all'uo
po , è quella dell' Augusto Valentiniano I , del 312, in-
diritta ad Ampelio Prefetto del Pretorio dello Gallio ; ed
in essa non rinviensi sancito altro che una grossa mul
ta ai capo-setta ( doetoribus gravi censione mulc(atis),
e la confisca dei luoghi delle nequitose loro adunan
ze (2). Dappoi l' Imperadore Teodosio I , nel 38l, con
altra legge indirilta ad Eutropio Prefetto del Pretorio del
l' Oriento , tolse a quei settarii , qualunque fosse il lo
ro grado e la condizione civile, di poter donare o rice
vere per qualsiasi titolo di donazione , di disposiziono
testamentaria ed anche di successione legittima, all'uopo
privandoli di ogni diritto Quiritario, e ad un tempo vie
tando le loro nequitose adunanze, cui designava con mo
di sommamente obbrobriosi, sepolcri di feroci misteri,
(1) Secundum Chrisiianorum Principum constitnta.
(2) Dat. VI Non. Mart. Trcv. Mottetto et Armtheo Coss. Codic.
Thcodosian, (ti. AT/, litui. V De Haeretic. num.S.
v — 29
forse per indicare le arti , di cui usava la setta onde
occultarsi negli arcani suoi convegni (i). Ed ò a con
siderare che insin d' allora i Manichei , affine di occul
tarsi ai profani ,, c meglio trarre alla seduzione gl' in
cauti , come poi nei secoli posteriori non una volta ve
dremo praticarsi dai loro successori, simulavano vita asce
tica e pratiche di misticismo austero. Giacché il pio Prin
cipe dimostravasi già avveduto di cotali nequitose loro
ipocrisie , e con quella legge facevano avvisate lo Magi
strature dell' Impero , affine di vegliare attentamente
alla investigazione dei settarii , non che delle loro ese
crande congreghe (2). Ma nel seguente anno il lodato
Imperadore dovette venire a misure assai più rigoro
se. E quando vedesi come quel Principe sì saggio c
religioso , a malgrado il sistema di tolleranza verso gli
eterodossi , che per le condizioni in cui per allora
volgeva l'Impero aveva dovuto adottare , ne volle ec
cettuati i Manichei , e di più veggonsi da lui in prosie
guo fulminati con più severi editti ; dobbiamo conchiu
dere che al buon senso del gran Teodosio presentatasi
una cotale setta, di grave pericolo alla tranquillità socia
le ed alla morale pubblica. Di vero, nel 382, con altra
legge indiritta a Floro Prefetto del Pretorio dell'Oriente,
ordinava contro il Manicheismo più rigorose investiga
zioni. E volendo fermo il disposto del precedente an
no, in riguardo alla confisca dei beni ed alla inabilità di
quei settarii a quasi ogni diritto civile , vi aggiungeva
la pena capitale contro quanti di loro, mercè pruove giu
diziarie , venissero convinti di appartenere alla nequito
sa consorteria (3).
Questi rigorosi espedienti che il gran Teodosio pren-
. per l' Oriente Romano, non conoscesi se del paro
"~ro adottati noli' Occidente. Per albo, quella leg-

(1) Feralia mysteriorum sepulehra.


(2) Dot. Vili Id. Maii, CP. Eucherio ci Syagrio Coss. Codic. Theo-
dosian. Uh. et litui, citai, num, 7. , .
. (3) Dat. Prid, Kaknd. Aprii, CP. Antonio et Stjajrio Voss. ibid.
num 9.
— 30 «»*
gc nel Codice Teodosiano trovasi emanata non pure in
suo nome, ma altresì in nome degli Augusti dell'Occi
dente , Graziano e Yalentiniano il Giovine. Ma che poi
venisse avvisato darne una mitigazione nelle province Oc
cidentali , forse perchè minore il pericolo ; è manifesto
per un' altra legge, che il medesimo Teodosio unitamen
te a Valentiniano il Giovine diressero ad Albino Prefet
to di Roma , nel 389 , con la quale ordinavasi contro
i Manichei Y esilio dalle province Romane , la confisca
dei beni , la incapacità a testare , e la proibizione
delle loro congreghe (1). Nondimeno quei settarii ven
nero esclusi da ogni tolleranza , nei tempi posterio
ri , da' successori di Teodosio. E di vero l' Augusto
Onorio , con apposita legge indiritta a Senatore Pre
fetto del Pretorio d' Italia , nel 401 , rinnovellò le
prescrizioni delle due precedenti leggi , degli anni 381
e 389 , equiparando i seguaci del Manicheismo ai co
spiratori -contro la sicurezza dello Stato (2). Però ,
ad un tempo che in questa legge rinnovellavansi le
prescrizioni in riguardo alla incapacità loro pe' diritti
civili , venivano confiscati i fondi , nei quali eglino co
stumassero avere le loro congreghe , ognor che ciò
seguisse per connivenza dei proprielarii ; che se poi in
questo non vi avessero avuto nulla a partire , a vece i
rigori erano determinati contro i loro agenti , i quali
come complici di quei settarii in cotale fatto, erano con
dannati ai lavori forzati nelle pubbliche miniere. Ed al
tresì erano comminate gravissime multe ai Governatori
delle province ed ai Magistrati provinciali e municipali,
se eglino si fossero mostrati favorevoli o conniventi alla
sctta(3). Similmente, nel 425, con due altre leggi, gli Au
gusti Teodosio il Giovine e Valentiniano III ordinavano,
che i Manichei fossero banditi da Roma c dalle princi-

(1) Dat. XV Kalend. lui. Rom. limano «( Primato Coss. ibid.


num. 18.
(2) In erimine Majestalis.
(:») Dat. Vili Kalend. Mart. Rom. limono IH et Theodosio II
AA. Cuss. ibid. num. 40,
— 31 —
pali città dell'Impero (1). Sopra ogni altra poi, nel me
desimo Codice Tcodosiano, è degna di considerazione la
legge di Teodosio II , del 428 , pe' modi onde il Ma
nicheismo veniva indicato alla pubblica esecrazione, co
me la setta che fra tutte le altre, menava al fondo di
ogni nequizia (2). Da ciò vietavansi con prescrizioni as
solute lc tenebrose adunanze di quei sellarii in tutle le
province dell' Impero , come sommamente disconvenevole
che cotali consorterie fossero tollerate , mentre in esse
oltraggiavasi fino agli stessi elementi (3). E quindi in
uno che quei Principi , con le dette leggi toglievano ai
Manichei tutt' i diritti civili , di acquistare, donare , far
testamento, e li bandivano da ogni parte dell' Orbe Ro
mano, con ordini sì precisi e della più stretta responsabi
lità delle Magistrature provinciali e municipali ; mostra
vano l'orrore in cui volevansi avere uomini detestevoli
pe' loro principii , pe' loro costumi e per le loro prati
che immorali (4).
Or in uno che queste leggi formavano la ordinaria Giu-
reprudenza , con cui trattavansi i Manichei , anche do
po la caduta dell' Impero in Occidente, quel Codice Tco
dosiano essendo rimasto in pieno vigore nell' Italia al
tresì sotto il dominio dei Re Ostrogoti-; non in manie
ra diversa la setta era considerata nelle altre province.
II Re Vandalo Unerico , nel principio del suo regno, si
fece a rigorose investigazioni contro i Manichei nell'Afri
ca; non pochi dannandone al fuoco , e moltissimi di
scacciandone dai suoi Stati. E ad aumentare in lui l'odio
contro l'empia setta contribuì il fatto, che venne in co
gnizione, la miglior parte di quei settarii essere dei suoi
Vandali , e fino alcuni del suo Clero Ariano. Che anzi
tra essi fu notato un Monaco , Ciemenziano, il quale sul

(1) Dat. XVI Kalend. Aug. Aquilejae , Theod. A. XI et Valenti-


nìan. Caes. Cosi. ibid. num. 43—Dat. Vili Id. Aug.Aquilejae, ibid.
«um. 44.
(2) Ad imam usque sctlerum nequiliam pervenerunt.
(3) Nihil his omnibus relinquendi loci est , in quo ipsis etiam eie-
mentis fiat 'njuria.
(4; Dat. Ili Kal. Ianii, CP. Felice et Tauro Cots. ibid. num.es.
femore portava stimmatizzato il segno del Man. ,.
Non molli anni dopo, anche in Oriente si fece ritorno alle
misure di severità, prescritte dall'Augusto Teodosio I , c
che i successori di lui avevano mitigate. E verosimilmente
cotali nuovi rigori dovettero originarsi dai fatti avvenuti nel
tempo medesimo in Persia ; giacché mentre in quello estre
mo Oriente continuavano le proscrizioni dei Manichei ,
mentovate da Teofane e da Cedreno, questi due scrittori
Disanimi aggiungono che l' Imperadore Giustino I perse
guitò quei della setta nello province dell' Impero, e con
maniera non punto più mite , dannandone molti alla pe
na capitale. E nel Codice Giustinianeo trovasi una legge
del lodato Principe , nella quale, usandosi tolleranza con
gli altri settarii, e fino con gli Ebrei ed i Samaritani,
comminavasi la pena di morte contro i Manichei. La quale
rigorosa disposizione troviamo altresi confermata dal suc
cessore Giustiniano , consecrandola, come di diritto vi
gente , nella nuova riorganizzazione della Giureprudenza
Romana (2).

(1) Victor. Vitens. Uìst. PerseCut. Vandalic. W>. //,§/. — Sem


bra che nell'Africa, piucchù in ogni altra provincia (Ioli' Occidente,
il Manicheismo mettesse radici assai profonde ; e tu u' ora v' erano
nel principio del secolo Vili , quando omai tutta quella regione ge
meva sotto il dominio dei Saraceni , e nella miglior parte gli anti
chi abitatori di essa procuravano rifugiarsi in diverse province del
l'Europa. Divero in una lettera del Pontefice S. Gregorio II, indi
ritta nel 723 ai novelli convertiti della Germania , notificando loro
di avervi sacrato Vescovo , S. Bonifacio ; ad un tempo aggiungeva ,
avere a lui vietato di ammettere si facilmente nel suo Clero ed ai sacri
Ordini, quei che vi venissero dall' Africa, verificatosi come alcuni di
cotali profugi erano infetti degli errori dei Manichei, liarou. ann.
7Z3 . § . mi.
(2) Codio, htttinietn. lib. I , Ut, VI De Haerelic. num. 11.
PERIODO IL

I MANICHEI HEl MEDIO EVO.

CAPO PRIMO.

Il Manicheismo prende move forme nell'Impero d'Orien


te — Pauliciani d Armenia — Bogomili della Bul
garia. ...... , .

Più che le leggi imperiali , in Occidente le invasioni


dei popoli Nordici e le conseguenti trasformazioni della
società nch" Europa , fu causa che la venefica pianta ve
nisse divelta , di guisa da non più comparirne vestigio.
Ma non egualmente fu delle province Orientali , in cui
i Manichei potettero continuare a sostenersi per la prote
zione dell' Imperadore Anastasio, e poi per le arti subdo
le di Teodora moglie di Giustiniano. Ed in tempo dei de
boli successori di Eraclio , sì per le invasioni dei Sara
ceni dai quali quei settarii potettero ottenere migliore tol
leranza , sì pe' favori dell' Imperadore Niceforo che di
mostro propensione grandissima alla setta , eglino furono
in grado di propagarsi non pure, ma altresì di stabilirsi
in maniera sì ferma , da fabbricare città e prendere sino
le armi contro i proprii Sovrani. Quindi gli Augusti Di
sanimi tardi dovettero avvedersi che eglino avevano allo
frontiere dell' Impero quasi uno Stato, all' Impero mede
simo pericolosissimo. Nè a fiaccare le forze della setta
valse la persecuzione , mossale contro dall' Imperadrìce
Teodora moglie di Teofilo , nè le lunghe e sanguinose
guerre , con cui dappoi l' Impcradore Basilio Macedone
dovette reprimerla (1). Pietro di Sicilia fu inviato da que
sto Prìncipe a Tibrica o Tephrica, non lungi dalla odier
na Vagarsciabat o Eschmiazin, nell'Armenia , e ch' era
una delle piazze di quei settari! , alfine di trattarvi lo
(1) Cedron. Bistoriar. Compenti.
Tom. I. »
scambio dei prigionieri; ed ivi ebbe l'agio di conoscere
a fondo quei settarii, le loro astuzie , gli errori , il
nequitoso carattere , ed il profondo odio che professa
vano alla dottrina ed alle pratiche della Chiesa Cattolica.
AH' uopo tornò facile a lui raccogliere importanti me
morie , nei nove mesi che fu in quel luogo , in par
te per relazioni di Cattolici convertiti dal Manicheismo ,
ed in parte per racconti dei Manichei medesimi. Ed aven
do conosciuto che da essi erasi fatto proponimento nei
secreti convegni della setta, d' inviare alcuni di loro nel
la Buigaria , affine di trarre nella seduzione quel popo
lo, teste convertito al Cristianesimo; con apposito opu
scolo credette metterne in sugli avvisi, Leone Arcivesco
vo di quella provincia , onde premunirlo contro sì scel
lerati settarii (1). Quel suo opuscolo dettato in greco
verso l'anno 810, venne pubblicato dal P. Radher, tolto
da un MS. Vaticano, voltandolo in latino (2).
Adunque per lui si ha come un cotal Paolo, dando una
nuova trasformazione alla iniqua consorteria, le dette al
tresì il nome di Pauliciani , con cui in prosieguo fu
rono comunemente conosciuti i Manichei nell' Oriente; e
che a Paolo nello scellerato assunto succedutogli un tale
Costantino, per ventisette anni pose ogni studio nella pro
pagazione degli errori, coadiuvato da altri due settarii,
Simone e Sergio, l'ultimo dei quali era stato sedotto da
una donna Manichea. Quindi viene a descrivere il carat
tere individuale , i vizii , i delitti e la fine di quei quat
tro capi-setta. Ed accennando a Costantino , che dice
morto in tempo dell' Imperadore Costante , nipote di Era
clio ; narra come questi , oriundo d' Armenia, mentr'era
in un luogo di quella provincia, detto Mamlia, fino al
tempo di sua legazione abitato esclusivamente dai Manichei,
divisò di riordinare la setta, accortosi che essa era venuta
b in abominazione, per le sue bestemc

meraviglia come questo Metropolitano sia stato ignoto al Le-


Qnien , nell' Orient Christian, toni. li , Provine, Praevalitan. in
Aeridens.
- 35 -
nequitose, di cui abbondavano gli scritti dei suoi
Ed aggiunge di più ebe quando i due immediati
»ri dell' Imperadore Niceforo, Micbele Rangaba e
Leone Armeno, procurando reprimerne l'audacia, con la
proscrizione di quanti Manichei erano nelle province del
Romano Oriente ; alcuni degli adepti di quel Sergio ,
mentovato di sopra , che dicevansi Astati o Instabili ,
a tradimento uccisero il Prefetto dell'Armenia, Paracor-
dace , rifugiandosi poi a Melitene. E che similmente
altri di loro, addimnndati Cinacoreti, trucidarono Tom
maso Metropolitano di Ncocesarea.
Contemporaneamente a Pietro Siculo, troviamo Fozio, il
quale mentre che gittava le basi di quello scisma, per cui
grande porzione dell'Oriente venne strappata alla Cattolica
unità; credette dover combattere quei nuovi Manichei con
un apposito opuscolo , il quale trovasi MS. nella Biblio
teca dell' Escuriale, pubblicato in parte dal P. Montfau-
con , e di cui un compendio trovasi nella Panoplia di
Eutimio. E poi con diverse dispute , che all' uopo eb
be con un tal Niceforo, testò convertito da quella setta
al Cattolicismo, s'ingegnò di ribadire nuovamente i colpi
contro la scellerata consorteria.
Intanto quei timori di Pietro di Sicilia pur troppo si
avverarono , chè la Tracia , provincia limitrofa alla Bul
garia, giù n'era infetta. Ed a malgrado quegli avvisi o
quelle premurose cure di lui, il Manicheismo dappoi nel
la Bulgaria si abbarbicò di guisa, che questa provincia
divenne come il quartiere generale della setta , da cui
diffondendosi pel resto dell'Europa, i suoi adepti ebbero
comunemente il nome di Bulgari. Nei primi anni del se
colo XII venne a conoscersi, come un cotale Basilio do
po quindici anni , passati ad iniziarsi nei misteri della
sella , per altri cinquantadue anni aveva atteso a dis
seminarne gli errori, per se e suoi inviati , in tutte le
province dell' Impero Greco. Però latentemente il nuovo
Manicheismo vi si era diffuso , di unita alle detestevoli
sue pratiche ; e non mancavano tra questi scttarii altre
— 3fi —
Unopoli, Alessio I Gomncno, quando venne a conoscersi
che Basilio vi si trovava pel suo tenebroso apostolato.
Quindi, convinto di professare con i suoi adepti, gli er
rori più abominevoli. dei Manichei, fu condannato al vivi-
comburio, e quanti dei suoi discepoli ricusarono ritrattarsi,
vennero destinati a perpetuo carcere. E per allora troviamo
che furono conosciuti nell' Oriente col nome Slavo di Ho-
gomili, con cui sufficientemente indicavasi la presunzione
della setta, non che la sede di essa tra gli Slavi meridionali.
Inoltre è notevole che eglino vestivano abito monastico in
quelle province, affine di meglio occultarsi; e di più costu
mano non di un tratto disvelare ai loro adepti tutti gli arca
ni della tenebrosa consorteria, menandoli su le prime con
insegnamenti vaghi e con discorsi in gergo, di tenebre e di
luce , e che quando credevanli disposti , annunziavano
che insirì allora essi , con la comune degli uomini, era-
no stati nel fondo di dottrine e sentimenti falsi , ma
che omai innalzati alla cima della verilà , e potendo
affissare la mente al lume della vera fede , interamen
te aprivano loro le porte della salute, in cui entravano !
Fu per quel fatto dunque, che il lodato Imperadore, ondo
arrestare i progressi di quei settarii, procurò che Eutichio,
Monaco dell' Ordine di S. Basilio, scrivesse appositamente
un' opera dogmatica in difesa della Fede ed in confuta
zione di tutte le eresie, che intitolò Panoplia (1).

CAPO II.

Il Ncomanicheismo si mostra nella Francia ed in Italia.

Ad un tempo che nelle province Slave dell' Impero Bi-


santino il Manicheismo, vestito già di nuove forme, come
all'estremo Oriente dell'Impero medesimo, aspirava a sta
bilmente impiantarsi ; veniva scovrendosi chc altresì l'Oc
cidente n' era infetto , e che la tenebrosa consorteria vi
aveva dei proseliti. Che anzi un secolo prima che i Bo
ti) Ann. ConiDen. Alexiad. lib. XV. — Zonar. Amai. — Eutyth.
gomiti fossero conosciuti in Costantinopoli , come già da
oltre a cinquant' anni ansiosi a diffondersi per le provin
ce dell' Oriente ; nel 1011 fu scoverto che nella Francia
pure vi aveva dei proseliti cotesta setta, la quale da gran
tempo non più era conosciuta tra' Latini , e presentando
tutt' i caratteri nequitosi dell' antico Manicheismo. Per
le investigazioni adoperate all' uopo , si venne a notizia,
come una donna, venuta dall' Italia, clandestinamente ave
va disseminati gli errori ed i costumi dei Manichei in
Orleans , seducendo Stefano , Scolastico della Chiesa di
S. Pietro delle Fanciulle, e Lisoio, Canonico di S. Cro
ce , che in quella città erano commendati per fama di
pietà e di scienza; e che questi due avevano tratti nella
prevaricazione moltissimi altri di quel Clero e popolo. E
si venne in aperto come, oltre agli antichi errori del Ma
nicheismo , quei sellarii aggiungevano detestabili pra
tiche ed abominevoli dissolutezze. Un gentiluomo Nor
manno avvedutosi che un Cherico, a nome Erbcrto, con
cui aveva relazione , professava turpi errori e scelcrate
massime, ritornando da Orleans, dov'era stato a causa di
studii ; manifestò quel fatto a Riccardo Duca di Norman
dia, il quale ne fece avvisato il Re Roberto. A cure dun
que di questo Sovrano , vennero arrestati quei settarii
nel loro tenebroso convegno , ed appositamente fu tenu
to un Concilio in Orleans , nella Chiesa di S. Croce; do
ve menati dinnanzi ai Vescovi , sul principio eglino in
finsero di nulla sapere di quanto loro era imputato. Ma
dappoi messi alle strette da Guarino Vescovo di Bcau-
vais ; si dimostrarono ostinati nei proprii errori, di gui
sa che a malgrado gli sforzi di quei Vescovi, fu impos
sibile farli rinsavire. Quindi degradati dai loro rispetti
vi Ordini, e cacciati di Chiesa, vennero lasciati al brac
cio laico. Dappoi tratti fuori di quella città, per ordine di
Re Roberto furono abbruciati; giudicando che non diversa
mente dovessero trattarsi i seguaci di una eresia, contro la
quale per le leggi Romano era comminata la pena di
morte (1).
(i) Act. Concil. Aurelian. in Spicileg. velar. Script. D'Achery tom.lL
Or che una donna, partita d'Italia, divenisse la pro-
pagatrice della setta nei paesi d' Oltrealpi , manifesta
come per allora nemmeno l' Italia andasse esente da co-
tali tenebrose consorterie. Ma un fatto incontestabile
in proposito è quanto narra Landolfo Seniore, scrittore
Milanese di quel secolo , che quell'Arcivescovo Eriberto
trovandosi in visita pe' Vescovadi di sua Provincia eccle
siastica , in Torino seppe di una nequitosa unione , te
stò formatasi in quei contorni , nel castello di Monfor-
te. E però fattosi condurre dinnanzi uno di quel luogo,
a nome Girardo, onde cerziorarsene; comunque questi sul
principio tergiversasse, affettando un linguaggio ortodos
so , disvelò dappoi, con somma oltranza , le dottrine i
costumi e le pratiche di sua società , le quali riduce-
vansi a quelle dell'antico Manicheismo. E non punto oc-
cullando l'orrore grandissimo ai dogmi e riti della Chie
sa Cattolica, ed all'autorità dei Pastori di essa, dichiarò che
egli e suoi conseltarii riconoscevano per capo supremo
di loro congrega, ed unico superiore spirituale, uno ad essi
stessi ignoto ; solo sapendone che di continuo era in gi
ro pel mondo, in visita dei fratelli dispersi, e che sti
mavano somma ventura se per una volta toccasse di aver
lo in mezzo a loro. Però il Prelato avvisandosi che non
meglio potesse preservare la sua Provincia ecclesiastica da
quella contaminazione , che facendo ritorno in Milano ,
onde quivi riuscisse ridurre a senno quegli sciagurati, li
menò seco in quella città. Ma eglino neppure quivi ristan
do dal trarre alla setta , con modi subdoli ed occulti ,
quanti di quei del Contado riusciva loro sedurre : indi
gnarono di guisa i gentiluomini Milanesi, che a malgra
do le opposizioni dell'Arcivescovo per salvarli, nella più
parte li fecero finire col fuoco ( I).

— Chronic. S. Patri Vivi apud Senonas, ibid.—Rodulphi Glabcri Ilis'..


lib. Ili , cnp. 8.
(1) Landulph Senior, ffjsr. Mediolanen. lib. Il, cap. 27, Ber. lini.
Script. Murator. tom. IV — La scoperta dei nuovi Manichei in Italia
dev'essere verso l'anno 1040, giacché Landotfo riferì quel fatto, co
me avvenuto quando, defunto l' Imperadore Corrado che grandemen
te perseguitò l' Arcivescovo Eriberto , questi tranquillamente potette
E pel fatto che dall' Italia si propagasse la setta in Or
leans, non che per quello di rinvenirsi la medesima qua
si ad un tempo impiantata in Contado di Torino, e co
me il teste lodato Landolfo Seniore riferisce, senza che
quei scttarii del Piemonte sapessero dare schiarimenti ,
in qual maniera e quando , nel paese di loro origine
seguisse quella prevaricazione dal €attolicismo , mentre
professavano dipendenza da un superiore lontano, miste
rioso ed affatto ad essi ignoto ; sorge fondato sospetto,
non forse tutt' una sia stata l'arcana origine di questa nuo
va propagazione del Manicheismo nell' Occidente (1). E
ciò meglio disvelasi dacchè la setta medesima si vide per
allora, altresì già stabilita nell'Aquilania ed in Tolosa.
Divero Ademaro di Chabanes , Monaco della Badia di
S. Cibardo d' Angouleme , nella sua Cronaca riferisco
come per quel tempo , nella mentovata provincia i nuo
vi Manichei , mentre di nascosto abbandonavansi allo
sfogo di orribili turpitudini , erano riusciti con mentite
foggio di esteriore probità, ad abbindolare molti della ple
be , traendoli alla setta. E soggiunge che quando in Or
leans furono scoverti gli altri della consorteria medesi
ma , venne di più a sapersi per contestazione di perso-

mettersi nei diritti della sua Sede Ambrosiana : e la morte di Cor


rado avvenne in Giugno d039. Intanto è dispiacevole che questo lu
minoso documento delle cure pastorali di Eriberto sfuggisse al Sassi,
il quale non punto ne fece menzione nella sua Archiepiscor. Medio-
lanens. Series Uistorico-Chronologìca, tom. II; e che sarebbe riusci
ta una incontestabile dimostrazione à smentire la sinistra opinione ,
con che la poca critica dei posteriori scrittori Milanesi, Galvano della
Fiamma e Bernardino Corio , hanno gravata la memoria del lodato
Arcivescovo , come di non integri costumi.
(1) to son di credere, non forse le prime linee di propagazione del
nuovo Manicheismo in Occidente derivassero dalla improvvida condot
ta dell' Imperadore di Bisanzio , Basilio Macedone , il quale dappoi
ché riuscì a debellarne i settarii in Tibrica q Tephrica, e negli altri
luoghi dell' Armenia, ove s'erano fortificati , come narrano il Con
tinuatore di Teofane e Cedreno , ne inviò gli'avanzi col carattere di
Milizie ausiliarie delle Legioni imperiali, a combattere i Saraceni nella
Calabrie. Nondimeno non oserei proporre questa mia congettura, che
per quanto possa aver valore ; giacché le relazioni dappoi tenuto per
i settarii dell' Italia e di Oltremonti , più o meno svelatamele, con
i loro confratelli di Bulgaria , danno argomento a supporre, non più
tosto di là primamente venisse qucll' opera di' prevaricazione.
— 40-
ne religioso e degK stessi eettarii , come tre anni pri
ma era morto nella professione delle reo massimo e nello
nefande pratiche della setta , Teodato Canonico Cantore
di quella Chiesa di S. Croce. Accennando poi a Stefano,
Lisoio e loro consorti , dice che aveva avuta parte alla
perversione di essi , un cotal Rustico di Pcrigueux , il
quale a furia di presagii procurava di avvalorare l'opera
di seduzione. Però mentovando la loro occulta apostasia
dal Cristianesimo c le esecrande lascivie che praticavano
nelle orgie arcane della setta, aggiunge che altri di una
simile risma per allora eransi rinvenuti in Tolosa, e cho
assai di più trovavansi diffusi latentemente nelle diverse
province Occidentali , attendendo alla propagazione della
nequitosa società (1). Oltrechè, in quel secolo medesimo,
Rodolfo Ardente viene descrivendoci gli errori, le ipocrisie -
e le abominevoli nequizie di alcuni sellarii nei contorni
di Agen , che senza dubbio disvelano come la loro con
sorteria fosse tutt' una con quella di Orleans (2). Ed in
un Sinodo , tenuto in Arras nel 102o, da Gerardo Ve
scovo di Cambray , v' è detto come quel Prelato venis
se in conoscenza che alcuni , giunti in quella cititi dai
confini dell'Italia, tentavano disseminarvi errori contro il
Vangelo c le leggi della Chiesa , formando una nuova
sella ; e che riuscito al ravvedimento di quanti suoi Dio
cesani erano slati pervertiti, questi gli manifestarono co
me un colale Gandolfo, venuto in quel luogo dall'Italia,
li aveva informati alla nequitosa congrega (3). Non di
versamente, nei primi anni del secolo che fu dopo, Gui-
doberto di Nongent mentovò altresì ; essersi scoverta
una di quelle consorterie nel Contado di Soissons, indi
candone le turpi costumanze e gli empii principii (4).
Ed in un Frammento storico , presso il Pitheu , v' è co
me per quella stessa epoca dei fatti di Orleans, l'Aqui-

Chronic. Ademari Cabannens. Monachi S. Eparchii Engolismens.


nov. Biblioth. MSS. Labbèe, tom. 11.
(2) Rodulphi Ardent. Scrmon. in Dom. Vili post Trinit. tom. IH.
(3) D- Achery Spicilegi ve.ter. Script, tom. SUI,
(4) Di VU. sua , Ub. HI , cap. 16.
— 41 -
tania non andò senza della scellerata consorteria; la qua
le portata di là dal mare , si era sparsa per le altre
province , dove quindi si abbarbicò grandemente, ed in
maniera singolare nella Linguadoca , in quel di fo
iosa e nella Guascogna , col nome di Albigesi, ed an
che di Bulgari (1). Quest' ultima denominazione indubi
tatamente ebbero quei fllanichei , dacchè ripetevano dal
la Bulgaria la origine di loro setta , ed in quella pro
vincia riconoscevano la stazione centrale della medesima*
E dal dello nome , sfigurato in maniera troppo infa
me, eglino furono conosciuti dappoi nella Francia , nel
le Fiandre e ncU'IngbiJterra; chè ad un tempo ne dis
vela la origine , e l' orrore in cui erano generalmente
tenuti (2). Di simile guisa in Italia, sebbene per la co
mune si dicessero in seguito Catari e Patarmi , non
dimeno vi ha documenti , onde ricavasi che eziandio
fossero nominati Bulgari. E Mons. Bossuet mentovò
che in vetuste memorie di quel secolo leggevasi , co
me l'eresia dei Bulgari, incominciata a moltiplicar
si nella Lombardia , ebbe per Prcposito un certo Mar
no, il quale aveva ricevuto il suo grado in Bulgaria ,
ed a lui trovavansi sottoposti i seltarii Lombardi, i 7b-
scani e quéi delle Marche ; ma che venuto dappoi di
Costantinopoli in Lombardia, un altro caposetta a no
me Niceta , questi riformò V ordine della Bulgaria , e
Marco ricevette l'ordine della Drungaria (3). Di più ,
nel secolo XIII , Frate Raniero scrivendo contro quelle
nequitose consorterie , di cui ne conosceva tali' i vitu
perevoli misteri e le varie diramazioni, indicò altresì che
nella Francia e nell' Italia , esse derivavano , come da

(1) Fragment. Bist. Àquìtan. edit. a Pith. Bar. tom. ti


(2) Du Gange Clonar, metl. et infim. latinitat. Artic. Bulgari eie.
(3) Storia delle variazion. «ec. lib. XI.
Tom. I. «
capo ni.

Conformità del Neomanicheismo con quello piò, antico —-


Condanna di esso — Ulteriori sue diramazioni nelle
Fiandre, nella Germania, e sopratutto nelle province
meridionali della Francia.

V odio sommo che i settarìi non sapevano occulta


re contro i riti e le pratiche della Chiesa Cattolica, ad
un tempo che con ree maniere procuravano parodiarli
negli arcani misteri dei loro convegni ; l'avversione pro
fonda al Clero e la professione più o meno manifesta, che
eglino facevano, di tutti i principii e di tutle le costu
manze degli antichi Manichei ; la sollecitudine con cui ,
al paro di quelli , dimostravano d' infingersi Cattolici ,
in uno mentendo i sentimenti proprii, tal'ora anche con
lo spergiuro ad esempio dei Priscillianisti , ovvero ma
scherandosi con equivoci arliGziosi ed ipocrite allegorie,
che solo mercè diligenti investigazioni, e da chi per lun
go uso v' era avvezzo a conoscerli , riusciva distinguerli
dai veri credenti ; erano argomenti questi, che tati' uno
fosse lo spirito informante il vetusto ed il nuovo Manichei
smo. Ed a malgrado le arti della setta , affine di occul
tarsi e sottrarre le tenebrose sue opere alla vigilanza dei
sacri Pastori, riusciva impossibile che non la fosse pre
sa di mira dai medesimi ; procurando arginarne la can
cerosa propagazione , e combatterla per ogni verso.
Però il Sovrano Pontefice Callisto II fu primamente
a fulminarla di anatema , nel Concilio di Tolosa del
1119 (1). E la stessa condanna venne poi replicata da
Innocenzo II nel Concilio generale Lateranese II , del
1139 , e con le identiche parole di quel di Tolosa (2).
Quindi Alessandro III , nel Concilio di Tours del 1163,
replicandone gli anatemi , diceva che quei sellarli , da

(1) Condì. Tolosa», ann. 1119, Can. HI.


(2) Coneil. letterati, ann. 1139 , Can. XXIII.
— 43 —
Tolosa estendendosi pe' paesi limitrofi , la Guascogna
e le altre province n'erano infestate (1).
Le condizioni di quéi settarii non erano più in Oltremon
ti , come per lo innanzi, latenti. Giacché in quel seco
lo XII audacemente eglino si mostravano in quelle pro
vince; e poco curavansi di occultare i proprii errori ed i
rei intendimenti a danno della Chiesa (2). Pietro deBruys,
d' onde molti di loro si dissero Petrobusiani, per quasi
venti anni si era adoperato all'opera triste di rendere la
scellerata consorteria , vigorosa. E quei settarii usando
tal' ora modi subdoli ed occulti , tal' ora opere patenti,
secondoché meglio tornava loro possibile di riuscirvi ,
s' erano propagati più o meno por le province meridio
nali della Francia , a malgrado gli sforzi dei Vescovi ,
i quali avevano procurato di opporsi con ogni impegno
a divellere la velenosa pianta di mezzo al loro greg
ge. Pietro il Venerabile, Abate di Cluny, che fu il pri
mo ad oppugnare questa sella , con un apposito tratta
to in forma di lettera , indiritta agli Arcivescovi, di Ar-
les e di Embrun, ed ai Vescovi di Diez e di Gap ; ci
vien contestando come per quei tempi i Petrobusiani si

(1) la panibus Tolosae damnanda haeresis dudum emersit , quae


paulatim , more cancri , ad vicina loca se diffitndens , Guasconiam
el alias provincias quamplurimas jam infecit. Quae dum in modum
serpentis intra suas evolutiones absconditur , quando serpit occul
timi , tanto gravius periculum in simplicibus commolitur. Concil.
Thurentns. ann. H63 , Can. IV.
(2) In quanta abominazione fossero coteste cAiventicole e loro ade
pti per allora , ricavasi da un ritmo in lingua Francese, descriven
te certa visione o discesa di S. Paolo Apostolo all' inferno; distinta
mente mentovandosi in essa, come sommersi in una delle bolge del
l' eterno dolore , quei delle secrete adunanze, ove vi fosse giurato lo
sterminio della Chiesa Cattolica :
A sainte lglise firent guerre
Ut par sa mor( se parjurovent.
Questa poetica finzione che il Monaco Anglo-Normanno, Adamo de
Ros, venne dettando, traendola da una leggenda latina, scritta innan
zi la melà del secolo XI nelle province meridionali della Francia ,
vuoisi noverare tra le altre , che in prose ed in versi , venute fuori
per quei secoli , potettero dappoi essere tipi, onde venne ispirandosi
la Divina Commedia dell' Alighieri. E l'Ozanam fu primamente a
pubblicarla , togliendola da un MS. della Biblioteca di Parigi , nel-
1' appendice all' Opera , Dania e la Filosofia Cattotica al tredicesima
secolo.

-
44 »
fossero in quella guisa messi all' opera della perversione
nella Provenza , nella Gujenna , nella Guascogna , nel
fiearnese e nella Linguadoca (1). Valido appoggio egli
no quindi ebbero in Enrico Monaco apostata , uomo di
rotti costumi e fecciose ipocrisie, il quale continuò l'ope
ra di Pietro de Bruys primnmente in Losanna , poi in
Mans, e di là cacciato, in Poiliers ed in Periguex (2).
Ad un tempo i medesimi settarii con a capo Tanchel-
mo o Tancholino , ed Everwachero Prete apostata , si
diffusero per la Lorena , per le Fiandre , por 1' Olan
da e la Germania inferiore (3). E però Ugone Metello,
Canonico Regolare in Toul , mettendone in su gli avvisi
quel Vescovo , gli scriveva che nella sua Diocesi occul-
iavami, anzi già ripullulavano in aperto, uomini tristi,
i quali dalla loro maniera di vita potevano dirsi non
piuttosto bestie, abborrenti fino dal nome di Cristiani (4).
Similmente alcuni anni dopo si venno a notizia di altri
di loro in Colonia ; e di ciò abbiamo una testimonian
za incontestabile nella lettera che Everwino Preposito dei
Premonstratesi della Canonica di Steinfeld, presso quella
città, diresse a S. Bernardo. E per le circostanze che
quivi sono mentovate in riguardo al modo con cui fura
no scoverti, si scorge manifestamente che il carattere di
essi era tutt' uno con quello dell' antico Manicheismo. Di
vero la differenza di Vditori e di Eletti , Y avere egli
no una dipendenza assoluta da un capo supremo , che
parodiando la Chiesa Cattolica dicevano Papa, quel glo
riarsi che facevano , la loro dottrina essere durata ta
ssino allora, comunque nascosta, dai tempi dei Martiri, e
poi nella Grecia ed in altre province ; furono cose chc
due settarii medesimi , ed uno di essi pigliava il nomo
(1) Biblioth. Cluniacens. fot 1112-1230.
(2) S. Bernard, epist. 241 — De miracul. S.Bernard, lib. IV, part.
1I1. — Act. Episcop. Cenomanens. Mabillon. Analect. tom. HI.
,(3) Epist. Cleri Traject. ad Frìderie. Coloniens, Atchiep. in Act.
Sanctor. Jimii , tom. 1, die 6, fol. 845 -r- Mabillon. Praef. Opper.
S. Bernard. § F/.
(4) Latent in Episcopato tuo, imo jam apparent pestilente! homi-
net , qui veriori nomine bestiai! appclluri pvssunt , quia bestialiter
vivunt... Homei» Christianum abhorrent. Praef. cilut. ibid.
— lo —
di vescovo della sella , ostentarono in presenta del
l' Arcivescovo , del Clero e del popolo (1). Con quella
lettera dunque , che il P. Mabillon pubblicò nelle sue
Analeeta , invilavasi il Santo Abate a confutare quei no
vatori. Ed in questa circostanza S. Bernardo dettò i
due bellissimi Sermoni, i quali trovansi nel suo Conten
to al Cantico dei Cantici; e che presentano relazione si
manifesta con la lettera di Everwino, da convinceré ognu
no ohe da essa fu occasionata. Ad un tempo dunque che
il Santo , con maniera soda e positiva , procedette in
quella confutazione , smascherando gli errori della scel
lerata consorteria ; disvela come egli d' altronde, e me
glio che lo stesso Everwino, sapevano di quei sellarii, e
si fa ad esporre il loro particolare carattere. Divoro vi
osserva che eglino procedevano in contrapposizione di
lutti gli altri eretici ; ché questi spinti dallo spirito di
orgoglio, per ogni verso procuravano manifestarsi, men
tre quelli ogni mezzo adoperavano ad occultarsi: gli uni
volevano ad ogni costo vincere , mentre eglino più ma
ligni , non procuravano che nuocere , nascondendo nelle
tenebre delle loro conventicole, le opere e gl' intendimen
ti proprii, affine di propagarne il veleno con morsi se
creti; e però a quanti riusciva loro di sedurre, null'altro
raccomandavano, se non il misterioso arcano. Il viaggio,
che per questi tempi S. Bernardo aveva fatto nelle pro
vince meridionali della Francia , affine di divellerne la
velenosa pianta , che vi si era attecchita ; gli dette oc
casiono di conoscere non pure tutti gli errori specula
tivi dei settari) , ma altresì le occulte nequizie , e sin
golarmente la profonda ipocrisia , con cui costumavano
in pubblico professarsi Cattolici , anzi ostentavano una
certa austerità di vita, in uno che nel socrcto calpesta
vano la dottrina, le massime c le pratiche del Caltolici-
(1) Vixerunl nobis in defensione sua, hane kaeresim usque ad haee
tempora occultatam fuisse a temporibus Martyrum , et permansisse
in Graecia et quibusdam aliis terris. Et suum Papam habent , nec
(amen alium , praeter eitm, habere fatentur. Isti apostoli satanae ha
bent inter se feminas, quasdam inter eketas , quasdam inter creden
te eie. Mubillou. Analect. tom. III.
— 46-
smo. Da ciò il Santo Dottore viene a rimproverarli delle
turpitudini di loro costumi e dei loro spergiuri ; con-
cbmdeodo , la rea consorteria essere quel mistero d'ini
quità, predetto da S. Paolo , e tanto più a temersi ,
quanto era più nascosto (1). In quella sua missione a
Tolosa e nei contorni di quella città , S. Bernardo ave
va fatta ogni sua possa, onde investigare tutt' i principii
di una setta ch' era per oppugnare ; ed all' uopo aveva
conferito con i discepoli di quei settarii. Non è punto
meraviglia che a lui non riuscisse nuova la nequitosa
propagine di essi nella Germania. La quale dappoi vi
•'bbe nuovi ausiliarii , narrando Goffredo di S. Pania-
leone come nell' anno 1163- , altri di quei seltarii ,
venuti in Colonia dalle .Fiandre , si occultarono nei
contorni della mentovata città , tenendovi loro conven
ticole in un granaio (2). E non tardarono a moltiplica
re i proseliti della setta , giacché Ecberto , il quale
per le esortazioni della B. Elisabetta Badessa del Mo
nastero di Schoenau, sua sorella, da Canonico di Bon-
na passò all' Ordine Benedettino per questi tempi, e poi
fu Abate di S. Fiorino , in uno dei suoi Sermoni di
ceva : uomini latibolosi , perversi e seduttori , hmga-
mente con ntaniere arcane avendo guastata la Fede
nelle mente di gran numero di semplici , eransi molti
plicati di guisa, che omai gravissimo pericolo correva la
Chiesa in quelle province ; in Germania denominandosi
Catari , nelle Fiandre Piphles , ed in Francia Tesse
rante , occultandosi nei celiai, nelle testrine ed in altri
luoghi sotterranei (3). Ed egli dettava quei Sermoni nel
«.»»• tu?*-* *••im**iQ iM •i«W»&«f j.
(t) Sermon. <!5-BCinCaMie.
(2) Gftzer, Prolegomen. iitOppusad. conlr. Albtgens. Biblioth.Patr.
tom. XIII.
(3) Ecce enim quidam latibulosi homines , perversi et perversores,
qui per multa tempora latueruni , et occulte Fidem Christianam in
multis stilline simplicitatis kominibus. corruperunt.; ita per omnes ter-
ras multiplicati sunt , ut grande periculum paliatur Ecclesia Dei a
veneno pessimo , quod undique ad versus eam diffundunt ... Bos no
stra Germania Catbaros , Mandria Piphlers , Gallia Texerantz ab
«su texendi appellai,., oerum cultnm Ckristi non alibi esse dicunt ,
nisi in conventiculis iuis , quae habent ir. ccllarits et 'in textrinìs ,
— 41 —
detto anno 1163 o a quel torno, leggendosi dedicali a
Rainaldo Eletto Arcivescovo di Colonia, il quale morì poi
in Lombardia, nel 11 05, avendovi seguito l' Imperato
re Federico Barbarossa.
Questi fatti succedendo nelle province Alemanne, non
in migliori condizioni trovavasi il Cattolicismo nel jnez-
zogiorno della Francia. Il viaggio di S. Bernardo nella
Linguadoca e nelle province limitrofe , mentovato di so
pra , ottenne almeno che moltissimi per allora si salva
rono , mercè il soccorso di lui ; chè con strepitosi mi
racoli vi confermò la Fede, ritraendo moltissimi di que
gli spiriti leggieri dalle aberrazioni, che li avevano fatti
precipitare in disordini assai più deplorabili. La pittura
dello stato lagrimevole di quei luoghi viene ritratta dal
lodato Santo Dottore nella lettera che prima d' inviarsi
a quella volta , diresse ad Ildefonso Conte di Saint-Gyl-
les , deplorando che le Chiese vedevansi deserte, il po
polo senza Sacerdoti, i Sacerdoti abbandonati al di
sprezzo , i Cristiani senza Cristo (1). Lo scandalo era
nato pur troppo su quella terra , e tosto o tardi dove
va scoppiare. Però S. Bernardo in quel suo viaggio vi
de i miserandi guasti della trionfante miscredenza, inne
statavi dai seltarii. Divero il Cardinale Alberico Ve
scovo di Ostia , che con lui e con Goffredo Vescovo
di Chartres v' era stato appositamente inviato dal So
vrano Pontefice Eugenio III , ebbe in Alby una strana
accoglienza ; la grande maggioranza di quella sventura-
la città essendo di seltarii, i quali gli significarono con
fischiate e suoni di una musica discorde , l' orrore che
avevano di quella sua visita, non che l'odio che anima-
Tali contro la Chiesa Cattolica (2). Il Santo vi giunse
*. 9 •. • , -,
et in hujusmodi suhlerraneis domibus Apostolorum vitam se agere
dicunt.
(1) Basilicae sine plebibus, plebei sine Sacerdotibus, Sacerdotei ti
ne debita reverentia , et sine Chriìto denique Chrisiiani- epist. 24 f.
(2) Cum asimis et tympanìs exierunt obviam. Gaufrid. epist. num.
40, in Mabillon, Opper. S. Bernard, toni. VI , fot. H96.— È d'uopo
risovvctiirsi delle sacrileghe profanazioni, che si videro in Siena, rid
i' armo 1863, iu occasione della Processione del Corpus-Domini ; do
' *- 48 —
due giorni dopo; e fosse curiosità di vedere l'uomo più
celebre del suo secolo , fosse la benedizione straordina
ria che accompagnava i suoi passi , quei cittadini in
grandissimo numero accorsero alla Cattedrale, che l'am
pia navata più non potò contenerli. Ed alle suo esorta
zioni quella moltitudine , già traviata , con un fremito
universale di gioia , alzando la destra al cielo , signifi
cò il suo ritorno alla Fede avita. In Bergerac, in Chaors,
in Vcrtefeullc , in Tolosa ed in altre città , nel Pcri-
gord , i prodigii del Santo Abate colpirono vivamente
quelle popolazioni : sicchè furono abbondevole i frutti
della sua parola , e potevasi dire che omai, di città in
città , la setta fuggiva dinnanzi ai Legati Apostolici , o
da pertutto strappavasi la zizania dal campo della Chie
sa (1). Quella missione di S. Bernardo avveniva verso
l'anno 1141 ; e se i frutti ne furono abbondatoli, non
dimeno la funesta radice dell' errore non venne divelta
di guisa in quel di Tolosa , che non riuscisse a ripul
lulare con sforzi maggiori , e tanto più venefici, quan
to più si era continuata a mantenervisi occulta. Quindi
nel 1116 si venne nuovamente a notizia della esistenza
! della sella in quelle province, nel Concilio di Lombera
presso Alby , in occasione di un interrogatorio , a cui
furono sottoposti alcuni di quei scttarii , che erano co
nosciuti col nome di Buoni-uomini, stante i loro infingi
menti di probità e di costumi semplici : e per tal fat
to altresì fu disvelata la malizia dei medesimi. Goceli-
xno Vescovo di Lodevè , a cui erano noli gli artifiziosi
modi di essi , gt' interrogò all' uopo ; ed eglino a mal
grado che procurassero schermirsi con risposte equivo
che in alcuni punti, ed in altri con impudenti menzogne,
non pertanto con una ostinazione stomachevolissima e con
termini solenni manifestarono nella miglior parte i loro

ve gli odierni Frammassoni dovettero imparare da quei loro antichi


padri d' Alby. una simile musica discorde. E non sono , che mai
sempre le inique ripetizioni delle stesse empie buffonerie !
(1) Vit. Ila. Bernard- auctur. Alano, cap.2?
1ÌC7. r , num. 72, ibid. foU
— 49 —
errori , confutati da Ponzio Arcivescovo di Narbona, da
Arnaldo Vescovo di Nimes , dagli Abati che furono in
quel Concilio, e specialmente da Gocelino, a cui il Ve
scovo di Alby, Geroldo, che v'era presente ed Ordina
rio del luogo , aveva delegati i suoi poteri (1). In se
guito vedremo l' immensa cospirazione che spaventò tut
ta la Cristianità , allorché quei nuovi Manichei, favoreg
giati da Ruggiero Conte di Alby , col nome di Albigc-
si dappoi si rendettero formidabili.

CAPO IV.

/ Neomanichei in Inghilterra— Loro ingrandimento


per le diverse province deli Italia.

Avverso al predominio dei rozzi costumi presso i po


poli dell' Occidente nei secoli X e XI , era surta nel
XII , come principio di reazione, una tendenza alle spe
culazioni dello spirito ; la quale non sempre tenendosi nella
linea della ortodossia , trasmodò per molti in tante sva
riate aberrazioni della umana ragione. E non altrimen
ti per quell'epoca videsi quanto sempre mai si avvera,
ognor che non curate le sacre Tradizioni e disconosciuta
1' autorità della Chiesa, lo spirito umano pretende seguire
solo i proprii lumi nella ricerca della verità, che non
v' e errore tanto assurdo, il quale non avidamente si ab
bracci. Ma il Manicheismo redivivo sembrò di guisa pre
dominare tutte le altre molteplici e svariate eresie di al
lora , che esse più o meno furono informate dal mede
simo principio , per arcani impulsi ricevendone ogni lo
ro moto e vigore. Dopo l' Oriente , la Francia e le pro-
' vince circonvicine furono prese di mira dall' esecrabile
setta, affme di svolgervi i suoi rei principii, e di là quin
di trarre i fili di sua propaganda.
Nel 1160 , dalla Guascogna passarono trenta di quei
settari i in Inghilterra, dov'erano nominati PvbUcani o
(1) Ad. Concil. Lumi, (om, X Concilior, Labbèe.— Rogcrii How-
dea Annal. Angtet*
Tom. I. *
— ;jo —
Pnplicani. Guglielmo di Neudbridge narrò come in dello
auuo , nel Concilio di Oxford , furono disaminati : ed
egualmente , a malgrado i loro arlifiziosi modi , onde
tentarono nascondere nella miglior parte i loro errori, si
venne in aperto del grandissimo orrore che avevano per
la dottrina i riti e le pratiche della Chiesa Cattolica (1).
Intanto l'Italia era, dopo la Francia, quella regione ,
che per allora e poi videsi ,t piucchè ogni altra, attac
cata dall'insidioso proselitismo dei nuovi Manichei. Nella
Vita di S. Caldino Cardinale ed Arcivescovo di Milano,
narrandosi come Egli avesse restaurata la disciplina eccle
siastica in quella sua Chiesa ed in tutte le altre soggette
alla sua giurisdizione Metropolitana , manomessa per lo
scisma dei tre Antipapi, Vittore V, Pasquale III e Callisto
III, nonché per le brutali violenze dell' Imperadore Fe
derico Barbarosm ; v' è aggiunto che non l' ultimo dei
disordini , ai quali il Santo dovette porre ogni studio a
togliere di mezzo , fu l' audacia dei Catari , i quali in
quel tramestìo di cose, non pure eransi stanziati in Milano,
ma altresì che con somma improntitudine non si perita
vano di fare pubblica professione dei proprii errori, traendo
gl' inaccorti alla loro settaria consorteria. E però Egli
riuscì, mercè la operosità del suo zelo pastorale e la pre
dicazione della Divina parola, a rimettere i traviali del suo
gregge su la buona via ; anzi può dirsi che finisse sua
vita apostolica , come un valoroso soldato su la breccia.
Divero, occorrendo la seconda Feria di Pasqua , a dì 18
Aprile del l 116 . il Santo Arcivescovo assistendo ai Divini
Misteri che il suo Canonico Cimiliarca celebrava nella
Chiesa di S. Tecla in della cittù, prima che si giungesse
all' Evangelo , montato nel Pulpito , predicò al suo po
polo , esorlandolo a fuggire da quei settarii e loro com
plici, in uno oppugnandone gli errori : e quella conciono
fu il principio della sua agonia , in fine della Messa sul
Pulpito medesimo avendo terminata la sua vita (2). Per

(t) Guill. Nendbr. Begn. Anglor. lib.ll, eap. IS.—Conoil. Oxonir


- 31 -
quel tempo dunque sembra che i seguaci del nuovo Mani
cheismo pigliassero il nome di Catari, verosimilmente
dal greco K^aspou? (puro), al paro che nel secolo XVII nel-
l' Inghilterra, i rigidi Calvinisti per una certa ostentazione
vollero addimandarsi Puritani. Se pure non piacesse trarne
a etimologia , come è di avviso il Bollandi-
en , dal modo onde i Cattolici di Germania e
del Belgio forse li dissero, dileggiandoli, Caters, (gat
ti lemuri ) , per le notturne loro orgie ; avvertendo
che insino ai suoi tempi iteli' Alemagna e nelle Fiandre,
gli eretici non diversamente denominavansi che Ketters,
in quel senso , ovvero Queticren , nell' altro di ciarla
tano (1). Di più eglino ebbero altri nomi , indicanti i
luoghi d' Italia , ove avevano per lo più le proprie sta
zioni , come di Albanesi, Concorrezesi o Concorresi, Ba-
glanesi, Gazari, e più comunemente quello di Patarini.
Ed il ch. Muratori pubblicò un documento dell'anno 1192,
nel quale il sito dei loro scttarii convegni, in Contado di
Modena , v' era detto Molendina Patarinorum, forse per
chè edifizii dei pubblici Jlolini di quella città (2). Nella Vi
ta di S. Pietro Parenzio, che fu trucidato da quei selta-
rii in Orvieto nel 1199, si ha come essi fossersi propa
gati grandemente, in quel secolo, per l'alta e media Italia.
Il Canonico di quella Cattedrale , che non oltre a cin
que mesi dopo , ne dettò la biografia e la storia di quel
martirio, rimontando ad epoca anteriore, espone la ori
gine ed i progressi della setta in quella città. Adunque
per il lodato biografo è narrato come il Vescovo Ric
cardo , venuto a regere quella Chiesa , trovò che sin
dal tempo di Rustico , suo predecessore (3) , un Er
manno da Parma primamente , e poi un Diolisalvi da
Firenze ed un Gerardo Marsanense eransi stanziati in Or
vieto , procurando di acquistare proseliti al Neomani
cheismo ; e che il secondo di essi sotto mentito abito

(1) lliìd. not. N.


(2) Antiq. hai. Mid. Mvx , tom. V, Dissert. £&.
(3) Presso l'Uglielli si ha che Rustico vivesse sino al 1166, oche
— 52 —
di penitente c d' ipocriti modi, insinuava massime assai
più detestevoli. Riuscito quel Prelato a bandirli di là ,
non però il mal seme ebbe cessato di germogliare, ché
due donnicciuolc , Milita da Monte-Mento e Giuditta da
Firenze , affettanti un esteriore religioso e devoto , di
guisa seppero occultare i proprii intendimenti , da ot
tenere fiducia presso il Clero e le Matrone della città ;
e di più il medesimo Vescovo consentì che venissero
associate ad una Confraternita di quel suo Clero ; quasi
tutti avendole in opinione di grandissima probità. Or con
queste foggie di pietà simulata , l' una di esse aggiun
gendovi inoltre una grande sollecitudine per la rifazionc
di quella Chiesa Cattedrale ; di leggieri riuscirono ad in
sinuarsi negli animi, menando alla seduzione molti di quei
cittadini , uomini e donne. Ma fivvedutosi il Vescovo del
le arti nequitose di quelle settarie , le quali pe' modi
latenti tanto più riuscivano pericolose al suo gregge ;
mercè la cooperazione dei suoi Canonici , non che
dei Maggiorenti e delle Magistrature di quella città ,
pose ogni studio affine di fiaccare la rea consorteria.
E sarebbe giunto al pieno intendimento , se poi non
avesse dovuto assentarsi dalla sua Sede , chiamato in
Roma dal Pontefice Innocenzo III. Giacché pel tempo
che Egli non fu in Orvieto , vennevi da Viterbo un
tale Pietro Lombardo , il quale rannodando i fili sperpe
rati della setta , trasse alle sue conventicole molti dei
nobili e dei popolani ; opperò i settarii aumentati Del
l' ardire , come nel numero , non più si contennero
dall' annunziarsi pubblicamente per tali , ed all' aperto
propalarvi i proprii errori. Che anzi giunse la loro au
dacia fino a minacciare i Cattolici , avendo in proponi
mento, se tornava loro di sopraffarli a furia di violenze,
di privarli dei beni e della vita , o almanco mandarli
via di là ; nella idea di formare in Orvieto , come
il quartiere generale ed il baluardo del Neomanichei
smo, all' uopo chiamandovi tutti gli adepti, i quali trova-
vansi sparsi per lo altre parti del mondo. Da ciò de
rivarono i ricorsi
- 53
Pontefice , onde ottenessero un Governatore che fosse
capace di reprimere la oltranza dei setfarii , omai in
tollerabili. Quindi in Febbraro 1199, quel Papa v'in
viò di Roma, S. Pietro Parenzio, il quale ad un gran
dissimo amore per la Religione univa spirito energico e
somma avvedutezza. E però non lardarono quei della
setta ad accorgersi che col Messo Pontificio non era
a passarla sì di leggieri ; e ricorsero alle arti abbo-
minevoli , che dappoi sono divenute il patrimonio della
Frammassoneria, le sedizioni popolari ed il tradimento.
Divoro sul principiare della Quaresima di detto anno,
concitarono fortissime turbolenze nel popolo, che il Santo
durò assai travagli a sedare, gittandosi nel mezzo dei
combattenti, affine di comprimere quelle ire cittadine ,
già prorompenti a fatti micidiali. Adunque sconcertati
per la mala riuscita di quel tranello , eglino si rivol
sero ad altri modi , non meno perfidi che insidiosi.
E procuratasi la intelligenza di un familiare di Lui, nella
notte del dì 20 Maggio seguente , alcuni di essi si cac
ciarono nel Palazzo del Governo ; e trattolo , mercè in
sìdie e violenze , fuori di Orvieto , con esecrabile as-
. sassinio lo finirono nelle campagne di quel contorno (l).
Non punto dissimili, ed egualmente fondati, per al
lora e poi, erano i timori dei Cattolici nelle altre cillà
d' Italia. E divero compariva che per lungo tempo in
nanzi la rea consorteria, nelle tenebre dei suoi arcani
convegni , avesse di guisa rannodate le sue fila , che
omai essa presentavasi in forma di una società compatta
e formidabile. I rigori , ai quali erasi dovuto ricorre
re in Orvieto, per la repressione di quei settarii, dimo
strano come eglino già cospirassero non meno a danno
del Cattolicismo , che del civile consorzio. E però tro
viamo che dopo il martirio di S. Pietro Parenzio, quei
cittadini, nel 1200, elessero a loro Podestà, che così per
allora dicevasi la suprema Magistratura municipale nelle
città d' Italia, il medesimo Vescovo Riccardo ; dandogli
— 54 —
per collega col (itolo di Capitano , Gualfredo Vescovo
di Chiusi, il quale non meno di Lui, aveva mostrato zelo
ed energia nel fiaccare la setta nella propria Diocesi (1).
Di più si hanno memorie che ad un tempo in Viterbo,
non meno che in Orvieto , i settarii tentarono ogni
mezzo, affine di prevalere. Ed il Pontefice Innocenzo III
con apposita sua lettera, nel Marzo dell'anno medesimo,
mettevane in su gli avvisi quel Clero, i Magistrati ed i
cittadini ; e deplorando in essa, che a malgrado le cure
dei suoi Predecessori , la velenosa pianta tanto aveva
messa barba, che dai settarii si procurava, non più in
maniera subdola ed occulta, trarre alla seduzione i roz
zi e gli incauti non pure , ma altresì quei che osten-
davano accorgimento , annunziava le severe disposizioni
che , col consiglio degli Arcivescovi e Vescovi i quali
Irovavansi per allora nella sua Corte , avvisava dover
ci adoperare contro di essi e loro fautori (2). Ma sem
bra che queste misure di repressione della setta riu
scissero inefficaci , stante i forti appoggi che aveva
in quella città pel numero e per la potenza dei suoi
adepti ; giungendo taluni di loro fino a farsi eleggere
alle Magistrature municipali verso l' anno 1206. Udita
tale tracotanza , il provvido Pontefice , che in quel
fatto vedeva un duplice oltraggio alla sua Dignità di Ca
po" della Chiesa Cattolica e di Sovrano temporale , alte
querele mosse in altra lettera a quei cittadini (3). Ed in
uno scrisse a quel Vescovo , Raniero , non che al Ve
scovo Matteo, succeduto a Riccardo nella Sede di Or
vieto ; esortando l' uno allo adempimento fedele dei
suoi doveri, ed alla vigilanza e tutela del suo gregge con
tro le insidie dei settarii ; ed ordinando al secondo di
coadiuvare il primo in quelle cure pastorali : ambedue
poi esortando di condursi a Viterbo , procurare la
. espulsione dei Patarini, ed indurre quel popolo a spo^

(1) Istoria di Chiusi,, di Mess. Jacopo Gori , Ber. Italie. Sonpl.


Suppl. tom. I.
(2) Baliue Epist. Inn. Pp. Ili, lib. 11, num. 1.
(3) Lib. Vili, num. 8S.
— 35 —
destare i designati, tra essi, alle Magistrature. E con
chiudeva con la minaccia , in caso di ulteriore dissob-
bedienza , di essere risoluto ordinare alle città' e ca
stella delio Stato Pontificio , limitrofe a quei di Viterbo,
di prendere le armi , onde porli a più giusti consi
gli (1). Comunque non si fosse venuto a questo punto,
nondimeno i settarii non ristavano dal levare il capo ,
procurando con nuovi soprusi conculcare l'ordine pub
blico, e sopraffacendo i Cattolici di quella città ; a nulla
riuscendo le opere del Vescovo e del Clero , sempre-
più animati dal Papa ad avversarne le insidie (2). Però
il magnanimo Pontefice , nel 1201 , credette apporvi
rimedio col condursi di persona in Viterbo. E men
tre v'era accolto con dimostrazioni di venerazione , quan
ti sentivansi rei tantosto svignarono. Il Santo Padre ,
convocato a consiglio il Vescovo col Clero, ordinò una *
investigazione contro i fautori gli aderenti i protet
tori e quanti altri quivi dessero ricetto ai settarii ; e
presa sicurtà da quei Magistrati, fece atterrare fino alle
fondamenta i ridotti della nequitosa consorteria , che
noi oggidì diremmo Loggie; oltre ad. altri provvedi
menti opportuni, affine di preservare i fedeli dal con
tagio della setta (3). Inoltre per le memorie d' al
lora si ha come ad un tempo il medesimo Sovrano
Pontefice aveva dovuto prendere misure di rigore, on
de opporsi all' opera di proselitismo , con cui quei
settarii si erano propagati in Rimini ed in Faenza (4).
Similmente la setta in Ferrara non mancava di seguaci,
che forse rendevansi baldanzosi pel numero e per ade
renze ; giacché nel 1210 quel Vescovo dovette chiedere
aiuto all' Imperadore Ottone IV contro la nequitosa con
sorteria, ottenendo con apposito Diploma, che i Patavi
ni, Gazavi, o con qualsiasi altro nome eglino veniva
no indicati, fossero messi al bando dell'Impero. E ne-

(1) Lib. Vili, num.iOS.


(2) Lib. IX, num. 2S8.
(3) Gasi. Inn.Pp. Ili, Ber. Italie.Script. Marator. tom. Ili, part. I.
{*) Lib. VII, num. 37; lib. XI, num. 18, 19 , 204.
— 56 —
gli antichi Statuii della città medesima leggesi come
quei Magistrati si obbligavano procurare con ogni loro
possa, Ili tenerli lungi da Ferrara e suoi contorni (1).
Essendo venuti di Toscana e di Lombardia i primi
autori del proselitismo settario nelle città dello Stato
della Chiesa , disvelasi che quelle provinco fossero per
allora come i focolari , ondo l' incendio divampava per
gli altri luoghi d' Italia. E si è veduto che fin dal se
colo precedente, la setta aveva fermata sua stanza in Mi
lano. Quindi il Sovrano Pontefice Lucio III, l'anno 1184,
nel Congresso che ebbe in Verona , con l' Imperadoro
Federico I Barbarossa , nel quale v'intervennero i Car
dinali e moltissimi altri Prelati , in modi solenni fulmi
nò l'anatema contro la rea consorleria (2). Nò quella città
andava esente dal contagio settario ; giacchè poco più di
venli anni dopo, in tempo che vi sortì i natali S. Pie
tro Martire, la miglior parte dei suoi congiunti era ad
detta al Neomanicheismo (3). E per quel tempo nemmanco
Parma sentivano difetto (4), e Piacenza non trovavasi in mi
gliori condizioni. Che anzi in quest' ultima città di guisa
si erano inorgogliti i settarii, c vi prevalevano, che erano
riusciti a suscitarvi turbolenze, per le quali quel Vescovo
ed il suo Clero dovettero salvarsi con la fuga ; però n'ebbe
minaccia da Innocenzo III di rimanere privata del Seggio
Episcopale (5). Ma sopratutte, Milano sembrava che fosse il
principale centro e la sede di ogni loro azione. Il lodato
Pontefice, nell'Ottobre dell'anno 1213, rimproverò i Consoli
e popolani di delta città, che s' erano fatti speciali difen-
- . ,\ '.v ;; " ri
(1) Antiq. Italie. Morator. tom. V , Dissert. citat.
(2) De communi Consilio Fratrum nostrorum, nec non aliorum Pa~
triarcharum, Archiepiscoporum... qui de diversis mundi partibuscon-
venerunt , pruesentis decreti generali sanctione... quocumque nomine
censentur... auetoritate Apostolica condemnamus, in primis Catharos,
Patarios, ele. Act. Conciliar. Labbec, tom. X.
(3) Omnes fere consanguineos haereticos habuit ele. Gherardi de
Frauchet Vit. fratr. in Act. Sanctor. Aprii, tom. Ili , die 29.— Il
Santo nacque verso l'anno 1205.
(1) Act. Sanctor. Maii, tom. V, die 21, in Vit. S.Petr. Parent.
(S) Baliuc Iìpist. Inn. Pp. Ili, lib. IX, num. 166, 169.
— 51 —
sori dei settarii , che però ogni appoggio incontrando
nel loro patrocinio , spudorati banditori rendevansi non
pure dei proprii errori , ma altresì erano sicuri di avere
comodamente i mezzi per accogliervi quanti della con
sorteria nequitosa , banditi da altri luoghi , vi chiedeva
no ricovero. E soggiunge che la propensione dei Milane
si per la setta era giunta a tale , che tenevasi per loro
ih conto d' interesse religioso , ogni principio in disac
cordo col Cattolicismo (1).
Per quei tempi dunque e poi, la Lombardia mostravasi
più di ogni altro luogo dell'Italia, infetto del Neomanicheismo
e sue propagini ; e tra corifei della sella vi si mostrava
un cotale Nazario, non pure come più provetto di età, ma
altresì perché asserivasi discepolo di due principali pa
stori della congrega di Bulgaria, dai quali aveva rice
vute le sue istruzioni. E da ciò sempre più rendesi ma
nifesto come i Catari in It.alia , al paro della migliore
parte di tutte le altre settarie consorterie di quella età,
riconoscevano in quella di Bulgaria, non che la origine,
ogni autorità e dottrina abbomincvole (2).
In riguardo poi alla Toscana , fu già narrato come il
Vescovo di Chiusi si travagliasse a divellere la velenosa
piànta da quella città. Or è da aggiungere che quasi ad
un tempo i cittadini di Prato cacciarono i Patarini dal
(1) Pro religione suseipitur, quid-quid discordare a Fide Cattolica
demonstratur, etc. lib. XV, num. 188.
'(2) Fratr. Raynerii Summa cantra Cathar. — Il Thill, nel (omo / •
del suo Codex apocryphus novi Testamenti, pubblicato a Lipsia l'an
no 1832, dette la versione latina di uno Pseudoevangelo col titolo Li-
ber Sancii loannis , e dice di averne anche rinvenuto l'originale gre
co MS. nella Biblioteca di S. Marco in Venezia ; aggiungendo che
sul dorso del codice MS. v'era segnato, senza dubbio per mano Cat
tolica, Hoc estsecrelum haereticorum de Concoresio portaium de Bul
garia a Nazario episcopo. E se pongasi mente agli errori ed alle be
stemmie di cui da cima a fondo , viene intessuto cotale sacrilego
scritto ; esse sono in perfetta corrispondenza con gli errori e le be
stemmie, le quali il detto Nazario insegnava ai suoi adepti , come
imparate, circa sessant'arini prima, dal vescovo e figlio maggiore di
Bulgaria ( Fratr. Raynerii Oper. citat. ). E però rendesi verosimile
là congettura che quest' empio libercolo primamente fosse compilato
celle ree congreghe del Neomanicheismo di Bulgaria , e delle altre
province Orientali ; e che dappoi venisse voltato in Iatino , per un
dei Catari e degli altri conseiturit dell'Occidente.
Tom. I. 8
. — 58 —
loro contado , ordinando che chiunque fosse in sospetto di
appartenere alla congrega settaria o di aderirvi, non pun
to potess' essere annoverato tra quei delle Magistrature
della città (1). Similmente in Firenze, nel 1201, si procurò
adottare gli stessi provvedimenti, i scttarii avendovi non
pochi aderenti , i quali con la simulata loro forma di
probi costumi, diffondevansi di là nelle vicine province (2).
Omai la esistenza di cotesta setta anticristiana era
sì patente , che nella Storia di Matteo Paris , all' an
no 1223 , v'è nn frammento di lettera del Cardinale Ve
scovo di Porto , il quale accennava , come ad un fatto
universalmente conosciuto, che gli adepti della medesi
ma nell'Italia, non meno che quei di Oltremonte e di
Oltremare , avevano un capo supremo ai confini della
Bulgaria, della Croazia, della Dalmazia e dell' Unghe~
ria ; al quale facevano ricorso, e ne veneravano l'au
torità (3). Ed il medesimo Matteo Paris soggiunge che
quel caposetta nominavasi Bartolomeo, e che era giun
to a tanta potenza , da trarre alla seduzione in quelle
province, moltissimi, e tra essi anche alcuni di quei Ve
scovi. L'ordine dei tempi, affine di serbare la ragione cro
nologica degli avvenimenti, obbliga ad interrompere la es
posizione delle vicende della nequitosa congrega in Italia;
essendo d' uopo accennare a quelle di Oltremonti, in cui
per allora avvennero fatti più strepitosi , e fu d' uopo
ricorrere a mezzi assai più efficaci , per fiaccare la ol
tranza settaria.

(1) Baitue Bpiit. fan. Pp. Ili, Lib. V, num. S.


(2) Lib. IX, num. 7, S04.
(3) Papam iuum appellant , habitantem in finibiti Bulgarorum ,
Croatiae et Dalmatiae, juxta Ungarorùm nationem. Ad eum confluunt..
ut ad eorum consulta retpondeat : Matth. Paris Bitt. major. Anglor.
in Btnrie. 1U.
— 59 —

CAPO V.
DalV Italia i Neomanichei si propagano nella Svizze
ra e negli Stati occidentali e meridionali delVAle-
magna — Ad un tempo si mostrano altresì nelle di
verse province della Spagna — Aumentano di pro
seliti e di oltranza nelle diverse province della Fran
cia — Crociata contro dei medesimi.

Un fatto che pe' monumenti di quell'epoca rendesi in


contestabile , è l'opera del Neomanicheismo, il quale in
uno che ognor aumentava ncll' odio contro la Chiesa
Cattolica, disvelava altresì l'avversione sua contro ogni
autorità sociale , e contro quanto v' era di elevato nel
civile consorzio. Le vicende stesse di Arnaldo da Brescia
e suoi seguaci mostrano ad una mente acuta, come egli
no non potessero riuscire in quell' efimero disorganamen
to sociale , che fu in Roma nel secolo precedente, sen
za valido appoggio in una congrega assai più triste ,
la quale per vie arcane ne dominava gli andamenti. E
quel novatore avendo trovato , per qualche tempo , un
sicuro ricovero nelle province che formano la Confede
razione. Elvetica, dà fondato motivo a sospettare , non
forse anche tra quelle Alpi la rea pianta insin d' allora
avesse messe sue propagini. Per altro è certo che in
tempo, di cui discorriamo, nelle Valli comprese tra Zu
rigo, Turgovia ed il territorio di Toggenburg , la setta
vedevasi propagata per opera di alcuni Milanesi, i quali
profughi di loro patria , avevano cercato rifugio di là
dalle Alpi (1). Quindi di leggieri essa riuscì a diffondersi
nelle contermine province dell'Alemagna occidentale e me
ridionale , dove il veleno non peranche v'era penetrato.
L' Alsazia, la Svevia e la Baviera, più o meno, erano in
festate dai proseliti della nequitosa consorteria ; non man
cando alcune tracce di essa, ad un tempo, pure in Magon-
za (2). Ed al paro dell'Alemagna, nemmanco la Spagna,
(1) Hurter Storia di Papa Innocenzo III, lib. XIII.
(2) Baluze Epiit. Inn. Pp. Ili, lib. Yl , uhm. 41.
questa regione mai sempre ed eminentemente Cattolica ,
andò esente dal contagio; ché i settarii vi s'introdusse
ro per le province meridionali della Francia. Il Re d'Ara
gona , Alfonso II, con suo editto procurò bandirli dai
suoi Stali ; ed il successore di lui , Pietro II , appena
venuto al Trono , in una Assemblea dei Maggiorenti del
Reame , tenuta in Girona , dovette rinfrescare quelle di
sposizioni , sanzionandole con ulteriori rigorose misu
re (I). Un valente avversario , tra tutti che in quelle
regioni incontrò la setta , fu il Re Ferdinando il Santo
di Castiglia ; tanto, più che essa aveva formato nella cit
tà di Leon il suo baluardo per quelle province , come
per Y Italia era Milano, e Tolosa per la Francia (2).
Ma per allora la Linguadoca potevasi dire la provin
cia , Ira tutte quelle di Oltremonti e di Oltremare, più
travagliata ; mostrando di quali disordini sapessero ren
dersi capaci i settarii, quando potevano giungere a pre
valere , avvicendando le loro opere tra le insidie e le
violenze. Il Ponteflce Alessandro III aveva procurato re
primerne l'audacia , fin dal secolo innanzi , avvedutosi
che eglino già tendevano a rendersi predominanti nella
Francia meridionale. E però subodorando le tristi con
seguenze che ne sarebbero derivate , se non a tempo
(1) Petri de Marca Marca Eispanica, in Appendic. Monumentar,
num. CCCCXXXVll.
(2) Luca Tudense , il quale viveva in tempo del Pontefice Gregorio
IX, narrò di un Arnaldo , appartenente alla setta , che venuto dalle
province meridionali, in (spagna, vi morj poi di triste fine nella
città di Leon; e come quello adoperasse ogni arte al sovvertimento di
quelle popolazioni Cattoliche , vendendo loro , ed anche donando, di
versi opuscoli di alcuni Santi Padri, da lui trasculli, mutilandoli ed
adulterandoli. E da ciò quel Prelato avvertiva di non punto fidarsi di
codici di formato recente , delle opere di S. Agostino , di S. Girola
mo, di S. Isidoro e di S- Bernardo, che per allora circolavano perle
province Spagnuole, come quelli che erano guasti per gli errori mes
sivi dal detto Arnaldo. Ad un tempo il. medesimo viene descrivendo
ci le tristi arti di quei settarii , onde impiantarsi nella Spagna, che
erano non punto dissimili da quelle che per essi si adoperavano nelle
altre regioni; e le ultime non erano quelle, d' infingersi zelanti Cat
tolici, alfine di meglio riuscire alla seduzione dei meno accorti, non
che quella di mettere in discredito il Clero , onde renderlo segno
all' odio delle moltitudini ignoranti e sedotte : Lue. Tudens. Advers.
Albiyent. cnor. lib. Ili, cup. 1 , 17, Bibliolh. Patr. tom. XXV.
procuravnsi mettcre argine alla loro protervia ,• in ter
mini forti ed energici , con apposito decreto, li sfolgo
rava nel Concilio Lateranese IH (1). Non è che, fuori
la Francia meridionale, non vi fossero altri del Neomani
cheismo ; chè altresì nel nord di quel Regno vedevansi
seltarii di simile risma. E per questi tempi, Ugone Ve
scovo di Auxerrc , con la sua nobile fermezza ed il suo
zelo illuminato , ottenne che nel Puy molti di essi abiu
rassero i loro errori, in uno che i più protervi Ira essi
cercarono un ricovero nelle province meridionali e nel
l'Italia. Eglino , nel 1184 o a quel torno , vi si erano
assembrati in congrega col titolo della berretta bian
ca , e senza reo intendimento. Ma dappoi tralignarono,
adottando le massime dei Patarini , e spacciando di vo
lere ridurre il mondo allo stato di eguaglianza, com'era
al principio della creazione , si rivolsero a combatte
re ogni autorità ecclesiastica e civile. E lungi dall' oc
cultare cotali tendenze , ne facevano ostendazione fmo
nel vestire usando tutti un mantello della stessa fog
gia, col cappuccio a ciondoli di piombo, affme di dimo
strare la perfetta eguaglianza , a cui aspiravano : però
venivano distinti col nome di Cappucciati e Coterelli
( Coteraux ). Al conseguimento poi di quelle loro idee,
al paro che si è veduto posteriormente nelle rivoluzioni
di data assai più recente , dettero principio col mano-

(1) Quia in Guasconia , Albigatio ( cor. Albigesio ) , et parti-


bus Tolosanis Haereticorum , quos alti Cathciros , olii Patrinos
( cor. Patarinos ) . . . . alii aliis nominibus vocant , invaluit dam-
nosa perversilas , ut jam non in occulto , sicul aliqui , nequiliam
suam exercent , sed suum errorem publice manifestent , eie. Concil.
Lateranens. Ili, cap. 27. Negli Atti di questo Concilio venendo egli
no disegnati con i nomi di Brabanzioni , Aragonesi , Naoarrìi , Ba
seoli , Triaverdini , ecc. dimostra come non la sola provincia di To
losa fosse agitata pei medesimi ; e che insin d' allora avessero lo
ro congreghe altresì al di là dei Pirenei. E per quanto vi è soggiun
to, disvelasi di più l'indole sanguinaria e sacrilega della setta ; es<
sendovi detto come ovunque essi s' impromellevano una inpunità, la-
sciuvano profonde tracce di devastazioni e di ferocie : Tantum in Cliri-
etianos immanitatem exercent, ut nec Ecclesiis, nec Monasteriis de-
ferant , non viduis , non pupillis , non senibus et pueris , nec cuili-
Oet parcant aeluti aut sexui ; sed more Puganorum omnia perdoni
et vastent. Ibid.
— 62 —
mettere le proprietà, e eol saccheggiare i doviziosi ; di
guisa che rendutisi oggetti di terrore, più di un Signo
re di quella provincia credette non meglio poterne scam
pare , che arrollandosi alla proterva consorteria (1). Ad
un tempo, quel Prelato dovette opporsi agli sforzi di al
tri della setta in quella parte della Contea di Nevers ,
appartenente alla sua Diocesi di Auxerre. Giacché un cer
to Tenrico , il quale abitava solitario entro una spelonca
presso Corbigny , seppe dare alla setta molti proseliti ;
uè mancò più di uno, anche nel Clero, di mostrare pro
pensione per essa , in uno che molti agiati di fortuna
nella città di Charitè adottandone le massime, procura
rono eludere la vigilanza pastorale di quel Prelato, non che
quella dell'Arcivescovo diSens, che n'era il Metropolitano.
Ed a malgrado gli sforzi collegati di entrambi, avvalora
li dalle vigili cure di Papa Innocenzo III, non potè ve
nirsi a capo di togliere di là ogni consorteria settaria;
rhe anzi quanti vi avevano fatta mostra di rinunziarvi ,
dappoiché Ugone ebbe cessato di vivere , c,on maggiore
calore si dettero a disseminarne gli errori (2).
Ma i conati della setta in quei luoghi , come altresì
in Nevers ed in Troyes , potevano dirsi fatti isolati e
di poco momento , stante lo scarso numero degli adepti
all' irreligiosa consorteria ; in comparazione di quanto
per allora avveniva nelle province ch' erano verso i Pir
renei ed il Mediterraneo (3). Il Contado di Tolosa , la
Guascogna ed il Perigord erano sempre il campo, in cui
essa teneva alta la testa. Dapprima i suoi adepti non

(1) Hurter Storta di Papa Innocenzo III, lib. citat.


(2) Biluze Epist. Inn. Po. Ili, lib. Il, num. 95 , 99 ; lib. V,
num. SS ; lib. VI num. 959 ; Kb. X. «num 130.
(3) Guill. de Pad. Laurent. Cap. 37— I fatti ri scardanti le vicenda
della setta nella Lingaadoca e province confinanti, furono specialmente
esposte da due Cronisti sincroni , Pietro de Yaulx-Cernay , Monaco
Cisterciense , e Guglielmo de Pays-Laurens , Cappellano del Conte
Raimondo VII di Tolosa. ( Du-Cange , Bitt. Frane. Script, tom. V.
appeadic. 1 )- La raccolta delle lettere del PonteBce Innocenzo III
uitresl presentano preziose memorie ali* uopo. Tra i moderni poi V è
I Hnrtcr. nella Vita di quel Pontefice, ed il Lacordairc , nella Vita
di S. Domenica , che meglio di ogni altro ne hanno dettata oppor
tunamente la Storia.
— 63 —
furono nella miglior parte, che artisti, tessitori, operai,
gente di bassa lega, adescati da dottrine , le quali lu
singavano la loro cupidigia. Ma non durò lungamente che
altresì la bassa Nobiltà di quelle regioni si vide aderen
te alla setta. Già si è osservato a quale miserevole con
dizione la Religione fosse ridotta, in tempo di S. Bernar
do , nella Linguadoca e nelle province confinanti, per la
rea consorteria. Non è meraviglia dunque che dappoi, essa
rinvigorita di potenti ausiliarii , continuasse con sacrile
ga oltranza nelle scelerate sue opere di proselitismo. Ne
il Concilio di Lombers nel 1116, e nemmanco un Car
dinale, che di unita ad Enrico Abate di Chiaravalle, Papa
Alessandro IH inviò in Alby, riuscirono a menomare i dan
ni, dai quali il Cattolicismo era minacciato nelle province
summentovate ; quei Messi Pontificii non raccogliendo che
scherni in una città sì fedele alla setta (1). Essa alimen
tava di adepti un dì più che l' altro , ogni mezzo ado
perando a consolidarsi e ad estendersi ; ed i suoi pro
seliti non ristavano dallo spiegare vieppiù l' odio loro
contro la Chiesa con tale un fanatismo , che disvelava
come eglino erano allacciati indissolubilmente alla con
sorteria settaria : dovessi andar carpone sino alla se
poltura , voglio essere seppellito con loro, dette in ri
sposta al Vescovo di Alby un suo congiunto, da lui esor
tato a rimettersi nella buona via (2). Che anzi gli sfor
zi medesimi , che il lodato Pontefice ed il successore di
Lui , Lucio HI , fecero di concerto con i Vescovi e con
i Principi di quelle contrade, riuscirono inefficaci ; non
dando che parziali vantaggi e transitorii , mentre che i
settarii consolidavansi nelle forme interne di loro con
greghe , e nell' esterno svolgevano l' opera di proseliti
smo. E la loro audacia ognor raddoppiavasi per la si
curezza che incontravano presso diversi di quei Conti e
Baroni , alcuni proteggendoli, ed altri non volendo dis
gustarsi con congiunti ed amici, e talvolta compagni di
loro gioventù. Tra quei signori, quasi indipendenti, pri-
(1) Roger. Howeden Annal.Anglor. —Ari. deverif. lei dat., XI, 583.
(2) Hist. Epise. Altiriodoretu.— Magn.Chronic. Belgio, ann. 1'ÌOO.
I
— 64 —
meggiava il Conte di Tolosa , Raimondo VI : e gli Stati
di lui sembravano averne preso possesso i settarii , che
da ora diremo Albigesi , sì comunemente essendo cono
sciuti. Egli aveva passato disavventuratamente gli anni
più verdi in loro compagnia, e quando successe al pa
dre, la setta trovò in lui un appoggio valevolissimo ; egli
mostrando di averne tanto a cuore la diffusione , che
giunse a proporre guiderdoni ad ogni Gentiluomo che vi
si aggregasse. Di più costumava di tenere sempre pres
so di se uno di loro , affine di terminare sua vita in
seno alla rea consorteria , se d'improvviso veniva col
pito da morte : e corse voce , essersi proposto di affi
darle la educazione del proprio figlio. Non mancano altre
memorie contestanti come a sì tristi sentimenti andava di
concerto in lui la turpitudine dei costumi: ma non piut
tosto voglionsi tenere in conto di dicerie inventate, onde
aggravargli l'odio sul capo. Nonpertanto rendesi indubita
to che pel favore da lui accordato ai settarii, Tolosa era
divenuta la sede principale della setta Albigese. Oltrechè
la rea consorteria aveva incontrati altri protettori nei Vis
conti di Bcziers e di Bearn , e nei Conti di Cominges,
di Foix e di Armagnach. A cotali appoggi materiali uni
va la setta elementi di dissoluzione religiosa , con cui
riuscì ad una quasi compiuta propagazione. Divoro l' in
dole di quei popoli , inchinevole al bene egualmente che
al male, come loro potevasi dare la spinta ; la propen
sione dei Grandi alla voluttà, e la loro cupidigia d' insi
gnorirsi dei beni della Chiesa ; non che il disprezzo pel
Clero , nel quale non tutti , in quelle province , distin-
guevansi per irreprensibili costumi ; vi produssero lacri
mevoli guasti nell' ordine religioso. Ed a questi elementi
di tristizie aggiungevasi il fatto , che il nucleo settario
vedovasi impiantato nel bel mezzo di quei paesi ; giac
chè come lasciò memoria Matteo Paris, un cotale di CarT
cassona, in nome ed a vece del caposetta residente nella
Bulgaria, al quale aveva professato dipendenza, stanzian
do nei contorni di Tolosa , tra le altre ribalderie che
v' esercitava, a tuli' uomo erasi messo a rannodare i (ili
-fiS-
dclla sctta , costituendo per quei luoghi preposti col
titolo di vescovi , e congreghe settàrie col nome di Chie
se (1).
Or mercè tutti i suindicati elementi irreligiosi , non
poteva a lungo durare , che non Si venisse all' opera di
devastazione e di s'acrilegii. Scorrendo per quelle provin
ce meridionali della Francia , dapertutto s' incontravano
Chiese profanate , Altari rovesciati , Croci bruciate. Ac-
' ceso nelle masse Y odio contro il Catolicismo, le sue leg
gi, le sue pratiche, le sue istituzioni; e formatele ad un
vero Paganesimo sotto la maschera Cristiana, non dove
vano ristare 3a quelle spinte, che dava loro la setta con le
sue tendenze di distruggere quanto fosse caduto sotto la
rabbia feroce di esse , sciolte ad ogni appetito di sacri
legii e di empietà. Con questa dissoluzione dei vincoli
religiosi andava di conserto l' opera di menomare anche
ogni ordine sociale ; e però non versavano quelle scia
gurate province , per un tal riguardo , in minori deplo
rabili condizioni. Divero, orde di assassini vi scorrazza
vano, ed ovunque incontravansi lande deserte , case ab
battute ovvero ridotte a covili di bestie, villaggi incen
diati, monumenti della ferocia settaria, e nei quali riflet
teva la immagine delle mura crollanti delle Chiese e dei
Chiostri messi a fuoco ed a fiamme.
Per tante vituperevoli oltranze , il Capo della Chiesa
Cattolica non poteva , nè doveva rimanerne indifferente.
Quindi il Pontefice Innocenzo III scriveva all' uopo, no
tificando agli Arcivescovi e Vescovi di quelle province ,
come era venuto a sua conoscenza la immensa seduzio-

(1) De Carcassona oriundui, vices tlitui.... (di quello di Bulgaria)


gerens ... funestarn ei exkibendo reverentiam , sedem et locum con
cessa in villa quae Parlot appellatur , et seipsum tramtulit in par
te* Thulosanas ... Ipse etiam,inter alias enormilates, creat Episcopo*
et Ecclesias perfide ordinare contenditi Hist. maj. Anglor. in Henrie.
III. L'Hurter Della Vita dì Papa Innocenzo III, Uh. XIII, su la te
stimonianza del Capefigue (IV, 104) dice che per allora, Giberto de
Castres presedeva alla setta in quel di Tolosa , e Benedetto di Ther-
mes in quel di Carcassona. Potrébb' essere che questi due fossero stati
innanzi all'altro caposetta, mentovato di sopra, ovvero che dappoi gif
siano succeduti.
Tom. I. 9
— 66 —
A*, avvenuta nel mezzo delle loro greggi . per la triste
opera dei sellarii ; e però inviava due suoi Legati, in
giungendo di prestar loro ogni assistenza, onde potessero
rimenare i traviati sul retto sentiero, o almeno preservare
la parte sana di quegli abitanti , mettendola al coverto
dalle insidie della setta (1). Forse l' esortazioni del Papa
furono, che destarono le sollecitudini di quei Prelati su
le rovine della Religione nelle loro Diocesi. E trovasi che
J' Arcivescovo di Narbona , per quel tempo , procurò in
tavolare pubbliche conferenze con i settarii, nelle quali
se non erasi ottenuto l' intento di persuaderli , almanco
si era riuscito a chiudere loro la bocca. Intanto, nel 1204,
ai due Messi Pontificii succedevano altri col medesimo uf
fizio , Pietro di Castelnau e Rodolfo, Monaci Cisterciensi.
Il primo di essi era stato Arcidiacono di Maguelona ,
e Papa Innocenzo l' aveva impiegato in affari di grande
interesse ; dappoi professò vita religiosa nella Badia
di Fontfroide , in epoca che i Chiostri di quell' Ordine
rifulgevano per dottrina ed annegazione, sembrando tut-
t' ora aggirarvisi l'ombra di S. Bernardo (2). Ed i nuo
vi Legati Apostolici giunti in Tolosa , si dettero a pro
curare la conversione dei settarii ; e riusci loro d' in
durre quei Magistrati municipali e gli altri Maggiorenti
di quella città , ad un solenne attestato di sommissione
alla Chiesa , in uno con la promessa di cacciarne quanti
della nequitosa consorteria rimanevano ostinati. Nondi
meno stante l' esempio delle vicine città, quella promes
sa appena riuscì, che si venisse a capo di abolirne le con
venticole notturne (3). A quei Legati , poco dopo , il
lodato Pontefice dette per collega , Arnoldo Abate di

(1) Baluze Epist. Inn. Pp. IH, Uh. 1, num. 84.


(2) Manriquez Armai. Cisterciens. lom.IIl, ami. 1204, num. 1. —
Aet. Sanctor. Mart- tom. 1, die 8.
(3) Nella lettera che, l'anno 1178, Enrico Abaie di Chiaravalle scris-
ee quando trovavasi in Tolosa, Legato di Papa Alessandro III, v'ò
rome per allora , a cotali notturni convegni , presedeva uno di que
gli abitanti , Pietro de Moran , di età provetta ed idiota, il quale in
dette adunanze nequitose, andava indumento quodam ad instar tunieat
dalmatiiat vestititi: Baron. Annal. ann. 1178, §• XXX1.
— 61 —
Cistercio : ma non tardò molto che eglino si avvidero
della difficoltà di quella loro missione, di continuo tro
vandosi esposti alle derisioni dei settarii. E quasi era*
no risoluti di ritornare ai loro Chiostri, se in tempo non
fosse accorso lo zelo di quel magnanimo Pontefice, che
con sue esortazioni li venne rincorando a continuare in
quel ministero (1). Or quando sembrava omai tornasse
perduta ogni loro l'aliga, poco o niun frutto ritraendo dalle
loro esortazioni e correzioni; nel 1206 inaspettatamente
si avvennero in due valevolissimi cooperatori. Questi fui-
rono il pio Vescovo di Osma, Diego de Azevedo , ed il
Sottopriore della Canonica di quella Cattedrale, Domeni
co di Gusman, i quali di ritorno di Roma, avviavansi per
la via dei Pirenei, nella Spagna. E però i Legati Pon
tificii, in Montpellier, si posero d' accordo con i medesimi,
per riguardo ai modi, onde togliere qualsiasi prelesto ai
traviati, che poteva derivare negli animi loro dalle sini
stre prevenzioni contro il Clero Cattolico. Quindi si di
ressero per quei luoghi , dove la setta contava un mag
gior numero di seguaci , affine d' impiegare il loro zelo
nel combatterne gli errori, mercè conferenze con essi, e
la predicazione della dottrina Cattolica. E se non riusci
rono che a scarsissime conversioni , almanco tutelarono
dalle insidie dei medesimi, quei che erano rimasti nella
sommissione della Chiesa (2).
Tra tutti i lodati operai apostolici , Pietro di Castel-
nau era, che di singolare guisa veniva preso di mira dai
nemici della Fede. Per salvarlo dunque dalle loro trame,'
gli altri suoi socii gli dettero consiglio di ritornare a
Montpellier, come in luogo di sicurezza ; quel Conte es
sendo l' unico dei Signori , in quelle contrade , che
procurava a tutt' uomo di tener lungi dai suoi Stati , i
settarii o almanco fiaccarne l' audacia (3). Dimorando
dunque nella mentovata città, egli aveva messa ogni cu
ra per indurre il Conte di Tolosa ad adottare provvedi
li) Baluze Epist. Inn. Pp. Ili, lib. Ili, num. 185 , S10 , Ut.
(2) Act. Sanctor. August. tom.1 , die 4.
13) Hurter Vita di Pupa Innoeenxo III, lib. cilat.
_ 68 —
menti energici contro quelle empie consorterie ; ma ve
dendosi deluso nella sua espettativa , nel 1201, lo sot
topose all' anatema , mettendone su gli avvisi il Pa-
pa (1). - • .
Ad un tempo che il Legato Pontificio veniva alle mi
sure di rigore contro I' ignavo Principe , il Vescovo di
Osma e S. Domenico alacremente erano nel loro aposto
lato per le città e terre di quelle province ; riuscendo
con i loro modi dimessi ed umili , a conciliarsi gli ani
mi di molti tra nemici della Chiesa. In Montreal tenne
ro pubblica conferenza con i capi della setta, chc durò
per quattordici giorni ; e le condizioni del Cattolicismo
v'erano sì prostrate, che dovè affidarsene la decisione a
quattro laici, due Gentiluomini e due Borghesi. Or es
sendosi avuta l'avvedutezza di apporre in carta le ri
sposte e le controrisposte della disputa, questi non sep
pero dissimulare la loro propensione alla setta ; e col
pretesto di meglio ponderare quegli atti della confe
renza , trassero lo scritto di mano ai due operai Cat
tolici , e lo consegnarono ai loro favoriti. E per un tal
fatto, le cose non prendendo un avviamento miglio
re , si ottenne almeno che tra quei cittadini , cento
cinquanta abbandonarono la rea consorteria , ritornan
do alla Religione dei loro padri (2). In tempo l' Aba
ie di Cistercio menava a quella Missione poco meno di
altri trenta del suo Ordine, tra Abati e Monaci ; i qua
li associatisi agli altri, continuarono quell'apostolato per
le città, borghi, castella e villaggi. E se non molto potettero
progredire nel ravvedimento dei traviati, riuscirono non
pertanto a consolidare nella Fede, quello scarso numero di
credenti, che insin' allora s'erano mantenuti avverso allo
spirito di seduzione. Nella città di Pamiers, eglino ven
nero ad una conferenza pubblica con i settarii di quel
luogo , dinnanzi al Conte di Foix ; ed ivi convenne an
che una volta avere a giudice un tale Arnaldo da Campra-
nan , Ecclesiastico di niuno spirito della propria voca-
(1) Baluzc Epist. firn Pp.lll, lib.X, 69.—Pietr. Vallis-Ccrn. cap.3.
(2) Guilicl. de Pud. Laurent, oap. 3. — Pelli Vallis-Ccrn. cup. 3.
— 69 —
zionc , fautore occulto della rea consorteria , e che noi
diremmo ora , formato alla Passagliana. Nondimeno la
sua coscienza non seppe resistere alla luce della verità ;
c non pure decise contro le pretese dei setlarii, ma al
tresì riconciliandosi con la Chiesa, l' esempio di lui tras
se molti di quei cittadini al ravvedimento. Ma non andò
guari tempo che per la morte del Vescovo di Osma e
del Monaco Rodolfo , il quale era uno dei Legati Pon
tificii , nella miglior parte gli altri Religiosi , omai sfi
duciati in quel penoso ministero , si rifecero nella via
dei loro Chiostri. Però S. Domenico, rimasto quasi solo,
non punto perdette d'animo , che non potesse altrimen
ti continuare in queh" opera. Quindi rannodando altri pii
Ecclesiastici d'intorno a se, riuscì alla conversione di
diversi settarii di quelle province : e gittò la fondamen
ta di un Ordine , per tanti titoli benemerito del Catto-
Jicismo , avendo tra le altre glorie di cui va fulgidis
simo , quella di avere imporporate le sue candide lane,
del sangue di più di uno dei suoi figli , che con zelo
impugnarono la esecrabile setta (1).
Intanto il patrocinio del Conte di Tolosa ognor mostra-
vasi quello , onde vigoreggiavano i settarii. Non più si
curezza v'era pe' Cattolici nelle terre di lui, in uno che
ogni favore si riserbava ai nemici della Chiesa. Egli ave
va cacciali dalle loro Sedi , i Vescovi di Carpentras e
di Vaison : ed allorché quello di Oranges venne richie
dendolo , rispellasse i sacri Luoghi, ed almanco nei gior-

(1) Ad. Sanctor. August. tom.1 , die 4.—Tra documenti dei trava
gli apostolici di S. Domenico in quelle province , V hanno due di
plomi di lui, nella qualità, come vi s'intitola, di Canonico di
Osma e Delegato dell' Abate di Cistercio. Con I' uno di essi, dichia
rò da se riconciliato alla Chiesa , nei modi di pubblica^ penitenza ,
Ponzio Royer. già appartenuto alla nequitosa consorteria; e con l'altro,
concederà a Raimondo-Guglielmo di Altariva Pelagnrina di Tolosa ,
di albergare in sua casa Guglielmo Ugoccione , il quale altra volta
'aveva vestito il costume settario * senzachè per una cotale ospitalità
potesse derivargli disdecoro alcuno. D'onde vedesi , s) per le misure
rigorose di penitenze pubbliche a cui sottopose il primo, si per le cau
tele adoperate a favore del secondo , come per quell'epoca presso i
Cattolici avevansi in orrore la setta ed i settarii : Quetif ed lickard
Script. Ordin. Praed. tom, 1 , fot, 8, 9,\in not.
— io
ni Testivi ristasse dai mali con cui opprimeva la provincia
di Arles, rispose con oltranza sacrilega , prendendo la ma
no (hi Prelato, non volerne sapere in conto veruno di fe
ste , nè intendere far grazia a persone ed a cose di Chiesa.
Non però la fermezza e le energiche misure di Pietro di
Casfelnau erano venute a capo di ridurlo a segno, che do
mandò l' assoluzione delle censure. Ma che egli si facesse
a simulare ravvedimento , la sua posteriore condotta dette
ragionevole motivo a presupporlo, stante la sua poco buona
fede, per cui la setta lungi dai venire divelta dagli Stati di
lui, nemmanco fu impedita nel suo proselitismo. L' ignavo
Principe venne a conferenza con i Legati Pontificii a Saint-
Gylles ; ed adoperando maniere , talora subdole e ta
lora minaccevoli , tentò affralire l'animo del B. Pietro ,
perchè mostrasse connivenza ai suoi rei propositi, e pro
scioglierlo dalle censure. La nobile fermezza del mede
simo non punto consentì lasciare a mezzo le cose ; é
riuscì vano ogni sforzo dell'Abbate di Cistereio, non che
dei Magistrati e di altri tra quei cittadini , affine d'in
durre l'accecato Principe a più sani consigli. Però te
mendo non trascorresse ad opere disperate , fecero scor
tare quel Legato Pontificio , fino al Rodano , da una
mano di armati. Era il mattino dei 15 Gennaio 1209,
quando il B. Pietro , celebrata la Messa , era sul vali
care quel fiume , che videsi aggredito da due incogni
ti , i .quali nella notte innanzi avevano presa stanza con
lui nel medesimo albergo ; ed uno di loro, Io colpì di
lancia nelle coste. Caduto dunque a terra mortalmen
te ferito , le ultime sue parole furono quelle di perdo
no all' uccisore, di conforto ai suoi compagni di Missio
ne, e di preghiere a Dio. Non una sola volta erasi udito
dire , non poter progredire in quelle province la causa
della Religione , se non uno dei suoi confessori avesse
data la vita per essa ; desiderando cadere pel primo sot
to i colpi dei persecutori (ÌV^"À'r**^'%ì

(1) Baluze Epi$t. Inn. Pp. tll , lib. XI, num. 25. — Pelti Tal
li» Cero. cap.e4.—Aet. Sancior. Man. tom. I, die S.
Non molto vi voleva a menare un qualche sospetto di
quell' assassinio sul Conte , e sembravano darne appog
gio le relazioni di lui con I' uccisore ; trattandosi di un
suo Vassallo , che dopo il fatto aveva procurato rico
verarsi presso i suoi congiunti ed amici , a Beaucai-
re. Il Martirio dunque del 6. Pietro di Castelnau menò
la spinta ad una guerra di Religione , a cui di già v' era
una disposizione rimota. La quale , per quegli che pre
tendono considerare le persone e le cose con le idee
come vanno di presente, è un oggetto di riprovazione.
Ma per quei tempi , in cui la Cristiana Cavalleria ripu
tava attentato esecrabile qualsiasi ingiuria alle persone
ed alle cose di Chiesa , quella guerra fu tenuta conio
un' opera pia e santa ; e vi si accorse, al paro che ac-
correvasi alle Crociate contro gl' Infedeli, nell' Oriente e
nella Spagna. E non forse , anche testé, fu veduto co
me in Europa , a malgrado il tarlo dell' indifferentismo
religioso che rode ogni ordine sociale, si innalzasse gri
do di orrore a favore dell' infelice Polonia , contristata
per le violenze alla sua Religione , l' esilio dei suoi Ve
scovi , il massacro dei suoi Preti , lo spoglio e la ra
pina della Chiesa, la tortura delle coscienze. Veruno poi -
ha meno diritto, di rimproverare il fine di quella guer
ra, che la odierna demagogia, la quale tenera infingen
dosi di certe ipocrite grida di dolore, ostendava inten
dimento d' infrangere catene che non v' erano , e di to
gliere via un dispotismo fantastico , in uno che venno
ad impiantarvi dei dispotismi il più empio e feroce.
Tolga Dio che io venissi approvando certe atrocità , a
cai non una volta si abbandonarono quei Crociati , che
dettero alla Guerra degli Albigesi un tetro colore, e che
deturparono una lotta santissima nel suo principio , ed
impresa per motivi i più, puri: niuno Storico potrebbe
omai cancellarle. Ma se meno equivoca fosse stata la
condotta del Conte di Tolosa e degli altri Signori, che più.
o meno per allora mostraronsi fautori della rea consor
teria , e se in essi e nei settarii si fosse veduta minore
albagia ; l' entusiasmo delle Milizie Cattoliche , il quale
— T2 —
urlava nella proterva resistenza dei settarii , non avreb
be degenerato tal' ora in lacrimevoli eccedenze. Però se
detestevoli sempre saranno le carneficine di Beziers (1) ,
il saccheggio di Carcassona, i sanguinosi fatti di Lavaur ;
è a considerare che lo spirito marziale dei Cavalieri Cri
stiani di allora , talvolta altresì in mezzo a loro disordini
personali , mal sapevasi rattenere contro chi venivano ac
cusati di aver dato il sacco alle Chiese , profanate le cose
sacre , condotti i cavalli a pascersi su gli Altari, guasta
te le sante Immagini, tribulati in varie guise gli Ecclesia
stici , violata la parola di onore già data. Come avviene in
ogni lotta di principii , il torto è da entrambe le parti
e se i vincitori hanno talvolta miglior agio di far pruovi
di crudeltà, i vinti non lasciano passare occasione di far
ne riscossa. Quindi i Sacerdoti erano trucidati dai setta
rii non meno , che l' erano i Perfetti di questi dalle Mi
lizie Crociate ; che anzi gli stessi Soldati Cattolici spesso
trovavansi esposti alle distrette d' incontrare la morte o
l' apostasia. Non una sola volta intere guarnigioni di quel
le Milizie Crociate trucidavansi tra i bestiali clamori di
una bordaglia settaria, ed al suono di esecrate bestemmie:
quei che cadevano prigionieri, avevano recise orecchie, na
so e labbra dagli adepti alla scelerata società. Ed il
Conte di Oranges , messo dell' Imperadorc Federico II,
nel 1218, al governo delle province occupate dai settarii,
in Avignone fu da essi decorticato vivo e poi fatto in
brani (2). E se la mente cerca ritrarsi, innorridita a tali
avvenimenti, sentimento di giustizia esige che io mi guar
di dal denigrare gli uni più che gli altri ; ché ovunque
scoppiano lotte, nelle quali ciascuno si slancia col cuo
re colmo di odio contro il suo avversario , mai sempre
(1) Qualunque fossero state quelle atrocità e quelle scene di san
gue , meritamente l' Hurter argomenta , dal silenzio degli scrittori
sincroni , non essere che calunnia , e fondata solo a voce corsa per
fama, dagli Storici recenti poi tradotta come un fatto incontestabile ,
che a quelle crudeltà desse spinta I' Abate di Cistercio, Legato Pon
tificio , rispondendo a chi tra Crociati richiedevalo del come si potes
sero disceniere, nella espugnazione di quella citta, i Cattolici dai set
tarii, avesse detto : ammaziateli tutti , Dio conosce i suoi.
fi) Hurter, Vii. <J' Innoc. Ili, Kb. XIV.
l' uomo va a tramodare , e diviene un barbaro sitibondo
di sangue. Ed oltreché solo sotto questo punto di vista
debbono considerarsi quei falli , v'è di più che se i Le
gati Pontificii ed i Capi della Lega Cattolica , tratti tal
ora da uno zelo poco sensato , non una volta involsero
in un fascio, uomini ed errori ; di cotali eccedenze in
debitamente ne va accagionato il Sovrano Pontefice Inno
cenzo IH. Il quale in quella Crociata si argomentò mai
sempre salvare gli uomini, distruggendo gli errori ; ma
chc malamente secondato nelle sue generose intenzioni ,
dovette cedere alla forza delle cose, e gli sforzi che fe
ce onde arrestarne le conseguenze , onorano la sua me
moria (1).
Sempre poi memorabile sarà nella Storia la battaglia
di Muret, in Settembre 12l3, nella quale Simone Conte
di ÌUontfort, con appena ottocento cavalli o poco più ed
uno scarsissimo numero di fanti, sbaragliò un' armata dì
quarantamila fanti e duemila cavalieri, restandovi estinto il
Re di Aragona, che oscurò la fama di Principe Cristiano
con una alleanza impura , trascinato dall' amore ai Principi
suoi congiunti, fautori della setta, a tutelare gl'interessi di
questa rea consorteria, che tre anni innanzi egli stesso aveva
sfolgorata rigorosissimamente nei suoi Stati (2). Divero
quella vittoria, che sempre è stata riconosciuta come una
manifestazione dell' assistenza di Dio alla sua Chiesa, non
essendosi potuta ottenere che per un evidente prodigio,
delle ri colpo fatale alla setta , di guisa che non più
potò alzare la testa in quelle province meridionali del
la Francia. Ed a poco a poco di guisa andò sgominan
dosi nelle sue file , da non pur desistere dall' ulterior
mente combattere il Cattolicismo nella luce del giorno ,
ma altresì rendendo poco più ostensibile per quei luoghi
la sua esistenza.
Non però essa ebbe cessato dalle nequitose sue opere
(1) Hurter Oper. citat. Uh. Xlll , XIV, XV, XVII, XIX, XX. —
I.acordaire Vita di S. Domenico , cap. 6.—Questi due egregii scrit
tori del nostro secolo hanno sufficientemente giustificata la condotta
del gran fontefice.
) Hurter lib. XVII.
Tom. l. «
— 14 —
negli occulti convegni ; ed ognor che le tornasse possibile,
procurò disfogare il suo odio contro le persone c le cose di
Chiesa. E l' Ordine dei Predicatori era singolarmente il
bersaglio dei suoi colpi. Divero grandissime vessazioni quei
Frati ebbero a soffrire in Tolosa , in Narbona ed in di
versi altri luoghi di quelle province ; e nel 1235, ven
nero espulsi dalla prima di dette città. Di più nel Mag
gio 1242 , in Vignonet contado di Tolosa , quei setta-
rii con a capo il Baglivo , ossia il Magistrato che reg
geva quel luogo a nome del Conte Raimondo VII, e nel
lo stesso Palazzo di lui , trucidarono Guglielmo Arnauld
da Montpellier e Bernardo da Roche-fort, Sacerdoti, e Gar-
zia d' Aure Converso di quell' Ordine , Stefano da Nar
bona e Raimondo Carbone dei Frati Minori, il Priore del
Monastero Benedettino di quel luogo , Raimondo Cano
nico di Tolosa , i Cherici Bernardo Fourtunier ed Ade
maro , e Pietro Arnauld Notaio dell' Inquisizione. I qua-
perché uccisi in odio della Religione Cattolica ,
venerati col culto di Beati Martiri (1).

CAPO VI.

Avanzi del Neomanicheismo nella Francia meridiona


le—Neomanichei nella Bosnia—Oltranza dei setta-
rii d' Italia in Brescia , Milano , Siracusa , Roma
e Napoli — Stedings in Germania— Un Gonfalonieri
ed un Porro assassini di S. Pietro Martire— Condi
zioni in cui per allora versavano i seltarii nell' I-
talia e nella Spagna—Dolcino e suoi seguaci.

La rovina del Neomanicheismo nella Linguadoca e nelle


province circostanti, indusse molli di quei seltarii a chie
dere uno scampo in Perigueux , dove quel Conte , nul
la curante delle sciagure toccate a quello di Tolosa ed ai
suoi alleati , dette loro aiuto e ricovero. Intanto era im
possibile che . per la vicinanza della Bulgaria , le confi

ti) À»t. Sanctor. Maii, tom. fi, di» ti.


— 15 —
nantì regioni andassero senza di quel veleno. Nella Bos
nia incontrava la setta, piucché tolleranza , appoggio in
quei Signori , feudatarii del Re d' Ungheria ; e meglio
che diecimila Bosniaci v'erano adepti. La Dalmazia al
tresì noveravane un buon numero, specialmente in Zara,
Trau ed in Spalatro ; ed in quest' ultima città quei set-
tarii giunsero fino a cacciarne l' Arcivescovo. Però Papa
Innocenzo III ricorse al Re d' Ungheria, affine di arre
starne i progressi (1).
Ma la Lombardia era sempre quella provincia, in cui
la rea sella trovava ricovero ed appoggio, sgominata co
me fu Oltremonti. II Pontefice Onorio III , successori»
d'Innocenzo, in una sua lettera altamente qucrelavasi che
Brescia sembrava divenuta una particolare stanza di quei
settarii (2). E mentre faceva la sua possa, onde libera
re quella città da cotale peste ; mercè le sue nebulose for
me , essa pigliava in Milano ognor più larghe dimen
sioni. E gli stessi settarii d' Oltremonti confessarono ,
poco dopo , che appositamente v' avevano inviato dana
ro , come a loro principale stazione (3). Non è meravi
glia dunque che entrambe le Potestà di conserto pro
cedessero a sfolgorarli. E l'Imperadore Federico II, al
quale veruno non saprà dare la taccia di troppo scru
polosa coscienza, con suo editto del 1220, e con misu
re rigorose, procurò fiaccarne l' ardimentoso proselitismo,
colpendo d'infamia, e dannando all'esilio tutti quei set
tarii dell' uno e dell'altro sesso , qualunque fosse il no
me e gli epiteti, di Catari, Patarmi, Lconisti, Spero-
nosti, ecc. che distinguevano le nequitose loro congreghe.
Intanto insin' allora, l'Italia cistiberina erasi veduta im
mune da cotale contagio, ed appena troviamo, per quel-
l' epoca, un fatto isolato, che nella Sicilia il Vescovo di
Siracusa procurò togliere di mezzo al suo gregge corti
(1) Baluzc Epiat. Inn. Pp. Ili , Uh. Ili, num. fi.—TlrtSftW Manu-
menta Slavoruin meridionalium Histariam illustramiu , ex Tabula-
riis Vaticani*, Ram. 1863, num. 10, 2O, 25, 35, 38.
(2) C*""** quoddam haereticorum domicilium eie. Uh. IX, rpist.HS.
f;l) Ubi dieersarum haeresum primatus agebatur. cte. Fragm Hut.
in Crflisii Gcrman. Ilittoricor. i((u«(r. tom. /.
— 16 —
settari» , i quali V erano conosciuti col nome di Neofi
ti (1). Nondimeno pochi anni dopo, vennesi a scoprire
che fino in Roma i Patarini avevano fermata loro stan
za, noverando adepti fino tra alcuni del Clero. Riccar
do da S. Germano , nella sua Cronaca , riferisce che
quanti vi si mostrarono incorreggibili , vennero danna
ti all' ultimo supplizio , rimessi gli altri in reclusione ,
nelle Badie di Monte-Cassino e di Cava. E soggiunge ,
che ad un tempo l' Imperadore Federico II inviò all' uo
po in Napoli, l'Arcivescovo di Reggio ed il suo Mare
sciallo Riccardo, onde inquircre contro i seltarii ; e che
molti di essi vi furono incarcerati (2). Da ciò dun
que derivò che quell' Augusto ed il Sovrano Pontefi
ce Gregorio IX , nel 1235 , dettero più severe dispo
sizioni, onde sfolgorare la setta; ingiungendo ognuno di
Essi, per la parte che lo riguardava, ai Prelati ed alle
Magistrature della Lombardia , di non porre tempo in
mezzo , onde sterminare l' empia congrega (3). Quin
di l'Arcivescovo di Milano, Guglielmo Ruzzoli, per quel
le disposizioni ed esortazioni del Papa, ogni sua opera
pose presso i Magistrati, per venirne a capo. E fino al
secolo decorso vedevasi in quella città un marmo con
la .effigie del Podestà Oltrado da Tresseno , l' anno
MCCXXAIII , e l' elogio di Fidai tutoris et ensis , ....
Catharos, ut debuit, uxit (4).
Per tanti dell' età nostra , avvezzi a giudicare i fatti
dei secoli decorsi con leggerezza e malignità , queste mi
sure di rigore si avranno in conto di eccedenze e di bar
barie. Ma per quell'epoca ben sapevasi calcolare di quan
ta disavventura potesse colpire un popolo la perdita della
Religione e della pubblica inorale. Milano era divenuta
il centro di azione di quei seltarii , ed eglino anche di
fuori vi traevano i mezzi di sussistenza. Dall'Alsazia, do-

• •(1) Pirro Nolit. Eccl. Siciliens. in Syraeusan.


(2) Richard, a S. Herman- Chronie- unn. '1231 , Ber. Hai. Script-
Murator. tom. VII.
(3) Raynald. Aunat. Eccl. ann. I2SI , § 15, li-
(4) Saxti Archiepisc. IfJediolan, Scrics, lom. 11, fui, 68ò, 6Si,
— TI —
ve non pure molti dei popolani , ma altresì una buona
porzione della nobiltà aveva dato nome alla setta , vi si
erano inviati sussidii (1). E T organamento stesso della
nequitosa congrega mostravasi tale , da minacciare ezian
dio l' ordine sociale nell' Italia, come già l' aveva mano
messo nelle province meridionali della Francia. Quei set-
tarii adoperando un mezzo onde conciliare il rigorismo
con la licenza , vedevansi come partiti in due classi ,
quella dei Buoni-Uomini o Perfetti, e l' altra dei Cre
denti che formava la moltitudine. E mentre gli nni af
fettarono le forme di un rigorismo eccedente, permette
vano agli altri di abbandonarsi ad ogni ribalderia. Da ciò
questi ultimi andavano sicuri di tutto, purché in morte
ricevessero la imposizione della mano da un Perfetto ;
non punto recandosi a coscienza le rapine e le estorsio
ni , che* dividevano con essi , e molto meno arrossendo
delle sozzure cui disfogavano con sfrenato libertinaggio (2).
Era dunque dell' interesse sociale, procedersi non altri
menti contro gente la quale si contaminava con esecra
bili brutalità, ladronecci e sacrilegii , che trattandola co
me orde di pubblici assassini.
Quando vedevasi che questi mostri di corruzione e di
barbarie avevano per obbielto dell' odio loro, tutto quello
che mantiene , riproduce o ricorda la Fede , e che ef
fetto delle loro imprese era la distruzione radicale di
tutto ciò che aveva forma di culto e di Religione ; tornava
impossibile agli uomini assennati, per quell epoca in cui
la Religione era T anima di ogni cosa, disconvenire che
per la esistenza di quei settarii sarebbe venuta la distruzio
ne di tutto. Di vero chi mai non avrebbe inorridito al
l' empio svolgimento che questi dettero alle scelerate ope
re di loro congreghe nel Nord della Germania, dove ven
nero conosciuti col nome di Scetings o Stedinys , mo-
strandovisi in tutta la laidezza dell' antico Gnosticismo ,
fino a dare nelle loro abbominevoli orgie , adorazione e
(t) Hurter Vit. di Papa Innocenzo III , Uh. XVII.
(2) Benoist Storia degli Albigcsi secondo tutti gli Storici contem
foranei.
fi^ 18 —
cullo al demonio . che vi appariva in forme, tal' ora di
uomo e tal' ora di bestia? Mercè le nequitose loro arti
erano riusciti a trarre in quei loro covi infernali molti,
specialmente tra villici di quelle province, quando Papa
Gregorio IX, avvisatone dai Vescovi di Brema, Lubecca
v. Misden, nel 1233 scrisse apposite lettere all' Arcive
scovo di Magonza, al Vescovo d' Hildesheim e ad altri
Prelati c Signori d' Alemagna , per fiaccare la oltranza
della rea consorteria : la quale non però ristette, chè fe
ce cadere estinto in Mcrsburg , vittima del suo zelo, il
Delegato Pontificio , Corrado , Confessore di S. Elisabet
ta d' Ungheria (1).
Or tra tutti gli Ordini ecclesiastici, quello dei Pre
dicatori distinguendosi per lo zelo apostolico di tanti
suoi ligli , era impossibile che non esperimentasse le
ire dei settarii , e S. Pietro di Verona fu a divenirne
il quasi protomartire. Il ch. Muratori trasse dai monu
menti della Biblioteca Ambrosiana un transunto della sen
tenza, profferita a dì 23 Novembre 1293, contro Stefa
no Gonfalonieri, come reo d'essere da molti anni, Cre
dente , fautore , ricoveratore ed amico dei settarii di
Concorezo o Concoregio , villaggio in Contado Milane
se ; dacchè veniva convinto di divene enormità con
tro la Fede Cattolica , avendo prestato favore a quei
settarii , pubblicamente sostenendo gl' iniqui principii
della consorteria , e dando loro ricovero in sua casa ,
in cui eglino vi avevano aperta una scuola ; e che a
compimento di nefandigia, essendo stato uno dei cospi
ratori nella uccisione di quel Santo Religioso , fin dal
l' Aprile del 1252, per precedente sentenza del Pode
stà di Milano , aveva subito l' esilio da quella città (2).
Ma assai più accuratamente questo fatto venne , prima
del Muratori, mentovato da Tristano Calco nelle sue Sto
rie Milanesi, all'uopo accennando agli atti originali del
processo , nel quale trovansi per disteso le deposizioni dei

(1) Rnjn.ilJ. Annoi- eeel. finn, 1SSS, %. 41 it.


(2) Antiq. Italie- toni. V, Uisiert. LX.
— 19 —
rei medesimi (1). Però v' è detto come in Quaresima
del 1252, il Santo dimorando in Como, quei della ini
qua consorteria trattarono in Milano, di toglierlo di vi»
ta unitamente a Frate Raniero da Piacenza , dell' Ordi
ne medesimo , di cui in prosieguo avremo lungamen
te a parlare , e che per allora stanziava in Pavia ; che
' il mentovato Stefano Gonfalonieri , oriundo di Alliata ,
pochi giorni innanzi la Pasqua s' era conferito a Gius-
sano, castello messo poco di sbieco su la via di Milano
a Como, quivi invitando a secreta conferenza uno del luo
go a nome Manfredo Clirone ; che al vergere di una se
ra avutolo a taglio nel giardino , gli ebbe manifestato ,
richiedendolo di suo avviso , il proponimento dei Cre
denti di Slilano, di disfarsi di Frate Pietro da Verona,
come quello chc con la eloquenza ed efficacia dei suoi
discorsi sfolgoratili , e ne affraliva le opere di prose
litismo , di guisa da non renderli omai più sicuri ; che
il Clirone assentito alla rea proposta , venne menato dal
Gonfalonieri a Milano , onde concertarsi con Guidotto
Sacchelli , il quale indicò loro come aveva apprestato al
l' uopo venticinque libre di monete ; che dappoi rivolti
si a Giacomo da Clusa di Porta-Giove , da questi furo
no informati come altrettanto si era approntato da lui, già
risoluto di prendere la volta di Pavia , e finirvi Frate
Raniero ; che dopo cotali pratiche , il Gonfalonieri con
venutosi con Manfredo, del prezzo di quell' assassinio, en
trambi fecero ritorno a Giussano, raggiunti da Giacomo,
quivi depositando presso un tal Fazio, chiuse in un sacco a
sugello, quaranta libre di monete, oltre ad una pari som
ma pel conviaticò , da pagarle a Manfredi, a falto com
piuto ; che questi si rivolse a Pietro Balsano, per sopran
nome Chiarino , facendogli promessa di quella somma, e
di altro di più che ne dava speranza da parte di alcu
ni maggiorenti; che il Chiarino manifestatogli come da
solo , e senza altro socio , non aveva animo di eseguire
quanto gK si proponeva , chiamò per V oggetto un Alber

ti) Bài. Mtdiolan. lib, Xf.


tino Porro , soprannominato Migniffo , di Lenlate , villag
gio contiguo ; che Manfredi non accogliendo di buon
viso cotale scelta , avendo sofferto l'esilio per opera di
quel Migniffo , il Chiarino Y assicurò , non temesse di
sinistro caso, risoluto di non punto disvelare ne al Porro
nè a chicchesia, che Manfredi avesse a partire cosa veru
no in quella faccenda ; che questi avendovi consentito ,
e convenuto di quanto, avvisavano opportuno , dopo le
solennità della Pasqua , di unita al Gonfalonieri, presero
la volta di ,Como, raggiunti quindi dal Chiarino, il qua
le aveva appostato il Porro tra Giussano e Lentate , in
un sito che sembravagli adatto alla iniqua risoluzione per
la postura solinga e boscosa ; che trattenutisi eglino per
tre giorni in Como , il Chiarino mise ogni opera, fin nel
luogo dove stanziava il Santo , affine di conoscere il
giorno della sua partenza per Milano ; che Questi messosi
in via prima dell'aurora del Sabbato in Albis, 6 Aprile,
il Chiarino onde in più corto tempo lo raggiungesse, si
rivolse a Manfredi, chiedendolo del suo cavallo , ma al
diniego di lui, non forse potesse venire scoperto a tale
indizio, dovette a piedi inseguire S. Pietro ; che in fine
raggiuntolo nel luogo dove appostavasi il suo socio di de
litto , aggredito da entrambi , fu messo a morte. Nella
biografia del Santo Martire , dettata non molto dopo la
morte di Lui da Frate Tommaso da Lentini , v' è nar
rato come S. Pietro procurasse, quando era in Firenze,
che gli adepti alla nequitosa consorteria venissero espul
si di quella città , avendo istituita un' apposita Confra- !
ternita di pie persone , onde ognor che vi fosse d' uo
po , si opponessero con ogni loro opera ad impedirne
il ritorno. E di più, con lieve inversione, leggesi quel
trattato di assassinio ; e con Y aggiunta che l' albergato
re dei tre settarii in Como , fu un cotale Parisino Gre
co ; che il Chiarino dicesse a quei due suoi consorti ,
il Porro non averli raggiunti , trovandosi già condanna
to all' esilio , ma che in migliore maniera sarebbe riu
scito all' intendimento comune in Lentate , suo paese ,
messo dappresso a Barlasina , per cui S. Pietro doveva
— 81 —
transitare ; e che per quei tre giorni di loro dimora in
Como, il' detto Chiarirlo quotidianamente veniva al Con
vento dei Frati Predicatori , per assicurarsi del tem
po stabilito alla partenza del Santo (1).
In quali condizioni la vituperevole consorterìa versas
se per l' Italia , dopo il martirio di S. Pietro da Vero
na , potrebbesi argomentare dal documento soprammen-
tovato del Muratori, per cui è messo in aperto come nella
capitale della Lombardia e nei suoi contorni , uno Ste
fano Gonfalonieri, il quale era dei maggiorenti di quella
città, si facesse il principale sostegno dei settarii, anzi set
tario egli medesimo, dava loro ogni appoggio e ricetto,
sino a consentire che in sua casa vi fosse scuola di per
versione. Ma sopra ogni altro , incontestabile documen
to è l' altro processo , pubblicato per intero dal lodato
ch. Muratori , che venne fatto contro Ermanno Pongilu-
po. Questo sciagurato aveva saputo sì bellamente occul
tare le sue nequizie sotto le mentite divise di una vita
divota e penitente, che trasse in inganno buona parte
dei popolani di Ferrara , di guisa che venuto a morte
nel 1269, per quel volgo si ebbe in conto di un santo ;
e cotale falsa opinione durò lungamente. Or comunque
nel 1210 si fosse venuto in un qualche sospetto, nondi
meno solo fu al principio del secolo seguente, che si rese
manifesto come quell ipocrita fosse un protervo settario,
e socio di altri moltissimi della rea consorteria , i quali
ai suoi tempi dimoravano non pure in Ferrara , ma al
tresì in Bergamo , Vicenza , Rimini ed in altri luoghi
dell' alta e media Italia. Ed è notevole come quasi tut
te le deposizioni vennero fatte, in quel processo , da uo
mini e donne che l' ebbero conosciuto in vita , co
me adepti alla setta medesima , e che poi convertiti
si , erano ritornati alla Cattolica unità. Quindi per le
confessioni di costoro, si seppe che egli era stato ini
ziato agli esecrabili misteri della setta in Verona , da
un Alberto che n' era l' antistite ; nel 1261, trovando-

{ iltó. Sanctor. Aprii, tom. Ili, 4ts 29. ' .


Tom. I. »
lese in quella eitlà un buon dato dì adepti alla stes
sa ; e che. altri capi o antistiti , per allora e poi , no-
▼eravansi per quelle province , prevosti a diverse di co-
tali congreghe , come in Mantova un Giovanni da Casaol-
to circa Tanno 1258, il quale ad un tempo era capo
di quella in Bagnoli di Lombardia ; un Bonaventura Be-
lasmagra , successore verosimilmente di Alberto in quel
la di Verona circa l'anno 1268 ; un Lorenzo nell'altra
di Sermione , nel 1213; ed altri come principali mae
stri e propagatori nei diversi luoghi d' Italia , con varii
nomi di Figli maggiori, Figli minori , Visitatori, Nun-
zii , Questori. Fra essi , un Francesco da Piemonte, il
quale dicevasi in mezzo a loro, Grande e Signore (ma-
gnus et domihus ) ; un Michele , Figlio maggiore, ed
un Albertino da Ferrara, Figlio minore, Visitatore, e de
putato appositamente per i settarii della Lombardia. Ad
un tempo per le stesse deposizioni vennero in aperto i
riti, le riverenze e le prostrazioni, che nei convegni set
tarii facevano gli adepti ai loro corifei ; il secreto della
consorteria e l'atto di proscioglimento dagli obblighi, che
i Fedeli debbano alla Chiesa Cattolica ; non che i motti
e segni di convenzione , onde discernersi in mezzo ai
Profani (1).
Per tutte queste rivelazioni sì pose in aperto come , in
quella metà del secolo XIII , la setta era prostrata nel-
Y Italia , ed in una generale abominazione. Nè in mi
nore discredito essa trovavasi nelle province della Spa
gna. In un Concilio , tenuto a Tarragona nel 1242 ,
ìndicavasi ai Giudici ecclesiastici, come norma a discer-
Iterne gli adepti onde applicare loro le pene fulminate
dai Concilii /// e IV Lateranese , se eglino facessero
^professione di una eguaglianza e di una libertà disor
ganizzatrice , se propugnassero che non punto v' era ob
bligo di ubbidienza alle Autorità ecclesiastiche e civili ,
se disconoscessero nelle medesime il diritto di punire
qualsiasi colpa (2). Ciò non ostante, un cotale stato di
(1) Horator. Antiq. Italie. Ditteri citat.
(S) Qui dicunt , potitiatibut tccletiatticii vii tateularibut no» fila
prostrazione non impediva che quei settarii non faces
sero ad intervalli ogni loro possa , affine di rimettersi
in vigore , come prima , per oppugnare la Chiesa e la
società. E nel 1211 , eglino a colpi di pietre tolsero
di vita il B. Pietro De La-Cadireta , Priore del Conven
to dei Predicatori di Urgel in Catalogna. Questi trova-
vasi Inquisitore generale per gli Stati del Ue di Arago
na , che per allora cstendevansi per di quìi dei Pirenei,
anche nella Francia meridionale ; ed in quell' Uffizio non
poteva , pel suo zelo ed intrepidezza nella difesa dogli
interessi del Catolicismo , sfuggire all'odio della scele-
rata consorteria ; tra l' altro , dacchè aveva fulminata l'a
natema contro il Visconte di Castel-Boart e la figlia di
lui, la Contessa di Foix (1).
Questo fatto avvenuto , per quel tempo . all' estre
mo confine della Cattolica Spagna , non poteva dir
si isolato , c di lieve risultato negli intendimenti del
la setta ! Ma checché fosse di questo , gli avvenimen
ti che poi seguirono ncll' Italia , al cadere di quel se
colo medesimo e nei primi anni del seguente , ebbero
disvelala tutta la contaminazione, onde informavansi quel
le abominevoli congreghe. Gerardo Seccarcllo- e poi Dol
ano , messisi a capi di una orrenda trasformazione set
taria , fecero avvisato chiunque non avesse perduta ogni
idea, non che di religione , di pudore, dove potreb
bero giungere gli intendimenti della setta , ognor dia
riuscisse nel suo andazzo alla sbrigliata. Ed il secon
do di essi , gittatosi pe' monti del Novarese e del Ver
cellese , con una turba di uomini e donne rotte ad ogni
vizio , procurò innestare ai vecchi orrori del Manicheis-
o , detestabili immoralità ; abbandonandosi ad ogni ge-
re di lascivie, e vivendo a comune, a guisa di bestie(2).
obeiiiendum , et poenam carporalem non osse infligendam in aliquv
cani , et similia , ele.
(1) Marchese Diario Domenicano, tom. IV. — Act. S anetar. Ju-
lii, tom. ir, die 19 , in praelermiss. — Tutt' ora si osserva nel ea
))o del Beato Martire in Urge! , una larga fenditura , ricevuta nella
fronte , per cui fu infranto il cranio.
(2) Giovanni Villani Crome. Fiorcntin. lìb. Vili, cip. 8i. — Ber
nard. Guido». fi. Pp- Clemm. V. - Dani* Infun. Cant. XXXUl.
— 84 —
E Io scellerato settario , affine di riusciro alla seduzio
ni di quanti menò , uomini e donne, ai suoi traviamen
ti , vestiva abito grossolano di romita , mentendo rigi
da osservanza di morale (1) ; di tal guisa tornandogli
più facile le immoralità , le grassazioni e gli assassinii
per quelle valli. L' anonimo autore della Storia di quei
l'alti , pubblicata dal ch. Muratori, narra come ncll304,
quei settarii si fortificassero sopra uno di quei monti, in
numero di oltre a mille e quattrocento, tra uomini e don
ne , accorsivi da varie province (de diversis mundi par-
libus ) ; e che sotto la guida di Dolcino scorrazzava
no per quei contorni , mettendoli a desolazioni , incen-
dii , rapine e brutalità. E secondo un documento , rife
rito in nota dal ch. editore , non con altro nome eglino
venivano indicati , che con quello di Gazzari, verosimil
mente alterazione dell' altro di Catari , con cui in Italia
erano nominati i Neomanichei (2). Oltrechè pel medesi
mo anonimo autore, il quale scriveva dopo l' anno 1301,
si ha che per allora noveravansi omai quarantaquattro
anni , dacchè Dolcino aveva fatto il suo tirocinio nella
setta , in tempo che n' era rettore , Gerardo Scccarello
da Parma : e di più riferisce che Dolcino e sua consor
teria associavano ad esecrabili costumi , le massime ree
e sanguinarie, che poi all' epoca nostra han cotanto arriso
alla Frammassoneria , nella quale la tirannia coadiuvan
do le frodi del proselitismo , mette i suoi adepti nella
condizione che quando si sono arrollati, non più possono
impunemente pentirsene ; ad un tempo che ne arma il
braccio contro i Profani, ognor che possa tornarle con-
M3)- . ......
A quella Storia anonima dei fatti di Dolcino , il Mu-

(1) Emeric. Director. Inqitisìt. part. II, quaest. XII.


(2) Rer. Rai. Scriptor. tom. IX.
(3) lpse namque Uulcinus... dixit, credidit , docuit et pullice prae
dicavit multis nicibus , et praedicarì jussit ... quod ipse et sequaces
sui poterant , et eis lieitum erat , suspendere , decapitare, mutilare ,
interficere homincs ... neenvn incendere, deslruere, capere ... et hoc
sine peccato ; item derubare, carcerare, ci quaccumque mula inferri
Chriniunis.
I

ratorì vi aggiunse un Trattatello, compilato per quell'epo


ca da un tal Maestro G. da Bergamo contro gli errori
e le ree pratiche di quegli scelerati. Ed in esso v' è
detto come Dolcino scrivesse tre lettere encicliche, in*
diriggendole, non che ai suoi adepti, a tutta la Cristia
nità ; che in una di esse, dell'Agosto 1300 , il nequi
toso settario disfogava il suo livore contro il Clero , il
Monacato e le Autorità sociali. Di più che in altra, del
Dicembre 1303, designava quella sua consorteria col ti
tolo di Congregazione apostolica , di cui nominavasi
rettore, mentovando tra suoi primi discepoli, una Suora
Margherita che diceva a se carissima , un Longino da
Bergamo , un Federico da Novara , un Alberto da Ta
ranto , un Walderico da Brescia ed altri , ammontanti
più che a cento , dell' uno e dell' altro sesso ; a questi
aggiungendo più che un altro centinaio , tra uomini e
donne , sparsi per l' Italia , oltre a quella moltitudine di
Fratelli, con i quali era in corrispondenza , nelle altre
regioni, che computavansi ascendere a quattromila. Quin
di nel mentovato Opuscolo accennandosi ai traviamenti di
tutti cotesti settarii , v' è come eglino propugnavano in
conto di azioni lecite, le più orribili turpitudini.
A cotali estremi erano giunte le capestrerie di cotesto-
ro , che alla fine si dovette andare contro di essi con
le armi. E J' infame caposetta venne arso vivo, non tan-
Ip come eretico , quanto come propagatore di dottrine
esiziali non meno alla Religione , che allo Stato. Questo
fu l' ultimo svolgimento del Manicheismo , nel primo pe
riodo di sua trasformazione, canonizzando l' assassinio ed
il comunismo negli estremi termini di loro stomachevole
brutalità ! E non altrimenti , con lo svolgersi del secon
do periodo di sua trasformazione , la setta andò progre
dendo nell' abominevole contaminazione , a malgrado il
denso velo , onde ebbe procurato occultarne tal ora i
bestiali intendimenti.
- Sfi —

1 Neomanichei nel medio evo presentano tutti i carat


teri delV antico Gnosticismo , non che le massime
professate dai Manichei dei primi secoli—Scrittori
che oppugnarono la setta , Ermengardo , Ebcrardo,
Alano di Lille, Geroho di Ratenpuch, Buonaccorso,
Gregorio e Maestro G. —Frate Moneta da Cremona
e Frate Raniero da Piacenza Domenicani. .-. . «

Quando il Condorcet, il quale fu uno dei corifei della


Frammassoneria ufel secolo XVIII , non che arrossire
della turpe origine della medesima dai Manichei del me
dio evo, ne formava le più alte glorie di essa (1) ; do
veva essere ben conscio del fatto proprio , trattandosi di
nozioni storiche , che unicamente egli potette trarre da
monumenti ed archivii secreti della setta. Or comunque
preziosissime siano cotali confessioni , come quelle che
disvelano , in tutta la laidezza sua, la genia degli odier
ni Frammassoni ; non di meno a convincerne d' avvanzo,
sono sufficienti le memorie, che si hanno circa la natura,
gl'intendimenti, le forme ed i modi del Neomanicheismo di
quei secoli. Divero quei settarii nel medio evo, furono eie
che oggidì diremmo anarchici e rivoluzionarii , predica
tori della rovina di ogni Autorità civile e religiosa, del^.
1' abolizione del Matrimonio e della proprietà , insomma
del disfacelo di tutta la Società Europea. Allorohé vuolsi
considerare l'interna costituzione di quelle abominevoli
consorterie , e gli sforzi che facevano , affine di crollare
le foudamenta dell'ordine ecclesiastico e civile ; troviamo
tanti punti di somiglianza con la odierna Frammassone-,
ria e sette affini , e con i loro sforzi , tendenti ad ina
bissare in uno la Chiesa e la Società : in uno che es
se mostrano la identità con l' antico Manicheismo dei
tempi di S. Epifanio e di S. Agostino. In questo ed in

(1) KtquitH d'un tableau tee. Bj>- TI.


— Sì —
^Helle, non meno che nei Frammassoni odierni , tro
viamo lo stesso livore contro ogni Autorità, lo stesso odio
contro le istituzioni sociali , lo stesso abbominio contro la
Chiesa ed il Sacerdozio , gli stessi misteri , a cui esclu
sivamente vanno iniziati quei che già nei gradi inferiori
delle nequitose congreghe ebbero date pruove di se , gli
stessi giuramenti di osservare l' arcano della setta , la stes
sa partizione di consorterie dipendenti da capi speciali ,
per lo più ignorati dalla moltitudine dei socii , gli stessi
segni e l'ormole, onde conoscersi gli adepli tra loro. Ol
treché lo Gnosticismo ed il Manicheismo si presentano, più
o meno, in quelle sette del medio evo, al paro che nel
Panteistico Liberalismo d'ogeidì con le sue sozze e fanta-
stiche dottrine circa Dio, la felicità, la libertà, la virtù,
l' immortalità, l' ordine, la politica ed il dritto. Compa
randosi dunque i vetusti Manichei con gli Albigesi e le
altre sette affini del medio evo , e queste con la scuola
Volteriana e sue propagi ni dei nostri tempi , vi si ravvi
sano molti rincontri e molte somiglianze, sopratulto nel
la sfrenatezza dei sensi , non che nelle disorbitante di
un orgoglio, che disdegna sommettere l' intelletto alla ve
rità e la volontà al dovere. Egualmente che negli Gno
stici e Manichei antichi, ed in quelli del medio evo, nei
Frammassoni odierni, a malgrado le variazioni subile nel
le loro periodiche trasformazioni, non è possibile misco
noscere la impronta originaria della Gnosi Pagana, solto
un maggiore o minore involucro di un Cristianesimo sfi
gurato. Assai manifestamente un tal vero venne disvela
io da uno dei convertiti dal JVeomanicheismo , in tempo
di S. Bernardo, nella risposta che dette all'Arcivescovo
di Colonia. Giacché confessando , quanto la Chiesa cre
de ed opera , essi averlo in conto di falso e di vano ;
esprimeva in poche frasi tutto lo spirito e gl' intendimen
ti sellarii (1). Ed a questo è da aggiungere quella per
fetta conformità con l' organamento settario del Manichei
smo antico, partendosi eziandio le sette Neomanicheo

(1) Eckberti Èem»n. XI.


— 88 —
del medio evo, nell' ordine dei Perfetti ed' in quello dei
semplici Credenti ; e degli uni essendo privilegio esclusi
vo , la conoscenza dei principali capi della dottrina arcana
professata nell'alto grado della setta, a cui non era possibi
le giungere, che dopo molteplici pruove , tra quali ed in
nanzi ogni altra , v' era. quella di rinunziare alla professio
ne di Cristianesimo (1). Ed affinché l' orrore per colale atto
, di apostasia non ritraesse dalla ribalda congrega quei che
non interamente avevano perduta la coscienza , costumati
si di occultare questo ed altri punti dei misteri settarii
agli adepti dell' infimo ordine (2). Di più le tradizioni Ma
nichee disvelavansi nch" idioma e nella mimica convenzio
nale, adoperata per quei tempi dai medesimi (3), nonché
nelle forme stesse di ammissione con la sequela dei riti di
tenebre e di luce ; più o meno dappoi usati , o a dir me
glio attemperati , nella odierna Frammassoneria. Per al
lora il proselita era ammesso alla consorteria in veste nera,
onde indicare la oscurità e tenebrio , che correvasi fuori;
e presentavasi dinnanzi al capo, cui facevano ala i Fra
telli, a lume di doppieri accesi ; e la ceremonia prin
cipale, che vi aveva luogo di Battesimo, era una forma
d' imposizione di mani , che eglino dicevano consola
zione (consolamentum), e consolatore era delto , chi fa-
cevala, adoperandosi all'uopo qualsiasi dei settarii, sen
za distinzione di età (4).
Or contro cotale genia di settarii, per quei secoli, il
Cattolicismo vedevasi obbligato difendere le sue credenze^
E non più trovavasi a fronte le apparenze di una sedu
cente erudizione, e le sottigliezze di una falsa dialettica ,
com' era avvenuto propugnando contro le altre eresie ;
sibbene doveva incontrarsi per lo più con caratteri rozzi,

Diti, LX, frocess. Ermann. Pon^lvpx.


89 —
donnìcciule di' vita depravata , gente d' arme , ignoranti
di ogni genere ; nei quali si era al caso di correggere
i cuori, e quindi raddrizzare le menti, non che di stu
diarsi per illuminare queste in preferenza. IN'on però man
carono venerandi ecclesiastici ed insigni dottori di quel-
l' epoca , a combattere con gli scritti le nequitose con
greghe. Giù fu osservato come S. Bernardo fosse stato
non tra gli ultimi ad avvedersi delle velenose tendenze e
de' rei principii dei nuovi Manichei, e però fu gagliarda
mente ad impugnarli. E quasi ad un tempo viveva Er-
mengardo , il quale sembra essere appartenuto alla sella,
c forse in uno dei gradi superiori. IIP.Gretser che pri
mo fu a pubblicare l' Opuscolo di lui , comunque l' a-
vesse intitolato contro Valdenses ; pur non di meno
H vero titolo del MS. ed il contesto medesimo di quel
Trattato Teologico addimostrano che fosse dettato contro
i nuovi Manichei (l). Ed c notevole che innanzi ogni altro,
Ermengardo rimproverò agli Albigesi ed alle selle affini uu
errore, tra tanti loro abominevoli traviamenti, di cui eglino
non mai per lo innanzi erano stati convenuti ; ma che era
uniforme a quanto ne aveva scritto S. Agostino contro
Fausto Manicheo (2). Lo stesso rimprovero troviamo che
facessero a quei settarii , Eberardo ed Alano di Lille ;
I' imo oriundo di Betume il quale impugnò i loro errori
nelle Fiandre, dove non erano conosciuti altrimenti, che col
nome di Piplee o Piphtes (3) ; ed il secondo, Monaco Ci»
tterciense, nella Francia , nell' Opera che parimente dettò
contro di essi, partita in due libri, ed indiritta al Conte di
Montpellier (4). E qui torna acconcio osservare come Pietro
di Vall-Cernay, che ad un tempo compilò la Storia di quei
settarii di Linguadoca, viene descrivendoli con quei carat
teri che furono mai sempre osservati nel Manicheismo,
lai ora più attemperati e tal ora più eccedenti. Nella
Germania pe' primi anni di quel medesimo secolo XHI,

(1) SibliotUe. Patr. font. XXIV.


(2) Contr. Faust, lib. V , cap. I.
(S) Ribliatk. Patr. tom. citai.
(4)' Hi*i. (itiur. a> la Francc, XVL
Tom. i, 12
— 90 —
in cui furono Ebcrardo ed Alano , Geroh'o Prevosto di
Batenpuch egualmente scrisse un' Opera contro i Ncoma-
nichei di quelle province Alemanne (1). In Italia nem-
manco vi fu difetto di chi appositamente con gli scritti
combattesse quel nuovo Manicheismo. E primo in questo
arringo sembra che fosse stato un tal Buonaccorso, già
maestro di quei settarii in Milano , il quale venuto poi
al Cattolicismo , pubblicamente confutò gli errori da lui
per lo innanzi propugnati ; disvelando le frodi e le abo
minevoli arti dei suoi antichi consettarii. Credesi che
egli dettasse quell'Opuscolo verso l'anno 1190 , con
getturandosi per l'ultimo Capo del medesimo , in cui son
combattuti gli Arnaldisti, e dopo quel tempo quasi niu-
no più v' era che pensasse a questi eretici. L' Argelati
avvisò che Buonaccorso, dopo la sua conversione, fosse
stato Vescovo ; e studiandosi indagarne la Cattedra Vesco
vile , suppose essere Emonia o Città-nuova nell' Istria ,
dacché nel 1251 vi rinveniva un Vescovo di quel no
me (2). Ma cotale supposizione non appoggiasi a so
lido fondamento , è solo ricavasi per 1' Opuscolo mento
vato , che Buonaccorso prima della sua conversione, era
vescovo dei Catari , come quei settarii per allora desi
gnavano alcuni dei loro caposella ; d'altronde non es
sendovi indizio di sorte , onde credersi che egli , ve
nuto alla Chiesa Cattolica , fosse innalzato alla Digni
tà Vescovile (3). Inoltre il ch. Muratori mentovò un al
ti) Liber cantra duas haereses sui temporis , ad Gothefrid. Abb.
Admon. Pertz Thesaur. toni. I.
(2) Bibliotk. Script. Mediolanen. tom. I , pari. li.
(3) L'Opuscolo dì Buonaccorso, pubblicato dal P. D'Achery (Spi-
eileg. veter. Scriptor. tom. XIII ) , porta in fronte per titolo Slani-
fetlatio haereseos Catharorum , Bonaccursi quondam magistri ilio-
rum Mediolani , mmc autem Catholici ; indicandovisi nella Prefazio
ne il grado, già da lui tenuto tra quei settarii, quemdam episcopum,
Aoctorem Bonaccursum nomine misericorditer ijratia S. Spiritus illu
minava , et ad smuro Sanctae 31atri» Ecclesiae per gratiam renova-
i>it. Mods. Gio: Domenico Manzi disegnava farne una nuova edizione,
la quale pare che dappoi non avesse avuto effetto ; possedendone un
MS., che in gran parte presentava varianti da quello pubblicato dal
IV Achery ( Fabric. Biblioth. med. et in firn. Latinitat. tom. I )- l'i a
notare in quest'opuscolo come egli dice, dei settarii, per allora, «vi
tate! , suburbiu , villa» et castella ... piena «iti.
tro Opuscolo," anche scritto contro quei nuovi Manichei
d' Italia , da lui rinvenuto nella Biblioteca Ambrosiana
di Milano, pubblicandone la Prefazione , in cui l' auto
re dicevasi un tal Gregorio (1). E similmente egli trasse
dalla medesima Biblioteca l'altro Opuscolo contro Dolci-
no , portante per titolo Traelatus Magistri G. Perga-
mentis contra Catharos.
Ma l' inclito Ordine dei Predicatori era destinato dalla
Provvidenza in modo speciale a combattere tutte quello
razze di settarii, che per quei tempi travagliavano P Ita
lia e lo altre regioni del Cattolicismo. E più d' uno
degli alunni di quell' Ordine con dotte Opere Teologiche
si distinse per Y ardore dello zelo e per la scienza in
disvelarne le nequizie (2), Tra. quei dell' Italia si distinse
un Frate Moneta ila Cremona con la sua Stimma Theolagiea
contro le sette dei Catari e dei Waldesi, il quale da pub
blico Professore di Filosofia in Bologna , vesti Y abito
Domenicano verso Y anno 1219; e datosi agli stndii Teo
logici, non meno vi si distinse che in quelli di Filosofia.
E cerio chc per un uomo assai cullo dimostrasi in qucl-
I' Opera, in cui a buon ragionamento unisce ordine, gua
sto e chiarezza (3), Sopratutti degno di singolare ricor-

(1) Prqemium Opusouli quod Gregorius quidam soripsit cantra Ma-


nìchaeos: Antiq. Hai. tom. V. Dìssert. LX. -
(2) Se mio proponimento non fosse quello di mentovare solo gli
Scrittori che con apposite Opere impugnarono il Neomanicheismo e
sue ree propagini; non potrei essere scusato di negligenza, nella omis
sione dell'Angelo della Teologia ed Aquila della Filosofìa, S.Tomma
so d'Aquino ; genio suscitato da Dio , in quel secolo, per determi
nare in certa maniera tutta 1' altezza a cui può lo spirito umano ag
giungere , tutta la potenza, tutta la pienezza della ragione illumina
ta dalla Fede, in tempo che meglio sentivasi, nella esistenza di quel
le sette, tutta la diminuzione, tutta l'oscurità, tutto l'avvilimento)
in che essa cado , quando dalla Tede si divide. Quindi avviso suffi
cientemente sdebitarmi, accennando come nella sua grande Somma Teo
logica , non che in quella contra Gentes , rigorosamente combatte il
Manicheismo, risolvendo tutte quelle quistioni, che direttamente a di
sbieco riflettevano gli errori e le massime nequitose dei settarii di quel-
l' epoca.
(3) Quella Somma Teologica fu giustamente creduta degna di veni
re pubblicata, ed il dottissimo P. Ricchini del medesimi Ordine di
8. Domenico , Maestro del Sacro Palazzo , la dette alle stampe nel
1743, arriccMa di dissertazioni e di note assai «udite. E prima di lui»
danza , come egregio scrittore contro quei sellarii , fu
Frate Raniero Sacconi da Piacenza, già Cataro', anzi uno
dei primi dell' abominevole consorteria, come egli stesso
ne assicura nella sua Opera, essendo convivuto in mezzo a
loro per diciassette anni (1). Venuto alla Chiesa Cattolica,
ed entrato nell' Ordine Domenicano ; dopo il martirio di
S. Pietro da Verona , fu fatto Inquisitore generale nella
Lombardia (2). E già si è veduto come per poco fu, che egli
non divenisse socio di quel Santo nell' aureola dei Mar
tiri. Or nell'uffizio d! Inquisitore , avuto miglior campo
di esercitare il suo zelo , troviamo che nel 1255, mer
cè suo Monitorio , pubblicato nella Metropolitana di Mi
lano, sfolgorò in modi solenni quei sedani: cicce spia*
narc un cotal luogo di quella città , delto la Gatta, in
cui costumavansi adunare. Questi fatti , non che l' altro
di avere procurato togliere dal Sacrato lo ossa di duo
dei vescovi della setta , Nazario e Desiderio , e darle al
fuoco ; gli concitarono contro molti nemici. E però il
Marchese Oberto Palavicino , Podestà di Milano , fau
tore della settaria consorteria , spinto altresì per le arti
di Martino della Torre , nel 1259 lo cacciò di quella
città (3). Se a noi mancano ulteriori memorie di lui ,
l'Opera che dettò col titolo di Summa contra Catharos
etLeonistas ete.(i), mostra con quanto calore egli venisse
impugnando gli antichi socii dei suoi traviamenti , e ne

egualmente illustrarono le memorie e gli scritti di queir insigne Do-


menicano del secolo XIII , i PP. Quelif ed Eckard (Script. Ord.Prae-
dicator. tom.I ) , non che il P. Abate Fattorini {De Prof. Bononien.
tom. I ).
(1) Ego autem Fr. Raynerius , elim haeresìarcha, nune Dei gratia,
Sacerdos in Ordine Predicatorum ... praeterea dico indubitanter, quod
in annis XVII , quibus conversatus sum cum eis , eie.
(2) Campi Storia ecclesiast. di Piacenza, tom.I I , pag-, 215 e 402,
(3) Annal. Mediolanen. Rer. Italie. Script. Muratori, tom. XVI.
(4) Questa Somma fu data in luce dal P- Gretser ( Biblioth. Piar,
tom. XXIV). Dappoi i PP. Martene e Durand avendo rinvenuto un MS.
di qucll' Opera, avvisarono non forse potess' essere diversa da quella
edita dal Gretser ; e però la pubblicarono come cosa inedita ( The-
jaur. novits. Anecdutor. tom.V ). Ma essa non fu ebe solo una par
te di quilla Somma ; ed il codice medesimo, d' onde l'ebbero tratta,
sembra che fosse quello memorato dai TP, Quetif. ed Eckard ( Opir.
ci(«{, (on. i J,
— 93 — '
disvelasse le abominevoli arti di seduzione , non che le
empie loro pratiche. Ed egli era , meglio che ogni al
tro, nella posizione di smascherarne le nequizie ; aven
done una piena conoscenza , non pure perchè per lun
ghi anni vi si era iniziato , ma altresì perchè nel
suo uffizio d' Inquisitore aveva assistito alle deposizioni
di quanti, tra quei sellarti , venuti al Cattolicismo, sco
privano ogni arcano delle nequitose congreghe. Oltrechè
aveva posto ogni suo studio nel leggere i libri degli
adepti di esse ; come tra l'altro, fece col volume di Gio
vanni di Lione^ uno dei primi del Neomanicheismo, don
de potette raccogliere i capi e gli articoli della nequi
tosa dottrina di lui, che venne esponendo. Dappoichè
dunque ebbe accennate le diverse partizioni , nelle qua
li la rea setta era organizzata per quel tempo , viene
a dire dei Catari, dei quali conosceva, per scienza pro
pria , pienamente gli arcani , meglio che ogni altro es
sendone istruito. Divero , oltre all' esservi appartenuto
nei gradi superiori, aveva udito i loro principali maestri,
tra i quali mentovò quel Nazario, discepolo di due principali
pastori della congrega di Bulgaria. Quindi non è punto
da addebitarsi ad equivoco ovvero ad esagerazione, ognor
che Raniero viene descrivendo in tutte le loro particolarità,
i dolestevoli principii , le pratiche scelerate e gli empii
riti : non che le divisioni , in cui diramavansi quei set
tarii, in uno con le relazioni e differenze, le quali pote
vano essere tra le loro congreghe. E per quell' Opera di
lui manifestamente si veggono gli stessi principii, lo spiri
to e le empietà dell' antico Manicheismo , dominanti in
quelle consorterie: e le stesse distinzioni di Eletti e di
Uditori, comunque tal ora sotto altre nomenclature, for
mavano altresì il particolare carattere dei Manichei del
tempo di S. Agostino , come questo Santo Dottore ed
altri vetusti Scrittori ecclesiastici ne lasciarono memo
rie. Per l'Opera di Raniero si viene in chiaro , che i
Catari propriamente erano nell'Italia i Perfetti o Buo
ni-uomini , gli alti gradi della setta , ed in Lombardia
ejano conosciuti col nome di Consolati ; e che dopo
di essi . in un grado inferiore, venivano i Credenti ,
raccolta di persone di ogni ordine , ai quali non era
consentita l' ammissione a luti' i misteri. E soggiunge
che le nequitose consorterie non erano sì ferme nei lo
ro principii , che non vi facessero delle innovazioni.
Giacchè distingue le opinioni nuove dalle antiche ; ed
osserva che circa l' anno 1230 , o a quel torno, mol
te novità vi si erano introdotte. Di più dice , che co*
munque la setta, quando egli dettava quell'Opera, tro-
vavasi in condizioni d' indebolimento ; nondimeno i soli
Catari, per allora, erano quattromila, sparsi in tutta la
Cristianità , e che innumerevoli erano i Credenti , se
condo i computi fatti più volte tra essi. Notevole è poi
l' esatto novero, che egli vien a dare di tutte le loro ree
congreghe , e dello stato di ognuna di loro : numeran
dosi nell'Italia, quella di Alba o di Scusano, quella di
Concorezo , quella di Bagnolo , quella di Vicenza o
della Marca , quella di Firenze , e quella di Valle di
Spoleto; non che dicci per Oltremonti ed Oltremare, quella
di Francia, quella di Tolosa, quella di Chaors, quella
di Alby , quella di Schiavonia, le due po' Franchi «
pe' Greci in Costantinopoli, e quella delta di Filadelfia ■
nella Romania, quella di Bulgaria e quella di Dunga-
nica o Drungaria. Ma colali diversità di settarie cou-
greghe , nelle varie regioni del Mondo , non impedi
va che alcuna tra esse non potesse diramare le suo
dipendenze nei luoghi , dove rinvenivasi altra di di
versa nomenclatura o distinta variazione. Difatti egli
medesimo viene - indicando come la coni?re"a
CO di Alba
aveva quasi cinquecento adepti dell'uno e dell'altro ses
so , in Verona ed iu moltissime città della Lombar
dia ; l' altra di Concorezo noveravano da oltre ai mille e
cinquecento , dispersi por tutta la Lombardia; quei di
Bagnolo avevano adepti in Mantova , Brescia , Berga
mo, di più alcuni pochi pel Contado di Milano, ed al
ili nelle Romagna ; in tutto circa dugento (I). Proce-

(lj Dappoiché Raniero ebbe chiesta- scusa ai suoi lettori Cattolici ,


— 95 —
dentemente aveva specificate le distinzioni ed i gradi di
quelle nequitose congreghe, in Vescovi, Figli maggiori,
Figli minori e Diaconi, che formavano l' alto ceto , ai
quali venivano sommessi i semplici Credenti. Ed aggiun
ge in prosieguo, come la congrega di Alba per allora tro-
vayasi in preda a scissure, e ad opposti errori: una por
zione degli antichi adepti riconoscendo a supremo mae
stro col titolo di vescovo, un Gelesinanza da Pcrona ;
e l' altra che componevasi di alcuni pochi vecchi sella-
rii e dei giovani della consorteria , avendo a capo il
mentovato Giovanni di Lione da Bergamo, testé passato
del grado di Figlio maggiore a quello di vescovo. Ed in
proposito di questo Figlio maggiore e vescovo della rea
congrega , egli di più faceva osservare una pratica del
medesimo nel suo proselitismo , che è precisnmente la
modalità degli arcani delle prime Legge Monsoniche, dei
semplici insinuanti e degl' iniziati consummati. La quale
pratica, aggiunge, già precedentemente era altresì presso
gli Albanesi o quei di Sensano (1).

di dovere intitolare quelle diverse ree congreghe , Chiese , si elleno


costumando designarsi ; viene di questa guisa indicandole : Ecclesia
Albanensis vel de Sensano , Ecclesia de Concoreto , Ecclesia Bagno-
lensium sive de Bagnolo , Ecclesia Vicentina vel de Marchia , Ec
clesia Fiorentina , Ecclesia de Valle Spoletana , Ecclesia Franciae ,
Ecclesia Tolosana , Ecclesia Cadurcensis , Ecclesia Albigensis , Ec
clesia Sclavoniae , Ecclesia Latinorum de Constantinopoli , Ecclesia
Graecorum ibidem , Ecclesia Philadelphiae Romaniolae, Ecclesia Bul-
gariae , Ecclesia Dunganicae. Primi scilicet Albanenses morantur Ve*
ronac et in pluribus civitatibus Lombardine, et sunt numero fere quia-
genti , utriusque sexus. Illi autem de Concorezo sunt fere per totam
Lombardiam , ci sunt bene mille quingenti vel eliam plures. Bagno-
lenses morantur in Mantua , Brixia , Bergami et in Comilatu Medio-
lanensium , sed fauci, et in Romaniola , et sunt fere dugenti. Ec
clesia de Marchia nihil habet Veronae sed sunt circiter CL. Eccle
sia Tolosana et Albigensis et Cadurcensis cum quibusdam, quae olim
fuerunt , ut Ecclesia Ansinensis quae fere desimela est , sunt fera
CCC. Ecclesia Latinorum in Constantinopoli sunt fere L. Item Ec
clesia Sclavoniae , Graecorum , Philadelphiae , Bulgariae et Vunga-
nitiae sunt omnis generis simul , eie. Cap. C , Biblioih. Patr. tonu
XXV.
•'(5) Et valde notandum quod ipse Ioannes et complices sui non au-
dent revelare praedictos errores credentibus suis , ne ipsi discedant
ab eis ... Sic tenebant Albanenses , exceplis iimpticioribut , quibus
tingula non revelabantur.

i
- w -
Quest'Opuscolo dunque del Frate Domenicano rendesi
d'importanza nelle attualità presenti, meglio che pel fon
do suo apologetico , per le memorie serbateci in ri
guardo a tutte quelle orde dei figli di Manete. I quali
venuti dall' Oriente , e sparsi per l' Italia, per la Fran
cia, per l' Alemagna , per la Spagna, col nome di Bul
gari, Catari, Patavini, Leonisti, Albigesi, Brabanzoni,
Navarresi) Baschi, Coteraux , Enviciani, e con cento
altre denominazioni diverse!, ricordano i più terribili ne
mici della Chiesa e della società nel medio evo.

CAP. Vili.

1 Templari—^Depravazione di quest' Ordine e sua pro-


fessione di Manicheismo —Abolizione del medesimo —
I più nequitosi avanzi di quei Cavalieri s' innesta
no alla Frammassoneria.

ì Cattolici lettori, che mi hanno seguito nella sposizio


ne della Storia del Neomanicheismo , di leggieri av veg-
gonsi come quelle ree congreghe , in Oriente ed in
Occidente , ognor che un temporaneo trionfo o la mol
titudine degli adepti permise loro sostenersi con le ar
me , disvelarono tutta la rabbia che rodevale nelle vi
scere contro il nome Cristiano ; al paro che ai nostri
tempi hanno mostrato i loro figli ed eredi dei nequi
tosi prineipii , tutte volte riuscirono a passare dallo sta
to di aggregazioni arcane a quello pubblico , mercè le
rivoluzioni che hanno preparate. Resta nondimeno , non
dubito , nell' animo una perplessità come elleno avesse
ro potuto propagarsi : non sembrando che tornasse loro
si di leggieri sovvertire quel gran numero di persone ,
di ogni lingua e di indoli diverse, in tempi in cui la Fe
de era grandemente radicata nei popoli. Ma è a conside
rare che oltre alla propensione dei cuori a quanto po
tesse coonestare le passioni ; quello spirito vago, il qua
le più o meno investiva le menti, di risorgere dalla igno
ranza quasi universale che per allora dominava l'Euro
pà, facilmente poteva traviarle. A questo si aggiungeva
no i modi subdoli che adoperavano gli apostoli di quel
Ncomanicheismo nella triste opera di seduzione ; per
nulla dissimili da quelli altra volta adoperati per gli ani-.
tichi Manichei, e che poi gli odierni settarii fedelmen
te hanno imitati. Luca Tudense viene narrando all'uo
po , che affine di riuscire a trarre in inganno i poveri
villici ed i pastori, essi andavano spargendo perle cam
pagne e pe' burroni dei monti , schedule contenenti ì
loro errori (1). E mentre di tal guisa procuravano im
porre alle ignoranti moltitudini del Contado , con arti
non meno nequitose aggredivano la buona fede delle clas
si più elevate nella Società. Giacchè Frate Raniero rife
risce , come eglino s' insinuassero nelle case dei Nobili,
infingendosi mcrciaiuoli di oggetti di lusso, che presen
tavano ai signori ed alle signore , per farne spaccio :
e che riusciti a quella vendita, profferivansi loro di mo
strare altre cose di maggior valore ; c quando in quelli
ridestavasi il desiderio di osservarle , ad èssi Snocciola
vano alcuni testi della Bibbia , travolgendoli in sensi
obbrobriosi al Clero (2).
(1) In solita nequitia haerelicis persistentibus , novo decipiendi ge
nere , schedulas conscripserunt , et per devia montium projecerunt, ut
invenientes eas pastore* pecudum , Clericis deferrent legenda». LuC. To-
dens. Advers. Albigens. errar, lib. Ili , eap. I, 18.
(2) Haeretici callidi student qualiter se ingerant familiaritati no-
bilium et majnorum , et hoc faduni hoc modo. Aliquas merces gra-
tas et annulos et pepla dominis et dominabus habent ad emendum.
Quibus venditi! , si homines quaerant ab eo : Babes plures ad ven-
dendum ; respondet : Habeo pretiosiores gemmas , quam sunt istaei
haec vobis darem si feceritis me securum quod non proderitis me Cle
ricis. Securitate itaque accepla , dicunt : Ùabeo gemmam a Deo ful-
gentem , quod homo per eam cognoscit Deum; aliam quae tantum
rùtilat, quod amorem Dei accendit in corde habentis eam ; et sic de-
ceteris gemmis dicit metaphorice. Postea recitat sibi aliquod devo-
tum cap itulum , ut est id Lucae : Missas est Angelus Gabriel , eie.
ve'l de Sermone Domini , Ioann. XII. Ante diem festum eie. Cam
igitur ipso incoeperit auditori piacere , tune subdit capitulum Matth.
XXII: Super cathedram Moysi ele. Vae vobis, qui tulistis clavein
sdentine; ipsi non intratis , et ceteros intrare prohibetis; et illui
Marci Xli : Vae vobis , qui devoratis domutn viduarnm , et quae se-
quuntur. Quaesitus autem ab auditore- de quo istae imprecationes in-
telligavlur, respondet de Clericis et Religiosi!, Fruir, ttnynerii Sum
mit eontr. Catharos tic. Cap. S'.'
Tom. l. 13
Or la sevversion* di pastori e bifolchi ignoranti , di
donnieciule volgari, e di signori che per allora non ele-
vavansi , in quanto alla sfera del sapere , al di là dei
loro Castaldi e dei Villici delle loro Fattorie , per le ra
gioni sopra esposte spiegasi fulgidissimamente. Ma che
persone religiose, anzi un Ordine intero divenisse pre
da della setta , ed abbandonato al reprobo senso , ne
adottasse ogni rea massima e le pratiche le più scel
lerate , è un fatto deplorabile , nella Storia della Chie
sa t che mostra come possa riuscire a fatale depravazio
ne , qualsiasi consorzio umano , ognor che si allontana
dallo spirito di sua istituzione originaria. Fu questo l'Or
dine religioso-militare dei Cavalieri del Tempio ^fonda
to nei primi tempi della Crociata , in Palestina ; e che
aveva avuta scritta la sua regola da uno dei più grandi
e santi uomini di quel secolo , da S. Bernardo. Intanto
eglino aumentatisi in numero , non che in dovizie, nel-
V Oriente ed Occidente , montarono in superbia. Quindi
incominciarono a mostrare poca deferenza alle Autorità
ecclesiastiche , e od un tempo ruppero guerra contro
i Principi Cristiani, e depredarono indistintamente le ter
re di questi e degl' infedeli. E talvolta tradirono i Cro
ciati , disvelandone i piani di strategica ai .Musulmani.
Resi dunque formidabili, questa loro potenza li fece schia
vi di vizii abominevoli ; e fin dallo scorcio del secolo
XIII , essi erano diffamati pel loro orgoglio, e soprat
tutto per la loro avarizia ; giacche impedirono la con
versione di alcune tribù infedeli della Siria , che desi
deravano venire a Gesù Cristo, per timore non perdessero
un tributo che ricevevano da esse. Che anzi in gran par
te dovevasi a loro la totale rovina delle Crociate nella Pa
lestina , per le discordie in cui lungamente durarono con
i Cavalieri dell' altro Ordine degli Ospedalieri (1). Dopo
la caduta di S. Giovanni d'Acri , che era l'ultimo ba
luardo dei Latini in Siria , essi ricoveratisi in Cipro, non
indugiarono ad appiccare brighe con quel Re, Enrico di
• (1) Haynald. Ànnal. eeel.ann. 1S91 , § 29 , 50; ann. 1306,
Beljot BUt. dts Ordr. Monast. Relig. «( Milil. tom. Vili.
Lusignano (1). E quello che soprattutto contribuì alla
universale loro contaminazione, verosimilmente pare esse
re stato il commercio avuto con gli avanzi dei Manichei
nell' Oriente. Divero fu rinvenuto, eglino averne in mas
sima professati i principii erronei, non che le pratiche ob
brobriose e brutali. Nell'anno 1331 , fu disvelato, come
dappoi confessarono alcuni di loro nell' esame giuridico cha
primamente seguì in Parigi , che da oltre a quarant' an-
bì , Y ammissione all' Ordine , era una formale apostasia
dal Cristianesimo, associata al vilipendio sacrilego della
Croce , in oltraggio del suo Divino Autore, ed a riti ne
fandi nei quali disfogavano le loro brutalità (2) ; e ciò,
oltre la professione d' idolatria, avendo nella sala dei lo
ro Capitoli una testa barbuta e coperta di oro e di ar
gento . Questi esecrabili fallì sarebbero rimasti , chi sa
per quanto altro tempo , occultati , se due di essi , il
Priore di Montfaucon ed un Fiorentino a nome Nossodei,
condannati dal Gran-Maestro , per gravi delitti , avvisa
rono non meglio poterne ottenere la impunità, che disve-.
lando le nequizie dell'Ordine medesimo (3). Però , ià
Ottobre detto anno , il Re di Francia , Filippo it Bello,
ordinò la incarcerazione di quanti v' erano nei suoi Sta
ti. E di cento quaranta di essi , che vennero arrestati
in Parigi, ed esaminati per più giorni dall'Inquisitore
generale , tranne tre , gli altri confessarono tutte quello
abominazioni , di cui era accusato l'Ordine; dichiaran
do di nulla sapere della testa di legno dorato ed inargen
tato , la quale esponevasi solo nei Capìtoli generali. Intan
to il Pontefice Clemente V , il quale si era lamentato
di quegli arresti , perchè di persone religiose , avocata
a se la disamina e la definitiva sentenza, nell'anno do
po spedì lettere encicliche a tutta la Cristianità , dispor
«ondo che i Vescovi , di unito agi' Inquisitori e ad altri
(1) Baynald. ano. 1298 , § ti ; m9 , § 37, 38.
(2) Dixerunt aliqui eorum , quod credebant huna modum professio
ni coepisse jam erant quadraginia anni et amplin*, et hactenus fue-
rat vecultatum: Vit. Clement. Pp. V, auctor. toanne Canonico S. %tr
•torls Pansicus. in Bsluze Vit. Papar. dvenionens. lo.m. i,
(3) Baynald. ann, IfOT , § /!.' Haylot opcr. sitat.
— wo —
Ecclesiastici, procurassero venire in chiaro di quelle ac-
fuse ; somroettendo alla loro giurisdizione i Templari
phe fossero nelle rispettive Diocesi. Ad un tempo or
dinava che i Metropolitani , per la migliore discussione
del fatto , convocassero all' uopo i loro Suffraganei in
Concilii provinciali (1). Di più quel Pontefice volle in-
quirere di persona su le delle accuse ; e però scltan-
tadue di quei Cavalieri , graduati nell' Ordine e tra es
si altresì alcuni Sacerdoti , menati in Poiliers, dinnanzi
a Lui ed al sacro Collegio , confessarono , in repli
cate contestazioni ed esami , tutte quelle abominazioni,
di cui la pubblica fama già li accusava come rei (2).
. Pervenute poi quell' encicliche nelle province dell' Or
be Cristiano, i Templarii v' incontrarono più o meno quel
la sorte medesima , che i loro colleghi avevano esperi*
mentata nella Francia. E dovettero sottoporsi agli ordini
del Pontefice, costituendosi in arresto presso gli Ordinari
locali. Soltanto quei ch' erano nell' isola di Cipro o quei
del Regno di Aragona opposero una dissennata ed inuti
le resistenza. Gli uni procurarono fortificarsi in Nicosia
ed in altri luoghi di quell'isola, minacciando di respin
gere con le armi il Luogotenente di quel Regno, Amal-
rico Signore di Tiro , il quale si era data premura di
appoggiare con la sua autorità , la esecuzione delle men
tovate encicliche del Sovrano Pontefice. Ma dappoi, egli
no o che venissero a più sani consigli , o che omai si
avvedessero , riuscire vana ogni loro oltranza ; nei modi
più solenni , fecero al medesimo , come delegato della
Apostolica Sede , l' atto di consegna delle loro persone
e dei loro beni (3). Egualmente che i Templari di Ci»
pro , quei d' Oltrepirenci , quando s' incominciò ad in-
quirere contro di loro , tentarono munirsi nelle Castel
la, che in quelle province di Spagna vi possedeva l' Or
dine ; ma dovettero cedere alla forza delle armi del Re
(1) Ptolomaei Lucens. Vit. Clement. Pp. V, in Raluze oper. citai.
(2) Bulla Clement. Pp. V , Dat. Tvlosae, III Hai. Jan. Pont.ann.
JV , in Annoi. Raynald. ann. 1307 , % 12. — Bernard. Guidou. Vit,
Clement. Pp. V, in Baloze oper. citai.
(3) Balille oper. citai, tom. Il, iti Appind. Uqnumtnt.
— J«l —
Giacomo d' Aragona , che li obbligò a sottoporsi alte di-
sposizioni del Papa (1). Proseguivansi ad un tempo la
inquisizioni nella Francia; ed a Troyes , a Bayeux . a
Pont-de l' Arche , a Carcassona , a Chaors , egualmente
che oell' Inghilterra , a Londra , ed in Italia , a Ra
venna , a Bologna, a Pisa , a Firenze, ed in altri luo
ghi , dove quell' Ordine aveva case , gl' inquisiti non
punto contraddissero a quanto veniva loro apposto. E
non pochi tra essi , manifestando quegli esecrabili de
litti , dei quali si era insozzato l'Ordine; disvélaro-
. no altresì il giuramento, con cui obbligavansi ad esegui
re quanto venisse loro ingiunto dal Gran-Maestro, a non
perdonarla al sacro nè al profano , ad avere in conto
di lecito tutto ciò potesse condurre al bene dell' Ordine
medesimo , e sopra ogni altro , a non mai tradire gli
orrendi arcani dei loro misteri notturni , sotto pena di
terribili gastighi. Aggiungendo che a cotali abominazio
ni erano stati costretti con la violenza, con la prigionia
e con le più crudeli vessazioni ; e che per tema delle
vendette tremende loro minacciate non avevano avuto
coraggio di abbandonare l' Ordine. Che anzi alcuni con
testarono d' essersi giù ravveduti di quelle nequizie , e
gran tempo era che le avevano manifestate , nelle loro
Confessioni Sacramentali, ai Penitenzieri dei Vescovi, ed a
quelli di Roma nel Giubileo dell'anno 1300 (2). Pe' processi
originali , esistenti nella Biblioteca Vaticana, e che per
allora furono compilati nelle diverse parti della Cristiani
tà, ricavasi come oltre a duemila testimoni deposero con
tro quella grande depravazione di quell' Ordine , e con
fermarono quelle deposizioni nei modi di diritto (3). Il
Pontefice aveva deputati appositamente tre Cardinali, per
|! esame del Gran-Maestro , Giacomo Molav , del Maestro

(1) Helyot oper. cilat.


(2) Layette J des Templiers , num. 14. 10, 17, 2O, etc.
(3) Raynald. furiai. ecci.am». 13H, § SS, 33.—Alcuni degli Atti di
quegli esami dei Templari altresì vengono riferiti dal Bzow, tratti dai
dodici Vaticani (ann. 1508), Oltreché potrebbesi riscontare allumiti
la Cronaca di S- Denis , in Vit, Philippi Renis , non che il Walsio-
gatn Vit. Eduardi Il Ikg. AngUat , ami, 1340.
102 —
di Cipro , del Visitatore di Francia , e dei Percettori di
Poiteu, Guienna e Normandia. Quella inquisizione ebbe
luogo in Chinon nella Turena^ in presenza di quattro No
tai che ne distesero gli Atti , e di non pochi testi
moni : e quivi parimenti, i mentovati Prevosti dell'Ordine
confessarono non una volta ed in replicati esami, l' aposto-
sia dal Cristianesimo e la profanazione della Croce, con
cui era gran tempo che solevansi aggregare i nuovi Ca
valieri , non che le altre enorjnità che il pudore vieta
indicare (1). Per tutte queste ed altre attestazioni, per
venute dalle varie parti d' Europa , fu compreso, e non
senza universale stupore , che quei sospetti , già prima
concepiti in riguardo a quell' Ordine , avessero grandis-
simo fondamento : omai essendosi disvelato come i Tem
plari eransi venduti ad ogni delitto , e dati in preda
alle più obbrobriose nequizie. E quindi si venne in a-
perto d' onde derivavano tante querele sopra i frequen
ti tradimenti , di cui i Principi Cristiani erano vittime
nelle loro guerre contro i Sarraceni, e che avevano por
tata la catastrofe delle Crociate nch" Oriente (2). Cotali
risultati pienamente ponendo in aperto le infamie e gli
orrendi delitti, dei quali si era deturpato queil' Ordine,
degenere dalla sua religiosa istituzione ; non poteva im
pedirne omai la' rovina. Questo fu il giudizio di quan
ti per allora erano in rinomanza di pietà e dottrina, stan
te lo scandalo universale in cui erano venuti quei Cava
lieri appo i Cristiani e gl'infedeli (3). E però quando il
Papa I abolì nel Concilio di Vienna, l'anno 1312, quella
abolizione fu un atto di giustizia ; per quel tempo essendo
convinzione universale che l'antico Manicheismo, con ogni
sua depravazione di principii e di pratiche, si fosse tras-
(1) Raynald. ann.1308 , §. 4, 8, dove è rapportatala Bolla di Cle
mente V , con la quale convocando il Concilio generale in Vienna ,
accenna a quella lnquiiizione , esponendone gli atti ed il risultato-
Di più il Baluze riferisce per disteso I» lettera che quei tre Cardinali
diressero al Re di Francia, dove narransi le stesse cose: Vit. Pa-
far. Aoenionens. Iom. Il, in Appendie. Monumentar.
(2) Baluze Vit.Papar.Avenionent. Iom l, Vit. IV Clement.Pp V. au-
ttor. Bernardo Guidori. Vii. l'I ejusd. Pap. auetor. Auialrico Augen».
(3) Haynald. ami. § US, SS. -
fuso in gran parte dei membri dell' Ordino , in seguito
alle loro relazioni con gli Orientali.
Or a fronte di tante fulgidissime memorie della reità
dell' Ordine suddetto, non uno v' è stato, il quale , non
che porne in dubbio le abominazioni, di più abbia procurato
giustificamelo ; riversando l'onta di quelle accuse sopra il
Re Filippo il Bello, come a colui che agognasse alle ster
minate dovizie di quei Cavalieri, e sopra il Pontefice Cle
mente V che consentì alle rapaci voglie ed allo spirito
di Vendetta di quel Principe. E da cotali disfavorevoli
presunzioni contro di entrambi, derivarono le querele di
taluni, non forse le torture avessero strappate confessioni
non vere. II Condorset , che non punto potrebbe ve*
nire in sospetto di mentire sul proposito , o almanco
è a supporsi meglio istruito , sufficientemente disvelò la
poca consistenza di quelle querele; manifestando che ado-
peravasi per investigazioni all' uopo , le quali tendevano
a mettere all'aperto i rapporti intimi dei Templari con
la Frammassoneria (1). E la triste morte di questo in-
(1) Esqnisse d'un tablet», ecc. Ep. 17. — Al difetto dei Condorset
sembra che avesse supplito un altro scrittore, altra volta settario al par
di lui, ma ravveduto; ed allo cui sode considerazioni non è possibile
opporre ragione di sorte , riportandosene agli archivii della setta, che
dovevangli essere molto conti. E però scrisse: « Filippo il Bello ama
li va il Gran-Maestro Molay al punto , che lo designò per padrino di
» uno dei suoi figli. Non confiscò una sola delle terre dell' Ordine a
» proprio vantaggio , e tuti' i processi verbali ci segnalano dugento
» confessioni come fatte in piena libertà. I Concilii non permisero cha
» i Templari fossero sottoposti alla tortura, ed il Papa animato dalla
» più viva brama di trovarli innocenti , dichiarò nulle le procedura
» del Monarca Francese , e sospese dalle loro funzioni gli Arcivesco-
» vi e Vescovi inquisitori. Questa condotta sembrò si strana, che quel
» Re accusava Papa demento di favorire i delitti dei Templari.. Ma il
» Pontefice non si arrese che dopo aver fatto interrogare in sua pre-
» senza , non piuttosto con la (indulgenza di un padre che con la
» severità di un giudice, settantadue Cavalieri. E si condusse di que-
» sta guisa, anche per giustificarsi dal rimprovero di averli cicca
li mente favoriti. Ciò nondimeno Egli dovette udirsi ripetere dalla lo-
» ro bocca liberamente , e senza violenza veruna , le confessioni me
li desime. E decorsero non pochi giorni , prima di permettere che Io
li ro venissero lette le deposizioni , già fatte : ma le confessioni loro
» furono da essi spontaneamente riconfermate. Egli di persona volle
» interrogare direttamente il Gran-Maestro ed i principali superiori
» delle varie province d'Oltremare ; fece interrogare quelli, che per
» «ansa d* infermità non avevano potuto allontanarsi dall'abituale pro-
— m —
credulo , senza dubbio dovette impedirgli il proseguimen
to di quelle ricerche e di quel lavoro , che sarebbe ve
nuto pienamente alla illazione di considerare quei Cava
lieri, degeneri da loro originaria istituzione , come mae-

» prio soggiorno ; alla lettura delle deposizioni degli altri e onesti pu


tì re aderirono. Non è , che dopo aver domandato a questi grandi col-
» pcvoli, se perseveravano' (Ottavia nelle loro dichiarazioni, e di aver-
» ne riportato in tutta la libertà il giuramento , che il Sovrano Pon-
» tefke fu costretto a confessarsi ingannato ; rivocando però le mi-
» nacce fatte ai Vescovi della Francia, e permettendo che venisse pro»
» seguito il processo. "Adunque è evidente come i Templari erano col
n pcvoli dei più mostruosi misfatti; che nel loro processo non v'ebbe
» luogo nè I' odio, nè I' invidia, nè passione qualunque ; quindi era un
» torto* che certi scrittori hanno preteso giustificarli. Verrebbe sponta-
» neo il sospetto, non forse chiunque vuole crederli innpcenti, abbia
» un qualche interesse di sostenerne la memoria. Difalli come altri-
» menti , ed in buona fede , potrebhesi supporre che nella sola Fran-
» eia dugento Cavalieri Volontariamente si dichiarino rei di colpe ,
» dalle quali fossero del tutto innocenti? Sarebbe una infamia ed una
» vile mania ributtante , al paro che i delitti medesimi ! Egli è ve-
» ro che Giacomo Molay , dopo avere sostenuto per tre anni la veri-
» là delle sue confessioni , volle ritrattarle. Ma i testimoni di quella
» scena non tardarono ad avvedersi che questo gran delinquente su-
» biva allora gli effetti di un sommo smarrimento , causa piucchè i
» rimorsi della coscienza, la ignominiosa onta delle precedenti inani-
» festazioni : i suoi sguardi , il suo gesto, la sua voce, tutto annun-
» ziava in lui uno spirito profondamente abbattuto. Egli osò dichia-
» rare essere gran tempo che non più apparteneva alla Società, di cui
» era il Gran-Maestro , ossia il Capo supremo. Negò persino di aver
» deposto mai nulla contro il suo Ordine ; e salendo sul rogo, a cui
» fu condannato, appellò Filippo il Bello e Clemente V al Tribunale
» di Dio. Ma quanti altri scellerati , in quel momento supremo, non
» protestano della loro innocenza 7 D' altronde non è a credere che
» tutti indistintamente i Templari fossero dediti alle infamie , delle
» quali si è discorsoi Non ve n'ebbe alcuno condannato in Spagna ,
» nè a Magonza. Sembra altresì certo , che delle nove mila case che
» possedeva quest'Ordine cosi potente, talune ignoravano quegli atroci
» delitti. Si ritiene generalmente , che due terzi ne andassero conta-
» minati , comunque non pochi Cavalieri li detestassero ; e non vi
» aderissero nell' atto di loro aggregazione, che solo in seguito a mol
li teplici vessazioni ed alle più terribili minacce. Cosa in vero strana,
» e che concorre luminosamente a dimostrare quanto i Templari fos
si sero colpevoli , sta nel fatto che trenta o quaranta mila Cavalieri
» sopravvissero alia destruzione dell'Ordine, non meno che a Filippo
» ed a Clemente V i quali li avevano condannali ; eglino si disper-
» sero per diversi paesi e regni , e nulla avevano a temere. Ma non
» vi fu un solo, che accusasse d'ingiustizia la condanna portata con-
» tro I' Ordine ; non uno che ritrattasse le confessioni, le quali aveva
» fatte nella prigionia subila, durante il processo: Boctrine e bui de la
frane-Mifinnerie, pamn frmt-Mcton qw nt .'*« plut. Parti 186».
— 105
stri degli odierni Frammassoni. I quali però si fanno una
gloria di questo, di che altri per difetto di avvedutezza vor
rebbe senza fondamento frodarli. E come la funzione della
canna , adoperata per gran tempo nei tenebrosi convegni
della odierna Frammassoneria , disvelava manifestamente
che con essa commemoravasi la morte di Manete, ed in
uno la origine Manichea , che la tenebrosa setta ritrae
dall' Oriente (1); del pari, ed in modi non punto equivo
ci , addimostransi le originarie relazioni che i Frammas
soni hanno con quell' Ordine depravato, da ritrarre nelle
schifose fogne, che erano divenute, per la miglior parte,
le Case del medesimo , la somiglianza degli emblemi, nei
quali eglino occultarono i misteri di loro rea associazio
ne , la identità delle formo di misticismo e di morale
che vantano portate in Europa dai Templari , non che
quel culto arcano di Ichovah oui dieono venuto d'Orien
te , e por loro raccolto , come eredità di quei Cavalie
ri. Il tempo e le abitudini di ogni sccola ebbero potuto
variar» quel simbolismo , e se vuolsi , anche alcuni di
quegli orribili sistemi : nondimeno la sostanza , i voti, i
giuramenti, l'odio, le cospirazioni sono gli stessi , dis
velando in tutto questo , h funesta eredità di nequitosi
padri nei figli, e di loro assai più tristi ! Divero le inizia
zioni in quell'Ordine contaminato erano in una contrappo
sizione all' Uomo-Dio che muore per la salute degli uo
mini , il Dio che non muore, ritratta in quella testa do
rata , dinnanzi a cui eglino prostraronst, in uno che nei
modi più. empii consumavano la loro apostasia dal Crir
stianesimo (2). Ed in odio per- lo appunto del suo Di
ti) La morte di Manete fa , che per ordine del Re di Persia venne
decorticata vivo a punte di canne spezzate : S. Epiphan. advers. Hae-
res. Hb. Il, to,m. I , gap. 66 .
(2) Keaeplores dicebant illis , quos recipiebant , Christum non ette
vcrnm Deum. et ipmm faisse frilsnm Prophetam,; non futite pastum
pro redemptione humani generis, ted pro teeltribù* sui*. Art. Il decla
mai, in Dn-Poy - pag. SS. Nella citata opera, che ha per titolo BistoU
re dell' Ovdre Militaire det Templiert, ij Du-Puy ebbe raccolti tutt' i
monumenti di quell'epoca; e nella quarta edizione fattane in Bruxel
les in i.° nel 1751, v' è tale un'aggiunta di monumenti, da riuscirò
opera q,uas,l nuova ( paq. 83-53% ). A questi voglionsi aggiungere,
«lire all' idolo o testa dorata che i Templari adoravano col nome ó%
Tom. L "
— 106 —
vino Autore, soHcnnizzavano le feste del loro Ichovah spe
cialmente nel Venerdì Santo (1); come dappoi i primi
Massoni Rosa-Croce , per Y odio stesso contro Cristo Si
gnore , ebbero nei proprii statuti, di congregarsi nel Gio
vedì Santo , affine di contrapporre la pasqua massoni
ca a quella dei Cristiani. Oltreché l' abuso del Salmo
CXXXI1 (2), il quale si adoperava pe' Templari, come il
Cantico favorito nei loro misteri , celava gl' intendimen
ti supremi dell' aberrazione religiosa e sociale , la fal
sa libertà e la eguaglianza comunistica. E parimente dap
poi ebbe formato come il motto d' ordine dei Massoni,
affine di mascherare i principii acattolici e rivoluzionarii.
Le cautele medesime che quei Cavalieri usarono a tenero
lungi i profani , non che le vendette dei fratelli , alle
.quali eglino sottoponevansi con terribili giuramenti , di
mostrano come da essi la Frammassoneria ereditasse Io
sue costumanze. Eglino erano soliti mettere fuori dello
-loro Case , chiunque non fosse iniziato : fratelli arma
li ne custodivano lo porte, e fino circondavano il tetto,
onde potesse serbarsi l' arcano: le vendette colpivano fi
no con la morte il Templario , che avesse rivelato i mi
steri dell' Ordine (3). E non forse troviamo lo stesso giu
ramento, le stesse cure di precauzione, il nomi di fratel
li terribili, non che quello di Tempio coperto e di Tempio
Capo di Bafometo , le iscrizioni, le sculture e le pitture Gnostiche,
-rinvenute nelle Chiese, Castelli e sepolcri, appartenuti a quell' Ordi
ne nella Germania, e di cui ragiona l'eruditissimo De Hammer, Mi
rtea de l' Oriente , tom. FI. E v'è a notare , in proposito che quel-
l' idolo dorato , ritraente il capo di un uomo , rinvenivasi nelle Log
ge della' Frammassoneria in Ungheria , dove essa aveva serbate , in
gran numero, le sue antiche costumanze superstiziose: Kleiser nel su»
rapporto all' Imperadore Giuseppe II. Questo Principe l'aveva incari
cato di farvisi ascrivere, onde potesse venire poi in cognizione del co
me comportarsi con i Massoni e gl' Illuminati; ed egli stesso fece da
re alle stampe quel rapporto. Ma le due sette assorbirono la edizione
di guisa, che appena è se omai possa trovarsene una copia. La testa
medesima vedesi mentovata nello Specchio-magico dei Franchi-Mura
tori della Cabala , la quale veneravano come Ì!' Essere per eccellenza
col nome di Sun ( Io sono ), che è il simbolo del Massonico Iehovah.
- (1) Praecifue in die Veneris Sancii.
(2) Ecce quam bonum, eie.
(3) Injungebant eis per sacramentum , -ne praedicta rcvelarent , sub
poena mortis. . -, »
— 101 —
che piove, in riguardo alle Loggie, ai loro custodi, al modo
come potere essere inosservati, o non ascoltati ? Infine quel
voto di vendetta contro il Pontefice Clemente V , il Re
Filippo il Bello e gli altri Sovrani, che contribuirono alla
distruzione dell'Ordine nel principio del secolo XIY, non
cadendo su le pecsone, c perpetuatosi negli arcani della
Frammassoneria per oltre a cinque secoli ; non punto
è ispirato dai legami di sangue o d' interesse con quei
Templari. E però con esso disvelasi, l'intendimento dei
Cavalieri superstiti essere stato , quello di perpetuare i
misteri , ì principii , le pratiche e le depravazioni del
l' Ordine loro , una col voto di vendetta contro i Papi
ed i Principi , e contro la Religione , che li proscrisse;
all'uopo formando una generazione con gli stessi miste
ri d' iniquità , le stesse cospirazioni , gli stessi giura
menti , i odio stesso e le bestemmie contro il Dio dei
Cristiani , contro i Preti e contro i Re.
Tutto dunque disvela negli odierni Frammassoni i fi
gli di quei Cavalieri proscritti. Ne altrimenti poteva av
venire , ché omai secondo le memorie , tolte dagli Ar-
chivii medesimi della Frammassoneria , ricavasi come
intimi rapporti essa abbia con gli antichi Templari. Giac
che gran numero di essi nel 1314, si riunirono a Miìull
nella Scozia , affine di continuare nella pratica dei loro
iniqui misteri. E nel 1314, quel Re, Roberto Bruce, li
riunì alla società dei Liberi-Muratori, riserbandosi il diritto
ereditario della dignità di Gran-Maestro della venerabile
Loggia di Herodam in Edimburg. Ed alle ree dottrine*
che già occultamente serpeggiavano in quel consorzio, i
profughi Cavalieri del Tempio v'innestarono tutti gli er
rori , i quali avevano attinti in Levante dai misteri delle
società secrete dei Greci, dei Siri e degli Ebrei; miste
ri infami c scellerati, ritraenti la loro origine dagli antichi
stoici , dai riti Mitriaei dei Persiani e dal Buddismo In
diano, di cui non pochi di quell' Ordine , già corrotto ,
erano sozzi (1). E questi misteri dappoi si continuarono
. (IV Una tale fusione degli avanzi dei Templari nella Massoneria
tiene asserita dall' Aeelleros, e la uslimuaUoia di lui readesi inciin
— 108 —
inaino ai nostri tempi , con un incremento di malizia e di
livore a danno della Religione e degli ordini sociali , che
voglionsi distruggere : l' una , perchè anatematizza i loro
dogmi esecrabili ; gli altri , perchè è intendimento delle
congreghe settarie menare alla superficie del consorzio so
ciale le luridezze che ne sono in fondo. .

testabile , dacché come Frammassone era in conditone di conosce


re te antiche memorie della sua rea congrega : La Franc-Maconne.
Va la™nlab}* *m*fication , ou san bùt et son histoire par
C , ' AJYocat a Dresde ' trodu'« de V allemand, disposò
«MS un nouvel ordre , et considèrablement augmentè de documenti
fivr T FTV%af°»ne™ »«^« et fràncaise, par l'abbè
»jr,Pretre da Diocése de Liège , fom. 1.
1 •

— 109 —

PERIODO HI-

U FRAMMASSONERIA.

CAPO PRIMO
Scelerate propagini del Neomanicheismo nel secolo XIV
— Increduli nell' Italia a tempo del Petrarca — /
Waldesi delle Vaiti del Piemonte confederati del
Neomanicheismo — Berloti , Barbo lani , Barbozali *
propagine dei Catari e dei Patarini'— Neomanichei
nella Bosnia.

Lè provvide cure dei Sovrani Pontefici e la vigilanza


dell'Episcopato, nei varii Stati dell'Europa, riuscirono
a tagliare i nerbi alla setta ; di guisa chc nel principio
del secolo XIV essa videsi nuovamente obbligata a rin
cacciarsi nei suoi tenebrosi covi, impossibilitata alla con
tinuazione del suo proselitismo , nei modi patenti ed au
dacissimi, come nei due secoli precedenti. Nondimeno lo
sue opere non si tenevano in occulto di guisa , che tal
ora non rendesse avvisati di sua esistenza. E non andreb
be lungi dal vero, il presupporre che derivazioni del Neo-
manicheismo , fossero state quelle altre scellerate con
greghe dei Lollards , dei Bcgwards, dei Pìccards, dei
Turlopini , che per allora più o meno , nella Germania
nella Boemia, nella Francia, nel Belgio e nell' Italia , si
mostrarono imitarne le detestevoli costumanze e gl' ini
qui principii. Sopratutto nelle province di Oltrcalpi e di
Oltrereno, eglino vestendo di una forma bizzarra, e ta
luna volta ancora senz' essere vestiti , correvano di quà
e di là come mondici , e col nome di fratelli e sorel
le del libero Spirito , si aggiravano per mezzo alle più
orrende impurità. E col disordine del loro selvaggio co
munismo , questi Sanculotti del medio evo giunsero a
segno, che la Chiesa e la società ebbero a durare gran
dissimi sforzi a reprimerli.
Ed a questi fatti di rincalzo presentasi quello , che
— 110
il Petrarca spesso lamenta nelle sue opere-, che ai suoi
tempi sembrava , quasi niuno potesse ottenere nome di
dotto ed ingegnoso filosofo, se non volgeva la lingua ,
c non impiegava la penna contro la Religione. Ed è no
tevole come egli , fra le altre cose, racconta quanto gli
avvenne in Venezia , chè venuto a trovarlo nella sua Bi
blioteca un di coloro , i quali , come egli dice, secon
do il costuma dei moderni filosofi, pensano di non aver
fatto nulla , se non latrando contro Cristo e la sovra
na dottrina di Lui ; costui prese a deriderlo e ad in
sultarlo , perchè nel parlare aveva adoperato qualche det
to dell'Apostolo S. Paolo: Tienti tu pure , diss' egli al
Petrarca , la tua Religione Cristiana ; nulla di tutto
ciò io credo ; il tuo Agostino e quanti altri tu sì gran
demente esalti , furono uomini loquacissimi. Arse di
sdegno il Petrarca a cotali proposizioni, ed appena sep
pe contenersi dal malmenare colui che sì vituperevolmen-
te bestemmiava. Preselo però pel mantello , sel mise
fuori di casa , avvertendolo a non più mettervi piede.
Ed il fanatismo irreligioso di tanti prelesi filosofi, suoi
contemporanei , Y indusse a scrivere Y Opuscolo De sui
ipsius et multorum ignorantia , al quale dettero occa
sione le conferenze eh' ebbe in Venezia con quattro suoi
conoscenti , propugnatori dell' empietà , e che viene de
scrivendo come uno di essi andava sfornito di qualsiasi
letteratura , il secondo possedevano un poco , il terzo
non elevavasi oltre alla mediocrità , ed il quarto era di
molta istruzione sì , ma sommamente disordinata e con
fusa , e di più associata ad una somma leggerezza e va-
nilà , che meglio sarebbe stato non averne alcuna. Il
Tiraboschi mentovò che in un MS. della Biblioteca dei
Ss. Giovanni e Paolo in Venezia, vi fossero nominati, cioè
Leonardo Dandolo , Tommaso Talento , Zaccaria Conta-
rino e Maestro Guido di Bagnolo nel Reggiano : I' uno
Milite , il secondo Commerciante , il terzo semplice No
bile ed il quarto Medico-Fisico (4). Or il Petrarca viene
(i) storia della Lttlwtura Italiana, tom. Fi parf. 1 , li!i. U i
eoy. 2 , $. 1Y.
— HI —
narrando come a lui venivano talora gli uni e talora gli
altri per trarlo alle loro parti ; lo controversie che su
quest'opera di proselitismo aveva con essi ; il dispetto
dei medesimi , di vedere tornata vana ogni loro opera
a fronte della sua costanza , con cui tenevasi fermo nel-
l' attaccamento alla Religione ; e che quando omai per
dettero la speranza di cogliere frutto da quel!' opera di
perversione , raccoltisi insieme decisero che egli era un
dabbenuomo, senza letteratura (1) ! Ad un tempo pas
sando a mentovare i loro costumi , dice che ardirebbe
ro d' impugnare tutt' i santissimi dogmi di Cristo, se non
temessero più gli uomini che i divini supplizii ; ed un
tal timore quando non li tratteneva , e trovavansi so
li, essi direttamente combattevano, enei più occulti ango
li si ridevano di Cristo ; mentre in pubblico non avendo
coraggio di palesarsi, si protestavano di parlare prescin
dendo dalla Fede.
Io non pretendo dare un giudizio definitivo su l' in
dole di quel proselitismo c suoi ultimi intendimenti. Non
dimeno la protervia, con cui disvelavasi ognora che av
visasse tornargli conto , o riuscire ai suoi propositi ,
sembra disvelasse più che il semplice carattere di una
incredulità personale, e non piuttosto la serie di atti di
una cospirazione a danno del Cristianesimo. Ed in ap
poggio di questa opinione tanto più potrebbesi trarre ar
gomento dall' altro fatto , che per allora e poi, nel se
colo seguente , non mancarono gli assassinii delle per
sone religiose. Divero nel 1365, il B. Pietro Cambiano
di Ruffia, dell'Ordine dei Predicatori, perì per mano set
taria in Susa (2); e nel 1314, una simile morto incontrò
in Bricherasio il B. Antonio Pavone dell' Ordine medesi
mo (3). Nel secolo seguente poi troviamo, che in Ccrverò il
B. Bartolomeo dei Ccrveri , egualmente Domenicano, nel
1466 , altresì fu ucciso in odio della Fede (4). È vero

H) Me sine literis virum honorum.


(2) Fontana Theatr. Dominican. part. Ili, cap. I, § VII.
(3) Act. Sanctor. Aprii, tom. /, die 9.
(4) Ad. Sanctor. Aprii- tom. II , die 21.
— 112 —
che le memorie , le quali si hanno, di questi tre Marti
ri , li vanno mentovando come uccisi in quelle Valli del
Piemonte dai Wnldosi. Ma è a considerare che per quei
tempi , al paro che prima nel secoli XII e XIII, questi
crelioi erano i confederati del Neomanicheismo , e la li
nea di transizione con quel loro Cristianesimo smozzica
to , o a meglio definirlo , larva di Cristianesimo ; non
meno che ai nostri tempi , i loro discendenti , di con
certo con le altre consorterie Protestanti, veggonsi tene
re di bordone alle sacrileghe sovercherie dei Frammas
soni ! E v' è di più che non bisogna dimenticare come
in quello Valli del Piemonte fosse primamente ripullula
to il Nepmanicheismo , e di là poi andasse propagando
si nelle province d' Oltralpe , gran tempo innanzi che i
Waldesi venissero al mondo. Dacché sorge ragionevole
il sospetto, non forse quei Waldesi del secolo XIV siano
tuti' uno con i Catari e Patarini del secolo precedente ,
o almanco una propagine di essi, attemperatasi a formo
Waldesi, ereditandone nondimeno le massime truculen
ti. Oltroché non v'e difetto di memorie come altresì per
quell' epoca i Catari ed i Patarini durassero noli' Italia
settentrionale. E nel 1388 Frate Antonio di Settimo, di
Savigliano , anch' egli dell' Ordine di S. Domenico ed.
Inquisitore nella Louihardia superiore e nella Marca di
Genova , consegnò a Pietro Malabaila, supremo Magistra
to di Torino , perché soggiacessero alle pene incorse, An
tonio (ìalosna di San Raffaele e Iacopo Bech di Chicri ,
convinti e pertinaci negli errori del Neomanicheismo ; e
per riguardo al secondo , che da trent' anni n' era uno
degli adepti , che ne aveva vestite le divise , di essere
siato in Toscana con altri della sella i quali per allora
vi si nominavano Fraticelli , e di avere udito i Catari
di Schiavonia e giurata la loro credenza (i).
(1) Archivio Arcivescovile di Torino , protocollo XIX, fol.l 46. Se-
moria Storia della Chiesa Metropolitana di Torino, lib.l, § CXXVIII.
— Il Freimaurer Zeitung , che è il giornale secreto della Massone
ria , a \i Agosto 1883, annunziava come (e arcane conventicole de*
gli Alhigesi lungamente durarono nell'Italia settentrionale, comunque,
vi stentassero a sussistere, E non v" è ragione a supporre che I" or
gano della setta f lSse malamente informato in riguardo alle antiche
memorie della medesima, ovvero che avesse voluto in questo mentire!
Ed ima propagine dei Catari c dei Patarini dei secoli
precedenti , sembra fossero quel Berhli , Barbotani o
llarbozali, che nel 1401 trucidarono il B. Angelo Prio
re dei Camaldolesi nell'Eremo di S. Maria di -Ser
ra, in Contado di Massaccio nella Diocesi di Iesi ; dac
ché quel Beato pose ogni opera , con la sua predi
canone > ad oppugnarne gli errori. Eglino erano co
nosciuti più Comunemente col nome di Fraticelli, e per
allora e poi procurarono tenere fronte nell' Umbria, per
cui tanto dovette esercitarsi lo zelo di S. Giacomo del
la Marca- Il carattere truce, loro rimproverato da que
sto Santo > non che il fatto stesso della uccisione di
quel Beato Camaldolese , indicano come ereditassero le
massime del Neomanicheismo , non l' ultima delle quali
era un odio furibondo contro i Ministri della Chiesa Cat
tolica (1). '
Le province Slave erano sempre quelle, in cui il Neo-
manicheismo continuava a dimostrarsi, come nel centro
«li sua azione. Nel 1363 il Pontefice Urbano V aveva scritte
lettere agli Arcivescovi di Spalatro e di Raglisi , ed ai
Vescovi loro comprovinciali \ mettendoli in su gli avvisi,
come già era gran tempo (inulti» retro temporibus) che
quei settarii vedevansi non pure stanziati nella Bosnia, ma'
altresì vi erano al sicuro di ogni molestia, pel favore che
loro davano gli stessi Cattolici di quei paesi. E però ve
niva esortando i detti Prelati ad invigilare, onde si tron
cassero le pratiche subdole , con le quali i Neomani-
chei Bosniaci , frequentando i varii luoghi di quelle loro-
Diocesi per l' esercizio della mercatura, si travagliavano in

(i) Art. Sanetor. Maii, tom. ti, die 8 — Marlene fhesaur. Anecdot.
tom. VI — Millarelli Armai. Camaldulens. tom. Vi , ann. 1401 ; tom.
VII , ann. 14S8. — Io ho credato seguire I' avviso dèi dotti Annali
sti Camaldolesi in riguardo all' anno del martirio del B. Angelo, co
munque tutti gli altri scrittori,! quali precedentemete l'ebbero men
tovato, ne assegnino l'epoca al Giacché pe' monumenti dell'Ordi
ne e per altre memorie di quel tempo, eglino posero io bella eviden
za come non punto potessesi ritrarre la morte di quel Beato Martire
al detto anno. Ed in questo tanto più lodevoli , che con una somma
modèstia , quelle dimostrazioni le quali all' uopo traevano dai men
tovati monumenti , vollero piuttosto addimandarle congetture.
Tom. /. 15
E- Ut -ri »
trarre gl' locatili alle associazioni settarie, non die a procu
rarsi aiuti e favori per un cotale proselitismo (l). In que
ste condizioni dunque versavano la setta e le sue nequitose
propagini, allorché essa inoltrandosi ad una novella tras
formazione , mentre che diveniva non meno anticristia
na di quello, ch' era stata insin' allora, nei suoi principii,
nelle sue massime enei suoi ultimi intendimenti ; cemen
tava nei tenebrosi suoi covi, e negli altri mezzi attivi ed
energici di un'arcana cospirazione, l' opera della dissolu
zione sociale.
CAPO U.

Origine dei Frammassoni— Contaminazioni dì loro con


greghe mercè il Neomanicheismo—Ree influenze che
potettero avere quelle congreghe tra i Wicleffili e
gli Hussiti — Loro solenne atto di apostasia dal
Cristianesimo —Il libro De tribus impostoribus — Ca
valieri Rosa-Croce.

Quello che servì , sopra ogni altro , alla latente dif


fusione delle nequitose dottrine , omai tanto propagate
pe' tre secoli precedenti in diverse regioni Occidentali, fu
il disegno della rea setta , d' immettersi nelle società dei
Muratori, e di trasformarle a scellerate consorterie ; dise
gno, di cui non fu mai uno più iniquo ! In quel conquasso
che i popoli Settentrionali avevano menato in Europa ,
rendendola inselvatichita, la Chiesa Cattolica accorse ope
rosa ai bisogni della Cristianità dell'Occidente , come
provvide con le Crociate a quelli d' Oriente. E riparan
do ai devastamenti ed alle arsioni , venute per le incur
sioni dei Saraceni , dei Normanni , degli Ungheri, degli
Slavi , dei Dunesmarchi , dei Prussi, dei Svenoni , dei
Frisoni e dei Tartari ; fu provveduto tra l' altro, alla rie-
diOcazione dei Ponti , degli Ospedali , dei Monasteri e
delie Chiese. Da ciò quella bella emulazione, che videsi
dopo il secolo X, in tutte le province Cristiane d' Occi-
M) Tbeiner fetera Monumenta Slavorum meridionalium, ite. Num.
M66.
dente , ad innalzare sacri e civili Edilìzii , i quali tuf-
t' ora formano Y ammirazione universale , ad un tempo
che tolgono la speranza di poterli pareggiare , a mal-
grada T incremento delle arti odierne. Di tal guisa deri
vò una gara tra Principi e Signori, di offrirsi per Y og
getto , di unita ai loro servi e ligii dei loro Feudi.
Quindi i Vescovi istituirono che quelle torbe venissero di
vise per classi , ciascuna col suo particolare prevosto , e
questi facessero capo ad un comune reggitore , il quale
li guidasse in- quelle pie imprese. Di qui, primamente in,
Francia, e poi in Inghilterra ed in Germania, i religiosi so
dalizi dei Massoni e Muratori di S. Giovanni, Il capo-
di essi veniva delto Gran-Maèstro, e Maestri nominavan-
si i prevosti particolari- , gli operai dicevansi Massoni, i
fattorini Apprenditori ( Apprentis ) o Iniziati ; i gran
eapannati che si rizzavano dintorno alla fabbrica della
Chiese , dov' eglino si raccoglievano , ebbero nome di
Loggia , e si dissero Fratelli gli adepti al sodalizio. I
Pontefici ed i Sovrani concorsero di concerto ad arricchir
li di privilegii e di esenzioni , compensandoli del loro-
zelo , in uno che eglino divenuti numerosissimi , formaro
no diverse compagni* , diffondendosi altresì nell'Italia a
nella Spagna. Papa Nicola HI , nel 1210 , confermò loro
sommi privilegi) , con speciali Diplomi , accompagnati da
Indulgenze; e dappoi lutt'i Successori di Loi, fino a Bene
detto XII, procurarono ampliarli in forme assai più estese.
E per l' affrancamento delle pubbliche imposte e di altri
carichi , a cui sostava il resto delle popolazioni nei varii
Slati , e che essi godevano per le concessioni dei Principi,
derivò loro il nome di Liberi Muratori ( Franca Mat
tona (1).
(1) Nel CiQnMn del Bresciani leggonsi all'uopo, memorie interes
santi , e che non punto sono spiritose invenzioni del Poeta. Egli dun
que scrive: « Pare che queste confraternite cominciassero a Cliartres»
» poc' oltre l' undecinio secolo, all'occasione di edificare quella gran-
» aiosa Cattedrale , e da Ch.artres si dilatassero incontanente in Fior
n mandia e per tutto il- rimanente di Francia, ove si augumentarona.
» per guisa che , tragittato il mare, si appresero in Inghilterra e Sco
tt zia,- e molto più nei Fiamminghi e negli Alemanni... Si legge un*-
» lettera di limone Abaie di S. Pietro di Diyie in Normandia, scritta.
— 416 —
Or all' aspello di lanti vantaggi, chc per quelle Con
greghe venivano arrecati alla selvaggia Europa , il ud
ir l' anno 1148 in Inghilterra ai Monaci dell'Abazia di Tottemburg ,
» nella quale si narra le meraviglie di questa magnanima Consorteria,
» la quale adunatasi per ediGcare la Chiesa di S.Pietro, si segnalava
» grandemente in atti di penitenza e costanza. Imperocché , narra
» l'Abate, vedreste miei cari confratelli, ivi accolti i più potenti si-
» gnori e le più eccelse donne, che posta sotto i piedi la nobiltà della
i prosapia, l'autorità del comando e la delicatezza del vivere nei pa
n lagi , s'attaccano animosi a tirare le carrette pel carreggio dei le-
» gnami , delle pietre, della sabbia e dell'altro materiale. E dopo
» tanto travaglio diurno , vegliano a gran notte , ponendo sui carri
» torchi e manipoli accesi, intorno ai quali intonano inni e camici
» al Signore Gesù e alla divina sua Madre. E continua ragguagliane
» doli che queste Fraternite dei Massoni nacquero a Chartres per via
» della Cattedrale , e si diffusero per tutta Normandia. Sin qui ì'Abate
» di Dives. Ma voi troverete di molti particolari cdilicanti di questi
» sodalizi i nella storia degli Arcivescovi di Roveri, negli Annali del-
» l'Ordine di S. Benedetto , in Roberto Du-Mont nella Continuazione
a di Sigiberto. Nella storia di Ginevra dello Spondano leggesi una
4 pergamena del 1213 , per la quale si narra di una Confraternita di
» Massoni, fattasi per edificare la maestosa Cattedrale dj S. Pietro,
» la quale ci fq conservata dai Calvinisti, dove i Massoni moderni più
i> empii di loro I' averiano diroccata. Ma forse queste pie colleganze
» dei Massoni non furono njai meglio e più saviamente disciplinate,
» che a Strasburgo, sotto l'Architetto Dotzinger, verso l'anno 1450,
» ancorché io d uhiti a certi miei indizii che già vi si introducesse il
» tarlo a rodere e avvelenare la purità delle prische istituzioni dei
» Muratori ». Ma non avendo motivo di sorte , onde distruggere quei
dubbii del Bresciani , sul tarlo che disavventuratamente avesse po
tuto già introdursi a rodere e avvelenare quelle Confraternite di Stras
burgo ; né d'altronde potendo con documenti all'uopo appoggiarli.,
avviso opportuno riferire quanto , sul conto di dette Confraternite ,
scrisse il Cauti! nel XH libro della sua Storia universale : ii Consta
» che quando Erwin di Steinback ebbe cominciato la Cattedrale a
» Strasburgo , ivi fondò una Loggia , modello e centro delle altre ,
» diffuse per l" universa Europa, i capi di ciascuna, raccoltisi a Ra-
» tisbona il 23 Aprile 1439, stesero l'atto di confraternita, che isti-
» tuiva in perpetuo per principale la Loggia di Strasburgo, ed il pre-
» sidente di questa per Gran-Mastro dei Franchi-Muratori di tutta la
» Germania. Maestri , confratelli e navizii formavano un corpo con
» giurisdizione particolare, ma quel di Strasburgo la stendeva su-
» gli altri , giudicando inappellabilmente le cause portategli, a nor-
» ma degli statuti. Dipendevano da questa primaria le Loggie di Sve-
» via, Assia, Baviera, Franconia , Sassonia, Turingia, e tuti' al Imi-
» go della Mosella ; nei pià gran dubbii era consultata anche dalla
» grandi Loggie di Zurigo e. di Vienna , dalla quale ultima ritraevano
» quelle d'Ungheria e della Stiria. Nel recinto dell' edilizio che stava-
» si erigendo elevavasi una casetta di legno , e quivi il Capo-Masiroj
» sedeva sotto un baldacchino , colla spada della giustizia in mano
» per rendere i giudizii. Onde non andare mescolati colla turba che
» non sapeva se non usare martello e cazzuola , inventarono segni
— in —
mico del bene , per opera dei Catari e delle altre gei
nìe del Neomanicheismo, iutrodusse il tarlo a rodere ed
avvelenare la purità delle prische istituzioni dei Massa
ri. Essendo mal sicure le vie, nè accomodate di alber
ghi , eglino costretti per Y arte loro a spesso cangiare
di luogo, si obbligarono a mutua ospitalità ; e da ciò
ebbe derivato, che aggregarono persone estranee all' ar
te per soccorrersi ai bisogni, ed impedire che altri li nuo
cesse Q ne usurpasse i privilegii. Questo fatto aprì la
Yia ai settarii di mescolarsi nelle loro Loggie, affine di
corromperne la Fede , e farle tralignare dal santo loro
istituto. Riusciti dunque ad immettersi tra quelle Con
fraternite Cristiane , vi costituirono altro consorterie se-
cretissime , ]e quali ritennero i nomi di Gran-Maestro,
di Maestri , d' Iniziati o Apprenditori , di Fratelli e
di Loggie ; affinché i pusilli e gl' incauti non si adon
tassero quasi a novità. Ma ad un tempo ebbero gerghi
particolari ed indizii da riconoscersi con i Massoni se
creti delle altre Loggie : e di più adoperarono all' uopo
certi segni ed emblemi della cazzuola, dell' archipendo
lo, della squadra, della marra e degli altri arnesi del
l'arte. Oltreché, affine di giungere più facilmente alla
scopo , eglino usarono associare a quegl' infingimenti, ra
gionari onesti, e pieni delle gentilezze e maniere cor
tigianesche della. Cavalleria,, che per allora erano ia
moda. E da ciò venne in costume che tenevasi in pre
gio di nobiltà e cortesia, l' appartenere a colali Loggie.
Quindi vennero attraendosi alle consorterie di quei Mas'
toni depravati , Signori e Vassalli di ogni ragione ; in
uno che i Maestri largamente diffondevano , nelle loro
occulte conventicole, le nequitose massime dei Manichei.
E procurando accendere negl'incauti un' avversione pro--
fonda alle leggi, alle pratiche e ad ogni istituzione della
Chiesa Cattolica ; ad un tempo sfrenavanli ad un odio,
» d'accordo e un'iniziazione simbolica, e custodirono un secreto tra-
» dizionale , che rivelavasi solo a misura dei gradi. A simboli a'dot-
» tarono gli strumenti dell'arte loro , squadra, livello, compasso e
v martello , che rammentava quello del l'alano Tour.
— 118 —
furioso contro ogni ordine legittimamente costituito: di taf
guisa riuscendo a formare gli adepti in veri Pagani sot
to certe apparenze di Cristianesimo. La costumanza dei
Priscillianisti , di occultare le arcane tendenze di loro
consorterie , a furia di spergiuri (I) , e che poi venne
adottata altresì dagli Albigesi, dai Catari , dai Patarini
e dai Templari; formò eziandio la regola di condotta
dei Massoni, in riguardo a quei che per essi dicevansi
Profani. E però, mentre ali esterno professavano l'arte
di murare i sacri Edifizii, al buio era un' altra arte che
tendevano a propagare, quella di oppugnare Cristo , la
sua Chiesa e le Potestà sociali. Eglino gittatisi in In
ghilterra e nell' Alemagna , crebbero sì fattamente , che
per la comune avendosi la Massoneria per quella pia ©
religiosa Confraternita di tre o quattro secoli addietro ,
venne magnificata di privilegii amplissimi , e predicata
con somme lodi. Gli inizii della depravazione , sembra
che avessero luogo primamente nella Scozia , dove gli
avanzi dei Templari s' innestarono alle congreghe Mas
soniche di quelle regioni. Ed i medesimi Franco-Mura
tori , in gran parte , riguardano le. grandi Logge Scoz
zesi come la culla di tutte le altre ; stante che di là
s' insinuasse il veleno nelle congreghe Massoniche dell' In
ghilterra , in Francia, nell' Alemagna ed in altri luoghi.
E per quanto riguarda i Mmsoni Inglesi , che nel se
colo XV fossero eglino non più le pie Congreghe di pri
ma . ricavasi per un MS. conservato ad Oxford , nella
Biblioteca di Bodley , in cui v' è una copia di alcune
qoistioni , scritte di mano del He Enrico VI , il quale
mori nel 1411 : ed in esse leggesi che l' iniziato rispon
de , gl' importanti arcani che per allora professavansi
dalle dette congreghe, essere portati in Europa da mer
canti Veneti , venuti d* Oriente. Cotale assertiva , se
non vuolsi stimare per un mendacio, affme di velare le
vere origini della trasformazione settaria; almanco fa sup
porre che quei mercanti Veneti attingessero alla stes,t

(1) tura , pcrjura, tecrttum tradir* noli.


i

_ 119 —
sa sorgente , che i Cavalieri Templari. Neil' una e nel
l'altra ipotesi, maisempre è d' uopo rimontare alla culla del
Manicheismo, da cui la setta con le sue proteiformi varia-
zioni e con i suoi esecrabili misteri venne in Europa. Oltre*
ché per quel MS. si ha come per qucll' epoca la Massone
ria già comprendesse la cabala , l' astrologia , la divina
tone ed altre simili pratiche teurgiche, su cui fondava*
si l' antico dualismo dei Manichei ; in uno che il linguag
gio universale degli adepti era quello, di professarsi l'arte
di vivere senza speranza e senso timore, principii degli
empii di ogni tempo ; facendo consistere la vera perfezio
ne e libertà a nulla credere nella vita futura, che possa
nutrire la speranza del giusto , e spaventare il malvag-
gio (1). Per un tal MS. non meglio potevasi avere la
pruova dell' opposto, a quanto i Frammassoni posteriori
ci vanno dicendo , dell' innocenza dei loro arcani; e ciò
tanto più , dacché eglino si mostrano si gelosi di que
sto documento, e l' hanno a gloria ! Di più per cotale do
cumento rendesi fondato il sospetto , non forse a quella
categoria di Massoni già contaminati d'Inghilterra, sia ap
partenuta quella società di Liberi-Muratori, che in tem
po del suddetto Re Enrico VI , ebbe stipolato , mercè
apposito atto legale , con i Sagristani di una Parrocchia
di Suffolk , per le fabbriche di essa ; convenendosi che
ogni lavorante avesse un grembiale bianco e guanti si
mili di pelle , e fosse loro elevata una Loggia coperta
di tegoli (2).
Noi non punto siamo al caso di assicurare se dallo
loro nere bolge , le Frammassonerie depravate fossero
quelle, che subbillarono per quel tempo e poi nelle co
spirazioni e sedizioni dei Wicleffiti in Inghilterra, e nelle
devastazioni degli Ussiti, guidati da Giovanni Ziska, nella
Boemia, nella Sassonia , nella Franconia e nella Baviera.
Sappiamo nondimeno che Wicleff inpiantò per principio,
che ogni natura è Dio, e che ogni essere è Dio; spingen
ti) V. Lettere di Luke sopra questo MS. , illustrai, of Maeon. bu
JVill. Presto».
(2) Canni Storia Universale , iifi.
do questo brnlale Panteismo lino alle ultime conseguen
ze (1). Sappiamo altresì che il discepolo di lui, Huss,
non essendogli da meno pel suo odio contro i Re al
paro che contro il Clero -, fecesi a professare principii
di comunismo (2) , che i Commisti e Falanstériani dei
nostri giorni , i quali agognano ad invadere le terre, le
case e le borse altrui , non sono che una propagine di
Giovanni Huss , ed in lui debbono conoscere il padre
dei rivoluzionarii più feroci , dei comunisti più terribi
li. E però gli Mussiti , i quali nelle loro grassazioni ed
incendii per le mentovate province dell' Alemagna -, mo-
straronsi peggiori mille volte dei Vandali ; furono i pre
cursori di quanti dappoi insino a noi sogliono vindicaré
la libertà del pendere t cioè menando stragge di quanti
ricusano di pensare come essi !
Ma checché fosse di queste nostre congetture-, non che
di quelli che vogliono la depravazione delle Massonerie
d'Aiemagna incominciata all'epoca della edificazione del
la Cattedrale di Strasburg , e della pubblica adunan
za . a cui si assembrarono i Massoni in Ratisbona, nel
4459 ; abbiamo fondamento di credere che quelle con
sorterie avessero già incominciato a celare con somma
astuzia la reità dei principii irreligiosi ed antisociali, in
cui andavano inabissandosi. Non v' è dubbio di sorte poi>
che nei primi anni del secolo seguente , la loro iniqua
trasformazione era compiuta. Divero il germe dell' empia
propaganda non aveva indugiato nel suo svolgimento , a
produrre frutti amarissimi ; scristianizzando totalmente
quelle sciagurate confraternite. In una pergamena, scritta
in Colonia dai Frammassoni , a dì 24 Giugno 1535, v' è:
Sebbene nella distribuzione dei nostri beneficii non ab
biamo riguardo nè a Religione nè alla patria * tutta-

(1) Quell'eresiarca . per cotali principii venne poi alta illazione che
un asino era Dio , chiamando' di cono intendimento , quei che lo
negavano : Et si dicatur quod male sonat concedere asinum et quid-
libet aliud esse Denm, concedilur apud aegre intelligente* : Ve ideis,
eup. 2. E con quella Logica che è propria dei superbi , chi salutava
un asino come Dio. ribellatasi all'.autorità, del Romano Pontefice '-
{'1, Nel suo libro su le decima,
— 121 —
tolta non immettiamo nel nostro ordine altri uomini,
che coloro ì quali nella società dei profani si appetì
lano cristiani. Di tal guisa professavano manifestamente
eh' eglino non si avevano per tali -, e che il Cristianesi
mo era patrimonio della società dei profani ! Vi è di più
mentovato in quel documento -, un Patriarca secréto ,
eletto dai capi dell' ordine , conosciuto solamente da
essi capi , e riguardato come il capo visibile ed in
visibile di tutta la nostra Associazione ; e come eglino
giurassero di non riconoscere, nè obbedire ad altro superio
re che a lui, anche a dispetto della Chiesa di G.C. (1).
Ma più che le parole , quell' apostasia per allora si
disvelò nei fatti, con cui potentemente coadiuvarono al
l' opera di destruzione , iniziata dal Protestantismo in
quel secolo -, quando Lutero ribellò alla Chiesa gran
parte della Germania , imitato nell' Inghilterra da Enrico
Vili, nella Scozia da Knox, nella Francia, nell'Elvezia e
nell' Olanda da Calvino ; i Frammassoni, dai loro covi
secreti rabbiosamente soffiarono nelle plebi, onde infe
rocirle ai guastamente , alle rovine , alle desolazioni dei
più nobili Edifizii , che la pietà e munificenza dèi Cat
tolici loro maggiori avevano cretti. E da ciò fu de
rivato che sì riducessero ad un ingombro di rovine e di
macerie^ tanti monumenti di civiltà, di sapienza e di bel
le arti , che avevano formato l' onore ed il pregio di
tanti secoli, in quei paesi del Settentrione ; al paro che
operarono gli Albigesi e le sette loro affini , nei secoli
Xll e XIII, nel mezzogiorno della Francia. I Protestanti
medesimi ora lamentano la sfrenata barbarie di quei primi
tempi della pretesa riforma, avvisando che una setta se*
creta e potente avvampasse le ire di quei felloni. E di-
Vcro, dove i Frammassoni per allora non avevano Log-
gie , le province ribellate alla Chiesa Cattolica mantea*
nero intatti gli antichi Edifizii-

(1) Eckert La Franc-Macónnèrie dona sa veritable signification ,


ou son Mt et son histoire ecc. — La detta pergamena venne trovata
nell' Archivio della Loggia Massonica dell' Aia ; e fatta poi copiare
nel 1818, fu distribuita a tolte le Longie dell' Olanda e del Belgi».
Tom. L «
ti. *a medesima vuolsi attribuire l'empio li
bro De tribus impostoribus , che veruno mi apporrà
la taccia di calunniatore , dicendolo sciagurato lavoro
delle fucine Massoniche , quando il Condorcet non du
bitò attribuirglielo a gloria (I) ! Solo è cosa dolen
te , che per non lieve fondamento , cotale ignominia
debba stimarsi scritta da un Italiano. E comunque non
mancasse chi pretese dargli una più antica data , una
tale opinione è destituita di ogni solido appoggio (2).
Quello solo che può indubitatamente affermarsi , è che
sebbene cotal' empia filastrocca portasse la data dell'an
no 1598 , nondimeno essa fu edita prima della metà
del secolo XVI ; giacché il Campanella si giustificò del
delitto , altresì a lui apposto , d' esserne l' iniquo au
tore , con dire che quella triste scempiataggine erasi
i --
(1) Esquisse d' un tableau etc. Epoc. VII.
t (2) Cotesto empio libro per alcuni si è voluto attribuire all' Impe-
r'adore Federico II, ovvero a Pier Le-Vigne suo Secretano. Mentre vi
veva quel Principe , corse fama , di aver egli empiamente detto es
sere stati tre gl'impostori, i quali con le loro furberie avevano se
dotto il mondo , Mosè , Gesù Cristo e Maometto ; ed in una lette
ra, scritta in suo nome da Pier Le-Vigne, vi è querela contro Papa
Gregorio IX , come autore di quella accusa , che vi si dichiara in
sussistente e calunniosa ( Epist. lib. I, num. 55 ). Ór in una nota ,
apposta per !' edi(ore in fine della detta lettera, narrasi su la testimo
nianza di un'antica Cronaca di Turingia, come il Landgravio di quella
provincia fossene stato il delatore presso il Pontefice. E sembra che
quell'accusa ottenesse fede. Divero nella biografia di Gregorio IX,
che va tra le Vite dei Papi che diconsi del Cardinale d' Aragona ,
si fa Federico reo di si orribile bestemmia ( Rer. Hai. Script. Mu-
rator. tom. IH , part. I ) ; ed il medesimo Papa Gregorio , in una
lettera indiritta all' Arcivescovo di Canterbury ed ai Vescovi suoi
Suffragane!', riferita da Matteo Paris, tra i motivi della scomunica
fulminata contro quell' Imperadore , vi mette altresì che avesse detto:
a tribus baratatoribus, ut ejus verbis utamur, Christa lesu et Moyse et
Mahometo, totum mundum fuisse deceptum (Bist.Angl.in Henne. ///,
ann. 1239 ). E lo stesso Paris aggiunge : Fertur eumdem Fridericum
Imperatorem dixisse , licet non sit recitabile, tres praestigiatores cal
lide et venute , ut dominarentur in mundo , totius populi sibi con
temporanei universilatem seduxisse , videlicel Mmjsen lesum et Maho-
melum ( ibid. ann. 1838 ). La voce dunque sparsa sul conto di quel
Principe , nel resto poco religioso e morigerato, probabilmente dette
occasione ad attribuirgli dappoi un libro di un cotale argomento. Ma
il silenzio stesso degli Storici d* allora , ed assai più quello di Gre
gorio IX il quale non punto l'avrebbe dissimulato, ne mostrano la
insussistenza.
— m —
di già stampata treni' anni innanzi che egli fosse al mon
do (1). Or.il Campanella essendo nato nel 1568 , è
manifesto che quel libro dovette essere stampato prima
del 1538. E però quest'epoca torna assai acconcia ad
appoggiare le congetture di qualche scrittore , il quale
non mostrasi alieno dall' affibbiare una cotale mostruosa
schifezza a Pietro Aretino. Ed il cervello balzano , non
che le altre sozze compilazioni di questo poeta, rendo
no assai fondate quelle congetture, da potersi tenere co
me opera sua. Nè mette ostacolo il fatto, che egli igno
rava il latino, e quelle rare copie che trovansi della pri
ma edizione , sono scritte in latino ; giacché niuno è
al caso di assicurare , non forse originariamente quel
libro venisse dettato in volgare, e che dappoi altri aves
se preso l' empio compito di voltarlo in latino , e ri
farlo anche a suo modo , con le aggiunte di altre piti
sozze bestemmie.
Estranei agli abbominevoli arcani della rea setta , non
sapremmo spiegare a noi medesimi, come essa per allora
fossesi arrestata a cotale tratto d' improntitudine e di em
pietà, e non anzi avesse proseguito nei suoi intendimenti di
perversione a viso scoverto, in un' epoca in cui il principio
di dissoluzione religiosa e sociale, proclamato da Lutero,
veniva spinto quasi fino alle ultime sue conseguenze da
gli Anabattisti e dai Sociniani ! Per l'opposto troviamo che
la massima di tenere i profani al buio dei proprii inten
dimenti, continuasse ad essere la norma dei suoi adepti;
di tal guisa facendo supporre ai Governi d'Europa, che
essa fosse tutt'ora quella pia Confraternita di tre o quat
tro secoli innanzi. Divero nella Germania , come aveva
incontrato, dopo l'assemblea di Katisbonà , i favori del
l' Imperadore Federico III , ed ottenuta una piena ap
provazione deli' istituto dal successore di lui, Massimilia
no I, nel secolo XV; nel secolo dopo, non pure ebbe con
fermata quella sanzione imperiale da Carlo V e da Fer-
(1) Accusarunt me quod composuerim librum de tribut impostori-
bus, quitaman invenitur tgpis excusus annis triginta ante ortum meum
ex utero matris: Pioem. AtheUmi triumphati.
— 124 —
dinando l -, , ma altresì rinnovò , e mise a stampa nel
1563, le Costituzioni del suo esteriore organamento (1).
Intanto che la depravata consorteria procurava rannoda
re le tenebrose fila con quelle ingannevoli apparenze ;
nelle sue forme arcane riceveva nuovi simboli per la unio
ne con i Rosa-Croci, i quali ora formano uno dei gra
di superiori della 'Frammassoneria. E però il sole , la
luna , la stella fiammeggiante furono adottati nel simbo
lismo della setta , o forse per quella unione, eotali sim
boli ebbero un ulteriore svolgimento. Giacché non è a
dimenticare come alcuni degli antichi Manichei avessero
una certa venerazione pel sole che dicevano essere di
forma triangolare , e per la luce (2)- Vuolsi che un co
lale Cristiano Rosencreux, nato nel 1381 , al suo ritor
no dalla Palestina , istituisse quest' altra arcana società,
la quale pigliò nome dei Fratelli Rosa-Croce dal suo
autore, ed altresì degl' Invisibili per la loro secretezza.
Ma non tutti gli odierni Frammassoni ammettono la ori
gine suddetta : e tra essi v'ò chi pretende, che un Mo
naco avendo portato dall'Egitto, nel secolo XIII, i misteri
teurgici di quella setta, ne andò iniziando varii suoi disce
poli, i quali dopo la sua morte, per gran tempo fece
ro una congrega a parte , priroaché venissero associati
ai convegni Massonici, ai cui gradi superiori comunica
rono il proprio nome, insieme con i misteri i riti ed i
simboli loro particolari. Ma in un opuscolo intitolato
Forma Fraternitatis, si legge che l'autore dei Rosa-Croce
affatto ignorasi , essendosi voluto occultare sotto il velo
dello pseudoanonimo, V Illuminismo Fr. R.C. (3) Chec
ché fosse di questo , non prima del secolo XVII venne
conosciuta la esistenza di questi altri settari]. E ciò per la
pubblicazione di tre libercoli stampati in Germania, T uno
col titolo Silentium post clamorem, seu Traclatus reve-
lationum Fratrum Roseae Crucis , /o77 ; il secondo
(1) Cantù Storia universale , lib. XII.
(2) S. Angustio, contr. Faust, lib. XX , cap. 6,7. — E forsa da<s
chè gli antichi Rosa-Croce si applicavano all'astrotogia, derivarauo,
cotali simboli : luurnal sècrètdes Francs lffacons de Vienne.
(3) Prefasion, pag.. ili.
— 125 —
Apologeticu» rcvelationum Fratrum Roseae Crucis , f 6/7;
ed il terzo Themis aurea, 1618, in cui disvelavasi il no
me dell' autore di esso e dei due precedenti , Michele
Mayer. Il P. Garas , meglio che ogni altro , per allora
trattò di questa setta in una sua opera, La doctrine euritm
ie des beaux esprils de ce temps, Paris 16%&. Poco per
altro potè stabilirsi con certezza su l' indole della mede
sima, di guisa che da taluni venne supposta per una unione
di Alchimisti (1). E qualunquo potess' essere il giudizio,
che sopra gli esposti elementi , i lettori potessero dare
in riguardo a cotale congrega , è fuor di dubbio che
col nome di Cavalieri Rosa-Croce già fu una società
secreta , la quale aveva , come motto suo particolare ,
onde si potessero tra loro discernere gli adepti, la parola
INBI (2) ; e che poi essendosi fusa nella Massoneria ;
ne forma uno dei gradi superiori. Ma che cotale con
sorteria dovesse ripetere la sua origine dal Manicheismo,
disvelasi pel fatto , che eglino per gran tempo costuma
rono incominciare i loro riti col sedersi melanconici in
terra, ed alzarsi in seguito, e camminare portando lun
ghe canne (3). Ed in quasi simile positura gli antichi
discepoli di Manete (enevansi nelle loro congreghe, affet
tando di sedersi o di sdraiarsi sopra stuore di canne ,
onde aver sempre presente allo spirito, la morte del lo
ro maestro , che a punte di canne fu falto decorticar
vivo per ordine del Re di Persia (4) : quindi si disse
ro Mattarvi per una tale pratica (5).

(1) Renaudotns Conferences publiques , tot». IV, pag. 87.


(2) Mallet da Pan Mercurio Britannico, num. XVII , pag. 34 , Ar-
ohiv. sur Freymaurer , pan. HI , pag. 378 , num, i8 , Berlin 1784.
(3) Vedi l'ab. Le Frane, Grande rase-croix.
(4) S. August. contr. Faust- lib, V, cap. 4.
(5) Baron. ann. 277, § XVII — II sign. C. G. Simon di Nantes,
nel 1833, pubblicò an opera curiosissima sopra i riti, i misteri e lo
scopo di un' antica setta, notevolmente diversa dalla Frammassoneria ;
col titolo Le compagnonn,ege ( / compagnoni ). E quest'opera riusci
rebbe di non poca utilità, se fosse dettata con uno spirito un pò più
cattolico; giacché non può riuscire che sempre di vantaggio, l'opera
di far conoscere le scelleraggini della Frammassoneria e delle sue
genie ribalde , affine di aprire gli occhi a tanti inesperti , i quali sì
di leggieri si lasciano accalappiare da titoli speciosi ed innocenti.
CAPO III.

le logge Massoniche si propagano nelV Inghilterra—'


loro prime fondazioni in Francia ed in altre par
ti dell' Europa—I Sovrani Pontefici Clemente XII
e Benedetto XIV condannano la Frammassoneria—~
Essa è proscritta altresì in molti Stati — Ulteriori
sue propagazioni.

La Gran-Brettagna , ed in specie la Scozia , divenne


come la sorgente di una triste propaganda di quelle
occulte congreghe , le quali han portato ovunque gli ele
menti di un movimento anarchico ed antisociale. Dal se
no delle Logge Scozzesi il genio della rivoluzione si aprì
una tremenda carriera , e propagò lo spirito disorganiz
zatole. Una pruova luminosa fu nei disordini , avvenuti
in quelle Isole del Regno Britannico, in tempo di Ciom-
well ; il quale si servì con grande efficacia delle Logge
Massoniche per mettere in rivoluzione quei popoli. E
quando l' Inghilterra si avvide dell' abisso , in cui correva
evidente pericolo di precipitare panche prima della cadu
ta del governo rivoluzionario del Cromwell, l' Aristocra
zia Inglese avvisò doversi giovare di questo potente istru-
mento di agitazione a suo vantaggio , moderandone le
Logge in cui entrò in folla, e dirigendone l'azione, ad
un tempo che ne conservava il potere rivoluzionario rispetto
alle altre Nazioni. Da ciò quell' opera di distruzione, che
l'Inghilterra seppe tentare, -e proseguire al di fuori mercè la
Frammassoneria e le sue Logge. E non per una sola volta
la Francia, durante il regno di Luigi XIV, potò avvedersi
del perfido intendimento ; giacché un numero di faziosi
esiliati non per effetto di soverchio rigore da parte del
Governo, ma a cagione delle loro mene ostili all' ordine
sociale , unironsi alla eterna sua nemica, onde aiutarla
a prepararne la rovina, mercè intestine discordie (1). Ma
era riserbato al secolo XVIII , che la nequitosa cotigre-

(t) Luquet Dui pericoli aiunti della società , part. I, ea» 9.


_ in —
ga facesse transito dalla condizione di occulta congiura
contro la Religione e la società, allo stato di consorteria at
tiva, e di propagatrice di apostasia e di ribellione, con
affiliazioni , non più procurate in secreto, di pochi pro
seliti ; sibbene numerose, e con intendimento ad una si
cura influenza in tutti gli ordini della vita sociale. Nel
1123 essa fu al caso di potersi disvelatamele manife
stare , pubblicando in Londra pe' tipi di William Hunter,
le proprie Costituzioni, dove indicava che in quelia città
e contorni contavansi ornai venti Logge Massoniche , pre
sedute da capi particolari col nome di Decani ; che quel
le Logge comunicavano tra loro , mediante un' Assem-
blea annuale , a cui ciascuna di esse inviava un depu
tato ; e che in queste annuali Assemblee eleggevasi il ca
po supremo, al quale sottostavano. Ma ad un tempo non
avvisando essere maturata la occasione di svelare gli ul
timi suoi intendimenti, questi v'erano inorpellati con dire,
scopo dell'aggregazione essere quello di .promuovere V Ar
chitettura e V arte dei muratori. E pigliando le mosso
da cotale simulazione , spacciavasi rannodarne la origi
ne fino al primo uomo , Adamo, creato da Dio Grande
Architetto dell'Universo; gergo convenzionale della set
ta , con cui procura involgere le sue idee panteistiche.
Quindi vengonsi proclamando come Gran-Maestri, Mosè
e Salomone ; e scorrendo per diverse epoche, e per di
versi popoli, v' erano noverati altresì con un eguale titolo,
altri personaggi dell' antichità, e specialmente quei Prin
cipi che si distinsero per la protezione ed i favori dati
all'Architettura. Era quello il tempo, che in Inghilterra la
pretesa liberta di pensare avevane preparato il terreno, se
pur non vogliasi supporre che la setta ne avesse a vece
predisposte le idee. I due Burnet (Tommaso e Patrizio),
Clark , Wisthon , Whichot , Cudworth , Wilkius, Moo-
re , Worthington , Tillotson , Slillingflcet, Eroyn, Argill,
Coward , Schafresbury, woolston, Belingbroke ed altri,
nello stesso Clero Anglicano, insin' allora avevano manife
state con i loro scritti , tendenze per un religioso in
differentismo, anzi per principii che scalzavano quell' avvan
~ m —
zo di Cristianesimo, rispettato dalla riforma (1). Il Deismo*
ed il Socinianismo tra gl' Inglesi , professandosi con po
co o nulla di ritegno^ aveva contribuito potentemente alla
diffusione delle Logge settarie, non che alla trasforma
zione delle medesime , da occulte conventicole a semi
pubbliche consorterie, E però sembra che p«r quel tem
po altresì prendessero le mosse, a diffondersi per l' Eu
ropa. Divoro la introduzione dei Massoni in Francia
data da queil' epoca , in cui la deplorabile reggenza del
Duca d' Orleiins vi aveva lasciate lacrimevoli tracce di
dissoluzione sociale. Nel 1 125 , Lord Dervent-Waters ,
il Cavaliere Maskalyne, il signor Hegnerty ed altri Ingle
si fondarono la prima loggia in Parigi, la quale in meno
di dicci anni richiamò nel suo seno da seicento Fratelli^
in uno che diveniva la origine di altre Logge, di guisa che
Lord Dervent-Waters per allora fu considerato come il
Gran-Maestro dei Frammassoni Francesi. E dopo la mor-
te di lui, avvenuta nel 1146 , quando già in Parigi no-*
veravansi quattro Logge , gli venne dato per successore*
Lord d' Harnowester (2).
Ma appena la sctia tramando più ampiamente , in
cominciò a dare sentore dei suoi perfidi macinamen
ti , che la Chiesa per mezzo dei suoi Pontefici levò
alto la voce ; ammonendo i popoli ed i loro rettori ,
gli uni perchè si guardassero dal partecipare alla ini
qua associazione , gli nitri perchè adoperassero mezzi
opportuni a disfarla. Clemente XII, nel 1138, con
la Bolla In eminenti , solennemente condannò la Frani-
massoneria , ne interdisse le conventicole, e fulminò di
scomunica chiunque vi si ascrivesse o in qualunque manie-

fi) Pichoo Memorie per servire itila Storia ecclesiastica del secolo
XVIII, Introduz. § ti; ann 1704, 1710.
(2) Memorie su le istruzioni Massoniche, pag. S2— Questa setta di
tristizie , quasicchè un secolo di sciagure , di lagrime e di sangue
fosse un nonnulla , nel Settembre 1863 pubblicò in Francia una
sua supplica a quel Consiglio di Stato , nella quale menando vanto
di non mai aver chiesta cosa alcuna dal principio di sua fondazione
presso i Francesi ; vi voleva essere riconosciuta , come Istituto di
pubblica beneficenza ! E nella mentovata supplica disvelava , che le
£og«je Massoniche erauo principiate ad esistere in Francia) nel 1725.
— 129 —
ra la favorisse. E la voce dèi Vicario di Cristo , posto
da Dio ad insegnare alle genti la via della verità e della
virtù , e ad oppugnare ogni genere di nemici della Re
ligione , ebbe messo in aperto le turpitudini e l'empie
tà di quella nefanda consorteria. Non da meno opero il
successore di Lui, Benedetto XIV, nel 1T51,con l'altra
Bolla Providas Romanorim Pontificum , nella quale rin
calzando le disposizioni del Predecessore contro gli adepti o
fautori dell' empia congrega, ad un tempo avvertiva i Prin
cipi dei pericoli che correvano da parte di quei, che non.
potevano riuscire fedeli ad essi, mentre non l'erano a Dio(1).
Ma i tristi tempi della corruzione Volleriana, che per al
lora aveva incominciato a contaminare più o meno gli
ordini sociali , impedì che generalmente venisse ascoltata
la voce del Capo della Chiesa; ed i Governi stessi, non
pur che tollerare , favorivano le orgie settarie. Quindi
se alcuni , nei quali la Fede era tuttora viva ed ope
rante , si ritrassero in tempo dal laccio, in cui incauti
(1) Neil' anno 1833 venne pubblicata in Roma una Collezione com
pleta delle opere del B. Leonardo da Porto Maurizio, e nella fine
del // volume trovansi alquante lettere di sommi personaggi inviato
al Servo di Dio. L* Vili di esse, è nna lettera che il Pontefice Be
nedetto XtV gli scrisse il di 3 Luglio 1731, nella quale lepgesi : Spe
riamo pure nella misericordia di Dio a" aver aperti gli occhi del buon
jRe di Napoli contro la setta dei Liberi Muratori, che improvvidamente
aveva lasciati introdurre nella gran città di Napoli . ove erano cre
sciuti fino al numero di novantamila, come si dice. Similmente nella
X . altresì indiritta al Beato il dì 7 Agosto dell'anno medesimo, quel
Papa dicevagli : Con nostra grande consolazione riceviamo la sua iet
le ra , in cui ci dà parte aver ricevuta lanostra Potla contro i Liberi
Muratori, ed esserne stata contenta. Siane lodato il Signore Iddio
autore di onni bene. Benedetto XlV fu un Pontefice, che ha riscosso
i suffragii di ogni uomo , di ogni parte . di ogni paese, onde al sua
encomio si unirono Cattolici e Protestanti , religiosi ed increduli. Or
questo Papa vegliava a tutelare , anzi a francare gli Stati dalla setta
un quarant' anni prima , che essa afforzatasi ancor di più . gittasse
nella polvere Troni ed Altari. La sua severità contro quei settarti non
era fanatismo , perchè nessuno degli empii accasò mai Benedetto XIT
di fanatismo: era evidenza della malvagità dei loro principii , era
preveggenza dei sinistri effetti che avrebbero prodotto, era Divino aiu
to che il faceva vigile a bene della Chiesa. Così Egli fosse stato udi
to. Sarebbesi scongiurata alce-rio la fatale tempesta. E questo val
ga d' insegnamento ai Fedeli sinceri , perchè riveriscano sempre net
Sovrano Pontefice ogni disposizione per la sua Chiesa , certo che ia
essa v è il dito di Dio, t - ';
IV». /. 17
~ 130 —
avevano-dato , sedotti alle ipocrite apparenze di filantro*
pia ; d' altronde i Frammassoni continuarono a moltipli
care le loro Logge, e nelle tenebre a travagliare all'ope
ra d' iniquità. Non è che a quel generale accecamento dei
Governi non vi fossero eccezioni commendevoli ; se pur
pon voglionsi dire cotali eccezioni , sprazzi di luce che
tosto dileguaronsi. Divero troviamo che anche prima della
Bolla Clementina, nel 1135 gli Stati Generali dell'Olan
da vietarono la Massoneria ; e poi un tal divieto fu imi
tato nel 1731 in Mnnheim da quel!' Elettore Palatino del
Reno, non che in Francia dal Re Luigi XV ; e similmente
per gli Stati ereditarli di Casa d'Austria nel 11 il , nel
1148 nel Cantone di Berna , e nel 1151 fu altresì per la
Spagna ed il Regno di Napoli; nel 1151 per lo Stato di
Milano ; nel 1184 e 1185 per la Baviera; ed in eguale gui
sa in altri anni di quel secolo, nella Savoia e negli Stati
delle due repubbliche , di Genova e di Venezia.
Ed anche a prescindere da quelle Bolle Pontificie , ì
Governi ben avevano d' onde tenersi in su gli avvisi in
riguardo alla organica dell' arcana associazione, non che
alle sue tendenze , a malgrado il velo col quale procu-
ravasi essa occultare. Le diverse graduazioni dei socii, Ap
prendisti , Fratelli terribili, Venerabili, Maestri Scoz
zesi ecc.; le relazioni che le diverse Logge di un sol rito
avevano tra loro , e corrispondevano con la Loggia ma
dre , preseduta da un prevosto col nome di Gronde-
Oriente ; i segni ed i motti convenzionali onde potersi
tra loro discerre gli affiliati, e la divisione medesima dei
gradi , nelle quali le funzioni dell' un grado superiore
debbono essere occulte al grado inferiore; il secreto pro
fondo con un formidabile giuramento , la cieca ubbi
dienza a qualsiasi comando dei capi mercè cui devesi
posporre ogni vincolo naturale, senza eccezione di luogo,
di tempo e di circostanze (1); il carattere personale de-

(t) Io tf.N. alla presenta del Grande- Architetto dell' universo e di


quella dei miei Superiori, come pure della ritpettabile Società, in cui
mi trovo , mi obbligo di fare tutto quello e quanto mi verrà ordina
to dai miei Superiori; e però mi obbligo sotto le pene cognite ai miti
gli adepti, nella miglior parte o ignoranti o di depravati
costumi, che ad una spudorata irreligiosità ovvero ad un
abbominevole libertinaggio unissero un desiderio di scuo
tere ogni subordinazione sociale; erano questi, motivi più
che sufficienti a far aprire gli occhi anche ai meno veg
genti. Ma la illusione continuò nell'universale, e si giun
se alla demenza , che nelle famiglie più illustri avevasi
come punto di gentile educazione , l'essere Frammas
sone, e non volgare pregio l' avervi conseguito qualche
grado. Che anzi avvenne dappoi di vedersi anche più di
un Principe partecipare all' abbominevole congrega. Pas
sioni troppo impure erano in moto. L'incredulità, sotto
nome di tolleranza e di filosofia , dopo la metà del se
colo XVIII invadendo tutle le classi sociali , trovò un
potentissimo ausiliario nel Giansenismo ; ché comunque
animato di un odio mortalo contro di essa , nondimeno
ne' suoi più violenti eccessi le si unì in una stretta ed
empia alleanza. I Principi ed i popoli, messi fra questi
due partiti , tal ora agivano forse senza nemmanco av
vedersene , credendo di operare per proprio impulso.
Quello che non pertanto è a rimproverarsi, e giustamen
te , a Governi e governati , è che mentre gli uni avvi-

Superiori , di obbedire ciecamente, tema richiederne il perchè, e di


non rivelare il secreto , nò a vocis nè in iscritto nè con i gesti , di
tutli gli arcani che mi saranno manifestati: Processo del Conte Ca
gliostro , Roma 1790. Ed in questa formula esecranda , con cui pro-
curavasi tenere al coperto dei profani le tenebrose massime e le ini
que tendenze della rea consorteria , chi non ravvisa la identità della
medesima cod i principii dell' antico Manicheismo e sue nequitose
propagini ? S. Agostino scriveva dei Priscillianisti : Ad occuLtandas
eontaminatiunes et turpitudines tuas , habebant in dogmatibus sui»
haec nerba , /uro , perjura , secretimi tradere noli : De Haeret. cap.
70. — Migliore avvedutezza , se non una spiuta a scuotere il torpo
re dei diversi Governi di Europa , mostrò quello della Turchia nel
1748. Giacché saputosi come un Francése , espulso da Venezia per la
sua condotta immorale , aveva aperta una Loggia Massonica in Co
stantinopoli , nella casa di un Dragomanno della Legazione Inglese ,
dal Divano venne dato ordine al Capurfan Bassa, di sorprendere l'adu
nanza , incarcerarne i componenti , e dare a fuoco la casa. Ma pene
tratosi a tempo dai settarii il pericolò che correvano , immantinente
sciolsero quella conventicola. Nondimeno in uno che il promotore di
essa fu cacciato da quella città, venne intimato all' Inglese di non più
aiuwciiere settarii m sua casa , se non voleva vederla incendiata.
— 132 —
Savano per Io più, scopo della setta fosse solo anticat
tolico , gli altri fosse antimonarchico; ad un tempo gli
uni e gli altri erano accecati dalla fosca luce del Prote
stantismo , da cui più o meno venivano irradiati. Quin
di i Governi fidenti nella forza materiale , si persuasero
che solo alla Chiesa sovrastasse pericolo dalle società se-
crete, e che riuscendo a distruggere la sì detta domina
zione chericale , i soli Preti ne avrebbero patito : pe
rò in quella lotta clandestina e calcolata contro la Chie
sa avvisarono trarne vantaggio; allargare la sfera dei pre
lesi loro diritti , spezzando i lacci che credevano Roma
averli avvinti ; non che unire nelle loro mani gran par
te dell' autorità religiosa, e sì una certa indipendenza. I
popoli poi credettero, i colpi delle società secrete essere
diretti unicamente a mutare gli ordini governativi in for
me più libere; o al più che divisamento dei settarii fos
se contro qualche Dinastia regnante: quindi non che osteg
giarli, li secondarono. Ma gli uni egli altri non si av
videro che quelle nequitose consorterie tendevano a, rove
sciare Altari e Troni , e miravano a spegnere ogni idea di
Dio, dimorale, di diritto; essendo il loro scopo anti
religioso ed antisociale , cioè la dissoluzione della Chiesa,
della società, della famiglia, ed il servaggio dell' umanità
sotto il dispotismo dei capi della setta. Mercè dunque co-
tali favori di Governi e governati , i Massoni , di Fran
cia si dilatarono in Alemagna, e di là in Polonia , in Rus
sia , in Svezia e nelle altre regioni del Nord, ad un tem
po che nel Mezzodì invadevano l'Italia, e ad Occidente
la Spagna ed il Portogallo ; di guisa che la Frammas-
soneria, l'anno 1183, a Wilhemsbadt fu in grado di mo
strarsi alla svelata, reggenti e plaudenti i Monarchi.
Nei grandi avvenimenti che appariscono ad intorvalli
nella Storia , e cho sì profondamente scuotono Governi
e popoli, non sempre si vorrebbe riconoscere e benedi
re i Giudizii inpenetrabili sì, ma sempre mai adorabili
c santi del Signore. Che se veggonsi tante potenze im
pure , e sovente infernali, concorrere al compimento di
quei Divini Giudizii, e talvolta quegli stessi che ne di*
— 133 —
ventano le vittime, appariscono agii occhi del mondo ir"
reprensibili e puri : nondimeno cotali avvenimenti non la
sciano di presentare l' impronta della Giustizia Divina, e
sono quasi sempre la espiazione di falli anteriori e di
peccati commessi.
La rivoluzione Francese del 1189 con tutti gli orrori
c le laidezze che la seguirono, o l'incendio diffusosi per
l' Europa , disvelarono un tal vero ; e che però giusta
mente erasi reclamato dai Pontefici. Ma tardi fu il pen
timento , anzi quel pentimento stesso fu poco durevole,
nò provvido per l' avvenire. Ed i fatti posteriori ne han
no convinti i più schivi. Divevo rivoltate le sorti dell'Eu
ropa, e caduto il primo Napoleone, il quale dalle sette
innalzato, speranti averlo istrumento ai loro proponimen
ti , dalle sette medesime trovato fiero avversario , venne
sospinto al precipizio ; la società che avrebbe dovuto
costituirsi su le eterne basi del vero e del giusto , fu
lasciata ondeggiare sopra principii vaghi ed equivoci. E
di tal guisa fu dato miglior agio allo nequitose consor
terie di diffondersi e di cospirare.

CAPO IV.

Cospirazione in Francia contro la Religione—Voltaire,


Longue, Madama Huber , Marchese d'Argens , Mon
tesquieu, Ekieze, La-Mettrie, Tuissant, Maillet, D'A
lembert e Diderot primi autori della Encicopledia ,
l'Abate De Prades , il Barone d'Jlolbach e sua em
pia congrega, Russeau.

Tra' gravi avvenimenti antireligiosi ed anarchici , che


hanno menato le cose , dove le vediamo giunte ai nostri
giorni, non l'ultimo fu lo pseudo-filosofismo, supremo svol
gimento delle massime del Protestantismo ; che propaga
to dall' Inghilterra e dalla Germania nella Francia , da
essa si venne dilatando in tutta l' Europa ; e di tal guisa
divenne ausiliario della Frammassoneria, e dell' Illumi
nismo che seguì dappoi. In proposito scriveva La-IIarpe:
Al principio della rivoluzione alcuni uomini saggi com~
presi da giusto timore, avevano annunziato, che la fa
zione non tendeva ad altro , che a distruggere qua
lunque specie di culto religioso. Io non so intendere,
lo confesso , come mai eglino potessero da se predire
per allora , quanto noi abbiamo veduto : ciò assolu
tamente era impossibile. I nostri presagi su f avveni
re non possono formarsi, che con Vesperienza del pas
sato ; e le passate età nulla di simile ci offerivano...
Io penso dunque che il progetto di abolire qualunque
Religione esisteva realmente, e da lungo tempo; ma io
non mai ho creduto possibile , che questo sogno della
filosofia divenisse operazione del governo, ed un atto di
legislazione (1). Ed il Filosofo Francese , stato lunga
mente allievo del Voltaire , quando gli orrori di quella
rivoluzione gli fece ritrarre il piede dall' abisso , in cui
vedevasi spinto, meglio che ogni altro era al caso di de
nunziare l' empio disegno. , tratteggiato dai corifei della
filosofia del secolo XVIII.
I primordii di cotale cospirazione , contro il Cristia
nesimo , datano in Francia da . quell' epoca sciagurata
della reggenza del Duca d'Orleans, nella minorità di Lui
gi XV. E comunque quel Duca non professasse una in
credulità decisa , nondimeno la debolezza del carattere
di lui , ed assai più la -disordinata maniera di vivere
suo , favorirono Y irreligione. Da ciò , quel piccolo nu
mero d' increduli, i quali per allora potevano esistervi ;
e che insino a quel tempo rimanevansi timidi e riserba
ti , temendo non offendessero la pubblica opinione ed il
sentimento religioso dell' universale, con mettere in aper
to le proprie idee ; adoperò minori precauzioni, in quel
la depravazione di costumi , la quale dalla Corte diffon-
devasi nella capitale del Regno , e dalla capitale nella
province. E se non l' autore dell' empia congiura contro la
Religione di Gesù Cristo , almanco quello che le dette
impulso, e ne svolse gli elementi, presentasi Y Arouct ,
(1) Fanatismo della lingua rivoluzionaria ,'paij. U8 , Cristianopu*
U 1709. ', - :
— 135 —
più comunemente conosciuto coj nome di Voltaire. Egli
insin d' allora fecesi conoscere , come dominato da un
desiderio di conculcare ogni religioso principio , senza
orpello alcuno disvelandosi, nella Lettera ad Urania che
lungamente girò per quel tempo manoscritta, io non sono
eristiano l I primi monumenti dell'odio furibondo di luì
contro il Cristianesimo, che contengonsi nella voluminosa
sua corrispondenza, datano da quell'epoca infausta, e qua
si ad un tempo che la Frammassoneria impiantavasi in
Francia. Giovine di anni , fornito di brillanti talenti, era
spinto nella triste carriera dagli applausi di altri , che
al paro di lui , in quella universale corruzione di costu
mi , trovavano come loro tornasse facile la libertà di
pensare , ed assai più il libertinaggio di condotta. Ani
mato quindi da cotale spirilo irreligioso , ad aumentarlo
contribuirono altresì le relazioni , che ebbe con i Dei
sti d' Inghilterra , che finirono di pervertirne la mente
ed il cuore. E però tutto egli pose in opera , e di tutto
fece abuso , onde giungesse ai suoi rei proponimenti ;
la Scienza la Poesia la Storia, furono armi potentissime ,
da lui travisate mercè il sofismo, la bestemmia eie buffo
nerie, a vilipendio degli oggetti più sacri, non che ad oltrag
gio della morale ; ed avvicendando l'audacia alla ipocrisia,
portò la sua avversione alla religione' al più schifoso cinismo.
E quando più si avvanzò negli anni , il suo ardore per
ischiantare la Religione non conobbe più limiti ; ed i suoi
opuscoli, i libelli, i poemi, le storie, che andò dettando,
per la leggerezza dello stile , per la superficialità del ra
gionamento , per i motti arguti , non. potevano che col
pire il sentimento dei Francesi, portati per indole a non
molto profonde investigazioni (1).
Ma non fu che verso l'anno 1140 o poco dopo, che
lo spirito d' incredulità , sotto l' orpello di una pretesa
filosofia , moltiplicò presso quella Nazione i suoi sforzi,
affine di crollare le fondamenta della Religione. Sembrava
che Essa omai presso un buon numero dei Francesi venisse
(1) Pichoc Memorie per servire alla Storia Ecclesiastica del secolo
XVIII , onn. 17Z3 , 1734; Appendic. Scrittori ecc.
— 136 ^*
ìn fastidio , meno chc per la sublimità dei suoi Dogmi
urtando gli spiriti mal prevenuti, in quanto che con la se
verità di sua morale contrastava ai cuori corrotti. E
però pretendendosi ricorrere ai nuovi sistemi , per sta
bilire nuove regole di costumi, i deboli n'erano scossi,
ed i tristi ne andavano insolenti. Non era cosa più oc
culta , quella tendenza di moltissimi spiriti alla irreligio
ne. S' incominciò a riguardare come una pruova di gran
forza di spirito , l' affettata indipendenza di pensare ,
con cui riguardavasi la Fede come un ostacolo al pro
gresso dei lumi , e l' Autorità come un giogo odioso.
Non è, che solo per quell'epoca si disvelasse nella Fran--
eia una sbrigliata tendenza alla incredulità , chè altresì
prima erasi veduta più- di una pruova di cotal' empia
tendenza ; di guisa che una mente acuta avrebbe po
tuto presagire l' abisso , in cui sarebbe traboccata poi
quella generosa Nazione. E di vero, in uno che il Voltai
re per allora procurava di sbieco assalire il Cristianesi
mo , un altro , un cotale Longue, in maniera più spu
dorata usciva in mozzo con una filastrocca sfornita di
qualsiasi pregio letterario , e di forme noiose , col ti
tolo la Principessa Malabares o il Celibato filosofico ;
dando fondato sospetto , non fosse l' autore di quella li
cenziosa produzione , uno degli iniziati alla tenebrosa so
cietà Massonica, e non poco addentrato nei tristi arcani
della medesima. Divero egli visi dichiarava con tuono impu
dente, nemico di ogni culto religioso, e faceva voti che
la ragione affogasse tutte le religioni , e che in sua vec
chiezza potesse vedere le medesime in odio universale.
Quello sopra ogni altro dava a fraintendere come fosse n
parte della tenebrosa cospirazione contro Dio ed il Cri
sto suo , chè nel suo furore irreligioso manifestavano
i rei intendimenti : % progetti ai quali tomo rivolle tut
te le nostre meditazioni , non vedranno per lungo tem~
po la luco (1). Ad un tempo vedevansi anche le donno
cooperare all' opera scelcrata , ed un tal compito per

(1) Pichot, ibid. ann. 1734. ""J >. •


— m --
allora e poi assunse Madama Huber, Ginevrina, stanziata
a Lione, la quale con le sue opere procurava propalare il
Deismo , proclamando, la Religione non essere che una
forma accessoria, di cui, come di umano trovato, potc-
vasi far senza (1).
Data una volta la spinta , era impossibile che il tor
rente non dilagasse , da non travolgere nelle sue ondo
anche quei , che in diverse circostanze sarebbero riusci
ti altrimenti. E non pure gli spirili frivoli , come per
allora il Marchese d'Argens, si giltavano in sì lagrime-
volc arringo , con i modi irriverenti , le intemperanze di
fantasia ed i sarcasmi dei loro scritti, mostrando ogni loro
studio fosse quello di compiacere all'empia congrega(2) ;
ma altresì scrittori di esatto criterio non seppero guardar
si da quella fosca luce , di cui allora tentavasi d' irradia
re ogni Letteratura. E duole che tra questi ultimi debba- •
si noverare il Montesquieu , il quale senza professare quel-
I' empia tendenza, quel turpe cinismo e quell'odio furibon
do alla Religione Cristiana , che più o meno forma il ca
rattere dei Volteriani; piacque sì nulla di meno, che eglino
l'avessero riguardato, ed a suo malgrado, come uno di loro,
e che con le sue opere li avesse di molto favoriti. Ed
a tralasciare le Lettere Persiane con i suoi sarcasmi so
pra i Misteri ed il Culto della Chiesa Cattolica; nelle Consi
derazioni su le cause della grandezza e decadenza dei Ro
mani, preparò gli animi dei Francesi alla rivoluzione. Non
minori furono i torti di lui nell'altra opera Lo spirito delle
Leggi , in cui attraverso a pregi notevoli , vedesi come
egli venisse trasportato da spirito di singolarità piutto
sto, che da pravità di cuore , a volgere colpevoli trat
ti contro la Morale ed oltraggiose assertive contro i Dogmi
del Cattolicismo (3).
Or se insino al volgere della prima metà del decor
so secolo , cotali attacchi contro la Religione presenta

ti) Pichot, ibid. anii. 1742.


(2) Pichot, ibid. ann.1746 — Memorie di Mornle Religione e Let
teratura , di Modena ecc. Ritratta/doni di alcuni increduli. Art. IV,
(3) Pichot , ibid. ann, 1713.
Tom. 1. «
138 —
vansl , come fatti isolati , o almanco gli sforzi dei set~
tarii erano intesi a farli comparire di tal guisa ; per quel
tempo e poi la lotta dell' empietà contro il Cristianesi
mo , i suoi Dogmi e la sua Morale , nella Francia, au
mentò per violenza e per audacia. Elveze e La-Met-
trie , nei loro scritti , in maniera spudorata professaro
no la più brutale immoralità ed il più turpe ateismo. Ed
un animo ben formato mal saprebbe contenersi nei limi
ti di una giusta indignazione, a fronte del cinismo schi
foso di quei due increduli ; i quali studiaronsi di tra
volgere la Società tra le sozzure , calpestando ogni
idea di pudore , ed idolatrando massime abominevoli di
depravazione. Non altrimenti doveva attendersi nello svol
gimento di questi licenziosi principii ; chè supremo in
tendimento della iniqua cospirazione era quello , di ri
durre gli uomini alla condizione medesima delle bestie,
e peggio ! Però insin d' allora, questi sforzi settarii era
no presagi dolorosi delle grandi sventure, nelle quali an
dava ad inabissarsi la Società ; vedendosi nel mezzo di
essa cotali scrittori , dettare in tuono alto , la religio
ne e la morale come opera della politica , i rimorsi
della coscienza come pregiudizio della educazione , le
idee del bene e del male riconoscere come unico suo
fondamento e norma l'interesse sociale (1) ! Per quasi
non dissimile maniera procedette il Tuissant , il qua
le spacciando nel suo Panagio , di presentare un si
stema di morale , indipendente da ogni idea religio
sa ; in uno che gittava il ridicolo su le istituzioni e le
pratiche della Chiesa Cattolica , veniva delineando trat
ti di laidezze , da disvelare come la pretesa religione
naturale , . di cui egli bandivasi propugnatore , non pun
to potess' essere sufficiente a dettare regole di buon co
stume (2). E se il Tuissant ebbe date quelle lagrime-
voli pruove di umiliante degradazione in riguardo alla
morale , non guari tempo dopo il Maillet , o chicches-
siasi l' autore del Telliamed , dette una pari mostra di
CI) Pichot, ibid. ami. 1746.
(2) Pichot, ibid. ann. 1748 — memorie di Morale ecc. Art. TI.
t
— 139 —
degradamelo , in quel suo romanzo procurando oltrag
giare la Cosmogonia Mosaico, con impinzarlo di aneddo
ti favolosi , sistemi assurdi ed ipotesi strane , affine di
proclamare la Storia della Creazione del Mondo come op
posta alle nozioni della Storia naturale e della Geologia.
E di tal guisa sempre più venne disvelando quella de
bolezza di spirito , la quale sì ignominiosamente domina
la comune dei pretesi propugnatori dei diritti della ragio
ne, i quali in uno che avvisano disonorarsi credendo ai
fatti di una Divina Rivelazione , non dubitano poi ac
creditare favolosi racconti ; e rifiutandosi ammettere priu-
cipii fondati sopra molivi i più ragionevoli , si gittano-
a scempiate ed assurde teorie.
Intanto quello spirilo medesimo che sollevavasi con
tro il Cristianesimo , in maniera sì laida ed inverecon
da , sostituendovi a vece la religione del senso e di
Epicuro.; non rinvenne migliore partito , onde riu
scisse più facilmente .nei suoi rei propositi , che quel
lo di oltraggiare e perseguitare il Clero. Però non
punto s'indugiò dai sofisti d'indirizzare contro di esso
velenose inettive : ed insin d' allora si procurò eccita
re la cupidigia burocratica contro i beni della Chie
sa, predicandone la legittimità e la utilità dello spo
glio. Quindi infra quella colluvie di scritti irreligiosi ed
immorali , che con una inesplicabile impunità circolava
no nelle province della Francia, non vi ebbe difetto di
quei che dicessero il Clero , parte meno utile del cor
po sociale. E ad un tempo che il sacro Celibato v'era
manomesso, e posto in uno aspetto odioso ed antisociale;
le largizioni fatte ai pii Luoghi venivano spacciate in co-
tali libreltucciacci, come frutii di una pietà sedotta e ma
lintesa, e che il patriottismo fosse in diritto di rivendicarli
a suo talento. E sin d'allora vennero giltati i primi semi
di quelle massime di sacrilega rapina, le cui conseguenze
sono state poi l'attuazione di tanti delitti e di tante dis-
gavventure (1). A malgrado nondimeno- questi traili, che
^ ri-..'.i». ;-:•>'/:•
ti) Pichot, ibid, «»n. *7f?.- ..t
• — 140 —

andavansi «volgendo , della cospirazione incredula, quello


che ne disvelò l' azione sua in lutla la forza , e che
nelle mani della medesima divenne un'arma valevolissima,
con la quale l' empietà avvisavasi di battere in massa la
Religione ed ogni istituzione di essa, fu Y Encicople dia.
Il partito non lasciò di strombettarne il merito, annun
ziandone la pubblicazione come una compiuta raccolta,
e pregevolissima di ogni cognizione umana, non che uno
evariato deposito , nel quale sarebbonsi riunite tutte lo
investigazioni scientifiche , tutti i principii di letteratu
ra e tutte le maniere di trattare le arti. Doveva riusci
re però ad un complesso di trattati in Teologia, Meta
fisica , Matematiche , Scienze esperimentali, Meccanica,'
Morale , Medicina, Pittura , Scoltura, Architettura ecc.
Ed erano invitati a cooperarvi i dotti , i letterati e gli
scrittori di ogni genere che fossero nella Francia : trat
tandosi di una raccolta , la quale come il sommo concet
to dello spirito umano, ed un moaumento imperituro del
secolo , poteva supplire da sè sola ad uno svariato nu
mero di libri. Non è a maravigliare quindi se ovunque
venisse richiesta, e che le Biblioteche andassero grava
te di sì enorme compilazione , facendosi a gara di prov
vedersene , come di un dovizioso ornamento. Ma il suc
cesso soprattutto devesi agi' intrighi del partito, che spin
geva innanzi l' opera a suo profitto ; ognor disvelan
dosene le mire più tristi e spaventevoli. Quelli che
no avevano formata la idea ; erano i più ardenti cam
pioni dell'empietà , i collaboratori del Voltaire nell'ope
ra nequitosa di scristianizzare la Francia. E non poteva
essere altrimenti , ché tosto non apparissero le tenden
ze irreligiose di quella raccolta , vedendosi nella parte
riguardante la Metafisica , dominarvi quei principii che
incominciavano a prevalere, di un sensualismo più o meno
mascherato. Ogni opera vi adoperavano i compilatori ,
che meglio tornasse loro acconcia a diffondere le idee
«stili alla Religione, e che colale raccolta di Scienze e
di Arti dovesse riuscire di mezzo potentissimo all' incre
mento della nuova Filosofia. Da ciò , negli articoli, più
- Ili —
esposti alla considerazione comune , usavano un linguag
gio subdolo ed un contegno ossequioso al Cristianesi
mo , ai Dogmi ed alla Morale ; ma dappoi compensa-
vansi di una tale riserbatezza in altri articoli, meno ap
pariscenti , ai quali si procurava dirigere l" attenzione
dei lettori ; ed in essi bistratlavasi , quanto con velata
ipocrisia si era dovuto rispettare in quegli altri. Rifles
sioni maligne , dubbii senza schiarimenti, obbiezioni la
sciate senza risposte , erano di continuo i tratti, di cui
s'ingemmava l' Encicopledia. E come progredivasi nella
pubblicazione di essa , i posteriori volumi aumentavano
di audacia , in contrapposto dei primi che erano sem
brati meno pericolosi; ed omai in ogni pagina, più o meno
manifestamente, andavasi svolgendo il tristo disegno della
rea consorteria. Il Voltaire stesso ne riguardava il compi
mento , come di un sommo' interesse. E le speranze di
lui non andarono fallite , giacchè a malgrado i reclami
e gli ostacoli , quella pubblicazione giunse al suo ter
mine , e con la fama dell' opera andò di pari la diffu
sione del veleno , onde era informata (1). Alla di
rezione di tanta sciagurata opera per allora compariva
no due instancabili cooperatori di quel sofista , Diderot
e D'Alembert , i quali comunque di carattere tra loro
assai diverso, giungevano purnondimeno alla stessa me
ta per vie apparentemente opposte. Il primo , nei suoi
articoli di quel Dizionario, dava l' impronta di una fuor
viata immaginazione e del disordine delle sue idee. E
La-Harpe ci ha lasciata una testimonianza del carat
tere tempestoso di questo incredulo , il quale nei ten
tativi del suo empio proselitismo , con cui ingeghavasi
depravare la gioventù studiosa per quei tempi , tramo-
dava in disconvenevoli tratti d' irreligiosa albagia , da
discreditare la causa, di cui facevasi propugnatore. Ed
a quel Filosofo e Letterato, comechè per allora entusia
sta per le massime irreligiose , parvero intollerabili il
piglio cinico ed il tuono pitonico, con i quali il Dide-

(1) Picbot, ibid. ann. 17S2, 17S8, 17S9.


— 142 —
rot disputando di tutto e su tutto, sentenziava come dal
tripode, andando talora fino al ridicolo (1). Per contra
rio il D'Alembert, meno impetuoso per carattere, giunge
va in modi meno ardimentosi , ma di non minore effi
cacia, ai suoi intendimenti. E se Diderot e gli altri della
incredula consorteria , senza orpello alcuno cercavano
crollare le fondamenta della Religione; egli più. cauto vi
bravano i colpi , non dissociandoli da leggieri tinte di
emendamenti. Depositario dei pensieri del Voltaire, e ze
lantissimo suo cooperatore, negli oltraggi che Taceva alla
Religione, adoperava certi involucri di frasi artificiose e
di affettate dilucidazioni , che riuscendo a metterlo al
coperto dai rimproveri dei buoni , in uno lo rendevano
sicuro che presso i tristi, quei suoi colpi non andavano
indarno (2). Ad un tempo gli sforzi dell'iniqua consor
teria, mentre che con talune corrispondenze più o meno
estese dei suoi corifei, non che con quella enorme colle
zione, e con un grandissimo numero di libelli di ogni
genere e di ogni formato , aggrediva le istituzioni reli
giose ; attentò pure a colorire le proprie idee in piena
Sorbona, facendovi annunziare l' empietà senza tanti ri
guardi. Difatti per allora l'Abate De Prades, il quale era
in stretta relazione con gli Eneicopledisti, pubblicamen
te vi sostenne alcune tesi, e con termini sì audaci, che
commosse a generali clamori, non pure per la loro for
ma, criminosamente equivoca e favorevole al deismo ed
al materialismo ; ma altresì per sospetto fondato, non vi
avesse avuto luogo l' intelligenza di quei che cospi
ravano contro la Religione. E questo fu il primo di gridi
formali di guerra ,' che pòi si multiplicarono davvantag
gio, e cotanto straziarono la Chiesa in Francia (3).
Per allora e poi , la casa del Barone d' Holbach e
quella del Conte d'Argentai divennero in Parigi, il con
vegno degli Eneicopledisti ; e da essa per lo più usci
rono quelle tante filippiche contro Dio, la Religione di
(1) Memorie di Morale ecc. Art. XI II, Mum. 1.
(2) Pichot, ibid. ann. 173Ì.
(3) Pichot, ibdi. ann. 1731.
— 143 —
Gesù Cristo , il Clero ed i Sovrani ; chè quell' incre
dulo impiegava le sue dovizie a pagare chi le compilas
se, ognor che egli non credeva o non tornavagli conto
dettarle. E che in uno con la Religione s'incominciasse
disvelatamente a declamare contro le Autorità sociali, in
nanzi alle quali fino a quel tempo si erano strisciati quei
della nequitosa cospirazione , di leggieri doveva inten
dersi ; poichè essi stimavano degni di una medesima ob
brobriosa condanna l'Altare ed il Principato. Ed è rinomato
il ditirambo del Diderot, Glim Eleuteromani , nel quale
una orribile animosità spira contro la tirannia ; sotto il
quale titolo già s' incominciava ad inveire contro tutt' i
Sovrani in generale, eccitandosi con epiteti ingiuriosissi
mi al disprezzo ed all'odio, non che evocando alla ribel
lione i popoli, ed invitandoli a disfarsene. Comparivano
di più, per allora, nella iniqua cospirazione , ed altresì
con eguale impudenza ed audacia, Boulanger, Du-Marsais,
Damilaville, Grimm, Naingeon, Turgot, Francklin, Rous
seau, Thiriot, De Bordes , Marmontel , Saurin , Roux ,
Saint-Lambert , Jefferson, Condillac , Thomas , Cabanis,
Condorcet, Raynal (1). Ma non mostravasi così compatta
la unione di tutti cotesti deisti , materialisti ed atei ,
che ne fosse eliminato ogni dissaccordo. E divero co
munque il D'Alembert avevasi in conto, appo la miglior
parte dei cospiratori irreligiosi, di capo visibile del par
tito , riconoscendosene il Voltaire come l' invisibile ap
poggio e direttore ; pur tuttavia non incontrava gli ap
plausi universali della setta, dacchè rifuggiva da quelle
maniere furiose, con le quali tanti altri scagliavansi con
tro la Religione nei loro scritti e nei loro colloquii ; ed
avversava anche l' uso di quell' empio gergo del suo
maestro , schiacciate V infame , molto di ordine nel
la guerra scelerata contro Dio ed il Cristo suo. E
per l' opposto l' Holbach era in beffe del Grimm e del
Naingeon , che a malgrado la fiera sua ostentazione
d' incredulo, e le sue declamazioni contro la superstizio-

(1) Pichot, ibid. ami. 1770 ; Appendic. Scrittori ecc.


ne ed il fanatismo ; da loro veniva accusato come osti-
nato nei pregiudizi, eccessivamente credulo, e sino alla
puerilità preso da entusiasmo per le ciurmerie del Mesmer.
E da ciò la noncuranza scambievole, l'Holbach non mai
avendo saputo perdonare al Naingeon, che in proposito
di quelle imposture, avvisasse diversamente da lui (1).
Ma quello non fu l' unico esempio di umiliante degra
dazione , e forse nemmeno il primo , per riguardo a
quelle teurgiche ciurmerie ; chè fino ai nostri tempi co-
tali melensaggini del Mesmerismo, del lucido Sonnambo-
lismo , delle tavole picchianti , parlanti ecc. veggonsi
rinnovate per tanti entusiasti declamatori del progresso
dei lumi, e pretesi abborrenti dai pregiudizio, dalla super
stizione, dal fanatismo ! Nè migliori erano le relazioni
del Rousseau con Y intera società d' Holbach, e quel so
fista Ginevrino non risparmiava loro le più gravi accuse
e gli epiteti più contumeliosi. Neppure a lui andava a
sangue il Voltaire 5 odiandone quel tuono di cinismo ,
con cui questi pigliavasi gioco di quanto v'era di più sa
cro. E la discordia progredì fra loro due, a tal segno cho
giunsero a tratti di manifesta malevolenza e di disprez
zo scambievole. II Rousseau rimproverogli non pure la
depravazione dei costumi , sopra di che per altro nem-
mnneo egli poteva lodarsi della propria persona; ma di
più la debolezza dei suoi ragionamenti, la mala fede e
la buffoneria. E nella effervescenza dell' animo , mentre
proruppe in cotali tratti contumeliosi , giustamente per
altro meritati dal Voltaire , egli non punto si avvedeva
che di eguale diritto cadevano sopra di lui (2). Se la
rea consorteria, anzichè avvisare di proseguire i' empia
lotta contro Dio ed il Cristo suo , anche con la frene
tica venerazione delle ceneri dei suoi corifei , ne aves
se a vece involate alla pubblicità tante opere, e special
mente le Corrispondenze epistolari dei medesimi ; forsei
avrebbe risparmiata alla loro memoria ed a se stessa
l' onta presso i posteri , il preteso filosofismo del seco-
(i) Pichot Memorie tee. Append. Scrittori ecc.
\ì) Pichoi , ibid. Appenda. Scrittori w*.
— 145 —
lo XVIII non essere stato in fondo , che una scuola di
livore, d' invidia, di parzialità, di reciproche pettegolezzo,

CAPO V.

Cause che resero in Francia, Vincredulità baldanzo-


sa, e sopratutto la corruzione di costumi dominan
te nella Corte di Luigi XV — Dal Voltaire è oU
(raggiato turpemente il Marchese De-Pompignan ,
perchè zelante difensore della Religione — Perse-
emione contro i Gesuiti e gli altri Ordini reli-
giosi — La Frammassoneria , suoi rapidi progrès
si, e suoi apparecchi alla rivoluzione di quel Regno»

Farà per avventura meraviglia, come tanto palesemen


te e tanto impunemente spudorati scrittori osassero insul
tare ai principii religiosi di un popolo, quale mai sempre
era stato quello della Francia, non degenere dalle glorie
Cristiane, dei padri suoi. E non è a negare che più dì
una volta i sofisti ebbero ostacoli non punto leggieri allo-
loro imprese : ed in questo gli sforzi dell' Episcopato ,
le onorevoli fatiche di un gran numero di apologisti, e
l' opera stessa della Magistratura sarebbero risultate ad
un pieno successo ; se la incredulità non fosse stata se
condata da uno sbrigliamento di passioni, e le circostan
ze dei tempi, non che arrestarne l' impeto, non avessero
favoriti i progetti degli empii. Il veleno della filosofia an
ticristiana , un mezzo potentissimo incontrò a dilagarsi,
in quella indolenza generale, che per allora ammorbava
la Società in Francia , pe' tristi esempii di corruzione
morale , la quale dominante nella Corte del Re Luigi
XV, toglieva perfin ogni barriera alla contaminazione dei
costumi , ed evirava gli animi di una generosa Nazione.
E l' opera stessa delle Magistrature , contro l' iniqua co
spirazione degl' increduli , era fiaccata da altre avventate
imprese, con le quali i Parlamenti, in uno che sfolgorava
no gli scritti degl' increduli , menomavano il Clero attac
cato a proprii doveri , con mille guise di vessazioni ;
,Jom. I. «
— 144 -
affine di favorire un partito ipocrita, ì Giansenisti, i qua
li non meno che gl' increduli osteggiavano alla Chiesa.
À queste cause del progresso di quella irreligiosa cospi
razione si aggiungeva il favore più o meno manifesto, che
fazioni potenti davano ai corifei di essa. Ed il Governo ,
qualora avesse voluto, teneva in mano mezzi come repri
mere la mania anticristiana del Voltaire. A tutti era no
lo come egli fosse il compilatore di tanti scritti irreli
giosi ed immorali ; e se non mai gli fu imposto silen
zio , fu questo un effetto della non curanza , che per
quei tempi prevaleva nel Ministero Francese ; oltre alla
manifesta protezione , che gli prodigavano il Maresciallo
di Richelieu, Madama di Pompadour, quello schifoso idolo
che per allora attraeva gli omaggi di una Corte contamina
ta , ed altri i quali influivano nelle alte regioni dello
Stato. Quindi era riuscito sino ad entrare nell'Accademia
Francese, a malgrado le forti opposizioni di quanti nella
Francia , all' amore delle scienze e delle lettere associa
vano mente e cuore religioso. Del paro il D' Alembert, non
.ostante che fosse universalmente conosciuto po' suoi prin
cipi irreligiosi, in mezzo di Parigi menava vita tranquilla,
vi godeva non mediocre riputazione , e di più veniva
premiato di un annua pensione di 14,000 lire , come
membro dell'Accademia suindicata (1). Altresì in al
lora l' ammirazione pel Rousseau era divenuta una fac
cenda di moda, portata sino al fanatismo : egli era con
sultato , come un oracolo di sapienza sociale , da ogni
parte ; ed era oggetto di ambizione l'avvicinarlo. Quan
do egli , m\Y Emile , attaccò sì spudoratamente la Re
ligione , vi fu un ordine di arresto : ma a tutt'altro pen-
savasi , che ad incarcerare l'autore di quel libro empio
ed immorale,* che anzi ne fu avvertito a tempo , onde
potesse ritirarsi in sicuro asilo. Né poteva andare diver
samente , giacché egli era stato secondato nella pubbli
cazione di queJl' opera dal Direttore generale della Re
gia Biblioteca , il quale 1' aveva impegnato di farne ad

(1) Pichot Memori» tee. Àpptndie. Scrittori tee.


--^47 —
un tempo una doppia edizione (1)! Se non fosse mancai*
il buon volere, quanti per quel tempo tenevano in mano la
gomma delle cose , e reggevano in nome di Luigi XV ,
con una saggia fermezza potevano distornare questi ed altri
simili disordini. Ma questi fatti ed altri dello stesso ge
nere , nei quali mercè una colpevole indolenza dissima-
lavasi con cotali scelerati attacchi , spinti sino al pift
nauseante cinismo, contro la Religione ; e tal' ora in ma
niere più o meno efficaci essi venivano favoriti ; disvela
no come le autorità non mancando di mezzi opportuni
onde reprimere Y audacia degli empii , per l' opposto
avevano adottato un sistema di tolleranza. Ed il mentova
to Direttore generale della Regia Biblioteca mostravase-
nc , senza orpello di sorte , il più valevole sostenitore,
sacrificando la Religione e la Morale a frivoli pretesti, ed
a mendicate ragioni d' interesse commerciale (2) !
Due falli intanto , avvenuti per allora, manifestarono
come un giorno piucchè l' altro progredivasi nei mezzi,
onde disponeva la ribalda consorteria, divenuta omai tra-
potente ; quello del Marchese De-Pompignan e l'altro de
gli Ordini Religiosi. Il De-Pompignan, Magistrato integer
rimo e di un merito letterario non comune, inorridito al
paro che tante altre coscienze religiose, a quella colluvie
di libri anticristiani , di cui inondavasi la Francia , e
che non più poteva rendere problematica la esistenza di
un' audace cospirazione , tendente a divellere dai cuori
la Fede ; nel suo ingresso all' Accademia , prese per te
ma del suo discorso d' inaugurazione, che solo un Filoso
fo Cristiano merita il nome di Filosofo: e svolgendo co-
testa idea , sfolgorò la neofilosofia ed i suoi protagoni
sti , e ne smascherò i nequitosi intendimenti. Ma quel
suo atto di religioso e civile coraggio gli costò assai
caro. Uomini i quali di continuo pretendevano d' essere
tolleranti ncll' empia guerra contro la Religione, non po
tettero tollerare che fossero presi di mira. E però gri
darono d' essersi manomesse le convenienze ; ed in uno
(1) Fichot Memorie ece. Appendic. Scrittori ecc.
(9) Plchot Memori* ecc. ami. 4TB9. . .... , • .
— US —
che eglino nulla rispettavano, con modi intollerabili e con
tumeliosi pretesero che loro si dovesse ogni rispetto ! Il
Voltaire, come quello che credevasi , innanzi ogni altro,
preso di mira, con una bassezza tutta propria del carattere
di un buffone, e con una malignità tracotante, immolò alla
sua vile vendetta il decoro di un religioso Magistrato e
letterato egregio ; il quale rimase affogato appo la pubbli
ca opinione , nella tempesta di libelli e di villanie atro
ci. Questo trionfo dell' empietà , ad un tempo che 'di
svelava la influenza sua negli ordini sociali , con quel
tuono deciso e con quei tratti spudorati mostrava dov' es
sa sarebbe stata capace di giungere un giorno ! Quel
corifeo della iniqua congiura ognor imbaldanziva di
nuova audacia , eccitando gli adepti della rea con
sorteria all' unione , esortandoli a proseguire nella pu
gna , a corpo serrato , contro l' oggetto dell' odio co
mune ; che per furore piucchè bestiale , designava
con l'empio epiteto d'infame (1). L'altro fatto è la
guerra mossa agli Ordini Religiosi , nella quale le pri
me vittime furono i Gesuiti. I colpi , chè primamen
te vennero dal Portogallo, ebbero un'eco fortissima in
Francia , e di là dappoi presso tutti gli altri Stali nei
quali dominavano i Reali di Francia. E forse la sacrilega
aggressione sarebbe rimasta in Portogallo , come un fat
to isolato , senza il controcolpo risentito nella Francia;
e di là furono le più tristi conseguenze. E comunque la
bufera contro quell' Ordine illustre venisse narrata, omai
è un secolo , in tante e svariate scritture, dettate in tan
te diverse maniere e con ogni metro; nondimeno riman
gono tuti' ora seppellite nei tenebrosi arcani della setta
le manovre strategiche , per le quali le prime file della
trama fossero ordite nel Portogallo ; e da quell' estre
mo lembo dell' Europa occidentale movesse il suo indirizzo
quell' abbrivo irreligioso ed intollerante ! Per allora era
primo Ministro del Re Luigi XV, il Duca di Choiscul, il
quale trasportato dalle deplorabili condizioni di quei tom

ii) Pichot Memorie eee. ann, 1769.


US —
pi . partecipò alle cattive idee di moda , meno per con
vinzione che per politica cedendo alla incredulità vitto
riosa , e divenne ostile alla Chiesa. E però, forse a suo
malgrado nel principio , videsi trascinato a quella iniqua
alleanza ed a quella guerra di esterminio, progettata dalla
incredulità contro il Cattolicismo (1). Allorché incomin
ciarono quegli attacchi contro i Gesuiti in Francia, D'Alem
bert scriveva al Voltaire, a dì 4 Maggio 1162 , che i
Parlamenti , senza avvedersene, servivano alla ragione;
ed erano esecutori degl' intendimenti della filosofia, dalla
quale ricevevano gli ordini senza saperlo ; con che sen
za dubbio significavasi, le Magistrature essere per que
sto , i ciechi istrumenti della mano di quei scttarii.
Oltreché in un libello, per allora dettato da lui in pro
posito , dava la gloria di quella proscrizione agli Enei-
copledisti ; e sotto il velo dello anonimo non si peri
tava di annunziare tutte le speranze , che la consor
teria incredula concepiva nella destruzione di un Ordine,
mai sempre, dalla sua fondazione, stato formidabile ai set-
tarii di ogni specie. Indi il Voltaire , nella sua Cor
rispondenza epistolare , non punto dissimulava il li
vore che lo agitava , e lo spingeva a mettere ogni sua
opera per lo esterminio di quella Corporazione religiosa.
E non lieve gloria pe' Gesuiti, indubitatamente è quella di
essere stati presi di mira , con un piglio furibondo e
bestiale, da chi tanto sfrontatamente bestemmiava Dio
ed il Cristo suo ! Per le tenebrose mine dunque di quel
la iniqua consorteria , in gran parte , derivò che il Mi
nistero troppo connivente alla medesima, lasciasse attac
care impunemente quell' inclito Ordine. Quindi derivò in
gran parte, che i Parlamenti fossero incoraggiati nella rea
proscrizione di esso ; e che a furia d' intrighi si venne
finalmente ad ottenere la regia sanzione agli eccessi ,
ai quali per allora si abbandonarono quelle Magistra
ture (2).
(1) Tbciner Vita di Clemente XIV , Quadr. general, dell' Epoc. §
Il , /// e XLIV.
(2) Pichot Memorie ecc. ann. 1760.
—M50 —
Or dappoiché i nemici del Cristianesimo , per quel
fatto dei Gesuiti, ebbero date sì evidenti pruove del
la loro forza , risoluti di non arrestarsi insin là nelle
audaci loro imprese ; si avventarono se non con pari
violenza , certamente con simile furore , a trarre colpi
su tutti gli altri Ordini regolari.- Ed intanto che con i
sarcasmi procura vasi alienare la gioventù dalla professione
religiosa , altamente proclamando il monachismo come
aggregato di essere inutili , e di peso al consorzio ci
vile ; ogni mezzo era adoperato a desertare i Chiostri.
E non contenti di eccitare la cupidigia ad invaderne
le possessioni, fu messo ogni studio ad innestarvi quelle
idee , che dicevansi spirito del secolo ; all' uopo intro
ducendo nei Monasteri, libri pericolosi. Quindi se non in
teramente quegli Ordini vennero pervertiti , nè tornò fa
cile nella riuscita lo intendimento di trasformare i Re
ligiosi in filosofi : pur non di meno in più di un Chio
stro la dissipazione, T ozio, l' amore del lusso e del mon
do, successero al ritiro, allo studio, al travaglio, all' amore
della povertà. Lo spirito di pace e di unione veniva ma
nomesso , anzi i promotori di dissensioni incontravano
appoggio , ed a furia di intrighi fmirono col prevalere.
Più di uno dei Luoghi, destinati al soggiorno delle Scien
ze e della Pietà , ognor tramutavasi in casa di bagordi e
di dissipazione , onde potessesi aver poi un titolo al dis
facimento totale del Monacato. Ed infine , per giungere
con modi meno strepitosi , ed a grado a grado , a di
vellere ogni Corporazione religiosa , si ottenne ohe una
deputazione venisse destinata per la riforma degli Ordi
ni regolari. E come in questo , quasi per nulla vi aves
se dovuta a partire la Chiesa , tutto era stato per di
sposizione del potere laicale ; la incredula consorte
ria si studiò predominarvi pe' suoi rappresentanti. Effica
cissimo istrumento suo riuscì, nella malvagia idea, Mon
signor Lomenìe de Brienne : il quale dissavventurata-
mente entrato nello Stato ecclesiastico contro sua voca
zione . , ed in istrella alleanza con i filosofi, ne segui
va i malvagi consigli di guisa che messosi in una via
- tst -
sdrucciolante , la memoria «li lui divenne detestinola
per questo ed altri simili fatti lacrimevoli , i quali
dappoi Io menarono ad una tristissima fme. Le mire dun
que di lui , avendo tuli' altro fine che quello di rifor
mare e riordinare i Monasteri , e di procurare il bene
della Religione e tutelarne gl' interessi ; si rivolgevano u
compiacere i suoi amici , e ad arrestare lo zelo dei suoi
confratelli nell'Episcopato. E però , amari frutti dello
sue occulte insinuazioni furono , che lungi dall' imme-
gliarsi la Disciplina regolare , vennero fomentate le in
subordinazioni , si aumentarono il malcontento ed i di
sordini, le osservanze cenobitiche progressivamente si ral
lentarono, e quei che avrebbero voluto rimanere costanti
nella loro professione, erano molestati in ogni maniera di
vessazioni, mentre che favorivansi i rilasciati. E per ol
tre a sedici anni , fu posto tutto in opera , onde i gua
sti di tale natura andassero ogni di crescendo , affine
non pure di sperperare , ma di schiantare tutti gli Or
dini religiosi (1).
Quella malefica influenza, che aveva penetrata negli
ordini sociali con lo specioso titolo di spirito del secolo,
progresso dei lumi ecc. , e gli sforzi reiterati della in-
credulilà , la quale aveva procurato prevalere ad ogni co
sto , delle una spinta incalcolabile allo svolgimento ed alla
propagazione della Massoneria. Di vero gli errori fon
damentali di sua originaria trasformazione, messi al co
perto più o meno mercè il secreto tradizionale dei pri
mitivi settarii , gradatamente si videro passare , in uno
con l' odio profondo contro l' Uomo-Dio , da .quella mi
scela di Dualismo e Panteismo , in cui consistevi l' im
puro dio di Manete , ad un brutale Materialismo, o per
lo meno al dio speculativo degli Encicopledisti , che
dappoi ai nostri giorni riordinandosi ad un Panteismo trn-
scendentale, si è preteso nascondere sotto il nome del
l' Ideale. E dopo il fatto dei Templari , altresì nello
arcane conventicole della nequitosa società si venne pro*

(1) Pichot Memoria tee. ann. 176S, 1766; Appendic. Scrittori «e».
— 152 —
pagando una mortale avversione ai Re , considerati come
complici di Filippo il Bello , non che ai Sovrani Ponte
fici , resi solidarii del decreto di Clemente V. E però
allorché il Voltaire e suoi , a vessillo spiegato , furiosa
mente si avventarono contro il Cristianesimo , la strate
gica dell' empia pugna veniva diretta da mano misterio
sa , di cui quegl' increduli, erano poco meno che mate
riali istrumenti ; e che ad un tempo procurava imposses
sarsi anche dei mezzi materiali , onde riuscire nell'inten
dimento. AH' uopo i Frammassoni procurarono prende
re in gigantesche proporzioni lo sviluppo , che disor
ganizzò non molto dopo quella Nazione. Omai vedevasi
squarciato quel velo tenebroso , che instn' allora aveva
avvolti i supremi intendimenti della setta ; e che essa
aveva ereditato dagli Albigesi , presso i quali adopera-
vasi terribile giuramento , sotto pena di morte , di non
manifestare a chicchessia veruna delle cose conosciute ;
e che però non fosse lecito al padre svelarle ai figli ,
ne ai figli manifestarle al padre , il fratello non doveva
parlarne alla sorella, nè la sorella al fratello (1). E gli
adepti , i quali con una obbedienza cieca , giurata ad
un incognito ed in materia loro incognita, lavoravano ai
fini della setta , ad essi occultati ; potevano avvedersi
più o meno , che le dottrine sovvertitrici , professate
si all'ombra delle alte regioni della rea consorteria, omai
nella loro propagazione si manifestavano con ispaventevo-
le violenza sotto nome di guerra. al fanatismo ed alla su-
perstizione. Ondeché quelle empietà che oltraggiavano alla
Morale , quelle bestemmie che disonoravano Dio, e che
di conlinuo ed in modi scandalosissimi profferivansi dai
sofisti Francesi , in massa ascritti alle Logge Massoniche;
dovevano riuscire a porre in piena luce i tenebrosi arcani
di quei covi di cospiratori (2). Ma la sella già aveva

(1) PMichd. eontr. Waldcns. cap.lS. — Barraci Memori» del Già-


eubinismo , tom. Il , pari. III.
(2) Gli adepti non attaccarono da principio e di fronte , nè ma
nifestamente , la Religione : chè altrimenti avrebbero potuto incon
trare resistenza anche negli scelerati : vedi V Ordre des Francs Ma
— 153 —
traile nelle sue consorterie , in Francia , Y alta classe
della società, e corrotta ogni letteratura: ed uomini per
versi impunemente spargevano il veleno delle nequitose
sue dottrine (1).
II Re Luigi XV avvedutosi come i Massoni si andassero
moltiplicando , c che ognor estendevano le ramificazioni
settarie per tutto il Regno; sembrò scuotersi da quella le
targia, in cui abitualmente lo teneva la sua vita poco
regolata. E però una Loggia venne chiusa alla Rapèe, ed
alcuni degli adepti altresì furono arrestati : che anzi vi fu
minaccia di chiudere nella Bastiglia tutti i Gran-Maestri.
Ciò non ostante, dopo il d'Harnowester, vi ebbe quel gra
do il Duca d'Antin; e non che eseguirsi quella minaccia,
la setta potette ulteriormente impiantare nuove Logge.

eons trahi , e le secret des Mopse» rèvilè , Amsterdam 1747. K sola


allorché il socio era ben esperimentato, veniva alla conoscenza, line
della iniqua congrega essere l' odio contro la Religione. Di tal gui
sa il Fratello Verità, spiegando il Grado di Eletto ai Cavalieri della
Stella, loro diceva: Se mi richiedete quali siano i requisiti di un Li
bero Muratore , onde giungere al centro del vero bene ; vi risponde
rò che per arrivarvi , è d" uopo aver abbattuta la testa del serpente
dell' ignoranza mondana; avere scosso il giogo dei pregiudizii dell' in
fanzia relativamente ai misteri della religione dominante del paese ,
in cui si è nato. Ogni culto religioso non è stato inventato, che per
la speranza di comandare e di occupare il primo, rango tra gli uo
mini , per la pigrizia che produce , per una falsa pietà , per la cu
pidigia di acquistare i beni altrui Ecco . mio caro fratello, tutto
quello che è d'uopo sapere combattere ; ecco il mostro sotto la figura
del serpente da sterminare ; questa è la pittura fedele di quanto il
volgo imbecille adora sotto il nome di religione: Grado dei Cavalie
ri della Stella , num. 17.
. (1) Par troppo il Diderot aveva disvelate quelle dottrine nell' ultimo
loro svolgimento , con i versi , ben noti , dei suoi Eleuteromani :
Et ses mains ourdiroient les entrailles du prètre
Au defaut d'un cordon pour étrangler les rois.
Non mancarono per quei tempi , ed altresì dopo incominciata la
rivoluzione Francese , scrittori che facessero eco alle parole dei
Sovrani Pontefici Clemente XII e Benedetto XIV ; e non pochi libri
attesero a smascherare i tristissimi fini delle congreghe settarie. Tra
gli altri: /." L'Ordre des Francs Macons trahi, e le secret des Mopses
révelé soprammentovato ; II." Les Francs- IHacohs ecrasés , suite
du livre intitulé : L' Ordre eie. ; III." Le voile levé pour les cu-
rieux , ou les secret de la Rivolution révelé à l' aide de la Franc-
Uaconnerie ; la seconda edizione è quella di Parigi 1792. L' ope/a
poi del Barruel , che venne dopo , è troppo celebre , e nota ad
ognuno.
Tom. I. 20

a
— 154 —
Dappoi convocati in Parigi i capi di esse, questi eles
sero a nuovo Gran-Maestro , il Duca di Clermont , onde
fossero sostenuti per la protezione di un Principe della Fa
miglia Reale (1). E per lo appunto negli ultimi periodi
degli intrighi settarii , che precedettero la rivoluzione ,
il Voltaire, nella sua età di ottant' anni, e cinquantatre
giorni prima di sua morte , formalmente venne ricevuto
membro della Massoneria , di cui era stata l' anima da
tanto tempo innanzi. L' ascrizione seguì nella Loggia
detta delle Nove-Sorelle , la quale si univa in Parigi
nell' antico Noviziato dei Gesuiti; e nel seno della quale
vennero congregati per questa funzione tutt' i capi delle
altre Logge (2). L' esempio del Voltaire trasse tutta la turba
filosofica ed empia, e quegli uomini perversi si fecero una
gloria di essere Massoni o di servire alla Massoneria con
i loro scritti e con i loro consigli. Omai si contavano
•a Parigi centoventinove Logge e dugentoquaranta nelle
province , dipendenti , come da autorità suprema , dal
Grande-Oriente. E comunque non tutte andassero pie
namente di accordo ; pur non di meno convenivano uni
versalmente in due punti , nell' odio contro la Religio
ne e nch" abbominio alla Monarchia (3). E se fin dal
l' anno 1116 il comitato centrale del Grande-Oriente in
cominciò ad inviare emissarii nelle province , incaricati
d' impiegarsi al grande scopo , spargendovi le dottrine
sovversive dell' Altare e dei Troni ; non più venne osser
vato riserbo veruno , quando vi fu inoculato l' Illumi
nismo Alemanno. Nel 1118, quel Grande-Oriente di Fran
cia aveva per presidente, il Duca di Chartres, denomina
lo in appresso Filippo Erjalitè Duca d' Orleans , e nel
(1) Pichot Memorie ecc. ann. 1738— Doclrine e bui de la Frane-
Maconnerie , par un Frane-Macon qui ne V est plus.
(2) Pichot Memorie ecc. Appendic. Scrittori ecc. — Luquet Dei
pericoli presenti della società , pari. 1 , § X. — Il fatto avvenne a
di 27 Aprile 1778. Il Mercier ( Tableau de Paris, tom. I, p. 447 )
si esprime in modi schifosissimi d' empietà sul paragone fra i pii
esercizii dei Gesuiti e la scena anticristiana dell' ammissione del Voi.
taire alla Frammassoneria in quel luogo.
(3) Doctrine e but de la Frane-Maconnerie , par un Frane- Macon
gai ne V ut plus.
1185 v'erano dugenfosessantasei Logge affiliate (1); 9
nch" anno dopo, una delle Logge di Parigi, quella della stra
da Coqhéron, dette le mosse ad un ulteriore svolgimento,
e nel giuramento che esigeva dai suoi adepti , la opposi
zione costante alle Autorità sociali e la manomessione dei
sacri diritti della Chiesa Cattolica v' erano parti principa
li. Ma il furore irreligioso ed anarchico si aumentò nel
l'anno 1181, quando venuti in Parigi altri Illuminati di
Germania , col pretesto d' istruirsi nei secreti del Mesme
rismo , che era una delle ciurmerie le quali per allora
facevano rumore in Europa ; si aprì in quella capitale,
alla strada Croite-des-petits camps, una Loggia col no
me di Società degli amici neri , che menava i suoi
principii alle più empie ed antisociali conseguenze : e di
puntello ad essa poteva dirsi l' altra Loggia dei Filateti
del Mirabeau. Di tal guisa il Grande-Oriente e tutte le
principali sue affiliazioni spinsero l' opera della unione
Massonica , ideata dall' Illuminismo Alemanno ; ed il
Comitato regolatore di Parigi ne spediva gli ordini a
tutte le Logge del Regno , con minacce agli adepti , in
caso di inadempimento, di sovvenirsi dell'Acqua Toffana
(veleno) e dei pugnali (2). Ed affine di aumentarne il nu
mero , e renderli capaci ad ogni intendimento, cui spin
geva innanzi la rea consorteria , per allora furono rice
vuti Frammassoni, i prolelarii , ed anche in alcune Log
ge, i ladri e gli assassini. Con questi mezzi, come è fa

ti) Vedi Le voile déeheré eco, dell'Abate Lefranc, Eadista , massa


crato ai 2 Settembre 1792.
(2) Gli adepti della Loggia alla Bue de la sourdiere, siri dal 1781,
facevano loro giuramento di spezzare i legami carnali, che mi uniscono
a padre, madre, fratelli , sorelle, moglie, parenti, amici , re, capi ,
henefattorì , e ad ogni altro uomo qualunque , a cui ho promessa
fede, ubbidienza , gratitudine, servizio ; e di più di operare V Acqua
Toffana come un mezzo sicuro , pronto e necessario per purgare la
terra con. la morte o con l'assopimento di quei che cercano avvilire la
verità , e strapparla dalle mie mani : La Loggia rossa svelata, part.
II. — Storia dell' assassinio di Gustavo III Re di Svezia, cap. 4.—
Nella prima rivoluzione di Francia, e poi in tutte le altre che insino
ad ora vennero succedendosi , più o meno furono esperimentati gli
amarissimi frutti di un cotanto truce giuramento,e le pruove di qu»K
\» mostruose slealtà /
— 156 —
ma , il numero dei settarii in Francia , per quel tempo,
giunse a secentomila (1).

GAPO VI.

L irreligione in Germania incontraun potente protetto


re in Federico II Re di Prussia — Nondimeno sue
origini essa ripete in quella contrada dal Protestan
tismo e dal Socinianismo , venutisi risolvendo nel
Deismo — Biblioteca Universale Alemanna del Nico
lai—Razionalismo teologico — Herrnuthiani e Swen-
denborgiani—L' incredulità si propaga altresì tra gli
Ebrei Alemanni—Filosofia Kantiana.

In uno che nella Francia l' elemento' settario ognor vi


goreggiava per la sua fusione con l' Illuminismo di Ger
mania; e giungeva a quella forma compatta di. organa
mento , con che riuscisse a togliere ogni ostacolo che
per avventura avesse potuto inframmettersi all' opera di
dissoluzione sociale e di abbrutimento , a cui pervenne
poi con la rivoluzione del 1189 ; questo elemento me
desimo altresì fortificavasi Oltrereno. E però mentre, se
condo la opinione comune di quanti non sanno studiare
a fondo le cose , si attribuisce alla Francia una respon
sabilità piucché non le compete in quella sociale disso
luzione , non viene assegnata alla Germania tutta la par
ie che le spetta nel danno recato all' Europa per l'empie-
\k e per i Frammassoni. Non è a porsi in dubbio che
la Francia fosse stata causa di mali immensi all'Europa,
mercè quel suo genio propagandista. Ma la sorgente di
questi immensi mali era altrove : e se l' Inghilterra dal
l' uno dei lati dava una spinta (1) , l' Alemagna coronò
• (1) Barruel Memorie ecc. tom. Il, part. Ili, pag.168. — Loquet,
opp. citat. part. I, § XII.
(2) Il Lalande, Venerabile nella loggia delle Nove-Sorelle, all'epoca
dell' iniziamento del Voltaire alla Massoneria, diceva dei Frammns-
i soni d' Inghilterra: Gl' Inglesi, che sono quasi i nostri nemici giù-
rati ed i rivali della nostra nazione, come Massoni sono nostri amici
a fratelli : Eckerl La Franc-Maconmrie dans s« veritabte signification.
— 157 —
I' opera. E nemmanco per questa ragione devesi attri
buire, come è costume quasi universale, la origine e la
propagazione della irreligione e delle idee sovversive del
la società a Federico II di Prussia; dovendosene ripetere
le cause da date assai più antiche. Ed investigazioni più
profonde disvelano che quel Principe solo promosse la ten
denza all' andamento irreligioso ed antisociale, a cui era
già gran tempo che piegava l'Alemagna Protestante. Ma
non pertanto vuoisi menomare la colpa , che Federi
co ebbe nell' opera nequitosa di perversione: e Berlino
ha dovuto esperimentare la funesta influenza dei suoi
esempii , dei suoi scritti e della fiducia che dava ai so
fisti Francesi. Entusiasta per essi sino al fanatismo, non
era che semplice Principe Reale di Prussia, quando nel
1136 , in corrispondenza col Voltaire , non prendevasi
gran fatto premura di occultare l' avversione sua al Cri
stianesimo : e con modi sì contumeliosi e disconvenevoli
ostentava la inclinazione sua alla irreligione, che non mai
avrebbe dovuto permettersene il vanto , per lo meno in
riguardo alla propria dignità. Allorchè poi fu sul trono
nel 1140 , accolse successivamente nella sua Corte , e
con ogni maniera di favori, D' Angers, La-Mettrie, Tuis-
sant , De Prades, Diderot, D' Alembert, e soprattutti il
Voltaire. Quest' ultimo , nelle sue Memorie, non si curò
gran fatto di occultare come nelle conversazioni, avute con
quel Re , veniva menomato quanto v' è più sacro e ve
nerando tra gli uomini ; e che i Principi dovrebbero in
segnare a proteggere ed a rispettare. E la condotta di
lui , per un tal riguardo , non per una sola volta , si
mostrò disdicevole sino al ridicolo. Ogni suo studio aven
do per fine di rendere la Religione, un oggetto di deri
sione e di capriccio ; senza l' appoggio di lui , Edcl-
mann non sì di leggieri sarebbe riuscito a stabilire il
Deismo nella Prussia. Ed a questo se vuoisi aggiungere la
turpitudine dei suoi costumi , disvelataci dal medesimo
Voltaire ; il disprezzo , piucchè la indifferenza, per lui
avuta inverso i proprii sudditi ; la sordida avarizia e lo
schifoso egoismo che l' indussero ad aggravarli di bai
' — 158 —
scili ; infine il dispotismo con cui stivò di prigionieri dì
Stato le fortezze di Custrin e di Spandau ; non affatto
potremmo mettere d' accordo con se stesso un Principe,
il quale faceva ostendazione di filosofo umanitario, ed a-
gognante alla gloria dell' immegliamento sociale (l) !
Qualunque nondimeno fossesi la influenza , che questo
empio coronato avesse avuta su la propagazione della
irreligiosità oltre al Reno ; essa debbasi dire non piut
tosto una spinta ulteriore, che la causa principale dello
scristianizzamento nella Protestante Alemagna. Divero il
Protestantismo ed il Socinianismo insin' allora non ave
vano percorso , che per metà , la via in cui eransi in
cartonati. L' uno non aveva spinto i suoi principii fino
alle ultime conseguenze , lasciandone lo svolgimento alle
varie sette , le quali rampollarono dal suo seno ; ed il
secondo del pari aveva confidato all' avvenire il compi
mento della sua opera , quella cioè di cancellare fino
all'ultima traccia, quanto esso di soprannaturale vi aveva
ritenuto in principio. Ed il Protestantismo moderno con
tutle le sette , che da lui veggonsi surle, pel principio
dissolvente del libero esame , in ultimo non poteva non
giungere all' opera stessa del Socinianismo , scalzando
lo basi del Cristianesimo , mercè del razionalismo. Po
sta in trono la ragione individuale, ognuno si credette,
tra Protestanti , in diritto di tenere come dottrina fon
data nelle sacre Scritture, quanto al proprio spirito sem
brava ragionevole , e quanto a lui tornava più facilmen
te e comodamente intelligibile . La convinzione personale
dunque di tal guisa decidendo , si venne difformando la
Dottrina e la Storia di Gesù Cristo, secondoché ad ognu
no talentava. Da ciò finalmente si giunse fra essi al pun
to , che la Bibbia la quale pel Protestantismo forma
va l' unica regola di sua fede , incominciò a perdere tra
Protestanti il suo carattere Divino. E però non pochi
tra essi, comunque si dicessero Cristiani , incominciaro
no a dubitare fin della esistenza di una Divina Rivela

ti) Pichot Memorie ecc. Appendìe. Scrittori tee.


— 159 —
Mone ; e dal dubbio di leggieri dappoi si venne a ri
gettarla e deriderla. Un Cristianesimo difformato , come
era nella Riforma , sempre variante , vacillante sul pro
prio contenuto , che non sapeva produrre tra suoi se
guaci una comune, ferma e durevole intelligenza, doveva
essere una Rivelazione contraddittoria , oscura , e che
si combatteva da se stessa.
A tale era divenuta omai la condizione del Protestan*
tismo nell' Alemagna non pure, ma altresì nelle altre .re
gioni confinanti , nelle quali dominava la pretesa Rifor
ma. E però non era gran fatto , che il D' Alembert di
cesse di quei di Ginevra, nel VII volume dell'Enciclo
pedia , che in molli di loro la Religione riducevasi ad
un puro Socinianisino, anzi ad un Deismo velato col no
me di Cristianesimo, e nulla più. E comunque quei Mi
nistri Calvinisti si affrettassero a dargli una mentita, con
solenne dichiarazione nel 1738 ; essa venendo dettata in
forinole vaghe ed equivoche , lungi dal riuscire al fine
di respingere luminosamente quelle recriminazioni , per
l' opposto maggiormente le dettero risalto. Ed il Rous
seau , loro concittadino , si fece beffe delle tergiversa
zioni e delle oscurità di una risposta , in cui vedevansi
eglino nell' imbarazzo di determinare con precisione ,
quali fossero propriamente gli articoli di loro creden
za (1)! Quindi , allorchè nel 1164, nell'empia sua ol
tranza il Voltaire esultava che la filosofia facesse mara
viglisi progressi tra Ginevrini , egli gloriavasi di avere
sfondolata una porta, già sbarrata. Quivi ed in tutti gli
altri paesi di dominio della pretesa Riforma, era per al
lora nei suoi progressi un Neologismo teologico, tenden
te più o meno a favorire le massime del Soeinianismo,
ed a porre in discredito i libri simbolici dell'antico Pro
testantismo. Ad un tempo la Biblioteca Universale Ale
manna del Nicolai, incominciata a pubblicarsi a Rerlino
nel 1166, sembrava appositamente dettata per diffonde
re tra gli Alemanni il disprezzo per la Religione ed i prin-

(1J Pichot Memorù «ce. ann> 17S8.


— 160 —
cipii del Deismo nella letteratura protestante. Nò altro
era Y intendimento di quello scrittore e socii, Kuntzen ,
Edelmann, Wolfenbultel, Reimarus, Lessing. E una co
tale raccolta avendo esercitata una specie di dittatura iu
Germania , su la pubblica opinione , del pari che in
Francia era successo con l' Encicopledia ; i più, culti
tra Teologi Luterani e Riformati non rifuggivano di con
traddire ai donimi delle loro comunioni. Ernesti a Iena,
Doederlein in Altedorf, Eberhard ad Hall dettero l'avvia
mento alla nuova Esegesi Biblica ; e Semler , Toell-
ner , Baludt , Steimbart si dettero il compito di
spingerne l' intemperanza sino all' ultimo svolgimen
to. E se l' Ernesti ed il Doederlein non previdero le
conseguenze di quella critica ardita , tendente a di
leguare tutto i) soprannaturale del Cristianesimo ; più
audace l' Eberhard , disconobbe fino la Divina Natu
ra del suo Autore. Non è dunque meraviglia che co
testi esegeti bistrattassero i Libri santi , riguardan
doli non più , che come uno dei monumenti lettera-
rii , i quali giunsero a noi dalle più vetuste Nazioni ;
e che dappoi i successori loro, neh" arringo medesimo,
si spingessero omai tanto innanzi, che ebbero equiparati
alcuni di quei santi Libri ad un Pindaro, ad un Teocrito,
ad un Senofonte , ad un Erodoto ; ed istituirono para
gone fra queste Pagine divine e le storie di Tito-Livio,
le poesie di Virgilio, di Orazio e di Tibullo. Inorridi
to ai progressi , che però faceva il Deismo nelle diver
se province Protestanti di Germania, il nuovo Re di Prus
sia, Federico-Guglielmo II, nel 1186, ne mosse alte que
rele , rimproverando in un suo editto , all' uopo messo
fuori , ai Ministri della pretesa Riforma nei suoi Stati
Prussiani, come eglino si permettessero una libertà sen
za limiti in riguardo ai dogmi delle loro communioni ,
e di scardinare le fondamenta stesse della Religione. Ma
se per questo edilto, la Biblioteca Alemanna dovette
procurarsi fuori la Prussia una maggiore licenza , non
pertanto vennero arrestati i progressi spaventevoli che vi
faceva l' incredulità. Ed a malgrado la censura stabili
— Iti —
t& per la pubblicazione dei libri , con quelP editto4 ,
noti punto si pose argine alla sfrenatezza di scritti , da
cui orano minate le basi di ogni credenza positiva ; non
pochi , tra Jlinistri Protestanti continuando a propala
re spiegazioni e conienti della Bibbia nei sensi del Neo»
logismo di moda (1).
Ad un tempo che quel Neologismo dei razionalisti di
tal guisa crivellava quel lembo di Cristianesimo positivo $
eh' era rimasto nel Protestantismo ; dal seno di questo
rampollavano due sette , le quali comeché sembrassero
avviarsi per tutt' altra direzione , non pertanto riusci
rono ad ingrossare le fila degl' increduli in Alemagna ,
gli Herrnuthiani e gli Swendenborgiani, che nella più
parte dappoi con le loro conventicole contribuirono a
propagarvi l' Illuminismo. Gli avanzi degli Hussiti nel
la Boemia* e nella Moravia , conosciuti più comunemen
te col nome di Fratelli Moravi , unitisi ai Protestan
ti nel secolo XVI , non a loro aderirono talmente ,
che di tratto in tratto di tempo non facessero spiccare
con essi delle notevoli divergenze. Ed in uno eglino nu
davano un odio profondo ed inveterato contro i Sovra
ni di Casa d' Austria , che nem sì tosto veniva loro
porto il destro, inalberavano il vessillo della rivolta. Oc
nei primi anni del secolo XVIII, essi emigrando alia vol
ta della Lusazia, stanziaronsi nei possedimenti del Con
te di Zinzcndorf , e soprattutto nella montagna d' Hut-
berg, dove altri Protestanti malcontenti vennero eziandio
ad implorarvi maggiore libertà di Culto da quel medesimo
signore. E tutta la colonia ebbe nome di Herrnuth ( cu-
stodia o protezione del signore). Quel Conte era stato
allievo nella Università di Hall , in cui allo scorcio del
secolo XVII vedevasi introdotte tra quei Professori Lu
terani una specie di pietistico sentimentalismo secon
do i principii dello Spener, i quali avevano ottenuto per
quel tempo non lievi successi a Strasburg, a Francfort,
a Dresda ed a Berlino; e che eliminavano l'ultimo av«

(1) Tichot Memorie ecc. ann. 1786,


Tom. 1. 21
vaitzo di Culto esteriore , rimasto nel Luteranismo. Or
il Zinzendorf , e dappoi il Watteville e lo Spangeberg,
in Hcrrnuth , procurando innestare in una sola congrega
i Fratelli Moravi ed i consettarii dello Spener con gli
altri Luterani e Riformati (Calvinisti) di quella colonia;
non riuscirono che ad una indifferenza religiosa , e ad
un' alterigia separatistica dal resto del corpo dei Prote
stanti di Germania , di unita ad un' apparente profes
sione di rigida Morale. Nondimeno, a traverso ad istitu
zioni e costumanze di una inorpellata rigidezza, lo Zin
zendorf ed i suoi Herrnuthiani negando che la Legge mo
rale , contenuta nelle sacre Scritture , fosse regola di
vita pe' credenti ; non è meraviglia che quel caposelta,
nel suo entusiasmo teosofico, siasi permesso cospergere
i suoi scritti di oscenità e bestemmie, non punto difformi
dai principii immorali degli antichi Manichei. Oltreché
in tanto che nel seno di questo nuovo rampollo del Prote
stantismo proclamavasi una sfrenata libertà per riguardo
al pensiere , in tutte le altre relazioni pesava sopra i
socii un giogo di ferro ; ogni altra libertà individuale
venendo inceppata da una subordinazione senza limiti a
tutta la comunità. Zinzendorf in parte con i suoi viag
gi ed in parte mediante i suoi adepti , propagò colonie
di Herrnuthiani : e nel 1135, la setta già erasi diffusa
non pure per le province di Germania , ma altresì in
Olanda, nell' Inghilterra, neh" America e fin tra gli Otten
totti (1). Non meno degli Herrnuthiani, al propagamento
dell' Illuminismo contribuirono gli Swendenborgiani. Che
anzi potrebbonsi dire in peggiore maniera esservi con
corsi questi secondi , pe' traviamenti a' quali vennero
trascinati dal loro autore , il Barone di Swendenborg,
Svedese e Luterano di religione, che professandosi Profe
ta , ed inviato da Dio a restaurare il Vangelo, spacciò
mostruose ed empie illusioni come comunicazioni di es
seri sopraumani , le quali per. nulla cedono a quelle
' contenute nell'Alcorano. Ed egli procurando porre que-
(1) Pichot Memorie eoe. Scrittori tee. — Moehler Simbolica , lib.
II, cap. S, § 72 « 76.
— 163 —
ste pretese comunicazioni sovraumano in armonia con M
ragione , non che attemperarle agli errori di Lutero ,
scalzò ogni fondamento del Cristianesimo. I vaneggiamen
ti di lui, nella miglior parte derivanti dalla sua grande
ignoranza dei sacri Studii e da una temeraria pochezza di
mente , gli fecero dare in ^stravaganti e grossolani er
rori , da menare quella sua congrega , cui addimanda-
va Chiesa celeste e nuova Gerusalemme , ad un coni-
piuto stato d' incredulità. E divero non altrimenti do
veva aspettarsi dai giochi d' immaginazione di lui , che
spiegando a suo talento i Misteri del Cristianesimo ,
rimenava i suoi adepti all'antico Gnosticismo. Non pe
rò , le ciurmerie di cotesto fanatico visionario cessaro
no dal trovare spaccio in Germania ed altri paesi Pro
testanti dell' Europa e dell' America. Ed in questo non,
v' è punto a meravigliare , chè gli spirili superficiali
rinvenivano in esse più attraenti motivi , che non nelle
grette forme , nelle quali alla mente ed al cuore pre-
sentavasi loro lo sfigurato Cristianesimo della Riforma. La
meraviglia sarge alla considerazione che altresi nella Fran
cia, come a Lione e ad Avignone, ed anche nell'Italia,
avessero potuta formarsi associazioni di cotesti pretesi
Gerosolimiti ; e che spiriti infermi e scioperati , indif
ferenti ad ogni idea religiosa, ad un tempo potessero ad
dimostrare tanto esaltamento , e pascersi di chimere e
di illusioni, da darsi a credere che il Monda avesse hi?
sogno di un visionaria (1) !
A tutle queste dissoluzioni dell'antico Protestantismo-,
come il gran Bossuet, già quasi un secolo innanzi, aveva
preveduto-, che sarebbe andato a riuscire mercè il prin
cipia- del libero esame in fatto di Religione ; è da ag
giungere cho la dottrina di Lutero tendeva a sciogliere
quei legami , che formano la unione e la vita del civi
le consorzio ; e quindi a preparare il terreno al. disorga*
namento non pure religioso , ma altresì sociale. I prin
cipi^ con cui quel patriarca del Protestantismo guerreg-
(1) Pichot Memorie ecc. Scrittori ce».— Moshlsr Simbolica, lib. //,
— 164 —
giò la Gerarchia della Chiesa Cattolica , sono tuti' uno
con quelli che , nel secolo XVIII e poi , alto si levaro
no alfine di menomare ogni Autorità sociale , e di ren
dere odioso ogni Potere legalmente costituito ; girando
lo allo scherno di sfrenata bordaglia, ed immergendo ne!
sangue Principi e popoli. E le vicissitudini , che han
Iravolto l' intero Universo , debbono attribuirsi , senz'al
tro , a Lutero , come a colui che ne giltò i semi fune
sti , di cui tante catastrofi non sono che lo svolgimen
to (1) ! La ferocia , con la quale lo pseudo riformatore
si rivolse contro quei Sovrani che ripugnavano al novel
lo suo Vangelo , disvelano come egli mirasse alla destru*
zione di ogni Autorità ; sì terribili ed audaci sono le
contumelie e le idee sovversive di lui, che rimangonsi
indietro i prinoipii dei più furiosi e bestiali regicidi i quali
furono dappoi (2). Oltrechè può dirsi Lutero , il padre
dell' odierno Comunismo , riguardato nella più ampia si
gnificazione. Divero sembrò a lui , non meno che ai
Radicali dei nostri tempi, che la eguaglianza fra gli uo
mini fosse stata .distrutla dalle Sovranità ; e da ciò quel
principio che non una volta sola venne ripetendo , es
sere impossibile che un Principe non sia ad un tempo
un tiranno ! Egli crasi formato un concetto della Socie
tà , vile , lunghi da ogni ragione ed opposto alle Dot
trine del Cristianesimo ; e con cotale falsa idea dell'Au
torità civile e sociale , il Comunismo tosto si mostrò ,
come primo frutto del Vangelo Luterano , chiaro e con
seguente in mezzo agli Anabattisti, i quali volevano tutti
ì Principi raminghi dalla terra. Per allora il nuovo Van
gelo non sì era abbarbicato di guisa che rendesse il
male irreparabile. Ma se in tempo fu represso quel gri
do d' indipendenza da ogni ordine religioso e sociale ,
con' cui veniva scosso l' umano orgoglio; esso non fu del
tutto affogato , che non ne sopravvivesse la idea, da ri-
fi) Loquét Lettres au clergè protestant d' Allcmagne sur Ics causes
<Jes disordres politiques , moraux et intelleotucls refermòs dans les.
yrincipes de la Biforme , et sur les effuctes ijus ces causes produi-
seni dè nos jours, Paris 1347.
(2) Opper. Luther, loia, U , pag. 238 ; fom. I, pag. 476 % seqq.
.I
_ 165 —
pigliare n poco a poco il terreno ; e venire poi a matu
rila un divisamento che al sorgere del Luteranismo era
tutt' ora acerbo, cioè quello della dissoluzione dei vinco
li del civile consorzio.
Nel mezzo di tanto scompiglio di idee negli ordini
religiosi c sociali , . prodotto ne!)' Alemagna Protestan
te dal Neologismo razionalistico , gli Ebrei dimoranti
in quelle province , non punto rimasero estranei al mo
vimento anticristiano , che con più o meno dì oltranza
ognor andavasi svolgendo. Ed il' Giudaismo avendo volu
to attingere alla impura fonte della scienza razionalistica,
anch' esso quivi andò soggetto al terribile disfacimen
to. Quindi venne dilungandosi dall'unica idea che gli re
stava , la quale conservando un certo spiracolo di vita,
e rannodandolo alla sua passata esistenza, veniva a dar
gli durata nelle sue illusioni , in mezzo alle Genti ed al
Cristianesimo, la speranza nel futuro Messia. Or questa
idea che vivificava i figli di Giacobbe, a grado a grado
venne affievolita, si abbuiò, e poi affatto scomparve per
opera degli stessi Rabbini, quando eglino presero parte,
e contribuirono i loro studii al razionalismo che per quei
giorni ebbe preso volo in Germania. Cho anzi potrebbe
sospettarsi , non forse eglino si fossero avveduti, meglio
che gli altri razionalisti, quel Neologismo dover seco me
nare , se prevalesse , l' esterminio del Cristianesimo ; e
che l' innato odio contro del medesimo li movesse a cal
deggiare il razionalismo ! Quindi se Spinoze poco fu cu
rato dai suoi correligionarii , il Mendelsohn , l' asso
ciato col Nicolai e con gli altri Neologisti di Berlino ,
n' eccitò le querele dacché con i suoi scritti riduceva la
Religione Giudaica ad un puro deismo, svestendola di ogni
idea di Rivelazione positiva. Ma dappoi, andò scemando
una cotale ripugnanza presso i figli della Sinagoga, mer
cè l' opera dello Steinheim e del Creizenach ; di guisa
omai è un secolo , che presso di essi , nell' Alema
gna specialmente , la idea del Messia e tenuta in con
to di una delle viete opinioni dottrinali , per le quali si
ha un riguardo a solo titolo di loro antichità; di patri-
— 166 —
monio rìserbato solo al rozzo ed incivile popoletto , tra
i discendenti di Giuda; e che i dottori , tra essi, omai
lungi da darle vita e favorirla , procurano scancellarla
dalle menti , come non più conforme alle idee del lem-
po (I) !
Intanto a tutte coteste svariate forme, onde mostrava
te il Neologismo con le sue tendenze irreligiose , man
cava tutt' ora un involucro concreto , che potesse ser
virgli di base , e dargli nome ed indumento di Filoso
fia razionale. Nell' Inghilterra cotesta Filosofia , nel suo
andamento anticristiano , erasi dimostrata scettica ; in
Francia aveva presa una divisa sensistica e materialistica;
e terminò in Germania col più assoluto Panteismo. Un
cotale compito si assunse Kant , il quale a Koenisberg
gitii) le basi di un ideologismo , fondato in oscure e
vaghe astrazioni; che dappoi venutosi svolgendo per Fichte
c Schelling, fu menato quindi all'ultimo suo compimen
to mercè Y opera dell' Hegel , meritamente considerato
rome il corifeo dell'odierno Panteismo razionalistico di
Alemagna. Con entusiasmo adottatasi in più di una di
quelle Università Protestanti una Metafisica oscura , va
ga e tal' ora fantastica, sì che lo stesso Kant qucrelavasi
di non venire compreso, ad un tempo che ognuno dei
suoi ammiratori avvisavasi di essere solo ad intenderla;
cotali astruse speculative riuscirono ad esaltare le men
ti , senza illuminarle punto , ed alimentarono un orgo-
(1) Pichot Memorie ecc. Scrittori ecc.—Tlieiner La Chiesa Cottoli?
ca difesa con le testimonianze dei Protestanti , purt. Ut. — Nelle
meri lo vate Memorie del Pichot trovansi documenti , tratti della Cor-
rispondenza del D'Alembert col Re Federica li di Prussia, pe' quali
disvelasi, come il sofista Francese, non per una sola volta facesse istanza
presso quel Principe incredulo , onde impegnarlo a chiedere al Sul
tano dei Turchi la riedificazione del Tempio di Gerusalemme , per
soddisfare alla filosofia , e dare imbarazzi alla Sorbona , cioè per
dare una smentita alle Profezie del Cristianesimo. Ed ecco spiegato
il motivo della comunella, che non guari dopa, era impossibile, non
facessero gli tibrei con gli altri nemici del Cristo e della sua Religiq-
ne ! Ma I' orgoglioso sofista aveva dimenticato come , nel secolo IV,
un attro empio coronato, Giuliano Apostata, ponesse egualmente ogni
sua opera, ed impiegasse tuti' i mezzi cui poteva disporre , a colorire
Jo stesso disegno ; ma che Iddio ne seppe dissipar* prodigiosamftuU
la id«a , e coufouuerue i divUameaii.

3
— 161 —
glio nocivo 'alla vera scienza* Ma se viene smarrerirTosit
la ragione in sistemi che mentre la lusingano di levarla
in alto, a vicenda si convellono e si distruggono ; unii
Filosofia di cotale genere non" poteva riuscire, per conse
guenza se non ostile alla Religione. E lo stesso Kant non
volle considerare il Cristianesimo s che come un sem
plice complesso di dottrine eliche e morali -, togliendo
di mezzo ogni idea di Rivelazione positiva ; anzi non con
siderando il Divino suo Autore., che come un essere pu
ramente ideale (1). Quindi le' gigantesche proporzioni ,
che lo Strauss ed altri , ai giorni nostri , dettero alla
increduli!» , mercè l' intemperante criticismo razionali
stico ; debbono il loro germe alla nuova Filosofia Kan
tiana , che ridusse , o per lo meno servì a ridurre ,
le screziate forme del razionalismo Protestante all' atei
smo camuffato in certe astruse forme, idealistiche. La
linea era già tracciata , non si è fatto che percorrerla
insino al suo termine!

CAPO VII,

Innovazioni antireligiose nella Monarchia Austriaca—


Spirito di eterodossia dominante in alcuni del Cle
ro dell'Alemanna Cattolica.

Ma quel tramestio di. tanti elementi d'incredulità se


predisposero il terreno al proselftismo della Frammas
soneria negli Stati Protestanti della Germania, e quindi
alla istituzione dell' Illuminismo, che ne fu dappoi l'ul
timo svolgimento ; l' opera della tenebrosa consorteria
sarebbe rimnsla incompiuta , se del pari non si fosse
tentata la diffusione dell' incredulità negli Slati Cattolici
di quella Nazione* E comunque l' opera era più difficile,
che non tra i Protestanti i quali professavano un mutilato
Cristianesimo ; ciò non ostante non punto ne rimasero
disanimati gli autori dell' empio divisamelo. Già insin

-(1) Pichot Mimorit ecc. Scrittori <c«.


—- 168 —
dall'anno 1159 , a Liegi; il Giornale Enciclopedico ave*
Va eccitato i giusti reclami di /quel Clero, come un'ope
ra periodica che favoriva le idee irreligiose della nuova
Filosolia Volteriana (\). Sopra ogni altra regione 4 l'em
pietà aveva preso di mira gli Stati ereditarii di Casa
d' Austria, come quelli che essendo stata il baluardo del
Cattolicismo ih Germania per gli ultimi due secoli, una
trasformazione di massime che per avventura poteva in
trodursi in quegli Stati,- avrebbe fratti col suo esempio
e con la sua influenza, a* grado a grado, il resto delle
province Cattoliche dell'Alemagna. E giacché tutti i manu
tengoli dell' incredulità, occulti o palesi, veruna cosa non
tanto hanno temuta, come altresì di presente non temono,
quanto la libera ed indipendente azione della Chiesa Cat
tolica ; e non altrimenti ormisi in Francia adoperati , e
Vedremo adoperarsi anche in tutti gli ajtri paesi Cattoli
ci con più o meno di efficacia , allo inceppamento del
l' esercizio del Potere spirituale ; parimente vi si adopera
rono , e con una costanza menata fino ad un dispotismo
odioso nell' Austria. Era tuti' ora vivente la Imperatri
ce Maria-Teresa, Principessa saggia e pia, che dissaven-
turatamente trovandosi nella sua Corte uomini irreligio
si , v' incominciò a prevalere una tendenza poco favore
vole ai sacri diritti della Chiesa e del Papato. Nondi
meno quella Imperatrice energicamente opponendosi ai
loro intrighi, eglino non osarono per allora di levare in
alto il capo, come poi fecero audacemente : non però la
sciarono con misteriosi e segreti artifizi! di scalzare le
fondamenta del Potere ecclesiastico. Tra questi , c for-
se il primo di essi, era il Barone Van-Swieten, il quale
dappoi tanta parte ebbe nelle innovazioni politiche e re
ligiose, avvenute negli Stati Austriaci in tempo di Giu
seppe II , di cui divenne l' intimo confidente. Or que
sti, che oriundo dei Paesi-Bassi Austriaci , ed origina
riamente medico di professione, da parecchi anni erasi
stabilito a Vienna , vi si faceva distinguere per la sua

(i) Pichot Memorie ecc. Scrittori eco.


Cultura, e n,5h gli si può negare il merito di im abilissimo
uomo di Stato. Ma i favori che incontrò presso la Cor-,
te e' gli altri Uffìzii dello Stato , gli aprirono la via a
spargere con pari secrelezza che abilità i tristi germi
del filosofismo -, chip aveva portati dalla sua patria ; ed
incominciò ad infettarne quel Gabinetto, quindi la Uni
versità di Vienna, ed in seguito le Accndemie dotte di
quella città imperiale. Di tal guisa il veleno dell' incre*
dulità mano mano andossi propagando da quella capita
le per tutta l'Austria. Ed è pruova della grande influenza
di lui, il fatto avvenuto nel principio del Pontificato di
Clemente XIV ; ché egli brigò tanto in quel Gabinetto
Imperiale, da sorprendere l'avvedutezza di Maria-Teresa ,
e ottenne confidarsi l' uffìzio di Ambasciatore presso la S.
Sede al suo figlio, il quale dimorando in Parigi da Secre
tario di quell'Ambasciata Imperiale, vi aveva contratti i più
stretti legami con i corifei della Filosofia, ed in varii scritti
he aveva incielate lo venefiche dottrine con gravissimo
scandalo dei Cattolici di Francia. E però vi vollero le
più energiche rimostranze del lodato Pontefice per isviaro
l' oltraggioso colpo , che intendevasi lanciare , con l'au
torità di ima religiosa Sovrana , al Papato ed alla Chie
sa (1). E l' opera dei novatori primamente dette i suoi
fruiti nella Bflsgow, per allora provincia Austriaca; giac
ché in quella Università di Frisburg venivano professate
le teoriche più empie e più scandalose » e trovandosi
quella provincia in grande distanza dalla capitale dell'im
pero , i corifei del partito ostile alla religione creden
dosi al coperto della vigilanza della Imperadrice , agi-
Vano senza pudore e senza ri tegno , avendo già gua*
d'agnato alla causa loro i pubblici Uffiziali e la Magi
stratura. E però un' assai pericolosa influenza la mento
vata Università esercitava tra la gioventù della bassa Au
stria c della Svizzera, divenendo Tuna scuola di corruzio
ne e Y ufficina delle più detestevoli infamie contro il Cat
olicismo. Che anzi quei Professori giunsero , verso Tan

ti) ÌViner Vii. ili ClemcM. XI V , cap. V ,, § 9.


TùiH. ì. 22
— no —
no MIO , a persuadere il Governo, di non ammettere
alle Dignità ecclesiastiche , se non quanti pubblicamene
le difèndessero le loro ree dottrine. In somma quello
che dappoi venne detto Giuseppismo , era un sistema di
perseeuzione, già organizzato contro la Chiesa, anche pri
ma che il disgraziato Giuseppe II, non che darvi il nome,
nemmanco vi aveva presa parte veruna. Tutte le empietà
di un cotale sistema si commettevano all'ombra della pia
Imperadrice, ed a sua insaputa; e si esercitavano nelle
più lontane province , onde poi potessero propagarle a
poco a poco apertamente su tutti i punti della vasta Mo
narchia (1). E ad un tempo che tale bufera si adden
sava negli Stati Austriaci , per più di uno dei grandi
Prelati dell' Alemagna dissaventuratamente aspiravasi ad
innovazioni nella Disciplina. Ed eguali sintomi di novità
religiose manifesta vansi nella Baviera e nel Palatinato.
L'opera di Monsignor D'Hontheim, il Febronio, otteneva
favori altresì dai tre Principi-Elettori ecclesiastici, i quali
si accecarono di guisa , da non avvedersi come per
questo , divenivano ministri della propria rovina (2).
Anche nella Svizzera manifestavasi , ed in pari pro
porzioni che nelle province Cattoliche della Germania, la
propensione alle dottrine irreligiose, e la perfida lotta con
tro i diritti della Chiesa. E nella Dieta di Frauenduel ,
i deputati Cattolici appoggiarono gli sforzi dei Protestan
ti , affine di crollare i punti più essenziali della Discipli
na : e se non si venne per quel tempo a risoluzioni in
temperanti , fu lo zelo energico dell' Episcopato che ne
impedì le sacrileghe avventai aggini (3). Da ciò risulta
come cotesto sovvertimento di idee , con cui procurava-
si innestare lo spirito del Protestantismo alla parte Cat
tolica dell' Alemagna e dell' Elvezia , e vi si proclama
va una indipendenza semipiena dall'Autorità spirituale ;
insensibilmente andasse al principio logico , che appli
cato all' ordine sociale, doveva poi terminare con la sov-
(1) Theiner, ibid. cap. Vili, § M.
(2) Ibid. $8, 13.
(3) Ibid. §. 18.
_ ni
versione del consorzio sociale e con l'anarchia polìtica.
Conviene dire nondimeno che lo spirito già aveva in
vase le nienti , e che Monsignor D' Hontheim non fosse
stato pronto che a dargli l'ultimo svolgimento teoretico. E
divoro il Benedettino Oberhauser di Fulda, primamente
in quella Badia e poi a Gurch ed a Laybach, con i suoi
scritti tendeva a scemare i diritti della Chiesa, e ad im
pastoiare la sacra Giurisdizione di Essa , mancipandola
al Potere civile. Non minore operosità, in questo fana
tismo eterodosso , quasi ad un tempo mostrava un altra
Benedettino , Danzer ( Giacomo ) a Salsburg , e poi a
Burgaw ; non che in Baviera un altro Danzer ( Giusep
pe-Melchiorre ) , Prete secolare, il quale essendovi mem
bro della Direzione degli Sludii , favoriva del pari certe
riforme secondo lo spirito prevalente per quel tempo
nelle province d' Oltrereno. Del pari, nelle province Ila-
vare e nel Palatinato , Braunn , altresì Benedettino, era
tutto studio a mutare l'andamento della pubblica istru
zione nei Licei e nelle altre Scuole di quegli Slati, ma
ravigliandosi come essa fosse affidata ad Ecclesiastici, Ma
era sempre negli Stati Austriaci , che incentravasi ogni
operazione ad un cotale intendimento. E Van-Swieten rin
venne un possente ausiliario in Monsignor De Stock, Unghe
rese, Presidente della Facoltà Teologica nella Università
di Vienna; che coadiuvato da Riegger e' De Martini- a
furia di esaggerare i diritti del Principale a danno del
l'Autorità della Chiesa Cattolica , e sotto prelesto di rior
dinamento nella pubblica istruzione , non per una sola
volta sorprendendo l' avvedutezza di Maria-Teresa, giunse
ad accreditare in quella Corte Imperiale uno spirito, di
verso da quello che insin'allora aveva animata la Casa d'Abs-
burg. Il Prevosto Wiltola, Slesiano con Stoger e Pchem.
nella mentovata Università continuaronvi )' opera del De
Stock, mercè una perseveranza ostinata, mentre a Praga,
l'Abate Benedettino di Braunaw , De Rautenstrauch ino
ltrava un eguale ardore nella professione e nella propa
gazione dei nuovi principii , che volcvansi adottati nella
istruzione della gioventù (1).
tt; fichut Memorie tee. Scrittori ecc.
m —
Il terreno donque era sufficientemente preparato , al
lorché per la morte di quella Imperadrice , nel Novem
bre 1780 , il suo figlio , Giuseppe II, ereditò gli Sla
ti di Casa d'Austria. Ed allora le cose non più ebbero
freno. Questo Principe , alla cui memoria farebbesi tor
to , negandogli un grande amore pel pubblico bene, idee
grandiose ed animo sovrano , disavventuratamente erasi
imbevuto di quelle massime predominanti, non punto fa
vorevoli al Cattolicismo. Ed a questo aggiungeva una smo
data ambizione di celebrità, un'attività di corpo e di spi
rito che lo divorava, e che poi gli abbreviò immatura
mente la vita, una fermezza di volontà menata insino alla
ostinazione, una soverchia confidenza nei proprii sentimen
ti, associata alla diffidenza inverso gli altri, una persunzione
invincibile della maturità dei proprii progetti, quando appe
na era che li avesse immaginati, una impazienza ad accele
rarne la esecuzione ed il difetto di una giusta previden
za. Quindi essendo tali gli clementi del fervido carattere di
lui, non è meraviglia che divenuto Signore indipendente
dei Dominii di sua Casa Imperiale, si desse di un tratto, e
con una rapidità straordinaria, a spingere quei disegni acat
tolici fino all'estremo loro pratico svolgimento. E con una
moltitudine di Leggi, portò insino al ridicolo le più stra
ne diiformazioni in oggetti non affatto competenti alla
sua autorità, procurando in ogni maniera di togliere alla
Disciplina ecclesiastica tutto il suo esterno splendore. Però
i Vescovi , il Clero secolare e regolare , le pie Confra
ternite, vennero sottoposti a replicate umiliazioni; i sacri
diritti della Chiesa furono menomati in forme oltraggiose;
e si mise la mano profana insino al numero delle Messe ,
alle Processioni, all'ordine delle sacre Funzioni, alla quan
tità dei ceri ; di guisa che Federico II di Prussia, per
celia , soleva chiamare questo Imperadore , mio fratel
lo il Sagrisiano (1). I reclami, le rimostranze, le preghie
re, non che della miglior parte dell'Episcopato d' Au-
(1) Beccadinj Vit, di Pio Vl.Ub. Il , V, VI , VII , IX.— Pki>o\
Memorie , ann. 1781 , 17SÌ ,1785. — Coppi Annal. d' Italia , ani».
lummenwvat.
— 173 —
stria, dell'Ungheria e dei Paesi-Bassi Austriaci, del medesi
mo Sovrano Pontefice Pio VI, il quale si portò apposita
mente a Vienna, riuscirono pressoché inutili a sceìna-e le
conseguenze almeno di quelle inconsiderate avventataggini.
E l' accecato Principe vi si vedeva altresì incoraggiato
dalla poco religiosa condiscendenza, con cui plaudivangli
D'Herbestein Vescovo di Laybach, Do . Salm-Salui Vescovo
di Gurch, De Trauttmansdorff Vescovo di Koenigsgratz, De
Spawr Vescovo di Brixen e De Pergen Vescovo di Manto
va. Che anzi il reo veleno dagli Stati della Monarchia
Austriaca propagavasi nelle altre province Cattoliche della
Germania. Ed il triste esempio ne davano i maggiori Prela
ti di quelle regioni. De Colleredo Arcivescovo di Salshurg
superò lo stesso Imperadore nello spirito di innovazioni
acattoliche: in una sua istruzione pastorale ai Curati del
l' Archidiocesi , nel 1182, menando alti lamenti sopra il
lusso delle Chiese , su le sacre Immagini e sopra altri
pii usi ; giunse alla oltranza di bistrattare fino il Cul
to dei Santi , proclamandolo come cosa estranea alla es
senza della Religione ; e declamando, con tuia edificazio
ne veramente singolare, contro le religiose contorsioni di
bocca e la ciarlataneria ecclesiastica (1) ! L' Arciduca
Massimiliano , Elettore di Colonia, come fratello dell' Im
peradore, dividendone le idee, non minore fanatismo disve
lava nei suoi atti. Ed al paro di quelP Arcivescovo-Pri
mate dell' Alemagna , promoveva gli attacchi , che l'em
pietà, più o meno mascherata, dirigeva contro la Chiesa
Cattolica : all' uopo egli aveva istituita a Bonn una Uni
versità, invitandovi per Professori, Religiosi scappucciati
ed altri ardenti fautori del neocattolicismo in moda. A
uesti Prelati unironsi in lega eterodossa , gli altri
ue Arcivescovi Alemanni, dei quali l' Erthal di Magonza
era di più diffamato po' suoi rei costumi (2) : e che non
meno di quel di Colonia, mostrava qualche connivenza in
verso scrittori audaci, i quali bistrattavano , sotto i suoi
occhi , la Potestà della Chiesa, e facevansi banditori di
(1) Pichot Memorie ecc. Scrittori ecc.
(2) Pacca lUemorit della Nunziatura di Colonia.
scandalose discardie in quelle Diocesi. Però nel 1185, ai
Bagni d'Eros, vicino a Coblez, borgata dove dominandovi
il Luteranismo, «' era proscritto qualsiasi esercizio della
Religione Cattolica, eglino formarono un piano, tendente
poco meno che ad una compiuta separazione dalla unità
«Iella Chiesa. E con una strana inconseguenza, in tanto che
ricusavano la-loro sommissione, negli oggetti di materia
ecclesiastica , al Sovrano Pontefice; in forme umiliantis^
sime, e con la più abbietta adulazione, 'gittavano la pro/i
pria autorità sotto il giogo del potere imperiale, E furo
no tentati tutti i mezzi , affine di trarre gli altri Vescovi
dell' Impero Germanico a quella eterodossa confederazio
ne. Ma piucché per la nobile resistenza di questi ulti-*
mi, riuscirono vane le ambiziose mire di quei quattro Ar
civescovi , per le turbolenze delle Fiandre-Austriache ,
per la successiva morte di Giuseppe II , e sopratutto per
la rivoluzione di Francia. Ed eglino espiarono quelle scis
matiche idee col saccheggio dei proprii Slati , e con la,
perdita non pure di ogni potere civile , altresì delle lo
ro Sedi (1). .
CAPO YUI.

Il sovvertimento delle idee religiose nell Alemagna ed


il favore che V incredulità ottenne presso quei Prin
cipi, furono cause valevolissime della diffusione della
Frammassoneria in quegli Stati— Unione Germanica
del Barhdt— Weisshaupt autore dell' Illuminismo —-
Rapida propagazione di questa nuova forma Massoni
ca—' Assemblea generale dei Frammassoni di tutta
l Europa in Wilhemsbadt — Proscrizione del Weis
shaupt e dell' Illuminismo nella Baviera.

In tempo dunque che, perle varie province dell'Alema


nna tutte le passioni facevano a gara nell' oppugnare, per
un verso o per un altro, la Religione; e che più di un Prin
cipe di quelle Famiglie Sovrane dimostrava ammirazione

(i) Fichot Memorie, ann. 1785.


- 115 -
per gl' increduli Francesi, c talvolta erano in relazioni epi
stolari con i medesimi; di leggieri si arguisce, quali fu
nesti effetti potessero derivare su lé masse * e come le
congreghe Massonichè rinvenissero mezzi poderosissimi ,
non che, ad abbarbicarsi per quelle regioni , ad ottener
ne protezione ed aiuto (1). E però quando il Voltaire ,
nel suo delirio irreligioso^ gongolava che nella Svizzera ,
da Berna a Ginevra -, non più v' era un Cristiano ; che
nella Germaniaj vivente Maria-teresa, la Baviera e l' Au
stria erano le sole a sostenere ancora t difensori del
Cristianesimo; che l'ultimo giorno di esso già era giun
to nella Prussia, e moveva per l'Alemagna settentriona
le (2) ; doveva essere conscio pur troppo del fatto pro
prio e dei colleghi nell' empia cospirazione. Uno dei co
rifei nella Germania , e dappoi posto a' capo di quella
porzione dei Frammassoni Alemanni, che prese il nome
di Unione Germanica, sembra fosse il Bahrdt, il quale dal
Neologismo teologico, omai prevalente negli Stati Prote
stanti , e di cui egli crasi dimostrato zelante propugna -
tore ad Erfurt , ad Èrlungen , a Geissen , ad Hall; an
dò a fmire nelle associazioni della Massoneria Inglese.
Ed allorché dalle Isole Britanniche fu di ritorno in Ger-
mania, ne divenne ardente propagatore; giungendo iti -
sino alla seelerata illusione di credere e di spacciare, in
tendimento di Cristo Signore essere stato quello di isti
tuire non altro, che una congrega di questa specie ! Ag
gregatosi quindi alle Logge della Prussia, in tempo che
gli adepti di queste non punto curavano occultare le lo
ci) Olire a Federico II di Prussia , erano in corrispondenza con i
sofisti di Francia, s) dando ai loro sudditi esempii d'immoralità e
di empia audacia, la Duchessa di SaxeGotha , I' Elettore Palatino. di
Due-Ponti , il Langravio d' Bassia-Darmstadt , il Duca di Wittem-
berg , il Duca' di Brunswick, la Principessa di Nassau-Saarbruck, la
Principessa ereditaria di Hassia Darmnstdt , la Principessa d' Annalt-
Zerbst . la Margravia di Bareith. Di più il Voltaire non peritavasi di
re , I' tmperadore è dei nostri; e ne aveva bene il donde supporlo ,
stanteehè Federico It , nel 1770 , gli ebbe annunziato come Giusep
pe Il amava le opere di lui. e le leggeva ognor che tnrnavagli pos
sibile : Pichot ann. 1776 , Scrittori ecc. — Luquet Dei pericoli pre
senti delli Società , t,nrt. Il . § /// , num. 10.
(2j Utier. i Seuembr. 1781; 8 febbr. 1766.
— 116
ro tendenze all' irreligione ; egli audacemente fecesi à
gittare il ridicolo su l' editto del Re Federico Gugliel
mo , del 1788 , di sopra mentovato , col quale procu-
ravasi arginare quella piena d'incredulità, dominante nel
regno di Federico II. Ed all'empio proselitismo ilBahrdt
riusciva acconcio , come quello che rotto nei costumi ,
anzi in fama di pubblica immoralità, ed inoltre per le
sue relazioni col Weisshaupt , era uno strumento atti-
. vissimo della rea consorteria.
Da moiti aniii la Frammassoneria , preso favore in
Europa, per parte dogli alunni delle Università Protestanti
della Germania vi si venivano formando in gran numero le
società secrete , le quali avevano le loro Logge , i loro
Venerabili , i loro Misteri , all' esempio dei Frammas
soni d'Inghilterra e di Scozia. Le circostanze quindi
per allora non potevano, che in proporzioni sterminate *
favorire le idee ed i proponimenti dell' allro caposetta ,
Weisshaupt. Che anzi, senza timore di andar lungi dal
•vero , potrebbesi dire , questo stesso non aver preve
duti i rapidi successi della nequitosa sua congrega del
l' Illuminismo, quando nel 1116 ne venne gittando le basi -
ad Ingolstadt in Baviera. Genio torbido ed irrequieto, avi*
do di fama , dominato da un furioso odio contro il Cri
si ianesimo , intollerante di qualsiasi dipendenza sociale*
dissimulatore profondo , ideò rannodare tutte le congre
ghe della Frammassoneria , non che dominarle mercè
gl' Illuminati. E ad un tempo che quelle ree congreghe»
dall' Inghilterra trapiantate in Francia , vi avevano rinve
nuto un terreno assai fecondo per Y azione degli Enciclo
pedisti, il Weisshaupt avvisò prendere Una direzione ,
eh* menasse ad un risultato più pronto ; impiegando
lx Ila Germania , mezzi che eliminassero qualsiasi pubbli
cità. E però sotto le mentite divise di una istituzione
d impianto puramente letterario, occultò in forme arca
ne lo scelerato proponimento di annientare ogni supe
riorità ecclesiastica e sociale. Egli può dirsi il Voltaire
sotterraneo, ri grande maestro di minare senza rumore,
e di far saltare in un giorno il Mondo. Divero procurò
irarvi persone di ogni Nazione , e mercè di una cieca
ubbidienza prepararle a divenire strumenti materiali di un
indirizzo misterioso e trapotente (i). All'uopo in uno che
occultava alla miglior parte dei neofiti la suprema ten
denza dell' Illuminismo , insinuava ài suoi adepti di pri
mo ordine, di studiare assiduamente nelle opere di Asce
tica Cattolica , l' arte d' imprimere una forte direzione
agli spiriti , non che di procurare in preferenza assol
darvi cattivi Preti e cattivi Prelati (2) ; e di più tener
ferma la mira su quanti vi si potessero aggregare, inve
stigandone gli antecedenti della vita e le inclinazioni. Dì
tal guisa, non altrimenti che di grado in grado, davasi
a quei che meglio erano in posizione di servire al fine
settario, di poter aspirare agli ordini superiori. E però,
solo quando a poco a poco eglino si fossero svestiti dei
loro pregiudizii , che è a dire, avessero spento nei loro
animi le idee di Religione e di virtù, riuscivano a sa
pere , senza orpello , che l' ultimo intendimento di que-

(1) Eglino dovevano giurare voto di eterno silenzio, fedeltà ed ubbi*


dienza inviolabile a tutti i superiori ed agli statuti dell' ordine ; di
più in quanto era l'oggetto dell'ordine , rinunxiavano pienamente
ai proprii lumi ed al proprio giudizio : Vero Illuminato ecc. Iniziai,
pag. 51 e seqq. Per altro in questo nulla v'era di nuovo, che non
fosse nel giuramento di tatti gli altri Frammassoni, i quali altresì
si obbligavano di fare quanto , loro veniva ordinato dai superiori, e
sotto le pene cognite ai medesimi obbedirli ciecamente , senza richie
derne il motivo ; e di non mai manifestare ai profani i misteri della
società, nè a voce né in isoritto nè con gesti, di tutti gli arcani che
li sarebbero comunicati ; di non mai rivelare ad alcuni di essi i secre-
ti della medesima, i segni, le gesticolazioni, le parole , la dottrina,
le .cerimonie , tanto quelle che adoperavansi per entro le Logge, che
quelle le quali usavansi fuori di esse ; infine di non essere , nè di
rettamente nè indirettamente causa della divolgazione di alcuno de
gli arcani della società che sarebbero rivelati ( ad essi ) di predente
( nell'atto dell' associazione ) ed in avvenire. L' Ordre des Francs-
Maeons trahi ecc. ; Le Francs-Macoris écrases ecc. Di tal guisa era
in sostanza, salvo alcune lieve modificazioni di formole, il giuramen
to che davano gli adepti della Massoneria , detta dell' alta osser
vanza , Dell'Inghilterra, nella Prussia- ed ovunque per allora erano
riusciti ad impiantarsi. E però, sotto un cotale riguardo V Illuminis
mo non vi portò innovazione di sorte . solo avvalendosene a pro
prio conto , di una iniqua pratica adottata generalmente nelle Logge
dei Frammassoni, che gli erano preceduti nello scelerato arringo.
(2) Barruel lUemorie ecc. tom. III.
Tom. 1. 23
— 181 —
sta società , era quello di manodurre l'uomo alla oru
binaria eguaglianza, donde proclamavasi emancipato dalla
Religione e dai Governi. Adunque insino a quanto gli
adepti non giungevano ai superiori ordini , ciascuno di
essi appena conosceva la classe propria e la subordina
ta ; i capi della congrega occultandosi con nomi conven
zionali , mercè i quali erano tra loro in arcana comuni
cazione. Con un tale organamento, ognuno può ravvisa
re , come ad un tempo che ovviavasi al pericolo di dis
soluzione dei socii, in caso di disvelamento; si poteva con
facile sostituzione riattaccarne le file sperperate. E può
dirsi che da questa mostruosa machina uscirono, quante
dappoi furono perfide odierne congreghe , ostili ad ogni
ordine religioso, morale e politico, le quali han giurato
di non far sosta insinoaché una sola pietra dell'antico
edificio perdura intera al suo posto. Il Weisshaupt è a
dirsi l' architetto di tutte le cospiratrici consorterie, me
nandole sopra un disegno più uniforme, e facendole con
vergere armonicamente alla tendenza dell' universale dis
soluzione, cui meditava. Egli ideò una parodia della Chie
sa Cattolica , aggiuntavi la nequizia del fine direttamen
te opposto, ed i sottili artifizii di un' opera satanica. Il
codice delle astutissime e diaboliche prescrizioni dell' Il
luminismo destano orrore , disvelando l' indole di una
setta, che a ragione potrebbesi dire la sella delle sette,
ovvero la setta universale ; come quella che assicura
va a divenire centro anima e vita di ogni altra , e che
le dava movimento ed indirizzo comune. Ciò nondime
no , dacché ai gregarii della consorteria non era da
to saperne , che in gerghi misteriosi , i principii e le
regole , l' Illuminismo ebbe subito un gran numero di
adepti, quasi per ogni provincia della Germania ; molti
essendovi arreticati per amore di novità, ed anche per una
semplice curiosità , i quali dappoi imbevutisi dello spi
rito del maestro , rinunciavano ad ogni principio religio
so e ad ogni dipendenza sociale. La gioventù credula ,
irriflessiva , e facile ad essere sedotta > divenne preda
delle insidie del capo sella ; ad essa sopratulto egli di
— Ì19 —
ridendo suoi sforzi. E per l'uffizio di Professore di Di
filto in Ingolstadt , tornavagli non punto difficile la riu
scita ; giacché circuiva , con l'aiuto dei suoi emissarii,
i giovani , li accoglieva in sua casa , e nei frequenti
coìloquii , procurava insinuare loro il veleno delle sue
massime. Quindi col presidio dei suoi più fidi, il Mas-
senhausen , lo Zwak , il Merz , lo Kgnigge , in bre
ve giunse a dominare le principali Logge della Masso-
neria , nuclei di altre minori: ad esercitare la sua te
nebrosa influenza in tulte le diverse sette, le quali era
no pullulate nella Germania. Lo Zwak fu primamente
a trapiantare l' Illuminismo da Ingolstadt a Monaco ,
dove si aprirono le prime Logge di esso con i nomi
di Efeso e di Atene. È fama che il Weisshaupt vedendo
tanti proseliti in tutte le classi sociali , esclamasse : 0
uomini , che cosa non vi si può dare ad intendere ?
E divero, non era gran tempo che l' Illuminismo vede-
vasi surta , ed omai esso noverava non più sole per
sone private e di bassa sfera sociale , ma altresì uomi
ni doviziosi, aristocratici, potenti, Conti, Baroni; e quel
lo che è più sorprendente , si conosce che non meno
di cinque Principi Sovrani vi ebbero dato il nome. Che
anzi era lagrimevole , come non pochi Ecclesiastici si vi
dero arrotati in quella rea congiura , e gli archivii del
la medesima noveravano alcuni Preti , diversi Curati, e
vuolsi che vi fosse anche qualcuno degli alti Dignilarii
della Chiesa dell'Alemagna. Il Barruel ebbe raccolto in pro
posito un gran numero di "falli, di scritti e di documenti,
che non sì di leggieri potrebbero essere smentiti. E con
viene supporre , non piuttosto per inconsiderazione, che
per malizia, tanto favore incontrasse una società, la qua
le abborriva dalle preminenze, ed osteggiava la proprie
tà. Verosimilmente il Weisshaupt avava dovuto occulta-,
re a cotali avventati o balordi, che voglionsi dire, quan
to potesse offenderli ; ed amiamo supporre, eglino affat
to ignorassero i suoi progetti ostili alla Religione , il
suo abbonimento al Clero , la sua avversione per ogn(
— iSO.-
epecic di dipendenza (1). L'opera prepararsi, trappo
lando i semplici , e traendo partito dalla melensaggine
delle masse , senza che quasi se ne avvedessero ; con
eccitarle ad un vago desiderio di miglioramento, ed allo
scontento dei proprii Governi. E schiacciando, senza ap
parenza di mezzi violenti , ogni opposizione che potes
se contrastarne la riuscita, insino a quando per l' impe
ro della pubblica opinione, insensibilmente conquistata ,
non desse tutto l' agio di avvalersi della forza patente.
D' altronde non è senza fondamento la supposizione, che il
Weisshaupt e i suoi consorti avessero occultato ai Principi
il giuramento che, come è fama, faceva dare negli ulti
mi gradi, di detestazione dei Re ; e che solo disvelasse
loro , quanto avvisava non poterli offendere. A questo
si aggiungeva che eglino in quel fitto tenebrio , in cui
avvolgevasi l' Illuminismo per riguardo alle sue tenden
ze , non vi scorgevano , o almanco non credevano aver
vi parte , che solo il progetto di menomare l' influenza del
Clero; e quindi per essi un mezzo di consolidare meglio il
proprio potere. Ed anche quando alcuni di loro si ri
trassero dall' orlo dell' abisso , aperto ai proprii piedi ,
ed abbandonarono la nequitosa consorteria ; può dirsi
che non del tutto ne ebbero scandagliate le tristi e pro
fonde mire : e non v' è pruova che in veruna guisa si
fossero adoperati ad arrestarne i progressi. Non sa-
prebbesi poi spiegare la condotta di quei, che Y Illumi
nismo riuscì ad aggregare a se , tra' membri del Clero
della Germania Cattolica , i quali dovettero accecarsi di
(1) Picbot Memorie , ann. 1776. — Cantù Storia dei cento anni ,
tom. f , pag. 278.— Non sapremmo indicare qual fondamento avesse
ciò che narrasi di nn certo negoziante del Jutland , di cui è detto ,
che vivuto per molti anni in Egitto, e poi passato a Malta, vi lavo
rasse , sotto pretesto di comunicare gli antichi secreti dei sacerdoti
di Memfi , per una rivoluzione , onde far quell' isola il centro della
religione della natura ; e che di là cacciato , venisse in relazioni col
Weisshaupt , il quale dal medesimo prendesse molte nozioni pel sao
empio sistema, rigettando ad un tempo la dottrina del dualismo Ma
nicheo , professata da alcune Logge Massoniche , per abbracciare
quella del Panteismo, più acconcia ad invaghire le menti dei moder
ni Filosofi, e ad ingannare i popoli: Luquct Dei pericoli presenti della
Società, pari. 1, §. X.
— 181 —
guisa, da non punto ravvisarvi le tendenze irreligiose e
l' abbonamento ai Preti; se non vuoisi dire che cause fa
tali di cotest' aberrazione fossero l' amore di novità , il
quasi contatto con i vicini Protestanti, il progresso dello
pseudofilosofismo , il desiderio di adulare ai Principi e
l' odio verso molte istituzioni della Chiesa. Chè una o più
di cotali cause fecero impastoiare nella rea setta alcuni
Ecclesiastici prevaricatori ; mentre che altri di essi , e
deve dirsi nella loro miglior parte, rimasti in su le pri
me , vittime degli artifizii del Weisshaupt e socii, loro
volsero le spalle , non appena vennero in sospetto del
fine, a cui intendevasi manodurli (1). Ma ciò non ostante
quei pochi prevaricatori , impaniati nelle mire settarie ,
dappoichè avvenne la rivoluzione di Francia, disvelaronsi
manifestamente, divenendone fautori sino al fanatismo; ed
audacemente favorirono la invasione, che le armi rivoltuo-
se fecero delle province Alemanne poste sul Reno. Di
tal guisa il Canonico Droeck che dappoi fu Maire di Ma-
gonza , l' Abate Blau Canonico Prevosto di quella Catte
drale , il Signore Araud di Lichffelden, il Canonico Don-
sech , il Canonico Fasciola, il Canonico Koning, il Par
roco Rompel , il Parroco Hager , il Cappellano Munck
di Wollstein , il Cappellano Arusbergen di Cassel, il Bi
bliotecario Fronster , i Professori dell' Università di Ma-
gonza, Beck, Burchard, Mettermitt, Hoffau, Ohler, ed altri
si resero doppiamente traditori della Chiesa e della loro
patria (2) !
Intanto mercè taluni gerghi e motti convenzionali, l' Il
luminismo procurava fortificarsi, e propagare le sue con
venticole. Quindi le Logge in Ingolstadt ed in- Mona
co , indicate nel linguaggio settario col nome l' una di
Efeso e l'altra di Atene, stabilirono le loro colonie nelle '
altre parti della Baviera, in Ravensburg ed Eicbstadt , le
quali si dissero Sparta ed Erzerum. Ed omai nella sola
città di Monaco n' erano stabilite cinque Logge , in uno
che altre impiantavansi a Freissingen, a Landberg , a Ra
ti) Pichot Memorie , ann. eitat.
(2) Giusta L'influenza dei Giamenisti nulla rivoluzione di Francia.
182 —
tisbona , nella Svevia , nella Franconia e nel Ti polo. Ad
un tempo gl' Illuminali mostravansi anche con le loro
Logge a Vienna ; e da questa capitale dell' Austria si
diffusero quindi nelle Russie , nella Svezia , nell' Olan-
da, e fino nell'Italia, aprendo una Loggia col nome di
Fralellì iniziati d' Asia, in Milano. Gli adepti di tutti
questi diversi Stati d' Europa, adoperarono nelle loro ar
cane corrispondenze , alcuni geroglifici formati con le ci
fre dell'Alfabeto ebraico ; ed intitolarono il principale lo
ro Comitato , il piccolo e costante Sinedrio dell' Euro*
J>a(\). Non andò guari tempo, e nell'anno 1181 P Illu
minismo comparve altresì in Parigi, alla Iìur de la Sour-
dierc; essendovisi stabilita una Loggia sotto la presidenza
di Savalettc de Lange , la quale noverava , tra gli altri
membri , Dietricht e Condorcet (2). E per allora , an
che prima che la setta fossesi propagata in Francia , vi
erano iniziati meglio che mille socii. Ma cotale proseli
tismo dappoi fece un passo gigantesco nell'Assemblea di
Wilhemsbadt, di tutte le Logge Massoniche dell' universo,
convocate nel 1180, e tenuta nell' anno seguente; e le cui
conseguenze debbono tenersi , come le più funeste nella
Storia dello sconvolgimento sociale in Europa. Il Signore
permise che quivi il disegno dei tristi venisse a compiersi;
ed il genio del disordine, della rivoluzione e dell' empietà
vi esultò di speranza e di gioia. Per quell'Assemblea, la
quale ebbe luogo, stante le premurose istanze del Princi
pe Ferdinando di Brunswick il quale nella Germania era
il Grande-Oriente della Massoneria^), e con la protezio
ne degli altri Principi d'Allemagna, non che con la codar
da connivenza degli altri Sovrani dell' Europa; può dirsi
che allora sonasse l' ora dell' universale sconvolgimento ,
<\) Dos sociétis secrétes en Allcmagne et en d'autres contrées, Par
ris 1810 , pag. 25.
(2) La Loggia rossa svelata, part. III. — Storia dell' assassinio di
Gustavo III Ite di Svezia , cap. 4.
(3j Vuoisi che questo Principe , dappoi sgomentato per gli eccessi
eli; si commettevano innanzi a lui , non pure cessasse dall'alto grado
Massonico di cui era investito , ma altresì tacesse suoi sforzi alfine
di sciogliere la società settaria : Desbassayns de Riehemont Brevi fa
rete intorno alla Francomassoneria , Italia 18St , pag. iti.
— 183 —
ed insieme della universale vendetta Divina ; affine di col
pirli tutti , come quelli che più o meno dimentichi dei
loro sacri doveri verso la Chiesa di Gesù Cristo, ad un
tempo cooperavansi ad accelerare la terribile tempesta.
Divero, oltreché in cotale Assemblea seguì nella Fram
massoneria la fusione dei Swendenborgiani la influen
za dei quali era grandissima nella Svezia ed in al
tre parti della Europa settentrionale; il Weisshaupt riu
scì a dare un gagliardo impulso alle tenebrose' socie
tà , ed una direzione uniforme nel lavoro di ruina del
l' ordine religioso e politico. Ed in questa opera tene
brosa venne potentemente coadiuvato dal Barone Knigge
Annoverese , il quale insin' allora travagliatosi a perverti
re il Nord dell' Alemagna , ad un tempo che egli esten
deva il suo proselitismo nelle province meridionali di quel-
l' Impero: a Wilhemsbadt dette l'ultima mano al codice
dell' Illuminismo. Accorsivi dunque i Grandi- Orienti j
non che i graduati e gli uffiziali di tutte le Logge Mas
soniche del Mondo, cioè i deputati di un milione almeno
di adepti > ché tale era il numero dei Frammassoni per
quell'epoca; il Weisshaupt e suoi vi fecero tutto il* conato^
onde potessero impadronirsi della direzione generale. E gli
sforzi , adoperati all' uopo , furono coronati di un suc
cesso incalcolabile ; giacché sopra tutti, lo Knigge aven
dovi rinvenuti uomini , già scevri da ogni pregiudizio
religioso, come per allora dicevasi, di leggieri potè tras
formarli in Illuminati. Ed in uno che procurò spar
gere la confusione tra le varie congreghe , nelle quali
per quei tempi partivasi la Frammassoneria^ mercè que
sta confusione medesima riuscì a dirigerle nell' intento
del supremo maestro dell' Illuminismo. E però , annun
ziava al Weisshaupt 4 nel Marzo del 1182, che per po
co era , ed il Mondo veniva interamente in potere di lui.
Fu allora , che l' esecrabile setta fece rapidi e spaven
tevoli progressi nell' Europa. Insin d' allora fu , che il
capo degl' Illuminati, comunque avesse pochi adepti nella
Francia , purnondimeno fondò mire particolari e disegni
— 184 —
profondi sopra di quella Nazione (1). E senza dubbio, se
venne differito il momento di attuarli, dovè essere, affine
di meglio imbrecciarne il colpo ; e di là muovere allo
svolgimento della universale rivoluzione nell' ordine reli
gioso e sociale. Omai v' erano cinque province delL' Illu
minismo, appena un anno dall'Assemblea di Wilhemsbadt,
essendosi propagato con una irresistibile attività nell' Eu
ropa settentrionale. I medesimi Frammassoni vedendo
si dominati dalla potente influenza della nuova setta ,
o a dir meglio, dall' ultimo svolgimento settario, impres
so mercè Y Illuminismo alle loro congreghe Masso
niche , procurarono sottrarsene. Ed all'uopo in una nuo
va unione generale dei loro socii , tentarono stabilire
diffinitivamente il proprio codice di léggi; e fu dato or
dine a tutti gli adepti, di farsi ricevere membri delle di
verse società secrete esistenti, onde potessero scoprirsene
viemeglio le tendenze.
Ma l' impeto delle menti secondava l' Illuminismo con
tanta forza , che veruna resistenza non era più al caso,
non che d' imporgli un freno , nemmauco di ostacolarne
l' opera' sua destruttiva. Ed anche quando diversi suoi
adepti nella Germania , inorriditi alle conseguenze dei
principii addottati nelle sue Logge , le lasciarono , per
non essere portati nè dai Gesuiti nè dagli Illuminati ,
cioè che, secondo il linguaggio di allora, non intende*
vano essere nè Cattolici nè atei ; l' allontanamento di
• cotesti Frammassoni moderati , se pur voglionsi di tal
guisa nominare , contribuì con efficacia assai più fune
sta ai disegni dei più malvagi settarii. Affinché poi
per nulla gl' Illuminati fossero da meno degli antichi
Manichei , come già erasi introdotta la usanza fra i
Frammassoni di ammettere altresì le donne alle loro
Logge ; una colale costumanza venne spinta nell' Illumi
nismo alle turpi parodie del Manicheismo. E lo Zwack
non si peritò proporre per tal fine , nel 1182 , la fon
dazione di Logge di donne Illuminate, il cui organa
ci) Pichot Memorit, ann. citat.— Luquet , opp, eitat. part. I, §.
XI, XII.
— 185
Mente fosse <li ammetterne con diverso categorie', inca»
ricando i fratelli di dirigerle , senza farsi conoscere; e
solo di sbieco facendo loro pervenire le istruzioni. E di
tal guisa formandole all' arte di soddisfare secretamente
alle loro passioni, cotesta istituzione servisse a conten-
ture quei, tra fratelli, che avessero propensione ai pia
ceri (1) 1 4
In tutto ciò il Wcisshaupt aveva operato con tale un se
creto e con si grande circospezione, che non aveva ec
citato sospetto veruno , anzi aveva mostrato zelo som
mo ed abilità nel suo uffizio di Professore, di guisa che fu
prescelto a Rettore di quell'Accademia d' Ingolstadt. Egli
praticava in alto grado , ed insinuava costantemente ai
Buoi discepoli , la imitazione di un antico oppressore
dei popoli (2). E la riuscita fatale dell' Illuminismo ,
in gran parte , devesi a coteste arcane maniere , che
ne formavano le prime lineo di suo procedimento. Ma
comunque la rea associazione si velasse di profondo te-
hebrìo , essa non durò lungamente sì occulta , che non
ne fossero subodorate le massime di ateismo , non che
gli ultimi disegni antisociali. E però insin dal 1181 ,
il Governo di Baviera venuto in sospetto della esisten
za di questa nuova congrega settaria , procurò delle
investigazioni all' uopo. Nondimeno ogni sua opera riu
scì per allora senza effetto veruno : e l' astuzia di quei
gettarli , non che le relazioni che mantenevano nella stessa
Corte Elettorale , menarono al nulla i provvedimenti di
quel Principe Elettore ; ed altresì posero sufficiente
mente al sicuro l' Illuminismo , da continuare le sue
adunanze , a malgrado la proibizione assoluta , che nel
1184, quel Sovrano ebbe data pe' suoi Stati, di qual
siasi società e confraternita secreta , o non appro
vata dalle Leggi. Ma uno scritto , messo fuori da un
Professore di Monaco in quell' anno , avendo data oc
casione al Weisshaupt di porre in movimento i suoi pro
ti) Loqnct oper. citat.
(2) Erat Sejnnus otiosn simillìmus . tt quasi nihil agens eum ma-
èitha moliebatur: TacLt, Annui, it'fr. IV.
Tom. 1. 2i
^ 186 —
fcelilì, le apologie dell' Illuminismo, le quali per quella
circostanza vennero pubblicate, e di più le dichiarazioni
di alcuni tra quei che avevano rinunziato alle sue adu
nanze , disvelarono sufficientemente la setta ed il perico
lo , che per essa minacciavasi alla società. Da ciò il ca
po ed istitutore della medesima, destituito dalla sua Cat
tedra , fu cacciato da Ingolstadt. Però egli ricoveratosi
a Ratisbona , che disse la sua Eleusis , continuò a tra
vagliare , e con nuova efficacia , mercè i suoi emissa
ri , alla propagazione della nequitosa congrega ; quan
do sopravvenne un fatto che avrebbe perduto per sem
pre l' Illuminismo , se la letargia dei Governi e le in
telligenze che i suoi adepti vi mantenevano, non l' aves
sero, non che rassicurato , fattogli riprendere maggiore
coraggio, e spingerlo ad accelerare gli ultimi suoi ten
tativi contro gli Assirii ( cioè le Potestà sociali ). Il
Weisshaupt dunque, in Ratisbona, ammaestrando un Pre
te apostata , Lanz , da lui deputato per la Slesia, a dif
fondervi la Massoneria-illuminata; di repente videsi ca
dere morto ai suoi piedi lo sciagurato discepolo, colpi
to da un fulmine , ed in atto che riceveva le ultime
istruzioni. Or lo spavento e la sorpresa avendogli impe
dito di trafugare le carte che erano sul cadavere dell' e-
stinto suo adepto , e queste venute in potere della pub
blica autorità ; posero in aperto tutte le scelerate ten
denze della setta : e però meglio posesi in su gli avvisi
l' Elettore di Baviera. Quindi molli Illuminati d' Ingol
stadt , che per quel fatto vennero conosciuti , perdette*
ro i loro impieghi , ed alcuni furono esiliati. Una im
provvisa perquisizione , che neh" Ottobre 1186 fecesi in
casa dello Zwark ed in quella del Conte de Bassus ,
fece scoprire gli statuti ed altri importanti documenti
della rea consorteria ; e nella continuazione delle inve
stigazioni , scoperti altri di quei settarii , gli uni pre
sero la fuga , altri furono destituiti dal proprio uffi
zio , ed altri condannati alla prigionia. Il medesimo
Weisshaupt dovette lasciare Ratisbona, quel Vescovo-Prin
cipe secondandovi , con i suoi ordini, quelli dell' Elet
tore Bavaro. Questi d' altronde non ristette dal dissipa»
re per ogni verso le tenebrose fila dell' Illuminismo ; e
fece pubblicare tutte le carte della setta, inviandone co
pie a tutto lo Corti Sovrane di Europa (1). Ma que
ste rivelazioni , le quali avrebbero dovuto aprire gli
occhi ai Governi, e fargli avvisati sul pericolo che mi
nacciava la Società intera ; non produssero alcun risul
tato. E tranne le Corti di Baviera e di Wurtemberg ,
che procurarono annullare le associazioni ìqWIlluminismo
nei loro Stati ; lutti gli altri Sovrani mostraronsi indo
lenti ed accecati sopra i loro stessi pericoli. L* Impera-
dore Giuseppe II non punto curò di prendere misura
severe contro una consorteria , che stimava come solo
ostile alla Religione ; la cui salutare influenza egli era
tuti' opera a menomare, per la sua rivalità al Potere ec
clesiastico. Nella Prussia tuttora erano vivi i funesti ef
fetti della empietà di Federico II : ed il successore di
lui , forse senza nemmanco avvedersene , erasi circonda
to da Illuminati, ai quali prodigava ricompense ragguar
devoli. Gli altri Principi Alemanni per nulla fecero con
to delle premuroso investigazioni dell' Elettore Bavaro.
Che anzi il nemico di tutt' i Sovrani e di tutti i Governi
trovò un asilo presso il Duca di Saxe-Gotha ; in quella.
Casa Ducale essendovi più di uno che avevane adottati
i prinoipii antireligiosi éd antisociali, ed imprudentemen
te davane mano alla propagazione. E da questo derivò,
che l' Illuminismo rassicurato per la sonnolenza dei Go
verni e le influenze che vi manteneva , continuò a pro
gredire per tutta Y Alemagna : e non ostante le bar
riere , che l' Elettore Bavaro aveva creduto contrapporgli
nei proprii Stati , la setta non cessò di rannodarvi il suo
proselitismo. D' altronde quella proscrizione non riu
scì , che a dare con nome diverso , un organamento
poco variato alla sella , in uno che i suoi socii s' in-
(1) La prima parte di quei documenti fa pubblicata net 1786 , col
titolo : Einige originai schriften des Illuminaten ordens, alcuni scrit
ti originali della setta degli Illuminati ; la seconda parie poi lo fu
nell'anno seguente, col titolo: XaehricaUn von mitern schriften, te* .
Supplimtnto agli strini originali , it*.
w 188 —
fingevano di scioglierla. Eglino adoperaronsi quindi, con
ogni mezzo , di dare ad intendere che YIlluminismo non
più esisteva, e che le sue associazioni si fossero disciolte;
intanto che spargevano vaghe agitazioni negli spiriti , o
falsi rumori di cospirazioni scoperte contro l'ordine pub
blico. E procuravano di questa guisa, e con tutte le al- *
tfc maniere subdole , le tante volte dappoi adopera
te pe' settarii loro successori, in simili circostanze , di
sviare l' attenzione dei Governi, ed allontanarla dai loro
veri disegni. E come sempre è stato dappoi, l'acceca
mento delle passioni prestava fede a quelle e ad altre
non dissimili false voci e perfide arti. Da ciò , tra
l'altro, ebbe origine che tutte le Logge Massoniche, con
una docilità ognor crescente , accettarono la suprema
direzione degl'Illuminati, e ciecamente divennero gli stru
menti dell' empio ed anarchico svolgimento , a cui forse
per allora non tutti gli adepti delle medesime , almanco
quei dei gradi inferiori, intendevano sospingersi. Ed af
fine di raggiungere cotale progetto di strettamente do
minare gli altri rami della Massoneria, fu sparso rumo
re per le Logge, che i capi supremi di esse ne tradis
sero la causa , e che i Gesuiti ne fossero alla direzio
ne! Bahrdt per quel tempo compariva come uno dei
più ardenti provocatori della trasformazione dell' Illumi
nismo, in quel nuovo suo organamento col titolo di Unione
Germanica dei ventidue, la quale in queste novelle fog
ge riuscì non meno fatalmente celebre. Giacché , anche
quando quest' empio bistrattò V editto di Religione del
Re di Prussia, e per la scoperta di nuovi documenti re
lativi all' Illuminismo , altresì la Corte di Berlino venne
in piena cognizione dei progressi spaventevoli della co
spirazione antireligiosa ed antisociale ; gl' intrighi e Io
trame dei settarii, ornai da gran tempo avviticchiatisi fin
nel Palazzo Reale, costrinséro al silenzio chiunque , ed il
male energicamente continuò ad avvanzarsi, senz' argine
alcuno (1),
(1,1 Piti note che testo , ossia V Unione Germanica dei XXII , ecc.
Lipsia, Qoschen , 178'J. — Tohou (Robison Preces des cospiration$
— 189 —
CAPO IX.

Organamenti costitutivi dell'Illuminismo—Arti adope


rate per la sua propagazione, non che nell' inten
dimento della dissoluzione degli ordini religiosi e
sociali.

I Teosofi Swendenborgiani, inoculatisi alla Frammas


soneria, a Wilhemsbadt , intanto che viemeglio ebbero
contribuito alla sua propagazione pel Nord dell' Europa;
vi avevano reso l' adito più accessibile, almanco nei gra
di inferiori , alle anime sensibili ed alle immaginazioni
ardenti, tratte da quella pretesa perfettibilità naturale,
e da quelle massime di amore e d' infinito , che pro-
fessavansi nella loro setta. Ad un tempo gl' Illuminati
propalavano nei gradi superiori la orditura novolla ,
che intendevasi dare alla Società , minandone tutte le
antiche sue istituzioni , onde impiantarla con forme af
fatto diverse da quelle ch' erano state insino alloca , e
costituirla senza Religione e senza Dio. Risoluti alla de-
struzione di ogni Potere ecclesiastico e civile , col pre
testo di sostituire loro, quella libertà ed eguaglianza ,
che supponevano tolta via per la Religione e per gli Stati;
e rimenare gli uomini ad una universale indipendenza ,
che spacciavano come originaria del genere umano; co
testi difensori della libertà contro i tiranni , formava
no il più duro dispotismo , che non altro mai si fosse
stato al Mondo. Gli adepti , dal momento di loro ag
gregazione , dovevano con solenne giuramento rinunzia
re a qualsiasi propria individuale posizione , e promet
tere una obbedienza affatto cieca ai superiori dell' ordi
ne , in essi riconoscendo ogni diritto di vita e di mor-
*e 0)« Qual meraviglia dunque se la nequitosa congre-
contre toutes les religioni et tous les gouvernementes de V Europe ,
ourdies das les sociètès secrètes des Illuminès , des Francs-Macons ,
ecc. trad. dall'Inglese , Londra 1799. — Luis XVI etstss vertus.ecc.
tom. II, pag. 262. — Pichot Memorie ecc. ann. 1784. — Luo>uet
Oper. citai- part. 1. § XII.
(1) Nella l'orinola dal sacrilego giuramento era, tra l'alimi Rinunsio
ga, che s' mfingeva dì abborrire , come tirannia ed at
tentato contro la umanità, ogni specie di Governo; avesse
potuto non pure agognare, ma altresì immantinenti raggiun
gere lo scopo di divenire la guida suprema del Genere
Umano, e reggerlo a suo verso con una potenza invisi
bile ; ed i suoi capi arrogarsi il potere legislativo e quel
lo di disporre dei Troni e della vita stessa dei So
vrani ?
I primi Illuminati , insìn dall' esordire di loro, det
tero fuori , nella Biblioteca Alemanna del Nicolai, l'im
pianto e le generali nozióni su la orditura della setta ,
infmgendosi di accennare come ad un sogno , onde i
profani non potessero comprenderne il linguaggio. E
però in quel sogno mentovavasi una stretta unione di
amici , dispersi , della umanità; una secreta società
di cosmopoliti , destinata a generalizzarsi progressiva
mente, e somministrare ai suoi adepti i mezzi di soste
nersi ; di più vi si faceva menzione di prepositi pro
vinciali , di capitali cosmopoliti , di diritto di citta
dinanza cosmopolita , il cui titolo e possesso veniva as
sicurato come una commendatizia universale ed assicu
rata per gli scritti dei suoi componenti ; in line v era
parola altresì di un segno esterno per riconoscersi gli
adepti , e noto solo ad essi (1). Ma questo non orano,
che rivelazioni dimezzate, affine di avvolgere nell'arcana

con tutta la sincerità del mio cuore al Ubero uso della mia ragione a
della mia volontà, dò in balia dei superiori la proprietà del mio carpo a
della mia vita, prometto di riguardare il bene dell' ordine, come il mio
proprio , e di addire al suo servizio la mia fortuna, il mio onore ed
il mio sangue.- Oltreché v'era prescritta una formola di confessione
pe" suoi adepti, severissima in comparazione di quella della Chiesa
Cattolica. Difatti eglino dovevano rivelare in iscritto , tutto il tenoro
della propria vita , non che le particolari loro amicizie e le relazio
ni private. Di tal guisa la rea setta poteva disporre, ed a colpo si
curo , come di arme pericolosissima in sua mano , di calali rivela
zioni con i suoi membri e con i profani; non che adoperare , come
suoi istrumcnti subalterni i Principi Sovrani e quanti altri esercitas
sero il Potere supremo : Grandi viste dell'ordine degl' Illuminati, pag.
186 , 190. — Scritti originali, pag. 186. — Trionfo della Filosofia ,
tom. Il, pag. 140 e 294. — Campe Giornale di Brunswick , Apriti
1791. — Fichte La destinatone degli uomini di lettere.
(1) Tom. XXVIU , num. 1 , ann. 1776 , pag. 9%9S.
— 191 —
il vero divisamente settario, riserbato agli adepti, e nem-
manco a tutti, fra essi alla comune di loro soltanto
a gradi , e mercè espressioni equivoche e misteriose ,
dovendosi communicare. Nondimeno il ritratto fedele della
rea consorteria ed 1 suoi nequitosi fini vennero disvelati,
senza orpello alcuno, negli Citimi Travagli di Spartaco
e Filone, ossia nello secrete istruzioni, che il Weisshaupt
col nome di Spartaco ch' era quello da lui assunto nella
setta, dava come sembra, allo Rnigge, velato sotto il no
me di Filone ; e nelle quali il caposetta avvisandosi
parlare ad un suo fido , manifestavagli l' arcano di fa
miglia , non che le ipocrisie , gli arlifizii e le atrocità
di questa unione. E però ad un tempo che quasi a tuti' i
Sovrani di Europa , Cattolici ed acattolici , facevasi
intendere, pericolosa la influenza della Religione nei loro
sudditi , come di uno Stato nello Stato ; il loro più
truculento nemico davvero v' impiantava con i suoi com
plici della cospirazione settaria , uno Siato nello Slato,
di tal guisa dettando in quelle sue segrete istruzioni :
Non potrebbe accadere , che mercè questa società , gli
Stati stessi divenissero Status in Statu? Per giungere
ad un tale intendimento, il Weisshaupt insinuava di re
gnare senza forza esterna , non sul popolaccio titolato,
sibbene sopra i migliori degli uomini di ogni classe ,
di ogni nazione e di ogni religione; e creare per se
stessi il proprio impero ed i proprii sudditi \ ... Convie
ne ai reggenti dell' ordine studiare V arte di regnare ,
senza sembrare che il facciano; sotto il velo della umil
tà .... essi debbono esercitare un autorità illimitata , e
sapere adempire tutti disegni dell'ordine (1) ! Arre
trate alla sua setta tutte le altre sorelle ausiliarie, delle
quali l' Illuminismo ne addivenne il centro, come iden
tico in tutte n' era lo scopo, cioè quello di eliminare ogni
Società costituita, qualunque si fossero le sue forme go
vernative, sostituendole un preteso stato di natura, tanto
plaudito dappoi pei Socialisti e Comunisti dei nostri gior-
(1) Die neusten arbeiten dei Spartaco» und Philo , eec. Ultimi la
vori di Spartaco t Filone «ce. Grad. di reggerti* , di principe , pag.
133-1S7.
ni. E risoluto ài accelerare per ogni verso l'avvé*
ramento dello scopo summentovato ; ad un tempo che
quelle istruzioni davano come il perno d'azione ai socii
degli ahi gradi , solo presentavansene a quei dei pri
mi gradi , gli indizii in forme comuni ad ogni altra con
grega Massonica, cioè che la società AegY Illuminati for
mava una unione dei buoni e de» saggi , onde potessero
diffondersi la verità e la virtù, combattersi i pregin-
dizii ed il dispotismo, non che mettersi in istima i lumi
e la moralità. Però dovevasi dare loro a giurare la for
inola seguente : Combatterò coraggiosamente , ma con
prudenza, per là virtUj. la libertà e la saggezza; im
piegherò tutte le mie forze contro la superstizione ed
il dispotismo (1). E un mezzo potentissimo a trappola
re gli ambiziosi, i gonzi, gli avari, gli imbecilli di ogni
genere , non v' era promessa che risparmiavasi verso di
loro , lusingandoli di trovare amici numerosi e potenti
nella congrega. Quindi disponevasi che venisse insinuato
dai capi dell' ordine agli iniziandi : Se tu brami il po
tere, V autorità, un falso onore , V abbondanza di ogni
genere } noi procureremo di avvantaggiarti ; ti porterei
ino anche dappresso ai Troni (2). A riuscire poi nel reo
intendimento , di crollare quanto v' era di Sacro ed ogni
Autorilà sociale, che inorpellavasi con i nomi di super
stizione , di pregiudizii , di tirannia , che volevansi
manomesse mercè il preteso progresso dei lumi , e con
quelli di morale e di moralità ; tutto lo studio doveva
essere, di aggregarvi uomini di credito perduto , debo
sciati , ladri } immorali di ogni specie, malcontenti dello
istituzioni sociali dei propri paesi (3) ; come quelli , a
cui meglio, che ad ogni altro, potevasi indettare quell'odio
alla Chiesa ed alle Autorità costituite ; e far loro con
siderare come catene , ogni vincolo di sociale dipenden
za , non che avere in conto di ostacolo allo svolgimen

ti) lbid. Grad. di Cav. Scotìese , formolo di giuramento , paó.


48-49.
(2; lbid, Grad di Sacerdote , pag. #.
(3j lbid. fug. 153, \
— 193 —
lo della ragione , 1l Clero ed i Principi. Ed a quesW
doveva ridursi ogni idea di morale e di moralità : La
morale è l\atte, mercè cui gli uomini imparano a di
venire maggiori , uscire dalla tutela, entrare nella ve
rità , disfarsi dei Principi (1).
La Frammassoneria illuminata dunque arrogatosi un
potere , che comunque invisibile e non avvertito , ridu
ceva tutti gli Stati esistenti ad essere come affogati in.
essa; ad un tempo buccinava un cosmopolitismo, il qua
le in uno che doveva annientare ogni relazione di Fa-
miglia , di Patria , di Autorità sociale, di Religione ,
non disvelava cotale suo proponimento , che negli ulti
mi gradi della setta (2). Da ciò vedesi di leggieri, come
per allora e poi non fosse stata, che una ipocrisia set
taria, quel nome di Patria ecc., che omai e quasi un se
colo viensi strombettando ad accalappiare i badaloni. A
tutti quei mezzi , mentovati di sopra , l' Illuminismo
aggiunse l' opera di depravazione , mediante gli scritti
antireligiosi, che in forme svariate, vennero pubblicandosi
nell' Alemagna, non meno che ad un tempo n' era allagata
la Francia mercè i suoi sofisti Volteriani. Che anzi nella
propagazione dei principii sovversivi, per tale guisa, gli
Illuminati di Germania si trovarono ài caso di adopera
re mezzi più efficaci e più vasti , che non erano quelli
degli increduli Francesi. Ed a questo fu d' avvanzo, che
per la secreta influenza della loro setta, giunsero a racco
gliere somme considerevoli, le quali vennero impiegandosi
ad otfenere l'amministrazione dei beni dei Luoghi pii e
delle Scuole, non che a creare riputazioni fittizie, umilia
re insensibilmente quelle meritate a giusti titoli, e menare
gli adepti, come soli illuminati ed istruiti, alle cariche più
interessanti e lucrose ; onde questi poi avessero potuto
tutelare e favorire i proprii amici. E sempre il supposto
Spartaco, il quale così esponeva i suoi disegni settarii al
supposto Filone : Se possono i reggenti riuscire nella
impresa di far sopprimere i Conventi , e farne servi.
(1) Ihid. pag. 36.
(2) Ibid. Grad. di Sacerdòte, pag. 28 e 39, Magus et Rex, pag A* ».
Tom. i; i3
4
«- 194 —
W i beni alla esecuzione dei nostri disegni , per sti
pendiare , tra V altro , i buoni maestri per la gioven
tù delle campagne , ogni simile proposta sarà piace
volissima ai superiori (1)... Sarà cura dei Cavalieri
Scozzesi a" ideare ed eseguire piani di ogni forma per
V amministrazione delle casse (2)... Se trattasi d'in
trodurre alcuno dei nostri amici, tutto pieno di meri
ti , è d' uopo usare di ogni mezzo , affine di fargli
una riputazione; bisogna avvertire i membri sconosciu
ti dell' ordine, onde pubblicassero dovunque la sua fa
ma , ed imponessero silenzio all' intrigo ed alla invi
dia, che potrebbero insorgere contro di lui (3)... Egual
mente è d'uopo prendere cura di menare rumore dovun
que delle opere dei nostri amici, ed impedire non qual
che eritico le rendesse sospette (4). E però in armonia
con questi principii , indettnvasi dai capisetta , i quali
per altro non dovevano avere incarichi di sorte nella so
cietà, e dovevano essere sostentati dall' ordine nei loro
bisogni, che gli Illuminati aiTellassero una esteriore di
probità ed una condotta riserbata e compiacente, affine di
imporre a quanti li circondavano , e far loro intendere
eh' eglino fossero persone di estese cognizioni in qual
siasi genere di sapere; di tal guisa costituendo una qua
si necessità di avvalersene negli affari di maggiore in
teresse (5). Ed affine di giungere ad acquistare do
vunque influenza , non dovevasi lasciare intentato vertin
mezzo , onde dominassero la istruzione e le opere di
pubblica beneficenza (6). Bisogna guadagnare, è sempre
il supposto Spartaco che parla, all' ordine in tutt' i luo
ghi la massa del popolo. lì influenza su le Scuole è il mi
glior mezzo onde riuscirvi (!)... Non mai debbono sfug
gire le Scuole Militari, le Accademie, le Stamperie, le Bi-

(1) Spartaco e Filone , pag. 16%.


(2) Ibid. Illum. dirigens , pag. 2O.
(3) Ibid. Grad. di Principe , pag. 16S , 164.
(4) Ibid. Grad. di Sacerdote, pag. 119.
(8) ibid. Grad. di Sacerdote , pag. 118.
(6) Ibid pag. 117.
(7) Ibid. Grad. di Principe, pag. 160.
— 195 —
blioteche, i Capitoli dei Canonici, e quant'altro può in*
fluire su la Educazione ed il Governo ; i reggenti trava
gleranno di continuo ad ideare piani , per sottoporre
tutli questi oggetti al potere dell' ordine (1)... Sopratutto i
giovani attirano Vattenzione dell'ordine; e però ogni pre
fetto si studierà nel paese, dove dimora, occuparsi delle
Scuole, della Educazione della gioventù, e dei maestri ai
quali è confidata; e procurerà che questi uffizii siano da
ti ai membri dell' ordine (2).
Da colesti conati dunque della rea setta derivò, dopo
l'anno 1116, e vedesi rinnovato ai tempi nostri , quel
procurarsi di tener lungi dall'insegnamento i Ministri
della Religione ; ed a vece insediare nelle Scuole e nelle
Accademie , e tal' ora nelle Chiese medesime i fautori
delle idee settarie. E però tante Scuole di Europa , in
allora e poi, comunque riconoscessero la loro origine e
l' organamento da uomini dotti, vennero messe in discredi
to, come vecchie ciarpe, le quali conveniva, non che rior
dinare , abolirle del tutto ! Quindi le vessazioni e gl' im
pedimenti, che dovunque per allora e poi , più o meno,
furono messi a tanti uomini veramente dotti ed onesti ,
onde poter eliminarli dagli stabilimenti di pubblica Istru
zione , o almeno avvilirne il merito ! Oltrechè, median
te le usurpate riputazioni degli adepti, e le lodi che egli
no a vicenda prodigavansi , non che mediante la effica
cia del suo proselitismo , l' Illuminismo potè altresì im
mettere la propria azione nella particolare educazione dei
figli dei Grandi ; e non pure nell' Alemagna , altresì
nella Francia e negli altri Stati d' Europa. In quell' an
no , il Weisshaupt , con . molto di bestemmia aveva
detto ai suoi discepoli , ite el praedicate ; e da ciò ,
Logge , Società letterarie, propagande , emissarii, uo
mini di lettere senza impiego , cosmopoliti scorrenti
pel Mondo , avventurieri propagatori di nuovi lumi ,
(1) pag. 166.
(2) Ibid. pag. 172. — Per riguardo alla tenebrosa influenza ed a).
]' empio dispotismo, per allora eservitato dalla setta nelle Scuole de
gli Stati Austriaci, può vedersi l'opera del Theiner, i( Se minimo ee-
ciejioilico. , . - -
— 196 —
missionarii proclamanti i diritti dell' uomo ecc. E da
ciò ebbe a derivare che ogni novatore anticristiano e se»
dizioso proteggeva, e protegge, i suoi fratelli d'empietà
e d' irreligione; e n' era alla sua volta, come n' è anche
di presente, protetto. L' Illuminismo un dì piucché l' altro
venivasi fortificando nei suoi principii, nei suoi membri,
nei suoi fautori, mercè la estesa corrispondenza , con la
quale, sotto le forme mentite dell interesse dell' umanità,
ognor raddoppiava i suoi sforzi, e ad un tempo che mina
va le basi del Potere sociale, e quasi aveva crollata ogni
Autorità sovrana, si adoperava a trarre in suo favore an
che i Potentati, circondandoli dei suoi adepti nei diver
si ordini dello Stato , come Ministri , Consiglieri , Se»
gretarii, Magistrati, ecc. Di tal guisa i Sovrani di Euro-,
pa divennero più o meno gli strumenti ed i manutengoli
della Frammassoneria ; ché altrimenti ad essa sarebbe
ro tornati impossibili, nella esecuzione, tanti suoi divisa-
menti. E però intanto che i suoi adepti tenevano lungi dai
Troni, quei che coscienziosamente potessero disvelare ai
Principi i pericoli sociali, e gli oltraggi che ognor fa-
cevansi alla Religione ; eglino altresì venivano messi al co
perto di qualsiasi pericolo, che per avventura minacciasse
la nequitosa consorteria. Sicché nei varii Stati d' Europa,
. per quell' ultimo periodo del secolo XVIII , e che pre
cedette la rivoluzione Francese , i Frammassoni più o
meno latentemente n' esercitarono il potere legislativo ,
ed i Sovrani non furono che semplici esecutori delle
loro disposizioni.
Le forme compatte della rea aggregazione, il velo onde
inorpellasene lo scopo supremo, lo spirito di innovazione,
la vanità di vedersi noverato fra gli uomini illuminati del
secolo , la speranza di rinvenire amici e protettori potenti ,
non che i materiali vantaggi che ne potessero derivare, fu
rono svariati elementi, con cui, non è meraviglia, che vi
rimanessero illaqueati uomini distinti e di molta influen
za. Ma i mezzi potentissimi, con i quali il Weisshaupt ed
i suoi giunsero a dominare nella miglior parte delle Log
ge Massoniche, innestandovi le vedute dell' Illuminismo,
— 197 —
furono il simbolismo , onde eglino decoravano i luoghi
dei proprii convegni , i riti prolungati nelle aggregazio
ni per fuorviare la fantasia, la costante opera di assodare
gli iniziati nei principii , in fine il pericolo di esporsi
a persecuzioni od a calunnie in caso di diserzione. A
questo si aggiunsero le diverse spiegazioni, che gli Il
luminati davano , in maniere nuove ed ingegnose , ai
simboli della Frammassoneria. E però secondo essi, la
Pietra bruta, la Pietra rolla e la Pietra levigata, de
signavano lo stato primigenio di natura, la divisione po
steriore degli uomini nei varii consorzii sociali , ed il
riorganamento di quel voluto stato naturale originario che
vagheggiavano; di più la Stella fiammeggiante con la G
nel centro, i lumi; la voce Hieram , il Cosmopolitismo
mercè le iniziali di un empio motto , con che sfigura-
vasi la divina Missione del Redentore, Ilic Iesus Est Re-
stituens Amorem Mundi ; e quindi i maestri che sono
in traccia di Hieram assassinato , voglionsi intendere i
primi autori dell' illuminismo , i sedicenti restauratori
della vera dottrina di Gesù Cristo; inoltre la Frammas
soneria per essi dicevasi l' arte reale , come quella per
cui gli uomini imparavano a governare se stessi ed a
divenire indipendenti. Queste erano le arti ovvero , co
me il supposto Spartaco diceva , il flauto , che ado
perava il Fratello Filone', affine di trarre i Frammas
soni, ed arrelicarli nei suoi lacci (I). Per tutto ciò dun
que , di leggieri vedesi come l' Illuminismo Alemanno
superasse gl' intendimenti dei settarii di Berlino e della
Francia, di più dominandoli a sua posta ; e come di tal
guisa , mercè l' organamento suo compatto e le sue vedute
più estese , contribuisse allo svolgimento compiuto della
(1) Spartaco e Filone , pag. 70-73 — Nella miglior parte , tutta
queste memorie , a dir cos'i , arcani della Massoneria illuminata so
no mentovate altresì nell'opera dell' Haller , La Restaurazione della
Scienza politica, tom. 1 , nella quale accennasi , come a documenti
incontestabili per l'oggetto, oltre agli Atti originali della setta, gli
Uttimi travagli di Spartaco e Filone e le Memorie del Barraci; di più-
la Biblioteca delle arti e della ittteratura Vienna 1793-1797 , il tomo
III. nvm. 7-ii dell'Eudemonia 1796, ed il Trionfo della Filosofia del
secolo Xyill 1803.
— 198 —
cospirazione antireligiosa ed antisociale, superando qual
siasi ostacolo potesse frapporsi ai suoi rivoluzionarti pro
cedimenti. E non guari tempo durò a vedersene i fune
sti effetti ed i malaugurati trionfi.

CAPO X.

Progressi delV incredulità e della Frammassoneria in


Polonia , in Russia, in Danimarca ed in Isvezia—.
In parte ne restano vittime altresì il Portogallo e
la Spagna.

L' esempio della Germania doveva trarre dietro a se


le grandi Famiglie Slave, che l' erano d' intorno. Or co
me posta a capo di esse, poteva dirsi la Polonia, la qua
le per gli ultimi due secoli era stata il baluardo del Cat-
tolicismo contro la eresia e lo scisma del Settentrione ,
non che l'islamismo dell' Oriente. Questo non poteva sfug
gire agli apostoli dell' empietà , e metterli nel!' impegno
di inabissarla per ogni verso. Però il Voltaire , il quale
avvisa vasi, l'ultimo giorno del Cristianesimo già arriva
to nella Prussia e movente per VAlemagna settentrionale;
nel suo nequitoso trionfo auguravasi altresì che esso si
avvicinava in Polonia (1). Questa sciagurata Nazione, per
l'opera appunto della Frammassoneria, venne ridotta ad
una deplorabile condizione , sedente su quel Trono il
Conte Stanislao Ponjatowschi , uomo debole , ammirato
re del Voltaire , di dubbia fede , sprovvisto di talen
ti ed anche di virtù , e disposto a comperare ad ogni
costo la protezione delle Potenze , delle quali era scher
no, mentre che solo per esse poteva sostenersi. E
però andava , con i suoi atti , ad immolare la esistenza
non meno politica che religiosa della sua patria. Un abi
le cospiratore ai danni de' Polacchi, potevasi dire altre
sì l' Arcivescovo Primate di Gnesne , Gabriele Podoski ,
ignominia del Sacerdozio Cattolico , il quale, di accordo

(1) Lett. citat. 1 Settembre 1764.


— 199 —
con quelr infelice Re, stante la sua posizione sociale di
primo Principe del Regno dopo il Sovrano, specialmente
nella Dieta del 1 16111 , sacrificò alle strane pretese della
Russia e della Prussia, gli interessi religiosi e civili del
misero suo paese. E non senza il favore ed i secreti maneg
gi di entrambii potè essere imposto ai Polacchi dalle armi
Moscovite , quel trattato che menomò si disavventurata
mente il Cattolicismo e la indipendenza di quella Nazio
ne. Ma quell' indogno Prelato non era il solo , che ren
desse impotente la voce dei cuori generosi che annun
ziavano i pericoli della patria ; chè la corruzione e l'ac
cecamento quasi universale traeva sua origine , almeno
in parte, da uno spirito di ostilitài che sopraHutto nel-
l' alto Clero ed altresì tra i Religiosi, manifestavasi contro
la Santa Sede e la Chiesa. Ed un;i funesta celebrità per
allora vi acquistarono i Piaristi ; di guisa che nella
Storia della Giovine Polonia vi primeggiano con il lo
ro Provinciale , Stanislao Ronarschi. Quindi sotto la di
rezione di cotesto uomo senzn Religione, e fautore del fi
losofismo Volterianoi per quei tempi i Collegii di quel-
l' Ordine , non che dimenticarono lo spirito del Calasan-
zio, divennero seminarii di demoralizzazione e di empie
tà. Oltrechè per le cure di quei degeneri Religiosi ve
nivano diffondendosi le opere di moda; che anzi , quasi
non fosse sufficiente quel numero sterminato di copie che
procuravansi dalla Francia e dall' Inghilterra , eglino vi
supplivano con nuove edizioni della propria Tipografia
in Varsavia. Ed in quelle vie di depravazione rendevansi
audaci, forti, com'erano, del patrocinio di Modziejowski
"Vescovo di Posen, del Principe Czartoryski e del Conte
Prezdzinocki, Cancellieri di Polonia e di Lituania, non che
della Corte medesima. Nella incredulità e nell'odio con
tro la Cattedra Apostolica , emulatori del Ronarski mo-
stravansi Sliwischi Visitatore dei Lazaristi e Portalupi
Prevosto dei Teatini di Varsavia. E non per altro titolo,
cotesti tre P,reti sciagurati meritarono di vedere nel Ga
binetto del Re , collocati i proprii ritratli , con quelli
del Voltaire, del Montesquieu e del Rousseau; in uno che
— 200 —
servivano mirabilmente di strumenti docili a quell' infeli
ce Principe ed al Modziejowscki , nell' opera loro di av
versare la Religione Cattolica (1). Però ad un tempo ,
che questa era menomata per la più gran parte della No
biltà , la Frammassoneria, sostenuta e protetta pubbli
camente da qui l Re e da quel Prelato prevaricatore ,
complice di lui negli attentati antireligiosi, s' impiantava
nella Polonia. E fu mercè la connivenza dell' ultimo di
essi , trattandosi di un fatto, già annunziato per tre set
timane innanzi a tutta Varsaria , per allora sottoposta al
Vescovado di Posen , che a di 24 Giugno 1110, i Mas
soni Polacchi , in numero di tremila si adunarono pres
so il Conte Moszynski , Maggiordomo del Re e Soprain-
tendente dei Reali Palazzi ; e dalla Casa di lui passaro
no in altro edifizio, per cura del medesimo appositamen
te disposto alle loro Assemblee. Le memorie del tempo
han registrato che nel mezzo di cotale edifizio vi fosse
come un altare con la epigrafe Iatina, Virtnti , Sapiens
tiae s Silentio sacrum; che il primo ingresso era parata
a nero, non permettendosi punto a chi l' ebbe parato , di
penetrare nelle stanze interiori, le quali, per altro si seppe,
in quel giorno essere decorate a rossi drappelloni ; infine
che d' intorno all' edifizio sorgeva un tavolato, onde ai pro*
fani fosse impedito guardarvi perle finestre. A questa As
semblea dunque, la quale può dirsi che fosse stata, tra le
prime a fare pubblica mostra di se, concorsero oltre ad un
numero non lieve di alti personaggi della Polonia, altresì
alcuni Dignilarii del Clero di quella Diocesi, i quali af*
fine di recarvisi a loro bell' agio , furono veduti svestire in
una casa limitrofa le insegne del proprio grado. Di più
si ammisero alla confraternita, due dame; e l' una di
esse, la Principessa Lubomirski, stretta congiunta del Re, -
dichiarò di già appartenere alla Frammassoneria d'Inghil
terra , e che però poteva esserlo anche in quella di sua pa
tria. Ed inoltre fu fama, che" il Re stesso con una non modi
ca somma contribuisse alla spesa di quella festa Massoni-
-ify-tl- so* . irtBi" t yt^^fS^k^ì^id
• (lj Tbeiner YU. di Cltment. XIV , cap, }rlll , § 19, ,
fctt ; é clic l' Arcivescovo Primate Podoski rion pure vi
somministrasse le sue argenterie , ma altresì come buon
fratello, vi avesse assistito in forma incognita. In somma
vi concorsero' qupl Re, il Primate, tutta la famiglia Ponia-
towshi , i Czartoryshi, e quanti altri erano per allora nella
Polonia, che sfavano gittnndo la propria patria in balla del
la Russia. Non èra dunque inconseguente , che i Massoni
giungessero in Varsavia a tanta impudenza , di avere in
conto di stoltezza l'occultarsi, ad esempio dei loro confra
telli di altri paesi ; e non si peritassero di portare in pub
blico le divise settarie , e tal' ora incastonate in oro é
contornate di gemme (1) ! E ad aumentare le disavven
ture, in cui era per precipitare quella Nazione, non do
veva mancare V opera del Weisshaupt, il quale seppe ap
profittarsi, con non meno di abilità che di efficacia, de
gli sforzi di quei Frammassoni Polacchi, che preparava
no le loro Confederazioni, onde menarli al suo lllumi-
tiismo (2).
Però la Polonia , soprà ogni altra Nazióne , deve alla
Massoneria la origine delle sue sciagure ; e ad essa de
ve altresì i ceppi ribaditile , ognor che volle scuoterli ,
ricorrendo all' opera della medesima setta nequitosa. II
Voltaire per quel tempo salutava, come Y opéra del
Genio , quella serie di tradimenti , di perfidie e di so-
pcrchierie (3). Nò poteva con maggiore crudeltà insul
tarsi alla sventura. Ma per allora più di uno dei sofisti
Francesi trovavasi godente i favori dell' Imperadricè del
le Russie , Caterina II , la quale , meno per trasporlo à
quella loro nuova Filosofia, che per essere incielata da
quei che dirigevano la pubblica opinione in Europa ,
tnostravasene proteggitrice, ed in relazione letteraria con
i corifei della empia cospirazione (4). Per cotali favori
ni propolatori dei nuovi lumi , derivarono gli elogii di
grandezza di animo, che dal Voltaire prodigavansi alla Mes
ci) Ibid. càp. citai. § 25.
(2) Luquet Dei pericoli presenti della Società , part. I , § XII.
(3) Lettera a Federic II di Pruss. 18 Novembre 1773.
(4) Pichot Memorie , Scrittori ecc. — Theiner La Chiesa scismi'
tica Bussa , §
Tom. l. 28
202.—'
solina del Scllentrìonc , non che le non punto generose
contumelie di lui contro quanti avvisassero contrastare
alle benefiche mire della Czarina ! E troppo tardi, quando
già il contagio della incredulità , e mercè di essa Y Il
luminismo e la Massoneria si erano propagati anche tra
i Russi , cessò in lei la illusione ; temendo non le co
stassero troppo cari quei compri elogii di protettrice
dei nuovi lumi , e quel!' effimero splendore delle idee
filosofiche in moda , con cui avvisava circondare il suo
Impero. Al paro di Federico II di Prussia, dovè av
vedersi dell' abisso , che sì efficacemente altresì ella
aveva cooperato a dischiudere; ma al paro di quel
Principe, dovè presentire i pericoli addensati su' succes
sori , legando loro un potere , minato nelle basi per la
sua inproba leggerezza. Torna assai acconcio in proposito
la testimonianza del Tourgueneff, uno fra i più pericolo
si scrittori dell'opera delle società secrete, comunque il
suo libro, destinato alle alte classi sociali della Russia,
ha dovuto conservare quel perfido velo, sotto il quale, è
già un secolo, si nascondevano .altrove gli ultimi arcani
intendimenti della setta. Ma ciò non ostante, egli viene
disvelandone, a suo malgrado, in gran parte il pericolo:
e di leggieri pe'suoi delti si ha una giusta idea dei pe
ricoli che cotali scerete associazioni potrebbero, un dì
piucchè l'altro, procacciare al colossale Impero dei Czari.
Questo Frammassone Russo dunque, narratovi come in
tempo di Caterina II fosse la prima introduzione della Mas
sonerìa tra Moscoviti, col pretesto di lavorare per la civiltà
del popolo, ed in ispecie delle classi più alte della So
cietà, vi aggiunge : Quelli che entravano nelle associa
zioni Massoniche , si mettevano , per ciò solo, in co
municazione con tutte le società consimili esistenti in
Europa... Era cosa naturale per le associazioni Mas
soniche, di sviluppare una grande attività, e per tutti
gli uomini di qualche distinzione , di voltarsi verso la
Massoneria... Le associazioni Massoniche si sparsero
per tutto V Impero, la loro attività divenne grande...
fi si contavano persone- di ogni classe nella Russia ,
— 208 —
ne facevano parte uomini distinti pe' loro talenti ed
ì loro lumi : letterati , alti impiegati, borghesi, mer
catanti , soprattutto i librai e gli stampatori , alcuni
gran dignilarii della Chiesa ( cioè di quel Clero sci-
smatico Russo ) *' incontravano insieme con i semplici
Preti di Parrocchia(ì). E dice di più come quella Czarina,
allo scoppio della rivoluzione Francese, ne fu spaventata
non pure per lo conseguenze generali che ne potevano
derivare in tutti gli Stali d' Europa; altresì per le par
ticolari disposizioni della Nobiltà Russa. Ed allora fu
che vide nei Frammassoni , rivoluzionari e cospira
tori (2). Però pose sua opera alla, proscrizione di quel
le congreghe , e specialmente fece sciogliere in Mosca
la Società Tipografica , che era centro e motore di tut
te le Logge dell' Impero : il capo di essa, Novicoff, fu
carcerato in una fortezza , e per ordine imperiale i si
gnori Lapukhin , Trabetzkoi e Tourgueneff dovettero ri
tirarsi nelle loro terre. Nondimeno la destruzione della
rea congrega non ebbe l'effetto, che Caterina aveva ri
mirato: giacché per la morte di lei, venuto al Trono Mo
scovita, Paolo I; questi pose in libertà il Novicoff, e si
mostrò benevolo con gli altri Massoni, puniti sotto il Go
verno di sua madre. Quindi immantinenti riaprironsi le
proscritte associazioni, l'opera settaria continuò con
non minore audacia di prima., e le massime antireligiose
ed antisociali continuarono ad insinuarsi negli ordini di
quell' Impero , depravando specialmente i membri della
Nobiltà. E quelle anime perdute , che la Nobiltà Rus
sa per allora nel suo seno noverava, furono a cospira
re contro l' infelice Principe, e lo strozzarono, nel Palaz
zo JMichchwilz in Pietroburg!
Con lo stesso svarione, e col tardo disinganno, man
tennero personali relazioni col Voltaire , col Diderot e
Con altri increduli Francesi , Cristiano VII Re di Dani
marca, Ubica Regina di Svezia ed il figlio di costei, il
Re Gustavo-Adolfo III. Ma in questo mezzo che l'orgoglio
(1) La Russie et les Russes, Paris 18iì, tom. H; pag. S6S e 366.
12) ititi, pog. 376.
— 2Q4 —
di questi Principi veniva lusingato, che in virtù dei nuovi
principii e delle antireligiose dottrine sarebbero sottratti a
qualsiasi Autorità spirituale, e fino alla sommissione del
le Leggi e delle Regole Divine; eglino si accecavano a
segno , da non avvedersi come potesse riuscire fu
nestissimo il loro esempio , e che non punto fosse q
sperare, i popoli divenissero più sottoposti alla propria
autorilà, ognor che diffusesi in mezzo di loro le dottrine
YoHeriane, avrebbero disconosciuto Dio e la vita futura !
E lo svolgimento delle ree dottrine, stante colali favo
ri , potette meglio che nella Russia , acquistare rapi
dità : spianandogli il terreno le variazioni del Protestan
tesimo , dominante in quegli Stati Scandivani ; mentre
la immobilità dello scisma Greco-Moscovita poteva frap
pone un qualche ostacolo. Per altro la illusione che
quelle dottrine non mai venissero messe in atto, non molto
indugiò a svanire; e che col veleno antireligioso i popoli
sorbissero altresì il veleno rivoluzionario , l' esperimento
l' ultimo di quei Principi , il quale per lo appunto perì*
pel ferro dell' assassino , quando temevasi non l' azione
di lui , già venuto a migliori sentimenti , potesse per
avventura spezzare il perno della cospirazione antireli
giosa ed antisociale (1).
L' opera di depravazione universale dunque poteva dirsi
omai di avere guadagnati quasi tutt' i Sovrani di Europa;
ed il favore che la nequitosa setta godeva presso, la miglior
parte di essi e dei loro Ministri , le aveva procurato
ovunque un gran numero di partegiani e protettori. E
mercè cotesti ed altrettali sussidii, impiegati per oltre
a cinquanta anni , essa riuscì ad operare dovunque una
più o meno spiccata tendenza alla dissoluzione di tuti' i

(1) L* infelice Principe fa assassinato in Storkolm da Amkarstroem,


iniziato alla Frammassoneria dal Condorcet, discepolo di Voltaire; u
però può dirsi che perisse per mano di un allievo dei suoi maestri.
V'è di piò, che dopo l'assassinio del Sovrano Svedese, i Giacobini
ài Francia innalzarono la statua di Amkarstroem accanto a quella di
Bruto; mentre pochi anni prima, i Principi Europei, particolarmente
quelli di Svezia, avevano contribuito , col proprio denaro , alla eru
zione della statua di Voltaire !
~ 205 —
legami religiosi e sociali. Però in questo ultimo perior
do del secolo XVIII , o»H' intera Europa crasi veduta
una lotta, tal' ora manifesta e svelata, e tal' ora latente,
avverso la Potestà ecclesiastica, non che una propensione
ad avvilire il Clero ; ad un tempo che una occulta ten
denza , a scuotere i rapporti sociali dei superiori e dei
sudditi, ne derivò più o meno da per tutto. Dai grandi
l' impero del male discese rielle classi medie ed inferio
ri ; il popolo dei belli spiriti, gli opulenti, furono che
insegnarono il popolelto ad essere rivoluzionario (1).
Ma sopratutto fu sorprendente l' accecamento dei Sovra
ni Cattolici della Europa meridionale; altresì di essi es
sendosi avverato , quanto scriveva Knigge: Conviene la-
V ora mettere sospetto negli inferiori, che i più gran
di Sovrani siano governati dall' ordine (Y Illuminismo),
e questo d' altronde è vero in alcuni paesi (2). Come
un primo saggio , fu quanto videsi nel Portogallo per
l' opera di Carvalho , Conte di Oeyras e poi Marchese
di PombaI , il quale divenuto istrumento degli increduli
Francesi , vi spiegò tutto l' odio , che covava nel petto
contro la Religione ed ogni bene in generale (3). Fin
dacché egli trovavasi in Vienna, Ambasciatore del proprio
Sovrano Giuseppe I , aveva disvelate le sue idee. Ma
quando dappoi , divenuto primo Ministro , mercè l' a-
sceodente per lui acquistato su quel pusillanime Mo
narca , potette a suo pieno arbitrio avere la suprema di
rezione dello Stato ; gli tornò facile spiegare il suo go
nio dispotico in ogni branca della pubblica amministra
zione , in cui non più vidersi , che solo i suoi dipen
denti. E però un vasto -campo venne schiuso all' ambi
zione , all'orgoglio , alle ingiustizie , alle violenze ed '
alle crudeltà di lui. La maniera truce con cui trattò i
più illustri Portoghesi , le incarcerazioni , gli esilii e le
(1) HAller Restaurazione della Scienza politica, tom.l, Introduz.
(2) Ultimi travagli di Spartaco e Filone , pag. 159.
(3) Di tal guisa il Calvinista Silva ritrasse il triste carattere di
lai , in presenza della Regina Maria , della Nobiltà e di gran pupo-
Io Portoghese : Wittmann Storia della Cattoliche Missioni , font. / ,
pari. I, division. I, sez, I, cnp. 3.
morti di tanti fra essi, non che il feroce tribunale della
Jneonfidenza , da lui istituito , furono le prime pruove,
come cotesti riformatori umanitarii sapessero armonizza
re le loro utopie ai fatti ! Il rombai fu primamente ,
nella supposta cospirazione contro quel Re , ad inven
tare colali mezzi , onde di leggieri disfarsi di quanti
potessero contrastare ai proprii disegni rivoluzionarli; ed
in uno disfogare , col pretesto di alto tradimento , le
private vendette. Mentre che di tal guisa calpestava i
diritti più sacri della civiltà e della umanità, nelle sue
furibonde violenze contro, la Chiesa Cattolica non ebbe
limili , menomandola nel Portogallo per ogni verso ,
mercè la violazione dei più santi suoi principii , l' an
nientamento della Disciplina , la oppressione dei Vesco
vi , le manifeste ostilità alla S. Sede , e la impudente
proiezione delle opere e degli scrittori antireligiosi. I pri
mi furono nell'ordine ecclesiastico , i Gesuiti , contro
i quali egli pose in effetto i suoi disegni con una bru
talità feroce e tirannica ; di guisa che ebbe formato, in-
sino a noi , il modello a tutt'i posteriori nemici di quel-
f illustre Ordine , quante volte nel loro umanitario libe
ralismo vollero rinnovare le stesse sceno di proscrizio
ne. Quindi proseguendo nella via del dispotismo su le
coscienze, venne interdetto a tutt' i Portoghesi, del Cle
ro e del Laicato , sotto la comminazione delle pene più
tremende , e fino della perdila non che della libertà ,
altresì della vita, qualsiasi relazione con la S. Sede. E
per giungere più sollecitamente ad una piena separazio
ne del Portogallo dalla Unità della Chiesa, nè forse av
visando sufficiente l' opera del Filippino Pereira il quale
tristemente con i suoi scritti coadiuvava alla rea impresa
di ridurre il Portogallo sul piede dello scisma di Utrccl:
s' indirizzò ai Giansenisti della Francia , invitandoli a
mandargli un manuale delle loro dottrine, affine d'iutio-
durlc nei Seminarii, nelle Università e nelle altre Scuole.
Ma dappoi vedendo come non sì facilmente riuscivagli ban
dire il Catolicismo da quel Regno, a malgrado che liii-
scorrcssc alle più grandi violenze, e fino ad incarcerare
— 207
51 Vescovo dì Cambra, ché in una sua pastorale aveva
alzata la vocè contro l' introduzione e la lettura dei li
bri antireligiosi, cui il despota pretendeva irreprensibili;
si rivolse ad attentati non meno odiosi ed émpii. All'uo
po tennè di continuo conferenze con Dé Sèmonin, Inca
ricato d' Affari della Francia presso la Corte Portoghe
si , adoperandosi a tuti' uomo , onde indurlo a parteci
pare nei suoi Abominevoli progetti di unire, se gli fos
se tornato possibile , in cospirazione contro la S. Se
de , la Francia la Spagna ed il Portogallo ; e di tal gui
sa provocare un manifesto scisma dalla Chiesa Catto
lica , o almanco procurare di cacciare dal Seggio Apo
stolico il Sovrano Pontefice Clemente XIII (1). Or chi
crederèbbe che nel 1114, dopo 25 anni di truce dis
potismo , pel qual tempo egli aveva falto del Potere
Reale, uno strumento di persecuzione dèi Clero» e della -
Nobiltà dopo tante misure di lui , sovversive degli or
dini ecclesiastici e civili del suo paese, e dopo lanto san
gue innocente , da lui falto spàrgere; quando venne de
stituito, con alte querele si gridò per la setta, quel Re
gno ricaduto noli' antica superstizione e barbarie ! Nè
altrimenti era che il Pombal avesse potuto giungere ad
incontrare il genio della nequitosa consorteria , e me
ritare che essa venisse lodando i suoi sforzi per illu-
minaré il Portogallo (2), che nell'avere governai' i Por
toghesi lungamente con uno scèttro di ferro, popolando
le carceri di vittime della sua crudeltà, ed immolando
ne sul palco circa novemila!
Ad un tempo che tentavasi introdurre nel Portogal
lo , una riforma sociale per vie dispotiche e sanguino
se, e nell' esordio della proscrizione dei Gesuiti, (lavasi
il segnale di una gran guerra d' esterminio , progettata
dalla incredulità contro il Cattolicismo; era doloroso ve

ci) Beccadini Vit. di Pio VI, lib. II.— Pichot Memorie, ann. 17S9,
4768 ; Scrittori ecc. — Coppi Annali d' Hai. ann. 1760. — Theiner
Vii. di Clement. XIV, Quadr. dell' Epoca, §. 2, 3 , e 44.
(2) Haller Restaurazione della Scienza politica, tom. I, Introdus.
4cc, il quale cita in proposito , la Biblioteca universale, tom. CHI.
— 208 —
dere come nella Spagna, quel Re Curio III , Principe
per nitro assai saggio é religioso , anche si gittassé
nella depiorabilé via. E circondato dai Duchi di Aran-
da , d' Alba e di Villa-Herntosa , suoi Ministri, i quali
erano in relazione con gl' increduli Francési ; anch' egli
non mancò di dirigere i suoi attacchi contro la S. Se
de , in occasione del fatto dei Gesuiti ed in quello del
Duca di Parma ; & malgrado che quando era sta
to Sovrano delle due Sicilie , vi avesse repressa la
Massoneria. I modi atroci e le vituperevoli Vessazio
ni , onde furono eseguiti i suoi ordini , o à dir me
glio , le disposizioni che emise , senz' avvedersene ,
sotto la invisibile direzione dei settarii , specialmente in
riguardo ai Gesuiti . disvela come eglino avessero sapu
to guadagnare il sopravvento nei Dominii Spagnuoli (1).
Di tal guisa, altresì quel Re cooperava al mistero d'iniqui
tà , il quale lentamente sì , ma non meno efficacemente
ordiva le (ila dell' empia cospirazione nei suoi Stati , al
paro che nei Dominii Portoghesi. Quindi non cessò, co
munque più tardi, che quei tristi semi giltati dal Pom-
bal e dai Ministri di Carlo III, producessero amarissimi
frutti , non pure nella penisola Iberica, ma altresì nel
le province Spagnuolc e Portoghesi dell'America meridio
nale.

(i) Pichot Vmorie, ann,17S7. wés.-.yh\imnn opcr. citai, vari:


1, dwtswn. I, sez. I , aap. ì , § io. r r
— 209 -*
CAPO XI.

Là Frammassoneria si stabilisce nétte due Sicilie, ed


il Principe di Sansevero ri è il' Gran-Maestro—Alla
rea setta n' è spianata la via per la Storia del
Giannone Improba condotta del Ministro Tanùc-
ci — Loggia Massonica scoperta in Napoli , statuti
ed organamento di essa — Continuazione dette osti-
lità alta S. Sede per parte della Corte e del Ministe
ro Napoletano «— Ecclesiastici che favoriscono in
Napoli colali ostilità^- L'Abate Galiani ed empietà
di futi

Quando la rea setta spìnse ovunque il suo proselitis*


ino , l' impenetrabile velo che agli adepti inferiori oc*
cullava i supremi suoi arcani , il fastoso linguaggio di
lumi di tenebre e di profani , non che le ceremonió
di un misto di gravita e di bizzarie , ed i simboli
di strumenti architettonici che essa adoperava come pro*
prie insegne ; furono tutli oggetti attraenti, e che le fe
cero svolgere potentemente quell'azione, la quale tendeva
ìn ultimo a replicati attacchi alla Religione ed all'ordine
sociale , camuffati in vaghe voci ed in enigmatiche for
me , mercè cui strombellavasi , intendimento Massonico
essere la felicitazione dell' universo , mezzi la fwce e la
Verità* Con tali orpelli dunque, come per ogni altra par
te dell' Europa, altresì nell' Italia , con alcuni pochi di
una certa probità , trattivi piuttosto per Inaccortezza
che per malizia , si videro alle Logge , aperte per là
diverse province, accorrervi. ambiziosi, fanatici e fanciul*
Ioni scapestrati (1). Il Regno di Napoli pare che primamente
fosse preso di mira, o almanco in esso vennero scoperte
le prime tracce della nequitosa consorteria. Ed una tale
associazione seppe sfuggire all' avvedutezza di quel Re
Carlo III , di guisa che riuscì ad impiantarsi anche ne
gli Stali di lui ; e non fu che l' anno 1151 , egli ne

[i) Coppi Annali d'Italia, ann. ÌTSti


Tom. I> **
210 —
Tenne a conoscenza. Ma fosse sentimento dì magnanimi
tà o soperchia sicurezza , fosse veduta sua prudenziale,
fossero altresì arcane arti dei settarii ; nulla curò più
profonde investigazioni all' uopo. Però l' iniqua con
grega ebbe migliore agio di continuarvi il suo organa
mento in modi , non meno efficaci che prima. Per le
memorie di quel tempo si ha , che questa scoperta dei
liberi-Muratori in Napoli, vi fece assai rumore; tra l'al
tro, essendosi conosciuto che il Gran-Maestro per am
be le Sicilie n' era il Principe di Sansevero , Raimondo
di Sangro , illustre piucchè pe' suoi natali , per la fa
ma meritamente acquistata di grandi cognizioni scienti
fiche e talenti militari. Ed un bellissimo documento di
questi fatti , è la lettera in latino, che il medesimo, ri
trattosi dall' ignominioso sentiero in cui piuttosto una
scusabile leggerezza che pravità di cuore lo avea spinto,
scrisse appositamente al Pontefice Benedetto XIV, in Lu
glio dell' anno seguente ; per essa disvelandosi in uno
il candore del suo animo e le tristizie della setta , la
quale omai erasi avviticchiata alle diverse classi sociali ,
precipitando nelle sue bolge Magistrati, alti Uffiziali dello
Stato e fino persone della Regia Corte. Divero egli dice
che v' era stato trascinato dalle suggestioni di uno tra pri-
marii di essa, nella presunzione di nulla esservi contro la
Religione e la Sovrana Autorità; ma che poi fosse rima
sto mal disposto, e per poco non stomacato, dalle for
inole enigmatiche e dai riti puerili che vedeva esercilar-
visi con una serietà ributtante. E dalle maniere, onde si
esprime , dimostra che a malgrado i consettarii l' aves
sero messo a capo di loro congrega , non pertanto gli
erano stato occultati gli ultimi misteri e l' arcano fine
della medesima (1). II Re Carlo avrebbe potuto , dietro
gli elementi disvelatigli dal lodato Principe, procedere ad
una ulteriore disamina , chè non gli sarebbe tornata per
allora sì difficile; e dissipare le fila di una unione di per
turbatori della pubblica e sociale sicurezza. A vece, egli
(1) Origlia Istoria dello Studio di Napoli, tom. 11, lib. VI , pag.
Sto e seqq.
- 211 -
avvisando soltanto di assopirne i nequitosi conati, a suo
malgrado le dette vigoria ; e da ciò, alcuni anni dopo,
in tempo del suo successore, l' idra ebbe modo di rial
zare il capo in tutta la piena di sua forza. E vennesi a
scovrire un' altra loggia Massonica , stabilitasi in Napo
li , in una casa al Largo-Lieto sul colle Capodimonte;
dove fu sorpresa altresì la raccolta delle Massime fon
damentali della setta , tra cui v' era professato , senza
orpello di sorte , che la Potestà del principe e del sa
cerdozio debba essere distrutta ! Di tal guisa fu messo
in aperto il valore che avevano avute le misure superfi
ciali, le quali il Re Carlo avvisò prendere per cotale ri
guardo ; appagatosi di una proibizione generale.
Nondimeno è a dire che coteste Massime fossero ori
ginate per quella avversione alle istituzioni ecclesiastiche,
che venne ridestandosi più o meno nei diversi ordini dello
Stato* per la Storia Civile del Regno, del Giannone. Ed il
Fabroni primamente, e poi il Maffei, i quali non posso
no riputarsi troppo devoti alla Chiesa, ne rilevarono lo
spirito infesto e maligno , che I' ebbe dominato contro
il Clero , ed in maniera fino a disconoscere la dignità
di scrittore, straziando fatti , e giungendo fino alle con
tumelie (1). Or colali principii potentemente si svolsero,
allorchè vi ottenne la somma delle cose il Marchese Ta-
nucci , per la minorità del Ile Ferdinando IV. E gl' in
trighi di quel leguleo sofista attutirono quelle disposizio
ni a pietà ed a divozione verso la Chiesa, che il giovine
Sovrano mostrava ereditate dal padre. Quel Ministro di ca
rattere inquieto torbido e maligno , e di sentimenti ple
bei , corrispondenti agi' ignobili suoi natali , si addimo
strò ognor senza coscienza e senza fede : ed invano si
chiederebbe la ragione dell' alla rinomanza, alla quale salì
mentre visse, e che altresì dopo morie ha conservata (2).
Almanco il Choiseul, il Pombal e tutti gli altri Ministri delle

(1) Fabroni Vit. Halor. tom. XIII. — Maffei Storia della Letteratu
ra italiana, tom. Il, pag. 188, Firenze 1853.
(2) Biografia universale antica e moderna, tom. LVI. , Venezia
mu.
— 212 -»
Corti Europee per quel tempo, comunque più- o meno di
pendenti della Massoneria, ed iniziati nei suoi misteri di
incredulità, seppero conservare le convenienze ; che anzi
potevano dirsi eroi di gentilezze in comparazione di questo
malcreato. E veruno non vi era tra essi, che come il Ta-
nucci, nudrisse tale odio portato tant' oltre contro le per
sone e le cose di Chiesa. Però come quello, che man
cava di educazione , e per indole era di meschina inso
lenza, in quegli atti, dava in una ridicola brutalità, cho
a malgrado la loro stoltezza, gli ottennero presso i con-
settarii la sua triste rinomanza. Egli desiderava il momen-
to , in cui potesse disfogare il livore, lungo tempo ma
turato nel petto , contro il Cattolicismo ; e che dappoi,
per tutto quel suo Ministero, adoperò ogni circostanza, on
de gli riuscisse di raggiungere, come supremo suo scopo,
quello di rompere fino all' ultimo i legami che univano
gli Stati del suo Principe alla Cattedra Apostolica. E quel
momento vennegli opportuno nella proscrizione dei Gesuiti,
non meno che al Pombal, a lui odiosissimi. Quindi, nel
Novembre del 1161, ne imitò l'esempio in modi oltrag
giosi alla umanità ed alla dignità del Sovrano Pontefi
ce. E sicuro ohe veruno non gli ponesse ostacolo nella
continuazione degli antireligiosi suoi disegni, in Settembre
del seguente anno , tolse al dominio della Chiesa le cit
tà di Benevento e Pontecorvo; e di più inviò le Milizie
Regie fino alle porte di Roma , affine di continuare nel
la sacrilega invasione , se gli fosse tornata facile V at
tuazione del nequitoso intendimento : di tal guisa inse
gnando ai popoli come sapesse bravare , io nome e per
autorità di un Principe, che pur dicevasi ed era Cattoli
co , il Padre comune dei Fedeli ! Queste furono le ini
ziative di quelle plebee maniere , mercè oui il Tanucci
non mai lasciò occasione di permettersi T'infame sollaz
zo d' insultare alla S. Sede ed alla Chiesa Cattolica. Di più,
ad un tempo che l' Episcopato nel Regno , per 1' opera
di lui, trovavasi inceppato in una schifosissima servitù,
e messo mercè odiose vessazioni , menate fino alla pe
danteria , nella impossibilità di promulgare disposizione
— 213 —
alcuna di Disciplina e di Morule; spinse il Re Ferdinando
a scrivere al Papa Clemente XIII una lettera, nella qua
le con i più odiosi modi menomavasi ogni convenienza,
portandosi l' insolenza e l' audacia fino al punto di dare
non altro titolo al Capo supremo del Cattolicismo , che
quello di Vescovo di Roma t Inoltre calpestando i sacri
diritti della Religione , quel reo Ministro affine di me
glio riuscire ad affievolirne i sentimenti di pietà nei cuo
ri, specialmente si eresse in aperto protettore della stam
pa libertina. E non poteva più di leggieri tornargli
V intendimento , stante l' uso omai universale della lin
gua Francese, e la rinomanza di quella letteratura; ché
Je opere dei sofisti d' Oltremonti divulgate per l' Italia ,
altresì tra nostri riuscirono ad ottenebrare le menti di
moltissimi , ed il veleno ognor propagavasi per le for
me mordaci , onde quei libri dilettavano quanti leggono
per passatempo , e però superficialmente. Quindi dallo
ree massime di quell'empia Filosofia molli rimasero ab
bagliati , specialmente tra la gioventù (1).
Or cotale strategica Tanucciana , ad un tempo che
jiella Corte di Napoli , al paro che avveniva nelle altre
Corti Sovrane , solleticava la rivalità col Potere ecclesia
stico , e vi suscitava una sorda bramosia d' impadronir
si dei beni della Chiesa ; spianava la via alle caliginose
conventicole, mercè una predisposizione -che più o me
no lentamente operava negli animi. E v'è un documento
preziosissimo, non è guari venuto a luce, il quale ebbe
disvelato, nella scoperta della Loggia a Capodimonte, non
che le condizioni in cui la Frammassoneria versava per
allora in Napoli, altresì l'intero pandemonio, da cui de
rivò poi tutta quella serie di delitti e d' iniquità, che in
gran parte, come una rete immensa, desolarono l' Europa
e l'America. Nel 1161 , un infermo che venuto a mor
ie , non si' fidando soffocare i rimorsi di sua coscien
za , palesò l' arcana conventicola : ed alle rivelazioni di
(1) Theiner Vit. di Clemènte XIV, Quadr. dell'Epoca, § 46, 69,
TI, 72;cap.Yl, § 23, 30, 27, Cap. X, top. 77, 78.
— 214 —
Ini vennero ad un tempo aggiungendosi altre di , uno
della Nobiltà Napoletana , il quale insin' allora sosten
tato lautamente pe' sussidi) della congrega settaria, quan
do dappoi vide cessarglisi quella pensione , disvelò tutte
le file della medesima nei Dominii dell' una e dell'altra
Sicilia. Per allora altresì si venne in piena notizia di tutte
le carte; e per esse, dell'orditura, del reggimento e delle
tendenze dei suoi adepti, omai ascendenti a sessantaquat
tro mila soltanto nelle province continentali , e fino dei
mezzi di cui disponeva quell' unione settaria. Quindi
seppesi come essa traeva sua origine dall' Inghilterra ,
e che contava già un numero sterminato di adepti in
tutte le Nazioni , specialmente tra i Protestanti e gli
Ebrei. Di più che non a tutti i gradi, nè in tutte le
Logge era manifesto il mistero della nequitosa società ;
che quelle gradazioni o ordini noveravansi fino a sette % i
quali si nominavano , nel primo I\ovìzii , nel secondo
Proseliti, nel terzo Ruricori, nel quarto Esecutori, che
niuna scienza dovendo avere dell'arcano a cui indirizza-
vansi, venivano destinati a materiali istrumenti dei gradi
superiori; gli Architetti poi formavano il quinto grado in
cui incominciavasi a sapere, comunque non interamente,
il fine dell' associazione ; i Gran-Maestri componevano i\.
sesto, e l'ultimo gli Assessori ; e che inoltre le prime
quattro gradazioni rannodavansi in ciascuna provincia
alla quinta , la quale però consideravasi come la Log
gia provinciale, e tal' era questa di Napoli, noverando
sene cinque per ogni Nazione , sostanti alla sesta gra-?
dazione , formante le Logge nazionali , di cui omai
noveravansi sette , dipendenti in ultimo dalla settima
gradazione risedente in Londra , come il punto culmi
nante e consiglio dirigente, composto di undici membri,
sette con l' uffizio di supremi Assessori e quattro con
quello di Segretarii. Nondimeno , a malgrado che per
colali scoperte si disvelassero le fila e l' organamento ,
mercè cui i Massoni Napoletani trovavansi in relazio
ne con i consettarii di Oltremare e di Oltremonti ; in
. uno eglino mostraronsi poco saperne della derivazione di
— 215 —
loro consorteria. Divero solo, ed in maniera Vaga, iiar-
ravasi di loro origine , che da cento settantacinque an
ni, un Cromwell, già Vescovo e poi amasio di Anna Bo-
lena , chiamate il flagello dei Re, avesse innalzata nella
detta capitalé dell' Inghilterra , un' apposito edilizio , al
l' uopo dotandolo di un annuo censo di diecimila lire ,
istituendovi quel consiglio degli undici. La quale diceria
se vogliasi svestire degli aggiunti del preteso episcopato
e delle adultere tresche , non che dell' anacronismo pa
tente, non potendo convenire quell'epoca dei 115 anni a
veruno dei due Cromwell ; rimane almanco che nel
la Frammassoneria fosse fama , più o meno fondata ,
che il regicida Oliviero Cromwell avesse avuta somma in
gerenza nello svolgimento della sua settaria orditura ,
e che essa dalla Inghilterra venisse trapiantandosi pel re
sto dell'Europa. Ma se quei nostri Massoni ignoravr.no
tutta la storia di loro setta, non però gli erano occulti gli
arcani, che sotto l' allegoria del Tempio di Salomone con
siderato nella prima sua magnificenèa , poi disfrutio
dalla tirannide degli Assirii , e quindi restituito al
l' originario suo splendore , intendevano, al paro di tutti
gli altri della Frammassoneria, lo stato della pretesa ori
ginaria libertà degli uomini, manomesso e conculcato dal
Sacerdozio, dal Principato e dalle Leggi, e che eglino ado-
peravansi a ristabilirlo. Gli statuti, che per allora trova-
ronsi tra le carte della scelerata conventicola , disvelano
come già in una scala assai vasta» e prima anche della u-
nione dei Massoni all' Illuminismo nell'Assemblea di Wi-
Ihemsbadt, eglino maturassero nelle occulte loro orgie, la
sovversione di ogni idea religiosa e sociale. Adunque una
piena esposizione di tutti questi fatti trovandosi nel men
tovato documento di quel tempo, pubblicato dallMrmofna
con la stessa ortografia dell'originale ; non meglio po-
trebbonsi conoscere le arti nequitose ed il reo intendimen
to, che con trascrivere per disteso, le istruzioni che al
l' uopo davansi ai settarii (1).

(t) Armonio, %3 Luglio 1838.


1.à Dio ha creato F Forno in una pienissima libertà
naturale, in cui siamo tutti egoali. Qoesta naturale li*
berlà non può negli Votatiti restringersi senza una intol
lerabile ingiuria non meno di Colui, che con tanta de
gnazione a noi la diede>, che di noi medesimij a quali pi
gran privilegio fu data.
2.6 Per questa pienissima libertà naturate$ ai imi
sì benignamente compartita, il Signore Iddio in omaggio
a se dovuto, contentasi di soli atti interni dell' Forno ^
indifferente perciò j e quasi non curante di qoalunqoe
altro atto esterno , in cui mai possa intrinsecarsi in
tutto il corpo di sua vita*
3.° Gelosissimo però nel tempo stento del suo asso
luto dominio di qoesta Terra in cui con sì privilegia
ta creazione *]ia posto F Vomo in modo die riconosce
per Emoli a se contrarii chjiunqoe voglia esercitare par
ticolare giurisdizione sovragli altri, offendendo in uno
non meno la suprema potestà del Greatore j e la na*
turale libertà della Creatura.
4. 0 Coli' andare degli anni qoesta suprema potestà
del Creatore , e qoesta naturale libertà della Creatu
ra essere stata non poco lesa , e poco meno che di
strutta dalla malvagità di certi risorti Assirj, onde sor*
sero que' speciosi nomi di principato e sacerdozio.
5.° Nomi che riconóscono per fonte come l'ingiusta
violenza di pochi lisurpatori, così la vituperevole igno*
ronza di tutti gli Vomini < che anno permesso simili
usurpazioni a tanto danno loro proprio , e disprezzo
di quel Dio , Cui tanto devono.
6. ° Ecco dunqoe la grande Impresa ben degna di
Vomini d' onore per se stessa , e di gratitudine verso
Dio. Riffabricare qoesto gran Tempio già distrutto j
uscendo finalmente dalle tenebre di quelV ignoranza $
in cui i nastri Maggiori sono vissuti per tanti secoli ^
ed armandosi contro gl' indegni usurpatori sino a do
verli uccidere , se fia d' uopo , rimirandoli come veri
Tiranni in terra per V uso di ma Potestà , che tutta
- 211 —
è sola di Dio , e per V abuso d' una libertà, che tut*
ta è nostra, ed egoale a tutti (7).
7.° Ad impresa sì nobile se ne fa a tutti V invito,
come per tutti ne corre l'interesse, con che benissimo
può avervi luogo il Pagano , V Ebreo , il Turco , il
Protestante , il Cattolico , ed anche il Deista e l'Atei
sta. Se tante Religioni escile fuori nel Mondo sono al-
irettante superstiziose invenzioni di chi vuol togliere al
V Vomo la naturale libertà , e a Dio la suprema Po
testà ; se la diversità delle Religioni ha partoriti gran
disturbi , tra i Liberi Muratori stringe nodo, e fa le
ga di più stretta pace (2).
8° Anzi la sperienza ha dimostrato , che chi si ag*
grega a qoesta nuova Società, tanto è lungi dal recar*
ti , ò ricevervi disgusto in punto di Religione diver
sa , che a qoesta de' liberi Muratori insensibilmente si
attacca in maniera che d' essa sua natia Religione af*
fatto dimentichisi , ne piò, curasi affatto : Alcuni per
sciocchezza Vanno domandata una magia del Demonio;
ma , a dir il vero , egli è tutto peso del retto corso
delle cose , qoando escono dalla violenza fermandosi
nel naturale suo centro.
9° V Impresa però è la più difficile che sia mai
stata , e che possa mai esservi. Si tratta di dover con
trastare nullameno che col Principato , e Sacerdozio
oramai in pieno, e pacifico possesso con aperta Tirannia
sovra la libertà dell' Vomo, e con prescritta usurpazione
sovra il Dominio di Dio in terra ; Qoindi esigersi nella
(1) Da ciò vedesi di leggieri la identità dei principi! della Fram*
massoneria di allora con quelli delle sue propagini odierne. Il già-
ramento , che in Francia , sul pugnale facevano » Botti della Moti*
lagna , come ne fu trovata scheda nel 18K2, era : le jure par ce ferf
tymbole de V honneur , d'armer mon brat d' abolire , de eombattn
toules le tirannie! religeutet , politique* , tocialet, de let eombattn
toni etiti , partout et toujouri: Vnivers , t Febr. 1851. Quasi nella
stessa forinola è quello della Carboneria , della Giovine-Italia e del*
1' Alleania Germanica l
(2) La religion ett une maladie iodate gu' on ne taurait guerir trop
tot , leggevasi nella Bepublique univerielle, pag. SO e 31, anno 1852.
È sempre la stessa bestiale avversione contro Dio ed il Cristo suo, cha
in cotesti covi infernali viene coltivandosi l
Tom. /. 28
— 218 —
Società la scelta di Genie non comunemente , lo spirito
di Vomini il più forte ed ardito , e soprattutto la prote
zione di Personaggi in diversi Regni li più rispettabili ,
e poderosi.
10.° Ma un gran segreto esser dee il preciso fonda
mento di questa difficilissima Impresa. Le altre Società
fondate si sono con sciorre dottamente la lingua; Qoesta
de' liberi Muratori con rigorosamente frenarla con perpe
tuo silenzio fin dal primo.ingresso. Si propongono la rin
novazione di un giuramento, le minacce di più castighi, e
la facoltà ad ognuno in prenderne vendetta anche col
ferro.
11 .° Segreto, dico, così inviolabile, che neppure pos
sa avervi diritto qoalunque publica Podestà sia del Prin
cipato, sia del Sacerdozio. Qoesto avendo tutto il meri
to di essere distrutto, ragion aver non possono a propria
difesa. Perciò a maggior cautela fia sano , e sodo con
siglio con quoel : — Nihil contra Principem , nihil contra
Re1igionem, nihil contra bonos mores.
E perchè qoesto gran segreto è importantissimo ,
risiede solo nella qointa Loggia , che è di soli Archi
tetti a dover diriggere il rifacimento del diroccato Tem
pio di Salomone, a tutti gli altri si faccia sol sape
re, che una scambievole Carità, ed un soccorso vicen
devole , per qoalunqoe bisogno , che possa occorrere ,
sarà tutto il fine di chi voglia aggregarsi a qoesta
nuova Società di liberi Muratori.
La manifestazione dunque di una consorteria , che con
tanta oltranza impiantavasi in Napoli a danno della Reli
gione e dell' Autorità Sociale , il disprezzo di che audace
mente vi si faceva mostra contro il Sacerdozio ,- e l' aperta
proclamazione del Deismo nelle sue forme più brutali; do
vettero destare per allora, piucchè meraviglia , un sommo
orrore, come di una scoperta di mostruosità non prima udi
te. Ed un tal giudizio nostro si fonda nelle parole medesi
me dell'anonimo autore di quella Memoria, che incomincia
la sua relazione di tal guisa : Alla fine è scoppiata in Na
poli la gran mina de' Liberi Muratori, de' quali solo si
— 219 —
suppone il nome e mai se ne ha potuto risapere ilsegrè<
to. Ne però per qoanto sia stato scritto su di qoesta mate
ria, v'Ò stato chi l'abbia potuto scoprire. Nondimeno
potrebbe arguirsi come anche in Napoli i Frammassoni già
avessero saputo raggiungere il mezzo della protezione di
Personaggi poderosi. Giacchè a malgrado vi fosse detto di
più in quella Memoria, a tempo in Firenze parimenti si
sono scoperti altri di colali consettarii; soggiungesi, è a
supporre che la mercè di quella protezione, avvenisse
quanto v' è detto ; il Re operò con tutta dolcezza ...
per isfuggire i gran mali- che potrebbero seguire. Or
come mai potrebbesi conciliare quella dolcezza , usata
verso una consorteria , nemica di ogni ordine sociale
civile c sacro , con le feroci vessazioni, che il Tanuc-
ci neh' anno medesimo adoperava , e sotto la trapo
tente influenza di essa , contro i Gesuiti ? Di lai guisa
procuravasi deviare l'attenzione dei Sovrani dall' abisso,
che aprivasi ai piedi dei loro Troni! Dal momento che
si erano acquistate tante pruove della nequizia della Fram
massoneria , quel Codice secreto di essa avrebbe dovu
to avere in Napoli, anzi per tutta l'Italia, quella pubbli
cità stessa , che venti anni dopo la Corte di Baviera
dette agli scritti originali dell' Illuminismo : e sarebbonsi
risparmiate quante sciagure , quanto sangue, quante la
grime ! Ogni coscienza onesta avrebbe gridato : Ecco
ciò che una società tenebrosa meditava contro il no
stro Dio, i nostri Altari, la nostra Religione, le nostre
Leggi, le nostre proprietà, il nostro Governo] Una ge
nerale indignazione avrebbe premunito gli spirili ; ed i
seltarii almanco avrebbero temuto un cotale effetto della
scoperta delle loro cospirazioni, dei loro progetti, dei lo
ro mezzi (1), Per l'opposto da quella dolcezza, senza dub-

(1) Anche prima. di una cotale scoperta tra noi, S. Alfonso de Liguo-
ri aveva gridato piangendo : Questa setta un giorno ha da essere la
rovina , non che della Chiesa , ma dei Regni e dei Sovrani. I Mo
narchi non la curano , ma troppo tardi si accorgeranno del grave
danno che sarà per cagionare. Gli uomini non facendo conto di Dio,
neppure lo faranno dei Monarchi. E però Egli diresse diverse lettere
per l'oggetto, ai Ministri ed a quei della Reale Corte di Napoli, non
— 220 —
bio , derivò che la setta prendesse , non che maggiore
terreno, oltranza sì disgradante , da rannodare tosto sue
fila , e ricostituirsi col titolo di Perfetta Unione di Na
poli. E forse da questa loggia rampollarono quelle, che
alcuni anni dopo vidersi impiantate in varie città dollti
Sicilia , e di là quella stabilita col nome di Secreto ed
Armonia in Malta. E come per le summentovate Istru
zioni vedovasi se sapessero i Frammassoni agire nihil
contro Principem, nihil contro Religionem ; non mancò,
tra quei di Napoli , chi togliesse a se il carico di dis
velare come sapessero altresì agire nei loro convegni ,
nihil contro bonos more». Questi fu il Jcrocades, Pre
te della Diocesi di Tropea in Calabria; chè le parti più
turpi nella scelerata consorteria veggonsi ognor riservate
agli apostati del Sacerdozio ed ai Frali scappucciati ! Lo
sciagurato dunque non contento di dar fuori, a perver
sione dei suoi comprovinciali, il Codice. delle leggi Masso
niche ad uso delle Loggia Focesi (1) ; dappoi in quel suo
Poema, UTerremoto del Capo, non arrossisce dire, che pel
Massone è lo stesso , piace e licei E con gli scomposti e
sacrilegi modi, v'introduce, come in un dialogo, due Fram
massoni, dei quali l'uno l'altro vien esortando in giaia a
passare le notti e dì, accendendo d' amor la face, e ricer
care fra le ombre il riposo, nel vino e neìl' amor pas
sando la vita; con beffarda allusione ed orribile bestem
mia, facendosi ad invocare Bacco e Venere, Nume di pie
tà , origine della felicità ; e celiando sopra uno dei
più augusti Misteri, osava dire, di Bacco e Cristo ugnai
mi sembra il rito. Ed in un altro Poema, la Lira Fo

cite al Cardinale Arcivescovo Sergale , per la •proscrizione dei Fram


massoni nella capitale e nelle province dei Regno ; Tannoia Vit. di
S. Alfonso, KM//, cap. SS, Torino 1857.
(1) Il titola del reo opuscolo è Cadice delle leggi Massoniche ad
tao delle Loggie Focesi , costituito sotto gli augusti auspicii delle L.
di S.G. di S. all' O. di Marsiglia. In PampMlia appresso i figli di
Eleuteria ; data falsa, ch' è Napoli ovvero Cosenza. Chè altri opuscoli
di Ini, parimente stampati senza indicazione di luogo nè di tempo, usci
rono pe* tipi clandestini dell'una e dell'altra città; ed in entrambe
fecesi una doppia edizione del Terremoto del Capo : Capialbi Opu-
$coli , tom. Ili , pag. 492 e seqq.
- 221 -
ceso, cotesto Sacerdote rinnegato non perifavasì di ag-
giungere, l' uomo , Re del bel Regno, c/i' è nel senso,
regno libero ; che ha il fato per legge , per legge il
costume , e questo, il Nume a cui serve in libertà (1),
E però non mica debbono tenersi in conto di una iper
bole oratoria , le parole dell' illustre Vescovo dì Parma,
Monsignor Turchi , allorché quasi ad un tempo disve
lava le sceleraggini e le empietà della Frammassoneria,
adoperando un linguaggio , che solo può equipararsi a
quello , usato nei loro Sermoni da S. Agostino e da
S. Leone U Grande , quando credettero annunziare ai
Fedeli del loro secolo, le turpitudini dei Manichei: Una
nube d' increduli , che affettando una bugiarda filo
sofia , negano tutto , e si ridono di tutto ; nemici di
ogni religione, oppure, ch' è lo stesso, indifferenti per
ogni culto , sovvertono i semplici col pretesto di libe
rarli dai pregiudizii , togliendo alle coscienze i rimor
si e alle passioni ogni freno (2). E divero l' egregio
Prelato , il quale da Religioso Cappuccino , nel suo Apo
stolico Ministero , percorse non poche città d' Italia , o
tra esse la Napoli nostra ; aveva potuto conoscere come
qui , ed in Parma , Arezzo, Lucca, Pisa , Firenze , Ge
nova , eco. si diportassero i Frammassoni , ammettendo
nei loro convegni, persone d'ambo i sessi e di qualsiasi
condizione; di guisa che non impiantavasi una nuova Log
gia , che per Io più non vi fossero donne ed altresì
qualche Prete, concorrenti alle più sacrileghe profanazio
ni ed abominevoli impudicizie, onde fosse , por adope
rare i detti di Lui, una scuola di prostituzione a tutti
coloro che vi si ascrivono.
Intanto a malgrado che tra noi , per allora e poi, al
paro che per ogni altra parte dell' Italia , gradatamente

(1) Il Terremoto del Capo, pag. 1S e Si. — La Lira Focese , Can


tori, il Tempio di Sofia , la Scuola Pitagorica. — E comunque icon-
settarii dello sciagurato apostata , nella edizione del 1820 , quando
già erano decorsi 17 anni dalla sua morte , li avessero mutilali ;
nondimeno non più era in loro possa togliere quelle empie turpitu
dini dalle altre edizioni , fatte in vita di lui.
(2) Letter. pattoral. tom. 1 delle Omilie.
222
facevnnsi manifeste le opere e gl' intendimenti dei sef-
tarii , sorprende come un accecamento dominasse le men
ti dei Sovrani della penisola , da osteggiare la Chiesa,
più o meno nella sua salutare influenza sopra i popoli,
non che nelle più sacre istituzioni sue, in uno che pro
leggevano i banditori dell' empietà. Nessuno potrebbe
negare alla Regina Maria Carolina d'Austria , moglie del
Re Ferdinando , animo generoso , sufficienti cognizioni
politiche ed uno spirito energico. Nondimeno ella avvisan
do promuovere quel che dicevasi spirito del secolo, e per
non essere da meno dei due suoi fratelli, P Imperadore
Giuseppe II e Leopoldo I Gran-Duca di Toscana , non
mica aborrenti nei loro Slati daiprincipii della Filosofia
in moda ; continuò in Napoli l'opera del Tanucci, anche
dopo la caduta di quel Ministro trapatente. Da ciò po-
irebbesi di leggieri argomentare, come i Principi ovun
que erano illaqueati, non che tratti nell'abisso dal desiderio
smodato di uria falsa gloria; che eglino credevano trarre,
mercè gli equivoci encomii di una trucolenta setta , la
quale occultava loro le perfide sue tendenze, camuffan
dole in ingannevoli ragionamenti. Ed eglino che ne am
mettevano i principii , credevano , le ultime conseguen
ze rivoluzionarie non fossero , se non chimere degne di
disprezzo, al più semplici dispute di scuole, e di niu-
n' interesse pratico. Di tal guisa proseguivasi in Napoli
una lotta contro la S. Sede e la Chiesa , che incomin
ciata dal Tanucci neh" intendimento d' ingrandire i diritti
della Corona; andò a finire menomando quei diritti me
desimi in faccia ai popoli. Il Marchese De Marco prima
mente, e poi il Marchese Caracciolo ed il Cavaliere Aeton,
erano phicché semplici organi dei cavilli e dei modi vio
lenti , onde una Corte inconseguente e dissennata? inten
deva sostenere le sue strane pretese. L' uno Ministro, il
De Marco , comeché non meno degli altri , propenso ai
' principii filosofici dell' epoca, procurava di non disvelarsi
del tutto; mentre l'altro, il Caracciolo, precedentemente ,
in Parigi, non per una volta erasi udito dire che se per
avventura fosse divenuto Ministro del Re in Napoli, avreb
— 223 —
be saputo umiliare l' orgoglio del Vescovo di Roma. Quin
di non passò un solo anno, insino a quando la rivoluzione
in Francia non facesse cadere a più di uno la benda» che
non si vedessero usurpazioni dei diritti della S.Sede, e
violazioni della Disciplina ecclesiastica. Ed oltrecchè, per
istigazione partite da Napoli , si videro altresì da Malta
cacciati i Gesuiti; non potendosi di un tratto menomare
lutti gli altri Ordini religiosi negli Stati Napoletani , la
Corte ed il Ministero avvisando tornare utile all' oggetto
di una dispersione generale di essi , lo espediente ado
perato per allora in altre parti , li voltero non più sot
toposti ai loro Superiori ch'erano fuori del Regno. E di
tal guisa non passò molto che in più di uno dei Chio
stri videsi menomata la osservanza, ed alla Disciplina re
golare sostituiti il lusso e la divagazione. Di più l'odio
verso la S. Sede e le istituzioni della Chiesa formava ,
per quel tempo in Napoli , la base di tutte le usurpa
zioni su' diritti dell'una e dell'altra. Quindi Teologi e
Canonisti , sul conio dei Giansenisti di Francia con i
quali più o meno erano in relazione , non sapevano al
trimenti , che con modi vitupèrevóli ed oltraggiosi, de
signare il Papato , i Vescovi ed il Cattolicismo; trattan
do come abusi, dispotismo, ambizione, cupidigia, caparbie-i
tà, ogni esercizio di Ecclesiastica Giurisdizione. L'Abate
Genovesi, il Canonico Simioli , l'Abate Cestari, l'Abate.
Conforti , i Monsignori Orliz de Cortez di Motula, Serao
di Potenza , Capece-Latro di Taranto, ed altrettali scrit
tori di partito, con più o meno di audacia menomando
ogni sacro diritto della Chiesa Cattolica; facevano i piag
giatori alle inique aspirazioni di una setta nefanda , la
quale sotto colore di tutelare quel che dicevasi e dicesi
regalia , intendeva volgere in ruina Altare e Troni. Di
più , onde nulla mancasse alla consecuzione del reo in
tendimento , altresì in Napoli fecesi tutta la possa di do
minare la Istruzione pubblica, ed avvelenarla. E però si
vide , fin dal 1165 , messo a Prevosto della Università
degli Studii , l' Abate Galiani , altro Prete apostata , il
quale stretto in alleanza con Elveze , con Diderot, con
— 224 —
D* Uolback ed altri , tra' più spinti increduli Francesi ,
non vergognavasi professare un materialismo spudorato.
Ed in una lettera indiritta a Madama d' Fpinay, o ad altra
delle corifee dell'empietà, a dì 22 Giugno in confi*
denza non ristette dal disvelarle un mezzo potente, di cui
usava ai suoi fini la setta, qual' era quello di far le berte a
tuti' i Sovrani; in uno che prodigavansi loro le più sto
machevoli adulazioni , ognor che eglino facevano mostra
di favorire le massime di moda : Se si ha V onore di
avvicinare un Principe imbecille , é d' uopo raccoman
dargli la tolleranza , onde resti arreti'cato ; ed il par
tito oppresso abbia il tempo di prendere lena , mercè
di quella tolleranza che gli è concessa , ed abbattere
anche il suo avversario; di guisa che il linguaggio su
la tolleranza, è un linguaggio per gì* imbecilli, ovve
ro per quelli che di leggieri possono trarsi in ingan'
no. Colesti sciagurati sì fattamente costumarono sempre
strisciarsi a piedi delle Autorità costituite , ed intanto
che vengono sopraccaricati di benefizii, negli arcani covi
della infernale consorteria ne vanno minando il Potere I
Re Ferdinando e Maria Carolina tardi si avvidero come
quegli Avvocati, sì eloquenti contro la Dignità della 9. Se
de , quei Marchesi filosofi , quei Monsignori corlegiani,
sapessero rivolgersi contro il loro Trono , non altrimen
ti che eransi dichiarali contro il Sovrano Pontefice ; co
me sapessero conculcare i diritti del loro Principato, al
pari che avevano manomessi quelli della Chiesa; e come
sapessero adoperare quei principii medesimi, adottati con
tro la sacra Autorità del Vicario di Dio, per vilipendere
l'Autorità Reale (1).

(4) Bacchéttini Siorià di Pio FI, (ti. V , Vii, iti. — Plcbot Ui-
morìe ecc. ann. 1761, 1767, 1788; Scrittori ecc.—Coppi Anml. d' Ita
lia, ann. 1787. :
CAPO XII.

Nere opere delta sètta nel Ducato di Parma, nella Repub


blica di Venezia, nella Lombardia Austriaca , nel
Gran-Ducato di Toscana^ nella Repubblica di Genova
e negli Stati Sardi.

Ili riandando le mossè e la propagazione di una set*


ita, la quale nelle arcane sue latomìe svolgendo l' aziona
di proselitismo , non sempre ed ovunque di Una guisa ,
dava sentore" di se ; non che serbare sincronismo di nar
razione , nemruanco è sì facile indicare con ordine pre
ciso i modi , onde essa nelle tortuose sue spire ranno
dasse le fila di quella immensa conspirazione, che da ol
tre ad un secolo procura per ogni verso schiantare l'or
dine religioso e sociale. E però solo per certi fatti, mo-
Strantisi come effetti di una medesima azione, ed ispirati
ad un intendimento medesimo, può rilevarsi l' avviamento,
clic con maggiore o minore conato dava nei suoi as,-
salti alla Religione ed alla Società. Là estensione della
rea cospirazione troppo è vasta , e nasconde troppi se
creti , per poterla giudicare di un sol colpo d'occhio^
Nondimeno quei dati , su' quali già abbiamo una compiu
ta certezza , e sopra cui è possibile sollevare il velo mi
sterioso che la ricopre, presentano tali elementi, che alle
coscienze delle persone religiose ed oneste essa non rie
sce , che un oggetto di abominazione.
Adunque nelle relazioni, che con i fatti di Napoli^ per
allora ebbero quelli del Ducato di Parma , primamente
presentasi l' azione Massonica col suo antireligioso proce
dimento in quest' altro Stato d' Italia. Ché quivi essen
dovi a Ministro un Du-Tillot de Felin, e quel Duca, co
me dei Reali di Spagna, essendo in una specie di dipen
denza dalle Corti di Versailles , di Madrid e di Napoli/
altresì vi dovevano prevalere le idee avverse alla Disci
plina ed ai diritti della Chiesa. W è a dimenticare come iti
quella Corte Ducale , pe' maneggi del Conte di Argentai,
vi era l'Abate Condillac, non meno di quel Conte., stret-
Tom. L 29
— 226 —
to in relazione col Rousseau , col Diderot e col Duclos;
e postovi ad educatore del Duca Ferdinando , onde nel
l'animo del pio Principe procurasse d' istillare idee dis
favorevoli alla Religione ed al Clero , non che le mas
sime antisociali che la pretesa Filosofia non più curava
inorpellare. Quindi anche prima che i Gesuiti vi fosse
ro esposti alle vessazioni medesime, che nella Francia,
nella Spagna , nel Portogallo ed in Napoli ; vi si videro
messe fuori disposizioni , che fiaccavano l'Autorità eccle
siastica. E poiché Papa Clemente XIII n'ebbe fatti giu
sti clamori , si mossero le suscettibilità delle altre tre
Corti Borboniche e di quella del Portogallo, le quali pro
ruppero in oltraggiose rappresaglie, ed in atti di ostilità,
inescusabili in Potentati Cattolici ; ad esse facendo eco
le Magistrature dei rispettivi Stati , omai usate a calpe
stare i sacri diritti della Chiesa (1). Che anzi, per quel
tempo , la setta fece alta mostra , come sapesse disfarsi
di quanti potevano avversare ai suoi proponimenti; giac
ché non guari dopo, in Roma si rinvenne trucidato Mon
signor Antonelli , assiso nella sua sedia e d' accanto al
lo scrittoio, senza che per tutta l'abitazione vi mancas
se cosa alcuna ; da dare fondato sospetto , non fosse
finito per mano arcana, e per vendetta, sospettandolo com
pilatore del Breve che il lodato Pontefice aveva dato fuo
ri in quei fatti (2).
Ad un tempo, che il Tanucci ed il Du-Tillot avevano
dichiarata una guerra ostinata ed empia alla Cattedra di
S. Pietro ed alle istituzioni della Chiesa Cattolica, la Re
pubblica di Venezia disvelava come quivi lo spirito di
Fra Paolo Sarpi non era estinto. Ed in forza di varii
Pregadi o Senatusconsulti, introdusse nei suoi Stati le
più arbitrarie innovazioni negli affari ecclesiastici , so
pratutto tendenti a gradatamente distruggere gli Ordini
religiosi (3). E la piaga divenne più cancerosa, dappoiché
(1) Picbot Memorie ecc. 1767 , 1768 ; Scrittori ecc.—Coppi Annal.
ecc. ann. 1768.
(2) Pacca Memorie del Ministero ecc. part. li, cap. 3 , noi. o.
(3) Theiner Vit. di Clement. XIV , cap. VI , § 38. — Piehot Me
morie ecc. ann. 1768. — Coppi , Annal. ecc. ann. 1768.
— 221 —
molti di quell'alta Aristocrazia si associarono in Parigi alle
più famose combriccole , altri in Londra, altri nell' Ale-
magna ed altri in Roveredo, quando per quei monti, nel
1185 , vi si aggirò il Cagliostro , facendovi un buon
dato di arrolamenti alla Massoneria. E però , oltreché
per allora la miscredenza e la dissolutezza , egualmente
che negli altri Stati d'Italia, diffondevansi nel Veneto, la
mercè di quella colluvie di libri e stampe che venivano
d' Oltremonti; nella stessa Venezia, un libraio eravi costi
tuito dal Cagliostro medesimo, Grande-Oriento dei fram
massoni; ed omai più di una Loggia vi si vedeva stanzia
ta. Una v'era a Rio Marino, in una casa dal Contarini,
Provveditore di S. Marco, locata ad un tal Colombo ; dì
più un' altra a $. Simone Grande, ove in certi richiami
ascosi facevansi raunate notturne; ed era voce come nel
Senato medesimo la setta noverasse suoi adepti, un Pesaro,
un Micheli , un Alvise , un Quirini , un Lippomano, un
Battaglia. A questo si aggiunse che il Cav. Girolamo Giu
liano avendo dimenticato un involto di carte in gonno-
la , e queste venute in potere dell'autorità pubblica, ven
ne disvelandosi l'arcano: però la Loggia di lui venne dis
fatta . bruciati gli emblemi, e colto l'elenco degli ascritti
vi (1). Ma le altre seppero occultarsi , e continuarvi le
tenebrose mine : onde poi quel Governo, il quale si era
sostenuto per quattordici secoli , ed aveva resistito allq
formidabile Lega di Cambray, non che poca avvedutezza,
bensì una somma inerzia mostrasse, , correndo ciecamen
te alla rovina negli ultimi periodi di sua vita; vedutosi
cadere ignominiosamente in un sol giorno.
Dallato alla Venezia, nella Lombardia Austriaca, in Mi
lano, gli Illuminati già era guari che vi stanziavano; ed
omai la scita vi possedeva una Loggia Massonica colutolo
della Concordia. Però non era strano che altresì in quelle
province si fosse seguito tutt' uno il sistema antireligioso,
che era in moda negli altri Stati creditarii degli Absburg-
Lorenesi. In uno, con tutte quelle altre disposizioni so

ci) Memorie particolari.


— 228
pra oggetti che meno di qualsiasi altro , potevano so
stare all' Autorità civile , era gran tempo che in Milano
vedevasi impiantata in vero studio una censura dei libri,
affine di agevolare, al pari che in Napoli facevasi per gli
agenti del Tanucci, la diffusione delle opere degl'increduli
d' Oltremonti. Oltreché quelle innovazioni acattoliche veni*
vano di rincalzo appoggiate, mercè la corruzione ohe per
ogni verso volevasi introdotta delle scuole. La Università,
di Pavia per allora era divenuta come il centro dell'adul
terazione scientifica e letteraria : e gli Abati Zola, Tam
buróni e Palmieri caldeggiavano con uno zelo, degno di
una causa migliore le idee di moda, sotto colore d'inten
dere ad oppugnare Y Ildebrandismo; col quale epiteto egli
no indicavano quanto potesse riguardare l' Autorità su
prema del Capo della Chiesa e quella dell' Episcopato.
Ma i successori di Giuseppe II non punto tardarono ad
avvedersi come cotali Teologi riuscissero ad attemperare
i loro principii alle circostanze ; giacché appena le orde
repubblicane di Francia inondarono l' Italia superiore ,
eglino fecero plauso alle massime della rivoluzione so
ciale , con non minore zelo di quello, con cui già ave
vano proclamate le regalie ed i diritti dei Sovrani, cal
pestando la Dignità del Sommo Pontefice e dei Vesco
vi (1). Che anzi , prima ancora di quelle disorganiza-
zioni sociali nei Dominii cisalpini di Casa d' Austria, un
altro Abate, Teologo del nuovo conio, il Guadagnini, con
quel suo romanzo , piucché storia , della Vita di Anah
do da Brescia , aveva iniziato il linguaggio rivoluziona
rio ; insegnando come potesse travolgersi il senso mo
rale delle azioni nella opinione degli uomini , e le ca
pestrerie potessero addimandarsi magnanimità, eroismo ,
coraggio civile , non che darsi della dabbenaggine , per
lo manco, agli animi temperati e probi.
Similmente , e forse con una energia maggioro , Io
spirito ostile alla Chiesa si svolgeva nella Toscana. II
Gran-Duca Leopoldo I, anche prima che il suo fratello Im

ti) Pichot Memorie ecc. ann. 1800 ; Scrittori ecc.


— 229 —
peradorc venisse nella Germania a spingere innanzi quel
le sue idee eterodosse , circondato da Ministri increduli
al pari di quanti altri per allora erano d' intorno a quasi
tutt'i Principi in Europa, dette principio alle acattoliche
innovazioni con pretese disconvenienti al carattere di saviez
za che per tutt' altro osservasi in lui (1). Seguirono quindi
disposizioni legislative, in cui era superata la indecorosa
pedanteria del fratello sagrestano, con una costante ed
ostinata maniera di procedere; e mercè il pretesto di
ristabilire le antiche usanze della Chiesa, manomettevasene
il Culto e sovvertasene la Disciplina. Le sante Imma
gini, le sacre Reliquie , le Processioni, i divoti Pellegri
naggi, la Lingua latina nella Liturgia, gli Ordini Religio
si , il Matrimonio , v' erano bistrattati, e sottoposti non
che alla ingerenza, all'arbitrio di. un potere incompetente.
Di più quelle province vennero inondate di libelli antireli
giosi ed impudentissimi, tendenti disvelatamente a violare
i diritti e l' autorità dei Pastori della Chiesa Cattolica. E
disavventuratamente più di uno tra' Vescovi, non ohe altri
del Clero, nel Gran-Ducato mostravansi compiacenti a que
ste malaugurate innovazioni. I Monsignori Sciarelii di Colle
e Pannilini di Chiusi e Pienza non peritavansi di adot
tare le idee del Governo. Nondimeno eglino erano supera
ti dal Ricci di Prato e Pistoia , Prelato orgoglioso e tur-
Lulento, il quale in un Sinodo che tenne all' uopo, nel-
1' ultima di dette città, vi spiegò nella massima ampiez
za i rei principii .di uno scisma, più o meno maschera
to; in uno con la più abbietta sommissione vi andò estol
lendo il Capo di quello Stato a legislatore della Chie
sa. A Livorno similmente quel Prevosto Baldinetti promo
veva le idee di moda ; e per sue suggestioni vidersi
manomesse lé Immagini sacre e le Reliquie, profanate Io
Chiese, e vendutine gli arredi e le decorazioni agli Ebrei,
i quali le adoperarono per la loro Sinagoga. IVon mino
re fanatismo acattolico mostrava il Prevosto 'fanzini in
Firenze col suo periodico , portante il titolo improprio

(1) Theiner Vit. di Clement. XIV, cap. VI, § 30.


— 230 —
di Annali ecclesiastici, dove erano manomesse, con una
schifosa ostendazione, mala fede ed immorale criterio, le
persone e le cose più venerande ; ad un tempo che pro-
digavansi clogii sperticati per quanti usavano della cabbala,
dell' impostura e della violenza alla propagazione delle
massime sovversive della Gerarchia ecclesiastica. Ma anche
nella Toscana non andò guari che il velo venisse squar
ciato, e quei che sforzavansi di comparire pe' primi soste
nitori del Principato, dettero presto a dimostrare, come uni
co loro intendimento fosse, quello di travolgere in rovina,
in uno la Religione ed il Principato. Quello insin' ora non
inai si è potuto spiegare, a malgrado che tanti documenti
fossero venuti mano mano disvelandosi all'uopo, come la
setta spiegasse nella Toscana una intolleranza, che altrove,
non ostante tante altre arti nequitose affine di preparare la
generale dissoluzione , non avvisò spingere sì oltre. E di
vero ad un tempo che tendevasi per ogni verso a dominare
la Istruzione pubblica , come potentissimo mezzo alla per
versione della Gioventù studiosa , mettendo a capo dello
Scuole, uomini dipendenti dalla rea consorteria; essa cre
dendosi più forte di quello che fosse negli Stati eredita-
rii dell' Imperadore, avvisò di non seguire in Toscana l'e
sempio degli Illuminati di Germania, i quali cedettero in
parte ai dissapori dei popoli , per le innovazioni Giù-
seppine. Però più audaci, i Massoni Toscani tennero te
sta alta in quelle odiose vessazioni, e vennero insino alla
vie di rigore e delle violenze, onde reprimere i mali umo
ri, che vedevan desiarsi d' intorno, per le innovazioni Leo-
poldine (1).
Per riguardo poi agli altri Stati Italiani, la rapidità con
cui la rivoluzione vigoreggiò, al cadere del secolo XVIII, in
Genova ed in Torino, non meno che la si vedesse in Napoli,
in Venezia , in Milano ed in altre principali città della
penisola, non che i fatli di Roma stessa, dove per questi
lempi si era impiantata una Loggia Massonica; sufficiente
mente disvela come altresì nel Genovesato e nei Dominii
(1) Bacchcttini Vit. di Pio VI, lib. V , Vili e IX. — Pichot Me
morie ecc. ann. 17S6; ScriUori $c<). — Coppi Annal. ecc. ami. 1786.
— 23l —
del Re di Sardegna la nequitosa setta fosse andata svol
gendo il suo proselitismo. Che anzi un triste sintomo dello
spirito antireligioso , il quale diffondevasi nello alte re
gioni sociali e nei Governi , fu visto ^nella Republica di
Genova , insin da quando quel Doge e Senato , con dis
sennate piucchfe acerbo , e violenti disposizioni , oltrag
giando alla Dignità del Supremo Pastore dei Fedeli ed afia
libertà della Chiesa , si dettero a perseguitare il Visita
tore Apostolico della Corsica , inviatovi dal Pontefice Cle
mente XIII ; ché peggio non avrebbe fatto alcuno dei Go
verni eterodossi ed ostili al Cattolicismo (1) 1 E cade in
acconcio la osservazione , che altresì nel Genovesato im
pudentemente mostravasi per quei tempi , come altrove,
in più di uno di quel Clero, lo spirito avverso alla Prima
zia Pontificia ; e che dappoi venne con non minore fa
natismo rivolgendosi contro gli ordini sociali. E pur qui
vi si vide che quanti vi si erano dichiarati contro la Di
gnità ed i diritti dell'Apostolica Cattedra, parteggiarono
in prosieguo manifestamente per la rivoluzione. A Noli,
quel Vescovo Solari, che impudentemente era insorto contro
la condanna del Conciliabolo di Pistoia, e con lo scrit
to aveva bistrattata la Bolla di Pio VI, Auclorem Fidei;
prese quindi una parte attiva ai rivolgimenti politici della
sua patria > e si collegò con i Vescovi costituzionali di
Francia , applaudendo al loro scisma. Imitatori di lui fu
rono gli Abati Molinelli e Degola, i quali, con gli scrit
ti e con le opere , facevansi gli apologisti della rivolta
civile non meno che di quella religiosa ; ed il secondo
di essi finì con assistere alla conventicola di quei Vescovi
intrusi, in Parigi, l anno 1801, accoltovi come rappresen
tante delle Chiese d'Italia (2), e che al presento direm
mo rappresentante dei Comitati Clerico-liberali o de
gli Emancipatori Cattolici !

(1) Pacca Memorie storiche del Ministero , ecc. part. II , cap. 9.—
Semeria Secoli Cristiani della Liguria , tom. I , lib. Il , pag. 374.
(2) Pichot Memorie ecc. ann. 1794, 180f ; Scrittori ecc. — Seme
ria , opper. citat. tom. // , lib. VI , pag. 537 e segg.
232 —
CAPO XIII.

La Frammassoneria istituisce una Loggia in Roma —


Avventure del sedicente Conte Cagliostro e sue im
probità — Forme Gnostiche e Manichee dell'Illu
minismo e sette affini—Mezzi adoperati per i Fram
massoni di tutta V Europa, onde predisporre la ri
voluzione in Francia — / primi conati dei settarii
vengonsi mostrando nelle province Slave dell' Impe- •
ro Austriaco.

V audacia , con la quale la setta procuro insediarsi


fino nella Metropoli del Catolicismo , è una pruova in
contestabile delle sue tenebrose arti j che allo scorcio
del secolo XVIII j essa adoperava pel resto dell' Italia ;
sì disponendo le vie alle falangi rivoltuosè, le quali dappoi
dovevano dissorganizzare gli ordini religiosi e sociali nella
penisola. E per allora venne scoperto come altresì in Ro
ma v' esisteva una Loggia Massonica , impiantatavi dà
un Francese , da un Polacco e da un Americano , già
socii delle Logge tT Oltremonti, col nome di Unione de
gli amici sinceri alV Oriente di Roma. Essa primamen
te vennesi adunando il dì 6 Novembre 1181 , in una
casa nelle vicinanze della Trinità dei Monti j continuando
vi dappoi i convegni periodicamente, per una o più vol
te la settimana ; assembrandosi nondimeno, comunque di
raro, in altri siti di quella città. Ed oltre ai Visitatori^
che mercè istruzioni secreto mantenevano le corrispon
denze con le Logge estere; noverava omai, al solito, per
sone di ogni età e condizioni : e tra esse v' era note1-
vole come vi fossero non pure adepti oriundi degli al
tri Stati d' Italia , ma altresì Francesi , Polacchi , Rus
si , Olandesi , Ginevrini^ e- di altre regioni d' Oltremon
ti , precedentemente affiliati ad altre Logge, come della
Perfetta eguaglianza di Liegi, del Patriottismo di Lio
ne , del Secreto ed Armonia di Malta , del Consiglio
degli eletti di Carcassona , della Concordia di Milano (
della Perfetta Unione ài Napoli j non: che a quelle di
— 233 -
Parigi , dì Alby, .di Varsavia e di altri luoghi: e già v'era
proposta di associarvi anche le donne. Inoltre ; per 'le car
te che vennero in potere dell'Autorità, fu conosciuto di
più come quantunque a traverso di misteriose anfibologie,
in parte v' erano indicat' i caratteri degli adepti, onde po
tessero occultarsi ai profani. E ad un tempo venne a
manifestarsi come questa Loggia di Roma era nella im
mediata dipendenza da quella Madre di Parigi, dalla quale
aveva ricevute le costituzioni ed il catechismo ; e olie per
le relazioni con la medesima , aveva all' uopo in quella
capitale della Francia, un deputato. Però in ogni semestre
dovevansi rendere circostanziati conti dei socii, dei loro gra
di ed uffizii , e di tutt' altro che stabilivasi nei convegni pe
riodici della società, ricevendone alla sua volta istruzione
ed avviamento; ed inoltre per ognuno di quei termini seme
strali, o al più fardi, al cadere di ciascun' anno, inviavasi a
quella Loggia Madre un contributo col titolo di quota ©
dono gratuito , per mantenimento del centro comune della
Frammassoneria. E vennesi contestando come nel Novem
bre del -4189 , da Roma le si era inviato, in un dono pa
triottico straordinario , la somma di ottanta scudi, ritratti
per lassa sopraimposta ai Fratelli. Oltre poi a cotale di
pendenza, quei Massoni di Roma erano in relazione con le
Logge di Londra, di Lione , di Napoli, di Messina, di Pa
lermo e delle altre di Sicilia, non che di quella di Malta.
Una tale scoperta dello stabilimento dei Frammassoni
in Roma avveniva in quel mezzo che v' era messo in ar
resto l'antesignano, o almanco uno dei primi agenti della
Massoneria , Italiana Giuseppe fialsamo , comunemen
te conosciuto col nome di Conte Cagliostro (1). Cote
sto vagabondo associando a somma malizia una simulazio
ne tetragona e le arti di sperassimo ciurmatore , andò
gabbando i popoli in tante città dell' Europa , in uno
che / impiantava la Frammassoneria , incappucciando
la con empii riti e puerili , che lo fecero precipitare
nella negromanzia. Di tal guisa l' antico Manicheismo
(1) Processo del Cagliostro , Roma 1790, Tipi della Reverenda Ca
mera.
Tom. J. 30
— 234 —
Con ì suoi malefizii, come era riapparso tra i Frammas
soni nelle pratiche del Mesmerismo ; pel Cagliostro ven
ne rinnovando P uso della idromanzia, mercè le bottiglie
e le immagini che facevansi apparire. Ed egli, non me
no che il Mesmer , spinse la scita a quell' avviamento ,
il quale oggidì si è venuto trasformando nei prestigii del
lucido Sonnambulismo e delle tavole parlanti; e che non
altro presentano , se non le tenebrose arti della Magia
usata dagli Egizii, dai Fenicii e dai Siri, imitati dappoi
dagli Gnostici e dai Manichei. Nondimeno cotesto furfante,
piucché pel suo vagabondaggio, per le sue ciurmerie e per
le sue negromanzie; vuolsi considerare per la parte attiva
che prese nelle congreghe Massoniche , alle quali si fe
ce strada, mercè quelle arti di negromante e d' imposto
re ; e con le quali predispose tante province alla sovver
sione sociale , che non guari dopo vigoreggiò nella mi
glior parte d' Europa. E quando, in tempi più a noi vi
cini , nel XIX secolo omai volgente, abbiamo veduto un
superbo melenso che solo sapendo pavoneggiarsi della
sua camicia rossa, e solo capace di sfondolare porte, già
sbarrate per l'altrui perfidia e per le cospirazioni, adorato
fino alla follia da turbe dissennate ; ed abbiamo veduti
non pochi , beffandosi di Santi e di sacre Reliquie , te
nere come oggetti di venerazione, menata fino alla fre
nesia, lo stivale di cotesto vegliardo sciagurato, e la pal
la che gli forò il piede ad Aspromonte : non più desta
meraviglia che nel fine del secolo XVIII, in gran par
te dell'Europa , venisse idoleggiato un furbo e nequi-
ioso venturiere , e gli s' innalzassero epigrafi, Divo Ca
gliostro ! Or le rivelazioni di lui contestarono quali fos
sero le condizioni della rea setta, e le idee che era pres
soché ad attuare. Ed egli trovavasi in condizione d'es
serne pienamente informato , avendone percorsi i varii
Stati , per le lunghe e per le larghe; e stando in cor
rispondenza con le Logge Massoniche di ogni graduazio
ne. Per quanto dunque venne indicandosi nel Processo,
compilato in Roma nel 1190 allorché fu messo in ar
resto > seppesi come le congreghe dei Massoni , nei
— 235 -i
varii Stati d' Europa , partivansi in due categorie; quel
la degl' Illuminati , detti altresì della Stretta Osservan
za , i quali professavano un' assoluta miscredenza, e col
prelesto di vindicare la morte dell' ultimo Gran-Maestro
dei Templari , intendevano direttamente alla distruzione
della Religione Cattolica e delle Autorità costituite; mentre
l'altra col titolo di Alta Osservanza, non così apertamente
procedendo, inorpellavasi in apparenti investigazioni della
natura, nella chimica e nell' alchimia. Non pertanto i tru
culenti riti , onde egli vennevi ammesso in una Loggia
di Londra , e che fu come il suo tirocinio nella Fram
massoneria , poteva tenere in su gli avvisi uno men dis
accorto , o di una coscienza meno improba che non era
quella di lui , tutt' altro dall' intendimento di fornelli e
lambicchi , esserne lo scopo supremo. Divero egli con
testò d' essergli convenuto sostare a talune pruove di co
raggio nella sala di ammissione ; e che tra l' altro, bal
zato di peso in aria, dovette abbrancarsi con la mano ad
una corda la quale era sospesa al tetto , e mantenervisi-
pendolo ; e che comunque una tale strana posizione non
fosse di lunga durata , nondimeno n' ebbe ad escoriarsi
quella mano : di più che bendatigli gli occhi, ebbe precet^
to di caricare una pistola , e quindi scaricarla alla volta
di sua testa; e che al suo rifiuto, dispettosamente strap
patagli di mano quell' arma micidiale , si venne al giu
ramento , non ristandosi da quella truce e ridicola ce
rimonia : giacché scambiatagli quella pistola con una
scarica , nell' atto della esplusione , altri lo percosse
nelle tempie , lasciandolo nello stupore di essere usci
to da quella pruova illeso. Dappoi il dissennato pas
sò all' altra categoria della Stretta Osservanza : ed al
l' Haya vi fu ricevuto nella Loggia che quivi era, sotto la
Volta d' acciaio , cioè passando per mezzo a due file di
Massoni i quali vi tenevano in alto le spade incrocic
chiate ; e v' ebbe inoltre l' onore di Venerabile e quello
di Visitatore con poteri illimitati. E gli avvenne altresì,
che mediante l'opera di sua moglie, da lui già indiritta
alla più riprovevole deboscia , e per istanze di quegli
236 —
Jihuninali à' Olanda, egli v' impiantò una Loggia per le
donne. Oltreché per le sue rivelazioni fecesi aperto, co
me la setta omai vigoreggiasse, egli avendo trovati Mas
soni e Logge di . entrambe le Osservanze, non meno nello
diverse città d'Italia, e tra esse anche in Napoli, che in
quelle della.Gcrmania, in Norimberga, Berlino, Lipsia, Dan-
zica , Koenisberga , in Varsavia capitale della Polonia ,
e fino in Mittau nella Carlandia; e che in luti' i mento-
vati paesi v' erano adepti, anche tra' più alti gradi sociali,
ed uno essere lo scopo di quelle Logge, la sovversione della
Chiesa e delle Monarchie ; di più che tra i Frammassoni
delle ultime due di quelle città professavansi le massime di
Swendenhorg; e che in mezzo a tanti elementi di dissolu
zione sociale, egli non omise di istituire a Mittau una nuova
Loggia di uomini e di donne. Ed è degno di conside
razione maggiore quello ch'ebbe a soggiungere, che
da Mittau passato a Pietroburg , altresì in quella capi
tale dell' Impero Russo vi avesse rinvenuti adepti dell'una
e dell'altra Osservanza in numero più vasto , che non
erano quelli della Polonia ; onde vedesi come l'antireli
giosa condotta di Caterina II ora andata a scardinare il
potere degli Autocrati del Settentrione : oltreché da
quei Frammassoni Russi egli primamente apprese come
i colpi della rea società per allora spingevansi , sopra
ogni altro , contro la Francia e Roma ; in questo rego
lati da un venturiero , al paro di lui , il quale facevasi
chiamare Tommaso Chimes , e che era stato in giro per
]' Europa, con diversi finti nomi, distribuendovi danari, al
l' uopo raccolti mercè le contribuzioni delle diverse Logge.
E soggiunge un fatto, che gli avvenne nel suo ritorno in
Germania, nella città di Francforl sul Meno, il quale dis
vela le condizioni, in cui per allora stavano i rei proponi
menti della setta; c che però credo rapportare con le
stesse sue parole, come leggonsi deposte in quel Proces
so di lui : Trovai i sommenlovati NX. che sono capi o
siano Archiviali della Massoneria della stretta Osservan
do degP Illuminati... mi portarono in loro compagnia
alla distanza di circa (re miglia dalla città; ed in-*
— 237 —
trodottici in una casa... ci trasferimmo nel giardino,
ove vidi una grotta artefatta : col beneficio di un lu
me ohe accesero , discendemmo unitamente in un sot
terraneo facendo quattordici in quindici scalini, ed en
trati in una camera rotonda , in mezzo della quale os
servai una tavola , che aperta vi vidi una cassa di
ferro , ed aperta anche questa cassa , vidi che nella
medesima si conteneva una quantità, di scritture , fra
le quali presero li suddetti due un Libro manoscrit
to fatto a guisa di Messale , in principio del qua
le era scritto : Noi Gran-Maestri Tèmplarj ete. e se
guiva una formola di giuramento , concepito con es
pressioni orribili e contenenti le obbligazioni di di
struggere tutt' i Tiranni. Questa formola era scritta col
sangue , ed v aveva dodici soscrizioni. . . tutte pur fatte
col sangue. Tali soscrizioni significavano i nomi de' do
dici Gran Maestri degV Illuminati... Da quel tanto che
essi mi dissero sul contenuto di questo Libro , ch' era
scritto in Francese , e da quel di più che io ne lessi
in qualche parte , mi assicurai maggiormente, che il
colpo determinato... era primieramente alla Francia,
con la caduta della quale doveva farsi il colpo per
V Italia , ed in particolare per Roma, che il Chine-
nes era uno de' capi principali, ch' erano nella trama,
e che la società ha gran quantità di danaro , sparso
ne' varii Banchi di Amsterdam , di Roterdam, di Lon
dra , Genova e Venezia , e che mi dissero perveniente
dalle contribuzioni , che pagavano in ogni anno cento
ottantamila Massonici , alla ragione di cinque luigi
per uno , servendosene primamente per il mantenimen
to de' capi , in secondo luogo per il mantenimento de
gli emissarii che hanno per tutte le Corti , ed in ter
zo luogo per il mantenimento delle Navi , e finalmen
te per tutli altri bisogni della setta, e per rimunera
zione di quelli che fanno qualche mossa contro i So
vrani. Rilevai altresì che le Logge tra V America e
V Europa . ascendono a ventimila , le quali nel gior
no di S. Giovanni sono obbligate ad inviare al teso
— 238 —
ro. pubblico detta setta , venticinque luigi d' oro.
i\on minori tratti di confidenza e festeggiamenti il fur
bo Massone seppe trarre dai settarii nella Francia , dì
quelli che aveva avuti dagli altri dell'Alemagna e di Rus
sia. A Strasburg non si appagò di trovarvi già impianta-!
la più di una Loggia della stretta Osservanza } ché ve
ne stabili un'altra, ascrivendovi uomini e donne, Cattoli
ci , Luterani e Calvinisti. In Bordeaux similmente si po-
se in relazione con molti di quei Frammassoni. Ma le
più balorde acclamazioni egH colse dai settarii di Lione,
dove non che fuvvi ricevuto sotto la Volta docciaio, in
una Loggia di alta Osservanza : ebbe piucché in ogni
altro luogo, l'agio di far pompa di sue ciurmerie, le quali
spacciava per la Massoneria Egiziana , egli intitolando
sene il Gran Cofto. Da Lione portatosi a Parigi, altresì in
quella capitale , in uno che vi aprì Logge , mediante le
ciurmerie medesime con cui associando te nere arti teur
giche all' empietà dei Frammassoni , traeva nei lacci
miseramente eziandio molti Cattolici ; non lasciò di aver
vi relazione con gli altri Massoni di più antica ascrizio
ne. Ma dappoi venendone espulso , perché scoperto in
fragranza di frode vituperevolissima,* ciò non impedì che
la setta avesse per lui tutta la fiducia , come di uomo
sommamente adatto ai tristi proponimenti ! Quindi in
Passi ebbe visite del Cbimenes e di un altro Massone
di stretta Osservanza , che interpellatolo su le condi
zioni della Francia , gli disvelarono come e»si maneg
giavano per eseguire la vendetta dei Templarj , diri
gendo principalmente le mire contro la Francia e V Ita
lia, ed in particolare contro Roma (1). Egualmente, che
(1) È sempre che contro Rama vanno a rompersi le furie dei set
tarii in ogni età; chè solo nella vita, di che vigoreggia il Cattoli-
t'fsrho , la Frammassoneria , al paro di tutte le altre sette, le quali
la precedettero , incontrava un potente ostacolo ai suoi perfidi dise
gni ! Pero il Mercier , che per quei tempi Del libro intitolato i* anno
2440, sotto colore di sogni e di visioni andò rivelando i voti ed i rei
proponimenti dei Massoni, non che il piana predisposto nei loro antri
tenebrosi , onde giungere alla dissoluzione sociale ; con empie non
meno che fanatiche espressioni gridava : O Roma , quanto ti abomi
no ! Provino tutti i cuori , accesi da un profondo odio, lo steùo or
— 239 —
in Lione ed in Parigi, fu accolto dai Massoni di Londra,
dove per questa seconda volta , come uno dei corifei
della setta , venne ricevuto nella Loggia Madre. E qui
vi, non che in altre parti dell'Inghilterra non mai la
sciando di caldeggiarvi il proselitismo settario a furia di
ciurmerie; non dimenticavasi di aggregare alle tenebrose
conventicole , oltre agli uomini , altresì donne di per
duta morale. Continuando poi le sue escursioni, e sem
pre nel medesimo scopo, ovunque rannodando relazioni ,
e conferendo per T oggetto con i consettarii delle diver
se regioni, per gli Svizzeri, Basilea e la Savoia , vali
cate le Alpi, fu nel Piemonte e nel Genovesato: e quindi
passando nella Venezia , per Verona e pel Roveredano
giunse sino a Trento. Questa città può dirsi che fos
se l' ultimo punto di sue Massoniche escursioni; giac
ché di là dirittamente portatosi in Roma, mentre in ogni
altro luogo eragli riuscito gabbare tanti gonzi , e poten
temente promuovervi i nequitosi intendimenti della Fram
massoneria , mercè le sue frodi , i suoi ladronecci, le
sue lascivie e le sue stregonerie; nella capitale de\ Cat-
tolicismo venne conosciuto per quel ch' era , e merita
mente dannato a perpetuo carcere nella Rocca di S.Leo,
di là a qualche anno vi finì miserevolmente la vita , ac
cecato nelle sue aberazioni. E seppellitone il cadavere ,
come un animale , fuori sacrato, allorché poi , nel 1*391,
vi vennero le orde repubblicane di Francia, tra loro no
partirono le ossa , e gavazzando nelle scellerate loro or-
gie , in mezzo alle più rabbiose bestemmie , trincava
no nel sozzo cranio (1).
Le avventure del sedicente Cagliostro e le rivelazioni

rore che io ho pel nome tuo) Egli non era che troppo avvedato, da
non conoscere come la setta anticristiana di leggieri sarebbesi sbaraz
zata di quell'avanzo di Cristianesimo ch'era tra' Protestanti ; ma che
i suoi sforzi sarebbero riusciti al nulla contro la Chiesa Cattolica.
É troppo i Cuori educati negli antri della Massoneria , per allora , e
poi inslno ai nostri tempi , Con la voce e con i fatti ripetono l'eco
medesimo; incominciando mai sempre dal voto del Mcrcier e dei con
settarii di allora, precedentemente espresso in quel libro, II Pupa
spogliato dai suoi Siati, è ridotto al titolo di Vescovo di Roma !
(tj Memone particolari.
di lui gillarono non poca luce su 1 immensa cospi
razione anticristiana, distendentesi omai dalle sponde del
Tamigi all' estremo confine della Finlandia. E però esse
potevano mettere su gli avvisi anche i meno accorti, ed
assai più che le opere sacrileghe ed antisociali, le qua*
li andavansi già svolgendo negl' inizii della rivoluzione
Francese. E sembra che per quell' epoca , la Massonica
fosse distinta generalmente in tre graduazioni, dei Garzo
ni, Lavorieri c Maestri (1). V'erano di più i Cavalieri
Scozzesi , e tra questi i Cavalieri di S. Andrews che vi
andavano distinti come di un grado maggiore, i quali po
trebbero essere stati, come di una categoria superiore ai
semplici Maestri (2). Oltrechè noveravasi altro grado Mas
sonico nella società , col nome di Kadoski (3). E pri
ma delle istituzioni del Wchi?saupt, tra i gradi settarii tro-
vavansi i Martinistì e gli Eclettici (4). In fine , ad un
tempo che il Conte Cagliostro nulla lasciava intentato ,
onde riordinare l' Illuminismo nelle laide forme della
teurgia Gnostica , mercè la sua Massoneria Egiziana }
un coitale Dottore Jahnn facevasi a capo di un' altra di
visione di Illuminati in Alemagna , che s' intitolavano i
Cavalieri neri (5). Non pertanto sarebbe opera perduta,
il divisamento di tener dietro alle variazioni particolari
di una rea società , nella quale più o meno latentemen
te tendevasi ad uno scopo comune di empietà, sotto gli
stessi capi , e strettamente collegati tra loro , i mem
bri , per ligami di arcano significato , che nelle diverse
Logge indicavansi con particolari emblemi , come del
l' astuzia della volpe , dell' imitazione della scimia ,
della ferocia del leone, della piacevolezza della colom-
ba, della scambievole caritàdel pellicano (6). Quello che
(1) V Ordre des Francs-Mugons trahì. Amsterdam 174S.
(2) Gradì dei Maestri Scozzesi. Stockolm 1784-
(3) Montjoie Histoire de la conspiration du Due d' Orleans.
(4) Seguito degli errori e delle verità , scritto da un Filosofo inco'
gnito. Èdimburg. 1782. — Regole dell'Associazione degli Eclettici
Francfort , 12 Mag. 1773.
(5) Des sociétés sècretés en Allemagne , et en d' autres contrées.
Paris 1810 , pag. 81.
(6) Privati Nuovo Dizionario , Artic. Muratori.
_ su -
può dirsi, Senza tema di andare lungi dal vero , è che
tutte queste variazioni) o quasi tutte , andavano a fon*
dersi nell' Illuminismo, o almanco vi si erano sommes-
se affine di riceverne la direzione. La proscrizione
medesima , seguita in Baviera , poco o nulla tolse al
proselitismo settario ; stanteché i corifei Illuminati ac-
colli'con interesse in altre parti della Germania , po
tettero non che sottrarsi a quella proscrizione , e met
tere in salvo , per la miglior parte , gli scritti origina
li della setta, nltresi aver agio di contmuare l'opera ne
quitosa ed anticristiana. Il Weisshaupt stipendiato a Gotha
da quel Duca, con un' annua pensione di scudi mille, fu al
caso di spingerne, e con non minore energia di quanto
aveva fatto per lo innanzi, i principii, e promuoverne l'orga
namento. E gli scritti pubblicati da lui, dopo le peripezie
sofferte in Baviera, non che quelli che i rivoltuosi di Fran
cia dettero fuori nell'ebbrezza del loro triónfo, disvelarono
1' appoggio dell' Illuminismo Alemanno alla sovversione
universale dell'Europa. Il ch. Carlo-Luigi De Haller cita
«ll' uopo più di uno di quegli scritti del caposetta e del suo
fido discepolo , Barone Knigge , nei quali eglino non pe-
titavansi propalare , come in certe circostanze i superio-
ri dell'ordine si ritireranno lontano ; e che mercè una
tale strategica , i più distinti tra essi dovessero porsi
in salvo dal naufragio, rimanendo nondimeno indestruU
libile V ordine (1). E questa indestruttibilìtà , per pii
di una volta in allora , videsi sussistere , a malgrado
che i suoi superiori si fossero ritirati lontano. , Dive
ro succeduto a Giuseppe II il fratello Leopoldo , allor
ché la setta si avvide come questo Principe operasse
a ritroso di quanto si era procurato precedentemente
fargli operare nella Toscana ; tosto con le sue solite
arti di falsare la pubblica opinione , mutò gli elogii ,
per lo innanzi prodigatigli, in vituperi. E però quel nuo
vo Imperadorc venne indicato come un Sovrano debole
e mediocre , soltanto idoneo a reggere un piccolo Stato,
ma non punto adatto al governo di una grande Stonar
ti) Haller Restaurazioni della teienxa politica , t»m. I , eap, 7.
Tom. J. 31
- m -
chia, come è quell'Austriaca. E la sua morte improvvisa,
avvenuta per lo appunto in tempo che i rivoluzionarii
di Francia gl' intimarono la guerra , e preconizzata dai
loro Giornali ; disvelò come non fosse mal fondato il so
spetto di avvelenamento , per timore che egli non riu
scisse a mettere in isconcerto i divisamenti di una so
cietà scelerata, e da lui pienamente conosciuta (1). 0l*
trechè il medesimo De Haller , su le rivelazioni delle
opere settarie che in tempo della rivoluzione France
se si videro pubblicate ncll' Eudemonia , nelle Lettere
di Mauvillon , nelle Memorie del Generale Citatine ,
narrò come rotta la guerra a quella repubblica atea
dalle Potenze alleate , una secreta deputazione venne
da Mngonza all' armata dei repubblicani , offrendogli
jn nome della società degl' Illuminati, la resa dì quel
la piazza forte, e di facilitargli i mezzi, onde venisse tol
to qualsiasi ostacolo che per avventura potessesi frap
porre (2). Quale meraviglia dunque , che non tornando
sì facile per allora abolire la censura su la stampa negli
Stati di Casa d'Austria, la setta ponesse ogni arte ad impa
dronirsene , affine di esercitarla esclusivamente a proprio
vantaggio. Nella stessa Vienna, in tempo che Francesco li
combatteva la rivoluzione con le armi , t furono proscritte
con sommo rigore le Memorie del Giacobinismo del Bar-
ruel , il Trionfo della Filosofia e Y Eudemonia ; mentre
l'Alemagna formicolava di Giornali, Gazzette letterarie ed
altri scritti periodici, compilati allo scopo di favorire le
(1) 11 Corriere di Strasburg , Giornale rivoluzionario di quell'epoca,
in Art. Vienna, 26 Febbraio 1702 , dappoiché in frasi enigmatiche
diceva che la sorte di più milioni di persone dipende da un boccone
di pasticcio , o dalla rottura di una piccola vena ; vi aggiungeva
in modo più esplicito , non dopo molte linee, che a rompere la unio
ne dell' Austria con la Prussia , per allora intese ai preparativi della
guerra contro la Francia rivoluzionaria, non v' è bisogno che di una
indigestione , di una goccia di sangue stravasato! L'Imperadore Leo
poldo mori avvelenato il di 1 Marzo detto anno, e Gustavo-Adolfo III
Re di Svezia venne assassinato nella notte del 15 al 16 del mese me
desimo 1 É sempre una la storia della Massoneria , perfidie tradi
menti assassinii regicidii empietà sacrilegir ; mentre che la inno-
I centina congrega vuoisi mai. sempre darsi a credere ai gonzi come
una unione di uomini , benefattori delia umanità/
(2) Oper. «fot. *?£>
t
*r 243 **
dottrine rivoltuosè ed empie, ed in quel senso dominante
che dicevasi Aufklarung ( progresso dei lumi). Però èra
Consentito calunniare, insultare e calpestare tutte le Au
torità, ecclesiastiche e civili, tutti gli ordini sociali; mi
i seltarii ed i loro partegiani dovevano essere inviolàbi
li (1) | E conviene dire piucchè la Francia, la Germania1
e le province confinanti trovavansi preparate alla univer
sale dissoluzione della Religione e della Società : e fu
il carattere degli Alemanni , attacatissimi per sistema!
alle loro antiche abitudini, anzi che qualsiasi altro moti
vo ; che le fiamme devastatrici della rivoluzione non vi
divampassero al paro di quanto si vide nella Frància. Qua
si ad un tempo che vi compariva l' Illuminismo, e forse»
non erano che sue invenzioni, si videro i Philantropius t
forme di collegii, in cui procuravasi istituire la gioven
tù nella irreligione e nell' odio a qualsiasi dipendenza.
Ed il Basedow non altro intendimento dovette avere con
la fondazione di cotali istituti , che quello di dare alla
Società uomini testardi e semiselvaggi , i quali a sua
tempo potessero spezzare tutti i vincoli che li circon
davano , avendo in conto di una carcerè anche la vol
ta del ciclo. Dessau, Marschalins , Heildesheim ed al
tri luoghi ebbero tra le loro mura, alcune di quelle ca
se filantropiche , che finirono dappoi in maniera lacri
mevole. Oltrechè V Unione Germanica fai XXII, con quel
gran numero di adepti e dipendenti, aveva acquistata una
• (1) Se qualche autore insegna in un libro stampato , e posto sot
to gli occhi del pubblico, una dottrina fole , che comunque vera, non
vada di accordo col nostro sistema di educazione degli uomini , è
d' uopo che presto fosse guadagnato l' autore , ovvero discreditarlo :
Spartaco e Filone , Grad. di Principe , pag.16%.—Questa strategica
settaria erasi veduta prima ia Francia , dove i sofisti riuscirono ai
ottenere, prima anche della rivoluzione, che I' Autorità sopprimesse
la Critica su l' Enciclopedia del Berthier , la Critica dello- Spirito
delle Leggi del Du-Pin , i Filosofi e V uomo pericoloso del Pellissot,
il Giornale dell'Abate Royon. E di più De Brienne , quando era Ar
civescovo di Tolosa , fece ogni sforzo affine di persuadere 1' Abate
Proyart , di bruciare il suo manoscritto della Storio del Delfino, pa
dre di Luigi XVI; lino ad offrirgli un Benefizio ecclesiastico in ri
compensa : ina questi essendosi rifiutato , non potè indurre veruno
di ' >>brai di Parigi ad assumerne il carico della pubblicazione: Haller
Oper. citat, - ; :t
i
— 244 —
Influenza estesa per un altro verso, mercè le suo congreghe
letterarie, insin dal 1180 incominciatesi ad impiantare in
tutte le province dov' era in uso la lingua Tedesca. E per
l'Olanda, nel 1185, cotali congreghe giù si erano tras
formate in Comitati rivoluzionarii che favorivano le in*
astoni delle orde repubblicane di Francia. Wan-dernot col
jientito nome di Gobeiscroix era a capo delle Logge Mas*
soniche in quelle Province-Unito e nel Belgio. E per quei
tempi la sola città di Amsterdam giungeva a noverare qua
ranta di quei convegni settarii nei suoi recinti: le case Re-
scier, Condera e Rocherau,di unita all'Ebreo Sportas, mo-
stravansene valevolissimi promotori, e le loro relazioni «i
estendevano in Nimenguc, Utrecht e Bergopzou(l). Quin
di pel complesso di tutli questi fatli , sulHcientemente pò-
trebbesi spiegare come la rivoluzione Francese incontrasse
una sì rapida ed universale approvazione presso le regioni
confinanti. E non altrimenti saprebbe intendersi quella sì
perfetta somiglianza di principi i c di forme tra i Giacobini
della Francia e gl' Illuminati Alemanni.
Ma sembra che dapprima lo svolgimento della rivoluzio
ne fossesi voluto iniziare tra le popolazioni Slave degli Sta
ti Austriaci, adoperando all' uopo le disaccorte innovazio
ni di Giuseppe li ; e di là poi menare la scure alla base
dell' ordine religioso e sociale nelle altre Nazioni dell' Eu
ropa (2). Nondimeno rimane ignota la causa , per cui

(1) Barraci Memorie eee. tom. V, eap. 2. — Trionfo della Filoso


fa , tom. II. — Haller Oper. citat. E quesf ultimo ch. scrittore ci
tava all' uopo la testimonianza della Gazzetta letteraria di Gotha, la
quale come foglio della setta , era in posizione , meglio che altri ,
d' indicare un cotale accordo , comunque non lo venisse .disvelando
se non in maniere inorpellate- Di più ulteriori documenti all' uopo
rinvengonsi nell' opera dell' Eckert , la Frane*Maconnerio dam sa
veritable significatian ecc.
(2) Quell' imperadore , nelle sue illusioni, non avvedevasi di favo
rire uno dei più perfidi divisamenti delle congreghe settarie. Le in
surrezioni della Transilvania e del Danaio di Temiswar l'anno 1784,
tendenti alla distruzione delle proprietà, ehbero imi' una la lisono-
mia con quello che fu veduto in Francia non oltre a quattro anni do
po ; chè altresì in quelle province Slave i contadini pretesero scor
razzare in quelle ribalderie , come poi si fece in Francia , per ordi
ne superiore ed arcano. E non un solo traito enigmatico si avverò
Delle varie fasi di quelle rivolte. Il Governo d'IIermestadl infingendo,
quella sovversione generale ricevesse in seguito una di
rezione diversa. Comunque poi vogliasi spiegare cotale
fatto , se pur tornasse possibile ; mai sempre rendesi in
contestabile come la logica delle passioni ha una potenza
naravigliosa a produrre dall' errore tutte le deformità ,
che questo raccoglie in seno. Quel Principe e quasi lutti
gli altri Sovrani dell'Europa, a lui contemporanei, si era
no avvisati che riuscisse a proprio loro vantaggio che gli
spiriti fossero avvelenici per la miscredenza ; ma era im
possibile , le menti fossero guaste ed in uno non rimanes
sero corrotti i caratteri ed i cuori (1).

WMnono Al CAPO VI DEI periodo h.

Allorché erasì inoltrata omai la stampa di questo /.°


Volume, mi avvenni in un pregevolissimo documento, pel
quale viemeglio si rende manifesto come la Frammasso
neria fosse figlia ed erede nequitosissima del Manichei
smo e delle sue propagini; non che come vengono disvelati
con una maggiore evidenza i rapporti tra le società se-
crete^ del medio evo e quelle dei Massoni dei nostri gior
ni. È desso , una lettera , indiritta nel 1243 a Giraldo
i timori sarti per quei fatti , non essere ponto fondati; ricusò inviar
vi aiuti. Ed altresì quando non più v'era mezzo di occultare le atro
cità dei ribelli , comauqua vi si spedissero alcune Milizie, purnondi-
meno nulla venne disposto , onde fossero repressi gli autori di que
gli assassini! e di quelle devastazioni. Che anzi eglino continuaro
no con pari oltranza , e seoza ostacolo alcuno ; di guisa che non vi
fu ragione ad escludere il sospetto , non forse i capisediziosi pro
cedessero di accordo con chi avrebbe dovuto adoperare la forza con
tro di loro. I soldati adivano i gemiti delle vittime, vedevano gl'in-
cendii delle case , e quei che vi mettevano il fuoco tra le loro Illa ;
e nondimeno la mancanza di un ordine qualunque li rendeva spet
tatori passivi di scene sì orride. Ed allorché vennesi a dare alle
Milizie I' ordine di una vera opposizione ai saccheggi ed alle carne
ficine , che Horja contadino Wallaco ognora andava rinnovetlando, gli
enigmi divennero più insolubili : nelle devastazioni di AbrudBanga.
gli assassini si videro in aperte relazioni con gli Ufficiali Austriaci:
Barruel Memorie ecc. tom. IL — Luquet De pericoli presenti della
Società, part. I , § XIII.
. (i) Nella stessa Vienna , capitale dell'Austria, in cinque mesi del
l'anno 1781, si pubblicarono con le stampe undicimila e settantadue
brouchuret antireligiose e rivoluzionarie : Haller Opcr- cùat. toni. I ,
afa
— 246 —
Arcivescovo dì Bordeauk da un tale Ivone di Narbona ,
e riferita da un autore contemporaneo , Matteo Paris, In
questa lettera egli deplorava tutti gli orrori , dei quali
si era reso colpevole , dissimulando la sua Fede con i
Patarmi e consettarii nell' Italia e nella Germania; e chiè-
dendo di essere ammesso a penitenza , si conforta nella
felicità ch' ebbe di convertirne molti tra essi. Adunque
si fa a manifestare , come essendo accusato di dare ne
gli errori di quei settarii , si avvisò cercare la sua sa-
Iute nella fuga. Quindi venuto in Italia , a Como trovi»
alcuni Patavini ;- ai quali rassegnando di essere un uo
mo perseguitato per la loro dottrina , fu accolto come
fratello. Per tre mesi trattenendosi in mezzo a loro, vi
Tenne trattato splendidamente e voluttuosamente , impa
rando ogni giorno assai di quegli errori , ai quali face
va le viste di consentire. A forza di beneficenze , P ab*'
bligarono di promettere loro , che dovunque gli tornas
se conversare con Cristiani , avrebbe procurato costante
mente di alienarli dalla Religione Cattolica. E tasto che
n' ebbero da lui giuramento , incominciarono a scoprir
gli i proprii arcani; e tra P altro, che da varie città della
Toscana e quasi da tutte quelle di Lombardia eglino avo-
vano cura d' inviare a Parigi alcuni discepoli docili,
ì quali vi si dovevano formare a tutte le sottigliezza
della Logica ed alle quistioni Teologiche , per servir-
sene a mantenere i loro errori... e che di più avevano
un gran numero di mercatanti, i quali spedivano col
medesimo intendimento di pervertire i doviziosi laici e
quanti altri fosse riuscito loto di trattare , seco man
giando e conversando; e di tale maniera, per la varietà
del loro commercio , da una banda si arricchivano
dell'altrui soldo, e dall'altra banda ne pervertivano le
anime. Dappoi soggiunge che accomiatatosi dai Patarini di
Como, fu da essi inviato ai loro consettarii in Milano. Ed
in tal guisa avendo percorse le città della Lombardia
lungo il Pò , sempre tra' Patarini, in ogni incontro ncl-
Pallontanarsi ricevendo segni per essere riconosciuto da
gli uni agli altri ; non li riconoscendo uè facendosi ri-
— 241 —
Conoscere, che mércè cotali mezzi tenebrosi. Quinci pas
sato a Cremona (1) » ed altresì «juivi egli infingendosi
di loro consorteria; da quei settarii che Vi stanziavano, del
pari ebbe laute accoglienze. E dimoratovi per tre giorni»
con la permissione dei medesìmi> ed accompagnatosi ad
un tetto fratello laico s sì avviò per i canali di Aqui*
ìea a Erisae, anche là fermandosi presso alcuni fratelli.
Ma il giorno dopo scappatogli quel fratello , e rimasto
solo senza sapere dove andasse , pigliò la volta della Ca*
rinzia, e prese albergo a Neustadt nell' Austria, presso ì
Beguini. E termina questo racconto con dire : Rimasi
nascosto per alquanti anni nella vicina città dì Vienna
e net luoghi circostanti , vìvendo nella incontinenza ,
ma convertendo molti dall' errore dei Patarini (2).
(1) Net testo è ripetutamente messa Cremona; ma soggiungendovìsi
tppidum in Foro Julii cileberrimùm , dà fondato sospetto, non vi sia
incorso errore, ed altrimenti essere stato nell'originale, Clemonam,
eh' è l'antica Claudia Emonia alle falde detle Alpi- Giulie , le quali
sono dappresso Aquilea. E divero Clemona e Glemona'ia detta da
Quattro secoli , ed oggidì Gemona\ Tanto prfi che lvone accenna di
essere transitato in Germania, per i Candii di Aquilea, che sono le vie,
per le quali s' interna in quelle Alpi orientali ; e che han nomi di
Canal di Ferro , Canal di Celina, Canal di Agordo e Canal di Bren^
ta. D' altronde Cremona in Lombardia non punto può dirsi città del
Friuli, e da questi Canali è in una notevole distanza; Fedi Liruti
Notizie del Friuli , tom. I, pag. 251.
(2) Accusatus quondam , ut nostis , ab aemolis tneis Magistro Ro
berto de Curxan , Romanae Curiae (une legato, super haeretioa pra-
vitate , non conscientiae scruputum , sed causae turpitudinem erube-
scens , judicium declinavi, et hoc ipso fuctus suspectior. Audilis igi-
tur iltius authentiei viri vomminationibus , fugi a facie persequentis.
Multai proinde compulsus circuire provinciàs , Paterinis in eivilato
Cumea commorantibus conquerendo narravi, qualiter pro fide eorum,
quam Deo teste , numquam didiceram vel sequebar , praecipitatis in
me sententiis exulabam. Hoc illi o/adito , gavisi «uni , et me felieen
censuerunt , eo quod persecutionem propter justitiam tolerassem. Et
ibidem apud eos tribus mensibus splendide ac ooluptuose procurabar,
et multos quotidie errores , imo potius horrores , quos cantra Fidem
ApostoliCam asserebant, audiens subticebam. Meque beneficiis obliga-
runt ad promittendum sibi , quod ex (une Christiunis , cum quibus
tnorosum possem habere colloquium , praedicorem persuadendo quod
in fide Petri neminem continget salvati , et hanc sententiam pertina-
citer edocerem. Bpcque mihi fide interposita pro mittenti , sua coepe-
Tunt secteta detegere , perhibentes quod ex omnibus fere civitatibus
Lombardiae et quibusdam Tusciae Parisius docìles transmisissent scho-
laret , quosdam Logicis cavillationihus , alios etiam Theologicis dis-
sertationibus insudantes, ad astruendos ipsorum errores et professionem
— 248 —
Adunque è mai sempre la setta medesima dello Schia
vo Curbico , la quale con organamento arcano c subdo
le forme , ha per ultimo fine un odio furibondo con*
tro l' Uomo-Dio Crocefisso, la Religione di Lui e le Au
torità costituite. Estinta una prima rotta nell' Occidente,
vi arriva di nuovo dall'Oriente nel medio evo, 'e vi si
fortifica con nuovi principii e massime nequitose. I se-
eoli ed i costumi variano le forme , modificano le opi
nioni; ma rimane la essenza. Mai sempre è una pretesa lu
ce da spargere, mai sempre è l' opera scclcrata di abbatte
re 1' impero dei supposti tiranni religiosi e sociali ,
Pontefici , Sacerdoti , Re ; affine di rendere al popolo
quella libertà che non soffre la Religione di Gesù Cri
sto , ne le Autorità sociali. I gradi dei misteri settarii
si moltiplicano , le precauzioni vengono reduplicandosi ,
onde non venissero alla conoscenza dei profani; ma sem
pre 1' ultimo dei giuramenti è l' avversione ai Re, al Cri
stianesimo., a Dio.

Apostolieae fidei confutandam. Multa» etittm meteatotes hae intentìo*


ne mittunt ad nundinas , ut pervertane divites laicos commensale! et
hospiteS , cum quibus loquendi familiariter indulgetur facuttas , ut
tnnltipliciter negotiantes , aliorum sibi pecunias hinc sibi luerentuf ,
inde animai nihilaminut thesaurizent Antichristo. Cumque a prandi*
etis fratribus degeneribus lieentiam peti$$em, miserunt me Medio lanum ,
a suis conprofessoribus hospitandum. Et sia omnei pertransiens civi*
tates Lombardiae circa Padum , sempet ìnter Paterinos , semper in
recessu accepi ab aliti ad alias intersigna. Cremonam tandem per*
veniens , oppidum in Foro lulii celeberrimum , nobilissima L'aterina*
rum bibi vina , rabiolas et ceratia et alia illecebrosa comedens , de*
eepiores decipiens , Patcrinumqae me profltens , sed Dea teste , fide <
elsi non opefis perfezione, Christianus existens. Cremonaeque per tri*
duum commoratus , accepta licentia a Complicibus , sed malediclione
a quodam ipsorum Episcopo , cui suspectas erara , postmodum ut au*
divi, pro quadam foTnieatione ab eis dejecto, nomine Petro Gallo, in.
de cum quodam fratre laico , canales Aquìlegiae sum ingressus pere-
grinans , et transmigrando ulterius, in oppido apud Frisse jacuimut
apud fratres. Sed ab eodem fratre postea mane solus relictus , Carin-
thiam pertransivi solivagus , ac deinde in quodam oppido AOstriae
quod Theutonice Neustat dicitur , idest nova civilas , inter quosdam
novos religiosas , qui Beguloi vocantur, hospitabar. El inproximaci*
vitale Wienna locisque circumjacentibus aliquot annos delitui, operi
eonfundens , heu heu, bona et mala , vivens enim, diabolo instigan*
te , satis incontinenter , animae meae noxius adoersabar ; multos ve*
fumtamen ab errore Patcfinorum revocans jam saepius memorato: Ma*
liuti Paris Binar, mvjor, Anglur, in Bonrico Ul, ann. 1%4S,
INTRODUZIONE
PERIODO PRIMO : Lo Gnosticismo ed il Manicheismo nel primi
sei secoli dell'Era Cristiana.. 7
Cap. I. Le società secrete presso gli antichi popoli dell'Asia —
In Roma in tempo della Repubblica e degli Imperadorl —
Svolgimento di loro azione per lo Gnosticismo iiK
Cap. II. 1l Manicheismo è il mistero d'iniquità, predetto da
S. Paolo — Tratti identici , che presenta , con la odierna
frammassoneria ... 13
Cap. 111. Rigori degli Imperadori di Roma contro il Manicheis
mo — I Priscillianisti , nuova trasformazione della setta —t
I Manichei si propagano nell' Africa , in Roma e nella Spa
gna t e turpi loro costumi . . 18
Cap, IV. Abominazione universale in cni venne il Manicheis
mo — Esso generalmente è proscritto , come una setta scel
lerata , e cospirante avverso alla sicurezza degli Stati ed alla
tranquillità sociale . • .39
PERIODO SECONDO : I Manichei nel Medio Evo 33
Cap. I. Il Manicheismo prende nuove forme nell'Impèro d'Orien
te — Pauliciani d' Armenia — Borgomili della Bulgaria . . ivi
Cap. II. Il Neomanicheismo si mostra nella Francia ed in Italia. 36
Cap. HI. Conformità del Neomanicheismo con quello più an-.
tieo — Condanna di esso — Ulteriori sue diramazioni nelle
Fiandre , nella Germania , e sopratutto nelle province meri
dionali della Francia, 42
Cap. IV. I Neoinanichei in Inghilterra —. Loro ingrandimento
per le diverse province dell' Italia 49
Cap, V- Dall' Italia i Neomanichei si propagano nella Svizzera
e negli Stati occidentali e meridionali dell' Alemagna — Ad
no tempo si mostrano altresì nelle diverse province della Spa
gna — Aumentano di proseliti e di oltranza nelle diverse
province della Francia — Crociata contro dei medesimi . . 89
Cap. VI. Avanzi del Neomanicheismo- nella Francia meridiona
le — Neoinanichei nella Bosnia — Oltranza dei settarii d'Ita- :
lia in Brescia, Milano, Siracusa, Roma e Napoli —. Sledings
in Germania — Un Gonfalonieri ed un Porro assassini di
S. Pietro Martire — Condizioni in cui per allora versavano
i settarii nell'Italia e nella Spagna — Dolcino e suoi seguaci. 74
Cap. VII. I Neomanichei nel medio evo presentano tutti i ca
ratteri dell' antico Gnosticismo , non che le massime profes
sale dai Manichei dei primi secoli — Scrittori che oppugna
no la setta, Ermengardo , Eherardo, Alano di Lille, Geroho
di Ratenpuch , Buonaccorso , Gregorio e Maestro G. — Fra
te Moneta da Cremona e Frate Raniero da Piacenza Dome
nicani , . . . w ............... 85
Cap. Vili. I Templari — Depravazione di quest'Ordine e sna
professione di Manicheismo —t Abolizione del medesimo —
I più nequitosi avanzi di quei Cavalieri s' innestano alla
Frammassoneria 96
PERIODO TERZO: La Frammassoneria 109
Cap. I. Scelerate propagini del Neomanicheismo nel secolo
XIV — Increduli nell' Italia a tempo del Petrarca — I Wal-
desi delle Valli del Piemonte confederati del Neomanicheis-
mo — Berloti , Barbotani , Barbozali , propagine dei Cata-
Ti e dei Patarini — Neomanichei nella Bosnia .... ivi
Cap. II. Origine dei Frammassoni — Contaminazione di loro
congreghe mercè il Neomanicheismo — Ree influenze che po
tettero avere quelle congreghe tra i Wiclefiiti e gli Hussiti—
Loro solenne atto di apostasia dal Cristianesimo — Il libro
De tribus impostoribus — Cavalieri Rosa-Croce 114
Cap. HI- Le Logge Massoniche si propagano nell'Inghilterra—
Loro prime fondazioni nella Francia ed in altre parti del
l' Europa — I Sovrani Pontefici Clemente XII e Benedetto
XlV condannano la Frammassoneria — Essa è proscritta al
tresì in molti Stati — Ulteriori sue propagazioni .... 126
Cap. IV. Cospirazione in Francia contro la Religione — Vol
taire , Longue , Madama Huber , Marchese d'Argens , Mon-
. tesquieu , Elveze , La-Mettrie , Tuissant , Maillet , D' Alem
bert e Diderot primi autori dell'Enciclopedia, l'Abate De
Prades , il Barone d' Uolbach e sua empia congrega , Bus-
seau 133
Cap. V. Cause che resero in Francia , l'incredulità baldanzo
sa , « sopratutto la corruzione di costumi dominante nella
Corte di Luigi XV — Dal Voltaire è oltraggiato turpemente
' il Marchese De-Pompignan , perchè zelante difensore della
Religione — Persecuzione contro i Gesuiti e gli altri Ordini
religiosi — La Frammassoneria , suoi rapidi progressi , e
suoi apparecchi alla rivoluzione di quel Regno 145
Cap. VI. L' irreligione in Germania incontra un potente protet
tore in Federico II Re di Prussia — Nondimeno sue origini
essa ripete in quella contrada dal Protestantismo e dal So-
cinianismo , venutisi risolvendo nel Deismo — Biblioteca Uni
versale Alemanna del Nicolai — Razionalismo teologico —
Berrnuthiani e Swendenborgiani — L'incredulità si propaga
altresì tra gli Ebrei Alemanni — Filosofia Kantiana . . . 156
Cap. VII. Innovazioni antireligiose nella Monarchia Austriaca—
Spirito di eterodossia dominante in alcuni del Clero dell' Ale-
magna Cattolica 167
Cap. Vili. Il sovvertimento delle idee religiose nell' Alemagna
ed il favore che l'incredulità ottenne presso quei Principi ,
furono cause valevolissime della diffusione della Frammasso
neria in quegli Stati — Unione Germanica del Barhdt —
Weisshaupt autore dell' Illuminismo — Rapida propagazione '
di questa nuova forma Massonica — Assemblea generale dei
Frammassoni di tutta 1' Europa in Wilhemsuadi — Proscri
zione del Weisshaupt e dell' Illuminismo nella Baviera . . 174
Cap. IX. Organamenti costitutivi dell' Illuminismo — Arti ado
perate per la sua propagazione , non che nell' intendimento
della dissoluzione degli ordini religiosi e sociali .... 189
Cap. X, Progressi dell' incredulità e della Frammassoneria iu
Polonia , in Russia , in Danimarca ed in Isvezia — In par
te ne restano vittime altresì il Portogallo e la Spagna - . 108
CAP. XI. La Frammassoneria si stabilisce nelle due Sicilie, ed
il Principe di Sansevero n' è il Gran-Maestro — Alla rea
setta n' è spianata la via per la Storia del Giannone— Im
proba condotta del Ministro Tanucei — Loggia Massonica
scoperta in Napoli , statuti ed organamento di essa — Con
tinuazione delle ostilità alla S. Sede per parte della Corte e
del Ministero Napoletano — Ecclesiastici che favoriscono in
Napoli cotali ostilità — L' Abate Galiani ed empietà di lui . 209
Cap. XII. Nere opere della setta nel Ducato di Panna , nella
Repubblica di Venezia, nella Lombardia Austriaca, nel Gran-
Ducato di Toscana , nella Repubblica di Genova e negli Sta
ti Sardi 228
CAP. XIII. La Frammassoneria istituisce una Loggia in Ro
ma — Avventure del sedicente Conte Cagliostro e sue im
probità — Forme Gnostiche e Manichee dell'Illuminismo e
sette affini — Mezzi adoperati per i Frammassoni di tutta
l'Europa, onde predisporre la rivoluzione in Francia — I
primi conati dei settari! vengonsi manifestando nelle provin
ce Slave dell' Impero Austriaco 232
Supplimento al Capo VI del Periodo li 245
Li FRAMMASSONERIA

FIGLIA ED EREDE

DEL MANICHEISMO

PER

Sacerdote del clero napoletano

TOMO IL

NAPOLI
PRESSO ANGELO DELLA CROCE
PER LA VEDOVA MIRANDA

186G
PATER SANCTISSIStB

Cura meas qualescumque elucubrationcs in sacram Pfea-


politimi historiam, tresdecim abhinc annis, laeto vullu
susceperis, quidquid laborum aique vigiliarum mearum
Pontificali Molestati Tuae nuncupaturus processerim ,
numquam abjiciendum in spem erigebar. Hac igitur fre-
tus confidentia, iterum corani Majestate Tua sisto , et
ad sacratissimos pedes Tuos pervolutus , profeeto non
dubitarcm , quin has opellas Tibi offerri facile siveris,
nipote meum animum mentemque demonstrantes, ad sa
crosanta Ecclesiae jura pro virili juvanda tuendave
mancipatas , nisi pavor terreret ne vulnus pientissimi
Tui cordis recrudesceret ex tot maleferiatorum hominum
in Tui atque Apostolicae Sedis Dignitatem sacrilega im
pressione , qua impio ausu Divina humanaque omnia
susdeque in praeceps mere conantur. At si quae alia
animum meum erigunt , et quodammodo audaciorem

ptae erga Te praesentissimi numinis documenta , tum


alias saepe numero, tum hisce nequissimis temporibus ;
quibus futuram et luculentissimam de Ecelesiae hosti-
bus victoriam propediem obtinendam confidimus. Vnde
hac spe certissime duetus, dum a Christo Domino, Cu-
jus in terris vices geris, omnem gratiae plenitudinem
in Te praestolor , Pater Sanetissime , Tuam Apostoli-
cam Benedietionem ut in me meaque studia impartia-
ris summopere oro et obtestor.
Dabam Neapoli , 15 Januarii , die festa Cathcdrae
S. Petri Romae , anno 1866.
Bumillimus inter CatlioUcae Ecclesiae filiot.
Aloisius Faraseandelo.
Con questa mìa , mettevo ai piedi del Santo Padre ,
Papa Pio IX , i presenti miei studii su la Frammasso~
neria e nequitose sue origini, di unito ad altri opusco
li storici, dettati per questi anni, alfine di disvelare l'abu
so , che la rivoluzione ebbe fatto della Storia ecclesia
stica a tutela dei suoi errori. Ed Egli , con non mino
re benignità di quella con cui altra volta accolse le Me-
morie Storiche- Critiche-Diplomatirhe della Chiesa di Na-
poli , degnavasi rispondermi in testimonianza del suo gra
dimento per queste povere fatighe:

Recens opus tuum la Frammassoneria figlia ed eredo


del Manicheismo peropportumun censuit SSmus Domi-
nus Pius IX , et ejusmodi , cui assentivi cogantur itti
ipsi , qui eo maxime urgentur. Siquidem massonicae
seetae scriptores vetustatem nobilitatemque sui ordini*
laudaturi , non ottunde rcpeiunt cjus originem , quam
e sordidissimis haeresis fontibus , quos tu designas ;
sic ut rejicere omnino nequeant, quae, hisioria duce ,
demonstrare es aggressus. Et quoniam impiclas, fraus,
turpitudo praecipue ipsius haeresis notae fuerunt , fa-
teri coguntur , illos sibi adscivisse mores , quos tan-
topere extollunt. Ceterum collatio secreti, juris juran-
di , paenae resilientibus indictae, iniliationum , arca
ni solÌ8 eleetis servati , consiliornm, scopi , gestorum
veteris et neotericae familiae, ita filios parentibus as-
similant et exaequant , ut nemo sanvs de ardissimo
eorum necessitudine ambigere valeat. Odium certe Ca-
iholicae Religionis, rabidique et insani conatus ad fir-
missimam eam Petram convellendam , cui suam Chri-
stus inaedificare voluit Ecclesiam , consians fuerunt
semper utrorumque charaeter, et utrosque pariter ex pa-
tre diabolo esse osienderunt , ac desideria pairis sui
facere velie. Cui quidem rei nova confirmatio accessit
e libellis a te nuper refutatis per lucubrationes inscri-
plas il criterio della Storia dei Papi Re — la etero
dossia italiana ed il Papa Re ; tanta enim malignitete
patent , nequitia, fronde, ut eorum auetores incassum
hypocrìsìs fucum sibi obdmcre studuerìu!. Profedo qui
nondum omncm exuerit religioni» et pudori» sensum ,
nequìbit tanlam non stomachari foedilatem et impiela-
lem , antraque nefanda et scelestam sectam toto pecto*
re non execrari. Quamobrem elsi idem SSmus Domi*
nus suis impeditus curis vohmina tua nondum evolve
re poiuerit , Ma tamen habuit acceptissima, corumque
proposito , quod ex ipsa prima fronte assecutus est ,
commendato , me Ubi haec significare jussit , suoque
nomino gratulali, ac praecipuae benevolentiae suae pi*
gnus nunciare Benediclionem Apostolicam , quam Ubi
peramanter impertit.
Quo gratissimo munere dum liberissime fungor, pe-
culiaris observantiac meae aique existimationis testi-
monium Ubi exhibeo, cui pares semper ad pugnandum
vires et fausta omnia ac salutaria adprecor a Dea.
Tui , Perills. et Rude Dne Dm Obsme

Romae die 2/ Februarii 1866.

Addictiss. Obsmus famulut


Franciscus Mebcurelli
" SSmi Dni Atri ab epittolii latinti
Perillustri et Rdo Dno Dno Obsmo
Dno Aloisio l'arascandolo
Neapolim.
INTRODUZIONE

Patienter agit ( Dominl» ) propter vos,


nolens aliquos perire , sed omnes ad
poenitentiam reverti.
Il Petr. Ili, i.

Nell'atroce lotta, che è dato a noi vedere, dell'em


pietà contro la Religione , dell' ingiustizia contro il di
ritto , della fellonia contro la lealtà , della bestemmia
contro Dio , più di uno chiederà atterrito a se stesso :
Che vorrà diventare la Società condotta a termine di
avere quasi ad arbitri dei suoi destini i più sfidati
nemici di Dio e del Cristo suo ? E sembra che tale do-
vess' essere la inchiesta , omai che giustizia equità ,
fede pubblica , veracità , umanità ; quanto in somma è
più riverito in terra dagli uomini onesti e dalle Nazioni,
per una setta truculenta sono nomi vani, balocchi da con
culcarsi con una sfrontatezza vergognosa; ad un tempo che
illanguidito il senso morale, e per poco non spento, la
violenza ed il sacrilegio vanno equiparandosi alla legalità,
alla giustizia, di guisa che cooperare alle nequizie settarie,
non che lecito, si ha come cosa gloriosa, ed il non far nulla
per esse è colpa imperdonabile, delitto ! In un'epoca, in
cui la Chiesa Cattolica è aggredita in maniera spudorata,
il Vicario di Gesù Cristo vien combattuto , calunniato e
deriso dal furore, dalla fellonia e dalla viltà di tanti fi
— -
gli parricidi ; e che con una cinica audacia , la quale
non più sa camuffarsi in ipocrite pretese, altamente van
proclamando gli odierni mestatori; non siamo affatto a-
mici del Cattolieismo ; per noi la ipocrita ed illogica
promessa di volere abolito il potere temporale del Pa
pa , rispettandone V autorità spirituale, , pare una in
giuria alla civiltà. Quindi non si peritano asserire s
farsi un' opera mondiale , ben pih grande di quel
la della rivoluzione francese del 93 , abbattendo it
Papato , per isterminare affatto il Cattolicismo . L' Ita
lia ha questo scopo determinato , certo, grande quan
to sogliono essere le cose italiane, di atterrare il co
losso , contro cui non valsero nè Lutero, nè Calvino,
ne Arrigo VIII , ne la rivoluzione francese. Bisogna
finirla con Roma e con i Preti (1). E non forse più,
di uno si farà a chiedere , ma questo è proprio lo sco
po dell' anticristo ? Quando dunque l'essere Italiano per
cotestoro è tuti' uno che essere empio e gittarsi ad ogni
ribellione , spogliare la Chiesa , rimuovere di sua Sede
il Sovrano Pontefice , sbandeggiare ed imprigionare Car-
dinali, Vescovi e Prelati, scannare e fucilare Sacerdoti)
rubare e desolare le Chiese , cacciare dai Chiostri i Re*
ligiosi e le sacre Vergini , pubblicare bestemmie, eresio
c laidezze schifose , educare la gioventù ncll' odio e nel
disprezzo della Religione ; non saprei se sarebbe mi"
nore onta anziché Italiano , dirsi Cosacco , Tartaro ,
Beduino ! È lagrimevole cosa , quella di vedere co*
me la Frammassoneria smascherandosi per ogni verso
nei suoi iniqui intendimenti , al culto di Dio vuole so
stituito quello, di Satana; e ciò in maniera assai più ma
nifesta di quanto, sopra cotali intendimenti della setta j
venne indicando il Bresciani, nell'Ebreo di Verona e nel
Lionello ! Divero la stampa irreligiosa disvela non pun
to essere fantasie di lui quei racconti ; essa dichiaran
do aperto che i nemici di Roma eleggerebbero di vive
re sommessi anzi che al Papa , al Diavolo ; ed ame
rebbero meglio l' Inferno che il Paradiso ! E non altri'
(1) Diritto di Torino , 3 Luglio 1863.
mcnti potrebbe spiegarsi come nel Parlamento di Torino
si venne dichiarando ad alla voce, non riconosco altro
Dio che le baionette ed i cannoni; come il Proudhon in
vila Satana a regnare sa la terra, a vece di Cristo Si-
gnorc , invocandolo affettuosamente qual fonte della uma
na felicità; come il Renan dichiara Satana più che tristo,
sciagurato, egli che poi in quell'empio libro cui addimandò
Vita di Gesù Cristo , proclama impostore l' Autore del
Cristianesimo; e come il Giornalismo libertino in Francia
ed in Italia ha menato tanto rumore, tanto gaudio, tanti
plausi di cotai infamia , come di segnalata vittoria, con
seguita dalla civiltà e dal progresso ! Pruove son queste
dei supremi sforzi della consorteria abominevole nella
guerra contro Dio ed il Cristo suo , e che lo scopo ul
timo della rivoluzione non e quello di strappare dalia fron
te del Sovrano Pontefice la sua antica legittima venera
ta corona , e renderlo suddito di potenze terrene ; sib-
bene che direttamente si vuole andare contro il Cristo ,
e che i nemici del Papa Re sono ad un tempo i nemi
ci della Divinità di Gesù Cristo ! La pretesa dunque di
scoronare il Papa e quella di negare la Divinità di Cri
sto Signore vanno di conserto; e vedonsi Gesù Cristo ed
il Papa soffrire la stessa persecuzione, sostenere la stes
sa guerra , combattere gli stessi nemici ! La iniquità ha
oltrepassato ogni confine.
Ma se molto è a lamentare il gran male che si è
falto , se è a piangere su gli empii ; v' è anche più
a benedire la Providenza , la quale mentre pe' pecca
ti del Mondo ha permesso che la procella gli si sca
tenasse addosso , e che una setta truculenta e perfi
da vi scorrazzasse a detrimento della Religione ed a
sterminio della Società ; Essa medesima con mano se
creta, ma potentissima, ne modera gl'impeti, e ne segna
i confini ; in modi fulgidissimi manifestando il suo in
tendimento , nel punto da Lei stessa determinato. E però
mai sempre noi troviamo nella bontà e nella sapienza di
Chi lo permette , una fonte inesauribile di conforti e di
speranze. 11 fallo stesso che , non ostanti tante abo-
Tom. IL 2
— 10 —
orinazioni c (ante nequitose minacce, quei che bruciava
no di febrile impazienza di trascorrere alla consumma-
zionc di ogni reo disegno , assai agevole tornando loro
la possa, nel bel mezzo del cammino vedonsi arrestati co
me da un braccio di ferro ; rende una splendida dimo
strazione dell'opera, con la quale Iddio vuole manife
stare , eglino essere cicco istrumento di una Provvidenza
che disconoscono e bestemmiano. E cotale accecamento
tanto più diviene lagrimevojc, che essi trascinati dal cor
so , direi fatale delle cose , osano insultarlo nella corta
durata di loro sciagurata carriera , approfittando di que
sti fugaci momenti e degli efimeri loro trionfi, per vitu
perare il suo Nome , ed incontanente cadere nelle eterne
mani del suo corruccio e della sua giustizia.
Di più v' ha un'altra luminosa dimostrazione dell'ope
ra provvidenziale in quanto di nequizie ci è dato vedere
per le trame della scelerata congrega. E qui torna ac
concio rivolgermi a quelle anime sincere ed ingannate ,
sviate in everta guisa di buona fede : e quante non ve
n' hanno nei nostri dì , per questo tempo di pregiudizi]*,
di confusione, di falsa situazione ! Quelle anime che han
mantenuto o ritrovato il candore fin nelle opinioni le più
strane , che di sovente furono trascinate nelle vie del
l' errore per certe generose illusioni di verità. A queste
anime , cui non mai fu mia idea di offendere, dirò che
ponessero mente, e con seria attenzione, agi' intendimen
ti della setta, la quale nel suo orgoglio si arroga ogni
diritto, disconosce tuti' i doveri, non vede che se stessa;
la libertà , a cui agogna , non può tollerarla in altri ;
la indipendenza altrui riguarda come un attentato alla sua
sovranità assoluta ed esclusiva ; unica sua legge è quella
di sottoporre quanto la circonda, e rovesciare ogni osta
colo che si attraversa al conseguimento dei suoi fini rei.
Quindi si spiega il furore col quale distrugge quanto gli
resiste , dacchè ha in mano , anche per poco tempo, il
potere. Da ciò -le ipocrite omelie intorno alla libertà,
alla eguaglianza , alla fratellanza degli uomini ; c le sue
furibonde declamazioni contro il dispotismo. Una libidi
— li
ne incredibile di dominazione divora le anime dei setta"
rii ; ed ognor che il demone della rivoluzione li porla
alla lesta degli affari, il .Mondo è costretto a vedere, quan
to già vide poco più poco meno , i portenti di una
tirannide sconosciuta ai più atroci despoti della umani
tà. D'altronde il Cattolicismo, che certi balordi credono
spento , perchè non va punto con esso loro a schiamaz
zare per le contrade , nè a disfare i selciati ; opera un
movimenta di concentrazione e di dilatazione , che fa
trasecolare chi vi pone l'occhio. La Società stretta dal
bisogno , non che della propria sicurezza, della esisten
za medesima, volgo i suoi sguardi a Roma: e la paro
la del Capo supremo della Chiesa , percorrendo con
la rapidità del baleno tutte le file , atterra ed inceneri
sce come la folgore , quanto ardisce contrapporle. In
darno le codarde defezioni di sciagurati apostati vennero
a scemare le file dei suoi Ministri , indarno la rivoluzio
ne ne ha divorate le ricchezze ; chè la Chiesa Cattolica
innalza sempre più raggiante la sua destra per rassoda
re I' ordine sociale su le basi del giusto e del vero, ad
un tempo che intorno a Lei tutto si sfascia e perisce. Ed
oso dire che Essa omai domina il Mondo delle intelligen
ze; mentre quei che han venduta la loro penna alla men
zogna ed alla calunnia, veggonsi andare incontro alla sor
te slessa dei primi maestri della miscredenza ; vuoisi o
non vuoisi , ognuno di buona fede dovendo confessare che
. nemmanca di una sola verità filosofica , morale , politica
siasi ad essi debitori; e che il progresso dello spirito uma
no invano cercherebbesi in mezzo a quel lago d' inchio
stro , di fiele e d'ingiurie , di cui riboccano tanti volu
mi e tanti fogli volanti di essi e dei loro padri.
Veruno che abbia buon senso ed animo onesto , non
vorrà oppormi a rimprovero , se io mi credo in diritta
di trattare una scila anticristiana e sagrilega , tante vol
te fulminata dalla Chiesa ; come in ogni tempo i Padri
e Scrittori ecclesiastici adoperarono con i nemici del Cri
stianesimo. E qui torna acconcio ripetere, quanto già dis
si in altro mio opuscolo. « La Carità fa riguardare la
— 12 —
» creature, non come causa delle nostre sofferenze , sib-
» bene come strumenti della Provvidenza, la quale per-
» cuote per purificare. Quindi alla nostra memoria mai
» sempre si presenterà il precetto evangelico : Pregata
» per coloro che vi perseguitano. E su le nostre lab-
» bra mai sempre saranno le parole del Divino Mac-
)> stro spirante : Padre perdonateli , perché essi non
» sanno quel che fanno. Ma ad un tempo sapremmo vi
» tuperare il male con energia , e chiamare gli empii
» col loro nome. Il Divino Maestro, di Cui citammo la
» tenera preghiera , non forse ha chiamato i suoi per-
» secutori , lupi rapaci , sepolcri imbiancati , figli di
» Satana : ed il Precursore di Lui non forse ebbe qua
» lificato i Giudei per razza di vipere ? Ed anche i pri-
» mitivi fedeli , mentre di continuo pregavano pei loro
» persecutori , ed ubbidivano loro in tutto quello non
» fosse vietato da Dio ; insiememente ne .sfolgoravano le
» nequizie. Per Tertulliano il nome di Nerone non forse
» significa tutt' i delitti ? A Lattanzio Firmiano era De
» cio , un animale esecrabile. Per quanto fossero dure,
» queste qualifiche , non possono offendere che quanti
» le meritano , o quanti disconoscono i diritti dello ze-
• lo , perchè ignorano i diritti della verità (1).

(1) Il Criterio della Storia dei Papi Ke , §. 2.


PERIODO IV-
TRUCE SVOLGIMENTO DEH,' AZIONE MASSONICA NELLA RIVOLUZIONE
DI FRANCIA , E SUE CONSEGUENZE.

CAPO PRIMO

Opera della Frammassoneria nel principio della rivo


luzione di Francia — Carattere di Luigi XVI e dei
suoi Ministri— Contaminazione della educazione scien
tifica e letteraria per gli sforzi dei Volleriani —
Contaminazione delle Milizie — Parte che V Inghil
terra ebbe in quella rivoluzione — Empio trionfo del
Voltaire.

Neil' intervallo quasi di un secolo, l'occhio di Dio può


solo comprendere quella serie di delitti e di disordini ,
che una setta scolorala , dove più dove meno divenuta
dominante in tutta l' Europa, ed in trionfo passando ol
tre l' Atlantico , ovunque studiandosi soffocare tuti' i ri
morsi, ebbe incoraggiati e canonizzati ! Senza che esistes
se un reale malcontento contro le persone , nè contro la
condotta dei Sovrani; in tempo di una pace la più lunga
e profonda , e di una libertà individuale di cui più non
v'è la idea; nel mezzo di una compiuta felicità, uno spa
ventevole fermento, una morale epidemia si era sparsa per
tutta l'Europa. Disposti gli spirili ai principii di un diritto
irreligioso e sovversivo, erano preparati ad ammetterne le
conseguenze pratiche; di guisa che solo di una circostan
za o di un fatto v' era d'uopo che le svolgesse, onde me
narle agli ultimi estremi. E questo fu come una punizio
ne, con la quale Dio volle colpire i Principi ed i popoli,
permettendo che si accecassero sopra i loro rispettivi in
teressi. Nondimeno prima di punire , Egli anche una
volta fece avvertite le Nazioni , ma le voci fatidiche dei
buoni, che con l'animo affannato per lo dolore annunzia
vano l'imminente sconvolgimento, non punto furono ascoi
tate (I) ; ni paro chc non punto volle mettersi attenzio
ne a quella gioia frenetica , con la quale omai i tristi
ne menavano vanto (2). E se non altro , poteva ren
dersi avveduto un occhio men che acuto, per quell' ar
te iniqua dei scttarii, ch' ebbe principio in Alemagna nel
4182 , come per qualche anno innanzi era stata nella
Francia, nella Spagna ed anche in qualche Slato d' Ita
lia , di continuo e fino alla nausea infingere di vedere
ovunque i Gesuiti, comunque quest'Ordine da gran tem
po era quasi spento nei suoi membri, e già soppresso;
chè non avrebbero potuto riuscire , se non ridicoli al
buon senso, quei lamenti che i Gesuiti più non esistenti,
prendessero ovunque radice, e fin nei paesi Protestanti.
Giacchè quel di più, che gì' Illuminati in Germania v'ag
giungevano , i Gesuiti travagliare onde riporre in vigo
re il Cattolicismo , ed in uno «ammettere il mondo al
giogo della superstizione , dell'ignoranza e del dispo-
Usino ; era sulliciente a tenere in su gli avvisi , come

(1) Nel Trionfo della Filosofia , tem. /, eap. 9 : Sfarsi oppo»ti alla
Filosofia e loro inutilità. Oltreché nelle Memorie del Barrucl , tota.
1, eap. 16, e totn. Il, cap. S , V è una lunga serie di opere pub
blicate nella Francia contro gli sforzi ©gnor crescenti dell' empietà.
E di più s ino rimarchevoli le moltiplici previsioni o avvisi, che per
allora vennero fuori , come quella dell' Abate Labbat in un Sermo
ne pronunziato in Parigi nel 1763 ,*e l'altra dell'Avvocato Generale
Seguier nella sua Requisitoria del 1770; quella dell' Inglese Hartlay
nelle sue Considerazioni sa l'uomo, dell'anno stesso; quella del dot
to Gesuita Frey de Neuville, nel 1774 ; quella del P. Beauregard in
un Discorso pronunziato in Parigi nel 1776; quella dell'autore della
Filosofia svelata , e I' altra del Vescovo di Scuez nella sua Orazio
ne funebre di Luigi XV. Parimente nella Germania , Alberto de Mai
ler sovente nella Gazzetta letteraria di Gothingen avvertiva la sua
Nazione dei pericoli) a cui V Illuminismo l'anduva spingendo; ed alle
voci di quel dotto Matematico , nel 1783, faceva eco il Wieland. So
pra ogui altro, l'Episcopato di Francia, per tal riguardo, ebbe adem
piuto fedelmente al suo dovere: vedi l'Avvertimento dell'Assemblea del
Clero , sopra i pericoli deli incredulità, 0 Agosto 1760 , non che gli
Atti del Clero di Francia, 22 Agosto 176S.
(2) Il Voltaire, lettera a Chauvelen, 2 Marzo 1764, ed al D'Alem
bert , 13 Ottobre 1766 ; l' Avvocato Bergier 1784 presso il Barruel ,
iom.ll; Alfonso le Roy, e molti altri: vedi Trionfo della Filosofia, toln.
11. In singoiar modo è notevole l'opera del Mercier, intitolata L'unno
2240 , perchè comprende quanto l' empietà desiderava , c quanto do
veva avverarsi per le scelerate sue mire , omai sicura dell'impresa,
culi cui agognava di togliere di mezzo per sempre 11 Cristianesimo !
_ 15 —
colali lamentò non punto potessero comprendere i figli di
S. Ignazio , sibbenc tutt' i buoni Cattolici , ed anche i
Protestanti amici dell'ordine religioso e sociale; e da ciò
agli occhi, dell' Illuminismo , retrogradi in Religione ed
in politica ; per sentire anche una volta con orrore il
grido , fuori il Cristo , giù il Cristianesimo ! Adunque
. meno ali opera scelerata della rea società, che all' indole
dei Tedeschi vuolsi attribuire, se la esplosione incendiaria
non primamente divampasse negli Stati Alemanni. Però l7/-
luminismo e la Frammassoneria si videro in una quasi
necessità di rivolgere alla Francia tutt' i loro sforzi, come a
quella Nazione , più facile pel suo spirito entusiastico, ad
abbandonarsi alle novità. E quel sanculottismo, preceden
temente tentato introdursi nella Germania , comunque in
diverse forme da quello che poi fu in Francia , in que
sta Nazione ebbe la esecuzione pratica dei primi , già
sistematicamente , non che ideati , disposti dall' ope
ra degl' Illuminati , per allora in sommo credito nel-
Y Impero Alemanno. Per due volte , nel 1186 e 1181,
Dodo ed il Barone de Busche, deputati dell' Illuminismo
di Germania portatisi a Parigi, strinsero in maggior no
do le relazioni vicendevoli della Massoneria Francese con
i confratelli d' Oltrereno. Il Mirabeau , il quale erasi ini
ziato alle congreghe del Weisshaupt, e ne aveva rimena-
li i gradi nella sua Loggia dei Filalcli, fu quello che
poi presentò i due seltarii Alemanni al Comitato degli
Amici riuniti \ e di tale guisa il Codice Massonico ven-
' nesi ingrossando nella sua miglior parte , con lo statuto
degl' Illuminati. Che anzi , insin dal Febbraio 1185, i
capi del Grande-Oriente Parigino convocarono i fratelli
di tutt'i paesi, onde concertarsi nei loro sforzi. E con
apposita circolare esponendo le quistioni , di cui chie
devano soluzione , ebbero cura di aggiungere : Ve ne
sono ancora molte più importanti , ma che la pruden
za non permette di affidare alla carta (1). Cotale riu
nione avvenne poco prima della rivoluzione, ed allorché

(t) Eckort, La Frane Maconncrio ecc. tom. I , pag. 75, 76.


— 16 —
questa andò svolgendosi nel 1192 , il Venerabile della
Loggia del popolo all' Oriente di Pontoise , il fratello
Peignè, non peritavasi disvelare come la Loggia delle No
ve sorelle . di cui era Venerabile il Lalande, potette da
re al mondo profano , Garat, Brissol , Baylly, Camil
lo Desmoulins , Condorcet , Chamfort, Pètion ; la Log
gia della Bocca di ferro , Fouchet , Gouplin di Pre
fetn , Sièi/es ; la Loggia del Candore , Gustine, i due
Lameth e Lafayelte (1). Quindi è manifesto come i Fram
massoni , nella Francia , di poco abbisognavano , che
quelle visite dei conscltarii Alemanni potessero aggiunge
re nuovi impulsi. La pietà di Luigi XVI aveva impedito
che gli Enciclopedisti e loro consorti nel Giacobinismo
potessero proporgli misure oltraggiose alla Religione , c
che manomettessero i diritti della Chiesa. Nondimeno si
abusò del buon cuore di lui, si bellamente disposto ad ogni
genere di sacrifizii; e la scelta dei Ministri, sopra ogni al
tra cosa , contribuì al crollo degli ordini ecclesiastici e
civili in quel Regno. Divero l' elezione del superficiale
Maurepas, intimamente confederato con i corifei della mis
credenza; quella dell' incredulo Turgot, che diceva il Cle
ro , corpo inutile e dispendioso ; l' altra del Ginevrino
Necker e quella dell'infelice Lomenic de Brienne, bargel
lo della setta in Mitra e Cappa rossa , e rotto al male
costume; furono sciagurate pruove delle influenze che per
allora dominavano la Corte. Nel Grande Oriente della
Massoneria trovandosi il Duca d' Orleans , di tal guisa
divenuto disavventuratamente l'automa della nequitosa so
cietà in mano di occulti direttori ; potentemente servì ,
per l' alla sua posizione sociale , ai fini tenebrosi della
medesima, c soprattutto nella moltiplicazione degl' innu
merevoli Clubs , che può dirsi formicolassero per quel-
l' epoca in tutta la Francia.
L' audacia ed il livore , onde non guari tempo prima
della rivoluzione i Volteriani, senza orpello di sorte, an
davano buccinando le empie ed atroci massime, già ma-

fi) La Fraric Mofonneria . I annde , pag. 2/5.


— Il —
turale nel tenebrie dei loro scellerati covi; mettevano in
aperto come eglino fossero omai risoluti di rovesciare qual
siasi ostacolo , potesse frapporsi ali' intendimento di me
narle a pratiche non meno vituperevoli, che atroci. Quale
meraviglia dunque che imparando dal loro maestro, il de-
testevolc motto d' ordine di schiacciare V infame , e
plaudendo al sanguinario voto del Diderot , venisse il
Raynal a proclamare, non esservi altro delitto che quello
di professare la Religione Cristiana ed onorare la So
vranità (1) ! Divenuto un affare di moda , quello di ver
sare largamente le ingiurie e le contumelie contro la Re
ligione ; ad un tempo i suoi nemici adoperavano ogni
cura , affine di avvelenare la educazione della gioventù.
Però la nequitosa società, non punto appagata dell'annien
tamento dei Gesuiti, a furia di arti subdole , e con mo
di quasi inpercellibili , riuscì nell'intendimento di forma
re un titolo di esclusione dall' Accademia Francese i
principii religiosi che insino allora erano stati, per nor
me fondamentali , i rigorosi requisiti di ammissione. E
da ciò ebbe a derivare, che gli empii ed i nemici di
chiarati di ogni Potere sociale furono i soli componen
ti di qucll' Istituto scientifico (2). Per gran tempo venne
all'uopo agitandosi la Loggia delle Nove-Sorelle, la quale
noverava tra suoi adepti Elveze, Voltaire, Francklin, Pao
lo Jones, Lalande, Cabanis , Cartheau , Cubierès , Des
Fontaynes , Francesco Ncuchateau , Pastoret , Laciède- ,
Duparty, Guinguenc, Greuse , Boudon, Piccini, Vernet,
che per allora formavano le sommili Massoniche, ed in
uno affettavano il primato nella Società civile e nel Mon
do letterario. E quanti aspiravano ad una qualche ce
lebrità , e sopralutti i giovani i quali entravano nel
la carriera letteraria , se non volevano essere strazia
ti dalla calunnia , o per lo meno non vedersi condan
nati all' obblio , erano sottoposti ad una morale coazio
ne di cooperare ai nequitosi principii della setta; venen
do incielate solo le opere dei suoi partigiani , e per
(1) Bini. Philotoph. tee. lom. I, Hb. Vili; lem. IV, lift. Mk%,
(2j Barrite! Memori* tee. lom. /, tap. S. ...
JW 1l. »
— 18 —
T opposto gittate nel fango quelle opere che le riusciva
no pericolose o dannevoli, per la forza del ragionamen
to , per la scienza e pel buon gusto, onde andavano for
nite. Di tal guisa, come ovunque per allora, e forse più
che altrove , nella Francia ai clamori di superstizione ,
fanatismo , pregiudizio e dispotismo , erano menomate
le riputazioni di quanti non avvisavano di seguire lo spi
rito e gl' interessi della rea cospirazione. Però traviata
la pubblica opinione , la scienza e la letteratura più o
meno si ridusse a cieco istrumento della setta. Inoltre
nella Francia , più potentemente che altrove , mercè la
operosità dei suoi adepti, essa erasi arrogata una influen
za di altro genere, e non meno pericolosa; ponendo edu
catori di sua fiducia per le Case dei Grandi, e disponen
do dei varii Uffizi i nel pubblico Insegnamento. In uno tra-
vagliavansi i diversi Clubs di Parigi alla propagazione di
scritti irreligiosi e rivoluzionarii , tendenti a menomare
qualsiasi Autorità; a ciò adoperando fidati rivenduglioli, i
quali andavano distribuendoli nelle ufficine degli operai e
nei tugurii dei poveri (I). Di tante e sì svariate maniere,
crollate le basi della Società, all' opera di dissoluzione non
poteva rimanere estranea l'armata ; ché altresì le Milizie
dovevano essere spinte alla contaminazione ed allo sper
giuro. Omai i diversi Corpi, per la miglior parte, aveva
no le loro Logge Massoniche , che su le prime presen-
tavansi piuttosto come un sollazzevole passatempo al
la leggerezza in uno ed ai travagli della vita militare ,
con quei riti e con quelle pruove a cui sostavano i can
didati. E quasi la universalità degli Uliìziali trovavansi
lungi dallo scorgervi idea alcuna o tendenza rivoluziona
ria , allorché in una osteria di Parigi , la Nouvelle
Avventure, Sinelty Ufliziale di Cavalleria con tuono da en
tusiasta disvelò , in nome del Grande-Oriente, ad alcuni
di quei commilitoni , e con non poco loro sorpresa, che
era giunto il tempo di compiersi i progetti , sì lunga-
(1) Trionfo della Filosofia , tom. I. — Coulp d'oeil sur la Bèvolu-
iion Franeoise. — Siolic Memoires par Luis XVI. — Pichol Memori»
per la Storia ecclesiastica del secolo IVIU.
19 —
mente maturati dai veri Frammassoni; che la rivoluta
ne era infallibile e prossima, il mondo dovendosi scio
gliere dalle sue catene ; che i troni e gli altari doveva
no cadere, tutte le superstizioni religiose cedendo il luo
go alla luce ; che Vuomo rientrerebbe nei suoi dirit
ti ed i tiranni ( le Autorità costituite ) invano sareb-
bonsi opposti , che vinti essi, la libertà e V eguaglian
za dovevano succedere alla schiavitù , sotto la quale ge
meva l'universo. Eglino accolsero tutta cotesta demagogi
ca concione , come un tratto di follia ; ma non anelò
guari cho potettero avvedersi dove tendevano quei giu
ramenti di cieca sommissione a superiori ignoti , e per
fini che non punto loro manifestavansi; e che quei pran
zi Massonici, ai quali per allora ebbero accolto il soprav
venuto fratello , erano mezzi , cui adoperava la sella ,
affine di signoreggiare le masse , ed all'uopo impiegarne
l' azione ai suoi divisamenti (1).
Intanto quantunque non di lieve momento fosse la
dirczióne , che 1' Illuminismo Alemanno ebbe data alla
sovversione sociale in Francia , onde poi estenderne le
ferali diramazioni per gli altri Stati dell'Europa; con noa
minori proporzioni, può dirsi, che vi avesse avuta ad in
fluire l'azione della Massoneria Inglese; chè altresì nclF In
ghilterra non appariva scarso il numero dei seguaci della
setta. E comunque quel Re Giorgio IH fosse stato del
numero dei pochi Sovrani, che la rea società non mai giun
se ad aversene di che lodare; purnondimeno negli Stali Bri
tannici il terreno trovavasi meglio disposto, che nella stessa
Francia, alla proclamazione delle massime antisociali, le
quali formarono la base della rivoluzione Francese. E le
opere irreligiose, pubblicate nell' Inghilterra , dall' anno
ITTI in poi, per nulla cedevano, in odio a quanto v'era
di sacro , a quelle che per allora si videro in Francia,
ed anche dappoi nei maggiori furori di quella rivoluzione.
Nelle Isole Brillanniche , meglio che in ogni altra parte,
conoscevansi gli occulti motori della machina rivoluzionaria,
preparata ai danni dell' Europa; e quel Governo Inglese non
(1) Barruel memori» tee, foni. Il, pag. 449.
— 20 —
si ravvide, comunque in minima parte, che dopo l'infau
sta giornata del dì 10 Agosto 1192. Il Lammartine, la cui
autorità non potrebbe punto venire in sospetto, ne ha data
la spiegazione: V Inghilterra , da quel momento così
favorevole alla riforma (rivoluzione) in Francia, cominciò
a vedere con una certa ripugnanza un movimento di spi
rili che oltrepassava i limiti e la forma di sua costituzio
ne (1). ll movimento rivoluzionario di Parigi lece temere a
Londra l'applicazione delle stesse massime, omai professa
le , piucché nella Francia, dagli scrittori irreligiosi delle
Isole Britanniche. Divero fra gli altri falli più o meno
patenti che possono allegarsi , ne offrono luminosi esem
pii , quegli spellanti la persona di Luigi XVI. Allorché
nella nascita di quel Principe , l' illustre Vescovo di
Montuuban , prevedendo la disorganizzazione sociale che
minacciava il futuro Regno , annunziavano una tragedia
già preparata, come quella di Carlo I, e ad esempio del
l' Inghilterra ; era naturale che l' empia setta si vedesse
disvelata nei rei suoi divisamente E però ebbe ricorso a
quegli atti di soverchieria , usuali per allora alle Magi
strature Francesi , le quali dappoi ha imparato il Li
beralismo odierno. Ma quello fu sorprendente , che le
violenti querele dei Frammassoni , più o meno camuf
fati , vennero appoggiate per l' Ambasciatore Britannico,
e di tutta l'autorità della sua Corte ! Oltreché l' Inghilter
ra prodigava incensi a Turgot , in uno che vedovasi que
sto sciagurato Ministro divenire alla disvelata il prin
cipale istrumento dell'opera dell'anticristiano disorgana-
raento. Ed altresì d'Oltremanica partivano quelle pompose
lodi al lVecker , a quest' altro traditore di Luigi XVI ,
e che forse dette l' ultima mano alla rovina della Mo
narchia Francese. Però non potrebbero essere messe in
dubbio le intenzioni di chi , nelle Isole Britanniche ,
sì grandemente incielava un ciarlatano in assisa di Mini
stro ; e ciò in tempo che l' Inghilterra trovasi in aper
te ostilità con la Francia ! Forse questo era un ado
perare ai danni di una Nazione vicina, calpestando ogni
(1) Hitt. dei Girondini, tib. XXIV, eap. 2.
— 21 —
principio di moralità, le armi della setta- alfine di deviar
le dal proprio paese (1) ? Anzi è notevole una circostan
za particolare , che quando Y empietà, noli' inebriamento
del più potente orgoglio ed in modi spinti fino al delirio,
celebrò nel 1118 il trionfo del ritorno del Voltaire a Pa
rigi; erasi determinato un cotale viaggio dopo treni' an
ni di esilio , ed un cotale trionfo , per la presenza in
Francia di Francklin , per allora occupato alla conclu
sione del famoso trattato di commercio , divenuto l' oc
casione della guerra contro l' Inghilterra (2).

capo n.

Saggio delle forze della Frammassoneria nella rivolu


zione Francese — Sue barbarie — Sue ferocie —
Sue atroci empietà.

La rivoluzione Francese non è che un saggio delle


forze della setta : le sue cospirazioni si estenderanno
su V universo intero. Se ovunque le bisognerà commet
tere i medesimi delitti , essa li commetterà , e sarà
egualmente feroce , perchè sta nella natura dei suoi
disegni di esserlo in ogni parte , dove i progressi dei
suoi errori le permetteranno i medesimi successi (3).
Ed omai veruno non v' è, che possa venire ad illudersi
sopra i pericoli minaccali alla Società , negli ordini re
ligiosi e civili, per parte di cotali nequitose congreghe ;
sotto il pretesto che nulla v'è a temere dalle medesime,
che si è mollo esagerata la potenza di esse , e che al
tresì fossero calunniate le loro intenzioni !
Nei preliminari di quella dissoluzione generale, altresì
in Francia la Frammassoneria incontrò efficacissimo ap
poggio , e meglio che in ogni altra parte caldeggiatoti,
in quella porzione sciagurata del Clero , la quale allora,
come per un affare di moda , osteggiava la Dignità del
ti) Laqact Dei pericoli presenti della società , vart. I, «. 9.
(2) ibid. g. iO.
(3) Barrite! , Memori» ecc. Discari- preliminar.
— 22 —
T Apostolica Sedo e le Istituzioni del Cattolicistno, inor
pellando i! suo odio profondo contro l' una e le altre con
lo specioso titolo di una santa riforma ! Ed oltre l' infe
lice Lomenie de Brienne , dettero pruova di scandalosi
falli Le-Camus, Freteau, Gobel, GayVernon , Martineau,
Massicu , ,Treillard , Lindet , Tibaud , Tournè , Gerles ,
Chabot , La-Mourette , Filibert , Carrier , Murolles , Pe-
ric , Villeneure, Tibaut, Seyes, Expilly, Gregoire, Gout-
tes , Fauchet , Maillane, Giret ed altrettali. Entrati egli
no nelle vie della rivoluzione, precipitarono nello scisma,
e da questo poi nella più odiosa apostasia , macchian
dosi dì obbrobrii , di delitti e di sangue !
Non è mio divisamento narrare le atrocità, le bestem
mie, i sagrilegii di quella rivoluzione, la quale proclamavasi
nelle Logge Massoniche, tramutate poi in Clubs di fe
roci Giacobini , come il capo d' opera della felicità a
cui sarebbesi menato l' uomo , ed il distillato della
sdenta , cb' era d' uopo rivindicare dalla barbarie e
dalla superstizione. Ed allora si videro primamente come
i lumi ed il progresso dei Frammassoni col saccheggio
di oltre ad ottantamila Biblioteche , barattandone i libri
ai droghieri onde avvolgerne i zuccherini, sapessero spin
gere la Francia a tratti di una stupida barbarie. E que
sta stupida barbarie venne esperimentandosi anche nel-
I' ordine artistico. Se da una banda gli Uffiziali municipali
correvano ad incanovare emmagasiner, come dicevano, i
libri, misurandoli a piedi ed a tese nella vendita; ad un
tempo erano mandati in malora i capi d' opera di scultura
e di pittura. I quadri delle Chiese divennero insegne delle
botteghe e delle cantine ; la tela , purifièe de ses con-
leurs , adoperavasi per vestire i piccoli sansculottes ; e
fmo fu veduto un soldato, che faceva bollire la marmitta
con pezzi di un quadro dorato , e che aveva un grembiale
da cucina , formato con una tela di Guido, del valore di
trenta mila franchi (1). Scioperati i quadri, invasi gli Ar-
chivii, sformati i Chiostri ; Toni dètruire,etnerien refai-
re a buon diritto è stata definita la rivoluziono da uno dei
(1J Memoires de la RèvoltUion. pag. H8, iti.
— 23 —
più empii suoi fautori ai nostri tempi, dal Proudhon. Es
sa non altrimenti , per allora e poi , ebbe inteso di- pro
muovere la civiltà, che con l' abolizione fino di quegl' Isti
tuii, i quali si consacrano in nome della carità, al sol
lievo degl' infermi e dei poveri. E di tal guisa per allora
nella Francia , come dappoi per ogni altra parte in cui è
riuscita In setta a dominare, le*più belle memorie e le più
nobili glorie della .patria si videro manomesse. Chiamasi
barbaro il Medio Evo, in uno che si è portata la destruzio-
ne su quanto per quel tempo venne a vita. E però con
verun diritto non possiamo dire barbari , i Vandali ed
i Saraceni , se non voglionsi peggio che barbari dire i
Frammassoni ! Ma la rovina dei monumenti di scienze e
di arti può tenersi in conto di un nonnulla , in compa
razione delle ferocie , con cui cotesti umanilarii , sbu
cati dai covi di abisso , seppero bellamente mostrare co
me la Frammassoneria intende la fratellanza e la li
bertà ! E necessario che passino esecrati alla posterità
i nomi di quei grandi scellerati , Mirabeau, Marat, Ro
bespierre , Pethion , Collot d' Herbois, Danthon, Saint-
Just, Carrier, Lebon , ed altrettali furiosissimi carnefici.
E Cantù ci ha conservato, voltandolo in italiano, un in
teressante tratto di Chateaubriand : « Dicono non sono
» perite in Francia che seimila vittime pei tribunali ri-
» voluzionarii. Non sono poche, ma veggiamo se il con-
» to regge. Il primo numero del Bollettino delle leggi
» contiene il decreto che istituisce il tribunale rivoluzio-
» nario , e stabilisce che l' unica pena, portata da esso
» tribunale , è la morte. L' articolo IX autorizza ogni
» cittadino ad arrestare e condurre dinnanzi ai magi-
» strati i cospiratori ed i controrivoluzionarii , l' ani-
» colo XIII dispensa dalla pruova testimoniale , il XVI
ì) priva di difensore i cospiratori. Da questo tribunale non
» daVasi appello. Il repubblicano Proudhomme che non
» odiava la rivoluzione , e che scrisse quando il sangue
» era ancora caldo , lasciò sei volumi di particolarità ,
» due dei quali formano un dizionario , dove ciascuno
» criminale è notato per alfabeto, con nome, cogno
— 24 —
» me , età , patria , qualità , domicilio, professione,
» data e motivo della condanna , giorno e luogo del-
ti f esecuzione. Or fra i decapitati si trovano diciotto-
» mila seicentotredici vittime , così ripartite : Della no
» bilia, maschi mille dugento settantotto —femmine set-
» tecento cinquanta—donne di artigiani mille quattrocen-
» to sessantaselle—religiose trecentocinquanta—sacerdoti
» mille cento trentacinque—non nobili di varii stati tredici-
11 mila seicento trentatre, totale diciottomila seicento tre-
» dici. Inoltre donne morte per parti prematuri tremila
» quattrocento — incinte o sopraparto trecento quarantotto
» —uccise in Vandea quindicimila—fanciulli ventiduemila
» —uomini novantamila. Vittime sotto il proconsolato di
» Carrier a Nantes , tcentaduemila , delle quali poi si
» fa la ripartizione. Vittime a Lione ventunomila. In que-
» sto computo non sono compresi quelli trucidati a Ver-
» ?ailles , ai Carmelitani , alla Badia , alla ghiacciaia
ll di Avignone , i fucilati a Tolone ed a Marsiglia dopo
» gli assedii di quelle due città , e gli scannati nella
» piccola città di Bedoin, la cui popolazione perì tutta
» quanta. Per l' esecuzione della legge dei sospetti del
» 21 Settembre 1193 , oltre a cinquantamila comitati
» furono stabiliti sul suolo Francese, che costarono cin-
» quecento novantuno milione l'anno, ed erano cinque-
» cento quarantamila accusatori, i quali avevano diri t-
11 to di designare a morte. Nella sola Parigi contavansi
il sessanta comitati , ciascuno dei quali aveva una pri-
» gione pei sospetti. Il girondino Riouffc riferisce ciò
» che siegue, nelle Memorie di un prigioniere. Le don-
» ne più giovani erano le prime a cadere in questa vo
» ragine , dalla quale uscivano a dozzine solo per au
si dare sul palco a versare il sangue. La depravazione e
% l' odio andavano in quei mostri del paro. Trascinate
» da prigione in prigione, arrivavano con le mani ca
» riche di ceppi , alcune fino col collaro di ferro. Sin-
» golarmente verso gli ultimi mesi ( avanti il 9 Tcrmi-
i) doro ) era un' attività d' inferno: giorno e notte chia-
» vistelli in moto , sessanta persone arrivavano la sera
— 25 —
» per andare ài supplizio, il dimane erano sarrogate da
» altre cento, cui pari sorte attendeva il giorno seguen-
a te. Quattordici fanciulle di Verdun , adorne come ad
il una festa , vennero menate al palco : venti donne del
* Poitou , povere contadine le più, furono anch' esse as-
» sassiuate insieme ; ad una di esse barbaramente le fu,
» strappato il poppante figlio dal seno, mentre era trat-
» ta al supplizio ; alcune morirono sulla carretta , e fu
ll rono ghigliottinati i cadaveri. Altre donne dichiarate
» incinte , Vennero strascinate a morte pochi dì prima
» del 9 Termidoro... Una doccia capace, che dava sco
» lo al sangue, erasi scavata nel sobborgo Santantonio,
» ogni giorno il sangue umano si attingeva a secchi, e
» quattro uomini èrano occupati , durante l' esecuzione,
» a votarlo in questa chiavica. Su le tre pomeridiane ,
» lunghe processioni di vittime scendevano al tribunale,
» e lentamente passavano sotto lunghe volte , per.....
» quarantatre Magistrati del Parlamento di Parigi , tren-
» tatre di quello di Tolosa , trenta appaltatori generali,
» venticinque primi negozianti di Sedam i quali lascia
» vano centomila senza pane , andarono in pochi dì alla
» morte. Nè furono risparmiati militari , già benemeriti
» della rivoluzione j e tra essi Bayasser à lo spavento
» dei ribelli della Vandea* Proudhomme vuol compire
B questo quadro. La missione di Le Boa nei Dipartimen-
» ti delle frontiere del Nord può essere paragonata ai
fi l' apparizione delle furie sì paventate ai tempi del pa* »
» ganesimo. Nei dì festivi un' orchestra di musici veni-
» va disposta a lato del patibolo , ed oltre al bestiale
i) furore con cui sacrificò , innumerevoli volte , uomini
» sotto gli occhi dei congiunti ; le donne erano lo sfo-
» go di sua brutale libidine in uno e della sua atroce
» ferocia. E fanciulli da lui corrotti, si erano ammaniti
ll delle piccole ghigliottine , con le quali dando morte
y, ad uccelli e sorci , si addestravano a, cose maggiori,
» A. Nantes si segnalò Carrier. Circa ottanta donne fu
ll rono uccise di schioppo , lasciatine nudi i corpi es po
li sii per tre giorni. Cinquecento fanciulli dei due set*
Tom. IL *

4
— 26 —
» si , il cui maggiorello contava quattordici anni, furo-
» no condotti al luogo medesimo per essere fucilati. La
» piccola statura ne salva parecchi dai colpi ; scioltisi
» dai lacci , si gittano tra le file dei loro carnefici, si
» stringono alle loro ginocchia in piglio d' innocenza e
» di sgomento. Questi sterminatori li scannano ai piedi.
d Gran numero di donne , le più gravide , altre con i
i) lattanti al collo , sono stivate in una barca , spogliate
» ignude e legate con le mani al dosso. E perchè una
» di loro si sgravò su la spiaggia , i carnefici le lascia-
» rono appena il tempo. Touquet , Robin e Lambert^
» rispondevano a colpi di sciabola alle stride acute ed ai
» rimproveri amari di quelle sciagurate ; e le une ve-
» devansi cadere ai piedi , boccheggianti e ricoverte di
» sangue , le compagne che rendevano l'ultimo respiro,
« quando ad un segno, un colpo di scure, i fabbri al-
» zarono la cannoniera , e l' onda le seppellisce per sem-
» pre » . Questa relazione, può dirsi che non fosse, se non
Tina miniatura, ed altresì fatta come di scorcio, di quelle
tante scene di sangue, descritteci nelle memorie di allora,
dal La Harpe, dal Barruel, dall'Auribeau, dal Fatin-Deso-
doards, dal Pichot,del Jauffret , del Carron (1). Il Cle
ro sopràtutto era il bersaglio dell'empietà. Alle straggi
del Carmine, di S. Germano e di S. Firmino, allo scop
pio della bipenne che sgozzava tanti Unti del Signore ;
gli scellerati bevevano e propinavano , quasi fossero ad
un banchetto ; e d'intorno al palco v' erano situate se
die per chi volesse essere spettatore del macello. E questo
macello dappoichè ebbe durato per molte ore, i barbari
intrisi del sangue delle vittime, e grondanti di sudore ,
stanchi per la fatica , si davano cambio a vicenda. Di
tanto in tanto quei cannibali si occupavano a trasportare
fuori i cadaveri dei trucidati , a spazzare e lavare i cor
tili , tutti inondati di sangue. Di più, dopo cotali straggi,
a S. Firmino ,.in un sol giorno, ottanta Preti furono tril
li) Veggasi altresì l' opera del P. Theiner , Doeumrnis inèditi re-
oXifs aux affaire» religieuses de la France, i780 a 1800, vziraits dm
AtchiVM seeretet du VWùan, Pam 1888.
eidati u colpi di picca , di sciabola , di mazze ferrate;
c semivivi o spenti erano gillati per le finestre su le vie.
Altri tuti' ora vivi si sfracellavano sul terreno , altri veni
vano accolti dai sottostanti su le punte delle falci, delle
picche , delle lance e delle baionette. Le carceri furono
piene di Monache e di Suore, ed il sangue delle Vergi
ni scorse in larga copia dai patiboli. Sedici Carmelitane
di Conipiègne furono decapitale a Parigi nelll Lugliol 191.
Queste sanie vittime erano state precedute da altre qua
rantadue Religiose dei diversi Monasteri delle Diocesi di
Avignone,di Garpentras e di Cavaillon, le quali riunite nelle
prigioni di Grange , dal 2 Maggio al 16 Luglio di quel-
l' anno, a tre, a quattro, a sette il giorno, erano ascese al
patibolo! ,
A sì orrendi fatti, più di uno chiederà a se stesso ,
non forse venissero indragate dal demonio, quelle belvo
piucchò uomini, i quali gavazzarono tra tanto sangue ,
menando al patibolo oltre a dugentomila loro concitta
dini ; e che poi terminarono fra di se facendo il resto, e
scambievolmente destinandosi alla lanterna, alla ghigliot
tina, alla mannaia ed alle scuri (1) ?, E son sicuro, che

(1) Nel 1864 venne pubblicata in Parigi la Corrispondenza di Ma


ria Antonietta , dopo il suo matrimonio col Delfino , che fu poi
P.e Luigi XVI; e tra le altre lettere della sventurata Regina, v'q
quella , indirilla alla sua sorella Maria Cristina , del d) 26 Feb
braio 1781 1 in cui le scriveva : a Credo che vi spaventiate troppo
» delta frammassoneria per ciò che riguarda la Francia Ne avrt-
» ste motivo se fosse una società secreta di politica ; ma in vece
» i' arte del Governo è di lasciar che si dilati, poiché in fondo non
ù è altro che una società di beneficenza e di piacere Non è vero
» che sia una setta di atei, perchè a quanto mi si dice, parlano lutti
» di Dio. Vi si fa molta carità, si allevano i figlioli dei membri piit
» poveri , e si dà marito alle loro figliole ; e no vi par che sia un
» male? Di questi ultimi di la Contessa di Lamballe fu nominata
» Gran Maestra di una Loggia... Credo anche io che si potrebbe fa-
i> re del bene senza tante cerimonie ; ma bisogna lasciare ad oguu-
» no il suo modo. Purché si faccia il bene, che monta? » Di tal gui
sa si occultava ai Sovrani l'abisso che doveva ingoiarli ! E se quel
la Regina non vide tutto il feroce svolgimento della carità e bc-
nefitansa Massonica ; nondimeno dovette amaramente deplorarne le
iniziative nelle atrocità dei settembristi , e quando vide come i fra
telli sapessero trattare caritatevolmente la sorella c Gran Matura,
Lamballe e figlie di lei, ma che qaando rotolò nella polvue, ai
— 28 —
non si andrebbe errato in cotale giudizio; giacchè da Giu
liano apostata, il quale moveva la guerra al Galileo o
ad un tempo onorava Satana, consultandone i voleri con
gli scongiuri teurgici ; tutli i pretesi eroi della libertà
del pensiero , in uno che si ribellano al Cristo ed alla
Chiesa sua, si sottomettono a Lucifero, e ricevono gli
oracoli dell'Inferno. E noto come Lutero, Zuinglio, Men-
zer, Pelasge, Carlostadt, Bodin, Agrippa, Ficino, Melan-
cton , Rigeberb , Junianus, corifei della Riforma prote
stante, e che voglionsi aver tolta la superstizione; rife-
rissero da senno i loro trattenimenti col Diavolo , e lo
frequenti apparizioni onde furono dal medesimo onorati:
ed i meno empii tra essi, non han potuto declinare l ac
cusa d' essersi tutti consecrati all' astrologia giudiziaria
ed alle scienze occulte, il cui scopo è di meltere l'uomo
in più o meno diretta comunicazione con lo spirito re
probo (1) ! E non punto è una calunniosa imputazione,
dire lo stesso dei Frammassoni e degli altri increduli
del secolo XVIII, avendosi un libro apposito, che il Fiard
pubblicò nel 1803 col titolo : La Frante trompée par
les magiciem et Ics dèmonolatres. ll Voltaire. fin dal 1136,
aveva tracciato il programma della rivoluzione, scriven
do a Thiriot : Il faut mentir comme un diable. E la ri
voluzione con negare Dio, col sostituire su gli Altari dì
Lui una meretrice , con quell' odio tremendo contro la
Croce che giunse fino ad abolirne il nome di un quar
tiere che chi amavasi della Croix Itouge ; mostra animi
tanto perversi, da dovere quasi supporre una invasione
diabolica. E se non questa supposizione, almanco il fat
to dei Teofilantropi i quali sul principio di loro esistenza
ebbero anche sacrifizii per gli dei infernali, è una pro
va incontestabile del cullo con cui per allora onoravasi
piedi del carnefice, il capo di Luigi XVI , e quando ella stessa , ól
unita all'angelica Madama Elisabetta , venne trascinala- al patibolo!
(1) Muntzer, Carlustadius , Pelasgui , aliique revelationes jactant ,
ut frequens erat, iis temporibus , hoc stratagemma Satanae , in ange-t
lum lucis se transformantis. Ulenbcrg Yit. Lutheri. —Bossuet Maria
delie variazioni eie lib. //.
Satana(l). Oltreché è manifesto come la setta, giunta al suo
pieno trionfo e prostratasi dinnanzi alla dea-ragione, a
furia precipitò nei misteri nefandi del vizio e della supersti
zione. Il Portalis testifica che nella Biblioteca nazionale
di Parigi , per allora, non si chiedevano altri libri, che
quelli di cabala e di magia. Di più il Robies bibliotecario
pubblico a Lione mostrò al medesimo le pruove autentiche
di misteri abbominandi , che sì celebravano periodica
mente in notturne assemblee; e sì orrorosi, che in com
parazione di essi , erano un nonnulla le più spudorato
superstizioni del gentilesimo (2)! Ma dappoi vedremo, dì
tratto in tratto , continuarsi coleste abbominazìoni nella
frammassoneria odierna.
Uè il Reveilliere-Lepaux , quel Patriarca della Teofi
lantropia, con gli altri del Direttorio , furono damme
no, nella satanica animosità contro quanto v'è di sacro,
di quello fossero stat' i Frammassoni che li ebbero pre
ceduti. Ché altresì eglino ereditando l' esecrabile voto
di strozzare V ultimo dei Re con al' intestini delV ultimo,
dei Preti, non punto desistettero dalle vessazioni contro
la Chiesa Cattolica. E comunque adoperassero maniero
meno violenti nella scellerata opera di annientare la Re
ligione in Francia; queste riuscivano .non meno efficaci,
che quelle, usate dai tristi loro predecessori allorché vi
dominarono col terrore, rovesciati gli Altari , chiuse lo
Chiese , interdetti i sacri Riti e proscritto il Clero (3).
(1) Armonia dì Torino, i% Maggio 1858,
(2) Memorie particolari.
(8) Ud santo e degno Prete di una Diocesi meridionale della Fran
cia , imprendendo, non è guari tempo, a scrivere la Storia delle perr
Sedizioni sofferte in Francia , dal Clero , in tempo del terrore ; ed a
tal'uopo occupandosi a rovistare gli Archivii della Prefettura del suo
Dipartimento , affine di riunire i documenti necessari! per la stati
stica dei Sacerdoti trucidati per quel tempo; vennegli alle mani un
processo di molto volume e di singolare apparenza. Ed accintosi a
svolgerlo , ne caddero giù circa settanta ostie. Tutle erano ostie con-
secrate , le quali da settant'anni rimanevano tra le polverose scrittu
re di quell'Archivio. Uno dei furiosi Massoni del 17t)3 le aveva sa
crilegamente involate, e postele in un toglio sudicio, aspettava per
distruggerle, che fosse stato ucciso il Prete che le aveva in custodia.
Ma la morte impedì a quello scellerato di porre ad effetto il divisa,
sacrilegio, ed i preziosi Azimi "da lui rapiti, rimasero confusi «oit
— 30 —
Divoro le istruzioni , per quei Direttori date al Bona-
parte, in tempo che questi era a capo delle falangi re
pubblicane in Italia, di distruggere, se tornatagli pos-
sibilo, il centro dell' unità romana ; gl'iniqui trattamenti
adoperati nella Francia contro i sacri Ministri fedeli ai
loro doveri ; gli scellerati modi onde trascinarono Oltreal-
pi il Pontefice Pio VI, e fecerlo morire incarcerato nel
Castello di Valenza ; le frenetiche grida di gioia eh' emi
sero per allora, declamando con accenti empii c bruta
li, da mille e quattrocento anni l'umanità chiedere la
distruzione di un potere nemico della società, la di cui
culla non sembrava essersi collocata sotto il regno di
Tiberio che per appropriarsi i vizii di questo padre di
Nerone (1); sono questi od altrettali falli, che mostrano
come essi non sapessero dissimulare J' odio profondo

capo ni.

/ Frammassoni confessano che la rivoluzione di Fran^


eia fu opem di loro setta , e la iniziativa di una
sovversione più generale della Società —- Condizio
ni delle diverse congreghe settarie nel principio dal
secolo XIX — 'GV Illuminali delV Alemagna conti
nuano l'opera di cospirazione antireligiosa ed anti
sociale—-La Tungedbunde e la Burschenschafl— Ope
re della setta nell' Olanda, mila Svezia e nella Russia.

Il secolo XVIII aveva suo termine , affogato nol san


gue e nella empietà. La Frammassoneria , la quale in-
sin-> a quella grande disorganizzazione che dicesi ri
voluzione Francese, si era nascosta all' ombra ed al ta
stero , svolse i suoi pensieri, i suoi divisamenti, le s^e
opere : e non più si contenne dallo spingere il suo spirilo

gli atti sanguinosi delle procedure: Unità Cattolica di Torino, ti Di-


ccmhr. 1864.
;i) Pivhot Memorie ecc. ann. 1795, 1798. 1799. — Becsltioi '
di Piovvi , Uh. XIV. — Coppi Annal. d'Hai, ann. 1797, 179?
— 31 —
sovversivo alla rovina sociale , non pare in Europa, ma
altresì per l'intero Universo. Essa da quell'epoca insi
li* ora , dove in maniera latente , è dove allo scoperto,
ha procurato sormontare gli ostacoli che potessero op-
porlesi. E continuando per ogni verso nella pratica delle
sue arti nequitose , non che indietreggiare alle grida
delle coscienze religiose ed oneste , ha saputo adagiar
si su gli scalini dei Troni ed i Ministri dei Re ebbe
associati ai suoi progetti. Non una sola volta , i capi-
setta avvisando di disvelare agli iniziati il rendiconto
dei progressi sellarti , propalarono all' Universo , nella
ebbrezza del trionfo, il dominio universale ed il bruta
le dispotismo che la rea consorteria omai fa pesare so
pra i popoli ed i Sovrani , disponendone a suo talento.
Preziosissime rivelazioni all' uopo, del Traillard, del Vivier,
del Sidow , e profferite in occasione di una festa delle
Logge riunite, n' ebbero raccolte Y Eckert e l'Abate Gyr;
e per esse disvelasi come l'anticristiana congrega fosse,
non anzi Y unica , che principale motrice di tutte le al
tre sovversioni religiose e sociali , che posteriormente
vennero avvicendandosi di quà e di là dell'Atlantico (1).
E non in maniera diversa , indicò la origine della rivo
luzione Francese e sue conseguenze, Y Haugwitz. Giac
chè questi avendo avuta la direzione superiore delle Log-
ge Massoniche di una parte della Prussia, della Polonia
e della Russia ; quando fu poi Ambasciatore del Re Gu-
gliemo HI al Congresso di Vienna, deplorò la noncuran
za con cui insin' allora si erano chiusi gli occhi univer
salmente a quello status in statu , formatosi pressochè
ìn lutti i Governi. E venne manifestando come quella ri
voluzione ed il regicidio con tutt' i suoi orrori , eransi
risoluti nei convegni della Frammassoneria ; che an-
zi erano stati il risultamento di associazioni e di giu
ramenti ecc. ; dagl' infimi gradi ai più elevati , quelle
associazioni settarie non avendo altro proponimento, che

(1) La Pranc-MaQonneri» dans sa veritahle signifteation , ou san


histoire par Ed.-Em. Eckert .... considérablement augmentè de
docuMWtii authmtiques ... pvr V abbè Gyr , tom. ì, pag. 25S.
— 32 —
quello di abbattere i sentimenti religiosi, eseguire i più
criminosi disegni , e servirsi dei primi come di man*
tetto per coprire i secondi (1)4
Intanto, nel 1800, i sistemi Massonici erano innumere
voli: ché la Frammassoneria,) al paro di ogni altra eresia,
mai sempre tende, non che a moltiplicarsi, a dividersi e
suddividersi. E però in allora v' erano il sistema Scoz*
tese , i Filateti , V Adonhiram> il S. Giovanni di Sco*
zia , gV Illustri Eletti della, Verità, il Sistema erme*
lieo , i Massoni Martinisti , gli Eletti Còens, la Gran*
Loggia d' Inghilterra) il Rito primordiale di Francia^
10 Scozzese antico ed accettato , i Tre Grandi Simbolif
11 Rito di Misraim o Egiziano , il Rito rettificato *
il Rito antico riformato , i Riti di Schwendenborg , di
Zizendorf , di Schroeder , di Zessler , della Gran-
Loggia dei ire Globi, il Rito Svedese ecc. Ma sul co
minciare di questo secolo, nella maggior parte, tutte què-
ste varietà Massoniche furono fuse nel Rito Francese ,
nel Rito Scozzese antico ed accettato, ed in quello Egi*
ziano o di Misraim. E quest' ultimo , comunque nel*
l'organamento settario del 1811 volessesi tenuto in conto
di abolito , pur nondimeno ha seguitato a sussistere, for
mando una minoranza tra i Frammassoni d' Italia ; e ge->
neralmente viene considerato da essi come una segrega
zione , uno scisma dalla Massoneria. E però in uno che
gli altri due Riti si accordano tra loro , Y Egiziano co
stituisce una grande e terribile opposizione, nei suoi ar
cani convegni , alla maggioranza Massonica (2).
Quando fu cacciato il Weisshaupt dalla Baviera , po
tè solo dirsi che la direzione centrale dell' Illuminismo
venisse trasferita più al Nord della Germania; e che quel
caposetta e suoi principali assessori si riducessero ad
una cerchia più limitata in riguardo alle forme del pro
selitismo settario, in che procedettero con modi assai più
cauti. Ma la loro strategica non fu punto mutata ; e
però il linguaggio arcano ed i motti d' ordine conti
ti) Opcr. citat. tom. li, pag. 17*9.
(2) Unità Cattolica di Torino , 4 Giugno 1804.
— 33 —
tìuarono in Alemagna , al paro che vi continuarono t
mercè la diffusione di libri e di giornali , le tendenze
alla irreligione ed alla sovversione sociale. E non punto
venne scemandosi la influenza su la Istruzione pubblica
c sopra i Sovrani ; che anzi gV Illuminati nella Baviera
medesima , dopo la morte del Duca Carlo-Teodoro , vi
ricuperarono il predominio, meglio che prima (1). Weiss-
haupt, nel suo Memoriale per servire alla conoscenza
del mondo e degli uomini, pubblicato a Gotha nel 1810,
comeché in maniera velata , sufficientemente manifestava
come gl' Illuminati procurassero farsi scudo della stessa
diffidenza , in cui erano caduti per gli orrori della rivo
luzione Francese, stringendosi più tra loro; e che affino
di provvedere alla propria sicurezza , e tranquillamente
continuare nch" opera nequitosa , studiavansi di occulta
re le massime della setta , con inorpellarle della divisa
degli antichi principii. Quindi la rea società si venne tras
formando in società di svariate denominazioni , non la
sciando quelle altresì di Accademie di scienze, di Cir
coli letterarii ecc., mettendo nondimeno a capo sempre
quella della Frammassoneria (2). E questa mai sempre
continuava* nelle province Transrenane, a godervi piena
libertà. Insin dal Luglio \1H, essa aveva ottenute lettere
patenti in favore dei suoi adepti nella Prussia, da quel
Re Federico II: e quindi nel Dicembre 1185 lo stesso
Imperadore Giuseppe li dichiaravasi favorevole alle con
greghe Massoniche. Che anzi cotali favori divennero una
protezione incontestabile, almanco per gli Stati Prussia
ni, quando il Re Federico Guglielmo III, nel Luglio 1800,
vietando ogni altra società secreta, col medesimo editto
approvava quella dei Massoni.
Intanto la serie delle umiliazioni, a cui dovette sostare la
Germania per la rivoluzione Francese, e poi pel dispotismo
del primo Bonaparte, erano state un assai degno compenso
alle mine praticate dall' Illuminismo Alemanno, pel trion
fo dei capi rivoluzionarii d' Oltralpi (2). Ma quando i
(1) Pichot Memorie ecc. ariti. 1800.
(2) Spartaco e filone, pag. 166, 188.
Tom. II. «
- 34 -
sellarli di Oltrereno vidersi incatenati dal guerriero, che
avvolse nel suo braccio di ferro quasi tutta l' Europa ,
eglino adoperarono per abbattere la grandezza di lui ,
quelle armi stesse, impiegate a suo favore in tempo del
la repubblica. Quindi surse il Tugcdbund ( Unione del
le virtù ) , società arcana, la quale da Koenisbcrg, do
ve crasi stabilita nel 1808, si propagò in tutli gli Sla
ti Prussiani, e negli aliti confinanti della Germania ; ad
un tempo avendo a se sommessa un' altra più ampia so
cietà, col mentito titolo di Società scientifica e mora
le , i cui componenti dovevano servire come di passivi
e ciechi istrumenti , senza av vedersene , all' ultimo suo
fine (1). E fu per allora, che con energia ed attività nuo
va in mezzo alle Università Alemanne si moliiplicarono
le Logge settarie, imprudentemente protette dai Sovra
ni affine di giungere ad un intendimento , vantaggioso
sì pel momento , ma che menava dappoi a pericoli più
tremendi di quelli , che per allora soffriva la disavven
turata loro patria. E per una tale protezione, in quelle
logge professavasi di non mai indietreggiare dinnanzi
a qualunque delitto , ognor che l' interesse della causa
il richiedesse. Però insin d'allora vi si gillarono i semi
di quelle atroci tendenze , che omai veggonsi t'innovel
late nei demagoghi dell'AIemagna, della Francia , dell*
Svizzera e dell' Italia, di affogare una porzione del ge
nere umano nel sangue ! La rivoluzione rivolgevasi con
tro il parricida suo figliuolo, e Strabs in Vienna si av
ventava alla vita di Napoleone I. Per allora incominciaro
no a spargersi, con una novella audacia , massime per
verse e bestemmie orrende. E le agitazioni dei compo
nenti la Tungenbund trovarono un' eco potentissima nel
le congreghe settarie di quasi lutt'i paesi dell'Europa;
ad un tempo che l' appoggio dei Governi Alemanni , i
pronunziati delle Cortes nella Spagna , non che i pro
clami dell'Inghilterra e dell'Austria stessa in Italia, pre
paravano i semi di quei posteriori rivolgimenti, dei qua
li omai veggonsi raccolti frutti amarissimi.
(1) Coppi Annal. d'Italia, ann. 1809.
— 35 —
Caduto dappoi il despota , la gioventù ardente del
l' Aiemagnn , nelle Logge per lo appunto del Tunged-
bund e durante la pace, si sovvenne delle promesse fat
te! in tempo del pericolo : e I' opera delle sette rinco
minciò a tentarne con ogni mezzo Y attuazione. Alla
Tungedbund , nel 1815 , vennesi sostituendo la Bur-
schcmchafl : e nel 1811, la riunione della Warlburg
delle occasione alla signiiìcatissima promessa della gio
ventù universitaria , di continuare nelV ordine sociale
V opera incominciata da Lutero nell' ordine religioso !
Nell' anno seguente , quattordici tra le Università Germa
niche apertamente si collegarono a quel triste intendi
mento ; e nel 1819, nella pubblica piazza di Manheim,
Sand assassinava l' infelice Hofzbùe, al fanatico grido di
viva la Germania (1). Ad aumentarne la oltranza, non
che la diffusione dei principii antireligiosi ed antisocia
li , vi concorrevano quei rifiuti del Clero Cattolico , i
quali adepti delle congreghe Massoniche , ovvero in di
pendenza di esse , ed appoggiati dai Governi Prote
stanti Alemanni , audacemente vi continuavano la tri
ste opera di propagazione delle massime Febroniane e
Giuseppine. In tempo del Congresso di Vienna , il Ba
rone di Wessemberg , notoriamente diffamato come un
Frammassone e come nemico della Divinità di Cristo
Signore , giunse a proporre il progetto di una Chiesa
Nazionale Tedesca , indipendente da Roma ! Egli era
Vicario Generale di Monsignor De Dalberg , per allora
Arcivescovo-Primate di Ratisbona ; e questi aveva dovu
to destituirlo per ordine di Papa Pio VII. Ma nel Feb
braio 1811 , per la morte di quel Prelato, il Capitolo
di Costanza non si peritò nominarlo a Gran-Vicario di
questa Diocesi , dandogli come Luogotenente , uno non
meno indegno di lui , Antonio Reiniger. E non ostante i
rechimi del lodato Pontefice a quei Canonici ed al Gran
duca di Daden ; lo sciagurato apostata continuò nell* u-
surpalo ministero , mercè la proteziono di quell' acc»-

(1) Luquet Dei pericoli presenti delta società , pan. l, § XIV. .


— Se
cato Principe , il quale eoa una memoria ingiuriosa
alla Chiesa Cattolica, ne assunse la difesa nella Dieta di
Francfort , presso gli altri Sovrani dell' Alemagna (1).
. Ne minore mostravasi l' opera dei Frammassoni nello
province confinati , di guisa che il Principe Federico di
Oranges , il quale era stato eletto Grande-Oriente per
le Logge dell' Olanda e del Belgio , quando venne in
piena conoscenza delle dottrine che si professavano negli
alti gradi della setta, rinunziò a quell' uffìzio di Venerabi
le della Gran-Loggia. E nella esposizione dei motivi
di quella: sua rinunzia venne dichiarando di non più vo
lere nulla a partire con i gradi superiori della .Mas
soneria (2). Si grande accecamento può avverarsi nello
menti degli uomini ! Quel Principe inorridito dalle ulti
me tendenze dell' empia congrega, in uno che si avvisa
di ritrarre il piede dalla voragine in cui è per cadere ,
non sa distaccarsene del tutto, contento di rimanere nei
gradi inferiori.
Alla vista di tanti elementi minaccevoli di dissoluzio
ne , si avrebbero dovuto togliere dal letargo i Governi,
Ma nemmanco riuscì a farneli accorti , la nota che il
Ministro degli esteri in Prussia , a dì 21 ottobre 1819,
diresse a tutti i Potentati dell' Europa , nella quale di-
cevasi che nei diversi Stati della Confederazione omai av-
vertivasi ttn' arcana agitazione ed un fermento di spi
riti , non che la esistenza di una fazione diffusasi per
tutta quella vasta contrada ... sostenuta da associa
zioni , tendenti a disordinare la Germania. Aggiun
geva che per le investigazioni adoperate nelle diver
se province Alemanne , derivava risultamento uniforme,
che l' assassinio del Holzabùe indicava a sintomi di un
male serio , profondo , esteso , appalesatosi di tale
guisa nella Germania , che gli agitatori , uniti tra
loro per la identità delle massime, si sostenevano <t vi
cenda , taV ora senza nemmanco conoscersi ; avendo
ad ultimo fine , quello d' impiantare un nuovo ordine
(1) Henrion Storia della Chiesa , lib. CI.
(2j £a Frammassoneria nello Stato , pa$^ 30.
— 31 —
dì cose con l' annientamento delle basi sociali, c pro*
fessando che il,fine giustifica i mezzi per ottenerlo. E
terminava con la considerazione che cotali principii sov-
versivi scoprivansi nel corpo dei Professori di non una
sola delle Università Alemanne ; chò la solidarietà dello
massime, dell' organamento, delle reciproche relazioni e
del fine delle società secrele della Germania con quello
delle altre parti d' Europa, si disvelavano nei loro comuni
baccani , nei loro timori e nelle loro speranze, ovunque
uniformi (1).
La posizione dei luoghi, e sino ad un certo punto la
somiglianza dell' andamento settario, ci obbliga a rivolgere
il discorso altresì al lavorio , che le nequitose congreghe
ad un tempo continuavano nel Settentrione dell' Europa.
Nella Svezia quel Re Gustavo-Adolfo IV, in Marzo 1803,
pubblicava una ordinanza, mercè di cui mentre facevasi vi
sta di fulminare le società secrete , grandemente le fa
voriva con la eccezione , su Y esempio della Prussia , di
elle dei Frammassoni: e soggiungeva, essere dessa sotto,
nostra protezione speciale; quasiché vi potessero esi
stere altre congreghe arcane , le quali non fossero Mas-
soniche o non dipendenti dai Frammassoni ! Ma v' è di
più , che in Maggio 1811 , il successore dì lui, Carlo
XIII , istituiva in onore della Frammassoneria Y Ordine
civile che porta il suo nome ; vi alzava uno dei suoi
gradi a titolo costitutivo di Nobiltà , ed apriva a suoi
iniziati l' ingresso nei Reali Appartamenti !
Nè le condizioni della setta erano meno prosperevoli nella
Polonia e nella Russia : ché quel colosso del Seltentrione
nemmanco può dirsi che vada senza quei pericoli, da cui
1' ordine sociale viene minacciato nel resto dell' Europa.
Quell' Imperadorc Alessandro I, il quale su l'esempio di suo
padre Paolo I , sul principio erasi dichiarato contro la
Massoneria ; dappoi ebbe la debolezza di forvisi inizia
re , e di rialzarla nei suoi Stali. E quando unito agli
altri Sovrani avvisavasi , per sempre avesse vinta l' idra

(1) Saccardi Lega Filosofica-Giansenistica-Massonica, part.H,cap.l.


— 38 —
della rivoluzione , con abbattere il .trapotente conquista-
torc che l' ebbe in se personificata ; trovò che dopo il
Congresso di Vienna , il genio rivoluzionario , meglio,
che in qualsiasi altra circostanza avesse potuto tornargli
acconcio , era riuscito alla diffusione dei suoi prineipii,
e con una gagliarda efficacia , nell' Impero Moscovita; lo
società secrete avendo saputo avvalersi anche di quella sim
patia di carattere tra i Francesi ed i Russi. Una rivoluzione
di idee , da allora in poi, si venne osservando nella gio
ventù di Pietroburg , e fino Ira gli Umziuli della Guar
dia Imperiale : ed i sellarii si rendettero baldanzosi per
quella connivenza che inverso le loro congreghe mostra
va il mentovato Imperadore. Nondimeno il Governo di
lui avvedutosi omai che le cose procedevano a mal punto,
dovette sciogliere uno dei corpi dell' Armata, affine d' im
pedire che il contagio si propagasse nelle altre truppe.
E quel Principe medesimo negli ultimi anni del suo regno
videsi obbligato a porre un qualche argine alle massimo
pericolose. II Maggiore-Generale Michele Orloff per allora
occupavasi alla istituzione di una società col titolo dei
Cavalieri Russi , adoperandone gli adepti a contrabilan
ciare gli sforzi della Frammassoneria Polacca. La quale,
dappoiché ebbe inabissata la patria, facendole espiare di
essere stata per Ire secoli il baluardo Cattolico nel Setten
trione e nell'Oriente contro gii assalti dello Scisma, del
l' Eresia e dell' Islamismo ; dimenavasi con le sue Log
ge di Varsavia fra cospirazioni atroci , che finirono con
maggiormente ribadire i ceppi a quell' infelice Nazione.
Ma se l'associazione dell' Orloff poco ebbe di influenza
e di durata ; un'altra che le sorgeva dallato, rendeva
te funestissima per ogni riguardo. Il Tenento-Colonnel-
lo Murawieff, insin dagli ultimi anni dell'Impero Napo
leonico , coltivando la idea d' impiantare in Russia un'as
sociazione arcana su le basi della Tungedbund, che per
allora sorgeva nella Germania in nome della nazionali
tà; nel Febbraio 18l1 ne regalò una ai suoi col nome
di Unione di salute o dei Veri e fedeli figli della pa
tria. E ad imitazione del Weisshaupt per Y illuminismo,
— 39
procurò formarne il nucleo con gli avanzi delle congre
ghe Massoniche , vietate in tempo di Caterina II , ma
non assolutamente distrutte. Le prime trattative all' uopo
egli fecene con varii Ufllziali dell'Esercito, col Capitano
Nekile Muravieff, col Colonnello Principe Trubetzkoi , con
Yakuckin, con Sergio e Matteo Murawieff-Apostol, Uffiziali.
c col Colonnello Pesici. Questo ultimo dappoi divenne l'ani
ma di tutte le combriccole, e fu il compilatore degli sta
tuti della setta. Essa si divideva in tre categorie, i Fra
telli, gii Uomini ed i Boiardi ; in questa classe , al
le due precedenti superiore, per ogni mese eleggendovisi
s}\ Anziani o Direttori : ed il giuramento degli adepti
fondavasi per intero nella massima di una ubbidienza cie
ca e nell' uso dei mezzi più violenti , il pugnale, il ve
leno ecc. Or con elementi di questa natura e con un ta
le organamento , la congrega settaria progredì in manie
ra rapidissima ; e di guisa che fin dal primo anno di
sua istituzione già vi si era maturato il disegno di assas
sinare l' Imperadore , come un mezzo necessario ad im
pedire la ristorazione della Polonia. Yakuckin era quello
che doveva dare il colpo , e per poco fu che non ve
nisse al compimento di tanta scelieraggine , rimastone
spaventato alla esecuzione. Nondimeno la rea società non
punto ristando da suoi intendimenti , non andò guari
iempo , che venne modificandosi , e col nuovo nome di
Unione del bene pubblico rifece i suoi statuti; che nella
divisione delle materie , nella miglior parte delle idee e
nello stile medesimo , presentanosi piuttosto come una
perifrasi , che semplice imitazione , di quei delle sette
illuminate della Germania. Però nel suo riorganamento,
una tale Unione divenne il centro di altre simili congreghe,
dette Libere, le quali al paro dell' associazione di pruova
ossia Società dei militari , creata qualche anno prima,
cooperaronsi efficacemente ad aumentare l'azione di quella
Unione centrale. Con queste tendenze dunque, nel 1820,
la idea di sovvertire l'Impero Moscovita, mercè una rivolu
zione, in quei covi della Massoneria Russa era sì coltivata,
che di nuovo nei medesimi videsene proposta la iniziativa
— 40 —
con l'uccisione di quell' Imperadore; e v' è fondamento .1
credere che per allora il progetto vi fosse adottato a plu
ralità di voli. Che anzi , quando nell' anno dopo sem
brava apparentemente quella società si fosse disciol
ta ,* essa venne riordinandosi immantinenti con una ener
gia non mai maggiore , e con proponimento risoluto di
spingersi innanzi , fino alle ultime conseguenze , sotto
il nome di Unione del Nord ed Unione del Sud. E co
munque non molta armonia esistesse tra queste due di
visioni , nondimeno esse erano di accordo nel fine
di crollare le basi dell'ordine sociale , mercè una rivolta
nell'Armata ; e ciò soprattutto allorchè vidersi scoppia
re simili insurrezioni militari nella Spagna e nell' Ita
lia (1). Questi fatti non si arrestarono con la morte di
Alessandro I , e sufficientemente danno luce sopra avve
nimenti, dappoi venuti svolgendosi sotto i successori di
lui, e specialmente a danni della sventurata Polonia.

CAPO IV, smjf***?»

Condizioni della Frammassoneria in Francia durante


la rivoluzione ed il primo impero—Azione sua nel
la caduta del primo Bonaparte — tn tempo delld
Restaurazione viene continuando V opera di cospi
razione antireligiosa ed antisociale, di accordo con i
confratelli di Spagna, di Portogallo, e d' Italia.

Nella Francia l' empietà, che si era avvisata di seppel


lire per sempre il Cattolicismo, quando vide rialzati gll
Altari, ed il successore di Pio VI, da essa tanto barbara
mente trattato, rimesso in tutto lo splendore di sua di
gnità ; non punto ristette dalle sue folli aspirazioni- t
Frammassoni per all'ora , come assicura l'Acerellos, scrit
tore della iniqua congrega , vi si mostravano procedere
con la Croce dei Templari e con la Stella fiammeggian-
- (1) N. TourRueneff La Russie et les Russe s , tom. t.yag. SSescqq.
Ed è a notare che questi particolari su la Frammassoneria in Russia
vi sono narrati , come era da aspettarsi dalla condizione di lai, ch' é
uno degli adepti della medesima.
— li —
le (1). In mezzo agli orrori della rivoluzione , gli stes
si capisetta salirono sopra quel palco , a cui avevano
trascinato Luigi XVI. Ed allora si vide altresì quello ,
che si e veduto dappoi replicare per tante altre volte
nella Francia ed ovunque , come la Massoneria, la quale
è potente a rovesciare ed a distruggere, sia insufficien
te e debole per menare innanzi l'opera propria. Essa
aveva vindicati i Templari con I' assassinio del Re e con
l' avvilimento della Religione , aveva oppresso il popolo e
coperta la Francia di lagrime , di sangue e di rovine.
Ma ad un tempo , che la parte superiore delle Logge e
dei covi settarii si era servita della parte bassa per com
piere l'opera , questa si ritorse contro i suoi capi : ed
eglino furono malmenati di guisa che quasi tutto dispar
ve sotto i colpi del Giacobinismo , ed appena noveravan-
si tre Logge in Parigi. Non pertanto le ree congreghe
andavano riaprendosi: e nel 1198 il Ministro della Poli
zia , Charlier, consultato dal Commissario della repubbli
ca presso il Dipartimento del Nord, gli rispondeva che i
Frammassoni potevano riunirsi liberamente. Di più il Gran-
de-Oriente, perito col supplizio di Filippo Egalith, il Du
ca d' Orleans (2) , venne ricostituendosi in Dicembre del
l' anno seguente. Quindi nel 1800 le Logge si furono mol
tiplicate fino a settanta : e più tardi la Loggia del Gran-
de-Oricnte si pose all'opera della revisione dei suoi sta
tuti , la quale revisione durò per un triennio. Intanto , nel
1804 , omai le Logge trovavansi moltiplicate a trecento:
(1) Doctrine e bui de la Frane-Ma connerie , par un franc-macon
qui ne V est plus, Paris 186Ì.
(2) Si vaole che cotesto sciagurato , il quale sembrava , meglio
che verun altro fosse penetrato negli arcani più profondi della Mas
soneria ; nondimeno avesse scritto nel 5 Gennaio 1793 : Giacché non
conosco in quale maniera compongasi il Grandc-Oriente , non più
voglio ingerirmi in nutla, nè di Grande-0rieme,nè di riunioni Fratn-
massonìche : vedi Thory Storia della fondazione del Grande-Orien-
te in Francia , presso Desbassay de Richetnont ecc. Se è vero un
cotale aneddoto, questo sarebbe una pruova di più, che l'accecamen
to avesse fuorviato di guisa quel degenere figlio di S. Luigi, da non
punto avvedersi negli orrori e nelle empietà della rivoluzione, essere
dessa l'attuazione di ogni divisamento Massonico ; se pur uon voglia
si supporre che insin' allora egli sia stato il melenso strumento di
uomini assai più nequitosi di lui !
Tom. IL 6
— 42 —
ed io uno, per quella revisione, i gradi sellarti vennero mot
tiplicandosi fino a trentatre ; esperimentato come riuscis
se pericoloso di consentire la manifestazione degli arca
ni della società. Di tal guisa questi procuraronsi novella
mente involgere in veli accessibili solo ai più elevati nei
misteri della sociclà medesima. Ed in prosieguo tornerà
meglio acconcia opportunità di parlare distintamente di
quei trentatre gradi Massonici , che omai veggousi an
che adottati dai consettarii di altre regioni , come mezzo
potentissimo a menare i babbei , adoperandoli come una
forza bruta , ai supremi intendimenti dell' iniqua con
sorteria , senza mai conoscerli; e spinti da empii giura
menti , dei quali non possono indovinarne la portata. Le
Thuilcur, il quale fu tra i primi scrittori della setta, nel
1813 non peritavasi indicare quello, che d'altronde, non
oltre a due anni dopo, nel Congresso di Vienna, il Conte
d'IIaugwitz ebbe dappoi manifestato pienamente, lo scopo
della Massoneria essere tuti' uno con quello degli antichi
Templari(l). Divero, secondo LeThuileur, nel grado di Ca
valiere Kadosch , ch' è tra i più alti , si commemora la
estinzione di quell'Ordine ed il supplizio del Alolay; sog
giungendosi che il recipiendario deve vindicarne la mor
te , sia figuratamente su gli autori del suo supplizio,
sia implicitamente su chi di diritto : e che però nel ca
techismo v' erano segnate , per gl' iniziati a quel grado,
le seguenti inchieste: D. Chi conoscete voi ? R. Bue ab-
bominevoli. D. Nominateli. R. Filippo il Bello e Ber
trando di Goulh (2). Che anzi, a meglio rannodare lo
antiche massime di quell' Ordine depravato con le con
taminazioni Massoniche, non che affine d'imporre con titoli
fastosi alle moltitudini degli adepti nei gradi inferiori ,
per quel tempo si vennero pubblicando dei supposti mo
numenti storici , religiosi e liturgici , come di origine

(1) Eckert la Frane-Maeonnerie ecc. tom. 1, pag. 166.


(2) Cioè Clemente V. Des trent-trois degrès de V Ecossime du ril an
cien , dit acceptè , pag. 206 212 213 , Paris chat Delannay , li
brato palaisruyal , 1813.
— 43 —
Templari» ; ma la finzione non era sì latente che non
riuscisse a subodorarsene la origine favolosa (1).
(i) Non essendo ponto verosimile che quei Cavalieri , dopo l'abo
lizione dell' Online, avessero continuato nella loro originaria sus
sistenza, comunque in forme latenti ai Pro/ani; è manifesto come sia
foggiata, e senza alcun fondamento di sorte, una serie di Gran-Mae
stri Templari, da Gio: Marco Larmen , il quale vuoisi successore del
Molay , insino al signor Fabrè-l'alaprat nel 1804, presso Thory, Act.
Latomor. 18iii, Series cltronotog, magistrorum mititine templi e tabula
aurea et citarta transmissionis exeept. Ed in eguale conto di Unzione
debbono aversi due libcreolacci , i quali si pretendono appartenuti an
ticamente a queir Ordine : il primo consistente in una contraffazione
dell'Evangelo di S.Giovanni, e cb' è detta in oso di qoei Cavalieri nel
secolo XU ; l' altro col titolo di Leviticon contiene un manuale de
gli arcani religiosi e disciplinari di essi. Primamente fu il Mnenter
Della Notilia codicis Gratei Evangelium loannis variatum continentis,
Ilavniae 1828 , e poi il Gregoire Bell' Histoire des sectes religieuses
Paris 1828 , che l'ebbero montovato come trascritto da on esempla
re greco più vetusto, il quale dicono fosse esisti to nel secolo XU, en
tro il Monastero Basiliano sul Monte-Athos. E per gran tempo, que
sto codice venne spacciandosi in Parigi , come appartenuto a quella
C'usa del Tempio. Ma un tal codice presentando mutilazioni ed alte
razioni notevolissime , le quali disvelano il reo intendimento d' insi
nuate gli errori dei Borgomili e degli altri Neonianichei del medioevo,
non che un Panteismo ed un Materialismo camuffati in certe forine
mistiche; bellamente il Thill, nel suo Codex npocrypkus Navi Testa
menti , Lipsiae 1832 , smascherò cotesta impostura , considerando
che comunque quel codice fosse in pergamena ed a caratteri dorati ,
non era die una invenzione sacrilega della Massoneria del secolo XVIII.
Divero , oltreché ootol' empia contraffazione si appalesa come ope
ra di uno poco esperto nel greco , ed altresì sfornito di quell' avve
dutezza, la quale gli sarebbe stata opportuna per darsi un qualche
credito di antico scrittore: quelle decorazioni medesime in forme trian
golari , di continuo intercalate nello scritto , e la ribottanto laidezza,
con che a traverso il misticismo delle forme , vi si oppogna la Divi
nità di Cristo Signore, la necessità della Rivelazione , l' immortalità
dell'anima; ad oo tempo propugnandovisi il più vituperevole indiffe-
rentissimo religioso e tutte le attre ree massime dei sofisti Valterìaài
dell' ultimo decorso secolo , sono argomenti che mettono in chiaro ,
nulla vi avessero avuto a partire i Templari antichi , i quali a mal
grado quella loro depravazione , non che professare si turpi errori ,
neminanco n' ebbero conoscenza veruna. Però cotesta scempiata scou-
cinlura dell'Evangelo di S.Giovanni è a dirsi modellata sul leviticon,
ciré l'altro libricciattolo , e nel quale con più o meno d'impudenza
vi si annunziano quello stesse bestemmie ; e di più una gerarchia co
me esistita presso i Templari, che affatto non fu propria di quell'Or
dine. E forse quelle due empie filastrocche dovettero venir foggiate
ad un tempo e per un medesimo compilatore , afline di servire come
di scambievole puntello all'empietà Massonica'. E non lieve argomen
to potrebh' essere , quello altresì delle relazioni , non ponto arcane ,
che avevano con la Frammassoneria i doe eterodossi scrittori- i quali
primamente furono ad accennare quell'Evungelistario pseudo-joannita,
• Si è ripetuto non per una sola volta , che il primo
Bonaparte desse morso e freno alle sette Massoniche e
loro aflini ; e che ne avesse attutita l'azione , svolgen
done nondimeno il concetto settario a suo modo. Io non
saprei come potesse supporsi una tal cosa , o almanco
dirsi che fosse opera di mettere morso e freno , quella
di proteggere e dare quasi una legale esistenza a con
greghe di simile natura, e tal ora agire sotto la influen
za delle medesime ; ché non tutti i fatti , pe' quali Na
poleone I divenne odiosissimo persecutore della Chiesa c
carceriere di Papa Pio VII, voglionsi attribuire alla sfre
nata sua ambizione. Ed il voto della Frammassoneria in
parte adempiuto con la vendetta della morte del Molay
neh" assassinio di Luigi XVI , imprigionato al Tempio ,
antica carcere di quel Gran-Maestro dei Templari , non
che nel sangue di tanti Vescovi e Preti della Francia e
negli obbrobrii fatti a Pio VI ; non era appagato che
nelle nuove umiliazioni del successore di questo Ponte
fice (1). E non può dubitarsi che durante il primo Impero,
la setta tenne alla la testa; che anzi pubblicamente ebbe
il Muenter Vescovo protestante in Danimarca ed il Gregoire già Vesco
vo costituzionale in Francia. Oltreché nè per le antiche memorie , ni
per i processi fatti in tempo dell'abolizione dell'Ordine dei Temi
plari , a malgrado i rigori onde quegli sciagurati vennero proscritti ,
non si ebbe mai a rimproverarli di cotali scellerate compilazioni.
Ed il fatto della finzione di ossi , opportunamente viene a manifestare
cometa Massonerìa del secolo XVIlI non disconosceva le tradizioni,
ricevute dal Neomanicheismo del medio evo; quella idea di un Evan
gelo di S. Giovanni non altrimenti potendo derivare, che da memoria
arcane della nequitosa consorteria. E ad essa doveva essere nota la
venerazione , che i Bogomili e sette affini professavano al Santo Apo
stolo , avendolo come il protagonista di quella sì strombettata fitau*
trofia , e come capo perpetuo di loro associazione. Onde è che l' im
postore allorché pose mano a queir empia contraffazione, di già ave-
vane avuto un esempio nei Catari e loro consettarii del secolo XIII.
(1) Nelle Memorie del Cardioale Pacca si ha che quando nel 1812,
quei Cardinali che dicevansi rossi e quei pochi dell' Episcopato Fran
cese, che corteggiavano il despota , e ne godevano i favori , in Fon-
taineblcau ogni arte posero onde indurre il mansuetissimo Pontefice a
cedere anche una volta alle orgogliose pretese di lui, e sacrificare al
l'antireligioso suo dispotismo i diritti della S.Sede e della Chiesa ; non
cessavano dirgli , alla setta Filosofica dovere lo stesso Napoleone, per
non irritarla maggiormente , usar riguardi , e dare qualche soddisfa-
Sione: Memorie del Ministero ecc. part. Ili, eap. 7.
aperte le sue Logge in Francia (1). Per la rivoluziono, che
era stata il risultato delle associazioni e dei giuramenti
Massonici , sorse la dinastia dei Bonaparte. Tutt' ora è
problematica l' astensione del primo Napoleone dalle reo
conventicole (2) ; ma è certo ch'egli medesimo disse :
La Franc-Maconnerie dèpend da moi. E conoscendo i
pericoli di cotali associazioni , in uno che era convinto,
non gli si lascerebbero penetrare i secreti altrimenti, che
con avere uno dei primi adepti alla sua dipendenza; nel
1805 procurò far' eleggere in Gran-Maestro, il suo fra
tello Giuseppe. Quando poi questi venne innalzato da lui
a Re di Spagna , vi unì Cambacèrcs col titolo di pri
mo Gran-Maestro aggiunto a sua Maestà il Re di Spa
gna. E però guadagnatasi la confidenza dei settarii, riu
scì a riunirli d' intorno al Grande-Oriente. Ciò produsse
che rapidamente si aumentassero le Logge, di guisa che
nell' anno 1812 ne dipendevano dal Grande- Oriente di
Francia mille ed ottantanove , comprese le Logge mili
tari, le quali componevansi di nove reggimenti; chè con
tal mezzo Napoleone procurava di vincolare tutti gli ullìziali
in ogni Loggia (3). Oltrechè quanto appartenevagli, pa
renti , servitori , uomini e donne , era tutto Frammasso
neria. Col fratello Giuseppe, con l' Arcicancelliere Cam-
bacèrès , col cognato Murat , secondo Gran-Maestro ag
giunto , vedevasi anche l' Imperadrice Giuseppina, la qua
le , in detto anno , stando a Strasburg , presedelte alla
(1) Il sullodato Eminentissimo scrittore altresì narra rome allorché
era menato in Francia, incarcerato di unito a quell' illustro Pontefice,
stando in Grenoblè, nelle ore del mattino quando egli celebrava i Sa
cri Misteri, pe' Frammassoni costumavansi tenere negli appartamenti
superiori del suo albergo , le loro adunanze senza velo di sorte ; e
che in una di quelle mattine fu ammesso alla società , ovvero avan
zarono di grado , il Colonnello Boissard , che aveva portato e teneva
in custodia il Santo Padre : Memorie ecc. part. Il , cap. 2.
(2) Besuchet sostenne nel 1829, ch'egli fu iniziato nell'isola di
Malta , in occasione della spedizione di Egitto : Abraham , nel suo
Specchio della verità , cita parecchie poesie , nelle quali Napoleone è
chiamato fratello : I' Ape Massonica dichiara che fu ammesso al se
creto delle Logge. Nondimeno molti negano che il primo Bonaparte
fosse Frammassone.
(3) Doctrine e but de la Frane-Madonnine , par un franc-mafon
qui ne V est plus. . .--'"i?'r"5
festa di adozione della Loggia dei Franchi Cavalieri
di Parigi] e nd un tempo Eugenio Bcauharnais era Vene
rabile d' onora della Loggia di S. Eugenio in Pari
gi (1). Ed egli veniva riguardato da quei Massoni como
il loro salvatore; le aperture delle Logqe e la levata dello
sedute seguivano al grido di Viva l' Imperadore. Ogni
vittoria di lui era un trionfo dei Frammassoni , e le pa
role d' ordine che questi sceglievano, erano sempre allusi
ve alle geste Napoleoniche. Divero , come per saggio ,
potremmo accennare, che nel 1800, scienza e pace era
no le parole della Massoneria Francese ; nel 1802, do
po le vittorie di Marengo e di Montebello , unità , riu
scita ; nel l804 alludendo all' Impero ed alla incorona
zione , elevazione, contento ; la battaglia di Friedland
produsse i nomi d' Imperadore , confidenza- ; quella di
Austerlitz , Napoleone , confidenza ; -il Matrimonio coni
Maria-Luisa d'Austria, felicità, Jmperadrice ; la nascila
del Re di Roma , nascita , allegrezza ; la spedizione di
Russia, vittoria e ritorno. Di più il Gran-Maestrato con
le sue rendite frutlarono a Giuseppe Bonapartc due mi
lioni , ed a Cambacèròs conto mila franohi annualmen
te (2). Ed il trapolentc despota, il quale solo per suoi finì
di politica avvisava di avvalersi della setta, come di un
mezzo potente di sorveglianza e di polizia ; e faceva le
viste di proteggerla, mentre la detestava in suo cuore ;
n ebbe gli adepti sommessi , insino a che le congreghe
Massoniche sperarono in lui un appoggio ai proprii in
tendimenti. Ma dappoi , fatti accorti co esse erano dive,.
nute non più, se non strumenti nelle sue mani, i Fram~
massoni della Francia , associatisi ai Tongedbunds del
l' Alemagna in lega formidabile , propararono le de
fezioni nelle armate Francesi ; e le Logge furono , che
potentemente concorsero ai rovesci del colosso. La ca
duta di Napoleone I se deve attribuirsi a molteplici e sva
riate cause , tra queste l' ultima non vuolsi noverare ,
quella delle tenebrose arti della Frammassoneria di Eli
ti) La Farina Storia d'Italia dal ISIS al 1850.
(2) Docirine ut but de la Frano-Mayifnnerie, eco.
ropa. Ed altresì nella seconda spedizione degli Alleali ,
nel 1815, furono i Graduati della sella, che si posero
di accordo col nemico , ed il Duca d' Otranto , Fouchet
de Nantes , Grande Conservatore dèlia Grande Loggia
Simbolica , pose il colmo alla fine politica del Bonapar-
te , come Presidente della Commissione di Governo (1).
Nella restaurazione dei Borboni, l' improvvida condotta
del Ministro Decazcs rese più audace l' empia consorte
ria. E vuoi egoismo di lui e dei suoi colleglti , vuoi
perfidia o debolezza ; l' autorità pubblica si mostrò conni
vente alle ingiurie, che la stampa libertina avventava con
tro la Religione ed il Clero. Ne le leggi repressive ave
vano valore di sorte ; la censura stessa , posta agli ordini
immediati del Ministero , adoperandosi a favore degli
scritti irreligiosi. Però la setta a furia di arcani maneg
gi c di potenti intrighi procurò riprendere l' antica sua
influenza nei Corpi dello Stato. E mostrò la maligna sua
opera non pure in quella costante opposizione, che il Con
cordato del 18 l1 incontrò , per la sua esecuzione, nelle
Camere Legislative ; ma altresì quando nel 181!), il par
tito antireligioso ed antisociale inviò a quella dei Deputati,
tra gli altri demagoghi, il regicida Gregoire. E questi vi
si sarebbe assiso, se un avanzo di pudore, fresche essendo
pur troppo e sanguinolenti le piaghe, non l'aVess' escluso;
(1) Eckert e Cyr La Franc-Maconnerie,dans sa veritable signification,
ou sori bùt et son histoire , toni. II , pai). 381;—Ktoss Histoire de la
F.M- en Frunce, tom.ll , pag.2;—Voctrine e but de la Franc-Hacon-
•nerie, ecc—Torna assai acconcio all' uopo, quanto nella Introduzione-
di quest'ultimo opuscolo v'è per un tale riguardo: Si diceva che una
Società secreta aveva molto contribuito alla sua disgrazia... Non andò
molto che mi avvidi come la più parte dei miei amici apparteneva
alla Società, accusata di avere potentemente contribuito alla caduta
di Napoleone, e non sapevo come spiegarmi cotale mistero. Uno tra
essi, a cui manifestai i miei dubbiì , mi dichiarò che la Società- del
la quale era membro , possedeva sola il secreto che io cercavo. tì
quel secreto, che nella setta mai sempre gli fu occultato , a malgrado
tutti i gradi della divisione esterna o simbolica che gli si fecero per
correre; a malgrado i molteplici giuramenti di non mairivelare i se
creti confidati; a malgrado di aver sopportate le pruove più spavente
voli ; c solo potette avvedersi , passando di laberinto in laberinto ,
che la società covava un odio profondo contro la religione, e profes
sava la rivoluzione in permanenza c la sorversioue di qualsiasi auto
rità sociale.
— 48 —
a dì 2 Dicembre di quell'anno, un grido di orrore elevatosi
jiell' Assemblea, all'udire il nome di lui, fuori i regici
di (1). Bla ciò non tolse , che le nequitose congreghe
proseguissero nella scellerata cospirazione ; che anzi irri-
latf per una tale sconfitta, con gli scritti e con i discor
si della Tribuna non tardarono a riprodurre tutti quei prin
cipi , per cui erano derivali gli orrori ed ì sacrilegii
della rivoluzione. E poichè la tattica adoperata nel se
colo XVIII, di attaccare la Religione sotto nome di su
perstizione , non più poteva riuscire all' intendimento ;
si procurò mutare nomi , serbando fermi i rei principi!.
E però il Caltolicismo fu detto per allora , partito-pre-
ie , ed i settarii amarono nominarsi Liberali , divenuto
omai odioso il nome di Giacobini. Il Volterianismo ave
va dovuto cambiare il suo motto ! Non però una cotale
nuova strategica era meno colpevole ; che anzi disvela-
vasi come il risultato di un premeditato piano di novel
lo attacco , onde spingere il popolo per la seconda vol
ta all'anarchia, alle stragi , al saccheggio. Ed il siste
ma di tolleranza del Ministero verso gli elementi rivolu
ti) Quando fu veduto che i pericoli pel Principato erano proce
dati , e procedevano , non da altra origine , se non dall' anarchia e
dalla empietà armata; ed omai i Sovrani erano divenuti il trastullo della
rivoluzione; cotesto sciagurato apostata che trovavasi in relazione con
altri corifei della Frammassoneria d' Europa , cotesto grande nemico
delle Monarchie, per allora si era messo a difendere la pretesa indi
pendenza dei He dai Papi, camuffandosi nella divisa di quei Prelati
cortigiani dei tempi di Luigi XIV. E però dettava \'Essai historiqut
tur la libertè de V Eglise gallicane , e le Observations critiquet sur
V ovrage de Af. De Maistre, de l' Eglise gallicane I Ed il nuovo Cam-
piene del Gatlicanismo aveva dimenticato per avventura, o avvisava
che di tai guisa potesse porsi in ohblio, com'egli aveva gridato nel
l'Assemblea rivoluzionaria del 1792, che V histoite des Iioisest le mar-
tirvluge des nations ; ch'era stato uno dei membri della Convenzio
ne a votare per la morte di Luigi XVI, e con apposito opuscolo dap-
poi aveva applaudito a quel regicidio ; che infine, nel Novembre 179.T,
con altri Vescovi costituzionali, suoi colleghi nello scisma, aveva da
to alla Francia lo scandaloso spettacolo della più vile apostasia dal
Cristianesimo, e con frasi da trivio, nelle quali tutto disvelavasi l'odio
suo contro la Religione ed i Re ! E però i Sovrani dovrebbero anche
una volta avvedersi di quale conio siano quei caldi zelatori dei diritti
delle loro Corone avverso alle supposte usurpazioni di Roma : che con
cotesti spauracchi, ridicoli piucchè maligni , procurano deviare l'at
tenzione dalla voragine , in cui procurano di continuo inabbissurc Ra
e popoli !
— 49 —
zionarii, contribuì grandemente all' assassinio del Duca di
Berry ed alle atroci ovazioni , con cui in Parigi fecesi
plauso al Louvel ed ai suoi mandanti tra le empie grida
di Viva V inferno (1) I II Duca d' Orleans , dappoi Lui
gi-Filippo Re dei Francesi , era per allora il Grande-
Oriente della Frammassoneria in Francia ; ed essa ,
nella gioventù che educavasi nelle Università e nei Gin
nasii di quel Regno , aveva formata, e continuava a for
mare il suo braccio ed il suo appoggio validissimo. Ad
un tempo Lafayelte , LafUte ed altre celebrità Massoni
che spingevano innanzi , con una infaticabile attività, le
file di una nuova rivoluzione. Quindi le mosse rivoltuosa
di Lione nel 1819, le cospirazioni dell'Ovest che furono
nello stesso anno contro il Duca d' Angouleme, le turbo
lenze di Grenoble e di Parigi nel 3 e 6 Giugno 1820,
la cospirazione contro la Famiglia reale nel 9 Agosto
di quell'anno , gli attentati del Gravier e socii, non che
le cospirazioni ed i movimenti insurrezionali del 20 Mar
zo 1821 , avvenuti a Grenoblè, Lione , Valenza, Nimes,
Tolosa , Brest , Rennes , Quimper , Lilla, Marsiglia, ed
in altri luoghi , ad un tempo che orde di sellarli met
tevano in disordine il Portogallo, la Spagna, il Piemon
te e Napoli ; mostravano come uno fosse l' organamento
ed uno il fine , che nei covi della Frammassoneria in-
tendevansi dare al rinovellamento della dissoluzione so
ciale in Europa (2). Luigi Blane, questo corifeo della ri
voluzione , ed a cui erano noti tutti gli arcani delle so
cietà Massoniche , viene descrivendo le opere loro nella
Francia , e come tutto tendeva a rovesciare di nuovo gli
Altari ed il Trono. Egli dunque narra come quattro Impie
gati di Finanza , Bazard , Flottard , Buchez e Joubert,
di fresco avevano impiantato a Parigi un Club, filiazio
ne della Frammassoneria , sotto il nome di Loggia de
ll) Armonia, 12 Maggio 1888.
(2) Memoria sulla situazione della Francia relativamente agli Sta
ti d' Europa, stampata in Londra in Giugno 1821, tradotta dal Fran
cese ed arricchita di annotazioni, Italia, Dicembre 1821; — Doctri-
ne e but de la Franc-Maconnerie, par un franc-macon qui m f ut
plus,
Tom. //. 7
I
' I .
- 30 -
gli Amici ella Verità; che nei primi tèmpi essa com-
ponevasi degli alunni delle scuole di Legge, di Medicina
e di Farmacia ; ma che poi dietro la proposizione di Ba-
zard , vi fu ammesso un gran numero di giovani dedi
cati allo studio del Commercio , e che con tali mezzi
quella Loggia avevasi acquistata una potente influenza
su la gioventù Parigina. Le iniziative erano state prese
nel dì 1 Maggio 1821 in una casa alla via Copean ; e
da questo rione dei poveri di Parigi, quel nuovo innesto
Massonico, non oltre che a pochi mesi dopo, produce
va frutti Bmarissimi per la Francia. E se il lavorio set
tario per allora non riuscì ad ottenere tutto il risultato
che i suoi autori impromettevansi ; non però fu meno
efficace. Ché il fuoco covando sotto la cenere, in tempo
più maturo divampò poi per tutta l' Europa. Per la
commozione del Giugno 1821, la cui conseguenza fu la
cospirazione militare del 19 Agosto seguente, allorché que
sta abortì alla vigilia della esplosione , il colpo caduto
sopra i cospiratori, fecesi sentire nella detta Loggia de
gli Amici della Verità, e ne disperse i principali mem
bri. Joubert e Dugied venuti in Italia , si associarono
in Napoli ai Carbonari , che vi avevano un pieno dispo
tismo. E quando la rivoluzione vi fu repressa , Dugied.
ritornò a Parigi, portando sotto le vesti i segni del gra
do ottenuto nella Carboneria Italiana. Flottarci imparò da
lui i particolari delle iniziazioni e pratiche , insino a
quel momento ignote in Francia. Quindi fattane parola
al consiglio amministrativo della Loggia summentovatà ;
_ i sette membri di cui componeva»] quel consiglio , ri
solvettero istituire la Carboneria Francese, previo il giu
ramento mutuo di conservare inviolabile un tale secre
to. E comunque il pensiere dominante dell' associazione
non avesse niente* di preciso e di determinato ; nondime
no i considerati , come compilaronsi da Bazard , Flot-
tard e Buchez , a malgrado la loro formola vaga , pre
sentavano una piena corrispondenza con i sentimenti di
avversione agli ordini sociali. E da ciò eglino incomincia
rono a cospirare sopra più larghe basi , con un ardore

-4
- 5l -
immenso , ol in balia di passioni dissennale c senza
freno alcuno (!}.

CAPO V.

Condizioni della Frammassoneria nelV Inghilterra— De-


fenders d' Irlanda—I Massoni Inglesi aumentano di
audacia e minacciano la sovversione degli ordini so
ciali altresì neW Isole Brittanniche.

Nella sovversione universale delle idee e dei fatti , il de


lirio rivoluzionario che più o meno tentava crollare ogni
ordine ecclesiastico e sociale, ovunque giungevano a trion
fare lo falangi repubblicane della Francia ; era riuscito
a colpire di sbieco anche le Isole Brittanniche , a
malgrado che il Governo di esse procurasse respingerla
a danni degli altri Stati, non avendo potuto o saputo an
nientare ad un tempo quel verme roditore , che aveva
messa in crollo quegli altri Stati. E divoro la Massone
ria vigoreggiava noli Inghilterra , e si era propagata al
tresì nelle antiche sue Colonie di là dell' Atlantico, dove
nel iVJl , Washington accettava la qualità di Gran-
Maestro delle Logge dell' America settentrionale. E la
sella , non che incontrare ostacoli , riceveva protezione
nel Parlamento Inglese, quando nel 1 190 pubblican
dosi un Bill contro le sociclà sediziose, venivano esclu
se quelle dei Frammassoni , ordinandosi che le Logge
per allora esistenti fossero mantenute. Nò doveva riusci
re altrimenti per l'alia tutela, in cui esse erano da gran
tempo, dei Principi della stessa Casa regnante. Giacché
fin dal 1191 , nel grado di Gran-Maestro della Gran-
Loggia à: Inghilterra , ad Enrico-Federico Duca di Cum-
beiland succedeva Giorgio Principe di Galles; come dap
poi a questi , nel 18l2, furono dati per successori nel
grado medesimo, unitamente il Duca di Sussex e Carlo
XIII P»e di Svezia. Non era dunque strano , che altresì

(1) Blanc Hist. de dìx ans. lom. I, pag, 85 , 01 e 9S.


— 52 —
presso gli Inglesi , la Massoneria cospirasse di accordo
con i rivoluzionarii di Oltremanica : ed in tempo che
la demagogia Francese gravava col suo dispotismo altre
parti di Europa , per poco mancò che il Re Giorgio III
non fosse vittima di un assassinio , per un pelo venendo
deviato il colpo regicida !
Per allora si era formato in Hamburg un nucleo dei
settarii cosmopoliti , al quale v'erano associati France
si , Alemanni , Inglesi ; e da quell' estremo lembo della
Germania settentrionale attendevasi, mercè di estese cor
rispondenze e di attivi emissarii , alla propagazione dei
principii rivoltuosi , non che alla esecuzione d' intendi
menti sovversivi di ogni ordine sociale. Da ciò ebbe de
rivato che altresì tra' sudditi del Governo Brittannico si
attecchissero quelle massime. Negli anni 1191 e 1198
1' Irlanda videsi in preda a disordini e violenze ; e gli
spiriti si rendevano baldanzosi per la rivoluzione France
se. La lontananza stessa ne attutiva gli orrori , che pe
rò avevansi in conto di falsità , o almanco di esagera
zione. A questo si aggiungeva che quel ferreo giogo del
Governo Inglese , sotto cui gemevano gl' Irlandesi, pro
curava simpatie ed applausi ai rivoltuosi di Francia, pres
so gli uomini di carattere ardente , gli ambiziosi, quei
che erano privi di fortuna , e quanti altri si avvisava
no migliorare condizione in un cambiamento di cose. Ed
al paro che poi si è veduto nella Polonia, anche nell' Ir
landa per allora si prese ad orpello la Religione ; tornan
do necessario l'appoggio delle masse ai disegni della de
magogia. Ma sufficientemente poteva dissingannarlc quan
to erasi avverato, e continuava ad avverarsi nella Francia;
ché una rivoluzione sorta per i principii medesimi , non
doveva riuscire a risultato, che non fosse ostile al Catto-
licismo. Divero i Deferders, o adepti della Società degli
Irlandesi riuniti, mostrandosi in relazione col Direttorio
Francese , il quale sì vivamente perseguitava la Chiesa
nelle province di qua della Manica, e proteggeva le stra
nezze della Teofilantropia; non punto erano fatti ed ar
gomenti idonei a persuadere i Cattolici, che i sediziosi
nell'Irlanda volessero obbliarc quell'odio feroce, nudrito
ovunque dai loro consettarii contro la Religione. Oltreché
i libri degli increduli Inglesi che vi si facevano circo
lare , le aggressioni notturne , le assemblee rivoltuose ,
i saccheggi , gli assassinii , e soprattutto le rivelazioni
di molti tra quei Defenders; appalesarono quello , cho
per altro disvelavasi nei mezzi insili' allora adoperati per
la setta , di attuare nell' Irlanda i fatti della demagogia
Francese , la proscrizione della Religione e la confisca
delle proprietà. Anche in Inghilterra la Frammassone
ria avendovi un numero, e non punto scarso, di adepti;
questi si erano data ogni cura , con le forme arcane
di loro tenebrose congreghe e le corrispondenze col Di
rettorio repubblicano della Francia , d'impiantare nella
loro patria le massime della rivoluzione , che insangui
nava quella sciagurata e sempre nobile Nazione (1).
Ma questi germi di dissoluzione non potettero piena
mente avvertirsi nel loro svolgimento, che dopo la caduta
del primo Napoleone: giacché durante il dispotismo di
lui , nell' Inghilterra la pubblica attenzione venivasi de
viando per la idea di abbattere quel colosso. E non fu
che in Novembre 18l9, quando omai la setta ovunque
dai suoi covi minacciava l'ordine e la pace dell'Europa,
il Principe reggente , poi Re Giorgio IV , menò alte
querele nel Parlamento y su le pratiche sediziose , che
da gran tempo facevansi in varii distretti del Regno,
dove sono stabilite le grandi manifatturiere ; che ve-
devansi per allora proseguire con maggiore operosità;
che cotali pratiche erano associate a fatti non pun
to conciliabili con la tranquillità e le pacifiche abi
tudini delle classi industriose della società ; che omai
si appalesavano sentimenti non pure ostili alle istitu
zioni politiche del Regno , ma aventi in mira la uni
versale sovversione dei diritti di proprietà e di ogni or
dine sociale : conchiudendo che v era d' vopo di tutta
la vigilanza e di ogni sforzo, per troncare la diffusione

(1) Pichot Memorie ecc. ann. 1798.


— 54 —
dalle dottrine del tr adimeato e dell' empietà (4). E dU
vero, precedentemente, nell'anno innanzi, ed in quell' anno,
medesimo, si era veduto come cotali semi di anarchia pul
lulassero nelle Isole l?rillannichc ; i faziosi non più fa
cendovi un mistero dei proprii intendimenti. Anzi pubbli
camente venivano conosciuti quei, che capitanavano le unio
ni settarie: questi erano Enrico Hunt, i signori Johuston,
Thistleword c Saxton, il predicante puritano Harrissou, il
maggiore Carlwright , il ciabattino Preston , lo speziale
Waston, i signori Wooller, Gale-Jonas e Waddington, in
fine i dottori in Giurcprudenza, Watson e Beni'
notevole che il Waddington già si era ved dato
parte alle rivoluzioni dell' America , della Francia , del
jìelgio e della Spagna ; come del pari Geremia Bentham
era troppo sciaguratamente conosciuto pe' suoi scritti di
Legislazione civile e criminale , contenenti un tessuto
di empietà e di bestemmie. Qual meraviglia dunque che,
nell'Ottobre 1818, fosse indiritta a quel Principe reg
gente una memoria in nome degli abitanti di Manchester
o dei luoghi circonvicini , nella quale , senza orpello di
sorte, essi dichiaravano che volevano esporre quella por
zione dell' Inghilterra a tutti i pericoli di una rivoluzio
ne. Quei funesti sintomi non gran falto tardarono ad at
tuarsi , e nel Luglio seguente , Brindi , ulfiziale di giu
stizia , avendo messo in arresto il demagogo Harrisson,
nella piazza di Smithfield in Londra: alla sera di quello
arresto, per mano ignota ed a tradimento, riceveva un col
po mortale da un arma da fuoco (2).
In tali condizioni adunque versava per allora l' Inghil
terra , e questi erano i suoi pericoli sociali , che mos
sero quel Governo di unita al Parlamento , di adopera
re provvedimenti rigorori all'uopo di guarentire l'ordine,
e, la pubblica tranquillità. Erano essi l'eco di simili misu
re, che ad un tempo i Principi della Confederazione Ger
manica , nelle conferenze di Carlsbad , avevano dovuto
adotlarc ; omai vedendosi le ree conseguenze , derivate
(1) Sacranti nper. citai- part, II, cap. I, pruov. 2.
(2) Sacranti oper citat.
— SS —
non che dalla tolleranza, dall'appoggio che ovunque ìn-
sin' allora crasi dato a cotali nequitose associazioni. Ed
eglino altresì non potettero disconvenire di quanto fu
deplorato, a dì 14 Marzo 1820, nell'alta Camera dei Pa
ri di Francia , dappoiché il Duca di Bcrry cadde vittima
del furore demagogico ; essere questi , frutti dalle per
verse dottrine , proclamanti V empietà , il tradiménto,
V assassinio , il parricidio ; minacciatiti assolutamente
la sovversione della Religione, della morale, dell'ordine
pubblico e di ogni istituzione sociale (1). Tutti cotesti
fatti e quelli che avvicedavansi nella Spagna, sottoposta
a terribili convulsioni politiche, non che l' affaccendarsi
dei settarii nell'Italia affine di rannodarvi le fila per una
prossima rivolta ; facevano avveduti anche i meno veg
genti j come le ree congreghe della Massoneria recipro
camente si sostenessero nell'opera della dissoluzione so
ciale nei diversi Stati dell' Europa.

CAPO VI.

Nella Spagna e nel Portogallo là Frammassoneria in


comincia ad innestarvisi mercè il Volterianismo eà
il Giansenismo— Quest' idtimo vi vigoreggia in gran
di proporzioni—La Frammassoneria vi si fortifica
per la invasione Francese — Esecrabili fatti delle
sue congreghe avvenuti nella rivoluzione che seguì
dappoi é

Trent' anni di miserie , di servaggio e di sangue non


punto erano stati sufficienti a saziare la ferocia di una
scellerata setta ; ché essa novellamente facevasi a solle
vare audace la fronte , e per ogni verso mostrava la sua
attività a danno dei Principi ed a rovina dei popoli. E
però in uno che armava nella Francia la mano dell' as
sassino contro quei Reali, tentava altresì di egualmente
far cadere i Sovrani d' Alemagna sotto i colpi dei pu-

(1) Ssccardi opcr. citai, prvov.3.


— 56 —
gnali di una fanatica gioventù, nell'Inghilterra assoldava
una plebaglia con l' intendimento di distruggere a furia
di violenze gli ordini stabiliti , e nell' Italia preparatasi
ad una eguale opera di rovinio e di assassinii ; riuscì
svolgere le tenebrose sue fila nella Spagna. Anche a quel
la Cattolica Nazione venne la sua volta; ed essa dovette
abbeverarsi al calice delle tribulazioni, ed andare sotto-
posta a danni innumerevoli. La Frammassoneria già si
era innestata nella Spagna e nel Portogallo in uno con
i principii del Volterianismo ; ed altresì in quei Regni
aveva incontrato un valevole appoggio in quello spirito
ostile ai diritti della Chiesa , che ovunque vedevasi svol
gere presso gli Stati Cattolici , nelle Corti , nelle Magi
strature , ed altresì in alcuni del Clero. Nella Spagna ,
vivendo tutt' ora il Re Carlo III, per cotale riguardo vi
si erano segnalati Macanaz , Campomanes ed il Conte di
Floridablanca, tra gli uomini di Toga. E del pari nella
penisola Spagnuola , per allora e poi , favorivasi cieca
mente quel connubio, che omai rendevasi più manifesto
c più stretto, tra la Filosofia di moda ed il Giansenismo.
Però la via agli onori civili ed ecclesiastici , altresì di
là dei Pirenei , quasi esclusivamente era aperta a quei ,
che col linguaggio di quel tempo dicevausi , sapesse
ro mostrarsi ben istruiti, intelligenti, spogliati degli ul*
timi avanzi d' oltramontanismo ! Dopo l' Aranda ed il
Pombal, non fu cosa rara vedere, Giansenisti e Massoni sa
lire nella Spagna e nel Portogallo alle più importanti di
gnità della Chiesa. I Teologi dell' Università di Coimbra,
quasi tutti erano della Frammassoneria. Di più l' Ac
cademia di S. Isidoro , formatasi in Madrid dopo la cac
ciata dei Gesuiti , fin dalla sua origine fu macchiata di
Giansenismo; altresì in quelle Cattoliche Nazioni non man
cando Ecclesiastici, professantisi liberi dal giogo delV au
torità, e che facevano ostentazione di obbedire solo alla
loro ragione. Nel 1193, il Grande-Inquisitore di Spagna,
Don Emmanuelc Abad y la Sierra lavorava col Ministro
Jovellanos e col Canonico LIorente (1) , a modificarvi la
(1) Questo sciagurato Prete, che Frammattone primamente, e dap
— :>i —
Chiesa c lo Stalo in senso rivoluzionario ; dopo di essi
quell' opera continuandovi la Contessa di Montijo ed al
tri (1). Quindi rendesi manifesto il fatto di Re Carlo
IV, che con suo editto , in Dicembre 1800 , querelan
dosi che i nemici della Santa Sede vi spargevano scrit
ti ricolmi di dottrine erronee, e già proscritte, affine di
produrre negli animi una sovversione di idee , onde al
lontanare i fedeli dalla sommissione al Capo della Chie
sa , non che manomettere la Religione medesima e la
tranquillità dello Slato ; come un antitodo a cotali ete
rodosse dottrine , ordinava la pubblicazione della Bol
la Auetorem Fidei , con cui il Pontefice Pio VI ave*
va condannato il Sinodo di Pistoia (2). Ma cotesto
spirito acattolico e turbolento si svolse in maggiori
proporzioni, nel tempo della invasione Napoleonica , al
lorché nel seno stesso delle Cortes si videro alcuni Ec
clesiastici menare trionfo delle massime Pistojesi, ed im
pugnare la dottrina della Chiesa Cattolica, manometter
ne la disciplina e conculcare la dignità dei sacri Mini
stri. E però altamente querelaronsi, con una apposita en
ciclica del di 12 Dicembre 1812, i Vescovi di Lerida, di
Tortosa, di Barcellona, di Urgel, di Teruel e di Pamplona,
i quali per le vicende di quella invasione Francese, ave
vano dovuto ricoverarsi nell'Isola di Maiorica (3). Ma a
malgrado che di tal guisa fossesi spianata la via dal Gian
senismo , la Frammassoneria, appena era che vi avesse
potuto mettere radici prima del 1808; che quei Governi
poi messo agli stipendi! del dispotica Ministro Godey , andò a finire
col tradire la sua patria , vendendosi corpo ed anima ai Napoleoni-
di , postergando I' onore nazionale e facendosi istrumento di un eso
so ladroneggio commesso contro la Chiesa ; è assai noto per alcune
opere empie, tra cui la Storia-Critica dell' Inquisizione di Spagna ;
e nelle quali non saprebbesi discernere che più vi dominasse, se l' i-
gnoranza o la inala fede o la presunzione.
(1) H4felé Disseriazione suli Inquisizione di Spagna, Milano iSSS.
— De Toreno l.uoria della sollevazione , della guerra , e della ri
voluzione di Spagna, lib. III. E dovendo per più di una volta rappor
tarmi all' autorità di questo ultimo, che poi tanta parte ebbe nella
sovversione sociale della sua patria; credo necessario avvertire coma
tal ora conviene pigliare i suoi detti in autitrasi della verità.
(2) Pichot Memorie ecc. ann. 1800.
(3) De Toreno oper. cilat. lib. XIX.
Tu
ioni. 11. 88

*
- .18 -
della penisola Iberica e l' Inquisizione avevano saputo, sé
non sbarbicarla , almanco tenerla repressa. Ma lo svoN
gimento di suo proselitismo e della azione sua sovversi
va seguì nella invasione Napoleonica di quelle regioni.
Ed il despota trapotente , il quale avvisava , mercè h
Logge militari , vincolare ai proprii interessi la settaria
consorteria ; altresì venne avvalendosene , onde crearsi
un partito Imperiale nella Spagna e nel Portogallo. Quin
di i Francesi vi aprirono Logge nelle principali città ,
procurandone la diffusione anche nei paesi, che avevano
saputo custodirsi immuni dalla loro invasione. E l' ope
ra settaria per allora tornò di facile esecuzione, stante
la larghezza delle forme governative, stabilite dalle Cor
tes ; e per le quali era impedita ogni rigorosa investi
gazione in proposito. Che anzi la stessa Cadice , dove
avevano sede le Cortes , fu una delle città prese più di
mira dal Governo Francese a diffondervi i Frammasso
ni', e quivi, tra le altre Logge, mostravansene due, co
me principali centri, traendo al proselitismo settario al
tresì qualche deputato venuto dall'America meridiona
le, inclinato al disordine. E però si venne vedendo , in
mezzo a quella lotta , con cui gli Spagnuoli e Portoghe
si seppero difendersi dalle ambiziose voglie del Bonapar-
te ; come tal' ora si affratellassero gli uffiziali delle ar
male nemiche , nel bollore stesso del combattimento, ed
anche con una violazione manifesta della disciplina mili
tare (1). Ma dacché in quella dolorosa serie di perfidie,
di rapine , di fatti sacrilegi e di sangue, le due Nazio
ni v' erano impegnate a propulsare l'orgoglio del Cesare

(i) Eckcrt e Cyr La Frane-Mafonitene eee. tom. II, pag. 1Si ,


464. — Doetrine e but de la Franc-Maconnerie , par un frane-ma-
fon qui ne l'est plus — Il Cardinale Pacca riferisce in proposito,
che quando , nel 1809 , venne trascinato prigioniere io Francia col
Pontefice Pio VII, in Grenoblè vide stanziate alcune milizie Portoghe
si , le quali avevano tradito il loro Sovrano , e venduta la loro pa
tria all'ambizioso usurpatore ; è che esse erano capitanate dal Mar
chese d'Alorna, noverando di più, tra loro uffiziali, altri signori del
l'alta Aristocrazia di Lisbona, delle famiglie dei Visconti di Ponte,
di Lima , dei Marchesi di Valenza e dei Conti <T Obidos , ecc. Me
morie ecc. parte li, cap. S.
— 59 —
Francese , c tuli' altro era 1' intendimento ; la nequitosa
consorteria poco riuscì a dominarvi (1). E sembra che
le mene si rivolgessero a danni del medesimo Napoleone.
Divero, piucché altrove , tra quelle soldatesche di lui ,
stanziami nella Spagna e nel Portogallo , la società se
creta dei Filadelfi, nuova trasformazione Massonica, ven
ne impiantandosi col fine di rovesciarne il Trono ; no
verando tra suoi membri , molli uffiziali superiori. E nel
1809 si profonde radici aveva messe nel corpo delle mi
lizie, capitanate dal Soult, e sì grande n' era il numero
degli adepti, che l'aiutante maggiore D'Argenton, invia
to appositamente a Lisbona, affine di rannodarvi relazioni
in proposito; potctte giungervi senza ostacolo veruno, ed
apertamente manifestare sua missione ai capi delle arma
te alleate : e quando nel ritorno fu messo in arresto per
un tal falto , i consetlarii commilitoni , per non essere
scoperti , gli facilitarono la fuga in Inghilterra (2).
Ma quelle barbe , che la Massoneria per allora non
potette mettere pienamente nel suolo Spagnuolo e Porto-
gesc ; le tornò facile dappoi , avvenuta la restaurazione
del Re Ferdinando VII : ed essa divenne mezzo poten
tissimo di comunicazione cospiratrice (3). E come già,
nella rivoluzione di Francia videsi che trccentomila sans-
coulotes posero in crudele servaggio venticinque milioni
di cittadini Francesi , avviliti e disarmati ; del pari fu
veduto che centomila sciamisciados oppressero undici
milioni di pacifici Spagnuoli. Quei , tra sellarii, i quali
si erano allontanati dalla Spagna , in Parigi ebbero mi
gliore agio di menare a rovinio la loro patria. E la
rea impresa tornò loro facile^ allorché quel Sovrano ri
putatosi di ratificare la cessione della Florida , prece
dentemente fatta dalle Cortes agli Stati-Uniti d'America;
eglino proposero agli agenti di quel Governo Americano
l' acquisto delle delte Colonie Spagnuole , a condizione
che l'ossero somministrati loro i fondi sufficienti per una
(1) De Toreno open citat. lib. XIX.
(2) De Toreno opcr. citai, lib. Vili.
(3) De T«reno n,er. ciiab. lib. XIX.
— 60 —
rivoluzione nella Spagna. Adunque, nel 1818, Forsilb,
Ministro Americano a Madrid , portatosi a Parigi, mer
cè la mediazione di Ervèeng il quale l' aveva preceduto
in quella legazione, si pose a trattarne col Conte De To-
reno. Ed in Agosto dell' anno seguente , nella capitale
della Francia, in casa di quel Conte, alla via Chaussèe
d'Antain, Francesi e Spagnuoli compirono quel mercato,
ed in uno prepararono la rivoluzione; ché a simile genia
di uomini la patria è una menzogna, e l'onore nazionale
è un pretesto ai proprii disegni ! Quindi De Toreno, Mina,
Ascos, Aquiero, Riego ed altri gittarono la loro Nazio
ne negli orrori dell'anarchia e di un feroce dispotismo,
che la insanguinarono. Ed il fratello Bumenhaussen si
prese la premura di venirci disvelando come la rivolta
dell' Isola di Leon , e conseguentemente quella che dap
poi seguì in tutta la Spagna , fosse provocata dalla Log
gia di Loreneis e dai due figli della medesima, Quiro-
ya e Riego (1). Di più torna in proposito avvertire, che
quando il Canga-Arguelles , inalzato dalla rivoluzione a
Ministro , fu convinto della malversazione di sessantadue
milioni di reali , sottratti alle Finanze di quel Regno af
fine di sussidiare i rivoltuosi del Portogallo , del Pie
monte e di Napoli; i Frammassoni Spagnuoli posero ogni
cura per impedire a mezzo il corso le investigazioni al
l' uopo. E fu veduto come potentemente vi concorres-
Onìs , Pardo e Bardaxi , i quali erano stati invia-
come Ambasciatori , alle Corti di Lisbona, di Tori
no e delle due Sicilie. Che anzi avendo avuta la loro par
te, in quello sperpero del tesoro Spagnuolo , alcuni de
putati delle Cortes ; onde non potessesi mettere in pie
na luce, come cotesti padri della patria V avessero as
sassinata , la rivoluzione piuttosto volle sacrificare il
nuovo Ministro di Finanza, Barata , il quale succeduto
al Canga-Arguelles , ne aveva disvelato il vuoto e l' au
tore di esso. Quindi il Ministro Filiu , in nome delle
Cortes e degli altri Ministri , chiesene la destituzione ;

(1) Revu» Maconique 1828 , pag. 320.


— 61 —
sostituendogli il Vellejo, il quale era in relazione con De
Toreno, con Canga-Arguelles, con Riego e con tutti gli
altri della consorteria rivoltuosa (1). Ma queste ribalde
rie non erano , che la parte minore di quel rinovella-
mento del suo trionfo, che la Massoneria si era procu
rato Oltrepirenei ; preparandosi poi a quelli, a cui tende
va nella Francia, e di quà delle Alpi. Ed altresì nella
Spagna , per quei suoi pretesi rigeneratori , dovettero
vedersi trasformati i delitti in virtù, e le virtù in delitti; e
gli scellerati di ogni genererai 1820 al 1823, ebbero tutto
l'agio di disfogare a loro talento il proprio libertinaggio,
ad un tempo che gli uomini onesti vennero ridotti ad una
vera condizione di oppressione e di schiavitù. Il saccheg
gio , i massacri , ed ogni specie di disordini furono
i trofei della novella libertà , imposta al popolo Spa-
gnuolo. Gli Ecclesiastici si videro assassinati per le
pubbliche vie ; e furono gittati nel vitupero e nel fan
go , quanti mostravansi aderenti agli antichi ordini dello
Stato ed ai veri interessi sociali. La si vantava libertà
di stampa , come ovunque si è veduto, anche nella Spa
gna , fu il privilegio d' impunità per la menzogna , per
la calunnia e per la miscredenza ; in uno che la virtù
e la verità erano oltraggiate , o per lo meno ridotte ad
uno sconfortante silenzio (2). Nè altrimenti poteva aspet
tarsi da una cospirazione , menata innanzi dalle empio
congreghe Massoniche ; ché il loro supremo intendimento
è quello di disfarsi di ogni potere sociale, e di distrug
gere ogni influenza religiosa nei popoli, discattolicizzan-
doli (3).
(1) Memoria sulta situazione della Francia , relativamente agli al
tri Stati d'Europa, stampata in Londra in Giugno 1851 , tradotta
dal Francese ed arricchita di annotazioni, Italia. Dicembre 1851.
(2) Haller Costituzione delle Cortes di Spagna. Napoli 182Ì.
(3) Neil' Atalaya de la Manca ( Sentinella della Mancia. Periodi
co che stampavasi a Madrid ) nel di 12 Maggio 1814 venne pubblica
to il piano della rea cospirazione , che la nequitosa congrego insin
d'allora disponevate le fila a danni di quel Regno. £ negli articoli
38 , 39 , 40, 41 v'erano esposti, senza orpello di sorte, le basi del
disordine sociale, a cui tendevasi , corrompendo le masse, esaltan
do le menti dei giovani, e procurando i mezzi, onde disfarsi del Re
« di tutli i ministri della superstizione : Haller uper. r.itat.
~- 62
CAPO VII,

Tristi condizioni, a cui la Frammassoneria menò F Ilq-


lia nello scorcio del secolo XVIII — Perfidie della
setta nelle diverse Corti d'Italia —- Persecuzione dei
Giacobini contro la Chiesa e sacrilegi ladroneggia
J Ciannoniani nella prima restaurazione agiscono
sotto V azione dei Frammassoni,

» Liberi noi ? Noi sottoposti alle accuse di scellerati ?


» Noi schiavi di mascalzoni furibondi ? Noi senza ozio
» di pranzo , interrotto da subite citazioni; senza quie-
» te di sonno, disturbato da prigionie improvvise ; senza
i) scampo di fuga, impedita da satelliti insolenti ; e trat-
» ti ai tribunali , ed esposti ai giudizii , e dannati agli
» archibugi ? Così liberi noi ? Ed i tiranni tolti ? ma qua
li li ? ma dove ? Dove erano senza di loro ? Quali ora
ti no prima di loro ? Dove le sospizioni , le proscri-
» /.ioni , le crudeltà ? Q libertà maledetta di questi
» mostri!... esecrata dagli uomini dabbene , e in or-
» rore persino al malvagio del loro partito ; libertà
» noli' esigere lo sborso di requisizioni arbitrarie , nel
» disprezzare dei miseri le querele ed i pianti , nel
i> farci schiavi nelle case nostre medesime , e di tutli
» gli averi nostri tapini e nudi interi. Q meglio so aves
ti si 'sulla polvere dormito degli avi , prima che la nv
» sorla libertà mi schierasse davanti in solo otto giorni
» una serie di errori , in sedici lustri non mai veduta.
« Pur se a questo mi ha voluto il Ciel riserbare a cabli
li go , di cuor lo ringrazio, che almeno m' ha dato sen-
» lire a conforto ben molli seguaci di tal errore fer
ii sennato , che dalle Alpi già discesi fra noi senza ai
» piedi calzari , e con ceppi alle mani , per essere ag-
» giunti all'esercito dei sediziosi, a chiunque si mo
li strasscro dietro strada , piangendo e giurando , ecco,
» esclamavano , ecco la nostra libertà , e additavano i
a loro cenci ; ecco la lihertà , ripetendo, la libertà no
li stra, e scuotevano le loro catene. E qnal più certo te
- 63 -
» stimonio di un evidente delirio, se lo confessano egli*
» no stessi ? E qual più vivo rimprovero di un' insania
» ostinata, se vedesi persino cogli occhi? » Di tal gul*
sa parlava un chiarissimo oratore Italiano, al cadere deU
Y ultimo decorso secolo , caldo di vero amore patrio^ e
che gemeva su le sciagure , le quali colpivano l' Italia
per la nequitosa cospirazione di una setta empia e tru
culenta. E soggiungeva dei governi, impiantato dal Gia
cobinismo nei diversi paesi della Penisola : « Ditelo il
» mistero della malizia, ditelo l'abisso dell'iniquità,
» ditelo il vitupero dell'uomo ». Ed accennato come la
base di ogni governo dev' essere la virtù , usciva al*
V apostrofe ; « Dunque non ne poteva essere la ribellio-
» ne , e quelli che li fondarono eran ribelli ; e si san-
» no le trame che tessevano perfidi, e si sanno le case
» dove si univan notturni. Dunque non poteva essere
» l' ingiustizia, e quelli che li fondarono erano ingiusti;
» già si sanno le viste a che miravano avari; e si san*
» no le cabale in che si ascondevano maliziosi. Dunque
» non poteva essere !' irreligione , e quelli che li fon-
» darono erano irreligiosi ; già si sanno i privati discor-
» si di una divinità inoperosa, e i diffusi sistemi di una
» materia pensante ». Nò con minore energia inveiva
contro il simbolo della rivoluzione, che ovunque innalza
tasi per quei tempi nella miglior parte delle città d'Italia
col nome di arbore della libertà , chiamandolo « il se-
» gnale che apriva l' adito ad ogni licenza , ed al qua
li le , come in tributi, si dovean rendere il disertamen-
» to di Chiese, di Oratorii , di Altari, di Monasteri;
ti come ad infami trofei è si dovean sospendere Calici pe-
a sti , stiacciate Pissidi , infranti Ostensorii , Crocefissi '
» arsicciati e guasti , le tolte Mitre dei Vescovi, le Cap-
» pe levate ai Canonici , le usurpate giurisdizioni dei
» Preti , le Reliquie, le Immagini , le sacre Suppellet-
» tili profanate ; in uno che vi giacevano alle radici ne-
» glette le sacre Scritture , i pii libri stracciati , i so
li lenni voli disciolti , e giù dal tronco vituperoso goc-
» ciav,a a grosse stille il pianto dei prigioni infelici , e
—-64 —
» il sangue trasudava, persino il sangue di cittadini tru<
» cidati ; e come riti, che a quell' arbore si dovevano os-
» servare, prediche d'iniqua dottrina, vociferazioni d' in-
» sano clamore, danze d'inonesta licenza, e canti osce-
» ni, e vergognosi bordelli, e bestemmie esecrande , e
» scandali di ogni maniera » (1).
Questa era una pittura , e forse smorta , delle tristi
condizioni, a cui più o meno furono menate le diverse
province dell' Italia, mercè l'opera della Frammassoneria.
E più o meno , onde giungere a cotale mostruoso inten
dimento , avveravasi nelle Corti dei varii Stati Italiani ,
quanto il Semeria ebbe narrato di quella di Torino, che
alcuni, i quali godevano dal Monarca luminosi impie-
ghi e ricchi stipendii , rivolgevano contro al Trono e
a danno della Religione i perfidi loro consigli (2). E
v' era di più in quello riguardava Napoli , che Maria-Ca
rolina d' Austria per gran tempo vi si ebbe mostrata co
me calda protettrice delle idee filosofiche in moda; an-
ziosa della fama di accrescere i lumi del secolo. Pe
rò , nel 1111 , una deliberazione della Giunta reale di
chiarava vessatorii ed illegali , i processi intentati con
tro i Frammassoni di Napoli. E quella Regina otteneva
il rapporto dell' editto del Re che sopprimeva le loro as
semblee ; e con ciò si ebbe, non pure la rivocazione di
quell' editto , ma di più che fossero nuovamente tollerati
nel Regno ! Che anzi perfino vi furono momenti , in cui
ella mostrò propensione di ascriversi nelle Logge Massoni
che. Ma sevi si astenne, questo non punto impedì chela
spinta data da lei e dal Ministero Napoletano in cotesti
fatti , ed in quei molteplici e svariati attacchi ai diritti
della Santa Sede e della Chiesa ; non isvolgesse negli ani
mi, per le diverse province del Regno, una propensione alle
massime propagate dalla rivoluzione di Francia. Quindi
allorché la flotta Francese, nel 1193, venne nelle acque di
Napoli , i Frammassoni Napoletani postisi in conferenza
con quei loro consettarii , tra i riti mistici delle Logge
(1) Conte Ab. Giuseppe Pellegrini Orazione al popolo Veronese.
(2) Storia della Chiesa Metropolitana di Torino , lib. lì, § CXll.
— 65 —
fed i conviti Massonici, convennero per i consigli dei me
desimi , a trasformare le loro congreghe in adunanze di
Giacobini , non altrimenti che si era operato Oltralpe.
Di tal guisa risolutasi la dissoluzione religiosa e sociale
della patria loro, dai settàrii di Napoli; questi cospira
tori trassero alle recondite adunanze della rea consorte
ria un' accolta di giovani inesperti ed incauti. E quelle
adunanze , che si dissero Clubs dappoi si fusero in.
una sola col nome di rivoluzionaria , la quale venne
componendosi dei più fanàtici immiratori della rivolta di
Francia. Per qualche tempo riuscirono cotali adunanze
ad occultarsi alle Autorilà : ma quando poi queste n' eb
bero cognizione, tranne la eccedente èd inopportuna pu
nizione di alcuni di quei settàrii ; vermi mezzo non venne
adoperandosi nell' interesse della Religione e della Socie
tà. E non diversamente si praticò in Palermo , allorché
i Massoni di Colà , onde meglio riuscirò nói loro rei di
visameli , ebbero risoluto di trucidare quell' Arcive
scovo in tempo delle sacre Funzióni del Venerdì Santo del
1195 ; affine di procedere poi al compimento dell'opera
sul modello della rivoluzione Francese (1). Intanto la ne
quitosa congrega avvedutasi* come con Roma Papale non
avrebbero potuto ottenere risultato veruno quelle perfi
die , con cui erano prevaluti prèsso le altre Corti Ita
liane; per menomare nói popoli là influenza religiosa ,
non che annientare gli ordini sociali, si rivolse alle astu
zie ondò vincerla. Nò si ébbe ritratta dai primi passi, a
malgrado che il Baswillc rimanesse vittima del suo fana
tismo rivoluzionario, insinoaché con tali arti di sbieco non
riuscì poi alle violenze manifèste nella morte del Duphot(2).
Nondimeno nell'Italia la setta non sarebbe giunta al suo
trionfo , di compiere l' opera del disorganamento so
ciale , se non era appoggiata dalla rivoluzione France
se. E però solo a furia di soperchierie i Frammassoni

(1) Coppi Annali d'Italia, ann. 179i , 179$.


(2) Bccattini Storia di Pio VI. lib. XII. XIII;—Pichot. Memoria
kee. ann.1796, 1797, 1798;—Coppi Annali d'Italia, ann. 1795, 1797;
179S.
Tom. II. 9
— GG —
Italiani, di unito ulte orde repubblicane d'Oltralpe, po
tettero inabissare la propria patria. Nè quelle orde sen
za ai piedi calzari , e tra cui molti erano menati vio
lentemente con i ceppi alle mani ; avrebbero potuto pre
valere sì di leggieri, se non fossesi aggiunto il tradimento
del Generale Austriaco, Alvinzi, alla battaglia di Rivoli.
Di tal guisa l'Italia tradita, mercè la Massoneria, do
vette esperimentare .avidi di rapina quei novelli con
quistatori, i quali dopo averla depauperata dei monumenti
più pregevoli di antichità e belle arti , spogliandone i
Musei e le Biblioteche, e che vennero trasferiti a Parigi
come in trofeo della mentita indipendenza concessale ;
n' ebbero messe all' incanto le sue province, e giltati i
popoli nella miseria ! Sopratutto i maggiori oltraggi si
videro rivolti alla Chiesa ; chè i Frammassoni d' Oltral
pe , di conserto con quei d' Italia, non sapevano nè po
tevano , nell' efferato loro odio contro Dio ed il Cri
sto suo , contenersi dal disfogarne le furie. E però le
leggi obbrobriose alla Religione , i sacri Tempii predati
di loro doviziose suppellettili onde sfamare i lerci al
leati di Francia (1) , il Sacerdozio avvilito e persegui
tato (2) , il Capo Supremo dei Fedeli sacrilegamente
(1) Come saggio di tanti ladroneggi, potrebbesi mentovare che la
Canonica di San-Salvatore di Bologna venne convertita in fucina, do
ve con una barbara e sacrilega profanazione si martellavano , si di
struggevano , si colavano Calici , Ostensorii , Pissidi , Tabernacoli ,
Altari, Cihorii, Candelieri, Turiboli ecc., preziosi per opera di scul
tura e di cesellatura, e nei quali la materia era superata dal lavoro ;
e ciò, affine di formarne verghe , e saziare la ingordigia dei generosi
liberatori : Memorie particolari.
(2) In qualche città dell' Italia nemmanco fu risparmiatoli sangue.
In Ferrara , il giorno 28 Luglio 1798 , fu condannato a morte dal
fanatismo rivoluzionario , il Parroco di S. Maria di Varignano nel
Bolognese, per V enorme delitto di aver tolta, nella Festa del Corpus
Domini, una bandiera repubblicana , che alcuni giovinastri, per far
gli un'onta , avevano impiantata dinnanzi alla porta della sua Chie
sa . di tal guisa impedendo il passaggio alla Processione. E non pun
iti gli giovarono le sue proteste , che l' avrebbe rispettata , se la vi
fosse messa per le autorità municipali ; chè una tale discolpa s'ebbe
insufficiente a scusarlo di sì enorme scelleragine appo la Massoneria'.
E vi fu di più , che uno di quella Commistione di alta Polizia sa
pendo chotraitavasi di sì grave colpa , e di versare il sangue di
Prete, accorse da Bologna dove trattenevasi per la sua cagionevole sa
lute , onde non mancasse , come diceva , il suo voto; e l' atroce sen
sirappato alla sua Sede , e trascinato in modi crudeli
di là dei monti. A -Ravenna una scolta di settarii venne
atterrando le Croci di marmo che esistevano nei piazzali
delle Chiese (1): a Torino pubblicamente in una delle
aule di quella Università congregavansi i Clubs rivoluzio
narli, e vi si declamava contro la Chiesa , le sue Isti
tuzioni e l' Autorità della S. Sede (2) : per altri luoghi
della Penisola i governanti , messi su per la rivolu
zione , vedevansi impedire il pubblico esercizio del
Cattolicismo, prelessendo , la tolleranza dei Culli non
consentire che un Culto fosse onorato più di un altro (3).
Universalmente poi una stampa sfrenata inondava ogni
angolo, di empietà grossolane , di romanzi osceni, e.
d' impudenti sarcasmi , con cui conculcavasi il Clero e
le pratiche religiose. ; -
E d' uopo che si strappi la maschera alla menzogna ,
e gli uomini e le cose vengano ritratte con i loro veri
caratteri. E ciò- in singoiar modo di presente, che la
odierna demagogia, propagine più triste di madre nequi
tosa, in tanti libercolacci viene descrivendo i suoi padri,
e quanti con essi per allora lacerarono la povera Italia,
come genie onesta , uomini onorati , anime generose
tenza venne eseguita: Difesa di D. Pietro Zanarini, Parroco di S. Ma
ria in Varignano , stampala in Ferrara con approvazione, H Giu
gno 1799.
(1) Fu notato dappoi che, tra quei settari!, vi era un Gaspare della
Scala; il quale continuando sempre in cotali tristizie, in Ravenna si
aveva per l'ama costante come il Venerabile del Carbonarismo di co-
ià, quando vi avvennero le rivolte del 1831 e 1833.
(2) Semeria Storia della Chiesa Metropolitana di Torino , lib. II,
§ CXlll. Ranza di Vercelli e Morando di Onegli , notissimi al pub
blico per le opere prodotte , ed altri di simile risma , erano gli ora
coli applauditi di quelle conventicole , e dalle loro scuole uscirono
tento altri imperversando.
. (3) Prezziner Storia della Chiesa, secolo XVIII.— In Roma furono
vietate le Prediche in Chiesa, i Tridui e le Novene, non che il suo
no delle campane, appena permettendosi le Messe basse: nelle altre
città dello Stato Pontificio , la predicazione fu interdetta a chiunque
ron fosse Vescovo o Parroco : ai Vescovi furono proibite le sacre Or
dinazioni: ai Regolari del pari venne vietata ogni comunicazione e di
pendenza con quei loro Superiori che fossero in altri Monasteri : e
mito poi andò a finire col proibirsi al Clero il suo abito particolare:
Collez. di carte ecc. tom. i, paij, 37, 333; tom.UI, pag. 361, 394,
463, 464.
— 68 —
e modelli di virtù ! Ma con gli uomini della rivoluzione,
i quali hanno lo spergiuro in bocca ed il tradimento in.
cuore, non è meraviglia incontrarsi di continuo in co-
tali antifrasi , da dover prendere le cose al rovescio di
quello si dicono. E per quanto riguarda i Massoni del
Napoletano , la loro memoria rendesi tanto più odiosa ed
esecrabile ; chè oltre le grandi estorsioni , le quali
^i si operarono per i magnanimi alleati , venuti d'OI-
tremonti in soccorso del Giacobinismo di queste pro
vince ; di più si sarebbe venuto alle solite depredazioni
delle Chiese e dei monumenti di patria antichità e belle
arti , se il contegno minaccevole del popolo, non l'aves
se impedito (1). Ciò non pertanto, il saccheggio del te
soro della Cattedrale di Benevento , e quello anche più'
abbominevole della Badia di Monte-Cassino, avvenuto con
yn furore da disgradarne i Vandali ed i Saraceni (2) ;
sono fatti, i quali disvelano più che sufficientemente l indo
le barbara ed antireligiosa dei novelli banditori di lu
mi e di civiltàì Che anzi questo è un nulla in compa
razione delle devastazioni, degl' incendii e degli eccidii di
Lauro, di Ortona,di Guardiagrele, di Aquila, di Sansevero,
di Trani, e soprattutto di Andria, dove il feudatario tra-!
mutato in Giacobino, fece contro i vassalli di sua Casa,
quanto di nequizie non giunsero mai a commettere i più
feroci Baroni , nell' apogeo del Feudalismo (3). Questi
lagrimevoli avvenimenti pesano nella Storia, come vitu>
perevoli reminiscenze di quegli eroi di allora , che di
presente voglionsi preconizzare come fior di ogni virtù \
Ed in cotale tramestio di cose , la Chiesa doveva espe-
rimentare i più furiosi assalti ; chè i novelli rigeneratori,
più che i Re odiavano il Santuario ! E le mene set
tarie, le quali si erano camuffate nelle pretese della
tutela dei diritti Sovrani e nelle sì dette regalie; ebbe
ro per allora, non che un ulteriore svolgimento teorico,
piuttosto la loro pratica applicazione. L opera rovinosa
(1) Coppi Annali ecc. ann. 1790.
(2) Tosti Storia della Badia di Monte-Cassina , lib. IX.
(3) Coppi ann. ci(at< ,
— G9, —
del Tanucei , continuata dai suoi successori . De Marea
e Caracciolo , fomentando Io spirito irreligioso, uvevagli
dato largo campo a spaziarsi , onde scalzare le fonda
menta dell' ordine sociale. E può dirsi, che le massime TVi-
nucciane avessero un pieno trionfo nei rovesci dell arma
1199. I figli dell'empietà, che insin allora si erano ado*
perati per ogni verso , e all' ombra del Trono, alla diffiii
sione della miscredenza e della corruzione dei costumi ,
sollevando gli animi ai sentimenti di una sfrenata libertà ;
non dovettero gran fatto travagliarsi nel proclamare, av
verso l'Autorità Sovrana, quelle stesse massime che, ap
plaudite e compre, già si erano buccinate nei circoli, nel
le scuole, nelle accademie e su le cattedre, contro l'Au
torità e la Dignità delia Santa Sede e della Chiesa. Qua-
le meraviglia dunque, che in quella sovversione di ordi
ni e di idee, i rivoltuosi venissero considerandole come
vecchie ciarpe, poste in balia di chi loro talentasse, non
che soperchiarle, manometterle del tutto. E tra le altro
disposizioni di chi per quel tempo si era messo a capa
del governo , vi fu quella notificata al Cardinale Cape-
ce-Zurlo , Arcivescovo di Napoli , che di unito agli altri
Vescovi ed a tutli gli Ecclesiastici dell' uno e dell' altro
Clero, era chiamato responsabile di qualsiasi mossa del
popolo. Però, mentre che in molti luoghi del Principato-
ulteriore, della Basilicata e delle Puglie venivano abbattute
le Croci ch' erano per le pubbliche vie; nella' città d'Aqui
la , per esecuzione di quelle nequitose minacce, furono
messi a morte, ad un tempo, ventisette Frati di S.Fran
cesco (1). Di più, negli Archivii Arcivescovili di Napoli
esistono diverse lettere dei capi rivolluosi di allora ,
indirilte al prelodato Cardinale, e dettate con espressio- '
ni imperiose e minaccevoli, svisando l' Evangelo con at
temperarlo ai sediziosi principii della demagogia. E,
per queste Iettero si viene in aperto , tra l' altro , dei
modi per nulla riverenti e religiosi del Conforti e del
Troisc , preti apostati , e dimentichi di Dio c del loro

(1) Coppi ann. citai.


— TO —
Ministero Sacerdotale ; oltre al ritrovato, a cui colesta-
ro e loro conseltarii si appigliarono , di pubblicare spu
doratamente per le stampe , e non per una sola volta ,
lettere pastorali e mandamenti col nome di Lui, e det
tate con un linguaggio indegno di un Prelato della Chie
sa Cattolica. Che anzi, veduta l' impostura cadere a vuo
to dell'effetto che eglino improraettevansi, con una mag
giore ostinatezza si rivolsero a travagliare il venerando
Pastore di Napoli. E non sarebbe agevole cosa immagi
nare quali le minacce, che lo spirito di vertigine pone
va in opera , onde spingerlo a far quello, a cui la sua
coscienza ripugnava ; giungendo fino a minacciargli :
Sottoscrivete a ciò che il governo v' impone, o prepa
ratevi a vedere infranti gli Altari e dispersi i Mini
stri della Religione ! Era l' ex-abate Francesco Confor
ti , il quale piucché gli altri , in questo comportavasì
con modi acerbi e violenti , associati ad interpetrazionj
maligne , e sopra ogni credere abbominevoli , dei prin-
cipii fondamentali della giustizia e degli obblighi indi-;
spensabili che impone la Morale Evangelica : era quell' a-
postata , il quale si è preteso proclamare come un Ca
nonista che ebbe pochi pari , ed a ninno fu secondo ;
il suo linguaggio e la sua condotta disvelando quanta
fosse la perizia di lui , e la venerazione che aveva per-
i sacri Canoni*!
Nulla dirò del fatto , che in uno erano messi in pri
gione l' Arcivescovo di Salerno ed il Vescovo di Avelli-!
no, ed al prelodato Cardinale recavasi l'oltraggio sacrilego
d'intimargli con una coazione inaudita, di sanzionare nel
termine di ventiquattro ore , una disposizione anticano
nica , formolata da taluni di quei fuorviati Ecclesiasti
ci , i quali messisi agli stipendii della Massoneria ,
per essa venivano proclamati , uomini i più profonda
mente versati nella dottrina della Chiesa : e ad un
tempo si minacciava che la sua dissubbidienza sareb
be stata punita con la stessa pena stabilita contro i
ribelli , ch' era la fucilazione (1) ! E nemmanco con
(1) Cenno storico sul Cardinale Giuseppe Maria Capece-Zitrolo Ar
— Il
la restaurazione della Monarchia volsero fa meglio le co
se ecclesiastiche : ché in quella reazione, | la quale prc
se forme odiosissime di una feroce vendetta, e cotali san
guinose rappresaglie non mai potranno essere scusate
dinnanzi alla Religione ed alla umanità ; videsi come la
Corte ed i Regii Ministri continuassero a venire dominati
da quelle massime ostili alla Chiesa ed ai sacri Pa
stori , e di cui potentemente aveva saputo valersi la
Frammassoneria. Ed oltre allo scandalo che il loda
to venerando Cardinale Arcivescovo , in età quasi nona
genaria , fu strappato al suo gregge , e fatto morire in
penoso esilio ; si videro pubblicamente strozzati per ma
no del boia alcuni Ecclesiastici e Religiosi, neppure ri
sparmiandosi il carattere episcopale. E mentreché lo scia
gurato Vescovo di Vico era fatto morire su le forche in
una pubblica piazza di Napoli, fu poi trovato indecoroso
per la Toga di Magistrato un simile supplizio , e qual
cuno dei rei che n era vestito , fu fatto finire nelle
prigioni 1

eiveseovo di Napoli , seguito da Documenti, nella Raccolta La Scien


za e la Fede , voi. XLll e XLlll. Vengo accennando a questi fatti ,
forse in maniera più diffusa di quello comportasse il mio divisamen
te , dacché il Colletta , nella sua .Storia del Beame di Napoli dal
173i al 1825 , ed altri scrittori su lo stampo di lui , con quel loro
animo avverso alle credenze ed alti pratiche religiose , vennero ri
traendo queir insigne e piissimo Cardinale Arcivescovo in guisa di
versa da quello che fu in realtà ; e lo hanno dipinto , quasi di
mentico del suo pastorale ministero , e dato in braccio alla rivolu
zione. E son di credere che tanto più fosse necessario d' essermi di
lungato per tale proposito , chè siffatte menzogne , le quali gittano
nota d'infamia su la memoria di Lui, trassero incautamente il Ba
rone Henrion e I' Ab. Coppi in errore, entrambi avendo narrato che
quel Cardinale aderisse ai rivoluzionarii ; di più aggiudicandogli una
falsa lettera pastorale, in cui si parla favorevolmente di quel partito
antireligioso ed antisociale : Henrion Storia universale della Chiesa ,
lib. XCVUI; Coppi Annali d, Italia, ann. 1799.
CAPO Vili.

Condizioni della Frammassoneria in Italia nel tètnpó


del dominio Napoleonico — / Frammassoni di Na
poli istituiscono la Carboneria — Indole selvag
gia di questa trasformazione settaria , sue empietà
e suoi sacrilega — Essa viene propagandosi per
f Italia , suoi travagli per la sovversione sociale
della Penisola e suoi delitti.

Quel rovinio di idee é di ordini , terminando eoa


rendere )' Italia , smunta c depauperata , sottoposta al
Éjiogo del primo Borìaparte ; questi , prima metamorfosi
della rivoluzione, dovette comportatisi al paro che face
va nella Francia. E però, comunque di sbieco, vi pro
seguì il concetto settario, qualùnque fossero le sue rela
zioni con la Massoneria. Intanto i Frammassoni, Italiani ;
di concerto con i loro conseltarii d' Oltralpi e di Oltrere
no , continuavano nel loro lavorio contro la Religione
èd a rovina della Società, affortiucatosi dei tradimenti c
negli assassina (1). Quindi pel proprio tornaconto! ,
(1) Tra le vittime coronate delle cospirazioni Massoniche i nel sé
golo XIX, la prima fu Ferdinando Duca di Parma , morto di veleno
nell' Ottobre 1802. Egli poc'anzi era acceduto al trattato di Sant-Idel-
fbnso, cui quale il suo tiglio Ludovico diveniva Re di Etruria, e gli
Slati Parmensi dovevano cedere alla Francia: e quando il Ministro di
Spagna in Parigi n'ebbe data notizia alla Principessa Santacroce di
Soma , questa piena di orrore risposégli : Voi avete data sentenza
di morte a quel buon Duca , voi fra breve lo saprete. Non durò mol
to, ed in un bel giorno a Golorno, residenza ordinaria di quel Duca .
venne da Cremona un giovine , figlio di un Francese collegato con i
rivolutosi d' Italia , il quale nyostravasi tutto ansante , avendo cami-
jia to per l'intera notte precedente ; j e chiesta udiènza con gran pre
mura in Corte , al rifiuto del Duca , si abboccò col cameriere confi
dente di esso, A cui rivelò come nella sera precedente . trovandosi
ad un convegno di Frammassoni j vi fu trattato del modo di disfar
si di quel Principe mercè il veleno. Ed il nequitoso proponinlemo
non tardò guari tempo ad attuarsi, giacché il Duca portatosi in Poli
tevivo , dove per queir autunno avevano loro villeggiatura gli allievi
del suo reale Convitto di Panna; appena giuntovi, fu colpito da urial
malattia portante tutti i sintomi di avvelenamento , e nella sera del
giorno dopo non più era tra Vivi: Per quel giorno eransi veduti
aggirare di continuo , nei contorni del Collegio , due forastieri coli
stivali c stallile alla mano , aveuiio lasciati i Cavalli al molino su la
— 13 —
là rea congrega sèrvi a meraviglia l' ambizioso despota
nella perfida persecuzione , che mosse al Pontefice Pio
VII ed alla Chiesa. Ed anche prima di quel tempo , il
Ministro per il Culto in Italia scriveva al Vescovo di Tre
vi»! , a dì 9 Dicembre 1806, rimproverandolo per avet
daté istruzioni secrele agli Ecclesiàstici della sua Dio
cesi contro i Franchi Muratori (1).
Per allora e poi, durante la dominazione Napoleonica,
il centro della Frammassoneria era Milano, dove il Con
te Lecchi mostravasi col grado di Gran-Maestro dell' 0-
riente Italiano. E quindi ebbe come successore in quel
grado, Eugenio de Bcaurnhais, figlio adottivo del Bona-
pnrte ; il quale Venuto come suo Luogotenente e Vicerà
a° Italia , il Grahde-Oriente della capitale di Lombardia
lo nominò Gran-Maestro e iSovranO commendatore del
supremo Consiglio del XXXII grado, onore altissimo*
secondo gli onori dell'ordine. Fin dal 1805, nella so
la Milano si noveravano cinque Logge , la Reale Napo
leone, la Reale Giuseppina, il Felice Incontro, ì Eu
genia , la Concordia (2).
Nel Napoletano i Massoni altresì vigoreggiavano per la
Connivenza del Governo Francese, impiantatosi nel 1806 i
è però palesemente tenevano le loro*congreghe.In Napoli vi
èrano le regie Logge, la Stella Tutelare e la Giuseppe la
Concordia. E nel 1812, eglino non si peritarono di pub
blicare òon le stampe un programma della inauguraziond
del Tempio delle delle Ire Logge , pel VII giorno del
X mese dell' anno di vera luce S&12, descrivendo il
fito di quel settario convegno. E non saprebbesi inten
dere come uomini che affettavano serietà , andassero a
strada maèstra da Parma a Piacenza , un miglio circa dal Collegio
medesimo; ed appena videro portare dalla Parrocchia il Viatico al
l'infermo, sparirono. Soppesi poi, come assai di buon ora del giorno
seguente, in Cremona venisse divolgata la morte del Duca di Parma,
avvenuta a Fontevivo, Casina del reale Collegio : Boero Istoria deità
Vita del Venerabile P. Giuseppe Pignatelli, Appendic. di Documenti),
num. V.
(1) La lettera è apportata nelle Carie secrete ed atti ufficiali delld
polizia Austriaca in Italia, Capolago 18S1, (orti. / , pag. 83.
(2) La Farina Storia d'Italia del I8Ì3 al 1830; — Unità Cattoli
ca di Torino , H Giugno 1864.
torà. H. »•
leggerezze sì triviali , se non fosse la esperienza ogno
ra a mostrarci come in cotali aberrazioni e peggio van-
no a finire quei, che voglionsi illuminati e superiori ai
pregiudizii volgari (1). Ma più che il ridicolo , in quel-
l' atto manifestavasi l' empietà, e soprattutto per la stra
na maniera con cui computavansi gli anni. Giacchè la Mas
soneria non altro essendo se non congreghe di scristianiz-
zati, e non punto riconoscendovisi Cristo Signore come
Dio , i Frammassoni poca importanza attribuiscono alla
venuta di Lui in terra : e però l' Era ch' eglino ebbero
messa in costume , è dalla Creazione del Mondo, aggiun
gendo 4000 anni all'ara Cristiana ; ed incominciando
l'annuale novero dei mesi da Marzo (2). In una di quelle
logge, ovvero in altra di Napoli , da quelle distinta, vi
compariva come capo, l' abate Cagnazzi, che videsi dap
poi parteggiare per le rivoluzioni del 1820 e del 1848.
B' allora egli si mostrava , qual fu insino agli ultimi an
ni di sua provetta età, caldo propagatore della nequitosa
consorteria , ed assai addentrato negli arcani seltarii.
Ed una sì vituperevole condotta sufficientemente disve
la come avesse potuto giungere a quella fama di let
terario valore, non punto corrispondente alle opere di
lui , di una papaverica importanza ! Però quando cote
sto sciagurata Prete apponeva in fronte di esse il titolo
di Canonico Arcidiacono della Chiesa Prepostale di
AHamura , altresì vi avrebbe potuto aggiungere quello
(1) » I Fratelli che accompagnano i Cavalieri Scozzesi, rientrano,
» ed uno di questi ultimi porta sopra un cuscino di velluto rosso, il
» libro della verità. I due Venerabili delle mentovate due £ogoe van-
» no incontro, e quello della Siella Tutelare lo riceve genuflesso,
» a cui il Cavaliere Scozzese dice: Yen. Maestro , ecco la scorta di
» ogni buon Mas. in questo sacro tesoro voi troverete la vera parola
» ed i mezzi onde diriggere i vostri FF. Quindi il Venerabile in devo-
* to atteggiamento si alza, eseguito dal corteggio degli altri Fram-
» massoni, deposita in una specie di altare, quel libro e dice : Libro
» sacro, depositario fedele della volontàdel Grande-Architetto dell'U
riniverso ! Set tu sempre la norma costante di tutti i miei FF. so-
» fra dì te hanno essi giurato fedeltà, attaccamento, secreto: Pag.H.
(2) Per altro il Cagliostro, nella sua Massoneria Egiziana, adope
rava una Era , diversa da quella comune presso gli altri Frammas
soni ; e tra le carte di quel settario fu trovata una lettera, iadiritia
ad un suo adepto , con la data del 1 Agosto 3589.
dì Venerabile della Loggia di ; sovvenendoci di un
altro apostata , Le-Courraycr , il quale in maniera non
meno grottesca , nel decorso secolo, s' intitolava Cano
nico regolare di S. Genevefa e Dottore di Oxford (1).
Ma la scita per quel tempo trasformavasi in modi assai
più luridi, risultandone la Carboneria, la quale pare che
derivasse per la fusione dei due rami Massonici, l'Uni-
tana e quello dei Raggi ; e che s' impiantasse nell' Ita
lia col ritorno dei profughi di Napoli del 1199, quan
do vi Spatriarono nel 1806 , menandone i semi dalla
Francia, dalla Germania e dalla Svizzera. Ignorata, per
ché latente tra i monti dell'Abruzzo e delle Calabrie ,
dove ebbe i suoi primi incrementi , solo nel 1810 ven
ne a sapersene l' esistenza ; ché un uffiziale Francese
in una Loggia Massonica di Capoa l' ebbe mentovata.
Questi , dimostrato come fosse d'uopo rifare gli ordini
sociali , venne dichiarando , essere da ciò la Carbone
ria , che disse società di antica istituzione , ed ordine
cavalleresco fondato da Enrico Re di Francia ; senza per
altro brigarsi d' indicare quale dei Sovrani Francesi di
(1) Università Anglicana ; — Che il Cagnazzi fosse stato uno dei
corifei della Massoneria Napoletana , venne disvelandoci non è guari
il Professore Flauti in un suo opuscolo , dove narrò come in un bel
giorno della occupazione Francese , incontrasse per una via di Napo
li quell'abate; e questi vennelo invitando, di essere un adepto della
sua Loggia : che su le prime egli rifiutatosi , per non volere in me
noma cosa dispiacere all' ottimo suo maestro Fergola , e perchè la
cosa per lui non sarebbe restata , come per tanti altri , occulta; con
venne poi di volersene consigliare con un alto impiegato della poli
zia, proposta che al Cagnazzi sembrò conveniente, sicuro del buon
risuttamento secondo lui ; ma che avendo saputo da quel burocratica
come quella Loggia ed il Cagnazzi erano sotto la sorveglianza gover
nativa , e però recisamente ripulsando alle proposte di lui, questi di
rimando, vedutosi deluso nella espettativa, gli disse: Tu non sarai mai
niente! E per questi delli, il Flauti fondatamente conchiudeva, che il
Cagnazzi non si ingannava , egli conosceva i secreti della massone
ria , alla quale era molto attaccato , e le dava gran peso, non così
il Governo che V aveva ridotta ad essere il divertimento del pubbli
co in quel tempo: Flauti V infaustissimo (jiorno nove Luglio, not.1 .
Quale ignominia non è quella , di un Sacerdote , divenuto ministro
di Satana, che si fa a trarre altri nella via della perdizione ; mentre
un laico , il Fergola , ogni opera metteva che non vi fossero trasci
nati i suoi allievi ! E Nicola Fergola non era punto un bacchettone
ignorante ; cultore profondo delle Sciente Fisiche e Matematiche, per
allora iu Napoli , e meritamente ne fu tenuto in conto di oracolo.
— 16 —
quel nome volesse intendere (4). E <T allora i Frammassoni
in queste province, trasformatisi in Carbonari, lasciarono
i triangoli , i compassi e le squadre di loro antiche con
greghe ; a vece prendendo nuovi emblemi settarii, nuor
vi simboli e nuovi idiotismi , affine di occultarsi a
quelli «he ne sono stranieri, e che per loro si dissero
Pagani e Caldei ; ché le forme arcane mai sempre fu
rono mezzi nequitosi e fine supremo di cotali ree conven
ticole. Però le Logge ebbero il nome di Vendite per spac
cio di carboni, e Prime-Luci o Primi Fosfori erranti ven
nero chiamati i capi ; ed il simbolismo ritraevasene nella fi
gura della Libertà con armata la sinistra di lancia e por
tante nella destra una corona , nella scala, nel nastro,
«elle frondi d' albero, nella vanga, nel chiodo , nell' ac-
celta, nel sale messo in vase, nella barracca, nel fornello.!
nella scala , nella fontana zampillante acqua, nel pan»
nolino , nella foresta , nel tronco col ramo sporgente
fuori , nelle scuri incrocicchiate , nella protone su
V altare con accanto la mano che porta il pugnale so
pra il capo reciso del lupo ed un gallo. In tutti co
lale simboli designavasi l' orrore al Sacerdozio Cattoli
co ed al Principato civile , in uno con i mezzi brutali
di disfarsene mercè le opere dei Cugini ; che di tal
guisa si dissero gli adepti , e non più Fratelli , come
nella Massoneria- comune. Ma mentre che solo agli ini
ziati nei gradi superiori erano date le spiegazioni di quel
simbolismo, agli altri dei gradi inferiori venivano solo in-
terpetrati in senso allegorico e morale. E quello che dì
più v' era vituperevole , con un tale simbolismo feroce
vi si associava la profanazione dei sacri Misteri del Cri
stianesimo , unendo ai mentovati emblemi altresì la
Croce, la Corona di spine ed i simboli delle Virtù Tco-
logali. Di tal guisa quei settarii procuravano inorpella
re gli empii intendimenti e le atroci tendenze di loro con

fi) II Vigilante, Giornale napoletano, num. 1 , Agosto 1820; —-


1 Pifferi dì Mcntagna , Volitino { Napoli ) 1820, pag. 08 e seqq.—,
Botta Storia d, Italia dal 1789 al 1814 . Italia ISSI, lv.ni. IV, paa,
tSI; — Coppi Annali d' hulia, aim. 1810,
— 11 —
grcghe ! ,Nondimeno gli ordini, i gradi, i segni ed i mot
ti convenzionali per lo più erano uniformi a quei del
la sella madre , come altresì erano le arti di una pro
fonda malizia, affine di sedurre le moltitudini. Però an
che la Carboneria noverava i suoi Rosa-Croce ed i suoi
Cavalieri Scozzesi ; e nelle istruzioni agli adepti innal-
zavasi al Cielo V età dell'oro, quando si ubbidiva alle
sole leggi, della natura , e la terra non aveva padro
ni particolari il coprirsi di pelli le membra fu il
primo traviamento dell' umanità; e che per essersi scel
ti capi alle genti , e dettate leggi umane queste
cose avere surrogato il dispotismo alla eguaglianza pri
mitiva i nostri padri stabilirono la Carboneria nel
rifugio dei boschi per armarsi nascosi, ed aguzzare
le scuri ed i pugnali a sterminio degli oppressori. Essi
giurarono su la Croce , di abbatterli in un sol dì lo
stesso giuriamo noi. E non punto occultavasi da questi
nuovi Massoni , nei loro statuti , ch' eglino fossero i
rappresentanti della rivoluzione Francese , da cui nel
fatto avevano ereditato un odio furioso contro i Preti, i
JVobili ed i proprietarii , di unita a quell'atroce Conni- . »
nismo , di cui il Robespierre e tanti altri furiosi dema
goghi già n' erano stati valevoli propugnatori in quella
rivoluzione. I loro giuramenti erano sopra i coltelli , Io
soscrizioni facevansi col sangue, e dichiaravano sottopor
gi a morire di pugnale in caso di violazione del secreto*
E gli statuti , messi a stampa , minacciano questa stes
sa pena agli inobbedienti , alzano tribunali secreti per
giudicarli e farne eseguire le sentenze, ed in uno dichia
rano non salvarli la fuga , che una mano invisibile li
percuoterà, sin dentro il tabernacolo di Cristo ! Intanto
quésta nuova propagine della Frammassoneria, abbando
nando la frase Volleriana , schiacciate l'infame, come
quella che omai troppo ollraggiava la coscienza pub
blica ; pigliò forme di un Cristianesimo larvato. E non
pur prelese puntellare con la Dottrina Evangelica le
massime che professava , tanto sovversive dell' ordine
sociale ; ma altresì con esecrabile bestemmia annun-
ziava la Divina Persona dell' Autore del Cristianesimo ,
come un tipo del fine supremo di sua consorteria , e
vittima della più crudele tirannia (1). Di più la profa
nazione del nome e del culto di S. Teobaldo Gremita ,
che la setta con un non minore sacrilegio proclamava a
suo tutelare , è un nulla in comparazione di tante
altre inique contraffazioni della Religione Cattolica. Ciac
ché essa giunse alla oltranza di vantare, come adopera
ta pe'suoi adepti nelle Vendile, una Liturgia, fatta per
ispirare la Religione di G. C. (2) ; consistendo cotale
pretesa Liturgia in una scellerata parodia dei Miste
ri della Passione del Divin Redentore , che gli adepti
empiamente facevano in quelle loro orgie, ognor che un
qualche Cugino , da Apprendista passava a grado supe
riore. E desta sommo orrore , il pensiero che eglino
potessero giungere a sì grande profanazione di Misteri
adorabili, contraffacendoli in comiche forme (3).
Nel 1811 , per le istanze di alcuni Francesi e Tede
schi , il Murat il quale per allora dominava in Napoli,
e che fin dal 1809 aveva accettato il titolo di Gran-
Maestro delle Loggie Massoniche Napoletane ; Y accolse
in queste province. E però la Carboneria favorita dal
(1) Orloff Memoires sur le Royaume de Naples, Paris 1819, tom.ìl,
pag. 4SI. — Veramente cotesta sacrilega bestemmia non era si nuova
tra Frammassoni , che potesse dirsene Dna invenzione della Carbone
ria. Divero il Weissbaupt primamente era stato a menarne vanto, co
me della scoperta di un secreto , che gli avrebbe menati dappresso
i Cristiani di tutte le sette ; facendo veder loro , la sua opera come
una perfezione del Cristianesimo, Gesù Cristo come Gran-Maestro del
l' Illuminismo , e la dissoluzione sociale come unico scopo delle dot
trine di Lui: Spartaco e Filone ecc. In uno stesso intendimento, nel fa
rivoluzione Francese, il Marat diceva: la rivoluzione è V Evangelo, ad
un tempo che i suoi socii. chinando sacrilegamente il capo davanti al
Crocefisso, esclamavano: È il nostro maestro a tutti. Che anzi l'uno
di essi, Camillo Desmoulins, mentre era trascinato a morte per la ti
rannide medesima dei suoi consellarii , in maniera troppo empia eb
be a dire: Bo trentatrè anni , l'età fatale ai rivoluzionarti, l'età
del senza-calzoni Gesù: Bistoir. des Girondins, lib. XXXVII, cap.
4 ; lib. LV , cap. 14. Nè in diversa guisa comportarono quei della
demagogia Italiana , per allora , chè i prevosti ai governi repubbli>
cani di Roma e di Napoli pretesero, il Clero attemperasse sue istru
zioni a cotale deformazione della Dottrina Evangelica.
(ì) Rimostranza dei Carbonari a Pio VII , Napoli 13Ì0 , pag. i,
(3) Catechismi dei Maestri ecc.
— 19 —
potere governativo , e ad un tempo divenuta un mezzo
potente di lucri e di impieghi , non punto temette oc
cultarsi nel suo proselitismo ; formando uno dei più at
tivi istrumenti della Frammassoneria , da cui veniva di
retta. E tosto noverò tra sue file , giovani scapestrati ,
gente di notoria immoralità , Frati apostati e Preti de
bosciati, pronti ad uscire dal Santuario profanato, per met
tersi armati a capitanare rivoluzioni , e con essi, alcuni
malvagi ipocriti , i quali con la divisa dell'adulazione si
strisciavano dinnanzi al Potere civile , infingendo di vo
lerlo innalzare su l' avvilimento del Sacerdozio. Con tutti
cotesti elementi di sociale dissoluzione e d' irreligiosità,
non è meraviglia se un brutale indifferentismo fosse la pro
fessione religiosa della Carboneria ; avendo come prin
cipio fondamentale di sua congrega, che tutti i Carbo
nari hanno il diritto naturale ed inalienabile di ado
rare Dio onnipotente secondo il dettame della pro
pria coscienza e dei propri lumi (1). Figli della Mas
soneria e dell' Illuminismo , eglino ne avevano il giu
ramento medesimo con la promessa di scrupolosamen
te guardare , ed inviolabilmente conservare nel pro
fondo del cuore il gran secreto della rispettabile Car
boneria , e di non palesare giammai i secreti