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DI FRÀ DONATO
DiRocca d'Eu
dell'ord de Pr

LI E RI Q vſ ATTRO
Al Se reniſſimo
F E RID INA DO SECOND
grº Duca di .
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t In NAPOLI per Secondino Roncagliolo con licenza de ſuperiori i62.4


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A L s E R E N 1 ss 1 M o
FERDINANDO II.
GRAN DvcA DI ToscanA. |
49" e,
i AV END O deliberato di dare fuori
; alle Stampe le fatiche, 8 oſſeruazioni
º da me fatte non con poco ſpazio di té
po ſopra il famoſo componimento del
l'Eliſsire, e queſto non tanto per mio
- ſentimeto, quanto per conſiglio, e per
ſuaſione d'amici, che le ſtimauano degne di vederleà pu
blica voce, era ben ragione, Sereniſsimo Signore, ch'io
m'ingegnaſſe con ogni diligéza di Ior procurare buona
ventura, 3 openione appogli huomini, il che non pote
ua venirmi fatto ſenza appoggiarle alla protezione d'vn
Prencipe, nel quale s'accordaſſero la Nobiltà della Faº
miglia, l'eminéza delle virtù morali, e la ſtima di sì fatti
|
componimenti, condizioni invero, che s'io m'affaticaſſe
di cercarle in altra perſona, che in quella di V.A.Sere
|
niſsima potrei raggioneuolmente eſſer da tutti ſtimato l
ſcemo, imperocheſe shà à parlar della prima chi non sà
la grandezza del ſuo lignaggio eſſer per tutto ragguar
deuole, oſia per l'antichità di tanti ſecoli, e per la molti
tudine di tantº huomini Illuſtri, che in quello fiorirono,
dal cui ſenno, e valore non ſolo è ſtata l'Italia ne ſuoi bi
ſogni più dvna volta ſolleuata, ma anche arricchita di
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º tutte
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tutte le ſcienze eº miglior


n. 3 - -, º i lingue che per
. . lungo
. Sº ſpazio
- -

di tempo erano ſtate per colpa di Barbari da lei bandite,


-
: lò ſia finalmente per l'ampiezza del dominio, che tiene
nella più vaga & eletta parte d'Italia, e per la congiun
zione di parétado con le più Eccelſe Corone del Criſtia
neſimo : lo ſplendore poi di tutte le virtù ciuili, e morali
talmente s'oſſerua, &ammira in V.A. che niun, v'è chi
ricuſe di giuſtamente annouerarla nell'ordine degli
Broi, ſe ſi tratta della giuſtizia il ſuo feliciſsimo gouerno
chiaramente dimoſtra con quanta eminenza viene eſer
citata, ſe della magnanimità, chi rifiutarà di confeſſare,
che il vero titolo di Magnanimo a V.A. s'aſpette:hauen
d'ella coſtantemente l'occhio a ſourani honori con di
ſpreggio de baſsi, e volgari , non meno in lei riſplender
ſi vede la magnificenza continuamente occupata in lar
ghiſsime, e Regie ſpeſe per mantenimento di celebri
Accademie, e Scuole, d'Arſenali, d'Armate,di Fortezze,
di Religion Militare, e d'infinito numero d'huomini ſe
gnalati coſì nelle lettere, come nell'arme, laſcio ſtar da
parte la pietà, la fortezza, e mill'altre ſue virtù, che tra
paſſane la capacità di vn breue, e riſtretto foglio: final
mente per far paſſaggio alla terza condizione,che m'era
d'uopo, noi è perſona, non dirò in Italia od in Europa,
ma in tutte le parti del mondo a cui non ſia noto, che tra
l'innumerabili grandezze della ſua Sereniſsima Caſa, ſia
ragguardeuole quella, che V.A. con ſuoi predeceſſori
| bà comune con Mitridate Rè di Ponto, e con molti Im
peradori Romani, ſe è d'impiegar teſori nelle vere pre
parazioni di prezioſiſsimi Antidoti, che poi largamente
per tutto ſi cópartonº dalla ſua benigniſsima mano, per
la qual'opra appreſſo di ſemitiene gra numero d'artefici
prattici; 8 intédenti de miſteri dell'occulta filoſofia,da
quali miglorio ancorio di hauerne primi anni appreſo
il modo d'auanzarini in queſta profeſsione. Eſſendo
dunque tutto ciò vero, e ſenza ſoſpetto alcuno d adula
zione
r

zione ſupplico humilmente l'Altezza V. Sereniſsima,


che reſti ſeruita di accettare, e gradire queſt'effetto della
mia oſſeruanza, che chinato a terra le dedico, che ſe ben
per ſe ſteſſo è picciolo, e di neſſuno valore può di facile
eſſer aggrandito,S& auualorato dalla ſua generoſa gran
dezza con iſperanza di viuer lungaméte per le mani de
gli huomini, e di non hauerà temere l'inuidia, e malua
gità de calunniatori. Conſerue Iddio V.A. Sereniſsi
ma lungamente per ornamento della noſtra Italia, e ſo
ſtegno delle perſone virtuoſe. Di Napoli gli 7. d'Otto
bre 1624. - -

Di V.A. Sereniſsima

Humiliſsimo ſeruidore i

Fra Donato d'Eremita.


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Per l'Altezza Sereniſsima i
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DEL GRAN DvcA DI Toscana
"A Fra Donato d'Eremita di Rocca d'Euandro dell'Ordi
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ne di San Domenico.
Horatio Comite Prencipe dell'Academia deglincauti
i , al Napoli ,
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R OPPO tentar mi fai, troppo a volo alto
Donato iſtighi hor le mie tardi piume;
- Sai, che cadeo Fetonte arſo nel fiume,
Et Icaro nel mar feo mortal ſalto.
|Teme il penſier l'inaſpettato aſſalto, i
| Et non anco è vicino, S non preſume
Da ſe ſteſſo arrogate al ſi gran lume
Del ſol, ch'in Arno ſplende ergerſi in alto.
- - -
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- . . ,

Che fa, s'inanzi al luminoſo aſpetto .. . .


Fiſi il guardo notturno augel rapace, -
Se rifleſſo l'idea pauendo il temes ,g
Ma, s'auuien per tua loda, è mio diletto i
Incenerirmi a tanto foco, e inſieme, - 2
Sarò Fetonte incauto, Icaro audace. - - -- - -
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I N LI B R V M R E L I GI O SI V IR I
Fr. Donati Heremita Aromatariae, Medica q; rei
- - peritiſsimi. - --

cARoLvs PINTvs AcAD. ociosvs.


Omus vndique proferens odorem
D X Aturae liberectopum medentum ,
-

T Hº i quid myrrha quid es. marus, Thymuſgue


Ebur quid, Caſia, atq; Cardamomum. - - -

RAferat, reliqua artis, es ſalubris.


e’AAIranda, 9 facili docet medela, -

“T Acendus mihi nullibi trochatis.


Docia gens cape ſyllabas priores: - -

Fama, es praecipua patebit Auctor.


| In Opus quod inſeribitur E LI X I R v I T E à
- Fr. Donato de Heremita ex Illuſtriſsimo Praedi
catorum Ordine compoſitum.
AD SERENISS ETH RVRIAE DvcEM.
D. PROSPERI ANTONI ZIZZAE ACAD. ocios.
N C'LTT E Dux, cuius laetatur Ethruria iuſis
Caerulus, e placida cui flutt Arnus aqua.
| Quo tibi viuendi praſcribitur alma libello
i Norma, tuum Elyxir nobile limen adit
il eſì arcani manans ab e Apollinis arte -

Ethruſco potuit quod latuiſſe Duces.


Xullaq, gemmarum vis, herbarumq, reperta eſt
uam non maiores edocuere tui.
Ergo tibi debetur opus tibi debita donat
Do N ATvs. tu ne dei pice, dona cape ,
4; gº
"é è ſcºſsº eſitº è
º

II
- -

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-

NEL LIBRO D E L L E LI X I R VIT E |


Di Fra Donato d' Eremita di Rocca d' Euandro
dell'Ordine de Predicatori. - - - ;
-

Di Marc'Antonio Perillo Ingeloſito


Academico Incauto. – l

“Tame d'humana vita


e Torcean le figlie d'Herebo, e fra tanto ;
La più vecchia di loro, e la più cruda i º
Volea troncarlo, e non potendo il vanto
Portarne, sbigottita ... . . . .
Gridò, già ſon d'ogni ſperanza ignuda si s -
Sorelle, ahi, duro è ilfil, conoſco chiaro , '
Donde viene il riparo; . . |
Di durezza immortal lo rende armato º
| -
L'E LI X I R D I Do N AT o - -

º . . . . - - - - - - - -- -. . - º
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Eiuſdem ad Inuidum E PIGRAMM A i
latratu, tantos turbare labores
O Erbere, ,
guid cupis? ehu strepitas, ti) mageſcripta micani:
i
Pernicioſa iacet fiorenti vipera in herba, -- -

| Et vires retinens, non timet herba virus;


Inuide, dum cogitas Virtutis tollere famam,
fnclyta Virtutisſidera fama petit. - -
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N OS FR, LA CT A N TI VS
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Sac. Theolog. Mag ac Prouintia Lombardia Prior Prouincialis
ordinis Praedicatorum.

i E ISIS atteſtationibus plurium e Adm. RR.


/AS PP. e Magiſtrorum Prouintiae nostra De
A|putatorum pro reuiſione libri de E LIXIR
VITAE, compoſiti per Fr. Donatum de
Heremtta Aromatartum Conuentº noſtri
- s. Catharina apud Formellum de Neapoli
-

vna cum approbationibus eorundem, harºſº rie no 7ri au


ioritateoffici, facultatem facimus déto Fr Donatº, º Pº
- -

communihominum beneficio ſeruatis fermandº iº º


sac. Conc. Tridentini, es fndici Romani ſuper intrºſto
ne librorum, typis praedictum librum excudi valeati in 4ºo
rumfdem, e c. bat, in Prefato Comuentº nºſtrº Nºtº
itano dei Marti 1623
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Ita eſt Fr. Lagtantius qui ſupra


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manu propria
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-º A? - - - - - . . .

Reg. fol.96; -

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Fr..sixtus de Crema Lector, Prior Chienſ, a i

e) J'ociuss:
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A Ppr Of ATI 6 OPERIS ADM RR, PP, MM.


Fr Archangeli Coracife, S. Fr: Pauli degagli,
D Raeſ ns Opus dell'Elixir Vitae inferiptum, a Fr. Do
i nato de Eremita Ord. Praed, compoſitum, ſapien
tum examini expoſitum,iuſſu Reuerendiſs. Patris Ge
nerali; Or " vidi, legi, e diligenter conſide
regulis Catholice Fidei, velchri
rati, in quo nifi
i ſi is thoriousoontrarima reperire potai: Quafe ad
oriiiiin comfnunern vtilitatem, ati, commoditaté,
i vt typis di tir approlio, ſimili le collaudo. Datum
Nea poli inMonaſterios i Sehaitiani die 18 Februarij
162 3 e i , ri: i n. : : : ---

Ego FrArchangelus Caracia de Ripalta S. Theol. Mag


-
& Priors Sebaſtiaºni ,Ord aiPite
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d manu propiria)
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I Q, e Priore del Comºuan
g OFf. Paolo de Cagli Maeſtro
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l de S. Catarina teſtifico hauer viſto 8 bene eſſimina


.. .. - - - - - - -- - -- - - - - --i n, -

to il libro compoſtº ai F ra Donato d' Eremita, ne in


quello hauer ritrouata coſa in2, cotrario. Et in fede,S&c. - - - - - - - -
-

- Fra Paolo de Cagli ſopradetto -


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N OS F. SeraphinusſuprSicca us Magiſter Ordi


dicatoriim viſis notati, atteſtationibus PP
nis Prae. .

MM. Fr. Archangeli Caracia de Ripalta, S. Fr.


Pauli de Callio. Concedimus va ipſum Opus praeſati
Elixir Vitae inſcriptum a F. Donato de Eremita com
pilatum Typis mandari poſsit. In quorum fidem &c.
Dat. Romae die i 2, Februarij 1624
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- Fr. Seraphinu S qui ſupra - - -
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F. Io, Vincentius de Valentia Mag. & Socius. |

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Imprimatur, LaeliusTaſtius Vic Gen Neap,
Andreas Lettereſius Sac. Theol Dogt Can Dep.
Stephanus de Mari Can. Dep, vidit
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Illuſtriſs & Reuerendiſs. Domino


E, mandato Illuſtriſs & Reuerendiſs. D. Cardinalis
LProregis volumen de Elixirvitae inſcriptum Fr Do
nati de Heremita Ordinis Praedicatorum ſingularis in
re aromataria viri ſumma ci diligentia percurri. Opus
| praeclarum quidem, do&trina refertum, é demoſtrati
uis figuris exornatumi ex quo multa didici, 8 in eo quic
quam contra Fidem Catholicam, bonoſq; mores non in
Spagiryſq: legtu dignum agnoſco; ſed etiam omnibus,
qui in politioribus liferisverſantur, cunctiſ; viuentibus
advitam prorogandam, 8 prope morientibus ad ipſam
(reparandum neceſſarijſsimum arbitror . Neapoli die 21.
Auguſti 1622. d.

- - -
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-
V. Illuſtriſs & Reuerendiſs. Dominationi

Seruus deditiſsimus.
- -r-: -

Ioannes Andreas Baſilis Neap. Philoſophus, & Medicus,


, in Regio Gvmnaſio Publicus Medicinae Profeſſor,
vnus ex Collegio Medicorum Illuſtriſs Card Proregis
medicus à cubiculo, &in hoc Regno Regius generalis
Protomedicus, - -

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DELLELIXIR virAE
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F RA D ON ATO E REMITA
D I R O C C A D E V A N D R O
- dell'Ordine del Predicatori. -

L I B R o PR I M o!
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P R O E M I O. -

#SN GLI è mio credere indubbitato che ſe l'huo


il mo imagine della diuina bellezza, e mara
uiglioſo compendio di tutte le coſe create n’an
daſſe ſeco medeſimo tutto raccolto conſide
º rando i benefici infiniti,chà egli riceuuti, e
tutto di riceue dal ſuo benigniſsimo Creato
re: non pur non oſerebbe di offenderlo in alcun tempo, ma con
tinue ºpportu nità di benedirlo,e di ringratiarlo anderebbe d'ho
ra in hora inſieme ſcorgendo. Imperciocchè le Anime noſtre,
eſſendo elle del tutto incapaci da per sè ſteſſe del diritto conoſci
mento di DIO : fà la D. M. che per mezzo degli effetti ele che coſa ſiano
gli elementari
mentari, e ſenſibili, che ſon tutti larghe, e liberali ſuegratie ci effetti.

andiamo in parte illuminandone profondi abbiſsi dell'eneſcru


tabile ſua bontà. Ed eſſendo egli ſommo Bene, è ſommamente
diffuſiuo,e communicatiuo di sè ſteſſo,diffondendo e communi I diuini fauori
comuni a buo
cando i ſuoi fauori tanto ne buoni, quanto ne maluagi etian ni,& à cattiui.

-
A dio
-
--

- - DIF Elixir Vitae


Tdo nelle barbarenattoni. E perche liberamente e gratioſamen
te egli opera, e dona a chi che ſia e quanto più e meno gli piace:
io percio conoſcendo eſſere per ogni altro picciola,e debole la mia
intelligenza, e poco anzi, che no,ne graui ſtudi eſercitato,eſti
mo eſſer dono e particolar fauore di Dio tutto ciò,che à Diuina
Atluertimento
gloria, e ad vniuerſal beneficio degli huomini è ſcriuere mi ap
dell'Autore in
torno a sè ſteſ
parecchio. Laondeſe in queſto ELIXIR VITAE i ſag
ſo. gi,e corteſi Lettori coſa alcuna di maleſcuopriranno incolpino,
non ſolo l'humana Xatura,(chè per sè mancheuole)ma an
che la mia propria, e natia debbolezza: e ſe alcun raggio di
bene qui riſplendere ſcorgeranno: non già da me, ma da Dio]
S.N. il riconoſcano: a lui ne rendano le gratie, che ſi debbono:
esº io col ſuo ſanto Nome do cominciamento,
43"
3 : assº e usº passº spaes - sº sestº se erº agitº i tesºri sexº si esºrtº e,

Dell'innato appetito, che hanno tutte le coſe di


conſeruar sè medeſime nel proprio eſſere.
Capitolo Primo,
sº SS END O il Mondo nel ſuo genere perfettiſſimo, la Natu
Si ra, la quale per sè aſpira alla perfettione, per conſeruarlo
nel ſuo eſſere perfetto, và con ogni ſuo sforzo cercandola
conſeruatione delle ſpecie, ond'egli è compoſto. E perchè
elle non in altro, che nel loro indiuidui ſi conſeruano,quinci
adiniene, che (per conſeruarſi la mondana perfettione - ,
1 Il Mondo crea come imagine, che ci rappreſenta la bellezza di Dio, come lingua, che
to à farne cono
ſcere la bellez ogn'hor confeſſa,e paleſa la ſua diuina onnipotenza) hanno tutte le coſe -
za, e bontà di
Dio Creators.
create Vn natio appetito di coſeruar ſe medeſime à tutto potere: il che non
pure in ogni ſorte di animali tutt'hora veggiamo,
so ma nelle coſe ſteſſe, che il
L'huomo fra ſenſitiue non ſono. E perchè fra le ſpecie, la più nobile,e la più fauorita ,
tutte le mortali
Creature, è il
ſotto le ſublunari è l'humana: perciò il natural deſiderio del proprio con
più nobile, e' ſeruamento negli huomini principalmente ſi ſperimenta. Hora adunque |
più fauorito. tutto ciò più volte mcco medeſimo rauolgendo, con ogni mio sforzo (Diol
L'Elixir vitae è
ermittente, 8 aiutante)ingegnato mi ſono di comporre queſto virtuoſiſſi
chiamato dal mo Balſamo,non meno al ricouero, che alla conſeruatione della noſtra ſalu
l'Autore Balſa tegioueuole e neceſſario, ſodisfacendo in vntempo a me medeſimo,al Mon
mo ripieno di
grandiſſima vir do, e allo ſteſſo Dio,il quale brama anch'egli,(ſe così m'è lecito a dire,) che
tll - gli huomini viuano ſani quanto più poſſano, 8 habbino vita, perche ſiam
Perche ha Id
dio dotato le
mendino di lor colpe, e Ilaudino, e I benedichano: che à queſto fine per
pietre, e l'her mio auuiſo hà egli data virtù alle piante, e alle herbe, ritardando il corſo
be, & l'altre co alle ſeconde cagioni, è lui,ch'è la prima ſubordinate , -

ſe ſimili di tante
ſaluteuoli virtù. -
-
Poſto
- - - -
--- --- --- .

Di Fra Donato Eremita Lib I. --- --- ---


3

Poſto il natural deſiderio,chà l'huomo di ſapere, quanto


ſia nobile il ſuo intelletto, e quanto grandi le ma
rauiglie della Natura. Capitolo II.
2) E' trè naturali diſiderij, che nacquero in vn parto con l'huo Trè deſideri ſo
Vº mo, laſciato quello del ſignoreggiare,che à noi non è d'huo no nell'huomo

po, habbiamo in fin quà accennato, grande eſſere il diſio, di viuere, di ſa


pere, e di regna
ch'egli ha di viuere. Ma non minore, diciamo hora eſſere - re, quel di viue
quello, il quale ha di ſapere. E veramente alla grandezza re,mancado, gli
di queſta ſua volontà và così marauiglioſamente accoppiata l'altezza del altri,è
mune.
a tutti co
l'intendere, che à gran ragione fù detto,l'humano intelletto eſſer poco me
no dall'angelico differente. E in vero ſe le inuentioni, e le operationi del
ſuo ingegno attentamete ſi conſidererāno:qual huomo ſarà egli mai,il qua
le di sè medeſimo non ſi marauigli, e che delle proprie attioni non iſtupi
ſca? Quante coſe ha egli adoperato, che incredibili parrebbono? Horſe
noi dar vogliamo credenza alie Storie, che pur ſon vere, quante opere n'hà
già moſtre il ſuo agutiſſimo ingegno? Archita Tarentino non fe andare a Che coſa di mi
volo vna Colomba di legno,non altrimenti che ſe viua foſſe ella ſtata? Ar rabile habbian
chimede non fece per mezzo della piazza Siracuſana andare vina Naue cari fatto alcuni F1.
loſofi, e Mate
ca, come ſe dall'onde foſſe ſtata velocemente ſoſpinta? Archimede ſteſſo in matici.
ſieme con Poſſidonio non fabricò vna Sfera, che puntualmente imitata i ce
leſti moti? & altri, che per breuità ſi tacciono, altre marauiglie non hanno
al Mondo ſcouerte negli antichi ſecoli, e ne moderni tutt'hora non ſe ne
ſcuoprono? E ſe paſſeremo alla ſteſſa Natura, quanti effetti molto più di
marauiglia degni, che di fede, ella paleſa per sè ſteſſa? quanti ne ſcuopre
ne bruti, ne' peſci,nelle piante, nelle pietre, negli elementi? Troppo rin Effetti maraui.
creſceuole inuero & a Leggitori, 8 a me medeſimo ſarei, anzi più toſto car glioſi di natura
ta, che materia mi mancharebbe, ſe io voleſſi dir tanto. Legganſi Plinio, ne' peſci, nelle
Strabone, Solino, Ariſteo, Heſpono, Stefano, Polieno,e nella Miniera piante, 8 nelle
del lpietre.
Mondo il Cieco d'Adria, & altri, li quali delle marauiglioſe coſe, che nel
Mondo ſono, fra gli altri hanno ſcritto,
Se adunque l'humano ingegno è così ſottile, e perſpicace,e la Natura è
per sè madre di tante marauiglie:chi non dirà impoſſibile non eſſere (che ,
perauentura ne penſaſſero, è ne diceſſero i maleuoli, e gl'ineſperti)
che ſi poſſa ridurre advn eſſere perfetto, e quaſi, che non diſſi -
miracoloſo, queſto noſtro Componimento, venendo in te- - - - - - -

eſſo così fattamente aiutate, e ſolleuate dalla fati


coſa arte le occulte, e virtuoſe qualità del
la Natura? Vegnamo hora à
raccontarne le ſperien
so e ze fatte- e s eee
e

Y - -- - -- - - - Del
- - e- m- - e
Dell'Elixir Vitae

Del valore, e delle ſperienze dell'Elixir Vitae:


Capitolo III.
A ſperienza è gran maeſtra delle coſe,dice il Filoſofo. Que
ſta molto più può a farne venire alla cognitione delle ope
re e virtù naturali, che non gl'inſegnamenti, e le lunghe let
tioni fatteci dalle Catedre da Dottori; queſta ſola vaglia
- mi per fida teſtimonianza ſe taluolta alcuno non amaſſe al
le naturali ragioni ſottometterſi. E chi è in queſta gran Città di Napoli il
quale non ſappia quante volte ciò in queſta Città medeſima co propri oc,
chi, e con le proprie mani ſi vegga giornalmente, e ſi tocchi: eſſendo ſtato
ueſto Antidoto da me tante volte compoſto in diuerſi anni, e in pri
ma nella Spetiaria della Madonna della Sanità, S al preſente tutt'hora ,
Poten:iſſimo ri
paro della vita
componerſi nel noſtro Conuento di ſanta Catarina a Formello, ordinanº
è l'Elixir -
doſi da dotti, 8 eccellenti Medici per riparo di qualunque infermità. Cre
do in vero, che ogni ſano giudicio non ſarà giamai per riprendermi punto
in conſiderando ſanamente il ritrouato,e l'ordine di sì virtuoſo miſto di ta
Componiméto li,e tanti ſemplici dotato,quali e quanti à ſuo luogo ſi leggeranno. Laon
dell' Elixir di
molti ſemplici de nel bel principio ch'io à prepararlo incominciai,ne feci publica moſtra ,
dotato. .
L'Elixir Vitae
inuitando le buone mem. del Signor Quintio Bongiouanni Regio Protomc
moſtrato dal dico,e del Signor Gio: Battiſta della Porta eccellètiſſimo Filoſofo, e Princi
l'Autore a va pe à queltépo dell'Illuſtriſſima Accademia degli Orioſi, con cui ſi accompa
lentiſſimi Medi
ci, & da loro gnò il Signor Col'Antonio Stigliola huomo dottiſſimo, 8 i Signori Orario
approuato Citarella,Gio:Giacomo Lazzaro,e Gio:Bernardino Catellozzo tutti trè Fi
loſofi, e Medici eccellenti. Nè ſdegnò divenirui il Signor Vincenzo Forte
da Montemarano Spacirico di S.M.Cattolica,alli quali, in preſenza d'alcuni
Principi, e Caualieri, che per lo medeſimo fine venuti erano,moſtrai tutto
l'apparecchio dell'ELIXIR VITAE, eſplicando vna per vna le qualità di
tutti i ſemplici con la bontà, e gradi di humidità, e di ſiccità, di calidità, e
di fredezza: e moſtrai loro, come queſta compoſitione è diuina,per la tem
perata commiſtione delle virtù degl'ingredienti. Laonde hauendo
eglino ſperimentativtiliſſimi gli effetti, che ne riſultano,riſolſi
Che coſa hab.
bia moſſo l'Au à commun detto di publicarla con le Stampe per commune -
tore a dar à le vtilità:aſſicurando perauentura me medeſimo, che dourò
publiche ſtam eſſerne di qualche autorità appreſſo coloro, i
pe la preſente
Opera-. i quali di queſta verità vorranno far proua.
Ma prima di paſſar più oltre, diciamo
perche queſta noſtra Compoſi
tione ELIXIR VITAE ..
- ſia appellata . . ..

streſs a
i##
Che
Di Fra Donato Eremita Lib.I. - - 5

Che ſignifichi queſto nome ELIXIR VITAE.


- Capitolo IV. -

SºMSSERVATA l'Etimologia e proprietà di queſto noſtro ELI Elixir chiamato


N, XIR VITAE, altro egli non vuol dire, che renouatio rinouatione del
la vita.
º vitae Elixir ab elixando, cioè, dal cuocere: percioc
chè eſſendo corpo aqueo, in quello gli ſpiritiſi diggeriſcono
e ſi concuoceno: e così fa concuocere il cibo nel noſtro ſto
maco,riſcaldandolo con far la concottione per elixationem.
Altri l'han chiamato, Elixir, dalla felicità della vita,che pmette,e ca Elixir felicità
della vita -
giona,quaſi dirvoleſſero per queſto nome Eliſi, cioè i Campi Eliſi diſcrit
ti da Poeti, oue ſi fauoleggia, che ripoſino, dopò morte gli huomini felici,
e beati. - - - - -

Altri han detto nominarſi, Elixir, dalla vera, e natural ſolutione di Elixir detto per
lo natural ſcio
quelle coſe, che in eſſo ſi pongono, come oro, argento, margarite, coralli,e glimento de ,
ſimili pietre: e perciò ſi dicono, elixare, perciocchè ſeruono poi per lo ſuoi ingredicti,
riſtoramento, e conſeruatione dell'humana vita.
Da altri hà hauuto nome d'Elixir, quaſi Elettuario confortatiuo, mi Elixir, Elettua
rio confortati -
niera di tutte le virtù, riparo di tutte l'infermità. E perciò in voce Araba tiuo.

per Elixir, altro non s'intende, ſaluo, che vna eſſenza temperatiſſima
di coſe in vn certo modo incorruttibili.
Elixir detto Ac
E ſtatoda gli Autori, che n'hanno ſcritto, rapportato col nome d'Aqua qua celeſtiale,
celeſte, di Cielo noſtro,di Stella Diana,di Quinta eſſenza di Prolungatione &c. - - - -

della vita, di Viua forza, di Potenza Celeſte, di Spirito,d'Anima,d'Aether,


di Mercurio vegetabile, di Chiaue de Segreti de Filoſofi, di Giouane di
habito d'oro,di Matrimonio, 8 d'Acqua menſtruale. -

Derche ſi chia
Si chiama Acqua celeſte, perche celeſti in vn certo modo ſono le ſue mi Acqua cele
ſtiale.
virrù più toſto, che naturali. -

Diconlo, Cielo noſtro, perchè ſi come il Cielo è cagione efficiente, Perche fi chia
mi Cielo no
& vniuerſale, e ci mantiene influendoci ſempre nuoui doni, così ci dà riſto ſtro,

ro, e ci mantiene queſto noſtro Elixir, influendoci ſempre nuoui ſpiriti


vitali. -

Si dimanda, Stella Diana, perciocchè non altrimente, che la Diana Perche Stella ,
Diana .
à noſtra viſta auanza di lume ogni altra ſtella, ottiene il noſtro Elixir
fra tutti i medicamenti il primo luogo.
Lo chiamarono » Quinta eſſenza, eſſendo per mezzo dell'arte vn Elixir nomato
Quinta eſſenza.
celeſte elemento, nel modo più poſſibile dà quattro elementi lontano per
l conſeruatione dei corpi humani, e delle lor forze diſtruggente,e conſuman
te ogni ſorte di cattiuo male.
B L'hono
-
-
-- - - -- - - -
-- --- -- - - -
-
– --

6 DTER TV
Elixir chiamato L'honoraron col nome di Prolungatione della vita, poichè
Prolungationdi
vita. dando queſta pretioſa medicina ſpirito, e ſoſtanza à corpi, che la i suono
prolunga il loro viuere. , - º

Elixir,viua for L'appellarono Viua forza,e potenza celeſte, perciocchè diſcac


za, e celeſtial
potenza.
cia in vn ſubito, e con impeto dal corpo le qualità contrarie,enimiche.
Fù detto Spirito,ed anima, perchè ſi come lo ſpirito, e l'anima, in
Elixir Spirito,
& anima appel formando il corpo,lo mantengono viuo;così il noſtro ELIXIR, hà ſpirito, e
lato.
anima, che viuifica chiunque il prende. ..
Elixir hà nome Gli danno nome di Aether » perchè ſi come aether è quella parte -
Aether.
di aria più temperata, e più ſottile della regione, che al primo cielo è più
vicina, prendendo, e riceuendo in sè perſettioni, e qualità celeſti, così que
ſto ELIXIR ſi aſſomiglia è quella parte di aria, eſſendo egli vna coſa puriſſi
ma di ſottiliſſimi elementi compoſta.
Elixir Mercurio Chiamaſi Mercurio vegetabile , perchè tutte le coſe poteiner
vegetabile.
ſo ſi riducono a noua perfettione di virtù - -

Elixir Chiaue
Fù nominato Chiaue de Filoſofi, poſciache per altre naturali vie
de' Filoſofi. non ſi potrebbono aprire i meati, oue è radicato il male ſe il noſtro ELI
XIR quiui ſottilmente penetrando, S aprendo i luoghi malaffetti non ap
portaſſe à gl'infermi ſalute,reſtituendoli al primiero eſſere. -

Elixir radice di E appellato Radice di Giouentù, da gli effetti, che di eſſo naſco
giouentù .
no,poiche fà ringiouinire chiunque di eſſo ſi auuale. E detto poi, Re con
Elixir Re con ,
habito d'oro. habito d'oro, perchè riſolutoui dentro queſto metallo, ſubito di color
d'oro tutto ſi ſcorge.
Elixir dettoMa
Vien chimato, matrimonio, perchè ſi come il matrimonio è vna ,
trimonio. vnione di volontà,e di corpo fra marito,e moglie, donde viene ad vſcire al
la luce vna nuoua vita col parto, che di loro naſce, così per l'wnione di tan
ti ſemplici,herbe,legni,metalli,gomme, 8 c.con gli eſſetti ſalubri, che ne na
ſcono viene a racouiſtarſi vna vita quaſi nuoua. -
E finalmente diceſi il noſtro ELIXIR, Acqua menſtruale, poiche
Elixir è chiama
to Acqua nºCil con quella coſa, che ſi piglia ſeruendoſi per veiculo di quello humore, col
ſtruale. -

quale ſi meſcola per poterſi bere, nella qualità di quello humore è r . -


calda, è fredda ſi ſia, ſi conuerte. Hor queſto per la
laude dell'Elixir paia baſteuouole: quando
che nò,ſuppliſca quanto nell'E
- logio di eſſo ſe n'è
-
-
-- - -
detto, - -
-

- -
-
- - -
-

-
-

- - - - -- -
-

--
Di Fra Donato Eremita Lib. I. s
7
-
- -

Della origine della Quinta eſſenza del vino chiamata


da Filoſofi Acqua ardente, e come poi incomincia
rono gli altri è ſeruirſene. Capitolo V.
i . . o ..
L'huomo fra ,
PgO N v'hà dubbio alcuno, che eſſendo ſtato l'huomo dalle on tutte le corpo
ree Creature no
nipotenti mani di Dio compoſto, egli non ſia fra tutte le biliſſimo.
corporce creature nobiliſſimo, ed eſſendo ſtato di parte intel
lettiua dotato, non riſplendano in lui tutte le virtù. Ma ,
vedendoſi egli fabricato di qualità contrarie, che ſono le
quattro clementari, viene ad eſſeregli ſottopoſto à molte in
fermità. E perciò andò egli inueſtigando molte coſe per ſouuenire alla ,
propria imperfettion ſua. Piacque al grande Iddio illuſtrargli la mente,
concedendogli, che egli col ſuo ingegno, e fatica eſtraeſſe vna medicina da
quelle coſe,nelle quali eſſo Iddio per conſeruatione del corpo humano tale L'herbe dotate
virtù hauea collocata: e così cominciarono gli huomini ad operare molte die virtù anaggio
auanti il di
herbene gli antichi tempi auanti il diluuio di maggior virtù forſe che hora luuio.
non ſono, che ſiamo perauentura nell'vltima età del Mondo, 8 operate co
sì groſſamente per via d'empiaſtri, e ſenza alcuna induſtria applicati a di L'vſo d'heggi
luei mali,ſcorgeuano in quelle marauiglioſe virtù,tanto per morbi interio giorno in quan
ri, quanto per eſteriori,l'vſo de quali,el modo di adoperarle hoggidì anco, o all'adoperar
ra ſi coſtuma. - - - -
treni ed i molto
- - - - - -
conforme con
Nè mancarono per gli tempi,che corſero degli anni ſeguenti de più in l'antico. ,
duſtri ingegni, che andarono ſpeculando come poteſſero ritrouar coſa,che
con più velocità operaſſe nel corpo humano, e tentarono operando più ſot
tilmente molti ſemplici, 8 herbe per via di decotti, ed eſtrattione diſughi,
come nella noſtra età ancora appreſſo a ſempliciſti ſi conſerua il rito,
I quali applicati a diuerſi mali videro apportare grande giouamento,e mol
to più virtuoſamente, e brieuemente operare le loro virtù. Ma non con
tenti di ciò i ſucceſſori nelle età ſeguenti tentarono di hauere dalle dette La quinta eſſen
za da primi an
herbe, e ſemplici vna parte più virtuoſa,e che in grado di virtù più eminen tichi non co -
noſciuta.
te operaſſe. Et trouarono il modo di eſtrarla per via di diſtillatione, e con
la ſperienza videro queſto vltimo modo ritrouato,eſſere molto più profitte La quinta eſſen
uole,che non i due primi, per lo riſtoramento,e ſouuenimento del corpo no za non meno è
ſtro: ed eſſendoſi ben confirmati in queſta verità, cominciarono a dire che di maggior no
bilta , che di
da tutte le coſe ſi poteuano eſtrahere certe parti virtuoſe, e ſpiritali in gra maggior vilità.
di eminentiſſimi di virtù,le quali operariano effetti quaſi miracoloſi ne con Quaſi miracolo
ſamente opera
uenienti ſubietti applicate. E queſta diſſero eſſere vna Quinta eſſenza,vno no tal'hora ne'
ſpirito viuo,edvna virtù inuiſibile reſidente in quelle: ma per gli tempi ſe corpi infermi le
guenti più perſpicalmente ſpeculando non mancarono de più ſottili intel quinte eſſenze
letti, I quali aggiunſero alle coſe ritrouate non ſolo nuoui modi di eſtrahe Virtù nella qnta
re le virtù già dette, ma diſſero per iſperienza queſta virtù molto più effica eſséza del vino
è più potente,e
ce,molto più facile in maggior copia, e di maggiore eccellenza poterſi haue più valeuole
re dal vino, allegando con ragioni probabili, che ſi come il vino è ſtato da , Perche ſia ſtato
da Dio conce
Dio introdotto nel mondo per conſeruatione, e per mantenimento del cor duto l'wſo del vi
- - - -

- --- -- po no all'huomo.
- -
- ---- - - -- - -- - - - --- --- --- --- --- --- --- --- -
r - - -
8 Dell'Elixir Vitae
po noſtro, e non di altri animali, come l'altre herbe,così ancora eſtrahendo
da quella queſto ſpirito habbia da operare in queſto corpo la conſeruation
ſua, poiche a guiſa di viuo ſpirito videro queſto i inuiſibilmente
per le menome parti del corpo, 8 in quelle eſtendere la ſua intrinſeca vir
tù,il che nelle herbe ſopradette ſperimentato non haueuano; le quali con
iſperienza videro hauere alcune virtù in ſpecieltà a ſpeciali morbi appro
Varietà delle ,
coſe medicinali
priate, come di attrarre humori ſuperſlui davn membro, e non dall'altro:
nell'operare i queſta haueua virtù di eſtrahergli dal capo, quella dal collo, quell'altra dal
nelle parti del
corpo humano,
petto, e non dall'umbilico, 8 alcune ſole dall'Vmbilico in giù, e non hauere
& ciaſcheduna virtù nelle parti ſuperiori, del che è paruto molto difficile aſſignare la vera
al ſuo membro cagione a maggiori Filoſofi, come ſono Giouanni Ebem, e Meſue, il quale
appropriata. nel principio del ſuo libro delle ſemplici medicine dice, che non occorre o
Onde naſca , , cercare di ciò la cagione: ma che tal virtù habbia più toſto quella herba ,
che vn'herba
tenga più di vir
che queſta vien dal cielo. In qual modo però, e da qual parte del cielo ciò
tù,chevn'altra. prouenga non vi è alcuno, che ne ſappia affignar la ragione. Pare nondi
meno, che voleſſero intendere ſolo ciò procedere da cieli per hauere le lo
Colligamento
d'amore fra il ro influenze colligate in tanto amore con le coſe terrene, come dice Ariſt.
cielo, e coſe ter
rene e
che prima i cieli ſi ſcioglierebbono, che in queſte coſe inferiori la Natura ,
foſſe per donare coſa di vacuo. Laonde diremo noi, che per la corriſpon
denza, e dimoſtratione dell'amor loro i cieli non ſanno ſe non influire le
Il cielo no man loro virtù in queſte coſe terrene,come veggiamo nell'herbe,e nelle piante,
ca mai di farne che le fà germogliare, e creſcere e produrre i ſuoi frutti, 8 in quelli conſer
benefiti; con le
ſue influenze , uarſi vna virtù occulta, la quale a diuerſi mali applicata fà nó picciolo gio
uamento, e quelli, che la madre natura produce p alimento del corpo hu.
mano mantiene,e cuſtodiſce. E perciò a ragione diſſero molti, che il calor
Onde habbia ,
origine il calor
naturale dell'huomo hà l'origine dal cielo, e che gli ſpiriti virtuoſi del cor
naturale nel o noſtro ſieno inſtrumenti a guiſa di corpi aerei, come ſe di vincolo, e po
l'huomo a teſtà di calore, li quali ſi contengono frà le altre parti del corpo ne confini
del cuore, dell'arterie, del ventricolo, e del ceruello, e in modo tale, e con ,
tal vincolo ſono vniti col calore naturale, che non ſi poſſono in modo alcu
no,nè meno imaginare a diſunirſi,ò ſepararſi. Laonde diremo,che è di bi
ſogno ſcacciare da queſti ſoſtantiali ſpiriti diffuſi nel corpo humano i loro
impedimenti, acciocchè il virtuoſo,S: amoroſo calore con eſſi in ligame in
diſſolubile riſtretto, poſſa operare le ſue forze: che perciò ne ſiegue poi,eſ
ſendo i detti ſpiriti offeſi, il calore ancora ne ſia impedito dal far l'officio
ſuo: e per rimouere tali impedimenti han Filoſofando inuentato, e con la .
ſperienza approuato che queſta virtù ſupereminte,come hò detto, ſi ritroui
nel vino, e che in eſſo ſia collocato vin ethere di ſpirito, quaſi a guiſa del
ciclo incorrottibile più proſſimo, e più facile ad hauerſi,che non negli altri
|Quanto ſi ſiano
laffaticati alcuni corpi miſti. Hor di quì ne nacque, che gli huomini cominciarono ad affa
ineſtrahere dal ticarſi in quello, con ſottigliezza d'ingegno, per eſtrare queſto ſpirito cele
vino lo ſpirito ſte,& eſtratto operarlo per conſeruatione della noſtra vita, acciocchè per
celeſte,
mezzo di queſto ſi conſeruaſſero in via età florida,giouenile,ſenza contro
uerſia di corporale infermità fino all'wltimo termine della vita. Diciamo
hora di qual ſorte di vino cauar ſi debba queſta Acquauite .
- - -

Di Fra Donato Eremita Lib.I.

Di qual ſorte di vino cauarſi debba queſta -

Acquauita. Capitolo VI. -


-
- - - ::: e
,º.
- -
,
R3DDVRREMO in iſto Trattato l'opinion di molti Autori in
che ſorte divi-l
torno all'elettione del vino, e da qual ſorte di eſſo ſi habbia no biſogna ado
da eſtraere queſta Quinta eſſenza, acciocchè ordinatamente perar per far
procediamo nei noſtri ragionamenti. Sono adunque alcuni, l'acquauita.
2 ºè e Alºit
- - li quali hanno ſcrittovn vino eſſer migliore dell'altro, come i
ogni hor noi veggiamo, e in queſto biſogno di eſtrattione eſſer migliore il
roſſo, che il bianco, 8 altri eſſer migliore l'amabile, el dolce, che non è il
gagliardo,ò l'agro . , º !
º, , ,

Vno Autore molto in queſta arte eſperto tiene come in molti luoghi de' ivno Autore ,
molto in queſta
ſuoi trattati hà dichiarato il vino roſſo eſſere migliore del bianco, e in alcu Arte eſperto.
ni hà detto, che è biaco,ò roſſo ſi ſia, è atto, in alcuni altri ha commendato
-
il vino di molta dolcezza: ma non ſi caua però dalla ſua lettura, che egli
habbia dubitato giamai, che ciaſcheduno di eſſi non ſia buono. . . .
varie opinioni
Chriſtoforo Pariſienſe (il quale come egli ſopracitato medeſimo confeſ. degli Autori in
fa hà ſeguitato l'opinione di molti illuſtri Autori) dice, che ſia migliore il torno all'elet
rioni del vino
roſſo per hauer queſto più potenti i ſuoi ſpiriti. . . che vien adope
Arnaldo di Villanoua non pare, che richiegga queſta circonſtanza, e tro rato perl'acqua
uite.
uò queſta eſſere ſtata più toſto diceria di Autori, che coſa di molta impor
tanza,poiche veggiamo, che da qualunque ſorte di vino ſi eſtrahe l'Acqua Da qualunque
genere di vino
uite. E per chiarirci di queſto, leggaſi il Rupeſciſſa,il quale diffuſamente ,
ne ragiona, il Grattarola, il Sauonarola, Carlo Viteſteim da Pietra Bianca,
ſi può eſtrahere
la quinta eſſen
l Za- •
-
ſ
Filippo Euſtadio, il Cardano, Theofraſto, S altri,i quali per brieuità ſi tra
laſciano.
Ma io eſtimo eſſere
-

migliore
-

fa io eſtimo eſſere migliore eſtrahere queſto ſpirito da vino il più per


eſtrahere queſto ſpirito da vino il più per lo sa. l
fetto, che ritrouar ſi poſſa, il quale ſia puro, ſenza alcuna miſtione, (E ſe foſ. l'Autore della
ſe vino di vn'anno ſarebbe migliore per cagion della ſua natural purifica preſente Opera
qual vino ſia
tione) e che ſia fumoſo, ſpiritoſo, odorifero,ſoaue,diletteuole al guſto, e miglior per ca
confortatiuo ancora all'odorato. Hanno detto alcuni, che la maluagia di uare l'acquaui
ta-s -
Candia,e'l Greco ſieno eccellentiſſimi,il che io né niego: ma perchè queſti Il vino per l'ac
vini non in tutte le parti del Mondo ſi ritrouano, perciò diremo, douerſi quauita dee eſ |
regolare il prudente artefice dal paeſe, nel quale ſi trouerà, ſcegliendo de ſer ſemplice, e
ben purificato ,
migliori, che in que luoghi ſi potranno hauere, pur che ſieno ſpiritoſi,e fu con l'altre ſue ;
moſi,perciocchè in quelli più ſi vniſcono gli ſpiriti,e più vniti ſon più vale ſimili buone ,
qualità.
uoli. Laonde quei ſaranno di maggior penetratione, e virtù, li quali
molto più opereranno nel ſubbietto ben diſpoſto.
Habbiamo detto, che il vino dee eſſer puro, perciocchè eſſendo miſto
Perche il vino
verrebbe ad eſſer infetto, e verrebbe anche à toglier la forza allo ſpirito, per l'acqua dee
che ſe ne caua; ond'è, che cauandoſi l'Acquauite da vino impuro non rie eſſer Puro
ſcono quelle operationi, che ſi deſiderano, e bene ſpeſſo ne vengono pera
luentura riputati men veritieri,
- - - - - - -
-
-

Dee eſſere divno anno,perchè è più purificato, e più potente.


Dee eſſere al più che ſia poſſibile vigoroſo, ſpiritoſo,e fumoſo,acciocchè
per virtù del ſuoi ſpiriti ſi producano effetti più virtuoſi.
l as- - -- TARumi
s -- -
1o TDTER TV
Alcuni han detto queſta Acquauite poterſi hauere tanto da vin guaſto,
quanto da buono,e così mantenerſi incorruttibile con le ſue medeſime vir
lesion i
dall'Autore al tù, con le quali ſi mantiene l'altra cauata da vino perfetto. Ma io non ſo
le altrui opinio
ni intorno al vi
no dell'opinion di coſtoro : perciocchè ſe bene dal guaſto, imperfetto, e ,
no, onde vien miſto vino ſi cauerà Acquauite, non haurà però queſta tal acqua quella ec
fatta l'acqua cellenza, c'haurebbe ſe foſſe di ottimo vino eſtratta, ma porterebbe ſeco
vite o -
qualche vitio di putredine, e di corruttione. E benche ſi potrebbe oppu
nare, à queſto fine eſſere ſtata introdotta l'arte, acciocchè con le ſottili di
ſtillationi, erettificationi i detti ſpiriti per mezzo di quelle ſi aſſottigliaſſe
ro, ſi diſligaſſero, e reſtaſſero puri, e liberi da ogni imperfettione: pure non
è da negarſi, che i detti ſpiriti cauati da ſimili vini non verrebbono ad eſſe
re più fiacchi, e men vigoroſi e per conſeguenza non penetranti,nè virtuo
ſi, come quelli da perfetti vini: & è pur vero appo Filoſofanti, che l'effetto
ſegue la natura della cagione, onde egli procede.
ll che ſi può euidentemete conoſcere, e verificare dall'Acquauite, che ſi
và vendendoh oggi per queſta Città di Napoli, che per eſſere eſtratta da
Riprenſione vini guaſti, e corrotti non ſolo non fà è corpi humani alcun giouamento,
che fa l'Autore
all'auaritia de ma voleſſe Iddio,che non apportaſſe loro male alterationi, e peggiori effet
Deſtillatori del ti: il che vien forſe cagionato dall'intereſſe il quale fà, che l'huomo ſi ap
l'acquauite, pigli ſempre à quelle coſe, che meno coſtano.
Hanno ancora conteſo alcuni, dicendo quello eſſere più conueneuole
alla Natura, che eſſa Natura appetiſce: & eſſendo che ella ſempre appeti
ſce le coſe più dolci, adunque dal vino dolce più toſto, che dall'agre cauar
Il vino dolce ,
è più opportu ſi dee queſto ſpirito, come quello, che alla natura è più amico e queſto
no a far l'acqua hanno eglino inteſo douere eſſere di tal dolcezza, e così amabile, che alla
uite, che l'agro medeſima natura non diſpiaccia, ma che ſia di ſoauità,e di dolcezza tempe
non è,
rata acciocchè da così fatto vino ſi cauaſſe Acquauite: che molto più ſa
rebbe amabile allo ſtomaco humano delle altre acque da ſopradetti vini
cauate, E in molti luoghi, come hò detto,vn molto perito Scrittore, 8 al
tri han trattato di tal vino dolce per per modo di paſſaggio ſenza farui al
tra conſideratione.
Ma che ſi ſia degli altri, la mia opinione è, che il vino debba eſſere del
più perfetto, che hauerſi poſſa, sì per le già dette ragioni, sì anco per la .
ſperienza, che di amendue le acque giornalmente ſi vede. Et è anche mio
Acquauite ado. parere, che quando l'Acquauite ſi dourà applicare è medicamenti eſterio
perata tanto p
medicamenti in ri, fiabene, che il vino ſia potente, fumoſo, ſpiritoſo, e puro: ma quando
teriori, quanto ſi dourà vſare per bere per riſcaldare lo ſtomanco per incidere le flemme,e
per eſteriori.
per altri mali interni,alli quali eſſa giornalmente per iſcacciargli viene ap
plicata, direi, che il vino debba eſſere puro, amabile, delicato, 8 alquanto
dolce, che molto più ſi confà alla compleſſione humana; e' tutto principal
mente ſtà nella buona opera, e diligenza dell'Artefice in ridurlo è "
diſpoſitione di virtù, che egli vorrà,e ſaprà migliore -.

3"3»
l)i Fra Donato Eremita Lib. I. I I

come & à quali proue ſi debba conoſcere l'Acquauite,


2

ei ſegni della ſua perfettione. Capitolo VII.


HI AR A coſa è, che quanto più l'Acquauite ſarà ſottile ,
e in grado di purità, tanto più ſarà vicina alle qualità, e alle
virtù di Quint'eſſenza, e perciò più proportionata al tempe
ramento del corpo humano, laonde gli Autori diuerſi ſegni
hanno dato perche ſi conoſca la pfettione di detta Acqua.
Arnaldo, 8 altri diſſero, che l'Acquauite ſarà all'horper Gpinione d'Ar
naldo intorno
fetta, quando non laſcierà coſa alcuna di reſidenza nel fondo del vaſo di à ſegni della ,
ſtillatorio,benche in alcune opere loro ſi legga non importare tante diſtil bontà dell'ac
lationi, e rettificationi,anzi vno di queſti Autori nel ſuo vltimo teſtamento quauite.
dichiarando molti luoghi oſcuri da lui deſcritti ne ſuoi libri, dice baſtare
due,ò trè rettificationi - º :
-
i t a
-

Chriſtoforo Pariſienſe nel ſuo Repert. vuole, che non fia buona ſe non è C)pinione di
Chrſtoforo Pa
di ſette ripaſſate: ma altri à tanti ripaſſamenti non attendendo han dato riſienſie intorno i
vari ſegni della ſua perfettione, e ciò credo io per hauer tenuto nuoui mo al conoſcere »
di in cauaria con vaſi, che facciano quegli effetti in vna volta, li quali face quando ſia ſtata
erfettamente .
uºn gli antichi in ſette:e perciò non hauno atteſo ſe né à ſcriuerne i ſegni. atta l'acquaui
Alcuni han detto eſſere l'Acquauite all'hora in grado di perfettione , te - .
Il fuoco acceſo
quando vn pezzo di carta,ò di tela di lino bagnato in eſſa ſi abbrucerà ſen nell'acqua vita
za leſione alcuna della tela, è della carta, e che poi eſalata l'Acquauite,ſe non cffende il
la detta carta, è tela aumicinandoſi al fuoco ſi abbrucerà ſubito ſenza reſi panno lino,
onde ella rende
ſtenza,ò indugio alcuno, darà vero ſegno della ſua perfettione: perciocchè ſua vampa.
moſtraſi per queſto da ogni ſorte di flemma eſſer vacua. -
Segni della per
Altri han detto,che euacuata, e conſumata la fiamma dalla carta,ò dalla tettione dell'ac
qualuite.
tela, ſe la carta, è la tela reſta incenerita queſto ſia il vero ſegno di bontà,
che da quella tutta l'humidità euacuata, ſia lo ſpirito igneo ſolo rimaſo, il
quale per la ſua arida natura eſalato venga a laſciare così fattamente ina
ridita,ò incenerita la carta,ò la tela. - - -
-:

Altri han detto, che debba guſtarſi con la lingua, e ſe ſarà agutiſſima è
guiſa di fuoco, ſenza offender la lingua,all'hora f eſtimerà eſſere perfetta:
i"gnendo l'Acquauite leggiera e debbole, e non in tutto pura non te
nere in sè queſti effetti. - - - -

Altri hanno approuata la vera perfettione ſua quando ſopra di quella Rifiuta l'Auto
apparirà vna certa vntuoſità di olio, che vada nuotando nella ſuperficie di re quel che del
l'olio che sì
eſſa, come olio, il che io per molte ſperienze fatte non hò però veduto gia l'acquauite ap
ITlal . -

paia ſi è detto
da alcuni.
Altri vogliono, che la detta Acqua ſi debba mettere in vn bicchiere ſtret
to, e profondo,dattorno al quale ſi habbia ad accendere il fuoco, e finita di
conſumarſi, ſe rimarrà il bicchiere ſenza veſtigio di humidità arido,e ſecco,
e caldo, queſto eſſere inditio di perfettione.
Altri han detto la ſua vera bontà argomentarſi, quando bagnata con eſe l
ſa vna tauola ſubito ſuanita laſcierà arida la tauola ſteſſa.
L'Acquauite è
Altri più ſottilmente Filoſofando han detto quella eſſere perfettiſſima -, di qualita più
gentro della quale gittandoſi vnagoccia di olio andarà a fondo; percioc aerea, e più ſpi
l - chè ritale che l'olio
- - -

non è.
- ; - - - -
I 2. Dell'Elixir Vitae 5, i 4 i
i chè eſſendo l'olio di ſua natura aereo,ſouraſtà à tutti i corpi miſti liquidi, e
perciò ſe poſtº in queſta acqua anderà a fondo verrà a ſcoprirſi la detta
acqua eſſere i natura più aerea più ignea, e di maggiore agilità,e leggierez
Il corpo mino za, trouandoſi in vera Filoſofia, ch'vn corpo di virtù minore, cede à quello
re cede al mag ch'hà virtù maggiore.
giore.
Proua che ſi fà - Altri diſſero, che poſto vn poco di ambra peſta, 3 infliſa,e bene miſchia
con l'ambra pe
ſta per conoſce
ta con la detta acqua ſe arderà ſopravna meſtola darà ſegno di eſquiſita , -

re la perfettion bontà. tr . . . . oi ,a - 2
-
dell'acquauita. Altri hanno ſperimentato col zuccaro fino, miſchiandolo, e bagnandolo
Proua che ſi fà
col zucchero fi
con la detta acqua, ſe quella conſumandoſi, 8 ardendoſi ridurrà il detto
no. - zuccaro in olio rubicondo, ſarà ſegno di vera bontà. - -

Proua che ſi fà Altri ancora diſſero, che poſta in vn vaſello d'ariento dentro vin catino
con vn vaſetto di acqua freſca, che vada a galla nell'acqua, 8 attaccandoui fuoco,ſe dopò
d'argento.
- - - - -
eſtinta l'acquauite,reſterà il vaſello arido,e caldo:ſarà ſegno di vera perfet - - - - -
tione – . . . . . . . . . - -
-

- -
-

- a - ,r , , - - -

| Altri finalmente altri ſegni n'hanno apportato alla ſperienza, che n'han
fatto conformi, i ri . . -

. - -
, i
Ma noi tralaſciamo tante openioni, eſperienze, alle quali tutte ſi arriua
dal diligente artefice quando oſſeruato il modo, e l'ordine della vera diſtil
latione ſarà ſtudioſo nell'opera: perciocche l'Acquauite hà queſta pro
La quinta eſſen prietà, che per le qualità ſue ignee, quanto più ſarà diſtillata, e corretta con
za quanto piu
ſarà diſtillata temperamento di calore, tanto maggiori gradi di bontà, di perfettione, e di
|tanto più ſi fa eccellenza acquiſterà,e diuerrà più ſoaue al guſto laſciando vina certa agu
perfetta. ta mordacità, perche eſſa viene ſempre più preparata dal corpo groſſo, e
Il fuoco acceſo perciò è meno di qualità mordace, ma reſta in quella vina certa agrezza mo
in materia più derata, e ſoaue, come bene ſpeſſo veggiamo l'eſempio nel fuoco, che quan
groſſa, 8 viſco
ſa tanto più di to più viene acceſo in materia groſſa, e viſcoſa,tanto più è ardente, e quan
uien ardente. to più è acceſo in materia ſottile con più rimeſſo modo meno abbrucia ..
- -

Conchiuderemo ben sì, e bene, il tutto conſiſtere nella debita manipulatio


ne per hauerſi l'Acquauite, che contenga in sè tutti,ò la maggior parte del
ſegni ſopradetti, la quale per acquiſtarſi con ogni brieuità, S ageuolezza ,
poſſibile, ne ſeguenti Capitoli dimoſtreremo.

- Diuerſi modi tenuti dagli Autori per cauare la |


Quint'eſſenza dal vino. Capit. Vli I.
L'Arte è quaſi , ICONO i Filoſofi, che l'Arte ſi pon dauanti l'opera della Na
ſcimia della , è tura per berſaglio, e in quanto ella può la và imitando, è eſ
Natura.
ſcndo vnite, niuna coſa operano in vano: ma è vero etian
Come l'opera dio, che alle volte in alcune operationi l'Arte non ſolo ga
dell'arte poſſa reggia con la Natura, come nella ſeparatione del miſti vſa in
ſuperare l'ope. quelli la natura il natural ſuo calore per fargli perfetti, e l'arte vſa l'artifi
ration della Na
tula- e cial calore : anzi l'arte in queſto non ſolo par che pereggi la natura, ma ,
per la brieuità del tempo nel perfettionar la materia,par che la ſuperi, per
ciocchè con molto più brieue tempo ſepara l'Artiſta con l'artificio le parti
groſſe dalle ſottili nei corpi miſti, e le purifica eſtrahendo vna certa forma
ſpecifica, che hà quaſi del diuino, e le ſue virtù 8 operationi, ancorche dal
ſenſo
s
- -- -- -

Di FEiTT- I3
ſenſo ſeno inteſe , nientedimanco non ſi può di queſta eccellenza di virtù
render ragione: il che in così brieue tempo non fa la natura, la quale len
tamente ſen và col ſuo temperato calore nelle ſue operationi.
E sì come nelle generationi naturali la materia eſſer dee dal ſuo agente La materia vien

" operar poſſa, così ne ſegue eſſere in conſeguenza nelle - dalla ſua cagio
ne agente diſpo
coſe artificiali, che dall'artefice ſi debba diſporre la materia, che per mez- i a e

zo della diſtillatione poſſa moſtrare eſtrinſecamente le virtù, che prima , Mente dell'Au
teneua, naſcoſte. Perciò douendo noi apparecchiarci a deſcriuere il mo tore paleſata.
do, che douraſſitenere nella diſtillarione, acciochè poſſiamo autuicinarci
per render compiuta queſta Quint'eſſenza noſtra, narreremo l'opinioni d
alcuni, e la materia,ch'eglino han tenuto intorno alla diſtillatione di que
ſta Acquanite cauata dal vino: E ſcopriremo quanto poſſa l'arte nelle co
ſe naturali, e con quanta preſtezza,e brieuità per mezzo del calore ſi vni
ſcano le parti homogenee, e ſi ſeparino l'etherogenee, narrando, ſecondo
l'opinione di alcuni il modo, che han tenuto in farla, a fin che il curioſo
eligga quel, che a lui parrà migliore più brieue, e più ſpediente per com |
porre il noſtro Antidoto, ouero per applicarlo a qualunque altro ſuo bi
ſogno. -

li prima diremo, che alcuni fanno l'Acquauite ſemplice in vna boccia , Come alcuni
ſtieno auueduti
dal collo lungo, e nell'orificio della boccia mettono vna carta pecorina, è e qual modo
vna pezza di ſcarlata bene, e diligentemente ligate alla boccia del vaſo, 8 tengano nel far
a fuoco leggiero pigliano delle trè parti di vino poſte nel vaſo vna ſola , l'acquauita,
parte, e poi è mutato recipiente, è leuano la diſtillatione, e quella prima
parte cauata, dicono eſſere il fiore, e'l vero ſpirito. . . . . .
Alcuni ſtillano quello, che ſi può ſtillare, e rettificano due,ò trè volte a
fuoco ſoaue,e dicono eſſer queſta buoniſſima. . . . . l
Altri hanno preſa la metà di quella,tornandola di nuouo a diſtillare: ne
pigliano vina parte, la quale ripaſſano più volte, e
Al ti hanno con più ſottigliezza diſtillato, e nella prima diſtillatione » Quale acquati
hanno preſo la metà del tutto: e nella ſeconda delle dieci parti le ſette , ta da alcuni ſia
nella terza delle ſette le cinque: e qui ſi ſono fermati: e queſta vltima han ſtata chiamata :
perfetta.
chiamato Acquauite perfetta. - - - --

Altri han detto, che molto più perfetta ſarà, ſe ſi piglierà la metà del tut - -

- - - - - - --
to,ſe queſta metà ſarà diſtillata ſette volte, e per ogni diſtillatione ſi piglie
rà la decima parte, i
Altri hanno tenuto il medeſimo modo, nè ſi ſono contentati di diſtillare Sino alla deci
ma volta ſono
ſino alle ſette volte, ma hanno ſeguitato ſino alla decima,pigliando in cia andati alcuni
nella diſtilla
ſcheduna diſtillatione la decima parte, e queſta han detto eſſere Acqua tion dell'acqua
perfettiſſima, è in grado proſſimo alla diſpoſitione di Quint'eſſenza. º luita.
Altri vedendo il primo fiore vſcito del lambicco eſſere molto migliore Quante volte
dell'Acqua ſeconda, e terza la quale ſuole eſſere ſenza guſto, debole, e ſcia l'habbian ripaſ
pita,diſſero,che ſi pigliaſſe ottimo vino, e che dalle dieci parti ſe ne cauaſſe ſata -

ſolo quel primo fiore, e quello in dieci parti diuidere, e delle dieci pigliarne -

ivna, è poco più, è meno conforme alla perfettione del vino,e quella retti
ficarla ſette volte. - -- - - - - - - - - - -

Altri han preſo il detto primo fiore nella prima eſtrattione, e di quello Come habbian
nella ſeconda n'han preſo la metà, e quella tornata a diſtillare, en hanno º fatto altri nel
far l'acquauita.
preſo vna parte, e quattro laſciate ſeguendo così infino alla quarta diſtilla
l - D tione, ;
- - -
-
- - - - - --

I4 Dell'Elixir Vitae
tione, che poi hanno preſo delle quattro parti l'Vna, e l'hanno ripaſſata fino
alla ſettima volta ſempre pigliandola tutta, ſenza alcuno diminuimento: e
queſta hanno detto,che ſia di tanta ſottilità, e dilicatezza, che è piaceuoliſ
ſima al guſto, 8 applicata per medicamento, e diſtillata ſino al detto ſe
gno, l'hanno chiamata Acquauite perfetta, perciocchè ſi ſon vedute di
queſta proue di gran perfettione. - - .

Altro modo te Altri non contenti di ripaſſarla ſino alla ſettima diſtillatione, han detto
nuto da altri
nel far l'acqua eſſere perfettiſſima quella, che ſarà rettificata fino alla decima volta, e que
luita. ſta eſſere di natura quaſi incorruttibile, affermando, che con queſta eglino
hanno operato molti, e grandi effetti: e la chiamarono poi Signora, e ma
| dre di tutte le medicine .
Diuerſo modo
davn'antico Au
Vn antico Autore ſecondo le ſue operationi così più,ò meno la ripaſſa
tore tenuto nel ua: ma nell'arte ſua operatiua vuole, che ſi pigli delle quattro parti di vino
far l'acquauita. vna di Acquauite nella prima diſtillatione, e ſiegue oſſeruando il modo di
ſopra aſſignato, fino alla quarta diſtillatione, e nella quarta la piglia poco
i men che tutta, e quella fà ripaſſare fino alla decima volta: ma ſecondo
Quali inſtrumé l'inſtrumento ingegnoſo, doue ſarà diſtillata verrà più, e meno perfetta: e
ti vſi l'Autore più, e meno in conſeguenza ſi dourà diſtillare, così diſtillandola co noſtri
nel far l'acqua
uite, onde ne e
inftrumenti, de quali ci ſeruiamo, ſi vede, che con minor fatica rieſce per
vien perfetiſh fettiſſima l'opera. º
Illas
- -
- i
- -
Il Parigino ancora nel ſuo Alfab. Repertor. hà tenuto in tutto queſto
L'Arte diſtilla modo ſteſſo del ſopracitato Autore. - - - -- -

toria applicata
anche à benefi
. E per non più badare, veggaſi più diffuſamente Girol.Card. de varietate
cio del corpo rerum I. 1 o.c.5o.c nel lib.de aethere, che ſottilmente, e generalmente trat
i humano infer ta di queſto. Veggaſi anche Gio Battiſta Montano nel 2.tomo delle ſue o
IIl0 e
opere lib. devr.c. 13. Gio:Languio P.tom.ep.35.ed altri,come il Vecherio,
Filippo Euſtadio, Eunomo, Arnaldo nel ſuo tratt. de vini, e in altri tanto
| Chimici,quito Medicinali, Rupeſciſſa, 8 altri molti e molti Autori Chimi
-
ci,i quali ſolo hanno applicata l'arte diſtillatoria a medicamenti.
º Ma perche ſi ſuol dire, che facil coſa è aggiugnere alle coſe inuentate -:
1 A tretari con i nuoui modi così di brieuità, come di perfettione, e di eccellenza, dirò,che i
ageuolezza ten
lgono gli Scrit principi di tutte le coſe, e le prime inuentioni ſono ſtate meſſe in pratica ,
toril'aggiùgere
alcuna cola.
groſſamente, e poi da loro effetti, che ſi ſcuopriuano ſi ſono ſempre andate
aggiugnendo nuoue maniere ingegnoſe. voglio inferire, che al tempo di
que primi inuentori non è da crederſi, che foſſero queſti ſottili modi di
Rapporto de operare, c'habbiamo noi contanti ingegnoſilambicchi e vaſi, come Can
gli inſtrumenti,
che al deſtillai e
roni, Serpentine, Canali, vaſi putrefattori, vaſi digeſtiui,e circulatori,ne'
ſon deſtinati. quali a tanta ſuprema eccelleza ſi eſaltaſſe l'Acquauite: ma,come veggia
mo, p gli più moderni Autori ogni giorno eſſere ſtato deſcritto nuouo mido
di farla, nuoui vaſi di digerirla, e con più brieuità di tempo perfettionarla:
ſi che voglio inferire, che tante diſtillationi,e rettificationi hoggi non biſo
- -
gnano: perciocchè facciamo più hora co'vaſi moderni in vna ſola diſtilla
Loda della bor tione, che gli antichi inuentori non faceuano in quattro: E perciò non .
l tà de moderni attenderemo noi a tante opinioni: ma ſeguiremovn modo di poco diſpen
vaſi diſtillatori, dio, e di minor faſtidio, e molto brieue e profitteuole a marauiglia, come
nel ſeguente Capitolo inſegneremo. -

Modo
r- – , e -

Di Fra Donato Eremita Lib. I. 15


-

Modo tenuto dagli Autori per fare perfettamente,e


per aguire queſta ( luint'eſſenza del vino.
- - - - -
-
-
-- -
Capitolo IX. i -.
-- - -- - -
- - -
- - -
-
-
- - -

- - -- i
2

rzis isſandoſi ſuglio de' moditenuti da vari antichi, ei"


È as º Autori "a la diſtillatione dell'Acquauite per ridurla
-
-- - -
- al-.Segretº ſcoper
- - - -
-
- - - -
ºi - --- - - - - - --

i HS), l'vltima ſua perfettione,hora vogliamo ſcuoprire vi ſegreto to dall'Autore


º S. ºſ)
l
, non a tutti noto, per fare, che ella habbia virtù ſolubile non intorno all' ac
quauita accioc-E
è ſolo di attrahere da herbe, e da ſemplici ſoli,cannella,garo chè per perfet
fani, & altri ſimili perfettiſſimamente l'anima da loro corpi, ſciuta.
tiſſima ſia cono º
“P --

ma ancora renderla atta, e virtuoſa è diſſoltiere corpi metallici perfetti, co


me oro, 8 argento intorno a quali corpi molti affaticati ſi ſono nè han poi
tuto trouare il modo in maniera che hanno detto i Filoſofisè molte coſe a
.
hauere ſcritto nel loro libri,guidati ſolo dalla ragion naturale affermando
le per vere,e non le hanno mainè vedute,nè prouate; & ſon molti ancora i
tati a noſtri tempi, che ſi ſon meſſi a fare la detta acqua per fare la detta,
olutione,e nulla hanno tronato di verità: di modo che hanno beſtemmia
to i libri, e gli Autori. Ma affinche non incorrano più in ſimili errori, per
iſperienza fatta da noi,incolpando la loro negli enzi diciamo che queſta -

Acqua fatta (come detto habbiamo, 8. " più diffuſamente trattere i


mo)con diligenza,hà poteſtà di ſoluere oro,S argento calcinati,è d ridur ;
re tra breuiſſimo tempo i detti corpi in olio:e o lon i
tana dalle altre di acqueforti,e ſali di vario genere. Perciò è da ſapere, che E di biſogno aſ
l'Acquauite ſudetta non ſi auuicinerà mai alla perfettione di Quint'eſſenza “ottigliar la qn.
ſe non ſarà aſſottigliata col ſuo ſale, nè meno haurà perfetta virtù di attua les'eſſenza col ſa.
ſuo, accioc
-

re perfettamente la ſoſtanza dei corpi, nè haufà virtù mai di ſoluere oro, 8 chà véga a mag
ariento,ſe non è prima perfettamente aſſottigliata: il quale aſſottigliamen gior pfettuone.
to molto bene inſegnò il Parigino nel ſuo Lucidar. & Apertor.ſparſo quaſi i
per tutti i Cap.e'l modo di fare detto ſale vedi nel ſuo cap.doue dice,che ,
fatta la debita eſiccatione delle fecce groſſe, e parti viſcoſe di detta Ac Che ſi debba ,
far delle fecce
qua, quelle ſi douranno porre in vaſo di creta a fuoco di riuerbero e farle groſſe, e parti
calcinare fino a tanto, che vengano di color cenerito, ſopra le quali infon viſcoſe che re
ſtano dell'ac--
derai della tua Acquauite cauata, che ſuperi due dita, e metti in vn bagno
a digerire per trè giorni: poi decanta in altro vaſo netto, poi infondi nuouo quauita.
fiore di Acquauite, e rinouella il ſopradetto magiſtero, tante volte fin che t. -
-

dalle dette fecce calcinate habbia eſtratto tutto il ſuo pretioſiſſimo ſale, - ---

Doue lo ſteſſo Parig.dice, che all'hora comincia la detta Acquauite ad ha


uer virtù di far vegetare i terreſtri minerali, che prima non haueua,e riduce
l'oro, e l'ariento in virtù di Quint'eſſenza: e ſappi, che per bene aguire vna Quante parti
d'acqua biſogna
|
parte di ſale, richiede quattro parti di acqua: ma è anche da ſapere, che il no per far agui:
prudente artiſta dourà col mezzo della digeſtione, e deſtillatione far paſſa tre vna parte del
ſale dalla Quin
re al detto ſale tante volte l'acqua ſua, fin che con la detta acqua il detto it'eſſenza, i
ſale ſe ne paſſi tutto per lambicco, e alhora la detta acqua diceſi eſſere per
fettamente aſſottigliata. -

Il medeſimo inſegnò Arnaldo nell'opera intitolatafDe primo, & ſecun.


(

do
-

16 –ETEivi
do experimento ! fatta in Napoli appreſſo la mem. di Re Roberto: dalla ,
quale acuitione il maggior lume di queſt'arte in molte opere ſue n'ha ſem
pre ſottovelame fauelſato e nel ſuo vltimo Teſtamento dedicato a Carlo
re d'Inghilterra nel Cap. dell'accurtatoria dell'Arte vuole che detta Ac
quauite ſia aſſottigliata col ſuo ſale : e queſto ſale dice douerſi eſtrahere
dal vino: Del medeſimo ſale dice hauer voluto intendere nell'Arte Ma
gna,doue dice- -
Medo dato da feccie delvino, iò,deptartaro, & imbeui
e laicina le
ilquelle
re per con l'acquauite retticiata, è aſſottiglierai cinque
",
rettificare, "volte, e in queſto modo col ſale del vino farai perfetta
e più perfetta Del quale aſſottigliamento dice hauer parlato nel libro chia
l'acquauite.
mato Lumen artis, ois cosifº, Figliuolo, amico mio,
lla perfettione di queſti ſaliſi fà con la ſua acqua: de quali
i sis"Acuiſire
qua coi ſuoi appropriati. E nel ſuo vitimo teſtamento chiama il
detto ſale ſolfore, dicendo, Figliuolo piglia del ſolfore rifer
iº" del vino oncvna, eponilo nel vaſo dive.
tro, & infondegli di ſopra della ſua acqua, la quale ripo
ni nel noſtro bagno fiſico per vn giorno naturale, poi
diſtilla quello, che puoi diſtillare: dopoi ſappi il peſo del
ſale, che reſtò nel fondo del vaſo, e mettici di nuouo trè
parti di acqua ardente, ponendo a digerire in bagno per
|vn giorno naturale, e poi diſtilla in cenere, e così farai
trè volte, ſempre mettendo nuoua acqua e digerendo, e
diſtillando, che in capo della terza volta tutto il detto
ſale incorporato per le menomiſsime parti ſue, e fatto
corpo inſeparabile con l'acqua ſua paſſerà per lambicco,
è all'hora ſarà fatta la vera miſtione:e verrà acqua chia
ci saf, riſsima la qual da noi vien chiamata menſtruo ſemplice.
menſtruo ſem- Il medeſimo dice egli hauere inteſo nell'opera ſua, il cui titolo è Luce
plice. di Mercurio, dedicata ad Odoardo Rè di Inghilterra; oue dice-.
Fà miſtione con l'acqua, e poni in bagno: queſta è acqua
chiara, la quale noi chiamiamo menſtruo. E di queſta inteſe
ancora nella clauſula del ſuo Codicillo,doue dice . Fi gliuolo, later
za rettificatione dell'acqua noi intendiamo quando trè
volte facciono paſſare per lambicco il ſale con l'acqua
lſua,la quale non è acqua ſemplice, come tutti gli huomi
ni
-

- --- - --
Di Fra Donato Eremita Lib I 17
ni vulgari intendono. E perciò egli ſoggiunſe, Figliuolo,noi
per queſta acqua ſemplice intendiamo il noſtro men.
ſtruo ſemplice, e riſolutiuo. Et ancora nel medeſimo teſto dice.
Queſta acquauite ſemplice fatta con ogni diligenza, e
per via diſtillatoria, ſottiliſsima, ſe in quella non vi è ſo
luto il noſtro ſale: non è attaà ſoluere; ſoggiugnendo di più i
Dopò la ſolutione del ſale fà biſogno, che ancora ſia cir
lcolata. - - - - - - '

Il Gran Maeſtro dell'Arte nel Cap.39.dice, che ſopra la tintura,cioè oro


calcinato, ſi dee porre dell'acqua, la quale contritione, come Aros dice ,
non ſi fà con le mani, ma con l'acqua, che ben aſſottiglia, e penetra il cor
po, che mediante l'induſtria, e diligenza del buono operante,viene penetra
to,e ſoluto naturalmente dall'acqua: la quale così aſſottigliata è chiamata
acquauite nell'opera detta, Dilucidatione del teſtam. perchè anima, e vita |Perche l'acqua
uita ſia detta
de corpi, onde è detta, Cielo; Quint'eſſenza, 8 Olio incombuſtibile, e noi cielo.
l'habbiam nomata con altri nomi, perciocchè è quaſi incorruttibile, come
il Cielo per la continua circolatione del ſuo mouimento.
Quel raro amatore de ſecreti della Natura nel trattato detto, La Luce
di Mercurio, riferiſce molti luoghi negli altri ſuoi Libri da lui citati, e tutti
ad vno ad vno và dichiarando: imperciocchè mai non volle diſcoprire
nell'opere ſue diſteſamente in vn ſolo trattato,nè il modo di farla,nè i ſegni
della ſua perfettione: ma mettendo vma particolare operatione in queſto
volume, vn'altra nell'altro, 8 alle volte con modo tanto imperfetto, S&
loſcuro, che non può cauarſene l'opinion ſua, e come pretioſiſſima gioia la .
teneua caramente celata,hora ſotto vn nome, hora ſotto vina cirgunlocu
tione,hora ſotto ſomiglianza di varie coſe proferita, come pretioſiſſimo An
tidoto,e perfettiſſima Teriaca per conſeruatione del corpo humano. Nel
ſuo vltimo teſtamento egli dichiarò molti luoghi oſcuri degli altri ſuoi vo
lumi, facendo particularmentione di aſſottigliare queſt'acquauite,come
habbiam detto, e poi circularla per ridurla all'ultima perfettion ſua : e per
ciò nel Capo della Circulatione del Menſtruo Celico dice, Piglia , fi
gliuolo dell'acqua noſtra, nella quale hai poſto il ſuo ſa
le,e l'hai in quella ſoluto, e paſſato per lambicco, che noi
chiamiamo menſtruo ſemplice, la quale ſia poſta in vn
vaſo circulatorio, e mettaſi in bagno, o in fime à circola
re, chiuſe bene le giunture del vaſo, e in ſeſſanta giorni
ſi conuertirà in vna Quint'eſſenza mirabile, 8 oltremo Seſſanta giorni
do odorifera. Il ſegno della ſua perfettione, e compli biſognano per
circolare la
mento ſarà, quando nel fondo del vaſo haurà fatta vna i ond'ella
quint' eſſenza,
ne ,
certa hipoſtaſi,la quale con diligenza ſi dourà leuare dal vien mirabile, e
di ſommo odo
vaſo, e ſerbarſi. Queſta acqua è chiamata menſtruo ce re -

-- - - -- - - - E lifica
-
- 18 - Dell'Elixir Vitae
lificato, che ſarà vin acqua chiara lampeggiante à guiſa di
Stella celeſte in colore dorato.
Chriſtoforo Parig.vuole, che ſi prenda vn vaſo circulatorio,e vi ſi ponga
dentro l'acqua acuita col ſuo ſale, e per quaranta giorni ben chiuſe legion
ture del vaſo ſia circolato è in fime,ò in bagno. E in vn altro Cap.del ſuo
Apert.vuole ſi circuli per trenta giorni, e in fine di detto tempo trouerai la
materia bianca come criſtallo con alcuna hipoſtaſi nel fondo del vaſo a
lohe coſa ſi chia guiſa di candida bombagia, la quale douraſſi decantare in vn altro vaſo, e
mi Cielo vege
ſtabile ſemplice
ſerbarſi: e queſto ſi chiama Cielo vegetabile ſemplice,il quale ha virtù in
finite, come egli anche riferiſce. -

Il Gran Maeſtro dell'Arte non fà mentione alcuna di circulatione; ma ,


dice ſolo douere eſſere tale, che bolla quando dentro gli ſi mette il ſale,e
ſe non moſtra il detto ſegno, dice non eſſere ben fatta, perciocchè non ſol
ue il corpo perfetto. Credo bene io,che dicendo egli il ſegno della bontà
dell'acqua habbia laſciato a giudicio dell'artefice d'inuentare il modo del
la ſua perfettione,e non habbia voluto ſcoprire il ſegreto, che ſtà nell'agui
tione di eſſa. -

Carlo Vitteſteim vuole, che la detta acqua ſia circulata in bagno per
Opinion di Car
lo Vittiſteim in quattro meſi, la qual dice douer fare vna hipoſtaſi, che poi ſi haurà con di
torno alla cir ligenza a votare limpida, e chiara; e'l ſegno quando ſarà fatta, vuole egli,
colation del-- che ſia il non hauere ſapore alcuno,e quando l'haueſſe che ſi torni a circo
l'acquauita.
lare infino a tanto che in tutto habbia perduto ogni ſapore, dicendo,che ,
queſto ſegno ci dimoſtra eſſer quella a tanta ſottilità arriuata, che ſia atta
a ſoluere l'oro con ogni diligenza calcinato. -

Per qual ſegno Vn'altro ſegno ancora ſi dà della compiuta perfettion ſua: e sì è, che ſe
ſi conoſca la ſpargendoſi in alto detta acqua per l'aria ſi conuertirà ſubito in ſpirito ſot
tiliſſimo aereo, ſenza ricadere in giù e bagnar la terra, all'hora darà moſtra
di perfettione. -

Il Rupeſciſſa dice, che volédo ſaperſi iſto ſegno,ſi guſti queſta Quint'eſ
ſenza, e ſe non haurà quello ardore aguto, che ha l'acqua ardente, nè me
no quell'acqua inhumidita la quale per mezzo della circulatione in
tutto e per tutto vien ſoprauanzata dalla terreſte parte »:
E perciò queſta viene di tal maniera qualificata,
che non può ſperare di hauere ad ac
quiſtare,ò a prendere altra più
nobile, nè più ſubli
- me forma,
Onde rimarrebbe ſempre incorruttibile infino a tanto,che
a Dio non piaceſſe di annientarla. E quindi è,che
molti ſi moſſero ad aſſomigliarla al cielo, dan
dole molti altri nomi ſopranaturali per
see- le virrù di eſſa, come s'è ampia- «o22e
mente ne precedenti - -

Capi ragio
IlatO »

Modo
Di Fra Donato Eremita Lib. I. I9

Modo tenuto da gli Autori, e da noi per fare l'Acquaui


te, con la diſcrittione dei forni, e de lambicchi.
- Capitolo X.
a ABBIAMO detto ne paſſati Cap. quanti modi ſono ſtatite
) nuti da diuerſi per farſi queſt'Acquauite, acciocchè rieſca ,
in grado di perfettione, 8 applicata ſia virtuoſa, e per la ſa
Si 3 nità, e reſtauratione del corpi humani operi a marauiglia ,.
$ Hora vegniamo a forni, e a lambicchi, co quali dourà de
iſtill già a tale effetto habbiamo quì come opportuno luogo diui
ſate ſette figure di forni, e di lambicchi, acciocchè ſi vegga inſieme in qua
li, e quante ſorti di vaſi ſi potrà diſtillare, come ancora i forni appropriati a
L'Arte diſtilla
farui il fuoco, come più ampiamente diremo nel noſtro Libro DELL'AR toria opera del
|TE DISTILLATORIA, che appreſſo a queſto vſcirà Dio fauoreggiante, l'Autore, dopò
la publica luce. - - - - - ---- - - - - - - - -- - - queſta ſi darà al
le ſtampe.
Sono vniuerſalmente deſignati molti altri forni, evaſi diſtillatori co'
ſuoi gradi di calore, e sì come ſi è detto, che i primi ritrouatori ſi affatica
irono tanto nelle rettificationi di queſt'acqua così habbiamo poſto ordina
itamente il Primo,Secondo,Terzo,e Quarto Lambicco,che q ue forſe pote
-

uano operare per eſtraherla, e per ripaſſarla.


Ma conſiderate il Quinto Magiſtrale, il quale aſſolue l'operante da tutte
quelle fatiche, e lunghezza di tempo, che egli ſoleua patire, atteſo convna
ſola diſtillatione ſi caua dall'Vltimo Lambicco l'Acquauite di cinque ripaſ.
ſate, perche lo ſpirito, che aſcende all'ultimo cappello viene ad eſſere ſotti
liſſimo, e così ſenza tanta fatica ſi fà in vna ſola volta vn acquauite di cin
que ripaſſate, che anticamente la faceuano con gli altri antepoſti lambic
chi con cinque ritoccamenti, è ſe dir vogliamo reiterationi, la quale viene -

purificata,aguta, e ſenza flemma veruna: e la ſeconda volta ripaſſando la ,


medeſima, cioè la ſteſſa dell'Vltimo lambicco cauata verrà ad eſſere di dieci
ripaſſate.
E perche queſto quinto lambicco è molto faſtidioſo per eſſerui neceſſa Perche fine hab
rio di ſerrare tante giunture, 8 aggiuſtare tanti vaſi,habbiamo inuentato il bia l'Autore ri
ſeſto lambicco,e conſiderato eſſere più nobile, e di maggiore vtilità del ſu
periore,e poterſi fare con minore ſpeſa,e più ageuolmente e l'acqua, che -
trouato il ſeſto
lambicco. l
lpaſſerà nel ſuo recipiente, H, viene finiſſima,el cannone ſi potrà far lungo
con quanti pippi ſi vorrà, benche ſieno cinque baſtanti, conforme nel ſuo
diſegno ſi vede. E diſtillandoſi per cenere (perchè in tale diſtillatione il
lcalore è ſoauiſſimo, non eſſendo violentato dall'ardente fiamma del fuoco)
è neceſſario, che lo ſpirito vaporoſo faccia moderato paſſaggio,e che la più
perfetta, e ſottil parte di eſſo al poſſibile putificata traſcenda nell'ultimore
cipiente H,la quale verrà ad eſſere di tante ripaſſate con vna ſola vnica di -

Lambicco tro
ſtillatione di quanti pippi ſaranno fatti al cannone. E queſto l'habbiamo uato dall'Auto
poſto per iſperienza fatta da noi, come modo più facile di tutti gli altri ſu re per far l'ac
periori, più brieue, più accomodato,e di meno diſpendio,tanto per queſta quauita, agge
uola più il me:
noſtra opera, quanto per ogni altra, che l'artefice voleſſe fare per la vera - ſtiere, 8 è di mi
acquauite perfetta. nore ſpeſa -
( Però
- -- - - - - - -

i
ri
-
- DCIF ERIE Vitae
Però quando l'artefice ſarà in atto di mandare ad effetto quanto hab
biamo ſcritto, e di ſeguitare il modo, che noi habbiam tenuto in farla per
farla il côponimnto del noſtro ELIXIR, potrà ripaſſare almeno trè volte
quella, che caderà nell'Vltimo recipiente H, facendola ſtillare, la ſeconda, e
terza volta per via di bagno, e la prima volta in cenere, come ſi è detto,
auuertendo eſſere bene, che l vino ſia gagliardo, amabile,guſtoſo,puro,e ,
di vn anno, e in bnona quantità, acciocchè nella terza ripaſſata ſi poſſa pi
gliare il ſuo vero, e ſpirital fiore, che paſſerà nell'ultimo recipiente H,per
ciocchè ripaſſandoſi l'acqua due volte, e pigliandoſi ſempre quell'ultimo
verrà ad eſſere ben poco, e maſſimamente nella terza ripaſſata, nella quale
è bene, che ſe ne faccia ſtillare ſolo quella quantità, che parrà neceſſaria ,
nell'vltimo recipiente: poſciache ſimili ordini, e modi ſi ſono oſſeruati da
noi, quando l'habbiam fatta per effettuare la preſente noſtra Compoſitio
ne, & habbiam trouato eſſere ſtata di perfettiſſima conditione, e di qualità
purificatiſſima, e di gran penetratione, Schauere molti ſegni della ſua per
fettione, come nel Cap.7, ſi è detto. , e -

E per vltima conchiuſione, quando mancaſſero i detti ſegni,ſi può repli


care la diſtillatione col ſettimo lambicco circulatorio a foco di cenere ,
conforme a quel, che nel nono foglio del diſegnº ſi vede: col quale ſi può
perfettionare queſt'acqua, quando co primi modi ne ſopradetti lambicchi
diſtillata non ſarà ancora perfetta, e quello, che da queſto ſettimo lambicco
circulatorio paſſerà nel recipiente B,ſarà di tutta perfettione. l

Ma auuertaſi a ſerbare tutte le feccie, e flemme rimaſte, perchè appreſſo


diremo,a qual effetto hatiranno da ſeruire -
- - - --

- - -
- - ::

43";&
è5issi e visti i cºsti giºisºtºpassº e si fissi º
---

i Modo, come ſi hà da fare il ſale per aguire l'Acqua


- - - - uite, acciochè ſia Quint'eſſenza.
Capitolo XI.
FIZ EGNA M O hora alla perfettione di queſta nobiliſſima ,
5 Acqua, a cui è neceſſario il ſuo ſale, col quale ſi ha da .
aguire per eſſer perfetta in vltimo grado, acciocchè ſia ,
Quint'eſſenza. E perciò diſcorreremo prima del modo di
4 NAS º farlo - - - - -

Che ſi debba , Prendanſi adunque tutte le fecce rimaſte nell'Acquauite, le quali nel
far delle feccie
rimaſte dall'ac fine del precedente Cap. dicemmo, che ſi riſerbaſſero, e quelle ſi porranno
i quauita. dentro vin tegame, è altro vaſo di creta: e perchè tutte queſte fecce non .
capiranno in vno,le diſtribuirai in più vaſi di terra reſiſtenti al ſuoco: e ſec
cate che ſaranno, e ridotte a guiſa di mele al fuoco, ſi vniranno inſieme in
vn vaſo,il quale ſi porrà in vna fornace a fuoco di riuerbero infino che la .
detta materia ſia fatta bianca, come neue: e ſe vi ſi andaſſe ſpruzzando di
volta in volta vn poco di quella flemma ſerbata (conforme nel prec cdente
Cap.)ſi andrà con più preſtezza biancheggiando: e diuenuta, che ſarà tutta
bianca, ſi leucrà dalla fornace, e ſi porrà in vaſo di vetro con cappello, e ſi
C1 e
l)i Fra Donato Eremita Lib. I. 2. I
di porrà tanto della detta flemma riſerbata, che ſuperi la materia bianca , bata
la ſºmma riſer
ha da eſſe
per quattro dita. E fatto queſto ſi potrà invno dei fornelli putrefattori quantità
re in maggior
della
cliggendo qual più piacerà, come ſi potrà vedere ne diſegni de forni,e de materia bianca
lambicchi a cart. 1o. doue n'habbiamo deſignato ſei tutti in primo grado p quattro dita,
caldo, 8 humido. - - -

Primo, Putrefattorio con fime,e calce a cart. 1o.


Sei maniere di
Secondo, a cart. 1 1.con vinaccia. - - -

putrefattioni ap
Terzo,a cart. 12, con fime aſſoluto. portate dall'Au
tOre »
Quarto, a cart. 13, con noccioli d'oliue, dall e quali ne ſia ſtato cauato
l'olio. -

Quinto,a cart. 14 in armario con vapori d'acqua, -

Seſto,a cart. 15, con fime, e con vapore d'acqua, -

Ouero, ſe non piacerà metterlo nel detti fornelli, metteraſſi in bagno de


ſignato a cart. 1 6.e quiui laſcieraſſi ſtare per iſpatio di dieci giorni,in fine Come s'inten -
de 'quali prenderaſſi detta materia, e feltreraſſi, è deſtilleraſſi, per linguetta
in vn bacile, facendoſi in queſto modo. Si pigliano due,ò trè pezze di la
da il filtrare. l
na lunghe due palmi, e larghe due dita, le quali ponendo dentro la detta .
materia nel baccile ripoſta di modo, che n'eſca mezzo palmo in fuori per
pendenza, di là diſtillerà vn acqua chiara: prendaſi queſta acqua, e riſer
biſi in altro vaſo: e ſe nel primo vaſo reſterà più materia,ſi ci porrà noua, ,
flemma, e ſi torni a replicare col bagno per quattro giorni: che la flemma
in detto ſpatio eſtraherà tutto il ſale dalla materia, e così dopò ſi tornerà
di nuouo a feltrare nella ſopradetta guiſa fino a tanto, che la rimaſta mate
º
ria,toccandoſi con la lingua,non habbia nè ſapore,nè agutezza di ſale: e
così in quella acqua paſſata per feltro,ò per Ienguette hauraſſi tutto il ſale.
Queſta acqua poi ſi porrà tutta dentro vn orinale col ſuo cappello, e reci
piente, come ſtà deſignato in bagno a cart. 16, e facendo paſſare tutta l'ac
qua ſi vedrà, che nel fondo dell'orinale reſterà il ſale, il quale raccolto con
dil genza dentro vin pignatino vetriato ſi porrà, e couertolo,e didogli fuo
co di carbonipertrè hore,ò poco più dopò ſi rimouerà dal fuoco , Dima
no in mano ſi dourà mettere il ſale in vin vaſo di vetro con noua flemma di Come s'ha da
acquauite, e ſi farà liquefare,liquefatto ſi feltrerà, e feltrato ſi porrà con , trattare il ſale,
uoco di cenere a ſeccare in vn bicchiere couerto con carta di ſtraccio: e e quanta cottu
ra ſe gli hà da
eccato che ſarà ſi torni a rimettere nel pignattino,dandoſigli fuoco di car- daIC • -

boni per trè altr'hore: e rimoſſo poi dal fuoco, ſi ci ponga nuoua flemma, "
tornandoſi a feltrare, e feltrandoſi tornandoſi a ſeccare. E queſta feltra
tione, º eſiccatione ſi ritºccherà per quattrº volte. Qnde ſihaurà final
mente il ſale bianco e quaſi fluſſibile, il quale haurà da ſeruire per aguire | º fr: -, ,

lo ſpirito dell'acquauite detto di ſopra, come nel ſeguente Capitolo abbon


deuolmente tratteremo.
- - - - - i; - - - - r .
- -- - - - a

- - - - - - - - ass aºs.g , . . .
. . . . . . . . . . ..
*, 4 , . . . . . . . i.
- 1 - - l o
– – - l - – e- - - - º

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F Modo, -

- A (t A
a - º "R)
N ºggi Nº -
- -

TSTEI TV e
- - - º - - -
- -

Modo, col quale ſibì d'aguire rAcquauite ,


acciochè ſia Quint'eſſenza.
Capitolo XII.
i T hora venendo all'Vltima perfettione di queſta eccellentiſ
ſima Acqua, egli è neceſſario intanto prenderla,e porla in
vaſo circulatorio, del quale ſi può vedere la figura nel diſe
gno de forni, e de lambicchi a cart.18.e 19.li quali ſono in
primo grado di calore caldo,S humido. -

Ma noi habbiam fatto le circulationi ſempre con queſto a


cart.19. proportionato per lo noſtro magiſtero, e in queſto ſempre ci è riu
ſcita ottima l'opera. Porrete adunque in detto vaſo per ogni quattro on
cie di acquavn oncia del ſuo precioſo ſale cauato da eſſa per via di eſicca
tione, calcinatione, imbibitione,feltratione, e diſtillatione,come ſi è detto
nel precedente Capitolo. - - -

E queſta doſa douraſſi oſſeruare ſenza aumentarla, è diminuirla in parte


alcuna: che ſe l'acqua ſarà vna libra, il ſuo ſale vorrà eſſere nè più nè me
Quanto gran no di trè oncie,e così vedrà di gouernarſi l'operante. Dourà l'artefice ſtar
bollore "E molto vigilante nel porre l'acqua ſopra il detto ſale, perciocchè ſubito co
dal por dell'ac mincierà a bollire con gran violenza: laonde ſubito dourà coprire il vaſo,
affinche gli ſpiriti ſottiliſſimi non eſalino, e per conſeguente ſi congiunga
fimi ſpiriti eſa no, e ſi vniſcano per modo ſottiliſſimo col corpo,onde ſono primieramente
i lerebbono ſe'l
|vſciti, acciocchè per lo mezzo circulatorio l'acqua ſi faccia terra, e la terra
acqua, e lo ſpirito s'ingroſſi,el groſſo diuenga ſottile, e reſti vna materia ,
vnita per menoma in tutte le ſue parti congiunta, 8 indiuiſibile: e quando
il ſale non manderà fuori il ſuo feruore, ſenza che faccia l'acqua alcun mo
uimento, all'hora vedrai il ſale conuertito nello ſpirito ſuo, e dilatarſi l'ac
qua nel ſuo materno ventre, 8 all'hora ſarà fatto il matrimonio, e' ver
- - -
- - -

abbracciamento. L . .. . . . . .
ua aſſottigliata
la | Queſta è l'acqua aſſottigli: diſpoſta ad operare molte coſe occulte , A

| che ſenza la detta ſottigliezza non haueua in prima virtù di operare. Ma


ſi dourà dalla dall'artefice auuertire, che ſe gli autieniſſe che l'acqua non ,
ſolueſſe il detto ſale, ouero,che fatta la detta bollitione il ſale ſe ne calaſſe
nel fondo del vaſo in modo di hipoſtaſi, ripoſata che ſarà per vngiorno ſa,
rà ſegno, che la detta acqua non hà tanta virtù ſolutiua, e che ella non è
bene aſſottigliata. Pertanto, acciocchè non incorra in vno inconuenien
te, che dopò gli accreſceſſe fatica, e ſpeſa, potrà prouarevn poco perchè
º non eſſendo buona quella, che reſta nel vaſo ſenza ſale poſſa di nuoto farla
i ripaſſare fino a tanto, che peruenga al detto ſegno di ſoluere il ſuo ſale ,
i ſenza che faccia alcuna reſidenza nel fondo del vaſo, e peruenuto al detto
ſegno, non ſarà pigro in ſuggellarlo ſubito con ſuggello fortiſſimo,acciochè
in modo alcuno non poſſa eſalare: e queſto il potrà fare con cera,pece gre
ca,ò maſtice, è con altra coſa che più a propoſito egli haueſſe: Hor ſubito
ſi ponga il vaſo in bagno a circolare con ingegnoſo modo, come ſi vede º
nelle deſcrittioni de forni, e del lambicchi circulatorija cart. 18. e 19.delli
quali potrai prendere qual più ti piacerà, acciocchè gli ſpiriti aſcendenti,
- - - -- deſcen

lDi Fra Donato Eremita Lib. I. 2,


deſcendenti, e circolanti meglio ſcorrendo, e ripaſſando e l'Vno con l'altro
aſſottigliandoſi vengano maggiormente a perfettionarſi. Ma ſe non pia
ſceſſe di fare la detta circolatione in bagno, e ſi voleſſe in fime, ſi è da auuer Mutatione dell
tire,che il fime ſi dourà mutare ogni due,ò trè giorni: altrimenti non ſi fa fime in ogni
due, è trè gior
rebbe coſa di buono; e nel mutare il vaſo verrebbe a guaſtarſi la ſua circo ni nel farſi la , i
latione; perciò noi ſempre habbiam voluto farla in bagno, e nel fornello circolatione.
Filoſofico, nel quale ſono i ſuoi gradi di calore, che è il primo a cart.2.co Ilfornello Filo. I
me coſa più appropriata per l'equalità del calore di minor faſtidio, percioc ſofico trouato i
chè empiendo la torre di carboni, dura il fuoco 24.hore più,ò meno ſecon meglior dal - i
l'Autore per la
do la grandezza della torre. - circulatione.
Queſta circolatione ſi dourà fare per iſpatio di quaranta giorni, che così
fatto noi habbiamo, 8 in detto tempo vedrai di dieci in dieci giorni muta duri Quanti giorni
la circula,
tione di vari colori, come di bianco, di azurro, di giallo, e di roſſo, ſecondo tione.
Varietà di colo
gli elementi, che ſi muouono nella circulatione, e nel fine ſi chiarirà, anzi ri, che ſi và ſcor
alle volte in quaranta giorni farà vna certa hipoſtaſi nel fondo a modo di gendo nel farſi
fiocchi di bambagia : e quando ciò ſi vedrà, ſarà il ſegno della ſua compiu la circulatione.
Qual ſegno ſi |
ta perfettione, S all'hora ſi potrà aprire il vaſo con diligenza, e porre in vn dia d'eſſer venu
altro la ſua lucidiſſima acqua, la quale ſarà ſplendida in colore criſtallino ta à perfetto eſ
ſere la circula.
ripiena di marauiglioſiſſimo ſpirito, auuertendo con attento penſiero, che tione e

la detta hipoſtaſi non faccia turbolenza alcuna, perciocchè ſi haurebbe ,


maggior fatica in ſepararla di quel che in circolarla prima non ſi hebbe.
È queſto è il modo per noi tenuto fin quà per portare queſto ſpirito a
tal perfettione, che habbia virtù di ſoluere, e di tirar fuora perfettamente, -

le anime, e le virtù intrinſeche da qualunque corpo vegetabile, minerale, è


animale

e 3
Laudi attribuite generalmente alla noſtra
Quint'eſſenza. Capitolo XIII. -

N E STA ſolo, che noi adduchiamo alcune probabiliragioni


E3 perchè la detta Quint'eſſenza coi modi ſudetti compoſta , i
contenga tante eccellenti virtù , & habbia più delle altre
- , -

SN,è rºtta
coſe elementari natura più ſublime e più virtuoſa,
Diremo adunque che in tutte le coſe naturali è vn certo
- ineſto appetito di eſſere perfette, e che la natura in tutte
inchina, 8 aſpira a quell'eſſer a cui nulla manchi: anzi ſecondo Ariſt di
qualunque coſa nel ſuo genere vi è vna, la quale tiene il primo grado di
perfettione. Et eſſendo la noſtra Quint'eſſenza ridotta all'wltimo grado
di bontà,di ſottilità, e di eccellenza,e fatta quaſi incorruttibile,ne ſiegue ,
che ella fra tutte le altre coſe, e medicine preſeruatiue del noſtro corpo
terrà il primo luogo. Perchè, come dicono i Filoſofi,è fatta a guiſa di ſpi
rito ethereo, e di cielo incorruttibile, come dice Benedetto che dagli ele
menti groſſi ſeparati i ſottili e ricongiunti, vniti & aſſottigliati vna certa
eſſenza quinta ne naſce nella quale è vn viuo ſpirito. E perche non ſi toc
carnè appare ſe non riſedente nel corpo di qualche elemento onde egli per lº
- -
la
24, Dell'Elixir Vitae
-

la nobiltà della natura ſua piglia il corpo nella ſuperiore, e più nobile sfera
degli elementi ignea,rimanendo quella nella ſola ſpirituale natura ſua,e ,
nulladimeno non è fuoco, e in quanto a sè non hà natura ignea, ma è habi
tante nel fuoco. E perchè queſto corpo sferico di qualità di fuogo per la
ſua ſottilità, e purità da noi non ſi può vedere, perciò con diſpoſti, 8 oppor
tuni inſtrumenti col mezzo dell'arte del buono operante la ſottile ſoſtan
za ſua ſublimando, diſtillando, circolando, e conuertendo in vnione la fac
ciamo apparire in ſpetie di acqua, e così ridotta viene ad eſſere del tutto
dalle ſue flemme,e da ogni ſuperfluità puriſſimamente ſeparata.
Laonde alcuni hanno con poco fondamento detto, in queſta acqua non
Nella quint'eſ
ſenza ſono tutti
eſſere tutti quattro gli elementi, ma ſolo trè, cioè, Acqua, Aere,e Fuoco. e
quattro elemen queſti trè vengono a reſtare nettiſſimi, e puriſſimi de la terra, ſetulenza, e
t1 e groſſezza, e l'acqua la chiamarono elemento aqueo, e l'aere di natura di
acqua, la quale fa ogni corpo ſcorrere a guiſa di gomma, e perciò i Filoſofi
il nominarono olio, e'l fuoco diſſero, eſſere quella virtù, che abbrucia,calci
na,e ſolue i corpi,il qual fuoco,e ſpirito ethereo habita,e riſiede nella det
ta acqua. Ma vno eccellente Sperimentatore dopò hauer narrato le virtù
ſue grandemente eſagerando diſſe contro l'openione de'tali la detta acqua
celica eſſere dei quattro elementi compoſta, e che in quella tutti quattro
attualmente ſtanno, e di sì fatta maniera viniti in vna materia, e formatan
Come operi la
to ſottile riſpetto a quelli, che applicata a qualunque male in qualunque
quint'eſſenza , membro del corpo humano opera quaſi in vno iſtante, hauendo in sè vna ,
ne'mali del cor diſpoſitione di operare perfettamente covna concordeuole quiete in tutte
po humano.
le ſoſtanze, in tutte le materie: e che ſommamente gioua applicata a qua
lità fredde,calde,humide,ò ſecche: perciocchè è sì perfetto il ſuo tempera
mento, che ella non è fredda, nè calda, nè humida, nè ſecca,ma è vn certo
elemento ſuſtantiale, ſpiritoſo, e di virtù così eccellenti ripieno, che non ,
pur riſtaura, e mantiene il corpo, ma da ciaſcheduno peſſimo humore il di
fende. E perciò diremo, che'l calore del noſtro corpo vien manco è per
chè non habbia il ſuo ſolito rinfreſcamento, è per non hauere il ſuo nudri
mento baſteuole ſi declina, ouero per non vi eſſere aereo effetto, in che gli
eſcrementi fumoſi del calore del fuoco ſi vadano impiegando. e la noſtra
Quint'eſſenza a tutti i già detti mancamenti ſouuiene, e molto più, e con
maggior marauiglia ella opera quando il corpo è più debole, e le forze più!
languenti: perciocchè all'hora l'alimento più ſolido non ſi può nella ſpiri
toſa ſoſtantia conuertire, ma condenſatoſi viene a porgere reſtauratione,e
nudrimento. Onde gli ſpiriti fanno impeto, e violenza a tutti i difetti, che
nel corpo ritrouano. E perchè l'anima non ſi parte ella dal corpo ſe i ſuoi
ſpiriti ancora non iſuaniſcono, quinci è, che quanto più i detti ſpiriti ſi ri
Da coſe incor tengono nel corpo, o con l'arte vi s'introducono, tanto maggiormente ſi
ruttibili meglio produce il vigore, e la reſtauratione del calor naturale per mantenerſavi.
della ſua corrut
tione è preſer ta. In oltre la ragione ſteſſa apertamente nenſegna, che i noſtro corpo
uato il noſtro meglio ſi poſſa dalla corruttione per mezzo di vna coſa incorruttibile con
corpo.
Lode della qnt' ſeruare, che per mezzo di vna, che corruttibile ſia. Et eſſendo la noſtra ,
eſſenza, come
ella è valeuole
Quint'eſſenza ridutta quaſi all'eſſere incorruttibile, non hauendo ſe non ,
contra tutti ma º
-

pochiſſima qualità contraria, e perciò più che ogni altra coſa diſpoſta all'eſ
l ſere: chi non sà, che meglio da queſta, che non da altre medicine il noſtro
li, più di qualun
que altro medi corpo ſi poſſa difendere, e n ogni ottimo ſtato conſeruare? Al che perau
Camento,
uentura
-

Di Fra Donato Eremita Lib. I i 25
uentura ſi potrebbe aggiugnere Thauere ella ſomiglianza, 8 analogia col
calor naturale, 8 antipathia con l'humore male affetto, il quale come ni
mico da sè diſcaccia- -

- l
43";é?
Particolari virtù attribuite da vari Autori alla noſtra
Quint'eſſenza. Capitolo XIV.
! O N baſta ſolo d'wna coſa il ſaperne apertamente, e diffuſa
mente ragionare, ma è di biſogno quali, e quante di lei le º
il virtù ſieno, rapportare: perloche oltre modo mancato hau
S) riamo ſe le particulari virtù di queſta Quint'eſſenza trala
ſciato haueſſimo di accennare, acciochè il vago leggitore
leggendole ne traheſſe indubitata conſeguenza: che ſe di
queſto ſottiliſſimo componimento ſcaturiſcono sì rare virtù, quali douran
no eſſer quelle, ch'egli vedrà,quando ſarà grauido delle anime di tanti rari
ingredienti? Diciamo adunque con l'Autore di ſopra citato nell'Arte ſua
Oper.nel tratt.delle Quint'eſſe con Arnaldo de Villan.nell'vlt.del ſuo Ro
ſar. nel tratt. de vini, e ſparſamente nelle altre ſue opere con Theofraſto,
doue narra delle virtù della Quint'eſſ del vino col Rupeſc. con Filippo Eu A quanti mal
rimedi ' la quin
ſtadio, Carlo Vitteſteim,Grattarola,Sauonarola,Eunomo,e tanti altri, che r'eſſenza di cui
n'hanno ſcritto, queſta quint'eſſenza operare nel corpo humano effetti ma ſi ragiona in
queſta opera
rauiglioſi, e toſto curare tutte ſorti d'infirmità tanto fredde, quanto calde, Nomi de' mai
e che vengano in qualſiuoglia parte della vita, a ſincope di cuore, a dolo Sincope di vai
ri inteſtinali, a ſpaſimo, ad emoroide beuuta, & vnta ſopra il luogo del do dolori
li .
inteſtinº
º
lore: beuuta vale auanti il paroſiſmo contro ogni qualità di maligna feb Spaſimi. l
bre, hà virtù teriacale contro veleno: è di virtù mirabile in ogni ſorte di Emmoroide.
Maligna febre.
piaghe, vngendole con eſſa procedenti da qualunque cagione: E patendo Contraueleno
alcuno di mal caduco,continuando il bere di queſta miſta con brodo,affat Piaghe. -

Mal caduco -
to il ſana. Gioua ad enfiature, a rotture, a tumori groſſi, a poſteme,a can Gonfiature.
creme,ad antraci, alla paraliſia della lingua, e ad altri membri,be endone -, Rotture.

& vngendone le parti paralitiche, perchè conſuma il tremore dei membri, rumori groſſi.
Poſteme,
ad ogni membro impedito per diſcenſo,vngendouiſigioua mirabilmente , Cancrene.
Antraci.
poiche il rende libero, e vigoroſo. Gioua alla maninconia,e fà gioioſo, 8. Paraliſia. ,
allegro il cuore. E eccellentiſſima per la caligine, è panno,ò fiocco degli Malinconia.
ocehi,ò altro, che impediſſe il vedere: leua la lagrimationc,gioua alla cor Caligine,
ta viſta, alla pietra, alla veſcica indurata,e ad ogni vetoſità,e flato interio Ccopanno, è fioc
degli occhi.
re,ead ogni dolore di ſtomaco beuuta. e facendone gargariſmo, col tenerſi Lagrimation .
Pietra ,
in bocca,fa contra ogni dolore di denti,e puzzo di fiato. » -
| Veſſicaindurata
-

Per gli aſmatici, e per coloro, che patiſcono di milza è coſa mirabile, e Ventoſità.
Dolor di ſtoma
lbeuutone ogni mattina, quanto ne ſtarebbe in vn calice di ghianda, è in co.
Ivna cortecia di lumaca marina fà marauiglioſo effetto: ella è perfetta an Dolor di denti.
cora contro la hidropiſia, e racconcia vn vino guaſto facendol tornare in Puzzolenza di
fiato.
buon colore, e ſapore, e mettendo mezza oncia di queſta in vna botte di Aſma. -

moſto torbido il riſchiara ſubito, e qualunque coſa liquida cruda poſta in Milza. -

queſta la riſtringe, e codenſa, come ſe foſſe cotta al fuoco,e poſtoui dentro Ritorna al buo
eſſer ſuo il vino
– – G di che ſia guaſto
-
26 Dell'Elixir Vitae di Fra Donato Eremi Tip, I.
di eſſa vn roſcio di ouo crudo ſi congela: ſe in eſſa ſi pone carne cotta, è
cruda,ò peſce,ò altro mai non ſi putrefa:ſana tutte le corruttioni della ma
trice nelle parti di dentro: E ſe tu prendeſſivn pollo morto, pelato, e ſuen
La quinteſſen trato, e'l faceſſi ſcaldare al fuoco più che ſia poſſibile, e l'Vngeſſi due,ò trè
l za hà virtù bal volte con la noſtra acqua, e dentro, e fuori, e dapoi lo eſponeſſi al Sole per
Aſamatiua. due, è trè hore, e'l ſerbaſſi, doue ti piace,tu vedreſti, che'l pollo ſtarebbe
ſempremaiſano, 8 incorrotto per molti, e molti anni, perchè queſta Quin
t'eſſenza ha particular forza nelle virtù vitali, e naturali, e ciòcch'è crudo
concuoce: ciòcch'è molle indura, londurato moliifica,il freddo riſcalda, il
caldo raffredda, l'humido diſecca. Vedeſi anche dar ſoſtanza, e vigore
a vegetabili, perciocchè al parere d'vn ottimo inueſtigatore delle coſe del
la natura con eſſa adacquata vite,ò altra arbore,fà germogliare, 8 auanti il
La quint'eſſen
za fà auanti il tempo debito apparire i frutti maturi, e belli. Quanto dunque dourà ope
tempo appariri rare per lo riſtoro del corpo humano? Ma noi ſappiamo, che ad alcuni par
frutti maturi, e rà molto ſtrano a credere, come habbiam detto, che queſta poſſa fare due
belli.
contrari effetti: a dotti però non recherà marauiglia, veggendo eglino
molti effetti, che altrui parrebbono incredibili: e pure ſono ſegreti occulti,
e naturali virtù, e ſecondo la natura del recipiente, S eſiggenza, e diſpoſi
tione della materia vna ſola coſa fare vn atto diuerſo, e contrario in vn
i uengono
Dal sole Inpro
medeſimo tempo. Non veggiam noi tal'hora, che il calore del Sole fà
Vn contrarie operationi nella terra in vn medeſimo tempo in diuerſi ſuggetti,
medeſimo tem mentre col ſuo caldo raggio il molle fango indura, e la ſoda cera mollifica?
po vari effetti,
I& operationi e pure quell'atto del Sole è vn ſolo. e in quanto a sè ſteſſo non è contrario,
e pure vna medeſima cagione produce in vno iſteſſo tempo non ſolo due º
| effetti, ma etherogenei, e contrari. Il noſtro fiato fa anch'egli due effetti
benche non ad vn tempo, che ſoffiando raffredda, e fiatando riſcalda, 8 è
pure vn fiato. La pagliafà mature le neſpole, che è effetto caldo, e con
ſerua la neue, che è effetto freddo. - a

Finalmente queſta noſtra Quint'eſſenza è tale, che da quella coſa, a che


ſi meſce,ella riceue la natura, sì come fà la cera, che quello impronto, che
vi ſi ſtampa, quello riceue,e per eſempio,meſcolandoſi con ſciroppi diſcor
ze di cedro, che è caldo, farà effetto caldo e meſcolandoſi con ſciroppo di
viole, è di cicorea, che è fredda, farà effetto freddo. E perciò ragioneuol
mente han detto i Filoſofi la detta Quint'eſſenza eſſere di tale compleſſio
Come la quin ne,e temperamento, che ſi accomoda ageuolmente alla qualità, e alla com
t'eſſenza pren
da qualità da - pleſſione di tutte le coſe, alle quali ſarà ella vnita, ſi dirà eſſere di quella ,
quel compoſto, compleſſione in quel medeſimo grado, ma più forte però, e più viuace per
con cui ella s'ac
compagna, la ſottil materia, per mezzo della quale è ſtata ſempremai ſublimata a gradi
di ſegnalatiſſimo conto. Ecco accennate le virtù di queſto mirabiliſſimo
ſpirito, acciòcchè poi maggiormente appariſcano le virtù del noſtro ELI
XIR, il quale per mezzo di queſta Quint'eſſenza ſi forma, con l'aggiunta ,
di tanti virtuoſi ſemplici, quanti vederete. E perciò vegnamo con ogni
brieuità, e chiarezza a moſtrare la Compoſitione di eſſo, e' modo, che noi
habbiam tenuto con le ſue debite doſe: le quali tutte diffuſamente nel ſe
guente libro porremo. -
- -

IL FINE DDEL PRIMo LIBRo.


:: : : : :: :- )- , - - - : -i

DELL'E
- I - -.

-
-

DELLELIXIR VITAE
F RA D o N A T O E R E M I TA
di Rocca d'Euandro dell'Ordine de Predicatori.
L I B R O S E C O N D O.

N queſto Secondo Libro di tre coſe più prin


Si cipali con brieuità e con chiarezza trattere
mo,perche maggiormente lontelletto de Let.
tori appagato ſi presti a noi più ſicura, e più
intiera fede. Primo; nomineremo tutti i
i ſemplici ingredienti, e faremo mentione delle
lordoſe. Secondo, tratteremo in generale delle virtù
dell' ELIXIR, Terzo, inſegneremo il modo come haurà da
adºperarſi. a
-
3 , -

-
i
: , i 7 r

º titº gg gigie, r.i: º

Delle Radici, Scorze, Legni, Herbe, Fiori, Frutti, Semi,


| Gomme,Oſſa,Terre, Carni, Succhi, Trochiſci, a i
- º

Olij,Gioie,e Seta. . . fi
r . - i º - a
Ingredienti della noſtra Compoſitione,e doſa di eſsi.
Capitolo I. l
Pi," habbiano a diſporre, e ad ordinare queſti
per ordine la ſeguente- .
-
ingredient porremo
i ( i . . .
a è , v

R I c ETTAli i
Agarico. | i

Stirace.
: Compiuta Ri-li
cetta di tutti gli
- -
-
t i Scinco. ingredienti del
BoloArmel Mirra. I l'Elixir vitae.

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Serapino ?
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e EgnoAloe. . . I1C .

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di Ceruo. |
º" Chalciti:
i Succino. i i
Maſtice. i
Incenſo. I
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-----

Gaſba
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-- -- - - - - - - - - -
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-
28
- - DTE
Ch
TTE mes.
ae
--- --

Galbano - , . I
º i Zafferano. -
Canfora.. º i" - i : lº Stellaria. “
Gomma di Ci- Carpo balſa-. Ruta.
regio. , mo. . Trinitas.
Armoniaco . . Acetoſella Origano ;
s. Coriandoli. I Cubebe.
-

- . , Ana dram vna. 4


;

º Piglia | Saſsifragia, a Meo.


Zedoaria. Phu Pontica. Gentiana.
Partim, r. Vincetoſsico. Lapatio. Iride.
Satirio. Peucedano. Garofillata.
| Valeria
nore na mi e º

º -
- Ana dram. 16.
º. A.

-- - sere - sv - r -- -- - - e- - - -

º º i -. , -
a Piglia º Menta Greca.i Scorze di Fraſ
Moſco Arboreo. Scorze di ce - ſino.
-

- Lupoli. : e -dro. - i -
| Matricaria.
Partim.
-

Millefoglio. Méliſſa. Marrobbio:


Caſsia linea . i , Scorze di Ce Scorze di me
Lauanda. togno lo appio -

Menta. Macis. Maro.


Aſpalto, l
Ana dram. 8, -, s , Rii.
si; 2 .
Maggio
º.
rana. •

.º o 1 – -

r-r-------- ––
- -- - - -- - -
4 Piglia i .x. Petroſello Ma i Semi di Ligu
re: Xilobalſamo, i - opi i cedonico i A ſtico i
º
! ...n - Mandole am --o Imperatoria - -
Noce -
moſca
- - -

- er:: ::... re: i Part "A Gengiouo -

- ta . “ ,
- - º 4,

Spica Nardo i - - Piratro. il


-
Semi di lino; -

Mandole dolci i Galanga, :


i| Trochiſci, di
-

. C i Balſamo
-

Rubea tintori
-
«
- Scilla. --- -

- se ce º
- --- --- --- -------- - Trochi
- --- -

Di Fra Di EiTTI 29
Trochiſci diVi AſplenoTTRoſe Bianche
pera. i Pulegio i Roſe roſſe
- | Enula Camomilla I Roſe incarnate
Acoro Thimo l Laudano
Ben bianco | Pepe nero s.Smirnio
Ben roſſo | Amomo l Coſto
Ariſtologia Piſtacchi Bitume
Cardo ſanto s.Finocchio is Stafiſagria
Bdellio s.Cedro Raſura d'auorio
IIipociſtide l Acacia s.Senapi
Trochiſci di gra | Terra Lemnia |s.Seſeli
chi. i Caſtorio Dittamo Creten
Aſſaro Cipero ſe, è Candioto
s.Dauco | Saluia Lentiſco
Bacche di Gine- Pignoli f di Fumaria
pro s Naſturtio di Borragine
Abrotano Auricula Vrſi di Stecade
Pepe bianco i Berberi di Thimo
s.Ammi Ribes Bacche di Lauro
Sempreuiuo Conſolida reale | Eufragia
Anagalide Bettonica Epittimo
Giugiole s.Napo dolce r. d'Angelica
Cartamo Stecade .Cuſcuta
i s. Aſparago s.Portulaca ! r d'Anonide
Spica celtica Gomma Arabica l Baccara
Thlaſpi Tragorigano Thimiama
Dragacanta Sorbi Calamento
Aquilina fCentaurea mi- i Capeluenere
Polmonaria nore Chelidonia
Artemiſia . Trifoglio Cerifoglio
Garofani Serpillo Chamedri
Pepe lungo Eupatorio Aniſo
s Baſilico ù Giunco odorato? Agro di Cedro,
Ana dram. 2.

l H Piglia
3o Dell'Elixir Vitae
Partim. 5. - 4 Piglia Viole | Saturegia
Virga aurea i Scordio i Poligono
Roſmarino , Veronica Origano
Nenufaro l Scabioſa Nardo montano i
Meliloto Polio montano l Cinnamomo.
e Ana dram. 12:
- S9es

Partim. 6, ſ3 Piglia Epatica Hiperico


Codacauallo Hiſopo montano i Mirabolani tutti.
Follicoli di Sena | Dittamo bianco, i Fiori d'Hiſopo
Fumaria ò Fraſſinella ImOntanO
Fragaria Althea | Cinquefoglio, è
Helicriſio Amaranto Pentaphilon
Hiua artetica, è i. è Seda cruda.
Camepitio Ana dram. 4. - - -

–-– - S2t

Partim. 7. ſº Piglia .Semi di Scariola | Bacche di Mirto


Oppio Trochiſci di Fa- Trºiſi di cap
Terebintina giano poni
Succo di Regoli- lciomo Piantaggine
tia |Bacche di Létiſco | Seme di Meloni
Manna ; Cappari i Petroſcllo.
- Ana dram. 6.
- 39e

Partim. 8.
ſº Piglia Conſolida mag- | Peonia
Centaurea mag- giore i Mele
giore Zuccaro Paſſule
Salſa periglia Dattili l Zuccaro candi
Enula Fichi ſecchi do
Tormentilla Eringiomari- Sandali tutti
China InO Scorzonera
Borraggine i Rapontico In- Ninfea.
Biſtorta diano vo

Ana dram. 24.

Piglia
-TSTiTi Erſt TipTT 3I

4 Piglia
Ambra Griſia Agata
"i Topati
si Zaffiri l ..
Partin. 9.

Bezoar ! Smeraldi | Muſchio Ingredieti del


Coralli bianchi, e oramai Zibetto. º
roſsi. |Perle
Hematite i Rubini i Ana dram. 2.
SS

ilPartim. 1o.
ſº Piglia Oro, Argento Ana fogli 1oo.

e; " 3

Iſtruttioni, 3 auuertimenti intorno alla ſopradetta


Ricetta, acciochè non s'incorra in errore
Capitolo II.
F SS 3 E SCRITTA già la Ricetta, reſta l'eſplicare, come la
Sº A : Compoſitione ha urà da farſi.
- E primieramente per caminare con ogni ordine ſi apparec- coſe apparte.
A chi vn orinale di vetro nella forma, che ſi vede figurata a lenti al far del
-si 3 carte 17 delle figure nel bagno vaporoſo. Poi ſi prendano "
ie Radici, e peſte alla groſſa ſi metteranno nell'apparecchiato orinale.
Appreſſo alle Radici ſi metteranno i Legni, raſpati prima con lima.
Appreſſo a Legni ſi metteranno le Scorze, e gli Stipiti, è Fuſti, come
vogliamo dire, l'Vne, e gli altri peſti prima groſſamente. "i
Appreſſo ſeguiranno i Semi ammaccati. "errº
Immediatamente ſeguiranno i frutti: de'quali quei, che ſaranno atti ad emi ammac
eſſer tagliati con forbici, come i Fichi, i Dattili e ſimili, ſi taglieranno ma "i tagliati.
gli altri più duri, come le bacche di Ginepro, le bacche di Lauro,e ſimili ſi scaltri geſti
ammaccheranno, o ſi peſteranno alla groſſa. . i si
Seguiranno poi le frondi ſottilmente trite con le lor cime. mente trite.

A queſte ſuccederanno i fiori, i quali ſi porranno intieramente, e ſi an- fiºri in ºra


lderanno calcando convn baſtoncello nel detto orinale inſieme con la . l"º
Quint'eſſenza del vino, la quale ha da eſſere il terzo di più del peſo degl'in
gredienti, e con lo ſteſſo baſtoncello ſarà ancor bene calcar tutti gli ingre
gredienti, ſenza però ſoſopra riuolgergli. -

Fatto queſto ſi potrà detto orinale dentro vn vaſo E, doue ſia acqua - Acqua calda ,
a ta a poterſi
l'orinale I, conmantener
cappello calda
cieco,per
cioèquaranta giorni,o ebecco.
ſenza pippio, poi ſi chiuderà bene - 4o
"" giorni.
Per
Mantengaſi l'acqua per detto patio tepida, aggiungendouene per l'om- Acqua che dee
buto F, quando, e quanta ſarà neceſſaria. - " Per
Finiti i 4o giorni filcuerà con accortezza il cappello cicco, e vi ſi met- “
terà
-
-

lCome ſi debba
32 TDTERIFVita
leuare il cappel
lo cieco dopò i
tera inſoluogoVn cappello e habbia iſpippio, qual è quel che ſi
4o. giorno. in detto foglio 17, nella lettera K, col ſuo recipiente, che ſi vede nella let
tera L. ſituato nella baſe M, che ſi ſupponera ripiena di acqua freſca, e 'Il
i
Pippio già detto dourà ſtar ben ſerrato con la bocca del recipiente, -

Come ſi deue! APpreſſò diaſi fuoco al bagno infino a tanto, che nel recipiente ſi veggai
dar fuogo al ba vſcita l'acqua chiara, che ſarà poco meno che la quarta parte della Quin-1
Igno fin che , teſſenza del vino, che vi fu meſcolata come inſegnammo.lmmediatamen- l
aPpala l'acqua!
chiara, q -

tePoi ſileuerà il fuoco, e ſi laſcino raffreddare i vaſi per lo ſpatio di hore ,


lº 4 poi ſi ſcuerà dal recipiente l'acqua già diſtillata, e ſi metterà invavaſo
di criſtallo ben turato, acciochè il diſtillato non eſali, e ſi riſerbi queſta
--
i prima acqua per l'effetto, che ſcopriremo nel fine del Capitolo ſeguente.
Come ſi dee di Fatto queſto ſi rimetterà il recipiente nella ſteſſa ſituatione di prima, e
nuouo dar fuo» diaſi di nuouo fuoco al bagno infino a tanto che l'acqua, la qual ſi deſtilla
igo al bagno. diuegna di color di oro, che ſarà intorno da vin'altra quarta parte. Poi tor
nerà a leuarſi il fuoco e ſi laſcino vn'altra volta raffreddare ivaſi per lo me
|deſimo patio di hore 24. poi ſi leuerà dal recipiente quel liquore iuirac.
colto,e mettaſi in vn vaſo di criſtallo ben turato, 8 iui ſi conſerui,percioc.
chè queſto ſarà il noſtro E L 1XI R perfettionato col ſuo ſale, come di
rCm O. - - -

| Come ſi dee ri Si tornerà poi a dar fuoco al bagno inſino a tanto, che la materia iui ri
i nouareiſ fuogo maſta diuenti ſecca, 8 aſciutta: l'acque la qual ne verrà diſtillata, che ſa
nel bagno fin
che “fi vegga la rà la terza, ſi conſeruerà per lo fine, che appreſſo diremo nella fin del capi
materia
& aſciutta.
ſolo ſeguente:la materia ſteſſa già ſecca,S aſciutta diuenuta ſi leuerà dal
lt CC2,

l'orinale, e ſi porrà dentro vn tegame di creta, e ſi vi darà fuoco di carboni


infino a tanto, che detto tegame diuenti infocato, e detta materia bian
chiſſima .. -

Che ſi debba , Prendaſi queſto cenere,e mettaſi détro vn orinale lotato, e vi ſi aggiun
far del cenere,
ga tanta quantità di acqua, che ſoprauanzi al cenere otto dita: facciaſi
& che coſa ſe
gli debba por bollire a fuoco di carboni infino a tanto, che l'acqua manchi quattro dita:
di ſopra. poi ſi leuerà, e ſi farà raffeddare,e quel liquore, è quella liſcia, come vo.
gliamo dire, ſi metterà a colare per mezzo di vn panno di lana, affinche ſi
purghi da quelle fecce: e ſe quel liquore ſi tornerà a colare vn'altra volta
nel modo ſi eſſo, ſarà bene, e diuerrà più purgato, e più puro.
Bicchiere ado. Fatto queſto ſi prenderà detto liquore, o liſcia, e poſto dentro vn bic
perato per la chiere ſenza piede, ſi metterà detto bicchiere ſopra il cenericcio a canto al
riſolutione del
liquore in va fuoco, infino a tanto che per forza del caldo detto liquore ſi riſolua in va
pore, pore,e nel fondo del bicchiere reſti quella parte terrea, ch'è il ſale.
Che ſi debba . Fatto queſto ſi cauerà detto ſale diligentemente dal bicchiere, e poſto
far appreſſo del in vn mortaio netto,ò in vna pietra da macinar gioie,iui ſi peſterà, è maci
c-º
nerà con diligentia: il qual ſale così macinato, o peſto ſi metterà di nuouo
in vn'altro bicchiere,oue poſta tanta acqua di roſe, quanta ſoprauanzi due
dita al bicchiere tornerà a metterſi vn'altra volta ſopra il cinericcio a can
to il fuoco infino a tanto, che torni a conſumarſi il vapore, e'l ſale, che re
ſterà,tornerà a macinarſi,ò a peſtarſi, aggiuntaui altretanta acqua di roſe,
che quella di prima. E nella ſteſſa maniera ſi continuerà per quattro, o
per cinque volte, acciocchè il ſale diuenti bianchiſſimo, e quaſi fluſſibile.
Venuto che ſi ſarà a queſto termine, ſi prenderà detto ſale con le gioie,
m
coralli, oro, argento, ambra, muſchio, e zibetto, e ſi ponerà dentro il vaſo -

circu.
- s
-

Di Fra Donato Eremita Lib. III. 33


circulatorio a cart. 18. è nel vaſo pelicano a cart. 19. e poi dentro vnode
detri vaſi ſi metterà l'ELIXIR, che per noi fù detto che ſi conſeruaſſe ,
il quale, perchè non eſali, per eſſer egli di ſortiliſſime parti ſi ſuggelleranno H
molto bene le giunture con ſuggello d'Hermete, è con bianco di vouo, ò "
con calce, e con altro:e per iſpatio di 4o.giorni ſi metterà a circolare a fuo- d'vouo adope
i lento, affinche per detto ſpatio l'acqua ſi mantenga tepida nella cal-ſi "
d13 - - - - - - - -- - - - - - - - - eſali l'Elixir.
-

Finiti i 4o. giorni ſi leuerà il famoſiſſimo ELIXIR, e decantandoſi ſi - - -

riponga,oue era prima ripoſto,ò in altro vaſo di criſtallo aſſai bene turato: s"
& iui ſi conſerui più caramente, che qualunque gioia; perciocchè queſto è io per far l'E
il pretioſiſſimo noſtro ELIXIR ridotto dopò tante ſottiliſſime diligenze a "emista a
quella vltima perfettione, che rende marauiglioſiſſime nel Mondo le virtù tanto
ſue » . -- -
riporrecherii
ſarà - -

Tutto ciò eſattamente veduto, reſta, che trattiamo del modo di ado-lº
perare
ſitioni.
queſto ELIXIR in opportunità di diuerſi morbi,
i
& indiſpo.
, . - -- - - - - - -

- - - - - - -
-
-
- º,

-
2) - ès Resº - r

i rissºsissisissisissisi si ºsi più crisi#3

-
Del modo di adoperare a diuerſe infermità
- - - - "I ro - -

il noſtro E LIXIR.
i
Capitolo III.
-
-

- -
- -
- -
- - - - -
-
- - -

E D ICINAL E Compoſitione non hà nel Mondo così


grande, e che a più fini di giouare riguardi,e che con effetto
gioui come il noſtro EL IX I R, il quale perfettionato nel
i 2)NAS ) modo, che ſi è detto,beuuto alla quantità di 15 gocciela , .
2 Sòº.A mattina a ſtomaco digiuno con maluagia, è con acqua di "
pimpinella, rallegra il cuore, mondifica il ſangue, e perciò ſana la lepra .: ii con die.
conſerua ancora il calor naturale, e lo accreſce. ti d'acque
preſo con acqua di filmaterra,ò di mirabolani conditi ſana la lepra lº
Con acqua di endiuia, è di bettonica ſcaccia i peli canuti, e fa rinaſcere
i caduti. e o - , º si
Con acqua di bugloſſa, è di meliſſa toglie il dolor di teſta, l'emicrania,e
la vertigine. - i : 5 )
Se, purgando prima il corpo,ſi piglierà di eſſo con acqua digigli,ò diru
ta;purgherai la poſtema chiamata letargo, che viene nel celebro - 2
Preſo con acqua di finocchio, è d'apio, è di acoro,vale alla memoria, e
gioua allontelletto ſcema,purgando tutti i ſuoi difetti. i
Preſo con acqua di lattuga,ò di papaueri bianchi prouoca il ſonno a chi
non può dormire. - D
Con acqua di nenufar leua la freneſia, e'l caldo apoſtema, ch'è nel pan
nicolo del ceruello. I i «t'e , o no?
Preſo con acquauite,purgato prima il corpo,ſana l'apopleſia. . . .
Con acqua di peonia toglie il mal caduco.
Con acqua di mentaſtrovale contro la paraliſia.
– I Con
-
º - --
-
34 i Dell'Elixir Vitae
-- -

Con acqua di ſaluia vale contro lo ſpoſimo.


Con acqua di baſilico toglie il tremore. -

Con acqua di trifoglio leua il dolor del capo.


Con acqua di finocchio, è di Silero Montano, è di Sigillo ſanta Maria ,
vale contro la ſordità,e fiſchiamenti delle orecchie.
Con acqua di iridevale contro la flemma della teſta.
Con acqua di ſterponi di roſe riſtringe il ſangue,e'l fluſſo del naſo.
Con acqua di ſauina,ò d'iſopo gioua alla paraliſia.
Con acqua di herba morſus diaboli vale alla ſchinanzia.
Con acqua di capelvenere,ò d'iſopo caccia via la toſſe.
Con acqua dipiantaggine è contro il mal delle coſtole, lcua lo ſputo del
- -- ſangue, e la puntura. . - - - . - - - -

- - - - - Con acqua di capelvenere, è di cuſcuta, è di ſcabbioſa, ſana la


- puntura. ;

Con acqua di maiorana,ò di baſilico vale contro il tremor del cuore.


Con acqua di roſe,ò con ſugo di melogranato vale contro la ſincope,
Con acqua di ſcorze di cedro toglie la debilità dell'appetito.
Con acqua di menta vale alla debbolezza, e freddezza dello ſtomaco.
d Con acqua di aneto diſcaccia il dolor dello ſtomaco per cagion cal
Cia - e
Con acqua di portulaca ſmorza la ſete. . - - -

Con acqua di bettonica toglie la ventoſità, e tutte le paſſioni dello ſto


"sº prima il corpo, e ſe è per cagion calda ſi dee bere con acqua
di roſe. - -- - - a -

Con acqua di cotogni leua il vomito, e ſe il vomito foſſe con ſangue,be


uaſi con acqua di piantaggine, e di burſa Paſtoris.
Con acqua di puleggio, purgato prima il corpo Aale all'infirmità dello
ſtomaco, -

Con acqua di ſcabbioſa leuale torſioni del corpo per cagion di veneno:
ma ſe le torſioni non vengono da veneno, ſi dia con acqua di ruta, è con
ſciroppo di nenufar. - -

Con acqua di piantaggine rimedia al fluſſo del ſangue. - -

Con acqua di endiuia è rimedio per ogni poſtema del fegato, e per l'i
dropiſia, - - - - - - - - - - - -

Con acqua di tamariſco è valeuole contro il timore, e paſſione della


milza, i º - i - - - -

Con acqua di ruta,ò di bettonica vale contro la colica paſſione.


- Con acqua di aſſentio è buona per ogni morſo venenoſo.
Con acqua di taſſo barbaſſo, e millefoglio è ottima per l'emoroidi,ò al
f tra paſſione d'inteſtini -
Con acqua di borraggine,ò di bugloſſaleua la malinconia.
Con acqua di granci,ò capocefalo gioua a quei c'han febre ethica -
Con acqua di rafano, è di ruchetta marina ºprende contro alla pietra e,
e contro l'oppilatione. , - - - -

Con acqua di calendola, è con acqua di verbena è contro alla pe


l ſte- . - . - - i i
Con acqua di maiorana leua il dolor ei teſta. -

Con
-
acqua di ſaluia,e di bugloſſa vale a morſi del ſerpenti.
- -- - - - -- - -- - --- - - - - -
Con l
TFra Donato Eremita Lib. II. 3s
Con acqua di pimpinella ſana la terzana. -
-

Con acqua di penteflon, è di marrobbio ſana la quartana. ;


Con acqua di cauoli mitiga qualunque dolore di podagra procedente ,
da cagion fredda. -

Con acqua di piantaggine, è di paretaria raddolciſce il dolor della po


dagra calda -- - - ( - - - - - º - a º i -

Con aqua di cappari leua la paſſione della puntura . .


Con acqua di roſmarino conforta lo ſtomaco. -

Con acqua d'acetoſa toglie il faſtidio della carnoſità.


Con acqua di calamento ſerue a chi pate di catarro, che diſcende al
Con, acqua di creſcione,ò di millefoglio prouoca l'orina.
| pettO
|p

Con acqua di artemiſia hà forza contra la paſſione della matrice.


Con acqua d'aglio è per lo dolor de denti.
Con acqua di enula leua ogni ventoſità del ventre.
Con acqua di porri,ò d'iſopo ſana la toſſe.
Con acqua di artemiſia è valeuole agli aſmatici.
Con acqua di agrimonia alla paraliſia-.
#3
A che gioui la prima, e la terza acqua.
- - Capitolo IV. - -

A prima Acquagioua advngere le membra a raffreddati, e la Quanti buoni


effetti facciano
teſta a gl'ipoplettici, che non ſentono,gioua a dolori proue le trèacque.
nienti da cagion fredda, come a ſciatiche, a gotte,e ſimili.
Si vngono anco di queſt'acqua i polſi per dar forza alle ,
8: ºre membra debilitate : E con queſt'acqua ſi leuano tut
te le macchie, è panni, come vogliam dire, della faccia, e ſi fà morbida la
pelle.
La terza ſana le piaghe putride, 8 antiche lauate con eſſa, e medicate ,
con pezze aſciutte non fà andare innanzi le cancrene, e ſana ſimili altre
piaghe incurabili. . -

Venuti ſiamo hora a termine ch'altro non vi reſta di dire; ſe non de gli
argomenti, che far ci ſi potrebbono in contrario, i quali meglio ſtaranno
da per sè ſteſſi invn ſol libro,e queſto è il terzo ſeguente ...
IL FINE DEL SE CON D o LIBR o.

I 2 DELL'E

DELLELIXIR VITAE D I

l
F RA D o N A T O E R E M I TA
di Rocca d'Euandro dell'Ordine del Predicatori.
| LIBR
º
-
- --
- - - - - -
- -
- - -
- --

Argomenti, che potrebbono farſi dagli autierſari intor


no alle virtù dell'Elixir vitae. Capitolo I. -

VENGA CHE còtra à quel che delle ma


rauiglioſe virtù, così per eſperienze trouate,
I maledicenti dell'Elixir vitae, nulla dirſi potrebbe pure
ſempre voglio
no parlare in (N| le lingue di contradicenti mai non tacciono,
contrario della
verità.
SESS
ma ſempre ſi fanno ſentire, e conoſcere per
quelle, che con le loro contradittioni a tutte le
| coſe anche buone e perfette di leggieri contradirſogliono: sono
ſtati alcuni, c'han voluto in contraria dimoſtratione argomen
tare, si hanufatto ſei argomenti, i quali con vere e valoroſe
riſpoſte, quanto il ſaper noi iro permette, vengono rifiutati, esº
| annullati, e noi ne habbiamo fatto, perciò il preſente terzo li
bro,acciocchè ciaſcheduno conoſca,che non s'è laſciata coſà vei
runa, anche malageuole, purche queſta opera à ſua perfettiona
venuta foſſe,e per dar principio,è il
PRIMO ARGOMENTO.
- – a i
M E G GE innata, e di due coſe contrarie che oue è l'una non
N) poſſa hauer luogo l'altra, Ariſtotele in più trattati il diſſe ,
º , anzi l'Vna vien dall'altra diſcacciata, e rimoſſa. Se queſto
; | Alle coſe con )\
Elixir ſana i mali freddi, egli è adunque caldo: perciocchè il
trarie con le ,
contrarie ſi dà
i.
i E S principale, e poco men che non diſſimo l'Vnico Aſſioma de'
-

I rimedio. | Medici è, che le coſe contrarie con le contrarie ſi curano, sì come le ſimili
Le coſe ſimili con le ſimili ſi conſeruano,ſe queſto ELIXIR ſana i morbi caldi, egli adun
dalle ſimili ſon
que è ficddo: egli adunqueI in vntempo ſarà caldo e freddo: inprodur
vntempo
-i ºnerie --

-
-

-
-

-
-

---
-

-

s

DiFra Donato Eremita Lib. III, 37


produrrà ſtranamente effetti contrari di caldezza, e di frigidità il che non
ſi può intendere, perchè legge innata è di due coſe contrarie, che l'Vna ,
du'è l'altra non poſſa hauer luogo. - -

Creſce la difficoltà nelle ſeconde facultà de medicamenti com'è di apri


re, di ſtringere, di attenuare, d'incraſſare,e ſomiglianti: perciocchè ſe que
ſto ELIXIR gioua à tutti i fluſſi, egli è dunque aſtrettiuo;ſe ſana l'oppila
tione egli è dunque aperitiuo: egli dunque è aſtrettiuo, & aperitiuo inſie
me : che è l'eſſer cagione di due effetti contrari. -

- -

-, i -
-
- . .

Secondo Argomento. -

ig ISVRARONO i Medici la qualità de'rimedi della diuerſità


) dei tempi, ne quali hanno l'eſſere i morbi, e però diuiſero i
º morbi ſteſſi in principio, augumento, ſtato,e declinatione , Secondo la
mutatione de'
perciocchè diuerſificati i tempi ſi diuerſifica la neceſſità del tempi, ſi muta
rimedi, e in ogni momento par, che nell'infermo ſi debba , noi remed.) .
|cangiare il rimedio, come Galeno inſegnò, e particularmente Hippocrate,
il quale nel principio degli Aforiſmi chiamò volubile l'occaſion de rime
di: Hor come adunque vino ſteſſo medicamento potrà in tutti i tempi gio
uare? che quando pure ciò foſſe, non ſolo in ſei meſi ſi potrebbe perauuen
tura imparare l'Arte Medicinale, come i Metodici da Galeno rifiutati ſi
penſauano, ma in vno, è in due giorni ſoli. E parrebbe inuero detta diui
ſione di tempi eſſere vno allungare l'arte ſenza neceſſità, i - -
,-
-
,
-.

-- - - , e - - ) ,

Terzo Argomento. -
-

. .

Rimedi non ſolo eſſer debbon contrari a morbi in qualità,


ma ancora in determinati gradi di qualità: Onde Gal. in
lib.artis medic.cap.89.inſegna, che accadendo, che vn corpo
ſi intemperi trapaſſando diece gradi di caldezza, e ſette di
ſiccità maggiori di quelli, che alla natura ſi conuengano; al
l'hora la ſaluti fera cagione in tali intemperamenti debbe eſſer più fredda ,
in diece gradi, 8 in ſette gradi più humida;adunque ſe non ſolo contrari in
qualità, ma in grado determinato eſſer deono i medicamenti, come vin me
dicamento ſteſſo, che è ſempre in vn grado potrà qualunque morbo curare º -

in qualunque intenſione, o rimeſſione di grado?anzi tanto è ciò difficile º, Non conoſciu


che Gal.ſteſſo confeſsò non poter conoſcere quale eſſer debba il grado del to il guado del
medicamento, per non ſaperſi il grado del male, e ciò perchè ſapere il gra male, conoſcer
nò ſi può il gra
do del temperamento naturale è impoſſibile ſecondo Galeno, do del messa:
-
I mento.

Quarto Argomento, -

"So NTRANO in queſta copoſitione quaſi innumerabili medica


- fig menti non che di temperamenti, e di proprietà diuerſi,ma
si), di contrari: hor queſti medicamenti contrari, così confuſa
-

A
mente vniti è operano,ò non operano tra di loro: dinò non
=ié è può dirſi : perciocchè due coſe contrarie poſte in vna debita
ldiſtanza, e con le dovute conditionitra loro neceſſariamente editºiº"
A– produco
38 Dell'Elixir Vitae
producono la naturale attion loro: ſe la producono adunque quando elle
operano, e quando ad operare ritornano, ſi rintuzzanno; E per conſeguonº
Il miſto che ,
za il miſto, che da detta attione riſulta, è neceſſario, che di minore inten
riſulta dall'at ſione di grado egli ſia, che non erano le qualità agenti: come per eſſermpio
tione degli ele il miſto riſultante dall'attione degli elementi tiene le lor qualità rimeſſe,e
menti, tiene le
lor qualità ri
non in intenſo, come in quelli ſi ritrouano. Horadunque eſſendo neceſſa
meſſe, rio, che queſta compoſitione habbia facultà più rimeſſe, che non hanno i
ſemplici, che la compongono, eſſendo queſti per la ſcambieuole attione »
debilitati, dourà hauere minor poſſanza di giouare, che non hanno i ſem
plici ſteſſi, ſe ſarà vn mal freddo, chi potrà negare, che non ſarebbe ſcalda
tO più dalla cannella, garofano, noce moſcata, è altro ſemplice, ch'entra in
queſto medicamento, che non dà queſta compoſitione, nella quale il calor
de'detti vien temperato da ſecovniti contrari infrigidati,
Quinto Argomento
( ELL A deſtillatione, per mezzo della quale ſi eſtrahe la .
proprietà del ſemplici, che in detta compoſitione entrano, è
S'è vero, che º
corrotta la for certo, che la forma del ſemplice ſi corrompe: la virtù del
ma del ſempli ſemplice conſiſte nella forma; adunque non può rimanere la
ce ſi menomi, è
lº ſteſſa proprietà del ſemplice:
ſi perda la vir
tù di eſſo. Creſce l a difficoltà, perchè le virtù del ſemplici conſiſtino in tutto l'ag
gregato della pianta, la quale coſta tanto di materia, quanto di forma: tan
to di parti ſottili, quanto di parti più groſſe: adunque rimanendo vna delle
Alcuni hante dette parti, non potrà l'altra hauere le facultà di tutta la detta pianta : al
nuto per impoſ trimente in darno la natura produrrebbe quella parte craſſa : E tale queſta
ſibile, che per
i diſtillatione la
difficoltà è ſtata, che molti da queſta ſola moſſi, diſſero eſſere impoſſibile
i propria virtù potere per diſtillatione la propria virtù del ſemplice eſtraherſi.
del ſemplice ſi
eſtra ha -

Seſto Argomento . r

OLTI morbi ſon generati da pienezza, i quali è col cauar


condo la lor qualità,ò con altri euacuanti medica
) ſangue,ſe
Come la pienez
za è cagion d'in
firmità » menti ſi curano, come inſegna Hippocrate, e molti da così
gran pienezza ſi generano, che Hippocrate ſteſſo le ſanaua ,
Quanto giouin Sòº con inſagnie, e con euacuationi infino a tanto, che l'anima
i medicamenti
euacuanti - ne foſſe venuta meno: Vſque ad anima deliquium, diceſi nel teſto di Ga
Quali eranolleno; come adunque l'ELIXIR VITAE guarirà vn morbo da tali cagioni
l'inie, che prodotto,
far ſolea Hip- ; ſe egli non hà virtù d'euacuare non è adunque egli atto al gua l
-- - A

pocrate, rire ogn'infermità - t - -- - -

ºggèſ": è gºgº e,
ºi º
43iº 2gºg: ºggi lº ſº
- e

1.
-

- -

Fonda
-- -- - --

Di Fra Donato Eremita Lib. III 39 |º

Fondamenti, e ragioni, perche poi facilmente ſi -

ſciolgano i precedenti Argomenti.


Capitolo II. -

bºy Ralaſciate le famoſe ſperienze dei noſtro ELIXIR, andere


l
LEA
mo fiſicamente diſcorrendo qual poſſa eſſere la cagione, è
pure in qual modo in vno ſteſſo medicamento ſiedano virtù
così ſingolari. Et hauendo in ciò noi lungo tempo penſato
È per quel, che potrebbe dirſi, ancor che il negotio ſia molto |
difficile, per non eſſere infin quà toccato abbaſtanza da al
cuno Scrittore,ritrouiamo, che trè modi ſi poſſano apportare in queſta ma
teria , . - - -

ll primo è. Che tutte quelle coſe, le quali ſi fanno per via di diſtillatio
ne, dalla intima, e più pura,e ſpiritual parte del ſemplici medicamenti ſi
eſtrahono, la quale vnita alle altre parti più terreſti, e più craſſe, viene da . - - - .

quelle impedita a non poter dimoſtrare la poſſanza che in sè ritiene. Onde


ſe noi daremo vn modo, per lo quale le parti più eſcrementie dalle più pu Modo dato, on-li
re ſi ſeparino,ſenza dubbio queſte parti così purificate,ſaranno elle più poſ. de le parti eſcre
mentitie dalle
ſenti. Anzi,sì come le parti terreſtri ſono difficultoſe al moto, cosi ſono più pure ſiano
meno atte alla penetratione: onde e preſto,e facilmente penetrando e con ſeparate -
cfficacia farà aſſai più comodamente ciò che da medicamenti ordinari è l
non potrebbe farſi,ò debolmente, e con difficultà; perciocchè prima, che ,
arriuino alla parte offeſa per tante precedenti alterationi,ſuaniſcono.
il ſecondo modo è in parte dal primo dependente ſuppoſto, che la pro
prietà, è la virtù del ſemplice medicamento conſiſta in vna temperie de-l
pendente da determinata forma, della quale chi voleſſe eſattamente inue medicametoLa parte del
pu .
ſtigar l'eſſenza, non vi arriuerebbe giunmai. Queſta parte adunque del me ra, e perfetra ſe i
dicamento così perfetta, e così pura già ſeparata dalle parti più craſſe è di parata dalle
parti groſſe ,
vna determinata analogia, è vogliam dire ſimpatia col calor naturale, e ha ſimpatia col
con gli ſpiriti vitali: il che ſi può da due capi prouare. - i calor naturale.
ll primo è, perchè la " medicamento fiſicamente conſiſte º
nello ſteſſo, in che conſiſte il calornaturale, perche sì come quello fà le ſue
operationi non come elementare, ma, come diretto dal principio natural
della coſa (onde molte volte, benche di minore intenſione del fuoco ele
mentare " attina di quello, come appare nel caler dello o 2 -

Struzzo ha così i
ſtruzzo, che digeriſce il ferro: il che non potrebbe fare il calore elementa gagliardo calor
re) così appunto tale modo di ſcaldare ſi farà da vn medicamento in naturale che di
tal guiſa, che non mai come elementare aſſolutamente potrebbe farlo. E geriſce il ferro i
queſto ſolo perchè vien drizzato dalla determinata forma di quel ſemplice
medicamento. E queſto calore così proportionato opera effetti sì maraui
glioſi, e ſtupendi che traſcendendo la natura elementare,fu chiamato cele
ie. Eſſendo adunque che ambidue queſti calori vengono regolati dall
vna ſteſſa cagione, non è marauiglia ſelvno hauendo ſimpatia all'altro
ſcambieuolmente ſi accreſcano; e così inuigorito il calor naturale dal ca
lore innato, è pure dall'innato temperamento non è marauiglia, ſe ſani
qualunque male, eſſendo che la Natura è la medica dei mali, come diceua
La natura ſteſſa
-
--s -
-
-
----
Hippocr. medica il male,
- TF TT , - ---
- - - - -- - -- -- - - -- - -- - - -- - -- - -
e- - - –
- -
- - -
- - - -- - -
-
-

; 4o Dell'Elixir Vitae
Hippocr.e certo è, che quando la natura ſana il male,ò quella, e queſto ca
i
lor naturale,ò pure queſto è di quella il più principale inſtrumento.
Di quali parti
Il ſecondo capo è: che queſta compoſitione eſſendo tutta di parti pure,
coſti la compo e ſpiritali ſenza commiſtione di terree, è eſcrementoſe in piccola quantità
ſitione dell'Eli riſtora aſſai più il calor naturale, che gli altri medicamenti non facciono,
zir.
ne quali quelle parti pure, che potrebboro inuigorire il natural calore, eſ.
ſendo così immerſe nelle parti terree, appena davna gran quatità di quelli
riceuerà vn poco di riſtoro,sì perchè è poca quella parte ſpirituale, che in .
eſſa riſiede, sì ancora perchè innanzi, che'l calor naturale dalla parte più
L'Elixir è di
ſoſtanza tutto craſſa la ſepari,ripatendo da quelli viene maggiormente a ſminuirſi. là do
puro. ue allo'ncontro queſto noſtro ELIXIR di ſoſtanza tutto puro, ſenza dar
molta noia al calor naturale in attuarlo grandemente lo riſtora.
ll terzo modo è affatto nuouo, nè tocco forſe da alcuno per anco, e con
alcune ſuppoſitioni ſi farà chiaro: Delle quali
º La prima ſia. Tutti i ſemplici oltre l'elementari forſe ritengono vna oc
cuita proprietà, e naſcoſta ſimpatia, per la quale ogni ſemplice ha qualche
Quale ſia la pro virtù a null'altro commune. Onde il Rabarbaro ha oltre il grado del tem
rietà del Ra.
arbaro. peramento occulta proprietà di tirar la bile, come la ſperienza dimoſtra ,
Che coſa poſſa l'Afpleno di aprire la oſtrattiene della milza. La polmonaria di giouare ,
l'Aſpleno. al polmone, la peonia alla teſta, 8 altri altre qualità, come ne precedenti
Che coſa poſſa
la polmonaria, Capitoli habbiam trattato. Se adunque nella maggior parte delle piante
Che coſa operi è queſta occulta qualità, veriſimilmente dobbiamo anco credere, che nelle
la peonia. rimanenti alcuna altra ſimile ve ne ſia a noi ſimilmente ſconoſciuta. Sa
rebbe ſtata altrimenti a mio ſenno partialità di Natura in hauer prodotte
alcune piante, e non tutte arricchite di queſte qualità, come a lungo Oual
do Grollio, e Gio:Battiſta della Porta,nella ſua Fitognonomia.
La ſeconda ſia. La prouida Natura cercò manifeſtare queſta occult
proprietà con alcuno accidente, per cui ſi poteſſe ageuolmente conoſce i
l'effetto. ll Rabarbaro è ſimile in colore alla bile: là ſcrofolaria è ſimile il
Dal color de ,
ſemplice ſi con alle glandule, a cui gioua: la polmonaria in più parti ſomiglia al polmone, a
- - - -
gettura la forza cui grandemente è prode: e mille altre. -- --
- - -

-- - - -

c'hà nel toglier La terza ſia. Queſte occulte proprietà non ſi poſſo no a ragion di tem
il male , c'hà
del medeſimo peramento attribuire, anzi produrranno miolte volte contrari al tempe
colore.
;Che danno ap
ramento gli effetti. Onde Gal.così apertamente dice. Molte coſe ſo
porti il Lepre
mai l IlC -
- Che danno fac
no, che offendono alcune determinate parti, si come il
ciano le Canta Lepre marino eſulcera il polmone. le Cantaride parti- -

ride. -

cularmente nuocciono alla veſcica,sì come per lo contral


--

L'Eupatorio è rioinfiniti me dicamenti ſono particularmente eccelleti


molto gioueuo
le al fegato.
Il Mirabolano
à curare alcune parti del corpo: imperciocchè l'Eupato
gioua alla mil rio mirabilmétegioua al fegato offeſo:il Mirabolano al
22 •
La bettonica, e la milza:la ſaſsifragia,e la Bettonica le reni ſommamen
a ſaſſifragia -

ſoccorre al mal
i.
te airitano,
È º? -.-
i E ſimilmente altri di altre parti ſon medi
E. t... ... a naſf i rai Air-2 - -1 - . . . . -

"clicamenti; Et altrone lo ſteſſº Galdice. Qual medicamento al


ieleippiro
º" al- -fegato
- è l'aſſentio,tale alla milza la ſcorza del Capparo:
–a--- - I.

ºi. – mass- - -- - - - - -- - e di l
Di Fra Donato Eremita Lib. III. 4. I

e di nuouo quale al fegato è l'Eupatorio, tale alla milza


è l'Aſplenio Habbiamo adunque con Gal.prouato queſte particulari
proprietà di medicamenti, le quali ſenza alcun dubio a ragion di tempera
méto attribuirnò ſi poſſono né eſſendo poſſibile, che le Cantarelle p tante
parti paſſando ſolamente vlcerino la veſcica: e così delle altre: e ciò, che
de nocumenti habbiam detto, potremmo de giouamenti ancor dire.
La quarta ſuppoſitione ſia. Queſte occulte qualità,ò naturali ſimpatie,
come dir vogliamo, tutto che in alcun ſemplice medicamento elle ſieno,
non facciano però i loro effetti in qualunque modo applicati, ma altre con Che coſa impe
ditioni vi ſono neceſſarie, e vi ſi richieggono: perciocchè il Rabarbaro, ſe diſca il Rabarba
ro à non far l'efl
non ſarà prima dal calor naturale attuato (ò ſia queſta attuatione ſepara fetto di toglier
mento delle parti pure delle craſſe, è riduttione delle virtù di potenza ad via la bile ,
atto,ò ſiaſi altro) egli non tirerà la bile giammai: e ciò, che del Rabarbaro
|detto habbiamo, delle altre coſe dir ſi potrà parimente. Così ancora que
ſte virtù, ouero queſte occulte ſimpatie dei medicamenti non appaiono
manifeſte ſe non dal calor naturale attuate, è pure ſpogliate da alcuno ac Proprietà del
cidente, che può l'attion loro impedire: all'Vno, e all'altro per via di ſubli fuogo di cogre
|matione, è diſtillatione ſi preparano i medicamenti , perche eſſendo gar le coſe ho
mogenee, e di
proprio del fuoco congregare le coſe homogenee, e l'etherogenee diſgre i diſgregare l'e
gare, ne naſce,che ſpogliati i ſemplici della lor parte eſcrementitia, 8 vmite terogenee,
le parti pure, facilmente ne producono l'effetto,ehe bramiamo.
Laquinta ſuppoſitione ſia , che come l'huomo fù creato per Dio, così Tutte le coſe ſo
tutte le coſe fur create per l'huomo, eſſendo queſti, come nel Proem. di no ſtate create
a beneficio del
|queſta Opera accennammo, Animale ammirando, immagine della diuina , l'huomo.
bellezza marauiglioſo Compendio delle coſe create, creato per ſignoreg s .
- -

-
-

t.

giar tutta la Terra: ond'è, che poco dagli Angioli fu il ſuo eſſere diminui , , ,
-, ' -
to, e coronato di honore, e di gloria. Se tutte le coſe dunque furono ad -
- - --

vſo, & a beneficio humano prodotte, tanto maggiormente i ſemplici, così


vegetabili, come minerali: & è perciò molto ragioneuole, e veriſimile,che La virtù data ,
habbian queſte proprietà, S analogia allo ſteſſo huomo, eſſendo certiſſi da Dio all'her
mo,che ſolo per humano giouamento fù data all'herbe da Dio N.S.il valo be per la ſalute
dell'huomo.
re,e la virtù. ì i - - -
: -

Da tali ſuppoſti ſi manifeſta il modo, come poſſano da queſto pretioſo


liquore diuerſi mali, e diuerſe" ſanarſi, perciocchè coſtando di moltiſ.
|ſimi ſemplici, ne quali nobili ſime, e diuerſe virtù riſiedono, i quali ſono
- - - -

ſpogliati dalla lor parte più impura, e diſpoſti con tal ordine, che l'attion ,
dell'vno non impediſca quella dell'altro(intendendo per attione nò quella,
|che dalle prime qualità naſce, pche come habbiam prouato,queſto noſtro
medicaméto con eſſo non opera) né è marauiglia ſe cotante ſimpatie in vn
medicamento vnite, le quali hanno relatione all'huomo, come a più nobile
creatura delle ſublunari, per c ui tutte le coſe fur quaggiù prodotte,opera
|rano in prò dell'huomo "i
virtuoſi, pciocchè eſſendo fatto p di -- - - -- -

ſtillatione, nella quale le parti pure dalle più impure ſi ſeparano più attiue,
le più atteſi rendono alla penetratione le forze del particulari ingredienti. Potenza dell'E
E così gioua il noſtro medicamento penetrando a quelle parti, doue ò non
- - - - - - - - v A - - - - - - - L
lixir, più che ,
d'altro medica
arriuerebbe, è con difficultà con le forze così intiere, e di virtù tale, che mento, quato ſi
- ſarebbe impoſſibile, che altro medicamento poſſa farloinè ſolo queſto pro: voglia valeuole
--- -- -


: i
- - -
- - - --- - -- - - - - - duce - - -
42, Dell'Elixir Vitae l
duce penetrando egli alle parti offeſe, ma ancora portando gli altri medica
menti, ne quali creſce la lor facultà,e dà ad eſſi medicameti la penetratio
ne, che per sè non hanno i nè potrebbe dirſi eſſer meglio, che i medicamen
ti ſteſſi ſi mettano nel noſtro ELIXIR ſenza hauerne biſogno di altri, per
ciocchè per alcuna conditione, per la quale non reſiſtono al fuoco,e alla ,
diſtillatione ciò non può farſi. Così ancora per quella proprietà, che tie
ne di aiutare, e di accreſcere il calor naturale, e gli ſpiriti vitali mediante i
quali ſuole la natura ſanar tutti i mali perchè prodotto da più ſimpatie in .
vn medicamento vnite, che poſſano cacciar diuerſi mali, e duerſe parti aiu
- : ::: tare: chiaro è che queſti effetti nel noſtro ELIXIR ſperimentati non .
ſolo non dependono da mera ſperienza,ma ſono ancora fondati in principi
fiſici, e in mezzi ragioneuoli, co quali facilmente ſcioglier ſi poſſono gli
argomenti in contrario addutti. - -

- - - i -

È":i: i º
e si esse sºspissi pistºieſis --
sºiºsº e si registi si ass ie e 5
º, -s.
-

-
-- -
- - -

Solutione de precedenti Argomenti


Capitolo I I I -
-

3 L primo Argomento, come ciò poſſano in vn medicamento


contrarie facultà riſiedere: ſi riſponde, che maggior difficul
tà ciò darebbe a medicamenti infiniti con mera compoſitio
ne prodotti, come alla Theriaca,al Mitrid.e ad altri percioc
L'Elixir per oc AS ) º chè gionando il noſtro E L IX ! R per occulta ſimpatia, S.
culta ſimpatia aiutando il calor naturale: non è marauiglia, ſe contra eſſe non habbia for
iuta il calor ma
turale. za l'argomento degli autierſari, cocioſiachevn iſteſſo calor naturale i mali
tanto freddi, quanto caldi guariſce, 8 anco tutti gli altri: e ciò, come detto
habbiamo, inteſe Hippocrate per natura, che ſana tutti i mali : e queſto fà
non come caldo, ma come naturale, perchè come caldo non farebbe altro
che ſcaldare,ma come naturale può e I'vno, e l'altro produrre: è cacciando
gli obſtruenti,ò i calefacienti humori,ò di qualunque modo producenti ca
L'Elixir hà an iore. Può ancora ſtringere, 8 aprire imperciocchè,sì come in rarefare,8 in
che egli virtù
d'aſtringere, & ſoluere gli humori obſtruenti apre, così eſſiccando, e per conſeguenza den
aprire - fando, o di altro modo potrebbe ſomigliantemente ſtringere.
- 1 - -
- -- - - - -
- ".

.... . . . . i , i
Al ſecondo Argomento
- - -

- e
- - -, - - - , - , L . -

sa E RTo è, che diuerſi medicamenti dalla diuerſità de'tem


pi vengono miſurati, perciocchè riguardan la cagion pro
Il male ſucceſſi
uamente vien t
i duttiua del male, il quale ſucceſſiuamente è prodotto. Ma
prodotto -
| il noſtro ELIXIR non hà riguardo a queſta cagione, ma
alla natura, mediante la quale viene a ſcacciare cagion
L'opere della , º del male. E perchè le opere della natura ſi vannolamiſurido.
natura ſi miſura,
no dalle ſue
dalle forze, ch'ella tiene,venendo queſte accreſciute dal noſtro ELIXlk ,
forze. ſenza dubbio eſſo produrrà marauiglioſi gli effetti ſuoi. –

-- ---
-
- --- - -
- - - - - -
Di
Di Fra Donato Eremita Tib TTT. 4-3
Di modo, che quelle coſe,le quali direttamente, 8 immediatamente - Quelle coſe a
che direttamen
ſcacciano i mali, non v'hà dubbio, che dalla diuerſità de tempi de morbi te ſcacciano i
mali della diuer
ſteſſi non debbano anch'elle diuerſificarſi, ma quelle coſe, le quali ciò ope
rano indirettamente, e mediatamente, cioè rinforzando la natura non ſi ſità di tempi ſi
fan diuerſe.
debbono mutare; perciocchè la natura dal principio inſino alla fine del
morbo è ſempre la ſteſſa.
Dubiterai. Molte volte ſon forzati i Medici a ſminuire le forze della
natura, come ne morbi di pienezza, e di humori naturali,adunque non bi
ſogna dar ſempre forza alla natura.
Si riſponde, che la natura, come natura doppiamente preſa, come dicono Come I'Elixir
accreſca le for
i Filoſofi, non è creſciuta, perciocchè all'hora ella è tale, quando modera ze della natura.
tamente ella opera, e ſecondo il natural biſogno, ricerca. Hora il noſtro
ELIXIR accreſce le forze della natura proportionatamente in guiſa,che ,
nè in più eccede,nè in meno.
Al terzo Argomento
) A LL A ſolutione del precedente Argomento naſce la ſo I rimedijdeb.
bono hauer pro
lutione di queſto, perciocchè que rimedi debbono hauer portion di gra
col male egual proportione di gradi, i quali direttamente a di col male.
quello ſi oppongono; il che, come habbiam detto, non è nel
- a º noſtro medicamento. -

Dubiterai. Queſto noſtro ELIXIR non opera egli adunque diretta


mente, nè mai ſarà determinato alla cura di alcun male: il che è contro a
quello, che noi detto habbiamo, che in sè haurà queſta indeterminatione,
reſteranno ſempre in piede le propoſte difficultà.
Si riſponde: che all'hora il grado del medicamento ha da eſſere propor.
tionato al male, e vario ſecondo la variation del male, quando manifeſta L'Elixir per oc.
mente, e ſecondo qualità manifeſte a quello s'oppone. Ma il noſtro ELI culta ſimpatie
XIR operando per occulte ſimpatie, non dobbiamo in queſte cercare va opera nel cor
po humano -
riation di grado,ò altro: perciocchè la ſteſſa Brionia per eſempio preſerua,
ò ſana ſenza alcuna variatione Socrate, Platone, Titio,Scipione, e qualun.
que altro. -

»-
-
Al quarto Argomento.
HE entrino in queſta Compoſitione diuerſi ſemplici, e di La diuerſità di
diuerſa natura, è certiſſimo, ma nulla fà contro di noi, per qualita, e dii
tura c'han gli in
sciocchè il noſtro medicamento non producendo gli effetti gredienti dell'E
ſuoi con alcuna delle qualità manifeſte, nelle quali cade lixir non impe
diſce il detto
contrarietà, nè viene in conſeguenza, che benche le forze , Elixirà nò ope
elementari del temperamento fi rintuzzino, non è però, che rar a maraul

le occulte proprietà ſi diminuiſcano: anzi queſto argomento par, che da . glia ſaluteuol
mente »
molta difficultà all'ordinarie compoſitioni di medicamenti chiamati da'
" Policreſti: Reſta dunque chiaro, che l'argomento non è contro
l flO1 e º - - --

K 2 Ai
--- --- --- - - --- - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - - - -
Dell'Elixir Vitae l

Al quinto Argomento .
E R ſolutione di queſto Argomento toccheremo prima la .
Nelle coſe di
ſtillate il più del
le volte riman È
-

- Ⱥ verità del queſito, cioè,che per diſtillatione poſſa eſtraherſi


la virtù del ſemplice, che ſi diſtilla, concioſiache ſperimen
gono gli acci S, i tiamo, che il più delle volte nelle coſe diſtillate reſtano gli
denti, che era
no nel ſempli
". 2$ accidenti,i quali erano nel séplice, come lo ſteſſo odore, 8 c.
Ce a Da ciò due coſe raccoglieremo. Il primo, che ſuppoſti i già detti acci
denti, è neceſſario, che habbiano alcuna parte di ſoſtanza, da cui ſi ſoſten
ti Il C .

Il ſecondo, che mentre reſtano queſte proprietà, 8 accidenti, biſogna ,


ancora, che vi ſia la virtù, che nel detto ſemplice era. Se adunque nella ,
Quanto ſia ma coſa diſtillata reſtano le virtù, che nel ſemplice erano, hauremo hora da
" l'Ar
te Chimica -
cercare come queſto ſi faccia. E certo eſſere marauiglioſa la virtù della
Chimica, 8 è ancor certiſſimo, che per mezzo di queſta ſi ſeparano le parti,
ſpiritali, e virtuoſe dalle craſſe, 8 inutili. Queſte non potrà dirſi eſſere
ſtate inuano dalla natura prodotte, perchè non haurebbon potuto altra
mente produrſi, e prodotte mantenerſi nell'eſſer loro: sì come per eſempio,
Vnione delle e la roſa, ſe non haueſſe con le parti ſottili vnite le craſſe non potrebbe ella ,
parti ſottili con
le groſſe ne' sé. produrſi,nè mantenerſi, perciocchè prendendo vn continuo nutrimento per
plici - mezzo di queſte viene in perfettione atta a manifeſtare gli effetti ſuoi.
Quando poi l'arte và cercando la parte ſolutiua di queſta laſcia la parte ,
eſcrementitia, e terreſtre,ò faccia queſto per infuſione,ò per eſpreſſione » .
Dello ſteſſo modo nelle coſe diſtillate reſtano le virtù, e di aſſai più perfet
tione, che non erano i ſemplici, da cui il diſtillato fù aſtratto, come ne no
ſtri fondamenti detto habbiamo. .
-

Al ſeſto Argomento:
O N v'hà dubbio, che ne morbi aguti, e peraguti, li quali
Che morbo fac vengono da pienezza prodotti, e benche prima, che vi ſi ap
ci la pienezza plichi il noſtro ELIXIR habbiano a procedere euacuationi
dello ſtomaco,
di qualunque maniera, ſecondo il gioueuol conſiglio di pe.
rito,S eſperto Medico: ma non dourà però il noſtro virtuo
“I Rinforzarmèto, ſo ELIXIR tralaſciarſi : imperciocchè le marauiglioſiſſime
& inuigorimen proprietà ſue rinforzano, 8 inuigoriſcono la natura,armandoſi fortemente
to vien dall'Eli
xir più che da contra il male, il quale, precedenti le mentionate euacuationi, ſi ſcaccierà - -
altra coſa , che
ſolleui il calor con facilità maggiore, e con molta preſtezza-.
-
-
-

naturale. - - -- è
IL FINE DEL TERZO LIBRO. -

- -
º
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43 si
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43: 2pissº º i ºl
- O 1 ---

- - e- - -- - DEI I E
h---- - - - - -------- --- --- --- - - - - - - - T
sa

DELLELIXIR VITAE
- D I
F RA D o N A T O E REM 1TA
di Rocca d'Euandro dell'Ordine del Predicatori.

L I B R o o v A RT o
e rosso
N queſto quarto, és ultimo Libro tratte
remo copioſamente delle qualità, e delle pro
si prietà de ſemplici del nostro ELIXIR: le |
3 | proprietà adunque, e le virtù di tutte le Ra
dici a diſcriuere comincieremo, ſeguendo orº
dinatamente degli ſemplici qualunqueparti
cular diſcrittione. -
-

Delle proprietà delle Radici, che entrano nel componi


- mento dell'ELIXIR VITAE.
Capitolo Primo.
A C O R. O, - |
ON l'Acoro dando hora noi cominciamento alla noſtra fa
) tica, intorno al dimoſtrare la natura, e proprietà di qualun Mente, e parere
que ſemplice, che fa al Componimento dell'ELIXIR VI dell'Autore »
TAE: non è ſe non gioueuole; & alla vaghezza degli Stu c ſpoſta -

dioſi, & intendenti, conforme il dire prima che della virtù di -

r ciaſcheduna coſa noi fauelliamo, dell'origine, e della gene


ratione di eſſa; Onde ſi ſappia oue trouare, & oue trouar non ſi poſſa, 8:
dell'Etimologia parimente, onde vegnamo a conoſcimento per qual ca
gione queſto, è quell'altro nome ſtato le ſia impoſto. Quinci intenderaſſi ,
hor queſta, hor quell'altra parte, 8 contrada del mondo, ſotto il cui cielo
ueſta, è quell'altra herba, è frutice,ò vero albero vi naſca;e ſe da vicini,ò
a lontani paeſi ci venga portato. Così fatto coſtume han tenuto molti
Scrittori dell'arte della Medicina, de quali niuno meglio che Dioſcoride -
ci prenderemo ad imitare, 8 come più fidata ſcorta a ſeguire; Cercando
ſempre d'eſſer nello ſtile iguali amplificando con iſpicial diletto quel che
con più chiare, note, 8 inteſe parole di paleſar noi cercheremo, ſemplice
i mente
46 Dell'Elixir Vitae
mente diſcoprendo delle virtù delle coſe ſe non del tutto, al meno in gran
parte: Perciocchè al voler dire, quanto dir ſi potrebbe di qualunque coſa,
che a noſtro beneficio ha l'onnipotente lodio creata: ne mille, quantun
que ben'ampi volumi,baſterebbeno. Quanto più nei libri di queſte mate
rie noi leggiamo,più ci ſi preſenta di ritrouare d'eſſer notato degno per co
fa rara,e ſingolare. Ci valeremo tal'hora dell'autorità di Galeno, tal'hora
della dottrina di Auicenna; talvolta degli inſegnamenti di Hippocrate ,
taluolta del ſaper d'Auerroe,tal'altra di quel che ſcritto ne laſcio il più che
altri induſtre, e faticoſo Meſue. Ne quì laſcieremo, quando fia di meſtie
re l'apportar luoghi del non men dotto, che nel dir giocondo, è veritiero
Apoleo, & hor di Serapione, S hor di Aetio, hor del Braſſauola, hor del
Matthioli, che più che altri ci ſtarà da preſſo,S hor de ſomiglianti più ſcel
ti, e più riceuuti Scrittori. l

Mà p far al noſtr'Acoro homai ritorno, è egli particolar séplice di Col.


scopriméto del chide, e di Galatia della Bitinia Prouincia, e ſecodo il Mattioli, di Nicomed.
le virtù dell'A
Coro » lib.1.c. 2.che i medeſimi luoghi ne porta,i quali da Dioſcoride ne vengono
Acoro, e Cala
mo odorato ſo
accennati, e con altro nome, cioè di Calamo odorato, chiamato dagli Spe
no vna mede! tiali, riſponde. Di queſte due imagini ne vengono dipinte, I'vna del ve
ma coſa .
Dell'Acoro due
ro, del falſo l'altra. Gran ſomiglianza tiene egli con le foglie dell'Iride ,
ſono le ſpette. del Gladiolo,del Cipero, e della Galanga. E per ſceglierſi la migliore o,
Come eſſerie b dee (iſta radice eſſer denſa, piena, bianca,nò tarmata; odoroſa, e nel ſapore
ba l'Acoro.
lLa virtù dell'A aguta, e pentrar nel dir delle ſue virtù,è ella, come ſcriue Dioſcoridelib. 1.
coro per la ve c.2.in guiſa delle altre coſe aromatiche. riſcaldatiua, aperitiua, confortati
i ſcica .
Coſta, petto,fe
tiua. Di molto giouamento egli è a quei , che con malageuolezza orina
gato,ventre,in no,a quei, che ſentono dolori nelle coſta, nel petto, nel fegato, nel corpo,
teſtina, milza , gioua altreſi ai rotti, agli ſpaſimati, a quei che patono di milza,a morſi de'
madrice, oc
chio. ſerpenti, alla Madrice inferma, ad ogni offuſcamento di viſta, adoperaſi fi
nalmente l'Acoro negli Antidoti.
-
-

A N G E L I C A.
-
- - -

OLTO dobbiamo alla Miſnia, & alla Germania, che sì no


Cue naſca l'An
bile, e ſtimata radice ne manda, degna ella in vero, che non
gelica . pur dalle humane, ma dalle Angeliche lingue ſia comenda
Lode di effa. ta, Della domeſtica, della ſeluatica, dell'acquatica, e della
Spette di eſſa. roy v vs ſeminabile, che tante ſono le ſue ſpetie, potendoſene dir
Parti del corpo
inferme,e lorri molto: per breuità diciamone alquanto. Soccorre agli impeſtati più che
medij per l'An altra coſa con mirabile valeuolezza. Gioua a i dolori de denti, toglie via
gelica.
Denti,bocca,in il cattiuo fiato,anche quel che prouien dall'aglio mangiato la ſua qualità è
teſtina, ſtoma inciſiua, aſterſiua, eſpulſiua, & in ciò al Matthioli crederemo, che tali me
co,core,teſta.
La Mirrhide nò dicamenti ne inſegna, S egli ſolo, non hauendo dell'Angelica parlato altri,
è la fteſſa con l nè Galeno, nè Dioſcoride,il quale per la Mirrhide non inteſe, come altri ſi
l'Angelica. penſano, l'Angelica, ſeguendo a dirne le virtù di lei dice, cheella con
ſolida le vlcere inteſtinali; fortifica lo ſtomaco, rimedia à i defetti,
& a gli ſmarrimenti del core, S al mancamento dell'appetito, ai morſi di
cani rabbioſi, e delle ſerpi, e parimente alle flemme catarrali; onde di eſſe!
purga la teſta valentemente.
- - -
I - -

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i
- - –TST i
--
º
Di Fra Donato Eremita Lib. I III. 47

A N o N I D E. -

1 - “ -

º A l'Anonide, è come chiama Teofraſto lib. 6, c.5.Ononide, vari nomi del


2) & i Lombardi Bonaga, preſentanea virtù diromper la pie-l'Anonide.
tra, e di riſoluere, e diſcacciare le picciole arene, ch'empio virtù di eſſi e
no, & impediſcono i meati dell'orina. Chi l'Vſa, dell'Her li denti, per lo
nia carnoſa diuien libero. E buona per le vlcere,perleuare fegato, 8 per le
Tc Ill e
il dolore de denti, che da freddi humori prouiene,e per ſanar le oppilationi
del fegato, e delle reni. Veggaſi Galeno lib. 8. de fac. Dioſcoride lib. 3.
c. 19.che le danno virtù, che aſſottiglia, e che riſcalda, e per conſeguente ,
che apre,ò incide.

A R I S T O L O C H I A.
a fºrno." -

G º i Ell'Ariſtolochia aggradaci quì rapportare quel che ne ſcriue Virtù della Ari.
l'Apoleo lib.de virtut.herb. cioè, ch'ella ſia contra veleno,il ſtolochia.
E contraria a
che conferma Dioſcoridelib.3.cap.4.e contra le grandi,e gli ſpiriti in
gagliarde febri, e che come fà la ruta,muoua, e dia noia a guiſa della ru
gli inſeſti ſpiriti, che vaglia per ſanar le fiſtole, che ſia buo -3 -

fredde, per gli morſi delle ſerpi, e degli humani denti, che ,
ſono anch'eglino velenoſi, 8 al molto, 8 inquieto pianto del bambini, 8 a Varietà de no
mali catarrali, che vengono nelle narici. Hà ella,ſecondo l'iſteſſo Autore mi dell'Ariſto
iochia . . . .
molti altri nomi, che a laſciare la breuità ne conſtringe;è ella di molto vſo, Cuoghi, che d
e ſtima, oue in abbondanza ſi coglie nei paeſi dell'Egitto, e quì nei noſtri eſſa abbondano.
ſe troua etiandio, e ſpecialmente nella Puglia. Di due ſpetie ella è cono di eſſa due ſpe
tre ſono.
ſciuta, l'Vna che è tonda,e lunga l'altra. Veggaſi quel che in oltre di que
ſt'herba da Galeno, da Meſue, & da Auicenna ne ſia ſtato ſcritto il Non ,
laſcio però di dire, che mirabilmente ella ſcioglie la perpleſſità,8 aridezza
della lingua per repentino male auemuta. e da Auicenna lib. 2. tract.2. c. Lingua auuilupi
pata per la vir
; 5o. queſto ſolo. Che le vlcere ſcarnate, e caue n'empia, & incarni, non li tù di eſſa viene
che leui da loro qualunque cattiua qualità, che mangi,ò che ſerpa. ſciolta.

| .
- -
- - -

-
. . -
-

A S S A R O. -
-

- - --
- - -

, - - - -
: : : :
- - - - e - -

L'Aſſaro herba odorifera, che alcuni, ma con valeuoli argo


'Aſſaro col Bac
menti dall'Anguillara rifiutati, han detto eſſere vna ſteſſa , care non è vna
coſa col Baccare. Hà rare, & ſingulari virtù dall'antichiſſi medeſima coſa
mo Herbario Crateua, ehe fu già molto tempo auanti Dio ſecondo l'An -
guillara.
ſcoride,rapportate. Gioua in prima alle fratture delle oſſa, Parti del corpo
alle conuulſioni, alla malageuolezza del reſpirare, alla toſſe male affitte, e
loro medicame
|inuecchiata, 8: alla difficuità dell'orinare. Fà ritornar la purga alle donne. ti per tal ſempli
Et molto vale contro i morſi delle fiere. E di gran giouamento a dolori Cc - º
; della teſta, alle infiammaggioni degli occhi, alle cataratte, che comincia Teſta, occhi,
mammelle -
no, & alle mammelle inferme dopò il parto; Oltra ciò a gonfiamenti, e
- T
T - -

- -

\- s- e - – - - -- - -- - - - -- - tremori,
i Dell'Elixir Vitae
tremori, che in qualche parte del corpo vengono. Tiene ella anche cotal
virtù, che cdorandola con picciola dimora, ne fà addormentare, conforme
Fegato, inteſti
allo ſcritto di Crateua, leggiamo in Galeno lib: defimpl.medicam.& in Aui
Ill e cenna lib.2.tract.2 c.4 che l'Aſſaro vale per le oppilationi del fegato,S ad
aprire, 8 aracquetare tutti gl'interni dolori da eſtrema freddezza cagio
Luoghi oue è nati, a quali egli è affatto contrario, come a coſa calda, 8 in terzo grado
abbonbanza ſecca; tutto che la ſua ſiccità maggior ſia della ſua caldezza. Vegga egli
d'Aſſaro, Meſue, chi più di queſto ſemplice chiegga ſapere . Dell'Aſſaro abbonda
l'Iſola di Ponto, la Frigia,e la Schiauonia, & molte parti dell'Italia,
-- - -

- - -- B A C A R A.
I EN da alcuni chiamata la Baccara Nardo de Contadini, i
Varii nomi del
la Baccara . ò Ruſticano,ma s'ingannano, perciocchè tal nome più toſto
Della baccara all'Acoro conuiene. Era la Baccara molto in vſo appò gli
fa mentione e antichi Profumieri per odoroſi miſchiamenti, come Ariſtofa
nelle ſue Come 24NASA No ne teſtimonia nelle ſue Comedie. Vna palla fatta di Bacca
die Ariſtofane.
Palla compoſta ra dolce ſonno apportar ſuole a chi la odora. Quanto al dimoſtrare le ſue
di baccara, e º
ſua virtù. proprietà, ella riſcalda,diſſecca,apre,muoue. Quanto alle ſue virtù confe
parti inferme, riſce allo ſpaſimo, rimedia alle rotture, è buon medicamento per coloro ,
del corpo, e ,
ſuoi remedijp che da alti luoghl ſon caduti. Gioua molto alla ſtrettezza pettorale, 8 al
la baccara, la difficultà reſpiratiua, ſi adopera per la toſſe antica, ſi prende da coloro,
Oſſa, petto, vi che difficilméte orinano,fà p gli meſtrui,e per gli morſi degli animali vele
ſciCa .
Luoghi oue » noſi,S è di gran aiuto alle donne partorienti. Doue clla naſca non ha du
naſca. bio, che nei luoghi aſpri,incolti, 8 aridi. Per diſcernerſi, non è ſe non bene
Diſcrittion di il dirſi la ſua fattezza, cioè, che ha il fuſto angoloſo d'altezza d'wn gubito,
eſſa, -
hà i fiori purpurei, che danno al bianco,hà la radice, come quella dell'elbe
ro nero, e rende odor ſimile a quel del Cinnamomo, Veggaſi,ſe più ſi de
I ſidera ſaperſene,Dioſcoride lib,3 c.4. - - - -
-
- - - - - -

- - a - 2 - - - -

Virtù del Been


l à prò del core, E L Been, dice Auicennalib.2. tract. 2.cap.86. che è caldo,
e ſecco nel ſecondo grado, e che ha forza d'ingraſſare, onde
De' teſticoli, e
delle reni.
molto fà per gli macilenti. Dà virtù al riſpirare, conforta ,
g il core, toglie da lui i tremori; manifeſtamente accreſce e
Onde il Been ci ) e ſolleua la virtù ſeminale. Il vero Been viene portato
ſi porti.
Sandali adope a; ma noi, che non così ageuolmente poſſiamo hauerne: in ſua
ranſi in luogo vece i Sandali ſuſtituiti habbiamo. . . . . . . i
del Been ,

-
-

isl si - -- -

- - -- - --

EISTOR
-
Di Fra Donato Eremita Lib. IIII. -
42
B I S T O R T A.

A la Biſtorta, come dice il Matthioli lib. 4.cap.2.in Dioſco Virtuoſe quali


tà della Biſtor
ride, oue egli della Britannica ragiona,gran virtù a far tene ta per le reni, e
re il parto alle donne, che ſouente ſi ſconciano,e vale molto per lo ſangue.
per la fieuolezza delle reni. Riſtagna i meſtrui. Riſtringe
il ſangue, che copioſamente eſce delle ferite. Pon freno al
vomito bilioſo. E ottimo rimedio contra tutti veleni nella medeſima ma
niera, che fà la Tormentilla. E contra i vermini del fanciulli, e contra la Som e lianza ,
diſſenteria. Salda marauiglioſamente le ferite, e ſpecialmente delle inte della B ſtorta ,
nelle virtù con
riora. Alle vlcere maligne, e corroſiue non poco è gioueuole,come anche la Tormentilla.
agli ſputi del ſangue, 8 a molti altri mali parimente, e perche ella ha figu
ra iſtorta a ſomiglianza d'vna ſerpe: hanno filoſofato alcuni, non poco
eſſere ella valeuole contra i morſi del ſerpenti. -

B O R R A G G I N E.
&L badar nel dire delle virtù di herba sì nota, e manifeſta in . Scuſa perche ,
ciaſcheduno luogo, non mi par tanto neceſſario, perciocchè della Borragine
non ſi ſcriua à
anche gli Herbari,egli Hortolani ſanno, non che il Matthio lungo. -

lilib.4.cap. 13o.là doue della Bugloſſa fauella Dioſcoride -,


Virtuoſa pro
sº che diſcaccia la malinconia, 8 arreca allegrezza al core, e prietà della bor
che è di aſſai prò a coloro, che ſon trauagliati dalla roſſe, e dalla aſprezza , ragine per lo
della gola, e che è contra veleno a tutti morſi d'animali velenoſi. -
core, per lo
petto , e per la
gola.

C A L A M O
Odorato.

ON penna d'oro, che di molta eloquenza renda odore, è Quanta lode ,


meriti il Cala
degno, che con le ſue virtù ſia diſcritto l'odorato Calamo, mo odorato.
ma di iamone hora noi ſolamente quel che Galeno lib.7.de Vtili qualità di
facult. ſimplic. ne inſegna, che hà coſtrettiua qualità, con . eſſo fegato -
allo ſtomaco, al
moderamento muoue l'orina,e gioueuole al fegato, allo ſto la matrice, al
maco, & a meſtrai delle donne, che vengono dalle infiima ventre, alle re
ni, e al petto.
gioni della matrice; all'hidropiſia, alle rotture, alle malatie delle reni ; & Quanta caldez
alla toſſe rimedia con aſiai valore. - - - -
za, e ſiccità at
tribuiſca al Ca
Auicenna lib.2. tract.2. cap. 161. vuole, che giunga fino al ſecondo gra lamo odorato
do di caldezza, e di ſiccità, e che purifichi la viſta, e che ai timidi apporti Auicenna.
coraggio. -

433:3é,

–I C E N TAV
-

Dell'Elixir Vitae
C E N T A V R E A
Maggiore -

R END E queſto nome la Centaurea da que fauoloſimo


-
ſtri, che d'huomo,e di cauallo haueano ſembiante; & il no
Ethimologia , me di Centauri, forſe perchè ella non meno è degli huomi
della Centarea.
Che coſa della ni,che di tali beſtie era medicamento. Di eſſa parlando Ga
centaurea dica SV Aem - leno lib. de ſimplic. medicam. dice, che gioua ai rotti,a gli
Galeno.
Parti del corpo ſpaſimati,a gli aſmatici, agli ſtretti di petto, 8 a que,che hanno inuecchia
inferme, alle º ta toſſe. Quanto alla ſua facultà, è ella coſtrettiua, alquanto fredda, e ter
quali porge ri
medio la centau rea, e però ſalda le ferite, e le vlcere, e riſtagna i vomiti, e gli ſputi ſangui
rea petto,e ner gni, prouoca anche i meſtrui, e fa partorire le creature morte. Auicenna
tll -
Che della cen
lib.2. tract.2. c. 62. di lei ſcriſſe eſſer calda, e ſecca in terzo grado, e che è
taurea ne ſcri buona per le ferite infiſtolite, per la ſciatica, e per li dolori de nerui, e per
ua Auicenna. altri lor mali.
C H I N A.
si è E della China le virtù noi poniamo in conſideratione, ritro
ueremo eſſere elleno molte, e ſingulari, ma alquante di eſſe
noi rapporteremo con Dioſcoridelib. I.cap. Io8.In prima,ot
timo rimedio è ella contra la peſtilentia di Venere, è vero
China di molte (come volgarmente diciamo)mal Franceſe. E buona a me
virtù dotata, dicar le vlcere, e le piaghe inuecchiate, e le poſteme etian
dio. E valeuole a dolori artetici, alla ſciatica, a tutti dolori di teſta, e di
Parti del corpo
inferme ſanate ſtomaco. Porge rimedio a qualunque genere di catarri. Di queſta ſe ,
per la China. ne vagliono gli Idropici, gli oppilati, gli ltterici, vulgarmente detti arca
i Nerui, fianco,
ti, è nella viſcica del fele otturati. Vale a qualunque infermità del fega
teſta, ſtomaco, to. Daſſi a paralitici, 8 a coloro, che difficilmente orinano, 8 alle infer
ventre, fele, fe mità de nerui, non poco ella ſi moſtra gioucuole, e virtuoſa. Che dico?i
gato, e viſcica, diſcaccia con mirabil potere tutti gli humori malinconici, e freddi. Come
Per la pariliſia
è ottima la Chi eſſer debba la China, da prattichi Speriali ſi sà, che dee ella eſſere roſſeg
na, giante, freſca, ſincera, e non tarlata. Onde ci ſi porti, è bene il dimoſtra
re,ecioè dalle parti di Mezzogiorno, come i Nauiganti Portugheſi particu
Come eſſer deb lare teſtimonio ne danno.
ba la China.

C IN Q V E F O GLI O.
; Otiſſima herba agli Herbari è il Cinquefoglio che da Greci
è, Pentafilon è nomato,e ſi come in Dioſcoridelib.4 c.34. leg
N.
Pentafilon da .
Greci è detto il
º giamo. Gioua ella al fegato, 8 al polmone, prendeſi per gli
Cinquefoglio. 3. ſcG auelenati, e per quei che ſono da terzana è da quartanafe
Virtù di queſto bre diſagiati, è potéte molto cotro del mal caduco, e contro
ſemplice per lo
fegato, per lo del dolor de denti adoperaſi poſſenteméte. Di gran giouamento ella è alla
polmone, teſta, diſſenteria, alle ſcrofole,a tumori,8 a gli ſlargamenti delle arterie, da Gre
denti, arteria, in
teſtini, teſtico ci chiamati Aneoriſmi; a fuoghi ſagri, al prurito,alla ſcabia,8 all'hernia,S:
li, fondamento, alle puſtole, che vengono al fondamento, e, come riferiſce Apuleo, al mal
e gola. della gola ..
- -

- - - -
CI PE -
Di Fra Donato Eremita Lib. IIII. 51

C I P E R O.
l

C RIVENDO del Cipero Dioſcoride nel lib. 1. c.4, non


laſciò di dirne ſe non del tutto, in gran parte almeno delle , Virtù del Cipe
ro ſecondo Dio
ſue rare, e virtuoſe proprietà. Da lui adunque ſappiamo, ſcoride per la
che riſcalda,apre,e però prouoca l'orina. E beuanda per lo viſcica, per lo
ventre, per la
mal di pietra; è vtile molto agli hidropici,S a quei che ſo matrice, per la
no ſtati punti dagli ſcorpioni; è medicamento della fredez bocca.

za, e dell'oppilatione della matrice; deſta, e richiama i moſtrui. E buono


per le piaghe rodenti della bocca,e per le vlcere difficili per lor ſouerchia ,
humipità a riſaldarſi; ſcalda, 8 diſſecca il Cipero ſenza alcuna mordacità.
Hà queſta radice anche dell'inciſiuo,e perciò gioua alla pietra,frangendo Varij nomi del
la,e riſoluendola poſſentemente. Vien con altro nome detto, cioè, Hericet Cipero -

Come venga
tro,e da Cornelio Celſo Giunco quadrato,e da Plinio lib.2 1. cap. 18.trian nomato il Cipe
golare. - -
ro da Plinio.

CONSOLI DA
Maggiore.
Ma S VESTA noi leggiamo nel Matthioli,8 in Dioſcoride lib.4. Qualità della .
Conſolida.
Nº cap. 8. nella voce Sinifito, e che hà qualità coſtrettiua, e Parti del corpo
congiuntiua,ò ſaldatiua,e per conſeguente gioua a rotti, 8. inferme, e lo
$ a quei, che ſputano del ſangue. Purga le ſuperfluità, che - medicamenti p
la Conſolida,
ſono nel polmone. E valeuole contro i dolori delle reni. E ſangue, polmo
diſſenteria; & alla ſouerchia purga del ſangue, che fanno le ae,reni, arteria,
inteſtini,oſſa.
donne. Eſtingue la ſete. Sana l'aſprezza dell'arteria. Riſalda le ferite ,
freſche,Tiene à freno le rotture inteſtinali. Rimedia alle fratture delle oſſa.
C O S T O - e

O TRE B B E SI a diſcuoprimento della Ethimologia del Origine del no -

Coſto dire, che queſto nome egli riporta dal molto prezzo,e me del coſto
ſtima, in che egli ſtà, ma noi diciamo, che per le molte virtù,
che egli tiene molto dee eſſere ſtimato. E perche da lonta
niſſime parti ci ſi porta, come dalla Arabia, dall'India,e dalla
Soria, perciò egli grandemente coſta, tanto più, che con non
troppa abbondanza da queſte parti mandato ne viene. Auicenna lib. 2. Spetie diuerſe,e
tract.2. c. 165. e Dioſcoride nel lib. 1. c. 15.trè ſpetie dicono eſſere del Co virtuoſe pro--
prietà di eſſo
ſto. L'Arabico, l'Indiano, e'l Soriano;e l'Arabico eſſere il migliore, e ve gli fianchi, ep
nendo noi a dire delle ſue virtù, gioua egli alla ſciatica, alla paraliſia, a la viſcica.

prouocar l'orina,e gli meſtrui. Conferiſce a dolori de fianchi,a gli ſpaſimi L'Enola col
vccide i vermini. Può contro il morſo delle vipere; Diſcaccia la ventoſità, Coſto ha molt
& hà gran virtù di confortare. Vogliono alcuni, che la Cannella bianca , conformità.

-

L 2 ſia
5? Dell'Elixir Vitae l
fa TeoRo e ne adoperarſi poſſa invece delle radici dell'Enola noſtrale.
| Veggaſi in oltre quel che del coſto ne ſcriſſe Galenolib. 7, de facul.ſimpl.
D I T T A M o
Bianco.

T Sº; IL Dittamo Bianco da alcuni herba Ceruina detta, percioc


vari nomi del
Dittamo,
ſi se, chè i ccrui da ſaettatori ferirſi nell'Iſola di Candia, oue egli
- ºy quaſi per tutto naſce per cauarſi fuori le ſaette, e per ſanar
Cerui amici del Si iS ſi delle ferite, di queſt'herba ſi paſcono. Scriuendo di eſſa
Dittamo -
=i è Dioſcoride lib.3 c.32.riferiſce eſſer contro veneni,8 anima
Contraueleni è li venenoſi, e che ſi può valentemente prendere advcciſion de vermini.
il Dittamo, è di Eſſi trouato per eſperienza, che accelera non che ageuola il parto, e per
particolar gio lo mal della milza è egli potente rimedio.
uamento per la
milza.

E N V L A.

Enula,8 Elenio
SA ) EN VL A con l'Elenio di Dioſcoride ſono vna medeſima ,
ſono vna ſteſſa
coſa.
>A = i.
è, si, coſa; ma perche con le migliori, e più virtuoſe herbe nel vir
tuoſo operare ella gareggia: non Enula,ma Emula più toſto
meriterebbe il nome. Concioſiacoſa che ella è contra i
Laude dell'Enui
la morſi degli animali velenoſi, e contro del mali delle anche,
virtù dell'Eno
la l
ie altre parti del corpo da fredde cagioni impedite. Vſaſi l'Enula nel
Parti del corpo, gli elettuari pettorali. Vſaſi per dar colore, e calore a quelle parti, che
a cui giou? | da lunghi, e freddi morbi ſono oppreſſe. Scieglierſi dee queſta radice ,
Anche,petto ecioè la biancheggiante, l'odorata non ſottile, 8 alquanto aguta, e nel
Che ſcielta far
ſi debba dell'E tempo della ſtate colta,ò in pezzi à ſerbarſi tagliata, -

nula -

E R I N G I C)
Marino.
Virtù dell'Erin SSN ECONDO Plinio vale l'Eringio Marino lib.2 r.c.22 contro i
igio marino alle VSº è veleni,e cótro de'morſi velenoſi, ma ſecſido Dioſcoridelib.3.
parti del corpo i s. cap,22 può prouar l'orina,e i meſtrui. Toglie i dolori,ele
inferme, alla vi
ſcica,3 al fega
tO -
!
AS
Sì S;è infiammagioni del corpo. Gioua a fegatoſi. S'adopera e
per cauar fuori da qualunque parte, oue nel corpo ſtiano fiſ
Varij nomi, e ,
ſe ſpine, bronconi,ò ſaette, e ſimili coſe. Vn certo Autore ,
ſpetie di eſſo. ſtimato per Dioſcoride parlando dell'Eringio, altro non diſſe, che i vari no
mi che varie nationi gli danno, e ſono Gormonion, Hermion, e quei del
l'Africa Cherdam. Non manca dell'Eringione noſtri paeſi, 8 è di molte
ſorti, ma la principale è del Montano Ceruleo, a cui và appreſſo il bianco
Campeſtre, meno intagliato, dopò queſto il Maritimo con rotonde aſpre ,
&irſute foglie- - -

GALAN -
º
-
Di Fra Donato Eremita Lib. II l I. 53

- G A L A N G A.

Sº Sº Mmettiamo, prima che delle virtù della Galanga entriamo a Non è l'iſteſſa
º, dire, l'opinione d'alcuni, che han detto, eſſer i Acoro, e la la Galanga con
l'Acoro.
iA, i
gg.)
Galanga vna medeſima coſa, ma ſecondo Aetio, & Attua
rio,ſono fra di loro diuerſi. Queſti due Autori pongono l'A
S e io coro, e la Galanga come coſe diſtinte, 8 inſieme il Calamo
Virtù della Ga
aromatico. Quanto alle ſue virtù vale all'indigeſtione, a dolori, evento langa per lo ſto
ſità dello ſtomaco, e per quanto ne referiſce il Matthioli lib.2. cap.2. con maco per lo ce
forta il celebro, gioua allo sbattimento del core, toglie il puzzo del fiato, le bro, per lo co
rese p la bocca.
anche tenuta in bocca. Si confà a vomiti del cibo, 8 a dolori colici, che
da ventoſità naſcono,a gli acetoſi rutti dello ſtomaco, alle malatie fredde
con molto prò ſi accomoda. Maſticata fa buona memoria, e perciò ſappia Il Porta Napo
lirano vſaua la
mo, che dal Signor Gio Battiſta della Porta Napolitano ſpeſſo veniua ado Galanga per la
perata. Et acciocchè nello ſceglierſi non ſi prenda errore, dee la Galan memorla »
Scelta che farſi
ga eſſer graue, roſſa, aguta al guſto, è verace, eſſendoui della adulterina,ò dee della Ga
contrafatta. -
langa.

G A R O F I L L A T A.
º º A O N mancano degli Autori che trattino della Garofilata.
trattano del
varij Autori,
dN si i3 Veggaſi quel che di eſſa ne dica il Matthioli lib4 nel capo, ilacheGarofilata.
i Nºèli5 oue del Lagopo ragiona i bioſcoride,veggaſi pariméte Gale
-

"È Nº noSpurio,el Trotola citati dall'Anguillara,e ſecondo coſto perche ſia così
ro vale la Garofillata, che dall'odore c'hà ſimile à quel de' appellata
Garofani, preſe il nome, a tutte le bilioſe paſſioni. Gioua a fluſſi ſtomacali, Virtù di eſſa con
alla diſſenteria,a gli ſputi del ſangue, S alla peſte, rimedia anche le ferite, , rainfermita del
lottomaco, del
e le volcere calloſe; & alle crudità dello ſtomaco, a dolori colici, alle oppi iegato, e del ce
lationi del fegato, a gli humori crudi, alle ventoſità , al ſangue appreſo. labro.

uanto alle ſue ſpetie, due ſono le Garofillate. la Compeſtre, e la Monta Varie ſpetie del
ſna, ne l'vna dell'altra ha minor virtù, e qual'hor ſi odorano, confortano il la Garofillata.l.
core, ricreano gli ſpiriti,riſiſtono alla peſte, 8 al celebro raffreddato.

-
G E N T I A N A. -

-
--
|
g O N poco con la molta fua amarezza di gioueuole dolciore Qualità, e virtù
della gentiana
$ apporta la Gentiana. Queſta come ne inſegna Dioſcoride per lo fegato, e
lib.3.c.3 riſcalda,riſtringe gioua a morſi delle ſerpi,a dolo per lo ſtomaco.
rilaterali, a rotti, agli ſpaſimati,a fegatoſi, 8 a patienti di
Affretta & alle
è ſtomaco. alle ferite, 8 ſecondo Galeno lib. de ſimpl. medi geriſce il parto
cam per l'agrimonia & amarezza ſua può alleggerire il parto, e dargli fret la gentiana ſe
condo Galeno.
ta, che venga fuora ſendo egli tardo,e reſtiuo. -

– - -
G E N GIO
- - TT
- - Dell' Elixir Vitae
54
G E N G I O V O. -

Calechnt paeſe
d'India abbon
si ON laſciamo quì di dire, che del Gengiouo, ò Zenzeuero
dante di Gen iº che diciamo, quel paeſe dell'India abbondeuole ſi dimoſtra,
giouo. che Calechut ſi chiama, oue, come nelle ſue nauigationi
Qualità del gen racconta il Vartomanno lib.5. è radice di eſſo al peſo di vna
ºgrouo. Né
Remedij per lo 2) Vº libra grande. Sono le di lui virtù di riſcaldare,di digerire,e
gengiouo, allo
ſtomaco, 8 al
rciò gioua allo ſtomaco: & al celebro, E quanto la ſua caldezza non ,
fio •
l'hànel primo grado come il Pepe. Adoperaſi negli Antidoti.

I M P E R A T O R I A.

Virtù dell'Impe E G NA di gir per le mani degli Imperatori contenendo


tatoria nel rime cotante virtù, che ſono quaſi innumerabili, la nobile,e cele
diare alle parti
del corpo infer brata Imperatoria. Sappiamo che ella può, ſecondo dice il
me, ſtomaco, ma Matthiolilib.3.c.74. valoroſamente diſcacciare le ventoſità
trice,viſcica,dé
ti, celebro,teſta,
dello ſtomaco, del corpo, e della matrice. Gioua ella a do
ventre, milza, lori colici, e ſtomacali, prouoca i meſtrui, e l'orina, racoueta il dolor de ,
petto, bocca ,
ſentimenta.
denti, fà che la donna s'ingrauidi,oue cagion molto fredda non impediſca,
aiuta la digeſtione, tira fuori la flemma del celebro, fà per tutte le fredde
E remedio con malatie,conferiſce al mal caduco, agli ſpaſimati,a paralitici, agli hidropi
tra la peſte la ci,a gli aſmatici, 8 a quei, che patiſceno di milza,S impedimenti di reſpi
Imperatoria, e
contra le oppi rare. Rende buon fiato, conforta le ſentimenta, vale contra la peſte, con
lationi, e contra tra i veleni, e morſi velenoſi, fà ſtragge de vermini del corpo,apre le oppi.
la febre quarta lationi,8 finalmente di molto prò ſi moſtra contro la febbre quartana.
T13 -

I R I D E.

iVarietà, e virtù 4 O N pochi ſono quei,che della Iride ne danno contezza,ma


dell'Iride per $ contentiamoi noi phora di quel che ne inſegna Dioſcoride
lo petto, budel.
la, e milza lib.1.c. 1.e cioè, che ella ha virtù aſſottigliatiua, e riſcaldati
" ua, e p conſequete gioua alla toſſe,a gli humori viſcoſi, che
Come ſi debba
PS malageuolmente ſi ſputano,purga per ſotto e fa contra i tor
ſcegliere la Iri
cimenti delle budella. E gioueuole a rigori, agli ſplenetici,ò vero a quei,
de. che patono di milza, 8 alle conuulſioni. E contro i morſi velenoſi, e ri
media a molti mali interni, 8 eſterni. Per farſene buona ſcelta, dee pren
derſila Illirica,ò la Macedonica, perciocchè queſte vengono da Dioſcoride
L'Iride Firenti iù commendate, e quella, che è denſa, e difficile a romperſi, e di color al
tina è più delle quanto fuluo, e di odor, che non ſappia di muffa,e che in peſtandoſi muo
altre poſta in ua a ſternuti. Quella,ch'è più in vſo,è la Firentina.
vſo. -

GSSX23 )
|
LAFA |
IDi Fra Donato Eremita Lib. II l I. –T 55

L A P A T I O,
ò Lapato. - -

-" O N così toſto l'herba Lapato è nata, che ſi fà nota, 8 è di Varie ſono le ,
È quattro ſpetie, ſe credere a Dioſcoridelib. 1. c.1 o6.voglia ſpé del Lapato.
C)xalida, e Ro
mo, delle quali due ne hannome certo, e ſtabilito, cioè l'O | mice ſeluaggia
xilapato, è Lapato aguto, e l'Oxalida, è vero Rombice ſel è l'Acetoſella.
; Virtù del Lapa
MS uaggia, qualunque di eſſe ha virtù molto poſſente contra la to contra molte
ſcabia, e contra l'impetigini, & l'vnghe corrotte, e'l prurito di tutto il cor parti del corpo
inferme denti ,
po. Gioua a dolori de denti; racqueta quei, che vengono alle orecchie, orecchie, milza,
Rimedia alle ſcrofole, 8 alle poſteme, ſminuiſce la milza; è medicamento fele, e viſcica.
del trabocco del fele,riſtagna i fluſſi delle donne, richiama i meſtrui, rom E rimedio de ,
fluſſi delle don.
pe le pietre della viſcica, e conferiſce a morſi degli ſcorpioni, è buona . ne, è valeuole à
per le ſerpigini,e per le volatiche. prouocare i me
trui.

- M E O.

O N laſciò di dire del Meo Dioſcoride lib.1.cap.3.e che egli inferme,


Parti del corpo!
a cui
gioua alla difficultà dell'orinare, a defetti delle reni, 8 alla rimedia il Meo.
viſcica, è di giouamento a gonfiamenti, e torcimenti dello Viſcica, reni, ſto
ſtomaco, a dolori delle giunture, alle fluſſioni del petto;e , anaco, giunture,
e petto.
come che ha virtù molto d'aprire,e d'aſſottigliare,dà oppor E contro de'
tunità a Medici di adoperarla contra i morſi delle ſerpi, il che rafferma il morſi delle ſer-l
pi.
Matthioli loc.cit. Il Meo, che vien da Calabria,ſotto nome d'Imperatrice, Meo di Cala
è il più laudato, e riceuuto, e conoſceſi dalle radici, che l'ha lunghe,ſottili, bria è il miglio
nere, & in parte ritorte, in parte diritte, 8 in parte agute, & ſpiranti odore re, e come egli
ſi conoſca.
da quel dell'Angelica non diſſomigliante . E molto con il
l'Angelica con i
forme nell'odo
N I N F E A. TC •

A LL E Ninfe, i cui bei crimiadornaua, è dall'acque, onde


Origine del no.
ella gode,il caro nome riporta la non men bella, che virtuo me della Nin-li
-

- ſa Ninfea. Le cui virtù diſcrivendone Dioſcoride lib. 3. c. fea.

s, Aa 134. noi più compiutamente, che per altri ſappiamo,le quali Varietà de' no
º prima che da noi ſi riferiſcano: opportuna coſa ci pare, che mi di lei.
di eſſa Ninfea vari nomi manifeſtiamo; E ella in prima nomata Heraclion,
Cue ne ſia ab.
& Rhopalon,quei della Beotia,oue ella abbondeuolmente naſce la chiama bondanza.
no Madon. Di due ſorti ella ſi troua,l'vna, che ha la radice negra,e l'altra,
che l'ha biáca, come è colà nella Teſſaglia, che naſce nel fiume Peneo, come Quante ſiano le
racconta Plinio lib.25. c.7. Il fiore, che ne fa,è ſimile al giglio giallo,che , ſue petie.
nelle Spetierie con frequente vocabolo vien detto Nenufaro. Horale , Giglio, 8 Nin
ſue virtù ſcopriamo. Gioua a fluſſi ſtomacali, menomala groſſezza della fea ſomiglianti
milza. Galeno le dà virtù diſſeccatiua ſenza mordicatione, e come tale, ri nel fiore.
Giouamenti di
ſtagna i fluſſi dello ſtomaco, e delle reni, 8 è gioueuole alla diſſenteria: di eſſa alla milza,
ce eglianco hauere dell'aſterſiuo, il perche alle interne fluſſioni porge non allo ſtomaco, e
alle reni.
poco aiuto.
PEO
Dell'Elixir Vitae
P E O N I A.
Lode della Peo E frà gli altri nomi, che da Greci vegono dati al Sole,è que
nia. -

ſto di Pean, è Peon, come altri dicono: chi non giudicherà


Due ſono le " che per le ſue virtù, che hà la Peonia meriteuole ella non .
petie d'eſſa. Nº, ſia del nome, che da quel del Sole naſce,e deriua? Due ſo
S2º no i generi della Peonia, altro è del maſchio, altro è della ,
femina, 8 ambedue,come Auicennalib.2.c.561. ne accenna,ſono differen
ti,perciocchè la femina ha la radice in più parti ſpartita, 8 ramuſcoloſa; Il
Varietà deno maſchio l'hà quanta vn deto, & ella è bianca. Di qualità, ne molto calda,
mi che ella tie ò ſecca. Con altra voce da Dioſcoride lib.3.c. 134.è appellata Gliciſide,e
ne .
da altri Pentorobo, e da altri viteldea. Prouoca ella i meſtrui,mondifica
Parti del corpo
inferme, alle -, il fegato oppiato, e le reni con la ſua agutezza, 8 amarezza, e come che ,
I quali rimedia , hà del coſtrettiuo,riſtagna anche i fluſſi del corpo. Hà del diſſeccatiuo an
fegato, reni,e
teſta. cora, e perciò non hà dubio, che portata da fanciulli appeſa al collo, ſia per
Particolari eſpe giouar loro al mal caduco; & ciò per l'eſperienza da Galeno a ſuoi tempi
rienze fatte di fatta . .
lei da Galeno,

P E T R O S E L L O
Macedonico.

Petroſello Ma E RB A non è, che più nel ſembiante,e nella qualità venga


cedouico mol raſſomigliata all'Apio, che il Petroſello, che dalla Macedo
to ſomigliante
à l'Apio. º nia Macedonico è nomato, e nel ſeme non ha con chi ſi poſ
Nel ſeme è ſimi
le all'Ammi.
} ſaà punto paragonare, che con l'Ammi,ben che più odora
Il Petroſello to ſia, 8 in ſapore più aguto, & aromatico. Di queſto ſcriſſe
Macedonico p 2. tract.2.c.68 e Dioſcoride lib.3.cap.72.dicendo egli,che ,
la viſcica, per prouoca l'orina, ei meſtrui; Fà per le ventoſità, e per gli dolori colici,e ſto
lo ſtomaco, per
le coſta, e per le macali, e di giouamento a dolori delle coſte, delle reni,e della viſcica. Si
reni,
E egliteriacale.
vſa nella Teriaca per mitigare i dolori, e per gli rimedi, che fanno in diſcac
ciarla toſſe, - -

P E v C E D A N o.
Vari Scrittori
del Peucedano, f: Si EL Peucedano, oltre a quel che ne ſcriſſe Galeno lib de
º ſimpl. medicam. molto ancoſcritto ne trouiamo appò Dio
E contra l'infer ſcoridelib.3. c.86. & lib. de mortifer.medicam. S appò vno
mità demerui,
del polmone, PA; de gli ſpoſitori di lui, il qual ne dice, eſſere aſſai valcuole
del petto, de º contra veleni, Applicaſi alle infermità neruali, 8 a defetti
denti, della mil del polmone,e del petto deriuanti da groſſi,e viſcoſi humori. E gioueuole
Z3 - -

Hà virtù di mò a denti da dolori ſoprapreſi, è alla durezza della milza, è ottimo rimediº
dificare, d'incar
nare, e di ſcalda
dell'Vlcere maligne contumaci, come che mondifica, incarna, e ſcalda. Il
re , - più laudato Peucedano è quel che ne manda la Sardegna e la Samotracia,
Il miglior è il
Sardo,e'l Samo
ſi troua tal volta il liquore congelato come granella d'incenſo ſopra il fu
traCe , ſto,& parimente ſopra la radice, la quale ſia freſca, non preſa da tarlo, e
Come debba , che renda grato odore – . -

egli eſſere.
privº
Di Fra Tomato Eremita Lib. II l I.

P H V P O N T I C A. -

L Phu, è vero (come dice Dioſcoride lib. 1. c. 1o.) Nar


doſeluatico, di cui abonda Ponto, e l'Iſola di Candia, Scal opinione d'al
che la Phu
da, e vale a prouocare l'orina, è valeuole a dolori del Co 'cuni,
ſia la Valeriana
ſtato; Richiama i meſtrui, e come dice Dioſcoride, e Ga
- leno, adoperaſi negli Antidoti. Variamente vien giudicato
Ia Valeriana ,
ſel Phu ſia la maggiore, è la minore Valeriana de gli Herbari. Io ho noſtrale è di
openione, che tutte fieno ſpetie di Nardo Montano, c che nella Vale ma gior agutez
za, S& amarezza
riana minore de noſtri paeſi ſia maggior agutezza, 8 amarezza di ſapo
re, e però più valoroſa. Il che da moderni viene approuato, che affermano che la Phu pon
tica-s -
valere a quei che ſon rotti, 8 a coloro, che da alti luoghi ſon caduti. Ren
de chiaro il vedere, e raſſicura di morte gli auelenati. -
- -
-

P I R E T R O.

a SN3 ALLA molta caldezza, che ne porge guſtidoſi,il Piretroche' Per qual cagio
ne coſi ſia detto
- -- Latini ſaliuare chiamano, 8 Macharacaha gli Arabi,il quale l Piretro.
è caldo, e ſecco nel terzo grado, 8 ha virtu cauſtica, ſi ha
º, preſo meriteuolmente queſto nome, perciocherete nel gro Nualità del Pi
reti o d'aſſai gio
- - º co linguaggio fuoco ne importa. Mitiga il Piretro qualun tamento è déti
que dolor di denti raffreddati , fa ſputar la flemma anche tenace, fa ſudar il inferni , 8 elie
corpo, qualhor il biſogno il richiegga, vale, come dice Auicenna lib. 2. narici.
tra St.2.c.556, contro lo ſpaſimo, che egli col nome arabico chiama Alchu
zez: Apre le oſtruſioni delle narici, gioua a ſtupidi, e paralitici. Abondanza
mequeſto
di ſemplice
riferiſce è nella Boemia tanto negli horti, quanto ne monti,co
il Mattioli, v. - -

-
-

R A P O N T I C O.
SM, L TR E i Medici ragionano anche gli Storici del Rapon Origine del Ra
rico, frà quali Amm. Marcellino lib. 12. Hiſtor. il quale º pontico. -

dice che dal fiume Rà, che dalla palude Tanai hà origine, Che coſa del Ra
º oue egli è in gran copia, ſe ne riporta il nome. Plinio chiama pontico dica ,
2 il Rapontico, Racoma, di cui abonda il Paeſe di Ponto, e Ammiauo Mar-l
cellino.
però Pontico è nominato. Queſto in molte maniere viene
in vſo nè medicamenti, e per quel che ne inſegna Dioſcoride lib.3. c. 2 hà
virtù coſtrettiua, e perciò ſi dà a gli ſpaſimati, 8 a rutti, è agli im
pedimenti del reſpirare, toglie via le liuidezze, e le vitiligini; gioua agli
ſputi del ſangue, a fluſſi ſtomacali, e diſſenterici, leuai mali della milza,
& del fegato rimedia a ſinghiozzi, 8 alle anelationi con affanno del Pulmo
ne.Delle Vertigini,8 degli altri mali è ottimo rimedio. Dee auertirſi, che Come eſſer debl
queſta radice non ſia tarlata, e che nel maſticarſi ſi ſenta mucilaginoſa, e
- - - - - .1 -A- ba il Raponticoli
leggiermente conſttettiua, e che rappreſenticolorpallido ſimile à quel del
Zafferano.
-

e
-

|
n. - - - - - - - - - -
r-TTTTTTTE------
s


-TTERIrvi
a
, i . R V B E A.
Tintorum.
Se l'Erithroda ba A Ruggia è Rubbia, che appoi Tintori viene in vſo, con ,
no ſia la Rubea
il commune vocabulo Rubea Tintorum è chiamata, e di que
º, ſta radice ne fà mentione Dioſcoride lib. 3. c. 154. la doue
parti del corpo dell' Erithrodano ragiona . Queſta netta il fegato, e la
che ſi medicano
Milza, fa abondamente orinare l'orina groſſa, fa abondan
per la Rubea.
Fegato, milza, are l'orina groſſa, fà ritornare i meſtrui, e mezzanamente
V11C1C2 aſterge, oue ſia di biſogno, ſpegne le vitiligini bianche, gioua à Parali
tici, S. a coloro , che patono di ſciatica, -

s A PeriLgliaz A -

Sºat A BBIAMO in frequente vſo nelle ſpetiariela Zarza Pe


Zarza perilla
nel linguaggio rilla,ò Salza Perigliacome dir vogliamo, che l'Indie occiden
Spagnuolo da tali ne mädano principalméte per dar rimedio al mal friceſe,
noi Salza peri
glia. 2) per aprire, per riſoluere,e per prouocare il ſudore per cofer
S tare i dolori delle giunture, per togliere l'infettioni, che ſono
Valeuoli rime e vlcere maligne, e tarde à ſanarſi, e reſtie. Con la ſmilace di
dj della Salza
periglia. Dioſcoride, è la Salza perigila vna medeſima coſa, e come è parere d'alcuni,
hà ſpecial virtù contra tutti i freddi morbi del Capo, e del Ceruello. Que
ſta radice è più ſottile della decottione del Guaico, e della China,

s A s s I F R A G 1 A.
r

Varij nomi, e è Nſg 3 A Saſſifragia, che fra duri ſaſſi, per gli quali ſerpendo, e pene
varie ſpecie del
la Saffiſragia.
Si L - º raccoglie.Et
trädo in vn certo modo gli ſpezza e frige,fra luoghi arſicci ſi
da alcuni con nome di Filipendola è chiamata,
parti del corpo da Dioſcoride lib.1.c.122. có nome di Enanthe è apportata,
medicate dalla
Saſſifragia.
um 3, non poco gioua alla viſcica, 8 a meſtrui, perlo che le don
Viſcica,occhio, ne purgano meglio nel lor meſe, e chi nel orinare ſentiua
fegato. malageuolczza,& aſprezza più non la ſente, neanche al poco. Fà agura la
viſta, e del fegato apre le oppilationi. Hà virtù di riſcaldare, di aſſotti
gliare, e di purificare, e varie ſono le ſue ſpetie, mà noi ci vagliamo di
quella, che naſce con foglie più lunghe, e più ſottili, e più rare di quelle
del finocchio v
- i
s A Ts I R I O,
Virtu del Satirio
MIL Satirio, che da Greci coſi vien detto, come da Dioſcori
alle reni, 8 al de, vuol Galeno, lib. 3. c. 137. lib. 8. de facult ſimpl. ch'
Ventre, egli habbia qualità calda, 3 humida,e nel guſtarſi porge non
sò che di dolcezza. E marauiglioſo nel far maggiore la vir.
tù ſeminale. E buono per qualunque forte di ſpaſimo, che
- e
gre l
l)i Fra Donato Eremita Lib. I I I I. 59
grecamente è detto Opiſtotono. RiſolueTyndimia, purga l'vlcere ſcordide,
e formicoſe, e come coſtrettino riſtanga i fluſſi del corpo.
-
-
- - - - - - .

-
s C O R z o N E RA. a - -

e ECE di queſt'herba métione Plinio li. 21.c.15.e có vocabulo sinonimi della

N
, greco la chiama Tragopogn,che appreſſo Latini, val quanto iº
barba di Becco,ò barba Hirci. Di queſta fa anche mentione
º il
: i Giouaméti che
i; Matthioli li.2 c.132.e dice, che ella gioua alla malinconia,di
- -- - - - - -

;apporta la Scor
zonera alla te
A Sºº maniera che rende l'huomo lieto,e giocódo. Di gran gioua ſta, al core, 8
mento è a chi l'Vſa,eſſendo di viſta corta, 8 a chi da abacinamenti di teſta gli occhi.
Medicaméto de
è diſagiato, e contra i morſi velenoſi delle vipere, e degli ſcorpioni, è di morſi delle ſer
molto vtile a morbi peſtiferi, 8 vſaſi valeuolmente in tempo di peſte, pi, e degli ſcor
e da quei che patono battimento di core. - . .. pioni, e della ,
peſte è la Scor
ZOllcrale

T o R M IN T IL L A:
Sgſ:
º g PA RI và con la Biſtorta nelle virtù la bella, e gioueuole Giouaméti del
Tormentilla, da Galeno con nome di Pentafilon métionata la Tormentilla
ſºa 4 A Sº tutto che d'altri per coſa diuerſa tenuta. Apporta rimedio alle viſcere, &
al core.
º º
2 ( º Nº DS
à tutti veleni, conforta le viſcere, reprime le fluſſioni, vale à
confortarci il Core, come ne rafferma il Matthioli lib.4.c.2.
Ne queſte ſole virtù hà la Tormentilla, ma di molte altre ella è adorna.
-

v A L E RI A NA- --

Minore. - -

=iº Hidaſſi à credere eſſer la Valeriana minore dal Phu minore Phu minore dal
Q") differente, di gran lunga egli inganato rimane. Queſta,come la Valeriana no
differiſce. -

dal Matthioli lib. 1 c.1 o.habbiamo, conferiſce a morſi degli - - -

animali velenoſi, e preſeruatiua della peſtilentia, vale al Parti del "


a cui medicalal:
S lo ſtillicidio dell'orina, alla ſtrettezza del petto alla Toſſe, Valeriana. -

alla ventoſità, a dolori, 8 alle punture del capo, alle infermità fredde Viſcica, Petto!
degli occhi, e contra molti altri mali (che per breuità ſi laſciano) è vale Capo, Ccchio
1-

uole à marauiglia.
V I N C I T O S S I C O.
-

Che del Vinci


N quel capo,oue dell'Aſclepiade ragionaDioſcoride lib.3 c. toſſico dica il l
1oo.eſce a parlar del Vincetoſſico il Matthioli, dicendo,che Matthioli.

hà copioſiſſime radici bianche, e ſottili, le quali intorno alla Rimedij, che


pianta ſi diffondono, benche al guſto alquanto dolci con . dà eſſo vengonº i
º º inſenſibile agutezza. Scalda il vincentoſſico, diſſecca, di dati per lo cela
bro, e per lo ſto
geriſcie, apre e riſolue, & oltre che hà virtù potentiſſima contro tutti maCO, -

veleni, e morſi velenoſi, infinite quaſi altre ne ha, che da diuerſi Medici
ne vengono raccontate, ma non laſcio di dire,ch alla fieuolezza dello ſto º i -

maco, & all'humor del celebro è molto gioueuole. -

– M 2 ZE.
- ---- – --
l ſi o . Dell' Elixir Vitae (i i l
il
-
ol 2 bai ri: i - - - o - - – ſ .

l Z E- D
- -
O A- -
R "I- A. - -- -- -

,
O GLI ON O alcuni, che la Zedoaria nobile, e pregiata ,
"Natiui luoghi 3"/5 Radice ne venga dall'Arabia portata; Altri da Sini, populi
della Zedoaria. S dell'India, ma il ſaper ciò poco ne mporterebbe, quando di
E ſimile al Giò 3 dir noi laſciaſſimo le ſue non men buone, che laudate virtù. I
giouo. . . . º Hà la Zedoaria, che nelle fattezze molto al Gengiouoraſſo
-

,, , , E

Parti del corpo,


migl gran lunga nell'odore auanza; qualità riſcaldatiua,e diſſecca
alle quali por tiua, come dice Galeno lib. 6. de facult. ſimple & il Matthioli lib.2. c. 149.
ge medicamen rafferma Gioua ella a morſi velenoſi,riſolue le poſteme della matrice ,
to, matrice e bu
della. riſtagna i vomiri,e fluſſi del corpo,medica a dolori colici. Auicenna lib. 15.
E a prò del mor c. 6.tract.2. ne ſcriſſe, che maſticata la zedoariatoglie via ogni puzzor del-l
ſi degli anima
li velenoſi. la bocca, e non fa ſentir l'ebbrezza, e molte altre coſe di lei ſcritte, quì per
Che coſa hab breuità taceremo. Di eſſa radice parlando l'Anguillara non troppo chiaro
bia ſcritto della
zedoaria Autc. ci demoſtra, e par che faccia vna medeſima coſa la zedoaria col coſto, il
li dica quale non è, per quel che Auicenna,e Serapione ne ſcriſſero,S appreſſo Se
'Anguillara, rapione con Arabica voce Zurumbet è nomata la Zedoaria . .
- - - - --

D ella proprietà delle ſcorze, che entrano nella Com


I poſitione
po dell' E LI X I R VITAE
- Capitolo II. -

A G A R I C O.

Spetie dell'Aga | OLTO à lungo ne ſcriſſe dell'Agarico il noſtro Dioſcori


rico, delib.3 cap. 1.ma noi di queſto apporteremo eſſer di due º
La ſemina Ag. ) i ſpetie, della maſchile, 8 della feminile, delle quali due, la
rico miglior º feminile dice Dioſcoride eſſer la migliore, e che nelle vene
del maſchio.
Come ſi cono
di dentro, che le hà diritte, ſi conoſce, il migliore dice l'An
ſca il migliore. guillara parere 12.è quel che naſce ne Larici, del quale l'Agrone nel Frio
li abbonda. Hà l'agarico virtù coſtringente, e riſcaldante, è ottimo rime
Parti del corpo
iferane, alle qua dio a dolori delle bubella, agli humori crudi,S a rutti,8 a quei, che ſono
i rimedia l'Ag. da alto caduti, ſi porge a medicamento, a febricitanti, 8 oue non è febre,ſi
budella fegato, dà agli infermi; Recanon poco prò a fegatoſi, agli aſmatici, agli itterici,
petto,fele, reni,
milza, ſtomaco, è contra il mal delle reni, e della diſſenteria; fà ricuperarne lo ſmarrito co
ſangue, e teſta. lore,èvaleuole a thiſici, agli ſplenetici,S a quei, che per fieuolezza di ſto
maco non ritengono il cibbo,fà al guarir dello ſputo del ſangue, della ſcia
tica, del mal caduco, e del tumore, che precede alla febre, purga il corpo,e
finalmente è appriopriato alle punture delle ſerpi velenoſe, 8 a tutti mali
dell'interiora. Deeſi con riguardo della ſtagione, e dell'età dell'infermo
E contra la tiſi adoperare. Per molte altre virtù, che tiene è ſtimato maggiormente l'A
chezza.
E contra lo ſpu- garico, del qual ſin quà baſti hauer ragionato.
-
- -
-
-
-

to del ſangue. l -

- -
- -
- - - -- -
- -
- -

TASSTAT, --
Di Fra Donato Eremita Lib. III I. 6I
-

C A S S S I A
Linea, o Lignea.
, ELLA Caſſia parlando Teofraſto lib. 3. Hiſt, plant. ſotto Il nome, di -

Cneoro ſecon
nome d'Cneoro, ne fa due ſpetie, cioè del bianco vna,e del do Teofraſto co
nero l'altra; ll bianco dice egli ha le foglia di figura alquan uiene alla Cal
ſia linea.
to lunghe ſimili a quelle dell'oliua; Il nero hà ie foglie in . due petie ſono
2--egº guiſa di Tamarigio carnoſe, i rami del bianco ſi slargano più della caſſialin.

per terra, e ſpirano ſoaue odore; Il nero è ſenz'odore alcuno le radici d'a
mendue ſono profonde, e grandi,germogliano,e fioriſcono dopò l'Equinot
tio Autunnale, e dura il lor fiore per lungo tempo. Di maniera ne vien ra-.
gionato dagli Scrittori di Medicina intorno ad eſſa Caſſia Linea, che ſi và |vogliono alcu .
dubitando ſe ſia l'iſteſſa con la Cinella,ò coſa da lei diuerſa. A niuno ellaai eiler l'atteſa
con la Cannel
è così conoſciuta, come all'Arabo,ò vnico vecello della Fenice, che di odo la la caſſialin.
rati legni il ſuo nido morendo fabricar ſi ſuole. Galeno lib. 1.de antitodiſ.
dice, che l'ottima Cannella paſſa in luogo della caſſia, e vole, che frà loro .
ſiano molto ſimili,S iguali. I Greci,come che ella è legnoſa, 8 come dice | Xilocaſa , che
Dioſcoride lib. c.12 Fiſtoloſa,Xilocaſiala chiamano,e noi caſſia lignea di ella ſi ſia. º
ciamo. Delle virtù, ch'ella hà ne fan teſtimonio tanto i Greci, quanto gli arti del corpo :
Arabi Medici dicono eſſerella di virtù rallegratiua, e riſcaldatiua, e però pineſoro ſanate le
la cafſia linea:
gioua al core, S allo ſtomaco, e alla matrice è di molto prò alla gelatura , ore, ſtomaco,e
-

denti.
de' denti, di molte altre virtù ella è ripiena ... -

C E D R O.

A RL AND O Plinio lib. 16.c.39. del Ginepro dice,che , Cedro, e Gine


egli hà l'iſteſſa virtù col Cedro, e del Cedro ragionando ero ſimili ſecon
io Plinio nella
Dioſcoride lib. 1. c.84. ne inſegna eſſere vna grande arbore, virtù.
e che produce il frutto rotondo, come farlo ſuole il Gine Cue naſca il ce
l'am pro naſce nella Soria, e nella Licia,e ſpecialmente nel Mon dro,e ſue fattezl
Ze ,
te Libano abbondeuolméte.Del cedro bene ſpeſſo ne fà métione la Scrittu Speſſo vien mé
tionato dalla
ra ſagra.Ne parla Hippoc.lib.de nat.mulier. egrãdeméte loda quel che nel Scrittura ſagra
l'Iſola di Candia: Veggaſi in oltre Teofraſto. Quito alle ſue virtù ſta ſola il cedro.
baſta dirne, che hà qualità balſamatiua, e conſeruatiua, di maniera, che fà Parti del corpo
valeuolmente quanto qualunque altro rimedio, che contra veleno ſia.E ciò per le quali è il
cedro .
alla cedria, ch'è liquore, che dal cedro deſtilla, s'attribuiſce,e gioua alla Viſta, orecchie,
viſta, ben che cieca foſſe. vccide i vermini delle orecchie, toglie il dolor de denti, gola, te:
ſta,ventre e pol
denti, e rimedia alle infiammagioni della ſchirantia, & al mai caduco,S al mone .
le vlcere del polmone, 8 è la morte del vermini, e delle putrefattioni. Altra virtù del
cedro. -

- -

è isp
z-ETEivi
- - - - - -

C A N N E L L A
Eletta.
La Cannella è 3 L vero Cinnamomo, cotanto dagli antichi celebrato, di
in luogo del cui è rimaſo quaſi ſolo il nome,ſucceſe la Cannella eletta ,
Cinnamomo.
Ouale ſcelta , la quale dee eſſere ſcelta, cioè che freſca, e che di eccellen
far ſi debba del
la cannella. te ſapore, 8 odore ſia, come per lo più eſſer ſuole la zeilani
Virtù della can - ca. Quanto alle ſue virtù, (come da Dioſcoride lib.3. c. 13.
nella in ralle-- habbiamo) fà reſiſtenza a velenoſi morſi delle ſerpi, eſſendo ella non poco
grare il core &
in riſcaldare lo del core, e dello ſtomaco amica, S è valeuole contra gli altri veleni etian
ſtomaco. dio, Dà Galeno lib. 1.de Antitodis.alla cannella virtù d'incidere, e di dige
Altre virtù d'eſ
ſa rire tutti i recrementi del corpo. Io di lei ne dico, che, quando di qualun
que medicinale virtù foſſe priua, hauendo ella così delicato,e ſuaue odore,
ſi renderebbe appò le penne degli Scrittori, 8 appò le bocche de dicitori
di laude del tutto degna, e meriteuole. -

C O T O G N O .

E L Capo delle Mela di Dioſcoride ſcriue il Matthioli lib.


Parti del corpo, 1. cap. 132, delle quali noi per lo noſtro Elizir le corteccie
alle quali gioua
il Melo Coto ſolo adoperiamo, han tal proprietà, che mangiate auanti il
gno - -
cibo ſerrano il corpo, ma dopò fanno contrario effetto, 8 im
Fegato, e lin
gua . pediſcono quei vapori, che ſogliono alla teſta dallo ſtoma
Contra le febri co ſalire. Chi vol rimediare alle infiammaggioni del fega
maligni è la to, & alla arſiccia lingua prenda della mucillagine, che fa il ſeme del Coto
mucellagine del
ſeme del coto gno; chi vuol iſtinguere le maligne febri queſta medeſimamente adoperi,
gno.
E contra altri
chi deſia porger ſaluteuole medicamento a vomiti colerici,vagliaſi del ſu
mali: go delle Mela Cotogne, 8 habbiamo per coſa certa, che non poco egli alla
diſſenterie gioua , -

F R A s s I N O.
-

Sotto l'ombra
AL E inimicitia tiene il Fraſſino, 8 tal poteſtà con tutti gli
del Fraſſino no animali velenoſi, che ſol con la ſua ombra quelli da sè di
vi poſſono ſtar ſcaccia, di maniera, che chi ſotto quella prende ripoſo, è
de gli animali dorme, ſe ne può ſenza niuna paura ſtare, non altrimente
velenoſi.
La natura del che ſotto il vitice, che di tale virtù egli è medeſimamente i
Fraſſino, che , - - dotato. Della limatura del Fraſſino guardiſi bene ciaſche
qualità tenga. duno,come di coſa mortifera, che ella è,ma della ſcorza ſe ne vaglia chiun
La Corteccia di
lui à che ſia , que da sè voglia rimouer l'infiammagion del ſangue, e la lepra,il che Dio
buona . ſcoridelib.1.c.87.veritieramente ne riferiſce ,
- - m - l

DTT TS Erri TipTTTT 63

M A ;C E.
i AST E VOLMENTE del Mace, ch'è vna ſcorza, che
molto raſſomaglia quella picciola pelle, che faſſi dall'Em Che coſa ſia il
Mace.
brione, e che ſi troua nella noce moſcata ne ſcriſſe Auicen
Parti del corpo
E na e che conforta il core el fegato,hauendo qualità aroma inferme, che ha
-, tica, & aſtringente, e per quel chel'iſteſſo ne laſciò ſcritto, biſogno del Ma
Cc, -

riſolue tutte l'infiammaggioni, e le Apoſteme, e le Puſtule, che egli in Core, fegato,


lingua Arabica chiama Bothor, fa il Mace buon fiato, purga la teſta, rin, teſta, ſtomaco,
tinati 1Gc. -
forza il Fegato, e lo ſtomaco & è valeuole per la Matrice, e per la ſciatica.
Di molte virtuoſe qualità trouarſi eſſer il Mace dotato,
M E L O.
Appio.

lzº
E Migliori Mela eſſer le Appie Salernitane euui il prouerbio laLode delle me
appie Saler
nella ſcuola. Vogliono alcuni, che per Mela Appie, che o Il tallee

cºſto
da quell'Appio Romano preſero il nome, hauendole egli po
ſto in vſo qui nella noſtra ltalia, ſi debbano intendere le meli Parti del corpo
che nelle loro
mele, e le meleroſe, è vero le orbicolate ſcritte da Dioſco infermità delle
ridolib. 1, c. 132. Quanto al dir delle ſue virtù ſi appartiene, nela appie ſi
poſſono auale
fan lubrico il Corpo, e caccian fuora i vermini, auenga che in quantità r tro

mangiate non poco ſiano allo ſtomaco noccuoli, 8 apportino ſete, ma Stomaco, petto
ſe ſi và nel mangiarle temperatamente, molto elle giouano, coſia morſi
d'animali velenoſi, 8 a ſtomachi freddi, S alle doglie del Petto, & aiu
tano parimente a diſpenſare il nutrimento per tutto il corpo.
T H I M I A M A.
SOS, s EL Thimiama, che è vna corteccia molto odoroſa d'arbo Thimiama nota
i re Indiana, che adoperaſi, ne componimenti de profumi, à Profumieri p
- $ D Q ſouente veniua perman de ſacerdoti ſu gli Altari nel Tem la ſuauità del
l 29 e pio del Rè Salomone a finche ſentito non ſi haucſſe quel puz ſuo odore, 8 ne
gli antichi ſa
zore, che ſpiraua dalle carni del bruciati holocauſti,coſi etiá grificij. .
dio può venir in vſo di rimediare a qualunque puzzolente eſalatione, che Simile alquanto
da Carogne prouenga. Preſerua queſta Corteccia i Corpi morti della , è il Thimiama
Putrefattione.Per chiunque voglia di lei hauerne maggior notitia io dico, nell'odore, e -,
nel colore allo
che è di fuliginoſo colore odoroſa come lo ſtorace, e raſſomiglia parimen ſtorace,
te la Corteccia del Moro. Veggaſi in oltre quel volume, che luminare ,
maggiore viene appellato, oue di queſta cofi odorifera materia a baſtanza Nella corteccia
ſi ragiona. Il ſuffitto di eſſo il Timiama arreca molto prò alle diſtillationi ſimile a quella
dcl moro.
del capo, e purga il catarro, gioua allo ſtomaco e rallegra il core.

3:3.

Della
Dell'Elixir Vitae -

Della proprietà de Legni, che ſono per la


Compoſitione dell'ELIXIR VITAE.
Capitolo Il ſ.
A L O E.
SS END O quì ragionamento dell'Aloe, intender non ſi
Due ſpette ſono º dee quella noſtrale pianta, che ſpettalmente in molti luo
dell'Aloe. i ghi,S in gran copia ſi ſcorge,onde ſe ne caua il ſugo, che
ſpeſſo viene in vſo nelle Spetierie, e di cui ragiona Dioſcori
Da qual paeſe -- - 3. c.23. Ma di quello cotanto nobile, e pregiato le .
ne venga recato
l'Aloe º
gno, che, come dicono, ne vien portato per lo Gange fiume dell'India dal
ºarti del corpo paradiſo l erreſtre, e come teſtimoniano i Portugheſi Nauiganti, naſce
i ferme, alle qua nell'Iſola Taprobana, S. queſto chiamato Agallogo,S hà virtù, come Dio
li biſogna l'A ſcoride lib. 1. cap.2 I. inſegna, di far buon fiato, di diſſeccare, e di fortificarlo
io e . - -

3 omaco, fian ſtomaco, mitigando il ſuo ardore. Gioua a dolori del lato, e del fegato,
co, fegato, e co
Ic .
alle budella,S alla diſſenteria, 8 è mcdicamento del core. Quanto alla ,
Auertimento ſcelta, che far ſe ne dee, il migliore è il macchiato, di più aguto odore,e »
O

nello ſceglierſi nell'aſſaggiarſi amaro, 8 aſtringente,S alquanto vario nel colore.


dell'Aloe.

A S P A L A T O.
priſcettro, 8.
Al palato ſono Si V E LLO, che Eriſcettro ſi legge appò gli Autori Herbarij
vna medeſima
coſa. I da Dioſcoride lib. 1. cap. 19. vien appellato Aſpalato, di cui
parti del corpo alcune coſe ne ſcriſſe Galeno lib.7. de facult.ſimpl. e che -
inferme, alle º
quali ſi da l'A hà virtù di riſcaldare, e di aſtringere, e perciò riſtringe il
ſpalato ventre, l'MNe l ventre, e'l ributtar del ſangue. Gioua alle putredini & alle
e ſangue. fluſſioni. Naſce in Iſtro, Niſiro,nella Soria, e nell'Iſola di Rodi. Onde co
Quanti altri
giouanenti ap me più celebre Rodiano Aſpalato è nominato. -
porti l'Aſpalat,
Que egli naſca.
s A N D A L I. - -
--

A trè generi ſo. IV ſono i generi de Sandali,ma quei,che roſſeggiano,ſono


no ridutti per
trè diuerſi colo più vigoroſi, e più gagliardi, ben che altri vogliano; che ta
ri . Sandali. li ſiano i bianchi. Se di queſti la qualità ſaper voglia
mo, ſono eglino (come dice Auicenna lib.2. tract.2.c.658 )
62 º nel fine del ſecondo ſaprauenendo il ſecco nel ſecondo gra
do. Il Mattholi vuole, che de Sandali il primo luogo tengano que,che
I Sandali gialli hanno del giallo, il ſecondo i bianchi, è il terzo i roſſi; & egli dice ancora
ſono i migliore contra l'opinione degli Arabi, che i Sandali rinfreſcano nel terzo ordine e
nel ſecondo diſſeccano. Rallegrano,e fortificano il core,e però meſcolanſi,
Cordiali molto
ſono i sandali.
non pure ne medicamenti cordiali, ma in quelli, che ſono gioueuoli alle
Per chi non ſie i palpitationi del core. Tutti e trè i Sandali alle febri calde, 8 allo ſtoma
no buoni i San co infiammato ſi trouano eſſer contrarij. - - -
-

dal -

-
XILo
-- --- --- ----- ----

| TEELTETLETITI-i
X I L O B A L S A M O. -

º N Dioſcoridelib. 1. c.18. leggiamo, che il Legno del Xilo irtu del Xllo
Sº balſamo all'hora è ottimo, quando è freſco, e di ſottile ſar alſamo.

) mento, roſſegiante, e che ſembri odore d'opebalſamo. Hà ,è Maggior virtu


nel ſeme del
è, egli valeuole virtù, ma non quanta l'ha il ſuo ſeme. Gioua Balſamo.
Parti del corpo,
º S) e alle crudità, a torcimenti del ventre, & alle conuulſioni. à cui rimedia
Prouoca l'orina, 8 è contrario a ſerpenti, º ad altri velenoſi animali.
- - - - - -
-
il Xilobalſamo,
entre,e viſcica

Delle Herbe, che entrano nella Compoſitione


- - - - - - - -

Capitolo IV.
- è º ºr v ,
A B R O T A N O. *
º A l'Abrotano diuerſe parti delle noſtrali rupi,e pendici oc Abbondeuole è
p) cupate,e porge a ſuoi Herbari vicina opportunità di racco " dell'A
DrOtallo e
glierle, quantunque volte agli Spetiali fa d'huopo, come ,
che egli a molte infermità conferiſce, e ſpetialmente de , Varie infermi-l
4 Pi, S3 SA-S gli occhi e Fà egli naſcer la barba, oue è tarda, e reſtia .. . ri, alle quali
porge rimedioli
1Coſtringe il ſangue delle gengiue, riſolue le poſteme flemmatiche, e quelle i qlle dell' oc,
ſpetialmente, che a riſoluerſi ſono malageuoli. Fà per le ferite, e per le o no, della bar-i
vlcere, ma non per quelle, che ſon freſche, e nouelle. E di molto prò alle pa, e del sague,
te nerui, della
contuſioni de nerui,& alla ſciatica antica. Riſcalda la teſta, 8 indirimuo. eſta del perto,
iello ſtomaco,
ue la freddezza. E rimedio molto valeuale della ſtrettezza del petto, è : della viſcica .
difficultà del reſpirare. E finalmente herba pettorale, S ſtomacale, e fà 'abrotano ni
i contro le paſſioni dell'orina,contra i meſtruirattenuti, contra i mortiferive mica delle ſerpi
leni, e morſi delle ſerpi,e cótrail tremor delle febri. Fuggono dall'Abrotano E rimedio alle
le ſerpi ſteſſe, 8 rimedia egli alle piture degli ſcorpioni,e de fieri ragni per
punture de ra
2ni , e de
ſcorpioni.
º
proprio nome detti falangi, e riſolue i piccioli tumori. Veggaſi del Me
ldici il più,che ne dica Auicenna lib.2.tract.2.cap.69
- -
- -
- - -
-

- -

- - - - - - - - -- - - - - - - i so
i
A N A G A L L I D E - - - , e

vs ElfAnagalide, come inſegna Dioſcoridelib.2 c.1 63.due ſo Due ſpette ſono


no le ſpetie differenti nel fiore, l'wna, che l'ha cileſtro, 8 el dell'Anagallide!
la è femina,l'altra roſſigno,8 ella è maſchio. Trà le futi Parti del corpo
ci più toſto, che trà le herbe è annouerata. Plinio lib. 25. che cura l'anal
2 c. 13. e Galeno vogliono, che ambedue le Anagallidi gioui chio, igallide, oc .
- e pupille
no a leuar via la caliggine degli occhi, S è dilatar le pupil
le quando ſi ſiano riſtrette, 8 offuſcate. Han virtù di diſſeccare ſenza mor anagallide, e
morſo di galli
dacità alcuna; E perciò conſolidano le ferite, 8 giouano alle putredini. E ma ſono via mel.
|volgarmente detta l'Anagallide,morſo della Gallina. Legga chiunque più a coſa. I
di queſta herba voglia ſapere il libro, che Horto di Sanità è iſcritto, . . . - - 1 ,
-
l
-

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- º

S--Ave
m
- - - - - - --
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- i – Dell'Elixir Vitae ri

-
- ! i -
s

- -
-

Q V I L I N A.
arti del corpo L. Trago,8 il Lobellio ſcriſſero con più vera eſperienza del
nferme, a cui
conutene l'A l'Aquilina, e ciò è, che ella vale contra le oppilationi del fe
uilina, fegato,
cle, petto, e
º gato, e' trabocco del fele, e degli Arcati, oltterici, che
ſangue. dir vogliamo. Gioua ſecondo Dioſcoride lib,2 c.171.a'do
3, i lori del petto, raſſetta la toſſe, è di molto prò a fegatoſi, 3:
Qual ſia la qua allo ſputo del ſangue. Secondo Galeno ha virtù aſterſiua, & inciſiua; e
ita dell'Aquili
Da però buona a togliervia i groſſi humori. Conforta anche i membri, aiuta
contra i groſſi ad eſpurgare il petto, e per chiunque la voglia ageuolmente ritrouare: hà
ſhumori e l'A
quilina. ella con la Celidonia non poco ſomiglianza.

A R T E M I s I A
Lode dell'Arte
miſia.
t º OL TO hauremmo da apportare intorno alle virtù, che i
-

º ſperimentate ſi ſono della nobile e bella Artemiſia che non


Qualità dell'Asl men nella foglia, che ne fiori dimoſtra la ſua bellezza : Ma
temiſia, Nº, contentiamei hora di quel che di lei Dioſcoride, è Apuleo
e 5SS ne ſcriſſero. Dioſcoride lib. 3. c. 1 15.dice, che l'Artemiſa
Magica virtu hà cualità riſcaldatiua, inciſiua, & aperitiua,il che vien anche da Galeno
dell'Artemiſia.
l
de ſimpl.medicam.raffermato. - -

Apuleo devirtut.herb.vuole,che l'Artemiſia portata in mano da cu lie;


vieta il faſcino viandante (il che par, ch'attribuirſi poſſa a troppo mirabil magia) ſe egli ſe
fi
parti delcorpo,
a cui gloua
-
ne anderà a piè, nó ſentirà la ſtanchezza che l lungo camino apportar fuo
le. E ella (ſecondo il medeſimo Autore nel medeſimo luogo)non poco da
vetre,budella,e li energumini, è ſpiritati, che noi diciamo, abborrita, 8 isfuggita & è pur
matriCc . ella contra i faſcini. I giouamenti, che arreca alle parti del corpo inferme
Due ſpetie ſono ſono molti,e diu ei ſi, & in iſpecialtà gioua a dolori delle budella, è del mal
d'eſſa.
Tempo, che in della matrice e del matrone . Dell'Artemiſia due ſono le ſperie; l'vna, che
" a coglier Tragante, e l'altra,che Leptafillo viennominata. Auertirſi dee che il miº
2. - -

glior tempo, quando ſi ha da cogliere, e qual'hora ſtà col ſuo fiore, è col
| ſuo ſeme. - - - - - i

A S P L E N O.
(Ceterac, vece E L Ceterac, così dagli Arabi nomato, è vna ſteſſa coſa con
Arabica, Scolo- è l'Aſpleno, herba che non altroue ſi ritroua, ſe non negli
pendria, & a aſpri, e ſaſſoſi luoghi molto differente,e diuerſa dalle altre º
fpleno ſono vna
medeſima coſa, e herbe, perciocchè non hà ella nè fuſto, nè fiori,nè ſeme. Al
& herba dorata º N/ º cuni ſentono, che ſia la medeſima con la Scolopendria, che
ettando - -

Que ſi troui a altri herba dorata chiamano; Quanto a giouamenti, che ella fà. Aiuta a
| coglier il Cete
TaC ,
marauiglia il fluſſo ſeminale in qualunque morbo malinconico, e partico
Virtu, e qualità larmente al mal della libidine. Rompe la pietra, e ſminuiſce la milza, per
dell'Apleno. , quel che ne inſegna Galeno lib. 6.de facult. ſimpl. Hà non sò che di ſuper
ſione quel che Dioſcoride lib. 3. c. 145. di eſſo l'Aſpleno ne racconta-,
-
C1OC ,
-
-- - - - - --------- - - - - -- -
--

- -- TETTETTTTTTT |
cioè Ff divenire affatto ſterile le donne onde a donna che non fà de - Apporta ordi
ſterilita alle dò
figliuoli per prouerbio ſi ſuol dire,hà mangiato dell'Aſpleno. ne è l'Aſpieno.
Prouerbio che
vien dall'Aipl.
-
O R E
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. . . ie - d Orſo . -
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-

a . - - i - v

Varie appelle
pz'ORECCHIA dell'Orſo communemente nelle Spetierie e tioni dell'Orec
º nelle Herbarie con voce latina, Auricula Vrſi appellata, è chia dell'Orſo.
- celebre in molti luoghi della noſtra Italia, e ſpecialmente, Luoghi d'Ita
la, oue abboda
, conforme feriue l'Anguillara parere 14 intorno a femplici l'orecchia del
l'orſo i
la rottura nel Monte Baldo di Verona, e nel Monte Summan di Vicen - - - - - - - a
E per le rotture
za. Di queſta,oue del Simfito fa mentione Dioſcoride lib.4 c. i 1.a pieno intettinali .
ragiona il Matthioli. Fà marauiglioſi effetti di ſalute nelle rotture inteſti Sanicula anche
ſi chiama l'orec
nali. E nominata parimente Sanicula,8 queſto per hora detto di lei paia
- - -
chia dell'orto
ci baſtante. - - - -
-,- - -
º -- - - - - - -

- li --
-

E O N due altri nomi vien da Dioſcoride fib 3 cap.7, nomi Ceſtro, e Pſico.
3 nata la Bettonica, cioè di Ceſtro, 8 di Pſicotrofo, e di trofo nomi gre
ce egli, che ella vale contra ogni genere di veleno, e contra ci, conuergono
alla Bettonica
tutti i difetti delle viſcere, e gioua a gli ſtrumenti vitali, 8 a Virtù della Bet
'omica. “ “
prouocare il vomito pituitoſo, alla matrice, a mali della go parti del corpo,
- la, a fare orinare,S allegerire di nociui eſcrementi il corpo, a cui è ſaluteurs
è contro al mal caduco. E buona a darſi a forſennati, come l'ellebbero, S. e la Bettonic
viſcere, matri
a quei, che hanno mal di fegato,ò che patono di milza. Concorre ella va ce,gola,viſcica,
leuolmente al concocimento del cibbo,8 a togliere gli acetoſirutti; Dar etta, fegato, mili
ſi ſuole a chi ſputa il ſangue, a chi ha la ſciatica, 8 a chi ſente dolor nella , rza, ſtomaco, ai
gue, ventre, e - i
viſcica;E ottimo rimedio per l'idropiſia, e per far tornare la purgatione alle
|
petto.
Vale alla tiſi i
l
donne. Vaglianſi di lei i thiſici, e che ſputano marcito ſangue dal petto. nezza la Betto
Serbanſi, come vſuali nelle Spetiarie ſecche le frondi della Bettonica, la . n Ca - ,
quale è migliore quando ne luoghi freddi, e ventoſi, ( come ſono quei de Sono in vſo ſecl
he le frodi del
Monti) è raccolta -. - . . . . -
la Bettonica -

C A L A M E N T O. i l - - --
- - - -
- - -
n

Arauiglioſa forza moſtrò ſempre il Calamento, che non men Qualità del Ca
la nento molto i
è aguto nel ſapore, e nell'odore, che grato Pulegio nel di ſimile a quella
ſcacciare la mortifera qualità dei veleni delle ſerpi,ò d'altri tel puleggio:
valeuole è iCal,
velenoſi animali, che per la loro ſouerchia freddezza il ca. lamento "i -

Sò6 2.A lor naturale ſuffogano. E valeuole(ſecondo Dioſcoride hb. ogni genere
"il cºrpºl
3. cap. 35.) nel purgar il meſtruo. Hà virtù di imbiancare le cicatricine. Parti
re. Vccide i vermini, ch'eſſer ſogliono dentro le orecchia. E come, che infºrme aiutate i
queſt'herba è di qualità diſcutiente inciſiua, e diſſeccatiua, inuigoriſce il dal Calamento
teſta, inteſtina, i
calor naturale, 8 a molti mali arreca rimedio. Chiamaſi da noſtri Contadi le orecchia. l
Lode del Diacal
ni Nepeta, è Nepetella. Faſſi nelle Spetierie il famoſo Diacalamento a [lamento.
molte infermità fredde opportuno. - - -
- - - -- - - -
- - - -

- - - -
º CAPEL –
- -

-
-
- - - e'
- 68 DelT Elixir Vitae ,

o l . . . . . i 2 ). rif , - ii o º
-
i - Co A P E L ' . il
e n - iº ,
i
-

b ti - Venere.
, i l
Adianto, Calli 'ADIANTO di Dioſcoride nel lib.4 c. 118.col Capel Vener
tricon, & Poli
per dir con l'Anguillara, ſono vna medeſima coſa. Hà qua
tricon col Ca.
pel Venere ſo.
no vma medeſi
ma cofa. ,
- ; V
lità diſſeccatiua,riſolutiua, concottiua e come tale matura -
le ſcrofole,e ſe poſteme, e rompe le pietre. Di eſſo ce ne va
Qualità, e virtù
del Capel vene
lº Fº gliamo per mondificare il petto, 8 il polmone da groſſi e vi
fe - , , , , ,
ſcoſihumori, e per riſtagnare il fluſſo del corpo. E chiamato Calitricon,
fºrti del corpo, & Politticon ſempre egi nell'Eſtate verdeggia, nel verno non marciſce,º.
ºche prendeno oltre le altre ſue virtù, fa ritornare (come da Plinio habbiamo) i capelli al
rimedio dal ca
pelvenere, go capo,oue ſiano per infermità caduti i - - - - - - -
- -- - -- - -

Ma, viſcica, pet . . . . O


- - -

to, e polmone.
Al fluſſo del cor C A R D o s A N T o.
po ſi dà il capel
oN " il Cardo ſanto, Gardo benedetto nomina; Ap
-

"
Il Cardoſanto, preſſo Teofraſto è la ſeconda ſpetie dell'Attratile, o vero
Cardo benedet N S3 Cnico ſeluatico, così parla l'Anguillara parere 8. intorno a
zi ſemplici ma l'Attratile dice Dioſcoride lib.3 c.95 è vna ſpi
ºi i ſimile al Cnico, ma che ha le foglie più lunghe nella
cima. La radice di queſt herba) come lo ſteſſo Dioſcoride nel medeſi
mo luogo afferma)è affatto inutile, e codarda. Laſciaſi a credere a chi far
ne voglia eſperienza, ſe queſt'herba tenuta in mano da chi è percoſſo, e
baſtonato non ſenta egli dolore, e che laſciandola lo ſenta. Vale ella .
contra morbi contagioſi, e peſtiferi, ſe ne vale di lei chi ſente affanni nel
ºl cuore,chi tiene offeſo il fegato,ò le viſcere.

- e
C H E L I D O N I A.
Contra il pare - I S Sºs I PREND E il Matthioli alcuni Alchimiſti, che habbial
tre del Matthio
li nell'Ethimo PiS), i no chiamata queſt herba Celidonium, quaſi dono del Cielo, i
log della Celi SS2 e non più toſto col ſuo natio nome Chelidonia, che vuol di
donia.
º re Hirundinaria, cioè amica delle Rondini,perciocchè di eſ.
i ſa ſi vagliono qual'hora ciechi, è loſchi nel nido veggano i .
Virtù della Ce. i lor rondinini, ma il Matthioli non hà ragione, perchè cotal nome me
lidonia . . .
rita così fatta herba, contenendo ella sì pregiate, e ſingulari virtù, che ce
Parti del corpo,
che ſono medi leſtiali più toſto, che terreſtri ſono, e ſpecialméte a marauiglia ella agli oc
cate con la celi. chi infermi giouando, come ſpecialmente in Dioſcoride leggiamo. Cauaſi
denti, ventre, e il ſugo della Celidonia tanto dalle frondi, quanto da fuſti, e dalle radici
matrice, nel principio dell'eſtate, e ſeccaſinel freſco, e fanſene paſtelli. Conferiſce
Per le ferite s'a la ſua radice al trabocco del feſe medica le vlcere ſerpiginoſe, toglie il do
dopera la celid.
Particolar medi lor de denti, diſſecca il fluſſo de meſtrui,racqueta i dolori del ventre, e del
camento degli la matrice.e leE cicatrici
rimedio delle
occhi è la º inuoletti, degliferite,
occhi.e molto opportuna aleuare i fiocchi, e
r - - - -- - - - - - - - - - -

TH – CER - l
f=TTETTETTE - 69 -

C E, R I F O G L I O
Il Cerifoglio
i N
- - - - - -

EL Cerifoglio alcune coſe leggiamo in Plinio lib. 19. c. 8.


- -

Pederota
Apuleo è chia
da -

oltre a quel che ninſegna il Matthioli nel Gingidio di Dio mato ,

V - 2e
i ſcoridelib.2.c.126. e con altra voce appellata queſt'herba .
Pederota. Come da Apuleo vien punto alquanto dal Mat
ຠthioli Plinio, come che egli il vero non dica, dicendo, che il
Matthioli ripre
de Plinio intor
no al cerifoglio
Parti del corpo,
Cerifoglio è così aguto, & ardente che abbruci come il fuogo. Plinio ciò alle quali è buo
no il cerifoglio
per amplification diſſe ma non che il vero ſia così: ma io del Cerifoglio ne ſtomaco, fega
è di tale agutezza,e fortezza aſſagiato,che mi ha in ciò paruto el Naſtur to,e viſcere.

ze,e'i Senape ſuperare. E di aromatica,e diuretica virtù; aſſottiglia la ri


pienezza degli humori del corpo,euacuandoli. Gioua allo ſtomaco,al fe
gato,8 alle viſcere - . - - - -

C H A M E D R I.
- - - - - - - - - - -.

Linodri, Chame
L Linodri, 3 il Chamedpi, (come in Dioſcoride lib.3.c.1 oo. dri, e Cerque
legiamo,) con la Cerquegniola, che communemente vien . gnola ſono vina
teſſa coſa.
dagli Herbari detta, non ſono diuerſe in altro ſaluo, che o per partorirpre
- nel nome, ma facciamo via più note con la noſtra penna le ſto adoperan le
donne il chame
iSl e º di lei virtù. Agcuola il Chamedri il parto alle donne. Hà dri .
forza di purgare le piaghe antiche. Hà virtù contra i mali degli occhi,to Parti delcorpo,
gliendo da loro in iſpecialtà qualunque caliginoſa, e foſca materia. E co che ſi vagliono
del rimedio del
me, che hà natura riſcaldatiua aſterſua,8 inciſiua,reſiſte a veleni delle - chamedri oc.
ſerpi,e ſecondo Dioſcoride,apporta giouamento al polmone, 8 alla milza. chio, polmone,
- milza -

C o D A C A v A L L O. Aſprella & Eq.


HIAMA l'Anguillara parere 3. queſta herba communal ſetto, & Hippu
ri conuengono
mente Codacauallo, detta con nome di Aſprella, e di Equi al nome di Co
ſetto,perciocchè così vien da Dioſcoride lib.4. c.38. nomi dacauallo.
Qualità della ,
\ . nata, ma egli con voce greca Hippuris.Scriue Galeno lib.6. codacauallo.
3 NN SI de facult. ſimplc.6. che queſta herba hà virtù coſtrettiua,e parti del corpo,
perciò valoroſamente diſſecca, e ſenza mordacità alcuna. Riſalda le feri alle quali ap:
porta giouamé.
te, e gioua loro grandemente ancor che vi foſſe taglio di nerui. Aiuta a to la codacaual.
guarire le vlcere inteſtinali. Rimedia al vomito; allo ſputo del ſangue , nerui, inteſtini,
& a fluſſi delle donne, 8 maſſime a rutti, ſe ne vagliono con molta vtilità ſangue, e naſo.
Groueuole alla
di queſt'herba i diſſenterici, e quei che vogliono riſtagnare il ſangue che i diſſenteria è lal
codacauallo
troppo licentioſamente ſcorre dal naſo. E gioueuole a molte altre paſſioni Marauiglioſa
de corpo. Vno Spoſitore di Dioſcoride accenna, che tocco ſolamente da virtu hà nel rat-l
queſt'herba il naſo rattiene in vntratto tutto quel ſangue, che con ſouer tener il fluſſo
del ſangue, che
chia licenza indi diſtilli, è piouail che vien da Plinio lib.; 6. cap. 15 raffer vien dal naſo.
mato, il quale chiama queſta medeſima herba hor Ephedron, hor Anaba Come la chia-li
mi Plinio -
ſi, & le dà molte virtù, e ſpecialmente di ſanar la toſſe inuecchiata, ma è Con la codaca
d'auertire che delle Hippuri due ſono le ſpetie delle quali vna è la più pic uallo, ſecondo
cola,& è chiamata propriamente Coda di Gatta, la prima, che è maggiore plinio ſi toglie
la toſſe inuec--
Caucon è detta da Plinio, 8 queſta nella radice ſi conoſce, che è gialla. chiata.
I– - - - - -- - - - C VSC V
- - -
-- - - - - - -
------ - - - -

z-ETEEvi - -- - -
--
- - - -- - -

º
i-- 4 - - – -
C V S C V T A.
si
O M F che la Cuſcuta intorno al Lino auolta ſi ritroua . &
Perche poda indi raccoglieſi Podagra lin, è chiamata. Plinio lib. 16.c.vl
gralini ſia chia
i" la cuſcuta, timole da nome di Cadita,ò Caſſita. Il Matthioli lib. 4. c.
cadita, e caſſita, 179. con l'autorità di più graui Medici inſegna hauer la Cu
l
parti del corpo,
Si ſcuta virtù aſterſiua, e confortatiua convna certa ſtiticità.
a cui è valeuo Apre le oppilationi del fegato, e della milza, rende pure,e monde le vene,
le, fegato, mil ei ſangue degli humori, così colerici, come flemmatici pronoca l'orina,ri
za,ſangue, viſci,
ca, fele. media al trabocco del fele da oppilatione di fegato cagionato; gioua alle
febri fanciulleſche, 8 purga per le parti di ſotto la fauabile, è colera roſſa
che diciamo. - - - - -- -- -

DITTAM o CRETENSE,
-
a
--

i
- - ò vero Candioto. -
-
-
-

: "Rſg 3 O TO è etiandio a queſte noſtrali parti il Dittamo, che


L'Iſola di cidia
abbondantiſſi
ma de Dittamo.
i;N iº con
r-
ſingular
dia. Ne i fioricopia
moltoper tutto quaſi alnaſce
è ſomigliante nell'Iſola
noſtro Origano.di Can
Non
Ne i fiori è ſimi
le il Dittamo al ſa; r poche ſappiamo le virtù,che del Dittamo ſono,da Dioſcoride
l'origano. è Ais lib.3.c.32.e da Apuleo lib.de virt.herb.apportate. Dioſcori
parti del corpo de dice, che vale côtro al veleno del morſo di gatto arrabiato e che vaglia |
curate dal ditta
mo ventre, teni,
per antidoto contro i morſi de ſerpenti. Apuleo ſcriue, che fà partorire
teſta, e ceruello ia creatura morta ſenza periculo della madre, e che ſana valentemente cia
Balſamatiua, e
conſeruatIuavir ſcheduna ferita, è percoſſa con ferro,ò con legno fatta, e che gioua alle vl
tu tien il ditta
mo,
cere antiche, e che ha virtù ctiandio balſamatiua e conſeruatiua. Hà gran
Vccide i vermi. forza d'wccidere i vermini del corpo, e di cacciarle pietre delle reni, 8 è
mi del corpo. medicamento degli epilettici, 8 di quei, che patono nel ceruello.
E P I T I M O.
Ethimologia E PITI M O così detto, perche egli naſce ſopra il Timo:|
dell'Epitimo. quel che noi ſopra i Greci Epi dicono, e così diſſimil voce
2 habbiamo l'Epitimbra, che sù la Timbra ſi troua. Dice »
Virtu dell'Epiti
ºrno » ºi il noſtro peritiſſimo Meſue, che iſt'herba ſcioglie l'humore
malinconico con ageuolezza più di qualunque altro medi
parti del corpo, camento. Vale nell'infermità della teſta, come mal cadu
che riceueno
conforto, e ri co,vertigini, vale a dolori antichi da humori malinconici cagionati,vale al
medio dall'Epi tremor del core; vale alle ſincope, 8 alle malatie malinconiche. Con ſa
timoteſta, core, | luteuole effetto medica le oppilationi,8 altri difetti della milza, e delle re
milza, reni, e
matrice. ni,e della matrice. E per lo cancro per la lepra, per le vlcere,che procede
E di diſſeccati no dall'atrabile, e per la quartana medeſimamente. Attribuiſce Galeno
ua, e riſcaldati lib.6. c. 7. de li all'Epitimo la medeſima virtù, che ha il Thimo,
ua virtu. ma in ogni coſa è più valoroſo, diſſecca, e riſcalda, e per le parti di ſotto
-

l purga la flemma, e la malinconia, 8 è gioueuole ſpecialmente a que", che


Per
Di Fra Donato Eremita L
per lo ſtato ſi lagnano, 8 cercano rimedio. Dell'Epitimo leggaſi vnli
fbretto fatto da Giouan Fabro, il quale contra Scaligero molte coſe ſcriſſe
li quella dottrina, che da perſona dottiſſima aſpettarſi potea.
E V F R. A -G I A.

OPRA il Capo del Cinquefoglio di Dioſcoride lib. 4. c. Qualità dell'Eu


44. ragionando il Matthioli eſce à dire alcune coſe dell'Eu tragia.
fragia, e dice ch'ella hà virtù aſterſiua, inciſiua,e riſcaldati Quali parti del
è ua;il che confirma Geronimo Trago, e che apporti chiarezza corpo aiuti l'
alla viſta. Queſt'herba con vna delle foglie è ſimile a quel Euf agia, oc
chio, amilza, pol
- e
i la del Cece, vn'altra ſpecie ſi ritroua ſomigliante la Triſſa unone, e cele
gine, e moſtra non poca ſomiglianza col Teuerio ſcritto da Dioſcoride, bro.

che è frutice aſſai maggiore del vulgar Chamedri. Diminuiſce l'Eufragia A qualſemplice
la groſſezza della milza, gioua allatoſſe, 8 al polmone, e di non pocovile ſi roſſomigli l'
al celebro, e'l rimanent e che di lei ſe ne ſappia, ne vien dal dottiſſimo Ar Eufraga -
naldo dimoſtrato.
-- ---- : - --

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L
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E N T
- - -
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C
-
O. - - -

-
- - -

? E G NO di hauer quì luogo, e di qualunque maggior lau [.aude del Len


tè de è il Lentiſce. Hà queſta vtil pianta due proprie, 8 eſe iſco. -

i
principali qualità: l'Vna è di produrre certa ragia, la quale parte non è nel
chiamaſi Lentiſcina, che per vari medicamenti viene ado lentiſco, che a
za perata: L'altra è, che non vi è coſa in lei, che buona non . medicamento
|ſia. Di qualità, come tutti conuengono, è coſtrettiua. Del frutto di que non venga.

|ſto futice cauaſene olio, come cauar ſi ſuole dalle oliue,& in molti luoghi Qualità del len
d'Italia, S in queſto regno in ſpecialtà è egli in vſo, & hà,come dice Dio
r1 CO , |
ſcoride lib. 1. c.72. di coſtringere parimente. E di gran giouamento il len Parti delcorpo,
che riceuono ri
tiſco a denti, è fieuoli,ò ſmoſſi,ò guaſti,8 alle gengiue rotte,e cancherite, medio dal lenti
& ſappiaſi, che quel che può col ſuo coſtringere è tanto nelle radici, quan ſco, denti, fan
to ne rami, ne germogli, nelle frondi,nel furto e nella corteccia. E gio gue, e matrice.
Con l'hipocitti
l
ueuole il lentiſco agli ſputi del ſangue, e del meſtruo, & alle relaſſatloni de è molto con

ſdel ſedere, 8 alla matrice. Molta conformità hà egli con l'hipociſtide. forme illétiſco.

F O L. L I C O L I
della Sena, -

OLTO potremmo noi dire delle molte virtù, che tengono Copioſe, e mi
rabili virtu del
M i follicoli della Sena, e ciò con l'autorità di molti, e princi la Sena .
ali Medici: ma vſiamo quì anche la ſolita noſtra breuità. Parti delcorpo,
" Serapione dicono, che queſt'herba,ò frutice,che , delle quali è
medicaméto la
Sòºi A ella ſi ſia,ſcioglie la malinconia,e la colera aduſta,purifica il ſena, ceruello,
core, fegato,mil
ceruello, rallegra il core, rinfreſca il fegato, alleggeriſce la milza, conforta lza, ſentimenta,
le ſentimenta, è di aſſai prò al polmone,apre le oppilationi delle viſcere , polmone,vice
mantiene in giouentù l'huomo, aguzza il vedere, e l'vdire. Coſa n on è, re, occhio, e a
-
– – orecchia.
che -
- - - -- - -- - - -- - -
--- -
sa -

- – - -rrº
º z, T Dell'Elisir Vita
iper diſacciare che migliore medicina ſia per l'infermità malinconiche, e tarde a ſanarſi,
ille infermità ma
'inconic è mol quanto è la Sena. Scriſſe inoltre Serapione, che eſſa la Sena impediſce il
to valeuole la delirio tanto ne ſegni, quanto nella fasella, e che arreca giouamento a pa
ſena.
ralitici, 8 a gli vlceroſi, e puſtoloſi & a Lunatici,e principalmente è ella ,
confortatiuo medicamento del meſto,S affannato core.

-
-
- -- -
-
-
-

-
... . F R A G A R ) I .A. - - - -

varie virtuoſe º A gran copia, che ſi ha quì nelle noſtre parti delle Fragole,
qualità della iº che la loro herba fragaria detta ne porge nella maggior par
º agaria.
n.

abbondeuole e
i" dell'Eſtate, ne fa meno ſtimare il pregio, che di eſſe tener
, ſi,dourebbe. Tiene ella virtù di conſolidarle ferite, e le
iella fragºria –
2 à che altra lº si è vlcere, di riſtagnare il ſangue,i meſtrui,e i fluſſi del corpo, di
arte ſi vede la eccitare l'orina, di conferire alla milza, di rimediare all'infiammagioni de
vicinanza di Na
politani Villagi fegatoſi, di nettare le reni, e la viſcica, di chiarificar gli occhi, a quali più di
parti del corpo, qualunque altra herba ama di giouare, così col ſuo vino, come con la ſua
he ſi vagliono
della fragaria acqua. Mangiato anche il frutto della fragaria è loro di gran giouaméto.
i angue,viſcica, Due ſono le ſue ſpetie,l'hortenſe,e la ſeluarica, che ne monti, e nelle colli
i milza,fegato re ne eſſer ſi troua : niuno luogo d'Italia più abbondeuole ſi vede di queſta sì
i mi, e occhio.
buona,sì vtile,8 sì honorata pianta, quanto i Napolitani contadi.
F v
. M
M A R
- I, A.

ºarti del corpo O N laſciò Dioſcoride lib,4. c.1 12. ne Galeno lib.11.de fa
i medicate dalla cult.ſimpl. di baſteuolmente dirne della Fumaria, amendue
|Fumaria, fega vogliono, che ella purghi per orina labile, e che riſtori il fe
ºlto, ſtomaco, e
tangue. gato, e lo ſtomaco, e che perciò purifichi il ſangue. Legaſi
Plinio lib.25.cap.13. intorno a quel che di queſt'herbane o
Due ſon le ſpe - ſcriſſe, della quale due dice eſſere le ſpetie: l'vna che naſce
tie della Fuma
Ira, è Fumo di nelle mura, c nelle ſiepi, 8 nominaſi da altri piedi di Gallina: e l'altra, che
terra. hà le frondi ſimile al Coriandro di ceneritio colore, e con fior purpureo, e
Oue ſi colga la communemente detta fumo di terra, e coglieſi in luoghi colti, e nei campi
- -

fumaria • , dentro i ſeminati, ma per lo più nell'incolte pareti. - -

H E L I C R I S I O. - - - - - - -

- - -
- - - - - -

Deſcrittion del N4 O N men vago a vedere che vtile nell'adoperarſi dato ne


l'Helicriſio. $ vien l'Helicriſio, è Criſantemo, è vero Amaranto detto,eſ
Virtù nell'infer ſendo egli ſimile nelle frondi all'Abrotano, e facendo il fiore
me parti del
corpo, dell'He
"
con ombrella di color giallo,la quale tocca da 1aggi del So
licriſio, nel ſan Xl e 5 S le, come ſe d'oro foſſe,riſplende.Coronauanſi dell'Helicriſio
gue, nello ſto gli Iddij anticamente. Hà virtù, come dice Dioſcoride lib 4 c.59 inciſiua,
maco, e nella
viſcica. e diſſeccatiua. Prouoca la ſua chioma i meſtrui. Può, ſecondo il credere
D'Elicriſio le ,
corone a loro
d'alcuni, disfare il ſangue congelato non pur nello ſtomaco, ma nella viſci
Iddij faceano
ca ancora. Hàfacultà così conſeruatiua, che mettendoſi nelle veſtimen
gli antichi, ta per lungo tempo dalle tignuole le guarda,c conſerua. - - - :
tt

- - - - - - EPA
m

Di Fra Donato Eremita LISTTTT. 73


-

E P A T I C A. i
-
-

E con la ſua Ethimologia noi riguardiamo l'Epatica , è ella Perche così va


- - º “S) così detta, perche à tutte l'infiammagioni del fegato è prin lga detta l'Epa
º
è cipal rimedio, che Epare,ò Epate da Latini è chiamato; on fica -

de da alcuni è ella appellata Fegataria,e dagli Spagnoli Fe principal rime


dio del fegato,
gadella. Chiamanlai Greci Lichien. Quanto alle ſue vir è l'Epatica.
tù (per quel che communemente i primi profeſſori della Medicina ne ſcriſ Onde di fegata
ſero ) ſono molte, ma quelle poche noi rapporteremo, che da Plinio lib.2. ria ne riporta il
ſmOmc .
lc.4.da Dioſcoride lib.4.c.43. e da Galeno de facult.ſimpl.ne végono acce Come da Gre
ci ſia chiamata
ilnate. Può l'Epatica contra tutte le febria marauiglia,e ſpecialmente febri la fegataria.
ardenti, come con la ſua frigidità a quelle del tutto contraria. Cura ella Molte ſono le
le volatiche, come che da calda cagione prouengano. E ella valeuole rime virtù della fega
tarla . -
dio della lepra. Adoperata nelle ferite, e nelle vlcere, e nelle poſteme, è Parti del corpo,
di molto valore, e raſciutta il fluſſo del ſangue; & è medicamento etian che curate ſo
dio del trabocco del fele ». - - - no p l'epatica,
- li sague,il fele.

H I v A A R T E T I C A.
-
ò Camepitio. -

O N Dioſcoride lib. de venenatisbeſtiis ſiamo nel dir, ma , Surato dal Ca.


breuem&te,del Camepitio. E egli molto valeuole per quei, mepitio viene
l tangue.
che ſono ſtati morſi dalle tarantole,ò che habbian preſo l'A
conito, e ſecòdo Plinio,vale contra gli ſcorpioni, 8 a riſcio Sontra gli ſcor
pioni è il Cas
gliere il ſangue ſpiſſato, e Nicandro diſſe contro al veleno mepitio. -

della Salamandra. E chiamata l'Hiua, Aiuga,Igonia etian E contra il vele


lo delle Sala,
dio, e Siderite, e come Dioſcoridelib.de venat. beſtijs ne inſegna, è gioue mandre.
luole alle ferite ſaldandole,e purgandole valentemente;& eſſi così più volte come egligio
per eſperienza vero ritrouato. Laſcio i"
di dire, che due ſono le ſpetie ui alle ferite.
dell'Hiua. L'vna artetica, e l'altra muſcata ha ſuo vulgar nome » . -
- - - - -

H I s O P O M O N TAN O.
5) IVERSAMENTE vien diſcritto da Dioſcoride, dal Lobellio, Diſcrittione ,
dell' Hiſopo
dal Codice Ceſareo, e dall'Anguillara l'Hiſopo Montano. Montano ſecon:
Le parole dell'Anguillara parere 12.ſop.i sépl. piacemi rap do l'Anguillara
portare. ll vero Hiſopo, dice egli,non è altro, che quella ſor
te d'origano più bianco, che ſi porta da Candia,e dalle Ci
cladi, hoggi dette l'Iſole Crocciolare] oue contra del Turco s'hebbe ſotto
il General Impero in mare del Signor Don Giouan d'Auſtria quella sì cele
bre, e sì famoſa Vittoria] le cui foglie ſomigliano l'origano, ma di ſapore , Qualità, evir
più agro, e più odorato del medeſimo origano, Secondo Dioſcoride lib. ºdell'Hiſopo.
3. c.27. incide, aſſottiglia,apre,aſterge,mondifica, è veile al mal caduco. Si Parti del corpo,
adopera, per la dottrina di Meſue, per iſcioglier la flemma, e la malinco alle quali è me
dicamento l'hi
nia. Dell'Hiſopo diſſe Auicenna lib. 2. tract. 2. cap. 21. ch'è di natura , ſopo montano,
caldo, c ſecco in terzo grado, 8 è ſottile come l'origano. Trouò egli in teſta,déti, orec
queſt'herba virtù di far ritornare il buon colore nel volto, di riſoluere , chia, petto, e 4
milza.
O le
T - -- - . - - - - - - - Tra m
i Dell'Elixir Vitae l
74
le indurate poſteme,diracquetare il dolor de denti,e di rimediare alla ſor
dità, S alla toſſe vecchia, & alla ſoffogatione interna, così parimente alla .
groſſezza della milza,S alla noia, e danno, che ne fanno i vermini.

L A V A N D A.
A qual herba ſi - OLT O di conformità, e di ſomiglianza tiene l'herba La
raſſomigli la , uanda con lo Spico Nardo noſtrale, ma non è di così vale
Lauanda. uole virtù . . . - -

Parti del corpo, º L'Anguillara la fà ſimile al Roſmarino Coronario, 8 il Mat


ſche pigliano ri ru thioli lib. I.c.7 dice, che ella gioua a tutti mali del celabro,
medio da lei,te
l ſta, celebro, ſto che da fredde cagioni naſcono. Vale contra l'epopleſſia, e conuulſioni;
| maco, fegato, Gicua allo ſtomaco, al fegato, e alla milza: Rende la perduta fauella, S.
milzare lingua odorata al mancamento del fiato, e della reſpiratione dà valente rimedio.
l -
- - -

Varie qualità
del Lupolo. =5; ANTO i fiori, quanto i follicoli, e' ſeme, e le radici del
2 º Lupolo vengono adoperate con molto ſaluteuole "
Parti delcorpo,
che guariſconfi
col lupolo, ſan
º mento, come che tutte queſte coſe ſcaldano, aprono, diſſec.
cano, mondificano,e purgano. le cime ſcaldano, e diſſecca
gue, fegato, ven - no, poco nondimeno cotte,mondificano il ſangue,mollifica
ºltre, viſcica, e
cute. - no il coi po, aprono le oppilationi. Gioua il Lupolo agli auuclenati, a le
Gioua à gli au proſi,& ad altri ſimili mali,3 a quei in iſpecialta, che da sfrenata e diſordi
uelenati, 8 le
proſi. nata libidine, e da peſtilente meſcolamento di Venere naſcer ſogliono, 8
E contra la li ad altre vlcerationi, che infettano la cute, 8 l'eſtreme parti del corpo. E
bidine.
A tumori della eſpediente à tutte febri lunghe, che vengono dalle oppilationi del fegato,
natura delle dò è particolar nemico de vermini, 8 hà non poca vitu di richiamar fuora i
ne apporta gro
uamento,
méſtrui, & l'orina. S'applica valentemente a gonfiamenti è tumori della
E medicamero natura delle donne. Secondo Meſue ſcioglie la fauabile,ò colera gialla ,
della fauabile, che diciamo. -

M A I O R A N A,
ò vero Perſa.
Lode della , Si V A N TO più della Maiorana ſi diceſſe, tanto meno dir
Maiorana. i N ſe ne parrebbe.tante,e sì varie ſono le virtuoſe qualità,ch'el
- la contiene. Calda da tutti, 8 aromatica è ſtimata, ma la più
perche Perſa ſia
- chiamata. calda, 8 aromatica nella Perſia ſi ritroua, per lo che han ra
biNS: & gione quei di Toſcana di nomarla Perſa. Secondo il Lo
Parti del corpo bellio è molto amica del capo, del celebro, del core, e del ventricolo. Gio
il riſtorate da
eſſa, teſta, cele ua à tutti difetti freddi della teſta, e denerui, & al mancamento dell'Vdire.
bro,core,ventri Prouoca lo ſternuto, che molto fa per allegerir la teſta, e per togliere il ca
colo,nerui, orec
chia, e occhio.
tarro, apporta non picciolo giouamento, come dice Dioſcoride lib.3.c.4.a'
Letargici, cioè a quei, che da profondo ſonno ingombrati ſono, è a quei,
c'hanno gli occhi infiammati. E molto cordiale, e ſpiritoſa, e però i Greci
Sampſico la chiamarono.
- - MA R R V
--
--- --- --- --- -
-

-
-

TEHFra Don Eremi LETTTI 75 ----

M A R R v B B i o
-
verde:
º ,
-

º i
. . l
-

. - - - -- -- -
» . . - T - -

H E due ſiano le ſperie del Marrubbio, cioè maſchio, e fe ſpetieſono le


del Mar
Due -

mina, Teofraſto hb.11.c.6.de Hiſt.Plantat.fà gli altri ce lo |rubbio.


teſtimonia e'l commune detto degli Spetiali ne lo'nſegna. iParti del corpo,
Viene in medicamento adoperato per gli ſtretti di petto, la prò delle qua
li s'adopera il
- per litiſici, e per gli aſinatici, e per gli flemmatici etiandio. Marrubbio, pet
Laſſi alle donne di parto, che non purgano nel lor meſe ne to, fegato, pol
mont, e miſ.
le ſecondine. Daffi à quelle che non poſſono partorire, concedeſi agli Rimedia alla ,l
auelenati, diſpenſaſi ne' morſi delle ſerpi. E medicina de fegatoſi,e de ſple d fficultà del
netici, e perchc due ſono le ſpetie, come di ſopra accennato habbiamo, parto. I
i prende da
cioè maſchio, e femma, è vero nero,e bianco. Il bianco, ſecondo Galeno li auuelenati i
lib.8 de facult ſimp purga il petto il polmone il fegato e la milza. Daſti à' il -

i
delle lergi.

N A ſteſſa coſa l'herba Matricaria con l'Amarella da Toſca


Diuerſi nomi
ni così chiamata: Hà ella appò Dioſcoride lib.3.c. 149. Par ;ella "I -
tenio il nome, che ſciolta queſta voce nell'Italiano linguag arti del corpo,
che hanno ſpe
gio ſi direbbe verginale. Adoperaſi contra tutte ventoſità rimentato le
Ss NV º dello ſtomaco, e delle budella,e per vecidere i vermini,ſimil virtu di eſſa
ricaria, ſtoma
" -

mente per prouocar l'orina, e le disfatte arenelle. Dicono che eſſa la Ma eo, budella,e
tricaria più d'huomini, che di donne ſia medicamento, ma il ſuo nome eſſer -
vilcica ,

più delle donne, che degli huomini dimoſtra. -


-

M E L I S S A. -

i
S93,F º
A la Meliſſa molta conformità, e ſimpatia col Marrubbio
- - - - º - 1.
ma da lui è differente nell'odore, e nel ſapore, e non così va
-
Meliſſa nella
qualità ſimile al
Marrubbio,
5 H (è lente, come riferiſce Galeno lib.7.de facult.ſimpl.e Dioſcori
2,93) delib. 3. c1 13. Con altro nome è chiamato Apiaſtro,percioc perche Apia
ſtro, & Cedra
chè ella è molto alle Api grata, 8 amica, che dal ſuo odore ria ſi chiami.
elleno appagate ſiracouetano, e ſi fermano, e ſi laſcian prédere,ſenza che
Virtù della Me lº
noia apportino a chi loro toglie, è taglia il mele. Hà virtù di giouare alle
püture de falangi,e degli ſcorpioni, rimedia a morſi dei cani rabbioſi, 8 a
liſſa, nelle "
del corpo, delle
vcheni de fonghi.Simon Seto vuole, che ſia contra la malinconia, e cotanto quali ſolo quì
rapporta il co
elia è cordiale, che da alcuni in Italia allegra core è nominata, e perche o re ſolamente-.
rende odore di cedro,herba Cedraria appellata viene parimente .

ſitº ſitº è34 g è ºsè Gºsè

O 2 MEN TA.
- - -


pºi vi
--- ---

v
-
- -- - - - -

3 )
s- :
-
M E N T A, ,
e! i -

Minta, e Menta
ſi legge.
isº H I A MA SI da alcuni la menta Minta,e così leggiamo in
( SR Hippocrate lib.2. de Dieta, a niuno ella non è nota,e molte
Parti del corpo, S. Nº delle ſue virtù quaſi in ogni luogo ſi fanno. Dioſcoride -
a cui porge - il lib.3 c.34 dice.ch hà virtù riſcaldatria, aſtrettiua,&eſicca
aiuto la Menta, l
ſangue , mam 5 SS 5 tiua. Può ella fermare il ſangue, che abbondantemente ,
melle, orec-- ſcorre e mitiga le mammelle gonfie e di luſſuriante latterepiene. Confe
chie, teſta, lin
gua, ſtomaco, e riſce a dolori delle orecchie,toglie il dolor della teſta;mollifica l'aſprezza
viſcica, della lingua, con l'odore recrea l'animo, col ſapore conforta lo ſtomaco,e
Effetto della con amendue innigoriſce le forze, S i vermini vecide. Poſta dentro del lat
menta nel latte te non lo fà inacidire, nè ſpiſare. Dellamenta niuno è, che nelle cagioni |
fredde, che non l'habbia giouato, ſi lamenti. Riſcalda, come dice Hippo
Che " men
crate, e prouoca l'orina,e ferma, e rattiene il vomito;ma s'alcuno ſpeſſo nel
ta ne ſcritta
Hippocrate. mangia, e troppo,il ſeme genitale riſcioglie, e lo fà del ſuo vaſo vſcire, e reni
de il ſuo corpo fieuole. Galeno lib. de ſimpl.medic. vieta il mangiar della
Non è buona -,
la menta alle
menta alle donne, che vogliano generare perciocchè alla generatione è el
donne fertili. la alquanto contraria -. - -

- - - - Greca.
i Nomi diuerſi al
5 ER BA, che da alcuni è detta Herba Santa Maria, e da |
della Meta Gre- , alcuni altri Saluia Romana, è la medeſima con la Menta ,
Ca - - .
Greca,ma da Valerio Cordo Menta Saracinica;ò Saracine
Qualità della s, ſca è nominata. E queſta, come dice il Matthioli lib. 3. c.
menta greca.
- -vu S de mentraſt. Dioſcoridis. 37. in ogni parte coſtrettiua, e di
Parti delcorpo, odore aguto, e graue, Riſcalda, diſſecca,apre, aſſottiglia, aſterge,prouoca,
che ſono medi , corrobora, e quando queſto non baſtaſſe, potremmo noi dire, che ella gio
cate per la men
ta greca, matri ui a defetti della matrice, 8 a gli idropici, ſcalda il fegato,S apre le ſue ,
ce, ventre,fega oppilationi, conforta la teſta,agcuola l'orinare,dà morte a vermini del cor
po,teſta,viſcica, po, è buona per la frigidità della matrice, ingagliardiſce lo ſtomaco, riſta
e ſtomaco.
gna i vomiti,ſparſa la pianta per terra, ſcaccia le ſerpi.
i
º - ,
M IL L E F O G L I O
Lodi del Mille IL L E F O GLI empirei, e mille penne ſtancherei, ſe le
foglie: virtù del Millefoglio voleſſi io tutte rapportare; ma non
º vſcendo dell'wſato ſtile:quelle ſole addurrò, che dal Matthio
Parti del corpo,
per le quali è % li lib.4 c. 1 o5 e da Galeno lib.8.de facult ſimpl.ne vengono
medicinale il -Ur - riferite. In prima, ella è di gran giouamento per lo ſputo
millefoglio, ſan e per lo vomito del ſangue. Può riſtagnare il fluſſo di eſſo, 8 i meſtrui delle
gue, viſcica, e
denti. donne. Può aiutare coloro, che fanno orina ſanguigna. Hà forza di toglie
Il millefoglio
ſalda, & incar
re il dolor de denti. E valeuole a ſaldarle ferite, e d'incarnar le vlcere ſcar
na le ſerite. nificate. Galeno nel medeſimo loco di ſopra citato, di queſta herba etian
dio
-
Di Fra Donato Eremita Lib. II II. 77
dio dice,che alle ferite applicata, fà,che quelle da tumori ſi rendano ſicure, mori
Impediſce i tu
nelle feri,
e perche non reſti ciò di dire, due ſono del millefoglio le ſpetie; dell'aqua Ce »
tico l'vna, del terreſtre l'altra; l'aquatico vuole Galeno lib.8.ſop.cit.che ,
tenga del freddo, e dell'humido,e terreſtre del coſtrettiuo. Chiamaſi da Due ſono le ,
ſue ſpetie.
Greci Stratiothes Chiliophillon,hauendo egli in ogni ramoſcello intorno a
millefogliette, ma queſto ne baſti per hora, -
l
r

M o s C o
- Arboreo, - - -

L I Spetiali convocabulo Vſnea, che è Arabico, ſi ſeruono Vſnea, e Moſco I


Arboreo ſono il
del Moſco Arboreo,e dagli arbori riporta il nome, percioc ae leſimi. -

chè quiui ſe ritroua,e ſi raccoglie, e ſpecialmente,(come di


SºS,
NS
S ce l'Anguillara parere I.ſopra i sépl.)sù i Cedri dell'Illiria.
Le coſtui virtù ſono di giouare allo ſputo, 8 al vomito del
Parti del corpo, i
alle quali ſoc.
corre l' vſnea,
ſangue, e di riſtagnare il fluſſo dello ſteſſo, e di far profondamente dormire, langue, cela
di aromatizare lo ſtomaco. Auicenna de virt. cordis. lib. . dice, che , bro, ſtomaco, e
Core.
confaſſi molto col core,e ſecondo Galeno lib.6. de facult.ſimpl.il quale gli Come da Gale
no ſia chiamato l
dà nome di Brio,ò di Splachino, ha virtù alquanto di riſtagnare,S è ſonni il moſco arbo
fero, come di ſopra accennato habbiamo. -
- reo, e che virtù lº
s egli tenga.

N A R D o
Montano. - -
-
-
-

Quali parti del


Mondo abbon:
EL dottoAutore Anguillara parere 1.ſop.sépl.leggiamo, che dino più che al
del Nardo Montano abbondano i monti della Schiauonia, e tre di Nardo
molti della noſtra Italia.In Roma,oue ſole eſſere in molta co Montano, ;
-

Parti del corpo, .


pia, Nardo Celtico è chiamato. Faremo di queſto métione, alle quali fa di l
- 3) è oue della Spica Celtica tratteremo. Non laſciamo però di biſogno del narl,
do montano,fe
quì dire che è buono il Nardo Montano ſomigliante al Celtico, per la mil gato, milza,ſto. I
za,per lo ſtomaco, per le reni per la viſcica, e per lo fegato - maco, reni e li

rise -

O R I G A N O.
I A CE MI quì più che d'altro Autore, quello che dell'o-l
rigano ne riferiſce Apuleolib.de virt.herb rapportare. Trè Trè ſono le ſpe
cie dell'origa
ſpetie ſcriue egli eſſer di eſſo l'origano. La prima, che He no.
racliotice ſi chiama; l'altra, che Oniſi hà nome, la terza,che -
Virtù dell'Ori
º arr Panace, è Aſclepio,ò Chonile è appellata, e ne inſegna, che
queſta herba gran virtù contiene, di toglier via la toſſe . Secondo Dioſco gano in diſcac:|
ciar il mal dal
ride lib,3. c.29. è riſcaldatiua, e conuiene a morſicati da fiere velenoſe,ò a petto, dal ven
tre, dalla teſta,
quei,che han beuuto il ſugo della Cicuta,ò del Papauero. Conferiſce al de' denti, e ,
l'hidropiſia. Fà per limeſtrui delle donne,fà per la ſcabia,e per lo mal ca dello ſtomaco.
Altre virtu d'eſ
duco, mitiga il dolor de denti, prouoca il vomito del veleno, fuga le ſerpi, ſo. -

conforta lo ſtomaco,e la teſta,e deſta l'appetito. -

FOLT I.
- --- --- --- - --

Dell'Elixir Vitae ºa - .

P O L I G O N- O. . - e se lº

'RI E RBA non è, che per tutto più ſi troui, e ſi vegga, che i
Poligono,ò Centinodia,che diryogliano e queſta è il Poli
Due ſpetie di gono minore, 8 egli è maſchio detto ancora Sanguinario,
Poligonoſono. I -
º perciocchè vi è l'atro, che è femina,3 hà diſſomigiante figu
; º P-N ra,nè così in ciaſcheduna contrada ſi può vedere. Dioſco
Parti del corpo, ride lib.4.cap. 4. dà al maſchio virtù di raffreddare, e di aſtringere, e perciò
per le quali è
i buono, ſangue, riſtagna gli ſputi del ſangue,e i fluſſi del corpo, pciò anche gioua alla cole-.
ſcica, orec ra negra, alla diſtillatione dell'orina, 8 a morſi delle ſerpi, º alle febri in
chie e ſtomaco.
termittenti, Conferiſce a fluſſi delle donne, 8 a diſtillamenti marcioſi
delle orecchie, e fà molto prò alle vlcere de ſecreti membri, 8 agli ſtoma
cali ardori è gioueuole grandemente,
P O L M O N A R 1 A.
Come da Paſto
ri venga vſata
i oN meno dagli Spetiali, che da Paſtori vien la Polmona
la polmonaria.
Nº, ria conoſciuta;perciocchè con queſta eglino alla toſſe delle
SX;
pecore danno rimedio. Difforme ella è a vedere, hauendo
Perche-polmor più ſembiante di disfatto polmone in pezzi, che di vaga her
maria ſia detta, i è i ba; pur nondimeno ha dalla natura molte,e varie virtù, che
iParti del corpo, ne vengono dal Matthioli lib.4. c.55. rapportate. Fà per l'aſma, e per la .
che ſon curate ſtrettezza del petto, gioua alle vlcere del polmone, 8 agli ſputi del
dalle polmona riſalda le ferite, è per le vlcere delle genitali membra. Rattiene,e d.ſſecca
fi
ria, petto, pol
mone, ſangue, e i fluſſi delle donne, conferiſce a diſſenterici,ò al vomitar, che dalla fauabi
inteſtina, le prouiene-. - -

P O L I O M O N T A N O
Lode del Poliol SN: I CCIOL A pianta, ma di gran virtù è il Polio Montano,
Montano.
che
Parti ſidelmedica-
corpo, l . perchè vale ella, come Dioſcoridelib.3. c.112. ne inſegna ,
d

ſ
RORN º contra le morſicature degli
- - o animali velenoſi,contra l'idro
- - v

no per lo Polio
Montano,vetre, S" piſia, contro il mal caduco, contra il mal della milza. Fà
teſta, milza, e Nºu, marauiglioſi effetti ne meſtrui, & hà forza di fugare i ſer
viſcica
penti, 8 è valeuole nel ſaldar le ferite. Auicenna lib. 2.
A che altro gio
ui il polio ſe traºº 56: dice che gioua al morbo degli itterici,S a prouocar l'orina,e
condo Auicéna che conferiſce alle febri antiche, 8 a morſi degli ſcorpioni.

P V L E G I o.
Due ſono le
ſperie del Pule
2-
t
È )
S$ IAMO con Plinio lib,2o.c. 14 intorno al Pulegio,il quale
è di due ſpetiel'vna della femina,del maſchio l'altra; Alla ,
gio e l 22
y Nº femina dà il purpureo, il fior biáco dà al maſchio. Le ſue vir
- . Q) S tù (come Dioſcoride, Apuleo, e Galeno ne inſegnano) ſono
Parti del corpo, Se Aeº molte, e diuerſe, Galeno lib.de ſimpl.medicam. vuole, che
falle cui infermi
con alquito d'Acrimonia ſi riſcaldi,e ſi prouochi il meſtruo, e che ſi faccia
tà ſouuiene il
venir fuora la creatura morta, e che poſſenteméteſi ſani latoſſe, 8 etiádio,
Pulegio, petto
li iſti
-
che –a
-
Di Hra Donato Eremita Lib. II l I. 79
che odorato ſi vieti il vomito. Apuleolib.de virt.herb.dice,ch'egli è buo tre, viſcica, ner
ui, muſcoli den
no per lo dolor della teſta, e ne tempi di verno per non farne ſentire la ti,gengiue, fega
freddezza della ſtaggione. Apporta giouamento a fanciulli, ſe han dolor to, piedi, milza,
di ventre, leua il prurito, ſana la terzana, conferiſce alle donne, che han , matrice, e oc
chio. -
partorito, per purgar della ſecondina,è rimedio alla pietra, 8 allo ſpaſimo,
a qualunque morbo articulare, 8 alla ſciatica. Dioſcoride lib. 3 c.3 1. diſſe
eſſer del Pulegio facultà di rimediare a morſi velenoſi, di fare venir l'ani
mo, e I colore a tramortiti, 8 agli ſmarriti, di raffermare i denti, d'in
carnare le gengiue, e di mitigare le infiammagioni, di raccuetare il dolore
delle podagre, e quel che della milza inferma ne viene, e di riſoluer final
mente la durata matrice. Al che aggiungiamo, che della fiacchezza del
vedere è ottimo medicamento. - - - - -

U M CRISSE della Ruta il noſtro buono, e diligente Maeſtro Due ſpetie del
la Ruta.
º) nella medicina Dioſcoride, & inſegnonne eſſer di lei due -
is ſpgtie: l'vna, che naſce ne'monti, e nelle ſelue, e l'altra, che Virtu di eſſa nel
dar grouamen
ne gli horti habbiamo, la quale più lodata viene come mi -o alla teſta, al
- gliore. Quali effetti ella faccia, da molti Medici lo ſappia la matrice, al
mo,e cioè, che riſcaldi immantinente i raffreddati,e per lo mal caduco,ilan petto, a fiachi,
alla gola, e al
guidi,e cadenti, e le femine parimente di mal di matre. Gioua al mal di ma polmone.
dre,& al dolor de fianchi, alla toſſe,all'infiammato polmone, 8 è buono con E contra i vele
ni,e morſi delle
tro al freddo della febre,e contro a veleni beuuti,e morſi delle vipere. Ma vipere.
più delle ſue virtù taciuto, che detto n'habbiamo. - -
-

s A T v R E G I A
o N VENGONO inſieme e Galeno, e Dioſcoride lib.3. La Saturegia
nella virtù dal
c.37. in diramendue d'vn medeſimo modo della Saturegia, Thimo vien al
che Timbra anche hà nome. Hà la Saturegia quaſi l'iſteſ quanto ſupera
ſe virtù, che ha il Thimo, ma vn pò più ficuoli, e rimeſſe , ta e -

Si perciocchè al Thimo dà nel riſcaldare forza maggiore, e Due ſono i ge


Dioſcoride oltre a ciò dice, che della Thimbra due ſono i generi,l'vno del neri di eſſa
la domeſtica, della ſeluaggia l'altro,e ſto fà egli più valeuole nell'adope-l
rarſi. Vſaſi, oltre che ne medicamenti, ne cibbi, e ſpecialmente ne legu Toglie da le
gumi la lor ma
dmi. Da quali ogni nocumento ne toglie , ò almeno meno nociui gli ren la qualità - -

de. E perche nel guſtarſi hà non sò che di ſapor di pepe viene eſſa la Sa parti del corpo.I
turegia Peuerella da Lombardi nominata. è ſpecial medicamento di co aiutate per la . .
loro che ſon freddi di ſtomaco,e che han vermini, e gioua alla freddezza , Saturegia, ſto:
de' denti. . . - -
-
maco, ventre, e
denti -

- -

4-
-
-

-
- -5CATET5
A
-
8o Dell'Elixir Vitae –

s C A B B I o s A.
º" Ri) VA SI di
sul
paſſo in paſſo è per le ſponde delle ſtrade fuori
della Scabbioſa. N
delle mura delle città, e delle Caſtella, e de Villagi, e per
le parti alquante arſiccie, e per le humide etiandio, e palu
i doſe trouaſi la ſouentemente colta Scabbioſa. La quale
Quali operatio
ni ella faccia.
bril gà come il Matthioli lib. 4. cap.13. ne inſegna nella Stebba di
ioſcoride, ha non poca poſſa è ſanar la ſcabbia. onde par, che princi
Ethimologia di palmente ne riporti il nome. Vale anche a toglier via dagli occhi le al
eſſa.
Parti del corpo,
bugini, è fiocchi, che dir vogliamo. Ma perche di eſſa due ſpetie ſono, la
alle quali è me. maggiore, e la minore; la maggiore, quella, c'hà nella parte ſottana le
dica, occhio, foglie più lunghe, S non intagliate, come ſon quelle della minore, e le fo.
ipetto, e polmo glie ſoprane ſimili ſi veggono a quelle della Valeriana, e più in vſo,e di eſ
neº - ,
Ha virtù contra ſa valer ci poſſiamo, come che ſcalda, diſſecca,8 aſterge,a nettare il petto
i veleni. delle flemmatiche, e delle groſſe ſuperfluità il polmone. Hà facultà con
lE contra la pe
tra tutti i defetti del petto, contro i ſerpenti, e contro alla peſtilentia, e con
ſtilentia, e con
ſtrale volatiche tro alle volatiche maligne del corpo.
- maligne -
r .
-
- -

-
-
S C O R D I O .
- i f . . . .. - - - - -

- Alluſione al no
me dello Scor
N molte delle noſtrali contrade vedeſi frequente lo Scor
idio, dato,vile,S abbietto, anzi negletto Scordio,ma Galeno lib.
de Antidotis. vuole, che I migliore ſia quello, che ne è da .
Scordio Can
Idioto è il mi
Candia portato : Secondo lui ha molte buone, e laudeuoli
rigliore. qualità, e la principale, che balſamatiua dir poſſiamo, è di
Qualità dello non far corrompere i corpi morti, e di vecidere i vermini, e vuole lo ſteſſo
Scordio.
Parti del corpo, Galeno, che poſſa ſcaldar tutte le viſcere, e prouocar l'orina,e i meſtrui,e
alle quale è be che vaglia anche a ſanari rotti, e gli ſpaſimati,e qui, che patiſcono di co
nigno lo ſcor.
dio, viſcere, vi ſte per cagioni fredde. E ſecondo Uioſcoride lib.3, c. 1 19. il quale a quel
ſcica, cotte, ſto che da Galeno è detto trouaſi molto conforme. Hà virtù di rimediare a
maCo, e Core.
Rimedia a mc morſi delle ſerpi, 8 a rodimenti ſtomacali, alla diſſenteria, alie materie groſ
iſi delle ſerpi lo ſe, e marcide, che ſtanno nel petto, alla toſſe inuecchiata, 8 alle creſcenze
- - -

icordio. 1 della carne. E lo Scordio ancora molto cordiale.

s E M P R E v I v o
e

Lode del Sem.


V NG O potrebbe farſi il ragionamento intorno al dimo
i preutuo -
ſtrar,e i vari generi, e le varie virtù del ben veduto Sempre
S, uiuo: ma non partendoci dal noſtro vſato ſtile per la traccia
Trè ſpetie ſono
di eſſo.
- 2.
della breuità camineremo. Trè ſono i generi del ſempreui
si ſgº uo appò Dioſcoride lib.4.c.91. 92.& 93. l'vno del maggiore
del minore l'altro, il terzo menomo anche egli,tutti e trè nel ſembiante dif
ferenti, e nelle qualità etiandio non ſimili. A queſti aggiunge il Matthio
lincl loco di ſopra apportato, il picciolo ſempreuiuo è l'arboreo, S vn al
-
-
- O tI O ,
-

--
-
Di Fra Donato Eremita Lib. ll ll òI t
;
ſtro, che d'albero anche tien forma. Del maggiore queſte ſole virtù baſti º

º
rapportare, che è di raffreddare, e di reſtringere, e di medicare il fuogo ſa º

cro, le maligne, e ſerpiginoſe vlcere. Del minore non dice egli altro. Parti del corpo,
Del terzo, che Thelefo ſe chiama ne inſegna, che tien forza di ſcaldare,di alle quali egli
aguzzare, e di vlcerare,e che vale a marauiglia contra le ſcrofole. Hà pur è di molto gio
uamento, core,
facultà di temperare il core, di confortarle viſcere, di ſcacciare i vermini 'viſcere, ventre,
dal corpo,digiouare alle infiammagioni degli occhi, alle podagre calde, S. socchio, e piedi.
alle ſcottature.
-
)
i
s E R P I L L o.
S. 5) I CANO pur del Serpillo i Paſtori, S gli Aratori che le o Lode del Serpil
lo.
º loro tempia di lui circondarſi ſogliono, qual'hora ſotto po
uere capanne prender vogliono ſicuro, e tranquillo ſonno, Virtuoſe opera
A concioſiacoſache molto di lungivanſene, e velenoſe ſerpi, ioni del ſerpil
lo, per la viſci
Se sº & altri animali di veleno da colui, che di ſerpillo ſtaſſene o ca, per lo ven
ghirlandato. Da queſto ſemplice Dioſcoride virtù di prouocari meſtrui,e tre, per le coſte,
e per lo fegato.
l'orina, il che anche da Galeno lib.6.de ſimpl.ne viene inſegnato. Dioſco
ride lib.3 c.41. ancor dice, che egli conferiſce a dolori del corpo, a rotti, Col ſerpillo ſi
ſana la freneſia
agli ſpaſimati , S alle infiammagioni del fegato, e che conferiſce al letar
go, & alla freneſia. Due ſono le ſpetiddi eſos l'vna,che tiene le frondet | Due ſono le ,
-
r

te più minute, e riſtrette, e l'altra, che le ha vn pò più grandi, e ſimili alla ,


- º- e
petie di eſſo -
perſa - - -

si
s i P C A C E LT I C A. i-.
A Dioſcoride lib-1.cap.7: non vien la Spica Celtica con tal ;)iuerſità de noi
-

nome detta, ma da noſtri Speriali ſolamente così vien nomi mi della Spica i
Celtica.
) D NS
p Y nata, pciocchè egli la chiama Celtico Nardo, 8 anche Aliſi
ga, come il Matthioli ne ſcriue,ò come egli dice Saliunca , Vtile qualità
- della quale Virgilio nella quinta Egloga leggiamo hauer della ſpica cel-l
rica, per la viſcil
ne fatto menti one, tutto che alcuni vogliono,che diuerſa ſia dalla Celtica ca per la milza,
feſſa la Saliunca, di cui parla Plinio lib. 12. cap.12. Sono di queſta herbale per le reni, per
lo fegato, e per
virtù di riſcaldare, d'incidete di prouocar l'orina, di remediare al mal della lo fele.
milza, S alle infermità delle reni, e della viſcica, & a morſi degli animali Medicanſi gli
itterici con la
velenoſi,evale contro all'infiammagioni del fegato, 8 a morbi itterici.
-
- -
-
-
- ipica celtica.
- -
- . . r .
-

R A le radici più toſto, che fa le herbe meriterebbe hauer Lode del Nar.
º), luogo la bella, 8 odoroſa Nardo, perche tale veramente è la O»

Si tenuta non menda dotti, che da approuati Scrittori, 8 que La Spica Nardo
come per più
è ſti ſono Theofraſto lib.9.c.1. e Galeno lib.9.de compoſime- | vera eſperienza
il S. ſé 9 dic. Ma per eſſer che da molti è ſtata ſtimata eſſere ella ſpi coſta e radice.
parte della pianta, che ſi vede al di fuori, e queſti ſtati ſono il Manar parti del corpo,
he riceueno
do,& il Braſſauola huomini nella Medicina eccellensiſſimi,ma dal Matthioli gran beneficio
lib.1.c.6.in così fatta opinione rifiutati, e per eſſer anche da tutti quaſi la , i" i
- - - - - - -. s”, 3IC- .

ºnnina degli Spetiali per ſpica riceuuta, di locarla quì fra cotante – gato,viſcicate
, - P herbe a,e petto.
---- - -
i fil)ell' Elixir Vitae º

ſherbe emmi paruto coſa laudeuole,S opportuna. Vien raſſomigliata, acciò


che per radice ſi prenda, e non per ſpica, alla radice dell'aglio,ò del giglio,
Stomaco, fega ò del zaffarano, e per dirle di lei virtù Galeno lib.8 de facult.ſimpl.ſcriue ,
go» viſcica, te eſſer riſcaldatiua nel primo grado, e diſſeccatiua nel ſecondo. Conferiſce
ta, e petto, allo ſtomaco, é al fegato, provoca l'orina,ſana irodimenti ſtomacali,riſta
Balſamatiuo è
gna i fluſſi interni, e quei della teſta e quei del petto, Oltracciò, come coſa
il Nardo, principale entra nel balzamar de corpi, a preſeruarli della corruttione.

s T EE L7 Li Aſi Rſi I A,
i 2 .
Diuerſi nomi A L nome di Stella riporta il nome la virtuoſa, e vaga Stel
che tiene la laria, perciocchè, come dice il Matthioli lib,4 c. 122, quando
Stellaria.
le lue foglie ſono bene aperte vna ſtella raſſembrano, e ſtel
Parti del corpo, leggiar anche ſi vede nei fiori, e forſi queſta è quella, che
che conoſcono
vtil medicamen
- yº da alcuni vien nominata piè di Leone, e da altri Alchimella,
to dalla ſtella è elia valeuole a ſaldarle rotture degl'inteſtini de fanciulli, 8 a riſtagnari
ria, inteſtini. meſtrui;& vſandoſi troppo per ſuffito dalle donne: riſtringe loro tanto la na
Natura delle ,
donne, e mam tura, che paiono eſſere vergini, Applicato nelle mammelle grandi,le fà im,
melle, picciolire- . -
-
- --
-
-
-
- - - -

i 2 ) , , -

s T E C A D E.
Virtù della , S. 5. E L Capo dell'Elicriſio di Dioſcoride racconta il Matthioli
Stecade in bene
ficar il fegato, il
Si i Sà
S N
lib.4.c.59. le rare, e ſaluteuoli qualità della Stecade, dicen
do eſſer lei buona, come coſa fine riſcalda, diſſecca, apre,S:
fele, il ventre, le
interiora, il cer
uello, la teſta, i lº
- º aſterge alle oppilationi del fegato, al trabocco del fele, &
aerui,laviſcica, ne cominciamenti ſuoi, all'hidropiſia;advccidere i vermini
e la matrice. | dell'interiora, 8 a difetti del ceruello, che vengono da freddi humori, alle
flemme de catarri, a dolori di teſta, anche inuecchiati,al mal cadueo,alla
-
paraliſia, al rattenimento, che fa l'orina,a malori della matrice, Veggaſi
intorno a queſto ſemplice, quel che in iſpecieltà è Meſue,e Serapione ne
inſegnano, - -
i pi
-- -
i , i .
- - - - - -
-
1 , f, , , , ,, o - i - - i -- - -
-

. . . T Hr I M O . .
r . . . . . . . . . i
parti del corpo; f, -
RSA. E altra virtù mai non haucſſe il Thimo, che di rimediare al
alle quali è ap le debolezze della viſta, queſta virtù ſolamente li baſtereb
plicato in medi be, ma ne ha egli ben cento altre, delle quali quelle poche,
camento il Thi
mo, occhio,ven che da Dioſcoride rapportate ne ſono,noi anche rapporte
tre, viſcica, pet - è) remo. Può il Thimo purgarla flemma, ſanar l'aſma,cacciar
to,e polmone. via i vermini dal corpo, richiamar le purghe alle donne, e - l
le lor ſecondine dopò il parto, può ageuolar l'orina,nettar il petto,riſoluc
re le poſtemenouelle leuar quelle verruche, che pendono, e chiamanſithi
mi; può alle ſciatiche porger non poco rimedio. Gioua il thimo potente
mente al polmone, come in molti Medici leggiamo º
i
i
- , ci , - - - - - - -- - ---

i ti --- -
- - -
TRI Fo- l
- - - --- -
- =---
l DIER Domro Eremi LETTI I. -e

-
orroi T R Ii F O L 1 O. -

- -
-,
l

º E LL A cognitione del Trifolio molti rimangono inganna iDiuerſità de no?


S.
Lº ti, concioſia coſa che vnà herba per vn'altra è preſa per la . ºmi del trifolio.
grá ſomigliaza, che è frà loro. E chiamato da Dioſcoride lib. Parti delcorpo,
3 c. 1 17. cofi altri,hora Oxitriphillon,hora Meniantos,hora che hanno ipe
N" Aſpaltio,hora Nicio. Di virtù non meno è all'altre herbe, grimentato le ,
lvirtù del trifo.
-
-
-

& aſſai virtuoſe inferiore, potendo egli dare ottimo rimedio lio, viſcica, te
le punture, all'orina rattenuta, al mal caduco, alla cominciante h dropi ſta, ventre, e
matrice.
ſia, alla matrice, a meſtruireſtiui, a morſi delle ſerpi, 8 a dolori, che indi
preuengono, alla terzana,è alla quartana parimente,
- - -
- -
-

-- - - s.
-- - - -
- -
-
i T R A G O R I G O N O. - - - -

sia Oncioſiacoſa che aſſai frequente, e piaceuole paſto delle , Etimologia ,


del Tragorgo,
Greggie, 8 ſpecialmente de mariti delle capre è il Tragori no. . . .
Due ſpetie di
gono: queſto nome degnamente ne riporta, 8 egi ſecondo tragoligono ſe
ioſcoride lib. 4, c.3o. in due generi ſe diſtingue, nell'Vno, ritrouano
ch'è piäta breue, e ſottile, e nell'altro, ch'è ſimile al Marrub (Qual tragorigº
no ſia più loda”
- - - bio,anzi è Marrubio chiamato. De'Tragorigoni lo Smirne to «

ſe, e'l Candioto è più lodato; Egli hà virtù riſcaldante,prouocante, e mo Parti delcorpo,
nferme ricor
uente. E buono è purgar la colera, a ſanar il mal della milza, e di chiunqi rono all'aiuto
rando beuuto haucſſe, & de meſtrui delle donne è ottimo rimedio. Gioua del trago go
ro, miza, pet
alla toſſe, 8 alle poſteme del polmone, & a chi hà nauſea nel cibbo, e nel
-
o, polmone, e
nauigar mareggia . . ſtomaco -

-
-

-
r H E R B A TR IN I T A s.
E LL O ſteſſo Capo del Trifolio di Dioſcoridelib.3.c.116. perche così ſin
a sr con buona opportunità viene il Matthioli a fauellare del chiamata l'Herf.
S(3, ba Trinitas. -

& to
l'Herba Trinitas, che per moſtrarne in trè punti diuiſe le parti del corpo,
X, S
ſue frondi, così detta ne viene. Queſta per l'oſſeruatione i cui è di gran
iſtoro l'herba
de moderni Medici ſalda le ferite, e le rotture inteſtinali, Trinitas, inteſti
che giù nelle borze cadono del teſticoli, -
lna, e teſticoli.

V E R O N I C A. l
-
:

-
º si
-

i i" AdueNNſpetie:
O i buoni Conoſcitori dell'Herbe della Veronica ,
sh

l'vna del maſchio, e l'altra della femina. E'l


"Due ſono le ſpe
tte della Vero
nica •
Matthioli lib. 3 c.26.nel capo, doue dell'Abrotano fauella ,
Dioſcoride,ne dà tal cognitione, 8 è,che ella fa molto con Parti delcorpo,
- tro le ferite freſche, e ſimilmente alle vlcere antiche, riſolue,
-e-N 'Ni nelle quali ſi è
fatta proua del
i tumori, e ſpecialmente le vlcere del polmone,e le febri peſtilentiali. Gid la virtti delia ,
ua nelle opp ilationi così del fegato, come della milza. Vale a difetti del Veronica, pol
mone, fegato,
pette, e d ella viſcica . . - -

milza, petto, e
viſcica.
- P 2 - DeTe e
sa

RT -ISTE - Vi - -
e
i

Delle proprietà de' Fiori della Compoſitione


dell' E LI X IR VITAE.
Capitolo V,

A L T H E A:
Varii nomi del
l'Althea, ava I BIsco, e l'Abutilo di Amicenna, e IMaluauiſco,che ,
S vulgarmente da gli Herbari ſi chiama è la ſteſſa coſa con ,
1 virtu dell'Al z, l'Althea, di cui parla Dioſcoride, e delle ſue virtù,volendo
thea in prò del ne alcuna coſa dire. Vale ella contra le ferite freſche,e ,
le parti del cor contra le ſcrofole, e ſana le poſteme, che vengono ſotto gli
po, orecchie ,
Inammelle, ma orecchi, e le infiammagioni delle mammelle,e della matrice, e le percoſſe,e
trice, nerui, vi le frigidità de nerui: toglie la malageuolezza dell'orinare, la crudità della
ſcica, inteſtini,
fianchi, denti, e pietra, la diſſenteria, la ſciatica, i tremori, 8 i rutti. Per eſſa ſi rimedia a'
ſangue. dolori del denti, ſi ſanano le vertigini, ſi dà ſoccorſo a morſi degli anima
li velenoſi,S al reggittar del ſangue,S al fluſſo del corpo. Se alcuno vien
Qualità diuerſe
punto dalle Api, è dalle veſpe: con queſta ſi può guarire, ſe vien cotte dal
dell'Althca. fuogo: con queſta può dar medicamento al ſuo male.Galeno lib.6. de facul.
ſimpl, dice, che tiene qualità digeſtiua, mollificatiua, riſolutiua, mitigati
ua, e però fà per le poſteme, che reſtiuamente ſtan dure,nè ſi vogliono ma.
tll dl - e -

A M A R A N T o: - -- - -
- - -

af Xº, e

Virtù dell'Ama
º a i Ell’Helicriſio di Dioſcoride fà ilMatthiali lib.4.cap.59.men
cº - - - - - - A - - -

ranto in benefi º tione dell'Amaranto, di cui più toſto ſpica di color purpu
care molte par reo, che fiore ne prouiene; ne poche ſono le ſue virtù, per
ti del corpo in
fermo, ſtoma. ciocchè gioua egli a fluſſi ſtomacali, riſtagna i meſtrui,tan.
co, ſangue, pct a toroſſi, quanto bianchi, è gioneuole agli ſputi del ſangue,
to, e polmone & oue ſia rotta qualche vena nel petto,ò nel polmone, - -

B O R R A G I N E.

Borragine, e , ::S3 V E L LA, che popularmente Borragine nominiamo è


Bugloſſa ſono Q l'Herba Bugloſſa, come da Auicenna, che ne la diſcriue ſe
vna medeſima
coſa,
i può chiaramente comprendere. Ma donde così fatto nome
º habbia preſo, la cagione n eſpone l'Apuleo lib.de virt.herb.
Etimologia , ſSS 3 º che da Lucani era prima chiamata Coragine dal core, che di
della Boragine. rallegrare ha facoltà, ma adiuenne, che corrotto il vocabulo, e cangiata la
Virtu della Bor C, in B, fù detta Boragine. Ella, come riferiſce Dioſcoride lib.4. c. 13o.ri.
ragine à prò media a tutte le febri quartane nomate; ma per le terzane è quella che a
del core.
produce trè fuſti, tritandoſe col ſuo ſeme, e con la ſua radice, e per le quar
tane è quella, che ne produce quattro, e fà ciò qual'hor cotta vien nel vi
= -

no:; l
-- Di Fra i bnato E –ii b. III --- 85 -- -

norGioua affe poſteme. Fà perfirognoſi,ſe trita con aceto la ſua radice


è adoperata. Fà per coloro che morſi ſono ſtati da animali velenoſi,ſe da
eſſi vien preſo il ſugo. Vedaſi i rimandite nèl Mdtthioli, 8 in Galeno, 8:
in Caſtor Durante, il quale più che altri a pieno ne fauella ..
ri:
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rilio, -

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ſito a i . V- , -

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èº fTRoyIAM o nei Mitili


periti " " eſi alcuol
se si siti più!
i mente adoperati ne defetti del corºi morſi degli anima
- - -- - - -- - - - - - - i vi -. . . . . . . . . . . . . ra . c ... il
ºli velenoſi, ò nei mangiati, beultivº cnl iſteſſi e parimen-
- -

ſa . . . .
... c...........: . . . . . . !: º psrs: ii. . eh
te nelle infiammagioni degli occhi. -
- - - - -

C A M O M M L Iº A.
v -- - - lº - -. -

ei è HI sà I Antemide di Dioſcoridelib. 3. c.148. sà anche la . "


Camomillº, hº ſonº " i"
- laudata di "hiba da alchili 9 c.3-de facult.ſimpl di- i"
- - - e ! - º la no. Nº nº , " ) - i ,i 4 o è -5 - - -- - - enormi inciato

NS
$ " lie ittioli familiſcele diurczzcºt,à tare le co ora
na, e ſciogli , -

ſtipation è di molto giºvamentº alle fibride femmatici e dei malicoliti,"


humori, Vſſi nelle infiammagioni dell'interiora con aſſai piò, come
- -

piu"
- --- - -
ſvolte è ſtato eſperimentatº," e ,s, ::,i: | 2: orri º
- -
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-
-
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- - - - - --, - - --

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- - -- - - -

C E N T A V R E A - I ,,
Minore, è vero Libadio. i -

O N hà egli il Libadio confa Centaurea minore differenza


veruna, ſe non quanto al nome. così detto per amare egli li
i gli humidi luoghi. Nel diſcriuerlo Dioſcoridelib.3, eap.7. ſteſſa coſa.
e nel dir le ſue virtù molto con Plinio conuiene. Sana tut- ".
- è Aà te le ferite del corpo,le vlcere vecchie, e quelle che con dif
ficultà ſirédono ſolide, 8 intiere toglie la colera, 8 i groſſi humori:gioua " del Liba
|alle paſſioni delle reni, alle oppilationi del fegato, è alle durezze della miſ, i"
za. Galeno lib.de ſimpl, medi dice, che fa molto per quei che patiſcono di eſcorporº
toſſe,S a proliocarla bile hà gran forza- - i si e fegato e milza.
- - - --
-
! - - - - - - - - -- - - -

- - - - - - - C - - - O -
N S - O L .I -
D l .. A ) - - - - e º -, - - -- - - C
C - :
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- :t . 2 , R ilg - eale • º - i
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-- -- - - i , - A º a. * -' - - - - - - - - !. - -

$3 è?" di minºr valore a ſanar le ferite che qualunque al


i" trofemplice a ciò buono, la Conſolida Reale. Può elale- i"
X4 N > uare dagli occhile caliggini guarirl'infiammagioni,ò intºr- i beneficio d
" ne,non
5 SS Se è eſterne ſiano,morſi
che a tutti 8 altro
de hora di leiC valeuole
ſerpenti di non ne– occorre
. gli occhi,
i"" -


––- –- – -– - – - – -–- – - –E V P A
--

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– – – -

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-- --- --, º beeff Elixir
lX1IT Vitae
ae i - 7 --- ---
- - - - 1 - - - - - - - - -

..l, i si .º ..il cao, i corſi e o soio, i


º º ti EV P A 2 P O R / I O ? i
ti ar o oi , i 2 ei 3iiip . . . . . . . .
i Eupatorio, 8. - Si ELL'EVPATORIQ, che da noſtri Herbari Agrimonia an
Agrimonia ,
ono vna mede
l $, cora è nohinatº a confirmatione
mo col
quanto detto habbia
" e 43; Gheno lib. 6.de facult ſimpl.e
Meſue diſtinct.6 de Eupatorio, ſcriſſero, che vale a rimedia
º", "ºl -- º re a mali del fegato. Qnde di Eupatorio il nome riporta ,
iº ma pºi i" "i o mari
Bene qualità caſſ non ſarebbe vano il dai luogo in ſia vege all'Aſſintio, Hà egli virtù
iſottiglia fisici, pritiua,e però prodoca i fine
elf Etipatorio
"il
er le ferite truiniedica la lepri e fanaylgersi le ferite:" - - - e - --- --- - - - - - - - - - - - - -

. . .. . l i2 . 8 c' e Odorato: 5 t, i - -- - - - - - --
-- -
-

Qual ſia il miº - - - i i i - i . - -

è ſi è "
-- - -

regiºn
" Dioſcoride libi.c 6.gſona
is Nabafea del
- -

Ne) allo ſpiedoffie idolº dello ſtorico polmone ai


i fegatº, ierei i; ſignia "
º 1 - - - - -- - - - - -- - - -

º han fatiſca nel cibo, diſcioglie la ventoſità, giuola fa:


m2CO » polmo rezza dell'orina,S:
tiua, e perciò vale contra gli ſpaſimi, e contri
"immagini ella ie
ne, fegato, reni
ventre, viſcica -

e matrice t 1 trice- , A
r
A
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| ) -
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. . . . i ,
-

F vy
v M A R 1 A,4
ò Fumoterra, a
- - - - - -- - , - - o i
- -
-

Fumaria,e Fu
moterra non -
p:s Vell'effetto, che fa il fumo agli etehi, che li fà lagtimare,
differiſcono trà
ºN quel medeſimo fa la Furnari, che noi vulgarmente fumo
S) i terra chiamiamo, ma ſe agli occhi nuoce il fumo, iſt herba
g/A fumaria non ſolo non nuoce, ma allo'hcontro giona così ne
| iS: & inſegna Bioſcoride lib.4, c. 12. Plinio lib.13 c.25. par che
| foſtri particulat affettiohe nel lodar queſt'herba, e dalle, oltre le molte -
altre,virtù di non far rinaſcere i peli delle palbebre,ſe indi eſtirpati ſiano, e
º con altro nome la chiama piè di Gallina, e dice eſſer di due ſpetie. Queſta
'l ſecondo Meſtie cofrbborh, e confofra le viſcere, Hà qualità aſſottigliari
virtu della fu ua, penetratiua, e apritiua, e però vale nelle oppilationi, e nello ſciogliere
Imaria giºi ageuolmente il corpo, nel purgar labile, e gli aduſti humori,8 in tutte le '.
i" infimità coleriche, e nel protocarforina con modo più valeuole e para
i" i" gig ioſo t Veggaſi º pieno della Fumaria Galeno lib7 de ficuit ſimpl,
- - - - -

I assessºs. e-ºrie a r .
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m- – r- - -
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DIFFERTEiffiTTI i - - -- - - - -- - - -eser
- -
HO I P E R I C O. A

A E R CH E così detta ſia queſt'herba, ancorche io penſato Difficultà nel


º bona pezza haueſſi nella voce della greca fauella, che ſopra ritrouarſi l'ori
gine di queſta
º imagine vuole ella dire:non hò ſaputo di vero, che rapportar voce d'H. peri
i ne; ma perche ha molta conformità col Camepitio, è Go co, che ſopa ima
62 S e rion, come altri dicono, In Terra Tedeſca ſpecialmente, l'V gine ſignifica.
no per l'altro viene adoperato, e chiamanlai medeſimi Tedeſchi herba di Appreſſo i The
S.Giouanni, e con queſta medicano le vlcere humide,e diſtillanti, e putredi deſchi l'Hiperi
co è detto her
noſe, l'adoperano contra i veleni, e morſi d'animali velenoſi. Dioſcori ba di S. Giouan
delſb 3.c. 154.dice,amarauiglia gioua, alla ſciatica,S alla difficoltà dell'o ni. a -

Gioua a morſi
irinare. Dell'Hiperico il Matthioli nulla ne ſcriſſe, apportando quello ſola de gli animali
mente, che da Dioſcoride ne viene ſcritto. velenoſi.

H I s o P o
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; - - - Mo nttanno,
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. . . . . i 1 - -

"S2 VI dell'Hiſopo ſolamente diciamo, che può dar egli rime Parti del corpo
inferme, che
è Nº dio al mal della milza e dell'hidropiſia,è valeuole a ſanar il vogliono l'Hiſo
mal dell'ancina, è della gola,vale anche come dice Dioſco po, milza,vetre,
ſi ride lib,3, c. 27. a far ritornare il buon colore nel viſo. Hà gola, faccia pol
mone , Retto »
º virtù mondificatiua, e corroboratiua, e però gigua alla ma ierui, e ceruel.
linconia,S a nettare il polmone,el petto, e vale nelle flemmatiche infermi lChe O -- --
coſa hab
- -

tà tanto de nerui, quanto del ceruello, e nell'aſma, e nella toſſe i Dell'Hiſo bia dell'Hiſopo
po queſto ne ſcriſſe Hippocrate. Non meno è noto di ſopra alle Cucine,che ſcritto Hippo
ſciate.
alle Spetierie, cioè non meno a ſani, che a malati è gioueuole,Gbgono. ,
- - -- -

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Sºº, V E LApoca, che del " " ne I I .C.

l è, i 381.diſcriucndolo,e l'Anguillara
t parerè 12 ſopra i ſemplici, varietà deno
i mi del Melilo:
facendo l'iſteſſo, non pare eſſer baſteuole, ſe noi le ſue virtù CO,

º
non dimoſtraſſimo; ma prima le varietà de ſuoi nomi dicia | Nell'odore è ſi
mo, Sertula Campana è " e Coronella etian mile alzaffara
dio, e Ditilina Non hà ſpiacente odore, hauendolo ſimile a quel del zaf. -
" » no.
Di niuno
farano, la radice di queſto ſemplice non val nulla ma con le altre ſue parti, camento e
i come accenna Dioſcoridelib. 4. cap. 43 rimedia alle infiammagioni de radice iii
li occhi purifica, riſolue, digeriſce, mollifica, e mitiga. Galenoſib. 7. de loto. 2 a
- Ricorre adeſi
facult ſimplic. le dà facultà coſtrettiua, e moderatiua, & è contro a vari
del - -
ſer
dal meliloto a
medicare
-

ideel COI
corpo, i e f
- - - - S.
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-

l'occhio. ---- - - - ,

si s - , - .
«i". Si rinti ier ; - - - -- - - - -

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N E N V-
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88 - Dell'Elixir Vitae -
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N E N V F A R : O. -

Lode del Nenu ºt O N O R di Stagni,e di Paludi chiamar ſi può il Nenufaro,ò


firo. Ninfea, che noi diciamo; sì per la ſua vaghezza, hauendo
- - - --
parti del corpo, a ºgiallo il fiore, e riſplendente, come per le ſue rare virtù, po
- - - - - - - - -

alle cui infermi 2) tendo egli, come Dioſcoride ne teſtimonia, giouare a fluſſi
a ſi ſoccorre e
col Nenufaro,
- - S ſtomacali, 8 alla diſſenteria,e menomar la groſſezza della ,
ſtomaco, inteſti milza,e ſpegnerle vitiligini, e facendo per quei, che di notte in ſonno ſpeſi
ni, milza, e reni. ſo ſi corrompono. De fiori di queſta pianta ſi fà hoggidì più conto per le
Trè ſpetie di
medicine, che di qualunque parte di eſſa. Galeno non parla d'altro, che ,
Nenutaro ſi tro della ſua radice, e del ſuo ſeme. Il Matthioli trè imagini mette della ,
ulaIlO ,
Ninfea, quella della bianca, quella della lutea, e quella della minore.

R O S A.
,

Lode della Ro
g4 A B BI A quì il più honorato, e'l più pulito, e'l più vago
ſa:
- luogo trà fiori la Reina, come trà le gemme il diamante, di
il carbonchio, la bella, delitioſa,8 auinente Roſa, ma di lei
tanto dir non potremo giamai, quanto è ſuoi ſingulari meri
ti ſe richiede, eſſendo ella non meno honor, che odore de
più felici amanti, che col ſuo odoroſo, e ſaluteuole humore alle infer
parti del corpo
le cui infermi. me membra grato, e gioueuole medicamento. E buona ella è ſanari
tà menoma, e dolori delle orecchia, della teſta, delle gengiue, del ſedere, del ſuo bu
toglie la Roſa.
Orecchia. dello, e della matrice. Gran forza ella tiene d'aprire, di riſoluere » ,
reſta. Gingine.
Budella.
di aſtergere, e perciò mondifica la colera, ei ſangue, vale al trabocco
Matrice. del fele,gioua alle oppilationi del ſtomaco,e del fegato, conforta il core ,
Il sangue. Fele. toglie i tremori,8 à prò delle febbri che dalla bile prouengono, come eſſeri
Stomaco.
Fegato . core.
ſogliono le terzane. Della Roſa,veggaſi quanto ne dicano i Medici , 8 i
Sempliciſti, 8 in iſpecieltà Galeno, 8 Auicenna lib.7.de ſimpl.

R o s M A R I N O:
- - g R ATO alle Api col ſuo fior, onde il più pregiato mele ne
Lode del Roſ | i prouiene, come già fu quel d'Athene, e quel che hora dalla
marino, Spagna ne ſi porta: ma noioſo,e diſpiacente alle ſerpi,S: ad
l Mele del Roſ.
altri venenoſi animali col ſuo fumo bruciandoſi è il bello, S&
marino piu ſti- “i
mato, odoroſo Roſmarino, il quale aſſai da per ſe ſteſſo eſſi fatto
A quali parti noto con le virtù fue, che ſperimentate ſi ſono, e noi tutta
del corpo ſoué
lga il Roſmari. uia ſperimentiamo, con fermate, 8 inſegnate elleºne vengono da Galeno
mo,
lib.7.cit. il quale dà ad eſſo il Roſmarino qualità attenuante, 8 aſtergente,
i" milza e per conſequente gioua allo ſtomaco,medica al mal della milza, viene in
- aiuto delle oppilationi del fegato.

-
- - ,
- - -- - -- -

S AL VIA.
r- i -
-
- -
- --- --- - --
-

TSITDonato Ermita LETTTT 89

S A L V I A.

E RITE V O LE è queſto ſemplice, che noi radoppiate ,


laudi gli paghiamo: ma prima accennar conuiene quel che laEtimologia
Saluia .
del
la ſua Etimologia ne dimoſtra, eſſendo egli così detto quaſi
via di ſalute, tenendo cotante virtù al corpo ſaluteuoli,per Parti del corpo,
ciocchè vale egli principalmente, come dice Galeno, ad in che medicate-º
peramento, oue parte d'humido, è di freddo nociua vi ſi tro ne iengono dal
la ſaluia, viſci
ui. E Dioſcoride ſcriue, à farne ageuolmente orinare, eſſer molto valeuole ca, ſangue, ca
la Saluia, parimehte a rimediare alla reſtia purga, che vogliono le donne, 8. pelli, denti, e
teſticoli.
a far che'l parto, ch'è dentro il ventre morto,eſca fuora, ſenza della madre
nocimento veruno. E rimedio alle ferite, 8 al fluſſo del ſangue. Chi vuole
ringiouenir i capelli: adoperi la Saluia,e chi ſaldar i denti: vſi la ſaluia, chi
ſanar le ferite fatte dalle fiere, prenda la ſaluia; chi togliere il prurito dalle
parti vergognoſe: colga la ſaluia. In sì anguſto ſpatio di tempo come
finirci ſe le altre virtù di eſſa la ſaluia voleſſi raccontare?

S T E C A D E!
º N sì bel fiorito corſo del fiori, che alla medicina ſi denno,al Parti del corpo
lo'ncontro ci viene la bella Stecade, della quale perche di inferme, alle -,
di ſopra alcune coſe abbaſtante ne diſlemo,nulla a dirne quì quali è buona
a Stecade,pet
di nuouo ci muoue, ſe non che può ella, oltre a quel che , ro, fegato, e ſto
ſe n'è detto, contra le influenze del petto, contra le oppila illaCO •

tion i del fegato, 3 alle putredini vale a marauiglia, e rinforza la ficuolez


za ſtomacale- )

T H I M o
i 7 AL E VOL E è molto il fior del Thimo ad ingagliardirlo
a ſtomaco, e nel maſticarſi prouoca la flemma della teſta, e fà Parti del corpo, i
che medica il
buon fiato, e ne cibi adoperaſi per toglier loro la ventoſità. fior del Thimo, l:
Diſcaccia i difetti del petto. Diremmo quì noi molto più per ſtomaco, teſta,
e petto.
º la cognitione di eſſo l'aguto, 8 odoroſo Thimo:quido di ſo
pra nell roe ragionato non ne haueſimo. Paſſiamo adunque alle degne,
-)

& aſpettate lodi della vaga Viola- -


-

v I O L A.
-

A Viola nel quarto libro vn particular capo ne fà Dioſcori i


Si de: ma noi molti farne potremmo ſe di lei a pieno ragionar parti del corpo,
alle quali è di
2 S, voleſſimo, E ella con altro nome chiamata Mammola, co
i
è,me in Meſute diſtinct.8, c.263. leggiamo; Gioua al celabro,
74 S mitiga i dolori delle altre membra. Val contra il morbo
molta ſalute la
iola, celebro,
e teſta.

comitiale, 8 in iſpecielrà de fanciulli. Hà il ſuo fiore virtù ſolutiua, ſe


Q - s
Virtù ſolutiua è
condo Meſue ne inſegna ..
T -
, ella viola.

l VIRGAT r

l
9o Dell'Elixir Vitae T–

V I R :G A
- Aurea.
- - - - - -

ROMETTANO di pagare di ſpader monete,anzi verghe di


Parti del corpo, fin'oro quei, che d'eſſer ſanati bramano nelle graui infermi
nelle quali ma
rauiglioſamen tà del corpo lamétandoſi altri da graui dolori ſoprapreſi del
te opera l'Au e “è) la malageuolezza dell'orinare, altri per le penoſe pietre ,
rea Virga:viſci 62 , 2 Si ch'hanno nelle reni, altri per le vlcerationi della bocca, al
ca, reni, bocca,
le denti. tri per li denti ſmeſſi, perciocchè contentandoſi di poco l'aurea virga, ſano
Quel che della medicamento ſomminiſtra, e ſe ad Arnaldo da Villanoua noi preſtiamo fe
virga aurea ne
dica Arnaldo. de: hà gran poſſa di conſolidare, e di giouare alla ſchiranzia, alle infiamma
gioni delle fauci, e dell'Vgola parimente. -

z A F F E R A N O.
yº EL Croco, è del Zafferano, che tanto il color dell'oro raſſo
parti del corpo, vi miglia, e che pallidi e gli ſmorti viuaci,e coloriti ne rende,
dalle quali è
amato il zaffe
i , e che per le ſue molte virtù a peſo d'oro comperarſi dou
rano,viſcica,fac rebbe, diciamo, che ne moſtra le ſue virtuoſe qualità di ma
cia, teſta, fega 4-Se sº turare ſecondo Dioſcoride lib. 1. c.25.ne inſegna, e di mollifi
to, e orecchia, care, e di leggiermente coſtringere, e perciò di prouocar l'orinasdi far buon
Altre virtù, d colore nel viſo, di rimediare all'ebbrezza, S alle infiammagioni: ſimilmente
seſſo. alle poſteme delle orecchie. - -

Delle proprietà de Frutti, che ſi richieggono alla


Compoſitione dell'ELIXIR VITAE.
- Capitolo VI,
B A C C H E.
di Ginepro, :
Sº VI non habbiamo noi da dire le Bacche, che ne porge rho
Verſo intiero V norato gentil alto Ginepro, eſſer di quella grandezza,che ,
preſo da vm So
netto di Giulio Dioſcoride lib. I. cap. 84 le deſcriue pareggiandole a frutti
Camillo. delle noci: perciocchè le noſtrali picciole ſono, e non mag
Cpinione di assu Su 2 ri ſi veggono d'vna bacca di lauro, è di oliua tanto ſe gine
Dioſcoride in
torno alla gran pri demonti, quato ſe delle maréme ſiano, ma rapportar dobbiamo le virtù
dezza delle Bac che elleno hanno. Dioſcoride dice, che con mezzana facoltà riſcaldano,
che di Ginepro.
Saluteuoli virtù & aſtringono, S che gioneuoli ſono allo ſtomaco, 8 al petto,leuando i ſuoi
delle bacche ,ii difetti, 8 al ventre,purgandolo della ventoſità, e che conferiſce agli ſpa
del ginepro, p
le parti del cor
ſimi, & alle prefocationi della matrice . Del Ginepro parlando Galeno
po inferme, ſto lib.6.de facult ſimpl.altro non ne diſſe,ſe non che è caldo,e ſecco nel terzo
maCo, petto,ve ordine, 8 caldo parimente è il ſuo frutto, ma non igualmente ſecco percioc
tre, e matrice. chè nella ſiccità il primo grado egli non trapaſſa . - - - - -

t - - B A CC H E
- -- - - -- - - - -- - -- - - - - - - - - -- - - - - -
Di Fi Donato Eremita LipTITI ;-
B A C C ºH E l

di Lauro.
|
O N meno adornano de' Poeti, e degli Imperadori le ghir Lode delle Bac
che di Lauro.
lande del verde Alloro le tenere Bacche, che in vſo vengo
no nelle Spetierie per ſaluezza, e riparo del cadente, 8 in Virtù delle ,
fermo corpo humano. Di queſte bacche trouiamo eſſere bacche di lauro
per lo polmo
ſtato da Galeno ſcritto lib.6. de facult.ſimpl.che elleno mag ne,ep lo Petto.
gior forza tengono nel riſcaldare, che le frondi non hanno, e da Dioſcoride
lib. 4. cap. 15. che vtili ſiano a tiſici, agli aſmatici, agli ſtretti di petto, a
catarroſi,8 a quei, che ſono ſtati punti dagli ſcorpioni. -

B A C C H E
di Lentiſco.

N: ER dottrina di Galeno lib.6 de facult.ſimpl. ſappiamo, che


- a Che eſſenza ſia
d'vna eſſenza aquea con leggerezza calda,e d'vna non poco nelle Bacche
terreſtre fredda è compoſto il Lentiſco, per la cui virtù è del Lentiſco.

egli moderatamente coſtrettiuo. Diſſecca nella fine del


Parti delcorpo,
- ſeccndo ordine, è vero nel principio del terzo, ma nella cal, c'han prouato
dezza, e freddezza, e quaſi igualmente temperato. In tutte le ſue parti hà le virtù d eſſo, i
denti, oſſa ſan
conformità di virtù conſtringete tanto nelle radici, quanto nelle corteccie, gue -
nelle foglia, e nelle bacche. Queſto medeſimamente Dioſcoride lib. 1, c.82.
ne inſegna, dal quale habbiamo, che egli rimedia a mali della viſcica,allo
ſmouimento del denti, alle rotture delle oſſa,a fluſſi del ſangue» -

B A C C H E
di Mirto.

A bianco, 8 inargentato fiore di ſoaue,e piaceuole odore , Due ſperie ſono


ripieno le nere ſue Bacche a noſtro vſo, ſe infermi ſiamo,ne delle Bacche ,
porge la vaga pianta, già alla bella madre degli amori da . del Mirto -
gli antichi conſecrata, dico il Mirto. Di cui due ſono i ge Giouaméti del
- neri di eſſe le bacche: l'vno delle nere, delle bianche l'altro, le bacche del
è l'vno delle hortenſi, e l'altro delle Montane, che ſecondo Dioſcoride lib. mirto , alle ,
parti del corpo
1. c. 129. più lodato ne viene. Giouano a gli ſputi del ſangue, allo ſtoma inferme, al ſan
co, a morſi de falangi,e degli ſcorpioni,ageuolano il biſogno dell'orina , gue ſtomaco,vi
reprimono i vapori della teſta, 8 eſtinguono,e diſſeccano tanto gli ardori, ſcica,e teſta.
quanto i freddi humori. Non laſciò di ſcriuere del Mirto Galeno lib 7. de |
facult.ſimpl.il mirto,dice egli,è vna pianta da diuerſe ſoſtantie compoſta ,
ma ſupera in lei la qualità fredda, 8 terreſtre; Tiene del ſottile etiandio, e
del caldo, e però valoroſamente diſſecca, e pone egli non poca differenza -
in virtù trà le frondi,trà le bacche, e trà il ſugo.

Q -
2 C A R PO.
Tr
-TTETTI:
C A R P O B A L S A M O.
-
Che coſa ſia il S? VA L ſia il migliore Carpo Balſamo, che è il frutto dell'ar.
Carpo Balſa - boſcello Balſamo, che tale la voce della greca fauella ne
mos
La Giudea ab-l dimoſtra, di cui abbonda la Giudea,volendone dimoſtrare il
bondante di bal
ſamo i
Matthioli lib. 1. c.18. nel capo del Balſamo di Dioſcoride »
Come virtuoſa - diſſe, che dee eſſer di color d'oro, pieno, peſante, caldo, e
mente operino che morda alquanto guſtandoſi, e nel rapportar i ſuoi giouamenti, diciamo
nelle parti del che non poco gioua al polmone, al petto, alla teſta, alle reni,e però a diſcac
corpo le bac
che del balſa ciar la toſſe, la ſciatica, le vertigini, le difficoltà del reſpirare, non poco è
mo, nel polmo valeuole, e poſſente. -

ne, petto,teſta,
e reni

C V B E B E. ,

Che coſa ſia la # N E LL A Cubebe non habbiamo trouato per hora, chi ne ,
Cubebe, º A º dica quanta, 8 quale ella ſia del Matthioli in fuori(laſciato
i a partc quel che il Manardes ne referiſca)il quale Matthioli
A quali parti
del corpo ſia , - ſcriue, che la Cubebe è ſeme d'vna pianta, ch'egli di ſapere
prode la Cube e
be, allo ſtoma
º non confeſſa, ſolo le ſue qualità raccontando, e cioè di riſcal
co,petto, milzº, dare, e di confortar lo ſtomaco, parimente di mondificare il petto da groſ
matrice, e teſta, ſi humori, di giouare alla milza, di cacciar via il fiato, e di dar rimedio al
mal della matrice, e dal capo qualunque flemma catarrale; A queſto io
E per accreſci--
mento della po aggiungo, che la Cubebe è vno di quei ſemi, che hanno la maggior vale
tenza ſeminale uolezza in aiutare, S in accreſcere la potenza ſeminale.
la cubebe.

D A T T O L I.

N E RCH E poco meno che non raſſomiglino delle noſtre o


Etimologia del
A mani le dita i frutti della nobile, e glorioſa palma, con greca
la voce Dattilo. fauella Dattili ne vengono rapportati. Di queſti a lungo
-
E parla Dioſcoridelib. 1. cap. 126, e che gioueuoli ſono all'a
Quali parti del 5X. Si ſprezza della gola, allo ſputo del ſangue, al fiacco, 8 vomi
corpo ſentano
beneficio dalle tante ſtomaco, è alla diſſenteria, ſi che ella fino alla ſcoriatione proceder
virtù de Datti
li, gola, ſangue,
non poſſa. & io per me haurei opinione, che applicata la melata carne di
ſtomaco, inteſti tal frutto ſopra le fredde punture delle dita, quelle ſia per mollificare, e
ni,e dita, per maturare valentemente – . . .

(
-.

e ge -

FI CHI
Di Fra Donato Eremita Lib TTTT 93
F I C H I s E C C H 1.
- -

TIM A RSI non poco paga dee più che altra parte del
Mondo la noſtra Italia, come, che ella di Fichi è del tutto Lode delle frut
Sº abbondeuole, è ſatolla, potendo da eſſi, cioè dalle ſue frutta ta de fichi.

-
$)S., prender medicamento per l'aſprezza della gola, per la diffi
coltà dell'orinare, per la fredezza de fianchi, per lo ſmarri Quali parti del
corpo inferme
aiutino i fichi,
mento del colore, per lo mal dell'hidropiſia, e per la ipopleſia,e per li vitii Igola, viſcica ,
del polmone. Eglino han facoltà nutritiua,leggiermente calefattiua,& au fianchi, faccia,
ventre, tenta, e
gumentatiua. Ricorraſi per la verità di ciò a Dioſcoride lib. 1. cap. 146. polmone.
ciò ch'egli ne ſuoi libri detto ne habbia. -
Facoltà de' fi
chi.

G A R O F A N I

A STE RE B B E ſolo di Serapione l'autorità lib.2. c.148. Virtù de'Garo


fani vie a tana
intorno al referire le virtuoſe qualità dell'odoroſo Garofa
re le parti del
no: ma , perche non ci pare deceuol coſa il tralaſciare quel corpo inferme,
che di lui ne ſcrine il dotto Garzia dell'Horto Medico in ſtomaco, reni,
occhio, ventre,
- Portogallo, diciamo, che ne inſegna, non diſcoſtandoſi dalla e telta .
dottrina di Serapione, che gioueuoli ſono i Garofani allo ſtomaco, che dan
no maggior forza al principio ſeminale, che fan più ſottili, e più puri gli ſpi
cro - - - - - -

riti della viſta, di cui toglieno le caliggini, e le nuuolette, ma come adoperar


ſi habbiano: non è quì luogo d'inſegnare. Vagliono(ſe al Matthioli creder contra la peſte
ono, garofani,
vogliamo)al diliquio dell'animo, agli hidropici, a gli epilettici agli ſtupidi,
e ſono molto nelle peſtilentie opportuni.
G I V G G I O L E.
- - - -
-
-

SAſe/9 7 ) NA
( S O..:N fè poco conto delle Giuggiole il Greco Medico
Attua -
Parti del corpo,
º
- - -

rio, concioſiacoſache ſappiamo, che di eſſi ne


- - -

" oue ſono buo


ne advſare le ,
X5 torali cotro de'caldi humori, e parimenti ne reſolutini della Giuggiole, pet
, colera ſouente ſi valeua. Galeno lib.2.de facult.alim. chia ro, peimone,re
ni, e viſcica.
- mò le Giugiole Seriche, e diſſe, che elleno conferiſcono al
petto, al polmone, alle reni; & alla viſcica,oue eglino da male, è da dolore
alcuno ſiano ſoprapreſi. - -

M A N D O R L E.
È CRIVE ND o delle MandorleCaleno lib.2. deficult. cit.
ne diſſe, ch'elleno hannoevirtù di eſtenuare, e di toglier via gli
parti del corpo
inferme, a cui a
S (º viſcoſi humori del petto, del polmone, di leuare le oſtruttioni medicameto ap
plicanſi le Man
ſcº del fegato, e della milza da groſſi humori cagionate. Ma le dorle petto, pol
-.-2 dolci non ſono coſtrettiue, & hanno virtù diſſeccatiua, e però imone, fegato -
milza, viſcere,
purgano le viſcere, e per via di ſputo gli humori del petto, e del polmone. teſta, e viſcica.
Et appò Dioſcoride lib. 1. cap. 14o. leggiamo, che non picciola facoltà ten iChi altra virtù
habbian le Mlan
l
gono di rimediare a dolori della teſta, S alle viccre putride, e corroſiue, e dorle dolci.
che
94º Dell'Elixir Vitae i
che ſono alquanto ſonnifere,S al mal della pietra, e allo'mpedimento del
l'orina non poco gioueuole medicamento. - -

M I R A B O L A N I.
Cinque ſono le E' Mirabolani, de quali cinque ſono le ſpetie,molte coſe ,
ſperie de Mira
bolani. ne ſcriſſe Serapione, Auicenna, e Meſue,appò i quali habbia
mo di eſſi altri i Citrini, altri i Chebuli, altri gli Indi, altri
Parti del corpo gli Emblici, altri i Bellirici. Il Matthioli lib.4.c. 161. dice,
che rimangono
paghe dei medi che trà le Medicine benedette ſi annouerano, perciocchè
camento del Mi
rabolani,ſtoma
quantunque ſolutiue non debilitano, ma confortano lo ſtomaco,e prepara
co, vicere, co no le viſcere, eritraggono inſieme tutte le loro parti, che rilaſſate foſſero.
re, e fegato, Rallegrano il core, 8 al fegato gioucuoli ſono grandemente – .
V V E P A S S E.
ziº E' Medici particolar mentione fecero dell'Vue paſſe Dio
Qual ſia ſecon
do Galeno l'v
è ? º ſcoride, e Galeno. Galeno lib.7. & 8.de compoſ.medicam.
ua Palla. -'aº
per vua paſſa intende quell'wua, che diuenuta ſecca al ſole,
i (come eſſer ſuole quella, che da Candiane ſi porta di forma
Vua paſſa Can
diota è la mi picciola, e minuta) è più valeuole, che la grande, non è,ne'
gliore. l medicamenti, e ſecondo lui è buona a lenire il petto, per gli defetti del fega
Parti del corpo
fodiº fatte dalle to, per la toſſe, per l'arteria, per le reni,per la viſcica. Quanto a ſuoi gra
gue paſſe, petto, nelli, come che coſtretti ui ſono per la diſſenteria molto poſſentemente il
fegato, arteria, vengono adoperati. Aggiunge Galeno, che contro delle putredini vaglio
reni, e viſcica.
no etiandio con non poca poſſanza .

P E P E.
Trè ſono del S2 V AN TO del Pepe, di cui trè ſono le ſpetie, n'habbiano
Pepe le ſpette. V ſcritto Galeno lib. 8. de facult.ſimpl. e Dioſcoride (poſti gli
altri Medici da parte)non ſiamo qui per rapportare percioc
chè troppo a lungo il noſtro ragionamento ſe n'andereb.
Qualità del Pe
pe . .
be. Dioſcoride lib.2. c.148.vuole,chel lungo ſia più forte,
, il quale per la ſua immaturezza ritiene alquanto d'amaro
Parti del corpo, ſapore. il nero è per i condimenti più toſto, che i bianco, che è più medici
alle quali è da nale. Hà virtù,ſi come dalla dottrina di Galeno habbiamo, diſſeccatiua,e
to il pepe,viſci
a ſtomaco, oc riſcaldatiua ; prouoca per conſequente l'orina, muoue l'appetito, fa digeri
chio, petto,go
la,e teſta. re, riſolue, e muoue le caliggini,ſouniene a tremori delle febri terminanti,
gioua a morſi delle ſerpi, alla toſſe, a difetti del petto, alla ſcheranzia, a
dolori del capo,

P IN E.
Di Fra Donato Eremita Lib. III,

P I N E,
ò vero Pignoli.
ON O, come dice Dioſcoride lib. 1. c.71. le Pine, che con Qualità delle
Pine . - -

greca voce chiama egli Pityides, coſtrettiui,& alquanto cal


di, e come tali giouano alla toſſe, 8 a difetti del petto, e ſe
i condo Plinio raſſettano gli humori contrari dello ſtomaco
t Si per la loro agrimonia, 8 i rodimenti, e rinforzano la virtù, e IVtili allo ſtoma
co, & al petto
ſono le Pine.
danno maggior vigore alla forza del corpi ſani, e quelli degli infermi mag
giormente ſolleuano, & accreſcono, 8 egli è noto, che ſono di gran virtù è
far più potente, e ſpiritoſa la potenza ſeminale, come altresì far ſogliono i
Piſtacchi. - - - -

P I s T A C C H I.
I sì nobile, e sì ſano frutto non meno hoggi abbonda la Sici La Sicilia, & la
Soria più ch'al
lia,che la Soria, onde vogliono, che ſiano ſtate trapportate le ra parte del
- 4 prime piante, e grande ſtima far d'eſſe noi dobbiamo, che pro Mondo ſono ab
Se ſcº
se
ducono parti cotáto vtili,come referiſce Dioſcoride lib.c.141.
allo ſtomaco, e contra a morſi del ſerpenti, e come da Ga
bondeuoli de ,
èiſtacchi.

leno lib.2. de facult. ciborum, habbiamo d'opportuno giouaméto al fegato, Parti del corpo,
che cercano nel
& alle ſue oppilationi. Auicenna, riprendendo quaſi Galeno, aſſeriſce, che le loro infermi
i piſtacchi vietano la nauſea,e confortano la bocca dello ſtomaco. Queſti rà i piſtacchi, i
cibi ne fanno molto inchineuoli alle libidini, come che Venerei ſono, 8 tomaco, e fega
to -
han forza d'ingraſſare i magri, & eſtenuati corpi.
R I B E s.
Na AS CI A TO da parte quel che del Ribes ne và diſputan Che facoltà ten
yº il do Meſue diſt.6. cap.2 o6. diciamo ſolo con Auicennalib.2. ga il Ribes -

tract.2. c.588. che tiene facoltà eſtintiua, & rinfreſcatiua,e ,


È, conferiſce per conſequente al ſangue infiammato,e gioua al
e S le poſteme peſtilentiali, alle quali ſe toſto non ſi rimedia ,
Partidel corpo,
alle quali vien
dato ſoccorſo
toſto vccidono. Aguzza la viſta, 8 è ottimo rimedio alle variole, è mor dal Ribes, ſan-l
billi. Vſiamolo nie febri agute, nella troppo caldezza dello ſtomaco, gue,occhi,e
maco.
ſto
per la ſete, per la nauſea, per prouocare l'appetito, per iſtagnare i fluſſi co Altri giouamen
ti, ch'egli far
lerici dello ſtomaco, e del corpo. - -

ſuole.

s o R B I.
» N4 VEL poco, che de Sorbi,ò Sorbole, che diciamo, ne ſcriſſe Come operino
ACS
Galeno lib.13.de facult.ſimplic.& cap.z.de cibis, baſta quì i Sorbi nel ven
SX; rapportare, e cioè, ch'eglino ſono coſtrettiui,ma molto me tre- -
º no delle Neſpole, e però giouano al ventre aſſai riuolto, & -

i diſtemperato.
- - - - Della -
- --
-

è
m- - -

I 96 –TTEivi
Della proprietà de Semi, che chiede la Compoſitio
- ne dell'ELIXIR VITAE.
Capitolo VII.

A C E T o s E L L A:
Come da Greci N3 E R venire al particolar luogo dell'Acetoſella, che Oxalida
venga nomina A da Greci, e da Latini è nomata, prende a dir Dioſcoride del
ta la Acetoſella
$ Lapatio, è vero del Rombice, di cui moltiſſimi, però non in
º ſieme, ſe ne trouano in vari luoghi, e ſpecialmente negli hu
Cue in abbon
danza ſi troui
la Acetoſella.
5X, SS 2 midi,8 aquoſi. Vale il ſuo ſeme,ſecondo Dioſcoride lib.2.
c. 1o6.contra la diſſenteria, contrali fluſſi ſtomacali, e contra li faſtidij dello
Virtù d'eſſa ado ſtomaco, 8 alle punture degli ſcorpioni è valeuole aſſai. Galeno lib.7.de
perata nelle in facult. cib, dice,ch'hà virtù coſtrettiua, ma che tutta la piata hà del digge
fermità dello
ſtomaco, del fe ſtiuo,e del ripercoſſiuo. I moderni Mcdici dicono, che d'eſſa il ſeme rinfre
gato, e del co
re »
ſca, apre, & incide alquanto i lenti humor, ch'inugoriſce lo ſtomaco, eccita
l'appetito,tempera il calore del fegato, 8 è gioueuole alle febri peſtilentia
Che poſſa col
li, & a recar ricreatione al cuore è ottimo rimedio. Gabriel Humelber
ſuo feme. gio nel libro dell'Herbe d'Apuleo pone l'Acetoſella nel quarto genere -
del Lapatio, il che venendo da alcuni negato: parmi dello ſteſſo Autore le
Autorità del parole rapportare: Quartum poſtremo eſt (dice egli) quod quidam ab aci
l' Humelbergo. ditate ſaporis oxalida appellant, alijanaxalida, aut agreſte Lapathon vo
CilIlt ,

Quali rimedi O LL E R O alcuni, che l'Ammi ſia il Cimino Ethiopico, 3:


li alle in
egli è vn picciolo ſeme, e più picciolo di quel del Cimino
ferme parti del
corpo l'Ammi,| noſtrale. E di natura calda, e diſſeccatiua, come Dioſcoride
alla viſcica, e
alla matrice.
lib.3.c.65.ne inſegna, Vale a dolori del corpo,S alle paſ
Che detto hab N LAS
-E
ſioni dell'orina. Vale a morſi velenoſi, 8 a far tornar il
bia dell'Ammi meſtruo, & a purgar la matrice. Galeno lib.6 de facult.ſimpl. dell'Ammi
Galeno.
Oue egli ſi tro diſſe hauer lui delle parti ſottili, 8 al guſto amarette, 8 agute,e però aiuta
ul, la digeſtione e l'orina reſtia ad vſcir fuora. Non hà ſolo di queſto il paeſe
d'Aleſſandria, ma il noſtro ancora,

A M O M O.
Due ſono le Si) E gli Amomi dice Dioſcoride lib. 1. c. 14. eſſerne due ſorte,
ſpetie de gli º l'vna dell'Armeno, e l'altra del Medo: ma quella dell'Arme
Amomi.
Amomo di facol nia vuol, che ſia la migliore. Contiene molte virtù, e princi
tà gioueuole al pale è in lui quella di prouocar il ſonno, di leuar via il do
la teſta.
All'A coro nel lor della teſta, di maturare, di riſoluere le infiammagioni, e
la virtù è raſſo le poſterie meliceride. Galeno lib.6.de facul.ſimp dell'Amomo ſcriſſe, che
"ººº nella virtù è ſimile all'Acoro, ma non tanto diſſeccatita, e c'hà facultà di
-

º
concuocere più poſſente -.
- - - - - - - -
-

-- T– - - - -

e- - –ºiº
a -

Di Fra Donato Eremita LibTITI 97

A N E T O.

l'Aneto non men alle cucine per ſuo buon ſapore, & odore, Laude dell'Ane
ſto
che alle Specierie per le ſue molte virtù paleſe, e noto.Dalla -

dottrina di Dioſcoride lib3. c.62. habbiamo, che beuuto fà Parti del corpo,
ritornare alle poppe il latte, gioua a difetti dell' vtero delle alle quali in me
dicamento ſi
- 4ù donne, ma comunemente a dolori del corpo,leuando la ven può dare l'ane
toſità, riſtagna i vomiti,richiama l'orina,S: menoma il ſinghiozzo. E da - to,poppe,vtero,
inteſtini, e viſci
Apuleo habbiamo l'autorità di Dioſcoride raffermate, 8 aggiunto, che con Ca -
la cenere dell'Aneto con mele miſchiata, ſi ſanano le vlcere, anche antiche.

A N I s O.
Ell'Aniſo ſi potrebbe dir tanto quanto di qualunque altro Lode de gli
virtuoſo ſemplice appienos'è detto, ma di queſto noi breue Antſi.
mente parte con Galeno lib. 6 c.6o. parte con Dioſcoride de Che qualità ſia
gli aniſi fe
ſiamo per ragionare. Galeno lib. 6.de facult.ſimpl.dà à que li" Galeno.
X6 ſto ſemplice qualità calda,e ſecca, ma con diſtinto grado gli Effetti, che fan
dà virtù d'adormentare, e di rendere maturi i groſſi humori, e di ſanarle » gli aniſi nelle
inferme parti
vlcere troppo humide,e ſtillanti. Dioſcoride dice, che riſcalda,e diſſecca,il del corpo, ſto
che viene a raffermare quello ſteſſo,che da Galeno lib.61.ſop.cit.s'è detto, maco, viſcica,
". orecchie.
e che per conſequente fà buon fiato, perloche da Greci, 8 da Turchi aſſai | altre loro virtù
ſouente, e da molti de noſtri, che ciò ſanno,vien adoperato. Prouoca l'ori Trè ſono le , ipetie del Baſili
na, ſmorza la ſete dell'hidropiſia. E poſſente contro a morſi del ſerpenti, e O •

degli altri velenoſi animali. E di gran giouamento al fato, pon fine a


fluſſi del corpo, e genera gran copia di latte ».

B A S I L I C O. t

RIM A, che del Baſilico le molte,e rare virtù noi diciamo, Baſilico fluuiale |
con la Meliſſa è
opportuna coſa par, che ſia l'accennar di lui le ſpetie,e que vna medeſima
ſto ſecondo Meſue diſt.1.cap.de Ocimo, trè ſono,la prima , coſa.

-
del Baſilico, è come i Latini chiamano Ocimo maggiore cô
v, foglie vn pò grandi, e larghe;la ſeconda del minuto, che da bar: che
a alla viſcica,
Greci Leptauilon è nomato, che molti tengono eſſer queſti il Garofilato, la & al ventre.
terza ſpetie è del Citrato. Del Baſilico fluuiale eſſendo preſo pervna iſteſ | -

ſa coſa con la Meliſſa, là oue d'eſſa la Meliſſa s'è detto, opportuno luogo
potrebbe hauere: gioua,come da Raſis lib.ad Almanſorium cap de malinc. i (o

ne viene inſegnato, all'humor della malinconia, alla difficultà dell'orinare, lº


alla ventoſità del corpo, 8 alla puntura dell'Atracina, e dello Scorpione.
-
-
-
-- - - -

i -
- - - - -
-

-
- e º - - ,

- ,
- - - -- - - -
) , . . -
- - -- - - - - - - - -
- - - -
-

-
- - - - - - - -
- -- - - -- - - -
-
- r

º
9e8 -
TETERTVIT
B E , R. B E R I,

Che voce ſia il


Berbari,
Oxiacanta, e'l
& Pirina, e Picianta. Il frutto d'eſſo ſcriue il Matthioli lib. I.
Berbari ſono , cap. Io3. che raffredda, diſſecca, conforta, 8 aſtringe. Aui
vna iſteſſa coſa. sº cenna ſcriſſe, che vince la colera, rimedia alle infiammagio
Che operatione
faccia il Berbar ni del fegato, e ſpegne l'ardor della ſete, rimedia alla ſeccagine, che vien
nelle infermita
del fegato i s –
dal fluſſo del ſangue, 8 è gioueuole all'accendimento delle febri.
del ſangue
C A P P A R o.
Lode del Cap
Ni; E L Capparo non è da dirſene ſcarſamente, ma dennoſile -
paro -
º le ſue virtù a larga mano, come fà Dioſcoride lib. I. c. 164.
i manifeſtare; concioſiacoſache menoma egli la groſſezza ,
che coſa fac
cia à prò della della milza, fà andar per orina i trombi del ſangue, apporta -
milza,e del lan giouamento alla ſciatica, S alla pariliſia, & alla rottura, S.
- -

sgue - allo ſpaſimo, prouoca il meſe alle donne,purga la flemma,reca vtilità a den
ti, che patiſcono dolore,mondifica le vlcere antiche,e marcioſe, eſtingue
- - le vitiligini bianche, riſolue le durezze, e le ſcrofole, S vccide i vermini del
-

Quali cappari le orecchie. De Cappari quei di Puglia vengono più lodati,e ſpecialmente
ſieno i miglio per le tauole ad eccitar l'appetito, quei del Monte Gargano & appreſſo a
r1 -
- queſti, quei del Genoueſato, -

- .

C A R D A M O M O, -
-- -
-- -

il cardamomo S E LICE è l'Armenia, perche abbondante è ella ancora di


Armeno è mol 2, Cardamomo, di cui potrebbeſi molto a lungo rapportandoſi
to lodato. R le virtù,ragionare, ma conuien nondimeno ſeguir col comin
parti del corpo, : ciato ſtile della breuità, dicendo ſolo con Dioſcoride lib. 1.I.
che per diſca -
ciar da sè l'infr - 9 cap.5. ch'egli è riſcaldatiuo, e che però gioua a molte infer
mità ſi vagliano
del Cardano mità, che da eſtrema freddezza del celabro prouengono, e per conſeguente
mo, teſta, cele al malcaduco,gioua anche alla toſſe, alla ſciatica, alla pariliſia,a dolori del
bro, reni, viſci
ſca, e fegato.
lereni, alla difficoltà dell' orina, alle punture degli ſcorpioni, S ad altri
Contra le pun animali di veleno. Non poco giouamento apporta alle pictre renali, 8 è
ture degli ſcor medicamento etiandio di leproſi, & d'vlceroſi. I i sio, i
pioni, e il Car º e'
gatomo •
-

i
e º
C A R T A M O. i |
f FATTO aſſai noſtrale, e per conſequente appo noi noto
Cartamo, che
cola ſia. fie
ass il Cnico, il cui fiore è a guiſa del Zafferano, 8 Il ſeme di co
lº) lor bianco nelle Spetierie tien nome Cartamo . Aetio
Parti delcorpo,
alle quali appar
i" il i" lib. 13. cap. 125 dice, che concorre il Cartamo con i
mo,teſta, inteſti i
ni, petto, pulmo e ( arth. diſt. 12. vuole,
le altre coſe, che rimediano al mal caduco. Meſue cap. "
ne,gola,e reni. che vaglia non poco per iſciogliere le flemme, e che
-
- - - 3, confe
-- m - - - -
Di Fra Donato Eremita Lib. I II l. 99
conferiſca a dolori colici, che mondifichi il petto, el polmone, riſchiari la ,
voce, 8 augumenti il ſeme. Galeno lib.de alim.fac.inſegna, che ſi può il
ſuo ſeme adoperare nel purgare il corpo.

C E D R O:
Cedride, che ,
assù o VI del Cedro altro non tocchiamo, che'l ſeme, che da Dio coſa ſia .
- ſcoride lib. 1. cap.84. Cedride vien nomato, 8 hà facoltà di Della ſua quali
riſcaldare, ma non opportuna per lo ſtomaco. Aiuta però taParti ,
del corpo,
quei, ch'han la toſſe, che ſon rotti,e ch'à gocciola vrinano,e che egli aiuta ,
gioua alle donne, che vogliano la lorpurga ; ſi prende per petto, budella,
e viſcica.
valeuole in molte altre infermità è adoperato.
C H E R M E S.
Che coſa ſia ,
S O Spoſitore di Meſue Conſdiſt.5.cap.de cheſmes nel ragio Chermes, &
il nar del Chermes, ch'altro non è, che la grana de Tintori, Chelmes.

o'l Cremesì, dice del Cheſmes, che ſon levue paſſe di me Virtù del Cher
noma grandezza come quelle, che di Candia ci ſono recate; flìCS •
hà il Chermes virtù aſtrettiua, & adoperaſi nella confettio
ne Alchermes appellata, di cui a pieno veggaſi Meſue, e però gioua alle
fluſſioni del ventre .

C O R I A N D R O.
f, ON è coſa, che per mangiandoſi ſouerchiamente noccia , Che effetto fac
ia il Corian
2 più del Coriandro il quale migiato in molta quantità(come iro non prepa
dice Dioſcoride lib. 3. cap. 69.) apporta delirio, e forſenna ato ò in molta
mento, e però ha biſogno di preparatione, con la quale ſe , quantità man
giato.
gli toglie ogni qualità velenoſa, e nociua, ma hà egli allo'n.
contro molte virtù, e cioè d'eſtinguere il foco ſagro, e le vlcere corroſiue,e Giouamenti,
ſerpiginoſe, 8 le epitinittide ancora, e le poſteme, che naſcono nel teſtico che ne vengo
no dati dal co
li,& carboncelli. E rimedio p le ſcrofole, e per li pani;Darſi dee a figliuoli, riandro per gli
che patiſcono di vermini,3 ad ammogliati p augumétar loro l'humor ſemi teſticoli, gola,e
reni. --
nale. Nel dar del coriandro le qualità, differenti trà sè trouò, che ſiano
Galeno,Auicenna,Dioſcoride,S Apuleo. - -

D A v C o.
Il Dauco è mol
g O TAN TA ſomiglianza tiene il Dauco col Finocchio, |to ſimile al Fi
$ che molte volte inganna l'wno laſciandoſi prendere per vocchio.
l'altro . Il ſeme, che queſto ne porge è aguto, e peloſo, Virtuoſe quali
e nel maſticarſi prende odore aſſai piacente, e grato. Di tà del dauco
due maniere ſi veggono appo il Matthioli; d'amendue i ſe nelle parti inferi
me del corpo,
- mi hanno virtù ſecondo Dioſcoride lib. 3. cap. 78. di ri viſcica, matri-l
lcaldare, e per conſequente di prouocarla orina, 8 i meſtrui, d'ageuo. ce, ventre, e Pet
lare il parto, e di togliere i dolori del corpo, e di mitigare la toſſe , fo.
R 2 inuec
- - - - ------

1oo Dell'Elixir Vitae


l ... inue cchiata. Galeno lib, 6.de facult.ſimpl da etando al dauco qualità ri”
A morſi delle ,
º tarantole è ri ſcaldante e però dice egli che può prouocare i meſtrui,e l'orina . Soggiun
i medio il ſeme go con Dioſcoride, che val pure il dauco contra i dolori del ventre, e con
del datico, e tra il morſo delle tarantole. Plinio dice, che con eſſo il dauco ſi può dar
gioua a dſlente
I 1C1 ,
-

rimedio alla diſſenteria, è ad altri mali, che per breuità tralaſciamo


. . . . s -

d
- -- - -
- -
-
-
- -
- - -
F I N O C C H I O. - -
- -
- -

a “ t- e V E ſono le ſpecie de Finocchivna del domeſtico dei ſei


Due ſpetie d
! Finocchi ſi ri Nº uatico l'altra, delle quali due diſtinti capi in Dioſcoride o
trouano -
- è - lib. 3. cap. 4. leggiamo. Del ſeme di queſt'herba pren
parti del corpo, Ns il dono le nodrici molta copia di latte. E egli buono a morſi
SL
che ricorrono
al finocchio, ſto
º is delle ſerpi, 8 a far ritornare la purga alle donne. Fà per
maco,e occhi. quci, che patiſcono di ſtomaco, e di nauſea. E lodato più ch'altro ſto ſem
Ciaſchedun.
plice eſſendo egli vtile tanto col ſeme, quanto con le fronde, e con le radi
coſa, che è nel ci,e col ſugo, che per le medicine degli occhi né poco valeuole s'è trouito.
finocchio,è me Galeno lib.7.de ſimpl. dice, che'l finocchio ſcalda nel terzo ordine,e diſſec
dicinale -
ca nel primo. 2 - - - -

L I G v s T I C o -

Onde il teº A - - ºzza


º: A
A Liguria
Liguria detta hoggi il Genoueſato, oue gran copia .
co habbia preſo i" d
il notne . i gº) ha di Liguſtico, haue a queſto dato opportuno nome. E da
Terrazzani Panace chiamato, non perche Panaceſia, ma
Panace da quei ,-- - - e º ri: p er la ſomiglianza,
- e che col Panace Heraclio nella
; - radice, e - - «a - - -
dei Genouelato
e detto il Ligu 5 i nel buſto tiene. Il ſuo ſeme, com'anche la radice (inſegna
ttico. Dioſcoride lib.3.cap.5o.) e riſcaldante, e còcocente, e però daſſi a ſtomachi
Virtuoſe quali
freddi, 8 agli interni dolori, 8 tumori, S a quei, che ſono ſtati morſi da
- - v - - - v v - . - - -

ta del l guſtico animali velenoſi. Fà venire alle donne la purga, è così ſomigliante il ſuo -

per lo ſtomaco, ſeme con quello del finocchio, è del ſiſtro, che louente con eſſo falſificato
ne viene- . .. . . . . . . . . . - -
- - - - - - - - - – - i -2 o |
i 1 . . . - L I N a O. i -

e - - i ,
7 ELL A virtù del ſeme pareggia Dioſcoride tib 2.cap,91. il !
Che operar poſ Lino col feno greco. Diſcuote egli, e mollifica ogni inter
fa il teme del
Lino a medica na infiammaggione. Toglie le macchie, che sù'l volto ven
mento del ven
tre, del fegato, e
iò il gono per hauerſi troppo caminato al cocente ſole. Sana i
delle orecchie. si è º carbonchi, 8 i durigonfiamenti,che dattorno alle orecchie
l -
naſcer ſogliono. Adoperaſi anche molto valeuolmente nelle punture- -
- - - - - - - - - A - v -

" i " Delle lodi del Lino veggaſi Plinio lib. 19 e dell'altre virtù che egli ha leg
dellino. I gaſi Galeno lib.7.ſimpl pharm. -

º -3 - - - - - - - - . º -

- - - - gº Tºsì fºsì Rº! º Gºi , a


ssº iebesºisp Ciºp e lesº ei --
- - -
- - . . . . - -

- - -
- - -

l - º --

- – M E L O
- - - - -

Di Fra Donato Eremita Lib. IV. Io i


- - -
- - - - --
- - - - - - -

- . . . .

ST S 2 ) E L molto, che de Meloni ne dica Dioſcoride lib. 2.cap. 124. Che virtù ten
- è & il Matthioli, e Plinio, Teofraſto,e Galeno, baſti,che noi gano nel ſanarel
le inferme parti
ſolo ne diciamo, che i loro ſemi aprono le oppilationi del fe del corpo i Se-l
gato, e delle vene: ſono di gran giouamento alla toſſe tiſi mi de Meloni , i
ca, & agli ardori dell'orina,valentemente prouocandola. fegato, petto,e
veicica. . .

N A P o
dolce. -- - -- -- -

Napi dolci, che Nagoni etiandio ſono chiamati della ſpe Partidel corpo, i
cie delle rape aſſai da ciaſcheduno conoſciuti, ma di loro alle quali è otti i
mo medicamen i
le virtù, e particolarmente del ſeme da pochi ſapute. Ponno to il teme del
a dunque i ſemi, i quali ſono particolari ingredienti della Te Napo dolce, vi
ſcica, e ſtomaco
riaca,ſecondo ne inſegna Dioſcoride lib.2. cap.1 o 3 far con
la crudi
" de veleni, e contro de vermini,prouocando l'orina,e fa che ſi concuoca taToglie
-

del cillo.
il cibo. -
:
-

- - -
- -
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-

- - - - - - - - -
- -
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-
- -
: - - - - . .. . .
V A, O N meno nelle tauole adoperaſi per cibbo, che deſti l'ap
Sºº, s-A

petito, che nelle Spetierie vſaſi il Naſturtio, di cui non è |


d'huopo, che dalla Babilonia ci ſi mandi il ſeme, ſendone
, º es sº gran copia di lui nella noſtra Italia. Hà egli virtù, come - ſcacciati i mali l:
–– accenna Dioſcoride lib.2.cap. 144 di riſcaldare, e di cacciar affitti col Na-l.
vºa dal corpo i vermini. Menomala milza, e fa molto per li Venerei, ac Iturrio, milza, le
ventre, fianchi, i
creſcendo loro la virtù ſeminale, fa per gli impetiginoſi. Metteſi negli im Capo.
piaſtri, che ſi fan per la ſciatica, e per li dolori freddi del capo, e per ogni
luogo del corpo,oue ſia biſogno di mollificare la carne. -

-A , - - - - -

P - , ---
E o N 1 A. : :
- rei, 7- -
VASI per le nationi tutte corre il nome della bella, e ſa Lode della Peoi
i lurifera Peonia, ma non da tutti ſi ſanno tutte le ſue virtù; Il 12 • - - -

però laſciato di dire quanto la ſua radice vaglia. Diremo


"AN A ſolamente la qualità, e la virtù che tiene il ſuo ſeme. Gale
iS, 3 no lib.6. de facult.ſimpl. dice eſſere di temperamento non
apertamente caldo, ma di parti ſottili, e diſſeccanti. Gioua alle fuſioni, 8 'Parti del corpo,
i c'han fatto pro
alle vertigini, & al mal caduco. Molto più della Peonia trouiamo ſcritto ua della peonia,li
core, e teſta, º
appo Dioſcoride,e cioè, che ella è di due ſpecie,e maſchio,e ſemina, e che
i ſemi ſono trà loro di colore diuerſi: pciocchè v'è del biondeggiate,S vi è
del nero,S amédue diſſomigliati in qualità.Val molto cotro i fauni, è effial
ti,ò pmacore, è vero ſoffocameti degli incubi, che dir vogliamo, come Dio
-

- -
- -
-
- - - - --
-
ſcoride
- - = -
- - - -- - - -
l I o2 Dell'Elixir Vitae - -

Contra gl' In
cubi è la Peo
ſcoridelib.3.cap. 142 inſegna. In Auicenna leggiamo eſſere la Peonia di
nia. natura calda, e ſecca, e che da vn Giudeo egli ſeppe, che'l ſeme d'eſa .
Rimedia al mal Peonia bruciato per ſuffumicatione gioua grandemente à gli ſpiritati, S&
caduco, 8 alle
vertigini, à quei, che patiſcono dimul caduco,ò di vertiggine.

P E T R O s E L L o
Etimologia del " AL L E pietre, onde egli gode e più valeuole ſi dimoſtra
Petroſello. è preſe queſto Semplice il nome, è perche molto conferiſca
Parti del corpo
à coloro, che ſono dal mal della pietra afflitti.Rimedia anch'
curate per le egli, come ſcriue Apuleo lib.de virt. herb.alla difficultà del
virtu del Petro l'orinare 8 alla ventoſità dello ſtomaco. Daſſia gli auuele
"
Reni, Stomaco, nati. Vſaſi ne medicamenti, che mitigano i dolori. Et è di gran gioua
Petto. mento alla toſſe ».

PI A N T A G IN E.
Laude della E per tutto la natura non produceſſe ne' luoghi humidi, 8
Piantagine. aquoſi della Piantagine, dourebbeſi per tutto ſeminare, è
Quante ſpecie
piantare per le tante, e sì rare virtù, ch'ella contiene. Ma
di lei ſiano. laſciato di dir quel che vaglia con la ſua fronde, e con la
Parti del corpo radice, diciamo ſolamente quanto ella poſſa col ſuo ſeme.|
lle cui infer
nità è neceſſa Vale, ſecondo Galeno ne dice lib. 2. cap. 115. all' oppila
ria la Piantagi tioni del fegato, e delle reni. Il Mattioli oſſeruò eſſerne di tre ſpecie, Del
ne, Fegato, Re la maggiore,c'hà ſette nerui; della mczana, che n'hà cinque, e della me
ni, e Sangue.
noma, che tre ne dimoſtra, e quella di cinque nerbi, quinque neruia co
munemente è appellata. Dioſcoride del ſeme di queſta herba parlando
diſſe, che egli è buono è riſtagnare il fluſſo del corpo, e gli ſputi del ſan
ue. Secondo Galeno è la Piantagine conueneuole alle vlcere maligne
a fluſſi, 8 alle diſſenterie toglie l'ardor delle ſcottature, conſolida le fi
ſtole, e'l ſuo ſeme vale alle oppilationi del fegato, e delle reni contenendo
egli virtù d'aſtergere, e di mondificare. -

P o RT v LA C A.
Parti del corpo ºsia) O GLI E si il mal conoſciuto ſeme della vile, e pouera , -

V - - - - - - - - -- - - - -

nelle cui infer


mità s'è troua
") Portulaca, ma ben per le ſue virtù nobile, e ricca a ſerbarſi
per rimedio, potendo egli, ſecondo Galeno lib.6. de facult
ſta aſſai vtile la
Portulaca.
Inteſtini, ventre -WN
ſangue.
i
ſimpl. reprimere le fluſſioni bililioſe, e calde, eſtinguere º
l'ardore degli inteſtini, giouare alle febri, vccidere li ver
3
Può molto con mini, fermar lo ſputo del ſangue, e le diſſenterie, é eſſere contro a morſi
ltro a morſi delle
ſerpi la Portu delle ſerpi,
laca-,

SC A
Di Fra Donato Eremita Lib. l V. Io3

Parti del corpo


E R tutte le ſue parti vien lodata, S vſata ne medicamenti ammalato, che
rinfreſcatiui la Scariola(che nella ſua latina voce nelle ſpe, ſane ſon diue
º
cierie Endiuia vien detta)e nella radice, e nelle foglie, e nel
A R:"), ſeme; il quale, ſecondo il Mattioli lib. 2. cap 1 2 1. confor
nute per l'Endi
uia,fegato,venel

6XAS 2 e mandoſi egli co più antichi, e più periti Medici, vale alle
punture degli ſcorpioni, e del ragni velenoſi, 8 igualmente à tutti gli al Che qualità el
la habbia.
tri Veleni. La qualità d'eſſa Endiuia è vmefattiua, e coſtrettiua, e perciò
apporta giouamento alle diſtemperationi calde del fegato, e vale à corro
borarlo,mondifica, e netta le commiſſure delle bocche delle vene » .

s E N A P E
Parti del corpo
alle quali viene
ordinato in ri l'
ente, come dice Dioſcoride lib.2.cap. 143. maſticato miti medio il ſeme i
ga i dolori de denti, e con molta vtilità ſi dà a quei, che pa del Senape, den
tiſcono d'aſma, e che difficilmente reſpirano. ci, Petto, pulmo
ºc - -

4- - . .

S E S E L I.
º i ? º i i - Varietà ſecon
to i var jpaeſi,
5gFFATICHISI quanto egli voglia il Mattioli lib3 cap.58 in pnde ci ſi porss
S eſaminando bene la diuerſità de Seſeli, e quel di Marſeglia l Seieli . -

Nelle parti del


Vi apportato da tºioſcoride, e quel della Etiopia, e quel della orpo oue ſana -
V Candia,e quel della Morea, ch'à noi baſterà dire con Gale nente opera ,
l Seieli vitc ca
XS-dºº º no,ch'egli ſcalda così valeuolmente, che può prouocare l'o detto, budella, i
rina, fana ha toſſe vecchia, i dolori delle budella, e le febri epidemiali, 8 è - -
etta. -

contra le peſtilentie, e contra i veleni. . - -


- -
-

--
- - - -
E egli contrario ,
alle peſtilentie
-
S - - --- - -
M - -
I R N I C, -
i 3,2 :
- -
- --- - - - - - - - -
-
- - - -
- . . .
-
--- oso:3 º
NAE il ſeme dello Smirnio non haueſſe differentia con quel Molto è ſimile
V della Braſſica quanto al ſapore,ch è di Mirra: ſi prendereb nella quantità ,l
e nell'accidente,
be l'vno per l'altro, e farſi potrebbe ſenza dubbio alcuno er Jel colore il te .
me dello Smr-l
º rore. Viene quel della Cilicia aſſai commendato da Dio lnio con quello
T--- - Si ſcoride lib.3 cap.69. e ſecondo lui, vale non poco, al male della Braſica.
idele reni, e della milzi, e della viſcica.
Daſſi gioueuolmente alle purghe Parti del corpol:
alle quali è di Il
idelle donne, 8 à farle mondar dalle ſecondine. Daſſi anche à quei, che molto giouam éli
patiſcono di ſciatica, e di ventoſità ſtomacali, S. a coloro, che vogliono ſu to lo Smirnio, i
dare,e ruttate, 8 aſſai buono nelle febri continue s'è trouato. Reni, milza, vi
ſcica.
º
- A s P A R A G o.
Sº VANTO colle ſue molte, e rare virtù con vari morbi pu Lodi dell'Aſpa
rago
Q gni l'Aſparago tanto il Reggio, che negli horti,quito l'He Quali parti del
lio, che nelle paludi naſce, aſſai bene da Dioſcoride libr. 2 i corpo per eſſe
re liberate dalle
i cap.111.ne vien moſtrato, cioè, ch'egli diſcaccia la durezza . Infirmita aiuta
al ventre, e moue l'orina, manda via il trabocco del fele – r te ſon dall'Aipali
rago. Ventre, vi
--- --- --- --- --
il mal
Dell'Elixir Vitae - l
I C4 -

ſcica,fele, reni, il mal delle reni,dal quale chiunque, e diſagiato, Nefritico chiamano i Me
denti, fegato, dici, & anche la ſciatica. Moſtra gran forza nel dar rimedio a morſi de'
petto, ſchiena.
falangi,e per togliere il dolore del denti non cede il ſuo ſeme nel valore ,
a qualunque altro, che porgere vi ſappia il rimedio. Del ſeme d'eſſo Aſpa
rago ſcriſſe Galeno,ch'è valeuole contra l'oppilationi del fegato,e dà a lui
virtù aſterſiua, ma non manifeſtamente riſcaldatiua,ò rinfreſcatiua. Plinio
lib. 19. cap.8. vuole, che gioui alle infermità della viſta, è a dolori del
petto,e della ſchiena.

s T A F I S A GR I A.
La Stafuſaria, e A Stafiſaria communemente nomata dagli Spetiali,e Stafi
la Stafilagria ,
ſono vna mede
ſagria, come appo Galeno, e Dioſcoride ſi legge ſono vna ,
ſima coſa.
medeſima coſa, 8 è ella detta anche vua ſaluatica, e Pitui
Che poſſa con taria. Parlando quì non d'altro, che del ſuo ſeme,vuol Dio
la ſua virtù il ſe i ſgN ſcoride libr.6. de facult. ſimpl. ch'egli vaglia nel purgare i
me della Stafi
fagria nelle in groſſi humori. Della Stafiſagria dimandiſi Galeno, che le dà facultà va
fermità del ca lentemente purgatiua, & aſterſiua,e però toglie la flemma del capo.
po.

T H L A s P 1.
Quattro ſono 5) EL Thlaſpi, ch'è vna herba non molto grande, diffuſamen
le ſpecie del S te ne ragionano Dioſcoride,Galeno, 8 il Mattioli, il quale
Thlaſpi. di lei quattro figure ne apporta per dimoſtrarcele aſſai pale
Quanto ſia vir
tuoſo il ſeme...» ſemente, ma baſterà, che quì quel,che del ſuo ſeme ſcriſſe ,
del Thlaſpì al Galeno lib.6.de facult.ſimpl.non tacciamo. Hà,dice egli il
core, e allo ſto
maCO e ſpi della caldezza di maniera, che rompe le poſteme interne,
La Cappadocia e prouoca il meſtruo,gioua anche alle ſciatiche,euacuando fino al ſangue
e la Candia, S& e di ſotto, e di
l' Italia ancora
"
la colera, 8 intrauiene nella Teriaca ,. Hà di
abóda del Thlaſ queſt'herba non poca abondanza la noſtra Italia,nè fa di meſtiere, che da
pi, Cappadocia,ò da Candia,oue ella abondeuolmente naſce ci ſi porti. Egli
è appo Crateua vn'altro genere di Thlaſpi,d'alcuni ſenape Perſiano nomi
nato. Picciola è la ſua ſemenza à ſimil viſta di quella, che fà il Naſturzo,
ò come dice il Mattioli della Lente. Trouaſi nel guſtarſi son poco aguta,l
e mordace, è valeuole à confortare il core, 8 è riſcaldar lo ſtomaco.
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-
Di Fra Donato Eremita Lib. IV. Io5

Delle proprietà delle Gomme, che ſono neceſſarie al


componimento dell'E LIXIR VITAE.
| - -
-
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-
-
- -
Capitolo VIII.
- - - - - -
- - º º
-
- r.
-

-
- .
-
-

- i -
..:
-
G O
M M A A R A B I C A:
R E N D E il Matthioli non poca fatica in dimoſtrare, che Che coſa ſia la
per Gomma Arabica non ſi debba intendere quella che ſtil Gomma Arabi
C2.
la davno ſpinoſo arboſcello, che Spina Egittia, & Agacia ſi
chiama, come l'inteſe Serapione, ma vole che ſia preſa in . Delle parti del
- in quel modo, che l'inteſe Galeno lib,7. de facult.ſimple » corpo humano
la Gomma Ara
cioè per voa meſcolanza di più Gomme, che nell'Arabia da diuerſi alberi ica gioua ſola
mente alla teſta
ſono raccolte.Hà ſecondo Dioſcoride lib 1. c. 114.virtù di ſpegnere la trop E contra le fe
pa agutezza del medicamento. Gioua a prouocare le viſcoſità della teſta, bri.
& a reprimere la caldezza degli humori delle febri. -

- --- -
- -
-

A R M o N I A C o.
- - - - i
I EN dalla Libia portato rAmmoniaco,òvero Armoniaco, Che coſa ſia
#2 che da vn frutice in guiſa di ferola quiui abbondeuolmente bi qual paeſe e l'Armoniaco, e
2 V ? diſtilla. Di queſto parlò Plinio lib. 12. cap.23. il cui luogo ne venga.
º i per breuità ſi laſcia, e parimente quello, che ne le Egineta, alleParti del corpo,
quali è op.
ſolo diciamo con Galeno lib.6. de compſ.phar. che l'Armo
- portuno medi
niaco ha intenſa virtù di mollificare,e però riſolue i tufi, che generanſi nel ramento l'armo
naco, giture,
le giunture, ſana le durezze della milza, riſoluc le ſcrofole, e guariſce i do milza, gola,e
lori, che ſono nella ſtrettezza del petto,ò nell'aſma,che diciamo. -

B D E L L 1 o
g O N mancano de principali Scrittori, che del Bdellio) che Che coſa ſia ill'
Bdellio.
- davno arboſcello ſaracineſco ſcaturiſce) ne diano quella -
brieue contezza, che dar ſe ne può,con farne intendenti,che Il BJellio Ara
º, coſa egli ſia: quindi Galeno lib.6.de facult.ſimpl.inſegnan bico è più loda
to »
È do il Bdellio della Scitia di maggior virtù, di quel che ne Che effetti fac
vien portato dall'Arabia, è ch'è più lucido, e traſparente,dice eſſer più diſ cia il biellio
nelle inferme
ſecatiuo, che rammollitiuo;e quinci Dioſcoridelib. 1.cap.66.ſemplicimen parti del corpo,
te ſcriuendo,ch'egli riſcaldi,erammolliſca,aggiungendoui,ch'habbia forza ". petto,co- --
di riſoluere il gozzo della gola, le durezze, 8 l'ernie acquoſe, e che gioua ſte, e budella.
alla toſſe,a morſi delle ſerpi,e conueneuoli a dolori delle coſte, 8 al riuol
gimento flatoſo.
- - -

S B IT V
-

f- –----- r -- - - - - r- -

E Io 6 i Dell'Elixir Vitae
- - - - - r- -- - - - - - - - - sa

;
i i; ei Boriſ T V M E - Ci
º . ries
i Da quali parti p3 NCO da lontane partineſi porta l'Aſphalto,ò vero il Bitu
del mondo ci ſi Q& me, e cioè dalla Giudea, ma naſce, come accenna Dioſcori
porti il Bitume,
Il birume nero
$. delib. cap.8p. nella Fcnicia in Sidone, e nella Babilonia,e
dal Matthtoli
º nel Zarite;tion manea di queſto nell'Agrigento della Sicilia,
- ºa A che ſopra alcuni fonti gir ſi vede a nuoto.Il Matthioli lib. 1.
vie più lodato.
cap, 16a. comrra la commune opinione dà maggior lode al B defla ,
Virtuoſe quali Giudea: E egli neceſſario nel farſi la Teriaca. La ſua qualità è diſi
ià in molti ri:
pmedi adopera rè, e diſſcccare, e perciò ſi adopera per attaccare le ferite freſch
ti del bitume.
Parti del corpo
molte altre ſue virtù molto degno lo rendono di queſto noſtro mi
iutate da rime - componimento, delle quiali non tacciamo quella, che tiene nel diſſi
dij del bitume, peccanti humori della teſta, e di toglierla freddezza dello ſtomaco
tetta e ſtomaco in i a oro
- - - - ſi -
i e º u . . - - - C3 :: :. iI . iss si fa
-

i C A N F O R A. i 27 qui i

ghe coſa ſia la


Canfora,e ſe ſia iſii Nfa"
T i ta il Matthioli,mavna ſorte di gomma che produce vn albe-.
ºN ro dell'India d'vna ſmiſurata grandezza, il cui legno è lieue
ſpecie di Bitu ,
me. -- - - -
ſei º S è molto e ferolacco, queſto medeſimo rafferma il noſtro hipe i
Qualità della È, ſi rato nel 14 libro della ſua naturale Storia, ſoggiungendo,
Canfora. che la Stecade, e l'herba detta anche Canfora, ſpetie d'Abrotano danno
parti del corpo, ii ſimile odore.
Stimaroho Serapione,ce Auicenna eſſere la Canfora fredda,
alle quali beni e ſecca nel terzo grado, ma l'ardere ella aſſai valeuolmente anche dentro
gnamente ſoc
porre la Canfo
dell'acqua, el'eſſere di odore agutiſſimo, e'l ritrouarſe così ſottile, Saagile,
ta,teſta,fegato, che da per sè ſteſſo ſpeſſo ſi riſolue in fumo, e ſi riduce al niente: ne fave
e reni. . ..
Vaſi ſeminali,
duto del contrario. Quanto alle ſue virtù mitigai dolori del capp da cal
ſangue, e occhi. di humori cagionati, eſtingue le infiammagioni, 8 in iſpecieltà del fegato,
raffredda le reni, e per conſeguente i vaſi ſeminali, riſtagna il ſangue, ſpe -

gne gli ardori delle ferite, e delle vlcere,dell'eiiſipeld & altre ſimili. Ado i
peraſi a beneficio di molte infermità calde degli occhi,fà contra le putre
dini ſiil perché ſi mette negli antidoti contra la peſte, e contra i morſive
- - - - -

lenoſi. -
- - -- - - - -- - - -- - - -
- - - -- - -- -- - - - - -- --
- -

- a t - - - -- - - - - -
!
-- -- -
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IN. , ri:
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º:
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- - -
-

--- - -
-

-- i º . -
. ... - - - . .
- - - - .

Quali parti del


A non poca virtù a prò del corpo humano la Gomma del
corpo amano Ciregio. Fà ella(come ſcriue Galeno lib.7.de facult.ſimpl.) .
"i" lor riſtoro,
T petto,colore;
buon aiuta ildella
8 all'aſprezza vedere,
canna, e dell'appetito.
e deſta polmone, è Gioua
alle pie
chio, ſtomaco, º, tre delle reni. Quella è migliore, che da ciregi, che ſtanºli
" alla ſcouerta aria delle maremme, e delle montagne ſi raccoglie- .
ni.

– – sm-
-

m- - -
G. D RA-
-

- - - -
-
ºr Donato Erita LISTTTT
DiTra s -
1 o7

' D RC A G A N T A,

" O N riceue il Matthioli l'opinione di coloro, c'han tenuto Quali parti del
corpo tengano
- - S la Gomma, che ſtilla dalla Spina Egittia eſſer la Draganta: biſogno della
ma ſia ella che che ſi voglia, baſti quì le ſue virtù dimoſtra Gomma Dra
re. Gioua(ſecondo Galeno lib.7.de comp.medicam.)alla ganta,gola,e »
iººi toſſe, all'aſprezza della gola, alla voce roca, a tutti fluſſi ca- ºCome debba eſ ctto a

tarrali: & acciocchè venga adoperata la migliore e tale è quella, che più ſer la gomma
draganta -
biancheggia, e più riluce . -

- - a - -

i G A L B A - “N o. -

- - -- - -

- - º º
- o-

E del Galbano ſaper vogliamo il naſcimento: egliè vn di Oue naſca il


SAN
Si ſtillato liquore d'vna Ferula, che nella Soria naſce ; ſe le Galbano.
NZA
iPSN º virtù: eſſendo egli (come ſcriue Diofcoride libr.3.cap.91.)di Qualità del gal
º qualità calda, combuſtiua, attrattiua, e riſolutiua: può egli D200 a
lºè giou are alla toſſe inuecchiata, a mancamenti del reſpira
-
A quali parti
lel corpo ſi dia
re, all'aſma, 8 allo ſpaſimo. Vale contro il toſſico, val per le donne, che per ſaluteuole
con preſtezza, 8 ageuolezza voglion partorire la creatura morta. Vale inedicamento il
galbano, petto,
etiandio a dolori del coſtato, S a far leuar di terra in piè quei, che dal coſta, e teſta.
mal caduco ſian caduti, 8 a molte altre infermità è ottimo rimedio. Scriſ Al malcaduco
ſe del Galbano Galeno lib. 7. de medicam. quel che di Dio " è gioueuole il
galbano.
ſcoride detto fin quì habbiamo. i º -
.. - -
-

- - - -

| , , - v e

| NfS O N è Tempio, ne quaſi albergo,oue fuora non mandi odo Lode dell'In
rato fumo l'Arabo Incenſo al cielo, 8 alla terra grato, e gio cenſo.
condo, e quanto egliè noto per lo ſuo ſagro odore, tanto io
iN:
ſg " è vò che ſia a ciaſcheduno manifeſta e paleſe qualunque ſua , l che qualità i
tenga lo ncéſo.
|à Sſ3 i virtù. Hà lo'ncenſo (ſecondo Dioſcoride qualità riſcaldan- l
- - - -

ſte, e coſtringente, e come tale egli riſolue le caligini della viſta, riempie le c'han
Parti del corpo
ricupera
profondità delle vlcere, e da loro parimente caldezza, e le freſche conſoli lto il lorfano eſ
da. Dà fine a fluſſi del ſangue, ancorche da pannicoli del ceruello de ſere per la vir
tù dell'incenſo,
rendeſſe. Sana le cotture del fuoco. E rimedio del capo vlceroſo, & occhi, ceruello,
iſtillante, e del panaricci delle dita, e delle infiammaggioni, che vengono teſta, dita, mam
ielle mammelle dopò il partò. Vale contro lo ſputo del ſangue, e ſecon nelle,e ſangue.
do il Matthioli,gioua alla diſſenteria, riſtagnando le fuſioni interne.
-
- - - -
- - - - --
| 1 o8
r- - ---
Dell'Elixir Vitae
–--
i

M A S . .T I C. E,
Che coſa ſia la WE di ſopra diſſemo del Lentiſco, era conueuol coſa il die
Miaſtice, i della Maſtice, è vero Lentiſcina, come altri la chiamano,
Lentiſcina è º gomma e ſuo parto : ma molto più opportuno luogo quì ci
chiamata la ma
ſtice,
"A 7 ſi porge d'accennare le ſue virtù, che da Galeno lib.7. de ,
ºgº facult.ſimpl. ne vengono ſcritte e ſono, che ella può diſſec.
Virtù della ma care,e coſtringere e rammollire etiandio, che ſono frà di loro attioni diuer
ſtice, ſe e contrarie, e che può dar rimedio a furuncoli. Ma per inſegnamento di
Parti del corpo Dioſcoridel. 1, c.72.habbiamo, che riſtagna lo ſputo del ſangue, gioua alla
ricorrenti al ri toſſe vecchia, e fa buon fiato, e ſe l'adoperi maſticandolo: vieni a purgar lo
medio della m
ſtice, ſangue, e
ſtomaco della ſuperfluità delle flemme,le quali potrebbono non poco noci
ſtomaco . mento apportare - - - - --

M I R R A,
Oue, & onde , H E la Mirra ſia colà nell'Arabia davn picciolo arboſcello
naſca la Mirra.| ſpinoſo, e di duro,e ſtorto tröco,ò d'altro ſimile al Ginepro
Quante ſiano le ſ" , e che di lei trè ſperie ſe ne trouino, e cioè, come
ſpetie della miil º criue Dioſcoride lib.1.cap.64 la Pediaſmos,onde, ſpremen
ra ,
- doſi, ne ſtilla lo Statte, e la Gabirea, e la Trogloditica, che
Che coſa ſia lo dal de Trogloditi, oue viuono i Pigmei, oue ſi coglie, preſo ha il no
Statte , me . Di vedere le ſue virtù non poco ci gioua, Virtù hà la Mirra ,
ben molta di riſcaldare, di coſtringere, di diſſeccare : e però il ſonno ne
Che proprietà
habbia la intrra prouoca, all'inuecchiata toſſe porge rimedio, e parimente alla ſtrettezza ,
| Parti del corpo
inferme,oue ap del petto, onde la difficºltà ne naſce del reſpirare, Etrouataebuona nel
plicata gioua la dolori delle coſte, e nelle diſſenterie. Hà ella forza d'alleggerir il tremo
mirra, petto, ce re,e'l freddo, che precorre alle febri. Toglie l'aſprezza della canna, del pol
si mone,e la raucedine,ammazza i vermini, e rende grato il fiato,
ne,e ſtomaco,

o P o P O N A C o
Che coſa ſia E vdir quì nel primo incontro vogliamo il non men dotto,
l'Opopomaco. A che veritiero Meſuelib. de ſimpl. cap.21. egli ne dice,che o
Quali parti del
l'Opopomaco è vn biondo liquore del Panace Aſclepio,pian
corpo interme ta che la ferula raſſomiglia col fuſto d'vn gubito, e d'odor
poſſano eſſer non iſpiacente, che dà al ſoaue, e quando tale non foſſe, per
guarite dall'o buon o non può eſſer riputato. Dicene egli ancora,c'hà virtù di purgarla
oponaco, cer
uello, nerui,ſen pituit à groſſa , e lenta delle remote parti, del ceruello, del nerui,de ſenſori,
ſori, giunture delle giunture, e del torace, e che gioua parimente alla debolezza viſta del
torace, occhi ,
petto,fiâchi,pi che alcuna vera ſperienza ſe n'è fatta, ma ſolo non và nell'adoperarſi. Gio
”l ua etiandio alla toſſe antica,alla malageuolezza del reſpirare, alla ſciatica,
di, milza,gola,
Vilcica.
& ad ogni genere di podagra. Frà pochi giorni guariſce l'hidropiſia, el
malor della milza,e' mal della gola, e la diſtillatione dell'orina - .
T- –sETA
- - T
– e---- –7- º - - -

- ---
Pi Fra Donato Eremita Lib. IV. s
-T
Io9

- - - - - - , - , - - - - - I - - - -I
Nº Dir del Serapino,ò Sagapeno, che dir vogliamo,liquore d'v- ri -

$ na herba,chà molto del ſimile con la Ferula, e nella Media turiſce il serapi
Vi egli ſi coglie, compariſce quì Dioſcoride con Galeno, e º
N vorrebbeui comparire anche Meſue, ma non vi è hora per parti del corpo
ºa-S lui alcun luogo. Galeno dice, che'l Serapino è di calde e di inferme che ci
ſottili parti compoſto, ma tien alquanto dell'aſtetſiuo,col quale mondifica, " p" i" -

& aſſottiglia le cicatrici degli occhi &alle coſtoroſufuſioni e debbolezze",i.


da groſſi humori prouegnenti. Dioſcoride dice che vale a dolori del pet-"º
-a e milza. - -

to, e delle coſte; vale ſimilmente alla toſſe vecchia. A rotti trouaſi hauer "i, allo |
non poco giouato, come a gli ſpaſimati,S a paralitici. Rende mondo il pol- Pºſiº e
mone da groſſi humori. Da i ſuole agli epileptici, agli ſplenetici, S a i"
quci,che ſono ſtati morſi dalle ſerpi. - -

s T o R A C E.
Ghè pur caro adalcuni intendere dello Storace il naſcimen one naſca al
to: noi adunque per ſodisfare alla coſtoro vaghezza di ſape-piani, ſi "il
re, diciamo, che egli naſce da vn'albero colà nella Soria,ma " i"
meglio nella Cilicia ſimile advn Melocotogno, ſecondo da race, -

la -i-ić
dottrina èdi Galeno)
Dioſcoride ne viendiggeriſce,
mollifica, diſcritto. e Scalda lo Storacemolto
per conſeguente giouaè i"
( ſe vera e. lº 1 O il Q

al petto, e per conſequéte alla toſſe,a catarri,8 alla ſmarrita voce. Fà che lºtti del cºrpº
tornino i meſtrui,e prouoca l'orina, Dioſcoride ne ſcriſſe, ch'è medicamen-li" "
to per quei, che ſtanno oppilati, e per le donne, che ſentono durezze nelle i , vil CIC3, e
- - tomaco.
ſegreti parti naturali. -
-

- - - -, - e

N D ATI ſono alcuni inueſtigando l'origine, e la genera- ... .


$ tione dell'Ambra gialla, che Succino nelle Spetierie è appel " -

Si lata, che non pur come Hiſtorici,ò Fifici,ma come Fauoleg- neration dell'
giatori ragionato ne hanno. Frà quali Nicia diſſe, che l Ambra gialla.
ma - - i Succino ſia ſugo de raggi del Sole. Filemone hebbe opi
nione, che ſi caui nella Scitia, come minerale. Metrodoro fù di parere, che -

diſtilli da vn certo albero nella Liguria. Vn'altro diſſe nella Bertagna. Al- - -

tri altrimente han giudicato . Il Matthioli lib. 1. cap.91. non laſcia quì di
dire quel che ne ſenta e conformaſi col giuditio dell'Agrigola, il quale o -

ſcriſſe altro non eſſer il Succino(ò Carabe in voce Araba,come nel Pandet carat elated
tario di Matteo Seluatico car. I lit.A. leggiamo, a cui p la Latina, e Greca a i
dottrina, Electrum corriſponde) ch'è vna ſpetie di bitume, che ſcaturiſce lº
da certi ſcogli e ſe ne cade in mare oue poi per la ſalſe za viene ad indurir earideteorol
ſi. Se delle ſue virtù rapportarne alcune vogliamo : Gioua egli a fluſſi ſto- che ieri,
macali,8 a dolori del corpo,vale a tutti difetti della teſta & adiſciogliere "
i nerui. E di giouamento al mal caduco, è epilepſia, che dir vogliamo,pa- i".
rimente alla vertigine, alla migrania. E preſeruatiuo medicamento contra "i
- - - - - - - - --- --- - - - , velen, " -

- - -.

- -
a r--

-
1 Io DEITERITV T T
Libera le don
veleni, 8 aria peſtilente. E valeuole nel mal delle reni della viſcica, e per
ſie dal troppo conſeguente toglie l'aſprezza e difficoltà dell'orinare,e la ſoffocation della
potor del parto matrice. Ageuola il parto, e ne trahe fuora la creatura eſtinta. Vedaſi
il ſuccino.
-
qu " a lungo del ſuccino diſcorra il noſtro Imperato lib. 14 della Storia
naturale , ; -:

Delle proprietà delle Oſſa, Terre, e Carniche entrano


nel Componimento dell'ELIXIR VITAE.
Capitolo IX.
o ss o D E L C o R
del Ceruo. -

Lode dell'Oſſo
del cor del Cer È ON è parte quaſi in tutto il corpo del Ceruo, che in vſo di
u0 -
medicamènto non venga: il perche medicinale è il ſuo ſan
Che coſa ſia l'oſ
gue, medicinale è il ſuo ceruello, medicinale è il ſuo corno,
ſo del cor del vna ſporchezza anche, che nelle fiſſure ſotto gli angoli de
Ceruo,
L'oſſo del cor
sa- Sº gli occhi ſi troua vien per rimedio adoperata. Et eglie vn
del ceruo è cor certo oſſicciolo, ch'è nel ſuo core (contra l'opinione del Veſalio) trouar ſi
diale. ſuole, di quale virtù non è egli dotato per giouar al noſtro core ? & il Mat
thioli dice, c'hà forza contra tutti veleni, che rechino morte, e che con vti
lità ſi pone ne' cibi,e nelle beuande per la peſtilenza. -

R A d'Auorio.
s v R A -

- e

Cue naſca l'E


lefante. º Gliè ben noto dell'Ethiopia, e nella Mauritania,oue egli na
ſce lo ſmiſurato,e marauiglioſo Elefante, e per lo ſuo dente,
Che coſa ſia l'AI
uorio -
Riº e ò per lo ſuo corno (come tenne Pauſania lib. 5.de veter.de
ſcript.)non men conoſciuto vien dalle Spetierie, perciocchè
Qual prò arre - zdA) la Raſura d' eſſo il dente vien da Medici ordinata per li
chi al corpo hu fluſſi bianchi delle donne, e perche hà facoltà, come dice Dioſcoride lib.2.
mano º
c.5o coſtrettiua, per lipanaricci delle dita eſſer ſuole adoperata -

Di qual colore
debbe eſſer il
ON è ſenza molto giouamento il quì dire del color del Bo
Bolo. $ lo,ò Terra, è fragil Pietra, che dall'Armenia ne vien porta
ta, Dice il Matthioli lib.5, cap.72. che non di roſſo, ma di
1Virtù del Bolo
ſperimentate –
rº, pallido colore eſſer egli dee, per eſſer più perfetto, il che -
nelle inferme vien da Galeno lib.9
de facult ſimpl.affermato il quale par
parti delcorpo, lando delle ſue virtù,dice che è potente rimedio per la diſſenteria e per al
budella ſan -
x

gºº petto, e , tri ſimili fluſſi del corpo, e per gli ſputi del ſangue, per li catarri , per le
bocca, putride vlcere della bocca, per la malageuolezza del reſpirare, per la tiſi
-
chezza, e per molte altre infermità, tenendo egli qualità di diſſeccare,e di
- - --
- - --- - - - - - --- - -- - --
- - - - - - - -- -
conſer
- --- - -----

TITDTETTTTTTT -

conſeruare.Coſtumano gli Arabi, 8 i Greci vſar il bolo per confortarlate


ſta & per raſſicurarſi ne ſoſpettoſi tempi della peſtilentia. o i
| C H A L C I T I.
N vno ſteſſo tempo, e luogo del Calciti, del Meſi, e del So
i ri,chemenerali ſono delle meniere di Cipro, 8. hoggi gior In quali minier
reſi caui il chal
!) mo anche in vna còtrada della Sicilia ſi cauano,ragionò Ga Clt 1. -

leno,l.9 de facſim.come pariméte Dioſcoride,in tre diſtinti


Se ſia d' vna me
Vo capine fauella,e fagli d'vna medeſima facultà,e latura,tutto
" grauezza e di ſottigliezza diverſi nelle parti,e qualità loro, Il -
deſima qualità
ol Meſi, e col l
iù groſsò è il Sori,il più ſottile è il Meſi,il mezzano fra queſti è il Chalciti, Sori, -
-
e
si a
Tutti é tre bruciano la carne, 8 inducono l'Eſchara, ma ſono pur non di Effetti di tutti e
meno coſtrettiui.E valeuole il Chalciti còtro tutti veleni, e ſecondo il Mat tre ſomiglianti
hioli,ſ.5ac.74. riſtagna il fluſſo del ſangue del naſo, e della madrice,ferma i fra loro, 5
Parti del corpo
difetti delie gingiue, cioè le vicere, che mangiano la carne; è medicamen inferme, c'han
o degli occhi, menomale calloſità, eruuidezze delle palpebre, e ſana le trouato per buo
medicamento il
fiſtule. Deeſi (come auertiſce l'Imperato lib. 13 della ſua ſtoria nat.) ſcie chalciti.
glier il Calciti, cioè c'habbia ſembianza di rame, che ſia rompeuole,8 che ſangue, naſo, ma
non tenga inſipidezza, ne ſia inuecchiato, e che moſtri vene lunghe, e di -
drice, gingiue,
-, - occhi, palpebre
chiaro lume. 2 i.
5 5 t
, e- T E. R -R. A L E M N I A. i - - -

.b - --- - - - - -
A -º -

O N minor pratica moſtrò Galeno nello ſcriuerne la natura, Galeno vago ol


e proprietà della Terta Lemnia ( da alcuni rubrica Lemnia, :re modo mo
da altri Suggello Lemnio chiamata per l'impreſſioni della fi troſi di ſaper
origine della
, gura di Diana,ò cui era conſegrata) che deſio lo moſſe di co cerra Lemnia .
gi, igi noſcer la ſua origine, e generatione. Perloche per l'wn fine
nauigò due volte deliberatamente fin è quel luogo, oue ella ſi caua da vna (ſola di Lemno
hoggi Staleme
cauernoſa ſpelóca nell'Iſola di Lemno(hoggi di detta Stalime)ouero in vna ippellata.
certa collina(come referiſce Ferrante Imperato nel 5. libro) tutte di color
biondiccio oue non ſi vede ne albero,ne alcun ſaſſo, ne pur piccola pianta, che prò rechi
la terra Lemnia
ma ſolo tal foggia di terra, all'altro ſodisfece ſcriuendo,eſſer valeuole per nelle parti del
le vlcere vecchie, e per quelle che difficilmente ſi conſolidano, per li morſi corpo, ſtoma.
co,teſta,ventre,
delle Vipere, e di qualunque altra fiera,e fà, ma in compagnia del Ginepro, e ſangue.
vomitar il velenotutto che allo ſtomaco foſſe attaccato. Vale alla diſſen .

teria, 8 alle maligne febri, molto gioueuole eſſi con iſperenza ritrouata, &
ad vccideri vermini del corpo, 8 à toglier il dolor della teſta, che per in
fiammaggioni di ſangue adiuenirſuole.
- , - ; - . .

-
- - - - --
- -
I 12 - Dell'Elixir Vitae i l

Delle proprietà delle carni, ch'entrano nel componi


mento dell'ELIXIR. CapitoloX.
C A i P O N E. - º
- - º
- |
- ) ). - - - - i : .
Se miglior ſia , OL END O del Cappone alcuna coſa di vero, e di vago con
la carne del cap
pone, è quella º migliori ſcrittori di Medicina apportare,nò hò di Dioſcoride,
della gallina. è ne di Galeno, ne del Matthioli luogo veruno, che per tal
che vtile appor fine faccia. Tacerei adunque, quando Meſue, & Caſtore,el
ti il magiar del 24N/º Platina, e'l Piſanelli non faceſſero del Cappone mentioneve.
cappone. runa. Meſue nel capo, che fa del brodo de Galli, dice, eſſer miglior la car
Gioua al vede ne del Cappone,che quella della Gallina. Il Caſtore,el Platina lib, dehon.
re, occhi, ſto volupt. e I Piſanelli lib. della nat. de cibi, ſcriſſero eſſer il Cappone di gran
maco, & al ca.
lor naturale.
nodrimento al corpo humano, e mantener vguali gli humori ſenza alte
rargli eſſendo egli in tutte le parti tèperato, e mirabilmente gioua al vede
- -- --

re, ſi che chi continuaſſe in mangiar di queſti, ſempre di aguta viſta con
gagliardezza delle membra, ſi mantenerchbe, fortifica in oltre il calor
naturale
C A s T o R E O
Lode del Ca
ſtoreo. “ O N manca il Reno per l'Auſtria, e per l'Vngheria, oue egli
Quali Scrittori
traſcorre, 8 ouunque il Danubio ſe ne vada, di darne de Ca
trattino del ca 5 ſtorei, ne degli Scrittori mancano, come Solino, Androma
ſtoreo. co, Eliano, Apuleo, Giouenale, Cicerone, e Plinio, di farne
- Mº di queſto animale alcuna mentione: ma noi, cotali Autori la
Col caſtoreo ſciati, brieuemente con Plinio, e con Galeno diciamo, eſſer il Caſtoreo me
Si medica il pol dicamento molto celebre, e lodato, e per limeſtrui ritenuti, prouocandoli
mone, la teſta,
il fele, orecchia ſenza nocumento veruno, per li difetti del pulmone, e della teſta, per
lo trabocco del fele, per li dolori colici, per lo ſtato, per la pariliſia, per
lo ſinghiozzo, e per lo mal caduco; & all'infermità degli orecchia gioua ,
marauiglioſamente –. - - - - -

F A G I A N O.
Lode del Fagia sie Sio M PA RISC A quì il non men vago per le ſue colorite,
InO.

Se giouamen.
to arrechi il fa
$C º e leggiadre penne, che per le ſue delicate, e ſaporoſe carni,
cofie reali razzi, è ricami, come delle più ricche, e ſplendi
9 de menſe de'Prencipi il Fagiano, e delle ſue rare virtù il Pla
giano mangian
doſi allo ſtoma
È gi; tina, e I Durante fauellino. E egli in tutte le qualità tempe
co- & al cela. rato. Gioua à gli ethici, rinforza i conualeſcenti, e d'ottimo nutrimento,
bro,& à gli oc
chi.
e caramente abbracciato dallo ſtomaco, con iſpecial conforto del celabro.
Preſto ſi ſmaltiſce, nel guſtarſi è di maggior diletto, che non è la gallina,
Gioua a maci e fra la pernice, e'l cappone è appropriato cibo de macilenti. Nel far più
lenti, 8 è fie gagliarda la digeſtiua, e nell'ingagliardir anche la fieuolezza della viſta ,
uoli.
Perche Faſano non hà à ſepari. Da alcuni vulgari faſano, e non fagiano è nominato, per
venga nomina
to
che l' huomo ſano egli faccia. ma di fagiano il nome da fagi, fra quali egli
più allegramente vola, 3 vi annida, con ragion ſi riporta .
- Gran
p-TritiFi TitTT
-

- -

i
- - -
. ..

Stato, & è non men nellenobili tauole per cibo, che nelle , Lode del Gran
famoſe Spetierie per medicamento così il fluuiale, come il chio - -- -

lº marino,ſcientiatamente dagli Aſtrologi ragguardato Gran


- y º". chio. E egli di gran giouamento, per quel che Dioſcoride 4
Gioueuoli vir
tù del granchio
gi, lib.2.cap. 1o. ne inſegna, al morſo del can rabbioſo, 8 alle alle inferme o
fiſſure del ſedere, e dei piedi, 8 alle bugance, 8 a cancari. parti del corpo,
Vale contra le morſicature de falangi, e contra la tiſichezza. E d'otti al ſedere, a pie
di, e viſcica.
mo nutrimento, 8 vſar ſi può da coloro, che ſentono difficoltà dell' ori
- - -
-- -- - - --
-- - - - -

nare - º -
- - -
- - -
- - -

s T I N o o. -
-

se RI A che dello stinco quaſi picciolo Cocodrillo ce ne deſ che coſa ſiano
ſe la Cicilia molto grande obligatione haueamo noi all'E gli Stinchi.
gitto, al Mar roſſo dell'India, S alla Mauritania Libia, per Quali paeſi de
i ciocchè queſto è contra veleni particolar antidoto. A rac -
gli ſtinchi ſiano
abbondanti. -
cendere ſcriſſe Dioſcoridelib.cap.59. & allo contro a rac
-

quetar gli ardori delle reni vale egli igualmente. - -- cr-:


-
-

Della proprietà di ciaſcheduno ſugo, che vuole la


- compoſitione dell'ELIXIR VITAE. º -

Capitolo XI -

-
i e -

A C A -

C -

I A. -

. . -- :
2 , , , I e C : " .
isse R A gli ſpinoſi e ben ramoſi arboſcelli merita vide princi Lode dell'Aca.
sta- :
3 pali luoghi, dell'Egitto ſpecial ornamento l'Acacia, di cui, :
i faſciando qui di parlar del fiore,ò del ſeme,ò d'altra parte , virtù del ſugo
º di lei, ſolamente del ſugo diciamo: Hà egli virtù, come a dell'acacia nel - -

- º Dioſcoride lib. 1. cap.1 14.he ſcriuè,molto aſtringente e be giouare lo ſto


i maco, il sague,
uuto rinfreſca gli ardori del ſangue, e dello ſtomaco, 8 apporta grangio e il ventre.

uamento agl'interni º eſtero fluſſi di A


- - i
-- -
-- --
- - -
- - - - -

- - - -
i -

:
R O p I C E D RO:
A G
º - e ol -:i º ii : :: 1. i 'i: i 9 - 1. r
- :

-
l

a
i
- - º: - s , , , i
sav A L più nobile e " medicamento contravele ; - -
- - -
--
- G. --

º ni e contra le putredini e nelle mutationi dell'aria, che fanſ Lode dell'Agro


it Cedro. I -

i ne viaggi, e nel loro pericoli, maſſimamente nei tempi, a -


-
---

g quarhi più feru no i raggi del Sole puoteſi dalle Spetierie |

--
- - ----
--
-

---
---
-
-- --
hauere, che
i-
" di Cedro, cotanto da Mi dici ordinato,

--
-
- - -
-
--

– -
- - - - -- - - --- - - -- - - --- - - T -- - - - - - --- -
- - o -
-
C OS1
-

- - - - - - - - - --
- -
-- --- -----
-- -
- - - - - - --- ---------
--- -- -- -
--- - -
--- - - - -
-

14 Dell'Elixir Vitae - --- --- i

iChe coſa in be.


così ſpeſſo dagli Spetiali diſpenſato, e così ſicuramente non pur da gl'in
neficio del cor fermi corpi, ma da ſani etiandio per più ſanamente viuere , adoperato.
po humano op Hà egli virtù, come da Galeno lib. 7. de facult. ſimpl. ne viene inſegnato,
ri l'agro di ce di rinfreſcare e di eſtinguer l'ardor, e la ſete, rimedia alle putredini, S alle
dro,tetta,ſtoma
go, e core. velenoſe qualità reſiſte, per lo ſuanimento della teſta è valeuole, & à re
primerla troppa caldezza dello ſtomaco, 8 a rallegrare il core eſſi trouato
-
-
-
- -
-
-
-
ſempremai buono, -

i -
- - - -- - -
- i -
- - - -- - -
-
- e
-

- --
-

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-. A M BR A GR I G 1 A.
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Come ſi generi g VN GO pur troppo ſarebbe l'andar inueſtigando l'origi


l'Ambra Gmg
º ne, e la generatione dell'Ambra Grigia, concioſiacoſa che
La Perſia abbon L S3 l
molti, molto frà loro varii d'opinione di lei detto ne hanno,
i d'ambra gri- is è e A, è più toſto fauoleggiato: baſterà adunque il dirne ſolemen:
glº :
º 2S ºi
e te quel, che vn degno, e celebre Padre Religioſo di molta ,
Relation d'wn fede me n'hà raccontato, che nella Perſia faſſi più che altroue in gran -
Padre Domeni copia, dallo ſterco di certi augelli, il quale inghiottito da groſſiſſimi pe
canno intorno
all'ambra gri ſci, e non potendo da loro del tutto concuocere, così mal concotto vien
gia. - - - l da quelli sì particolari ſcogli vomitato, & indi ne vien sì ricca, e pregiata
Virtuoſe opera
materia del color che noi veggiamo bruno, 8 al nero biancheggiante; e
gi vale ella cotanto ne medicamenti, perciocchè come calda, e ſecca corrob
grigia nelle bora nell'odorarſi il core, e I celabro, e conferiſce, ſecondo il Matthioli lib.
parti del corpo,
ſtomaco, teſta». 1. cap.2 o ne ſcriue, a vecchi, 8 a freddoloſi per natura: conforta le infie
core,e celabro, uolite membra, gioua a malinconici, ingagliardiſce lo ſtomaco, è di molto
! giouamento al mal caduco,S alla paraliſia,S allo ſpaſimo etiandio -

H I P O C I s T O:
- i . - -. - -

Che coſa ſia


l'Hipociſto, " º IPO CISTo, ch'altro non è ſe non quel che naſce
Qualità dell'hi
pociſto.
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i; g appo la radice del giſto, picciola pianta,ò vero arboſcello,e
Rimedi, che ne S. " di due ſperi e maſchio, i fini vien da Dioſcoride".
dà l' hipociſto i gente cap"igliato ai "cina":
erio ſputo del
angue.
e più diſſeccante : Rimedia a fluſſi ſtomacali, e diſſen
- s:i --
tetici è vile agli ſputi del ſangue a fiumi delle donne,
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L A D º N O. - -
5e

Lode del Lada


ino e
sºggiº
gi A VDA N o molti olti,il Lada , che Laudano vien anche no
pº minato, ne quì laſciamo noi di lodarlo . Di lui l'origine veri
Crigine del la tieramente ne vien raccontata da " lib. 1. cap. io9.
no.
-

Non vna è la
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i ; º vn'ar
e cioè che gli ſia in liquore tenace alquanto eviſcoſo che da
boſello al ciſto ſomigliante diſtilla,e dalle Capre con le
- -

ſpette del lada-, lor lane raccolto. Più ſorti di Ladani ſono quel di Cipro,quel della Libia, e
O

quel de l'Ai abia; ma il migliorè quel di Cipro, odoioſo, e verdeggiante, e


iOual ſia miglio. no oſo. Hà illadano forza d'aſtringere, di riſcaldare di mollificare, e
º 2

- d'apri
s

DIEr Tomato Eremita TUTTTT. 1 15


d'aprire, e però corrobora lo ſtomaco, affretta la digeſtione, e le vecchie
fe- al core arreca alquanto d'allegrezza. -
M A N N A: - -
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-

; ACCIA quì la Maſticina, è Bambacina Manna, che ne -

manda il Leuante, mentre vi compariſce la Calabreſe,vera Lode della Ma


mente celeſtial dono, che prima del naſcer del Sole da . na di Calabria.
fronzuti orni,ò dagli ombroſi fagi,ò da robuſti fraſſini rac eCome, quando,
da quali arbo
coglieſi, 8 in picciole granella congelati, e come ſolutiuo ri ſi raccolga
medicamento ſerbaſi, non men guadagno de Mercatanti, la manna.
che vtil trafico degli Spetiali, honor del medicamenti, e della penna de o Teriuiabin da
Medici, e ſaluczza degli ammalati. Vna medeſima coſa ſono il Tereuiabin Serapione è
di Serapione con la noſtra mana, la quale dice egli hauer virtù cotra tutte chiamata
Ila e
la ma

le infiammagioni delle febri calide,e contra l'ardente ſete;e mezzanamente


mollifica il corpo. Fà gran giouamento al petto, 8 alla toſſe. Scriſſero Marauiglioſe
virtù della man
,
più che altri della manna Auicenna,e Meſue,Galeno, 8 Auerroe: e per la na nel mollifica
coſtoro autorità habbiamo, che vale etiandio a purgar la colera, e però re il corpo, 8:
gioua al fele, e che con poca forza da per sè ſola ſolue il corpo. E ella ne' " giouar al
petto e al core
- -

ſuoi temperamenti iguale, è alquanto alla caldezza inchinante.


M E L E. -
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Lode del Mele.


si VANTE lingue di melata eloquenza ſi trouino, non baſte
W ran mai a dir a pieno di queſto altro celeſtial dono del Me virtù del mele,
roer le orecchie,
le, per miniſtero delle dolcifere Api da fiori, dal cielo di dol per la viſta, per
º ciore abbeuerati, raccolto, 8 in mille quaſi cellette de ſoa io ſtomaco, c ,
E NE uiſſimi faui, non men per loro medeſime di eſſo fabre , per lo petto.

che per noſtro vſo ſerbato. Ma per dirne di eſſo il mele qualche ſpetial Marauiglioſo
virtù, Dioſcoride lib. 2. cap.74. ſolo ci baſti. Hà dice egli virtù il mele effetto del mele
Heracleotico.
d'aſtergere, d'aprire, e d'attrahere. Vſaſi vtilmente per le vlcere, e per le , .