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Crisi finanziaria dello stato francese nel XVIII secolo

Antefatto: I rapporti di forza tra la borghesia e la nobiltà alla fine del secolo XVII

In seguito alle rivoluzioni avvenute durante il secolo in Olanda e soprattutto in Inghilterra comincia
a prendere forma quel processo che porterà alla formazione del mercato mondiale.
La Francia si colloca in una posizione mediana tra la declinante potenza spagnola incapace di uscire
dalla semplice politica di rapina del nuovo mondo e la coppia olandese -inglese proiettate verso la
conquista del mondo intero e la rivoluzione industriale.
Si forma una consistente borghesia che non può essere contenuta all'interno degli angusti rapporti di
produzione feudali ma che nello stesso tempo non è in grado di rovesciare la monarchia.
La borghesia si appoggia quindi alla figura del re Sole ipercentralista che concentra tutti i poteri e le
funzioni dello stato all'interno "della reggia di Versailles per comprimere e poi relegare la feudalità
al rango di classe "inutile" e priva di ruolo attivo. Non a caso si dice che Versailles e Luigi XIV
abbiano stroncato la feudalità molto più di quanto non abbia poi fatto un secolo più tardi la
ghigliottina di Place de la Concorde.
In questo quadro lo stato conosce importanti evoluzioni:
gli aristocratici vengono estromessi dal governo delle province a favore degli intendenti nuova
figura di funzionari di origine borghese reclutati su base meritocratica e ovviamente fedeli servitori
dello stato e del re
riforma dell'esazione delle imposte con notevoli risparmi e una maggiore efficienza ai fini dei conti
dello stato dinamica che almeno in un primo periodo contribuirà a ridurre sensibilmente il debito
statale
forte stimolo della manifattura attraverso la formazione delle Manifatture Reali sia di prorpietà
statale o privata
formazione del ministero della marina a cui si aggiunge il potenziamento della marina militare e
degli arsenali militari
nuova e "moderna" legislazione del commercio (interamente ripresa poi da Napoleone)
impulso all'espansione coloniale francese
riforma della giustizia civile e del codice di procedura penale
tutela del mercato interno con commissioni di controllo statali sulla qualità della produzione con
annesse punizioni per chi non si atteneva ai criteri fissati centralmente
privilegiare le esportazioni sulle importazioni per accumulare le quantità di moneta detenuta dallo
stato "vero" criterio di forza di uno stato.
Questo insieme di posizioni sono riassunte nelle teorie mercantiliste e in Francia lo "strumento"
attraverso cui si sono manifestate è stata la persona di Colbert.
Il tentativo operato dal Colbert di portare in pareggio i conti dello stato è stato vano sia per le
resistenze interne ma soprattutto a causa dello sforzo bellico sostenuto dal regno francese sotto
Luigi XIV.
Cos' all'inizio del XVIII secolo il debito statale francese raggiunge dimensioni non più tollerabili.

A seguito della guerra di successione spagnola il bilancio dello stato francese era quasi fuori
controllo. Non essendo più in grado di onorare le scadenze il re emetteva cambiali.
Per cercare di arginare il debito crescente (corrispondente circa a dieci anni di entrate dello stato)
viene varata una legge patrimoniale oltre ad un inasprimento della pressione fiscale.
Tutto questo non porta a grandi miglioramenti dellla situazione dei conti.

Nel 1716 compare John Law (personaggio eterodosso, giocatore d'azzardo, condannato per
omicidio in Inghilterra e sfuggito alla pena di morte grazie a buoni avvocati) è comunque uno
studioso dei sistemi finanziari e bancari del tempo ( fra cui il Banco Giro di Venezia e il Banco S.
Giorgio di Genova) infatti nel 1705 aveva pubblicato "Le considerazioni sulla moneta e il
commercio".
Sotto la reggenza del Duca Filippo d'Orleans fonda la Banque Generale, banca commerciale che
fornisce servizi bancari e ottiene il diritto di emettere biglietti bancari (moneta cartacea) sostituendo
la moneta metallica. Questi biglietti sono riconosciuti dallo stato come validi per il pagamento delle
imposte,la BG accetta inoltre le vecchie cambiali emesse al tempo di Luigi XIV

Nel 1717 costituendo la Compagnia d'Occidente (conosciuta anche come Compagnia del
Mississippi) centralizza le diverse compagnie coloniali francesi sotto la sua direzione. Detenendo il
diritto esclusivo allo sfruttamento delle risorse della Lousiana, colonia francese in America, la
Compagnia viene implicata nella gestione del debito pubblico, coloro che detengono titoli di stato
possono convertirli in azioni della Compagnia. Questo permette di allungare la scadenza del debito
pubblico riducendo il tassi di interesse. Le grandi aspettative verso i previsti enormi guadagni
derivati dallo sfruttamento delle colonie sono il perno di questa ristrutturazione e spingono gli
investitori a vendere titoli pubblici contro queste azioni.

Nel 1718 La Banque Generale diventa Banque Royale ottenendo la la garanzia dello stato.

Nel 1719 La compagnia d'Occidente ingloba le altre compagnie coloniali francesi prendendo il
nome di Compagnia delle Indie. L'emissione di nuovi titoli e le sempre più forti aspettative
speculative sui guadagni provenienti dalla Lousiana fanno si che in pochissimo tempo le azioni
passino da 500 lire a 15000 l'una. La continua rivalutazione delle azioni comporta un aumento della
massa monetaria che continua a riversarsi in nuovi acquisti di azioni. L'intreccio fra gestione del
debito pubblico e operazioni della banca costituiscono la base su cui si regge la "costruzione " di
Law.

Nel 1720 Law viene nominato Controllore generale delle finanze carica che possiamo paragonare a
quella di primo ministro. Il circuito continua ad alimentarsi sull'emissione dei biglietti bancari come
strumento per acquistare azioni della Compagnia ad un valore crescente. Ma se questo incremento
della massa monetaria dovesse riversarsi in domanda di beni o di monete metalliche il sistema
salterebbe per carenza assoluta delle stesse monete metalliche. Per evitare questo rischio Law
svaluta le monete d'argento rispetto ai biglietti monetari e l'oro viene demonetizzato rivalutando sul
piano interno delle lira francese e sul piano esterno rispetto alle monete straniere espresse in
metallo.
Ma rivalutazione delle lira interna francese e aumento della massa dei biglietti monetari sono però
obiettivi in contraddizione l'uno con l'altro.
Un basso livello del tasso di interesse, ai fini di comprimere il debito pubblico, attraverso l'aumento
della massa monetaria è in collisione con il bisogno di rivalutare i biglietti monetari rispetto alla
moneta metallica.
Il 21 maggio 1720 prova a risolvere la contraddizione attraverso un decreto che riduca il valore dei
biglietti e delle azioni. Queste decisioni comportano la diffusione del panico e la perdita di fiducia.
Anche se il decreto viene revocato gli investitori abbandonano il circuito biglietti e azioni. A questo
punto avviene un tracollo generale di tutto il sistema. Law scappa a Venezia.

Benchè il tentativo di Law finisca in un tracollo, contiene molti aspetti di una modernità
sorprendenti assolutamente non compatibili con il quadro di una "società feudale". Tra l'altro la
stessa conclusione costituisce uno dei primi esempi di "bolla finanziaria" della storia.
Proviamo a riassumerne qualcuno.
In una società basato sullo scambio la moneta non è neutra. La moneta nel ciclo di riproduzione
della società ha una sua utilità. L'offerta di moneta è uno strumento di crescita economica ma è
dannoso anche l'eccesso. Law utilizza l'espressione "domanda di moneta" che sarà base di
successive teorie economiche.
Molto moderna è l'idea della moneta cartacea come superamento della moneta merce o metallica.
Ciò non implica la perdita di valore della moneta che deve essere comparata al valore della terra in
quanto espressione della ricchezza complessiva di una nazione.
NB questa concetto viene formulato una trentina d'anni in anticipo rispetto ai fisiocratici.
Keynes articolerà meglio e in maniera più adeguata allo sviluppo delle forze produttive questa idea
parlando di relazione con l'intera produzione economica.
Inoltre proverà ad esplorare il rapporto tra prezzi e moneta. Questi sono determinati a livello
internazionale e non dal mercato nazionale. La riduzione della moneta non comporta contrazione
dei prezzi e non provoca l'aumento del potere d'acquisto crescita economica.

E' facile vedere come vi siano elementi che successivamente saranno ampiamente ripresi dalla
teoria economica borghese sia da parte monetarista, l'offerta di moneta, sia addirittura delle
formulazioni elaborate poi da Keynes.
L'importante non è però considerare Law come un genio o perdersi nelle sue, peraltro burrascose,
vicende personali.
Attraverso la sua azione si evidenzia perfettamente un modo di produzione che inesorabilmente
avanza ma che è contrastato da una sovrastruttura politica inadeguata a sostenere lo sviluppo delle
forze produttive. La contraddittoiretà di questa processo ha manifestazione evidenti nelle forme
ideologiche espresse da Law. Molto calzante è l'esempio della moneta cartacea idea modernissima
che è però vincolata alla forma di valore espressa dalla terra evidente condizione intermedia tra
retaggio feudale e concezione più moderna, espressa successivamente dai fisiocratici e da Quesnay
in particolare.
Non è poi senza importanza sottolineare come Law fosse un britannico dunque provenisse dalla
situazione europea in cui lo sviluppo capitalistico era più avanzato ed impetuoso e dunque come
potesse fare, con tutti i limiti della sua persona, da vettore di esportazione del processo di crescita
delle forze produttive.

Se tutta l'epopea di Law aveva comunque limitato e contenuto il debito pubblico dopo appena
qualche decennio il debito dello stato francese torna ad esplodere.
Il fattore scatenante è ancora una volta la guerra in questo caso quella dei sette anni. Lo sforzo
bellico esteso su quattro continenti, il teatro degli scontri avviene infatti in India, America del Nord,
Africa occidentale ed Europa, ha praticamente dissanguato la Francia. Inoltre l'Inghilterra ha
praticamente vinto su tutta la linea lo scontro sulle colonie sia in India che in Canada e in tutto il
Nord America relegando la Francia in una posizione marginale.
Per far fronte alla nuova situazione viene ripresa in pieno la pratica del prestito motivo per cui al
momento dell'insediamento di Luigi XVI il debito è fuori controllo.
Nel 1774 viene nominato Controleur general des finances, Turgot esponente vicino ai fisiocratici e
fiero sostenitore della libera competizione.
Le linee della sua politica erano semplici e precise: tassare solo i prodotti all'origine quindi
produzione agricola e l'industria estrattiva poi nessuna altra imposta per favorire la libera
circolazione dei prodotti agricoli, riduzione delle spese di corte, formazione di un'imposta fondiaria
a carico di tutti i proprietari, eliminando l'istituto delle corvees, abolizione delle corporazioni,
abolizione delle dogane interne, tassazione estesa anche ai nobili ed al clero.
Come si vede si tratta di un programma di netta impostazione liberista teso a favorire l'iniziativa
privata contro "l'ingerenza" dello stato. Oltre alla, prevedibile, forte opposizione da parte di clero e
nobiltà, i raccolti furono disastrosi con verticali aumenti del prezzo del pane e conseguenti disordini
sociali che sfociarono in tumulti detti guerra delle farine.
In questo quadro dopo poco meno di due anni Turgot viene rimosso dall'incarico facendo terminare
il suo esperimento "liberista".
Dopo un brevissimo intermezzo di cinque mesi in cui il nuovo ministro prima di morire "inventa" la
lotteria come strumento contro il debito, viene nominato Necker
Ancora una volta il bilancio è messo ulteriormente sotto stress dalla necessità di finanziare la guerra
contro l'Inghilterra tramite l'appoggio della guerra d'indipendenza americana. N. escogita
l'emissione di buoni che comportano una rendita a vita. Nell'immediato l'idea ha successo
riscuotendo dei buoni risultati. Ma rapidamente si presentano due ordini di problemi strettamente
connessi. Da un lato con la scoperta del vaccino contro il vaiolo la vita media si allunga , dall'altro
al momento dell'emissione dei buoni le banche ne avevano fatto incetta mettendo in atto un vero e
proprio commercio di questi titoli, inoltre era fiorita la pratica di intestare questi buoni a bambini
rendendo così il carico finanziario per lo stato molto più oneroso rispetto ai calcoli effettuati da
Necker quando aveva concepito questa iniziativa. Tutto questo si traduce in un aumento del
disavanzo di stato. Benchè avesse messo in opera delle riforme per snellire e rendere meno costoso
e più efficace l'apparato delle riscossioni delle imposte alla fine Necker è costretto a cercare di
comprimere le spese della corte. Ovviamente questo gli vale il siluramento.
N. e' comunque un avversario delle teorie liberiste di Turgot e sostenitore dell'intervento dello stato
nel corso delle vita economica di uno stato.
Nel 1783 è la volta di Calonne come nuovo ministro. Di fronte alla situazione debitoria C. si fa
portatore di una "nuova politica". Vengono completamente rovesciati i parametri di N. sostenendo
che il debito pubblico è indispensabile deve aumentare per evitare di strangolare l'economia con una
politica di austerity troppo marcata. Quindi vara un piano di rilancio dell'attività economica
attraverso la creazione della terza compagnia delle Indie, una serie di importanti interventi statali
nelle opere pubbliche (porti, strade, canali ecc.). Viene stipulato un importante accordo con
l'Inghilterra in cui diminuivano le tasse sulle esportazioni verso l'Inghilterra favorendo quindi la
vendita di alcuni produzioni francesi ma simmetricamente lo stesso avveniva per alcuni comparti
industriali come il tessile in cui la concorrenza inglese metteva in difficoltà le produzioni francesi.
La "filosofia" generale è quella per cui bisogna aumentare la spesa pubblica per generare fiducia.
In un primo momento i prestiti crescono la borsa sale e l'entusiasmo è generale, le spese della corte
raggiungono il loro massimo, ma il deficit passa da 85 milioni nel 1785 a 125 nel 1787 nell'estate
del 1786 gli interessi coprono il 51% del bilancio dello stato. L'entusiasmo lascia il posto alla
sfiducia e Calonne viene licenziato.
A partire da questo momento la storia precipita mettendo in atto le dinamiche ben note che
porteranno allla presa della Bastiglia prima e poi alla decapitazione di Luigi XVI e di sua moglie
processo storico conosciuto come rivoluzione francese.

Conclusioni

Nel corso del XVIII assistiamo al progressivo deteriorarsi delle ragioni del debito statale francese.
Questo processo è lo specchio della traiettoria verso la catastrofe di quella formazione economico
sociale stretta fra delle evidentissime trasformazioni strutturali dirette all'affermazione di nuovi
rapporti di produzione che si instaurano all'interno della società e una sovrastruttura politico
istituzionale non adeguata al corso del movimento reale.
Possiamo evidenziare questi elementi:
la guerra, espressione della concorrenza soprattutto con l'Inghilterra potenza emergente, è un tratto
costante delle ragioni del peggioramento strutturale del debito
le diverse "soluzioni" che vengono offerte durante tutto il secolo per ripianare il problema del debito
esprimono in tutta la loro "modernità" quelle che poi diverranno elaborazioni "teoriche" del
pensiero economico della borghesia. Passiamo dal quasi monetarismo di Law al liberismo di Turgot,
al rigido controllo del bilancio di Necker di sapore "falchi della Bundesbank" fino al convulso
finale a metà fra keynesismo e modern monetary theory di Calonne.
Anche questi elementi fanno constatare come la società francese fosse in piena trasformazione e il
nuovo modo di produzione permeasse sempre più l'insieme dei rapporti sociali.
Infine come valutazione generale della rivoluzione francese è importante mettere in evidenza che la
presa del potere da parte della borghesia è un atto conclusivo di una trasformazione avviata almeno
un secolo prima. Questo comporta due conseguenze: la rivoluzione come atto materiale e violento
opera in un quadro già profondamente trasformato rispetto allo schema di una società feudale
motivo per cui buona parte della borghesia non partecipa materialmente agli avvenimenti più
eclatanti come la presa della Bastiglia in quanto "nuovi" soggetti sociali come i sanculotti sono i
portatori del più forte disagio immediato, in seconda istanza ciò determina il carattere
specificamente politico della rivoluzione francese. La Francia sarà la patria della politica e del
trionfo dello stato nazionale come espressione delle relazioni sociali regolate e irrigimentate dai
concetti di libertà, popolo, nazione che tanto peseranno negativamente sullo sviluppo del
movimento operaio nei secoli successivi

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