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Flaudish polashky ESSay

atti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza. …" (Dante Alighieri — Inferno,
XXVI.)

"L'Universo non può essere interpretato finchè non ne avremo imparato il linguaggio e non
avremo preso dimestichezza con i carattere nei quali è scritto ; l'Universo è scritto in un linguaggio
matematico, e le lettere sono triangoli, cerchi e altre figure geometriche, senza le quali è
umanamente impossibile comprendere anche una singola parola." (Galileo Galilei)

La frase di Galileo Galilei era l'incipit di una mia tavola, scolpita circa 2 anni fa su richiesta del M.V.
della R∴ L∴ G. Washington Or. di Como, nelle cui fila mi ero momentaneamente trasferito. Il
nostro M.V. aveva intenzione di proporre questa sera la Tavola, dal titolo "La Scienza dei Numeri e
delle Lettere" ma, dopo averla riletta, ho preferito incentrare questa Tavola solo su una particolare
costruzione simbolica tratta dalla precedente.

La Tavola Smeralgdina, attribuita ad Hermes Trismegistus, recita: "È vero, è vero senza errore, è
certo e verissimo. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, ciò che è in alto è come ciò che è in
basso, per fare il miracolo di una cosa sola."

Cercherò, in conformità con la strada tracciata nella Tavola Smeralgdina di traslare dal generale al
particolare, dal Macrocosmo al Microcosmo, dall'Universo all'Uomo gli insegnamenti citati: come
può l'iniziato raggiungere la Meta? Studiare e conoscere l'Universo e quindi sè stesso? La risposta
più semplice ed immediata, per noi LL. MM. è insita nella Promessa Solenne (ex Giuramento), che
prestiamo non appena il M.V. dispone che il Recipendiario riceva la Luce cioè: "Percorrere
incessantemente la Via iniziatica tradizionale", utilizzando gli Strumenti che man mano ci
porteranno a levigare la Pietra Grezza.

L'esame del Rituale di Apprendista L.M., ci indica, interpretandolo simbolicamente, il percorso: la


Loggia diventa Officina per trasformarsi in Tempio tramite un percorso di Tre stazioni: la prima è la
chiamata a raccolta del F. M.d.C. dei FF., immediatamente prima dell'inizio della Tornata — nella
Sala dei Passi Perduti si raduna la Loggia.
La seconda stazione è la squadratura del quadrilungo a scacchi bianchi e neri contenente le Luci
(Sapienza, Bellezza e Forza) da parte dei Dignitari ed Ufficiali in corteo: si costituisce l'Officina; ma
la Consacrazione della Loggia in Tempio è completa solo dopo che il M.V. ed i due Sorveglianti
circoscrivono il quadrato prima disegnato in un cerchio.

Sul piano fisico-razionale, questa operazione non può, per le Leggi matematiche, essere compiuta.
La circonferenza, ottenuta dal prodotto di un numero razionale per un numero irrazionale, non
potrà mai essere razionalmente definita da un numero razionale. E' necessario, pertanto, per
superare questa incoerenza, trascendere il piano fisico e quello spirituale, per entrare nella
dimensione animica, al di fuori del tempo e dello spazio, dove tutto, in quanto indefinito, è
attuabile.

In analogia, un'altra chiara indicazione di quale sia il percorso che l'Uomo deve seguire per
raggiungere la Luce è desumibile dall'esame simbolico della famosa rappresentazione Leonardiana
dell'Uomo Vitruviano, che mostra l'unione simbolica tra arte e scienza: l'uomo Vitruviano è
perfetto all'interno di due figure geometriche, il cerchio e il quadrato, forme considerate entrambe
perfette. La struttura quadrangolare rappresenta la squadratura della materia. In altre parole, la
regolarizzazione di quanto per sua natura sarebbe rimasto informe e caotico. Questa figura (come
il Rettangolo o Quadrilungo, che ne costituisce una variante simbolica) è simbolo di definizione e di
delimitazione.

Se il Cerchio è perfetto, il Quadrato è giusto, tanto da essere stato adottato dai pitagorici quale
simbolo della giustizia. Rappresenta quindi la Legge, come normatività interiore, codice esteriore e
ordine concettuale. Il Quadrato è il simbolo della terra, in opposizione al cielo, simboleggiato dal
cerchio. Il Quadrato è una figura antidinamica, ancorata sui quattro lati, rappresenta l'arresto o
l'istante isolato. Questa figura implica un'idea di stagnazione e di solidificazione e di
stabilizzazione. Mentre il movimento scorrevole è circolare e rotondo (circonferenza), l'arresto e la
stabilità sono associati a figure angolose, con linee dure e sbalzi.

Secondo Plutarco, i pitagorici affermavano che il Quadrato riuniva la potenza di Rhea, di Afrodite,
di Demetra, di Estia e di Hera: il Quadrato significa che Rhea, la madre degli dei, la fonte della
durata, si manifestava attraverso le modificazioni dei quattro elementi simbolizzati da Afrodite,
che era l'Acqua generatrice, da Estia, che era il Fuoco, da Demetra che era la Terra e da Hera che
era l'Aria.
Il cerchio rappresenta lo stato della sostanza primordiale, impalpabile e trasparente, uniforme e
indifferenziata. Infatti il Cerchio sprovvisto di angoli e di spigoli simboleggia l'armonia, che grazie
all'assenza di opposizioni, come l'alto e il basso, ecc., traduce l'indifferenziato in un'uguaglianza di
principi. È il simbolo dello spirito e dell'immaterialità dell'anima. Il simbolismo del Cerchio è
duplice, sia magico sia celeste. Questa figura come cielo rappresenta la dimensione intellettuale e
spirituale.

Infatti nella sua opposizione al Quadrato, questa figura geometrica incarna il cielo in rapporto alla
terra, a tutto ciò che è materiale. Il Cerchio come cielo è collegato al il ciclo perenne della vita.

Questo concetto è ben espresso dalla circonferenza, figura geometrica nella quale non è dato
distinguere il principio dalla fine, simbolo dell'eternità e quindi di perfezione. Il movimento
circolare, che è anche quello del cielo, è perfetto, immutabile, senza inizio né fine, né variazione;
questo fa si che esso possa rappresentare il tempo, il quale, a sua volta, può essere definito come
una successione continua e invariabile di istanti tutti identici gli uni agli altri, e da qui il concetto di
ciclicità. La circonferenza determina anche un limite separatore tra la superficie interna definita e
quella esterna infinita.

L'uomo entra in contatto con le due figure in maniera del tutto proporzionale e ciò rappresenta la
natura perfetta della creazione dell'uomo in sintonia con Terra e Universo. E lungo questo
percorso dovremo, come fanno chimici e farmacisti, dosare attentamente le energie spesse e
sottili per giungere alla Pietra Filosofale (V.I.T.R.I.O.L.). In altri termini, ciò che Guénon chiama La
Grande Triade (CieloTerra-Uomo) altro non è che la risultanza della compenetrazione in amalgama
dei tre elementi. Ma per ottenere l'amalgama è necessario superare gli ostacoli frapposti dal
nostro stesso organismo: i Numeri (la Scienza) stimolano ed agiscono sul cervello (mensura), le
Lettere (Arti) stimolano ed agiscono sul cuore (Emozioni).

Dovremmo quindi, nel nostro Microcosmo, dosare raziocinio e passione, raggiungere lo stato che
epicurei e scettici definivano "atarassia", per avvicinarci alla descrizione del saggio del "De
Costantia sapientis" di Seneca "Confermo, dunque, che il saggio non è soggetto ad alcuna ingiuria.
Pertanto, non importa quanti dardi gli siano scagliati contro, perché è impenetrabile a tutti. Come
la durezza di certe pietre resiste al ferro, come l'acciaio non si lascia segare, incidere, limare, ma
ricaccia da sé gli attrezzi, come certi corpi non possono essere consumati dal fuoco, ma
conservano la propria consistenza e forma anche in mezzo alle fiamme, come certi scogli,
prominenti verso l'alto mare, frangono i flutti, senza mostrare alcuna traccia della violenza che li
flagella da tanti secoli, cosi è solida l'anima del saggio e raccoglie la forza occorrente per essere
tanto sicura da ingiuria, quanto le cose che ho citate ora".
Il percorso iniziatico indicato dall'Alchimia spirituale ci aiuta a passare dal centro del quadrato
circoscritto dalla circonferenza (Equilibrio statico) al centro della Sfera che si ottiene ruotando
tridimensionalmente il cerchio. Questa trasmutazione, con gli strumenti a nostra disposizione, si
ottiene utilizzando la Squadra per costruire il quadrato, il Compasso per circoscriverlo e,
immaginando di sostituire la figura ottenuta ad un braccio del Compasso stesso, facendolo ruotare
sul piano per creare la Sfera nel cui centro risiede l'Armonia dell'Equilibrio dinamico.