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NRIF AA020562
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IDcompl UNI EN 12110:2004 - 01-07-2004 - Macchine per scavo meccanizzato di gallerie - Accesso alla zona in pressione - Requisiti di sicurezza

ITEM3 SICUREZZA

NORMA TECNICA UNI EN 12110:2004


DATA 01/07/2004
AUTORI SICUREZZA

TITOLO Macchine per scavo meccanizzato di gallerie - Accesso alla zona in pressione -
Requisiti di sicurezza
Tunnelling machines - Air locks - Safety requirements

SOMMARIO La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN
12110 (edizione ottobre 2002). La norma specifica i requisiti di sicurezza relativi
all'accesso alla zona in pressione delle macchine per scavo meccanizzato di gallerie.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 91.220 93.060


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO AA10A0604

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA

STATO DI VALIDITA' In vigore

COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI

LINGUA Italiano
PAGINE 14
PREZZO EURO Non Soci 36,00 Euro - Soci 18,00 Euro
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Macchine per scavo meccanizzato di gallerie


NORMA ITALIANA Accesso alla zona in pressione UNI EN 12110
Requisiti di sicurezza

LUGLIO 2004

Tunnelling machines
Air locks
Safety requirements

CLASSIFICAZIONE ICS 91.220; 93.060

NORMA EUROPEA
SOMMARIO La norma specifica i requisiti di sicurezza relativi all’accesso alla zona in
pressione delle macchine per scavo meccanizzato di gallerie.

RELAZIONI NAZIONALI

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN 12110:2002


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 12110 (edizione ottobre 2002).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Sicurezza"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 25 maggio 2004

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 6 UNI EN 12110:2004 Pagina I


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PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN 12110 (edizione ottobre 2002), che assume
così lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
La Commissione "Sicurezza" dell’UNI segue i lavori europei sull’ar-
gomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

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INDICE

INTRODUZIONE 1

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1


1.1 Descrizione della/delle macchina/e................................................................................................. 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 TERMINI E DEFINIZIONI 2

4 ELENCO DEI PERICOLI SIGNIFICATIVI 2


4.1 Pericoli di natura meccanica ............................................................................................................... 2
4.2 Pericoli di natura elettrica ..................................................................................................................... 3
4.3 Pericoli di natura termica ...................................................................................................................... 3
4.4 Pericoli generati dal rumore ................................................................................................................ 3
4.5 Pericoli generati da materiali e sostanze lavorati, utilizzati o consumati dal
macchinario, per esempio:................................................................................................................... 3
4.6 Pericoli generati dall’inosservanza dei principi ergonomici nella progettazione
della macchina (macchinario non adeguato alle caratteristiche e abilità umane)
provocati per esempio da:.................................................................................................................... 3
4.7 Pericoli causati da guasto nell'alimentazione di energia, rottura di parti del
macchinario e altri problemi di funzionamento, per esempio: .......................................... 3
4.8 Pericoli provocati da misure/mezzi di sicurezza (temporaneamente) mancanti
e/o posizionati in modo scorretto, per esempio: ...................................................................... 4

5 REQUISITI DI SICUREZZA E/O MISURE DI PROTEZIONE 4


5.1 Requisiti generali....................................................................................................................................... 4
5.1.1 Calcolo.............................................................................................................................................................. 4
5.1.2 Valvola limitatrice di pressione ................................................................................................................. 4
5.1.3 Apparecchiature elettriche ......................................................................................................................... 4
5.1.4 Quadro di comando ..................................................................................................................................... 5
5.1.5 Comunicazione .............................................................................................................................................. 5
5.1.6 Porte, chiusura e sigillatura ....................................................................................................................... 5
5.1.7 Protezione antincendio ............................................................................................................................... 5
5.1.8 Movimentazione di componenti pesanti ................................................................................................ 5
5.2 Zone in pressione per il personale .................................................................................................. 5
5.2.1 Numero di camere ........................................................................................................................................ 5
5.2.2 Dimensioni ...................................................................................................................................................... 5
prospetto 1 Dimensioni ...................................................................................................................................................... 5
5.2.3 Sedili ................................................................................................................................................................. 6
5.2.4 Aperture delle porte, dimensioni .............................................................................................................. 6
5.2.5 Porte, chiusura .............................................................................................................................................. 6
5.2.6 Attrezzature minime per le zone in pressione per il personale ..................................................... 6
5.2.7 Altri requisiti .................................................................................................................................................... 7
5.2.8 Ventilazione .................................................................................................................................................... 8
5.2.9 Protezione contro le rotture delle tubazioni flessibili......................................................................... 8
5.2.10 Produzione di ossigeno (incluse tutte le miscele di gas con più del 25% di ossigeno) ........ 8
5.3 Zone in pressione per materiali ......................................................................................................... 9
5.4 Zone in pressione combinate .......................................................................................................... 10
5.5 Paratie stagne.......................................................................................................................................... 10
5.5.1 Sigillatura ...................................................................................................................................................... 10
5.5.2 Aperture di servizio ................................................................................................................................... 10

6 VERIFICA DEI REQUISITI DI SICUREZZA E/O DELLE MISURE DI PROTEZIONE 10


prospetto 2 Luogo di esecuzione dei procedimenti di prova .............................................................................. 11

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7 INFORMAZIONI PER L'USO 11


7.1 Generalità .................................................................................................................................................. 11
7.2 Segnali e dispositivi di avvertimento ........................................................................................... 11
7.3 Manuale d'istruzioni.............................................................................................................................. 11
7.4 Marcatura ................................................................................................................................................... 12

APPENDICE ZA RELAZIONE FRA IL PRESENTE DOCUMENTO E LE DIRETTIVE CE 13


(informativa)

BIBLIOGRAFIA 14

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Macchine per scavo meccanizzato di gallerie


NORMA EUROPEA Accesso alla zona in pressione EN 12110
Requisiti di sicurezza

OTTOBRE 2002

Tunnelling machines
EUROPEAN STANDARD Air locks
Safety requirements
Tunneliers
NORME EUROPÉENNE Sas de transfert
Prescriptions de sécurité
Tunnelbaumaschinen
EUROPÄISCHE NORM Druckluftschleusen
Sicherheitstechnische Anforderungen

DESCRITTORI

ICS 91.220; 93.060

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 2 settembre 2002.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-
ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon-
sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me-
desimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 2002 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

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PREMESSA
Il presente documento (EN 12110:2002) è stato elaborato dal Comitato Tecnico CEN/TC 151
"Apparecchiature per costruzione e macchinari per materiali da costruzione - Sicurezza",
la cui segreteria è affidata al DIN.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o median-
te pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro aprile 2003, e le
norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro aprile 2003.
Il presente documento è stato elaborato nell'ambito di un mandato conferito al CEN dalla
Commissione Europea e dall'Associazione Europea di Libero Scambio ed è di supporto ai
requisiti essenziali della/e Direttiva/e dell'UE.
Per quanto riguarda il rapporto con la/e Direttiva/e UE, si rimanda all'appendice informa-
tiva ZA che costituisce parte integrante del presente documento.
In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-
guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimar-
ca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta,
Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e
Svizzera.

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INTRODUZIONE
Il presente documento è una norma di tipo C come definita nella EN 1070:1998.
Il macchinario interessato e la misura in cui sono trattati i pericoli, le situazioni e gli eventi
pericolosi coperti sono indicati nello scopo e campo di applicazione del presente
documento.
Quando le disposizioni della presente norma di tipo C differiscono da quelle dichiarate in
norme di tipo A o B, le disposizioni della presente norma di tipo C hanno la precedenza
sulle disposizioni delle altre norme, per macchine che sono state progettate e costruite in
conformità alle disposizioni della presente norma di tipo C.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

1.1 Descrizione della/delle macchina/e


La presente norma europea è applicabile alla progettazione, costruzione, equipaggia-
mento, marcatura e prova di zone in pressione e paratie stagne utilizzate nei lavori di
scavo di gallerie.
La presente norma contempla anche l'impianto di produzione di ossigeno utilizzato per
fornire la produzione di ossigeno necessaria per effettuare una decompressione sicura.

1.2 La presente norma tratta tutti i pericoli significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi
relativi alle zone in pressione e alle paratie stagne, quando sono utilizzate come previsto
e nelle condizioni previste dal fabbricante (vedere punto 4). La presente norma specifica
le misure tecniche appropriate per eliminare o ridurre i rischi derivanti da tali pericoli signi-
ficativi.

1.3 Il presente documento non è applicabile al macchinario costruito prima della data di
pubblicazione del presente documento da parte del CEN.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte
nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non
datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli
aggiornamenti).
EN 140:1998 Respiratory protective devices - Half masks and quarter masks -
Requirements, testing, marking
EN 292-2:1991 Safety of machinery - Basic concepts, general principles for
design - Technical principles (identical with
ISO/DIS 12100-2:2000) Revision of EN 292-2:1991 and
EN 292-2:1991/A1:1995)
EN 1070:1998 Safety of machinery - Terminology
EN 60204-1:1997 Safety of machinery - Electrical equipment of machines - General
requirements (IEC 60204-1:1997)
EN 60529:1991 Degrees of protection provided by enclosures (IP Code)
(IEC 60529:1989)
EN 61310-1:1995 Safety of machinery - Indication, marking and actuation -
Requirements for visual, auditory and tactile signals
(IEC 61310-1:1995)
EN ISO 11202:1995 Acoustics - Noise emitted by machinery and equipment -
Measurement of emission sound pressure levels at a work station and
at other specific positions - Survey method in situ (ISO 11202:1995)

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3 TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma europea, si applicano i termini e le definizioni forniti nella
EN 1070:1998 unitamente ai seguenti.

3.1 aria compressa: Aria con una pressione di più di 0,1 bar, al di sopra della pressione
atmosferica. Tutte le pressioni devono essere misurate al di sopra della pressione
atmosferica.

3.2 camera in pressione: Locale in pressione destinato ad accogliere persone al di sopra


della pressione atmosferica.

3.3 camera di lavoro: Spazio in cui si svolge del lavoro in aria compressa.

3.4 zona in pressione: Locale in pressione con una o più camere con porte di accesso, che
può essere sigillato e pressurizzato con aria compressa.

3.5 zona in pressione per materiali: Zona in pressione attraverso la quale entrano o escono
dalla camera di lavoro solo materiali o attrezzature.

3.6 zona in pressione per personale: Zona in pressione attraverso la quale entrano o escono
dalla camera di lavoro solo persone.

3.7 zona in pressione combinata: Zona in pressione attraverso la quale entrano o escono
dalla camera di lavoro persone, materiali o attrezzature.

3.8 paratia stagna: Attrezzatura che separa spazi con diversi livelli di pressione.

3.9 pressione di esercizio massima: Pressione più elevata a cui può essere sottoposta una
camera in pressione durante l’uso corrente.

3.10 pressione di progetto: Pressione utilizzata per il calcolo non includente il fattore di
sicurezza.

3.11 impianto per la produzione di ossigeno: Impianto e attrezzature ausiliarie utilizzati per
fornire l'alimentazione di ossigeno necessaria per un procedimento di decompressione
sicuro.

4 ELENCO DEI PERICOLI SIGNIFICATIVI


Il presente punto contiene tutti i pericoli significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi
nella misura in cui sono considerati nella presente norma, identificati mediante la valuta-
zione dei rischi significativi per questo tipo di macchinario e che necessitano di un’azione
volta ad eliminare o ridurre il rischio.

4.1 Pericoli di natura meccanica

4.1.1 Pericolo di urto, vedere punti: 5.2.4, 5.2.5

4.1.2 Eiezione di parti (del macchinario e dei materiali/pezzi


lavorati), vedere punto: 5.1.1

4.1.3 Variazione di pressione non controllata, vedere punti: 5.1.1, 5.1.2, 5.2.6, 5.2.9

4.1.4 Pericoli risultanti dall'aspirazione mediante pressione


differenziale fra l'ambiente pressurizzato e la pressione
atmosferica, vedere punto: 5.2.7

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4.2 Pericoli di natura elettrica

4.2.1 Contatto elettrico diretto o indiretto, vedere punto: 5.1.3

4.2.2 Influenze esterne sulle apparecchiature elettriche,


vedere punto: 5.1.3

4.3 Pericoli di natura termica

4.3.1 Bruciature e scottature, da possibile contatto di


persone, da fiamme o da esplosioni ed anche per 5.1.3, 5.1.7, 5.2.7,
radiazione di sorgenti di calore, vedere punti: 5.2.10.5, 7.2

4.3.2 Effetti dannosi alla salute provocati da un ambiente


di lavoro caldo o freddo, vedere punti: 5.2.6.1, 5.2.7, 5.4

4.4 Pericoli generati dal rumore

4.4.1 Perdite dell'udito (sordità), altri disturbi fisiologici


(per esempio perdita dell'equilibrio, perdita di
percezione, ecc.), vedere punti: 5.2.7, 5.4

4.4.2 Interferenze con comunicazioni verbali, segnali


acustici, ecc., vedere punti: 5.2.7, 5.4, 7.2

4.5 Pericoli generati da materiali e sostanze lavorati, utilizzati o consumati dal macchinario,
per esempio:

4.5.1 Pericoli risultanti da contatto o inalazione di fluidi


dannosi, gas, nebbie, fumi e polveri, vedere punti: 5.1.7, 5.2.6.2, 5.2.8, 5.2.10.1

4.5.2 Pericoli d'incendio o esplosione specialmente in


condizioni di aumentata pressione dell'aria, 5.1.3, 5.1.4, 5.1.7, 5.2.7,
vedere punti: 5.2.10.1, 5.2.10.2, 5.2.10.3

4.5.3 Utilizzo di ossigeno, vedere punto: 5.2.10

4.6 Pericoli generati dall’inosservanza dei principi ergonomici nella progettazione della
macchina (macchinario non adeguato alle caratteristiche e abilità umane) provocati per
esempio da:

4.6.1 Posture insalubri o sforzi eccessivi, vedere punti: 5.1.8, 5.2.2, 5.2.3

4.6.2 Inadeguata considerazione dell'anatomia umana,


vedere punti: 5.2.2, 5.2.3, 5.2.4

4.6.3 Inadeguata illuminazione locale, vedere punti: 5.1.4, 5.2.7

4.7 Pericoli causati da guasto nell'alimentazione di energia, rottura di parti del macchinario
e altri problemi di funzionamento, per esempio:

4.7.1 Guasto nell’alimentazione di energia


(di circuiti di energia e/o comando), vedere punti: 5.1.4, 5.2.7, 7.2

4.7.2 Errori di accoppiamento, vedere punti: 5.2.5, 5.5.1, 7.2

4.7.3 Decompressione non controllata della camera di 5.1.6, 5.2.5, 5.2.6.1, 5.2.9,
lavoro o della zona in pressione, vedere punti: 5.2.10.6

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4.7.4 Perdita di comunicazione, vedere punti: 5.1.5

4.8 Pericoli provocati da misure/mezzi di sicurezza (temporaneamente) mancanti e/o


posizionati in modo scorretto, per esempio:

4.8.1 Dispositivi (di protezione) di sicurezza di qualsiasi tipo, 5.1.3, 5.1.5, 5.2.6.1,
vedere punti: 5.2.6.2, 5.3, 5.5.2

4.8.2 Segnali di sicurezza, vedere punti: 5.3, 7.1, 7.2

4.8.3 Informazione o dispositivi di avvertimento di qualsiasi


tipo, vedere punti: 5.2.6.1, 7

4.8.4 Mezzi di accesso per il personale di emergenza nella


parte pressurizzata confinata della macchina,
vedere punti: 5.2.1, 5.2.2, 5.2.4, 5.2.5

4.8.5 Dispositivi di emergenza, in particolare mezzi di


evacuazione di un ferito dalla parte pressurizzata
confinata della macchina, vedere punti: 5.2.1, 5.2.2

4.8.6 Attrezzature essenziali e accessori per una regolazione


e/o manutenzione in condizioni di sicurezza
vedere punti: 5.2.6.1, 5.3, 5.4

4.8.7 Attrezzature per l'evacuazione di gas, ecc., 5.2.6.2, 5.2.8, 5.2.10.3,


vedere punti: 5.2.10.6, 5.4

5 REQUISITI DI SICUREZZA E/O MISURE DI PROTEZIONE


Il macchinario deve essere conforme ai requisiti di sicurezza e/o alle misure di protezione
del presente punto.
Inoltre, la macchina deve essere progettata in conformità ai principi della EN 292 per
pericoli pertinenti ma non significativi, che non sono trattati dal presente documento (per
esempio bordi taglienti).

5.1 Requisiti generali

5.1.1 Calcolo
La pressione di progettazione deve essere 1,1 volte la pressione d'esercizio massima.
Dove le paratie non possono essere sottoposte a prova, la pressione di progettazione
deve essere 1,5 volte la pressione d'esercizio massima.
Il calcolo deve essere eseguito in conformità al metodo degli elementi finiti. I calcoli
devono far parte della documentazione tecnica.

5.1.2 Valvola limitatrice di pressione


Ogni comparto deve essere dotato di una valvola limitatrice di pressione tarata a 1,1 volte
la pressione d'esercizio massima e in grado di far passare l'intera alimentazione d'aria
nella zona in pressione a quella pressione. Una volta attivata, la valvola deve essere in
grado di chiudersi completamente quando la pressione si abbassa alla pressione
d'esercizio.

5.1.3 Apparecchiature elettriche


Le apparecchiature elettriche nelle zone in pressione devono essere in conformità alla
EN 60204-1:1997. Per l'applicazione della EN 60204-1, il fabbricante deve effettuare
un'adeguata valutazione del rischio per i relativi requisiti dove sia necessaria una scelta.

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Nota Questa valutazione del rischio specifica fa parte di una valutazione del rischio generale relativa ai pericoli non
trattati dalla presente norma di tipo C.
Devono essere idonee per spazi umidi e bagnati e protette dai depositi di polvere e dagli
spruzzi d'acqua (classe minima IP 55 della EN 60529:1991, punto 4). Le apparecchiature
elettriche devono essere progettate in modo tale da minimizzare il rischio di incendio e di
fumi tossici e devono resistere a variazioni di pressione fino alla pressione d'esercizio
massima della zona in pressione.

5.1.4 Quadro di comando


Le attrezzature di comando e gli strumenti di indicazione al di fuori della zona in pressione
devono essere assemblati in un quadro di comando. Devono essere facilmente leggibili e
progettati, costruiti, disposti e marcati in modo tale che possano essere facilmente ricono-
sciuti il funzionamento e la direzione di commutazione, in conformità alla
EN 61310-1:1995. Devono essere illuminati con un'intensità nominale di almeno 100 lux.
Deve essere disponibile un'illuminazione d'emergenza per 1 ora.
Devono essere previsti dispositivi antincendio e altri dispositivi d'emergenza per
permettere all'operatore della zona in pressione di rimanere vicino al quadro finché non è
completata l'evacuazione delle persone pressurizzate. Quelli forniti devono essere speci-
ficati dettagliatamente nel manuale d'istruzioni. Vedere punto 7.

5.1.5 Comunicazione
Deve essere installata una rete di comunicazione vocale per collegare la camera di lavoro,
le zone in pressione per il personale e il quadro di comando.

5.1.6 Porte, chiusura e sigillatura


Le porte delle zone in pressione per il personale e per i materiali devono essere autosigil-
lanti e mantenute chiuse dalla pressione differenziale o essere dotate di un sistema di
interbloccaggio meccanico che impedisca l'apertura della porta a meno che le pressioni
non siano equalizzate.

5.1.7 Protezione antincendio


Le zone in pressione per il personale e per i materiali devono essere costituite da
materiale e componenti a bassa infiammabilità in condizioni di aumentata pressione
dell'aria e devono essere di bassa tossicità quando bruciano.

5.1.8 Movimentazione di componenti pesanti


È necessario minimizzare lo sforzo fisico richiesto dal personale mentre si trova nella
zona in aria compressa. Devono essere installati dispositivi adeguati a tale scopo, quando
necessario.

5.2 Zone in pressione per il personale

5.2.1 Numero di camere


Le zone in pressione per il personale devono essere costituite da almeno due camere diretta-
mente intercollegate, da una camera principale e da una camera d'ingresso accessibile dalla
pressione atmosferica, con aperture delle porte come specificato al punto 5.2.4.

5.2.2 Dimensioni
Le zone in pressione per il personale devono soddisfare i seguenti requisiti minimi:

prospetto 1 Dimensioni

Camera principale Camera d'ingresso


Altezza libera di passaggio: 1,5 m 1,5 m
Lunghezza: vedere sotto 1,0 m
Numero di persone: 3 2
Volume per persona: 1,0 m3 1,0 m3

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Il sistema delle zone in pressione deve essere sufficientemente ampio e progettato in


modo tale che prima della decompressione di un ferito sia possibile collocarlo su una
barella (di almeno 1,8 m di lunghezza) in pressione permettendo a un operatore di essere
pressurizzato e di entrare nello spazio dove si trova il ferito. Dopo di ciò, deve essere
possibile trasferire il ferito sulla barella attraverso il sistema della zona in pressione ed
effettuargli la decompressione mentre è sdraiato sulla barella. Deve sempre essere
possibile per un operatore accompagnare il ferito. Se la zona in pressione è progettata per
una pressione d'esercizio maggiore di 1 bar, deve essere possibile tenere la barella in
posizione orizzontale durante la decompressione.
Per le zone in pressione per il personale che fanno parte di una macchina per scavo
meccanizzato di gallerie progettata per una pressione d'esercizio massima non maggiore
di 1,5 bar e quando non sono richieste decompressioni in diverse fasi, l'altezza libera di
passaggio può essere misurata a un'inclinazione fino a 45° dalla verticale e il volume della
camera principale può essere ridotto a 2,0 m3 (2 persone). Il volume della camera
d'ingresso può essere ridotto a 1,0 m3 (1 persona). Dei cartelli collocati all'esterno, a ogni
estremità di tale zona in pressione, devono indicare "DA NON UTILIZZARE PER
DECOMPRESSIONI IN DIVERSE FASI".

5.2.3 Sedili
Le zone in pressione per il personale devono essere dotate di sedili. Devono avere
schienali ed essere progettati in modo che ogni persona abbia a disposizione
un'ampiezza di seduta di almeno 0,5 m e una profondità di seduta di almeno 0,4 m, e che
sia evitato un raffreddamento del corpo in seguito al contatto con superfici fredde.
Per le zone in pressione per il personale che fanno parte di una macchina per scavo
meccanizzato di gallerie progettata per una pressione d'esercizio massima non maggiore
di 1,5 bar e quando non sono richieste decompressioni in diverse fasi, i sedili possono
essere omessi.

5.2.4 Aperture delle porte, dimensioni


Le aperture delle porte delle zone in pressione per il personale devono avere un'apertura
libera con una dimensione sezionale minima di 600 mm.
Le dimensioni minime, quando possibile, devono essere aumentate.
Nota Le dimensioni minime delle porte delle zone in pressione sono maggiori delle dimensioni minime delle altre
aperture di accesso delle macchine per scavo meccanizzato di gallerie (per esempio le aperture di accesso
nelle teste portautensili).

5.2.5 Porte, chiusura


Dopo un'equalizzazione della pressione, deve essere possibile aprire le porte delle zone
in pressione per il personale da entrambi i lati. Quando una perdita improvvisa di
pressione dalla camera di lavoro provoca un pericolo, la porta d'accesso alla camera di
lavoro deve potere essere sigillata contro la pressione da ogni direzione.
Se questo requisito non è soddisfatto, nel manuale d'istruzioni deve essere indicato che le
zone in pressione non sono idonee all'uso in condizioni in cui si può verificare questo
pericolo.

5.2.6 Attrezzature minime per le zone in pressione per il personale


Ogni camera deve essere dotata della strumentazione e aperture di servizio seguenti:

5.2.6.1 Strumentazione
- Attrezzature per il controllo della pressione, controllabili dall'esterno e dall'interno;
- dispositivo per la misurazione della pressione interna, che la visualizzi all'esterno nel
quadro di comando e all'interno della camera in pressione per il personale. Accura-
tezza di lettura di 0,05 bar;
- all'esterno della zona in pressione devono essere installati dispositivi per la registra-
zione della pressione di ogni camera con un’accuratezza di 0,05 bar. Le velocità di
registrazione non dovrebbero essere minori di 1 giro in 4 h per i registratori circolari

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o di 120 mm/h per i registratori su nastro. Per i registratori circolari la scala di


pressione a zero bar deve essere alla periferia. In alternativa ai registratori su carta,
deve essere permesso l'uso di registrazioni elettroniche dei dati, con una frequenza
di campionatura di almeno una volta ogni 10 s;
- termometro, internamente, gamma di misurazione da +50 °C a 0 °C;
- orologio, internamente ed esternamente, alimentato a batteria con una visualizza-
zione dei secondi.

5.2.6.2 Aperture di servizio


- Linea di campionatura per l'analisi del gas;
- finestre di osservazione di vetro resistente agli urti (per esempio, vetro, materiale
acrilico) e in grado di resistere a una pressione pari a 1,5 volte la pressione
d'esercizio massima, diametro minimo 75 mm per il contatto visivo fra il quadro e la
camera in pressione e fra le camere. Se non sono possibili delle finestre per l'osser-
vazione dell'interno delle zone in pressione da parte dell'operatore, deve essere
utilizzato un sistema televisivo;
- 2 flange cieche DN 50 per installazioni future, per esempio respiratore a ossigeno.

5.2.7 Altri requisiti


- Dispositivo di misurazione della pressione della camera di lavoro, con visualizza-
zione all'interno della camera che dà accesso alla camera di lavoro e esternamente
nel quadro di comando. Accuratezza di lettura di 0,05 bar;
- l'illuminazione interna deve essere di almeno 100 lux, misurata a un'altezza di 1,4 m
al di sopra del livello del pavimento della zona in pressione;
- deve essere installata un'illuminazione d'emergenza, che si accenda automatica-
mente in caso di guasto dell'illuminazione principale. L'intensità di illuminazione
fornita dall'illuminazione d'emergenza deve essere di 15 lux e deve durare per
almeno 1 h;
- deve essere previsto un sistema di comunicazione vocale come indicato al punto
5.1.5;
- devono essere installati silenziatori per l'aria fresca e l'aria di scarico per assicurare
che il livello massimo di pressione sonora ponderato A nelle camere provocato dal
funzionamento della zona in pressione, misurato in conformità alla procedura per
prove di rumorosità sotto indicata, non superi 85 dB(A);
- procedura per prove di rumorosità per la determinazione del livello di pressione
sonora emessa all'interno della/delle camera/e: il livello di pressione sonora emessa
ponderato A LpA deve essere determinato in conformità alla norma sull’emissione del
rumore di base: EN ISO 11202:1995 (grado 3: rilevamento). Non devono essere
effettuate correzioni ambientali.
Nota Il valore dell’emissione del rumore ottenuto in conformità a questa procedura per prove di rumorosità fornisce
un limite superiore al livello di pressione sonora emessa all'interno della camera.
Posizione della misurazione:
Il punto di misurazione deve essere al centro di ogni camera a un'altezza di
(0,80 ± 0,05) m al di sopra del centro del piano di seduta. La misurazione deve essere
effettuata con nessuna persona presente nella camera. Le letture della rumorosità
devono essere effettuate al di fuori della camera.
Condizioni di funzionamento:
La camera deve essere messa in funzione con la porta aperta - cioè non deve esserci
sovrappressione all'interno della camera. Tutte le altre attrezzature e macchinari non
necessari per il funzionamento della zona in pressione non devono essere in funzione. Il
livello di pressione sonora deve essere misurato alla portata massima nel tubo. Questo
rappresenta la condizione delle emissioni di rumore più elevate.

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Dichiarazione dei valori dell’emissione del rumore:


la dichiarazione dei valori dell’emissione del rumore è sotto la responsabilità esclusiva del
fabbricante e deve essere effettuata in conformità al punto A.1.7.4 f) della EN 292-2:1991.
La dichiarazione della rumorosità deve indicare esplicitamente che il valore dell’emissione
del rumore è stato ottenuto in conformità alla presente procedura per prove di rumorosità.
- Deve essere previsto un sistema di riscaldamento/raffreddamento per mantenere
una temperatura nelle camere compresa fra 18 °C e 30 °C tranne che durante le
variazioni di pressione. Devono essere adottate misure per prevenire il rischio di
incendio e di scottature;
- deve essere installato un sistema efficiente di estinzione di incendio ad acqua, sotto-
posto a prova alla pressione massima della zona in pressione;
- le aperture dei tubi di decompressione devono essere protette per impedire lesioni
provocate dall'aspirazione;
- per un sollevamento sicuro la singola zona in pressione deve essere dotata di punti
di sollevamento, quando applicabile;
- oltre al manuale d'istruzioni, nella posizione di comando (quadro di comando)
dell'operatore della zona in pressione devono essere esposti chiaramente il manuale
d'istruzioni e le istruzioni di funzionamento e di sicurezza di base per la zona in
pressione, in forma impermeabile.

5.2.8 Ventilazione
Le zone in pressione per il personale devono essere dotate di attrezzature per l'alimenta-
zione di aria fresca (aria di spurgo). L'alimentazione d'aria deve essere di almeno
50 litri/min per persona, misurata alla pressione della camera. Se automatica, la ventila-
zione deve essere effettuata con variazioni di pressione minori di ±0,05 bar.

5.2.9 Protezione contro le rotture delle tubazioni flessibili


Per la protezione contro una perdita improvvisa di pressione in seguito a rotture delle
tubazioni, tali tubazioni flessibili devono essere dotate di dispositivi di intercettazione delle
tubazioni mediante valvole automatiche (per esempio valvole di non ritorno) o valvole
manuali accessibili situate nella parete della camera.

5.2.10 Produzione di ossigeno (incluse tutte le miscele di gas con più del 25% di ossigeno)

5.2.10.1 Considerazioni di sicurezza


Quando una zona in pressione è progettata per la decompressione utilizzando ossigeno
le tre considerazioni principali sono:
a) l'integrità dell'alimentazione del gas ai respiratori;
b) la prevenzione di perdite del gas respiratorio;
c) la prevenzione dell'accensione del gas respiratorio.

5.2.10.2 Norme sulle attrezzature


Nell'impianto di produzione di ossigeno devono essere utilizzati solo materiali compatibili
con l'ossigeno, per esempio rame. Quando sono utilizzati tubi flessibili, devono essere
tubi esternamente in treccia di acciaio, eccetto quelli collegati alle maschere di respira-
zione. Le valvole a sfera devono essere utilizzate solo per le valvole di arresto di
sicurezza.

5.2.10.3 Rete di distribuzione


Quando le bombole di ossigeno fanno parte della zona in pressione, l'area di stoccaggio
deve essere contrassegnata. Le tubazioni devono essere disposte in modo che possa
essere effettuata una variazione dell'alimentazione senza l'interruzione del flusso. La
pressione nelle tubazioni di distribuzione non deve essere maggiore di 10 bar. Deve
esserci una capacità di alimentazione sufficiente e il consumo di ossigeno medio
utilizzato per calcolare il flusso dovrebbe essere di almeno 20 l/min per persona misurato

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alla pressione di ogni fase di decompressione. Sul quadro di comando deve essere
installata una valvola di intercettazione principale che interrompa tutta l'alimentazione di
ossigeno nella camera. Inoltre, ogni linea di alimentazione deve essere dotata di una
valvola che impedisca che l'ossigeno fluisca nell'aria ambiente in caso di una rottura nella
linea. La tubazione deve essere completamente pulita internamente.

5.2.10.4 Respiratori
Devono esserci respiratori sufficienti corrispondenti alla capacità della zona in pressione
e almeno un respiratore di scorta.
Le maschere devono essere progettate per una produzione al 100% di ossigeno e devono
soddisfare i relativi requisiti della EN 140:1998 alla pressione alla quale devono essere
utilizzate e nel sistema per il quale devono essere utilizzate. Devono essere di una proget-
tazione che consenta una facile sostituzione e pulizia. Ogni respiratore deve essere
collegato a un sistema di scarico fuoribordo che deve scaricare il gas esalato al di fuori
della zona in pressione in un luogo con ventilazione adeguata. Tale area deve essere
contrassegnata come area di scarico di ossigeno e deve essere contrassegnata con
cartelli "VIETATO FUMARE".

5.2.10.5 Estinzione degli incendi


In ogni camera in cui deve essere utilizzato ossigeno, il sistema di estinzione degli incendi
deve includere un estintore portatile fornito internamente e un sistema ad acqua
nebulizzata controllato esternamente; entrambi devono essere utilizzabili alla pressione di
progettazione della camera.

5.2.10.6 Alimentazione e monitoraggio dell'ossigeno


Per controllare l'alimentazione dell'ossigeno e monitorare la concentrazione di ossigeno
nell'atmosfera di ogni camera, il quadro di comando deve essere dotato di almeno un
dispositivo di misurazione con il quale possa essere misurata la concentrazione di
ossigeno. Il risultato di misurazione può essere visualizzato da una camera all'altra.
Nelle aree in cui sono scaricati i gas esalati e vicino alla zona di stoccaggio delle bombole
di ossigeno quando queste aree sono nella galleria deve anche essere monitorata la
concentrazione di ossigeno nell'atmosfera.
Oltre alla valvola di intercettazione principale per il controllo dell'ossigeno (vedere punto
5.2.10.3), il sistema di alimentazione dell'ossigeno deve essere interbloccato per impedire
che l'ossigeno sia alimentato nelle maschere quando la pressione della camera è di oltre
0,1 bar al di sopra della pressione massima consentita per la decompressione con
ossigeno in conformità alle tabelle di decompressione nazionali.
Deve essere fornito un dispositivo di segnalazione che dia l'allarme quando la concentra-
zione di ossigeno nell'atmosfera della camera supera i valori prestabiliti del 20% - 25%
(per volume).

5.3 Zone in pressione per materiali


Una zona in pressione per i materiali deve avere le seguenti attrezzature minime:
- attrezzatura per il controllo della pressione, controllabile dall'esterno;
- dispositivo di misurazione della pressione, esterno, accuratezza di lettura di 0,1 bar.
Se una zona in pressione è sufficientemente grande da consentire l'accesso di una
persona per il carico o lo scarico del materiale, sono richieste le seguenti attrezzature
supplementari:
- mezzi di osservazione dell'interno della zona in pressione, se sono utilizzate finestre,
devono avere un diametro minimo di 75 mm;
- illuminazione con un'intensità minima di 100 lux;
- 2 flange cieche DN 50 per installazioni successive (per esempio collegamenti a cavi
elettrici).
Su cartelli esposti esternamente, a ogni estremità di tale zona in pressione, deve essere
indicato:
"VIETATO IL TRASFERIMENTO DI PERSONALE".

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5.4 Zone in pressione combinate


Per le zone in pressione combinate sono applicabili i requisiti per le zone in pressione per
il personale.

5.5 Paratie stagne


Dove sono utilizzate due o più paratie per formare un sistema in pressione, queste devono
soddisfare i requisiti nei punti 5.1, 5.2, 5.3 e 5.4.

5.5.1 Sigillatura
Le paratie stagne devono fornire una sigillatura efficace fra gli spazi con diverse pressioni.

5.5.2 Aperture di servizio


Quando una paratia stagna fa parte di un sistema in pressione, devono essere fornite
aperture di servizio supplementari nella paratia, con flange cieche, come segue:
- 2 × DN 100;
- 1 × DN 80;
- 1 × DN 50.

6 VERIFICA DEI REQUISITI DI SICUREZZA E/O DELLE MISURE DI PROTEZIONE


La verifica della conformità ai requisiti di sicurezza forniti nella presente norma deve
essere effettuata mediante calcolo, ispezione e, quando possibile, prova durante la fabbri-
cazione, o durante l'assemblaggio in loco, se i requisiti della verifica non sono esplicita-
mente indicati nei punti appropriati.
Il fabbricante deve confermare che la macchina è costruita in conformità ai requisiti di
progettazione del punto 5.1.1. Questa conferma deve far parte della documentazione
tecnica.

6.1 Le zone in pressione e le paratie stagne progettate per 1,1 volte la pressione d'esercizio
massima, devono essere in grado di resistere a una prova di pressione idraulica a 1,5 volte
la pressione d'esercizio massima. I risultati della prova devono far parte della documen-
tazione tecnica. Altrimenti per le zone in pressione e le paratie stagne progettate per
1,5 volte la pressione d'esercizio massima, la verifica deve essere effettuata mediante
calcolo.

6.2 Dopo l'installazione deve essere controllato il funzionamento della produzione di


ossigeno:
a) l'integrità dell'alimentazione dell'ossigeno ai respiratori;
b) la prevenzione delle perdite deve essere controllata mediante una prova di
pressione statica alla pressione d'esercizio di progettazione, per confermare che
non vi è alcuna perdita di pressione nel sistema per un periodo di 10 minuti.

6.3 Il funzionamento della rete di comunicazione vocale deve essere sottoposto a un controllo
funzionale.

6.4 Le attrrezzature di controllo della pressione devono essere sottoposte a un controllo


funzionale.

6.5 Zone in pressione per il personale


Il sistema di ventilazione deve essere sottoposto a una prova di flusso basata su
un'alimentazione d'aria di almeno 50 litri/min per persona misurata alla pressione della
camera e con il numero massimo di persone che possono stare nella camera. Deve
essere fornita una ventilazione automatica con variazioni di pressione minori di ±0,05 bar.

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6.6 Luogo di esecuzione delle prove

prospetto 2 Luogo di esecuzione dei procedimenti di prova

In fabbrica Nel luogo di costruzione


Prova statica: pressione di progettazione sì no
Funzionamento del controllo della pressione sì sì
Comunicazione vocale no sì
Respiratore a ossigeno no sì
Rumore sì sì

7 INFORMAZIONI PER L'USO

7.1 Generalità
Le istruzioni scritte devono essere redatte in conformità al punto 5.5 della EN 292-2:1991.
Devono specificare quando si presenta la necessità di utilizzo di dispositivi di protezione
individuale. Nelle istruzioni scritte devono essere fornite informazioni sul rumore come
specificato al punto A.1.7.4. f) dell'appendice A della EN 292-2:1991.
Anche se le zone in pressione devono essere progettate e fabbricate in modo che siano
evitati o ridotti i pericoli durante l'assistenza e manutenzione, i pericoli inevitabili devono
essere indicati nel manuale d'istruzioni appropriato e sui segnali di avvertimento.

7.2 Segnali e dispositivi di avvertimento


Il manuale d'istruzioni deve includere una registrazione completa dei segnali e pitto-
grammi di avvertimento e delle informazioni sulla loro posizione e significato.

7.3 Manuale d'istruzioni


In generale, possono essere presenti tre diverse istruzioni scritte:
- manuale d'istruzioni;
- manuale di manutenzione;
- elenco dei ricambi.
L’elenco dei ricambi deve contenere tutti i ricambi pertinenti relativi alla sicurezza con
un'identificazione priva di ogni ambiguità e informazioni sulla posizione del pezzo da
sostituire.
Il fabbricante delle zone in pressione e delle paratie stagne deve fornire nel manuale
d'istruzioni tutte le informazioni necessarie per il trasporto, l'installazione, la messa in
servizio, l'ispezione, la prova, il funzionamento, l'assistenza e lo smontaggio in condizioni
di sicurezza.
In particolare, nel manuale d'istruzioni, devono essere specificati dettagliatamente i pesi
in kg delle singole parti trasportabili della zona in pressione e della paratia stagna e le
procedure raccomandate per una movimentazione sicura.
Il fabbricante deve fornire informazioni sull'impiego previsto (per esempio pressione
d'esercizio massima in bar).
Nel manuale d'istruzioni devono essere descritte completamente tutti i procedimenti di
prova di funzionamento, del flusso e di pressione.
Prima di ogni utilizzo deve essere controllata la protezione contro le rotture nelle tubazioni
flessibili in conformità al manuale d'istruzioni.
Se una zona in pressione combinata non è progettata per la decompressione del
personale, questo deve essere indicato nel manuale d'istruzioni. Questo tipo di zona in
pressione non richiede una toilette.

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Il fabbricante deve fornire informazioni all'utilizzatore che la zona in pressione deve


essere dotata di una toilette chimica [dimensioni minori dell'apertura delle porte
(600 mm)].
Nel manuale d'istruzioni devono essere specificati dettagliatamente i dispositivi
d'emergenza in caso d'incendio indicati nei punti 5.1.4 (evacuazione), 5.2.10.5 (estinzione
degli incendi).
Se la zona in pressione è dotata di un impianto di produzione di ossigeno, il manuale
d'istruzioni deve includere informazioni su questa unità.
Il fabbricante deve fornire informazioni all'utilizzatore sulle modalità secondo cui, dopo
l'installazione e almeno ogni due anni, deve essere controllato il corretto funzionamento
del sistema di produzione di ossigeno.
I ricambi del respiratore ad ossigeno devono essere conformi ai requisiti del fabbricante.
Il fabbricante deve fornire consulenza per le prove di funzionamento dopo la riparazione
per l'impianto di produzione di ossigeno, il sistema di ventilazione, la rete di comunica-
zione vocale, le attrezzature di controllo e sui requisiti per la prova di pressione della
camera dopo la sua riparazione.

7.4 Marcatura
Sulle zone in pressione deve essere indicato in modo permanente e chiaro quanto segue:
- nome e indirizzo del fabbricante;
- marchio obbligatorio;
- anno di costruzione;
- designazione della serie o del tipo, se presenti;
- numero di serie o di identificazione, se presenti;
- pressione d'esercizio massima in bar;
- peso complessivo in kg;
- volume lordo di ogni camera in m3;
- numero massimo di persone ammesse in ogni camera;
- simboli, pittogrammi e segnali di avvertimento;
- diagrammi;
- direzione di apertura/chiusura delle valvole;
- circuiti e funzioni;
- segnali come richiesto nei punti 5.2.2, 5.2.10.4, 5.3 e 5.4;
- (designazione colorata delle) tubazioni di ossigeno, dove applicabile;
- informazioni sui valori nominali.
Se una zona in pressione combinata non è progettata per la decompressione del
personale, questo deve essere chiaramente indicato su una targhetta su ogni lato della
zona in pressione.

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APPENDICE ZA RELAZIONE FRA IL PRESENTE DOCUMENTO E LE DIRETTIVE CE


(informativa)
Il presente documento è stato elaborato nell'ambito di un mandato conferito al CEN dalla
Commissione Europea e dall'Associazione Europea di Libero Scambio, ed è di supporto
ai requisiti essenziali della/e Direttiva/e CE:
Direttiva Macchine 98/37/CE, aggiornata dalla Direttiva 98/79/CE.
La conformità al presente documento costituisce un mezzo per soddisfare i requisiti
essenziali specifici della Direttiva interessata e dei regolamenti EFTA associati.
AVVERTENZA: Altri requisiti e altre Direttive UE possono essere applicabili al/ai
prodotto/i che rientra/rientrano nello scopo e campo di applicazione del presente
documento.

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BIBLIOGRAFIA
EN 292-1 Safety of machinery - Basic concepts, general principles for
design - Basic terminology, methodology [(identical with
ISO/DIS 12100-1:2000) Revision of EN 292-1:1991]

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UNI
Ente Nazionale Italiano La pubblicazione della presente norma avviene con la partecipazione volontaria dei Soci,
di Unificazione dell’Industria e dei Ministeri.
Via Battistotti Sassi, 11B Riproduzione vietata - Legge 22 aprile 1941 Nº 633 e successivi aggiornamenti.
20133 Milano, Italia