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Quel che in fondo a noi è rimasto

della ferocia originale torna al som-


mo talvolta con una strana veemenza
ed anche sotto la meschina gentilez-
za dell’abito moderno il nostro cuore
talvolta si gonfia di non so che sma-
nia sanguinaria ed anela alla strage.

Gabriele D’Annunzio, “Il Piacere”


1. L’ACQUA E IL DIO BIBLICO re. Dio, una divinità nazionale prodotto di una fu-
sione neoatonista e asiatica, separa le acque,
quelle terrestri da quelle spaziali: perché agli oc-
L’acqua costituisce nell’immaginario umano uno chi degli osservatori del passato il cielo era una
dei simboli di maggiore successo. Sin dalla più calotta al di sopra della quale c’era un mare co-
remota antichità viene evocata al centro della vita smico. Così pure per gli Ebrei: tutto si trova im-
dell’Universo. Essa rimane infatti imprescindibile merso, ma in larga parte ordinato in funzione del-
al sostentamento dell’esistenza non solo degli la sopravvivenza mondana in seguito
uomini, ma altresì della flora e della fauna. Tale all’emersione dal disordine primitivo, nell’acqua.
fondamentale importanza ne ha comportata as- Simile “al-di-là-del-cielo” torna in Platone (iperu-
sunzione di una valenza globale. L’immagine ranio). Il filosofo ateniese parla tra l’altro del
dell’acqua è stata spalmata sopra tutto ciò che «gran mare del Bello» (“Simposio”): sta parlando
avesse un particolare legame con l’origine della del grembo della Grande Madre dove si trovano
vita e la sua rigenerazione (in senso lato). Nelle le Idee. La misoginia della tradizione giudeocri-
elaborazioni cosmogoniche arcaiche il passaggio stiana trae origine nel totale rifiuto del basilare
da uno stadio di disordine a una condizione di potere cosmico del femminile. Prima della genesi
ordine viene pensato come un uscire fuori dalle dell’Universo infatti esistevano solo le acque pri-
acque. Dal Caos, il quale è l’apertura di simile mordiali, soggetto occultato di Genesi 1,1: X pro-
transizione, si passa al Cosmo. La gestazione dusse gli Dei, i cieli (sopra e sotto la fantasiosa
femminile e l’immersione del feto nel liquido am- calotta di copertura ermetica su una superficie
niotico hanno rappresentato uno scenario micro- piana) e la terra (la base d’appoggio). La suddet-
cosmogonico. L’elemento acqueo è femminile, e ta incognita da cui parte la cosmogonia è femmi-
dunque collegato a divinità donne. La pluralità di nile, è simboleggiata dall’acqua, elemento in sé
Dei scaturisce dall’apertura di una Grande Madre sempre in movimento, lontano dalla rigidità for-
posta quale patrona dell’acqua intesa come prin- male. Ogni rito religioso avente a che fare con
cipio assoluto. Quando Talete proclamò il suo abluzioni e immersioni, come il battesimo, simbo-
archè, si può concludere che la bontà intellettuale leggia una rinascita spirituale, un ricominciare-da-
di quell’operazione sia stata non tanto quella di capo, un’uscita e un abbandono del disordine
indicare l’acqua quanto quella di laicizzarla in una precedente. L’episodio di Gesù che cammina sul-
direzione schiettamente scientifica, poiché la ba- le acque esprime il concetto della sua superiorità
se della sua riflessione partiva da un background sul disordine, la superiorità (nell’elaborazione ne-
culturale già molto significativo al proposito. Le vrotica misogina) del maschile-Logos sul libidico-
religioni del Vicino Oriente Antico stettero sempre femminile: non per niente la donna è la “porta del
un passo indietro rispetto alla filosofia greca, con Diavolo”. Altri passi evangelici non risultano dun-
l’eccezione degli Egizi dai quali anzi i Greci ripre- que poi così oscuri a ben guardarli: rinascere-da-
sero spunti centrali. All’esterno dell’Egitto la ri- acqua-e-spirito vuol dire cambiare, essere ride-
flessione mitologica che in Grecia si trasformò in terminati (spirito) fuoruscendo dal disordine (ac-
filosofia altrove si imbarbarì. La cosmogonia e- qua); oppure, l’acqua sgorgata insieme al sangue
braica biblica, a una corretta lettura del testo, evi- dal costato di Cristo morto in croce indica il suo
denzia una degradata conformità strutturale con stato di decesso, di perdita dell’ordine organico e
comuni parametri antichi. Anche qui gli Dei ven- della vita (sangue). Nella cosmologia biblica,
gono fuori da acque primordiali assieme d’altro canto, compaiono dicotomie ontologiche:
all’elemento terreno che un demiurgo poi provve- alto/basso, ordine/disordine. In cima a tutto sta-
de a ordinare come nel “Timeo”. Nella cosmogo- rebbe l’Altissimo, il Dio principale (fra una plurali-
nia biblica, variamente rielaborata da teologi, sino tà: enoteismo), colui che ha ordinato la materia; e
a farle dire ciò che in effetti non contiene, com- in basso l’abisso delle acque, la profondità che
paiono i classici “quattro elementi”: acqua, terra resiste all’imposizione dell’ordine. Per inciso: la
(la materia da plasmare), aria (il principio deter- teoria dei “luoghi naturali” di Aristotele recupera
minante, il soffio divino: diverrà lo Spirito Santo, tale idea della cultura antica, seppur riproponen-
Dominus et vivificans), fuoco (il Sole, il Dio vete- dola dentro un tentativo di indagine scientifica.
rotestamentario). C’è qualcosa che vagamente Nel caso della Scrittura si tratta di un canonico
assomiglia a una processione di ipostasi plotinia- schema della religiosità radicale riproposto nella
ne, con a monte l’acqua e nessuna creazione dal contrapposizione luce/tenebre: Sole/acqua (nella
nulla (un’idea estranea all’Ebraismo antico). Nelle profondità dell’abisso c’è buio). Il Dio veterote-
Scritture l’immagine dell’elemento originario cao- stamentario distrugge il mondo che ha prodotto
tico rappresenta qualcosa da ordinare e domina- mediante un diluvio universale: è la terrificante, e
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deterrente, storia (inventata riguardo alla Terra) di 2. ARISTOTELE E IL PERICOLOSO REGNO DI
una palingenesi umana. Per mezzo dell’acqua, DIO
del disordine, egli stermina tutti quelli che non
sono suoi fedeli: il mondo rinasce così dalle ac-
que come da un battesimo. Il “diluvio universale” La sezione della Bibbia cristiana denominata
è allegoria di un “battesimo universale” (per im- Vecchio Testamento contiene lo schema politico
mersione). Non sembra neanche casuale che un dato dal Dio veterotestamentario al popolo ebrai-
nato-dalle-acque, Mosè, sia stato il liberatore, co. Egli ha scelto un gruppo umano in particolare
l’ordinatore e il legislatore di un popolo per conto instaurando una teocrazia in Israele. Si dice infatti
di un Dio solare (inquadrato quale il più importan- che il re sostanziale è lui (Isaia 43,15). I primi libri
te: il primo, il numero uno, si veda Dt 6,4 ben tra- delle Sacre Scritture (il Pentateuco) delineano
dotto). La mitologia biblica contiene significati af- l’organizzazione giuridica e amministrativa del
ferrabili unicamente studiando il pensare antico. regno di Dio. Essa ormai colpisce e stupisce mol-
A posteriori la sovrapposizione di una teologia to sotto quell’ottica che vuol definirsi evangelica.
estranea alla lettera, costruita con categorie filo- Ma anche facendo il paragone con il moderno
sofiche greche, ne distorce la conoscenza a be- democratico diritto avanzato emergono forti per-
neficio di altro. La parabola narrativa di Mosè par- plessità sul motivo per cui una divinità che poi si
te dal basso delle acque (la nascita) e culmina in mostrerà più caritatevole e universale nel Nuovo
cima al Monte Sinai (in alto) con la proclamazione Testamento non abbia da subito inserito elementi
del modello enoteistico nazionalista. Il Dio ebrai- di progresso nel diritto. Se pensiamo che
co si accanisce sugli Egizi in modo molto violento nell’antichità gli Ateniesi sono giunti a maturare
e per niente evangelico (al pari del diluvio univer- l’ideologia democratica e che le discipline giuridi-
sale), avendo tutela soltanto dei propri fedeli. E che oggi sono figlie del diritto romano viene spon-
ancora una volta mediante l’acqua annienta, alla taneo chiedersi perché Dio abbia patrocinato
fine l’esercito egizio all’inseguimento dei profughi qualcosa di illiberale, totalitario e discriminatorio:
Ebrei (esuli atonisti). Egli usa l’elemento acqueo lo Stato confessionale. Cardini dell’Ebraismo an-
nell’AT quale strumento di morte di massa. Nel tico sono: enoteismo, culto esclusivo e obbedien-
NT, il nuovo Dio grecizzato dai Giudei alessan- za totale al Dio veterotestamentario. Nel territorio
drini, introdurrà l’acqua come veicolo di salvezza: dello Stato ebraico tutti, Giudei e stranieri even-
il sacramento del battesimo. tualmente presenti, sono soggetti al diritto biblico
veterotestamentario. Il re dev’essere di esclusiva
nazionalità ebraica e scelto da Dio (cosa parago-
A beneficio di altri approfondimenti consiglio di nabile all’individuazione del romano pontefice). A
leggere questi miei lavori appresso ricordati. chi non si adeguerà alle prescrizioni Dio promette
“Ermeneutica religiosa weiliana” (2013). ogni sorta di male (si veda ad esempio Numeri
Antropogonia e androginia nel Simposio e nella 25,1-16, altresì episodio di intolleranza religiosa).
Genesi, dentro la mia opera intitolata “Considera- I comandamenti di Deuteronomio 5,1-22 sono
zioni letterarie” (2014). validi solo all’interno di Israele: non uccidere, non
Radici sumere di Ebraismo e capitalismo conte- depredare, etc. sono principi che decadono nelle
nuto nel mio saggio “Note di critica” (2017). interrelazioni esterne (Deuteronomio 20,10).
Simone Weil / Filantropia e fede di una filosofa L’intolleranza religiosa prevede la lapidazione a
all’interno della mia pubblicazione “Donne della scapito di chi adora altre divinità. Un prezziario e
libertà” (2012). un prospetto sono presentati al fine di regolare il
L’origine ideologica del Cristianesimo dentro pagamento e le offerte in materia di voti (qualco-
un’altra mia opera dal titolo “Considerazioni criti- sa di paragonabile alla vendita delle indulgenze).
che” (2014), e la sezione attinente in “Note di Si parla di una forma di offerta assoluta, irriscat-
studio” (2016). tabile da parte del proprietario: si tratti di beni vi-
Le parti della mia pubblicazione “Note umanisti- venti o inanimati. Si dice chiaramente che un sa-
che” (2020) intitolate: Abramo o della contraddi- crificio umano è lecito e a norma (si pensi al caso
zione teologica, Cristianesimo e Verità in Simone della figlia di Iefte). Nel libro dell’Esodo (13,1.12-
Weil, “Religione/economia”: il Dio denaro? 13.15) Dio chiede i primogeniti: il capitolo 28
sembra alludere al sacrificio di bambini. Più avan-
ti in 34,19-20 si parla di una sostituzione obbliga-
toria in deroga a una norma valida per tutti gli es-
seri animati (uomini e animali.) Una discrimina-
zione viene contemplata a svantaggio dei disabili
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allorché il sacerdozio è interdetto a soggetti por- cia e dell’amore per il prossimo, infatti dichiara la
tatori di deficit e disabilità. Sono esclusi altresì compensazione del danno fisico ricevuto alla pari:
dalle partecipazioni religiose in perpetuo chi ha occhio per occhio, dente per dente. Si prospetta
deficienza al membro virile, i figli illegittimi e loro tuttavia il risarcimento per l’aggressione con dan-
discendenti, Ammoniti e Moabiti. Discendenti di no fisico a un uomo, e d’altro canto il diritto di fu-
Idumei ed Egiziani potevano essere ammessi dal- ga dalla giustizia per omicidio colposo al fine di
la terza generazione. Dio prospetta un piano di evitare la faida mirante alla vendetta. Nel caso
pulizia etnica dentro il perimetro della terra pro- del reato di falsa testimonianza al responsabile si
messa (Palestina) e proclama una discriminazio- comminava come sanzione il danno auspicato
ne razziale con ordine di sterminio. Comanda di dalla sua azione. Pena capitale per simili azioni
annientare luoghi e segni di culto altrui in Palesti- proibite: fare prestiti con applicazione di interessi
na, proibisce qualsiasi coabitazione con le genti (azione lecita solo con stranieri) fra Ebrei e con
ivi residenti in precedenza, vietando in primis i poveri, vilipendio istituzionale e bestemmia (que-
matrimoni. Consente di sposare donne fatte pri- sta comportava la lapidazione), uccisione volon-
gioniere in guerra e ammette possibile taria di un uomo, aggressione dei genitori e profe-
un’eventuale separazione futura. Proclama la dot- rimento di una maledizione a loro carico, maltrat-
trina dell’unico popolo eletto (razza superiore tamento di costoro e condotta familiare sregolata,
scelta da Dio) che deve eliminare fisicamente gli rapimento di un uomo allo scopo di venderlo, vio-
abitanti precedenti della terra promessa. In cam- lenza letale sugli schiavi che muoiano in giornata
bio della devozione verso di lui, Dio promette di (viceversa non si dà nessuna sanzione
favorire l’integrità e l’espansione territoriale dello all’uccisore; un danno fisico permanente compor-
Stato ebraico, la crescita produttiva, di mantenere tava l’emancipazione), mangiare carne sacrificale
l’ordine e di sostenere gli Ebrei nell’uccidere i dopo il secondo giorno, la pratica di sacrifici u-
nemici, di favorirne l’incremento demografico. È mani ad altre divinità (si sanziona il proposito osti-
contemplato il dovere di assistenza dei connazio- le nella contrapposizione religiosa auspicante
nali (solidarietà nazionale con i più bisognosi), e il l’intervento di un’altra divinità, non l’uccisione in
garantire ospitalità a schiavi fuggiaschi da un pa- sé), rivolgersi a maghi, l’esercizio di atti di culto
ese straniero. Esiste il criterio di un prelievo coat- da parte del sacerdote posto in una condizione
tivo annuale a beneficio dello Stato teocratico: il personale giudicata di impurità, lavorare di saba-
10% di ogni produzione. La decima ogni tre anni to, promuovere l’apostasia, l’esercizio del ruolo di
andava destinata all’assistenza dei nullatenenti. profeta ebreo non in linea con l’istituzione religio-
Fra gli Ebrei antichi era ammessa la schiavitù: se sa e lo svolgimento in generale di questa attività
uomo di nazionalità ebraica al settimo anno da parte di soggetti appartenenti ad altre religioni,
dall’acquisizione andava lasciato libero, a meno essere considerati streghe o indovini (in questo
di una diversa volontà di costui; le donne poteva- secondo caso la pena era la lapidazione), fare
no essere vendute come schiave dai padri. La offerte ad altre divinità in aggiunta al Dio vetero-
riduzione in schiavitù è riservata a stranieri o a testamentario, non essere ospitale con gli stranie-
figli di stranieri residenti: chi infrange la norma ri, mancare di riguardo agli orfani e alle vedove,
viene sottoposto a pena capitale. L’Ebreo finito in omosessualità maschile, zoofilia, incesto, scopofi-
schiavitù di uno straniero residente possiede dirit- lia, procurato aborto colposo con decesso della
to di riscatto, giacché il popolo giudaico è servo gestante (se sopravvive viene previsto un risar-
esclusivo del Dio veterotestamentario. Ogni sette cimento), relazioni extraconiugali (la poligamia è
anni (anno sabbatico) i debiti fra Giudei decade- lecita), rapporti sessuali prematrimoniali tra fidan-
vano (la norma non riguardava i non Ebrei). Dio, zati (se il fatto si è consumato nello spazio urba-
una divinità solare (cosa altresì testimoniata dal no; viceversa se in zona extraurbana, si dà per
comando dato a Mosé di presentarsi di mattina probabile l’ipotesi di stupro e va a morte solo lui).
cioè all’alba dopo spuntato il Sole) scende sino a Quando una donna nubile non impegnata con-
Mosé per chiarire che lui punisce le responsabili- suma un congresso carnale con un uomo, costui
tà individuali oltre, su soggetti che non c’entrano: sarà costretto a un matrimonio riparatore: am-
i discendenti sino alla quarta generazione. La re- messo che il padre acconsenta; l’equivalente del-
sponsabilità giuridica di partenza dell’azione in- la dote gli sarà corrisposta dall’uomo coinvolto
criminata è personale. L’esame e il sistema di comunque. Se la femmina è schiava (anche spo-
giudizio dovevano secondo formale linea di prin- sata) i due saranno sottoposti ad ammenda: non
cipio essere improntati a obiettività. L’AT procla- si dà luogo a condanna a morte a causa della
ma un principio giuridico agli antipodi condizione di schiavitù di lei. Se sposata libera:
dell’ideologia evangelica del porgere l’altra guan- condanna capitale per entrambi. Se ragazza nu-
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bile: si dà luogo a irrevocabile matrimonio ripara- un essere umano sarebbe stato ucciso a sua vol-
tore con indennizzo al padre di lei. Chi avesse ta, assieme al suo proprietario se la pericolosità
sposato contemporaneamente una donna e la di della bestia mal sorvegliate era stata rilevata in
lei figlia avrebbe causato la morte di tutti per ro- precedenza: in tal caso era però possibile una
go. La donna non arrivata vergine al matrimonio, commutazione della pena capitale mediante un
se ripudiata, andava condannata alla lapidazione. indennizzo. L’ammenda si prevedeva nel caso di
Qualsiasi femmina durante il periodo mestruale danno di schiavi a beneficio del possessore. La
era considerata “immonda” (proibito l’approccio morte di animali altrui procurata sempre a bestie
sessuale), come nel periodo post partum: una domestiche per culpa in vigilando (senza volontà
settimana se ha partorito un bambino, due setti- di dolo) comportava altresì un indennizzo. Si noti
mane se una bambina. In questi due casi seguiva l’equiparazione di status davanti al diritto ebraico
un ulteriore tratto di purificazione (rispettivamente biblico veterotestamentario tra schiavi e bestie.
di 33 o 66 giorni) culminante con un sacrificio re- Se due uomini litigassero e intervenisse la moglie
ligioso. I congressi carnali tenuti nella fase della di uno dei due per separarli e afferrasse
mestruazione erano puniti con la morte di en- l’aggressore del marito nel mebrum virile, a costei
trambi i partecipanti. “Immondo”, per chiarire il sarà tagliata la mano. Nell’Ebraismo l’importanza
concetto, è nell’AT il lebbroso, il quale va isolato, data al membro virile deriva dal mito di Osiride. Il
o chi soffre di gonorrea. Per le donne ebree era Dio biblico è una divinità solare neoatonista e la
previsto il divieto di prostituzione. Proibita la pro- circoncisione costituiva un segno di identificazio-
stituzione sacra (femminile e maschile): Deutero- ne politico-religiosa. Al di là di quanto sinora evi-
nomio 23,19 equipara le prostitute ai cani. È vie- denziato appare utile fare un passo avanti
tato alle donne indossare abiti maschili (e vice- nell’analisi e richiamare altri aspetti storico-
versa). Al fine di garantire la discendenza le ve- ideologici nella crescita del Cristianesimo. Dal
dove senza figli andavano obbligatoriamente in momento in cui questo fu codificato nel canone
sposa a un cognato, a meno di un rifiuto di costui neotestamentario i suoi ideologi cercarono spon-
che però gli meritava disonore (norma del levira- de concettuali nella filosofia greca. Nella costru-
to). I maschi neosposati godono dell’esenzione zione dell’Europa cristiana medievale Aristotele
dal servizio nell’esercito per un anno. Le figlie a fornì un triste contributo imprescindibile. In lui si
cui transitasse un’eredità paterna erano obbligate ritrovano tre elementi nevralgici presenti nell’AT:
a scegliere un marito nell’esclusivo ambito della 1) la dottrina di un popolo eletto, 2) la legittima-
propria tribù ebraica di appartenenza. In fatto di zione della schiavitù, 3) la misoginia. Tali aspetti
materia ereditaria per gli uomini era previsto il transitarono nel Cristianesimo secolare sotto il
diritto di primogenitura. La violazione della pro- profilo ideologico dallo schema veterotestamenta-
prietà agricola di qualcuno o il danneggiamento di rio. La Chiesa sostituendosi all’Ebraismo orto-
essa erano sanzionati con la pena di un inden- dosso, nel periodo medievale, attuò l’intera Bibbia
nizzo. Al custode di beni materiali altrui se deru- quale globale parola di Dio. Il diritto veterotesta-
bato di essi, nel caso di mancato recupero di mentario mise all’angolo quello romano. 1) Pen-
questi, bastava un giuramento religioso sulla sua sare la Chiesa come unica realtà sociopolitica al
buona fede per non essere coinvolto nel reato. di fuori della quale non ci fosse salvezza alcuna,
Similmente, nell’eventualità di accidentale dan- 2) non promuovere l’abolizione della schiavitù, 3)
neggiamento, per i fraudolenti si prevedeva un accanirsi contro le donne costituiscono elementi
giudizio diretto del Dio ebraico al fine di stabilire il del DNA concettuale della Chiesa cristiana. Si
soggetto reo da condannare a un’ammenda. tratta di aspetti abbandonati dopo lunghissimo
Dell’abigeato presso un custode rispondeva al tempo: quello che è ed è stato in particolare il
limite costui. Se gli animali domestici di altri tem- Cattolicesimo lo si deve misurare e cogliere nella
poraneamente al proprio servizio rimanevano parte più ampia della sua vicenda. In ambienti di
menomati o uccisi per incuranza il responsabile cultura protestante lo smarcamento da alcuni limi-
era costretto a indennizzare il proprietario. ti è stato più efficace: pensiamo in ispecial al mo-
L’autore di un furto domestico scoperto in fla- do al sacerdozio femminile (che i pagani avevano
granza poteva essere impunemente ucciso se di avuto). Nel Medioevo Aristotele offrì un supporto
notte, se dopo l’alba veniva condannato a corri- concettuale alla teologia cattolica: l’edificio tomi-
spondere un’ammenda (e in caso di insolvenza sta, fondamentale, poggia sul celebre allievo di
rischiava di essere venduto come schiavo). Platone. Il «maestro di color che sanno» aveva
L’abigeato era sanzionato per mezzo di una nutri- teorizzato: 1) la superiorità dei Greci, le genti elet-
ta contropartita in bestiame. Se l’animale di pro- te dalla Ragione, sui barbari (tutti gli altri); 2) la
prietà di qualcuno avesse causato il decesso di legittimazione della schiavitù; 3) l’ontologica infe-
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riorità della donna nei confronti dell’uomo. Quan- non assolve i quindici secoli precedenti
do la storia cedette il passo ai Cristiani nell’epoca dell’istituzione. È stata una raffinata e profonda
medievale Aristotele divenne un campione pensatrice quale Simone Weil a spiegare che la
dell’ortodossia conoscitiva (teologica e scientifi- Chiesa medievale è stata madre “ideologica” dei
ca). In Tommaso d’Aquino vengono assunti in moderni totalitarismi2.
maniera deliberata, automatica e spontanea i di-
fetti aristotelici: la presunzione esclusiva di esse-
re dalla parte della Ragione, la discriminazione
sociale classista, la misoginia. L’Europa cristiana
del Medioevo, col feudalesimo avallato dalla 3. NEVROSI E IRRAZIONALISMO IN AGOSTI-
Chiesa, ha rappresentato il secondo storicamente NO D’IPPONA
concreto regno del Dio biblico sulla Terra, un si-
stema sociopolitico che ha imitato il primo. Il pri-
mato di monarchie assolute vassalle del Papa (il Agostino d’Ippona (354-430) rappresenta uno dei
diritto divino) e la caccia alle streghe, la persecu- pilastri teologici fondamentali del Cattolicesimo,
zione di omosessuali ed eretici, l’ostilità verso i che lo considerò molto presto un santo. Noto an-
non cristiani costituiscono fenomeni organici ri- che come il Doctor Gratiae, il celebre teologo pa-
spetto a una precisa base ideologica. Con la ri- tristico fu in vita vescovo d’Ippona, e poi procla-
forma luterana l’unità ideale di tale Regno ideolo- mato nel 1298 Dottore della Chiesa. Sopra que-
gico, già pregiudicata dallo scisma degli Ortodos- sta personalità intellettuale della storia passata, il
si, si spezzò e iniziò un lento declino che ebbe un quale ha proiettato il suo pensiero nel futuro sino
culmine con l’Illuminismo e la Rivoluzione france- a permanere vivo nella dottrina cristiana contem-
se. Del secondo terreno Regno di Dio rimase solo poranea, condurrò una analisi non soltanto di ta-
lo Stato pontificio scomparso durante il processo glio letterario. Accanto alla problematica della
di unificazione politica dell’Italia nell’Ottocento. Il permanenza nell’insegnamento ecclesiastico di
problema storiografico del Cristianesimo istituzio- elementi teologici agostiniani, prenderò in esame
nalizzato risiede nell’ideologia originaria e origina- la personalità del Doctor Gratiae sotto un profilo
le. È sconcertante leggere quale fosse il pensiero clinico psicanalitico. Agostino, nella prima fase
cattolico ancora a inizio ’900 (si legga quale e- della sua vita, quella che Jung definisce “fase na-
sempio Monsignor Benson1). Se i responsabili turale”, condusse un’esistenza alquanto disordi-
personali delle persecuzioni, delle torture e delle nata senza riuscire a trovare nella sua psiche un
uccisioni precedenti sono scomparsi da tempo, punto di equilibrio. Il predominio delle funzioni
sono sopravvissute le loro idee e i loro pessimi caratteriali junghiane percettiva e sentimentale si
esempi. Il “Malleus maleficarum” e la misoginia rovesciò bruscamente nel momento in cui egli
agostiniana e tomista, altri esempi, sono soprav- entrò nella “fase culturale” di ispirazione cristiana
vissuti ai loro autori divenendo in passato lunga- (e nevrotica, giacché scattò un meccanismo di
mente canonici. La stessa Inquisizione non è mai radicale ribaltamento compensativo alla volta del-
stata soppressa, ha solo cambiato nome nei se- la “funzione razionale” usata da lui in uno specu-
coli. Ricordo, per fare un paragone, che il fasci- lare squilibrio). Mi prefiggo di motivare in maniera
smo è stato dichiarato fuorilegge a tempo inde- scientifica le mie considerazioni introduttive pren-
terminato e che molti rammentano le leggi razziali dendo in esame delle opere letterarie agostinia-
quali atti prescrittivi spregevoli. D’altro canto la ne. Anticipo che rimango molto disorientato nel
liturgia della Chiesa cattolica il venerdì santo, si- verificare la proverbiale “bontà” del Messaggio
no agli anni ’60, proclamava: «Oremus pro perfi- cristiano, appena consolidatosi all’epoca di que-
dis Iudaeis». Nessuno, che io sappia, ha mai pro- sto teologo patristico. Il pensiero di Agostino è
ceduto penalmente per apologia di antisemitismo antisemita, sessuofobico, misogino, omofobico.
in quest’ultimo caso. Evidente la contraddizione Se questo è il Cristianesimo neonato, e se questa
di valutazioni storiografiche e giuridiche: due pesi è rimasta per ampi tratti e per secoli la proposta
e due misure. Il fatto che l’ideologia cattolica da di esso, se tutt’oggi aspetti di simili cose conti-
Leone XIII abbia stentatamente iniziato a modifi- nuano a essere riproposti, ritengo ci sia un equi-
carsi, persino poi ammantandosi di femminismo, voco di fondo su cosa considerare obiettivamente

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Sopra un suo romanzo ho scritto un saggio: A questo tema è altresì dedicata una mia mo-
“L’apologia dell’irragionevole di Robert Hugh nografia: “Il Medioevo futuro di George Orwell
Benson (2017)”. (2015)”.
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“buono e giusto”. Riguardo al santo esaminato, tuirsi come comunità nazionale in Palestina (in
nelle sue “Confessiones”, esiste un passaggio in linea con uno status derivato da punizione divina)
cui lui parla del salto dalla sua inclinazione estro- o la religione cristiana e il Nuovo Testamento so-
versa sentimentale-percettiva a quella, sempre no delle invenzioni, il prodotto culturale di precisi
patologica, razionale. Egli afferma di aver cercato contesti umani. È difficile conciliare sul piano teo-
Dio fuori di sé, nelle cose del mondo e di averlo logico cristiano la nuova fede e la riemersione
poi trovato dentro di sé: ecco questo è un com- vittoriosa dell’Ebraismo. Tutt’al più ci si aspette-
plesso presente nella psiche agostiniana, la cau- rebbe, in conformità dell’antisemitismo pregresso,
sa della sua “nevrosi cristiana”3 (paradossalmen- e a tutela dell’impianto teologico cattolico (ma ciò
te afferma che quel complesso è il “medico” e lui anche negli ambiti protestanti di passato antise-
il “malato”). Il Doctor Gratiae dice: «Sero te ama- mita), che il ricostituito Stato d’Israele sia indicato
vi, pulchritudo tam antiqua et tam nova, sero te ai fedeli quale creatura demoniaca. Però ciò non
amavi! Et ecce intus eras et ego foris et ibi te avviene (il che non costituisce affatto male prati-
quaerebam et in ista formosa, quae fecisti, de- co), e rappresenta una contraddizione teologica:
formis inruebam. Mecum eras, et tecum non e- da “deicidi” a “fratelli maggiori nella fede”. Sul pi-
ram. Ea me tenebant longe a te, quae si in te non ano dottrinario è stata applicata una correzione
essent, non essent. Vocasti et clamasti et rupisti traumatica che notano solo i più attenti. Sino agli
surdidatem meam, coruscasti, splenduisti et fu- anni ’60 il Venerdì santo la liturgia cattolica dice-
gasti caecitatem meam, flagrasti, et duxi spiritum va: «Oremus pro perfidis Iudaeis». Cioè: lo Stato
et anhelo tibi, gustavi et esurio et sitio, tetigisti d’Israele, sulla base di quell’affermazione, po-
me, et exarsi in pacem tuam. Cum inhaesero tibi trebbe definirsi “perfida costruzione”. Dunque si-
ex omni me, nusquam erit mihi dolor et labor, et no a un certo punto la teologia cattolica è stata
viva erit vita mea tota plena te. Nunc autem quo- coerente. Ma poi ha fatto inversione a U negli an-
niam quem tu imples, sublevas eum, quoniam tui ni postconciliari costretta dal sempre migliore
plenus non sum, oneri mihi sum. Contendunt lae- progresso sociale? Vediamo cosa ha insegnato il
titae meae flendae cum laetandis maeroribus, et famoso vescovo d’Ippona in materia nel suo scrit-
ex qua parte stet victoria nescio. Contendunt ma- to sopra citato. Sant’Agostino nell’apertura del
erores mei mali cum gaudiis bonis, et ex qua par- suo discorso tende a puntualizzare che Dio è ben
te stet victoria nescio. Ei mihi! Domine, miserere disposto ad accogliere convertiti pagani, ma che
mei! Ei mihi! Ecce vulnera mea non abscondo: è rigido nei confronti degli Ebrei rimasti fedeli al
medicus es, aeger sum». Una junghiana “fase Giudaismo veterotestamentario. Fa ciò riallac-
culturale” estrema sotto l’egida di una “funzione ciandosi a un passo della paolina epistola ai Ro-
razionale” arroccata rappresenta una forma di mani. Di Paolo di Tarso egli tende altresì subito a
irrazionalismo dato che respinge la componente sottolineare l’eccellenza nel suo essere testimone
libidico-sentimentale in modo totale. Questi punti della Verità (di fede) in una pratica di propaganda
saranno chiariti nell’analisi. Partirò nell’esame voluta da Dio. Il tema si presenta già con una
della questione dall’antisemitismo ecclesiastico connotazione pregiudiziale nevrotica mirante a
adottando come riferimento l’agostiniano “Tracta- colpevolizzare e discriminare i Giudei ancora uniti
tus adversus Iudaeos” (di cui si ignora il periodo all’ortodossia tradizionale e non transitati nella
di redazione). L’esistenza del moderno Stato nuova religione cristiana. Dopo molti secoli il ra-
d’Israele è la concreta dimostrazione che il Cri- gionamento agostiniano appare inaccettabile. Da
stianesimo è una favola (nera)? Per secoli la quando il Cristianesimo mise radici politiche so-
Chiesa di Gesù Cristo disprezzò ed emarginò il ciali ben salde in non molto tempo grazie a un
popolo deicida, assieme alle altre persecuzioni di qualificato attivismo propagandistico si cercò di
streghe, eretici e omosessuali. I primi a non rico- collocare gli Ebrei e il Giudaismo in un cono
noscere il Messia sarebbero stati proprio quelli a d’ombra negativo. Ma negativa, illiberale, totalita-
suo diretto contatto. Quindi: o il Dio cristiano non ria si rivela l’azione discriminatoria del Doctor
avrebbe dovuto concedere ai “deicidi” di ricosti- Gratiae, il quale non fa altro che creare una delle
basi antisemite della cultura occidentale, i cui tra-
gici frutti riempiono i libri di storia. Il più autorevo-
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Riguardo a ciò ho notato a livello letterario un le esponente della Patristica chiarisce che chi
brano paragonabile a questo nel romanzo “Lord non si converte rimarrà vittima di una condizione
of the World” di Monsignor Robert Hugh Benson. infernale (la quale è una classica prospettiva di
Si veda per approfondimento nel mio saggio deterrenza verso soggetti ignoranti e mentalmen-
“L’apologia dell’irragionevole di Robert Hugh te deboli; tale tipo di cupa suggestione può trova-
Benson” (2017) a pag. 25 . re spazio in epoche di crisi sociale e spirituale,
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presso chi non ha idee chiare sulla realtà dei fatti, tenersi coerenti sotto tutti i profili. Tale atteggia-
dagli insipienti della massa ai nevrotici indottrinati mento agostiniano non è né obiettivo
e imbevuti di studi distorti e distorcenti, parziali e nell’approccio alle cose né sano riguardo al profi-
inadeguati). Il vescovo di Ippona veste paraocchi lo psicanalitico (in maniera nevrotica si costruisce
fideistici radicali, i quali non gli impediscono di una fantasiosa colpa e la si attribuisce ripetuta-
apparire quale soggetto privato di un sano equili- mente ad altri: ciò costituisce un disturbo osses-
brio mentale. Accanirsi con veemenza, peraltro sivo compulsivo, e prende di mira tutta la galassia
non scientifica, nella difesa di un’idea religiosa dei non conformi, dagli eretici ai Pagani).
circoscritta discriminando la parte rimanente Sant’Agostino nel “Tractatus adversus Iudaeos”
dell’umanità non cristiana indica soltanto il pro- evoca brani veterotestamentari nei quali indica
dotto di una nevrosi. Nel caso dell’Agostino dive- prefigurazioni di Gesù Cristo. La sua ermeneutica
nuto cristiano ritroviamo sessuofobia, misoginia, biblica si mostra più confessionale che confacen-
astio a danno di chi viene ritenuto eretico e odio te a una metodologia corretta. Non ha colto che
riversato sui Giudei, come si può evincere dal gli aspetti profetici veterotestamentari costituisco-
testo esaminato. Vive in lui una forma mentis no spunto per la produzione letteraria evangelica,
manichea(-gnostica): ciò che è buono sta da una non una conferma. Tra parentesi: il noto vescovo
parte, il resto rappresenta l’opposto ed è male, d’Ippona ha altresì mal inteso anche la cosmogo-
non esistono isole di verità, pluralismo nella co- nia biblica4. All’inizio della biblica genesi non
noscenza, per lui esiste una e incontestabile Città compare l’idea di una divina creazione dal nulla
di Dio (si può stare solo al di qua o al di là delle dell’universo: “Genesi” parlando della “produzio-
mura perimetrali: simile tipologia di pensiero incli- ne” del cosmo non fa altro che ricalcare topoi
na alla patologia psichica giacché si adopera per comuni dell’area del Mediterraneo orientale.
togliere agli altri leciti e autonomi spazi di libertà). Cambia la facciata, ma le strutture di pensiero
Per il Dottore della Chiesa gli Ebrei non riescono retrostanti sono sempre quelle. Vale a dire che il
a comprendere le profezie del Vecchio testamen- Dio biblico è un demiurgo platonico, il quale si
to, li accusa di non voler accettare il Messaggio trova davanti una “materia” da “ordinare” venuta
evangelico, e li qualifica come ottusi e interdetti: fuori dal Caos assieme a Lui. La posteriore teolo-
«Si intelligerent de quo praedixerit propheta, gia ha caricato sopra la biblica narrazione un’idea
quem legunt: Dedi te in lucem Gentium, ita ut sis di “creatio ex nihilo” che essa non contiene affat-
salus mea usque in fines terrae; non sic caeci to. Anzi una cosa che traspare da quel testo e-
essent, non sic aegroti, ut in Domino Christo nec braico, e da altri brani a parte, è che gli Dei bibli-
lucem agnoscerent, nec salutem». La realtà è ci, tutti, sono inseriti nell’ordine della temporalità e
che invece il teologo patristico non ha compreso possono morire (a conferma dell’idea precedente
che il Cristianesimo costituisce una religione in- di una divinità che muore e risorge: Osiride).
ventata, e che i Giudei non possono credere a All’esordio del testo veterotestamentario di “Ge-
racconti di fantasia recente come pretenderebbe nesi” di solito si traduce così: in principio Dio creò
lui. Il prodigioso Gesù Cristo sarebbe stato sotto il i cieli e la terra. Nel testo ebraico però “Dio” sta
loro naso e quelli che gli prestano fede sono colo- tra il verbo e i complementi oggetti: che anche Lui
ro a stare più lontano da una possibilità di verifica sia un complemento oggetto? In effetti sta scritto
(nello spazio e nel tempo). Si tratta di un sovver- così: in principio [chi?] creò/produsse Dio/gli Dei,
timento della ragionevolezza che va a scapito il cielo e la terra. Prima del verbo mancherebbe
dell’Ebraismo, i cui fedeli tradizionali vengono un soggetto maschile singolare. Pensiamo a
accusati di deicidio. Ciò costituisce un’assurdità sant’Agostino e al suo quesito: che cosa faceva
alla radice dell’antisemitismo, tra l’altro perché Dio “prima” di creare/produrre l’universo? Per
era stato Dio stesso a prevedere il sacrificio del quel teologo la domanda era considerata impro-
suo Figlio e i Romani a essere gli esecutori. La ponibile perché il tempo è venuto fuori assieme
vicenda evangelica su Gesù e Barabba non pos- col mondo, e Dio era anteriore (visto a posteriori).
siede credibilità storica, anzi pare che sdoppi un Risposta sulla base della cosmogonia ebraica:
singolo personaggio reale di rivoluzionario inte-
gralista ebraico mirando a creare un letterario
personaggio evangelico depurato da connotazioni 4
Al fine di approfondire, in aggiunta al primo
eversive politiche. I Giudei non facilmente pote- segmento del presente saggio, suggerisco alcune
vano dar credito a un’invenzione narrativa e alla altre letture da mie opere: in “Ermeneutica reli-
sua prosecuzione paolina e neotestamentaria. Il giosa weiliana” (2013) la sezione intitolata Radici
Doctor Gratiae li sta condannando a causa della egizie, in “Note di critica (2017)” quella dal titolo
loro mancanza di ingenuità e per il fatto di man- Radici sumere di Ebraismo e capitalismo.
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anche Dio/gli Dei sono venuti fuori dal Caos den- campagna di proselitismo fra masse ignoranti e
tro l’orizzonte temporale; “prima” Dio non c’era. intellettuali disorientati in un’epoca di crisi socio-
Prima di Dio/gli Dei c’è qualcosa: il Caos nella spirituale che portò al crollo dell’Impero romano.
primordiale fase determinante, il quale pare esse- È lui che sta dalla parte del torto storico, è scor-
re quel soggetto sottinteso/scomparso. Questo retto che dica cose del genere: «Postremo si ha-
caso esemplare la dice lunga sulle capacità ago- ec verba prophetica secundum cor vestrum in
stiniane di valutazione obiettiva di quanto preten- alium sensum detorquere conamini, o Iudaei,
de dire. Nel “Tractatus adversus Iudaeos” rimpro- contra salutem vestram resistentes Filio Dei». Il
vera agli Ebrei cose giustificandole mediante un Cristianesimo si è costruito via via a posteriori
preteso superamento cristiano, ma in realtà quelli tenendo sì conto dell’universo veterotestamenta-
non hanno torto a replicare ai Cristiani di non ve- rio, tuttavia questo è originario e autonomo, quan-
dere costoro omologati all’ortodossia giudaica: il to viene dopo non lo è, e cerca di scalzare il “pro-
Cristianesimo è stato una costruzione religiosa blema giudaico” attraverso uno stratagemma a-
che ha prescisso dalla concretezza storica, gli prioristico retorico. Ma l’aggressione concettuale
Ebrei non hanno mai visto il Gesù Cristo dei Van- antisemita agostiniana è pura sofistica strategica,
geli poiché inesistente. Di che cosa il Dottore del- figlia di un ordine mentale dato alla materia ina-
la Chiesa accusa il popolo giudaico? Da tutto deguato in relazione a un’autentica procedura di
questo ostile schema è sorto l’antisemitismo in dimostrazione scientifica. A questo Dottore della
Occidente. Dall’elaborazione dell’irrazionale ca- Chiesa interessa scippare agli Ebrei il primato
tegoria dei “deicidi”, ossia da un parto psicopato- teologico, darlo al Cattolicesimo, e concludere
logico svincolato dall’obiettività storica. Additare che i primi sono stati rifiutati da Dio. L’accusa di
all’odio gente in virtù di colpe che non ha com- deicidio a carico dei Giudei è esplicita da parte
messo, e per giunta molto fantasiose, costituisce del teologo patristico (che non manca di evocare
un crimine, rappresenta deviazione da un più altresì l’antisemitismo contenuto nella “Lettera ai
normale equilibrio mentale. La nascita del senti- Romani” di Paolo di Tarso, il quale era pure un
mento antisemita è completamente gratuita, non cittadino romano): «Occidistis Christum in paren-
paga prezzi di verità da nessuna parte, costitui- tibus vestris. Tamdiu non credidistis, et contradi-
sce accanimento nevrotico immotivato (il che non xistis». Nel “Tractatus adversus Iudaeos”
ha niente a che spartire con la repressione politi- sant’Agostino invita a non offendere
ca romana del nazionalismo ebraico fondato l’interlocutore, però non ha capito di aver condot-
sull’integralismo religioso, un’altra cosa legata to l’altro che discriminazione a scapito del popolo
alla concretezza storica; nei ragionamenti agosti- giudaico, rivolgendo osservazioni infondate sul
niani si naviga entro i confini della teologia). Nella piano storiografico. L’acredine fideistica, aspetto
concezione del Doctor Gratiae la Chiesa cattolica visibile del suo abito nevrotico, lo ha portato a
realizza il perimetro della salvezza dell’anima: chi formulare tutta una serie di osservazioni di esclu-
è dentro con la religione cristiano-paolina e i suoi siva natura teologica. Né lui né gli Ebrei avevano
sacramenti potrà avere in premio il paradiso e la un’esperienza storica del letterario Gesù dei
vita eterna, chi è fuori è automaticamente perso, Vangeli. L’errore di questo Dottore della Chiesa
a cominciare dai radicati e radicali negatori giu- consiste nel credere vere cose per fede pur a-
daici del Figlio di Dio. Il vescovo di Ippona ap- vendo una dimostrazione concreta della loro in-
poggiandosi a una pregiudiziale interpretazione di fondatezza. La continuazione della religione giu-
vari passi del Vecchio Testamento cerca di dimo- daica dimostra che il Cristianesimo è (come tutte
strare l’errore della prosecuzione storica del culto le religioni) un’invenzione senza riscontro reale.
giudaico tradizionale, e offende ancora una volta Gli Ebrei non hanno tenuto in nessun conto il Ge-
gli Ebrei (i quali per lui sarebbero dei deficienti sù evangelico a causa del semplice fatto che
quando non capiscono la loro stessa religione e il questo è un personaggio letterario. Non potevano
fenomeno cristiano): «Non ergo vos alto et gravi credere ai miracoli e alla resurrezione perché non
somno dormientes, ad spiritualia quae non capitis hanno visto questi prodigiosi eventi (viceversa in
excitamus; neque nunc quomodo spiritualiter ac- un modo o nell’altro ne avrebbero dato testimo-
cipienda sint ista vocabula, vobis in auditu et visu nianza). La sopravvivenza del Giudaismo falsifi-
spirituali surdis et caecis persuadere conamur». ca, volendo usare una terminologia popperiana,
In parole povere il punto di vista giudaico che ve- la validità teologica e storica del Cristianesimo.
deva eretici/apostati dell’Ebraismo nei Cristiani è Perciò i teologi cristiani sin dal principio hanno
quello sociologicamente corretto. Il Dottore della proclamato antisemitismo. Un mondo senza “per-
Chiesa ha ribaltato i piani con un’operazione teo- fidi Iudaei”, o quantomeno emarginati è più con-
logica discutibile, forte soltanto di una fortunata forme alla prospettiva sociale del primato esclusi-
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vo della salvezza. Se questi che avrebbero avuto androginica dell’Adam (i due convenuti di sesso
Gesù Cristo davanti agli occhi non gli hanno cre- opposto diverrebbero la “carne primigenia”)5. Il
duto, o erano falsi come i Cristiani hanno procla- Vecchio Testamento è misogino (come il Nuovo),
mato per secoli; oppure non l’hanno visto proprio però non avversa la dinamica sessuale catalo-
poiché irreale, e allora meglio sbarazzarsi di que- gandola quale peccaminosa in sé (l’incesto delle
sti scomodi testimoni calunniandolo, emarginan- figlie di Lot ad esempio non viene condannato). Il
doli, perseguitandoli, torturandoli, uccidendoli. matrimonio nell’ottica giudaica è un pratico obbli-
Non esiste amore del prossimo nell’ostinata e go di matrice religiosa assieme alla sua consu-
liberticida volontà di voler imporre a tutti i costi il mazione (si pensi altresì al comando divino di
proprio fanatico credo ad altri. Il popolo giudaico unirsi e moltiplicarsi); in quella cristiana la conno-
legato all’ortodossia tradizionale, un cui serio giu- tazione positiva viene rimossa, arbitrariamente
dizio valutativo è ben altra cosa da ciò che viene rispetto a un intrinseco veterotestamentario punto
affermato nello scritto agostiniano, sarebbe stato di vista teologico, a vantaggio dell’astinenza ses-
abbandonato da Dio a beneficio della Chiesa cat- suale (su cui ricade la positività). È evidente che
tolica. E costoro non avrebbero compreso la co- agli occhi del genuino precedente Ebraismo un
sa. Il primato sacerdotale, a detta del vescovo ribaltamento del genere risulti ingiustificato. Va
d’Ippona, è passato dai sacerdoti ebrei mediante però detto che nelle parole paoline ai Corinzi la
Gesù Cristo agli ordinati nel seno del Cattolicesi- questione della riunificazione androginica è chia-
mo: quindi presso di questo sta la luce, tutti gli ra, lui l’ha sminuita nel suo valore ideale. I Cri-
altri stanno nelle tenebre. La dicotomia gnostica stiani dopo di lui dell’argomento dell’Adam andro-
del “Vangelo di Giovanni” pervade il pensiero a- gino non avranno più nessuna consapevolezza a
gostiniano imbevuto di manicheismo. Il Doctor causa di non ottimali traduzioni in latino (ne è ve-
Gratiae dopo una prima parte della sua vita vissu- nuta fuori l’invenzione della favola della “costola”
ta in maniera edonistica rovesciò il suo modo di di Adamo). Pure il teologo patristico rimase coin-
vedere il mondo convertendosi al Cristianesimo. volto in quest’errore (lui era di lingua latina, cono-
Questo avvenimento testimonia la svolta nevroti- sceva male il greco, e per niente l’ebraico). Il sa-
ca agostiniana: da un eccesso libertario- cramento matrimoniale nel Cattolicesimo è l’unico
edonistico la sua psiche, in seguito a un mecca- in cui a ricoprire ruolo ministeriale non sia il sa-
nismo di compensazione, si gettò nell’opposto. cerdote ordinato bensì siano gli sposi: ciò da un
Nella personalità agostiniana cristiana non esiste lato si spiega col distanziamento massimo teolo-
un pacifico equilibrio mentale: la passione religio- gico sessuofobico; però d’altro canto notiamo che
sa vorrebbe emendare quella precedente edoni- la vecchia idea giudaica di “Genesi” e della riuni-
stica vissuta come una colpa, uno sbaglio davanti ficazione androginica (la quale può essere com-
al Dio neotestamentario che lui giudica l’elemento piuta solo dagli effettivi protagonisti) si è conser-
di confronto corretto, mentre in realtà sta renden- vata nella teologia cattolica in modo inconsapevo-
dosi nuovamente protagonista di altri eccessi (di le e oscuro (per chi non sappia ben valutare). Il
carattere concettuale): accusare tutti gli altri al di vescovo d’Ippona accanto alla sua posizione
fuori dei Cristiani di essere sbagliati, oltre a esse- sessuofobica, a cui la tradizione cristiana attinse,
re indice di una personalità illiberale, è anche in- espresse una visione misogina a carico della
dizio di una forte nevrosi compensativa della sua donna. Antifemminismo di ispirazione vetero e
prima fase esistenziale. Prendersela con Ebrei, neotestamentaria emerge dal suo pensiero. As-
donne, eretici, Pagani rappresenta la facciata di sieme all’inferiorità della donna sant’Agostino le-
una problematica psichica interiore. Questa può gittima la schiavitù (conseguenza del peccato), in
essere osservata in altri testi agostiniani, spe- “Quaestionum in Heptateuchum” è esplicito. Il
cialmente laddove si parla di sessualità. In maschio prodotto a somiglianza di Dio (diversa-
quest’analisi prendo come riferimento principale, mente dalla donna provenuta in un secondo mo-
fra i vari scritti possibili, un’opera teologica dedi- mento) e in possesso della maggiore razionalità
cata al sacramento matrimoniale: “De bono co- infusagli domina sui soggetti deficitari (altri uomini
niugali” (risalente al 401 circa). In essa più deficienti per cattivo accidente, le donne defi-
sant’Agostino riflette la ristretta visuale sessuofo- cienti per natura, gli animali privi di ragione):
bica maschilistica paolina (espressa, non soltan- «Commendatur in Patriarchis, quod pecorum nu-
to, nella prima epistola ai Corinzi) appesantendo-
la ulteriormente. La sessuofobia di Paolo di Tar-
so, fautore della castità assoluta, contraddice 5
Si veda nella mia pubblicazione dal titolo “Con-
l’idea veterotestamentaria ebraica del congresso siderazioni letterarie” (2014) la sezione: Antropo-
carnale quale strumento di recupero dell’unità gonia e androginia nel Simposio e nella Genesi.
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tritores erant a pueritia sua et a parentibus suis. in seguito a nevrosi profonda nella figura del Dio
Et merito, nam haec est sine ulla dubitatione iusta Padre sessuofobico del Cristianesimo celebrato
servitus et iusta dominatio, cum pecora homini da Agostino e da quelli come lui per idee. La
serviunt, et homo pecoribus dominatur. Sic enim donna dal canto suo (erede della “debolezza
dictum est, cum crearetur: Faciamus hominem ad mentale” di Eva ingannata dal serpente) non pos-
imaginem et similitudinem nostram, et habeat siede, ad avviso del vescovo di Ippona, questa
potestatem piscium maris et volatilium caeli, et pienezza razionale e non è in grado di far fronte
omnium pecorum quae sunt super terram. Ubi da sé all’inclinazione a peccare: ha bisogno della
insinuatur rationem debere dominari irrationabili sua guida naturale riconosciuta dalla “Bibbia”.
vitae. Servum autem hominem homini, vel Possiamo chiaramente leggere: «Videndum est
iniquitas vel adversitas fecit; iniquitas quidem, quomodo non sit contrarium quod dicit Apostolus
sicut dictum est: Maledictus Chanaan, erit servus non mulierem, sed virum esse imaginem Dei,
fratribus suis; adversitas vero, sicut accidit ipsi huic quod scriptum est in Genesi: Fecit Deus
Ioseph, ut venditus a fratribus servus alienigenae hominem, ad imaginem Dei, fecit eum masculum
fieret. Itaque primos servos, quibus hoc nomen in et feminam; fecit eos et benedixit eos. Ad imagi-
latina lingua inditum est, bella fecerunt. Qui enim nem quippe Dei naturam ipsam humanam factam
homo ab homine superatus iure belli posset occi- dicit, quae sexu utroque completur, nec ab intel-
di, quia servatus est, servus est appellatus; inde legenda imagine Dei separat feminam. Dicto e-
et mancipia, quia manu capta sunt. Est etiam or- nim quod fecit Deus hominem ad imaginem Dei;
do naturalis in hominibus, ut serviant feminae vi- fecit eum, inquit, masculum et feminam; vel certe
ris, et filii parentibus, quia et illic haec iustitia est alia distinctione, masculum et feminam fecit eos.
ut infirmior ratio serviat fortiori. Haec igitur in do- Quomodo ergo per Apostolum audivimus virum
minationibus et servitutibus clara iustitia est, ut esse imaginem Dei, unde caput velare prohibetur,
qui excellunt ratione, excellant dominatione; quod mulierem autem non, et ideo ipsa hoc facere iu-
cum in hoc saeculo per iniquitatem hominum per- betur nisi, credo, illud esse quod iam dixi, cum de
turbatur, vel per naturarum carnalium diversita- natura humanae mentis agerem, mulierem cum
tem, ferunt iusti temporalem perversitatem, in fine viro suo esse imaginem Dei, ut una imago sit tota
habituri ordinatissimam et sempiternam felicita- illa substantia; cum autem ad adiutorium distribui-
tem». Nel “De Trinitate” il Doctor Gratiae, nono- tur, quod ad eam ipsam solam attinet, non est
stante non sappia che l’Adam (androgino) sia sta- imago Dei; quod autem ad virum solum attinet,
to prodotto per-mezzo-di-un’immagine(-divina), imago Dei est, tam plena atque integra, quam in
complemento di mezzo, e non a-sua-immagine unum coniuncta muliere. Sicut de natura huma-
(complemento di qualità inesistente nel testo e- nae mentis diximus, quia et si tota contempletur
braico: be-tselem), ragiona sulla questione della veritatem, imago Dei est; et cum ex ea distribuitur
somiglianza con Dio dell’umanità nell’essere ma- aliquid, et quadam intentione derivatur ad actio-
schile-e-femminile. Non intuisce affatto la presen- nem rerum temporalium, nihilominus ex qua parte
za di un originario soggetto androgino platonico, conspectam consulit veritatem, imago Dei est; ex
ma riesce a cogliere lo spirito della successiva qua vero intenditur in agenda inferiora, non est
subordinazione femminile. Infatti dice che uomo e imago Dei. Et quoniam quantumcumque se e-
donna in coppia costituiscono la specularità ri- xtenderit in id quod aeternum est, tanto magis
spetto a Dio, ma in verità “Genesi” prospetta e inde formatur ad imaginem Dei et propterea non
auspica una momentanea riunificazione androgi- est cohibenda, ut se inde contineat ac temperet;
nica attraverso il congresso carnale, cosa di cui il ideo vir non debet velare caput. Quia vero illi ra-
teologo patristico non si rende conto. L’uomo in tionali actioni quae in rebus corporalibus tempo-
sé nella concezione cristiana agostiniana, in ralibusque versatur, periculosa est nimia in infe-
quanto possessore della razionalità divina in ma- riora progressio; debet habere potestatem super
niera molto più elevata rispetto alla donna, po- caput, quod indicat velamentum quo significatur
trebbe riflettere l’immagine di Dio in modo auto- esse cohibenda. Grata est enim sanctis Angelis
nomo: questa ragione può controllare e bloccare sacrata et pia significatio. Nam Deus non ad tem-
l’incontinenza (soprattutto sessuale) e non farsi pus videt, nec aliquid novi fit in eius visione atque
sopraffare dal corpo, dalla libido (frutto del pecca- scientia, cum aliquid temporaliter ac transitorie
to originale cattolico) giacché ogni anima in sé è geritur, sicut inde afficiuntur sensus vel carnales
asessuata (e tale va in paradiso se lo merita). animalium et hominum, vel etiam caelestes Ange-
Freud direbbe che si sta parlando di un forma di lorum». La problematica teologica ereditata dalla
SUPER EGO di fronte a una pulsione costitutiva Chiesa in merito è la seguente. Nella Santissima
dell’essere umano, e che questo sia stato elevato Trinità adorata dai Cristiani le persone del Padre
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e del Figlio hanno un’evidente connotazione ma- gliori, l’idea dei suoi correligionari di allora di a-
schile: lo Spirito Santo possiede un’essenza stenersi da acta copulandi nei periodi di fertilità
“femminile”? Se così non fosse nella donna non della donna. Da cristiano il Dottore della Chiesa
risiederebbe niente di somiglianza col suo creato- poi condannò tale prassi. Infatti convertitosi e-
re, ed ella sarebbe, come afferma san Tommaso sternò un’esplicita posizione teologica sessuofo-
d’Aquino nella “Summa theologiae”, un surrogato bica. Nella sua abitazione di Ippona non faceva
di uomo (questo il pieno riflesso divino), qualcosa entrare nessuna donna da sola se non ci fosse
di secondo grado umano a livello ontologico (si qualcun altro presente. Per lui il piacere sessuale
parla esplicitamente di soggetto “deficitario”) 6. costituisce un peccato universalmente pervasivo
Pertanto delle due necessariamente una: o lo anche in regime di matrimonio. Anche due coniu-
Spirito Santo reca in sé un quid di femminile e le gi sarebbero affetti da lussuriosi trasporti parzial-
donne hanno il diritto di accedere al sacerdozio in mente accoglibili solo nella loro funzione procrea-
virtù di un principio di “parità trinitaria”, o queste tiva. Prima del peccato originale l’esercizio della
ultime sono esseri umani di serie B non avendo sessualità sarebbe stato disconnesso dal piacere
niente di direttamente derivato da Dio (al pari de- e dall’eccitazione: una pura operazione meccani-
gli uomini). La Chiesa giustifica il sacerdozio e- ca, come alzare un braccio, sotto l’egida comple-
sclusivamente maschile col fatto che la natura ta della ragione (si legga meglio nel posteriore
terrena del Cristo fosse di “vir”, però la teologia agostiniano “De nuptiis et concupiscentia” dove si
nei secoli ha spiegato la sconvenienza ontologica definisce la pulsione sessuale un «motum […]
di un’incarnazione del Verbo in un soggetto fem- indecentem, quia inoboedientem», che pone gli
minile adducendo come motivazione che la don- esseri umani sotto la tirannia del corpo, ribelle
na è meno perfetta rispetto all’uomo e che Dio all’uomo come Adamo ed Eva a Dio). Ne
non avrebbe potuto incarnarsi in un’entità di serie “L’insostenibile leggerezza dell’essere” Milan
B avendo a disposizione la natura maschile. Pen- Kundera rammenta la sessuofobia patristica. Ma
siamo anche alla “sanificazione” della sua “incu- già a quei tempi replicava il più moderato Pelagio,
batrice”: la Madonna “concepita senza peccato” e contemporaneo e avversario teologico di Agosti-
privata di tutte le connotazioni di una comune (e no, che la sessualità rappresenta qualcosa di
normale) “femminilità” (giacché tale complesso normale, l’importante è non degenerare. Il primo
rappresentava l’armamentario del Diavolo). Il escludeva l’esistenza di una adamitica macchia
corpo della donna è il tempio della lussuria, la spirituale ereditaria (Adamo fu personalmente
porta del Diavolo (Tertulliano). Se la femmina non responsabile della sua condotta). Il secondo con-
dismette le sue connotazioni psicosessuali rimar- siderava l’atto sessuale procreativo l’unico am-
rà sempre una tentazione per la santificazione missibile e solo all’interno del legame matrimonia-
dell’uomo, la realtà più angelica tra i due generi. le, il tutto inquadrato in un cupo recinto sessuofo-
Al buon cristiano spetta dunque desessualizzare bico. Gli incontri eterosessuali consentiti debbono
in primis le donne e quindi se stesso. Da ragio- seguire esclusivamente la modalità del coito va-
namenti del genere è nata quella nevrosi diffusa ginale, il resto è ulteriore e più grave peccato:
che nella storia viene registrata come “caccia alle «Cum ille naturalis usus, quando prolabitur ultra
streghe”. Nella trattazione teologica del “De bono pacta nuptialia, id est ultra propagandi necessita-
coniugali” all’inizio si puntualizza che al maschio tem, venialis sit in uxore, in meretrice damnabilis;
spetta l’essere “regens” e alla femmina il rimane- iste, qui est contra naturam, exsecrabiliter fit in
re “obsequens”. Nella concezione del vescovo meretrice, sed exsecrabilius in uxore. Tantum
d’Ippona i fari del regime coniugale, esclusiva- valet ordinatio Creatoris et ordo creaturae, ut in
mente monogamico, sono: proles (l’obiettivo di rebus ad utendum concessis, etiam cum modus
fare figli), fides (l’essere fedeli inter se degli spo- exce/ditur, longe sit tolerabilius quam in eao,
si), sacramentum (la permanenza del vincolo ma- quae concessa non sunt, vel unus vel rarus e-
trimoniale a vita sino alla morte di uno dei contra- xcessus. Et ideo in re concessa immoderatio co-
enti, anche in caso di separazione). Prima della niugis, ne in rem non concessam libido prorum-
sua svolta interiore religiosa in senso cristiano in pat, toleranda est. Hinc est etiam, quod longe mi-
gioventù era stato incline al divertimento e al ses- nus peccat quamlibet assiduus ad uxorem quam
so. Nel suo periodo da manicheo edonista aveva vel rarissimus ad fornicationem. Cum vero vir
sfruttato, in assenza di sistemi contraccettivi mi- membro mulieris non ad hoc concesso uti voluerit
turpior est uxor, si in se, quam si in alia fieri per-
miserit. Decus ergo coniugale est castitas pro-
6
Per approfondimento si può leggere nella pros- creandi et reddendi carnalis debiti fides: hoc est
sima parte di questo saggio. opus nuptiarum, hoc ab omni crimine defendit
11
Apostolus dicendo: Et si acceperis uxorem, non gerarchia contempla la signoria del maschio sulla
peccasti; et si nupserit virgo, non peccat; et: donna: «Occulta enim lege naturae amant singu-
Quod vult faciat; non peccat, si nubat. Exigendi laritatem, quae principantur; subiecta vero non
autem debiti ab alterutro sexu immoderatior pro- solum singula singulis, sed, si ratio naturalis vel
gressio propter illa, quae supra dixit, coniugibus socialis admittit, etiam plura uni non sine decore
secundum veniam conceditur». La sessualità in subduntur. Neque enim sic habet unus servus
funzione procreativa sarebbe pratica razionale, plures dominos, quomodo plures servi unum
negli altri casi diverrebbe passionale, ossia pec- dominum. Ita duobus seu pluribus maritis vivis
cato compiuto di lussuria. Il Doctor Gratiae con- nullam legimus servisse sanctarum; plures autem
danna l’eccitazione sessuale dei convenuti a feminas uni viro legimus, cum gentis illius
congresso carnale e promuove la frigidità: uomini societas sinebat et temporis ratio suadebat:
e donne dovrebbero comportarsi da Vulcaniani di neque enim contra naturam nuptiarum est. Plures
Star Trek. Un uomo dovrebbe approcciarsi alla enim feminae ab uno viro fetari possunt, una vero
compagna con distacco e concentrandosi altresì a pluribus non potest (haec est principiorum vis)
sul nascituro, giacché quello celebrato include un ac: sicut multae animae uni Deo recte
momento peccaminoso di lussuria, la cui respon- subduntur». Si veda pure lo stesso ragionamento
sabilità risale alla colpa originaria di Adamo. An- misogino ribadito nel “De nuptiis et concupiscen-
che la moglie dovrebbe pensare al figlio e non al tia”: «Principatus magis naturaliter unius in multos
partner. Alla “venialità” di simile atto si contrap- quam in unum potest esse multorum. Nec dubitari
pone la “mortalità spirituale” dell’esercizio della potest naturali ordine viros potius feminis quam
sessualità disgiunto dallo scopo di procreare (pa- viris feminas principari. Quod servans Apostolus
ternità e maternità). Senza di esso un congresso ait: Caput mulieris vir; et: Mulieres, subditae
carnale, ad avviso di lui, rappresenta un atto di estote viris vestris; et apostolus Petrus: Quomodo
prostituzione (pure fra sposi). Il teologo patristico Sara, inquit, obsequebatur Abrahae, dominum
ammette però i rapporti sessuali durante una ge- illum vocans. Quod licet ita sese habeat, ut
stazione, dato che è l’uomo che comanda (se- natura principiorum amet singularitatem, facilius
condo la prospettiva paolina), e anche al fine di autem pluralitatem videamus in subditis, tamen
evitare di farlo andare a peccare fuori del matri- plures feminae uni viro numquam licite
monio. Se la moglie fosse sterile il vescovo di Ip- iungerentur, nisi ex hoc plures filii nascerentur.
pona consente nuovamente la possibilità di tene- Unde si una concumbat cum pluribus, quia non
re congressi carnali con l’obiettivo di non spinger- est ei hinc multiplicatio prolis, sed frequentatio
la a essere fedifraga: il marito si dovrebbe sacrifi- libidinis, coniux non potest esse, sed meretrix».
care pur nell’impossibilità procreativa. Viene al- La teologia cristiana agostiniana (nel “De nuptiis
tresì sconsigliato ai soggetti in là negli anni di non et concupiscentia”) respinge l’uso di sistemi con-
indulgere nel sesso, a maggior ragione non es- traccettivi e l’aborto in linea di principio, non tanto
sendo più potenzialmente utili alla riproduzione. perché allora non perfette pratiche sanitarie; con-
La prossimità al Dio cristiano è maggiore mante- danna altresì l’abbandono di neonati indesiderati
nendosi vergine che non altrimenti, una condizio- (qui non possiamo biasimarlo, ma occorreva un
ne la prima che manterrebbe esenti quadro di educazione sessuale e morale migliore
dall’esperienza del peccato: «Hoc tempore solos di quello offerto dal Cristianesimo). Siamo lonta-
eos qui se non continent coniugari oportet». nissimi dalla moderna giurisprudenza italiana che
L’incontaminatezza sessuale anticiperebbe la fu- riconosce il diritto d’aborto e quello di divorzio,
tura possibile eterna condizione paradisiaca sen- qua compare tutto l’opposto sostenuto ancor oggi
za libido: queste idee corroborarono la norma del dalla Chiesa. Le femmine a suo avviso dovrebbe-
celibato sacerdotale legato al voto di castità. I ro spezzare la catena libidica: con eco paolina
personaggi dell’Antico Testamento circondati da dice che è «ampliorem sanctitatem innuptarum
mogli e concubine sarebbero stati il risultato della quam nuptarum». Se alle donne viene concessa
vocazione divina a opportuna prolificità, la facoltà di sposarsi è solo allo scopo di soddi-
all’incremento del gruppo, non più necessari. Se sfare e arginare la libido maschile: «Femina fide-
la poligamia passata è stata ammissibile a scopo lis, servans pudicitiam coniugalem, non cogitat,
strumentale, la poliandria per il dottore della quomodo placeat Domino, sed utique minus, quia
Chiesa rappresenta un assurdo concettuale asso- cogitat etiam quae sunt mundi, quomodo placeat
luto. Ammissibile che un uomo possa aver fatto viro. Hoc enim de illis dicere voluit, quod possunt
figli con più donne, però che una donna possa habere quodam modo de necessitate connubii, ut
fare lo stesso con più uomini non rispetta l’ordine cogitent quae sunt mundi, quomodo placeant viris
presunto naturale (ella diverrebbe prostituta); la suis». Agostino tiene più alle sposate obbedienti
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e sottomesse che non alle caste ma sregolate Chiesa cattolica rischia di essere stato il marito di
giacché la subordinazione femminile al quadro una che viene definita, con spirito misogino, co-
rigoristico morale cristiano è nevralgica: «Multas me un inferno ambulante (il 7 indica pienezza).
sacras virgines novimus verbosas, curiosas, e- L’evento narrativo evangelico che contempla il
briosas, litigiosas, avaras, superbas: quae omnia Risorto visto dapprima da donne ricalca sempli-
contra praecepta sunt et sicut ipsam Evam ino- cemente l’architettura dinamica nel mito solare di
boedientiae crimine occidunt. Quapropter non Osiride del ritrovamento del cadavere di costui
solum oboediens inoboedienti, sed oboedientior (prossimo a resuscitare) da parte della moglie
coniugata minus oboedienti virgini praeponenda Iside. La croce cristiana pare derivare da quella
est». Ha chiara la preoccupazione di irreggimen- egizia, e del corpo di Osiride fatto a pezzi la com-
tare il gentil sesso in maniera stabile in serie B pagna non riuscì a recuperare il membrum virile:
ecclesiastica. Gesù stesso nel Vangelo ha chiari- il Gesù crocifisso è vestito solo di un perizoma.
to che avere fantasie sessuali sopra a una donna Simile serie di elementi, dove la Maddalena
equivale a peccare, e al pari peccaminoso sareb- prenderebbe il posto simbolico di Iside, è allusiva
be sposare colei che è stata ripudiata dal marito. a sostanziali analogie da offrire alle masse nella
Stando alle affermazioni del Messia soffermarsi promozione del proselitismo. L’ideale matrimonia-
sulle forme femminili con sguardi interessati costi- le sommo agostiniano rimane comunque quello
tuisce sprone all’incontinenza (lo ricordava pure il offerto dalla Madonna e dal suo consorte: ses-
Catechismo di san Pio X, un testo sostituito negli sualità totalmente al bando (se si vuole entrare
anni ’90 da san Giovanni Paolo II): da considera- nella Civitas Dei), sessualità intravista nei casi in
zioni del genere deriva alla lunga l’aberrante so- cui viene praticata come una frattura della conti-
luzione che è meglio mettere le donne sotto un nenza. La posizione ideologica in materia di ses-
lenzuolo. Inoltre pare che Gesù abbia un misogi- so della Chiesa odierna è rimasta essenzialmente
no disprezzo verso le donne di secondo letto in agostiniana. Il vescovo d’Ippona in ossequio alla
quanto non più vergini e quindi indegne di un tradizione biblica omofoba e in conseguenza del-
nuovo matrimonio. L’idea di un Redentore fem- la sua riflessione negativa sulla sessualità, si e-
minista appare alquanto forzata. Fra i Dodici non sprime anche contro i gay. Sottolinea non solo
scelse neanche una donna; nel “Vangelo di Gio- che gli omosessuali siano “contro Natura”, e che
vanni” rispose maleducatamente alla madre; e la contaminino mediante il loro venir meno
nel momento in cui, sempre da questo vangelo, si all’ordine dato da Dio alle cose umane, ma anche
rammentasse che salvò dalla lapidazione chiede che questi e tutti i praticanti di pratiche,
un’adultera sorgono problemi analitici. Il brano di sempre ad avviso del teologo patristico, «contra
Gv 8,1-8 sembra apocrifo in quanto assente nella naturam» siano additati al disprezzo e siano al-
maggioranza delle più antiche versioni del vange- tresì sottoposti a punizione. Nell’Impero romano
lo non sinottico. Gesù poi non afferma qui che una norma risalente al 342 sotto Costanzo II in-
l’atto e l’intenzione di uccidere in sé siano sba- trodusse la pena di morte a scapito degli omo-
gliati, ma sottintende che scribi e farisei prima sessuali passivi, e al tempo di Teodosio I, un an-
debbano esserne degni grazie all’osservazione no prima dell’editto che rese il Cristianesimo la
perfetta dei precetti religiosi (uno senza peccato religione unica e ufficiale dello Stato (391), una
poteva in teoria scagliare pietre; ciò vorrebbe dire nuova norma penale ne previde il rogo (queste
che se fossero divenuti fanatici integralisti pote- leggi rappresentarono degli aberranti effetti del
vano ammazzarla: e così è accaduto da Ipazia progetto di cristianizzazione della società romana
d’Alessandria alla caccia alle streghe). I Vangeli e la base giuridica della persecuzione cristiana a
presentano le donne vicino al Redentore e ai suoi venire). Il Concilio di Elvira, di inizio del IV sec.,
seguaci in una destinazione subalterna e stru- aveva tolto la possibilità di accedere al sacramen-
mentale (perlopiù utili perché portavano soldi alla to eucaristico ai gay (persino nella forma del “via-
cassa). La scena di Maria, sorella di Lazzaro, la tico”). Nelle “Confessiones” leggiamo: «Flagitia,
quale lava e asciuga coi propri capelli i piedi del quae sunt contra naturam, ubique ac semper de-
Messia nel “Vangelo di Giovanni”, rivela allo testanda atque punienda sunt, qualia Sodomita-
sguardo psicanalitico un gioco erotico sadomaso- rum fuerunt. Quae si omnes gentes facerent, eo-
chistico che prevede la mortificazione della fem- dem criminis reatu divina lege tenerentur, quae
minilità. Un’altra Maria, di Magdala (Maddalena), non sic fecit homines, ut se illo uterentur modo.
esorcizzata, si era liberata da sette demoni. Esi- Violatur quippe ipsa societas, quae cum Deo no-
stono delle ipotesi storiche per cui la Maddalena bis esse debet, cum eadem natura, cuius ille auc-
possa essere stata la moglie del Gesù reale: tor est, libidinis perversitate polluitur». Il nuovo
quindi lui più che essere lo sposo mistico della manuale catechetico della Chiesa, edito negli an-
13
ni ’90 al tempo del pontificato di san Giovanni
Paolo II, affronta in maniera esplicita quello che §------------§
per il Cattolicesimo rappresenta il problema degli
omosessuali. Dal mio esclusivo punto di vista ete- Castità e omosessualità
ro andarsi a preoccupare di cosa fanno nel loro
privato due persone maggiorenni e consenzienti, 2357 L’omosessualità designa le relazioni tra
rispettose della sanità fisica e mentale del par- uomini o donne che provano un’attrattiva sessua-
tner, costituisce un’ingerenza indebita, illiberale. le, esclusiva o predominante, verso persone del
Sulla base di motivazioni che non possiedono medesimo sesso. Si manifesta in forme molto
niente di scientificamente fondato (né nell’ambito varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La
biologico né tanto meno in quello giuridico), i gay sua genesi psichica rimane in gran parte inspie-
sono stati perseguitati per secoli nella società cri- gabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che
stiana, torturati e uccisi soltanto in nome della presenta le relazioni omosessuali come gravi de-
religione. Tutt’oggi possiamo notare come ven- pravazioni, [Cf Gen 19,1-29; Rm 1,24-27; 2357
gano considerati nella dottrina cattolica: essere 1Cor 6,10; 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre
omosex equivale a non essere normale, ma in dichiarato che “gli atti di omosessualità sono in-
preda a qualcosa di pesantemente peccaminoso; trinsecamente disordinati” [Congregazione per la
l’omosessualità costituisce qualcosa da corregge- Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8].
re, a cui non dar seguito. Nel passato una que- Sono contrari alla legge naturale. Precludono
stione attinente alla “sfera privata”, quale il per- all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il
sonale orientamento sessuale, è stata elevata al frutto di una vera complementarità affettiva e
rango di “reato penale”. Mi pare assurdo oggi- sessuale. In nessun caso possono essere appro-
giorno continuare a discriminare, anche se in vati.
modo più inefficace grazie al progresso giuridico,
i gay. A me sembra un accanimento privo di fon- 2358 Un numero non trascurabile di uomini e di
damenta razionali. Personalmente sono sfavore- donne presenta tendenze omosessuali profon-
vole alle adozioni di minori o alle maternità surro- damente radicate. Questa inclinazione, oggetti-
gate a beneficio degli omosessuali in virtù di una vamente disordinata, costituisce per la maggior
riflessione filosofica (legata ad aspetti biologici e parte di loro una prova. Perciò devono essere
giuridici)7, però mai proporrei di considerarli “a- accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A
normali”8. I gay sono persone, a mio avviso, nor- loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta
malissime, non protagoniste di alcuno scomposto discriminazione. Tali persone sono chiamate a
peccato. E se poi, un giorno, anche in Italia le realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se
coppie omosex avessero riconosciuto il diritto di sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del
adozione o di maternità surrogata non mi strap- Signore le difficoltà che possono incontrare in
però di certo le vesti. Ma che si continui a dire di conseguenza della loro condizione.
loro le cose contenute nell’estratto riportato, mi
lascia perplesso: a me, in tutta sincerità, pare ci 2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla
sia una radice nevrotica omofobica e sessuofobi- castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé,
ca portata avanti per inerzia formale, dato che educatrici della libertà interiore, mediante il so-
l’omofobia veterotestamentaria ha una ragione stegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con
legata all’incremento demografico di Israele, una la preghiera e la grazia sacramentale, possono e
ragione de facto insussistente per i Cattolici. Con- devono, gradatamente e risolutamente, avvici-
tinuare a riallacciarsi a norme dell’Antico Testa- narsi alla perfezione cristiana.
mento riecheggiate nel Nuovo non lo valuto come
lecito in nessuna prospettiva (morale, biologica, §------------§
giuridica). In fatto di etica sono kantiano, per inci-
so. Segue brano dal nuovo libro di catechismo Rimanendo al più recente passato già il catechi-
cattolico. smo cattolico precedente lasciava spunti di per-
plessità. Spirito di intolleranza, antisemitismo, un
qualche sprone all’anoressia (si pensi alle vicen-
7
Dentro il mio saggio “Note umanistiche” (2020): de delle sante anoressiche), sessuofobia si ritro-
Ragionamento sopra le adozioni gay. vano nell’orwelliano Catechismo di san Pio X (ri-
8
A tal riguardo consiglio di leggere il mio studio salente al 1905 e accantonato soltanto negli anni
intitolato Eros e la libido junghiana nel Simposio ’90 da san Giovanni Paolo II). Seguono brani e-
nella mia pubblicazione “Note di critica (2017)”. stratti.
14
Prima della comunione si richiede il digiuno natu-
§------------§ rale ossia totale, che si rompe con qualunque co-
sa presa a modo di cibo o di bevanda.
115. La Chiesa docente può errare nell’insegnarci ---
le verità rivelate da Dio? 340. È permessa mai la comunione a chi non è
La Chiesa docente non può errare nell’insegnarci digiuno?
le verità rivelate da Dio: essa è infallibile, perché, La comunione a chi non è digiuno, è permessa in
come promise Gesù Cristo, “lo Spirito di verità” * pericolo di morte, e durante le lunghe malattie,
l’assiste continuamente. nelle condizioni determinate dalla Chiesa.
* Giov., XV, 26 ---
--- 405. Quali doveri hanno i fedeli verso i chiamati
116. Il Papa, da solo, può errare nell’insegnarci le agli Ordini?
verità rivelate da Dio? I fedeli hanno il dovere di lasciare ai figli e dipen-
Il Papa, da solo, non può errare nell’insegnarci le denti piena libertà di seguir la vocazione; inoltre
verità rivelate da Dio, ossia è infallibile come la di chiedere a Dio buoni pastori e ministri, e di di-
Chiesa, quando da Pastore e Maestro di tutti i giunare a tal fine nelle quattro Tempora; final-
cristiani, definisce dottrine circa la fede e i costu- mente di venerare gli ordinati come persone sa-
mi. cre a Dio.
--- ---
117. Può altra Chiesa, fuori della Cattolica- 411. Gli sposi cattolici possono anche compiere il
Romana, essere la Chiesa di Gesù Cristo, o al- Matrimonio civile?
meno parte di essa? Gli sposi cattolici non possono compiere il Matri-
Nessuna Chiesa, fuori della Cattolica-Romana, monio civile né prima né dopo il Matrimonio reli-
può essere la Chiesa di Gesù Cristo o parte di gioso: che se lo osassero anche con l’intenzione
essa, perché non può averne insieme con quella di celebrare in appresso il Matrimonio religioso
le singolari distintive qualità, una, santa, cattolica sono dalla Chiesa considerati pubblici peccatori.
e apostolica; come difatti non le ha nessuna delle ---
altre Chiese che si dicono cristiane.
--- Appendice II
124. Chi è fuori della comunione dei santi?
È fuori della comunione dei santi chi è fuori della II. - ANNO ECCLESIASTICO
Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli
eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunica- C) GIORNI DI ASTINENZA E DI DIGIUNO.
ti. I - Di sola astinenza dalle carni.
--- Tutti i venerdì (tranne quelli nei quali cade una
195. La Chiesa ha stabilito pene contro il suicida? festa di precetto).
La Chiesa ha stabilito la privazione della sepoltu- II - Di astinenza e di digiuno.
ra ecclesiastica contro il suicida responsabile I. Il mercoledì delle Ceneri.
dell’atto compiuto.
--- II. Ogni venerdì e sabato di Quaresima.
201 Che ci proibisce il sesto comandamento III. Il mercoledì, venerdì e sabato delle Quattro
«non commettere atti impuri» ? Tempora o stagioni, cioè:
Il sesto comandamento Non commettere atti im- 1. della primavera nella 1° settimana di Quaresi-
puri ci proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le ma;
parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettaco- 2. dell’estate nella settimana di Pentecoste;
li immorali. 3. dell’autunno nella 3° settimana di settembre;
--- 4. dell’inverno nella 3° settimana dell’Avvento.
335. Quante cose sono necessarie per fare una IV. Le vigilie:
buona comunione? 1. di Natale (24 dicembre);
Per fare una buona comunione sono necessarie 2. di Pentecoste;
tre cose: 1° essere in grazia di Dio; 2° sapere e 3. dell’Assunzione di Maria Vergine (14. agosto);
pensare chi si va a ricevere; 3° essere digiuno 4. di Ognissanti (31 ottobre).
dalla mezzanotte. III. - Di solo digiuno.
--- Tutti gli altri giorni feriali di Quaresima.
339. Qual digiuno si richiede prima della comu- NB. - 1. La domenica è sempre esente dalla leg-
nione? ge dell’astinenza e del digiuno. Le altre feste di
15
precetto sono pure esenti, tranne quelle che ca- rica. In Italia il Partito fascista che concluse i Patti
dono in Quaresima. lateranensi e promosse le Leggi razziali è fuori-
2. L’astinenza e il digiuno delle vigilie, quando legge; Città del Vaticano e il suo dipartimento in-
queste cadono in giorni festivi di precetto, non si quisitorio, oggi ristretto al controllo della “dottrina
anticipano. della fede”, no. Che cosa garantisce che un nefa-
3. Il Sabato Santo l’obbligo dell’astinenza e del sto ricorso storico prenda corpo nei Paesi di radi-
digiuno cessa a mezzogiorno. cata tradizione cattolica e faccia tornare attuali le
--- persecuzioni del passato? La mitologia cristiana
viene inculcata in genere a tutti i soggetti rag-
Appendice III Avvertenze ai genitori e agli educa- giungibili dai di essa sostenitori sin da tenera età,
tori cristiani senza lasciare spazio di autonomia critica al futu-
ro adulto. Quasi tutti i cristiani sono credenti per-
3. I genitori cristiani come sono i primi e principali ché figli di un’educazione infantile condizionata.
educatori dei loro figli, così debbono esserne i Se poi aggiungiamo l’insegnamento dottrinario
primi e principali catechisti: i primi perché debbo- nelle scuole pubbliche e lo spazio mediatico con-
no loro istillare quasi col latte la dottrina ricevuta cesso gratuitamente nelle emittenti televisive
dalla Chiesa; i principali, perché spetta ad essi far pubbliche che Stati possono accordare ci ren-
imparare a memoria in famiglia le cose principali diamo conto come “pregare per i cattivi Ebrei”
della Fede, cominciando dalle Prime preghiere, e possa apparire a suo tempo cosa normale giac-
farle ripetere ogni giorno in modo che a poco a ché figlia del condizionamento. La Francia in ma-
poco penetrino profondamente nell’animo dei fi- teria di religione è molto più equilibrata e proteg-
gliuoli. Che se essi, come più volte avviene, sono ge dall’invasione fideistica l’ambito pubblico. Se
costretti a farsi supplire da altri nell’educazione, lo Stato d’Israele fosse risorto secoli fa, molto
ricordino l’obbligo sacrosanto di scegliere tali isti- probabilmente, la Chiesa avrebbe promosso una
tuti e tali persone che sappiano e vogliano co- Crociata distruttiva. Che cosa impedisce di pen-
scienziosamente compiere per loro un così grave sare possibile un ritorno nel futuro di quell’“orare
dovere. L’indifferenza in questa materia è stata la pro perfidis Iudaeis”? Non poche fedi si alimenta-
perdita irreparabile di tanti figli. Qual conto se ne no a livello popolare di ignoranza, la quale è la
dovrà rendere a Dio! strada su cui veicolare contenuti nevrotici e di-
4. Per insegnar con frutto bisogna ben sapere la struttivi, come già accaduto. Aldous Huxley ha
dottrina cristiana, bisogna esporla e spiegarla in detto che il più grande insegnamento della storia
maniera adatta alla capacità degli alunni e soprat- è che la storia non insegna in verità niente a nes-
tutto, trattandosi di dottrina pratica, bisogna viver- suno (poiché i più se ne fregano della conoscen-
la. za e della sua effettiva sostanza). Se non si met-
5. Ben sapere la dottrina cristiana; perché come terà l’umanità nelle condizioni di un’autonomia
si può istruire non essendo istruiti? Onde il dove- intellettuale scaturente non da formazione dog-
re dei genitori e degli educatori di ripassare il ca- matica (a qualsiasi età), bensì da studio autenti-
techismo e di penetrarne a fondo le verità, fre- co, l’Ombra junghiana potrà sempre uscire
quentando le spiegazioni più ampie dei parrochi dall’angolo e far tornare attuali le persecuzioni
agli adulti, interrogando persone competenti e misogine, omofobe e antisemite, peraltro non del
leggendo, se possono, libri opportuni. tutto sradicate nell’Occidente cristiano (dove per
abrogare ad esempio la schiavitù si dovette a-
§------------§ spettare il progresso politico, dato che la religione
la considerò normale a lungo)9. Hannah Arendt
È il caso altresì di ricordare che l’“Indice dei libri direbbe che la “banalità del male” è in agguato da
proibiti” è stato soppresso nel 1966. La ricerca qualunque parte.
storica sull’origine e sullo sviluppo sociale del
Cristianesimo chiarisce che esso è stato alla fin
fine una forma di distopico neopaganesimo illibe-
rale? La stessa Inquisizione non è stata soppres-
sa, ma ha semplicemente cambiato nome, rima-
nendo a vigilare sull’ortodossia cattolica. Come
dire che qualcosa di paragonabile a un pluriseco-
lare medievale e rinascimentale partito protonazi-
sta a un certo punto cambia orientamento e de- 9
Invito alla lettura della mia opera “Il Medioevo
nominazione, però mantenendo la continuità sto- futuro di George Orwell (2015)”.
16
4. L’IRRAZIONALE MISOGINIA TOMISTA ad antifemminismo e legittimazione della schiavi-
tù non sono però giustificabili in alcun modo, tro-
Quod sexus masculinus est nobilior quam vò i suoi difetti di pensiero amplificati per secoli
femineus, ideo humanam naturam in dalla Chiesa. La quale di lui fece una zavorra del
masculino sexu assumpsit [filius Dei]. progresso scientifico per tantissimo tempo. Se
ritroviamo lo Stagirita nella “Summa theologiae” è
Tommaso d’Aquino, “Summa theologiae” solo a ragione di mera compatibilità religiosa. Ari-
stotele spiegherebbe in maniera (pseu-
do)scientifica quanto, e non solo, il biblico libro
Tommaso d’Aquino (1221-1274) è l’autore di una della “Genesi” illustra ai fedeli: l’inferiorità della
delle opere teologiche più importanti della religio- donna rispetto all’uomo. Tommaso d’Aquino si
ne cattolica: la “Summa theologiae”. In vita fu no- colloca sul binario di Tertulliano e di
to come il Doctor angelicus, nel 1323 fu procla- sant’Agostino, un binario che nel tempo ha im-
mato santo e nel 1567 dottore della Chiesa. Nato barcato lo Stagirita, e non il di questo maestro
all’interno di una nobile famiglia, era stato avviato che di parità di genere fece professione. Perciò la
alla carriera religiosa da subito. L’intenzione fami- scelta del Doctor angelicus appare convinta, non
liare di destinarlo al più alto ruolo nell’abbazia gli mancavano altre possibilità di valutazione più
benedettina di Montecassino venne frustrata serie. Preferì seguire il filone canonico cristiano
quando lui scelse di entrare fra i Domenicani. La misogino. Questo, come detto, poggia le sue ra-
famiglia lo tenne pertanto un paio d’anni in una dici all’interno della Scrittura10, e in particolar mo-
sorta di detenzione domiciliare in un proprio ca- do in “Genesi”. Ho analizzato altrove brani inte-
stello nel tentativo di fargli riprendere il progetto ressati direttamente in ebraico11 e riguardo
originario. Lui resistette e la ebbe vinta. Allo sco- all’antropogonia veterotestamentaria qui mi limite-
po di fargli cambiare idea gli avevano mandato rò a ricordare ciò che sia utile a questo esame
pure una prostituta, che lui minacciò con un tiz- (rinviando là per approfondire). Dalla lettura delle
zone cacciandola. Tra parentesi: nel pensiero comuni bibbie di qualsiasi tempo si potrebbe no-
tomista le prostitute vengono paragonate tare come i Cristiani non abbiano capito affatto il
all’impianto fognario di un palazzo e alla puzzo- discorso della scissione androginica dalla quale
lente sentina di mare. La mano con cui scrisse le nasce la donna. La favola della “costola” scaturi-
sue opere viene custodita come reliquia nella sce da pessima traduzione fuorviante. In questo
chiesa a lui dedicata a Salerno. Prima di morire discorso è rimasto impelagato anche l’Aquinate,
sembra abbia avuto una visione, in seguito alla quindi quando parla di “costola”, riferisce di una
quale smise di scrivere, possibile sintomo di una fantasia interpretativa non contenuta nel testo
forma psicopatologica derivata da nevrosi origina- ebraico. Ciò, di per sé, rappresenta un enorme
ria. Nella Questione 92 della prima parte della errore per un’opera monumentale la quale ha la
“Summa theologiae” san Tommaso d’Aquino af- pretesa di essere l’enciclopedia concettuale uni-
fronta il problema dell’origine naturale della don- versale della fede cristiana: se viene già giù un
na e di quale sia lo statuto ontologico di ella nella muro a causa di motivazioni non collegate diret-
cornice del pensiero religioso cattolico. A monte tamente a motivi teologici, chissà quale potrà es-
dell’analisi reputo indispensabile chiarire la so- sere la tenuta generale del complesso per via di
stanza concettuale dietro la quale il Doctor ange- altre eventuali sue parti deboli. Ma accantoniamo
licus si allineò. Il problema della misoginia tomista tale considerazione e riprendiamo il tema condut-
non può essere banalizzato, perciò preferisco tore della Questione 92. Nella “Genesi” la donna
fornire gli strumenti di lettura prima della lettura trae origine dalla divisione di un androgino origi-
medesima, poiché l’altra operazione si presta a nario (Adamo) e viene indicata quale ragione di
un annacquamento generale volto ad alleggerire un degrado ontologico della nuova umanità a
responsabilità storiche nell’assunzione di posizio- causa di quella separazione (il racconto mal tra-
ni antifemministe. Innanzitutto non è corretto dire dotto della “costola”). Successivamente col di-
che l’Aquinate abbia riportato nella Quaestio scorso del serpente e della tentazione alla donna
VIIIC considerazioni aristoteliche condite con sal-
sa teologica. Simile aspetto sotto il profilo specu-
lativo costituisce la facciata della realtà. La verità 10
Vedasi il secondo segmento della presente
sta nel fatto che la “Bibbia” si rivela misogina, e pubblicazione.
che dalla Patristica in poi si cercò in generale di 11
Antropogonia e androginia nel Simposio e nella
costruire la teologia cristiana con mattoni filosofici Genesi, nel mio saggio intitolato “Considerazioni
greci. Il povero Aristotele, i cui deficit in relazione letterarie” (2014).
17
le viene attribuita una seconda ragione, di natura […] Per respectum ad naturam particularem, fe-
antropologica, dell’ulteriore degradazione del ge- mina est aliquid deficiens et occasionatum.
nere umano. In parole povere nella “Bibbia” re-
sponsabile dell’ingresso del male nel mondo è la Il teologo, entrato nel contesto più propriamente
donna (quella che sarà poi definita “porta del Dia- consono alla sua esposizione, si appoggia ad altri
volo”). Il Doctor angelicus di tutta questa articola- discutibili ragionamenti. Fra cui quello strettamen-
zione narrativa non possiede integrale compren- te biblico, e non aristotelico, della donna vista nel-
sione, gli manca chiarezza nella parte iniziale. la veste di sprone di errore nei confronti
Tuttavia ciò non è servito, neanche prima di lui, dell’uomo.
ad azzoppare la misoginia. I Cristiani, a comincia-
re da san Paolo (il quale però da Giudeo aveva le Praeterea, subiectio et minoratio ex peccato est
idee chiare), ne hanno colto lo spirito genuino subsecuta, nam, ad mulierem dictum est post
relegando il gentil sesso a una posizione ontolo- peccatum, Gen. III, sub viri potestate eris; et Gre-
gica di serie B. La serie A è solo maschile, e in- gorius dicit quod, ubi non delinquimus, omnes
gaggiare Aristotele costituì per loro un pares sumus. Sed mulier naturaliter est minoris
bell’acquisto. Tant’è che al principio della virtutis et dignitatis quam vir, semper enim
Quaestio VIIIC san Tommaso d’Aquino lo ricorda honorabilius est agens patiente, ut dicit
subito a voler sottolineare quanto pretenderebbe Augustinus XII super Gen. ad Litt. Ergo non de-
di mostrare quale una verità (pseudo)scientifica buit mulier produci in prima rerum productione
mediante la formale autorità del «maestro di color ante peccatum.
che sanno». L’autore della “Summa theologiae” è Praeterea, occasiones peccatorum sunt ampu-
misogino. Al di là di quell’episodio legato alla sua tandae. Sed Deus praescivit quod mulier esset
giovanile biografia, la sua repulsione verso le futura viro in occasionem peccati. Ergo non de-
donne che appare evidente è consapevole, al buit mulierem producere.
punto di pretendere di legittimarla scientificamen-
te. Questa non emerge da una mentalità astratta Nel momento in cui il Doctor angelicus spiega
dell’epoca, viene fuori dall’insegnamento cattolico l’origine della donna con la necessità di dare un
medievale, il quale ha frenato l’emancipazione sostegno all’uomo entra in contraddizione teolo-
femminile creando fenomeni degenerati (quale gica: l’universo creato senza donne non era poi
quello della caccia alle streghe, o delle sante a- così perfetto se c’è stato bisogno di aggiungerle,
noressiche per fare un altro esempio). San Tom- ma al posto di equipararle a un grado di positività
maso d’Aquino celebra il genere maschile, e so- con una riflessione platonica lui rimase aristoteli-
stiene che il femminile sia inferiore sotto tutti i co per scelta. Dopo aver contraddetto la “comple-
profili, non ultimo quello morale, egli ci spiega che tezza” del mondo di soli uomini (l’Adamo origina-
la creazione del mondo, altro argomento sul qua- rio del testo ebraico è in realtà un androgino, però
le non possiede idee chiare riguardo al testo bi- l’Aquinate non l’ha capito), mantiene le donne
blico12, non poteva contenere niente di imperfetto. nella serie B. Loro servono solo per la riproduzio-
Dunque ad avviso di lui Dio creò la donna in un ne del genere umano, per tutto il resto la migliore
secondo tempo facente parte dell’orbita del “pec- compagnia di un maschio è un altro maschio. Il
cato originale”. teologo ribadisce che caratteristica delle donne è
la “deficienza”, non soltanto morale, ma altresì
Videtur quod mulier non debuit produci in prima fisiologica.
rerum productione. Dicit enim philosophus, in li-
bro de Generat. Animal., quod femina est mas Dicitur Gen. II, non est bonum hominem esse so-
occasionatus. Sed nihil occasionatum et deficiens lum; faciamus ei adiutorium simile sibi.
debuit esse in prima rerum institutione. Ergo in Respondeo dicendum quod necessarium fuit fe-
illa prima rerum institutione mulier producenda minam fieri, sicut Scriptura dicit, in adiutorium viri,
non fuit. non quidem in adiutorium alicuius alterius operis,
ut quidam dixerunt, cum ad quodlibet aliud opus
convenientius iuvari possit vir per alium virum
quam per mulierem; sed in adiutorium generatio-
12
Per approfondire si veda nella mie monografie: nis. Quod manifestius videri potest, si in viventi-
in “Ermeneutica religiosa weiliana” (2013) la parte bus modus generationis consideretur.
dal titolo Radici egizie, in “Note di critica (2017)”
la sezione Radici sumere di Ebraismo e capitali- Il maschile rappresenta il positivo e l’attivo, il
smo. femminile il negativo e il passivo.
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Animalibus vero perfectis competit virtus activa soltanto il più potente tra i vari Dei 13. Nel suo a-
generationis secundum sexum masculinum, vir- more per lo Stagirita il futuro dottore della Chiesa
tus vero passiva secundum sexum femininum. Et lo rievoca ancora alla fine della Quaestio VIIIC: è
quia est aliquod opus vitae nobilius in animalibus lecita una struttura gerarchica nell’umanità, legit-
quam generatio, ad quod eorum vita principaliter timante la subalternità. “Signori/servi” in generale,
ordinatur; ideo non omni tempore sexus masculi- però il Doctor angelicus torna a spiegarci una
nus feminino coniungitur in animalibus perfectis, “naturale” subalternità delle donne di fronte ai
sed solum tempore coitus; ut imaginemur per coi- maschi. Questi in assoluto sono portatori di un
tum sic fieri unum ex mare et femina, sicut in livello superiore di ragionevolezza, tuttavia pure
planta omni tempore coniunguntur vis masculina al loro interno si dà ulteriore gerarchia: se le
et feminina, etsi in quibusdam plus abundet una femmine sono di serie B, ci sono uomini di A1,
harum, in quibusdam plus altera. Homo autem A2… A quanto pare esistono, in virtù di simili
adhuc ordinatur ad nobilius opus vitae, quod est considerazioni, “deficienti” (tutte le donne, una
intelligere. Et ideo adhuc in homine debuit esse parte degli uomini) bisognosi di una guida ma-
maiori ratione distinctio utriusque virtutis, ut seor- schile qualificata a tutela stessa dei primi. In ag-
sum produceretur femina a mare, et tamen carna- giunta ad Aristotele in queste reazionarie rifles-
liter coniungerentur in unum ad generationis o- sione è da vedersi misoginia paolina accanto a
pus. Et ideo statim post formationem mulieris, quella generica canonica.
dicitur Gen. II, erunt duo in carne una.
[…] Virtus activa quae est in semine maris, Duplex est subiectio. Una servilis, secundum
intendit producere sibi simile perfectum, quam praesidens utitur subiecto ad sui ipsius utili-
secundum masculinum sexum, sed quod femina tatem et talis subiectio introducta est post pecca-
generetur, hoc est propter virtutis activae tum. Est autem alia subiectio oeconomica vel civi-
debilitatem, vel propter aliquam materiae lis, secundum quam praesidens utitur subiectis
indispositionem, vel etiam propter aliquam ad eorum utilitatem et bonum. Et ista subiectio
transmutationem ab extrinseco, puta a ventis fuisset etiam ante peccatum, defuisset enim bo-
Australibus, qui sunt humidi, ut dicitur in libro de num ordinis in humana multitudine, si quidam per
Generat. Animal. alios sapientiores gubernati non fuissent. Et sic
ex tali subiectione naturaliter femina subiecta est
Come riesca l’Aquinate ad attribuire a Dio una viro, quia naturaliter in homine magis abundat
componente negativa in un progetto iniziale per- discretio rationis. Nec inaequalitas hominum e-
fetto rimane oscuro e contraddittorio, a meno che xcluditur per innocentiae statum.
non si debba concludere che la divinità biblica
abbia vivissimi disprezzo e odio nei riguardi delle La conclusione della Questione 92 conferma la
donne al punto di emarginarle volutamente. contraddizione tomista. Il teologo di Aquino attri-
buisce de facto a Dio l’incapacità di progettare un
Per comparationem ad naturam universalem, fe- cosmo senza elementi negativi (le donne), e cer-
mina non est aliquid occasionatum, sed est de ca di salvarlo dall’imbarazzo teologico asserendo
intentione naturae ad opus generationis ordinata. che egli trae comunque del bene dal male.
Intentio autem naturae universalis dependet ex
Deo, qui est universalis auctor naturae. Et ideo Si omnia ex quibus homo sumpsit occasionem
instituendo naturam, non solum marem, sed e- peccandi, Deus subtraxisset a mundo, remansis-
tiam feminam produxit. set universum imperfectum. Nec debuit bonum
commune tolli, ut vitaretur particulare malum,
Ma l’effettiva cosmogonia di “Genesi” sottoposta praesertim cum Deus sit adeo potens, ut quodli-
a ermeneutica più obiettiva scandisce meglio i bet malum possit ordinare in bonum.
momenti. Il Dio biblico veterotestamentario rap-
presenta in verità un demiurgo platonico che di- Ma se Dio era onnipotente e onnisciente perché
viene misogino a causa della scissione androgi- non ha evitato quanto questo venturo dottore del-
nica e della disobbedienza della donna tentata la Chiesa reputa male (il genere femminile)? Allo-
dal serpente. La sua misoginia è giustificata a ra, sulla base della Quaestio VIIIC, o Dio non è
posteriori. San Tommaso d’Aquino cerca di farlo
a priori mirando a incorniciare tutto
nell’onniscienza divina: in seguito a ciò nascono 13
Nella prima opera citata nella nota 12 vedasi
le sue contraddizioni. Il Dio dell’Antico Testamen- allo scopo di approfondimenti: Il Dio del Tanak
to non tiene tutto in pienissimo potere, si mostra non è solo.
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onnisciente e onnipotente, oppure le donne non de facto dimostrare la parità di genere.
rappresentano ontologicamente alcunché di ne- L’antifemminismo cristiano ha posseduto una for-
gativo. È in entrambi i casi l’autore della “Summa tissima connotazione sessuofobica. La mariologia
theologiae” entra in contraddizione, costretto a ha costruito un modello di donna ideale di natura
rinunziare o all’onnipotenza divina o alla misogi- schiettamente misogina. La madre del Salvatore
nia. Voglio rammentare che il manuale più famo- doveva essere scremata di tutte le ritenute nega-
so nella caccia alle streghe proviene dall’opera di tive qualità femminili, così è accaduto che in lei
due domenicani, Kramer e Sprenger, i quali eb- sia rimasto niente di autentica femminilità. Cristo
bero come base pseudoconcettuale, oltre a spe- viene al mondo per compenetrazione, lasciando
cifiche nevrosi personali, tutta la gamma di pen- l’imene mariano intatto, come quando ella rimase
siero misogino che lega Aristotele a Tommaso incinta per virtù dello Spirito Santo. Si tratta di
d’Aquino. Il “Malleus maleficarum” chiarisce che un’inseminazione e di un parto cesareo metafisi-
la stregoneria è caratteristica femminile più che ci, prodotti di una mentalità sessuofobica a cui si
maschile, e che essa costituisca una pratica di omologa il Doctor angelicus nella “Summa theo-
servizio demoniaco, nella cui repressione sono logiae”: «Secundum Augustinum, in libro de nup-
lecite torture e uccisioni. Oggigiorno, in una so- tiis et concupiscentia, libido est quae peccatum
cietà più progredita di quella dei secoli scorsi, originale transmittit in prolem». Per la teologia
sembra difficile negare la sorgente psicopatologi- dell’Aquinate la Madonna venne purificata a due
ca di simile letteratura sprone a uno dei fenomeni riprese dal peccato originale: quando fu destina-
più aberranti della Civiltà occidentale. La caccia taria della scelta di farle condurre la maternità
alle streghe, per il modo in cui è stata condotta divina nello stadio prenatale, in modo parziale; e
negli ambiti cristiani, rappresenta senza dubbio al momento del concepimento di Gesù, in modo
un crimine contro l’umanità, un gravissimo delitto definitivo. Quest’ultimo evento segnerebbe lo
contro la dignità del genere femminile, emargina- spartiacque definitivo tra concupiscenza e santità
to, violentato e ucciso nella storia sulla base di in lei. Ella sarebbe passata indenne, in preceden-
idee non scientifiche e assurde. Aver tenuto lon- za, al cospetto di quella. Il teologo non ammette-
tane le donne dallo studio e dalla politica si rivela va il possesso mariano di una perfezione comple-
altresì un secondo crimine il quale ha privato ta già in partenza prima della venuta (concepi-
l’Occidente di un preziosissimo contributo di cre- mento) di Gesù Cristo, possessore e concessore
scita di cui ancora oggi si pagano le conseguenze di quella qualità. Il Messia non poteva nascere
in termini di contributi. Quando si chiede perché normalmente, secondo natura, poiché la dinami-
la filosofia, la letteratura, la politica del passato ca normale evoca il congresso carnale, e questo
erano solo al maschile, la risposta è: perché rientra nella materia morale inerente a concupi-
qualcuno ha fatto di tutto allo scopo di estromet- scenza e continenza. A Maria viene perciò tolta la
tere le donne. E di questo “tutto” parla oggi la sto- libertà di nutrire un interesse sessuale e la facoltà
ria a chi voglia conoscerla seriamente, togliendo di partorire naturalmente: che cosa le resta di
la mortadella dagli occhi anche in relazione alla femminile? Quasi niente, solo l’aspetto.
fenomenologia dei femminicidi contemporanei, L’iconografia è sempre stata quella di una giova-
risultato di una sedimentazione psicoarchetipica ne donna distaccata, irrigidita in uno schema ce-
negativa nell’inconscio maschile durante i secoli. leste. L’unica eccezione è stata data dalle Ma-
Se nel XXI secolo le donne a causa di mano ma- donne delle latte14, le quali non ebbero vita lunga.
schile vengono ancora uccise, subiscono danni Era pericolosa una Mater Dei a seno nudo impe-
fisici e morali, per motivazioni pseudosentimenta- gnata in una funzione femminile post partum:
li, per non voler stare con un preciso uomo, è troppo carnale per sopravvivere dentro a un clima
perché nel mondo occidentale è stato a lungo concettuale di disprezzo della corporeità e dei
insegnato dalla religione dominante cristiana che suoi aspetti fisiologici. Nel 1854 il Papa Pio IX
i maschi comandano e le femmine ubbidiscono. proclamò un dogma contenente sempre un con-
Tale archetipo maschile dell’Ombra esiste ancora tenuto antifemminista in relazione alla nascita
operante: le donne che non si adeguerebbero alle della Madonna, ventura Mater Dei, ma ribaltando
inique pretese maschili verrebbero punite nel l’impostazione di forma tomista. Da allora la teo-
contesto di un formale meccanismo nevrotico che
prevedrebbe l’automatica subordinazione femmi-
nile (venuta meno). Le vittime sono tornate a es- 14
Al fine di approfondire consiglio la lettura del
sere “streghe”. Va rivolto un plauso ai Protestanti mio studio intitolato La Madonna “pneumatica” e
che hanno riconosciuto il sacerdozio femminile: Lenina Crowne nel mio saggio “Note di studio”
questo è stato un concreto gesto mirante a voler (2016).
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logia cattolica ha spiegato che l’immacolata con- cata su un piano ontologico inferiore negativo. Il
cezione di Maria ha portato ella al di fuori della dogma del 1854 colpisce le donne attraverso uno
potestà del Demonio al 100% (tutte le rimanenti strumento sostitutivo della loro estinta persecu-
donne vi permangono in potenza comunque). Il zione precedente: alla misoginia ecclesiastica
dogma di Pio IX priva la Madonna alla radice del rimase una forma di accanimento dottrinario, il
difetto della concupiscenza a tutti i livelli, compre- quale peraltro continuò a promuovere la privazio-
so quello sessuale. Deduciamo che abbia sposa- ne dei diritti politici alle donne sino a inizio del
to Giuseppe in seguito a un puro obbligo esterno ’900. San Tommaso d’Aquino nella “Summa
alla determinazione della propria volontà giacché theologiae” affermò che il Figlio di Dio si incarnò
non avrebbe dovuto nutrire nessun interesse ver- in un uomo giacché il sesso maschile è il più no-
so un uomo essendo costitutivamente rivolta a bile; e il Cattolicesimo tutt’oggi rifiuta il sacerdozio
Dio. E ciò si riaggancia alla tomista “Summa femminile adducendo che la natura biologica di
theologica”: «Quod beata virgo mater Dei ex fa- Cristo fosse quella del “vir” e che perciò la dignità
miliari instinctu spiritus sancti credenda est de- sacerdotale spetti unicamente agli uomini.
sponsari voluisse, confidens de divino auxilio
quod nunquam ad carnalem copulam perveniret,
hoc tamen divino commisit arbitrio. Unde nullum
passa est virginitatis detrimentum». Il dogma
dell’immacolata concezione porta a compimento 5. CRISTIANESIMO RAZIONALE E NAZIONAL-
una problematica affrontata dalla Scolastica: sa- SOCIALISMO IN THOMAS MORE
nificare l’“incubatrice” del Verbum Dei da tutte le
connotazioni negative riconosciute dal Cristiane-
simo al gentil sesso. Da un essere di serie B, dal- Thomas More (1478-1535) è un autore che ha
la “porta del Diavolo” non poteva nascere il Re- dato vita grazie a una sua “fortunata” opera a una
demptor mundi; la teologia non poteva tollerare ormai indispensabile categoria del pensiero:
una simile idea. Quindi già dalla Patristica si iniziò l’utopia. Il suo libro, intitolato per esteso “Libellus
a creare una nicchia speculativa in cui infilare la vere aureus, nec minus salutaris quam festivus
madre di Gesù al fine di separarla dal novero del- de optimo rei publicae statu, deque nova insula
le comuni donne, le quali poi sono quelle normali. Utopia”, è rimasto una pietra miliare nella storia
Il dibattito sulla preservazione di Maria dal pecca- della letteratura umanistica. Egli, provenuto dal
to originale (i cui effetti: morte e concupiscenza) ceto nobiliare più basso, ebbe l’occasione di stu-
ha giocato solo a danno di lei. Nel momento in cui diare in virtù della sua giovanile intelligenza dopo
si è misurata la prossimità a lei del peccato origi- essere stato notato dal cancelliere inglese John
nale e si è spostata la concessione integrale Morton, un dotto ecclesiastico cattolico, presso
dell’immunità a dopo il concepimento le si è la- cui il giovanissimo Moro prestava servizio di val-
sciata la natura femminile e la si è mantenuta sul letto. Divenuto alla fine avvocato, avrebbe voluto
più basso livello teologico di “incubatrice divina”. intraprendere la via religiosa, ma rimase a svol-
Ciò è avvenuto per non esaltare troppo il ruolo di gere la carriera forense con successo, ed entrò in
quel soggetto di serie B. Il dogma dell’immacolata politica approdando alla Camera dei comuni nel
concezione sembra figlio della fine della caccia 1504. Nel 1509 si unì in matrimonio con una ra-
alle streghe, fine ottenuta dal progresso illumini- gazza di 17 anni, la quale gli darà quattro figli e
stico della società occidentale. La postulazione morirà sei anni dopo (si risposerà subito dopo
dogmatica di Pio IX a metà del XIX secolo nello con un’altra donna di quattro anni più grande).
stabilire l’estraneità della Madonna alla concupi- More, fu nella sua vita legato da amicizia con
scenza ha radicalmente rimosso una grande fetta l’agostiniano Erasmo da Rotterdam la cui celebre
della libertà al modello femminile dei cattolici. opera intitolata “Elogio della pazzia”, stampata
Quell’idea di perfezione morale si alimenta di una nel 1511, fu a lui dedicata15: si tratta di un testo
ferrea circoscrizione comportamentale, misogina che, tra l’altro, deve aver avuto una grande influ-
e sessuofobica. A Maria non è mai stato chiesto enza sull’umanista inglese. “Utopia” uscì nel
preliminarmente né assenso né parere in tutto ciò 1516. Durante il regno di Enrico VII il popolarismo
che la riguardò nella sua vita terrena: ricevette cattolico antimonarchico di Tommaso Moro causò
l’imposizione divina senza facoltà di potersi rifiu-
tare. Infatti si tratta del modello di donna subordi-
nata sempre, con o senza dogma, al principio 15
Per approfondimenti, nel mio saggio “Letture
maschile. Nello schema mariologico deve essere critiche” (2019) interessante la sezione intitolata:
cancellata la fisiologia specifica femminile, collo- Il machiavellico disegno della “follia” erasmiana.
21
al pensatore un primo allontanamento dal mondo mente tutti i contenuti critici. A monte di ogni cosa
della cosa pubblica. Il re, dopo aver portato fuori che dirò voglio premettere, completando i brevis-
l’Inghilterra dalla Guerra delle due rose, sostenu- simi spunti biografici sul filosofo inglese, che egli
to dalla borghesia fondiaria, aveva promosso un fu un soggetto incline a pratiche di ascetismo e di
piano di intraprendenza navale (attivismo espan- autopunizione corporale, e che questa non è la
sivo politico-commerciale). Sotto Enrico VIII il filo- prima volta che gli studiosi lo mettono in discus-
sofo riprese quella che era stata una pregevolis- sione discostandosi dall’uniformità celebrativa. Lo
sima carriera politica sino a essere infine nomina- scrittore inglese fu beatificato nel 1886 e procla-
to cancelliere nel 1529. Tuttavia nel 1534 cadde mato santo nel 1935. Nel 2000 san Giovanni
di nuovo in disgrazia per via del suo integralismo Paolo II lo nominò patrono degli uomini politici,
religioso che non gli permise di accettare il divor- sottolineando tuttavia il limite della di lui effettiva
zio del nuovo sovrano da Caterina d’Aragona pratica di tolleranza giustificandolo col contesto
senza scioglimento decretato dalla Chiesa catto- storico-culturale. Tra i vari patronati di More quel-
lica romana. In seguito alla nota vicenda fu posto lo della KjG, l’organizzazione dei giovani cattolici
in stato di arresto condannato a morte nel 1535, tedeschi sorta nel 1970. Nella mia ispezione criti-
dopo aver rifiutato di riconoscere l’atto di separa- ca di “Utopia” ho cercato di far venire alla luce
zione unilaterale del re e aver tenuto in nessun tutti i dettagli e gli aspetti meritevoli di considera-
conto gli appelli di chi voleva che si salvasse ma- zione nell’auspicio che la ricerca di una verità
nifestandosi accondiscendente altresì allo scisma scevra da condizionamenti intellettuali possa gio-
anglicano. Dietro la facciata di questo evento si vare alla conoscenza storica. L’intenzione reda-
celava uno scontro molto più grande fra lo schie- zionale di Tommaso Moro è di natura promozio-
ramento filomonarchico, appoggiato dai ceti bor- nale cattolica, e ciò si rende già evidente nella
ghese e nobiliare che ambivano a liberarsi dal lettera dedicatorie introduttiva a Pieter Gilles dove
peso del controllo ecclesiastico romano (che in l’autore esprime il suo compiacimento per la dif-
Inghilterra beneficiava del possesso di proprietà fusione che sta avendo questa confessione reli-
che facevano gola), e i filocattolici tradizionalisti. giosa nell’isola di Utopia (presso cui addirittura, si
La generica pessima condotta del clero inglese dice, un ecclesiastico spinto da zelo vorrebbe es-
aveva promosso sentimenti di odio nelle masse sere inviato nella qualità di vescovo). Quanto Mo-
verso la Chiesa di Roma: da ciò il popolarismo di re ha scritto nella sua tensione letteraria è farcito
More, un tentativo di recuperare il popolo al suo di aristotelismo cattolico in vario modo che sarà
schieramento e di dividere il fronte avversario via via chiarito. Alla fine dell’introduzione già si
progressista. Dopo la Riforma luterana la vicenda trova un richiamo al concetto di “barbari” i quali,
del divorzio negato da Clemente VII a Enrico VIII, secondo Aristotele inferiori per intelletto, avrebbe-
che sposò comunque Anna Bolena grazie ro nella loro moderna riproposizione difficoltà a
all’approvazione dei vescovi inglesi, segnò la rot- comprendere il libro del pensatore inglese giac-
tura fra l’Inghilterra e il Papato. Il pontefice sco- ché vincolati a una naturale zavorra di deficit che
municò il re provocando quale risposta la nascita non gli consentirebbe di elevarsi al di sopra di
di una chiesa riformata nazionale. Thomas More ragionamenti elementari verso cose più comples-
portò alle estreme conseguenze il suo credo i- se. Il libro primo di “Utopia” mostra subito uno
deologico di cui quasi un ventennio prima aveva sfondo politico attuale inquadrato in una forma
esposti contenuti in “Utopia”. L’analisi di tale testo mentis cattolica. Il filosofo inglese va alla ricerca
condotto mediante spirito di obiettività super par- di una salvifica proposta di ordinamento sociale
tes, a mio avviso, costituisce l’unica strada per condendola nell’incipit con un richiamo evangeli-
cogliere la personalità del filosofo nel voler con- co a non accumulare ricchezze, una cosa che
durre un esame dell’opera. Si tratta di una perso- rivela il suo obiettivo di fondo: ostacolare il na-
nalità che secondo me non fu esente da condi- scente moderno capitalismo, il quale si porrà sot-
zionamenti derivanti da nevrosi. Ho trattato dun- to l’egida religiosa dell’attivismo e del volontari-
que l’articolata materia come avrebbero fatto un smo protestanti, allo scopo di salvaguardare di-
Freud o uno Jung, seguendo un principio analiti- fendere de facto l’egemonia spirituale e sociale
co scientifico, il quale niente ha a che spartire con della Chiesa romana. Perché lo fa? Valutata la
la tematica teologico-dogmatica in sé e per sé. formazione giovanile di Thomas More sembra
Nessun credente cattolico si senta perciò urtato che egli agisca animato da un convinto, e inge-
dal vedere posto un santo in uno spazio di esa- nuo, sentimento di gratitudine nei confronti del
me, oltre che storico-filosofico, altresì medico- Cattolicesimo: quello che è stato, prima della sua
psicanalitico. Nella mia analisi ho mantenuto il definitiva caduta in disgrazia, il suo successo poli-
massimo rigore scientifico, chiarendo puntual- tico lo deve all’educazione cattolica e al vescovo
22
che lo trasse da una condizione sociale mento di tasse, e ciò allora andava a scapito del-
d’inferiorità. Dunque egli avrebbe interiormente la Chiesa di Roma. Dunque il ragionamento di
maturato un sentimento di devozione e ossequio Moro rivela un progetto di conservazione dello
nei riguardi della Chiesa che alla fine non gli con- status quo minacciato piuttosto che una disinte-
sentì una via di fuga davanti alla scelta tra con- ressata attenzione alla massa. Essa da non im-
fermare la sua fede religiosa e abbandonarla a poverire troppo al fine di evitare fermenti rivolu-
beneficio di evitare la condanna a morte. Tom- zionari. Il capitalismo porterà una radicalizzazione
maso Moro ha seguito l’ideologia cattolica in ma- dei rapporti sociali a tutti i livelli, a danno della
niera pura. Nel primo libro di “Utopia”, non manca vecchia gerarchia feudale medievale incentrata
già un accenno misogino, il quale poi viene ac- sulla produzione agricola dove gli ecclesiastici
compagnato nel resto di quell’esposizione da al- cattolici stavano ai primissimi piani. Thomas More
tro evidente aristotelismo, un pensiero filosofico difende quel mondo con convinzione e con inge-
al cuore della teologia tomistica16 e dell’istruzione nuità. Il suo attaccamento a quel mondo cattolico,
in generale durante il periodo di auge cattolico: il quale ne determinò in un primo tempo la fortu-
«Negotiis prope muliebribus emolliuntur, idem, na, lo spingerà poi, acriticamente, all’estremo de-
bonis artibus instructi ad vitam et virilibus exerci- vozionale sacrificio. Però, egli, ben analizzato,
tati laboribus, effeminentur». Il santo si è reso non mostra, come evidenziato, chissà quali pregi
conto che l’accumulazione di ricchezza di matrice di pensiero. E cattolico integrale e aristotelico.
capitalistica, cioè con attività imprenditoriale più a Parlando di norme veterotestamentarie a proposi-
rischio della cura del latifondo agricolo, va a sca- to del furto, oltre a essere impreciso, formula pure
pito della tenuta organizzativa del mondo cristia- un’espressione antisemita (sufficiente a rivelare
no europeo comune dove la Chiesa pretende dei prontamente la mentalità dell’autore, la quale era
tributi: liberarsi di essa, delle sue esazione, attra- poi quella comune cattolica di quei secoli): «Ser-
verso il Protestantesimo rappresenterà vos et quidem obstinatos». Più ampiamente no-
un’occasione di maggiore arricchimento. More lo tiamo ciò in una preoccupante difesa da parte
ha capito, teme il vento della Riforma ventura an- dell’autore inglese dell’istituto schiavistico. Il Vec-
che in Inghilterra, e attacca perciò il nascente ce- chio Testamento legittima la schiavitù, Aristotele
to imprenditoriale moderno inglese che specula lo fa in maniera pseudofilosofica, la Chiesa non
sulla lana, invocando su di esso una punizione di dice niente in contrario, e Tommaso Moro propo-
Dio. Rilevante tra l’altro un passaggio in cui si ne allora con un discutibile meccanismo di sosti-
critica una piaga dell’odierna società capitalistica: tuire la pena di morte nei confronti dei ladri con la
la ludopatia. Tommaso Moro a perfettamente col- riduzione servile. Il pensatore inglese ammanta il
to lo spirito eversivo nei confronti del cristallizzato ragionamento inizialmente di un alone di bontà
impianto societario europeo dei suoi tempi rap- cristiana, o almeno di quello che si crede essa
presentato dalla brama di arricchirsi mediante possa essere in astratto senza vizi di pregiudizia-
un’attività di impresa non agricola. Il recondito le religiosa. Quello che spiega dopo sconcerta
obiettivo del filosofo inglese è salvare la primazia sotto diversi aspetti in primo luogo afferma che
politica e spirituale dell’istituzione ecclesiastica chi si rifiutasse di essere sottoposto a un regime
romana. Che non abbia trasparente pura ispira- di schiavitù può essere punito attraverso violen-
zione morale lo dimostrano le sue contraddizioni ze. E maestra di violenza all’epoca di lui era
di natura morale. Se avesse veramente voluto l’Inquisizione grazie a persecuzioni non solo di
condannare delle ingiustizie sociali poteva pren- streghe ed eretici. More non disapprova la moda
dere di mira anche la misogina persecuzione del- violenta del suo tempo, e di quello precedente,
le streghe, invece non fa nessun cenno, anzi si anzi ne fa un naturale accoglimento: una prassi di
lascia sfuggire riferimenti alla cristiana mentalità cui egli stesso, poi, a piani ribaltati, rimarrà vittima
tomistico-aristotelica. E di Aristotele va a ripropor- (volontaria). Se il filosofo inglese da un lato e-
re il concetto della limitazione dell’accumulo di sprime contrarietà alla pena capitale, dall’altro
ricchezza, allo scopo di ostacolare monopoli e propone una condanna (in relazione al furto) che
oligopoli di stimolo protoprotestante e anticattoli- degrada totalmente l’essere umano privandolo
co. L’accumulazione capitalistica tenderà a eva- della sua dignità (come facevano i torturatori
dere sempre e ovunque nel suo slancio il paga- dell’Inquisizione). Perché san Tommaso Moro
non dice niente contro le esecuzioni a morte, le
torture per eresia e stregoneria? La sua parzialità
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Sulla misoginia cattolica agostiniana e tomista non lascia dubbi sul fatto che egli sia figlio orga-
si può leggere nella terza e nella quarta sezione nico della comune forma mentis cattolica dell’era
di questo saggio. in cui visse. Violenza, per lui, può essere rivolta a
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questi schiavi quando non servono i padroni a cativo, possiamo giudicare lo Stato utopiense
perfezione. Una cosa che turba enormemente chi come il tentativo politico-filosofico reazionario (in
lo legge è scoprire una analogia col trattamento relazione all’imminente moto riformatore sociore-
riservato agli Ebrei nella Germania nazista. Que- ligioso protestante) di tradurre la Cristianità in
sti schiavi di More dovrebbero essere riconoscibili termini di un’organizzazione (pseudo)razionale,
a prima vista dall’abbigliamento di un singolo co- sulla falsariga dell’affermazione di Kerrl: un Catto-
lore, e inoltre dovrebbero avere una parte licesimo razionale. Alla fin fine questo costituisce
dell’orecchio mozzata visibile onde garantire una quanto il Santo inglese cerca di attuare appog-
facile identificazione. Pare evidente che il filosofo giandosi ad Aristotele e alla teologia classica del-
inglese abbia derivato la proposta di un segno di la Chiesa romana sistemata nel medioevo. La
riconoscimento collegato al vestiario dalle eccle- prospettiva “nazionalsocialista” (cattolica e ingle-
siastiche norme antisemite vigenti allora. Tali se) di More auspica a livello internazionale che la
schiavi vengono altresì privati, sempre al pari dei Francia abbandoni le sue mire politiche in Italia,
Giudei, durante il predominio cristiano, dei diritti lasciando ovviamente campo libero a Roma: è
comuni a tutti quelli considerati normali. Nella fat- bene che le monarchie assolute cattoliche euro-
tispecie della proposta di Moro non possono pos- pee badino a frenare l’espansione del capitalismo
sedere denaro: punizione la condanna a morte, dando aristotelici (più che evangelici) esempi
pure per il donatore. Qui cade del tutto lo pseu- contro l’accumulazione di ricchezze. Questo tela-
doevangelismo a monte del ragionamento del io naturalmente doveva mantenersi sotto
filosofo. Sembra, dunque in fin dei conti, che tutto l’autorità papale. Quando al termine del primo
il progetto normativo abbia come scopo quello di libro di “Utopia” lo scrittore avanza l’abolizione
reperire manodopera a basso costo, per ripropor- della proprietà privata sta proponendo l’estrema
re il modello sociale schiavistico aristotelico, di soluzione mirante a eliminare il capitalismo anti-
mantenere gli schemi gerarchici feudali legati cattolico, non una misura di giustizia sociale:
all’economia latifondistica agricola e alla supre- l’attivismo protestante, sulla base dell’analisi we-
mazia cattolica. Tali schiavi dovrebbero essere beriana, giustificherà teologicamente
trattati al pari di animali, i tentativi di modificare la l’intraprendenza di impresa economica. Moro ha
loro situazione da reprimere inoltre con la morte visto con chiarezza il destino della Chiesa roma-
di persone libere eventuali complici. A simili ridotti na e che i suoi tributi rappresentano un ostacolo
in schiavitù verrebbe anche interdetta la facoltà di pratico e ideologico al moderno capitalismo. Se
comunicare con un proprio pari. Si tratta nel abolisce la proprietà privata delle persone fisiche,
complesso di un’idea giuridica disumana la quale gli unici proprietari rimanenti saranno gli Stati na-
toglie al condannato tutta la sua dignità di essere zionali e soprattutto la Chiesa, la quale potrà in-
umano, un’idea che invece il suo sostenitore loda camerare meglio (e più pacificamente) i proventi
nel suo testo per l’efficacia correttiva dell’umanità delle sue esazioni in ambito internazionale. Che
di trattamento. Thomas More ha illustrato questa lo scrittore inglese evochi Platone sull’abolizione
sua proposta, nel quadro narrativo di “Utopia”, della proprietà privata, sembra uno specchietto
dicendo che essa fosse una mirabile legge di per le allodole. Volendo costruire un machiavelli-
quella immaginaria isola, tuttavia non è molto dif- co Cristianesimo razionale non richiama neanche
ficile concludere che al di là di tutti i retaggi giuri- principi evangelici. I suoi obiettivi sono: tenere la
sprudenziali del passato organici all’opera, un massa calma lontana da spiriti sovversivi causati
simile provvedimento normativo è degno della dall’indigenza, lasciare l’impalcatura del potere
Germania nazista. E lascia turbati che Tommaso feudale cattolico intatta, garantire gli introiti tribu-
Moro sia stato canonizzato nel 1935 dopo la fine tari a Roma. Il capitalismo che metterà l’abito del
del decennio pregovernativo dei nazisti, con il cui Protestantesimo, costituisce un concreto pericolo,
governo di coalizione il Vaticano stipulò un con- perciò se non si potesse attuare un freno aristote-
cordato nel ’33. Tra parentesi: nel governo di Hit- lico all’accumulazione di ricchezza sarebbe il ca-
ler esisteva un Ministero per gli affari religiosi af- so di ricorrere all’extrema ratio platonica di abolire
fidato a Hanns Kerrl, per il quale il nazismo era la proprietà personale. E poi è il caso di puntua-
un’espressione di Cristianesimo razionale. Chie- lizzare che la “Repubblica” di Platone riserva la
sa e nazisti non andarono a lungo d’accordo ri- comunanza dei beni non a tutti e con
guardo ai termini di rispetto concordatari, e il Va- un’impostazione differente rispetto alle distorte
ticano, leso nei suoi interessi, ruppe apertamente evocazione di Thomas More. L’isola di Utopia, di
le intenzioni di un buon rapporto con i nazisti nel cui Moro fa descrizione sotto ogni riguardo al se-
’37. Alla luce di questo breve inciso critico, il qua- condo libro della sua opera, possiede una forma
le può invece fornire uno spunto analitico signifi- organizzativa gerarchica feudale imperniata su
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una gerontocrazia di tipo patriarcale e sul primato ideologie da proporre al popolo da parte di catto-
dell’attività agricola. Le abitazioni degli Utopiensi lici e protestanti: i primi esaltano anche forme
hanno porte esterne senza chiusure interne, al masochistiche, i secondi cercano Dio e la sua
termine di ogni decennio mediante sorteggio cia- elezione dell’uomo nella ricchezza.
scun nucleo familiare viene assegnato a diverso L’antiedonismo del filosofo inglese è espresso
alloggio. Gli incarichi amministrativi sono elettivi, chiaramente (e rientra nel canonico cliché propa-
ma l’autore non chiarisce molto bene la modalità gandistico cattolico a cominciare dalla sessuofo-
del suffragio (che rimane avvolta nel dubbio: con bia): «Eius reipublicae institutio hunc unum sco-
quale prassi si sceglie chi ha diritto di esprimere pum in primis respicit, ut, quoad per publicas ne-
le preferenze?): al vertice dello Stato sta un capo cessitates licet, quam plurimum temporis ab ser-
a vita, una specie di Fuhrer. È prevista la pena di vitio corporis ad animi libertatem cultumque civi-
morte per i complotti politici. L’impianto politico bus universis asseratur». Accanto al controllo
illustrato dal santo inglese è fondato sulla “fami- demografico rigido Moro sostiene un’idea molto
glia” di stampo agostiniano. I precedenti richiami antifemminista: nella sua mentalità le donne sono
a Platone si mostrano ulteriormente contraddittori fabbriche seriali di neonati, parla infatti di nuclei
poiché il filosofo ateniese sopprimeva familiari che debbano avere un minimo di dieci
quell’istituto nelle prime due categorie sociali allo figli in età adulta escludendo a priori il numero dei
scopo di combattere il familismo. Thomas More bambini. Se si tiene conto del periodo di fertilità
nel fondare la sua visione sociale sul concetto di femminile lui sta ammettendo che le donne dalla
famiglia mostra di nuovo la sua radice cattolico- loro maturità sessuale alla menopausa potevano
aristotelica. Tutti i cittadini, per così dire, liberi e dovevano trascorrere un notevolissimo spazio
sono obbligati a uniformare il proprio abbiglia- di quell’arco temporale rimanendo incinte, e ciò in
mento secondo quattro differenziazione: uomini, ossequio ai principi sulla sessualità matrimoniale
donne, sposati e non. Il che sa di uniformi setto- della Chiesa giunti sino al ’900. Nel suo cristiane-
riali di moderni regimi totalitari. I livelli amministra- simo razionale il creatore di “Utopia” ricalca la
tivi di Utopia ricordano molto quelli ecclesiastici: il misoginia neotestamentaria paolina e quella vete-
protofilarca sta per il vescovo, il filarca per il sa- rotestamentaria accompagnata dai suoi precetti
cerdote di parrocchia, in cima a tutti una sorta di (nel seguente brano peraltro si sente un’eco ago-
Papa/ Fuhrer. L’espediente “lavorare meno, lavo- stiniana): «Antiquissimus (ut dixi) praeest familia-
rare tutti (giornata lavorativa di sei ore)” fa parte e. Ministri sunt uxores maritis et liberi parentibus
della strategia anticapitalistica di More, non di atque in summa minores natu maioribus». Seb-
una concezione evangelica della vita: infatti lo bene More celebri la – a suo modo di vedere –
scrittore non si fa nessuno scrupolo a parlare di libertà degli Utopiani, al fine di spostarsi da una
pena di morte, da lui respinta per il furto, in rela- città all’altra ci vuole il consenso dell’autorità, e
zione ad altre possibili ipotesi di reato. Per Tom- chi infrange il divieto compie reato. Per andare in
maso Moro le donne della sua epoca, che tradi- giro nel territorio cittadino occorre il benestare
zionalmente si occupano della casa e degli affari dell’anziano di famiglia perfezionato
interni di famiglia, sono nullafacenti perditempo dall’approvazione della moglie di questo (geron-
da impiegare oltre nella produzione generale. La tocrazia maschilistica). Comunque il tempo di tutti
sua convinta, ingenua e semplicistica fede gli fa viene indirizzato ad attività ritenute lecite, e nes-
prendere di mira tra i parassiti anche elementi del suno può disporne in realtà in maniera pienamen-
clero. Ciò dimostra che il suo Cristianesimo è ra- te libera: tutto quanto è divertimento e svago
dicale, come peraltro si può notare, e che egli nell’accezione comune e odierna dei termini vie-
tema l’affermarsi di una nuova organizzazione ne soppresso poiché giudicato nocivo rispetto a
sociale a vocazione edonistica. Si veda alla lunga una sana condotta. Nella tutela esterna di simile
lo svilupparsi del Protestantesimo e delle società apparato sociopolitico l’autore del libro non si fa
dove è attecchito. Se il senso di malessere ab- ancora una volta scrupoli a prediligere machiavel-
bandonerà all’uomo, costui metterà da parte la liche metodologie quali la corruzione o l’uso di
Chiesa cattolica che propone il culto del sacrificio milizie mercenarie preferendo il rischio di morte a
e della sofferenza. Pertanto quel clero che agli carico di stranieri. Nel secondo libro dell’opera lo
occhi del popolo non suscitasse tale ispirazione è scrittore inglese ribadisce il suo attacco a ciò che
malvisto da More. Quello rappresenta un clero ruota attorno a un meccanismo economico capi-
già protestante, privilegiato dal benessere (al pari talistico: altro exemplum ne è la denigrazione dei
dei capitalisti) grazie a imperscrutabile scelta di- preziosi. Un piccolo dettaglio, però altamente ri-
vina, scelta di cui si vedrebbero gli effetti esteriori. velatore, emerge nella critica di More rivolta
Emerge la dicotomia di fondo che distingue le all’ambizione di dare un seguito alla logica aristo-
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telica. Accompagnato in ciò da Erasmo da Rot- occhi “problemi”, tant’è che ne tace in maniera
terdam, suo amico, rivela quale fosse la posizio- assoluta. Quella realtà negativa era al suo sguar-
ne del Cattolicesimo conservatore pietrificatosi in do “normale”, “naturale” mezzo di correzione.
ogni branca del sapere su Aristotele. Il maestro di Tommaso Moro teorizza una repubblica razionale
Alessandro Magno, nella riproposizione medieva- (a suo modo) cattolica destinata ad arginare
le, impantanò tutto grazie ai suoi interessati culto- l’allora imminente frattura protestante. Non di-
ri. Tommaso Moro non parla di progresso della sapprova la persecuzione giacché la ritiene “giu-
medicina perché nella visione giudaicocristiana sta”, secondo Natura, conforme alla teologia
un malessere, una patologia, un’epidemia sono dogmatica della Chiesa, il tutto inquadrato in una
punizioni o correttivi mandati da Dio, il quale non nevrotica concezione di Cristianesimo razionale
si deve cercare di contrastare con mezzi umani a (il quale subordina la ricerca scientifica a un di-
causa del fatto che viceversa si andrebbe contro storto e oscuro sentimento di fede). Il fatto che il
la volontà divina. Medici e medicina nei secoli filosofo inglese si sia spinto sino al personale
sono stati malvisti e ostacolati dalla Chiesa rima- martirio accettando, e quasi cercando la sua con-
sta ancorata all’imprecisa biologia antica. Ancora danna a morte per questioni di principio che o-
nell’Ottocento il cattolico Manzoni presenterà biettivamente non meritavano quell’altissimo ri-
un’epidemia di peste nel suo celeberrimo roman- schio dimostra quale fosse il suo reale stato men-
zo quale strumento di giustizia. In materia di reli- tale, il quale ha ossequiato con l’autodistruzione
gione gli Utopiensi riecheggia il Cattolicesimo: la sua folle erasmiana devozione. La fine di
credono nell’immortalità dell’anima e nei Novis- Tommaso Moro è figlia dell’“Elogio della pazzia”
simi, Dio giudica. La Ragione da sola anche per del suo amico che aveva redatto a sua volta in
loro non basterebbe a soddisfare le esigenze di precedenza un’opera propagandistica cattolica
conoscenza e di compensazione spirituale per gli richiamante pure al sacrificio estremo sulla base
uomini: il loro Cristianesimo razionale viene dato di ragionamenti apologetici poco condivisibili. Mo-
come scontato sotto il profilo intellettuale. Quanto ro parla del piacere del benefattore verso gli altri,
esposto da Moro non è nient’altro che tomismo. nella questione della gratificazione personale ci
L’etica utopiana che rifiuta il piacere in quanto mette di mezzo pure Dio: ma Thomas More cosa
tale per prediligere il rigore (cattolico) nella logica ha fatto o detto contro le ingiustizie della sua e-
di un premio ultraterreno svela chiaramente la poca, le torture e le uccisioni di chi la Chiesa
sua matrice culturale nevrotica. Il culto del maso- considerava nemici a servizio del Diavolo, a co-
chismo e dello spirito di sacrificio ha motivazioni minciare dalle streghe? Niente, dunque possiamo
patologiche e opportunistiche in chi lo subisce: concludere che il piacere elogiato dallo scrittore
propizierebbe chissà che di meritorio allo sguardo inglese sia non solo un soddisfacimento nevrotico
di Dio, in luogo invece di valutare ragionevolmen- dottrinario cattolico (anche a livello pragmatico),
te e provvedere ad hoc nelle varie situazioni. Da- ma altresì sia un piacere sadico nel sapere or-
vanti a chi li inculca si presenta una platea condi- rendamente represse coloro che non sono alline-
zionata da usare come mezzo di controllo e di ati con la linea di intolleranza intellettuale e reli-
potere sulla società. Il Dio che risana l’ingiustizia giosa, la misoginia e la teocrazia ecclesiastica
nell’aldilà tiene quieta una base popolare che al- romana. Il fatto che una persona simile sia stata
trimenti motivata potrebbe sovvertire un ordine canonizzata negli anni ’30 indica un background
curato ad arte. Pensiamo alla Rivoluzione france- ideologico religioso preoccupante. Se poi pen-
se e al modo in cui ha troncato l’egemonia cultu- siamo che Dio gli abbia concesso di intercedere
rale cristiana in Europa. Il vivere secondo Natura per due miracoli almeno, necessari
in ossequio a Dio di cui tratta san Tommaso Moro all’inserimento nel novero dei santi sulla base del-
costituisce una nevrosi: infatti non è normale co- le esigenze procedurali di canonizzazione, re-
me fa lui disprezzare il piacere a vantaggio di stiamo ancor di più perplessi sul dubbio che un
qualcosa che comunemente sarebbe giudicato tale Dio sia più quello veterotestamentario che
indesiderabile. Egli si rivela inconsapevolmente non quello più genuinamente evangelico. Il Catto-
ipocrita. Predica bontà e legittima la pena di mor- licesimo ha ostacolato nei secoli il progresso
te, non condanna la persecuzione di streghe ed scientifico poiché vi vedeva un fattore di emanci-
eretici dei suoi tempi. Evidentemente possiede pazione umana dalla condizione di bisogno, una
un’idea distorta, patologica, di cosa sia realmente condizione su cui ha costruito un generale maso-
buono. Torturare e uccidere esseri umani a causa chistico castello catechetico: il piacere in sé allon-
di fantasie nevrotiche che animavano varie azioni tanerebbe da Dio a beneficio del Diavolo e della
dell’Inquisizione ispirate dalla Chiesa di Roma (di sua porta nel mondo rappresentata dalla donna.
cui lui fa un’apologia) non rappresentano ai suoi San Tommaso Moro vanifica ulteriormente questi
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tratti formalmente espressivi di bontà (?) quando re la comprensione ai posteri di una simile idea
definisce il lavoro del macellaio un compito da misogina, appunto perché poi non si comprende
schiavi (per via dell’attività venatoria, da lui de- al di fuori di pareri antifemministi il motivo per cui
precata, che affiderebbe a loro). Emerge qui la donne incinte dovrebbero assaggiare quelle so-
visione classista aristotelico-feudale del mondo stanze (il che costituisce esempio e sintomo di
cattolico medievale. Erasmo da Rotterdam e indelicatezza verso il gentil sesso) e perché quel-
Thomas More non sembrano umanisti liberi e le (o altre proprie) dovrebbero diventare così dolci
progressisti, appaiono neomedievali difensori di proprio durante la gestazione. Tali idee, legate a
un assetto sociale che la Riforma protestante una biologia non fatta progredire e ostacolata,
colpirà duramente in modo irrimediabile. In “Uto- mostrano che cosa fosse realmente la società
pia” si raggiunge un culmine della contraddizione europea cattolica di quei tempi nei secoli bui del
nel momento in cui l’autore piange la sofferenza Medioevo. Poi accade che retaggi negativi del
delle bestie cacciate per passatempo: e la soffe- passato giungano sino a oggi. In “Cent’anni di
renza di quelli torturati e ammazzati per conto solitudine” di Gabriel Garcia Marquez ad esempio
dell’Inquisizione perché non la rammenta? Ov- una delle donne protagoniste mangiava terra18:
viamente per lui, che critica chi vuol proseguire e l’America Latina è imbevuta del maschilismo di
ampliare la logica aristotelica dandogli del perdi- matrice educativa cattolica, il quale riduce le don-
tempo, un’opera invece quale il “Malleus malfica- ne ad aberrazione di natura (si veda quanto so-
rum” dei domenicani Kramer e Sprenger è nor- stenuto da san Tommaso d’Aquino nella “Summa
male e non merita alcuna contestazione. Parlare theologica”, più vicino a Moro con il suo misogino
di tortura come mezzo volto a ottenere confes- aristotelismo di quanto lo sia rispetto a noi). Il filo-
sioni di eretici e streghe agli occhi di More appari- sofo inglese boccia l’edonismo, respinge lo spirito
rebbe normalissimo. Al pari delle pubbliche ese- di sacrificio che non sia stato rivolto in conformità
cuzioni, dei roghi. Davanti a simili ingiustizie lui alla sua ottica teologica. Egli continua a lodare il
difende gli animali da caccia: giacché riconosce- sistema sociale degli Utopiani, il quale nel loro
rebbe alla Chiesa il diritto di promuovere quelle Cristianesimo razionale naturalmente ritengono
aberranti condotte. E nessuno lo può difendere possibile che solo qualcosa di rivelato dalla su-
asserendo che è stato muto per paura dato che si prema unica divinità possa lecitamente ampliare
è fatto ammazzare proprio allo scopo di non la loro conoscenza di cosa sia bene per il singolo
mancare di riguardo e di obbedienza a e per la comunità. Una sola volta in tutta “Utopia”
quell’istituzione romana. Per fare un paragone e l’autore ricorda il nome di Aristotele, perno con-
rendere l’idea di quella che giudico la non edifi- cettuale su cui è costruita la teologia cattolica co-
cante condotta di Moro: è come avere la Shoah dificata ampiamente da san Tommaso d’Aquino
davanti agli occhi e far finta di niente. Che uno ammiratore dello Stagirita. Altra cosa normalmen-
proclamato santo ritenga la vita di un animale te significativa, molto sconcertante (come già in
meritevole di pubblica difesa, e sottaccia là dove precedenza spiegato) è che Moro nel fare nomi di
ci si aspetterebbe disapprovazione fa riflettere riferimento scientifico medico nel XV secolo vada
sulla Chiesa cattolica ancora nel ’900 e sul suo a menzionare Ippocrate e Galeno: ciò la dice lun-
Dio che gli avrebbe per giunta concesso appro- ga di come, perché, l’Europa medievale sia, non
vazione di miracolosa intercessione. Ma basta a torto sia stata connessa all’oscurantismo. La
leggere un altro cattolico inglese, stavolta con un conoscenza medica continuò a faticare moltissi-
piede nel ’900, quale monsignor Benson, se da mo pure nel periodo umanistico-rinascimentale, e
parte di chi nutre, secondo me, ponderati punti di vedendo le totali arretratezza e chiusura di san
vista si vuol rimanere parecchio disorientati in Tommaso Moro siamo in grado di renderci con-
relazione a difesa di posizioni dottrinarie cattoli- sapevoli di come gli intellettuali cattolici abbiano
che17. San Tommaso Moro riporta peraltro assur- rallentato il progresso. Fosse stato per loro sare-
dità che non stanno né in cielo né in terra: catra- mo ancora alla biologia di Aristotele, Ippocrate e
me e pece per le donne incinte sarebbero per Galeno. La terra sarebbe al centro del nostro si-
loro gustose di più del miele in quanto la gravi- stema solare, con il sole che le girerebbe attorno.
danza ne menomerebbe la facoltà. Innanzitutto Il povero Galileo Galilei non fu così insensato di
lui che è stato un “santo” avrebbe potuto agevola- farsi torturare e uccidere dai cattolici a causa di
qualcosa che oggi è ovvio, però che ha sofferto

17
Per chiarimenti consiglio un mio saggio:
18
“L’apologia dell’irragionevole di Robert Hugh Ho discusso di questo romanzo dentro la mia
Benson (2017)”. opera “Percorsi di analisi umanistiche” (2018).
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per diventarlo. Thomas More invece a causa di presa dagli Europei: lo scrittore inglese oggigior-
questioni religiose, le quali l’analisi storica ha or- no appare privo di una fantasia sul progresso che
mai svelato essere aria fritta, si è fatto ammazza- la sua nevrosi gli ha bloccato, sembra insignifi-
re, quando poteva salvarsi al pari di Galilei. cante decantare simile stadio di avanzamento
L’educazione cattolica di quello lo aveva condi- tecnologico. A Utopia non ci sono aerei, non ci
zionato sino a tale patologica letale suicida osti- sono telefoni, non ci sono computer, non ci sono
nazione. Quel che fece nel farsi condannare a automobili. Nell’“Orlando furioso” (uscito lo stesso
morte manifesta masochismo estremo: essere anno di “Utopia”) si va sulla Luna, ma Tommaso
ucciso credendo di meritare e ottenere un premio Moro, memore della vicenda della torre di Babele,
nell’aldilà, di raggiungere chissà quale gioiosa non potrebbe, ad esempio, andarci poiché Dio
condizione, rappresenta un gesto che non compì non vorrebbe. Quanto Dio rende lecito viene
neanche Galileo Galilei che era uno scienziato spiegato ai suoi occhi nella Bibbia e ripetuto
vero il quale dovette scontrarsi con i filoaristoteli- dall’insegnamento della Chiesa: è lecito persegui-
ci. Soltanto una mentalità nevrotica poteva proiet- tare e ammazzare i nemici (soprattutto religiosi e
tarsi in qualcosa di palesemente insano e autodi- le streghe, infatti egli non batte ciglio al riguardo).
struttivo: nessuno normalmente si fa ammazzare In materia di schiavitù More è parimenti scanda-
allo scopo di confermare una decisione politica di loso nel legittimarla e nell’adeguarsi oltre che ad
un Papa sopra un negato divorzio a meno che Aristotele pure alla linea di pensiero veterotesta-
non abbia una patologica vocazione da martire mentario, naturalmente rielaborati a beneficio del-
nevrotico. Tommaso Moro va esaminato sotto lo la sua immaginaria costruzione politica: basta
sguardo clinico, al pari di altri personaggi della leggere i testi per vedere il sostanziale comune
Chiesa e di altri santi. Nessuno può negare che le fondo concettuale. Egli prevede un particolare
sante anoressiche che erano donne bisognose di accanimento punitivo a carico degli schiavi di ori-
assistenza medica moderna, e che simili altri at- gine utopiense mentre si dimostra più clemente
teggiamenti masochistici avessero un’origine nel- con quelli di provenienza esterna. Questo pensie-
la deviazione dal consuetudinario equilibrio psi- ro rivela, accanto ad assenza di umanità nel trat-
chico mentale. Se la psicanalisi fosse nata prima tamento di condannati, un’involontaria e indiretta
gli atteggiamenti di varia intolleranza del Cristia- approvazione delle persecuzioni cattoliche nel
nesimo avrebbero potuto trovare un argine di momento in cui ammette lecito i maltrattamenti su
studio clinico. Se fede e nevrosi coincidono si particolari soggetti i quali hanno violato le regole
torna nel Medioevo, si perseguitano e si torturano del suo illiberale e totalitario sistema socioreligio-
streghe ed eretici sino al Rinascimento in modi so. È come se stesse dicendo apertamente di
che non hanno niente di più lieve rispetto alle essere d’accordo a reprimere i dissidenti e i rite-
persecuzioni naziste. Allorché Tommaso Moro nuti tali all’interno del Cattolicesimo facendo al-
esalta la medicina quale strumento di conoscen- tresì ricorso all’uso della forza nei confronti di ere-
za concesso da Dio all’uomo lo sta facendo in tici e streghe, i quali nient’altro erano che imma-
quella versione cristallizzata cattolico-aristotelica: ginari nemici prodotti di nevrosi ossessiva miso-
è quella la sua biologia, quella che spiega con gina maschilista sadica sia sugli uomini che sulle
ragionamenti pseudoscientifici l’inferiorità della donne (molto più bersagliate dei primi). Quando il
donna rispetto all’uomo. Non sta parlando con pensatore inglese si pone fautore dell’eutanasia
uno spirito indagatore moderno, e tutto il suo im- forzata riguardo ai malati incurabili notiamo un
pianto concettuale narrativo in “Utopia” lo testi- nuovo gravissimo aspetto della sua creazione
monia. La sua scienza si ferma ad Aristotele, Ip- ideologica. Già spiegato che essa è
pocrate e Galeno. San Tommaso d’Aquino riba- un’elaborazione di Cristianesimo razionale me-
disce che la donna è inferiore nei confronti del dievale, possiamo adesso osservare una molto
maschio, sulla base di quella scienza antica e sconcertante tangenza col nazismo tedesco no-
sulla base della Bibbia. Moro non va oltre il tomi- vecentesco. Se rispetto a una etichetta astratta
smo medievale, ne ripropone anzi un modello politica il suo Stato può essere definito nazional-
sociopolitico animato da un Cristianesimo razio- socialista, a proposito di una materia di tangenza
nale, il quale in fine dei conti è già contenuto nella storica (evocata più indietro nell’analisi) davanti a
filosofia tomistica del suo omonimo predecesso- noi si trova un’idea comune della prassi nazista:
re, a cui fu un’eco in logica di contenimento del l’eliminazione calcolata di disabili per vari motivi.
venturo protestantesimo, un’eco di esaltazione di Tommaso Moro non afferma la libertà di autode-
una specifica ideologia socioreligiosa. Questi U- terminazione del malato incurabile, parla chiara-
topiensi di Moro sono così scientificamente pro- mente di induzione all’eutanasia. Il che è prati-
grediti che l’unica cosa degna di nota è la stampa camente contiguo al pensiero nazista: liberare la
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società da peso inutile. Si resta senza parole lo, mettendo all’angolo le cose sgradevoli, costi-
quando uno, il quale sarà proclamato santo, pro- tuisce operazione storiografica indebita. La chiara
pone, tra l’altro, l’eutanasia per inedia. Fare di- conoscenza storica e la corretta ermeneutica di
giuni era usanza devozionale nel Cristianesimo, un testo sono azione da condursi senza occhiali
portarla all’estremo era giudicato motivo di merito fideistici, i quali falsificano la realtà a vantaggio di
davanti a Dio: portarla all’estremo al fine di attua- eventuali posizioni religiose preordinate. La realtà
re l’eutanasia ideata dal pensatore inglese sareb- dei fatti dice che nel 1935 è stato canonizzato
be secondo lui lecito, gesto encomiabile. Nella uno che sosteneva una forma di eutanasia nazi-
persuasione in generale del soggetto da soppri- sta. In ossequio alla tradizione giudaicocristiana,
mere lui ammette l’azione di sacerdoti utopiani, i nonché cattolica, Moro disapprova il rapporto
quali a suo dire rappresenterebbero l’autorità di- sessuale prematrimoniale, oggetto di rigida san-
vina, il Dio unico razionale tomista. Purché chi sia zione: si tratta ai suoi occhi di un crimine in grado
da eliminare venga soppresso Moro dà spazio di impedire perpetuamente il diritto a contrarre
all’eutanasia con anestesia. Volendo salvare le matrimonio in futuro. Solo la grazia concessa dal
apparenze aggiunge che nessuno viene “obbliga- capo supremo può rimediare a tale impedimento,
to” all’eutanasia nel tentativo di “mitigare” l’idea che nella punizione coinvolge anche i genitori dei
che però prospetta a monte di “azione di persua- correi visti come pessimi educatori. Qui emerge
sione” sul malato incurabile, e quindi costituente la sessuofobia del filosofo e della sua Chiesa: il
un’operazione di condizionamento psicologico la tradimento matrimoniale in Utopia viene punito
quale non consente molta effettiva libertà a chi si con la riduzione in schiavitù. Comunque, si con-
trova una pressione addosso indirizzata cede in quella distopica isola uno spiraglio a un
all’ottenimento dell’eutanasia. More oltre che es- lecito divorzio, nonostante il matrimonio sia con-
sere contorto e contraddittorio non ammette di siderato indissolubile (il tutto al pari della Chiesa
fatto libertà: se il malato viceversa si suicidasse col suo particolare tribunale che dispensa scio-
prima dell’autorizzazione avrebbe commesso un glimenti nei casi ritenuti accettabili). Possibile la
reato e il suo cadavere andrebbe buttato via da grazia del capo supremo a vantaggio dei fedifra-
qualche parte malsana all’aperto. Una cosa del ghi in circostanze particolari, ma anche la pena
genere costituisce oggi un crimine gravissimo, e capitale a scapito dei recidivi. La reazionaria idea
si chiama “vilipendio di cadavere”. Ma dov’è la di giustizia di Moro compare con chiarezza. Egli
santità di Tommaso Moro? Sembra un teorico rifiuta il criterio di un codice penale disciplinante
precursore del nazismo in Germania. Durante la l’intera gamma dei crimini in genere. La sua vi-
Controriforma un brano del primo libro di “Utopia” sione patriarcale lascia il potere sanzionatorio
fu censurato giacché ritenuto controproducente residuo rispetto a quanto regolato dallo Stato nel-
per la Chiesa: si tratta di quello dello scontro in le mani delle figure di marito e padre, mogli e figli
cui viene coinvolto un frate, un brano ai nostri occupano il livello destinato all’imputazione. Tutto
moderni progrediti occhi del tutto irrilevante. La ruota attorno al “maschio adulto”. Come ormai
cosa rilevante è notare come nello slancio censo- visto, ampio spazio viene dato alla misura san-
rio tutto il resto venga approvato a beneficio della zionatori a della schiavitù, somministrata gene-
divulgazione. Da ciò deduciamo che tutto ralmente a soggetti le cui colpo sono valutate no-
l’inquietante impianto ideologico di More viene tevoli. Lo scrittore inglese in “Utopia” ha tratteg-
considerato ortodosso da parte dei controllori cat- giato un articolato apologo della servitù coattiva:
tolici. Non hanno censurato la schiavitù, oggigiorno essa rappresenta un gravissimo reato,
l’eutanasia, la misoginia, l’intolleranza... Il san e nell’amministrazione della giustizia degli Stati
Tommaso Moro canonizzato nel 1935 possiede civili e progrediti si mantiene il rispetto della digni-
non poche tangenze ideologiche con i nazisti te- tà umana del condannato escludendo situazioni
deschi. Nel proclamare santo questo cattolico che ledano principi di validità universale: nuocere
inglese non si possono oggi scorporare le sue alla salute mentale e fisica con intenzionale pro-
idee giudicate “pericolosi”. L’“eroico esercizio del- posito repressivo non giova a niente, danneggia
le virtù cristiane” di More risiede nella sua integri- la prospettiva di recupero comportamentale del
tà, dagli scritti al fatto che si fece ammazzare. La condannato. I metodi persecutori usati nella cac-
Controriforma confermò sostanzialmente simile cia alle streghe, nella ricerca di eretici, le torture
ottica e la canonizzazione del ’35 ribadisce for- connesse e le loro esecuzione rientrano nei cri-
malmente tutto, a prescindere dai miracoli richie- mini contro l’umanità. In relazione a questa quali-
ste dalla procedura canonica. Che ai nostri tempi tà di reati san Tommaso Moro non oppone critica,
si voglia elogiare il pensatore inglese astraendolo anzi si dimostra, per giunta poco tacitamente,
dal suo organico contesto cercando di idealizzar- consenziente. Egli riassume la forma mentis do-
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minante cattolica dell’epoca in cui visse e che te biblico-cristiana di “gruppo sociale eletto” (Giu-
costui ha “indossato”. Inoltre si rende precursore dei nell’Antico Testamento, la Chiesa in base alla
ideologico di altri negativi futuri scenari storici. teologia cattolica col Nuovo, la Germania mante-
Negli schiavi utopiani il pensatore inglese indivi- nutasi pura nei secoli per i sostenitori di tale idea
dua una categoria di persone da mortificare allo nazionalistica con la sua “razza ariana” contrap-
sguardo di tutti con scopo di deterrenza (pertanto posta a “razze inferiori”). Il Cristianesimo raziona-
esclude la pena capitale diretta) e da sfruttare a le di Thomas More in “Utopia” è il Cristianesimo
scopi pratici per utilità. Simili formulazioni ideolo- razionale di Hans Kerrl nella Germania nazista
giche nell’opera letteraria di un “santo” nel XXI sono imparentati. E da quanto si può valutare
secolo creano non pochi disorientamenti, spe- sembra che nel 1935 la lontananza temporale sia
cialmente se rammentiamo il fatto che è stato ca- stata soppressa. La Spagna franchista, d’altro
nonizzato nel 1935. Nelle parole di lui possiamo canto, è stata una sui generis Utopia (alla manie-
scorgere l’emarginazione degli Ebrei tedeschi ra cattolica di Moro). Un’altra gravissima lacuna
durante il nazismo, una storia di emarginazione e sotto il profilo del diritto in Utopia proviene
persecuzione la quale è iniziata a opera dei Cat- dall’equiparazione delle intenzioni di delinquere al
tolici parecchi secoli prima di Moro, e di cui egli reato compiuto. Thomas More, poi, andando a-
non fa condanna. Il Cristianesimo razionale di vanti nella sua esposizione, va a riprendere un
Utopia ingloba, in modo apparentemente invisibi- classico della misoginia il “De cultu feminarum” di
le, però sostanziale e percepibile, l’antisemitismo. Tertulliano (senza farne esplicita menzione per
Il primo libro dell’opera contiene, cosa già accen- disapprovare con fermezza l’uso femminile di co-
nata, un’espressione antisemita, non una manife- smetici). Il “Malleus maleficarum” informa che die-
stazione di simpatia. Thomas More paragona agli tro la bellezza muliebre si può celare il Diavolo,
animali selvaggi chi si rivolta a tale suo metro di perciò in generale in quei secoli bui del Medioe-
schiavizzazione, e naturalmente va per lui messo vo, e oltre, le donne che avessero usato cosmeti-
a morte. Dice apertamente che agli schiavi viene ci erano sospettabili di qualcosa di losco. La mi-
riservata la sofferenza allo scopo di emendarsi soginia personale di Moro, frutto della sua forma-
dalla loro colpa: solo in tal modo possono ambire zione cattolica, appare evidente: «Ut enim for-
alla lunga a un alleggerimento del trattamento o mam naturalem non tueri segnis atque inertis du-
anche alla grazia. Siamo agli antipodi di un diritto cunt, sic adiumentum ab fucis quaerere infamis
sano ed equilibrato: idee simili saranno ribaltate apud illos insolentia est. Usu enim ipso sentiunt,
soltanto durante l’Illuminismo. Canonizzare More quam non ullum formae decus uxores aeque ac
nel ’900, sottintendendo che i suoi scritti riflettano morum probitas et reverentia commendet maritis.
intenzioni divine (non trascuriamo il “visto” datogli Nam ut forma nonnulli sola capiuntur, ita nemo
dalla Controriforma), appare alquanto equivoco. Il nisi virtute atque obsequio retinetur». Se egli non
’900 è stato il secolo dei totalitarismi: al di là del pensasse che le donne non siano tentatrici porte
caso pertinente del nazismo è da ricordarsi altresì del Demonio, esseri umani di serie B (come inse-
il conservatore regime franchista in Spagna. La gnano sant’Agostino d’Ippona e San Tommaso
Guerra civile spagnola scoppiò nel 1936: i Catto- d’Aquino), bisognose di maschili controllo e gui-
lici furono dalla parte dei franchisti che abbattero- da, non direbbe simili cose. Nel momento in cui
no militarmente un governo democratico repub- Moro parla di Europa pare di ascoltare un fran-
blicano a beneficio di una dittatura anticomunista. chista (monarchia – Chiesa – Cristo): « Etenim in
Il socialismo di Moro rappresenta solo un cinque- Europa idque his potissimum partibus, quas Chri-
centesco espediente anticapitalistico antiprote- sti fides et religio possidet, sancta est et inviolabi-
stante legato al suo tempo. Non si può fare un lis ubique maiestas foederum, partim ipsa iustitia
paragone col marxismo, il termine di paragone et bonitate principum, partim summorum reveren-
più corretto (il perché è stato sufficientemente tia metuque pontificum, qui ut nihil in se recipiunt
chiarito) è il nazionalsocialismo tedesco. Simone ipsi, quod non religiosissime praestant. Ita cete-
Weil ha spiegato che la Chiesa medievale costi- ros omnes principes iubent, ut pollicitis omnibus
tuisce la madre del totalitarismo moderno, quindi modis immorentur, tergiversantes vero pastorali
niente di scorretto nel mio esame: Tommaso Mo- censura et severitate compellunt». Predica una
ro e il nazismo hanno lo stesso capostipite ideo- solidarietà umana dove però non ci sia deroga
logico. Il secondo riprese una serie di idee laiciz- all’unisono cattolico: vorrebbe tutti compatti ben
zate e filtrate dal Luteranesimo (antisemitismo, allineati in questa ideologia religiosa. L’amicizia di
volontarismo) e provenute da alcuni filosofi i quali cui lui ragiona è la ciceroniana solidarietà di spe-
fecero apologia delle genti germaniche (Fichte, cie al di fuori della quale nulla è lecito: «At illi con-
Hegel, Nietzsche) riprendendo un’idea tipicamen- tra censent neminem pro inimico habendum, a
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quo nihil iniuriae profectum est; naturae consor- tacitamente o apertamente li approva cade nella
tium, foederis vice esse; et satius valentiusque banalità del male se non, peggio ancora,
homines invicem benevolentia quam pactis, ani- nell’apologia di reato. Ricordiamo ad esempio,
mo quam verbis connecti». Chi è organico al si- che l’Inquisizione spagnola ebbe potere di agire
stema e (acriticamente o meno) ossequioso ri- in tutta l’America Latina rendendo quell’area del
mane “amico”, chi no diventa nemico: di fronte pianeta, dove le civiltà precolombiane sono
agli eretici, alle streghe, agli Ebrei i cattolici dei scomparse, un campo di diffusione integrale del
secoli passati hanno smarrito la decantata con- cattolicesimo. Uno dei problemi teologici emersi
cretezza evangelica. Un numero imprecisato di in quelle terre fu se i precolombiani avessero o
uomini e donne è stato barbaramente torturato e meno un’anima, e se fosse dunque lecito stermi-
orrendamente ammazzato il nome di Gesù Cristo, narli in quanto non umani. Non si può leggere san
di Dio, della Chiesa. San Tommaso Moro ha ta- Tommaso Moro portandolo fuori dell’Europa cat-
ciuto di questi crimini contro l’umanità, proponen- tolica quattrocentesca e cinquecentesca, e inter-
do una patologica distopica versione sociopolitica pretare le sue parole con categorie pregiudiziali
reazionaria di quell’apparato illiberale e persecu- obiettivamente fuorvianti. Se non si parte dal
tore. L’isola di Utopia rappresenta quanto costui principio di capire cosa è stato detto e perché, ma
desidererebbe si radicasse nella sua isola di resi- con quello di spiegare, abbellire, e giustificare
denza, l’Inghilterra. Il tema dell’insularità non non avremo compiuto un procedimento scientifico
sembra occasionale, possiede anch’esso le pro- bensì un atto di promozione mirato a far gradire
prie recondite (allo sguardo superficiale) sfumatu- un sepolcro imbiancato. Gli Utopiani di Moro rifiu-
re. Il pensatore inglese vagheggia un’Inghilterra tano in linea di principio i conflitti bellici poiché
distopica cattolica. Quando scrissi il mio saggio non umani, però subito dopo l’autore inglese li
su “Lord of the World” di monsignor Benson ebbi autorizza a praticare la guerra nelle circostanze
a spiegare che consideravo la sua distopia in ef- giudicate “giuste” e li dipinge altresì particolar-
fetti un’utopia, una prospettiva futura positiva. mente vendicativi. La guerra costituisce un male
Nella mia disamina di “Utopia” debbo invece con- assoluto e non esistono spazi a beneficio
cludere con un pensiero di natura opposta: ciò dell’idea di vendicativa rivalsa o di operazioni bel-
che è stato concepito quale ideale in tale libro, liche di sostegno. Qui Moro cestina ancora una
tenendo peraltro a battesimo semantico il termi- volta i principi evangelici come modernamente
ne, non ha nella sua sostanza concettuale espo- intesi. Egli non fa porgere tanto l’altra guancia,
sta, a mio avviso, alcunché di positivo a causa valuta l’uso della forza legittimato dal fine di man-
delle ragioni che ho via via indicato nell’analisi in tenere quanto giudica, dal suo punto di vista, es-
corso. Un argomento cui More non fa assoluta- sere ordine e rispetto necessari. La Cristianità
mente cenno è la questione degli omosessuali, cattolica europea, secondo lui, e secondo l’amico
perseguitati dalla Chiesa al pari di streghe ed ere- Erasmo, dovrebbe essere compatta, pacificata, e
tici: tanto abominevole gli sarà apparso tale catto- allineata a Roma cattolica nel suo interno, pronta
lico gravissimo peccato. Non gli sarà sembrato a sopprimere i nemici esterni pure mediante gli
producente dire che ci fossero Utopiensi gay. Tut- eserciti. Ugualmente legittima, come notato, la
tavia guardando il fondo del suo barile intellettua- repressione dei “nemici interni”. Moro paventa la
le pare indubbio che fra i crimini da condannare guerra civile armata della Cristianità tra futuri
con la schiavitù a Utopia (lui parla di generici in- schieramenti politici: filocattolici e filoprotestanti.
definiti crimini di rilevanza pubblica) ci sia pure La sua contraddittoria riprovazione della violenza
l’omosessualità. Quando dice in generale di far bellica sembra uno specchietto per le allodole, un
soffrire il condannato allo scopo di emendarlo dal- paravento retorico indirizzato a scongiurare la
la sua mancanza rivela più che una, già di per sé, prossima rottura interna del Cristianesimo. Altresì
assurda giustizia una mentalità sadica alla base chiaro, ad esempio, che per lui una crociata, in
di azioni di tortura e di morte e di opere esplicati- quanto guerra santa, sia un’azione bellica for-
ve persecutorie quali il “Malleus maleficarum” (li- malmente indiscutibile poiché promossa dalla
bro scritto da due domenicani). Una persona sa- Chiesa. Egli disapprova le guerre e i loro effetti
na di mente non ammetterebbe a parole la possi- negativi nel momento in cui sono controprodu-
bilità di recare di proposito sofferenza e dolore centi davanti al suo castello ideologico, però
fisici e mentali a un suo simile, né tanto meno quando sono richieste quale mezzo di tutela le
legittimerebbe simili aberranti comportamenti at- ammette possibili. Il filosofo inglese ragiona della
tuandoli. Tali atti costituiscono crimini contro guerra quale possibile via a favore di una puni-
l’umanità, specialmente se perpetrati in maniera zione esemplare deterrente a scapito degli avver-
programmatica nello spazio e nel tempo; e chi sari. Disapprova in generale le classiche guerre
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esterne sanguinose, e quasi quasi sembra intuire quale metodi naturali scontati all’interno del suo
il futuro avvento delle sostitutive “guerre econo- sistema ideologico cattolico. Il ripudio della guerra
miche”. A lui, in ogni caso, interessa salvare il da parte di Moro si rivela di nuovo nitidamente
Cattolicesimo da tutti i suoi nemici, interni ed e- per quel che è nel momento in cui afferma possi-
sterni, e non si fa poi così tanti scrupoli riguardo bile il ricorso a milizie mercenarie: a chi importa
al rischio di apparire retorico, propagandistico e limitare danni alla sua parte, poi, tutti i modi sono
contraddittorio nei confronti della posterità. In ef- leciti per annientare gli avversari. Non risulta diffi-
fetti non sente questi limiti poiché è organico figlio cile immaginare che lo scrittore inglese tema che
della sua epoca e del suo ambiente sociocultura- i tributi per Roma cattolica possano finire a soldati
le dominante. Con i suoi ragionamenti si potrebbe mercenari al fine di usarli come mezzo di eman-
addirittura formalmente legittimare lo sgancio del- cipazione: dunque More prima dice che gli Uto-
le bombe atomiche americane sul Giappone nel piani se ne servono, quindi li disprezza perché
1945. San Tommaso Moro, d’altro lato elogia il pilotati solo dal denaro. Conclusione: le milizie
valore della corruzione come machiavellico espe- mercenarie vanno tenute sotto controllo econo-
diente allo scopo di vincere la guerra. Questo mico come fanno i ricchissimi nazional-socialisti
particolare, oltre a essere non tanto onorevole utopiani. Il pensatore auspica persino che i solda-
poiché fa prediche moralistiche, è rivelatore di un ti mercenari possano ammazzarsi nella guerra
aspetto evidenziato nella prima parte dell’analisi: inter se allo scopo di togliersi dai piedi risolvendo
More ha intuito il peso della brama capitalistica il problema proveniente dalla loro presenza.
della ricchezza che si annida nei ceti imprendito- Quelli che alla fin fine possono definirsi deliranti
riali prossimi a sostenere la Riforma allo scopo di visioni sociopolitiche distopiche di Thomas More
liberarsi dei prelievi periodici tributari a beneficio raggiungono un altro significativo vertice di as-
della Chiesa di Roma. Sta proponendo di sfrutta- surdità allorché egli dice che i militi utopiensi pos-
re il vampirismo dei peggiori imprenditori a van- sono essere accompagnati in battaglia da mogli e
taggio di un particolare tornaconto stimolandoli a figli: sostenere una cosa simile rappresenta pura
tradire e a vendersi. In caso di insuccesso trova pazzia. Ciò costituisce disprezzo della vita umana
utile promuovere la ricerca di terroristi, dietro e promozione del fanatismo nell’ambito dei con-
promessa di ricompensa, presso le masse avver- flitti. Se la “guerra intelligente” non funzionasse,
sarie; terroristi che uccidano o catturino i capi Utopia (lo Stato del Cristianesimo razionale) an-
nemici (da consegnare agli Utopiensi). Restano drebbe difesa con tutte le risorse possibili. Qui
sempre delle perplessità. Come si può canoniz- muore del tutto il pacifismo se si pensa di mettere
zare nel 1935 uno che scrive cose del genere? in campo bellico donne e bambini a difesa di
Come può Dio accogliere richieste di intercessio- un’organizzazione sociopolitica totalitaria e illibe-
ne a beneficio di miracoli da costui? L’intuizione rale. Per Moro la morte rimane preferibile a indie-
di More sulla natura capitalistico-protestante treggiare rispetto a detto obiettivo. E in pratica
dell’avversario lo induce a smascherarsi e a con- costituisce quanto ha fatto lui nella realtà, per di-
traddirsi. Da un canto egli abolirebbe la proprietà fendere l’ideologia politico-religiosa cattolico-
privata con l’obiettivo di togliere la base vitale al romana e il suo apparato. Si è spinto sino
nemico, però dall’altro, se questo cambiasse all’estremo sacrificio rifiutando di aver salva la
campo e tradisse, gli offrirebbe un ricco premio vita in cambio di un compromesso. La coerenza
altresì in beni immobili. Il diritto a una illimitata nel caso di Thomas More rappresenta qualcosa
proprietà privata di beni mobili e immobili emer- che che contiene aspetti patologici, qualcosa mo-
gerà con chiarezza nelle società protestanti. tivato da nevrosi, di cui un intellettuale di quel li-
L’obiettivo del filosofo inglese nella realtà è quello vello si sarebbe potuto liberare. Nonostante la
di salvare la Chiesa di Roma a qualunque costo. formazione cattolica visse nel periodo umanistico-
Perciò manterrebbe la proprietà privata rinascimentale e c’era gente che rivendicava il
all’esterno di Utopia nella veste di strumento poli- rispetto di valori più liberi, meno totalitari, più vici-
tico di controllo: divide et impera (non universalità ni all’equilibrata modernità. Lui ha bocciato questi
omogenea). More elogia la sua machiavellica preferendo seguire un involutivo cammino esi-
“guerra intelligente”, ritenuta efficace e in grado di stenziale personale. Non sembra si possa soste-
causare poche vittime. Lui ha visto il mondo delle nere che sia stato e costituisca tuttora un
moderne guerre economiche e dello spionaggio bell’esempio, né per la pratica in sostanza suicida
insito nel capitalismo, e prende le adeguate misu- (la quale più che testimoniare una fede ha pale-
re le quali saranno del futuro. L’autore di “Utopia” sato un quadro nevrotico) né per le parole (le
non pone limiti al suo machiavellismo proponen- quali ben lette e inquadrate lasciano disorienta-
do tradimento, corruzione e istigazione a nuocere mento e sconcerto). Riguardo all’esplicita tratta-
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zione del tema religioso nell’isola di Utopia il filo- tolica in stile filosofico-tomista e predicatorio-
sofo inglese mostra molto chiaramente il Cristia- paolino congiunta all’iniziale rifiuto della violenza,
nesimo razionale di fondo: religione principale dall’altro lascia la porta aperta all’uso della re-
degli Utopiensi è un monoteismo maschilista pressione di chi, a suo modo di vedere, si dimo-
(chiamano infatti il Dio creatore esclusivo, princi- stra “non tollerante” nel confronto religioso e
pio e destino dell’universo, Pater). Gli Utopiani “sovversivo” in ambito sociale. Notando che egli
però conosciuto il Cattolicesimo hanno avuto una ha vestito ipocriti panni di tolleranza, si conclude
naturale inclinazione ad accoglierlo. A quanto che gli “intolleranti” risulteranno solo essere suoi
detto indotti nella simpatia dalla fenomenologia avversari, interni ed esterni. Lo scrittore inglese fa
del martirio cristiano e dalla figura di Cristo il qua- un preciso esempio di carattere interno cristiano
le proclamò il comunismo dei beni. Simili tangen- in Europa: un infervorato esagerato predicatore,
ze ideologiche avrebbero spinto molti abitanti una specie di Savonarola o di Lutero per rendere
dell’Isola a farsi battezzare se non fosse stato per l’idea, colpito, come dice Moro, più sulla base di
la mancanza di un sacerdote. Nell’ultima parte di motivazioni sociopolitiche che strettamente reli-
“utopia” l’autore si ammanta di sostanziale malce- giose. Thomas More teme il futuro Cristianesimo
lata ipocrisia. Dopo aver fatto in un lungo e in lar- radicale protestante a causa del suo potere so-
go l’apologia del Cattolicesimo (storicamente per- cialmente eversivo: infatti il feudalesimo agricolo
secutore) parla di tolleranza di eventuali differenti medievale cederà il passo alla società capitalisti-
posizioni religiose. Innanzitutto sta dicendo di tol- ca borghese. Circa la gestione interna nel Cattoli-
lerare altrui “religioni”, non sta affermando di tolle- cesimo di devianze è allora ancor più chiaro il
rare le eresie interne del Cattolicesimo o di re- fatto che il filosofo inglese ritenga “legale” l’uso
spingere la misoginia (che egli convalida) alla ba- della repressione nei casi di allontanamento
se della caccia alle streghe. Si deve far bene at- dall’ortodossia, e come l’orwelliano O’Brien sottin-
tenzione semantica alle sue parole. Nel suo tomi- tende che non è utile fare martiri politici. Le intui-
smo egli sta dicendo che è meglio persuadere i zioni di Moro lo portano a ragionare con una
Gentiles con strumenti intellettuali mediatici piut- mentalità strategica più avanzata dove l’aspetto
tosto che far ricorso alla forza. E ciò peraltro nel persuasivo mediatico prende il sopravvento
momento in cui il suo uso avrebbe più nuociuto ai sull’ottenimento di un obiettivo mediante
Cattolici che non ai Protestanti (bene in grado di l’imposizione coattiva diretta. Questo è un discor-
difendersi, come hanno fatto: non c’era nessuna so generale per una gamma di persone analoghe
armata cattolica così potente da fronteggiare lo ai destinatari della tomistica “Summa contra Gen-
schieramento scismatico protestante e riportarlo tiles”. Ma altresì valido nelle faccende interne di
nel grembo della Chiesa romana). La tolleranza natura sociopolitica. Il filosofo inglese ha infatti
retorica di More nasconde una mira propagandi- specificato che esilio o schiavitù non costituisco-
stica antieversiva. Messi all’angolo col fiato sul no la pena per la colpa di lesione teologica ma
collo nel Nord europeo, area di sviluppo della per quella di istigazione alla rivolta: il crimine in-
moderna intraprendenza imprenditoriale, i cattoli- terno di cui tratta non è religioso, dunque non
ci come lui e l’amico Erasmo da Rotterdam im- rientra nel campo dell’indagine inquisitoria teolo-
boccano una tolleranza da usare in previsione gica cattolica. Moro distingue due categorie: i non
futura a tutela di fronte a gravi situazioni divisorie, cristiani ab ovo e i non ortodossi interni. Fra que-
però nel mentre rimangono su posizioni reaziona- sti ultimi fa un ulteriore distinzione: i rei politici e,
rie all’interno del Cattolicesimo integrale. Tolle- per esclusione, quelli strettamente religiosi (stre-
ranza tra Cattolici e Gentiles, ma all’interno del ghe, eretici, omosessuali, Giudei). Se ai primi ri-
Cattolicesimo non si deroga. L’oggetto della tolle- serva la sofferenza sadica della schiavitù nella
ranza di Moro sono i non cristiani ab ovo, non gli sua concezione, niente di strano che accetti tortu-
eretici interni che si allontanano dall’ortodossia. In re e uccisioni per stregoneria, eresia, omoses-
parole povere quando la situazione sta per sfug- sualità, professione di Ebraismo. Non dimenti-
gire dalle loro mani invocano trattamenti rispettosi chiamo che egli parlando della schiavitù ha detto
davanti a un grande rivale capace di tenere testa che essa debba essere una misura punitiva atta a
politicamente e militarmente al predominio catto- recare proprio sofferenza. La sua contorsione
lico romano radicato nelle monarchie e nei ceti di espositiva lascia trapelare il suo fondo fideistico
controllo fedeli al modello medievale europeo. cattolico. Davanti ai crimini religiosi da parte di un
L’idea di tolleranza di Moro si presta subito ad credente nella religione utopiense del Pater nien-
ambiguità e a un doppio gioco. Se da un canto te impedisce il ricorso alla pena di morte. A chi
manifesta una facciata di bontà davanti ai Genti- nega l’immortalità dell’anima gli abitanti di Utopia
les, a cui rivolgere un’azione di persuasione cat- riservano l’emarginazione e l’interdizione dai
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pubblici uffici (il che costituisce una palese di- cattolico osservante da matrimonio agostiniano.
scriminazione). I Novissimi della religione cattoli- Qua torna la misoginia sessuofobica rivelatrice di
ca presso di quelli sono la norma. A Moro baste- una condivisione di fondo del disprezzo della
rebbe che dissidenti non abbiano la possibilità di donna, intravista dalla teologia cattolica sotto una
comunicare con il popolo: molto moderno nella luce negativa sino a non molto tempo addietro
sua ottica strategica, ha compreso che la stampa (da Tertulliano a sant’Agostino, da san Tommaso
e la diffusione delle idee daranno il colpo di gra- d’Aquino al “Malleus maleficarum” proseguendo
zia al Medioevo e che la partita si giocherà sul sino al ’900 dove autori come Monsignor Benson
moderno campo economico capitalistico dove la non ne parlano affatto bene). Moro, come visto
diffusione dell’informazione prenderà il posto ha legittimato la guerra, e ci dice inoltre alla fine
dell’ignoranza diffusa e dell’indottrinamento totali- dell’opera che gli eserciti utopiani sono seguiti da
tario cattolico. Thomas More ragiona quasi in religiosi: questo dà connotazione di “guerra san-
termini di dibattito televisivo costretto da nuove ta”, “guerra benedetta” alle loro azioni militari, il
condizioni. Ciò nella forma, però nella sostanza che è contraddittorio in relazione al pacifismo (di
non ha rigettato un disumano uso della forza e facciata) dello scrittore. I sacerdoti di Utopia sono
della violenza; si è, per così dire, fatto più scaltro eletti a suffragio popolare (ovviamente maschile,
di altri suoi correligionari reazionari. Ma non ha cosa talmente scontata che More non sentirebbe
abbandonato affatto il suo integralismo cattolico esigenza di puntualizzarlo a parole). Loro sono
(testimonianza ne è la sua morte). Gioca sul pia- anche censori sociali, sono magistrati requirenti
no della propaganda con retorica, come chiede- elettivi all’americana. Lo scrittore inglese in simile
rebbe un Goebbels, tuttavia nella sostanza rima- strana, per un cattolico di allora, trovata intuisce
ne nitida la sua meta apologetica di un sistema di qualcosa della futura mentalità organizzativa pro-
potere socioreligioso illiberale. Nella conclusione testante. L’idea del “procuratore americano”, nella
dell’opera Moro torna a elogiare un masochistico società cristiana del ’500 tenderebbe a togliere
spirito di sacrificio personale, tipico di figure del consenso al Protestantesimo borghese capitali-
Cristianesimo. Chi si degrada al livello di uno sta. Egli accetta sacerdotesse solo nel caso pos-
schiavo, chi si mortifica oltremodo, per lui è meri- sibile di vedove o donne anziane (evidenti limiti
tevole di un premio divino ultra terreno. La scien- misogini legati alla sessualità). Thomas More in
za medica moderna vedrebbe simili soggetti men- “Utopia” propone di incipriare tutto il vecchio
talmente disturbati (vedansi le Sante anoressiche mondo feudale cattolico con i metodi di O’Brien in
e tutti i masochisti punitori di sé stessi in nome “1984”: indottrinare la massa attraverso i nuovi
della fede in Cristo e nel Dio biblico). La storia strumenti mediatici (a partire dalla stampa) e non
della psicanalisi ci indica nel Cristianesimo la dare nell’occhio con la repressione. Tant’è che il
presenza di sadici e masochisti, nonché di nevro- primo a non parlare di persecuzione di streghe,
tici vari. Questa gamma di psicopatologia ha pro- eretici, omosessuali e Giudei è lui. In base al ma-
dotto persecuzioni, torture, uccisioni, guerre solo chiavellismo del filosofo inglese tali immaginari
per ragionamenti pericolosi i quali erano solo aria avversari andrebbero ricercati ed emarginati
fritta. E l’ordinamento politico si è variamente nell’ombra. Questa è la modernità di Moro: appa-
conformato a queste degenerazioni sino rire gradevole anche facendo ricorso a capriole
all’Illuminismo. Ci sono voluti secoli per liberarsi intellettuali degne dell’orwelliano oceaniano Stato
delle persecuzioni da parte dei Cristiani in gene- e colpire, torturare ed eliminare i martiri in uno
rale a danno di streghe, eretici, omosessuali, E- spazio segreto. Questo è il san Tommaso Moro
brei. Nonostante tutto forme di misoginia, omofo- che viene fuori dai suoi taciti consensi storici, dal-
bia e antisemitismo permangono tristemente le sue allusioni, dalle sue costruzioni intellettuali:
tutt’oggi. San Tommaso Moro fa, tra l’altro, un personaggio inquietante circondato da indica-
un’apologia dell’istituto della schiavitù quale tive ombre. Ai sacerdoti Utopiani, i quali non go-
strumento giuridico non riconoscendo un univer- dono di immunità, a dimostrazione che sono più
sale rispetto della dignità umana. Nella sua con- funzionari dello Stato che altro (anche
cezione esistono persone di serie A e gente di nell’esercizio del culto), possono toccare deten-
serie B, vale a dire lo stesso ragionamento di na- zione e punizione in caso di devianza
zisti antisemiti e suprematisti bianchi: secondo dall’ortodossia politico-religiosa. I sacerdoti in ag-
tutti questi è lecito privare determinate categorie giunta a essere magistrati requirenti, sono altresì
umane di diritti naturali sulla base di nevrotici educatori (maestri e professori). Il concetto uto-
pseudoscientifici pregiudizi. Da simile scia pre- piense del sacerdozio non è accostabile a quello
giudiziale del filosofo inglese l’apologo dei tipi cat- cattolico, ben altra cosa con l’amministrazione dei
tolici esemplari in Utopia: l’asceta sessuofobo e il sacramenti. Se una donna può adire quello pseu-
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dosacerdozio, in pratica una magistratura statale confessano? Moro non ce lo dice evidentemente
della cristiano-razionale Utopia, dev’essere de- il maschio adulto genitore è il riflesso del loro Dio
sessualizzata e inserita nella cornice gerontocra- Padre e non necessita di emendarsi con altri rite-
tica. In parole povere Moro si sta servendo delle nuti inferiori. Nel tempio i soggetti di sesso ma-
donne contro la donna: perché una donna giova- schile siedono a destra (la parte nobile), quelli di
ne sposata sarebbe disdicevole? Ma perché è la sesso femminile a sinistra. A conferma della di-
porta del Demonio, un essere difettoso che sol- scriminazione misogina rilevata in “Utopia”. Moro
tanto la separazione dal sesso e dalla gioventù torna inoltre a manifestare alla fine ancora una
può rendere tollerabile al fine di fungere da e- volta il suo animalismo: non tollera vittime sacrifi-
sempio per tutte. La, in apparenza, rivoluzionaria cali di culto. Non ha mai fatto cenno nell’opera a
idea del pensatore inglese, si rivela in verità un una condanna dei roghi di streghe ed eretici, si è
espediente antifemminista a beneficio della ma- solo ingarbugliato in una stranissima idea di tolle-
schilistica gerontocrazia. Usare qualche donna ranza religiosa, ambigua relativa. Tra l’altro non
che rispetti i nevrotici canoni misogini può essere difende neanche Ebrei (che offende) e omoses-
utile: lui non sta concedendo ad alcune donne di suali. Centrale nel suo castello nevrotico è il per-
somministrare sacramenti cattolici, ma soltanto di no psicologico del Cattolicesimo: il timore di Dio
fungere da precisi exempla. In niente di concre- («Deberent maxime religiosum erga superos me-
tamente teologico egli ha giocato d’ambiguità con tum maximum ac prope unicum virtutibus incita-
la parola sacerdozio, del tutto avulsa in Utopia mentum concipere»). Gli Utopiani non devono far
dell’accezione cattolica. Da questo gioco seman- a meno di simile meccanismo di interiore deter-
tico ingannevole scaturisce il matrimonio conces- renza: atterrire con favole nere serve a creare
so ai sacerdoti, tuttavia solo ai maschi. Poi di sa- sudditanza mentale. Al di là di persecuzioni con-
cerdotesse, dice peraltro, che ne vengono elette crete il Cristianesimo si è reso responsabile di
quasi mai: il maschilismo si serve di acquisiti aver ingenerato nella psiche individuale un radi-
specchietti per le allodole da additare come mo- cale senso di colpevolezza in relazione a quanto
delli esemplari d’occasione. San Tommaso Moro veniva stabilito come “peccaminoso”. La paura
spaccia la pedagogia utopiana per teologia e della punizione divina a causa di non aver rispet-
chiama impropriamente sacerdoti dei sostanziali tato norme comportamentali ritenute inviolabili e il
funzionari pubblici. Ciò vorrebbe, forse, testimo- rischio di andare all’inferno dopo la morte costi-
niare il suo desiderio di un consolidamento del tuiscono uno stratagemma di condizionamento,
Cattolicesimo nella macchina statale dei popoli una forma di riduzione alla servitù la quale si può
europei nel momento in cui alcuni Stati sono vici- associare a una via di mezzo tra plagio e stalke-
ni a liberarsi dal controllo papale grazie alla Ri- raggio. Si tratta infatti di una persuasiva violenza
forma protestante. Ennesima intuizione di Tom- psicologica. Moro stesso è rimasto vittima nella
maso Moro circa il futuro della a lui prossima so- sua autodistruttiva nevrotica vocazione: «Inoffen-
cietà protestante, su cui pare voler esercitare un sa eius maiestate, flat, multo magis ipsi futurum
richiamo in funzione di coesione cattolica, si nota cordi sit, difficillima morte obita, ad Deum perva-
nel culto e nei templi utopiensi: evocano in qual- dere, quam ab eo diutius, prosperrimi vitae cursu
che modo la Massoneria (diffusasi meglio nei Pa- distineri». Nella chiusa del libro l’autore riconfer-
esi protestanti). L’idea del formalismo teologico ma il suo spirito totalitario anticapitalistico, cioè
monoteista della religione utopiana (con un cattolico antiscismatico. Perseguire il personale
Grande Architetto dell’Universo) offre di queste interesse, raggiungere personalmente una forma
suggestioni interpretative. Moro getta esche con- di benessere economico (ideali dell’ideologia libe-
cettuali nel campo degli avversari allo scopo di ralcapitalista post-protestante) sono esempi offer-
evitare la vicina rottura politico-religiosa europea ti a una pericolosa imitazione attivistica al cospet-
nel seno della Cristianità cattolica. Nessun espe- to di chi predilige cupi metodi di indottrinamento
diente avanzato dal filosofo inglese (dalla sop- deterrente e violenti sistemi di persuasione: il
pressione della proprietà privata alle captationes primato del benessere da raggiungere col pro-
benevolentiae) ebbe seguito concreto; la storia gresso tecnologico e medico, nonché sociale,
europea andò avanti per conto proprio aumen- mette in crisi l’apparato politico-religioso cattolico
tando gli scontri di religione al cui fondo giaceva- costruito con lo spirito di abnegazione (a volte
no interessi economici e di potere. Presso gli U- patologico e masochistico), un apparato poggiato
topiani esiste una sorta di pseudosacramento del- sulla conservazione di un reazionario status quo.
la confessione: le donne si inginocchiano davanti Il pensatore inglese si preoccupa del potere ever-
a mariti, i figli invece al cospetto di entrambi i ge- sivo del proletariato, se lo difende lo fa in funzio-
nitori, tutti fanno ammenda. Ma i mariti con chi si ne di contrapposizione ai borghesi (i quali di mala
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voglia hanno tollerato le esazioni ecclesiastiche).
L’obiettivo del filosofo è l’indisposizione della
massa alla svolta sociale capitalistica moderna.
Lui gradirebbe un controllo cattolico della base
popolare. Afferma chiaramente che l’istituzione
del regime degli Utopiani ovunque rappresenta
qualcosa che sarebbe approvato da Cristo, e che
solamente la superbia umana ha ostacolato. Ag-
giunge che quel sistema di governo appare
proiettarsi verso l’eternità in virtù della sua perfe-
zione: la verità è che quanto egli sta dicendo
sembra propaganda degna del Terzo Reich.
L’inno in italiano dell’austriaco Regno lombardo-
veneto, inno imperiale asburgico, Stato tradizio-
nalmente cattolico, recita: «… duri eterno questo
impero…». Si noti il cliché comune a regimi asso-
lutistici totalitari. Anche la Germania nazista, a
dire dei suoi sostenitori, era destinata a durare
secoli e ad avere l’appoggio di Dio (Gott mit uns).
La contorta nebulosa nevrotica parabola di san
Tommaso Moro in “Utopia” si conclude in manie-
ra retorica con lui in prima persona che prende
con le pinze le proprie idee messe in bocca a
Raffaele Itlodeo, suo alter ego narrativo. Come
dire che ha gettato il sasso nello stagno e poi na-
scosta la mano: accettiamo comunque questa
sua tecnica retorica, nella quale dovrebbe espri-
mersi più astuzia comunicativa piuttosto che cau-
tela per sé. Infatti egli dimostrò di non tenere alla
propria vita, ma solo all’osservanza verso Santa
Romana Chiesa, la quale poi avanti lo censurò
per una piccolissima fesseria di nessuna rilevan-
za teologica e in ultimo lo canonizzò. More gioca
sino alla conclusione del suo libro una strategica
partita mediatica, cerca i migliori espedienti a sua
portata di mano (narrativi e concettuali) nel tenta-
tivo, rivelatosi suicida, di salvare il mondo cattoli-
co feudale chiusosi nella sua conservazione di
cui lui era organico e accondiscendente figlio.
Non era facile realizzare tale progetto ormai a
quell’epoca per un uomo che si è rivelato un So-
crate negativo, un martire del pensiero non libero.

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INDICE

1. L’ACQUA E IL DIO BIBLICO pag. 1

2. ARISTOTELE E IL PERICOLOSO REGNO DI DIO pag. 2

3. NEVROSI E IRRAZIONALISMO IN AGOSTINO D’IPPONA pag. 5

4. L’IRRAZIONALE MISOGINIA TOMISTA pag. 17

5. CRISTIANESIMO RAZIONALE E NAZIONAL-SOCIALISMO

IN THOMAS MORE pag. 21


Palermo
luglio 2020