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TIPOLOGIE SANZIONATORIE

I BINARIO

PRESUPPOSTI DI APPLICAZIONE:
- COMMISSIONE DI UN REATO
- IMPUTABILITA’

Pene:
a) pene detentive  Duopolio pene PRINCIPALI (art. 17)

b) pene pecuniarie;

c) pene accessorie a contenuto interdittivo e sospensivo (art. 19);

d) Nuove risposte limitative della libertà personale:


 d1 Sanzioni sostitutive di pene detentive brevi:
(artt. 53 ss. l. 689/1981)
- Semidetenzione;
- Libertà controllata;
- Pena pecuniaria
- Lavoro di pubblica utilità:
(2006) in materia di sostanze stupefacenti
(2010) per violazioni al codice della strada
Espulsione dello straniero
 d2 Pene per reati di competenza del giudice di pace:
(art 16 l. 468/1999)
- pena pecuniaria;
- permanenza domiciliare;
- lavoro di pubblica utilità;

e) Sul fronte dell’esecuzione della pena detentiva


 le Misure alternative:
(artt. 47 ss. 354/1975)
- affidamento in prova al servizio sociale;
- semilibertà;
- detenzione domiciliare;
- detenzione domiciliare speciale;
- liberazione anticipata;
- permessi premio (art. 30 ter);
- sospensione condizionata della esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni;
- esecuzione della pena detentiva presso il domicilio.

II BINARIO

PRESUPPOSTI DI APPLICAZIONE:
- COMMISSIONE DI UN REATO
- PERICOLOSITA’

Misure di sicurezza
a) Personali:
a. detentive v. art. 215.
b. non detentive v. art. 215, 2° co.
b) Patrimoniali: v. art. 236: confisca, cauzione

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CRISI DEL SISTEMA DEL DOPPIO BINARIO

A) Criticità del sistema del doppio binario: ragionevolezza, mancanza di equità, quindi si auspica la
riforma di questo sistema.
Legge delega 2017 – non si rinuncia del tutto al sistema del doppio binario, ma si lascia spazio a
tipologie di reato.

B) Eccessiva severità delle pene: alla base del nostro sistema penale - nasce da un codice penale – quindi il
legislatore avrebbe dovuto intervenire sistematicamente. Il suo intervento è stato puntiforme, su
determinate fattispecie.
 Obiettivo: dare maggiore sicurezza – quindi il risultato è l’incremento della severità delle pene;
Eccessiva severità testimoniata da una fattispecie:

- Art. 567 comma 1 = chiunque mediante la sostituzione di un neonato, ne altera lo stato civile, è
punito con la reclusione da 3 a 10 anni;
- Art.567 comma 2 = si applica la reclusione da 5 a 15 anni a chiunque, nella formazione di un atto
di nascita, altera lo stato civile di un neonato, mediante false certificazioni, false attestazioni, o altre
falsità.
- Entrambe sono poste a tutela dello Stato di famiglia;

Per la seconda fattispecie si applica una sanzione criminale da 5 – 15 anni per reato contro la famiglia, che è
superiore a quella prevista per il patricidio, infanticidio (inciso).
Corte costituzionale intervenuta recentemente – poiché l’art. 567 comma 2, presenta una pena
sproporzionata, rispetto a quella prevista per il comma 1  riferimento alla proporzionalità – pena
proporzionale alla gravità del fatto (ma se il legislatore sceglie cornici sproporzionate, il giudice non può
commisurare proporzionalmente la gravità del fatto);
Il nostro sistema sanzionatorio troppo severo – conseguenza: caduta di fiducia nella capacità orientativa
Costituzione (lettura codice penale a fronte di una prospettiva costituzionale) – affinché il diritto penale
rispetti il senso di umanità.

C) Crisi idea rieducativa (art. 27 comma 3): le pene non possono consistere in trattamenti contrari al
senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato - (funzione della pena) – unico dato
del diritto positivo;
Articolo inerente agli indici fattuali – non ha indicazione dello scopo della pena (trovano esplicazione
nella Costituzione: ogni pena deve mirare alla rieducazione del condannato).
 Cause interne: la rieducazione viene vista come una manipolazione della persona (imposizioni di
valori) – si parla anche di lavaggio del cervello del condannato – ma non è questo il suo senso.
 Cause esterne che fanno entrare in crisi:
- Tassi di recidiva (43%) – testimonianza del fallimento della pena detentiva – di persona che ricade
nel reato.
- Limiti: contaminazione criminale, sovraffollamento carcerario, non capacità di separare uomini nelle
carceri (solo divisione del carcere di massima sicurezza);
- Aumento dei costi di esecuzione penitenziaria = divieto di pene disumane degradanti (sentenza
Torreggiani) – dopo ciò – finanziamenti per migliorare la struttura carceri.

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D) Limiti del sistema binariale (pene e misure di sicurezza): si sovrappongono le due funzioni:
- Si attenua la dicotomia di funzioni tra pene e misure di sicurezza;
- Contraddizioni teoriche (v. art. 133) = assegna al giudice il compito di individuare la giusta pena in
base ad un’efficace analisi della personalità del reo;
Ma la pena è basata sul fatto compiuto, non sulla personalità dell’autore del fatto.
- Crisi del concetto di pericolosità: art. 133 = serve per commisurare la pena e per verificare la
pericolosità sociale del soggetto – i fini della pena e della misura di sicurezza = no distinzione 
quindi contraddittorietà (perché sulla carta finalità diverse).
La dicotomia rigida tra pene e misure di sicurezza - si attenua - quando la pena si orienta maggiormente
sulle caratteristiche del singolo (compito delle misure di sicurezza) – si attenua:
A livello NORMATIVO (art. 27 comma 3– art. 25)  responsabilità per il fatto – mentre la pericolosità:
aspetti che riguardano l’autore (diritto penale costituzionalmente orientato – si basa sul fatto – non
sull’autore => non si punisce il modo di essere della persona).
A livello DOTTRINALE – lettura costituzionalmente orientata;
A livello di PRASSI.

LACUNE NELLA DISCIPLINA APPLICATIVA


1) Nei contenuti:
Doppia pena – pena manicomiale = documentario su servizio – ospedali psichiatrici giudiziari
(commissione di inchiesta) = art. 813 – misure di sicurezza – scopo: cura delle persone  contenzione
fisica;
REMS= residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza;
OPG= ospedale psichiatrico giudiziario;
CASE DI CURA E CUSTODIA
Estrema ratio: si applica ospedale psichiatrico giudiziario, ma sostituito dalla REMS (soluzione di
compromesso);
Nessuno si occupa del superamento del doppio binario – legge delega 2017: invitava il governo a rivisitarlo –
mantenuto per determinati reati, tra loro eterogenei.

2) Nella durata delle misure di sicurezza:


Intervenuta una riforma = periodo minimo di condanna  prospettiva era quella di una misura
indeterminata nel massimo – art. 207 = le misure non possono cessare finché non è estinta la
pericolosità del condannato – tra l’altro non c’era modo di interrompere condanna (revoca anticipata) 
poi intervenuta la Costituzione – ora infatti è possibile.
Questo articolo ci dà la commisurazione del tempo di reclusione in funzione della pericolosità del
soggetto (invero se non risulta più tale, la detenzione termina) – viceversa: se risulta ancora pericoloso,
la detenzione non termina.
Fino al 2014 – le misure di sicurezza erano applicate per un limite massimo in un periodo minimo –
mentre prima di tale anno – le misure non cessavano fino al cessare della pericolosità.

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2014 – riforma OPG – attuate misure di sicurezza diversa dalle case di cura e di custodia – salvo quando
presenti elementi =indicano che questi mezzi non sono idonei, di conseguenza ci si riferisce alle case di
cura e custodia\OPG.
Soluzione costituzionalmente orientata = le misure di sicurezza detentiva non possono durare oltre il
tempo massimo stabilito astrattamente per il fatto commesso (stabilito periodo minimo) – questo ha
condotto a una serie di problemi: scontata la pena – detenuto - sottoposto a misura di sicurezza che fino
al 2014 - era indeterminata (in balia dello Stato). Chiusura nel 2015 dell’ultimo OPG.
Modifica con riferimento alla durata – collegata al principio di proporzionalità (Cost.)

3) Nell’applicazione:
Sistema del cumulo e tempi di esecuzione delle misure (art. 211 e 214) – che prevede una disciplina
sanzionatoria per l’inosservanza;
Alla misura di sicurezza si aggiunge la pena – esclusi i casi di non imputabilità (non capacità di intendere
e volere) – mentre gli imputabili = quando vi è condanna a entrambe – c’è il cumulo  si giunge al
sistema del doppio binario = scontata la pena si applica la misura di sicurezza.
Sistema perverso – nella sua impostazione originaria – non tendeva alla rieducazione: il legislatore non
si confrontava con la Costituzione.
Essa ha stabilito che bisogna verificare l’attualità della pericolosità =principio fondamentale (fa cadere
automatismo della misura di sicurezza) – senza questo principio: la persona estinta la pena entrava
automaticamente nell’esecuzione della misura di sicurezza (senza commisurare la pericolosità).

Sanzione dell’inosservanza – sottrarsi volontariamente alla misura di sicurezza – il periodo minimo riinizia
a decorrere (come se non fosse stato eseguito)  questo per quanto concerne le persone capaci di intendere e
di volere;

4) Nell’automatismo della misura di sicurezza:

 Temperato dagli interventi della Corte Costituzionale (…)


 Sistema carente di garanzie costituzionali sotto il profilo del:

 Principio di proporzione interna (misure di sicurezza determinate nel massimo)


 Principio di legalità (art. 25 secondo comma – principio di responsabilità per il fatto)
=vincoli relativi alla commisurazione della pena  marginato la possibilità di aggravare soggetto
clandestino (estraneo al territorio dello Stato) = prevista in termini generali per qualsiasi tipo di reato
= intervenuta la Costituzione.
 Principio di colpevolezza: proporzionalità al servizio di questo principio – perché il principio di
consapevolezza viene violato ogni volta che istanze di pericolosità entrano nel giudizio di
commisurazione della pena1)  fissato da articolo 27 comma 1 – la responsabilità penale è
personale  responsabilità per fatto proprio e colpevole – attribuita in termini psichici all’autore
(attribuzioni estranee al modo di vivere del reo);
 Principio di rieducazione: cade dicotomia tra funzione di pena e misura di sicurezza= eseguite in
una situazione di sovraffollamento, in più aggiunta di afflittività delle misure = tutto ciò implica una
violazione del principio di eguaglianza (sia formale sia sostanziale);
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= la pericolosità ha contaminato ogni giudizio – sistema repressivo che si avvale di misure di
prevenzione;
 Principio di uguaglianza.

CRISI DEL CONCETTO DI PERICOLOSITA’


Ci si avvia a forme di pericolosità specifica  bisogno di trattamento
QUALE RIFORMA:
a) Mantenimento del sistema del doppio binario, ma guidato dal principio di fungibilità (possibili
modifiche);
b) Sistema unico ma binario: pene per gli imputabili e misure solo per i non imputabili  si
prevedono pene accessorie che diventano contenuti di pene principali – poi semi imputabili
c) Monistico: sistema unico e articolato e differenziato – molte possibili sanzioni
Il nostro sistema è statico – sul sistema binario.

TEORIA DELLA PENA (v. quadernino)


SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

A) Sentenza – 1974 n. 264: sollecitata a pronunciarsi sulla legittimità cost. ergastolo = respinta
questione di legittimità sulla base di due argomentazioni:
1. La polifunzionalità della pena: Corte sostiene che la funzione e fine della pena, non solo il
riadattamento sociale condannati, ma anche la prevenzione e difesa sociale.
2. Possibilità di accesso alla liberazione condizionale;
Nozione di ergastolo: pena detentiva, che comporta la perpetua restrizione della libertà personale  si
configura come la pena più severa contemplata dall’ordinamento giuridico italiano, e viene comminata
dal legislatore per reati particolarmente gravi (es. delitti contro la persona);
Interventi successivi della Corte costituzionale = non effettiva carcerazione a vita.

B) Sentenza – 1988 n. 364 = riferimento questione su cui pronunciarsi – assoluta ignoranza della norma
penale = parziale incostituzionalità articolo 5 (tema colpevolezza)  prospettiva autoritaria 
formula = nessuno può invocare l’ignoranza della legge penale a propria scusa.
Corte Costituzionale, con la sentenza n. 364 del 24 marzo 1988, precisa che il principio di
colpevolezza è indispensabile per "garantire al privato la certezza di libere scelte d'azione: per
garantirgli, cioé, che sarà chiamato a rispondere penalmente solo per azioni da lui controllabili e
mai per comportamenti che solo fortuitamente producano conseguenze penalmente vietate".
La Consulta, alla luce di tali presupposti, rilegge il principio di personalità del reato, sancito all'art.
27 comma 1 Cost. tanto da sostenere che "comunque s’intenda la funzione rieducativa, essa postula
almeno la colpa dell'agente in relazione agli elementi più significativi della fattispecie tipica. Non
avrebbe senso la 'rieducazione' di chi, non essendo almeno 'in colpa' (rispetto al fatto) non ha, certo,
'bisogno' di essere 'rieducato'".
Articolo 27 comma 1 – la responsabilità è personale  analizzato a fronte del principio di
colpevolezza = “tutti gli elementi del reato devono fondarsi su un fatto rimproverabile al soggetto in

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tutti i suoi aspetti – nonostante l’ignoranza in buona fede della legge penale” = questa disciplina
andava contro il principio di colpevolezza.
Abrogazione parziale articolo 5 – parte in cui non dà rilievo all’errore inevitabile – scusabile  in
cui il soggetto è caduto in buona fede (comportamento illecito).

Questa sentenza è significativa – perché Corte sente il dovere di precisare il tema della pena e
della sua funzione.
Mentre in sentenze precedenti la Corte si era occupata della pena e della sua funzione – con questa
sentenza del 1988  collegamento tra il piano della struttura del reato e il piano della pena e
della funzione = teoria del reato e teoria della pena  postulano la prospettiva della pena e le
caratteristiche essenziali del reato  affinché funzione rieducazione sia assicurata – legame tra reato
e funzione della pena.
Bisogna costruire ipotesi di imputazione oggettiva del fatto (es. articolo 5)  elementi che
caratterizzano reato attribuiti all’agente alla luce di coefficiente psichico – requisito è la
conoscibilità del precetto penale  se non è conoscibile  non si può rimproverare il soggetto di
aver agito senza la consapevolezza del precetto.
Legislatore deve essere attento nel descrivere la fattispecie nei suoi elementi – in cui è presente il
coefficiente psichico.
Rieducazione – ritratta anche sotto un altro punto di vista = condannato senza colpa – con
riferimento al comportamento che ha tenuto di buona fede  questo soggetto percepisce la pena
come ingiusta  cosi è più difficile pensare di ottenere un processo di recupero di un soggetto che si
sente ingiustamente punito.
Due aspetti= rieducazione pregiudicata - sul piano oggettivo e - sul piano soggettivo  pena
rieducativa, ma non meritata.
La corte trae delle indicazioni vincolanti per il legislatore sui requisiti necessari (inerenti al
principio di colpevolezza) uno è il rispetto della componente psichica – cioè deve essere oggetto di
una consapevolezza.
Pene in funzione di deterrenza – ma nel nostro sistema no perché considerato anticostituzionale 
la pena deve tendere alla rieducazione!!
A livello legislativo l’idea = prevenzione generale – che deve tenere conto di prevenzione speciale
a livello di rieducazione (contenuto positivo)  orientamento nei limiti della colpevolezza.
Questo limite non può essere superato neanche per situazioni di prevenzione generale (singola
punizione a scopo di deterrenza: dare esempio) – ma nemmeno nell’interesse del singolo perché si
ritiene che il soggetto bisogno di pena più severa. Limite della colpevolezza – proporzionalità.

C) Sentenza - 2011 n. 183  commisurazione della pena – incostituzionalità articolo 62 bis – 2


comma  non consente di tenere conto della condotta successiva al reato ai fini di attenuazione
quando si tratti di soggetto recidivo.
Corte dichiara incostituzionale questo limite alla discrezionalità del giudice – richiamare temi di
funzioni di rieducazione  finalità rieducativa della pena – non è limitata alla sola fase
dell’esecuzione – ma estesa in sede di cognizione (commisurazione della pena).
La dottrina che esprime l’idea guida è: la prevenzione speciale nei limiti della colpevolezza  non
limitata alla sola fase dell’esecuzione - costituisce una qualità essenziale e generica che caratterizza

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la pena nel suo contenuto ontologico. Di conseguenza accompagna la pena da quando nasce a
quando si estingue = minaccia – inflizione – esecuzione.
Sentenza  la finalità che la Costituzione assegna alla pena – in prospettiva polifunzionale 
nessuna delle funzioni deve risultare obliterata – non può essere estromessa  accogliere questa
prospettiva significa dare un luogo privilegiato alla questione di rieducazione che non può comunque
essere cancellata.
Una norma come quella in questione – è una norma che privilegia un profilo generale preventivo – e
così elude la funzione rieducativa della pena (attenuare rigore sanzionatorio vs i recidivi) =
disposizione dichiarata incostituzionale.

D) Sentenza 2018 n. 149 = Corte – assunto sotteso articolo 27 comma 3 – ergastolo ostativo: ovvero,
senza permessi premio – detenzione a vita senza alcun beneficio per buona condotta e si applica solo
in caso di reati gravissimi (omicidi, reati di stampo mafioso – reati previsti dall’articolo 4 bis);
Pronuncia della Corte – dichiarazione di incostituzionalità dell’articolo, in cui non prevede la
concessione di permessi premio. Così la personalità del condannato non resta segnata dal reato
commesso nel passato, ma si avvia verso il recupero, rieducazione.
Società deve stimolare il condannato a intraprendere questo cammino  il giusto rigore della pena -
favorendo progressivo reinserimento del condannato nella società.

E) Sentenza 2016  principio di proporzione  pene non sproporzionate rispetto al reato 


collegato al principio di rieducazione.
Pene esemplari – che vanno al di sopra del limite fissato dalla colpevolezza per il fatto  principio di
bilanciamento = tra i costi sociali della pena, ossia il sacrifico della libertà del singolo, e i benefici della
pena.
Questo principio deve essere declinato con il principio di rieducazione = qualità essenziali della pena
 che la accompagna il tutto il processo  costante principio di proporzione.
Mentre palese sproporzione produce la vanificazione della finalità rieducativa della pena – prescritto
articolo 27 comma 3 (garanzia costituzionale dello stato di detenzione).
Richiamo a livello legislativo = legislatore nel 2018  non potendo arrivare ad un nuovo codice – ha
introdotto una riserva di codice  centralità del codice penale – libro primo: parte generale  in
questa ottica la riserva di codice è il luogo in cui sono delineati elementi fondamentali del reato.
Funzione di rieducazione – articolo 3 bis – riserva di legge  riforma del 2018 (nasce con legge
delega) = riferimento necessità di introdurre una riserva di codice  una migliore conoscenza dei
precetti delle sanzioni al fine di  assicurare funzione rieducativa della pena.
Questo riferimento  ci proietta sulle caratteristiche del codice penale – connesse a funzione
prevenzione generale – e speciale.

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NASCITA DEL DIRITTO PENALE MODERNO
Codice penale: evoluzione  portato al codice Rocco; impianto 1930, si inseriscono modifiche  rischio di
non coordinazione (prospettiva anteriore molto diversa da quella odierna);
Codificazione 1930:
 1992 – tentativo di un nuovo progetto di codice penale – più completo (proposta di riforma nella
parte speciale). Quelli successivi, non completi: solo modifica della parte generale. Ma tentativi
finiscono nel nulla. Terminano nel 2007  a causa del mutamento politico – sociale.
Stagnazione dei lavori di riforma del codice nonostante molti tentativi.
Codice Zanardelli – primo codice Italia unita 1889 = codice stampo liberale – con riferimento agli interessi
da tutelare (riguardano la persona)  centrale la persona;
Invece Rocco = stampo autoritario – repressivo = prevede la pena di morte  la prevede come pena
sanzionatoria. Nasce da regime dittatoriale – fascista = fiore all’occhiello di una classe politica capace di
tutelare la comunità.
Due caratteristiche:
o Strumento di controllo sociale;
o Regime di una classe politica efficiente;

La disputa tra scuole penalistiche:


1) Scuola classica:
 Raccoglie l’eredità del pensiero illuministico e di matrice giusnaturalista (ricerca di principi
universali e regole assolute e imputabili – da cui far discendere il diritto penale positivo);
 Principio dell’indeterminismo;
 Il reato come ente giuridico
 La pena in funzione di retribuzione.

2) Scuola positiva:
 Metà 800  favorita da irrompere di positivismo scientifico (si identifica con quello criminologico;
 Uomo: essere determinato;
 Reato: fenomeno naturale determinato da condizioni intrinseche o estrinseche al soggetto;
 Concezione sintomatica del reato:
o Pericolosità sociale come presupposto per l’applicazione della sanzione in funzione di
prevenzione speciale e difesa sociale.

3) Tecnicismo giuridico:
 Studio tecnico delle norme penali per un recupero del metodo giuridico e della sua integrità;

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 Compito della dottrina: mera interpretazione ed elaborazione dogmatica del dato normativo già
positivizzato.

Codice Rocco:
Risente di tutte e tre le scuole:
1. Scuola classica: colpevolezza (imputabilità), sistema delle pene.
2. Scuola positiva: pericolosità sistema delle misure di sicurezza  SISTEMA DEL DOPPIO
BINARIO.
3. Tecnicismo giuridico: sistema definitorio, raffinata tecnica espressiva.
Caratteristiche:
 Nasce da un confronto, ma le decisioni ultime sono prese da un parlamento esautorato dalla
democrazia.
 Studio del reato: come dato positivo;
 Prospettiva di uomo - soggetto determinato = concezione della pena in funzione di controllo del
reato, non come pena da infliggere. (scuola positiva)  rifiutano la pena – ma sistema di misure;
 Reato visto come sintomo.
 Rocco – risente influenza del doppio binario – introduce il secondo binario: per soggetti pericolosi –
bisognosi di essere curati (es. infermo di mente che ha bisogno di attenzione nella risposta
sanzionatoria).
Però introdotte misure detentive (OPG, REMS)  sistema fortemente REPRESSIVO.
 Regime fascista abbraccia la scuola positiva – per legittimare il proprio operato nelle misure di
sicurezza – di stampo repressivo.
 Formulazione del nostro codice (buon codice) – legislatore 1930 – ottima formulazione della
fattispecie.
 Arriviamo al sistema del doppio binario – Zanardelli sostituito da Rocco – sistema penale con questo
codice – si accosta ad altri ordinamenti (civile) = espressioni di principi generali che permeano tutto
l’ordinamento. Ad esempio: legittima difesa, uso proprio delle armi – colui che agisce legittimato,
non subisce conseguenze penali, e nemmeno conseguenze in altri ordinamenti (tipo amministrativo);
 Penale – sua autonomia = legislatore  può decidere di dare peso ad atti, che in ambito civile non
hanno rilevanza, mentre sotto il profilo penale sì (es. truffa in un rapporto illecito);
 A volte ambito penale – si riferisce ad altri ordinamenti per definire materie (quindi: carattere
autonomia e accessorietà)  illecito = presupposti extra penalistici.
 Il giudicato penale ha effetto anche fuori dal sistema penale – stabilito dal codice di procedura
penale (art 651 – 654)  risarcimento del danno da reato (codice civile). La vittima può inserirsi in
un processo penale come parte civile  diritto al risarcimento del danno. Giudice può liquidare il
risarcimento in sede penale, o rimandare a sede civile. (art. 654) = sentenza penale svolge effetti al di
fuori dell’orizzonte penalistico – codice applicato per arrivare all’accertamento della responsabilità
penale (art., 185 = ogni reato obbliga alle restituzioni a norma delle leggi civili  fonda la
responsabilità extra penale al fine del risarcimento del danno (anche non patrimoniale).
Responsabilità extracontrattuale nel codice civile (art. 2043).
 Sanzioni civili da illeciti a contenuto pecuniario – contenuto afflittivo – punitivo riservato alla
sanzione criminale, NON sanzione civile = risarcimento del danno (illeciti depenalizzati) – (es.
sanzione civile a contenuto pecuniario).

Caratteristiche Codice Rocco vs Zanardelli = sistema sanzionatorio:

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 Alle spalle codice Zanardelli = impedito involuzione del Codice Rocco: mantiene partizione in 3
libri: parte generale, parte speciale diviso in due libri;
Novità rispetto al Codice Zanardelli:
PARTE GENERALE (libro 1):
 Il sistema delle definizioni viene ampliato a causa dell’espandersi delle norme definitorie. Definisce:
il dolo – il delitto colposo – delitto contro l’intenzione – stabilisce l’imputabilità – definisce nesso
causale (che ha causato l’evento);
 La parte definitoria del Codice Rocco si arricchisce rispetto al codice Zanardelli;
 Meglio organizzata la materia – si razionalizza  si suddivide in titoli (categoria maggiore) e capi
(intermedia) – sezioni (minore) – articoli;
 Vengono introdotti nuovi titoli come:
o Titolo VIII intitolato alle misure di sicurezza;
prospettiva pubblicistica;
o Per la parte speciale vengono introdotte nuove fattispecie incriminatrici o titoli (ribaltamento
della prospettiva di tutela)  come ad es. titolo I diventa dei delitti contro la personalità
dello Stato, oppure il nuovo titolo VIII, reati contro l’economia pubblica, industria e
commercio – o il X delitti contro integrità e sanità della stirpe;
o Eliminazione titoli come quello dei delitti contro le libertà.
viene tutelata – più che la sfera privata – quella pubblica!
o Si introduce il diritto di sciopero; il diritto contro l’aborto.

PARTE SPECIALE:

 LIBRO SECONDO = DELITTI


 LIBRO TERZO = CONTRAVVENZIONI: criterio nominale – non collocazione dei delitti!!!!

LIBRO 2: I DELITTI=
 Modello organizzato per titoli, che ruota intorno ad un interesse giuridico secondo una scala
decrescente di valori (dal pubblico al privato) – prospettiva pubblicistica che rispecchia la
prospettiva autoritaria del regime fascista;
 Prima il pubblico – poi il privato (il singolo) – noi ancora oggi codice in dissonanza
dell’impostazione dei valori costituzionali (primi articoli inerenti alla persona);
 Scopo di tutela= libro secondo  fattispecie raggruppate perché in comune bene da tutelare (es.
delitti contro la personalità dello Stato) – (es. delitti contro il sentimento religioso e confessioni
religiose) = stampo pubblicistico  NON presa in considerazione l’offesa della persona, ma
interesse della collettività;
 La tutela del singolo è strumentale alla tutela della collettività (es. offesa al pudore); (es. delitti
contro la famiglia = idea di famiglia autoritaria – gerarchia)  quindi anche dove poteva esserci
prospettiva personale, così non è stato;
XII titolo = delitti contro la persona  in questo titolo inserito: i delitti contro la maternità; delitti
contro onore, contro libertà individuale  nel 1966 inseriti delitti di violenza sessuale.

LIBRO 3: LE CONTRAVVENZIONI=

 Si divide in tre titoli= non suddivisi in base al bene, ma organizzati in ragione della tipologia di
comportamento che si viole controllare:

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o I titolo: prevenire attività o situazioni pericolose: contravvenzioni di polizia (evitare attività
pericolose);
o II titolo: prevenire disfunzioni allo svolgersi ordinato delle attività economico – sociali.
 Riserva di codice: influito sulla parte sociale = introduce aggravanti su reati di terrorismo (contro la
personalità dello Stato);
 Nuovo titolo = delitti contro l’ambiente = attività organizzate di traffico illecito di rifiuti (disciplina
particolare di questa fattispecie);

Ci si domanda cosa mantiene il codice Rocco nella prospettiva di continuità rispetto al codice Zanardelli,
oppure rappresenti punto di rottura rispetto alla tradizione liberale = argomenti a favore e contro:

ARGOMENTI A FAVORE DELLA CONTINUITA’:


a) Sottolineare articolo 1 del c.p. = reati e pene – nessuno può essere punito per un fatto non
previsto dalla legge (principio di legalità  contenuto formale);
b) Avvento della Cost. e dell’art 25 = stabilisce il principio di irretroattività: nessuno può essere
punito in forza di una legge antecedente alla commissione del fatto illecito.
Principio di legalità dai contenuti sostanziali e non solo formali (grazie all’avvento della
Costituzione);
c) Art. 42 e 85 – impongono ancora un coefficiente di colpevolezza;
d) Adesione ancora ad un modello di diritto penale del fatto, in quanto rifiuto della concezione del
reato come violazione di un dovere di fedeltà allo Stato.

ARGOMENTI CONTRO LA CONTINUITA’:


Parte generale: svolta in senso repressivo=
a) Norme – alludono a imputazione oggettiva = ignoranza ed errore non possono essere portate a
propria scusa (non consente di addurre a propria scusa l’ignoranza incolpevole del precetto penale);
però all’articolo 5 possiamo apporre articolo 42  partecipazione psichica al reato –
responsabilità per dolo, colpa, delitto preterintenzionale = SOLO nel caso in cui sia effettuata con
coscienza e volontà;
b) Non basta che ci sia questa consapevolezza per dedurre la responsabilità (impulso cosciente) – ma
anche: qualificata da dolo, colpa = nessuno può essere punito per una condotta che non è
espressamente preveduta dalla legge.
c) Responsabilità oggettiva: facile da stimare – perché: esente il giudice dal conoscere il coefficiente
psichico della persona – art. 5);
Articolo 85 – non si può punire un soggetto che sia incapace di intendere e di volere 
imputabilità = soggetto a cui si può destinare la pena (capace di intendere e di volere).
d) Sul fronte sanzionatorio: reintroduzione della pena di morte, eliminazione dei surrogati penali,
introduzione delle misure di sicurezza.
Parte speciale:
a) Pubblicazione degli interessi : dal pubblico al privato  si coglie scala decrescente – organizzati i
reati di natura individualistica (patrimoniale) = in questa ottica inserite nuove incriminazioni (v.
delitti di sciopero: introdotti per l’ordine collettivo del lavoro – protesta collettiva, - tutela
privilegiata religione cattolica; - tutela dello Stato come volontà politica superiore: prospettiva che
giustifica modalità severe sulla condotta avversa allo Stato);
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b) Diventa repressiva grazie alla previsione – di fattispecie indeterminate (aggiramento del principio di
legalità) – e di cornici edittali particolarmente severe.
c) Fattispecie indeterminate – che sono facilmente manipolabili  renderle repressive (senza
violazione dei diritti della persona – ma mediante raggiri).
d) Caratteristiche parte speciale = pubblicazione interessi, inasprimento delle pene.

INTERVENTI A LIVELLO LEGISLATIVO:

1)Prima linea politico - criminale: alleggerimento del carico sanzionatorio;

NEL CODICE:

a. 1944:
-Abolizione pena di morte;
-Reintroduzione art. 62 bis: giudice indipendentemente dalle circostanze previste nell’articolo
62, può prendere in considerazione circostanze diverse, qualora le ritenga tali, da giustificare una
diminuzione della pena;
-Prova liberatoria: possibilità per il querelato di chiedere la veridicità del fatto;
-Reazione – pubblico ufficiale = fuori dal limite delle sue attribuzioni = scriminante reazione
agli atti arbitrari p.u;

b. 1958: reati commessi con il mezzo della stampa periodica = riforma del legislatore; (art. 27
responsabilità è personale) vs articolo ante: responsabilità oggettiva – imputata per un fatto
commesso da altri (es. direttore del giornale, per un fatto commesso da suo dipendente);
- Art. post: legislatore introduce un coefficiente di colpevolezza = affinché il direttore possa
rispondere dell’illecito solo se:
 omette di esercitare il controllo necessario sul periodico (non adempito dovere del
controllo sui suoi autori) = coefficiente di partecipazione psichica  risponde per
responsabilità a titolo di colpa (diminuzione della pena);

c. 1962: estensione ambito di applicazione della sospensione della pena;

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d. 1974: dalla caduta del fascismo – e restaurazione stato di democrazia = intervento legislatore ad
ampio respiro  ampliare spazio discrezionale del giudice al fine di orientare la pena alla
funzione di prevenzione speciale nel suo contenuto positivo  novella 1974: novella a favore
del condannato = prevenzione speciale nei limiti della colpevolezza (es. no strumentalizzazione
del singolo);

 art. 69: consente bilanciamento per qualsiasi circostanza = ampliamento discrezionalità


giudice  possibilità del giudizio di comparazione tra tutte le circostanze aggravanti e
tutte le attenuanti; (ad esempio se le circostanze aggravanti e circostanze attenuanti –
erano uguali = si elidevano);

PREMESSA: distinzione tra CONCORSO MATERIALE e FORMALE:

1- Concorso MATERIALE:
Un soggetto con più azioni od omissioni (ovvero: condotte), commette una
pluralità di reati;
Si dice: omogeneo  se compie più violazioni della stessa norma penale (Tizio
con diversi colpi di pistola uccide più persone);
Si dice eterogeneo  si violano norme diverse con molteplici condotte (es.
Tizio compie una rapina in un ufficio e successivamente ruba un’auto per la
fuga).
2- Concorso FORMALE:
Un soggetto con una sola condotta, commette più reati;
Si dice: omogeneo  condotta si riconduce allo stesso reato, commesso più
volte (es. esplosione di un ordigno che causa la morte di più persone);
Si dice eterogeneo  si commettono fattispecie di reati diversi con una sola
condotta (es. il padre che stupra la figlia, commette il reato di stupro e incesto).

 Art. 81: distinzione sotto il profilo sanzionatorio del concorso formale da quello
materiale;
Il codice penale punisce duramente il concorso materiale adottando il cumulo
giuridico  secondo cui il reo – risponderà della somma delle pene previste per i
singoli reati;
Cumulo = pena prevista per il reato più grave, aumentata fino al triplo.
Mentre il concorso formale: se eterogeneo  si applica il cumulo giuridico; se
omogeneo  cumulo temperato, cioè attenuazione di pena.

 Reato continuato: riferimento all’ipotesi di concorso materiale (con più azioni ed


omissioni) = quando un medesimo soggetto con le sue azioni od omissioni – allo scopo
di realizzare il medesimo disegno criminoso – viola più disposizioni di legge o la stessa
disposizione svariate volte – compiuti anche a distanza di tempo--.
Punito con il cumulo giuridico: violazione più grave aumentata fino al triplo.

 Art. 99: recidiva =condizione di un soggetto su cui si sia instaurato un nuovo


procedimento penale, dopo che questi abbia già riportato in precedenza una sentenza
di condanna definitiva per delitto doloso.
Essa risulta qualificata come circostanza soggettiva inerente alla persona del colpevole;
Inoltre è considerata UGUALE alla circostanza aggravante;

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Essenza della recidiva, grazie a questa riforma (art. 99): da obbligatoria  diventa
facoltativa = si lascia ampio spazio discrezionale per computare la recidiva – se semplice
o aggravata.
 Art. 163 = nel pronunciare sentenza di condanna alla reclusione o all’arresto, per
un tempo non superiore a due anni, ovvero a pena pecuniaria, che sola, o congiunta
alla pena detentiva, sia equivalente a una pena privativa della libertà personale per un
tempo non superiore a due anni – il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena
sia sospesa per il termine di 5 anni (se condanna per delitto), e di due (se condanna per
contravvenzione). Al termine del periodo di sospensione  se non commessi altri reati
o contravvenzioni della stessa indole, il reato si estingue  quindi no esecuzione della
condanna.

e. 1990:

 Art. 59 comma 2: circostanze aggravanti  sono imputate all’agente solo se da


questi ritenute esistenti, ovvero ignorate o ritenute inesistenti colposamente; (se un
ladro ruba un quadro, pensando sia di poco valore, invece molto famoso) =>
l’aggravante non può trovare applicazione, in quanto pur obiettivamente sussista, non
era da lui conosciuta.

f. 2005:
 art. 157: fino al 2005 la durata della prescrizione veniva calcolata in scaglioni, a
seconda della fascia a cui apparteneva la pena massima dell’illecito contestato al reo
(fissando ad esempio, la prescrizione in 10 anni, per i delitti puniti, nel massimo, con la
pena della reclusione non inferiore a 5 anni);
L’attuale configurazione della norma, invece, rimanda direttamente alla pena
massima, fermo restando i limiti della soglia minima di 6 anni per i delitti, e 4 per
le contravvenzioni.
La prescrizione = istituto – il cui effetto è quello di estinguere il reato, ad eccezione
dei casi in cui è prevista la pena dell’ergastolo, qualora sia decorso un periodo di tempo
dalla commissione del reato, senza che sia intervenuta una sentenza irrevocabile di
condanna.
g. 2012:
 art. 222 superamento OPG  avviamento verso REMS;
h. 2014:
 Art. 168 b,t,q: capitolo della non punibilità = istituto che consiste nel sospendere il
processo = possibilità all’imputato di dare prova di collaborazione – attraverso
programma che imputato deve seguire – se va a buon fine = il reato si estingue (non
per tutti i reati);
Istituti di messa alla prova (misura alternativa);
 Art. 131 bis – esclusione della punibilità in prospettiva all’offensività = elemento
essenziale del reato  possibilità giudice di estinguere il reato se reato lieve (categoria
non punibilità); Requisiti offensività.
i. 2017:
 Art. 162: causa di estinzione reato per condotte riparatorie = risarcimento del danno
o eliminazione delle conseguenze dannose del danno  restaurazione di tipo
economico generalmente.

EXTRA CODICE:

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a. 1975 = riforma penitenziaria;
b. 1981 = modifiche del sistema penale:
I. Depenalizzazione;
II. Pene sostitutive.

2)Seconda linea politico criminale: adeguamento alle nuove esigenze di tutela;

SUL CODICE:

NUOVI BENI:

i. 1978 in materia di aborto;


ante: procreazione gestita e disciplinata dallo Stato – post: si introduce la nuova disciplina:
interruzione della gravidanza con la liceità dell’aborto, entro i primi tre mesi, e nel rispetto dei
presupposti di natura procedurale.
ii. 1990 reati contro P.A.;
impostazione di tutela della P.A. come organo, insieme di autorità amministrative che
rappresentavano gli interessi di uno stato totalitario. Riforma: P.A deve agire nell’interesse del
cittadino.
iii. 1993 reati informatici;
introdotti reati contro la fede pubblica, in quanto si tutela la veridicità informatica dei dati che
vengono inseriti e messi a disposizione di altri; e introdotti reati del danneggiamento
informatico: dati e strumenti.
iv. 1996 reati sessuali;
modificati: disciplina che rispetta la prospettiva personalistica – passano dall’essere contenuti
all’interno del titolo dei reati contro moralità pubblica e buon costume  ai reati contro la
persona (sede naturale).
v. 1998 reati in materia di pedofilia (anche prostituzione minorile e pedopornografia);
nuova disciplina: manifesta l’attenzione del legislatore a tutela dei minori  inseriti
all’interno dei reati contro la persona.
vi. 2003 reati di riduzione e mantenimento in schiavitù (e tratta di esseri umani)  sembra
una fattispecie ormai obsoleta - ritorna all’ordine del giorno: necessità di introdurre
fattispecie in grado di controllare questo fenomeno.
vii. 2015 nuovo titolo dei reati contro l’ambiente;
viii. 2016 omicidio stradale – traffico di organi – frode processuale – depistaggio = nuove
fattispecie | (elencate).
ix. 2017 responsabilità colposa nell’attività sanitaria;
 medico: colpa lieve: nuova disciplina = imperizia; aggiunte alle esistenti: imprudenza e
negligenza.
x. 2017 introdotto reato di tortura.

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LAICIZZAZIONE DEI BENI:

xi. 1981 eliminazione dei delitti causa d’onore (infanticidio – art. 578, omicidio e lesione
personale – art. 587);
 es. immediatamente dopo il parto chi avesse messo fine alla vita del neonato per nascondere
la gravidanza, ossia il frutto di una relazione clandestina (per esigenze d’onore) => minore
responsabilità  ipotesi speciali come infanticidio – o omicidio dell’amante o del coniuge
adultero  erano sanzionate con pene attenuate, rispetto all’analogo delitto di diverso
movente  poiché si riconosceva che l’offesa all’onore arrecata da una condotta disonorevole –
era una gravissima provocazione.
xii. 1978 aborto;
modifica legge - per esigenze di riconoscere spazio di discrezionalità della donna riguardo al
concepimento e alla decisione di diventare madre (decisione che riguarda il singolo e non la
moralità pubblica).
xiii. 1996 reati sessuali;
 non si tutela più la libertà sessuale del singolo nell’ottica di tutelare la moralità pubblica, ma
libertà sessuale del singolo – è il bene che si intende tutelare contro reati di aggressione.
Si passa da una descrizione della condotta, che distingue tra:
- congiunzione carnale (violenza carnale);
- fattispecie che incrimina la condotta di colui che costringe a compiere atti sessuali.
xiv. 2006 reati di mutilazioni genitali;
583 bis presa d’atto di una società multiculturale = condannare una condotta che non rispetta
cultura, ma soprattutto tutela dell’integrità psicofisica della persona (reati contro la persona).
xv. 2006 tutela delle religioni – non solo della religione cattolica (sullo stesso piano tutte le
religioni).

CON LEGGI SPECIALI:

 Per nuove esigenze di tutela dell’ambiente, territorio, salute, economia pubblica, mercato
azionario, finanziario – bancario, modifica reati societari, reati fallimentari, reati
tributari, in materia di armi, di stupefacenti e di responsabilità amministrativa degli enti
(2001).

3)Terza linea politico – criminale: lotta alla comunità organizzata e legislazione dell’emergenza;

o In senso repressivo:
 Art. 416 bis associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione a delinquere
di tipo terroristico;
 Art. 513 bis concorrenza sleale con violenza e minaccia di stampo mafioso 
fenomeno mafioso diventa imprenditoriale (la mafia si appropria anche di imprese);
 Art. 648 bis e ter riciclaggio = fattispecie di rimpiego di denaro (riciclaggio,
autoriciclaggio, e utilizzazione).
Tutela dello Stato contro condotte di reati politici e di terrorismo: associazione
a scopo terroristico, reclutamento di persone per indirizzarle ad attività sovversive.
Sulla parte generale del codice:
 Art. 99 si combatte la recidiva (recidiva semplice, reiterata, aggravata)  si
reintroduce ipotesi di recidiva obbligatoria;

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 Art. 52 legittima difesa nel 2006  si ampliano le prospettive di utilizzo della
giustificazione difensiva  prevedendo una sorta di presunzione di proporzionalità
tra reazione e avversione.
Poi 2019 Decreto – Salvini, si interviene di nuovo = per dare maggiore spazio al
cittadino di reagire e difendersi in un contesto di legittima difesa.

o In senso clemenzialistico – indulgenziale:


 Il diritto premiale (vedi);
 Il risultato finale per quanto attiene alla parte speciale:
Non più integralmente autoritaria, ma nemmeno integralmente liberale;
Non più tavola istituzionale dei valori.

MODELLO SICURITARIO
Nel 2009 vengono emanati due provvedimenti che completano il c.d. pacchetto sicurezza del 2008.
Provvedimenti emanati a tutela della sicurezza pubblica e individuale (di natura simbolica) contro:
a) Immigrazione clandestina:
a. Vedi art. 61, 11 bis;
b. Contravvenzioni di ingresso e permanenza illegale;
c. Misure amministrative.
b) La grande criminalità organizzata:
a. Regime carcerario più severo;
b. Lotta contro i patrimoni mafiosi.
Provvedimenti emanati a tutela della:
c) Sicurezza urbana, lotta alla illegalità diffusa:
a. Es. aggravante per guida in stato di ebbrezza o intossicazione da stupefacenti;
b. Reintroduzione del delitto di oltraggio a p.u. (art. 341 bis);
c. Previsione di interventi extrapenali v. ronde (privatizzazione della gestione della
sicurezza).
d) Vittime deboli:
a. Aggravanti;
b. Stalking.

Sono quattro aree di intervento sul cui fondo si denotano precise tipologie di autore pericoloso per il
cittadino rispettoso delle leggi:
1) L’immigrato clandestino;
2) L’automobilista incosciente e il piccolo medio delinquente di strada;
3) Il delinquente sessuale;
4) L’appartenente a organizzazioni criminali.
Sono soggetti pericolosi da combattere con un diritto penale particolarmente repressivo e simbolico: il
diritto penale del nemico!

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RUOLO CORTE COSTITUZIONALE

Sulla parte generale:


Opera di adeguamento ai principi costituzionali di:
e) COLPEVOLEZZA:
a. Art. 480  sentenza del 2017 = disposizione dichiarata illegittima  perché non lascia
spazio a margine di impunibilità;
Se il legislatore non interviene, Corte Costituzionale dichiara l’incostituzionalità,
oppure riforma integralmente tutta la disciplina;
INFRA: tre momenti – funzione della pena=
1) Prevenzione;
2) Irrogazione;
3) Esecuzione;
tre poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario;
Il potere legislativo si occupa della PREVENZIONE generale: realizzazione
dell’obiettivo di punire – ossia di concretizzare la minaccia  diventa più facile
quando si toglie al giudice il compito di indagare l’elemento psichico (dolo, colpa);
Così legislatore – introdotto ipotesi di imputazione senza elemento soggettivo
(psichico), ma RESPONSABILITA’ OGGETTIVA (si pone in contrasto con art.
27)
Di conseguenza la Corte costituzionale:
- specifica la colpevolezza = responsabilità che trova vincolo nella costituzione;
-lega la questione della responsabilità penale alla costituzione =
FONDAMENTALE VINCOLO COSTITUZIONALE  non ci possono essere
fattispecie penali che non si basano sull’elemento soggettivo della colpevolezza (in
termini di imputabilità)  una persona non può essere rieducata per un fatto di
cui manca la sua imputabilità = concezione che pone un limite al legislatore che
deve rispettare dei principi.
ESEMPIO: soggetto non imputabile (incapacità di intendere e di volere)  uccide
un uomo = conclusione: non c’è il dolo in senso di colpevolezza;
Seguendo la concezione normativa penale = forma di intenzionalità – c’è dolo, ma
non può essere imputata al soggetto (pseudo).
Sentenza fondamentale – perché: colpevolezza  criterio limite nella
COMMISURAZIONE (dopo 1988);
b. Art. 5  sancisce l’irrilevanza dell’ignoranza della legge penale;
Intervento della Corte Costituzionale – sentenza del 1988 (reati artificiali)  Corte
valorizza il principio di colpevolezza: dà rilievo scusante all’errore inevitabile (errore
in buona fede) – in cui qualsiasi persona sarebbe caduta; (ricollega art. 17);
c. Art. 42, 3 comma  ipotesi di responsabilità oggettiva: ci rimanda all’evento come
fatto nella sua complessità;
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Corte Costituzionale si occupa di una questione sulla categoria generale - di
imputazione per esigenze - di prevenzione generale = bisogna rispettare art. 27 = nella
fattispecie – deve essere valutato sempre l’elemento psichico.
Non dichiarazione di incostituzionalità dell’articolo, ma solo precisazioni con questa
sentenza.
Sequenzialità logica = prima valutare il fatto nella sua tipicità  componente
oggettiva: la condotta collegata all’evento mediante nesso causale e l’offensività della
condotta, dopodiché valutare la colpevolezza  elemento psichico ed infine la
punibilità.
Questo è un ordine probatorio.
d. Art. 116  reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti = CONCORSO DI
PERSONE, ossia: più persone che concorrono in un reato;
responsabilità oggettiva SENZA COLPEVOLEZZA: limitare responsabilità solo a fatti
propri;
imputazione deve essere dolosa o colposa, però questa fattispecie si basa su
responsabilità oggettiva (indifferenza per dolo e colpa) = imputato colui che non ha
materialmente questa condotta.
Es. organizzata una rapina: due persone entrano per rubare, un’altra rimane in
macchina per la fuga; all’interno del “negozio” il negoziante viene ucciso. La colpa
ricade anche sull’autista? Dipende da fattori di prevedibilità: ad esempio, colui che ha
ucciso il negoziante ha precedenti di omicidio in rapine commesse in passato, quindi la
situazione creatasi era facilmente immaginabile.
Corte emette sentenza interpretativa di rigetto: il soggetto potrà rispondere
dell’evento diverso, quando l’evento risulta prevedibile secondo il normale svolgersi
dei fatti (coefficiente di prevedibilità);
e. Art. 609 sexies  non si può invocare l’ignoranza sull’età della vittima di reati
sessuali (al di sotto di 14 anni tutela).
Sentenza 1988  bisogna rilevare se si tratta di errore scusabile (ovvero inevitabile) =
però essendo fondamentale tutelare gli interessi in gioco, ossia: la salute psicofisica del
minore (funzione garantisca) => bilanciamento: valutare colpevolezza (se errore
scusabile), però verificare che il soggetto abbia utilizzato tutte le sue forze per
verificare l’età della persona con cui ha rapporti sessuali (particolare impegno),
affinché funzione garantistica del minore sia tale;
 2007: rilevanza dell’errore inevitabile (modo di interpretazione);

f) LEGALITA’:
a. Art. 603  plagio: totale soggezione psichica;
Corte dichiara incostituzionalità, perché non si può accertare in sede processuale questo
totale stato di soggezione;
b. Art. 61  non ammissibile presunzione della pericolosità maggiore, tenendo conto del
fatto che la persona che lo ha commesso, proviene da un altro Stato (tratto della
personalità che non ha nulla a che fare con il reato attuato);

g) RISOCIALIZZAZIONE:
a. Art. 17  ergastolo è costituzionalmente legittimo;
b. Art. 444 c.p.p.;
c. Art. 136  Conversione della pena pecuniaria non adempiuta in pena detentiva 
incostituzionale questa conversione – perché: non equiparabili;
 Vuoto di tutela;
 Legislatore però si occupa di introdurre criterio economico (art. 133 bis);

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d. Art. 204, 219, 222  incostituzionalità presunzioni di pericolosità e gli automatismi
delle misure di sicurezza (infermità mentale);
Parte speciale:
In particolare per esigenze di “modernizzazione” delle tutele;
(seconda linea di intervento)
Abrogazione dei:
1) Delitti di sciopero (502 es);
2) Di alcuni delitti contro la personalità dello Stato (es. propaganda sovversiva);
3) Delitti di concubinato e adulterio;
4) Delitti contro la religione dello Stato;
La parte speciale finisce così, con l’assumere un volto ambiguo e con il perdere il ruolo istituzionale di
tavola dei valori fondamentali oggetto di tutela penale.

PRINCIPI GUIDA PER LA SELEZIONE DEI FATTI REATI

Distinzione principale:
 PRINCIPI DIMOSTRATIVI = legalità e sotto principi (vincolanti);
 PRINCIPI ARGOMENTATIVI = principi di politica criminale  di indirizzo e orientamento, ma
che non rivestono quella forza vincolante che si riconosce a quelli collegati al principio di legalità
(canoni materiali  indicazioni programmatiche);

Principio di offensività:
 non c’è reato senza offesa ad un bene giuridico;
Principio di colpevolezza:
 responsabilità per i fatti commessi colpevolmente (art. 27 cost.);
 implica principio della capacità di autodeterminazione dell’uomo (v. prevenzione generale);
 grazie sentenza sull’art. 5  prende importanza e assume forza vincolante (quasi come quello di
legalità);
Principio di proporzione o
meritevolezza della pena (costi – benefici pena):
 implica il principio di bilanciamento degli interessi in gioco, per il quale solo le offese più gravi,
quelle cioè che hanno un significato di dannosità sociale, meritano di essere penalmente perseguite
(v. art. 27 cost. il principio di rieducazione implica pene proporzionate);

Principio di sussidiarietà:

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 la pena come extrema ratio, essa cioè può essere utilizzata solo quando altri tipi di sanzione o di
intervento non siano in grado di assicurare la necessaria tutela del bene giuridico e sia conforme allo
scopo di tutela (art. 13 cost.);
 riferimento a penalità che non sia troppo ricca di norme e fattispecie, perché diventa problematica la
conoscibilità  e correttamente formulate (tassatività); quindi se conoscibili – il soggetto con
diligenza può conoscere il precetto;
Questi principi rappresentano dei limiti fondamentali alla prevenzione generale e assicurano la natura
frammentaria del diritto penale.
Tutti principi legati a quello di legalità = forza vincolante superiore agli altri principi (perché principio
formale indicato dalla costituzione art. 25);
Legislatore – non è totalmente libero – ma deve ancorare scelte a principio di circoscrivere per quanto
possibile l’ambito del penalmente rilevante  attenersi a principi sovrastanti.

Principio di frammentarietà:
 il diritto penale deve tutelare solo contro specifiche forme di aggressione;
 la sfera del penalmente illecito è e deve essere più limitata di quella dell’illecito o antigiuridico alla
stregua dell’intero ordinamento;
 il moralmente riprovevole non coincide con il penalmente riprovevole;
Il diritto penale si caratterizza anche per sua autonomia:
 il diritto penale non può essere visto in funzione secondaria o accessoria e sanzionatoria, in rinforzo
cioè di illeciti compiutamente delineati da altri rami dell’ordinamento, sia per quanto attiene alle
modalità di lesione di beni già tutelati da altri rami dell’ordinamento, sia per quanto riguarda la
costruzione di nozioni dogmatiche e concetti giuridici, ma può anche rinviare ad altre branche
dell’ordinamento per la definizione della fattispecie penale o in forma completa o attraverso gli
elementi cd. normativi.
Non può esserci prevenzione se non c’è consenso sociale (norme penali hanno funzione anche di
sensibilizzare)  funzione di tutela di beni (bene giuridico);

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