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relativamente di recente, le scienze collegate e comprese al suo interno furono studiate fin dai tempi

antichi. Lo studio della filosofia naturale fu affrontato a partire dalle antiche civiltà della Mesopotamia,
dell'Egitto, del subcontinente indiano e della Cina. Tuttavia, le origini della biologia moderna e il suo
approccio allo studio della natura sono spesso riconducibili all'antica Grecia[4], mentre lo studio formale
della medicina risale a Ippocrate di Coo (circa 460 a.C. - 370 a.C. Circa). Il filosofo e
matematico Talete (624 a.C. - 548 a.C.) fu il primo ad intuire che molti fenomeni non avevano origine
divina. I filosofi della scuola ionica, di cui proprio Talete è ritenuto il fondatore, sostenevano che ogni
evento avesse una causa, senza che una volontà esterna al mondo potesse intervenire. Ma
fu Aristotele (384 a.C. - 322 a.C.) a contribuire maggiormente allo sviluppo di questa disciplina.
Particolarmente importanti sono la sua "storia degli animali" e altre opere in cui ha mostrato interesse
verso la natura. Successore di Aristotele al Lyceum, Teofrasto dedicò una serie di libri alla botanica che
rappresentarono il più importante contributo dell'antichità alle scienze vegetali fin dopo il Medioevo.[5]
Gli studiosi appartenuti al mondo islamico medievale che si occuparono di biologia inclusero: al-
Jāḥiẓ (781-869), Al-Dinawari (828-896) che si occupò di botanica [6] e Rhazes (865-925) che scrisse a
riguardo dell'anatomia e della fisiologia. La medicina fu ben approfondita dagli studiosi islamici che
lavorarono a traduzioni dei testi greci e il pensiero aristotelico influì molto sulla storia naturale,
soprattutto nel sostenere una gerarchia fissa della vita.

William Harvey, che dimostrò la circolazione del sangue umano

Il Rinascimento fu un periodo florido per gli studi biologici. William Harvey dimostrò


la circolazione del sangue umano, mentre Leonardo da Vinci si dedicò, tra l'altro, allo studio
dell'anatomia umana. Di Leonardo ci sono rimaste tavole anatomiche molto dettagliate, frutto
delle autopsie che egli, contro la legge, svolgeva. Un altro importante personaggio di quest'epoca
fu Paracelso (1493 - 1541). Egli era un chimico o, più precisamente, un alchimista, conoscitore dei
principi curativi di vegetali e minerali. Una grande svolta nello studio della biologia, come di tante altre
scienze, fu data da Galileo Galilei (1564 - 1642), che introdusse il metodo scientifico, basato su
osservazione, descrizione e riproduzione in laboratorio dei fenomeni naturali.
In Francia, Cartesio formulò la teoria del meccanicismo, paragonando l'uomo ad una macchina e
sostenendo quindi che potessero essere studiate e riprodotte le singole parti del corpo; Georg Ernst
Stahl, con la "teoria del vitalismo", si contrappose a Cartesio affermando che le parti che compongono
l'uomo sono indivisibili e irriproducibili perché tenute insieme da un'anima.
La biologia incontrò un notevole sviluppo grazie alla scoperta del microscopio da parte di Anton van
Leeuwenhoek. Per mezzo di esso gli studiosi scoprirono gli spermatozoi, i batteri e le diversità della vita
microscopica. Le indagini di Jan Swammerdam portarono a sviluppare un certo interesse verso
l'entomologia e contribuirono al progresso delle tecniche di base della dissezione microscopica e della
colorazione.[7]
I progressi nella microscopia hanno prodotto un profondo impatto sul pensiero biologico. Nel XIX
secolo, un certo numero di biologi sottolineava l'importanza centrale della cellula. Nel
1838, Schleiden e Schwann iniziarono a promuovere le idee ormai universali che: (1) l'unità di base di
tutti gli organismi era la cellula e che (2) le singole cellule hanno tutte le caratteristiche proprie di una
forma di vita, anche se si opposero all'idea (3) che esse provenissero tutte dalla divisione di altre
cellule. Grazie al lavoro di Robert Remak e Rudolf Virchow, tuttavia, nel 1860 la maggior parte dei
biologi accettava tutti e tre i principi che divennero noti come teoria cellulare.[8][9]
Charles Darwin

Nel frattempo, la tassonomia e la classificazione diventarono il focus degli storici naturalistici. Linneo,


nel 1735, pubblicò una tassonomia di base per il mondo naturale (la quale, seppur con variazioni, è
tuttora in uso) e nel 1750 introdusse i nomi scientifici per tutte le specie da lui conosciute.[10] Georges-
Louis Leclerc de Buffon, in un suo lavoro, rilevò le somiglianze tra l'uomo e la scimmia e la possibilità di
una genealogia comune. L'attenzione che Buffon accordava all'anatomia interna lo pone tra gli iniziatori
dell'anatomia comparativa. Anche se era contrario alla teoria dell'evoluzione, Buffon fu una figura
chiave nella storia del pensiero evoluzionistico; il suo lavoro influenzò le teorie evolutive sia
di Lamarck che di Charles Darwin.[11]
Il pensiero evoluzionistico ebbe origine con le opere di Jean-Baptiste Lamarck che fu il primo a
presentare una teoria coerente dell'evoluzione. [12] Egli postulò che l'evoluzione fosse il risultato di una
pressione ambientale sulle proprietà degli animali, il che significa che una maggior frequenza e
importanza nell'uso di un organo o di un apparato lo avrebbe fatto diventare più complesso ed
efficiente, adattando così l'animale al suo ambiente. Lamarck credeva che questi tratti acquisiti
potessero poi essere trasmessi alla prole che poi li avrebbe ulteriormente sviluppati e perfezionati.
Tuttavia, il naturalista inglese Charles Darwin, che correlò l'approccio biogeografico di Alexander von
Humboldt, l'uniformitarismo di Charles Lyell, gli scritti di Thomas Robert Malthus sulla crescita
demografica e la sua esperienza proveniente da estese osservazioni naturali, permisero di forgiare in
lui una teoria evoluzionistica di maggior successo, basata sulla selezione naturale. Un simile
ragionamento portò Alfred Russel Wallace a raggiungere le medesime conclusioni in modo
indipendente.[13][14] Anche se tale teoria è stata oggetto di polemiche (che continuano ancora oggi), essa
si diffuse rapidamente attraverso la comunità scientifica e presto divenne un assioma basilare della
biologia.
La scoperta della dimostrazione fisica dell'ereditarietà genetica è arrivata con i principi evolutivi e
genetica delle popolazioni.
Negli anni 1940 e primi anni 1950, i vari esperimenti hanno indicato il DNA come la componente
dei cromosomi che conteneva le unità base della ereditarietà genetica, oggi noti come geni.
L'inquadramento di nuovi tipi di organismi, come virus e batteri, insieme alla scoperta della struttura a
doppia elica del DNA nel 1953, furono eventi che segnarono la transizione verso l'era della genetica
molecolare. Dal 1950 a oggi, la biologia è notevolmente cresciuta nell'ambito molecolare. Il codice
genetico è stato decifrato da Har Gobind Khorana, Robert W. Holley e Marshall Warren Nirenberg e nel
1990 è iniziato il Progetto Genoma Umano con l'obiettivo di mappare tutto il genoma umano. Questo
progetto è stato sostanzialmente completato nel 2003[15], con ulteriori analisi, al 2014, ancora in corso di
pubblicazione. Tale progetto è stato il primo passo di un impegno globalizzato di incorporare tramite
una definizione funzionale e molecolare del corpo umano e degli altri organismi la conoscenza
accumulata della biologia.

Fondamenti della biologia moderna[modifica | modifica wikitesto]


Teoria cellulare[modifica | modifica wikitesto]

Cellule tumorali umane con i nuclei (in particolare il DNA) colorati di blu. La cellula centrale e quella più a destra
sono in interfase. La cella a sinistra è in mitosi e il suo DNA è condensato.

Lo stesso argomento in dettaglio: Teoria


cellulare.

La teoria cellulare afferma che la cellula sia l'unità fondamentale della vita e che tutti gli esseri viventi
siano composti da una o più cellule o prodotti secreti di queste cellule (ad esempio le conchiglie, i peli,
le unghie, ecc). Tutte le cellule derivano da altre cellule attraverso la divisione cellulare. Negli organismi
multicellulari, ogni cellula del corpo di un organismo deriva, definitivamente, da una singola cellula in
un uovo fecondato. La cellula è anche considerata l'unità di base di molti processi patologici. [16] Inoltre,
le funzioni di trasferimento dell'energia avvengono all'interno della cellula grazie a processi noti
come metabolismo. Infine, la cellula contiene le informazioni genetiche ereditarie (nel DNA) che viene
trasmesso da cellula a cellula durante la divisione cellulare (mitosi).

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione.

La selezione naturale di una popolazione.

Un concetto centrale della biologia è che le modifiche degli organismi viventi si verificano attraverso
l'evoluzione e che tutte le forme di vita conosciute hanno una origine comune. La teoria dell'evoluzione
postula che tutti gli organismi sulla Terra, sia vivi che estinti, discendono da un antenato comune o da
un pool genico ancestrale. Questo ultimo antenato comune universale di tutti gli organismi si crede sia
apparso circa 3,5 miliardi di anni fa.[17] I biologi generalmente considerano l'universalità e l'ubiquità del
codice genetico come prove definitive a favore della teoria della discendenza comune universale per
tutti i batteri, gli archeobatteri e gli eucarioti (vedere: l'origine della vita).[18]
Introdotta nel lessico scientifico da Jean-Baptiste de Lamarck nel 1809,[19] la teoria dell'evoluzione è
stata formulata per la prima volta da Charles Darwin cinquant'anni dopo quando propose un modello
scientifico valido: la selezione naturale.[20][21][22] (Alfred Russel Wallace è riconosciuto come il co-
scopritore di tale teoria).[23] L'evoluzione è oggi utilizzata per spiegare le grandi variazioni di vita presenti
sulla Terra.
Darwin teorizzò che le specie e le razze si sviluppino attraverso processi di selezione naturale
o genealogica.[24] Anche la dottrina della deriva genetica è stata accettata come un ulteriore
meccanismo che spieghi lo sviluppo evolutivo nella sintesi moderna della teoria evoluzionistica.[25]
La storia evolutiva della specie - che descrive le caratteristiche delle diverse specie da cui discendono -
insieme alla relazione genealogica di ogni altra specie, è conosciuta come la sua "filogenesi". Diverse
metodiche sono in grado di generare informazioni su di essa. Queste includono i confronti delle
sequenze di DNA e confronti tra i fossili o altre documentazioni paleontologiche di organismi antichi.[26] I
biologi organizzano e analizzano le relazioni evolutive attraverso vari metodi, tra cui la filogenesi,
le fenetica e la cladistica.

Genetica[modifica | modifica wikitesto]

Un quadrato di Punnett utilizzato per determinare la probabilità con cui si manifestano i diversi fenotipi derivati


dall'incrocio di diversi genotipi.

Lo stesso argomento in dettaglio: Genetica.

I geni sono le unità ereditarie fondamentali di tutti gli organismi. Un gene corrisponde ad una regione


del DNA e che influenza la forma o la funzione di un organismo in modi specifici. Tutti gli organismi, dai
batteri agli animali, condividono lo stesso meccanismo di base che copia e traduce il DNA in proteine.
La cellula è in grado di trascrivere un gene contenuto nel DNA in una copia del gene in RNA e
il ribosoma (un organulo cellulare) traduce l'RNA in una proteina, ovvero una sequenza di amminoacidi.
Il codice genetico che codifica un amminoacido è lo stesso per la maggior parte degli organismi, ma
leggermente diverso per alcuni. Ad esempio, una sequenza di DNA che codifica per
l'insulina nell'uomo, codifica per l'insulina anche quando viene inserito in altri organismi, come le piante.
[27]

Il DNA di solito è contenuto in cromosomi lineari negli eucarioti e in cromosomi circolari nei procarioti.


Un cromosoma è una struttura organizzata costituita da DNA e da istoni. Negli eucarioti, il DNA
genomico è situato nel nucleo della cellula, con piccole quantità anche nei mitocondri e nei cloroplasti.
Nei procarioti, il DNA si trova all'interno di un corpo di forma irregolare posto nel citoplasma e
chiamato nucleoide.[28] Il set completo di tali informazioni relative ad un organismo, prende il nome
di genotipo.[29]

Omeostasi[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Omeostasi.

L'omeostasi è la capacità di un sistema aperto di regolare il suo ambiente interno al fine di mantenere
condizioni stabili grazie a molteplici adattamenti di equilibrio dinamico controllati da meccanismi
interconnessi di regolazione. Tutti gli organismi viventi, sia unicellulari che pluricellulari, mostrano
capacità di omeostasi.[30]
Per mantenere l'equilibrio dinamico e svolgere efficacemente alcune funzioni, un sistema deve essere
in grado di rilevare e rispondere a eventuali perturbazioni. Dopo il rilevamento di una perturbazione, un
sistema biologico normalmente risponde attraverso feedback negativo. Ciò significa che, in base alla
perturbazione, il sistema riduce o aumenta l'attività di un organo o di un sistema al fine di neutralizzare
la perturbazione stessa. Un esempio può essere il rilascio di glucagone quando i livelli
di zucchero nel sangue risultano troppo bassi.

Energia[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica di base sull'energia e la vita umana.

La sopravvivenza di un organismo vivente dipende dal continuo ingresso di energia. Le reazioni


chimiche che sono responsabili per la sua struttura e la sua funzione sono deputate all'estrazione di
energia da sostanze, come il cibo, e alla loro trasformazione in elementi utili alla formazione di nuove
cellule o al loro funzionamento. In questo processo, le molecole delle sostanze chimiche che
costituiscono gli alimenti compiono due ruoli: il primo è quello di contenere l'energia necessaria per le
reazioni chimiche biologiche e per secondo di essere la base per sviluppare nuove strutture molecolari.
Gli organismi responsabili dell'introduzione di energia in un ecosistema sono conosciuti come produttori
o autotrofi. Quasi tutti questi organismi traggono l'energia dal sole.[31] Le piante e altri fototrofi sono in
grado di utilizzare l'energia solare attraverso un processo noto come "fotosintesi", al fine di convertire le
materie prime in molecole organiche come l'ATP, i cui legami possono essere rotti per liberare
l'energia.[32] Alcuni ecosistemi, tuttavia, dipendono interamente dall'energia estratta
per chemiotrofia dal metano, dai solfuri o da altre fonti di energia non-luminali.[33]
I processi più importanti per convertire l'energia intrappolata nelle sostanze chimiche in energia utile per
sostenere la vita sono il metabolismo[34] e la respirazione cellulare.[35]

Studio e ricerca
biologia (dal greco βιολογία, composto da βίος, bìos = "vita" e λόγος, lògos = "studio") è la scienza che
studia la vita, ovvero i processi fisici, chimici dei fenomeni che caratterizzano i sistemi viventi, inclusa la
loro biochimica, meccanismi molecolari, genetica, anatomia, fisiologia, nonché
processi emergenti come adattamento, sviluppo, evoluzione, interazione tra gli
organismi e comportamento.
Nonostante l'elevata complessità della disciplina, vi sono alcuni concetti unificanti all'interno di essa che
ne regolano lo studio e la ricerca: la biologia riconosce infatti la cellula come l'unità di base della vita,
i geni come la struttura di base dell'ereditarietà e l'evoluzione darwiniana per selezione naturale come il
processo che regola la nascita e l'estinzione delle specie. Tutti gli organismi viventi,
sia unicellulari che pluricellulari, sono sistemi aperti che sopravvivono trasformando l'energia e
diminuendo l'entropia locale del sistema per regolare il loro ambiente interno e mantenere una
condizione stabile e vitale definita omeostasi. La biologia conduce ricerche utilizzando il metodo
scientifico per testare la validità di una teoria in modo razionale, imparziale e riproducibile che consiste
nella formazione di ipotesi, nella sperimentazione e nell'analisi dei dati per stabilire la validità o
l'invalidità di una teoria scientifica.
Le sottodiscipline della biologia sono definite dall'approccio d'indagine e dal tipo di sistema studiato:
la biologia teorica utilizza metodi matematici per formulare modelli quantitativi mentre la biologia
sperimentale effettua esperimenti empirici per testare la validità delle teorie proposte ed avanzare la
conoscenza umana riguardo ai meccanismi alla base della vita e come questa sia comparsa e si
sia evoluta da materia non vivente circa 4 miliardi di anni fa mediante un graduale aumento della
complessità del sistema. Vedi settori della biologia.

Indice

 1Scale di indagine della biologia


 2Storia della biologia
 3Fondamenti della biologia moderna
o 3.1Teoria cellulare
o 3.2Evoluzione
o 3.3Genetica
o 3.4Omeostasi
o 3.5Energia
 4Studio e ricerca
o 4.1Strutture
o 4.2Fisiologia
o 4.3Evoluzione
o 4.4Sistematica
o 4.5Ecologia e ambiente
 5Principali settori della biologia
 6Categorizzazione per organismi studiati
 7Note
 8Bibliografia
 9Voci correlate
 10Altri progetti
 11Collegamenti esterni

Scale di indagine della biologia[modifica | modifica wikitesto]


La biologia studia la vita a molteplici livelli di scala:

 su scala molecolare con la biologia molecolare e la biochimica;


 su scala cellulare con la citologia;
 su scala multi-cellulare con l'istologia;
 su scala sistemica con le neuroscienze, l'immunologia ecc.;
 su scala di processi chimici e fisici dell'organismo con la fisiologia;
 su scala dello sviluppo di un organismo mediante la biologia dello sviluppo;
 su scala di singolo organismo con la zoologia, botanica, microbiologia ecc.;
 su scala di popolazione di organismi con l'ecologia, ed esame delle interazioni fra di essi con
l'etologia e la psicobiologia;
 su scala evoluzionistica con la sistematica e la biologia evoluzionistica.

Biologia a livello molecolare: il DNA


 

Biologia a livello cellulare: la cellula


 

Biologia a livello di tessuti: sezione di un muscolo scheletrico


 

Biologia a livello di organismi: Drosophila melanogaster


 

Biologia a livello di sistemi: un ecosistema

Storia della biologia[modifica | modifica wikitesto]


Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della
biologia.
Albero della vita di Ernst Haeckel, (1879)

Il termine biologia deriva dalla parola greca βιολογία, composto da βίος, bìos = "vita" e λόγος, lògos =


studio.[1][2] La forma latina del termine fece la sua prima apparizione nel 1736, quando Linneo (Carl von
Linné) utilizzò "biologi" nella sua Bibliotheca botanica. Tale termine fu nuovamente utilizzato trent'anni
dopo, nel 1766, in un'opera intitolata Philosophiae naturalis sive physicae: tomus III, continens
geologian, biologian, phytologian generali, scritta da Michael Christoph Hanov, un discepolo
di Christian Wolff. Il primo uso in tedesco, Biologie, è stato utilizzato in una traduzione del 1771 del
lavoro di Linneo. Nel 1797, Theodor Georg August Roose utilizzò tale termine nella prefazione del
libro Grundzüge der Lehre van der Lebenskraft. Karl Friedrich Burdach lo utilizzò nel 1800 con un
senso più ristretto allo studio degli esseri umani da un punto di vista morfologico, fisiologico e
psicologico (Propädeutik zum Studien der gesammten Heilkunst). Il termine è quindi entrato nell'uso
moderno grazie al trattato di sei volumi Biologie, oder Philosophie der lebenden Natur (1802-1822)
di Gottfried Reinhold Treviranus, che così sentenziava[3]:

«Gli oggetti della nostra ricerca saranno le diverse forme e manifestazioni della vita, le condizioni e
le leggi in base alle quali si verificano questi fenomeni e le cause attraverso i quali sono stati
effettuati. La scienza che si occupa di questi oggetti viene indicata con il nome di biologia [Biologie]
o dottrina della vita [Lebenslehre].»

Sebbene la biologia moderna si sia sviluppata

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