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A causa dell'inclinazione dell'asse di rotazione della Terra (23°27′ rispetto alla verticale

dell'eclittica e 33 primi e 66 gradi rispetto all'eclittica), a latitudini superiori o almeno pari a 66°33′
(circolo polare) accade che nei periodi tra i due equinozi il Sole possa restare sopra l'orizzonte
anziché tramontare e sorgere; ciò si verifica a semestri alternati nell'emisfero nord o in quello
sud.
La durata di questo fenomeno varia da circa 6 mesi presso il polo a 24 ore (quasi 48 ore [1])
presso il circolo polare, iniziando dall'area del polo geografico (durante l'equinozio con cui ha
inizio il semestre in luce), estendosi fino al relativo circolo polare durante il solstizio, per poi
ridursi nuovamente al polo e terminare in concomitanza con l'equinozio che precede il semestre
buio.
Nei periodi immediatamente precedenti e successivi al solstizio in luce, presso il circolo polare il
sole resta sopra l'orizzonte per poco meno di 24 ore al giorno, dopo aver iniziato con 12 ore
durante l'equinozio che inizia il semestre in luce, per arrivare nuovamente a 12 ore sopra
l'orizzonte in occasione dell'equinozio che precede il semestre al buio.
Quando il sole di mezzanotte si realizza, il moto apparente del sole (normalmente da est a ovest)
muta altrettanto apparentemente in circolare (il sole varia la sua posizione rispetto all'osservatore
di 360° intorno allo stesso, in 24 ore), trovando il suo culmine d'altezza rispetto all'orizzonte
all'orario e nella direzione in cui normalmente si verificava il culmine del mezzogiorno (verso cioè
il polo più lontano), e il suo minimo di altezza sull'orizzonte a 180° in direzione opposta (verso il
polo più vicino) alla mezzanotte locale.
Questo moto apparente di 360° risulta tanto più altalenante tra il massimo e il minimo sopra
l'orizzonte quanto più il punto di osservazione si trova verso il circolo polare, mentre più ci si
avvicina al polo più il moto appare - nell'arco di ogni 24 ore - come essere quasi lineare, solo in
rotazione di 360° (analizzato nel totale dei 6 mesi di luce, si può notare che al polo geografico il
moto apparente del sole percorre una lenta spirale ascendente, con culmine in altezza al
solstizio - quando arriva a circa 23° sopra l'orizzonte; dopo di che la spirale diventa discendente,
riportando il sole a filo dell'orizzonte in prossimità dell'equinozio che termina il periodo in luce).
Durante il periodo invernale dell'emisfero in questione si verifica il fenomeno opposto che è
chiamato notte polare. Ci sono tuttavia delle regioni in cui si ha il sole di mezzanotte ma non la
notte polare più profonda: perché sia impossibile vedere traccia della luce solare è infatti
necessario che il Sole sia almeno 18° sotto l'orizzonte anche nelle ore diurne, cosa che può
accadere solo in luoghi siti a latitudini superiori a 84°33' nei mesi centrali del semestre al
buio[2] (a latitudini inferiori si hanno invece i bagliori dei vari livelli di luce crepuscolare).
Dato che le uniche zone abitate a sud del circolo polare antartico sono avamposti scientifici (con
personale selezionato e vincolato nelle attività), questa esperienza è vissuta liberamente solo
dalle popolazioni residenti a nord del circolo polare artico, quali quelle della Fennoscandia,
della Russia, del Canada, dell'Alaska, della Groenlandia, della Norvegia e
dell'Islanda (quest'ultima solo per rifrazione, essendo, anche se di pochissimo - 1,5 km - a sud
del circolo polare).
A causa della rifrazione il fenomeno del sole di mezzanotte può essere infatti visto anche da
regioni poste a latitudini inferiori rispetto a quelle dei circoli polari (come, appunto, l'Islanda),
anche se il sole - geometricamen

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