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PRINCIPALI CHIESE BASILIANE DI ETÀ BIZANTINA

DENOMINAZIONE LOCALITÀ PERIODO NOTE GRAFICHE NOTE STORICO-ARCHITETTONICHE


La Cattolica Stilo (RC) X-XI sec. Paolo Orsi individua il periodo di costruzione tra la fine del X e l’inizio dell’XI sec., comunque
prima dell’inizio della dominazione normanna. Non del tutto accertata è anche l’originaria
destinazione dell’edificio, se annesso, cioè, alla chiesa madre della città, o se da considerare
luogo di culto per i monaci di un vicino cenobio o di laure circostanti. L’edificio è a pianta
centrale, con tre absidi rivolte ad est, ed è sormontato da cinque cupole esternamente depresse.
Le tegole che rivestono attualmente tali cupole (la cui presenza è stata documentate soltanto
alla fine del XVII sec.) sono di ripristino. Inusuale per l’architettura bizantina calabra, che
generalmente si serve di pietre e ciottoli, è l’uso esclusivo di materiale laterizio. Di sicuro
pregio sono le decorazioni esterne, ed in particolare quella dei tamburi realizzata con laterizi a
reticolato, tipica delle chiese greche del X sec.
Nel 1914 e nel 1927 subisce due interventi di restauro ad opera di Polo Orsi, che dopo un
attento studio porta a compimento una prima opera di rimozione delle superfetazioni postume,
tra cui le coperture in laterizi delle cinque cupole, giudicate dall’archeologo non originali e
sostituite da una calotta cementizia. Da segnalare sono anche gl’interventi di restauro realizzati
nel 1947-51 dal Martelli che ripristina la copertura in coppi e copre a doppio spiovente le volte
a botte, e quello di Degani nel 1968-70 che chiude in mattoni la lunetta sovrastante il portale
d’ingresso.

S. Marco Rossano (CS) XI-XIII sec. B. Cappelli propone la datazione della chiesa di S. Marco intorno alla metà del X sec., anche se
in molti la ritengono anteriore di circa un secolo rispetto alla Cattolica. De Angelis d’Ossat e
Krautheimer la collocano invece in epoca successiva alla chiesa di Stilo. L’impianto, nelle
dimensioni e nello schema a cinque cupole, è identico a quello della Cattolica, ad eccezione
dell’ambiente quadrato antistante il lato ovest, da ritenersi, però, un’aggiunta successiva
finalizzata ad aumentare la capienza del manufatto. L’esterno è rivestito di uno spesso strato
d’intonaco, che denuncia gusto e tradizioni costruttive diverse, rispetto alla chiesa di Stilo, da
parte delle maestranze impiegate nella costruzione. Significativo è il prolungamento della
facciata delle absidi (lato est) verso il basso, fino a fondersi con le rocce del costone in tufo sul
quale l’opera sorge, conferendo alla veduta da oriente dell’edificio un evidente carattere di
monumentalità. All’interno, alcuni elementi (ridotta illuminazione, uso di pilastri quadrati
piuttosto che colonne, presenza di solidi risalti murari in corrispondenza dei pilastri)
denunciano un’influenza romanica
.
Battistero di S. Severina Santa IX sec. Il IX sec. sembra essere la data di costruzione più condivisa dagli storici dell’arte, anche se
Severina qualcuno la ritiene di epoca successiva.
(CZ) Attualmente il Battistero si presenta con una forma planimetrica circolare, ma in origine, come
accertato dagli scavi relativi al restauro realizzato nel 1927, si proponeva con una pianta a
croce greca. Oggi rimangono solo i bracci di sud-est e sud-ovest ed una parziale ricostuzione
postuma del braccio di nord-est. Al di sopra dello spazio centrale, delimitato da un emiciclo di
colonne, s’innalza un tamburo ottagonale sormontato da una cupola depressa.
La destinazione a cappella battesimale sin dalle origini non è certa. Alcune tesi la vorrebbero
sorgere come chiesa autonoma in seguito all’esigenza di costruire nuovi luoghi di culto in una
località come S. Severina, fino ad allora priva d’importanza, ma, dopo la riconquista bizantina,
improvvisamente elevata a sede di un metropolita e destinata a diventare un nuovo centro
dell’ortodossia greca.
PRINCIPALI CHIESE BASILIANE DI ETÀ NORMANNA
DENOMINAZIONE LOCALITÀ PERIODO NOTE GRAFICHE NOTE STORICO-ARCHITETTONICHE
S. Maria de’ Tridetti Staiti (RC) XI -XIIsec. Scoperta da P. Orsi che la fa risalire all’XI sec., secondo altre ipotesi sarebbe da collocare invece
intorno ai primi decenni del XII sec. Certa è, comunque, la sua collocazione in età Normanna. Di
impianto basilicale (metri 14,50x8,50) forse originariamente annessa ad un convento ormai scomparso,
presenta un presbiterio tripartito e tre navate originariamente coperte da capriate in legno, oggi del
tutto scomparse. Ai due lati dell’altare principale i due ambienti (pròtesis e diaconicòn) presentavano
coperture con volte a crociera, mentre al centro svetta una complessa cupola turrita ormai quasi del
tutto diruta. All’inizio degli anni settanta subisce un pesante restauro con l’introduzione di due
ingombranti barbacani a sostegno della facciata. Attualmente è in fase di restauro su progetto del prof.
A. Quistelli.

Santa Maria del Patir Rossano (CS) inizio XII Sorta all’inizio del XII sec. era annessa all’omonimo monastero, tra i più noti della Calabria bizantina,
sec. fondato da Bartolomeo da Simeri, di cui oggi rimangono solo pochi ruderi. La chiesa si presenta con
pianta basilicale (metri 27x14) a tre navate, presbiterio tripartito con tre absidi e sormontato da tre
cupole depresse di probabile rifacimento secentesco. Il tetto della navata centrale è carenato e sorretto
da grandi capriate, è a spiovente, invece, nelle navate laterali.
Dopo il XVIII sec., al quale risale un’accurata descrizione della chiesa, sembra che la facciata
occidentale abbia subito considerevoli modifiche, con l’eliminazione di un narcete destinato ad
accogliere le donne durante le funzioni sacre e la sostituzione dei tre portali originari con l’attuale a
sesto acuto.
Analoghe modifiche si riscontrano nelle absidi poste ad est con il tamponamento delle tre finestre
dell’abside centrale e delle due presenti su ognuna delle laterali. Di particolare pregio è la
pavimentazione musiva.

Santa Maria di Terreti Terreti (RC) prima metà Scoperta da P. Orsi e ritenuta da C. Bozzoni della prima metà dell’XI sec., viene sciaguratamente fatta
XI sec. demolire nel 1915 dal Consiglio comunale di Reggio Calabria. Della chiesa, oltre agli studi di P. Orsi
che ne ricostruisce la pianta sulla base dei resti delle fondazioni da lui ritrovate, rimangono solo alcuni
reperti (pavimento musivo e lastre in stucco) custoditi presso il Museo nazionale di Reggio Calabria ed
una descrizione del De Lorenzo che visitò la chiesa, già da allora parzialmente diruta, nel 1879 e nel
1887. Essa aveva uno sviluppo longitudinale a tre navate e tre absidi con pilastri quadrati e cupola a
scodella sul bema. Sono documentati dal ritrovamento di due lapidi del 1637 e del 1688 da parte del De
Lorenzo, due interventi di restauro.
S. Giovanni Vecchio Stilo (RC) XI-XII sec. Sorta all’inizio del XII sec. in seguito a una donazione di Ruggero I per rispondere alle esigenze di
ampliamento del luogo sacro preesistente.
La pianta è ad un’unica navata molto allungata, originariamente coperta con tetto a capriate. Ad essa
si connette un corpo quadrato fiancheggiato da due ambienti absidati e coperti da volte a crociera. Al
di sopra dell’altare si innalza un complesso organismo sormontato da una cupola che ricorda quella
analoga ritrovata a S. Maria de’ Tridetti. Sulla facciata anteriore è presente un Narcete. La parete
settentrionale della navata e la sua copertura sono andati persi, così come gran parte del monastero a
cui la chiesa era annessa. Attualmente è in corso un programma di restauro.

S. Maria della Squillace 1075-1090 Concorde è la sua datazione intorno alla fine dell’XI sec. E’ sicuramente la chiesa basiliana più grande
Roccelletta (CZ) d.c. dell’Italia Meridionale con la sua ampia navata unica (metri 40x15). Tra essa ed un presbiterio
tripartito coperto da volte a crociera si frappone un transetto sporgente. La navata ha larghezza
maggiore del coro e la sua copertura a capriate probabilmente non fu mai completata. Al di sotto della
zona costituita dal coro posto ad oriente e il transetto, si trova una cripta ancora oggi piena di detriti
derivanti dal crollo delle volte sovrastanti. La conseguente differenza di quota tra navata e parte
centrale della costruzione è risolta tramite un sistema di gradonate.

S. Adriano S. Demetrio XI XII sec. C. Bozzoni ritiene che la costruzione dell’impianto sia iniziata nell’XI sec. per essere completata e forse
Corone (CS) rimaneggiata nel successivo, ed assumere, più tardi, il suo aspetto attuale. E’ per questo che le
influenze romaniche sono talmente evidenti da non farla ritenere dal Venditti una chiesa bizantina.
Originariamente si presentava come una piccola basilica a tre navate e quattro campate con un’abside
semicircolare. Il transetto non sporgente che oggi conclude la chiesa è un’integrazione settecentesca.
Di chiara fattura basiliana è il pavimento in opus sectile.
ALTRE CHIESE BASILIANE

DENOMINAZIONE LOCALITÀ PERIODO NOTE GRAFICHE NOTE STORICO-ARCHITETTONICHE


Cattedrale di Cosenza Cosenza
S. Donato (ex Umbriatico Restaurata
Cattedrale)
S. Maria (ex Cattedrale) Anglona
S. Giovannello Gerace (RC)

Abbazia della Trinità Venosa


Abbazia di S. Eufemia S.Eufemia

Duomo Nicastro circa 1100 Distrutto dal terremoto del 1638


Cattedrale Mileto circa 1081 Distrutto dal terremoto del 1638

S. Barbara Mammola
Cattedrale di S. Severina Santa
Severina
S. Filomena Santa
Severina
S. Lucia Santa
Severina
S. Maria Amendolara
S. Anna Palizzi
Superiore
SS. Pietro e Paolo Strongoli
S. Ruba Vibo
SS. Annunziata
S. Antonio abate Archi (RC)