Sei sulla pagina 1di 42

Fabio Cavozza

Massofisioterapista
Docente di:
Terapia manuale
fasciale
Le fasce sono un potente strumento di
sostegno, di coordinazione motoria, di
protezione e sono sede di numerosissimi
recettori
Tali strutture sono implicate sia nella
fisiologia del dolore sia nella disfunzione
dell’apparato locomotore.
Esse rappresentano la chiave di lettura che
completa la comprensione della
biomeccanica umana
Il trattamento manuale delle fasce ha lo
scopo di migliorarne l’elasticità e il
reciproco scorrimento
Risulta fondamentale:
conoscere la logica del funzionamento della
macchina umana per poter individuarne
anomalie e guidarne la guarigione
Studio del percorso disfunzionale che ha
generato un dolore, chiamato schema
disfunzionale
La parola “fascia” deriva dal latino e significa
banda o benda
Il sistema fasciale è una rete di tessuto visco-
elastico, diffusa ubiquitariamente in tutto il
corpo e parte integrante del sistema
muscolo-scheletrico
La fascia ha funzioni meccaniche e di
protezione dell’organismo
Rappresenta, inoltre, un elemento di
coordinazione muscolare, consentendo
movimenti armoniosi
Disturbi nelle strutture fasciali possono
manifestarsi come limitazione della
mobilità, spesso con dolori associati
Le fasce possono rappresentare uno stimolo
aberrante in grado di alterare l’intero
sistema posturale
Le fasce fanno parte della grande categoria
dei tessuti connettivi

Come tutti i tessuti connettivi, la fascia è


composta di particolari fibre e di cellule
specifiche
Le fibre che compongono le fasce sono di due
tipi principali:

Il collagene
L’elastina
Le cellule all’interno della fascia includono:

Fibrociti (fibroblasti, miofibroblasti)


Adipociti
Leucociti
La fascia è popolata da fibre nervose
sensoriali, contribuendo alla propriocezione
e alla nocicezione poiché sensibile alla
pressione

La terapia manuale applicata alla fascia può


interferire con il tono muscolare e il sintomo
doloroso
Data l’evidenza di alterazioni strutturali nei
tessuti connettivi delle zone algiche,
considerando il significato nocicettivo delle
fasce, si può ipotizzare che collegamenti
aponeurotici tra comparti muscolari diversi
possano fornire una spiegazione alternativa
alle distribuzioni di dolore
Meccanismi del dolore fasciale:

Micro-traumatismi
Deformazione del tessuto fasciale a causa di
infortuni, carichi eccessivi o immobilità
Irritazione in altri tessuti innervati dallo
stesso metamero e dolore riferito per
aumento della sensibilità nocicettiva
Fasce superficiali: lamina basale
dell’epidermide, trama connettivale del derma,
tessuto cellulare sottocutaneo
Fasce medie: aponeurosi (superficiali, medie,
profonde), epimisio dei muscoli, tendini,
legamenti, guaine esterne dei visceri, guaine
esterne dei vasi
Fasce profonde: meningi, perimisio,
endomisio, periostio, capsule e sinovie
articolari
I tessuti influenzabili dalle tecniche
fasciali sono quelli compresi nello strato
medio
È difficilmente dimostrabile, ma verosimile,
che, indirettamente, attraverso uno stimolo
superficiale anche i sistemi più profondi
subiscano una minima riorganizzazione
È meno verosimile che, volontariamente, la
mano umana possa determinare una variazione
delle strutture fasciali più profonde tali da
cambiare il proprio assetto
APONEVROSI EPICRANICA: ricopre la parte superiore del
cranio estendendosi dall’occipite alle sopracciglia;

APONEVROSI TEMPORO-PARIETALE: superiormente


all’arcata zigomatica, sulla superficie laterale della testa;

APONEVROSI TEMPORALE: riveste il muscolo temporale;

APONEVROSI PAROTIDEO-MASSETTERINA: ricopre il


muscolo massettere, il dotto parotideo e il nervo faciale e si
continua in basso con la fascia cervicale superficiale;
APONEVROSI CERVICALE SUPERFICIALE: forma un sottile
rivestimento per il muscolo trapezio e SCOM. Poco sopra del
manubrio le fibre si fondono con il m. platisma e con
l’aponevrosi cervicale media.

APONEVROSI CERVICALE MEDIA: avvolge i muscoli sotto-


ioidei, la tiroide, la laringe, la faringe, l’esofago e si continua
indietro con la lamina tenue che raggiunge l’aponevrosi cervicale
profonda. Superiormente si inserisce all’osso ioide e
inferiormente si fonde con il pericardio fibroso. È unita al tessuto
connettivo che ricopre il fascio vascolo-nervoso del collo
(carotide comune, vena giugulare interna, nervo vago).
APONEUROSI CERVICALE PROFONDA: inizia alla base del
cranio e si estende fino alla cavità toracica inserendosi sul
legamento longitudinale anteriore. Ricopre la colonna vertebrale
e la muscolatura profonda del collo.
APONEVROSI CERVICALE SUPERFICIALE: si inserisce
superiormente sulla protuberanza occipitale esterna, nel
legamento nucale e nel processo spinoso di C7, avvolge il
muscolo trapezio e si inserisce sulla spina della scapola e
acromion.
APONEVROSI TORACO-LOMBARE: a livello toracico si
inserisce ai processi spinosi delle vertebre toraciche e
lateralmente agli angoli delle coste. A livello lombare si divide
in 3 strati:
- strato posteriore: processi spinosi vertebre lombari e sacrali e leg.
sovraspinoso SIPS e cresta iliaca.
- strato medio: margine 12° costa, processi trasversi vertebre
lombari e leg.i intertrasversari cresta iliaca e leg
lombosacrale.
- strato anteriore: ricopre il m. quadrato dei lombi, processi
trasversi lombari e m. grande psoas legamento ileo-lombare
e cresta iliaca.
APONEVROSI DEI M. ERETTORI DELLA COLONNA: riveste i tre
muscoli erettori della colonna: spinale, lunghissimo, ileo-costale. Si
inserisce nei processi spinosi delle vertebre lombari, nella cresta sacrale
media, nella cresta iliaca e copre il muscolo multifido.
APONEUROSI ENDOTORACICA: tra la muscolatura
profonda del torace e la pleura parietale a cui è inserita,
riveste internamente la cavità toracica.

PERICARDIO FIBROSO:
continua superiormente nella
aponeurosi cervicale media,
anteriormente nella faccia posteriore
del manubrio e del processo xifoideo (leg.
sterno-pericardico superiore e inferiore),
posteriormente aderisce alle vertebre
toraciche (leg. vertebro-pericardici),
inferiormente aderisce al centro tendineo
del diaframma (leg. freno-pericardici).
DIAFRAMMA: superiormente il centro tendineo è collegato
attraverso al pericardio fibroso, anteriormente si inserisce nella faccia
posteriore del processo xifoideo e nella superficie interna delle ultime
6 cartilagini costali, lateralmente si inserisce nella faccia posteriore
delle ultime 6 coste e si continua con il m. trasverso dell’addome e
con l’aponeurosi trasversale. Posteriormente si inserisce alla parte
posteriore delle ultime coste e alle prime tre vertebre
lombari (leg. arcuato mediale e laterale,
pilastro mediale e laterale).

Il leg. arcuato laterale è in continuità


con l’aponevrosi toraco-lombare e
quello mediale con la fascia del m. psoas.
FASCIA SUPERFICIALE DELLO SCARPA: connessa
debolmente all’aponeurosi del muscolo obliquo esterno, in
alto con le fasce superficiali del tronco, medialmente è adesa
alla linea alba, inferiormente alla sinfisi pubica e lateralmente
con la fascia lata.

APONEUROSI TRASVERSALE:
si trova tra il m. trasverso dell’addome
ed il tessuto adiposo extraperitoneale.
Aderisce posteriormente all’a. toraco-
lombare, inferiormente con le
a. iliache e pelviche, superiormente
con la parte inferiore del diaframma.
Si inserisce inferiormente sulla cresta
iliaca e sul leg. Inguinale.
APONEUROSI DEL MUSCOLO RETTO DELL’ADDOME:
formata dalle aponeurosi del m. obliquo interno, obliquo
esterno, traverso e dall’a. trasversale, con delle differenze
nella porzione sopra e sotto l’ombelico.
URACO
O LEGAMENTO OMBELICALE MEDIANO:
lungo dai 3 ai 10 cm e diametro di 8/10 mm,
si estende tra la fascia trasversale e il
peritoneo e collega la vescica
all’ombelico.

APONEUROSI DELLO PSOAS


APONEUROSI ILIACA
APONEUROSI OTTURATORIA
APONEUROSI DEL M. PIRIFORME
APONEUROSI DEL M. ELEVATORE
DELL’ANO
FASCIA RENALE: avvolge il rene, il surrene, la porzione superiore
dell’uretere. Il foglietto posteriore aderisce all’a. dello psoas, all’a.
iliaca e all’a. toraco-lombare. il foglietto anteriore separa lo spazio
perirenale del peritoneo. Lateralmente i due foglietti si uniscono
per formare l’aponeurosi lateroconale. Superiormente si
inseriscono sui pilastri dei rispettivi emidiaframmi.

APONEUROSI LATEROCONALE
APONEUROSI GLUTEA: situata tra medio gluteo e grande gluteo.
FASCIA LATA: posteriormente è
inserita nella regione posteriore del
sacro e del coccige, lateralmente sul
margine esterno della cresta iliaca,
anteriormente sul leg. inguinale
e sul ramo superiore del pube,
medialmente sul ramo inferiore del
pube, sulla tuberosità ischiatica e
sul leg. sacro-tuberoso.
Continua nel tratto ileo-tibiale il
quale contrae rapporti con la capsula
dell’art. coxo-femorale.
GUAINA FEMORALE: è la continuazione dell’a. trasversale e iliaca.
Avvolge l’arteria femorale, la vena femorale e il canale femorale che
contiene i vasi linfatici. Inferiormente si fonde con l’avventizia vascolare
poco sotto il leg. inguinale.
MENISCHI
APONEUROSI CRURALE: è la continuità della fascia lata e si inserisce
sul margine rotuleo, sul tendine rotuleo, sulla tuberosità e i condili
tibiali e sulla testa del perone. Riveste il cavo popliteo (rafforzata da
fibre trasversali) e avvolge tutta la muscolatura della gamba
continuandosi con l’aponeurosi plantare e dorsale del piede.
APONEUROSI TRASVERSA PROFONDA: separa lo strato
superficiale e lo strato profondo della muscolatura del polpaccio. Si
estende dal margine mediale della tibia fino al bordo posteriore del
perone.

APONEUROSI PLANTARE INTERMEDIA (O FASCIA PLANTARE)


APONEUROSI CERVICALE MEDIA
PERICARDIO FIBROSO
APONEUROSI ENDOTORACICA
DIAFRAMMA
APONEUROSI TRASVERSALE
APONEUROSI DELLO PSOAS
APONEUROSI ILIACA
URACO
FASCIA RENALE
APONEUROSI DELLA PELVI
Fascia plantare
Muscoli: Tibiale anteriore, Estensore lungo
dell’alluce e Estensore lungo delle dita
Muscoli Peronieri
Muscoli: Tibiale posteriore e Flessore lungo
delle dita
Muscolo Tricipite surale
Muscoli Ischio-peroneo-tbiale
Muscolatura Adduttoria
Muscolo Quadricipite
Muscoli Piriforme e Quadrato del femore
Muscolo Tensore della fascia lata e tratto
ileo-tibiale
Muscoli Piccolo e Medio gluteo
Muscolo Iliaco
Muscolatura Paravertebrale (pz decubito
laterale, prono, seduto)
Aponeurosi toraco-lombare in zona lombo-
sacrale
Test elevazione arti superiori
Test muscolo bicipite brachiale
Test mobilità sub-acromiale
Muscolo Grande pettorale
Muscolo Piccolo pettorale
Muscolo Grande dorsale
Muscolo Deltoide
Muscolo Sovraspinato
Muscolo Sottospinato
Muscolo Sottoscapolare
Muscolo Bicipite brachiale e Coraco
brachiale
Test del tratto cervico-dorsale
Test di mobilità del rachide cervicale
Muscolo elevatore della scapola
Muscolo trapezio
Muscolatura paravertebrale cervicale
Muscolo sternocleidomastoideo
Muscoli temporali
Muscolo diaframma attraverso il rilascio
dell’ aponeurosi trasversale
Tecnica contro-forza sterno-dorsale media
Muscoli scaleni
Muscolo piccolo pettorale

TECNICA PER
TRATTAMENTO DELLE
CICATRICI
Da:
Normalizzazione della fascia
di Giacomo Margiacchi