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Prof.

Simonetta Vernocchi
Prof. A. Aceranti

1
2
Classificazione dei disturbi mentali
(Krapelin)

PSICOSI
NEVROSI
PERVERSIONI
DISTURBI DI PERSONALITA’

Patologia - Lezione 2 3
Patologia - Lezione 2 4
PSICOSI
Termine psichiatrico per indicare condizioni
psicologiche con caratteristiche peculiari.
Dette caratteristiche che possono manifestarsi in
modo acuto o cronico, temporaneo o permanente,
reversibile o irreversibile si esprimono in una perdita
più o meno totale della capacità di comprendere il
significato della realtà in cui si vive e di mantenere
tra sé e la realtà un rapporto di sintonia sufficiente a
consentire un comportamento autonomo e
responsabile nell’ambito culturale in cui si vive
(Galimberti)

Patologia - Lezione 2 5
Quadro sintomatologico delle psicosi:

• Alterazione profonda nella percezione della


realtà esterna (ne deriva un comportamento
rigido, insicuro o contraddittorio)
• Disgregazione della personalità con
conseguente difficoltà a selezionare i propri
pensieri, a controllare la propria
immaginazione e i propri sentimenti che ora
sembrano assenti e ora eccessivi

Patologia - Lezione 2 6
3) Riduzione o smarrimento della distinzione tra
appartenenza ed estraneità per cui vengono
meno i confini tra il corpo e il mondo esterno

4) Allucinazioni e deliri

5) Disadattamento sociale ( dovuto a


“comprensibilità” dei sintomi di cui lo
psicotico, a differenza del nevrotico, non è
consapevole
Patologia - Lezione 2 7
Classificazione delle psicosi

Psicosi organiche (psicosi tossiche, demenza


senile, psicosi arteriosclerotica)

Psicosi reattive (in seguito a gravi traumi)

Psicosi endogene o funzionali (schizofrenia e


psicosi maniaco-depressiva o ciclotimia)

Patologia - Lezione 2 8
Schizofrenia
Disturbo di personalità schizotipico
• I dati empirici non confermano l’esistenza di uno stile schizotipico che,
forse, può essere più appropriatamente considerato come
espressione meno grave dello spettro schizofrenico. Come
evidenziato da numerosi studi, il disturbo schizotipico ha un forte
legame con la schizofrenia: esistono criteri diagnostici per il primo che
si rivelano ottimi predittori della seconda, in più, esiste il rischio
familiare di sviluppo di schizofrenia in presenza di un paziente con
disturbo schizotipico.

Patologia - Lezione 2 10
Schizofrenia e disturbo schizoide
• Dato che la diagnosi di schizofrenia si adatta anche alle persone che si
trovano all’estremo più disturbato del continuum schizoide, e dato
che lo schizoide può avere un comportamento non convenzionale,
eccentrico, o perfino bizzarro, si tende generalmente a patologizzare
coloro che presentano dinamiche schizoidi.
• Il disturbo schizoide ha però una propria specificità. Viene considerato
un disturbo distinto dalla schizofrenia.

Patologia - Lezione 2 11
Gabbard = la schizofrenia è una patologia che presenta tre
raggruppamento di sintomi:
• -positivi o floridi: costituiscono la “presenza” della malattia;
riguardano disturbi del contenuto del pensiero (DELIRI),
disturbi della percezione (ALLUCINAZIONI) e manifestazioni
comportamentali;
• -negativi: costituiscono l’“assenza” di funzioni e si
riferiscono ad affettività coartata, povertà di pensiero,
apatia, anedonia;
• -Relazioni personali disturbate: ritiro, espressione
inadeguata dell’aggressività e sessualità, mancanza di
consapevolezza dei bisogni altrui e incapacità di contatto
significativo con le altre persone.

Patologia - Lezione 2 12
• Delirio: interpretazione errata ed incrollabile della
realtà non correggibile da critica, giudizio o
esperienza, colorata di un senso di assoluta
certezza soggettiva;
• Allucinazioni: percezioni senza stimoli,
caratterizzate da concretezza, sensorialità (legate
alle qualità sensoriali pertinenti a ciascun senso) e
spazialità (l’oggetto viene percepito chiaramente
all’esterno del soggetto).

Patologia - Lezione 2 13
Comprensione psicodinamica
• Freud: determinata da disinvestimento energetico verso gli oggetti, una
regressione ad uno stadio evolutivo autoerotico, parallelamente ad un ritiro
dell’investimento. La carica ritirata era reinvestita sull’Io. Non trattabili.
• Sullivan: determinata da difficoltà relazionali precoci che determinerebbero una
dissociazione di un Sé carico d’angoscia. L’esordio della malattia consiste nella
riattivazione di questa parte dissociata - disorganizzazione psicotica. Trattabili.
• La psicologia dell’Io: confine difettoso fra l’Io e il mondo a causa di un mancato
investimento energetico da parte del paziente.

Patologia - Lezione 2 14
Temi comuni alle teorie
psicodinamiche:
• I sintomi psicotici come deliri e allucinazioni hanno
un significato soggettivo profondo;
• Le relazioni interpersonali sono fonte di terrore per
questi pazienti.

Patologia - Lezione 2 15
La schizofrenia o psicosi schizofrenica.

Colpisce lo 0.7% della popolazione


Esordio tra i 17 e i 25 anni
È trasmissibile geneticamente (terreno fertile)
Come si manifesta? Si ritrovano tutti i sintomi
descritti per le psicosi (delirio,allucinazione,
espressione mimica incoerente) con particolare
accento all’aspetto dissociativo .

Patologia - Lezione 2 16
I deliri ma soprattutto le allucinazioni (sia
uditive che psichiche) sono i disturbi che più
facilmente portano la persona che ne è affetta a
compiere un reato violento.
Su un campione di 74 schizofrenici che
avevano commesso un atto violento è stato
osservato che più di un terzo fosse stato
compiuto in preda ad un stato allucinatorio.
Il 50% degli omicidi psicotici obbedivano al
allucinazioni.
Patologia - Lezione 2 17
Patologia - Lezione 2 18
Depressione

Alterazione del tono dell’umore verso forme di


tristezza profonda con riduzione dell’autostima
e bisogno di autopunizione. Quando l’intensità
e la durata dell’alterazione emotiva supera
certi limiti o si presenta in circostanze che non
la giustificano allora si parla di depressione

Patologia - Lezione 2 19
Depressione maggiore o Depressione minore o
psicotica o endogena nevrotica o reattiva
(nasce dall’interno senza (reazione eccessiva a lutti
rinviare a cause esterne) perdite fallimenti)

Patologia - Lezione 2 20
Sintomi della depressione:

Disturbi somatici ( insonnia, inappetenza con


dimagrimento rapido, diminuzione
dell’interesse sessuale)

Disturbi dell’affettività ( sentimenti di tristezza


profonda, progressiva perdita di interesse per
la vita spesso accompagnata da un senso di
colpa)

Patologia - Lezione 2 21
Disturbi del pensiero (pensiero risulta
impoverito, circolare e ossessivo)

Tendenza al suicidio (desiderio di morte)

Alterazione interazioni sociali (inibite,


chiusura)

Patologia - Lezione 2 22
Interpretazioni della depressione

Jaspers (psicologia comprensiva) interpreta la


depressione come una destrutturazione
dell’intenzionalità: “il nucleo della depressione è
formato da un’immotivata e profonda tristezza alla
quale si aggiunge un’inibizione di tutta l’attività
psichica….tutte le pulsioni istintive sono inibite, il
malato non ha voglia di fare nulla”

Patologia - Lezione 2 23
Binswanger (psichiatria fenomenologica) interpreta la
depressione come una destrutturazione della
temporalità, per effetto della quale il passato non è
passato, e perciò non concede al presente di accadere
a al futuro di avvenire. La perdita di un amore, di una
carriera, di denaro nascondono (simbolo) una perdita
ben più ampia, quella del presente e del futuro. “…il
linguaggio del depresso dipinge un mondo vuoto di
possibilità perché ha consegnato la sua libertà al
passato”

Patologia - Lezione 2 24
Jervis (Antipsichiatria): il depresso tenderebbe
ad attribuire a se stesso le cause del suo
malessere e non riesce a scorgere le cause
sociali di quella situazione di vita dolorosa o
deludente che è all’origine della depressione.

Patologia - Lezione 2 25
La psicoanalisi. Freud ascrive la depressione
(melanconia) ad un lutto, alla perdita di un oggetto
d’amore. Ogni individuo compie delle scelte
oggettuali, ossia vincola la libido ad una determinata
persona/oggetto. La relazione oggettuale si
interrompe. L’esito normale sarebbe lo spostamento
della libido su un altro oggetto, nel depresso invece
accade qualcosa di diverso: la libido divenuta libera
non viene spostata su altro oggetto ma riportata
all’io. Qui però non trova un impiego qualsiasi, ma
viene utilizzata per istaurare una identificazione
dell’io con l’oggetto abbandonico.

Patologia - Lezione 2 26
La psicoanalisi. Abraham individua la
psicogenesi della depressione in una grave
offesa all’autostima avvenuta nell’infanzia che
ha minato la fiducia del soggetto in se stesso
provocando una regressione allo stadio orale
caratterizzato dalla dipendenza ambivalente

Patologia - Lezione 2 27
La psicoanalisi. Jung interpreta la depressione
come contenimento di energia psichica
imprigionata e incapace di liberarsi. Nello
stato di depressione occorre quindi entrare il
più profondamente possibile, per scorgere
cosa impedisce all’energia di liberarsi e che
cosa custodisce nel “silenzio e nel vuoto che
procedono il processo creativo”(1946)

Patologia - Lezione 2 28
La depressione maggiore spesso si presenta come una
fase di un processo di tipo ciclico che alterna periodi
depressivi a periodi maniacali (psicosi cicliche o
disturbo bipolare).

Durante la fase depressiva c’è un cedimento


dell’umore, apatia, e passività; al periodo depressivo
si possono alternare episodi maniacali durante i quali
i soggetti sono iper-attivi, agitati, hanno una condotta
sessuale promiscua, si impegnano con leggerezza in
attività rischiose

Patologia - Lezione 2 29
Negli stati depressivi bipolari, e in particolare durante
la fase maniacale, i soggetti possono commettere atti
violenti fino all’omicidio. I casi di omicidio che più
di tutti possono essere messi in relazione alla
depressione (depressione psicotica) sono i casi di
omicidio-suicidio. Es.: mass family murder, si tratta
dice Fornari di delitti di natura “altruistica” , in questi
casi estremi la morte può colorarsi di un significato
soggettivo come atto d’amore

Patologia - Lezione 2 30
La depressione come malattia del secolo (boom di anti-
depressivi).

Una causa biologica della depressione: diminuita funzione


monoaminergica del sistema nervoso centrale (calo del livello
cerebrale degli ormoni neurotrasmettitori seretonina e
noradrenalina).

Fiducia incondizionata e acritica di alcuni psichiatri nei


farmaci e nelle diagnosi. Es bambini “depressi” o “iperattivi”,
trattati uni con il Prozac gli altri con il Ritalin.
Questi bambini sono affetti da disturbi mentali reali o vittime
di concettualizzazioni psichiatriche, di sindrome alimentati
dagli specialisti e dalle case farmaceutiche, o peggio ancora
sono vittime di una cultura che non ha tempo da perdere dietro
a bambini troppo esigenti?
Patologia - Lezione 2 31
Patologia - Lezione 2 32
FASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE

• Secondo la teoria psicoanalitica lo sviluppo viene


considerato come passaggio attraverso vari stadi. In
corrispondenza coi diversi stadi alcune zone
denominate zone erogene acquistano predominanza.

• Le zone erogene sono centri di sensazioni piacevoli.

Patologia - Lezione 2 33
Fase orale

Il primo stadio pulsionale(dalla nascita ai 18


mesi - stadio orale) è organizzato intorno alla
funzione alimentare. La relazione che lega sin
dall’inizio il bambino al seno della madre è
determinata sia dalla necessità di soddisfare il
bisogno di mangiare sia dalla necessità di
soddisfare un piacere in sè che ha come zona
erogena la bocca

Patologia - Lezione 2 34
Fase anale
• Con l’acquisizione del controllo sfinterico,
inizia lo stadio anale (dai 18 mesi ai tre
anni). Questa nuova acquisizione è un
ulteriore passo verso l’individuazione, in
quanto la defecazione, con il piacere associato
di espellere o trattenere, diventa un atto che il
bambino può controllare.
• Inoltre trattenere o lasciare andare le feci
diventa espressione di controllo sul mondo
esterno, per cui defecare assume il significato
di dono o di ostilità.
Patologia - Lezione 2 35
 Fase fallica
• Il passaggio alla fase fallica (dai tre ai cinque anni) è
caratterizzato dalle esperienze masturbatorie legate
all’interesse per la zona genitale quale nuova zona
erogena.
• L’interesse sia del maschio che della femmina per gli
organi genitali produce un confronto che rende
evidente l’esistenza di differenze anatomiche tra
maschi e femmine (curiosità sessuali). Con il
riconoscimento della propria identità di genere è
facile osservare sia nel bambino che nella bambina un
comportamento esibizionistico volto a richiamare
l’attenzione su di sè

Patologia - Lezione 2 36
• Fase Edipica

• Nella fase edipica (quinto anno) il bambino presenta


sentimenti d’amore per entrambi i genitori; tuttavia, il genitore
del sesso opposto viene investito prevalentemente da cariche
libidiche, mentre quello dello stesso sesso viene preso come
modello di identificazione e percepito come rivale.
• L’eccitamento sessuale nei confronti del genitori del sesso
opposto crea nel bambino forti sentimenti di colpa e la paura di
essere punito dal genitore dello stesso sesso (angoscia di
castrazione). In questo modo il bambino o la bambina rinuncia
al genitore amato e si identifica con il genitore dello stesso
sesso, superando il complesso edipico.
• Le dinamiche edipiche portano all’acquisizione del concetto
della triangolarità: il bambino percepisce se stesso in
contrapposizione alla coppia genitoriale.

Patologia - Lezione 2 37
 Periodo di latenza
Alla fase edipica succede il periodo della latenza
(dai 6 anni ai 10-11 anni), caratterizzata da una
tranquillità istintuale. Le pulsioni sessuali vengono in
parte rimosse in parte sublimate (interesse per la
scuola e per gli hobby) e sottoposte a formazioni
reattive della moralità e la vergogna così liberata
viene investita a livello sociale ed intellettuale; i
bambini di entrambi i sessi sono impegnati a scuola e
manifestano un certo piacere nell’apprendere.

Patologia - Lezione 2 38
La rimozione dell’interesse per l’altro sesso porta al
costituirsi di gruppi di bambini dello stesso sesso. Il
gruppo rappresenta il momento di transizione dalla
famiglia al mondo esterno. in cui il bambino cerca
nuove figure con cui identificarsi (maestro,
personaggi della TV e dello spettacolo). Anche il
gioco riflette il cambiamento avvenuto: è più
realistico, basato sull’osservanza delle regole e della
ritualità ed è spesso utilizzato come attivazione di
abilità intellettuali e motorie volte al controllo delle
pulsioni.

Patologia - Lezione 2 39
 Fase genitale

La maturazione fisica puberale segna il passaggio alla


fase genitale, caratterizzata dalla ricomparsa degli
impulsi sessuali. In questa fase tutte le pulsioni
parziali (orale, anale, fallica) si uniscono e
confluiscono nella zona genitale non per il
soddisfacimento ma per la procreazione. Non vi è più
autoerotismo, come accadeva nella fase fallica, ma vi
è la ricerca dell’oggetto sessuale. Tutto ciò conduce
alla sessualità adulta

Patologia - Lezione 2 40
Disturbi di personalità
I disturbi di personalità

Struttura stabile di comportamento o di


esperienza interna molto lontana da quella
che ci si aspetterebbe per uno specifico
contesto socio-culturale, che fin dall’infanzia o
nell’adolescenza si presenta come pervasiva,
stabile, inflessibile e che comporta un
notevole disagio o scadimento nella qualità
della vita (APA)

Patologia - Lezione 2 42
Si parla di disturbo di personalità quando i tratti di
personalità, definibili come modi costanti di percepire
e di rapportarsi a se stessi e all’ambiente, sono rigidi e
non adattivi e causano una significativa
compromissione funzionale o una sofferenza
soggettiva.

Il comportamento disturbato si esprime con due o più


delle seguenti caratteristiche:
 distorsione cognitiva nella percezione e
interpretazione di sé, degli altri, degli eventi;
 distorsione affettiva

Patologia - Lezione 2 43
 problemi nelle relazioni interpersonali
 difficoltà a controllare gli impulsi

L’individuo non è direttamente consapevole della


presenza di un’alterazione (anche se può soffrire per
tale condizione), ma patisce le conseguenze del suo
non adattarsi alle situazioni.
In termini evoluzionistici i disturbi di personalità si
possono spiegare con la rapidità con cui la società di
è evoluta rispetto alle strategie innate di adattamento
dell’uomo.
Patologia - Lezione 2 44
Classificazione secondo il DSM-IV

Gruppo A: disturbi paranoide, schizoide,


schizotipico.

Gruppo B: disturbi antisociale, borderline,


istrionico e narcisistico.

Gruppo C: disturbi evitante, dipendente,


ossessivo-compulsivo, nas.
Patologia - Lezione 2 45
Patologia - Lezione 2 46
Disturbo narcisistico di personalità

È caratterizzato da sentimenti grandiosità,


ricerca spasmodica dell’ammirazione, e
mancanza di empatia.
Senso grandioso di autostima, credono di
essere superiori, unici, sovrastimano le loro
capacità e presumono che chiunque gli
riconosca tali caratteristiche; ciò li rende molto
sensibili e vulnerabili alle critiche alle quali
possono reagire con sdegno e rabbia.

Patologia - Lezione 2 47
Il narcisista nega le sue emozioni (che sono
soprattutto tristezza per le umiliazioni subite, e
la paura) e si identifica con un’immagine di
grandezza: il narcisista ha bisogno di potere
per compensare le sue mancanze e il sesso è il
mezzo per mostrare la sua potenza. Il narcisista
usa il sesso come sostituto dell’amore e
dell’intimità ( l’intimità equivale ad esporsi
alla fragilità e per il narcisista è inconcepibile)

Patologia - Lezione 2 48
Il disturbo narcisistico è in realtà
accompagnato da profondi sentimenti di
inferiorità, e il loro bisogno di attenzione è
praticamente illimitato; pur di appagare i loro
bisogni e alleviare il dolore dell’umiliazione
sono portati a sfruttare gli altri o commettere
atti criminali per stabilire un senso di
riguadagnato potere.

Patologia - Lezione 2 49
Patologia - Lezione 2 50
Disturbo dipendente di personalità

E’ caratterizzato da un eccessivo e pervasivo bisogno di essere


accuditi e protetti che determinano un comportamento
sottomesso e un costante timore della separazione. Gli
individui con questo disturbo percepiscono se stessi come
inadeguati a far fronte efficacemente alle varie situazioni
senza l’aiuto degli altri; sono spesso pessimisti e dubbiosi e
tendono a sminuire le proprie capacità; tendono ad essere
passivi e permettono ad altri di prendere l’iniziativa. Nel caso
venga meno una relazione importante (la rottura con la persona
amata, la morte di una figura protettiva) si affrettano a
sostituirla con un’altra relazione che fornisca il supporto
emotivo di cui hanno bisogno.

Patologia - Lezione 2 51
Il soggetto con DDP ha la convinzione che il
suo benessere e il suo equilibrio dipendano
necessariamente dagli altri. Il tradimento o
l’abbandono danno origine a sentimenti di
impotenza e frustrazione, fino a sentire un
pericolo legato alla loro stessa sopravvivenza.
Per questo evitano i conflitti e lo scontro e
tendono ad assecondare in tutto le figure per
loro significative.

Patologia - Lezione 2 52
Interrompere una relazione è per lo più
impensabile, la solitudine e l’abbandono
insostenibili. Se questo accade il soggetto può
ricorrere all’alcol,o droghe per gestire l’ansia
abbandonica e tentare di sostituire
immediatamente l’oggetto d’amore.
Possono insorgere sentimenti di vendetta e
rivalsa contro chi li ha traditi e delusi e in
questi casi può scattare un comportamento ch e
porta all’omicidio o all’omicidio-suicidio.

Patologia - Lezione 2 53
Patologia - Lezione 2 54
Disturbo antisociale di personalità

È caratterizzato da inosservanza e violazione


dei diritti degli altri. Si manifesta
nell’adolescenza con un disturbo della
condotta con atteggiamenti ripetuti e
persistenti di violazione dei diritti degli altri o
delle norme sociali; tendono ad essere
impulsivi, irritabili o aggressivi e sono
incapaci di valutare le conseguenze per sé e
per gli altri delle proprie decisioni
Patologia - Lezione 2 55
Psicosomatica
Disturbi psicosomatici
Definizione
 La sintomatologia psicosomatica si riferisce a disordini organici
(lesionali ma anche funzionali)la cui genesi ed evoluzione riconosce
una partecipazione psicologica prevalente (Kreisler).
 Si distingue dalle nevrosi a prevalente espressione somatica (come
quella isterica) perché il sintomo NON è simbolico ma rappresenta la
scarica diretta nel corpo di un disagio che non può essere
mentalizzato.

Patologia - Lezione 2 57
S.N. e sistema immunitario
• Il S.N. è dotato di un potere di modulazione sul s. immunitario e
viceversa il s. immunitario informa il S.N. sul suo stato di
funzionamento.
• Vi è una relazione stretta tra equilibrio psicoemotivo in un dato
momento e solidità concomitante delle difese immunitarie.

Patologia - Lezione 2 58
Stress
Spesso prima del manifestarsi della mal. psicosomatica si verificano
condizioni esterne sfavorevoli (life events), quali:
ripresa del lavoro da parte md,nascita fratellino,difficoltà
scolastiche,conflitti in famiglia, lutti, ecc.
Separazioni ripetute, continui cambi di care givers, istituzionalizzazioni,
ricoveri ripetuti, carenze familiari, difficoltà socio-economiche
possono favorire la comparsa di disturbi psicosomatici

Patologia - Lezione 2 59
Quadri sindromici isolati
Vengono detti anche “stigmate nevrotiche” e, come segni isolati, non sono
particolarmente gravi, anche se possono costituire un problema per il soggetto,
specie se adolescente. L’associazione di più disturbi costituisce invece sempre un
segnale d’allarme che esprime livelli di tensione e angoscia più profondi:
- Enuresi
- Encopresi
- Balbuzie
- Tics
- Cefalea essenziale

Patologia - Lezione 2 60
Disturbi delle condotte
alimentari
Epidemiologia
• Prevalenza femminile 1-4%
• 2 picchi: 15-16aa e 18-19aa

• Più probabile riscontrare disturbi della sfera alimentare in famiglie di


anoressiche
• Ambienti a rischio: modelle, danzatrici

Patologia - Lezione 2 62
sindrome anoressica
• Si stabilizza in 3-6 mesi dopo un periodo di “dieta” per dimagrire; può
esserci un evento scatenante con significato di perdita-separazione; la
condotta anoressica diventa costante, con restrizione alimentare
crescente, comportamento alimentare sempre più alterato. Possono
presentarsi crisi bulimiche con sentimenti di disgusto e vergogna ,
manovre per eliminare calorie assunte, aggravamento condotte
restrittive.

Patologia - Lezione 2 63
Dimagrimento

• Inizialmente lieve, raggiunge 20-30% del peso iniziale ma può arrivare


fino al 50% nelle forme cachettizzanti
• La paziente nega il dimagrimento, può mantenere un sentimento di
dismorfofobia localizzato
• La constatazione di un aumento di peso provoca prostrazione/collera

Patologia - Lezione 2 64
Amenorrea
• E’ un segno costante, alcuni lo considerano necessario per la diagnosi
• Può comparire assieme al dimagrimento, seguirlo, talvolta
precederlo; può persistere dopo che il peso è stato ricquistato; in
quest’ultimo caso viene spesso vissuto negativamente, come una
sorta di resistenza del corpo a una volontà di
normalizzazione/cancellazione dei sintomi

Patologia - Lezione 2 65
Iperattività
• E’ intellettuale e/o fisica
• Iperinvestimento dello studio (specie a memoria), anche come
pretesto di isolamento sociale
• Iperattività fisica non modificata dal dimagrimento, può confinare con
l’ascetismo, quasi maltrattamento fisico; può manifestarsi
iperattivismo domestico

Patologia - Lezione 2 66
Percezione distorta dell’immagine del corpo

• E’ abituale; paura di essere grassa nonostante dimagrimento


rilevante, dismorfofobie localizzate.
• Il recupero di peso suscita paura intensa di ingrassare e di non avere
più limiti

Patologia - Lezione 2 67
Disinteresse per la sessualità
• E’ frequente.
• Le trasformazioni corporee della pubertà sono negate, provocano
impaccio.
• Se ci sono, rapporti sessuali senza implicazioni affettive
• Talvolta esplicitamente espresso il desiderio di ritrovare il corpo
prepubere, di non crescere

Patologia - Lezione 2 68
Famiglia dell’anoressica
• Importanza del contesto familiare:
• primi rapporti madre figlia
• tipologie psicologiche delle md (iperprotettive, ipocondriache,
ambiziose: figlia come valorizzazione narcisistica della md) oppure
fredde e distaccate
• Pd spesso permissivi e isolati, poco presenti nelle decisioni
• Coppia solo apparentemente unita, oppure disarmonica
• Interazioni familiari di solito rigide e patologiche

Patologia - Lezione 2 69
Associazione con:
• Disturbi dell’umore
• Condotte di dipendenza (specie nelle forme con alternanza bulimia)
• Disturbi della sessualità
• Personalità border-line

Patologia - Lezione 2 70
Sindrome bulimica

• Binge eating (attacchi di voglia):


• Bisogno intenso e irrefrenabile di ingurgitare grandi quantità di cibo
con sentimento di perdita del controllo
• Manovre per evitare l’aumento di peso(vomito, lassativi)
• Timore di diventare grassi, vissuto problematico relativo alla propria
immagine corporea

Patologia - Lezione 2 71
Disturbi della sfera
emozionale
DISTURBI DELLA SFERA EMOZIONALE
• SINDROME ANSIOSA DA SEPARAZIONE
• FOBIA SOCIALE
• MUTISMO SELETTIVO
• DISTURBI OSSESSIVO-COMPULSIVI
• DISTURBI DELL’UMORE

Patologia - Lezione 2 73
Sindrome ansiosa da separazione
 Disturbo internalizzante
 Presenza di ansia eccessiva (inadeguata rispetto
all’età e al livello di sviluppo) e specifica che
concerne la separazione dai familiari cui il bambino
è maggiormente legato e che non è semplicemente
parte di un’ansia generalizzata estesa a più
situazioni.
 Preoccupazioni irrealistiche circa incidenti o eventi
sfavorevoli (smarrimenti, ricoveri) che
allontanerebbero il bambino dai familiari stessi;
persistente paura di rimanere solo, riluttanza o
rifiuto ad andare a scuola.

Patologia - Lezione 2 74
Disturbo d’ansia da separazione
• Manifestazioni principali
• Preoccupazione NON realistica su incidenti alle persone
cui il soggetto è legato (FdA)
• Paura che esse vadano via e non ritornino
• Preoccupazione che q.che evento possa separae il
soggetto dalle FdA
• Riluttanza ad andare a scuola o al lavoro per la paura della
separazione
• Riluttanza o rifiuto a dormire SENZA vicino una FdA
• Paura a stare solo durante il giorno senza una delle FdA
• Incubi ripetuti relativi alla separazione
• Comparsa di sintomi somatici nelle occasioni di
separazione
• Sofferenza intensa prima, durante e dopo la separazione

Patologia - Lezione 2 75
Disturbo d’ansia da separazione
• Sintomi somatici più comuni
• Nausea
• Mal di stomaco
• Vomito
• Cefalea
• Manifestazioni di sofferenza alla separazione
• Ansia
• Pianto
• Collera
• Tristezza
• Apatia
• Ritiro sociale

Patologia - Lezione 2 76
Disturbo d’ansia da separazione
• Fattori biologici
• Non rilevanti

• Fattori Ambientali
• Fattori precipitanti
• Lutto per un genitore, persona cara, anche per un animale
domestico
• Malattia del soggetto o dell’FdA
• Divorzio, separazione
• Cambiamento di residenza
• Ingresso a scuola o cambio di scuola
• Cambiamento di stato (emigrazione/immigrazione)
Patologia - Lezione 2 77
Disturbo d’ansia da separazione
• Fattori predisponenti

• Situazioni familiari conflittuali -> fantasie di perdita

• Minacce di una FdA di lasciare la famiglia

• Espressione di una FdA della paura di ammalarsi o morire

• Separazioni precoci vissute in modo traumatico

• I genitori non sanno aitare il b. a gestire la separazione (allontanarsi


con l’imbroglio -> inaffidabilità del genitore)

Patologia - Lezione 2 78
Disturbo d’ansia da separazione - fattori predisponenti

• Mondo esterno descritto come molto pericoloso --> b.


fragile

• FdA che non riesce a stare da sola e tiene il b. per rassicurazione


vicino a sé

• FdA con disturbo d’ansia da separazione o problemi di panico

Patologia - Lezione 2 79
Disturbo d’ansia da separazione

• Bowlby riporta 4 modelli di interazione familiare alla base


dell’ansia da separazione

Modello A

• M (o P, raro) che tengono il bambino a casa per avere


compagnia per loro paure di separazione
• Inversione del ruolo: b. “protegge” M

Patologia - Lezione 2 80
Disturbo d’ansia da separazione
modelli di interazione familiare secondo Bowlby
 Modello B
 B. teme che - quando lui non c’è - possa accadere q.cosa di male
alla madre
 Alla base fatti reali di malattie o morte
 Minacce o preoccupazioni di malattie o morte espresse dalla FdA
 Tentativo di tenere nascosta al b. la verità
 Minacce di malattie o morte connesse all’essere cattivo o
disobbediente

Patologia - Lezione 2 81
Disturbo d’ansia da separazione
modelli di interazione familiare secondo Bowlby

• Modello C
• B. ha paura che possa accadere q.cosa di male a SE STESSO quando è lontano da casa
• Possibile minaccia di abbandono fatta in momenti in cui b. era in difficoltà

• Modello D
• Una delle FdA teme che q.cosa possa accadere al b. quando è lontano
• Spesso presente malattia del b.

Patologia - Lezione 2 82
Disturbo d’ansia da separazione

• Mantenimento
• Scarsa fermezza dei genitori alla separazione e timore a lasciare
solo il b.

• Fattore che mantiene il disturbo

Patologia - Lezione 2 83
Disturbo d’ansia da separazione

• Attaccamento C
• Genitore alternante
• Ricerca di rassicurazione
• Aspettativa di indisponibilità della FdA
• Scarsa esplorazione
• Controllo coercitivo
• Incapacità a prevedere il comportamento della FdA diventa
controllo compulsivo
• Si attiva quando b. sente di NON avere la situazione sotto controllo
• Vincolare la FdA apparendo debole - passivo
• Separazione = perdita di protezione

Patologia - Lezione 2 84
DAL BAMBINO ALL’ADULTO

Nei profili appena tratteggiati si riconoscono “in


embrione” le diverse forme che la patologia fobica
assume nell’adulto:
 Versante costruttivo (claustrofobia)
 Versante della perdita di protezione (agorafobia)

Patologia - Lezione 2 85
Disturbo d’ansia da separazione

• Cosa fare?

• Aiutare il soggetto a identificare l’ansia


• Normalizzare la paura
• Usare la fiaba di un personaggio eroico e vedere come lui le ha affrontate
• Rinforzare quando ce la fa

Patologia - Lezione 2 86
Fobia sociale

Patologia - Lezione 2 87
Fobia sociale

• Disturbo internalizzante
• Paura marcata, persistente e irrazionale relativa a
situazioni sociali o prestazionali in cui si è esposti al
giudizio altrui

• Prevalenza 1% della popolazione generale tra bambini


e adolescenti

Patologia - Lezione 2 88
Fobia sociale

• Manifestazioni
• Vulnerabilità
• Il soggetto si sente minacciato
• Inadeguatezza
• Sensazione di non essere competente
• Paura del giudizio altrui
• Timore di essere sempre giudicato in modo negativo dagli altri
• Vergogna
• Timore di perdere la propria buona immagine sociale
• Meta-vergogna
• Paura di mostrare la propria vergogna
Patologia - Lezione 2 89
Fobia sociale

• Problema dell’accettabilità sociale


• Ipersensibilità ai segnali mandati dalle altre persone
• La sicurezza personale è funzione della percezine soggettiva della propria
accettazione da parte di un altro ritenuto importante o da parte del gruppo
• Adesione alle aspettative dell’altro

Patologia - Lezione 2 90
Fobia sociale
• Atteggiamenti tipici
• Autostima
• Bassa autostima
• Sentimenti di inferiorità
• Difficoltà ad essere assertivi
• Giudizio
• Ipersensibilità alla critica, giudizio negativo, rifiuto
• Scarse capacità sociali
• Segni di ansia
• Mani fredde/sudate, tremori, voce esitante
• Evitamento
• Ansia anticipatoria

Patologia - Lezione 2 91
Fobia sociale
• Condizioni correlate
• Mutismo selettivo
• Rifiuto di parlere pur potendolo fare
• Accade in situazioni specifiche
• Esordio precoce (3-7 anni)

• Ansia da esame
• Paura di fare brutte figure durante le richieste di prestazioni

• Rigidità di temperamento
• Si agitano quando vengono modificate le loro abitudini

Patologia - Lezione 2 92
Fobia sociale

• Sintomatologia

• Comportamenti
• Balbettare
• Scarso contatto oculare
• Tendenza a borbottare
• Oncofagia
• Voce tremante

• Cognitivi
• Pensieri di fuga
• Autocritica

Patologia - Lezione 2 93
Fobia sociale - sintomatologia
• Emozionali
• Senso di fallimento
• Umiliazione
• Imbarazzo
• Senso di inadeguatezza

• Fisiologici
• Sopra i 10 anni
• Palpitazioni cardiache
• Senso di svenimento
• Rossore
• Tremori e sudore
• Mal di testa
• Prima dei 10 anni descrivono i sintomi fisici come
• Sfarfallio nello stomaco
• Mal di testa
• Sernsazione di vomito
• Manifestazioni di pianto e/o collera
Patologia - Lezione 2 94
Fobia sociale
• Cause e fattori di rischio
• Biologici e genetici
• I disturbi d’ansia sono ricorrenti nella stessa famiglia, ma è meglio
parlare di vulnerabilità
• Temperamento: inibizione comportamentale
• Timidezza

• Ambientali
• Episodii traumatici
• Famiglia iperprotettiva o svalutante e ipercritica
• Esperienze di umiliazione
• Rigidità del comportamento per evitare ciò che è nuovo e non si sa
come gestire

Patologia - Lezione 2 95
Fobia sociale - cause e fattori di rischio
• Aspetti cognitivi
• Teoria della mente
• Ridotte capacità di autoriflessività (comprendere le proprie
emozioni, scopi, credenze) perché orientato sull’altro
• Ridotta capacità di decentramento (prendere il punto di vista
dell’altro)
• Ridotta capacità di mastery (applicare strategie di problem-solving
funzionali)
• Credenze
• Vergogna (farò la figura dello sciocco)
• Inaiutabilità (non potrò farcela)
• Paura di fare (tutti mi guardano e io sbaglierò)
• Memoria selettiva dei propri fallimenti

Patologia - Lezione 2 96
Fobia sociale

• Fattori di mantenimento
• Familiari
• Madre timida (o fobica) favorisce l’evitamento dei compagni o non
facilita l’ingresso in nuovi gruppi.
• Padre ambiente educativo restrittivo
• Entrambi scoraggiano l’esplorazione e facilitano l’evitamento

• Sociali
• Una vita riservata non favorisce lo sviluppo di abilità sociali e di
competenze conversazioni che rendono difficili i contatti sociali e
innescano il circolo vizioso dell’evitamento

Patologia - Lezione 2 97
Fobia sociale
• Intervento

• Training di abilità sociali per insegnare le abilità della


comunicazione efficace
• Social problem solving
• Role-play
• Appaiamento tra pari (modeling)
• Intervento sulla paura

Patologia - Lezione 2 98
Disturbo ossessivo-compulsivo

• Fa parte della categoria più generale dei disturbi


d’ansia
• È caratterizzato oltre che dalla presenza di stati
ansiosi anche da …
• Pensieri intrusivi / ossessivi
• Comportamenti ritualistici (compulsioni)
che …
Sono fonte di sofferenza e interferenza con la normale
vita della persona
Patologia - Lezione 2 99
Disturbo ossessivo-compulsivo

• Pensieri intrusivi / ossessivi

• Sono pensieri irrealistici, irragionevoli, persistenti,


inappropriati, intrusivi
• non voluti dal soggetto

• Comportamenti ritualistici (compulsioni)

• Sono azioni ripetitive o mentali che


• Hanno lo scopo di ridurre l’ansia
• Vengono eseguite come contro la propria volontà (es. lavarsi le
mani, controllare q.cosa, riordinare oggetti)

Patologia - Lezione 2 100


Disturbo ossessivo-compulsivo

• Intrusività del pensiero -> disturbo internalizzato


• Atti compulsivi che comportano disadattamento per il
soggetto ne contesti familiare, scolastico, sociale -> disturbo
esternalizzato

• Rituali più presenti nei bambini


• Controllare
• Lavarsi le mani

Patologia - Lezione 2 101


Disturbo ossessivo-compulsivo

• Etiologia
• Figure di Attaccamento
• Fredde e poco disponibili al contatto fisico
• Poco attive a livello motorio e molto a livello verbale
• Limitano la libera espressione delle emozioni
• Sottolineano l’importanza delle regole e del conformismo
• Genitori controllanti
• Ipercritici e perfezionisti
• Richiesta di prestazioni troppo elevate rispetto all’età
• Severi (poco disposti ad accettare scuse e a perdonare, colpevolizzanti)
• Aspettative elevate (mete non fonte di piacere, ma doveri)

Patologia - Lezione 2 102


Disturbo ossessivo-compulsivo - Etiologia

• Il bambino
• sperimenta spesso nel rapporto con i genitori la
sensazione di non essere
• creduto, ascoltato o considerato quando si vuole
discolpare, giustificare o far valere le proprie ragioni

Patologia - Lezione 2 103


Disturbo ossessivo-compulsivo
• Epidemiologia
• Incidenza 1 soggetto su 200

• Esordio: 10/12 anni circa


• Nei maschi l’esordio avviene più precocemente che nelle
femmine

• Associato spesso a …
• Disturbi del comportamento
• Disturbi d’ansia (es. fobie)
• Disturbi dell’apprendimento
• Tic
• Sindrome di Gilles de la Tourette

Patologia - Lezione 2 104


Sindrome di Gilles de la Tourette
 Insieme di tic multipli motori associati a tic vocali

 A volte le espressioni verbali sono a carattere osceno

 Più frequente nei maschi


 Disturbo ereditario
 Esordio: a volte intorno a due anni, piu’ spesso intorno ai 7 anni
 I sintomi si attenuano lentamente con l’età

Patologia - Lezione 2 105


I tic
• Tic
• Movimenti improvvisi, rapidi, bruschi
• Indipendenti dalla volonta’
• Stereotipati
• Anticipati da altri movimenti, di solito di diverse parti del
corpo
• Si accentuano nei momenti di stress

Patologia - Lezione 2 106


I tic
• Tic possono essere
• Motori
• Semplici
• Ammiccare, sbattere le palpebre, fare le smorfie
• Complessi (atti motori compositi)

• Vocali
• Semplici
• Complessi
• Produzione di parole o frasi senza alcuna finalita’ o slegate dal
contesto
• Coprolalia (pronunciare parole oscene) 10% dei casi
• Ecolalia (ripetere parole altrui)
• Palilalia (ripetizione delle proprie parole)

Patologia - Lezione 2 107


I tic
• Possono essere un…

• Disturbo transitorio
• Che compare a tratti, in situazioni di ansia

• Disturbo cronico
• Si stabilizza in tutta una gamma di situazioni soggettivamente
vissute come ansiogene

Patologia - Lezione 2 108


I tic
• Eziopatogenesi

• Livello neurologico
• Anomalie congenite
• Deficit dimaturazione della dominanza emisferica
• Associati al DOC

• Risposte condizionate per ridurre l’ansia

• Emessi per imitazione

Patologia - Lezione 2 109


I tic
• Interventi

• Ridurre la risposta
• Dilazionare
• estinguere la risposta

• Cognitive
• Ascoltare il bambino
• Lasciare spazio alle sue emozioni
• Insegnare a lasciarsi andare

Patologia - Lezione 2 110


Disturbo ossessivo-compulsivo

• Manifestazioni piu’ comuni del DOC

• Rituali d’addormentamento
• Pensieri di morte

• Temi ricorrenti dei pensieri ossessivi


• Contaminazione, Aggressivita’ (far male a q.cuno)
• Sessualita’/masturbazione (sporco), Religiosita’
• Temi ricorrenti delle azioni
• Lavare
• Controllare, ordinare
• Toccare/ripetere, Contare

Patologia - Lezione 2 111


Disturbo ossessivo-compulsivo

• Cosa fare?

• Stop del pensiero


• Richiede un minimo di autoconsapevolezza e capacità di monitoraggio
• Interrompere le catene di pensieri prima che l’ansia sia troppo forte

• Ridurre il perfezionismo
• Relativizzare
• Divertirsi
• Rilassarsi

Patologia - Lezione 2 112


Disturbi dell’evacuazione

Patologia - Lezione 2 113


I disturbi dell’evacuazione
• Sfintere uretrale e anale
• controllati sia dalla muscolatura liscia vie nervose
sottocorticali
• che dalla muscolatura striata vie nervose corticali

• Il controllo emerge progressivamente prima in forma di


inibizione, poi di evacuazione volontaria
• Viene raggiunto per maturazione fisiologica, ma è soggetto
alla regolazione da parte degli adulti
• E soprattutto diventa un elemento che viene giocato nella
relazione FdA/Bambino
Patologia - Lezione 2 114
I disturbi dell’evacuazione

• I disturbi dell’evacuazione:

• Enuresi
• Emissione attiva involontaria incosciente e incontrollata di urina a
un età in cui dovrebbe essere acquisito il controllo

• Encopresi
• Evacuazione delle feci in luoghi inappropriati, di solito involontaria,
a volte intenzionale dopo i 4 anni di età

Patologia - Lezione 2 115


I disturbi dell’evacuazione

• Enuresi

• Differenziare dall’incontinenza
• Legata fattori infettivi
• Neurologici
• Epilessia
• diabete

• E. Notturna - più frequente


• Di solito prima di una fase di sonno REM
• E. Diurna - più rara

Patologia - Lezione 2 116


I disturbi dell’evacuazione - Enuresi

• Primaria
• Continua a presentarsi anche dopo l’eta in cui si dovrebbe
avere il controllo vescicale (5 anni)

• Secondaria
• Compare dopo almeno un anno in cui il b. ha il pieno
controllo e regolazione della vescica

Patologia - Lezione 2 117


I disturbi dell’evacuazione - Enuresi

• Più frequente nei maschi


• A 5 anni
• 7% maschi
• 3% femmine

• A 3% maschi
• 2% femmine
• 10 anni

• Familiarità del disturbo? SI’

Patologia - Lezione 2 118


I disturbi dell’evacuazione - Enuresi
• Compare in un momento di crisi
• Ansia
• Separazione
• Gelosia
• Depressione

• E’ una forma di protesta


• Di richiamo dell’attenzione
• soprattutto in una famiglia iperpolarizzata sulla pulizia e regolazione
-> innesca facilmente una situazione conflittuale
• Regressione

Patologia - Lezione 2 119


I disturbi dell’evacuazione - Enuresi

• E’ possible intervento farmacologico


• Imipramina a dosaggio basso

• Identificare e modificare le cause dell’ansia

Patologia - Lezione 2 120


I disturbi dell’evacuazione
• Encopresi

• Meno frequente dell’enuresi


• 5 anni di eta’ 1% di bambini (sprattutto maschi)

• E. Diurna
• E. Notturna

• E. primaria (non e’ mai stato acquisito il controllo sfinterico)


• E. secondaria - più frequente (il controllo sfinterico viene perduto)

Patologia - Lezione 2 121


I disturbi dell’evacuazione -encopresi

• Il soggetto
• A volte si isola per defecare
• A volte non interrompe ciò che sta facendo
• A volte mentre va in bagno

• Può ostentare indifferenza


• Nascondersi o nascondere i suoi indumenti
• Ostentare il fatto

Patologia - Lezione 2 122


I disturbi dell’evacuazione -encopresi

• Sono soggetti

• In alcuni casi passivi e ansiosi e l’encopresi è aggressività


espressa in modo immaturo

• In altri casi sono bambini oppositivi e aggressivi e


l’encopresi e’ un rifiuto a sottomettersi alle regole

Patologia - Lezione 2 123


I disturbi dell’evacuazione -encopresi

• Famiglia

• Padre di secondo piano rispetto alla relazione madre-


bambino

• Madre molto preoccupata della regolarita’ fisiologia e rigida


nell’educazione al controllo

Patologia - Lezione 2 124


BERGAMO Via G.B. Moroni, 255
BRESCIA Viale A. Castellini, 7
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Info: 035 259090 – 0331 677284


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