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FISIOLOGIA DELLO SPORT

COME FA IL CORPO UMANO A IDEARE ED ESEGUIRE ATTI MOTORI?


IL CORPO UMANO è ORGANIZZATO IN
MODO MOLTO COMPLESSO SECONDO UNA
DISPOSIZIONE DI TIPO GERARCHICO, IN CUI
LE DIVERSE UNITA’ FUNZIONALI LAVORANO
IN STRETTA CORRELAZIONE TRA LORO.

ORGANIZZAZIONE ORDINATA E ARMONICA


TRA I DIVERSI DISTRETTI ANATOMICO
FUNZIONALI.
VARIE FASI DI SVILUPPO COORDINAZIONE

ATTI MOTORI QUOTIDIANI

ALLENAMENTO SPECIFICO

SCHEMI MOTORI PIU COMPLESSI E SOFISTICATI


IMPORTANZA DEL MOVIMENTO

CRESCITA ARMONICA E SALUTARE

SVILUPPO FACOLTA’ MENTALI

BUON EQUILIBRIO EMOTIVO


Alto livello di organizzazione strutturale
dell’organismo richiede molta energia per
mantenersi e funzionare correttamente

CIBO NUTRIMENTI E OSSIGENO CELLULE

REAZIONI CHIMICHE PRODUZIONE ENERGIA

METABOLISMO ENERGETICO
METABOLISMO ENERGETICO

Insieme di reazioni che avvengono nell’organismo


con lo scopo di fornire energia sia per il lavoro
muscolare che per tutte le altre funzioni delle nostre
cellule.

QUALE LEGGE DELLA TERMODINAMICA??

Energia chimica (degradazione sostanze nutritive)


Energia meccanica (movimento) e calore
DUE PROCESSI METABOLICI
CATABOLISMO ANABOLISMO
• DEGRADAZIONE DI MOLECOLE • PRODUCE MOLECOLE PIU’
COMPLESSE IN MOLECOLE PiU’
SEMPLICI CON PRODUZIONE DI COMPLESSE, UTILI ALLE CELLULE,
ENERGIA (ATP) proteine, A PARTIRE DA MOLECOLE PIU’
polisaccaridi, lipidi vengono SEMPLICI (BIOSINTESI) aa e
degradati a monomeri aa, zuccheri,
acidi grassi glucosio diventano proteine e
• SONO REAZIONI ESOERGONICHE glicogeno
energia di legame delle molecole • SONO REAZIONI
complesse viene liberata per poter
essere immagazzinata ENDOERGONICHE richiedono
energia
ANABOLISMO E CATABOLISMO SONO
REAZIONI OPPOSTE FINEMENTE
ORGANIZZATE TRAMITE LA REGOLAZIONE
ENZIMATICA E GLI ORMONI
LA MOLECOLA DI ATP PRODOTTA NEL
MITOCONDRIO TRAMITE LA DEGRADAZIONE DI
ACIDI GRASSI E GLUCOSIO FORNISCE ENERGIA
PERDENDO UN GRUPPO FOSFATO.
NEI MUSCOLI L’ATP FORNISCE ENERGIA PER IL
CICLO DI CONTRAZIONE-DECONTRAZIONE, E’
QUINDI NECESSARIO RITRASFORMARE
«RICARICARE» L’ADP IN ATP PER FORNIRE DI
NUOVO ENERGIA.
3 MECCANISMI:

1- ANAEROBICO ALATTACIDO immediato e molto


potente che si attiva in assenza di ossigeno e SENZA
formazione di acido lattico
LA FOSFOCREATINA muscolare riforma ATP
PROCESSO CHE SI ESAURISCE MOLTO RAPIDAMENTE
2- ANAEROBICO LATTACIDO si attiva in assenza di
ossigeno quando lo sforzo si protrae per più di 10 sec
fino a 1-2 minuti.
Degradazione del glicogeno per produrre ATP e acido
lattico.
Molto più potente del meccanismo precedente e il
limite è fornito dall’acido lattico, che quando si
accumula nei muscoli produce fatica e dolore.
3- AEROBICO O OSSIDATIVO
quando lo sforzo si protrae per più di 1-2 minuti
e dura fino a qualche ora.
La cellula degrada i substrati in presenza di
ossigeno producendo ATP E CO2.
VINCOLATO DALLA DIETA, meccanismo più
potente, ma che si basa sulle riserve energetiche
e sul sistema cardiovascolare per il trasporto di
ossigeno .
I 3 SISTEMI FUNZIONANO INSIEME DURANTE
L’ATTIVITA’ SPORTIVA, NEI DIFFERENTI MOMENTI
E IN BASE ALL’ATTIVITA’ CHE SI PRATICA
1- LANCI, SCATTI
2- GINNASTICA, NUOTO, MEZZOFONDO
3- MARATONA
ACIDO LATTICO
COMPOSTO TOSSICO PER LE CELLULE, ma non del
tutto sostanza di rifiuto, perché può essere utilizzato
per la risintesi di glucosio dal fegato (ciclo di gori),
mentre il cuore lo può metabolizzare a scopo
energetico.

ALLA STESSA INTENSITA’ DI ESERCIZIO LA QUANTITA’


DI ACIDO LATTICO PRODOTTA E’ INVERSAMENTE
PROPORZIONALE AL LIVELLO DI ALLENAMENTO DEL
SOGGETTO.
Lo scopo degli allenamenti è l’accrescimento della tolleranza e
della capacità di smaltimento dell’acido lattico, in modo tale che i
muscoli si abituino a lavorare in condizioni di forte acidità e
contemporaneamente migliorano l’efficacia dei sistemi tampone
(bicarbonati) nel neutralizzare l’acidosi del sangue.
1-sforzo continuo 20-25 min
2- metodo ad intervalli 2-6 ripetute o 1-4 serie

il lattato viene smaltito in 2-3 ore ( si dimezza ogni 15-30 minuti)

IL DOLORE MUSCOLARE DEL GIORNO SEGUENTE NON E’ ACIDO


LATTICO, ma è causato da microlacerazioni muscolari che
originano processi infiammatori
CAPACITA’ MOTORIE
CARATTERISTICHE FISICHE CHE OGNI INDIVIDUO POSSIEDE E CHE
PERMETTONO L’APPRENDIMENTO E L’ESECUZIONE DELLE VARIE ATTIVITA’
MOTORIE.

DIPENDONO:

- Dal grado di sviluppo ed efficienza dei sistemi energetici e metabolici


dell’organismo e determinano la condizione o forma fisica
- Da fattori genetici
- Alimentazione

Possono essere sviluppate e modificate dall’allenamento.

SONO QUINDI ALLA BASE DELLE PRESTAZIONI FISICHE!


CAPACITA’ MOTORIE

ORGANICO-MUSCOLARI COORDINATIVE
• FORZA • COORDINAZIO
• RESISTENZA • EQUILIBIO
• VELOCITA’ Legate alle capacità del SNC di
• MOBILITA’ ARTICOLARE avviare e regolare i movimenti
(biomeccanica dell’apparato
locomotore)
• PRODUZIONE DI ENERGIA
CAPACITA’ MOTORIE STRETTAMENTE LEGATE TRA LORO E OGNUNA
RAGGIUNGERE UN DIVERSO GRADO DI SVILUPPO IN OGNI INDIVIDUO.
Una persona può avere grande resistenza, ma scarso equilibrio oppure
essere molto veloce, ma poco flessibile.

FORZA APPARATO MUSCOLARE


RESISTENZA APPARATO RESPIRATORIO E CARDIOCIRCOLATORIO
EQUILIBRIO SN
VELOCITA’ SISTEMA MUSCOLARE E NERVOSO
FLESSIBILITA’ APPARATO OSTEOARTICOLARE

Allenando le capacità coordinative si sviluppano e migliorano anche quelle


condizionali, non è sempre vero il contrario.
ABILITA’ MOTORIE
PARTENDO DA MOVIMENTI FINDAMENTALI (camminare, correre, saltare) O
SCHEMI MOTORI DI BASE, SI PASSA POI A MOVIMENTI PIU’ COMPLESSI
NECESSARI ALLA PRATICA SPORTIVA.

ALTRE 2 VARIABILI PER LE ABILITA’ MOTORIE CI SONO ANCHE


- Fattori psicologici (volontà, attenzione, emotività)
- Fattori ambientali (educazione, esperienza)
ALLENAMENTO SPORTIVO
Processo attraverso cui in corpo umano si esercita rièetendo gli stessi
movimenti in quantità e intensità crescenti, fino a determinare e sviluèèare
cambiamenti che permettono l’aumento progressivo di carichi di lavoro e
migliorare la prestaazione.
DIFESA DEL CORPO AI CARICHI RIPETUTI E CRESCENTI:
- FATICA stato fisico e psichico transitorio che si manifesta con un
peggioramento della prestazione = esaurimento riserve di energia
- AGGIUSTAMENTO risposta rapida e temporanea dell’organismo a una
sollecitazione fisica di breve durata ma intensa = affanno dopo breve corsa
- ADATTAMENTO O TOLLERANZA risposta lenta e duratura alle sollecitazioni
fisiche = modificazione ossee e muscolari, cardiocircolatorie, psicologiche
che si instaurano a seguito di allenamenti ripetuti
1* RISPOSTA ad un inziale allenamento FATICA
2* FASE riposo RECUPERO

SUPERCOMPRENSAZIONE : differenza tra efficienza fisica iniziale ed


efficienza fisica dopo il recupero

MOMENTO MASSIMO DI SUPERCOMPENSAZIONE: momento ottimale per


ricominciale l’esercizio con carichi superiori.

ALLENAMENTO COSTANTE = MANTENIMENTO DEI LIVELLI

INTERRUZIONE NEGLI ALLENAMENTI = RIPRISTINO DEI LIVELLI DI PARTENZA


1* FASE ALLENAMENTO = PREPARAZIONE FISICA

2* FASE ALLENAMENTO = PREPARAZIONE SPECIFICA


- RISCALDAMENTO
- ALLENAMENTO VERO E PROPRIO
- DEFATICAMENTO
ALLENAMENTO DELLA FORZA
FORZA = capacità dell’apparato neuro muscolare di vincere o contrapporsi a
una resistenza attraverso il lavoro dei muscoli scheletrici.
L’entità di una resistenza può variare a seconda del tipo di esercizio
SALTO resistenza di tutto il corpo
SOLLEVAMENTO DI UN BRACCIO resistenza solo di una parte del corpo
in più può essere associata ad un carico esterno.
FATTORI CHE DETERMINANO LA FORZA
- volume del muscolo o ipertrofia (aumento della sezione trasversa del
muscolo con aumento del numero di fibrille e di proteine contrattili)
- tipo di fibre bianche più veloci e intense o rosse più lente e resistenti
- frequenza di impulsi nervosi maggiore frequenza = maggiore intensità della
contrazione
- disponibilità di risorse bioenergetiche ossigeno, glucosio, creatina
- età e sesso soprattutto dopo la pubertà differenza tra maschi e femmine
- fattori genetici come il gruppo etnico
FORZA ASSOLUTA : massima forza che un individuo
può esprimere indipendentemente dal suo peso
corporeo
FORZA RELATIVA: rapporto tra peso e forza prodotta

L’importanza di questa distinzione ricade su quelle


discipline dove predomina la forza assoluta, ma esiste
anche l’espressione della forza relativa come nel
pugilato, la lotta o il sollevamento pesi dove esiste
una distinzione per categorie di peso.
3 categorie di forza che il muscolo può produrre:

1- FORZA MASSIMALE tensione massima che il muscolo può


esprimere con una contrazione volontaria (spostamento di un
carico, spostamento di una resistenza eccessiva o freno di un carico
elevato)
2- FORZA VELOCE O POTENZA capacità di esprimere elevate
tensioni muscolari nel più breve tempo possibile ( schiacciata nella
pallavolo)
3- FORZA RESISTENTE capacità di produrre elevate tensioni
muscolari per un periodo prolungato (sprint del ciclista)
ALLENAMENTI DELLA FORZA:
1- REGIME CONCENTRICO aumento
della massa muscolare durante la
contrazione, avvicinamento dei punti
d’inserzione del muscolo con
avvicinamento dei capi ossei.
2- REGIME ECCENTRICO frenare
lentamente la discesa di un carico molto
elevato (piegamento lento con le gambe)
3- REGIME ISOMETRICO sviluppo di
elevata tensione muscolare mantenendo
il corpo in una determinata posizione
4- REGIME PILOMETRICO proprietà del
muscolo di immagazzinare e restituire
energia elastica (balzo)
ALLENARE LA FORZA E’ FACILE, MA E’ ALTRETTANTO
FACILE PERDERLA SE SI INTERROMPONO GLI
ALLENAMENTI.
INCREMENTA AUMENTANDO I CARICHI, IL NUMERO
DI RIPETIZIONI E LA VELOCITA’ DI ESECUZIONE.

CARICO NATURALE DEL CORPO O CORPO LIBERO

CARICO AUMENTATO DA ATTREZZI ESTERNI


3 ALLENAMENTI
1- ALLENAMENTO DEI CARICHI MASSIMALI 1-3 sollevamenti con
80-100% della forza massimale
2- ALLENAMENTO DEGLI SFORZI RIPETUTI numero variabile di
serie di esercizi con carico costante
3- ALLENAMENTO DEGLI SFORZI DINAMICI esercizi senza carico o
con carico medio, ma alla massima velocità
ALLENAMENTO DELLA RESISTENZA
CAPACITA’ DI ESEGUIRE UNO SFORZO FISICO A LUNGO SENZA CHE
DIMINUISCA L’INTENSITA’ DI LAVORO
capacità di resistere alla fatica e alla stanchezza mantenendo
elevate le prestazioni agonistiche e le capacità tecnico tattiche.
DA COSA DIPENDE LA RESISTENZA:
- capacità di trasportare ossigeno e sostanze energetiche ai
muscoli che a sua volta dipende dall’efficienza dell’apparato
respiratorio e cardiocircolatorio e dal contenuto di fonti
energetiche e ossigeno del sangue.
- capacità dei muscoli di assorbire e utilizzare ossigeno e molecole
energetiche
- dalla quantità di fibre rosse
- da fattori tecnici come la corretta preparazione atletica e la
corretta automatizzazione e economicità del gesto
- da fattori psicologici interesse, motivazione, autodisciplina
- corretta alimentazione
TIPI DI RESISTENZA
1* RESISTENZA GENERALE O ENDURANCE
sopporta sforzi prolungati
indipendentemente dall’attività svolta
usando gran parte delle masse muscolari
2* RESISTENZA LOCALE capacità di
impegnare a lungo solo una parte della
muscolatura
3* RESISTENZA SPECIFICA consente di
sopportare gli sforzi prolungati tipici di
una particolare disciplina sportiva
Un atleta che cambia disciplina, passando dalla
corsa al nuoto, seppur dotato di buona
resistenza, dovrà acquisire la resistenza specifica
alla nuova disciplina.
DISTINZIONE DELLA RESISTENZA IN BASE AI MECCANISMI
ENERGETICI UTILIZZATI DURANTE L’ATTIVITA’ FISICA:

- RESISTENZA AEROBICA: combustione di glucosio e acidi grassi in


presenza di ossigeno, processo energetico economico può essere
protratto per un lungo periodo di tempo (2-3 ore RESISTENZA
LUNGA DURATA) limitata dalle disponibilità di riserve energetiche.
- RESUSTENZA ANAEROBICA: tensioni medie per brevi periodi
(qualche minuto al massimo) limitata all’accumulo di acido lattico.
PER ALLENARE LA RESISTENZA:
METODI CONTINUI O METODI INTERROTTI DA
PAUSE
importante conoscere la propria SOGLIA
ANAEROBICA:
valore che indica, PER UNO SFORZO PROLUNGATO, il
livello massimo di intensità che può essere
mantenuto dall’atleta senza che l’acidità dei muscoli
si innalzi.
Entro determinate intensità di esercizio, l’acido lattico viene rimesso
in circolo e riutilizzato dai muscoli meno attivi durante l’esercizio,
dopo essere stato riconvertito in glucosio dal fegato tramite il ciclo di
cori. Qualora il ritmo di esercizio sia troppo intenso, il lattato non
riesce ad essere metabolizzato tutto e si accumula nel sangue
provocando acidosi associata a dolore e bruciore.
CUORE
Per allenare con profitto la resistenza, occorre allenare il
cuore a mantenere pulsazioni tra il 60-75% della
frequenza cardiaca massima

(220-età) x (0.60/0.75)

In questa condizione il muscolo lavora attivando il


meccanismo aerobico, produzione di acido lattico è
minima e l’ossigeno a livello muscolare permette di
ricaricare ATP.
QUINDI INCREMENTO DELLA RESISTENZA:
- AUMENTO FORZA CONTRAZIONE DEL CUORE ED ESPANSIONE CAVITA’ CARDIACHE
-MIGLIOR APPORTO DI OSSIGENO AI MUSCOLI E INCREMENTO DEL DIAMETRO DEI
CAPILLARI
-AUMENTO DEL NUMERO DI MITOCONDRI
-DIMINUZIONE DELLA FREQUENZA DEL BATTITO CARDIACO A RIPOSO
-AUMENTO DEL NUMERO DEI GLOBULI ROSSI
-ESPANZIONE DEI VOLUMI POLMONARI
- MIGLIORAMENTO EFFICIENZA DEI SISTEMI TAMPONE DEL SANGUE PER NEUTRALIZZARE
ACIDOSI
- MIGLIORE CAPACITA’ DI RECUPERO
- RIDUZIONE TRAUMI
-MIGLIORE SOPPORTAZIONE PSICOLOGICA DELLA FATICA
ALLENAMENTO DELLA VELOCITA’
Capacità di eseguire un gesto motorio nel minor
tempo possibile.
SPOSTAMENTO DI TUTTO IL CORPO NEL MINOR
TEMPO POSSIBILE

RAPIDITA’: spostamento di una sola parte del


corpo.
La rapidità dipende dall’efficienza del sistema
nervoso
La velocità dipende anche dall’efficienza
dell’apparato muscolare e dalla tecnica esecutiva
del soggetto.
VALOCITA’ DIPENDE DA:
- quantità di fibre bianche
- dalla forza esplosiva del soggetto
- sincronismo neuromotorio fra muscoli agonisti e antagonisti
- elasticità muscolare per movimenti più ampi rispetto a quelli fisiologici
- corretta tecnica esecutiva del gesto con il minimo consumo di energia
1*VELOCITA’ DI REAZIONE tempo minimo che intercorre tra
percezione dello stimolo ed esecuzione del gesto
- SEMPLICE quando il gesto possibile è uno solo
- COMPLESSA quando l’atleta deve scegliere in breve tempo quale
gesto fare
2*VELOCITA’ DI ESECUZIONE o ACCELERAZIONE subito dopo la
prima e dipende dal tipo di fibre presenti nel muscolo, dalla qualità
delle sue innervazioni e dalla disponibilità di fonti di energia
3*VELOCITA’ GESTUALE capacità di eseguire un gesto singolo nel
minor tempo possibile (salto) dipende dalla forza esplosiva e dalla
correttezza del gesto
4*VELOCITA’ DI SPOSTAMENTO tempo minimo impiegayo a
percorrere una certa distanza, forma più complessa e dipende da
tutte le altre.
GENETICA!!!!!!

ALLENAMENTO MIGLIORA LA VELOCITA’ DEL 20%, anche se si può


lavorare per migliorare il gesto rendendolo più economico e
vantaggioso.

PERICOLO DI INFORTUNI MUSCOLARI


ALLENAMENTO DELLA MOBILITA’
ARTICOLARE
o flessibilità, è la capacità di eseguire atti motori
di grande ampiezza, sfruttando al massimo
l’escursione fisiologica consentita dalle
articolazioni.
ARTICOLARITA’ efficienza delle articolazioni ed è
difficilmente migliorabile
ESTENSIBILITA’ capacità di allungamento di
muscoli, tendini, fasce, legamenti e capsule
articolari che può essere allenata con buoni
risultati.
DA COSA VIENE INFLUENZATA:
- TEMPERATURA a caldo aumenta
- ABITUDINI DI VITA
- ETA’ E SESSO
- CARATTERISTICHE ANATOMICHE INDIVIDUALI
COME SI ALLENA:
MOBILITA’ ATTIVA
MOBILITA’ PASSIVA
Massima ampiezza attraverso l’azione muscolare senza
aiuto esterno Massima ampiezza sfruttando l’azione di forze esterne

• DINAMICA ATTIVA movimento • DINAMICA PASSIVA


con oscillazioni rapide e ripetute allungamento della muscolatura
o con rimbalzo (allungamento da forze esterne che generano
balistico) oscillazioni con aumento e
• STATICA ATTIVA si mantiene una riduzione dell’ampiezza del
posizione articolare estrema per movimento
un certo tempo • STATICA PASSIVA articolazione
«subisce» una posizione di
allungamento
NON SUPERARE LA SOGLIA DEL DOLORE
???PERCHE’???
Il dolore provoca u riflesso che aumenta il tono
muscolare e irrigidisce il movimento anziché
renderlo più fluido
RISCALDAMENTO :
-PREVIENE E RIDUCE INFORTUNI
-FACILITA’ APPRENDIMENTO E AUMENTA EFFICACIA DEL
MOVIMENTI
-AL TERMINE DI UN ALLENAMENTO FAVORISCE IL
RECUPERO ACCELERANDO L’ELIMINAZIONE DELLE SCORIE.
ALLENAMENTO DELLA
COORDINAZIONE E
DELL’EQUILIBRIO
La coordinazione è la capacità di
organizzare, regolare e controllare il
movimento del corpo nello spazio e nel
tempo per eseguire un’azione motoria con
il massimo rendimento e minor dispendio
energetico.
Capacità del SNC di ricevere informazioni,
elaborarle, organizzarle, memorizzarle e
inviare una risposta adeguata alla
situazione.
CAPACITA’ COORDINATIVE

CAPACITA’ COORDINATIVE DI BASE CAPACITA’ COORDINATIVE SPECIALI


• APPRENDIMENTO MOTORIO • COMBINAZIONE MOTORIA di uno o più gesti
• CONTROLLO MOTORIO • ANTICIPAZIONE MOTORIA organizzazione di
un’azione
• ADATTAMENTO E TRASFORMAZIONE DEL • FANTASIA MOTORIA creazione di soluzioni nei
MOVIMENTO quando variano le condizioni gesti motori
esterne
• DIFFERENZIAZIONE SPAZIO-TEMPORALE
traiettorie, distanze, direzioni
• ORIENTAMENTO per sfruttare al meglio lo spazio
disponibile
• RITMO corretta cadenza in un’azione motoria
• EQUILIBRIO soluzioni motorie corrette anche in
condizioni di appoggio precario
EQUILIBRIO
Capacità di mantenere o riacquistare una posizione
stabile con il corpo in varie situazioni statiche o
dinamiche .
Qualità coordinativa speciale .
4 TIPI DI EQUILIBRIO
- EQUILIBRIO STATICO si mantiene da fermi senza
spostamenti del corpo e del baricentro.
- EQUILIBRIO DINAMICO che si mantiene durante
traslazioni del corpo
- EQUILIBRIO NELLE ROTAZIONI mantiene e
ristabilisce durante e dopo le rotazioni
- EQUILIBRIO IN VOLO mantiene o ristabilisce nella
fase aerea
ALLENARE L’EQUILIBRIO
occorre ridurre la superficie del corpo a contatto con il suolo o
ridurre le basi d’appoggio, le altezze o eseguire esercizi ad occhi
chiusi.