Sei sulla pagina 1di 102

Dr.

Buzzi Stefano
Osteopata D.O.

Docente di:
anatomia muscoloscheletrica
La Spalla
IL CINGOLO
SCAPOLARE E’
COMPOSTO DA
È un osso piatto di forma triangolare, posto nella parete
posteriore del toraceÈ un osso piatto di forma
triangolare, posto nella parete posteriore del torace, a
lato della colonna vertebrale.

SCAPOLA

Presenta due facce (anteriore o costale, posteriore o dorsale) e tre margini


(superiore, laterale o ascellare, mediale o vertebrale) che convergono in
tre angoli (laterale, mediale, inferiore). La faccia anteriore presenta una
leggera concavità (la fossa sottoscapolare, che accoglie l'omonimo
muscolo). Nella faccia posteriore è presente una prominenza, la spina
scapolare, che termina in un processo, detto acromion Presenta due
facce (anteriore o costale, posteriore o dorsale) e tre margini (superiore,
laterale o ascellare, mediale o vertebrale) che convergono in tre angoli
FOSSA
SOVRASPINOSA
ANGOLO
ACROMION SUPERO-
MEDIALE

SPINA
FOSSA
SOTTOSPINOSA

OMERO
Clavicola
È un osso lungo, disposto orizzontalmente, nella
parte superiore e anteriore del torace.

Si articola con la scapolaSi articola con la scapola (processo acromiale),


con la quale stabilizza l'articolazione della spalla, dando attacco ai
muscoliSi articola con la scapola (processo acromiale), con la quale
stabilizza l'articolazione della spalla, dando attacco ai muscoli dell'artoSi
articola con la scapola (processo acromiale), con la quale stabilizza
l'articolazione della spalla, dando attacco ai muscoli dell'arto superiore,
del toraceSi articola con la scapola (processo acromiale), con la quale
stabilizza l'articolazione della spalla, dando attacco ai muscoli dell'arto
superiore, del torace e del dorso. Si articola anche col manubrio dello
sterno.
OMERO
EPIFISI
PROSSIMALE
DIAFISI
EPIFISI
DISTALE
LA TESTA OMERALE
E’ ORIENTATA IN
ALTO, DIETRO E
INTERNO ED E’ UN
TERZO DI SFERA
IRREGOLARE,
RIVESTITA DI
CARTILAGINE DOVE
IL CENTRO DI
CURVATURA NON E’
UN PUNTO FISSO MA
UNA SERIE DI PUNTI
SIA LA TESTA OMERALE CHE LA
GLENA SONO CURVE (MA NON
SFERICHE) CON DIMENSIONI
DIVERSE
ARTICOLAZIONE
SCAPOLO-OMERALE
TESTA DELL’OMERO: orientato in alto,
dietro ed all’interno è una sfera irregolare(
diametro verticale più ampio di quello
trasversale), dove il centro di curvatura non
è un punto fisso ma una serie di punti
allineati che formano una spirale.

LA CAVITA’ GLENOIDEA della scapola


orientata in fuori, avanti ed alto è concava
nei due lati ed è circondata dal cercine
glenoideo .
LA GRANDE
TUBEROSITA’

PUO’ ESSERE
PALPATA
SCENDENDO
DALL’ACRO-MI
ON E DA
INSERZIONE AI
3 ROT.EST.
CLAVICOLA ACROMION

LA SPALLA
PROCESSO
CORACOIDEO

TESTA GRANDE
DELL’OMERO TUBEROSITA’

CAVITA’
GLENOIDEA PICCOLA
PALPAZIONE
TUBEROSITA’
ACROMION

LEG.GLENO-OME
RALE
SUPERIORE

TROCHITE CAPSULA
ARTICOLARE
TETTO O SPAZIO
SUB-ACROMIALE

FACCIA
ARTICOLARE
OMERALE
CERCINE
LA CAVITA’
GLENOIDEA DELLA
SCAPOLA E’
ORIENTATA IN ALTO,
AVANTI E FUORI
CIRCONDATA DAL
CERCINE GLENOIDEO,
ANELLO
FIBRO-CARTILAGINEO
CHE COLMA IL IL
SOLCO
AUMENTANDONE LA
SUA CONCAVITA’
ACROMION

CORACOIDE

MIGLIORA LA
CONGRUITA’ PER CUI CERCINE
LA STABILITA’ DELLA
GLENO-OMERALE
AUMENTANDO LA
CONCAVITA’ DELLA
CAVITA’ GLENOIDEA
IL CERCINE POSSIEDE
TRE FACCE :
INTERNA: INSERITA
SUL BORDO
GLENOIDEO

ESTERNA: DA
INSERZIONE ALLA
CAPSULA

MEDIA: HA IL
CONTATTO CON LA
TESTA OMERALE
L’ART.SCAPOLO-
OMERALE E’
STABILIZZATA DA
STRUTTURE
ATTIVE E
PASSIVE
STRUTTURE STRUTTURE
ATTIVE PASSIVE
•MUSCOLI
DELLA CUFFIA •CAPSULA
DEI ROTATORI ARTICOLARE

•TENDINE DEL •LEGAMENTI


CAPO LUNGO SPECIFICI
DEL BICIPITE DELL’ARTICO-
LAZIONE
•MUSCOLI SCAPOLO-OM
SUPERFICIALI ERALE
DELLA SPALLA
LA CAPSULA
ARTICOLARE
E’ MOLTO
RESISTENTE
E VA DAL
CERCINE AL
COLLO
DELL’OMERO
LA CAPSULA FIBROSA E’
RINFORZATA DAI TENDINI :
•SOVRASPINOSO
( IN ALTO)
•INFRASPINATO E
PICCOLO ROTONDO
( INDIETRO)
• SOTTOSCAPOLARE
( IN AVANTI)
•CAPO LUNGO DEL
TRICIPITE ( IN BASSO)
TUTTI, TRANNE QUELLO DEL
TRICIPITE, SI FONDONO CON LA
CAPSULA FIBROSA A FORMARE
LA CUFFIA DEI ROTATORI CHE
RINFORZA LA CAPSULA E LE
FORNISCE UN SOSTEGNO
ATTIVO, TRANNE QUANDO I
MUSCOLI SONO
COMPLETAMENTE RILASSATI
LA CAPSULA FIBROSA E’
TALMENTE LASSA CHE LE
SUPERFICI ARTICOLARI
POSSONO VENIRE
ALLONTANATI DI 2-3
CENTIMETRI, CIO’ SI ACCORDA
CON UNA NOTEVOLE
AMPIEZZA DEL MOVIEMNTO.
TUTTAVIA TALE SEPARAZIONE
NON FISIOLOFICA SI
RAGGIUNGE SOLO SE LA
PARTE SUPERIORE E’
RILASCIATA IN ABDUZIONE
LA BORSA
CO
V I SUB-ACROMIA
A LE
CL
CORACOIDE

PICCOLO
PETTORALE

C.L.B
C.B.B.
LA CAPSULA ARTICOLARE E’ RINFORZATA
DA LEGAMENTI

LEG.TO CORACO-OMERALE

LEG.TO OMERALE TRASVERSO

LEG.TO GLENO-OMERALE

FASCI SUPERIORI
QUESTI FASCI
FASCI MEDI FORMANO IL
FASCI INFERIORI LEG.TO A Z
I LEGAMENTI
GLENO-OMERALI

1. FASCIO
SUPERIORE
1
2. FASCIO 2
MEDIO
3. FASCIO 3
INFERIORE
LEG.
CORACO- LEG.
OMERALE GLENO-OMERA
LE SUP

LEG.
TRASVERSO
QUELLO SUPERIORE DECORRE LUNGO IL
BORDO MEDIALE DEL TENDINE DEL
BICIPITE E SI ATTACCA SOTTO LA PICCOLA
TUBEROSITA’
IL MEDIO RAGGIUNGE LA PARTE INFERIORE
DELLA PICCOLA TUBEROSITA’
DELL’OMERO
IL FASCIO INFERIORE SI ESTENDE
FINO ALLA PARTE INFERIORE DEL
COLLO ANATOMICO DELL’OMERO.
LEGAMENTO OMERALE
TRASVERSO
QUESTO
LEGAMENTO
ASSICURA LA
STABILITA’ DEL
TENDINE DEL CAPO
LUNGO DEL BICIPITE
NELLA DOCCIA
BICIPITALE AGENDO
DA RETINACOLO DEL
TENDINE
IL TENDINE DEL CAPO LUNGO DEL
BICIPITE E’ UN ULTERIORE FATTORE
COATTANTE DELL’ARTICOLAZIONE
LEGAMENTO
CORACO-OMERALE
SI ESTENDE DAL
PROCESSO
CORACOIDEO CON DUE
FASCI CHE ARRIVANO
AL TUBERCOLO
MAGGIORE SULLA
PORZIONE LATERALE
DEL SOLCO BICIPITALE
ED AL TUBERCOLO
MINORE
LE BORSE IN PROSSIMITA’ DELL’ARTICOLAZIONE
DELLA SPALLA SONO NUMEROSE:

1. UNA SITUATA TRA IL TENDINE DEL


SOTTOSCAPOLARE E LA CAPSULA, CHE COMUNICA
CON L’ARTICOLAZIONE MEDIANTE UNA LACUNA
COMPRESA FRA I LEGAMENTI GLENO-OMERALE
SUPERIORE E MEDIO
2. UNA, CHE TALVOLTA DIVIDE IL TENDINE
DELL’INFRASPINATO DALLA CAPSULA
3. LA BORSA SUB-ACROMIALE, PRESENTE FRA IL
DELTOIDE E LA CAPSULA, NON COMUNICA CON
L’ARTICOLAZIONE MA SI SPINGE AL DI SOTTO
DELL’ACROMION E DEL LEG.TO
CORACO-ACROMIALE, E FRA QUESTI E IL
SOVRASPINATO
4. UNA, SULLA SUPERFICIE SUPERIORE
DELL’ACROMION
5. UNA, FREQUENTEMENTE REPERIBILE TRA IL
PROCESSO CORACOIDEO E LA CAPSULA;
6. UNA, TALVOLTA PRESENTE DIETRO IL
CORACO-BRACHIALE
7. UNA, TRA IL CAPO LUNGO DEL TRICIPITE ED IL
GRANDE ROTONDO;
8. UNA DAVANTI E UNA ( 9) DIETRO IL TENDINE DEL
GRAN DORSALE
ARTICOLAZIONI VERE
• ART. GLENO-OMERALE
• ART. ACROMION-CLAVEARE
• ART. STERNO-CLAVEARE

ARTICOLAZIONI FALSE
• ART. SOTTOSCAPOLARE
• ART. SOTTODELTOIDEA
LA SPALLLA POSSIEDE TRE
GRADI DI MOVIMENTO

FLESSO ESTENSIONE SU UN
PIANO SAGITTALE

ADD- ABD. SU UN PIANO FRONTALE

ROTAZIONE SULL’ASSE DELL’OMERO


MOVIMENTO DEL CINGOLO
SCAPOLARE
Spostamento laterale:
Verso l’interno: la scapola si avvicina al piano frontale;
La glenoide si porta a guardare verso l’esterno;
La parte laterale della clavicola va all’interno e posteriormente;
L’angolo tra clavicola e scapola si apre.
Verso l’esterno: la scapola si avvicina ad un piano sagittale;
La clavicola con la parte laterale si porta in avanti ed all’esterno
arrivando su di un piano frontale;
L’angolo tra clavicola e scapola si apre.
ART. STERNO-CLAVICOLARE
E’ L’UNICA ARTICOLAZIONE (A SELLA) CHE
CONNETTE LA SPALLA ALLO SCHELETRO

CLASSIFICATA DA ALCUNI COME


ARTICOLAZIONE PIANA PUO’ ESSERE
CONSIDERATA PIU’ UN’ ENARTROSI
ARTICOLAZIONE
STERNO-COSTO-CLAVEARE

Ci sono due capi articolari, uno clavicolare ed uno sterno-costale. La


superficie articolare clavicolare ricopre quella sterno-costale davanti
e dietro. Abbiamo due assi di movimento:
L’asse 1 corrisponde alla concavità della superficie clavicolare e
permette movimenti sul piano orizzontale;
L’asse 2 corrisponde alla concavià della superficie sterno-costale e
permette movimenti sul piano verticale.
LA CAPSULA ARTICOLARE E’ ISPESSITA IN
AVANTI E IN DIETRO, MA POCO FORTE IN ALTO E
BASSO E’ RINFORZATA DAI LEGAMENTI
STERNO-CLAVICOLARI

LIMITANO IL MOVIMENTO IN SENSO


ANTERO-POSTERIORE DELLA
CLAVICOLA
UN DISCO ARTICOLARE E IL
LEGAMENTO COSTO-CLAVICOLARE
AUMENTANO LA STABILITA’,
CONTRASTANDO LA TENDENZA ALLA
LUSSAZIONE MEDIALE
LEGAMENTI
ART.STERNO-COSTO-CLAVICOLARE
1. Legamento
costo-clavicolare:
inserito sul bordo 1 2 3
superiore della prima
costa ed arriva al bordo
inf.della clavicola
2. Legamento
sterno-clavicolare ( ant
e post): teso tra lo
sterno e la clavicola
3. Legamento
interclavicolare: teso tra
le due clavicole
ART. ACROMIO-CLAVEARE
ARTRODIA TRA
LA FACCIA
CONVESSA
DELLA
CLAVICOLA E
L’AREA
CONCAVA
DELL’ACROMION
Le due facce
articolari sono
l’acromion con una
faccetta
antero-interna piana
o lievemente
concava orientata in
avanti ed in alto; ed
una faccetta
articolare sulla
clavicola orientata in
basso, in dietro ed in
dentro.
LA RIMA
ARTICOLARE E’
OBLIQUA E
PERMETTE ALLA
SCAPOLA DI
SCIVOLARE AVANTI
E INDIETRO
RISPETTO
ALL’ESTREMITA
CLAVICOLARE
ART. A/C E’ COSTITUITA DA UNA
DEBOLE CAPSULA RINFORZATA

LEG.
ACROMIO-CLAVICO
LARI SUPERIORE
ED INFERIORE
I movimenti della clavicola su un piano orizzontale sono
visibili in una vista dall’alto.
L’antepulsione è limitata dal leg.to costo-clavicolare e
dallo sterno-clavicolare anteriore.
La retroposizione è limitata dal legamento
costo-clavicolare e dal legamento sterno-clavicolare
posteriore.
I movimenti della clavicola sul piano frontale; quando
l’estremità laterale della clavicola si alza, quella mediale
si abbassa. Questo movimento è limitato dal leg.to
costo-clavicolare e dal succlavio.
Quando la parte laterale della clavicola si abbassa, la
parte mediale si alza. Questo movimento è limitato dalla
tensione del leg.to sterno-cavicolare superiore e dal
contatto con la prima costa.
LEGAMENTI DELL’ART.
ACROMION-CLAVEARE
1. Legamento conoide: va
dalla parte inferiore della
clavicola al processo 3
coracoideo; 1 2
2. Legamento trapezoide: va
dal processo coracoideo
alla tuberosità della
clavicola;
3. Legamento
acromio-claveare:
sovrasta la capsula
rinforzandola
ARTICOLAZIONE
SOTTO-DELTOIDEA
FALSA
ARTICOLAZIONE O
PIANO DI
SCIVOLAMENTO TRA
LA PARTE INFERIORE
DEL DELTOIDE E LA
TESTA OMERALE
CON LA CUFFIA DEI
ROTATORI
BORSA SOTTO-ACROMIALE
NON E’ PALPABILE SE NON INFIAMMATA
ARTICOLAZIONE
SCAPOLO-TORACICA
Falsa articolazione
tra il bordo anteriore
della scapola ed il
torace e
comprendente i due
spazi di scorrimento
divisi dal muscolo
gran dentato: uno
spazio anteriore ed
uno posteriore
SOVRASPINOSO

CLAVICOLA

APOFISI
CORACOIDEA
SOTTO-SCAP
OLARE

GRANDE
ROTONDO
I ROTATORI ESTERNI

1. SOPRA-SPINOSO 1

2
2. SOTTO-SPINOSO
3

3. PICCOLO ROTONDO
PUNTO
D’INSERZIONE
DEI 3 MUSCOLI TROCHITE
ROTATORI
ESTERNI DELLA
CUFFIA
SOVRASPINOSO

PICCOLO SOTTOSPINOSO
ROTONDO
SOTTOSCAPOLAR
TRIANGOLARE CHE RIEMPIEE
E’ UN LARGO MUSCOLO

LA FOSSA
SOTTOSCAPOLARE E
ORIGINA DALLA STESSA E
SI PORTA LATERALMENTE ,
CONVERGENDO IN UN
TENDINE CE S’INSERISCE
ALLA PICCOLA
TUBEROSITA’ DELL’OMERO
ED ALLA PARTE ANTERIORE
DELLA CAPSULA
ARTICOLARE
SCAPOLO-OMERALE
SOTTOSCAPOLARE
L’unico muscolo della cuffia dei rotatori che si
inserisce sulla piccola tuberosità
IL ROTATORE
INTERNO DELLA
CUFFIA E’ IL
SOTTOSCAPOLA-
RE CHE SI
INSERISCE SUL
TUBERCOLO
MINORE
DELL’OMERO
LA PARTE INFERO-MEDIALE
E’ IN CONTATTO COL
DENTATO ANTERIORE,
MENTRE LA PARTE
LATERALE HA RAPPORTI
COL CORACO-BRACHIALE E
COL BICIPITE, COL PLESSO
BRACHIALE ( NERVO
SOTTOSCAPOLARE), E I
VASI; POSTERIORMENTE E’
IN CONTATO CON LA
SCAPOLA, INFERIORMENTE
CON IL GRANDE ROTONDO
E GRAN DORSALE
SOPRASPINATO
ORIGINA DAI DUE TERZI
MEDIALI DELLA FOSSA
SOPRASPINATA E DALLA
FASCIA SOPRASPINATA,
PASSA AL DI SOTTO
DELL’ACRIMION E
CONVERGE IN UN TENDINE
CHE PASSA AL DI SOPRA
DELL’ARTICOLAZIONE
SCAPOLO-OMERALE PER
INSERIRSI ALLA PIU’ ALTA
DELLE FACCETTE DELLA
GANDE TUBEROSITA’
DELL’OMERO.
SOTTOSPINOSO
E’ UNO SPESSO
MUSCOLO
TRIANGOLARE CHE
OCCUPA LA MAGGIOR
PARTE DELLA FOSSA
SOTTOSPINATA CON
FIBRE MUSCOLARI E
TENDINEE, ORIGINA
ANCHE DALLA FASCIA
SOTTOSPINATA CHE
LO SEPARA DAL
GRANDE E PICCOLO
ROTONDO.
I FASCI MUSCOLARI
CONVERGONO VERSO UN
TENDINE CHE SCORRE
SUL MARGINE LATERALE
DELA SPINA DELLA
SCAPOLA E , DOPO AVER
INCROCIATO LA FACCIA
POSTERIORE DELLA
CASPULA
DELL’ARTICOLAZIONE
SCAPOLO-OMERALE,
S’INSERISCE ALLA
FACCETTA MEDIA DELLA
GRANDE TUBEROSITA’
DELL’OMERO
PICCOLO ROTONDO
E’ UN MUSCOLO STRETTO E
ALLUNGATO, CHE ORIGINA
DAI DUE TERZI SUPERIORI
DI UNA STRISCIA
PIANEGGIANTE DELLA
SUPERFICIE POSTERIORE
DELLA SCAPOLA, SUBITO
VICINO AL MARGINE
LATERALE, E DA DUE
LAMINE APONEVROTICHE
DELLE QUALI L’UNA LO
SEPARA DAL
SOTTOSPINATO E L’ALTRA
DAL GRANDE ROTONDO
SI PORTA OBLIQUAMENTE IN
ALTO E LATERALMENTE E
TERMINA IN UN TENDINE CHE
S’INSERISCE ALLA PIU’
BASSA DELLE TRE
FACCETTE DELLA GRANDE
TUBEROSITA’ DELL’OMERO.
IL TENDINE INCROCIA E SI
UNISCE ALLA PARTE
INFERIORE DELLA
SUPERFICIE POSTERIORE
DELLA CAPSULA
DELL’ARTICOLAZIONE
SCAPOLO-OMERALE. IL
MUSCOLO PUO’ ESSERE
FUSO COL SOTTO-SPINATO
AZIONI
IL SOTTOSCAPOLARE, IL SOPRASPINATO, IL
SOTTOSPINATO E IL PICCOLO ROTONDO NEL LORO
INSIEME ESERCITANO UN RUOLO ESSENZIALE NEL
FISSARE LA TESTA DELL’OMERO, MANTENENDOLA
NEL DOVUTO CONTATTO CON LA CAVITA’ GLENOIDEA
E OPPONENDOSI ALLA SUA TENDENZA AD UN TROPPO
ESTESO SCIVOLAMENTO.
IN QUESTA ARTICOLAZIONE COSI’ POCO INCAVATA
POTREBBE DETERMINARSI UN ECCESSIVO
SCIVOLAMENTO. NELLE FASI INIZIALI
DELL’ABDUZIONE IL SOTTOSCAPOLARE, IL
SOTTOSPINOSO E IL PICCOLO ROTONDO BILANCIANO
LA COMPONENTE DI TRAZIONE DETERMINATA DAL
DELTOIDE
IL SOTTOSPINATO ED IL PICCOLO ROTONDO, IN
ASSOCIAZIONE CON I FASCI POSTERIORI DEL
DELTOIDE, AGISCONO DA ROTATORI ESTERNI
DELL’ARTICOLAZIONE.
IL SOTTOSCAPOLARE CONCORRE CON LA
ROTAZIONE INTERNA
QUANDO L’ARTO SUPERIORE PERNDE LUNGO IL
FIANCO,LA TENDENZA DELLA TESTA DELL’OMERO
E’ DI LUSSARE INFERIORMENTE; QUESTO
MOVIMENTO VIENE SOSTENUTO, VISTO DA STUDI
ELETTROMIOGRAFICI, DAL SOVRASPINOSO PIU’
CHE DAL DELTOIDE.
AL CONTRARIO IL DELTOIDE E’ IN GRADO, CON LE
SUE PARTI CORRISPONDENTI, DI OPPORRE
RESISTENZA AGLI SPOSTAMENTI ANTERIORI E
POSTERIORI DELL’OMERO
BORSA
SOTTODELTOIDEA

O S O
RA SPIN
SO V

DELTOIDE
SOTTO-SCAP
OLARE

GRANDE
ROTONDO
SOVRASPINOSO

SOTTOSPINOSO

SOTTOSCAPOLARE CAVITA’
GLENOIDEA

PICCOLO ROTONDO
RUOLO DELLA CUFFIA DEI ROTATORI

1. ROTATORI
DELL’OMERO

2. CENTRATORI
DELLA TESTA
OMERALE

3. STABILIZZATO-RI
ARTICOLARI
GRANDE ROTONDO
E’ un muscolo spesso, piatto, che
origina dalla superficie
postero-inferiore della scapola e dai
setti fibrosi interposti fra questo
muscolo e il piccolo rotondo e il
sottospinato.

I fasci si dirigono in alto e


lateralmente e terminano in un
tendine appiattito, lungo 5 cm, che
si inserisce al labbro posteriore del
solco bicipitale, dove si trova dietro
il tendine del gran dorsale, dal quale
e’ separato da una borsa. I due
tendini sono uniti per un breve tratto
lungo i loro margini inferiori
AZIONE
Il Grande
Rotondo
ADDUCE l’Omero
E
lo ruota verso
l’interno
DELTOIDE
INSERZIONE PROSSMALE DIVISA
IN TRE CAPI

CAPO CLAVICOLARE: TERZO


LATERALE DELLA CLAVICOLA

CAPO ACROMIALE: DAL


MARGINE LATERALE E
SUPERIORE DELL’ACROMION

CAPO SPINALE: LABBRO


INFERIORE DELLA CRESTA
DELLA SPINA DELLA
SCAPOLA
I FASCI MUSCOLARI
CONVERGONO IN
BASSO VERSO UN
TENDINE CORTO E
ROBUSTO, CHE
S’INSERISCE SULLA
TUBEROSITA’
DELTOIDEA DELLA
FACCIA
ANTERO-LATERALE
VERSO LA META’
DEL CORPO
DELL’OMERO
FASCI MEDI

FASCI
ANTERIORI FASCI
POSTERIORI

ZONA INSERZIONALE
DEL TENDINE
COMUNE
IL LAVORO DEL DELTOIDE SI INTEGRA CON IL
LAVORO DEI MUSCOLI DELLA CUFFIA DEI
ROTATORI, IMPEDENDO L’AZIONE CHE
AVREBBE IL MUSCOLO DI TRAZIONE DELLA
TESTA DELL’OMERO VERSO L’ALTO
GRANDE PETTORALE
SI DIVIDE IN TRE PARTI:
1. CLAVICOLARE;
2. STERNO-COSTALE
3. ADDOMINALE

TUTTE LE FIBRE SI
INSERISCONO INSIEME
SULLA CRESTA DEL
TUBERCOLO
MAGGIORE
L’INSERZIONE
PROSSIMALE VA DALLA
META’ MEDIALE DELLA
CLAVICOLA , DALLA
META’ OMOLATERALE
FINO ALL’ATTACCO
DELLA CARTILAGINE
DELLA SESTA O SETTIMA
COSTA, DALL’ESTREMITA’
DELLA STERNALE DELLA
SESTA COSTA E
DALL’APONEVROSI
DELL’OBLIQUO ESTERNO
DELL’ADDOME
AZIONE
il muscolo nel suo
complesso e’ un adduttore e
rotatore interno dell’Omero.
MUSCOLO PICCOLO PETTORALE
ORIGINA CON TRE
DIGITAZIONI DALLA
(2°) 3°-5° COSTA E
SI INSERISCE AL
PROCESSO
CORACOIDEO.
ABBASSA E
RUOTA LA
SPALLA
AZIONE
Collabora con il
dentato anteriore allo
spostamento della
scapola sul torace.
Insieme all’elevatore
della scapola e i
romboidi, ruota la
scapola abbassando il
moncone della spalla.
Interviene poco
nell’inspirazione a
meno che sia molto
forzata
GRAN DENTATO
ORIGINA CON
DIGITAZIONI 1°
ALLA 9° COSTA E
SI INSERISCE
LUNGO IL
MARGINE
MEDIALE DELLA
SCAPOLA
AZIONI
IL DENTATO
ANTERIORE, INSIEME AL
PICCOLO PETTORALE,
PORTA IN AVANTI LA
SCAPOLA
E’ IL MUSCOLO
INTERESSATO IN TUTTI
I MOVIMENTI INTESI A
RAGGIUNGERE UN
OGGETTO ED A
SPINGERLO.
NELLE FASI INIZIALI DELL’ABDUZIONE
AGISCE CON GLI ALTRI MUSCOLI DELLA
SCAPOLA FISSANDOLA IN MODO CHE IL
DELTOIDE POSSA ESERCITARE LA SUA
AZIONE SULL’OMERO E NON SULLA SCAPOLA

QUESTO MUSCOLO MANTIENE LA SCAPOLA


ADESA ALLA GABBIA TORACICA E QUANDO
LAVORA CON LE FIBRE SUPERIORI O
INFERIORI FA RUOTARE LA SCAPOLA
INTERNAMENTE O ESTERNAMENTE.
CORACO-BRACHIALE
ORIGINA SUL
PROCESSO
CORACOIDEO E
TERMINA CON
UN’IMPRONTA, LUNGA
DA 3 A 5 CM, CHE SI
TROVA A META’
STRADA DELLA
DIAFISI OMERALE,
FRA LE INSERZIONI
DEL TRICIPITE E DEL
BRACHIALE SULLA
FACCIA MEDIALE
DELL’OMERO SOTTO
IL TUB. MINORE
AZIONE
Il Coracobrachiale flette
l’arto superiore in avanti
e medialmente, in
particolare quando
questo si trova in
estensione.
Ad arto superiore
abdotto, agendo insieme
alla parte anteriore del
Deltoide, ne frena lo
spostamento dal fianco
BICIPITE
CAPO LUNGO: TUBERCOLO
SOPRA-GLENOIDEO
(origina dalla caspula fibrosa
dell’art. gleo-omerale, questo
tendine è in continuità col
labbro glenoideo
CAPO BREVE: PROCESSO
CORACOIDEO

SI INSERISCONO INSIEME
SULLA TUBEROSITA’
RADIALE
TENDINE BICIPITALE
PALPABILE A
GOMITO FLESSO.
IN
EXTRA-ROTAZION
E APPARE PRIMA
IL TROCHITE POI
IL SOLCO POI IL
TROCHINE
A ciascuno dei tendini fa seguito
un ventre muscolare allungato; i
due ventri possono essere ben
separati fino a 7 cm circa
dall’articolazione del gomito. Essi
terminano in un tendine appiattito
che s’inserisce alla parte
posteriore rugosa della tuberosità
del Radio.
Una borsa è interposta tra il
tendine e la parte anteriore liscia
della tuberosità.

AZIONI: il bicipite è un robusto supinatore e


flessore del gomito, con maggiore efficienza
quando l’avambraccio è supinato; inoltre in
lieve misura è un flessore della spalla.
TRICIPITE
E’ FORMATO
DA TRE CAPI
CHE SI
INSERISCONO
IN UN TENDINE
COMUNE
SULL’OLECRA-
NO DELL’ULNA
Il capo lungo origina con un
tendine appiattito dal tubercolo
sotto-glenoideo della scapola ed
è qui fuso con la capsula
articolare, i fasci si portano in
basso e medialemente rispetto al
capo laterale e superficialemente
al capo mediale per unirsi agli
altri due capi.
Il capo laterale origina dal una
cresta della faccia posteriore
dell’omero, dal mrine laterale del
corpo dell’omero e dal setto
intermuscolare laterale. Questi
fasci convergono verso il
tendine comune
Il capo mediale, che viene ricoperto dai capi laterale e
lungo, origina da un’ampia superficie posteriore del
corpo dell’omero al di sotto del solco del nervo radiale;
questo capo va dall’inserzione del grande rotondo fino
a 2,5 cm dalla troclea dell’omero; alcuni faci
raggiungono direttamente l’olecrano, altri arrivano al
tendine comune.
Il tendine del muscolo comincia all’incirca alla metà del
muscolo. Esso è costituito da due lamine che si
riuniscono al di sopra del gomito e si inseriscono in
prevalenza sull’Olecrano e sulle fasce dell’Anconeo.

AZIONE: il tricipite è il maggiore


estensore del gomito.
L’ABDUZIONE PASSA ATTRAVERSO
TRE STADI:

DA O-60° attraverso la
SCAPOLO-OMERALE
DA 60 A 120° attraverso la
SCAPOLO-TORACICA
e la SCAPOLO-OMERALE

DA 120 A 180° attraverso la flessione


controlaterale
del tronco
La circonduzione è l’insieme dei tre movimenti della
spalla.
Questo movimento forma un cono che si trova sempre
anteriormente in modo che la mano sia sempre sotto
controllo degli occhi

PARADOSSO DI CODMAN
In una articolazione a tre gradi di mobilità, un
movimento successivo attorno a due degli assi
determina meccanicamente l’intervento del terzo
grado di movimento. Es: se nella spalla facciamo
una flessione e poi una adduzione relativa operiamo
meccanicamente una rotazione
Il buon funzionamento di questi muscoli è
fondamentale per la biomeccanica della
spalla.
Una ipotonicità di questi muscoli determina
una ipofunzionalità della spalla con lassità
della stessa; una spasticità di questi
muscoli determina una coattazione
eccessiva della testa dell’omero nella glena
andando così a disturbare il muscolo
sopraspinoso ed il legamento
coraco-acromiale provocando dolore (
periartrite scapolo-omerale o sindrome da
lesione della cuffia dei rotatori).

Potrebbero piacerti anche