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Dr.

Buzzi Stefano
Osteopata D.O.

Docente di:
anatomia muscoloscheletrica
OSSO, CARTILAGINE,
ARTICOLAZIONI
Cartilagine
Tessuto molto elastico, in grado di
deformarsi e sopportare grandi pesi
Composizione della
Cartilagine
• Sostanza fondamentale
– Glicosaminoglicani e Proteoglicani
– Non calcificata
• Cellule
– Condrociti, condroblasti
– Secernono la matrice e le fibre
• Fibre
– Collagene, elastina
Vascolarizzazione

• La cartilagine è generalmente
avascolare
• Nutrienti e sostanze di rifiuto
diffondono attraverso la matrice
Matrice della Cartilagine

• Collagene ed elastina
– Plasticità ed elasticità, assorbimento
traumi da compressione.
– Levigatezza, scorrimento superfici
articolari.
Cellule della Cartilagine
• Condroblasti
– Distribuiti nello strato condrogenico
– Producono attivamente la matrice
• Condrociti
– Sono le cellule mature della cartilagine
– Mantengono la matrice
– Racchiusi nelle loro lacune
• Fibroblasti
– Nel pericondrio
Anatomia della
Cartilagine
Strato fibroso del
pericondrio

Strato condrogenico del


Pericondrio, contiene i
condroblasti

condrociti
Pericondrio

• Pericondrio
– Rivestimento fibroso esterno della cartilagine
– Cellule indifferenziate (possono differenziare in
fibroblasti), collagene I, vasi.
– Necessario per la riparazione della cartilagine
Crescita della Cartilagine
• Apposizionale
– La matrice è depositata sulla superficie della
cartilagine, direttamente al di sotto dello
strato fibroso del pericondrio
(Anche le ossa crescono in questo modo)
• Interstiziale
– La matrice viene prodotta da condrociti di
nuova formazione, prime fasi.
– La matrice cartilaginea si espande
dall'interno.
Tipo Pericondrio Locazione
Ialina Presente, tranne che in Articolazioni ossa
articolare e epifisi lunghe, naso, laringe,
trachea, bronchi, costole

Fibrosa Assente Dischi invertrebrali,


sinfisi pubica, inserzione
alcuni tendini

Elastica Presente Padiglione auricolare,


canale uditivo,
epiglottide, laringe
Cartilagine Ialina Cartilagine Fibrosa

Cartilagine Elastica
Osso
Connettivo specializzato, la cui matrice extracellulare
è calcificata ed imprigiona le cellule che l’hanno
prodotta.
Duro ma con capacità dinamiche ed è in grado di
rinnovarsi, in relazione alle forze che agiscono su di
esso.
Rivestito da Periostio, ha una cavità centrale che
contiene il midollo osseo ed è delimitata internamente
da Endostio.
E’ COSTITUITO DA:

• Struttura organica
-cellule: osteoblasti, osteociti, osteoclasti
-collagene
-altre molecole organiche: proteoglicani

• Struttura inorganica (65%)


-Sali inorganici formano i cristalli di
idrossiapatite (carbonati e fosfati di calcio) che
depositati lungo fibrille di collagene conferiscono la
durezza dell’osso

L’osso inoltre accumula minerali e ioni per le


funzioni corporee.
Cellule dell’osso
• Osteoprogenitrici, derivano dalle mesenchimali
embrionali e mantengono la capacità di
dividersi;si trovano nello strato interno del periostio, superficie
interna canale di Havers e nell’endostio
• Osteoblasti, sintetizzano la matrice
• Osteociti, cellule mature dell’osso, derivano dagli
osteoblasti
• Osteoclasti (derivano da macrofagi-granulociti),
agiscono nel riassorbimento della matrice ossea.
Deposizione di matrice ossea da
parte degli osteoblasti
Cellula osteoprogenitrice
(precursore
dell'osteoblasto)

Osteoblasto

Osteoide (matrice ossea


non calcificata)
Matrice ossea calcificata

Canalicoli con processi


cellulari

Osteocita
Periostio
• Sottile strato di
connettivo denso
irregolare, ricco di
collagene, circonda
l'osso
• si inserisce sull’osso tramite fibre
di Sharpey.
• Strato fibroso esterno:
– Veicola vasi e nervi
• Strato cellulare interno:
– Contiene le cellule
osteoprogenitrici
Tipi di Osso
Osso Compatto
Trabecolare o Lamellare
– Porzione esterna delle ossa lunghe.
– Osso solido, privo di spazi tranne quelli
per le cellule, ed i loro processi, ed i vasi
sanguigni.
Tipi di Osso
Osso Spugnoso o Trabecolare
– Solitamente parte più interna delle ossa.
– Molti spazi tra le specole (o trabecole)
dell'osso.
– Midollo (Rosso, ematopoietico; Giallo,
grasso) all'interno degli spazi.
– Colonna vertebrale, costole, mascella,
polso.
Osso
Spugnoso

Osso
Compatto
Morfologia dell'Osso Compatto
• Lacuna
– osteociti
• Canale di Havers
– Canale centrale per
vasi sanguigni, etc
• Canalicoli
– Processi degli
Osteociti
• Lamelle
– Cerchi concentrici
originati dalla
deposizione
apposizionale
dell’osso.
• Lamelle interstiziali, situate intorno agli
osteoni, derivano da rimodellamento
dell’osso, gli osteoclasti riassorbono gli
osteoni, mentre gli osteoblasti ne
formano di nuovi. I residui di questo
processo formano le lamelle interstiziali.
Osso Spugnoso
• Dalle lamelle circonferenziali interne, verso
la cavità midollare, dipartono delle
trabecole di osso spugnoso.
• Trabecole, sottili, composte da lamelle
ossee irregolari con lacune contenenti
osteociti.
• Non ci sono sistemi di Havers, osteociti
scambiano metaboliti con i sinusoidi del
midollo, tramite canalicoli.
• Endostio, sottile strato di connettivo che
ricopre le trabecole. Osteoprogenitrici,
Osteoblasti ed Osteoclasti.
Osso Spugnoso

Trabecole

Midollo
Quattro tipi di ossa
Tutte le ossa del corpo si classificano in base alla
loro forma.

• Lunghe: sono lunghe e sottili con un’asta e due


estremità.
• Brevi: sono “cubiche”.
• Piatte: sono sottili.
• Irregolari: hanno forme complesse e non
rientrano nelle precedenti categorie.
Ossa piatte
• Tavolato interno e Tavolato esterno
di osso compatto, racchiudono uno
strato di osso spugnoso centrale,
Diploe.
ossa lunghe
• L’asse maggiore è sviluppato i
lunghezza mentre il minore in
larghezza
• presentano una zona allungata tra
due teste, come ad esempio il
femore, la tibia, l’omero ecc.
• Si distinguono tre zone:
• le due teste che prendono il nome
di epifisi
• la parte centrale che prende il
nome di diafisi
• e la porzione fra epifisi e diafisi
che prende il nome di metafisi
ossa corte
• dove i due assi sono simili.
• Ossa carpali del polso
struttura delle ossa
A livello macroscopico,
l’osso è suddiviso in
• diafisi;
• epifisi;
• metafisi;
• cartilagine articolare;
• periostio;
• cavità midollare;
• endostio.

Tortora, Derrickson Conosciamo il corpo umano © Zanichelli editore 2009


Le funzioni delle ossa e del
sistema scheletrico
Il tessuto osseo e l’apparato scheletrico svolgono
le seguenti funzioni:
• sostegno;
• protezione;
• contributo al movimento;
• omeostasi minerale;
• produzione delle cellule sanguigne;
• riserva di trigliceridi.
La formazione dell’osso
I fattori che influenzano l’accrescimento osseo
sono:
•apporto di minerali con l’alimentazione
•apporto di vitamine A, C e D
•stimolo ormonale
•esercizi fisici di carico.
ARTICOLAZIONI
SINARTROSI: articolazioni con ossa in continutà fra
loro
1. Sinfisi: ossa unite da cartilagine fibrosa (sinfisi
pubica)
2. Sinostosi: ossa unite "direttamente" (suture
craniche)
3. Sincondrosi: unite tramite cartilagine ialina
(metafisi)
4. Sindesmosi: unite da tessuto connettivo
(membrana interossea avambraccio)
ARTICOLAZIONI
DIARTROSI (o
articolazioni
sinoviali): capi
articolari rivestiti di
cartilagine, cavità
articolare, capsula,
liquido sinoviale,
strutture "di rinforzo"
e di "protezione"
I sei tipi di articolazioni sinoviali
articolazione piana o artrodia: le superficie delle
ossa sono piatte o leggermente curve
troclea (o ginglimo angolare): la superficie
convessa di un osso si adatta alla superficie
concava
articolazioni trocoidi (ginglimi laterali): la
superficie arrotondata o a punta si articola con un
anello formato in parte da un legamento e in
parte da un osso;
articolazioni condiloidee: la sporgenza convessa
ovoidale di un osso si inserisce nella cavità
ovoidale di un altro
articolazioni a sella: la superficie articolare di un
osso è a forma di sella e quella dell’altro osso vi si
accomoda
articolazioni sferoidali o enartrosi: la superficie a
palla di un osso è alloggiata in una cavità a coppa
dell’altro.
componenti delle diartrosi

Capsula
fibrosa
Cavità
articolare
Membrana
sinoviale
Membrana
sinoviale
Membrana
sinoviale.
Recesso sinoviale
che mostra le
cellule del
rivestimento
superficiale
(cellule A) su cui è
evidente lo spesso
film di ialuronato
(colorazione:
alcian blu)
Liquido sinoviale
E’ un dializzato del
plasma, arricchito di
acido ialuronico e di
proteine veicolo. E’
trasparente, viscoso,
filante, occupa lo
spazio della cavità
articolare.
Cartilagine articolare

Cartilagine
articolare
Cartilagine articolare.
La cartilagine articolare
viene nutrita in
Cartilagine articolare.
prevalenza dal liquido
sinoviale piuttosto che
dalla rete vascolare
disposta nell’osso
subcondrale
Legamenti articolari

strutture
fibrose che
connettono tra
loro i capi
ossei,
limitando cosi i
movimenti non
fisiologici e
mantenendo
congruità tra i
capi
Legamenti articolari

sono composti di fibrina,


collagene e elastina in diverse
proporzioni a seconda del
legamento e del soggetto.
Dispositivi
diartrodiali
ANATOMIA
PATOLOGICA
FRATTURE OSSEE
L’osso, ben lungi dall’essere " un’impalcatura"
passiva è un "organo", al pari del fegato/rene/etc,
metabolicamente attivo, complesso, strettamente
connesso allo stato di salute dell’organismo e
dall’attività fisica svolta.
L’osso, per fratturarsi, deve assorbire energia derivante da un
trauma e l’energia necessaria per produrre la frattura varia in
funzione del meccanismo del trauma,
flessione/torsione/assiale e dall’entità del carico.
L’effetto sarà un’interruzione dell’architettura ossea,
lacerazione della membrana, riccamente vascolarizzata ed
innervata, che riveste esternamente la superficie ossea
(periostio) e rottura del letto vascolare all’interno dell’osso
(circolo endostale).
Dall’inevitabile ematoma che immediatamente si forma
prende avvio il processo riparativo che porterà a guarigione
l’osso attraverso diverse fasi.
Dopo la frattura, a livello dei frammenti, si forma un ematoma,
alimentato dalla rottura dei vasi periostali ed endostali, che è il
primo momento del processo di guarigione; i margini della frattura
vanno incontro a morte cellulare ed il coagulo seguito all’ematoma
viene infiltrato da cellule quali macrofagi, globuli bianchi, fibroblasti
e mastoblasti. L’osso necrotico viene rimosso .
callo fibroso

Il coagulo viene attraversato ed abitato da vasi (arteriole) che


apportano ossigeno e da elementi cellulari quali osteoblasti e
condroblasti. In questa fase si forma il callo fibroso.
callo osseo

Il callo fibroso, tra la terza e la quarta settimana dalla frattura, inizia a


trasformarsi in callo osseo ovvero inizia la calcificazione del tessuto che
porterà alla trasformazione del callo in osso strutturato.
periostio

La fase di rimodellamento inizia sei settimane dopo la frattura e può


durare settimane o mesi; in questo tempo l’osso viene a rimodellarsi
nella propria struttura fino a riacquisire la primitiva resistenza
meccanica. La fase di rimodellamento si considera esaurita quando
cessa ogni processo rigenerativo a livello della frattura.