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z«(
PEIÎL’ EMIGRANTE ITALIANO
ALLA

REPUBBLICA ARGENTINA

PORTO DI BUENOS AIRES

Documento ufficiale

FTRENZE
ANDREA BETTINI LIBRAJO-EDITORE
da S. Trìnila, presso il Call'è Doney

1870
9,6
‘*è?@
n

Il governo della Repubblica Argentina,


per soddisfare ad uno de’ più urgenti bisogni
del suo paese, qual’ è quello di attirarvi il più
gran numero d’emigranti europei, che accor
rano a coltivare i vasti e fertili terreni che
possiede, e che finora rimangono nella quasi
loro totalità abbandonati e inutili per tutti,
nello scopo di raggiungere il suo intento creò
una Commissione Centrale d’immz'grazz'one, alla
quale fanno capo i vari incaricati che lo stesso
governo nominò in diversi paesi d’Europa, tra
i quali, l’Italia.
Il compito di questi incaricati si riduce a
far conoscere per mezzo della stampa e della
corrispondenza epistolare, i vantaggi che gli
emigranti possono trovare in quei paesi dedi.
candosi specialmente all’agricoltura, o eserci
tandovi i diversi mestieri delle nostre città, e
ad indicar loro alcune norme e avvertenze da
._ 2 _
aversi presenti all’arrivo nel porto di Buenos
Aires.
Noi compiamo al nostro mandato pub
blicando per ora questa breve guida.

Firenze, Febbraio 4 870.

G. B. Cuneo
Incaricato ufficiale della Repubblica Argentina

Lung’ Arno dalle Grazie


> N.° 16. '
\\ii

Situazione, frontiere, clima.


e popolazione della Repubblica.

L’Argentina è un vasto territorio che si estende dal


22° al 42° di latitudine meridionale, e dal 58° al 72°
di longitudine occidentale, la sua superficie quadrata
è calcolata di 2,344,845 chilometri; ha 4000 miglia di
costa sull’Atlautico, ed offre accesso a varie delle sue
provincie interne, S. Fè, Entre-rios, e Gorrientes per
quella gran via del fiume Paranà navigabile per quasi 01
tre i 000 miglia dalle grosse navi, e a quella di Salta
pel Rio Vermejo con piccoli legni.
A tramontana confina col Paraguay e la Bolivia;
a ponente col Chili, e a levante col Brasile e la Repub
blica Orientale. In questa felice giacitura il clima n’è
variamente temperato, e sano; e sebbene gli inverni
vi sieno miti, pure i freddi nelle parti meridionali vi
si fanno sentire con qualche rigore. Nella provincia
di Buenos Aires , che è la più popolata, e ove l’ emi
grazione s’agglomera maggiormente, noi non abbiamo
veduto nevicar mai, ne inteso dire che vi sia nevi
cate in altri tempi, mai ghiacci non sono cosa rara
nell’aperta campagna, quantunque vi durino pochissimo;
perciò chi si reca colla non deve trascurare di provve
dersi dei panni d‘ inverno. 1 calori estivi non sono gran
fatto dissimili dai nostri delle provincie meridionali, va
riando però a norma delle latitudini e delle elevazioni
del suolo; se non che, essendo il territorio argentino
._ 1, _
' piano nella massima parte della sua estensioneple cor
renti atmosferiche, non trovando ostacolo di montagne,
scorrono liberamente ovunque, e rendono così più soppor
tabili gli ardori anche in quelle provincie più vicine
all’equatoré.
I venti vi si avvicendano continuamente; i più
molesti sono la tramontana, e lo scirocco, ma per ra
gioni diverse da quelle che s’ immagina l’europeo. La
tramontana arriva a quelle regioni dopo avere traver
sate i paesi caldi del tropico, e talora vi diviene solfo
caute; mentre lo scirocco, partendo dalla zona polare,
reca con se un’ umidità fredda che lo rende somma
mente fastidioso nell’inverno. Il vento per eccellenza sano
è il pampero, così chiamato perché, scendendo dal lato
di libeccio dalle nevose cime delle Andes traversa le
pianure cui nel paese con, vocabolo indiano si da il nome
di Pampas.
Questo vento soffia quasi sempre immancabilmente
dopo le burrasche, e ne’ primi suoi impeti suole essere
violento. Per lo più dura tre giorni, e lo accompagna
sempre un bel sereno. Nell' inverno è gelato, ma la sua
azione è così benefica a tutto 1’ organismo umano, che
la sua apparizione è sempre salutata con piacere; nel
l’estate arreca graditissimo refrigerio agli ardori della
stagione.
Le pioggia sono più frequenti nell’ estate che nel
1’ inverno, nella parte interna del paese. Fra i 30°
e i 40° di latitudine la siccità suole aflliggere quelle
contrade con qualche frequenza; sulle sponde del mare
in primavera e nell’autunno vi piove abbondantemente;
e nelle terre più vicine al tropico succede come in quelle
dell‘ interno, vi piove cioè nell’estate.
L’ emigrante deve aver sempre presente che le sta
gioni nel paese ove si reca sono all’opposto di quelle
d’ Europa. Per quelle regioni australi, l’estate incomin
\V - 5 -
eia il 24 di dicembre, l’autunno il 24 di marzo, l’inverno
il 24 di giugno, e il 24 di settembre la primavera.
Per tutta quell’ immensa pianura argentina, per la
quale si galoppa a cavallo per giorni e giorni senza mai
trovare un poggio, o una sensibile piega del suolo, voi
non vedete sorgere qua e la que‘ magnifici boschi, di
cui avete forse inteso parlare, trattandosi dell’America,
ma invece, nella stagione favorevole vi scorgete un uni
forme e sterminato tappeto erboso, che forma in gran
parte la ricchezza di que’paesi, per la innumerevole
quantità di bovi, pecore e cavalli, che vi si moltiplicano
rapidamente.
Appena sulle sponde de’ fiumi la vegetazione si eleva
a certe proporzioni; ma gli alberi che v’allignano non
raggiungono mai un notevole sviluppo; nè il lor numero
è mai tale da vincere l’apparenza d’ una lunga’e sottile
striscia di verzura, che rimane isolata in tutto il resto
della campagna, per un gran tratto di paese.
Un territorio così vasto non conta finora che una
popolazione di 4,780,043 anime, secondo il censimento
fatto nello scorso mese di settembre del 4869, e che è
divisa in questo modo per provincie:
Provincia di Buenos Aires Abitanti 495,424
» » Cordova » 246,238
» » Entr‘e-rios » 4 40,000
» » Santiago » 4 33,243
» » Salta » 405,000
» » Corrientes » 405,000
» Gatamarca » 95,000
» » Tucuman » 95,000
» » Mendoza » 65,447
» » San Juan » 60,228
» » Santa Fè » 88,984
» » San Luis » 50,000
))» »
)) Rioja
JUjUY )) 35,000

» » Indiani » 50,000
_ 6 _
Per completare la somma segnata di sopra, bisogna
aggiungervi 6,220 uomini di truppe che erano allora nel
Paraguay.

Vegetazione e Prodotti.

Se nella pianura gli alberi sono rari e di meschina


apparenza, nelle regioni montuose , che occupano una
vasta estensione, e ove s’alternano i piani ed i colli, la
vegetazione vi attinge proporzioni gigantesche e vigo-,
rose, somministrando eccellenti legnami per tutte le
industrie cittadine. In quasi tutte le provincie che si
trovano a tramontana di quella di Buenos-Aires pro
sperano il cotone, il tabacco e la canna di zucchero. In
molte vi si coltiva felicemente la vigna, dalla quale si
’ricavano buoni vini, talora squisiti; e dovunque poi fio
riscono e danno delicati frutti quanti sono gli alberi dei
nostri paesi.
In alcune provincie, mentre alla pianura lussureggiano
le piante tropicali cariche di frutti, all’altezza di 2000
metri sul livello del mare si raccolgono le olive, e il grano,
che in certi terreni, come in quello di Santiago dell’E
stèro rende fino al 400 per uno e anche il 450, come
nella provincia di San-Juan.
È però vero che codesta straordinaria feracitèi non
e permanente, e che solo ha luogo nel primo anno della
seminagione in suolo vergine, decadendo poi successiva
mente a più discrete proporzioni.'Main tutte v’è tale poten
za vegetativa, che quando il vasto territorio conterà venti
e trenta milioni di abitanti, la Repubblica Argentina di
verrà uno de’ più abbondanti paesi in ogni genere di
derrate.
La provincia di Mendoza abbonda in cereali, in be
stiame e coltiva in pari tempo con molto profitto la vi
gna. Anche la coltura del gelso e de’ bachi da seta
._7__
hanno ricominciato ad attirare le cure di que’pro
prietari. ‘
In quella di Santiago dell’Estèro un lungo tratto
di territorio vi gode del privilegio delle inondazioni pe
riodiche dei fiumi Saiado e Dulce, ed è rinomato per la
sua prodigiosa fertilità.
Le provincie di S. Juan, La Rioja, e Mendoza si
distinguono pei progressifatti dalla loro agricoltura.Quella
poi che supera tutte le altre per lo splendore della sua
potente vegetazione, e la virtù di produrre, è la provin
cia di Tucuman, ove si trovano riuniti tutti i climi
della Repubblica, e quindi tutti i diversi prodotti che
prosperano nelle singole provincie. Il cotone e 1’ indaco
vi germogliano spontanei; la vite, il riso, il grano, il
mais, lo zucchero, e il tabacco vi fioriscono rigogliosi,
e danno abbondanti e preziosi raccolti per la bontà
dei prodotti. M: V’ ha frutto d’ Europa che i campi
di Tucuman non vi presentino saporito, al tempo istesso
in cui vi sorprendono colla pompa di quelli intermina
bili boschi, ove giganteggiano alberi colossali, i cui tronchi
raggiungono otto metri e più di circonferenza.
Tra i prodotti campestri dobbiamo pure annoverare
il canape, e il lino che una recente società formatasi in
Buenos-Aires si propone coltivare nelle fertilissime isole
del Paranà, a poca distanza della città. suddetta.
Minier;e.
Sebbene gli emigranti italiani che si recano alla
Repubblica Argentina, non si rivolgano mai, o solo forse
con rarissime eccezioni, ai lavori delle miniere, non
vogliamo tralasciare di far cenno brevemente di quelle
che sono in attività, onde porgere loro un sunto meno
incompleto delle ricchezze del paese.
Tra le principali, sono da annoverarsi quella di Fa
matz'na, abbondante d’oro e d‘argento alla profondità
*‘
-. 8 -
di 400 metri dentro terra; quella di Capz'llz'tas in Cata
marca, da cui Si ricava il rame; quelle d’opssidulo e di
carbonato di rame del Minotauro e di Moiinos. Oltre
queste e alcune_altre di minore importanza, vi sono le
miniere di rame di Vaienciana, di Salamanca, di piombo
argentifero di Uspallata, provincia di Mendoza, quelle
di argento in vari luoghi della provincia di S. Juan, e
le altre di oro in punti diversi della stessa provincia.
Salta, Jujuy, Tucumau hanno pure le loro miniere
d’oro e d’argento, di rame e di ferro; e Salta è ricca
anche dei Caolz'no, tanto prezioso per le fabbriche di
porcellane. .
Nella provincia di Jujuyr v’ abbonda il petrolio , la
cui luce vince quella del petrolio degli Stati Uniti.
Una società s’è formata da poco nell’intento di colti
vare questa miniera. Il carbon fossile, i’ailume, i marmi,
le pietre litografiche, l’ alabastro e le ardesie si trovano
in quasi tutto il paese ; ma fino a tanto che non si sa
ranno moitiplicate per milioni le braccia de’suoi abitanti,
codeste ricchezze rimarranno improduttive o poco meno.
Pastorizia.

In quelle vaste pianure, ore senza fatica d’uomo


crescono saporiti e abbondanti pascoli per ogni sorta
"di bestiame, vi si sono moltiplicati con istraordinaria
fecondità le razze bovine, ovine, e cavalline; sicchè oggi
si calcola che nel territorio di quella Repubblica non vi
sieno meno di 46 a 48 milioni di bovi, 400 milioni di
pecore, e di i. a 5 milioni di cavalli. Nella soia provincia
di Buenos-Aires vi si contano 7 milioni dei primi, 75
delle seconde, e 2 milioni de’ terzi.
Il prezzo ordinario d’ un cavallo e di L: it. 25,00
» » d’ una mula » 50,00
» » d’ una pecora » 6,50
» » d’ un bue » 50,00
._ 9 _
Si comprenderà facilmente codesta esuberante pro
creazione d’animali, e quindi il prezzo infimo de’ mede
simi, allorchè si saprà che le greggi rendono in media
annuale il 40 per °[,,-, e i bevi il 30 per °[0, non cost‘audo ai
proprietari che pochissime fatiche e lievi spese in pro
porzione , giacché tutti codesti milioni di bestie errano
liberamente e sempre per le campagne, meno però una
parte delle razze ovine, che i proprietari, a meglio
tutelarle dalle intemperie, hanno incominciato da vari
anni a ricoverare sotto tetto durante la notte.
Ogni anno sono introdotti nei Saladeros di Buenos
Aires 600,000 tra buoi e cavalli, e 4,500,000 pecore; e
non ostante queste gigantesche sottrazioni, il numero
del bestiame e in continuo aumento.
Chiamano ccià Saladeros,i vastissimi macelli si
tuati fuori della città, ne’ quali si saiano e si disseccano
al sole le carni di bue, e si disseccano pure o si saiano
le pelli dello stesso animale, e de’ cavalli.
In questi stabilimenti il giornaliere che si faccia
pratico dei lavori che vi si eseguiscono -- e non è difficile
riuscirvi trattandosi di lavori manuali i più semplici
- vi può guadagnare in certe epoche dell’anno da 45
fino a 25 lire al giorno.
Chi volesse dedicarsi alla cura delle pecore in qua
lità. di mandriano, troverebbe de’ proprietari che gli af
fidercbbero da 4500 a 2000 capi, dandogli in retribuzione
il terzo, e talora anche la metà del prodotto della lana,
e de’ parti, oltre l’alloggio e il vitto.

Concessioni di terre.

Uno de’ mezzi più opportuni per attirare gli emigranti


europei, è senza dubbio quello di concedere gratis, o per
un lieve compenso, secondo i casi,-buoni terreni per
l’agricoltura; e a questo hanno pensato il governo ma»
._ l|0 _
zionale argentino, quello delle provincie, e i municipii.
Vi sono infatti varie leggi che provvedono a quest’uopo;
ma qui invece d’andar citando articoli e leggi basterà.
trascrivere quanto su questo proposito ci partecipava la
Commissione Centrale, in data del 9 novembre del 4869.
Ecco le sue precise parole: « In vari punti della Re
« pubblica si dànno le concessioni per Chacras (poderi)
« di 20 .cuadras (4) quadrate, gratis, o a un prezzo as'
« sai basso e a condizioni pei pagamento facili a sod
« disfarsi. Questa Commissione si prende pure l’impe
« gnu d’ottenere da tutti i governi provinciali, dei ter
« reni per fondarvi delle colonie. » ’
Più tardi, il 44 dicembre dello stesso anno ag
giungeva. u Le colonie chiedono sempre nuove braccia.
I giornalieri per le campagne possono, con un anno di
costante lavoro e di economie , diventare coloni pro
prietari, perché ad agevolar loro l’acquisto dei terreni,
si fissa un prezzo infimo, e si concedono tre anni "di
respiro per pagarlo. ‘
u Nella colonia di S. Carlos (Provincia di S.tal Fè) vi
sono ancora 400 concessioni di 20 cuadras quadrate cia
scuna, in vendita, per 200 o 300 pezzi boliviani per ogni
concessione (da L. it. 750 a 800,'e da L.4425 a L. 4200
circa). In questa colonia sopra 4280 abitanti, 567 sono
italiani, e a tutti è noto che gli antichi coloni assistono
internamente i nuovi che arrivano.
« Conviene alle famiglie di agricoltori che si recano
qui, venire, non isolate, ma riunite in 40, 45 e 20 la
miglie, le quali si stabilirebbero in un punto deter
minato, per formare ivi il nucleo d’ una nuova co
lonia. Se sono nel caso di poter disporre di qualche

(1) La cuadra quadrata è di 450 rara: cioè 429 metri per ogni lalo.
Cosi 20 cuadras danno un totale di 332,820 metri quadrali. È però. da no
tarsi che la cuadra non ha in |ulte le provincie la stessa superficie, e che
anzi suole essere minore della qui indicala.
__ 44 ...
fondo, tanto meglio, perchè potranno comprare un' area
più vasta di terreno, suddividerla in Chacms, e riven
derle con profitto ai coloni che verranno in seguito. Se
iloro mezzi sono pochi troveranno società particolari
che gli daranno la terra per lavorare e anche il vitto pei
primo anno, come avviene nella colonia di Sunchales. »
In alcuni luoghi si concedono vari ettari di terreno
ai coloni, e quando si tratta di famiglie con fanciulli
adulti, le si concede tutta quella estensione che possono
coltivare, alla condizione di pagare ogni anno la somma
di L. it. 42 a 43 per ogni ettaro, lasciando la facoltà ai
coloni di comprarlo in ragione di L. it. 95 (4).
L’obbligo dei coloni all’assumersi l’incarico di col
tivare un dato terreno, è quello di circondario d’un
fosso, piantare qua e là, lungo il medesimo, degli alberi
a volontà, e di costruirsi la propria abitazione.
Le provincie che finora ebbero la preferenza degli
emigranti sono quelle di Buenos-Aires, di S.ta Fè, e di
Entra-rios. Questa preferenza nasce dal trovarsi queste
tre provincie più alla portata di chi vi arriva dall’ estero,
specialmente quella di Buenos-Aires, che ha il porto
principale e quasi esclusivo degli approdi delle navi fo
restiere: dalla mancanza di facili comunicazioni per tra
sferirsi alle altre più lontane provincie: e dall’ essere que
ste ancora mai note. Ma ora che le strade ferrate vanno
a poco a poco inoltrandosi nel cuore della Repubblica, e
che una rete telegrafica va estendendosi a tutti gli an
goli del paese, e che le varie provincie s’adopr'ano a
far conoscere le loro speciali ricchezze, e i beneficj che
possono sper-arsi lavorando le loro terre, gli emigranti
incominceranno a rivolgersi anche a que’ punti più re
moti.
(4) L’ ettaro consta di 40,000 melri quadrati; essendo l’aro un,qua
dralo di 40 metri per ogni lalo cioè 400 metri quadrali, co.=i cento a:‘i
40,000 metri quadrati.
__42._
La. commissione Centrale
(1’ Immigrazione e gli emigranti.

La Commissione è formata dei seguenti signori, i


quali prestano tutti gratuitamente i loro servigi:
Leonardo Pereyra Pedro Cabello
Felipe Senillosa Francisco Halback
Mariano Billinghurst Nicolas Schiaffino
Cecilio Jacobè‘ Eduardo H. Folmar
Josè Fabian Ledesma Francisco Cabirau
Manuel Obarrio Aquiles Maveroii'
Antonino Cambaceres Carlos de Mot.
La Commissione è nominata dal governo, ma e scelta
fra i contribuenti alle spese occorrenti per promovere
l‘emigrazione, alle quali concorre in gran parte il go
verno medesimo. Ogni anno si rinnova per metà, e gli
uscenti per estrazione a sorte, sono sostituiti da altret
tanti presi tra i contribuenti suddetti, e nominati dal
governo.
Fu eletto a presidente il sig. Leonardo Pereyra, a
tesoriere il sig. J. F. Ledesma; e fa da segretario il sig.
G. Wilcken. . .
La Commissione, oltre l’incarico d’adoperarsi ad age
volare l’acquisto di terre agli emigranti, nel modo rife
rito di sopra, dichiarò nel suo Regolamento interno, che
difenderà i diritti dei coloni nei loro rapporti cogli im
presari di colonie , dovendo essa a quest’uopo essere in
formata di tutti i contratti, leggi, e decreti vigenti, 0
da crearsi, relativi alla immigrazione. E ci consta d’al
tra parte che spiega la massima premura per cercare
lavoro e occupazioni a coloro che si dirigono a lei invo
candone l’appoggio. Animata da questo buon desiderio
ci scriveva : - « Conoscendo il nome del bastimento, il
numero de’ passeggieri, la loro età, sesso e professione,
ed essendone avvertita in tempo, la Commissione può
_ 43 _
in molti casi provvedere di lavoro, e trovar modo di
collocare gli emigranti appena arrivati » - e per questo
_ ci faceva richiesta (1" una statistica mensile degli emi
granti a quella volta.
Nè questa è la sola provvida misura a cui abbiano
pensato il governo e i particolari, intesi ad attirare 1’ emi
grazione; che anzi fondarono un Asz'lodetto deglz'emzjgran
ti, ove questi vengono alloggiati, e mantenuti al loro primo
arrivo, ogni qual volta vogliano profittarne. L’Asilo esi
ste fino dal 4856, e d’allora in poi andò sempre miglio
rando, e potè soccorrere un discreto numero di biso
gnosi, pochi relativamente a quello degli arrivati, per
ché quasi tutti trovarono sempre conveniente occupa
zione appena giunti; ciò che dimostra quanto sia facile
guadagnarsi da vivere in quel paese.
Il massimo degli individui raccolti nell’asilo fu nel
l’anno 4868, in cui ebbe a dar ricovero a 5005 persone
sui 29,384, immigranti di quell’anno.
Nel 4867 su 47,046 immigranti entrarono nell’asilo 2832
4866 43,696 » » 4678
4865 44,767 » » 4649
4864 44,682 » » 440
4863 40,408 » » 545
Negli altri sei anni anteriori l’emigrazione aveva
oscillato tra i 5 e i 6000 all’anno,e i ricoverati nell’asilo
tra i 450 e i 450 pure all'anno.
Dalle cifre citate resulta che nel corso di dieci anni
l’emigrazione all’Argeùtina ha preso uno sviluppo sei
volte maggiore. Nel 4869 si calcolava su una cifra
di 40,000 immigranti, e noi possiamo fin d’ora aggiun
gere che dal solo porto di Genova ne partirono a quella
volta in detto anno 20,226, mentre la metà o quasi
dei 29,384 del 4868 erano italiani (4).
(4) Qucslo scritto era già in corso di slampa allorché ci pervcnne la
siatislica dell’Asilo durante l'anno 4869, dalla quale si rileva che aveva
ricoverato 5046 persone, cioè 944 più dell’ anno anteriore.

‘l l l ll
_44__

L’ asilo degli Emigranti in B menos-Aires


_ e il suo Regolamento.

L’edificio destinato a ricoverare le persone prive di


mezzi, trovasi nella Calle (strada) de Corrz‘enles N. 8.
Ivi si da. il vitto e l’alloggio ne’ primi otto giorni, e oc
correndo anche due giorni di più, a chi vi cerca ospita
talità. In questo frattempo la Commissione Centrale,come
abbiamo già detto, si occupa a trovar lavoro ai ricove
rati e per lo più ’ci riesce. Nelle condizioni presenti
l'emigrante è sicuro di trovarvi un discreto alloggio e
buon alimento. A questo riguardo la Commissione spese
faure e danaro onde migliorarlo sempre più; ed è probabile
che tra non molto metta mano a costruirne uno nuovo
di pianta, dandogli quelle più vaste proporzioni che la
emigrazione sempre crescente‘ fa presumere opportune.
Affinché ogni emigrante conosca anticipatamente in
qual modo è amministrato l’Asilo, trascriviamo qui il
regolamento del medesimo.

Regolamento deli’ Asilo degli Emigranti


in Buenos-Aires.

4.° Qualunque immigrante che presenti la sua bol


letta di bordo, sara‘ ricevuto, alloggiato e mantenuto
nell’Asilo per otto giorni e non più, se non che in casi
eccezionali. '
2.0 Qualunque immigrante rimasto più di due giorni
in terra senza presentarsi all’Asilo, non vi sarà am
messo. ‘
3.0 E assolutamente proibita l’entrata nell’Asilo alle
persone che non siano in relazione cogli immigranti,
ed anche in tal caso abbisogna il permesso del Ge
rente. ‘
4.0 E pure proibita l’ introduzione nell’Asilo di be
vande alcooliche.
5.0 In caso di querele o dispute tra gli immigranti,
il Gerente s’ impegnerà per conciliarli; ma se fossero
__45_
gravi o di disubbidienza, ricorrerà alla Polizia 0 pren
derà le necessarie misure, dandone conto all’ ufficio ri
spettivo.
6.0 Le ore dei pasti saranno annunciate dal tocco
di campana, e mem’ora dopo nessuno potrà entrare od
uscire, finché gli utensili ed il locale siano stati com
pletamente puliti.
7.“ Ogni ricoverato restituirà netti i piatti, le tazze
ecc. di cui si sarà servito, alla persona a tale uopo in
caricata. -
8.0 La nettezza generale dello stabilimento sarà te
nuta per turno dagli stessi ricoverati, e nello stesso
modo saranno obbligati di portare i viveri.
9.0 I bauli degli immigranti saranno collocati a piè
delle predelle; ma, se avessero molta roba, sarà tra
sportata al deposito.
40.0 Uno scompartimento è destinato esclusivamente
per gli uomini, ed un altro per le donne, ed è assoluta
mente proibito passare dall’ uno all’altro, cantare, bal
lare o far chiasso dopo l’ora fissata pei riposo della notte.
44.0 E obbligo dei ricoverati informare il Gerente
appena uno di essi si senta male.
42.0 E proibita l’entrata alla cucina ed ai ma
gazzmx. ‘
43.U Qualunque immigrante all’atto di abbandonare
l’Asilo è obbligato di portar seco tutto ciò che gli ap-.
partiene ed informare il Gerente del nuovo domicilio
cui si dirige. ,
44.0 E Pure obbligato di portar seco la bolletta che
dal Gerente verrà bollata; in caso contrario, la bolletta
sarà distrutta otto giorni dopo la sua partenza.
45.0 Un’ora dopo il tramonto del sole le porte del
l'Asilo saranno chiuse.
BuenosAires 48 Ottobre 4869.

Il Presidente
LEONARDO PEREYRA
' Il Segretario
G. Wilcken.

A questo noi possiamo aggiungere che un medico


è addetto all’ Asilo ;îche un impiegato della Commissione
_ 46 _.
suole recarsi a bordo delle navi che arrivano con emi
granti per offrire agli agricoltori e agli artigiani privi
di mezzi, lo sbarco gratis, e l’ospitalità dell’Asilo. _
Bene inteso che ciascuno è libero di accettare o no.
L'offerta di cui facciamo parola non è che un atto di
filantropia e non nasconde nessuno inganno.

Sbarco in Buenos-Aires
degli immigranti.

Abbiamo parlato dello sbarco gratis offerto a.una.


parte degli immigranti. A questo proposito è d’uopo sa
pere che le navi non possono avvicinarsi alle sponde di
Buenos-Aires per mancanza di fondo, e perciò sono co
strette ad ancorare molto lontane da terra; ciò che è
causa di una forte spesa per chi deve sbarcarsi, la quale
non può a meno di riescire gravosa a chi vive del proprio
lavoro giornaliero. La Commissione Centrale ha provve
duto anche a questo per risparmiare all’ emigrante povero’
una nuova spesa, ed ha contrattato delle barche dette
balleneras, e piccoli vapori per trasportare a terra quelli
che non hanno mezzi.
Qui dobbiamo rendere avvertiti gli emigranti, che
al loro arrivo in quel porto, oltre le barche suddette,
che si distinguono con una bandiera speciale, molte al
tre aecorrono a fianco della nave invitandoli a discen
dervi. Si guardino bene dall’accettare facilmente l’invito,
perché s’ espongono ad essere vittime di soprusi e di
inganni. In prova di quanto asseriamo ecco il brano di
una nota del ministro della marina al Capitano del porto
di Buenos Aires, in data del 42 d’agosto 4869: « Il
« governo è informato che si commettono abusi dai pro
« prietari o padroni di balleneras, in danno degli immi
« granti che arrivano qui, facendo loro pagare il pas
« saggio per venire a terra tre o quattro volte di più

Î_xrf /r_«f-pflfi; , : ,1:,."


__ 47 _
« della tariffa, e vi si previene che cc. » La nota segue
indicando alcune misure per evitare i lamentati abusi.
_ Ma queste misure riescirono finora inefficaci, poiché
la Commissione Centrale ci scriveva ultimamente que
ste precise parole: « Malgrado le precauzioni prese dal
governo, e la vigilanza degli impiegati dell’Asilo, si
commettono sempre dai proprietari o padroni di ballene
ras, abusi a danno degli immigranti, consigliandoli a
non recarsi all’ Asilo perchè vi morirebbero di fame, e
facendo loro credere che invece dell’Asilo e del lavoro
promesso, sarebbero destinati al servizio militare. »
« Il povero immigrante ignaro di tutto e credendo
a quanto gli si dice, schiva l’Asilo, e in cambio va a
‘cadere in mano di qualche aste che specula su lui, e gli
mangia quel poco danaro che ha portato con sé. »
Queste parole sono dettate da un sentimento di com
passione per i poveri ingannati, e chi si reca colà per
la prima volta dovrebbe non dimenticarlo.
LaCommissione, nel suo zelo di procacciare agli
immigranti ogni agevolezza, e al suo paese il beneficio
che gli ridonda dall‘ accorrervi gente da lavoro, s’ado
perava per ottenere, e aveva in parte ottenuto gratis il
trasporto dei braccianti sulle strade ferrate di colà, e
ce ne dava notizia colle seguenti linee: « Noi abbiamo
ottenuto dalla strada ferrata dell’Ovest (Ferro-Carrz'l del
0este) che tutti gli immigranti i quali cercheranno l’ap
poggio della Commissione Centrale sieno trasportati gra
tis su tutta la linea: e l’amministratore ci ha già con
segnato 2000 biglietti. Intanto lavoriamo per ottenere
egual favore dalle altre imprese ferroviarie e di naviga
zione fluviale, e dell’esito ve ne terremo informato. »
Ci cade in acconcio di prevenire qui il lettore che
in taluni stampati recenti abbiamo letto che il governo
di S.la Fe, fa tuttora trasportare gratis da Buenos Aires
al porto della sua capitale gli immigranti; ciò era vero
__ 48 _
per l’addietro, ma da quasi un anno in qua ha dichia
rato che cessava dall’ assumersi quest’obbligo.
Dunque , la Commissione Centrale offre agli immi
granti appena arrivano: 4° farli sbarcare senza spesa;
2° vitto e alloggio per otto giorni nell’ Asilo; 3° adope
rarsi per procacciar loro una collocazione; 4"’ trasporto
gratis sulla ferrovia dell’Ovest per ora; 5° agevolarloro
l’acquisto di terre, o lavoro nelle' campagne, ne’ modi e
termini che abbiamo esposto poc’ anzi, e null’altro.
Taluni, male informati, hanno creduto che la Com‘
missione aiutasse con danari a pagare il passaggio dal
l’Italia all’Argentina gli emigranti, e noi dobbiamo dichia
rare d’ufficio che quelle informazioni sono interamente
contrarie al vero.

Tariffa de’ salari di vari mestieri.

Ecco una comunicazione ufficiale intorno agli sti


pendi che si pagano nella città di Buenos Aires, al mese
con vitto e alloggio.
Professioni ’ Salari a. Lire it.
Giardinieri, ortolani, fiorai, arboricoltori. » 400 a 420
Agricoltori, bifolchi. . . . » 80 -
Garzoni, coloni, giornalieri . . » 70 a 80
Pastori, mandriani. . . . . » id
Cameriere (donne) . . . . » 80 -
Donne di servizio, e bambinaie. . » 60 a 80
Cuochi e cuoche . . . . » 90 a 420
Cocchieri e camerieri. . . . » 400 a 420
Servitori . . . . . . » 70 a 80
» da 12 a 45 anni . . » 25 a 40
Tavoleggianti (garzoni di caffè) e came
rieri di locanda . . . . » '
Parrucchieri, lavorantiin capelli . » 90 a 400
Sarte, sottovestaie, fascettaie. . » i
Modiste, fioriste, ragazze per magazzino »
Lavandaie, stiratrici, e stivalettaie. » 80 -
Fornai, confettierì e pasticcieri . » 450 -
_49._

Salari al giorno senza vitto né alloggio.


\

Sarti e. cappella1 . . . . » ,l 40 a 42
Calzolai da uomo e da donna . . » l
Muratori . . . . . . » 8 -
Manuali . . . . . . . » 5 -
Legnaiuoli o falegnami e stipettai . » 8 a 9
Ebanisti e tappezzieri . . . » 9 a 40
Fabbri, magnani, e manescalchi . » 8 a 9
Fonditori, meccanici, aggiustatori,arma
joli’ . . . . . . » 40 a 42
Carrai e carrozzieri . . . » l
Sellai e valigiai . . . . » 40 a l2
Stagnini, lumai, calderai. . . » l
Marmisti . . . . . . » 8 a 40
Imbianchini, pittori di stanze . . » ,
Tipografi, litografi rilegatori di libri. » ‘ 40 a 42
Orefici, incisori, orologiari . . ) i
Cuoiai. . . . . . . >> 40 a 45
Conciatori . . . . . : » 40 -
Beccai, pizzicagnoli . . . . » 40 a 42
Lavoranti per gli sterri delle vie ferrate » 6 a ’ 8
I prezzi segnati in questa tariffa non sono punto
esagerati, anzi si può guadagnare qualche cosa di più,
etalora meno, secondo l’abilità della persona.
I salari delle professioni che non figurano in questa
nota variano dalle 8 alle 42 lire al giorno.
Fra le industrie più produttive sono annoverato: la fab
bricazione della birra, del sapone, delle candele di sego,e
sleariche, dei mattoni e delle stoviglie; e cosi pure la
preparazione del tabacco, la fattura de’ sigari, e i, di
versi lavori dei Saladeros. Tutto ciò che si prepara nelle
Cascine, latte, burro, e cacio, offre buona occasione di
be’ guadagni. Nei numerosi giardini e orti dei dintorni
__ 20 _
di Buenos Aires, e cosi anche negli stabilimenti agri
coli v’è posto per molte famiglie di persone capaci del
relativo genere di coltura, alle quali sono pagati vistosi
salari. '
Durante la raccolta del mais a gran turco, del grano
e del fieno, i giornalieri guadagnano 40 lire italîane al
giorno e sono mantenuti e alloggiati. _
Mancano nella città di Buenos Aires le persone
atte ai servizi domestici e le cuoche; e le une e le al
tre vi sono molto ricercate; altrettanto deve dirsi delle
balia europee alle quali si pagano da 420 a 450 lire no
stre al mese e sono di più alloggiato e mantenute. An
che gli artigiani in generale vi trovano lavoro a buone
condizioni.
Molti braccianti sono impiegati nelle costruzioni delle
ferrovie.
Coll’ abbondanza di bestiame, che abbiamo veduto,
nessuno si meraviglierà se in quel paese si pagano sol
tanto 3 lire italiane per ogni 25 libbre di carne buona
di bue: e 3 lire per 50 libbre di carne di montone.
Le campagne provvedono selvaggina quanta se ne
vuole, e così pesce i fiumi. Lo zucchero e il caffè vi
sono a buoni prezzi; il rum o la canna costa 75 cente
simi la bottiglia; il vino '70 il litro, e la birra 50 la
bottiglia; il pane 25 centesimi la libbra.
La spesa giornaliera d’ un operaio, compreso l’al
loggio e il vitto può calcolarsi fra le 3 e le 4 lire ita
liane; e vivendo in famiglia non è esagerato il dire che
la spesa si può ridurre dalle L. 4 50 a 2 al giorno
per ogni persona.

Gli italiani in Buenos-Aires.

I nostri concittadini sono numerosissimi nel Plata,


come già abbiamo fatto osservare; essi si trovano disse
_24_
minati in ogni angolo di quelle regioni , nè forse v’è
villaggio ove qualche italiano non v’ abbia preso stanza;
ma la maggior parte s’è raccolta sui punti più vicini
alle coste del mare, o per dir meglio de’ fiumi, e spe
cialmente poi a Montevideo, e a Buenos Aires. Qui noi non
vogliamo parlare che di quest’ ultima città, la quale nove
ra nel suo seno, secondo la recente statistica, da 42a 45,000
emigrati nostri. Appena vi mettete il piede, v’accorgete
subito della numerosa presenza de’ nostri compatriotti,
e l’attuale Presidente della Repubblica, il sig. Sarmiento,
rilevava con parole lusinghiere per noi, 1’ influente azione
degli italiani in quella città, allorché, rivolgendosi al
rappresentante (1’ Italia, diceva: « Voi l’avrete notato,
« signor Ministro, nei nostri monumenti, nelle nostre
« arti, nella massa del nostro popolo, l’Italia si ‘con
« fonde colla nostra popolazione in guisa da non for
1;: marne che una sola. Se i nomi di Colombo e di Ame
« rigo Vespucci si trovano nella prima pagina della sto‘
« ria di questo paese, la storia del Regno d’Italia ha
« pure i suoi fasti sulle rive del Rio de la Plata. Fu su
« queste sponde che il genio italiano preparò le armi
« che servirono in seguito a ricostituire la sua naziona
« lità. Gli italiani più d’una volta ci aiutarono nelle
« lotte per la libertà, come noi li abbiamo coi nostri
«voti più ardenti seguiti durante i nobili sforzi che
« essi fecero per costituirsi in libera nazione. »
Alle lodi del Presidente facciamo seguire quanto ci
scriveva. recentemente la Commissione Centrale sulla ope
rosità degli italiani in quel paese. « Tutti gli affari del ca
hotaggio, di sbarco, di negozi di commestibili all’ingrosso
e al minuto, di ortaggi, e macelli, può dirsi che formano
un monopolio degli italiani; le Chacras (poderi) nei din
torni di Buenos Aires sono quasi esclusivamente in loro
potere. I giornalieri delle Barracas (vasti locali con cor
tili, ove si depositano e conservano le pelli secche, le
_go _'
' lane cc.) che per lo innanzi erano tutti baschi, oggi sono
tutti italiani. »
E noi , vissuti lungamente in quel paese, possiamo
far fede che le parole della Commissione sono d’ una
storica verità.
Delle 5 o 6000 barche da 40 fino a 400 tonnellate,
che navigano nel Paranà e nell’ Uruguay, voi siete certi
di trovarne la massima parte equipaggiata da italiani e
italiana esserne la proprietà. -
Nulla può meglio dimostrare con quanta facilità i
nostri pervengono col lavoro, e la sobrietà, a riunire vi
stosi risparmi, che citare la cifra dei depositi fatti dai
medesimi nel Banco della provincia di Buenos Aires, il
quale presenta le più solide guarentigie; e perché si possa
con più esatto criterio apprezzarne il valore e istituire un
paragone, citeremo le somme depositate da altri di na
zionalità diverse:
Sopra ogni 400 milioni di pezzi (carta moneta, 25
dei quali fanno un pataccone pari a L. it. 5 40, più o
meno, secondo i cambi sull’Europa)
44 appartengono a inglesi e irlandesi
6 » L a. tedeschi
8 » affrancesi
40 » a spagnuoli
27 :> a argentini '
9 » a baschi francesi e spagnuoli
20 » a italiani
6 » a diversi

100
È vero che gli italiani sono superiori in numero
alle altre diverse nazionalità preseindividualmente; ma
devesi anche considerare che minori di tanto come lo
sono alla popolazione indigena, le si avvicinano di molto
per la somma de’ depositi. Né questo è tutto; bisogne
_ 23 _.
rebbe sapere di quanti beni stabili sono proprietari gli
italiani in quella città. Vari anni addietro ascendevano
già a più di mille; e d’allora in poi andarono sempre
aumentando.
Un giornale che si stampa in inglese in Buenos Ai
res, lo Standart, scriveva su questo proposito nello scorso
decembre: « Pochissimi sanno quale estensione abbiano
preso le proprietà degli italiani in questa città, » e dob
biamo quindi supporre che abbiano oltrepassato di molto
la cifra da noi citata. Lo stesso giornale afferma come
fatto notorio che ogni vapore che parte da Buenos Aires
per l’Europa reca in tante piccole cambiali la somma di
420,000 patacconi (L. it. 742,000) che gli emigrati nostri
mandano ai loro parenti.
Varie‘linee di vapori fanno un regolare servizio
tra l’Europa e il Plata, e le partenze sono pur va
rie in ogni mese; ma s’ ammetta pure che questi invii
di danaro non abbiano luogo che una-volta al mese, e
avremo una somma totale di otto milioni e 554,000 lire
italiane che ogni anno vengono spedite dall’ Argentina
in Italia. Né questa cifra deve sembrare esagerata, poi
ché fin da tre anni addietro si calcolava che non ne veni
vano meno dai tre ai quattro milioni (4).
Lo Standart conferma quanto già accennammo sul
l’operosità degli italiani in quel paese , colle seguenti
parole: « Se taluno ci chiedesse a che giova codesta
immigrazione, noi potremmo rispondere domandando: a
che stato si troverebbe ridotta questa città domani senza
la popolazione italiana ? - Tutto ciò che risguarda l’ edi
lizia in Buenos Aires è nelle sue mani, e così tutto
quanto concerne la navigazione de’ fiumi; e gli ortolani
e i contadini sono per tre quarti italiani. ))
Gli italiani adunque colla loro condotta sobria, one
sta e laboriosa, sono riesciti a conquistare una buona
(4) J. Virgilio: Delle Migrazioni lransatlanliche.
_ 24 _
posizione in quel paese, e quest’ esempio deve servire
di norma a coloro che pensano recarsi cola, e far loro
comprendere che oltre il capitale delle braccia atte al
lavoro, devono pure pensare ad aumentare col loro con
corso quell’altro capitale che ci rende bene accetti e
desiderati dagli uomini dabbene.
Il cenno che abbiamo fatto delle ricchezze possedute
dagli italiani nell’ Argentina e incompleto, ma lo sarebbe
ancora di più se non facessimo menzione d’una impresa,
che non solo è una prova delle loro prospere condizioni
economiche, ma è anche una bella manifestazione d’amore
alla patria italiana, sebbene ne vivano separati da così
vasto tratto di mare. Intendiamo parlare della linea a
vapore Italo-Platense, la quale tra breve imprenderà i
suoi viaggi tra Genova e i parti del Plata con 5 magni
fici vapori, e che è dovuta alla iniziativa de’ nostri con
cittadini residenti in que’ paesi, come apparisce chiara
mente dai nomi dei soci che vi concorrono per la forma
zione del capitale necessario, e che, con poche eccel
zioni, sono tutti nomi italiani.
Abbiamo parlato in generale del clima dell’ Argen
tina; qui vogliamo citare le parole del dottore Paolo
Mantegazza intorno a quello di Buenos Aires, che egli
conosce per pratica: « Il clima di Buenos Aires può
dirsi davvero che si merita il bel nome che porta (buo
ne arie). La temperatura della sua atmosfera la ravvi
cina alle città del calcagno d’Italia; e il cielo vi è molto
trasparente. Il suolo e umido, trovandosi a poca altezza
dal livello del fiume , e prossimo alle infiltrazioni.
L’ acqua del fiume è pura e ricca d’ossigeno. In molte
case si raccoglie in cisterne l’acqua piovana. Buenos Ai
res ha dunque aria ed acqua purissima, e alimenti azo
tati in gran copia (4). »

(4) Rio de la Plala. P. Mantegazza.


_ 25 _
Noi che conosciamo quel Paese, che ci diede ospita
lità per molti anni, non possiamo che far eco alle pa
role del giudice competente che abbiamo citato.

Mezzi di trasporto
tra 1’ Italia e 1’ Argentina.

Fra breve l’Italo-Platense incomincerà i suoi viaggi


mensili, potendo ricevere abordo de’ suoi vapori finoa
4500 passeggien, come si rileva dalla esposizione uflì
ciale fatta dal sig. Antonio Oneto, promotoree procu
ratore della Società.
Lo Standart già citato, parlando dell’importanza di
questa nuova linea dice: « L’ Italo-Platense minaccia
d’ecclissare tutte le altre linee di vapori oggi in attività
tra noi e il Mediterraneo; e sebbene la Compagnia non
abbia ancora pubblicata la sua tariffa , noi sappiamo da
buona fonte che i passaggi per gli immigranti dall’Ita
lia al Plata non saranno maggiori di 30 patacconi per
ciascuno. » .
S’intende che questo prezzo di circa L. it. 450 , è
peri posti di terza classe. Noi siamo inclinati a credere
fondata l’asserzione dello Standart, principalmente per
ché il giornale si stampa ove risiede la Direzione cen
trale dell’ Italo-Platense. .
Avviata già da qualche tempo v’è una linea di va
pori francesi, che partono da Genova l’44 d’ogni mese per
Buenos Aires, ‘ e porti intermedii; ne è agente generale in
Italia il sig. Crilanovich, piazza della Posta, 24.
Da una nota stampata il 25 gennaio ultimo rileviamo
che l’amministrazione ha ridotto la tariffa dei posti di pri-,
ma e di seconda classe; quella di terza rimane segnata in
L. it. 350. Vi si fanno deduzioni proporzionate per i fan
ciulli dai 42 agli 8 anni, dagli 8 ai 3, non pagando nulla
quelli al di sotto dei 3 anni.
_ 26 __
Vari armatori di Genova spediscono pure regolar
mente le loro navi a vapore al Plata; ma finora non hanno
giorni fissi. Noi siamo in caso di ragguagliare con esat
tez za intorno alla linea del sig. Alessandro Cerruti fu An
tonio, Via Sottoripa N. 3, e a quella del sig. G. B. Lava
rello.
I vapori misti del sig. Cerruti partono ogni 45 giorni
e fanno la traversata da Genova al Plata in 36. Il sig. Cer
ruti stabilirà forse presto un giorno fisso per le partenze
delle sue navi. I prezzi per i posti di terza classe sono di
L. 290, e'sono fatte le solite facilitazioni pe’ fanciulli.
Il sig. G. B. Lavarello ha fissato presso a poco lo stesso
prezzo, che può variare dalle L. 250 alle 300 facendo an
cb’ esso le riduzioni d’uso pei fanciulli. I suoi vapori par
tono anch’essi, crediamo, ogni mese e mezzo.
Il si°. Antonio Pertica, e i sigg. Ferrero e C. hanno
pure delle navi miste , cioè a vapore e vela, che fanno i
viaggi tra Genova e il Plata, ma a noi mancano i par
ticolari intorno alle condizioni dei noli e regolarità
de’ viaggi delle medesime. ‘
Chi poi volesse viaggiare sui bastimentiavela,può
dirsi che quasi ogni settimana ne partono da Genova, e
qualcuno nel decorso dell’anno anche da Savona. Anche
dal porto di Napoli alcuni bastimenti salpano alla volta
dell’Argentina. I prezzi per le terze classi, variano
secondo la concorrenza delle navi prossime a partire:
e dalle informazioni assunte crediamo che stanno fra
le L. it. 450 e 200 per Buenos Aires. Y
Vi sono in Genova delle agenzie marittime che s’in
caricano di fissare il posto de’ passeggieri a bordo dei
legni che partono pei Plata, e gli emigranti possono di
rigersi ai medesimi per tutto ciò che risgu'arda il viaggio.
Noi possiamo indicare le seguenti, delle quali ci riu
scì procacciarci nota:
__27_
.
Gio. Baussano, Genova, Piazza de’Marini Casa Croce N.° 4.
Bartolomeo Caruggio » J) » » » »
F. Figari e C. » Via S.Luca. Palazzo Pasqua N° 6.
Massimiliano Solari i) Vico S. Luca N° 3.
Erminio » Sottoripa ’ N° 3.
Oltre questi vi sono i sigg. Sebastiano Paoli, Giu
seppe Franchi. Nicola Ferretti, Lomoin, e altri, de’ quali
non ci fu trasmesso l’indirizzo.

Strade ferrate nella Argentina.

Nel 4857 v’erano appena 10 chilometri di ferrovie:


nel 4868 erano pervenuti già a 666, mentre altri 288
erano in costruzione. Una parte di questi 0 fu condotta
a termine, o non tarderà a giungervi. ’
Ecco in qual modo sono distribuite le linee ferro
viarie in quel paese, già in attività:

Da Buenos Aires a Chivilcoy chilometri 160.


» » a Las Conchas » 32.
» » a Chascomus » 443.
» » a la Boca » 6.
Da Barracas a la Ensenada » 45.

Queste varie linee si trovano tutto nella provincia


di Buenos Aires, nella quale si lavora pure alle altre
due strade da Merlo a Lohos di 68 chilometri, e da
Chascomus a Dolores di 90.
Nella provincia di S.ta Fé e di Cordova si lavora e
tra un mese o due sarà terminato il tronco che, percor
rendo 400 chilometri, deve mettere in rapida comunica
zione il Rosario con la città di Cordova; 300 chilometri
erano già aperti al servizio pubblico da molti mesi ad
dietro.
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_ 28 _
Si lavora pure nella provincia di S.la Fé a un
tronco di 30 chilometri per raggiungere la Colonia Espe
ranza.
Oltre questi tronchi finiti o vicini ad esserlo, il
paese si preoccupa molto di unire anche Zàrate a las'
Conchas da cui è separato dalla distanza di 78 chilo
metri; di prolungare quella di RosarioCordova fino a
Jujuy , 943 chilometri; di unire Nogoyà a Paranà di 403
chilometri; Gualeguay a Puerto Buiz, e di mandare
ad efl‘ettol’ altro tra la Concordia e Mercedes tutti e
tre nella provincia di Entre-rios.
Due altri progetti, quello di prolungare la linea di
Merlo a Lobos fino a Mendoza, passando per la città di
San Luis, dell’estensione di 4,4 00 chilometri, già pre
sentato alle Camere, e l’altro da Villanueva a Mendoza
sono tra i più importanti dopo i primi de’quali abbiamo
fatto parola. ‘ '

FINE

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