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Fr.

Marco Pioppo

LE RAGIONI ESOTERICHE DELLA STRUTTURA TERNARIA


DEL CRAFT. ELEMENTI CONOSCITIVI PER LA
COSTRUZIONE DI UNA VIVENTE DOTTRINA SOCIALE DELLA
MASSONERIA

Fratelli Diletti, trattiamo oggi un argomento complesso, decisamente esoterico, un


argomento raramente affrontato nelle nostre Logge, forse anche sistematicamente
evitato, che, però, reputo di importanza fondamentale e per la comprensione del
nostro Lavoro nella Massoneria Azzurra (quella del Craft appunto), e per acquisire
adeguati elementi di conoscenza per penetrare nel reale significato di quella che è
considerata la “dottrina sociale” della Massoneria.

Per sviluppare un tale argomento, dobbiamo richiamarci a una conoscenza antica,


perduta per la profanità, ma ancora segretamente celata nei nostri simboli e nei nostri
rituali: alludo alla conoscenza della “Triadi” nell’uomo.

Questa conoscenza era ancora presente nelle società di carattere tradizionale, ma si è


progressivamente oscurata con l’evoluzione materialistica degli ultimi due millenni,
evoluzione che sta conducendo verso l’instaurarsi di quel temuto e inquietante Regno
della Quantità che René Guènon aveva preconizzato nelle sue opere. Una tale
conoscenza arcana, tuttavia, è sempre stata preservata dagli Iniziati in seno alle
Organizzazioni Tradizionali. La Massoneria, oggi, soprattutto in Occidente, essendo
l’Organizzazione Iniziatica per antonomasia, detiene in se, a pieno titolo, questa
conoscenza e sta a noi Massoni farla propria e renderla vivente nei nostri pensieri, nei
nostri sentimenti e nei nostri atti di volontà.

Fratelli miei, l’uomo è uno, ma è anche trino, a immagine della Divinità. Questo è
insegnamento del Libro Sacro.

Questa triunità, questa triarticolazione si presenta nell’uomo sotto vari aspetti. Noi ne
prenderemo in considerazione tre, in rispondenza agli scopi esegetici di questa
Tavola di Tracciamento: due che riguardano la costituzione dell’uomo e uno che
riguarda la costituzione dell’organismo sociale.

I primi due ternari considerati riguardano, dunque, l’uomo.


Il primo di questi ternari possiamo definirlo di carattere strutturale. Secondo esso,
l’uomo consta di Spirito, Anima e Corpo.

Il secondo ternario è di carattere funzionale e ci evidenzia come esistano in noi tre


sfere di attività che, nel linguaggio massonico, si chiamano Sapienza, Bellezza e
Forza (vedremo come si tratti di realtà viventi e non di meri concetti astratti).

La conoscenza di questi due ternari è ormai persa alla generale cultura umana e, come
vedremo, non senza grave nocumento.

Partiamo dal primo ternario, quello che ci connota come strutturati secondo Spirito,
Anima e Corpo. Dall’869 d. C., dal Concilio di Costantinopoli, è calato su questa
triarticolazione dell’uomo un dogma che ha fissato che l’essere umano consta solo di
Anima e Corpo e non più di Spirito. Sappiamo ovviamente cos’è un dogma. Questo è
una “verità di fede” posta da una presunta autorità religiosa, verità alla quale il fedele
è tenuto a credere senza discostarsene.
L’eliminazione dello Spirito dalla conoscenza di noi stessi ha prodotto gravissimi
danni alla nostra cultura e alla Libertà dell’uomo. Togliendo lo Spirito si è sottratta
l’eternità all’uomo. Lo Spirito è preesistenza e post esistenza, è potere di creare, è
Libertà, è Luce. Questo avviene in un momento storico in cui la Chiesa di Roma
inizia a unire il suo destino agli Imperi e gli Imperi iniziano a farne strumento per il
proprio dominio sugli uomini.

Lo stesso René Guènon ha affermato che noi occidentali vaghiamo nelle Tenebre e
non sappiamo ormai più distinguere tra Anima e Spirito. Parlando, infatti, solo di
Anima e di Corpo, cosa avvenne? Che si aprì il fianco a un pesante dominio sulle
anime e al ricatto morale. La Teologia fu costretta a inventare dottrine non poco
stravaganti, ma funzionali agli scopi di asservimento. Essenzialmente fu sostenuto
che al momento del concepimento la Divinità inviava l’Anima al germe di Corpo che
si generava. Quell’uomo, avanzando nella vita, non si sarebbe dovuto macchiare
l’Anima, pena le gravissime conseguenze ultraterrene minacciate a ogni piè sospinto
e, ovviamente, il monopolio del perdono restava appannaggio dell’autorità
ecclesiastica. Tutto ciò ingenerò paura, angoscia e pose gli uomini in una prospettiva
simile a un vicolo cieco, cioè, quella assurda di un’unica vita da vivere.

Recuperare la conoscenza della parte spirituale di noi, della nostra essenza più
profonda e reale, significa recuperare progressivamente la consapevolezza
dell’eterno, della nostra Libertà, della nostra creatività, della nostra Luce. Questo ci
riapre poi alla conoscenza delle ripetute vite terrene (ciclo che evolutivamente ha
avuto un inizio e avrà anche una fine).
Veniamo al secondo ternario, quello che abbiamo definito di tipo funzionale.
Secondo questo insegnamento noi siamo suddivisi in tre sfere o aree funzionali che,
come detto, nel linguaggio massonico sono chiamate Sapienza, Bellezza e Forza.

In tutta la Tradizione ritroviamo queste tre sfere funzionali nella descrizione


dell’uomo. Il Taoismo parla di Tre Campi di Cinabro. Platone, recuperando la
conoscenza di insegnamenti misterici più antichi, parlava dell’attività tripartita
dell’Anima, secondo sfera “razionale”, “irascibile” e “concupiscente”. Ma questi
sono solo degli esempi. L’importante è cogliere il fatto che anche questa
triarticolazione dell’attività interiore dell’uomo fosse ben nota nell’antichità, in quelle
che potremmo ancora definire società di carattere tradizionale.

Do un cenno affinché possiamo iniziare a riflettere e a ragionare secondo reali schemi


massonici. La differenza tra queste tre sfere può essere addirittura colta sul piano
fisiologico: sistema del capo e sistema neurosensoriale; sistema del cuore e dei
polmoni ovvero sistema ritmico, cardiocircolatorio; sistema delle membra e del
ricambio. Nella prima sfera siamo coscienti. Nella seconda, sognanti. Nella terza,
totalmente o quasi incoscienti (molto spesso nella vita è capitato di aver detto “l’anno
prossimo andrò là” o “farò questo e quello”, secondo un pensare del capo, ma, poi, la
sfera delle membra ci ha condotto altrove. Il nostro progetto biografico si dispiega
secondo questa terza sfera e ciò, in genere, avviene, dunque, a un livello molto poco
cosciente).

Abbiamo alluso brevemente anche a questo ternario funzionale nell’uomo. Possiamo


affermare che, nel profano, queste tre sfere sono abbastanza confuse e lavorano
caoticamente. L’emozione condiziona il pensiero. La volontà si dispiega con
tristezza. Il pensiero non riesce a consapevolizzare le ragioni di molte azioni e così
via. Il senso e lo scopo di ogni percorso iniziatico è, in primo luogo, quello di
“separare” rigorosamente queste sfere e di lavorare in modo autonomo in ognuna di
esse, purificandole, riorganizzandole e acquisendone il pieno e cosciente controllo.
A un livello successivo, saranno riarmonizzate secondo una coscienza molto più
elevata. Il nostro Craft è strutturato sui Tre Gradi che conosciamo proprio per
compiere questo Lavoro di base secondo un metodo ben preciso. Il Tempio, infatti,
rispecchia l’uomo anche funzionalmente. E’ un simbolo esteriore che ha lo scopo di
palesarci come siamo fatti. Sta a noi utilizzare quanto ci è posto a disposizione con
una serietà sacrale.

Potrei spingermi oltre su ulteriori considerazioni esoteriche nel merito di questo


argomento, ma la presente Apertura della Loggia non ci consente di superare un
livello di considerazioni adeguato al Primo Grado.
In ogni caso, allo scopo di sviluppare un’ulteriore comprensione di questi aspetti,
invito tutti i Fratelli a riflettere sulla strutturazione triadica dei colpi di maglietto che
riecheggiano nell’azione rituale degli Ufficiali Superiori della Loggia o su come il
Segni dei Tre Gradi siano in corrispondenza precisa di queste tre sfere . . .

Chiarita la ragione esoterica della struttura ternaria del Craft, passiamo a trattare di
quell’altro ternario del quale avevamo fatto cenno all’inizio, cioè, quello connotato
dalle parole Libertà, Uguaglianza e Fraternità, che nei nostri Templi dobbiamo di
regola trovare – ci sono eccezioni – a Occidente. E la collocazione in questa parte del
nostro Tempio ci da subito un’importante suggerimento simbolico in relazione alla
natura di questa triplice espressione. In entrata non leggiamo questa scritta. La
leggiamo uscendo dal Tempio, andando verso Occidente, quando torniamo al mondo
profano, quando torniamo nella società. Il messaggio simbolico è che quei tre principi
dobbiamo portarli con noi e renderli viventi nel mondo profano. Così come siamo
triarticolati noi strutturalmente e funzionalmente, occorre costruire una società che
veramente ci rispecchi. Infatti, quelle tre parole sono quella che deve essere la
proiezione sociale della nostra realtà interiore rinnovata e vivificata attraverso il
percorso progressivo dell’Iniziazione Massonica.

Su questa base si può ben affermare che esiste una dottrina sociale della Massoneria
ed è racchiusa in quelle tre sacre parole: Libertà, Uguaglianza e Fraternità. Nostra
responsabilità è costruire un edificio sociale secondo questi Tre Sacri Principi.
Distaccarsene porta alla costruzione di una società monca, tenebrosa, manchevole.
Spesso misteriosamente insoddisfacente.

Stabiliamo una corrispondenza tra queste tre parole e gli altri due ternari prima
esaminati.

La Libertà è espressione strutturalmente dello Spirito e funzionalmente della


Sapienza. L’Uguaglianza dell’Anima e della Bellezza. La Fraternità del Corpo e della
Forza. In un edificio sociale concepito secondo l’insegnamento massonico, la Libertà
deve vigere nella sfera spirituale e culturale. Chiediamoci se oggi sia così.
L’Uguaglianza nella sfera giuridica. La Fraternità nella sfera economica. In
quest’ultima oggi . . . sembra vigere l’egoismo.

Noi massoni ci riconosciamo triplicemente – ci diamo tre baci anche – e scoprendo e


riconoscendo noi stessi come spiriti, ci riconosciamo come portatori di un’essenza di
luce, divina. Così facendo, possiamo riconoscere questo anche nei nostri Fratelli . . .
fino ad arrivare alla sfera economica, dove, sulla base di questi presupposti, possiamo
realmente unirci e costruire qualcosa di importante e durevole, partendo da noi per
dare impulso poi al resto della comunità. Questo deve connotare il nostro agire
sociale.

Uniti secondo reali presupposti esoterici, uniti secondo reali legami sacrali, possiamo
andare davvero lontano.

Quest’idea della triarticolazione sociale è antica. Era ancora attuata nelle società
tradizionali. Basta leggere i principali saggi di un antichista come Georges Dumezil,
che descrive con dovizia di dati la strutturazione tripartita delle società tradizionali.
Basta leggere come Licurgo aveva definito l’ordinamento politico degli Spartani o
come Platone descrive invece la società ideale secondo questi schemi (parla di
Filosofi, Guerrieri e Lavoratori) . . . Il Fratello Charles de Secondat, Barone di
Montesquieu, poi, aveva sviluppato nel XVIII secolo una tale concezione, che è stata
mutilata dalla cultura profana e ridotta alla semplice “tripartizione dei poteri” di cui
parlano i costituzionalisti.

La nostra Nobile Istituzione ci dona in eredità questa conoscenza preziosa. Ma essa è


nulla se permane per noi solo motivo di erudizione e studio. Abbiamo la
responsabilità di rendere vivente nella nostra vita quanto sacralmente apprendiamo
qui. Solo così possiamo costruire una società realmente salda e vitale: Libera, Uguale
e Fraterna.

Ho detto,

M.

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