Sei sulla pagina 1di 259

COME/03 - Acustica Musicale per

Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Informazioni utili
! Pagina web del corso:
– http://www.acusm.webatu.com/
– http://acusticamusicale.tk/
"PASSWORD: xenakis38
! E-mail:
– stefanodrive_1@libero.it

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 2
e Nuove Tecnologie
Materiali di studio e consultazione
! Testi di riferimento
– Dispense del corso
– J. R. Pierce, (2002). La scienza del suono. Zanichelli editore
– W. Branchi, (1977). La tecnologia della musica elettronica.
Lerici.

! Letture e approfondimenti
– Everest F. Alton, (1996). Manuale di Acustica. Hoepli
– A. Frova, (1999). Fisica nella musica. Zanichelli
– A. Ticari, R. Santoboni, (2005). Istituzioni di fisica acustica con
elementi di psicoacustica, Ediz. Research@press
– P. Righini, (1994). L’acustica per il musicista. Fondamenti fisici
della musica, Ricordi

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Obiettivi del corso
! Familiarizzare con le principali grandezze fisiche relative al
suono
! Comprendere qualitativamente le dinamiche di sorgenti
sonore ideali
! Comprendere i fenomeni legati alla propagazione del suono
in spazi aperti e chiusi
! Studiare la struttura di segnali sonori semplici e complessi
nel dominio del tempo e della frequenza
! Conoscere e adoperare alcuni parametri utili per il
trattamento di segnali sonori nell’ambito della
composizione musicale elettroacustica
! Fornire i requisiti per affrontare lo studio del suono
strumentale

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 4
e Nuove Tecnologie
Introduzione
! Suono:
– Sensazione uditiva determinata da vibrazioni
acustiche
Il termine suono si riferisce sia al fenomeno meccanico della vibrazione
acustica, operante come stimolo dei sensi, sia alla reazione psicologica
allo stimolo stesso
! Acustica:
– dal greco “udire”, è quella parte della fisica
che si occupa di studiare i fenomeni fisici della
trasmissione, propagazione e ricezione del
suono

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 5
e Nuove Tecnologie
Scienza del suono

Sintesi ed elaborazione
Acustica
del suono

Elettroacustica

Suono organizzato/
composizione musicale elettroacustica
“Suono organizzato”: concezione musicale di Edgar Varèse
per il quale il compositore diviene “operatore” di ritmi,
frequenze e intensità.
Cit. E. Varèse, (1936). The Liberation of Sound.
Dip. Musica Elettronica In Stefano
(1985).Silvestri
Suono Organizzato. Scritti sulla musica,6
e Nuove Tecnologie Ricordi-Unicopli, Milano
Musica
! E’ molto difficile formulare una definizione completa
! Le implicazioni sono molteplici: di natura acustica, fisiologica,
psicoacustica, neuropsicologica, ecologica, etc.
! Per musica non si intende (solo) una serie di eventi acustici:
– Dal punto di vista fisico/acustico la musica non esiste
! L’organizzazione musicale non è determinata unicamente dal
compositore/esecutore, emerge (complessità) da una
collaborazione cui anche l’ascoltatore, e l’ambiente, prendono
attivamente parte (teoria dei sistemi):
– E’ più di una somma di eventi acustici (paragone con la teoria della
Gestalt per il quale “il tutto è diverso dalla somma delle singole
parti”)
E’ opportuno comunque comprendere la natura fisica del suono per
studiarne alcune implicazioni a livello compositivo (il musicista è
responsabile della costruzione-del-suono e della costruzione-col-suono)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
Musica e acustica
! La storia della musica ha inizio prima della definizione delle basi
scientifiche dell’acustica
! No vi sono prove sull’origine precisa della musica
– La presenza nelle culture umane risale a tempi molto antichi (voce)
– Tra gli strumenti musicali più antichi vi è il ritrovamento di “flauti” del periodo
Paleolitico, nel mezzo dell’ultima glaciazione (Ball, 2011)
! Charles Darwin formulò una delle prime ipotesi sulle origini del fare
musica:
– La musica è un comportamento evolutivo comune a tutte le razze e
apparentemente privo di valore adattivo, relativamente alla sopravvivenza e
selezione naturale, viceversa potrebbe trattarsi di un’attività della selezione
sessuale
! Il problema rimane ancora oggi irrisolto:
– la musica è tra le abitudini più misteriose di cui l’uomo sia dotato
! L’esperienza musicale è legata fortemente a ciò che l’uomo ha udito

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 8
e Nuove Tecnologie
Acustica

Breve introduzione storica

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 9
e Nuove Tecnologie
Concezione atomistica del suono
! Atomismo greco della fine del VII sec. a.C.
(Leucippo, Democrito, Epicuro, etc.)
– Il poeta e filosofo Lucrezio Caro fu seguace
dell’atomismo di Epicuro nel periodo Romano
Si pensava che il suono consistesse in un movimento di particelle
indivisibili (atomi) che si propagano nel vuoto in una stessa direzione

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 10
e Nuove Tecnologie
Concezione ondulatoria del suono
! Crisippo di Soli della scuola stoica, 300 a.C.
– Ipotesi che il suono fosse una conseguenza di onde di
pressione
! Pitagora, VI sec. a.C.
– primo filosofo greco a studiare l’origine dei suoni musicali
! Scuola pitagorica (Crotone, Archyta di Taranto 375 a.C.):
– Origine dell’idea che l’altezza dipende in qualche modo dalla
frequenza di vibrazione dell’oggetto che produce il suono
– Esperienze pratiche sulla dipendenza della frequenza di
vibrazione dalla lunghezza, tensione e densità della corda
sospesa
– Considerazione dei numeri interi come fondamentali per la
comprensione dell’esperienza

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 11
e Nuove Tecnologie
Ascolto acusmatico
! Si racconta che Pitagora tenesse le sue lezioni nascosto da una
tenda, tra i suoi discepoli solo i matematici avevano il privilegio
di intervenire mentre gli acusmatici potevano unicamente
ascoltare, prima di poter diventare matematici
! L’aggettivo acusmatico è riferito al suono che viene udito senza
la possibilità di individuarne l’origine
Il compositore e teorico francese Pierre Schaeffer recupererà il concetto
acusmatico verso la metà del XX sec. per analizzare il suono senza
vincoli semantici o linguistici legati alla fonte (oggetto sonoro)
Secondo la teoria dell’oggetto sonoro il suono viene considerato come
evento a sé stante, svincolato delle proprie cause attraverso le tecniche
di registrazione e riproduzione (all’epoca prima su fonografo e poi su
magnetofono)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 12
e Nuove Tecnologie
Origini dell’acustica
! Il fisico, filosofo, astronomo e matematico Italiano Galileo
Galilei (1564-1642):
– fornì le moderne basi scientifiche della relazione frequenza/altezza
– descrisse il significato fisico del numero di vibrazioni per unità di
tempo o frequenza
– descrisse il fenomeno della vibrazione simpatica o risonanza, per la
quale la vibrazione di un certo corpo può produrre vibrazioni simili
in altri corpi distanti
– Confrontando le vibrazioni di corde e pendoli semplici tentò di
chiarire il perché le frequenze di certi suoni, in rapporto intero tra
loro, apparivano all'orecchio combinandosi piacevolmente
(consonanza)
– Osservò che un insieme di pendoli di differenti lunghezze, messi ad
oscillare su un asse comune, presentavano una configurazione
regolare se le frequenze erano semplicemente paragonabili,
altrimenti si formava una complicata confusione (Lindsay, 1966)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 13
e Nuove Tecnologie
Percorsi storici dell’acustica
! Il matematico Gianbattista Benedetti (1530-1590)
– Nel 1563 propose una nuova teoria della consonanza:
" Consonanza/dissonanza delle note sono dovute ai rapporti tra
le frequenze di oscillazione delle onde d'aria generate da
strumenti a corda o dalla voce
" Nel 1585, affermò l’eguaglianza tra il rapporto di altezze e
frequenze dei moti vibranti corrispondenti alla produzione del
suono
! Isaac Beeckman (1588-1637)
– Nel 1618 studiò il moto di vibrazione delle corde,
dimostrando la sua familiarità nella relazione tra altezza e
frequenza (indirizzò Cartesio, fondatore della matematica e
della filosofia moderna, allo studio della fisica).
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
Percorsi storici dell’acustica
! Il sacerdote Francese Martin Mersenne
(1588-1648)
– Nel 1625 pubblicò alcuni risultati dell'osservazione
sperimentale delle vibrazioni della corda tesa
– Si rese conto che la frequenza della vibrazione è
inversamente proporzionale alla lunghezza della
corda mentre è direttamente proporzionale alla
radice quadrata dell'area della sezione trasversale
– Effettuò la prima misurazione della velocità
del suono
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 15
e Nuove Tecnologie
Percorsi storici dell’acustica
! Robert Hooke (1635-1703)
– Enunciò legge di elasticità (“ut tensio sic vis” -
tanta tensione tanta forza)
– Dimostrò il legame fisico tra frequenza e altezza
con l’esperimento della ruota dentata
! Joseph Sauveur (1653-1716)
– Effettuò studi approfonditi sulla relazione
frequenza/altezza
– Effettuò studi pionieristici sul fenomeno dei
battimenti acustici
– Diede il nome Acustica

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 16
e Nuove Tecnologie
Pionieri dell’acustica classica
! John Wallis (1616-1703) in Inghilterra, e lo stesso
Sauveur in Francia, osservarono i moti armonici della
corda vibrante:
– Una corda tesa vibrando presenta alcuni punti detti nodi, in
cui non avviene movimento, mentre avviene moto in
corrispondenza di zone intermedie chiamate ventri (loops)
– Si comprese che le vibrazioni armoniche corrispondono a
frequenze più elevate rispetto a quelle della vibrazione
semplice della corda intera
– Sauveur definì le frequenze superiori toni armonici e la
vibrazione semplice suono fondamentale (denominazione
introdotta intorno al 1700 e sopravvissuta fino ai giorni
nostri)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 17
e Nuove Tecnologie
Acustica musicale
! Jean-Philippe Rameau (1683–1764):
– teorico della musica e compositore francese,
autore di scritti significativi per l’acustica
musicale:
• (1722). Trattato sull’armonia ridotta ai suoi principi
naturali
• (1749). Memoria sull’esposizione delle fondamenta
della teoria e pratica del sistema musicale
• (1750). Dimostrazione del principio dell'armonia
• (1758-59). Nuove riflessioni sul principio sonoro
• (1762). Origine della Scienza

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 18
e Nuove Tecnologie
Pionieri dell’acustica classica
! Il matematico inglese Brook Taylor (1685-
1731)
– Nel 1713 fu il primo a fornire una soluzione
strettamente dinamica delle corde vibranti nel
modo fondamentale (da tempo si comprendeva
l’esistenza della frequenza base di vibrazione)
– Applicò per primo l'equazione newtoniana del
moto F=ma ad un elemento del mezzo di
vibrazione
" da cui ricavò una formula per il calcolo della frequenza
della vibrazione fondamentale in accordo alla leggi
sperimentali di Mersenne e Galileo

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
Pionieri dell’acustica classica
! Il 1700 fu il periodo in cui stava nascendo la
matematica necessaria per il progresso dell'acustica
come scienza esatta
! Acquisizione di tecniche matematiche più elaborate a
partire dal XVIII sec. (calcolo alle derivate parziali):
– Daniel Bernoulli (1700-1782), Jean Le Rond d'Alembert
(1717-1783) e Leonhard Euler (1707-1783), riuscirono a
impostare l'equazione alle differenze parziali per la
descrizione del moto dei mezzi continui
" e quindi del movimento della corda vibrante, risolvendola nello
stile moderno
– Nel 1747 d'Alembert fu il primo a sviluppare l'equazione alle
differenze parziali della corda vibrante nella forma
attualmente chiamata equazione dell'onda

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 20
e Nuove Tecnologie
Pionieri dell’acustica classica
! Il matematico J. L. Lagrange (1736-1813)
– affrontò il problema delle corde vibranti nel trattato
Meccanica Analitica dove la meccanica veniva ridotta ad una
branca dell'analisi matematica
– Nel 1759 trattò in un saggio il caso di suoni prodotti da
canne d'organo e strumenti musicali a fiato in generale e
adottò un nuovo e differente approccio per il problema della
corda
– Il metodo di Lagrange fu adottato con successo dal fisico
britannico J. W. Strutt Lord Rayleigh (1842-1919) nella sua
pubblicazione Theory of Sound (1894)
" Lo stesso metodo fu successivamente accolto nella maggior
parte dei testi moderni di meccanica e acustica

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 21
e Nuove Tecnologie
Concezione corpuscolaristica del
suono
! Lagrange effettuò altri importanti studi:
– assunse la corda come composta da un numero finito di
particelle equidistanti di identica massa, legate tra loro da
segmenti uguali e privi di peso.
– Il problema del moto di questo sistema venne risolto come
un sistema dinamico con molti gradi di libertà
– Si dimostrò l'esistenza di un numero di frequenze
indipendenti pari al numero delle particelle
– Quando affrontò il passaggio al limite, ipotizzando un
numero infinito di particelle di massa infinitesima (tale che il
prodotto sia pari alla massa finita della corda), le frequenze
risultarono essere precisamente le frequenze armoniche
della corda (continua) tesa

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 22
e Nuove Tecnologie
Acustica classica
! Nel 1807 J. B. J. Fourier (1768-1830):
– studiò la possibilità di esprimere qualsiasi funzione
periodica arbitraria (es. la forma istantanea di una
corda vibrante) nei termini di una serie infinita di
funzioni semplici, in accordo al
– Teorema di sovrapposizione degli effetti:
#l'oscillazione complessiva è data dalla somma
algebrica delle singole oscillazioni delle onde incidenti
– Nel 1822 descrisse la teoria analitica del calore
presentando l’espansione in serie di Fourier
" Ciò ebbe conseguenze di enorme valore per
l'avanzamento dell'acustica

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 23
e Nuove Tecnologie
Acustica classica
! Lo scienziato tedesco Ernst Chladni (1756-1824):
– fornì verso la seconda metà del XVIII una soluzione analitica per le
vibrazioni di una piastra elastica solida
– Nel 1787, nel suo trattato Le scoperte sulla teoria dei suoni, descrisse un
metodo di utilizzo della sabbia cosparsa su piastre vibranti per mostrare le
linee nodali (ovvero linee di spostamento zero):
" Le piastre vibranti riproducono le cosiddette figure di Chladni, fenomeno analogo
all'esistenza dei nodi in una corda vibrante
– Nel 1802 pubblicò il suo lavoro intitolato L’Acustica
! Presso l’accademia delle scienze di Parigi, l'imperatore Napoleone offrì
un premio di 3000 franchi da assegnare a chi fornisse una
soddisfacente teoria matematica delle vibrazioni delle piastre:
– nel 1815 il premio fu assegnato alla matematica Sophie Germain che
produsse la corretta equazione di quarto-ordine.
! Il matematico francese Siméon-Denis Poisson (1781-1840):
– Fornì la prima soluzione al problema analogo della vibrazione di una
membrana flessibile, importante per la comprensione dei suoni emessi
dalle percussioni
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 24
e Nuove Tecnologie
Acustica classica
! Il fisico tedesco Hermann von Helmholtz (1821-1894):
– nel 1860 studiò per la prima volta la natura del suono vocale del
parlato e del cantato
" In realtà la conoscenza dell’intonazione delle cavità orali, a diverse
frequenze, risale ai primi del XVII sec. ma nessuno studiò così
accuratamente il fenomeno
– Nel 1860, per i suoi studi sul suono, costruì ed utilizzò i risonatori
di Helmoholtz:
" cavità risonanti capaci di intensificare una determinata frequenza
coincidente con i modi propri di vibrazione della cavità. L’aria
contenuta nel risonatore viene fatta oscillare (ad es. soffiando di taglio
nell'imboccatura o esponendo la cavità ad una fonte di onde sonore) e
al suo interno si generano onde stazionarie (oscillazioni i cui nodi e
ventri non cambiano nel tempo). Il risultato è un’amplificazione selettiva
del suono in un ristretto intervallo di frequenze
– Nel 1862 espose i suoi risultati nel trattato La teoria delle
sensazioni di tono come base fisiologica per la Teoria della Musica
(uno dei più grandi capolavori dell’acustica)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 25
e Nuove Tecnologie
Pratiche dell’(elettro)acustica
moderna
! Fino al XIX sec strumenti come il monocordo, il diapason, gli strumenti musicali tradizionali,
rimasero i soli pratici standard di frequenza per le sorgenti sonore e per l’applicazione della
teoria matematica dell'acustica a casi pratici
! Nel 1820 fu scoperta la forza impressa su un conduttore di corrente immerso in un campo
magnetico
! Nel 1880 i fratelli Curie effettuarono alcuni primi esperimenti che portarono alla scoperta
dell’effetto piezoelettrico:
– proprietà mostrata da alcuni cristalli (quarzo) di creare un moto di cariche elettriche sulle facce
quando sottoposti a sollecitazioni meccaniche di vario genere, e viceversa, di cambiare dimensioni
(deformazione) quando posti in un campo elettrico.
– Si intravide la possibilità di sviluppare sorgenti elettromeccaniche di trasmissione di onde sonore
(altoparlante)
! Nel 1842 il fisico britannico James Prescott Joule (1818-1892) scoprì l'effetto della
magnetostrizione:
– tendenza dei materiali magnetizzabili nel cambiare dimensione quando posti in un campo magnetico
! Si racconta che la produzione elettrica dei suoni fu scoperta, per caso, da alcuni monaci i
quali toccando con le dita alcuni fili elettrificati sperimentarono che era possibile generare
dei rumori
! Agli inizi del XX sec. vi fu l’avvento dell'oscillatore a tubo a vuoto e dell'amplificatore:
– fu possibile la produzione e ricezione del suono a tutte le frequenze e intensità su una base precisa

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 26
e Nuove Tecnologie
Pratiche dell’(elettro)acustica
moderna
! 1877, invenzione del fonografo ad opera di Thomas Edison
! Liuteria elettroacustica (Telharmonium (1897), Theremin (1919), Ondes-
Martenot (1928), etc.)
! Dennis Gabor (1900-1979):
– 1946 realizzazione del convertitore cinematico di frequenza
" Rendeva possibile per la prima volta il time streatcing del suono (alterazione della durata senza
alterazione dell’altezza)
– rappresentazione quantistica del suono
! Iannis Xenakis (1922-2001):
– Elaborazione granulare di segnali musicali basata sulla teoria di Gabor
! Avvento della psicoacustica nella metà del XX sec.
! Prime applicazioni di informatica musicale
– Nel 1957 viene composto da Hiller e Isaacson il brano per quartetto d’archi Illiac suite
presso l’università dell’Illinois. Si tratta della prima partitura ad essere interamente
realizzata mediante uno dei primi calcolatori elettronici, il pionieristico ILLIAC I (Illinois
Automatic Computer) costruito nel 1952
– 1960, pubblicazione dell’articolo di Max Mathews An Acoustic Compiler for Music and
Psychological Stimuli

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 27
e Nuove Tecnologie
COME/03 - Acustica Musicale per
Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Introduzione
! Acustica: parte della scienza del
suono che studia i fenomeni fisici
implicati nella generazione-
trasmissione del suono
Scienza del suono

Acustica Psicoacustica
Elettroacustica …

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 2
e Nuove Tecnologie
Studi di interesse nel campo
dell’acustica e della psicoacustica
! Acustica
– La generazione del suono:
" meccanica di vibrazione dei corpi elastici
– Trasmissione:
" propagazione nel mezzo materiale
– Ricezione:
" Fisiologia dell’apparto uditivo
! Psicoacustica
– Fenomeni dell’udito
" Sensazione sonora
– Psicofisiologia
" Studio della percezione
– Psicologia della cognizione
" Conoscenza di strutture mentali

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Relazioni fra i diversi settori

Acustica

Musica Psicoacustica
Composizione/
esecuzione Ecologia
(con mezzi strumentali
meccanici, elettronici) Acustica,
Musicale
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 4
e Nuove Tecnologie
Unità di misura di grandezze
fondamentali – sistema S.I.
! Distanza (l) → metri [m]
! Massa (m) → kilogrammi [Kg]
! Tempo (t) → secondi [sec]
! Area (A) → [m2]
! Periodo (T) → secondi [sec]
! Forza (F) → newton [N]
! Pressione (P) → pascal [Pa]
! Energia (E) → joule [J]
! Velocità (v) → [m/sec]
! Accelerazione → [m/sec2]
! Frequenza (f) → Hertz [Hz]
– numero di vibrazioni nell’unità di tempo
– C.p.s. – cicli per secondo
! Potenza (P) → Watt [W]
! Intensità (I) → [W/m2]
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 5
e Nuove Tecnologie
Conversioni utili
1ms = 0.001 sec = 10-3sec
1000ms = 1sec = 106 µs = 1000000 µs
10-6sec = 0.000001sec = 1 µs
1min = 60sec = 60000ms = 60000000 µs
1ora = 60min = 3600sec (60min*60sec)
1giorno = 24ore = 1440min = 86400 sec

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 6
e Nuove Tecnologie
Notazione esponenziale

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
Relazioni utili
! Forza (massa per accelerazione)
F = ma [N ]
! L’accelerazione imposta dalla gravità
terreste è g~9.81 m/s, produce una
forza F=9.81 Newton su una massa di
1Kg
1N = 1/ 9.81Kg
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 8
e Nuove Tecnologie
Relazioni utili
! Per spostare un corpo ad una
distanza di 1m con una forza di 1N
occorre un energia pari a 1 Joule
1J =1N ⋅ m
! La potenza P equivale all’energia E
spesa nell’unità di tempo t
E
P= [W ]
Dip. Musica Elettronica
t
Stefano Silvestri 9
e Nuove Tecnologie
Relazioni utili
! La potenza si esprime in Watt
1W = 1J ⋅ sec
! La pressione è la forza in Newton che
agisce nell’unità d’area (m2) e si
misura in Pascal
2
1Pa = 1N / m

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 10
e Nuove Tecnologie
Onde sonore
! Catena sonora: è l’insieme di tutti gli
oggetti implicati nel fenomeno sonoro
Mezzo di Meccanismi
Sorgente sonora
propagazione di ricezione

Dispositivo Dispositivo
Canale/percorso
trasmittente ricevente
Produzione di Trasmissione di Ricezione di
vibrazioni vibrazioni vibrazioni
meccaniche meccaniche meccaniche

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 11
e Nuove Tecnologie
Ricezione del suono
! Il sistema uditivo è l’insieme di organi che
permettono la ricezione/trasduzione/elaborazione
dell’informazione sonora
! Suono: ci si riferisce alla sensazione sonora
! Un segnale acustico consiste in un movimento
vibratorio di particelle materiali
! Un moto di particelle è prodotto da una sorgente
sonora che sotto l’azione (stimolo) di una certa
forza (energia) inizia a vibrare (eccitazione)
! Se queste vibrazioni si ripetono entro un
intervallo che va da 20 a 20000 volte al secondo
allora risultano udibili
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 12
e Nuove Tecnologie
Ricezione del suono
! Sensazione sonora: modificazione dello stato
neurologico come risposta agli stimoli forniti
dall’ambiente esterno
# Sentire → ricevere un segnale
# Ascoltare → dal latino auris (orecchio),
apprendere/prestare attenzione
$ Audio → dal latino ascoltare, termine prestato all’ingegneria per indicare le
tecnologie di fruizione del suono
# Segnale → grandezza fisica che variando nel tempo
trasporta un’informazione (segnale costante = non
informazione)
– Informare → dotare di forma / mettere a conoscenza di
un fatto
– Comunicare → relazionarsi / partecipare attivamente /
svolgere assieme un compito
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 13
e Nuove Tecnologie
Triangolo semiotico
Significato = contenuto

Significante = elementi Referente = oggetto /


fonetici e grafici / forma ciò di cui si parla
del significato che
rinvia al contenuto

Segno = Significato + Significante

Es. B è un segno il cui significante è “b” che significa: la seconda lettera dell’alfabeto

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
Percezione
! Il cervello converte/semplifica/scompone
l’informazione della sensazione sonora in
“forme” (associazione di modelli) dotate di
significato, effettuando una sintesi (analisi →
valutazione/confronto) mediante reti neuronali
! Ne consegue che:
– Suono è informazione (non comunicazione)
% Sentire un suono → ricevere un segnale
– Musica comprenderebbe sia l’informare
(dell’informazione sonora) che il comunicare
% Ascoltare musica → tipologie di ascolto (attento/distratto)
partecipazione attiva, prestare attenzione, apprendimento,
etc.

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 15
e Nuove Tecnologie
Appunti
! Etimologia: dal greco “etimos”
(reale) + “logos” (discorso), scienza
che si occupa di studiare l’origine
delle parole
! Semiotica: dal greco “semeion”
(segno), disciplina che studia il
segno ed il suo significato

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 16
e Nuove Tecnologie
Estensione del range di udibilità
Strumenti acustici
Onde biomedicali

Voce Onde distruttive

Animali Uomo Animali Misurazioni


(cetacei) (pipistrelli)

20Hz 20KHz 2MHz 200MHz

INFRASUONI Banda ULTRASUONI


Udibile

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 17
e Nuove Tecnologie
Propagazione del suono
! Consiste in una catena di perturbazioni nel mezzo
elastico, che si diffonde nel tempo e nello spazio
perdendo progressivamente energia
Variazioni di pressione atmosferica
Moto di
compressione
(alta pressione)

Sorgente sonora Moto di


puntiforme (ideale) rarefazione
~100000 molecole in 1cm2 d’aria, (bassa pressione)
trattenute dalla forza di gravità

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 18
e Nuove Tecnologie
Mezzi di propagazione
! Il suono può propagarsi attraverso:
– Mezzi solidi elastici
# Con determinate proprietà di forma, dimensione, etc.
– Mezzi liquidi
• Es. l’acqua
– Mezzi gassosi
• Es. l’atmosfera
E’ il mezzo di trasmissione a permettere la propagazione delle
vibrazioni meccaniche
In assenza di atmosfera nessun suono può propagarsi

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
Atmosfera
Esosfera (~400Km)
Termosfera (~300Km)
Ionosfera
Mesosfera (~50Km)
Stratosfera (~40Km)
Strato di Ozono
Tropopausa (~18Km)
Troposfera (~10Km)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 20
e Nuove Tecnologie
Pressione atmosferica
! La pressione atmosferica standard (livello del
mare) vale ~1.033 kg/cm2
– Ciò significa che tutta la colonna d'aria che grava
su 1 cm2 di superficie terrestre pesa ~1.033 kg
! Quanto pesa l’atmosfera complessiva?
– Considerando la terra una sfera perfetta il suo
diametro è ~12746 km, la superficie risulta:
2
 12.746 
S = 4πr = 4 ⋅ 3.1415
2
 ≅ 510369711. 014 km
2

 2  6 2
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri
= 510 ⋅ 10 km 21
e Nuove Tecnologie
Peso dell’atmosfera
! Considerando che:
– 1 km = 1000 m = 100000 cm = 105 cm
– 1 km2 =1010 cm2
! Il peso complessivo dell’atmosfera ideale
(costante e priva di perturbazioni) risulta:
S = 510 ⋅10 6 Km 2 = 510 ⋅10 6 ⋅1010 cm 2 = 510 ⋅1016 cm 2
16 2 2
Ptot = 510 ⋅10 cm ⋅1.033 Kg / cm =
= 526.83 ⋅1016 ≅ 5.2 ⋅1018
Ovvero un peso complessivo di circa 5 miliardi di miliardi di Kg!
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 22
e Nuove Tecnologie
Costitutivi della materia
! Molecola: assieme di atomi
La condivisione di Atomo
elettroni tra due o più
atomi forma il legame Particelle elementari
chimico ovvero la base
costitutiva degli elementi Nucleo (protoni,
neutroni)
Gli stati della materia
(solido, liquido, gassoso,
intermedi) dipendono dalla Elettroni
quantità di energia dei
Ordine di grandezza
legami chimici (forza di
~10-15m
coesione/adesione)
Distanza tra la materia
Dip. Musica Elettronica solida ~10-12m
Stefano Silvestri 23
e Nuove Tecnologie
Onda di pressione
! Il moto di particelle nell’aria è prodotto da differenze di pressione
atmosferica
! La dimensione delle particelle che costituiscono il mezzo è in tal
sede trascurabile quindi è possibile rappresentare le sole
perturbazioni mediante onde ideali
La pressione
p>P atmosferica normale
(standard) è misurata
Pressione atmosferica alla latitudine di 45°,
al livello del mare alla
P = 101325 Pa p<P temperatura di 15 °C

Rarefazione (lontananza tra le molecole)


Compressione (vicinanza tra le molecole)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 24
e Nuove Tecnologie
COME/03 - Acustica Musicale per
Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Pressione sonora
! Eccitare una sorgente sonora significa compiere
un lavoro (fornire una quantità di energia di cui
parte viene dissipata in calore):
L = F ⋅s
Dove L = lavoro, F = vettore forza, s = vettore spostamento

! La pressione sonora dipende dal grado di


eccitazione della sorgente sonora:
– Maggiore è l’energia fornita alla sorgente, maggiore
risulta la vibrazione (differenza di pressione) trasmessa
al mezzo circostante

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 2
e Nuove Tecnologie
Pressione sonora
! Forza (in Newton) che agisce sulla superficie S (unità d’aria) in m2:
– 1 N = forza che provoca l’accelerazione di 1 m/s di una massa
di 1 Kg (una mela esercita una forza verso il basso di ~1 N)
! Il Pascal (Pa) è l’unità di misura che esprime la pressione in N/m2
secondo lo standard SI (sistema internazionale delle unità di
misura)
! Il Bar è l’unità di misura non standard riferita alla pressione
sonora 5 2
1bar = 10 Pa = 10 N / cm
5
10 Pa = 100000 Pa = 100 KPa = 0.1Mpa
1mbar = 10 −3 bar = .001bar = 100 Pa (.001bar*100000Pa)

1µbar = 10 −6 bar = 10 −3 mbar = .001mbar = 0.1bar


(.000001bar*100000Pa)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Suono-rumore
! Una sorgente sonora è costituita da un qualsiasi corpo in grado di
vibrare ad una frequenza udibile
! Dal punto di vista dell’apprezzabilità psicologica non esiste
distinzione tra suono e rumore;
– NON ha più valore la distinzione classica:
" Suono → vibrazioni regolari → armoniche → percezione di altezza → suono
gradevole
" Rumore → vibrazioni irregolari → inarmoniche → altezza indefinita → suono
sgradevole/acustica difettosa
# Es. un regolo che cade produce “rumore”, molti regoli che cadono
possono produrre una scala musicale
# Es. una vibrazione semplice (sinusoide) da luogo a un tono puro ma
se ridotta ad una frazione di secondo è più vicina al rumore
! E’ più utile quindi considerare i due casi opposti:
$ Suono puro → vibrazioni sinusoidali prive di distorsioni
$ Rumore bianco → generato dall’assieme di tutte le vibrazioni
sinusoidali del campo udibile

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 4
e Nuove Tecnologie
Propagazione in campo aperto
! Una particella d’aria sottoposta ad una
forza F:
– viene spostata dal suo stato normale di
equilibrio
– Il suo moto continua per inerzia attuando forze
elastiche opposte
– Le forze elastiche dell’aria tendono per lo più a
ripristinare l’equilibrio iniziale
– In uno spazio idealmente aperto e privo di
ostacoli l’attrito incontrato nel mezzo di
trasmissione provoca la dispersione
progressiva dell’energia dell’onda sonora
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 5
e Nuove Tecnologie
Soglia di udibilità
! Il sistema uditivo è molto sensibile ai livelli di intensità
– L’intensità si riferisce al parametro di distinzione tra
suoni deboli e forti
– è il rapporto tra la potenza di un'onda sonora e l'area
della superficie attraversata
! La soglia di udibilità è il limite al di sotto del quale nessuna
differenza di pressione viene percepita

−6 −12 W 
~ 20 µPa = 2 ⋅10 Pa ~ 10  m 2 
Ovvero il suono consiste in variazioni minime di pressione
nell’ordine di circa 1 miliardo di volte più deboli della
pressione atmosferica
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 6
e Nuove Tecnologie
Ordine di grandezza della differenza
di pressione

Suddivisione in 1 milione di parti

… Suddivisione di ogni parte in mille parti

Differenza minima di pressione che l’orecchio riesce a percepire

Dovendo far riferimento a valori di intensità con molti zeri conviene sfruttare
le proprietà del logaritmo decimale

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
Logaritmo
! Il logaritmo di un numero a è l’esponente x da
dare alla base b per ottenere l’argomento a
Log b a ⇒ b = a x

(10 0 = 1)
Log (1) = 0
(101 = 10)
Log (10) = 1
(10 3 = 1000)
Log (1000) = 3
Log (0.1) = −1 (10 −1 = 1 / 10 = .1)
1
Log (0.01) = −2 (10 − 2 = 2
= .01) per x <1 y<0
10 y>0
Log (0.001) = −3 −31
(10 = 3 = .001)
per x >1
Dip. Musica Elettronica
10 per x =1 y=0
Stefano Silvestri 8
e Nuove Tecnologie
Fronte d’onda
! In campo libero l’energia acustica di una sorgente ideale
(puntiforme, lontana da ostacoli e immersa in fluido
omogeneo) si propaga in ogni direzione risultando
uniformemente distribuita su di una superficie sferica detta
fronte d’onda y
tutti i punti della superficie
Punti raggiunti da stesso valore si presentano alla stessa
di pressione nell’istante t distanza dal centro S per
La propagazione nello spazio x ogni direzione di
aperto da origine ad una propagazione all’istante di
successione di superfici z tempo t considerato
sferiche di diametro crescente
Il fronte d’onda è l’insieme dei punti sottoposti a stessa
perturbazione nell’istante di tempo considerato
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 9
e Nuove Tecnologie
Tipologie di fronte d’onda
! In base alla geometria del mezzo di
propagazione il fronte d’onda può essere:
– Unidimensionale → insieme finito di punti
" Es. propagazione del moto lungo una corda ideale
– Bidimensionale → insieme di linee
" Es. fenomeno dei cerchi concentrici su di una
superficie d’acqua
– Tridimensionale → insieme di superfici
" Caso reale della propagazione del suono nell’aria

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 10
e Nuove Tecnologie
Intensità
! Energia E che fluisce nell’unità di tempo t
attraverso una superficie S di area unitaria,
perpendicolare alla direzione di propagazione
dell’onda
E [W ]
I=
S ⋅t [m 2 ]

Dip. Musica Elettronica


e Nuove Tecnologie S Stefano Silvestri 11
Potenza
! Energia fornita dalla sorgente S nell’unità di
tempo t E
P= [W ] 1W = 1Joule al sec
t
! Il Joule è l’unità di misura del lavoro L compiuto
da una forza pari ad 1Newton occorrente per
spostare di 1m una particella di massa unitaria
! 1N è la forza cha applicata a un corpo di massa
1Kg gli imprime un’accelerazione di 1m/s2
Considerando l’energia E costante si ha che la potenza P decresce
all’aumentare del tempo t

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 12
e Nuove Tecnologie
Legge dell’inverso del quadrato
! L’intensità sonora I misurata in funzione di una
generica distanza r [m] dalla sorgente S è data da:
P [W ]
I (r ) =
4πr 2 [m 2 ]
La legge dell’inverso del quadrato afferma che, considerando la potenza P in un certo istante
di tempo t, l’intensità I della sorgente S diminuisce al crescere del quadrato della distanza r

Lo spazio attorno la l’area della superficie


sorgente viene definito incrementa all’aumentare
campo di emissione della distanza dal centro
sonora (raggio)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 13
e Nuove Tecnologie
Stima dell’intensità
! E’ possibile stimare il rapporto tra le intensità I1,I2
di un onda di pressione in due differenti punti di
distanza r1,r2
– Al raddoppio della distanza (r2=2r1) l’intensità della
sorgente si riduce di ¼:
2 2 2
I 2 (r2 ) E / 4πr2 E 4πr1 4πr1 E 1
I (r ) = = = = =
I1 (r1 ) E / 4πr1 2
E 4π ( 2r1 ) 2 2
4πr1 E 2 2
4
– Al quadruplicarsi della distanza (r2=4r1) si ha I(r)=1/16…
! Più semplicemente si può considerare:
1
Dip. Musica Elettronica I∝ 2
Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
r
Esercizio
! Alla distanza di 1m dalla sorgente si misura
un’intensità sonora pari a I=4w/m2
– Di quanto si riduce I al raddoppio della distanza?
– Di quanto si riduce I ad 8m?
 1  W
r=2 I = 4 2  = 1 2
2  m
1 4 1
 2
2
r =8 I = 4 = = W / m
 8  64 16
Quindi al raddoppio della distanza l’intensità di 4w/m2 si riduce ad 1w/m2
Dip. Musica Elettronica
mentre alla
e Nuove distanza di 8m l’intensità si
Tecnologie riduce
Stefano a 0,0625w/m2
Silvestri 15
л
! Numero irrazionale (esprimibile mediante frazione) che si ottiene
dividendo la circonferenza per il diametro del cerchio
Nel caso più semplice il
cerchio può essere
C approssimato da un
D=2r quadrato,
π = 3.1415926 ... Il problema della
quadratura del cerchio ha
2π = 6.2831853 ... lo scopo di costruire un
quadrato che abbia la stessa
area di un cerchio
Dato che per approssimare una circonferenza occorre suddividerla in un
numero teoricamente infinito di segmenti si ha che > è il numero di segmenti >
è la precisione (quantità di cifre decimali) del л
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 16
e Nuove Tecnologie
Decibell
! Il suono ha una gamma di potenza molto vasta e risulta
conveniente impiegare una scala di misura “condensata”
! Il livello di un segnale sonoro può essere espresso come il
logaritmo del rapporto tra una grandezza specifica Gx ed
una di riferimento Gref
Gx
Bell = log10
Gref
! Poiché nel caso di grandezze riferite al suono il Bell risulta
troppo grande si sfrutta 1/10 del Bell:
Gx
dB = 10 ⋅ log10
Gref
Essendo il dB una unità di confronto tra due grandezze non possiede un’unità di misura
Dip. Musica Elettronica
epropria in altre parole essendo unaStefano
Nuove Tecnologie misuraSilvestri 17
relativa a due grandezze è adimensionale
Tipologie di dB
! dB di potenza P e intensità I
Wx Ix
PdB = 10 ⋅ log10 I dB = 10 ⋅ log10
Wref I ref
! dB di pressione acustica Pa
2
Pa x Pa x
PadB = 10 ⋅ log10 2
= 20 ⋅ log10
Paref Paref
Essendo la potenza sonora P (o l’intensità I) proporzionale al quadrato della
pressione sonora Pa2
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 18
e Nuove Tecnologie
L'intensità sonora è proporzionale al
quadrato della pressione
E [W ]
! Considerando che: I=
S ⋅t [m 2 ]
– L'intensità ha le dimensioni di una potenza W su una
superficie m2
– La potenza W ha le dimensioni di un'energia E su tempo t
– L'energia E ha le dimensioni di una forza F per la
lunghezza l
– Una forza F su una superficie l2 è una pressione P=F/m2
– La lunghezza l [m] su un tempo t è una velocità v = spazio
tempo
W E F ⋅l F l
I= 2 = = 2 = 2 ⋅ = P ⋅v
m S ⋅t l ⋅t l t
Dove I è l’intensità sonora misurata in W/m2, l è la lunghezza, t tempo
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
L'intensità sonora è proporzionale al
quadrato della pressione
! Risulta quindi una legge di proporzionalità tra
intensità I, pressione P e velocità v
I ∝ Pv
! Definendo l’impedenza acustica (forza di
opposizione alle variazioni di pressione) come:
P P
Z= quindi: v=
v Z
! Sostituendo si ottiene che l’intensità sonora è
proporzionale al quadrato della pressione:
2
P P
Dip. Musica Elettronica I ∝ PvStefano
= PSilvestri =
e Nuove Tecnologie Z Z 20
Esercizio
! La potenza sonora misurata nel punto l1 è 50W,
mentre nel punto l2 è 100W.
Qual è il corrispondente aumento di potenza in
dB?
Wx 100
PdB = 10 ⋅ log10 = 10 ⋅ log10 =
Wref 50
= 10 ⋅ log10 2 ≅ 3.010 ≅ 3dB

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 21
e Nuove Tecnologie
Sound Pressure Level - SPL
! Volendo misurare con un apposito
strumento la pressione sonora, la lettura
richiederebbe una vasta scala di valori
numerici
! e dato che i rapporti, piuttosto che le
differenze, descrivono meglio il modo di
percepire dei sensi
! per la misura della pressione sonora
conviene usare i dB, infatti, per la
presenza del logaritmo, la scala comprime
i valori grandi e dilata quelli più piccoli
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 22
e Nuove Tecnologie
dB SPL
! Rappresentano la misura in dB della deviazione dalla
pressione ambientale dell'aria provocata da un'onda sonora
! I dBSPL (sound pressure level) sono dB riferiti al valore
minimo delle differenze di pressione (soglia di udibilità per
un suono alla frequenza standard di 1KHz):
prms prms
dBSPL = 20 ⋅ log10 = 20 ⋅ log10
pref 20 µPa
Avendo posto il valore di riferimento pari alla soglia di udibilità:

W
pref ~ 10 −12
2
⇒ 20 µPa = 20 ⋅ 10 −6
Pa
m
I dBSPL permettono di esprimere qualsiasi valore di pressione sonora (efficace) prms che si
Dip. Musica Elettronica
vuoleemisurare Stefano
rispetto la soglia di udibilità prefSilvestri 23
=20uPa (ved. tabelle pag.25-26 dispensa)
Nuove Tecnologie
RMS – root mean square
! Dato che un’onda sonora produce variazioni di
pressione che cambiano luogo per luogo e istante
per istante è opportuno riferirsi al livello efficace:
– lo scarto quadratico medio del livello di pressione in un certo
intervallo di tempo,
– pressione efficace PRMS: valore che corrisponde alla radice
quadrata della media dei quadrati di n valori istantanei di
pressione 1 T
PRMS =
T ∫
0
p 2 (t )dt

n 2 2 2
1 p0 + p1 + ... + pn

2
P RMS
Dip. Musica Elettronica
pi =
e Nuove Tecnologie n i =0 Stefano Silvestri n 24
Esercizio
! Alla distanza r da una sorgente S si misura un
livello acustico di 82dB. Qual è il valore di
pressione sonora corrispondente?
P1
82 dB = 20 log10 ⇒
20 µPa
82 P1
⇒ = log10 ⇒
20 20 µPa
82
P1 82 P1 ⋅1
⇒ log10 = ⇒ = 10 20 ⇒
20 µPa 20 20 µPa
4 .1
Dip. Musica Elettronica
e Nuove Tecnologie
Stefano Silvestri 10 25
Continuo
! Quindi il valore di pressione è
(moltiplicando a destra e sinistra per
20µPa):
⇒ P1 = 10 ⋅ 20 µPa ≅ 12.589 ⋅ 20 µPa ≅
4 .1

≅ 251.785 µPa ⇒ 251.785 / 1000 = 0.251Pa


Il valore di pressione sonora di un suono di 82dB è pari a 0.251Pa

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 26
e Nuove Tecnologie
Alcune proprietà dei logaritmi
! Prop. inversa x
c log b a = x ⇒ a = b c
! Prop. cambiamento di base del
logaritmo
log k x
log b x =
log k b
Dove k è una nuova base qualsiasi che si vuole impiegare per esprimere il
logaritmo
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 27
e Nuove Tecnologie
Sensazione di raddoppio/
dimezzamento dell’intensità in dB
! In base alla legge dell’inverso del quadrato, al raddoppio
della distanza da una sorgente S, l’intensità sonora si
riduce a:
1 1 1
I∝ 2 = 2 =
d 2 4
! Quindi il valore corrispondente in dB è:
1
I dB = 10 log10 ≅ −6.02 dB
4
Da cui le regole:
-per ogni raddoppio di distanza r dalla sorgente l’intensità si riduce di circa -6dB,
Dip. Musica Elettronica
e-dimezzare la distanza r dalla sorgente significa
Stefano Silvestri aumentare il livello di circa +6dB
28
Nuove Tecnologie
Esercizio
! Si dispone di un DAC a 16bit di risoluzione. Qual
è l’intervallo dinamico corrispondente in dB?
Inoltre quanti bit occorrono per ottenere un
guadagno sufficiente al raddoppio della
sensazione sonora?
+
bres 216 / 2
Pa = 20 log10 = 20 log10 =
bmin 1
= 20 log10 32768 ≅ 90 dB
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 29
e Nuove Tecnologie
Continuo
! In teoria occorrono +6dB per ottenere un
raddoppio della sensazione sonora di
intensità
21
Pa = 20 log10 = 20 log10 2 ≅ 6.02 dB
1
Il range dinamico del convertitore risulta nell’intervallo [0, 90.3]dB
Mentre può bastare 1 bit (peso del bit meno significativo) per ottenere un
raddoppio della sensazione sonora

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 30
e Nuove Tecnologie
COME/03 - Acustica Musicale per
Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Scale di deciBell
! dB di amplificazione:
– Scala di ampiezze in dB
prevalentemente positiva, dove 0dB
indica nessuna amplificazione di
segnale
+30
+24
+18
+12
+6
0dB
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 2
e Nuove Tecnologie
Scale in deciBell
! dB di attenuazione:
– Scala di ampiezze in dB
prevalentemente negativa, dove 0dB
indica nessuna riduzione del livello del
segnale 0dB
-6
-12
-18
-24
-30

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Scale in deciBell
! dB di equalizzazione:
– Scala di ampiezze in dB sia positiva che
negativa, dove 0dB indica un segnale
non attenuato e non amplificato

+12
+6 I
+ 6dB = 2 I 0dB − 6dB =
-6 2
-12
-18
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 4
e Nuove Tecnologie
Pressione sonora
! In precedenza è stato detto che per ottenere un raddoppio della
sensazione sonora occorre un incremento di circa +6dB
! Tale quantità varia a seconda che si tratti della pressione acustica
o della potenza elettrica
– Nel caso della pressione acustica di 1Pa si ha che:

PadB = 20 log10 2 ⋅1Pa ≅ 6.02dB


PadB = 20 log10 1Pa / 2 ≅ −6.02dB
– Nel caso di potenza elettrica (tab. 2.2 p.21 dispensa) per 1W si ha:

PdB = 10 log10 2 ⋅1W ≅ 3.01dB


PdB = 10 log10 1W / 2 ≅ −3.01dB
Dip. Musica Elettronica
e NuoveOccorrono
Tecnologie quindi +/-3dB perStefano Silvestri
un raddoppio/dimezzamento della misura 5
Caratteri dell’alfabeto greco
! Alcuni di questi caratteri vengono
impiegati, tra l’altro, per indicare
specifici parametri acustici

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 6
e Nuove Tecnologie
Lunghezza d’onda
! Per poter definire correttamente il parametro di
lunghezza d’onda λ è opportuno introdurre il
concetto di periodicità di una funzione
! Una funzione si dice periodica quando assume
valori che si ripetono ad intervalli regolari

f ( x + t ) = f ( x )∀x ∈ X
! Ovvero il dominio x è invariante rispetto la
traslazione di t

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
Onda periodica
! Un onda è periodica quando i suoi valori
si ripetono ad intervalli uguali per tempi
uguali

f (x ) = f (x + t ) t

! Detto T = f ( x + t ) periodo della funzione


Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 8
e Nuove Tecnologie
Lunghezza d’onda
! La lunghezza d’onda di una funzione
periodica viene indicata con λ
c
λ= [m]
f
Dove f è la frequenza dell’onda
c è la velocità (considerata costante) di propagazione dell’onda nel
mezzo materiale

γP0
c= ≅ 334 m / sec
ρ
Gamma è ilElettronica
Dip. Musica fattore di temperatura, PStefano
0 è la pressione
Silvestri
statica del gas, rho è il parametro
9
e Nuove Tecnologie di densità del gas
Esercizio
! Sia c=340m/s, qual è la lunghezza d’onda corrispondente
alla frequenza f=1Khz?
! Se la velocità di propagazione del suono nel mezzo
aumentasse si otterrebbe un incremento o un decremento
del periodo?
340 m / sec
λ= = 0.34m = 34cm
1000 Hz
! Ipotizzando che l’onda si trasferisca dall’aria all’acqua
senza significativa perdita di energia il periodo risulterebbe
maggiore:
1435m / sec
λ= = 1.435m = 143.5cm
1000 Hz
Dip.Di
Musica
fatto,Elettronica
a parità di frequenza, inStefano
acquaSilvestri
le onde sonore coprono una distanza 10
e Nuove Tecnologie
maggiore rispetto la propagazione nell’aria
Legge di Ohm acustica
P

C Z
! Impedenza acustica (Z): analogo della resistenza elettrica in
dominio alternato, è la forza che si oppone alla perturbazione di
moto armonico
P
Z=
C
! Valore medio di pressione (P) della perturbazione
P = C ⋅Z
! Velocità di propagazione (C) del suono nel mezzo

P
Dip. Musica Elettronica C =
e Nuove Tecnologie Z
Stefano Silvestri 11
Impedenza acustica del mezzo
! Nel passaggio da un mezzo all’altro la
capacità di trasmettere energia di
pressione sonora dipende dall’impedenza
Z1,Z2 dei due mezzi:
2
 Z1 − Z 2  [1N ⋅ sec]
r =   [ rayl ] ⇒
 Z1 + Z 2  m3
! r è il coefficiente di riflessione dell’energia
sonora incidente 0 ≥ r ≥ 1
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 12
e Nuove Tecnologie
Impedenza acustica
! Per Z=1 l’impedenza del secondo mezzo è così alta da
provocare la totale riflessione dell’energia della
perturbazione incidente
! Per Z=0 l’impedenza del secondo mezzo è così più bassa da
permettere il totale assorbimento dell’energia della
perturbazione proveniente dal primo mezzo
! Al fine di trasmettere dal mezzo M1 ad M2 la stessa quantità
di energia senza riflessioni occorre la condizione:

Z1 = Z 2 | r = 0
! Si tratta di stabilire un adattamento di impedenza acustica
mediante le caratteristiche specifiche dei materiali implicati
nella propagazione

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 13
e Nuove Tecnologie
Velocità del suono
! La velocità di propagazione dei un’onda
sonora dipende dalle proprietà fisiche
(densità, pressione, temperatura, etc.) del
mezzo di propagazione
– Nell’aria la velocità del suono può variare,
entro certi limiti, in funzione della temperatura
e della pressione atmosferica
– Per convenzione viene considerata costante e
pari a:
(tabella velocità
c ≅ 340m / sec p.8, dispensa)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
Calcolo della velocità del suono
! È possibile calcolare la velocità teorica del suono
considerando λ ed f:
m
c = fλ  sec 
! Es. sia λ=34cm, f0=1Khz
c = 0.34m ⋅1000 Hz = 340 m / sec
! Applicando la formula inversa è possibile
stabilire f conoscendo λ e c:
c 340 m / sec
f = = = 1Khz
Dip. Musica Elettronica
λ .34m
Stefano Silvestri 15
e Nuove Tecnologie
Approfondimento: “muro del suono”
! Superare la velocità di propagazione del
suono nell’aria significa abbattere il
cosiddetto “muro del suono”:
– nome che, durante la 2°guerra mondiale,
indicava i limiti aerodinamici degli aerei nel
raggiungere tale velocità
! Il “bang sonico” è il suono prodotto dalle
onde d’urto (fronti d’onda ad alta energia)
create da un corpo che si muove a
velocità supersonica (>340m/sec)
– Es. punta della frusta
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 16
e Nuove Tecnologie
Periodo
! Tempo necessario affinché venga
compiuto un intero ciclo dell’onda
1
T= [sec]
f
– Es. sia c = 344 m / sec; f = 440 Hz
1
T= = 0.002272 sec = 2.272 ms
440
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 17
e Nuove Tecnologie
Frequenza
! Numero di cicli T che si ripetono nell’unità di tempo t [sec]
! In base al sistema internazionale si misura in Hertz (Hz), dal
nome del fisico tedesco Heinrich R. Hertz che diede
importanti contributi nel campo dell'elettromagnetismo
– L’Hz è l’inverso del secondo:
1 −1
Hz = sec =
– Quindi:
sec
1 [cicli ] c. p.s.
f =
Dip. Musica Elettronica
T [sec]
Stefano Silvestri 18
e Nuove Tecnologie
Frequenza
! Variazione di frequenza:

sine_scope.sc

! Considerando la lunghezza d’onda λ:


c
f = [Hz ]
Dip. Musica Elettronica
λ
Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
Distanza
! Una sorgente sonora emette un onda di
pressione che viaggia nello spazio a velocità c in
un tempo t0
! L’onda che si propaga raggiunge una distanza
pari a:
0 x =t c
0
! Pertanto la lunghezza d’onda λ è lo spazio
percorso in un periodo di tempo T:
c
λ = cT =
f
[m]
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 20
e Nuove Tecnologie
Esercizio
! Un onda sonora prosegue il suo percorso in aria
dopo l’emissione dalla sorgente al tempo t0.
Al tempo t3=3sec che distanza avrà percorso
l’onda?
Nel caso che il mezzo di propagazione sia l’acqua
che distanza è percorsa al tempo t2=2sec?

In aria dopo 3 sec: d = ct0 = 340 ⋅ 3 = 1020 m


In acqua dopo 2 sec: d = ct = 1435 ⋅ 2 = 2870 m
0
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 21
e Nuove Tecnologie
Considerazioni su λ
! All’aumentare della frequenza f diminuisce
la lunghezza d’onda e viceversa
! A parità di frequenza, incrementando la
velocità c aumenta in modo direttamente
proporzionale la lunghezza d’onda λ
! Ne consegue che la frequenza f di un
suono dipende anche dalla velocità di
propagazione nel mezzo (es. dell’elio)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 22
e Nuove Tecnologie
Esercizio
! Un’onda di pressione attraversa due mezzi M1, M2 di differenti
proprietà materiali (es. aria e acqua). Sapendo che la frequenza
della sorgente è f=1Khz e conoscendo le differenti velocità di
propagazione nei mezzi, come risulterà la lunghezza d’onda dopo
l’attraversamento di M2? E la frequenza risulterà incrementata?
cM 1 344
Caso dell’aria λM = = = 0.344m = 34.4cm
1
f 1000
Caso dell’acqua
cM 21435
λM = = = 1.435m = 143.5cm
2
f 1000
cM 2 1435
fM2 = = = 10 Hz
λM 2
143.5
Dip. Musica
Risposta: Elettronica
nell’attraversamento di M2 Stefano
la lunghezza
Silvestri d’onda risulta incrementata mentre
23 la
e Nuove Tecnologie
frequenza risulta ridotta di 1/100 di 1000Hz divenendo inudibile (infrasuono)
Indice di rifrazione del mezzo
! Grandezza adimensionale n che quantifica la
variazione di velocità di propagazione delle onde
(di pressione, elettromagnetiche, …) quando
attraversano materiali diversi
! Ogni materiale è caratterizzato da un indice di
rifrazione n specifico
– Aria n=1
– Acqua n=2.24
– Ferro n=.07
– Legno n=.1
– … ved. Tabella p.88 Santoboni

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 24
e Nuove Tecnologie
Indice di rifrazione del mezzo
! Calcolo dell’indice di rifrazione
c c
n = ⇒ cx =
cx n
– c velocità di propagazione dell’onda nel primo mezzo
– cx velocità di propagazione nel secondo mezzo
! Conoscendo la lunghezza d’onda nell’aria e l’indice di
rifrazione n nel mezzo x in esame è possibile ricavare la
lunghezza d’onda λx nel mezzo x:
 c  λc
λ x = c xT ⇒ T   = (λc = Tc )
Dip. Musica Elettronica n n
Stefano Silvestri 25
e Nuove Tecnologie
Meccanismo di rifrazione
! Onde longitudinali
– Es. attraversamento di regioni con diverso indice di
rifrazione (Fisica, onde Musica)

M1

M2

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 26
e Nuove Tecnologie
Esercizio
! Un suono con frequenza f=500Hz si diffonde nell’aria e
attraversa una superficie in ferro. Quale saranno la
lunghezza d’onda e la frequenza risultante dopo
l’attraversamento nel secondo mezzo?
c 344m / s
λc = = = 0.688m
f 500 Hz
λc .688
λx = = = 9,828m
n .07
c 5127
f = = = 521,672Hz
Dip. Musica Elettronica λ 9.828
Stefano Silvestri 27
e Nuove Tecnologie(dispesa: tab. indici rifrazione e lista velocità del suono)
Tipologie di onde
! Onde longitudinali:
– Gli atomi in un piano orizzontale di un solido ideale
restano nel piano e oscillano avanti e indietro nella
direzione di propagazione dell'onda

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 28
e Nuove Tecnologie
Tipologie di onde
! Onde trasversali:
– Gli atomi in un piano verticale di un solido ideale
restano nel piano oscillando in direzione perpendicolare
alla direzione di propagazione dell'onda

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 29
e Nuove Tecnologie
Onde trasversali e longitudinali
! Trasversali
– Es. onda lungo una corda

! Longitudinali
– Es. onda di percussione in un solido

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 30
e Nuove Tecnologie
COME/03 - Acustica Musicale per
Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Stima dell’intensità acustica
! In precedenza è statata definità
l’intensità sonora come la quantità di
energina [potenza in W] nell’unità di
tempo [t] esercitata sull’unità d’area
[m] circonstante il corpo vibrante:
I = E/St [W/m2]
I è proporzionale al quadrato della pressione p

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 2
e Nuove Tecnologie
Livello di intesità sonora
! Per correlare l’intensità sonora I [W/m2] alla
percezione dell'uomo si introduce il livello di
intensità sonora:
I
LI = 10 lg
I0
– Dove I0 [W/m2]: intensità sonora di riferimento
scelta a partire dalla pressione sonora di
riferimento 20 [µPa] che corrisponde alla soglia di
udibilità dell’orecchio umano.
−12 2
I = 10 W / m
Dip. Musica Elettronica 0 Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Stima dell’intensità acustica
ambientale
! E’ possibile stimare l’intensità acustica in un
ambiente rispetto una soglia specifica, differente
da quella di udibilità:
Ix
dBa = 10 lg
I ref
! Dove:
– Ix intensità sonora [W/m2] della sorgente (es. una fabrica,
la voce di un cantante, uno strumento musicale, etc.)
– Iref soglia per la stima dell’impatto acustico espressa
come intensità media nel tempo t (es. rumore
ambientale)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 4
e Nuove Tecnologie
Stima dell’intensità acustica
ambientale
! La soglia per la stima dell’impatto
acustico è quindi calcolabile come media
delle intensità istantanee nel tempo:
n
I 0 + I1 + ... + I n [W ]
It = = ∑ In / n 2
n t =0
[m ]
! Pertanto si ha:
Ix
dBa = 10 lg n
Dip. Musica Elettronica
e Nuove Tecnologie
∑ In / n
Stefano Silvestri
t =0
5
Tabella delle intensità e dei livelli in
decibell

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 6
e Nuove Tecnologie
Esercizio
! In uno studio di registrazione si misura un
livello di presione sonora medio di 30dB.
Si vuole stimare l’intensità acustica di una
voce in questo ambiente (ved. tab.
precedente e tab p.25 dispensa)
livello pressione sonora in dB −8 2
studio di registrazione 30dB ≈ 10 W / m
livello pressione sonora in dB −6 2
voce in conversazione 60dB ≈ 10 W / m
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
n
! Si considera: I t = ∑ I n / n = 10 W / m −8 2

t =0
−6
10 − 6 − ( −8 )
dBa = 10 lg −8 = 10 lg 10 =
10
2
dBa = 10 lg 10 = 20dB
Per una sorgente di intesità sonora pari a 60dB la stima dell’intensità acustica è 20dB in un
ambiente il cui livello di rumore di fondo è 30dB (trascurando altri parametri quali distanze,
assorbimento dei materiali, etc.)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 8
e Nuove Tecnologie
Intensità sonora percepita
(Loudness)
! L'intensità sonora I [dB] è una grandezza fisica
oggettiva che misura il flusso di energia
trasportata dall'onda sonora
! Tuttavia tale grandezza non descrive
correttamente l'intensità percepita o loudness
[Phon] in quanto essa dipende dalla frequenza e
da altri caratteri distintivi del suono (timbro),
inoltre dalla risposta del mezzo con cui il suono è
trasmesso (altoparlanti, cuffia, …), etc.
– L'intensità percepita presenta quindi un legame
complesso con l'intensità sonora
– Così come l’altezza percepita presenta un legame
complesso con le frequenze di uno spettro sonoro

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 9
e Nuove Tecnologie
Curve isofoniche
! Per descrivere adeguatamente l’intensità
percepita si è pensato di ricorrere alla
rappresentazione mediante curve isofoniche o
diagramma di uguale intensità sonora (Fletcher-
Munson, 1933)
– riportano, al variare della frequenza, il luogo
geometrico dei punti per i quali l'intensità è percepita
costante
– vengono ottenute chiedendo all'ascoltatore, mentre
ascolta suoni a diversa frequenza, di regolare la
manopola del volume in modo che siano percepiti con la
stessa intensità
" dalle escursioni della manopola, per diverse intensità e
frequenze, si ottengono dei tracciati che sono le curve
isofoniche
Si ottengono
Dip. Musica Elettronica curve soggettive di uguale intensità percepite per i diversi
Stefano Silvestri 10
valori di frequenza del tono puro -> test Sweep_20_20000_Hz.wav
e Nuove Tecnologie
Curve isofoniche
Audiogramma di Fletcher-Munson

curve di
percezione
soggettiva
dell’intensità in
funzione della
frequenza

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 11
e Nuove Tecnologie
Lettura delle curve isofoniche
! Dal grafico si osserva che:
– Per convenzione il livello di intensità percepita L=0 ph è fissato pari
alla soglia di udibilità I=0 dB alla frequenza di 1000Hz
– A parità di “eccitazione”, ad es. di 40 dB, la risposta dell’orecchio,
cioè la sensazione sonora percepita, dipende in modo considerevole
dalla frequenza
• un’eccitazione di 40 dB a 1000 Hz produce una sensazione di 40 ph
• mentre la stessa eccitazione a 100 Hz produce una sensazione di ~0 ph (seguendo la
curva 0 ph)
• la stessa eccitazione non produce nessuna sensazione a 50 Hz
– Se l'intensità percepita fosse determinata dalla sola intensità sonora
della sorgente le curve isofoniche sarebbero linee orizzontali
– Alle basse e alle alte frequenze si ha un calo di sensibilità
dell'orecchio
• Per percepire un suono di frequenza di 50 Hz all'intensità di 10 ph (dB)
occorre un'intensità sonora I=60 dB (~1000000 volte maggiore)
• per udire un suono a 20 Hz la soglia di udibilità sale a 70 dB (~10 milioni di
volte maggiore della soglia a 1000 Hz)
– Es. un suono con intensità 70dB alla frequenza di ~100Hz viene
percepito a 40 ph [dB]
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 12
e Nuove Tecnologie
Curve isofoniche: W/m2 – N/m2 – dB

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 13
e Nuove Tecnologie
Risonanza dell’apparato uditivo
! Il sistema uditivo dell'uomo è sensibile a frequenze comprese fra
20 Hz e 20 KHz
! 20 KHz è un limite che diminuisce progressivamente con il fattore
età
! Come dimostrato dalle curve isofoniche, nella banda di udibilità
l'orecchio è maggiormente sensibile ai suoni di frequenza
compresa fra 1 e 5 KHz, grazie alla risonanza del canale
auricolare e alla funzione di
trasferimento degli ossicini dell'orecchio medio
– osservando le curve isofoniche si riscontra la presenza di un minimo
(ovvero un massimo di sensibilità) alla frequenza ~4000 Hz
– tale frequenza corrisponde alla frequenza di risonanza del condotto
uditivo
– la successiva frequenza di risonanza (3 volte quella fondamentale
essendo il condotto trattabile come una canna chiusa) si trova a circa
12000 Hz

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
Aree di percezione sonora
! In generale l’orecchio è più sensibile alle medie
frequenze nell’ambito del parlato

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 15
e Nuove Tecnologie
Scala dei Phon
! L’intensità percepita e il livello di intensità sonora
vengono misurati con la stessa unità di misura
ovvero il dB
– Tuttavia le due grandezze sono coincidenti solo al livello
convenzionale di freqeunza pari a 1000 Hz
– Pertanto è stata introdotta una nuova unità di misura,
il phon, per indicare i dB relativi all’intensità percepita
– In questo modo è possibile distinguere tra intensità
sonora (in decibel) e intensità percepita (in phon)
! Per riferirsi all’intensità oggettiva si usa il termine
intensity
! Per riferirsi all’intensità percepita si usa il termine
loudness
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 16
e Nuove Tecnologie
Propagazione del suono: il fenomeno
della riflessione
! L’energia di una sorgente sonora, all’interno di un
ambiente, si propaga idealmente in tutte le direzioni
! Quando le onde sonore incontrano superfici di ostacolo,
con caratteristiche specifiche, parte dell’energia può
ritornare lungo il verso opposto di percorrenza e con
direzione modificata
! Una regola pratica è che il suono viene riflesso da ogetti
che sono più grandi rispetto la lunghezza d’onda del suono
stesso
– Un libro di spessore 4cm è un buon riflettore di suoni a 10KHz
essendo λ=344/10000=.0344m~3.4 cm (spessore di un comune
libro di fisica)
– Viceversa frequenze intorno ai 20Hz oltrepassano ostacoli
grandi come un libro, come una persona, etc. attraversandoli
come se non esistessero (senza ombre significative)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 17
e Nuove Tecnologie
Riflessione del suono
! Quando le particelle vengono
E
riflesse:
– Parte dell’energia può essere persa (in
misura della capacità
riflettente/assorbitiva della superficie)
– generalmente avviene un cambio della
direzione. L'angolo formato dal raggio
riflesso con l'ostacolo è uguale
all'angolo formato dal raggio incidente
con l'ostacolo stesso, ma in direzione
opposta
– Viene conservata la stessa frequenza e
velocità di propagazione del suono
diretto

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 18
e Nuove Tecnologie
Angolo di incidenza
! L’angolo di incidenza ai è uguale
all’angolo di riflessione ar
Onda incidente Onda riflessa

Onda riflessa Onda incidente

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
Sorgente immagine
! La riflessione di un suono, originato da una sorgente
puntiforme, da parte di una superficie piana produce la
sensazione che il suono riflesso provenga da una sorgente
immagine posta dietro la superficie stessa

Suono riflesso
Suono incidente

sorgente Sorgente
immagine

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 20
e Nuove Tecnologie
Conseguenze della riflessione
Riflessioni multiple

Prime riflessioni (Early reflection),


∆=10÷45ms
Eco multiple, ∆ <10ms
(fusione temporale, perdita di
localizzazione, …)

Eco singola Eco multiple

Dip. Musica Elettronica Tempo di riverberazione


Stefano Silvestri 21
e Nuove Tecnologie
Cenni sulla riverberazione
! Campo di riverberazione
– Lo studio dei modi naturali di vibrazione è reso complesso dai
fenomeni di assorbimento, diffrazione e riflessione obliqua
delle onde sonore sulle superfici di confine della sala
– In ambienti chiusi di grandi dimensioni la densità delle
riflessioni e dei modi di risonanza è molto elevata
– Pertanto in un ambiente chiuso e delimitato da superfici
riflettenti la densità sonora nei vari punti tende ad essere
costante (distribuzione uniforme)
– Si viene a definire un campo riverberante in cui si assume che
l’energia sonora provenga con uguale probabilità dalle varie
direzioni
! Tempo di riverberazione
– Tempo impiegato dal livello di pressione sonora per ridursi di
60 dB dopo che è cessata l’emissione da parte della sorgente
sonora (durata del suono diretto)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 22
e Nuove Tecnologie
Tempo di riverberazione

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 23
e Nuove Tecnologie
Onde piane
! Sono onde ideali, considerate a frequenza costante, i
cui fronti d'onda sono costituiti da infiniti piani paralleli
perpendicolari alla direzione di propagazione e con
ampiezza picco-picco considerata costante
! Vengono impiegate per approssimare il caso della
propagazione da parte di una sorgente puntiforme posta a
distanza idealmente infinita dal punto di ascolto del fronte
d'onda considerato, assunto come localmente piano
Fronti d’onda di un’onda piana Propagazione di un’onda piana

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 24
e Nuove Tecnologie
Onde piane
! Una caratteristica che differenzia le onde piane da
altri tipi di propagazione ondulatoria, come l'onda
sferica o circolare, è l'assenza di
attenuazione isotropica (indipendenza di una
grandezza dalla direzione) nello spazio
! L’onda piana considera invece la sola direzionalità
dell'emissione e della propagazione di energia
associata all'onda stessa
! L'unica attenuazione considerata è quella dovuta
all'eventuale assorbimento/riflessione da parte del
materiale del mezzo di propagazione attraversato

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 25
e Nuove Tecnologie
Propagazione del suono: il fenomeno
della rifrazione
! In precedeza è stato detto che nel passaggio da un mezzo
solido più denso ad uno meno denso avviene un
cambiamento di velocità e direzione di propagazione
dell’onda incidene al mezzo stesso
– la velocià di propagazione è maggiore in un mezzo più denso
rispetto ad uno meno denso
– L’indice di rifrazione n specifico del materiale permette di
quantificare la variazione di velocità di propagazione delle
onde quando attraversano materiali diversi
! Si esamina il fenomeno della rifrazione dal punto di vista
del cambiamento del fronte d’onda, nel passaggio da un
mezzo M1 ad M2
! E’ opportuno inoltre considerare:
– Suoni di frequenze <= 300÷400Hz sotto forma di onde
– Suoni di frequenze > 300÷400Hz sottoforma di raggi

In generale
Dip. Musica suoni ad alta freqeunza (<λ) tendono
Elettronica a propagarsi in modo
Stefano Silvestri 26
e Nuove Tecnologie direzionale rispetto quelli a più bassa frequenza
Rifrazione del suono
! Quando il raggio A raggiunge M2 il raggio B deve ancora percorrere una certa
distanza
! La distanza percorsa da B a C in M1 è inferiore rispetto quella da A a D in M2
! Il fronte d’onda D-C si manifesta, in un certo istante di tempo, con ritardo rispetto
quello A-B
! I fronti d’onda A-B e D-C non sono paralleli quando invece lo erano in M1
! I raggi sono stati rifratti nel passaggio da M1 a M2 poiché la rispettiva velocità di
propagazione del suono è diversa

Mezzo più denso


(velocità maggiore) M1 B

C
A
Mezzo meno denso M2 D
(velocità minore)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 27
e Nuove Tecnologie
Rifrazione nell’aria: gradiente
termico
! Quando un fronte d’onda incontra un volume d’aria il cui
gradiente terminco è diverso (es. l’aria vicina alla
superificie terrestre è meno calda rispetto quella più in alto)
avviene una rifrazione dei raggi
Fronti d’onda
Sorgente •Es. nel caso in cui l’aria vicina alla
superficie sia più calda di quella in alto
le parti basse dei fronti d’onda
viaggiano più velocemente di quelle
Passaggio da aria fredda a calda -> rifrazione alte con conseguente rifrazione verso
di onde piane verso il basso
l’alto (C) e viceversa (B)
•L’energia della sorgente viene
dissipata negli spazi superiori
dell’atmosfera con minori possiblità
che il suono venga udito a lunghe
Dip. Musica Elettronica
Passaggio da aria calda a fredda -> rifrazione distanze sulla superficie della terra
Stefano Silvestri 28
e Nuove Tecnologie
di onde piane verso l’alto
Rifrazione nell’aria: gradiente
termico
Passaggio da aria fredda a calda •Il suono che dalla sorgente S si
propaga verso l’alto nel gradiente
termico, in modo perpendicolare, non
viene rifratto (anche se negli strati più
caldi la velocità è maggiore)
•Tutti gli altri raggi sonori non
perpendicolari al terrento vengono
Passaggio da aria calda a fredda rifratti verso il basso al passaggio da
aria fredda a calda (A) e viceversa,
verso l’alto, con conseguente
formazione di zone d’ombra (B)

Dip. Musica
Formazione di zoneElettronica
d’ombra per il suono Stefano Silvestri 29
e Nuove Tecnologie
Rifrazione nell’aria: gradiente di
vento
! Se il vento sposta l’aria a una certa velocità ne risente sensibilmente
anche la velocità di propagazione del suono diffuso nell’aria
! In favore di vento la velocità del suono incrementa, contro vento la
velocità decrementa e quindi può avvenire un fenomeno simile alla
rifrazione come nel caso del gradiente termico
– Un suono può essere percepito più fedelmente quando si è sotto vento piuttosto
che sopra vento

Raggi incidenti differenti gradienti di vento


Raggi che
incontrano una Direzione del vento Raggi che
zona contro incontrano una
vento zona a favore di
vento
Sopra vento:
formazione di
zone d’ombra, Sotto vento:
condizione di buone
Dip. non
ascolto Musica Elettronica condizioni di
Stefano Silvestri 30
e Nuove Tecnologie
ottimale ascolto
Rifrazione nell’aria: gradiente di
vento
! I gradienti di vento generano una pseudo-rifrazione del
suono
– Nel passaggio del raggio sonoro a un punto sotto vento si
crea una zona d’ombra e avviene rifrazione verso l’alto
– Invece il suono in favore del vento viene rifratto verso il basso
! Sulla superficie della terra la velcità del vento è di solito
inferiore rispetto a quella negli strati superiori, esiste quindi
un gradiente di vento tale che:
– Onde sonore sospinte dal vento, provenienti da sorgenti
lontane, piegano i raggi sonori verso il basso
– Onde piane che viaggiano contro vento vengono piegate verso
l’alto
! Es. il cacciatore cerca di avvicinarsi alla preda contro vento
in modo da sfruttare il gradiente ascendente e quindi la
zona d’ombra entro cui il suono dei propri passi è debole

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 31
e Nuove Tecnologie
Propagazione del suono: il fenomeno
della diffrazione
! Si è detto che alle frequenze udibili medio-alte si
parla di raggi di suono che viaggiano lungo una
retta perpendicolare al fronte d’onda
! I raggi del fronte d’onda si propagano in linea
retta in campo libero, tranne quando incontrano
un ostacolo che fa cambiare direzione al suono
! Il fenomeno del cambiamento di direzione attorno
l’ostacolo viene detto diffrazione (ripiegamento)
– Huygens studiò il problema della diffrazione ed enunciò
il principio matematico che offre una spiegazione di
come l’energia sonora venga deviata dal fascio
principale verso una zona d’ombra
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 32
e Nuove Tecnologie
Diffrazione del suono
! Nei casi in cui la lunghezza d’onda λ sia corta
(ovvero quanto più alta sia la frequenza f) tanto
meno rilevante è il fenomeno della diffrazione
! Glì ostacoli in grado di diffrangere (piegare) il
suono devono essere di spessore maggiore
rispetto la sua lunghezza d’onda
– Le onde del mare possono passare attraverso i pilastri
di un pontile in modo indisturbato quando la lunghezza
d’onda è maggiore dello spessore dei pilastri
– possono invece essere deviate intorno all’estremità di
un’isola dato che la lunghezza d’onda è di dimensioni
molto inferiori

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 33
e Nuove Tecnologie
Teoria di Huygens
! Ogni punto dei fronti d’onda sonora
passanti attraverso un’apertura o uno
spigolo di diffrazione viene considerato
come sorgente puntiforme che irradia a
sua volta energia nella zona d’ombra
! L’energia sonora in qualsiasi punto della
zona d’ombra può essere calcolata
sommando i contributi di tutte queste
sorgenti puntiformi
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 34
e Nuove Tecnologie
Diffrazione attraverso aperture
! L’efficacia di diffrazione del suono è determinata dalle dimensioni
in termini di lunghezza d’onda:
– Un’ostacolo di 0.3 cm è corto per un suono di 10KHz (λ=3.4cm)
– Un’ostacolo di 30 cm è lungo per lo stesso suono ma è corto per un
suono a 100Hz (λ=340cm)
! Se una parete in mattoni è grande rispetto la lunghezza d’onda del
suono lo spigolo del muro diffrange il suono e funge da nuova
sorgente irradiando il suono nella zona d’ombra:

Fronti d’onda
sonori piani Lo spigolo superiore funge
da nuova sorgente
Onde sonore virtuale inviando per
riflesse dal lato diffrazione energia sonora
anteriore del muro alla zona d’ombra del alto
posteriore della parete
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 35
e Nuove Tecnologie
Diffrazione attraverso aperture
! Quando i fronti d’onda piani investono una barriera solida
con un foro gran parte dell’energia sonora viene riflessa
dalla superficie della parete ma una minima parte attraversa
il foro dando luogo ad una sorgente virtuale puntiforme che
irradia un nuovo fronte d’onda nelle zone d’ombra del lato
posteriore della parete
– Le onde sonore piane che investono una barriera pesante con
un foro danno luogo a un fronte d’onda emisferico sul lato
opposto della barriera

Il foro funge da nuova


sorgente virtuale
Onde sonore
puntiforme inviando per
riflesse dal lato
diffrazione energia sonora
anteriore del
alle zone d’ombra del alto
muro
posteriore della parete
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 36
e Nuove Tecnologie
Diffrazione attraverso aperture
! Un’apertura larga rispetto la lunghezza d’onda del suono
permette al fronte d’onda di attraversarla senza disturbi
significativi (A)
– Questi fronti d’onda si comportano come linee di nuove
sorgenti che irradiano energia sonora nella zona d’ombra
! Se l’apertura è corta rispetto la lunghezza d’onda i fronti
d’onda che riescono ad attraversarla si comportano come
sorgenti puntiformi irradiando un campo sonoro emisferico
dentro la zona d’ombra (B)
Ogni fronte d’onda I punti sul fronte
Zone
che attraversa d’onda limitato
d’ombra
l’apertura diventa dal foro sono così
una fila di sorgenti vicini che le
puntiformi che d d radiazioni
Zone di
irradiano suono
diffratto
λ <<d riflessione λ ≥d assumono forma
Dip.nelle
Musicazone
Elettronica emisferica
Stefano
delleSilvestri
onde 37
d’ombra
e Nuove Tecnologie A B
Diffrazione da parte di ostacoli
! Quando un ostacolo è più piccolo rispetto alla lunghezza
d’onda non si ha effetto apprezzabile di diffrazione sul
passaggio del suono (A)
! Quando l’ostacolo possiede dimensioni corrispondenti a
più lunghezze d’onda si hanno deviazioni del suono dietro
l’ostacolo stesso (B)
– Ogni fronte d’onda che lo oltrepassa diviene una linea di
nuove sorgenti puntiformi che irradiano il suono nella zona
d’ombra

Zona d’ombra
d d

d <<λ d ≥λ
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 38
e Nuove Tecnologie
Diffrazione da parte di ostacoli
! Un esempio comune di ostacolo grande rispetto
la lunghezza d’onda del suono che lo investe è
costituito dalle barrirere sonore lungo autostrade
– A frequenze alte la barriera diene acusticamente grande
– A frequenze basse essa diviene acusticamente più
piccola
Suono che oltrepassa lo
Barriera sonora spigolo superiore: i fornti
d’onda divengono linee di
sorgenti che irradiano
Suono riflesso l’energia sonora all’interno
come se fosse della zona d’ombra
irradiato da una
sorgente immagine
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 39
e Nuove Tecnologie
Casi di diffrazione di aperture e
ostacoli

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 40
e Nuove Tecnologie
COME/03 - Acustica Musicale per
Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Vibrazioni delle corde
! In una corda elastica sollecitata da un movimento vibratorio
la vibrazione si propaga lungo tutta la corda in due direzioni
opposte, a partire dal punto in cui agisce una forza esterna:
– La distanza percorsa dalle due onde è diversa
" Un’onda raggiungerà per prima il punto terminale più vicino (a)
" L’energia poi si rifletterà invertendo il percorso e la fase dell’onda
(picchi invertiti)
" L’altra onda contemporaneamente avrà prercorso un cammino più
lungo verso il punto (b)
– Si verificano ripetute riflessioni e incontri delle due onde ad
ampiezza di movimento progressivamente decrescente
Punto di eccitazione

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 2
e Nuove Tecnologie
Vibrazioni armoniche stazionarie
! La propagazione di onde in andata e ritorno tra due punti
fissi viene detta stazionaria
– L’onda stazionaria è quindi un’onda il cui movimento è
localizzato
! Nel caso di una corda reale l’ampiezza delle onde, da cui
dipende l’intensità del suono, decresce ad ogni periodo
f(x+t) fino all’annullamento dell’energia di eccitazione,
avviene quindi uno smorzamento prodotto da:
– Caratteristiche meccaniche della sorgente sonora
– Modalità dell’impulso eccitatore
– Quantità di energia fornita al mezzo
– Dissipazione dell’energia in calore
– Attrito prodotto da ogni progressivo movimento
! Il percorso di andata e ritorno delle onde lungo la corda
equivale all’oscillazione di andata e ritorno di un pendolo
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Dinamica della corda pizzicata
! Le corde elastiche hanno la proprietà di oscillare
liberamente ad una frequenza ben definita f0, determinata
dalla loro tensione e densità
! La corda è posta in una forma iniziale pressoché
triangolare, e poi lasciata libera di oscillare
! L'intensità delle oscillazioni si smorza nel tempo in modo
esponenziale
! La frequenza fondamentale f0 è uguale alla frequenza
dell'oscillazione libera Pendolo
semplice
Punto di incontro delle onde Ampiezza di
oscillazione

Energia di
andata/ritorno

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 4
e Nuove Tecnologie
Oscillazioni armoniche
! Quando le due onde percorrono il cammino l’una verso
l’altra si incontrano in un punto senza distruggersi a
vicenda:
– nel punto di incontro viene comunicata alla corda una
maggiore ampiezza di movimento data dalla somma delle
rispettive energie
! L’incontro delle due onde produce una frequenza armonica:
– l’onda risultante è una nuova vibrazione detta 1° armonica di
durata pari a T0/2, con T0 periodo della vibrazione
fondamentale di frequenza f0
– I successivi incontri e riflessioni di onde, sempre più frequenti,
produrranno la 2°, 3°, 4°, … armonica fintanto che l’energia del
movimento vibratorio continua
– l’energia non è infinita e si trasforma in calore, anche quando
questo non è percepibile a livello della sensazione

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 5
e Nuove Tecnologie
Frequenze armoniche
! Le vibrazioni armoniche si distinguono per la loro frequenza fn
– La durata del periodo della 1°armonica T1 è ½ del periodo del
fondamentale T0
– in altri termini la frequenza f1=2f0 ovvero il doppio di quella
fondamentale
– Le modalità naturali di oscillazione del sistema danno vita a vibrazioni
più corte che occupano frazioni della lunghezza l della corda:

l l l
l , , , ,...
2 3 4
– Ciò equivale a dire che nel tempo in cui la vibrazione fondamentale
compie 1 periodo T la 1° armonica ne completa 2, la terza 3 e così di
seguito per quante sono le n armoniche generabili
! La frequenza delle vibrazioni armoniche è sempre un multiplo
intero della frequenza fondamentale f0

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 6
e Nuove Tecnologie
Punti nodali e zone ventrali della
corda
! La ragione per cui non possono avenire vibrazioni
armoniche di frequenza (e periodo) qualsiasi è data dal fatto
che, in un segmento l, i punti terminali, dove la corda è
rigidamente vincolata, non possono essere sede di nodi
! In qualsiasi sistema vibrante vi sono punti detti punti nodali
(nodi) in cui il movimento è nullo
! vi sono inoltre zone ventrali (ventri) dove l’ampiezza
centrale è massima

Nodi della
corda vibrante
ventri
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
Punti nodali e zone ventrali della
corda
! Nel movimento vibratorio di una corda di
lunghezza l possono avvenire solo frazioni
intere del movimento stesso

Situazione
possibile

Situazione
impossibile
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 8
e Nuove Tecnologie
Calcolo dei parametri della corda
! Velocità del movimento trasversale lungo
la corda:
γ
v=
! Dove:
M
– v è la velocià [m/sec]
– gamma è la tensione della corda [Newton]
– M la massa della corda [Kg/m] o densità
lineare (densità in 1m di corda)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 9
e Nuove Tecnologie
Calcolo dei parametri della corda
! Durata di un singolo movimento trasversale:
2l
T0 =
! Dove: v
– T è il periodo di oscillazione [sec]
– l è la lunghezza della corda [m]
– v è la velocità del movimento trasversale [m/sec]
! Quindi si ha che:
2l 2l
T0 = ⇒ vT0 = 2l ⇒ v = ⇒ v = 2lf 0
v T0
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 10
e Nuove Tecnologie
Calcolo dei parametri della corda
! La frequenza della vibrazione è data in
base alla relazione matematica della legge
di Galileo:
1 γ γ /M v 1
f0 = = = =
2l M 2l 2l T0
– Dove f0 è il numero di vibrazioni/sec
! Frequenza in funzione della tensione e
della massa:
 γ 
f0 = k  
Con k costante
moltiplicativa del
l⋅ M  sistema tensione-massa
Dip. Musica Elettronica
e Nuove Tecnologie

Stefano Silvestri  11
Lunghezza della corda in funzione
della freqeunza f

Dalla curva di proporzionalità Dalla curva di proporzionalità


inversa frequenza in funzione della frequenza in funzione del reciproco
lunghezza della corda si ottiene della lunghezza della corda si ottiene
un'iperbole una retta
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 12
e Nuove Tecnologie
Legge di Galileo
! Galileo espose la proporzionalità inversa tra freqeunza e lunghezza della
corda nel suo lavoro “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due
nuove scienze”, nella parte conclusiva della prima giornata
– Non formulò questa legge con il moderno formalismo matematico
! Tuttavia la verifica della proporzionalità inversa della frequenza con la
lunghezza della corda si può ottenere algebricamente attraverso la
costanza media del prodotto tra lunghezza l [m] e la frequenza f [Hz]
– La costante m·Hz, ovvero m/s, è una velocità v:

1
mf = m = m / s = v
T
! Il doppio di questo valore (2v) rappresenta la velocità dell'onda
progressiva e dell'onda riflessa che sovrapponendosi danno origine
all'onda trasversale stazionaria in una corda tesa:

v = 2l ⋅ f
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 13
e Nuove Tecnologie
Relazioni fondamentali
! Siano note le tre relazioni
fondamentali: lunghezza della corda
L [m], periodo T [sec], frequenza f
[Hz], rispettivamente:

v v 1 L
L= f = T= =
f L f v
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
Esercizi sul calcolo del periodo T,
lunghezza L e frequenza f :
v=344m/sec
f=440Hz
T=? T = 1 / 440 = 0.002272 sec
L=?
L = 344 / 440 = 0.78m
1
L = T ⋅ v = ⋅ v = 0.002272 ⋅ 344 = 0.78m
f
V=344m/sec
L=2m
f=?
T=?
f = 344 / 2 = 172 Hz
T = 1 / 172 = 0.00581 sec
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 15
e Nuove Tecnologie
Modi normali di vibrazione
! Nel caso di corde ad estremi fissi (o tubi aperti e
chiusi ai due lati) vale la relazione:
2L
λn = n∈
n
– Dove n è il numero d’ordine dell’armonica
! Le onde stazionarie di una corda sono i modi di
movimento trasversale corrispondenti alla
fondamentale e alle armoniche superiori
– sono dette stazionarie tutte le onde la cui lunghezza
d’onda λ è contenuta un numero intero di volte nel
doppio della lunghezza l della corda (o del tubo)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 16
e Nuove Tecnologie
Modi normali di vibrazione di un sistema
Tipo di vibrazione

Tipo di 2
sistema:
massa-corda

Dip. Musica Elettronica 1°Stefano


modoSilvestri 2° modo 3° modo 17
e Nuove Tecnologie
Relazione di Mersenne (1937)
! È possibile calcolare la frequenza f dell’n-ma
armonica (n-mo modo normale) mediante la
relazione:
nv n λ
fn = =
! Dove:
2l 2l M
– v è la velocià [m/sec]
– gamma è la tensione della corda [Newton]
– M la massa della corda [Kg/m]
– n l’ordine dell’armonica
– l è la lunghezza della corda [m]

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 18
e Nuove Tecnologie
Frequenza dell’n-ma vibrazione
armonica

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
Armonici naturali
! Quando una sorgente sonora entra in vibrazione, ad esempio la corda di
un violino, oltre al suono di base si creano simultaneamente altri suoni
armonici di frequenza superiore che si sommano alla frequenza
fondamentale, secondo una serie precisa teoricamente infinita
! questi suoni non sono percepibili singolarmente ma contribuiscono alla
formazione del timbro
! l’energia dei suoni armonici decresce proporzionalmente all’aumentare
dell’ordine n dell’armonica

Dip.
primiMusica Elettronica
7 armonici generati dal suono di DoStefano Silvestri 20
e Nuove Tecnologie
(si veda Righini p.45)
Esercizio
! Si dispone di un monocordo di lunghezza pari a l=50cm con
massa e tensione della corda rispettivamente M=0.05Kg/m e
gamma=0.004N.
A quale frequenza fondamentale può vibrare lo strumento?
Si vuole inoltre calcolare la freqeunza dell’armonica di
ordine n=2
Per la legge di Galileo
γ /M .004 / .05
f0 = = ≅ 5792.61 ≅ 5.7 KHz
2l 2 ⋅ 0 .5 m
Secondo la relazione di Mersenne
v 0.08
f2 = n = 2 = 2 ⋅ 5792.61 ≅ 11585.23Hz ≅ 11.5 KHz
2l 2 ⋅ 0 .5 m
Un monocordo di Elettronica
Dip. Musica lunghezza l=50cm la cui corda, di massa 0.05Kg/m, viene tesa con una forza di21
Stefano Silvestri
0.004N,
e Nuove
vibra Tecnologie
ad una frequenza fondamentale f0~5.7KHz e l’armonica successiva ha frequenza f1~11.5KHz
Approfondimento
! Marin Mersenne pubblicò il suo trattato Harmonie
universelle nel 1937 dove espose la sua teoria
sulle vibrazioni armoniche
! In una direzione analoga Galileo Galilei pubblicò
il suo trattato Discorsi e dimostrazioni
matematiche intorno a due nuove scienze
(giornata prima), vol.VIII, p.143, dove si legge:

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 22
e Nuove Tecnologie
Legge di Young
! In un corpo elastico atto a vibrare, nel luogo dove agisce la
forza eccitatrice non possono formarsi punti nodali,
pertanto saranno perse tutte le vibrazioni armoniche
relative ai punti mancanti in quella zona
! La pressione esercitata dalla forza eccitatrice determina
una zona ventrale ovvero una zona di movimento, viceversa
i nodi sono punti di ampiezza nulla:
– dove si forma un ventre non può coesistere un nodo
! Thomas Young (1773-1829) enunciò questa teoria sotto il
profilo fisico basandsi sull’esperienza pratica suggerita
dalle applicazioni musicali degli strumenti a corda
! Nel 1801 Young effettuò un'esperienza decisiva a favore
dell'ipotesi ondulatoria della luce, mostrando che anche
con i raggi luminosi si possono verificare i fenomeni
di interferenza e diffrazione, tipici dei fenomeni ondulatori
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 23
e Nuove Tecnologie
Applicazioni della legge di Young
! Nel suono prodotto da un pianoforte viene ostacolato l’insorgere delle
armoniche n°7-8-9:
– ciò avviene perché il martelletto percuote la corda a ~1/8 della sua lunghezza
determinando una zona ventrale che ostacola l’insorgere di tutti gli armonici che
per essere presenti richiederebbero la formazione di un punto nodale in quella
stessa zona
– l’effetto dovuto alla legge di Young è massimo al momento della percussione e
diminuisce nella fase di prolungamento del suono perché, nonostante lo
smorzamento delle energie, il perdurare delle vibrazioni tende a ripristinare la
situazione naturale del sistema vibratorio
! Negli strumenti ad arco, nel caso dei suoni ottenuti con l’arco portato sulla
tastiera, sono presenti esclusivamente armoniche di ordine dispari:
– Tale modalità richiede che l’arco sia posizionato sulla metà della corda, ovvero
un punto che è sede di un nodo per tutte le armoniche pari che quindi non
potranno formarsi a causa della pressione costante dell’arco sul punto stesso
– In tal caso la legge di Young è più efficace in quanto gli armonici pari vengono
ostacolti per tutta la durata del suono (che risulta meno “brillante”)
! Suonando invece sul ponticello di uno strumento ad arco, il luogo di
eccitazione è così vicino ai punti terminali delle corde che si formano un
gran numero di vibrazioni armoniche (il suono risulta più “brillante”,
“metallico”)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 24
e Nuove Tecnologie
Vibrazioni nelle canne sonore
! Una perturbazione indotta in una canna (o tubo) ne modifica lo
stato di equilibrio interno
! Nei tubi, la perturbazione è la conseguenza di un impulso operato
da una forza eccitatrice che agisce sempre attraverso un’apertura
(imboccatura)
– La perturbazione si manifesta con un’onda di compressione nella
colonna d’aria contenuta nel tubo
! La compressione si propaga lungo tutta la lunghezza del tubo a
una certa velocità:
– raggiunge l’estremità opposta, dove l’onda incontra l’ambiente
esterno
– la parte terminale del tubo si libera dell’onda di compressione e si
forma una rarefazione (onda con fase contraria a quella di
compressione)
– la rarefazione prodotta dalla spinta dell’onda richiede a sua volta di
essere compensata e il ciclo può ripetersi sotto lo stimolo della forza
eccitatrice, si produce quindi un’onda periodica

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 25
e Nuove Tecnologie
Vibrazioni nelle canne sonore
! Il periodo di vibrazione, a patto di uno stimolo costante, è il
tempo con cui l’onda di compressione e quella di
rarefazione impiegano a percorrere nei due sensi (andata e
ritorno dell’onda) la lunghezza intera l della canna
! La frequenza f dell’onda emessa è quindi coerente con il
tempo di percorrenza e con la lunghezza l della canna
! La velocità delle pulsazioni d’aria nelle canne sonore è pari
a quella delle onde longitudinali nello stesso gas
– In via pratica può essere considerata c~340m/sec, velocità del
suono nell’aria nel caso generale della propagazione di onde
in campo aperto

Colonna d’aria

Schema di principio di una canna sonora (aperta alle due estremità)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 26
e Nuove Tecnologie
Frequenza dell’emissione sonora del
tubo
! Frequenza fondamentale
c
f =
λ
– Dove c è la velocità e λ la lunghezza
d’onda della vibrazione
– per cui sostituendo i simboli con valori
effettivi: 344
f = = 344 Hz Frequenza delle
vibrazioni
Dip. Musica Elettronica 1
Stefano Silvestri 27
e Nuove Tecnologie
Rapporto tra lunghezza della canna e
onda fondamentale
! L’estremità di una canna aperta costituisce un
punto di movimento vibratorio (prima zona
ventrale)
! L’imboccatura dove agisce la forza eccitatrice,
alla quale corrisponde un’ampiezza del
movimento vibratorio, costituisce un altro punto
di perturbazione (seconda zona ventrale)
! Il meccanismo delle vibrazioni (armoniche) esige
però dell’esistenza di almeno un punto nodale
– viceversa si tratterebbe di una corrente d’aria piuttosto
che di vibrazione acustica
– questo punto nodale si forma presso circa la metà del
tubo
nodo
Dip. Musica Elettronica ventre ventre
Stefano Silvestri 28
e Nuove Tecnologie
Rapporto tra lunghezza della canna e
onda fondamentale
! Si può dedurre graficamente il rapporto che
intercorre tra la lunghezza effettiva l del tubo e
quella λ dell’onda fondamentale (caso del tubo
aperto alle due estremità):

Lunghezza l della canna


(f=1/2λ)

Lunghezza d’onda λ del suono fondamentale


Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 29
e Nuove Tecnologie
Produzione di frequenze armoniche
nei tubi
! Variando la forza di eccitazione (modalità e
frequenza degli impulsi) le canne sonore possono
emettere frequenze multiple della vibrazione
fondamentale (armoniche)
– In una canna sonora la formazione di ventri e nodi è
connessa all’emissione di frequenze armoniche:
1° armonica

λ/2

2° armonica
λ/2

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri
3° armonica 30
e Nuove Tecnologie λ/2
Modi di vibrazione di una colonna
d’aria in un tubo
! Caso di tubo con entrambi estremi
aperti (o chiusi):
v
f = [Hz ] (dalla relazione di Mersenne)
2l
Movimento di andata

Tubo aperto agli


estremi
Movimento di ritorno

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 31
e Nuove Tecnologie
Modi di vibrazione di una colonna
d’aria in un tubo
! Nella famiglia delle canne sonore impiegate nella pratica musicale,
oltre quelle aperte, vi sono le canne chiuse, tra le caratteristiche
acustiche si ha che:
– all’esremità chiusa non si forma una zona ventrale ma un punto
nodale
– nel punto nodale le pulsazioni si riflettono (senza inversione di fase)
ripercorrendo la lunghezza del tubo in senso inverso
! Alle estremità di una canna aperta si formano zone ventrali, per
analoghe ragioni meccaniche, all’estremità di un tubo chiuso si
forma invece un nodo, ne consegue che:
– È come se il punto nodale, che si forma circa alla metà di una canna
aperta, si spostasse all’estremità chiusa nel tubo chiuso ad un
estremo
– È come se la canna chiusa ad un estremo risulti lunga il doppio,
quindi, doppia è la lunghezza l, dimezzata risulta la frequenza
– A parità di lunghezza le canne chiuse emettono suoni ad altezza
un’ottava più bassa rispetto alle canne aperte
Tale proprietà consente ad es. ai costruttori d’organi di ridurre gli ingombri dato che
Dip.per le canne
Musica destinate all’emissione di note gravi si possono impiegare tubi chiusi ad
Elettronica
Stefano Silvestri 32
e Nuove Tecnologie un estremo di metà lunghezza rispetto ai tubi aperti
Modi di vibrazione di una colonna
d’aria in un tubo
! Caso di tubo ad un estremo chiuso
(canne chiuse):
v
f = [Hz ]
4l
Tubo con un solo estremo
aperto andata

ritorno

andata

ritorno
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 33
e Nuove Tecnologie
Armoniche del suono emesso da
canne chiuse
! Nelle canne chiuse ad un estremo il punto nodale può
formarsi solo all’estremo chiuso
! Ne consegue che sono impedite tutte le vibrazioni
armoniche che in quel punto avrebbero una zona ventrale,
ovvero tutte le aromoniche pari (2, 4, 6, 8, 10, …)
! Ne consegue che le canne chiuse ad un’estremità possono
produrre solo armoniche di ordine dispari:

(2n + 1)v
fn = [Hz ] (dalla relazione di Mersenne)
2l
1° armonica
(fondamentale)
f = 1/4λ

Dip. Musica Elettronica 3° armonica


Stefano Silvestri 34
e Nuove Tecnologie
f = 1/4λ
Cenni sulla vibrazione di piastre e
membrane
! Nella pratica musicale esistono anche superfici
sonore eccitabili mediante percussione:
– piastra metallica
– membrana tesa
– lamine, regoli, corde
! Il moto di vibrazione di questi corpi elastici può
risultare molto complesso, si distingue tra:
– Sorgenti in grado di emettere vibrazioni regolari
(diapason), cui corrispondono suoni ad altezza
determinabile
– Sorgenti in grado di emettere vibrazioni irregolari (gran
cassa), cui corriposndono suoni ad altezza
indeterminata

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 35
e Nuove Tecnologie
Oscillazioni di una membrana

Dip. Musica
LeElettronica
frequenzedel suono emesso
Stefanonon sono in rapporto armonico tra
Silvestri 36
e Nuove Tecnologie
loro, si parla di parziali di spettri inarmonici
Alcune tipologie di strumenti a
percussione
! Membrane tese:
– possono essere considerate come corde elastiche in due dimensioni
– sono fissate su tutto il perimetro ad un telaio, pertanto ai margini non possono
che formarsi punti nodali
– Al centro della membrana si forma un punto nodale comune scarsamente
definito
– I punti intermedi della superficie sono sede di zone ventrali separate da linee
nodali
– La possibilità di produrre suoni ad altezza determinabile è data in base alla
regolarità della tensione fornita ai margini
! Piastre:
– Vibrano liberamente lungo tutta la loro superficie dove si formano zone ventrali
separate da linee nodali variamente distribuite
– Il sostegno centrale è sede di un punto nodale ben definito
– La definibilità dell’altezza del suono dipende dalla regolarità delle vibrazioni e
quindi dalla geometria e fusione della piastra
– Essendo la fusione di una piastra spesso non omegenea il suono prodotto
implica più sistemi di vibrazioni di frequenza prossima tra loro (es. suono
inarmonico della campana: altezza indeterminata. La campana è riconducibile a
una particolare piastra curva)

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 37
e Nuove Tecnologie
COME/03 - Acustica Musicale per
Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Rappresentazione del moto
oscillatorio
! Un movimento oscillatorio nel mezzo può essere
formalemente rappresentato mediante un sistema
massa-molla ideale
P è un corpo di massa m Sistema massa-molla
(quantità di materia) libero di
muoversi nello spazio E per Punto di equilibrio x0
mezzo di una molla M fissa ad
un estremo rigido.
E è l’elongazione della molla
rappresentata dal massimo
spostamento X, -X

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 2
e Nuove Tecnologie
Legge del moto
! E’ un’equazione che descrive il moto di un sistema
fisico in funzione delle variabili indipendenti
(posizione nello spazio, tempo, …)
! Se il sistema massa-molla viene sollecitato da un
impulso di energia inizierà ad oscillare attorno la sua
posizione iniziale o punto di equilibrio
– Il moto può essere visualizzato facendo scorrere a velocità
costante nel tempo un rullo sotto una penna fissata alla
massa P
– In tal caso il tracciato è una funzione continua sinusoidale

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Sistema massa-molla
! Nella realtà le forze che agiscono sul sistema sono:
– Forza di gravità
– Forze di richiamo della molla
– Attrito con l’aria
! La forza elastica non è conservativa ma è dissipativa:
– la molla produce inizialmente una forza uguale e opposta al peso spostato,
gradualmente tende al punto di equilibrio (smorzamento)
– La forza elastica non dipende solo dalla posizione -> lo stato istantaneo del
sistema dipende dalle grandezze attuali ma anche dai valori precedenti (isteresi)
" Isteresi (essere in ritardo) -> l'allungamento e' in ritardo rispetto alla diminuzione di forza
-> la forza diminuisce, di conseguenza diminuisce l'allungamento
" Isteresi elastica -> allungamento seguito da accorciamento -> la forza elastica al ritorno
e' minore per ogni valore di allungamento
" Semplice modello di isteresi -> forza e allungamento proporzionali, ma con una costante
di proporzionalita' minore durante l'accorciamento

Descrizione dello smorzamento mediante


sistema dissipativo in cui agiscono forze
di opposizione al moto

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 4
e Nuove Tecnologie
Descrizione di onde meccaniche
! Per descrivere completamente un’onda, ad es. lungo
una corda, è necesaria un’equazione della forma
d’onda del tipo:
y = f ( x, t )
– Dove y rappresenta lo spostamento trasversale di ogni
elemento della corda in funzione del tempo t e della
posizione x lungo la corda
! L’equazione di un’onda sinusoidale che si propaga
nel verso positivo dell’asse x è data da:
y ( x, t ) = ym sin (kx − ωt )
Dove y ha due variabili indipendenti, ym è l’ampiezza massima dell’onda data dal modulo
Dip.spostamento
dello Musica Elettronica
della corda in entrambi versi (sempre positivo), le quantità ω, k sono
Stefanoi Silvestri 5
e Nuove Tecnologie
costanti, kx-ωt è detta fase dell’onda
Rappresentazione in funzione dello
spostamento
! Imporre la condizione t=0 significa descrivere la
forma d’onda in quell’istante di tempo,
effettuando “un’istantanea” del moto ondoso:
y ( x,0 ) = ym sin (kx )
! La lunghezza d’onda λ è la distanza alla quale i
valori dello spostamento y iniziano a ripetersi,
ossia per x=x
1
e
1 x = x +λ
, quindi risulta:

y ( x,0 ) = ym sin (kx1 ) = ym sin [k ( x1 + λ )] =


= ym sin (kx1 + kλ )
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 6
eLa funzione
Nuove seno comincia
Tecnologie a ripetersi quando il suo argomento è incrementato di 2л
Rappresentazione in funzione dello
spostamento
! La precedente equazione è per tanto
verificata quando: 2π
kλ = 2π ⇒ k =
λ
– Dove k è detto numero d’onda angolare,
misurato in [rad/m]
! Scrivendo il termine k = 1 λ si indica
il numero d’onda misurato in m-1

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
Rappresentazione in funzione del
tempo
! E’ possibile verificare in che modo lo
spostamento y vari nel tempo t a
partire da una posizione fissata x=0
y (0, t ) = ym sin (− ωt ) = − ym sin (ωt )
In generale per il seno
di un angolo α vale:
sin (− α ) = − sin (α )

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 8
e Nuove Tecnologie
Funzione continua sinusoidale
! E’ di interesse la seguente
rappresentazione in funzione del tempo:
y (t ) = A sin (2πft + ϕ )
– Essa descrive la distanza y della massa P in
funzione del tempo t, rispetto al punto di
equilibrio
– L’ampiezza di oscillazione A è lo spostamento
massimo (magnitudo) della massa P durante il
suo moto rispetto la posizione di equilibrio x0
! Poichè il codominio di y = sin
l’ampiezza di oscillazione è:
(x ) è [− 1,1]
Dip. Musica Elettronica
e Nuove Tecnologie
y ∈ [− A, A]
Stefano Silvestri 9
Radiante
! ( )
Il dominio di y = sin x è nell’intervallo
[
x ∈ 0,2π radianti ]
! Il radiante è il rapporto tra la lunghezza l
dell’arco di circonferenza di un angolo α e
il raggio r: Conversione di radianti xrad
l in gradi xg:
C
α rad = xrad ⋅180 o
r xg =
π
Da gradi a radianti:
xgπ
Dip. Musica Elettronica xrad = o
e Nuove Tecnologie
Stefano Silvestri
180 10
Termini dell’equazione dell’onda
sinusoidale
! La frequenza f esprime il numero di
oscillazioni nell’unità di tempo t
[sec]: 1 ω
f = = [Hz ]
T 2π
! La fase ɸ è una costante che esprime
l’istante iniziale del moto:
Equazione del moto
per t=0 y (0) = A sin(ϕ ) armonico semplice
per ϕ =0 y (0) = 0 Origine del punto di equilibrio
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 11
e Nuove Tecnologie
Termini dell’equazione dell’onda
sinusoidale
! La pulsazione, detta anche frequenza
angolare, è la velocità di una particella che
percorre la circonferenza di raggio
unitario in un giro completo di periodo T:

ω = 2πf =
T
– Nel caso di un oscillatore angolare (moto
armonico) la pulsazione è una grandezza costante
! L’equazione dell’onda sinusoidale può
essere riscritta come:

Dip. Musica Elettronica


y (t ) = A sin (ωt + ϕ )
Stefano Silvestri 12
e Nuove Tecnologie
Termini dell’equazione dell’onda
sinusoidale
! Il periodo è l’intervallo di tempo oltre il quale il moto di un
elemento del sistema oscillante (es. corda), in una
posizione fissata x, comincia a ripetersi
– La distanza della particella dalla posizione di equilibrio si ripete
dopo un intervallo di tempo ∆t=t+T
– La funzione y=sin(x) ripete i suoi valori ogni volta che l’argomento è
x≥2л
! Applicando l’intervallo di tempo ∆t si ottiene:
y = − ym sin (ωt ) = − ym sin [ω (t1 + T )] =
= − ym sin (ωt1 + ωT )
– Equazione verificata solo se ωT = 2π ovvero quando
2π inoltre x(t ) = x(t + nT )∀n ∈ Z
ω=
T
Dip. Musica Elettronica
e Nuove Tecnologie
Stefano
(ovvero Silvestri
il segnale periodico è tale anche per tutti i
multipli interi del periodo: T, 2T, 3T, …)
13
Esercizio
! Si dimostri qualitativamente la periodicità
dell’equazione dell’onda sinusoidale:
– dalla trigonometria la periodicità della funzione
( )
seno è sin α + 2π = sin α verifichiamo
questa condizione:
( )
 2π (t + T )   2πt 2πT 
y (t + T ) = A sin  + ϕ  = A sin  + +ϕ  =
 T   T T 
(2л+α≡α)
 2πt   2πt 
= A sin  + 2π + ϕ  = A sin  +ϕ  =
 T   T 
= A sin (2πft + ϕ ) = A sin (ωt + ϕ ) = y (t ) quella
L’equazione trovata è
dell’onda
sinusoidale
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
Rappresentazione modulo e fase
! La legge del moto è un equazione che descrive l’andamento di un sistema
fisico in funzione della posizione nello spazio e del tempo
– La legge oraria è l’equazione che caratterizza l’andamento della posizione in
funzione del tempo
! L’oscillazione armonica semplice viene descritta mediante la legge
y(t)=Asin(ωt+ɸ0), tale espressione è composta da:
– Modulo: termine A relativo al valore di ampiezza del segnale y

2 2 2
An = x0 + y0 = r
An

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 15
e Nuove Tecnologie
Rappresentazione modulo e fase
! Fase: termine ɸ della funzione periodica che indica la frazione di periodo
trascorsa ripsetto al tempo
– L’istante temporale viene misurato tramite un angolo ɸi detto angolo di fase:

 y0 
ϕ i = arctan  
 x0  sin (α )
! Tangente: rapporto tra sin e cos di un angolo α tan (α ) =
cos(α )
D: tutto R tranne
/{л/2+k л} ∀k ∈ Z
C: tutto R

Dip. Musica Elettronica α=0, sin(α)=0, Stefano


cos(α)=1Silvestri ( ) o
tan 90 =
sin 90 o( )
1
= indef
= 16
e Nuove Tecnologie
α=270, sin(α)= -1, cos(α)=0 cos 90 o
( )
0
Rappresentazione modulo e fase
! Arcotangente: inversa della tan(x), è l’arco la cui tangente è x
−1
ϕ i = arctan ( x ) = tan ( x )
D: tutto R
C: restrizione di R π
arctan (− 1) = − = −45o
a ]-л/2, л/2[ 4
π
arctan (2 ) ≈ = 60 o
3

π sin ( x ) sin (π / 4 ) .707


Es: arctan (1) = infatti tan ( x ) = = ≅ =1
4 cos( x ) cos(π / 4 ) .707
Per calcolare
Dip. Musica Elettronical’arcotangente (inversa della tg) ci
Stefano Silvestri
si chiede: quale angolo y 17
e Nuove Tecnologie (incognita) è corrispondente a quel valore di x?
Parametri dell’onda nel dominio del
tempo
! Ampiezza istantanea: valore di ampiezza Ai in un certo istante di
tempo t

!
A i = A (t )
Valore medio: media delle ampieze istantanee A (t) in un certo
i
periodo T del segnale y(t) T
1 1 N
AM = ∫ y (t )dt AM = ∑ ai
T 0 n i =1
! Valore di picco: ampiezza massima positiva (o massima negativa)
Ap raggiunta in un periodo del segnale y(t)
! Valore picco-picco: massima escursione di ampiezza raggiunta in
un periodo T del segnale y(t)
A =A
pp min -A
max
! Valore efficace (Root Mean Square), es. funzione sinusoidale:
T T 2
1 1 AM AM
∫ ∫
2 2
ADip. = A
rmsMusica Elettronica M (t ) dt = AM sin (ωt + ϕ )dt = =
T 0
e Nuove Tecnologie T 0 Silvestri
Stefano 2 18 2
Valore medio
! L’area totale sotto la sinusoide è nulla, per tanto è
nullo anche il valore medio calcolato sull’intero
periodo T
! Il valore medio di una grandezza sinusoidale
viene quindi calcolato sul semiperiodo T/2 come:
2
AM = YM = 0.637 ⋅ YM
π
! Risultato generalizzabile a qualsiasi grandezza
sinusoidale rappresentata in funzione del tempo
secondo la legge:

Dip. Musica Elettronica


y (t ) = YM sin (ωt )
Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
Esempi di regime sinusoidale
Ap=311V App=311+|-311|=622Vpp

T=0.02=1/50

Veff=311/1.4142
~219.9

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 20
e Nuove Tecnologie
Vibrazioni armoniche smorzate
! Un suono che si propaga nello spazio incontra forze
di opposizione (attrito, ostacoli, …) che provocano
una perdita progressiva dell’energia iniziale
! Moto smorzato: al crescere del tempo t l’ampiezza
delle oscillazioni armoniche A(t) decresce fino ad
annullarsi: t

( )
y t = Ae τ sin t + (ω ϕ)
– dove l’ampiezza A e la fase ɸ sono costanti arbitrarie
determinate dalle condizioni iniziali del sistema
1/ 2 2
 2 1  1  1 1
ω =  ω0 − 2  = ω − 2
0 =  ω0 −  = ω0 −
 τ  τ2  τ τ
– dove w0 è la pulsazione naturale in assenza di smorzamento
m
Dip. Musica Elettronica
Prop:
Stefano m
n Silvestri n 21
e Nuove Tecnologie a =a
Funzione di inviluppo della forma
d’onda
! La costante di tempo τ indica il tempo necessario
affinchè l’ampiezza iniziale delle oscillazioni si riduca
di 1/e del suo valore iniziale
– infatti quando il tempo t assume il valore τ l’espressione
τ
dell’ampiezza diviene: − A
y (t )t =τ = Ae τ −1
= Ae =

τ e
τ
A Ae
A
e
0

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 22
e Nuove Tecnologie T
Funzione esponenziale
x x
f : x∈R → a y=a a > 0; a ≠ 1
D:R
C : f (R ) = [0,+∞[
strett. crescente, asintoto orizzontale

∀x ∈ R | a > 1, x > 0 (0,1)

strett. decrescente

∀x ∈ R | 0 < a < 1, x > 0


funzione esponenziale -x
Dip. Musica Elettronica e (a>1, x<0) tale che la (0,1)
Stefano Silvestri 23
costante di tempo
e Nuove τ tiene conto dello smorzamento
Tecnologie
Esaurimento dell’ampiezza iniziale
! Il valore e, costante di Nepero,
scaturisce dal limite
x
della successione
numerica:  1
e = lim 1 +  ≅ 2.718281828 ...
x →∞
 x
! Il fenomeno dello smorzamento si
considera esaurito quando è t ≥ 3τ ,
per cui quando l’ampiezza raggiungerà:

− A
A(t )t =3τ = Ae = Ae = 3 τ −3

In generale grandi valori di tao corrispondono a un basso grado die


Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri smorzamento,
24
e Nuove Tecnologie
piccoli valori di tao corrispondono a un rapido smorzamento
Relazione smorzamento-frequenza
! In presenza di un moto smorzato anche la
frequenza propria dell’oscillazione armonica
subisce un decremento
– Esso è pari all’inverso della costante di tempo:
1 / τ
minore è la costante di tempo più la frequenza del moto si
avvicina alla frequenza naturale
0 ω 1
τ
– Infatti se è un tempo molto grande allora perτ → ∞, →0
τ
quindi:
ω = (ω0 − 0 )
L’ampiezza dell’oscillazione risulterà inoltre pari ad A
infatti per − t /τ 0 quindi 0
τ → ∞, e = e =1 Ae = A
L’oscillazione sinusoidale può essere considerata come un’oscillazione smorzata
con Musica
Dip. costante di tempo tao paria a ∞:Stefano
Elettronica in altri termini A raggiungerà il valore A/e dopo
Silvestri 25
e Nuove Tecnologie un tempo infinito
Relazione smorzamento-frequenza
! Minore è la costante di tempo più la frequenza
del moto smorzato decresce -> quindi aumenta la
τ
lunghezza del periodo T
– essendo f = ω / 2 π
allora ω = 2πf − t /τ
– pertanto la frequenza della funzione di smorzamento e
è data da:
1/ 2 1/ 2 1/ 2
 1   1  1  2 1 
ω =  ω02 − 2 
⇒ 2πf =  ω02 − 2  ⇒ f =  ω0 − 2 
 τ   τ  2π  τ 
Il periodo risulta: T = 1 = 1
1/ 2
=

1/ 2
f  2 1   2 1 
 ω0 − 2   ω0 − 2 
 τ   τ 

Nella forma analitica dell’oscillazione smorzata la variazione di ampiezza corrisponde al
Dip. Musica Elettronica
decadimento progressivo dell’energia mentre il decadimento proporzionale di frequenza
Stefano Silvestri 26
e Nuove Tecnologie
corrisponde alla variazione delle caratteristiche fisiche del sistema reale in vibrazione
Schema dell’oscillatore armonico
smorzato
1/duration
A
A

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 27
e Nuove Tecnologie
COME/03 - Acustica Musicale per
Musica Elettronica

Dipartimento di musica elettronica


e nuove tecnologie

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 1
e Nuove Tecnologie
Oscillogramma
! Rappresentazione tempo/ampiezza che
informa sulla forma d’onda del segnale:
– Grafico che ha come dominio la variabile
indipendente tempo t
– Sulle ordinate riporta la variabile dipendente y=f(t)

Ad unElettronica
Dip. Musica segnale periodico sinusoidale, cosinusoidale nel tempo corrisponde
Stefano Silvestri 2
una funzione armonica rispettivamente
e Nuove Tecnologie sin(x), cos(x) nel tempo
Gamma dinamica di un segnale
! L’oscillogramma permette di risalire ad es. all’informazione
della dinamica di ampiezza di un segnale:
– ovvero l’intervallo di livello misurato in dB, dato dalla
differenza assoluta tra il picco di minore intensità e quello di
maggiore intensità:
G = pm − p M [dB ]
Dove pM è il valore assoluto del picco di intensità massima, pm è il
valore assoluto del picco di intensità minima

Trattandosi di segnali
y (t )
bipolari i picchi
massimo e minimo
devono essere valutati
sul modulo di y(t)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 3
e Nuove Tecnologie
Sinusoide
! Un fenomeno oscillatorio, periodico semplice, è descrivibile
mediante una funzione trigonometrica del tipo:

y (t ) = A sin (2πft + φ )
– Dove A è l’ampiezza max (∆p) −1 1
– f è la fequenza in [Hz] o cps f =T =
– φ fase in radianti (misura dell’arco di circonferenza) T
– y è periodico (compie tempi uguali in spazi uguali) y (t + T ) = y (t )
1
T = f −1
0.5
ampiezza

T è una variazione
0 riferita al tempo t
[sec]
-0.5

Dip. Musica Elettronica -1


0 Stefano Silvestri
T/2 T 3T/2 2/T 4
e Nuove Tecnologie
tempo
Cosinusoide
! Un fenomeno oscillatorio, periodico semplice, la cui differenza di fase
rispetto una sinusoide sia di 90°, è descrivibile mediante una funzione
trigonometrica del tipo:

y (t ) = A cos(2πft + φ )
– Dove A è l’ampiezza max (∆p)
−1
– f è la fequenza in [Hz] o cps f = T = 1/ T
– φ fase in radianti in anticipo di ϕ =π /2rispetto una sinusoide
– y è periodico (compie tempi uguali in spazi uguali) y (t + T ) = y (t )
Grafico di un segnale stazionario deterministico
1
ϕ dif =
π
2
T = f −1
0.5
ampiezza

-0.5

Dip. Musica Elettronica -1


0 Stefano Silvestri
T/2 T 3T/2 2/T 5
e Nuove Tecnologie
tempo (sec)
Semiperiodo e sigmoide
! Con riferimento alla funzione sinusoidale:
– Il semiperiodo è una frazione pari a ½ T di sin(x)
• Una funzione periodica costituita da semiperiodi di sin(x)
corrisponde a una funzione rettificata in cui la frequenza è 2f

y (t ) = A sin (2πft + φ )
– Una sigmoide è approssimabile mediante ¼ T di sin(x)
quindi una funzione periodica sigmoidea ha frequenza 4f
y (t )
T /2

Dip. Musica Elettronica


T
e Nuove Tecnologie
Stefano Silvestri T /4 6
Spettro di un segnale
! Rappresentazione ampiezza/frequenza che informa
sui picchi di intensità (energie) istantanei presenti
nello spettro di frequenza:
– Sulle ascisse si riportano i valori utili di frequenza in Hz
– Sulle ordinate si riporta l’intensità del corrispondente valore
di frequenza

Ad un segnale periodico sinusoidale (tono semplice) nel tempo corrisponde una singola linea
verticale nello spettro di frequenza (spettro armonico)
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 7
e Nuove Tecnologie
A una singola riga verticale nel tempo (impulso) corrisponde una linea orizzontale in frequenza
Spettro del segnale sinusoidale
! Confronto tra rappresentazione nel
tempo e nella frequenza di un
segnale sinusoidale
1
oscillogramma spettro

0.5
ampiezza

-0.5

-1
0 T/2 T 3T/2 2/T
tempo

Dip. Musica Elettronica Ix


e Nuove Tecnologie
T = 1 / f Stefano
= 0.001 sec
Silvestri AdB = 10 lg 8
I ref
Onde complesse
! I suoni reali, in quanto segnali complessi, sono caratterizzati da una forma
d’onda che non è mai sinusoidale e mai perfettamente periodica:
– In natura non esistono segnali semplici
– tuttavia di un segnale variabile nel tempo è possibile considerare singole
porzioni in cui esso possa essere trattato come periodico, per ricondurlo nelle
sue componenti più semplici
! Un’onda complessa, a condizione che sia periodica, può essere
scomposta in una serie teoricamente infinita di componenti sinusoidali
ognuna con propria frequenza, ampiezza e fase (teorema di fourier)
! Qualsiasi onda periodica complessa può essere sintetizzata mediante la
somma di funzioni sinusoidali aventi opportuni parametri (sviluppo in
serie di Fourier)
– Nella pratica è possibile considerare che un segnale periodico complesso sia
formato da un numero finito di frequenze superiori dette armoniche e che il suo
spettro, detto spettro armonico, comprenda frequenze multiple intere della
frequenza più bassa detta fondamentale f0

Variazioni ripide della forma d’onda di un segnale suggeriscono la presenza di ordini


elevati di armoniche nel corrispondente spettro di ampiezza, viceversa la presenza di
profili smussati della forma d’onda suggerisce l’assenza di ordini elevati di armoniche.
E’
Dip.opportuno descrivere un suono in
Musica Elettronica termini
Stefano di segnale periodico al fine di scomporlo
Silvestri 9
e Nuove Tecnologie nella somma delle sue componenti dello spettro
Teorema di J. B. Fourier (1822)
! Qualsiasi funzione periodica complessa, continua e
limitata, può essere espressa mediante somma di
infinite sinusoidi di opportuna ampiezza e
frequenza multipla della frequenza fondamentale f0
∞ ∞
y (t ) = a0 + ∑ an cos(ω n t ) + ∑ bn sin (ω n t ) =
n =1 n =1

= a0 + ∑ [an cos(ω nt ) + bn sin (ω n t )] ⇒
n =1 ∞
= a0 + ∑ Cn cos(ω n t + ϕ n )
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 10
e Nuove Tecnologie
n =1
Teorema di J. B. Fourier (1822)
! Il termine a0 è il valore medio del segnale y(t):
T
1
a0 = ∫ y (t )dt
T 0
– In particolare se y(t) ha offset 0 (è oscillante attorno 0) allora
a0 è nullo 2π
! ωn pulsazioni o velocità angolari: ω n = = 2πf n
Tn
! φn rappresentano i valori di fase iniziale di ogni
termine cosinusoidale della trasformata
Per funzione continua si intende una funzione reale di variabile reale (dominio in R)
Per funzione limitata si intende che esiste un limite sup e un limite inf quindi che esistano
Dip. Musica Elettronica
massimi e minimi ovvero rispettivamente
e Nuove Tecnologie
il più
Stefano piccolo dei maggioranti e il più grande
Silvestri 11 dei
minoranti
Spettro armonico
! Uno spettro armonico complesso è descrivibile
mediante una successione numerica che
specifica l’ordine e i parametri di ogni armonica:
– Es. successione semplice di frequenze:
f n = nf 0
– Es. successione semplice di ampiezza:
An = A0 / n | A0 = 1
– Es. progressione geometrica di frequenze:
f n = 2 f n −1 q=2
Una progressione geometrica è una particolare successione numerica tale che il rapporto tra un termine
(o elemento) e il suo precedente è sempre costante. Tale costante q è detta ragione della successione:
es. x={1, 2, 4, 8, 16, 32, …} (ragione q=2).
Una progressione aritmetica è una particolare successione tale che la differenza tra
ciascun termine della successione e il suo precedente sia costante: es. x={3, 5, 7, 9, 11, …} (q=2).
Dip. Musica Elettronica
Si dicono coefficienti di ogni armonica valori Stefano
che risultano
Silvestricostanti. 12
e Nuove Tecnologie
Si dicono parametri di ogni armonica grandezze che risultano variabili
Spettro armonico: caso fn=2fn-1
y (t ) = A0 sin (2πf 0t + ϕ1 )
A0
y (t ) = sin (4πf 0t + ϕ 2 )
2
A0
y (t ) = sin (8πf 0t + ϕ 3 )
3 ……
N
A0
y (t ) = ∑ sin (2πf n t + ϕ n )
n =1 n
decadimento di ampiezza: ampiezze decrescenti A = A
1
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri n 0 | A0
13
= 1
in funzione dell’n-ma armonica:
e Nuove Tecnologie
n
Spettro armonico: caso fn=2fn-1
T0 = 1 / f 0
1
f0 = A0 = 1
T0 A0
f1 = 2 f 0 A1 =
2
f 2 = 2 f1 = 4 f 0 A2 = A0
3
A
1

.5

0 f
Dip. Musica Elettronica Inviluppo spettrale: linea curva ideale che individua le
Stefano Silvestri 14
e Nuove Tecnologie
aree dello spettro con la massima energia
Spettro armonico: caso fn=nf0
y (t ) = A0 sin (2πf 0t + ϕ1 )
A0
y (t ) = sin (4πf 0t + ϕ 2 )
2
A0
y (t ) = sin (6πf 0t + ϕ 3 )
3 ……
N
A0
y (t ) = ∑ sin (2nπf n t + ϕ n )
n =1 n
suono risultante = somma
di armoniche
1
Dip. Musica Elettronica An = A0 | A0 = 1
Stefano Silvestri 15
e Nuove Tecnologie
n
Considerazioni sullo spettro
armonico
! Aggiungere componenti armoniche allo spettro
(arricchimento armonico) implica che:
– Per qualsiasi ordine superiore di armonica il periodo
risultante sia sempre T0
– Analogamente si ha che la frequenza base dello spettro
sia data da f0
– All’aumentare l’ordine dell’armonica ∀n ∈ N
d’onda risultante tende all’onda a dente di sega
la forma

– All’aumentare l’ordine dell’armonica ∀n ∈ N


/{2 n}
l’onda risultante tende all’onda quadra, composta di soli
ordini n di armoniche dispari 2n + 1
Forme d’onda come l’onda quadra, impulso e altre funzioni discontinue, sono
puramente ideali: nessuna funzione corrispondente a un segnale acustico può
passare da un valore al successivo in un tempo nullo
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 16
e Nuove Tecnologie
Funzioni notevoli di segnali sonori e
rispettivi contenuti armonici
! In base a: ordini, ampiezze, frequenze e fasi delle
armoniche è possibile distinguere alcuni “segnali notevoli”
Onda Contenuto nello spettro

Sinusoidale Singola frequenza f0

Sole armoniche dispari di f0


Quadra
con decadimento I=1/n
Impulso Presenza di tutte le armoniche in fase alla
(transiente o stessa intensità in un singolo istante di
click) tempo t di durata infinitesima (energia ∞)

Triangolare
Sole armoniche dispari di f0
con decadimento I=1/n2
Dente di Armoniche pari e dispari di f0
sega
Presenza di tutte le frequenze a tutte le
Rumore
Dip. Musica Elettronica ampiezze e fasi a tutti gli istanti di17
tempo t
bianco Stefano Silvestri
e Nuove Tecnologie (energia uniforme)
Onda quadra
! Modificando le fasi ∆tON / ∆tOFF di un’onda quadra, a parità di periodo T, è
possibile ottenere altre forme d’onda particolari:
– onde rettangolari (al limite riconducibile al gradino unitaro per ∆tON→∞)
– treno di impulsi (riconducibile a una ripetizione di delta di Dirac per ∆tON→0)
! duty cycle: parametro che definisce la frazione di tempo % in cui l’onda
passa in uno stato attivo in proporzione al tempo totale considerato T:

ton
δ → 0%
ton T
δ=
T
δ → 100%
per T→0 allora δ→indef (δ→100%) il segnale corrisponde a una continua (DC),
se Ip=1 corrisponde al gradino unitario u(n) (una continua ha valori costanti per
Dip. Musica Elettronica tanto ilStefano
segnale non esiste)
Silvestri 18
e Nuove Tecnologie
Per ton=0 allora δ=0 quindi il segnale è nullo
Spettrogramma (o sonogramma)
! Rappresentazione mista tempo/frequenza e tempo/intensità che
informa sull’evoluzione delle energie spettrali nel tempo:
– Sull’ascissa sono presenti il tempo t e sulle ordinate la banda di
frequenze f
– Visualizzazione del contenuto di numerosi spettri armonici
successivi ad ogni istante t (andamento dello spettro nel tempo)
– Dato che ai rispettivi valori di frequenza occorre indicare anche
l’intensità viene ad essi associata una scala di colori

Dip.Ad
Musica Elettronicaperiodico
un segnale sinusoidale nel tempo (tono semplice) corrisponde una
Stefano Silvestri 19
e Nuove Tecnologie
singola linea verticale nello spettrogramma di freqeunze
Waterfall spettrale
! Rappresentazione tridimensionale del sonogramma
che riporta sull’asse x i valori di frequenza f nello
spettro, sull’asse y le rispettive intensità i e sull’asse
z gli istanti di tempo t

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 20
e Nuove Tecnologie
Spettro di fase
! Grafico che riporta sull’ascissa i
valori di frequenza e sull’ordinata i
corrispondenti valori di fase ɸ
compresi nell’intervallo [0, 2л]
spettro di fase
spettro di ampiezza
π

−π
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 21
e Nuove Tecnologie
Differenza di fase
! Onde in fase: si dicono in fase tra loro due o più onde che
partono da uno stesso valore y all’istante iniziale t0 e
raggiungono punti di uguale segno negli stessi istanti
successivi
! Sfasamento: spostamento della relazione temporale di
onde periodiche
o o Uno spostamento di fase delle
ϕ =0 t armoniche di uno spettro armonico può
o o produrre cambiamenti radicali nella
ϕ = 90 ϕ
t forma d’onda risultante
o o
ϕ = 180 ϕ
t
L’orecchio è relativamente insensibile
alle differenze di fase tuttavia è
o o
ϕ = 270 ϕ
t
opportuno considerare che tali
differenze possono annullare od
o o
ϕ = 360
Dip. Musica Elettronica
ϕ Stefano Silvestri
enfatizzare componenti di uno spettro e
che il sistema uditivo è molto sensibile
22
e Nuove Tecnologie t alle minime variazioni spettrali
Definizioni utili
! Armonici (sovratoni o ipertoni): frequenze
superiori in rapporto multiplo intero con una
frequenza di riferimento detta fondamentale f0
f k = kf 0
– con k coefficiente moltiplicativo che individua il multiplo
o ordine dell’armonica
– fk è la k-ma armonica della freqeunza f0
! Es. si vuole calcolare la 5° armonica della
frequenza fondamentale f0=500Hz

f 5 = 5 f 0 = 5 ⋅ 500 = 2500 Hz
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 23
e Nuove Tecnologie
Definizioni utili
! Fondamentale (o frequenza base): è la frequenza
più bassa raggiunta nello spettro armonico che
risulta sottomultipla degli armonici superiori
! Parziali: frequenze sovrapposte a una frequenza
di riferimento aventi un rapporto diverso (as. non
intero, imperfetto, etc.) dalla serie armonica
– Es. serie di multipli interi non esatti di f0
1.1
fn = f0n
f 0 = 100 Hz f1 = 214.3Hz f 2 = 334.8 Hz …

Il suono ad es. delle campane o del pianoforte (per motivi diversi) presentano
parziali dello spettro che non sono in relazione armonica con la fondamentale
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 24
e Nuove Tecnologie
Definizioni utili
! Componenti: frequenze sovrapposte senza
apparente criterio di serie
– Non esiste una serie specifica
– Non è detto che non possano esistere più serie diverse
(regioni spettrali) nel complesso spettrale
! Subarmonici: frequenze che risultano
sottompultiple intere di un’altra
– Termine spesso usato come sinonimo di “suoni di
moltiplicazione” o “suoni di combinazione” indicando i
suoni risultanti dall’errore che l’orecchio compie
quando percepisce due sorgenti distinte, ricostruendo
segnali al proprio interno (prodotti di intermodulazione)
che non derivano dal fenomeno fisico

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 25
e Nuove Tecnologie
Principio di sovrapposizione
! Quando due o più onde viaggiano in un mezzo, l’onda risultante è
data dalla somma degli spostamenti associati alle onde individuali
! Due onde con frequenze uguali o vicine danno luogo a fenomeni di
interferenza
– Risultati dell’interferenza di onde sono ad es. onde stazionarie,
battimenti, etc.

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 26
e Nuove Tecnologie
Sovrapposizione di onde sinusoidali
! Si considerano di seguito due sinusoidi
che si propagano verso destra con stessa
f, λ, A=1 ma con differenza di fase ɸ:
y1 = A sin (kx − ωt ) y2 = A sin (kx − ωt + φ )
– La funzione d’onda risultante sarà
y = y1 + y2 = A[sin (kx − ωt ) + sin (kx − ωt + φ )]
α − β  α + β 
– Dall’identità sin (α ) + sin (β ) = 2 cos  sin   1°formula di
 2   2  prostaferesi

φ   φ
y = 2 A cos  sin  kx − ωt + 
e Nuove Tecnologie
2 
Dip. Musica Elettronica 2
Stefano Silvestri 27
Sovrapposizione di onde sinusoidali
! La funzione d’onda risultante y è ancora una funzione
sinusoidale con stessa frequenza f e lunghezza d’onda λ
delle singole onde y1, y2 ma con ampiezza A data dalla
somma delle singole ampiezze A1, A2 dei rispettivi segnali.
! Analiticamente per y:
– L’ampiezza è 2 A cos (φ / 2)
– La costante di fase è φ /2
! Si parla di interferenza costruttiva quando lo sfasamento di
onde è φ =0 tale che la somma algebrica produca
un’ampiezza di valore non nullo. Es. A+A=2A
! Si parla di interferenza distruttiva quando lo sfasamento di
onde è φ =π tale che la somma algebrica produca
un’ampiezza di valore nullo. Es –A+A=0
Due onde il cui sfasamento è pari a ɸ=л, ovvero la cui differenza di fase è di 180°, si dicono
in opposizione di fase. La somma di due sinusoidi in opposizione di fase è nulla: quando
l’onda
Dip.yMusica
1 raggiunge un picco A nello stesso istante l’onda y2 raggiunge il picco opposto –A
Elettronica
Stefano Silvestri 28
e Nuove Tecnologie
La somma di 2 sinusoidi con uguale T differente A e/o ɸ, può non essere sinusoidale
Esercizio
! Siano le onde y1 = A1 sin (ω1t + φ1 )
y2 = A2 sin (ω2t + φ2 ) che viaggiano nella
stessa direzione e nello stesso mezzo. Si
ha ω1 = ω 2 = 2π / T ; A1 = .3, A2 = 1 mentre
φ1 = 0, φ2 = π / 2 . Calcolare l’onda
risultante dalla loro sovrapposizione:
y = y1 + y2 = A1 + A2 [sin (ωt ) + sin (ωt + π / 2 )] =
 ωt − ω t + π / 2   ωt + ωt + π / 2 
= 1.3 cos  sin  

Dip. Musica Elettronica
2  
Stefano Silvestri
2
29

e Nuove Tecnologie
Esercizio
! Rappresentare graficamente l’onda
risultante dalla sovrapposizione delle
precedenti onde y1, y2:
y1 = A sin (kx − ωt )
y2 = A sin (kx − ωt + φ )
1

φ   φ
y = 2 A cos  sin  kx − ωt + 
2  2
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 30
e Nuove Tecnologie
Onde stazionarie
! Due onde di uguale ampiezza che viaggiano nel
mezzo in direzioni opposte danno luogo a onde
stazionarie
y ( x, t ) = y ( x, t ) + y ( x, t ) =

1
+
2
= A sin (ω t − kx ) + A sin (ω
ricordando le formule di addizione e sottrazione
t + kx ) =
sin (α ± β ) = sin (α ) cos(β ) ± cos(α )sin (β )
e applicando le formule di prostaferesi alla somma
sin (α + β ) + sin (α − β ) = sin (α ) cos(β ) + cos(α )sin (β ) +
+ sin (α ) cos(β ) − cos(α )sin (β ) = 2 sin (α ) cos(β )
quindi:
y = 2 A cos(kx )sin (ωt )
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 31
Frequenza di oscillazione
e Nuove Tecnologie
Funzione inviluppo
f=ω/2л
Onde stazionarie
! L’onda stazionaria:
" è un particolare tipo di moto armonico nel mezzo
" Non rappresenta un onda che si propaga
" Si verifica quando le particelle nel mezzo oscillano tutte con stessa ω e suoi multipli interi
" L’oscillazione avviene all’interno della funzione inviluppo 2Asin(kx)
" L’ampiezza del moto armonico della particella dipende dalla posizione x della stessa
! L’ampiezza di oscillazione dipende da x, in particolare si ha:
– Minimo spostamento (nodi): kx=0, π, 2π,… e x= λ , λ/2, nλ/2 | n=0,1,2… → interferenza distruttiva
– Massimo spostamento (antinodi o ventri): kx=π/2, 3π/2, … e x=λ/4, 3λ/4, nλ/4 | n=1,3,5… →
interferenza costruttiva
! Es. onda stazionaria in una corda:

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 32
e Nuove Tecnologie
Battimenti
! Due onde di uguale ampiezza che viaggiano nella medesima
direzione con frequenze f1,f2 leggermente diverse (ricadenti in
banda critica) danno luogo a battimenti di I ordine
– Data la sovrapposizione di due onde con tali caratteristiche il risultato
dei battimenti è una modulazione di ampiezza

y ( x, t ) = y ( x, t ) + y ( x, t ) =

1
+
2
= A sin (ω1t − k1 x ) + A sin (ω2t + k 2 x ) =
dalle formule di prostaferesi

 ω1 − ω 2 k1 − k 2   ω1 + ω2 k1 + k 2 
= 2 A cos t− x  sin  t− x
 2 2   2 2 
Frequenza f=(f1–f2)/2 Frequenza f=(f1+f2)/2
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 33
Lunghezza d’onda λ=2(λ λ )/(λ -λ )
e Nuove Tecnologie
1 2 1 2 Lunghezza d’onda λ=2(λ1λ2)/(λ1+λ2)
Battimenti
! Data la somma di ondesin (ω1t ) + sin (ω2t )
tramite le formule di prostaferesi risulta:
 ω1 − ω2   ω1 + ω2 
2 cos t  sin  t  = 2 cos(Ωt )sin (ωt )
 2   2 
con ω1 − ω2 ω1 + ω2
Ω= ω=
2 2
La precedente espressione, quando ω1~ ω2, descrive proprio un’onda di frequenza
media fra le due sorgenti ω che è modulata in ampiezza da una portante di frequenza
Dip. Musica Elettronica molto
Stefanopiù bassa Ω
Silvestri 34
e Nuove Tecnologie
Battimenti
! Frequenza di battimento (velocità della
modulazione d’ampiezza)
– La periodicità dei battimenti dipende dalla differenza delle
due frequenze:
f b = f1 − f 2
– Periodo del battimento: 1 / f 2 = 2 ( f1 − f 2 )
! Frequenza media di battimento (altezza percepita)
– frequenza risultante dell’onda che si viene a formare nel
punto d’interferenza:
f1 − f 2
fm =
Dip. Musica Elettronica
2
Stefano Silvestri 35
e Nuove Tecnologie
Battimenti
! Risultato dei battimenti
sin ( x ) + sin (1.01x ) = 2 cos(0.05 x )sin (1.05 x )

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 36
e Nuove Tecnologie
Esercizio
! Risolvere la sovrapposizione di due
segnali sinusoidali y1, y2 di stessa
ampiezza A quando avviene la condizione:
f 2 − f1 < [20,25]Hz
– Dove 20Hz è il limite inferiore dell’intervallo di
frequenze udibili e 1/25=40ms corrisponde al
limite temporale di durate percepibili
– Inoltre 1 f ≠ f
2 allora i segnali non sono in
fase, ma si verificano periodiche coincidenze
dei periodi
1 2 T ,T
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 37
e Nuove Tecnologie
Esercizio
! Svolgimento: y = y1 + y2 y1 = A sin (ω1t + φ1 )
y2 = A sin (ω2t + φ2 )
y = A sin (2πf1t + φ1 ) + A sin (2πf 2t + φ2 ) =
= A[sin (2πf1t + φ1 ) + sin (2πf 2t + φ2 )] ⇒
p+q p−q
sin p + sin q = 2 sin cos
2 2
p = 2πf1t + φ1
q = 2πf 2t + φ2
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 38
e Nuove Tecnologie
Esercizio
p + q (2πf1t + φ1 ) + (2πf 2t + φ2 ) 2π ( f1 + f 2 )t + (φ1 + φ2 )
= =
2 2 2
p − q (2πf1t + φ1 ) − (2πf 2t + φ2 ) (2πf1t + φ1 ) + 2πf 2t − φ2
= = =
2 2 2
2π ( f1 − f 2 )t + (φ1 − φ2 )
Sostituendo i termini in y:
=
2
 2π ( f1 + f 2 )t + (φ1 + φ2 )   2π ( f1 − f 2 )t + (φ1 − φ2 ) 
y = 2 A  cos =
 2   2 
  f1 + f 2   φ1 + φ2     f1 − f 2   φ1 − φ2  
= 2 A sin  2π  t +    cos 2π  t +    =
  2   2    2   2 
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 39
e Nuove Tecnologie
Inviluppo cosinusoidale
Costruzioni spettrali semplici
! Calcolo di spettro armonico
f n = f1n Legge di frequenza
– Es. f1=100Hz
f 2 = 100 ⋅ 2 = 200 Hz; f 3 = 100 ⋅ 3 = 300 Hz
f 4 = 100 ⋅ 4 = 400 Hz; f n ...
a1
an = Legge di ampiezza

an
– Es. a1=1
a2 = 1 / 2; a3 = 1 / 3; a4 = 1 / 4; an ...
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 40
e Nuove Tecnologie
Costruzioni spettrali semplici
! Spettro risultante a1
f n = f1n an =
an

Dip. Musica Elettronica


Stefano Silvestri 41
e Nuove Tecnologie
Costruzioni spettrali semplici
! Calcolo di spettro inarmonico
f n = F ( f1 ) f n = F ( f n −1 )
– Es. 1.1 per f1=100Hz
f n = f1n
f 2 = 100 ⋅ 21.1 = 214.3Hz; f 3 = 100 ⋅ 31.1 = 334.8 Hz
f 4 = 100 ⋅ 41.1 = 459.4 Hz; f n ...
– Es. f n = f n −1 ⋅1.8 per f1=100Hz
f 2 = 100 ⋅1.8 = 180 Hz; f 3 = 180 ⋅1.8 = 324 Hz
f 4 = 324 ⋅1.8 = 583Hz; f n ...
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 42
e Nuove Tecnologie
Formula di McAdams
! Per costruire lo spettro di un suono è possibile impiegare una
legge di freqeunze del tipo:
α
f n = f1n + k n ∈ N ; α ∈ R+ ; k ∈ R
– Lo spettro risultante è una successione di freqeunze detta in tal caso
serie di McAdams
– f è detta freqeunza base o fondamentale
– Il coefficiente k è detto costante di traslazione dello spettro di
McAdams:
# la funzione è quella di uno spostamento dello spettro complessivo
preservando la distanza tra le componenti

1° caso: α<1, si genera uno spettro compresso ovvero dove la distanza fra le parziali è
minore rispetto al caso del rispettivo spettro armonico
2° caso: α=1, si genera uno spettro armonico
3° caso: α>1, si genera uno spettro espanso ovvero dove la distanza tra le parziali è
Dip. Musica Elettronica
maggiore rispetto al caso del rispettivo
e Nuove Tecnologie spettro
Stefano armonico
Silvestri 43
Formula di McAdams
! Spettro di McAdams dispari
– basato sulla successione di armoniche
dispari:
α
( )
f n = f1 2n + 1 + k n ∈ N ∪ {0};α ∈ R+ ; k ∈ R
! Spettro di McAdams pari
– basato sulla successione di armoniche
pari:
α
f n = f1 2n + k n ∈ N ;α ∈ R+ ; k ∈ R
Dip. Musica Elettronica
Stefano Silvestri 44
e Nuove Tecnologie