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NUMERI

I L R ACCO N TO
di MARCO MALVALDI

PERCHÉ
LA MATEMATICA
FA TANTA
PAURA?
Uno scrittore ci guida in un viaggio fra i simboli
che l’uomo ha inventato per risolvere i problemi:
equazioni, derivate, logaritmi... La lezione è questa:
tutto è comprensibile, basta conoscere il linguaggio
con cui è stato scritto. Mettetevi alla prova

Ammettiamolo: ho iniziato a inte- XVII e fatemi sapere se è più compli-


ressarmi di matematica, da giovane, cato che non fare 109 per 17. Sì, ho
perché mi piacevano i suoi simboli. I messo apposta le parentesi quadre.
caratteri e le lettere greche del calco- Sono un simbolo matematico ganzo,
lo differenziale mi sembravano delle per me].
rune, dei simboli mistici e totipoten- Prima della metà del 1500, le equa-
ti, in grado di risolvere qualsiasi mi- zioni matematiche non esistevano.
stero. Ho scoperto poi che la cosa era Esistevano i problemi che potevano
in parte vera, e presupponeva anche essere risolti con quelle equazioni,
una certa attenzione da parte mia: i ma venivano espressi in linguaggio
simboli, da soli, stavano lì, stolidi e naturale, cioè in un modo non mol-
inutili, non bastava recitarli a voce to diverso da come la maestra ce li
alta o scriverli a caso per capire qual- proponeva alle elementari:
cosa. Ma una volta capito il loro vero Dividi tredici in due parti sì che
potere, il mio rispetto nei loro con- il prodotto di tali parti sia uguale
fronti non è diminuito, anzi. al quadrato della parte più piccola
La simbologia matematica nasce moltiplicata per sé stessa.
non dalla necessità di esprimere Noi, oggi, lo scriveremmo come
un problema, di poterlo racconta- x^3 +x^2=13x. Ma tale possibilità ce
re, ma di poterlo risolvere: e quin- l’abbiamo solo dal 1557, da quando
PAOLO WOODS E GABRIELE GALIMBERTI

di di poterlo maneggiare in modo Robert Recorde scrive nel suo mera-


agevole e sicuro. La nostra capacità viglioso inglese rinascimentale:
di risolvere un problema dipende in to avoide the tediouse repetition
modo cruciale da come scriviamo of these woordes: is equalle to: I will
tale quesito. [Non siete d’accordo? Va sette as I doe often in woorke use a
bene. Provate a moltiplicare CIX per paire of paralleles, or gemowe lines

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Il melo che, secondo
la tradizione, ispirò
la teoria della gravità
a Isaac Newton
nel 1666. Sullo sfondo
Woolsthorpe Manor,
luogo di nascita
e casa di famiglia
del famoso fisico

GABRIELE GALIMBERTI

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of one lengthe, =, bicause noe. 2. descrivere i suoi risultati, inserisce meccanismo non funziona più.
thynges can be moare equalle. a livello tipografico il simbolo = per Il che ci porta, necessariamente,
Ovvero, per evitare la noiosa ripe- brevità. Per non essere da meno an- a parlare di come si legge una equa-
tizione di queste parole “è uguale a” che io, per brevità, introduco una zione matematica.
userò come faccio spesso quando definizione; e, per non montarmi la Non di rado, si sentono perso-
ci lavoro un paio di linee parallele, testa e seguire il buon esempio dei ne che affermano “io non capisco
ovvero linee gemelle, di una stessa grandi che ci hanno preceduto, ru- niente di matematica” come se il
lunghezza, =, perché non ci possono berò tale definizione a Paul Erdos, capire la matematica fosse esclu-
essere due cose più uguali tra di loro. grande matematico del XX secolo e sivamente un talento che viene
È da notare la motivazione per essere umano fuori come i terrazzi, il distribuito alla nascita. Se a que-
cui Recorde si inventa questo segno quale definiva “essere banale” colui sti esseri banali (vedi sopra) venisse
grafico: come faccio spesso quando che non fa il matematico di profes- chiesto di leggere un brano in cine-
ci lavoro. Ovvero, quando Recorde sione. Nel prosieguo di questo pez- se, ho il sospetto che non direbbero
pensa a come risolvere un’equa- zo, quindi, quando trovate “essere mai “io non ci capisco niente di ci-
zione non pensa alla storiella, ma banale” pensate “non matematico” e nese”, ma direbbero semplicemente
pensa ad un oggetto complesso con non “Danilo Toninelli”. e sinceramente “io non so il cinese”.
una determinata forma. Le relazioni Quando un “essere banale” guarda Non si precluderebbero la capaci-
elencate nella storiella diventano un una equazione, quello che vede è un tà di parlare in cinese, se qualcuno
oggetto, quasi un sistema meccanico insieme di simboli non troppo chia- glielo insegnasse: ma per quanto ri-
con cui il matematico può interagire. ro: quello che un matematico vede, guarda la matematica, bé, parliamo-

SPESSO LE PERSONE AFFERMANO “NON CAPISCO NIENTE DI MATEMATICA”.


SE VENISSE LORO CHIESTO DI LEGGERE UN BRANO IN CINESE, NON
DIREBBERO “NON CAPISCO NIENTE DI CINESE”, MA “IO NON SO IL CINESE”
Uno dei problemi del linguaggio invece, è una bilancia. Una bilancia a ne. Anzi, non parliamone neppure.
naturale, infatti, è che non somi- due piatti, in perfetto equilibrio. Molti dei concetti matematici che
glia a ciò che rappresenta. La pa- Per far restare la bilancia paral- si incontrano nelle equazioni, o in
rola “capra”, infatti, non assomiglia lela al suolo devo fare sì che i pesi, altri tipi di formule (ma le equazioni
a una capra, e per rappresentare un la quantità di roba da una parte e hanno una presenza preponderante)
grosso elefante non scrivo la parola dall’altra, siano uguali — e quindi, non sono comprensibili agli esseri
“elefante” in caratteri più grossi; se aggiungo o sottraggo (addizione, banali (v. s.) solo perché non cono-
nessuno dei segni grafici che usia- sottrazione) qualcosa da un lato, scono il linguaggio in cui sono stati
mo ha corrispondenza con il mondo devo aggiungerlo o sottrarlo dall’al- scritti, non perché non siano in gra-
fisico per forma o dimensione. Nel tro. Posso però anche moltiplicare do di capire il concetto.
regno della matematica, invece, — ovvero, allungare un braccio della Non vi fidate? Fate bene, in scien-
può capitare che i simboli ricor- bilancia, in modo che la leva più lun- za e in matematica massimamente
dino molto da vicino l’operazione ga faccia più forza in proporzione — non dovete mai fidarvi di nessuno,
che a quel simbolo è associata. o dividere — la accorcio. se non comprova quello che asseri-
Sono parecchi i simboli matema- In pratica, un matematico tratta sce. Proviamo quindi a fare un picco-
tici che hanno a che fare con il com- i suoi meccanismi astratti in modo lo test. Quello che vi descrivo nell’e-
portamento a cui sottendono: un non troppo dissimile a come un quazione qui sotto è l’andamento nel
esempio è la freccia, che posta sotto orologiaio tratta quello che c’è sot- tempo di un fenomeno naturale che
il segno di limite significa “che ten- to il quadrante: li smonta, li separa, tutti voi conoscete e siete benissimo
de a”. t--> 0, ovvero “per t che tende li rimonta e a volte ne fabbrica di in grado di capire:
a zero”, che va verso il valore nullo, nuovi, il tutto con estrema atten-
come il simbolo stesso suggerisce. zione, perché basta che un pezzo
Abbiamo visto che Recorde, nel manchi o sia sbagliato e tutto il

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Proviamo a svelare il mistero. montagna molto ripida avrà una de- venta più caldo.
Prendiamo la roba che c’è a sinistra rivata seconda positiva e molto gran- Ma attenzione: nessuno nega che
dell’equazione (il che significa la vo- de, la cima di una collina avrà una possiamo scrivere una descrizione
stra sinistra, lo dico perché magari derivata seconda positiva e piccola, di questo fenomeno, anche se in na-
c’è gente che crede che l’equazione una pianura avrà derivata seconda tura non esiste. Un comportamento
lo guardi negli occhi pronta a mor- zero — l’altezza è sempre la stessa del genere lo scriveremmo sempli-
dere); il simbolo T rappresenta una ovunque, non ci sono differenze — e cemente come
quantità che è la nostra variabile — il punto più basso di un lago prosciu-
facciamo finta, per un secondo, che gato o di un catino avrà una derivata
tale variabile abbia un corrispettivo seconda negativa.
nel mondo fisico, e che rappresenti Se mettiamo questo significato dove abbiamo tolto semplicemente
la temperatura di un corpo, di una dentro all’equazione, quello che ci il segno meno. In questo modo, a chi
sbarra di ferro, và. Il simbolo ( ) vuole dire è: più ne ha più verrà dato; le cose cal-
significa “derivata rispetto al tem- la velocità con cui cambia la tempe- de diventeranno caldissime e quelle
po”, ovvero “di quanto cambia la ratura di una sbarra di ferro nel tem- fredde gelide. Non succede in na-
temperatura se aspetto un attimo di po dipende da quanto questa tempe- tura, è vero: ma al matematico, di
tempo”; è l’operazione matematica ratura è diversa lungo la sbarra di questa cosa, non gliene potrebbe
che facciamo usualmente per sape- ferro. fregare di meno.
re quanto è la velocità con cui una Se prendiamo una sbarra di ferro D’altronde in natura non ci sono
certa variabile cambia. Quello che con una estremità rovente e l’altra ge- nemmeno i draghi, o gli unicorni,

NON SUCCEDE IN NATURA: MA AL MATEMATICO NON GLIENE POTREBBE


FREGARE DI MENO. IN NATURA NON CI SONO NEPPURE I DRAGHI. EPPURE,
SEGUENDONE LE AVVENTURE, POSSIAMO CAPIRE MEGLIO CIÒ CHE CAPITA
c’è a sinistra, quindi, è una velocità: lida, vedremo che la temperatura del- o i Platani Picchiatori. Il bosco degli
la velocità con cui cambia una tem- la sbarra cambia nel tempo: l’estre- Ent, o la scuola di Hogwarts, non
peratura nel tempo. A destra ci sono mità calda si raffredda (ovvero, la sua solo sono luoghi inventati, ma sono
tre oggetti. Il primo, Į, è una costan- temperatura diminuisce nel tempo) luoghi irrealizzabili, in cui avvengo-
te numerica: un numero che sta lì a mentre l’estremità fredda si riscalda no cose impossibili; ciò nonostan-
moltiplicare quello che viene dopo, (ovvero, la sua temperatura aumenta te, seguendo le avventure di Harry
con il segno meno — questo è mol- nel tempo). Questo è esattamente ciò Potter o di Frodo Baggins, siamo in
to importante, mentre la costante che è descritto nell’equazione: all’e- grado di capire meglio ciò che capita
può avere un valore qualsiasi, indica stremità calda la derivata seconda, intorno a noi, ai nostri figli o genito-
semplicemente di cosa è fatto il ma- T, è positiva, e quindi ciò significa ri, ai nostri amici.
teriale che guardiamo. T è sempre la che – T è negativa (se x è positivo, La matematica è figlia dell’uo-
temperatura, mentre il simbolo in- -x è negativo) e quindi la variazione mo, come l’arte e la letteratura.
dica sempre una derivata: la derivata di temperatura nel tempo è negativa Se ci può venire in mente, può es-
seconda rispetto allo spazio. Detto [l’estremità si raffredda]. All’estremi- sere scritto nella matematica che
così non è per niente chiaro, per cui tà fredda, succede il contrario. conosciamo. E se non è così, è solo
tento di spiegarmi meglio. In soldoni, questa equazione ci perché quella matematica non è an-
La derivata seconda ci dice di dice una cosa che sappiamo tut- cora stata formulata da nessuno: le
quanto una certa quantità è diver- ti: se prendiamo un corpo caldo e equazioni, le derivate, i logaritmi,
sa rispetto a quello che lo circonda, lo mettiamo a contatto con un cor- sono roba che ci siamo inventati noi.
ovvero “quanto sono alto rispetto a po freddo, dopo un po’ avremo due Difficile pensare che abbiamo finito
quello che ho accanto?”: per esem- corpi tiepidi alla stessa temperatura, la matematica: sarebbe come am-
pio, se la quantità che sto guardando ma non succede che il corpo freddo mettere che abbiamo finito le idee.
è l’altezza di un sito, la cima di una diventa più freddo e quello caldo di- © RIPRODUZIONE RISERVATA

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