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Boll. Soc. Geol. It., 123 (2004), 319-331, 9 ff.

Il Foglio 280-Fossombrone 3D: un progetto pilota per la cartografia


geologica nazionale alla scala 1:50.000 in tre dimensioni
FRANCESCO BORRACCINI (*), MAURO DE DONATIS (*), CHIARA D’AMBROGI (**) & MARCO PANTALONI (**)

RIASSUNTO main challenges faced by geologists. This aim is traditionally pur-


sued through interpreting geological and geophysical data in one or
Il recente sviluppo di applicativi software per la modellazione two dimensions (logs of deep wells, stratigraphic columns, cross-sec-
geologica in 2 e 3 dimensioni rappresenta una preziosa risorsa per tions, structural maps) and performing structural analysis (cut-off
il geologo nell’interpretazione e comprensione delle strutture profon- lines maps, branch lines maps, restoration and balancing of cross-
de e di dinamiche crostali. In questo ambito viene presentato il mo- sections).
dello geologico in tre dimensioni del Foglio 280-Fossombrone alla The recent development of software devoted to geological mod-
scala 1:50.000 costruito con il fine di sperimentare una procedura elling in three-dimensions represents a significant resource for geol-
applicabile a vari contesti geologici e di valutare la fattibilità dell’in- ogists for reconstructing and visualizing geological bodies at depth
tero progetto. (SLAT et alii, 1996; DE DONATIS, 2001).
Scopo di tale lavoro è stato anche quello di sintetizzare in un Geological models in three-dimensions integrate different kinds
modello geologico in tre dimensioni i dati geologici e geofisici con- of data (cross-sections, seismic profiles, logs of deep wells) more eas-
tenuti nel database del programma CARG. ily than traditional techniques and allow a more coherent and
La scelta dell’area di studio per questo progetto pilota è stata exhaustive representation of the reality.
fatta tenendo conto sia della buona disponibilità e qualità dei dati di Furthermore, progressive insertion of data in the model makes
campagna e di sottosuolo, sia della buona conoscenza degli aspetti the geologist able to verify step by step the quality of his previous
geologico-strutturali e stratigrafici dell’area. interpretations and to reach better results through iterative correc-
Il modello è stato costruito in due distinte fasi. tions.
La prima ha previsto la realizzazione di un modello geologico The aim of this prototype study project is to define and test a
di superficie in 2,5D per il quale sono stati utilizzati dati topografi- methodology for building three-dimensional geological models
ci (per la creazione del Modello Digitale del Terreno) e informazio- based on maps on the scale of 1:50000, from the new Italian geo-
ni ottenute durante la recente campagna di rilevamento geologico. logical mapping program. Another target of this work is to test the
Questo tipo di rappresentazione della geologia di un’area mette in suitability of the national geological data base for 3D reconstruction
maggiore evidenza, rispetto alle tradizionali carte geologiche, le re- purpose (DE DONATIS et alii, 2002).
lazioni esistenti tra formazioni affioranti, forme del rilievo topogra- The recently developed three-dimensional visualization tech-
fico e strutture principali. nique is used to build a structural model of sheet 280-Fossombrone,
Nella seconda fase del lavoro è stato costruito un modello geo- an external area of northern Apennines, central Italy. This area is
logico del sottosuolo tramite l’integrazione di dati di sottosuolo qua- characterized by faulted anticlines and broad synclines, involving a
li numerosi profili sismici a riflessione e i log dei sondaggi profondi Triassic-Paleogene succession that is detached from the underlying
che l’ENI - Divisione Agip ha eseguito durante le campagne di esplo- basement.
razione degli idrocarburi nell’area, con i dati del recente rilevamen- The exhaustive knowledge of the regional and local geology
to geologico eseguito nell’ambito del Programma CARG. together whith the availability of subsurface (well and seismic) data
L’integrazione del modello profondo con quello di superficie ha makes this area a good test to define a methodology for building a
permesso di avere una rappresentazione completa di questo settore 3D geological map.
di Appennino settentrionale e di fare osservazioni ed analisi di vari This model has been built in two main steps.
aspetti geologico-strutturali e geomorfologici quali la caratterizza- In the first step, a 2.5 dimensional geological model has been
zione di zona di faglia attraverso le linee di Allan, l’analisi della cur- built using a digital elevation model and the new geological map of
vatura delle superfici piegate, l’analisi della cilindricità delle struttu- the study area at the scale of 1:50000. This 2.5 model better shows
re e la definizione dei pattern di migrazione dei fluidi e dei the relationships among topography, geology and main structures
sedimenti in superficie. better than traditional 2D geological maps.
During the second phase a deep model was built, integrating a
large amount of sub-surface data, as commercial seismic profiles
TERMINI CHIAVE: Appennino Umbro-Marchigiano, Model- (arising from hydrocarbon explorations made by Eni - div. Agip dur-
lizzazione geologica tridimensionale, Programma CARG, ing past decades) and deep well logs, with field data resulting from
Analisi geologico-strutturali e geomorfologiche. the recent mapping project.
The whole 3D geological model of Sheet 280-Fossombrone
allowed a better understanding of the geometry of the deep struc-
tures and the kinematics of this external part of northern Apennines.
ABSTRACT
Structural and geomorphological analysis are performed on the
model to improve the knowledge of several aspects of the study area.
Sheet 280-Fossombrone 3D: a study project for the new
geological map of Italy at the scale of 1:50,000 in three dimen-
sions. KEY WORDS: Umbria-Marche Apennines, CARG Program,
Understanding the geometry of structures and relationships Three-dimensional modeling, Structural analysis, Geo-
among stratigraphic and tectonic units at the depth is one of the morphological analysis

INTRODUZIONE
(*) L.In. E.E. Laboratory of Information-tech for Earth and
Environment. Università degli Studi di Urbino. Campus Scientifico Uno dei principali obiettivi del geologo, è spesso quel-
Sogesta. Loc. Crocicchia - 61029 Urbino - borraccini@uniurb.it
(**) APAT - Dipartimento Difesa del Suolo. Via Curtatone, 3 - lo di comprendere la geometria delle strutture in profon-
00185 Roma. dità e i rapporti spaziali tra le varie unità stratigrafiche e
320 F. BORRACCINI ET ALII

ricerca, compagnie petrolifere e minerarie), sia per chi


deve pianificare il territorio, tutelare l’ambiente e ridurre
i rischi geologici (Servizi Geologici Nazionali, Regioni,
Enti locali).
Il modello 3D del Foglio 280-Fossombrone (Marche
settentrionali) rappresenta un tentativo di ricostruzione e
rappresentazione della geologia dell’area fatto con lo
scopo di ridurre le incertezze riguardanti le strutture del
sottosuolo e di stabilire e sperimentare una procedura
applicabile alle diverse situazioni geologiche esistenti sul
territorio nazionale (DE DONATIS et alii, 2002).
Tra gli obiettivi del progetto vi è anche quello di spe-
rimentare l’utilizzo dei dati contenuti nella Banca Dati
Geologici del Programma CARG ai fini della rappresenta-
zione tridimensionale di fogli geologici.
La buona conoscenza degli aspetti stratigrafici e tet-
tonici, la grande disponibilità di dati di sottosuolo sia
geologici (log di pozzi profondi) sia geofisici (sismica a ri-
flessione) e il rilevamento geologico eseguito ex-novo, fan-
no di questa porzione d’Appennino settentrionale l’area
ideale per la sperimentazione delle tecniche di modella-
zione geologica tridimensionale.
L’approccio seguito per la costruzione del modello è
di tipo multidisciplinare e coinvolge i campi del Rileva-
Fig. 1 - Ubicazione del Foglio 280-Fossombrone alla scala 1:50.000. mento Geologico, della Geologia Stratigrafica e Struttu-
– Location map of Sheet 280-Fossombrone.
rale, della Geofisica e dell’Informatica. Sul modello co-
struito sono state inoltre eseguite analisi di carattere
idrologico, geomorfologico e geologico-strutturale.
tettoniche in tre dimensioni. Tale obiettivo è generalmen-
te perseguito tramite l’interpretazione di dati geologici e
geofisici rappresentati in una e due dimensioni (log di
AREA DI STUDIO
pozzi, colonne stratigrafiche, sismica a riflessione, sezio-
ni geologiche, mappe strutturali) e l’applicazione di tec-
INQUADRAMENTO GEOLOGICO
niche d’analisi strutturale (creazione di mappe delle linee
di cut-off, disegno di mappe delle branch lines, retro- L’Appennino Settentrionale è una catena arcuata a
deformazione e bilanciamento di sezioni geologiche). pieghe e sovrascorrimenti NE-vergenti, costituita da unità
Il recente sviluppo di software dedicati alla modella- tettoniche messe in posto dall’Oligocene come risultato
zione geologico-strutturale in 2D e 3D rappresenta una no- della convergenza e collisione tra i margini continentali
tevole risorsa per il geologo nell’interpretazione, compren- del blocco Sardo-Corso d’origine europea ad Ovest, ed il
sione e visualizzazione in tre dimensioni dei corpi geologici blocco Adriatico d’affinità africana ad Est. L’impilamento
nel sottosuolo (SLAT et alii, 1996; DE DONATIS, 2001). d’unità tettoniche tra il Miocene e il Pleistocene inferiore
Tra i maggiori vantaggi nell’utilizzo di modelli infor- sul margine continentale Adriatico (o Apulo) e la disten-
matizzati (che rappresentino anche la terza dimensione) sione di retro-arco del versante tirrenico sono state gui-
rispetto alle tecniche più tradizionali, vi è la possibilità di date dallo sprofondamento gravitativo della litosfera
integrare agevolmente in essi dati di diversa natura (se- adriatica e ionica e dal relativo roll-back del piano di sub-
zioni geologiche, linee sismiche, log di pozzi e giaciture duzione (MALINVERNO & RYAN, 1986).
degli strati) e di ottenere quindi, come risultato, una rap- Nei settori settentrionale e centrale della catena ap-
presentazione più esaustiva e coerente della realtà. penninica, terreni di derivazione oceanica (Unità Liguri) si
L’inserimento progressivo di dati nel modello, inoltre, sono tettonicamente sovrapposti ad unità di margine pas-
permette al geologo di verificare passo dopo passo la qua- sivo e avanfossa (Unità Toscana e Umbro-Romagnola).
lità delle interpretazioni fatte alla luce della visione d’in- Il settore Umbro-Marchigiano della catena appenninica
sieme dell’oggetto geologico che sta studiando e quindi di è caratterizzato da anticlinali di sovrascorrimento che coin-
pervenire attraverso continui aggiustamenti in corso volgono la successione mesozoico-terziaria di margine pas-
d’opera ad un risultato il più possibile corretto. sivo prevalentemente carbonatica (DEIANA & PIALLI, 1994).
Il modello geologico tridimensionale, essendo di più Anche il basamento permo-triassico sottostante è
semplice lettura e comprensione rispetto alle più tradizio- coinvolto da faglie inverse con superfici immergenti a SO
nali tecniche di visualizzazione usate, rappresenta, inoltre, che, nella zona esterna della porzione di catena conside-
un utile strumento di comunicazione tra gli addetti ai la- rata in questo lavoro, sollevano progressivamente il basa-
vori e chi ha bisogno d’avere informazioni geologiche (am- mento stesso (BARCHI et alii, 1998; COWARD et alii, 1999;
ministratori, pianificatori, addetti alla protezione civile) DE DONATIS, 2001).
senza essere necessariamente competente in materia. Verso Est, nell’area Marchigiano-Romagnola, la succes-
La costruzione di modelli informatici 3D nel campo sione mesozoico-paleogenica del dominio umbro-marchi-
della geologia rappresenterà pertanto un passo obbligato- giano è sepolta sotto depositi d’avanfossa d’età miocenico
rio sia per chi si occupa di ricerca scientifica o applicata superiore-pliocenica, mentre l’avanfossa plio-quaternaria è
nell’ambito delle Scienze della Terra (Università, Enti di ubicata ad est della linea di costa, nel mare Adriatico.
IL FOGLIO 280-FOSSOMBRONE 3D 321

In tali bacini d’avanfossa, allungati secondo l’asse ap- La sedimentazione continentale quaternaria consta
penninico, la deformazione e i depocentri sono migrati prevalentemente di depositi di versante e fluviali a luoghi
verso l’avampaese a nord-est, coinvolgendo depositi per lo terrazzati e/o incisi.
più terrigeni progressivamente più giovani (dall’Oligocene
al Quaternario). In definitiva, l’attività dei sovrascorri-
INQUADRAMENTO STRUTTURALE
menti ha guidato la deformazione, influenzando quindi
anche le condizioni di deposizione. L’assetto attuale di questa porzione d’Appennino è il
Successivamente alla strutturazione per thrusting, la risultato di una complessa storia evolutiva iniziata nel
catena appenninica è stata parzialmente smembrata da Miocene e che si è sviluppata per la convergenza e colli-
faglie trascorrenti e normali. Nella parte interna della ca- sione del blocco Sardo-Corso contro quello Adriatico.
tena (e.g. Toscana) queste faglie controllano lo sviluppo di Sforzi compressivi con direzione SO-NE attivi dal
bacini mio-pliocenici e sono coeve con le strutture da so- Miocene al Pleistocene medio hanno individuato domini
vrascorrimento contemporaneamente attive ad Est, nella tettonici che si sono deformati per pieghe e sovrascorri-
parte esterna. Ciò ha permesso di descrivere l’intera cate- menti con vergenza orientale.
na come una paired tectonic belt, con distensione nella Nel complesso le strutture che ne derivano possono es-
zona interna bilanciante la contrazione orogenica nella sere descritte come coppie di sinclinali ed anticlinali scol-
parte esterna verso l’avampaese (LAVECCHIA, 1988). late dal basamento e tagliate da una serie di thrust e back-
La sedimentazione continentale quaternaria, quale thrust (strutture di pop-up) (DE DONATIS et alii, 1995).
quella dei depositi fluviali e di versante, e le morfologie Faglie trascorrenti e di trasferimento della deforma-
terrazzate e/o incise, indicano sollevamenti e una tettoni- zione complicano ulteriormente l’architettura della cate-
ca recente. Inoltre, alcune evidenze strutturali inducono a na. Gli assi delle principali pieghe hanno geometria ar-
pensare che diversi settori siano attualmente interessati cuata e direzione che va da NO-SE nei settori più
da distensione (SAVELLI et alii, 2002). settentrionali a N-S in quelli più meridionali. Le pieghe
risultano fortemente asimmetriche con vergenza orienta-
le. Le anticlinali, in particolare, hanno geometrie di pie-
STRATIGRAFIA
ghe a scatola con zona di cerniera piatta e fianchi ripidi,
L’unità stratigrafica più antica affiorante nell’area del spesso verticali o rovesciati con associate faglie ad alto
foglio 280-Fossombrone è la formazione del Calcare Mas- angolo. La geometria delle pieghe sembra essere control-
siccio (Triassico sup.-Lias inf) che risulta scollata dalle lata dall’architettura della formazione più spessa e com-
sottostanti Anidriti di Burano triassiche depostesi su un petente quale quella del Calcare Massiccio che è scollata
basamento ercinico. L’ambiente di deposizione di piat- dal basamento al livello delle anidriti triassiche.
taforma carbonatica articolata e le strutture distensive Associati alle pieghe maggiori si sono sviluppati piani
presenti, indicano che tale area era interessata da una tet- di sovrascorrimento con geometrie e cinematiche ricon-
tonica di rifting tetideo. ducibili ai modelli di fold-propagation faulting (JAMISON,
La successiva individuazione ed evoluzione del mar- 1987) e detachment fold (MCNAUGHT & MITRA, 1993; DE
gine passivo è registrata nel multilayer carbonatico meso- DONATIS & MAZZOLI, 1994). A tali sovrascorrimenti pos-
zoico-eocenico. Questo è costituito (dal basso verso l’alto) sono essere a luoghi associati piani di taglio retrovergen-
sinteticamente da: anidriti del Trias superiore, carbonati ti a seconda della geometria e cinematica della faglia
massivi di piattaforma, calcari con liste e noduli di selce principale.
bacinali e marne intercalate d’età liassica media-eocenica La posizione d’enucleazione delle pieghe e dei sovra-
media e litotipi prevalentemente marnosi databili dall’Eo- scorrimenti sembra essere controllata da discontinuità
cene medio al Miocene inferiore. del basamento quali gradini tettonici legati alla distensio-
Nella parte più alta di questa successione (Cretacico ne liassica o all’architettura ercinica, o a faglie riattivate
sup-Oligocene) diventa significativo il contributo terrige- positivamente (DE DONATIS, 2001).
no indice dell’instaurarsi di un regime compressivo che Lo stile strutturale superficiale nelle aree esterne ri-
condurrà all’individuazione dell’avanfossa Appenninica sulta notevolmente complicato da sovrascorrimenti e re-
d’età neogenica. troscorrimenti (con associate pieghe da aperte a rovescia-
L’avanzare della deformazione dalla zona più interna te) sviluppatisi da livelli di scollamento più superficiali
verso quella più esterna determina lo sviluppo di un si- quali le formazioni delle Marne a Fucoidi, della Scaglia Ci-
stema complesso d’avanfossa migrante con associati ba- nerea e dello Schlier (DE DONATIS et alii, 1995). Tale tipo
cini minori (thrust-top basins). di deformazione risulta maggiormente concentrata nelle
La deposizione sintettonica dà luogo ad una succes- zone crestali delle principali anticlinali e sono state inter-
sione stratigrafica diversificata per la marcata variabilità pretate come sviluppo di raccorciamento differenziale del
di facies e diacronicità dalle zone interne a quelle esterne tipo out-of-the syncline (DE DONATIS et alii, 1995; COWARD
e anche longitudinalmente agli assi depocentrali dei baci- et alii, 1999).
ni. Lo sviluppo di facies diverse nei vari bacini neogenici Le strutture di raccorciamento risultano disarticolate
è dimostrato da sedimenti pelagici ed emipelagici d’avam- da una tettonica distensiva, attiva dal Pleistocene all’At-
paese (Formazioni del Bisciaro e dello Schlier), seguiti tuale, che ha interagito con quella compressiva attiva nei
dalle coltri torbiditiche d’avanfossa con apporti princi- settori più esterni della catena. Anche la tettonica disten-
pali di tipo «alpino» (GANDOLFI et alii, 1983), e, con la siva è migrata da Ovest verso Est.
successiva fase regressiva del Messiniano superiore, da Le faglie normali sviluppatesi in questo regime sono
depositi evaporitici (relativi alla crisi di salinità mediter- oblique (N 170°) alle strutture da raccorciamento preesi-
ranea) e di lago-mare (CITA, 1982). stenti. Studi recenti evidenziano la congruenza tra le fa-
Chiudono la successione i sedimenti trasgressivi plio- glie normali dell’area e i meccanismi focali di eventi si-
pleistocenici prima della definitiva emersione dell’area. smici recenti di piccola magnitudo (SAVELLI et alii, 2002).
322 F. BORRACCINI ET ALII

Fig. 2 - Schema geologico dell’area del Foglio 280-Fossombrone.


– Geological sketch of Sheet 280-Fossombrone.

DATI La Banca Dati Geologici del Programma CARG è or-


ganizzata secondo uno schema logico che raggruppa le
Per la costruzione del modello geologico digitale in informazioni in due categorie principali (AA.VV., 1997):
tre dimensioni del Foglio 280 Fossombrone sono stati
– entità che hanno sia proprietà geometriche sia pro-
utilizzati dati di superficie e di sottosuolo tratti dalla
prietà descrittive (ad esempio i punti di osservazione geo-
Banca Dati Geologica del Programma CARG messa a di-
logica, in corrispondenza dei quali si effettuano misure di
sposizione dal S.G.N. allo scopo di sperimentarne l’uti-
giacitura degli strati, possiedono informazioni come il
lizzo ai fini della visualizzazione in 3D delle strutture
tipo, la direzione, l’inclinazione, ecc.).
geologiche.
– entità che hanno solo proprietà descrittive (ad
Dalla Banca Dati del Servizio Geologico Nazionale, in
esempio, il dizionario delle unità stratigrafiche o quello
particolare, sono stati tratti i dati relativi al rilevamento
dei tipi litologici).
geologico del Foglio Fossombrone eseguito per la produ-
zione della Carta Geologica d’Italia in scala 1:50000 e le La struttura fisica adottata per tutte le entità prevede
descrizioni stratigrafiche delle formazioni affioranti. la loro organizzazione in «strati informativi». Si tratta di
Sono stati, inoltre, consultati ed interpretati dati di particolari documenti (files) nei quali è garantita la con-
sottosuolo, sia geologici (log di pozzi profondi) sia geofi- nessione tra gli elementi grafici e gli elementi descrittivi
sici (sismica a riflessione) resi disponibili per tale proget- che sono gestiti in forma di tabelle in un sistema di ge-
to dall’ENI-div. AGIP di San Donato Milanese. stione automatico dei dati di tipo relazionale.
In tale modello fisico, le proprietà geometriche sono
BANCA DATI DEL PROGRAMMA CARG rappresentate non solo dalle primitive geometriche (pun-
ti, linee e poligoni) del sistema G.I.S. (Geographic Infor-
Tra gli obiettivi del presente lavoro vi è quello di spe- mation System) adottato, ma anche dalle relazioni di tipo
rimentare l’utilizzo del contenuto della Banca Dati Geo- spaziale tra i dati.
logici del Programma CARG ai fini della visualizzazione Un’ulteriore categoria di entità presenti in Banca Dati
tridimensionale dei fogli geologici in scala 1:50000 e di è costituita dalle informazioni a margine della carta (le-
stabilire e sperimentare una procedura applicabile ai vari gende, schemi, diagrammi, sezioni, ecc.). Alcune di que-
contesti geologici presenti sul territorio nazionale. ste informazioni sono state ricondotte ad entità del primo
IL FOGLIO 280-FOSSOMBRONE 3D 323

tipo (aree di rilevamento e tracce di sezione), altre sono denza acustica con i sovrastanti depositi terrigeni tardo
gestite tramite file in formato ASCII (descrizioni associa- messiniani;
te alle unità geologiche di legenda del foglio), altre anco- 3) il tetto del Gruppo delle Scaglie;
ra possono essere derivate mediante modellazioni carto- 4) il tetto delle Marne a Fucoidi che risulta piuttosto
grafiche delle entità previste in Banca Dati (ad esempio evidente grazie alla eterogeneità delle litologie che mette
gli schemi tettonici). a contatto;
Per la costruzione del modello 3D del Foglio Fossom- 5) il tetto del Calcare Massiccio che è messo in risal-
brone sono state utilizzate alcune informazioni contenu- to grazie anche alla competenza e potenza della forma-
te in vari «strati informativi» della Banca Dati Geologici zione stessa che ne caratterizza fortemente lo stile defor-
del Programma CARG. In particolare sono stati utilizzati mativo.
gli strati ST018 (Unità Geologiche Cartografabili) mostra-
to in fig. 3.2, ST019 (Punti di Osservazioni Geologiche), Se pur a luoghi difficilmente interpretabili a causa del-
ST027 (Tracciati Geologici e Geofisici) e ST013 (Risorse la bassa qualità di alcune di loro, le linee sismiche metto-
e Prospezioni) oltre alla descrizione delle Unità stratigra- no bene in risalto anche i principali elementi strutturali.
fiche. Sono infatti chiaramente evidenti l’anticlinale dei Monti
della Cesana e quella di Monte Pietralata-Monte Paganuc-
cio, fagliate in maniera complessa e separate da una sin-
DATI DI SOTTOSUOLO clinale con al nucleo terreni miocenici (fig. 3a). Sui fianchi
delle macroanticlinali si osservano anche pieghe minori di
Nella comprensione della struttura geologica di varia ampiezza e vergenza. Faglie inverse orientate NO-SE
un’area e quindi per la sua modellazione, un ruolo asso- con vergenza sia nord-orientale, sia sud-occidentale inte-
lutamente fondamentale è ricoperto dalla disponibilità di ressano i fianchi delle due principali anticlinali.
dati di sottosuolo. Per tale progetto, l’ENI-Divisione AGIP Nel settore più esterno dell’area, la struttura positiva
di San Donato Milanese ha reso consultabili le linee si- di Fonte Corniale risulta costituita da una coppia di thrust
smiche risultato di una serie di campagne di rilevamento principali ad alto angolo che verosimilmente sono splay
geofisico eseguite negli anni compresi tra 1975 ed il 1990 di un sovrascorrimento profondo e poco inclinato. Ai due
per la ricerca di idrocarburi. thrust principali sono associate delle faglie inverse retro-
Sono stati inoltre utilizzati i log dei pozzi «Senigallia vergenti superficiali che complicano la struttura nel suo
1» e «Fossombrone 2» sia per la taratura dell’interpreta- insieme. Ne derivano due «pop-up structures» che bordano
zione delle linee sismiche, sia come vincoli geometrici per una complessa struttura negativa.
la costruzione del modello geologico tridimensionale. Le linee sismiche evidenziano inoltre la chiara di-
I profili sismici interpretati interessano tutta l’area di scordanza angolare (fig. 3b) tra i depositi trasgressivi
studio e in particolare i settori settentrionale ed orientale pliocenici e le sottostanti unità mioceniche di avanfossa.
del Foglio 280-Fossombrone. A luoghi il contatto discordante interessa anche la For-
Le linee sismiche interpretate si estendono per circa mazione Gessoso-solfifera ascrivibile al Messiniano me-
300 chilometri nell’area di studio e sono in prevalenza dio mettendo in risalto una forte attività erosiva sintetto-
orientate in direzione SO-NE, perpendicolarmente agli nica nel Messiniano superiore-Pliocene inferiore.
assi delle principali strutture.
Sia per la qualità del loro processing (che per alcune
linee risulta piuttosto datato), sia per il contrasto di im- METODOLOGIA
pedenza acustica (funzione della densità e della velocità
sismica dei corpi rocciosi) dei litotipi presenti, nelle zone STRUMENTI HARDWARE E SOFTWARE
interne della catena il dato sismico risulta meno leggibile
Per l’interpretazione ed elaborazione dei dati acquisi-
rispetto alle zone più esterne.
ti e la costruzione del modello tridimensionale sono stati
Interpretando le linee sismiche, con la taratura dei
utilizzati strumenti hardware di grafica avanzata in am-
log dei sondaggi profondi «Fossombrone 2» e «Senigallia
biente UNIX e Windows.
1», è stato possibile posizionare e caratterizzare geome-
Per la digitalizzazione delle carte geologiche e l’inse-
tricamente le principali strutture e i rapporti spaziali tra
rimento di dati geologici e topografici di varia natura,
le varie unità tettono-stratigrafiche. Le linee sismiche mo-
sono state utilizzate le ultime versioni di alcuni appli-
strano con sufficiente chiarezza i principali riflettori cor-
cativi CAD (Computer Aided Design) e GIS (Geographic
rispondenti agli orizzonti che segnano il passaggio tra
Information Systems) quali Microstation e Microstation
rocce con marcate differenze litologiche. Non sempre tali
Geographic (Bentley), Arcview e ArcInfo (Esri) e Autocad
riflettori corrispondono esattamente ad orizzonti di rile-
(Autodesk).
vanza cronostratigrafica ma, grazie all’utilizzo delle stra-
La digitalizzazione, elaborazione ed analisi di sezioni
tigrafie derivate dai log dei pozzi profondi, è stato possi-
geologiche e di linee sismiche a riflessione è stata esegui-
bile correlare i riflettori ai principali limiti tra le
ta utilizzando 2DMove, software specifico per il tratta-
formazioni. Gli orizzonti stratigrafici così interpretati
mento bidimensionale di dati geologici prodotto, svilup-
sono (fig. 3):
pato e commercializzato dalla Midland Valley Exploration
1) la base dei depositi terrigeni Plio-Pleistocenici ca- Ltd. di Glasgow, UK.
ratterizzata da un evidente contatto discordante erosivo Il modello tridimensionale è stato costruito ed analiz-
con i sottostanti terreni miocenici. Tale contatto, a luo- zato utilizzando, invece, 3DMove Versione 3.5 (Midland
ghi, tronca il tetto della Formazione Gessoso Solfifera; Valley Exploration), un software interattivo di modellazio-
2) la formazione Gessoso Solfifera che mostra una fa- ne geologico-strutturale in tre dimensioni che utilizza al-
cies sismica caratterizzata da una serie di riflettori conti- goritmi capaci di rappresentare linee, superfici, volumi e
nui e marcati significativi di un forte contrasto di impe- interpolare deformazioni sia fragili, sia duttili.
324 F. BORRACCINI ET ALII

SO NE

ms 500 ms 500
b a se
1000 dei d 1000
e p ositi p ici
lio- pl eistocen
1500 1500
idi
2000 Marne a Fuc o 2000

2500 2500
3000 3000

3500 sez. A 3500

SO NE
Pliocene

Base dei depositi plio-pleistocenici

TortonianoMessiniano
ms 500 ms 500
Formazione Gessoso-solfifera
1000 base dei depositi p 1000 Terziario
lio -p Miocene
l e i s t o c e ni c i
1500 1500
i Scaglie Cinerea
2000 ucoid 2000 Oligocene
eaF Eocene
M ar n Paleocene
2500 2500 Marne a Fucoidi Late
Cretacico
Early
3000 3000 Malm
sez. B Tetto del Dogger
Lias
3500 3500 del Calcare Massiccio Giurassico

0 1 2km

Fig. 3 - Orizzonti e strutture interpretate dalle linee sismiche a disposizione (ubicazione in fig. 2; scala delle profondità in tempi doppi;
spiegazione nel testo).
– Structures and stratigraphic horizons interpreted from available seismic profiles (location of seismic profiles in fig. 2; vertical scale in two way
time; explanation in the text).

MODELLO DIGITALE DEL TERRENO E MAPPA GEOLOGICA Le mappe topografiche, digitalizzate con Autocad 12
IN 2,5D (Autodesk), sono state importate in 3DMove in formato
dxf e sono state unite tutte le isoipse a formare il model-
La visualizzazione di strutture tridimensionali da car- lo della superficie topografica (DTM) utilizzando l’algo-
te geologiche tradizionali risulta fortemente complicata ritmo «tesselation» d’interpolazione dei punti quotati.
dal rilievo topografico. L’uso di Modelli Digitali del Ter- È stata così ottenuta una maglia triangolare irregola-
reno (DTM) migliora sensibilmente la visibilità della rela- re (TIN, Triangulated Irregular Network) e la superficie
zione tra strutture geologiche anche complesse e topo- che ne deriva risulta composta da una serie di faccette
grafia oltre a rendere più facilmente riconoscibili le triangolari con ai vertici punti quotati. Ogni faccetta
principali forme del paesaggio di qualsiasi origine (tetto- triangolare risulta composta da punti interpolati.
nica, climatica, antropica, ecc.). La carta geologica, risultato del recente rilevamento
I DTM sono modelli della superficie topografica co- eseguito dal Servizio Geologico Nazionale in collabo-
struiti interpolando punti quotati misurati. La qualità di razione con l’Istituto di Dinamica Ambientale dell’Uni-
tale rappresentazione topografica dipende strettamente versità di Urbino, è stata georeferenziata e digitalizzata
dal metodo di acquisizione dei dati (rilevamento in cam- utilizzando Arcwiev (Esri) e MicroStation (Bentley) e im-
pagna, metodi fotogrammetrici), dalla loro struttura (dati portata in 3DMove in formato dxf.
lineari, dati puntuali) e dal metodo (algoritmo) d’interpo- I limiti geologici disegnati sulla mappa (strato informa-
lazione scelto per stimare la quota di punti immaginari tivo 018 della Banca Dati CARG) sono stati fusi ad una su-
posti tra quelli misurati. perficie orizzontale posta sul livello del mare. Seguendo i li-
Il DTM del Foglio Fossombrone è stato costruito miti stratigrafici tracciati, tale superficie è stata suddivisa in
usando come dati di partenza le mappe topografiche con tante aree ciascuna delle quali è stata separata dalle altre e
equidistanza tra le curve di livello paria a 10 metri. colorata secondo l’unità stratigrafica che rappresenta.

Fig. 4 - Modello geologico in 2,5 dimensioni del Foglio 280-Fossombrone visto da SO.
– View from SW of 2.5 dimensional geological model of Sheet 280-Fossombrone.

Fig. 5 - Vista da sud del modello geologico digitale in tre dimensioni del foglio 280-Fossombrone.
– View from south of the digital geological model in three dimensions of Sheet 280-Fossombrone.

Fig. 6 - a) Vista da sud del modello geologico in tre dimensioni del foglio 280-Fossombrone e del modello di superficie in 2,5 D; b) Modello
in tre dimensioni del sottosuolo visto da sud; c) Dettaglio delle strutture da raccorciamento dell’area di Fonte Corniale (settore nord-orientale
del foglio 280-Fossombrone); d) vista da est del modello.
– a) View from south of the three-dimensional geological model and skin-deep 2.5-dimensional model of Sheet 280-Fossombrone; b) view from
south of the underground 3D model; c) detailed view of Fonte Corniale thrust structures in the NE sector of the Sheet 280-Fossombrone);
d) View from east of the model.
IL FOGLIO 280-FOSSOMBRONE 3D 325

Fig. 4

Fig. 5

Fig. 6
326 F. BORRACCINI ET ALII

Le aree ottenute sono state deformate con lo stru- in superficie, sono state utili per ottenere una più netta
mento «restore», un algoritmo incluso in 3DMove studia- coerenza tra i dati di rilevamento e quelli ottenuti inter-
to per retrodeformare orizzonti geologici secondo un pia- pretando le linee sismiche.
no orizzontale o una superficie di riferimento. La sintesi delle sezioni geologiche ricavate dai dati di
In questo modo a ciascun punto delle superfici è sta- superficie con quelle profonde (interpretando le linee si-
to attribuito il valore di quota reale. smiche) ha permesso di produrre 9 transetti principali
Nel modello sono state inserite e georeferenziate an- che attraversano tutta l’area di studio con una direzione
che le giaciture degli strati («strato informativo» ST019 - perpendicolare agli assi delle strutture maggiori.
punti di osservazioni geologiche della banca dati CARG) Le sezioni così ottenute sono state digitalizzate in for-
misurate durante la campagna di rilevamento per la pro- mato raster, georeferenziate nel sistema di riferimento
duzione della carta geologica del Foglio Fossombrone in geografico UTM e vettorializzate attraverso l’utilizzo sia
scala 1:50000. di comuni comandi CAD, sia di specifici strumenti di mo-
Il risultato ottenuto è un Modello Digitale del Terreno dellazione geologica inclusi nel pacchetto applicativo.
in cui sono rappresentate le litologie e le strutture affio- Le 9 sezioni geologiche in formato dxf, sono state im-
ranti (fig. 4) e in cui è osservabile la reazione tra geologia, portate nel software di modellazione geologica 3D e quin-
rilievo topografico e strutture principali. Tale modello è di collocate in uno spazio virtuale tridimensionale geore-
detto in 2,5 dimensioni in quanto, pur contenendo infor- ferenziato insieme alle stratigrafie dei sondaggi profondi
mazioni relative alla quota degli oggetti rappresentati, non (strato informativo «ST013-risorse e prospezioni» della
è in tre dimensioni non comprendendo volumi ma essen- banca dati CARG) «Senigallia 1» e «Fossombrone 2» ese-
do costituito semplicemente da una superficie. guiti nell’area di studio.
Superfici rappresentanti faglie e orizzonti stratigrafi-
ci nel sottosuolo sono state create rispettando i vincoli
MODELLO GEOLOGICO IN TRE DIMENSIONI
dati dalle sezioni geologiche, dalle linee sismiche, dai son-
I line-drawing delle linee sismiche a riflessione, dopo daggi profondi e dalle giaciture degli strati misurate in
essere stati opportunamente digitalizzati in formato raster superficie (fig. 5).
(bitmap) attraverso uno scanner formato A0, sono stati Le linee rappresentanti i medesimi orizzonti strati-
importati in 2DMove e vettorializzati. grafici o faglie in sezioni vicine sono state unite una ad
Le sezioni geologiche ottenute sono state georeferen- una a formare superfici attraverso gli strumenti creando
ziate (sistema di proiezione cartografica UTM-Universal così una prima rappresentazione 3D dell’area.
Transverse Mercator) usando come punti di riferimento Nel creare modelli di aree estese, come nel caso del
geografico gli shot points delle linee sismiche originali. foglio Fossombrone, si incontra spesso il problema relati-
Gli orizzonti stratigrafici che compaiono in queste se- vo alla non continuità delle superfici tra le sezioni di par-
zioni geologiche preliminari coincidono con i principali tenza. Pertanto si è reso talvolta necessario inserire nel
riflettori interpretati dalle linee sismiche. modello alcune linee ausiliarie che rappresentano le ter-
A ciascuna sezione geologica è stato collegato un data- minazioni delle faglie e alle quali agganciarsi per ottene-
base con le caratteristiche di porosità, coefficiente di profon- re la chiusura delle strutture. Per situazioni ancor più
dità, velocità sismica, gradiente di velocità (K Value) ed età, complesse si sono dovute inserire intere sezioni ausiliarie
relativi ad ciascun orizzonte stratigrafico interpretato. tra quelle di partenza per avere ulteriori linee di «appog-
Il database contiene le informazioni relative a ciascun gio» nella creazione di superfici.
orizzonte stratigrafico necessarie per effettuare operazio- Avere un modello graficamente corretto e con volumi
ni quali la conversione delle sezioni geologiche da tempi esattamente chiusi non è un prerequisito per l’applicazio-
a profondità (velocità sismica iniziale «V0» e gradiente di ne degli algoritmi di retrodeformazione ed analisi strut-
velocità con la profondità «K Value»), la decompattazione turale. Comunque, un modello corretto ha sicuramente
(Porosità e Coefficiente di Profondità) e la «burial history» vantaggi nella visualizzazione e l’avere intersezioni esatte
(Età degli orizzonti). tra orizzonti e faglie permette il calcolo automatico con
Le sezioni geologiche sono state convertite automati- appositi strumenti sia dei profili dei rigetti delle faglie, sia
camente da tempi a profondità utilizzando un’algoritmo dei volumi.
di conversione (depth convertion) basato sulla funzione L’aggiustamento delle intersezioni tra le superfici è
stato eseguito attraverso varie procedure, alcune delle
kt
Z=V*(e
0 –1)/k quali prevedono l’utilizzo di strumenti appositamente
progettati ed altre l’utilizzo di normali strumenti di CAD.
dove Z è la profondità (m); V0 è la velocità sismica ini-
ziale (m/s); k è il gradiente di velocità con la profondità e
t è il tempo di percorrenza dell’onda (s). OSSERVAZIONI ED ANALISI
Le velocità sismiche utilizzate per la conversione da SUL MODELLO GEOLOGICO IN 3D
tempi a profondità sono quelle medie di ciascuna forma-
zione desunte dalla letteratura e come gradiente di velo- Il modello geologico tridimensionale completo (costi-
cità rispetto alla profondità è stato impostato un valore tuito dall’unione del modello del sottosuolo con la mappa
fisso pari a 0,5. geologica in 2,5D) del Foglio 280-Fossombrone (fig. 6a),
Altre sezioni geologiche pellicolari, sempre orientate permette di fare in maniera immediata osservazioni sulla
in direzione SO-NE e aventi la traccia coincidente con struttura dell’area e, attraverso l’applicazione di specifici
quella delle principali linee sismiche, sono state disegna- algoritmi, di analizzare vari aspetti sia geomorfologici sia
te partendo dalla carta geologica (scala 1:25000) del Fo- di singole strutture.
glio 280-Fossombrone, risultato del recente rilevamento Sul modello geologico in tre dimensioni, costruito se-
eseguito nell’area. Tali sezioni, derivanti dai dati rilevati condo la procedura descritta, è stato possibile eseguire
IL FOGLIO 280-FOSSOMBRONE 3D 327

Fig. 7 - Esempio dell’analisi di Allan per la caratterizzazione della faglia che borda il fianco nord-orientale dell’anticlinale dei Monti della
Cesana. Nella finestra principale è mostrato il modello dell’anticlinale e le linee di cut-off sulla faglia relative al tetto della formazione del
Calcare Massiccio. La finestra in basso a sinistra mostra l’andamento nello spazio delle linee di cut-off mentre quella di destra il grafico di
separazione delle stesse e il valore dei rigetti lungo la faglia.
– Allan analysis of the thrust fault which cuts the north-eastern limb of the Monti della Cesana anticline. The main window shows the model
of the anticline and the thrust fault with cut-off lines of the top of Calcare Massiccio fm. The window on the left side shows the trend of the
cut-off lines. On the right side is shown the separation diagram and the values of heave, throw and slip along the fault.

una serie di analisi geomorfologiche, geologico-struttura- Sulle stesse macroanticlinali è stato applicato un meto-
li e idrologiche. Oltre agli algoritmi specifici per la retro- do automatico per l’analisi della cilindricità delle pieghe con
deformazione ed il bilanciamento in tre dimensioni se- lo scopo di individuare il trend principale delle strutture.
condo vari modelli di deformazione dei corpi rocciosi, il Analisi della migrazione dei fluidi e dei sedimenti in
pacchetto applicativo utilizzato include infatti utili stru- superficie hanno permesso inoltre di caratterizzare i si-
menti di caratterizzazione geometrica (qualitativa e quan- stemi idrologico e deposizionale dell’area.
titativa) dei modelli.
Con tali strumenti è stato possibile caratterizzare le
OSSERVAZIONI STRUTTURALI
zone di faglia quantificando slip e rigetti variabili lungo
la direzione e costruire sezioni geologiche e structure con- Osservando il modello da Sud-Est risulta subito evi-
tour maps delle principali pieghe dell’area di studio dal dente come il settore occidentale dell’area di studio sia in-
modello 3D. teressato da una struttura a pieghe e sovrascorrimenti che
Sulle anticlinali dei Monti della Cesana e di Monte caratterizza il multilayer carbonatico mesozoico-eocenico
Paganuccio-Monte Pietralata sono state eseguite le anali- (fig. 6b) e i sovrastanti depositi terrigeni di avanfossa
si della deformazione e della curvatura delle superfici al miocenica.
fine di individuare le zone maggiormente deformate e La macroanticlinale delle Cesane e quella di Monte
fratturate. Paganuccio-Monte Pietralata appaiono bordate da thrust
328 F. BORRACCINI ET ALII

Fig. 8 - Analisi della curvatura semplice (a sinistra) e gaussiana (a destra) della superficie rappresentante il tetto della formazione del
Calcare Massiccio nel settore occidentale del foglio Fossombrone (in grigio chiaro le zone a più alta curvatura).
– Simple curvature analysis (on the left side) and gaussian curvature analysis (on the right side) of the surface representing the top of Calcare
Massiccio fm in the western sector of the study area (high curvature areas in light grey).

e back-thrust verosimilmente associati ad un livello di I valori misurati indicano che la faglia presenta riget-
scollamento profondo passante nelle anidriti triassiche di to variabile lungo la sua direzione e che i valori di heave
Burano (fig. 6b). (rigetto verticale) e throw (rigetto orizzontale) sono mas-
Strutture compressive piuttosto complesse orientate in simi nella zona centrale della struttura, dove l’anticlinale
direzione NO-SE sono osservabili nel settore nord orien- è incisa dalla valle del Fiume Candigliano, e decrescono
tale del modello (fig. 6c). Sono costituite da due thrust progressivamente procedendo verso NO e verso SE.
paralleli a cui sono associati back-thrust superficiali a Nella zona di studio, il rigetto orizzontale medio del-
formare due «pop-up structures» contigue. la faglia risulta essere di circa 75 metri mentre quello ver-
Il multilayer carbonatico e i depositi di avanfossa pro- ticale di circa 100 metri per uno spostamento medio lun-
gradano verso est dove vengono sepolti dai sedimenti tra- go il piano pari a 125 metri circa.
sgressivi pliocenici. Nella zona esterna, i thrusts legati alla I dati di separazione, così calcolati, possono essere
costruzione della catena appenninica risultano a luoghi utilizzati per avere i profili di rigetti variabili necessari
suturati dai depositi marini pliocenici. per la retrodeformazione cinematica e, laddove è possibi-
Evidenti discordanze stratigrafiche erosive tra i depo- le definire il periodo di attività della faglia, per il calcolo
siti pliocenici e le sottostanti unità di avanfossa miocenica degli slip rate.
caratterizzano il settore esterno del Foglio Fossombrone
(fig. 6b) dove, a luoghi, troncano il tetto della Formazione
Gessoso-solfifera (Messiniano medio). ANALISI DELLA CURVATURA DELLE SUPERFICI

Per analizzare lo strain e predire la fratturazione dei


ANALISI DI ALLAN corpi rocciosi è stata studiata la curvatura delle superfici
piegate (LISLE, 1994). L’individuazione, attraverso questo
La fig. 7 mostra i risultati dell’applicazione del meto- metodo, delle aree maggiormente deformate e fratturate
do delle linee di Allan alla faglia inversa che borda a può essere di notevole aiuto per la caratterizzazione e
Nord-Est l’anticlinale di Monte Paganuccio-Monte Pietra- sfruttamento sia degli acquiferi sia dei reservoir di idro-
lata. Tale struttura compressiva (fig. 7, in alto a sinistra) carburi fratturati.
interessa la parte Sud-occidentale dell’area di studio, è Utilizzando specifici algoritmi è stato possibile ese-
orientata in direzione NO-SE e immerge a SO con un an- guire misure della curvatura sia secondo il modello sim-
golo di inclinazione di circa 45°. ple sia secondo quello Gaussiano.
Utilizzando lo strumento «Allan Mapper» di 3DMove La curvatura semplice da una misura del tasso di va-
sono state tracciate sulla faglia le linee di cut-off del riazione della pendenza lungo una superficie. Questa è cal-
footwall e dell’hanging-wall relative al tetto della Forma- colato per ciascun vertice della superficie prendendo le
zione del Calcare Massiccio (fig. 7, in basso a sinistra). La normali di ciascuno dei sei triangoli che circondano il pun-
finestra di destra, in fig. 7, mostra il grafico della separa- to e calcolando una normale media per il vertice. La media
zione tra il footwall cut-off e l’hanging-wall cut-off calco- è pesata per tenere conto delle diverse dimensioni dei
lato secondo una direzione di trasporto SO-NE. Nella par- triangoli. Il valore della curvatura è calcolato in funzione
te bassa della stessa finestra sono elencati i risultati del della divergenza angolare tra la normale media del vertice
calcolo dei rigetti (orizzontale e verticale) e dello sposta- e le normali relative ai triangoli che circondano lo stesso.
mento lungo il piano di faglia (slip) misurati in 28 punti La curvatura Gaussiana è invece una misura della
lungo la direzione della struttura. forma di una superficie piegata in tre dimensioni. Lo
IL FOGLIO 280-FOSSOMBRONE 3D 329

Fig. 9 - Risultati dell’analisi della migrazione dei fluidi e dei sedimenti in superficie applicata al settore dei Monti della Cesana: a) vista in
pianta del DTM con il sistema di drenaggio; b) vista da NO; c) vista in pianta del sistema di drenaggio e dei bacini idrografici; d) vista da NO.
– Fluid and sediment migration analysis. a) Map view of the DTM with «flow pathway» system; b) viewed from NW; c) Map view of the drainage
system with catchment areas; d) Viewed from NW.

straining delle superfici durante la loro curvatura dipen- Il calcolo della curvatura Gaussiana avviene determi-
de infatti dalla forma in 3 dimensioni della piega e, in nando l’incongruenza angolare (angular defect) generata
particolare dalla curvatura Gaussiana calcolata sui punti appiattendo una griglia triangolare 3D.
della superficie piegata. La mappa della curvatura Gaus- Angular defect = 2 π - Σ angoli.
siana delle superfici piegate è molto utile per predire la Curvatura Gaussiana = angular defect/Σ aree dei trian-
densità di strutture sub-sismiche legate allo strain così goli.
come la fatturazione a piccola scala. La formazione di vuoti tra i triangoli indica una cur-
La curvatura Gaussiana in un punto dato è definita vatura positiva (domo), mentre la sovrapposizione una
come il prodotto delle due principali curvature (la massi- curvatura negativa (bacino). La magnitudo della curva-
ma e la minima) che sono ortogonali l’una rispetto all’al- tura (entità della sovrapposizione o del vuoto), può esse-
tra (LISLE, 1994). re visualizzata sulla superficie attraverso una gamma di
La curvatura Gaussiana di pieghe cilindriche (come colori.
ad esempio quelle prodotte in situazioni di thin-skinned
tectonic con superfici di faglia piane) è uguale a zero per L’analisi della curvatura è stata applicata al tetto del-
definizione mentre è molto elevata per strutture non ci- la Formazione del Calcare Massiccio nella zona che com-
lindriche come i domi salini. Il calcolo della curvatura prende le macroanticlinali di Monte Pietralata-Monte Pa-
Gaussiana prevede la misura delle aree dei triangoli adia- ganuccio e dei Monti della Cesana al fine di individuare
centi al vertice dato e dei relativi angoli. le zone maggiormente deformate. Le figg. 8a e 8b mo-
330 F. BORRACCINI ET ALII

strano rispettivamente i risultati dell’analisi della curva- Il percorso potenziale dei sedimenti è definito dalle li-
tura semplice e di quella Gaussiana. nee di flusso generate in una sorgente puntuale o areale
I risultati sono sufficientemente congruenti e mostra- e che seguono la linea di massima pendenza fino a rag-
no che le aree di massima deformazione sono situate nel- giungere i depocentri locali. I bacini idrografici sono de-
le zone di cerniera delle anticlinali e, ancor più, nella finiti e delimitati dalle linee spartiacque mentre, i depo-
stretta sinclinale che le divide. centri sono identificati come i punti a più bassa quota
all’interno di ogni area di drenaggio.
Il pattern di migrazione dei sedimenti è mostrato nel-
ANALISI DELLA CILINDRICITÀ DELLE SUPERFICI la fig. 9a.
Tale figura rappresenta una vista in pianta dell’area di
L’analisi della cilindricità delle strutture, eseguita sul-
studio in cui le quote sono mostrate secondo una scala di
la parte Sud-occidentale del modello, ha permesso di cal-
colori e il reticolo idrografico in bianco. La vista prospet-
colare il vettore cilindrico medio (Average Cylindrical Vec-
tica del DTM, mostrata nella fig. 9b, evidenzia meglio la
tor) delle superfici piegate e quindi di definire il trend
relazione tra il reticolo idrografico elaborato e le forme
generale delle strutture.
del rilievo.
Il vettore cilindrico medio corrisponde all’asse medio
La fig. 9c riporta una veduta in pianta della superfi-
della piega (o delle pieghe) e coincide con il polo del pia-
cie topografica con i bacini idrografici, mentre la figura
no di best-fit delle linee perpendicolari ai triangoli costi-
9d mostra, in veduta prospettica, sia i bacini idrografici,
tuenti la superficie piegata.
sia il potenziale percorso dei sedimenti. I cubi nelle figg.
L’analisi della cilindricità compara l’orientazione del-
9c e 9d rappresentano potenziali «Nick Points» (punti
le normali alla superficie piegata con l’orientazione del
lungo il bordo di un bacino idrografico che hanno il più
vettore cilindrico medio. Una normale alla superficie che
basso valore di quota condiviso con un bacino limitrofo),
forma un angolo di 90° rispetto al vettore cilindrico me-
mentre le sfere rappresentano i depocentri.
dio ha un attributo di deviazione (deviation attribute)
L’analisi del percorso dei sedimenti e dei bacini idro-
uguale a zero.
grafici produce una serie di informazioni statistiche qua-
Superfici irregolari e non cilindriche hanno normali
li l’area di ciascun bacino, il volume massimo di sedi-
che non ricadono esattamente nel piano di best-fit. La de-
menti che ogni bacino può ospitare, la posizione dei
viazione angolare delle normali rispetto al piano di best-
depocentri e dei «nick points».
fit è quantificata dal valore dell’attributo di deviazione
I risultati di analisi di questo tipo risultano utili sia
(deviated attribute value) che può essere visualizzato at-
nella riduzione dei rischi idrogeologici, sia nella pianifi-
traverso la variazione di colore sulla superficie o esporta-
cazione di interventi quali la costruzione di infrastruttu-
to come attributo in un file ASCII.
re viarie o discariche.
L’algoritmo usato per il calcolo della cilindricità, ef-
fettua una media pesata per far si che i triangoli più gran-
di abbiano una maggiore influenza sulla determinazione
del vettore cilindrico medio di quanto non facciano i CONCLUSIONI
triangoli piccoli.
La differenza angolare media tra le superfici e il vet- Il modello geologico in tre dimensioni del Foglio Fos-
tore cilindrico medio è quantificata dalla deviazione an- sombrone è un prototipo creato al fine di definire e speri-
golare (Angular Deviation) e mostrata in gradi nel Cylin- mentare una procedura per la modellazione 3D applicabi-
drical analysis toolbox. le a vari contesti geologici esistenti sul territorio nazionale.
L’analisi della cilindicità, effettuata sulle strutture che
– La qualità del modelli geologici tridimensionali crea-
ricadono nella parte Sud-orientale del Foglio 280-Fos-
ti secondo la procedura descritta è proporzionale alla qua-
sombrone, ha permesso di identificare un vettore cilin-
lità e quantità dei dati disponibili. La buona quantità di
drico medio sub-orizzontale (dip = 0°,33) orientato verso
dati relativi al Foglio Fossombrone ha permesso comun-
NO (azimuth = N 305°). Le macroanticlinali di Monte Pa-
que la creazione di un modello la cui attendibilità è suffi-
ganuccio-Monte Pietralata e dei Monti della Cesana, che
cientemente alta in ogni settore. La carenza di qualità del-
ricadono nella zona analizzata, sono risultate essere strut-
le linee sismiche nelle zone più prossime alla catena,
ture quasi cilindriche in quanto, la deviazione angolare
infatti, è stata compensata dalle buone condizioni di af-
delle superfici che le costituiscono rispetto al vettore ci-
fioramento che hanno permesso di avere comunque suffi-
lindrico medio non è stata quantificabile perché molto
cienti vincoli per la ricostruzione delle superfici geologi-
piccola.
che nel sottosuolo mentre, nel settore orientale del foglio,
la grande quantità di dati geofisici ha permesso di defini-
ANALISI DELLA MIGRAZIONE DEI FLUIDI IN SUPERFICIE re e rappresentare con buona precisione la struttura
dell’area nonostante le scarsa presenza di affioramenti.
Analisi della migrazione dei fluidi e dei sedimenti sono – Questo lavoro ha permesso anche di sperimentare
state eseguite sulla porzione del Modello Digitale del Ter- l’utilizzo dei dati contenuti nella Banca Dati Geologica del
reno (DTM) relativa ai Monti delle Cesane al fine di ca- Programma CARG ai fini della costruzione di modelli geo-
ratterizzare i sistemi idrologico e deposizionale dell’area. logici tridimensionali. La Banca Dati Geologici del Pro-
Tale analisi è stata eseguita attraverso l’applicazione gramma CARG ha dimostrato di contenere potenzialmen-
di algoritmi per la modellazione della migrazione dei flui- te le informazioni necessarie per la realizzazione di
di (fluid migration) che, purtroppo, si basano esclusiva- ricostruzioni e modelli geologici in tre dimensioni. L’uti-
mente su aspetti geometrici e sugli effetti della forza gra- lizzo di alcuni strati informativi (ST027-tracciati geologici
vità trascurando altri fattori come la permeabilità e la e geofisici; ST013-Risorse e prospezioni) è stato però pos-
pressione. sibile solo dopo un opportuno lavoro di integrazione ed
IL FOGLIO 280-FOSSOMBRONE 3D 331

elaborazione del dato contenuto. In effetti, all’interno de- Grazie ad un anomino revisore per le utili osservazioni che han-
gli strati informativi citati sono presenti solo l’ubicazione no permesso di migliorare sia il testo sia le figure e al Prof. Luigi Car-
mignani per i gratificanti commenti oltre che per la sua revisione.
dei tracciati delle sezione e dei log dei sondaggi. Si pro- Il Lavoro è stato eseguito con i fondi della convenzione tra il
pone quindi un’implementazione della banca data che pre- Centro di Oceanografia e Geologia Ambientale dell’Università di Ur-
veda l’inserimento nella stessa delle sezioni geologiche (in bino e l’APAT (ex-Servizio Geologico Nazionale) per il «Progetto di
numero adeguato), di profili sismici, di log di pozzo, ecc. Cartografia geologica tridimensionale nazionale».
– La costruzione del modello è stata resa piuttosto
agevole dagli applicativi specifici utilizzati (2DMove e
3DMove della Midland Valley Exploration Ltd.). Meno OPERE CITATE
agevole è stato l’editing dello stesso dovendo spesso ela-
borare più volte le superfici create. AA.VV. (1997) - Carta geologica d’Italia 1:50000 - Banca dati geologi-
ci - Linee guida per l’informatizzazione e l’allestimento per la
– L’utilizzo di specifici algoritmi per l’analisi dei mo- stampa della banca dati. Quaderni del Servizio Geologico Na-
delli geologici 3D hanno fornito nuove informazioni di zionale, Serie III, n° 6.
carattere geologico-strutturale e geomorfologico su que- BARCHI M., MINELLI G. & PIALLI G. (1998) - The CROP03 profile: a
sto settore del Foglio Fossombrone. synthesis of results on deep structures of the Northern Appen-
– La caratterizzazione, attraverso le linee di Allan, nines. Mem. Soc. Geol. It., 52, 383-400.
delle faglie è risultato essere un utile strumento per la CITA M.B. (1982) - The Messinian salinity crisis in the Mediterranean:
quantificazione dei rigetti delle faglie che, se applicato a a review. A.G.U. Geodynamics Series, 7, 113-140.
strutture potenzialmente sismogenetiche e con il suppor- COWARD M.P., DE DONATIS M., MAZZOLI S., PALTRINIERI W. &
WEZEL F.C. (1999) - The frontal part of the northern Apennine
to di vincoli temporali, fornirebbe informazioni sugli slip-
foreland fold and thrust belt in the Romagna-Marche area (Italy):
rate delle stesse con conseguente beneficio nella valuta- shallow and deep structural styles. Tectonics, 18 (3), 559-574.
zione della pericolosità sismica di un’area. DE DONATIS M. (2001) - Three-dimensional visualisation of the Neo-
– L’analisi della cilindricità di alcune strutture nel Fo- gene structures of an external sector of the northern Apennines,
glio Fossombrone ha permesso di definire il trend gene- Italy. AAPG Bulletin, 95 (3), 419-431.
rale delle stesse e di individuare un asse medio delle prin- DE DONATIS M., JONES S., PANTALONI M., BONORA M., BORRACCINI
cipali pieghe (Average Cylindrical Vector). F. & D’AMBROGI C. (2002) - A National Project on Three-Dimen-
– L’ubicazione delle zone maggiormente fratturate dei sional Geology of Italy: Sheet 280-Fossombrone in 3D. Episodes,
25 (1), 29-32.
corpi rocciosi, definita attraverso l’analisi della curvatura
DE DONATIS M. & MAZZOLI S. (1994) - Kinematic evolution of thrust-
delle superfici, fornisce informazioni utili per lo sfrutta- related structures in the Umbro-Romagnan parautochthon
mento di risorse del sottosuolo quali le acque (acquiferi (Northern Apennines, Italy). Terra Nova, 6, 563-574.
fratturati), gli idrocarburi (reservoir fratturati) e gli inerti DE DONATIS M., MAZZOLI S., PALTRINIERI W. & WEZEL F.C. (1995)
da costruzione. - Evoluzione tettonica dell’avanfossa appenninica marchigiano-
– L’analisi della migrazione in superficie dei fluidi e romagnola dal Miocene superiore al Pleistocene. Studi Geologici
dei sedimenti eseguita sul Modello Digitale del Terreno Camerti, vol. speciale, 359-371.
permette di definire il reticolo e i bacini idrografici po- DEIANA G. & PIALLI G. (1994) - The structural provinces of the Umbro
Marchean Appennines. Mem. Soc. Geol. It., 48, 473-484.
tenziali oltre che individuare i depocentri locali e quindi
GANDOLFI G., PAGANELLI L. & ZUFFA G.G. (1983) - Petrology and dis-
le zone con più alta pericolosità idrogeologica.
persal pattern in the Marnoso-Arenacea Formation (Miocene,
– La diffusione del modello dovrebbe essere effettua- Northern Apennines), Journ. Sed. Petr., 53, 493-507.
ta tramite rete internet. Per questa esistono alcuni for- JAMISON W.R. (1987) - Geometric analysis of fold development in
mati interattivi quali il .vrml. Per esportare il modello oc- overthrust terranes. J. Struct. Geol., 9, 207-219.
corrono però altri applicativi che rendono più agevole il LAVECCHIA G. (1988) - The Tyrrenian-Appennines System: structural
rendering, la creazione di filmati e/o l’esportazione in for- setting and seismotectogenesis. Tectonophysics, 147, 263-296.
mati adeguati all’interazione via web. LISLE R.J. (1994) - Detection of zones of abnormal strains in structures
I modelli geologici tridimensionali sono di più facile using Gaussian curvature analysis. AAPG Bulletin, 78, 1811-1819.
lettura e comprensione rispetto alle più tradizionali tecni- MALINVERNO A. & RYAN W.B.F. (1986) - Extension in the Tyrrhenian
che di visualizzazione usate in Geologia e pertanto rappre- Sea and shortening in the Appennines as result of arc migration
driven by sinking of the lithosphere. Tectonics, 5, 227-245.
sentano un ottimo strumento di divulgazione scientifica.
MCNAUGHT M.A. & MITRA G. (1993) - A kinematic model for the ori-
gin of footwall synclines. J. Struct. Geol., 15, 805-808.
RINGRAZIAMENTI SAVELLI D., DE DONATIS M., MAZZOLI S., NESCI O., TRAMONTANA M.
& VENERI F. (2002) - Evidence for Quaternary faulting in the
Gli autori intendono ringraziare l’ENI-Divisione Agip nelle per-
Metauro River basin (Northern Marche Apennines). Boll. Soc.
sone di Mario Bello, Saverio Merlini e Livio Burbi per aver permes-
so la consultazione dei dati di sottosuolo. Geol. It., Volume speaciale n. 1, 931-937.
Un riconoscimento particolare va a Alan Gibbs, Massimo Bo- SLATT R.M., THOMASSON M.R., ROMIG P.R., PATERNACK E.S.,
nora e Ros Russell della Midland Valley Exploration Ltd. per aver BOULANGER A., ANDERSON R.N. & NELSON H.R. (1996) - Visua-
messo a disposizione i software e per la consulenza fornita durante lization technology for the Oil and Gas Industry: Today and
la realizzazione del modello. Tomorrow. AAPG Bulletin, 80 (4), 453-459.

Manoscritto pervenuto il 29 Settembre 2003; testo approvato per la stampa il 13 Aprile 2004; ultime bozze restituite il 24 Maggio 2004.