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Come avrete notato ho cambiato la “testata” della rubrica.

Questo nuovo logo ha una storia: uno di Voi attraverso una mail anonima me lo ha inviato, facendomene dono.
Inaspettatamente. E proponendolo al posto dell’anonima tazzina di prima. Lo ringrazio attraverso questa nota e con piacere lo inserisco come nuovo logo!

Sul pensiero laterale


“Professore potrei dimostrare il teorema di unicità in un altro modo,
partendo dalla distanza tra L1 ed L2?”
“ Se all’esame di sceglie una strada diversa di dimostrazione, a Lei va
bene lo stesso?”
Queste sono domande che nei giorni scorsi mi sono pervenute da due
Vostri compagni.
La risposta che ho dato forse merita un approfondimento: proprio
perché all’inizio del corso ho sostenuto che il fine di un corso è quello,
prima di tutto, di “cambiare, almeno un po’, il Vostro sguardo sul
mondo”, sarei decisamente incoerente se avessi risposto di no.
Se avessi sostenuto che dovete riportare esattamente, sempre e
soltanto, la dimostrazione che ho proposto io a lezione!

Vi riporto un aneddoto, attribuito impropriamente a Rutherford, con il suo studente Bohr, che credo possa
far riflettere.
La storia fu riferita autenticamente dal prof. Alexander Calandra, docente di fisica e accreditato scienziato
della Chicago University, ex-assistente del prof. Enrico Fermi. Vale la pena, a mio avviso, di essere letta.

FACOLTA’ DI INGEGNERIA – ESAME DI FISICA


All'esame orale di Fisica 1, ad uno studente venne chiesto di esporre un metodo per determinare l'altezza
di un edificio con l'ausilio di un barometro.
Dopo una breve riflessione, lo studente rispose: <<Porto il barometro
sul tetto, lo attacco ad un filo, lo calo fino a terra, lo riporto su e
misuro la lunghezza del filo che sarà uguale all'altezza del palazzo>>.
"Perfetto, tutto corretto" rispose il professore. <<Ma questa risposta
non evidenzia alcuna conoscenza della fisica. Mi presenti un altro
metodo.>>
<<D'accordo. Allora porto il barometro in cima all'edificio e lo lascio
cadere. Misurando il tempo di caduta e utilizzando la formula
s=1/2gt^2 (trascuro la resistenza dell'aria), ricavo lo spazio percorso
dall'oggetto e quindi l'altezza dell'edificio.>>
<<Ah, e lei mi distrugge in questo modo un barometro? Metta il caso
che lei abbia tra le mani un prezioso e raro barometro
dell'Ottocento…>>
<<Allora, salgo sul tetto, lego il barometro all'estremità di una corda e
lo faccio oscillare come un pendolo. Dal periodo di oscillazione del
pendolo, deduco la lunghezza della corda e quindi l'altezza del
palazzo.>>
<<Senta, lei insiste con questa corda (o filo). L'edificio è alto, potrebbe
essere anche un grattacielo. Ha idea di quanta corda avrebbe
bisogno?>>
<<Benissimo, capisco. Non ho
bisogno di corda e nemmeno di
salire sul tetto. Attendo una
giornata di sole, metto il
L’INFINITO e IL TRASCURABILE
barometro in posizione verticale,
Ieri dopo aver parlato di o-piccolo e calcolo l'altezza del barometro, la
di trascurabilità “alla Landau” uno lunghezza della sua ombra
proiettata e dell'ombra del
di Voi si è avvicinato alle lavagne è
grattacielo: con una semplice
mi ha chiesto:
proporzione (sfruttando la
” Prof. ma che cosa è trascurabile e che
similitudine) risalgo all'altezza del
cosa non lo è? C’è un criterio…”
grattacielo>>.
La risposta esatta è dipende!
<<Giusto ma questo è un metodo
Dipende, molto banalmente, dal
squisitamente matematico. Cosa
contesto. O meglio dal “confronto”.
fa, vuole emulare Talete?>>
Tutte le cose sotto i nostri occhi si
Lo studente cominciò a perdere la pazienza.
annientano, sono nulla, ad esempio,
<<Se l'edificio ha una scala esterna, posso segnare sul muro
se comparate a dimensioni siderali.
ripetutamente la lunghezza del barometro e contare quante tacche
Gli slanci dell’uomo verso l’infinito
ho fatto. Moltiplico il numero delle tacche per...>>
e l’eterno sono testimonianza di un
Il professore lo interruppe bruscamente.
anelito innato della nostra mente a <<Metodo diretto ma poco sofisticato. Davvero lei non conosce un
ciò che rende trascurabili i nostri metodo che faccia uso "proprio" del barometro?>>
limiti, i nostri ordini di grandezza. <<Senta professore. Certo che lo conosco. Lei vuole la seguente
Rispetto al quale, peraltro, le risposta canonica: misuro la differenza di pressione atmosferica al
risposte trascendono il senso della suolo e sul tetto, ricavando così l'altezza dell'edificio. Ma
matematica e della scienza stessa. francamente sono stanco di docenti che cercano di insegnarmi
come pensare. Anzi, sa che le dico? Ci sarebbe un altro metodo, di
Vi lascio un link ad un filmato di 6 gran lunga più efficace. Vado in portineria, busso al custode e gli
minuti che dà bene il senso del chiedo: "Senta, lo vede questo prestigioso e costosissimo
sovrastante (e forse inquietante) barometro? E' suo se mi rivela quanto è alto questo edificio.>>
interminato spazio, rispetto al quale
anche la nostra terra con tutto Nella vita quasi mai i problemi si presentano in forma standard.
quanto contiene diventa Occorre saper decidere il giusto punto di attacco dal quale
trascurabile. risolvere ogni questione non banale: pensare in modo creativo,
Se volete diventa o piccolo! "laterale", sfruttare ogni mezzo a disposizione, anche rompendo gli
schemi, esplorando vie e possibilità non ovvie. Inedite. Inesplorate.
Ecco il link: “Viandante la via non esiste. La la si fa con l’andare.”
https://www.youtube.com/watch?v=GoW
E questa è la nostra straordinaria forza di pensiero. Non altro.
Tf7hTGA
PC

Ripeto il link sopra, per esteso:

https://www.youtube.com/watch?v=GoW8Tf7hTGA
Nuovo teorema per il gruppo dei TEMERARI

ENUNCIATO: tutti i triangoli sono isosceli

G
F
E

B C
D

Dimostrazione: Sia dato un triangolo qualunque ABC e sia D il punto medio di BC (mi scuso per il disegno
ottenuto con l’editor grafico di Word!). Si denomini con E il punto medio di incontro della bisettrice di A e
della perpendicolare in D al lato BC.

Da E si conducano la perpendicolari EF al lato AB e la perpendicolare EG al lato AC del triangolo. I due


triangoli FEA e EGA sono congruenti, per il secondo criterio (elementi di Geometria di Euclide) di congruenza
in quanto hanno entrambi un angolo retto, hanno l’ipotenusa EA in comune e gli angoli in A congruenti in
quanto, per costruzione EA biseziona l’angolo A.

Come conseguenza si ha che AF=AG e EF=EG.

Anche i triangoli BDE e DEC risultano congruenti per il primo criterio di congruenza. Hanno infatti entrambi
un angolo retto in D, inoltre BD=DC in quanto per costruzione D è punto medio di BC e infine DE in comune.
Dunque si avrà BE=CE.

Ora anche i triangoli BEF e EGC sono congruenti in quanto rettangoli in F e G, con due lati rispettivamente
congruenti: BE=EC e FE=EG. Ne possiamo dedurre che FB=GC.

Quindi, dato che AB ed AC risultano somma di segmenti tra loro congruenti ( rispettivamente BF+FA e
AG+GC) , ne consegue che AB=AC e quindi che il triangolo è isoscele con base BC. C.V.D.