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Knee System SL

®
MIT-K
Tecnica mininvasiva
® ®
per protesi totale di ginocchio GEMINI SL

Tecnica chirurgica
Presentato da:

Link Italia S.P.A.


Via Cascina Belcasule, 11 · 20141 Milano, Italy
Tel. +39 02 53 54 21
Fax +39 02 53 54 23 50
E-mail: linkital@tin.it
Descrizione del sistema
Sommario

®
Knee System SL

®
MIT-K

Controindicazioni
Indicazioni,
Tecnica mininvasiva
® ®
per protesi totale di ginocchio GEMINI SL

Descrizione del sistema


®
02 Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

Tecnica chirurgica
® ®
03 GEMINI SL Total Knee Replacement
07 Indicazioni/Controindicazioni
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Tecnica chirurgica MIT-K
08 Pianificazione preoperatoria
09 Approccio
10 Preparazione del piatto tibiale
16 Preparazione della resezione femoro – distale

Informazioni supplementari
(intercapedine di estensione)
20 Esaminazione dell’intercapedine di estensione e degli assi
21 Preparazione finale del femore
26 Riduzione di prova
30 Impianto
32 Test funzionale

33 Informazioni supplementari

Informazioni importanti
Informazioni importanti

34 Indicazioni e controindicazioni specificate


35 Informazioni importanti per l’uso dei nostri impianti

01 |
Descrizione del sistema

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Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

• Precisa e conservativa

• Impianto preciso con conservazione del tessuto

Il successo dell’artroplastica totale del ginocchio dipende da:

• allineamento corretto dell’asse dell’arto inferiore;


• buon equilibrio di tessuti molli;
• fissazione primaria stabile dell’impianto.

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La tecnica mininvasiva MIT-K è un intervento che conserva il tessuto per
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l’impianto della protesi GEMINI attraverso una piccola incisione. La differenza
di questa tecnica consta nel fatto che permette di conservare muscoli, tendini
e legamenti con una minore perdita ematica sia durante sia dopo l’intervento chirurgico.

La strumentazione di nuova conce-


zione allo stato dell’arte e il sistema
di navigazione opzionale compute-
rizzato BLU-IGS (di Orthokey) facili-
tano l’allineamento preciso degli assi
e il posizionamento delle guide di
resezione. Gli strumenti sono compatti e quindi
non urtano contro il tessuto molle circostante.

Queste caratteristiche garantiscono la massi-


ma durata dell’articolazione artificiale e un
funzionamento ottimale; inoltre, la tecnica
mininvasiva consente tempi di convalescenza
minori.

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Descrizione del sistema
Descrizione del sistema

® ®
Protesi totale di ginocchio GEMINI SL

® ®
La protesi totale di ginocchio LINK GEMINI con i suoi impianti e strumenti specifici
® ®
fa parte del concetto LINK SL Knee Family

®
SL sta per System-integrated SoLution (soluzione integrata nel sistema):

Controindicazioni
• qualsiasi componente dell’impianto può essere combinato con qualsiasi altro

Indicazioni,
componente del sistema;
• sistema unico per impianto standard e revisione.

I criteri essenziali per ottenere buoni risultati nell’artroplastica del


ginocchio sono fissazione a lungo termine, componenti dell’impianto
anatomicamente corrette e una tecnica d’impianto riproducibile.
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L’impianto per ginocchio LINK GEMINI per la sostituzione prima-
ria cementabile o senza cemento di ginocchia danneggiate com-
bina principi di progettazione comprovati e testati, ma anche innovativi.

Tecnica chirurgica
La progettazione delle componenti femorali e tibiali e un’ampia scelta di
misure garantisce la stabilità primaria. Le componenti tibiali sono disponibili
con un anello mobile o un anello fisso. La finitura ottimale della superficie e il
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nostro doppio rivestimento TiCaP (titanio/fosfato di calcio) forniscono una
fissazione secondaria per l’impianto senza cemento.

Informazioni supplementari
Informazioni importanti

03 |
Descrizione del sistema

® ®
Protesi totale di ginocchio GEMINI SL

Flessibilità
Le resezioni realizzate per la protesi totale del ginocchio
®
GEMINI consentono al chirurgo di passare in via intra-
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operatoria agli impianti SL a rotazione o a cerniera e
di usare le versioni MEGASYSTEM-C, se indicate, con
l’ausilio di pochi strumenti supplementari, poiché
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ogni sistema per ginocchio della SL Knee Family è
compatibile con la stessa resezione ossea (si veda a
pagina 6).

Modularità
Con un meccanismo uniforme per fissare gli inserti di
polietilene ai piatti tibiali di metallo, è possibile combina-
re una componente femorale di qualsiasi dimensione
con un piatto tibiale metallico di qualsiasi forma-
®
to nell’ambito della gamma di prodotti GEMINI
®
SL . Occorre assicurarsi che la componente
femorale scelta sia della stessa misura dell’in-
serto di polietilene. Questo consente al chirurgo
un’elevata flessibilità intraoperatoria. Il sistema
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GEMINI SL dispone di una serie di dimensioni femora-
li e tibiali, che offrono al paziente un trattamento senza
compromessi.

Componente femorale
Un fattore importante che contribuisce ad elevare la
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durata del funzionamento del sistema GEMINI SL è il
collegamento di attrito tra le superfici di fissazione e i
condili femorali resecati, oltre alla forma esterna della
componente femorale che è modellata sulla base
dell’anatomia del ginocchio e della funzione dell’impian-
to. L’elevata protezione rotulea evita che la rotula funzio-
ni “a scatto” in caso di patella alta. Il solco patellare
profondo accuratamente formato consente un tracking
anatomico della rotula ossea o della componente rotulea
in tutte le posizioni.

La componente femorale è disponibile in due versioni


(cementabile e senza cemento) e può essere combinata
con i piatti tibiali di metallo ad anello mobile o fisso.

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Descrizione del sistema
Descrizione del sistema

® ®
Protesi totale di ginocchio GEMINI SL

Componente tibiale
®
Le componenti tibiali GEMINI sono modellate sull’ana-
tomia della testa tibiale e sono disponibili varianti sini-
stre e destre. Durante varie prove*, il cono centrale e le
barrette a irradiazione esterna verso il lato dorsale

Controindicazioni
hanno mostrato di proteggere da forze di attrito, rotazio-

Indicazioni,
ne e, soprattutto, da carichi in varo/valgo che provoca-
no l’allentamento. Le spine coniche alle estremità delle
barrette trasmettono lateralmente le forze verso l’osso
corticale che sostiene il peso.

La superficie concava del piatto tibiale ad piatto mobile


(A) crea una congruenza delle superfici articolari in
estensione, permettendo contemporaneamente ai con-
dili femorali di scorrere a mano a mano che la flessione
aumenta. La distribuzione del carico su una superficie

Tecnica chirurgica
ampia limita l’usura del polietilene. Il piatto rotante A
separa il funzionamento dal movimento sulle superfici
articolari, permettendo così alle strutture dei tessuti
molli di assumere il controllo sul movimento, il che con-
sente di realizzare una cinematica naturale. Inoltre, la
fissazione dell’impianto viene risparmiata. Il solco pro-
fondo nel piatto tibiale stabilizza il ginocchio, anche
in caso di legamento crociato posteriore deficita-
rio**.

Informazioni supplementari
In caso di buona stabilità articolare, laddove legamenti B
e capsula sono intatti è disponibile un piatto tibiale
con un piatto di polietilene fisso sostituibile (B).

Rivestimento cono-morsa/steli protesici


Il cono sotto il piatto tibiale di metallo permette il colle-
gamento di un rivestimento (C). In caso di instabilità o,
in particolare, di qualità dell’osso insufficiente, questo
cono consente di collegare uno stelo cementato (D) o
non cementato (E). C

* Fabriciani C. et al.: “Total Knee Arthroplasty, Tibial Components: Design and Surfaces”,
Cementless Arthroplasty, M. D’Arienzo, R. Civinni, B. Pavolini, Aulo Gaggi Editore, Bologna
Informazioni importanti

Crownshiled R.D., Murase K., Pedersen D.R.: “An analysis of tibial component design in total
knee arthroplasty”. Presented at the 28th Annual ORS, New Orleans, Jan 19-21, 1982

Walker P.S. et al.: “Fixation of Tibial Components of Knee Prostheses”, JBJS 63-A, No.2, 1981, pp. 258-267 D E
Walker P.S., Hu-Ping Hsu, Zimmermann R.A.: “A comparative study of uncemented tibial components”,
J. of Arthrop., Vol. 5, No. 3, 1990, pp. 248

** Christine S. Heim,BSc, Paul D. Postak, BSc, Nicholas A. Plaxton, MS, A. Seth Greenwald, DPhil (Oxon):
“Classification of Mobile-Bearing Knee Designs: Mobility and Contraint”, The JBJS (American) 83:S32-37 (2001)

05 |
Descrizione del sistema

® ®
Protesi totale di ginocchio GEMINI SL

Ancoraggio
Le superfici di contatto con l’osso sulle componenti
tibiali e femorali presentano una macrostruttura a nido
d’ape SMS (Squarical Monobloc Structure) e un’ulteriore
microstruttura per la fissazione con cemento. Per la fissa-
zione senza cemento, sono disponibili impianti con il dop-
®
pio rivestimento* TiCaP (titanio e fosfato di calcio).

®
* Doppio rivestimento TiCaP Titanio (Ti)/
fosfato di calcio (CaP)
®
Il rivestimento TiCaP si applica agli impianti nebulizzando
prima uno strato altamente poroso di titanio di circa
200 µm** di spessore sulla superficie dell’impianto usando
2000x
la tecnologia al plasma con vuoto. Sulla sommità della
superficie porosa, con un processo elettrochimico viene
depositato uno strato di ca. 20 µm** di spessore di fosfato
di calcio estremamente stabile da un punto di vista mecca-
nico, che favorisce la crescita endogena nello strato di
titanio a cellule aperte. Gli esperimenti animali hanno dimo- 400x
strato una crescita endogena sul 47,9% della superficie ** Lo spessore degli strati di titanio varia a seconda dei diversi tipi di
impianti.
implantare.*** *** Cunningham B W et al.: “General Principles of Total Disc Replace-
ment Arthroplasty”, Spine, Vol. 28, No. 20 Suppl., 2003

Resezioni compatibili con protesi di ginocchio


® ®
a rotazione e a cerniera Endo-Model SL
Le resezioni tibiali e femorali per le misure 2, 3 e 4 della
® ®
protesi totale di ginocchio LINK GEMINI sono identiche
a quelle richieste per le misure corrispondenti della prote-
®
si del ginocchio a rotazione e a cerniera Endo-Model
®
SL :

La misura 2 GEMINI® SL® corrisponde alla misura small della


protesi di ginocchio a rotazione
La misura 3 GEMINI® SL® corrisponde alla misura medium
della protesi di ginocchio a rotazione
La misura 4 GEMINI® SL® corrisponde alla misura large della
GEMINI SL ® ®
Protesi di ginocchio a
protesi di ginocchio a rotazione ®
rotazione SL
Dopo la resezione del femore (per la quale è necessaria la
strumentazione supplementare 16-0001/02 per protesi del
® ®
ginocchio Endo-Model SL ), in fase intraoperatoria o di
revisione è possibile passare al sistema di protesi totale di
®
ginocchio SL .

06 |
Descrizione del sistema
Descrizione del sistema

® ®
Protesi totale di ginocchio GEMINI SL

Navigazione
® ®
La protesi totale di ginocchio LINK GEMINI può essere esplorata mediante il
sistema di navigazione senza imaging BLU-IGS (di Orthokey).

Controindicazioni
Indicazioni/Controindicazioni

Indicazioni,
Nota bene: le indicazioni/controindicazioni specificate
sono elencate a pagina 34.

Tecnica chirurgica
Informazioni supplementari
Informazioni importanti

07 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

1 Pianificazione preoperatoria

Per l’identificazione preoperatoria dei riferimenti anatomici nel ginocchio,


vengono effettuate radiografie in ortostatismo dell’intero arto inferiore sia
sul lato sano, sia sul lato deficitario. L’angolo tra l’asse anatomico (centro
del ginocchio – canale intramidollare) e l’asse meccanico (centro della testa
femorale – centro del ginocchio – centro della caviglia fino al raggio sul
2°dito del piede) definisce l’angolo in valgo (fig. 01).

Questi angoli devono essere stabili per entrambe le ginocchia. L’angolo in


valgo di un ginocchio sano va da 5° a 7°. Questo angolo deve essere deter-
minato prima di eseguire la resezione femorale distale mediante un confron-
to con l’articolazione sana per ripristinare questo angolo in valgo nell'artico-
lazione deficitaria.

La misura appropriata dell’impianto può essere accertata in via preoperato-


ria usando schemi ai raggi X. (Schemi ai raggi X: si veda l’opuscolo sulla
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tecnica chirurgica standard GEMINI SL , pagina 27). Le dimensioni dell’im-
pianto determinano le resezioni richieste.

01

08 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

2 Approccio

In lieve flessione, eseguire un’incisione rettilinea sopra la rotula fino


alla tuberosità tibiale.

Controindicazioni
Indicazioni,
Tecnica chirurgica
02

Praticare un’incisione mediale parapatellare attraverso il retinacolo

Informazioni supplementari
patellare, la capsula e la membrana sinoviale.

Durante l’esecuzione dell’incisione parapatellare, dislocare lateralmen-


te la rotula per esporre l’articolazione femoropatellare. Si accede alle
parti mediali, laterali e intracondilari dell'articolazione rimuovendo la
sinovia ipertrofica e parti del cuscinetto adiposo.

Per evitare l’impingement postoperatorio e adesioni, eliminare la sinovia


in eccesso. Alcuni chirurghi preferiscono la sinoviectomia totale.
Informazioni importanti

03

09 |
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Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

3 Preparazione del piatto tibiale – allineamento extramidollare

Eliminare gli osteofiti sul femore e sulla tibia, soprattutto quelli intorno ai legamenti collaterali, in quanto potrebbero
influire sull'equilibrio dei tessuti molli. Esporre circa 2,5 cm della tibia prossimale sul lato ventrale e mediale. Con il
ginocchio flesso a 90°, la tibia può essere ulteriormente ruotata per una migliore visualizzazione.

Per l’allineamento esterno della resezione tibiale, assemblare la guida extramidollare e reimpostarla in base alla lun-
ghezza della tibia.

e 3.1 Assemblaggio della guida extramidollare


c
L’allineamento dell’asta si realizza con l’asta tele-
scopica prossimale (a) e il tubo telescopico dista-
le (b). Per l’assemblaggio, inserire la guida di
taglio tibiale (c) (si noti che esistono versioni
destre e sinistre) nell’asta telescopica prossimale
a (a) e quindi inserire entrambe nel tubo telescopico
distale (b).

Collegare l’asta di allineamento alla pinza podali-


ca. La vite di fermo (f) sulla pinza podalica deve
essere allentata e rimossa.
h
Nota:
Filetto di sicurezza! Per allentare la vite, esistono
due sezioni filettate separate.

Far scorrere l’asta di allineamento sul braccio di


posizionamento e fissarla provvisoriamente in
posizione neutra usando la vite di fermo (g).
b

f 04

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Descrizione del sistema
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Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

3.2 Posizionamento della guida extramidollare

Posizionare ora la guida extramidollare assemblata


(fig. 05) sulla tibia.

Lo strumento di allineamento è collegato alla caviglia con


la pinza podalica, con la punta dello strumento di allinea-
mento inizialmente appoggiata intorno all’inserzione del
legamento crociato anteriore, in posizione approssimati-

Controindicazioni
vamente centrale rispetto all’eminenza intercondiloidea

Indicazioni,
sul piatto tibiale (fig. 06).

Inserire quindi la punta con un martello. Lo strumento di


guida può ancora essere ruotato (fig. 07).

Tecnica chirurgica
05

Informazioni supplementari

06
Informazioni importanti

07

11 |
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Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

3 Preparazione del piatto tibiale – allineamento extramidollare

3.3 Allineamento rotazionale e dell’asse

Per stabilire l’allineamento rotazionale corretto e la posi-


d zione in varo/in valgo, allineare lo strumento centralmente
lungo l’asse dello stelo tibiale ed estendere una linea pro-
iettata verso il secondo dito del piede (fig. 08). A titolo di
ausilio, il centro della tibia, la tuberosità tibiale e il raggio
c
sul secondo dito del piede possono essere contrassegna-
ti con un pennarello sterile.

Quando l’asta di allineamento tibiale sembra parallela alla


tibia ventrale, vista di lato, la guida di taglio è neutra, vale
a dire che non presenta alcuna pendenza dorsale.

La pendenza dorsale raccomandata è di 5°. Dopo aver


allentato la vite di fermo distale (g), è possibile inclinare lo
strumento di allineamento spostando l’asta di allineamen-
to e quindi impostandola sulla pendenza dorsale deside-
rata di 5°. Una volta che si trovano nella posizione corret-
ta, la vite di fermo (g) e la vite di fissaggio (f) sul tubo
telescopico distale possono essere serrate (fig. 09).

Nota:
Per fissare l’allineamento rotazionale e assiale, lo stru-
mento può essere fissato nel piatto tibiale con un perno di
08 fissaggio.

Per stabilire il livello di resezione, posizionare lo stilo (d)


della guida di taglio tibiale sulla guida di taglio (c).

c
f

09

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Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

3.4 Determinazione del livello di resezione


tibiale

Lo stilo facilita due diverse impostazioni per rese-


zione standard e riresezione. Normalmente viene
d
utilizzata la resezione standard (“10”). Nel caso in
cui sia necessaria la riresezione che tuttavia non
può essere impostata riposizionando la guida di
taglio, impostare “2” (riresezione).

Controindicazioni
Indicazioni,
Inserire lo stilo (d) e il montante (e) insieme nella
guida di taglio (c). Allineare lo stilo con il punto più
e
alto dell’area meglio conservata del piatto tibiale.
Stabilire il livello di resezione in considerazione del
piatto di metallo con l’inserto di polimetilene più
sottile.

10

Tecnica chirurgica
L’andamento della resezione tibiale può essere
controllato con la maschera di taglio (fig. 11). In
questo momento è possibile effettuare qualsiasi
correzione della posizione. Successivamente, fis-
sare la guida di taglio tibiale con due perni inseriti
nei fori paralleli ventrali contrassegnati con “0”
(fig. 12 + 13).

Informazioni supplementari
11
Informazioni importanti

12 13

13 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

3 Preparazione del piatto tibiale – allineamento extramidollare

3.5 Resezione della tibia

Estrarre lo stilo e la vite di fissaggio (h) allentata per


rimuovere con attenzione l’asta di allineamento
tibiale e la pinza podalica. Spingere la guida di
taglio tibiale il più lontano possibile contro l'osso
corticale ventrale tibiale (fig. 14 + 15).

14

15

L’allineamento corretto può essere controllato col-


legando un’asta di controllo.

Fissare la guida di taglio tibiale in posizione media-


le con un terzo perno (fig. 15) ed eseguire la rese-
zione (fig. 16).

16

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Descrizione del sistema
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Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

3.6 Misurazione della tibia

Dopo la resezione, rimuovere il terzo perno e la


guida di taglio tibiale. Lasciare in posizione i perni
anteriori (fig. 17).

La misura dell’impianto tibiale può essere stabilita


posizionando il calibratore tibiale appropriato. Lo
strumento deve coprire l’osso corticale in manie-

Controindicazioni
ra ottimale senza sporgere (fig. 18). È possibile

Indicazioni,
utilizzare anche una misura dell’impianto tibiale
come indicatore della misura dell’impianto femo-
rale.

17

Tecnica chirurgica
18

4 Preparazione del femore – resezione distale

Informazioni supplementari
(intercapedine di estensione)
4.1 Apertura della cavità femorale midollare

Per preparare il femore, piegare il ginocchio a 90°.


Per stabilire il punto d’ingresso (punto d’intersezio-
ne della linea bianca e dell’asse transepicondilare)
per l’apertura del femore, contrassegnarlo con
l’elettrobisturi. Generalmente si trova a ca. 3–5 mm
di distanza dal lato mediale superiore della fossa
intercondilare. Dopo aver contrassegnato la lesina
per ossa, aprire la cavità midollare con una punta
da trapano a spirale di 8 mm di diametro (fig. 19,
19a + 19b).
Informazioni importanti

19

19a 19b

15 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

4 Preparazione del femore – resezione distale


(intercapedine di estensione)
4.2 Misurazione del femore

Introdurre l'asta di guida intramidollare e allentare


la presa a T (fig. 20). Inserire il calibratore femorale.
Puntare lo stilo di lato verso l'osso corticale ventra-
le. La placca dorsale deve essere vicino ai condili
dorsali (fig. 21).

Nota:
È fondamentale evitare il tessuto molle tra lo stilo e
l’osso corticale, per non influenzare la misurazione.
Leggere la misura dell’impianto sulla scala dello
strumento. Per le misure intermedie, scegliere la
più piccola delle due.

Questa misura determina


l’adeguatezza della compo-
20 nente femorale nella dimen-
sione a/p. Per controllare
l’adeguatezza m/l della com-
ponente scelta, è possibile
utilizzare la componente
femorale di prova corrispon-
dente.

21

4.3 Resezione
femorale distale
(intercapedine di
estensione)

Collegare il blocco di
taglio distale, corri-
spondente alla misura
del femore prescelta,
con lo strumento di
allineamento per
l’angolo in valgo (fig.
22). Successivamen-
te, impostare l’ango-
lo in valgo determina-
to in via preoperatoria
e posizionare lo stru-
mento sull’asta di
guida intramidollare
22 23 (fig. 23).

16 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

Prima di fissare il blocco di taglio distale con i due


perni, assicurarsi che almeno un condilo sia a con-
tatto con lo strumento di allineamento e che sia
impostato l’angolo in valgo del lato corretto.

Inserire i due perni nei fori contrassegnati con “0”


(fig. 24 + 25).

Controindicazioni
Indicazioni,
24

Tecnica chirurgica
Informazioni supplementari
25

Successivamente, estrarre lo strumento di allinea-


mento per l’angolo in valgo dal blocco di taglio
distale. Rimuovere anche l’asta di guida intramidol-
lare.
Informazioni importanti

26

17 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

4 Preparazione del femore – resezione distale


(intercapedine di estensione)
L’andamento della resezione distale può essere con-
trollato con la maschera di taglio.

27

Per migliorare la stabilità dello strumento, fissa-


re un terzo perno nel foro obliquo non contras-
segnato.

28

18 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

Nella flessione a 90°, eseguire la resezione distale


(fig. 29 + 30) ed estrarre quindi il blocco di taglio.

Controindicazioni
Indicazioni,
29

Tecnica chirurgica
Informazioni supplementari
30

Lasciare in posizione i due perni paralleli. Informazioni importanti

31

19 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

5 Esaminazione dell’intercapedine di estensione e degli assi

32 33

Dopo aver pulito accuratamente il tessuto molle, inserire lo spaziatore corri-


spondente alla misura della componente femorale e controllare l’allineamento
dell’asse e la stabilità dell’articolazione in estensione (fig. 32 + 33).

Se non è necessaria alcuna resezione ulteriore, ora è possibile rimuovere i perni


femorali e tibiali.

20 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

6 Preparazione finale del femore

6.1 Impostazione della rotazione femorale


Impostazione della Asta di allineamento per la
rotazione in linea bianca
Sullo strumento di allineamento per la rotazione
relazione alla
esterna, impostare la misura della componente
tangente
condilare femorale scelta e fissarla con un perno (fig. 34).

Controindicazioni
posteriore

Indicazioni,
Lo strumento di allineamento consente di imposta-
re una rotazione a 0°, 3° e 5° in base alla tangente
condilare posteriore.
Allineamento con
l’asse transepicon- In alternativa, la rotazione esterna può essere
Impostazione dilare impostata usando la linea bianca con l’asta di alli-
misura della neamento piccola al centro dello strumento.
componente
femorale Per l’allineamento con la linea transepicondilare, le
aste di allineamento piccole possono essere fissa-
te sul lato mediale e laterale.

34

Tecnica chirurgica
Una volta impostata la rotazione corretta, fissare lo
strumento inserendo due perni nei fori mediali e
laterali (fig. 35 + 36).

Informazioni supplementari

35
Informazioni importanti

36

21 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

6 Preparazione finale del femore

Eliminare lo strumento di allineamento, ma lasciare i


due perni nell’osso.

37

6.2 Esaminazione dell’intercapedine di flessione

Il blocco di controllo femorale della misura appropria-


ta si trova sui perni contrassegnati con “0”. Il ginoc-
chio è flesso a 90°. La resezione ventrale può essere
controllata dopo aver collegato lo stilo (fig. 38).

Posizionare ora l’estremità a gradini dello spaziatore


della misura appropriata sotto il blocco di controllo con
il lato più alto che sporge dal blocco di controllo (fig. 39).

È possibile modificare la simulazione dell’intercape-


dine di flessione di +/- 2 mm spostando il blocco di
controllo, vale a dire che il blocco di controllo può
essere spostato di 2 mm verso il lato ventrale o dor-
sale.

38

39

22 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

6.3 Resezione a/p del femore e delle faccette


Adattatore a coda di rondine
Rimuovere il blocco di controllo femorale con i
± 2 mm perni. Posizionare l’adattatore a coda di rondine
per il blocco di taglio femorale su quest’ultimo,
dove si possa muovere liberamente. L’adattatore a
coda di rondine per il blocco di taglio femorale
± 1 mm
offre tre opzioni: impostazione dell’altezza stan-
dard o di correzioni di +/- 2 mm o di +/- 1 mm.

Controindicazioni
L’impostazione dipende dall’impostazione effet-

Indicazioni,
“N” tuata precedentemente sul blocco di controllo
femorale, che tiene conto della resezione anteriore
(evitare intagli).

Tecnica chirurgica
40

Incastrare il blocco di taglio con la presa e con


l’inseritore del blocco di taglio femorale e posizio-

Informazioni supplementari
narlo (fig. 41 + 42).

Nota:
L’andamento delle singole resezioni, ma soprattut-
to del taglio ventrale, può essere controllato con la
maschera di taglio.
Informazioni importanti

41

42

23 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

6 Preparazione finale del femore

Il blocco di taglio può essere posizionato sull’adat-


tatore a coda di rondine in modo che si muova
liberamente oppure può essere fissato stringendo la
vite centrale ad esagono incassato (i) e inserendo
i due perni (fig. 43, 44 + 45).

43

44 45

In primo luogo, eseguire il taglio ventrale, poi quel-


lo dorsale e infine i tagli obliqui anteriore e poste-
riore.

46

24 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

Prima della resezione della troclea con il cesello


per la scanalatura rotulea intercondilare, allineare il
blocco di taglio in posizione leggermente laterale
rispetto al centro.

Eseguire quindi la resezione della troclea con il


cesello.

Controindicazioni
Indicazioni,
47

Tecnica chirurgica
In alternativa, eseguire la preparazione con la
raspa.

Informazioni supplementari

48
Informazioni importanti

25 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

7 Riduzione di prova e controllo del funzionamento

Posizionare la componente femorale di prova corri-


spondente con l’inseritore/estrattore.

49

Inoltre, inserire l’impianto di prova nella posizione


finale con l’impattatore (fig. 50 + 51).

Successivamente, posizionare le due guide di trapa-


natura e praticare i fori di fissazione con la punta a
spirale di 5,5 mm di diametro (fig. 52).

50

51 52

26 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

Rimuovere quindi l’impianto femorale di prova.

Posizionare il calibratore tibiale appropriato ed


eseguire l’allineamento rotazionale con l’aiuto
dell’asta di allineamento extramidollare, prima di
preforare i due fori con la punta a spirale (fig. 53).

Avvertenza:
forare solo per alcuni millimetri e non fino al limite

Controindicazioni
o, in alternativa, contrassegnare con una lesina per

Indicazioni,
ossa.

53

Tecnica chirurgica
Inserire la base tibiale di prova appropriata con
l’impattatore inclusivo dell’asta di allineamento
(fig. 54 + 55).

Informazioni supplementari

54
Informazioni importanti

55

27 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

7 Riduzione di prova e test funzionale

Dopo aver rimosso l’impattatore, inserire la guida


di trapanatura (fig. 56) e fresare un perno di riferi-
mento con il trapano (fig. 57).

56

57

Inserire il manicotto per la compressione del bloc-


co di osso spugnoso nel foro con il compressore
per osso spugnoso comprensivo dell’asta di alline-
amento (fig. 58).

Rimuovere il compressore per osso spugnoso


girandolo verso destra; il manicotto rimane in posi-
zione (fig. 59).

58

59

28 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

Inserire la componente femorale di prova con due


perni di fissazione e posizionarla. Posizionare l’in-
serto di prova (k) corrispondente. Introdurre lo
spessore più sottile (m) con la pinza da inserimen-
to (l) (fig. 60). Effettuare quindi la riduzione di
prova, con estensione, flessione del ginocchio e
k
controllare la tensione del legamento.

m Nota:

Controindicazioni
assicurarsi che nessuna struttura ossea (ad es.

Indicazioni,
osteofiti) o tessuto molle interferisca con la cineti-
ca. Se necessario, la superficie intorno alla tacca,
soprattutto sui condili dorsali, deve essere rilavo-
rata con un piccolo cesello ricurvo.
l
Rimuovere quindi le componenti di prova.

60

Tecnica chirurgica
8 Impianto

8.1 Componenti tibiali

Descrizione generale delle versioni di coni e steli disponibili:

Superfici articolari di polietilene Cappuccio conico + estensioni dello stelo


Anello mobile Anello fisso cementabili/senza cemento

Informazioni supplementari

Componenti tibiali
cementabili/senza cemento
Informazioni importanti

61

In via opzionale, sulla componente tibiale è possibile posizionare un cappuccio conico (cementabile o senza cemento).
Inoltre, esiste la possibilità di estensioni dello stelo (cementabili o senza cemento) in caso di instabilità o di osso insuf-
ficiente.

29 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

8 Impianto

Componente tibiale di metallo cementata


Preparare il cemento osseo come da istruzioni del
produttore specifico e applicarlo sul fondo della
componente tibiale di metallo, che viene quindi
inserita nella tibia resecata e impattata con il cac-
ciavite (fig. 62).

Avvertenza:
Assicurarsi che il cemento osseo in eccesso venga
completamente rimosso e che sull'articolazione non
siano rimaste particelle di cemento osseo libere.

Componente tibiale di metallo senza cemento


Posizionare e impattare il piatto tibiale di metallo
senza cemento direttamente nella tibia resecata.

62

Inserire le superfici articolari di polietilene longitu-


dinalmente (1) e quindi ruotarle di 90° in senso
orario nella posizione finale (2) (fig. 63 + 64).

63

64

30 |
Descrizione del sistema
®
Tecnica mininvasiva MIT-K - ginocchio

In via opzionale, impattare la componente tibiale di


metallo insieme alle superfici articolari di polietilene
premontate. Per fare questo, usare l’impattatore per
componenti metalliche comprensivo della superfi-
cie articolare in PE (anello mobile).

Controindicazioni
Indicazioni,
65

Tecnica chirurgica
8.2 Componente femorale

Componente femorale cementata


Posizionare la componente femorale con la presa
dell’impattatore. Dopo aver applicato il cemento
osseo preparato precedentemente in base alle
istruzioni del produttore specifico, impiantare la
componente femorale. Impattare la componente
femorale finale con la presa dell’impattatore
(fig. 66).

Successivamente, usare l’impattatore per finire di

Informazioni supplementari
impattare la componente femorale (fig. 67).

Avvertenza:
Assicurarsi che il cemento osseo in
66
eccesso venga completamente
rimosso e che sull'articolazione non
siano rimaste particelle di cemento
osseo libere.

Componente femorale senza


cemento
Come descritto per la versione
cementata, la componente femora-
Informazioni importanti

le senza cemento va posizionata in


modo simile usando la presa dell’im-
pattatore. Posizionare la compo-
67 nente femorale e impiantarla con un
paio di colpi di martello delicati ma
efficaci.

31 |
®
Tecnica mininvasiva MIT-K – ginocchio

9 Test funzionale

68 69

Componenti femorali e tibiali impiantati in situ (fig. 68 + 69).

Test funzionale
Effettuare un controllo finale per verificare completamente la posizione corretta delle componenti in estensione,
in flessione e la tensione dei legamenti.

32 |
Descrizione del sistema
Informazioni supplementari

Ulteriori informazioni su:

• Impianti e strumenti
® ®
GEMINI Knee System SL

• Tecnica chirurgica – standard


® ®
GEMINI Knee System SL

disponibili su richiesta.

Controindicazioni
Indicazioni,
Tecnica chirurgica
Informazioni supplementari
Informazioni importanti

Ulteriori informazioni su:

• Tecnica chirurgica
Componenti rotulee
® ®
GEMINI Knee System SL

disponibili su richiesta.

33 |
Informazioni importanti

Indicazioni e controindicazioni specificate:

Prodotto Anello mobile Anello fisso

Indicazioni generali
• Mobilità articolare gravemente limitata a causa di un’artrite
oppure osteoartrite degenerativa, reumatoide o post-trau- X X
matica; fratture articolari che precludono l’osteosintesi

Indicazione
• Necrosi ossee X X
• Osteoartrite bicondilare con legamenti intatti,
legamento crociato compreso X X
• Osteoartrite bicondilare con legamenti collaterali intatti
e legamento crociato deficitario X -

Indicazione differenziale

• Osteoartrite del solco trocleare X X

• Deformità in valgo/in varo <10° X X

• Deformità in valgo/in varo 10°-15° X X

Controindicazione
• Infezioni acute o croniche, locali o sistemiche X X

• Allergie a uno qualsiasi dei materiali utilizzati X X


• Gravi neuropatie, patologie muscolari, vascolari o altre
condizioni che mettono a rischio l'arto interessato X X

• Sostanza ossea insufficiente o qualità dell’osso tale da


escludere una fissazione stabile dell’impianto
X X

Controindicazione relativa

• Obesità X X

• Legamenti collaterali insufficienti X X

• Muscolatura insufficiente X X

• Mancata compliance o compliance non assicurata X X

• Potenziale sovraccarico dell’impianto X X

Queste indicazioni/controindicazioni si riferiscono a casi standard. La decisione finale sull’idoneità o


non idoneità di un impianto per un paziente spetta al chirurgo sulla base della propria analisi indivi-
duale e della propria esperienza.

34 |
Descrizione del sistema
Informazioni importanti

Attenersi alle seguenti indicazioni per l’utilizzo dei nostri impianti:

1. La scelta dell’impianto corretto è estremamente importante.


La dimensione e la forma dell’osso umano determinano la misura e la forma dell’impianto e limitano la capaci-
tà di carico. Gli impianti non sono progettati per resistere a sollecitazioni fisiche illimitate. Le sollecitazioni non
devono superare i normali carichi funzionali.

2. La manipolazione corretta dell’impianto è estremamente importante.


La forma di un impianto finito non deve essere modificata in nessun caso per evitare di ridurne la durata

Controindicazioni
media. I nostri impianti non devono essere usati in combinazione con impianti di altri produttori.

Indicazioni,
Usare gli strumenti indicati per la tecnica chirurgica per garantire l’impianto sicuro dei componenti.

3. Gli impianti non devono essere riutilizzati.


Gli impianti sono forniti nello stato sterile e sono solo monouso. Gli impianti usati non devono essere riutiliz-
zati.

4. Anche il post-trattamento è molto importante.


Il paziente deve essere informato dei limiti dell’impianto. La capacità di carico di un impianto non è paragona-
bile a quella dell’osso sano!

5. Se non diversamente indicato, gli impianti sono forniti in confezione sterile.


Le seguenti indicazioni sono importanti per la conservazione degli impianti confezionati:

Tecnica chirurgica
• Evitare cambiamenti improvvisi o eccessivi di temperatura.
• Gli impianti sterili nella loro confezione protettiva originale intatta possono essere conservati in edifici perma-
nenti fino alla data di scadenza indicata sulla confezione. Non devono essere esposti a gelo, umidità e luce
solare diretta o danneggiamenti meccanici.
• Gli impianti possono essere conservati per 5 anni dalla data di produzione nella loro confezione originale. La
data di scadenza è riportata sull’etichetta del prodotto.
• Non utilizzare un impianto se la sua confezione è stata danneggiata.

6. La rintracciabilità è importante.
Usare gli adesivi di documentazione forniti per assicurare la rintracciabilità.

Informazioni supplementari
7. Ulteriori informazioni sulla composizione dei materiali sono disponibili dietro richiesta al produttore.

Osservare le istruzioni per l’uso!

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Informazioni importanti

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la riproduzione, la modifica, la traduzione, la memorizzazione, l’elaborazione o la cessione del contenuto memorizzato
in database o altri mezzi e sistemi elettronici. Le informazioni contenute in questo catalogo hanno l’unico scopo di
descrivere i prodotti e non costituiscono alcuna garanzia.

La tecnica chirurgica descritta è stata redatta secondo le nostre migliori conoscenze e convinzioni, tuttavia non eso-
nera il chirurgo dalla responsabilità di considerare debitamente le particolarità di ogni singolo caso.

Salvo diversa indicazione, tutti gli strumenti sono realizzati in acciaio inossidabile per uso chirurgico.

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Note

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