Sei sulla pagina 1di 1

PRIVACY

La privacy viene riconosciuta a poco a poco in quasi tutte le carte costituzionali, trasformandosi in diritto
esigibile. La privacy era già comparsa in Europa con il discorso di Lord Sattam dove egli affermava che la
casa di ognuno è il proprio castello e nemmeno le autorità del re potevano invadere la sua privacy.
In seguito, i due avvocati di Boston Warren e Brandies affermarono che le innovazioni tecnologiche
(fotografia e media in generale), violavano la riservatezza della persona.
Questo problema era già emerso due anni prima con il giudice Culey, nel suo saggio degli illeciti extra-
contrattuali. Il giudice Culey creerà una formula in cui non si parlerà della persona che vuole essere lasciata
sola, ma si parlerà di desiderio di non vedersi violata la propria sfera intima.
Tra le opinioni dei giudici, quella che prevalse fu quella del giudice Arland che propose una sorta di test per
verificare se il caso in questione era meritevole di privacy: si verifica se il soggetto ha aspettativa di privacy
e se quell'aspettativa è ragionevole.

WILLIAM PROSER E PRIVACY TORT


William Proser individua quattro tipi di invasione della privacy:
 Intrusione nell'altrui sfera privata
 Appropriazione del nome o delle fattezze di una determinata persona
 Divulgazione pubblica di dati personali
 Diffamazione
L'idea di Proser aveva ottenuto numerosi successi nel common law inglese, tanto da superare l'idea di
Warren e Brandies.
Nell'ordinamento italiano, il diritto alla riservatezza è stato riconosciuto per la prima volta nell'art. 4 dello
Statuto dei Lavoratori che vietava ai datori di lavoro di effettuare controlli sulle opinioni politiche o
sindacali dei lavoratori.
Negli anni '70 la nozione di privacy cambia radicalmente a causa della creazione delle banche dati con cui,
per esigenze commerciali, diviene semplicissimo raccogliere le informazioni relative ad un soggetto. Si crea
un contrasto perché da un lato non è possibile optare per tenere segreti i propri dati e dall'altro, se il
soggetto cede le proprie informazioni, potrebbe correre dei rischi.
Quindi nasce la Convenzione di Strasburgo dove viene deciso che il soggetto ha diritto di conoscere le
modalità e gli scopi del trattamento dei dati personali.
Viene introdotta la categoria dei dati sensibili alla quale appartengono le informazioni sulle tendenze
sessuali, opinioni pubbliche, politiche e sindacali, opinioni religiose e lo stato di salute. La tutela dei dati
sensibili è maggiormente rafforzata per evitare che i dati vengano usati per fini discriminatori.
Nascono, quindi, anche le autorità garanti per la protezione dei dati personali e si aprono due vie in Europa:
 Opt out: i dati personali possono essere utilizzati solo se il soggetto viene informato che i suoi dati
possono essere utilizzati per fini commerciali
 Opt in: per utilizzare I dati personali è necessario il consenso del soggetto e, per quanto riguarda i
dati sensibili c'è bisogno anche del consenso dell'autorità garante.