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Persone fisiche 2018 - istrUZioni Per lA comPilAZione

periodo d’imposta 2017


fascicolo 1
QuaDro cr – crediti d’imposta
Dati personali compilazione del frontespizio QuaDro rp – oneri e spese
familiari a carico QuaDro lc – cedolare secca sulle locazioni
QuaDro ra – redditi dei terreni QuaDro rn – Determinazione dell’irpef
QuaDro rB – redditi dei fabbricati e altri dati QuaDro rV – addizionale regionale e comunale all’irpef
QuaDro rc – redditi di lavoro dipendente QuaDro Di – Dichiarazione integrativa
e assimilati
QuaDro rX – risultato della dichiarazione

fascicolo 2 fascicolo 3
Quadro rH redditi di partecipazione in società istruzioni comuni ai quadri rE - rf - rG - rd - rs
di persone e assimilate novità della disciplina del reddito d’impresa e di lavoro autonomo
Quadro rl altri redditi Quadro rE lavoro autonomo derivante dall’esercizio
di arti e professioni
Quadro rM redditi soggetti a tassazione separata
Quadro rf impresa in contabilità ordinaria
e imposta sostitutiva
Quadro rG impresa in regime di contabilità semplificata
Quadro rT Plusvalenze di natura finanziaria Quadro lM imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità -
Quadro rr contributi previdenziali regime forfetario
Modulo rW investimenti all’estero e/o attività estere Quadro rd allevamento di animali, produzione di vegetali
di natura finanziaria - monitoraggio - iViE/iVafE ed altre attività agricole
Quadro ac comunicazione dell’amministratore di condominio Quadro rs Prospetti comuni ai quadri ra, rd, rE, rf, rG, rH e lM
Quadro rQ imposte sostitutive e addizionali all’irpef
PErsonE fisicHE Guida alla compilazione
Quadro ru crediti di imposta concessi a favore delle imprese
non rEsidEnTi del Modello rEddiTi 2018
Quadro fc redditi dei soggetti controllati residenti in stati
o territori con regime fiscale privilegiato
Quadro nr nuovi residenti
Quadro cE credito di imposta per redditi prodotti all’estero
Quadro Tr Trasferimento della residenza all’estero

modello redditi 2018


persone fisiche
MODELLO GRATUITO
I seRvIzI PeR l’assIsTenza FIscale
Per ulteriori informazioni consultare in appendice la voce “servizi di assistenza al contribuente”

assistenza uffici
Presso l’ufficio è possibile ottenere informazioni di carattere generale sulla normativa fiscale e sulla compilazione della dichiarazione
REDDITI Persone Fisiche. Utilizzando il servizio “Trova l’Ufficio”, presente sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, è possibile indi-
viduare l’ufficio più vicino.

assistenza telefonica
Telefonando ad uno dei numeri di seguito riportati e seguendo le indicazioni fornite dal sistema è possibile accedere
al call center con operatore oppure al servizio automatico.

Per chiamate da telefono fisso 848.800.444 – il costo della telefonata: tariffa urbana a tempo (T.U.T.).
Per chiamate da cellulare 06.96668907 – il costo è a carico del chiamante secondo il piano tariffario applicato dal proprio gestore.
Per chiamate dall’estero 0039.06.96668933 – il costo è a carico del chiamante.
Inviando un SMS al 320.43.08.444 è inoltre possibile ricevere semplici informazioni fiscali sul cellulare.

n CALL CENTER CON OPERATORE


Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17, il sabato dalle ore 9 alle 13. Il call center fornisce:
– informazioni fiscali generali;
– un servizio dedicato agli intermediari abilitati per soli “Avvisi telematici” sulle comunicazioni relative alle dichiarazione dei redditi;
– informazioni sulla trasmissione telematica delle dichiarazioni;
– informazioni relative ai rimborsi;
– assistenza su comunicazioni e cartelle di pagamento emesse a seguito del controllo automatizzato.

n SERVIZIO AUTOMATICO
I servizi offerti sono:
– la verifica delle partite IVA degli operatori comunitari;
– la prenotazione di un appuntamento.

n PRENOTAZIONE APPUNTAMENTI
Il servizio consente, a coloro che hanno necessità di recarsi in ufficio, di prenotare un appuntamento con un funzionario evitando inutili attese presso
gli sportelli. La prenotazione può essere effettuata 24 ore su 24 e permette di scegliere l'ufficio presso il quale recarsi, il giorno e l'ora preferiti tra quelli
proposti e il servizio desiderato.
La prenotazione può essere effettuata:
– attraverso internet;
– telefonando ai numeri sopra riportati.

IndIce n ReddITI 2018 Persone fisiche n FascIcolo 1

I. ISTRUZIONI GENERALI 3 5. Quadro RA – Redditi dei terreni 22


1. Cos’è il Modello REDDITI e chi deve utilizzarlo 3 6. Quadro RB – Redditi dei fabbricati e altri dati 26
2. Come è composto e come si utilizza 3 7. Quadro RC – Redditi di lavoro dipendente e assimilati 36
il Modello REDDITI Persone Fisiche 8. Quadro CR – Crediti d’imposta 46
9. Quadro RP – Oneri e spese 50
3. Chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione 3
10. Quadro LC – Cedolare secca sulle locazioni 81
4. Chi è obbligato a presentare la dichiarazione 4
11. Quadro RN – Calcolo dell’IRPEF 83
5. Termini e modalità di presentazione della dichiarazione 5
12. Quadro RV – Addizionale regionale e comunale all’IRPEF 104
6. Modalità e termini di versamento 7
13. Quadro DI – Dichiarazione integrativa 110
7. La compensazione 9
14. Quadro RX – Risultato della dichiarazione 110
APPENDICE 114
II. GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE 10
ELENCO DEI PAESI E TERRITORI ESTERI 127
1. Le novità di quest’anno 10
2. Informazioni preliminari 10 TABELLA ALIQUOTE DELL’ADDIZIONALE REGIONALE
ALL'IRPEF PER L’ANNO DI IMPOSTA 2017 129
3. Compilazione del frontespizio 13
TABELLA PARTITI POLITICI AMMESSI AL BENEFICIO DELLA
4. Familiari a carico 20 DESTINAZIONE VOLONTARIA DEL 2 PER MILLE DELL’IRPEF 131
PaRTe I: IsTRuzIonI geneRalI
1. cos’è il Modello ReddITI e chi deve utilizzarlo
Il Modello REDDITI è un modello tramite il quale è possibile presentare la dichiarazione fiscale. Nei singoli modelli sono evidenziate le sigle
che individuano le diverse categorie di contribuenti tenuti ad utilizzare il modello di dichiarazione: PF per le persone fisiche, ENC per gli
enti non commerciali ed equiparati, SC per le società di capitali, enti commerciali ed equiparati, SP per le società di persone ed equiparate.
Il modello da presentare nel 2018 è stato predisposto in colore blu. È comunque ammessa la stampa monocromatica con il colore nero.

2. come è composto e come si utilizza il Modello ReddITI Persone Fisiche

2018
Il Modello REDDITI per la dichiarazione dei redditi è composto da:
n FascIcolo 1 (obbligatorio per tutti i contribuenti) suddiviso in:
– FRONTESPIZIO costituito da tre facciate: la prima con i dati che identificano il dichiarante e l’informativa sulla privacy, la seconda e

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


la terza che contengono informazioni relative al contribuente e alla dichiarazione;
– prospetto dei familiari a carico, quadri RA (redditi dei terreni), RB (redditi dei fabbricati), RC (redditi di lavoro dipendente e
assimilati), RP (oneri e spese), LC (cedolare secca sulle locazioni), RN (calcolo dell’IRPEF), RV (addizionali all’IRPEF), CR (crediti
d’imposta), DI (dichiarazione integrativa), RX (risultato della dichiarazione).

n FascIcolo 2 che contiene:


– i quadri necessari per dichiarare i contributi previdenziali e assistenziali e gli altri redditi da parte dei contribuenti non obbligati alla
tenuta delle scritture contabili, nonché il quadro RW (investimenti all’estero) ed il quadro AC (amministratori di condominio);
– le istruzioni per la compilazione della dichiarazione riservata ai soggetti non residenti;

n FascIcolo 3 che contiene:


– i quadri necessari per dichiarare gli altri redditi da parte dei contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.
I contribuenti che hanno percepito solo redditi di lavoro dipendente, terreni o fabbricati, compilano il Fascicolo 1 del Modello REDDITI.
Ad esempio: un lavoratore dipendente che possiede anche redditi di fabbricati, utilizza, oltre al frontespizio, anche il quadro RC, per
indicare il reddito di lavoro dipendente; il quadro RB, per indicare il reddito di fabbricati e i quadri RN e RV per il calcolo dell’IRPEF e delle
addizionali regionale e comunale.
I titolari di partita IVA devono compilare il Fascicolo 1 e gli eventuali quadri aggiuntivi contenuti nei Fascicoli 2 e 3.
I contribuenti tenuti a dichiarare investimenti all’estero e trasferimenti da, per e sull’estero, devono compilare il quadro RW

æ
contenuto nel Fascicolo 2. Chi è tenuto alle comunicazioni come amministratore di condominio, deve compilare il quadro AC

ReddITI PeRsone FIsIche


contenuto nel Fascicolo 2.
Nei casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, il quadro RW e il quadro AC devono essere presentati unitamente
al frontespizio del Modello REDDITI 2018, con le modalità e i termini previsti per la presentazione di tale modello.
I contribuenti che presentano il Modello 730/2018, in alcune ipotesi particolari come, ad esempio, quelle riguardanti i soggetti che
devono dichiarare alcuni redditi di capitale di fonte estera, capital gains e/o investimenti all’estero, devono presentare anche i quadri RM,
RT e RW, insieme al frontespizio del Modello REDDITI. In alternativa alle modalità sopra descritte, i contribuenti possono utilizzare
integralmente il Modello REDDITI. Per ulteriori informazioni e approfondimenti consultare l’Appendice alla voce “Modello 730 e
compilazione di alcuni quadri del Modello REDDITI PF”, nonché le istruzioni fornite nel modello 730 e nel fascicolo 2 del Modello
REDDITI, con riferimento ai rispettivi quadri.
Per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore il contribuente deve utilizzare i modelli separatamente
approvati. Per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri, il contribuente deve utilizzare i modelli approvati
unitamente al modello per la dichiarazione dei redditi.

3. chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione


Il contribuente deve anzitutto controllare se è obbligato a presentare la dichiarazione o se rientra nelle ipotesi di esonero elencate
nelle seguenti tabelle (per abitazione principale e pertinenze si intendono quelle per le quali non è dovuta l’Imu per il 2017).

casI dI esoneRo
È esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima
colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella seconda colonna.
L’esonero non si applica se il contribuente deve restituire in tutto o in parte, il bonus Irpef.
TIPo dI ReddITo condIzIonI
Abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati (*)
Lavoro dipendente o pensione 1. Redditi corrisposti da un unico sostituto d’imposta obbli-
Lavoro dipendente o pensione + Abitazione principale, relative pertinenze gato ad effettuare le ritenute di acconto o corrisposti da
e altri fabbricati non locati (*) più sostituti purché certificati dall’ultimo che ha effettuato
il conguaglio
Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa compresi i lavori a progetto.
Sono escluse le collaborazioni di carattere amministrativo-gestionale di natura non profes- 2. Le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti
sionale rese in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche e non sono dovute le addizionali regionale e comunale
Redditi esenti.
Esempi: rendite erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte,
alcune borse di studio, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari
di leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati
dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili, sussidi a favore degli han-
seniani, pensioni sociali
Redditi soggetti ad imposta sostitutiva (diversi da quelli soggetti a cedolare secca).
Esempi: interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico
Redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta.
Esempi: interessi sui conti correnti bancari o postali; redditi derivanti da lavori socialmente utili
(*) L’esonero non si applica se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune dell’abitazione principale.

3
casI dI esoneRo con lIMITe dI ReddITo
È esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima
colonna, nei limiti di reddito previsti nella seconda colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella terza colonna.
L’esonero non si applica se il contribuente deve restituire in tutto o in parte, il bonus Irpef.
TIPo dI ReddITo lIMITe dI ReddITo condIzIonI
(uguale o inferiore a)
Terreni e/o fabbricati (comprese abitazione principale e sue pertinenze) 500
Lavoro dipendente o assimilato + altre tipologie di reddito (*) 8.000 Periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni
2018

Periodo di pensione non inferiore a 365 giorni.


Pensione + altre tipologie di reddito (*) 8.000 Le detrazioni per coniuge e familiari a carico so-
no spettanti e non sono dovute le addizionali re-
Pensione + terreni + abitazione principale e sue pertinenze 7.500 (pensione) gionale e comunale. Se il sostituto d’imposta ha
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

(box, cantina, ecc.) 185,92 (terreni) operato le ritenute il contribuente può recuperare
il credito presentando la dichiarazione.
Periodo di pensione non inferiore a 365 giorni.

Le detrazioni per coniuge e familiari a carico so-


Pensione + altre tipologie di reddito (*) 8.000 no spettanti e non sono dovute le addizionali re-
gionale e comunale. Se il sostituto d’imposta ha
operato le ritenute il contribuente può recuperare
il credito presentando la dichiarazione.
Assegno periodico corrisposto dal coniuge + altre tipologie di reddito (*).
8.000
È escluso l’assegno periodico destinato al mantenimento dei figli
Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali
la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro.
Esempi: compensi percepiti per l’attività libero professionale intramuraria 4.800
del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale, redditi da attività
commerciali occasionali, redditi da attività di lavoro autonomo occasionale
Compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche 28.158,28
(*) Il reddito complessivo deve essere calcolato senza tenere conto del reddito derivante dall’abitazione principale e sue pertinenze
æ
ReddITI PeRsone FIsIche

condIzIone geneRale dI esoneRo


In generale è esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente, non obbligato alla tenuta delle scritture contabili,
che possiede redditi per i quali è dovuta un’imposta non superiore ad euro 10,33 come illustrato nello schema seguente:
Contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili che si trovano nella seguente condizione:
imposta lorda (*) –
detrazioni per carichi di famiglia –
detrazioni per redditi di lavoro dipendente, pensione e/o altri redditi –
ritenute =
importo non superiore a euro 10,33
(*) L’imposta lorda è calcolata sul reddito complessivo, al netto della deduzione per l’abitazione principale e sue pertinenze.

4. chi è obbligato a presentare la dichiarazione


Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi i contribuenti che:
n hanno conseguito redditi nell’anno 2017 e non rientrano nei casi di esonero elencati nelle precedenti tabelle;
n sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili (come, in genere, i titolari di partita IVA), anche nel caso in cui non abbiano
conseguito alcun reddito.

In particolare, sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi:


n i lavoratori dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro e sono in possesso di più certificazioni di lavoro dipendente o assimilati
(Certificazione Unica 2018), nel caso in cui l’imposta corrispondente al reddito complessivo superi di oltre euro 10,33 il totale delle
ritenute subite;
n i lavoratori dipendenti che direttamente dall’INPS o da altri Enti hanno percepito indennità e somme a titolo di integrazione salariale o
ad altro titolo, se erroneamente non sono state effettuate le ritenute o se non ricorrono le condizioni di esonero indicate nelle
precedenti tabelle;
n i lavoratori dipendenti a cui il sostituto d’imposta ha riconosciuto deduzioni dal reddito e/o detrazioni d’imposta non spettanti in tutto o
in parte (anche se in possesso di una sola Certificazione Unica 2018);
n i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni e/o redditi da privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (per
esempio collaboratori familiari, autisti e altri addetti alla casa);
n i contribuenti che hanno conseguito redditi sui quali l’imposta si applica separatamente (ad esclusione di quelli che non devono essere
indicati nella dichiarazione – come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione
dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi – quando sono erogati da soggetti che
hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte);
n i lavoratori dipendenti e/o percettori di redditi a questi assimilati ai quali non sono state trattenute o non sono state trattenute nella
misura dovuta le addizionali comunale e regionale all’IRPEF. In tal caso l’obbligo sussiste solo se l’importo dovuto per ciascuna
addizionale supera euro 10,33;
n i contribuenti che hanno conseguito plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare ad imposta sostitutiva da indicare nei quadri RT e RM.

4
Anche nel caso in cui non siano obbligati, i contribuenti possono comunque presentare la dichiarazione dei redditi per
far valere eventuali oneri sostenuti, deduzioni e/o detrazioni non attribuite o attribuite in misura inferiore a quella spet-
tante oppure per chiedere il rimborso di eccedenze di imposta derivanti dalla dichiarazione presentata nel 2017 o da
acconti versati nello stesso anno.

5. Termini e modalità di presentazione della dichiarazione

Quando si presenta la dichiarazione

2018
Sulla base delle disposizioni del D.P.R. n. 322 del 1998, e successive modifiche, il Modello REDDITI Persone Fisiche 2018 deve essere
presentato entro i termini seguenti:
n dal 2 maggio 2018 al 2 luglio 2018 se la presentazione viene effettuata in forma cartacea per il tramite di un ufficio postale;

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


n entro il 31 ottobre 2018 se la presentazione viene effettuata per via telematica, direttamente dal contribuente ovvero se viene
trasmessa da un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 932, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, per gli anni in cui si applicano le disposizioni di cui all’articolo
21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il termine per la
presentazione delle dichiarazioni dei soggetti indicati nell’articolo 2 del regolamento di cui al D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, in scadenza
al 30 settembre, è fissato al 31 ottobre.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

Come si presenta la dichiarazione


Salvo i casi sotto descritti, tutti i contribuenti sono obbligati a presentare la dichiarazione Modello REDDITI 2018 esclusivamente
per via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato.
Sono esclusi da tale obbligo e pertanto possono presentare il modello REDDITI 2018 cartaceo i contribuenti che:
n pur possedendo redditi che possono essere dichiarati con il mod. 730, non possono presentare il mod. 730;
n pur potendo presentare il mod. 730, devono dichiarare alcuni redditi o comunicare dati utilizzando i relativi quadri del modello REDDITI
(RM, RT, RW);

æ
n devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.

ReddITI PeRsone FIsIche


Reperibilità dei modelli
I modelli di dichiarazione e le relative istruzioni sono resi disponibili in formato elettronico sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate
www.agenziaentrate.gov.it.
È possibile compilare le dichiarazioni utilizzando anche i modelli predisposti mediante strumenti informatici, purché conformi a quelli
approvati dall’Agenzia delle Entrate (moduli a striscia continua, stampati con stampanti laser). I suddetti modelli possono essere stampati in
bianco e nero. Nello stesso sito internet è disponibile altresì uno speciale formato elettronico per i soggetti che utilizzano sistemi tipografici
ai fini della conseguente riproduzione.

Si precisa che i Fascicoli 1 e 2 possono anche essere ritirati, gratuitamente, presso gli uffici comunali.

Modalità di presentazione
La dichiarazione REDDITI Persone Fisiche può essere presentata:
a) per via telematica, direttamente dal dichiarante;
b) per via telematica, tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, comma 3, d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni;
c) consegnando una copia cartacea presso un qualsiasi ufficio postale nei casi previsti.

In caso di presentazione telematica, la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte
dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento
dei dati, rilasciata sempre per via telematica.

Il servizio telematico restituisce immediatamente dopo l’invio, un messaggio che conferma solo l’avvenuta ricezione
del file e in seguito fornisce all’utente un’altra comunicazione attestante l’esito dell’elaborazione effettuata sui dati per-
venuti, che, in assenza di errori, conferma l’avvenuta presentazione della dichiarazione.

a) Presentazione diretta da parte del contribuente


I soggetti che scelgono di trasmettere direttamente la propria dichiarazione devono utilizzare i servizi telematici Entratel o Fisconline in
base ai requisiti posseduti per il conseguimento dell’abilitazione.
Per le modalità di abilitazione visitare l’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate.

b) Presentazione tramite un intermediario abilitato


Gli intermediari individuati ai sensi dell’art. 3, comma 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, sono obbligati a
trasmettere, per via telematica, all’Agenzia delle Entrate, sia le dichiarazioni da loro predisposte per conto del dichiarante sia quelle
predisposte dal dichiarante stesso e per le quali hanno assunto l’impegno alla presentazione per via telematica.
Sono obbligati alla presentazione telematica delle dichiarazioni da loro predisposte gli intermediari abilitati appartenenti alle seguenti categorie:
n iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro;
n iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli dei periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio per la subcategoria tributi, in
possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria;
n iscritti negli albi degli avvocati;

5
n iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al D.Lgs. 21 gennaio 1992, n. 88;
n associazioni sindacali di categoria tra imprenditori di cui all’art. 32, comma 1, lettere a), b) e c), del D.Lgs. n. 241 del 1997;
n associazioni che raggruppano prevalentemente soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;
n Caf – dipendenti;
n Caf – imprese;
n notai iscritti nel ruolo indicato nell’art. 24 della legge 16 febbraio 1913, n. 89;
n coloro che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale;
n iscritti negli albi dei dottori agronomi e dei dottori forestali, degli agrotecnici e dei periti agrari.
2018

Sono altresì obbligati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni da loro predisposte gli studi professionali e le società di servizi in cui
almeno la metà degli associati o più della metà del capitale sociale sia posseduto da soggetti iscritti in alcuni albi, collegi o ruoli, come
specificati dal decreto dirigenziale 18 febbraio 1999 e tutti i successivi decreti emanati ai sensi dell’art. 3, comma 3, lett. e) del D.P.R. 22
luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Tali soggetti possono assolvere all’obbligo di presentazione telematica delle dichiarazioni avvalendosi, altresì, di società partecipate dai
consigli nazionali, dagli ordini, collegi e ruoli individuati nei predetti decreti, dai rispettivi iscritti, dalle associazioni rappresentative di
questi ultimi, dalle relative casse nazionali di previdenza e dai singoli associati alle predette associazioni.

c) Presentazione agli uffici postali


Per la presentazione della dichiarazione agli uffici postali, il cui servizio è gratuito per il contribuente, la dichiarazione va inserita nella sua
busta in modo che il triangolo posto in alto a sinistra del frontespizio corrisponda al triangolo sulla facciata della busta e che attraverso la
finestra della busta risultino visibili il tipo di modello, la data di presentazione e i dati identificativi del contribuente. In caso contrario gli
uffici postali non accetteranno la dichiarazione. Le singole dichiarazioni o i singoli quadri che compongono il Modello REDDITI devono
essere inseriti nella busta senza fermagli o cuciture. La busta da utilizzare è in distribuzione gratuita presso tutti i Comuni.
Gli uffici postali hanno l’obbligo di rilasciare una ricevuta per ogni dichiarazione consegnata. Questa ricevuta deve essere conservata dal
contribuente come prova della presentazione della dichiarazione.
La copia ad uso del contribuente va conservata, oltre che per documentazione personale, per determinare l’importo degli eventuali
acconti d’imposta da pagare nel 2018.

Le dichiarazioni presentate tramite un ufficio postale da parte dei contribuenti obbligati alla presentazione per via te-
æ

lematica sono da ritenersi non redatte in conformità al modello approvato e, conseguentemente, si rende applicabile
ReddITI PeRsone FIsIche

la sanzione ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471

Dichiarazione presentata dall’estero


I cittadini italiani residenti all’estero e i soggetti temporaneamente non residenti nel territorio dello Stato impossibilitati ad effettuare la
trasmissione telematica, possono trasmettere la dichiarazione dall’estero anche in modalità cartacea.
In caso di spedizione postale, la dichiarazione deve essere inserita in una normale busta di corrispondenza di dimensioni idonee a contenerla
senza piegarla.
La busta deve essere indirizzata all’Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Venezia, via Giuseppe De Marchi n. 16, 30175 Marghera
(VE) - Italia e deve recare scritto, a carattere evidente:
n cognome, nome e codice fiscale del contribuente;
n la dicitura “Contiene dichiarazione Modello REDDITI 2018 Persone Fisiche”.

Documentazione da rilasciare al dichiarante a prova della presentazione della dichiarazione


Sulla base delle disposizioni contenute nel d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, gli intermediari abilitati, devono:
n rilasciare al dichiarante, contestualmente alla ricezione della dichiarazione o all’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione,
l’impegno a trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in essa contenuti, precisando se la dichiarazione è stata
consegnata già compilata o verrà da esso predisposta; detto impegno dovrà essere datato e sottoscritto, seppure rilasciato in forma libera.
La data di tale impegno, unitamente alla personale sottoscrizione e all’indicazione del proprio codice fiscale, dovrà essere
successivamente riportata nello specifico riquadro “Impegno alla presentazione telematica” posto nel frontespizio della dichiarazione
per essere acquisita per via telematica dal sistema informativo centrale;
n rilasciare altresì al dichiarante, entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione per via telematica,
l’originale della dichiarazione i cui dati sono stati trasmessi per via telematica, redatta su modello conforme a quello approvato
dall’Agenzia delle Entrate, debitamente sottoscritta dal contribuente, unitamente a copia della comunicazione attestante l’avvenuto
ricevimento.
Detta comunicazione di ricezione telematica costituisce per il dichiarante prova di presentazione della dichiarazione e dovrà
essere conservata dal medesimo, unitamente all’originale della dichiarazione e alla restante documentazione per il periodo
previsto dall’art. 43 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, in cui possono essere effettuati gli eventuali controlli;
n conservare copia delle dichiarazioni trasmesse, anche su supporti informatici, per lo stesso periodo previsto dall’art. 43 del D.P.R. 29
settembre 1973 n. 600, ai fini dell’eventuale esibizione in sede di controllo.
Al contribuente spetta il compito di verificare il puntuale rispetto dei suddetti adempimenti da parte dell’intermediario, segnalando
eventuali inadempienze a qualsiasi ufficio della regione in cui è fissato il proprio domicilio fiscale e rivolgersi eventualmente ad altro
intermediario per la trasmissione telematica della dichiarazione per non incorrere nella violazione di omissione della dichiarazione.

Comunicazione di avvenuta presentazione della dichiarazione


La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate attestante l’avvenuta presentazione della dichiarazione per via telematica, è trasmessa,
attraverso lo stesso canale, al soggetto che ha effettuato l’invio.
Tale comunicazione è consultabile nella Sezione “Ricevute” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, riservata agli utenti registrati ai
servizi telematici. La stessa comunicazione di ricezione può essere richiesta senza limiti di tempo (sia dal contribuente che
dall’intermediario) a qualunque Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

6
In relazione alla verifica della tempestività delle dichiarazioni presentate per via telematica, si considerano tempestive le dichiarazioni
trasmesse entro i termini previsti dal D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, ma scartate dal servizio telematico, purché
ritrasmesse entro i cinque giorni successivi alla data contenuta nella comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che attesta il motivo dello
scarto (cfr. circolare del Ministero delle Finanze – Dipartimento delle Entrate n. 195/E del 24 Settembre 1999).

Responsabilità dell’intermediario abilitato


In caso di tardiva od omessa trasmissione delle dichiarazioni per via telematica da parte dei soggetti intermediari abilitati, è applicata a
questi ultimi la sanzione prevista dall’art. 7-bis del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

2018
È prevista altresì la revoca dell’abilitazione quando nello svolgimento dell’attività di trasmissione delle dichiarazioni vengono commesse
gravi o ripetute irregolarità, ovvero in presenza di provvedimenti di sospensione irrogati dall’ordine di appartenenza del professionista o
in caso di revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte dei centri di assistenza fiscale.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


6. Modalità e termini di versamento
Termini di versamento
Tutti i versamenti a saldo che risultano dalla dichiarazione, compresi quelli relativi al primo acconto, devono essere eseguiti entro il 2
luglio 2018 ovvero entro il 20 agosto 2018.

I contribuenti che scelgono di versare le imposte dovute (saldo per l’anno 2017 e prima rata di acconto per il 2018) nel
periodo dal 3 luglio al 20 agosto 2018 devono applicare sulle somme da versare la maggiorazione dello 0,40 per cento
a titolo di interesse corrispettivo. I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno
feriale successivo.

Gli importi delle imposte che scaturiscono dalla dichiarazione devono essere versati arrotondati all’unità di euro, così come determinati
nella dichiarazione stessa. Se, invece, l’ammontare indicato in dichiarazione deve essere successivamente elaborato (rateazioni) prima
di essere versato, si applica la regola generale dell’arrotondamento al centesimo di euro (es. euro 10.000,752 arrotondato diventa euro
10.000,75; euro 10.000,755 arrotondato diventa euro 10.000,76; euro 10.000,758 arrotondato diventa euro 10.000,76) trattandosi di
importi che non si indicano in dichiarazione ma direttamente nel modello di versamento F24.

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Per le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi che non superano ciascuna l’importo di euro 12,00, non vanno

ReddITI PeRsone FIsIche


effettuati i versamenti né la compensazione delle singole imposte (IRPEF e addizionali).

Acconti
Acconti IRPEF e cedolare secca per l’anno 2018
Nel modello REDDITI vanno riportati, se dovuti, l’ammontare dell’acconto Irpef e dell’acconto per la cedolare secca per l’anno 2018. Si
rinvia alle istruzioni fornite rispettivamente ai righi RN61 e LC2 per la determinazione degli acconti dovuti.

Acconto Addizionale Comunale all’IRPEF dovuto per l’anno 2018


Per l’anno d’imposta 2018 è dovuto l’acconto per l’addizionale comunale all’IRPEF. Si rinvia alle istruzioni fornite al rigo RV17 per la
determinazione dell’acconto dovuto.

Come si effettuano i versamenti


Tutti i contribuenti per il pagamento delle imposte devono utilizzare il modello di versamento F24.
I contribuenti titolari di partita Iva sono obbligati ad effettuare i versamenti in via telematica con le seguenti modalità:

1) direttamente:
n mediante lo stesso servizio telematico utilizzato per la presentazione telematica delle dichiarazioni fiscali;
n ricorrendo ai servizi di home banking delle banche e di Poste Italiane;
n utilizzando i servizi di remote banking (CBI) offerti dal sistema bancario.

2) tramite gli intermediari abilitati al servizio telematico Entratel che aderiscono ad una specifica convenzione con l’Agenzia delle Entrate
ed utilizzano il software fornito loro gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate o che si avvalgono dei servizi on line offerti dalle banche
e da Poste Italiane.

I contribuenti non titolari di partita IVA, possono effettuare i versamenti su modello cartaceo oppure possono adottare le modalità
telematiche di versamento utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle Entrate o del sistema bancario e postale.

Nel modello F24 è necessario indicare il codice fiscale, i dati anagrafici, il domicilio fiscale, l’anno d’imposta per il quale si versa il saldo
o l’acconto, nonché i codici tributo, reperibili sul sito Internet dell’Agenzia, necessari per imputare correttamente le somme versate.
Il versamento può essere effettuato in contanti o con addebito sul conto corrente bancario o postale:
n con carte Pago Bancomat, presso gli sportelli abilitati;
n con carta Postamat, assegni postali, assegni bancari su piazza, assegni circolari e vaglia postali;
n presso gli uffici postali;
n con assegni bancari e circolari nelle banche;
n con assegni circolari e vaglia cambiari, presso gli agenti della riscossione.

Gli importi devono essere sempre indicati con le prime due cifre decimali, anche nel caso in cui tali cifre siano pari a zero. Nel caso in cui
l’assegno risulti anche solo parzialmente scoperto o comunque non pagabile, il versamento si considera omesso.

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Nel compilare la delega F24 si deve tener presente che:
n gli interessi relativi agli importi a debito rateizzati di ciascuna sezione vanno esposti cumulativamente in un unico rigo all’interno della
stessa sezione utilizzando l’apposito codice tributo;
n in corrispondenza di ciascun rigo, è possibile compilare soltanto una delle due colonne relativa agli importi a debito e agli importi a
credito. Sullo stesso rigo del modello, infatti, può comparire un solo importo;
n l’importo minimo da indicare nel modello relativamente ad ogni singolo codice tributo è pari a euro 1,03. Tuttavia, non va eseguito
alcun versamento se l’importo risultante dalla dichiarazione, riferito alla singola imposta o addizionale, è inferiore o uguale a 12 euro
per le somme dovute a titolo di IRPEF e addizionali regionali e comunali.
2018

Ulteriori disposizioni in materia di modalità di presentazione del modello F24 in caso di utilizzo di crediti in compensazione
(Applicabili a tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva - art. 11, comma 2, del D.L. n. 66/2014, come modificato dall’ art.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

7-quater, comma 31, del D.L. n. 193/2016).


I modelli F24 a saldo zero possono essere presentati esclusivamente utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia
delle entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel, oppure per il tramite di un intermediario abilitato che può
trasmettere telematicamente le deleghe F24 in nome e per conto degli assistiti. I modelli F24 contenenti crediti utilizzati in
compensazione, con saldo finale maggiore di zero, devono essere presentati esclusivamente per via telematica, attraverso i
servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, oppure tramite i servizi di internet banking messi a disposizione dagli
intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia. Per i soggetti titolari di partita IVA, tuttavia, resta fermo l’obbligo di
utilizzare esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, nei casi previsti dall’art. 37, comma 49-bis, del d.l. n.
223/2006.I contribuenti non titolari di partita Iva possono presentare il modello F24 per qualunque importo, senza utilizzo di crediti
in compensazione, in forma cartacea presso gli sportelli degli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia.

Principali codici tributo


4001: Irpef – Saldo
4033: Irpef – Acconto prima rata
4034: Irpef – Acconto seconda rata o unica soluzione
1668: Interessi pagamento dilazionato. Importi rateizzabili Sez. Erario
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3801: Addizionale regionale


ReddITI PeRsone FIsIche

3844: Addizionale comunale - Saldo


3843: Addizionale comunale - Acconto
1792: Imposta sostitutiva regime fiscale forfetario – Saldo
1790: Imposta sostitutiva regime fiscale forfetario – Acconto prima rata
1791: Imposta sostitutiva regime fiscale forfetario – Acconto seconda rata o unica soluzione
1842: Cedolare secca locazioni – Saldo
1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata
1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione

Rateazione
Tutti i contribuenti possono versare in rate mensili le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte, (compresi i contributi
risultanti dal quadro RR relativi alla quota eccedente il minimale), ad eccezione dell’acconto di novembre che deve essere versato in
un’unica soluzione. In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.

La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi. Ad esempio, è possibile rateizzare il primo acconto IRPEF e versare
in un’unica soluzione il saldo, o viceversa.
I dati relativi alla rateazione devono essere inseriti nello spazio “Rateazione/Regione/Provincia” del modello di versamento F24.
Sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi nella misura del 4 per cento annuo, da calcolarsi secondo il metodo commerciale,
tenendo conto del periodo decorrente dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata fino alla data di scadenza
della seconda.
Si ricorda che gli interessi da rateazione non devono essere cumulati all’imposta, ma devono essere versati separatamente.

I contribuenti non titolari di partita IVA possono effettuare il pagamento della prima rata entro il 2 luglio 2018 ovvero entro il 20 agosto
2018 maggiorando l’importo dovuto dello 0,40 per cento a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli interessi
indicati nella seguente tabella:

RATA VERSAMENTO INTERESSI % VERSAMENTO (*) INTERESSI %


1ª 2 luglio 20 agosto
2ª 31 luglio 0,31 31 agosto 0,11
3ª 31 agosto 0,64 1 ottobre 0,44
4ª 1 ottobre 0,97 31 ottobre 0,77
5ª 31 ottobre 1,30 30 novembre 1,10
6ª 30 novembre 1,63

(*) In questo caso l’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40 per cento.

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I contribuenti titolari di partita IVA possono anch’essi effettuare il pagamento della prima rata entro il 2 luglio 2018, ovvero entro il 20
agosto 2018 maggiorando l’importo dovuto dello 0,40 per cento a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli
interessi indicati nella seguente tabella:

RATA VERSAMENTO INTERESSI % VERSAMENTO (*) INTERESSI %


1ª 2 luglio 20 agosto
2ª 16 luglio 0,16 20 agosto 0,00

2018
3ª 20 agosto 0,49 17 settembre 0,33
4ª 17 settembre 0,82 16 ottobre 0,66
5ª 16 ottobre 1,15 16 novembre 0,99

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


6ª 16 novembre 1,48

(*) In questo caso l’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40 per cento.

7. la compensazione
Il contribuente ha la facoltà di compensare nei confronti dei diversi enti impositori (Stato, INPS, Enti Locali, INAIL, ENPALS) i crediti e
i debiti risultanti dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive.

Il modello di pagamento unificato F24 permette di indicare in apposite sezioni sia gli importi a credito utilizzati sia gli importi a debito
dovuti. Il pagamento si esegue per la differenza tra debiti e crediti.

Il modello F24 deve essere presentato in ogni caso da chi opera la compensazione, anche se il saldo finale indicato ri-
sulti uguale a zero per effetto della compensazione stessa. Tale operazione permette a tutti gli enti di venire a cono-
scenza delle compensazioni effettuate in modo da poter regolare le reciproche partite di debito e credito.

Possono avvalersi della compensazione tutti i contribuenti, a favore dei quali risulti un credito d’imposta dalla dichiarazione e dalle

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denunce periodiche contributive. In particolare, per quanto riguarda i crediti contributivi, possono essere versate in modo unitario, in

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compensazione con i predetti crediti, le somme dovute, per esempio, all’INPS da datori di lavoro, committenti di lavoro parasubordinato
e concedenti e dagli iscritti alle gestioni speciali artigiani e commercianti e alla gestione separata dell’INPS. È compensabile anche l’IVA
che risulti dovuta per l’adeguamento del volume d’affari dichiarato ai parametri e ai risultati degli studi di settore.
I crediti che risultano dal Modello REDDITI 2018 possono essere utilizzati per compensare debiti dal giorno successivo a quello della
chiusura del periodo di imposta per cui deve essere presentata la dichiarazione da cui risultano i suddetti crediti. In via di principio,
quindi, tali crediti possono essere utilizzati in compensazione a partire dal mese di gennaio, purché ci siano le seguenti condizioni:
n il contribuente sia in grado di effettuare i conteggi relativi;
n il credito utilizzato per effettuare la compensazione sia quello effettivamente spettante sulla base delle dichiarazioni presentate suc-
cessivamente.

Per utilizzare in compensazione un credito di importo superiore a 5.000 (articolo 3 del decreto-legge n. 50 del 2017) è necessario
richiedere l’apposizione del visto di conformità (Legge di stabilità 2014, art. 1, comma 574).
Il visto di conformità non è richiesto con riferimento ai crediti d’imposta derivanti da agevolazioni, ad eccezione di quelli il cui presupposto
è riconducibile alle imposte sui redditi e alle relative addizionali (si veda sul punto la circolare n. 28 del 2014). Tuttavia, con riferimento a
quest’ultima tipologia di crediti d’imposta, non è necessario il visto di conformità per l’utilizzo del credito residuo derivante dalla
precedente dichiarazione, sempre che non siano maturati e utilizzati crediti nuovi di importo superiore al limite oltre il quale è richiesto il
visto di conformità.
A partire dall’anno 2014 il limite massimo dei crediti di imposta rimborsabili in conto fiscale e/o compensabili è di euro 700.000, per ciascun
anno solare.
Qualora l’importo dei crediti spettanti sia superiore a tali limiti, la somma in eccesso può essere chiesta a rimborso nei modi ordinari
oppure può essere portata in compensazione nell’anno solare successivo.
È importante ricordare che l’importo dei crediti utilizzati per compensare debiti relativi alla stessa imposta non ha rilievo ai fini del limite
massimo di euro 700.000, anche se la compensazione viene effettuata attraverso il modello F24.
I soggetti titolari di partita IVA che intendono effettuare la compensazione prevista dall’art. 17 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti
relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e dei
crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici
messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate secondo modalità tecniche definite con apposito provvedimento del direttore della
medesima Agenzia delle entrate. Per ulteriori approfondimenti in proposito, si veda la risoluzione n. 68/E del 9 giugno 2017.
È consentito ripartire liberamente le somme a credito tra importi a rimborso e importi da compensare.
Gli importi a credito che il contribuente sceglie di utilizzare in compensazione ai sensi del D. Lgs. n. 241 del 1997 non devono essere ne-
cessariamente utilizzati in via prioritaria per compensare i debiti risultanti dalla dichiarazione. Ad esempio, l’eccedenza a credito IRPEF
può essere utilizzata per compensare altri debiti (imposte sostitutive, ritenute) piuttosto che per diminuire l’acconto IRPEF.
Il contribuente può avvalersi del tipo di compensazione che ritiene più indicata alle sue esigenze e, conseguentemente, utilizzare gli
importi a credito:
n in compensazione ai sensi del D. Lgs. n. 241 del 1997, utilizzando il modello F24, per il pagamento dei debiti relativi ad una diversa
imposta, alle ritenute ed ai contributi. In tal caso, il contribuente è obbligato a compilare e presentare il modello di pagamento F24
anche se, per effetto dell’eseguita compensazione, il modello stesso presenti un saldo finale uguale a zero;
n in diminuzione degli importi a debito relativi alla medesima imposta. In tal caso, il contribuente può scegliere se esporre la
compensazione esclusivamente nel modello di dichiarazione ovvero anche nel modello F24.

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Per alcune esemplificazioni del modo di procedere consultare in Appendice “Scelta della compensazione”.

I crediti INPS risultanti dal Modello DM10/2 possono essere compensati nel modello F24 a partire dalla data di scadenza della
presentazione della denuncia da cui emerge il credito contributivo, a condizione che il contribuente non ne abbia richiesto il rimborso
nella denuncia stessa, barrando l’apposita casella del quadro I. La compensazione può essere effettuata entro 12 mesi dalla data di
scadenza della presentazione della denuncia da cui emerge il credito.
Possono essere compensati, inoltre, i crediti risultanti dalla liquidazione effettuata nel quadro RR del Modello REDDITI 2018 relativo agli
2018

iscritti alle gestioni speciali artigiani e commercianti ed ai professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata lavoratori autonomi
dell’INPS. La compensazione può essere effettuata fino alla data di scadenza di presentazione della dichiarazione successiva.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

I crediti INAIL utilizzabili in compensazione sono quelli risultanti dall’autoliquidazione dell’anno in corso. Tali crediti possono essere
compensati fino al giorno precedente la successiva autoliquidazione.
Così un credito derivante dall’autoliquidazione 2017/2018 in scadenza al 18 febbraio 2018, potrà essere utilizzato in compensazione
dalla medesima data fino al giorno precedente la successiva autoliquidazione. L’eventuale quota di credito che risulterà non utilizzata
alla data di scadenza finale sarà oggetto di rimborso.
Non possono essere utilizzati in compensazione con debiti nei confronti di altri Enti i crediti derivanti da conteggi e rettifiche dell’INAIL.

PaRTe II: guIda alla coMPIlazIone della dIchIaRazIone


Il modello base deve essere compilato da tutti i contribuenti non esonerati dall’obbligo della presentazione della dichiarazione. Ciascun
contribuente è tenuto ad utilizzare esclusivamente i quadri relativi ai redditi posseduti.

1. le novità di quest’anno
n Le principali novità contenute nel modello REDDITI PF 2018, periodo d’imposta 2017, sono le seguenti:
1. Cedolare secca: a decorrere dal 1° giugno 2017 i comodatari e gli affittuari che locano gli immobili per periodi non superiori a 30
giorni possono assoggettare a cedolare secca i redditi derivanti da tali locazioni;
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2. Locazioni brevi: a decorrere dal 1° giugno 2017 i redditi dei contratti di locazione non superiori a 30 giorni, che sono stati
ReddITI PeRsone FIsIche

conclusi con l’intervento di soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali
on-line, sono assoggettati ad una ritenuta del 21% se tali soggetti intervengono anche nel pagamento o incassano i canoni o i
corrispettivi derivanti dai contratti di locazione breve. La ritenuta è effettuata nel momento in cui l’intermediario riversa le somme
al locatore;
3. Premi di risultato e welfare aziendale: innalzato da 2.000 euro a 3.000 euro il limite dei premi di risultato da assoggettare a
tassazione agevolata. Il limite è innalzato a 4.000 euro se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del
lavoro e se i contratti collettivi aziendali o territoriali sono stati stipulati fino al 24 aprile 2017;
4. Addizionale comunale all’Irpef: nel rigo “Domicilio fiscale al 1° gennaio 2017” presente nel frontespizio del modello è stata
inserita la casella “Fusione comuni”;
5. Sismabonus: da quest’anno sono previste percentuali di detrazione più ampie per le spese sostenute per gli interventi antisismici
effettuati su parti comuni di edifici condominiali e per gli interventi che comportano una riduzione della classe di rischio sismico;
6. Ecobonus: percentuali di detrazione più ampie per alcune spese per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli
edifici condominiali;
7. Spese d’istruzione: è aumentato a 717 euro il limite delle spese d’istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo
ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale d’istruzione;
8. Spese sostenute dagli studenti universitari: per gli anni d’imposta 2017 e 2018 il requisito della distanza, previsto per fruire
della detrazione del 19 per cento dei canoni di locazione, si intende rispettato anche se l’Università è situata all’interno della
stessa provincia ed è ridotto a 50 chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate;
9. Spese sanitarie: limitatamente agli anni 2017 e 2018 sono detraibili le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici
speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’articolo 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti;
10. Art-bonus: dal 27 dicembre 2017 è possibile fruire del credito d’imposta per le erogazioni cultra anche per le erogazioni liberali
effettuate nei confronti delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei
festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
11. Dichiarazione integrativa – Quadro DI. È stata modificata la gestione del credito derivante dal minor debito o dal maggior
credito risultante dalla dichiarazione integrativa per i casi di correzione di errori contabili di competenza. Da quest’anno, tale
importo non deve essere ricompreso nel credito da indicare in colonna 4 e va sommato all’ammontare dell’eccedenza di
imposta risultante dalla precedente dichiarazione da indicare nell’apposito rigo/campo del quadro/sezione dove la relativa
imposta è liquidata;
12. Borse di studio: sono esenti le borse di studio nazionali per il merito e per la mobilità erogate dalla Fondazione Articolo 34;
13. Contributo di solidarietà: da quest’anno non trova più applicazione il regime fiscale denominato “contributo di solidarietà”.
14. 5 per mille: da quest’anno è possibile destinare una quota pari al cinque per mille della propria imposta sul reddito a sostegno
degli enti gestori delle aree protette;

2. Informazioni preliminari
Correzione del Modello 730/2018
Se il contribuente, dopo aver presentato il Modello 730/2018, si è accorto di non aver fornito tutti gli elementi da indicare in dichiarazione,
l’integrazione e/o la rettifica possono comportare:
n un maggior credito o un minor debito (ad esempio oneri non precedentemente indicati) o non influire sulla determinazione
dell’imposta risultante dalla dichiarazione originaria. In questo caso il contribuente può presentare entro il 25 ottobre 2018 un Modello

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730 integrativo con la relativa documentazione, ovvero un Modello REDDITI 2018, entro il 31 ottobre 2018 (correttiva nei termini),
oppure entro il termine previsto per la presentazione del Modello REDDITI relativo all’anno successivo (dichiarazione integrativa a
favore). La differenza rispetto all’importo del credito o del debito risultante dal Modello 730 potrà essere indicata a rimborso, ovvero
come credito da portare in diminuzione per l’anno successivo.

Inoltre il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è
stata presentata la dichiarazione (dichiarazione integrativa – art. 2 comma 8 del D.P.R. 322 del 1998). In questo caso l’importo a
credito, potrà essere utilizzato in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, per eseguire il

2018
versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.
Nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa è indicato il credito dal minor debito o
dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Si ricorda che, anche se il modello precedente è stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico, il Modello 730 integrativo
deve essere presentato ad un intermediario che può chiedere un compenso;

n un maggior debito o un minor credito (ad esempio, redditi in tutto o in parte non indicati). In questo caso il contribuente deve
presentare un Modello REDDITI 2018 Persone fisiche:
– entro il 31 ottobre 2018, (correttiva nei termini), e pagare direttamente le somme dovute compresa la differenza rispetto all’importo
del credito risultante dal Modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d‘imposta;
– entro il termine previsto per la presentazione del Modello REDDITI relativo all’anno successivo (dichiarazione integrativa) e pagare
direttamente le somme dovute;
– entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione e pagare direttamente le somme
dovute.
Il Modello REDDITI può essere presentato dai lavoratori dipendenti che si sono avvalsi dell’assistenza anche nei casi in cui è intervenuta
la cessazione del rapporto con il datore di lavoro, al fine di ottenere il rimborso delle somme che risultano a credito dal prospetto di
liquidazione. Detto credito può comunque essere riportato direttamente nella dichiarazione da presentare nell’anno successivo, quale
eccedenza risultante dalla precedente dichiarazione, senza necessità di presentare un Modello REDDITI sostitutivo. Quest’ultima
procedura potrà essere seguita anche dagli eredi che, in caso di decesso del contribuente, presentano la dichiarazione dei redditi del

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deceduto in qualità di eredi.

ReddITI PeRsone FIsIche


Correzione del Modello REDDITI 2018
Nell’ipotesi in cui il contribuente intenda rettificare o integrare una dichiarazione già presentata, deve compilare una nuova dichiarazione,
completa di tutte le sue parti. In tal modo è possibile esporre redditi non dichiarati in tutto o in parte ovvero evidenziare oneri deducibili o
per i quali spetta la detrazione, non indicati in tutto o in parte in quella precedente.
Per le modalità di compilazione della dichiarazione si rinvia al Capitolo 3 “Compilazione del frontespizio”, alla voce “Tipo di dichiarazione”.

CERTIFICAZIONE UNICA 2018


Per i dati da riportare nel Modello REDDITI 2018 contenuti nella Certificazione Unica 2018, le istruzioni di compilazione indicano in quali
punti della certificazione gli stessi siano indicati.

Dichiarazione presentata dagli eredi


Per le persone decedute la dichiarazione deve essere presentata da uno degli eredi. Sul frontespizio del Modello devono essere indicati
il codice fiscale e gli altri dati personali del contribuente deceduto. L’erede deve compilare l’apposito riquadro del frontespizio “Riservato
a chi presenta la dichiarazione per altri”, secondo le indicazioni fornite nelle istruzioni, e sottoscrivere la dichiarazione.
Per ulteriori informazioni sulle modalità di compilazione vedere le istruzioni per la compilazione del frontespizio, alla voce “Dichiarazione
presentata dagli eredi o da altri soggetti diversi dal contribuente”.

Termini di presentazione della dichiarazione da parte degli eredi


Per le persone decedute nel 2017 o entro il mese di febbraio 2018 la dichiarazione deve essere presentata dagli eredi nei termini ordinari.
Per le persone decedute successivamente, la dichiarazione deve essere presentata entro i termini indicati nella seguente tabella, distinti
in relazione alla modalità (cartacea o telematica) di presentazione della dichiarazione.

PRESENTAZIONE AGLI UFFICI POSTALI PRESENTAZIONE TELEMATICA


DATA DEL DECESSO TERMINI DI PRESENTAZIONE DATA DEL DECESSO TERMINI DI PRESENTAZIONE
Termini ordinari: Termini ordinari:
1° gennaio 2017 – 28 febbraio 2018 1° gennaio 2017 – 30 giugno 2018
dal 2 maggio 2018 al 2 luglio 2018 31 ottobre 2018

Termini prorogati di 6 mesi: Termini prorogati di 6 mesi:


1° marzo 2018 – 30 giugno 2018 1° luglio 2018 – 31 ottobre 2018
31 dicembre 2018 30 aprile 2019

È utile sapere che se nel 2017 la persona deceduta aveva presentato il Modello 730 dal quale risultava un credito successivamente non
rimborsato dal sostituto d’imposta, l’erede può far valere tale credito nella dichiarazione presentata per conto del deceduto.

Consultare in Appendice “Crediti risultanti dal Mod. 730 non rimborsati dal sostituto d’imposta”.

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Termini di versamento da parte degli eredi
Per le persone decedute nel 2017 o entro il 28 febbraio 2018 i versamenti devono essere effettuati dagli eredi nei termini ordinari. Per le
persone decedute successivamente, i termini sono prorogati di sei mesi e scadono quindi il 30 dicembre 2018.

Unioni civili
In base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della legge n. 76 del 2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti si
intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.
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Imu, Imi e Imis


La legge di stabilità 2016 prevede che dal periodo d’imposta 2014 si applicano anche all’imposta municipale immobiliare (Imi) della
provincia di Bolzano e all’imposta immobiliare semplice (Imis) della provincia di Trento le disposizioni relative all’Imu riguardo la
sostituzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali. Pertanto nelle istruzioni al modello REDDITI i
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

riferimenti all’Imu si intendono effettuati anche all’Imi e all’Imis.

Proventi sostitutivi e interessi


I proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, le indennità conseguite, anche in forma
assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da
morte, gli interessi moratori e gli interessi per dilazione di pagamento, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o
perduti ovvero di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati. In queste ipotesi devono essere utilizzati gli stessi
quadri del modello di dichiarazione nei quali sarebbero stati dichiarati i redditi sostituiti o quelli ai quali i crediti si riferiscono.
Tra gli altri rientrano, in questa categoria: la cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione, la mobilità, l’indennità di maternità, le
somme che derivano da transazioni di qualunque tipo e l’assegno alimentare corrisposto in via provvisoria a dipendenti per i quali pende
il giudizio innanzi all’Autorità giudiziaria. Le indennità spettanti a titolo di risarcimento dei danni consistenti nella perdita di redditi relativi
a più anni vanno dichiarate nel quadro RM, sez. II.

Redditi prodotti all’estero


I residenti in Italia devono presentare la dichiarazione anche per i redditi prodotti all’estero, salvo le eventuali diverse disposizioni
contenute nelle convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate con gli Stati esteri.
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Fondo patrimoniale
ReddITI PeRsone FIsIche

Il fondo patrimoniale (artt. 167 - 171 c.c.) è un complesso di beni, appartenenti ad un terzo o ad entrambi i coniugi o ad uno solo di essi,
destinati al soddisfacimento dei bisogni e degli interessi della famiglia.
I redditi dei beni che formano oggetto del fondo patrimoniale sono imputati per metà del loro ammontare a ciascuno dei coniugi (art. 4
comma 1 lett. b) del TUIR).

Usufrutto legale
I genitori devono includere nella propria dichiarazione anche i redditi dei figli minori sui quali hanno l’usufrutto legale.
I genitori esercenti la potestà hanno in comune l’usufrutto dei beni del figlio minore. Tuttavia non sono soggetti ad usufrutto legale:
n i beni acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro;
n i beni lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un’arte o una professione;
n i beni lasciati o donati, con la condizione che i genitori esercenti la potestà o uno di essi non ne abbiano l’usufrutto (la condizione, però,
non ha effetto per i beni spettanti al figlio a titolo di legittima);
n i beni pervenuti al figlio per eredità, legato o donazione e accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la
potestà (se uno solo di essi era favorevole all’accettazione, l’usufrutto legale spetta esclusivamente a questi);
n e pensioni di reversibilità da chiunque corrisposte.
I redditi dei figli minori non soggetti ad usufrutto legale devono, invece, essere dichiarati a nome di ciascun figlio da uno dei genitori (se
la potestà è esercitata da uno solo dei genitori la dichiarazione deve essere presentata da quest’ultimo).

Consultare il capitolo 3 alla voce “Dichiarazione presentata dagli eredi o da altri soggetti diversi dal contribuente” e in Appendice
“Redditi dei coniugi”.

Conservazione della documentazione


Tutta la documentazione concernente i redditi, le ritenute, gli oneri, le spese, ecc., esposti nella presente dichiarazione deve essere
conservata dal contribuente fino al 31 dicembre 2023, termine entro il quale l’agenzia delle entrate ha facoltà di richiederla. Se il
contribuente, a seguito di richiesta dell’agenzia, non è in grado di esibire idonea documentazione relativa alle deduzioni, alle detrazioni,
alle ritenute, ai crediti d’imposta indicati o ai versamenti, si applica una sanzione amministrativa.

Conversione delle valute estere dei Paesi non aderenti all’euro


In tutti i casi in cui è necessario convertire in euro redditi, spese e oneri originariamente espressi in valuta estera deve essere utilizzato il
cambio indicativo di riferimento del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti o sostenuti o quello del giorno antecedente più prossimo. Se
in quei giorni il cambio non è stato fissato, va utilizzato il cambio medio del mese. I cambi del giorno delle principali valute sono pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale. I numeri arretrati della Gazzetta possono essere richiesti alle Librerie dello Stato o alle loro corrispondenti. Per
conoscere il cambio in vigore in un determinato giorno si può consultare il sito Internet della Banca d’Italia, all’indirizzo:
http://www.bancaditalia.it/banca_centrale/cambi/cambi/cambi-fiscali.

Modalità di arrotondamento
Tutti gli importi indicati nella dichiarazione devono essere arrotondati all’unità di euro, per eccesso se la frazione decimale è uguale o
superiore a cinquanta centesimi di euro o per difetto se inferiore a detto limite (ad esempio 55,50 diventa 56; 65,62 diventa 66; 65,49
diventa 65). A tal fine, negli spazi relativi agli importi sono stati prestampati i due zeri finali dopo la virgola.

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Sanzioni
Per la consultazione delle informazioni relative alle sanzioni e al ravvedimento riguardanti gli adempimenti dichiarativi si rimanda al sito
Internet dell’Agenzia delle Entrate .

3. compilazione del frontespizio


Il frontespizio del modello REDDITI Persone Fisiche si compone di tre facciate.

Dati identificativi

2018
Nella prima facciata indicare il cognome, il nome e il codice fiscale del contribuente negli appositi spazi posti sopra l’Informativa sul
trattamento dei dati personali.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Al fine di una corretta presentazione della dichiarazione è necessario che il codice fiscale indicato nel frontespizio sia
quello rilasciato dall’Amministrazione finanziaria così come riportato nella tessera sanitaria, o nel caso in cui la tessera
sanitaria non sia stata ancora emessa, nell’apposito tesserino rilasciato dalla stessa Amministrazione. Se qualcuno
dei dati anagrafici (cognome, nome, sesso, luogo e data di nascita) indicati sulla tessera sanitaria o nel tesserino è er-
rato, dovete recarvi presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate per ottenerne la variazione. Fino a che questa
variazione non è stata effettuata dovete utilizzare comunque il codice fiscale erroneamente attribuitovi.

Tipo di dichiarazione
Barrare una o più delle seguenti caselle per indicare i casi che riguardano il contribuente:
n “Quadro RW” se è stato compilato il quadro RW perché nel 2017 sono stati effettuati o detenuti investimenti e attività finanziarie
all’estero;
n “Quadro VO” riguarda il soggetto esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale IVA per l’anno 2017 il quale, al
fine di comunicare opzioni o revoche esercitate con riferimento al periodo d’imposta 2017 sulla base del comportamento concludente
previsto dal D.P.R. 10 novembre 1997, n. 442, deve allegare alla propria dichiarazione il quadro VO contenuto nella dichiarazione
IVA/2018 relativa all’anno 2017. Per chiarimenti ed approfondimenti sulle disposizioni introdotte dall’articolo 10 del decreto legge n. 78
del 2009, vedi provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 dicembre 2009 e le circolari n. 57 del 23 dicembre 2009 e
n. 1 del 15 gennaio 2010.

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ReddITI PeRsone FIsIche
n “Quadro AC” se il contribuente è obbligato:
– a effettuare la comunicazione annuale all’Anagrafe Tributaria dell’importo complessivo dei beni e servizi acquistati dal condominio
nell’anno solare e dei dati identificativi dei relativi fornitori;
– a comunicare i dati catastali del condominio nel caso di interventi di recupero del patrimonio edilizio;
n “Studi di settore”, “Parametri”, se sono stati allegati i relativi modelli da parte dei soggetti nei confronti dei quali si applicano gli studi
di settore e/o i parametri.

Dichiarazione correttiva nei termini


Nell’ipotesi in cui il contribuente intenda, prima della scadenza del termine di presentazione, rettificare o integrare una dichiarazione già
presentata, deve compilare una nuova dichiarazione, completa di tutte le sue parti, barrando la casella “Correttiva nei termini”.
In tal modo è possibile esporre redditi non dichiarati in tutto o in parte ovvero evidenziare oneri deducibili o per i quali spetta la
detrazione, non indicati in tutto o in parte in quella precedente.
I contribuenti che presentano la dichiarazione per integrare la precedente, devono effettuare il versamento della maggiore imposta, delle
addizionali regionale e comunale eventualmente dovute.
Se dal nuovo Modello REDDITI risulta un minor credito dovrà essere versata la differenza rispetto all’importo del credito utilizzato a
compensazione degli importi a debito risultanti dalla precedente dichiarazione.
Se dal nuovo Modello REDDITI risulta, invece, un maggior credito o un minor debito la differenza rispetto all’importo del credito o del
debito risultante dalla dichiarazione precedente potrà essere indicata a rimborso, ovvero come credito da portare in diminuzione di
ulteriori importi a debito.

Integrazione della dichiarazione


Scaduti i termini di presentazione della dichiarazione, il contribuente può rettificare o integrare la stessa presentando, secondo le stesse
modalità previste per la dichiarazione originaria, una nuova dichiarazione completa di tutte le sue parti, su modello conforme a quello
approvato per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.
Presupposto per poter presentare la dichiarazione integrativa è che sia stata validamente presentata la dichiarazione originaria. Per
quanto riguarda quest’ultima, si ricorda che sono considerate valide anche le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dal termine di
scadenza, fatta salva l’applicazione delle sanzioni.

1) Dichiarazione integrativa (art. 2, commi 8 e 8-bis, DPR n. 322/98)


Tale casella va compilata in caso di presentazione di una dichiarazione integrativa indicando:
– il codice 1, nell’ipotesi prevista dall’art. 2, comma 8, del d.P.R. n. 322 del 1998, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a
quello in cui è stata presentata la dichiarazione, per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato
l’indicazione di un maggiore o di un minor reddito o, comunque, di un maggiore o di un minor debito d’imposta ovvero di un
maggiore o di un minore credito, fatta salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando l’applicazione dell’art. 13 del decreto
legislativo n. 472 del 1997;
– il codice 2, nell’ipotesi in cui il contribuente intenda rettificare la dichiarazione già presentata in base alle comunicazioni inviate
dall’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 1, commi 634 - 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, salva l’applicazione delle
sanzioni e ferma restando l’applicazione dell’art. 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. L’Agenzia delle Entrate,
infatti, mette a disposizione del contribuente le informazioni che sono in suo possesso (riferibili allo stesso contribuente, acquisite

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direttamente o pervenute da terzi, relative anche ai ricavi o compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione, a
lui imputabili, alle agevolazioni, deduzioni o detrazioni, nonché ai crediti d’imposta, anche qualora gli stessi non risultino spettanti)
dando la possibilità di correggere spontaneamente eventuali errori od omissioni, anche dopo la presentazione della dichiarazione.
L’eventuale credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalle dichiarazioni di cui al comma 8 dell’art. 2 del d.P.R.
n. 322 del 1998 può essere utilizzato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997.
Ferma restando in ogni caso l’applicabilità della disposizione di cui al periodo precedente per i casi di correzione di errori contabili di
competenza, nel caso in cui la dichiarazione oggetto di integrazione a favore sia presentata oltre il termine prescritto per la presentazione
della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, il credito di cui al periodo precedente può essere utilizzato in compensazione,
2018

ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta
successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa. Nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è
presentata la dichiarazione integrativa è indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione
integrativa.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

2) Dichiarazione integrativa (art. 2, comma 8-ter, DPR. n. 322/98)


Tale casella va barrata unicamente in caso di presentazione di una dichiarazione integrativa nell’ipotesi prevista dall’art. 2, comma 8-ter,
del DPR n. 322 del 1998, allo scopo di modificare la originaria richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta esclusivamente per la
scelta della compensazione, sempreché il rimborso stesso non sia stato già erogato anche in parte. Tale dichiarazione va presentata
entro 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione, secondo le disposizioni di cui all’articolo 3 del citato DPR n. 322
del 1998, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.
In caso di presentazione di dichiarazione integrativa che, oltre alla modifica consentita dal comma 8-ter, contenga anche la correzione di
errori od omissioni non va barrata la presente casella ma deve essere barrata la casella “Dichiarazione integrativa” .

La casella “Eventi eccezionali” deve essere compilata dai soggetti che, essendone legittimati, hanno fruito per il periodo d’imposta,
delle agevolazioni fiscali previste da particolari disposizioni normative emanate a seguito di calamità naturali o di altri eventi eccezionali.
I soggetti interessati devono indicare nell’apposita casella il relativo codice desunto dalla “Tabella degli eventi eccezionali” riportata in
Appendice alla voce “Eventi eccezionali”.
Nella particolare ipotesi in cui un contribuente abbia usufruito di agevolazioni disposte da più provvedimenti di legge dovrà indicare il
codice relativo all’evento che ha previsto il maggior differimento del termine di presentazione della dichiarazione o dei versamenti.
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Dati del contribuente


Luogo e data di nascita
Indicare il Comune di nascita e la sigla della relativa Provincia (se siete nati all’estero, indicare solo il nome dello Stato in cui siete nati),
la data di nascita (giorno, mese, anno) e il sesso.

Situazione del contribuente


Se la dichiarazione che si presenta si riferisce a un contribuente deceduto, sotto tutela o minore di età, va barrata una delle seguenti
caselle con riferimento alla data in cui viene presentata la dichiarazione.
n la casella 6 (deceduto) va barrata nel caso di dichiarazione presentata dall’erede per il deceduto.
n la casella 7 (tutelato) va barrata nel caso di dichiarazione presentata dal rappresentante legale per la persona incapace o
dall’amministratore giudiziario in qualità di rappresentante per i beni sequestrati;
n la casella 8 (minore) va barrata nel caso di dichiarazione presentata dai genitori per i redditi dei figli minori esclusi dall’usufrutto legale.

I contribuenti titolari di partita IVA devono indicare il numero nell’apposito spazio.

Accettazione dell’eredità giacente


La casella deve essere compilata nel caso di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente che accetta l’eredità giacente,
il quale è tenuto ad effettuare la sua scelta in riferimento ai redditi precedentemente assoggettati a tassazione separata nella
dichiarazione presentata dal curatore con l’aliquota prevista per il primo scaglione di reddito. In tal caso indicare:
n il codice 1 se chi accetta l’eredità giacente opta per la liquidazione definitiva dell’imposta su tali redditi, con le modalità previste per i
redditi a tassazione separata;
n il codice 2 se, invece, opta per la liquidazione definitiva dell’imposta su tali redditi con tassazione ordinaria.

Liquidazione volontaria (Riservato al contribuente)


La casella deve essere barrata nel caso di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente che si trova in un periodo di
imposta interessato dalla procedura della liquidazione volontaria di cui all’art. 182 del Tuir.

Immobili sequestrati
I beni immobili oggetto di provvedimenti di sequestro e confisca non definitiva, il cui reddito è determinato secondo le disposizioni
del capo II del titolo I (“Redditi fondiari”), dell’art. 70 (“Redditi di natura fondiaria”) e dell’art. 90, comma 1, quarto e quinto periodo
(“Proventi immobiliari”) del TUIR, non rilevano ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, ai sensi del comma 3-bis
dell’articolo 51, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, come sostituito dall’art. 32 del decreto legislativo 21 novembre
2014, n. 175. In tali ipotesi, l’amministratore giudiziario è tenuto a presentare due distinte dichiarazioni. Nella prima, vanno indicati
i redditi di tutti i beni sequestrati diversi dagli immobili, in relazione ai quali devono essere liquidate e versate le relative imposte.
Nella seconda dichiarazione, vanno indicati esclusivamente i dati dei beni immobili oggetto dei provvedimenti cautelari da cui
deriva, per effetto della citata disposizione, la sospensione del versamento delle imposte fino alla revoca della confisca o fino alla
loro assegnazione o destinazione. In questa seconda dichiarazione va barrata la casella “Immobili sequestrati, compilando
esclusivamente i quadri relativi a tali redditi e, pertanto, non devono essere compilati tutti i restanti quadri (come, ad esempio, i
quadri RN, RV e RX).

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Stato e periodo d’imposta (Riservato al liquidatore ovvero al curatore fallimentare)
La casella “Stato” deve essere compilata esclusivamente nel caso di presentazione della dichiarazione da parte del liquidatore ovvero
da parte del curatore fallimentare.
In tal caso, oltre al periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, deve essere indicato uno dei seguenti codici:

SITUAZIONE DEL CONTRIBUENTE NEL PERIODO


CODICI
D’IMPOSTA CUI SI RIFERISCE LA DICHIARAZIONE

2018
per il liquidatore:
1 periodo “Ante liquidazione”
2 periodo “Post liquidazione”
3 periodo “Provvisorio”

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


4 periodo di liquidazione “Finale”
per il curatore fallimentare:
5 periodo “Ante Fallimento”
6 periodo di “Chiusura Fallimento”

Residenza anagrafica
Indicare la residenza anagrafica solo se variata nel periodo dal 1° gennaio 2017 alla data in cui si presenta la dichiarazione.
Si ricorda che la residenza si considera cambiata anche nel caso di variazione dell’indirizzo nell’ambito dello stesso Comune.
Pertanto se avete cambiato la residenza dovete indicare:
n i dati della nuova residenza alla data di presentazione della dichiarazione, avendo cura di riportare negli appositi spazi, per esteso
senza abbreviazioni, i dati relativi al comune, alla sigla della provincia, al CAP, alla tipologia (via, viale, piazza, largo, ecc.), all’indirizzo,
al numero civico ed eventualmente alla frazione;
n il giorno, il mese e l’anno in cui è intervenuta la variazione.

La residenza anagrafica deve essere indicata anche dai contribuenti che presentano per la prima volta la dichiarazione dei redditi, i quali
devono barrare la casella “Dichiarazione presentata per la prima volta”.

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Sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it è presente il collegamento a un’apposita tabella, predisposta dal Dipartimento delle Finanze,

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da cui è possibile rilevare i codici catastali dei comuni.
Casella 1 (Domicilio fiscale diverso dalla residenza): barrare solo se, per un provvedimento dell’Agenzia delle entrate, il domicilio
fiscale è diverso dalla residenza anagrafica.
Casella 2 (Dichiarazione presentata per la prima volta): barrare la casella se si presenta la dichiarazione per la prima volta.

Numeri telefonici e indirizzo di posta elettronica


L’indicazione del numero di telefono, del numero di cellulare e dell’indirizzo di posta elettronica è facoltativa. Indicando tali dati si potranno
ricevere gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate informazioni e aggiornamenti su scadenze, novità, adempimenti e servizi offerti.

Domicilio fiscale per l’attribuzione dell’addizionale regionale e dell’addizionale comunale


I contribuenti residenti in Italia hanno il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritti, pertanto, il domicilio fiscale coincide
generalmente con la residenza anagrafica. L’amministrazione finanziaria può stabilire il domicilio fiscale del contribuente nel comune
dove lo stesso svolge in modo continuativo la principale attività.
Quando concorrono particolari circostanze l’amministrazione finanziaria può consentire al contribuente, che ne faccia motivata istanza,
che il suo domicilio fiscale sia stabilito in un comune diverso da quello di residenza. I dati da indicare nei righi relativi al domicilio fiscale
sono necessari per l’individuazione della Regione e del Comune per i quali è dovuta rispettivamente l’addizionale regionale e comunale.
Tali dati sono il Comune, la sigla della provincia e il codice catastale del Comune. Sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it è presente
il collegamento a un’apposita tabella, predisposta dal Dipartimento delle Finanze, da cui è possibile rilevare i codici catastali dei comuni.

Domicilio fiscale al 1° gennaio 2017:


Il rigo “Domicilio fiscale al 1/1/2017” va sempre compilato indicando il domicilio alla data del 1/1/2017.
Se la residenza è variata, gli effetti della variazione decorrono dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui essa si è verificata,
pertanto il contribuente che ha cambiato la propria residenza dovrà attenersi alle seguenti istruzioni per compilare il rigo relativo al
domicilio fiscale al 1/1/2017.

Se la variazione è avvenuta a partire dal 3 novembre 2016 indicare il precedente domicilio; se invece la variazione è avvenuta entro il 2
novembre 2016 indicare il nuovo domicilio. I contribuenti che si sono trasferiti in Italia nel corso dell’anno 2017 devono indicare il
domicilio fiscale nel quale hanno trasferito la residenza.

Se il comune in cui si risiede è stato istituito per fusione avvenuta nel corso del 2016 fino al 1/1/2017 compreso e se tale comune ha
deliberato aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef differenziate per ciascuno dei territori dei comuni, compilare la casella “Fusione
comuni” indicando l’apposito codice identificativo dell’ex comune riportato nella tabella denominata “Elenco dei codici identificativi da
indicare nella casella “Fusione comuni” del rigo “Domicilio fiscale al 1° gennaio 2017” presente in Appendice.
Per alcuni casi particolari si rimanda alle istruzioni fornite successivamente.

Domicilio fiscale al 1° gennaio 2018: Il rigo “Domicilio fiscale al 1/1/2018” va compilato solo se il comune è diverso dal quello al 1
gennaio 2017.
Se la residenza è variata, il contribuente che ha cambiato la propria residenza dovrà attenersi alle seguenti istruzioni per compilare il rigo
relativo al domicilio fiscale al 1/1/2018.

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Se la variazione è avvenuta a partire dal 3 novembre 2017 indicare il precedente domicilio; se invece la variazione è avvenuta entro il 2
novembre 2017 indicare il nuovo domicilio.

Se la variazione è dovuta alla fusione, anche per incorporazione, di comuni preesistenti il rigo non va compilato.

Se il comune in cui si risiede è stato istituito per fusione avvenuta nel corso del 2016 o nel 2017 e se tale comune ha deliberato aliquote
dell’addizionale comunale all’Irpef differenziate per ciascuno dei territori dei comuni estinti, il rigo va compilato e nella casella “Fusione
comuni” indicando l’apposito codice identificativo dell’ex comune riportato nella tabella denominata “Elenco dei codici identificativi da
2018

indicare nella casella “Fusione comuni” del rigo “Domicilio fiscale al 1° gennaio 2018” presente in Appendice.
Per alcuni casi particolari si rimanda alle istruzioni fornite successivamente.

Casi particolari:
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

1. Trasferimento da un municipio ad un altro nell’ambito dello stesso comune risultante dalla fusione di altri comuni, che ha
deliberato aliquote differenziate

Se il contribuente risiede in un comune fuso (risultante dalla fusione di altri comuni) che ha deliberato aliquote differenziate per ciascuno
dei municipi riferiti ai comuni estinti ed il municipio di residenza al 1/1/2017 è diverso da quello di residenza al 1/1/2018, deve essere
compilato sia il rigo del domicilio fiscale al 1/1/2017, riportando nella casella “Fusione Comuni” il codice identificativo dell’ex comune nel
quale si risiedeva a tale data, che il rigo del domicilio fiscale al 1/1/2018, riportando nella casella “Fusione Comuni” il codice identificativo
del municipio nel quale si risiede a tale data.

2. Nuovo comune sorto dal distacco di uno o più territori appartenenti ad uno o più comuni che continuano ad esistere

Se il contribuente risiede in un nuovo comune risultante dal distacco di uno o più territori appartenenti ad uno o più comuni che
continuano ad esistere, deve essere compilato sia il rigo del domicilio fiscale al 1/1/2017, riportando i dati del comune originario (comune
dal quale si è distaccata una parte di territorio), che il rigo del domicilio fiscale al 1/1/2018, riportando i dati del nuovo comune. Nel rigo
relativo al domicilio fiscale al 1/1/2018 non deve essere compilata la casella “Fusione Comuni”.
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ReddITI PeRsone FIsIche

Residenti all’estero
Il riquadro deve essere compilato solo dal contribuente che risulta essere residente all’estero nell’anno d’imposta 2017.
Le condizioni per essere considerati non residenti in Italia sono contenute nella Parte III del Fascicolo 2 “Persone Fisiche non residenti -
Guida alla compilazione del Modello REDDITI 2018”.

“Non residenti Schumacker” (art. 7, legge 30 ottobre 2014, n. 161 e art. 1 comma 954 della legge di stabilità 2016).
Ai contribuenti non residenti che rivestono particolari caratteristiche, l’Irpef si applica secondo le regole generali, senza cioè le limitazioni,
generalmente previste dalla norma per i non residenti, riguardanti la fruizione di deduzioni e detrazioni (in particolare le detrazioni per
carichi di famiglia).

A tal fine, la casella va barrata dai soggetti non residenti in Italia che si trovino nelle seguenti condizioni:
n che il reddito prodotto in Italia sia pari almeno al 75 per cento del reddito dagli stessi complessivamente prodotto;
n che non fruiscano nello Stato di residenza di agevolazioni fiscali analoghe.

Dichiarazione presentata dagli eredi o da altri soggetti diversi dal contribuente


In caso di dichiarazione presentata dall’erede per il defunto, dal rappresentante legale per la persona incapace o dai genitori per i redditi
dei figli minori esclusi dall’usufrutto legale, dal liquidatore di impresa individuale, dal curatore fallimentare, dal curatore dell’eredità
giacente, dall’amministratore dell’eredità devoluta sotto condizione sospensiva in favore di nascituro non ancora concepito, devono
essere osservate le modalità di seguito illustrate.
I soggetti che presentano la dichiarazione per conto di altri, devono compilare il Modello REDDITI indicando i dati anagrafici ed i redditi
del contribuente cui la dichiarazione si riferisce.
Deve inoltre essere compilato il riquadro “Riservato a chi presenta la dichiarazione per conto di altri” per indicare le generalità del
soggetto che presenta la dichiarazione, specificando nella casella “Codice carica” il codice corrispondente alla propria qualifica,
ricavabile dalla seguente tabella che è comprensiva di tutti i codici relativi alla diversa modulistica dichiarativa ed utilizzabili solo in
funzione della specificità di ogni singolo modello.
In particolare chi presenta la dichiarazione per altri deve indicare il proprio codice fiscale, il “codice carica” che identifica il tipo di carica
che ricopre, nel campo “data carica” la data (giorno, mese e anno) in cui è stato nominato o la data del decesso nel caso di
dichiarazione presentata dall’erede, il proprio cognome, nome e il proprio sesso, la propria data di nascita (il giorno, il mese e l’anno), il
comune o lo Stato estero di nascita e la provincia relativa.
I dati relativi alla residenza anagrafica o, se diverso, al domicilio fiscale, devono essere indicati solo nel caso in cui il soggetto che
presenta la dichiarazione per conto del contribuente sia residente all’estero (in tal caso barrare anche l’apposita casella) ovvero abbia
indicato il codice di carica “11” (ad esempio sindaco che svolge attività tutoria di minore).
Nell’ipotesi di dichiarazione presentata dal curatore fallimentare (codice carica 3) indicare la data (il giorno, il mese e l’anno) di inizio
della procedura, barrare la casella, se la procedura non è ancora terminata, se invece la procedura è terminata, scrivere la data relativa
(il giorno, il mese e l’anno).
Nel caso in cui chi presenta la dichiarazione sia un soggetto diverso da persona fisica, devono essere indicati, negli appositi campi,
il codice fiscale della società o ente dichiarante, il codice fiscale e i dati anagrafici del rappresentante della società o ente
dichiarante e il codice di carica corrispondente al rapporto intercorrente tra la società o l’ente dichiarante e il contribuente cui la
dichiarazione si riferisce.

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TABELLA GENERALE DEI CODICI DI CARICA

1 Rappresentante legale, negoziale o di fatto, socio amministratore


2 Rappresentante di minore, inabilitato o interdetto, ovvero curatore dell’eredità giacente, amministratore di eredità devoluta sotto condizione
sospensiva o in favore di nascituro non ancora concepito, amministratore di sostegno per le persone con limitata capacità di agire
3 Curatore fallimentare
4 Commissario liquidatore (liquidazione coatta amministrativa ovvero amministrazione straordinaria)
5 Commissario giudiziale (amministrazione controllata) ovvero custode giudiziario (custodia giudiziaria), ovvero amministratore giudiziario in

2018
qualità di rappresentante dei beni sequestrati
6 Rappresentante fiscale di soggetto non residente
7 Erede

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


8 Liquidatore (liquidazione volontaria)
9 Soggetto tenuto a presentare la dichiarazione ai fini IVA per conto del soggetto estinto a seguito di operazioni straordinarie o altre trasforma-
zioni sostanziali soggettive (cessionario d’azienda, società beneficiaria, incorporante, conferitaria, ecc.); ovvero, ai fini delle imposte sui redditi
e/o dell’IRAP, rappresentante della società beneficiaria (scissione) o della società risultante dalla fusione o incorporazione
10 Rappresentante fiscale di soggetto non residente con le limitazioni di cui all’art. 44, comma 3, del D.L. n. 331/1993
11 Soggetto esercente l’attività tutoria del minore o interdetto in relazione alla funzione istituzionale rivestita
12 Liquidatore (liquidazione volontaria di ditta individuale - periodo ante messa in liquidazione)
13 Amministratore di condominio
14 Soggetto che sottoscrive la dichiarazione per conto di una pubblica amministrazione
15 Commissario liquidatore di una pubblica amministrazione

Canone RAI imprese


La presente casella deve essere compilata dai contribuenti che esercitano attività di impresa che detengono uno o più apparecchi atti o
adattabili alla ricezione di trasmissioni radio (indicando il codice 1) o radio televisive (indicando il codice 2) in esercizi pubblici, in locali
aperti al pubblico o impiegati a scopo di lucro diretto o indiretto. Va indicato il codice 3 qualora il contribuente non detenga alcun
apparecchio di cui sopra.

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Se vengono indicati i codici 1 o 2, i dati relativi all’abbonamento Rai devono essere riportati nei righi RS41 e/o RS42 del quadro RS.

ReddITI PeRsone FIsIche


Impegno alla presentazione telematica
Il riquadro deve essere compilato e sottoscritto dall’incaricato che presenta la dichiarazione in via telematica.
L’ incaricato deve:
n indicare il proprio codice fiscale;
n riportare nella casella “Soggetto che ha predisposto la dichiarazione”, il codice “1” se la dichiarazione è stata predisposta dal
contribuente ovvero il codice “2” se la dichiarazione è stata predisposta da chi effettua l’invio;
n barrare la casella “Ricezione avviso telematico controllo automatizzato dichiarazione”, qualora accetti la scelta del contribuente di
fargli pervenire l’avviso relativo agli esiti del controllo effettuato sulla dichiarazione;
n barrare la casella “Ricezione altre comunicazioni telematiche”, qualora accetti la scelta del contribuente di fargli pervenire ogni co-
municazione riguardante possibili anomalie presenti nella dichiarazione, nonché l’avviso relativo agli esiti del riscontro automatizzato
effettuato sulla coerenza dei dati dichiarati nel modello degli studi di settore;
n riportare la data (giorno, mese e anno) di assunzione dell’impegno a presentare la dichiarazione;
n apporre la firma.
Le caselle “Ricezione avviso telematico controllo automatizzato dichiarazione” e “Ricezione altre comunicazioni telematiche”
possono essere compilate solo dagli intermediari incaricati della trasmissione della dichiarazione di cui all’art. 3, comma 3, del DPR n.
322 del 1998.

Visto di conformità
Questo riquadro va compilato dal responsabile del CAF o dal professionista che rilascia il visto di conformità ai sensi dell’art. 35 del
Decreto legislativo n. 241 del 1997.
Negli appositi campi vanno riportati il codice fiscale del responsabile del CAF e quello relativo allo stesso CAF, ovvero oppure va
riportato il codice fiscale del professionista.
Il responsabile dell’assistenza fiscale del CAF o il professionista deve inoltre apporre la propria firma che attesta il rilascio del visto di
conformità.

Certificazione tributaria
L’art. 36 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, prevede la certificazione tributaria nei confronti dei contribuenti titolari di redditi d’impresa in
regime di contabilità ordinaria, anche per opzione.
Con decreto ministeriale sono definiti gli adempimenti e i controlli che il soggetto incaricato della certificazione tributaria deve effettuare
prima del rilascio del visto.
Questo riquadro deve essere compilato per attestare il rilascio della certificazione tributaria ed è riservato al professionista incaricato che
deve, negli appositi spazi, riportare il proprio codice fiscale e indicare il codice fiscale del contribuente che ha predisposto la
dichiarazione e tenuto le scritture contabili ovvero la partita IVA della società di servizi o del CAF-imprese di cui all’art. 24, comma 2, del
DM 31 maggio 1999, n. 164, nel caso in cui le attività di predisposizione della dichiarazione e di tenuta delle scritture contabili siano state
effettuate dai predetti soggetti sotto il diretto controllo e responsabilità del professionista che rilascia la certificazione tributaria. Infine
deve essere apposta la firma che attesta il rilascio della certificazione.

17
Destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef
Ciascun contribuente può utilizzare una scheda unica per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef.
Il contribuente può destinare:
n l’otto per mille del gettito Irpef allo Stato oppure ad un’Istituzione religiosa;
n il cinque per mille dell’Irpef a determinate finalità di interesse sociale;
n il due per mille della propria Irpef in favore di un partito politico

Le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef non sono in alcun modo alternative tra loro e possono,
2018

pertanto, essere tutte espresse. Tali scelte non determinano maggiori imposte dovute.

La scheda per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF è all’interno del modello
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

dichiarativo e può essere utilizzata sia in caso di presentazione della dichiarazione che in caso di esonero.

Destinazione dell’otto per mille dell’Irpef


Il contribuente può destinare una quota pari all’otto per mille del gettito Irpef:
n allo Stato (a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario);
n alla Chiesa Cattolica (a scopi di carattere religioso o caritativo);
n all’Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e
all’estero sia direttamente sia attraverso un ente all’uopo costituito);
n alle Assemblee di Dio in Italia (per interventi sociali e umanitari anche a favore dei Paesi del terzo mondo);
n alla Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e Valdesi), per scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o
culturale sia a diretta gestione della Chiesa Evangelica Valdese, attraverso gli enti aventi parte nell’ordinamento valdese, sia
attraverso organismi associativi ed ecumenici a livello nazionale e internazionale;
n alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari o culturali in Italia e all’estero, direttamente o
attraverso le Comunità ad essa collegate);
n all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (per la tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, per la promozione della
conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio
storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali e umanitari in special modo volti alla tutela delle minoranze, contro il razzismo
æ

e l’antisemitismo).
ReddITI PeRsone FIsIche

n alla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale (per il mantenimento dei ministri di culto, la realizzazione
e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in paesi
esteri);
n alla Chiesa apostolica in Italia (per interventi sociali, culturali ed umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri);
n all’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero).
n all’Unione Buddhista Italiana (per interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di
sostegno al culto);
n all’Unione Induista Italiana (per sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi
culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri paesi).
n all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG) (per la realizzazione delle finalità istituzionali dell’Istituto e delle attività indicate
all’articolo 12, comma 1, lettera a) della legge 28 giugno 2016 n.130 nonché ad interventi sociali e umanitari in Italia e all’estero, ad
iniziative per la promozione della pace, del rispetto e difesa della vita in tutte le forme esistenti e per la difesa dell’ambiente.
Potete scegliere una sola Istituzione. Indicate la vostra scelta firmando solo all’interno di una delle caselle, rispettando i confini della
casella scelta.
La ripartizione dei fondi destinati alle diverse Istituzioni avviene in proporzione alle scelte espresse.
Se non firmate, e quindi non indicate la vostra scelta, l’otto per mille dell’Irpef viene comunque attribuito, sempre in maniera
proporzionale alle scelte espresse, alle Istituzioni indicate in questo modello. Tuttavia, la quota non attribuita, proporzionalmente
spettante alle Assemblee di Dio in Italia e alla Chiesa Apostolica in Italia è devoluta alla gestione statale.

Destinazione del cinque per mille dell’Irpef


Il contribuente può destinare una quota pari al cinque per mille della vostra imposta sul reddito alle seguenti finalità:
a) sostegno di:
n volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460
e successive modificazioni;
n associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali, previsti dall’articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della
legge 7 dicembre 2000, n. 383;
n associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lett. a), del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460;
b) finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
c) finanziamento della ricerca sanitaria;
d) finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (soggetti di cui all’art. 2, comma 2,
del D.P.C.M. 28 luglio 2016);
e) sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente;
f) sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge, che svolgono una rilevante
attività di interesse sociale, individuati secondo i criteri fissati nell’art. 1 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 2
aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 aprile 2009, n. 88, come modificato dal decreto del Ministro dell’Economia e delle
Finanze del 16 aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 2009, n. 10;
g) sostegno degli enti gestori delle aree protette.

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Per esprimere la scelta dovete apporre la vostra firma nel riquadro corrispondente ad una soltanto delle finalità destinatarie della quota
del cinque per mille dell’Irpef. Per alcune delle finalità, avete la facoltà di indicare anche il codice fiscale del soggetto cui intendete
destinare direttamente la quota del cinque per mille dell’Irpef.
Sul sito www.agenziaentrate.gov.it sono disponibili gli elenchi dei soggetti destinatari della quota del cinque per mille dell’Irpef.

Destinazione del due per mille dell’Irpef


Il contribuente può destinare una quota pari al due per mille della propria imposta sul reddito a favore di uno dei partiti politici iscritti nella
seconda sezione del registro di cui all’art. 4 del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21

2018
febbraio 2014, n. 13 e il cui elenco è trasmesso all’Agenzia delle Entrate dalla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza
e il controllo dei rendiconti dei partiti politici”. Per esprimere la scelta a favore di uno dei partiti politici destinatari della quota del due per
mille dell’Irpef, il contribuente deve apporre la propria firma nel riquadro presente sulla scheda, indicando nell’apposita casella il codice
del partito prescelto. La scelta deve essere fatta esclusivamente per uno solo dei partiti politici beneficiari. Per conoscere i codici dei

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


partiti politici ammessi al beneficio della destinazione volontaria del due per mille dell’IRPEF, consultare l’apposita tabella posta
nell’ultima pagina delle istruzioni.

Presentazione della scheda da parte dei soggetti esonerati


Se siete esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione (vedere al riguardo Parte I, capitolo 3 “Chi è esonerato dalla
presentazione della dichiarazione”), potete effettuare le scelte per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef con la
stessa scheda utilizzata dai contribuenti che presentano la dichiarazione.
Le scelte vanno effettuate secondo le modalità sopra indicate, avendo cura, altresì, di apporre la firma nella casella posta in fondo alla
scheda.
La scheda va presentata, in busta chiusa, entro il 31 ottobre 2018:
n allo sportello di un ufficio postale che provvederà a trasmettere la scelta all’Amministrazione finanziaria. Il servizio di ricezione della
scheda da parte degli uffici postali è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta;
n ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF, ecc.). Quest’ultimo deve rilasciare, anche se non
richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta. Gli intermediari hanno facoltà di accettare la scheda e possono
chiedere un corrispettivo per l’effettuazione del servizio prestato.
La busta da utilizzare per la presentazione della scheda deve recare l’indicazione “Scheda per le scelte della destinazione dell’otto, del
cinque e del due per mille dell’Irpef”, il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente.

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ReddITI PeRsone FIsIche
La scheda deve essere integralmente presentata anche se avete espresso soltanto una delle scelte consentite (otto, cinque o due per
mille dell’Irpef).
Inoltre, la scheda per la destinazione dell’otto, del cinque e due per mille dell’Irpef può essere presentata direttamente dal contribuente
avvalendosi del servizio telematico.

Firma della dichiarazione


Barrare le caselle che corrispondono ai quadri compilati e firmare la dichiarazione.
In caso di presentazione di dichiarazione integrativa si vedano le istruzioni fornite per la compilazione della casella “Dichiarazione
integrativa” presente nel riquadro “Tipo di dichiarazione”.
La dichiarazione deve essere sottoscritta a pena di nullità, che può essere sanata se il soggetto tenuto a sottoscriverla vi provvede entro
30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte del competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
È prevista la possibilità per il contribuente di evidenziare particolari condizioni che riguardano la dichiarazione dei redditi, indicando un
apposito codice nella casella “Situazioni particolari”.
Tale esigenza può emergere con riferimento a fattispecie che si sono definite successivamente alla pubblicazione del presente modello
di dichiarazione, ad esempio a seguito di chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate in relazione a quesiti posti dagli utenti e riferiti a
specifiche problematiche.
Pertanto, questa casella può essere compilata solo se l’Agenzia delle entrate comunica (ad esempio con circolare, risoluzione o
comunicato stampa) uno specifico codice da utilizzare per indicare la situazione particolare.

Questo riquadro, riservato alla firma, contiene l’indicazione:


1) dei quadri che sono stati compilati;
2) dell’esercizio dell’opzione di cui all’art. 2-bis del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203.
Tale disposizione disciplina le modalità attuative dell’art. 6, comma 5, dello Statuto del contribuente (legge 27 luglio 2000, n. 212) in
base al quale l’amministrazione finanziaria invita il contribuente a fornire i necessari chiarimenti qualora dal controllo delle dichiarazioni,
effettuato ai sensi dell’art.36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 , emerga un’imposta da versare o un minor rimborso.
I chiarimenti sono richiesti dall’Agenzia delle Entrate mediante il servizio postale o con mezzi telematici.
Il contribuente può chiedere che l’invito a fornire chiarimenti sia inviato all’intermediario incaricato della trasmissione telematica della
propria dichiarazione barrando la casella “Invio avviso telematico controllo automatizzato dichiarazione all’intermediario”.
A sua volta, l’intermediario accetta di ricevere l’avviso telematico, barrando la casella “Ricezione avviso telematico controllo
automatizzato dichiarazione” inserita nel riquadro “IMPEGNO ALLA PRESENTAZIONE TELEMATICA”.
Se il contribuente non effettua la scelta per l’avviso telematico, la richiesta di chiarimenti sarà inviata al suo domicilio fiscale con
raccomandata (comunicazione di irregolarità).
La sanzione sulle somme dovute a seguito del controllo delle dichiarazioni pari al 30 per cento delle imposte non versate o versate in
ritardo, è ridotta ad un terzo (10 per cento) qualora il contribuente versi le somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della
comunicazione di irregolarità. Il citato termine di 30 giorni, in caso di scelta per l’invio dell’avviso telematico, decorre dal sessantesimo
giorno successivo a quello di trasmissione telematica dell’avviso all’intermediario;
3) della richiesta del contribuente di inviare all’intermediario incaricato della trasmissione telematica della propria dichiarazione le
comunicazioni riguardanti possibili anomalie presenti nella dichiarazione (art. 1, commi 634 - 636, della legge n. 190 del 2014) e la co-
municazione delle anomalie riscontrate automaticamente nei dati dichiarati ai fini dell’applicazione degli studi di settore. Il contribuente

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effettua tale richiesta barrando la casella “Invio altre comunicazioni telematiche all’intermediario”. A sua volta, l’intermediario
accetta di ricevere le predette comunicazioni telematiche barrando la casella “Ricezione altre comunicazioni telematiche”, inserita
nel riquadro “IMPEGNO ALLA PRESENTAZIONE TELEMATICA”.
Eventuali comunicazioni di anomalie relative alla dichiarazione saranno comunque visualizzabili nel “Cassetto fiscale”, presente
nell’area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, nella quale ciascun utente abilitato a Entratel o a Fisconline può
consultare le proprie informazioni fiscali.

4. Familiari a carico
2018

In questo prospetto devono essere inseriti i dati relativi ai familiari che nel 2017 sono stati fiscalmente a vostro carico, al fine di fruire
delle detrazioni dall’imposta per il coniuge, i figli o gli altri familiari a carico.
Per la determinazione della detrazione spettante per carichi di famiglia si rimanda alle istruzioni fornite con riferimento al rigo RN6.
Sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel 2017 hanno posseduto un reddito complessivo uguale
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.


Nel limite di reddito di 2.840,51 euro che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, devono essere
computate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:
n le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, da Rappresentanze diplomatiche e consolari, da Missioni, dalla Santa
Sede, dagli Enti gestiti direttamente da essa e dagli Enti centrali della Chiesa Cattolica;
n la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come
oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
n il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva nel caso di applicazione del regime fiscale di vantaggio
per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98);
n il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario (art. 1, commi 54/89,
della L. 23/12/2014, n. 190);
n il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni.
Possono essere considerati familiari a carico, anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero:
n il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
n i figli (compresi i figli, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età e dal fatto che siano o
meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito; gli stessi pertanto ai fini dell’attribuzione della detrazione non rientrano mai nella categoria
“altri familiari”.
æ

Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari, a condizione che convivano con il contribuente o che ricevano dallo
ReddITI PeRsone FIsIche

stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:


n il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
n i discendenti dei figli;
n i genitori (compresi quelli adottivi);
n i generi e le nuore;
n il suocero e la suocera;
n i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
n i nonni e le nonne.
Il prospetto, composto da otto righi, deve essere utilizzato per l’indicazione dei dati relativi ai familiari che sono fiscalmente a carico del
dichiarante.
Se nel corso del 2017 è cambiata la situazione di un familiare, dovete compilare un rigo per ogni situazione.

Come compilare il rigo relativo al coniuge


Rigo 1: scrivere i dati relativi al coniuge.
Colonna 1: barrare la casella “C”.
Colonna 4 (codice fiscale): indicare il codice fiscale del coniuge. Il codice fiscale del coniuge deve essere sempre indicato, anche se
non è fiscalmente a carico.
Colonna 5 (n. mesi a carico): utilizzare questa casella solo se il coniuge è stato a vostro carico. Scrivere ‘12’ se il coniuge è stato a
vostro carico per tutto il 2017. In caso di matrimonio, decesso, separazione legale ed effettiva, scioglimento o annullamento del
matrimonio o cessazione dei suoi effetti civili nel corso del 2017, scrivere il numero dei mesi per i quali il coniuge è stato a vostro carico.
Per esempio, se vi siete sposati nel mese di giugno 2017, la detrazione spetta per sette mesi, pertanto, nella casella dovrete scrivere “7”.

Come compilare i righi relativi ai figli e agli altri familiari a carico


Righi da 2 a 6: Nel rigo 2 devono essere indicati i dati relativi al primo figlio.
Colonna 1: barrare la casella “F1” se il familiare indicato è il primo figlio a carico (vale a dire quello di età anagrafica maggiore tra quelli
a carico) e la casella “F” per i figli successivi al primo.
Colonna 2: barrare la casella “A” se si tratta di un altro familiare.
Colonna 3: barrare la casella “D” se si tratta di un figlio con disabilità. Se viene barrata questa casella non è necessario barrare anche
la casella ‘F’. Si precisa che è considerata disabile la persona riconosciuta tale ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n. 104.
Colonna 4 (codice fiscale): indicare il codice fiscale di ciascuno dei figli, tranne di quelli in affido preadottivo e degli altri familiari che
avete a carico.
Il codice fiscale dei figli e degli altri familiari a carico deve essere indicato, anche se non fruite delle relative detrazioni, che sono attribuite
interamente ad un altro soggetto. E’ necessario indicare il codice fiscale anche per i figli a carico residenti all’estero.
I cittadini extracomunitari che richiedono le detrazioni per familiari a carico devono essere in possesso di una documentazione attestante
lo status di familiare che può essere alternativamente formata da:
a) documentazione originale rilasciata dall’autorità consolare del Paese d’origine, tradotta in lingua italiana e asseverata da parte del
prefetto competente per territorio;
b) documentazione con apposizione dell’apostille, per le persone provenienti dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja
del 5 ottobre 1961;

20
c) documentazione validamente formata nel Paese d’origine, in base alla normativa di quella nazione, tradotta in italiano e asseverata
come conforme all’originale dal Consolato italiano nel paese di origine.
Colonna 5 (n. mesi a carico): utilizzate questa casella per indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il familiare è stato a
vostro carico. Scrivere ‘12’ se il familiare è stato a vostro carico per tutto il 2017, se invece è stato a vostro carico solo per una parte del
2017, scrivere il numero dei mesi corrispondenti. Per esempio, per un figlio nato nel mese di agosto 2017, la detrazione spetta per
cinque mesi, pertanto nella casella dovrete scrivere ‘5’.
Colonna 6 (minore di tre anni): utilizzate questa casella per indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il figlio a carico ha
un’età inferiore a 3 anni. Per esempio, per un figlio nato nel 2016 nella casella scrivere ‘12’; per un figlio che ha compiuto 3 anni nel mese
di maggio 2017, indicare ‘5’.

2018
Colonna 7 (percentuale di detrazione spettante): utilizzate questa casella per indicare la percentuale di detrazione spettante.
Si fa presente che la detrazione per figli a carico non può essere ripartita liberamente tra entrambi i genitori.
Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50 per

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


cento ciascuno.
Tuttavia i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato
per evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore.
In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la detrazione
spetta, in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100 per cento al genitore affidatario oppure in caso di affidamento congiunto
nella misura del 50 per cento ciascuno.
Anche in questo caso i genitori possono decidere, di comune accordo, di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo
più elevato; tale possibilità permette di fruire per intero della detrazione nel caso in cui uno dei genitori abbia un reddito basso e quindi
un’imposta che non gli consente di fruire in tutto o in parte della detrazione.
Se un genitore fruisce al 100 per cento della detrazione per figlio a carico, l’altro genitore non può fruirne.
La detrazione spetta per intero ad uno solo dei genitori quando l’altro genitore è fiscalmente a carico del primo e nei seguenti altri casi:
n figli del contribuente rimasto vedovo/a che, risposatosi, non si sia poi legalmente ed effettivamente separato;
n figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente, se questi è coniugato e non è legalmente ed effettivamente separato.

Consultare in Appendice “Compilazione della casella F1 del prospetto familiari a carico - Casi particolari”.

æ
Per il primo figlio si ha diritto alla stessa detrazione per coniuge a carico, quando l’altro genitore manca perché deceduto o non ha

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riconosciuto il figlio, oppure se il figlio è adottivo, affidato o affiliato a un solo genitore che non è sposato o se sposato si è legalmente ed
effettivamente separato.
Nella colonna “Percentuale di detrazione spettante” indicare:
n per ogni figlio a carico:
– ‘100’ se la detrazione è richiesta per intero;
– ‘50’ se la detrazione è ripartita tra i genitori;
– ‘0’ se la detrazione è richiesta per intero dall’altro genitore;
– la lettera “C” nel rigo 2 se per il primo figlio spetta la detrazione per coniuge a carico per l’intero anno. Se questa detrazione non
spetta per l’intero anno occorre compilare il rigo 2 per i mesi in cui spetta la detrazione come figlio e il rigo 3 per i mesi in cui spetta
la detrazione come coniuge. Il contribuente può, se più favorevole, utilizzare la detrazione prevista per il primo figlio.
n per ogni altro familiare a carico:
– ‘100’ se l’onere grava per intero;
– la percentuale nel caso in cui l’onere gravi su più persone. Si ricorda che la detrazione deve essere ripartita in misura uguale tra i
soggetti che ne hanno diritto.
Colonna 8 (detrazione 100% affidamento figli): la casella va barrata, nel caso di affidamento esclusivo, congiunto o condiviso dei figli,
dal genitore che fruisce della detrazione per figli a carico nella misura del 100 per cento. Si ricorda che la detrazione spetta, in mancanza
di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella
misura del 50 per cento tra i genitori. Se il genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non può
usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore.

Rigo 7 (Percentuale ulteriore detrazione per famiglie con almeno quattro figli): potete fruire di un’ulteriore detrazione di 1.200,00
euro se vi spettano le detrazioni per figli a carico e avete almeno quattro figli. L’ulteriore detrazione per famiglie numerose vi spetta
anche qualora l’esistenza di almeno quattro figli a carico sussiste solo per una parte dell’anno (nel prospetto dei familiari a carico per uno
o più figli il numero dei mesi a carico è inferiore a 12). Questa detrazione non vi spetta per ciascun figlio ma è un importo complessivo e
non varia se il numero dei figli è superiore a quattro. La detrazione deve essere ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non
legalmente ed effettivamente separati e non è possibile decidere di comune accordo una diversa ripartizione come previsto per le
ordinarie detrazioni. Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro la detrazione compete per intero.
In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la percentuale di
detrazione è quella spettante in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.
Se uno solo dei genitori è in possesso dei requisiti (ad esempio in presenza di due figli avuti con un coniuge e due figli con un altro
coniuge - circolare n. 19/E del 2012, par. 4.2), l’ulteriore detrazione gli spetta per intero, anche se l’altro coniuge non è a suo carico. In
questo rigo indicare la percentuale riferita alla suddetta ulteriore detrazione.
L’ammontare dell’ulteriore detrazione, rapportato a detta percentuale, va indicato nel rigo RN6 colonna 3.
Si ricorda che, qualora l’ulteriore detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, diminuita delle detrazioni, è riconosciuto un
credito pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta.

Rigo 9 (Numero figli in affido preadottivo a carico del contribuente): indicare il numero di figli in affido preadottivo (righi da 2 a 6 per
i quali è barrata la casella “F” o “D”) per i quali nel prospetto dei familiari a carico non è stato indicato il codice fiscale, al fine di
salvaguardare la riservatezza delle informazioni ad essi relative.

21
5. QuadRo Ra – Redditi dei terreni
Il reddito dei terreni si distingue in reddito dominicale e reddito agrario. Al proprietario del terreno o al titolare di altro diritto reale spetta
sia il reddito dominicale sia il reddito agrario, nel caso in cui lo stesso svolga direttamente l’attività agricola. Se l’attività agricola è
esercitata da un’altra persona, il reddito dominicale spetta, comunque, al proprietario, mentre il reddito agrario spetta a chi svolge
l’attività agricola.

Deve utilizzare questo quadro:


n chi possiede, a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, terreni situati nel territorio dello Stato che sono o devono
2018

essere iscritti in catasto con attribuzione di rendita. In caso di usufrutto o altro diritto reale il titolare della sola “nuda proprietà” non
deve dichiarare il terreno;
n l’affittuario che esercita l’attività agricola nei fondi in affitto e gli associati nei casi di conduzione associata. In tal caso deve essere
compilata solo la colonna relativa al reddito agrario. L’affittuario deve dichiarare il reddito agrario a partire dalla data in cui ha effetto il
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

contratto;

Consultare in Appendice “Impresa agricola individuale e impresa familiare o coniugale”.

n il titolare dell’impresa agricola individuale, anche in forma di impresa familiare o il titolare dell’azienda coniugale non gestita in forma
societaria che conduce il fondo. Se questi contribuenti non sono proprietari del terreno, non lo hanno in usufrutto o non hanno su di
esso un altro diritto reale, va compilata solo la colonna del reddito agrario.

Non deve utilizzare questo quadro il partecipante dell’impresa familiare agricola, il coniuge nell’azienda coniugale e i soci di società
semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice oppure di società di fatto. In tutti questi casi deve essere utilizzato il quadro RH.
Non vanno dichiarati in questo quadro i terreni situati all’estero e quelli dati in affitto per usi non agricoli (ad es. per una cava o una
miniera), in quanto costituiscono redditi diversi e, pertanto, vanno indicati rispettivamente nei righi RL12 e RL11, del quadro RL “Altri
redditi” del Modello REDDITI 2018, fascicolo 2.

Non vanno dichiarati, in quanto non producono reddito dominicale e agrario:


æ

n i terreni che costituiscono pertinenze di fabbricati urbani, per esempio giardini, cortili ecc.;
ReddITI PeRsone FIsIche

n i terreni utilizzati dal possessore come beni strumentali nell’esercizio delle proprie specifiche attività commerciali;
n i terreni, parchi e giardini aperti al pubblico o la cui conservazione è riconosciuta di pubblico interesse dal Ministero per i beni e le
attività culturali purché il proprietario non abbia ricavato alcun reddito dalla loro utilizzazione per tutto il periodo d’imposta. Tale
circostanza deve essere comunicata all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate entro tre mesi dalla data in cui la proprietà è stata
riconosciuta di pubblico interesse.

Terreni esenti IMU


Nel caso di terreni non affittati, l’IMU sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sul reddito dominicale, mentre il reddito agrario continua
ad essere assoggettato alle ordinarie imposte sui redditi. Pertanto, per il reddito dei terreni non affittati si deve tener conto del solo
reddito agrario. Per i terreni affittati, invece, risultano dovute sia l’IMU che l’Irpef.
Per effetto dell’articolo 1, comma 13, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 , sono esenti dall’IMU:
n i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984 (per tale
fattispecie l’esenzione si applica sulla base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 1993).

Sono, altresì, esenti dall’Imu i terreni agricoli:


a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo
2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
b) ubicati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A annesso alla legge 28 dicembre 2001, n. 448;
c) a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.
A decorrere dall’anno 2016, sono abrogati i commi da 1 a 9-bis dell’articolo 1 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 4, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 34.
In tali casi va barrata la casella “Imu non dovuta” (colonna 9).

Per ulteriori chiarimenti e approfondimenti in materia di esenzione IMU è possibile consultare la circolare del Ministero del-
l’Economia e delle Finanze n. 4/DF del 14 luglio 2016 .

Rivalutazione dei redditi dei terreni


I redditi dominicale e agrario risultanti dagli atti catastali devono essere rivalutati, rispettivamente, dell’80 per cento e del 70 per cento.
I redditi dominicale e agrario vanno ulteriormente rivalutati del 30 per cento.
L’ulteriore rivalutazione non si applica nel caso di terreni agricoli o non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli
imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola (casella di colonna 10 barrata).
Per gli anni 2017, 2018 e 2019, i redditi dominicali e agrari non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul
reddito delle persone fisiche dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola.
La rivalutazione dell’80 e del 70 per cento non va applicata nel caso di terreni concessi in affitto per usi agricoli a giovani imprenditori che
non hanno ancora compiuto i 40 anni, in presenza delle condizioni descritte in Appendice alla voce “Agevolazioni imprenditoria giovanile
in agricoltura”.

22
coMPIlazIone del QuadRo Ra
Il presente quadro deve essere compilato anche se i redditi non sono variati rispetto all’anno precedente. Se nel corso del 2017 si sono
verificate situazioni diverse per uno stesso terreno (variazioni di quote di possesso, terreno dato in affitto, ecc.), occorre compilare un
rigo per ogni situazione, indicando nella colonna 4 il relativo periodo. In tali casi, barrare la casella di colonna 8 per indicare che si tratta
dello stesso terreno del rigo precedente.

Se devono essere dichiarati più di 22 terreni occorre compilare un quadro aggiuntivo ricordando di numerare progressivamente la
casella “Mod. N.” posta in alto a destra del Modello. In questo caso indicare i totali dei redditi dominicale e agrario nel rigo RA23 del
primo quadro utilizzato (Mod. N. 1).

2018
Nell’ipotesi in cui la percentuale di possesso del reddito dominicale è diversa da quella del reddito agrario (ad es. nel caso in cui solo una
parte del terreno è concessa in affitto), occorre compilare due distinti righi, senza barrare la casella di colonna 8.
I redditi dominicale e agrario possono essere rilevati direttamente dagli atti catastali se la coltura effettivamente praticata corrisponde

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


a quella risultante dal catasto; se non corrisponde, consultare in Appendice la voce “Variazioni di coltura dei terreni”.

Agroenergie
La produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000 kWh anno, e fotovoltaiche,
sino a 260.000 kWh anno, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti
chimici derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attività
connesse ai sensi dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile e si considerano produttive di reddito agrario (articolo 1 comma
423 della legge n. 266 del 2005, come modificato dall’articolo 1 comma 910, della legge 28 dicembre 2015, n. 208). Pertanto, nelle
ipotesi descritte il relativo reddito va indicato nel presente quadro RA.
Nel caso di produzione di energia oltre i limiti sopra riportati, il reddito va indicato nel Fascicolo 3 nel quadro RD o, se si è optato per la
determinazione dei redditi nei modi ordinari, nei quadri RF o RG, secondo le relative istruzioni. I contribuenti tenuti alla compilazione dei
quadri RD o RG sono comunque tenuti a compilare il presente quadro RA per la determinazione del reddito derivante dalla produzione
di energia entro i limiti sopra descritti.

I redditi dominicale e agrario delle superfici adibite alla funghicoltura, in mancanza della corrispondente qualità nel quadro di
qualificazione catastale, sono determinati mediante l’applicazione della tariffa d’estimo più alta in vigore nella provincia dove è situato il
terreno. Tale metodo si applica anche alle superfici adibite alle colture prodotte in serra.

æ
Si precisa che l’attività di funghicoltura è considerata agricola se vengono rispettati i limiti di cui all’art. 32, comma 2, lett. b) e c) del Tuir.

ReddITI PeRsone FIsIche


Per sapere quali attività vengono considerate agricole per la determinazione del reddito agrario, consultare in Appendice “Attività
agricole”.

L’imprenditore agricolo che svolge anche attività di agriturismo, ai sensi della legge 5 dicembre 1985 n. 730, deve determinare il reddito
corrispondente a quest’ultima attività nel quadro RD, contenuto nel Fascicolo 3.
Per l’attribuzione delle quote di reddito agrario che spettano ai collaboratori familiari e al coniuge, il titolare di un’impresa agricola
familiare o il titolare di un’azienda coniugale non gestita in forma societaria deve compilare l’apposito prospetto del quadro RS,
contenuto nel Fascicolo 3.
Righi da RA1 a RA22
Per ciascun terreno indicare i seguenti dati.
I redditi dominicale e agrario dei terreni vanno indicati nelle colonne 1 e 3 senza operare alcuna rivalutazione. La rivalutazione sarà
effettuata nella fase di determinazione della base imponibile.
Colonna 1 (Reddito dominicale non rivalutato): ammontare del reddito dominicale risultante dagli atti catastali.
Colonna 3 (Reddito agrario non rivalutato): ammontare del reddito agrario risultante dagli atti catastali.
Colonna 2 (Titolo) indicare uno dei seguenti codici:
“1” proprietario del terreno non concesso in affitto;
“2” proprietario del terreno concesso in affitto in regime legale di determinazione del canone (regime vincolistico);
“3” proprietario del terreno concesso in affitto in assenza di regime legale di determinazione del canone (regime di libero mercato);
“4” conduttore del fondo, (diverso dal proprietario) o affittuario;
“7” titolare dell’impresa agricola individuale non in forma di impresa familiare.
“8” titolare dell’impresa agricola individuale in forma di impresa familiare;
“9” titolare dell’impresa agricola coniugale non gestita in forma societaria.
Se il proprietario del terreno o il conduttore del fondo è anche il titolare dell’impresa agricola individuale non in forma di impresa familiare,
può essere indicato indifferentemente il codice 1 o 7 oppure 4 o 7.
In caso di conduzione associata la quota di reddito agrario da indicare è quella relativa alla percentuale di partecipazione e al periodo
di durata del contratto. Tale percentuale è quella che risulta da apposito atto, sottoscritto da tutti gli associati, da conservare a cura del
contribuente e da esibire a richiesta dell’ufficio. In mancanza di tale atto la partecipazione si presume ripartita in parti uguali.
Colonna 4 (Periodo di possesso): indicare il periodo di possesso del terreno espresso in giorni (365, se per l’intero anno). Se vengono
utilizzati più righi per indicare le diverse situazioni relative ad un singolo terreno, la somma dei giorni indicati nei singoli righi non può
essere superiore a 365.
Colonna 5 (Percentuale di possesso): indicare la relativa percentuale di possesso del terreno (100, se per intero).
Colonna 6 (Canone di affitto in regime vincolistico): in caso di terreno concesso in affitto in regime di determinazione legale del
canone indicare l’ammontare del canone risultante dal contratto, rapportato al periodo indicato nella colonna 4.
Colonna 7 (Casi particolari): indicare uno dei seguenti codici:
“2” perdita per eventi naturali di almeno il 30 per cento del prodotto ordinario del fondo nell’anno, se il possessore danneggiato ha
denunciato all’ufficio del Territorio (ex ufficio tecnico erariale) l’evento dannoso entro tre mesi dalla data in cui si è verificato o, se la
data non è esattamente determinabile, almeno 15 giorni prima dell’inizio del raccolto. In tale situazione i redditi dominicale e agrario
sono esclusi dall’IRPEF;

23
“3” terreno in conduzione associata;
“4” terreno dato in affitto per usi agricoli a giovani che non hanno ancora compiuto i quaranta anni, aventi la qualifica di coltivatore diretto
o di imprenditore agricolo professionale o che acquisiscano tali qualifiche entro due anni dalla firma del contratto di affitto che deve
avere durata uguale o superiore a cinque anni (vedi in Appendice la voce “Agevolazioni imprenditoria giovanile in agricoltura”);
“6” se ricorrono contemporaneamente le condizioni di cui ai codici 2 e 4.
Colonna 8 (Continuazione): se nell’anno d’imposta si sono verificate diverse situazioni per uno stesso terreno (variazioni di quote di
possesso, terreno dato in affitto, ecc.), occorre compilare un rigo per ogni situazione, indicando nella colonna 4 il relativo periodo. In
questi casi, va barrata la casella di colonna 8 per indicare che si tratta dello stesso terreno del rigo precedente.
2018

Se la percentuale di possesso del reddito dominicale è diversa da quella del reddito agrario, ad esempio nell’ipotesi in cui solo una parte
del terreno è concessa in affitto e in alcune delle ipotesi indicate in Appendice alla voce “Società semplici e imprese familiari in
agricoltura”, occorre compilare due distinti righi senza barrare la casella di colonna 8.
Colonna 9 (IMU non dovuta): barrare la casella se il terreno rientra tra le ipotesi di esenzione descritte nel paragrafo “Terreni esenti
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

IMU”. In tali casi sul reddito dominicale del terreno sono dovute l’Irpef e le relative addizionali anche se il terreno non è affittato.
Se i dati del singolo terreno sono esposti su più righi, la casella della presente colonna va barrata solo sul primo dei righi compilati, in
quanto si riferisce all’intero periodo d’imposta.
Colonna 10 (Coltivatore diretto o IAP): barrare la casella nel caso di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo professionale (IAP)
iscritto nella previdenza agricola, in tal caso i redditi dominicali e agrari non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini
dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
Se tale condizione è riferita solo ad una parte dell’anno è necessario compilare due distinti righi (compilando la casella “Continuazione”)
barrando la casella “Coltivatore diretto o IAP” solo nel rigo relativo al periodo nel quale si è verificata tale condizione. Se nell’anno
d’imposta si sono verificate diverse situazioni per uno stesso terreno (variazioni di quote di possesso, terreno dato in affitto, ecc.), la
presente casella va barrata in tutti i righi per i quali sussiste la condizione agevolativa.
Colonna 11 (Reddito dominicale imponibile) e colonna 13 (Reddito fondiario non imponibile): nella colonna 11 va indicato il
reddito dominicale imponibile del terreno affittato ovvero non affittato per il quale non è dovuta l’IMU.
Nella colonna 13 va indicato il reddito dominicale non imponibile del terreno non affittato per il quale è dovuta l’IMU ed il reddito
dominicale dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99,
iscritti nella previdenza agricola.
A) Dati del singolo terreno esposti in un solo rigo (ad esempio nel corso dell’anno 2017 non sono variati il titolo di utilizzo del terreno
æ

e la quota di possesso):
ReddITI PeRsone FIsIche

1) Presenza nella colonna 2 (Titolo) dei codici 1, 7, 8, 9:


n se nella colonna 7 (Casi particolari) non è presente alcun codice o è presente il codice 3 il reddito dominicale è pari all’importo
indicato in colonna 1, rivalutato dell’80% e aumentato del 30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si
applica l’ulteriore rivalutazione , rapportato ai giorni (col. 4) ed alla percentuale di possesso (col. 5);
n se nella colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 2 il reddito dominicale è uguale a zero.
Il reddito calcolato con le modalità sopra descritte va riportato:
n se non è compilata la casella di colonna 9 “Imu non dovuta” ovvero è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”,
nella colonna 13 (Reddito fondiario non imponibile);
n se è compilata la casella di colonna 9 “Imu non dovuta” e non è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”, nella
colonna 11 (Reddito dominicale imponibile).

2) Presenza nella colonna 2 (Titolo) del codice 2:


n se nella colonna 7 (Casi particolari) non è presente alcun codice:
1) calcolate il reddito dominicale rapportando l’importo indicato nella colonna 1, rivalutato dell’80% e aumentato del 30% se non è
barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore rivalutazione, ai giorni (col. 4) e alla percentuale di
possesso (col. 5);
2) rapportate il canone di affitto in regime legale di determinazione (col. 6) alla percentuale di possesso (col. 5);
3) se l’importo di cui al punto 2 risulta inferiore all’80 per cento di quello indicato al punto 1, il reddito è dato dall’importo calcolato al
punto 2; se, viceversa, l’importo di cui al punto 2 risulta superiore o uguale all’80 per cento di quello determinato al punto 1, il
reddito è dato dall’importo calcolato al punto 1;
n se nella colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 4:
1) calcolate il reddito dominicale rapportando l’importo indicato nella colonna 1, aumentato del 30% se non è barrata la casella di
colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore rivalutazione, ai giorni (col. 4) e alla percentuale di possesso (col. 5);
2) rapportate il canone di affitto in regime legale di determinazione (col. 6) alla percentuale di possesso (col. 5);
3) se l’importo di cui al punto 2 risulta inferiore all’80 per cento di quello indicato al punto 1, il reddito è dato dall’importo calcolato al
punto 2; se, viceversa, l’importo di cui al punto 2 risulta superiore o uguale all’80 per cento di quello determinato al punto 1, il
reddito è dato dall’importo calcolato al punto 1;
n se nella colonna 7 (Casi particolari) sono presenti i codici 2 o 6, il reddito dominicale è uguale a zero e pertanto la colonna 11 non
va compilata.
Il reddito calcolato con le modalità sopra descritte va riportato:
n se è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”, nella colonna 13 (Reddito fondiario non imponibile);
n se non è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”, nella colonna 11 (Reddito dominicale imponibile).

(Reddito fondiario non imponibile);

3) Presenza nella colonna 2 (Titolo) del codice 3:


n se nella colonna 7 (Casi particolari) non è presente alcun codice, il reddito dominicale è pari all’importo indicato in colonna 1,
rivalutato dell’80% e aumentato del 30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore
rivalutazione, rapportato ai giorni (col. 4) ed alla percentuale di possesso (col. 5);

24
n se nella colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 4, il reddito dominicale è pari all’importo indicato in colonna 1, aumentato del
30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore rivalutazione, rapportato ai giorni (col. 4) ed alla
percentuale di possesso (col. 5);
n se nella colonna 7 (Casi particolari) sono presenti i codici 2 o 6, il reddito dominicale è uguale a zero;
Il reddito calcolato con le modalità sopra descritte va riportato;
n se è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”, nella colonna 13 (Reddito fondiario non imponibile);
n se non è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”, nella colonna 11 (Reddito dominicale imponibile).

2018
4) Presenza nella colonna 2 (Titolo) del codice 4, il reddito dominicale è uguale a zero e pertanto le colonne 11 e 13 non vanno compilate.
B) Dati del singolo terreno esposti in più righi (ad esempio nel corso dell’anno 2017 sono variati il titolo di utilizzo del terreno o la
quota di possesso):

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Quando i dati di un terreno sono esposti in più righi gli importi relativi al reddito dominicale imponibile e fondiario
non imponibile (colonne 11 e 13) devono essere riportati esclusivamente sul primo dei righi utilizzati per indicare i
dati del terreno stesso.

n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno dei titoli 1, 4, 7, 8 e 9 con riferimento al terreno per il quale non risulta compilata
la casella “Imu non dovuta” ovvero è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”: calcolare per ciascun rigo la quota di
reddito dominicale non imponibile utilizzando le regole descritte per il terreno presente su un solo rigo e riportare il totale delle quote
così determinate nella colonna 13 (Reddito fondiario non imponibile) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del terreno;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno dei titoli 1, 4, 7, 8 e 9 con riferimento al terreno per il quale risulta compilata la
casella “Imu non dovuta” e non è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”: calcolare per ciascun rigo la quota di
reddito dominicale imponibile utilizzando le regole descritte per il terreno presente su un solo rigo e riportare il totale delle quote così
determinate nella colonna 11 (Reddito dominicale imponibile) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del terreno;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno dei titoli 2 e 3: per calcolare il reddito dominicale seguire le istruzioni contenute in
Appendice, alla voce “Terreni in affitto - Casi particolari”;

Colonna 12 (Reddito agrario imponibile) e colonna 13 (Reddito fondiario non imponibile).

æ
ReddITI PeRsone FIsIche
Nella colonna 12 va indicato il reddito agrario imponibile del terreno
Nella colonna 13 va indicato il reddito agrario dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola.
A) Dati del singolo terreno esposti in un solo rigo (ad esempio nel corso dell’anno 2017 non sono variati il titolo di utilizzo del terreno
e la quota di possesso):
1) Presenza nella colonna 2 (Titolo) del codice 1:
n se nella colonna 7 (Casi particolari) non è presente alcun codice il reddito agrario è pari all’importo indicato in colonna 3 (reddito
agrario) rivalutato dell’70% e aumentato del 30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore
rivalutazione, rapportato ai giorni (col. 4) ed alla percentuale di possesso (col. 5);
n se nella colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 2, il reddito agrario è uguale a zero
n se nella colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 3, il reddito agrario è pari all’importo indicato in colonna 3 (Reddito
agrario), rivalutato dell’70% e aumentato del 30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore
rivalutazione, in quanto già rapportato alla percentuale di partecipazione ed al periodo di durata del contratto;
2) Presenza nella colonna 2 (Titolo) dei codici 4, 7, 8, 9:
n se nella colonna 7 (Casi particolari) non è presente alcun codice, il reddito agrario è pari all’importo indicato in colonna 3 (reddito
agrario) rivalutato dell’70% e aumentato del 30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore
rivalutazione, rapportato ai giorni (col. 4) ed alla percentuale di possesso (col. 5);
n se nella colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 4, il reddito agrario è pari all’importo indicato in colonna 3 (reddito agrario
aumentato del 30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore rivalutazione, rapportato ai
giorni (col. 4) ed alla percentuale di possesso (col. 5);
n se nella colonna 7 (Casi particolari) sono presenti i codici 2, 6, il reddito agrario è uguale a zero;
n se nella colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 3, il reddito agrario è pari all’importo indicato in colonna 3 (Reddito
agrario), rivalutato dell’70% e aumentato del 30% se non è barrata la casella di colonna 10 o se è barrata non si applica l’ulteriore
rivalutazione, in quanto già rapportato alla percentuale di partecipazione ed al periodo di durata del contratto;
3) Presenza nella colonna 2 (Titolo) dei codici 2 o 3: il reddito agrario è uguale a zero e pertanto non dovete compilare questa colonna.
Il reddito calcolato con le modalità sopra descritte va riportato:
n se è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”, nella colonna 13 (Reddito fondiario non imponibile);
n se non è barrata la casella di colonna 10 “Coltivatore diretto o IAP”, nella colonna 12 (Reddito agrario imponibile).
B) Dati del singolo terreno esposti in più righi (ad esempio nel corso dell’anno 2017 sono variati il titolo di utilizzo del terreno o la
quota di possesso): il reddito agrario del terreno è dato dalla somma delle quote di reddito agrario calcolate per ogni singolo rigo così
come descritto nel precedente paragrafo. Gli importi relativi al reddito agrario imponibile e fondiario non imponibile (colonne 12 e 13)
devono essere riportati esclusivamente sul primo dei righi utilizzati per indicare i dati del terreno stesso.
Rigo RA23 (Totali): indicare il totale o i totali degli importi delle colonne 11, 12 e 13.
Gli importi delle colonne 11 e 12 dovranno essere riportati, unitamente ad eventuali altri redditi, nel rigo RN1 colonna 5. Il totale dei
redditi dei terreni può essere trascritto e poi sommato agli altri redditi IRPEF nello “Schema riepilogativo dei redditi e delle ritenute”
che trovate nelle istruzioni relative alla compilazione del quadro RN. L’importo della colonna 13 va riportato nel rigo RN50, col. 2. Se
è stato compilato più di un quadro RA occorre riportare i totali dei redditi dominicale e agrario nel rigo RA23 del primo quadro
utilizzato (Mod. N. 1).

25
6. QuadRo RB – Redditi dei fabbricati e altri dati
Devono utilizzare questo quadro:
n i proprietari di fabbricati situati nel territorio dello Stato italiano che sono o devono essere iscritti nel catasto dei fabbricati come dotati
di rendita;
n i titolari dell’usufrutto o altro diritto reale su fabbricati situati nel territorio dello Stato italiano che sono o devono essere iscritti nel
catasto fabbricati con attribuzione di rendita. In caso di usufrutto o altro diritto reale (es. uso o abitazione) il titolare della sola “nuda
proprietà” non deve dichiarare il fabbricato. Si ricorda che il diritto di abitazione spetta, ad esempio, al coniuge superstite ai sensi
dell’art. 540 del Codice Civile, tale diritto si estende anche alle pertinenze della casa adibita ad abitazione principale;
n i possessori di fabbricati che vengono utilizzati in modo promiscuo, cioè sia per usi personali o familiari che per attività professionali,
2018

artigianali o d’impresa;
n coloro che esercitano attività d’impresa per gli immobili che, pur utilizzati per l’esercizio della propria attività, non sono considerati
relativi all’impresa in quanto non sono stati indicati nell’inventario o nel registro dei beni ammortizzabili oppure sono stati esclusi, in
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

base alla normativa vigente, dal patrimonio dell’impresa;


n i possessori di immobili che, secondo le leggi in vigore, non hanno i requisiti per essere considerati rurali.

Non producono reddito di fabbricati e quindi non vanno dichiarati:


n le costruzioni rurali utilizzate come abitazione che appartengono al possessore o all’affittuario dei terreni ed effettivamente adibite ad
usi agricoli. In tale caso il relativo reddito è già compreso in quello catastale del terreno. I requisiti per il riconoscimento della ruralità
dell’immobile, validi con decorrenza 1° dicembre 2007, sono contenuti nell’art. 9 del D.L. n. 557/93, come modificato dall’art. 42-bis del
D.L. n. 159/2007 e dall’art. 1 comma 275, della legge n. 244/2007. Le unità immobiliari che sulla base della normativa vigente non
hanno i requisiti per essere considerate rurali devono essere dichiarate utilizzando, in assenza di quella definitiva, la rendita presunta.
Sono comunque considerate produttive di reddito di fabbricati le unità immobiliari che rientrano nelle categorie A/1 e A/8 e quelle che
hanno caratteristiche di lusso;

Consultare in Appendice “Attività agricole”.

n le costruzioni strumentali alle attività agricole, comprese quelle destinate alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti
agricoli, alla custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione;
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n i fabbricati rurali destinati all’agriturismo;


ReddITI PeRsone FIsIche

n gli immobili per i quali sono state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per restauro, risanamento conservativo e
ristrutturazione edilizia. Il proprietario non deve dichiarare l’immobile solo per il periodo al quale si riferisce il provvedimento e solo se
durante questo periodo non ha utilizzato l’immobile;
n gli immobili completamente adibiti a musei, biblioteche, archivi, cineteche ed emeroteche aperti al pubblico. Il proprietario non deve
denunciare l‘immobile quando dalla sua utilizzazione non gli deriva alcun reddito per l’intero anno. Tale circostanza deve essere
comunicata all’ufficio dell’Agenzia delle entrate entro tre mesi dalla data in cui ha avuto inizio;
n gli immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e le loro pertinenze, nonché i monasteri di clausura, a meno che non siano
dati in locazione;
n gli immobili adibiti esclusivamente alla propria attività professionale e d’impresa.

Non vanno altresì dichiarati, in quanto considerati compresi nel reddito dominicale ed agrario dei terreni su cui insistono, i redditi dei
fabbricati situati nelle zone rurali e non utilizzabili come abitazione alla data del 7 maggio 2004, che vengono ristrutturati nel rispetto della
vigente disciplina edilizia dall’imprenditore agricolo proprietario e che acquisiscono i requisiti di abitabilità previsti dalle vigenti norme, se
concessi in locazione dall’imprenditore agricolo.
Tale disciplina si applica solo per il periodo del primo contratto di locazione che deve avere una durata compresa tra cinque e nove anni
(art. 12 del D.Lgs. n. 99 del 29 marzo 2004, in vigore dal 7 maggio 2004).

Abitazione principale
Per l’anno 2017, in generale, non è dovuta l’Imu per l’abitazione principale e le relative pertinenze (classificate nelle categorie catastali
C/2, C/6, C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali), pertanto il relativo reddito concorre
alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef. Tuttavia è prevista una deduzione dal reddito complessivo di un importo fino
all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze.
Diversamente, non sono dovute l’Irpef e le addizionali per le abitazioni principali e pertinenze per le quali è dovuta l’Imu per il 2017 (ad
esempio abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 – “abitazioni di lusso”).
In queste ipotesi va indicato il codice 2 nella colonna 12 “Casi particolari Imu” e poiché il reddito dell’abitazione principale non concorre
al reddito complessivo, non spetta la relativa deduzione.

Fabbricati non locati


In generale, l’IMU sostituisce l’Irpef e le relative addizionali dovute con riferimento ai redditi dei fabbricati non locati, compresi quelli
concessi in comodato d’uso gratuito (codici ‘2’, ‘9’, ‘10’, ‘15’ nella colonna 2 dei righi da RB1 a RB9), i quali vanno comunque indicati.
Pertanto, nel quadro RB devono essere indicati i dati di tutti gli immobili posseduti (ad eccezione degli immobili che non vanno dichiarati,
sopra elencati), ma il reddito dei fabbricati è calcolato tenendo conto esclusivamente degli immobili concessi in locazione. I fabbricati
locati sono individuati dai seguenti codici, indicati nella colonna 2 ‘Utilizzo’ dei righi da RB1 a RB9: ‘3’ locazione a canone libero, ‘4’ equo
canone, ‘8’ locazione a canone concordato agevolato, ‘11’ locazione parziale dell’abitazione principale a canone libero, ‘12’ locazione
parziale dell’abitazione principale a canone concordato agevolato e ‘14’ locazione agevolata di immobile situato in Abruzzo.
Sono previste le seguenti eccezioni:
n per alcune categorie di immobili può essere prevista l’esenzione totale dall’IMU. In questo caso nella colonna 12 “Casi particolari Imu”
va indicato il codice 1. Dal 2016, per l’unità immobiliare concessa in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado, che la
utilizzano come abitazione principale, non deve essere indicato tale codice in quanto è prevista la riduzione al 50 per cento dell’IMU
invece dell’esenzione totale (legge n. 208 del 28 dicembre 2015 art.1 comma 10);

26
n se gli immobili ad uso abitativo (Categorie catastali A1 – A11, escluso A10) non locati e assoggettati all’Imu sono situati nello stesso
comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale (anche se fabbricato rurale), il relativo reddito concorre alla
formazione della base imponibile dell’Irpef e delle relative addizionali nella misura del 50 per cento. In questo caso nella colonna 12
“Casi particolari Imu” va indicato il codice 3. Si ricorda che per abitazione principale si intende quella nella quale il proprietario (o
titolare di altro diritto reale), o i suoi familiari dimorano abitualmente (codice 1 nella colonna 2).

Locazioni per finalità abitative – Cedolare secca


Per le abitazioni concesse in locazione è possibile scegliere un regime di tassazione definito “cedolare secca” sugli affitti (art. 3 del

2018
decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23) che prevede l’applicazione di un’imposta che sostituisce, oltre che l’Irpef e le addizionali
regionale e comunale, anche le imposte di registro e di bollo relative al contratto di locazione. L’opzione per la cedolare secca può essere
esercitata anche per le unità immobiliari abitative locate nei confronti delle cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di
lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


o assegnazione.
L’opzione per l’applicazione della cedolare secca comporta che i canoni tassati con l’imposta sostitutiva sono esclusi dal reddito
complessivo e, di conseguenza, non rilevano ai fini della progressività delle aliquote IRPEF.
L’opzione per tale regime spetta esclusivamente al locatore titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento
sull’immobile, per contratti di locazione aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e relative pertinenze locati per finalità abitative.
Il locatore, per beneficiare del regime della cedolare secca, deve comunicare preventivamente al conduttore, tramite lettera raccomandata,
la scelta per il regime alternativo di tassazione e la conseguente rinuncia, per il corrispondente periodo di durata dell’opzione, ad
esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo.
La base imponibile della cedolare secca è costituita dal canone di locazione annuo stabilito dalle parti, al quale si applica un’aliquota
del 21% per i contratti disciplinati dal codice civile o a canone libero.
Dal 2014 è prevista anche un’aliquota agevolata del 10% per i contratti di locazione a canone concordato (o concertato) sulla base di
appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini (art. 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998 e art. 8 della
medesima legge) relativi ad abitazioni site nei comuni con carenze di disponibilità abitative individuati dall’articolo 1, comma 1, lettere a)
e b) del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551 (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e
Venezia, nonché i comuni confinanti con gli stessi e gli altri comuni capoluogo di provincia) e negli altri comuni ad alta tensione abitativa
individuati dal CIPE con apposite delibere (codice 8 nella colonna “Utilizzo” della sezione I del quadro RB).

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L’aliquota agevolata si applica anche ai contratti di locazione a canone concordato stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, nei

ReddITI PeRsone FIsIche


cinque anni precedenti la data di entrata in vigore (28 maggio 2014) della legge di conversione del decreto, lo stato di emergenza a
seguito del verificarsi degli eventi calamitosi di cui all’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225. In questo caso,
deve essere barrata la casella di colonna 19 “Stato di emergenza”.

L’opzione per il regime della cedolare secca si esprime in sede di registrazione del contratto e produce effetti per l’intera durata del
contratto, salva la possibilità di revoca.
L’opzione viene espressa in dichiarazione solo per i contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione (contratti di
durata non superiore a trenta giorni complessivi nell’anno), salvo che il contribuente provveda alla registrazione volontaria o in caso
d’uso del contratto prima della presentazione della dichiarazione dei redditi. In tal caso l’opzione deve essere esercitata in sede di
registrazione del contratto.
In entrambi i casi (opzione in sede di registrazione e opzione in dichiarazione) nella sezione I del quadro RB vanno indicati i dati
dell’immobile concesso in locazione e va barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca”, Si ricorda, infine, che il reddito fondiario
assoggettato alla cedolare secca deve essere aggiunto al reddito complessivo solo per determinare la condizione di familiare fiscalmente
a carico, per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia, le detrazioni per redditi di lavoro dipendente, di pensione ed altri redditi, le
detrazioni per canoni di locazione e, in generale, per stabilire la spettanza o la misura di agevolazioni collegate al reddito (es. I.S.E.E. e
assegni per il nucleo familiare).

Per ulteriori chiarimenti e approfondimenti sulla cedolare secca si possono consultare sul sito www.agenziaentrate.gov.it, il Prov-
vedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 7 aprile 2011, la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 26/E del 1° giugno 2011
e n. 20/E del 4 giugno 2012 e n. 47/E del 20 dicembre 2012 e decreto legge n. 193 del 22 ottobre 2016, convertito, con modifi-
cazioni, dalla legge 1° dicembre 2016 n. 225.

Locazioni brevi per finalità abitative e anche turistiche


A partire dal 1° giugno 2017 è stata introdotta un’apposita disciplina fiscale per le locazioni di immobili ad uso abitativo, situati in Italia, la
cui durata non supera i 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa.
La nuova disciplina si applica ai soli contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017. Un contratto si considera stipulato a partire dal 1°
giugno 2017 se a partire da tale data il locatario ha ricevuto la conferma della prenotazione.
Il termine di 30 giorni deve essere considerato in relazione ad ogni singola pattuizione contrattuale; anche nel caso di più contratti
stipulati nell’anno tra le stesse parti, occorre considerare ogni singolo contratto, fermo restando tuttavia che se la durata delle locazioni
che intervengono nell’anno tra le medesime parti sia complessivamente superiore a 30 giorni devono essere posti in essere gli
adempimenti connessi alla registrazione del contratto.
La nuova disciplina si applica sia nel caso in cui i contratti siano stipulati direttamente tra locatore (proprietario o titolare di altro diritto
reale, sublocatore o comodatario) e conduttore, sia nel caso in cui in tali contratti intervengano soggetti che esercitano attività
d’intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online, che mettono in contatto persone in ricerca di un immobile
con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.
Il contratto di locazione breve può avere ad oggetto, unitamente alla messa a disposizione dell’immobile abitativo, la fornitura di
biancheria e la pulizia dei locali nonché di altri servizi che corredano la messa a disposizione dell’immobile, come ad esempio, la
fornitura di utenze, wi-fi, aria condizionata. La disciplina in esame non è invece applicabile se insieme alla messa a disposizione
dell’abitazione sono forniti servizi aggiuntivi che non presentano una necessaria connessione con la finalità residenziale dell’immobile,

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quali ad esempio, la fornitura della colazione, la somministrazione di pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide
turistiche o di interpreti.

Attenzione! In conseguenza dell’introduzione di tale normativa cambia la tassazione del canone di locazione dell’immobile
concesso in locazione dal comodatario per periodi non superiori a 30 giorni: in tal caso il reddito del canone di locazione è
tassato in capo al comodatario come reddito diverso e quindi da indicare nel quadro RL. Il proprietario dell’immobile indicherà
nel quadro RB la sola rendita catastale dell’immobile concesso in comodato gratuito.

La nuova disciplina, inoltre, prevede che se i contratti di locazione breve sono stati conclusi con l’intervento di soggetti che esercitano
2018

attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali on-line, i canoni di locazione sono assoggettati ad una
ritenuta del 21% se tali soggetti intervengono anche nel pagamento o incassano i canoni o i corrispettivi derivanti dai contratti di
locazione breve. La ritenuta è effettuata nel momento in cui l’intermediario riversa le somme al locatore.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

La ritenuta è applicata sull’importo del canone o corrispettivo lordo indicato nel contratto di locazione breve; non devono essere assoggettati
a ritenuta eventuali penali o caparre o depositi cauzionali in quanto si tratta di somme di denaro diverse ed ulteriori rispetto al corrispettivo.
Nell’importo del corrispettivo lordo sono incluse anche:
– le somme corrisposte per le spese per servizi accessori eccetto il caso in cui tali spese siano sostenute direttamente dal conduttore o
siano a questi riaddebitate dal locatore sulla base dei costi e dei consumi effettivamente sostenuti;
– l’importo della provvigione dovuta all’intermediario se è trattenuta dall’intermediario sul canone dovuto al locatore in base al contratto.
La ritenuta è a titolo d’imposta se in dichiarazione dei redditi o all’atto della registrazione del contratto si opta per l’applicazione della
cedolare secca, altrimenti è a titolo d’acconto.
Gli intermediari che effettuano la ritenuta, sono tenuti a certificare le ritenute operate ai locatori mediante il rilascio della Certificazione Unica.
Al riguardo si ricorda che il reddito fondiario derivante dalla locazione effettuata nel corso del 2017 va indicato in dichiarazione anche se
il corrispettivo non è stato ancora percepito o, se percepito, la Certificazione Unica non è stata rilasciata; mentre se il corrispettivo è stato
percepito nel 2017 ma il periodo di locazione avviene nel corso del 2018, la tassazione va rinviata all’anno in cui la locazione è
effettivamente effettuata.
Il reddito derivante dalla sublocazione o dalla locazione del comodatario va tassato nell’anno in cui il corrispettivo è percepito senza
tener conto di quando effettivamente il soggiorno ha avuto luogo.
Si ricorda che il reddito fondiario assoggettato alla cedolare secca viene aggiunto al reddito complessivo solo per determinare la
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condizione di familiare fiscalmente a carico, per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia, le detrazioni per redditi di lavoro
ReddITI PeRsone FIsIche

dipendente, di pensione ed altri redditi, le detrazioni per canoni di locazione e per stabilire la spettanza o la misura di agevolazioni
collegate al reddito (ad esempio valore I.S.E.E. e assegni per il nucleo familiare).

Per ulteriori chiarimenti e approfondimenti sulle locazioni brevi si possono consultare, sul sito www.agenziaentrate.gov.it, il prov-
vedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 12 luglio 2017 e la circolare n. 24/E del 12 ottobre 2017.

casI PaRTIcolaRI
Redditi da proprietà condominiali
I locali per la portineria, l’alloggio del portiere e gli altri servizi di proprietà condominiale dotati di rendita catastale autonoma devono
essere dichiarati dal singolo condomino solo se la quota di reddito che gli spetta per ciascuna unità immobiliare è superiore a euro 25,82.
L’esclusione non si applica per gli immobili concessi in locazione e per i negozi.

Soci di cooperative edilizie


I soci di cooperative edilizie non a proprietà indivisa assegnatari di alloggi, anche se non ancora titolari di mutuo individuale, devono
dichiarare il reddito dell’alloggio assegnato con verbale di assegnazione della cooperativa. Analogo obbligo vale per gli assegnatari di
alloggi che possono essere riscattati o per i quali è previsto un patto di futura vendita da parte di Enti come lo IACP (Istituto Autonomo
Case Popolari), ex INCIS (Istituto Nazionale Case per gli Impiegati dello Stato), ecc.

Redditi di natura fondiaria e fabbricati situati all’estero


I redditi di natura fondiaria derivanti dai lastrici solari e dalle aree urbane e i fabbricati situati all’estero devono essere dichiarati nel
quadro RL, contenuto nel Fascicolo 2.

Immobili in comodato
Gli immobili concessi in comodato non devono essere dichiarati dal comodatario (es. un familiare che utilizza gratuitamente l’immobile) ma dal
proprietario.

In caso di locazioni brevi, il proprietario continua ad indicare nella propria dichiarazione dei redditi gli immobili concessi in comodato,
mentre il reddito relativo alle locazioni poste in essere dal comodatario deve essere dichiarato dal comodatario stesso nel quadro RL in
quanto reddito diverso.

coMPIlazIone del QuadRo RB


Il quadro è composto da due sezioni: la prima (RB1-RB11) va utilizzata per dichiarare i redditi dei fabbricati e la seconda (RB21- RB23)
va utilizzata per indicare i dati relativi ai contratti di locazione.
Il quadro deve essere compilato anche se i redditi non sono variati rispetto all’anno precedente.

sezIone I – Redditi dei fabbricati


Per ciascun immobile va compilato un rigo del quadro RB (da RB1 a RB9). Se nel corso del 2017 è variato l’utilizzo dell’immobile
(abitazione principale, a disposizione, locata con tassazione ordinaria, locata con cedolare secca, ecc.) o la quota di possesso o

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l’immobile è stato distrutto o dichiarato inagibile a seguito di eventi calamitosi, dovete compilare un rigo per ogni diversa situazione,
barrando la casella “continuazione” di colonna 8.
Se dovete utilizzare più di nove righi per dichiarare i fabbricati va compilato un quadro aggiuntivo ricordando di numerare progressivamente
la casella “Mod. N.” posta in alto a destra del Modello. In questo caso scrivete il totale del reddito dei fabbricati nel rigo RB10 del primo
quadro che avete utilizzato (Mod. N. 1).
In questa sezione devono essere indicati:
n i dati degli immobili concessi in locazione, sia se si intende assoggettare il reddito a tassazione ordinaria sia nel caso di opzione per il
regime della cedolare secca;

2018
n i dati degli immobili non concessi in locazione (es. abitazione principale, immobili a disposizione o concessi in comodato d’uso gratuito).

Righi da RB1a RB9


La rendita catastale dei fabbricati va indicata nella colonna 1 senza operare alcuna rivalutazione. La rivalutazione del 5 per cento della

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


rendita sarà effettuata nella fase di determinazione della base imponibile.
Per ciascun immobile indicare i seguenti dati:
Colonna 1 (Rendita catastale non rivalutata): indicare l’ammontare della rendita catastale senza operare alcuna rivalutazione. Per gli
immobili non censiti o con rendita catastale non più adeguata indicare la rendita catastale presunta.
Nel caso di immobile di interesse storico o artistico la rendita catastale va riportata nella misura ridotta del 50 per cento.
Colonna 2 (Utilizzo). Indicare uno dei codici di seguito elencati che individuano l’utilizzo dell’immobile:
‘1’ immobile utilizzato come abitazione principale. Si considera abitazione principale quella nella quale il contribuente o i suoi familiari
(coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado) dimorano abitualmente. Per l’abitazione principale compete la
deduzione dal reddito complessivo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze. La
deduzione va indicata nel rigo RN2. La deduzione spetta anche quando l’unità immobiliare costituisce la dimora principale soltanto dei
familiari del contribuente che vi risiedono. È bene ricordare che la deduzione per l’abitazione principale compete per una sola unità
immobiliare, per cui se un contribuente possiede due immobili, uno adibito a propria abitazione principale ed uno utilizzato da un proprio
familiare, la deduzione spetta esclusivamente per il reddito dell’immobile adibito ad abitazione principale del contribuente. La deduzione
per l’abitazione principale spetta anche nel caso in cui si trasferisce la propria dimora abituale a seguito di ricovero permanente in istituti
di ricovero o sanitari, purché l’unità immobiliare non risulti locata.
Se l’unità immobiliare in parte è utilizzata come abitazione principale e in parte è concessa in locazione indicare in questa colonna il
codice 11 o 12. Per le abitazioni principali e le pertinenze assoggettate a IMU non sono dovute Irpef e addizionali. Si tratta, ad

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ReddITI PeRsone FIsIche
esempio, delle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (“abitazioni di lusso”). In questo caso nella col.
12 (Casi particolari IMU) va indicato il codice 2 e poiché il reddito dell’abitazione principale non concorre al reddito complessivo, non
spetta la relativa deduzione;
‘2’ immobile, ad uso abitativo, tenuto a disposizione oppure dato in uso gratuito (comodato) a persone diverse dai propri familiari (vedi
istruzioni al codice ‘10’). Si tratta, ad esempio, dell’immobile posseduto in aggiunta a quello adibito ad abitazione principale del
possessore o dei suoi familiari;
‘3’ immobile locato in regime di libero mercato, anche per periodi non superiori a 30 giorni, o “patti in deroga” oppure concesso in
locazione a canone “concordato” in mancanza dei requisiti descritti nelle istruzioni relative al codice ‘8’. Nel caso di opzione per il
regime della cedolare secca va barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca”. Il reddito va indicato nella colonna 14 “imponibile
cedolare secca 21%”;
‘4’ immobile locato in regime legale di determinazione del canone o “equo canone”. Nel caso di opzione per il regime della cedolare
secca va barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca”. Il reddito va indicato nella colonna 14 “imponibile cedolare secca 21%”;
‘5’ pertinenza dell’abitazione principale (box, cantina, ecc.) dotata di rendita catastale autonoma. Sono considerate pertinenze le
unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie diverse da quelle ad uso abitativo, destinate ed effettivamente utilizzate in
modo durevole al servizio dell’abitazione principale (anche se non appartengono allo stesso fabbricato). Se la pertinenza è
assoggettata ad Imu nella colonna 12 “Casi particolari Imu” va indicato il codice 2;
‘6’ immobile utilizzato in parte come abitazione principale e in parte per la propria attività;
‘8’ n immobile situato in un comune ad alta densità abitativa concesso in locazione a canone “concordato” (art. 2, comma 3, art. 5,
comma 2 e art. 8 della legge n. 431 del 1998) in base agli accordi definiti in sede locale tra le organizzazioni dei proprietari e quelle
degli inquilini più rappresentative a livello nazionale. Nel caso di applicazione della tassazione ordinaria, l’indicazione di questo
codice comporta la riduzione del 30 per cento del reddito imponibile; nel caso di opzione per il regime della cedolare secca va
barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca” e il reddito va indicato nella colonna 15 “imponibile cedolare secca 10%”;
n immobile, dato in locazione a canone “concordato” con opzione per il regime della cedolare secca, situato in uno dei comuni
per i quali è stato deliberato negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore (28 maggio 2014) della legge di
conversione del decreto, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi. In questo caso va barrata la casella di
colonna 11 “Cedolare secca” e il reddito va indicato nella colonna 15 “imponibile cedolare secca 10%”. Inoltre deve essere barrata
la casella di colonna 19 “Stato di emergenza”.

Consultare in Appendice “Comuni ad alta densità abitativa”.

‘9’ questo codice deve essere utilizzato se l’immobile non rientra in nessuno dei casi individuati con gli altri codici. Ad esempio il codice
‘9’ va indicato nel caso di:
– unità immobiliari prive di allacciamento alle reti dell’energia elettrica, acqua, gas, e di fatto non utilizzate, a condizione che tali
circostanze risultino da apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio da esibire o trasmettere a richiesta degli uffici;
– pertinenza di immobile tenuto a disposizione;
– unità immobiliare tenuta a disposizione in Italia da contribuenti residenti all’estero o già utilizzata come abitazione principale (o
pertinenza di abitazione principale) da contribuenti trasferiti temporaneamente in altro comune. Si ricorda che nel caso di più unità
immobiliari ad uso abitativo tenute a disposizione dal contribuente residente all’estero, questo codice può essere indicato solo con
riferimento ad una di esse;

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– bene di proprietà condominiale (locali per la portineria, l’alloggio del portiere, autorimesse collettive, ecc) dichiarato dal singolo
condomino se la quota di reddito spettante è superiore alla soglia prevista dalla normativa vigente;
– abitazione o pertinenza data in uso gratuito a terzi e da questi locata con il nuovo regime delle locazioni brevi;
‘10’ abitazione o pertinenza data in uso gratuito a un proprio familiare a condizione che vi dimori abitualmente e ciò risulti dall’iscrizione
anagrafica; oppure unità in comproprietà utilizzate come abitazione principale di uno o più comproprietari diversi dal dichiarante;
‘11’ immobile in parte utilizzato come abitazione principale e in parte concesso in locazione in regime di libero mercato, anche per
periodi non superiori a 30 giorni, o “patti in deroga”.
Nel caso di opzione per il regime della cedolare secca va barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca” . Il reddito va indicato
nella colonna 14 “imponibile cedolare secca 21%”;
2018

‘12’ – immobile in parte utilizzato come abitazione principale e in parte concesso in locazione a canone “concordato” situato in uno dei
comuni ad alta densità abitativa. In caso di applicazione della tassazione ordinaria, l’indicazione di questo codice comporta la
riduzione del 30 per cento del reddito imponibile; nel caso di opzione per il regime della cedolare secca va barrata la casella di
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

colonna 11 “Cedolare secca” e il reddito va indicato nella colonna 15 “imponibile cedolare secca 10%”.
– immobile in parte utilizzato come abitazione principale e in parte concesso in locazione a canone “concordato” con opzione per il
regime della cedolare secca, situato in uno dei comuni per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza (vedi istruzioni al
codice ‘8’). In questo caso va barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca” e il reddito va indicato nella colonna 15 “imponibile
cedolare secca 10%”. Inoltre deve essere barrata la casella “Stato di emergenza” di colonna 19;
‘14’ immobile situato nella regione Abruzzo e concesso in locazione a soggetti residenti o stabilmente dimoranti nei territori colpiti dal
sisma del 6 aprile 2009 le cui abitazioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili, secondo quanto previsto dall’art. 5
dell’ordinanza ministeriale n. 3813 del 29 settembre 2009.
Nel caso di applicazione della tassazione ordinaria, l’indicazione di questo codice comporta la riduzione del 30% del reddito
imponibile. In tal caso deve essere compilata la sezione II del quadro RB.
Nel caso di opzione per il regime della cedolare secca va barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca” e va compilata la sezione
II del quadro RB. Il reddito va indicato nella colonna 14 “imponibile cedolare secca 21%;
‘15’ immobile situato nella regione Abruzzo e concesso in comodato a soggetti residenti o stabilmente dimoranti nei territori colpiti dal
sisma del 6 aprile 2009 le cui abitazioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili, secondo quanto previsto dall’art. 5
dell’ordinanza ministeriale n. 3813 del 29 settembre 2009.
Colonna 3 (Periodo di possesso): indicare per quanti giorni è stato posseduto l’immobile (365 se per tutto l’anno).
Se vengono utilizzati più righi per indicare le diverse situazioni relative al singolo fabbricato, la somma dei giorni presenti nei singoli righi
æ

non può essere superiore a 365. Il reddito dei fabbricati di nuova costruzione va dichiarato a partire dalla data in cui il fabbricato è pronto
ReddITI PeRsone FIsIche

all’uso o è stato comunque utilizzato dal possessore.


Se l’immobile è stato parzialmente locato, i giorni in cui si è verificata la contemporanea locazione di porzioni dell’immobile vanno contati una
sola volta.

Esempio
Sono stipulati più contratti di locazioni brevi di porzioni di unità abitative:
– porzione A, contratto di durata 1° agosto – 16 agosto 2017
– porzione B, contratto di durata 10 agosto – 20 agosto 2017
Il totale dei giorni da indicare nella colonna 3 sono 20.
Se il periodo di locazione è a cavallo di due anni (ad esempio dal 24 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018), riportare solo i giorni del periodo
di locazione relativo al 2017.

Esempio
Il 30 ottobre 2017 è stipulato un contratto di locazione breve con periodo di soggiorno dal 24 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 ed
opzione in sede di dichiarazione per la cedolare secca.
Nella colonna 3 va indicato il numero 8 corrispondente al numero di giorni che va dal 24 al 31 dicembre 2017.
Colonna 4 (Percentuale di possesso): indicare la quota di possesso espressa in percentuale (100 se per l’intero).
Colonna 5 (Codice canone): da compilare se tutto o parte dell’immobile è dato in locazione.
Indicare uno dei seguenti codici corrispondenti alla percentuale del canone che viene riportata nella colonna 6 “canone di locazione”:
‘1’ 95% del canone nel caso di applicazione della tassazione ordinaria;
‘2’ 75% del canone nel caso di applicazione della tassazione ordinaria, se il fabbricato è situato nella città di Venezia centro e nelle
isole della Giudecca, Murano e Burano;
‘3’ 100% del canone nel caso di opzione per il regime della cedolare secca;
‘4’ 65% del canone, nel caso di applicazione della tassazione ordinaria, se l’immobile è riconosciuto di interesse storico o artistico, in
base al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
Colonna 6 (Canone di locazione): da compilare se tutto o parte dell’immobile è dato in locazione e non si configuri attività d’impresa,
anche occasionale. Riportare il 95% del canone annuo che risulta dal contratto di locazione se nella colonna 5 (Codice canone) è stato
indicato il codice 1, il 75% del canone se nella colonna 5 è stato indicato il codice 2, il 100% del canone se nella colonna 5 è stato
indicato il codice 3, il 65% del canone se nella colonna 5 è stato indicato il codice 4. Indicare in questa colonna l’importo del canone,
calcolando l’eventuale rivalutazione automatica sulla base dell’indice ISTAT e l’eventuale maggiorazione percepita in caso di sublocazione.
L’ammontare indicato non deve comprendere le spese di condominio, luce, acqua, gas, portiere, ascensore, riscaldamento e simili
eventualmente incluse nel canone.

Se il canone è riferito ad un contratto di locazione breve per cui si è optato per la cedolare secca, l’ammontare da indicare in questa
colonna è pari al 100% del corrispettivo lordo pertanto la somma non va diminuita delle spese sostenute dal locatore e delle somme
addebitate a titolo forfettario al locatario per prestazioni accessorie.
La somma va diminuita delle spese per servizi accessori solo se sono sostenute direttamente dal conduttore o sono a questi riaddebitate
dal locatore sulla base dei consumi effettivamente sostenuti.
Se si è in possesso della Certificazione Unica 2018 e il periodo di locazione si è interamente concluso nel 2017, riportare l’importo del
corrispettivo indicato nel punto 14 del quadro Certificazione Redditi – Locazioni brevi della Certificazione Unica 2018 qualora non risultano

30
barrate le relative caselle del punto 4 (redditi 2018) e del punto 16 (locatore non proprietario). Nel caso di opzione per la tassazione
ordinaria, l’importo del canone va riportato tenendo conto delle percentuali indicate nelle istruzioni alla colonna 5 (codice canone).
Se la casella del punto 4 risulta barrata, l’importo indicato al punto 14, non deve essere riportato nella presente dichiarazione ma in
quella relativa ai redditi 2018 da presentarsi nel 2019. Se invece risulta barrata la casella di col. 16, l’importo va riportato nel rigo RL10
colonna 4 del quadro RL(si rimanda alle istruzioni del quadro RL) della presente dichiarazione.
Per le locazioni avvenute nel 2017, l’importo della locazione breve va indicato anche se il corrispettivo lordo non è stato riscosso nel
corso del 2017 e anche se non è presente nel quadro Certificazione Redditi – Locazioni brevi della Certificazione Unica 2018.
Se il periodo di locazione è a cavallo di due anni (ad esempio dal 24 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018), riportare solo l’importo del
corrispettivo lordo indicato nel quadro Certificazione Redditi – Locazioni brevi della Certificazione Unica 2018 relativo alle sole locazioni

2018
effettuate nel 2017.

Esempio

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Il 30 ottobre 2017 è stipulato un contratto di locazione breve con periodo di soggiorno dal 24 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 ed
opzione in sede di dichiarazione per la cedolare secca. L’ammontare totale del corrispettivo lordo è 980 euro.
Giorni totali di locazione: 14
Giorni di locazione nel 2017: 8
Nella colonna 5 va indicato il risultato della seguente operazione: (980:14)x8=560.
Nel caso di più importi per locazioni brevi certificati nella “Certificazione redditi – locazione brevi” ovvero nel caso di più certificazioni, è
necessario aggregare i dati con riferimento a ciacun immobile sommando gli importi presenti nel punto “importo corrispettivo” della CU
(punti 14, 114, 214, 314 e 414) per i quali le relative caselle “2018” (punti, 4, 104, 204, 304 e 404) e “locatore non proprietario” (punti 16,
116, 216, 316 e 416) non risultano barrate. In alternativa, se risulta più agevole, è comunque possibile esporre i dati nel quadro RB
analiticamente per singolo contratto.

Se il fabbricato è concesso in locazione solo per una parte dell’anno, il canone annuo va indicato in proporzione ai giorni (colonna 3)
di durata della locazione.
In caso di comproprietà il canone va indicato per intero indipendentemente dalla quota di possesso.
Se l’immobile è posseduto in comproprietà ma è dato in locazione soltanto da uno o più comproprietari per la propria quota (es.:
immobile posseduto da tre comproprietari locato ad uno di essi dagli altri due) va indicata soltanto la quota del canone annuo di
locazione spettante al contribuente e nella colonna 7 “Casi particolari” deve essere indicato il codice “5”.

æ
Non devono essere dichiarati i canoni (derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo) non percepiti per morosità

ReddITI PeRsone FIsIche


dell’inquilino se, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, si è concluso il procedimento di convalida di sfratto per
morosità. In tal caso deve essere comunque dichiarata la rendita catastale.
Se il canone di locazione comprende oltre all’abitazione anche le sue pertinenze (box, cantina, ecc.) e queste sono dotate di rendita
catastale autonoma, bisogna indicare per ciascuna unità immobiliare la quota del canone ad essa relativa. Le quote si calcolano
ripartendo il canone in misura proporzionale alla rendita catastale di ciascuna unità immobiliare. Per ottenere la quota proporzionale del
canone di locazione applicare la formula:

Quota proporzionale del canone = canone totale x singola rendita


totale delle rendite
Esempio
Rendita catastale dell’abitazione rivalutata del 5%: 450
Rendita catastale della pertinenza rivalutata del 5%: 50
Canone di locazione totale: 10.000

Quota del canone relativo all’abitazione: 10.000 x 450 = 9.000


(450 + 50)

Quota del canone relativo alla pertinenza: 10.000 x 50 = 1.000


(450 + 50)

Colonna 7 (Casi particolari) indicare uno dei seguenti codici:


‘1’ se l’immobile è distrutto o è inagibile a seguito di eventi sismici o altri eventi calamitosi e per legge è stato escluso da tassazione, a
patto che il Comune di appartenenza abbia rilasciato un certificato in cui si dichiara la distruzione o l’inagibilità dell’immobile. In
questo caso va indicato il codice “9” nella colonna 2 “Utilizzo”;

Consultare in Appendice “Immobili inagibili”.

‘3’ se l’immobile è inagibile per altre cause ed è stata richiesta la revisione della rendita catastale. In tale caso deve essere indicato il
codice “9” nella colonna 2 “Utilizzo”;
‘4’ se l’immobile ad uso abitativo è stato locato ma i canoni di locazione previsti dal contratto non sono stati percepiti, in tutto o in parte,
e se il procedimento di convalida di sfratto per morosità si è concluso entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
In tale ipotesi, se il canone di locazione è stato percepito solo per una parte dell’anno, va compilato un unico rigo, riportando in
colonna 6 la quota di canone effettivamente percepita e indicando in colonna 7 il codice 4. Si ricorda che se non è stato percepito
alcun canone viene comunque assoggettata a tassazione la rendita catastale;
‘5’ se l’immobile è posseduto in comproprietà ed è dato in locazione soltanto da uno o più comproprietari ciascuno per la propria quota
(es.: immobile posseduto da tre comproprietari locato ad uno di essi dagli altri due); in tal caso nella colonna 6 va indicata soltanto la
quota del canone annuo di locazione spettante al contribuente e non l’intero canone annuo;

31
Colonna 8 (Continuazione): barrare la casella per indicare che si tratta dello stesso fabbricato del rigo precedente.
Colonna 9 (Codice Comune) indicare il codice catastale del comune ove è situata l’unità immobiliare. Se i dati del fabbricato sono
indicati su più righi, il codice catastale deve essere riportato solo sul primo rigo in cui il fabbricato è stato indicato. Il codice comune è
rilevabile dall’elenco “Codici catastali comunali e aliquote dell’addizionale comunale”, presente sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
Colonna 11 (Cedolare secca): barrare la casella nel caso di opzione per l’applicazione della cedolare secca sulle locazioni. La casella
può essere barrata solo in presenza delle condizioni descritte nel paragrafo “Locazioni per finalità abitative – Cedolare secca”. La casella
può essere compilata solo se nella colonna 2 “Utilizzo” è stato indicato uno dei seguenti codici: ‘3’ (canone libero), ‘4’ (equo canone), ‘8’
(canone concordato agevolato), ‘11’ (locazione parziale abitazione principale con canone libero), ‘12’ (locazione parziale abitazione
2018

principale con canone concordato agevolato) e ‘14’ (locazione agevolata immobile situato in Abruzzo).
Si ricorda che l’esercizio dell’opzione per il regime della cedolare secca per un contratto di locazione relativo a una porzione dell’unità
abitativa vincola all’esercizio dell’opzione per il medesimo regime anche per il reddito derivante dalla contemporanea locazione di altre
porzioni della stessa.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Colonna 12 (Casi particolari IMU): indicare uno dei seguenti codici in presenza delle relative situazioni particolari riguardanti
l’applicazione dell’Imu:
‘1’ fabbricato, diverso dall’abitazione principale e relative pertinenze, del tutto esente dall’Imu o per il quale non è dovuta l’Imu per il 2017
ma assoggettato alle imposte sui redditi. In questo caso sul reddito del fabbricato sono dovute l’Irpef e le relative addizionali anche se
non è concesso in locazione;
‘2’ abitazione principale e pertinenze assoggettate ad Imu. Si tratta, ad esempio, delle abitazioni principali classificate nelle categorie
catastali A/1, A/8 e A/9 (“abitazioni di lusso”). Indicando questo codice, sul relativo reddito non sono dovute Irpef e addizionali in
quanto sostituite dall’Imu. Deve essere indicato questo codice anche per le pertinenze assoggettate ad Imu;
‘3’ immobile ad uso abitativo non locato, assoggettato ad Imu, situato nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad
abitazione principale. In questo caso il reddito dell’immobile concorre alla formazione della base imponibile dell’Irpef e delle relative
addizionali nella misura del 50 per cento. Si ricorda che per abitazione principale si intende quella nella quale il proprietario (o titolare
di altro diritto reale), o i suoi familiari dimorano abitualmente (codice 1 nella colonna 2). Sono compresi i fabbricati rurali adibiti ad
abitazione principale pur non presenti nel quadro RB.
Se i dati del singolo fabbricato sono esposti su più righi, la presente colonna va compilata in ciascun rigo per il quale si verifica la
condizione relativa al singolo codice. Ad esempio, nel caso di immobile “di lusso” utilizzato come abitazione principale per una parte
dell’anno e in seguito concesso in locazione, il codice 2 va indicato solo sul primo dei due righi in cui sono riportati i dati del fabbricato.
æ

Colonna 13 (Imponibile tassazione ordinaria), colonna 14 (Imponibile cedolare secca 21%), colonna 15 (Imponibile cedolare
ReddITI PeRsone FIsIche

secca 10%), colonna 16 (Abitazione principale soggetta a IMU), colonna 17 (Immobili non locati), colonna 18 (Abitazione
principale non soggetta a IMU)
Nella colonna 13 va indicato il reddito del fabbricato non concesso in locazione ovvero locato senza opzione per l’applicazione della
cedolare secca.
Nella colonna 14 va indicato il reddito del fabbricato locato con opzione per l’applicazione della cedolare secca con aliquota del 21%.
Nella colonna 15 va indicato il reddito del fabbricato locato con opzione per l’applicazione della cedolare secca con aliquota agevolata del 10%.
Nella colonna16 va indicato il reddito non imponibile dell’abitazione principale e delle relative pertinenze assoggettato a IMU.
Nella colonna 17 va indicato il reddito non imponibile degli immobili non locati assoggettati comunque ad IMU.
Nella colonna 18 va indicato il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze non assoggettato a IMU.
Indicare la quota di reddito per ciascun immobile osservando le seguenti istruzioni:

A) Dati del singolo fabbricato esposti in un solo rigo (ad esempio non sono variati l’utilizzo dell’immobile e la quota di possesso):
n se il fabbricato è utilizzato come abitazione principale o relativa pertinenza (codici 1 e 5 nella colonna 2 “Utilizzo”), calcolare
l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3) ed alla percentuale di possesso (col. 4); se non è
compilata la casella “Casi part. IMU”, l’importo così determinato va riportato nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a
IMU); se invece, nella casella “Casi part. IMU” è indicato il codice “2”, l’importo va riportato nella colonna 16 (Abitazione principale
soggetta a IMU);
n se il fabbricato è utilizzato in parte come abitazione principale e in parte per la propria attività (codice 6 nella colonna 2
“Utilizzo”) calcolare l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3) ed alla percentuale di
possesso (col. 4). Se non è compilata la casella “Casi part. IMU”, metà dell’importo va riportato nella colonna 13 (Tassazione
ordinaria) e il restante 50 per cento va riportato nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a IMU).
n Se nella casella “Casi part. IMU” è indicato il codice “2”, metà dell’importo va riportato nella colonna 16 (Abitazione principale
soggetta a IMU) e il restante 50 per cento va riportato nella colonna 17 (Immobili non locati);
n se il fabbricato non è locato e non è tenuto a disposizione (codici 9 e 10 nella colonna 2 “Utilizzo”), indicare nella colonna 17
(Immobili non locati) l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3) e alla percentuale di
possesso (col. 4). Se è stato indicato il codice 9 in colonna 2 (Utilizzo) ed il codice 1 in colonna 7 (Casi particolari), il reddito del
fabbricato è pari a zero e pertanto non dovete compilare la colonna 17. Se nella casella “Casi particolari Imu” è indicato il codice 1,
il reddito va riportato nella colonna 13 (Imponibile tassazione ordinaria), anziché nella colonna 17 (Immobili non locati). Se nella
casella “Casi particolari IMU” è indicato il codice 3, il reddito va riportato per il 50 per cento nella colonna 17 (immobili non locati) e per
il 50 per cento nella colonna 13 (Tassazione ordinaria);
n se il fabbricato è tenuto a disposizione (codice 2 nella colonna 2 “Utilizzo”), indicare nella colonna 17 (Immobili non locati)
l’importo della rendita catastale (colonna 1) rivalutato del 5%, aumentato di un terzo e rapportato ai giorni (col. 3) ed alla
percentuale di possesso (col. 4); Se nella casella “Casi particolari Imu” è indicato il codice 1, il reddito va riportato nella colonna
13 (Imponibile tassazione ordinaria), anziché nella colonna 17 (Immobili non locati). Se nella casella “Casi particolari IMU” è
indicato il codice 3, il reddito va riportato per il 50 per cento nella colonna 17 (immobili non locati) e per il 50 per cento nella colonna
13 (Tassazione ordinaria);
n se l’immobile è locato in regime di libero mercato (codice 3 nella colonna 2 “Utilizzo”) il reddito del fabbricato è pari al maggiore tra
l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3) e alla percentuale di possesso (col. 4) e quello del
canone di locazione (col. 6) rapportato alla percentuale di possesso (col. 4). Se in colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 5

32
(percentuale di locazione diversa da quella di possesso) il canone di locazione non deve essere rapportato alla percentuale di possesso;
Se non è stata barrata la casella di colonna 11 (cedolare secca), il reddito come sopra determinato va indicato nella colonna 13
(Imponibile tassazione ordinaria). Se invece è stata barrata la casella di colonna 11, il reddito va indicato nella colonna 14 (Imponibile
cedolare secca 21%);
n se l’immobile è locato in regime di equo canone (codice 4 nel colonna 2 “Utilizzo”):
– se non è stata barrata la casella di colonna 11 (cedolare secca), indicare nella colonna 13 (Imponibile tassazione ordinaria) l’importo
del canone di locazione (col. 6) rapportato alla percentuale di possesso (col. 4);
– se invece è stata barrata la casella di colonna 11, va indicato nella colonna 14 (Imponibile cedolare secca 21%) il maggiore tra

2018
l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3) ed alla percentuale di possesso (col. 4) e quello
del canone di locazione (col. 6) rapportato alla percentuale di possesso (col. 4).
In entrambi i casi (tassazione ordinaria o cedolare secca), se in colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 4 (canoni di
locazione non percepiti per morosità) e in colonna 6 (canone di locazione) non è stato indicato alcun importo, indicare l’importo della

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3) e alla percentuale di possesso (col. 4); se in colonna 7 (Casi
particolari) è presente il codice 5 (percentuale di locazione diversa da quella di possesso) il canone di locazione non deve essere
rapportato alla percentuale di possesso;
n se il fabbricato è situato in un comune ad alta densità abitativa ed è locato ad un canone “convenzionale” (codice 8 in colonna
2 “Utilizzo”) ovvero se l’immobile è situato nella regione Abruzzo ed è concesso in locazione a soggetti residenti nei territori
colpiti dal sisma (codice 14 in colonna 2 “Utilizzo”) calcolare il maggiore tra l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%,
rapportato ai giorni (col. 3) e alla percentuale di possesso (col. 4) e quello del canone di locazione (col. 6) rapportato alla percentuale
di possesso (col. 4).
Se in colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 5 (percentuale di locazione diversa dalla percentuale di possesso) il canone di
locazione non deve essere rapportato alla percentuale di possesso.
Se non è stata barrata la casella di colonna 11 (cedolare secca), il reddito come sopra determinato, ridotto del 30 per cento va indicato
nella colonna 13 (Imponibile tassazione ordinaria).
Se invece è stata barrata la casella di colonna 11:
– se è stato indicato il codice di utilizzo 8, il reddito come sopra determinato (non ridotto del 30 per cento) va indicato nella colonna 15
(Imponibile cedolare secca 10%);
– se è stato indicato il codice di utilizzo 14, il reddito come sopra determinato (non ridotto del 30 per cento) va invece indicato nella

æ
colonna 14 (Imponibile cedolare secca 21%);

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n se l’immobile è situato nella regione Abruzzo ed è concesso in comodato a soggetti residenti nei territori colpiti dal sisma
(codice 15 in colonna 2 “Utilizzo”) calcolare l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3)
ed alla percentuale di possesso (col. 4). Indicare nella colonna 17 (Immobili non locati) il risultato della precedente operazione
ridotto del 30 per cento. Se nella casella “Casi particolari Imu” è indicato il codice 1, il reddito va riportato nella colonna 13
(Imponibile tassazione ordinaria), anziché nella colonna 17 (Immobili non locati). Se nella casella “Casi particolari IMU” è indicato
il codice 3, il reddito va riportato per il 50 per cento nella colonna 17 (immobili non locati) e per il 50 per cento nella colonna 13
(Tassazione ordinaria);
n se l’immobile in parte è utilizzato come abitazione principale e in parte è concesso in locazione in regime di libero mercato
(codice 11 nella colonna 2 “Utilizzo”) il reddito del fabbricato è pari al maggiore tra l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del
5%, rapportato ai giorni (col. 3) ed alla percentuale di possesso (col. 4) e quello del canone di locazione (col. 6) rapportato alla
percentuale di possesso (col. 4).
Se in colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 5 (percentuale di locazione diversa da quella di possesso) il canone di locazione
non deve essere rapportato alla percentuale di possesso; .
Se la quota di rendita è maggiore o uguale alla quota di canone di locazione, il reddito del fabbricato va indicato come segue: se non
è compilata la casella “Casi part. IMU”, va riportato nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a IMU); se invece, nella
casella “Casi part. IMU” è indicato il codice “2”, l’importo va riportato nella colonna 16 (Abitazione principale soggetta a IMU);
Se, invece, la quota di rendita è inferiore alla quota di canone di locazione:
n se non è stata barrata la casella di colonna 11 (cedolare secca), il reddito come sopra determinato va indicato nella colonna 13
(Imponibile tassazione ordinaria);
– se invece è stata barrata la casella di colonna 11, il reddito va indicato nella colonna 14 (Imponibile cedolare secca 21%);
n se l’immobile (situato in uno dei comuni ad alta densità abitativa) in parte è utilizzato come abitazione principale e in parte è
concesso in locazione a canone “concordato” (codice 12 nella colonna 2 “Utilizzo”), il reddito del fabbricato è pari al maggiore tra
l’importo della rendita catastale (col. 1) rivalutato del 5%, rapportato ai giorni (col. 3) ed alla percentuale di possesso (col. 4) e quello
del canone di locazione (col. 6) rapportato alla percentuale di possesso (col. 4).
Se in colonna 7 (Casi particolari) è presente il codice 5 (percentuale di locazione diversa da quella di possesso) il canone di locazione
non deve essere rapportato alla percentuale di possesso; Se la quota di rendita è maggiore o uguale alla quota di canone di locazione,
il reddito come sopra determinato, ridotto del 30 per cento va indicato come segue: se non è compilata la casella “Casi part. IMU”, va
riportato nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a IMU); se invece, nella casella “Casi part. IMU” è indicato il codice “2”,
l’importo va riportato nella colonna 16 (Abitazione principale soggetta a IMU).
Se, invece, la quota di rendita è inferiore alla quota di canone di locazione:
n se non è stata barrata la casella di colonna 11 (cedolare secca), il reddito come sopra determinato, ridotto del 30 per cento, va indicato
nella colonna 13 (Imponibile tassazione ordinaria);
– se invece è stata barrata la casella di colonna 11, il reddito va indicato nella colonna 15 (Imponibile cedolare secca 10%).

B) Dati del singolo fabbricato esposti in più righi (ad esempio è variato nel corso del 2017 l’utilizzo o la quota di possesso):

Quando i dati di un fabbricato sono esposti in più righi gli importi relativi ai redditi imponibili e non imponibili (colonne
da 13 a 18) devono essere riportati esclusivamente sul primo dei righi utilizzati per indicare i dati del fabbricato stesso.

33
Abitazione principale
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 1, e 5 (abitazione principale non locata, sue pertinenze,) e non
è compilata la colonna 12 “Casi part. Imu”: calcolare per ciascun rigo la quota di reddito utilizzando le regole descritte per il
fabbricato presente su un solo rigo e riportare il totale delle quote così determinate nella colonna 18 (Abitazione principale non
soggetta a Imu) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 1, e 5 (abitazione principale non locata, sue pertinenze,) ed è
compilata la colonna 12 “Casi part. Imu” con il cod. 2: calcolare per ciascun rigo la quota di reddito utilizzando le regole descritte per
il fabbricato presente su un solo rigo e riportare il totale delle quote così determinate nella colonna 16 (Abitazione principale
soggetta a Imu) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato;
2018

n considerare solo i righi nei quali è stato indicato l’utilizzo 6 (abitazione principale utilizzata in parte per la propria attività) e non
è compilata la colonna 12 “Casi part. Imu”: calcolare per ciascun rigo la quota di reddito utilizzando le regole descritte per il
fabbricato presente su un solo rigo e riportare metà del totale delle quote così determinate nella colonna 13 (Tassazione ordinaria)
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

e il restante 50 per cento nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a Imu) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei
dati del fabbricato;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato l’utilizzo 6 (abitazione principale utilizzata in parte per la propria attività) ed è
compilata la colonna 12 “Casi part. Imu” con il cod. 2: calcolare per ciascun rigo la quota di reddito utilizzando le regole descritte per
il fabbricato presente su un solo rigo e riportare metà del totale delle quote così determinate nella colonna 16 (Abitazione principale
soggetta a Imu) e il restante 50 per cento nella colonna 17 (Immobili non locati) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del
fabbricato;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 11 e 12 (abitazione principale parzialmente locata) per cui non
risulta barrata la casella di col. 11 (cedolare secca):
1) per ciascun rigo calcolare la quota di rendita e la quota di canone utilizzando le regole descritte per il fabbricato presente su un
solo rigo;
2) confrontare il totale delle quote di rendita con il totale delle quote di canone di locazione:
– se il totale delle quote di rendita è maggiore o uguale al totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base alla
rendita), il reddito del fabbricato è pari alle quote di rendita, relative ai righi con codice utilizzo 12, ridotte del 30 per cento e
sommate alle quote di rendita relative ai righi con codice utilizzo 11. Se non è compilata la colonna 12 “Casi part. Imu”
riportare il totale delle quote così determinate nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a Imu) del primo rigo
utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato; se è compilata la colonna 12 “Casi part. Imu” con il cod. 2 riportare il totale
æ

delle quote così determinate nella colonna 16 (Abitazione principale soggetta a Imu) del primo rigo utilizzato per l’indicazione
ReddITI PeRsone FIsIche

dei dati del fabbricato;


– se il totale delle quote di rendita è minore del totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base al canone), il
reddito del fabbricato è pari alle quote di canone, relative ai righi con codice utilizzo 12, ridotte del 30 per cento e sommate alle
quote di canone relative ai righi con codice utilizzo 11. Il reddito del fabbricato va indicato nella colonna 13 (Imponibile
tassazione ordinaria) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato.
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato l’utilizzo 11 (abitazione principale parzialmente locata) per cui risulta barrata la
casella di col. 11 (cedolare secca):
1) per ciascun rigo calcolare la quota di rendita e la quota di canone utilizzando le regole descritte per il fabbricato presente su un solo
rigo;
2) confrontare il totale delle quote di rendita con il totale delle quote di canone di locazione:
– se il totale delle quote di rendita è maggiore o uguale al totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base alla
rendita), il reddito del fabbricato è pari al totale delle quote di rendita. Se non è compilata la colonna 12 “Casi part. Imu”
riportare il totale delle quote così determinate nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a Imu) del primo rigo
utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato; se è compilata la colonna 12 “Casi part. Imu” con il cod. 2 riportare il totale
delle quote così determinate nella colonna 16 (Abitazione principale soggetta a Imu) del primo rigo utilizzato per l’indicazione
dei dati del fabbricato;
– se il totale delle quote di rendita è minore del totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base al canone), il reddito
del fabbricato è pari al totale delle quote di canone. Il totale delle quote di canone va indicato nella colonna 14 (Imponibile
cedolare secca 21%) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato l’utilizzo 12 (abitazione principale parzialmente locata) per cui risulta barrata la
casella di col. 11 (cedolare secca):
1) per ciascun rigo calcolare la quota di rendita e la quota di canone utilizzando le regole descritte per il fabbricato presente su un
solo rigo;
2) confrontare il totale delle quote di rendita con il totale delle quote di canone di locazione:
– se il totale delle quote di rendita è maggiore o uguale al totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base alla
rendita), il reddito del fabbricato è pari al totale ridotto del 30% delle quote di rendita. Se non è compilata la colonna 12 “Casi
part. Imu” riportare il totale delle quote così determinate nella colonna 18 (Abitazione principale non soggetta a Imu) del primo
rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato; se è compilata la colonna 12 “Casi part. Imu” con il cod. 2 riportare il
totale delle quote così determinate nella colonna 16 (Abitazione principale soggetta a Imu) del primo rigo utilizzato per
l’indicazione dei dati del fabbricato;
– se il totale delle quote di rendita è minore del totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base al canone), il
reddito del fabbricato è pari al totale delle quote di canone. Il totale delle quote di canone va indicato nella colonna 15
(Imponibile cedolare secca 10%) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato.

Fabbricato non locato diverso da abitazione principale


n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 2, 9, 10 e 15 per i quali non risulta compilata la casella “Casi
particolari IMU”: calcolare per ciascun rigo la quota di reddito non imponibile utilizzando le regole descritte per il fabbricato presente
su un solo rigo e riportare il totale delle quote così determinate nella colonna 17 (Immobili non locati) del primo rigo utilizzato per
l’indicazione dei dati del fabbricato;

34
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 2, 9, 10 e 15 con riferimento al fabbricato per il quale risulta
indicato il codice 1 nella casella “Casi particolari IMU”: calcolare per ciascun rigo la quota di reddito imponibile utilizzando le regole
descritte per il fabbricato presente su un solo rigo e riportare il totale delle quote così determinate nella colonna 13 (Imponibile
tassazione ordinaria) del primo rigo utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 2, 9, 10 e 15 con riferimento al fabbricato per il quale risulta
indicato il codice 3 nella casella “Casi particolari IMU”: calcolare per ciascun rigo la quota di reddito utilizzando le regole descritte
per il fabbricato presente su un solo rigo e riportare il totale delle quote così determinate per il 50 per cento nella colonna 17
(immobili non locati) e per il 50 per cento nella colonna 13 (Tassazione ordinaria);

2018
Fabbricato locato diverso da abitazione principale
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 3, 4, 8 e 14 con riferimento ai quali non risulta barrata la casella di
col. 11 relativa alla cedolare secca:

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


1) per ciascun rigo calcolare la quota di rendita e la quota di canone utilizzando le regole descritte per il fabbricato presente su un
solo rigo;
2) confrontare il totale delle quote di rendita con il totale delle quote di canone di locazione:
– se il totale delle quote di rendita è maggiore o uguale al totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base alla
rendita), il reddito del fabbricato è pari alle quote di rendita, relative ai righi con codice utilizzo 8 e 14, ridotte del 30 per cento e
sommate alle quote di rendita relative ai righi con codice utilizzo 3 e 4;
– se il totale delle quote di rendita è minore del totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base al canone), il
reddito del fabbricato è pari alle quote di canone, relative ai righi con codice utilizzo 8 e 14, ridotte del 30 per cento e sommate
alle quote di canone relative ai righi con codice utilizzo 3 e 4;
– se in tutti i righi è presente il codice utilizzo 4, il reddito del fabbricato è dato sempre dal totale delle quote di canone di
locazione.
3) il reddito del fabbricato, come sopra determinato, va indicato nella colonna 13 (Imponibile tassazione ordinaria) del primo rigo
utilizzato per l’indicazione dei dati del fabbricato;
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato uno degli utilizzi 3, 4 e 14 con riferimento ai quali risulta barrata la casella di col. 11
relativa alla cedolare secca:
1) per ciascun rigo calcolare la quota di rendita e la quota di canone utilizzando le regole descritte per il fabbricato presente su un

æ
solo rigo;

ReddITI PeRsone FIsIche


2) confrontare il totale delle quote di rendita con il totale delle quote di canone di locazione:
– se il totale delle quote di rendita è maggiore o uguale al totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base alla
rendita), il reddito del fabbricato è pari al totale delle quote di rendita;
– se il totale delle quote di rendita è minore del totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base al canone), il
reddito del fabbricato è pari al totale delle quote di canone;
3) il reddito come sopra determinato va indicato, nella colonna 14 (Imponibile cedolare secca 21%) del primo rigo utilizzato per
l’indicazione dei dati del fabbricato.
n considerare solo i righi nei quali è stato indicato l’utilizzo 8 con riferimento ai quali risulta barrata la casella di col. 11 relativa alla
cedolare secca:
1) per ciascun rigo calcolare la quota di rendita e la quota di canone utilizzando le regole descritte per il fabbricato presente su un
solo rigo;
2) confrontare il totale delle quote di rendita con il totale delle quote di canone di locazione:
– se il totale delle quote di rendita è maggiore o uguale al totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base alla
rendita), il reddito del fabbricato è pari al totale delle quote di rendita;
– se il totale delle quote di rendita è minore del totale delle quote del canone di locazione (tassazione in base al canone), il
reddito del fabbricato è pari al totale delle quote di canone;
3) il reddito come sopra determinato va indicato, nella colonna 15 (Imponibile cedolare secca 10%) del primo rigo utilizzato per
l’indicazione dei dati del fabbricato.

Colonna 19 (Stato di emergenza): barrare la casella nel caso di contratti di locazione a canone “concordato”, con opzione per la
cedolare secca, stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della
legge di conversione del decreto-legge (28 maggio 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi (codice 8 o
codice 12 nella colonna 2 dei righi da B1 a B7).

Rigo RB10 (Totali): indicare il totale degli importi delle colonne 13, 14, 15, 16, 17 e 18. La somma delle colonne 13 e 18 dovrà essere
riportata, unitamente ad eventuali altri redditi, nel rigo RN1, colonna 5.
La stessa somma può essere riportata nel rigo dei fabbricati dello “Schema riepilogativo dei redditi e delle ritenute” che trovate nelle
istruzioni relative alla compilazione del quadro RN.
Il totale della colonna 18 va riportato nel rigo RN2 ai fini della deduzione prevista per l’abitazione principale assoggettata ad Irpef.
I totali delle colonne 16 e 17 devono essere riportati nel rigo RN50 rispettivamente alle colonne 1 e 2.
Si ricorda che se avete compilato più di un quadro RB dovete scrivere il totale dei redditi dei fabbricati nel rigo RB10 del primo quadro
che avete utilizzato (Mod. N. 1).

Rigo RB11 (Imposta cedolare secca): Il rigo è riservato all’indicazione dell’imposta sostitutiva, con aliquota del 21 per cento o del 10
per cento, dovuta sul reddito imponibile derivante dai contratti di locazione per i quali si è optato per l’applicazione del regime della
cedolare secca.
Colonna 1 (Imposta cedolare secca 21%): indicare l’ammontare dell’imposta sostitutiva dovuta con aliquota ordinaria, pari al 21 per
cento dell’importo indicato nella colonna 14 del rigo RB10.

35
Colonna 2 (Imposta cedolare secca 10%): indicare l’ammontare dell’imposta sostitutiva dovuta con aliquota agevolata, pari al 10% per
cento dell’importo indicato nella colonna 15 del rigo RB10.
Colonna 3 (Totale imposta cedolare secca): indicare la somma degli importi esposti nelle colonne 1 e 2 del presente rigo.

sezIone II – dati relativi ai contratti di locazione


È necessario compilare la presente sezione, riportando gli estremi di registrazione dei contratti di locazione, nel solo caso in cui
l’immobile è situato nella regione Abruzzo, ed è concesso in locazione a soggetti residenti nei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009,
le cui abitazioni siano state distrutte o dichiarate inagibili (codice 14 nella colonna 2 dei righi da RB1 a RB9).
2018

Righi da RB21 a RB23


Colonna 1 (N. rigo Sezione I): riportare il numero del rigo della sezione I nel quale sono stati indicati i dati dell’immobile locato. Nel caso
di contemporanea locazione di più porzioni dello stesso immobile, al quale è attribuita un’unica rendita catastale, vanno compilati più
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

righi della sezione II del quadro RB, riportando in questa colonna il medesimo rigo della sezione I.
Colonna 2 (Mod. n.): se avete compilato più Moduli, riportare il numero del Modulo sul quale sono stati indicati i dati dell’immobile locato.
Colonne 3, 4, 5 e 6 (Estremi di registrazione del contratto) Le colonne vanno compilate solo se il contratto di locazione è stato
registrato presso l’Ufficio e nella copia del modello di richiesta di registrazione del contratto restituito dall’Ufficio non è indicato il “codice
identificativo del contratto”. Se il contratto di locazione, è stato registrato per via telematica tramite Siria, Iris, Locazioni web o Contratti
on line oppure tramite il nuovo modello on line RLI, in alternativa può essere compilata la colonna 7.
Colonna 3 (Data di registrazione): indicare la data di registrazione del contratto.
Colonna 4 (Serie): indicare il codice relativo alla modalità di registrazione:
‘1T’ registrazione telematica tramite pubblico ufficiale;
‘3’ registrazione del contratto presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
‘3P’ registrazione telematica tramite Siria e Iris;
‘3T’ registrazione telematica tramite altre applicazioni (Locazione Web, Contratti online e modello RLI)
‘3A’ e ‘3B’ codici utilizzati negli anni passati presso gli uffici.
Colonna 5 (Numero e sottonumero di registrazione): indicare il numero e l’eventuale sottonumero di registrazione del contratto.
Colonna 6 (Codice Ufficio): indicare il codice identificativo dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate presso il quale è stato registrato il
contratto. I codici sono reperibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it nella tabella “Codici ufficio da utilizzare per il versamento delle
annualità successive” presente nella sezione relativa alla registrazione dei contratti di locazione.
æ

Colonna 7 (Codice identificativo contratto): indicare il codice identificativo del contratto composto da 17 caratteri e reperibile nella
ReddITI PeRsone FIsIche

copia del modello di richiesta di registrazione del contratto restituito dall’ufficio o, per i contratti registrati per via telematica, nella ricevuta
di registrazione. Se sono state compilate le colonne da 3 a 6 questa colonna non va compilata.
Colonna 8 (Contratti non superiori 30 gg.): barrare la casella nel caso di contratto di locazione non registrato di durata non
superiore a trenta giorni complessivi nell’anno che non è stato registrato in quanto per tale tipologia di contratto è previsto l’obbligo di
registrazione solo in caso d’uso. Se è barrata questa casella non vanno compilate né le colonne da 3 a 6 relative agli estremi di
registrazione del contratto né la colonna 7 relativa al codice identificativo del contratto.
Colonna 9 (Anno presentazione dichiarazione ICI/IMU): se per l’immobile è stata presentata la dichiarazione ICI oppure la
dichiarazione Imu o Imi, indicare l’anno di presentazione.

7. QuadRo Rc – Redditi di lavoro dipendente e assimilati


Le istruzioni fanno riferimento ai dati contenuti nella Certificazione unica 2018. Se il rapporto di lavoro viene interrotto prima che sia
disponibile la Certificazione Unica 2018, il sostituto d’imposta, oltre a rilasciare la Certificazione Unica 2017 a seguito di richiesta del
dipendente, è tenuto anche a rilasciare la Certificazione Unica 2018 entro il 31 marzo 2018. Pertanto, per la compilazione della
dichiarazione dei redditi, i dati devono essere comunque ricavati dalla Certificazione Unica.

Se il contribuente nel corso dell’anno ha avuto più rapporti di lavoro dipendente o assimilati e ha chiesto all’ultimo da-
tore di lavoro di tener conto degli altri redditi percepiti, deve indicare in questo quadro i dati presenti nella Certifica-
zione Unica rilasciata da quest’ultimo.

I contribuenti che percepiscono redditi di lavoro dipendente, pensione ed assimilati possono fruire delle detrazioni d’imposta per la cui
determinazione si tiene conto oltre che del reddito di lavoro anche del reddito complessivo.
La detrazione, se spettante, deve essere indicata nel rigo RN7 le cui istruzioni indicano i calcoli per la determinazione della stessa.
Questo quadro è composto da sei sezioni:
Sezione I: redditi di lavoro dipendente e assimilati nonché redditi di pensione per i quali la detrazione è rapportata al periodo di lavoro
nell’anno;
Sezione II: altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali la detrazione non è rapportata al periodo di lavoro nell’anno;
Sezione III: ritenute IRPEF, addizionali regionale e comunale all’IRPEF nonché acconto dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno
2018 trattenute dal datore di lavoro;
Sezione IV: ritenute IRPEF e addizionale regionale all’IRPEF trattenute sui compensi per lavori socialmente utili in regime agevolato;
Sezione V: bonus Irpef;

sezIone I - Redditi di lavoro dipendente e assimilati


In questa sezione dovete dichiarare tutti i redditi di lavoro dipendente, i redditi ad esso assimilati e i redditi di pensione.
Per questi redditi la detrazione, da indicare nel rigo RN7 colonna 1 o RN7 colonna 2, è rapportata al periodo di lavoro nell’anno e a tal
fine è necessario compilare il rigo RC6 indicandovi i giorni di lavoro.
In particolare, nei righi da RC1 a RC3, indicare:
n i redditi di lavoro dipendente e di pensione;
n i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera. Consultare in Appendice il punto 2 della voce “Stipendi, redditi e
pensioni prodotti all’estero”;

36
n redditi di lavoro e di pensione, prodotti in euro, dai contribuenti iscritti nei registri anagrafici del comuni di Campione d’Italia;
n le indennità e le somme da assoggettare a tassazione corrisposte a qualunque titolo ai lavoratori dipendenti da parte dell’INPS o di
altri Enti. Ad esempio: cassa integrazione guadagni, mobilità, disoccupazione ordinaria e speciale (nell’edilizia, nell’agricoltura, ecc.),
malattia, maternità ed allattamento, TBC e post-tubercolare, donazione di sangue, congedo matrimoniale;
n le indennità e i compensi, a carico di terzi, percepiti dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad
esclusione di quelli che, per clausola contrattuale, devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere
riversati allo Stato;
n i trattamenti periodici integrativi corrisposti dai Fondi Pensione maturati fino al 31 dicembre 2006 nonché l’ammontare imponibile

2018
erogato della prestazione maturata dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 nel caso di riscatto (art. 14, del D.Lgs. n. 252 del 2005)
che non dipenda dal pensionamento dell’iscritto o dalla cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o altre cause non riconducibili
alla volontà delle parti (riscatto volontario);
n i compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative;

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


n le retribuzioni corrisposte dai privati agli autisti, giardinieri, collaboratori familiari ed altri addetti alla casa e le altre retribuzioni sulle
quali, in base alla legge, non sono state effettuate ritenute d’acconto;
n i compensi dei lavoratori soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e
della piccola pesca, nei limiti dei salari correnti maggiorati del 20 per cento;
n i compensi dei lavoratori soci di cooperative artigiane (comma 114 della legge di stabilità 2016);
n le somme percepite a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio e di addestramento professionale (tra le
quali rientrano le somme corrisposte ai soggetti impegnati in piani di inserimento professionale), se erogate al di fuori di un rapporto di
lavoro dipendente e sempre che non sia prevista una specifica esenzione. Al riguardo consultare in Appendice la voce “Redditi esenti
e rendite che non costituiscono reddito”;
n le indennità per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa non assoggettabili a tassazione separata (le
indennità sono assoggettabili a tassazione separata se il diritto a percepirle risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto
o se derivano da controversie o transazioni in materia di cessazione del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa);
n le remunerazioni dei sacerdoti della Chiesa cattolica; gli assegni corrisposti dall’Unione delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno
per il sostentamento dei ministri del culto e dei missionari; gli assegni corrisposti dalle Assemblee di Dio in Italia per il sostentamento
dei propri ministri di culto; gli assegni corrisposti dall’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia per il sostentamento dei propri
ministri di culto; gli assegni corrisposti per il sostentamento totale o parziale dei ministri di culto della Chiesa Evangelica Luterana in

æ
Italia e delle Comunità ad essa collegate; gli assegni corrisposti dalla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa

ReddITI PeRsone FIsIche


Meridionale per il sostentamento totale o parziale dei ministri di culto; gli assegni corrisposti dalla Chiesa apostolica in Italia per il
sostentamento totale o parziale dei propri ministri di culto; gli assegni corrisposti dall’Unione Buddhista Italiana e dagli organismi da
essa rappresentati per il sostentamento totale e parziale dei ministri di culto; gli assegni corrisposti dall’Unione Induista Italiana e dagli
organismi da essa rappresentati per il sostentamento totale e parziale dei ministri di culto;
n i compensi corrisposti ai medici specialisti ambulatoriali e ad altre figure operanti nelle A.S.L. con contratto di lavoro dipendente (ad
esempio biologi, psicologi, medici addetti all’attività della medicina dei servizi, alla continuità assistenziale e all’emergenza sanitaria
territoriale, ecc.);
n le somme ed i valori in genere, a qualunque titolo percepiti, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione a rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa, lavori a progetto o collaborazioni occasionali, svolti senza vincolo di subordinazione e di
impiego di mezzi organizzati, e con retribuzione periodica prestabilita. Vi rientrano anche quelli percepiti per:
– cariche di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;
– collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie e simili, con esclusione di quelli corrisposti a titolo di diritto d’autore;
– partecipazioni a collegi e a commissioni.
Non costituiscono redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i compensi percepiti per uffici e collaborazione
che rientrino:
a) nell’oggetto proprio dell’attività professionale esercitata dal contribuente in ragione di una previsione specifica dell’ordinamento
professionale (ad esempio: compensi percepiti da ragionieri o dottori commercialisti per l’ufficio di amministratore, sindaco o revisore
di società o enti che devono essere dichiarati nel quadro RE) o di una connessione oggettiva con l’attività libero professionale resa (ad
esempio: compensi percepiti da un ingegnere per l’amministrazione di una società edile);
b) nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente resa dal contribuente;
c) nell’ambito di prestazioni di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale rese in favore di società e associazioni
sportive dilettantistiche.

Non concorrono alla formazione del reddito complessivo e, pertanto, non devono essere dichiarati, i compensi deri-
vanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti dall’artista o professionista al coniuge, ai figli,
affidati o affiliati, minori di età o permanentemente inabili al lavoro e agli ascendenti.

Casella “Casi particolari”


Nella presente casella va indicato uno dei seguenti codici:
“1” se si fruisce in dichiarazione dell’agevolazione prevista per i lavoratori dipendenti che rientrano in Italia dall’estero. In presenza dei
requisiti previsti dalla legge 30 dicembre 2010, n. 238, i redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito
complessivo nella misura del 20 per cento per le lavoratrici e del 30 per cento per i lavoratori;
“2” se si fruisce in dichiarazione dell’agevolazione prevista per i docenti e ricercatori, che siano non occasionalmente residenti
all’estero e abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università
per almeno due anni continuativi e che vengano a svolgere la loro attività in Italia e che conseguentemente divengono fiscalmente
residenti nel territorio dello Stato (articolo 44, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78 come modificato dall’articolo 1
comma 149 della legge 11 dicembre 2016, n. 232). I redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo
nella misura del 10 per cento. L’agevolazione si applica nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel
territorio dello Stato e nei tre periodi d’imposta successivi sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.

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“4” se si fruisce in dichiarazione dell’agevolazione, prevista per i lavoratori impatriati che rientrano in Italia dall’estero. In presenza dei
requisiti previsti dall’art. 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147 e dall’art.1 commi 150 e 151 della legge 11 dicembre
2016, n.232, i redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 50 per cento;
Nei casi ordinari il beneficio di cui ai codici “1”, “2” e “4” è riconosciuto direttamente dal datore di lavoro. Pertanto, la presente casella
va compilata esclusivamente nell’ipotesi particolare in cui il datore di lavoro non abbia potuto riconoscere l’agevolazione e il
contribuente intenda fruirne, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, direttamente nella presente dichiarazione dei redditi. In tale
caso il reddito di lavoro dipendente va indicato nei righi da RC1 a RC3 già nella misura ridotta (al 10%, al 20% o al 30% o al 50%).
Nelle annotazioni della Certificazione Unica 2018, codice BM per lavoratori e lavoratrici, e codice BC per docenti e ricercatori e
2018

codice BD per gli impatriati, è indicato l’ ammontare ridotto che ha concorso a formare il reddito, se l’agevolazione è stata
riconosciuta dal sostituto, oppure la quota non imponibile, se il sostituto non ha operato l’abbattimento.
“5” se sono stati superati i limiti di deducibilità dei contributi per previdenza complementare certificati in più modelli di Certificazione
Unica non conguagliati. In questo caso nei righi da RC1 a RC3 va riportato il reddito di lavoro dipendente aumentato della quota di
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

contributi dedotta in misura eccedente rispetto ai limiti previsti.

Casella “Soci cooperative artigiani”


Barrare la casella se siete soci di cooperative artigiane e avete percepito un reddito di cui al comma 114 della legge di stabilità 2016.
Il predetto comma 114 ha previsto che, fermo restando il trattamento previdenziale per i soci delle cooperative artigiane che stabiliscono
un rapporto di lavoro in forma autonoma ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142, ai fini dell’imposta sul reddito
si applica l’articolo 50 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
e successive modificazioni.

RIghI da Rc1 a Rc3 - ReddITI dI lavoRo dIPendenTe e assIMIlaTI


Colonna 1 (Tipologia reddito): indicare uno dei seguenti codici che identifica il reddito (la compilazione di questa colonna è obbligatoria):
“1” reddito di pensione;
“2” redditi di lavoro dipendente o assimilati, nonché trattamenti pensionistici integrativi (ad es. quelli corrisposti dai fondi
pensione di cui al D.Lgs. n. 252 del 2005);
“3” compensi percepiti per lavori socialmente utili in regime agevolato;
“4” redditi di lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all’estero in zone di frontiera ed
æ

in altri Paesi limitrofi da persone residenti nel territorio dello Stato;


ReddITI PeRsone FIsIche

“5” redditi di lavoro dipendente, prodotti in euro, dai contribuenti iscritti nei registri anagrafici del comuni di Campione d’Italia;
“6” redditi di pensione, prodotti in euro, dai contribuenti iscritti nei registri anagrafici del comuni di Campione d’Italia;
“7” redditi di pensione in favore dei superstiti corrisposte agli orfani;
“8” redditi di pensione, prodotti in euro, in favore dei superstiti corrisposte agli orfani iscritti nei registri anagrafici del comune di
Campione d’Italia.

Compensi per lavori socialmente utili


Nel caso di compensi percepiti per lavori socialmente utili da chi ha raggiunto l’età prevista dalla vigente legislazione per la pensione di
vecchiaia, si applica un regime fiscale agevolato in presenza delle condizioni previste dalla specifica normativa.
Se il compenso è stato assoggettato al regime agevolato, nella Certificazione Unica 2018 sono riportati sia i compensi esclusi dalla
tassazione “quota esente” (punto 496) sia quelli assoggettati a tassazione “quota imponibile” (punto 497) nonché le ritenute dell’Irpef
(punto 498) e dell’addizionale regionale (punto 499) trattenute dal datore di lavoro. In questo caso indicare:
n nella colonna 3 dei righi da RC1 a RC3, la somma della “quota esente” e della “quota imponibile”;
n nel rigo RC11, l’importo delle ritenute Irpef;
n nel rigo RC12 l’importo delle ritenute addizionale regionale trattenuta.
Se il compenso non è stato assoggettato al regime agevolato, nella Certificazione Unica 2018 non sono riportati i dati relativi ai compensi
percepiti per lavori socialmente utili e pertanto sono stati assoggettati a regime ordinario.
In questo caso i compensi percepiti per lavori socialmente utili sono stati indicati nel punto 1(tempo indeterminato) e/o 2 (tempo
determinato) della Certificazione Unica 2018 e le ritenute IRPEF e l’addizionale regionale rispettivamente nei punti 21 e 22 della
Certificazione Unica 2018. L’ammontare dei compensi indicati nel punto 1(tempo indeterminato) e/o 2 (tempo determinato) dovrà essere
riportato nella colonna 3 di uno dei righi da RC1 a RC3, indicando nella relativa casella di col. 1 il codice 2, mentre le ritenute IRPEF e
l’addizionale regionale trattenuta dovranno essere riportate rispettivamente nel rigo RC10 colonne 1 e 2.
Se il vostro reddito complessivo risulta superiore a euro 9.296,22, al netto della deduzione per l’abitazione principale e le relative
pertinenze, dovete assoggettare i compensi ad IRPEF e all’addizionale regionale e comunale all’IRPEF. Se avete percepito solo compensi
di cui al codice 3, per i quali sono state applicate le ritenute a titolo d’imposta e di addizionale regionale nelle misure previste, siete
esonerati dalla presentazione della dichiarazione.

Consultare in Appendice “Lavori socialmente utili agevolati”.

Colonna 2 (Indeterminato/determinato): compilate questa colonna se state indicando un reddito di lavoro dipendente (cod. 2 in col. 1)
ovvero compensi per lavori socialmente utili (cod. 3 in col. 1) oppure redditi prodotti in zone di frontiera (cod. 4 in col. 1) e redditi prodotti
in euro dai residenti a Campione d’Italia, (cod. 5 in col. 1). In tal caso indicate uno dei seguenti codici:
“1” se il contratto di lavoro è a tempo indeterminato e nella Certificazione Unica è stato indicato il codice “1” ;
“2” se il contratto di lavoro è a tempo determinato e nella Certificazione Unica è stato indicato il codice “2”.
Colonna 3 (Redditi): riportare in questa colonna l’importo dei redditi percepiti, indicato nei seguenti punti della Certificazione Unica: punto 1
(lavoro dipendente e assimilati a tempo indeterminato), punto 2 (lavoro dipendente e assimilati a tempo determinato), punto 3 (pensione).
Nel caso di lavori socialmente utili agevolati (codice 3 in col. 1), per la compilazione si rinvia al precedente paragrafo “Compensi per
lavori socialmente utili”.

38
Se nella colonna 1 è stato indicato il codice 4 (redditi prodotti in zone di frontiera), riportare l’intero ammontare dei redditi percepiti,
comprensivo della quota esente. In presenza della Certificazione Unica 2018, riportare l’importo indicato nei punti 455 e 456 della
Certificazione Unica indicando nella colonna 2 rispettivamente il codice 1 (tempo indeterminato), il codice 2 (tempo determinato).
Tali redditi sono imponibili ai fini IRPEF per la parte eccedente 7.500 euro. La quota esente va indicata nella colonna 1 del rigo RC5.

Se nella colonna 1 è stato indicato il codice 5 (redditi di lavoro dipendente prodotti in euro dai residenti a Campione d’Italia),
riportare l’intero ammontare di tali redditi, comprensivo della quota esente. In particolare:
n se è compilato il punto 457 della Certificazione Unica 2018, riportare nella colonna 2 il codice 1 (tempo indeterminato) e nella colonna

2018
3 l’importo indicato nel punto 457;
n se è compilato il punto 458 della Certificazione Unica 2018, riportare nella colonna 2 il codice 2 (tempo determinato) e nella colonna 3
l’importo indicato nel punto 458;

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Se nella colonna 1 è stato indicato il codice 6 (redditi di pensione prodotti in euro dai residenti a Campione d’Italia), la colonna 2
non va compilata e nella colonna 3 va indicato l’importo presente nel punto 459 della Certificazione Unica 2018.
Tali redditi sono imponibili ai fini IRPEF per la parte eccedente 6.700 euro. La quota esente va indicata nella colonna 3 del rigo RC5.

Se nella colonna 1 è stato indicato il codice 7 (redditi di pensione in favore dei superstiti corrisposte agli orfani), la colonna 2 non
va compilata e nella colonna 3 va indicato l’importo presente nel punto 461 della Certificazione Unica 2018.Tali redditi sono imponibili ai
fini IRPEF per la parte eccedente 1.000 euro. La quota esente va indicata nella colonna 3 del rigo RC5.

Se nella colonna 1 è stato indicato il codice 8 (redditi di pensione in favore dei superstiti corrisposte in euro agli orfani residenti a
Campione d’Italia) la colonna 2 non va compilata e nella colonna 3 va indicato l’importo presente nel punto 460 della Certificazione Unica
2018.Tali redditi sono imponibili ai fini IRPEF per la parte eccedente 7.700 euro. La quota esente va indicata nella colonna 3 del rigo RC5.

Se siete in possesso di una Certificazione Unica 2018 che certifichi un reddito di lavoro dipendente a tempo indeterminato e un reddito
di pensione per i quali è stato effettuato il conguaglio, compilate due distinti righi, riportando gli importi indicati nei punti 1 e 3 della
Certificazione Unica 2018. In presenza di una Certificazione Unica 2018 che certifichi un reddito di lavoro dipendente a tempo
determinato e un reddito di pensione per cui è stato effettuato il conguaglio, occorre compilare due distinti righi, riportando gli importi
indicati nei punti 2 e 3 della Certificazione Unica 2018.

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In entrambi i casi, nella colonna 1 del rigo RC6, riportare il numero dei giorni di lavoro dipendente indicato nel punto 6 della Certificazione

ReddITI PeRsone FIsIche


Unica 2018 e nella colonna 2 il numero dei giorni di pensione indicato nel punto 7 della Certificazione Unica 2018.

Rigo RC4 – Somme per premi di risultato e welfare aziendale


Questo rigo va compilato solo dai lavoratori dipendenti del settore privato, titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato
o indeterminato che nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2017 hanno percepito compensi per premi di risultato o
somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili d’impresa e che nell’anno d’imposta 2017 abbiano percepito redditi da lavoro
dipendente d’importo non superiore a 80.000 euro.
Dall’anno d’imposta 2016, infatti, è stato reintrodotto un sistema di tassazione agevolata per le retribuzioni premiali derivanti da contratti
collettivi aziendali o territoriali i cui limiti a partire dall’anno d’imposta 2017 sono d’importo complessivamente non superiore a:
n 3.000 euro (in questo caso risultano compilati con il codice 1 i punti 571 e/o 581 della Certificazione Unica 2018);
n fino a 4.000 euro se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro (in questo caso risultano compilati
con il codice 2 i punti 571 e/o 581 della Certificazione Unica 2018) e se i contratti collettivi aziendali o territoriali sono stati stipulati fino
al 24 aprile 2017. Per i contratti stipulati successivamente a tale data l’importo massimo su cui applicare la tassazione agevolata è pari
a 3.000 euro.

Tale sistema prevede che le retribuzioni premiali siano erogate:


n sotto forma di compensi per premi di risultato o di partecipazione agli utili dell’impresa e in tal caso sono assoggettate ad un’imposta
sostitutiva del 10 per cento;
n o, a richiesta del lavoratore e purché previsto dalla contrattazione di secondo livello, sotto forma di benefit, intendendosi tali le
prestazioni, opere, servizi corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese aventi finalità che è possibile definire,
sinteticamente, di rilevanza sociale. I benefit non sono assoggettati ad alcuna imposizione entro i limiti dell’importo del premio
agevolabile.
n o, a scelta del lavoratore, sotto forma di auto aziendali, prestiti, alloggi o fabbricati concessi in uso o comodato o servizi di trasporto
ferroviario di persone. Il valore di tali benefit, determinato ai sensi dell’art. 51, comma 4 del Tuir, è assoggettato a imposizione
ordinaria, non è possibile assoggettarli a tassazione sostitutiva
In generale l’imposta sostitutiva è applicata direttamente dal sostituto d’imposta (in tal caso risultano compilati i punti 572 e/o 582 “Premi
di risultato assoggettati ad imposta sostitutiva” della Certificazione Unica 2017 e i punti 576 e/o 586 “Imposta sostitutiva” o 577 e/o 587
“Imposta sostitutiva sospesa”), tranne nei casi di espressa rinuncia in forma scritta da parte del lavoratore oppure perché il datore di
lavoro ha verificato che la tassazione ordinaria è più favorevole per il lavoratore (in tal caso risultano compilati i punti 578 e/o 588).
Di conseguenza possono verificarsi le seguenti situazioni particolari:

1) il contribuente ha percepito compensi per premio di risultato da più datori di lavoro ed è in possesso di più modelli di
Certificazione Unica tutti non conguagliati oppure è in possesso di modelli di Certificazione Unica non conguagliati e altri
conguagliati. Il contribuente, pertanto, potrebbe aver fruito della tassazione agevolata su un ammontare di compensi superiore al
limite previsto. In sede di presentazione della dichiarazione dei redditi occorre, quindi, procedere al conguaglio degli importi indicati
nelle varie Certificazioni Uniche in possesso del contribuente in modo di assoggettare a tassazione ordinaria l’ammontare dei
compensi percepiti che eccede il limite dei 3.000 euro (fino a 4.000 se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione
del lavoro).

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Nell’eventualità in cui il contribuente sia in possesso anche di Certificazioni Uniche rilasciate da aziende che coinvolgono
pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, il limite fino a 4.000 euro può essere applicato solo se l’importo o la somma
degli importi dei compensi percepiti per premi di risultato indicati in tali Certificazioni Uniche (somma dei punti 572, 573, e 578 e 579
delle Certificazioni Uniche con codice 2 nel punto 571 e/o somma dei punti 582, 583 e 588 e 589 delle Certificazioni Uniche con codice
2 nel punto 581) è di ammontare superiore ai 3.000 euro. In tal caso la tassazione agevolata sarà applicata solo sui premi di risultato
che nelle Certificazioni Uniche sono individuati con il codice 2. Diversamente si applica sempre il limite dei 3.000 euro.
Al fine di consentire al contribuente di determinare il limite di volta in volta applicabile occorre compilare tanti moduli quante sono le
Certificazioni Uniche in possesso del contribuente.
2018

2) il contribuente ha percepito compensi da uno o più datori di lavoro e, quindi, è in possesso di uno o più modelli di Certificazione Unica
2018, nei quali in tutti o in parte risultano compilati i punti da 571 a 589, ma il datore di lavoro ha assoggettato questi compensi a
imposta sostitutiva in mancanza dei requisiti previsti. Ad esempio, il lavoratore nell’anno 2016 aveva percepito un reddito di lavoro
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

dipendente superiore a 80.000 euro e, pertanto, non era nelle condizioni per fruire della tassazione agevolata. In tal caso il lavoratore,
in dichiarazione, dovrà assoggettare a tassazione ordinaria i compensi ricevuti.
Il contribuente può decidere di modificare la tassazione operata dal sostituto se ritiene quest’ultima meno vantaggiosa e si trova, ad
esempio, in una delle seguenti condizioni:
a) avere interesse ad assoggettare a tassazione ordinaria i compensi percepiti per premi di risultato ai quali il datore di lavoro ha
applicato l’imposta sostitutiva (punti 572, e/o 576, 582 e 586 della Certificazione Unica 2018 compilati). In tal caso il contribuente
farà concorrere alla formazione del reddito complessivo i suddetti compensi considerando le imposte sostitutive trattenute quali
ritenute irpef a titolo d’acconto;
b) avere interesse ad assoggettare a tassazione sostitutiva i compensi percepiti per premi di risultato che il datore di lavoro ha
assoggettato a tassazione ordinaria (punto 578 e/o 588 della Certificazione Unica 2018 compilato). Condizione necessaria per
esercitare tale opzione è quella di aver percepito nell’anno 2016 un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro. In tal
caso il contribuente non comprenderà nel reddito complessivo i suddetti compensi (entro il limite di 3.000 o 4.000 euro lordi) e
calcolerà sugli stessi l’imposta sostitutiva del 10 per cento.

Attenzione! Si può fruire del regime agevolativo previsto per le somme percepite per premi di risultato solo se sono
stati stipulati contratti collettivi di secondo livello che, entro trenta giorni dalla stipula, sono stati depositati telema-
ticamente presso la competente Direzione territoriale del lavoro.
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ReddITI PeRsone FIsIche

L’indicazione nel rigo RC4 delle somme percepite per premi di risultato è obbligatoria in quanto tale informazione
consente la corretta determinazione del Bonus Irpef di cui al rigo RC14. Pertanto, il presente rigo va sempre compi-
lato in presenza di una Certificazione Unica 2018 nella quale risulti compilato il punto 571 e uno dei punti da 572 a
579. Se nella Certificazione Unica 2018 risultano compilati anche i punti da 581 a 589 occorre compilare un secondo
rigo RC4 utilizzando un ulteriore modulo del quadro RC.

In presenza di più modelli di Certificazione Unica non conguagliati o di modelli di Certificazione Unica non conguagliati
e altri conguagliati occorre compilare tanti moduli quante sono le Certificazioni Uniche in possesso del contribuente.
Occorre compilare più di un modulo anche nel caso in cui nella Certificazione Unica sono compilati i punti da 581 a 589.

Colonna 1 (Codice): riportare il codice indicato nel punto 571 (o 581) della Certificazione Unica 2018.
Nella Certificazione Unica è riportato:
n il codice 1 se il limite dell’importo dei premi di risultato da assoggettare ad agevolazione è pari a 3.000 euro;
n il codice 2 se il limite dell’importo dei premi di risultato da assoggettare ad agevolazione è pari a 4.000 euro poiché l’azienda coinvolge
pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
Colonna 2 (Somme tassazione ordinaria): indicare l’importo risultante dal punto 578 (o 588) del modello di Certificazione Unica 2018.
Colonna 3 (Somme imposta sostitutiva): indicare l’importo risultante dal punto 572 (o 582) del modello di Certificazione Unica 2018.
Colonna 4 (Ritenute imposta sostitutiva): indicare l’importo risultante dal punto 576 (o 586) del modello di Certificazione Unica 2018.
Colonna 5 (Benefit): indicare l’importo risultante dal punto 573 (o 583) del modello di Certificazione Unica 2018.
Colonna 6 (Benefit a tassazione ordinaria): indicare l’importo risultante dal punto 579 e/o 589 del modello di Certificazione Unica 2018.
Colonne 7 (Tassazione ordinaria) e 8 (Tassazione sostitutiva):
Le colonne 7 e 8 sono fra loro alternative e, pertanto, non è possibile barrarle entrambe.
È obbligatoria la compilazione di una delle due caselle per esprimere la scelta per il trattamento fiscale delle somme percepite per premi
di risultato, sia se si intenda modificare la tassazione operata dal datore di lavoro sia se si intenda confermarla.
In presenza di più modelli di Certificazione Unica non conguagliati o di modelli di Certificazione Unica non congua-
gliati e altri conguagliati la scelta per il trattamento fiscale delle somme percepite per premi di risultato va effettuato
solo sul primo modulo compilato.
Si ricorda che il datore di lavoro ha assoggettato questi compensi ad imposta sostitutiva tranne nel caso di espressa richiesta da parte
del lavoratore per la tassazione ordinaria oppure nel caso in cui abbia verificato che quest’ultima sia più favorevole.
Se si intende confermare la tassazione operata dal datore di lavoro, seguire le indicazioni di seguito riportate.
n colonna 7: barrare la casella se nella Certificazione Unica 2018 è compilato il punto 578 (e/o 588) (Premi di risultato assoggettati a
tassazione ordinaria) e, pertanto, si conferma la tassazione ordinaria delle somme percepite per premi di risultato;
n colonna 8: barrare la casella se nella Certificazione Unica 2018 è compilato il punto 572 e/o 582 (Premi di risultato assoggettati ad
imposta sostitutiva) e, pertanto, si conferma la tassazione con imposta sostitutiva delle somme percepite per premi di risultato.
Se si intende modificare la tassazione operata dal datore di lavoro, seguire le indicazioni di seguito riportate:
n colonna 7: barrare la casella se nella Certificazione Unica 2018 è compilato il punto 572 e/o 582 (Premi di risultato assoggettati ad
imposta sostitutiva) e, pertanto, si sceglie la tassazione ordinaria delle somme percepite per premi di risultato che il datore di lavoro ha
assoggettato ad imposta sostitutiva.

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n colonna 8: barrare la casella se nella Certificazione Unica 2018 è compilato il punto 576 e/o 588 (Premi di risultato assoggettati a
tassazione ordinaria) e, pertanto, si sceglie di assoggettare ad imposta sostitutiva le somme percepite per premi di risultato che il
datore di lavoro ha assoggettato a tassazione ordinaria.

Colonna 9 (Assenza requisiti)


Se si intende modificare la tassazione agevolata operata dal datore di lavoro perché non si è in possesso dei requisiti previsti
dalla norma (ad esempio perché nell’anno precedente sono stati percepiti redditi da lavoro dipendente d’importo superiore a 80.000
euro o perché il datore di lavoro ha applicato l’agevolazione in assenza del contratto collettivo di secondo livello o in assenza del

2018
deposito telematico di tale contratto presso la competente Direzione territoriale del lavoro, entro trenta giorni dalla stipula) barrare la
presente casella.
Le colonne da 10 a 13 sono riservate alla determinazione dell’agevolazione fiscale prevista per le somme erogate per premi di

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


risultato e devono essere compilate solo sul primo modulo.
Nel prosieguo sono fornite indicazioni per la determinazione dei seguenti valori necessari alla determinazione dell’agevolazione prevista
per premi di risultato:
n Totale_Somme_Tassazione_Ordinaria pari alla somma delle colonne 2 di tutti i righi RC4 compilati
n Totale_Somme_Imposta_Sostituitiva pari alla somma delle colonne 3 di tutti i righi RC4 compilati
n Totale_Ritenute_Imposta_Sostituitiva pari alla somma delle colonne 4 di tutti i righi RC4 compilati
n n Totale_Benefit_Codice_2 pari alla somma delle colonne 5 di tutti i righi compilati per il quale nella colonna 1 è indicato il codice 2;
n Totale_Benefit_Codice_1 pari alla somma delle colonne 5 di tutti i righi compilati per il quale nella colonna 1 è indicato il codice 1;
n Totale_Benefit_Codice_2_Tass_Ord pari alla somma delle colonne 6 di tutti i righi compilati per il quale nella colonna 1 è indicato il
codice 2;
n Totale_Benefit_Codice_1_Tass_Ord pari alla somma delle colonne 6 di tutti i righi compilati per il quale nella colonna 1 è indicato il
codice 1; Se la somma è superiore ad euro 3.000, va ricondotta ad euro 3.000.

Assenza Requisiti (Casella col. 9 barrata)


Da quest’anno nel rigo RC4 è presente la casella “Assenza requisiti” (col. 9) che può essere barrata dal contribuente in assenza dei
requisiti previsti per fruire delle agevolazioni fiscali per i premi di risultato (ad esempio superamento dei limiti reddituali riferiti al
precedente anno d’imposta ovvero premio di produzione erogato non in forza di un contratto di secondo livello).

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Nel caso di casella barrata, l’ammontare complessivo delle somme già assoggettate dal sostituto d’imposta ad imposta sostitutiva e

ReddITI PeRsone FIsIche


l’ammontare complessivo dei benefit erogati sono da assoggettare a tassazione ordinaria. Le somme eventualmente trattenute dal
sostituto d’imposta a titolo di imposta sostitutiva devono essere considerate come ritenute a titolo d’acconto e confluiscono, insieme alla
altre ritenute subite, nell’importo del rigo RN33 del quadro RN.
Pertanto, in presenza della casella di colonna 9 barrata, procedere come segue:
Calcolare Incremento_Reddito =

Totale_Somme_Imposta_Sostituitiva + Totale_Benefit_Codice_1 + Totale_Benefit_Codice_2

L’importo Incremento_Reddito come sopra determinato deve essere sommato agli altri importi da indicare nella colonna 10 del Rigo
RC4 (redditi di lavoro dipendente ed assimilati);
L’importo di Totale_Ritenute_Imposta_Sostituitiva deve essere sommato agli altri importi da indicare nella colonna 13 del rigo RC4.

Presenza Requisiti (Casella col. 9 non barrata)


Il comma 184 dell’art. 1 della legge 208 del 2015 prevede che le somme e i valori di cui al comma 4 dell’art. 51 del TUIR concorrano a formare
il reddito di lavoro dipendente secondo le regole ivi previste e non siano soggetti all’imposta sostitutiva disciplinata dai commi da 182 a 191,
anche nell’eventualità in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui al comma 182.
Pertanto, ai fini del trattamento fiscale del premi di produzione, le somme e i valori di cui al comma 4 delll’art. 51 del TUIR, fruiti per scelta
del lavoratore in sostituzione delle somme per premi di produzione, anche concorrendo alla formazione del reddito complessivo devono
essere considerate ai fini dell’applicazione del limite di euro 3.000 (ovvero 4.000).
Da quest’anno a tale fine nel rigo RC4 è stata prevista il campo “Benefit tassazione Ordinaria” (colonna 6) nel quale riportare tali valori
desumendoli dalla Certificazione Unica rilasciata dal sostituto d’imposta.
Se la casella di colonna 9 non è barrata procedere come di seguito descritto.

Calcolare Totale_Premio_cod_2 sommando per ciascun rigo RC4 per il quale nella colonna 1 è indicato il codice 2 i seguenti importi:

RC4 col. 2 + RC4 col. 3 + RC4 col. 5 + RC4 col. 6 (si ricorda che con riferimento al singolo rigo le colonne 2 e 3 sono tra loro alternative)

Al fine di individuare l’importo massimo agevolabile, procedere come di seguito descritto:


Se Totale_Premio_cod_2 è minore o uguale di 3.000, Limite = 3.000
n Se Totale_Premio_cod_2 è compreso tra 3.001 e 4.000 (estremo compreso),
Limite = Totale_Premio_cod_2
n Se Totale_Premio_cod_2 è maggiore di 4.000, Limite_ = 4.000
Limite_Agevolazione
=Limite - Totale_Benefit_Codice_1_Tass_Ord - Totale_Benefit_Codice_2_Tass_Ord
se Totale_Benefit_Codice_1 (come sopra calcolato) è superiore a 3.000, calcolare nell’ordine:
n Benefit_Codice_1_Eccedente = Totale_Benefit_Codice_1 – 3.000
n l’importo Totale_Benefit_Codice_1 va ricondotto a 3.000
Totale_Benefit = Totale_Benefit_Codice_1 + Totale_Benefit_Codice_2

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Ai fini della gestione delle somme erogate per premi di risultato è necessario tenere conto delle seguenti situazioni:
n opzione espressa dal contribuente per la modalità di tassazione (colonne 7 tassazione ordinaria o colonna 8 tassazione sostitutiva);
n ammontare dell’importo già assoggettato ad imposta sostitutiva dal datore di lavoro ed indicato nella colonna 3;
n ammontare dei Benefit indicati a colonna 5.

Al fine di pervenire correttamente sia alla ricomposizione del reddito complessivo, qualora in sede di dichiarazione si intenda modificare
la tipologia di tassazione adottata dal sostituto d’imposta, che alla determinazione dell’imposta sostitutiva, è necessario operare come di
seguito riportato.
2018

Determinare Capienza_Agevolazione

Se Totale_Benefit è maggiore di Limite_Agevolazione.


Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Capienza_Agevolazione è pari a zero.


In questo caso la parte eccedente del Benefit va assoggettato a tassazione Ordinaria e pertanto calcolare:

Incremento_Reddito = Totale_Benefit - Limite_Agevolazione + Benefit_Codice_1_Eccedente

L’importo Incremento_Reddito come sopra determinato deve essere sommato agli altri redditi e riportato nella colonna 10 del rigo
RC4 (del primo modulo).

Se Totale_Benefit è minore o uguale di Limite_Agevolazione


Capienza_Agevolazione = Limite_Agevolazione - Totale_Benefit

Incremento_Reddito = Benefit_Codice_1_Eccedente

L’importo Incremento_Reddito come sopra determinato deve essere sommato agli altri importi da indicare nel nella colonna 10 del
rigo RC4(del primo modulo).
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OPZIONE TASSAZIONE ORDINARIA (Colonna 7 del rigo RC4 barrata)


ReddITI PeRsone FIsIche

In questo caso l’importo di Totale_Somme_Imposta_Sostituitiva deve essere riportato nella colonna 10 del rigo RC4 (del primo modulo).

L’importo di Totale_Ritenute_Imposta_Sostituitiva deve essere riportato nella colonna 13 del rigo RC4.

Opzione tassazione sostitutiva (colonna 8 del rigo RC4 barrata) ed importo di totale_somme_imposta_sostituitiva minore o
uguale di capienza_agevolazione

n Determinazione dell’ammontare da assoggettare ad imposta sostitutiva


n Determinare Capienza_Sostitutiva = Capienza_Agevolazione –Totale_Somme_Imposta_Sostituitiva
n Determinare Importo_Tassazione_Sostitutiva è pari al minore importo tra Capienza_Sostitutiva e Totale_Somme_Tassazione_Ordinaria.
n Determinazione del reddito da sottrarre dagli importi che concorrono alla formazione della colonna 10 del rigo RC4 (del primo modulo).
n Dalla somma dei redditi di lavoro dipendente ed assimilati che concorrono alla formazione della colonna 10 del rigo RC4 (del primo
modulo) deve essere sottratto Importo_Tassazione_Sostitutiva.

Si precisa che se il risultato è negativo lo stesso va ricondotto a zero.

Base imponibile ed Imposta sostitutiva

n Determinare Base_Imponibile_Sostitutiva = Importo_Tassazione_Sostitutiva + Totale_Somme_Imposta_Sostituitiva (ricondurre a Ca-


pienza_Agevolazione se il risultato è superiore)
n Determinare Imposta_Sostitutiva = Base_Imponibile_Sostitutiva x 0,10
n Determinare A = Imposta_Sostitutiva – Totale_Ritenute_Imposta_Sostituitiva

Se il valore di A è positivo, riportare tale importo nella colonna 12 del rigo RC4. Tale importo deve essere versato, utilizzando l’apposito
codice tributo, con le stesse modalità e gli stessi termini previsti per i versamenti a saldo delle imposte sui redditi.
Se invece, il valore di A è negativo, riportare il valore assoluto di tale importo (senza essere preceduto dal segno meno) nella colonna
13 del rigo RC4.

Opzione tassazione sostitutiva (colonna 8 del rigo RC4 barrata) ed importo di totale_somme_imposta_sostituitiva maggiore di
capienza_agevolazione

Determinazione del reddito da aggiungere agli altri importi che concorrono alla formazione della colonna 10 del rigo RC4 (del primo modulo).

Determinare Importo_Tassazione_Ordinaria = Totale_Somme_Imposta_Sostituitiva – Capienza_Agevolazione


L’ammontare dell’ Importo_Tassazione_Ordinaria come sopra determinato deve essere sommato agli altri importi da indicare nella
colonna 10 del rigo RC4.

Si precisa che nel caso di importo del rigo Totale_somme_imposta_sostitutiva non superiore a Capienza_agevolazione non deve
essere sommato alcun importo agli altri redditi da riportare nella colonna 10 del rigo RC4.

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Imposta sostitutiva

Determinare A = (Capienza_Agevolazione x 0.10) – Totale_Ritenute_Imposta_Sostituitiva

Se il valore di A è positivo, riportare tale importo nella colonna 12 del rigo RC4. Tale importo deve essere versato, utilizzando l’apposito
codice tributo, con le stesse modalità e gli stessi termini previsti per i versamenti a saldo delle imposte sui redditi.
Se invece, il valore di A è negativo, tale importo deve essere sommato in valore assoluto (senza essere preceduto dal segno meno)
agli altri importi da nella colonna 13 del rigo RC4.

2018
Rigo RC5 Totale
Colonna 1 (Quota esente frontalieri) I redditi prodotti in zone di frontiera sono imponibili ai fini IRPEF per la parte eccedente 7.500 euro.
Indicare in questa colonna la quota di reddito esente. Se il reddito prodotto in zona di frontiera (codice 4 nella colonna 1 dei righi da RC1

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


a RC3) è superiore o uguale a 7.500 euro, indicare 7.500; se invece tale reddito è inferiore a 7.500 euro riportare in questa colonna
l’intero importo del reddito, in quanto totalmente esente. In presenza di più redditi prodotti in zone di frontiera, per determinare
l’ammontare della quota di reddito esente operare come di seguito descritto:
n calcolare il “Totale redditi frontalieri”, pari alla somma degli importi indicati nella colonna 3 dei righi da RC1 a RC3, per i quali è stato
riportato il codice 4 nella colonna 1;
n se il “Totale redditi frontalieri” è superiore o uguale a 7.500 euro, indicare 7.500 nella colonna 1 del rigo RC5;
n se il “Totale redditi frontalieri” è inferiore a 7.500 euro, indicare nella colonna 1 del rigo RC5 il “Totale redditi frontalieri”.
Colonna 2 (Quota esente dipendente Campione d’Italia) A decorrere dal 1° gennaio 2015, per i contribuenti residenti a Campione
d’Italia, i redditi di lavoro , prodotti in euro, concorrono alla formazione del reddito complessivo per l’importo eccedente i 6.700 euro.
Indicare in questa colonna la quota di reddito esente. Se il reddito prodotto (codice 5 nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3) è superiore o
uguale a 6.700 euro, indicare 6.700; se invece tale reddito è inferiore a 6.700 euro riportare in questa colonna l’intero importo del reddito, in
quanto totalmente esente. In presenza di più redditi di tale tipologia, per determinare l’ammontare della quota di reddito esente operare
come di seguito descritto:
Calcolare il “Totale redditi Campione d’Italia ” pari alla somma degli importi indicati nella colonna 3 dei righi da RC1 a RC3, per i quali
è stato riportato il codice 5 nella colonna 1;
Se il “Totale redditi Campione d’Italia” è superiore o uguale a 6.700 euro, indicare 6.700 nella colonna 1 del rigo RC5 il “Totale redditi
Campione d’Italia”.

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Se il “Totale redditi Campione d’Italia” è inferiore a 6.700 euro, indicare nella colonna 1 del rigo RC5 il “Totale redditi Campione d’Italia”.

ReddITI PeRsone FIsIche


Colonna 3 (Quota esente pensioni) Indicare in questa colonna la quota esente di reddito di pensione.

In particolare, se il reddito di pensione percepito dai contribuenti iscritti nei registri anagrafici del comuni di Campione d’Italia
(codice 6 nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3) è superiore o uguale a 6.700 euro, indicare 6.700;
Se il reddito di pensione percepito in favore dei superstiti corrisposte agli orfani (codice 7 nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3) è
superiore o uguale a 1.000 euro, indicare 1.000;
Se il reddito di pensione percepito in favore dei superstiti corrisposte agli orfani iscritti nei registri anagrafici del comune di Campione
d’Italia (codice 8 nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3) è superiore o uguale a 7.700 euro, indicare 7.700.

Nella colonna 5 riportare il risultato della seguente operazione:

RC1 + RC2 + RC3 + RC4 col.10 – RC4 col.11 – RC5 col. 1 – RC5 col. 2 – RC5 col. 3

Nella colonna 4 riportare la somma dei redditi per i quali avete indicato il codice 3 nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3. In questo
caso, per calcolare esattamente l’importo da riportare nella colonna 5 del rigo RN1, seguire le istruzioni contenute in Appendice, alla
voce “Lavori socialmente utili agevolati”
Se non avete indicato alcun importo nella colonna 4, l’importo indicato nella colonna 5 deve essere riportato unitamente ad eventuali altri
redditi nella colonna 5 del rigo RN1.
Per fare questo calcolo potete utilizzare lo “Schema riepilogativo dei redditi e delle ritenute” che trovate nelle istruzioni relative alla
compilazione del quadro RN.

Rigo RC6 Periodo di lavoro


In questo rigo indicare il periodo di lavoro riferito ai redditi indicati nei righi da RC1 a RC3. In particolare:
n nella colonna 1, indicare il numero dei giorni relativo al periodo di lavoro dipendente o assimilato (365 per l’intero anno). Vanno in ogni
caso compresi le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi; vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcuna
retribuzione, neanche differita (ad esempio, in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni).
In caso di rapporto di lavoro part-time, le detrazioni spettano per l’intero periodo ancorché la prestazione lavorativa venga resa per un
orario ridotto.

Consultare in Appendice “Periodo di lavoro - Casi particolari”.

Se avete compilato un solo rigo perché avete avuto un unico rapporto di lavoro, riportate la cifra indicata al punto 6 della Certificazione
Unica 2018.

Se avete indicato più redditi di lavoro dipendente o assimilati, esponete in questa colonna il numero totale dei giorni
compresi nei vari periodi, tenendo conto che quelli compresi in periodi contemporanei devono essere considerati
una volta sola.

43
Lavori socialmente utili
Se nei righi da RC1 a RC3 avete indicato, oltre a redditi di lavoro dipendente, anche compensi per lavori socialmente utili, i giorni da
riportare in questa colonna sono pari:
– alla somma dei giorni riportati al punto 6 della Certificazione Unica 2018 relativi ai redditi per lavoro dipendente e ai redditi per lavori
socialmente utili, se per questi ultimi compensi non fruite del regime agevolato;
– al solo numero dei giorni di lavoro dipendente riportati al punto 6 della Certificazione Unica 2018, se per i compensi per lavori
socialmente utili fruite del regime agevolato (codice “3” nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3).
Se siete in possesso di una Certificazione Unica 2018 conguagliata che certifichi, oltre a redditi per lavoro dipendente, anche redditi per
2018

lavori socialmente utili e fruite del regime agevolato, il numero di giorni da indicare nella presente colonna è quello relativo ai redditi di
lavoro dipendente ad esclusione, quindi, di quelli relativi ai compensi per lavori socialmente utili;
n nella colonna 2, indicare il numero dei giorni relativi al periodo di pensione per il quale è prevista la detrazione d’imposta (365 per
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

l’intero anno).
Se avete indicato un solo reddito di pensione, potete tener conto del numero dei giorni indicato nel punto 7 della Certificazione Unica
2018. Se avete indicato più redditi di pensione, esponete in colonna 2 il numero totale dei giorni tenendo conto che i giorni compresi
in periodi contemporanei vanno indicati una volta sola.

Se sono presenti sia redditi di lavoro dipendente, sia redditi di pensione, la somma dei giorni riportati in colonna 1 ed in co-
lonna 2 non può superare 365, tenendo conto che quelli compresi in periodi contemporanei vanno indicati una volta sola.

sezIone II – altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente


In questa sezione dovete indicare i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali la detrazione non è rapportata al periodo di
lavoro nell’anno. In presenza della Certificazione Unica 2018 l’importo del reddito è riportato nel punto 4 o nel punto 5. Per tali detrazioni
si vedano le istruzioni relative al rigo RN7 colonne 3 e 4. In particolare, nei righi da RC7 a RC8, indicare:
a) gli assegni periodici percepiti dal coniuge, compresi gli importi stabiliti a titolo di spese per il canone di locazione e spese condominiali,
disposti dal giudice, e percepiti periodicamente dall’ex-coniuge (c.d. “contributo casa”). Sono esclusi quelli destinati al mantenimento
dei figli, in conseguenza di separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio. è importante sapere che se il provvedimento
dell’autorità giudiziaria non distingue la quota per l’assegno periodico destinata al coniuge da quella per il mantenimento dei figli,
l’assegno o il “contributo casa” si considerano destinati al coniuge per metà del loro importo;
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b) gli assegni periodici comunque denominati alla cui produzione non concorrono né capitale né lavoro (escluse le rendite perpetue),
ReddITI PeRsone FIsIche

compresi gli assegni testamentari, quelli alimentari, ecc.;


c) i compensi e le indennità corrisposte dalle amministrazioni statali ed enti pubblici territoriali per l’esercizio di pubbliche funzioni. Sono
tali, ad esempio, anche quelli corrisposti ai componenti delle commissioni la cui costituzione è prevista dalla legge (commissioni
edilizie comunali, commissioni elettorali comunali, ecc.);
d) i compensi corrisposti ai giudici tributari, e agli esperti del tribunale di sorveglianza;
e) le indennità e gli assegni vitalizi percepiti per l’attività parlamentare e le indennità percepite per le cariche pubbliche elettive
(consiglieri regionali, provinciali, comunali), nonché quelle percepite dai giudici costituzionali;
f) le rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato costituite a titolo oneroso. Le rendite derivanti da contratti stipulati sino al 31
dicembre 2000 costituiscono reddito per il 60 per cento dell’ammontare lordo percepito. Per i contratti stipulati successivamente le
rendite costituiscono reddito per l’intero ammontare;
g) i compensi corrisposti per l’attività libero professionale intramuraria svolta dal personale dipendente del Servizio sanitario nazionale,
di cui all’art. 50, comma 1, lett. e) del TUIR.
Le rendite e gli assegni periodici si presumono percepiti, salvo prova contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli.

coMPIlazIone deI RIghI Rc7 e Rc8


Colonna 1: barrate la casella in presenza di assegni periodici ricevuti dal coniuge o ex-coniuge in base a quanto previsto dall’autorità
giudiziaria (sopra individuati con la lettera a). Per la detrazione spettante consultare le istruzioni relative al rigo RN7 colonne 3 e 4.
Colonna 2: indicare il reddito assimilato a quello di lavoro dipendente risultante ai punti 4 o 5 della Certificazione Unica 2018
Rigo RC9: indicare la somma degli importi di colonna 2 dei righi RC7 e RC8.
Tale importo dovrà essere riportato, unitamente ad eventuali altri redditi, nella colonna 5 del rigo RN1. Per fare questo calcolo potete
utilizzare lo “Schema riepilogativo dei redditi e delle ritenute” presente nelle Istruzioni relative alla compilazione del quadro RN.

sezIone III – Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati, addizionale Irpef e addizionali re-
gionale e comunale all’IRPeF
In questa sezione dovete dichiarare l’ammontare delle ritenute IRPEF, delle addizionali regionale e comunale all’IRPEF nonché
dell’acconto dell’addizionale comunale all’IRPEF trattenute dal datore di lavoro.

Rigo RC10
Nella colonna 1 indicare il totale delle ritenute IRPEF, relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati nelle Sezioni I e II,
risultante dal punto 21 della Certificazione Unica 2018. In questo rigo deve essere compreso l’importo indicato nel rigo RC4 colonna 13.
Nel caso in cui siano stati percepiti compensi per lavori socialmente utili in regime agevolato si rimanda alle informazioni fornite con
riferimento al codice 3 della casella 1 dei righi da RC1 a RC3.
L’importo del presente rigo unitamente ad eventuali altre ritenute, deve essere riportato nel rigo RN33, colonna 4. Per fare questo calcolo
potete utilizzare lo “Schema riepilogativo dei redditi e delle ritenute” presente nelle istruzioni per la compilazione del quadro RN.
Nella colonna 2 indicare il totale dell’addizionale regionale all’IRPEF trattenuta sui redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati
nelle Sezioni I e II, risultante dal punto 22 della Certificazione Unica 2018.
L’importo del presente rigo deve essere riportato nel rigo RV3, colonna 3.
Nel caso in cui siano stati percepiti compensi per lavori socialmente utili in regime agevolato si rimanda alle informazioni fornite con
riferimento al codice 3 della casella 1 dei righi da RC1 a RC3.

44
Nella colonna 3 indicare l’acconto dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2017 trattenuta sui redditi di lavoro dipendente e
assimilati indicati nelle Sezioni I e II, risultante dal punto 26 della Certificazione Unica 2018.
L’importo del presente rigo deve essere riportato nel rigo RV11 colonna 1.
Nella colonna 4 indicare il saldo dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2017 trattenuta sui redditi di lavoro dipendente e
assimilati indicati nelle Sezioni I e II, risultante dal punto 27 della Certificazione Unica 2018.
L’importo del presente rigo deve essere riportato nel rigo RV11 colonna 1.
Nella colonna 5 indicare l’acconto dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2018 trattenuta sui redditi di lavoro dipendente e
assimilati delle Sezioni I e II, risultante dal punto 29 della Certificazione Unica 2018. Riportare tale importo nel rigo RV17 colonna 6.

2018
sezIone Iv – Ritenute per lavori socialmente utili
In questa sezione dovete indicare le ritenute IRPEF e l’addizionale regionale relative ai compensi percepiti per lavori socialmente utili se
avete raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Rigo RC11: indicare le ritenute IRPEF relative ai redditi esposti nella Sezione I del quadro RC per i quali avete indicato il codice 3 nella
colonna 1, (compensi per lavori socialmente utili in regime agevolato). Per la compilazione del rigo si rimanda alle informazioni fornite
con riferimento al codice 3 della casella 1 dei righi da RC1 a RC3.

Rigo RC12: indicare l’addizionale regionale all’IRPEF relativa ai redditi esposti nella Sezione I del quadro RC per i quali avete indicato
il codice 3 nella colonna 1, (compensi per lavori socialmente utili in regime agevolato). Per la compilazione del rigo si rimanda alle
informazioni fornite con riferimento al codice 3 della casella 1 dei righi da RC1 a RC3.
Se siete in possesso di una Certificazione Unica 2018 conguagliata che certifichi, oltre a redditi per lavoro dipendente, anche redditi per
lavori socialmente utili in regime agevolato, consultate in Appendice la voce “Lavori socialmente utili agevolati”.

sezIone v – Bonus IRPeF


È riconosciuto un credito, denominato “bonus Irpef”, ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati, la cui imposta
sia di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro dipendente.
Per l’anno 2017 l’importo del credito è di 960 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro; in caso di
superamento del predetto limite, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 26.000 euro.
Alla formazione del reddito complessivo ai fini del bonus Irpef concorrono le quote di reddito esenti dalle imposte sui redditi previste per

æ
i ricercatori e docenti universitari e per i lavoratori rientrati in Italia. Alla formazione del reddito complessivo ai fini del bonus Irpef non

ReddITI PeRsone FIsIche


concorre l’ammontare delle somme erogate a titolo di parte integrativa della retribuzione (TFR).
Il credito è attribuito dal datore di lavoro in busta paga (massimo 80 euro mensili), a partire dal mese di gennaio 2017.
Per ulteriori informazioni si rinvia alle circolari n. 8/E del 28 aprile 2014, n. 9/E del 14 maggio 2014, circolare n.28/E del 15 giugno 2016.

Rigo RC14 - Bonus Irpef


Colonna 1: (Codice bonus): riportare il codice indicato nel punto 391 della Certificazione Unica 2018.
Nella Certificazione Unica è riportato:
n il codice 1 se il datore di lavoro ha riconosciuto il bonus e lo ha erogato tutto o in parte. In questo caso nella colonna 2 del rigo RC14
va riportato l’importo del bonus erogato dal sostituto d’imposta (punto 392 della Certificazione Unica);
n il codice 2 se il datore di lavoro non ha riconosciuto il bonus ovvero lo ha riconosciuto, ma non lo ha erogato neanche in parte. In
questo caso non va compilata la colonna 2 del rigo RC14.

Se il lavoratore dipendente (ad esempio colf, baby-sitter o assistente delle persone anziane) non è in possesso della Certificazione
Unica perché il datore di lavoro non riveste la qualifica di sostituto d’imposta, nella colonna 1 deve riportare il codice 2.
Colonna 2 (Bonus erogato): riportare l’importo del bonus erogato dal sostituto d’imposta, indicato nel punto 392 della Certificazione
Unica 2018. In nessun caso, invece, deve essere riportato nel modello REDDITI l’importo del bonus riconosciuto ma non erogato,
indicato nel punto 393 della Certificazione Unica.
Colonna 3 (Tipologia esenzione): riportare il codice indicato nel punto 466 della Certificazione Unica. Se si fruisce in dichiarazione del-
l’agevolazione prevista per i docenti e ricercatori, riportare il codice “1”. Riportare il codice “2” se si fruisce in dichiarazione dell’agevolazione
prevista per i lavoratori dipendenti che rientrano in Italia dall’estero in quanto il sostituto d’imposta non ha operato l’abbattimento.
Colonna 4 (Parte reddito esente): riportare l’importo indicato nel punto 467 della Certificazione Unica. Se si fruisce in dichiarazione del-
l’agevolazione prevista per i lavoratori dipendenti che rientrano in Italia dall’estero o dell’agevolazione prevista per i docenti e ricercatori,
riportare l’ammontare indicato nelle annotazioni alla Certificazione Unica con il codice BM per lavoratori e lavoratrici o con il codice BC
per docenti e ricercatori. Se nelle annotazioni alla Certificazione Unica non sono presenti tali informazioni riportare la quota di reddito da
lavoro dipendente che non è stata indicata in dichiarazione.
Colonna 5 (Quota TFR): riportare l’importo indicato nel punto 478 della Certificazione Unica.

Presenza di più Certificazioni


1) In presenza di più modelli di Certificazione Unica non conguagliati:
n nella colonna 1 va riportato il codice 1 se in almeno in uno dei modelli di Certificazione Unica è indicato il codice 1 nel punto 391.
Nella colonna 1 va invece indicato il codice 2 se in tutti i modelli di Certificazione Unica è indicato il codice 2 nel punto 391;
n nella colonna 2 va riportata la somma degli importi indicati nel punto 392 dei modelli di Certificazione Unica non conguagliati.
n nella colonna 5 va riportata la somma degli importi indicati nel punto 478 dei modelli di Certificazione Unica;

2) In presenza di una Certificazione Unica che conguaglia tutti i precedenti modelli di Certificazione Unica, nelle colonne da 1 a 5
vanno riportati esclusivamente i dati indicati nella Certificazione rilasciata dal sostituto che ha effettuato il conguaglio (punti 391, 392,
466, 467 e 478).
Nelle colonne 3, 4 e 5 vanno riportati esclusivamente i dati indicati nella Certificazione rilasciata dal sostituto d’imposta che ha effettuato
il conguaglio.

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3) In presenza di una Certificazione Unica che conguaglia solo alcuni modelli di Certificazione Unica, per la compilazione delle
colonne da 1 a 5 vanno seguite le istruzioni sopra fornite per i modelli di Certificazione Unica non conguagliati, tenendo presente che
la Certificazione Unica rilasciata dal sostituto che ha effettuato il conguaglio sostituisce i modelli di Certificazione Unica conguagliati.

8. QuadRo cR –- crediti d’imposta


Il quadro CR deve essere utilizzato per calcolare e/o esporre alcuni crediti d’imposta.

I contribuenti che hanno prodotto redditi in un paese estero nel quale sono state pagate imposte a titolo definitivo e
2018

che, ricorrendone le condizioni, intendano fruire del relativo credito d’imposta, sono tenuti a compilare il Quadro CE
presente nel fascicolo 3 del Modello REDDITI PF.

sezione II –- credito d’imposta per il riacquisto della prima casa e per canoni di locazione non percepiti
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Rigo CR7 Credito d’imposta per il riacquisto della prima casa


Il presente rigo deve essere compilato se avete maturato un credito d’imposta a seguito del riacquisto della prima casa.
L’articolo 1, comma 55 della legge di stabilità 2016 dispone che l’agevolazione può essere fruita anche quando la vendita della prima
casa posseduta avviene entro un anno dalla data del nuovo acquisto. Quindi, si ha il credito d’imposta:
a) sia nella situazione della alienazione anteriore di non oltre un anno a un nuovo atto di acquisto agevolato;
b) sia nella situazione in cui l’alienazione della casa già posseduta avvenga entro l’anno successivo al nuovo acquisto agevolato.
Colonna 1 (Residuo precedente dichiarazione): credito d’imposta per il riacquisto della prima casa che non ha trovato capienza
nell’imposta risultante dalla precedente dichiarazione, già indicato nel rigo RN47, colonna 11, del Mod. REDDITI 2017, persone fisiche
ovvero quello indicato nel rigo 131 del prospetto di liquidazione (mod. 730-3) del mod. 730/2017.
Colonna 2 (Credito anno 2017): credito d’imposta maturato nel 2017, che spetta ai soggetti che si trovano nelle seguenti condizioni:
n nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e la data di presentazione della dichiarazione hanno acquistato un immobile usufruendo
delle agevolazioni prima casa;
n l’acquisto è stato effettuato entro un anno dalla vendita di altro immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni prima casa oppure
se la vendita dell’altro immobile acquistato usufruendo dell’agevolazione prima casa è effettuata entro un anno dall’acquisto della
nuova prima casa;
n non siano decaduti dal beneficio prima casa.
æ
ReddITI PeRsone FIsIche

Per individuare le condizioni per fruire dei benefici sulla prima casa si rimanda alle informazioni contenute nelle “Guide fiscali” re-
peribili sul sito dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it.

L’importo del credito d’imposta è pari all’ammontare dell’imposta di registro o dell’IVA corrisposta in relazione al primo acquisto
agevolato; in ogni caso detto importo non può essere superiore all’imposta di registro o all’IVA dovuta in relazione al secondo acquisto.
Colonna 3 (Credito compensato nel modello F24): credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di
presentazione della presente dichiarazione.
Questo rigo non deve essere compilato da coloro che hanno già utilizzato il credito di imposta:
n in diminuzione dell’imposta di registro dovuta sull’atto di acquisto agevolato che lo determina;
n in diminuzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, ovvero delle imposte sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e
sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito.
Rigo CR8 Credito d’imposta per canoni di locazione non percepiti
Indicare il credito d’imposta spettante per le imposte versate sui canoni di locazione di immobili ad uso abitativo scaduti e non percepiti.
Consultare in Appendice la voce “Crediti d’imposta per canoni di locazione non percepiti”.

sezione III – credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione


Indicare l’importo residuo relativo al credito d’imposta istituito dall’articolo 1, commi da 539 a 547, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
a favore dei datori di lavoro che, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2008, hanno incrementato il numero di
lavoratori dipendenti (ad esempio colf e badanti) con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nelle aree svantaggiate delle regioni
Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.
Il contributo può essere utilizzato in compensazione con il Mod. F24 ovvero in diminuzione dall’IRPEF.
Nel rigo CR9 indicare:
n nella colonna 1 (Residuo precedente dichiarazione) il credito d’imposta residuo per l’incremento dell’occupazione indicato nel rigo
RN47, colonna 12, del Mod. REDDITI 2017, ovvero nel rigo 132 del prospetto di liquidazione 730-3 del Mod. 730/2017;
n nella colonna 2 (Credito compensato nel Mod. F24) il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel Mod. F24 fino alla data di
presentazione di questa dichiarazione. Se avete erroneamente utilizzato in compensazione un importo del credito maggiore di quello
spettante e avete provveduto, a seguito di ravvedimento, al versamento del maggior importo utilizzato, dovete riportare in questa
colonna l’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione al netto del credito d’imposta riversato, senza tener conto di
interessi e sanzioni.

sezione Iv –- crediti d’imposta per immobili colpiti dal sisma in abruzzo


Questa sezione è riservata ai contribuenti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo ai quali è stato riconosciuto, a seguito di apposita
domanda presentata al Comune del luogo dove è situato l’immobile, un credito d’imposta per le spese sostenute per gli interventi di
riparazione o ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti, ovvero per l’acquisto di una nuova abitazione principale equivalente a
quella distrutta. Se il credito riconosciuto si riferisce all’abitazione principale compilare il rigo CR10.
Se invece, il credito riconosciuto riguarda un immobile diverso dall’abitazione principale compilare il rigo CR11.
Rigo CR10 Abitazione principale
Il credito d’imposta riconosciuto per l’abitazione principale è utilizzabile in 20 quote costanti relative all’anno in cui la spesa è stata
sostenuta e ai successivi anni. Si precisa che se il credito è stato riconosciuto per la ricostruzione sia dell’abitazione principale sia delle

46
parti comuni dell’immobile devono essere compilati due distinti righi, utilizzando un quadro aggiuntivo e ricordando di numerare
progressivamente la casella “Mod. N.” posta in alto a destra del Modello.
Colonna 1 (Codice fiscale) indicare il codice fiscale della persona che ha presentato, anche per conto del dichiarante, la domanda per
l’accesso al contributo, secondo quanto previsto dall’art. 2 delle citate ordinanze n. 3779 e n. 3790. La colonna non va compilata se la
domanda è stata presentata dal dichiarante. Per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali va indicato il codice fiscale del
condominio. Per gli interventi su unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa va indicato il codice fiscale della
cooperativa.
Colonna 2 (N. Rata) indicare il numero della rata che il contribuente utilizza nell’anno 2017.
Colonna 3 (Totale credito) indicare l’importo del credito d’imposta riconosciuto per gli interventi di riparazione o ricostruzione dell’abitazione

2018
principale danneggiata o distrutta, oppure per l’acquisto di una nuova abitazione equivalente all’abitazione principale distrutta.
Colonna 4 (Rata annuale) indicare la quota del credito d’imposta fruibile nell’anno 2017. Tale importo, da riportare nel rigo RN28, si
ottiene dividendo per venti l’importo indicato in colonna 3.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Colonna 5 (Residuo precedente dichiarazione) riportare il credito d’imposta riconosciuto per l’abitazione principale che non ha trovato
capienza nell’imposta che risulta dalla precedente dichiarazione, indicato nel rigo RN47, col. 21 del modello REDDITI 2017 o indicato nel
rigo 133 del prospetto di liquidazione (mod. 730-3) del mod. 730/2017; se il credito d’imposta è stato riconosciuto per la ricostruzione sia
dell’abitazione principale sia delle parti comuni dell’immobile, il credito residuo derivante dalla precedente dichiarazione va riportato
esclusivamente nel primo modulo compilato. Il credito d’imposta va utilizzato in diminuzione dell’IRPEF e va ripartito in 20 quote annuali
costanti.
Rigo CR11 Altri immobili
Per gli interventi riguardanti immobili diversi dall’abitazione principale spetta un credito d’imposta da ripartire, a scelta del contribuente in
5 o in 10 quote costanti e che non può eccedere, in ciascuno degli anni, l’imposta netta.
Se è stato riconosciuto il credito con riferimento a più immobili deve essere compilato un rigo per ciascun immobile utilizzando quadri
aggiuntivi e ricordando di numerare progressivamente la casella “Mod. N.” posta in alto a destra del Modello. Si ricorda che il credito
spetta nel limite complessivo di euro 80.000.
Colonna 1 (Impresa/professione) barrare la casella se l’immobile per il quale è stato riconosciuto il credito è adibito all’esercizio
d’impresa o della professione.
Colonna 2 indicare il codice fiscale di chi ha presentato, anche per conto del dichiarante, la domanda per l’accesso al contributo. Si
rimanda ai chiarimenti forniti con le istruzioni alla colonna 1 del rigo CR10.
Colonna 3 (N. Rata) indicare il numero della rata che il contribuente utilizza nell’anno 2017.

æ
Colonna 4 (Rateazione) indicare il numero di quote (5 o 10) in cui si è scelto di ripartire il credito d’imposta.

ReddITI PeRsone FIsIche


Colonna 5 (Totale credito) indicare l’importo del credito d’imposta riconosciuto in relazione agli interventi di riparazione o ricostruzione
dell’immobile diverso dall’abitazione principale danneggiato o distrutto.
Colonna 6 (Rata annuale) indicare la quota del credito d’imposta fruibile nell’anno 2017. Tale importo, da riportare nel rigo RN27 entro
i limiti dell’imposta netta, si ottiene dividendo l’importo indicato nella colonna 5 per il numero delle quote indicato nella colonna 4.

sezione v –- credito d’imposta reintegro anticipazioni fondi pensione


I contribuenti che aderiscono alle forme pensionistiche complementari possono richiedere, per determinate esigenze (ad esempio spese
sanitarie a seguito di gravissime situazioni e acquisto della prima casa), un’anticipazione delle somme relative alla posizione individuale
maturata. Sulle somme anticipate è applicata una ritenuta a titolo d’imposta. Le anticipazioni possono essere reintegrate, a scelta
dell’aderente, in qualsiasi momento mediante contribuzioni anche annuali eccedenti il limite di 5.164,57 euro. Tale versamento
contributivo ha lo scopo di ricostituire la posizione individuale esistente all’atto dell’anticipazione. La reintegrazione può avvenire in unica
soluzione o mediante contribuzioni periodiche. Sulle somme eccedenti il predetto limite, corrispondenti alle anticipazioni reintegrate, è
riconosciuto un credito d’imposta pari all’imposta pagata al momento della fruizione dell’anticipazione, proporzionalmente riferibile
all’importo reintegrato.
L’aderente deve rendere un’espressa dichiarazione al fondo con la quale dispone se e per quale somma la contribuzione debba
intendersi come reintegro. Tale comunicazione deve essere resa entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa
all’anno in cui è effettuato il reintegro. Il credito d’imposta spetta solo con riferimento alle somme qualificate come reintegro nel senso
sopra descritto.
Per approfondimenti si vedano il D. Lgs. n. 252/2005 e la circolare n. 70/2007 dell’Agenzia delle entrate.
La presente sezione va compilata per esporre i dati relativi al credito d’imposta spettante.
Si precisa che può costituire reintegro solo l’ammontare delle contribuzioni che eccede il limite di 5.164,57 euro.

Rigo CR12
Colonna 1 (Anno anticipazione) indicare l’anno in cui è stata percepita l’anticipazione delle somme relative alla posizione contributiva
individuale maturata.
Colonna 2 (Reintegro totale/parziale) indicare uno dei seguenti codici relativi alla misura del reintegro:
n codice 1 se l’anticipazione è stata reintegrata totalmente;
n codice 2 se l’anticipazione è stata reintegrata solo in parte.
Colonna 3 (Somma reintegrata) Indicare l’importo che è stato versato nel 2017 per reintegrare l’anticipazione percepita.
Colonna 4 (Residuo precedente dichiarazione): indicare il credito d’imposta che non ha trovato capienza nell’imposta che risulta dalla
precedente dichiarazione, e che è indicato nel rigo 134 del prospetto di liquidazione (mod. 730-3) del mod. 730/2017, o quello indicato
nel rigo RN47, col. 13, del quadro RN del Mod. REDDITI 2017.
Colonna 5 (Credito anno 2017) indicare l’importo del credito d’imposta spettante con riferimento alla somma reintegrata
Colonna 6 (di cui compensato in F24) indicare il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di
presentazione della dichiarazione.

sezione vI – credito d’imposta mediazioni per la conciliazione delle controversie civili e commerciali
Per le parti che si sono avvalse della mediazione (attività svolta da un terzo imparziale per la risoluzione di una controversia civile o
commerciale) è riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’indennità corrisposta ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di

47
mediazione (decreto legislativo 5 marzo 2010, n. 28). In caso di successo della mediazione, detto credito è riconosciuto entro il limite di
euro 500,00. In caso di insuccesso il credito è ridotto della metà. L’importo del credito d’imposta spettante risulta dalla comunicazione
trasmessa all’interessato dal Ministero della giustizia entro il 30 maggio di ciascun anno.
Il credito d’imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a partire dalla data di
ricevimento della predetta comunicazione. Se la comunicazione è pervenuta in data successiva alla presentazione della dichiarazione
dei redditi, il credito d’imposta può essere indicato nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata ricevuta la comunicazione.
Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione mediante il modello F24 (art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241)
oppure da parte dei contribuenti non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi.
Il credito d’imposta non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi.
2018

I contribuenti titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare questo credito d’imposta solo in com-
pensazione mediante il mod. F24 e pertanto non devono compilare la presente sezione. Il credito d’imposta dovrà essere
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

esposto nell’apposita sezione del quadro RU della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata ricevuta la comunicazione.

Rigo CR13
Colonna 1(Credito anno 2017) riportare l’importo del credito d’imposta risultante dalla comunicazione del Ministero della giustizia
ricevuta entro il 30 maggio 2018.
Colonna 2 (di cui compensato in F24) indicare il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di
presentazione della dichiarazione.

sezIone vII – credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura (art - bonus) e
della scuola (school - bonus)
Rigo CR14 cultura (art - bonus)
Colonna 1 (Spesa 2017): indicare l’ammontare delle erogazioni liberali in denaro effettuate nel corso del 2017:
n a sostegno di interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
n a sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione;
n per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo
di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.
Il credito d’imposta spetta anche per le erogazioni liberali effettuate a decorrere dal 19 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del decre-
æ

to-legge 17 ottobre 2016, n.189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.229) a favore:
ReddITI PeRsone FIsIche

n del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di
interesse religioso presenti nei Comuni di cui all’art.1 del citato decreto-legge, anche appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa
cattolica o di altre confessioni religiose, di cui all’articolo 9 del codice di cui al decreto legislativo 24 gennaio 2004, n. 42;
n dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, dell’Opificio delle pietre dure e dell’Istituto centrale per il restauro e la
conservazione del patrimonio archivistico e librario.
Colonna 2 (Residuo anno 2016): indicare il credito d’imposta residuo indicato nel rigo RN47, col. 26 del Mod. REDDITI PF 2017 o
quello riportato nel rigo 130 del prospetto di liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2017.
Colonna 3 (Rata credito 2016): indicare l’importo risultante dalla somma degli ammontari riportati nel rigo 160, colonna 2, del prospetto
di liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2017, o l’ammontare indicato nel rigo RN30, colonna 1, del Mod. REDDITI PF 2017.
Colonna 4 ( Rata credito 2015): indicare l’importo indicato nel rigo CR14 col.3, del Mod. REDDITI PF 2017 o quello risultante dalla
somma degli ammontari riportati nel rigo 160, colonna 1, del prospetto di liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2017.
Colonna 5 (Quota credito ricevuta per trasparenza): indicare l’importo che viene attribuito nell’anno d’imposta al contribuente in
qualità di socio di società semplice. In colonna 5 indicare anche l’intero importo dei crediti ricevuti per trasparenza negli anni 2015-2016.
Detto importo dovrà essere compreso nella colonna 2 del rigo RN30 (totale credito) nella misura di un terzo.

Per le predette erogazioni liberali è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 65 per cento.

Il credito d’imposta spetta nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile ed è utilizzabile in tre quote annuali di pari importo. La parte
della quota annuale non utilizzata è fruibile negli anni successivi ed è riportata in avanti nelle dichiarazioni dei redditi.
Le erogazioni liberali devono essere state effettuate esclusivamente mediante uno dei seguenti sistemi di pagamento:
n banca;
n ufficio postale;
n sistemi di pagamento quali carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Per le erogazioni liberali per le quali è riconosciuto il credito d’imposta non spettano le detrazioni di cui all’art. 15, comma 1, lettere h) e
i), del TUIR. Le anzidette detrazioni spettano, invece, per le erogazioni liberali non ricomprese nella disciplina del credito d’imposta,
come ad esempio le erogazioni per l’acquisto di beni culturali.
In caso di erogazioni effettuate nell’esercizio dell’attività di impresa deve invece essere compilato il quadro RU presente nel terzo
fascicolo, secondo le relative istruzioni.
Per ulteriori approfondimenti consultare la circolare n. 24/E del 31 luglio 2014 e la circolare n.20/E del 18 maggio 2016.

Per le liberalità a sostegno della cultura, contraddistinte dai codici 26, 27 e 28 da indicare nei righi da RP8 a RP13 della
sezione I del quadro RP, la detrazione dall’imposta lorda spetta solo per le liberalità che non sono ricomprese nel pre-
sente credito.

Rigo CR15 (school bonus)


Nella colonna 1 (Spesa 2017) indicare l’ammontare, fino a 100.000 euro, delle erogazioni liberali in denaro in favore di tutti gli istituti del
sistema nazionale di istruzione destinate:
n alla realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti;
n agli interventi per il miglioramento dell’occupabilità degli studenti.

48
Gli istituti del sistema nazionale di istruzione comprendono le istituzioni scolastiche statali e le istituzioni scolastiche paritarie private e
degli enti locali.
Il credito d’imposta spetta a condizione che le somme siano versate all’entrata del bilancio dello Stato sul capitolo n. 3626, denominato
«Erogazioni liberali in denaro per gli investimenti in favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove
strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per gli interventi a sostegno dell’occupabilita’ degli studenti
da riassegnare ad apposito fondo del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ai sensi dell’art. 1, comma 148, della legge
13 luglio 2015, n. 107», appartenente al capo XIII dell’entrata, codice IBAN: IT40H0100003245348013362600.
Il credito d’imposta spetta anche per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti effettuate in favore delle scuole paritarie,

2018
effettuate su un conto corrente bancario o postale intestato alle scuole paritarie beneficiarie stesse, con sistemi di pagamento tracciabili.
Per le predette erogazioni liberali è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate in ciascuno dei
due periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2015 e pari al 50 per cento di quelle effettuate nel periodo di imposta successivo
a quello in corso al 31 dicembre 2017.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. La parte della quota annuale non utilizzata è fruibile negli anni
successivi ed è riportata in avanti nelle dichiarazioni dei redditi.
Colonna 2 (Residuo anno 2016): indicare il credito d’imposta residuo che è riportato nel rigo 150 del prospetto di liquidazione (Mod.
730-3) del Mod. 730/2017, o quello indicato nel rigo RN47, colonna 27, del Mod. REDDITI PF 2017.
Colonna 3 (Spesa 2016): indicare l’ammontare delle erogazioni liberali in denaro effettuate nel corso del 2016
Colonna 5 (Quota credito ricevuta per trasparenza): indicare l’importo che viene attribuito nell’anno d’imposta al contribuente in
qualità di socio di società semplice. In colonna 5 indicare anche l’intero importo dei crediti ricevuti per trasparenza nel 2016. Detto
importo dovrà essere compreso nella colonna 5 del rigo RN30 (totale credito) nella misura di un terzo.
Per ulteriori approfondimenti consultare la circolare n.20/E del 18 maggio 2016.

sezIone vIII – credito d’imposta per negoziazione e arbitrato


Nella sezione va indicato il credito residuo risultante dalla precedente dichiarazione. Il credito d’imposta per i compensi corrisposti
nell’anno 2017 agli avvocati abilitati nei procedimenti di negoziazione assistita, conclusi con successo, nonché agli arbitri in caso di
conclusione dell’arbitrato con lodo, potrà essere indicato solo se autorizzato dal Ministero della Giustizia.

Rigo CR16
Colonna 1 (Credito anno 2017): riportare l’importo del credito d’imposta risultante dalla comunicazione del Ministero della giustizia,

æ
ReddITI PeRsone FIsIche
ricevuta entro il 30 aprile 2018.
Colonna 2 (Residuo precedente dichiarazione): indicare il credito d’imposta residuo che è riportato nel rigo 151 del prospetto di
liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2017, o quello indicato nel rigo RN47, colonna 15, del Mod. REDDITI 2017.
Colonna 3 (di cui compensato in F24): indicare il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di
presentazione della dichiarazione.

sezione IX – credito d’imposta per videosorveglianza


Rigo CR17
In questa sezione è indicato il credito d’imposta per le spese sostenute per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o
allarme, nonché connesse a contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali.
Il credito d’imposta è pari all’importo delle spese indicate nell’istanza da presentare all’Agenzia delle Entrate entro il 20 marzo 2017.
Il credito d’imposta spetta a condizione le spese per videosorveglianza siano state sostenute in relazione a immobili non utilizzati
nell’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo. Per le spese sostenute per un immobile adibito promiscuamente all’esercizio
d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente, il credito d’imposta è ridotto del 50 per cento.
Il credito d’imposta è utilizzabile mediante F24 che deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia
delle Entrate. In alternativa il credito d’imposta può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi nella dichiarazione dei
redditi. L’eventuale ammontare del credito d’imposta non utilizzato potrà essere fruito nei periodi d’imposta successivi senza alcun limite
temporale.
Colonna 1 (Residuo precedente dichiarazione 2016): indicare il credito d’imposta residuo che è riportato nel rigo 152 del prospetto di
liquidazione (Mod. 730-3) del Mod. 730/2017, o quello indicato nel rigo RN47, colonna 28, del Mod. REDDITI PF 2017.
Colonna 2 (di cui compensato in F24): indicare il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di
presentazione della dichiarazione.

sezIone X – altri crediti d’imposta


Rigo CR18
Credito d’imposta derivante dall’applicazione dell’euroritenuta
Il credito d’imposta è previsto al fine di eliminare la doppia imposizione che potrebbe derivare dall’applicazione dell’euroritenuta di cui
all’art. 11 della Direttiva 2003/48/CE, in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi, nonché
dall’applicazione degli accordi che stabiliscono misure equivalenti a quelle della predetta Direttiva, stipulati dalla Comunità europea con
alcuni Stati terzi. Tale ritenuta alla fonte (euroritenuta) è operata, in via generale, sui pagamenti effettuati in Austria, Belgio e
Lussemburgo a favore di soggetti residenti in Italia, aventi ad oggetto interessi così come individuati dall’art. 2 del D.Lgs. del 18 aprile
2005, n. 84 (cfr. Circolare n. 55/E del 30 dicembre 2005), nonché dai predetti accordi stipulati con Svizzera, Principato di Monaco, San
Marino, Liechtenstein e Andorra. In tal caso, qualora il reddito estero assoggettato alla suddetta euroritenuta concorra a formare il
reddito complessivo nella presente dichiarazione, il credito d’imposta è determinato ai sensi dell’articolo 165 del TUIR, secondo le
istruzioni fornite per la compilazione del quadro CR ovvero del quadro CE. Se l’ammontare del credito così determinato è inferiore
all’importo della ritenuta subita all’estero, il contribuente può chiedere la differenza in compensazione con il Mod. F24 ai sensi dell’arti.
17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241 ovvero a rimborso, presentando apposita istanza.
Colonna 1 (Residuo precedente dichiarazione) indicare il credito d’imposta residuo derivante dalla precedente dichiarazione ed
indicato nella colonna 4 del relativo rigo CR17 del Mod. REDDITI 2017.

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Colonna 2 (Credito) indicare il credito maturato nel 2017, ridotto di quanto eventualmente già usufruito come credito d’imposta ai sensi
dell’articolo 165 del TUIR, così come determinato nel quadro CE. Nel caso in cui non trovi applicazione l’art. 165 del TUIR (ad es. se il
reddito prodotto all’estero non ha concorso a formare il reddito complessivo in Italia) in tale colonna deve essere indicato l’intero importo
dell’euroritenuta subita.
Colonna 3 (Credito compensato nel Mod. F24) indicare l’importo del credito utilizzato in compensazione con il Mod. F24 ai sensi
dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
Colonna 4 (Credito residuo) indicare l’importo del credito residuo così determinato: CR18 col. 1 + CR18 col. 2 – CR18 col. 3.
Tale importo può essere utilizzato in compensazione delle somme a debito tramite delega di pagamento modello F24 ovvero chiesto a
2018

rimborso presentando apposita istanza.

9. QuadRo RP – oneri e spese


Questo quadro è destinato all’indicazione di specifici oneri che, a seconda dei casi, possono essere fatti valere nella dichiarazione in due
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

diversi modi:
n alcuni (oneri detraibili) consentono di detrarre dall’imposta una percentuale della spesa sostenuta;
n altri (oneri deducibili) permettono di ridurre il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta lorda.
Si ricorda che alcuni oneri e spese sono ammessi in detrazione o in deduzione anche se sono stati sostenuti per i familiari.

oneRI deTRaIBIlI
Spese che danno diritto alla detrazione del 19 per cento (da indicare nella sezione I del quadro RP)
a) Spese sostenute dal contribuente nell’interesse proprio o dei familiari fiscalmente a carico (v. Parte II, capitolo 4 “Familiari a carico”):
n spese sanitarie (rigo RP1 col. 2);
n spese per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione, il sollevamento e i sussidi tecnici
informatici dei disabili (rigo RP3);
n spese per l’acquisto e la riparazione di veicoli per disabili (rigo RP4);
n spese per l’acquisto di cani guida (rigo RP5);
n spese di istruzione per la frequenza delle scuole d’infanzia, scuola primaria e secondaria (righi da RP8 a RP13, codice 12);
n spese per l’istruzione universitaria (righi da RP8 a RP13, codice 13);
n spese per attività sportive praticate da ragazzi (righi da RP8 a RP13, codice 16);
æ

n spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede (righi da RP8 a RP13, codice 18);
ReddITI PeRsone FIsIche

n per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici (righi da RP8 a RP13, codice 31):

La detrazione spetta anche nelle seguenti particolari ipotesi:


n per le spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari non a carico, affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla
partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, per la parte di detrazione che non trova capienza nell’imposta da questi ultimi dovuta
(rigo RP2);
n per le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nell’interesse del contribuente o di altri familiari non autosufficienti
(righi da RP8 a RP13 codice 15);
n per i contributi versati per il riscatto del corso di laurea del soggetto fiscalmente a carico, il quale non ha iniziato ancora l’attività
lavorativa e non è iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza (righi da RP8 a RP13 , codice 32);
n per le spese sostenute dai genitori per la frequenza di asili nido da parte dei figli (righi da RP8 a RP13, codice 33);
n premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (righi da RP8 a RP13, codice 36);
n premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave come definita dall’articolo 3, comma 3, della
legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata con le modalità di cui all’articolo 4 della medesima legge (righi da RP8 a RP13, codice 38);
n premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana
(righi da RP8 a RP13, codice 39);
b) Spese sostenute dal contribuente nel proprio interesse (da indicare nella I sezione del quadro RP):
n spese sanitarie sostenute dal contribuente affetto da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa
sanitaria pubblica (rigo RP1 col.1);
n interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale (rigo RP7);
n interessi per mutui ipotecari per acquisto di altri immobili (righi da RP8 a RP13, codice 8);
n interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio (righi da RP8 a RP13, codice 9);
n interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell’abitazione principale (righi da RP8 a RP13, codice 10);
n interessi per prestiti o mutui agrari (rigo righi da RP8 a RP13, codice11);
n spese funebri (righi da RP8 a RP13, codice14);
n spese per intermediazione immobiliare (righi da RP8 a RP13, codice 17);
n erogazioni liberali alle società ed associazioni sportive dilettantistiche (righi da RP8 a RP13 codice 21);
n contributi associativi alle società di mutuo soccorso (righi da RP8 a RP13, codice 22);
n erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale (righi da RP8 a RP13 codice 23);
n erogazioni liberali a favore della società di cultura “La Biennale di Venezia” (righi da RP8 a RP13, codice 24);
n spese relative a beni soggetti a regime vincolistico (righi da RP8 a RP13, codice 25);
n erogazioni liberali per attività culturali ed artistiche (righi da RP8 a RP13, codice 26);
n erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo (righi da RP8 a RP13, codice 27);
n erogazioni liberali a favore di fondazioni operanti nel settore musicale (righi da RP8 a RP13, codice 28);
n spese veterinarie (righi da RP8 a RP13, codice 29);
n spese sostenute per servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi (righi da RP8 a RP13, codice 30);
n erogazioni liberali al Fondo per l’ammortamento dei titoli di stato (righi da RP8 a RP13, codice 35);
n altre spese detraibili (righi da RP8 a RP13, codice 99).
n spese per canoni di leasing (rigo RP14)

50
Spese che danno diritto alla detrazione del 26 per cento (da indicare nella sezione I del quadro RP)
n erogazioni liberali alle ONLUS (righi da RP8 a RP13, codice 41);
n erogazioni liberali ai partiti politici (righi da RP8 a RP13, codice 42);
Spese che danno diritto alla detrazione d’imposta (da indicare nella sezione III A e III B del quadro RP) per gli interventi di
recupero del patrimonio edilizio e per misure antisismiche e spese che danno diritto alla detrazione del 50 per cento per
l’acquisto di mobili per l’arredo di immobili ristrutturati, giovani coppie e IVA per acquisto abitazione classe A o B; (da indicare
nella sezione III C del quadro RP):
Sezione III A: righi da RP41 a RP47, nella quale vanno indicate:

2018
n spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio ;
n spese per l’acquisto o l’assegnazione di immobili facenti parte di edifici ristrutturati;
n spese per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Sezione III B: righi da RP51 a RP53, nella quale vanno indicati i dati catastali identificativi degli immobili e gli altri dati per fruire della
detrazione.
Sezione III C: righi da RP57 a RP59, nella quale vanno indicate le spese sostenute per l’acquisto di mobili relativi a immobili ristrutturati,
giovani coppie e IVA per acquisto abitazione classe A o B.
Spese che danno diritto alla detrazione (da indicare nella IV sezione del quadro RP (righi da RP61 a RP64):
n spese per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (codice 1);
n spese per interventi sull’involucro degli edifici esistenti (codice 2);
n spese per l’installazione di pannelli solari (codice 3);
n spese per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (codice 4);
n spese per acquisto e posa in opera di schermature solari (codice 5);
n spese per acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale a biomasse (codice 6);
n spese per acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali (codice 7);
n spese per interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti (codice 8);
n spese per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali esistenti (codice 9);
Detrazioni per inquilini con contratto di locazione (da indicare nella V sezione del quadro RP)

æ
n detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale (rigo RP71 codice 1);

ReddITI PeRsone FIsIche


n detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale locati con contratti in regime convenzionale (rigo RP71 codice 2);
n detrazione per i giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale (rigo
RP71 codice 3);
n detrazione per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la propria residenza per motivi di lavoro (rigo RP72).
n detrazioni per affitto di terreni agricoli ai giovani(rigo RP73);

Altre detrazioni (da indicare nella sezione VI del quadro RP righi da RP80 a RP83)
n investimenti in start up e decadenza start up recupero detrazione (rigo RP80);
n detrazione per le spese di mantenimento dei cani guida (rigo RP82);
n altre detrazioni (rigo RP83).

oneRI deducIBIlI
Questi oneri vanno indicati nella sezione II del quadro RP (righi da RP21 a RP34):
a) Spese sostenute dal contribuente nell’interesse proprio o dei familiari fiscalmente a carico (v. Parte II, capitolo 4 “Familiari a carico”):
n contributi previdenziali e assistenziali (rigo RP21);
n contributi per i fondi integrativi del servizio sanitario nazionale (rigo RP26 codice 6);
n contributi per forme pensionistiche complementari e individuali (righi da RP27 a RP31).
Sono inoltre deducibili le spese mediche e di assistenza specifica per persone con disabilità sostenute anche nell’interesse dei
familiari anche se non a carico fiscalmente (rigo RP25);

b) Spese sostenute dal contribuente nel proprio interesse:


n assegni periodici corrisposti al coniuge (rigo RP22);
n contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari (rigo RP23)
n erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose (rigo RP24);
n erogazioni liberali a favore delle organizzazioni non governative (rigo RP26 codice 7);
n erogazioni liberali a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di associazioni di promozione sociale e di alcune
fondazioni e associazioni riconosciute (rigo RP26 codice 8);
n erogazioni liberali a favore di università, enti di ricerca ed enti parco (rigo RP26 codice 9);
n erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito a favore di trust o fondi speciali (rigo RP26 codice 12);
n contributi versati direttamente dai pensionati, anche per i familiari non a carico, a casse di assistenza sanitaria aventi esclusivamente
fini assistenziali istituite da appositi accordi collettivi (rigo RP26 codice 13);
n rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri (rigo RP26 codice 21);
n spese per l’acquisto o la costruzione di abitazioni date in locazione (rigo RP32);
n somme restituite al soggetto erogatore (RP33);
n investimenti in start-up (rigo RP34).

Spese sostenute per i figli


Se la spesa è sostenuta per i figli la detrazione spetta al genitore a cui è intestato il documento che certifica la spesa. Se invece il
documento che comprova la spesa è intestato al figlio, le spese devono essere ripartite tra i due genitori nella proporzione in cui le hanno

51
effettivamente sostenute. Se intendete ripartire le spese in misura diversa dal 50 per cento, nel documento che comprova la spesa
dovete annotare la percentuale di ripartizione. Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, ai fini del calcolo della detrazione,
quest’ultimo può considerare l’intero ammontare della spesa.

Spese sostenute dagli eredi


Gli eredi hanno diritto alla detrazione d’imposta oppure alla deduzione per le spese sanitarie del defunto da loro sostenute dopo il suo decesso.

Oneri sostenuti dalle società semplici e dalle società partecipate in regime di trasparenza
È bene ricordare che sia i soci di società semplici sia i soci di società partecipate in regime di trasparenza hanno diritto di fruire della
2018

corrispondente detrazione di imposta, oppure di dedurre dal proprio reddito complessivo alcuni degli oneri sostenuti dalla società, nella
proporzione stabilita dall’art. 5 del Tuir. Detti oneri vanno riportati nei corrispondenti righi del quadro RP.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Consultare in Appendice “Oneri sostenuti dalle società semplici”

coMPIlazIone del QuadRo RP


Il quadro RP è composto dalle seguenti sezioni:
n Sezione I, spese per le quali spetta la detrazione del 19 per cento e del 26 per cento;
n Sezione II, spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo;
n Sezione III (A e B), spese per le quali spetta la detrazione d’imposta (interventi di recupero del patrimonio edilizio) per gli interventi
di recupero del patrimonio edilizio e per misure antisismiche e (Sezione III C) detrazione del 50 per cento per l’acquisto di mobili
relativi a immobili ristrutturati, giovani coppie e IVA per acquisto abitazione classe A o B;
n Sezione IV, spese per le quali spetta la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti;
n Sezione V, dati per fruire di detrazioni per canoni di locazione e di canoni di affitto di terreni agricoli a giovani agricoltori;
n Sezione VI, dati per fruire di altre detrazioni (spese per investimenti in start up, spese per il mantenimento dei cani guida, per le borse
di studio riconosciute dalle Regioni o dalle Province autonome, per le donazioni all’ente Ospedaliero ”Ospedali Galliera di Genova”).

sezione I – spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19 o del 26 per cento
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A ciascuna detrazione d’imposta del 19 e del 26 per cento è stato attribuito un codice, così come risulta dalle tabelle “Spese per le quali
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spetta la detrazione del 19 per cento”, “spese per le quali spetta la detrazione del 26 per cento” che trovate nelle istruzioni relative ai righi
da RP8 a RP13. I codici attribuiti sono gli stessi che risultano Certificazione Unica 2018.
Istruzioni comuni ai righi da RP1 a RP4
Non devono essere indicate alcune delle spese sanitarie sostenute nel 2017 che sono già state rimborsate al contribuente, per esempio:
n le spese risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto, nel caso di danni alla persona arrecati da terzi;
n le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal sostituto o dal sostituito ad enti o casse aventi
esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratti o di accordi o regolamenti aziendali che, fino ad un importo
non superiore complessivamente a euro 3.615,20, non hanno concorso a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente. La
presenza dei predetti contributi è segnalata al punto 441 della Certificazione Unica consegnata al lavoratore. Se nel punto 442 della
Certificazione Unica viene indicata la quota di contributi sanitari, che, essendo superiore al predetto limite, ha concorso a formare il
reddito, le spese sanitarie eventualmente rimborsate possono, invece, essere indicate proporzionalmente a tale quota. Nella
determinazione della proporzione si deve tener conto anche di quanto eventualmente riportato nel punto 575 e/o 585 della CU 2018.

Vanno indicate perché rimaste a carico del contribuente:


n le spese sanitarie rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie versati dal dichiarante (per i quali non spetta la detrazione
d’imposta del 19 per cento);
n le spese sanitarie rimborsate dalle assicurazioni sanitarie stipulate dal sostituto d’imposta, o semplicemente pagate dallo stesso con
o senza trattenuta a carico del dipendente o pensionato. Per questi premi non spetta la detrazione di imposta. Per tali assicurazioni,
l’esistenza di premi versati dal datore di lavoro o dal dipendente è segnalata al punto 444 della Certificazione Unica.

Righi da RP1 a RP5 Spese sanitarie e spese per persone con disabilità
Qualora l’ammontare complessivo delle spese sostenute nell’anno, indicate nei righi RP1, RP2 ed RP3, superi euro 15.493,71, al lordo
della franchigia di euro 129, 11, potete scegliere di ripartire le detrazioni di cui ai righi RP1 colonne 1 e 2, RP2 e RP3 in quattro quote
annuali costanti e di pari importo.
Nel rigo RP15 (colonna 1) dovrete indicare se intendete o meno avvalervi della possibilità di rateizzare tali importi. A tal fine si rimanda
alle istruzioni relative al rigo RP15 (colonna 1).

Ulteriori informazioni sulle spese sanitarie, sulla documentazione da conservare e chiarimenti sulle spese sostenute
all’estero, sono riportate in Appendice alla voce “Spese sanitarie”.

Rigo RP1 Spese sanitarie


Per le spese sanitarie (colonne 1 e 2) la detrazione del 19 per cento spetta solo sulla parte che supera euro 129,11 (per esempio, se la
spesa ammonta ad euro 413,17, l’importo su cui spetta la detrazione è di euro 284,06).

Le spese sanitarie vanno indicate per intero (come avviene nel modello 730) e, pertanto, nei righi da RP1 a RP13 non
devono essere ridotte della franchigia di euro 129,11.

Colonna 2 (Spese sanitarie): indicare l’intero importo delle spese sanitarie sostenute nell’interesse proprio e dei familiari a carico,
senza ridurle della franchigia di euro 129,11.

52
Con riferimento alle spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, si precisa che la detrazione spetta se la spesa è certificata da
fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura, e la quantità dei prodotti acquistati il
codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale e il codice fiscale del destinatario.
Limitatamente agli anni 2017 e 2018 sono altresì detraibili le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella
sezione A1 del Registro nazionale di cui all’articolo 7 del decreto del Ministro della sanità 8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti.
Si ricorda che nell’importo da indicare nel rigo RP1, colonna 2, vanno comprese anche le spese sanitarie indicate con il codice 1 nella
sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica o alla voce “Importo delle spese mediche inferiore alla franchigia”.
In questa colonna vanno riportate le spese diverse da quelle relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica sostenute da un

2018
familiare per conto del contribuente non a carico (da riportare, invece, in colonna 1).
Colonna 1 (spese patologie esenti sostenute da familiare): La compilazione della presente colonna è riservata al contribuente

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


affetto da determinate patologie per le quali il servizio sanitario nazionale ha riconosciuto l’esenzione dal ticket, per l’indicazione
delle spese:
n sostenute da un familiare per il quale lo stesso contribuente risulta non fiscalmente a carico;
n effettuate presso strutture che ne prevedono il pagamento (ad esempio: spese per prestazioni in cliniche private).
La detrazione relativa alle spese indicate in questa colonna, per la parte che non trova capienza nell’imposta dovuta dal contribuente
affetto dalla patologia esente, può essere fruita dal familiare che ha sostenuto la spesa nella propria dichiarazione e in particolare
compilando il rigo RP2.
Per un elenco completo delle patologie che danno diritto all’esenzione si può consultare il decreto ministeriale 28 maggio 1999, n. 329.
Pertanto indicare:
n nella colonna 1 del rigo RP1 l’intero importo delle spese per patologie esenti senza ridurle della franchigia di euro 129,11;
n nella colonna 2 del rigo RP1 le altre spese sanitarie che non riguardano dette patologie.

Rigo RP2 Spese sanitarie sostenute per familiari non a carico, affetti da patologie esenti
Indicare l’importo della spesa sanitaria sostenuta nell’interesse del familiare non fiscalmente a carico affetto da patologie esenti dalla
partecipazione alla spesa sanitaria pubblica, la cui detrazione non ha trovato capienza nell’imposta lorda da questi dovuta. L’importo di
tali spese si ottiene dividendo per 0,19 la parte di detrazione che non ha trovato capienza nell’imposta del familiare desumibile dalle
annotazioni del Mod. 730 o dal rigo RN47, colonna 6, del Mod. REDDITI di quest’ultimo.

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L’ammontare massimo delle spese sanitarie sulle quali spetta la detrazione del 19 per cento in questi casi è complessivamente di euro

ReddITI PeRsone FIsIche


6.197,48; l’importo di tali spese deve essere indicato per intero senza ridurlo della franchigia di euro 129,11.
Rigo RP3 Spese sanitarie per persone con disabilità
Indicare l’importo delle spese per i mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione, sollevamento delle persone
con disabilità, e le spese per i sussidi tecnici e informatici per l’autosufficienza e integrazione delle persone con disabilità. Per queste
spese la detrazione del 19 per cento spetta sull’intero importo.
In questo rigo vanno comprese anche le spese indicate con il codice 3 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.

Consultare in Appendice la voce “Spese sanitarie per persone con disabilità”

Rigo RP4 Spese per l’acquisto e la riparazione di veicoli per persone con disabilità
Indicare le spese sostenute per l’acquisto:
n di motoveicoli e autoveicoli anche se prodotti in serie e adattati per le limitazioni delle capacità motorie delle persone con disabilità;
n di autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto dei non vedenti, sordi, soggetti con disabilità psichica o mentale di gravità tale da
avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione
e dei soggetti affetti da pluriamputazioni.
La detrazione spetta una sola volta in quattro anni, salvo i casi in cui il veicolo risulta cancellato dal pubblico registro automobilistico. La
detrazione, nei limiti di spesa di euro 18.075,99, spetta per un solo veicolo (motoveicolo o autoveicolo) a condizione che lo stesso venga
utilizzato in via esclusiva o prevalente a beneficio del persona con disabilità. Se il veicolo è stato rubato e non ritrovato, da euro
18.075,99, si sottrae l’eventuale rimborso dell’assicurazione.
In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito del veicolo prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto è dovuta la differenza tra
l’imposta che sarebbe stata determinata in assenza dell’agevolazione e quella risultante dall’applicazione dell’agevolazione, a meno che
tale trasferimento sia avvenuto in seguito ad un mutamento della disabilità che comporti per la persona con disabilità la necessità di
acquistare un nuovo veicolo sul quale effettuare nuovi e diversi adattamenti.
La detrazione si può dividere in quattro rate dello stesso importo: in tal caso indicate il numero 1 nella casella contenuta nel rigo RP4, per
segnalare che volete fruire della prima rata, e indicate in tale rigo l’importo della rata spettante. Se, invece, la spesa è stata sostenuta nel
2014, 2015 o nel 2016 e nella dichiarazione relativa ai redditi percepiti in tali anni avete barrato la casella per la ripartizione della
detrazione in quattro rate annuali di pari importo, nella casella del rigo RP4 scrivete il numero 4, 3 o 2 per segnalare che volete fruire
della quarta, della terza o della seconda rata, e indicate nel rigo RP4 l’importo della rata spettante.
Si ricorda che la detrazione spetta anche per le spese di riparazione che non rientrano nell’ordinaria manutenzione, con esclusione,
quindi, dei costi di esercizio (quali, ad esempio, il premio assicurativo, il carburante ed il lubrificante).
Per le spese di manutenzione straordinaria non è prevista la possibilità di dividere la detrazione in quattro rate e, pertanto, la rateazione
non può essere chiesta nel rigo dove vengono indicate tali spese. Si precisa che le spese suddette devono essere sostenute entro
quattro anni dall’acquisto e concorrono, insieme al costo di acquisto del veicolo, al raggiungimento del limite massimo consentito di euro
18.075,99.
Nell’importo scritto in questo rigo vanno comprese anche le spese indicate con il codice 4 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a
352) della Certificazione Unica nel limite dell’importo massimo predetto.

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Rigo RP5 Spese per l’acquisto di cani guida
Indicare la spesa sostenuta per l’acquisto del cane guida dei non vedenti. La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro
anni, salvo i casi di perdita dell’animale.
La detrazione spetta con riferimento all’acquisto di un solo cane e per l’intero ammontare del costo sostenuto.
La detrazione può essere ripartita in quattro rate annuali di pari importo; in tal caso indicare nella casella contenuta in questo rigo il
numero corrispondente alla rata di cui si vuole fruire e indicare l’importo della rata spettante.
Si ricorda che per il mantenimento del cane guida il non vedente ha diritto anche ad una detrazione forfetaria di euro 516,46 (vedere le
istruzioni al rigo RP82). Vanno comprese nell’importo da indicare nel rigo RP5 anche le spese indicate con il codice 5 nella sezione
2018

“Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica.

Rigo RP6 Spese sanitarie rateizzate in precedenza


Questo rigo è riservato ai contribuenti che nelle precedenti dichiarazioni dei redditi, avendo sostenuto spese sanitarie per un importo
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

superiore a euro 15.493,71, hanno optato nel 2014 e/o 2015 e/o 2016 per la rateazione di tali spese. Indicare nella colonna 2 l’importo
della rata spettante. Detto importo può essere rilevato dal Mod. REDDITI 2017, rigo RP6, colonna 2 per le spese sostenute nel 2014 e
nel 2015 e rigo RP15 colonna 2 per le spese sostenute nel 2016, oppure può essere ricavato dividendo per quattro (numero delle rate
previste) l’importo indicato nel mod. 730/2017, rigo E6 per le spese sostenute nell’anno 2014 e nel 2015 e rigo 136 del mod. 730-3 per
le spese sostenute nell’anno 2016.
Nella colonna 1 di questo rigo indicare il numero della rata di cui si intende fruire (es. per le spese sostenute nel 2015 indicare il numero 3).
Il contribuente che abbia optato per la rateizzazione delle spese sostenute sia nel 2014, nel 2015 o nel 2016 deve compilare il rigo RP6 in
distinti moduli.
Vanno comprese nell’importo da indicare nel rigo RP6 anche le spese indicate con il codice 6 nella sezione “Oneri detraibili” della
Certificazione Unica.
Interessi passivi - Rigo RP7 e codici 8, 9, 10 e 11 nei righi da RP8 a RP13
In questi righi vanno indicati gli importi degli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione pagati nel 2017 in
dipendenza di mutui a prescindere dalla scadenza della rata.

Consultare in Appendice “Rinegoziazione di un contratto di mutuo”.


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In caso di mutuo ipotecario sovvenzionato con contributi concessi dallo Stato o da Enti pubblici, non erogati in conto capitale, gli interessi
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passivi danno diritto alla detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente.
Nel caso in cui il contributo venga erogato in un periodo d’imposta successivo a quello in cui il contribuente ha fruito della detrazione per
l’intero importo degli interessi passivi, l’ammontare del contributo percepito deve essere assoggettato a tassazione separata a titolo di
“onere rimborsato”.
Non danno diritto alla detrazione gli interessi derivanti da:
n mutui stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione (ad esempio per la ristrutturazione);
n mutui stipulati a partire dal 1993 per motivi diversi dall’acquisto dell’abitazione principale (ad esempio per l’acquisto di una residenza
secondaria). Sono esclusi da tale limitazione i mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili ed i mutui ipotecari stipulati a partire
dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale.
Non danno comunque diritto alla detrazione gli interessi pagati a seguito di aperture di credito bancario, di cessione di stipendio e, in generale,
gli interessi derivanti da tipi di finanziamento diversi da quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con garanzia ipotecaria su immobili.
Se il mutuo eccede il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile possono essere portati in detrazione gli interessi relativi alla parte del
mutuo che copre detto costo, aumentato delle spese notarili e degli altri oneri accessori relativi all’acquisto. Per determinare la parte di
interessi da detrarre può essere utilizzata la seguente formula:

costo di acquisizione dell’immobile x interessi pagati


capitale dato in mutuo

In caso di mutuo intestato a più soggetti, ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi.
Gli oneri accessori sui quali è consentito calcolare la detrazione sono le spese assolutamente necessarie alla stipula del contratto di
mutuo. Tra gli oneri accessori sono compresi anche:
n l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo ipotecario, nonché le altre spese sostenute dal notaio per conto del cliente (ad
esempio l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca);
n le spese di perizia;
n le spese di istruttoria;
n la commissione richiesta dagli istituti di credito per la loro attività di intermediazione;
n la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti;
n la penalità per anticipata estinzione del mutuo;
n le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione;
n le perdite su cambio, per i mutui contratti in valuta estera;
n l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca;
n l’imposta sostitutiva sul capitale prestato.
Non sono ammesse alla detrazione:
n le spese di assicurazione dell’immobile, neppure qualora l’assicurazione sia richiesta dall’istituto di credito che concede il mutuo,
quale ulteriore garanzia nel caso in cui particolari eventi danneggino l’immobile, determinando una riduzione del suo valore ad un
ammontare inferiore rispetto a quello ipotecato;
n le spese di mediazione immobiliare (agenzie immobiliari);
n l’onorario del notaio per il contratto di compravendita;
n le imposte di registro, l’Iva, le imposte ipotecarie e catastali.

54
Rigo RP7 Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale
Indicare gli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati per mutui ipotecari
destinati all’acquisto dell’abitazione principale.

Nozione di abitazione principale


Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Pertanto, la detrazione
spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo
familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado).

2018
Nel caso di separazione legale anche il coniuge separato, finché non intervenga l’annotazione della sentenza di divorzio, rientra tra i
familiari. In caso di divorzio, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque il beneficio della detrazione per la
quota di competenza, se presso l’immobile hanno la propria dimora abituale i suoi familiari.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Importo massimo cui applicare la detrazione
La detrazione spetta su un importo massimo di euro 4.000,00. In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo il
suddetto limite è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti (ad es.: coniugi non
fiscalmente a carico l’uno dell’altro cointestatari in parti uguali del mutuo che grava sulla abitazione principale acquistata in comproprietà
possono indicare al massimo un importo di euro 2.000,00 ciascuno). Se invece il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico
il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.

Soggetti ammessi alla detrazione


La detrazione d’imposta spetta agli acquirenti che siano contestualmente contraenti del mutuo ipotecario.
La detrazione spetta anche al “nudo proprietario” (e cioè al proprietario dell’immobile gravato, ad esempio, da un usufrutto in favore di
altra persona) sempre che ricorrano tutte le condizioni richieste, mentre non compete mai all’usufruttuario in quanto lo stesso non
acquista l’unità immobiliare.
Nel caso di mutui ipotecari indivisi stipulati da cooperative o da imprese costruttrici, il diritto alla detrazione spetta agli assegnatari o agli
acquirenti in relazione agli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione rimborsati da questi ai contraenti di questi. Per avere
diritto alla detrazione, anche se le somme sono state pagate dagli assegnatari di alloggi cooperativi destinati a proprietà divisa, vale non
il momento del formale atto di assegnazione redatto dal notaio o quello dell’acquisto, ma il momento della delibera di assegnazione
dell’alloggio, con conseguente assunzione dell’obbligo di pagamento del mutuo e di immissione nel possesso. In tal caso il pagamento

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ReddITI PeRsone FIsIche
degli interessi relativi al mutuo può essere anche certificato dalla documentazione rilasciata dalla cooperativa intestataria del mutuo.
In caso di morte del mutuatario, il diritto alla detrazione si trasmette all’erede o legatario o all’acquirente che si sia accollato il mutuo. In
caso di accollo, per data di stipulazione del contratto di mutuo deve intendersi quella di stipula del contratto di accollo del mutuo.
La detrazione compete anche al coniuge superstite, se contitolare insieme al coniuge deceduto del mutuo contratto per l’acquisto
dell’abitazione principale, a condizione che provveda a regolarizzare l’accollo del mutuo, sempre che sussistano gli altri requisiti.
La detrazione è anche riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle
Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in
riferimento ai mutui ipotecari per l’acquisto di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della
dimora abituale.

Condizioni generali per fruire della detrazione


La detrazione spetta a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia
avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo. Non si tiene conto delle variazioni dell’abitazione principale dipendenti da
ricoveri permanenti in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’immobile non risulti locato.
La detrazione spetta anche se il mutuo è stato stipulato per acquistare un’ulteriore quota di proprietà dell’unità immobiliare ed è
ammessa anche per i contratti di mutuo stipulati con soggetti residenti nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea.
Per i mutui stipulati in data antecedente al 1° gennaio 2001 la detrazione è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata
adibita ad abitazione principale entro sei mesi dall’acquisto ad eccezione del caso in cui al 1° gennaio 2001 non fosse già decorso il
termine semestrale previsto dalla previgente disciplina. Per i soli mutui stipulati nel corso dell’anno 1993 la detrazione è ammessa a
condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale entro l’8 giugno 1994.
Non si tiene conto del periodo intercorrente tra la data di acquisto e quella del mutuo, se l’originario contratto di mutuo per l’acquisto
dell’abitazione principale viene estinto e ne viene stipulato uno nuovo, anche con una banca diversa, compresa l’ipotesi di surrogazione
per volontà del debitore, prevista dall’art. 8 del decreto legge n. 7 del 31/01/2007.

Consultare in Appendice “Rinegoziazione di un contratto di mutuo”

In tale ipotesi, come pure in caso di rinegoziazione del mutuo il diritto alla detrazione compete per un importo non superiore a quello che
risulterebbe con riferimento alla quota residua di capitale del vecchio mutuo maggiorata delle spese e degli oneri correlati all’estinzione
del vecchio mutuo e all’accensione del nuovo. Qualora l’immobile acquistato sia oggetto di ristrutturazione edilizia la detrazione spetta
dalla data in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale che comunque deve avvenire entro due anni dall’acquisto.
Se è stato acquistato un immobile locato, la detrazione spetta, a decorrere dalla prima rata di mutuo corrisposta, a condizione che entro
tre mesi dall’acquisto, l’acquirente notifichi al locatario l’intimazione di sfratto per finita locazione e che entro l’anno dal rilascio l’immobile
sia adibito ad abitazione principale.
si ha diritto alla detrazione anche se l’unità immobiliare non è adibita ad abitazione principale entro un anno a causa di un trasferimento
per motivi di lavoro avvenuto dopo l’acquisto. Il diritto alla detrazione viene meno a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in
cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale (ad eccezione del trasferimento per motivi di lavoro o del ricovero
permanente in istituti di ricovero o sanitari). Tuttavia, se il contribuente torna ad adibire l’immobile ad abitazione principale, in relazione
alle rate pagate a decorrere da tale momento, è possibile fruire nuovamente della detrazione.
La detrazione non compete nel caso in cui il mutuo sia stato stipulato autonomamente per acquistare una pertinenza dell’abitazione principale.

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Contratti di mutuo stipulati prima del 1993
Per i contratti di mutuo stipulati anteriormente al 1993, la detrazione spetta su un importo massimo di euro 4.000,00 per ciascun
intestatario del mutuo ed è ammessa a condizione che l’unità immobiliare sia stata adibita ad abitazione principale alla data dell’8
dicembre 1993 e che, nella rimanente parte dell’anno e negli anni successivi, il contribuente non abbia variato l’abitazione principale per
motivi diversi da quelli di lavoro.
In questo caso, se nel corso dell’anno l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale (per motivi diversi da quelli di lavoro), a
partire dallo stesso anno, la detrazione spetta solo sull’importo massimo di euro 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo.
2018

Consultare in Appendice “Rinegoziazione di un contratto di mutuo”.

Anche in questo caso permane il diritto alla detrazione nel caso di rinegoziazione del contratto di mutuo. In tale ipotesi si continua ad
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

applicare la disciplina fiscale relativa al mutuo che viene estinto.


In particolare, se l’ammontare dell’importo scritto nel rigo RP7 è maggiore o uguale a euro 2.065,83, con codice 8 nei righi da RP8 a
RP13 non deve essere indicato alcun importo. Se, invece, l’importo di rigo RP7 è inferiore a euro 2.065,83, la somma degli importi
indicati nel rigo RP7 e con codice 8, nei righi da RP8 a RP13, non deve superare questo importo, cioè euro 2.065,83.
Nel rigo RP7 vanno compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 7 nella sezione “Oneri detraibili” della
Certificazione Unica.

Righi da RP8 a RP13 Altre spese per le quali spetta la detrazione


Indicare le spese contraddistinte dai codici da 8 a 36, 38, 39 e 99, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19 per cento e le spese
contraddistinte dai codici 41 e 42, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 26 per cento.

SPESE PER LE QUALI SPETTA LA DETRAZIONE DEL 19 PER CENTO


CODICE DESCRIZIONE RIGO CODICE DESCRIZIONE RIGO
1 Spese sanitarie RP1
Spese sanitarie per familiari non a carico 22 Contributi associativi alle società di mutuo soccorso ”
2 RP2
affetti da patologie esenti
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Erogazioni liberali a favore delle associazioni di


3 Spese sanitarie per persone con disabilità RP3 23 ”
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promozione sociale
4 Spese veicoli per persone con disabilità RP4 Erogazioni liberali a favore della società di cultura
24 ”
5 Spese per l’acquisto di cani guida RP5 Biennale di Venezia
Totale spese sanitarie per le quali è stata richiesta
6 RP6 25 Spese relative a beni soggetti a regime vincolistico ”
la rateizzazione nella precedente dichiarazione
Interessi per mutui ipotecari per acquisto abitazione
7 RP7 26 Erogazioni liberali per attività culturali ed artistiche ”
principale
8 Interessi per mutui ipotecari per acquisto altri immobili da RP8 a RP13 27 Erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo ”
Erogazioni liberali a favore di fondazioni operanti
9 Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio ” 28 ”
nel settore musicale
Interessi per mutui ipotecari per costruzione abitazione
10 ” 29 Spese veterinarie ”
principale
Spese sostenute per servizi di interpretariato dai
11 Interessi per prestiti o mutui agrari ” 30 ”
soggetti ricosciuti sordi
Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici
12 Spese per istruzione diverse da quelle universitarie ” 31 ”
di ogni ordine e grado
Spese relative ai contributi versati per il riscatto
13 Spese per istruzione universitaria ” 32 ”
degli anni di laurea dei familiari a carico
14 Spese funebri ” 33 Spese per asili nido ”
Erogazioni liberali al fondo per l’ammortamento di titoli
15 Spese per addetti all’assistenza personale ” 35 ”
di Stato
Spese per attività sportive per ragazzi
16 ” 36 Premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni ”
(palestre, piscine e altre strutture sportive)
Premi per assicurazioni per tutela delle persone
17 Spese per intermediazione immobiliare ” 38 ”
con disabilità grave
Spese per canoni di locazione sostenute da studenti
18 ” 39 Premi per assicurazioni per rischio di non autosufficienza ”
universitari fuori sede
Erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite
20 ” 99 Altre spese detraibili ”
da calamità pubbliche o eventi straordinari
Erogazioni liberali alle società ed associazioni sportive
21 da RP8 a RP13
dilettantistiche

SPESE PER LE QUALI SPETTA LA DETRAZIONE DEL 26 PER CENTO


CODICE DESCRIZIONE RIGO CODICE DESCRIZIONE RIGO

41 Erogazioni liberali a favore delle Onlus da RP8 a RP13 42 Erogazioni liberali a favore dei partiti politici da RP8 a RP13

Nella colonna 1 indicare il codice e nella colonna 2 il relativo importo. In particolare, indicare i codici relativi alle seguenti spese.

Codice “8” (Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto di altri immobili, stipulati prima del 1993). Con questo codice indicare, per
un importo non superiore a euro 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo, gli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione

56
dipendenti da clausole di indicizzazione, che avete pagato per mutui ipotecari, finalizzati all’acquisto di abitazioni diverse dalla principale,
stipulati prima del 1993.
Per i mutui stipulati nel 1991 e nel 1992 la detrazione spetta per l’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione anche diversa da
quella principale (per la quale valgono le istruzioni relative al rigo RP7) e per i quali non sia variata tale condizione (ad es. si verifica
variazione se l’immobile viene concesso in locazione).
Nell’ipotesi di accollo del mutuo da parte dell’erede o dell’acquirente oppure nell’ipotesi di mutuo stipulato dalla cooperativa o
dall’impresa costruttrice si vedano le istruzioni al rigo RP7 paragrafo “Soggetti ammessi alla detrazione”. è ancora possibile fruire della
detrazione nel caso di rinegoziazione del contratto di mutuo.

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Consultare in Appendice “Rinegoziazione di un contratto di mutuo”.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Nel presente rigo vanno compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 8 nella sezione “Oneri detraibili”
(punti da 341 a 352) della Certificazione Unica.
Codice “9” (Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio). Con questo codice indicare gli importi degli interessi
passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui (anche non ipotecari) contratti nel
1997 per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 4, del
D.L. n. 669 del 31 dicembre 1996, convertito con modificazioni, dalla Legge n. 30 del 28 febbraio 1997.
La detrazione spetta su un importo massimo complessivo di euro 2.582,28. In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti
di mutuo detto limite è riferito all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti. Se il contratto
di mutuo è stipulato da un condominio, la detrazione spetta a ciascun condomino in proporzione ai millesimi di proprietà.
Nel presente rigo vanno compresi gli interessi passivi sui mutui indicati con il codice 9 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352)
della Certificazione Unica.
Codice“10” (Interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell’abitazione principale). Con questo codice indicare gli importi degli
interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti a
partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.
La detrazione spetta su un importo massimo di euro 2.582,28.
La detrazione è anche riconosciuta per gli interessi passivi corrisposti da soggetti appartenenti al personale in servizio permanente delle

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Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento militare, nonché a quello dipendente dalle Forze di polizia ad ordinamento civile, in

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riferimento ai mutui ipotecari per la costruzione di un immobile costituente unica abitazione di proprietà, prescindendo dal requisito della
dimora abituale.
Nel presente rigo vanno compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 10 nella sezione “Oneri detraibili”
(punti da 341 a 352) della Certificazione Unica.

Consultare in Appendice “Mutuo ipotecario relativo alla costruzione e ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale”.

Codice “11” (Interessi per prestiti o mutui agrari). Con questo codice indicare gli importi degli interessi passivi e relativi oneri
accessori, nonché le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per prestiti e mutui agrari di ogni specie.
L’importo dell’onere non può essere superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati, compresi i redditi dei terreni dichiarati nel quadro
RH per i quali è stata barrata la casella di colonna 6 (reddito dei terreni).
Nel presente rigo vanno compresi anche gli interessi passivi sui mutui ipotecari indicati con il codice 11 nella sezione “Oneri detraibili”
(punti da 341 a 352) della Certificazione Unica.
Codice “12” (Spese di istruzione) Con questo codice indicare l’importo delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo
ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo
2000, n. 62, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a 717,00 euro per ciascun alunno o studente. La detrazione
spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso.
Se la spesa riguarda più di un alunno, occorre compilare più righi da RP8 a RP13 riportando in ognuno di essi il codice 12 e la spesa
sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo.
L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice
onere 12. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in
sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti
da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 12.

Questa detrazione non è cumulabile con quella prevista per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per l’ampliamento
dell’offerta formativa che sono indicate con il codice 31.

Codice “13” (Spese di istruzione universitaria).


Con questo codice indicare l’importo delle spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali,
di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.
Le spese possono riferirsi anche a più anni, compresa l’iscrizione fuori corso e, per le università non statali, non devono essere superiori
a quelle stabilite annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca,
tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.
L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice
onere 13. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in
sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti
da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 13.

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Codice “14” (Spese funebri). Con questo codice indicare gli importi delle spese funebri sostenute per la morte di persone,
indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela con esse. L’importo, riferito a ciascun decesso, non può essere superiore a
1.550,00 euro. Tale limite resta fermo anche se più soggetti sostengono la spesa. Nel caso di più eventi, occorre utilizzare più righi da
RP8 a RP13 riportando in ognuno di essi il codice 14 e la spesa relativa a ciascun decesso.
L’importo deve comprendere anche le spese indicate con il codice 14 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “15” (Spese per addetti all’assistenza personale). Con questo codice indicare le spese, per un importo non superiore a euro
2.100,00, sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.
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Si precisa che è possibile fruire della detrazione solo se il reddito complessivo non supera euro 40.000,00. Nel limite di reddito deve
essere computato anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni e l’agevolazione ACE.
La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i familiari indicati nel capitolo 4 “Familiari a carico”. Non è necessario tuttavia, che
il familiare per il quale si sostiene la spesa sia fiscalmente a carico del contribuente.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Sono considerati non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana i soggetti che non sono in grado, ad esempio, di
assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti.
Inoltre, può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa.
Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica.
La detrazione non compete pertanto per spese di assistenza sostenute a beneficio di soggetti come, ad esempio, i bambini quando la
non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.
Il limite di euro 2.100,00 deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero dei soggetti cui si
riferisce l’assistenza. Ad esempio, se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per un familiare, l’importo da indicare in questo rigo
non può essere comunque superiore a euro 2.100,00.
Nel caso in cui più familiari hanno sostenuto spese per assistenza riferite allo stesso familiare, il limite massimo di euro 2.100,00 dovrà
essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.
Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta debitamente firmata, rilasciata
dall’addetto all’assistenza.
La documentazione deve contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta
l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il
codice fiscale di quest’ultimo.
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L’importo deve comprendere anche le spese indicate con il codice 15 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
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Certificazione Unica. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore
di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51
Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 15.
Codice “16” (Spese per attività sportive praticate da ragazzi). Con questo codice indicare le spese sostenute per l’iscrizione annuale
e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni (anche se compiuti nel corso del 2017 la detrazione spetta per l’intero
anno d’imposta – circolare n. 34/E del 4 aprile 2008), ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi
destinati alla pratica sportiva dilettantistica. La detrazione spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il
contribuente stesso se di età rientrante nei limiti sopra indicati. L’importo da considerare non può essere superiore per ciascun ragazzo
a 210,00 euro.
La detrazione può essere ripartita tra gli aventi diritto (ad esempio i genitori). In questo caso sul documento di spesa va indicata la quota
detratta da ognuno di essi. La spesa complessiva non può comunque superare 210 euro per ciascun ragazzo.
Se la spesa riguarda più di un ragazzo, occorre compilare più righi da RP8 a RP13 riportando in ognuno di essi il codice 16 e la spesa
sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo.
Le spese devono risultare da idonea documentazione che può consistere in un bollettino bancario o postale, ovvero fattura, ricevuta o
quietanza di pagamento da cui risultino:
n la ditta, denominazione o ragione sociale e la sede legale ovvero, se persona fisica, il nome cognome e residenza, nonché il codice
fiscale del soggetto che ha reso la prestazione;
n la causale del pagamento;
n l’attività sportiva praticata;
n l’importo corrisposto per la prestazione resa;
n i dati anagrafici del praticante l’attività sportiva e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento.
L’importo deve comprendere anche le spese indicate con il codice 16 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “17” (Spese per intermediazione immobiliare). I compensi comunque denominati pagati a soggetti di intermediazione
immobiliare per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. L’importo da indicare non può essere superiore a
euro 1.000,00. Nel presente rigo vanno comprese anche le spese indicate con il codice 17 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341
a 352) della Certificazione Unica.

Se l’unità immobiliare è acquistata da più soggetti, la detrazione, nel limite di 1.000 euro, va ripartita tra i comproprietari
in base alla percentuale di proprietà.

Codice “18” (Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede). Le spese sostenute dagli studenti
universitari iscritti ad un corso di laurea presso una università situata in un Comune diverso da quello di residenza per canoni di
locazione derivanti da contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998 n. 431.
La detrazione spetta anche per i canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione,
stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative. Per
fruire della detrazione l’università deve essere ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri dal Comune di residenza dello
studente e comunque in una Provincia diversa oppure nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti
all’Accordo sullo spazio economico europeo con i quali sia possibile lo scambio di informazioni. Per gli anni d’imposta 2017 e 2018 il

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requisito della distanza si intende rispettato anche all’interno della stessa provincia ed è ridotto a 50 chilometri per gli studenti residenti
in zone montane o disagiate.
L’importo da indicare non può essere superiore a euro 2.633,00. La detrazione spetta anche se tali spese sono state sostenute per i
familiari fiscalmente a carico.
Nel presente rigo vanno comprese anche le spese indicate con il codice 18 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “20” (Erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o eventi straordinari). Le erogazioni
liberali, per un importo non superiore a 2.065,83 euro annui, a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o eventi straordinari,
che possono riguardare anche calamità avvenute in altri Stati. Le erogazioni devono essere effettuate esclusivamente tramite:

2018
n Onlus;
n organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro;
n altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


o registrata, che prevedano tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri
eventi straordinari;
n amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
n associazioni sindacali di categoria.
Per la verifica del limite di spesa si deve tenere conto anche dell’importo indicato con il codice ‘41’ nei righi da RP8 a RP13. Le erogazioni
devono essere effettuate con versamento postale o bancario, o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e
circolari. Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di eventuale richiesta del-
l’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta.
L’importo deve comprendere le erogazioni indicate con il codice 20 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “21” (Erogazioni liberali alle società ed associazioni sportive dilettantistiche). Le erogazioni liberali in denaro, per un importo
non superiore a euro 1.500,00, effettuate a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche.
Con questo codice vanno comprese le erogazioni indicate con il codice 21 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “22” (Contributi associativi alle società di mutuo soccorso). I contributi associativi, fino a euro 1.291,14, versati dai soci alle
società di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settori di cui all’art. 1 della L. 15 aprile 1886, n. 3818, al fine di assicurare ai soci
un sussidio nei casi di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia, ovvero, in caso di decesso, un aiuto alle loro famiglie. Danno diritto alla

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detrazione soltanto i contributi versati per se stessi, e non per i familiari.

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Con questo codice vanno comprese le erogazioni indicate con il codice 22 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “23” (Erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale). le erogazioni liberali in denaro a favore delle
associazioni di promozione sociale fino a euro 2.065,83.
Con questo codice vanno comprese le erogazioni indicate con il codice 23 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “24” (Erogazioni liberali a favore della Società di cultura ”La Biennale di Venezia”). Le erogazioni liberali in denaro a
favore della Società di cultura ”La Biennale di Venezia”. La somma da indicare non deve superare il 30 per cento del reddito complessivo
(che in tal caso comprende anche il reddito dei fabbricati assoggettato a cedolare secca e l’agevolazione ACE).
Con questo codice vanno comprese le spese indicate con il codice 24 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “25” (Spese relative ai beni soggetti a regime vincolistico). Le spese sostenute dai contribuenti obbligati alla manutenzione,
protezione o restauro dei beni soggetti a regime vincolistico ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e del D.P.R. 30 settembre 1963, n.
1409 e successive modificazioni e integrazioni, nella misura effettivamente rimasta a carico. La documentazione finalizzata a documentare
la necessità di effettuare le spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve risultare da un’apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto
di notorietà (art. 47 D.P.R. n. 445/2000), presentata al Ministero per i beni e le attività culturali e relativa alle spese effettivamente sostenute
per le quali si ha diritto alla detrazione. Con questo codice vanno comprese le somme indicate con il codice 25 nella sezione “Oneri
detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica.
Questa detrazione è cumulabile con quella del 50 per cento per le spese di ristrutturazione, ma in tal caso è ridotta del 50
per cento. Quindi, le spese per le quali si è chiesto di fruire della detrazione possono essere indicate anche in questo rigo
nella misura ridotta del 50 per cento. Per i contribuenti che hanno iniziato i lavori negli anni precedenti il limite di 48.000 o
96.000 euro deve tenere conto anche di quanto speso nelle annualità precedenti. Le spese superiori ai limiti previsti, per
le quali non spetta più la detrazione del 36 o del 50 per cento, possono essere riportate per il loro intero ammontare.

Codice “26” (Erogazioni liberali per attività culturali ed artistiche). Le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni,
degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente costituiti con decreto del Ministro per i
beni e le attività culturali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività
di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate
in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro delle cose individuate ai sensi del D.Lgs. 22
gennaio 2004 n. 42 e del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409 e successive modificazioni e integrazioni. Sono comprese anche le
erogazioni effettuate per l’organizzazione in Italia e all’estero di mostre e di esposizioni di rilevante interesse scientifico-culturale delle
cose anzidette, e per gli studi e per le ricerche eventualmente a tal fine necessari, nonché per ogni altra manifestazione di rilevante
interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico-promozionali, compresi gli studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione,
e le pubblicazioni relative ai beni culturali. Le iniziative culturali devono essere autorizzate dal Ministero per i beni e le attività culturali.
Rientra in questa agevolazione anche il costo specifico o, in mancanza, il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, in base ad
apposita convenzione. La documentazione richiesta per fruire della detrazione è sostituita da una dichiarazione sostitutiva dell’atto di
notorietà, presentata al Ministero per i beni e le attività culturali e relativa alle spese effettivamente sostenute per le quali si ha diritto alla
detrazione.

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Con questo codice vanno comprese le erogazioni indicate con il codice 26 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Questa detrazione spetta solo per le liberalità che non sono ricomprese nel credito d’imposta previsto per le erogazioni
liberali a sostegno della cultura, “art - bonus”, da indicare nel rigo CR14.

Codice “27” (Erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo). Le erogazioni liberali in denaro per un importo non
superiore al 2 per cento del reddito complessivo (che in tal caso comprende anche il reddito dei fabbricati assoggettato a cedolare secca
e l’agevolazione ACE), a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute e senza scopo di lucro
2018

che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, effettuate per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento
delle strutture esistenti, nonché per la produzione nei vari settori dello spettacolo.
Con questo codice vanno comprese le erogazioni indicate con il codice 27 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Certificazione Unica.
Questa detrazione spetta solo per le liberalità che non sono ricomprese nel credito d’imposta previsto per le erogazioni
liberali a sostegno della cultura, “art - bonus”, da indicare nel rigo CR14

Codice “28” (Erogazioni liberali a favore di fondazioni operanti nel settore musicale). Le erogazioni liberali in denaro per un
importo non superiore al 2 per cento del reddito complessivo (che in tal caso comprende anche il reddito dei fabbricati assoggettato a
cedolare secca e l’agevolazione ACE), a favore degli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale, per i quali è
prevista la trasformazione in fondazioni di diritto privato ai sensi dell’art.1 del D.Lgs. 29 giugno 1996, n. 367. Il limite è elevato al 30 per
cento per le somme versate:
n al patrimonio della fondazione dai soggetti privati al momento della loro partecipazione;
n come contributo alla sua gestione nell’anno in cui è pubblicato il decreto di approvazione della delibera di trasformazione in fondazione;
n come contributo alla gestione della fondazione per i tre periodi di imposta successivi alla data di pubblicazione del suddetto decreto.
In questo caso per fruire della detrazione, il contribuente deve impegnarsi con atto scritto a versare una somma costante per i predetti
tre periodi di imposta successivi alla pubblicazione del citato decreto di approvazione della delibera di trasformazione in fondazione.
In caso di mancato rispetto dell’impegno si provvederà al recupero delle somme detratte.
Con questo codice vanno comprese le erogazioni indicate con il codice 28 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
æ

Certificazione Unica.
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Questa detrazione spetta solo per le liberalità che non sono ricomprese nel credito d’imposta previsto per le erogazioni
liberali a sostegno della cultura, “art - bonus”, da indicare nel rigo CR14.

Codice “29” (Spese veterinarie). Le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per
pratica sportiva. La detrazione del 19 per cento spetta sulla parte che eccede l’importo di euro 129,11 e nel limite massimo di euro
387,34. Pertanto, l’importo va indicato comprensivo della franchigia e non può eccedere euro 387.
Con questo codice vanno comprese le somme indicate con il codice 29 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “30” (Spese sostenute per servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi). Le spese sostenute per i servizi di
interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi ai sensi della L. 26 maggio 1970 n. 381. Si considerano sordi i minorati sensoriali dell’udito
affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato,
purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da cause di guerra, di lavoro o di servizio (legge n. 95 del 20
febbraio 2006). Con questo codice vanno comprese le somme indicate con il codice 30 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a
352) della Certificazione Unica. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate
dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione
– art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 30.
Codice “31” (Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado). Le erogazioni liberali a favore degli istituti
scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro che appartengono al sistema nazionale d’istruzione (legge 10
marzo 2000, n. 62), nonché a favore degli istituti tecnici superiori di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio
2008, delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università, finalizzate all’innovazione tecnologica,
all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa. Tali erogazioni devono essere effettuate mediante versamento postale o
bancario, ovvero mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.
Con questo codice vanno comprese le somme indicate con il codice 31 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “32” (Spese per i contributi versati per i familiari a carico relativi al riscatto degli anni di laurea). I contributi versati
nell’interesse del soggetto fiscalmente a carico, il quale intenda esercitare il riscatto del corso di laurea pur non avendo ancora iniziato
l’attività lavorativa e non essendo iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza.
è prevista la possibilità di esercitare il riscatto del corso di laurea anche da parte delle persone che non hanno ancora iniziato l’attività
lavorativa e non sono iscritte ad alcuna forma obbligatoria di previdenza. In questo caso i contributi versati possono essere detratti, nella
misura del 19% dall’imposta dovuta dai contribuenti cui l’interessato risulta fiscalmente a carico.
Si ricorda che negli altri casi i contributi versati per il riscatto del corso di laurea costituiscono oneri deducibili e vanno indicati nel rigo RP21.
Con questo codice vanno comprese le somme indicate con il codice 32 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “33” (Spese sostenute dai genitori per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido) Le spese sostenute dai genitori
per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici o privati, per un importo complessivamente non superiore a euro
632,00 annui per ogni figlio fiscalmente a carico.
Se la spesa riguarda più di un figlio, occorre compilare più righi da RP8 a RP13 riportando in ognuno di essi il codice 33 e la spesa
sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo.

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L’importo deve comprendere le somme indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il
codice onere 33. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di
lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51
Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 33. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2017,
se nello stesso periodo si è fruito del bonus asili nido.
Codice ‘35’ (Erogazioni liberali in denaro al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato). La detrazione è ammessa se le
erogazioni liberali in denaro derivano da donazioni o da disposizioni testamentarie destinate al conseguimento delle finalità del fondo. Il
Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, istituito presso la Banca d’Italia, ha lo scopo di ridurre la consistenza dei titoli di Stato in cir-
colazione.

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Per avvalersi della detrazione è necessario che tali erogazioni siano effettuate mediante versamento bancario o postale. Con apposito
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere previste ulteriori modalità di effettuazione di tali erogazioni liberali.
L’importo deve comprendere le erogazioni indicate con il codice 35 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Certificazione Unica.
Codice ‘36’ (Premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni) La detrazione riguarda:
n i contratti stipulati o rinnovati fino al 31 dicembre 2000, i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, anche se versati
all’estero o a compagnie estere. La detrazione è ammessa a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a cinque anni e non
consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima;
n i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, di
invalidità permanente non inferiore al 5 per cento (da qualunque causa derivante).
L’importo non deve complessivamente superare 530,00 euro e deve comprendere anche i premi di assicurazione riportati nella sezione
“Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice 36.
Si ricorda che i contributi previdenziali non obbligatori per legge sono interamente deducibili e pertanto vanno indicati nel rigo RP21.
Codice “38’ per premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave come definita dall’articolo
3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata dalle unità sanitarie locali mediante le commissioni mediche di cui all’articolo
1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, che sono integrate da un operatore sociale da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso
le unità sanitarie locali.
L’importo per i premi, non deve complessivamente superare 750,00 euro al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il
rischio di morte o di invalidità permanente (codice 36), e deve comprendere anche i premi di assicurazione indicati nella sezione “Oneri
detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 38.

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Tale importo deve comprendere anche i premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni indicati nella sezione “Oneri

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detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 36.
Codice ‘39’per i premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti
della vita quotidiana. La detrazione riguarda i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel
compimento degli atti della vita quotidiana. La detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal
contratto. Con decreto del Ministero delle finanze, sentito l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP), sono stabilite le
caratteristiche alle quali devono rispondere i contratti che assicurano il rischio di non autosufficienza.
L’importo non deve complessivamente superare 1.291,14 euro, al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte
o di invalidità permanente (codice 36) e dei premi per le assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave (codice 38),
e deve comprendere anche i premi di assicurazione indicati nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica
con il codice onere 39.
Codice “99” (Altre spese detraibili). Le altre spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19 per cento.
Con questo codice vanno comprese le somme relative alle “Altre spese detraibili” indicate con il codice 99 nella sezione “Oneri detraibili”
(punti da 341 a 352) della Certificazione Unica.
I codici, da indicare nei righi da RP8 a RP13, che identificano le spese per le quali spetta la detrazione del 26 per cento sono i seguenti:
Codice “41”per le erogazioni liberali in denaro per un importo non superiore a 30.000 euro annui a favore delle organizzazioni
non lucrative di utilita’ sociale (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed
enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione
e lo sviluppo economico (OCSE). Per la verifica del limite di spesa si deve tener conto anche dell’importo indicato con il codice 20 nei
righi da RP8 a RP13.
Le erogazioni devono essere effettuate con versamento postale o bancario, o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate,
assegni bancari e circolari. Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di
eventuale richiesta dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta.
Per le liberalità alle ONLUS (codice 41) e alle associazioni di promozione sociale (codice 23) erogate nel 2017 è prevista, in alternativa
alla detrazione, la possibilità di dedurre le stesse dal reddito complessivo (vedere le successive istruzioni della sezione II relativa agli
oneri deducibili). Quindi il contribuente deve scegliere se fruire della detrazione d’imposta o della deduzione dal reddito, non potendo
beneficiare di entrambe le agevolazioni.
L’importo deve comprendere le erogazioni indicate con il codice 41 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.
Codice “42” per le erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti politici iscritti nella prima sezione del registro nazionale di cui
all’art. 4 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.149, per importi compresi tra 30 euro e 30.000 euro. Le medesime erogazioni
continuano a considerarsi detraibili anche quando i relativi versamenti sono effettuati, anche in forma di donazione , dai candidati e dagli
eletti alle cariche pubbliche in conformità a previsioni regolamentari o statutarie deliberate dai partiti o movimenti politici beneficiari delle
erogazioni medesime. L’agevolazione si applica anche alle erogazioni in favore dei partiti o delle associazioni promotrici di partiti
effettuate prima dell’iscrizione al registro e dell’ammissione ai benefici, a condizione che entro la fine dell’esercizio tali partiti risultino
iscritti al registro e ammessi ai benefici. Le erogazioni devono essere effettuate tramite banca o ufficio postale o mediante altri sistemi di
pagamento (ad esempio carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari), o secondo ulteriori modalità idonee a
garantire la tracciabilità dell’operazione e l’esatta identificazione soggettiva e reddituale del contribuente.
L’importo deve comprendere le erogazioni indicate con il codice 42 nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della
Certificazione Unica.

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Rigo RP14 – Spese per canoni di leasing di immobile da adibire ad abitazione principale
Ai titolari dei contratti di locazione finanziaria su unità immobiliari stipulati dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2020 spetta una detrazione
dall’imposta.
La detrazione riguarda i canoni e i relativi oneri accessori derivanti da contratti di locazione finanziaria su unità immobiliari, anche da
costruire, da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna, sostenuti da contribuenti con un reddito complessivo non
superiore a 55.000 euro all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria che non sono titolari di diritti di proprietà su immobili a
destinazione abitativa.
La detrazione spetta nella misura del 19 per cento e alle medesime condizioni previste per la detrazione degli interessi per mutui
2018

ipotecari per l’acquisto di abitazione principale di cui al rigo RP7 a cui si rinvia.
Colonna 1 (Data stipula leasing): indicare la data di stipula del contratto di locazione finanziaria dell’immobile da adibire ad abitazione
principale.
Colonna 2 (Numero anno): indicare il numero di anno per cui si fruisce dell’agevolazione. Per l’anno d’imposta 2017 indicare il numero 1.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Colonna 3 (Importo canone di leasing): indicare l’ammontare dei canoni di leasing pagati nel 2017. L’importo dei canoni di leasing non
può superare:
il limite di 8.000 euro annui se alla data di stipula del contratto di leasing il contribuente aveva meno di 35 anni;
il limite di 4.000 euro annui se a tale data il contribuente aveva un età uguale o superiore a 35 anni.
Colonna 4 (Prezzo di riscatto): indicare l’importo del prezzo di riscatto pagato nel 2017 per acquistare la proprietà dell’immobile da
adibire ad abitazione principale oggetto del contratto di locazione finanziaria. Il prezzo di riscatto non può superare:
il limite di 20.000 euro se alla data di stipula del contratto di leasing il contribuente aveva meno di 35 anni;
il limite di 10.000 euro se a tale data il contribuente aveva un età uguale o superiore a 35 anni.

Rigo RP15 Totale delle spese sul quale calcolare la detrazione


Questo rigo deve sempre essere compilato in presenza di spese che danno diritto alla detrazione del 19 e/o del 26 per cento.
Colonna 2:
n se non effettuate la rateazione delle spese sanitarie, calcolate:

SpeseSenzaFranchigia = RP1col. 2 + RP2 – 129 ricondurre a zero se il risultato è negativo


æ

– riportare nella colonna 2 il risultato della seguente operazione: SpeseSenzaFranchigia + RP3


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n se la somma delle spese sanitarie indicate nei righi RP1 col. 1, RP1 col. 2, RP2 e RP3, eccede euro 15.493,71, potete avvalervi della
rateazione. Se intendete optare per la rateazione procedete come di seguito descritto:
– barrare la casella 1;
calcolare SpeseSenzaFranchigiaRateazione = RP1 col. 1 + RP1 col. 2 + RP2 – 129 ricondurre a zero se il risultato è negativo

– riportare nella colonna 2 l’importo della rata di cui intendete beneficiare, risultante dalla seguente operazione:

SpeseSenzaFranchigiaRateazione + RP3
4

Colonna 3 In relazione agli altri oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 19 per cento dovete sommare gli importi dei righi
da RP4 a RP7, gli importi dei righi da RP8 a RP13 (con codici da 8 a 39 e codice 99), gli importi delle colonne 3 e 4 del rigo RP14 e
riportare il totale nella colonna 3. L’importo del codice “29” va diminuito della franchigia di euro 129.
Colonna 4 Riportare la somma di quanto indicato nelle colonne 2 e 3 di questo rigo.
Colonna 5 In relazione agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 26 per cento dovete sommare gli importi dei righi da
RP8 a RP13 (codici 41 e 42) e riportare il totale nella colonna 5.
Per determinare la detrazione spettante, dovete riportare nel rigo RN13 colonna 1, il 19 per cento di quanto indicato nel rigo RP15
colonna 4 e nel rigo RN13 colonna 2, il 26 per cento di quanto indicato nel rigo RP15 colonna 5.

sezione II – spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo
In questa sezione indicare tutti gli oneri che possono essere dedotti dal reddito complessivo, ed eventualmente anche le somme che non
avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che invece sono state assoggettate a tassazione.
Non devono, invece, essere indicati gli oneri deducibili già riconosciuti dal sostituto d’imposta in sede di formazione del reddito di lavoro
dipendente o assimilato. Questi oneri sono indicati nel punto 431 della Certificazione Unica. Nei punti da 432 a 437 della Certificazione
Unica sono fornite le informazioni di dettaglio in merito al tipo di onere e al relativo ammontare già considerato dal datore di lavoro. Per
quanto riguarda gli oneri deducibili certificati al punto 431 della Certificazione Unica si rinvia alle istruzioni relative ai righi da RP27 a RP31.

Rigo RP21 Contributi previdenziali ed assistenziali


Gli oneri indicati in questo rigo sono deducibili anche se sostenuti per i familiari fiscalmente a carico.
Indicare l’importo dei contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché i contributi volontari
versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza.
Rientrano in questa voce anche:
n i contributi agricoli unificati versati all’Inps – Gestione ex Scau – per costituire la propria posizione previdenziale e assistenziale (è
indeducibile la parte dei contributi che si riferisce ai lavoratori dipendenti);
n i contributi versati per l’assicurazione obbligatoria INAIL riservata alle persone del nucleo familiare per la tutela contro gli infortuni
domestici (c.d. assicurazione casalinghe);
n i contributi previdenziali ed assistenziali versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza,
compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. Rientrano in questa voce anche i contributi versati al cosiddetto “fondo

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casalinghe”. Sono, pertanto, deducibili i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea (sia ai fini pensionistici che ai fini della
buonuscita), per la prosecuzione volontaria, ecc.
In caso di contributi corrisposti per conto di altri, e sempre che la legge preveda l’esercizio del diritto di rivalsa, la deduzione spetta alla
persona per conto della quale i contributi sono versati. Ad esempio, in caso di impresa familiare artigiana o commerciale, il titolare
dell’impresa è obbligato al versamento dei contributi previdenziali anche per i familiari che collaborano nell’impresa; tuttavia, poiché per
legge il titolare ha diritto di rivalsa sui collaboratori stessi non può mai dedurli, neppure se di fatto non ha esercitato la rivalsa, a meno che
il collaboratore non sia anche fiscalmente a carico. I collaboratori, invece, possono dedurre i contributi soltanto se il titolare dell’impresa
ha effettivamente esercitato detta rivalsa.

2018
Rigo RP22 Assegni periodici corrisposti al coniuge
Indicare:
n nella colonna 1 il codice fiscale del coniuge al quale sono stati corrisposti gli assegni periodici. Si precisa che in assenza del codice

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


fiscale del coniuge non sarà riconosciuta la deduzione;
n nella colonna 2 l’importo degli assegni periodici compresi gli importi stabiliti a titolo di spese per il canone di locazione e spese
condominiali, disposti dal giudice, (c.d. “contributo casa”) corrisposti al coniuge, anche se residente all’estero, in conseguenza di
separazione legale ed effettiva, o di scioglimento o annullamento di matrimonio, o cessazione degli effetti civili del matrimonio, stabiliti
da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Non si possono dedurre e, quindi, non si devono indicare gli assegni o la parte degli assegni destinati al mantenimento dei figli.
E’ importante sapere che se il provvedimento dell’autorità giudiziaria non distingue la quota dell’assegno periodico destinata al coniuge
da quella per il mantenimento dei figli, l’assegno si considera destinato al coniuge per metà del suo importo. Non sono deducibili le
somme corrisposte in unica soluzione al coniuge separato.

Rigo RP23 Contributi previdenziali ed assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari
Indicare i contributi previdenziali ed assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare (es.
colf, baby sitter e assistenti delle persone anziane), per la parte a carico del datore di lavoro. Non possono essere indicate le spese
sostenute nel 2017 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate
nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il
codice onere 3.
L’importo massimo deducibile è di 1.549,37 euro.

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Rigo RP24 Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose
Indicare le erogazioni liberali in denaro a favore delle seguenti istituzioni religiose:
n Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana;
n Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, per il sostentamento dei ministri di culto e dei missionari e specifiche
esigenze di culto e di evangelizzazione;
n Ente morale Assemblee di Dio in Italia, per il sostentamento dei ministri di culto e per esigenze di culto, di cura delle anime e di
amministrazione ecclesiastica;
n Chiesa Evangelica Valdese, Unione delle Chiese metodiste e Valdesi per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per
i medesimi fini delle Chiese e degli enti facenti parte dell’ordinamento valdese;
n Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini delle
Chiese e degli enti aventi parte nell’Unione;
n Chiesa Evangelica Luterana in Italia e Comunità ad essa collegate per fini di sostentamento dei ministri di culto e per specifiche
esigenze di culto e di evangelizzazione;
n Unione delle Comunità ebraiche italiane. Per le Comunità ebraiche sono deducibili anche i contributi annuali versati;
n Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, degli enti da essa controllati e delle comunità locali, per i fini
di culto, istruzione, assistenza e beneficenza;
n Ente patrimoniale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni per attività di religione o di culto, per attività dirette alla
predicazione del Vangelo, celebrazione di riti e cerimonie religiose, svolgimento dei servizi di culto, attività missionarie e di
evangelizzazione, educazione religiosa, cura delle necessità delle anime, rimborso delle spese dei ministri di culto e dei missionari;
n Chiesa Apostolica in Italia e degli enti ed opere da essa controllati, per i fini di culto, istruzione, assistenza e beneficenza;
n Unione Buddhista Italiana e degli organismi civilmente riconosciuti da essa rappresentati, per il sostentamento dei ministri di culto e le
attività di religione o di culto;
n Unione Induista Italiana e degli organismi civilmente riconosciuti da essa rappresentati, per il sostentamento dei ministri di culto, le
esigenze di culto e le attività di religione o di culto.
n Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG), per la realizzazione delle finalità istituzionali dell’Istituto e delle attività indicate
all’articolo 12, comma 1, lettera a) della legge 28 giugno 2016 n.130.
Ciascuna di queste erogazioni, deducibile fino ad un importo di 1.032,91 euro, può essere documentata conservando le ricevute di
versamento in conto corrente postale, le quietanze liberatorie, le ricevute dei bonifici bancari e, per i pagamenti effettuati con carta di
credito, l’estratto conto della società che gestisce la carta.

Rigo RP25 Spese mediche e di assistenza specifica per persone con disabilità
Indicare l’importo delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifica sostenute da persone con disabilità. Per individuare
esattamente quali soggetti sono considerati disabili, può essere utile consultare in Appendice la voce “Spese sanitarie per persone con
disabilità”. Le spese di assistenza specifica sostenute da persone con disabilità sono quelle relative:
n all’assistenza infermieristica e riabilitativa;
n al personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale
esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
n al personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;

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n al personale con la qualifica di educatore professionale;
n al personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.
Le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali sopraelencate sono deducibili anche senza una specifica prescrizione
da parte di un medico, a condizione che dal documento attestante la spesa risulti la figura professionale e la prestazione resa dal
professionista sanitario (circolare dell’Agenzia delle Entrate n.19/E del 1° giugno 2012).
Le persone con disabilità possono usufruire della deduzione anche se fruiscono dell’assegno di accompagnamento.
Le spese indicate in questo rigo sono deducibili anche se sostenute per i seguenti familiari, anche se non fiscalmente a carico:

n coniuge; n generi e nuore;


2018

n figli, compresi quelli adottivi n suoceri e suocere;


n discendenti dei figli; n fratelli e sorelle (anche unilaterali);
n genitori (compresi quelli adottivi); n nonni e nonne.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Consultare in Appendice “Spese sanitarie Documentazione da conservare”.

In caso di ricovero di una persona con disabilità in un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile dedurre l’intera
retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica. Per poter fruire
della deduzione è necessario che le spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto
di assistenza.

E’ importante sapere che non vanno indicate in questo rigo le spese di seguito elencate, in quanto oneri detraibili da indicare nella
Sezione I, nei righi da RP1 a RP4:
n spese chirurgiche;
n spese per prestazioni specialistiche;
n spese per protesi dentarie e sanitarie;
n spese per i mezzi di locomozione, di deambulazione, di sollevamento delle persone con disabilità;
n spese per i veicoli per persone con disabilità;
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n spese per sussidi tecnici e informatici per facilitare l’autosufficienza e l’integrazione delle persone con disabilità.
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Con riferimento alle spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali, si precisa che la detrazione spetta se la spesa è certificata da
fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura e la quantità dei prodotti acquistati, il
codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale e il codice fiscale del destinatario.

Rigo RP26 Altri oneri e spese deducibili


Indicare tutti gli oneri e le spese deducibili diversi da quelli riportati nei precedenti righi, contraddistinti dai relativi codici.
Nella colonna 1 riportare il codice e nella colonna 2 il relativo importo.
Se dovete indicare diverse tipologie di oneri deducibili contraddistinti da codici diversi, va compilato un quadro aggiuntivo per ogni codice
ricordando di numerare progressivamente la casella “Mod. N.” posta in alto a destra del Modello.
In particolare, indicare con il codice:
“6” i contributi versati ai fondi integrativi al Servizio sanitario nazionale per un importo complessivo non superiore a euro 3.615,20.
Con questo codice possono essere indicati esclusivamente i contributi versati ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale
(art. 10, comma 1, lettera e-ter del TUIR).. Per tali contributi la deduzione spetta anche se la spesa è stata sostenuta per le persone
fiscalmente a carico (v. paragrafo “Familiari a carico” del capitolo “Guida alla compilazione della dichiarazione”) per la parte non
dedotta da queste ultime.
Nella verifica del limite di 3.615,20 euro concorre anche l’importo indicato con il codice ‘13’ e anche quello riportato nel punto 441 della
Certificazione Unica 2017, che è già stato dedotto dal datore di lavoro e che non deve pertanto essere indicato in questo rigo. L’importo
indicato nel punto 441 della Certificazione Unica concorre per l’intero ammontare alla verifica del limite di 3.615,20 euro, anche se parte
di esso è relativo a contributi di assistenza sanitaria versati ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a
disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, anche in favore di familiari non fiscalmente a carico del lavoratore.

Modalità di versamento delle erogazioni di cui ai successivi codici 7, 8 e 9


Tali erogazioni devono essere effettuate mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carte di debito, carte di credito, carte
prepagate, assegni bancari e circolari. Per le erogazioni liberali effettuate tramite carta di credito è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in
caso di eventuale richiesta dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta di credito.
“7” i contributi, le donazioni e le oblazioni erogate alle organizzazioni non governative (ONG) riconosciute idonee, che operano
nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.
L’importo è deducibile nella misura massima del 2 per cento del reddito complessivo. (che in tal caso comprende anche il reddito dei
fabbricati assoggettato a cedolare secca). Poiché le Organizzazioni Non Governative (ONG) sono comprese nella categoria delle
ONLUS di diritto, è possibile usufruire delle più ampie agevolazioni previste per le ONLUS, indicando il codice 8 alle cui istruzioni si
rimanda. Per visionare l’elenco delle ONG riconosciute idonee si può consultare il sito www.esteri.it.
“8” le erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di associazioni di
promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni riconosciute.
Dette liberalità possono essere dedotte nel limite del 10 per cento del reddito complessivo (che in tal caso comprende anche il reddito
dei fabbricati assoggettato a cedolare secca) e, comunque, nella misura massima di 70.000 euro, se erogate in favore di:
n organizzazioni non lucrative di utilità sociale (di cui all’articolo 10, commi 1, 8 e 9 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460);
n associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’art. 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
n fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse
artistico, storico e paesaggistico (di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42);

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n fondazioni e associazioni riconosciute che hanno per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica,
individuate dal D.P.C.M. 15 aprile 2011 (pubblicato sulla G.U. 3 agosto 2011, n. 179), dal D.P.C.M. 18 aprile 2013 (pubblicato sulla
G.U. 3 agosto 2013, n. 181) e D.P.C.M. 4 febbraio 2015 (pubblicato sulla G.U. n. 79 del 4 aprile 2015) e D.P.C.M. 12 ottobre 2016
(pubblicato sulla G.U. n. 268 del 16 novembre 2016).

Non vanno indicate nel rigo RP26 le somme per le quali si intende fruire della detrazione d’imposta del 26 per cento
prevista per le erogazioni liberali a favore delle ONLUS (righi da RP8 a RP13, codice 41 e le somme per le quali si
intende fruire della detrazione d’imposta del 19 per cento prevista per le associazioni di promozione sociale (righi

2018
da RP8 a RP13, codice 23); pertanto il contribuente deve scegliere, con riferimento alle suddette liberalità, se fruire
della detrazione d’imposta o della deduzione dal reddito non potendo cumulare entrambe le agevolazioni.

“9” le erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e di quelli vigilati nonché degli enti parco

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


regionali e nazionali
Dette liberalità possono essere dedotte in favore di:
n università, fondazioni universitarie (di cui all’articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388);
n istituzioni universitarie pubbliche;
n enti di ricerca pubblici, ovvero enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ivi compresi l’Istituto
superiore di sanità e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro;
n enti parco;
n enti parco regionali e nazionali.
“12” per le erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito a favore di trust o fondi speciali.
Queste liberalità possono essere dedotte nel limite del 20 per cento del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura
massima di 100.000 euro annui, se erogate in favore di:
n trust
n fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario anche a favore
di ONLUS riconosciute come persone giuridiche, che operano nel settore della beneficenza. Si considera attività di beneficenza anche
la concessione di erogazioni gratuite in denaro con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni
appositamente raccolte, a favore di enti senza scopo di lucro che operano prevalentemente nei settori dell’assistenza sociale e socio

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sanitaria, dell’assistenza sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione e sport dilettantistico, per la realizzazione diretta di progetti di

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utilità sociale.
“13” per i contributi versati direttamente dai pensionati, anche per i familiari non a carico, a casse di assistenza sanitaria aventi
esclusivamente fini assistenziali istituite da appositi accordi collettivi, che prevedono la possibilità per gli ex lavoratori, che a tali
casse hanno aderito durante il rapporto di lavoro, di rimanervi iscritti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, continuando
a corrispondere in proprio il contributo previsto senza alcun onere a carico del datore di lavoro. Tali versamenti devono essere
d’importo complessivo non superiore a 3.615,20 euro. Nella verifica del limite di 3.615,20 euro concorre anche l’importo indicato
con il codice ‘6’;
“21” gli altri oneri deducibili diversi da quelli contraddistinti dai precedenti codici
Rientrano tra gli oneri deducibili da indicare con questo codice, se non dedotti nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a
formare il reddito complessivo:
n gli assegni periodici (rendite, vitalizi, ecc.) corrisposti dal dichiarante in forza di testamento o di donazione modale e, nella misura in
cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, gli assegni alimentari corrisposti ai familiari indicati nell’art. 433 del c.c.;
n i canoni, livelli, censi e altri oneri gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il reddito complessivo, compresi i
contributi ai consorzi obbligatori per legge o in dipendenza di provvedimenti della pubblica amministrazione, esclusi i contributi
agricoli unificati. Sono deducibili anche i contributi obbligatori relativi ad immobili non locati e non affittati, il cui reddito non
concorre al complessivo in conseguenza dell’effetto di sostituzione dell’Irpef da parte dell’Imu, sempreché il contributo obbligatorio
non sia stato già considerato nella determinazione della rendita catastale. La deduzione dei contributi ai consorzi obbligatori non è
invece ammessa in relazione agli immobili ad uso abitativo locati con opzione per la cedolare secca (vedi risoluzione n. 44/E del 4
luglio 2013);
n le indennità per perdita dell’avviamento corrisposte per disposizioni di legge al conduttore in caso di cessazione della locazione di
immobili urbani adibiti per usi diversi da quello di abitazione;
n il 50 per cento delle imposte sul reddito dovute per gli anni anteriori al 1974 (esclusa l’imposta complementare) iscritte nei ruoli la cui
riscossione ha avuto inizio nel 2016 (art. 20, comma 2, del D.P.R. n. 42 del 1988);
n le somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che invece sono state
assoggettate a tassazione;
n le erogazioni liberali per oneri difensivi dei soggetti che fruiscono del patrocinio a spese dello Stato;
n le somme corrisposte ai dipendenti chiamati ad adempiere funzioni presso gli uffici elettorali in ottemperanza alla legge;
n il 50 per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri. Consultare
in Appendice la voce “Adozione di minori stranieri”.

Contributi per forme pensionistiche complementari e individuali


Nei righi da RP27 a RP31 indicare i contributi versati alle forme pensionistiche complementari sia relativi a fondi negoziali sia relativi a
fondi individuali.

Il contribuente non è tenuto alla compilazione dei righi da RP27 a RP31 quando non ha contributi per previdenza com-
plementare da far valere in dichiarazione. Tale situazione si verifica se, in assenza di ulteriori versamenti per contributi
o premi non dedotti, relativi ad altre forme di previdenza integrativa, non è indicato alcun importo al punto 413 della
Certificazione Unica 2018.

65
A seguito delle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo n. 252 del 5/12/2005, i contributi versati a forme pensionistiche complementari,
comprese quelle istituite negli stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, sono
deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore ad euro 5.164,57.
Il predetto limite di deducibilità non si applica ai soggetti iscritti alle forme pensionistiche per le quali è stato accertato lo squilibrio
finanziario e approvato il piano di riequilibrio da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Questi soggetti possono
dedurre senza limiti i contributi versati nell’anno d’imposta.

Nel caso in cui il contribuente sia iscritto a più tipologie di fondi pensione e pertanto siano stati compilati più righi da
2018

RP27 a RP31, per l’individuazione del limite di deducibilità e dell’importo da indicare nella colonna 2, vedere le istru-
zioni di seguito fornite nel paragrafo “Iscrizione a più tipologie di fondi pensione”.
In presenza di Certificazione Unica 2018 conguagliata, tale ipotesi è evidenziata dall’indicazione del codice 1 nel punto
411 della Certificazione Unica. Per i contributi versati ai fondi negoziali, nonché alle forme pensionistiche individuali,
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

senza il tramite del sostituto d’imposta, si dovrà indicare l’ammontare dei versamenti di cui si richiede la deduzione.

Rigo RP27 Contributi a deducibilità ordinaria


Indicare i contributi ed i premi per i quali il limite di deducibilità è quello ordinario di 5.164,57 euro (nel suddetto limite si devono
considerare i versamenti a carico del contribuente e del datore di lavoro). In particolare, riportate le somme versate alle forme
pensionistiche complementari relative sia ai fondi negoziali sia alle forme pensionistiche individuali. Per i contributi versati a fondi
negoziali tramite il sostituto d’imposta dovete utilizzare i dati riportati nei punti 412 e 413 della Certificazione Unica se è indicato il codice
“1” nel punto 411 della Certificazione Unica. Si precisa che i dipendenti pubblici compilano tale rigo solo per esporre i contributi versati ai
fondi pensione per i quali non rileva la qualifica di dipendente pubblico (mentre per esporre i contributi versati ai fondi negoziali ad essi
riservati devono compilare il rigo RP31 seguendo le relative istruzioni).
Colonna 1: indicare l’importo dei contributi che il sostituto d’imposta ha dedotto dall’imponibile, di cui al punto 412 della Certificazione
Unica. Qualora siano stati versati contributi per familiari a carico (punto 421 della Certificazione Unica compilato) indicare in questa
colonna l’ammontare del punto 412 della Certificazione Unica diminuito dell’importo indicato al punto 422 della Certificazione Unica,
riferito alla previdenza complementare per familiari a carico e dedotto dal reddito di lavoro dipendente.
Colonna 2: se è stato compilato uno solo dei righi da RP27 a RP31, indicare il minore importo tra i risultati delle seguenti operazioni:
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1) calcolare il totale degli oneri di previdenza complementare per i quali si chiede la deduzione in dichiarazione:
ReddITI PeRsone FIsIche

punto 413 della Certificazione Unica 2017 + somme versate alle forme pensionistiche individuali

2) calcolare la differenza per verificare il limite di deducibilità ordinaria:

5.164,57 – l’importo di colonna 1

Rigo RP28 Contributi versati da lavoratori di prima occupazione


I lavoratori di prima occupazione, successiva al 1° gennaio 2007, ovvero i soggetti cha a tale data non risultano titolari di una posizione
contributiva aperta presso un qualsiasi ente di previdenza obbligatoria possono dedurre i contributi versati entro il limite di 5.164,57 euro.
Se nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, tali soggetti hanno effettuato versamenti di importo
inferiore al limite predetto, possono godere di un maggior limite di deducibilità, a partire dal sesto anno di partecipazione alle forme
pensionistiche e per i venti anni successivi, nella misura annuale di 5.164,57 euro incrementata di un importo pari alla differenza positiva
tra euro 25.822,85 ed i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni e, comunque, incrementata di un importo non superiore ad
euro 2.582,29. A partire dall’anno 2012, per i lavoratori iscritti dal 2007 alle forme pensionistiche obbligatorie, è possibile usufruire per la
prima volta di tale incentivo.
Se nel punto 411 della Certificazione Unica è indicato il codice 3, i dati da indicare in questo rigo sono quelli riportati nei punti 412, 413 e
417 della Certificazione Unica.
In particolare:
n colonna 1: riportare l’importo dei contributi che il datore di lavoro ha dedotto dall’imponibile, risultante dalla somma degli importi
indicati nei punti 412 e 417 della Certificazione Unica;
n colonna 2: se è stato compilato uno solo dei righi da RP27 a RP31, indicare il minore importo tra quello dei contributi, di cui al punto
413 della Certificazione Unica, che il sostituto non ha dedotto dall’imponibile e il risultato della seguente operazione:

5.164,57 – l’importo di colonna 1 rigo RP28

Se il contribuente si trova nelle condizioni sopra descritte per poter fruire del maggior limite di deducibilità, il limite di euro 5.164,57 deve
essere aumentato, fino ad un massimo di euro 2.582, del seguente importo:
euro 25.822,85 – contributi versati nei primi 5 anni

Rigo RP29 Contributi versati a fondi in squilibrio finanziario


Indicare i contributi versati a fondi in squilibrio finanziario per i quali non è previsto alcun limite di deducibilità. I dati da riportare in questo
rigo sono quelli indicati nei punti 412 e 413 della Certificazione Unica se è indicato il codice “2” nel punto 411 della Certificazione Unica.
n Colonna 1 indicare l’importo dei contributi, di cui al punto 412 della Certificazione Unica, che il sostituto d’imposta ha dedotto
dall’imponibile.
n Colonna 2 indicare l’importo dei contributi versati a fondi in squilibrio finanziario per il quale si richiede di fruire della deduzione con la
presente dichiarazione. In questa colonna indicare l’importo dei contributi, di cui al punto 413 della Certificazione Unica, che il sostituto
d’imposta non ha dedotto dall’imponibile.

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Rigo RP30 Contributi versati per familiari a carico
Indicare le somme versate per i familiari fiscalmente a carico per la parte da questi non dedotta. Il limite di deducibilità è di 5.164,57
euro. Si ricorda che sono considerati a carico coloro che possiedono un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Qualora i
contributi per familiari a carico siano stati versati tramite il datore di lavoro e, pertanto, il punto 421 della Certificazione Unica risulta
compilato, indicare:
n nella colonna 1, l’importo dei contributi che il sostituto d’imposta ha dedotto dall’imponibile; tale importo è desumibile dal punto 422
della Certificazione Unica;
n nella colonna 2, se è stato compilato uno solo dei righi da RP27 a RP31, il minore importo tra quello dei contributi che il sostituto

2018
d’imposta non ha dedotto dall’imponibile, desumibile dal punto 423 della Certificazione Unica, e il risultato della seguente differenza:

5.164,57 – l’importo di colonna 1

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Rigo RP31 Contributi versati a fondi pensione negoziali da dipendenti pubblici
Il rigo è riservato ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni iscritti a forme pensionistiche di natura negoziale di cui siano
destinatari (ad esempio il Fondo Scuola Espero destinato ai lavoratori della scuola). Per tali soggetti continuano ad applicarsi le
disposizioni vigenti fino al 31 dicembre 2006 e, pertanto, l’importo deducibile non può essere superiore al 12 per cento del reddito
complessivo (che in tal caso comprende anche il reddito dei fabbricati assoggettato a cedolare secca) e, comunque, a 5.164,57 euro
al netto dell’importo già escluso dal sostituto d’imposta. Con riferimento ai soli redditi di lavoro dipendente, la deduzione non può
superare il doppio della quota di TFR destinata ai fondi pensione e sempre nel rispetto dei precedenti limiti. Invece, se i dipendenti
pubblici sono iscritti a forme pensionistiche per le quali non rileva la qualifica di dipendente pubblico (ad esempio adesione ad un
fondo aperto) devono compilare il rigo RP27.
I dati da utilizzare per compilare questo rigo sono quelli indicati nei punti 412 e 413 della Certificazione Unica, se è indicato il codice “4”
nel punto 411 della Certificazione Unica. Indicare:
n nella colonna 1, l’importo dei contributi, di cui al punto 412 della Certificazione Unica, che il sostituto d’imposta ha dedotto dall’imponibile;
n nella colonna 2, l’importo indicato al punto 414 della Certificazione Unica;
n nella colonna 3, se è stato compilato uno solo dei righi da RP27 a RP31 l’importo dei contributi non dedotti dal sostituto d’imposta per
i quali è possibile fruire della deduzione nella presente dichiarazione; per individuare l’importo da indicare in questa colonna, seguire
le istruzioni riportate in Appendice alla voce “Previdenza complementare - Prospetto per la compilazione del rigo RP31”.

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ReddITI PeRsone FIsIche
Iscrizione a più tipologie di fondi pensione: compilazione di più righi da RP27 a RP31
Deducibilità rigo RP29
Se avete compilato il rigo RP29, l’ammontare dei contributi versati indicato nella colonna 2 di questo rigo è interamente deducibile, ma
tale ammontare è rilevante per determinare la deduzione spettante nel caso in cui abbiate compilato anche altri righi relativi agli oneri per
previdenza complementare.
Deducibilità rigo RP28
Calcolare: Capienza RP28 = 5.164,57 + maggior limite di deducibilità (vedi istruzioni RP28) – RP27 col. 1 – RP28 col. 1 – RP29 col. 1 –
RP29 col. 2 – RP30 col. 1 – RP31 col. 1
Ricondurre a zero se il risultato è negativo.
Se l’importo indicato nella colonna 2 del rigo RP28 è inferiore o uguale a Capienza RP28 l’importo deve essere considerato interamente
deducibile.
Se invece l’importo indicato nella colonna 2 del rigo RP28 è maggiore di Capienza RP28 l’importo va ricondotto nel limite di Capienza
RP28.

Deducibilità righi RP27, RP30 ed RP31


Limite di deducibilità = Capienza Rigo RP 28 – 2.582 – RP28 col. 2;
Ricondurre a zero se il risultato è negativo.
Deduzione richiesta = RP27 col. 2 + RP30 col. 2 + RP31 col. 3.
Se l’importo della Deduzione richiesta è inferiore o uguale al Limite di deducibilità, l’ammontare degli importi indicati nelle colonne 2 dei
righi RP27, RP30 e RP31 col. 3 sono interamente deducibili;
Se, invece, l’importo della Deduzione richiesta è superiore al Limite di deducibilità, ricondurre l’importo della Deduzione richiesta entro
tale limite. A tal fine, l’importo delle singole deduzioni deve essere ridotto in misura tale che la loro somma non risulti superiore a detto
limite di deducibilità.

Rigo RP32 – Spese per l’acquisto o la costruzione di abitazioni date in locazione


Per l’acquisto o costruzione di immobili abitativi da destinare alla locazione è riconosciuta al proprietario una deduzione dal reddito
complessivo in relazione alla quota di proprietà.
L’agevolazione riguarda:
n l’acquisto, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di unità immobiliari a destinazione residenziale di nuova costruzione, invendute
al 12 novembre 2014;
n l’acquisto, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di unità immobiliari a destinazione residenziale oggetto di interventi di
ristrutturazione edilizia, o di restauro e di risanamento conservativo;
n la costruzione, da ultimarsi entro il 31 dicembre 2017, di unità immobiliari a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute
dal contribuente prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori e per le quali, prima del 12 novembre
2014, sia stato rilasciato il titolo abilitativo edilizio, comunque denominato.
Per fruire dell’agevolazione l’immobile deve essere destinato, entro sei mesi dall’acquisto alla locazione per almeno otto anni. Se
l’acquisto è avvenuto prima del 3 dicembre 2015, il periodo di sei mesi decorre da tale data.
Nel caso di costruzione di unità immobiliari il periodo di sei mesi decorre dal rilascio del certificato di agibilità o dalla data di formazione
del silenzio assenso al rilascio di tale certificato.

67
La deduzione è pari al 20 per cento del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita, nonché degli interessi
passivi dipendenti da mutui contratti per l’acquisto delle unita immobiliari medesime, oppure, nel caso di costruzione, delle spese
sostenute per prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d’appalto, attestate dall’impresa che esegue i lavori. Il limite massimo
complessivo di spesa, anche nel caso di acquisto o costruzione di più immobili, è pari a 300.000 euro comprensivi di IVA.
La deduzione è ripartita in otto quote annuali di pari importo, a partire dall’anno nel quale avviene la stipula del contratto di locazione e
non e cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge per le medesime spese.
Per altre informazioni sulle condizioni necessarie per il riconoscimento della deduzione, vedere in Appendice la voce “Acquisto o
costruzione di abitazioni nuove o ristrutturate da dare in locazione”.
Se la deduzione spetta per l’acquisto o la costruzione di più immobili è necessario compilare un rigo per ciascun immobile utilizzando
2018

ulteriori moduli.
Colonna 1 (Data stipula locazione): indicare la data di stipula del contratto di locazione dell’immobile acquistato o costruito.
Colonna 2 (Spesa acquisto/costruzione): indicare, entro il limite di 300.000 euro, la spesa sostenuta per l’acquisto o la costruzione
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

dell’immobile dato in locazione.


Colonna 3 (Interessi passivi sui mutui): indicare l’importo degli interessi passivi pagati nell’anno e dipendenti dai mutui contratti per
l’acquisto dell’unità immobiliare oggetto dell’agevolazione.
Colonna 4 (Totale importo deducibile): riportare il risultato della seguente operazione: (20 % di colonna 2) / 8 + (20% di colonna 3). Se
sono stati compilati più moduli per esporre le spese sostenute in relazione a più immobili, la presente colonna 4 va compilata una sola
volta sul primo dei moduli utilizzati, riferendo il calcolo sopra descritto a tutte le colonne 2 e 3 dei diversi moduli compilati.

Rigo RP33 Somme restituite al soggetto erogatore in periodi d’imposta diversi da quello in cui sono state assoggettate a
tassazione
A partire dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, l’ammontare delle somme restituite al soggetto erogatore in un periodo
d’imposta diverso da quello in cui sono state assoggettate a tassazione, anche separata, può essere portate in deduzione dal reddito
complessivo nell’anno di restituzione o, se in tutto o in parte non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione, nei periodi d’imposta
successivi; in alternativa, è possibile chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto secondo modalità definite
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 05 aprile 2016. Può trattarsi, oltre che dei redditi di lavoro dipendente anche di
compensi di lavoro autonomo professionale, di redditi diversi (lavoro autonomo occasionale o altro).
Colonna 1 (Somme restituite nell’anno): indicare l’importo delle somme restituite nel 2017 al soggetto erogatore o, nel caso in cui sia stato
chiesto al sostituto di effettuare la deduzione, l’importo delle somme non dedotte indicate nel punto 440 della Certificazione Unica 2018.
æ

Colonna 2 (Residuo precedente dichiarazione): indicare l’ammontare non dedotto nel periodo d’imposta precedente, riportato nel rigo
ReddITI PeRsone FIsIche

RN47, colonna 36, del modello REDDITI 2017 oppure nel rigo 149 del prospetto di liquidazione Mod. 730-3/2017 (colonna 1 per il
dichiarante, colonna 2 per il coniuge).
Colonna 3 (Totale): indicare la somma degli importi presenti nelle colonne 1 e 2.

Rigo RP34 Quota deducibile di investimento in start up


I soggetti che hanno optato per il regime della trasparenza di cui all’art. 116 del Tuir possono trasferire ai soci, in misura proporzionale
alla loro quota di partecipazione agli utili, la quota di conferimento in start up eccedente il reddito complessivo. Il socio può dedurre dal
proprio reddito il predetto ammontare trasferitogli dalla società riportandolo nella colonna 2 e indicando il codice fiscale della società
partecipata nella colonna 1.

Qualora siano stati trasferiti al socio quote di conferimento in start up da diverse società partecipate, è necessario
compilare distinti moduli per indicare i dati riferiti a ciascuna di esse e le colonne 3, 4 e 5 vanno compilate una sola
volta sul primo dei moduli utilizzati.

Colonna 3 (Totale importo RPF 2018): indicare la somma degli importi indicati nelle colonne 2 di tutti i moduli compilati;
Colonna 4 (Importo residuo RPF 2017): indicare l’importo della deduzione non fruita relativa all’anno 2016, rilevabile dal modello
REDDITI 2017 al rigo RN47 col.33 al netto delle eventuali eccedenze riportate al rigo RL32, col. 3 del modello REDDITI 2018.
Colonna 5 (Importo residuo UPF 2016): indicare l’importo della deduzione non fruita relativa all’anno 2015, rilevabile dal modello
REDDITI 2017 al rigo , RN47 col.32
Colonna 6 (Importo residuo UPF 2015): indicare l’importo della deduzione non fruita relativa all’anno 2014, rilevabile dal modello
REDDITI 2017 al rigo RN47 col.31

Le modalità di attuazione di questa agevolazione sono individuate con il decreto 25 febbraio 2016 che ha sostituito il precedente decreto
30 gennaio 2014 del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Nel caso in cui si sia
verificata la decadenza dal beneficio per il verificarsi di una delle condizioni indicate nell’articolo 6 del predetto decreto , il contribuente è
tenuto a compilare anche il rigo RL32 nel quadro RL presente nel fascicolo 2.
Qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, l’eccedenza può essere computata in aumento
dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo
ammontare (art. 4, comma 4, del d.m. 25 febbraio 2016).

Rigo RP39 Totale degli oneri deducibili


Somma degli importi deducibili indicati:
n nei righi da RP21 a RP26;
n nelle colonne 2 dei righi da RP27 a RP30;
n nella colonna 3 del rigo RP31;
n nella colonna 4 del rigo RP32:
n nella colonna 3 del rigo RP33;
n nelle colonne 3, 4, 5 e 6 del rigo RP34;
Questa somma deve essere riportata nel rigo RN3.

68
sezione III a – spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e per misure antisismiche
In questa sezione vanno indicate le spese sostenute nell’anno 2017 o negli anni precedenti, relative:
n alla ristrutturazione di immobili;
n all’acquisto o all’assegnazione di immobili facenti parte di edifici ristrutturati se l’acquisto o l’assegnazione sono avvenute entro
determinate date.
In questa sezione vanno indicate anche:
n le spese sostenute per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica;

2018
Spese sostenute per la ristrutturazione di immobili
La detrazione spetta in relazione alle spese sostenute per i seguenti interventi di recupero del patrimonio edilizio:
n interventi di manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro
pertinenze;

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


n interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni di edifici residenziali;
n interventi di restauro e risanamento conservativo;
n interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato
dichiarato lo stato di emergenza;
n interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, all’adozione di misure di sicurezza statica
e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne;
n interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;
n ulteriori interventi quali, ad esempio, quelli di bonifica dall’amianto o quelli finalizzati alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi o al-
l’eliminazione delle barriere architettoniche, oppure interventi di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.
La detrazione spetta anche in relazione alle spese sostenute per gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, compresa
l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, tra i quali rientrano gli impianti fotovoltaici per la produzione di
energia elettrica.
Può fruire della detrazione chi possiede o detiene l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi di recupero edilizio, sulla base
di un titolo idoneo (ad esempio proprietà, altro diritto reale, concessione demaniale, locazione o comodato).
Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento purché abbia
sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati. È ammessa la detrazione anche nei casi in cui le fatture e i bonifici non

æ
siano intestati al familiare convivente, purché la percentuale della spesa sostenuta dallo stesso sia indicata nella fattura (per

ReddITI PeRsone FIsIche


approfondimenti si veda la circolare 11/E del 21 maggio 2014).

Condizioni per fruire della detrazione


Pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale da cui risultino:
n causale del versamento (per le spese sostenute dal 1° gennaio 2012 va indicato l’art. 16-bis del TUIR);
n codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento;
n codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Indicazione nella dichiarazione dei redditi (righi da RP51 a RP53) delle seguenti informazioni:
n dati catastali identificativi dell’immobile;
n estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio, contratto di affitto), se i lavori sono effettuati dal detentore;
n altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione;
n il contribuente deve, inoltre, conservare ed esibire, a richiesta dell’Ufficio, i documenti individuati dal Provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011(ad esempio le fatture e le ricevute fiscali relative alle spese sostenute).
Possono usufruire della detrazione anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati; tuttavia la detrazione compete
esclusivamente con riferimento alle spese sostenute per la realizzazione, sempreché le stesse siano comprovate da attestazione
rilasciata dal venditore. Anche in questo caso nella dichiarazione dei redditi devono essere indicati i dati catastali dell’immobile. Per gli
acquisti effettuati nel 2016, non si ha diritto alla detrazione per le spese di realizzazione del box o dei posti auto pertinenziali per il quale
il contribuente si sia avvalso della nuova agevolazione che consente di detrarre il 50 per cento dell’IVA pagata al costruttore.

Per gli adempimenti relativi agli interventi iniziati prima del 14 maggio 2011, e per altre informazioni sulle condizioni e sulla do-
cumentazione necessaria per il riconoscimento della detrazione, vedere in Appendice la voce “Spese per interventi di recupero
del patrimonio edilizio”.

La detrazione d’imposta prevista è pari al:


n 50 per cento per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2017;
n 36 per cento per le spese sostenute: a) dal 2008 al 2011 e b) dal 1° gennaio al 25 giugno 2012.
La detrazione va ripartita in 10 rate di pari importo. I contribuenti che, avendone diritto, avevano ripartito la detrazione in un numero
diverso di rate , possono proseguire secondo tale rateazione.

Consultare in Appendice “Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio“ e “Spese di ristrutturazione per prosecuzio-
ne lavori - esempi”.

Il limite di spesa su cui applicare la percentuale è di:


n euro 48.000 per le spese sostenute negli anni dal 2008 al 25 giugno 2012;
n euro 96.000 per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017.
Il limite va riferito alla singola unità immobiliare sulla quale sono stati effettuati i lavori. Quindi, se più persone hanno diritto alla detrazione
(comproprietari ecc.), il limite va ripartito tra loro.

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Per l’anno 2012, la detrazione del 50 per cento spetta per le spese sostenute dal 26 giugno al 31 dicembre 2012 nel limite di 96.000
euro, al netto delle spese sostenute fino al 25 giugno 2012 nel limite di 48.000 euro.
Nel caso in cui gli interventi consistano nella prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti, sulla singola unità immobiliare, ai fini
della determinazione del limite massimo delle spese detraibili occorre tenere conto delle spese sostenute negli anni pregressi.
In particolare, nel caso di interventi iniziati prima del 26 giugno 2012 e proseguiti negli anni successivi, la detrazione del 50 per cento
spetta per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017 nel limite di 96.000 euro, al netto delle spese sostenute fino al 25
giugno 2012 nel limite di 48.000 euro.
In caso di vendita o di donazione dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi prima che sia trascorso il periodo
2018

di godimento della detrazione, le quote di detrazione non utilizzate sono trasferite, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente
persona fisica o al donatario.

Nel caso di morte del titolare il diritto alla detrazione si trasmette esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale e
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

diretta del bene.


Nel caso in cui le spese sono state sostenute dall’inquilino o dal comodatario la cessazione dello stato di locazione o comodato non
fa venir meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario.

Interventi antisismici in zone ad alta pericolosità le cui procedure autorizzatorie attivate entro il 31 dicembre 2016
Per le spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016 per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e
all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica (articolo 16-bis, comma 1, lettera i, del TUIR), le cui procedure autorizzatorie
sono attivate dopo il 4 agosto 2013 ed entro il 31 dicembre 2016, su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2)
di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla
Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003, riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale (nella quale il contribuente o i suoi
familiari dimorano abitualmente) o ad attività produttive, spetta una detrazione d’imposta nella misura del 65 per cento, fino ad un
ammontare complessivo di spesa non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. Per fruire di questa maggior percentuale di
detrazione è necessario indicare il codice ‘4’ nella colonna 2 dei righi da RP41 a RP47.

Interventi antisismici in zone ad alta pericolosità le cui procedure autorizzatorie attivate dopo il 1° gennaio 2017
Spetta una detrazione dall’imposta lorda per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di misure
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antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica (articolo 16-bis, comma 1, lettera i, del TUIR) e per la
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classificazione e verifica sismica degli immobili, le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017, su edifichi ubicati
nelle zone antisismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nelle zone sismiche 3 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003, riferite
a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive.
La detrazione d’imposta è pari al:
n 50 per cento;
n 70 per cento se dalla realizzazione degli interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di
rischio inferiore;
n 80 per cento se dalla realizzazione degli interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di
rischio inferiore.
La detrazione viene ripartita in 5 rate di pari importo.
La spesa su cui applicare la percentuale non può superare il limite di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Per quanto riguarda l’ammontare complessivo della spesa agevolabile in caso di effettuazione sul medesimo immobile di interventi
antisismici, di interventi di manutenzione straordinaria e di interventi di riqualificazione energetica si precisa che il limite di spesa di euro
96.000 è unico in quanto riferito al singolo immobile. Nel predetto limite di spesa non sono compresi, invece, gli interventi di
riqualificazione globale dell’edificio, gli interventi su strutture opache e infissi e sostituzioni impianti termici per i quali il contribuente può
beneficiare della detrazione del 65 per cento nei limiti specifici (Risoluzione n.147/E del 29 novembre 2017).

Qualora gli interventi siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall’imposta sono pari al:
n 75 per cento se dalla realizzazione degli interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di
rischio inferiore;
n 85 per cento se dalla realizzazione degli interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di
rischio inferiore.

La detrazione viene ripartita in 5 rate di pari importo.

La spesa su cui applicare la percentuale non può superare il limite di 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di
ciascun edificio.
Qualora gli interventi siano realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1 ai sensi dell’ordinanza del Presidente
del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006, mediante
demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio
preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumenti, eseguti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare,
che provvedono, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile, la detrazione dell’imposta
è pari al:
n 75 per cento del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita, se dalla realizzazione degli
interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore;

70
n 85 per cento del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita, se dalla realizzazione degli
interventi derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore.
La detrazione viene ripartita in 5 rate di pari importo.
La spesa su cui applicare la percentuale non può superare il limite di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Spese sostenute per l’acquisto, o l’assegnazione, di immobili facenti parte di edifici ristrutturati
Dal 2002 la detrazione d’imposta spetta anche nel caso di acquisto o assegnazione di unità immobiliari facenti parte di un edificio
interamente sottoposto ad interventi di restauro e risanamento conservativo eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare

2018
o da cooperative edilizie.
All’acquirente o assegnatario dell’immobile spetta una detrazione da calcolare su un ammontare forfetario pari al 25 per cento del prezzo
di vendita o di assegnazione dell’immobile, risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


La detrazione è riconosciuta agli acquirenti in relazione alla quota di proprietà dell’immobile e spetta a condizione che la vendita o
l’assegnazione dell’immobile sia effettuata entro 18 mesi dal termine dei lavori di ristrutturazione.
Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017, la detrazione spetta all’acquirente o assegnatario nella misura
del 50 per cento. L’importo pari al 25 per cento del prezzo di acquisto o assegnazione non può superare il limite di 96.000 euro.
Con riferimento alle spese sostenute negli anni passati la detrazione spetta nella misura:
n del 36 per cento se il rogito è avvenuto dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2007 o a partire dal 1° gennaio 2008;
– L’importo costituito dal 25 per cento del prezzo di acquisto o assegnazione non può superare il limite di 48.000 euro nel caso in cui
l’acquisto o l’assegnazione sia avvenuta dal 1° gennaio 2008 ed i lavori di ristrutturazione siano stati eseguiti dal 1° gennaio 2008.
Il limite di spesa su cui applicare la percentuale va riferito solo alla singola unità immobiliare e, quindi, se più persone hanno diritto alla
detrazione (comproprietari ecc.) il limite di spesa va ripartito tra loro.
Gli acconti, per i quali si è usufruito in anni precedenti della detrazione, concorrono al raggiungimento del limite massimo. Pertanto,
nell’anno in cui viene stipulato il rogito, l’ammontare sul quale calcolare la detrazione sarà costituito dal limite massimo diminuito degli
acconti già considerati per il riconoscimento del beneficio.
Per gli acquisti effettuati nel 2017, se si intende fruire anche della detrazione del 50 per cento dell’IVA pagata al costruttore, dall’importo
delle spese sostenute per l’acquisto va sottratto l’importo del 50 per cento dell’IVA pagata.
La detrazione deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

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coMPIlazIone deI RIghI da RP41 a RP47

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Per ogni anno e per ogni singola unità immobiliare oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio deve essere
compilato un singolo rigo. Allo stesso modo deve essere compilato un distinto rigo per gli interventi di recupero del patrimonio
edilizio effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali.

I righi da RP41 a RP47 vanno compilati per le spese sostenute dal 2008 al 2017:
n colonna 1 (Anno) indicare l’anno in cui sono state sostenute le spese;
n colonna 2 (2012; 2013/2017-antisismico) compilare questa colonna solo nei seguenti casi:
– spese sostenute nel 2012;
– spese sostenute per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche nel 2013, 2014, 2015, 2016 o nel 2017.
Indicare uno dei seguenti codici:
“2” spese sostenute dal 1° gennaio al 25 giugno 2012 (detrazione del 36%);
“3” spese sostenute dal 26 giugno al 31 dicembre 2012 (detrazione del 50%);
“4” spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici
ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive;
“5” spese sostenute nel 2017 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta
pericolosità (detrazione del 50%) e nella zona sismica 3;
“6” spese sostenute nel 2017 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta
pericolosità e nella zona sismica 3, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una
classe di rischio inferiore (detrazione del 70%);
“7” spese sostenute nel 2017 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta
pericolosità e nella zona sismica 3, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due
classi di rischio inferiore (detrazione dell’80%);
“8” spese sostenute nel 2017 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche sulle parti comuni di edifici condominiali
ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità e nella zona sismica 3, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico
che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore (detrazione del 75%);
“9” spese sostenute nel 2017 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche sulle parti comuni di edifici condominiali
ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità e nella zona sismica 3, riferite a costruzioni adibite ad abitazione o ad attività
produttive, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore
(detrazione dell’85%);
“10” spese sostenute nel 2017 per l’acquisto di unità immobiliari facenti parte di edifici ricostruiti ricadenti nelle zone classificate a rischio
sismico 1 ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
108 dell’11 maggio 2006, la cui ricostruzione ha comportato il passaggio ad una classe di rischio inferiore (detrazione del 75%);
“11” spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 per l’acquisto di unità immobiliari facenti parte di edifici ricostruiti
ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1 ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28
aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006, la cui ricostruzione ha comportato il passaggio a due
classi di rischio inferiore (detrazione dell’85%).
n colonna 3 (Codice fiscale) la colonna va compilata solo nei seguenti casi.

71
Lavori su parti comuni condominiali
Per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali, i singoli condomini devono indicare il codice fiscale del condominio e devono
barrare la casella di colonna 2 “Condominio” di uno dei righi da RP51 a RP52, senza riportare i dati catastali identificativi dell’immobile.
Tali dati saranno indicati dall’amministratore di condominio nel quadro AC della propria dichiarazione dei redditi.
Per gli interventi iniziati prima del 14 maggio 2011, i condomini devono indicare il codice fiscale del condominio o della cooperativa senza
compilare la sezione III-B.
Per gli interventi su parti comuni di un condominio minimo per cui non è stato richiesto il codice fiscale, i contribuenti, per beneficiare
della detrazione per gli interventi edilizi e per gli interventi di riqualificazione energetica, per la quota di spettanza, indicano il codice
2018

fiscale del condòmino che ha effettuato il bonifico.


In tal caso il contribuente è tenuto, in sede di controllo, a dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio, ed
è tenuto ad esibire agli intermediari abilitati, oltre alla documentazione ordinariamente richiesta per comprovare il diritto alla agevolazione,
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

un’autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio.

Interventi da parte di soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir


Per gli interventi effettuati dal 14 maggio 2011 da parte di uno dei soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir (es. società di persone), i soggetti
cui si imputano i redditi a norma dello stesso articolo devono indicare in questa colonna il codice fiscale della società o ente e devono
riportare i dati catastali identificativi dell’immobile nella sezione III-B del quadro RP.

Comunicazione al Centro Operativo di Pescara


Per gli interventi iniziati prima del 14 maggio 2011, in questa colonna va indicato il codice fiscale del soggetto che ha inviato,
eventualmente anche per conto del dichiarante, la comunicazione al Centro Operativo di Pescara (ad esempio, il comproprietario o
contitolare di diritti reali sull’immobile, le società semplici e gli altri enti indicati nell’art. 5 del TUIR). La colonna non va compilata se la
comunicazione è stata effettuata dal dichiarante.

Acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati


Per l’acquisto o l’assegnazione di unità immobiliari che fanno parte di edifici ristrutturati deve essere indicato il codice fiscale dell’impresa
di costruzione o ristrutturazione o della cooperativa che ha effettuato i lavori.
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n colonna 4, (Interventi particolari): la colonna va compilata solo in presenza dei seguenti interventi particolari indicando il codice:
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“1” -nel caso in cui le spese relative ad un singolo intervento siano state sostenute in più anni. Per calcolare il limite massimo di spesa
detraibile occorre tenere conto delle spese sostenute negli anni precedenti;
“4” -nel caso di spese sostenute per l’acquisto o assegnazione di immobili che fanno parte di edifici ristrutturati. La detrazione
spetta su un importo pari al 25 per cento del prezzo di vendita o di assegnazione dell’immobile.
Il contribuente che non rientra nei casi precedenti non dovrà indicare alcun codice.
n nella colonna 5, (acquisto, eredità, donazione) indicare:
“4” -nel caso in cui il contribuente, nell’anno 2017 ha ereditato, acquistato o ricevuto in donazione l’immobile da un soggetto che aveva
ripartito la spesa, sostenuta in anni precedenti, in 10 rate.
n nella colonna 8 (Numero rata) indicare il numero della rata che il contribuente utilizza per il 2017. Per le spese sostenute nel 2017 va
obbligatoriamente indicato il numero ‘1’
n nella colonna 9 (Importo spesa): indicare l’intero importo delle spese sostenute nell’anno riportato in colonna 1. Nel caso di acquisto
di immobili ricostruiti (codice ‘10’ o codice ‘11’ in colonna 2), l’importo da indicare è pari al prezzo della singola unità immobiliare,
risultante nell’atto pubblico di compravendita. Nel caso di acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati (codice ‘4’ in colonna 4),
l’importo da indicare è pari al 25 per cento del prezzo di acquisto. Nel caso di spese sostenute per lavori che proseguono in più anni
(codice ‘1’ in colonna 4), se le spese sostenute nel 2017 riguardano la prosecuzione di un intervento iniziato in anni precedenti, su una
singola unità immobiliare posseduta da un unico proprietario, l’importo da indicare in questa colonna non può essere superiore alla
differenza tra 96.000 euro e quanto speso negli anni pregressi dal contribuente, in relazione allo stesso intervento.
Per gli acquisti o le assegnazioni di immobili facenti parte di edifici ristrutturati e per la realizzazione di box o posti auto pertinenziali,
effettuati nel 2017, se si intende fruire anche della detrazione del 50 per cento dell’IVA pagata al costruttore, dall’importo delle spese
sostenute va sottratto l’importo del 50 per cento dell’IVA pagata.
n nella colonna 10 (Importo rata), indicare l’importo di ciascuna rata delle spese sostenute. Tale importo si ottiene dividendo
l’ammontare di colonna 9 (spesa sostenuta nei limiti sopra indicati), per il numero delle rate relativo alla rateazione scelta nella
colonna 8. Nel caso di acquisto o assegnazione di immobili ristrutturati la rata deve essere determinata con riferimento al 25 per cento
del prezzo di acquisto.
Nel caso in cui l’importo delle spese sostenute nel 2017 sia relativo alla prosecuzione di un intervento iniziato in anni precedenti (codice
1 in colonna 4) su una singola unità immobiliare, l’importo su cui calcolare la rata spettante non può essere superiore alla differenza tra
euro 96.000 e quanto speso negli anni pregressi dal contribuente, in relazione al medesimo intervento.
n Colonna 11 (N. d’ordine immobile)
Per le spese sostenute nel 2017 vanno compilate questa colonna e la successiva sezione III-B relative ai dati identificativi dell’immobile
oggetto dei lavori. Nella presente colonna 11 va indicato un numero progressivo per identificare l’immobile oggetto degli interventi di
ristrutturazione. Riportare lo stesso numero anche nella colonna 1 della seguente sezione III-B.
Se sono stati effettuati più interventi con riferimento allo stesso immobile e quindi sono stati compilati più righi della sezione III A, va
riportato lo stesso numero d’ordine identificativo nella colonna 11 di tutti i righi compilati per il medesimo immobile e va compilato un
unico rigo nella sezione III-B.
Gli interventi su parti comuni condominiali devono comunque essere individuati con uno specifico numero progressivo.

72
Esempi di compilazione
Esempio 1 Immobile A: intervento effettuato nel 2012 Spese sostenute fino al 25 giugno: 6.000 euro
Immobile A: intervento effettuato nel 2012 Spese sostenute dopo il 25 giugno 7.000 euro
Immobile B: intervento effettuato nel 2017 Spese sostenute: 4.000 euro

2006/2012
(antisismico dal Interventi Acquisto eredità Numero N. d’ordine
Anno 2013 al 2016) Codice fiscale particolari o donazione rata Importo spesa Importo rata immobile
1 2 3 4 5 8 9 10 11
2012 2 6 6.000 600

2018
2012 3 6 7.000 700
2017 1 4.000 400 1
N. d’ordine Sez. urb./comune Particella
Condominio Codice comune T/U Foglio Subalterno

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


immobile catast.
1 2 3 4 5 6 7 8
1 F 205 U A 60 678 1

Esempio 2 Spese di ristrutturazione sostenute nel 2016: 30.000 euro;


spese di ristrutturazione sostenute nel 2017, in prosecuzione del medesimo intervento: 10.000 euro.
L’importo da indicare in colonna 10 per l’anno 2017 è di 1.000 euro (un decimo di 10.000, importo indicato in col. 9).

Esempio 3 Spese di ristrutturazione sostenute nel 2015: 30.000 euro;


spese di ristrutturazione sostenute nel 2016, in prosecuzione del medesimo intervento: 10.000 euro;
spese di ristrutturazione sostenute nel 2017, in prosecuzione del medesimo intervento: 60.000 euro.

In questo caso, essendo stato superato il limite massimo di 96.000 euro, l’importo da indicare in colonna 10 per l’anno 2015 è di
5.600 euro (un decimo di 56.000, importo indicato in col. 9), dato dalla seguente operazione:
96.000 (limite massimo) – 40.000 (somma complessiva sostenuta negli anni 2015 e 2016).

Rigo RP48 Totale rate


Colonna 1 (detrazione del 36 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP41 a RP47 nei quali la colonna 2 non

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è compilata e l’anno indicato in col. 1 è diverso dal 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017 ovvero la col. 2 è compilata con il codice “2.

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Colonna 2 (detrazione del 50 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP41 a RP47 nei quali la colonna 2 non
è compilata e l’anno indicato in col. 1 è il 2013,2014, 2015, 2016 e 2017 ovvero la col. 2 è compilata con il codice “3”, ovvero l’anno
indicato a col. 1 è uguale a 2017 e nella casella di col. 2 è indicato il codice 5.
Colonna 3 (detrazione del 65 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP41 a RP47 nei quali la colonna 2 è
compilata con il codice “4” e per le quali l’anno indicato a colonna 1 è compreso tra il 2013 ed il 2016.
Colonna 4 (detrazione del 70 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP41 a RP47, nei quali l’anno indicato a
colonna 1 è uguale a 2017 e nella casella di colonna 2 è indicato il codice “6”.
Colonna 5 (detrazione del 75 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP41 a RP47, nei quali l’anno indicato a
colonna 1 è uguale a 2017 e nella casella di colonna 2 è indicato il codice “8” o il codice ‘10’.
Colonna 6 (detrazione del 80 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP41 a RP47, nei quali l’anno indicato a
colonna 1 è uguale a 2017 e nella casella di colonna 2 è indicato il codice “7”.
Colonna 7 (detrazione del 85 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP41 a RP47, nei quali l’anno indicato a
colonna 1 è uguale a 2017 e nella casella di colonna 2 è indicato il codice “9” o il codice ‘11’.

Rigo RP49 Totale detrazione per spese indicate nella sezione III A del Quadro RP
Nella colonna 1 riportare il 36 per cento dell’importo indicato nel rigo RP48, col. 1
Nella colonna 2 riportare il 50 per cento dell’importo indicato nel rigo RP48, col. 2
Nella colonna 3 riportare il 65 per cento dell’importo indicato nel rigo RP48, col. 3
Nella colonna 4 riportare il 70 per cento dell’importo indicato nel rigo RP48, col. 4
Nella colonna 5 riportare il 75 per cento dell’importo indicato nel rigo RP48, col. 5
Nella colonna 6 riportare il 80 per cento dell’importo indicato nel rigo RP48, col. 6
Nella colonna 7 riportare il 85 per cento dell’importo indicato nel rigo RP48, col. 7
La somma degli importi delle detrazioni va riportata nel rigo RN14.

sezione III B – dati catastali identificativi degli immobili e altri dati per fruire della detrazione
Con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a partire dal 2011, nella dichiarazione dei redditi vanno indicati i
dati catastali identificativi degli immobili e gli altri dati necessari per fruire della detrazione.
La presente sezione deve essere compilata per le spese sostenute nel 2017. Per le spese sostenute nel 2011, nel 2012, nel 2013, 2014,
2015 e nel 2016 non è obbligatorio indicare nuovamente i dati identificativi degli immobili se questi sono già stati riportati nelle
dichiarazioni dei redditi presentate con riferimento a tali anni d’imposta.
Se i righi disponibili non sono sufficienti va compilato un quadro aggiuntivo ricordando di numerare progressivamente la casella “Mod. N.”
posta in alto a destra del Modello. Oltre alla presente sezione deve essere compilata anche la colonna 11 della precedente sezione III-A.

Righi RP51 e RP52 - Dati catastali identificativi dell’immobile


Colonna 1 (N. d’ordine immobile): riportare il numero progressivo, che identifica l’immobile oggetto degli interventi di ristrutturazione,
indicato nella colonna 11 della Sezione III A del quadro RP. Nel caso in cui siano stati effettuati più interventi con riferimento allo stesso
immobile e quindi siano stati compilati più righi della Sezione III A indicando lo stesso numero d’ordine nella colonna 11, nella presente
sezione deve essere compilato un solo rigo.

73
Colonna 2 (Condominio): la casella deve essere barrata nel caso di interventi effettuati su parti comuni condominiali. I singoli condomini,
barrando questa casella, dichiarano che la spesa riportata nella sezione III-A del quadro RP si riferisce ad interventi effettuati su parti
comuni condominiali, pertanto non devono essere compilate le successive colonne dei righi RP51 e RP52, relative ai dati catastali
dell’immobile, in quanto tali dati saranno indicati dall’amministratore di condominio nel quadro AC della propria dichiarazione dei redditi.
Nella colonna 3 della sezione III-A va riportato il codice fiscale del condominio. Nel caso di “condominio minimo”, qualora i condomini non
abbiano richiesto il codice fiscale del condominio, va riportato il codice fiscale del condomino che ha effettuato il relativo bonifico.
Colonna 3 (Codice Comune): indicare il codice catastale del comune dove è situata l’unità immobiliare. Il codice Comune può essere a
seconda dei casi di quattro o cinque caratteri come indicato nel documento catastale.
2018

Colonna 4 (Terreni/Urbano): indicare: ‘T’ se l’immobile è censito nel catasto terreni; ‘U’ se l’immobile è censito nel catasto edilizio urbano.
Colonna 5 (Sezione Urbana/Comune Catastale): riportare le lettere o i numeri indicati nel documento catastale, se presenti. Per gli
immobili siti nelle zone in cui vige il sistema tavolare indicare il codice “Comune catastale”.
Colonna 6 (Foglio): riportare il numero di foglio indicato nel documento catastale.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Colonna 7 (Particella): riportare il numero di particella, indicato nel documento catastale, che può essere composto da due parti,
rispettivamente di cinque e quattro cifre, separato da una barra spaziatrice. Se la particella è composta da una sola serie di cifre,
quest’ultima va riportata nella parte a sinistra della barra spaziatrice.
Colonna 8 (Subalterno): riportare, se presente, il numero di subalterno indicato nel documento catastale.
Rigo RP53 - Altri dati (estremi di registrazione del contratto e dati della domanda di accatastamento)
Se i lavori sono effettuati dal conduttore (o comodatario), devono essere indicati, oltre ai dati catastali identificativi dell’immobile (righi
RP51 e RP52) anche gli estremi di registrazione del contratto di locazione o di comodato (colonne da 3 a 6 del rigo RP53) ovvero
colonna 7 se in possesso del codice identificativo del contratto).
Se l’immobile non è ancora stato censito al momento di presentazione della dichiarazione devono essere riportati gli estremi della
domanda di accatastamento (colonne da 8 a 10 del rigo RP53).
Colonna 1 (N. d’ordine immobile): riportare il numero progressivo, che identifica l’immobile oggetto degli interventi di ristrutturazione,
indicato nella colonna 11 della sezione III A del quadro RP. Nel caso in cui siano stati effettuati più interventi con riferimento allo stesso
immobile e quindi siano stati compilati più righi della sezione III A indicando lo stesso numero d’ordine nella colonna 11, nella presente
sezione deve essere compilato un solo rigo.
Colonna 2 (Condominio): seguire le istruzioni relative alla colonna 2 dei righi da RP51 a RP52. Se è barrata questa casella non devono
essere compilate le successive colonne del rigo RP53.
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Conduttore - Estremi di registrazione del contratto di locazione o comodato


I dati possono essere ricavati:
n dal contratto di locazione o di comodato registrato presso l’Ufficio;
n dalla ricevuta rilasciata dai servizi telematici nel caso di registrazione tramite Siria, Iris, ‘Locazioni web’ o ‘Contratti online’ e modello RLI.
Colonna 3 (Data): indicare la data di registrazione del contratto.
Colonna 4 (Serie): indicare il codice relativo alla modalità di registrazione.
‘1T’ registrazione telematica tramite pubblico ufficiale;
‘3’ registrazione del contratto presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
‘3P’ registrazione telematica tramite Siria e Iris;
‘3T’ registrazione telematica tramite altre applicazioni (Locazioni Web, Contratti online e modello RLI);
‘3A’ e ‘3B’ codici di serie in uso in passato presso gli uffici.
Colonna 5 (Numero e sottonumero): indicare il numero e l’eventuale sottonumero di registrazione del contratto.
Colonna 6 (Codice Ufficio Agenzia Entrate): indicare il codice identificativo dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate presso il quale è stato
registrato il contratto. I codici degli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono reperibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it nell’apposita Tabella
presente nella sezione relativa ai contratti di locazione.
Colonna 7 (Codice identificativo contratto): indicare il codice identificativo del contratto composto da 17 caratteri e reperibile nella
copia del modello di richiesta di registrazione del contratto restituito dall’ufficio o, per i contratti registrati per via telematica, nella ricevuta
di registrazione. Se sono state compilate le colonne da 3 a 6 questa colonna non va compilata.

Domanda di accatastamento
Se l’immobile non è ancora stato censito al momento di presentazione della dichiarazione devono essere riportati gli estremi della
domanda di accatastamento.
Colonna 8 (Data): indicare la data di presentazione della domanda di accatastamento.
Colonna 9 (Numero): indicare il numero della domanda di accatastamento.
Colonna 10 (Provincia Ufficio Agenzia/Entrate): indicare la sigla della Provincia in cui è situato l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate
presso il quale è stata presentata la domanda.

sezIone III c – spese per l’arredo degli immobili ristrutturati (detrazione d’imposta del 50 per cen-
to) per arredo dell’abitazione principale delle giovani coppie, per l’Iva per acquisto
abitazione classe energetica a o B
In questa sezione vanno indicate le spese sostenute per le quali spetta la detrazione d’imposta del 50 per cento, in particolare:
– le spese per l’arredo degli immobili ristrutturati
– le spese per arredo dell’abitazione principale delle giovani coppie
– l’importo dell’IVA pagata per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale di classe energetica A o B cedute dalle imprese
costruttrici.

Rigo RP57 - Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati


Ai contribuenti che fruiscono della detrazione del 50 per cento prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (sezione III-A),
è riconosciuta una detrazione del 50 per cento per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+,
nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto

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di ristrutturazione. Le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici sono computate, ai fini della fruizione della detrazione
di imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione.
La detrazione spetta solo se sono state sostenute spese per i seguenti interventi di recupero del patrimonio edilizio:
n manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale;
n manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle parti comuni di edificio residenziale e
su singole unità immobiliari residenziali;
n ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
n ristrutturazione di interi fabbricati, da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che

2018
provvedono entro sei mesi dal termine dei lavori all’alienazione o assegnazione dell’immobile.
Ulteriori interventi riconducibili alla manutenzione straordinaria sono quelli finalizzati al risparmio energetico volti all’utilizzo di fonti
rinnovabili di energia e/o alla sostituzione di componenti essenziali degli impianti tecnologici.
Nel caso di interventi effettuati sulle parti comuni condominiali è ammessa la detrazione solo per gli acquisti dei beni agevolati finalizzati

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


all’arredo delle parti comuni (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere).
La data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di
grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione.
La detrazione spetta per le spese sostenute per l’acquisto di mobili o grandi elettrodomestici nuovi.
In particolare, rientrano tra i grandi elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura,
stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici.
È consentito portare in detrazione anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.
La detrazione spetta su un ammontare massimo di 10.000 euro per le spese di arredo sostenute nel periodo compreso tra il 6 giugno
2013 e il 31 dicembre 2016 se le spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sono state sostenute a decorrere dal 26
giugno 2012.

Per le spese di arredo sostenute nel 2017, invece, la detrazione su un ammontare massimo di 10.000 euro è prevista solo se gli
interventi di recupero del patrimonio edilizio sono iniziati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2017. Per gli
interventi di ristrutturazione effettuati nel 2016 ovvero iniziati nel 2016 e proseguiti nel 2017, al limite di euro 10.000 concorrono anche le
spese di arredato sostenute nel 2016 per le quali si è già fruito della detrazione. La detrazione è ripartita in 10 rate di pari importo.
Il limite di spesa di 10.000 euro è riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune dell’edificio

æ
oggetto di ristrutturazione, a prescindere dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa

ReddITI PeRsone FIsIche


Il pagamento delle spese deve essere effettuato mediante bonifici bancari o postali (in tal caso non è necessario utilizzare l’apposito bonifico
soggetto a ritenuta previsto per le spese di ristrutturazione edilizia), oppure mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data
di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di
avvenuta transazione. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
È necessario conservare la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per
i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la
specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.
E ammessa la detrazione anche per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici acquistati con il finanziamento a rate.
Per ulteriori informazioni si rinvia alle circolari n. 29/E del 18 settembre 2013 e 11/E del 21 maggio 2014

La detrazione “per l’arredo degli immobili ristrutturati” non è cumulabile con il bonus “arredo immobili giovani coppie”
e pertanto non è consentito fruire di entrambe le agevolazioni per l’arredo della medesima unità abitativa.

Colonne 1, 2, 4, 5 (N. rata e Spesa arredo immobile): indicare per ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione il numero di rata
(colonna 1 e 4) e la spesa sostenuta (colonna 2 e 5) entro il limite di 10.000 euro. In presenza di più di due immobili ristrutturati va
compilato un quadro aggiuntivo ricordando di numerare progressivamente la casella “Mod. N.” posta in alto a destra del Modello.
Colonne 3 e 6 (Importo rata): indicare l’importo di ciascuna rata, dividendo per dieci l’ammontare complessivo della spesa sostenuta
indicata rispettivamente nella colonna 2 e 5.

Rigo RP58 (Spesa arredo immobili giovani coppie)


Alle giovani coppie è riconosciuta una detrazione del 50 per cento delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto di mobili nuovi destinati
all’arredo dell’abitazione principale. La detrazione non compete per l’acquisto di grandi elettrodomestici.
Attenzione: la detrazione “per l’arredo degli immobili giovani coppie” non è cumulabile con il bonus “arredo immobili
ristrutturati” e pertanto non è consentito fruire di entrambe le agevolazioni per l’arredo della medesima unità abitativa.

Per fruire dell’agevolazione era necessario:


n essere una coppia coniugata nell’anno 2016
n oppure essere una coppia di fatto, convivente da almeno tre anni, e tale condizione doveva risultare soddisfatta nell’anno 2016. Tale
condizione doveva essere attestata o dall’iscrizione dei due componenti nello stesso stato di famiglia o mediante un’autocertificazione
resa ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.445;
n almeno uno dei due componenti della coppia doveva avere una età non superiore ai 35 anni al 31 dicembre 2016;
n avere acquistato a titolo oneroso o gratuito un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale della giovane coppia nel 2015 o nel
2016. L’acquisto poteva essere effettuato da entrambi i coniugi o conviventi o da uno solo di essi purché chi ha effettuato l’acquisto
non aveva superato il trentacinquesimo anno di età;
n l’unità immobiliare doveva essere stata destinata ad abitazione principale della coppia.
L’acquisto dei mobili poteva essere effettuato anche prima che si verificassero i requisiti sopra elencati sempreché essi si siano verificati
nel corso del 2016 e l’unità immobiliare sia stata destinata ad abitazione principale al momento di presentazione della dichiarazione dei
redditi relativa all’anno d’imposta 2016. Con la circolare n. 7/E del 31 marzo 2016 è stato chiarito che per consentire la fruizione della

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detrazione delle spese per arredo degli immobili delle giovani coppie, la destinazione ad abitazione principale dell’unità immobiliare
acquistata deve sussistere al momento di presentazione della dichiarazione dei redditi.
La detrazione spetta su un ammontare massimo di 16.000 euro ed è ripartita in dieci rate annuali di pari importo. Il limite di 16.000 euro
è riferito alla coppia pertanto se le spese sostenute superano il predetto importo la detrazione deve essere calcolata sull’ammontare
massimo di 16.000 euro e ripartita fra i coniugi o i conviventi in base all’effettivo sostenimento della spesa da parte di ciascuno.
Il pagamento delle spese doveva essere effettuato mediante bonifico bancario o postale, senza la necessità di utilizzare l’apposito
bonifico previsto per le spese di ristrutturazione edilizia, o carta di credito o di debito. In tal caso la data di pagamento è individuata nel
giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziato nella ricevuta telematica di avvenuta transazione. Se il
pagamento era stato effettuato con bonifico bancario o postale non era necessario utilizzare l’apposito bonifico previsto per le spese di
2018

ristrutturazione edilizia (bonifico soggetto a ritenuta). Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari,
contanti o altri mezzi di pagamento.
E’ necessario conservare la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la
specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti o gli scontrini parlanti.
Per ulteriori informazioni si rinvia alla circolare n.7/E del 31 marzo 2016.
Colonna 1 (Meno di 35 anni): barrare la casella se il requisito anagrafico è posseduto dal coniuge o dal convivente more uxorio nel 2016;
Colonna 2 (Spesa arredo immobile): indicare la spesa sostenuta entro il limite di 16.000 euro.
Colonna 3 (Importo rata): indicare l’importo di ciascuna rata, dividendo per dieci l’ammontare complessivo della spesa sostenuta
indicata nella colonna 2.

Rigo RP59 (Iva per acquisto abitazione classe energetica A o B)


Ai soggetti che hanno acquistato dal 1° gennaio 2016 al il 31 dicembre 2017 unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe
energetica A o B, è riconosciuta una detrazione del 50 per cento dell’IVA pagata nel 2016. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali.
Il beneficio spetta anche per l’acquisto della pertinenza purché tale acquisto avvenga contestualmente all’acquisto dell’unità abitativa e
l’atto di acquisto dia evidenza del vincolo pertinenziale (cfr. Circolare n.20/E del 18 maggio 2016).
All’importo dell’IVA per la quale il contribuente abbia fruito della nuova detrazione, non può essere applicata l’agevolazione prevista per
le spese sostenute per l’acquisto o assegnazione di immobili facenti parte di edifici ristrutturati o quella prevista per l’acquisto di box o
posti auto pertinenziali. Ciò perché non è possibile far valere due agevolazioni sulla medesima spesa.
Per ulteriori informazioni si rinvia alla circolare n. 20/E del 18 maggio 2016, paragrafo 10 e alla circolare n. 12/E dell’8 aprile 2016,
æ

paragrafo 7.1 e alla circolare n. 7/E del 31 marzo 2017.


ReddITI PeRsone FIsIche

Colonna 1 (Numero rata): indicare il numero di rata che per l’anno 2017 sarà pari a 1;
Colonna 2 (Importo IVA pagata): indicare l’importo dell’IVA pagata all’impresa da cui è stato acquistato l’immobile.
Colonna 3 (Importo rata): indicare l’importo di ciascuna rata, dividendo per dieci l’ammontare complessivo della spesa sostenuta
indicata nella colonna 2.

Rigo RP60 (Totale rate): riportare la somma degli importi indicati nelle colonne 3 e 6 dei righi RP57, nella colonna 3 del rigo RP58, e
nella colonna 3 del rigo RP59 di tutti i moduli compilati. Su questo importo si determina la detrazione del 50 per cento che va riportata nel
rigo RN15. Nel caso siano stati compilati più moduli, questa colonna deve essere compilata unicamente sul primo di tali moduli,
riportando la somma degli importi indicati in tutte le colonne 3, e 6 dei moduli compilati.

sezione Iv -– spese per interventi finalizzati al risparmio energetico


In questa sezione vanno indicate le spese sostenute dal 2008 al 2017 per interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esi-
stenti, di qualsiasi categoria catastale, anche rurale.
La detrazione d’imposta è pari al:
n 55 per cento, per le spese sostenute dal 2008 al 2012 e dal 1° gennaio al 5 giugno 2013;
n 65 per cento, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017.
n 70 per cento, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti
comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie
disperdente lorda dell’edificio medesimo;
n 75 per cento, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti
comuni degli edifici condominiali, finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la
qualità media di cui al decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 26 giugno 2015.
Per le spese sostenute dal 2011 al 2017 la detrazione va ripartita in dieci rate annuali di pari importo (entro il limite massimo previsto per
ciascuna tipologia di intervento effettuato). Per le spese sostenute nel 2008 le rate annuali continuano a essere quelle scelte (da otto a dieci).
Le tipologie di interventi previste sono:
n riqualificazione energetica di edifici esistenti;
n interventi sull’involucro di edifici esistenti;
n installazione di pannelli solari;
n sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
n acquisto e posa in opera di schermature solari
n acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse com-
bustibili.
La prova dell’esistenza dell’edificio è fornita dall’iscrizione dello stesso in catasto oppure dalla richiesta di accatastamento, nonché dal
pagamento dell’ICI o dell’IMU, se dovuta. Sono esclusi gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile.
I soggetti che possono fruire della detrazione sono coloro che possiedono o detengono sulla base di un titolo idoneo (ad esempio
proprietà, altro diritto reale, concessione demaniale, locazione o comodato) l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi per
conseguire il risparmio energetico e i condòmini nel caso di interventi effettuati sulle parti comuni condominiali. Ha diritto alla detrazione
anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento purché abbia sostenuto le spese e le
fatture e i bonifici siano a lui intestati.

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In caso di vendita o di donazione dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi prima che sia trascorso il periodo di
godimento della detrazione, le quote di detrazione non utilizzate sono trasferite, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica
o al donatario. Nel caso di morte del titolare il diritto alla detrazione si trasmette esclusivamente all’erede che conserva la detenzione materiale
e diretta del bene. In tali casi l’acquirente, ovvero gli eredi, possono rideterminare il numero di quote in cui ripartire la detrazione residua, a
condizione che le spese siano state sostenute nell’anno 2008. Nel caso in cui le spese sono state sostenute dall’inquilino o dal comodatario la
cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venir meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario.
Si ricorda che la detrazione per gli interventi di risparmio energetico non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i
medesimi interventi, come ad esempio la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio.
La detrazione fiscale per gli interventi di risparmio energetico, se compatibile con specifici incentivi disposti a livello comunitario o a livello

2018
locale da regioni, province e comuni, può essere richiesta per la parte di spesa eccedente gli incentivi concessi dagli enti territoriali.
Sono comprese tra le spese detraibili quelle relative alle prestazioni professionali (rese sia per la realizzazione degli interventi che per
la certificazione indispensabile per fruire della detrazione) ed alle opere edilizie funzionali all’intervento destinato al risparmio energetico.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Il pagamento delle spese, da parte dei contribuenti non titolari di reddito d’impresa, deve essere effettuato tramite bonifico bancario o
postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del contribuente beneficiario della detrazione ed il numero di partita
IVA ovvero il codice fiscale del soggetto in favore del quale il bonifico è effettuato.
Il limite massimo di detrazione spettante va riferito all’unità immobiliare e pertanto va suddiviso tra i soggetti detentori o possessori
dell’immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell’importo effettivamente sostenuto. Anche per gli interventi su parti condominiali
l’ammontare massimo di detrazione deve essere riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio ad eccezione del
caso in cui l’intervento si riferisca all’intero edificio e non a parti di esso.
Documenti necessari per ottenere la detrazione
Per fruire della detrazione è necessario acquisire i seguenti documenti:
n la fattura dell’impresa che esegue i lavori;
n l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici richiesti. In caso di più
interventi sullo stesso edificio l’asseverazione può fornire i dati e le informazioni richieste in modo unitario. Inoltre, nel caso di
sostituzione di finestre comprensive di infissi o di sostituzione di caldaie a condensazione con potenza non superiore a 100 kW,
l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori. Inoltre, l’asseverazione può essere:
n sostituita da quella resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (D.M. 6 agosto 2009);
n esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi
impianti termici da depositare presso le amministrazioni competenti insieme alla denuncia dei lavori, da parte del proprietario

æ
dell’immobile o di chi ne ha titolo.

ReddITI PeRsone FIsIche


Inoltre, nelle ipotesi di autocostruzione dei pannelli solari, è sufficiente l’attestato di partecipazione ad un apposito corso di formazione;
n l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica che contiene i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio ed è
prodotta successivamente all’esecuzione degli interventi, in base alle procedure indicate dai Comuni o dalle Regioni. In assenza di tali
procedure, dopo l’esecuzione dei lavori, può essere prodotto l’attestato di “qualificazione energetica”, in luogo di quello di “certificazione
energetica” predisposto secondo lo schema riportato in allegato al decreto interministeriale del 19 febbraio 2007 come modificato dal
decreto interministeriale del 7 aprile 2008 e dal decreto interministeriale del 6 agosto 2009.
Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008, per la sostituzione di finestre in singole unità immobiliari e per l’installazione di pannelli
solari non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica (o di qualificazione) energetica.
Tale certificazione non è più richiesta per gli interventi, realizzati a partire dal 15 agosto 2009, riguardanti la sostituzione degli impianti
di climatizzazione invernale;
n la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell’allegato E del decreto attuativo o
allegato F, se l’intervento riguarda la sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari o l’installazione di
pannelli solari. La scheda descrittiva dell’intervento di cui all’allegato F può essere compilata anche dall’utente finale. La scheda deve
contenere: i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese, dell’edificio su cui i lavori sono stati eseguiti, la tipologia di
intervento eseguito ed il risparmio di energia che ne è conseguito, nonché il relativo costo, specificando quello delle spese
professionali, e l’importo utilizzato per il calcolo della detrazione.
L’asseverazione, l’attestato di certificazione/qualificazione energetica e la scheda informativa devono essere rilasciati da tecnici abilitati
alla progettazione di edifici ed impianti nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini
e collegi professionali: ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, dottori agronomi, dottori forestali e i periti agrari. Tutti i documenti
sopraindicati possono essere redatti anche da un unico tecnico abilitato.

Documenti da trasmettere
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, devono essere trasmessi all’ENEA telematicamente (attraverso il sito internet www.acs.enea.it,
ottenendo ricevuta informatica), i dati contenuti nell’attestato di certificazione energetica, ovvero nell’attestato di qualificazione energetica,
nonché la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.
La data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per l’invio della documentazione all’Enea, coincide con il giorno del cosiddetto
“collaudo” (e non di effettuazione dei pagamenti). Se, in considerazione del tipo di intervento, non è richiesto il collaudo, il contribuente
può provare la data di fine lavori con altra documentazione emessa da chi ha eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda
informativa). Non è ritenuta valida, a tal fine, una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione.
Qualora la complessità dei lavori eseguiti non trovi adeguata descrizione negli schemi resi disponibili dall’ENEA, la documentazione può
essere inviata, in copia, entro 90 giorni a mezzo raccomandata con ricevuta semplice, ad ENEA, Dipartimento ambiente, cambiamenti
globali e sviluppo sostenibile, via Anguillarese 301, 00123, Santa Maria di Galeria (Roma), specificando come riferimento: Detrazioni
fiscali - riqualificazione energetica. Per fruire della detrazione non è necessario inviare alcuna comunicazione preventiva di inizio lavori
al Centro Operativo di Pescara.
Nel caso in cui i lavori di riqualificazione energetica proseguano nell’anno successivo non è più necessario inviare un’apposita
comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo dell’anno seguente.

Documenti da conservare
Per fruire dell’agevolazione fiscale è necessario conservare ed esibire, su richiesta, all’amministrazione finanziaria l’asseverazione, la
ricevuta dell’invio della documentazione all’ENEA, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate e le ricevute del bonifico

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attestante il pagamento. Nel caso in cui gli interventi riguardino parti comuni di edifici deve essere acquisita e conservata copia della
delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese. Nel caso in cui le spese siano state effettuate dal detentore
deve essere acquisita e conservata la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori resa dal possessore.
Per ulteriori informazioni sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico si rinvia al decreto interministeriale del 19 febbraio 2007, così
come modificato dal decreto interministeriale del 7 aprile 2008, e alla circolare dell’Agenzia delle entrate n. 29/E del 18 settembre 2013.

coMPIlazIone deI RIghI da RP61 a RP64


Nella colonna 1 (Tipo intervento) indicare il codice:
2018

“1” Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti. Sono gli interventi diretti alla riduzione del fabbisogno di energia
primaria necessaria per soddisfare i bisogni connessi ad un uso standard dell’edificio che permettono di conseguire un indice di
prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

economico dell’11 marzo 2008 - Allegato A. Rientrano in tale tipo di intervento la sostituzione o l’installazione di climatizzazione
invernale anche con generatori di calore non a condensazione, con pompe di calore, con scambiatori per teleriscaldamento, con
caldaie a biomasse gli impianti di cogenerazione, rigenerazione, gli impianti geotermici e gli interventi di coibentazione non aventi le
caratteristiche indicate richieste per la loro inclusione negli interventi descritti ai punti successivi;
“2” Interventi sull’involucro degli edifici esistenti. Sono tali gli interventi su edifici esistenti o parti di essi relativi a strutture opache
verticali (pareti), strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), fornitura e posa in opera di materiale coibente, di materiale
ordinario, di nuove finestre comprensive di infissi, miglioramento termico di componenti vetrati esistenti, demolizione e ricostruzione
dell’elemento costruttivo a condizione che siano rispettati i requisiti richiesti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, definiti
nella tabella di cui all’allegato B del decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008 e successivamente modificati dal
decreto 6 gennaio 2010;
“3” Installazione di pannelli solari. Sono tali gli interventi per l’installazione di pannelli solari, anche realizzati in autocostruzione,
bollitori, accessori e componenti elettrici ed elettronici utilizzati per la produzione di acqua calda ad uso domestico;
“4” Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale si
intendono quelli concernenti la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati
di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. Dal 1° gennaio 2008 rientra in tale tipologia
anche la sostituzione, anche solo parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompa di calore ad alta
efficienza ovvero con impianti geotermici a bassa entalpia. Dal 1° gennaio 2012 sono compresi anche gli interventi di sostituzione di
æ
ReddITI PeRsone FIsIche

scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;
“5” Acquisto e posa in opera di schermature solari. Interventi per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari a protezione
di una superficie vetrata, applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente.
Possono essere applicate, rispetto alla superficie vetrata, all’interno, all’esterno o integrate purché siano mobili e “tecniche”. Non
fruiscono dell’agevolazione le schermature solari autonome (aggettanti) applicate a superfici vetrate esposte a nord; (art. 14, comma
2, lett. b), del decreto-legge n. 63 del 2013, come modificato dall’art. 1, comma 74, della legge n. 208 del 2015);
“6” Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale a biomasse. Interventi per l’acquisto e la posa in opera di
impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.” (art. 14, comma
2-bis, del decreto-legge n. 63 del 2013, come modificato dall’art. 1, comma 74, della legge n. 208 del 2015);
“7” Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto. Sono gli interventi per l’acquisto,
installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di
acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative, che garantiscono un funzionamento efficiente degli impianti, nonché dotati di
specifiche caratteristiche. Tali dispositivi devono, in particolare:
– mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
– mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
– consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.
La detrazione spetta con riferimento alle spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016;
‘8’ Interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti. Sono interventi di riqualificazione energetica di parti
comuni degli edifici condominiali che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie
disperdente lorda dell’edificio medesimo;
‘9’ Interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali esistenti. Sono interventi di riqualificazione
energetica di parti comuni degli edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che
conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 26 giugno 2015.

Nella colonna 2 (Anno) indicare l’anno in cui sono state sostenute le spese.
Colonna 3 (Periodo 2013): compilare questa colonna solo se le spese sono state sostenute nel 2013.
Indicare uno dei seguenti codici:
“1” spese sostenute dal 1° gennaio al 5 giugno 2013 (detrazione del 55%);
“2” spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 (detrazione del 65%);
La colonna 4 (Casi particolari) è riservata ai contribuenti che si trovano in una delle situazioni di seguito descritte. Indicare il codice:
“1” nel caso di spese sostenute per lavori iniziati in anni precedenti e ancora in corso nel 2017;
“2” nel caso in cui le spese sostenute in anni precedenti al 2017 riguardino un immobile ereditato, acquistato o ricevuto in donazione
nell’anno 2017;
“3” se ricorrono contemporaneamente le condizioni di cui ai codici 1 e 2 (lavori che proseguono in più anni ed immobile ereditato,
acquistato o ricevuto in donazione).
La colonna 5 (Periodo 2008 - Rideterminazione rate) i contribuenti che dal 2009 al 2017 hanno acquistato o ereditato un immobile,
oggetto di lavori nel corso dell’anno 2008, se hanno rideterminato o intendono rideterminare il numero di rate scelte da chi ha sostenuto
la spesa indicano in questa colonna il numero delle rate in cui è stata inizialmente ripartita la detrazione.

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Nella colonna 7 (n. rata) indicare il numero della rata che il contribuente utilizza per il 2017. Ad esempio, indicare 3 per le spese
sostenute nel 2015, 2 per le spese del 2016 e 1 per le spese del 2017;
Nella colonna 8 (Spesa totale) indicare l’ammontare della spesa sostenuta entro i limiti sottodescritti in relazione alla tipologia
dell’intervento che, ad eccezione delle spese indicate con il codice “7”, dovranno essere indicate:
n per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (codice “1”):
– 181.818,18 euro per le spese sostenute fino al 5 giugno 2013 (55%);
– 153.846,15 euro per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017 (65%).
La detrazione massima consentita è di 100.000 euro;

2018
n per gli interventi sull’involucro degli edifici esistenti (codice “2”) e l’installazione di pannelli solari (codice “3”):
– 109.090,90 euro per le spese sostenute fino al 5 giugno 2013 (55%);
– 92.307,69 euro per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017 (65%).

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


La detrazione massima consentita è di 60.000 euro;
n per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (codice “4”):
– 54.545,45 euro per le spese sostenute fino al 5 giugno 2013 (55%);
– 46.153,84 euro per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017 (65%);
La detrazione massima consentita è di 30.000 euro.
n per l’acquisto e posa in opera di schermature solari (codice “5”): 92.307,69 euro per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre
2017 (65%). La detrazione massima consentita è di 60.000 euro;
n per l’acquisto e posa in opera di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (codice “6”): 46.153,84
euro per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017 (65%). La detrazione massima consentita è di 30.000 euro.
n per gli interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti (codice “8”, 70%) e per gli interventi di riqualificazione
energetica di parti comuni degli edifici condominiali esistenti (codice “9”, 75%);
n 40.000 euro per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per le spese sostenute nel 2017.
Nella colonna 9 (Importo rata) indicare l’importo di ciascuna rata delle spese sostenute. Tale importo si ottiene dividendo l’ammontare
della spesa sostenuta (colonna 8), per 10.
Se è stata compilata la casella “Rideterminazione rate” (col. 5) la rata deve invece essere determinata come segue:

calcolare: 1) “Rate utilizzate” = (8 – n. rata di col. 7) x col. 8 2) “Importo rata” = col. 8 – “Rate utilizzate”

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col. 5 10

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Rigo RP65 (Totale rate – Rata 55%, 65%, 70% e 75%)
Colonna 1 (rata del 55 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP61 a RP64 nei quali nella colonna 2 è stato
indicato un anno precedente al 2013 ovvero è stato indicato l’anno 2013 con il codice “1” nella colonna 3.
Colonna 2 (rata del 65 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP61 a RP64 nei quali nella colonna 2 è stato
indicato l’anno 2013 con il codice 2 nella colonna 3 ovvero è stato indicato l’anno 2014 o l’anno 2015 o l’anno 2016 ovvero l’anno 2017
con i codici 1, 2, 3, 4, 5, 6 o 7 nella colonna 1.
Colonna 3 (rata del 70 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP61 a RP64 nei quali nella colonna 2 è stato
indicato l’anno 2017 con il codice 8 nella colonna 1.
Colonna 4 (rata del 75 per cento): riportare la somma degli importi indicati nei righi da RP61 a RP64 nei quali nella colonna 2 è stato
indicato l’anno 2017 con il codice 9 nella colonna 1.

Rigo RP66 (Totale detrazione 55%, 65%, 70% e 75%)


Nella colonna 1 riportare il 55 per cento dell’importo indicato nel rigo RP65, col. 1
Nella colonna 2 riportare il 65 per cento dell’importo indicato nel rigo RP65, col. 2
Nella colonna 3 riportare il 70 per cento dell’importo indicato nel rigo RP65, col. 3
Nella colonna 4 riportare il 75 per cento dell’importo indicato nel rigo RP65, col. 4
La somma degli importi delle detrazioni va riportata nel rigo RN16.

sezione v – detrazioni per inquilini con contratto di locazione


Indicare i dati per fruire delle detrazioni spettanti agli inquilini per canoni di locazione relativi ad immobili adibiti ad abitazione principale.
Dette detrazioni vengono riconosciute entro determinati limiti di reddito complessivo. Al reddito complessivo va aggiunto anche il reddito
dei fabbricati concessi in locazione assoggettato a cedolare secca. Il reddito di riferimento per il calcolo delle detrazioni è quello indicato
nella colonna 1 del rigo RN1. Se è stato compilato il rigo RS37 relativo all’agevolazione ACE, al reddito di riferimento va aggiunto
l’importo indicato nella colonna 14 del rigo RS37.

Le detrazioni di cui al rigo RP71 (codici 1, 2, 3 ) e al rigo RP72 sono alternative e, pertanto, il contribuente ha la facoltà di
scegliere quella a lui più favorevole indicando il codice ovvero compilando il rigo relativo. Tuttavia, nei casi in cui il con-
tribuente si trovi in situazioni diverse nel corso dell’anno può beneficiare di più detrazioni. Qualora debbano essere indi-
cate diverse tipologie di detrazioni contraddistinte da codici diversi, va compilato un quadro aggiuntivo per ogni codice
ricordando di numerare progressivamente la casella “Mod. N.” posta in alto a destra del Modello. In tale caso la somma
dei giorni indicati nelle colonne 2 del rigo RP71 e nella colonna 1 del rigo RP72 non può essere superiore a 365.

Rigo RP71 Inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale


Colonna 1 (Tipologia): indicare il codice relativo alla detrazione di cui si intende fruire.
“1” Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale. Questo codice deve essere indicato dai contribuenti, con
reddito complessivo non superiore a 30.987,41 euro, che hanno stipulato o rinnovato, ai sensi della legge n. 431 del 1998, contratti
di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale. La detrazione deve essere calcolata in base al periodo dell’anno in cui
l’immobile è destinato ad abitazione principale e al numero dei cointestatari del contratto di locazione.

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“2” Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale locati con contratti in regime convenzionale. Questo
codice deve essere indicato dai contribuenti, con reddito complessivo non superiore a 30.987,41 euro, intestatari di contratti di
locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale a condizione che gli stessi siano stati stipulati o rinnovati secondo quanto
disposto dall’art. 2, comma 3, e dall’art. 4, commi 2 e 3 della legge n. 431 del 1998 (cosiddetti “contratti convenzionali”). In nessun caso
la detrazione spetta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati. La detrazione deve essere calcolata in
base al periodo dell’anno in cui l’immobile è destinato ad abitazione principale e al numero dei cointestatari del contratto di locazione.
“3” Detrazione per canoni di locazione spettante ai giovani per l’abitazione principale. Questo codice va indicato dai giovani di età
compresa fra i 20 e i 30 anni, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro, che stipulano un contratto di locazione ai
2018

sensi della legge 9 dicembre 1998, n.431, per l’unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale. Il requisito dell’età è
soddisfatto qualora ricorra anche per una parte del periodo d’imposta in cui si intende fruire della detrazione. È necessario che
l’immobile affittato sia diverso dall’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati dagli organi competenti ai sensi di
legge. La detrazione spetta per i primi tre anni dalla stipula del contratto e pertanto se questo è stato stipulato nel 2015 la detrazione
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

potrà essere fruita anche per il 2016 e il 2017.


Colonna 2 (n. giorni): indicare il numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare locata è stata adibita ad abitazione principale.
Colonna 3 (percentuale): indicare 100 se il contratto è stipulato da un unico soggetto o la diversa percentuale di spettanza, nel caso in
cui il contratto sia intestato a più soggetti.
L’importo della detrazione spettante, da indicare nel rigo RN12 colonna 1, viene determinato in base al reddito complessivo, rapportato
al numero dei giorni di locazione indicati in colonna 2 ed alla percentuale indicata in colonna 3 del rigo RP71.

Rigo RP72 Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro
Questo rigo va compilato dai contribuenti, con reddito complessivo non superiore a 30.987,41 euro, che siano lavoratori dipendenti e
abbiano trasferito o trasferiscano la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di
richiesta della detrazione e siano titolari di qualunque tipo di contratto di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale
situate nel nuovo comune di residenza a non meno di 100 Km di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione.
La detrazione può essere fruita nei primi tre anni dal trasferimento della residenza. Ad esempio se il trasferimento della residenza è
avvenuto nel 2016, potrà beneficiare della detrazione per gli anni d’imposta 2016, 2017 e 2018.
La detrazione spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti anche se la variazione di residenza è la conseguenza di un contratto di
lavoro appena stipulato. Sono esclusi i percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Qualora, nel corso del periodo di spettanza della detrazione, il contribuente cessa di essere lavoratore dipendente, perde il diritto alla
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detrazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello nel quale non sussiste più tale qualifica.
Colonna 1 (n. giorni): indicare il numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare locata è stata adibita ad abitazione principale
Colonna 2 (percentuale): indicare 100 se il contratto è stipulato da un unico soggetto o la diversa percentuale di spettanza, nel caso in
cui il contratto sia intestato a più soggetti. Si precisa che in questo caso la percentuale deve essere determinata con riferimento ai soli
cointestatari del contratto in possesso della qualifica di lavoratore dipendente.
L’importo della detrazione spettante, da indicare nel rigo RN12, colonna 1, viene determinato in base al reddito complessivo, rapportato
al numero dei giorni di locazione indicati in colonna 1 ed alla percentuale indicata in colonna 2 del rigo RP72.
Rigo RP73 Detrazione per l’affitto di terreni agricoli ai giovani: indicare le spese sostenute dai coltivatori diretti e dagli imprenditori
agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di età inferiore ai 35 anni, per il pagamento dei canoni d’affitto dei terreni agricoli
(diversi da quelli di proprietà dei genitori). La detrazione del 19% delle spese sostenute per il pagamento dei canoni spetta entro il limite
di 80 euro per ciascun ettaro preso in affitto e fino ad un massimo di 1.200 euro annui (importo massimo del canone annuo da indicare
nel rigo RP73: 6.318,00 euro). Il contratto di affitto deve essere redatto in forma scritta.
L’ammontare della detrazione va determinato nel rigo RN12 e se questo risulta superiore all’imposta lorda, diminuita delle detrazioni per
carichi di famiglia e delle altre detrazioni relative a particolari tipologie di reddito, è riconosciuto un credito pari alla quota della detrazione
che non ha trovato capienza nell’imposta.

sezione vI – altre detrazioni


Rigo RP80 - Detrazioni per investimenti in start up
Il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha introdotto alcuni incentivi
fiscali per l’investimento in start-up innovative. Le modalità di attuazione di questa agevolazione sono individuate con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico del 25 febbraio 2016.
È definita start-up innovativa la società di capitali, costituita anche in forma di cooperativa, che svolge attività necessarie per sviluppare e
introdurre prodotti, servizi o processi produttivi innovativi ad alto valore tecnologico, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale
non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione (art. 25 del decreto-legge n. 179 del 2012).
Si considerano start-up innovative anche le società che abbiano come oggetto sociale la promozione dell’offerta turistica nazionale attraverso
l’uso di tecnologie e lo sviluppo di software originali, in particolare, agendo attraverso la predisposizione di servizi rivolti alle imprese turistiche.
Queste imprese start-up innovative possono essere costituite anche nella forma della s.r.l. semplificata ai sensi dell’art. 2463-bis del codice
civile (art. 11-bis del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106).
L’art. 1, comma 66, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, ha modificato l’art. 29 del decreto-legge n. 179 del 2012. In particolare, le lett.
a) e c) del citato comma 66 hanno previsto la trasformazione da beneficio transitorio a beneficio a regime delle agevolazioni riconosciute
in favore delle start-up innovative, l’incremento della misura del beneficio al 30 per cento e l’aumento dell’importo dell’investimento
massimo detraibile a euro 1.000.000. Il comma 67 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016 prevede che l’efficacia delle disposizioni di cui
al comma 66, lett. a) e c), e’ subordinata, ai sensi dell’art. 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
all’autorizzazione della Commissione europea.
Ai contribuenti che investono somme nel capitale sociale di una o più start up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi
di investimento specificamente individuati è riconosciuta una detrazione d’imposta del 30 per cento. L’investimento massimo detraibile
non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 1.000.000 euro.
Gli incentivi fiscali all’investimento in start-up innovative di cui all’art. 29 del citato decreto-legge n. 179 del 2012, si applicano anche agli
investimenti in piccole e medie imprese (PMI) innovative nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dagli Orientamenti sugli aiuti di

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Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio, di cui alla comunicazione 2014/C 19/04 della Commissione,
del 22 gennaio 2014 (art. 4, comma 9, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015,
n. 33). L’efficacia della disposizione di cui al comma 9 è subordinata, ai sensi dell’art. 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, all’autorizzazione della Commissione europea (art. 4, comma 12-ter, del decreto-legge n. 3 del 2015).
L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del termine comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il
contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali.
L’ammontare non detraibile, in tutto o in parte, nel periodo d’imposta di riferimento può essere portato in detrazione dall’Irpef nei periodi
d’imposta successivi, ma non oltre il terzo.

2018
Nel rigo devono essere riportati i seguenti dati:
n colonne 1 (Codice fiscale) e 2 (Tipologia investimento):
– in caso di investimento diretto, indicare il codice fiscale della start-up nella quale è stato effettuato il conferimento. In questo caso

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


indicare il codice 1 nella casella di colonna 2;
– in caso di investimento indiretto mediante un organismo di investimento collettivo del risparmio, in colonna 1 indicare il codice
fiscale di tale organismo e in colonna 2 il codice 2; se l’investimento indiretto è stato effettuato mediante una società di capitali che
investe prevalentemente in start-up innovative, in colonna 1 indicare il codice fiscale di detta società e in colonna 2 il codice 3;
– i contribuenti che partecipano a società in nome collettivo o in accomandita semplice indicano in colonna 1 il codice fiscale della
società che abbia loro imputato la quota detraibile per investimenti in start up e in colonna 2 il codice 4; i contribuenti che
partecipano a società di persone per il tramite di società che abbiano optato per la trasparenza fiscale ai sensi dell’art. 116, indicano
in colonna 1 il codice fiscale della società che abbia loro imputato la quota detraibile per investimenti in start up e in colonna 2 il
codice 5. In presenza di questi due codici non vanno compilate le colonne 4 e 5, ma va unicamente indicato nella colonna 6
l’ammontare dell’importo detraibile ricevuto per trasparenza.
n colonna 3 : indicare l’ammontare dell’investimento agevolabile . Nella colonna non va indicato alcun importo nei casi di contribuente
che partecipa a società in regime di trasparenza (codici 4 e 5 in colonna 2);
n colonna 4 : indicare il codice che identifica il tipo di investimento per determinare la percentuale di detrazione:
‘1’ se l’investimento è stato effettuato in start-up innovativa;
‘2’ se l’investimento è stato effettuato in PMI innovativa di cui all’art. 4, comma 9, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3;
n colonna 5 : indicare l’ammontare detraibile che risulta applicando all’importo di colonna 3 la percentuale (30%). Nel caso in cui nella
colonna 2 sia stato indicato il codice 4 o il codice 5 (detrazione attribuita da società “trasparente”) nella colonna 5 va indicato

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direttamente l’ammontare dell’importo detraibile ricevuto per trasparenza.
n colonna 6: indicare il totale della detrazione spettante. Se è stato compilato un solo rigo, detto importo sarà pari a quello indicato in
colonna 5 ; se sono stati effettuati più investimenti, occorre compilare un rigo per ciascuno di essi, utilizzando più moduli. In tal caso
riportare solo nella colonna 6 del primo modulo la somma degli importi indicati nelle colonne 5 di tutti i moduli compilati e indicare il
numero modulo nell’apposito spazio in alto a destra.
L’importo indicato in questa colonna va riportato nel rigo RN21, colonna 1.
Nel caso in cui si sia verificata la decadenza dal beneficio per il verificarsi di una delle condizioni indicate nell’articolo 6 del 25 febbraio
2016 che ha sostituito il precedente del predetto decreto 30 gennaio 2014, il contribuente è tenuto a compilare il rigo RP80 e a restituire
l’importo detratto, unitamente ai relativi interessi legali.
In tale ipotesi va compilato il rigo RP80 indicando i seguenti dati:
n colonna 7, gli interessi legali sull’imposta non versata per effetto dell’utilizzo della detrazione, maturati dalla data in cui l’imposta
medesima avrebbe dovuto essere pagata;
n colonna 8, la detrazione effettivamente fruita nei periodi d’imposta precedenti, non più spettante, comprensiva degli interessi di
colonna 1; l’importo della presente colonna 2 va ad aumentare l’imposta lorda di tale periodo;
n colonna 9, l’eccedenza di detrazione non ancora fruita, non più spettante. Tale importo va sottratto dai rispettivi residui di detrazione
risultanti dagli anni precedenti, da indicare nelle colonne 1 dei righi RN18, RN19 e RN20 del presente modello.
Rigo RP82 Detrazione per le spese di mantenimento dei cani guida
Barrare la casella per fruire della detrazione forfetaria di euro 516,46. La detrazione spetta esclusivamente al soggetto non vedente (e
non anche alle persone delle quali risulti fiscalmente a carico) a prescindere dalla documentazione della spesa effettivamente sostenuta.
La detrazione deve essere indicata nel rigo RN17.
Rigo RP83 Altre detrazioni
Nella colonna 1 indicare il codice e nella colonna 2 il relativo importo.
Codice “1” Detrazione per le borse di studio assegnate dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano.
Possono fruire di questo beneficio, previsto a sostegno delle famiglie per le spese di istruzione, i soggetti che al momento della richiesta
hanno inteso avvalersi della detrazione fiscale, secondo quanto previsto dal D.P.C.M. n. 106 del 14 febbraio 2001, pubblicato in G.U. n.
84 del 10 aprile 2001. Riportare l’importo della detrazione, indicato in colonna 2, nel rigo RN17;
Codice “2” Detrazione per le donazioni all’ente ospedaliero “Ospedali Galliera di Genova”
La detrazione spetta per le donazioni effettuate all’ente ospedaliero “Ospedali Galliera di Genova” finalizzate all’attività del Registro
nazionale dei donatori di midollo osseo.
Si precisa che per le donazioni effettuate all’ente ospedaliero “Ospedali Galliera di Genova” la detrazione compete nei limiti del 30 per
cento dell’imposta lorda. Pertanto, nella colonna 2 deve essere indicato l’intero ammontare della donazione effettuata, mentre nel rigo
RN17 deve essere indicato l’ammontare della donazione entro i limiti del 30 per cento dell’imposta lorda dovuta.

10. QuadRo lc – cedolaRe secca sulle locazIonI


Rigo LC1 (Cedolare secca sulle locazioni): Il rigo è riservato all’indicazione dell’imposta sostitutiva, con aliquota del 21 per cento o del
10 per cento, dovuta sul reddito imponibile derivante dai contratti di locazione per i quali si è optato per l’applicazione del regime della
cedolare secca e dell’imposta sostitutiva al 21 per cento dovuta sui contratti di locazione breve (inferiori a 30 giorni).
Colonna 1 (Imposta cedolare secca): indicare l’ammontare dell’imposta sostitutiva dovuta indicato nella colonna 3 del rigo RB11.

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Colonna 2 (Imposta su redditi diversi): indicare l’ammontare dell’imposta sostitutiva dovuta con aliquota pari al 21 per cento
dell’importo indicato nella colonna 4 del rigo RL10 (Fascicolo 2) per tutti i moduli nel caso in cui sia barrata la casella 3 “cedolare secca”
del medesimo rigo.
Colonna 3 (Totale imposta complessiva): indicare la somma degli importi esposti nelle colonne 1 e 2 del presente rigo.
Colonna 4 (Ritenute da CU per locazioni brevi): indicare l’importo delle ritenute riportato nel quadro Certificazione Redditi – Locazioni
brevi della Certificazione Unica 2018 al punto 15 e relative ai corrispondenti redditi di locazione indicati nel quadro RB e RL per il quale
non è barrata la relativa casella “2018” del punto 4. Se in possesso di più quadri della Certificazione Redditi – Locazioni brevi della
Certificazione Unica 2018 o se sono compilati più righi dello stesso quadro (punti 15, 115, 215, 315 e 415 per i quali non è barrata la
relativa casella “2018”) indicare la somma delle ritenute.
2018

Colonna 5 ( Differenza): indicare la differenza degli importi esposti nelle colonne 3 e 4 del presente rigo.
Se la differenza LC1 colonna 3 – LC1 colonna 4 è negativo, il risultato in valore assoluto deve essere riportato nel rigo RN33 colonna 4.
Colonna 6 (Eccedenza dichiarazione precedente): riportare l’eventuale credito di cedolare secca che risulta dalla dichiarazione
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

relativa ai redditi 2016, indicato nella colonna 5 del rigo RX4 del Mod. Redditi PF 2017. Se nel 2017 avete fruito dell’assistenza fiscale
ed il sostituto d’imposta non ha rimborsato in tutto o in parte il credito risultante dal Modello 730-3 indicare in questo rigo il credito non
rimborsato risultante al punto 94 della Certificazione unica 2018. Se lo scorso anno è stato presentato il modello 730/2017 ed è stato
chiesto di utilizzare il credito che risulta dalla dichiarazione per il pagamento dell’IMU con il Mod. F24, ma tale credito non è stato
utilizzato del tutto o in parte, bisogna riportare in questa colonna anche l’eventuale importo del credito di cedolare secca indicato nel rigo
194 del prospetto di liquidazione Mod. 730-3 2017 (214 per il coniuge).
Colonna 7 (Eccedenza compensata modello F24): indicare l’importo dell’eccedenza di cedolare secca eventualmente compensata
utilizzando il modello F24.
Colonna 8 (Acconti versati): indicare l’ammontare degli acconti della cedolare secca versati per l’anno 2017. Riportare in questa colonna:
n l’importo indicato nel modello di pagamento F24 con i codici tributo 1840 e 1841 e l’anno 2017;
n l’importo indicato nei punti 126 e 127 (326 e 327 per il coniuge) della Certificazione unica 2018 (acconto trattenuto con il modello
730/2017).
In questa colonna va compreso anche l’importo indicato nella colonna 9.

Casi particolari
n Se nell’anno 2017 è stato presentato un modello 730/2017 senza sostituto: riportare l’importo indicato nel rigo 143 del modello 730-
3/2017 aumentato dell’importo eventualmente versato con il modello F24 con il codice tributo 1840 e l’anno 2017.
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Se risulta compilato il rigo 120 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2017, l’eventuale versamento effettuato con il mod. F24 va
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imputato tra i due coniugi in misura proporzionale agli importi indicati nei righi 100 e 120 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2017.
n Se il rimborso risultante dal modello 730/2017 con sostituto è stato erogato dall’Agenzia delle entrate riportare l’importo indicato nel
rigo 100 (120 per il coniuge) del prospetto di liquidazione modello 730-3/2017.

Colonna 9 (Acconti sospesi): indicare l’importo degli acconti dovuti ma non ancora versati alla data di presentazione della dichiarazione
in quanto si è goduto della sospensione dei termini sulla base di specifici provvedimenti emanati per eventi eccezionali. L’importo di
questi acconti sarà versato dal contribuente con le modalità e nei termini che saranno previsti da un apposito decreto per la ripresa delle
riscossioni delle somme sospese.
Colonna 10 (Cedolare secca trattenuta dal sostituto): riportare l’importo trattenuto dal sostituto d’imposta, indicato nella colonna 7 del
rigo 99 del modello 730-3/2018. Nel caso in cui il modello 730/2018 sia stato presentato in forma congiunta e la dichiarazione integrativa
è presentata dal coniuge dichiarante, in questa colonna deve essere riportato quanto indicato nella colonna 7 del rigo 119 del modello
730-3/2018.
Colonna 11 (Cedolare secca rimborsata dal sostituto o da REDDITI 2018): riportare l’importo rimborsato dal sostituto d’imposta,
indicato nella colonna 5 del rigo 99 del modello 730-3/2018. Nel caso in cui il modello 730/2018 sia stato presentato in forma congiunta
e la dichiarazione integrativa è presentata dal coniuge dichiarante, in questa colonna deve essere riportato quanto indicato nella colonna
5 del rigo 119 del mod. 730-3/2018. Nel caso di integrazione di un precedente REDDITI 2018 indicare l’importo del credito già esposto
nella colonna 4 del rigo RX4 del precedente modello REDDITI PF 2018, nel caso in cui il rimborso sia stato erogato. In quest’ultimo caso
non vanno compilate le colonne 10 e 12. Nel caso di rimborso parziale indicare l’ammontare rimborsato.
Colonna 12 (Credito compensato con il mod. F24): la presente colonna deve essere compilata solo se nel quadro I del mod.
730/2018 avete chiesto di utilizzare il credito originato dalla liquidazione della dichiarazione 730 per il pagamento dell’IMU e di altre
imposte e se nel mod. 730-3/2018 (prospetto di liquidazione), risulta compilata la colonna 4 del rigo 99 (ovvero col. 4 del rigo 119 per il
coniuge). In tal caso riportare l’ammontare del credito utilizzato in compensazione con il mod. F24, entro la data di presentazione della
presente dichiarazione, per il pagamento dell’IMU e di altre imposte.
Per determinare l’imposta sostitutiva a debito o a credito effettuare la seguente operazione:

col. 5 (se positiva) – col. 6 + col. 7 – col. 8 – col. 10 + col. 11 + col. 12

Se il risultato di tale operazione è positivo (debito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 13.

(Imposta a debito). Tale importo deve essere versato con le stesse modalità ed entro gli stessi termini previsti per l’Irpef (vedi paragrafo
6 Parte I, Modalità e termini di versamento). Tale importo va riportato nella colonna 1 del rigo RX4. Se il risultato di tale operazione è
negativo (credito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 14 (Imposta a credito). Detto importo a credito va riportato anche nella
colonna 2 del rigo RX4.

Rigo LC2 Acconto cedolare secca locazioni per l’anno 2018


Nel modello REDDITI va riportato, se dovuto, l’ammontare dell’acconto relativo alla cedolare secca per l’anno 2018. Per stabilire se è
dovuto o meno l’acconto relativo alla cedolare secca per l’anno 2018 occorre controllare l’importo indicato nel rigo LC1, colonna 5,
“Differenza”. Se questo importo:
n non supera euro 51,65, non è dovuto acconto;
n supera euro 51,65, è dovuto acconto nella misura del 95 per cento del suo ammontare.

82
Atteso che tutti gli importi indicati in dichiarazione sono espressi in unità di euro, l’acconto risulta dovuto qualora l’importo del rigo LC1,
col. 5, risulti pari o superiore ad euro 52.
L’acconto così determinato deve essere versato:
n in unica soluzione entro il 30 novembre 2018 se l’importo dovuto è inferiore ad euro 257,52;
n in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad euro 257,52, di cui: – la prima, nella misura del 40 per cento, entro il 2 luglio
2018 ovvero il 20 agosto 2018 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo; – la seconda, nella restante misura
del 60 per cento, entro il 30 novembre 2018.

2018
Si ricorda che i termini di versamento che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale
successivo.
Se il contribuente prevede una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, può determinare gli acconti da versare sulla
base di tale minore imposta. In tal caso gli importi da indicare nel rigo LC2 devono essere comunque quelli determinati utilizzando le

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


istruzioni sopra fornite e non i minori importi versati o che si intendono versare. La prima rata di acconto relativo alla cedolare secca per
l’anno 2018 può essere versata ratealmente alle condizioni indicate nel paragrafo “Rateazione”. Nella colonna 1 (Primo acconto),
indicare l’importo della prima rata di acconto dovuta, calcolata secondo le modalità sopra descritte;
Nella colonna 2 (Secondo o unico acconto), indicare l’importo della seconda o unica rata di acconto dovuta, calcolata secondo le
modalità sopra descritte.

11. QuadRo Rn – determinazione dell’Irpef


Questo quadro riassume tutti i dati, dichiarati negli altri quadri di questo modello, utili per determinare l’imposta sul reddito delle persone
fisiche (Irpef) dovuta per l’anno d’imposta 2017.
Per i contribuenti residenti in Italia l’imposta si applica sul reddito complessivo formato, da tutti i redditi posseduti, ovunque prodotti, al
netto degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10 del TUIR (per i non residenti consultare la “Guida alla compilazione per i non residenti”
presente alla fine del fascicolo 2 di questo Modello).

Per determinare l’imposta dovuta si tiene conto altresì delle detrazioni e dei crediti d’imposta previsti.
Al fine di calcolare l’eventuale imposta a debito o a credito è necessario considerare anche gli acconti già versati e le ritenute d’acconto.

Perdite d’impresa

æ
ReddITI PeRsone FIsIche
Se sono stati compilati i quadri ‘RF’ o ‘RG’ e/o ‘RH’ e/o ‘RE’ e/o ‘RD’ si ricorda che:
n le perdite derivanti dall’esercizio di impresa in contabilità semplificata e dall’esercizio di arti e professioni, nonché dalla partecipazione
in società in nome collettivo e in accomandita semplice in contabilità semplificata, e in associazioni tra artisti e professionisti vanno
sottratte dall’importo degli altri redditi da riportare nel rigo RN1 col. 5;
n le perdite derivanti dall’esercizio di impresa in contabilità ordinaria e quelle derivanti dalla partecipazione in società in nome collettivo
e in accomandita semplice in contabilità ordinaria, possono essere portate in diminuzione dai relativi redditi conseguiti nel periodo
d’imposta e per la differenza nei successivi, ma non oltre il quinto, per l’intero importo che trova capienza in essi;
n le perdite che derivano dall’esercizio di imprese in contabilità ordinaria e quelle che derivano dalla partecipazione in società in
nome collettivo e in accomandita semplice in contabilità ordinaria, formatesi nei primi tre periodi d’imposta dalla data di
costituzione, possono essere portate in diminuzione dai relativi redditi conseguiti nel periodo d’imposta e per la differenza nei
successivi, per l’intero importo che trova capienza in essi, senza alcun limite di tempo a condizione che si riferiscano ad una
nuova attività produttiva.
Per calcolare gli importi totali dei redditi e delle ritenute da inserire in questo quadro, potete utilizzare il seguente schema riepilogativo
trascrivendovi i dati richiesti, ricavandoli dai quadri compilati. Nel prospetto sono presenti anche le indicazioni per la determinazione del
reddito minimo da partecipazione in società non operative (rigo RN1 col. 4) e dell’eventuale residuo di perdite compensabili con credito per
fondi comuni (rigo RN1 col. 3).

I soggetti che fruiscono, ai fini delle imposte sui redditi, dell’agevolazione per le Zone Franche Urbane devono compi-
lare il quadro RN tenendo conto anche delle istruzioni riportate nell’apposito prospetto del quadro RS.

Rigo RN1 Reddito complessivo


Colonna 1 (Reddito di riferimento per agevolazioni fiscali): indicare l’importo risultante dalla seguente operazione:
RN1, col. 5 + RB10, col. 14 + RB10, col. 15 + RL10 col. 4 se barrata colonna 3.
Il reddito fondiario e i redditi diversi derivanti dalla locazione breve di immobili assoggettati alla cedolare secca devono essere aggiunti al
reddito complessivo per determinare la condizione di familiare fiscalmente a carico, per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia, le
altre detrazioni d’imposta previste dall’articolo 13 del TUIR, le detrazioni per canoni di locazione e, in generale, per stabilire la spettanza o
la misura di benefici, fiscali e non, collegati al possesso di requisiti reddituali (art. 3, comma 7, del D. Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011).
Colonna 2 (Credito d’imposta per fondi comuni e credito indiretto di cui all’art. 3 del d.lg. n. 147/2015): questa colonna è riservata:
n ai percettori di redditi di impresa che intendono fruire del credito d’imposta per investimento in fondi comuni avendo compilato i relativi
righi presenti nei quadri RF, RG, RH e RL. In particolare riportare in tale colonna l’ammontare complessivo dei crediti d’imposta indicati
nei righi RF102 col. 2, RG37 col. 2, RH20 col. 1 e RL4 col. 3;
n ai contribuenti che intendono fruire del credito d’imposta indiretto di cui all’art. 3 del decreto legislativo n. 147 del 2015. In
particolare, riportare in tale colonna l’ammontare delle imposte assolte dalle società partecipate residenti in Stati o territori a
regime fiscale privilegiato sugli utili maturati durante il periodo di possesso delle partecipazioni, in proporzione degli utili conseguiti
o delle partecipazioni cedute I relativi importi sono indicati nei righi RF102 col. 9, RG37 col. 9, RH25 e RL4 col. 9, nonché, nel caso
in cui sia compilata anche la colonna 15 dei righi da CE1 a CE3, nella colonna 4 di questi ultimi righi; in tale ultima ipotesi, laddove
nella colonna 15 sia presente il codice “2”, (in quanto il rigo è compilato sia ai fini della determinazione del credito d’imposta ex art.
165, comma 1 TUIR che del credito d’imposta indiretto), l’importo di colonna 4 va decurtato dell’imposta estera relativa al credito
di cui all’art. 165, comma 1 TUIR.

83
Colonna 3 (Perdite compensabili con credito per fondi comuni e credito indiretto di cui all’art. 3 del d.lg. n. 147/2015): questa
colonna è riservata ai contribuenti che in presenza di un reddito minimo (colonna 4 compilata), derivante dai quadri RE, RG e RH, hanno
determinato un ammontare di perdite non utilizzate in diminuzione del reddito complessivo. Se utilizzate lo schema riepilogativo tale
importo risulta dal punto 35 e deve essere riportato in questa colonna nei limiti dell’ammontare dei crediti d’imposta indicati nella colonna
2 del presente rigo. Pertanto, questa colonna non deve essere compilata se non è stata compilata la colonna 2 di questo rigo.
Colonna 4 (Reddito minimo da partecipazione in società non operative): questa colonna è riservata ai contribuenti ai quali sono
stati attribuiti redditi d’impresa derivanti dalla partecipazione in società “non operative”. In questa ipotesi nella determinazione del reddito
complessivo si dovrà tenere conto del reddito minimo riferito alle suddette società. Il reddito complessivo non potrà mai essere inferiore
2018

al reddito minimo, anche in presenza di perdite derivanti dall’esercizio di impresa in contabilità semplificata e dall’esercizio di arti e
professioni, nonché dalla partecipazione in società in nome collettivo e in accomandita semplice in contabilità semplificata, e in
associazioni tra artisti e professionisti (vedi circolare n. 25/E del 2007). Pertanto in questa colonna indicare la somma dei redditi minimi
risultanti dai righi RF58 col. 3, RG26 col. 3 e RH7 col.1. Se utilizzate lo schema riepilogativo riportate l’importo indicato nel punto 32 dello
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

schema stesso.

IRPEF SCHEMA RIEPILOGATIVO DEI REDDITI E DELLE RITENUTE


TIPO REDDITO REDDITI (col. 1) PERDITE (col. 2) RITENUTE (col. 3)
Rigo Importo Rigo Importo Rigo Importo

1 Dominicali - Quadro RA RA23 col. 11 ,00

2 Agrari - Quadro RA RA23 col. 12 ,00

3 Fabbricati - Quadro RB RB10 col 13 + col 18 ,00

4 RC5 col. 5 ,00

5 Lavoro dipendente - Quadro RC RC9 ,00

6 RC10 col. 1 + RC11 ,00

RE 25 RE 25
7 Lavoro autonomo - Quadri RE ,00 ,00 RE26 ,00
se positivo se negativo
8 Impresa in contabilità ordinaria - Quadro RF RF101 ,00 RF102 col. 6 ,00
æ

RG36
,00
ReddITI PeRsone FIsIche

RG36 se negativo
9 Impresa in contabilità semplificata - Quadro RG ,00 RG37 col. 6 ,00
se positivo
RG28 col. 1 ,00

RS33 + RS40
10 Imprese consorziate - Quadro RS ,00
– LM41
RH14 col.2
RH14 col. 2 RH17 ,00
RH17 se negativi
11 Partecipazione - Quadro RH ,00 RH19 ,00
RH18 col. 1
se positivi RH14 col. 1 ,00

12 Plusvalenze di natura finanziaria - Quadro RT RT66 + RT87 ,00 RT104 ,00

13 RL3 col. 2 ,00 RL3 col. 3 ,00

14 RL4 col. 2 ,00 RL4 col. 5 ,00

15 Altri redditi - Quadro RL RL19 ,00 RL20 ,00

16 RL22 col. 2 ,00 RL23 col. 2 ,00

17 RL30 + RL32 col. 1 ,00 RL31 ,00

18 Allevamento - Quadro RD RD18 ,00 RD19 ,00

Tassazione separata (con opzione tassazione ordi- RM15 col. 2 +


19 RM15 col. 1 ,00 ,00
naria) e pignoramento presso terzi - Quadro RM RM23 col. 3
LC1 col. 5,
20 Locazione Cedolare - Quadro LC in valore assoluto,
se minore di zero

TOTALE RITENUTE
30 TOTALE REDDITI ,00 TOTALE PERDITE ,00 Riportare nel rigo ,00
RN33 col.4

31 DIFFERENZA (punto 30 col. 1 – punto 30 col. 2) ,00

REDDITO MINIMO (RF58 col. 3 + RG26 col. 3 + RH7 col. 1) ,00


32
Riportare nel rigo RN1 col. 4.

REDDITO COMPLESSIVO
Se non compilato il punto 32, riportare il punto 31 – RS37 col. 16.
33 Se compilato il punto 32, riportare il maggiore tra i punti 31 e 32 diminuito ,00
del rigo RS37 col. 16.
Riportare nel rigo RN1 col. 5.

RISERVATO AI CONTRIBUENTI CHE HANNO COMPILATO SIA IL PUNTO 32 (REDDITO MINIMO)


SIA IL RIGO RN1 COL. 2 (CREDITO D'IMPOSTA PER FONDI COMUNI E CREDITO ART. 3, D.LGS. N. 147/2015)
34 REDDITO ECCEDENTE IL MINIMO (punto 30 col. 1 – punto 32) ,00
RESIDUO PERDITE COMPENSABILI
– Se il punto34 è maggiore o uguale al punto 30 col. 2, il residuo perdite compensabili è uguale a zero e pertanto non deve essere compilata la col. 3 del rigo RN1
35
– Se il punto 34 è minore del punto 30 col. 2 calcolare: Punto 30 col. 2 – punto 34
Riportare nel rigo RN1 col. 3 nei limiti dell’importo da indicare nel rigo RN1 col. 2 ,00

84
Colonna 5 (Reddito complessivo) indicare il reddito complessivo dato dalla somma dei singoli redditi indicati nei vari quadri. Se il totale
delle perdite che provengono da lavoro autonomo o da impresa in contabilità semplificata è superiore al totale dei redditi, indicate la
differenza preceduta dal segno meno. Se risulta compilata la colonna 4 di questo rigo indicare il maggiore tra il reddito complessivo
come sopra determinato e il reddito minimo. Tale importo va diminuito di quanto indicato nel rigo RS37, colonna 16.
Se utilizzate lo schema riepilogativo riportate l’importo indicato nel punto 33 dello schema stesso.
Se nella colonna 1 di uno o più righi da RC1 a RC3 del quadro RC avete indicato il codice ‘3’ (perché avete percepito compensi per lavori
socialmente utili e avete raggiunto l’età prevista dalle vigenti disposizioni di legge per la pensione di vecchiaia), e avete compilato la
colonna 1 del rigo RC6, consultate le istruzioni contenute in Appendice alla voce ”Lavori socialmente utili agevolati”.

2018
Rigo RN2 Deduzione per l’abitazione principale
Riportare nel presente rigo l’importo indicato nel rigo RB10, colonna 18.
Per l’abitazione principale è prevista una deduzione dal reddito complessivo di un importo fino all’ammontare della rendita catastale

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze.
Tale deduzione si applica esclusivamente alle abitazioni principali e relative pertinenze non assoggettate all’IMU, il cui reddito quindi
concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef.
La deduzione per l’abitazione principale non spetta ai non residenti per gli immobili posseduti in Italia salvo quanto precisato con
riferimento ai contribuenti c.d. “Non residenti Schumacker” (art. 7, legge 30 ottobre 2014, n. 161, come modificato dal comma 954
della Legge di stabilità 2016).

Rigo RN3 Oneri deducibili


Indicare l’importo risultante dalla seguente operazione: RP39

Rigo RN4 Reddito imponibile


Indicare il reddito imponibile risultante dalla seguente operazione: RN1 col. 5 + RN1 col. 2 – RN1 col. 3 – RN2 – RN3
Se il risultato è negativo, scrivere “0” (zero) nel presente rigo e nei righi RN5 (imposta lorda) e RN26 (imposta netta).

Rigo RN5 Imposta lorda


Indicare l’imposta lorda corrispondente al reddito imponibile di rigo RN4. Per determinare l’imposta utilizzate la seguente tabella:

æ
ReddITI PeRsone FIsIche
CALCOLO DELL’IRPEF
REDDITO ALIQUOTA IMPOSTA DOVUTA SUI REDDITI INTERMEDI
(per scaglioni) (per scaglioni) COMPRESI NEGLI SCAGLIONI
fino a euro 15.000,00 23 23% sull’intero importo
oltre euro 15.000,00 e fino a euro 28.000,00 27 3.450,00 + 27% parte eccedente 15.000,00
oltre euro 28.000,00 e fino a euro 55.000,00 38 6.960,00 + 38% parte eccedente 28.000,00
oltre euro 55.000,00 e fino a euro 75.000,00 41 17.220,00 + 41% parte eccedente 55.000,00
oltre euro 75.000,00 43 25.420,00 + 43% parte eccedente 75.000,00

Presenza agevolazione ACE


Ai soli fini del calcolo dell’imposta lorda, se avete compilato il rigo RS37 del quadro RS, denominato “Deduzione per capitale investito
proprio” e relativo all’agevolazione ACE, dovete determinare l’imposta lorda seguendo le successive istruzioni:
n sommate all’importo di rigo RN4, quello indicato nel rigo RS37 colonna 14;
n calcolate, secondo la tabella “Calcolo dell’IRPEF”, l’imposta corrispondente a questa somma;
n calcolate secondo la tabella “Calcolo dell’IRPEF”, l’imposta corrispondente all’importo indicato nel rigo RS37, colonna 14, e sottraetela
dall’imposta sopra determinata;
n indicate l’importo così calcolato nel rigo RN5.

Presenza di compensi per attività sportiva dilettantistica


Se avete compilato il rigo RL22, colonna 1, in quanto avete percepito compensi per attività sportiva dilettantistica, dovete determinare
l’imposta lorda seguendo le successive istruzioni:
n sommate all’importo di rigo RN4, quello indicato nel rigo RL22 colonna 1;
n calcolate, secondo la tabella “Calcolo dell’IRPEF”, l’imposta corrispondente a questa somma;
n calcolate, secondo la tabella “Calcolo dell’IRPEF”, l’imposta corrispondente all’importo del rigo RL22 colonna 1 e sottraetela
dall’imposta sopra determinata;
n scrivete l’importo così calcolato in questo rigo RN5.
Se fruite contemporaneamente di più agevolazioni tra quelle sopra indicate (ACE e attività sportive dilettantistiche) vedete in Appendice
la voce “Presenza contemporanea di più agevolazioni: ACE e Attività sportive dilettantistiche”.

Presenza di Recupero per decadenza” Start-up”


Se avete compilato il rigo RP80 colonna 8, dovete aggiungere al rigo RN5 l’importo indicato nel rigo RP80 colonna 8 (“Recupero per
decadenza” Start-up), ai sensi dell’art. 6, comma 4, del d.m. 25 febbraio 2016.

Contribuenti con redditi di pensione non superiori ad euro 7.500


L’imposta non è dovuta se il vostro reddito complessivo (RN1 colonna 5) è costituito soltanto da redditi di pensione non superiori a
7.500,00 euro ed eventualmente dai redditi derivanti da abitazione principale e relative pertinenze e dai redditi dei terreni (RA23 col. 11
+ RA23 col. 12) per un importo non superiore ad euro 185,92 e non avete compilato la colonna 2 del rigo RN1. In questo caso l’imposta
lorda è pari a zero e non dovete compilare questo rigo.

85
Si precisa che i redditi di pensione devono essere goduti per l’intero anno e pertanto il numero di giorni di pensione riportato nel rigo RC6
col. 2 deve essere pari a 365. Se invece, non avete goduto per l’intero anno di tali redditi di pensione e pertanto il numero di giorni di
pensione riportato nel rigo RC6 col. 2 è inferiore a 365, per verificare se l’imposta lorda è pari a zero dovete commisurare il reddito di
pensione percepito all’intero anno operando come di seguito descritto:

Totale Reddito di pensione = -somma degli importi indicati nella colonna 3 dei righi da RC1 a RC3 per i quali la relativa casella di colonna
1 è impostata con il codice “1” o codice “6,” o con il codice “7”o con il codice “8” diminuito della quota esente per redditi di pensione
indicata nella colonna 3 del rigo RC5
2018

Reddito Pensione Annuale = 365 x Totale Reddito di pensione


giorni di pensione (RC6 col. 2)
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

Non è dovuta imposta se l’importo del Reddito Pensione Annuale (come sopra determinato) non è superiore a euro 7.500,00

Contribuenti con solo redditi di terreni e fabbricati non superiori ad euro 500
Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi di terreni (RA23 col. 11 + RA23 col. 12) e fabbricati (RB10 col. 13
+ RB10 col. 14 + RB10 col. 15 + RB10, col. 18) di importo complessivo non superiore a 500,00 euro e non avete compilato la colonna 2
del rigo RN1, l’imposta non è dovuta e pertanto il rigo RN5 non deve essere compilato.

Rigo RN6 Detrazioni per familiari a carico


Per ogni familiare a carico spettano delle detrazioni di importo variabile in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo di
imposta. Al reddito complessivo va aggiunto anche il reddito dei fabbricati concessi in locazione e i redditi diversi derivanti dalla
locazione breve di immobili assoggettati a cedolare secca. Il reddito di riferimento per il calcolo delle detrazioni è quello indicato nella
colonna 1 del rigo RN1. Se è stato compilato il rigo RS37 relativo all’agevolazione ACE, al reddito di riferimento va aggiunto l’importo
indicato nella colonna 14 del rigo RS37.

Colonna 1 (Detrazione per coniuge a carico) Per il coniuge a carico è prevista una detrazione fino ad euro 800 decrescente
all’aumentare del reddito, che si azzera se il reddito supera euro 80.000. Tale detrazione si determina secondo tre diverse modalità di
æ

calcolo corrispondenti a tre distinte fasce di reddito. La detrazione deve essere rapportata al numero di mesi per i quali il coniuge è
ReddITI PeRsone FIsIche

risultato a carico.
Determinare l’importo della detrazione spettante attenendosi alle istruzioni che seguono:

Calcolare: Reddito per detrazioni = rigo RN1 col. 1 – RN2 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)

A) Reddito per detrazioni non superiore ad euro 15.000

Calcolare: Quoziente = Reddito per detrazioni


15.000
Si precisa che per il Quoziente devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.
Se il quoziente è pari a zero la detrazione non compete. Se il quoziente è diverso da zero effettuare il seguente calcolo:

Detrazione spettante = [800 – (110 x Quoziente)] x mesi a carico


12
Riportare nel rigo RN6, colonna 1, l’importo della detrazione come sopra determinata.

B) Reddito per detrazioni superiore ad euro 15.000 ma inferiore o uguale ad euro 40.000
La detrazione spetta nella misura fissa di euro 690 da rapportare al numero di mesi a carico ed aumentata eventualmente degli
incrementi previsti per alcune fasce di reddito così come indicato nella tabella di seguito riportata. Si precisa che l’importo della
maggiorazione spetta per intero non dovendo essere rapportato al numero di mesi a carico.
Individuare l’eventuale Maggiorazione in relazione alle diverse fasce di “Reddito per detrazioni”:

La detrazione spettante è pari a:


Detrazione spettante = 690 x mesi a carico + Maggiorazione (come sopra determinata)
12
Riportare nel rigo RN6, colonna 1, l’importo della detrazione come sopra determinata.

C) Reddito per detrazioni superiore ad euro 40.000 ma inferiore o uguale ad euro 80.000

Calcolare: Quoziente = 80.000 – Reddito per detrazioni


40.000
Si precisa che per il Quoziente devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.

Detrazione spettante = 690 x Quoziente x mesi a carico


12
Riportare nel rigo RN6 colonna 1, l’importo della detrazione come sopra determinata.

D) Reddito per detrazioni superiore ad euro 80.000.


La detrazione per coniuge a carico è pari a zero.

86
Colonna 2 (Detrazione per figli a carico)- Per ciascun figlio a carico è prevista una detrazione teorica pari a:
n 950 euro per ciascun figlio di età superiore o uguale a tre anni;
n 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni (colonna 6 “minore di tre anni” del prospetto dei familiari a carico compilata).

La detrazione teorica è aumentata di un importo pari a:


n 400 euro per ciascun figlio con disabilità (casella “D” barrata nel prospetto dei familiari a carico);
n 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico.
La detrazione teorica deve essere rapportata al numero di mesi a carico (casella “mesi a carico” presente nel prospetto dei familiari a

2018
carico) ed alla percentuale di spettanza (casella “percentuale” presente nel prospetto dei familiari a carico) che può essere
esclusivamente pari a 100, 50 o zero. Si ricorda, come chiarito nelle istruzioni per la compilazione del prospetto dei familiari a carico, che
la detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% tra i coniugi. Tuttavia, i coniugi possono decidere di comune accordo di attribuire
l’intera detrazione al genitore con il reddito complessivo più alto.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Ad esempio, se avete un solo figlio a carico per l’intero anno nella misura del 50% e lo stesso ha avuto una età inferiore ai tre anni per 8
mesi la detrazione teorica è pari a:
(1.220 x 8/12 + 950 x 4/12) x 50/100 = (813,33 + 316,66) x 50/100 = 565
Si riporta di seguito un prospetto esemplificativo delle possibili situazioni:

Contribuente con un numero di figli inferiore o uguale a tre Importo Detrazione Teorica
(da rapportare al numero di mesi ed alla percentuale)

Figlio di età inferiore a 3 anni 1.220

Figlio di età superiore o uguale a 3 anni 950


1.620
Figlio di età inferiore a 3 anni portatore di handicap (1.220 + 400)
1.350
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni portatore di handicap (950 + 400)

æ
ReddITI PeRsone FIsIche
Contribuente con un numero di figli superiore a tre Importo Detrazione Teorica
(da rapportare al numero di mesi ed alla percentuale)
1.420
Figlio di età inferiore a 3 anni (1.220 + 200)
1.150
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni (950 + 200)
1.820
Figlio di età inferiore a 3 anni portatore di handicap (1.220 + 400 + 200)
1.550
Figlio di età superiore o uguale a 3 anni portatore di handicap (950 + 400 + 200)

Tali detrazioni sono solo teoriche in quanto l’importo della detrazione effettivamente spettante è in funzione del Reddito per detrazioni del
contribuente e del numero di figli a carico.
Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Reddito per detrazioni = rigo RN1 col. 1 – rigo RN2 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)

2) Incremento = (numero di figli a carico – 1) x 15.000

3) Quoziente = (95.000 + Incremento) – Reddito per detrazioni


(95.000 + Incremento)
A) Se il Quoziente è minore di zero ovvero pari ad uno la detrazione per figli a carico non compete.
B) Se il Quoziente è maggiore di zero ma minore di uno effettuare il seguente calcolo:
Detrazione spettante = Totale Detrazione teorica x Quoziente
Il Totale Detrazione teorica è pari alla somma delle detrazioni teoriche calcolate con riferimento a ciascun figlio.
Per il Quoziente devono essere assunte le prime quattro cifre decimali
Riportare nel rigo RN6, colonna 2, l’importo della detrazione come sopra determinata.
Con riferimento all’esempio precedente, ed ipotizzando che il contribuente abbia un reddito complessivo di 25.000 euro e un reddito
fondiario assoggettato alla cedolare secca pari a 4.000 euro, la detrazione spettante sarà determinata nel modo seguente:

Reddito per detrazioni = 25.000 + 4.000 = 29.000


Incremento = (1 – 1) x 15.000 = 0
Quoziente = (95.000 – 29.000)/95.000 = 66.000/95.000 = 0,6947
Detrazione Spettante = 565 x 0,6947 = 392,5

Detrazione spettante nel caso di coniuge mancante


Se nel prospetto dei familiari a carico avete indicato per il primo figlio il valore “C” nel campo percentuale, in quanto il coniuge manca
ovvero non ha riconosciuto i figli naturali ovvero il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente separato, per il
primo figlio potete usufruire della detrazione prevista per il coniuge a carico se più favorevole.

87
Colonna 3 (Ulteriore detrazione per figli a carico) Per i contribuenti con un numero di figli superiore a tre, per i quali si applicano le
detrazioni per figli a carico spetta un’ulteriore detrazione di euro 1.200.
Pertanto, se nel prospetto dei familiari a carico avete indicato un numero di figli superiore a tre ed avete potuto usufruire della detrazione
per figli a carico di cui al rigo RN6, colonna 2, riportate in questo rigo l’ammontare dell’ulteriore detrazione di euro 1.200,00 rapportata
alla percentuale indicata nel rigo 7 del citato prospetto. Si ricorda che la detrazione per figli a carico diminuisce all’aumentare del reddito
fino ad annullarsi. Pertanto se avete quattro figli a carico ma il vostro Reddito per detrazioni è pari o superiore ad euro 140.000,00,
essendo pari a zero la detrazione spettante per figli a carico, non potete usufruire dell’ulteriore detrazione.
Qualora l’ulteriore detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, diminuita di tutte le detrazioni, è riconosciuto un credito pari
2018

alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta. Tale credito va indicato nella colonna 1 del rigo RN31 alle
cui istruzioni si rimanda per la relativa determinazione.
Colonna 4 (Detrazione per altri familiari a carico) Per ogni altro familiare a carico (casella “A” barrata nel prospetto dei familiari a
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

carico) è prevista una Detrazione teorica pari ad euro 750 da rapportare al numero di mesi a carico (casella “mesi a carico” compilata
nel prospetto dei familiari a carico) ed alla percentuale di spettanza (casella “percentuale” compilata nel prospetto dei familiari a
carico); tale detrazione è solo teorica in quanto l’importo di quella effettivamente spettante è in funzione del Reddito per detrazioni del
contribuente.
Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Reddito per detrazioni = rigo RN1 col. 1 – rigo RN2 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)

2) Quoziente = 80.000 – Reddito per detrazioni


80.000
A) Se il Quoziente è minore di zero ovvero pari ad uno la detrazione per altri familiari a carico non compete.
B) Se il Quoziente è maggiore di zero ma minore di uno effettuare il seguente calcolo:
Detrazione spettante = Totale Detrazione Teorica x Quoziente
Il Totale Detrazione teorica è pari alla somma delle detrazioni teoriche calcolate con riferimento a ciascun altro familiare a carico.
Per il Quoziente devono essere assunte le prime quattro cifre decimali.
Riportare nel rigo RN6, colonna 4, l’importo della detrazione come sopra determinata.
æ

Rigo RN7 Detrazione per redditi di lavoro dipendente, di pensione ed altri redditi
ReddITI PeRsone FIsIche

In questi righi indicare le detrazioni previste per i redditi di lavoro dipendente, di pensione, di lavoro autonomo, di impresa in contabilità
semplificata ed alcuni redditi diversi. Per determinare la detrazione spettante si tiene conto della tipologia di reddito, dell’ammontare del
reddito complessivo, al netto della deduzione per l’abitazione principale e le relative pertinenze, e, per alcuni redditi, dei giorni di lavoro
o di pensione. Al reddito complessivo va aggiunto anche il reddito dei fabbricati concessi in locazione e i redditi diversi derivanti dalla
locazione breve di immobili assoggettati a cedolare secca. Il reddito di riferimento per il calcolo delle detrazioni è quello indicato nella
colonna 1 del rigo RN1. Se è stato compilato il rigo RS37 relativo all’agevolazione ACE, al reddito di riferimento va aggiunto l’importo
indicato nella colonna col. 14 del rigo RS37. La detrazione effettivamente spettante diminuisce al crescere del reddito fino ad annullarsi
del tutto, se il reddito complessivo supera euro 55.000.
Se nello stesso anno sono state percepite diverse tipologie di redditi le relative detrazioni non sono cumulabili tra loro.
La non cumulabilità della detrazione di lavoro dipendente e di quella di pensione è riferita al periodo dell’anno nel quale il contribuente
ha percepito sia redditi di lavoro dipendente che di pensione. Invece, se i redditi di lavoro dipendente e di pensione si riferiscono a
periodi diversi dell’anno, spettano entrambe le relative detrazioni ciascuna delle quali rapportata al periodo di lavoro o di pensione con-
siderato.

Colonna 1 (Detrazione per redditi di lavoro dipendente) Compilare questa colonna se sono stati percepiti redditi di lavoro dipendente
o redditi a questi assimilati indicati nei righi da RC1 a RC3 per i quali è stato indicato nella colonna 1 il codice 2 (lavoro dipendente), il
codice 3 (lavori socialmente utili) o il codice 4 (frontalieri) ed è stata compilata la colonna 1 del rigo RC6 (giorni di lavoro dipendente). Si
precisa che:
n se nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3 è stato indicato solo il codice 3 la detrazione spetta solo se i redditi per lavori socialmente
utili concorrono alla formazione del reddito complessivo. A tal fine consultare in Appendice la voce “Lavori socialmente utili agevolati”;
n se nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3 è stato indicato solo il codice 4 la detrazione spetta solo se l’ammontare dei redditi percepiti
in zone di frontiera è superiore alla quota esente di euro 7.500;
n se nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3 è stato indicato solo il codice 5 la detrazione spetta solo se l’ammontare dei redditi percepiti
da contribuenti residenti a Campione d’Italia è superiore a euro 6.700 (quota esente);
n se nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3 sono presenti sia il codice 4 che il codice 5 e non risultano presenti altri codici, la detrazione
spetta solo se almeno uno dei due redditi agevolati è superiore alla rispettiva quota di esenzione.
Determinare l’importo della detrazione spettante attenendosi alle istruzioni che seguono.
Calcolare: Reddito per detrazioni = Rigo RN1 col. 1 – rigo RN2 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)
La detrazione si determina secondo diverse modalità di calcolo corrispondenti a distinte fasce di reddito.

A) Reddito per detrazioni fino ad euro 8.000


Se il Reddito per detrazioni non è superiore ad euro 8.000 la detrazione spetta nella misura di euro 1.880 da rapportare al numero di
giorni di lavoro dipendente. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può comunque essere inferiore ad euro 690 per
redditi di lavoro dipendente derivanti da contratti a tempo indeterminato, ovvero ad euro 1.380 per redditi di lavoro dipendente derivanti
da contratti a tempo determinato. Pertanto, calcolare la detrazione come segue:

Detrazione = 1.880 x N. Giorni Lav. Dip (rigo RC6 col. 1)


365

88
Se la detrazione così determinata è inferiore ad euro 690 e il reddito di lavoro dipendente deriva da un rapporto a tempo indeterminato
(codice 1 nella col. 2 dei righi da RC1 a RC3) la detrazione spettante è pari ad euro 690.
Se la detrazione così determinata è inferiore ad euro 1.380 e il reddito di lavoro dipendente deriva da un rapporto a tempo determinato
(codice 2 nella col. 2 dei righi da RC1 a RC3) la detrazione spettante è pari ad euro 1.380.
Se avete percepito sia redditi di lavoro dipendente derivanti da un rapporto a tempo indeterminato che redditi di lavoro dipendente
derivanti da un rapporto a tempo determinato, potete usufruire della detrazione più favorevole pari ad euro 1.380.
Riportare nel rigo RN7, colonna 1, l’importo della detrazione come sopra determinata.

B) Reddito per detrazioni superiore ad euro 8.000 e fino ad euro 28.000

2018
Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Quoziente = 28.000 – Reddito per detrazioni

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


20.000
Se il Quoziente è superiore a zero e minore di uno devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.

2) Detrazione spettante = [ 978 + (902 x Quoziente) ] x N. Giorni Lav. Dip (rigo RC6 col. 1)
365
Riportare nel rigo RN7, colonna 1, l’importo della detrazione come sopra determinata.

C) Reddito per detrazioni superiore ad euro 28.000 e fino ad euro 55.000


Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Quoziente = 55.000 – Reddito per detrazioni


27.000
Se il Quoziente è superiore a zero e minore di uno devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.

2) Detrazione spettante = [ 978 x Quoziente x N. Giorni Lav. Dip (rigo RC6 col. 1) ]
365
Riportare nel rigo RN7, colonna 1, l’importo della detrazione come sopra determinata.

æ
ReddITI PeRsone FIsIche
D) Reddito per detrazioni superiore ad euro 55.000
La detrazione per lavoro dipendente e assimilati è pari a zero.

Colonna 2 (Detrazione per redditi di pensione) Compilare questa colonna se sono stati percepiti redditi di pensione indicati nei righi da RC1
a RC3 per i quali è stato indicato nella colonna 1 il codice 1 o il codice 6 ed è stata compilata la colonna 2 del rigo RC6 (giorni di pensione).
Se nella colonna 1 dei righi da RC1 a RC3 è stato indicato solo il codice 6 la detrazione spetta solo se l’ammontare delle pensioni
percepite da contribuenti residenti a Campione d’Italia è superiore a euro 6.700 (quota esente).
Se nella colonna 1 dei righi da C1 a C3 è stato indicato solo il codice 7 la detrazione spetta solo se l’ammontare delle pensioni in favore
dei superstiti corrisposte agli orfani è superiore a euro 1.000 (quota esente).
Se nella colonna 1 dei righi da C1 a C3 è stato indicato solo il codice 8 la detrazione spetta solo se l’ammontare delle pensioni in favore
dei superstiti corrisposte in euro agli orfani residenti a Campione d’Italia è superiore a euro 7.700 (quota esente).

Sono previste medesime detrazioni per redditi di pensione indipendentemente dall’età del contribuente (articolo 1, comma 210, della
legge 232/2016).

Per determinare la detrazione spettante individuare la propria fascia di reddito operando come segue:
Reddito per detrazioni = rigo RN1 col. 1 – rigo RN2 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)

A) Reddito per detrazioni fino ad euro 8.000


Se il reddito per detrazioni non è superiore ad euro 8.000 la detrazione spetta nella misura di euro 1.880 da rapportare al numero di
giorni di pensione. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può comunque essere inferiore ad euro 713.
Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

Detrazione = 1.880 x N. Giorni Pensione (RC6 col. 2)


365

Riportare nel rigo RN7, colonna 2, l’importo della detrazione così determinato. Se l’importo è inferiore a 713, riportare euro 713.

B) Reddito per detrazioni superiore ad euro 8.000 e fino ad euro 15.000


Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Quoziente = 15.000 – Reddito per detrazioni


7.000

Se il Quoziente è superiore a zero e minore di uno devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.

2) Detrazione spettante = [1.297 + ( 583 x Quoziente) ] x N. Giorni Pensione (RC6 col. 2)


365

Riportare nel rigo RN7, colonna 2, l’importo della detrazione come sopra determinata.

89
C) Reddito per detrazioni superiore ad euro 15.000 e fino ad euro 55.000
Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Quoziente = 55.000 – Reddito per detrazioni


40.000

Se il Quoziente è superiore a zero e minore di uno devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.
2018

2) Detrazione spettante = 1.297 x Quoziente x N. Giorni Pensione (RC6 col. 2)


365
Riportare nel rigo RN7, colonna 2, l’importo della detrazione come sopra determinata.
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

D) Reddito per detrazioni superiore ad euro 55.000.


La detrazione per redditi da pensione è pari a zero.

Rigo RN7 Colonne 3 e 4 - Detrazione per redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ed altri redditi
Compilare questo rigo se è stato percepito uno o più dei seguenti redditi:
n redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente indicati nella sezione II del quadro RC;
n redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e
dall’assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere (righi RL14, RL15 e RL16);
n redditi di lavoro autonomo di cui al quadro RE, esclusi quelli assoggettati ad imposta sostitutiva e redditi di lavoro autonomo derivanti
dalla partecipazione in società di persone per i quali nel quadro RH è stata barrata la casella di colonna 7 dei righi da RH1 a RH4;
n altri redditi di lavoro autonomo indicati nella sezione III del quadro RL;
n redditi di impresa in contabilità semplificata di cui al quadro RG, esclusi quelli assoggettati ad imposta sostitutiva, e redditi di impresa
in contabilità semplificata derivanti dalla partecipazione in società di persone per i quali nel quadro RH è stata barrata la casella di
colonna 7 dei righi da RH1 a RH4;
n redditi di impresa determinati in misura forfetaria di cui al quadro RD.
æ
ReddITI PeRsone FIsIche

Se avete percepito somme per assegni periodici del coniuge, per la determinazione della detrazione vedere le istruzioni fornite nel
paragrafo successivo.
Per determinare la detrazione spettante individuare la propria fascia di reddito operando come segue.
Reddito per detrazioni = rigo RN1 col. 1 – rigo RN2 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)

A) Reddito per detrazioni fino ad euro 4.800


La detrazione, spetta nella misura fissa di euro 1.104. Pertanto riportare tale importo nel rigo RN7, colonna 4.

B) Reddito per detrazioni superiore ad euro 4.800 e fino a euro 55.000


Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Quoziente = 55.000 – Reddito per detrazioni


50.200
Se il Quoziente è superiore a zero e minore di uno devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.

2) Detrazione spettante = 1.104 x Quoziente

Riportare nel rigo RN7, colonna 4, l’importo della detrazione come sopra determinata.

C) Reddito per detrazioni superiore ad euro 55.000. La detrazione per altri redditi è pari a zero.

n Detrazione per assegni periodici corrisposti dal coniuge


Se nei righi da RC7 a RC8 è presente un importo per il quale la relativa casella di colonna 1 risulta barrata (assegno periodico
corrisposto dal coniuge) spetta una detrazione d’imposta con le modalità di seguito descritte. La detrazione non deve essere rapportata
ad alcun periodo dell’anno.
Per determinare la detrazione spettante individuare la propria fascia di reddito operando come segue.
Reddito per detrazioni = rigo RN1 col. 1 – rigo RN2 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)

A) Reddito per detrazioni fino ad euro 8.000


Se il reddito per detrazioni non è superiore ad euro 8.000 la detrazione spetta nella misura di euro 1.880. Riportare tale importo nella
colonna 4 del rigo RN7 e barrare l’apposita casella presente nella colonna 3.

B) Reddito per detrazioni superiore ad euro 8.000 e fino ad euro 15.000


Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Quoziente = 15.000 – Reddito per detrazioni


7.000
Se il Quoziente è superiore a zero e minore di uno devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.

90
2) Detrazione spettante = 1.297 + ( 583 x Quoziente)

Riportare nella colonna 4 del rigo RN7, l’importo della detrazione come sopra determinata e barrare l’apposita casella presente nella
colonna 3.

C) Reddito per detrazioni superiore ad euro 15.000 e fino ad euro 55.000


Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:

1) Quoziente = 55.000 – Reddito per detrazioni

2018
40.000
Se il Quoziente è superiore a zero e minore di uno devono essere utilizzate le prime quattro cifre decimali.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


2) Detrazione spettante = 1.297 x Quoziente

Riportare nella colonna 4 del rigo RN7, l’importo della detrazione come sopra determinata e barrare l’apposita casella presente nella
colonna 3.

D) Reddito per detrazioni superiore ad euro 55.000


La detrazione è pari a zero.

Rigo RN8 Totale detrazioni per carichi di famiglia e lavoro


In questo rigo riportare la somma degli importi indicati nelle colonne da 1 a 4 del rigo RN6 e nelle colonne 1, 2 e 4 del rigo RN7.

Rigo RN12 Detrazione per canoni di locazione e affitto terreni - Sezione V del quadro RP
Colonna 1 (Totale detrazione) dovete compilare la colonna 1 di questo rigo solo se avete compilato la Sez. V del quadro RP.
Sono previste quattro distinte detrazioni per canoni di locazione per abitazione tra loro non cumulabili, se riferite ad un medesimo
periodo dell’anno.
Dette detrazioni vengono riconosciute entro determinati limiti di reddito complessivo. Al reddito complessivo va aggiunto anche il reddito

æ
dei fabbricati concessi in locazione e i redditi diversi derivanti dalla locazione breve di immobili assoggettati a cedolare secca. Il reddito

ReddITI PeRsone FIsIche


di riferimento per il calcolo delle detrazioni è quello indicato nella colonna 1 del rigo RN1. Se è stato compilato il rigo RS37 relativo
all’agevolazione ACE, al reddito di riferimento va aggiunto l’importo indicato nella colonna 14 del rigo RS37.
È inoltre prevista una detrazione per affitto di terreni agricoli ai giovani di età inferiore ai 35 anni (rigo RP73).
Se l’ammontare complessivo delle detrazioni spettanti è superiore all’imposta lorda diminuita delle detrazioni per carichi di famiglia e
delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente ed assimilati, di pensione e/o altri redditi, è riconosciuto un ammontare pari alla quota di
detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta.
Per la determinazione del residuo della detrazione, si rimanda alle istruzioni relative alla col. 2 di questo rigo.

Se nella sezione V del quadro RP sono stati compilati più righi RP71 e/o RP72 (ad esempio sono state indicate diverse ti-
pologie di detrazioni ovvero con riferimento ad una medesima detrazione è variata nel corso dell’anno la relativa percen-
tuale di spettanza), la detrazione spettante è pari alla somma delle quote di detrazione calcolate per ogni singolo rigo.

Per determinare l’ammontare della detrazione effettivamente spettante calcolare:


Reddito per detrazioni = rigo RN1 col. 1 + rigo RS37 col. 14 (considerare zero se negativo)

Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale ai sensi della legge n. 431/1998 (rigo RP71 codice 1)
Se è stato indicato il codice “1” nella colonna 1 del rigo RP71 calcolare la relativa detrazione in base ai giorni dell’anno in cui l’immobile
è stato adibito ad abitazione principale, alla percentuale di spettanza della detrazione ed al Reddito per detrazioni.
La detrazione è pari:
n a euro 300 se il Reddito per detrazioni non supera euro 15.493,71;
n a euro 150 se il Reddito per detrazioni supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.
Se il Reddito per detrazioni è superiore al citato importo di euro 30.987,41 non spetta alcuna detrazione.
La detrazione così determinata deve essere riportata nel rigo RN12, colonna 1.

Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale con contratti a regime convenzionale (rigo RP71 codice 2)
Se è stato indicato il codice “2” nella colonna 1 del rigo RP71 calcolare la relativa detrazione in base ai giorni dell’anno in cui l’immobile
è stato adibito ad abitazione principale, alla percentuale di spettanza della detrazione ed al Reddito per detrazioni.
La detrazione è pari:
n a euro 495,80 se il Reddito per detrazioni non supera euro 15.493,71;
n a euro 247,90, se il Reddito per detrazioni supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.
Se il Reddito per detrazioni è superiore al citato importo di euro 30.987,41, non spetta alcuna detrazione.
Per esempio, se il Reddito per detrazioni nel 2013 è di euro 20.000,00, il contratto di locazione è cointestato al coniuge e l’immobile è
stato utilizzato come abitazione principale per 180 giorni, la detrazione spettante è pari a:
247,90 x 50 x 180 = euro 61,13 arrotondata a euro 61,00
100 365
La detrazione così determinata deve essere riportata nel rigo RN12, colonna 1.

91
Detrazione per canoni di locazione relativi a contratti di locazione per abitazione principale per i giovani di età compresa tra i
20 ed i 30 anni, con reddito complessivo non superiore ad euro 15.493,71 (Rigo RP71 codice 3)
Se è stato indicato il codice “3” nel rigo RP71, calcolare la relativa detrazione di euro 991,60 in base ai giorni dell’anno in cui l’immobile
è stato adibito ad abitazione principale ed alla percentuale di spettanza della detrazione.
La detrazione così determinata deve essere riportata nel rigo RN12, colonna 1.

Detrazione per canone di locazione spettante ai lavoratori dipendenti che trasferiscono la propria residenza per motivi di
lavoro (Rigo RP72)
2018

Se è stato compilato il rigo RP72, calcolare la relativa detrazione in base ai giorni dell’anno in cui l’immobile è stato adibito ad abitazione
principale, alla percentuale di spettanza della detrazione ed al Reddito per detrazioni.
La detrazione è pari:
Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione

n a euro 991,60 se il Reddito per detrazioni non supera euro 15.493, 71;
n a euro 495,80, se il Reddito per detrazioni supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.
Se il Reddito per detrazioni è superiore al citato importo di euro 30.987,41, non spetta alcuna detrazione.
La detrazione così determinata deve essere riportata nel rigo RN12, colonna 1.

Detrazione per l’affitto di terreni agricoli ai giovani (Rigo RP73)


Se è stato compilato il rigo RP73, calcolare la relativa detrazione che è pari al 19 per cento dell’importo indicato nel rigo RP73. L’importo
della detrazione non può essere superiore a euro 1.200,00.
La detrazione così determinata deve essere riportata nel rigo RN12, colonna 1.

Colonna 2 (Credito residuo) e colonna 3 (Detrazione fruita)


Se la detrazione spettante indicata nella colonna 1 è di ammontare superiore all’imposta lorda diminuita delle detrazioni per carichi di
famiglia e delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente ed assimilati, di pensione e/o altri redditi, è riconosciuto un ammontare pari alla
quota di detrazione che non ha trovato capienza nella predetta imposta. Per la determinazione dell’ammontare della detrazione che non
trova capienza nell’imposta lorda (da indicare nella colonna 2), e della parte che invece trova capienza (da indicare nella colonna 3)
procedere come di seguito descritto. Calcolare:
æ

Capienza = RN5 – RN8 – RN18 col.1 – RN19 col. 1 – RN20 col. 1 – RN21 col. 1
ReddITI PeRsone FIsIche

Se avete compilato il rigo RP80, per verificare la capienza di cui alla precedente formula è necessario preliminarmente compilare la
colonna 1 dei righi RN18, RN19, RN20 e RN21 alle cui istruzioni si rimanda.
Se “Capienza” è minore o uguale a zero la detrazione per canoni di locazione non trova capienza nell’imposta lorda e pertanto nella
colonna 2 deve essere riportato l’importo di colonna 1 e la colonna 3 non deve essere compilata.
Se “Capienza” è maggiore di zero è necessario confrontare l’importo di colonna 1 con il valore di “Capienza” precedentemente de-
terminato:
n se “Capienza” è maggiore o uguale a RN12, colonna 1, la detrazione trova per intero capienza nell’imposta lorda e pertanto la colonna
2 non deve essere compilata e nella colonna 3 deve essere riportato l’importo di colonna 1;
n se invece, “Capienza” è minore di RN12, colonna 1:
– nella colonna 2 deve essere riportato l’ammontare della detrazione che non trova capienza pari a: RN12 col. 1 – Capienza;
– nella colonna 3 l’ammontare della detrazione che trova capienza pari a: RN12, colonna 1 – RN12 col. 2.

Rigo RN13 Detrazione per spese indicate nella Sezione I del Quadro RP (oneri detraibili)
Nella colonna 1 riportare il 19 per cento dell’importo indicato nel rigo RP15, col. 4
Nella colonna 2 riportare il 26 per cento dell’importo indicato nel rigo RP15, col. 5

Rigo RN14 Detrazione per spese indicate nella sezione III A del Quadro RP (ristrutturazioni)
Nella colonna 1 riportare la somma degli importi delle detrazioni del rigo RP49.

Rigo RN15 Detrazione per spese indicate nella sezione III C del Quadro RP (arredo immobili ristrutturati, giovani coppie, IVA per
acquisto abitazione classe energetica A o B)
Indicare il 50 per cento dell’importo indicato nel rigo RP60.

Rigo RN16 Detrazione per spese indicate nella Sezione IV del Quadro RP (risparmio energetico)
Nella colonna 1 riportare la somma degli importi delle detrazioni del rigo RP66.

Rigo RN17 Detrazione per oneri indicati nella Sezione VI del Quadro RP (Altre detrazioni)
Se è stata barrata la casella del rigo RP82 indicare in questo rigo euro 516,46.

Riportare l’importo indicato nella colonna 2 del rigo RP83.


Si ricorda che per le donazioni effettuate all’ente ospedaliero “Ospedali Galliera di Genova” (codice 2, colonna 1) l’importo da indicare in
questo rigo non può essere superiore al 30 per cento dell’imposta lorda dovuta.

Rigo RN18 Residuo detrazioni start up periodo d’imposta 2014


Nella colonna 1 indicare l’ammontare della detrazione per investimenti in start up che non ha trovato capienza nell’imposta lorda relativa
all’anno d’imposta 2014. Il dato da indicare corrisponde a quello indicato nel rigo RN47, col. 2 del modello REDDITI 2017 al netto
dell’importo indicato al rigo RP80 col. 9 del presente modello.

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Se la detrazione spettante indicata nella colonna 1 è di ammontare superiore all’imposta lorda, dopo aver diminuito quest’ultima delle
detrazioni utilizzabili nei limiti della stessa imposta (ad esempio, spese mediche, detrazioni per carichi di famiglia, detrazioni per redditi
di lavoro dipendente ed assimilati, di pensione e/o altri redditi), l’eccedenza non può essere riportata in avanti. Per la determinazione del-
l’ammontare della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda e della parte che invece trova capienza (da indicare nella
colonna 2 del presente rigo) procedere come di seguito descritto.

Calcolare:

2018
Capienza = RN5 – (RN8 – RN6 col. 3) – RN12 col. 3 – RN13 col. 1 – RN13 col. 2 – RN14 – RN15 – RN16 – RN17

Se “Capienza” è minore o uguale a zero la detrazione per start up non trova capienza nell’imposta lorda pertanto la colonna 2 non deve
essere compilata.

Fascicolo 1 Istruzioni per la compilazione


Se “Capienza” è maggiore di zero è necessario confrontare l’importo di colonna 1 con il valore di “Capienza” precedentemente determi-
nato:
n se “Capienza” è maggiore o uguale a RN18 col. 1, la detrazione trova per intero capienza nell’imposta lorda e pertanto nella colonna
2 deve essere riportato l’importo di colonna 1;
n se invece, “Capienza” è minore di RN18 col. 1, la detrazione per start up che non trova capienza nell’imposta non può più essere
utilizzata e nel rigo RN18 colonna 2 deve essere riportato l’ammontare della detrazione che trova capienza pari al minor importo tra
RN18 col. 1 e “Capienza”.

Rigo RN19 Residuo detrazioni start up UNICO periodo d’imposta 2015


Nella colonna 1 indicare l’ammontare della detrazione per investimenti in start up che non ha trovato capienza nell’imposta lorda relativa
all’anno d’imposta 2015. Il dato da indicare corrisponde a quello indicato nel rigo RN47, col. 3 del modello REDDITI 2017 al netto
dell’importo indicato al rigo RP80 col. 9 del presente modello.
Se la detrazione spettante indicata nella colonna 1 è di ammontare superiore all’imposta lorda, dopo aver diminuito quest’ultima delle
detrazioni utilizzabili nei limiti della stessa imposta (ad esempio, spese mediche, detrazioni per carichi di famiglia, detrazioni per redditi
di lavoro dipendente ed assimilati, di pensione e/o altri redditi), l’eccedenza può essere riportata in avanti in detrazione dall’imposta
dovuta nei periodi di imposta successivi, fino a concorrenza del suo ammontare.

æ
Per la determinazione dell’ammontare della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda (da indicare nel rigo RN47, col. 1), e

ReddITI PeRsone FIsIche


della parte che invece trova capienza (da indicare nel rigo , RN19 colonna 2) procedere come di seguito descritto.
Calcolare:

Capienza = RN5 – (RN8 – RN6 col. 3) – RN12 col. 3 – RN13 col. 1 – RN13 col. 2 – RN14 – RN15 – RN16 – RN17 – RN18 col. 2

Se “Capienza” è minore o uguale a zero la detrazione per start up non trova capienza nell’imposta lorda e pertanto nel rigo RN47, col.
1 deve essere riportato l’importo di colonna 1 e la colonna 2 non deve essere compilata.

Se “Capienza” è maggiore di zero è necessario confrontare l’importo di colonna 1 con il valore di “Capienza” precedentemente determinato:
n se “Capienza” è maggiore o uguale a RN19 col. 1, la detrazione trova per intero capienza nell’imposta lorda e pertanto nella colonna
2 deve essere riportato l’importo di colonna 1;
n se invece, “Capienza” è minore di RN19 col. 1:
– nel rigo RN19 colonna 2 deve essere riportato l’ammontare della detrazione che trova capienza pari al minor importo tra RN19 col. 1
e “Capienza”;
– nel rigo RN47, colonna 1 deve essere riportato l’ammontare della detrazione che non trova capienza pari a: RN19 col. 1 – RN19
col. 2.

Rigo RN20 Residuo detrazioni start up periodo d’imposta 2016


Nella colonna 1 indicare l’ammontare della detrazione per investimenti in start up che non ha trovato capienza nell’imposta lorda relativa
all’anno d’imposta 2016. Il dato da indicare corrisponde a quello indicato nel rigo RN47, col. 3 del modello REDDITI 2017 al netto
dell’importo indicato al rigo RP80 colonna 9 del presente modello.
Se la detrazione spettante indicata nella colonna 1 è di ammontare superiore all’imposta lorda, dopo aver diminuito quest’ultima delle
detrazioni utilizzabili nei limiti della stessa imposta (ad esempio, spese mediche, detrazioni per carichi di famiglia, detrazioni per redditi
di lavoro dipendente ed assimilati, di pensione e/o altri redditi), l’eccedenza può essere riportata in avanti in detrazione dall’imposta
dovuta nei periodi di imposta succ