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Consiglio

dell'Unione europea
Bruxelles, 1º dicembre 2017
(OR. en)

PU
13766/17

LIMITE

B
ESPACE 47

LI
RELEX 1064

C
NOTA PUNTO "I/A"
Origine: Segretariato generale del Consiglio
Destinatario: Comitato dei rappresentanti permanenti (parte prima)/Consiglio
Oggetto: UNISPACE + 50 - Priorità tematiche da 2 a 7

1. Nel giugno 2018, UNISPACE + 50 1 segnerà il 50º anniversario della prima Conferenza delle
Nazioni Unite sullo spazio (1968) ed è previsto che porti a formulare raccomandazioni su una
serie di questioni relative al programma spaziale internazionale (Space 2030) e a rinnovare e
rafforzare il mandato della Commissione delle Nazioni Unite sull'uso pacifico dello spazio
extraatmosferico (COPUOS) e quello dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello
spazio extraatmosferico (UNOOSA). Il processo di preparazione si svolge in vari consessi, 2 si
concentra su 7 priorità tematiche e mira a elaborare una tabella di marcia finalizzata a risultati
concreti sul piano dell'economia dello spazio, della società dello spazio, dell'accessibilità allo
spazio e della diplomazia dello spazio.

Il presente documento contiene proposte riguardo agli elementi che l'Unione europea
dovrebbe fornire quale contributo per le raccomandazioni sulle priorità tematiche da 2 a 7.

1
L'evento consiste in una riunione ad alto livello (20 e 21 giugno) seguita da una sessione
ordinaria della COPUOS.
2
Tra cui la COPUOS e i suoi organi ausiliari, tre riunioni annuali del forum ad alto livello sul
tema "Lo spazio come motore per uno sviluppo socioeconomico sostenibile" (2016-2018) e
numerose altre riunioni formali e informali.
Cfr. http://www.unoosa.org/oosa/en/ourwork/unispaceplus50/activities.html.

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2. Il Gruppo "Spazio" ha raggiunto un accordo sulle priorità tematiche da 2 a 7 nella riunione del
27 ottobre 2017.

3. Si invita il Comitato dei rappresentanti permanenti a confermare detto accordo e a


raccomandare al Consiglio di adottare il testo riportato in allegato.

______________

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ALLEGATO

A. Priorità tematica 2: regime giuridico dello spazio extraatmosferico e governance globale


dello spazio: prospettive attuali e future

• L'attuale quadro giuridico basato sui cinque trattati delle Nazioni Unite relativi allo
spazio extraatmosferico e sulle cinque serie di principi dell'UNGA inerenti alle attività
connesse allo spazio costituisce il fondamento del diritto spaziale internazionale; tutte le
attività connesse allo spazio devono rispettare il diritto spaziale internazionale.

• L'importante ruolo della COPUOS e delle sue sottocommissioni quale principale forum
per un dialogo inclusivo sul diritto spaziale e sulle questioni di politica spaziale che
tiene conto dei più recenti dati scientifici e tecnici.

• L'importanza dell'elaborazione di orientamenti sulla sostenibilità a lungo termine delle


attività nello spazio extraatmosferico, allo scopo, in particolare, di accrescere la
sicurezza delle operazioni spaziali.

• L'importanza di misure di trasparenza e miranti a rafforzare la fiducia, fornendo un


importante contributo alla sicurezza, all'incolumità e alla sostenibilità delle attività nello
spazio extraatmosferico.

• L'importanza di promuovere principi di comportamento responsabile nello spazio


extraatmosferico nell'ambito delle Nazioni Unite e di altri consessi multilaterali
appropriati.

• La necessità di uno strumento giuridicamente non vincolante (ad esempio un codice di


condotta internazionale per le attività nello spazio extraatmosferico) negoziato
nell'ambito delle Nazioni Unite quale modo per promuovere una maggiore cooperazione
internazionale, che stabilisca norme di comportamento responsabile in tutto lo spettro di
attività spaziali, rafforzi l'impegno di non ingerenza nell'esplorazione e nell'uso pacifici
dello spazio extraatmosferico, agevoli un accesso equo allo spazio extraatmosferico e
aumenti la trasparenza delle attività nello spazio extraatmosferico.

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• Il sostegno al proseguimento dei lavori volti a prevenire una corsa agli armamenti nello
spazio extraatmosferico (PAROS), che riveste un'importanza fondamentale per l'agenda
delle Nazioni Unite in materia di disarmo e controllo delle armi e per la promozione di
una visione condivisa degli attuali principi di governance globale dello spazio quale
misura atta a prevenire i conflitti e a costruire la cooperazione internazionale.

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B. Priorità tematica 3: maggiore scambio di informazioni su oggetti ed eventi spaziali

• L'attuale quadro giuridico basato sui cinque trattati delle Nazioni Unite relativi allo
spazio extraatmosferico e sulle cinque serie di principi dell'UNGA inerenti alle attività
connesse allo spazio costituisce il fondamento del diritto spaziale internazionale; tutte le
attività connesse allo spazio devono rispettare il diritto spaziale internazionale.

• Gli Stati membri decidono di notificare, in tempo utile, nella misura più ampia
possibile, a tutti gli Stati potenzialmente interessati, qualsiasi evento connesso alle
attività nello spazio extraatmosferico, come ad esempio:

- manovre programmate che possano rappresentare un rischio per la sicurezza di


volo degli oggetti spaziali di altri Stati;

- congiunzioni previste che comportino un chiaro rischio di collisione in orbita,


dovuto al moto orbitale naturale, tra oggetti spaziali o tra oggetti spaziali e rottami
spaziali;

- la notifica preventiva del lancio e della dismissione di oggetti spaziali;

- il verificarsi di collisioni, danni in orbita e qualsiasi altra distruzione di oggetti


spaziali che generi rottami orbitali misurabili;

- casi di rientri che si prevedono ad alto rischio in cui l'oggetto spaziale rientrante o
il materiale residuo di tale oggetto possano cagionare un danno significativo o una
contaminazione radioattiva;

- il cattivo funzionamento o la perdita di controllo di oggetti spaziali che possano


avere come conseguenza una probabilità assai maggiore di rientro ad alto rischio o
una collisione tra gli oggetti spaziali.

• Il sostegno all'istituzione di un gruppo di lavoro nell'ambito della sottocommissione


scientifica e tecnica della COPUOS che si occupi della questione del maggiore scambio
di informazioni su oggetti ed eventi spaziali. Il gruppo di lavoro collaborerebbe
strettamente con la sottocommissione giuridica della COPUOS per approfondire gli
aspetti giuridici della questione.

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C. Priorità tematica 4: meteorologia spaziale

• È possibile che si verifichino eventi meteorologici spaziali estremi che perturbino il


funzionamento di infrastrutture critiche come i servizi di comunicazione, navigazione,
approvvigionamento energetico e trasporto (e quelli finanziari).

• Gli eventi meteorologici (estremi) possono colpire o danneggiare: a) le risorse spaziali


su cui la società e l'economia fanno sempre più affidamento per la misurazione del
tempo, la navigazione, la comunicazione e l'osservazione; b) le infrastrutture terrestri
come la rete elettrica, le linee elettriche, i cavi di comunicazione e segnalamento, e altre
infrastrutture (critiche); c) la salute dei membri di equipaggio e dei passeggeri e il
funzionamento dei sistemi senza pilota.

• Come si è già detto, gli eventi meteorologici spaziali estremi possono perturbare
molteplici funzioni nello stesso momento e su vaste aree, con effetti a cascata, e sono in
grado di annientare la capacità di recupero di un singolo paese.

• Nonostante il possibile forte impatto, si osservano una scarsa consapevolezza dei rischi
connessi agli eventi meteorologici spaziali e una preparazione limitata per far fronte ai
loro effetti.

• A livello di modelli, misurazioni, previsioni e valutazioni d'impatto nel settore della


meteorologia spaziale, si stanno compiendo sforzi che però non sono adeguatamente
coordinati e coerenti.

Si raccomanda di:

• aumentare la consapevolezza di tutte le parti interessate (autorità, operatori e opinione


pubblica) riguardo agli eventi meteorologici spaziali e alle loro possibili conseguenze;

• incoraggiare le autorità di ogni nazione a qualificare gli eventi spaziali estremi come
"pericolo naturale" che, pur verificandosi poco frequentemente, ha notevoli
conseguenze a livello sia nazionale che mondiale;

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• invitare gli operatori (governativi e commerciali) delle infrastrutture e dei servizi
spaziali a investire in una maggiore affidabilità, robustezza e resilienza dei loro sistemi;

• definire e adottare, a livello internazionale (o almeno regionale), un approccio


multirischio alla governance, al fine di valutare le vulnerabilità e le interdipendenze
nascoste e affrontare gli effetti a cascata e la pluralità di parti interessate. Predisporre
piani strategici e accordi di sostegno internazionali (o regionali);

• sostenere l'ampliamento delle attuali comunità di utenti nella protezione delle


infrastrutture critiche, promuovendo i benefici dei servizi meteorologici spaziali per
attenuare gli effetti nocivi sulle infrastrutture e sui sistemi critici;

• sostenere gli studi (internazionali) sui rischi, le minacce e le possibili conseguenze per
le risorse spaziali e le relative stazioni e infrastrutture critiche terrestri, nonché sulle loro
debolezze sistemiche, per giungere alla formulazione di raccomandazioni su come
renderle più resilienti alle perturbazioni di eventi meteorologici spaziali, anche
promuovendo la condivisione di migliori prassi e conoscenze;

• promuovere la cooperazione tra i servizi meteorologici spaziali nazionali/regionali,


anche tramite il libero scambio di dati e previsioni meteorologici spaziali, con l'obiettivo
di giungere a previsioni meteorologiche spaziali continue, regolari, globali e coerenti,
nonché alla sensibilizzazione e all'informazione degli utenti al riguardo, utilizzando
risorse e capacità nazionali nel rispetto del principio di sussidiarietà;

• invitare l'UNOOSA a sostenere lo sviluppo di un sistema operativo internazionale per i


servizi meteorologici spaziali, sulla base delle rispettive capacità e specificità regionali;

• sostenere le iniziative dell'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e


dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO) miranti a fornire
all'aviazione prodotti connessi alla meteorologia spaziale, per la protezione dei membri
dell'equipaggio, dei passeggeri e delle risorse, e anche per la futura sicurezza di
funzionamento dei sistemi senza pilota, a condizione che queste iniziative si basino
sulle rispettive capacità e specificità regionali;

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• sostenere lo sviluppo di sensori di osservazione terrestri, anche promuovendo la
transizione verso l'uso di risorse rientranti in un quadro di ricerca consolidato; l'ulteriore
miglioramento delle misurazione delle radiazioni di eventi meteorologici spaziali; e la
consegna tempestiva di dati meteorologici spaziali provenienti da sensori sia terrestri
che spaziali;

• promuovere sinergie tra i mezzi di osservazione spaziali attuali e previsti, promuovendo


la presenza di strumenti meteorologici spaziali come carico utile secondario;

• stimolare e sostenere la ricerca scientifica sulla previsione di eventi meteorologici


spaziali, nonché il miglioramento di metodi e algoritmi per servizi di previsione
meteorologica spaziale, anche a brevissimo termine (nowcasting), più precisi;

• intensificare la comunicazione tra scienza e industria al fine di fornire informazioni


pertinenti e utilizzabili per il processo decisionale;

• creare un comitato di coordinamento all'interno dell'ONU per sostenere un approccio


basato sulla ricerca collaborativa alla questione della meteorologia spaziale.

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D. Priorità tematica 5: spazio e sanità globale

• Le applicazioni e tecnologie spaziali possono contribuire in modo significativo a


migliorare la sanità globale e a conseguire gli obiettivi e i traguardi di sviluppo
sostenibile legati alla salute.

• Per tali fini è possibile ricorrere a diversi ambiti spaziali, tra cui le tecnologie di
telerilevamento, di telecomunicazione satellitare, di navigazione e di volo spaziale con
equipaggio umano.

• Le applicazioni spaziali sono determinanti per la fornitura di servizi sanitari in


situazioni di emergenza e di rischio di catastrofi (come per altri aspetti della gestione del
rischio di catastrofi), per la sorveglianza e l'allerta precoce in caso di malattie (ad es.
mappe del rischio per malattie trasmissibili, monitoraggio di focolai e diffusione di
pandemie), per la telemedicina e la teleducazione sanitaria (sia della popolazione che
del personale medico), per il monitoraggio e la risoluzione di problemi sanitari legati
all'ambiente (ad es. monitoraggio e riduzione dell'impatto dell'inquinamento
atmosferico sulla salute, programma quadro dell'UE e monitoraggio delle variabili
climatiche), per valutare e affrontare l'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute e
per la pianificazione e l'attuazione di azioni di prevenzione (come il miglioramento
dell'igiene e le campagne di vaccinazione).

• Un approccio globale alla mobilitazione di tecnologie e applicazioni spaziali per la


sanità e la cooperazione e il coordinamento internazionali, inclusa la condivisione di
esperienze e migliori pratiche, contribuirebbe a ottimizzare i benefici sanitari connessi
con lo spazio a livello mondiale.

• Questioni attinenti alla salute si pongono anche in relazione all'esplorazione umana


dello spazio e le soluzioni sviluppate a tal fine hanno ricadute importanti sulle
tecnologie sanitarie che possono essere utilizzate sulla Terra. Attualmente la nostra sfida
consiste nel controllare i rischi per gli astronauti nelle future missioni nello spazio
profondo e un approccio coordinato e cooperativo può condurre a risultati concreti, in
particolare nel campo dell'esposizione prolungata alle radiazioni e delle conseguenze sul
comportamento. Con Marte come prossima grande sfida del secolo, una delle questioni
più difficili sarà la fornitura di un'assistenza sanitaria adeguata così lontano dalla Terra.

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• Continuando a sostenere lo sfruttamento dell'ambiente di microgravità si potranno
offrire possibilità uniche per la ricerca medica e le stazioni spaziali future dovrebbero
essere pienamente utilizzate da una vasta comunità scientifica per testare i rischi medici
legati ai voli spaziali di lunga durata e le relative misure di attenuazione.

• È opportuno promuovere l'applicazione delle tecnologie spaziali nell'evoluzione verso le


"città intelligenti", che integrano la tecnologia dell'informazione, compreso l'Internet
delle cose, nell'ambiente urbano, in particolare per favorire la sanità elettronica
(eHealth) e contribuire ad affrontare le conseguenze di un ambiente degradato sulla
salute pubblica.

• La concezione di un ecosistema di dati incentrato su informazioni connesse alla salute


che comprendono dati spaziali, aerei, in situ e provenienti dalla scienza dei cittadini
(citizen science) e altre serie di dati, ad es. dati socioeconomici, potrebbe mirare a
fornire soluzioni di dati in materia di salute.

• I trattamenti sanitari stanno diventando sempre più complessi e (troppo) costosi (per
molti), per cui vi dovrebbe essere una maggiore attenzione alla prevenzione, che è un
settore in cui la ricerca medica spaziale e quella terrestre possono trarre ampi benefici
l'una dall'altra.

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E. Priorità tematica 6: cooperazione internazionale verso società resilienti e a basse
emissioni

• Le applicazioni e tecnologie spaziali possono apportare un contributo significativo alla


realizzazione di una società a basse emissioni, al conseguimento degli obiettivi e
traguardi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 legati all'ambiente e all'attuazione del
quadro di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi, dell'accordo di Parigi e della
nuova agenda urbana.

• La tecnologia spaziale fornisce anche dati essenziali per il monitoraggio dell'attuazione


degli obiettivi di sviluppo sostenibile, compresi l'SDG 13 e l'accordo di Parigi.

• Sono necessari approcci innovativi alla riduzione delle emissioni di CO2 e al


monitoraggio dei risultati, che possono entrambi beneficiare considerevolmente della
tecnologia spaziale: ad esempio le reti elettriche necessitano di orologi atomici spaziali
(sviluppati per applicazioni spaziali) e le emissioni atmosferiche di gas serra possono
essere monitorate accuratamente mediante telerilevamento satellitare. I programmi
Galileo e Copernicus dell'UE si occuperanno di tali questioni.

• Un approccio globale alla mobilitazione di tecnologie e applicazioni spaziali per la


riduzione delle emissioni e il monitoraggio dei risultati, anche mediante cooperazione e
coordinamento internazionali, nonché la condivisione di costi, dati e migliori pratiche
contribuirebbe a ottimizzare i benefici ambientali connessi con lo spazio a livello
mondiale. Il programma Copernicus dell'UE prevede una politica aperta e libera in
materia di dati e i dati dei satelliti Sentinel di Copernicus possono essere utilizzati in un
contesto internazionale.

• La riduzione delle emissioni implica la transizione da una società basata sul carbone a
una società basata sulle energie rinnovabili (solare, eolica, idrica o nucleare). La ricerca
relativa ai requisiti energetici dei sistemi spaziali può essere di sostegno a tale
transizione e dovrebbe essere incoraggiata, come dovrebbe esserlo il trasferimento di
tecnologia tra applicazioni spaziali e terrestri dei sistemi di produzione, stoccaggio e
gestione dell'energia.

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• La riduzione delle emissioni ricorrendo a fonti energetiche rinnovabili (FER) è
strettamente connessa all'integrazione delle FER nel mercato dell'energia. A tal fine
dobbiamo capire meglio le risorse per pianificare e operare l'infrastruttura energetica.
Dovrebbe essere incoraggiato l'utilizzo di risorse spaziali per ottenere e divulgare i dati
necessari a pianificare, operare e monitorare i sistemi energetici.

• Una società resiliente può essere realizzata meglio affrontando questioni globali con
tecnologie globali, quali il controllo a distanza dallo spazio dei pericoli naturali e
tecnologici e dei fattori di rischio sottostanti, compresi la crescita demografica (urbana),
i cambiamenti climatici, il degrado del suolo e la scarsità di acqua dolce. La tecnologia
spaziale contribuisce all'intero ciclo del rischio di catastrofi, ivi compresi la valutazione
dei rischi, la prevenzione, la preparazione e la risposta (compresa la previsione di
catastrofi) e il recupero (ricostruire meglio).

• Un'azione di resilienza ai cambiamenti climatici deve essere oggetto di un programma


spaziale globale e coordinato. La previsione di catastrofi causate dai cambiamenti
climatici, quali inondazioni costiere, pericoli provocati dalle condizioni atmosferiche,
siccità e anticipazione dei raccolti, è un settore in cui l'industria spaziale può contribuire
ai modelli di previsione.

• È necessaria una standardizzazione dei prodotti e servizi dell'osservazione della terra


connessi ai cambiamenti climatici. Ciò comprende la raccolta di misurazioni in loco, lo
sviluppo e l'analisi comparativa di nuovi prodotti satellitari, la garanzia
dell'ottemperanza alle norme internazionali e al contempo l'ulteriore agevolazione
dell'attuazione dell'articolo 7 dell'accordo di Parigi dell'UNFCCC.

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F. Priorità tematica 7: sviluppo di capacità per il XXI secolo

• Sostegno all'iniziativa universo aperto, annunciata nel giugno 2016 durante la 59ª
sessione della Commissione sull'uso pacifico dello spazio extra-atmosferico (COPUOS)
e sviluppata dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) al fine di divulgare dati scientifici
relativi all'osservazione dell'universo per renderli accessibili e utilizzabili da chiunque:
dalla comunità scientifica ai singoli scienziati e alle università, compresi scuole, musei e
comuni cittadini.

• Sostegno all'organizzazione di forum spaziali internazionali che mirano a diffondere


l'istruzione in materia spaziale e i benefici delle applicazioni spaziali e che coinvolgono
sempre più le università e le accademie nello sviluppo di strategie e programmi spaziali,
soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

• Tale priorità è gestita completamente dall'UNOOSA e comprende attività spaziali a


beneficio della società. Prevede in particolare aiuti ai paesi in via di sviluppo. Sono
molti gli sviluppi e le applicazioni su cui lavorano l'UE, le agenzie spaziali degli Stati
membri dell'UE e i relativi partner: mappatura, riduzione del divario digitale, sostegno
all'agricoltura ecc. Molte di queste applicazioni sono destinate al continente africano e
potrebbero essere raggruppate in una più ampia iniziativa "Spazio per l'Africa".

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