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Laura Fezia

Scuola di Magia

Consapevolezza, Pensiero Positivo, Amore sono gli strumenti della Magia nell'Età
dell'Acquario: impariamo a riscoprirli dentro di noi e ad usarli per un concreto
"vivere al meglio"
ISBN 88-8093-135-0
Il Testamento di Tito

Non avrai altro Dio all'infuori di me spesso mi ha fatto pensare. Genti diverse,
venute dall'Est, dicevan che in fondo era uguale! Credevano a un Altro diverso da Te
e non mi hanno fatto del male. Credevano a un Altro diverso da Te e non mi hanno
fatto del male.
Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel
fianco gridai la mia pena e il Suo nome... Ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore, Ma forse era stanco, forse troppo lontano... davvero Lo
nominai invano!
Onora il padre, onora la madre e onora anche il loro bastone! Bacia la mano che
ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone... Quando a mio padre si fermò il
cuore, non ho provato dolore... Quando a mio padre si fermò il cuore, non ho provato
dolore.
Ricorda di santificare le feste ... facile per noi ladroni entrare nei templi che
rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni senza finire legati agli altari, sgozzati
come animali... senza finire legati agli altari sgozzati come animali. Il quinto dice non
devi rubare e forse io l'ho rispettato vuotando in silenzio le tasche già colme di quelli
che avevan rubato... Ma io, senza Legge, rubai in nome mio, quegli altri nel nome di
Dio... Ma io, senza Legge, rubai in nome mio, quegli altri nel nome di Dio!
Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme! Feconda una
donna ogni volta che l'ami, cosi sarai uomo di Fede... Poi la voglia svanisce ed il
figlio rimane e tanti ne uccide la fame! forse ho confuso il piacere e l'amore, ma non
ho creato dolore... il settimo dice non ammazzare se del Cielo vuoi essere degno!
Guardatela oggi questa Legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno... Guardate la fine
di quel Nazareno e un ladro non muore di meno...

Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo! Lo sanno a memoria il


Diritto Divino e scordano sempre il perdono. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e
no, non ne provo dolore... Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo
dolore!
Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa, Ditelo a quelli,
chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa... Nei letti degli altri, già caldi
d'amore, non ho provato dolore! L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la
vita... Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il
sole al di là delle dune a violentare altre notti. Io nel vedere quest'Uomo che muore,
Madre, io provo dolore... Nella pietà che non cede al rancore, Madre, ho imparato
l'Amore!
Fabrizio De Andre
Perché questo libro

Ho sempre pensato che l'ignoranza sia uno dei mali più dannosi. Attenzione, però:
"ignoranza" significa solo "non conoscenza" e niente altro. Se una domenica
pomeriggio vi salta la luce in casa e nell'impossibilità di trovare un tecnico
specializzato senza conoscere nulla di elettricità vi mettete a trafficare con l'impianto,
potrebbe sicuramente accadere qualche guaio, potreste addirittura mettere a
repentaglio la vostra sicurezza.
Anch'io, a modo mio, mi occupo di "Energia" di quell'affascinante e potentissima
Energia meglio conosciuta con il nome di "Magia": è la mia strada ed il mio lavoro.
Ed è proprio nell'esercizio della professione che svolgo che mi sono accorta di quanta
confusione ci sia intorno a questo argomento, di quanti fraintendimenti sia vittima, di
quanta ignoranza (cioè "non conoscenza") lo avvolga. Credo nella Magia, ma in
quella vera, che non ha nulla a che spartire con ciò che comunemente si pensa in
merito ed ecco il perché di questo libro: fare chiarezza. Perché i danni che ho visto e
che vedo quotidianamente fare da un'interpretazione distorta di questo argomento
così delicato sono enormi, sia sul piano economico, sia sul piano psicologico dei
soggetti che si accostano alla magia in modo errato.
Ognuno di noi è un Mago, ma non lo sa, o, meglio, non se ne ricorda più: lo scopo
di questo libro è proprio quello di aiutare ogni lettore, nessuno escluso, a ripescare
nella sua memoria sottile questo ricordo e riportarlo alla luce per usarlo al meglio.
In questo modo, nessuno avrà più bisogno di rivolgersi ad uno dei tanti "operatori
dell'occulto" per farsi fare "miracoli" a suon di milioni: semplicemente, reimparerà a
farseli da sé!
Introduzione

Dopo essermene interessata ed occupata per più di trent'anni, tre anni fa ho aperto
uno studio di discipline esoteriche con il preciso scopo di diffondere le idee dell'Età
dell'Acquario. Ma sapendo per esperienza personale che la maggior parte delle
persone si interessa solo di ciò che già conosce, nel pubblicizzare la mia attività ho
dato la priorità alla cartomanzia, perché la possibilità di conoscere il futuro o di
parlare dei propri problemi attira molta gente. E "... più gente viene - pensavo io - più
semi acquariani spargo...!" Questa scelta mi ha immediatamente classificata, agli
occhi del pubblico, come "operatore dell'occulto", che è un moderno e divertente
eufemismo per dire "mago"... il che mi sarebbe andato benissimo, se non mi fossi
rapidamente resa conto che troppe persone intendono per "magia" qualcosa che con la
vera Magia non ha a che vedere neanche da lontano.
In questi tre anni, ho ricevuto innumerevoli richieste di tirar fuori la mia "bacchetta
magica" per risolvere all'istante centinaia di problemi di ogni tipo sugli argomenti:
amore, malocchi/fatture, rapporti genitori/figli e familiari in genere, denaro, lavoro,
salute. Unica preoccupazione del cliente: quanto costa. Stessa musica per i Talismani:
"Voglio un talismano per o contro tutto: a quanto me lo fa?" Oppure: "Per farmi
tornare mio marito, il tale operatore mi ha chiesto 5.000.000: lei me lo fa a un Po'
meno e la pago poco per volta?" Se dietro questi episodi non ci fossero vicende
umane spesso drammatiche, ci sarebbe da farsi due risate: ma la gente che
viene a chiedere l'intervento magico per uscire da un problema è realmente
immersa in disagi di vario livello, sovente soffre davvero e qualche volta il ricorso
alla magia è un Po' l'ultima spiaggia dopo averle provate tutte. Poi ci sono, invece,
quelli per i quali è l'unico modo per vivere e mentre altri andrebbero prima dal
consulente matrimoniale, dall'avvocato, dal medico, dal parroco o dallo psicologo,
loro puntano dritti verso lo studio dell'operatore dell'occulto di moda in quel
momento, perché tanto sanno già che ciò che accade è opera di una fattura. L'esempio
più singolare è rappresentato da una signora che mi ha portato quasi di peso la figlia
ventenne cui era gonfiata notevolmente una guancia. Alla mia domanda: "IL dentista
cosa le ha detto...?" la risposta è stata: "Dentista? Non serve, tanto io lo so che questa
è una fattura che le ha fatto 'quella là' [l'amante del marito, n.d.r.]..." Appare evidente
che è tremendamente difficile, con queste persone, seminare un Po' di New Age,
perché nel 90% dei casi sono immerse nel più buio clima medievale.
Ma la vera Magia non ha nulla a che spartire con l'antro della strega, i filtri, le
pozioni, i rituali sabbatici, le ali di pipistrello e le code di lucertola. Ogni tanto
qualche cliente mi riporta gli echi di quanto accade presso la maggior parte degli
"operatori dell'occulto" di cui sono piene le Pagine Gialle e le emittenti locali di
tutt'Italia e - come ho già detto - se non fosse che si tratta del dolore di esseri umani
reali e non di personaggi di un film ci sarebbe da divertirsi, talmente le sparano
grosse. Conosco più di una persona che si è dissanguata economicamente ed esaurita
psicologicamente per seguire i "lavori" e i consigli di qualche "operatore
dell'occulto", aspettando il miracolo promesso senza vedere mezzo risultato.
Ho parlato di Pagine Gialle perché qualche anno fa, nel preparare una delle mie
prime conferenze sulla Magia, incuriosita dai racconti di amici e conoscenti, ho
voluto andare a constatare di persona. Ho trovato decine e decine di pubblicità
inverosimili, garanzie di miracoli, "compenso ad esito raggiunto" (...poi vi racconto
dove sta l'imbroglio...!), appellativi da romanzo di cappa e spada, definizioni da
epopee cavalleresche, dichiarazioni di appartenenza ad accademie i cui nomi
sembrano (e sono) usciti dalla penna di un bravo copywriter, eccetera. Stessa
situazione nelle trasmissioni "magiche" della maggior parte delle emittenti locali.
Ho tenuto anch'io una rubrica televisiva per qualche tempo, ma non mi sono
certamente messa a promettere prodigi né, tantomeno, guarigioni miracolose: cercavo
di spiegare, con le parole più semplici, che cos'è la Magia, che cosa legittimamente si
può pretendere da essa, quali sono i suoi modi ed i suoi tempi... e dopo venti minuti
di parole, allorché si dava il via alle telefonate in diretta, ecco le richieste del
pubblico: "mio figlio non va d'accordo con la moglie: lei cosa vede, si separano
finalmente?" oppure: "mia moglie mi fa le corna: secondo lei cosa devo fare?" o
ancora (ed è un classico) : "Mi va tutto storto: non avrò mica della negatività in
casa...?". Ho voluto fare un piccolo esperimento: per un mese, ho fatto trasmissioni
quasi esclusivamente sul gioco del Lotto, dicendo che a chi fosse venuto in studio
avrei dato i numeri da giocare e (particolare passato inosservato alla grande) avrei
detto quando e come giocarli. Mi si è riempito lo studio di gente che voleva i numeri
buoni per pagare la bolletta, l'affitto, i libri dei figli, eccetera, ma non appena
accennavo alle condizioni indispensabili per avere ottime probabilità di vincere, ecco
lo sgomento: ohibò, si trattava di mettersi d'impegno in prima persona a pensare
positivo! "Ma allora che maga sei se non fai tutto tu e mi chiedi di collaborare? Ti
pago, dunque, fammi uscire il terno e smetti di dire fesserie... come se bastasse un
pensiero positivo per vincere... fosse così facile!" Così, ho smesso di fare televisione:
costa troppo e se la possono permettere solo quelli che insistono a proporsi, alle
soglie del terzo millennio, come novelli messia, promettendo costosi miracoli e
dichiarandosi depositari di un "dono" riservato a pochi eletti. Costoro (che sono
molti, anche se certamente non tutti) hanno effettivamente una vastissima clientela in
continuo rinnovamento (...per forza: un cliente lo freghi un paio di volte, poi si
scoccia e va a farsi imbrogliare da qualcun altro!) con conseguenti giri d'affari a molti
zeri, che permettono loro di spararsi le decine di milioni mensili che costano due o tre
emittenti private... Già... perché... non sono le TV che chiedono al tale operatore il
favore (magari dietro adeguato
compenso) di comparire sui loro schermi: è l'operatore dell'occulto che paga di
tasca sua e tanto per fare un piccolo esempio, una serie di 4 trasmissioni in diretta su
un'emittente media, costava, nel 1996, circa cinque milioni, da tirare fuori subito,
casti, prima di iniziare a trasmettere...! Quanto impiega la maggior parte di quelli che
fanno un onesto e dignitoso lavoro a mettere insieme cinque milioni da poter investire
in un'impresa a rischio?
Non mi piace e non mi interessa fare i conti in tasca agli altri, perché sono
dell'opinione che ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede: ma
qui si tratta di ben altro! Ci sono operatori dell'occulto che trasmettono da anni,
imperversando sul piccolo schermo con una frequenza settimanale che la dice lunga
sulle loro possibilità economiche. Sono quelli che promettono, addirittura
garantiscono, miracoli, prodigi, guarigioni, sortilegi e via discorrendo, spesso si
travestono da santi, si paragonano a figure di Illuminati, dicono di avere un filo
diretto con il Padreterno o di essere la reincarnazione di qualche Saggio.
Il fatto allarmante non è l'esistenza in sé di queste realtà, ma quello che "la gente"
finisce col crederci, anche quella che sul momento scrolla le spalle... perché magari
non oggi, ma dopodomani, di fronte a un problema grave, a un dolore, a un guaio di
vario tipo senza apparente via d'uscita, si ricorderà di quel/quella tale che una sera,
dal teleschermo gli ha detto: "Ti risolvo, con assoluta garanzia di riuscita, qualsiasi
problema d'amore, di lavoro, di soldi, di salute, di negatività...!" Da qui a dire: "Bah,
proviamoci, hai visto mai che fosse la soluzione giusta...?" il passo è breve e il danno
è fatto. E se si trattasse solo di un danno economico la cosa avrebbe relativa
importanza: a chi è così tonto da pagare decine di milioni per un talismano o un
fantasioso rituale, beh... sarebbe anche giusto che restasse una piccola cicatrice su cui
meditare...! Ma il fatto grave è un altro, anzi, altri due: da un lato, la convinzione che
sia magia ciò che Magia non è, da cui discendono superstizione, disinformazione e
ignoranza, dall'altro le armi offerte gratuitamente ai detrattori di tutto ciò che è
"invisibile".
I mass-media ignorano completamente il tipo di realtà che ho appena descritto. Se
ne occupano solo quando il cliente di qualche "mago" e il mago stesso finiscono nella
cronaca più o meno nera. Dunque per ristabilire l'equilibrio non si può assolutamente
contare su di loro: ci ho provato a lungo, tempestando di lettere, per esempio, una
delle più celebri trasmissioni televisive di una seguitissima rete nazionale... hanno
risposto a voi che non avete scritto...?
Eppure è urgente fare pulizia in quanto il fenomeno è più vasto, dannoso e
allarmante di quanto si pensi, perché va a minare le coscienze (di gran lunga più
importanti del portafoglio...) di un numero elevatissimo di persone.
La Magia è l'uso cosciente di Energie Naturali. Il giorno in cui troverò un termine
alternativo altrettanto efficace, smetterò con gioia di chiamarla "Magia"... non perché
questo non sia il suo nome, ma perché è un vocabolo che ingenera troppa confusione,
evoca immagini tanto pittoresche quanto sbagliate, induce a pensare nel più inutile e
dannoso dei modi. Per il grande pubblico, la Magia è quella cosa per cui basta far
schioccare le dita da un "addetto ai lavori" dietro adeguato compenso, per ottenere la
soluzione di una qualsiasi cosa a proprio vantaggio ...Salvo poi indignarsi e gridare
alla truffa quando il "mago" di turno non riesce a trasformare una zucca in una Ferrari
e il gatto di casa in Kevin Costner...!
Il cliente-tipo del moderno "mago" è stato abituato ad arte a volere, pretendere,
esigere il miracolo istantaneo a pagamento, avendo come parametro il suo
personalissimo concetto di bene e di male e non volendo assolutamente aver nulla a
che spartire con il come e con il quando.
Ecco: la Magia NON è questo. Ma fino a che ci sarà chi pensa che lo sia, fioriranno
i santoni, le fattucchiere e gli improbabili "maestri" i cui nomi periodicamente,
quando accade qualche "fattaccio", finiscono sulle pagine dei quotidiani.
La Magia è l'uso cosciente di Energie Naturali codificate nelle Grandi Leggi che
regolano l'Armonia della Creazione, nei Principi che governano il Cosmo e che sono
dentro di noi... non solo dentro a qualche "addetto ai lavori", ma in ogni singolo
essere umano.
La prima e la più semplice di queste Energie Naturali è il Pensiero e se solo la
maggior parte delle persone sapesse qual è, veramente, la potenza racchiusa nel
nostro Pensiero, ci farebbe un Po' più di attenzione prima di "pensare a vanvera". Se
c'è chi crede che tutti gli accidenti e le maledizioni che tira nel corso di una giornata
(... e se ci fate caso sono tanti!) restino lì a far niente, si sbaglia di grosso. Il Pensiero
è Energia (e questo fu Einstein a dirlo) e l'Energia non si crea e non si distrugge.
Dunque, qualsiasi pensiero negativo proviene da qualche parte e da qualche parte va
a finire.
Ci si lamenta tanto di questi nostri tempi che "non sono più come quelli di una
volta": ma fino a che non impareremo a pensare positivo senza sentirci stupidi, fuori
moda, imbranati, le cose non miglioreranno di certo. L'energia 'pensiero negativo
proviene da noi stessi, dalla nostra aura, dai nostri corpi energetici, la cui integrità è
importante quanto (se non di più) quella del corpo fisico e va ad alimentare
negativamente l'eterico del pianeta. Così facendo, la nostra scorta energetica sarà
sempre più fragile e debole, mentre l'Energia della Tèrra sarà sempre più satura di
valori negativi, quali, per esempio, l'aggressività e la violenza di cui tutti ci
lamentiamo tanto. Ed essendo noi sempre meno protetti dalla nostra Energia
personale, saremo sempre più soggetti ad assorbire quanto di negativo vaga nell'aria.
È un serpente che si morde la coda, un circolo vizioso che va rotto in un punto prima
che sia troppo tardi ...Ma questo è un altro discorso.
Per tornare all'argomento trattato, il Mago è colui che "opera mutamenti naturali
con un puro e semplice atto di volontà".
Attenzione ai termini usati, che non sono sterili modi di dire! 'Puro e semplice, ho
detto e non a caso!
Dunque, se davvero e seriamente vogliamo incominciare a "fare Magia",
incominciamo prima a pensare di dimenticarci il nostro personale concetto di male e
di bene, cioè di poter impunemente usare la Magia per costringere qualcuno a fare ciò
che spontaneamente non farebbe mai o per condizionarne l'esistenza. Incominciamo a
pensare di lasciar andare l'odio, l'invidia, la gelosia, l'avidità, il cinismo, il rancore,
l'aggressività, la prevaricazione, incominciamo a pensare di abbandonare il culto del
nostro Ego per aprirci, invece, alla grande Legge dell'Amore Universale. E
dimentichiamoci proprio da subito, soprattutto, dei racconti di fumosi e pittoreschi
antri dello stregone, di descrizioni di rituali complicati con ingredienti spesso
disgustosi, di evocazioni di spiriti, di fatture, malocchi, incantamenti, legamenti,
impedimenti, eccetera.
Ma la prima cosa importante da tener presente è che non è affatto vero che la
Magia sia un dono riservato a pochi eletti: questa è un'altra delle mille panzane
inventate dai moderni operatori dell'occulto (... e, in passato, dalle classi sacerdotali
di TUTTE le religioni codificate...) per assicurarsi la continuità della clientela (o il
potere...).
La Magia sta dentro ognuno di noi, dentro ogni singolo essere umano che,
semplicemente, non se ne ricorda più, almeno per il momento. È un Po' come quando
si perde il libretto d'istruzione di un qualsiasi apparecchio che non si è più usato per
un Po' di tempo: ...e chi si ricorda più come funziona, quali sono le leve su cui agire, i
pulsanti da premere...?
Sembra troppo facile, troppo semplice, dunque "impossibile"? Lo so bene che
questa sarà la prima obiezione della maggior parte di voi! Ci siamo talmente abituati
a complicarci la vita in mille modi che non appena sentiamo puzza di semplicità
arricciamo il naso e facciamo scattare tutte le resistenze di cui la nostra mente è
capace.
Lo scopo di questo libro è fondamentalmente uno: dimostrare che l'impossibile non
esiste insegnando ad ognuno di voi a fare miracoli. È quel "libretto d'istruzione" con
cui vi hanno spediti "qui ed ora" e che, come quasi tutti, avete perso strada facendo.

Cartine di tornasole
La cartina di tornasole è una strisciolina di carta particolare che rivela alcune
caratteristiche della natura di una sostanza.
Ho voluto intitolare così questo breve capitolo di passaggio perché d'ora in avanti e
per un Po' di pagine, vi parlerò di cose di cui, forse, non avete mai sentito parlare o ne
avete avuto brevi e fumosi accenni: questo, infatti, non è un libro per "addetti ai
lavori", ma, al contrario, proprio per persone completamente digiune di esoterismo o
con idee confuse in merito.
A volte vi potrete imbattere in affermazioni e notizie che vi sconcerteranno un
tantino, qualche stranezza, molte originalità, quintali di "controtendenze".
Bene: se anche un solo argomento o magari una singola frase di uno dei capitoli
che seguono vi interesserà o semplicemente vi incuriosirà, sarà perché la vostra vera
natura, quella che tenete così accuratamente sepolta sotto strati e strati di mentalismi,
starà emergendo. Sconcerto o non sconcerto, ascoltate una volta tanto la Voce del
Cuore e proseguite.
Voglio solo che sia molto chiara una cosa importantissima: io non ho verità di fede
preconfezionate da vendere a chicchessia, non faccio parte di nessuna organizzazione,
associazione, "chiesa" o "setta". Tutto quanto vi dirò - o meglio: vi proporrò - è ciò in
cui credo, ciò di cui mi sono autonomamente resa consapevole nel corso della mia
esistenza, è la vibrazione dello Scalino Evolutivo sul quale mi trovo qui e ora.
Ci si sono già messi e continuamente si mettono in tanti a vendervi delle "verità", a
cominciare dai pulpiti delle varie chiese e dalle scuole di catechismo per continuare
con i politici, gli "scienziati" e finire con i signori della pubblicità: ma l'unica Verità è
quella che è già dentro di voi, scritta a lettere di fuoco, senza che nessuno ce l'abbia
infilata con qualche calzascarpe subliminale. Si tratta solo di andarla a riscoprire.
Quando sarete arrivati al termine di questo libro, senza fare il più piccolo sforzo, la
riconoscerete immediatamente come vostra e avrete - ne sono certa - la stessa
piacevole sensazione di chi, dopo una lunghissima assenza, ritorna finalmente a casa.
Le tradizioni

Nell'accostarsi a qualsiasi disciplina la prima regola utile è quella di apprenderne


qualche notizia in generale.
Non è certamente mia intenzione scrivere una "storia della Magia", perché lo scopo
di questo libro non è teorico ma pratico: chi vorrà approfondire l'argomento potrà
rivolgersi ad una libreria esoterica e procurarsi uno dei molti trattati esistenti su
questa interessantissima materia.
Tuttavia, è molto utile saperne qualcosa, come, per esempio che la storia della
Magia si confonde con la storia stessa dell'umanità e che per quanto si risalga indietro
nel tempo, fino ad arrivare a epoche inimmaginabili, la si incontra sempre.
Attenzione, però: non a uno stadio più o meno rudimentale che si perfezionerà nel
corso dei secoli, come accade per tutto ciò che riguarda il progresso materiale (dalla
caverna all'Empire State Building, dalla clessidra all'orologio al quarzo, dalla torcia
all'alogena, dal tamtam al cellulare, eccetera) bensì già "completa", già così come la
conosciamo oggi.
Questo ci porta a dare un'occhiata, anche se forzatamente sommaria, alle
"Tradizioni", dalle più antiche a quelle più relativamente recenti: dalla tradizione
egizia, diretta discendente di quella della mitica Atlantide, alla tradizione Maya, dalla
tradizione ebraica a tutte le tradizioni orientali, a quelle pagano- nordiche, a quella
ermetica, greca, caldea, babilonese, alla tradizione cristiana. Ebbene, tutte, nessuna
esclusa, ci riferiscono l'origine divina di ciò che noi, oggi, chiamiamo "Magia".
Per sintetizzare e semplificare, tutti i Sacri Testi di tutte le Tradizioni ci parlano,
ognuna con il proprio linguaggio spesso simbolico, di un tempo felice, un'età
dell'Oro, in cui l'uomo viveva in stretto contatto con il suo Creatore, dal quale
attingeva direttamente la completa Conoscenza del Creato.
Questo "Primo Uomo", grazie alla Natura Divina di cui è impregnato, è in grado -
sempre secondo le Tradizioni di dominare la materia, di utilizzare correttamente le
forze naturali, di incanalare le Energie Cosmiche: ha, insomma, il "potere" su tutto il
Creato e questo sulla strada di un progresso teso a migliorare la propria condizione
sia materiale, sia spirituale, nell'esercizio della "virtù". È dunque un "Mago", ossia un
essere che conosce e sa usare al meglio le Energie Naturali della Creazione nel pieno
rispetto delle Grandi Leggi Cosmiche.
Ma in Tutte le Tradizioni arriva anche un momento in cui nell'uomo-Mago,
nell'Uomo "a immagine e somiglianza di Dio", la natura umana, mortale, prende il
sopravvento sulla natura Divina. All'esercizio della virtù si sostituisce quello del bene
individuale, mentre valori quali la bramosia del potere personale, della ricchezza,
della prevaricazione si sostituiscono ai Principi dell'Armonia Cosmica.
Il che significa che in ogni Tradizione, in un modo o in un altro, troviamo un
Adamo che "mangia il Frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male"
perdendo la propria condizione privilegiata e che viene condannato a iniziare un
lunghissimo e faticoso Cammino alla riscoperta di se stesso e del l'universo, alla
dolorosa riconquista della sua Natura Divina.
La storia di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre è nota a tutti: alzi la mano chi non
ha pensato almeno una volta nella vita se era proprio il caso di causare tanto
sconquasso per una mela...! In questa occasione, però, vi voglio raccontare una
vecchia leggenda indù, a dimostrazione del fatto che la perdita della natura divina -
dunque "magica" - dell'uomo a causa delle sue intemperanze è comune a tutte le
Tradizioni.
Dice un'antichissima leggenda originaria dell'India che un tempo tutti gli uomini
erano simili agli dei, ma giunsero ad abusare a tal punto della loro divinità che il
sommo Brahma decise di toglierla loro e di nasconderla dove mai avrebbero potuto
trovarla. Allora egli chiamò a consiglio tutti gli dei minori per decidere dove
nascondere la divinità dell'uomo e gli dei minori dissero: "Seppelliamola nelle più
profonde viscere della terra!" Ma Brahma rispose: "No, perché l'uomo scaverà e la
troverà".
Allora gli altri dei proposero: "Affondiamo la divinità dell'uomo nel più profondo
degli oceani!" E Brahma: "Prima o poi l'uomo esplorerà le profondità di ogni
superficie d'acqua e troppo facilmente la troverà e la riporterà a galla per servirsene."
Presero ancora in esame altre possibilità: la più alta vetta del più alto monte, il più
scosceso dei dirupi della terra, le nuvole del cielo, ma ogni volta Brahma scuoteva il
capo dicendo: "L'uomo la troverà troppo facilmente!". Allora gli dei minori
conclusero: "Non sappiamo proprio dove nascondere la divinità dell'uomo, perché
sembra che non ci sia nessun luogo sulla terra, nel mare o nel cielo dove egli non
possa, prima o poi, raggiungerla facilmente!". Ma Brahma, dopo aver riflettuto a
lungo, disse: "Ecco ciò che faremo con la divinità dell'uomo: la nasconderemo
profondamente in lui stesso ed è certo che non penserà mai ad andarla a cercare
proprio lì!" Ed è da allora - conclude la leggenda - che l'uomo corre su e giù per la
terra, esplorando, scavando, arrampicandosi, tuffandosi, ingegnandosi per volare, alla
ricerca vana di qualcosa che è già dentro di lui!" Fin qui, le Tradizioni: ma le cose
non sono molto diverse se andiamo a consultare i trattati di Magia di qualsiasi epoca.
Tutti affermano, infatti, senza mezzi termini, che l'Essere Umano è una scintilla
della Fiamma Eterna che tende alla ricongiunzione con il Fuoco Primordiale. E la
Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto, uno dei capisaldi dell'esoterismo, recita
che: "[...] ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto e ciò che sta in alto è come
ciò che sta in basso, per compiere il miracolo della Cosa Unica." Traducendo in
termini più accessibili, ciò significa che le Leggi che regolano tutto il Creato, le
Grandi Leggi Cosmiche dell'Ordine e dell'Armonia ("ciò che sta in alto...") sono
scritte - al pari del codice genetico - dentro ogni singolo essere umano ("ciò che sta in
basso...").
La Magia altro non è se non una sintesi delle Leggi delle Cose Create ed anche un
Cammino il cui punto d'arrivo è il recupero cosciente di quella Natura di cui l'uomo è
stato dotato al momento della Creazione. Il Mago è colui che, in tutta umiltà, con
cuore puro e intenzioni elevate, si pone su tale Strada per cercare di rientrare in
contatto con le Leggi e gli Schemi del l'universo .
Leggi e Schemi naturali, Forze Cosmiche normalissime, che sono misteriose solo
per il fatto di essere inesplorate dalla Scienza ufficiale, che preferisce negarle -
arrivando a barare per dimostrare che "altri" barano - anziché ammettere la propria
ignoranza e la scarsa purezza del cuore e delle intenzioni della maggior parte dei suoi
rappresentanti... (potrebbe seguire un elenco di nomi e cognomi...!)
Già solo da questi brevi cenni si può capire come l'odierno concetto di magia, così
come viene presentato al pubblico, sia ben lontano dalla Verità e questo malinteso è
abbondantemente alimentato dai troppi sedicenti "maghi" che quotidianamente fanno
della magia un business miliardario, raccontandoci la favoletta di aver ricevuto un
dono riservato a pochi eletti.
Ognuno di noi, nessuno escluso, è un "Mago", ognuno di noi, se opportunamente
istruito, se giustamente e onestamente guidato, può diventare quotidianamente e
concretamente l'artefice del proprio destino, nel pieno rispetto della Legge del Karma.
Ci sono, nel Cosmo, Energie che non aspettano altro che di essere indirizzate,
potenziate, "usate" al meglio da chi sia sinceramente intenzionato a farlo. E non c'è
proprio nulla di complicato, nulla di misterioso, nulla di peccaminoso o di
impossibile in tutto ciò.
Ma quando si vuole andare a caccia di cammelli - non ci sono santi! - occorre
recarsi dove vivono i cammelli e quando si desidera fare una maionese bisogna
rispettare la ricetta della maionese. In Magia, per ottenere dei risultati, le cose vanno
esattamente nello stesso modo: non ci sono scorciatoie, non ci sono passaggi che si
possono saltare o modifiche individuali da apportare. Non ci sono, soprattutto,
impegni che si possono delegare ad altri.
IL cammino evolutivo dell'uomo

Andate un Po' a chiedere a un abitante della Giungla Equatoriale o delle foreste


dell'Amazzonia se sente la mancanza dell'automobile. Vi guarderebbe con un minimo
di sospetto sulla vostra sanità mentale, perché non sa nemmeno cosa sia
un'automobile.
E voi, pensate che avreste voglia, in caso di sete, di un bel bicchierone di limonata,
se non aveste mai assaggiato la limonata o non ne conosceste l'esistenza almeno per
sentito dire?
E evidente che noi tutti sentiamo la mancanza o abbiamo voglia solo di ciò che già
conosciamo o di cui abbiamo sentito parlare a lungo ma che, momentaneamente, non
abbiamo a disposizione. E questo vale per tutto. Quando ero bambina, non esistevano
le merendine preconfezionate al gusto di plastica che esistono oggi a centinaia:
facevo colazione con latte e biscotti, andavo a scuola con un pezzetto di cioccolata al
latte e una pagnottella per lo spuntino dell'intervallo e all'ora della merenda c'era,
nella migliore delle ipotesi, pane e salame. E sono ancora viva, in buona salute e
senza turbe psichiche ...Provate un Po' oggi a mandare a scuola un bambino-tipo con
un panino al prosciutto avvolto nella carta oleata...!
C'è solo una cosa di cui l'uomo è sempre andato alla ricerca spontaneamente, senza
suggerimenti, spinte estreme o consigli per gli acquisti e questa "cosa" è Dio.
Mettiamo subito in chiaro un punto importante: il Dio di cui parlo e di cui
continuerò a parlare non ha né nome, né casa, né fisionomia. E l'Energia Creatrice, il
Principio Assoluto, al quale ognuno è "libero" di attribuire l'identità e le qualità che
meglio crede.
La letteratura è ricca di romanzi e racconti che parlano di esseri nati e cresciuti
senza aver mai udito parlare di alcunché di divino e che un bel giorno,
spontaneamente, come nel caso dell'Emile di J. J. Rousseau, si sono messi ad adorare
il disco del sole. Il senso della divinità è talmente insito nell'essere umano che non
può fare a meno di emergere, in un modo o in un altro, un Po' come quelle erbe
apparentemente fragili che l'uomo si ostina a ricoprire con strati di selciato ma che
continuano a spuntare e rispuntare aprendosi un varco a viva forza perfino nel
cemento armato.
Dunque, l'uomo "conosce già" Dio... diversamente non lo cercherebbe, non se lo
farebbe neppure venire in mente, non ne sentirebbe né il bisogno, né la mancanza...
non avrebbe neanche la necessità di negarlo; questo "Conoscere qualcosa di cui
nessuno ci ha mai parlato" si chiama "Consapevolezza": è un termine cui è opportuno
prestare molta attenzione, perché il concetto di Consapevolezza- sul quale tornerò
ancora tanto spesso al punto che vi uscirà dagli orecchi... - sta alla base della Magia,
ne è, in assoluto, la chiave d'accesso.
A questo punto andiamo ancora una volta a scorrazzare fra le Tradizioni (i Veda e
la Bibbia, per esempio), facendone una sintesi semplificata al massimo.
In tutte troviamo qualcosa che assomiglia ad un "respiro divino", un Principio
Creatore non "fermo", ma in movimento. Nei Veda c'è il "Respiro di Brahma", nella
Bibbia "lo Spirito di Dio che aleggia sulle acque" di un abisso immerso nelle tenebre.
Non dobbiamo dimenticare che i Sacri Testi delle Tradizioni usano un linguaggio
metaforico, esprimendosi attraverso immagini spesso curiose: bisogna imparare ad
andare al di là delle parole scritte per cogliere il vero senso del Tutto: e la prima che
dovrebbe fare questo piccolo sforzo è la Scienza...!
Abbiamo anche visto nel capitolo precedente che i Trattati di Magia non si
discostano da questa impostazione e parlano del Fuoco Primordiale, origine di Tutte
le Cose.
Bene: prendiamo questa immagine, che è la più immediata perché tutti sappiamo
cos'è un fuoco acceso, ne abbiamo
fatto l'esperienza diretta attraverso i nostri sensi.
Allora, immaginate un enorme falò che crepita. C'è la fiamma centrale che si erge
verso l'alto danzando in modo armonico e tutt'intorno una miriade di scintille che
fuoriescono e vanno a perdersi nell'aria. Il Fuoco è l'Energia Creatrice, noi siamo le
Scintille.
E del tutto inutile, a questo punto, andare a scomodare la Teologia, a spulciare i
Sacri Testi scendendo nei particolari. Basta sapere, in questa sede, che tutte le
Tradizioni affermano che l'Uomo deriva da un Atto d'Amore del Creatore che decide
di manifestarsi sul piano della materia ed "espirando", "alitando", "crepitando" a
seconda della Tradizione presa in esame, genera delle "Unità di Coscienza", delle
Scintille Divine della sua stessa natura, solo "velate" di materia.
Mi rendo conto che questo è un discorso difficile e proprio per questo motivo non
voglio approfondirlo appesantendolo di termini e concetti sui quali gli stessi teologi si
sono rotti e continuano a rompersi la testa; d'altra parte, per ciò che mi riguarda non è
nemmeno necessario: personalmente sono Consapevole di essere parte di Dio e non
mi interessa sapere se sono stata espirata, espulsa come scintilla o se mi è stato alitato
in faccia. Pertanto, continuerò a parlare di questo argomento nel più semplice dei
modi, come se vi stessi raccontando una Fiaba che ha per protagonista l'Uomo.
Credo che nessuno di voi pensi seriamente di essere arrivato su questa terra con il
compito-tipo di: alzarsi la mattina presto, fare colazione, recarsi al lavoro
bestemmiando nel traffico, lavorare un certo numero di ore in condizioni spesso
disagevoli o frustranti, risalire in auto o sul tram ribestemmiando per il traffico o la
calca dell'ora di punta, arrivare a casa, la sera, cenare, grugnire un paio d'ore davanti
al televisore, andare a dormire e il giorno dopo ricominciare. Nella versione al
femminile di questa deprimente sequenza metteteci anche la cura dei figli e i lavori
domestici. E tutto ciò per un certo (e speriamo tutti lunghissimo...) periodo di tempo,
fino al giorno in cui Sorella Morte non deciderà di ghermirci all'affetto dei nostri cari.
Amen! ...Ah, beh, no: c'è un risvolto che assomiglia, in tutte le religioni codificate, a
un tentativo di spiegazione: si fa questo, impegnandosi come forsennati per rendersi
la vita il più fetente possibile, allo scopo di guadagnarsi un non meglio identificato
"paradiso" e scansare le fiamme dell'inferno. Personalmente, pur avendo frequentato
per decenni scuole e ambienti cattolici (... o forse proprio a causa di ciò...), questa
spiegazione non mi ha mai convinta.
E allora, facciamo ancora un passo indietro, per fare la classica domanda ormai
entrata nelle gags dei cabarettisti: "Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?" Chi
siamo ce lo dice la nostra carta d'identità che però, accanto al nome, al cognome e
alle altre caratteristiche si dimentica di precisare un dato importantissimo, cioè: "qui
ed ora".
Da dove veniamo? Abbiamo già visto che, secondo tutte le Tradizioni, siamo
Scintille del Fuoco Primordiale, Nuclei di Energia Divina, Frutti del Respiro del
Cosmo, Unità di Coscienza diretta emanazione dell'Energia Creatrice.
Staccati che siamo dall'Energia Creatrice, iniziamo il nostro viaggio,
manifestandoci nell'Universo fisico a vari livelli, "appesantendoci" sempre di più,
rivestendo con uno strato sempre più spesso di materia quell'originaria Scintilla
Divina. Iniziamo come elementi semplici, quali atomi e molecole, poi passiamo al
regno minerale, poi a quello vegetale, quindi a quello degli animali inferiori,
accumulando di volta in volta Esperienza, ossia Conoscenza di Vita. Quando
finalmente ci incarniamo in un essere umano, non è che siamo "arrivati", anzi:
incomincia il difficile, perché insieme alla condizione umana arriva il libero arbitrio.
Che cosa, secondo la Genesi, ha determinato la cacciata di Adamo dal Paradiso
Terrestre? Il fatto che la Creatura ha deciso, "disobbedendo" agli ordini del Creatore,
di mangiare il Frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male. Adamo, cioè,
ha infranto la Legge, ha rivoluzionato l'Ordine, ha creato una disarmonia. Questa è la
grande allegoria che si trova nella Bibbia a proposito della Legge del Karma, cui
dedicherò un intero capitolo.
Così come Adamo, anche noi, una volta raggiunta la condizione umana, ce ne
andiamo "raminghi per il mondo a guadagnarci il pane col sudore della fronte" e
incominciamo ad accumulare esperienza nella nostra attuale condizione, partendo dal
primo scalino della Coscienza. Di qui, incomincia la risalita. Di vita in vita, di
esperienza in esperienza, la nostra Coscienza si espande, attraverso la Conoscenza e
la Consapevolezza e ad ogni incarnazione successiva abbiamo la possibilità di salire
uno scalino in più, di raggiungere un livello superiore di Coscienza. Ma il "viaggio"
difficilmente è diretto e senza intoppi: gli incidenti di percorso sono rappresentati
dalle disarmonie che il nostro vivere con libero arbitrio provoca nell'Ordine della
Creazione e che ci fermano sullo stesso scalino fino a quando - da esseri umani - non
ne raggiungiamo la Consapevolezza. "Consapevolezza" - l'ho già detto ma torno a
ripeterlo... e non sarà l'ultima volta...! - significa "sapere" senza bisogno di
spiegazioni o ammonimenti.
Tornerò su questo aspetto - molto più semplice di quanto sembri - quando parlerò
diffusamente della Legge del Karma.
Di vita in vita, di esperienza in esperienza, di Consapevolezza in Consapevolezza,
la nostra Coscienza raggiunge livelli sempre più alti. l'ultimo livello della condizione
umana, cioè di incarnati, è il 7°, corrispondente al 7° Chakra o Chakra della Corona,
posto sulla sommità del capo ed è quello degli Illuminati, come, per esempio, Gesù
Cristo, il Buddha, Sai Baba, San Francesco d'Assisi, eccetera.. L'Aureola con la quale
vengono dipinti i Santi è la rappresentazione grafica dell'apertura del 7° Chakra.
Inizia, di qui, il nostro cammino da disincarnati, poiché l'esperienza della materia
non ci è più necessaria. Siamo, allora, "Maestri di Luce", Custodi del Piano, Istruttori
Silenziosi dell'Umanità. Possiamo scegliere liberamente di assumere un corpo fisico
se e quando il bene dell'Umanità lo richieda, ma è una scelta volontaria, di Servizio,
svincolata dalla Legge del Karma.
Tutto questo per giungere a dare una risposta alla terza domanda: "dove
andiamo?". Proveniamo dalla Luce, ci caliamo nell'oscura densità della materia e
attraverso un processo di purificazione lenta e progressiva andiamo a ricongiungerci
al Fuoco Primordiale di cui facciamo parte, completando il Grande Ritorno in SE.
Nessuno pensi di essere esonerato da questo Cammino: il 7° Scalino e la
liberazione dalla Ruota delle Reincarnazioni quella che i Buddisti chiamano
"Samsara"- è un destino comune a tutti gli esseri viventi.
So bene che qualche addetto ai lavori inorridirà di fronte a questa spiegazione così
semplificata, ma la cosa ha poca importanza; sono dell'opinione che le cose semplici
siano le migliori e che l'atteggiamento di chi dice: "È inutile spiegare concetti difficili
a chi non li può capire" sia solo una bella scusa per mascherare l'ignoranza di certi
intellettuali. Personalmente non mi interessa fare dissertazioni dotte, infarcite di
paroloni complicati: mi preme di far arrivare un messaggio al cuore di chi legge...
quella "cartina di tornasole" di cui parlavo prima! Magari una sola parola, una piccola
frase di tutto il mio discorso arriverà a segno, ma sarà sempre meglio che tenere
accuratamente chiuse le porte dei santuari per evitare che "il popolo profano" butti
un'occhiata dentro. Non è più tempo di misteri: l'Età dell'Acquario è iniziata da
trent'anni...!
In ciò che ho detto fino ad ora non c'è niente che chiunque stia leggendo non
sappia, non conosca già. Capita certamente a molti di imbattersi, un bel giorno, in un
qualcosa di apparentemente banale che però risveglia improvvisamente un ricordo
d'infanzia di cui si era perduta completamente la memoria e che, magari, può
modificare in qualche modo la visione della vita (chi sta già salendo in cattedra per
dire che sono tutte storie, vada a rileggersi Proust...!): ecco, ciò che sto cercando di
fare è esattamente la stessa cosa, risvegliare un Ricordo che tutti, nessuno escluso,
abbiamo seppellito nel più profondo del nostro essere. Ognuno, a questo punto, farà
ciò che potrà, comprenderà ciò che la propria condizione evolutiva gli consentirà di
comprendere, poiché infatti ho parlato di Livelli di Coscienza, di Scalini da salire, 7,
per l'esattezza: vediamoli un Po' nel dettaglio, con il solito linguaggio semplificato al
massimo.
Voglio precisare ancora una volta che sto parlando di Livelli di Coscienza, di
"antichità" di anime e che in ciò che dirò non è contenuto alcun giudizio: lascio il
concetto di "male"e di "bene" a chi - per lo Scalino Evolutivo sul quale si trova - non
riesce a ragionare in altri termini.
Il primo scalino è quello dell' Uomo Primitivo, che non ha nulla a che vedere, nel
nostro caso, con quello delle palafitte, poiché infatti conosco molti Uomini Primitivi
che abitano in appartamenti dotati di tutti i comforts. Gli interessi di questa persona
non vanno al di là dei puri bisogni materiali, è schiava della propria fisicità, risponde
solo a quell'animalità di cui conserva il ricordo in un recente passato, non ha ancora
emozioni, ma solo istinti; la sua mente è grezza, unicamente attenta alle "cose", la sua
non è ancora una coscienza individuale, ma piuttosto collettiva. Tanto per fare un
esempio che certamente non offenderà nessuno, se volete vedere un bel branco di
Uomini Primitivi andate a guardare gli "ultras" di una qualsiasi squadra di calcio, di
quelli pronti ad uccidere per un rigore mancato...!
Il secondo scalino è quello dell' Uomo Comune, nel quale incominciano a
manifestarsi le emozioni e il "mondo del Pensiero": egli, tuttavia, subisce fortemente i
condizionamenti ambientali e sociali, è colui che si preoccupa al massimo di "cosa
dice la gente" e fatica a formarsi opinioni proprie. Non si pone ancora dei 'perché* sul
significato della vita, è legato solo ai beni materiali, si circonda di status symbol dai
quali trae la propria sicurezza e vive felicemente in un mondo circoscritto nello
stretto perimetro dei 'suoi' affetti, della 'sua' casa, della 'sua' famiglia, del 'suo*
lavoro, delle 'sue' realizzazioni materiali. Non posso fare un esempio preciso, ma vi
invito a guardarvi intorno... oltre che - magari... - nello specchio...!
Sul terzo scalino troviamo 1* Uomo di Ideali, che è quello che incomincia a
volgere lo sguardo un Po' più in alto, a considerare che esiste qualcosa che va un Po'
più in là del proprio naso: un "ideale", appunto, un qualcosa per cui lottare, per la cui
realizzazione è disposto ad impiegare delle energie e che egli ritiene "a vantaggio"
non solo proprio ma del "bene comune". E non ha molta importanza che tale ideale
sia giusto e santo, perché il giudizio è ancora individuale. In questo caso, evito
apposta di fare esempi precisi, perché mi troverei obbligata a citare anche personaggi
che la storia e la morale hanno condannato. Come dice Angela Maria La Sala Batà
nel suo libro "Medicina Psicospirituale": "[...] la nota fondamentale dell'uomo di
ideali è la purezza del suo movente e la sua sincerità, anche se talvolta l'ideale che
persegue può essere limitato o addirittura errato." Con il quarto scalino assistiamo a
un salto di qualità vero e proprio nella Coscienza dell'uomo: è lo scalino
dell'Aspirante Spirituale. Siamo giunti all'individuo che si pone la domanda classica:
"chi sono, da dove provengo, dove vado?" ed inizia a cercare delle risposte non più
"fuori", ma "dentro". Ha finalmente consapevolizzato che la Verità, il Giusto non
sono nella realtà materiale, ma sepolti in fondo a se stesso.
Per dirla con un'espressione forse poco dotta, ma certamente efficace, qui
incominciano i cavoli amari! L'esoterismo chiama infatti questo stadio "Sentiero della
Prova" perché è un periodo certamente travagliato. Non esiste cambiamento che non
porti qualche scompenso, dall'ora legale, alla stagione, a un trasloco, a un lavoro, per
proseguire con eventi ben più importanti, come, per esempio, una malattia, perché
nuove condizioni e abitudini mutate comportano comunque uno sforzo di
adattamento. In questo caso, la lotta è tra l'aspirazione verso l'alto e la personalità,
che può ancora essere molto forte e tendere ad ancorare alla materialità vista come
valore.
Però, vi garantisco che è un momento entusiasmante, pieno, pur nella complessità
del suo travaglio, pur nella sua apparente "scomodità". Ogni risposta trovata o anche
soltanto intravista è una vittoria che non è condivisibile con nessun altro che con noi
stessi ma che proprio per questo riempie il cuore della gioia più pura e più autentica
che si possa provare. Si incomincia - anche se magari a flash intermittenti - ad avere
la sensazione quasi fisica, che via via si trasforma in Consapevolezza, della Scintilla
Divina che è dentro di noi.
Il quinto scalino è lo scalino detto del Discepolo, il che, come è ovvio, presuppone
l'esistenza di un Maestro. Non andate a pensare, per carità, a un Guru o a un
"santone", all'incontro con un vecchio saggio, possibilmente vestito da orientale e con
una lunga barba bianca (come mi disse la mia amica Arianna quando l'accompagnai
in un Centro di Formazione Acquariana: "...Ma... sono tutti normali...!").
Personalmente, di tutti i numerosissimi Maestri che ho incontrato nel corso della mia
vita (...e tutti noi ne incontriamo quotidianamente, solo che spesso ce li facciamo
passare sotto il naso senza riconoscerli...), non ce n'è stato nemmeno mezzo che non
fosse, all'apparenza, più che "normale"!
Sul quinto scalino evolutivo, il Discepolo incontra il suo Maestro Interiore, nel
senso che entra in diretto contatto con il suo Sé Spirituale che essendo, come abbiamo
già visto, di origine Divina, contiene "tutta la conoscenza, la saggezza, la luce di cui
noi abbiamo bisogno" [ A.M. La Sala Batà, op. cit. ]. È lo scalino, questo, in cui
subentra la Consapevolezza della propria Natura Divina, dove il Vero e il Giusto ci
sono già, senza che ci sia più bisogno di andarli a cercare all'esterno, nelle
manifestazioni materiali.
Il sesto scalino è quello dell'Iniziato, che continua ad ampliare il proprio stato di
Coscienza attraverso varie "iniziazioni" (che sono qualcosa che assomiglia ad una
"prova" con esito immediato...) e si mette al Servizio dell'umanità. Senza volerne
sapere più del Padreterno in persona, ma andando per intuito, una figura che tutti
conosciamo e che si può avvicinare moltissimo a questo grado evolutivo è Madre
Teresa di Calcutta.
Il settimo ed ultimo scalino della condizione umana è quello del Maestro o Adepto
che è colui che, passato attraverso tutte le prove e avendo raggiunto quella che gli
orientali chiamano l'Illuminazione, si libera dalla necessità delle reincarnazioni
entrando a far parte dei Grandi Esseri di Luce, completamente svincolato dalla
materia: esempi celebri ne sono IL Cristo e il Buddha, ma non solo...!
Spesso, alcuni di questi Illuminati compiono la scelta di tornare ad incarnarsi in un
corpo fisico, ma è, appunto, una loro libera scelta al Servizio dell'umanità. La storia è
piena di queste presenze apparentemente silenziose, così come coloro che scelgono di
restare nascosti "dietro il velo" inviano continuamente messaggi e aiuto al mondo
degli uomini.
Se siete arrivati fin qui senza sbuffare, siete proprio bravi, perché quelli che ho
appena esposto sono concetti tutt'altro che facili per chi (cioè quasi tutti...) è abituato
a cercare di "capire" con un processo esclusivamente mentale. Ho cercato di
spiegarmi nel modo più leggero possibile ma magari qualcuno penserà che avrei
potuto sorvolare... perché, infatti, che c'entra tutta questa bella filosofia con la Magia?
C'entra, eccome, almeno con la Vera Magia... non vi ho detto, infatti, che vi avrei
insegnato a fare miracoli? E come pensate di riuscirci se restate ancorati alla vostra
mente razionale, senza sapere che in ognuno di voi - nessuno, ma proprio nessuno
escluso - c'è un nucleo di Energia che "può" tutto?
La legge del Karma

(e il mal di testa di Margherita)

Questo capitolo ha un sottotitolo che potrà sembrare curioso, ma che per me è


altamente significativo.
Margherita è una mia amica ed è una persona indubbiamente intelligente, cui
voglio molto bene, ma che vive di mentalismi. Per me è una sfida vivente, perché
tende a lasciarsi imbambolare dai venditori di fumo pretendendo sempre di far
trionfare la "sua" verità (o ciò che lei desidererebbe fosse la verità!) cercando delle
spiegazioni razionali ad un qualcosa che confusamente "sente", ma non ha ancora
consapevolizzato, perché la sua mente è forte.
Spesso, in occasione di qualche problema, di qualche evento apparentemente
inspiegabile e poco piacevole, ho risposto a Margherita: "È una questione di karma,
non puoi fare altro che accettare e cercare di comprendere il messaggio...!" Così ora,
quando le accade qualcosa che la fa particolarmente arrabbiare e mi telefona per
parlarmene, inizia il suo racconto, ma poi si interrompe e mi dice: "... E soprattutto
non tirarmi fuori il karma, perché mi viene mal di testa...!" Ultimamente il karma è
diventato di moda. Da quando Bernardo Bertolucci ha raccontato al mondo la storia
del "Piccolo Buddha" quel certo tipo di Oriente è entrato nel linguaggio comune,
anche se spesso in modo un Po' distorto... ma va bene così... perché come recita una
delle prime regole della pubblicità: "Parlatene bene, parlatene male, l'importante è
che ne parliate!" Karma è una parola sanscrita che significa: "all'azione segue una
reazione" e la Legge del Karma è anche detta "Legge di causa ed effetto".
Detta così, potrebbe sembrare due cose che, invece, assolutamente non è: 1°) la
vendicativa legge del taglione: "occhio per occhio, dente per dente"; 2°) la
giustificazione di ogni azione più o meno limpida compiuta da un individuo.
La Legge del Karma - è bene chiarirlo subito - non ha nulla a che vedere né con il
"peccato" quale noi lo intendiamo, né con il concetto di "male/bene".
Nell'Universo il "male" ed il "bene" non esistono, perché non esiste il giudizio
umano che li ha partoriti: ci sono solo Espressioni Divine come l'Ordine, l'Armonia,
l'Equilibrio. E ci sono le Grandi Leggi, i Principi Assoluti che obbediscono a tali
Espressioni. Ogni evento - più o meno importante - che infrange una di queste Leggi
provoca una disarmonia che, in qualche modo, va riparata.
Se ci fate caso, la natura fa esattamente la stessa cosa (visto che "ciò che sta in
basso è come ciò che sta in alto...") e gli ecologisti di tutto il mondo lo confermano:
tende a ripristinare ogni equilibrio turbato, spesso facendosi dire che è "crudele".
La natura non è crudele: la natura "è", va avanti per la sua strada obbedendo agli
input che le sono stati forniti quando è stata "programmata". Tanto peggio per l'uomo
se - dopo aver cercato di stravolgerla in tutti i modi - si trova con qualche suo
insediamento nel luogo in cui la poveretta faticosamente cerca di rimettere a posto le
cose secondo gli ordini che le sono stati impartiti! E non è nemmeno crudele quando
permette al leone di divorare la tenera gazzella o quando suggerisce alla femmina di
un qualsiasi animale di uccidere i suoi piccoli se avverte situazioni di pericolo. Certo:
a tutti noi si stringe il cuore, ma non possiamo parlare di "crudeltà". La natura, in sé,
è perfetta, come perfetto è il Principio che l'ha creata.
Quel Principio di Equilibrio si esprime in tutto il Cosmo e non prevede modifiche:
si può modificare la Perfezione? Ebbene, c'è un solo essere nel creato che pensa di sì:
l'uomo, quell'uomo che, di vita in vita, facendo orecchi da mercante a ciò che sa
benissimo, decide quotidianamente di "mangiare il Frutto dell'Albero della
Conoscenza del Bene e del Male" agendo di testa sua.
Ma state pur tranquilli che nessuno, lassù, si agita più di tanto.
-"Caro signor Leon Babà - gli dicono - hai ammazzato, hai rubato, hai sprecato la
tua intelligenza, il talento che avevi, hai prevaricato, hai interferito nella vita di
qualche tuo simile, hai sputato sentenze, hai giudicato, ti sei lasciato dominare
dall'odio, dall'invidia, dall'avidità, dalla violenza, dalla gelosia, dai sensi, sei stato
cinico, ingordo, pigro, scialacquatore, hai usato malamente e per scopi turpi le qualità
che avevi, eccetera, eccetera, eccetera? Benissimo, sono affaracci tuoi: qui non si
scompone proprio nessuno...d'altra parte, ti è stato dato il libero arbitrio perché tu lo
usassi, non per tenerlo lì come un soprammobile: solo che hai scelto di usarlo per
andare contro i Principi, contro le Leggi, che dicono, per esempio, che non si
ammazza, perché la vita è sacra, che non si ruba, che non si sprecano le qualità, che
non si usa violenza, e via discorrendo...! Ai Grandi Principi hai preferito sostituire
degli umani "valori", che proprio perfettissimi non sono... hai creato una disarmonia,
che non è prevista nell'Equilibrio della Creazione... e allora, come la mettiamo? La
mettiamo che, per ristabilire l'ordine, dovrai sperimentare in prima persona ciò che le
tue azioni hanno provocato ad altri, così riuscirai a comprendere: giù di nuovo e
buona fortuna...!" Questo, ovviamente, è un modo cabarettistico di descrivere la
Legge del Karma.
In realtà, nessuno ci fa un processo, né ci dice cosa dobbiamo fare per ristabilire
l'Ordine: siamo noi stessi a sceglierlo ...E qui so già che scatenerò tanti mal di testa,
come quello di Margherita!
Quando il Nucleo di Energia che costituisce la nostra vera Essenza abbandona il
corpo fisico (mia zia dice: "quando tirerò i calzetti...") non c'è più il filtro della
materia che ci impedisce di vedere la Verità. Ed ecco che quell'Ordine, quelle Leggi
che, in maniera più o meno grave, abbiamo violato sono lì davanti a noi, così come
davanti a noi c'è l'esistenza che abbiamo appena lasciato. E siamo ancora noi e nessun
altro a stabilire come, quando e dove ripristinare l'Equilibrio che abbiamo turbato,
scegliendoci una nuova vita che ce lo consenta: lo spazio e il tempo sono categorie
umane, che non hanno significato nella nostra condizione di provvisori disincarnati,
dunque abbiamo la possibilità di scegliere come dal catalogo di una vendita per
corrispondenza... ma senza la clausola "soddisfatti o rimborsati"...!
Uno dei miei Maestri dice una cosa che a me piace molto: per fare un figlio
occorre essere in tre! E prima di spiegare aggiunge: "Adesso vi dirò una cosa che vi
guasterà tutti i vostri momenti di intimità: quando due persone fanno l'amore, sopra le
loro teste c'è una miriade di esserini che li spia..." Questa, ovviamente, non è una
celebrazione né dell'ammucchiata né del guardonismo, ma significa che per dare il
via ad una nuova vita ci vogliono un uomo e una donna "pronti" a diventare genitori e
un'anima che ravvisi in quella coppia la possibilità di un "qui ed ora" utile alla sua
crescita spirituale. Non a caso il tre è detto "numero perfetto"...!
Questo significa - udite, udite...! - che tutto ciò che vi circonda, i parenti che avete,
la vita che fate, la condizione esistenziale nella quale vi trovate, eccetera. ve LI
SIETE SCELTI VOI! ...Ecco perché a Margherita viene mal di testa!
Dunque, perché odiare, maledire, imprecare se all'origine della scelta c'era un
Principio di Giustizia? Perché continuare a creare quelle condizioni che già ci hanno
portato a vivere una vita non proprio felice? Per il semplice fatto che, calandoci di
nuovo nella condizione della materia, poco per volta "dimentichiamo" e soprattutto se
lo scalino evolutivo sul quale ci troviamo è di quelli bassi, il primo o il secondo,
dobbiamo fare un grande sforzo per udire la voce che, dal profondo, grida:
"Attenzione a cosa fai, tonto...!" Non c'è un numero prefissato di vite da trascorrere
sullo stesso scalino: il Piano Evolutivo va avanti inesorabile, ma certamente non ha
fretta, ci lascia liberi di impiegare il tempo e il numero di vite che vogliamo, conscio
che anche il più duro degli zucconi, a furia di ripetere la stessa classe, capisce la
lezione. Due vite, venti vite, duecento vite? Non ha importanza: sta di fatto che fino a
che il signor Leon Babà non avrà consapevolizzato che non rientra in un criterio di
Giustizia tagliare le gomme dell'auto del vicino di casa perché tifa per una squadra
diversa dalla sua, vivrà esistenze su esistenze nelle quali, per esempio, subirà soprusi
e angherie a tutto andare o fino a che non si sarà reso conto che stuprare una donna
non fa parte dei canoni del vivere civile trascorrerà un numero variabile di vite o
come donna violentata o come uomo dotato di un pene pressoché inesistente...
Torno a ripetere, perché so per esperienza che è un punto dolente, che nella Legge
del Karma non c'è mai, nel modo più assoluto, il concetto di "colpa".
Avete presente le ghirlande di luci dell'albero di Natale, credo e sapete che ce ne
sono di quelle (c'erano soprattutto quand'ero bambina... adesso le hanno migliorate!)
nelle quali se una lampadina si brucia, anche quelle sane non si accendono più,
perché si interrompe il contatto: da quella scarsa elettricista che sono, mi pare che si
chiami "collegamento in serie" (... o "in parallelo"? Non me lo ricordo mai...!).
Ebbene: non è "colpa" della lampadina se si è fulminata, non è lei che è "cattiva", è
nella sua natura di lampadina il potersi bruciare. Ciò non toglie che per riportare
l'equilibrio nella ghirlanda di luci, ossia per fare in modo che torni a risplendere,
occorre sostituire la lampadina rotta...!
Ma come non c'è il concetto di "colpa", non c'è nemmeno quello di
"giustificazione" ad oltranza e dico questo perché, come sempre accade,
l'esasperazione di un Principio porta sempre a delle distorsioni, a degli adattamenti di
comodo. Dunque, non incominciate a scusare ogni porcheria che vi salta in mente di
fare con la frase: "tanto se questo è il mio karma non posso fare diverso". Lo scopo
del Karma è proprio quello di portare l'essere umano a migliorare, non a cullarsi nei
propri errori magari perseverando. Oh, intendiamoci: anche questa può essere una
scelta... ma allora vi faccio mille auguri per la vostra trecentesima vita sullo stesso
scalino, in balia dei tanti guai "incomprensibili" che vi capitano, accompagnati dalla
convinzione di essere "nati sfigati".
Un altro originale uso che viene fatto del karma, soprattutto in ambienti
intellettuali "Acquarian-chic" è quello di servirsene per tenere allegramente a distanza
i problemi altrui. Esempio: c'è una persona che ha concretamente e realmente bisogno
di aiuto... uffa, che noia doversene occupare, magari tirare fuori il portafogli per darle
discretamente una mano o peggio ancora perdere del tempo prezioso (quello dedicato
alla palestra, per esempio...) per accompagnarla in ospedale a fare un esame...! Ma,
perbacco, se il suo karma prevede che sia destinata a soffrire, a penare, ad essere sola,
a non avere di che pagare la luce, chi siamo noi per andare contro il karma... anzi,
aiutandola le faremmo un dispetto, perché rallenteremmo il suo Cammino Evolutivo:
che viva fino in fondo la sua condizione disperata...!
Credete che scherzi? Manco per idea: è un ragionamento che ho realmente sentito
fare e che mi ha confermato una volta di più che quando ci si ostina ad usare soltanto
la mente si rischia di diventare ciechi e sordi all'unica voce che parla sempre e solo a
nostro vantaggio: quella del Cuore.
La funzione del Karma, dunque, è quella di offrirci gli strumenti per comprendere
le Leggi della Creazione e i Grandi Principi che la governano, avvicinandoci sempre
di più, scalino dopo scalino, alla nostra originaria Natura Divina.
Ovviamente ognuno è libero di usare quegli strumenti o di lasciarli ammuffire in
soffitta: mia nonna non ne ha mai voluto sapere di usare la lucidatrice, che ai suoi
occhi era una "diavoleria moderna" ed ha continuato a lustrare i pavimenti in
ginocchio dandoci di olio di gomito... salvo lamentarsi continuamente di dolori alla
schiena, alle gambe e alle braccia...!
Attenzione, però, a non scambiare per Karma ogni evento della vostra vita, poiché,
infatti, questo non è l'unico strumento che abbiamo a disposizione: esistono anche
quelle che chiamerò "le opportunità", che sono occasioni che "il Piano" ci pone
davanti per darci il modo di sperimentare noi stessi e superare quelli che ritenevamo
fossero i nostri "limiti". Sono quelle "prove" che, se superate (e "superare" significa,
come al solito "consapevolizzare") ci fanno avanzare nella Conoscenza di noi stessi,
ampliando la nostra Coscienza. Non pensate che tutte le opportunità siano rose e
fiori: certamente ci sono anche quelle gioiose, ma "opportunità" può essere, per
esempio, una malattia oppure un incidente che, inchiodandoci a letto per qualche
mese, ci costringe a fermarci a pensare a noi stessi e alla nostra vita, cosa mai fatta
prima...! Per questo è importante ringraziare e benedire ogni accadimento, anche il
più apparentemente "negativo", perché nulla, ma proprio assolutamente nulla di ciò
che capita nella nostra esistenza è "casuale": tutto ciò che accade ha un motivo e
contiene un messaggio d'Amore...!
Sulla Legge del Karma si potrebbe ancora dire molto, come, per esempio, che non
esiste solo il Karma individuale, ma anche quello di un gruppo, di una nazione, di un
continente, dello stesso Pianeta. Ma non è questa la sede per approfondire
l'argomento: a me preme solo che incominciate a considerare che "la sfiga" non
esiste, così come non esistono né la "fortuna", né il "caso" e che è in vostro assoluto
potere il costruirvi una vita serena e felice senza andare da un "operatore
dell'occulto...!
Per terminare, c'è una constatazione che sono costretta a fare spesso nel corso del
mio lavoro (ma non solo...): moltissime persone sono disposte ad accettare di
"comportarsi bene" o almeno a cercare di farlo per PAURA del concetto cattolico del
"castigo divino", anche quelle che si definiscono "laiche" e che non sono cresciute
all'ombra degli altari. Ma se si propone a quelle stesse persone di vivere una vita retta
ed onesta per AMORE, per non appesantire il loro Karma e compiere il più
velocemente possibile il Cammino che le separa dalla Conoscenza dell'Amore
Infinito, rispondono: "... Ma cosa me ne frega della prossima vita... a me interessa
cambiare con qualsiasi mezzo 'sto schifo di vitaccia ladra che sto vivendo adesso..."
Peccato che con questo tipo di ragionamento continueranno a vivere "schifi di vitacce
ladre" per secoli e secoli... perché guardate che non è come alle medie che dopo tre o
quattro volte che si ripete lo stesso anno promuovono per anzianità...! "Lassù"
nessuno ha fretta, non esistono problemi di sovraffollamento delle aule, né genitori
che vanno a protestare perché non gli fanno andare avanti il figlio zuccone: fino a
quando non si supera l'esame a pieni voti si resta dove si è, non ci sono santi...
La consapevolezza

In uno dei capitoli precedenti ho affermato che la Consapevolezza è, in assoluto, la


chiave d'accesso della Magia.
"Era ora - dirà qualcuno di voi - finalmente dopo tante parole si incomincia ad
entrare nel vivo dell'argomento...!" Capisco la vostra fretta di incominciare con i
miracoli (ognuno di voi ne avrà sicuramente pronta una lunga lista...) ma occorre
ancora un Po' di pazienza: vi ho anche detto, infatti, che in Magia non esistono
scorciatoie e nemmeno pentole a pressione o forni a microonde che riducano i
tempi...!
Parlando del Karma, nel capitolo precedente, mi sono resa conto di aver dato per
scontata la Reincarnazione, argomento di cui, ormai, anche i bambini della scuola
materna sentono quotidianamente parlare a proposito e - come al solito - a sproposito.
Qualche giorno fa, una signora che abita dalle mie parti e che quando mi vede mi
inchioda a parlare sull'angolo della via per delle mezz'ore, qualsiasi tempo faccia, è
riuscita ad accalappiarmi nonostante il mio tentativo di fuga: "Ho bisogno che lei mi
illumini, perché forse ho trovato una spiegazione... sa, il mio cane...? Quello che
sembra che capisca tutto ciò che gli dico...? Ecco, ieri sera lo guardavo e
all'improvviso mi è sembrato di riconoscere lo stesso sguardo che aveva mio marito
buonanima: non è possibile che sia la sua reincarnazione...?" ...Anche al mio gatto
Pilli sembra che manchi solo la parola (conoscete qualche proprietario di animale che
non pensi la stessa cosa...?) ed è tremendamente snob... ma da qui a pensare che sia la
reincarnazione di Lord Brummel ce ne corre...!

Togliendo di mezzo tutte le fantasie, la Reincarnazione è un argomento di cui si


parla da millenni e che per gli orientali è un indiscutibile dato di fatto. Nel nostro
occidente tecnologico e cattolico, invece, il dibattito è aspro e lo è sempre stato,
...almeno da quando il Concilio di Costantinopoli del 553 ne ha messo al bando il
principio, scomunicando addirittura Origene, fino ad allora ritenuto "Padre della
Chiesa", che ne era un convinto assertore.
Ma di Reincarnazione si parla nel Vangelo, dove, ad esempio, lo stesso Gesù Cristo
dice che Giovanni Battista è la reincarnazione del Profeta Elia. Ne parlano San
Giovanni nell'Apocalisse, San Paolo e Sant'Agostino e ancora prima Salomone
affermava di aver assistito - prima di essere Salomone - alla Creazione della terra.
D'altra parte, pensare che la nostra anima venga creata apposta per noi
(nome.cognome.indirizzo... il solito signor Leon Babà, che ormai sta diventando un
amico...) per trascorrere su questa terra il tempo decisamente breve che va dalla
nascita alla morte e che poi resti lì sospesa a far niente per l'eternità o quasi,
aspettando il giorno del Giudizio Universale... beh, può quanto meno far supporre che
Dio abbia del tempo da perdere e delle energie da buttare, o che sia un incallito e
maniaco collezionista, perché la creazione di un'anima non deve essere una robina da
nulla...!
I Teologi liquidano la questione dicendoci che "è un mistero che all'uomo non è
dato di penetrare": va bene! Chi ha voglia di accontentarsi di questa spiegazione è
libero di farlo, soprattutto se in tal modo si sente completamente e sinceramente
sereno e in pace con se stesso. Ma ad uno spirito da santommaso come il mio, tutto
ciò non basta.
Solo che in questo caso non ho bisogno di prove o di spiegazioni: io "so" di aver
già vissuto, "so" che molte delle persone che sono presenti oggi nella mia vita o che
l'hanno attraversata in passato per periodi più o meno brevi, lasciandovi un segno,
sono anime, "energie" con le quali, nel bene o nel male, ho già avuto a che fare. Con
esse ho dei debiti o dei crediti karmici, con alcune sono in una condizione di piena
armonia (in particolare con il mio amico Marco, che chiamo "l'emissario del mio
Angelo Custode").
A volte mi pare addirittura di "ricordare", mi vengono alle labbra dei nomi, mi
appaiono come dei flash di situazioni e di luoghi. Ne voglio raccontare uno per tutti,
perché mi sembra particolarmente significativo.
Avevo circa 4 anni quando mio padre, che non aveva molta dimestichezza con le
fiabe, per intrattenermi mi lesse, dal libro "Civiltà Sepolte" di C.W. Ceram, la storia
della scoperta della tomba di Tutankamen Piccola nota di costume: si era tra il 1955 e
il 1956... la televisione era in fase sperimentale e possedere un apparecchio televisivo
era roba da ricchi pionieri. Nello stesso modo, non avevo mai messo piede in un
cinema e le uniche immagini che conoscevo erano quelle di mamma e papà Orsetto
del mio libro di racconti. Ebbene: come mio padre ebbe finito di leggere, io cominciai
a parlare dell'Egitto e delle piramidi come una che le avesse realmente viste... con un
linguaggio da bambina, naturalmente, nel modo più ingenuo ed elementare possibile:
ma non di meno corretto...!
Fu lì che nacque la mia fama di avere "tanta fantasia", che qualche anno più tardi si
sarebbe trasformata in quella di una che "conta tante balle". Ma se i vostri figli -
intorno ai 3/4 anni vi sembrano non del tutto a posto perché insistono col dirvi di
essere stati in Amazzonia, mentre voi siete certi che non si sono mai mossi da
Passerano Marmorito, non investiteli di improperi, non accusateli di essere dei
bugiardi: stanno semplicemente ricordando un passato che per loro è recente e ancora
vivo nella loro memoria.
Molte madri si preoccupano o si sentono tradite perché il loro bambino parla con
insistenza di "un'altra mamma"... beh, è normale: ne hanno certamente avuta una
nella vita precedente e non è il caso di esserne gelose...!
Se vi servono altri esempi, andate a leggervi i numerosi libri che esistono
sull'argomento. Ho parlato di Reincarnazione perché mi serviva un aggancio di facile
comprensione per affrontare l'argomento di questo capitolo, cioè la Consapevolezza.
Se avete la fortuna di poter osservare un bambino fin dal primo momento della sua
nascita, ma osservarlo davvero, con amorosa attenzione, potrete notare come, spesso,
la sua fisionomia non abbia nulla a che vedere con quella dei genitori (...anche se, in
genere, c'è la gara da parte dei parenti tutti per trovare somiglianze di pura fantasia...)
e qualche volta nemmeno con le caratteristiche somatiche della razza cui appartiene.
Ci sono bambini europeissimi, per esempio, con spiccate caratteristiche orientali o
africane e ci sono quelli che "assomigliano a un vecchietto" (mia figlia era così la
sera in cui nacque). Poi, con il passare del tempo, tutto rientra nella norma, con gran
sollievo dei genitori (più del padre, normalmente, perché si sa che solo la madre è
sempre certa...).
Ma non è quella puramente fisica l'unica particolarità di un neonato: se, infatti, si
riuscisse a vedere la sua aura, se gli si facesse una foto con la camera Kirlian, si
noterebbe una gran luce uscire dalla sommità del suo capo dove si trova il 7° Chakra,
o Chakra della Corona.
Infatti, un bambino appena nato è ancora in diretto contatto con l'Energia da cui
proviene, i suoi canali di comunicazione sono ancora aperti e se potesse parlare ci
racconterebbe le cose meravigliose con cui è in collegamento, come, per esempio, i
Principi di Verità e di Giustizia. Egli è ancora consapevole, insomma, della Natura
Divina del suo Sé.
Facciamo il solito esempio, che questa volta trarrò dai miei ricordi personali.
Dopo circa vent'anni, i miei suoceri un bel giorno cambiarono casa e si trasferirono
in un bell'appartamento più grande e confortevole del precedente. Qualche giorno
dopo il trasloco, il loro figliolo tornando a casa a notte inoltrata si accorse di aver
dimenticato le chiavi (... non si chiama Michele, ma fa lo stesso...): suonò, quindi, il
campanello e suo padre, svegliato di soprassalto nel cuore della notte, si precipitò giù
dal letto, uscì di corsa dalla camera... e andò a sbattere una violenta nasata contro la
porta dello sgabuzzino... questo perché nell'appartamento in cui aveva abitato per
tanti anni, davanti alla camera c'era il corridoio e svegliandosi nel cuore della notte
aveva riprodotto istintivamente quella che era l'abitudine precedente...!
Per un bambino appena nato è lo stesso: ha ancora i riferimenti, le abitudini e le
caratteristiche della sua ultima condizione di Anima in attesa di reincarnarsi in un
corpo fisico ed ha anche, contemporaneamente, il preciso ricordo della sua
precedente esistenza. È ancora dotato, insomma di quel famoso "libretto
d'istruzione"...!
Crescendo e abituandosi alla densità della materia, il bambino cambia, a poco a
poco, anche grazie all'azione di coloro che gli stanno intorno, i canali di collegamento
con l'Energia Cosmica si chiudono e il Ricordo di Sé viene seppellito nel profondo
del suo essere: intorno ai 7 anni il gioco è fatto... ed è curioso che proprio quella
venga definita "l'età della ragione"... Consapevolezza significa andare a ripescare
quel Ricordo per utilizzarlo al meglio perché è soltanto attraverso un atteggiamento
consapevole che si può agire sulle circostanze della vita. E se continuiamo a pensare
di essere dei poveri incapaci, oppure degli sfigati cronici cui è toccato in sorte un
destino crudele, o ancora che tutti ce l'abbiano con noi per partito preso, che le fatture
e i malocchi siano lì che corrono, pronti ad esserci scaraventati addosso dal primo
pirla che passa, che i nostri piccoli e miserabili limiti umani siano la legge, che gli
altri siano cattivi perché ci trattano male, che è meglio farsi vivere la vita da qualcun
altro che ne sa più di noi, eccetera, eccetera, eccetera, beh: è poi del tutto fuori luogo
lamentarci se le cose non vanno come noi vorremmo...!
In quel Ricordo è racchiuso il segreto di un'esistenza serena, c'è il nostro Piano, il
nostro Progetto di vita e le istruzioni per farlo funzionare al meglio.
La Consapevolezza è la più immediata e naturale forma di "potere" che abbiamo a
nostra disposizione: solo attraverso di essa è possibile "fare Magia".
"Essere Consapevoli" significa conoscere e dunque poter usare quelle Energie
Naturali che sono il motore di ogni lavoro magico e che sono molto più semplici di
quanto si pensi. Volete il solito esempio? Bene: la maggior parte di voi
quotidianamente compie gesti e pronuncia parole magiche, addirittura celebra veri e
propri rituali... solo che "non lo sa" e non sapendolo, cioè non essendone
Consapevole, non ottiene risultati.
Vedete bene, dunque, come Magia e Consapevolezza vadano di pari passo: una non
può esistere senza l'altra.

Incominciate quindi ad allenarvi, semplicemente ponendo attenzione in tutto ciò


che fate, dite, pensate ...Troppo faticoso, troppo contrario alle vostre care abitudini o
forse troppo semplice per essere vero? Se la pensate così, è inutile che continuiate a
leggere: andate a comperarvi un fotoromanzo, certamente più adatto a voi e spargete
lacrime sul primo morto di leucemia o di Aids che ci trovate o fatevi venire una bella
crisi perché guardandovi nello specchio scoprite di non assomigliare a nessuno dei
protagonisti plastificati che lo popolano.
... Però poi non venite a lamentarvi che la vita è una schifezza e che il destino o il
Padreterno ce l'hanno con voi...!
Cuore puro e intenzioni elevate

Con questo capitolo incominciamo davvero a parlare di Magia, sia di quella Vera,
sia di quella che intriga la maggior parte delle persone- Però so bene che, sempre con
questo capitolo, mi farò molti nemici, perché se qualcuno sta già estraendo la lista dei
miracoli da fare, sarà costretto a tirarci sopra tante belle rigacce!
Dobbiamo partire da un punto dolente: il concetto di bene e di male... che
umanamente parlando è la cosa più interpretabile, più personalizzabile, più elastica
che si possa immaginare. Ho detto "umanamente parlando" anche se non sarebbe
necessario specificare: infatti il concetto di bene e di male è SOLO umano.
Ognuno di noi ne ha una sua particolarissima visione e fatti salvi alcuni punti in
comune, per cui siamo tutti più o meno convinti che non si uccide e (forse...) non si
ruba, per il resto è "bene" tutto quello che asseconda i nostri desideri ed è "male"
tutto ciò che li contrasta. Di qui nasce la "lista dei miracoli"...! E nasce anche
l'infelicità della vita di molti.
Va detto, inoltre, che il concetto di male e di bene è estremamente variabile - così
come quello di "morale" - anche a seconda della cultura e dell'epoca considerate.
Ai tempi delle Crociate, per esempio, qualsiasi cavaliere riteneva santo e giusto
partire lancia in resta per andare a massacrare gli "infedeli" e liberare la Terra Santa
...Oggi ci sono solo gli integralisti islamici che la pensano così, mentre tutto il resto
del mondo "civile" condanna le guerre e i massacri di qualsiasi matrice (... almeno a
parole...!). Per un musulmano o presso certe tribù africane è "normale" avere più di
una moglie; gli arabi considerano come segno di grande educazione il ruttino a fine
pranzo, alla faccia di Lina Sotis; un pastore anglicano può tranquillamente sposarsi e
avere figli, mentre un sacerdote cattolico ha l'obbligo della castità, eccetera, eccetera,
eccetera.
Ho volutamente mischiato esempi di peso diverso proprio per evidenziare la
precarietà e la virtualità - dunque l'inutilità - del giudizio su ciò che è "bene" e su ciò
che è "male".
Nessuno vi ha mai detto: "...Lo faccio per il tuo bene...!"? E quale guaio ha
combinato quella persona nella vostra vita...? Qual è il genitore che non ritiene di
sapere alla perfezione cosa (o "chi") è bene e cosa (o "chi") è male per i propri figli e
non si adopera - ahimè - in tal senso...?
Adesso tirate fuori la vostra lista dei miracoli e leggetela da cima a fondo. Voglio
essere ottimista: ci sono almeno tre miracoli per ogni lista che comporterebbero
un'interferenza nella vita di qualcun altro...!
In Magia, il bene e il male si chiamano "magia bianca" e "magia nera". Esiste poi
una "magia rossa" che così come viene intesa dai moderni operatori dell'occulto
rasenta la barzelletta...e rende milioni...!
Solo che, in realtà, la Magia non ha colore, ma prende quello del pensiero,
dell'intenzione di chi la usa e poiché una delle prime leggi che regolano l'energia dice
che questa "non si crea e non si distrugge" è chiaro che liberando pensieri e intenzioni
positive si manda in giro energia positiva, mentre liberando pensieri e intenzioni
negative si manda in giro energia negativa ed entrambe faranno ciò che devono fare,
per tornare poi al mittente...!
La prima e più semplice obiezione che qualcuno potrebbe fare è: "...Ma se hai
appena finito di dire che il male e il bene non esistono...!" Non esistono nei Principi,
non esistono nell' Ordine Cosmico... ma esistono nel mondo della mente umana, dove
l'Uomo - che ha mangiato il Frutto dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male
- ha creato questa separazione e con essa l'origine dei propri guai...!

La Magia serve proprio a limitare al massimo quei guai, serve a vivere al meglio,
che non è "vivere meglio", ma ben di più; serve a raggiungere una condizione di
equilibrio interiore tale che niente e nessuno sia più in grado di farci andare fuori di
testa. Dunque, di conseguenza, la Magia NON serve e non deve servire a "far tornare
Carolina che se n'è andata [ per sua scelta, n.d.r ] con un altro" o a "fare in modo che
mia suocera si rompa una gamba e se ne stia per un Po' a casa sua..." oppure ancora a
"impedire a mio figlio di sposare quella là che non è adatta a lui"...!
L'unico modo corretto di fare Magia è quello di usare l'Energia su noi stessi, per
andare a ripescare quel Giusto e quel Vero Assoluti che sono sepolti nel profondo di
ognuno di noi, per riunire ciò che è stato separato in "bene" e "male", per ritrovare
quell'Amore Universale di cui abbiamo tanta nostalgia al punto che passiamo la
nostra vita "qui ed ora" a rincorrere l'amore confondendolo con il possesso e
identificandolo con una persona, sentendoci sempre profondamente insoddisfatti e
delusi...!
Queste sono parole difficili e forse incomprensibili, lo soma saranno anche le
uniche di questo tipo che troverete in tutto il libro.
"Cuore puro e intenzioni elevate" significa che, per incominciare ad apprendere
come fare miracoli, occorre effettuare una totale pulizia di tutti i sentimenti men che
cristallini che albergano nel vostro cuore... sembra facile, perché certamente ognuno
di voi si sentirà buonissimo per il semplice fatto che non desidera "il male", né la
morte di nessuno e non andrebbe mai a rubare le elemosine in chiesa... ma non basta.
Come stiamo, per esempio, a invidia, ad avidità, ad aggressività (...in auto, per
esempio...), a gelosia, a lealtà, a capacità di perdono (...questa è tosta...!), eccetera?
Se qualcuno di punto in bianco vi dicesse: "Pensa a una persona verso la quale provi
del rancore..." quanti nomi vi verrebbero in mente? E siete capaci di non giudicare
mai nessuno, per nessun motivo? Quanti accidenti tirate nel corso di una giornata,
quanti ".ti venisse...!", quante maledizioni riuscite a lanciare...?
Oh, certo, nessuno di voi "pensa realmente ciò che dice" e "non pensa realmente
ciò che pensa": siamo talmente abituati a rivolgere giudizi negativi a noi stessi e al
nostro prossimo che le parole ed i pensieri di questo tipo scattano in automatico,
come se fossero dei banali modi di dire: solo che quelli che sembrano solo banali
modi di dire fanno tanti danni...!
L'energia negativa liberata con un semplice "modo di dire" non se ne sta lì a far
niente: liberare un'energia equivale a mettere in moto un meccanismo inarrestabile.
Dunque, il vostro "accidenti" parte, va, inquina un Po' l'aria del pianeta e vi ripiomba
tranquillamente sulla testa. La maggior parte delle persone che si ritengono "sfigate"
per natura sono proprio quelle che hanno per abitudine di lanciare maledizioni a
destra e a manca...!
Di tutto ciò che ho detto fino ad ora tornerò ancora a parlare diffusamente nei
capitoli seguenti.
Ciò che mi preme di chiarire ora, in questo capitolo che si intitola "Cuore puro e
intenzioni elevate" è che se intendete usare la Magia per scopi illeciti, questa si
ritorcerà pesantemente contro di voi. E per "scopi illeciti" si intende tutto ciò che
interferisce nella vita di qualcun altro, tutto ciò che viene valutato alla luce del vostro
personale concetto di male e di bene.
L'esempio più semplice che posso offrirvi è questo: i cosiddetti "legamenti", cioè
quei lavori di magia che servono a legare ad un altra una persona che, di suo, non ne
avrebbe nessuna intenzione, non portano mai, ma proprio MAI ad unioni felici. Se un
fidanzato se n'è andato, se un marito o una moglie hanno preso la porta di casa, se un
figlio vuole sposare una ragazza che ai genitori non piace... nessun lavoro magico,
nessuna formula o pozione (...!) potrà far tornare le cose come prima, e intervenire
metterà solo in moto tanta di quell'energia negativa da mettersi le mani nei capelli.
L'unica cosa positiva che un'operazione di questo genere potrà produrre, sarà quella
di far ingrassare il conto in banca dell'operatore dell'occulto di turno: lui/lei sì che
sarà veramente felice...!
La Magia che imparerete con questo libro, invece, fa veramente miracoli e non
servono operatori dell'occulto per usarla: il "Mago" siete voi che apprenderete, con
pazienza ed umiltà, ad usare quella straordinaria Energia che è lì, dentro e intorno a
voi e che aspetta solo, per mettersi in movimento, un vostro consapevole "sì".
I primi passi saranno certamente i più difficili, come sempre, del resto, quando ci si
accosta a qualcosa di totalmente nuovo: voi non ve ne ricordate, ma quanta fatica
avete fatto per imparare a camminare, a scrivere, a mangiare con la forchetta,
eccetera?
Come vi siete sentiti sulla vostra prima bicicletta o il primo giorno di scuola-guida
o la prima volta che qualcuno ha cercato di insegnarvi a nuotare...?
In questo caso, oltretutto, non si tratta di "imparare", ma semplicemente di
"ricordare": siamo Scintille Divine che stanno facendo l'esperienza della materia e
sepolta dentro di noi esiste la chiave d'accesso alle Grandi Leggi dell'universo.
O, più semplicemente: siamo stati creati per pensare positivo e per vivere al
meglio, ma poi i veleni occulti della nostra mente ci hanno fatto dimenticare come si
fa...!
Per riassumere, se veramente desiderate fare un grande regalo a voi stessi, se
davvero volete ripescare dentro di voi le Grandi Leggi che vi consentano di sfruttare
nel migliore dei modi il "qui ed ora" che - non scordatevene! - vi siete liberamente
scelti, dimenticate tutto ciò che avete pensato fino ad ora sulla magia: dunque,
lasciate perdere filtri, pozioni, formule magiche, incantamenti, legamenti, malocchi,
fatture e compagnia bella, cancellate il pensiero di poter intervenire nelle esistenze
altrui e concentratevi su voi stessi, perché è lì la vera Magia.
Voglio concludere questo capitolo con una preghiera di cui ignoro l'autore e che
riassume splendidamente quanto ho detto fino ad ora; leggetela e fateci sopra qualche
pensierino della sera: è il primo passo per incominciare con il piede giusto.

MIO DIO, CONCEDIMI LA SERENITÀ


PER ACCETTARE LE COSE
CHE NON POSSO CAMBIARE, IL CORAGGIO PER CAMBIARE
QUELLE CHE POSSO CAMBIARE
E LA SAGGEZZA
PER RICONOSCERE LA DIFFERENZA.

Buon Cammino!
Gli operatori dell'occulto

Arrivati a questo punto, prima di entrare nel vivo della "Scuola di Magia", occorre
aggiungere ancora qualcosa sul fenomeno, che se fosse solo folcloristico sarebbe il
male minore, degli "Operatori dell'Occulto".
Farsi fare il giro di carte non fa male a nessuno, spesso, se il professionista non è di
quelli improvvisati, può dare delle indicazioni utilissime (... indicazioni... non verità
di fede!)
L'astrologia è quasi una scienza e il Tema Natale può essere un buon modo per
informarsi del carattere e del temperamento di una persona (non a caso molte aziende
- soprattutto all'estero - chiedono data, luogo e ora di nascita ai neo-assunti... tanto
per sapere in quale settore impiegarli al meglio!). Stesso discorso per ciò che riguarda
la Numerologia.
E fin qui, niente da dire.
Niente da dire nemmeno se nello studio professionale al quale vi rivolgete si
applicano tecniche energetiche quali il reiki, la pranoterapia, la cristalloterapia, la
cromoterapia, la musicoterapia e altre, a SUPPORTO e non in sostituzione della
medicina ufficiale.
Ma quando, invece, il sedicente "mago" al quale vi rivolgete vi annuncia una
fattura solo guardandovi in faccia o vi diagnostica malattie incurabili promettendovi
di guarirvi, siete indiscutibilmente in presenza di un fìor di ciarlatano il cui unico
scopo è quello di ingrassare il proprio conto in banca a vostre spese.
Avevo promesso, nel capitolo introduttivo di raccontarvi dove sta l'inghippo nel
famoso "compenso ad esito raggiunto" che si legge sulla pubblicità di alcuni operatori
dell'occulto.
Il signor Leon Babà ha un problema: la donna che ama lo ha lasciato dopo anni,
perché ha incontrato un altro e in quattro e quattr'otto ha fatto le valige ...e tanti saluti.
L'operatore dell'occulto al quale egli si rivolge (... lo ha visto per caso una sera in TV
e lo ha sentito garantire ritorni di fiamma istantanei, con compenso solo ed
esclusivamente a risultato ottenuto... dunque dev'essere proprio una persona onesta!)
esamina con attenzione il suo caso smazzando tarocchi dall'aspetto possibilmente
vetusto e il "responso" è questo: "Caro Amico, la tua donna non ti ha lasciato
spontaneamente, le è stata fatta una fattura! Se vuoi che torni da te, non c'è altro da
fare che liberarla... eh, sì, non si può proprio fare altro! Quanto costa? Oh, per carità:
i soldi per me non contano, io bado all'aspetto spirituale della vita, che diamine... il
mio compenso puramente simbolico è di trecentomila lire che mi darai solo quando la
tua amata sarà tornata a te... però, naturalmente, bisogna pagare il materiale che mi
occorre per il 'Rituale del Gran Ritorno... è un rituale potentissimo, di cui solo io
conosco i segreti... ci vuole molto oro... sai... è magia Maya... molto oro e altri
ingredienti preziosissimi, resine, unguenti, polveri magiche... beh... visto che sei così
disperato e mi dici che fai l'operaio ti faccio il prezzo che fanno a me i miei fornitori:
con quattromilionisettecentomila ti risolvo il problema... è cos'è una manciata di
milioni in confronto alla felicità? Quando poi sarà tornata, pagherai la mia onesta
parcella di trecentomilalire, non prima!" Qualsiasi persona di buon senso, a questo
punto, farebbe elegantemente vedere al "mago" il posto dove suo nonno portava
l'ombrello: purtroppo il buon senso scarseggia - ed è "umano" - in un individuo che
realmente soffre le pene dell'inferno per un abbandono e così il nostro signor Leon
Babà ci casca, scuce con molti sacrifici i quattromilionisettecentomila "per il
materiale" e si pone in fiduciosa attesa del "miracolo". Se la fidanzata realmente
tornerà - magari perché si è scocciata dell'avventura o è stata scaricata dall'altro - il
tapino si fionderà con gratitudine e fede mistica dall'operatore dell'occulto a portargli
"anche" le trecentomila, in caso contrario, dopo un ragionevole lasso di tempo,
chiederà al "mago" qualche spiegazione e si sentirà rispondere, per esempio, che
nemmeno un medico può garantire una guarigione! Il racconto potrebbe ancora
continuare, perché spesso i rituali proposti sono due, tre o più, sempre dietro
pagamento del solo materiale, perché: "La fattura è di quelle decisamente pesanti, è
difficile ottenere il risultato al primo tentativo, bisogna insistere...", ma preferisco
fermarmi qui e lasciare che ognuno di voi faccia qualche breve attimo di riflessione.
Nota: per una più rapida comprensione, ho riferito il discorso del "mago" in italiano
corretto, mentre invece, normalmente, egli parla una specie di lingua probabilmente
cifrata, in cui soggetti, congiuntivi, condizionali e punteggiatura intrecciano tra loro
una folle e caotica danza...! Inoltre, ho sceneggiato la vicenda al maschile, ma il
mondo pullula anche di signore/signorine Leona Babà e di ancora più numerose
operatrici dell'occulto, è ovvio!
Riservato ai soli maghetti maschi, invece, c'è lo squallido capitolo - più frequente
di quanto non si creda - delle molestie sessuali ai danni delle clienti femmine. Ho
citato prima le tecniche energetiche: molte di queste, come per esempio il reiki e la
pranoterapia, prevedono l'imposizione delle mani dell'operatore sul corpo della
cliente... ma non c'è scritto da nessuna parte e soprattutto non è assolutamente
necessario che tale corpo debba essere nudo o che le mani debbano essere poste con
insistenza su parti intime, come invece purtroppo accade spesso. Il mago-maiale
(chiedendo scusa ai suini veri) è una realtà molto diffusa dalla quale guardarsi come
da un'epidemia di peste bubbonica e non sono solo le tecniche di medicina naturale
ad essere prese a pretesto per tentativi sporcaccioni.
Sceneggiamo un'altra seduta-tipo: la signora Leona Babà è stata lasciata dal marito
e si reca dal solito "onesto" maestro di "alta magia esoterica" - così si definisce lui
stesso nella sua accattivante pubblicità, dando prova della più abissale ignoranza
visto che non esiste magia che non sia esoterica... - il quale garantisce ritorni-lampo e
legamenti a vita.
Il "sommo" esamina con attenzione il caso, esegue - a volte - alcune prove sulla
fotografia del transfuga con liquidi strani che si colorano "esclusivamente" in
presenza di una fattura (...li vendono in ogni buon negozio di prodotti chimici visto
che sono solo dei reagenti ambientali...) oppure si serve semplicemente delle solite
carte (ai più "bravi" è sufficiente guardare per alcuni istanti la cliente negli occhi...)
ed emette la sentenza. "Lui" non se n'è andato per sua volontà. "L'altra" gli ha fatto
fare un legamento, anzi, già che ci siamo, prima un allontanamento, poi un legamento
e continua a lavorarlo mettendogli il sangue mestruale nel caffè! - "Magia sessuale,
cara signora, una delle più perfide che esistano perché fa leva sugli istinti animaleschi
dell'uomo... Cosa si può fare...? Bisogna rispondere con le stesse armi, la magia
sessuale si combatte solo con altra magia sessuale. Sono rituali delicatissimi e
complessi, mia cara, c'è da lavorarci almeno un paio di mesi... le dico subito che non
sono cose che faccio volentieri, perché mi fanno spendere tanta di quell'energia che
lei non si immagina neppure ...però... già che la vedo così disperata... inoltre io sono
il solo che conosce il segreto di questo rituale perché mi è stato rivelato mentre ero in
trance dalla Divina Venere in persona... Quanto costa? E un Po' caro, perché come le
ho già detto il mio impegno è massimo... sono cinquemilioni, ma il risultato è
garantito... e non le dico quanto dovrò soffrire io per regalarle la sua felicità... ah,
dimenticavo: mi occorre anche una sua foto, oltre a quella di suo marito e poi mi
occorre anche la sua collaborazione almeno una volta la settimana..." Così la tapina
paga (magari facendosi prestare i soldi da qualcuno, usurai compresi) e il "rituale" ha
inizio. La cliente incomincia ad essere sottoposta - ovviamente nuda o quasi - a
sedute similginecologiche durante le quali le mani del "sommo" palpeggiano il suo
corpo in lungo e in largo... ma non finisce qui: un filmino pornografico potrebbe
illustrarvi meglio di ogni parola il seguito del "rituale". Se per caso la cliente, in un
momento di lucidità, da segni di intemperanza o fa tanto di ribellarsi, ecco che scatta
l'arma segreta: il lavoro non si può interrompere, diversamente può succedere di tutto,
compreso il fatto che il marito non torni mai più. Se poi, nonostante ciò, la cliente
insiste e magari minaccia una denuncia, ecco il ricatto: - "Attenzione a cosa fai: io ho
le foto tue e di tuo marito e posso rovinarvi per sempre...!" Questo è il motivo per cui
molto raramente individui di questo genere vengono denunciati davvero e fanno la
fine che si meritano: la paura fa novanta e se pensate che in simili trappole caschino
solo fanciulle sprovvedute vi sbagliate!
Il modo di operare di moltissimi "maghi" si basa proprio sulla paura, sul ricatto e
ho visto fior di persone con tanto di attributi nei più svariati campi - donne e uomini
indistintamente - cadere nel tranello del "non è vero ma ci credo" e accondiscendere
loro malgrado a pagare somme esorbitanti e/o a sottoporsi a pratiche umilianti.
Nessun professionista serio, in primo luogo, si farà mai chiamare "mago" né,
tantomeno, "maestro". Quanto al termine più in voga di "operatore dell'occulto",
personalmente mi fa un Po' ridere, ma se piace a quei signori che si fregiano di tale
definizione, affari loro! E un Po' come chiamare gli spazzini "operatori ecologici", i
ciechi "non vedenti" e i negri "persone di colore" che sono tutti tentativi mal riusciti
di mascherare la presunzione di qualcuno che si sente offendere dalle parole e che
pretende di parlare a nome di una categoria: un pizzico di VERA umiltà in più, di
quella che accomuna spazzino e capitano d'industria e che è una filosofia di vita, e
nessuna parola sarà più in grado di offendere chicchessia...ma è un concetto sul quale
tornerò più avanti...!
Inoltre, nessun professionista serio vi farà mai spogliare, per nessun motivo: tutt'al
più vi farà togliere le scarpe o eventuali oggetti metallici. E nemmeno farà diagnosi
che non gli competono, non essendo un medico: al massimo, se riscontrerà che
qualcosa non va, vi potrà suggerire di farvi prescrivere delle analisi dal vostro medico
curante, ma senza darvi l'impressione di aver scoperto qualche malattia... vi dirà che è
sempre saggio tenersi sotto controllo.
Ma soprattutto nessun professionista serio vi annuncerà una fattura tout-court
chiedendovi poi alcuni milioni per toglierla: quello è un campanello d'allarme che
deve a tutti i costi farvi drizzare le orecchie! E sono balle, ma balle grosse come una
casa, quelle che se non gli sganciate i soldi vi può far succedere di tutto, perché ha le
vostre foto, le date di nascita e magari anche le mutande di qualche vostro congiunto:
basterebbe ragionare per alcuni secondi con un minimo di lucidità per capire che
questo in buon italiano si chiama "ricatto", un ricatto abilmente costruito a priori con
un clima di paura e di mistero, come un bravo regista crea la suspence in un film
giallo.
Quando ho citato le mutande qualcuno probabilmente avrà sorriso pensando a una
battuta: beh, non lo è! Ci sono "maghi" che si fanno portare tutta una serie di
schifezze appartenenti alla persona da "liberare" o da "affatturare", dal ciuffetto di
capelli (che è ancora il meno...!) alla biancheria tassativamente sporca, alle unghie, ai
peli pubici, ai fazzolettini intrisi di liquidi organici vari...!!!
Se c'è chi pensa che stia esagerando, non ha che da fare una piccola prova andando
a consultare un certo numero di "maghi"; si fornisca di un bel pacco di banconote e
prenda appuntamento da una decina di operatori andando a raccontare loro una storia
possibilmente pietosa nella quale ci sia almeno un abbandono e dichiarando una
disperazione infinita e grandi difficoltà economiche: nove su dieci gli annunceranno
una bella fatturazza di quelle toste, difficilissime e lunghissime da togliere e quando
il/la cliente domanderà il fatidico: - "E quanto mi costerebbe...?" - vedrà espressioni
falsamente imbarazzate, occhi al cielo, grattamenti di testa, abili esitazioni con
tossicchiamenti e si sentirà rispondere il classico: - "Non le dico nemmeno quanto
prendo normalmente per lavori di questo genere... via, proprio perché ho sentito la
sua grande disperazione le faccio un prezzo simbolico... 2.500.0000... va bene? E lei
sarà di nuovo felice!" La morale di questa favola vera è una sola: non andate dai
"maghi", soprattutto da quelli che si autodefiniscono "i più bravi", "gli unici
depositali di un segreto" o che dichiarano di aver ricevuto un mirabolante ed
esclusivo "dono" da qualche bizzarra entità. Più contapalle ancora sono coloro che
dicono di essere in contatto medianico con personaggi illustri, naturalmente di alto
rango, o con figure di Illuminati (ne imperversava uno - tempo fa - che non diceva di
essere in contatto, ma proprio si paragonava a San Francesco...). E state anche lontani
come da una discarica di scorie atomiche dallo spiritismo, pericolosissimo per voi e
dannosissimo per le anime che andate a disturbare.
Se poteste scegliere tra fare la spesa gratis o passare alla cassa, come vi
regolereste? Ricordatevi sempre che non è assolutamente necessario andare a regalare
dei milioni a un sedicente "mago" per rendere piacevole la vostra vita e soprattutto
che nessuno, ma proprio nessuno, è in grado di farvi del male se voi non lo
permettete.
Sentimenti quali la paura, la superstizione, la certezza di essere preda di qualche
maleficio, la convinzione che esista un gramo destino avverso incombente su di voi,
l'abitudine a lanciare maledizioni o a sostituirvi al padreterno nel giudicare gli altri, il
pensiero negativo, l'atteggiamento mentale distruttivo, sono le uniche porte che - se
lasciate aperte - consentono alle forze oscure di danneggiarvi.
Ma quei quattro maghetti da baraccone che incontrate in TV o sulle Pagine Gialle,
benché travestiti sapientemente da grandi personaggi, da guru, da santi, da maestri o
da guaritori, non possono assolutamente nulla né per voi, né contro di voi, salvo
dissanguarvi economicamente e gettare la vostra anima e la vostra psiche nella più
pericolosa delle condizioni: l'incoscienza.
Andate pure, anche se con un minimo di senso critico, a farvi fare le carte perché,
come dice Kettering: "Tutti dobbiamo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo
passare il resto della nostra vita." Attingete a piene mani ai grandi vantaggi che vi
possono dare tutte le tecniche terapeutiche energetiche che hanno alle spalle migliaia
di secoli di storia.
Ma fate molta attenzione ai professionisti cui vi affidate. I migliori biglietti da
visita di una persona che opera in questo campo sono la semplicità, l'umiltà e la
chiarezza di linguaggio, tutto il resto è solo fumo: e a cosa serve il fumo, se non a
nascondere qualcosa che si preferisce non far vedere...?
Il pensiero positivo

Credevo che il concetto di Pensiero Positivo fosse uno di quelli facili, inutili da
spiegare, quasi una cosa naturale, ma nel corso degli anni ho dovuto ricredermi. Sarà
che io sono nata pensando positivo e che ho continuato a farlo nonostante tutto e tutti,
intorno a me, mi dicessero, per esempio, che essere ottimisti a oltranza è da sciocchi,
da illusi o - peggio ancora - da picchiatelli incoscienti e un Po' cretinetti...!
Per la maggior parte delle persone "pensiero positivo" significa un generico "essere
buoni", ossia non pensare (troppo) male del prossimo.
Non le conto più le volte in cui ho ascoltato questo ragionamento: - "...Io non gli
auguro del male, ma se Dio è giusto bisogna che lo punisca per tutto il male che mi
ha fatto...!" Si tratta quasi sempre di persone che dichiarano di avere una "fede
profonda" e di frequentare regolarmente la messa domenicale... alle quali, però, non
passa neppure per l'anticamera del cervello che mettere in dubbio la Giustizia Divina
(un "se" è comunque una forma dubitativa!) e tentare di sostituirsi al Padreterno nel
giudizio, non è precisamente un comportamento da buoni cristiani!
Così, il mondo pullula letteralmente di pensatori negativi che non sanno di essere
tali, anzi, che si ritengono quasi in odore di santità perché "non farebbero male a una
mosca".
Il Pensiero Positivo è uno dei due strumenti indispensabili per fare Magia, dunque
sarà meglio che chi intende seriamente imparare a farsi i miracoli da sé sappia bene di
cosa si tratta: diversamente, non si incomincia nemmeno!
Dell'altro strumento, che è l'Amore, avremo modo di parlare a lungo in seguito.
Che il pensiero sia Energia non l'ha detto un qualsiasi mago televisivo, bensì Albert
Einstein, premio Nobel per la Fisica e in quello straordinario libro che si intitola "I
pensieri del viandante solitario" Benedetto Lavagna (una delle tante menti illuminate
- e inascoltate - che ha attraversato il nostro secolo) scrive: "I poteri più tremendi che
l'uomo possiede sono la volontà ed il pensiero. Essi agiscono in tutto l'universo,
caricando e ricaricando incessantemente la corrente vitale della nostra esistenza
giornaliera, creandoci o deformandoci, sviluppandoci o distruggendoci.".
Già in un precedente capitolo vi ho invitati a fare attenzione ai vostri pensieri,
perché il loro "colore" da la tonalità alla vostra esistenza: il che significa, in parole
povere, che la positività della vita che state vivendo qui ed ora dipende dalla
positività di ciò che pensate.
E "pensare positivo" non vuole SOLO dire credere di non desiderare il male di
nessuno, delegando al Padreterno il compito (sempre preteso... altrimenti che
giustizia divina del cavolo è...?) di strafulminare i nostri presunti nemici, ma
significa, per esempio, non averne, di nemici, ossia di imparare a non serbare rancore.
Non dico che di punto in bianco dobbiamo obbligatoriamente diventare tutti dei
santi che vanno in giro porgendo l'altra guancia... ma pensateci bene: quante VERE
offese avete ricevuto in vita vostra?
Volendo fare una hit parade degli "affronti" in base alle storie che ascolto, al
primissimo posto ci sono motivi di interesse e nel 99,9% dei casi non si tratta
dell'eredità di Bill Gates, ma, per esempio, della spilletta d'oro della nonna che è stata
data alla cognata, delle poltrone falso impero che "se le è prese mia sorella senza dire
niente a nessuno", del diritto di passaggio nel prato che il prozio ha diviso tra due o
più fratelli, fino ad arrivare all'appartamentino in periferia o al deposito sul libretto di
risparmio "della povera mamma", e via discorrendo: rancori feroci, saluti tolti e paci
familiari irrimediabilmente compromesse per qualche oggetto o un pugno di quattrini
che comunque non cambiano la vita di nessuno.
Al secondo posto, distanziati di pochissimo, ci sono i pettegolezzi e le maldicenze,
sempre per motivi fondamentali, tipo come si veste quella là, a che ora entra ed esce
di casa, "mi hanno detto che il figlio di mia sorella sposa una poco di buono", "dice
che il marito è laureato, ma non è vero", "pensa che ci ha invitati a cena e ci ha fatto
mangiare nei piatti di carta", "mio fratello è un santo, ma ha sposato una vipera",
"mia suocera si inventa le malattie per far correre suo figlio da lei a tutte le ore", "mia
nuora è una disgraziata che allontana mio figlio da me", "i bambini della mia amica
sono dei gran maleducati" e si potrebbe continuare all'infinito, perché la giostra del
"tu parla, che io riferisco e magari ci aggiungo qualche frangia" non conosce limiti ed
è pericolosa quanto una fuga di radiazioni da una centrale atomica: certamente
produce un'energia altrettanto negativa!
Al terzo posto, anche qui con un distacco irrisorio, ci sono le questioni
sentimentali. Capisco che a nessuno faccia piacere essere trascurato, respinto o
abbandonato, ma ho visto pochissime persone, in un frangente del genere, farsi un
esamino di coscienza mettendoci qualche milligrammo di autocritica: nella stragrande
maggioranza dei casi, c'è sempre l'assoluta responsabilità dell'"altra/o" che ha rapito
l'amato bene usando armi improprie, dal lavaggio del cervello alla "fattura", mentre è
difficile far passare il concetto che davvero "chi sta bene, non si muove" e che se
accade qualcosa occorre dividere "ragioni e torti" con un manzoniano 50%, cercando
di correre ai ripari alle prime avvisaglie! Il mondo è pieno di "altre/i" che portano il
peso dell'odio feroce dei "sedotti e abbandonati", i quali, invece di pensare
positivamente a riconquistare i fuggitivi o a ricostruirsi una serenità personale,
preferiscono consumarsi nel rancore, esigendo, come dicevo prima, che la collera del
Padreterno si schianti sui peccatori... altrimenti non c'è giustizia!
Continuando nella hit parade, si potrebbero andare a toccare tutti i settori che
regolano i rapporti con gli altri, ivi compreso quello che riguarda gli incontri casuali,
fonti inesauribili di offese sanguinose se una delle due parti, magari perché soffre di
miopia o perché semplicemente sta pensando agli affari suoi, non saluta l'altra per la
strada...!
Insomma, per un numero impressionante di persone, ogni occasione è buona per
sentirsi offesi e questo certamente non significa pensare positivo. Ricordatevi, infatti,
che il rancore è tutta roba vostra, che parte da voi come energia negativa e avvelena
la VOSTRA vita, non quella della persona che vi ha fatto un vero o presunto torto.
Senza arrivare (almeno per il momento...) a porgere l'altra guancia, occorre
imparare la Grande Legge del Perdono, che non vuol dire (sempre: almeno per il
momento...) andare incontro con il sorriso sulle labbra e le braccia tese a chi ci ha
fatto del male, ma significa imparare a NON ODIARE e basta, senza aggiungere:
"Ma Dio ci penserà lui a dargli quello che si merita...!" perché, scusate tanto, voi non
siete (ancora) Dio e non potete sapere, nemmeno per sbaglio, ciò che la persona che
vi ha ferito "si merita".
Ognuno fa il "proprio" possibile qui ed ora e il "possibile" di uno non è il
"possibile" di un altro. Inoltre, chiedetevi sempre cosa avreste fatto voi se vi foste
trovati nelle stesse condizioni della persona che odiate tanto.
Se non siete disposti ad imparare a perdonare, con il cuore e non solo a parole,
scordatevi la Magia e tutto ciò che le attiene.
Un altro esempio di Pensiero Positivo durissimo da far accettare riguarda la
rinuncia all'abitudine di lamentarsi.
Vi è mai capitato di risolvere un problema lagnandovene?
Eppure ci sono persone che non sanno fare altro dalla mattina alla sera e guai a
rivolgere loro, incontrandole, un cordiale: "Come va...?" perché si rischia di restare
inchiodati, magari al freddo, sull'angolo di una via ad ascoltare interminabili
piagnistei su tutto e su tutti.
Sono anni, ormai, che faccio apertamente la guerra ai lamentatori cronici, così
come ai pessimisti di professione, sia perché sono dannosi non solo a sé ma anche
agli altri, in quanto inquinano l'aria con nuvoloni di energia negativa, sia perché ho
scoperto che non hanno nessunissima intenzione di risolvere i problemi che li
affliggono: il loro vero problema è non restare senza problemi, sempre gravissimi,
drammatici, perché si sentirebbero improvvisamente svuotati della loro unica ragione
di vita, che è lamentarsi. Una signora, un giorno, mi ha detto di essere stata "molto
preoccupata" perché non capiva come mai i suoi golf di kachemir facevano i pallini
tutti nello stesso punto... poi finalmente ha scoperto che la colpa era dell'etichetta
interna della pelliccia... e ha tirato un sospiro di sollievo! Chissà se quella stessa
signora, nel vortice di questa ed altre "preoccupazioni" analoghe, ha mai pensato a
ringraziare di avere golf di kachemir e un tenore di vita in linea con i medesimi...?
Perché è questo il nocciolo della questione: siamo tanto bravi e solerti nelle
lamentele, ma quando mai ci ricordiamo di ringraziare per ciò che abbiamo? E,
credetemi: abbiamo tutti tanto di più di ciò che veramente ci occorrerebbe... per
rendercene conto basterebbe andare, non da turisti, in uno dei molti paesi non
necessariamente del terzo mondo, dove la pura e semplice sopravvivenza è una
continua lotta o dove regalare una caramellina a un bambino significa farlo felice!
Tranquillizzatevi: visto che non siamo ancora al livello di San Francesco, non è che
dobbiamo obbligatoriamente spogliarci di tutte le nostre cose per darle a chi non ha
nulla, ma almeno incominciamo a prendere la buona abitudine di ringraziare per ciò
che abbiamo, anche se la casa in cui abitiamo non è di nostro gradimento, il lavoro
che facciamo non ci gratifica, vorremmo poterci permettere abiti firmati invece di
quelli del mercato e dobbiamo fare la spesa all'hard-discount, perché tutto ciò
significa - se ci pensate bene - che abbiamo un tetto sulla testa e un lavoro che ci da
di che vivere, ci ripariamo dal freddo e mangiamo tutti i giorni almeno due volte al
giorno... cose che non sono da tutti!
Ma il più grande esempio di Pensiero Positivo, da cui discendono con naturalezza
tutti gli altri, è quello che dobbiamo imparare a rivolgere a noi stessi e per quanto
possa apparire strano non è così facile come sembra.
Chi vuole bene a se stesso faccia un passo avanti... vi siete mossi quasi tutti, lo so,
ma almeno il 95% di voi può tornarsene dov'era prima... e leggere il seguito.
Volersi bene significa, in primo luogo, ACCETTARSI e se ciò fosse un
atteggiamento comune, il mercato delle diete e i chirurghi estetici sarebbero alla
fame, mentre invece sono entrambi floridi come non mai. Inoltre, stranamente, ci
sono donne e uomini veramente belli che "non si piacciono" e cercano di mascherarsi
in tutti i modi possibili, inseguendo un'armonia puramente esteriore che non
troveranno mai se prima non si occuperanno di ciò che è disarmonico dentro di loro.
Ciò non significa che non ci si debba prendere cura del proprio aspetto, solo che non
bisogna farlo per essere accettati dagli altri, perché la pubblicità propone con
arroganza un'immagine stereotipata al di fuori della quale sembra che non esista
storia e che comunque non corrisponde a nessun comune mortale, ma per se stessi,
per sentirsi in armonia "dentro", da cui discende l'armonia "fuori": infatti è molto più
bella e affascinante una persona semplice e serena che non una inquieta e in guerra
con se stessa ma vestita e conciata all'ultima moda ...Appunto: "l'ultima moda" che è
stata preceduta da un'altra (che a suo tempo... cioè qualche mese prima, era
"l'ultima") e alla quale un'altra seguirà, poi un'altra e un'altra ancora e via
discorrendo, senza che venga in mente a nessuno di coloro che fanno dell'immagine
una ragione di vita che questo vortice turbinoso ha unicamente uno scopo
commerciale. Negli anni '70, tutte le maggiorate tanto in auge oggi sarebbero state
alla disperazione, visto che, sull'esempio della top-model del momento, Tviggy,
andava alla grande lo stile "asse da lavare"...!
C'è di che restare interdetti nel vedere certi labbroni che sembrano sul punto di
scoppiare o certe tette che il giorno prima non c'erano e che -spuntate
improvvisamente- con la loro mole malferma mettono a repentaglio l'equilibrio di
decine di signore e signorine che non frequentano né le passerelle, né le serate di gala
del jet-set, bensì i mezzi pubblici, l'ufficio o il supermercato... così come fa sorridere
quello stuolo di impiegati, artigiani, professionisti, eccetera, il cui colorito va dal
violaceo al bordeaux per le troppe lampade intensive...!
Ma senza ricorrere ad esempi estremi - purtroppo sempre più frequenti - è noto che
chi ha i capelli ricci li vorrebbe lisci, chi ha gli occhi neri li vorrebbe azzurri, chi è
alto 1.60 vorrebbe essere una pertica, chi ha la pelle chiara la vorrebbe ambrata e via
discorrendo, con tutti i rispettivi "viceversa".
Bene, allora, vi do un compito, il primo di una lunga serie: tutte le mattine
guardatevi nello specchio e ditevi un grande ' Ti voglio bene!' dal più profondo del
cuore e per almeno un mese non lamentatevi più per il vostro aspetto! Amatevi,
coccolatevi, accarezzate i vostri capelli, la vostra pelle, cercate e ammirate tutto ciò
che vi piace in voi... i famosi "punti di forza" che ognuno di noi ha.
Chiaramente È VIETATA OGNI CRITICA, ma anche è bandito senza pietà ogni
confronto. Perché credete pure che quell'amica cui invidiate tanto i capelli a corda di
campana, che non fanno nemmeno mezza ondina, darebbe non so cosa per avere dei
bei ricci naturali e quell'altra rossa ancora ricorda quando a scuola la chiamavano
"fiammifero" e le hanno fatto venire il complesso. Conosco poche persone soddisfatte
del loro aspetto e che non cercano di camuffarsi e ciò non a causa di una somiglianza
impressionante con qualche star del cinema, ma perché sono in pace con se stesse
"dentro", perché hanno acquisito la CONSAPEVOLEZZA che l'immagine esteriore è
un diretto e immediato riflesso di quella interiore e non lo stereotipo provvisorio
"dell'ultima moda".
Non esiste, a questo mondo, nessuna persona "brutta", perché così come il bene e il
male, anche il bello e il brutto sono concetti che risentono dell'influenza delle epoche,
delle culture, delle tradizioni: ciò che è "bello" oggi e per noi non lo è stato ieri e non
lo è per altri popoli... basta guardarsi intorno e non è nemmeno necessario andare in
capo al (nostro ristretto) mondo. Esistono, invece, tante persone che non si amano,
che non si accettano... e sono quelle che poi dicono che gli "altri" li respingono...!
Introduco qui, di passaggio, un argomento che avremo modo di sviluppare a lungo in
seguito: gli "altri" ci vedono ESATTAMENTE come noi vediamo noi stessi... e se
siamo noi i primi a non accettarci, come possiamo pretendere che lo facciano gli
"altri"...?
Ripeto ancora una volta che senza Pensiero Positivo non esiste Magia, non
esistono miracoli e le vicende della vostra vita potranno al massimo restare quelle che
sono: certamente non migliorare, nemmeno se andrete a portare tutti i vostri sudati
risparmi al più celebrato e pubblicizzato operatore dell'occulto.
Non pretendo che mi crediate sulla parola: sullo stile "consigli per gli acquisti", vi
invito semplicemente alla prova! Il Pensiero Positivo è come una di quelle medicine
naturali delle nostre nonne: male di certo non fa... qualcuno può credere che non
faccia niente... ma se mai, invece, facesse bene senza effetti collaterali e servisse
davvero a risolvere (tutti) i problemi? Sarebbe un vero peccato perdere una così
splendida e soprattutto gratuita occasione!
Precisazioni

Tra le tante cose di cui mi sono resa conto nello svolgimento del mio lavoro ce n'è
una cui voglio dedicare un capitolo, perché la ritengo molto importante.
Ho già detto, nel presentare questo libro, che uno dei mali peggiori che affliggono
l'umanità è l'ignoranza, che significa "non conoscenza" e basta, senza nessun giudizio
negativo.
Anzi: proprio l'equivoco che il termine "ignoranza" può ingenerare mi da lo spunto
per iniziare a parlare di ciò che mi sta a cuore.
Ci sono parole che, non si sa bene perché, assumono nell'uso comune dei
significati dispregiativi che non sono affatto propri della loro natura etimologica;
così, come dare dell'ignorante a qualcuno ha il valore di insulto, mentre invece la
parola di per sé vuole solo indicare una persona che "non conosce" qualcosa, il
termine "occulto" viene sempre colorato di significati sinistri, fumosi, luciferini e chi
più ne ha, più ne metta.
Invece, "occulto" significa SOLO "nascosto" e basta: tutto il resto è
interpretazione, illazione, spesso anche mala fede.
Il dizionario contenuto nell' Omnia '97 dell'Istituto Geografico De Agostini,
Novara, interrogato sul termine "occulto", risponde: "Nascosto alla vista e alla mente,
segreto. Misterioso, imponderabile. Scienze occulte, l'insieme delle teorie e delle
pratiche che costituiscono l'occultismo." Andando poi a cercare il vocabolo
"occultismo", ecco la risposta: "La scienza che studia fenomeni naturali che vanno al
di là della razionalizzazione scientifica, per cui si crede comunemente che facciano
parte di una realtà misteriosa, soprasensibile; anche l'insieme delle pratiche volte a
evocare questa realtà." Pur non amando le etichette, se proprio dovessi definire me
stessa direi che sono un'occultista (che non ha niente a che vedere con il noto
"operatore dell'occulto") cioè una persona che si occupa di "tutto ciò che non si vede,
non si misura, non si tocca, eccetera", ma non per questo non esiste... anzi...!
Dunque, tutte le volte che userò il termine "occulto", nessuno faccia un salto sulla
sedia, correndo poi a farsi immergere nell'acqua benedetta: l'unico significato che ha
questo vocabolo è quello di indicare "cose" che non sono alla portata della vista di
chiunque, ma solo di chi ha voglia di vederle...!
Stesso destino ha subito il vocabolo "esoterismo", che in realtà dev'essere usato
esclusivamente per indicare una Conoscenza nota solo a pochi. Ma poiché ogni volta
che qualche telegiornale è costretto ad occuparsi dei crimini di sette più o meno
sataniche, viene infilata nel testo che accompagna il servizio la parola "esoterismo",
perché è sufficientemente difficile da fare "chic" e dare lustro al giornalista, ecco che
improvvisamente il termine si è colorato di nero e ha preso una stantia puzza di zolfo,
così com'era già accaduto negli anni '80, quando la famigerata loggia massonica P2,
improvvisamente salita al disonore delle cronache, veniva definita sui giornali e alla
TV "esoterica". Ebbene, fino a qualche anno fa, anche la ricetta della panna cotta era
"esoterica", perché conosciuta solo da una ristrettissima cerchia di cuochi che ne
custodivano gelosamente il segreto: sarebbe questa una buona ragione per dichiarare
la panna cotta "cibo del diavolo"...?
Facciamo sempre molta attenzione al vero significato delle parole e soprattutto
cerchiamo sempre di far funzionare la nostra testa e soprattutto il nostro cuore: da
tutte le parti ci bombardano di informazioni sbagliate e tendenziose e ce le cucinano
talmente bene, ce le confezionano in modo tanto abile che spesso risulta poi difficile
distinguere ciò che è veramente frutto delle nostre scelte da ciò che è, invece, merce
scadente altrui contrabbandata per genuina. Non c'è settore della vita quotidiana che
sia immune da questo pericolo: la pubblicità commerciale, la politica, la religione, la
scienza, tutto ciò che è in qualche modo istituzionalizzato, ufficializzato o dove
comanda il dio denaro è, nel 99% dei casi, fasullo, fatto, detto, studiato per impedirci
di usare consapevolmente ciò che siamo e per indirizzarci dove fa comodo a chi
detiene il potere, qualunque esso sia.
Infatti, assodato che l'ignoranza è il peggiore dei mali, c'è chi, in tutti i tempi e
sotto tutti i cieli, ne ha fatto un punto di forza per meglio asservire i popoli e
governarli con più facilità e non importa che questo "chi" si chiami dittatore, re,
presidente, ministro, generale, papa, scienziato, imprenditore, finanziere, eccetera.
Un altro argomento da chiarire in questo capitolo è quello che riguarda la "New
Age" o "Età dell'Acquario", visto che, soprattutto ultimamente, ho ascoltato maree di
sciocchezze in merito, dal celebre astrologo che afferma che non è ancora
incominciata e inizierà con il 2000, all'ascoltatore di una trasmissione radiofonica che
palesemente confondeva era con segno zodiacale ("...quindi nell'età dell'Acquario, io
che sono Acquario sarò favorito...") senza che l'esperto di turno dicesse nulla per
chiarire la più che legittima confusione.
Nella prima metà degli anni '70, dalla commedia musicale "Hair" fu lanciato un
brano dal titolo "Aquarius", proprio perché l'Era dell'Acquario stava iniziando. Sono
trascorsi circa trentanni e certamente, considerando che un'era ne dura
approssimativamente 2.000, siamo solo agli albori di una nuova Età, ma ciò non di
meno ci siamo, con buona pace del celebre astrologo di cui sopra.
D'altra parte, non riesco a capire come si possa affermare che l'Era dell'Acquario
debba ancora incominciare, visto che la sua determinazione si basa su calcoli ben
precisi e non su fumose interpretazioni o profezie incerte. Alla faccia di tutti gli
astrofisici (... e le astrofìsiche...) del mondo, l'Astrologia è una Scienza, dal momento
che si fonda su calcoli e formule matematiche e su leggi fisiche e che i corpi celesti
che ne costituiscono l'oggetto sono delle realtà concrete, che hanno tutti i requisiti che
la scienza ufficiale richiede per dare il suo imprimatur a qualcosa ...D'altra parte vi fu
un tempo, quando ancora il genere umano sapeva ascoltare anche la voce del cuore,
in cui Astrologo e Astronomo erano la stessa persona...!
Quello del passaggio da un'era ad un'altra non è un discorso semplice da fare,
perché si entra nel campo dei termini da addetti ai lavori (... come quando qualcuno
cerca di spiegare a me i meccanismi occulti della contabilità... divento tristissima,
perché se si va oltre le addizioni fatte con le dita, incomincio a non capirci più
niente!) ma vedremo di semplificare al massimo, quel tanto che basta per rendere
l'idea.
Tutti sappiamo che esistono gli equinozi (l'equinozio di primavera, il 21 marzo e
l'equinozio d'autunno, il 23 settembre; esistono poi anche due solstizi, d'estate e
d'inverno, ma per il nostro discorso non interessano.)
In astronomia, si chiama "sfera celeste" quella "apparente superficie sferica su cui
sembrano fissati gli astri e il cui movimento pare avvenire intorno all'asse terrestre."
(da "Omnia '97") e come la sfera terrestre, anche quella celeste ha un equatore,
"intersezione del piano dell'equatore terrestre con la sfera celeste" (op. cit.).
L'ellittica, altro elemento indispensabile per capire cos'è un equinozio, è il "cerchio
massimo che il sole, nel suo moto apparente, descrive in un anno sulla sfera celeste"
(op. cit.).
Messi in chiaro tutti i dettagli, dunque, possiamo dire che l'equinozio è il momento
in cui il sole si trova a passare per il punto in cui equatore celeste ed ellittica si
incontrano. L'equinozio di primavera, quello del 21 marzo, avviene in un punto della
sfera celeste detto "punto vernale" o "punto gamma" o ancora "Primo Punto
d'Ariete", che è quello che ci interessa per la determinazione di un'era.
Tanto tempo fa, costellazioni e segni zodiacali coincidevano, mentre oggi, grazie
ad un fenomeno detto "precessione degli equinozi" non vi è più corrispondenza.
Questo perché l'asse terrestre oscilla e il punto vernale si sposta di 1 grado ogni 72
anni- che sui millenni fa un bel Po' di gradi, l'equinozio di primavera, come da
calendario, avviene con l'ingresso del sole nel segno zodiacale dell' Ariete, ma oggi
non è più la costellazione dell'Ariete a dominare la sfera celeste, bensì, a partire dagli
anni '70 in poi, quella dell'Acquario. La coincidenza fra segni e costellazioni avviene
ogni 26/27.000 anni circa.
Per riassumere, siamo nell'Era dell'Acquario perché l'equinozio di primavera
avviene nella costellazione (e NON nel segno) dell'Acquario, mentre fino a trent'anni
fa avveniva nella costellazione (e NON nel segno) dei Pesci.
Dunque, tanto per accontentare i pignoli, siamo nel campo dell'Astronomia e non
dell'Astrologia... anche se personalmente aspetto che qualcuno mi spieghi in modo
convincente la sostanziale differenza: ma si sa che a questo mondo ce n'è per tutti i
gusti.
Ho dato questa lunga spiegazione "scientifica", magari un po' noiosa come tutte le
spiegazioni "scientifiche", solo perché, amando la verità, ho voluto spazzar via tutte
le sciocchezze che ho sentito raccontare ultimamente da persone che dovrebbero
essere degli "esperti".
L'importanza dell'Era dell'Acquario, infatti, non risiede certo nei calcoli o nelle
sterili disquisizioni degli astrofisici, che per ciò che mi riguarda possono continuare
tranquillamente a parlarsi addosso negando ciò che fa loro comodo negare, se ciò li
gratifica.
L'era dell'Acquario, o "New Age" (Nuova Era), è quella che vedrà prevalere
l'aspetto spirituale della vita rispetto al materialismo dirompente della precedente Età
dei Pesci e da molte parti il mutamento è già iniziato.
Quando a livello di grande pubblico si incomincia a parlare di qualcosa senza che i
creativi delle agenzie di pubblicità ci abbiano messo del loro per venderci un
prodotto, è perché quel "qualcosa" è già presente. Il termine "New Age" è ormai noto
a tutti e anche se magari solo pochi ne conoscono il vero significato, non di meno è
entrato a far parte del linguaggio comune ed è subito stato travolto - e stravolto - dalle
eterne leggi di mercato. Non importa: l'importante è che se ne parli, che si diffonda il
concetto di qualcosa di nuovo e positivo che sta iniziando.
Non a caso è stato proprio tra la fine degli anni '60 e gli anni '70 che l'Occidente ha
riscoperto l'Oriente, che per altro era sempre stato lì...! Abbiamo improvvisamente
considerato con un interesse particolare paesi come l'India e il Tibet, che fino ad
allora avevamo solo studiato sui banchi di scuola come pure entità geografiche piene
di nomi difficili da ricordare...
"Non a caso" perché nulla, assolutamente nulla avviene "a caso". C'è chi ha
pilotato e continua a pilotare silenziosamente ma saldamente questo grande
cambiamento di rotta dell'umanità. Dal loro Luogo di Luce "dietro il Velo" e anche in
mezzo a noi, senza tanto clamore o campagne pubblicitarie dirompenti, i Maestri, che
da sempre lavorano per il progresso del genere umano sulla strada della Conoscenza,
a volte buttano lì qualche seme, certi che qualcuno lo raccoglierà e lo farà
germogliare: magari nel campo dell'arte, della musica, dell'insegnamento, della moda,
dell'architettura, del pensiero, della scienza, eccetera, nascerà una "tendenza" che si
allargherà silenziosamente a macchia d'olio e diventerà "consuetudine", formando il
nostro "essere".
D'altra parte è sempre accaduto così nella storia dell'Uomo: tutto ciò che noi oggi
chiamiamo progresso e che differenzia la qualità della nostra vita non solo da quella
del nostro progenitore delle caverne, ma anche da quella di quarantanni fa, è frutto di
"suggerimenti" che qualche mente illuminata ha raccolto e tradotto in concrete
realtà... mentre qualche altra mente molto meno illuminata ma molto più avida ne ha
fatto oggetto di lucro creando la società dei consumi.
Ecco, mentre l'ultimo scorcio dell'Età dei Pesci ha visto il trionfo del materialismo
- il cosiddetto "consumismo" ha avuto la sua effettiva esplosione negli anni '60,
mentre i secoli precedenti erano stati caratterizzati, per esempio, dalle guerre di
conquista - l'Età dell'Acquario, appena nata, vedrà l'inversione di questa tendenza,
con un recupero, da parte del genere umano, del Grande Principio dell'Amore
Universale.
Dato che i tempi che stiamo vivendo non sembrano proprio al top (..." Eh, signora
mia, non ci sono più i tempi di una volta...") qualcuno si potrà domandare perché 'ste
brave persone di Maestri non possono premere un Po' sull'acceleratore e saltare
qualche fase per arrivare subito ad un vivere migliore, oppure perché, se sono loro a
pilotare le umane vicende, hanno permesso e permettono che nel mondo vi siano
avvenimenti drammatici quali stragi, olocausti, epidemie, o che invenzioni e scoperte
scientifiche siano state usate a fini distruttivi o di puro commercio fraudolento.
Semplicemente perché i Maestri, Guardiani del Piano Divino, sanno che niente e
nessuno può veramente e stabilmente cambiare se non è PRONTO a farlo. L'uomo
possiede il suo libero arbitrio (quella famosa "Conoscenza del Bene e del Male"...)
che gli consente di fare delle scelte di vita: se fino ad ora e sempre di più in
quest'ultimo scorcio di secolo e di millennio, ha scelto di autodistruggersi
materialmente e spiritualmente, sono affari suoi. Il Piano procede inarrestabile, i
messaggi arrivano sempre più pressanti e insistenti, da tutte le parti si levano voci che
invitano ad un vivere diverso (... quanti di voi conoscono il Wesak, per esempio...?):
chi è PRONTO mette il sacco in spalla e parte, chi non lo è, resta a terra.
Attenzione, non si tratta di un'avventura pionieristica, tantomeno di una previsione
di prossime apocalissi: il Pianeta continuerà tranquillamente a stare dov'è e non ci
sono giacimenti d'oro da andare a scoprire per arricchirsi in un giorno. La dimensione
dell'Età dell'Acquario è la dimensione dello Spirito, la voce dell'Età dell'Acquario è la
voce del Cuore.
Nel messaggio dei Maestri sulle Nuove Energie si legge: "All'ora attuale c'è un
immenso cambiamento vibrazionale sulla terra, per cui tutte le forme di vita risentono
dell'aumento dell'energia spirituale... [...] Questo periodo si rivela per alcuni troppo
difficile da affrontare coscientemente ed essi scelgono la morte, la malattia, la
tossicomania o la follia come mezzi per evitare questo mutamento. Sappiate che non
vi è alcun mezzo per evitare la trasformazione imminente e non c'è nessuna ragione
per averne paura." Nessuno di noi ha scelto "a caso" di nascere qui e ora in questo
esaltante momento di trasformazione. Se ci siamo, è perché siamo in grado di
cogliere la splendida opportunità che abbiamo di contribuire, ognuno nel suo
possibile, alla nascita di un mondo nuovo. Non saremo i "Mille" di Garibaldi, né
Napoleone Bonaparte, né Ernesto "Che" Guevara, ma nondimeno stiamo facendo la
Storia, importante è che ne diveniamo CONSAPEVOLI.
I veleni occulti

La maggior parte delle persone è convinta di poter (= "essere capace a") fare un
certo ristretto numero di cose e non altre: è un vero peccato perché, in realtà,
L'IMPOSSIBILE NON ESISTE.
Qualche tempo fa, in una celebrata trasmissione televisiva, ho sentito qualcuno
affermare (con il placet di quasi tutti i presenti...) che la felicità è una diretta
conseguenza del riconoscere i propri limiti e non porsi obiettivi al di sopra di essi.
Questo è il classico esempio di ciò che intendo quando parlo di "veleni occulti",
ossia concetti, affermazioni, luoghi comuni, eccetera, talmente "normali", talmente
entrati a far parte degli automatismi della mente che nessuno osa soffermarsi un
momento a considerarli per ciò che realmente sono: delle incommensurabili
sciocchezze estremamente dannose, che possono impedire ad un numero enorme di
persone di vivere al meglio. L'essere umano, infatti, non ha altri limiti se non quelli
che VUOLE porsi... peccato che ci abbiano insegnato esattamente il contrario!
Mi dispiace molto per coloro che rimarranno urtati da quanto sto per dire ed ho
apposta rimandato fino ad ora il discorso anche se vi sono già state molte occasioni
per dare fuoco alle polveri, ma l'atteggiamento mentale del "limite" è il più
formidabile esempio dei danni che la cultura cattolica è riuscita e riesce a fare.
Attenzione: ho detto "cultura cattolica" e non "religione cattolica", poiché infatti
questo veleno colpisce anche coloro che si dichiarano "atei" o che comunque non
hanno mai avuto una frequenza con parrocchie, oratori, scuole confessionali od
ambienti analoghi.
"Memento, homo, qui pulvis eris et in pulvere reverteris!": eri polvere e polvere
ritornerai, dunque, non alzare troppo la testa, continua a pensare di valere un fico
secco, trascinati la tua vitarella cercando di renderla più fetente che puoi...!
In buona sostanza ci hanno inculcato il concetto di fondo che noi siamo venuti su
questa terra (in alcuni casi definita gioiosamente "valle di lacrime"...) per soffrire
passivamente e guadagnarci, così, un posto in Paradiso. Dunque, chi non soffre, chi
non si tormenta, chi non patisce, chi non fa di tutto per rendersi la vita il più infelice,
scomoda e faticosa possibile, faccia molta attenzione, perché le pene che non ha
assaporato in questa dimensione lo attendono - salvo pentimento dell'ultimo minuto -
nella prossima, sotto forma di ustioni di terzo grado tra le fiamme dell'inferno.
E come ho già detto ma torno a ripetere, perché il dato è altamente significativo,
questo veleno - uno dei più potenti che si conoscano - non è presente solo nella vita di
coloro che hanno trascorso l'infanzia e l'adolescenza all'ombra di qualche convento
od oratorio: riguarda tutti, anche coloro provenienti da famiglie laiche, magari pure
atee e che non hanno mai avuto incontri ravvicinati con ambienti "pil". È un veleno
che è nell'aria, dalle nostre parti, e che, direttamente o indirettamente, colpisce quasi
tutti.
Dal caposaldo di cui sopra ("siamo nati per soffrire") discendono decine e decine
di corollari, che si traducono in altrettanti modelli di comportamento.
Dunque, se sei nato in una famiglia agiata e non hai bisogno di fare i salti mortali
per mettere insieme il pranzo con la cena, incomincia a pensare di vergognarti un Po';
se decidi di fare qualcosa per te stesso, fermati e pentiti immediatamente: c'è il
prossimo tuo in agguato con tutte le sue esigenze che vengono prima delle tue; non
dare importanza al tuo aspetto, non compiacerti della tua bellezza-commetteresti un
gravissimo peccato di vanità; puoi grattarti dappertutto, in caso di prurito, tranne che
nella zona genitale e se hai già sei figli, che non sai come mantenere, c'è un solo
sistema contraccettivo per evitare il settimo: la castità; non vantarti delle tue capacità,
non pensare nemmeno di averle-questa è la vera umiltà...; se c'è qualcosa che ti
gratifica fare, avere, ricevere, rinuncia! Ma, soprattutto, non montarti la testa: sei un
povero essere misero ed inetto, polvere destinata a tornare polvere, Dio è il tuo
signore e padrone, decide lui per te, non farlo incazzare, perché la collera divina ti
colpirà... cospargiti il capo di cenere, indossa il cilicio e trascinati ramingo e derelitto
in questa "valle di lacrime", in fiduciosa attesa del riscatto finale. Amen!
Queste cose non vengono sempre dette esplicitamente, se si escludono gli ambienti
strettamente cattolici osservanti, praticanti, baciapilanti, ma sono nei comportamenti,
nei discorsi quotidiani, nella vita di tutti i giorni, governano i rapporti interpersonali e
rovinano miliardi di esistenze.
Voglio precisare che ho parlato di cultura cattolica perché è quella nella quale
siamo immersi in Italia e paesi latini in generale. Le cose, comunque, non cambiano e
in qualche caso peggiorano (l'integralismo islamico ne è un esempio) se andiamo a
guardare in casa altrui, ossia in tutte quelle religioni che pongono alla base del
proprio credo il concetto di "peccato", di "bene e male", di "punizione e premio" e
che, espressione originaria dell'uomo verso il divino, sono state istituzionalizzate,
codificate in regole di vita pratica in tempi in cui le condizioni storiche di certi popoli
lo imponevano, entrando poi nell'uso comune ammantate di mistero e di
superstizione, bollando (e più facilmente controllando) l'uomo con il marchio della
paura. Un chiaro esempio di ciò è rappresentato dai 10 Comandamenti, nati come
"Legge" utile a controllare un popolo eterogeneo, errante nel deserto verso la Terra
Promessa, con il solo denominatore comune del credere nello stesso Dio.
"Non avrai altro Dio all'infuori di me" aveva la funzione di evitare la comparsa di
mille idoli e idoletti con conseguenti "guerre sante" tra opposte fazioni. "Onora il
padre e la madre" serviva ad impedire a qualche scriteriato di abbandonare i "vecchi
scomodi" nel deserto. Sul "non ammazzare, non rubare, non dire falsa testimonianza"
non penso ci sia bisogno di spiegazione: sono regole del più elementare vivere civile.
Il famoso "non fornicare" (o "non commettere atti impuri"... che per generazioni di
studenti delle scuole cattoliche ha sempre significato stare alla larga
dall'autoerotismo, pena la caduta del pisello...) era semplicemente un antico sistema
di controllo delle nascite, per evitare nuove vite da fare errare (e mantenere) nel
deserto, dal momento che un uomo può fecondare più donne... e cosa mi è andato a
diventare? La condanna dei rapporti prematrimoniali e di tutti quelli, pur all'interno
del matrimonio, non mirati alla procreazione...! "Non desiderare la donna d'altri":
diversamente, sai le risse fra tribù!
Non è questa la sede per un'analisi approfondita dell'argomento; ho solo voluto fare
un concreto esempio di come alcune regole di quotidiana utilità, legate a momenti
ben precisi della storia di un popolo, siano state prese di peso, spesso stravolte e
addomesticate ad usum Delphini e usate per governare ed asservire gli uomini con la
paura allo scopo di raggiungere e mantenere un potere (economico, politico, di
prestigio, eccetera) che con la spiritualità non ha nulla a che vedere.
Mi spiegate cosa gliene può importare ad Allah se uno dei suoi fedeli mangia un
panino col salame e lo innaffia con un buon bicchiere di barbera? Assolutamente
niente! Solo che le condizioni climatiche, igieniche e metaboliche delle popolazioni
arabe impedirebbero loro di avere vita lunga se consumassero regolarmente carne di
maiale e alcolici: tutto qui!
Ancor meno gliene importa al Padreterno, anzi, sono certa che caso mai gli farebbe
piacere, se due ragazzi che si vogliono bene o che semplicemente si piacciono, si
fanno una... pardon: hanno un sano rapporto sessuale in santa pace che rende contenti
e rilassati entrambi!
Ho iniziato dicendo che l'essere umano non ha limiti se non quelli che egli stesso
vuole porsi e che l'impossibile non esiste.
Insisto su questo principio: a ognuno di noi risulta impossibile fare solo ciò che
pensa sia al di fuori delle sue capacità: cosa che per il 95% della popolazione
mondiale significa "quasi tutto", tranne il normale svolgimento delle più strette
funzioni fisiologiche e di mera sopravvivenza.
C'è stato qualcuno che ha detto: "[...] Spesso tutti ritengono che una cosa sia
impossibile, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza". Questo
"qualcuno" continua a non essere un mago televisivo, né un santone stile
"Scientology", e nemmeno un veggente dell'ultima ora, ma sempre e ancora Albert
Einstein, premio Nobel per la Fisica.
L'essere umano "può" tutto ciò che è consapevole di poter fare, tutto ciò che crede
fermamente di poter fare, tutto ciò che ha la volontà di fare. Ma per arrivare a tanto, è
necessario che si liberi dai veleni occulti, dai condizionamenti che lo avvolgono e lo
imprigionano come un bozzolo vischioso, primo fra tutti quello che gli dice "tu hai
dei pesanti limiti imposti dalla tua condizione umana".
La cosa più curiosa, è che questa Verità è contenuta nel Vangelo, ma tanto è stato
fatto e tanto bene da distorcere il concetto e portare una massa impressionante di
uomini e donne a credere di essere dei poveri incapaci che senza l'aiuto di Dio non
riescono neppure a soffiarsi correttamente il naso.
Eppure fu proprio Gesù Cristo a dire alla donna risanata: "Va, la tua Fede ti ha
salvato!". "LA TUA FEDE", non l'intervento divino, non un evento soprannaturale,
tantomeno il primo operatore dell'occulto visto in TV nessun altro miracolo se non
quello della Mente Umana.
I principi della magia

Nel Vangelo, testo al di sopra di ogni sospetto, il Cristo dice alla donna risanata:
"La tua fede ti ha salvato".
So benissimo che l'interpretazione "ufficiale" di questo episodio dice che dal
momento che lei ha avuto fede "in Dio", è stata da Lui premiata con il miracolo della
guarigione. Peccato che questa, come ogni interpretazione ufficiale, sia
inevitabilmente tendenziosa e allontani dalla verità.
Se davvero "Dio" fosse quel signore incazzoso, cui salta la mosca al naso per ogni
stupidaggine, che ci viene descritto dai pulpiti, i primi a fare le spese della sua ira
sarebbero gli interpreti ufficiali delle sacre scritture, che si sono dati da fare non poco
per adattare ad uso e consumo del potere temporale le Sue parole, stravolgendone il
significato.
Certamente la Fede in Dio è uno dei pilastri sui quali si basa la nostra esistenza, dal
momento che siamo Scintille Divine ad immagine e somiglianza del Creatore, ma
"fede" vuol dire semplicemente "credere" senza bisogno di dimostrazioni o prove,
dunque, "fede in Dio" significa "credere nella Sua esistenza", non nel fatto che non
abbia nulla di meglio da fare che insegnarci le buone maniere, pronto a mandarci a
letto prima di Carosello se ci mettiamo le dita nel naso o a premiarci con un
biscottino se mangiamo la minestra senza sbrodolarci.
La mia Fede in Dio è infinita, come infinito è il mio Amore per Lui, ma proprio per
questo - da sempre, da che ho memoria di essere al mondo - posso pensare a me
stessa come creatura a Sua immagine e somiglianza, ma non a Lui come essere ad
immagine e somiglianza del più arrogante, prepotente, inaffidabile, volubile,
vendicativo degli uomini.
Dio è "Amor che move il mondo e l'altre stelle" secondo un Piano che, attraverso
l'Armonia e l'Ordine Assoluti, ha per fine la Riunificazione di ciò che è separato,
l'Amore Universale.
La "fede" della donna del Vangelo è la consapevolezza di quanto dicevamo più
sopra: l'impossibile non esiste. E questo è anche il punto di partenza della Magia.
L'impossibile esiste soltanto nella nostra mente, a causa di quegli ormai noti veleni
occulti che dalla nascita ci hanno propinato - chi in buona e chi in mala fede - a
piccole dosi letali.
Dunque è sufficiente "credere", ma "credere" in noi stessi, nella possibilità di
"fare", nel fatto che TUTTO è possibile, per operare qualsiasi miracolo!
Troppo semplice? Troppo poco intrigante, interessante, misterioso...? E proprio qui
il problema: siamo tutti più o meno disposti ad accettare le complicazioni, le
difficoltà, le vie tortuose e misteriose, meglio se condite con scenografie ed effetti
speciali, ma opponiamo mille resistenze alla semplicità, soprattutto se minaccia di
coinvolgerci in prima persona.
La chiave d'accesso della Magia è - l'ho già detto - la Consapevolezza. I suoi
principali strumenti sono il Pensiero Positivo (ossia l'atteggiamento mentale) e
l'Amore: tutto il resto è fumo negli occhi che, nella migliore delle ipotesi, non
produce risultati.
Molti di voi staranno scuotendo il capino santo: "...Fosse così facile...!" Ma... È
facile! Il difficile sta nelle resistenze della nostra mente, abituata a pensare negativo.
La mente umana è una macchina perfetta: è un computer al quale, dal primo attimo
della nostra esistenza in avanti, sono state e costantemente vengono fornite
informazioni. Non sto inventando o vendendovi per verità delle opinioni personali;
c'è una scienza che si occupa di questo: si chiama Psicocibernetica.
E qui dobbiamo tornare a parlare di veleni occulti, poiché infatti la maggior parte
di queste informazioni - un vero e proprio bombardamento subliminale - sono di
segno negativo. Nessuno - o quasi - lo fa apposta, sia ben chiaro: non esistono
persone "cattive" che ci odiano gratis e che scientemente si mettono d'impegno per
fregarci. Esistono persone con dei problemi, che a loro volta hanno ricevuto
"informazioni" simili a quelle che trasmettono a noi, per la semplice ragione che
ognuno può dare solo ciò che ha, può cercare di insegnare solo ciò che sa.
Tra di voi ci sono certamente molti genitori: alzi la mano chi non ha mai urlato al
proprio figlio: "...Attento che cadi...!". Questo è un piccolissimo esempio, tra i più
banali, di informazione negativa. Chi di noi non è mai stato sgridato - magari
aspramente, con l'aggiunta di un castigo - per un brutto voto, uno strappo o una
macchia sul vestito "buono"...? E andando "oltre", tra quanti leggono ci sarà
certamente chi ha subito violenze più o meno pesanti, fisiche e/o psicologiche.
La mente registra... e magari dimentica "il fatto", ma trasforma l'informazione
negativa in un comportamento: ed ecco allora i timidi, gli aggressivi, i presuntuosi, i
masochisti, i sadici, gli intolleranti, le eterne vittime eccetera; soprattutto ecco la
schiera di coloro che "non si ritengono all'altezza". Di cosa? Ma di qualsiasi cosa che
poco poco faccia mettere loro il naso fuori dal guscio.
E fosse tutto qui...! Invece, per prendere solo un esempio e cercare di semplificare,
ogni volta che a qualcuno che perennemente "non si sente all'altezza" viene
miracolosamente il ghiribizzo di "fare l'uovo fuori dalla cavagna" e lanciarsi in un
qualcosa di inconsueto, ecco che la mente interviene pesantemente e in qualche modo
blocca l'iniziativa: si sente minacciata e si difende così, perché ha paura che si
riproducano le condizioni che già una volta hanno prodotto una ferita.
Tutti questi sono meccanismi inconsci di cui si occupano a vari livelli - tutte le
branche dell'umano sapere che cominciano con "psic". E poiché questo non è un
trattato di psicoqualsiasicosa, non voglio dilungarmi. Se qualcuno volesse saperne di
più, può procurarsi un testo di Psicocibernetica, o ancora meglio regalare a se stesso
quella straordinaria esperienza che è il seminario di Formazione Dinamica, che si
svolge con frequenza mensile a Torino presso l'istituto delle Motivazioni.
Sappiate comunque che quella vocina che vi dice "non sei capace, non sei
all'altezza, non puoi..." non è "roba vostra". Tutti voi, tanti quanti siete, nessuno
escluso, siete capaci, siete all'altezza, potete.
Qualsiasi cosa!
Inoltre, lasciando alla Sua Santa Pace il Padreterno, che ha ben altro da fare che
occuparsi delle nostre bollette della luce o delle nostre corna, intorno a noi ci sono
decine e decine di Angeli, Aiutanti Invisibili pronti a darci una mano, anzi, creati con
quel preciso Compito. Ma nelle Scritture viene anche detto: "Aiutati, che il Cielo ti
aiuta"!
Ciò significa che sedersi ad aspettare il miracolo non produce miracoli e ne sento
troppe di persone incazzate col Padreterno perché non soddisfa le loro richieste... poi,
gratta, gratta, scopro che nessuna di loro fa "veramente" nulla per modificare le cose
che vanno a rotoli: aspettano la botta di ...fortuna, il terno al lotto, che l'altro ci
ripensi, che li chiamino per quell'unica domanda di lavoro che hanno fatto un anno
prima, rimanendo immobili e ben arroccate sui loro comportamenti e nelle loro
abitudini mentali.
Il segreto della vita - che è anche il segreto della Magia - è uno solo: FARE!
"Fare" con Consapevolezza, Pensiero Positivo e Amore, chiedendo a chi può, a
tutte quelle infinite Forze Invisibili che ci circondano, di "darci una mano", che è ben
diverso dall'agire al nostro posto. Se volete conoscere un ragazzo o una ragazza che
vi piace, potete chiedere ad un amico comune di essere messi in contatto con l'oggetto
dei vostri desideri... ma non vi passa di certo per la testa - se siete mentalmente sani -
di incaricare l'amico comune di partire alla conquista al posto vostro!
A proposito di Angeli, sappiate che non esiste Rituale Magico che non ne preveda
la presenza. Dunque, abituatevi all'idea di conoscerli meglio, rivolgetevi a Loro ogni
volta che vi pare, per qualsiasi cosa. Oltre all'Angelo Custode, di cui più o meno tutti,
almeno da bambini, abbiamo sentito parlare, esistono centinaia di altre Creature
Celesti che non aspettano altro che un nostro richiamo, una nostra richiesta di aiuto.
Non trovate parcheggio? "Angelo parcheggiatore, pensaci tu," e potete essere
sicuri che qualcuno se ne va e vi lascia il posto: nelle condizioni quasi disperate del
traffico delle grandi città, questo non è forse un piccolo "miracolo"? D'altra parte non
me la sono inventata io quella frase che dice: "Chiedete e vi sarà dato!"...!!!
Attenzione, però, alla qualità delle vostre richieste: ben difficilmente un Angelo vi
darà una mano se il vostro cuore non è puro e le vostre intenzioni non sono elevate. Il
che significa che se cercate di fregare un Angelo, facendogli credere che volete che
Pasquale ritorni perché lo amate tanto, mentre invece l'unica cosa che vi fa vedere
rosso è che lui ha trovato la sua felicità con un' altra... beh... l'Angelo non è fesso e
soprattutto vede dentro di voi molto meglio di voi stessi: un angelico pernacchione è
l'unica risposta che potete legittimamente aspettarvi!
Siamo tornati così a parlare di cuore puro e intenzioni elevate, che è il luogo dove
cascano tutti gli asini possibili ed immaginabili. Perché, vedete, le presenze angeliche
proprie di tutti i Lavori Magici, lasciano passare solo le intenzioni elevate ed
egoismo, cinismo, avidità, aggressività, violenza, arroganza, disonestà, gelosia,
invidia, prevaricazione, ira, vendicatività, odio, rancore, paura, eccetera sono tutto
tranne che intenzioni elevate.
Se intendete fare Magia mossi anche da una sola di queste od altre analoghe
energie negative, non andrete a bruciarvi il posteriore nelle fiamme dell'inferno... per
il semplicissimo motivo che "l'inferno" verrà da voi sotto forma di guai a non finire
"qui ed ora", senza contare che se non avrete abbastanza tempo per ripristinare il
vostro debituccio karmico, si replicherà in una prossima esistenza... se la cosa -
adesso - vi sembra divertente o anche solo priva di importanza, non avete che da
provare: ne riparleremo tra qualche vita!... Senza dimenticare il non trascurabile
particolare che senza intenzioni elevate non avrete risultati positivi... ripeto per i più
cocciuti: risultati POSITIVI, dove con questa parola si intende qualcosa che produca
gioia, serenità, tranquillità d'animo, felicità per TUTTI i protagonisti... CI SIAMO
CAPITI...?
Prima di passare oltre per parlare nel dettaglio degli strumenti della Magia,
desidero fare una precisazione, ripetendo una cosa che ho già accennato: credo
profondamente in Dio, che identifico con il Principio Assoluto, l'Energia Creatrice di
"tutte le cose visibili e invisibili", l'Infinito Amore Universale. Ma proprio perché so
che non esiste nulla al di fuori di Lui, proprio perché Lo amo al di sopra di ogni altra
"cosa", ne ho anche un incommensurabile rispetto. Ecco perché me la prendo con chi,
magari anche in buona fede (... e ho dovuto fare una grande fatica per dire ciò...) ne fa
un piccolo essere del tutto simile a un campionario di difetti umani e in Suo nome
rovina l'esistenza di miliardi di persone.
C'è stato addirittura un tempo in cui in nome di Dio si uccideva (e nel nostro tempo
cosiddetto "civile" c'è chi lo fa ancora...); la Santa Inquisizione ha torturato e
sterminato centinaia di creature ritenute "eretiche", alla faccia del Comandamento che
dice "non ammazzare"! Tutto questo, proprio non solo della religione cattolica, ma di
tutte le "chiese", la dice lunga sull'"umanizzazione" di Dio ad uso e consumo del
potere temporale.
Mi va benissimo che la nonnina che si reca tutte le sere a benedizione creda in un
Dio che le può far arrivare prima la pensione e cerchi di "fare sacrifici" per non
scontentarlo, frequentando scrupolosamente la messa domenicale e osservando tutti i
precetti... ma mi va un Po' meno bene che da parte di un'ancora foltissima schiera dei
suoi rappresentanti terreni si continui a fare del terrorismo psicologico e si approfitti,
per esempio, di una piaga quale l'Aids - che richiederebbe da parte di tutti precise
informazioni e istruzioni meticolose sull'uso del preservativo - per ricordare ai "buoni
cristiani" che sono vietate le scopate fuori dal matrimonio!
Voglio terminare questo capitolo con un'esortazione del Buddha: "Quando ti
interrogano curiosi, cercando di sapere che cosa Esso sia, non affermare nulla, non
negare nulla. Perché ogni cosa affermata non è vera. E ogni cosa negata non è vera.
Come potrà qualcuno dire con verità che cosa può essere, finché egli stesso non ha
raggiunto Ciò che È? E dopo che l'ha raggiunto, qual parola si può mandare da una
Regione dove il carro della parola non trova una via su cui correre? Dunque alle loro
domande offri il silenzio soltanto, il silenzio... e un dito che indica la Via." Dio è un
"Sentimento" che ognuno di noi si porta dentro e che non può essere descritto da
nessuna parola o definito in nessun perimetro; è il codice genetico della nostra anima
che in Esso si riconosce.
Dio siamo noi... solo che non lo sappiamo ancora...!

[NOTA: per scomuniche, anatemi e quant'altro, rivolgersi all'Editore, che sarà ben
lieto di inoltrarli al mio indirizzo... dove io sarò ancora più lieta di riceverli!]
l'amore
Abbiamo già parlato di Consapevolezza e di Pensiero Positivo, e ci ritorneremo
ancora in seguito. Adesso dobbiamo affrontare l'altro strumento della Magia:
l'Amore.
Ho detto "affrontare" perché anche se sembra un discorso scontato è invece
decisamente difficile visto che normalmente si intende per "amore" ciò che Amore
non è.
Per introdurre l'argomento, riporto alcuni passaggi di lettere che mi sono state
scritte nel corso di questi ultimi anni o di consulti in studio.

"Siamo felici insieme e progettavamo di sposarci presto ma adesso gli hanno fatto
una proposta di lavoro che lo obbliga a star via due anni, lontano, all'estero. Lui è
contento perché è quello che ha sempre sognato e gli permette di realizzarsi molto...
ma io cosa faccio, intanto? Non voglio che vada via...si può fare qualcosa per
impedirglielo!" [dal consulto in studio del 10/05/*96 con E. L, 23 anni, di Asti]

"Mia figlia è sempre stata una testa matta, ma adesso sta passando il limite. Si è
presa una sbandata - lei dice che si è innamorata, ma... - per uno che ha 10 anni più di
lei, un divorziato che ha due figli, e parla di sposarlo. Pensare che ha una carriera
davanti che fa invidia a tutti e tanti ragazzi per bene che le stanno dietro, anche il
figlio di un notaio. Suo padre ne sta facendo una malattia e anch'io. Mi rivolgo a lei,
Isadora, perché bisogna fermarla a tutti i costi: non può buttare via la vita così e farci
morire di dolore tutti e due..." [dalla lettera del 15/02/'96 di L. B., 58 anni, di Novara]

"Sono 19 anni che gli sto insieme ma non mi ha mai sposata, anche se gli ho fatto
tre figli. Lui me l'aveva detto che non mi amava, che gli piacevo a letto ma che lui
non mi amava. Due anni fa se ne è andato con una boliviana che fa il mestiere e da
allora io cerco in tutti i modi di farlo tornare, perché lo amo ed è il padre dei miei
figli. Gli ho fatto fare non so quante fatture e tutte le volte lui torna per un Po' ma poi
se ne va di nuovo. Adesso basta: se non torna con me gli faccio fare una fattura a
morte, perché se non posso averlo io non lo può avere nessuna, glielo giuro...! " [dal
consulto in studio del 15/09/'95 con A. S.,49 anni, di Torino]
E gli esempi potrebbero continuare quasi all'infinito: mogli che vogliono impedire
ai mariti qualsiasi attività che non le comprenda, fidanzate che vogliono cambiare il
carattere dei rispettivi compagni, mariti e fidanzati che per essere certi della fedeltà
delle loro partners richiedono fatture e rituali inverosimili, genitori che pretendono,
con il ricorso alla Magia, di imporre ai figli le loro scelte, eccetera, eccetera, eccetera.
Ma la ciliegina sulla torta è quella di una signora con il marito un Po' "birichino"
che, in piena polemica con il Padreterno, mi ha detto: "Lo prego tutti i giorni che
faccia venire un bel colpo a mio marito, così se è sulla sedia a rotelle non può più
andare in giro, sta lì ed è tutto per me e io me lo posso curare e dargli tutto il mio
amore. Ma Dio non mi ascolta: non c'è proprio giustizia!" Poi c'è tutto il voluminoso
capitolo del "voglio quella persona ad ogni costo", il che significa pretendere di
comperare un sentimento, che poi sentimento non è. E non importa se "quella
persona" ha già una sua felice situazione di coppia, non importa se la sua volontà è
un'altra: si tenta il tutto per tutto in nome di una cosa cui si da il nome di "amore", ma
che, invece, è semplice desiderio di possesso.
Ecco perché dicevo, all'inizio, che sembra scontato dedicare un capitolo
all'Amore... ma lo sembra solo, perché infatti per la maggior parte delle persone
l'amore è solo quello di coppia o tra genitori e figli ed è sinonimo di "proprietà",
mentre in realtà l'Amore Vero è l'Amore universale, l'Amore Cosmico, rivolto
indiscriminatamente, incondizionatamente e "gratuitamente" a tutto il Creato.
Però, visto che la maggior parte delle richieste rivolte a un "operatore dell'occulto"
riguardano proprio problemi sentimentali, vediamo di parlare un Po' proprio di quelli.
"Amare significa non dover mai dire 'mi spiace." Questa era la frase-chiave di un
celebre best-seller degli anni '70 e tutte le studentesse dell'epoca la portavano scritta
sul diario, sulla controcopertina dei libri, o su di un'altra qualsiasi superficie
scrivibile, foss'anche il dorso della mano o la stoffa dei jeans. Ne erano pieni i muri
della città, le toilettes delle scuole, i tronchi degli alberi e i monumenti. Non
mancavano nemmeno allora i soliti "creativi" che al "mi spiace" sostituivano aggiunte
di ogni genere. Così, in breve tempo, la frase si accorciò in "Amare significa..." e via
libera alla fantasia.
Proviamo anche noi a fare questo gioco. Scrivete su di un foglio "Amare
significa..." e aggiungete tutto ciò che vi viene in mente, quello che pensate sia per
voi il vero significato della parola "amore".
Qualcuno ha scritto: libertà, rispetto, accettazione? E chi l'avesse eventualmente
fatto, conosce il vero significato di questi termini... che sono facili e gratificanti da
pronunciare ma tremendamente difficili da mettere in pratica?
Troppo spesso mi capita di vedere l'amore confuso con il possesso o scambiato per
una merce che - una volta data pretende ad ogni costo un'adeguata (e mai
sufficiente...) contropartita.
Ancora più spesso mi accade di sentir chiamare "amore" una naturale, semplice
anche se fortissima attrazione fisica. Ma qui andiamo di nuovo a sbattere nella cultura
dei tabù, del "si fa ma non si dice", che ha insegnato, soprattutto alle donne, a
travestire da sentimento, per poterne beneficiare sentendosi la coscienza a posto o
parlarne senza vergogna, una pulsione fisiologica normalissima - come il mangiare, il
respirare e il dormire - che si chiama "sesso".
"Non lo fo per piacer mio, ma per dare figli a Dio! " era una frase che le signorine
di "buona famiglia" ricamavano, un tempo, sulle camicie da notte dei loro corredi da
sposa...! Sono trascorsi lustri e lustri da quel dì, la rivoluzione sessuale ha fatto il suo
corso... ma ben raramente mi accade di imbattermi in qualche sincera signora o
signorina che mi dica: "Voglio il Tale perché mi attizza; un giro e se non è cosa, aria e
avanti un altro!". Macché! La maggior parte esclama, con gli occhioni umidi: "Mi
aiuti a conquistare quell'uomo, perché sono innamorata e da quando l'ho incontrato
non posso vivere senza di lui!" Intendiamoci: non sto dicendo che all'interno di una
coppia non possa esistere l'Amore vero... ci mancherebbe! È semplicemente raro,
visto che AMARE SIGNIFICA...

LIBERTÀ: quindi NON "ti amo perciò tu devi amare me, nel modo in cui voglio
io, come ti amo io e fare quello che dico io per dimostrarmi che mi ami..." cosa che
accade nella maggioranza dei casi e crea infelicità a catena.

RISPETTO: che deve essere reciproco, della persona fisica, mentale, emozionale e
spirituale. In nessun caso la prevaricazione porta risultati positivi. "Non fare ad altri
ciò che non vorresti fosse fatto a te..."
ACCETTAZIONE: perché ognuno di noi è esattamente quello che può essere qui
ed ora. Il giudizio su quelli che sono pregi o difetti è estremamente soggettivo. Se una
persona non si relaziona in modo armonico con un'altra tutti i tentativi di
compromesso, di aggiustamento, le pretese, a volte anche violente, di cambiamento
sono destinati a fallire miseramente o a produrre tormenti, perché partoriscono
sempre una coppia formata da una vittima e da un carnefice.

Solo a queste condizioni esiste la felicità di un'unione... ma attenzione che


"felicità" non ha niente a che vedere con le piccole gratificazioni personali, le rivalse,
le pretese di "prove d'amore"...!
Sempre andando a pescare nella mia esperienza professionale, c'è un dato
altamente significativo per ciò che riguarda i problemi sentimentali (e i problemi in
generale): se una situazione è stata creata da una serie di circostanze e di
comportamenti, ben difficilmente la persona che viene a chiedere una soluzione è
disposta a modificare il suo modo di vedere e vivere la questione.
Qui gli esempi che posso fare sono infiniti.
Un marito rivuole la moglie ad ogni costo; lei se n'è andata di casa con il figlio di
pochi anni, è tornata a stare con i genitori e ha chiesto la separazione legale: "Voglio
che torni, perché senza di lei non è più vita... certo... qualche sberla, a volte, può
volare... ma una sberla non ha mai ammazzato nessuno; ...sì, io sono sempre fuori,
vado al bar con gli amici... ma per un uomo è normale; ...beh, quando capita qualche
avventuretta non mi tiro indietro, l'uomo è cacciatore, ma a lei non ho mica mai fatto
mancare niente...!" Una moglie rivuole il marito che si è dato alla macchia: "Deve
tornare, perché lo amo ancora, anche dopo trent'anni di matrimonio; ...è normale che
in una famiglia ci siano delle regole da seguire... in casa non si fuma, perché a me da
fastidio l'odore e si ingialliscono le tende, non si riceve nessuno, perché poi pulire
tocca a me... io passo le mattine a dare la cera e devo urlare perché metta le pattine
quando entra...; ma le sembra troppo pretendere che mi accompagni a messa delle 11
la domenica? ...Il sesso? ...Dopo trent'anni di matrimonio e alla nostra età [lui ha 54
anni e io 51, n.d.r.]; ...non sa quanto ho dovuto insistere perché la piantasse lì di
spendere soldi in quel ridicolo hobby della fotografia...!" Un'altra moglie viene a
chiedere, in lacrime, di ricondurre sulla retta via il marito che ha una relazione con
una ragazza di dieci anni più giovane: "Lo so che è un Po' colpa mia che l'ho sempre
lasciato andare in giro da solo... ma a me non interessa frequentare gente, è più forte
di me, io sto bene solo a casa mia, non ho voglia di uscire e sono passati i tempi in
cui avevo l'età per fare sport [la signora ha circa 40 anni, n.d.r.]; ...il sesso? Con i
ragazzi in casa che possono sentire... ?" Un uomo - sposato e padre di una figlia -
viene a raccontarmi una storia di questo tipo: per 6 anni ha avuto una relazione
superclandestina con una donna divorziata, che "improvvisamente e senza motivo" lo
ha lasciato per un altro, con il quale, dopo un anno di frequenza, è addirittura andata a
convivere. "Io la rivoglio con me, è l'unica donna al mondo che abbia mai amato;
...con mia moglie non c'è storia da secoli, ma non potevo mica dare un calcio a tutto
sui due piedi... sa... ho una posizione da difendere, un lavoro di prestigio nel quale le
apparenze contano...; si trattava di aspettare ancora un Po', stavo cercando di
sistemare le cose, ma lei ha avuto fretta [ dopo 6 anni... n.d.r. ] e si è trovata
quell'altro, che è libero e le ha dato ciò che lei voleva... ma io la amo, la rivoglio...no,
subito non potrei andare a vivere con lei, c'è sempre il resto della situazione in piedi,
ma... col tempo... se mi ama deve saper aspettare..."
In tutte queste storie, come nelle altre mille simili che potrei citare, mancano nel
modo più assoluto libertà, rispetto e accettazione. La parola più usata nei racconti è
"DEVE". Ma manca, soprattutto, l'intenzione seria di ripristinare un equilibrio che si
è rotto non per una folata di vento, bensì per precisi comportamenti reciproci e
assenza di comunicazione "utile" tra le parti, l'espressione "è più forte di me" è
quanto di più dannoso ci sia in questi casi, è un subdolo parto della "mente", perché
niente "è più forte" di noi. Si tratta di abitudini mentali, di pigrizia psicologica, di
condizionamenti che non sono "roba nostra", di voler a tutti i costi vincere battaglie e
guerra senza muovere un dito, senza trattative, senza strategie, senza coinvolgimento
o impegno personale. Si delega tutto "all'altro", che DEVE fare, dire, comportarsi,
agire come un robottino, che DEVE dare "amore" e sicurezza uniformandosi ai nostri
parametri, al nostro personale concetto di "male/bene".
Conosco tante donne - ahimè - che se ne stanno buone e zitte a farsi riempire di
botte o a subire violenze psicologiche inaudite, continuando a chiamare "amore" quel
tipo di situazione e a vivere vicino al tanto celebrato "uomo che non deve chiedere
mai": contente loro, contenti tutti! Ma ne conosco anche qualcuna che sceglie di
mangiare pane e cipolla in santa pace e senza lividi piuttosto che continuare a tenere
in piedi un'unione di quel tipo: sono quelle che decidono di amare davvero e
incominciano dal soggetto più importante: se stesse!
Qui sta il punto: non si può fare nessun miracolo in materia sentimentale se non si
sa di cosa si sta parlando. E nessuno di noi è in grado di amare un altro se non ama, in
primo luogo, se stesso. Ne parleremo diffusamente nel capitolo dedicato all'altruismo.
Nel frattempo, tenete a mente queste poche e semplici cose: 1) Senza libertà,
rispetto ed accettazione RECIPROCI non esiste "amore", ma solo una coppia male
assortita nella quale l'infelicità e/o l'insoddisfazione sono la regola. È allora del tutto
inutile andare in processione - portafogli alla mano - da tutti gli operatori dell'occulto
possibili ed immaginabili a richiedere fatture, controfatture, legamenti, incantamenti
ed altre amenità consimili. E anche altrettanto inutile incazzarsi col Padreterno o con
Santa Rita perché "non fanno la grazia".
2) Stesso discorso se, invece di analizzare onestamente gli oggettivi "perché" di
una situazione, con un minimo di autocritica, si continua a remare contro, insistendo
nei comportamenti che l'hanno determinata. Personalmente so che quando voglio
raggiungere un obiettivo, per esempio desidero recarmi a Roma, non prendo la strada
per Zurigo e m'incazzo come una iena quando mi ritrovo davanti al cartello
"benvenuti a Berlino", maledicendo la sfìga che mi ci ha portata!
3) Occorre imparare a chiamare le cose con il loro nome:sacrosante e fisiologiche
pulsioni sessuali, desiderio di possesso, paura della solitudine, abitudini,
condizionamenti sociali e via discorrendo sono tutto ciò che volete di umanamente
comprensibile ma non sono Amore.
In Amore si da e basta e se si sa veramente Amare, si ama tutto e tutti, non solo una
ristretta cerchia di persone e un limitato numero di cose.
Se il Padreterno facesse un ragionamento di tipo "umano", se amasse solo "quelli
che se lo meritano", sarebbero davvero cavoli amari...!
Amore di mamma

Prometto: sarò breve! Questo perché voglio farvi soffrire il meno possibile!
D'altra parte, con questo argomento mi sono già giocata amicizie a non finire:
pazienza!
In Italia e nei paesi latini in genere, dire qualcosa contro la mamma è peggio che
parlare male di Garibaldi e per farlo ci vuole un gran coraggio. Eppure l'amore
materno, così come generalmente viene inteso, riesce a fare più danni di uno sciame
di cavallette.
Non ho proprio nulla contro le mamme e sono mamma anch'io di una luminosa
creatura, dunque chi pensa che questa introduzione sia una sorta di vendetta di una
donna frustrata nel suo desiderio di maternità può serenamente andare a fare un giro.
Voglio anche precisare che per "mamma", in questo capitolo, intendo dire
"genitore", dunque padre o madre indifferentemente e questo prima che qualche
"associazione padri riuniti" salti su a rivendicare il proprio ruolo: ce n'è per tutti, state
tranquilli...!
Visto che l'argomento è di quelli spinosi, tanto vale incominciare subito alla
grande: quello dei genitori è, generalmente, una delle forme più distorte ed egoistiche
di amore.
Se il libro che avete in mano non è finito nella spazzatura o contro il muro, adesso
continuate a leggere.
Quello dei genitori è una delle forme più distorte ed egoistiche di amore... IN
PERFETTA BUONA FEDE.
Il punto di partenza, l'origine di tutti i guai, sta nel fatto che ogni genitore, chi più,
chi meno, considera il figlio una proprietà... ed è perfettamente inutile che diciate che
non è vero, che voi non siete così, che vostro figlio è liberissimo, eccetera: state
semplicemente mentendo a voi stessi, perché voi stessi siete stati considerati una
proprietà e così i vostri genitori e indietro nelle generazioni. E uno di quei veleni
occulti talmente antichi e sottili da essere passato nel codice genetico e di cui nessuno
si accorge più.
Attraverso il mio lavoro ascolto le confidenze di un campione di umanità altamente
significativo e in tutti i genitori che vedo, anche nei più "moderni", c'è quel tanto di
senso di possesso nei confronti dei figli, la presunzione di sapere ciò che è male e ciò
che è bene per loro, la pretesa di impedire errori o indirizzare scelte di vita: tutto
questo, ripeto, sempre IN PERFETTA BUONA FEDE. Non conosco nessun padre e
nessuna madre che dichiaratamente vogliano il male delle loro creature (riflettiamo
sull'espressione "loro creature") ma ne conosco tantissimi che realmente lo provocano
senza nemmeno rendersene conto.
Come sempre, lasciare la parola all'esempio è la miglior cosa da fare.
Alzi la mano chi - genitore o no - non ha mai pensato al proprio figlio o al figlio
che non ha avuto come al "bastone delle sua vecchiaia".
Bene: il giorno in cui mi sorprendessi a pensare a mia figlia - poco o tanto - come
al "bastone della mia vecchiaia", farei in modo di mettermi nell'impossibilità di
diventare vecchia. Perché i danni che io - personalmente - ho visto produrre da un
atteggiamento mentale di questo genere sono incalcolabili.
Badate bene che NON sto dicendo - voglio ripeterlo ancora una volta... e non sarà
l'ultima - che un genitore condiziona la vita di un figlio in mala fede! Per la carità!
Siamo tutti, nessuno escluso, in perfetta buona fede, ma non per questo meno
pericolosi!
Si tratta di meccanismi inconsci che scattano automaticamente e che producono
degli altrettanto inconsci comportamenti, talmente inconsapevoli che sembra siano
normali, naturali... talmente "naturali" che la Natura non li conosce...! La femmina di
un qualsiasi mammifero, partorisce un cucciolo, lo cura con amore e con attenzione,
lo difende anche a rischio della propria vita dai pericoli, lo svezza, gli insegna le leggi
della sopravvivenza... e lo fa smammare. Fuori, aria, pedalare, via dal territorio: il suo
compito, nei confronti del cucciolo, che nel frattempo è cresciuto, è finito... se lo
incontra di nuovo, non lo riconosce nemmeno più come suo...per il semplice fatto che
"suo" non è.
Ma noi umani abbiamo tanto fatto e tanto bene da stravolgere anche questa legge
naturale, così ogni genitore, per il solo fatto di essere tale, in buonissima fede e in
modo assolutamente inconscio, ritiene il figlio, poco o tanto, una sua proprietà.
Qui nasce il problema... non del genitore, che, anzi, ha quadrato il suo cerchio, ma
del figlio, al quale giorno dopo giorno, attraverso mezze parole, battute, piccoli e
apparentemente innocenti ricatti morali, comportamenti, "aria che tira", eccetera, il
tutto in modo diretto e indiretto, viene sottilmente ma inesorabilmente fornita
l'informazione che "deve tutto" a chi gli ha "dato la vita". l'amore, l'attenzione,
l'interessamento, la dedizione, il sacrificio quando occorra, diventano un obbligo; in
loro assenza, il bambino, poi il ragazzo, poi l'adulto, si sente un mostro senza cuore,
si vive come "cattivo", si infarcisce di sensi di colpa e sempre, in maniera variabile e
più o meno evidente, stravolge se stesso, si sacrifica, si inibisce, si annulla, rinuncia,
pur di non sentire le staffilate del rimorso e non subire il giudizio altrui. Perché "da
che mondo è mondo" BISOGNA amare i genitori, si DEVE... che diamine!
Ma, buon Dio, qualcuno mi spiega come fa l'Amore ad essere una definizione
un'imposizione, un dovere e non una libera scelta del Cuore?
In nome di questo "comune senso dell'amore" sono stati commessi i crimini più
atroci... sempre in buona fede, eh, per la carità, in perfetta buona fede, ma non per
questo meno crimini!
Perché il punto di partenza è uno, come ho già avuto occasione di dire: il
confondere, l'identificare l'amore con il possesso... e se una "cosa" è tua,
inconsciamente ritieni di poterne disporre come vuoi. E una sottilissima questione di
atteggiamento mentale, intendiamoci, non la premeditazione a delinquere.
Ma un figlio non è una cosa e, soprattutto, non è "tua": appartiene a se stesso e a
nessun altro e il più grande atto d'amore che si possa fare nei suoi confronti è il
riconoscerne la completa autonomia e la più totale libertà. Il genitore è soltanto lo
strumento, il canale attraverso il quale quell'anima ha scelto di manifestarsi in questa
vita. Se poi questa libertà si manifesta attraverso scelte che tu, genitore, ritieni
sbagliate, l'unica cosa che puoi fare è esprimere serenamente il tuo punto di vista... ho
detto "serenamente" e cioè NON "fai cosa vuoi, ma lo sai che mi dai un grosso
dispiacere", perché questo non è un punto di vista e non è sereno: in buon italiano
chiamasi "ricatto morale", che corrisponde a una gran vigliaccata. E se a quel punto il
figlio ti risponde: "... e chi se ne frega...", magari potrai pensare che è un Po'
maleducato, ma in sostanza avrà ragione lui!
Il perdono

Mi è accaduto più di una volta, durante una meditazione collettiva, che chi guidava
la serata invitasse ogni partecipante a pensare ad una persona nei confronti della
quale provava del rancore, per poi perdonarla. Sinceramente, tutte le volte ho fatto
grandi sforzi di memoria, ma non sono mai riuscita a trovare nessuno.
Non so cosa sia il rancore, non l'ho mai saputo. Spesso mi arrabbio con qualcuno,
anche violentemente (tutti coloro che mi conoscono - mia figlia in testa - sanno che
ho un "pessimo carattere"...!) ma è sempre un'esplosione superficiale, un liberare
dell'energia negativa che poche e ben precise cose mi fanno accumulare e non dura
mai a lungo. Soprattutto, finita la bufera, tutti amici come prima.
Non è che nella mia vita siano mancate le occasioni di dolore, non è che abbia
sempre avuto a che fare con persone adamantine: sofferenze, disonestà e tradimenti
hanno segnato i miei anni così come quelli di tutti, ma nonostante ciò non sono mai
riuscita a "legarmi al dito" alcunché, non sono mai riuscita a odiare nessuno,
nemmeno quelle due o tre persone che hanno interferito in modo decisamente pesante
nella mia vita.
Invece, ascolto troppo spesso storie inverosimili di rancori insanabili, di questioni
di principio degenerate in faide familiari, di odi profondi legati a vicende talmente
insignificanti che mi chiedo se la persona che me le racconta non stia inventando di
sana pianta, perché ai miei occhi appare incredibile che qualcuno possa sprecare tanta
energia nell'odiare qualcun altro invece di impiegarla costruttivamente per migliorarsi
la vita.
Perché qui sta il nodo della questione: tutto il capitale energetico che viene speso a
fondo perduto in odio, in rancore, in propositi di vendetta, potrebbe essere investito
per costruire un reale, personale "vivere al meglio". E non solo a parole, non solo sul
piano filosofico, ma concretamente, nelle vicende e nei fatti oggettivi della vita di
tutti i giorni.
La magia nera altro non è se non un pensiero negativo molto forte indirizzato con
costanza nei confronti di qualcuno o qualcosa e contrariamente a ciò che
comunemente si pensa tale pensiero è più dannoso per chi lo invia che per chi lo
riceve: è un cancro che corrode lentamente ma inesorabilmente ed è sempre letale,
mina il fisico e lo spirito portando all'autodistruzione.
Il solito, immancabile esempio, riguarda questa volta una persona che da anni si
ostina a giocare a tutti i giochi possibili e immaginabili (lotto, totocalcio, lotterie
varie, gratta e vinci, cavalli, roulette, eccetera) cercando di aiutarsi con espedienti
"magici", pregando anche il Buon Dio e facendo penitenza, al solo scopo di
procurarsi la somma di denaro necessaria per "far morire di rabbia" una sua parente
che lei odia "con tutto il cuore" a causa di vecchie storie d'infanzia. È una donna che
si sta letteralmente distruggendo, consumandosi in quella che, col tempo, è diventata
un'ossessione e che si lamenta di essere perseguitata dalla sfortuna, visto che non
riesce a vincere mezza lira perché con ogni probabilità quella "parente" le ha fatto il
malocchio. Il malocchio, ovviamente, non c'entra neanche di striscio: semplicemente,
l'energia-odio non può produrre nessun risultato positivo... ma cercate voi di farglielo
capire, se ci riuscite...!
L'energia negativa può attirare e alimentare solo altra energia negativa: non ci sono
santi! Se tutti comprendessero questo facilissimo principio, il gioco sarebbe fatto e il
perché lo capisce anche un lattante: se l'energia negativa attira altra energia negativa,
ne discende che l'energia positiva attira altra energia positiva. Di cosa preferite che
sia piena la vostra vita? Di petali di rosa o di cespugli spinosi...? Dipende solo da voi!
Se non sapete perdonare i torti - veri, ma più spesso presunti... - che avete subito,
se continuate a vivere di "questioni di principio" (dietro le quali, com'è noto, si
nasconde sempre un grosso imbecille, come ho sentito giustamente affermare da
Indro Montanelli) se "è più forte di voi" il rinunciare a misurare, pesare, sezionare
persone e fatti secondo i vostri inflessibili parametri del "questo è bene e questo è
male", se non sapete piantarla lì di sostituirvi al Padreterno nel giudizio, chiudete il
libro e regalatelo a qualcuno, perché la Magia non fa per voi.
Cuore puro e intenzioni elevate - ossia essere animati da sentimenti assolutamente
positivi - presuppongono il Perdono. Come al solito non si tratta di diventare santi di
colpo e di andare in giro porgendo a tutti l'altra guancia, ma di incominciare a porsi
nell'ordine di idee, almeno, di non legarsi al dito qualsiasi stupidaggine. E credetemi
che non esistono mai motivi "seri" per arrivare a odiare qualcuno, nemmeno nei casi
apparentemente eclatanti, perché nessuno è "cattivo" per nascita: tutti noi - l'ho già
detto, ma voglio ripeterlo - facciamo il nostro possibile qui ed ora. Chissà come
sareste diventati voi se aveste vissuto la stessa vita, le stesse esperienze della persona
che ritenete vi abbia fatto un torto sanguinoso per pura cattiveria...?
Non sto nemmeno dicendo che dobbiate di punto in bianco andare dalle persone
che odiate ad abbracciarle e dire loro che le perdonate: sia perché molte di loro vi
prenderebbero per matti, sia perché so che vi chiederei veramente troppo. Però,
almeno, cercate di farvele diventare indifferenti: una sana indifferenza è centomila
volte preferibile al rancore, almeno è un energia neutra... e all'Amore Universale ci
arriveremo un Po' più in là!
Perdonare una persona non significa nemmeno farvela diventare simpatica di colpo
e mettervi a frequentarla assiduamente come se fosse il vostro miglior amico: una
sana distanza può certamente aiutarvi nei vostri propositi, è inutile andarsi a cacciare
in bocca alla tigre.
Perdonare è prima di tutto e come sempre, una questione di atteggiamento mentale,
è l'essere consapevoli che non esistono mai motivi per odiare, nemmeno quelle
persone che veramente, con i loro comportamenti o con le loro parole, ci feriscono
davvero o condizionano in qualche modo la nostra vita.
Il lato triste di tutto ciò, è che ben di rado ascolto racconti di problemi oggettivi, di
storie "pesanti". Molto più spesso si tratta di cretinate, di sassolini diventati macigni
per la stupidità dei partecipanti. Significativa là storia di un'intera famiglia divisa in
due a causa di un fucile da caccia che il nonno aveva destinato a un nipote e che
invece - a nonno defunto - è stato incamerato da un altro: "...Perché quell'arpia della
moglie l'ha fregato dalla sala la sera del rosario..."! Così da circa vent'anni, otto
persone adulte, con relativa prole, trascorrono il loro tempo a farsi i dispetti...!
Ma anche nei casi in cui obiettivamente ci potrebbero essere dei motivi
apparentemente seri per portare rancore a qualcuno, odiare resta, comunque,
un'inutile perdita di tempo e uno spreco di energia, perché non porta nessun risultato,
non risolve situazioni, non pone rimedi di sorta. Sono significativi quegli episodi in
cui una persona cara viene uccisa e/o violentata da qualcuno, come, per esempio,
quelli che vedono come tragici protagonisti gli assassini dei cavalcavia, i balordi che
ammazzano per rubare un motorino o poche lire per una dose, gli omicidi "per
onore", i pedofili, eccetera: tutti fatti drammatici, fonte di lacerante dolore, in cui
però l'odio non serve a nulla, né a riportare in vita la persona uccisa, né a cancellare i
traumi della violenza subita. È sacrosanto pretendere che la giustizia umana faccia il
suo corso (e sono scandalose, a volte, la leggerezza e la superficialità con cui le
indagini vengono svolte, per non parlare dei tempi della macchina giudiziaria...) ma
l'odio, contrariamente al potere, logora solo chi ce l'ha.
È questo il dato importante: l'odio avvelena solo ed esclusivamente l'esistenza di
chi lo prova; vedete la questione da questo solo punto di vista e traete le conclusioni.
So benissimo che è difficile, soprattutto quando un fatto drammatico ha un preciso
responsabile, ma dal momento che il Cristo, sulla croce, perdonò i suoi carnefici
"perché non sanno quello che fanno..." proviamo almeno ad accettare l'idea di
trasformare l'energia-odio in indifferenza, in energia neutra. "Accettare l'idea"
significa mettersi nelle condizioni di incominciare, modificare poco per volta
l'atteggiamento mentale. Spesso mi sento dire: "Voglio togliermi la soddisfazione
di...", normalmente di veder soffrire o patire o navigare in un mare di guai il soggetto
di un'offesa. Potrei ancora capire (il che non significa incoraggiare) se la
soddisfazione portasse dei reali, concreti vantaggi, ma nella maggioranza dei casi si
tratta solo di soddisfazioni "morali", che non modificano nulla, non spostano i fatti di
una virgola, non portano vantaggio a nessuno... spesso, anzi, lasciano la bocca
amara...! E allora...?
Vorrei che fosse chiaro, l'ho già detto ma voglio ripeterlo, che il mio intento non è
quello di portarvi alla santità in dieci lezioni e neanche affermare che chi non è con
me è contro di me, si vergogni ed esca dall'aula. Come sempre, com'è nella mia
natura, chiedo solo un atteggiamento possibilistico, chiedo di lasciare socchiusa la
porta invece di sprangarla con le putrelle dell'intransigenza, del "è più forte di me".
Nella miglior tradizione della pubblicità, certa della qualità del "prodotto" che vi
propongo, semplicemente vi invito alla prova!
Tutti noi, nessuno escluso, abbiamo appeso al collo un cartello che dice "lavori in
corso". Nessuno "è nato imparato", nessuno è già arrivato. Che piaccia o no, siamo
tutti in Cammino: c'è chi ha fatto un Po' più di strada e chi un Po' meno, c'è chi ha
preferito fermarsi a riposare e chi (quasi tutti...) ha bisogno di spintoni per proseguire.
Così, tenetelo sempre presente, ognuno di noi fa il proprio possibile qui ed ora.
Probabilmente il vostro possibile non è abbastanza per qualcun altro, come per voi
non lo è quello di alcuni che vi circondano.
Ritorneremo a parlare di Perdono nel capitolo dedicato all'altruismo, perché come
non è possibile amare gli altri se non sappiamo amare noi stessi, così non possiamo
perdonare nessuno se non siamo capaci di perdonarci, anzi, spesso l'abitudine a
portare rancore agli altri discende proprio dal fatto che ce l'abbiamo con noi stessi.
Incredibile? Può darsi...! Ma vero!
L'umiltà

Alcuni anni fa chiesero a me e ad altre cinque o sei persone, appartenenti ad un


circolo esoterico, di scrivere qualcosa sul tema dell'umiltà per poi confrontare le varie
posizioni nel corso di una serata. Preciso che frequentai quel circolo per brevissimo
tempo, giusto quello necessario per accorgermi una volta di più che il termine
"esoterico" serve più spesso per darsi un tono, una patina di importanza, che per
esprimere la disponibilità a lavorare seriamente su se stessi.
La sera della riunione, ascoltai con attenzione le esposizioni degli altri: ero la più
giovane, dunque mi toccava parlare per ultima.
Giunto il mio turno, ebbi un momento di imbarazzo, poiché per tutto quel tempo
mi ero via via resa conto che quanto stavo per esprimere avrebbe potuto far saltare
qualche dentiera.
In pratica, fino a quel punto avevo sentito parlare dell'umiltà come di quella cosa
per cui, per aver diritto ad un posto in paradiso o comunque essere considerate
persone "per bene", occorre sentirsi costantemente dei poveri coglioncelli privi di
qualsiasi importanza.
Vi do un consiglio: se non volete sentirvi dire cose magari scomode, non
chiedetemi dei pareri! Perché so starmene buona e zitta a farmi i fatti miei, non ho la
pretesa di "convertire" nessuno, ma non esiste forza al mondo in grado di fermarmi o
di farmi inanellare minuetti diplomatici se, interrogata, mi si obbliga a rispondere:
dico quello che sento! E uno dei motivi per cui alcuni "maligni" di mia conoscenza
affermano che ho un pessimo carattere ...!
Così, quella sera, deglutii, tossicchiai e diedi fuoco alle polveri: l'imbarazzo
cambiò di colpo campo...!
Sì, perché per ciò che mi riguarda l'umiltà è esattamente il contrario di quanto
comunemente veniamo obbligati a pensare, cioè che in pratica, per venire accettati,
accolti nel consesso delle persone "per bene" e considerati "buoni", occorre che ci
vestiamo di (falsa) "modestia", così da non dare fastidio a nessuno.
L'esperienza mi ha insegnato che la maggior parte delle persone che per abitudine
si nascondono dietro la maschera del "io non sono niente e nessuno", che affermano
di essere dei buoni a nulla, che insistono nel dire di avere una scarsa intelligenza,
sono, in realtà, degli insopportabili presuntuosi che hanno scovato il trucco della
mammoletta per indurre gli altri a lodarli in continuazione ...Oppure sono coloro che
"battono da scemi per non pagare dazio"...!
Quando frequentavo la facoltà di medicina, all'istituto di microbiologia c'era un
professore che spesso ricordava agli studenti le proprie scoperte nel campo e i
riconoscimenti ricevuti. Per questo motivo era mal visto dai più, che lo ritenevano un
presuntuoso... ma viva la faccia: non c'era nulla di affermato che non fosse vero,
dunque perché avrebbe dovuto far finta di niente? l'umiltà, invece, è un atteggiamento
mentale di servizio e basta.
Ciò significa che il vero "umile" è colui che si pone a disposizione degli altri per
trasmettere quel poco o tanto che sa ed essere "strumento". Contemporaneamente, il
vero umile sa anche "di non sapere", ossia che la sua crescita non finisce mai, che la
Conoscenza è lo scopo della sua vita e che tutto e tutti possono essergli "maestro".
Quante "lezioni" ho ricevuto - all'insaputa dei protagonisti - da persone che erano
certamente meno "erudite" di me, che magari avevano solo il diplomino di scuola
elementare, ma che mi hanno regalato tesori di Conoscenza! Se mi fossi chiusa nella
mia torre di "cultura", se li avessi considerati dall'alto del mio liceo classico e dei
miei studi universitari o della mia condizione sociale, loro sarebbero rimasti gli stessi,
ma io sarei stata certamente molto più povera e arida.
Spirito di servizio, dunque e completa, indiscriminata disponibilità: l'umiltà è
questa. Tutto il resto è, come al solito, maschera, travestimento. Ci mancherebbe solo
che una Scintilla Divina si sentisse una cacchetta! Ma ce l'hanno servita così la
minestra e ci hanno ripetuto fino alla nausea che "chi si loda, s'imbroda"...! ...Balle!
Sentirsi - quando più e quando meno sinceramente - sempre un gradino sotto gli
altri, ritenersi - o affermare di essere non all'altezza di persone e situazioni, vivere di
"non sono capace", "è al di sopra delle mie capacità", "sono una nullità", significa
impedirsi di vivere: perché le parole - in quanto suoni, quindi vibrazioni - sono
energia e come al solito ad affermazioni di segno negativo corrisponde energia
negativa che va ad attirare altra energia negativa, con le ormai note, relative
conseguenze.
Inoltre, approfondendo un aspetto cui ho già accennato, sono più che certa che
moltissime di quelle persone che giocano a fare gli eterni buoni a nulla siano in realtà
convinte del contrario in modo addirittura esagerato. Sono quei bei tipi che, ritenendo
di aver scoperto tutte le verità, sono chiusi a qualsiasi elemento che possa scuotere le
loro fittizie certezze (normalmente le hanno comperate a scatola chiusa da qualche
venditore di fumo e ci si sono attaccati come cozze...) e si travestono da fanti umili
sia per provocare la generale ammirazione ed estorcere applausi al "loro pubblico",
sia per essere tenuti fuori da qualsiasi cosa che puzzi di impegno personale o possa
loro instillare il temutissimo tarlo del dubbio.
Intendiamoci: non fare i fanti umili ed essere consci di valere, non significa, al
contrario, salire in cattedra ad ammaestrare le genti col nostro sapere. Avete presente
quelli che sanno sempre tutto? Simpatici, vero...? Se voi sapete fare un buon sughetto
per la pasta, loro ne conoscono uno cento volte migliore; se avete comperato un
vestito e glielo mostrate, lo guarderanno con condiscendenza e vi diranno che se foste
andati nel negozio che vi avevano indicato loro, avreste speso meno e acquistato
meglio; se voi incautamente affermate di spendere 500.000 lire al mese, facendo
anche qualche salto mortale, per le spese di casa, vitto compreso, loro vi rideranno in
faccia e vi racconteranno la palla che con 100.000 lire riescono ad imbandire
succulentemente tavola, saldare le bollette, pagarsi la palestra e risparmiare ancora
qualcosa; se vostro figlio "va" discretamente a scuola, il loro è il primo della classe;
se voi avete il raffreddore, il colesterolo un Po' alto, la cervicale dolente, loro sono
molto più scassati di voi... e via di seguito! Sono coloro che, per vivere, si ritengono
obbligati a sentirsi sempre "un Po' più..." di qualcun altro: è l'altra faccia di quella
medaglia che da un lato ha i fanti umili, stessa matrice, stessa paura di vivere con
Consapevolezza...!
Il vero umile non fa chiasso, non pretende di vendere Verità, non vuole convenire
nessuno con la forza ed è soprattutto Consapevole della Scintilla Divina che è in lui.
Vi pare possibile che il Padreterno abbia creato dei cretinetti buoni a nulla, polvere
destinata a ritornare polvere, con il valore della polvere, che abbia "soffiato" Se
Stesso dentro dei poveri esseri incapaci, privi di qualsiasi qualità...? Non è che, per
caso, questo ameno quadretto sia frutto dei nostri mentalismi, dei condizionamenti,
dei giochi di potere variamente inteso...?
Ognuno di noi - e non ci sono eccezioni - è un piccolo, meraviglioso mondo a sé,
un essere unico e irripetibile con un suo intrinseco, indiscutibile valore: tiriamolo
fuori, questo valore, incominciamo a pensare a noi stessi come a persone che possono
fare esattamente tutto ciò che decidono consapevolmente di fare, con cuore puro e
intenzioni elevate.
Se nella vostra vita c'è qualcosa che non va, che non vi soddisfa, che vi addolora,
non è perché "non vi meritate" la gioia, non è perché siete nati sfigati, non è perché
non siete capaci a fare niente: semplicemente c'è stato un piccolo errore nella
programmazione e correggerlo dipende solo da voi: ricordate che l'impossibile non
esiste! Oppure si tratta di una "prova" che vi viene inviata per aiutarvi a Crescere e
andarci a sbattere la testa contro con rabbia e ripetutamente produce solo bernoccoli.
Oppure ancora è un nodo karmico da sciogliere con pazienza e amore... diversamente
si ripresenterà puntuale come un orologio svizzero!
Non partite mai in quarta a dire: "non sono capace!" o peggio ancora: "non è nelle
mie possibilità!". Non c'è niente che non sia nelle possibilità di chiunque.
Certo: occorre mettersi d'impegno e spesso si trova più rilassante delegare ad altri
le patate più o meno bollenti... però poi non bisogna lamentarsi se "gli altri" decidono
per noi, se vivono la nostra vita invece di lasciarcela vivere... e qui voglio spezzare
una lancia a favore di quei genitori che ho un Po' maltrattato qualche capitolo fa:
molti figli che si lamentano delle interferenze di papà e mammà nelle loro scelte,
cerchino di essere un Po' coerenti e imparino a vivere autonomamente in tutto e per
tutto, senza correre sotto "il cutin di mamin" ogni volta che fa comodo...!
La vita che abbiamo è il riflesso speculare di ciò che pensiamo di noi stessi: se
siamo i primi a non considerarci "degni", a sentirci costantemente in debito, a porre
dei limiti al possibile, lei sarà molto rispettosa delle nostre opinioni e ci darà ciò che
vogliamo, ossia sberle in faccia e ostacoli a non finire... e non perché "è crudele", ma
sempre per la solita, inossidabile Legge per cui l'energia negativa attira solo ed
esclusivamente altra energia negativa... non so più in che modo dirvelo...!
Se davvero volete imparare a fare miracoli, non fate gli "umili" a tutti i costi,
giusto perché anche a voi hanno insegnato che "chi si loda s'imbroda", non strisciate,
non credete a quelli che vi bombardano di informazioni negative, dicendovi che per
essere considerati "buoni" dovete rotolarvi nel fango: al contrario, siate fieri di voi
stessi, siate orgogliosi di ciò che siete, siate consapevoli del vostro valore.
Sicuramente alla maggior parte di voi hanno inculcato con l'imbuto la cultura del
"dovere", scassandovi l'anima fino alla nausea con questa parola, OK...! Certamente,
a meno che non abbiamo fatto la scelta dell'eremitaggio, tutti noi abbiamo quelli che
preferisco chiamare dei "compiti" da svolgere nei confronti di qualcuno o qualcosa.
Ma questo vale per tutti: non esistono, a questo mondo, persone unicamente destinate
a "dare" e altre unicamente destinate a "ricevere", come invece spesso accade nelle
famiglie e più in generale in tutti i rapporti interpersonali. Accanto alla cultura del
"dovere" - se proprio non possiamo fare a meno di chiamarla così - va posta quella
dei "diritti": c'è comunque qualcuno che ha dei compiti nei nostri confronti, non
foss'altro che quello importantissimo - così spesso inosservato - di rispettare la nostra
persona fisica, mentale, emozionale e spirituale.
Provate a fare un gioco: prendete un giorno-tipo qualunque e fin dal mattino
quando aprite gli occhi provate a contare quante volte vi viene da dire la parola
"devo": "devo" preparare la colazione, "devo" andare a fare la spesa", "devo" andare
a lavorare, "devo" ingoiare i rimbrotti del mio superiore, "devo" telefonare a quella
persona, "devo" ricordarmi di..., "devo" andare a fare shopping, in palestra, a giocare
a tennis, al cinema (... sob...!), "devo" trovare il tempo di..., "devo" trovare il coraggio
di..., "devo" portare fuori il cane, "devo" invitare quegli amici a cena, "devo" andare a
messa, "devo" essere meno scorbutico, "devo" andare a quel funerale, "devo" andare
a quella festa, "devo" occuparmi un Po' più di lui/lei/loro, eccetera! Certamente, alla
fine della giornata, vi troverete di fronte ad un numero seguito da una buona quantità
di zeri! Bene: il giorno dopo, sempre a partire dal primo momento in cui aprite gli
occhi al mattino, provate a sostituire alla parola "devo" la parola "voglio"... tanto è un
gioco che resta fra voi e voi e nessuno ne terrà conto al momento del Giudizio
Universale, state tranquilli...! Vi accorgerete di quanto poche siano le cose che fate
veramente con amore, perché davvero "volete" farle e quante, invece, quelle di cui
fareste volentieri a meno ma cui andate dietro per abitudine o per paura, come se ve
le avessero ordinate il medico o il confessore a mo' di penitenza...!
Una qualsiasi cosa fatta con amore non pesa, mai! Ma l'amore va anche e prima di
tutto rivolto a noi stessi... e se, per esempio, care casalinghe, un bel mattino decidete
di starvene a letto al calduccio un'oretta di più, invece di scapicollarvi con gli occhi
semichiusi a preparare colazioni su colazioni per marito e figli, fatelo: nessuno morirà
di fame e poi tutti i cuccioli d'uomo sono dotati di mani fin dalla nascita...!
L'essere coscienti del proprio valore, di trovarsi a transitare qui ed ora con un
compito preciso e non per sbaglio, il sapere di essere, sul palcoscenico della vita,
contemporaneamente maestri e discepoli, fa parte di quella Consapevolezza che è la
chiave d'accesso alla Magia. E se proprio "è più forte di voi" pensare di avere un
grandissimo valore perché, abituati a considerare valide solo le cose che si vedono, si
contano, si pesano e si misurano, guardandovi attorno non trovate niente (anche se
non ci credo... guardate meglio...!) considerate le cose sotto questo punto di vista: se
voi possedeste un gioiello di inestimabile valore, lo avvolgereste in una palla di
stracci sporchi che tutti possono divertirsi a prendere a calci? Se siete sani di mente,
la risposta è "no"! ...E allora perché mai il Creatore - Intelligenza Pura e Infinito
Amore - dovrebbe aver fatto una stupidaggine simile, nascondendo una Scintilla
Divina dentro un mucchietto di spazzatura...?
Il giudizio

"Non giudicare se non vuoi essere giudicato!" è uno di quei precetti del Vangelo
noti a tutti, anche a coloro che non hanno molta dimestichezza con le Sacre Scritture!
Eppure c'è chi passa buona parte del proprio tempo ad occuparsi di ciò che fanno gli
altri, emettendo lapidarie sentenze. E, per la maggior parte delle persone, anche di
quelle che affermano di farsi i fatti loro o di essere dei buoni cristiani, un'abitudine
talmente radicata, talmente passata nel fisiologico, che non si accorgono nemmeno di
averla: scatta in automatico.
Sempre andando a pescare nel Vangelo, fonte inesauribile di Verità
(...interpretazioni tendenziose a parte!) e soprattutto testo al di sopra di ogni sospetto,
troviamo altre due affermazioni tremendamente interessanti. La prima recita più o
meno: "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te!". La seconda parla di
occhi, di fratelli, di travi e di pagliuzze...!
Puntualmente, invece, accade esattamente il contrario: guardiamo con attenzione e
commentiamo spesso poco caritatevolmente le "pagliuzze" negli occhi altrui e
consideriamo con grande indulgenza o ignoriamo del tutto le "travi" che ostruiscono i
nostri.
Nei paesini di provincia, l'essere informati dei casi altrui è considerato quasi un
dovere. Ma neppure le grandi città, nelle quali, per altri versi, ci si lamenta
dell'anonimato dei rapporti interpersonali, sfuggono a questa legge: in ogni
condominio o almeno in ogni rione, c'è il "gazzettino", ossia la persona o le persone
che - come se fosse una missione - si aggirano per il quartiere con aria
apparentemente innocua, chi recando la borsa della spesa, chi fingendo di fare la
passeggiata igienica, aggiornandosi in tempo reale su tutto ciò che accade e meglio
ancora se si tratta degli affari privati di qualcuno. E se il fenomeno si limitasse alla
pura acquisizione di notizie, amen: ognuno è libero di occupare il proprio tempo
come meglio vuole e può! Invece come ogni bravo cronista - quasi dei corrispondenti
di guerra queste persone, meglio di Sherlok Holmes, commentano, rimuginano,
collegano, illazionano e - come folgorati da un'illuminazione - traggono le loro
conclusioni... che "stranamente" sono sempre sfavorevoli agli interessati. Ha allora
inizio il rito del tamtam: nel giro di mezza giornata la popolazione è avvisata che la
tal signora, il giorno 15 del mese, è rientrata a casa alle tre del mattino e non era con
suo marito; che la figlia della professoressa è stata piantata dal fidanzato alla vigilia
delle nozze; che la sposina del quarto piano ha perso il bambino che aspettava; che in
casa Rossi non si cena mai prima delle dieci di sera (... "ma chi ha già visto...!!?");
che quei due non sono sposati, ma convivono; che il salumiere dell'angolo va sempre
a giocare al Casinò e la merciaia non è vedova come dice, ma ha il marito in galera...!
Questi sono esempi-tipo di puro pettegolezzo, che spesso lasciano il tempo che
trovano e danneggiano più chi si diletta di questo passatempo che i diretti
interessati... infatti lo spreco di energia è a carico degli spettegolatori, non degli
spettegolati...! Ma può anche accadere che a causa delle "chiacchiere" di qualche
perditempo che non ha cose più serie da fare, qualcun altro si trovi in difficoltà o
venga pesantemente danneggiato. Infatti, anche se siamo alle soglie del terzo
millennio, ci sono purtroppo ancora luoghi, ambienti e situazioni in cui si bada alle
apparenze. Volete un esempio che riguarda un fatto noto a tutti...? Bene: qualcuno mi
spieghi perché un Presidente degli Stati Uniti d'America non ha il diritto di fare una
scappatella extraconiugale senza rischiare il cadreghino...! Ma saranno un Po' affari
suoi e di sua moglie, caspita...! Come se lo spupazzarsi una ragazza gli impedisse
automaticamente, quasi per definizione, di fare il suo dovere di Capo di Stato.
Faccio una piccola parentesi, anche se sempre in tema: se c'è una categoria di
persone che mi fanno divertire da matti, questi sono coloro che di mestiere fanno i
"critici", soprattutto nel campo della moda! Sono o non sono fatti miei il come ho
voglia di vestirmi per andare in giro? E chi sei tu per guardarmi con malcelato orrore
se a me piace tutto ciò che NON fa tendenza, se da mesi cerco di comperarmi un paio
di scarpe che non sembrino dei carri armati e non trovandole continuo ad andare in
giro con i miei stivaletti scassati di due anni fa, perché sono gli unici nei quali
cammino comoda...?
I giudizi sommari, basati su ciò che "sembra", enunciati in base al personale
concetto di "male/bene", oltre che inutili sono quasi sempre sbagliati, portano a trarre
conclusioni distorte e ad assumere conseguenti comportamenti errati.
Ho un certo numero di conoscenze che giudicano la "perbenità" di una persona a
seconda che la si veda a messa la domenica o meno: le ho invitate spesso ad andare in
qualche paesino della Sicilia a vedere i mafiosi tutti schierati alla messa grande,
ma...!
Succede alla maggior parte delle donne che si separano di vedersi radiare di colpo
dalla cerchia degli "amici"... perché si sa (...?!!) che una donna sola è una mina
vagante e l'uomo è cacciatore, così le altre (ancora) mogli si cautelano...!
Essere omosessuali è una scelta personale rispettabile come qualsiasi altra: non si
capisce perché, come spesso accade, un gay si veda rifiutare un posto di lavoro con
mille scuse campate per aria od emarginare dagli amici cosiddetti "normali", come se
non fosse in grado di lavorare onestamente od offrire un'amicizia autentica e
disinteressata per il solo fatto di avere costumi sessuali diversi. Peggio ancora se - pur
non essendo gay, ma "sembrandolo", per il solo fatto che non colleziona femmine ed
ha atteggiamenti delicati e gentili - un ragazzo si vede bollare col "marchio d'infamia"
ed emarginare per questo motivo!
Conosco una signora non più giovanissima che, a causa di vicende personali
difficili, per vivere (non del superfluo, ma dello stretto necessario!) è costretta ad
"intrattenere" arzilli giovanotti un Po' in là con gli anni ma con ancora tanta voglia di
giocare al dottore e l'infermiera. Nella zona in cui abita è guardata come se fosse
un'appestata e mai nessuno si è preso la briga di volerla conoscere un Po' meglio, ma
se qualcuno lo facesse scoprirebbe una creatura di una bontà d'animo come raramente
è dato di trovare. Personalmente ho un grande rispetto per le prostitute e non le trovo
molto diverse da certe mogli che rimangono a sopportare situazioni avvilenti in
cambio di due pasti al giorno, un tetto sulla testa e qualche pennellata di rispettabilità:
entrambe si vendono per necessità...!
Potrei continuare con gli esempi per decine di pagine, ma preferisco lasciarvi liberi
di pescare nella vostra memoria... nò-cosa avete capito? Non vi sto invitando a
ricordare episodi successi a voi, ma i vostri personali giudizi sugli altri.
Sempre nel Vangelo sta scritto. "Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!".
E lo stesso invito che rivolgo a voi, almeno a quanti hanno l'abitudine di
giudicare... cioè a quasi tutti! Formarsi delle opinioni è un sacrosanto diritto di
chiunque, certo, ma nel 99,9% dei casi le opinioni che ci facciamo sugli "altri" sono
frutto di pregiudizi, di "sentito dire", di "voce di popolo, voce di Dio", ossia non sono
"roba nostra".
"Giudicare" implica sempre una sentenza: lasciamole ai tribunali, le sentenze, dove
la giustizia umana deve forzatamente darsi delle regole per assicurare ai cittadini
quella conquista che si chiama "vivere civile"... anche se spesso prende delle
cantonate apocalittiche o grazie ai cavilli legali e ai vizi di forma rimette in libertà
individui che si sono macchiati di delitti atroci o per arrestare i quali altri esseri
umani hanno rischiato la pelle: l'imperfezione fa parte della nostra condizione
materiale!
Noi, nel nostro piccolo quotidiano, non abbiamo nessunissimo diritto di giudicare
chicchessia. Personalmente non mi permetto di giudicare nemmeno un assassino
efferato, anche se mi auguro che la giustizia - quella dei tribunali - lo metta in
condizione di non nuocere più...! Vi faccio un esempio molto più pratico: sono da
sempre contraria all'aborto. E non perché ho la mia brava fifa dell'inferno (... anzi,
come San Cirillo anch'io amo il caldo e patisco terribilmente il freddo...!) ma perché
quella Grande Legge Cosmica che dice: "la Vita è sacra" è scritta a lettere di fuoco
dentro di me fin dall'alba della Creazione. Mi fanno un Po' sorridere le dotte
disquisizioni di scienziati e teologi sul cosa si debba intendere per "vita", le pignolate
sul quando l'anima entra nel corpo: per me è Vita tutto ciò che vibra, dalla particella
subatomica in poi, perché sono certa che Dio, almeno per come Lo sento io, al
momento della Creazione non ha fatto dei distinguo tra figli e figliastri...! Sono
contraria all'aborto, dunque e non l'ho mai nascosto: però, all'epoca del relativo
referendum ho votato a favore della legge sulla legalizzazione delle pratiche abortive,
perché IO sono contraria, PER ME, ma non mi permetto di andare ad impedire a
un'altra donna, che magari ha una formazione sociale, culturale e spirituale diversa
dalla mia, di ricorrere - sottraendosi ai pericoli della clandestinità - ad una pratica che
in quel momento ritiene giusta per se stessa. Io non sono "lei"...ma c'è di più: non so
cosa avrei deciso io, nonostante le mie convinzioni, se a vent'anni mi fossi trovata
incinta, sola, disperata, senza una lira e in mezzo ad una strada...!
E facile pontificare quando si considerano fatti e persone da lontano. Qualcuno di
voi sa cos'è la disperazione? Qualcuno di voi conosce o ha conosciuto la miseria
materiale e/o morale? Siete tutti provvisti di una cultura enciclopedica e il Galateo di
Monsignor della Casa non ha segreti per voi? Avete tutti un matrimonio o una storia
sentimentale felice? Siete tutti certi di non aver mai fatto - magari anche solo
involontariamente, per leggerezza o per disattenzione - del "male" a nessuno? Siete
tutti convinti di essere dei probi e onesti cittadini? Siete proprio sicuri di non avere
qualche trave nei vostri occhi, dal momento che vi preoccupate tanto delle pagliuzze
in quelli altrui...?
Rivolgiamo il nostro sguardo dentro di noi e lasciamo che ognuno viva la propria
vita come può e come sa...! Nessuno di noi è ancora arrivato alle soglie della Santità e
comunque la Santità non si misura col metro del galateo o di altri "codici" di
umanissima provenienza. Quando state per emettere un giudizio sul comportamento
di un vostro simile, prima chiedetevi sempre: "Sta forse facendo del male a
qualcuno?". Nel 99,9% dei casi la risposta è: "NO!", perché la maggior parte dei
giudizi, di quelli che scattano in automatico, riguardano cose che a dar loro
importanza si rasenta il ridicolo!
...Anche perché, incapaci di farvi i fatti vostri e dopo aver bollato questo e quello
con giudizi sommari sui loro comportamenti nella vita di tutti i giorni, siete
bravissimi - voi che avete l'abitudine a giudicare - a chiudervi nella vostra privacy
diventando monumenti di discrezione quando ci sarebbe invece davvero bisogno del
vostro interessamento. Chi si ferma - se non per curiosare - quando vede un incidente
stradale? Chi presta soccorso a qualcuno che si sente male per la strada? Chi si
prende la briga di intervenire, anche solo indirettamente, in caso di rapina o di
violenza? Chi chiama il 113 se sente che al piano di sopra c'è qualcuno che riempie di
botte qualcun altro? Quelle e mille altre simili sarebbero le occasioni in cui
dimostrare interesse per ciò che accade al nostro prossimo, non le altre! L'abitudine al
giudizio nasconde, in realtà, lo scarsissimo Amore che troppe persone nutrono per gli
"altri", compresi gli strettissimi congiunti, ossia quelle persone che si crede di amare,
ma sulle quali, invece, si cerca semplicemente di esercitare un diritto di proprietà...
già, perché dire: "Ti amo, ma vorrei che tu fossi diverso da come sei!" significa
giudicare.
Quando affermo che l'Amore è uno dei principi della Magia voglio dire che è alla
base della "qualità" di ogni evento che si verifica nella nostra vita: il rancore,
l'assenza di umiltà o un distorto concetto di essa, l'abitudine al giudizio, sono tutte
conseguenze della mancanza di Amore.
Qualcuno di voi potrà obiettare che, mentre da un lato affermo ormai da alcune
pagine che non bisogna giudicare, in realtà sto giudicando coloro che giudicano. Non
è così: li sto semplicemente "osservando", senza permettermi di esprimermi in
termini di bene o di male, senza bollare chicchessia con qualche marchio d'infamia,
senza violentare nessuno per indurlo al cambiamento. Avete voglia di continuare col
gioco del giudizio, è un'abitudine che "è più forte di voi"...? Affari vostri, è un vostro
sacrosanto diritto ed io vi amo lo stesso! Ma poiché, sempre per le Leggi della Fisica,
ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, siate semplicemente
pronti ad accettare senza fiatare le conseguenze del vostro operato: "Non giudicare se
non vuoi essere giudicato!" dice il Vangelo. Ed io mi permetto di aggiungere: siate
così coerenti da non venirmi poi a raccontare i vostri guai lamentandovi di essere nati
sfigati o perseguitati da qualche fattura, perché continuando ad essere avari d'Amore
avrete fatto tutto da soli!
L'altruismo

"Ama il prossimo tuo come te stesso" è il precetto evangelico che meglio si presta
a dimostrare come l'interpretazione cattolica delle Sacre Scritture sia a ragion veduta
da prendere con le molle, perché tendenziosa!
Vi invito a fare in prima persona l'esperimento che ho fatto io. Procuratevi il
maggior numero possibile di vocabolari della lingua italiana: uno - mini o maxi che
sia - l'avrete quasi sicuramente in casa; per ciò che riguarda gli altri, potete farveli
prestare da amici e parenti o consultarli presso le biblioteche o le associazioni
culturali della vostra città. Chi ne ha la possibilità, può rivolgersi a Internet.
L'importante è che le fonti siano molteplici: più sono, meglio è! Se qualcuno di voi
riesce a trovare una qualsiasi fonte linguistica ufficiale o ufficiosa che dica che
"come" significa "prima" o "di più", me lo faccia sapere via fax: sarà mia premura
fare le debite scuse a chi di dovere!
Per ciò che mi riguarda e fino a prova contraria, avendo consultato tutto il mio
consultabile, ho trovato un gran numero di definizioni che, in modi diversi, con
linguaggi differenti, con abbreviazioni varie, ma senza eccezioni, dicono
univocamente che "come" è un avverbio che indica SOMIGLIANZA O IDENTITÀ.
Dunque "come" significa "nello stesso modo".
E allora chiedo la solita spiegazione a chi può darmela: perché nel precetto
evangelico "Ama il prossimo tuo come te stesso", quel "come" ha assunto il
significato di "di più"...? Perché sono secoli che qualcuno ce la mena dicendoci che
se non sappiamo annullarci a favore del nostro prossimo, dimenticando noi stessi,
siamo dei biechi egoisti, cattivi, senza cuore, animacce nere pronte per le corna di
Belzebù...?

"...Ho passato 25 anni a fare tutto quello che lui voleva, l'ho aiutato nel suo lavoro,
non ho mai preteso di uscire, gli ho guardato la mamma ammalata, ho tirato su due
figli, senza mai chiedere niente, rinunciando a tutto...sa quant'è che non mi compro
un vestito, che non so più come sia fatto il negozio di un parrucchiere, che non vedo
un amica, che non ho una mezz'ora da dedicare a me? E due mesi fa lui mi dice -
bello,bello - che si è innamorato di un'altra, perché di una come me che non sembra
più neanche una donna non ne può più, che quell'altra è più giovane, si tiene bene, si
occupa di molte cose così fanno dei discorsi interessanti e che ha deciso di andare via
con lei con tanti saluti e la promessa che mi farà sapere per le pratiche della
separazione...!" [dalla lettera del 10/05/'96 di M. S., 47 anni, di Brescia]

"...Non la capisco mia madre: ho fatto di tutto per lei, l'ho aiutata nella separazione
da mio padre, sono andato a lavorare interrompendo gli studi per mantenerla, le ho
sempre tenuto compagnia quando aveva i momenti di crisi, sono rimasto solo io con
lei perché i miei fratelli e le mie sorelle si sono sposati e se ne sono andati e quasi
neanche le telefonano per avere notizie. Non mi sono mai fatto una ragazza perché
voleva dire uscire e lasciarla sola e quando sono via lei si preoccupa per me e sta
male. Adesso ho trovato una donna con cui sto bene, forse mi sono innamorato...ma
quando l'ho detto a mia madre è successo di tutto, le è venuta una crisi di cuore e a
momenti mi muore lì. Sono venuto da lei, Signora, perché voglio sapere se riuscirò
mai a fare in modo che la mamma accetti la situazione o se dovrò di nuovo mettermi
da parte per evitare il peggio... è questo il mio destino?" [dal consulto in studio del
15/09/'96 con M. E, 40 anni, di Torino]
Questi sono solo due esempi che rispecchiano storie reali. Ma nell'archivio della
mia memoria ce ne sono a migliaia di simili.
Sono storie di persone che hanno fatto una gran confusione tra altruismo e spirito
di sacrificio perché sono state indotte a cadere nell'errore che pensare a se stessi
significhi essere egoisti. Non è "colpa" loro: hanno semplicemente assimilato fino in
fondo una cultura preconfezionata che vuole che per essere considerati "buoni"
occorre sacrificarsi. Altrimenti si è dei mostri di egoismo, quindi "cattivi".
Chi ha almeno una quarantina d'anni e nell'infanzia ha frequentato scuole
cattoliche, capirà cosa voglio dire quando parlo di "fioretti". Il fioretto - lo spiego per
quei fortunati che non lo sanno - è quella curiosa istituzione per cui se c'è una cosa
che ti piace ci rinunci apposta tanto per fare un sacrificio. E se la cosa può avere un
suo profondo - anche se diverso e ben preciso - significato quando si parli delle vite
dei Santi, cioè di persone già molto, molto avanti nel Cammino Evolutivo, assume
invece connotazioni pericolosissime nello sviluppo della psiche di un normale
bambino.
Quel bambino, diventato adulto, magari non sente più parlare di fioretti, magari
non ha più vicino la suora che gli suggerisce che "per non far piangere Gesù" deve
cedere il posto sull'altalena o la merendina ad un altro bambino, ma sarà comunque
condizionato ogni volta che gli verrà l'idea di gratificarsi in qualche modo. Non solo:
di fronte alle richieste - esplicite o silenziose - di terze persone, meglio se persone che
"devono" essere care, automaticamente metterà da parte se stesso, non per sua libera
scelta, ma, inconsciamente, "per non far piangere Gesù", cioè per non sentirsi cattivo
e non essere assalito dai sensi di colpa.
E questo il modo con cui ci viene presentato l'altruismo: sacrificarci a favore di
altri, metterci da parte, rinunciare. Sempre, comunque, in qualsiasi situazione.
Ma questo non è altruismo: è la SINDROME DELLO ZERBINO!
Che sia una cosa pericolosa e fasulla lo dimostra il fatto che se ci poniamo di
fronte agli altri come tappetini da calpestare, inevitabilmente troveremo chi ci
calpesta: non mi è mai, ma proprio mai, accaduto di vedere il contrario. E di persone
affette da Sindrome dello Zerbino ne ho conosciute e continuo a incontrarne tante.
Almeno ce ne fosse una contenta della propria condizione! Ognuno fa le proprie
scelte e ne accetta le logiche conseguenze. Macché! Sono tutte tremendamente
infelici, maltrattate, sfruttate, umiliate, a volte anche malmenate, spesso abbandonate.
E piangono e si disperano e accusano "l'altro" di nera ingratitudine.
Ma proprio lì sta il punto... che gli altri ci vedono - e di conseguenza ci trattano -
così come noi vediamo - e trattiamo - noi stessi. E se noi non sappiamo rispettarci, se
noi non sappiamo nemmeno dove stia di casa la nostra dignità di esseri umani, se noi
non consideriamo la nostra persona come degna di attenzioni, con molti compiti,
certo, ma con altrettanti "diritti", non possiamo pretendere che gli altri ci giudichino
diversamente.
E infatti non lo faranno. Mai! ...E per giunta, dal loro punto di vista, quasi sempre
in perfetta buona fede!
Quel confine - certamente non facile da definire - che separa l'altruismo dallo
spirito di sacrificio, sta proprio nelle parole del Cristo, che dicono: "Ama il prossimo
tuo COME te stesso"!
E con buona pace di tutti coloro che si sono affannati per farci credere il contrario,
abbiamo visto che "COME" significa "NELLO STESSO MODO".
...Il che presuppone una cosa molto, molto semplice: che per amare gli altri occorre
PRIMA imparare ad amare noi stessi.
Ho detto "imparare" a ragion veduta, perché anche coloro che ritengono di amarsi
alla follia, in realtà sono molto più bravi a farsi del male che del bene.
Volete i soliti esempi...? Peggio per voi...tenetevi forte che partiamo...!
Incominciamo dalla cosa apparentemente più scontata: come vi alimentate?
Fate un'abbondante colazione al mattino, comprendente proteine, vitamine, sali
minerali, carboidrati, sapientemente equilibrati? Oppure - come da italica abitudine -
vi accontentate della vostra tazzuilella 'e cafe o del cornetto-cappuccino,
possibilmente ingoiati in cinque secondi netti? Non continuo l'analisi degli altri pasti
della giornata, normalmente consumati in fretta e ricchi di elementi inutili quando
non dannosi, perché conosco già le risposte della maggior parte di voi! Verso maggio-
giugno, le palestre, gli istituti di bellezza e anche il mio studio si riempiono di uomini
e donne in sovrappeso, scioccati dalla rituale prova del costume da bagno, che
pretendono di smaltire in dieci giorni (e possibilmente con poca spesa e ancora minor
impegno personale...) i danni dell'alimentazione eccessiva o disequilibrata di un
anno!
Alimentarsi male, troppo, in modo non equilibrato e frettolosamente, significa non
rispettare - dunque non amare - quel corpo fisico che poi, per altri versi, agghindiamo
all'ultima moda per "apparire" quello che, nella maggioranza dei casi, non siamo.
Come ci comportiamo con le nostre emozioni? Anche a voi hanno insegnato che
non devono trapelare all'esterno? Anche a voi qualcuno ha imposto di porvi nei
confronti degli altri come dei piccoli alieni privi di guizzi vitali? Conosco molte
persone che sono state educate così, soprattutto fra i maschietti: un "vero uomo" non
piange, non si lamenta del male, non dimostra sentimenti; per contro, una signorina
per bene non ride sguaiatamente, non si butta sul piatto di pastasciutta neanche se sta
morendo di fame, non si incazza mai di brutto e se le viene da piangere lo può fare,
ma sommessamente...! In tal modo nascono le ulcere gastroduodenali e gli
esaurimenti nervosi, il che è un altro esempio di non-amore per se stessi.
Quanti di voi hanno una vita sentimentale e di relazione in generale che si possa
definire equilibrata? Ci sono un mucchio di coniugi (più spesso mogli, ma anche
alcuni mariti) o anche di fidanzati, di genitori/figli o di semplici amici che ritengono
che per venire accettati e quindi vivere felici si debba fare, dire, pensare tutto ciò che
vuole l'altro, annullando se stessi. Questo non è equilibrio e la mancanza di equilibrio
porta sempre ad una disarmonia: soprattutto porta a disimparare l'Amore.
"Ama il prossimo tuo come te stesso" significa "Ama chi ti sta intorno NELLO
STESSO MODO con cui ami te". Ma se tu non ti ami, se quotidianamente maltratti il
tuo corpo fisico, mentale, emozionale, spirituale, se non sai trovare momenti per te,
se accetti rassegnatamente situazioni che non augureresti nemmeno al tuo peggior
nemico, mi spieghi come fai ad amare il prossimo tuo?
Il problema è uno solo ed è sempre lo stesso: come facciamo a dare ciò che non
possediamo? Se l'Amore non è dentro di noi, se non ci vogliamo bene, come
facciamo ad amare veramente un altro? Dunque, amare noi stessi significa saper
amare meglio anche chi ci sta intorno e non confondere più l'amore con il possesso e
l'altruismo con lo spirito di sacrificio "dovuto", atteggiamento comunissimo che è
fonte di inimmaginabili guai.
Tutti coloro che sono allenatissimi all'altruismo ad oltranza, si chiedano sempre,
prima di partire lancia in resta con le raffiche di rinunce, se vorrebbero per una
persona che amano il tipo di vita che riservano a se stessi. Per esempio: una mamma
terrebbe l'amato figlioletto segregato in casa, senza concedergli il minimo svago? Lo
manderebbe in giro con le stesse scarpe scalcagnate per anni (salvo motivi di piedi
che crescono) ? Sarebbe felice nel vedergli annullare desideri e aspirazioni a favore di
qualcun altro? E allora perché quella stessa mamma impone quelle e altre cose
analoghe a se stessa?
Inoltre ricordatevi sempre che ogni sacrificio che ci imponiamo - ossia quelli che
facciamo quasi automaticamente, perché "chi ha già visto fare diverso..." - ha sempre
una latente, inconscia pretesa di contropartita, passaporto garantito per l'infelicità: "Io
mi sono sacrificata/o, quindi ora ripagami..." Il vero significato del termine
"sacrificio", invece, è "rendere sacro" e non si rende sacro un bel niente se ci si
aspetta qualcosa in cambio: si è solo dei "finti altruisti", si diventa dei mercanti di
sentimenti...!
Ma la cosa veramente importante, lo ripeto per coloro che sono sinceramente
convinti di doversi sempre sacrificare a favore di qualcuno, è quella che chiamo la
"Legge dello specchio", cui ho già accennato prima. Ricordatevi bene, ma proprio
bene, in modo da non dimenticarlo mai, che gli altri ci vedono, ci considerano e di
conseguenza ci trattano così come NOI vediamo, consideriamo e trattiamo noi stessi:
non ci sono santi! Quindi, fino a che non la pianterete di pensare a voi stessi come a
vittime designate dalla sorte al perenne sacrificio, fino a quando non la smetterete di
rotolarvi nelle vostre lamentele, accusando gli altri di malvagità e di ingratitudine,
trovando nella vostra esistenza sempre e solo motivi di rimpianto e di tristezza, non vi
aspettate che "la vita" e gli altri vi trattino diversamente: perché dovrebbero farvi un
dispetto simile? Se vi ponete di fronte al mondo come zerbino, non vi potete stupìre
se qualcuno vi calpesta: quella è la funzione per la quale voi stessi vi presentate,
diamine!
Sarebbe come assumere in qualità di contabile una persona che si presenta per un
posto di violinista.
La Vita - l'ho già detto nel capitolo dedicato all'umiltà non è affatto crudele, anzi, è
estremamente dolce e riguardosa: ci da esattamente ciò che le chiediamo!
E mentre tutti, a parole, vorremmo "il meglio" (che ognuno di noi identifica in
modo diverso) con i comportamenti smentiamo queste richieste. C'è un numero
veramente impressionante di persone che non sa vivere senza drammi, senza
preoccupazioni, senza sentirsi in colpa per qualcosa! Per esempio: ho un amico che se
non s'incazza fino a farsi andare la pressione a mille non riesce neppure a piantare un
chiodo in un muro...; oppure ho parecchi clienti che arrivano per sapere "cosa bolle in
pentola", perché nella loro vita tutto scorre così tranquillo che sicuramente c'è
qualche disgrazia che sta covando sotto la cenere...; conosco una carissima ragazza
con la "sindrome della catastrofe" che si fa fare le carte e si arrabbia se non le si
predice almeno un paio di drammi personali, un lutto in famiglia e qualche manciata
di grane minori assortite: è la cliente preferita di tutti gli studi di cartomanzia della
città, dove i vari professionisti fanno a gara a chi gliele spara più grosse e più
tragiche...! C'è un signore che viene spesso da me per sapere se la compagna del
momento ha intenzione di lasciarlo: non capisce come possa fare una donna così
speciale (ne ho già contate 9, tutte "specialissime"...!) a restare con un uomo così "da
poco" come lui...!
Insomma, mentre da un lato vorremmo tutti felicità, tranquillità, salute, denaro,
successo, amore, stabilità, dall'altro la maggior parte delle persone si comporta come
se volesse ottenere esattamente il contrario, remando contro persone e situazioni per
adattarle ai loro "bisogni", ma soprattutto amando poco o niente se stesse! E per
sentirsi "buone" (perché il sospetto di non esserlo spesso le assale, visti i risultati...!)
si buttano sugli "altri": a furia di rotolarsi nel fango, di sacrificarsi, di fare fioretti, di
rinunciare, di prendere sberle sulle gengive, qualcuno, "lassù", si accorgerà ben dei
loro meriti e dovrà pure ricompensarle adeguatamente... se c'è una Giustizia...!
Ma ancora una volta mi trovo costretta a ricordare quella Legge per cui l'energia
negativa attira solo ed esclusivamente altra energia negativa. La mancanza di Amore
non può attirare né sviluppare Amore: se non Ami te stesso non sei in grado di Amare
gli altri.
Vedetelo già fatto

Fino ad ora sembra che mi sia divertita a pestarvi in testa, rimproverandovi per
tutta una serie di abitudini che ritengo abbiate! In primo luogo non vi ho
"rimproverati" né, tantomeno, "criticati": ho solo cercato volutamente di provocarvi
per catturare il massimo della vostra consapevole attenzione; in secondo luogo, non è
che lo "ritengo": lo so!
Quelli di cui ho parlato nei capitoli precedenti, sono abitudini o comportamenti
automatici che abbiamo o abbiamo avuto tutti, perché nessun essere vivente sfugge
alla legge dei condizionamenti.
Molti di voi certamente conoscono la storia dei cani di Pavlov, cui veniva
l'acquolina in bocca al solo udire il suono di una campanella, perché per un certo
tempo erano stati abituati ad ascoltare quel suono poco prima che venisse portato loro
il cibo. Sappiamo anche che perfino le piante reagiscono al ripetersi di situazioni
legate alle loro precedenti esperienze, manifestando emozioni quali la gioia o la
paura.
L'uomo è certamente l'essere vivente più complesso, con un'organizzazione
biologica e neurochimica altamente specializzata, al punto che solo una parte delle
funzioni del cervello umano è conosciuta.
Provate a fornire ad un computer un'informazione sbagliata, ossia che NON
RICONOSCE. Senza andare tanto nel difficile, basterà mettere un punto quando lui,
per come è stato programmato, si aspetta una virgola e vi risponderà, smarrito, che
non sa cosa volete da lui, bloccandosi fino a quando l'errore non verrà corretto.
Il cervello umano funziona nello stesso modo, ma le sue risposte sono più
complesse: programmato al Pensiero Positivo, viene bombardato fin dalla nascita con
informazioni negative (= tu non puoi, tu non sai, tu non sei, tu non devi, eccetera...) e
naturalmente reagisce, perché l'informazione negativa, contraria alla sua natura, è
sempre dolorosa; provate un po' a spingere con forza un dito all'indietro, cioè nella
direzione opposta a quella che è la sua naturale: fa male, sì...? La mente si difende dal
dolore cercando di cancellare dalla memoria conscia l'informazione negativa e
sviluppando dei comportamenti e delle abitudini (mentali) che lei pensa la facciano
sentire meglio, la difendano dai sensi di colpa oppure la rendano ben accetta agli altri
o la classifichino tra i "buoni" o la gratifichino in qualche modo, eccetera... in ogni
caso, che la mettano al riparo dalle "botte" e dalle delusioni.
Gli esempi significativi, a questo proposito, potrebbero essere almeno cinque
miliardi circa, tanti quanti sono gli abitanti della Terra, ma ne voglio fare uno
apparentemente scherzoso, che riguarda una credenza diffusissima, ma talmente
sciocca e soprattutto talmente dannosa che varrebbe la pena di perderla subito.
Quando desiderate che una cosa accada, la immaginate nei particolari proprio così
come la vorreste o piuttosto, "per scaramanzia", vi dite: "tanto non è possibile...
troppo bello per essere vero...!" e cercate di prevedere tutti gli ostacoli che
sicuramente sorgeranno? Peggio ancora - sempre "per scaramanzia" - pensate:
"Sfigato come sono, andrà tutto storto...!"?
Ecco, il sistema migliore per far sì che un desiderio NON si realizzi è proprio
pensarla in questo modo, perché significa rivestire la cosa di energia negativa, mentre
invece la formula magica infallibile per ottenere il risultato voluto è: VEDETELO
GIÀ FATTO! Ma tant'è, siamo talmente abituati al pensiero negativo, ci hanno
martellati talmente per obbligarci a pensare a noi stessi in termini di burattini in balia
di un dio capriccioso che tirare su la testa e dire: "Io posso!" ci sembra o impensabile
o addirittura peccaminoso!
Invece TUTTI siamo in grado di far andare le cose come vogliamo... sempre che il
cuore sia puro e le intenzioni elevate!
Forse vale la pena di ritornare un momento su questo argomento così delicato,
perché è facile fraintendere la qualità delle intenzioni. Tanto per darci una regola
generale possiamo dire che tutto ciò che interferisce nella vita di qualcun altro, tutto
ciò che tende a far fare a qualcuno ciò che spontaneamente non farebbe mai, non si
può proprio definire "intenzione elevata"... nemmeno ciò che si nasconde dietro
l'affermazione (...sempre "pelosa"): "Lo faccio per il suo bene!" In realtà, dicendo
questo pensiamo sempre al "nostro" bene o almeno a ciò che noi riteniamo essere "il
bene", il che equivale alla pretesa di sostituirci al Padreterno! Niente di male, per
carità, non muore nessuno: l'importante è essere consapevoli di agire in nome
dell'egoismo o della presunzione e soprattutto non aspettarsi grandi risultati. Già,
perché magari riusciremo ad ottenere ciò che vogliamo, magari ce la faremo ad
impedire a qualcuno di fare qualcosa "per il suo bene", ma non avremo quella
piacevole sensazione che si prova nel guardarci allo specchio e sentirci in pace con
noi stessi e con il resto del creato: dite che non ve ne frega niente e che l'importante è
vincere le battaglie...? Affari vostri: non sarò certamente io a condannarvi per questo!
Vi rispondo solo che il mondo è pieno di persone che la pensano così e che poi si
lamentano perché la loro vita è piena di "contrattempi" in tutti i settori o si chiedono
come mai, pur non avendo nessuna "malattia" - in tournée di medico in medico,
esami alla mano - non riescono mai a sentirsi completamente "bene".
Quando arriverete al capitolo "Esempi pratici di Miracoli" comprenderete ancor
meglio cosa intendo quando parlo di cuore puro ed intenzioni elevate.
Per ora, allenatevi al "VEDETELO GIÀ FATTO!" ed incominciate dalle piccole
cose: non pretendete subito di strafare, perché senza un minimo di allenamento
rischiereste delle delusioni che vi indurrebbero a ritornare al vecchio schema mentale
della rinuncia "per incapacità congenita".
Allora gli Apostoli dissero al Signore: "Accresci in noi la fede!" e il Signore
rispose: "Se aveste fede quanto un chicco di senape, potreste dire a questo sicomoro:
'Sradicati e trapiantati nel mare e vi ubbidirebbe". [ Luca 17, 5-6 ]
Queste sono parole del Cristo così come ce le riporta il Vangelo di Luca, dunque
non uno degli Apocrifi., ma una versione delle Scritture ampiamente accettata dagli
organismi ufficiali della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.
Vi sembrano molto diverse dall'affermazione: "l'impossibile non esiste!"?
Però, prima di dedicarvi a far spostare i sicomori nel mare, vi consiglio di
incominciare da qualcosa di più semplice. Prendete un piccolo desiderio (ho detto
"piccolo": per il biglietto da qualche miliardo della lotteria ci sarà tempo più avanti,
quando il vostro allenamento sarà al top... e sempre che il vostro karma lo preveda!)
ed incominciate a "crederci". Potreste iniziare da qualcosa che è già "per strada", ma
che ha bisogno di una piccola spinta "fortuita" per realizzarsi completamente.
Quando dico "crederci" intendo proprio "crederci", senza riserve, senza dubbi,
senza incertezze, come se ciò che desiderate fosse già lì, già presente, già realizzato,
GIÀ FATTO! Una forma pensiero prende energia dalla nostra fede - che significa,
come abbiamo già visto, credere nella sua esistenza - e per una sottile alchimia si
riveste di materia e si concretizza: non avete che da provarci!
Potremmo dire che nel linguaggio spiccio di tutti i giorni questo atteggiamento si
chiama "ottimismo ad oltranza": purtroppo le persone veramente ottimiste sono
decisamente poche e normalmente vengono guardate dai più o con quella specie di
condiscendente indulgenza che si riserva ai ritardati mentali - meglio conosciuti come
"picchiatelli" - o con un manifesto, sprezzante disgusto. Di questo posso parlare per
diretta esperienza e non solo per sentito dire, poiché infatti nel corso degli anni mi
sono imbattuta in un grandissimo numero di anime buone che mi hanno valutata e di
conseguenza trattata in uno di questi due modi, dal momento che sono certamente da
sempre un modello perfetto di ottimista ad oltranza. Di conseguenza, reggo molto
male i pessimisti e per quanto mi è possibile cerco di tenerli il più lontano possibile
dal mio spazio vitale.
Questo è un consiglio che regalo anche a voi o almeno a coloro che desiderano
VERAMENTE imparare a vivere al meglio: tenete alla larga, nei limiti dell'appena
possibile, tutte le persone che non sanno fare altro che trasmettere informazioni di
segno negativo.
Per fare il solito esempio non mi occorre andare molto lontano perché conosco
come le mie tasche una persona che si può senza dubbio definire il prototipo del
"pensatore negativo"; non ci sarà una sola parola, tra quelle che dirò per descriverlo,
che sia anche solo un tantinino forzata, non è necessario aggiungere nessuna frangia o
fare sforzi di fantasia: è perfetto così come è! È la classica persona che nel più
splendente pomeriggio del più radioso luglio, con un cielo senza la più piccola
nuvoletta uscirebbe con l'ombrello perché "...sono sicuro che tra un Po' viene giù un
acquazzone..."! Non intraprende nulla senza comunicare al mondo intero che tanto
tutto andrà malissimo; se gli fa male la punta del dito mignolo è già ragionevolmente
sicuro che c'è un infarto in agguato e se non ci fosse chi lo ferma sarebbe affezionato
cliente di tutti i posti di pronto soccorso. Se decide di fare bianco e fa bianco, si pente
immediatamente dicendo che avrebbe fatto meglio a fare rosso e quando decide di
non agire perché tanto è già certo che se agisse gli andrebbe male, si incazza con la
sua sfìga nera perché i risultati a lui non arrivano, mentre agli altri (che magari
qualcosina hanno fatto...) sì...! In tal modo, ha preso la sorniona abitudine di delegare
le proprie scelte agli altri... così almeno ha qualcuno con cui prendersela se le cose
non vanno come lui vorrebbe, può lamentarsi a ragion veduta e pensa, così facendo,
di salvare la faccia... anche se non si riesce mai a capire nei confronti di chi altri che
di se stesso...! Ha - come capita a molti comuni mortali - un certo numero di
situazioni affettive e sociali (famiglia, amici, colleghi) senza le quali ben
difficilmente si sentirebbe "a posto", da quel fragilone che è ed in quasi tutte si
comporta trattando le persone come se avesse una voglia matta di liberarsene. Preciso
che non si tratta di un personaggio mitologico, né del protagonista di una commedia
di ionesco, ma di un signore ultracinquantenne con un nome, un cognome ed un
indirizzo.
Adesso ditemi quanti di voi conoscono, poco o tanto, individui simili del tutto o in
parte a quello che ho appena descritto. E quanti di voi, onestamente, addirittura ci si
riconoscono almeno un Po'...?
Il pessimismo, con la sua diretta conseguenza che è l'abitudine a lamentarsi, è una
strada che non porta da nessuna parte e che, per giunta, è faticosissima da percorrere
perché è contraria al Programma secondo il quale siamo stati creati: è come cercare di
risalire controcorrente un fiume in piena!
Vi faccio un altro esempio, che ha il potere di mandarmi in bestia: ci sono
parecchie persone - soprattutto anziane, ma il fenomeno non è un'esclusiva della terza
età...! - che pur potendosi permettere una vita ragionevolmente agiata si comportano
invece da pidocchi, vivendo al limite dell'indigenza. Questo per conservare ed
aumentare sempre più il gruzzolo in banca perché "non si sa mai cosa può capitare..."
e la previsione sugli eventuali accadimenti futuri in vista dei quali occorre
risparmiare è sempre di tipo catastrofico, preferibilmente una malattia gravissima che
costringa a letto per anni con relativa necessità di cure ed assistenza costosissime: ho
provato spesso a dire loro che questo è il miglior sistema per tirarsi un coccolone di
quelli buoni, ma è come parlare ad un muro...! Inoltre siamo perfettamente d'accordo
che gettare i soldi dalla finestra non è un modo di fare corretto, ma non lo è nemmeno
ammucchiarli con una specie di spirito da collezionista. Il denaro, anche lui, è
un'energia potentissima che - come tutti gli altri tipi di energia - va usata nel giusto
modo: se diventa un fine, uno scopo, invece di essere un mezzo per vivere
serenamente e - potendo - aiutare chi ne ha bisogno, il nostro karma ne risulterà
appesantito. Tutte quelle persone - e sono tante - che per svariati motivi non riescono
a tenersi una lira, quelle che subiscono "casuali" rovesci finanziari o che, per
esempio, avendo azzeccato la schedina da qualche miliardo si accorgono di essersi
dimenticati di giocarla, facilmente in una precedente esistenza hanno avuto un
rapporto distorto con il denaro, hanno sprecato o usato male la ricchezza, ne hanno
fatto un fine, non hanno mai ringraziato di averla, sono stati degli irriducibili avari,
eccetera...!
Ho inserito questo breve accenno all'argomento denaro nel discorso sul
pessimismo/ottimismo perché quello dei soldi è uno dei principali motivi di lamentela
che ascolto, nella maggioranza dei casi da persone che potrebbero vivere serene con
ciò che hanno...! Inoltre - lo avrete senz'altro notato - potete andare a chiedere
qualsiasi cosa a chicchessia, ivi compresa la donazione di un organo, ma non toccate
nessuno sui soldi, non chiedete ad anima viva di aiutarvi con un piccolo prestito che
vi serve per fare fronte ad un impegno grave ed urgente: vi assicureranno tutto l'aiuto
morale di cui avete bisogno, tutta la loro umana partecipazione virtuale ai vostri guai,
ma non scuciranno nemmeno una lira, perché: "...se me l'avessi chiesto la scorsa
settimana avrei potuto, ma ho dato l'anticipo per la macchina nuova e sono rimasto
senza un soldo, mi dispiace... ma perché non me l'hai detto prima che avevi
bisogno...?!!" Torno a ripetervi di tenere alla larga il più possibile le persone
pessimiste. Ma c'è di più: non fate nemmeno troppi tentativi per "convenirle".
Comportatevi come si comporta la Vita: siate generosi e date a ciascuno ciò che
realmente vuole!
Infatti il pessimista vuole esserlo, vuole che la sua esistenza sia costellata di guai!
Se qualcosa gli va bene è una grossa delusione, perché gli toglie il piacere di avere
azzeccato una previsione, gli sottrae la libidine del lamento, gli impedisce di
continuare a vivere circondato da un nuvolone nero di energia negativa! Questi
sarebbero, in buona sostanza, affari suoi: ma l'energia - negativa o positiva che sia -
non se ne sta mai ferma!
Le onde negative che avvolgono il pessimista vanno ad inquinare lo spazio vitale
di chi gli sta intorno: come vi sentite dopo essere stati a lungo con una persona che si
lamenta in continuazione, che non fa che parlarvi dei suoi mille catastrofici problemi,
delle sue disgrazie multiple ed irrisolvibili, delle sue previsioni color nero fumo sul
futuro prossimo e remoto, che non riesce mai a tirare in su gli angoli della bocca se
non per fare una smorfia di disgusto, che vi racconta i guai e le malattie di tutto il
quartiere, che se vi scappa di dire che state bene vi guarda come se volesse farvi una
radiografia ed assume un'espressione dubbiosa ed allarmata.... Fateci caso: stare a
contatto con un pessimista rende tristi, stanchi, nervosi; la testa diventa pesante e
tutto il corpo prova quella spiacevole sensazione di affaticamento che si ha quando si
sta covando un'influenza.
È perfettamente inutile che inondiate queste persone con discorsi sul Pensiero
Positivo: vi giudicano solo dei poveri illusi che non sanno quello che si dicono ed
ignorano con beata incoscienza i mille pericoli che li circondano! Dunque, fate pure
un tentativo, magari anche due: ogni tanto ci si può imbattere in qualche pentito! Ma
non insistete troppo, perché il pessimismo è contagioso! Quando avete la precisa
certezza di trovarvi di fronte un irriducibile (e non ci vuole molto, basta fare la
candida domanda: "Come stai...?" e vi sentirete recitare a memoria l'enciclopedia
medica...) scappate a gambe levate, esibendo un bel sorriso ed accampando la prima
scusa che vi viene in mente, non importa che sia plausibile o fantascientifica ed
evitate, per quanto vi è appena appena possibile, ogni contatto futuro con
l'energumeno in questione!
Se invece il "vostro" pessimista fa parte della cerchia delle persone che, per
qualche motivo di famiglia o di lavoro, non potete assolutamente evitare di vedere,
limitate al massimo i contatti diretti e quando proprio non ne potete fare a meno
fatevi uno scudo mentale; in questi casi sarebbe molto utile la Meditazione: cinque
minuti di Meditazione "d'emergenza" e nessun pessimista potrà nulla contro di voi!
Un altro esemplare interessante e per nulla in via di estinzione di pensatore
negativo è l'invidioso, quello che si dedica alla missione di smontare
sistematicamente ogni piccolo o grande entusiasmo altrui. È quello che più di ogni
altro ha in bocca la frase: "Lo faccio/lo dico per il tuo bene...!". Ecco: con questi
individui non andate troppo per il sottile, se è necessario dimenticatevi le buone
maniere che la vostra mamma ha penato tanto per insegnarvi e - dopo un solo
tentativo di condurli ad un più civile modo di fare - mandateli a quel paese senza
mezzi termini. Se protestano, ditegli pure che l'avete letto in un libro e dategli il mio
indirizzo...!
E dedicatevi, senza ritegno, a coltivare in voi il più totale, incondizionato,
inossidabile ottimismo, alla faccia di tutto e di tutti! Perché come è vero che il
pessimismo è una strada che non porta da nessuna parte, è altrettanto certo che con
l'ottimismo si può andare dove si vuole, senza pagare pedaggi e senza fatica.
Certamente nella vita di tutti capitano i momenti "no": ma avete mai avuto notizia
di qualcuno che abbia risolto un problema lamentandosene e rotolandocisi dentro
come un maialino nel suo fango?
Conosco moltissime persone che periodicamente cercano di venire a piangere sulla
mia spalla alla ricerca di conforto: le ascolto con attenzione ed affetto e lascio sfogare
loro tutta la rabbia o il dolore per una mezz'oretta. In alcuni casi, quando si tratta di
telenovelas a puntate con colpi di scena e sviluppi repentini, riesco a pazientare per
alcuni giorni (mai molti....). Poi parto in quarta con la proposta di soluzioni varie... ed
è allora che mi rendo conto se ho davanti una persona che ha davvero il desiderio di
vivere al meglio o se, invece, si tratta di qualcuno che ha solo voglia di piangersi
addosso per poter così accusare il "destino" di essere crudele e non rischiare di farsi
coinvolgere in prima persona...! Quando mi "accorgo" che mi si sta prendendo in giro
(...ma in realtà queste persone prendono solo in giro se stesse...) cambio musica, ritiro
spalle e conforto e - all'occorrenza - divento molto dura: così automaticamente passo
dalla parte dei "cattivi", di quelli "che non capiscono" e che hanno un pessimo
carattere! Pazienza...!
Per ogni problema esiste una soluzione: su questo non ci piove!
Voi prendete il "vostro" problema, piccolo o grande che sia, fate della sua
soluzione un pensiero e VEDETELO GIÀ FATTO! Funziona, ve lo posso garantire!!!
Soprattutto incominciate ad occuparvi dei VOSTRI problemi e non di quelli degli
altri! Non cercate di partire subito a fare i Buoni Samaritani, allenatevi sulla vostra
pelle e questo per l'ottima ragione che voi non siete "gli altri" e non potete sapere ciò
di cui realmente hanno piacere o bisogno o ciò che il loro karma prevede.
Questo non lo potete sapere nemmeno per voi stessi ed è spesso il motivo per cui la
"soluzione" di un problema non è esattamente quella che vi aspettate o che vi
piacerebbe fosse. Quando ciò dovesse accadere, se siete onestamente e
completamente certi di aver fatto TUTTO il fattibile e magari anche qualcosa di più,
non vi resta che ringraziare per la soluzione che vi è toccata ed accettarla senza
banfare: solo così rimedierete alla disarmonia che certamente il vostro modo di vivere
una precedente esistenza ha creato nell'Ordine Cosmico.
Molto più spesso, però, il karma non c'entra un bel niente: non fatevene un alibi
per non agire! Il segreto della vita è sempre e comunque FARE... ricordatevi la
Parabola dei talenti e non sprecate neanche un minuto della vostra esistenza in
lamentele e piagnistei, non gettate via neppure le più piccole ed apparentemente
insignificanti opportunità.
VEDETELO GIÀ FATTO! E se non è proprio esattamente come lo volete in questa
vita, lo sarà nella prossima!
Nel frattempo, ringraziate (siete abituati così poco a farlo...!) e godetevi i risultati
che avete qui ed ora!
Consapevolezza, pensiero positivo, amore: esempi pratici di

"miracoli"

"Miracolo" è sinonimo di evento straordinario. Molti usano questo termine per


definire una "casualità" che fa andare in un certo modo un avvenimento che sembrava
indirizzato in un altro poco favorevole. C'è chi ci vede l'intervento divino, chi lo
zampino del "destino": insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Stabiliamo subito che il "caso" non esiste: nulla di ciò che accade nella nostra vita,
in bene o in male, sottostà alle regole di un'estrazione a sorte, di qua gli sfigati, di là i
fortunati!
State tranquilli, non sto ricominciando con il predicozzo sul karma, anche se per
me è il nucleo centrale di ogni esistenza, quello sul quale ognuno di noi dovrebbe
seriamente lavorare con perseveranza e umiltà: in questo capitolo mi occuperò poco
di teoria e molto di pratica, che è la cosa che maggiormente interessa chi ha
acquistato questo libro!
Fatto salvo il principio che ci muoviamo entro l'abbozzo di copione (una specie di
canovaccio da goldoniana Commedia dell'Arte) che ci siamo liberamente scelto al
momento di reincarnarci nella presente esistenza, la via di ognuno di noi, tanti quanti
siamo, è esattamente quella che vogliamo avere. Non è necessario attendere una
nuova incarnazione per liberarci di qualche macigno: possiamo bruciare tutto il
karma che vogliamo in una sola esistenza. C'è una leggenda indiana, di cui ho
scordato i dettagli, che racconta la storia di un principe che inizia la sua vita di uomo
adulto assassinando il proprio fratello per sordidi motivi di potere. Attraverso la
Consapevolezza, il Perdono e l'Amore, risale a poco a poco l'abisso e nel corso di
quella stessa esistenza raggiunge l'Illuminazione.
Noi, da bravi bambini fino ad oggi pensiero negativo dipendenti, possiamo
benissimo prenderla più bassa... anche se c'è un'altra leggenda - questa degli indiani
d'America - che dice che se vuoi colpire l'aquila devi mirare alla luna...!
Non voglio spaventarvi con la possibilità di portarvi all'Illuminazione in una botta
sola, ma soltanto dirvi che la qualità della vostra vita dipende esclusivamente da voi,
che vi piaccia o meno! Chi non ci crede, continui pure ad andare a farsi spennare da
qualche operatore dell'occulto, meglio se televisivo, travestito da cabarettista di bassa
lega o da sciantosa appassita e portatore insano di un linguaggio incomprensibile.
Chi, invece, vuole almeno provare a giocare con me e con quei sempre più numerosi
"picchiatelli" che da anni insistono sull'infinito potere del Pensiero Positivo, avrà le
prove che i "miracoli" esistono, si possono operare con il "fatelodavoi" e non costano
milioni!
Adesso incominciamo davvero a parlare di "pratica", innanzitutto dicendo che le
cose che fanno girare il mondo sono poche e sempre le stesse: amore, denaro e salute
sono gli argomenti sui quali più spesso un "operatore dell'occulto" si sente
interrogare.
Mai che arrivi qualcuno a chiedere lumi sul "chi siamo, da dove veniamo e dove
andiamo" o ad informarsi sulla possibilità di vivere sereni con se stessi...! Qualche
volta - da "Piccolo Buddha" di Bertolucci in poi - si presenta una qualche mosca
bianca a chiedere delucidazioni sulle proprie precedenti esistenze... ma è un evento
raro. Troppo spesso, invece, giungono richieste di sedute spiritiche o comunque di
contatti con l'Aldilà: è un argomento talmente diffuso e talmente pericoloso che gli
dedicherò un capitolo a parte.
Ho detto e ripetuto che gli strumenti della Magia sono principalmente tre:
CONSAPEVOLEZZA, PENSIERO POSITIVO, AMORE.
Se anche uno solo manca, non si fanno miracoli di nessun genere: che sia ben
chiaro!
Poi ci sono delle tecniche, utili ma non sempre indispensabili, che si chiamano
indifferentemente "riti" o "rituali", altri termini che - erroneamente - evocano fumose
immagini medievali da antro della strega, con manifestazioni luciferine, effetti
speciali assortiti da tunnel degli orrori e intrugli a base di code di lucertola e ali di
pipistrello!
Ma un "rito" è semplicemente il ripetersi di gesti, azioni, parole, modi di fare
sempre uguali, è una "prassi", una serie di regole codificate, il tutto allo scopo di
ottenere un determinato risultato. Anche la ricetta per fare la maionese è un "rituale",
perché se non si rispettano alla lettera ingredienti, tempi, modi e gesti, salta fuori un
intruglio immangiabile che non è certamente maionese!
In Magia - torno a ripeterlo, perché è molto importante! i riti sono TECNICHE e
come tutte le tecniche hanno bisogno, per funzionare al massimo, del Cuore
dell'uomo. Ci sono moltissime persone che studiano musica, frequentando per anni il
Conservatorio: ma quanti di loro sono davvero dei "musicisti"? Solo quelli che
mettono tanto di tecnica e tanto di Cuore nelle loro esecuzioni: tutti gli altri restano
dei - magari - bravissimi strumentisti, formalmente perfetti, ma freddi come
coccodrilli: non vi trasmetteranno mai la minima emozione!
...Certo è che il Cuore, per mettercelo, bisogna averlo...! E badate bene che quando
parlo di Cuore (e non a caso lo scrivo con la maiuscola!) non intendo l'emotività a
fior di pelle che fa piangere al solo udire la parola "mamma" o quell'organo che batte
forte, accompagnato da sottofondo di violini, quando si prende una cotta: il Cuore di
cui parlo è quello slancio spontaneo dell'anima verso tutto il Creato, è la Vibrazione
all'unisono con l'Armonia del Cosmo, è il ricordo felice di quell'Amore Universale da
cui proveniamo e verso il quale tutti siamo diretti... Infatti come mai trascorriamo la
nostra esistenza, fin dal primo istante di essa, a cercare l'amore se non perché Lo
abbiamo già sperimentato, se non perché già Lo conosciamo...?
Dunque, se siete abituati a sprecare tempo ed energie nel badare criticamente e
acidamente ai casi altrui, se vi lasciate travolgere dal rancore e siete incapaci di
perdono, se per voi l'amore si identifica con il possesso ed è limitato al partner e ai
figli, se siete rigidamente chiusi nel perimetro ristrettissimo del vostro ego, potrete
celebrare tutti i rituali magici che volete, ma l'unico risultato che otterrete sarà un
gran pasticcio!
Ci sono, purtroppo, in commercio molti libri che insegnano rituali. Alcuni
rasentano il ridicolo proponendo "ricette" talmente fantasiose che spero nessuno li
prenda sul serio: e se mai qualcuno ci cascasse, al massimo butterebbe via un po' di
tempo e un po' di soldi nel recarsi, per esempio, all'alba di un venerdì in un terreno
incolto a sotterrarsi i piedi in una buca opportunamente scavata o nella ricerca di
materiali e ingredienti quanto meno originali; il peggio che questi "rituali" possono
provocare è che i vicini - legittimamente preoccupati - chiamino una clinica per
malattie mentali se per nove giorni filati vi vedono girare forsennatamente per tredici
volte attorno al nocciolo che avete in giardino tutte le mattine al sorgere del sole...!
Volete farvi due risate? Vi riporto una delle tante "ricette", trovata in un libro di
"magia", che servirebbe per attirare l'amore di una persona recalcitrante: "Prendete
una bacinella e ponetevi al centro un osso di cane nero e aggiungetevi i seguenti
elementi: calce viva, petali di begonia, sale da cucina. Lasciate che l'osso si impregni
per due giorni del miscuglio in cui è stato posto, dopodiché estraetelo dal recipiente e
riducetelo in finissima polvere. Mettete la polvere in una scatolina e prelevatene un
pizzico, che dovrà essere lasciato cadere per terra, a poco a poco, mentre girerete
intorno alla persona amata." Ora, a parte il fatto che non è specificato come fare a
procurarsi l'osso di cane nero senza rischiare di essere fatti a pezzi da qualche
animalista come me, e a parte che occorre possedere un'attrezzatura da macellaio per
ridurre in polvere finissima un osso senza fare una fatica orba, mi chiedo cosa
potrebbe pensare la "persona amata" nel vedere qualcuno che gli gira intorno facendo
cadere a terra una polverina: se già prima era recalcitrante, è certo che "dopo"
scapperà a gambe levate! Sempre nello stesso libro, c'è un altro rituale
divertentissimo per liberarsi dal malocchio, che impone di raggiungere una chiesa
sconsacrata o comunque delle rovine di un'antica costruzione tenendo in mano un
lume ad olio acceso e camminando all'indietro: se non si finisce al pronto soccorso
perché investiti da una corriera o rotolati giù da un fosso, si ha già la garanzia che il
"malocchio" non c'è!
Queste, come ripeto, sono formule talmente fantasiose che solo qualche animuccia
molto ingenua potrebbe cascarci, senza comunque procurarsi molti danni (a parte
qualche frattura multipla nel tentativo di liberarsi dal malocchio...)Poi ci sono,
invece, dei libri dichiaratamente di magia nera, ai quali solo delle menti gravemente
malate si possono accostare volontariamente. Ci sono addirittura dei cataloghi con
tanto di listino prezzi, perché in magia nera è diventata di moda la vendita del prèt a
porter, ma è un Po' come quello che succede per la pubblicità dei farmaci e delle
armi: entrambi uccidono, ma per ciò che riguarda le armi è dichiarato...! È ovvio,
infatti, che un rituale (che per fortuna costa carissimo, anche se a mio parere ancora
troppo poco!) che si chiama "Gran Rituale di Satana per la distruzione di un nemico"
o un libro che si intitola "Libro infernale" non è roba da mammolette innocenti e che
chi decide di servirsene non può far finta di ignorare quali siano i gravissimi pericoli
personali cui senza possibilità di eccezione va incontro. Anima sua, borsa sua, come
diceva mia nonna...! Ma in giro, liberamente vendute, ci sono anche delle
pubblicazioni ancora più pericolose: sono quei libri che sotto un titolo innocente,
magari dichiarando in copertina intenzioni "luminose" o presentandosi come manuali
di "magia rossa magia dell'amore", nascondono invece numerose formule rituali di
magia che più nera non si può! Sappiate, per esempio, che operazioni "magiche"
quali legamenti, incantamenti, eccetera, non sono altro che magia nera travestita: è
perfettamente inutile fare finta di niente, pensando che intanto in guerra e in amore
tutto è permesso...! Esistono testi che insegnano come fare per realizzare un
desiderio, preoccupandosi molto poco della qualità delle intenzioni e sono state
pubblicate formule che se correttamente "vibrate" possono scatenare energie negative
poi difficilmente controllabili. La stessa cosa accade per ciò che riguarda i luoghi di
ritrovo: se vi interessano l'esoterismo o le medicine naturali fate ben attenzione al
centro cui vi rivolgete, perché stanno sorgendo un Po' dovunque, ma a Torino in
particolar modo, molte associazioni fasulle, dove di esoterico (cioè conosciuto da
pochi) c'è solo il saldo del conto in banca dei titolari... e questo sarebbe ancora il male
minore, perché invece presso alcuni centri si insegnano addirittura tecniche
pericolosissime per la salute fisica e psichica degli iscritti. Per esempio, ho avuto
notizia di un corso di cristalloterapia dove si insegna agli allievi ad ingerire e far
ingerire polvere di cristalli a scopo terapeutico... il che è roba da denuncia! Poi ci
sono innumerevoli scuole di Reiki aperte da persone che NON sono Maestri di Reiki
e luoghi dove si insegnano tecniche di respirazione forzata senza il minimo controllo.
Infine vengono tenuti corsi, conferenze e seminari che hanno il solo scopo di gettare i
partecipanti nella più totale confusione mentale, perché più "zombi" ci sono in giro,
più è facile il lavoro di quelle molte forze oscure che si stanno dando un gran daffare
in questo ultimo scorcio di millennio...!
Come fare per riconoscere al volo le situazioni di Luce da quelle che con la Luce
non hanno nulla a che fare? Imparare a vivere con attenzione e a fidarsi della prima
impressione! Occhio che ho detto la PRIMA, quella che il chiacchierio instancabile
della mente cerca di soffocare in continuazione! Fateci caso: quando incontrate una
persona per la prima volta ne avete una immediata impressione, che dura una frazione
di secondo!
Bene: è quella "giusta"! Purtroppo, dai tre quarti di secondo successivo in poi, la
mente ve ne suggerisce un'altra ed è quella che normalmente vi viene bene di
ascoltare, perché è la più "comoda", la più aderente agli schemi mentali che vi siete
lasciati costruire addosso dagli eventi. La stessa cosa vale per luoghi e situazioni.
Imparate ad ascoltarvi, allenatevi a udire la voce del Maestro Interiore che parla
dentro di voi ed è certo che non sbaglierete una pedalata nemmeno se vi pagano!
E adesso veniamo a quanto annunciato nel titolo: esempi pratici di "miracoli"!
E prendiamo, come prima situazione, una classica pena d'amore: Lui ha lasciato
Lei per un'Altra!
Per un Po' di tempo Lei piange e si dispera: legittimo, ma non più di mezza
giornata, perché abbiamo già visto che con i lamenti ed i piagnistei mai nessuno è
riuscito a risolvere un problema. Spesso mi accade di ascoltare storie di abbandoni,
con tutti i particolari della vicenda e di chiedere poi all'abbandonata: "Ma è davvero
sicura che lo rivuole...?" Nel 99% dei casi mi sento rispondere di sì, anche se non
soprattutto da donne che hanno appena finito di raccontarmi situazioni che farebbero
arrossire il Marchese de Sade...! Ecco, incominciamo proprio da qui: nessuna
situazione estrema si raddrizza con il semplice ricorso a qualche rituale magico. Se in
un rapporto mancano da sempre rispetto, libertà e accettazione reciproci non esiste
"incantesimo" che possa far spuntare all'istante un idillio romantico; tutt'al più si
potrà ripristinare il tran-tran di prima, che durerà fino alla prossima puntata...!
Dunque, spesso e volentieri di fronte a un abbandono sarebbe meglio portare un cero
a Santa Rita "per grazia ricevuta" e decidere di voltare pagina, piuttosto che
affannarsi per far tornare l'uccel di bosco...!
Ma si sa che l'amore (o quello che si spaccia per tale...) è cieco: Lei lo rivuole ad
ogni costo, perché non può vivere senza di Lui!
Ed allora la prima cosa da fare è una bella e sincera analisi della situazione per
individuare gli elementi che hanno portato Lui a prendere la porta di casa,
ESCLUDENDO A PRIORI LA FATTURA.
La cosa è difficilissima da fare in modo oggettivo, perché ogni donna si sente
perfetta per il proprio uomo, soprattutto se, in qualche modo, gli ha consacrato la vita
annullando se stessa. Ma lo abbiamo già visto nel capitolo dedicato all'altruismo: gli
"altri" (e un compagno non fa eccezione, anzi...!) ci vedono e di conseguenza ci
considerano e trattano così come noi vediamo, consideriamo e trattiamo noi stessi.
A parte alcuni ben circoscritti casi di pazzia, non esiste nessuna persona, a questo
mondo, uomo o donna che sia, che abbandoni una situazione in cui stia bene, in cui
tutte le sue aspirazioni siano realizzate, in cui il fisico, il mentale, l'emozionale e lo
spirituale trovino soddisfazione, serenità e completezza.
La terza incomoda non ha quasi mai altra responsabilità se non quella di essersi
trovata al momento giusto nel posto giusto e anche in quei casi in cui possa aver fatto
di tutto per accalappiare l'uomo di un'altra non bisogna mai dimenticare che certe
cose si fanno rigorosamente in due: mi rifiuto di aderire a quello che è il credo del
l'universo femminile benpensante, cioè che tutti i maschi siano tanto fessi da sbiellare
e commettere qualsiasi pazzia al solo sentire odore di sesso selvaggio: al massimo, si
potranno concedere la classica avventuretta e la cosa finirà lì!
Se tra voi c'è una donna che si trova in una situazione come quella dell'esempio
che stiamo facendo, mi rivolgo a lei: quanto bene vuoi a te stessa? A quanti desideri e
aspirazioni hai rinunciato per Lui? Quanto ti sei messa da parte per far sì che il tuo
"eroe" si sentisse tale vicino a te?
Per cambiare il corso della tua vita, per operare il "miracolo", incomincia
immediatamente a considerare te stessa come una persona degna del massimo rispetto
e della più completa attenzione. Non perdere tempo e non sprecare energie nel
rancore, nemmeno nei confronti dell'Altra. Diventa consapevole che tu PUOI far
andare la tua vita nel migliore dei modi. Se i condizionamenti che hai ricevuto sono
molto pesanti (e certamente lo sono, anche e soprattutto se non te ne rendi conto!) e ti
impediscono di avere una visione serena e completa dell'esistenza, abbi l'umiltà di
farti aiutare! Esistono persone che sono qualificate a farlo, ci sono seminari dove ti
possono insegnare a trovare e usare gli strumenti giusti.
Insomma, prima di dedicarti con tutte le tue forze a far tornare Lui a tutti i costi,
pensa a rimettere in piedi te stessa, ama te stessa per poi essere in grado di amare
meglio e senza rischio di sorprese spiacevoli il prossimo tuo!
Inondando di Consapevolezza, Pensieri Positivi e Amore la tua vita, il lavoro è già
fatto a metà. Solo a questo punto - se vorrai - potrai farti aiutare da un rituale magico,
per canalizzare l'Energia Amore nella giusta direzione. Canalizzare l'Energia non
significa costringere Lui a tornare per forza, ma vuole dire fargli giungere forte e
chiaro il segnale di un sentimento nuovo, più pulito, più autentico, più libero, dal
quale si sentirà spontaneamente attirato.
Chiariamo molto bene che il rituale dovrai celebrarlo tu, non fartelo celebrare a
pagamento da qualcuno che ti racconta la favoletta che solo chi ha ricevuto un
particolare "dono" può accedere a queste pratiche; affidati ad uno di quei pochi
professionisti del settore che sono disponibili ad insegnarti il come ed il quando,
valutandone la serietà e la competenza in base al prezzo che ti chiede: se si tratta di
milioni, ringrazia ed esci, mormorando il solito "ci penserò" d'uso in questi casi!
E attenzione anche al rituale che ti viene proposto, perché più è "originale" e
complicato, più è facile che sia una presa in giro. I rituali di canalizzazione delle
energie prevedono l'uso di semplici candele, di incensi e di tecniche di meditazione e
di dinamica mentale facilissime da usare per chiunque!
In conclusione, solo lavorando con sincerità su se stessi e non sull'altro si può
risolvere stabilmente e felicemente il problema di un abbandono; invece, continuando
a piangere, ad odiare, ad imprecare, a fare cumuli di sciocchezze autodistruttive, a
farsi travolgere dalla gelosia, a dimostrare con i fatti e con le parole di essere sempre
disponibili solo come tappetini da calpestare e peggio ancora ricorrendo a operazioni
di magia rossa per costringere l'evaso a tornare, non si otterrà il più piccolo risultato
utile!
Ora parliamo di un altro problema molto gettonato: il denaro!

La maggior parte delle persone che si rivolge a un operatore dell'occulto per una
questione di soldi, normalmente... non ne avrebbe alcun bisogno!
C'è un particolare, poi, che mi sconcerta tutte le volte che ricevo la visita di
qualcuno che vuole i numeri da giocare al lotto e mi chiede se è certo al 100% che
siano quelli buoni: se io fossi sicura senza ombra di dubbio dei numeri che usciranno
il tal giorno sulla tale ruota, non avrei bisogno di lavorare per vivere! Attraverso la
Numerologia e il calcolo delle probabilità posso estrapolare dei numeri che hanno
delle ottime possibilità di uscire, cosa che spesso accade, ma non dare la garanzia del
"soddisfatti o rimborsati"! Assolutamente NESSUNO può farlo!
Anche perché per vincere una somma di denaro (che non significa, nel caso del
Lotto, recuperare i soldi che si sono spesi giocando per molte settimane...!) occorre
essere animati... indovinate da cosa...? Ma sì: cuore puro e intenzioni elevate...!
L'avidità - mi pare fuori discussione - non è certamente un'intenzione elevata!
Dunque chi si accanisce nel gioco per far crescere il gruzzolo e aumentare i pezzi
della collezione, tenendoseli ben stretti e ancora piangendo miseria come se fosse
l'ultimo degli indigenti, difficilmente vincerà cinque lire! Chi vince e si dimentica di
ringraziare, magari lamentandosi anche di aver vinto troppo poco, potrà in seguito
buttare via milioni nel tentativo di vincere ancora, ma non gli capiterà più!
Per ciò che riguarda la grossa vincita che può cambiare la vita, come il biglietto o
la schedina da qualche miliardo, bisognerebbe intervistare il vostro karma...! E anche
considerare che un improvviso colpo di "fortuna" può "cambiare la vita", sì, ma non
si sa in quale direzione...!
Chissà perché la maggior parte delle persone è convinta che una gran quantità di
soldi sia sinonimo di felicità? Questo può essere vero, ma certamente non
automatico! Il denaro è un'energia - come ho già detto - che come tutti i tipi di
energia va maneggiata e usata nel modo corretto per produrre qualcosa di utile e non
rischiare di far danni!
Certamente esistono rituali magici per favorire una vincita al gioco: 'favorire', non
garantirla! Perché anche nel caso del denaro, se mancano Consapevolezza, Pensiero
Positivo e Amore, non c'è nulla da fare!
Se siete di quelli che fanno della ricchezza un mito fine a se stesso, se desiderate
vincere una grossa somma per dare una lezione a qualcuno che detestate, se siete
avidi, accumulate i soldi come una scorta di noccioline e vi sembra di non averne mai
abbastanza, se siete avari e per farvi scucire mille lire occorre fare il triplo salto
mortale sui mignoli, se costringete qualcuno a dipendere economicamente da voi
perché ciò vi crea una piacevole sensazione di potere, insomma, se avete con il
denaro un rapporto morboso, non vi aspettate risultati da qualsiasi lavoro magico!
Il primo segreto per ottenere una vincita è quello di considerare il gioco per quello
che è: un GIOCO, appunto, ossia, come recitano tutti i vocabolari della lingua
italiana, una "attività che abbia per scopo la ricreazione e lo svago...". Se avete dei
bambini sapete bene ciò che questo significa! Avete mai visto un bambino mettere
dell'ansia, del rancore o della paura in un qualsiasi gioco che si è liberamente scelto?
Per lui giocare vuol dire spensieratezza, divertimento...! E per voi che giocate al lotto,
al totocalcio, alle corse dei cavalli o acquistate gratta&vinci e biglietti di tutte le
lotterie possibili? Conosco molte persone che, attendendo i risultati delle partite o le
estrazioni del lotto, se ne stanno incollate al televisore o alla radiolina con l'ansia di
chi aspetta una sentenza di vita o di morte, imprecando contro tutto e contro tutti se il
risultato non è quello desiderato e questo è il miglior sistema per non vincere: in
compenso si potrà guadagnare una signora ulcera o un bel mal di fegato!
Se invece sapete considerare i soldi con il giusto distacco, considerandoli
importanti, sì, ma come mezzo e non come fine, pensando che possono servire per
voi, certo, ma anche per aiutare chi ne ha davvero bisogno o per rendere felice chi vi
sta intorno, allora un rituale magico potrà favorirvi, attirando verso di voi le Energie
giuste.
Una volta che avrete ottenuto il risultato, però, ricordatevi di chi è meno fortunato
di voi e destinate una parte della vincita in beneficenza... senza mettere i manifesti-
ossia senza farlo sapere al mondo intero per ottenerne l'ammirazione!
Soprattutto, non incorrete nell'errore di lamentarvi per l'eventuale esiguità della
somma vinta: considerate che è comunque un dono che vi è piovuto dal Cielo e
ringraziate con tutto il cuore! Pensate che sicuramente quella stessa cifra che a voi
sembra così ridicola potrebbe togliere dalla disperazione qualcuno che ha una
cambiale in scadenza, una bolletta o un affitto da pagare o la spesa da fare per far
mangiare quattro figli...!
Anche nel caso del gioco, comunque, celebrate da voi il vostro rituale magico:
siate consapevoli che potete farlo, riversate sull'operazione tutto il disinteressato
Amore di cui siete capaci e non abbiate il minimo dubbio sul risultato!

Quello della salute è un problema che preoccupa - a parole - il 100% delle persone.
Nei fatti, invece, la maggior parte di esse è più propensa a curarsi quando ormai il
danno è fatto che a prevenirlo.
È classico l'esempio del ricorso al dentista: ci si precipita solo quando i denti fanno
male, magari dopo aver passato una notte in bianco con una gran voglia di battere la
testa contro il muro per il dolore! Ma se si prendessero delle semplicissime abitudini
igieniche, se si curasse l'alimentazione, se semestralmente si facesse una visitina di
controllo, il problema sarebbe risolto in partenza!
Questo è un discorso che vale per tutto ciò che riguarda il nostro corpo fisico, che
diciamo di amare tantissimo, ma che in realtà maltrattiamo nel peggiore dei modi.
A molti potrà sembrare strano che ci sia chi si rivolge alla Magia per questioni di
salute, invece succede molto frequentemente. Ed ecco allora il pericoloso proliferare
di "guaritori", che garantiscono di essere in grado di risolvere - spesso addirittura
attraverso il televisore...! - qualsiasi patologia! Per ciò che mi riguarda penso che sia
il modo più subdolo, disonesto e a volte criminale con cui si possa carpire la buona
fede altrui. Sì, perché, parlandoci chiaro, pazienza se un operatore dell'occulto non vi
fa tornare l'amato bene: non muore nessuno! Ma se vi istiga ad abbandonare terapie
che state facendo per affidarvi alle sue "sante mani" o ancora peggio vi somministra
intrugli strani dai "componenti segreti" senza informarsi minimamente se siete
allergici a qualche sostanza, allora la faccenda si fa davvero pericolosa! Inoltre, mi è
capitato mille volte di ricevere persone angosciate cui qualche "santone" da strapazzo
aveva diagnosticato malattie gravissime... guaribili solo con l'intervento di qualche
improbabile entità... e che invece, invitate fermamente da me ad approfondire la cosa
attraverso una serie di esami clinici, sono risultate sane come pesciolini...!
Nessun operatore dell'occulto, guaritore, guru, pranoterapeuta, eccetera, è
autorizzato a fare diagnosi a meno che non sia provvisto di una (autentica...!) laurea
in medicina e chirurgia! Chiunque, ponendo le mani sul vostro corpo, si accorga di
qualcosa che "non va", potrà solo invitarvi, con il maggior tatto possibile,
fermamente ma senza inutili allarmismi, a farvi visitare da uno specialista e a
sottoporvi ad accertamenti clinici: tutto il resto configura il reato di abuso della
professione medica.
So per esperienza che l'approccio all'argomento "salute" è quanto di più individuale
ci sia. I poli estremi sono rappresentati da un lato dagli ipocondriaci, ossia i malati
immaginali che corrono al pronto soccorso (quando non direttamente alle pompe
funebri...) non appena starnutiscono e dall'altro da coloro che si decidono a prendere
sul serio un sintomo magari pesante solo quando ormai l'unico intervento possibile è
quello chirurgico! Ho una carissima amica che ha militato per anni in questa seconda
categoria, fino al giorno in cui è stata portata d'urgenza in ospedale per un attacco di
appendicite con complicazioni varie che si era ostinata a scambiare per un doloretto
premestruale per ben quindici giorni...!
Nel mezzo, ci sono coloro che guardano al problema salute con una certa
obiettività, ma questo non significa che siano nel giusto. Infatti il vero problema è
che...la salute sia un problema!
Che l'uomo moderno abbia perso il contatto diretto con la natura è una frase che si
sente dire spesso, al punto che è quasi diventata un luogo comune al quale più
nessuno fa caso. Infatti, viene detta e ripetuta, così come si dice che "non ci sono più
le stagioni di una volta...", perché essere ecologisti fa tendenza, ma pochissime
persone agiscono concretamente per ricollegarsi, almeno in parte, con quelle che sono
le leggi naturali che regolano nel giusto modo la vita di tutto il Creato. Per testare
quanto pochi siano i veri ecologisti, basta vedere, per esempio, il gran numero di
signore impellicciate che circolano ancora per le nostre strade...!
Il cosiddetto uomo del 2000 ritiene di aver scoperto tutto lo scopribile, di aver
inventato tutto l'inventabile... ciò che non è riuscito a realizzare (... o a spiegare...)
viene relegato nel mondo della fantascienza...! Ma sempre più spesso è costretto a
riconoscere che le sue scoperte, le sue "invenzioni", hanno tutte quando più, quando
meno - degli effetti collaterali indesiderati, sotto diverse forme.
Limitandoci al settore della salute, scopriamo delle cose interessanti... come, per
esempio, che la salute non esiste più. Infatti, alzi una mano chi può dire di stare
veramente "bene"...! Abbiamo a disposizione una quantità di farmaci a dir poco
mostruosa, se confrontata con i medicamenti di appena 100 anni fa... eppure siamo
tutti ammalati o quanto meno acciaccati, chi più, chi meno.
La chimica ci sovrasta: la respiriamo, la assorbiamo, la mangiamo, ce la
spalmiamo addosso-salvo poi stupirci se non c'è più nessuno che possa definirsi
completamente sano.
Perché il fatto è questo: se l'intestino funziona solo in presenza del lassativo, vuole
dire che non funziona! Se riusciamo a fare il ruttino solo con la bustina di digestivo,
vuole dire che non sappiamo più digerire; se per far fare ai reni il loro lavoro
dobbiamo ingoiare litri di soluzione diuretica, significa che sono da buttare; se
emicranie, gastriti, dolori e doloretti vari sono inseparabili compagni del nostro
quotidiano è evidente che c'è qualcosa che non va; se nonostante tutte le diete, le
fatiche in palestra, le creme e i massaggi, il nostro peso fa esplodere la bilancia,
significa che dobbiamo cambiare sistema. E via discorrendo.
Altro aspetto del problema: l'uomo moderno ha sconfitto le pestilenze che
mietevano centinaia di vittime per volta nel passato. Ma le grandi patologie dei nostri
tempi non sono certo da meno. Gli antibiotici hanno fatto moltissimo per ridurre la
mortalità nelle malattie infettive... ma i germi patogeni hanno lavorato altrettanto
bene e si sono adattati a vivere ugualmente, sviluppando quel fenomeno che si
chiama "resistenza"... senza contare che l'antibiotico buono, quello, cioè, che
distingue e rispetta i microrganismi utili (come, per esempio, la flora batterica
intestinale) distruggendo solo quelli dannosi, non è ancora stato inventato.
Da qualche tempo si sente parlare sempre più spesso di medicine naturali, quali la
fitoterapia (cioè curarsi con le erbe) e l'omeopatia. Ma la medicina naturale va ben
oltre e comprende tutta una serie di tecniche energetiche che, se correttamente e
regolarmente usate, sono in grado di ristabilire permanentemente quell'equilibrio che
si chiama "buona salute".
Solo che la maggior parte delle persone storce il naso: "Ma come, sono vent'anni
che soffro di gastrite, che ingoio montagne di farmaci, rincorrendo tutte le più recenti
scoperte in campo farmacologico e tu arrivi bella, bella a dirmi che con quattro
toccatine, qualche colore, un paio di cristalli, due suoni, il mal di stomaco mi
potrebbe passare...?" È proprio la semplicità degli interventi il fattore che suscita la
diffidenza, perché abbiamo imparato così bene e così in fretta a complicarci la vita
nel tentativo di semplificarcela, che non ci siamo più abituati.
Eppure, chi ha almeno una quarantina d'anni abbondante ricorderà che in nessuna
casa, un tempo, si gettava via la carta blu nella quale veniva venduto lo zucchero,
perché se qualcuno si faceva male cadendo, questa serviva per far riassorbire
velocemente il livido: e funzionava!
Forse le nostre nonne non sapevano come si chiamava, ma non di meno usavano la
cromoterapia... E a chi non è stato messo il pigiamino o il lenzuolino rosso per "far
venire fuori" il morbillo?
Nello stesso modo, a tutti i bambini del mondo, in tutte le epoche (... eccetto la
nostra, forse... e questo la dice molto lunga...) è stata cantata la ninnananna per
favorire un sonno sereno o semplicemente per calmare un pianto sconsolato... e
questa altro non è se non musicoterapia.
E le pietre? Esiste una letteratura monumentale antichissima sull'uso delle pietre a
scopo preventivo e curativo... e questa è cristalloterapia.
Poi ci sono le tecniche di cura attraverso l'imposizione delle mani. Tutti conoscono,
almeno per sentito dire, la pranoterapia, ma ne esistono altre, meno popolari ma non
meno efficaci, come per esempio il reiki.
Potrei continuare citando l'agopuntura, lo shiatsu, la riflessologia, la
digitopressione, tanto per parlare solo delle tecniche più note e "chiacchierate", tutte
"novità" che, insieme a quelle citate prima, hanno qualche millennio di pratica alle
spalle, ma lo scopo di questo discorso non è quello di fare un elenco di metodologie,
bensì di invitare chi ha voglia di farlo a riflettere su di un concetto molto semplice: se
la salute non esiste quasi più sulla faccia del pianeta terra, nonostante la farmacologia
abbia fatto - come scienza - passi da gigante, una ragione ci sarà pure.
Conosco decine e decine di persone che accusano da dieci, venti, trent' anni e più
tutta una serie di problemi fisici e/o psicologici che nessun medico allopatico
diagnostica come malattia, ma che, non di meno, provocano disagio, dolore,
sofferenza a chi ne è portatore, senza che (ovviamente!) nessun prodotto
farmacologico riesca a debellarli; e l'aspetto curioso della questione è proprio che noi
uomini del 2000 ci siamo abituati a convivere con mille disturbi (lasciando da parte,
perché non è questa la sede per trattarle, le grandi patologie) senza che ci sfiori
neppure l'idea che ciò non sia molto normale.
Pretendiamo il perfetto funzionamento di tutti gli apparecchi di cui ci siamo
circondati, spendiamo un sacco di soldi per ottimizzare le prestazioni delle nostre
autovetture, al minimo rumorino del motore corriamo dal meccanico... salvo poi
vivere rassegnatamente immersi nei mille "guasti" del nostro corpo fisico. Tutti noi
conosciamo almeno una persona che è arrabbiata con il proprio medico perché: "...lui
dice che non ho niente, ma io il mio mal di stomaco lo sento, eccome...!" La medicina
occidentale tradizionale cura l'essere umano a compartimenti stagni. Si occupa, cioè,
del singolo organo, somministrando al paziente solo ed esclusivamente farmaci. Il
che significa, molto spesso, eliminare il sintomo senza andare a debellare la causa che
l'ha prodotto, quindi, sovente, non "guarire", ma "mettere una pezza" momentanea.
Le medicine naturali, che sono, per la maggior parte, di derivazione orientale,
considerano l'Uomo nella sua interezza, nella sua globalità, fatta di fisicità, di
emozionalità, di psichismo e di spiritualità. E i medici che hanno questo tipo di
concezione dell'essere umano sanno bene che quando qualcosa nel corpo fisico "si
ammala" - cioè non funziona - significa che, a un altro livello, vi è un "problema" da
risolvere.
Secondo gli orientali, il nostro corpo fisico è percorso da sottilissimi meridiani -
chiamati "Nadi" - attraverso i quali scorre l'Energia Vitale. Nei punti in cui due Nadi
si incontrano vi sono i Chakra, termine che piano piano sta entrando nel linguaggio
comune.
I Chakra principali sono sette: sono le vere porte energetiche che regolano il nostro
flusso di Energia. Sono i punti del nostro corpo nei quali l'Energia Vitale è più intensa
e li possiamo immaginare come spirali in movimento circolare costante. A ognuno di
essi corrispondono una ghiandola, una pietra, un pianeta, un metallo, un suono, un
colore, un'affermazione. E ognuno di essi ha un compito specifico.
In condizioni di equilibrio, l'Energia scorre nei Chakra ininterrottamente, in modo
fluido e armonico. Quando nel corpo fisico si manifesta un malessere, una
disfunzione, una malattia, significa che nel o nei Chakra corrispondenti vi è una
carenza, un sovraccarico o addirittura un blocco di Energia, che crea una
disuguaglianza - quindi una disarmonia - tra lo stato fisico e lo stato mentale,
emozionale o spirituale. Per fare un esempio più semplice: se nell'impianto elettrico
di casa vostra ci sono dei fili un Po' malandati o delle prese di corrente rotte, l'energia
elettrica non può scorrere in modo continuo e senza intoppi, quindi facilmente la luce
salterà in continuazione o si bruceranno spesso le lampadine.
"Guarire" significa fare in modo che si ristabilisca l'equilibrio e che l'Energia Vitale
torni a scorrere nei Chakra ininterrottamente e armonicamente.
Attenzione, però: noi siamo indiscutibilmente occidentali, figli di una cultura che
per secoli e secoli ha formato non solo il nostro sapere ma anche il nostro essere.
Sarebbe dunque un'imprudenza, di fronte a gravi e conclamate patologie,
dimenticarci dell'esistenza di medici, medicinali e chirurghi per affidare la nostra
guarigione esclusivamente a metodologie energetiche.
Altrettanto pericoloso, però, è il trascurare questo importante aspetto della
guarigione, perché l'Energia in equilibrio è il terreno indispensabile affinché una
terapia farmacologica o chirurgica abbiano l'effetto di "guarire", appunto, cioè di
eliminare completamente e stabilmente il problema e non di mettervi soltanto una
momentanea toppa, costellata, magari, di effetti collaterali indesiderati.
Le tecniche energetiche vanno ad agire in profondità sulla struttura portante del
nostro essere, là dove serve... perché non è detto che se a far male è lo stomaco il
problema stia nello stomaco e il classico "mal di testa" non ha quasi mai niente a che
vedere con la testa. La sterilità femminile raramente dipende dagli organi riproduttivi
e la stipsi non ha quasi mai nulla a che fare direttamente con l'intestino. Questi sono
solo pochi esempi a caso.
Abbinando la medicina tradizionale alle tecniche energetiche si ottengono risultati
sorprendenti in patologie anche gravi, così come, invece, tutti quei disagi, quei
malesseri che nessun medico riesce a classificare come malattia vera e propria
trovano la loro risoluzione con il solo lavoro sui Chakra.
Il "Progetto-Uomo" prevede lo stato di buona salute: è un po' impensabile che un
qualsiasi progettista ci metta del bello e del buono per creare un meccanismo al solo
scopo di farlo funzionare male! Se poi questo Progettista è la Perfezione Assoluta,
l'ipotesi è ancora più ridicola: ci sarebbe davvero da farsi venire il sospetto che il
Padreterno avesse alzato il gomito il giorno in cui ha creato l'Uomo...
Le medicine energetiche non hanno nessuna controindicazione e nessun effetto
collaterale, perché riportare l'equilibrio in un sistema ha un solo risultato certo:
restituire a quel sistema la funzione per la quale è stato progettato! E non sono
tecniche che funzionano grazie a fenomeni di autosuggestione, perché non è
necessario "crederci" per ottenere dei risultati!
Le tecniche energetiche di guarigione sono "Magia" nel senso più puro e corretto
del termine: USO COSCIENTE DI ENERGIE NATURALI!
La cromoterapia sfrutta la lunghezza d'onda dei colori, la cristalloterapia il
grandissimo potenziale energetico dei cristalli naturali, la musicoterapia l'effetto
terapeutico dei suoni, il reiki la canalizzazione dell'Energia Vitale Universale: tutte
forme di energia che esistono in Natura da prima ancora che l'uomo facesse la sua
comparsa sul pianeta Terra, che fanno parte della Creazione molto più di ogni
molecola prodotta in laboratorio! Ma poiché conosco fin troppo bene l'idea bizzarra
che molte persone hanno della magia, preferisco evitare ulteriori confusioni e non mi
sentirete mai proporre interventi "magici" su questioni di salute: continuerò a
chiamarli "trattamenti energetici"!
Il discorso sul benessere - che mi sta molto a cuore - meriterebbe una trattazione
ben più articolata e completa, ma non è questa la sede per farla: la rimando ad una
prossima occasione!
È molto importante che sappiate, comunque, che non c'è persona al mondo che
possa chiedervi qualche milione garantendovi di liberarvi da un malessere o da una
malattia in virtù di un non meglio identificato "dono" che ha ricevuto in esclusiva da
qualche fantasiosa entità!
Siete soltanto voi a decidere di voler "guarire", sia che siate tormentati da una
fastidiosa foruncolosi o affetti da una malattia grave.
Tutte le terapie di questo mondo, orientali od occidentali che siano, non servono a
nulla se non decidete di volervi bene. Consapevolezza, Amore e Pensiero Positivo
operano da soli dei veri e propri miracoli in tema di salute! E pur continuando a
seguire le prescrizioni mediche, potete farvi aiutare con grande vantaggio dal reiki,
dalla cromoterapia, dalla musicoterapia, dalla cristalloterapia e da tutti gli altri metodi
naturali di cura, scegliendo con molta attenzione le persone o i centri cui rivolgervi.

Siamo così giunti al termine di questo capitolo e forse molti di voi sono rimasti un
Po' delusi: si aspettavano la rivelazione di ricette segrete e invece si sono sentiti
ripetere ancora una volta che segreti non ce ne sono, ma che cuore puro e intenzioni
elevate, Consapevolezza, Pensiero Positivo e Amore sono gli unici ingredienti
indispensabili per operare qualunque Magia. E come ciliegina sulla torta della
delusione, che anche i rituali sono delle tecniche semplicissime che ognuno può
imparare facilmente.
Eppure è così: quando imparerete, con un minimo di allenamento, ad ascoltare la
voce del vostro Cuore, questa verità vi apparirà talmente ovvia, talmente scontata che
vi domanderete perché avete trascorso un certo numero di anni a farvi vivere la vita
da qualcun altro!
Lo spiritismo

La possibilità di comunicare con l'Aldilà è un argomento che affascina un numero


enorme di persone, per non dire tutti. Infatti anche coloro che dicono di non crederci
o che se ne dichiarano spaventati, in ultima analisi fanno come quei bambini che per
non guardare una scena paurosa in un cartone animato si coprono la faccia con le
mani... tenendo però le dita divaricate e gli occhi socchiusi!
Le richieste di sedute spiritiche sono all'ordine del giorno presso chiunque si
occupi di occulto, ma sono anche un modo dannosissimo di procedere o di passare il
tempo.
La prima cosa che rispondo quando arriva qualcuno che vuole mettersi in contatto
con un caro estinto è: "Ma perché non vuole lasciarlo alla sua santa pace...?".
A volte, poi, capita di imbattersi in episodi divertenti, come quello (rigorosamente
autentico!) di una signora che voleva contattare il marito appena defunto per
domandargli dove aveva messo il libretto di risparmio al portatore che nessuno, in
casa, riusciva più a trovare...!
Chiamare a noi un'anima che sta facendo il suo Cammino verso la Luce è il
peggior servizio che possiamo farle. Sarebbe come se un amico ci telefonasse di
rientrare urgentemente non appena siamo partiti per le vacanze per aiutarlo a risolvere
un cruciverba...!
Il distacco dell'anima dal corpo fisico non è un processo che avviene con
disinvoltura, senza nessuna difficoltà: così come non è facile nascere, non è nemmeno
facile morire! In entrambi i casi, si tratta di un drastico cambiamento di stato.
Forse ci è più agevole immaginare il momento della nascita: da una condizione di
totale protezione, da un ambiente buio, ovattato, fluttuante e caldo, il bambino,
attraverso uno stretto canale, passa bruscamente alla luce cruda e violenta di una sala
parto, dove, afferrato per le gambe, viene immediatamente aggredito da mille rumori
sconosciuti e manipolato da persone dai gesti precisi e frettolosi! E legittimo pensare
che la sua prima reazione sia di sconcerto. D'altra parte ci sono tecniche attraverso le
quali, sotto il rigoroso controllo di istruttori esperti, si può arrivare a rivivere il
momento della nascita e chi l'ha provato vi può assicurare che è un'esperienza
straordinaria ma da affrontare solo se si hanno cuore e nervi saldi!
Anche l'abbandono della condizione materiale presenta degli elementi di difficoltà,
soprattutto se la morte giunge inaspettata. Si dice, infatti, che chi muore dopo una
lunga, consapevole malattia sia favorito rispetto a chi perisce improvvisamente, per
un infarto o un ictus, per esempio, o a causa di un incidente.
Come la nascita, anche la morte è un brusco e radicale cambiamento di stato, dove
i riferimenti precedenti non esistono più. Ci sono persone vive e vegete che patiscono
l'ora legale o il passaggio di fuso orario, per non parlare di coloro che vanno in crisi
se gli si cambia marca di caffè...: pensate un Po' cosa può significare il trovarsi
improvvisamente privati del corpo fisico che fino ad un istante prima era il principale
mezzo di comunicazione con la realtà circostante!
La prima reazione è di smarrimento e di paura, come prova chi in una notte di
nebbia si trova all'improvviso in un luogo sconosciuto dove non ci sono i soliti
riferimenti rassicuranti che precedono la strada di casa! l'unico elemento che
differenzia il "morto" dal "vivo", in questa fase iniziale, è l'assenza del corpo fisico:
tutto il resto è tale e quale a prima. Il film "Ghost" descrive molto bene questa
situazione!
Chi ha fatto esperienze di "ritorno", dopo un coma, per esempio, o durante
interventi chirurgici a rischio, parla di un tunnel buio in fondo al quale c'è una luce
intensa. Prendiamo questa descrizione, che è quella che meglio si adatta a
rappresentare ciò che avviene, e immaginiamo l'anima della persona appena defunta
che, dopo un inevitabile momento di sconcerto, si dirige naturalmente verso quella
luce... proprio come farebbe qualsiasi "vivo" che si trovasse in una condizione fisica
analoga.
Non voglio dilungarmi ed entrare in particolari difficili, dunque arriviamo subito a
quello che è il nucleo centrale del discorso che stiamo facendo: se in questa fase
un'anima viene "chiamata" attraverso una seduta spiritica, il suo Cammino subisce
una battuta d'arresto. La domanda che mi sento rivolgere più frequentemente, a
questo punto, da chi ha fretta di contattare un defunto è: "Ma allora quanto tempo ci
vuole...?" Non ci vuole del "tempo", così come noi lo intendiamo: questo è un
riferimento umano, proprio della condizione materiale. Non possiamo assolutamente
misurare il Cammino di un'anima in termini di ore, giorni, mesi o anni: l'orologio lo
ha lasciato al polso di quel corpo fisico che ha abbandonato e non ha cartoline da
bollare!
Se un'anima si sente chiamare, soprattutto da una persona che ha amato in vita, si
ferma con il desiderio di rispondere e con ciò rivolge la sua attenzione verso quella
condizione materiale che ha appena abbandonato, rallentando il suo Cammino verso
la Luce: ragionando in termini umani, quanto "tempo" volete che un vostro caro ci
metta per raggiungere quello che gli augurate a parole attraverso le preghiere: "che
riposi in pace"...?
Si sa che la morte di un congiunto - qualunque sia il tipo di "congiunzione" -
colpisce e rattrista chi resta, non chi va! Così, anche il grande dolore disperato, la non
accettazione di una morte, la ribellione a quella che è una Legge naturale, il portare
rancore al defunto come se ci avesse voluto fare un dispetto o un affronto
abbandonandoci, sono tutti elementi che gli impediscono di dedicarsi a quello che è il
suo nuovo compito: distaccarsi dalla densità della materia e purificarsi
"rarefacendosi" sempre di più.
Molti "addetti ai lavori" storceranno il naso con aria di sufficienza di fronte a
questa semplificazione estrema del dopo- morte, ma non me ne importa un bel nulla!
Per me è indispensabile far passare il più chiaramente possibile il concetto che i
defunti vanno assolutamente lasciati in pace, per il nostro e per il loro bene. Anche se
ci sono situazioni estremamente difficili da gestire mantenendo la testa sul collo,
come quando muoiono un figlio o il compagno di una vita, il più bel regalo che
possiamo fare al nostro caro che ci ha lasciato è di dirgli serenamente: "Arrivederci, ti
voglio bene: buon Cammino!" con tutto l'Amore che gli abbiamo portato in vita! E
possiamo continuare a comunicargli questo Amore attraverso le preghiere, le messe -
se siamo di religione cattolica - o qualsiasi altra forma di dialogo spirituale.
Ma se quello di voler comunicare con un caro estinto può ancora essere un
desiderio comprensibile, anche se inutile e dannoso, non si capisce quale morbosa
attrazione spinga invece molti a fare sedute spiritiche o ad usare la "planchette" tanto
per passare il tempo, così come altri andrebbero al cinema o a giocare a tennis!
Ho conosciuto e periodicamente continuo ad incontrare persone che dicono di
essere accompagnate nel loro vivere quotidiano da un ipotetico "spirito-guida", che
suggerisce loro perfino come devono vestirsi o cosa devono mangiare!
C'è gente che ricorre alla "planchette" regolarmente, come se fosse un
elettrodomestico di uso comune, per risolvere qualsiasi banalità e ci sono coloro che
periodicamente ricevono "visite" notturne da non meglio identificate "entità" che
annunciano pericoli, catastrofi, decessi, malattie...! Costoro dovrebbero, in realtà,
imparare a distinguere meglio tra "entità" e peperonata della sera prima...!
Poi c'è il pericoloso aspetto delle sedute spiritiche fatte così, quasi per gioco,
normalmente da gruppetti di ragazzi che non sanno come impiegare il tempo una sera
e che si mettono attorno ad un tavolo uniti in catena.
Ma lo spiritismo non è uno scherzo e nemmeno un passatempo!
Ho raccolto numerosissime testimonianze di persone disperate che, dopo essersi
dedicate a pratiche di questo tipo, improvvisamente si sono ammalate o sono entrate
in stato di grave depressione.
Se nonostante tutto cascate nella trappola e una sera vi mettete con qualche amico
a tentare il contatto con l'Aldilà, tenete ben presente che qualsiasi entità che vi si
presenti dicendo di voler diventare la vostra guida è un'anima bassa che non ha
ancora trovato la via della Luce.
Non ha nessunissima importanza se dichiara di parlare in nome di Gesù Cristo,
della Madonna o di qualche Santo o di essere vostro padre, vostra madre, vostro
fratello e così via: sono tutti trucchi che usa per farsi accettare e sfruttare la vostra
energia per restare in qualche modo legato al mondo materiale. Dunque, ringraziate
ma rifiutate con fermezza, ordinategli di andarsene e terminate la seduta,
accontentandovi di essere riusciti a stabilire un contatto!
Peggio ancora se l'entità che risponde si presenta dicendo di essere un personaggio
illustre! I grandi della storia o gli Illuminati hanno giusto niente di meglio da fare che
presenziare alle nostre sedute spiritiche! Quando ancora esistevano, prima che una
legge molto intelligente li chiudesse senza minimamente occuparsi del "poi", gli
ospedali psichiatrici erano pieni di degenti che garantivano di ricevere messaggi da
Nostradamus, Hitler, Gandhi, Bernadette Soubirous, Santa Rita da Cascia o Gesù
Cristo in persona...!
Ho un'amica che chiede regolarmente al suo spirito-guida i numeri buoni o la
combinazione vincente della schedina: avesse mai vinto una lira...! Conosco
un'anziana ex cantante di caffè-concerto che periodicamente viene a riferirmi i
messaggi che riceve dalla Bella Otero e da Tolouse Lautrec: ultimamente mi ha
rivelato in gran segreto chi sarà il vincitore del prossimo festival di Sanremo... cosa
che non vedevo l'ora di sapere...! Due anni fa mi si presentò una cliente
allarmatissima perché aveva avuto notizia - per via medianica - che da lì a breve ci
sarebbe stata una glaciazione sulla Terra e che si sarebbe salvato solo chi si fosse
procurato un'attrezzatura adeguata, che voleva trascinarmi ad acquistare insieme a
lei...! Una sera di molti anni fa, un mio amico era al mare in Liguria e tanto per non
sapere come passare il tempo organizzò una seduta spiritica con altri ragazzi della
compagnia: si presentò un'entità che, dichiarando di essere James Dean, rivelò loro il
modo per vincere una grossa somma al Casinò. Non c'è bisogno di aggiungere che vi
si precipitarono, racimolando tutti i soldi che avevano in tasca... e che ne uscirono
mezz'ora dopo senza più un centesimo...!
Questi, insieme agli innumerevoli altri che potrei raccontare, sono solo episodi
pittoreschi, ma il vero pericolo delle sedute spiritiche consiste nella garanzia che
attraverso di esse si può solo entrare in contatto con un mondo oscuro, di bassissimo
livello spirituale, popolato da veri e propri vampiri astrali, il cui unico scopo è quello
di succhiare la nostra energia. Le sedute spiritiche e la planchette non si fanno
nemmeno per scherzo, come mi sento dire spesso: "l'ho fatto una volta sola, tanto per
provare...!" Scherzo o non scherzo, si tratta sempre di aprire una porta senza la
minima garanzia di saperla o poterla richiudere!
Non fidatevi di quelle entità che "vi azzeccano" qualcosa del vostro passato o del
presente! Vanno a tentoni, sono furbissime, leggono i vostri pensieri, anche quelli che
non vi accorgete di avere in quel momento e vi rispondono a tono... ma se ci fate
davvero caso sempre in modo un Po' fumoso ed interpretabile!
Dunque, a maggior ragione, mandate a stendere qualsiasi operatore dell'occulto che
dichiari di parlare ispirato dal suo (sempre illustre) spirito-guida! I casi sono due: o se
lo è inventato di sana pianta per fare colpo sul pubblico oppure, se davvero crede di
averlo, è talmente sprovveduto e così poco lungimirante e sensitivo da non sapere di
essere in comunicazione con un'entità di bassissimo livello che lo sta sfruttando e
prendendo in giro! C'è un'operatrice dell'occulto che imperversa in televisione che
dichiara di essere in contatto con lo spirito di un noto cantante recentemente
scomparso; se lo viene a sapere la SIAE c'è il caso che le mandi un pacco di
programmi musicali con relativi bollettini per il versamento dei diritti d'autore,
perché se i presenti alle "performance" sono più di tre, si configura la pubblica
esecuzione: occhio alle sanzioni!
Raggiungeremo tutti quanti il mondo dell'Aldilà: cerchiamo di arrivarci nel
migliore dei modi quando sarà ora, invece di cercare di raggiungerlo da vivi con
mezzi pericolosi e ingannevoli! E soprattutto abituiamoci a considerare la morte in
modo sereno, senza averne paura, perché non è temendola che la allontaniamo da noi:
conosco moltissime persone che - di nascosto o palesemente - fanno gli scongiuri
quando la sentono nominare!
La morte è solo un momento di trasformazione che fa parte del Piano Cosmico:
negarla, non accettarla, ignorarla è da sciocchini È proprio attraverso le morti e le
rinascite che il Piano procede: la natura fa forse qualcosa di diverso? Fanno forse
qualcosa di diverso le stelle, i pianeti, le galassie?
San Francesco l'ha chiamata "Sorella Morte" e non c'è niente di triste, niente di
lugubre nel suo Cantico delle Creature, anzi...: è un inno gioioso alla Perfezione del
Creato!
Lasciate dunque i defunti al loro nuovo compito, senza chiamarli per risolvere
problemi che non li riguardano più: l'attaccamento alla materia, al mondo fisico è di
nostra pertinenza, per loro non è che un ricordo che diventerà sempre più vago e
lontano man mano che procederanno verso la Luce, fino a scomparire del tutto.
Può accadere, comunque, che qualche anima abbia bisogno di aiuto e tenti di
comunicarcelo con i mezzi che ha, che non possono certamente essere materiali:
capita così, per esempio, di sognare qualche caro scomparso, così com'era da vivo, in
condizioni di disagio o di tristezza: non cercate di interpretare (o peggio ancora di
"farvi interpretare" dal sensitivo di turno...) il sogno in modo fantasioso, non
leggetevi dei messaggi profetici, non traete conclusioni "umane". Un'anima non ha
necessità di tipo materiale, ma solo di Energia per poter "camminare" speditamente,
per riuscire a staccarsi dal mondo delle cose: può essere il vostro dolore disperato ad
impedirglielo, possono essere i vostri continui richiami, le vostre lacrime, la vostra
non-accettazione della sua morte. Il modo migliore (e anche l'unico) per rispondere è
pregare per lei.
Badate bene che quando dico "pregare" non intendo solo il recitare qualche
"Eterno Riposo": ogni pensiero d'Amore, ogni augurio per un buon Cammino, ogni
parola di incoraggiamento e di fede è una preghiera, cioè Energia di Luce, che è
proprio ciò di cui quell'anima ha bisogno.
Ma può succedere - anche se raramente - che il messaggio che vi giunge in sogno
sia chiaro e preciso: in questo caso è indispensabile mantenere la testa sul collo e non
aggiungere frange di pura fantasia! Se, per esempio, la persona è deceduta
all'improvviso e non ha fatto in tempo a portare a termine qualcosa, può cercare di
comunicarvelo.
Conosco un signore che per molto tempo ha sognato un suo amico, morto in un
incidente d'auto, che continuava a ripetergli: "I documenti sono pronti, falli avere a
Letizia!". Nessuno riusciva a capire chi fosse "Letizia", né di che documenti si
trattasse, ma il sogno si ripeteva regolarmente e il messaggio era sempre lo stesso: né
una parola di più, né una di meno. Ci sono voluti due mesi di ricerche di tipo
"umano", senza sedute spiritiche o altri mezzi simili, per arrivare a capire che
"Letizia" era una donna dalla quale il defunto aveva segretamente avuto una figlia
due anni prima: i documenti, che nessuno aveva ancora trovato, mischiati in mezzo
ad altre carte, riguardavano il riconoscimento della bambina. Consegnati i documenti,
il sogno non si è più ripetuto.
Questi sono comunque casi rari, perché un'anima deve fare un grandissimo sforzo
per comunicare con noi, quindi non incominciate a buttare per aria la casa se sognate
il nonno che vi chiede dov'è finita la sua pipa preferita: molto più spesso c'è, nei
sogni, la voce del nostro inconscio che traduce in immagini bizzarre e simboliche i
nostri sensi di colpa, le nostre paure, i nostri desideri. Andateci piano anche quando vi
compare in sogno un defunto e vi da i fatidici numeri da giocare al Lotto; giocateli
pure, niente di male, ma poi non prendetevela con il caro estinto se fate un buco
nell'acqua, come quella signora che ha smesso di andare al cimitero da quando il
marito le ha "fatto lo scherzo" di rivelarle i numeri giusti ma sulla ruota sbagliata!
A proposito di cimiteri: è chiaro a tutti, vero, che in quel luogo c'è solo il corpo
fisico dei nostri cari scomparsi...? Ogni popolo ed ogni epoca ha la sua cultura della
morte, le sue credenze, le sue superstizioni. Nell'ambito di una stessa epoca e dello
stesso popolo, addirittura, esistono notevoli differenze nei riti che accompagnano la
dipartita di un congiunto: basta confrontare i pittoreschi funerali dell'Italia del sud,
dove non possono mancare le prefiche urlanti, con quelli compassati del nord, dov'è
quasi d'obbligo piangere in silenzio. Ci sono luoghi, nel mondo, dove invece di un
funerale si fa una festa rituale, dove non si piange ma ci si congratula con il defunto
come se avesse vinto un premio, intonando canti gioiosi per aiutarlo a trapassare con
facilità.
Qualunque sia il "contorno" che accompagna una morte, va solo tenuto presente
che la salma è un involucro che non ha più nulla a che spartire con la vera essenza di
chi se n'è andato. Anzi, il significato del termine "salma" è quello di "peso", "carico",
cioè di qualcosa che disturba, ostacola.
Dunque, andate pure al cimitero se vi pare, in tal modo, di essere più vicini al
vostro defunto, ma non fatevene, come purtroppo accade a molti, un'ossessione. Al di
là del suo significato culturale (noi i nostri morti li "trattiamo" così) quella dei
cimiteri e di tutto ciò che gravita attorno ad essi è un'industria bella e buona: è mai
possibile che si debbano spendere milioni per un funerale, per un posticino in un
muraglione di cemento e per montagne di fiori...? Non sarebbe più utile spendere
quegli stessi milioni per aiutare qualche vivo che ne ha bisogno? Mi spiegate cosa
gliene può importare al defunto della bara in quercia massiccia, della posizione del
loculo e delle fiumane di costosissime orchidee?
Prendete il cimitero per quello che è: un luogo in cui il raccoglimento è più facile,
in cui con più naturalezza potete entrare in contatto con la parte spirituale di voi
stessi, così come in una chiesa o in qualsiasi altro luogo sacro: soprattutto non
scambiatelo per un posto dove andare a scaricare le vostre lacrime o per la nuova
residenza del vostro caro estinto e meno che mai per la succursale del salotto buono
di casa vostra in cui fare bella figura con gli altri! Un solo, semplice fiore donato con
Amore vale di più di una costosissima pianta tropicale messa lì per fare a gara con la
signora del loculo vicino!
Portate Amore e Pensieri Positivi là dove la maggior parte delle persone porta
dolore, paura, superstizioni e sensi di colpa: anche questo è un modo per aiutare le
anime che ne hanno bisogno a superare lo smarrimento del dopo-morte.
Quando poi avrete consapevolizzato maggiormente la profonda realtà della vostra
parte spirituale, comprenderete che ogni più piccolo angolo di questa terra è un
"luogo sacro" e riuscirete a udire la Voce del vostro Maestro Interiore anche nel caos
di un supermercato o del traffico dell'ora di punta!
Infine, invece di rivolgervi in continuazione ai vostri cari defunti per ottenere
aiuto, abituatevi a chiamare quelle Creature che sono state create proprio allo scopo
di fare da guardiani alla nostra umana dabbenaggine: gli Angeli.
Qualcuno probabilmente ricorda quel film di Frank Capra dal titolo "La vita è
meravigliosa", in cui c'è l'Angelo Clarence in attesa di guadagnarsi le ali: e poiché il
suo "protetto" è sul punto di suicidarsi, non potrebbe ottenerle se non facendo
desistere il protagonista dal suo insano proposito!
Così come tutti noi abbiamo un Compito da portare a termine in questa vita, così
ne ha uno anche il nostro Angelo Custode e questo Compito siamo noi: cerchiamo di
non renderglielo troppo difficile, chiamiamolo in nostro aiuto ogni volta che se ne
presenti l'occasione!
Tra tutte le preghiere che mi hanno insegnato da piccola, ce n'è una che mi è
rimasta davvero cara e che ripeto ancora spesso: "Angelo di Dio, tieni una mano sulla
mia testa, altrimenti oggi ne combinerò facilmente una delle mie!" C'è tutto un
mondo invisibile che vibra intorno a noi e che è pronto a correre in nostro aiuto; non
più tardi della scorsa estate un mio amico ed io abbiamo rischiato un grave incidente
sull'autostrada Torino-Piacenza: un TIR ha fatto un repentino cambio di corsia
proprio mentre lo stavamo superando. La mente mi avrebbe suggerito di frenare, ma
"qualcosa" ha premuto il mio piede sull'acceleratore: l'ho sentito fisicamente. Così ne
siamo usciti indenni per meno di mezzo metro! Sia il mio amico, sia io siamo abituati
a dialogare con gli Angeli. Infatti la nostra prima reazione, superata la paura, è stata
quella di esclamare quasi contemporaneamente: "Stavolta li abbiamo proprio fatti
lavorare!" Fateli lavorare anche voi: non chiedono di meglio! Ma così come è
difficile ottenere un favore da una persona cui ci rivolgiamo solo in caso di necessità,
senza mai ricordarci che esiste quando le cose vanno bene, così è difficile che
l'Angelo possa intervenire se non abbiamo mai stabilito un contatto con Lui, se,
attraverso le parole e i pensieri, non Gli abbiamo preparato un ponte di Luce sul quale
giungere fino a noi!
"Non ci sono più i tempi di una volta.,."

Quella che da il titolo a questo capitolo è una delle frasi che tutti, nel corso della
vita, abbiamo pronunciato in almeno un'occasione! Normalmente la si dice in
ascensore, quando tra un piano e l'altro non si sa come rispondere alla signora che ci
chiede - anche lei perché non sa cosa dire - se abbiamo letto sul giornale dell'ultimo
fattaccio di cronaca! Oppure per replicare senza arrabbiarci a qualcuno che ha appena
finito di mondarci con fiumane di luoghi comuni.
Personalmente, tutte le volte che la sento pronunciare mi viene da pensare: "per
fortuna...!" perché se i tempi fossero ancora "quelli di una volta" vorrebbe significare
che siamo rimasti fermi, che nulla si è evoluto e l'immobilismo conduce alla
distruzione.
È pur vero che il periodo che stiamo vivendo non appare come un momento
esaltante della storia dell'umanità, ma come al solito nulla avviene a caso. Inoltre,
consideriamo che nessuno di noi ricorda come si viveva, per esempio, nel Medio
Evo, quando bastava accarezzare un gatto nero per finire sul rogo della Santa
Inquisizione...!
Abbiamo già visto nei capitoli precedenti come ognuno di noi fa esattamente ciò
che può, ciò che il suo livello di Coscienza gli consente di fare, compresi quelli, per
esempio, che l'opinione pubblica chiama ben comprensibilmente "pazzi criminali",
che scagliano sassi dai viadotti delle autostrade uccidendo vittime innocenti.
Questo non deve certo suonare come giustificazione di ogni atto più o meno
limpido che noi compiamo: ne è - semplicemente - la spiegazione.
...E tra comprendere ed approvare c'è una bella differenza.
So bene che ho già parlato di questo quando ho voluto fare chiarezza sul
significato dell'Età dell'Acquario, ma forse giova ripetere il concetto.
C'è una precisa risposta a quanti chiedono - e sono sempre di più - il perché questi
nostri tempi, già segnati pesantemente dal dilagare della tossicodipendenza, delle
malattie "incurabili" e della depressione mortale, siano zeppi di atti ignominiosi,
come i bambini abbandonati a dozzine nei cassonetti dei rifiuti o gettati dalle scarpate
di strade e autostrade, le reti di pedofili che spuntano come funghi o gli omicidi
volontari per divertimento. C'è chi afferma che le cose sono sempre andate così, solo
che non se ne parlava, ma questo è vero solo in minima parte ed è comunque una
spiegazione superficiale.
Non solo siamo alla fine del secolo - evento che già di per sé, ogni volta che si è
verificato, ha portato cambiamenti più o meno marcati - ma siamo anche a fine
millennio.
I soliti "ottimisti" si stanno già preparando con lugubre gioia alla fine del mondo
...e in realtà un mondo sta finendo, ma a un livello ben diverso da quello della terra
sulla quale posiamo i piedi.
Ripeto che in uno dei Messaggi dei Maestri di Luce, messaggi che vengono
divulgati quando l'Umanità è pronta ad accoglierli, si legge: "All'ora attuale c'è un
immenso cambiamento vibrazionale sulla terra, per cui tutte le forme di vita risentono
dell'aumento dell'Energia Spirituale...".
L'Età dell'Acquario è appena all'inizio, ma il processo si è già innescato e procede
sempre più velocemente, seguendo un Piano stabilito.
L'era precedente, detta "dei Pesci", è stata segnata dalle realizzazioni materiali. Ci
siamo occupati e preoccupati solo di ciò che si tocca, si misura, si pesa. Ci siamo
occupati e preoccupati del possesso in quanto tale, della materialità in senso stretto,
che ha partorito fenomeni apparentemente diversi fra loro, come, per esempio, le
guerre di conquista e il consumismo. Abbiamo fatto una tale indigestione di materia
che abbiamo finito con l'assimilarne tutti gli aspetti, per giungere a identificarci con
essa.
Il primo e il secondo Chakra, legati appunto a tutto ciò che concerne gli istinti
primari e la realizzazione materiale, sono i due più attivi nella maggior parte degli
appartenenti al genere umano (... anche se attività non è sinonimo di buon
funzionamento!).
L'Età dell'Acquario, la "New Age", è quella che invece vedrà lo slancio dell'Uomo
verso la realizzazione spirituale e l'apertura del 4° Chakra, il Chakra del Cuore,
dell'Amore Universale.
Questi nostri tempi sono la transizione tra l'età della materia e l'età dello spirito,
sono tempi di crisi, cioè, secondo il vero significato di questo termine tanto abusato,
di cambiamento. E nessun cambiamento avviene in modo completamente indolore,
nessun cambiamento viene accettato incondizionatamente da tutti, ma solo da coloro
che sono pronti a cambiare.
Sempre secondo il messaggio dei Maestri, l'aumento delle Energie Spirituali
"accelera l'evoluzione degli schemi di comportamento sia positivi, sia negativi." Ed
Essi ci avvertono: "questo periodo si rivela per alcuni troppo difficile da affrontare
coscientemente e così scelgono la morte, la malattia, la tossicodipendenza o la follia
come mezzi per evitare questo mutamento." È un Po' come durante una pestilenza di
manzoniana memoria: c'è chi soccombe e c'è chi sopravvive. Oggi sappiamo che gli
scampati sono coloro i cui anticorpi, per cause diverse, hanno reagito all'infezione
respingendola o vincendola.
Sul piano spirituale le cose non stanno molto diversamente: c'è chi ha degli
"anticorpi" in grado di reagire positivamente e c'è chi non li ha, ma non solo: non ha
la minima intenzione di fabbricarseli.
Il banco di prova è l'attaccamento ai beni materiali: non mi è mai capitato di
vedere due persone litigare per fare della beneficenza, ma per un'eredità, anche
minima, sì! Sapete già che non vi sto invitando a fare come San Francesco e a
liberarvi di botto di tutto ciò che possedete, ma solo a cercare di considerare "la roba"
con un Po' più di distacco, senza farne un valore assoluto.
Sono capitoli e capitoli che insisto col dirvi che non si fa Magia se mancano
Consapevolezza, Pensiero Positivo e Amore: il morboso attaccamento alla materia è
la negazione di questi tre principi.
L'era che sta iniziando è proprio quella che vedrà l'Uomo recuperare la sua
originaria condizione di "Mago", ossia di creatura in stretta connessione con Leggi
che regolano l'Armonia del l'universo : se siete tra quelli che non vogliono perdere il
treno, incominciate a prepararvi!
Non nascondetevi dietro la giustificazione del "faccio cosa posso", perché avete
imparato che "potete" tutto ciò che volete: basta provare! Così, anche se il vostro
attuale livello di evoluzione non è dei più alti, anche se siete pieni di abitudini
mentali di segno negativo, potete benissimo fare un salto di qualità!
Allenatevi a non giudicare, mai, nessuno, per nessun motivo. Allenatevi ad Amare
voi stessi per poter Amare più liberamente gli altri. Allenatevi al Perdono, che è un
vero balsamo per l'anima. Allenatevi alla vera umiltà, che vi permette di accumulare
tesori di Conoscenza da utilizzare nella vita pratica.
Tutto ciò che vi ho raccontato nelle pagine precedenti, infatti, serve a vivere al
meglio qui ed ora: non è sterile filosofia, non sono belle parole, ma concreti strumenti
per vivere in modo equilibrato la vita di tutti i giorni, per avere rapporti ottimali con
voi stessi, con gli altri e con tutta la realtà circostante.
La Magia è una condizione fisiologica per l'essere umano, come lo è il respirare:
"l'impossibile" ce lo siamo creato noi, non esiste in natura!
Solo che occorre distinguere i Principi dai Valori!
Avete mai sentito qualcuno parlare di una "scala di Principi"? Certamente no: sono
solo e sempre i Valori ad essere messi in discussione, perché sono passibili di
cambiamento, di evoluzione e ciò che conta per noi, oggi, non aveva nessuna
importanza in altre epoche o non ne ha attualmente presso altri popoli. Solo i Principi
sono assoluti ed immutabili, perché è attraverso di essi che viene mantenuto l'Ordine
Cosmico.
La Natura non fa mai sciocchezze: tende sempre all'equilibrio, ossia al "suo" vivere
al meglio. E se in "questi nostri tempi" sembra essere impazzita è solo perché cerca
prepotentemente di sopravvivere allo scempio che ne ha fatto l'uomo. La moderna
scienza l'ha studiata da un punto di vista puramente materialistico, al solo scopo di
sottometterla e sfruttarla, l'ha sezionata con i suoi strumenti chirurgici senza cercare
di comprenderla nella sua totalità. Soprattutto senza Amarla!
La Magia, in quanto uso cosciente di energie naturali, non può esistere senza
Equilibrio, che è la prima delle Leggi che regolano l'Armonia del l'universo.
Più riuscirete a portare equilibrio nella vostra vita, dunque a non farvi guidare da
energie di segno negativo, più rientrerete in connessione con i Principi, più il vostro
quotidiano vedrà dei risultati. Infatti a qualcuno può anche importare molto poco di
guadagnarsi in un lontano "poi" un ipotetico "posto in Paradiso", ma a tutti preme di
vivere "bene" e viviamo "bene", ma bene davvero, solo se siamo Consapevoli che
"ciò che sta in alto" è fedelmente riprodotto dentro di noi, pronto per essere usato!
Purtroppo o per fortuna - vedete un Po' voi! - non c'è più tempo da perdere: occorre
scegliere velocemente da che parte stare, perché il Piano, che riguarda tutta
l'Umanità, procede senza aspettare nessuno.
Se vi metterete nell'ordine di idee di abbandonare gli schemi mentali e le cattive
abitudini che vi hanno accompagnati fin qui, poco per volta rientrerete in connessione
con voi stessi, con il "Mago" che è in voi e la vostra presente vita farà un salto di
qualità reale e concreto. Se invece vi trovate perfetti così come siete o se le vostre
abitudini mentali vi sono così care e indispensabili, potrete tranquillamente scegliere
di farvi vivere la vita da qualcun altro e sarete liberi di continuare a lamentarvi.
Così, quando qualcuno vi intratterrà per un'ora e mezza con il racconto dell'ultimo
fatto di cronaca condominiale sul figlio della signora Gigia che si è sposato con una
poco di buono facendo morire di dolore sua madre, potrete esclamare con
l'espressione affranta di circostanza e convinti di enunciare una verità di fede: "Eh,
cosa vuole, signora, non ci sono più i tempi di una volta...!" Per fortuna!
Conclusione

L'ho detto fin dall'inizio: questo non è un libro per "addetti ai lavori" e nemmeno
per coloro che, magari anche solo per hobby, si interessano di esoterismo, ma è
rivolto a quelle persone che non hanno mai sentito parlare di Età dell'Acquario, di
Spiritualità, di Chakra e di altri argomenti simili.
So bene - perché ho già avuto qualche piacevole anticipazione - che molti di coloro
che, a torto o a ragione, si ritengono "addentro", storceranno nasi e aggrotteranno
sopracciglia di fronte a un linguaggio come quello che ho volutamente usato o
inorridiranno per le estreme semplificazioni cui sono ricorsa.
C'è infatti chi pensa ancora che "certi argomenti" vadano trattati rivolgendosi, con
il linguaggio e con i contenuti, solo a chi "può capirli". Con tutto il rispetto, mi
permetto di non essere d'accordo!
Nel Vangelo sta scritto di "non gettare le perle ai porci": ma chi può essere così
presuntuoso da ritenere di poter valutare tout-court la "porcitudine" dei propri
simili...?
Con buona pace di tutti coloro che si ritengono "eletti" e si trincerano nelle loro
grotte segrete, il mio sistema è sempre quello di "provarci", comunque e con
chiunque. Quando poi mi trovo a parlare con qualcuno che sento veramente e
profondamente refrattario a quanto sto proponendo, mi ritiro in buon'ordine e non
insisto. Ma ho imparato una cosa, nel corso della mia esistenza: spesso e volentieri le
incomprensioni nascono da una difficoltà di linguaggio.
Non si può usare una parlata dotta, infarcita di paroloni, quando ci si rivolge a un
bambino e sperare di far passare un qualsiasi messaggio, anche il più semplice:
occorre usare termini e modi che il bambino può comprendere! Nello stesso modo, se
sul menu di un ristorante leggo "pasticcio di mais con pesce veloce del Baltico",
posso rimanerci un Po' male quando il cameriere mi mette davanti un bel piatto di
polenta e merluzzo...!
Mi sono spesso accorta che moltissime persone rimangono interdette di fronte a un
semplicissimo congiuntivo o in presenza di parole che fanno normalmente parte del
mio vocabolario e che per me non hanno nulla di strano. Ricorderò sempre
l'espressione sbigottita di una signora quando le ho detto, rispondendo a una sua
domanda: "Si vede che lei ha un'avversione..." Probabilmente ha pensato che le stessi
diagnosticando una rara malattia e siamo andate avanti per cinque minuti buoni
sull'equivoco: lei che non osava chiedere spiegazioni ed io che non capivo cosa ci
fosse di tanto terribile in ciò che avevo detto...!
Per comunicare con "la gente" bisogna frequentare e soprattutto amare "la gente":
non solo quella che si incontra nei luoghi di "cultura" o nei salotti-bene, ma tutta,
indistintamente. Il chiudersi in circoli ristretti ed esclusivi, dove non si sente la
minima parola fuori posto e dove si fa a gara a scegliere le espressioni più di
circostanza che si può allo scopo di sembrare buoni, evitando accuratamente qualsiasi
contatto con le persone semplici, a casa mia si chiama "avere la puzza sotto il naso",
che è esattamente il contrario di quello che è il Principio ispiratore dell'Età
dell'Acquario: l'Amore Universale.
Molti anni fa, per un certo periodo, smisi di occuparmi di esoterismo proprio
perché frequentavo persone che affermavano con enfasi alcuni Principi e poi si
comportavano, nella vita di tutti i giorni, esattamente al contrario: a vent'anni e più di
distanza sono spesso obbligata a constatare che le cose non sono molto cambiate! Ma
sono cambiata io, che non vado più a cercare lumi dove non ci sono altro che pallidi
fuochi fatui, ma vivo la mia vita con Consapevolezza: così sono "i Lumi" che trovano
me!
Chiusa la parentesi dedicata ai miei colleghi esoteristi ed anche a coloro che si
ritengono già abbastanza "dotti" da non aver più bisogno di nulla, torniamo a noi e
cerchiamo di riassumere.
Consapevolezza, Pensiero Positivo e Amore sono i tre principali strumenti per fare
Magia.
Consapevolezza significa essere coscienti che la Scintilla Divina che è in noi e che
costituisce la nostra unica vera essenza, ci rende possibile TUTTO: l'impossibile non
esiste. Per questo motivo è la vera chiave d'accesso di ogni Lavoro Magico.
Va da sé che sentimenti ispirati da un umano concetto di bene e di male sono dei
grossi ostacoli per ottenere dei risultati utili, laddove per "utile" - torno a ripeterlo per
chi ancora cercasse di fare lo gnorri...! - si intende qualcosa che porti benefici,
serenità e gioia a TUTTI coloro che vi sono coinvolti.
Il Pensiero Positivo è una diretta conseguenza della Consapevolezza, sarebbe parte
integrante della nostra vera natura se non ci fossimo messi d'impegno per
dimenticarcelo. Tutti i pensatori negativi cronici che conosco affermano con una
punta di orgoglio (e tonnellate di presunzione): "No, non sono pessimista, sono
realista!". Con molti di loro non replico nemmeno più: se hanno tanto piacere di
continuare a rotolarsi nel loro letame, facciano pure! Io so che la "realtà" è quella che
noi vogliamo che sia, che siamo circondati dall'Energia che vogliamo attirarci: non si
può procedere nella vita come schiacciasassi, senza concedere nulla di noi agli altri se
non come contropartita di qualcosa o per mettere a tacere i nostri sensi di colpa, senza
un minimo di tolleranza, con la presunzione di non sbagliare mai, presentandoci da
falsi umili con la pretesa che siano gli altri a riconoscere il nostro valore e poi passare
il tempo a lamentarci dei risultati che abbiamo: sono esattamente quelli che abbiamo
cercato! E evidente, a quel punto, che ogni pessimista è "realista": ha intorno la realtà
che si è costruito!
Il Pensiero è Energia. L'energia positiva attira altra energia positiva: non occorre
essere Einstein per trarre le conclusioni!
Sono Energia anche le parole. Esiste una tecnica che si chiama "programmazione
neurolinguistica": sembra una cosa difficilissima, detta così, ma è semplicemente
l'abituarsi a pronunciare solo e sempre espressioni positive, eliminando, per esempio,
la maggior parte delle negazioni. Quante persone iniziano un discorso dicendo:
"Niente, volevo dire..."? ...Volevi dire "niente", dunque ciò che intendevi esprimere
passerà inosservato! C'è poi da stupirsi se hai sempre l'impressione che nessuno ti stia
ad ascoltare...?
Anche nei confronti di noi stessi siamo abituati ad usare più negazioni che
affermazioni: "non ce la farò mai", "non sono capace", "non sono all'altezza", "non
sono più io", "sfìgato come sono, non...", per non parlare dei vari modi con cui ci
mettiamo sempre un gradino sotto gli altri, spesso per falsa modestia ("scusa se ti
disturbo", "non so se ti ricordi di me") o ci rivolgiamo al nostro corpo fisico ("sono
stanco morto", "ho tutte le ossa rotte", "ho un male da impazzire", eccetera).
Tutto ciò significa continuare a trasmettere a noi stessi e agli altri informazioni di
segno negativo. Animo, ragazzi! La vita non è un perenne funerale! Circondiamoci di
energia positiva con tutti i mezzi che abbiamo, quindi anche con le parole!
Ci sono dei trucchetti molto semplici per incominciare a perdere le cattive
abitudini. Per esempio, ogni volta che ci viene in mente un pensiero negativo,
immaginiamo divederlo scritto su di una lavagna e cancelliamolo: vediamoci proprio
mentre lo facciamo sparire con la spugnetta, vediamo le parole scritte diventare una
nuvoletta bianca che vola via. Inoltre, trasformiamo tutti i troppi "no" che diciamo o
ci diciamo in altrettanti "sì": "Me lo puoi fare questo favore, sì?" Ricordatevi sempre,
caso mai scrivetevelo da qualche parte per essere certi di non dimenticarlo mai, che
più energia positiva emanate, più ne attirate: è una Legge che non ammette eccezioni!
Ognuno può dare solo ciò che ha: se non sapete Amare voi stessi non siete in grado
di Amare nemmeno gli altri. Soprattutto l'Amore non è mai una merce di scambio: si
ama gratis!
Capisco benissimo che quello dell'Amore Universale è un concetto difficile, perché
siamo abituati a considerare "amore" solo quello rivolto a persone ben precise: chi di
voi ha mai detto di "amare" un amico? Al massimo avete pensato di "volergli bene"!
All'interno di una coppia o tra genitori e figli c'è vero Amore solo se esistono -
come abbiamo visto - libertà, rispetto e accettazione reciproci: in caso contrario si
tratta solo di desiderio di possesso. Ecco: quando riusciremo a nutrire quegli stessi
sentimenti per tutto il resto dell'Umanità saremo molto vicini a comprendere cosa
significa Amore Universale.
Volete fare un piccolo, facilissimo esperimento? Allora prendete un bel bicchiere
d'acqua dal rubinetto di casa vostra. Poi passate rapidamente un dito sotto il getto e
osservate con attenzione la goccia che gli si ferma sopra: guardatene la forma, lo
spessore, la luminosità, insomma, tutto ciò che c'è da notare. Vi accorgerete che
quella goccia ha una sua "personalità", perché se ripeterete il passaggio sotto l'acqua
che scorre ne raccoglierete un'altra diversa. Ora fate cadere la goccia nel bicchiere
che avete riempito e guardate bene: riuscite ancora a individuare la vostra goccia? E
se rovesciate l'intero bicchiere in una bacinella ricolma, siete ancora in grado di
riconoscerne il contenuto? Potete continuare l'esperimento fino ad arrivare al mare: il
risultato sarà sempre lo stesso!
Noi, tanti quanti siamo, abbiamo un'origine comune e un comune destino finale,
che è quello di tornare a far parte di quell'Oceano di Infinito Amore dal quale
proveniamo; la "personalità" che abbiamo in questa vita non è che una costruzione
passeggera di scarsissima utilità. l'individualità è una condizione assolutamente
provvisoria, cui incominceremo a dare sempre meno importanza man mano che
diventeremo consapevoli di una fondamentale Verità: la goccia e l'Oceano non sono
due realtà distinte, ma sono la stessa cosa.
Noi SIAMO Amore Universale, ma ce ne siamo dimenticati e ci nascondiamo
dietro la maschera di mille comportamenti artificiosi, facendo spesso una gran fatica,
mentre invece ci risulterebbe così naturale, così facile entrare nel vortice d'Amore che
vibra in tutto il Creato!
Per la maggior parte degli esseri umani, però, l'amore è ancora un sentimento
riservato ad un ristretto numero di persone: facciamo almeno in modo che questo
amore sia sereno, pulito, disinteressato, che non sia desiderio di possesso o di potere.
In caso contrario, nessuna magia potrà portare armonia, nessun rituale donerà la
felicità! l'essere "Mago" è la condizione originaria di ogni essere umano, la Magia fa
parte del nostro bagaglio di conoscenza: ricordate la vecchia leggenda indù che vi ho
raccontato qualche capitolo fa...! l'Uomo ha perso i suoi poteri quando ha
incominciato a farsi guidare da sentimenti individuali quali l'odio, il rancore, l'invidia,
la gelosia, il cinismo, il desiderio di possesso e di prevaricazione, l'aggressività, la
presunzione, l'avidità. Quando ha scordato, cioè, la grande Legge dell'Amore
Universale.
Ma quando diciamo genericamente "l'Uomo" non dobbiamo pensare a un essere
mitologico, lontano da noi, a un "Adamo" di millenni fa responsabile di tutti i nostri
attuali guai. Quell' "Adamo" siamo noi quando quotidianamente, vivendo secondo il
parametro del nostro personale concetto di male e di bene, ripetiamo nei gesti, nelle
parole e nei comportamenti quel "peccato originale" che, invece, ci sembra tanto
lontano ed estraneo!
Se comprendessimo, tutti, questa semplicissima Verità, se ne divenissimo
Consapevoli, recupereremmo immediatamente quei poteri che abbiamo perduto,
ritroveremmo subito quel "libretto d'istruzione" che abbiamo smarrito strada facendo!
E a godere dei risultati sarebbe la nostra vita quotidiana.
Ho ripetuto spesso quest'ultimo concetto: non si tratta di fare dell'alta filosofia e
nemmeno di "diventare buoni" perché altrimenti c'è un qualsiasi dio che non vede
l'ora di punirci atrocemente. Si tratta, invece, di migliorare la nostra vita nel concreto,
nell'immediato, nel "qui ed ora", nelle cose, nei fatti, nei rapporti interpersonali. e
senza andare a farci prendere per i fondelli dal primo imbecille autonominatosi
"mago"!
Attenzione, però, a non cadere in un altro eccesso! Se la nostra attuale condizione,
conseguente a quella che è stata l'evoluzione del genere umano durante l'Età dei
Pesci, ci porta a privilegiare gli aspetti materiali della vita a scapito della spiritualità,
non è assolutamente il caso, ora, di capovolgere i rapporti e di considerare la materia
come un nemico da combattere o il corpo fisico come una realtà da mortificare!
Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 moltissimi giovani scoprirono
improvvisamente un libro che, per altro, era uscito nel 1922! Si trattava di
"Siddharta" di Hermann Hesse.
Con l'entusiasmo che contraddistingue la giovane età, travolti da un sacro furore
orientalista buona parte di essi partì alla volta dell'India, convinta che fosse
sufficiente fuggire il contatto con la materia, travestirsi da straccioni e mettersi a
meditare sulle sponde del Gange per raggiungere l'Illuminazione! Anche coloro che
non poterono partire fìsicamente per mancanza di fondi o per divieti familiari si
lasciarono comunque sedurre dalla spiritualità orientale, interpretandola, però, come
un totale, assoluto distacco da tutto ciò che è "terreno", come una disciplina fatta
esclusivamente di meditazioni, digiuni e contemplazioni, conditi dall'immancabile
abbigliamento da mendicante.
Da un lato, dunque, c'era la generazione del pre-'68, che a un Siddharta che si fosse
presentato dicendo: "Io so pensare, so attendere, so digiunare", avrebbe replicato: "Va
a lavurà, barbón! ". Dall'altro, quella schiera di giovani (e anche di molto meno
giovani) che pensavano di essere nati in occidente per sbaglio e assumevano
volentieri atteggiamenti da guru, cadendo anche spesso, purtroppo, nella trappola
mortale della droga.
A trent'anni di distanza, benché il fenomeno si sia ridimensionato, c'è tuttavia chi
pensa ancora che basti mettersi addosso qualche palandrana colorata, iscriversi a un
corso rapido di meditazione trascendentale e circondarsi con scenografie
orientaleggianti per trasformarsi automaticamente in un soggetto sulla via
dell'Illuminazione. Conosco alcuni maestri di Reiki, per esempio, che pur
chiamandosi all'anagrafe "Pasquale Scognamiglio", "Giuseppe Ferrerò" o "Antonio
Brambilla" si sono invece dati dei fantasiosi nomi indù! Va bè: lasciamoli giocare!
Ma c'è anche chi, pur continuando a mantenere il proprio nome, a vivere in
occidente e a svolgere una normale attività, ritiene che la spiritualità sia in netto e
totale contrasto con tutto ciò che è materiale e che la materia sia un "male" da
combattere: niente di più falso!
Nessuno di noi nasce in un determinato posto "per sbaglio": ci presentiamo al
mondo esattamente dove ci attende il nostro Compito! Nello stesso modo, se ci siamo
incarnati in un corpo fisico, se abbiamo scelto la materia come dimensione, è perché
questa esperienza ci è necessaria.
Scrivono i Givaudan nel loro "Viaggio a Shambhalla": "Non si cammina verso il
Sole abbandonando sotto di sé ciò che crediamo essere il suo contrario...".
E i Maestri in uno dei loro messaggi ci ammoniscono: " [...] tutto fa parte del piano
di equilibrio cosmico, di un piano divino che tende all'armonia delle due grandi
polarità: lo spirito e la materia che devono sempre trovarsi in perfetto equilibrio fra
loro." Travolti da un'improvvisa voglia di spiritualità, dunque, in linea con qualche
moderna tendenza che magari ci viene trasmessa in modo superficiale, non
commettiamo l'errore di gettare indiscriminatamente alle ortiche tutto quanto
abbiamo, perché, passato lo stordimento, ce ne pentiremmo amaramente.
La materia è la nostra attuale dimensione: tutto sta a considerarla con equilibrio, a
non farne una ragione di vita e ad usarla al meglio. Insomma: con un occhio
guardiamo verso l'Alto, ricordandoci sempre che l'Alto è dentro di noi e non qualcosa
di misterioso che non ci è dato di comprendere, mentre con l'altro rimaniamo
consapevolmente in connessione con la dimensione che ci siamo scelti.
Comunemente si pensa - e la letteratura ha sempre alimentato questa credenza -
che lo scopo degli Alchimisti fosse quello della trasformazione del piombo in oro e
sulla Pietra Filosofale si sono versati fiumi di inchiostro.
Tutto ciò certamente non è falso, ma il fatto importante è che non è tutto.
È vero che i Maestri della Grande Arte sapevano ottenere l'oro dal piombo, ma non
era quello il fine delle loro manipolazioni sulla Materia Prima. Per dirla tutta in una
volta, lo scopo ultimo della ricerca alchemica era ed è la trasmutazione dello stesso
alchimista.
Questo è anche lo scopo della nostra vita: lavorare la materia, cercando di
comprendere il Grande Amore che la permea, per arrivare attraverso essa alla
Conoscenza di noi stessi e - di conseguenza - dell'Armonia del l'universo. Non
dimentichiamo mai, infatti, che "ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto e ciò
che sta in alto è come ciò che sta in basso, per compiere il miracolo della Cosa
Unica".
La Materia Prima che noi tutti abbiamo a disposizione non è qualcosa di "strano",
che si compera a etti in qualche supermarket della spiritualità: è la nostra vita
quotidiana, sono i nostri rapporti interpersonali, è il modo con cui ci mettiamo in
relazione con la concreta realtà che ci circonda.
Ecco perché ho continuato a insistere sul concetto che la Magia di cui vi ho parlato
serve alla vostra vita presente e non a procurarvi la timida speranza di ottenere un
posticino in un ipotetico, futurissimo paradiso. Lasciamo il "buonismo" a chi
preferisce accontentarsi invece di essere contento e occupiamoci serenamente di ciò
che costituisce la nostra vita reale.
Attraverso la Consapevolezza, il Pensiero Positivo e l'Amore voi siete in grado di
compiere qualsiasi prodigio nel vostro presente ...Forse dovrete apportare qualche
piccola modifica alla vostra lista dei miracoli, quella che avevate tirato fuori quando
avete incominciato a leggere questo libro, ma in compenso vedrete dei risultati
CONCRETI laddove deciderete di agire seguendo i Principi di cui vi ho parlato! l'età
dell'Acquario è iniziata e con essa vengono messi a disposizione di TUTTI degli
strumenti e delle conoscenze che fino a ieri erano riservati a pochi: di recente dal
Vaticano è arrivata - puntuale come un raffreddore da fieno in primavera - la
condanna nei confronti di tutto ciò che ha a che fare con la New Age. Quando, nel
corso di un'intervista, mi è stato chiesto un parere in merito, la mia risposta è stata: "È
evidente che la concorrenza non piace a nessuno!". Infatti le tematiche acquariane
minano pericolosamente il monopolio sulla Spiritualità con cui la Chiesa ha
governato in modo terroristico fino ad oggi!
Dunque, anche se il vostro parroco vi mette in guardia, minacciandovi del fuoco
eterno se vi accostate a certe fonti peccaminose, lasciatelo parlare, soprattutto non
cercate di convincerlo perché sarebbe fiato sprecato e fate ciò che vi suggerisce il
Cuore: il vostro, non il suo!
Avete la grande opportunità di riprendere concretamente in mano le redini della
vostra vita e di indirizzarla là dove naturalmente cerca di andare: verso l'Amore
Universale dal quale proviene.
Non avete scelto a caso di rinascere in questo momento così importante per il
Cammino dell'Umanità: cogliete l'occasione che vi siete dati quando ancora eravate
in grado di Amare voi stessi.
Se proprio pensate che sia troppo difficile, fatevi aiutare: esistono, per esempio,
delle serie scuole di Reiki, esistono luoghi e persone che vi possono dare una mano.
"Dare una mano", però, NON vuole dire "fare le cose al posto vostro", magari
dietro lauto compenso...! Ricordate sempre che il punto di partenza siete voi, con la
vostra Consapevolezza, il vostro Pensiero Positivo, il vostro Amore. Se avete un
figlio che zoppica un Po' in matematica, gli fate dare qualche ripetizione: ma
l'insegnante che lo aiuta non può andare a farsi interrogare al posto suo!
Nello stesso modo, non andate in cerca di bacchette magi- che al di fuori di voi:
così facendo - ed è una garanzia! - potete solo imbattervi in uno dei molti ciarlatani
che circolano indisturbati, travestiti da operatori dell'occulto, da "maestri" di qualche
strana disciplina o da sacerdoti di qualsivoglia religione!
La Magia è dentro di voi: adesso - se volete - avete gli strumenti per andarla a
ripescare!
E diceva loro: "Si porta forse la lucerna per metterla sotto il moggio o sotto il letto?
O non piuttosto sul lucerniere? Perché nulla v'è di occulto che non sarà manifestato e
nulla di segreto che non sarà messo in luce. Se uno ha orecchi da intendere, intenda."
[Marco - 4, 21 - 23]

Buon Lavoro!
Ringraziamenti

Normalmente questo è un capitolo che, nei libri, si trova all'inizio. Ma dal


momento che alla maggior parte dei lettori (a me per prima, quando leggo le opere
altrui...!) interessa tanto quanto la lettura dell'elenco del telefono, lo inserisco alla
fine.
Desidero ringraziare, prima e sopra tutti, il mio Amico Marco Ambrosio, emissario
del mio Angelo Custode, che molti anni fa - silenziosamente ma tenacemente - ha
risvegliato in me la Consapevolezza in un periodo in cui, per paura, cercavo di tenerla
costantemente sotto narcotico...!
Il secondo ringraziamento va a mia figlia Beatrice per la tenacia con cui ha scelto
me come canale per manifestarsi in questa vita.
Un pensiero affettuoso e colmo di gratitudine va alla memoria di Gustavo Adolfo
Rol, Maestro di Luce, che un giorno mi disse: "Se fossi un cavallo, io punterei su di
te!" Grazie agli Amici dell'Istituto delle Motivazioni di Torino, dove contrariamente a
molti altri luoghi in cui l'esoterismo è solo una scusa per mascherare altri scopi - non
si amano i travestimenti e si respira un' aria pulita, vibrante di energia positiva, così
rara da trovare altrove.
Grazie ai ragazzi dell'Arca Formazione di Chieri, nel cui credo e nel cui coraggio
mi rispecchio e mi riconosco.
Grazie a Nemi Bernascone, preziosa Maestra d'Amore e di illimitata Fede, nei cui
occhi trovo sempre le risposte prima ancora di aver formulato le domande.
Grazie a Massimo Rossi, a Rita Wyser, a Neni Bernascone: forse loro non sanno il
perché, ma io sì...!
E grazie, soprattutto, a tutte le centinaia di creature che - dal primo momento del
mio percorso in questa vita in avanti - per farmi del bene o del male,
inconsapevolmente o coscientemente, in silenzio o con le parole, negli attimi o negli
anni, mi hanno insegnato e continuano ad insegnarmi l'Amore.
INDICE

IL Testamento di Tito
Perché questo libro
Introduzione
Cartine di tornasole
Le tradizioni
IL cammino evolutivo dell'uomo
La legge del Karma (e il mal di testa di Margherita)
La consapevolezza
Cuore puro ed intenzioni elevate
Gli operatori dell'occulto
IL pensiero positivo
Precisazioni
I veleni occulti
I principi della magia
L’amore
Amore di mamma
IL perdono
L'umiltà
IL giudizio
l'altruismo
Vedetelo già fatto
Consapevolezza, pensiero positivo, amore: esempi pratici di "miracoli"
Lo spiritismo
"Non ci sono più i tempi di una volta..."
Conclusione
Ringraziamenti
Bibliografia
Bibliografia

Associazione MIMEP: IL VANGELO DI GESÙ - Ed. Istituto S. Gaetano, Vicenza,


1970
L. Pauwels-J. Bergier: IL MATTINO DEI MAGHI -Oscar Mondadori, luglio 1972
A. e D. Meurois-Givaudan: VIAGGIO A SHAMBHALLA - Ed. Amrita s.r.L,
Torino.
Jean de Blanchefort: MAGIA - Ed. Armenia, Milano, 1994
Jean de Blanchefort GUIDA ALL'AUTODIFESA MAGICA - Ed. Armenia,
Milano, 1993
Bruno Nardini: MISTERI E DOTTRINE SEGRETE - Ed. Centro Internazionale
del Libro, Firenze, 1976
Manuela Pompas: REINCARNAZIONE - Ed. Bur, Milano, giugno 1995
Angela Maria La Sala Batà: MEDICINA PSICO-SPIRITUALE - Ed. Armonia e
Sintesi, Roma, 1996
G. Lewis Paulson: KUNDALINIE CHAKRAS - Ed. Armenia, Milano, 1995
Giuditta Dembech: CONOSCERE IL WESAK - Ed. L'Ariete, SettimoTorinese
(Torino), 1997
Anodea Judith: CHAKRAS, RUOTE DI VITA - Ed. Armenia, Milano, 1994
Rinaldo Lampis: L'USO COSCIENTE DELLE ENERGIE - Ed, Amrita, Torino, 1993
Rudolf Stelner: UOMO, SINTESI ARMONICA- Ed. Antroposofica, Milano, 1993
Wadud & Waduda: L'ALCHIMIA DELLA TRASFORMAZIONE - Ed. UrraApogeo,
Milano, 1995
Benedetto Lavagna: I PENSIERI DEL VIANDANTE SOLITARIO - Ed. Horus,
Torino - III edizione, 1991
Andre Barbault: TRATTATO PRATICO DI ASTROLOGIA - Ed. Astrolabio,
Roma, 1979
Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara: OMNIA '97
Maxwell Maltz: PSICOCIBERNETICA - Ed. Astrolabio, Roma, 1965
Franz Bardon: INIZIAZIONE ALL'ERMETICA - Ed. Astrolabio, Roma, 1978
Hermann Hesse: SIDDHARTA - Ed. Adelphi, Milano, luglio 1992
Serge Kahili King: L'ENERGIA NASCOSTA DELLA TERRA - Ed. Amrita,
Torino, 1995
Albert C. Gaulden: RITI DI PURIFICAZIONE PER IL NUOVO MILLENNIO -
Ed.
Sonzogno, Milano, 1997
Amadeus Voldben: LE INFLUENZE NEGATIVE; come neutralizzarle - Ed.
SugarCo, Carnago (VA), 1984
Valerio Ramponi: LA MAGIA BIANCA - Ed. De Vecchi S.p.A., Milano, 1988
Elémire Zolla: LE TRE VIE - Ed. Adelphi, Milano, 1995

Le Collane delle Edizioni IL Punto d'Incontro: SAGGEZZA PELLEROSSA


MISTICI E SCIAMANI
NEW AGE E DIVINAZIONE
SAGGEZZA DALL'ORIENTE
SALUTE E BENESSERE
I DECODER SEMI DI LUCE - Libri per i nostri figli
Potete richiedere il catalogo gratuito delle nostre pubblicazioni. I titoli che non
trovate in libreria potete ordinarli in contrassegno postale: Edizioni il Punto
d'Incontro s.a.s.
Via Zamenhof 441, 36100 Vicenza Tel 0444 239189 - Fax 239266
Posta elettronica: edpunto@tin.it

Finito di stampare nel maggio 1999 presso la Cooperativa Tipografica degli


Operai, Via Corbetta 9, Vicenza

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