Sei sulla pagina 1di 2

Il primo browser fu sviluppato da Tim Berners-Lee (tra i primi precursori del concetto di

WWW e fondatore del W3C), e venne chiamato WorldWideWeb. Serviva a scopi


dimostrativi, era disponibile solo per sistema operativo NeXT (un derivativo dello Unix) e
perciò in seguito fu chiamato Nexus.

Il primo browser a raggiungere un'apprezzabile popolarità internazionale fu Mosaic,


sviluppato da NCSA, seguito poi da Netscape Navigator, che crebbe in fretta e fu la
piattaforma su cui vennero messe a punto alcune innovazioni che col passare del tempo si
sono diffuse su larga scala (come ad esempio JavaScript). La netta prevalenza di Netscape
presso l'utenza, a metà degli anni novanta, fu incrinata dalla cosiddetta guerra dei browser,
una competizione inizialmente commerciale e poi di immagine cominciata da Microsoft
quando le innovazioni introdotte da Netscape divennero così sofisticate da costituire una
minaccia potenziale per i propri interessi. Per vincere la concorrenza, Microsoft incluse
Internet Explorer nel proprio sistema operativo Windows (il più diffuso al mondo),
stroncando sul nascere i possibili concorrenti. Questa mossa fu motivo di numerose cause
legali per la difesa della libera concorrenza e contro la nascita di monopoli informatici.

Netscape reagì rilasciando nel 1998 il proprio codice con una licenza open source. Il progetto
Mozilla che ne derivò fornì il codice che è alla base di diversi browser, fra i quali Netscape,
Mozilla Suite, Galeon, Firefox e uno dei programmi di accesso della AOL.

La presenza di browser diversi con funzioni differenti ha portato alcuni webmaster a


realizzare siti web destinati a essere visitati con un browser preferenziale, talvolta impedendo
l'accesso a utenti che utilizzassero un browser differente da quello scelto. Questa
consuetudine andava contro la filosofia del World Wide Web, che vede l'accessibilità come
uno dei pilastri portanti, per cui ha suscitato forti critiche e campagne di protesta e di
sensibilizzazione (come Campaign for a Non-Browser Specific WWW); inoltre a causa di ciò
alcuni browser di uso comune (tra i quali Opera) vennero programmati per "fingersi" un altro
browser (modificando il proprio user agent), in modo da avere accesso a un maggior numero
di risorse online.

Il browser più diffuso a livello mondiale era Internet Explorer, prodotto da Microsoft, che
viene fornito gratuitamente e "di serie" con ogni sistema operativo Windows.[2] Il secondo
browser in ordine di utilizzo era Mozilla nelle sue varianti (e in particolare Firefox), prodotto
e distribuito gratuitamente dalla Mozilla Foundation. Il terzo era Safari di Apple,[3] distribuito
assieme al sistema operativo macOS (più recentemente è stata messa a disposizione una
versione gratuita anche per Windows). Altri browser molto diffusi sono Opera e il già citato
Netscape Navigator, il cui sviluppo è ormai sospeso.

La diversa diffusione dei vari browser, con tecnologie compatibili tra loro, ma con alcune
peculiarità uniche, ha portato in passato con Internet Explorer 6 e attualmente con i sistemi
basati sul WebKit a progettare le pagine web tenendo conto di un solo browser causando in
alcuni casi il funzionamento solo su specifici browser, il che può portare a creare uno
standard ancora prima che venga approvato dagli organi competenti.[4]

Alla fine del 2015, i principali browser hanno annunciato o eliminato il supporto ai plugin
esterni "standard", come Adobe Flash, Silverlight e Java applet.Fra i vari linguaggi di
markup, supportati, la maggior parte dei browser implementa HTML5, ultima versione
proposta dal consorzio di standardizzazione W3C.

La maggior parte dei browser supporta il JPEG, ma non ancora il più efficiente formato di
compressione delle immagini, il JPEG 2000.