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LES DEMOISELLES D’AVIGNON

TITOLO: “Les demoiselles d’Avignon”, precedentemente “le bordel d’Avignon”


AUTORE: Pablo Picasso
DATAZIONE: 1906/1907
COLLOCAZIONE: moMA, New York
FORMATO: 243,9×233,7 cm
TECNICA: olio su tela
ICONOGRAFIA: Nel dipinto sono rappresentate cinque donne nude contornate
da una forte carica erotica. Le due donne di destra hanno volti riconducibili a
maschere negre e i loro corpi, data anche la dimensione della tela, sono molto
monumentali. Qui viene adottata la tecnica della quarta dimensione, dove le
figure vengono rappresentate da tutti i punti di vista e da tutte le prospettive
insieme. Le figure femminili sono decostruite a livello anatomico, secondo la
tecnica sintetista. I colori posso essere definiti colori “mentali”, arbitrari.
ICONOLOGIA: “le demoselles d’Avignon” è il frutto di nove mesi di studi e
speculazioni a seguito dell’esposizione di “la gioia di vivere” di Matisse, quadro
che anima lo spirito competitivo di Picasso. I soggetti sono cinque prostitute di un
bordello a Barcellona che Picasso era solito frequentare. Le fascinazioni di
Picasso verso l’erotismo e la sensualità lo accompagneranno per tutta la sua vita,
artistica e privata. I volti delle due donne a destra e la monumentalità dei corpi
sono ispirati alle fotografie di Edmond Fourtier dell’Africa nera e alle sculture
iberiche. Il suo interesse per le culture africane crescerà poi in seguito agli studi
sulle maschere negre che gli donerà Matisse.
Picasso è in questo periodo intimorito dalla nascita della fotografia e si chiede
quale sia ora il ruolo della pittura. Questa riflessione lo porta ad avvicinarsi ai
presupposti della pittura di Paul Cezanne; quelli di allontanarsi dalla “realtà vista”
per avvicinarsi alla “realtà pensata”. In questa opera, che si avvicina al cubismo
degli anni successivi, Picasso tenta di avvicinarsi al noumeno. Cerca, come i
bambini, di dipingere la realtà tramite segni mentali, tenta di cogliere quella che
Platone avrebbe definito “l’idea in sé”.
A questa ricerca si affianca il tentativo di rappresentare i soggetti all’interno di
una dimensione spazio-temporale concepita diversamente da come era stata fino a
quel momento, tramite la quarta dimensione. Le scoperte scientifiche di Einstein e
la filosofia di Bergson dimostrano come spazio e tempo siano concetti
estremamente relativi e dinamici; Picasso cerca di dare voce in arte a queste
nuove tendenze.
Questo dipinto è una totale rottura con il mondo artistico occidentale; con una
sola opera Picasso riscrive il futuro della pittura. Da questo momento in poi la
pittura non deve più occuparsi di descrivere la realtà vista, ruolo ormai assegnato
alla fotografia. La pittura deve occuparsi della realtà pensata, insieme alla
filosofia, alla scienza e alla musica (serialità e dodecafonia).