Sei sulla pagina 1di 111

Titolo originale Die Dreigroschenoper Collaboratori: E.

Hauptmann, K. Weill Copyright 1955 by Suhrkamp


Verlag, Berlin
Copyright © 19.56 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
In copertina un disegno di Karl von Appen e Hans Mahn
per L'opera da tre soldi (i960).

Prima edizione nella «PBSL», 1956 Terza edizione, i960


Prima edizione nella «Collezione di teatro», 1963 Nona
edizione, 1977
Bertolt Brecht

L’OPERA DA TRE
SOLDI
A cura di Emilio Castellani

zA

1977 Giulio Einaudi editore


Che cos’è di preciso JI0.perji.da ire..soldilS^]X^Ì è.la ragione .
autentica della sua validità? Che posto essa occupa nella carriera
artistica di Brecht? ....
1. Nel rispondere alla prima domanda, ricordiamo anzitutto
quello che Brecht stesso scrive nelle note al testo:-si tratta di
un’opera «esclusivamente consegnata al teatro», e la sua edizione a
stampa « in sostanza non è altro che la copia per il suggeritore » di
tale opera. Nos haec novimus esse nihil: non è già un atteggiamento
banalmente nichilistico che suggerisce di riprendere la vecchia
epigrafe di John Gay, ma l’esatta coscienza della transitorietà
strumentale e sperimentale sotto il cui segno l’autore ha concepito
questo spettacolo-piu-che-testo.
2. È, d’altra parte, una tipica opera in collaborazione: l’opera
in cui la partecipazione di Kurt Weill assume rilievo assolutamente
determinante, in ciò paragonabile, per quanto riguarda la linea
maestra degli Stiicke, solo a Mahagonny. La diversità del rapporto di
Brecht con Weill in confronto a quello con *gli altri musicisti -
Eisler, Dessau ecc. - che compaiono con la medesima qualifica di «
collaboratori » alle sue opere teatrali, è stata posta in luce con la
massima chiarezza in uno studio di Luigi Pestalozza \ che
meriterebbe di essere citato qui piu largamente riuscita per la
compenetrazione inestricabile che lega il presto svilupparsi in
maniera piu ampia e sistematica: un’indagine approfondita intorno
all’importanza del fatto musicale nella poetica brechtiana non ci
risulta sia mai stata condotta, almeno in Italia).
La collaborazione fra Brecht e Weill si appalesa
strepitosamente di quanto lo spazio consenta (e che ci auguriamo
possa testo alla musica nei songs, e che ha severamente vanificato
ogni
1
Cfr. Brecht e la musica, in «Quaderni del Piccolo Teatro», n. 2, Milano
1961.
EMILIO CASTELLANI
tentativo di remake, a cominciare da quello esperito da un
musicista dotatissimo e vicinissimo a Brecht come Paul Dessau.
Una compenetrazione cosi stretta da far sorgere di continuo il
dubbio se sia nata prima la parola o prima la musica, tanta è la
duttilità e l’aderenza espressiva di questa rispetto a quella; e,
insieme, da far desiderare di conoscer meglio la storia concreta di
quel lavoro a quattro mani, di quel miracoloso gemellaggio tra
duedngegni, tra due atteggiamenti creativi, tra due profes sionismi.
Inutile ricordare che solo pochissimi binomi musicista-poeta hanno
avuto altrettanta fortuna: Mozart con Da Ponte, Verdi con Boito,
Strauss con Hofmannsthal. Ma in questo caso (e la domanda può
essere posta anche per gli altri) chi ha dato il la, chi ba individuato e
saputo reggere con tanta sicurezza la chiave generale? Brecht o
Weill, lo scrittore o il musicista?
3. A un simile interrogativo è piuttosto ozioso tentar di
rispondere mantenendosi sul piano aneddotico-occasionale. A una
risposta corretta si può giungere ponendosi sul terreno dell’indagine
storica: e allora sarà il caso di notare che, mentre nella concezione
di Weill la categoria della parodia sembra rivestire un valore non
funzionale, ma definitivo (l’estetica, in fondo, della
Gebrauchsmusik, dove imitazione e parodia spesso si
sovrappongono fino a confondersi; tanto è vero che la musicologia
moderna è concorde nell’escludere Weill dalla linea generale di
sviluppo del linguaggio musicale contemporaneo; e del resto,
quando egli abbandonò tale concezione, dopo le occasionali, anche
se notevolissime, riuscite del Jasager e del balletto 1 sette peccati
capitali, scadde nel mestierantismo del musical hollywoodiano), in
Brecht c’è invece una precisa coscienza del fatto che
l’atteggiamento parodistico è valido solo se lo si assuma in una data
prospettiva, con scopi e in limiti ben definiti. Perciò siamo portati a
supporre che, nel rapporto creativo con Weill, il timone sia stato
retto da lui.
Qual era il _fine .specificamente culturale che Brecht si
proponeva nel'xbTlaborare.jcon Weill alVOpera da ire soldi?
Quello, ci sembra, "di battere in breccia il wagnerismo come
fenomeno egemonico clHlITcuItura borghese tedesca'e,' in genere,
medieuropèa; era"necessario quindi un « radicale ribaltamento
dell’esperienzà wagneriana in cui il teatro romantico-idealistico si
era,'per‘còsi dire,.sublimato » (Pestalozza). Perciò imitazione -
naturalmente parodistica - dell’opera tradizionale prewagneriana, a
scopo polemico e provocatorio. Ma la polemica e la provocazione
culturale non devono esser fine a se stesse, non
NOTA 7
INTRODUTTIVA
devono, come ad esempio in Jonny spielt auf di Krenek, risolversi
in una sorta di apologia à rebours del teatro fine Ottocento, che
approderebbe a un volgare culinarismo. Devono invece aiutare lo
spettatore a capire, a distinguere (in ciò aiutato dal sistema dei «
pezzi a forma chiusa », antitetico all’ideale della « melodia infinita »
che, sulla scia di Wagner, affascinava - cioè, secondo Brecht,
narcotizzava - le platee) a distinguere, dicevamo, la varietà e la
meccanica reciproca degli aspetti sociali proposti dalla vicenda
scenica.
4. Altro, e fondamentale, punto assodato è dunque che YOpera
da tre soldi è ispirata primariamente da un’intenzione ironica e
polemica, sotto il profilo sia formale (culturale) che ideologico
(sociale). Non a caso essa è nata in quegli anni berlinesi che
vedevano la repubblica di Weimar iniziare irremissibilmente il suo
declino verso « l’ora della verità » del 30 gennaio ’33: quando cioè la
radicalizzazione di classe era spinta a tali estremi per cui le
sovrastrutture crollavano una dopo l’altra e i congegni motori della
società si mostravano in tutta la loro efferatezza. Non a caso, inoltre,
essa appare quale frutto intermedio rispetto all’elaborazione di
Mabagonny: elaborazione che in partenza rispecchia lo sforzo di
affrancamento - attraverso un’opera di scavo e di riduzione
all’essenziale - dalla precedente esperienza di Brecht (poesie della
Hauspostille), ma poi approda ad una versione definitiva dalle
ambizioni ben più alte e, diciamolo francamente, esorbitanti.
Anche le due versioni di Mabagonny portano, com’è risaputo,
la duplice firma Brecht-Weill; ed è nelle osservazioni apposte a
quest’opera che Brecht formula chiaramente, con l’ausilio » delle
ben note sinossi, la sua teoria del teatro epico e precisa, fra l’altro, i
suoi criteri circa la funzione in esso assegnata alla musica. Ma il
risultato pratico quale risulta dalla versione definitiva è meno
convincente, la fusione meno raggiunta. Se Weill ha scritto per
questo lavoro alcune delle sue più splendide pagine musicali,
l’organicità complessiva è senza dubbio minore rispetto z\Y Opera
da tre soldi; e lo stesso si può dire per il testo, dove le interpolazioni
sono spesso evidenti, molte connessioni mostrano la trama e, quel
che è più, la problematicità delle soluzioni sceniche è assai più
sensibile e a volte sconcertante.
In conclusione, a nostro avviso, come strumento polemico
YOpera da tre soldi presenta una compattezza, una profondità di
penetrazione e quella che Brecht chiamava una « maneggia- bilità »
assai superiori in confronto a Mabagonny.
8 EMILIO CASTELLANI

5. Se si ammette che
il valore più caratteristico dèi'Opera da tre soldi risiede nel suo
ipostatizzare e fissare in forme « classiche » l’esperienza eversiva
degli anni ruggenti di Brecht, è agevole trarne delle conclusioni circa
il posto da essa occupato nell’insieme della drammaturgia
Anzitutto, varrà la pena di ripeterlo, essa costituisce un
regolamento di conti con l’espressionismo: non certamente il primo
(si può dire che, dall’inizio della sua attività di scrittore, Brecht non
abbia fatto altro che cercare di distanziarci e districarsi dalle spire di
quel movimento che gli era stato sortito come contemporaneo), ma
senz’altro il più netto, il più crudamente condotto, staremmo per dire
il più dispettoso: comunque, quello inteso alla più ampia
ripercussione pratica. Intorno ai personaggi di Mabagonny, come
intorno alla misteriosa vicenda di « rimontaggio di persona » cui
assistiamo in Un uomo è un uomo t permaneva ancora un alone di
equivoca simbolicità, quasi un dubbio di autobiografismo
inconfessato (i ricordi di Augusta e dei cabarets di Monaco, del
sodalizio giovanile con Bron- nen e Neher sotto l’egida di Rimbaud).
Nell’Opera da tre soldi tutto ciò scompare. Vi è ricalcato
deliberatamente un modello di satira culturale vecchio di due secoli, i
personaggi sòncrdise- gnati a tutto tondo e campeggiano su uno
sfondo che, pur nella studiata violenza delle luci chiaroscurate, non
ha nulla d’irreale. Irreale, o meglio paradossale, è invece la forzatura
del loro essere sociale (organizzazione Peachum per lo sfruttamento
della miseria; rapporti di Peachum e di Macheath con la polizia;
rapporto fra la coppia Peachum e la figlia Polly; rapporto amoroso-
affaristico Polly-Macheath; rapporti fra Macheath e la banda; lieto
fine obbligatorio ecc.); ma questa forzatura esisteva già, e anche più
esplicita, nell’antico modello. Le intenzioni e gli esiti satirici di John
Gay non sono da meno di quelli di Brecht: il quale, non diversamente
da John Gay, punta solo a una diagnosi e a una denuncia, realizzate,
sempre sull’esempio di Gay, con straordinaria violenza e icasticità,
grazie all’applicazione dei canoni basilari della drammaturgia epica:
rifiuto di una dinamica teatrale prestabilita, considerazione dei
personaggi nella loro schietta carnalità e fuori da ogni psicologismo,
atteggiamento insomma di freddo verificatore e presentatore. Si può
dunque ben parlare, per questo testo, anche di un valore di
sperimentazione tecnica; gli effetti di « straniamelo » vi sono, infatti,
applicati a fondo.
Sperimentazione, riassumendo, che si rivolge a una materia
NOTA 9
INTRODUTTIVA
realistica forzandola parodisticamente su un impianto
classicheggiante: questo significa porsi agli antipodi
dell’espressionismo, il quale non rinunciava mai alle sue
truculente proposte di palingenesi, ai suoi « prologhi in cielo »,
alla retorica della positività. I punti fermi del « messaggio »
dell’Opera da tre soldi sono invece le constatazioni di Peachum e
famiglia sull’« incertezza degli umani rapporti » e sull’«
inadeguatezza degli umani sforzi »; il suo punto di massima
tensione è il grido dei reietti: « Prima viene la pancia piena, poi la
morale ». Quanto di meno edificante si possa immaginare.
6. A questo punto conviene affrontare il discorso sulla
fortuna dell’Opera da-tre soldi: strepitosa, come sappiamo, fin da
quel favoloso 31 agosto 1928 in cui andò in scena al Theater am
Schiffbauerdamm. Un film drPabst (pur realizzato in totale
disaccordo ideològico.con Brecht) la rese ben presto nota
nell’Europa non fascista, e durante e dopo l’ultima guerra la sua
popolarità dilagò in tutti i paesi del mondo. Ma, ben
comprensibilmente, codesti clamorosi successi non mancarono
d’ingenerare parecchio malessere, innanzitutto in Brecht stesso (e il
sintomo piu chiaro ne è proprio il processo a Pabst). Fioccarono
subito le accuse di comuniSmo da salotto, di Kulturbolschewi-
smus, e l’atteggiamento della critica marxista ufficiale non fece che
suffragarle. In realtà, era anche troppo verosimile che il pubblico
tedesco prehitleriano si fermasse alla superficie « gastronomica »
dell’ironia brechtiana e della parodia weilliana e ne godesse gli
appetitosi risultati esteriori, prendendoli (o, secondo i livelli,
fingendo di prenderli) per moneta autentica anziché per quello che
volevano essere, lo smascheramento di una conven- * zione
vergognosamente menzognera sul piano sia culturale che sociale. Ma
i predicozzi massimalistici intorno all’« insufficiente concretezza »
del lavoro peccavano di moralismo e di antistoricità - come la realtà
si sarebbe incaricata brutalmente di dimostrare di li a pochi anni -
almeno altrettanto quanto l’opera cui erano diretti, misconoscendone
intanto la validità di documento, la rispondenza obiettiva a una
situazione su cui la necessitas storica, ma non perciò meno tragica,
del « socialismo in un solo paese » gravava in misura catastrofica.
Non meno sfasato, d’altronde, in quanto dottrinario e casuale ad un
tempo, sembra il recente appunto di Hans Mayer I

I Nell’introduzione all’edizione italiana del Teatro di Brecht in unico


volume, Torino 196.5, p. xv.
I NOTA
O INTRODUTTIVA
(discendente, riteniamo, da una vecchia - 1929 - presa di posizione
di Adorno, citata da E. Schumacher ') circa le « profonde
contraddizioni » inficiami il valore dell’Opera da tre soldi e che
sarebbero state motivo di tormento per Brecht stesso fino al termine
della sua vita. Dal che si deduce semmai come anche il giudizio
dell’autore - pur se altamente consapevole come il Nostro - di fronte
alle proprie opere vada sempre preso con beneficio d’inventario. Lo
stesso si è verificato per Tamburi nella notte. Non ci sono
rinnegamenti o ripensamenti che tengano, quando si tratta di testi che
hanno superato la prova del fuoco della ribalta. Qualora, per un verso
o per l’altro, essi abbiano acceso nel pubblico interesse o entusiasmo
durevoli, essi s’iscrivono d’autorità in una prospettiva storica
coerente, che è quella stessa dello sviluppo del gusto teatrale:
sviluppo che può subire dall’esterno temporanei arresti per ragioni
poliziesche o di monopolio, ma alla fine ha sempre la ragione dalla
sua. Lo si è constatato nel 19,56, quando finalmente YOpera da tre
soldi potè essere data in Italia, dopo il lungo veto fascista e
postfascista, nella stupenda realizzazione di Strehler; e lo si
constaterà certamente ancora, in Italia e fuori. A patto che si rinunci
a far opera di ricostruzione archeologica, come è avvenuto nella
riedizione ne varietur portata dal Berliner Ensemble a Venezia, ma al
contrario si badi a riscoprire ogni volta in questo copione
l’insegnamento di autenticità, il segreto di giovinezza che racchiude
per i viventi in quest’èra di transizione dell’Europa che è lungi
dall’essere conclusa.
EMILIO CASTELLANI I

I Cfr. E. SCHUMACHER, Die dramatischen Versucbe B. Brechts, 1918- 1933,


Berlin 1933, p. 336.
L’OPERA DA TRE
SOLDI
r. \ ■ V ( J
>

/

PERSONAGGI

Macheath Gionata Geremia detto Mackie Messer


Peachum proprietario della ditta «
L’Amico del Mendicante »
Celia Peachum sua moglie
Polly Peachum sua figlia
Brown Lucy capo della polizia di Londra
Jenny delle Spelonche sua figlia
Smith
Il reverendo Kimball
Filch Un cantastorie
Mattia Giacobbe
Roberto Ede Jimmy
Walter Mendicanti
Prostitute Guardie
componenti
della banda di Macheath
PROLOGO La veridica storia di Machie Messer

Fiera annuale nel quartiere di Soho.

I mendicanti mendicano, i ladri rubano, le puttane puttaneggia-


no. Un cantastorie canta una delle sue storie.
Quanti denti ha il pescecane e a
ciascun li fa veder, e Macheath, lui
ci ha il coltello ma chi mai lo può
saper?
Sbrana un uomo il pescecane ed il
sangue si vedrà.
Mackie ha un guanto sulla mano,
nessun segno resterà.
Sul Tamigi verde e fondo molti a un
tratto cascan giù.
Non è peste né colera, è Macheath che
va su e giù.
In un bel mattino azzurro giace un
morto sullo Strand e qualcuno svolta
in fretta.
Ha per nome: Mackie Messer.
E Schmul Maier un dì sparisce e tanti
altri ricchi al par.
Mackie lia in tasca i lor denari, nessun
può testimoniar.
Da sinistra a destra Peachum con moglie e figlia passeggiano
sulla scena.
Jenny Towler Than trovata un coltel
ficcato in cuor.
Mackie Messer va a passeggio, non
gl’importa di saper.
16 L’OPERA DA TRE SOLDI

E Alfons dite il vetturale che


un bel giorno si eclissò ?
Chi ne sa più di tant’altri?
Mackie Messer certo no.
E l’incendio dove un vecchio
con sei piccoli peri.
Nella folla c’è anche Mackie, che
è per caso giunto li.
E la giovin vedovella il cui nome
ognun sa dir agguantata appena
sveglia Mackie, come andò a
finir?
Dal crocchio delle prostitute si ode una risata; una se ne distacca e si
allontana^ rapida attraversando tutta la piazza.
JENNY DELLE SPELONCHE Quello era Mackie Messer!
I.
Per ovviare al sempre crescente inasprimento degli umani,
il commerciante Peachum aveva aperto un negozio, nel
quale i miserrimi tra i miseri potevano procurarsi un
aspetto capace di smuovere i cuori più incalliti ..

Il g u a r d a r o b a d a m e n d i c a n t i d i G i o n a t a
GeremiaPeachum.

CORALE MATTUTINO DI PEACHUM.


Su, svegliati, marcia canaglia:
la vita del vizio ti aspetta.
Dimostra il peccato ch’hai in corpo.
Iddio, tu lo sai, non ha fretta.
Tradisci il fratello, tu Giuda!
E vendi la moglie, tu verme!
Dio vede, nessuno s’illuda,
il giorno dell’ira verrà.
peachum {al pubblico) Bisogna che succeda qualcosa di
nuovo. Il lavoro che faccio è troppo difficile, perché il mio
lavoro consiste nell’eccitare la compassione umana. Vi sono
alcune cose - poche! - capaci di commuovere l’uomo, alcune
poche, ma il male è che, se le usate di frequente, perdono il
loro effetto. Perché gli uomini hanno la tremenda facoltà di
rendersi di punto in bian- . co insensibili a proprio
piacimento. Così per esempio avviene che un uomo, che
veda un altro uomo fermo all’angolo di una strada con un
moncherino al braccio, la prima volta resti cosi turbato da
dargli senz’altro die-
i8 L’OPERA DA TRE SOLDI

d penny; ma la
seconda volta gli dà soltanto cinque penny, e se lo vede una
terza volta, lo consegna tranquillamente alla polizia. Lo stesso
accade con le risorse di ordine morale. (Un grande cartello
con la scritta « Il dare è più felice del prendere » cala
dall’alto sulla scena). A che servono le piu belle, le piu
infocate massime, dipinte su allettantissimi cartelli, se vanno
cosi presto fuori d’uso? Nella Bibbia vi sono quattro o cinque
massime capaci di toccare il cuore; ma, quando se n’è cavata
tutta l’efficacia, si è subito alla fame. Guardate per esempio
questa: «Date, e vi sarà dato»: son tre settimane che è appesa
qui, ed è già logora. Appunto, bisogna sempre offrire qualcosa
di nuovo, bisogna continuare a spremerlo dalla Bibbia; ma
Bussano alla porta; Peachum apre; entra un giovinotto di nome Filch.

FILCH Peachum & C.?


PEACHUM Peachum.
FILCH È lei il proprietario della ditta « L’Amico del
Mendicante »? Mi han detto di venire da lei. Che belle
massime! Ce n’è un capitale! Dica un po’, ne ha una
biblioteca, di questa roba? Davvero, qualcosa di speciale.
Noi - già, a gente come noi non passerebbe neanche per la
testa, e poi, senza istruzione, l’impresa come potrebbe
prosperare?
PEACHUM II suo nome?
FILCH Vede, signor Peachum, fin dalla gioventù sono sempre
stato sfortunato. Mia madre era un’ubriacona, mio padre
giocava. Fin dai primi anni abbandonato a me stesso, senza
la mano amorosa di una madre, sono scivolato sempre più in
basso nel fango della metropoli. Non ho conosciuto cure
paterne, non la benefica dolcezza di un focolare. E così mi
vede...
PEACHUM E COSÌ la vedo...
FILCH (confuso) ... sfornito di mezzi e abbandonato
ai
miei istinti.
PEACHUM Come un rottame in alto mare, eccetera. Dica
ATTO PRIMO 19
un po’, rottame, in quale distretto recita la sua filastrocca ?
FILCH Come, signor Peachum?
PEACHUM Voglio dire, tiene pubblicamente questa conferenza ?
FILCH Già, ecco, signor Peachum, ieri ci fu un piccolo
incidente in Highland Street. Me ne stavo, tranquillo e
mesto, fermo all’angolo della via, col cappello in mano,
senza sospettare di nulla...
PEACHUM (sfoglia un taccuino) Highland Street. Già già,
precisamente. Tu sei quel birbaccione beccato ieri da Honey
e da Sam. Molestavi sfacciatamente i passanti nel decimo
distretto. Ci siamo limitati a un carico di botte, perché si
poteva supporre che non conoscessi le norme del buon
vivere. Se però ti ci fai pescare un’altra volta, useremo il
segaccio. Capito?
FILCH Si, si, signor Peachum. Ma allora, mi dica, cosa devo
fare? Quei due signori, dopo avermi ridotto ad un livido
solo, m’han dato l’indirizzo del suo negozio. Se mi togliessi
la giacca, le sembrerebbe di vedere un baccalà.
PEACHUM Caro mio, finché non sembrerai un pesce-passera,
dovrò giudicare che i miei uomini siano stati di una
negligenza scandalosa. Guarda un po’! Arriva fresco fresco
’sto torso di cavolo, e crede che gli basti allungar laf zampa
per averci la sua bistecca bell’e servita. Che cosa diresti, se
uno volesse pescare nel tuo stagno le trote più buone?
FILCH ECCO, signor Peachum, veramente... io non ho uno
stagno.
PEACHUM Insòmma, la licenza viene concessa solo ai
professionisti. (Mostra con sussiego una pianta della città)
Londra è divisa in quattordici distretti. Chiunque abbia
intenzione di esercitare; irt-uno di essi l’arte del
mendicante, deve avere una licenza dèlia'ditta Gionata
Geremia Peachum & C. Già, se no, potrebbero mettercisi
tutti - tutti, con la storia di essere in preda ai loro istinti...
FILCH Signor Peachum, ormai pochi scellini mi separano
L OPERA DA TRE SOLDI
dalla completa rovina. Bisogna provvedere in qualche modo,
con due scellini in tasca... PEACHUM Venti scellini.
FILCH Signor Peachum! (Indica piangendo un cartello con la
scritta: «Non chiudere il tuo orecchio all'appello del
misero»).
Peachum indica la tenda di un armadio, dove sta scrino: «Date e vi sarà
dato! »

FILCH Dieci scellini.


PEACHUM E il cinquanta per cento su ogni liquidazione
settimanale. Con fornitura del corredo, settanta per cento.
filch Scusi, e il corredo in che consiste? peachum Questo lo
decide la ditta. filch In quale distretto potrei essere ammesso?
peachum Dal*2 al 104 di Baker Street. Anzi, li la tariffa è
inferiore: solo il cinquanta per cento con fornitura del corredo.
filch D’accordo. (Paga). peachum II nome? filch Carlo Filch.
peachum Bene. (Grida) Signora Peachum! (Entra la signora
Peachum). Questo è Filch. Numero trecentoquat- tordici.
Distretto Baker Street. Faccio io l’iscrizione nel registro.
Naturalmente, vorrà incominciare il lavoro subito, prima della
festa per l’incoronazione: è la sola occasione che si possa
cogliere in tutta una vita umana per rimediare qualcosetta.
(Scosta la tenda di un armadio: appaiono cinque manichini di
cera). filch Che cosa sono?
1
PÉACHUM I cinque prototipi della miseria, che hanno la facoltà
di commuovere il cuore umano. La vista di que- ! sti tipi
provoca nell’uomo quello stato d’animo innatu- ; rale nel
quale egli è disposto a sborsare denaro.
!
Corredo A: Vittima del progresso dej^traffici. L’allegro
sciancato, sempre diliuOrnafiTtn^lTd"r//3TTseììrpre
spensierato; l’effetto è accresciuto da un moncherino.
Corredo B: A7ittima delParte bellica. L’insopportabile
ATTO 2
1
PRIMO
uomo dalla tremarella: infastidisce i passanti, fa leva sul
ribrezzo {lo rifa)-, l’effetto è mitigato dalle decorazioni al
valore.
Corredo C: Vittima dell’espansione industriale.
L’infelicissimo cieco, ovverossia l’alta scuola
dell’accattonaggio. (Lo rifa, camminando vacillante verso
Filch. Nel momento in cui urta contro Filch, questi dà un
grido di spavento. Peachum s'interrompe subito, lo squadra
sbalordito e di colpo prorompe) Ha compassione! Mai e poi
mai diventerai un mendicante! Compassione, può averla
tutt’al piu un passante! Beh! vediamo il corredo D! Celia, hai
ancora bevuto! E adesso non ci vedi a un palmo dal naso! Il
numerò centotrentasei si è lamentato del suo vestiario.
Quante volte devo ripeterti che un gentiluomo non può
mettersi addosso degli abiti lerci! Il centotrentasei ha pagato
un vestiario nuovo di zecca. Le macchie, quelle si ci
vogliono, per destar com- passione, e dovevi farle stirandoci
dentro della cera di candele. Sempre senza testa! Devo
pensar io a tutto!
(A Filch) Svestiti, e indossa questo, ma bada di tenerlo in
ordine!
FILCH E la mia roba?
PEACHUM Appartiene alla ditta. Corredo E: giovanotto che ha
visto tempi migliori, oppure nato sotto ben diversi auspici.
FILCH Ah, dunque vuol adoperarla ancora! E .perché allora non
posso fare io stesso quello che ha visto tempi migliori?
PEACHUM Perché, ragazzo mio, se mostri la tua vera miseria,
nessuno ci crederà. Se hai mal di pancia e lo dici, ottieni un
effetto nauseabondo. Del resto, tu non devi far domande:
devi solo indossare questi vestiti.
FILCH Non sono un po’ sudici? {Peachum lo fulmina con
un’occhiata). Scusi, la prego, scusi.
SIGNORA PEACHUM Beh, piccolo, sbrigati un pochino, non
vorrai mica che stia qui a reggerti i pantaloni fino a Natale.
FILCH {improvvisamente aggressivo) Ma gli stivali non li tolgo!
In nessun caso. Piuttosto non ne faccio nulla.
L’OPERA DA TRE SOLDI

Sono l’unico regalo della mia povera madre, e mai e poi mai,
fossi anche all’ultima rovina... SIGNORA PEACHUM Meno storie,
so benissimo che hai i piedi sporchi.
FILCH E dove devo lavarmeli, i piedi? In pieno inverno!

La signora Peachum lo conduce dietro un paravento, poi si


sposta a sinistra e stira un po’ di cera dentro un abito.
PEACHUM Dov’è tua figlia? SIGNORA PEACHUM Polly? Di sopra.
PEACHUM Di’, ieri è venuto ancora quel tale? Quello che viene
sempre quando io non ci sono ! SIGNORA PEACHUM Non essere
così diffidente, Gionata; è un gentleman distintissimo il signor
Capitano, e ha molta simpatia per la nostra Polly. PEACHUM Ah.
SIGNORA PEACHUM E se ho solo un briciolo di sale in
zucca, anche Polly lo trova molto di suo gusto. PEACHUM Celia!
Stai sprecando tua figlia, come se io fos- /si milionario!
Sposarla, adesso! Che cosa credi? Nean- / che una settimana
tirerebbe avanti il negozio, se questi I sporcaccioni di clienti
avessero soltanto le nostre gam- | be da vedere! Uno sposo! Ci
terrebbe subito in pugno! * Così, guarda! Credi che tua figlia, a
letto, sappia tener la bocca chiusa meglio di te? SIGNORA
PEACHUM Bel concetto hai di tua figlia! PEACHUM ,-LLpeggjore.
Il p.eggioje_possibiIe. Nient’altro che un cumulo di sensualità...
SIGNORA PEACHUM "Non l’ha certo ereditata da te. PEACHUM
Sposarsi! Mia figlia deve essere per me quello che è il pane per
l’affamato (sfoglia) ... lo dice anche la Bibbia, non so piu dove.
Sposarsi! Dopo tutto, è una tale porcheria. Le farò passar di testa
quest’idea, s IGNORA PEACHUM Gionata, sei semplicemente
ignorante. PEACHUM Ignorante! Come si chiama costui?
SIGNORA PEACHUM Lo chiamano tutti così: il Capitano.
PEACHUM Ah, dunque non gli avete neppur chiesto il nome?
Interessante! SIGNORA PEACHUM Non saremo poi così zotiche da
chie-

;
Ì
ATTO 2
PRIMO 3
dergli anche il certificato di nascita, dal momento che è stato
tanto gentile da invitarci tutt’e due a fare quattro salti
all’Albergo della Seppia.
PEACHUM Dove?
SIGNORA PEACHUM A fare quattro salti all’Albergo della
Seppia.
PEACHUM Capitano? All’Albergo della Seppia? Toh, toh, toh...
SIGNORA PEACHUM Tutte le volte che tocca me o mia figlia,
adopera sempre i guanti glacé! PEACHUM I guanti glacé?
signora peachum Sì, e del resto lui porta sempre i guanti: guanti
bianchi glacé. peachum Guanti bianchi, e bastone con
l’impugnatura d’avorio, e ghette alle scarpe, e scarpe di coppale,
e l’aria di dominatore, e una cicatrice... signora peachum Sul
collo. Ma tu come lo conosci? filch (sguscia fuori dal paravento)
Signor Peachum, vorrei pregarla di assegnarmi anche un tipo: io
sono sempre per le cose fatte con metodo; non mi vanno i discor-
. si a casaccio. signora peachum Sì, un metodo, ha ragione.
peachum Va bene, farà l’idiota. Torna stasera alle sei e sarai
istruito a dovere. Gira! filch Grazie, signor Peachum, mille
grazie. (Via). peachum Cinquanta per cento!... E ora ti dirò chi è
quel signore coi guanti: è Mackie Messer! (Corre su per la scala
verso la camera da letto di Polly). signora peachum Signore
Iddio! Mackie Messer! Gesù! Gesù mio, tienici la tua santa
mano sul capo!... Polly! Dov’è Polly?
Peachum ridiscende lentamente la scala.
PEACHUM Polly? Polly non è rientrata a casa. Il letto è intatto.
SIGNORA PEACHUM Allora è andata a cena col mercante di lane.
Puoi esserne certo, Gionata. PEACHUM Voglia Iddio che sia
davvero il mercante di lane!
L’OPERA DA TRE SOLDI
24
Peachum e sua moglie
si portano davanti al
sipario e cantano. Luce dorata. L’organetto viene illuminato.
Dall’alto scendono tre lampade appese ad una pertica. Sui
cartelloni la scritta:

CANZONE DELLA LUNA SOPRA SOHO.


I.
PEACHUM
Invece di
starsene a casa e rimanere a letto se ne vanno a
zonzo
come se al ritorno li aspettasse un buon pranzo.
SIGNORA PEACHUM
Questa è la luna sopra Soho,
questo è il maledetto « Senti battere il mio cuore » questo
è il « Dove te n’andrai, là verrò anch’io, Johnny »
se l’amore tien duro e se cresce la luna.

2.
PEACHUM
Invece di
far qualcosa con un po’ di buon senso se la spassano
e naturalmente poi finiscono in malora.
A DUE
Dov’è la loro luna sopra Soho?
Dov’è il maledetto « Senti battere il mio cuore » e il «
Dove te n’andrai, là verrò anch’io, Johnny » se l’amore è
già finito, e tu resti nei guai?
ATTO PRIMO

II. ■
Nel cuore del quartiere di Soho il b anditoJMackie Messer
festeggia le sue nozze con Polly Peachum, figlia del re dei
mendicanti.

Stalla vuota.

MATTIA (detto Mattia della Zecca, illumina la stalla, tenendo


una pistola in mano) Ohè, mani in alto, se c’è qualcuno qui
dentro!
Macheath entra, fa un giro lungo il proscenio.
MACHEATH Beh, c’è qualcuno?
MATTIA Nessuno! Possiamo festeggiare qui le nostre nozze in
tutta tranquillità.
POLLY (entra in abito nuziale) Ma questa è una stalla!
MACHEATH Aspetta, Polly, siediti un momento sulla mangiatoia.
(Rivolto al pubblico) In questa stalla vengono oggi celebrate le
mie nozze con la signorina Polly Peachum, che per amore ha
seguito me, allo scopo di dividere meco, d’ora in poi, la mia vita.
MATTIA Molti a Londra diranno che non avevi mai rischiato
tanto. Far scappare di casa l’unica figlia del signor Peachum!
MACHEATH Chi è il signor Peachum? MATTIA Lui certo ti dirà di
essere l’uomo più povero di Londra.
POLLY Mac, non vorrai per caso festeggiare qui le nostre nozze?
Questa è una volgarissima stalla. Come puoi pensare di far venire
qui il signor parroco? Per di più non è neanche nostra. Davvero,
Mac, non dobbiamo incominciare la nostra nuova vita
comportandoci come dei ladri -^proprio oggi, il più bel giorno
della nostra, vita ! MACHEATH Amor mio, tutto avverraTome tu
lo desideri. Nessun sasso farà inciampare il tuo piedino. Tra poco
porteranno anche l’arredamento.
J.O L'OPERA DA TRE SOLDI
MATTIA Ecco, arrivano i
Si sentono arrivare grossi carri; entra una mezza dozzina di
persone, trasportando tappeti, mobili, stoviglie, ecc. coi quali
trasformano la stalla in un locale di esagerata eleganza 1 *.
MACHEATH Robaccia.
I sopravvenuti depongono i doni a sinistra, si rallegrano con la
sposa, riferiscono allo sposo2.
GIACOBBE (detto Giacobbe Ditauncino) Auguri di ogni bene! Al
14 di Ginger Street c’era gente al primo piano. Abbiam dovuto fare
un po’ di fuoco per snidarli. ROBERTO (detto Roberto Sega)
Auguri di ogni bene. Sullo Strand c’è andata di mezzo una guardia.
MACHEATH Dilettanti.
EDE S’è fatto quel che si poteva, ma tre uomini nel West End
non siamo riusciti a salvarli. Auguri di ogni bene. MACHEATH
Dilettanti. Pasticcioni.
JIMMY Un signore anzianotto s’è buscato qualche cosa.
Però niente di serio, credo. Auguri di ogni bene. MACHEATH
La mia direttiva era: evitare spargimenti di sangue! Mi vien male
solo a pensarci. Non sarete mai uomini d’affari! Cannibali, non
gente d’affari!
WALTER (detto Walter Salicepiangente) Auguri di ogni bene. Il
cembalo, bella signora, ancora mezz’ora fa apparteneva alla
duchessa di Somersetshire.
POLLY Ma che mobili sono?
MACHEATH Ti piacciono questi mobili, Polly?
POLLY (piange) Quanta gente che soffre per questi quattro
mobili.
MACHEATH E che mobili! Robaccia! Se ti arrabbi hai tutte le
ragioni. Un cembalo di legno di rosa e un sofà rinascimento:
imperdonabile! E una tavola? Non c’è neanche una tavola?
WALTER Una tavola?
Posano alcune assi sopra le mangiatoie.
POLLY Ah, Mac! Come sono infelice! Speriamo almeno che non
venga il signor parroco.
* I rinvìi (l ecc.) si riferiscono ai Cenni per gli attori (pp. 107-10).
ATTO PRIMO 27
MATTIA Certo che verrà. Gli abbiamo insegnato la strada con
molta precisione.
WALTER (porta avanti la tavola) Ecco la tavola!
MACHEATH (vedendo Polly piangere) Guardate come piange
mia moglie! Dove sono le altre sedie? Un cembalo e niente
sedie! Sempre senza testa. Almeno quando festeggio le mie
nozze: credete che succeda t u t t i i giorni? Zitto tu,
Salicepiangente! Succede t u t t i i giorni, dico, che vi affidi
qualche incarico? Ed ecco mia moglie subito infelice per
colpa vostra.
EDE Cara Polly...
MACHEATH (con 'un ceffone gli fa volare il cappello dalla
testa)1 « C a r a Polly! » Merdoso che non sei altro, ripetilo
ancora e Jti-eaeeio-la-testa in fondo alle hndella1 "S’è mai
sentito qualcosa di simile? « Cara Polly! » Ci sei stato a
letto assieme, di’?
POLLY Ma, Mac!
EDE Te lo giuro...
WALTER Gentile signora, se per caso mancasse qualche pezzo
al corredo, si può sempre...
MACHEATH Un cembalo di legno di rosa e niente sedie. (Ride)
Che ne dici, sposina?
POLLY Non è poi tanto insopportabile.
MACHEATH Due sedie e un sofà, e gli sposi si siedono sul
pavimento!
POLLY Già, non ci sarebbe male!
* MACHEATH (aspro) Segare le gambe del cembalo! Presto!
Presto!
QUATTRO UOMINI (segano le gambe cantando)
Bill Lawgen e Mary Syer
mercoledì si son sposati.
E quand’erano davanti all’assessore lui non
sapeva dov’era il velo della sposa e non
sapeva lei come lui si chiamava.
Evviva!
WALTER Ecco, gentile signora, è finito che ne è venuta fuori
anche una panca!
MACHEATH Adesso potrei pregare i signori di cavarsi di
L’OPERA DA TRE SOLDI

dosso i loro cenci luridi e di vestirsi in maniera decente? In


fin dei conti, non è un matrimonio qualunque. E, Polly,
posso pregare te di occuparti della cesta della pappatoria?
POLLY È il pranzo di nozze? Tutta roba rubata, Mac?
MACHEATH Si capisce, si capisce.
POLLY E se bussano alla porta e lo sceriffo entra, vorrei proprio
sapere, che cosa faresti?
MACHEATH Allora ti mostrerò quello che fa tuo marito in tal
caso.
MATTIA Per oggi è escluso. Tutte le guardie a cavallo sono a
Daventry, possiamo esserne sicuri. Venerdì scorteranno la
regina a Londra per l’mcoronazione.
POLLY Due coltelli e quattordici forchette! Un coltello per
sedia.
MACHEATH Che fallimento! Avete lavorato come principianti,
non come gente esperta! Non avete proprio nes -- suna idea
degLi sHli?~Dòvfeste pure saper distinguere il Chippendale
dal Louis Quatorze.
La banda ricompare, i suoi componenti vestono eleganti abiti
da sera: purtroppo il loro successivo comportamento è
tutt’altro che in carattere con questa eleganza.
WALTER Ci siamo preoccupati di portare roba del massimo
pregio. Guarda un po’ che legno! Assolutamente di
prim’ordine.
MATTIA Ssst! Ssst! Permetta, capitano...
MACHEATH Polly, vieni qui.

La coppia assume un atteggiamento di circostanza.


MATTIA Permetta, capitano, che nel più bel giorno della sua
vita, nel pieno fiorire della sua carriera, volevo dire, a
questa svolta decisiva, noi le porgiamo i più cordiali e più
calorosi auguri di felicità eccetera eccetera. Dio mio, che
nausea questo tono affettato. Insomma, per tagliar corto
(stringe la mano a Mac) su la testa, vecchia carcassa!
MACHEATH Grazie, Mattia, molto simpatico da parte tua.
ATTO 29
PRIMO
MATTIA (stringendo la mano a Polly, dopo aver abbracciato
commosso Mac) Questa si è la voce del cuore! Beh, dunque,
sempre su con la testa, vecchio gorilla, voglio dire
(ghignando) è proprio la testa che non devi lasciar cascare.
Risa fragorose dei convitati. A un tratto Mac, con un fulmineo
gesto, stende a terra Mattia.
MACHEATH Tieni la lingua a posto. Le tue porcherie riservale
per quella baldracca della tua K i t t y .
POLLY Mac, non essere cosi volgare.
MATTIA Però dovrei protestare, perché hai dato della
baldracca... (57 rialza a fatica).
MACHEATH Ah, devi protestare?
MATTIA E del resto, di fronte a lei non c’è mai caso che mi esca
di bocca una porcheria. Ho troppa considerazione di Kitty.
Forse uno della tua risma certe cose non le capisce. E sei
proprio tu che vieni a parlarmi di porcherie! Credi che Lucy
non mi abbia detto quello che le hai detto? Io, in confronto,
sono un guanto glacé.
Mac lo guarda in faccia.
GIACOBBE Andiamo, andiamo, non guastiamo lo sposalizio.

Li separano.
’ MACHEATH Bello sposalizio, eh, Polly? Canaglie di questa fatta
hai da vederti intorno, la sera del tuo matrimonio. Di’ la
verità, non ti saresti aspettata che gli amici di tuo marito lò
mortificassero a questo punto! C’è sempre qualcosa da
imparare.
POLLY Molto carino.
ROBERTO Ah no, da’ retta! Nessuno ti ha mortificato. Ciascuno
potrà pure avere la sua opinione! La sua Kitty vale
altrettanto quanto qualunque altra. Beh, adesso, vecchia
Zecca, tira fuori il tuo dono di nozze!
TUTTI Su, presto, presto!
MATTIA ( 0ffeso ) Ecco.
L’OPERA DA TRE SOLDI

POLLY Oh, un dono di nozze. Lei è molto gentile, caro signor


Mattia della Zecca. Guarda, Mac, che bella camicia da
notte.
MATTIA Anche questa magari è una porcheria, eh, Capitano?
MACHEATH Via, via. Non avevo intenzione di offenderti in
questo giorno solenne.
WALTER E di questo, che ne dite? Chippendale! (Scopre un
gigantesco orologio a pendolo Chippendale).
MACHEATH Quatorze.
POLLY Meraviglioso. Che bellezza! Non trovo parola per
ringraziarvi delle vostre straordinarie cortesie. Peccato che
non abbiamo una casa per tutte queste belle cose, non è
vero, Mac?
MACHEATH Consideralo come un inizio. Ogni inizio è difficile.
Grazie mille anche a te, Walter. Beh, adesso sgombrate
questa roba. Si mangia!
GIACOBBE (mentre gli altri apparecchiano) Io naturalmente
non ho portato niente. (Con calore a Polly) Creda, gentile
signora, ne sono molto addolorato.
POLLY Caro signor Giacobbe Ditauncino, non è il caso di
parlarne.
GIACOBBE Gli altri portano regali a piu non posso, e io sto qui
come un tonto: capisce che situazione? Ma a me va sempre
cosi. Potrei raccontargliene, io, di situazioni! Roba che uno
non ci si raccapezza più. Pensi, ho incontrato Jenny delle
Spelonche: ehi, le dico, vecchia troia... (Vede tutt’a un
tratto Mac ritto dietro di sé, ammutolisce, cambia posto).
MACHEATH (conduce Polly al suo posto) In un giorno come
questo, Polly, non mangerai mai più cosi bene. Prego!
Tutti siedono a tavola \
EDE (accennando al servizio) Bei piatti, Hotel Savoy.
GIACOBBE Le uova alla maionese sono di Selfridge. Ci doveva
essere anche un mastello di pasticcio di fegato d’oca, ma
Jimmy si sentiva un buco da turare, e per strada se l’è fatto
fuori.
ATTO PRIMO 31
WALTER Ti pare la maniera, questa, di parlare tra gente
per bene?' " * " -
jlMMT’ 'Ede, non ingozzarti così di uova: è un giorno
solenne!
MACHEATH Non c’è nessuno che canti qualche cosa?
Qualcosa di dilettevole?
MATTIA (scoppiando in una risata che lo fa strangugliare)
Dilettevole? Questa sì che è una bella parola! (Sotto un’occhiata
fulminante di Mac si risiede imbarazzato). MACHEATH (con un
manrovescio fa cadere il piatto di mano 1 a uno) Io non avrei
ancora voluto che si cominciasse a mangiare. Sarei stato piu
contento se non vi foste gettati subito a riempirvi le trippe; mi
avrebbe fatto piacere che prima ci fosse stato qualcosa di adatto
alla cir- 1 costanza. In un giorno come questo si fa sempre
qualche \ cosa del genere.
GIACOBBE Per esempio?
MACHEATH Devo proprio pensare io a tutto? Non pretendo mica
che mi rappresentiate un’opera. Ma qualcosa, qualcosa che
non sia soltanto intripparvi e dir porcherie... avreste pur
potuto pensarci. Sì, sì, in un giorno come questo, uno vede
che conto può fare dei suoi amici.
POLLY Eccellente questo salmone, Mac. EDE Sì, credo bene che
buono così non le sia mai capitato di rimangiarlo. Da Mackie
Messer lo si mangia tutti i giorni. Può dire di essere cascata nel
miele. L’ho sempre detto, io: Mac è il partito adatto per una
ragazza che abbia il senso della grandezza. L’ho detto anche ieri
a Lucy.
POLLY Lucy? Chi è Lucy, Mac?
GIACOBBE (imbarazzato) Lucy? Ah... sa, non deve prenderla
tanto sul serio.
Mattia si alza in piedi e si sbraccia a gesticolare dietro Polly per
far zittire Giacobbe.
POLLY (che lo vede) Ha bisogno di qualcosa? Il sale, forse...?
Che cosa voleva dire, signor Giacobbe?
GIACOBBE Oh, niente, proprio niente. Davvero, quello
32 L’OPERA DATRESOLDI

che proprio volevo era non dir niente. Mi mangiassi ’sta


maledetta lingua!
MACHEATH Che cos’hai in mano, Giacobbe?
GIACOBBE Un coltello, Capitano.
MACHEATH E che cos’hai nel piatto?
GIACOBBE Una trota, Capitano.
MACHEATH Ah, e mangi la trota col coltello, nevvero?
Giacobbe, è inaudito! Polly, hai mai visto qualcosa del
genere? Mangiare il pesce col coltello! Chi si comporta cosi
non è altro che un maiale: mi hai capito, Giacobbe? Impara a
vivere. Cara Polly, dovrai vederne di tutti i colori prima di
riuscire a cavar qualcosa da questo branco di porci.
Delicatezza: vi rendete conto, voi, che cosa significa?
WALTER Significa delicazzitudine.
POLLY Vergogna, signor Walter!
MACHEATrf Dunque, non volete cantare una canzone,
qualcosetta da allietare la serata. Deve proprio essere una sera
triste, uguale a tutte le altre, una maledetta sera schifosa come
sempre! C’è almeno qualcuno alla porta? Anche a questo
devo provvedere io? Anche in un giorno come questo devo
piantarmi io di sentinella, perché voi possiate starvene dentro
e rimpinzarvi a mie spese?
WALTER (ingrugnato) Che cosa significa « a mie spese »?
JIMMY Smettila, Walteruccio! Vado io alla porta. E chi volete
che venga! (Esce).
GIACOBBE Sarebbe mica male se proprio la sera del pranzo di
nozze tutti gli ospiti cascassero in trappola!
JIMMY (entra di corsa) Olà, Capitano, polenta!
WALTER Brown-la-Tigre!
MATTIA Non dir fesserie, è il reverendo Kimball.
Entra Kimball.
TUTTI (vociferando) Buonasera, reverendo Kimball!
KIMBALL Oh, finalmente vi ho trovati. È un posticino piccolo,
ma almeno posiamo i piedi sul nostro.
MACHEATH Si, è del duca di Devonshire.
POLLY Buongiorno, reverendo. Ah, reverendo, come sono felice
che lei, nel piu bel giorno della nostra vita...
ATTO PRIMO 33
MACHEATH Beh, adesso fuori un coro in onore del reverendo
Kimball.
MATTIA Che ne direste di Bill Lawgen e Mary Syer ?
GIACOBBE Ma sì, penso che Bill Lawgen potrebbe andare.
KIMBALL Forza, ragazzi, una cantatina!
MATTIA Cominciamo, signori.
Tre uomini si alzano e cantano, esitanti, fiacchi, impacciati.

CANTO NUZIALE DEI POVERI.


Bill Lawgen e Mary Syer mercoledì si son
sposati.
Salute e figli maschi!
E quand’erano davanti all’assessore lui non
sapeva dov’era il velo della sposa e non
sapeva lei come lui si chiamava.
Evviva!
Sa lei quale mestiere fa sua moglie? No!
E la smetterà con cotesta vitaccia? No!
Salute e figli maschi!
Billy Lawgen mi diceva tempo fa:
A me, di lei, me ne basta un pezzetto.
Maiale.
Evviva!
MACHEATH Tutto qui? Meschino!
MATTIA (strangugliandosi di nuovo) Meschino, proprio la
parola giusta, signori miei, meschino.
’MACHEATH Zitto, tu!
MATTIA Ma sì, volevo dire, nessuno slancio, nessun fuoco
eccetera eccetera.
POLLY Signori', se nessuno di voi vuol farci sentire niente,
allora canterò io una cosetta: imiterò una ragazza che ho
veduta una volta in una taverna d’infimo rango a Soho.
Faceva la sguattera e, dovete sapere, tutti gli avventori la
prendevano in giro; e allora lei gli rivolgeva la parola e
diceva certe cose, che sentirete quando ve le canterò. Ecco,
mettiamo che questo sia il piccolo banco dietro il quale essa
stava da mattina a sera (dovete figu- rarvelo orribilmente
sudicio); che questo sia il secchio
J5 L OPERA DA TRE
4 SOLDI
e questo il cencio col quale rigovernava i bicchieri. Dove voi
state seduti, stavano seduti i clienti che la prendevano in giro.
Anche voi potete ridere, perché sia proprio uguale; ma se non
volete, fa lo stesso. (Comincia a fingere di rigovernare i
bicchieri e a borbottare tra sé) Adesso per esempio uno di voi
(facendo segno a Walter) dice: « Beh, quando viene la tua nave,
Jenny? » WALTER Beh, quando viene la tua nave, Jenny?
POLLY E un altro, lei per esempio, dice: « Di’un po’, Jenny,
sposa del pirata, continui a sciacquare i bicchieri? » MATTIA Di’
un po’, Jenny, sposa del pirata, continui a sciacquare i bicchieri?
POLLY Ecco, e adesso incomincio io.

Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono


tre lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

JENNY DEI PIRATI.

I.
Lor signori vedono: oggi sciacquo i bicchieri e per
tutti rifaccio il letto.
E se mi danno un penny io ringrazio fra i denti e
son piena di cenci in un albergo di cenci e loro non
sanno chi sono.
Ma una certa sera si udrà un vociare giu dal porto e: che
sono queste grida? si dirà.
E io sorriderò in mezzo ai miei bicchieri e diranno: perché
ride? perché?
E una nave a otto vele e
cinquanta cannoni alla
fonda starà.
2.
Mi dicono: va’, piccola, risciacqua i tuoi bicchieri é
qualcuno mi allunga un penny.
E il penny viene preso e qualche letto vien rifatto (ma
nessuno potrà più dormirci quella notte)
ATTO 3
PRIMO
5
e
ancora di me non sanno niente.
Perché quella sera ci sarà un parapiglia giu al porto e: che
cos’è questo subbuglio? si dirà.
E io sorriderò dietro la mia finestra e diranno: perché ride
così?
E la nave a otto vele dai
cinquanta cannoni spara
sulla città!
3-
Oh, allora smetterete di ridere, signori,
perché tutto intorno a voi cadrà,
la città sarà spianata, le muraglie crolleranno,
solo un infimo alberguccio sarà immune da ogni danno
e diranno: ma lì, chi ci sta?
E tutta quella notte ci sarà un vociare lì d’intorno e:
perché l’albergo è salvo? si dirà.
E al mattino mi vedranno sulla soglia e diranno: guarda,
c’era lei!
E la nave a otto vele e
cinquanta cannoni il
pavese alzerà.
4-
E a mezzogiorno in cento discenderanno a riva, li vedrete
avanzare nell’ombra, e prenderanno tutti, una porta dopo
l’altra e li incateneranno e me li porteranno e diranno: chi
dobbiamo ammazzare?
E a metà di quel giorno sarà silenzio al porto quando
chiedono: chi muore, adesso?
E allora la mia voce dirà: tutti!
E: opplà! ad ogni testa che va giu.
E la nave a otto vele e
cinquanta cannoni
con me salperà.
MATTIA Carino, eh? Divertente! Come te la snocciola bene, la
signora!
36 L’OPERA DA TRE SOLDI
MACHEATH Carino! Che cosa significa? Macché carino, idiota! È
arte, non carino. Brava, Polly, sei stata straordinaria. Ma
quest’accolta di porci - scusi, reverendo - non meritava
davvero tanta fatica. (Sottovoce a Polly) Del resto, non mi va
che tu dia cosi spettacolo. Un’altra volta fanne a meno, per
favore. (Risate scoppiano attorno alla tavola. La banda si
diverte alle spalle del prete). Che cos’ha in mano, reverendo?
GIACOBBE Due coltelli, Capitano. MACHEATH Che
cos’ha nel piatto, reverendo?
KIMBALL Mah, salmone, credo.
MACHEATH Ah, e mangia il salmone col coltello, nevvero?
GIACOBBE Avete mai visto una cosa simile? Mangia il pesce col
coltello... Chi si comporta cosi, non è altro che un...
MACHEATH Maiale. Capito, Giacobbe? Impara a vivere. JIMMY
(entrando di corsa) Olà, Capitano, polenta. Lo sceriffo in
persona.
WALTER Brown! Brown-la-Tigre!^ MACHEATH Si, Brown-la-
Tigre, proprio cosi. Proprio questo Brown-la-Tigre, lo sceriffo
capo di Londra, la colonna di Old Bailey, proprio lui farà ora il
suo ingresso nel miserabile stambugio del capitano Macheath.
Imparate a vivere!
I banditi sgattaiolano via.
GIACOBBE Stavolta è la forca!
Entra Brown.
MACHEATH Olà, Jackie!
BROWN Olà, Mac! Non ho molto tempo, devo andarmene subito.
Dovevi essere per forza in una stalla non tua! Un nuovo scasso,
dunque! MACHEATH Ma, Jackie, è cosi comoda... Mi fa piacere
che sii venuto a festeggiare le nozze del tuo vecchio Mac. Ti
voglio presentare subito mia moglie, nata Peachum. Polly, questo
è Brown-la-Tigre; eh, vecchio, che ne dici? {Gli batte sulla
spalla) E questi, Jackie, sono i miei amici: devi già averli visti
tutti una volta.
ATTO 37
PRIMO
brown (imbarazzato) Ma io sono qui in privato, Mac. macheath
Anche loro. (Li chiama. Essi vengono, tenendo le mani in alto).
Ohè, Giacobbe! brown Questo qui è Giacobbe Ditauncino, un
gran bir- baccione.
MACHEATH Ohè, Jimmy! Ohè, Roberto! Ohè, Walter! BROWN
Beh, per oggi chiudiamo un occhio. MACHEATH E tu, Ede, e tu
Mattia! BROWN State comodi, signori, prego! TUTTI Grazie,
signore.
BROWN Sono lieto di far la conoscenza della graziosa sposa del
mio vecchio amico Mac.
POLLY Non c’è di che, signore!
macheath Siediti, vecchia carcassa, e buttati al whisky a tutto
spiano! - Polly, amici miei! Vedete oggi in mezzo a voi un
uomo che dall’imperscrutabile giudizio regale è stato posto
assai in alto sopra i suoi simili, e che, ciò nonostante, mi è
rimasto amico attraverso tutte le tempeste e le peripezie
eccetera eccetera. Voi sapete di chi parlo, e anche tu lo sai,
Brown. Ah, ricordi, Jackie, i tempi in cui io e te eravamo
arruolati nell’armata dell’India? Su, Jackie, cantiamo la
Canzone dei cannoni! (Si siedono entrambi sul tavolo).
Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono
tre lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

CANZONE DEI CANNONI.


I.
Con noi c’era John e poi venne anche Jim e
Geòrgie che sergente diventò.
Ma per l’armata che importano i nomi? Presto,
avanti, in direzione nord!
Marcian legioni,
tuonan cannoni
dal Capo a Couch Behar.
Se cominciava a piovere e
allora s’incontrava
L’OPERA DA TRE SOLDI

un’altra razza nuova


fosse bruna o bianchiccia
non c’era che da farne un pentolone di ciccia.

Per Johnny il whisky era troppo caldo, per


Jimmy la tenda sempre gelata.
Geòrgie li prese sottobraccio: « Volete,
disse, che vada in malora l’armata? »
Marcian legioni,
tuonan cannoni
dal Capo a Couch Behar.
Se cominciava a piovere
e allora s’incontrava
un’altra razza nuova
fosse bruna o bianchiccia
non c’era che da farne un pentolone di ciccia.
3-
John è caduto e Jimmy è morto, di Geòrgie
nessuna notizia.
Ma c’è abbondanza di sangue rosso: si sta
reclutando la nuova milizia!
Seduti, battono i piedi a ritmo di marcia.
Marcian legioni,
tuonan cannoni
dal Capo a Couch Behar.
Se cominciava a piovere
e allora s’incontrava
un’altra razza nuova
fosse bruna o bianchiccia
non c’era che da farne un pentolone di ciccia.
MACHEATH Sebbene la vita coi suoi flutti tempestosi ci abbia
spinti - noi, i vecchi amici di gioventù! - in direzioni del tutto
opposte, sebbene i nostri interessi professionali siano affatto
diversi, e anzi, alcuni potrebbero
ATTO 39
PRIMO
dire, esattamente contrastanti, la nostra amicizia ha
sopravvissuto a tutto. Imparate a vivere! Castore e Polluce, Ettore
e Andromaca eccetera eccetera. Raramente è avvenuto che io,
semplice bandito di strada, insomma, voi sapete cosa voglio dire,
abbia fatto uncqlpettino, senza assegnare a lui, al mio amico, una
parte del ricavato, una parte considerevole,"Brownl'a'titblo di
presente e di pegno della mia indefettibile amicizia; e rara- ,
mente è avvenuto, togliti il coltello di bocca, Giacobbe, che lui,
l’onnipossente capo della polizia, abbia disposto una retata senza
prima far giungere a me, al suo amico di gioventù, un piccolo
avvertimento. Si, insomma, questo e altro, infine siamo su una
base di reciprocità. Imparate a vivere. (Prende Brown a
braccetto) Beh, vecchio Jackie, mi fa piacere che tu sia venuto, è
stata davvero una prova d’amicizia. (Pausa: Brown sta
osservando con aria accorata un tappeto). Vero Sciraz. brown
Della Compagnia Tappeti Persiani. macheath Si, ci serviamo
sempre li. Sai, Jackie, avevo proprio bisogno che venissi oggi;
spero non sia troppo spiacevole per te, nella tua situazione.
brown Mac, sai bene che a te non posso mai dire di no. Ora devo
andarmene, ho un sacco di pensieri; se succedesse anche la
minima cosa per l’incoronazione della re- gina...
macheath * Senti un po’, Jackie: mio suocero, sai, è un
maledetto vecchiaccio. Se cercasse di combinarmi qualche tiro,
c’è qualcosa contro di me a Scotland Yard? brown A Scotland
Yard non c’è assolutamente nulla contro di te.
MACHEATH Co'm’è logico.
brown Ci ho già pensato io. Buonanotte.
macheath Volete alzarvi o no?
brown (a Polly) I miei omaggi. {Se ne va accompagnato da
Mac).
Giacobbe {che frattanto, insieme a Mattia e Walter, ha
conferito con Polly) Confesso che non sono stato molto
tranquillo, poco fa, quando ho sentito che veniva Brown- la-
Tigre.
40 L’OPERA DA TRE SOLDI

M
più alte autorità. - ...........
Walter Già, Mac ha sempre qualche pedina in mano che noi non
supponiamo neppure. Ma anche noi abbiamo la nostra piccola
pedina. Signori, sono le nove e mezzo. MATTIA E adesso viene
il più bello.
Tutti si dirigono verso il fondo a sinistra, dietro il tappeto, che
nasconde qualche cosa. Entra Mac.
macheath Beh, che c’è?
MATTIA Ancora una piccola sorpresa, Capitano.
Cantano dietro il tappeto la canzone di Bill Lawgen, con molto
sentimento e a voce attenuata. Ma, giunti a « si chiamava »,
Mattia tira giù con violenza il tappeto e tutti continuano a
cantare a squarciagola, picchiando sul letto posto dietro di loro.
macheath Grazie, camerati, grazie.
WALTER Béh, adesso ce la battiamo quatti quatti.
Tutti se ne vanno.
macheath E ora il sentimento deve avere la sua parte. Altrimenti
l’uomo diventa una bestia di professione. Siedi, Polly! Vedi
la luna su Soho?
Musica.
Polly La vedo, caro. Senti il mio cuore battere, amato?
macheath Lo sento, amata.
POLLY Dove tu andrai, anch’io voglio andare. macheath Dove
tu resti, anch’io resterò.
A DUE
E anche senza carte al municipio e anche
senza fiori sull’altare e anche se non so
dov’hai trovato il velo e non hai fiori
d’arancio sul capo - il piatto dove mangi il
tuo pane tu non guardarlo più, buttalo via.
L’amore dura o non dura senza
ragione, ora qui, ora là.
ATTO
PRIMO 4
1
III.
Per Peachum, che conosce la crudeltà del mondo, la perdita
della figlia equivale a totale rovina.

Il guardaroba di Peachum.
A destra Peachum e moglie. Sulla porta è Polly, con mantello e
cappello, una borsa da viaggio in mano.
SIGNORA PEACHUM Sposata? Prima la si copre da tutte le parti di
vestiti e cappelli e guanti e ombrellini, e quando t’è costata
tanto quanto ci vorrebbe per allestire una nave, paf, eccola
che ti casca nella merda come una pera marcia. Ma ti sei
proprio sposata?
Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono
tre lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

CON UNA C A N Z O N C I N A P O L L Y I N F O R M A
I GENITORI DELLE SUE NOZZE COL
BANDITO MACHEATH.
I.
Un tempo pensavo, quand’ero innocente (e lo
sono stata, proprio come te): da me pure un
giorno forse verrà un uomo, e allora ho da
sapere il fatto mio.
Uno che abbia soldi e
sia ben educato
e che, festa o no, abbia il collo di bucato e che
sappia come si parla a una signora.
E a quello gli dico un bel no.
Un po’ di contegno, mia cara, e
serbare le distanze.
D’accordo, si, notte con luna in cielo,
d’accordo che la barca prenda il largo,
ma non dare altre speranze.
Quello che conta è non lasciarsi andare,
L’OPERA DA TRE SOLDI

dimostrarsi fredde e dure.


Tante cose potrebbero avvenire ma, ahimè, la mia bocca

dice: No
2.
Il primo che venne fu un tale del Kent: aveva tutto quel
che occorre a un uomo. Un altro era padrone di tre navi

e un terzo era pazzo di me. Ed avevano soldi ed


erano educati e,
festa o no, puliti e
profumati e sapevano come si parla a una signora. E a tutti
io dissi un bel no.
Un po’ di contegno, mia cara, e serbare le distanze.
D’accordo, si, notte con luna in cielo, d’accordo, la
barchetta prese il largo. Ma non diedi altre speranze.
Quello che conta è non lasciarsi andare, dimostrarsi fredde
e dure.
Tante cose potevano avvenire ma ogni volta la mia bocca
disse: No.
3-
Finché un bel giorno, un bel giorno turchino venne uno
che non mi pregò: entrò nella mia stanza, attaccò il
cappello al chiodo e io non seppi piu quel che facevo.
Lui non aveva soldi, era maleducato
e al di di festa sempre mal lavato e non sapeva come si
parla a una signora, ma a lui non risposi di no.
Non fui contegnosa, mia cara, e non serbai le distanze.
Ahimè, ahimè, notte con luna in cielo!
Ahimè, barchetta che non prese il largo!
ATTO
PRIMO 4
Ahi, 3
perdute speranze!
Non mi rimase che lasciarmi andare e
fredda e dura non potei restare.
Tante cose dovettero avvenire poiché la
mia bocca piu non disse: No.
peachum Insomma, eccola qui ridotta a una zoccola da furfanti.
Bella roba! Bella davvero! signora peachum Dal momento che
eri immorale al punto di volerti sposare, dovevi proprio scegliere
un ladro di cavalli, un grassatore di strada? La pagherai cara, la
pagherai! Avrei dovuto prevederlo. Fin da bambina si è sempre
data delle.arie, che neanche la regina d’Inghilterra.
peachum Dunque, si è proprio sposata! signora peachum Si, ieri
sera alle cinque. peachum Un delinquente notorio. A pensarci, ha
dato prova di un gran coraggio, quell’uomo. Se do via mia figlia,
che è l’ultima risorsa della mia vecchiaia, mi va in rovina la casa
e non c’è più nemmeno un cane che mi si serbi fedele. Neanche il
nero delle unghie mi sentirei di dar via; avrei l’impressione di
condannarmi a morire di fame. Si, se riusciremo tutti e tre a
passare l’inverno con un ceppo di legno, forse potremo ancora
vedere l’anno venturo. Forse. signora peachum Oh Dio, cosa
dici? Questa è la ricompensa, Gionata. Mi par d’impazzire. Tutto
mi gira den- * tro alla testa. Non posso più reggermi. Oh!
(Sviene) Un cordiale Médoc. peachum Guarda un po’ che cosa
succede a tua madre per causa tua. Presto! Ah, cosi, una zoccola
da delinquenti: bella roba, bella davvero. Interessante come la
povera donna se l’è presa a cuore. (Polly ritorna con una
bottiglia di cordiale Médoc). Questa è l’unica consolazione che
sia rimasta alla tua povera mamma.
POLLY Gliene puoi dare due bicchieri. È mia madre, e
sopporta bene la dose doppia, quando non si sente in sé. È il
miglior mezzo per rimetterla in piedi. (Durante tutta la
scena il suo aspetto denota grande letizia).
L’OPERA DA TRE SOLDI

signora peachum (rinviene) Oh, guarda com’è falsa quella sua


aria di interessamento e di preoccupazione!
Entrano cinque uomini5.
mendicante Devo fare le piu vive rimostranze che questo è un
porcaio e che mi avete dato un manico di scopa e non un
moncherino, e io non sbatto via i miei soldi per roba simile.
peachum Ma che cosa pretendi? È un moncherino buono come
tutti gli altri, solo che non lo tieni pulito. mendicante Già, e
allora perché non riesco a guadagnare come tutti gli altri? No,
faccia a meno di pigliarmi in giro. (Butta vìa il moncherino) Se è
per avere di questa porcheria, tanto ne ho a tagliarmi la gamba
buona. peachum Ma insomma, che cosa volete? Cosa posso
farci, se il cuore della gente è duro come un macigno? Non posso
poi farvi cinque moncherini! In cinque minuti io so trasformare
un uomo in un rottame cosi miserabile, che anche i cani, se lo
vedessero, si metterebbero a piangere. Che ci posso fare io, se gli
uomini non piangono? Eccoti un altro moncherino, se quello non
ti va. Ma abbi cura della roba! mendicante Cosi andiamo bene.
peachum (prova a un altro una protesi) La pelle è cattiva,
Celia, e la gomma è indecente. (Al terzo) Il bernoccolo ti sta
scomparendo; e per di piu è l’ultimo che hai! Adesso
possiamo ricominciare da capo. (Esamina il quarto) Una
tigna naturale è diversa da una tigna artificiale, si capisce!
(Al quinto) Oh, hai buon aspetto! Hai mangiato ancora, eh?
Stavolta bisogna dare un esempio.
mendicante Signor Peachum, le assicuro, non ho mangiato
niente di diverso dal solito: è un grasso non naturale, non ci
posso far niente. peachum Neanch’io. Sei licenziato. (Si rivolge
di nuovo al secondo mendicante) Tra «commuovere» e «dare ai
nervi » naturalmente c’è differenza, mio caro. Si, ho bisogno
d’artisti. Soltanto gli artisti, oggi, sanno smuovere il cuore. Se
lavoraste come si deve, il pubblico do-
ATTO PRIMO 45
vrebbe battervi le mani! Mai un’idea! Capisci che a questo
modo non posso più rinnovarti il contratto.
I mendicanti escono.
POLLY Guardalo un po’, per favore! È bello, forse? No; ma ha di
che vivere. Mi assicura un’esistenza. È uno scassinatore di
prim’ordine, e un grassatore esperto e lungimirante. Conosco
esattamente l’entità attuale dei suoi risparmi; potrei dirtene la cifra
precisa. Ancora qualche iniziativa fortunata, e potremo ritirarci a
vivere in una casetta in campagna, né più né meno come il signor
Shakespeare, che nostro padre apprezza tanto. PEACHUM Insomma,
è molto semplice. Ti sei sposata. Che cosa si fa quando si è
sposati? Sempre senza testa! Ci si divide, no? È tanto difficile
arrivarci?
POLLY Non so che cosa vuoi dire.
SIGNORA PEACHUM Divorzio.
POLLY Ma se lo amo! Come posso pensare al divorzio? SIGNORA
PEACHUM Ma di’, non hai neanche un po’ di pudore?
POLLY Mamma, se tu hai mai amato... SIGNORA PEACHUM Amato!
Accidenti a tutti i libri che hai letto, ti hanno scombussolato la testa.
Ma Polly, tutti fanno così!
POLLY Ebbene, allora io sono un’eccezione. SIGNORA PEACHUM E io ti
bastonerò il sedere, cara la mia eccezione.
POLLY Già, è quello che fanno tutte le madri, ma non serve. Perché
l’amore è più forte delle bastonate sul sedere. SIGNORA PEACHUM
Polly, non colmare la misura. POLLY Non permetto che mi si rubi il
mio amore. SIGNORA PEACHUM Se dici ancora una parola, prendi uno
schiaffo.
POLLY Ma l’amore è la cosa più grande che ci sia al mondo. SIGNORA
PEACHUM Del resto, sai quante donne ha, quel birbante! Se lo
impiccassero, almeno una dozzina di male femmine si
presenterebbero come sue vedove, e magari ciascuna con un
marmocchio in braccio. Ah, Gionata! PEACHUM Impiccarlo? Come
diavolo te venuto in men-
L’OPERA DA TRE SOLDI

te, è una buona
idea. Esci un momento, Polly. {Polly esce). Perfetto.
Quaranta sterline di guadagno. SIGNORA PEACHUM Ho
capito. Denunziarlo allo sceriffo. PEACHUM Naturale. E
per di più ce lo impiccano gratis... Due piccioni ad una
fava. Soltanto bisogna sapere dov’è rintanato.
signora peachum Te lo dico io di sicuro, mio caro: sta nascosto tra le
sue puttane. peachum Ma loro non ce lo daranno. signora peachum
Per questo lascia fare a me. Il denaro regge il mondo. Vado subito a
Turnbridge e parlo alle ragazze. Basta che l’amico, nello spazio di
due ore da questo momento, s’incontri con una di loro, ed è bell’e
spacciato.
polly {che ha ascoltato dietro la porta) Cara mamma, puoi
risparmiarti la strada. Prima d’incontrarsi con una di quelle signore,
Mac andrebbe lui stesso alla prigione di Old Bailey. Ma anche se
andasse a Old Bailey, lo sceriffo gli offrirebbe un cocktail,
fumerebbero un sigaro assieme e discorrerebbero di una certa azienda
in questa strada, dove non tutto va secondo la legge. Perché, caro
papà, proprio questo sceriffo si è molto rallegrato del mio
matrimonio. peachum Come si chiama lo sceriffo?
POLLY Brown, si chiama. Ma tu lo conoscerai solo come Brown-
la-Tigre. Perché tutti quelli che hanno ragione di temerlo lo
chiamano Brown-la-Tigre. Invece mio marito, guarda un po’, lo
chiama Jackie. Perché per lui è semplicemente il suo caro Jackie.
Sono amici di gioventù. peachum Ah, cosi, sono amici. Lo sceriffo
e il capo dei furfanti, già, sono loro i due soli amici in tutta la città.
POLLY {poetica) Tutte le volte che bevevano un cocktail assieme,
si accarezzavano l’uno all’altro le guance e dicevano: « Se ne
ordini un altro tu, ne ordinerò un altro anch’io ». E ogni volta che
uno dei due usciva, l’altro aveva le lacrime agli occhi e diceva: «
Dove tu vai, anch’io voglio andare ». Contro Mac a Scotland Yard
non c’è assolutamente nulla. peachum Bene, bene. Ma il signor
Macheath, uomo cer-
ATTO
PRIMO 47

tamente
già più volte ammogliato, tra martedì sera e giovedì ha attirato
mia figlia Polly Peachum fuori dalla casa paterna col pretesto di
sposarla. Prima che la settimana sia terminata, per questo motivo
egli finirà sulla forca, come si merita. « Signor Macheath, un
tempo lei aveva guanti bianchi glacé, un bastone con
l’impugnatura d’avorio e una cicatrice sul collo, e frequentava
l’Albergo della Seppia. Non le è rimasta che la cicatrice, la
quale, tra tutti i suoi segni di riconoscimento, è senza dubbio
quello di minor valore, non frequenta più altri luoghi che le
gabbie, e probabilmente fra poco neanche più quelle... » •
signora peachum Ah, Gionata, non ce la farai, si tratta di Mackie
Messer: il più grande furfante di Londra, a quanto dicono. Si prende
tutto quel che vuole. peachum Chi è Mackie Messer ? ! Preparati,
andiamo dallo sceriffo di Londra. E tu vai a Turnbridge. signora
peachum Dalle sue puttane. peachum SÌ: la ribalderia del mondo è
troppo grande, e bisogna consumarsi le scarpe a forza di girare
perché non te le rubino dai piedi.
Polly Io, papà, sarò molto lieta di poter stringere ancora la mano al
signor Brown.
Tutti e tre avanzano verso il proscenio, illuminato di luce dorata, e
cantano il primo finale. Sui cartelloni sta scritto:

PRIMO FINALE DA TRE SOLDI.

DELL’INCERTEZZA DEGLI UMANI


R A P P O R T I . POLLY
Chiedo troppo? Dite voi.
Una volta in questa vita darmi a un uomo per amore.
Chiedo troppo? Non lo so. peachum (con la Bibbia in
mano)
Su questa terra l’uomo ha ben diritto di vivere felice e non
da cane,
4« L OPERA DA TRE
SOLDI
di godere la sua parte di gioia, di non
mangiare ciottoli, ma pane. Chiunque è
vivo ha ben questo diritto. Ma, ahimè,
finora non s’è mai veduto che il buon
diritto sia riconosciuto.
Chi non vivrebbe ligio all’onestà?
Ma all’atto pratico - non va, non va!
SIGNORA PEACHUM
Oh, vorrei volerti bene, con letizia ti darei
tutti i beni che la vita anche a te donare
può.
PEACHUM
Essere buono! Chi non lo vorrebbe?
Ai poveri - ma sì - fare buon viso...
Fossimo tutti buoni, si vedrebbe la terra
trasformarsi in paradiso.
Essere buono, e chi non lo vorrebbe? Ma,
ahimè, questa è la sorte di noi vivi: i mezzi
scarsi e gli uomini cattivi. Chiediamo, sì, pace e
fraternità, ma all’atto pratico - non va, non va!
POLLY e SIGNORA PEACHUM
Purtroppo è saggia la sua voce: il mondo
è misero e feroce.
PEACHUM
Lo so ch’è saggia la mia voce, che il
mondo è misero e feroce.
Il paradiso in terra, che ideale!
Ma all’atto pratico tutto va male!
Tutto va male, non c’è verso.
Hai un fratellino affezionato, ma se la
carne a due non basta ti piglia a calci
nella faccia e il vostro affetto è bell’e
andato.
E hai una moglie affezionata ma se il tuo
amore non le basta ti piglia a calci nella
faccia e la passione è già scordata.
ATTO PRIMO'
E hai un figliolo affezionato ma se
da vecchio chiedi un pane ti piglia a calci
nella faccia e tutto quel ch’è stato è stato.
POLLY e SIGNORA PEACHUM Si,
questa è la disdetta, questa è la cosa
abietta.
Il mondo è misero e feroce,
■■ ahi com’è saggia la sua voce!
PEACHUM
Lo so ch’è saggia la mia voce, che il
mondo e misero e feroce. Saremmo
buoni - e non malvagi ma all’atto
pratico facciamo stragi!
A TRE
Non c’è diversa soluzione e allora è
chiusa ogni questione! PEACHUM
Il mondo è misero e feroce: lo so, ben
saggia è la mia voce!
A TRE
E questa è la disdetta, questa è la cosa
abietta.
E non c’è altra soluzione, e allora è
chiusa la questione!
ATTO SECONDO

I.
Giovedì pomeriggio: Mackie Messer prende commiato da sua
moglie. Egli intende sventare la minaccia del suocero fuggendo
sulla palude di High- gate.

La stalla.

POLLY [entra) Mac! Mac, non spaventarti.


macheath [sdraiato sul letto) Beh, cosa c’è? Che faccia hai, Polly?
folly Sono stata da Brown e c’è stato anche mio padre, e si sono messi
d’accordo per prenderti: mio padre ha minacciato non so che di
terribile, e Brown dapprima ha tenuto per te, poi ha mollato, e adesso
anche lui è del parere che ti convenga sparire per un po’ dalla
circolazione. Mac, devi far fagotto, subito. macheath Macché far
fagotto, sciocchezze. Vieni qui, Polly. Adesso ho voglia di far con te
tutt’altro che un fagotto.
POLLY No, adesso non si può. Sono tanto impressionata.
Non han parlato che di forca. MACHEATH Polly, non mi
piace quando hai le paturnie.
Contro di me a Scotland Yard non c’è nulla.
POLLY Si, ieri forse non c’era nulla, ma oggi tutt’a un
tratto c’è molto, moltissimo. Guarda, ho portato l’atto di
accusa; chissà se riesco ancora a raccapezzarmici, è un
elenco che non finisce mai; ecco: hai accoppato due
mercanti, hai commesso più di trenta scassi, ventitré
grassazioni, incendi, omicidi premeditati, falsificazioni,
spergiuri, tutto questo in un anno e mezzo. Sei un uomo
spaventevole. E a Winchester hai sedotto due sorelle
minorenni.
ATTO 51
SECONDO
macheath Mi avevan detto di aver piu di
vent’anni. E Brown, che cosa diceva? {Si alza
lentamente e cammina fischiettando verso destra, lungo il
proscenio).
POLLY Mi è corso dietro ancora sul pianerottolo e mi ha
detto che ora non poteva più far niente per te. Oh, Mac.
(Gli si getta al collo).
MACHEATH Ebbene, se devo andarmene, devi prender tu
la direzione dell’impresa.
POLLY Non parlare di affari adesso. Mac, non posso
sentire questi discorsi, bacia ancora una volta la tua
povera Polly e giurale che mai, mai...
macheath {la interrompe brusco e la conduce al tavolo
costringendola a sedere su di una sedia) Ecco i libri mastri.
Stammi bene a sentire. Questo è l’elenco del
personale. {Legge) Dunque, qui c’è Giacobbe
Ditauncino, un anno e mezzo di lavoro
nell’impresa; vediamo un po’ cos’ha portato. Uno,
due, tre, quattro, cinque orologi d’oro, non è molto,
ma lavoro ben fatto. Non sedermi sulle ginocchia,
adesso non mi va. Questo è Walter Salicepiangente,
una canaglia infida. Manda a male i colpi perché
vuol fare di sua testa. Dilazione di tre settimane, poi
via. Nient’altro che segnalarlo a Brown.
POLLY {singhiozzando) Nient’altro che segnalarlo a
Brown.
MACHEATH Jimmy secondo, un briccone svergognato;
redditizio*; ma svergognato. Ruba il lenzuolo sotto il
sedere alle dame della migliore società. Dargli un
anticipo.
POLLY Dargli un anticipo.
MACHEATH Roberto Sega, piccolo trafficante da dozzina,
senza un’ombra di genialità; non andrà alla forca, ma
non lascerà nulla.
POLLY Non lascerà nulla.
MACHEATH Quanto al resto, continuerai a fare esattamente
come finora: sveglia alle sette, ti lavi, ogni tanto fai il
bagno, eccetera.
POLLY Hai ragione, dovrò stringere i denti e occuparmi
dell’impresa. Quello che è tuo è anche mio, non è
vero, Mackie? E delle tue camere, Mac, cosa ne
faccio? Non
J 2 l’opera datre soldi
è meglio dare la disdetta? È un peccato continuare a pagar
Paffitto! macheath No, ne ho ancora bisogno.
POLLY Ma perché? È una spesa inutile. macheath Hai Paria di
credere che non debba più ritornare.
POLLY Ma come? Potrai affittarne delle altre, dopo *! Mac...
Mac, non ne posso più. Sto sempre a guardare la tua bocca
mentre parli, e non sento quel che dici. Mi rimarrai fedele, Mac?
macheath Si capisce che ti rimarrò fedele; ti ripagherò della
stessa tua moneta. Credi forse che non ti ami? Soltanto vedo più
lontano di te.
POLLY Te ne sono grata. Tu ti prendi cura di me, e gli altri ti
stanno alle calcagna come mastini...
All’udire la parola «mastini», Mac s’irrigidisce; poi si alza, va
verso destra, butta lontano la giacca, si lava le mani.^
macheath {in fretta) Gli utili netti li manderai d’ora in poi alla
Banca Jack Poole, a Manchester. In confidenza; è ancora
questione di settimane, e poi trasferisco tutto nel ramo
bancario. È più sicuro e insieme più redditizio. In due
settimane al massimo tutto il nostro denaro deve essere
tolto dall’impresa, poi vai da Brown e consegni l’elenco
della banda alla polizia. In quattro settimane al massimo
tutta questa schiuma dell’umanità deve scomparire nelle
carceri Old Bailey.
POLLY Ma Mac! Come puoi guardarli negli occhi, una volta che
li hai traditi e si può dire che penzolino già dalla forca? Come fai
a stringergli ancora la mano? macheath A chi? A Roberto Sega,
a Mattia della Zecca, a Giacobbe Ditauncino? A cotesti
scampaforche? {Entra la banda). Signori, sono lieto di vedervi.
Polly Buongiorno, signori.
mattia Capitano, ho avuto l’elenco dei festeggiamenti per
l’incoronazione. Posso dire che ci aspettano giornate di lavoro
intensissimo. Tra mezz’ora arriverà l’arcivescovo di Canterbury.
macheath Quando?
ATTO SECÓNDO 53
mattia Alle cinque e trenta. Dobbiamo andarcene subito,
Capitano. macheath Si, dovete andarvene subito.
Roberto Come, dovete? E lei no? macheath Eh, io
no: io ho da fare un viaggetto.
Roberto Dio buono! Guai in vista? mattia Giusto al momento
che c’è l’incoronazione! Senza di lei, sarà come una minestra
senza cucchiaio. macheath Silenzio! Di conseguenza, affido per
breve tempo la direzione dell’impresa a mia moglie. Polly! (La
spinge avanti e si ritira verso il fondo, osservandola di là).
POLLY Ragazzi, sono certa che il nostro Capitano può partire
in tutta tranquillità. Ci arrangeremo noi. Faremo scintille, eh,
ragazzi? mattia Non tocca a me di parlare. Però non so se una
donna in un momento come questo... Non che io abbia niente
contro di lei, gentile signora. macheath (dal fondo) Che cos’hai
da dire, Polly?
Polly Razza di mascalzone, cominciamo bene. (Strilla) Voglio
ben credere che non hai niente contro di me, altrimenti
questi amici già da un pezzo avrebbero pensato a tirarti giu
i pantaloni e a sculacciarti a dovere. Non è così, signori?
Breve pausa, poi tutti applaudono come indemoniati.
Giacobbe Sì, ha della stoffa, credilo!
Walter Bene! La nostra Capitana sa trovare la parola giusta!
Viva Polly! macheath Quel che mi fa andare in bestia è di non
poter esserci per l’incoronazione. Un affare d’oro come
quello! Di giorno tutte le case vuote, e la sera tutta la haute
completamente sbronza. A proposito, Mattia, tu bevi troppo.
Anche la settimana scorsa hai lasciato credere che l’incendio
dell’ospedale infantile di Greenwich fosse opera tua. Se
succede un’altra volta qualcosa del genere, sei licenziato. Chi
ha messo il fuoco all’ospedale infantile? mattia Oh bella! Io.
macheath (agli altri) Chi è stato a mettere il fuoco?
L’OPERA DA TRE SOLDI

t
gli altri Lei, signor Macheath. macheath Chi, dunque?
Mattia (imbronciato) Lei, signor Macheath. A questo modo è
chiaro che nessuno di noi riuscirà a farsi una posizione.
macheath (facendo il gesto di stringere un cappio) Oh, potrai
farti una posizione molto alta, se ti metti in testa di far
concorrenza a me. S’è mai sentito che un professore di
Oxford lasci rilevare i suoi errori da un qualunque
assistente? È lui che deve rilevarli.
Roberto Gentile signora, prenda lei il comando in assenza del
suo sposo. Ogni giovedì rapporto.
Polly Ogni giovedì, ragazzi.
La combriccola esce.
macheath Ed ora addio, cuor mio, tienti in forma e non
dimenticare di farti il trucco ogni giorno, tale quale come se
io ci fossi. È molto importante, Polly.
Polly E tu, Mac, promettimi che non guarderai piu in faccia
nessuna donna, e poi parti subito. Credilo, la tua piccola
Polly non te lo domanda per gelosia, ma perché è molto
importante, Mac.
macheath Ma Polly, perché dovrei preoccuparmi di quei secchi
sfondati? Lo sai che amo te sola. Appena farà notte,
prenderò il mio morello da una qualunque scuderia, e prima
che tu veda dalla finestra la luna nel cielo, sarò di là dalla
palude di Highgate.
POLLY Ah, Mac, non strapparmi il cuore dal petto. Rimani con
me, e siamo felici insieme!
MACHEATH IO stesso devo strapparmi il cuore dal petto,
perché devo partire, e nessuno può sapere quando
ritornerò.
Polly È durato così poco, Mac!
macheath Perché, è già finito?
POLLY Sai, ieri ho fatto un sogno. Ho sognato di guardare
dalla finestra, e di sentire una risata nella strada, e mentre mi
sporgevo a guardare ho visto la nostra luna, e la luna era
sottile sottile, come una monetina logora. Non dimenticarmi,
Mac, nelle città dove andrai.
55
ATTO
SECONDO
macheath Certamente non ti dimenticherò, Polly. Baciami,
Polly.
Polly Addio, Mac.
MACHEATH Addio, Polly. (Uscendo, canta).

L’amore dura o non dura


senza ragione, ora qui ora là.
POLLY (sola) E non tornerà piu.
Era pur dolce ma ora
è passato, strappati
il cuore amor,
dimmi addio!
Non vale a nulla il pianto — Maria
Vergine, ascoltami tu! - se anche
mia madre sapeva che andava a
finire cosi.
Le campane incominciano a suonare.
Ecco che la regina entra in città:
per l’incoronazione siamo qua!

Intermezzo.
La signora Peachum e Jenny delle Spelonche escono davanti al
sipario calato.
’ signora peachum Dunque, se uno dei prossimi giorni vedete
Mackie Messer, correte dal poliziotto più vicino e avvertitelo:
riceverete dieci scellini di premio. jenny Ma come potremo
vederlo, se i poliziotti gli stanno alle calcagna? Se cominciano a
dargli la caccia, non verrà certo a passare il tempo con noi.
SIGNORA PEACHUM Jenny, te lo dico io, anche se ha tutta
Londra alle calcagna, Macheath non è uno da rinunciare per
questo alle sue abitudini! (Canta)
L’OPERA DA TRE SOLDI

BALLATA DELLA SCHIAVITÙ


SESSUALE.

Guardatelo: si atteggia a satanasso, a


ammazzasette dal coltello rosso, a rovinafamiglie,
a puttaniere e dalle donne poi si fa fregare.
Lo voglia o no, non sfugge alla sua sorte: la
schiavitù sessuale è la più forte.
Dice: « Non riconosco né vangeli né codici ». Il
mondo è suo dominio incontrastato.
Dice : « Chi vede donna è già spacciato e intorno a
me non ne voglio vedere ».
Parli pur finché vuole, ci ricasca: è appena scesa
notte, e già cavalca.
2.
Tanti ne han visti tanti finir male, inseguendo
sottane andare in trappola; giuran di ravvedersi,
ma è una zoccola, in conclusione, a fargli il
funerale.
Anche i più dritti hanno la stessa sorte: la schiavitù
sessuale è la più forte.
Uno s’appiglia a Cristo; l’altro migliora i codici. Il
primo crede al papa; l’altro a Nietzsche.
A mezzodì fa voto: « Non mangerò piu sedani ». Si
astrae nell’ideale al pomeriggio.
La sera dice: « Ho il paradiso in tasca ».
Ma non è ancora notte, e già cavalca.
ATTO 57
SECONDO

II.

Non era ancora spenta l’eco delle campane


dell’incoronazione, e già Macheath si trovava fra le
prostitute di Turnbridge! Le prostitute lo tradiscono. È
giovedì sera.

Lupanare a Turnbridge.

Un pomeriggio come un altro: le prostitute, per lo più in


camicia, stirano biancheria, giocano a dama, si lavano: idillio
borghese7. Giacobbe Ditauncino legge il giornale, senza che
nessuno si curi di lui. Sta seduto tra i piedi degli altri.
giacobbe Oggi non viene.
UNA PROSTITUTA Davvero? giacobbe Credo che non verrà
più affatto. prostituta Sarebbe un peccato. giacobbe Davvero?
Mi sbaglio di grosso, o è già fuori della cinta. Stavolta non
c’era che da tagliar la corda!
Entra Macheath, appende il cappello a un chiodo, si siede sul
divano dietro il tavolo.
MACHEATH II? caffè! vixen (ripete stupefatta) Il caffè?!
giAcobbe (atterrito) Ma come, non sei a Highgate? macheath
Oggi è il mio giorno, giovedì. Non posso mica lasciarmi
distrarre dalle mie consuetudini per simili bazzecole. (Getta
l’atto d’accusa sul pavimento) Oltre tutto, piove.
jenny {legge l'atto d’accusa) In nome del re contro il capitano
Macheath viene elevata accusa di triplice... giacobbe {glielo
toglie di mano) Riguarda anche me? macheath Si capisce, tutto
il personale. jenny {all’altra prostituta) Di’, questo è l’atto
d’accusa. {Pausa). Mac, dammi un po’ la tua mano.
Mac tende la mano.
L'OPERA DA TRE SOLDI

dolly Sì, Jenny, leggigli la mano, tu ci capisci a puntino.


(Regge una lampada a petrolio). macheath Grossa eredità?
jenny No, niente grossa eredità!
BETTY Perché fai quella faccia, Jenny? Vien la pelle d’oca a
guardarti! macheath Prossimo lungo viaggio?
JENNY No, niente lunghi viaggi! vixen Che cosa vedi?
macheath Mi raccomando, di’ solo il buono, non il cattivo!
jenny Oh, oh, vedo un luogo stretto e buio e poco amore. E poi
vedo una T, vuol dire tradimento di una donna. Poi vedo...
macheath Piano. Mi piacerebbe sapere qualcosa di piu preciso,
per esempio riguardo al luogo stretto e buio e al tradimento;
il nome della donna che mi tradisce, per esempio !
jenny Vedo solo che comincia per J. macheath Allora è
sbagliato. Comincia per P. jenny Mac, quando soneranno le
campane di Westminster per l’incoronazione, sarai in un brutto
guaio! macheath Spiegati meglio! (Giacobbe ride sgangherata-
mente). Cosa c’è? (Corre vicino a Giacobbe, legge con lui)
Sbagliatissimo, erano soltanto tre!
Giacobbe {ride) Appunto! macheath Bella, questa biancheria.
prostituta Dalla culla alla tomba, la biancheria innanzitutto!
VECCHIA PROSTITUTA Io non uso mai biancheria di seta.
I clienti hanno subito l’impressione che si sia malate.
Jenny scivola di soppiatto verso la porta.
seconda prostituta {a Jenny) Dove vai, Jenny? jenny Lo
vedrete. (Esce). molly Ma anche la tela casalinga respinge.
vecchia prostituta Io ho degli ottimi successi con la tela
casalinga. vixen SI, i clienti si sentono subito come a casa loro.
ATTO 59
SECONDO
MACHEATH (a Betty) Hai sempre il passafino nero?
BETTY Sempre il passafino nero.
MACHEATH Che biancheria hai?
seconda prostituta Io? Non ci penso neppure. Non posso
portarmi nessuno in camera, mia zia è ninfomane, e nei
portoni faccio a meno della biancheria, si capisce.
Giacobbe ride.
macheath Hai finito?
Giacobbe No, sono al punto dove parla delle violenze carnali.
macheath (siede nuòvamente sul divano) Ma dov’è Jenny? Mie
belle signore, già molto tempo prima che la mia stella
sorgesse sopra questa città...
vixen Già molto tempo prima che la mia stella sorgesse sopra questa
città...
macheath ... vivevo in miserrime condizioni con una di voi,
belle signore. E anche se oggi sono Mackie Messer, nella
prospera fortuna non dimenticherò mai chi mi fu accanto nei
giorni oscuri, e meno di ogni altra Jenny, che di tutte le
ragazze fu per me la più cara. Attenzione!
Mentre Mac canta, Jenny appare davanti alla finestra di destra,
e fa cenno alla guardia Smith. La signora Peachum si unisce a
lei; i tre stanno immobili sotto il fanale e guardano la casa.
*
BALLATA DEL MACRÒ.
I.
MACHEATH
C’è stato un tempo - molto tempo fa - che
vivevamo insieme, lei e io.
Lei metteva la trippa, io il cervello, io
proteggevo lei, lei mi nutriva.
Può andar diverso, anche così va.
E ad ogni pretendente mi alzavo dal cuscino e
mi appartavo a bere un bicchierino e quando lui
scuciva gli dicevo:
« Vuol ripetere? Faccia pure, io bevo! »
6o L’OPERA DA TRE
SOLD]

Cosi .vivemmo insieme in quel bordello


per sei mesi'? un tempo tanto bello!
Sulla porta appare Jenny; dietro di lei, Smith.

2.
JENNY
In quei sei mesi - molto tempo fa - lui mi
sbatteva senza complimenti e se non c’eran
soldi, giù botte, e la camicia filava dritta al
monte di pietà.
Eh, la camicia, una ne può far senza.
Ma qualche volta anch’io mi rivoltavo,
« cosa ti credi poi? » gli domandavo e allora mi
allungava certe sberle che per guarirle ci voleva
il medico.
A DUE *
In quel bordello passammo sei mesi: vi dico io,
furono bene spesi.

3-
A due (insieme e a vicenda)
Ah sf, quel tempo ormai lontano sta *,
lui Però non era tanto triste com’è adesso.
lei Solo di giorno dormivamo assieme
lui Per lasciar lei di notte in libertà.
(Di notte è l’uso, ma di giorno fa lo stesso! )
lei Ma tu ogni tanto mi mettevi gravida.
lui E allora si cambiava: io sotto, lei di sopra
lei Per non correre il rischio di soffocare il bimbo
lui Anche se il suo destino era nel limbo.
Sei mesi trascorremmo nel bordello:
ora è finito, ahimè, quel tempo bello.
Danza. Mac prende il bastone. Jenny gli porge il cappello, egli
continua a ballare. In quel momento Smith gli pone una mano
sulla spalla.
ATTO 61
SECONDO
smith Beh, ora possiamo andarcene! macheath C’è sempre una
sola uscita in questo maledetto buco?
Smith fa per ammanettare Mac, che gli dà uno spintone nel
petto. Smith indietreggia vacillando. Mac spicca un balzo
verso la finestra. Davanti alla finestra sta la signora Peachum
con dei poliziotti.
macheath (rassegnato, cortesissimo) Buongiorno, signora.
signora peachum Caro signor Macheath! Lo dice sempre mio
marito: i più grandi eroi della storia hanno inciampato su questa
piccola soglia. macheath Posso chiederle come sta il suo
consorte? signora peachum Meglio, grazie. Purtroppo ora lei
dovrà accomiatarsi da queste vezzose donzelle! Olà, guardie,
conducete il signore nella sua nuova dimora. (Mac viene
condotto via. La signora Peachum si affaccia alla finestra)
Belle signore, se volete fargli visita, potete sempre trovarlo in
casa; d’ora in poi il signore alloggia nel carcere di Old Bailey.
Lo sapevo che era qui a gironzare tra le sue puttane. Per il
conto provvedo io. A ben rivederci, signore mie. (Via). jenny
Di’, Giacobbe, è successo qualcosa!
Giacobbe (che ha continuato a leggere senz’accorgersi di
nulla) D©v’è Mac? jenny Ci sono state le guardie!
Giacobbe Santo cielo, e io che continuavo a leggere, a leggere,
a leggere... Che distratto, che distratto! (Via).
O L’OPERA DA TRE SOLDI
2.

III.

Tradito dalle prostitute, Macheath viene liberato dal carcere


grazie all’amore di un’altra donna.

Prigione di Old Bailey. Una gabbia.

Entra Brown.
BROWN Voglia il cielo che Ì miei u o m i n i non riescano ad
acchiapparlo; buon Dio, come sarei contento se ora galoppasse
di là dalla palude di Highgate e pensasse al suo Jackie. Ma è
cosi leggero... come t u t t i i grandi uomini, del resto. Se adesso
lo porteranno qui, e lui mi guarderà col suo fedele sguardo di
amico, come potrò resistere? Grazie a Dio, almeno c’è la luna;
se ora sta attraversando la palude, almeno non smarrirà la
strada. (Tumore dietro la scena). Che c’è? Oh, Dio, ecco che lo
portano qui.
macheath (legato con grosse funi, scortato da sei guardie, entra
con piglio spavaldo) Beh, illustri reggimoccoli, grazie a Dio
eccoci di nuovo nella nostra vecchia villa.
(Scorge Brown, che fugge nel più lontano angolo della cella).
brown (dopo una lunga pausa, vacillando sotto lo sguardo
terribile dell’antico amico) Oh, Mac, non sono stato io... ho
fatto tutto quello che... Mac, non guardarmi cosi... non posso
resistere... Il tuo silenzio è una tortura.
(A una guardia, ruggendo) Non tirarlo cosi per la corda,
figlio d’un cane... Dimmi qualcosa, Mac. Di’ qualcosa al tuo
vecchio Jackie... Concedigli una parola nelle tenebre del...
(Appoggia il capo alla parete e piange) Neppure di una
parola ha voluto farmi grazia. (Via).
macheath Quel povero Brown! L’incarnazione dei rimorsi di
coscienza. E un tipo simile vuol fare il gran capo della
polizia. Sono contento di non avergli fatto una scenata. A
tutta prima ci avevo pensato, ma poi ho riflettuto a tempo che
un cupo sguardo condannatore gli avreb-
ATTO 63
SECONDO
be prodotto una ben più forte
impressione. E l’ho imbroccata. L’ho guardato, e lui s’è
messo a piangere a dirotto. È un giochetto che ho
imparato leggendo la Bibbia. (Entra Smith con le manette).
Ohè, signor gendarme, mi porta proprio le più pesanti?
Col suo permesso, vorrei chiederne di più comode.
(Estrae di tasca il libretto degli assegni). SMITH Caro Capitano, può
averne di qualunque prezzo. Dipende soltanto dal tipo
che preferisce. Da una ghinea fino a dieci.
MACHEATH E quanto costa non metterne affatto?
SMITH Cinquanta. •
MACHEATH (riempiendo un assegno) Il brutto è che adesso
verrà a galla tutta la faccenda di Lucy. Se Brown sa
quello che io, dietro le sue spalle fraterne, ho fatto
con sua figlia, diventa una tigre.
SMITH Eh già, come uno si mette, si trova. MACHEATH
Quella sgualdrina sta già aspettando fuori, ci giurerei.
Avrò da passare dei bei giorni fino all’esecuzione.
È vita questa? Ditelo voi signori.
Ormai non trovo più sapore in niente.
Fin da bambino ho udito con terrore:
Sol chi ha la borsa piena vive piacevolmente!
Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono tre
lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

C BALLATA DELLA VITA PIACEVOLE9.


I.
Di esempi edificanti ce n’è un pozzo:
gente che per un libro salta i pasti e vive
in mezzo ai topi e ai muri guasti.
Con questo cibo chi si riempie il gozzo?
Che bel gusto, la vita dell’asceta!
Se mi credete, è tutta una fandonia: da
Londra a Babilonia non un passero
resisterebbe un giorno a questa dieta.
04 L’OPERA DA TRE
SOLDI I
La
libertà? D’accordo! Ma tenetelo a mente: sol chi
ha la borsa piena vive piacevolmente.
2.

Quegli spericolati avventurieri sempre disposti a


risicar la pelle, smaniosi di aggricciare le budelle
ai borghesi coi loro fieri accenti: guardali a sera
come son ridicoli quando s’infilan tra le fredde
coltri con fredde mogli, e van sognando applausi
alla loro idiozia fra trenta secoli!
Che sugo han queste smanie? Direi: meno che niente! Sol chi
ha la borsa piena vive piacevolmente.
3-
AnchHo, ve Io confesso, a volte aspiro alla parte del grande
solitario, ma una volta imboccato quel binario chi cambia
piu? No, grazie, mi ritiro.
Miseria e nobiltà d’animo dànno saggezza e fama, ma le
sconti care: vai a testa alta, ma devi ingoiare troppe amarezze,
troppo disinganno.
Facci una croce sopra! La morale è evidente: sol chi ha la
borsa piena vive piacevolmente.
Entra Lucy.
Lucy Ah, pezzo di vigliacco! Ma di’, di’, come hai il coraggio di
guardarmi ancora in faccia, dopo tutto quello che c’è stato tra noi?
macheath Lucy, ma sei proprio senza cuore? Non sai che hai tuo
marito davanti agli occhi?
LUCY Mio marito! Mostro! Credi che non sappia niente della
signorina Peachum! Ti caverei gli occhi con le unghie!
macheath Lucy, seriamente, non sarai cosi pazza da essere gelosa
di Polly?
LUCY Ma non l’hai sposata forse, brutto porco?
ATTO 65
SECONDO
macheath Sposata! Questa è bella! Frequento casa sua, le parlo,
ogni tanto magari le do una specie di bacio, e adesso quella
scema puttanella va intorno a blaterare che io l’ho sposata.
Cara Lucy, sono pronto a far di tutto per darti soddisfazione;
e se credi di poterla trovare in un matrimonio con me,
benissimo. Che cosa può dire di più un gentiluomo? Non può
dir nulla di più.
Lucy Oh, Mac, io voglio soltanto diventare una donna onesta.
macheath Se credi di poterlo diventare grazie a un matrimonio
con me, benissimo. Che cosa può dire di più un gentiluomo?
Non può dir nulla di più.
Entra Polly.
Polly Dov’è mio marito? Oh, Mac, eccoti qui. Non voltare il
viso, non devi aver vergogna di me. Sono pur tua moglie.
LUCY Ah, razza di canagliaccia!
Polly Oh, Mackie, in carcere! Perché non sei fuggito oltre la
palude di Highgate? Mi avevi detto che non saresti più andato
da quelle donne. Io sapevo quel che ti avrebbero fatto; ma
non ti ho detto nulla, perché avevo fede in te. Mac, ti rimarrò
vicina fino alla morte... Non una parola, Mac? Non uno
sguardo? Oh, Mac, pensa a quello che soffre la tua Polly a
vederti cosi!
LUCY Ah, brutta sgualdrina!
POLLY Che cosa significa, Mac? Chi è costei? Dille almeno chi
sono io. Dille, ti prego, che sono tua moglie. Non sono forse
tua moglie? Guardami, non sono forse tua moglie?
LUCY Mascalzone ipocrita, di’ un po’, hai due mogli, eh,
mostro?
Polly Parla, Mac: non sono tua moglie? Non ho dato tutto per te?
Sono arrivata innocente allo stato coniugale, lo sai anche tu.
Poi mi hai affidato la combriccola, e io ho fatto tutto come
eravamo rimasti d’accordo, e devo anche ordinare a Giacobbe
che...
macheath Se riusciste a tener ferme le vostre lingue per due
minuti, tutto sarebbe spiegato.
66 l’opera da tresoldi
lucy No, non voglio tener la lingua ferma, non posso sopportarlo.
Un essere di sangue e di carne non può sopportare una cosa
simile.
POLLY Mia cara, è naturale che la moglie...
lucy La moglie!!
Polly ... che la moglie abbia una certa naturale precedenza.
Purtroppo, mia cara, almeno nelle forme esteriori. Poverino,
rischia di ammattire con tutti questi fastidi.
lucy Fastidi! Non c’è male! Cosa sei venuta a cercare qui,
stronzetta che sei? Dunque, è tutta qui la tua gran conquista!
Tutta qui la famosa bellezza di Soho!
Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono tre
lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

DUETTO DELLA GELOSIA.


I.
LUCY
Vieni fuori, bellezza di Soho!
Fammi vedere le tue belle gambe!
Voglio vedere un po’
se come te non ce n’è nessun’altra.
Che razza d’impressione gli hai fatta, a mio marito!
POLLY
Ah davvero, davvero?
LUCY
Già, mi vien proprio da ridere.
POLLY
Ma come, ma come?
LUCY
Eh, sarebbe divertente!
POLLY
Tanto, tanto divertente?
LUCY
Se Mac ti degna di uno sguardo!
POLLY
Se mi degna di uno sguardo?
ATTO 67
SECONDO
LUCY
Ah, ah, ah! Chi vuoi che vada con un tipo come te?
A DUE
Quanto a questo, la vedremo!
Già, davvero la vedremo!
Mackie ed io,.una vita da colombi!
Vuol bene solo a me, non me lo fo rubare!
Bisogna che lo dica,
cosi non può finire
per la prima cagnetta che s’aflaccia.
Figurarsi!

2.
POLLY
Ah, mi chiamano la bella di Soho e dicono che ho delle
belle gambe.
LUCY
Quelle, dici?
POLLY
C’è chi vuol vedere un po’ e come me ce n’è una sola,
dicono.
LUCY
Merdosa*
POLLY
’ Merdosa te!
Che razza d’impressione avrai fatta a mio marito!
LUCY
Ah davvero, davvero?
POLLY
Già, c’è proprio da ridere!
LUCY
Ma proprio, ma proprio?
POLLY
Eh, sarebbe divertente!
LUCY
Ah davvero, divertente?
68 L’OPERA DA TRE SOLDI

POLLY
Se qualcuno non ti degna di uno sguardo!
LUCY
Se qualcuno non mi degna di uno sguardo ?
POLLY {al pubblico)
Dite un po’ voi: chi volete che vada con un tipo
come quella?
LUCY
Quanto a questo, la vedremo.
POLLY
Già, davvero la vedremo.
A DUE
Mackie ed io, una vita da colombi!
Vuol bene solo a me, non me lo fo rubare!
Bisogna che lo dica,
cosi pon può finire

Figurarsi!^
per la prima cagnetta che s’affaccia.
macheath Dunque, cara Lucy, calmati, vuoi? Non è altro che uno
stratagemma di Polly. Non le parrebbe vero di separarmi da te, e,
una volta che m’avessero impiccato, le piacerebbe di andare
attorno proclamandosi mia vedova. In verità, Polly, non è questo il
momento. folly Hai il coraggio di ripudiarmi? macheath E tu hai il
coraggio di volermi dare a intendere che siamo sposati? Polly,
perché vuoi infierire sulla mia disgrazia? {Scuote il capo con aria
di rimprovero) Polly, Polly!
LUCY In realtà, signorina Peachum, lei si compromette da sé. A
parte tutto, è mostruoso da parte sua mettere in agitazione un
uomo che si trova a questi passi!
POLLY Mi pare che dovrebbe essere lei, egregia signorina, ad
imparare le piu elementari regole della decenza, che prescrivono di
mantenere un po’ piu di riserbo verso un uomo in presenza di sua
moglie. macheath Seriamente, Polly, questo significa spingere Io
scherzo troppo oltre.
ATTO SECONDO 69

LUCY E se lei, gentilissima, ha voglia di fare uno scandalo qui in


carcere, mi vedrò costretta a chiamare un guardiano perché le
mostri dov’è la porta. Spiacentissima, cara signorina.
Polly Signora! Signora! Signora! Permetta che le dica ancora
questo: cara signorina, coteste arie che lei si dà, le stanno
assai male. Il mio dovere m’impone di restare accanto a mio
marito.
LUCY E tu, cosa dici? cosa dici? E non vuole andarsene! La
cacciamo via, e lei non vuole andarsene! Devo parlare ancora
più chiaro?
Polly Ohè! Brutto rospo, adesso tieni ferma la linguaccia, se no ti
allungo un pugno sul muso, egregia signorina!
LUCY Te ne vai si o no, rompiscatole? Con te bisogna parlar
chiaro. Le belle maniere tu non le capisci.
Polly Le tue belle maniere! Comprometto soltanto la mia dignità.
Ho troppa stima di me stessa... davvero. (,Singhiozza forte).
LUCY Ma guarda un po’ la mia pancia, sgualdrina! Credi che sia
stata l’acqua fresca a ridurmi cosi? Non ti si aprono ancora gli
occhi, di’?
Polly Ah, sei incinta, dunque? E hai ancora il coraggio di fare la
gran dama! Chi è stato a farlo salire in camera, vorrei sapere?
MACHEATH Polly!
polly (piangendo) Questo è davvero troppo, Mac. Questo non
doveva succedere. Non so neanche più che cosa mi resta da
fare.
Entra la signora Peachum.^
signora peachum Lo sapevo. È qui dal suo ganzo. Brutta
sudiciona, vieni qui subito. Quando lo manderanno sulla
forca, vacci anche tu, eh! Costringere una donna onorata
come tua madre a venire in carcere a tirarti fuori. E non basta
una, ce ne ha due intorno, questo Nerone!
polly Lasciami qui, mamma, ti prego; tu non sai...
L’OPERA DA TRE SOLDI
SIGNORA PEACHUM A casa, e subito.
LUCY Sente? Deve dirglielo sua madre, come ci si ha
da comportare!
SIGNORA PEACHUM Marsch!
POLLY Subito. Solo devo... devo dirgli ancora qualche
cosa... davvero... È molto importante, sai.
SIGNORA PEACHUM (le dà uno schiaffo) Toh, anche questo è
importante. Marsch!
POLLY Oh, Mac! (Sua madre la trascina via).
MACHEATH Lucy, sei stata magnifica. Naturalmente, avevo
compassione di lei. Perciò non ho potuto trattarla come si
meritava. Per un momento hai pensato che ci fosse qualcosa
di vero in quello che lei diceva: ho ragione o no?
LUCY Si, l’ho pensato, amor mio.
MACHEATH Se ci fosse stato qualcosa, sua madre non mi avrebbe
messo in questa situazione. Hai sentito come si è espressa
sul mio conto? Una madre tratta cosi tutt’al piu un
seduttore, non il proprio genero.
LUCY Come sono felice se tu mi parli col cuore. Ti amo tanto,
che preferirei quasi vederti appeso alla forca, piuttosto che
tra le braccia di un’altra donna. Non è strano?
MACHEATH Lucy, vorrei poterti essere debitore della mia vita.
LUCY Com’è bello sentirtelo dire, ripetilo
ancora.
MACHEATH Lucy, vorrei poterti essere debitore della mia vita.
LUCY Devo fuggire con te, tesoro?
MACHEATH Capisci, se fuggiamo insieme sarà più difficile
nasconderci; invece, appena avranno smesso di cercarmi, ti
manderò subito a chiamare: e per espresso, stanne certa!
LUCY Come posso aiutarti?
MACHEATH Portami il cappello e il bastone! (Lucy ritorna col
cappello e il bastone e li getta nella cella di Mac). Lucy, il
frutto del nostro amore, che tu porti nelle viscere, ci
avvincerà per sempre l’uno all’altra!
Lucy se ne va.

!
ATTO 71
SECONDO
SMITH (appare, entra nella gabbia e dice a Mac) Mi renda il
bastone.
Dopo una breve caccia che Smith conduce con una sedia e una
spatola facendo girare Mac in tondo, Mac balza fuori
dall’inferriata. Le guardie lo rincorrono.
BROWN (dall’interno) Olà, Mac!... Mac, per favore, rispondi, è
Jackie che ti chiama. Mac, per favore, sii buono,
rispondimi, non posso più resistere. {Entra) Mackie! Cos’è
successo? Oh, ha tagliato la corda. Dio sia lodato! (57 siede
sul tavolaccio).
Entra Peacbum.
PEACHUM {a Smith) Mi chiamo Peachum. Vengo ad incassare le
quaranta sterline di taglia per la cattura del bandito
Macheath. {Appare davanti alla gabbia) Olà, c’è il signor
Macheath, qui? {Brown tace). Ah, benissimo! Ah, l’altro
signore se n’è andato a spasso? Vengo qui per trovare un
brigante e chi trovo? Il signor Brown! Trovo Brown-la-
Tigre e non trovo il suo amico Macheath.
BROWN {gemendo) Oh, signor Peachum, non è colpa mia.
PEACHUM Si capisce di no: vorrei vedere anche questa! Non sarà
poi lei stesso a... per poi mettersi in una situazione come
questa... Impossibile, Brown. BROWN Signor'Peachum, sono
sconvolto. PEACHUM Lo credo bene. Deve essere in uno stato
spaventevole.
BROWN Sì, è questo sentimento d’impotenza che mi paralizza.
Questi birbaccioni fanno quel che vogliono. È tremendo,
tremendo. PEACHUM Non vorrebbe sdraiarsi un po’? Chiuda un
momento gli occhi e faccia come se non fosse accaduto nulla.
Pensi di essere su un bel prato verde con nuvolette bianche in
cielo, e soprattutto scacci dalla testa tutti questi orrori. Quelli
che son già accaduti, e quelli che hanno ancora da venire. BROWN
{inquieto) Che cosa intende? PEACHUM Sa che ha una cera
magnifica? Io, al suo posto,
L’OPERA DA TRE SOLDI

sarei completamente a terra, m’infilerei a letto e berrei del


tè caldo. E mi preoccuperei in special modo che qualcuno mi
tenesse la mano sulla fronte. BROWN Per tutti i diavoli, se quel
briccone se l’è squagliata io non ci ho colpa. La polizia non
ci può far nulla. PEACHUM Davvero? La polizia non ci può far
nulla? Non crede che rivedremo qui il signor Macheath?
(Brown fa spallucce). Allora veramente lei avrà da patire un
torto gravissimo. Adesso, si capisce, tutti ricominceranno a dire
che la polizia non avrebbe dovuto lasciarselo scappare. Già, lo
splendido corteo dell’incoronazione... lo vedo e non lo vedo.
BROWN Che significa?
PEACHUM Mi permetto di ricordarle un precedente storico, che
sebbene a suo tempo, millequattrocento anni prima di Cristo,
abbia sollevato grande scalpore, oggi è sconosciuto ai piu.
Quando mori il re Ramsete Secondo d’Egitto, il capo della
polizia di Ninive, oggi Cairo, si rese colpevole di non so quali
piccolezze nei riguardi i degl’infimi strati della popolazione
locale. Già quella volta il fatto ebbe conseguenze spaventevoli.
Secondo quanto si legge nei libri di storia, il corteo per
l’incoronazione della nuova regina, Semiramide, si tramutò «in
una serie di catastrofi per la troppo viva partecipazione
degl’infimi strati della popolazione». Gli storici inorri- "
discono di raccapriccio per il terribile castigo riservato da
Semiramide al capo della polizia. Ho solo un vago ricordo, ma
so che si trattava di serpenti eh’essa nutriva col proprio seno.
BROWN Davvero?
PEACHUM II Signore sia con lei, Brown. (Esce). BROWN Ormai
non resta che ricorrere al pugno d’acciaio. Sergenti, a rapporto!
Allarme!
Sipario. Luce dorata. Macheath e Jenny delle Spelonche

escono davanti al sipario e cantano il Secondo finale da tre sold*


ATTO SECONDO

SECONDO FINALE DA TRE SOLDI.

I.
MAC
Voi che alla retta vita ci esortate e ad evitare il
fango del peccato, prima di tutto fateci mangiare e
poi parlate pure a perdifiato.
Voi che alla vostra ciccia tenete e al nostro onore,
date ascolto, sappiatelo, è cosi:
solo saziato l’uomo può farsi migliore!
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta anche ai reietti e
ai poverelli spetta.
VOCE DIETRO LA SCENA
Ahimè, di cosa vive l’uomo? MACSoloassaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
I Nel mondo l’uomo è vivo solo a un patto:
[se può scordar che a guisa d’uomo è fatto.
CORO
Signori, fate a meno d’imposture: l’uomo vive
d’infamie e di brutture!

JENNY DELLE SPELONCHE


Voi che dite alle donne quando possono alzar le
gonne e stralunare gli occhi, prima di tutto fateci
mangiare, poi, se volete, potrete parlare.
Voi che godete a spese del nostro disonore,
date ascolto, sappiatelo, è così:
solo saziato l’uomo può farsi migliore.
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta anche ai reietti e
ai poverelli spetta.
74 L’OPERA DA TRE SOLDI

VOCE DIETRO LA SCENA


Ahimè, di cosa vive l’uomo?
JENNY Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando. Nel
mondo l’uomo è vivo a un patto: se può scordar che
a guisa d’uomo è fatto.
CORO
Signori, fate a meno d’imposture: l’uomo vive
d’infamie e di brutture!
ATTO TERZO

I.
Nella stessa notte Peachum si prepara a dar battaglia. Con
una dimostrazione dei miserabili egli progetta di turbare il
corteo dell’incoronazione.

Il guardaroba di Peachum.
I mendicanti dipingono cartelli con scritte come: «Ho dato il
mio occhio al Re » ecc.
PEACHUM Signori, nelle nostre undici filiali da Drury Lane a
Turnbridge millequattrocentotrentadue signori lavorano,
come voi, a preparare cartelli per presenziare
all’incoronazione della nostra regina.
SIGNORA PEACHUM Avanti, avanti! Chi non ha voglia di
lavorare, non può fare il mendicante. Tu vuoi essere cieco e
non sei neanche capace di far bene una R? Questo cartello
dev’essere scritto con una scrittura infantile: è un vecchio
che lo porta!
Rullo di tamburi.
UN MENDICANTE Ecco: sta montando la guardia
dell’incoronazione! Il più bel giorno del servizio militare! E
non si figurano nemmeno che proprio oggi avranno da fare
con noi.
FILCH (entra con tono ufficiale) Signor Peachum, stanno
arrivando una dozzina di pollastre notturne. Asseriscono di
dover ricevere del denaro.
Entrano le prostitute.
JENNY Mia cara signora...
SIGNORA PEACHUM Che aria avete! Sembrate appena cascate giù
dal trespolo. Volete i soldi per il vostro Mac- heath, eh?
Ebbene, non avrete niente, capito? Niente.
76 L OPERA DA TRE
SOLDI
JE
NNY Come possiamo capirlo, signora?
SIGNORA PEACHUM Venirmi a fare irru2Ìone in casa a tarda notte!
Entrare in una casa per bene alle tre del mattino! Facevate
meglio a riposarvi del vostro mestiere. Avete una faccia da
latte vomitato.
JENNY Come, signora, dunque non possiamo ricevere l’onorario
che ci spetta contrattualmente per aver assicurato il signor
Macheath alla giustizia?
SIGNORA PEACHUM Proprio cosi: una merda riceverete e non il
premio del tradimento.
JENNY E perché, gentile signora?
SIGNORA PEACHUM Perché quel distintissimo signor Macheath è
di nuovo disperso a tutti i venti. Per questo. E adesso
sgombrate da questa casa onorata, care damigelle.
JENNY Beh, questo è proprio il colmo. Permetta che glielo
dica: non tratti cosi con noi. Con noi, no.
SIGNORA PEACHUM Filch, le signore desiderano essere
condotte fuori.
Filch si dirige verso le signore. Jenny lo respinge.
JENNY Mi faccia la cortesia di chiudere quella sua bocca
puzzolente, o potrebbe darsi che...
Entra Peachum.
PEACHUM Cos’è successo? Spero bene che non avrai dato
neanche un soldo. Beh, come va, care signorine? È in
gattabuia il signor Macheath, o no?
JENNY La smetta un po’ col suo signor Macheath. Lei, a
quell’uomo, non è neanche degno di allacciargli le scarpe.
Stanotte ho dovuto mandar via un tale, tanto avevo
inzuppato il cuscino di lacrime al pensiero di aver venduto a
lei un gentiluomo come quello. Si, care signore,
' e sapete cosa m’è capitato stamattina, neanche un’ora fa? Mi
ero addormentata a furia di piangere, quando sento un
fischio, e chi c’è nella strada? Proprio lui, l’uomo per il
quale piangevo; e mi chiede di buttargli giù la chiave. Ha
voluto dimenticare nelle mie braccia il torto che gli avevo
fatto. In tutta Londra, signore mie, non c’è un
ATTO 77
TERZO gentiluomo piu distinto. E se ora la nostra
collega Suky Tawdry non è qui con noi, è
perché lui, dopo aver lasciato me, se n’è andato a consolare
anche lei.
PEACHukfl (meditabondo) Suky Tawdry... JENNY Ecco, e ora
dica un po’ se non è vero che non è neanche degno di
allacciargli le scarpe, brutto spione! PEACHUM Filch, presto,
corri al commissariato qui vicino, il signor Macheath si trova
presso la signorina Suky Tawdry. (Filch esce). Ma care
signore, perché questo litigio? Il denaro vi sarà pagato, è
inteso. Cara Celia, faresti meglio ad andar di là a preparare il
caffè per le signorine, invece di star qui a insolentire. SIGNORA
PEACHUM (andandosene) Suky Tawdry!
La morte sulla forca gli è vicina, per
calcinarlo è pronta la calcina, si trova già
sull’orlo della rupe e cos’ha in testa, il
nostro bullo? Pupe.
Sotto la forca, a un passo dalla morte la
schiavitù sessuale è la più forte.
L’han già bell’e venduto, consegnato, tradito, lei
gli ha fatto vedere il gruzzolo intascato, lui stesso
già capisce, disgraziato, che quel buco è una
fossa senza uscita - e si strappa i capelli e piange
e annaspa, ma prima che sia notte già cavalca.
PEACHUM Avanti, avanti! Crepereste tutti quanti nelle cloache di
Turnbridge, se io, nelle mie notti insonni, non avessi scoperto il
mezzo di far nascere soldini dalla vostra povertà. Ma io ho
scoperto che coloro che posseggono sulla terrà, possono si
provocare la miseria, maTìòn possono vederla. Perché sono dei
deboli e degli imbecilli, ' esattamente come voi. Anche se
hanno da ingozzarsi fino al termine dei loro giorni, anche se
possono spalmare di burro il pavimento, tanto da ingrassare
perfino le briciole che cadono dalla tavola, non possono vedere
con indifferenza un uomo che non si regga dalla fame, purché
beninteso quest’uomo stramazzi proprio davanti alle loro
finestre.
78 L’OPERA DA TRE SOLDI

Entra la signora Peachum con un vassoio colmo di tazze di


caffè.
SIGNORA PEACHUM Domani potete passare in negozio a riscuotere
il denaro: dopo l’incoronazione, però. JENNY Signora Peachum,
sono senza parole. PEACHUM Adunata! Troviamoci fra un’ora
davanti a Buckingham Palace. Marsch!
I mendicanti si dispongono in fila.
FILCH (entra di corsa) Polenta! Non sono neanche arrivato al
commissariato. La polizia è già qui! PEACHUM Nascondetevi!
{Alla signora Peachum) Riunisci l’orchestrina, presto. E
quando mi senti dire « inoffensivo », capito?,
i n o f f e n s i v o . . . SIGNORA PEACHUM Inoffensivo? Non ci
capisco niente. PEACHUM Si capisce che non capisci. Dunque,
quando dirò «inoffensivo»... {Colpi alla porta). Dio vi
ringrazio, questa è la chiavettina... « inoffensivo », allora
attaccate una musica qualsiasi. Via!
La signora Peachum esce coi mendicanti. Questi, meno la
ragazza col cartello « Vittima dell’arbitrio militare », si
nascondono con tutti i loro attrezzi dietro il guardaroba a
destra. Entra Brown con le guardie.
BROWN Beh, adesso facciamo sul serio, signor amico del
mendicante. Smith, le catene, subito. Oh, guarda che bei
cartelli! {Alla ragazza) « Vittima dell’arbitrio militare »: saresti
tu, per caso? PEACHUM Buongiorno, Brown, buongiorno, ha
dormito bene? BROWN Eh?
PEACHUM ’Ngiorno, Brown.
BROWN Dice a me? Conosce forse qualcuno di voi? Non credo di
avere la fortuna di conoscerti. PEACHUM Davvero no? ’Ngiorno,
Brown. BROWN Buttagli via il cappello dalla testa.
Smith esegue.
PEACHUM Vede, Brown, dal momento che per caso passa
ATTO 79
TERZO
di qua, dico per caso, Brown, colgo
l’occasione per pregarla di mettere una buona volta sotto
catenaccio un certo Macheath. BROWN Costui è pazzo. Non
ridere, Smith. Di’ un po’, Smith, com’è possibile che quel
delinquente notorio circoli libero per Londra? PEACHUM Perché è
amico suo, Brown. BROWN Chi?
PEACHUM Mackie Messer. Io no, già. Io non sono un
delinquente. Sono un pover’uomo. Però lei non può trattarmi
male. Brown, lei sta per passare il piu brutto quarto d’ora della
sua.esistenza. Vuole un caffè? ( Alle prostitute) Ragazze, date
un sorso al signor capo della polizia, ma che modi son questi?
Viviamo pur tutti d’accordo! Ci atteniamo tutti alla legge! La
legge è fatta esclusiva- mente per lo sfruttamento di coloro che
non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di
rispettarla. E chi vuol cavare la sua briciolina da questo
sfruttamento, deve attenersi strettamente alla legge. BROWN
Dunque lei ritiene i nostri giudici corruttibili! PEACHUM Al
contrario, signor mio, al contrario! I nostri giudici sono
assolutamente incorruttibili: nessuna somma è capace di
corromperli fino al punto di farli giudicare secondo diritto.
Secondo rullo di tamburi.
Si pongono in marcia le truppe per il servizio d’ordine!
’ I miseri tra i miseri si porranno in marcia da qui a mezz’ora.
BROWN Si, signor Peachum, perfettamente. Da qui a mezz’ora i
miseri tra i miseri si porranno in marcia per Old Bailey,
verso la prigione, i quartieri d’inverno. {Alle guardie)
Avanti, ragazzi, raccogliete tutti quelli che sono qui.
Raccogliete tutti i patrioti che trovate qui dentro. {Ai
mendicanti) Avevate mai sentito parlare di Brown-la-Tigre?
Stanotte, Peachum, ho proprio trovato la soluzione e, posso
dirlo, ho salvato un amico dal pericolo di morte.
Semplicissimo: dò fuoco al cimiciaio. E metto dentro tutti
sotto accusa — già, sotto che accusa?
8o L’OPERA DA TRE SOLDI

Sotto accusa
di accattonaggio. Se non sbaglio, lei mi aveva accennato di
volermi buttare addosso proprio oggi, a me e alla regina, tutti
gli accattoni di Londra. E io, gli accattoni, li spedisco in
gattabuia. Toh, impara. PEACHUM Benissimo, ma... quali
accattoni? BROWN Questi storpi qui. Smith, portiamoli via con
noi, questi egregi patrioti. PEACHUM Brown, lasci che la metta in
guardia contro la precipitazione: meno male, Brown, che è
venuto da me! Vede, Brown, questi due o tre poveracci li può
La musica attacca, e suona a mo' di preludio alcune battute
della Canzone dell'inadeguatezza degli umani sforzi.
BROWN Che è questo?
PEACHUM Musica. Suonano come possono, naturalmente. La
Canzone dell’inadeguatezza degli umani sforzi. Non la
conosce? Impari lei, adesso.
Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono
tre lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

CANZONE DELL’INADEGUATEZZA DEGLI


U M A N I SFORZI.

Vuoi viver con la testa?


Uomo, non esser sciocco!
Chi può campare d’una testa?
Al massimo un pidocchio.
Per stare a questo mondo ci vuol
gente piu furba di voialtri: trucchi e
imbrogli son tanti che nessuno li sa.
2.

Prepara un bel progetto, da grande luminare!


ATTO 8l
TERZO
Poi pensa a un altro bel progetto,
poi prova a farli andare!
Per stare a questo mondo ci vuol
gente cattiva, cari miei. Poco
servono i bei sentimenti, si sa.
3-
Rincorri la fortuna, però non correr
troppo!
Tu insegui la fortuna, e lei vien
dietro a piede zoppo.
Per stare a questo mondo troppe
pretese avete, gente mia.
I Chi nutre sogni splendidi
«nei muri cozzerà.
PEACHUM II suo progetto, Brown, era geniale, ma irrealizzabile.
Qui al massimo potrà arrestare un paio di ragazzi, che volevano
manifestare la loro gioia per l’incoronazione della loro regina e
stavano preparando un ballo mascherato. Se dovessero venire i
veri miserabili (qui non ce n’è neanche uno), ne vedrebbe a
migliaia. Ecco il punto: lei ha dimenticato com’è spaventoso il
numero dei poveri. Se si mettono davanti alla chiesa, non sarà
certo una visione di festa: non è gente che abbia un bell’aspetto.
Sa che cos’è il lupus, Brown? E se ' ci fossero centoventi lupus?
La nostra graziosa regina ha un debole per i cani lupi, ma non
per i lupus. E una fila di mutilati davanti al portale della chiesa.
Meglio evitarlo, Brown. Probabilmente, dirà lei, la polizia avrà
ragione di noialtri poveretti. Ma lei stesso non ci crede. Però,
che impressione farebbe se, al momento dell’incoronazione, si
dovessero prendere a scudisciate seicento poveri storpi? Oh, una
brutta impressione. Una impressione ripugnante. Roba da star
male. Brown, mi sento mancare al solo pensarci. Una
seggiolina, di grazia.
BROWN (a Smith) Costui ci minaccia, Smith, ci sta ricat-
82 L’OPERA DA TRE
SOLDI

tando. Non abbiamo nessun appiglio contro costui,


nemmeno per motivi di ordine pubblico. Cose mai viste.
PEACHUM Ma adesso si vedono. Voglio dirle una cosa: con la
regina d’Inghilterra può comportarsi come crede. Ma se pesterà
i piedi al più povero degli abitanti di Londra, caro signor
Brown, l’avrà finita di fare brau- brau.
BROWN E va bene: arrestiamo Mackie Messer, arrestiamolo! È
una parola. Per arrestare un uomo, bisogna sapere dov’è.
PEACHUM Se mi dice questo, non posso contraddirla. Perciò io le
farò sapere dov’è l’uomo; e vedremo un po’ se esiste ancora la
creanza. Jenny, dove si trattiene il signor Macheath ? JENNY
Presso Suky Tawdry, Oxford Street 21. BROWN Smith, andate
subito da Suky Tawdry al 21 di Oxford Street, arrestate
Macheath e portatelo a Old Bailey. Io intanto andrò a mettermi
la tenuta di gala. Per un giorno come questo ci vuole la tenuta
di gala. PEACHUM Brown, se alle sei non è impiccato... BROWN
Ah, Mac, è andata male. (Esce con le guardie). PEACHUM (gli
grida dietro) Allora, ha imparato qualcosa, Brown?
Terzo rullo di tamburi.
Terzo rullo di tamburi. Contrordine per il piano di marcia.
Nuova destinazione: carcere di Old Bailey. Marsch. (7
mendicanti escono. Feachum canta)
Vuoi render buono l’uomo?
Menagli botte in testa: se vuoi
che l’uomo buono sia, questa è
la via maestra..
Per stare a questo mondo
certo l’uomo non è buono abbastanza.
Qualche legnata in testa forse lo
guarirà.
Sipario. Davanti al sipario appare Jenny con un organetto e
canta la
ATTO
TERZO
CANZONE DEL RE
S A L O M O N E . I.
Era un gran savio, re Salomone, ma
poco gli servi.
Capiva tutto, tutto sapeva e « Il
mondo è solo vanità » non fece che
ripetere.
Che grande saggio fu Salomone!
Ma presto a tutti fu ben chiaro che
la saggezza'costa caro: riduce
troppa gente a mal partito, sicché
beato chi non ce l’ha!
2.
La gran bellezza di Cleopatra ben
poco le servi.
Abbindolò due imperatori ma poi
nel vizio s’imputtani e si ridusse in
cenere.
L’assomigliavano a Babilonia!
Ma presto a tutti fu ben chiaro che la
bellezza costa caro: riduce froppa
gente a mal partito, sicché beato chi
non ce l’ha!
3-
E l’eroismo a Giulio Cesare
ben poco gli servi.
Pareva un dio sopra l’altare
ed un bel giorno ucciso fu e
cadde nella polvere.
«Tu quoque, Bruto! » Che conclusione! E
presto a tutti fu ben chiaro che l’eroismo
costa caro: anche i duci riduce a mal
partito, sicché beato chi non ce l’ha!
L’OPERA DA TRE SOLDI

4-
E Brecht smanioso di sapere
tutti lo cantavate!
Ma lui, testardo, chiedeva perché il
ricco vuol tutto avere per sé ed ora
va in esilio.
Che ficcanaso, che curiosone!
E presto tutti han visto chiaro che
certe smanie costan caro: riducono
la gente a mal partito, sicché beato
chi non ne ha!

5-
Ed ecco qui messer Macheath a un
passo dal capestro!
Finché si seppe limitare e rubò quel
che era da rubare nessuno riuscì a
batterlo.
Ma un giorno al cuore si abbandonò! E
finalmente a tutti è chiaro che la
passione costa caro: riduce anche i
banditi a mal partito, sicché beato chi
non ce l’ha!

II.
Lotta per la proprietà l0.

Camera di fanciulla a Old Bailey.


smith Signorina, la signora Polly Macheath vorrebbe parlarle.
LUCY La signora Macheath? Falla entrare.
Entra Polly.
ATTO 85
TERZO
POLLY Buongiorno, signora. I miei rispetti, signora.
LUCY Prego, desidera?
POLLY Mi riconosce?
LUCY Certo che la conosco.
POLLY Vengo a pregarla di scusarmi per la mia condotta di ieri.
LUCY Molto interessante.
POLLY Davvero, non ho nessuna scusa per la mia condotta
di ieri... se non la mia sventura.
LUCY Già, già.
POLLY Gentile signora, deve scusarmi. Ieri ero molto irritata
per la condotta del signor Macheath. Realmente,' non
avrebbe dovuto metterci tutt’e due in una situazione simile,
nevvero? Può anche dirglielo, se lo vede.
LUCY Io... io... non lo vedo.
POLLY Sì che lo vede.
LUCY No, non lo vedo.
POLLY Scusi.
LUCY Egli ha molta simpatia per lei.
POLLY Oh no, ama soltanto lei, lo so di sicuro.
LUCY Molto gentile.
POLLY . Ma un uomo, signora, ha sempre paura di una donna
che l’ama troppo. E naturalmente ne viene di conseguenza
che pqi trascuri quella donna e la eviti. Fin dalla prima
occhiata ho inteso che verso di lei egli aveva degli pbblighi
che io certamente non avrei previsti.
LUCY Lo pensa proprio sinceramente?
POLLY Certo, sicuro, sincerissimamente, gentile signora. La
prego.
LUCY Cara signorina Polly, gli abbiamo voluto troppo bene
tutt’e due.
POLLY Forse. (Pausa). E adesso, signora, voglio spiegarle
com’è andata. Dieci giorni fa ho visto il signor Macheath
per la prima volta all’Albergo della Seppia. C’era anche
mia madre. Cinque giorni piu tardi, ossia pressappoco ieri
l’altro, ci siamo sposati. Ieri ho saputo che la polizia lo sta
cercando per vari delitti. E oggi, non so più che cosa
accadrà. Dunque, signora, soltanto dodici gior-
86 L’OPERA DA TRE SOLDI

ni fa non mi sarei figurata che potevo perdermi con un


uomo.
Pausa.
LUCY La capisco, signorina Peachum.
POLLY Signora Macheath.
LUCY Signora Macheath.
POLLY Del resto, nelle ultime ore ho pensato molto a
quell’uomo. Non è una cosa tanto semplice. Vede, signorina,
per il contegno ch’egli ha tenuto ieri nei suoi riguardi devo
invidiarla sinceramente. Quando, costretta da mia madre, ho
dovuto abbandonarlo, non ha mostrato neppure un’ombra di
rimpianto. Forse è senza cuore, forse ha una pietra in petto al
posto del cuore. Che ne pensa, Lucy?
LUCY Si, cara signorina; però non so se tutta la colpa sia da
ascrivere al signor Macheath. Lei avrebbe dovuto rimanere a
casa sua, cara signorina.
POLLY Signora Macheath.
LUCY Signora Macheath.
POLLY Si, è vero, o almeno avrei dovuto dar retta al mio papà, e
impostare tutta la faccenda su basi commerciali.
LUCY Certo.
POLLY (piange) Ma lui è tutto quel che possiedo.
LUCY Mia cara, è una sfortuna che può capitare alla piu
intelligente delle donne. Ma dato che è ufficialmente sua
moglie, questo dovrebbe tranquillizzarla. Poveretta, co- m’è
abbattuta; non posso più reggere a vederla. Vuole prendere
qualcosina?
POLLY Come?
LUCY Mangiare qualcosa!
POLLY Oh, si, grazie, mangiare qualcosa. (Lucy esce. Tra sé)
Che carogna!
LUCY (torna con caffè e pasticcini) Ecco, questo basterà.
POLLY Troppo disturbo, signora. (Pausa. Mangiano). Bello questo
suo ritratto che ha qui. Quando l’ha portato?
LUCY Come, portato?
POLLY (candida) Voglio dire, quand’è che gliel’ha portato su
in camera.
ATTO
TERZO 87
LUCY Non
l’ha mai portato.
POLLY Gliel’ha dato qui in camera direttamente?
LUCY Qui in camera non è mai venuto.
POLLY Ah, capisco. Del resto non ci sarebbe niente di strano,
nevvero? Le vie del destino sono talmente intricate!
LUCY Ma la smetta un po’ con tutte queste
scempiaggini. È venuta qui solo per curiosare?
POLLY Lei sa dov’è, non è vero?
LUCY Io? Come, non lo sa lei?
POLLY Adesso mi dica subito dov’è.
LUCY Non ne ho la minima idea.
POLLY Ah, dunque non sa dov’è. Parola d’onore?
LUCY No, non lo so. Toh, non lo sa neanche lei?
POLLY No, questo è l’incredibile. (Polly ride, Lucy piange).
È ucce! di bosco, e ha obblighi verso due donne.
LUCY Non posso più sopportarlo. Ah, Polly, è terribile.
POLLY (allegra) Sono tanto contenta di aver trovato, in fondo a
questa tragedia, un’amica come te. Almeno questo. Vuoi
mangiare qualcosa, ancora qualche pasta?
LUCY Qualche pasta! Oh, Polly, non trattarmi così
gentilmente. Davvero, non lo merito. Oh, Polly, gli uomini
non sono degni di tanto.
POLLY D’accprdo, gli uomini non sono degni, ma allora che cosa
dobbiamo fare?
LycY No, lascia, sparecchio io. Polly, mi giudicherai molto male?
POLLY Perché?
LUCY Non è vergine.
POLLY Chi?
LUCY Questo qui! (Indica il proprio grembo) E tutto a causa di
quel delinquente.
POLLY (ride) Ah, questa è grandiosa! Un manicotto! Oh, sei
proprio una canaglia! Di’... lo vuoi, il tuo Mackie? Te lo
regalo. Se lo trovi, tientelo pure! (Si odono voci e passi
nell’androne). Che c’è?
LUCY (alla finestra) Mackie! Lo hanno ripreso.
POLLY (stramazza a terra) Stavolta è finita.
L’OPERA DA TRE SOLDI

Entra la signora Peachum.


SIGNORA PEACHUM Oh, Polly, finalmente ti trovo. Cambiati,
stanno per giustiziare tuo marito. Ti ho portato l’abito da
vedova. (Polly si sveste e indossa l’abito da vedova). Sarai
bellissima vestita $a vedova. Beh, e adesso sii anche un po’
più allegra, /

III.
Venerdì mattina, ore 5: Mackie Messer, che ancora una
volta è andato a prostitute, dalle prostitute ancora una volta
è stato tradito. La sua morte è ormai certa.

Cella della morte.


Si odono sonare le campane di Westminster. Le guardie
portano Macheath incatenato in carcere.
SMITH Portatelo qui dentro. Le campane di Westminster stanno
già sonando per la prima volta. Si metta a posto come si deve,
non si dia quell’aria da funerale; io non c’entro, nelle sue
faccende. Forse è che si vergogna. {Alle guardie) Preparate
tutto, voi: quando le campane soneranno per la terza volta, e
cioè alle sei, dovrà già essere impiccato. UNA GUARDIA Già da
un quarto d’ora tutte le strade di Newgate sono affollate: non si
riesce più a passare. Ci sono tutti i ceti della popolazione. SMITH
Strano, lo sapevano già?
GUARDIA Se continua cosi, tra un quarto d’ora lo saprà tutta
Londra. E tutti quelli che altrimenti sarebbero andati al corteo
dell’incoronazione, verranno qui. E il cocchio della regina
passerà per le strade vuote. SMITH Appunto, dobbiamo fare a
gran velocità. Se alle sei avremo finito, alle sette la gente farà
in tempo ad essere al corteo. Cominciate subito. MACHEATH Ohè,
Smith, che ora è?
ATTO TERZO g9
SMITH (uscendo) Non ha gli occhi? Le cinque e quattro minuti.
MACHEATH Le cinque e quattro minuti.
Nel momento in cui Smith chiude la porta della cella
dall’esterno, arriva Brown.
BROWN (a Smith, volgendo la schiena alla cella) È dentro?
SMITH Vuole vederlo?
BROWN No, no, no, per carità, fai tutto tu. (Via).
MACHEATH (d’un tratto, in un rapido sussurro irresistibile)
Dunque, Smith, non voglio dirle niente, nessun tentativo di
corruzione, non abbia paura. So tutto. Se si lasciasse
corrompere, dovrebbe almeno partire per l’estero. Si,
sarebbe indispensabile. Per questo le occorrerebbe
abbastanza denaro da provvedere a se stesso per tutta la vita.
Mille sterline, si? Non dica nulla. Tra venti minuti le dirò se
potrà avere queste mille sterline oggi stesso a mezzogiorno.
Niente sentimentalismi. Esca e rifletta
attentamente.JLa_yita.£ breve e. il.denaro scarseggia. E non
sono affatto sicuro di poterlo mettere insieme. Ma làsci
entrare qui dentro chi vorrà entrare.
SMITH (lentamente) Sciocchezze, signor Macheath. (Esce).
MACHEATH (a bassa voce, rapidissimamente)
Ascoltate la voce che chiede pietà.
Macheath non è sotto una siepe in fiore, non sotto i
faggi, no, ma in una fossa!
’ Qui l’ha trascinato la furia del destino.
Dio'vòglia non sian queste sue parole le ultime!
Profondissime mura ora lo chiudono.
Non domandate, amici, dove sia?
Quando sarà morto, berrete alla memoria.
Ma fin che è vivo, stategli vicino.
Volete che la sua pena sia eterna? ".
Mattia e Giacobbe compaiono nel corridoio; vogliono entrare
da Macheath. Smith rivolge loro la parola.
SMITH Beh, giovanotto, che faccia hai? Sembri un’aringa
sbuzzata.
L’OPERA DA TRE SOLDI

MATTIA Da quando il Capitano è scappato, devo ingravidare


tutte le nostre donne, perché possano tirare in ballo
l’irresponsabilità! Bisognerebbe essere nati stalloni per
farcela a un lavoro come questo. Ho da parlare al Capitano.
Entrano ambedue da Macheath.
MACHEATH Le cinque e venticinque. Ve la siete presa comoda.
GIACOBBE Eh, in fin dei conti dovevamo...12. MACHEATH In fin
dei conti, in fin dei conti, lo sai che vado alla forca? Ma non
ho proprio il tempo di mangiarmi il fegato con voi. Le cinque e
ventotto. Presto: quanto potete ritirare subito dai vostri depositi
personali? MATTIA Dai nostri...? Alle cinque di mattina?
GIACOBBE Siamo davvero a questi passi? MACHEATH
Quattrocento sterline, sarebbe possibile? GIACOBBE Già, e
noi? È tutto quel che c’è. MACHEATH Siete voi che andate alla
forca, o io? MATTIA {aspro) Siamo stati noi ad andare a letto
con Suky Tawdry invece di squagliarcela? Siamo stati noi da
Suky Tawdry, o tu? MACHEATH Piantala. Tra poco sarò in
tutt’altro letto che da quella baldracca. Le cinque e mezzo.
GIACOBBE Beh, dobbiamo provare, Mattia. SMITH II signor
Brown manda a chiedere che cosa desidera per l’ul... per pasto.
MACHEATH Lasciatemi in pace. (A Mattia) Insomma, sei
d’accordo o no? (A Smith) Asparagi. MATTIA Non ti permetto di
farmi la voce grossa. MACHEATH Ma io non faccio affatto la voce
grossa. È solo perché... Dunque, Mattia, vuoi lasciarmi
impiccare?
MATTIA Naturale che non ti lascerò impiccare. Chi dice questo?
Ma è proprio tutto. Quattrocento sterline è proprio tutto quel
che c’è. Questo almeno potrò dirlo, no? MACHEATH Le cinque e
trentotto.
GIACOBBE Su, allora sbrighiamoci, Mattia, altrimenti non
combiniamo più niente.
ATTO 91
TERZO
MATTIA Purché riusciamo a passare, c’è una
tal folla. ’Ste canaglie.
MACHEATH Se non sarete qui fra cinque o sei minuti, allora non
mi vedrete piu. {Grida) Non mi vedrete più... SMITH Sono già
andati. Beh, come va la faccenda? {Fa il gesto di contar
denari). MACHEATH Quattrocento. {Smith se ne va facendo
spallucce. Mac gli grida dietro) Devo parlare a Brown. SMITH
{torna con le guardie) Avete il sapone? UNA G U A R D I A Si,
m a non quello buono. SMITH Dieci minuti vi bastano, no?, per
montare la baracca.
G U A R D I A Ma la botola non funziona bene. SMITH
Muoviamoci! Le campane hanno già sonato per la seconda
volta. GUARDIA Che schifo! MACHEATH {canta)
Venite a vedere come l’hanno conciato:
ora è proprio quel che si dice a terra.
Voi che considerate come unica
autorità i vostri sudici quattrini,
badate che non scenda nella
fossa!
Correte, su, dalla regina, in molti, e ditele
qualcosa di lui, correte come fanno i
maiali, uno dopo l’altro.
Ormai ha i denti lunghi come zanne!
, Volete che la sua pena sia eterna?
SMITH Non posso lasciarla entrare. Ha solo il numero sedici.
Non è ancora il suo turno.
POLLY Macché numero sedici, cosa c’entra. Non faccia il
burocrate. Sono sua moglie, devo parlargli. SMITH Cinque
minuti, non di più.
POLLY Macché cinque minuti! Stupidaggini. Cinque minuti.
Non si può dire cosi in quattro e quattr’otto. Non è mica cosi
semplice. Ci dobbiamo dare l’ultimo addio. E questo vuol dire
sempre dei lunghi discorsi tra marito e moglie... Ma dov’è?
SMITH Come, non lo vede?
92 L’OPERA DA TRE SOLDI

POLLY Ma sì,
MACHEATH Polly! POLLY Sì, Mackie, sono
io.
MACHEATH Ma sì, naturalmente! POLLY Come va? Sei molto a
terra? È brutta, eh? MACHEATH Già, e tu che farai adesso? Che ne
sarà di te? POLLY Sai, gli affari vanno molto bene. Questo sarebbe
il meno. Mackie, di’, sei molto nervoso?... Si può sapere che
mestiere faceva tuo padre? Non mi hai mai raccontato molto di te.
È incomprensibile. Però la tua salute è stata sempre buona.
MACHEATH Di’, Polly, puoi aiutarmi a uscire di qui? POLLY Sì,
naturalmente.
MACHEATH Ci vuol denaro, beninteso. Ho detto al carceriere...
POLLY (lentamente) Il denaro l’ho mandato a Southampton.
MACHEATH E qui non ne hai?
POLLY No, non ne ho. Ma sai, Mackie, potrei per esempio
chiedere a qualcuno... potrei forse anche parlare
personalmente alla regina... (Sviene) Oh, Mackie!
SMITH (trascinando viaPolly) Beh, ha messo insieme queste mille
sterline? POLLY Tanti auguri, Mackie, su in gamba e non
dimenticarmi! (Esce).
Smith e le guardie portano un tavolo con degli asparagi.
SMITH Sono teneri gli asparagi?
GUARDIA Signorsì. (Via).
BROWN (appare, si dirige a Smith) Smith, che cosa vuole da me?
Buona idea di aspettarmi qui col tavolo. Adesso entriamo é
glielo portiamo. Così vedrà quali sono i nostri sentimenti nei
suoi riguardi. (Entrano col tavolo nella cella. Smith se ne va.
Pausa). Olà, Mac. Eccoti gli asparagi. Non vuoi mangiare un
pochino?
MACHEATH Non si disturbi, signor Brown, ci saranno altri a
rendermi gli estremi onori “. BROWN Oh, Mackie!
MACHEATH Faccia i conti, per favore! E intanto voglia
ATTO 93
TERZO permettermi di mangiare un po’. È il mio
ultimo pasto, tutto sommato. BROWN Buon appetito. Ah, Mac, tu mi
trapassi come un ferro incandescente. MACHEATH I conti, signore,
per favore, i conti. Bando ai sentimentalismi. BROWN (sospirando,
cava di tasca un libriccino) Li ho portati con me, Mac; sono i conti
dell’ultimo semestre. MACHEATH {tagliente) Ah, vedo: è venuto
soltanto per ritirare le sue spettanze. BROWN Ma sai benissimo che
non è cosi... MACHEATH Prego, lei non deve rimetterci nulla. Che
cosa le debbo? Però, di grazia, mi esponga un conto dettagliato. La
vita mi ha reso diffidente. Nessuno lo può capire meglio di lei.
BROWN Mac, se parli cosi, non riesco neanche a pensare.
Forti colpi di martello dietro la scena.
SMITH {voce) Ecco, ora è tutto in ordine.
MACHEATH I conti, Brown.
BROWN Ebbene - se proprio insisti - prima di tutto ci sono le taglie
per le catture di assassini procacciate da te o dai tuoi soci. Dal
governo hai avuto liquidate in tutto...
MACHEATH Per tre catture a quaranta sterline l’una, in tutto
centoventi sterline, di cui a lei spetta il venticinque per cento, ossia
trenta sterline. Di tale somma perciò le ’siamo debitori. BROWN
Già... già... però, Mac, non so se proprio in questi ultimi minuti...
MACHEATH La prego, vuole smetterla di parlare a vanvera? Trenta
sterline. E per l’affare di Dover otto sterline.
BROWN Come, soltanto otto? Ma erano... MACHEATH Mi crede o non
mi crede? Dunque, a chiusura dei conti dell’ultimo semestre, le
spettano trentotto sterline.
BROWN {scoppiando in pianto dirotto) Tutta la vita... ho sempre...
94 L’OPERA DA TRE SOLDI

INSIEME Prevenuto
ogni tuo desiderio. MACHEATH Tre anni in India - c’era John e
c’era anche Jim - tre anni a Londra, e questo è il ringraziamento.
Questi era Macheath, reo senza peccato.
Un falso amico gli tendea l’agguato.
Penzola-giu da un laccio di una tesa e sente
al collo quanto il culo pesa.
BROWN Mac, se la prendi cosi... chi attenta al mio onore, attenta a
me stesso. {Furente, esce di corsa dalla gabbia). MACHEATH II tuo
onore...
BROWN SI, il mio onore. Smith, cominciamo! Fate entrare il
pubblico! (A Mac) Scusami, ti prego. SMITH (rapidamente, a
Macheath) Adesso posso ancora farla fuggire, tra un minuto
sarebbe troppo tardi. Ha rimediato il denaro? MACHEATH SI, se
tornano i miei ragazzi. SMITH Non si vedono. Allora chiuso.
Viene ammesso il pubblico: Peachum, signora Peachum, Polly,
Lucy, le prostitute, il prete, Mattia e Giacobbe.
JENNY Non volevano lasciarci entrare. Ma io gli ho detto:
« O vi togliete di li, brutti musi di merda, o vi faccio vedere io
chi è Jenny delle Spelonche! » PEACHUM IO sono il suocero.
Vogliate scusare, quale fra i presenti è il signor Macheath?
MACHEATH {si presenta) Macheath.
Peachum passa davanti alla gabbia, va a schierarsi a destra
come tutti quelli che lo seguiranno.
PEACHUM II destino ha voluto, signor Macheath, che ella fosse
mio genero senza che io la conoscessi. Le circostanze nelle
quali per la prima volta la vedo, sono molto tristi. Signor
Macheath, un tempo lei aveva guanti bianchi glacé, un
bastone con l’impugnatura d’avorio e una cicatrice sul collo,
e frequentava l’Albergo della Seppia. Non le è rimasta che la
cicatrice, la quale, tra tutti i suoi segni di riconoscimento, è
senza dubbio quello di minor
ATTO 95
TERZO
valore, non frequenta più altri luoghi che le
gabbie, e probabilmente fra poco neanche più quelle.
Polly passa piangendo davanti alla gabbia, va a schierarsi a destra.
MACHEATH Come sei ben vestita.
Mattia e Giacobbe passano davanti alla gabbia, vanno a schierarsi
a destra.
MATTIA Non siamo riusciti a passare dalla gran ressa che c’era.
Abbiamo corso tanto, che ho avuto paura che a Giacobbe gli
pigliasse un accidente. Se non ci credi...
MACHEATH Che cosa, dicono i miei uomini? Hanno dei buoni
posti?
MATTIA Vede, Capitano, ci abbiamo pensato, mi capisce. Vede,
un’incoronazione non è roba di tutti i giorni. Gli uomini
devono guadagnare, quando possono. Mandano i loro saluti.
GIACOBBE Di tutto cuore!
SIGNORA PEACHUM Signor Macheath, chi l’avrebbe detto una
settimana fa, quando facevamo quattro salti all’Albergo della
Seppia?
MACHEATH.. .. Già, quattro, salti.
SIGNORA PEACHUM Ma quaggiù il destino è senza pietà.
BROWN (nel fondo, al prete) E pensare che con quest’uomo sono
stato spalla a spalla sotto il fuoco, nell’Azerbaigian!
JENNY (si avvicina alla gabbia) In Drury Lane siamo tutti
sconvolti. Nemmeno uno è andato all’incoronazione. Tutti
vogliono vedere te. (Va a schierarsi a destra).
MACHEATH Vedere me.
SMITH Beh! ci siamo. Sono le sei. (Lo fa uscire dalla gabbia).
MACHEATH Non dobbiamo far aspettare questa brava gente. Signore
e signori. Ecco davanti a voi, in procinto di scomparire, il
rappresentante di una categoria che va anch’essa scomparendo.
Noi, piccoli artigiani borghesi, noi che lealmente affrontiamo,
col piede di porco alla mano, le casse di nichel delle
bottegucce, noi veniamo ingoiati dai grandi imprenditori, dietro
i quali stanno le
96 L’OPERA DA TRE SOLDI

banche. Che cos’è un


grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos’è
l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una
banca? Che cos’è l’omicidio di fronte al lavoro impiegatizio?
Miei concittadini, io mi accomiato "da voi. Vi ringrazio di
essere venuti. Alcuni tra voi mi sono stati molti vicini. Che
Jenny mi abbia tradito, è cosa che mi stupisce assai. Prova
evidente che il mondo rimane uguale a se stesso. Il concorso di
alcune circostanze sfortunate ha fatto sf ch’io soccombessi.
Luce dorata. L’organetto viene illuminato. Dall’alto scendono tre
lampade appese a una pertica. Sui cartelloni la scritta:

BALLATA NELLA QUALE MACHEATH CHIEDE


P E R D O N O A TUTTI.
Fratelli umani che in vita restate, non lasciate indurire i
vostri cuori.
Non masticate un riso scimunito quando saremo issati sulla
forca.
Non infierite, anche se siam caduti non usate dei giudici
l’asprezza.
Gente non siamo di spiriti miti!
Rinunciate alla vostra leggerezza.
Che il nostro esempio possa ammaestrarvi, ma voi chiedete
a Dio pietà per me.
La pioggia ci ha lavati e rilavati qui nelle carni che abbiamo
ingrassato, e gli occhi troppo aperti e ancor più avidi i corvi
ce li strappano dal capo.
Troppo in superbia noi siamo saliti e la superbia quassù ci
ha innalzati, dove gli uccelli ingordi ora ci beccano come
palle di sterco sulla strada.
Che il nostro caso vi serva di monito!
Ma voi chiedete a Dio pietà per me.
Alla ragazza che scopre il petto per attirare i merli in caldo,
ATTO TERZO
97
al
ganzo che le strizza 1’occhio sperando di
spillarle i soldi, alle puttane, ai protettori,
ai tagliaborse, ai randagi, ai furfanti, alla
canaglia dei bassifondi chiedo perdono a
tutti quanti.
Ma non lo chiedo a quei cani fottuti di
sbirri che m’han nutrito a rifiuti sera e
mattina, e tanto m’hanno fatto penare.
Potrei insultarli come meritano, ma
quest’oggi mi sento buono, non
voglio cercarmi più triboli e anche a
loro chiedo perdono.
Dategli giù sul
grugno martelli di
ferro sodo.
Niente rancori, ad ogni
modo: chiedo perdono a tutti
quanti.
SMITH Prego, signor Macheath.
SIGNORA PEACHUM Polly e Lucy, state vicine al vostro
uomo nella sua ultima ora.
MACHEATH Signore mie, malgrado tutto quel che c’è stato...
SMITH {lo conduce via) Andiamo!

MARCIA AL SUPPLIZIO.

Tutti escono da porte a sinistra. Queste porte sono aperte negli


schermi di proiezione. Poi tutti rientrano dall’altro lato della
scena, reggendo delle torce a vento. Quando Macheath è issato
sulla forca, parla
PEACHUM
Stimatissimo pubblico, siamo giunti al momento che il
signor Macheath dev’essere impiccato: non se l’è mai
cavata a buon mercato un uomo in tutta la cristianità.
98 L’OPERA DA TRE SOLDI

Ma
perché non vi passi per il capo che sia nostra la
colpa del suo male, il signor Macheath non sarà
piu impiccato e abbiamo immaginato un diverso
Cosi almeno in un’opera avverrà che il diritto dia
luogo alla pietà.
E il nostro buon volere a dimostrare ecco un
messo reale che a cavallo compare.

TERZO FINALE DA TRE SOLDI.


Sui cartelloni la scritta: « Apparizione del messo reale a cavallo ».
CORO
Chi mai viene!
Un messo reale a cavallo!
In sella a un destriero appare Brown quale messaggero a cavallo.
BROWN Per volere della regina, Il Capitano Macheath viene
immediatamente rimesso in libertà. (Giubilo generale). Gli
viene in pari tempo conferita dignità nobiliare (giubilo) e il
castello di Marmarel e la rendita di un vistoso patrimonio fino
al termine dei suoi di. Agli sposi novelli per mio tramite giunga
il regale augurio d’ogni bene.
MACHEATH Graziato, graziato! Lo sapevo, quanto più oscura è
l’oraTpiu vicino è il soccorso. PÓLLY Graziato,'Mackie, mio caro, ti
han graziato. Sono felice.
SIGNORA PEACHUM E cosi infine abbiamo Yhappy end. Cosi
piacevole sarebbe per noi la vita, se arrivassero sempre i reali
messaggeri. PEACHUM Perciò restate tutti dove siete, e cantate il
corale dei miseri tra i miseri, la cui dura esistenza fu oggi
rappresentata. La realtà purtroppo è assai diversa, si sa. I messi a
cavallo giungono assai di rado, se i calpestati osano recalcitrare. E
perciò non vi accanite troppo sul peccato.
ATTO 99
TERZO tutti (cantano accompagnati dall’organo,
mentre sfilano sul davanti della scena)
Non vi accanite sul peccato: in breve da sé
nel proprio gelo sarà estinto.
Meditate la tenebra e l’inverno di questa
valle percossa dal pianto.
Note alV« Opera da tre soldi »
Non c’è ragione di modificare per YOpera da tre soldi
l’epigrafe scritta da John Gay per la sua Beggar's Opera: « Nos
haec novimus esse nihil ». Circa la sua edizione per la stampa:
essa in sostanza non è altro che la copia per il suggeritore di
un’opera esclusivamente consegnata al teatro, e si rivolge
perciò piuttosto al tecnico che all’amatore. Al quale proposito si
può osservare come una quanto più larga possibile
trasformazione degli spettatori e dei lettori in tecnici sia un
obiettivo da perseguirsi attivamente - e sia già anche avviata.
L'Opera da tre soldi mette in questione le concezioni borghesi
non solo come con tenuto,'in quàfifo cioè^te'Trappresenta, ma
anche per il modo nel quale le rappresentar È una specie di
referendum su quello che lo spettatore desidera che il teatro gli
mostri della vita. Ma poiché egli vede contemporaneamente
anche alcune cose che non desidera vedere, poiché cioè vede
non solo realizzati ma anche criticati i suoi desideri (vede se
stesso non come soggetto ma come oggetto), egli è in grado, in
via di massima, di assegnare al teatro una nuova funzione.
Poiché però iFteatro stesso oppone resistenza a un mutamento
delle sue funzioni, è bene che lo spettatore possa leggere quei
drammi che non perseguono soltanto lo scopo di essere
rappresentati in teatro, ma anche quello di trasformare il teatro:
è bene che li legga per diffidenza verso il teatro. Oggi c’è una
preminenza assoluta del teatro sulla letteratura drammatica.
Questa preminenza dell’apparato teatrale è la preminenza dei
mezzi di produzione. A un suo rinnovamento per altri scopi
l’apparato teatrale si oppone trasformando immediatamente il
dramma col quale s’incontra, cosi che questo non costituisca
più in alcun modo un corpo estraneo rispetto ad esso - salvo nei
punti in cui si annulla da sé. La necessità di bene interpretare la
nuova arte drammatica - più importante per il teatro e meno per
l’arte drammatica - viene svigorita dal fatto che il teatro può
tutto rappresentare: esso « inteatra » tutto. Naturalmente tale
preminenza ha le sue basi nell’economia.
104 l'opera da tre soldi

Titoli e cartelli.

I cartelli sui quali vengono proiettati i titoli delle scene sono un


primitivo avvio alla « letterarizzazione del teatro»: a questa
letterarizzazione, come pure a quella di tutte le questioni di pubblico
interesse, è da dare il massimo impulso.
Letterarizzazione significa sostituire al « figurato » il «
formulato»: essa dà al teatro la possibilità di stabilire una connessione
con altri istituti dediti all’attività spirituale; ma rimane un fatto
unilaterale finché anche il pubblico non partecipi ad essa e, attraverso
ad essa, riesca a porsi « al di sopra » della vicenda.
L’uso dei titoli può essere criticato dalla drammatica tradizionale
col sostenere che lo scrittore teatrale deve concentrare nell’azione
tutto quel che ha da dire, e che la poesia ha da esprimere tutto da se
stessa. Tali argomenti corrispondono a quell’atteggiamento dello
spettatore, nel quale non è lui che pensa alla cosa, ma è la cosa che lo
fa pensare. Ma questa tendenza a subordinare tutto a un’idea, la
mania di costringere lo spettatore a una dinamica a senso obbligato,
nella quale non gli sia concesso di guardare verso destra e verso
sinistra, verso l’alto e verso il basso, deve essere respinta dal punto di
vista della nuova drammatica. Anche nell’arte drammatica bisogna
introdurre l’uso della nota in calce e del rinvio per raffronto.
Si deve esercitare lo spettatore a una visione complessa; e, in
verità, quasi più importante del pensare « nella corrente » è il pensare
« al di sopra della corrente ». Inoltre i cartelli esigono e condizionano
un nuovo stile da parte dell’attore. Questo stile è lo stile epico. Una
volta letti i titoli proiettati sui cartelli, lo spettatore assume
l’atteggiamento dell’osservatore che fuma. Con tale atteggiamento
egli ottiene senz’altro, per forza, un’esecuzione migliore e piu
elevata: voler « ammaliare » un uomo che fuma, e che perciò è
sufficientemente affaccendato con se stesso, è impresa disperata. Ben
presto si otterrebbe, cosi, un teatro pieno di tecnici, allo stesso modo
che ne sono piene le sale sportive; e gli attori non potrebbero più
osare di proporre a un simile pubblico quei miserabili quattro soldi di
mimica che oggi raffazzonano in poche prove tirate via senza il
minimo criterio. Non riuscirebbero più a spacciare una merce di cosi
grossolana fattura, cosi malamente lavorata! Ma l’attore dovrebbe
cercare altre vie per dar rilievo a quegli incidenti che,
NOTE i°5
già preannunciati dai titoli, hanno perciò scontato in
anticipo ogni bruta efficacia sensazionale.
Purtroppo, però, c’è da temere che titoli e permesso di fumare
non bastino del tutto a portare il pubblico ad un più fecondo
commercio col teatro.

I personaggi principali.

Il carattere di donata Peacbum non può essere compendiato nella


generica designazione di «strozzino». Egli non fa nessun conto del
denaro. A lui, che dubita di tutto ciò che può destare una speranza,
anche il denaro appare come mezzo di difesa assolutamente
inadeguato. È senza dubbio un briccone, e un briccone nel senso del
vecchio teatro. Il suo delitto consiste nell’idea che si fa del mondo.
Quest’idea, nella Sua mostruosità, è degna di esser posta accanto ai
misfatti di qualunque altro grande delinquente; eppure egli, nel
considerare la miseria una merce, non fa che seguire l’« andazzo dei
tempi ». Per fare un esempio pratico: quando Peachum nella prima
scena si fa dare dei soldi da Filch, egli non li rinchiuderà in una
cassetta, ma se li metterà semplicemente nella tasca dei pantaloni: né
questo né altro denaro potrebbe salvarlo. È indizio di scrupolosità,
dimostrazione di una totale assenza di speranza in lui, il fatto di non
gettarlo via addirittura: egli non può gettar via assolutamente nulla.
Non penserebbe altrimenti di fronte a un milione di scellini. Secondo
il suo concetto, tutto è insufficiente, sia il sifo denaro (e tutto il
denaro del mondo) come la sua testa (e tutte le teste del mondo).
Questa è anche la ragione per ♦ la quale egli non lavora, ma va su e
giù per il negozio col cappello in testa e le mani in tasca, intento solo
a controllare che nulla vada perduto. Nessun essere che abbia davvero
paura può lavorare. Non è meschinità da parte sua il legare la Bibbia
al leggio con una catena per paura che gliela rubino. Non prende mai
in considerazione suo genero se non quando lo ha portato alla forca:
nessun valore personale di alcuna specie potrebbe mai spingerlo ad
un contegno diverso di fronte all’uomo che gli porta via la figlia. Gli
altri delitti di Mackie Messer hanno interesse per lui solo in quanto
gli offrono appiglio per spacciarlo. Quanto a sua figlia, essa è per lui
come la Bibbia: nul- l’altro che una risorsa. L’effetto di tutto ciò non
è tanto repellente quanto sconvolgente, quando si pensi qual grado di
disperazione bisogna aver raggiunto, per ritenere di tutte le cose
io6 L'OPERA DA TRE SOLDI

del mondo solo quella piccolissima parte che può essere in grado di
salvare un uomo dalla rovina.
L'attrice che interpreta la parte di Polly Peachum farà bene a
studiare la sopra esposta caratteristica del signor Peachum: è sua
figlia.
Il bandito Macheath deve essere presentato dall’attore che lo
impersona come un fenomeno borghese. La predilezione della
borghesia per i banditi si spiega con l’erroneo concetto: un bandito
non può essere un borghese. Questo errore discende in linea retta
dall'altro: un borghese non può essere un bandito. Non c’è dunque
nessuna differenza? Si: un bandito talvolta non è un vile. Il concetto
di « pacifico », inseparabile dal borghese che va a teatro, viene
ristabilito dall’avversione dell’uomo d’affari Macheath per lo
spargimento del sangue, qualora la buona condotta degli affari non
lo renda indispensabile. La limitazione al minimo, la
razionalizzazione dello spargimento del sangue è un principio
commerciale: nei casi di estrema necessità Macheath dà prova di
eccellenti qualità di schermidore. Egli sa di che cosa è debitore alla
sua celebrità: un certo romanticismo, qualora si abbia cura di farne
correre la fama, giova a cotesta razionalizzazione. Egli pone la piu
stretta attenzione a che tutte le azioni audaci - o almeno atte a destar
timore - dei suoi satelliti vengano ascritte a lui stesso, e, come un
professore universitario, non tollera che i suoi assistenti pongano la
loro firma sotto un lavoro. Con le donne il suo successo non è tanto
quello del bell’uomo, quanto dell’uomo che ha una buona
posizione. Disegni originali inglesi di commento alla Beggar*s
Opera lo ritraggono come un uomo sulla quarantina, tarchiato ma
vigoroso, dalla testa simile ad un ravanello, già alquanto calvo, non
senza dignità. È un uomo posato, affatto privo di humour; la sua
solidità si manifesta nel fatto ch’egli indirizza le sue mire
affaristiche, ancor più che verso le grassazioni a danno di estranei,
verso lo sfruttamento dei suoi sottoposti. Coi tutori dell’ordine
pubblico è in buoni rapporti, anche se ciò gli causa delle spese, e
questo non soltanto per motivi di sicurezza personale: il suo senso
pratico gli fa intendere l’intima unione esistente fra la sua sicurezza
e la sicurezza di quella società. Un’iniziativa contro l’ordine
pubblico, simile a quella che Peachum minaccia alla polizia,
sveglierebbe in Macheath il più profondo ribrezzo. I suoi rapporti
con le signore di Turn- bridge hanno senza dubbio bisogno,
secondo il suo stesso punto
NOTE IO7
di
vista, di venire scusati, ma a scusarli è sufficiente lo speciale
carattere della sua attività. Di questi rapporti puramente d’affari
egli si è valso occasionalmente a scopo ricreativo, al che lo
autorizza in una certa misura la sua qualità di scapolo; ma, per ciò
che riguarda questo aspetto intimo, egli apprezza le visite che,
metodicamente e con pedante puntualità, compie in un ritrovo di
Turnbridge, soprattutto in quanto sono abitudini, e appunto il
coltivare e moltiplicare le abitudini rappresenta pressappoco la
Tuttavia, in nessun caso l’interprete di Macheath dovrà basarsi
sulle sue visite in una casa di tolleranza per la caratterizzazione del
personaggio. Si tratta di uno dei non rari, ma pur sempre
inspiegabili casi di satanismo borghese.
Per soddisfare le sue esigenze sessuali Macheath naturalmente
preferisce le occasioni che gli permettono di conseguire
contemporaneamente alcuni vantaggi di natura casalinga; sceglie
perciò donne che non siano del tutto sprovviste di mezzi. Nel
matrimonio egli scorge una garanzia per la sua attività. Per quanto
ne faccia poco conto, la sua professione rende inevitabili delle
temporan.ee assenze dalla capitale, e i suoi sottoposti sono assai
poco degni di fiducia. Quando guarda all’avvenire, egli non si vede
per nulla penzolare da una forca, bensì seduto a pescare presso un
tranquillo stagno di sua proprietà.
Brown, il capo della polizia, è una figura molto moderna. Egli
cela in sé due personalità: come uomo privato è ben diverso da quello
che è come funzionario. Ed egli vive, non a malgrado di
quest’incongruenza, ma proprio grazie a quest’incon- gruenza. E
grazie a questa sua incongruenza vive con lui la società tutta. Come
uomo privato non si presterebbe mai a quello ’ che, come
funzionario, reputa suo dovere. Come uomo privato non potrebbe (né
dovrebbe) torcere un capello a una mosca... Il suo amore per
Macheath è dunque assolutamente puro; i benefici economici che
gliene risultano non possono rendere quell’amore sospetto: la vita, si
sa, insudicia ogni cosa...

Cenni per gli attori.

Per essere messo a contatto con la materia del dramma, lo


spettatore non dev’essere avviato sul cammino dell’immedesi-
mazione; tra lui e l’attore, al contrario, deve verificarsi un dialogo:
più l’attore saprà mantenersi su una linea di estraneità e
io8 l’opera da tre soldi
di distacco, piu egli potrà
rivolgersi con immediatezza allo spettatore. A questo scopo Fattore
deve raccontare allo spettatore, circa il personaggio ch'egli interpreta,
più di quanto non stia nella sua « parte ». Senza dubbio egli deve
assumere quel comportamento che rende la vicenda accessibile; deve
anche però saper mettere in rilievo i possibili rapporti con altre
vicende oltre quelle delFintreccio, non deve cioè limitarsi a servire
quest’ultimo. Polly, per esempio, in una scena d’amore con
Macheath, non è solo la donna amata da Macheath, ma anche la figlia
di Peachum e non solo la figlia, ma sempre, anche, l’impiegata di suo
padre. Nei suoi rappòrti con lo spettatore deve risultare una sua
critica ai banali concetti che lo spettatore si fa circa le spose dei
briganti, le figlie dei commercianti, ecc.
1
Gli attori dovranno evitare di rappresentare questi banditi come
una masnada di quei loschi individui dai fazzoletti rossi al collo, che
frequentano i bassifondi e coi quali nessun uomo per bene
acconsentirebbe a bere un bicchier di vino. Essi sono, beninteso, degli
uomini posati, alcuni con tendenza alla pinguedine, e tutti, senza
eccezione, perfettamente socievoli fuori dell’attività professionale (p.
26).
2
Gli attori possono qui far intendere l’utilità delle virtù borghesi
e l’intimo rapporto esistente fra soavità dell’animo e marioleria (p.
26).
3
Si dovrà mostrare qui la brutale energia di cui un uomo deve far
uso per creare una situazione nella quale sia possibile mantenere un
contegno virile (quello di uno sposo) (p. 27).
4
Occorre dar rilievo alla messa in mostra della sposa, della sua
carnalità, nel momento in cui viene definitivamente riservata. Infatti,
proprio nell’istante in cui l’offerta ha da cessare, la domanda deve
esser spinta ancora una volta fino al culmine. La sposa è obietto dei
generali appetiti, e lo sposo « vince la corsa ». Si tratta quindi di un
avvenimento tipicamente teatrale. Dar rilievo anche al fatto che la
sposa mangia pochissimo. È molto frequente vedere le più dolci
creature rimpinzarsi di polli e pesci interi; ma non mai le spose (p.
30).
5
Nel ritrarre cose del genere, p. es., dell’impresa Peachum, gli
attori non devono preoccuparsi troppo dell’usuale svolgimento
dell’azione. In altre parole devono riprodurre non un ambiente ma un
dato di fatto. L’interprete di uno di questi mendicanti, nello scegliersi
una gamba di legno confacente e impressionante (ne prova una, la
scarta, ne prova un’altra e si.
NOTE IO9
ridecide per la prima), deve far capire la sua intenzione che proprio
a causa di questa scenetta il pubblico si proponga di tornare
un’altra volta a teatro proprio nel momento in cui essa si svolge; e
nulla impedisce che il teatro allora la annunci sui cartelloni dello
sfondo! (p. 44).
6
È assolutamente desiderabile che lo spettatore si faccia della
signorina Polly Peachum un concetto di virtuosa e gentile fanciulla.
Se nella seconda scena essa ha dimostrato il carattere
completamente disinteressato del suo amore, ora bisogna che dia
prova di quel talento pratico senza di cui queira- more non sarebbe
che mediocre leggerezza (p. 52).
7
Queste signore godono dell’indisturbato possesso dei loro
mezzi di produzione. Appunto perciò esse non devono dare
l’impressione di essere libere. A loro la democrazia non concede
quella libertà che invece riconosce a tutti coloro che dei loro mezzi
di produzione possono essere privati (p. 57).
8
Gli interpreti di Macheath, che non provano nessuna difficoltà
nel recitare una scena d’agonia, generalmente esitano a cantare
questa terza strofa. Se alla sessualità venisse data una formulazione
tragica, essi, ne siamo certi, non la respingerebbero. Ma nella
nostra epoca la sessualità rientra indiscutibilmente nel dominio del
comico: infatti la vita sessuale è in contraddizione con la vita
sociale, e questa contraddizione è comica, in quanto può essere
risolta storicamente, cioè con l’instaurazione di un altro ordine
sociale. L’attore deve dunque dare a questa ballata un’intonazione
comica. La rappresentazione della vita sessuale sulla scena è molto
importante, se non altro perché comporta sempre la proposta di un
materialismo primitivo. Il
♦ carattere artificioso e transitorio di tutte le soprastrutture sociali
diviene evidente (p. 60).
9
Questa ballata, come molte altre ballate dell’Opera da tre
soldi, contiene alcuni versi di Francois Villon nella traduzione di K.
L. Ammer. L’attore farà bene a leggersi la traduzione di Ammer,
per rendersi conto di quali differenze esistano tra una ballata da
cantare e una ballata da leggere (p. 63).
10
Questa scena è un inciso per quelle interpreti di Polly che
posseggono il dono della comicità (p. 84).
11
Girando in tondo nella gabbia l’attore che impersona
Macheath potrà ripetere tutte le andature che aveva finora
assunte davanti al pubblico. Lo sfrontato passo del
seduttore,
no l'opera da tre soldi
quello depresso deiruomo
braccato, dell’arrogante, dello sperimentato, ecc. In questa breve
passeggiata egli può mostrare ancora una volta tutti gli atteggiamenti
di Macheath durante i pochi giorni trascorsi (p. 89).
12
L’attore del teatro epico non dovrà, p. es., a questo punto
permettere che un’esagerata preoccupazione di dar rilievo alla paura
di morire di Macheath, così da farne il pezzo di maggior effetto di
tutto l’atto, lo induca a sbiadire la susseguente raffigurazione della
sincera amicizia. (La sincera amicizia è tale, in realtà, solo quando è
limitata. La vittoria morale dei due più sinceri amici di Macheath non
viene punto sminuita dalla cronologicamente successiva sconfitta
morale dei due signori, allorché essi non si affrettano abbastanza
quando si tratta di fornire i loro mezzi di sussistenza per la salvezza
dell’amico) (p. 90).
13
Forse l’attore troverà modo di mettere in evidenza quanto
segue: Macheath ha la giustissima sensazione che la sua caduta sia
conseguenza di un tremendo errore giudiziario. In realtà, se i banditi
cadessero vittime della giustizia in maggior numero di quanto non
accade, la giustizia perderebbe completamente il suo aspetto! (p. 92).

Del cantare le canzoni.

L’attore, quando canta, compie un mutamento di funzioni.


Nulla di più fastidioso dell’attore che faccia finta di non rendersi
conto d’aver già abbandonato il terreno del discorso corrente e di
aver cominciato a cantare. I tre piani - discorso corrente, discorso
elevato e canto - devono sempre essere distinti l’uno dall’altro: in
nessun caso il discorso elevato può significare un’intensificazione
del discorso corrente, e il canto un’intensificazione di quello
elevato. In nessun caso dunque il canto deve soccorrere quando la
piena del sentimento faccia mancare le parole. L’attore non deve
soltanto cantare, deve anche mostrare uno che canta. Non deve
sforzarsi troppo di dar risalto al contenuto sentimentale della
canzone (è lecito offrire ad altri un cibo che abbiamo già
mangiato?), ma indica gesti che sono, per cosi dire, gli usi e
costumi del corpo. A questo intento, nello studio delle canzoni,
egli si varrà preferibilmente non delle parole del testo, bensì di
locuzioni profane d’uso comune che e- sprimano suppergiù lo
stesso, ma nell’impertinente linguaggio
NOTE III

quotidiano. Per quanto riguarda la melodia, egli non la seguirà


ciecamente: esiste un modo di « parlare contro la musica », che
può ottenere grandi effetti, resi possibili da una sobrietà ostinata,
indipendente e incorruttibile dalla musica e dal ritmo. Se poi sfocia
nella melodia, allora dev’essere un avvenimento: per accentuarlo,
l’attore potrà palesare chiaramente il godimento che la melodia gli
procura. È bene per l’attore che durante la sua esibizione i
componenti l’orchestra siano visibili, è bene pure che gli sia
permesso di compiere visibilmente dei preparativi (come p. es. il
porre una sedia accanto alla parete, truccarsi ecc.). Specialmente
nelle canzoni importa che « chi indica sia indicato ».

Perché Macheath viene arrestato due volte e non una?


Se considerata dall’angolo visuale della scuola pseudoclassica
tedesca, la prima scena del carcere è un inutile allungar- mento\
secondo noi è invece un esempio di forma epica primitiva. Essa è un
allungamento se, seguendo il concetto drammatico puramente
dinamico che assegna la preminenza all’idea, si fa desiderare allo
spettatore una meta sempre più precisa (nel nostro caso la morte
dell’eroe), si crea, per cosi dire, una sempre più forte domanda per
l’offerta e, per consentire un’intensa partecipazione sentimentale
dello spettatore - i sentimenti si arrischiano solo su un terreno
assolutamente sicuro, non ammettono possibili delusioni! - si applica
un «va sans dire » in linea retta, ha drammatica epica,
d}impostazione materialistica, scarsamente interessata agli
investimenti spirituali , dello spettatore, non conosce alcuna meta, ma
solamente un fine, e conosce un altro « va sans dire », che può
correre non soltanto in linea retta, ma anche compiendo delle curve, e
perfino dei salti. La drammatica dinamica, d’indirizzo idealistico, che
maneggia l’individuo, all’inizio del suo cammino (cioè negli
elisabettiani) fu più radicale, in tutti i punti decisivi, di quanto lo è
duecent’anni più tardi nella scuola pseudoclassica tedesca, che ha
cambiato la dinamica della rappresentazione nella dinamica del fatto
da rappresentare e ne ha « classificato » l’individuo (gli attuali posteri
dei posteri non sono neppur più individuabili: la dinamica della
rappresentazione si è trasformata da allora in un’empirica di effetti
accumulati e sapiente- mente ordinati, e l’individuo, concepito in
pieno disfacimento, viene costruito sempre dall’interno, ma ormai
soltanto « a ca-
l'opera da tre soldi
ratteri » - mentre almeno il romanzo tardo-borghese ha, o crede di
avere, elaborato la psicologia che gli permette di analizzare
Pindividuo -, come se già da tempo Pindividuo non fosse
semplicemente caduto in pezzi). Ma quella grande drammatica era
meno radicale nello scarto della materia. Nelle sue costruzioni essa
non tralasciava le deviazioni delPindividuo dal suo corso rettilineo,
traenti origine dalla «vita» (in essa giocano ancora i più svariati
riferimenti dalPesterno all’interno, alle altre circostanze «che non
si sono avverate»: la quantità di materia scavata è assai maggiore),
ma bensì si serviva di queste deviazioni come di una forza motrice
della dinamica. Fino addentro all’individualità arriva
quest’eccitazione, e lì viene superata. Tutto il peso di quella
drammatica proviene dal riunire contraddizioni. Né l’aspirazione
ad un facile schema ideale determina alcun preordinamento della
materia. Lì dentro vive qualcosa del materialismo baconiano:
Pindividuo stesso è di carne e d’ossa e fa resistenza allo schema.
Ma dappertutto ove sia il materialismo, sorgono forme epiche di
arte drammatica, e segnatamente e con maggior frequenza nel
genere comico, sempre improntato in senso più materialistico, più
« terra terra ». Oggi che l’esistenza umana deve essere concepita
come « l’insieme di tutti i rapporti sociali », la forma epica è sola a
poter esprimere quei processi che servono all’arte drammatica
come sostanza di una vasta visione del mondo. Anche l’uomo, e
proprio l’uomo carnale, può essere ormai soltanto capito attraverso
ai processi nei quali si trova e che condizionano la sua esistenza.
La nuova forma drammatica deve proporsi come metodo di
accogliere dentro di sé il «saggio». Essa deve poter utilizzare ogni
nesso in ogni direzione, abbisogna perciò di statica e ha in se stessa
una tensione, che governa le sue singole parti e le « carica »
reciprocamente. (Tale forma è perciò tutto l’opposto di un
susseguirsi di scene sul tipo della rivista).

Perché il messo reale deve essere a cavallo?


L’Opera da tre soldi dà un quadro della società borghese (e
non solo di « elementi della teppaglia »). Questa società borghese
ha prodotto, per conto suo, un ordine borghese del mondo, ossia
una ben precisa Wéltanschauung, dalla quale non può in alcun
modo prescindere. L’apparizione del messo reale a cavallo, là dove
la borghesia vede ritratto il suo proprio mondo, è assolutamente
indispensabile. Quando il signor Peachum
NOTE II3
sfrutta finanziariamente la coscienza sporca della società,
nutre preoccupazioni del medesimo ordine. Gli esperti di teatro
sono pregati di riflettere perché nulla sia piu sciocco del
sopprimere il cavallo del messaggero - come hanno fatto quasi tutti
i registi d’avanguardia àtìY Opera da tre soldi. Nella
rappresentazione di un assassinio legale, ad esempio, il giornalista
che svela l’innocenza dell’assassinato dovrebbe senza, dubbio fare
il suo ingresso nell’aula del tribunale tirato da un cigno, perché si
potesse considerare assolta la funzione del teatro nella società
borghese. Chi non intende che sarebbe della piu grande
indelicatezza indurre il pubblico a ridere di se stesso, qualora si
esponesse l’apparizione del messaggero a cavallo al rischio
dell’ilarità? Senza l’apparizione di un messaggero in un modo o
nell’altro a cavallo, la letteratura borghese scadrebbe a mere
esposizioni di situazioni di fatto. Il messaggero a cavallo garantisce
un godimento realmente senza macchia anche in situazioni che non
si reggono in piedi, ed è perciò conditio sine qua non per una
letteratura che ha per conditio sine qua non il non lasciar traccia di
sé.
Non occorre dire che il finale del terzo atto deve essere
eseguito con la massima serietà e con assoluta dignità.
Indice
P* 5

L’opera da tre soldi


13 Personaggi

15 Prologo

Atto primo
17 1. Per ovviare al sempre crescente inasprimento degli
Nota introduttiva di Emilio Castellani
umani, il commerciante Peachum aveva aperto un
negozio, nel quale i miserrimi tra i miseri potevano
procurarsi un aspetto capace di smuovere i cuori piu
incalliti
25 ii. Nel cuore del quartiere di Soho il bandito Mackie Messer
festeggia le sue nozze con Polly Peachum, figlia del re
dei mendicanti
41 in. Per Peachum, che conosce la crudeltà del mondo, la ♦
perdita della figlia equivale a totale rovina
Atto secondo
50 1. Giovedì pomeriggio: Mackie Messer prende com
miato da sua moglie. Egli intende sventare la minaccia
del suocero fuggendo sulla palude di Highgate
57 il Non era ancora spenta l’eco delle campane
dell’incoronazione, e già Macheath si trovava fra le
prostitute di Turnbridge! Le prostitute lo tradiscono. È
giovedì sera
62 ni. Tradito dalle prostitute, Macheath viene liberato dal
carcere grazie all’amore di un’altra donna
II8 INDICE

Atto terzo
p. 75 i. Nella stessa notte Peachum si prepara a dar battaglia. Con
una dimostrazione dei miserabili egli progetta di turbare
il corteo dell’incoronazione
84 il. Lotta per la proprietà
88 ni. Venerdì mattina, ore 5: Mackie Messer, che ancora una
volta è andato a prostitute, dalle prostitute ancora una
volta è stato tradito. La sua morte è ormai certa

101 Note all*« Opera da tre soldi »