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ABDUCTIONS: LA PIÙ COMPLETA ANALISI

a cura di Francesco Di Blasi

Ed eccoci ad assolvere un altro impegno che ci eravamo


presi con molti nostri lettori: una raccolta di
ben 39 articoli (per adesso) su un argomento
di grande interesse come le "Abductions" e
tutto quello che vi si collega.

Con molti articoli di Pinotti, Baccarini e Caini.


E anche uno di Brugnoli. Il primo.

Tutti gli articoli, di vari autori, sono stati pubblicati


nel corso degli ultimi anni su "UFO Notiziario".

Riteniamo doveroso dedicare questa


raccolta al Dr. John Mack, lo
psichiatra di Harvard, vincitore del
Premio Pulitzer, autore del libro
"RAPITI!" (edito da Mondadori,
Milano, 1995; la riedizione negli
"Oscar" è del 1997), che ha dato
parole di speranza sul fenomeno dei "rapimenti".
Per lui niente alieni brutti e cattivi...
Travolto e ucciso in Inghilterra da un automobilista ubriaco, il 27 settembre
2004, John Mack lascia un vuoto incolmabile nello studio scientifico del
fenomeno dei rapimenti da UFO.
Ho avuto il piacere di conoscerlo il 15 novembre 2003, qui a Firenze,
presentatomi da Paola Harris. Ero stato invitato dai responsabili del Gaus, che
avevano organizzato il loro Convegno in suo onore. Nel corso di un incontro
conviviale in un ristorante di Piazza Signoria abbiamo potuto trascorrere una
serata che ricordo con immenso piacere.
Persino nel corso della cena il Dr. Mack non si è risparmiato nel rispondere alle
domande che gli venivano rivolte. Con l'aiuto di Paola Harris, che faceva da
interprete, al termine della cena, tutti i presenti hanno potuto avere la
soddisfazione di avere risposte da un Mack infinitamente gentile e disponibile.

Una eccezionale figura di ricercatore concreto, ma serenamente proiettato


verso chiavi di lettura sempre più aperte del fenomeno. Negli Stati Uniti "TIME
Magazine" gli ha dedicato un lungo necrologio, ed è da dettagli simili che
possiamo comprendere la sua levatura.

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GLI EPISODI DI ABDUCTION ALLA LUCE DELLE NUOVE
TEORIE IN CAMPO FISICO E SOCIOPSICOLOGICO.

Prof. Angelico Brugnoli,


Medico Ricercatore degli Stati di Coscienza Modificati Neurofisiologici.
Presidente Onorario C.U.N.
Centro Ufologico Nazionale.

Già da qualche tempo si parla di discutibili episodi di prelevamento (abduction)


di esseri umani da parte di entità non meglio identificate, anzi a dir la verità
ancora non classificabili o spiegabili, almeno secondo la logica comune in atto
sul Pianeta Terra.

Entità di che tipo?


Entità che vogliono cosa?
Entità che cercano chi?

Entità che sembrano rivestire sembianze umane, anche se non sempre, con
un’etica tutta loro, che non si avvicina minimamente alla nostra, anzi a volte
sembra proprio in netto contrasto.
Da molto tempo studio tutto questo sotto vari profili, specie dal punto di vista
degli stati di coscienza modificati, ma non è certo facile proporre una valida
ipotesi di lavoro.
Si tratta comunque di entità completamente al di fuori del nostro comune
modo di vivere, di pensare, di vedere e di trascorrere la vita.

Ancora un’altra domanda: le abduction si verificano dentro o fuori di noi?

Cioè sono reali oppure fanno parte di processi cerebrali ancora sconosciuti, per
i quali il soggetto che li vive li crede reali?
Ecco il punto fondamentale al quale cercherò di rispondere con le ultime ipotesi
in campo fisico e socio-psicologico, dato che, almeno a quanto mi risulta, casi
veri e documentati di “sicure abductions ” per il momento non mi è stato
possibile reperirli in nessun modo.
Ma allora perché se ne parla tanto e nell’ ”immaginario collettivo” sortiscono un
effetto così pregnante, anche se diciamo pure completamente oscuro?
Proseguiamo dunque con calma, cercando soprattutto di non lasciarci
coinvolgere da emozioni, sentimenti e quant’altro simili casi possono produrre
nell’animo umano, sempre tanto sensibile al mistero.
Sappiamo o possiamo immaginare tutti come l’eventuale incontro con
astronavi extraterrestri, specie se accompagnato a rapimento, possa
sicuramente innescare a livello psicologico gravi crisi emotive, intellettuali e
perfino spesso anche spirituali.
A questo punto è doveroso e necessario fornire almeno un tentativo di
spiegazione se non altro per il fatto che la maggior parte degli esseri umani del
Pianeta Terra che si interessano di tutti questi fatti da diversi punti di vista
presenta delle alternative di classificazione, più o meno valide, da prendere in

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considerazione, almeno in merito ad E.T.
Vediamo dunque insieme qualche punto fondamentale in questo campo con le
seguenti ipotesi di lavoro o alternative di classificazione.

1) Le abductions sono fatti reali e documentabili.

2) Le abductions sono allucinazioni di persone borderline, in modo particolare


quando assumono sostanze psicoattive oppure di soggetti in crisi psicotica.

3) Le abductions sono false interpretazioni mentali di eventi naturali o ritenuti


tali che il soggetto rielabora consciamente od inconsciamente a suo uso e
consumo, a seconda delle sue aspirazioni, della sua cultura, della sua religione,
della sua etnia, della sua preparazione, anche in campo spirituale.

4) Le abductions fanno parte dei cosiddetti “sogni lucidi” ove il soggetto si


accorge di sognare, ma molto spesso è anche convinto di essere sveglio e di
vivere la realtà di veglia vigile sotto tutti i punti di vista.

Lawson. A. in “Perinatal Imagery in Ufo Abduction Report”, in “Journal of


Psychohistory”. N. 12. Pag 211. 1984. afferma addirittura che si tratta di
interpretazioni erronee del trauma della nascita, in alcuni dei soggetti che
hanno sofferto più degli altri durante questo scomodo momento, considerando
il tutto però solo dal punto di vista socio-psicologico.

Il grande psicologo C. G. Jung, fondatore della psicologia analitica, in “Su cose


che si vedono nel cielo” Sonzogno. Milano. 1974 a proposito di Ufo, ma non di
abductions che non erano ancora conosciute, parla di proiezioni all’esterno di
desideri inconsci, oppure di visioni archetipiche scaturite dall’inconscio
collettivo dell’umanità, come se gli avvistamenti potessero essere collegati
all’arrivo di un prossimo o prossimi salvatori dell’umanità che ormai sta
andando sempre più alla deriva, allontanandosi dalle regole naturali che non
bisogna mai alterare in nessun modo.

E la situazione attuale non può che dargli ragione.

Ma sappiamo anche che i presunti esseri extraterrestri protagonisti degli


incontri ravvicinati del terzo tipo con conseguenti abductions presentano
spesso importanti ed interessanti paralleli con esseri mitologici di varie
religioni, con sistemi cioè che affondano le loro radici proprio nell’inconscio
collettivo e che ognuno di noi, a quanto sembra, porta dentro di se per via
genetica.

Nella letteratura delle varie religioni troviamo parecchi esempi di Abductions,


specie in tempi remoti, alcune delle quali tra l’altro non possono certo essere
messe in dubbio, tanto sono chiare ed esplicite.

Non è certo questo il luogo per elencarle tutte; ricordiamo però il cocchio del
dio dei Veda Indra che portava in cielo i suoi preferiti oppure il carro di fuoco,

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munito di molti occhi, del profeta biblico Ezechiele, od il viaggio in tutto il
sistema solare, con descrizioni molto particolareggiate di quanto sta
vedendo, anche se con il linguaggio dell’epoca, dell’altro profeta biblico Enoch,
sempre trasportato su un carro di fuoco. Ed ancora il profeta Elia, rapito in
cielo ancora e sempre da un carro di fuoco, che, secondo la tradizione,
dovrebbe tornare sul pianeta Terra “alla fine dei tempi”.

Il testo islamico Miraj Nameh descrive il prodigioso viaggio di Maometto, in un


rapimento estatico, attraverso i sette cielo mussulmani, il paradiso e la geenna
l’inferno, accompagnato dall’Arcangelo Gabriele, viaggio che è sicuramente
servito come base per il Corano negli anni successivi.

In tutte le chiese di varie confessioni religiose si narrano ancora oggi questi


fatti accaduti molti secoli or sono, ma se dovesse capitare una esperienza
simile ad un partecipante durante una funzione religiosa, lo stesso officiante
sarebbe sicuramente il primo ad invitare il “malcapitato” a recarsi al più
presto da uno psichiatra a farsi curare per sintomi di una qualche malattia
mentale.

Questo è l’orientamento organicista, positivista, materialista e


comportamentista del giorno d’oggi
più o meno in tutte le culture e le religioni del pianeta, se si escludono pochi
gruppi di “nativi, relegati in zone poco frequentate e classificati per lo più come
“selvaggi” o “aborigeni” da istruire, perché ancora inseriti in un primitivo
“pensiero magico” legato a superstizioni da abbandonare al più presto,
senza considerare che si tratta invece di “realtà alternative” legate a secoli o
millenni di storia.

In tutti i racconti che abbiamo ricordato, che d’altra parte le varie religioni in
cui sono inseriti ritengono veritieri, tanto da considerarli come parte concreta
di libri canonici, cioè libri approvati dalle massime autorità, le descrizioni della
città, dei paesaggi e dei luoghi visitati si avvicinano con grande naturalezza alle
esperienze visionarie dei più grandi mistici, perfino anche dei nostri tempi,
quando “rapiti in estasi” alludono al paradiso, al regno celeste, alle varie città
fatte di luce, con esperienze molto simili a coloro che hanno “subìto” una
abduction.

Tutti coloro che hanno appunto subìto, sempre loro malgrado, esperienze di
questo genere, raccontano tra l’altro che sono stati portati anche in una specie
di laboratorio dove sono stati sottoposti a vari esami, alcuni anche dolorosi ed
invasivi, in modo particolare all’apparato genitale.

Le esperienze dolorose dei laboratori E.T. si potrebbero dunque avvicinare ai


riti iniziatici di molte società tribali e soprattutto ai riti molto dolorosi con i quali
un ragazzo, superandoli, diviene sciamano a tutti gli effetti.

Si parla anche di esperimenti genetici, quasi si volesse approntare, per il


nostro od il loro pianeta d’origine, una nuova razza di tipo ibrido, forse anche

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per il fatto che la razza umana o la loro è in declino. Sappiamo benissimo dalla
genetica che anche sul nostro pianeta le razze ibride sono molto più forti, vedi
ad esempio i meticci e dispongono di maggiori difese immunitarie.
Sappiamo anche che, sempre nell’ “immaginario collettivo”, i visitatori da altri
mondi, secondo la terminologia di Pinotti, dovrebbero necessariamente
appartenere a società molto più evolute delle nostre, non solamente in campo
tecnologico, ma anche e soprattutto intellettuale, morale e spirituale,
il che non collima purtroppo però sempre con quanto abbiamo or ora
affermato, almeno in senso etico.

D’altre parte però è anche notorio che i soggetti contattati presentano un


notevole sottofondo mistico e si presentano a volte con grandi intuizioni di
rilevanza cosmica, addirittura con importanti rivelazioni, alcune delle quali si
possono considerare verosimili, altre invece di scarso livello intellettuale.

Una nuova domanda sorge ora spontanea.

Gli umani che riferiscono esperienze di questo genere sono stati contattati
perché erano già per così dire spiritualmente preparati oppure lo sono divenuti
dopo l’incontro con E.T.?

Non è molto facile poter votare per la prima o la seconda domanda ma con
Stefano Breccia, numero di settembre di UFO, si potrebbe essere dell’opinione
che certi soggetti siano stati contattati proprio perché già consciamente od
inconsciamente orientati in senso mistico-religioso di tipo cosmico.

Forse Siragusa e Bongiovanni insegnano!

Ma che seguito hanno trovato, se non pochi entusiasti adepti?


Si ha un bel dire che è solo perché l’essere umano del Pianeta Terra è troppo
poco evoluto, ma se andiamo avanti con l’evoluzione, specie in campo
spirituale, al passo solo degli ultimi cento anni, saranno necessari molti
millenni perché l’umanità del Pianeta Terra sia sufficientemente evoluta per
un contatto di massa.

Ed allora a che servono le abduction, anche prendendo in considerazione il


fatto sempre discutibile che siano fatti reali e documentabili?
Nel grande campo della psicologia transpersonale diviene oltremodo chiaro che
il soggetto che ha subìto una abduction possa coltivare dentro se stesso
l’intima convinzione che, essendo stato scelto da esseri superiori provenienti
dalle profondità del cosmo e facenti parte di una civiltà oltremodo
evoluta, si senta idoneo e perfino, in alcuni casi, già preparato a qualche
missione speciale da svolgere in favore della nostra umanità così arretrata e
sulla via dell’autodistruzione.

E qui di nuovo ricordiamo Siragusa e Bongiovanni, profeti del nostro tempo,


con le loro dichiarazioni apocalittiche, le quali, per nostra fortuna, non si sono
ancora avverate.

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Ma nel campo della psicologia analitica junghiana tutto ciò dipende da una
“inflazione dell’Ego”, perché l’individuo rivendica solo per se stesso tutto
quanto sotteso al mondo degli archetipi, che è di natura collettiva e non
individuale.

Pur ammettendo pertanto che l’incontro con E.T. con successiva abduction
abbia avuto veramente luogo nella realtà di veglia vigile di tutti i giorni e non
in stati di coscienza modificati di vario tipo, come ad esempio l’ipnosi,
l’autoipnosi, lo stato meditativo, lo stato mistico, lo stato particolare da
assunzione di sostanze psicoattive, resta pur sempre il fatto che l’individuo
potrebbe avere avuto, proprio per lo schok subìto, una “esondazione dell’Ego ”,
in altri campi non di pertinenza dell’Ego, ma invece del Sé o del Super Io, con
tutte le conseguenze del caso che naturalmente non è questo il luogo per
elencarle.

Esperienze di questo tipo possono essere ad ogni modo studiate, osservate,


analizzate, capite, considerate e valutate, solamente da socio-psicologi che si
siano direttamente interessati al fenomeno degli incontri e dei rapimenti, con
preparazione accurata nel campo degli E.T.
Altrimenti non solamente non se ne cava un ragno dal buco, ma addirittura si
corre il rischio che i soggetti che raccontano esperienze di questo tipo siano
considerati solo dei millantatori, degli schizoidi, oppure affetti da malattie
mentali ancora non bene classificate oppure anche, nel migliore dei casi per il
soggetto, che non gli venga neppure dato ascolto.

S. Grof in “Psicologia del Futuro” Edizioni Red. 2001. a pag. 153-155 riporta
molto di quanto abbiamo affermato e cita anche J. Mach come serio studioso
dell’argomento.
J. Mack. “Abductions. Human Encounters with Aliens”. CharlesScribner & Sons.
New York. 1994.
J. Mack. “Passport to the Cosmos: Human Transformation and Alien
Encounters”. Crown Publishers.
New. York. 1999.

Sempre Grof afferma che, nel corso di sedute psichedeliche con l’LSD da lui
tenute a scopo terapeutico, ha personalmente osservato che molti individui,
sempre sotto il suo controllo, hanno avuto eccezionali esperienze di
contatti con entità aliene.

Esperienze forti dal punto di vista emotivo e molto vivide tanto che talune
avevano anche assunto caratteristiche decisamente psicoidi.
Ed ancora Grof: “In base alle mie osservazioni, sono convinto che tali
esperienze siano fenomeni sui generis, che meritano di essere studiati con
impegno. La posizione della psichiatria ufficiale,
che li ritiene prodotti di uno sconosciuto processo patologico del cervello, è
palesemente troppo semplicistica e poco plausibile. L’alternativa, quella che
pensa a visite reali di alieni provenienti da
altri mondi, è altrettanto inammissibile……….

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Una civiltà capace di simili imprese moltoprobabilmente sarebbe in possesso di
una tecnologia che renderebbe impossibile agli esseri umani fare una
differenza tra un’allucinazione e la realtà (di veglia vigile)……..”

Ed è proprio quest’ultima frase di Grof che fa pensare ancora di più e che


praticamente pone sul tappeto ancora più problemi di quelli che vorrebbe
cercare di risolvere.

Il cervello umano è tanto complesso che rimane ancora quasi completamente


sconosciuto, nonostante tutti gli sforzi compiuti solo nell’ultimo decennio per
cercare di svelare almeno qualche suo segreto.

D’altro canto gli stati di coscienza modificati, che sto studiando da circa
quarantanni, possono dire una parola in più, ma non certo possono svelare
tutti gli intimi meccanismi cerebrali.

Nuove teorie appaiono ogni giorno ed almeno ora si inizia a capire che l’essere
umano ed il suo cervello sono un tutt’uno.

Si passa all’affermazione quasi assurda che l’osservatore si identifica con


l’osservato.

Come a dire che il cervello, organo materiale, analizza se stesso con processi
mentali non materiali nel tentativo, per ora molto difficile, di capirsi, ma,
facendo questo, modifica la sua struttura con il trascorrere del tempo.

Sotto altri aspetti, come si può distinguere quello che succede nei vari stati di
coscienza modificati se l’osservato, cioè il cervello, modifica l’osservatore cioè
l’essere umano nella sua totalità, e viceversa.

Sarà mai possibile raggiungere un traguardo ragionevole se l’uno, proprio per


merito dell’osservazione, modifica il comportamento dell’altro?

D’altra parte tutto questo succede, in scala estremamente più piccola, anche in
fisica, proprio secondo il Principio di Indeterminazione di Einsenberg.
Se osservo l’onda, mi sfugge la particella e viceversa.

L’analogia mi porta a considerare che le abduction possono far parte di un


grande progetto di natura cosmica, ove il “Principio vitale che regola tutto
l’universo o Supremo principio creativo o Intelligenza cosmica superiore o
Coscienza assoluta o Mente universale ”, ipotizzati anche dai fisici e
dai cosmologi più avanzati come “Nuovo paradigma emergente”, attraverso vie
a noi ancora completamente sconosciute, possa regolare con questi presunti
rapimenti, tanto poco plausibili quanto strani per la nostra logica comune, lo
sviluppo di un diverso comportamento collettivo dell’umanità del Pianeta Terra
che sta completamente rovinando tutto quanto loro, come “principi
vitali”, hanno ordinatamente predisposto fin dall’inizio del Big Bang.

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E le persone scelte per questo possono avere diciamo “una particolare
predisposizione genetica od ancestrale” per assolvere meglio questo compito,
proprio perché “proprietari” di un cervello che accetta meglio esperienze di
questo tipo, senza “uscire dal seminato”, cioè senza entrare in psicosi.

Le mie non sono speculazioni filosofiche di un cervello già sovraccarico in anni,


come potrebbe forse pensare qualcuno dei miei lettori, ma sono ipotesi e teorie
di eminenti fisici e cosmologi che da qualche tempo stanno studiando,
meditando ed analizzando come mai l’universo si presenti a noi come qualcosa
di vivo, come una “creatura viva ”, come “un essere dotato di energia vitale,
lanciato verso una sempre maggiore complessità, invece che verso l’entropia,
anche in questo caso implicando notevoli interazioni tra osservatore, lo
scienziato e l’osservato, il cosmo.

Tra tutti questi scienziati si distingue D. Bohm, illustre fisico teorico, studioso
soprattutto di meccanica quantistica, allievo di Oppenheimer, purtroppo morto
nel 1992, che con le sue formidabili intuizioni raccolte nel volume, anche
questo purtroppo già esaurito, “Universo, mente, materia.
L’ordine sottostante al caos nella fisica moderna”. Red. Edizioni. Como. 1996.
fa il punto su tutte queste affermazioni dimostrando una notevole competenza,
ricca di intuizioni, sia in campo rigorosamente fisico e cosmologico, sia in
campo strettamente speculativo e filosofico, anche ai limiti
del campo spirituale.

Arriviamo dunque alle conclusioni, se ci sono.


Abbiamo chiesto in principio: “Le abductions sono fuori o sono dentro di noi”?

Da quanto abbiamo analizzato le abductions sono fuori e dentro di noi nelle


stesso momento.
Che siano reali, che siano sogni lucidi, che siano allucinazioni, che siano false
interpretazioni poco importa.
Esistono ma non sappiamo come, non sappiamo perché, non sappiamo
provocate da chi, non sappiamo se sono sempre esistite, come del resto
sembra dalla storia, o se invece sono fenomeni di fine secondo millennio e di
inizio terzo millennio.
Dobbiamo confessare che fanno parte di noi ma nulla più.

Conclusioni dunque non esistono e forse non ci saranno mai.


Il campo è ancora completamente aperto.
Si attendono nuove ipotesi e nuove intuizioni.
Per il momento prendiamo atto di tutto ciò che succede in campo E.T. senza
pregiudizi o preclusioni di sorta, pur stando molto attenti a non entrare con il
pensiero in facili illusioni che quasi sempre portano in un secondo tempo a
deprimenti delusioni.

Siamo osservati dall’alto o si tratta solamente di una sensazione che fa parte


del nostro essere diumani del Pianeta Terra, in un momento di grande crisi non
solo dei valori, ma anche dell’ambiente?

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Il recente Congresso Mondiale di Johannesburg ne è la prova lampante.
Per studiare i fenomeni di abduction c’è posto per tutti, senza distinzione di
età, di cultura, di etnia, di religione ecc.
E’ necessario però lavorare con ancor maggior lena, anche se l’universo ha
tempi molto diversi dai nostri.
L’universo ha tempi lunghi, molto lunghi, mentre la nostra vita è invece troppo
corta, anzi cortissima.
Da Kennett Arnold sono passati quasi cinquantanni e sembra solo ieri, anche
perché da allora sono stati compiuti solo piccoli lenti passi in tutto il campo
degli E.T.
La ricerca è però affascinante, anche perché sappiamo benissimo come nella
scienza più il mistero diventa fitto, più è probabile che possa essere vero.

E’ di questi giorni la notizia della creazione, nei laboratori del CERN di Ginevra,
di 50.000 atomi di antimateria.
Primo passo per lo studio sempre più accurato dei fenomeni fisici in modo
particolare quelli legati alla gravità.
Solo il tempo ci potrà dire se esiste in natura anche l’antigravità oppure
l’energia elettrogravitazionale negativa, da sempre invocata per la propulsione
di E.T.

Ci avviciniamo a piccoli passi a comprendere meglio le energie del cosmo e


forse ad usarle in modo corretto ed intelligente, senza inquinarci ogni giorno
sempre di più.

Come dicevamo il cosmo è il complesso di tutti gli esseri viventi sparsi in ogni
dove, uniti insieme dalle forze che noi terrestri ancora stiamo tentando di
interpretare.
Ma forse altri le conoscono già da molto tempo e le possono usare a loro
piacimento per spostarsi ovunque.
Qualche voce nel campo della fisica afferma già che la materia altro non è che
luce condensata, luce che si sposta lentamente, non più a 300.000 Km al
secondo ma molto, molto meno.

Da poco tempo esperimenti di laboratorio sono riusciti a fermare i quanti di


luce, i fotoni.
Anche questo è un segno che stiamo arrivando verso conquiste inimmaginabili
solo alla fine del secolo scorso.
Si ipotizzano anche i tachioni, particelle più veloci della luce, le quali però non
sono ancora state scoperte.

E così torniamo alle abductions.


Forse è il segno che il cosmo inizia ad accorgersi che noi esseri di un piccolo
pianeta disperso nello spazio, ma forniti di un certo grado di consapevolezza e
di intelligenza, esistiamo in lui oppure che siamo noi che iniziamo a scoprire, a
passi lenti ma graduali, che il cosmo è li che ci aspetta, come figli
suoi.

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Tutto ciò potrebbe essere l’inizio di una nuova era di benessere per tutti, come
pure invece chel’autodistruzione della vita umana sul Pianeta Terra è già
iniziata, per cui le abductions oppure i rapimenti in cielo potrebbero anche
essere il tentativo di salvare qualche essere (più meritevole?)
dalla catastrofe, per costruire più avanti “nuovi cieli e nuove terre”, come
recita, nel 95 dopo Cristo, nell’Apocalisse, Giovanni Evangelista, a 95 anni, in
esilio nell’isoletta di Patmos, con le sue visioni in una grotta sul monte di fronte
al colore azzurro cupo del Mare Mediterraneo, culla della civiltà.

Ma l’Apocalisse ancora oggi all’inizio del terzo millennio è di estrema difficoltà


interpretativa, ricco di simboli e di metafore, oscuro e misterioso come le
abductions.

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ABDUCTION IN ITALIA: UN CASO DI IMPIANTO?
di Giuseppe Colaminè e Nicola Guarino

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 02 del Giugno 1999

Cronaca di una vicenda umana, analisi di un possibile sequestro alieno.

Soggetto
La persona portatrice del sospetto impianto ha chiesto di non essere nominata,
per cui, nel rispetto della "privacy", verrà chiamata con la sigla "M". Si tratta di
un individuo di sesso maschile, dell'età di 35 anni, nato in Albania, emigrato in
Italia dopo la crisi politica del suo paese e tuttora vivente nella nostra Nazione,
dove svolge lavori umili per sostentarsi. "M" parla correttamente la lingua
italiana, ha un comportamento estremamente compito ed è molto acuto nel
dialogo, evidenziando spiccate doti intuitive, insieme ad una notevole capacità
di sintesi. È assolutamente poco incline all'aggressività, ma racconta di aver
avuto negli anni dell'adolescenza comportamenti violenti e rissosi. Questi ultimi
si sono attenuati da circa 5 anni, lasciando posto ad un modo di relazionarsi
singolarmente diplomatico e tollerante, nonostante le numerose sollecitazioni
alla violenza che "M" ha ricevuto, prima come cittadino di una nazione
sconvolta dalla guerra civile, poi come immigrato non ben accetto nel contesto
sociale italiano.

Elementi di sospetto
Il soggetto non presenta amnesie, né disturbi emozionali. Circa un anno fa,
avendo lamentato dolori articolari alla mano sinistra, si sottopose ad Rx.
L'esame evidenziò una formazione metallica al lato della base del dito indice.
Non vi è storia di eventi traumatici che possano aver favorito la penetrazione di
una scheggia. All'esame della mano non si evidenziano cicatrici; allo stesso
modo non ve ne sono sul polso. La lastra non venne a suo tempo relazionata.

Descrizione della lastra


Si apprezza formazione verosimilmente metallica, di forma triangolare,
giustapposta alla faccia esterna della capsula articolare metacarpo-falangea
dell'indice. La forma e le dimensioni dell'oggetto rientrano nella casistica degli
impianti descritti da Derrel Sims.

Nota
Il soggetto è cresciuto passando lunghi periodi in campagna e sulle spiagge.
Riferisce di essersi addormentato spesso in luoghi aperti e non abitati. Ciò
potrebbe aver rappresentato un'occasione per un'adduzione a sua insaputa. La
posizione dell'impianto corrisponde, secondo la mappa dei meridiani e paralleli
di Agopuntura Cinese, ad un punto di controllo dell'intestino crasso.
Il giorno 11/11/98 è stato effettuato il seguente esperimento sul soggetto:
piazzato l'elettrodo periferico del braccio sinistro di un apparecchio per la
registrazione dell'ECG, viene registrato il tracciato, che mostra una serie di
onde sinusoidali, negative rispetto all'isoelettrica. Lo stesso procedimento

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effettuato su un altro soggetto di confronto ha dato un tracciato piatto. Non vi
è possibilità che le onde registrate possano essere espressione dell'attività
cardiaca; esse hanno infatti una frequenza di circa 150 al minuto, mentre la
frequenza cardiaca del soggetto al momento dell'esperimento era di 74
battiti/minuto.
La morfologia delle onde è tipica dell'emissione elettromagnetica a morfologia
sinusoidale con una frequenza di oscillazione piuttosto elevata. Indispensabile
sarebbe comunque il rilevamento mediante apparecchiatura idoneamente
tarata. Stando al grafico, la polarità sarebbe negativa rispetto al mezzo
organico di propagazione, con cuspidi negative, alternate ad altre neutre. In
altre parole, il sistema impianto-organismo ospite funzionerebbe come una
struttura bipolare dove l'ospite è positivo e l'impianto negativo. Ciò potrebbe
indurre ad ipotizzare un'azione dell'impianto stesso sulla pompa del sodio nello
scambio elettrolitico fra comparti intra ed extracellulari.
In data 05/03/99 "M" si ripresenta alla nostra osservazione e viene sottoposto
in nostra presenza ad X-grafia della mano sinistra.

Descrizione del reparto X grafico


Presenza di un corpo estraneo metallico situato alla distanza di mm 6
lateralmente all'epifisi distale del secondo metacarpo (fra pollice ed indice).
Il corpo è di forma ovoidale, con le due facce convesse, orientato con il suo
maggior asse in senso antero-posteriore. Le dimensioni sono le seguenti:

diametro maggiore mm 6;

diametro minore mm 3;

spessore massimo mm 2;

Presenza di piccolo corpo metallico situato fra il quarto ed il quinto spazio


interdigitale, a mm 5 di distanza dalla giunzione metaepifisaria della quarta
falange prossimale e 6 mm dalla porzione prossimale del corpo della quinta
falange prossimale (fra anulare e mignolo).
L'oggetto risulta di forma allungata, con asse di mm 1.
Presenza di altro corpo estraneo situato all'altezza della porzione mediale
dell'epifisi distale della quinta falange prossimale (dito mignolo). L'oggetto ha
forma irregolarmente ovalare, con diametro maggiore di mm 1,5 e diametro
minore di mm 1 ed è disposto con il maggior asse orientato in senso
laterolaterale.
Solo il primo oggetto è rilevabile in entrambe le proiezioni x grafiche, gli altri
due sono appena visibili in proiezione frontale e comunque potrebbero essere
attribuibili ad artefatti X-grafici.
M viene sottoposto a nuova registrazione elettrografica posizionando il solo
elettrodo del polso sinistro dell'apparecchio ECG-grafico al punto esatto
corrispondente alla sede del primo impianto descritto. Il tracciato ottenuto è
sovrapponibile a quello registrato il giorno 11/11/98. Lo stesso esperimento
viene effettuato su altri due soggetti di raffronto e fornisce un grafico
totalmente piatto.

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Il giorno 11/03/99 la lastra viene esaminata nella sede Campana del CUN da
Giuseppe Colaminè e Nicola Guarino, coordinatore regionale. Dopo una
scannerizzazione iniziale, viene effettuata una serie di scansioni che
evidenziano meglio i particolari del reperto usando vari gradi della scala dei
grigi, nonché ingrandimenti progressivi.
Nell'insieme l'immagine dell'impianto appare maggiormente particolareggiata e
comunque conferma appieno il reperto X-grafico. Alcune immagini vengono
stampate ed inviate via fax al presidente del CUN Roberto Pinotti.

Considerazioni medico-fisiologiche
Attualmente esistono due teorie principali sulla funzione degli impianti di
sospetta natura extraterrestre:

L'impianto rappresenta un mezzo per localizzare il soggetto e seguirne gli


spostamenti, monitorando al tempo stesso le sue dinamiche biologiche e
comportamentali. In quest'ottica l'emissione elettromagnetica
rappresenterebbe un segnale captabile da un ipotetico rilevatore esterno e non
avrebbe effetti sull'organismo ospite che vadano al di là di un sondaggio.

L'impianto ha, oltre alla funzione descritta, un'azione interferente sulle


dinamiche organiche e psichiche dell'ospite, Inducendo, con la propria
emissione d'onda, modificazioni specifiche sui meccanismi di vari apparati.

Prendendo in esame la seconda ipotesi, cercheremo le possibili vie attraverso


cui la presenza dell'oggetto impiantato possa produrre interferenze che si
traducano in una modificazione delle funzioni biologiche dell'ospite,
considerando il caso di "M".
Il punto corrispondente al lato dell'articolazione metacarpofalangea del dito
indice non ha un particolare significato in anatomia umana, tuttavia, secondo
le teorie dell'agopuntura Cinese esso corrisponde al punto cutaneo "Sann
Tsienn", punto di dispersione situato lungo il meridiano che regola le funzioni
dell'intestino crasso.
L'agopuntura Cinese considera l'organismo umano percorso da una griglia di
canali energetici, questi ultimi sono divisi in meridiani Yang e meridiani Inn. È
importante sapere che Yang e Inn rappresentano due modalità opposte di
manifestazione biologica il cui equilibrio mantiene l'organismo in uno stato
definito convenzionalmente di salute.
Yang rappresenta estroversione, calore esterno, prontezza mentale, attività
fisica. Inn rappresenta introversione, ipotermia, riposo, torpore.
I punti stimolabili lungo i meridiani vengono definiti di tonificazione, quando si
vuole stimolare una determinata funzione; di dispersione, quando si vuole
sedarla; sorgenti, quando la funzione non risponde allo stimolo degli altri due.
Nel caso in esame l'impianto agisce su di un sito che induce sedazione
dell'attività dell'intestino crasso.
La prima deduzione appare piuttosto banale, laddove ci si limiti a considerare
l'oggetto estraneo come un semplice modo per calmare la motilità dell'intestino
è quindi interferire con una funzione grossolana anche se importante. In realtà
questo studio può essere portato molto più avanti se si considera che gli organi

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viscerali hanno funzioni assai più complesse, oltre a quella digestiva.
Negli ultimi anni la Neuroendocrinologia ha evidenziato che detti organi
producono sostanze di tipo ormonale che possiedono effetti locali sulle funzioni
digestive, tuttavia si è scoperto che queste sostanze vengono prodotte anche
nel cervello, dove agiscono in maniera del tutto diversa, inducendo specifici
comportamenti. I dati fino adora in possesso dei ricercatori sembrano
propendere per la possibilità che la produzione di tali ormoni avvenga
simultaneamente nel sistema viscerale ed in quello nervoso e che quindi le
funzioni organiche siano accompagnate da precisi atteggiamenti psichici.
Nel caso in esame, l'intestino crasso produce una sostanza chiamata VIP
("vasoactive intestinal polypeptide"); quest'ormone determina vasodilatazione
locale, cioè richiama sangue verso l'intestino per meglio nutrirlo e favorirne le
funzioni strettamente digestive. Nel sistema nervoso centrale tuttavia il VIP
viene prodotto in un'area chiamata Ippocampo, le cui complesse funzioni
vengono qui sintetizzate.
L'ippocampo appartiene alla regione temporale del cervello, cosiddetto sistema
Limbico, sede di importanti funzioni neurologiche, collegato anatomicamente
con altre aree cerebrali deputate alla percezione sensoriale (vista, udito,
olfatto).
L'asportazione chirurgica dell'area dell'Ippocampo ha provocato disturbi della
memoria consistenti nell'incapacità di fissazione di nuovi ricordi, accompagnata
da amnesia retrograda per i dati memorizzati nei tre o cinque anni precedenti
l'intervento. Altri effetti di interventi demolitivi su questa zona includono
bulimia, drastica riduzione dell'aggressività, ipersessualità non aggressiva,
disturbi del riconoscimento visivo.
La stimolazione elettrica sperimentale dell'area includente l'ippocampo ha
provocato accessi epilettici, disturbi neurovegetativi consistenti in squilibri
funzionali digestivi, respiratori e circolatori, nonché disturbi del comportamento
che si manifestavano con aggressività, paura, ipervigilanza, contrazione dei
muscoli facciali, stimolazione della ghiandola surrenale con liberazione di
cortisolo. Quest'ultimo è un ormone specificamente deputato alla protezione
dagli effetti dello stress, ma che al tempo stesso abbassa le difese
immunitarie.

Conclusioni
L'analisi delle connessioni fra la zona d'impianto, gli organi viscerali ed il
sistema nervoso centrale crea i presupposti atti a delineare un'ipotesi
suggestiva: l'impianto funzionerebbe come modulatore neuropsichico agendo
dalla periferia fino al sistema nervoso centrale, attraverso connessioni di tipo
neuro-ormonale che, in ultima analisi, inducono modificazioni comportamentali
specifiche. A tali modificazioni vanno aggiunti gli effetti organici derivati dalle
stesse e si arriva in ultima analisi ad un'interferenza globale sull'unità
funzionale mente-corpo che si attua attraverso un sistema a "cascata" in cui A
agisce su B, B su C e così via.
Nel caso di "M" la sedazione dell'eccitabilità dell'Ippocampo spiega
perfettamente il mutamento di carattere riferito dal soggetto, mentre il suo
attuale assetto comportamentale ricalca abbastanza fedelmente, seppur in
maniera estremamente moderata, gli effetti di una inibizione dell'area

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cerebrale in questione.
Va aggiunto che tutto il quadro descritto, traducendosi in una ridotta
produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali, induce sicuramente
aumento del tono immunitario ed infatti "M" ha una storia di malattie infettive,
inclusa l'influenza banale, pressoché nulla.
Vi è poi un altro aspetto più inquietante relativo agli effetti amnesici indotti
dalla depressione Ippocampica. È noto che nelle "Abductions" i soggetti non
ricordano gli eventi relativi al loro incontro con creature estranee ma
presentano disturbi emotivi con vuoti mnemonici. A tutt'oggi l'ipnosi regressiva
ha dimostrato di poter riportare alla luce contenuti mnemonici allontanati dalla
coscienza e da ciò si è potuti arrivare alla descrizione, seppure parziale ed
ipotetica, delle fasi dell'adduzione.
Come è stato specificato in precedenza, "M" non presenta effettivi vuoti
mnemonici e questo ci ha fatto credere che l'impianto potesse essergli stato
posizionato mentre egli dormiva su di una spiaggia come era abituato a fare in
età giovanile. Senza voler escludere tale possibilità, siamo portati a pensare
che il soggetto possa essere effettivamente stato "prelevato" e
successivamente sottoposto ad impianto e che l'assoluta mancanza di ricordi in
merito sia dovuta alla selettiva depressione dell'Ippocampo indotta
dall'impianto stesso.
"M" non sarebbe in grado di ricordare eventi legati al periodo dell'adduzione e
non avrebbe nemmeno la capacità di riconoscere eventuali individui
responsabili del fatto se davvero gli è stata provocata una depressione ben
calibrata della funzione Ippocampica. Solo un'eventuale asportazione
dell'impianto potrebbe dimostrare la validità di queste tesi, ma il soggetto in
questione ha chiesto di mantenere l'anonimato e si è opposto ad ogni ipotesi di
intervento di rimozione del corpo estraneo.
A differenza di altri casi descritti in letteratura, la qualità di vita di "M" è ottima
se paragonata a quella antecedente il presunto IR4. Globalmente egli ha
acquisito serenità, riflessività, flemma ed ottimismo, liberandosi da
quell'aggressività quasi delinquenziale che sicuramente non gli sarebbe stata di
aiuto nell'inserimento in seno al nostro contesto sociale. La sua vita di
relazione è di buona qualità e la sua attività sessuale risulta essere intensa e
soddisfacente.
Ci troviamo di fronte all'ipotesi di una "Abduction" che non abbia affatto
danneggiato l'individuo che l'ha subita, piuttosto gli ha migliorato la qualità di
vita. Ovviamente questa è una considerazione valevole solo per questo
momento; nessuno è in grado di poter prevedere gli effetti dell'impianto sulla
lunga distanza.
Il discorso critico sui presunti "rapimenti ad opera di creature non identificate"
rimane aperto e senza risposta, tuttavia è possibile incominciare a scorgere le
prime tracce ipotetiche delle modalità manipolative, apparentemente
improntate ad indurre comportamenti il più possibile lontani dalle prerogative
istintuali. Che tutto ciò sia finalizzato a pilotare un'evoluzione positiva
dell'uomo verso mete etiche che escludano la violenza, oppure ad indurre una
sorta di serenità da "mangiatori di loto" che abbassi la vigilanza degli uomini,
permettendo così agli ipotetici "estranei" di mettere in atto indisturbati i loro
piani potenzialmente dannosi per la nostra specie, è ancora tutto da

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dimostrare.

CHI HA PAURA DEL GRIGIO CATTIVO?


di Roberto Pinotti

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 04 del Settembre 1999

Il tema delle "abduction" continua - com'è logico - ad appassionare il


pubblico. Se mai ce ne fosse stato bisogno, ce lo ha confermato il
Simposio di San Marino, dove John Mack ha tenuto banco.

Mack, lo psichiatra di Harvard, doppiamente autorevole non solo in quanto


vincitore del Premio Pulitzer, ma anche in quanto è passato a testa alta sotto le
forche caudine del Senato Accademico del prestigioso Ateneo USA, il cui buon
nome certi suoi colleghi parrucconi ritenevano fosse stato da lui messo a
repentaglio. Ma soprattutto il Mack che, nel suo "RAPITI!" (oggi anche in Oscar
Mondadori, con nostra prefazione), dà una parola di speranza a chi si accosta
sconcertato al fenomeno dei "rapimenti". No, non abbiamo probabilmente da
temere più di tanto dai "sequestratori" alieni che si celerebbero dietro il
controverso fenomeno, a suo dire.
E questo - ci si consenta - è per molti "liberatorio". La giovane Karen, da lui
portata in Italia, è in fondo la migliore riprova che non ci si deve attendere il
peggio da "loro". L'idea, in effetti, non è
isolata.
A parte quello che si possa comunque pensare
di lui, anche Whitley Strieber sarebbe giunto -
sia pure per una strada diversa, autobiografica
- a conclusioni analoghe. Solo che uno Strieber
non è Mack. Mack non ha una sua storia da
raccontare. Lui, semmai, ha vagliato tante
storie e ha concluso di non avere di fronte dei
pazienti, ma piuttosto delle esperienze-limite
di grande importanza. E si è regolato di conseguenza, comparandole,
soppesandole, sostenendo i soggetti che le hanno vissute e che hanno richiesto
il suo aiuto. E dandone testimonianza autorevole.
Diverso è il caso di David Jacobs. Anch'egli di estrazione accademica - uno
storico - e anch'egli sulle tracce dei sequestratori misteriosi.
Brillante autore del classico "The UFO controversy in America", ha dapprima
scritto "Secret Life", quindi il recente "The Threat", il cui titolo è tutto un
programma: perché per lui i "rapitori" sono una vera e propria minaccia per il
futuro dell'umanità.
Chi ha ragione? Certo, la lettura del libro di Karla Turner, immaturamente
scomparsa, non è molto tranquillizzante (vedi "Rapite dagli UFO", Edizioni
Mediterranee, Roma 1997). Ed è sintomatico che il regista Steven Spielberg
abbia voluto accostarsi alla questione delle "abductions" proprio realizzando
una serie di film per la TV che ha, significativamente, lo stesso titolo del libro
della Turner in versione originale: "Taken" (presi). La vedremo con piacere.

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In Italia libri quali "Luci nella notte: il caso Zanfretta" (Alkaest, Genova 1984)
di Rino Di Stefano e "Gli UFO nella mente: interferenze aliene" di Corrado
Malanga (Bompiani, Milano 1998) suscitano certamente scenari non positivi. E
questo evoca timori e paure di vecchia data che si proiettano su scenari quanto
mai attuali.
Infine, ecco che "Intruders" dell'antesignano della ricerca nel settore, Budd
Hopkins ("Intrusi", Armenia, Milano 1988), rimbalza sul "piccolo schermo" né
più né meno come è successo nel caso del cinema con "Bagliori nel buio" di R.
Lieberman. E tutto questo sollecita il vissuto sommerso di tanti.
Troppi, forse. E tutti in buona fede. Ma attenzione. Da questo a scorgere
l'operato dei "Grigi" ad ogni piè sospinto ce ne corre! Ce lo ricorda lo stesso
Mack, invitando a guardarci dall'irrazionale. E allora? E allora occorre cautela,
riserbo, discrezione e grande equilibrio. Qualità non facili, ancor più negli
ufologi. Cui un crescente numero di soggetti si rivolge in cerca di aiuto. Un
aiuto che va dato. Senza tirarsi indietro.
In tutto questo, però, scordiamoci per favore schemi preconcetti e precostituiti
che, emersi in taluni casi, non è detto debbano valere per tutti. E guardiamo al
problema in termini "positivi". Sia verso chi avrebbe avuto supposti incontri
ravvicinati del quarto tipo sia nei confronti di chi sarebbe all'origine del
fenomeno. Che, se dovessimo dare corpo alle ipotesi peggiori, avrebbe già
fatto da lungo tempo di noi tutto quello che voleva. Cosa che non è successa.
Almeno finora!

NOI E I "RAPITI"
di Aldo Rocchi

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 04 del Settembre 1999

Da quando mi occupo del fenomeno "rapimenti", o "abductions", in


Italia sono sorti seri problemi per quanto riguarda specificatamente la
"gestione", se cosi si può dire, delle persone.

Quelle che, in varie occasioni, e, in modo particolare in ambito di congressi o


incontri organizzati dal CUN, si sono avvicinate prudentemente per ottenere
informazioni generali sulla dinamica dei rapimenti. Quelle che si sono rivelate,
poi, attraverso il racconto delle loro sensazioni ed esperienze, potenziali vittime
di rapimento. Ho detto "gestione" a ragion veduta perché, ascoltando con
attenzione e cercando di trasmettere loro la nostra completa disponibilità
all'ascolto (che, a mio parere, bisogna sempre dimostrare in questi casi), mi
sono accorto come queste persone siano veramente "diverse" e sicuramente
bisognose non solo di sapere quello che è a loro eventualmente accaduto, ma
anche e soprattutto di essere capite e sostenute dal punto di vista psicologico
ed emozionale.
Questi soggetti sono alla ricerca di qualcuno che li ascolti fino in fondo senza
dare loro la sensazione, purtroppo molto diffusa, di compatimento o, peggio, di
essere considerati "fenomeni da baraccone". È proprio questo il punto: costoro
non sono affatto fenomeni, ma vittime a tutti gli effetti. Badate bene, non solo

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sono vittime dei presunti alieni che "materialmente" attuerebbero il rapimento,
ma lo sono soprattutto dei loro stessi simili. Ma quali sono questi loro simili?
Mi è capitato di iniziare il "discorso ufologico" molte volte nel corso dei circa 25
anni di "militanza" effettiva nel settore, con persone appartenenti ai più
svariati ambiti sociali, con culture ed età diverse. Cosi ci si trova a parlare con
persone che al primo accenno del discorso chiudono la loro mente e liquidano
la faccenda con un lapidario e disarmante "...sono tutte fandonie, non può
essere vero...". Questo assomiglia molto a quel "...non può essere e quindi non
è..." che abbiamo cominciato a sentire molti anni fa specialmente da quegli
"pseudo" scienziati chiamati a dare un parere "qualificato" (sic!) al problema
ufologico che si imponeva pesantemente all'attenzione del mondo.

Ci sono poi persone che sono completamente ed irrimediabilmente


"trasparenti" alla problematica, quelle che usano le loro orecchie in modo per
cosi dire anomalo. Non per ascoltare (ho detto ascoltare e non sentire), e
quindi in qualche modo per incamerare nel loro cervello informazioni
suscettibili di ulteriori elaborazioni, ma come passaggio diretto di segnali
acustici; le parole entrano da una parte ed escono direttamente dall'altra.
La terza tipologia di persone è senz'altro la più "umana", di fronte ad una
casistica imponente, supportata da dati di fatto incontrovertibili, ma che
trasmette loro l'angoscia dell'ignoto; le loro reazioni sono dovute puramente e
semplicemente alla paura.

Figuriamoci se si tratta di "rapimenti", dove il soggetto umano è coinvolto in


prima persona e dove non esistono tecniche, almeno allo stato attuale delle
cose, che possano permettere una qualche forma di difesa o controllo. Questo
è chiaramente il comportamento dello struzzo che, com'è noto, nasconde la
testa nel terreno credendo di non essere visto.
A chi si dovrebbero rivolgere allora quelle persone che sentono che qualche
cosa non va e che, in qualche modo, hanno vissuto, loro malgrado, una
esperienza di cui hanno solo pochi elementi a livello cosciente ma che li ha
traumatizzati in modo permanente?

Questa esperienza urta contro il loro intelletto modificando lo stato psicologico,


il pensiero, le attitudini, la stessa coscienza. Le relazioni sociali dell'addotto con
il suo ambiente non sono più le stesse. In lui si opera una metamorfosi che lo
emargina: infatti ha vissuto una esperienza unica e strettamente personale che
molto difficilmente riuscirà ad assimilare nel suo processo mentale. Quindi
un'esperienza difficilmente comunicabile. Ecco perché un consistente numero
di "contattati" si rassegna a tacere. Ma tacciono anche perché le persone che li
circondano non sono in grado o non vogliono ascoltare le loro storie.
Il punto cruciale è proprio questo: la sensazione, a volte struggente, di una
insanabile solitudine di fronte all'irrazionale.
Ma esistono anche, specialmente tra i giovani, persone animate da uno spirito
di ricerca sano, senza preconcetti, che con molta umiltà si avvicinano alla
problematica "rapimenti" con pura voglia di conoscere. È un campo minato, me
ne rendo conto, ma la lunga strada della conoscenza che tende alla verità è
disseminata di difficoltà di ogni tipo e molto spesso si è tentati di abbandonarla

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per percorrerne una molto più comoda, che sicuramente però ci porterà
lontano dalla nostra meta.

Noi sicuramente non molleremo nonostante tutto. Macigni ne abbiano trovati


tanti e ne troveremo altri sulla difficile via della ricerca; anche messi da chi ha
avuto e ha tutto l'interesse a coprire o travisare la verità. Non ci scoraggeremo
di certo e cercheremo di aprire le coscienze a chi vorrà farlo, con rigore e
serietà.

ABDUCTIONS: ANATOMIA DI UN FENOMENO


di Giuseppe Colaminè

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 05 dell'Ottobre 1999

La parola "abduction" sta ad indicare una sorta di rapimento messo in


atto da creature (in genere i cosiddetti "grigi") presumibilmente
aliene, ai danni di individui appartenenti alla specie umana.

Osservazioni sul fenomeno


Un'ampia casistica supporta lo studio di questo fenomeno, avvalendosi di
racconti di persone sottoposte a trattamento ipnotico. Nella storia degli ultimi
50 anni di ricerche ufologiche abbiamo osservato casi eclatanti come quello dei
coniugi Hill, di Travis Walton e, in Italia, un caso altrettanto clamoroso che ha
interessato un giovane genovese.
In base a quanto emerge dai dati in possesso degli studiosi gli "addotti"
verrebbero prelevati sin dall'infanzia ed in circostanze particolari, cioè durante
il sonno, all'insaputa totale dei propri familiari. Quasi costante è l'innesto di
un'apparecchiatura nel corpo dell'individuo, fatto di cui dobbiamo chiederci
necessariamente il significato.
È ipotizzabile che l'"implant" (l'apparecchiatura citata o "impianto"), possa
servire a condizionare il comportamento degli addotti; tuttavia non abbiamo
tracce di azioni coattive e, oltretutto, l'induzione di queste potrebbe essere
attuata comodamente tramite condizionamenti telepatici in cui i "grigi"
sembrano essere specialisti.
La possibilità che l'"implant" serva a modificare o rafforzare funzioni organiche
specifiche è suggestiva e da prendere in considerazione. In quest'ottica
potrebbe essere ipotizzata un'altra importantissima funzione: quella di
ricevente selettiva per le successive manipolazioni che verrebbero effettuate a
distanza.
Poniamo il caso che i "grigi" abbiano l'obiettivo di indurre negli addotti
mutazioni genetiche che li portino da un lato a modificare le proprie
caratteristiche biologico-espressive e dall'altro a creare ibridi, nati
dall'accoppiamento di addotti opportunamente selezionati. In questo caso
potremmo pensare che essi, una volta prelevato l'individuo-cavia, lo
sottopongano ad una serie di indagini per verificarne la potenziale ricettività
nei confronti delle induzioni programmate e, una volta stabilita questa,
impiantino una struttura che consenta di proseguire la manipolazione a

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distanza. L'"implant" funzionerebbe quindi come una ricevente di impulsi radio
di natura ignota; questi provocherebbero modifiche bio-genetiche graduali, fino
a rendere l'individuo pronto a riprodursi accoppiandosi magari con un'altra
addotta o con un ibrido: così, attraverso una serie di passaggi, arrivare ad un
obiettivo finale che non conosciamo.
L'"implant" potrebbe anche funzionare come induttore di ricordi di copertura,
cioè ricordi appositamente confezionati per depistare eventuali indagatori.

Quest'ultimo meccanismo potrebbe essere assai più complesso di quanto oggi


attualmente si pensa. L'ipnosi regressiva ha infatti evidenziato che presunti
addotti presentano vuoti mnemonici destinati a nascondere spesso episodi
ripetuti di rapimento da parte di entità X.
Un aspetto assai più inquietante è dato dal fatto che questi soggetti, chiamati
in linguaggio tecnico "Repeaters" ("ripetitori"), hanno anche falsi ricordi di
episodi di vita quotidiana mai avvenuti che avrebbero invece coperto le
abductions.
Ci si potrebbe giustamente chiedere perché alcune abductions siano prive di
coperture mnemo-mimetiche ed altre invece sì. La casualità appare poco
credibile, considerando la meticolosità con cui le entità X portano avanti il loro
programma.
Potremmo a questo punto proporre una tesi "del doppio depistaggio". Essa si
articolerebbe nelle seguenti fasi: il soggetto-cavia viene prelevato una prima
volta e sottoposto ad una serie di indagini attitudinali; il fatto può ripetersi
qualora alle entità X non sia sufficiente una sola "seduta" per stabilire la
potenziale efficacia del programma sul soggetto in questione. Queste prime
adduzioni vengono cancellate dalla memoria e sostituite con ricordi mnemo-
mimetici.
Una volta stabilita la recettività del soggetto-cavia, il programma viene avviato
in maniera automatica attraverso un impianto. La protesi impiantata trasmette
a "pousses" gli impulsi inducenti la mutazione. In questa fase gli alieni
agiscono a distanza, senza più contattare l'individuo.
La trasmissione degli impulsi radio contiene anche l'induzione di falsi ricordi,
compresi quelli sulle caratteristiche delle stesse adduzioni. In altre parole tutto
ciò che emerge nelle ipnosi regressive potrebbe essere solo un ricordo
confezionato ad arte e noi ci troveremmo nuovamente ad ignorare la realtà dei
fatti. Questo aspetto spiegherebbe l'apparente bizzarria di molti dati emersi nel
corso delle sedute ipnotiche.
Ad esempio la presenza di numerosi tipi di creature, la presenza di esseri
umani, la presenza di creature con cui l'addotto viene fatto accoppiare,
l'aspetto oggettivamente impressionante degli ambienti alieni e delle
apparecchiature che essi usano.
A questo punto resta da chiedersi per quale motivo gli alieni confezionino
ricordi di copertura che mettano i ricercatori sulle loro tracce, quantunque
verso la pista sbagliata, quando sarebbe estremamente comodo creare
mnemo-sintesi che non destino alcun sospetto di adduzione.
È probabile che queste entità, in un certo modo, vogliano mandarci
informazioni; queste potrebbero essere volutamente depistanti, per indurci ad
indagare in una determinata direzione, sgomberando contemporaneamente

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una pista lungo la quale l'infiltrazione continuerebbe a svolgersi indisturbata
attraverso canali e modalità che ci sono ignote. Evidentemente gli alieni sono
consapevoli del fatto che il nostro modesto (ma comunque significativo) livello
evolutivo rende impossibile ai giorni attuali la loro opera senza che vengano
destati sospetti e che coperture mimetiche di tipo magico, numico e mistico si
rivelerebbero inadeguate agli occhi smaliziati degli osservatori. Per questo
motivo gli alieni avrebbero creato ad arte l'intero affare abductions-incontri
ravvicinati. Esso sostanzialmente sarebbe reale, ma si svolgerebbe in maniera
totalmente diversa da come ci viene fatto pervenire attraverso i falsi indizi
opportunamente confezionati.
Dobbiamo prendere in seria considerazione che l'intero "cover up" sulla
questione aliena possa articolarsi in maniera labirintica, attraverso una serie di
opzioni depistanti che portino i ricercatori verso strade senza sbocco o verso
piste lunghissime sulle quali essi debbano impantanarsi. Questo sistema di
"scatole cinesi" è peculiare della logica comune ai servizi segreti dell'intero
pianeta e presenta l'indiscutibile vantaggio di mantenere sotto un costante
controllo la maggior parte degli individui che potrebbero mettere in crisi
l'attuazione di un programma con le loro interferenze.

Ipotesi sulla funzione degli impiants


Sulla scorta dei dati raccolti dall'osservazione e l'analisi degli "implants" reperiti
fino ad oggi, risulta trattarsi di minuscoli oggetti, sferici, ovali, triangolari o
rettangolari, in lega metallica e con percentuali isotopiche non compatibili con
la fisica terrestre. Tali strutture emetterebbero onde elettromagnetiche a bassa
frequenza che si propagano all'interno dell'organismo, con un meccanismo
discontinuo di tipo pulsatile. La funzione di queste emissioni non è stata
chiarita; tuttavia, in base alle nostre attuali conoscenze sugli effetti biologici
indotti dalle radiazioni elettromagnetiche, sono possibili le seguenti ipotesi:

a) effetto mutageno sul genoma cellulare;


b) effetto neuro-mio-stimolante;
c) effetto modulante sulla cinetica metabolica;
d) effetto di modulazione del sistema neuro-endocrino.

Quest'ultimo aspetto è stato particolarmente oggetto di approfondimenti, in


quanto l'asse neuro-endocrino rappresenta la funzione portante dell'intero
assetto metabolico dell'organismo umano: esercita importanti influssi sul
comportamento e sull'arousal emozionale.
In dettaglio è stato messo in risalto come l'emissione elettromagnetica possa
stimolare la produzione di melatonina, sostanza ormonale che presenta i
seguenti effetti:

- concentrazione della melanina nelle strutture melanofore di accumulo;


- regolazione del ritmo sonno-veglia.

La melatonina viene prodotta in quantità notevoli nel momento in cui


l'organismo si trova in uno stato specifico denominato "tono serotoninergico",
quest'ultimo contrapposto al "tono dopaminergico". Si tratta di due opposti

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assetti funzionali in cui prevalgono, a livello centrale, le produzioni,
rispettivamente, di serotonina oppure di dopamina. A livello biologico il tono
serotoninergjco si accompagna ad attivazione dell'epifisi, liberazione di
melatonina ed istamina, aumento della funzione colinergica, abbassamento
della P.A., diminuzione della velocità di circolo e della f.c., aumento del tono
vagale e delle secrezioni mucose.
A livello comportamentale abbiamo: aumento delle capacità riflessive,
introspettive e mnemo-evocative, diminuzione dell'aggressività e dell'ansia,
miglioramento del tono dell'umore. Il tono serotoninergico sarebbe quindi una
sorta di stato di grazia psico-organico e l'"implant" potrebbe essere un
meccanismo per l'avvio ed il controllo di tale assetto.

Il "tono dopaminergico" invece rappresenta una tappa anteriore del processo


evolutivo, in quanto evoca le seguenti funzioni:

- dispersione della melanina ed aumento della pigmentazione cutanea (come


effetto di difesa dalle radiazioni UV);
- aumento del "tono simpatico" in generale, con polarizzazione sulle funzioni
connesse all'aggressività, alla lotta, alla fuga ed ai comportamenti riflessi di
tipo istintuale;
- stimolazione della fissazione dei dati mnemonici e delle risposte
comportamenti immediate;
- stimolazione dei comportamenti sessuali.

In sintesi, il tono dopaminergico stimola lo stato di allarme.

L'"implant", in quanto depressore del tono dopaminergico, potrebbe avere una


doppia finalità: aumento del potenziale psichico, oppure diminuzione di quello
aggressivo-difensivo. Attualmente è solo ipotetica la finalità prioritaria delle
entità X che effettuano gli impianti.
È suggestivo considerare che l'amnesia degli addotti relativamente ai "contatti"
potrebbe essere provocata da un ipertono serotoninergico indotto durante le
abductions.
È stato infatti dimostrato che la fissazione dei dati mnemonici è legata alla
quantità di adrenalina che si libera, durante l'acquisizione dell'informazione. In
altre parole l'adrenalina sarebbe un collante che unisce l'informazione alla
griglia mnemonica. Laddove, durante l'evento, venisse inibita la produzione di
tale sostanza, il ricordo diverrebbe labile e facilmente rimovibile.
L'ipnosi regressiva, mediante l'evocazione di toni neuroendocrini, potrebbe
riportare alla luce contenuti rimossi; gli studi sulla reale efficacia di tale
metodica per quanto riguarda casi di abduction sono tuttavia ancora in corso.

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FEBBRE DA ABDUCTION: L'ALLUCINANTE ESPERIENZA DI ANTONIO LA
RUBIA
di Gianfranco Degli Esposti

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 06 del Novembre 1999

L'allucinante esperienza di Antonio La Rubia

Proseguendo l'opera di rivisitazione di episodi a torto poco noti e dibattuti della


casistica internazionale relativa al contatto con le entità degli UFO, parliamo
dell'incredibile avventura occorsa due decenni orsono al brasiliano Antonio La
Rubia, un autista di autobus trentatreenne vittima di un sequestro operato da
stranissime entità robotiche discese da un grande oggetto discoidale e i cui
postumi furono in lui dati da un abnorme stato febbrile che lasciò allibiti gli
stessi medici.
"All'interno del disco mi sembrava di bruciare vivo!" ebbe a dichiarare il
giovane - da poco reduce dalla clamorosa esperienza - alla dottoressa Estrelita
Ferrera Pereira ed allo psicologo Neli Carbonell David, impiegati presso la
stessa compagnia presso la quale egli lavorava.
Il caso La Rubia venne indagato da una figura storica dell'ufologia brasiliana,
Irene Granchi, che in una intervista concessale dal giovane, poche settimane
dopo il rapimento e da cui questo racconto è desunto, raccolse tutti i particolari
di quella che è da considerarsi una sconcertante vicenda, i cui riscontri
obbiettivi sul soggetto e le analogie con altri episodi registrati su scala
mondiale, pongono un inquietante interrogativo sulle finalità perseguite in
rapporto all'uomo dalle entità che si celano dietro la fenomenologia delle
abductions.

Quello strano "capolinea"


Antonio La Rubia all'epoca risiedeva a Paciencia, un borgo a 45 chilometri da
Rjo De Janeiro e, per via del suo turno di servizio, era solito alzarsi alle
primissime ore del mattino, per incamminarsi alla volta del deposito delle Linee
Orientali.
Quella mattina del 29 settembre 1977, come consuetudine, dopo una
levataccia, era uscito di casa verso le 2,15. Il suo stato d'animo era
relativamente disteso, non fosse che per la paura di subire un'aggressione o
una rapina, essendo le strade del paese completamente deserte a quell'ora.
Poco prima di arrivare alla fermata presso la quale, di norma, l'attendeva il
pulmino che l'avrebbe portato in ditta, mentre stava transitando in prossimità
della piccola piazza del paese, egli notò che il proprio orologio si era
stranamente bloccato; volto lo sguardo in direzione di un campo limitrofo, in
buona parte immerso nell'oscurità, scorse improvvisamente la sagoma di un
grande oggetto di colore grigio scuro, lì apparentemente parcheggiato, che
successivamente descriverà "simile ad un enorme cappello" largo settanta
metri.
Avvicinatosi per verificare di cosa si trattasse, realizzò che quel presunto
"veicolo" era troppo strano per poter anche solo vagamente somigliare

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all'autobus della Compagnia. Preda di un incontrollabile sconcerto, che
rapidamente si stava trasformando in paura, Antonio presagì che
quell'inusitato oggetto fosse lì proprio per lui e, d'istinto, cercò di allontanarsi
dalla scena di quell'assurdo capolinea. Non aveva mosso che due passi quando
una vivissima ed intensa luce blu illuminò a giorno l'intera zona ed il suo corpo
d'incanto si bloccò, alla stessa stregua di quanto era capitato al suo orologio,
congelandone la fuga!

Prigioniero di un incubo
Accanto ad un palo elettrico, Antonio scorse a pochi metri da lui tre piccole
stranissime figure: erano alte circa un metro e mezzo; la loro testa ricordava
un pallone da rugby ed era attraversata longitudinalmente da una fila di
"specchietti". I loro corpi, tarchiati, presentavano un ampio "torace", dal quale
si dipartivano due arti simili alle proboscidi degli elefanti, che si assottigliavano
progressivamente in una specie di punta terminale. Una sostanza ruvida, a
scaglie, ne ricopriva il tronco, che si arrotondava verso il basso in un'unica
gamba, a sua volta terminante in una specie di piattaforma, che ricordava
abbastanza certi noti sgabelli.
"Mi sentivo come inchiodato al suolo e vidi quei due esseri afferrarmi... Intorno
regnava il più totale silenzio. Non ricordo come entrai nel disco; mi ci trovai
improvvisamente, fluttuante tra due file di una dozzina di quegli esseri, su ogni
lato."
Antonio si trovava in una specie di corridoio, apparentemente fatto di un
materiale simile all'alluminio. Era percorso da un brivido. Rivolto lo sguardo
dietro di sé, vide dall'alto allontanarsi il campo che aveva appena lasciato ed
ebbe l'impressione che il disco fosse trasparente. D'improvviso si riaccese la
luce blu e si ritrovò in una grande stanza circolare.
"Vidi allora una cinquantina di quegli esseri. Era come se mi sentissi chiuso in
una campana di vetro ed avevo l'impressione che essi stessero comunicando
tra loro, dato che volgevano l'un l'altro le teste, come per dirsi qualcosa."
Antonio, che si era invano dibattuto sino a quel momento incapace di emettere
alcun suono, riuscì improvvisamente ad urlare all'indirizzo di quegli esseri: "Chi
siete? Cosa volete?"
Con sua grande sorpresa le creature caddero tutte al suolo come birilli ed egli
attribuì la cosa all'effetto sonoro della sua voce. La luce blu si riaccese,
fortissima, accecandolo. Lui continuò affannosamente a dibattersi, sia per la
paura, sia perché da quando era entrato nel disco aveva preso ad avvertire
difficoltà respiratorie.
Ora non sentiva più il proprio respiro, ma recepiva paradossalmente quello
delle entità, cosa che lo stupì in quanto le credeva dei robot.
L'unica installazione nella grande sala disadorna, oltre lo schermo, era data da
una specie di scatola, di circa 15 centimetri di larghezza, posta davanti a lui ed
il cui aspetto era vagamente simile ad un pianoforte in miniatura per alcuni
tasti disposti su un lato. Lo strano congegno poggiava su due lunghi sostegni e
sulla sommità evidenziava una specie di lattina nella quale gli esseri inserivano
degli oggetti simili a delle siringhe che essi portavano lungo i fianchi. Ogni
volta che essi compivano tale operazione, compariva un'immagine a colori sullo
schermo.

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Ad Antonio vennero mostrate diverse scene che egli così descriverà ad Irene
Granchi:

1. Lui stesso nudo, sdraiato su u tavolo invisibile, le braccia a penzoloni,


mentre due esseri lo stanno esaminando, tenendo due lampade blu
puntate sul petto; contemporaneamente un terzo essere gli esamina dal
retro la testa a mezzo di una lampada che però non emette un fascio di
luce, ma rende completamente blu la parte superiore del suo corpo.
Questa scena scomparve come una delle entità, avvicinatasi alla scatola,
vi introdusse un'altra siringa.
2. Ancora lui, nudo, in piedi.
3. Lui, vestito, con la valigetta in mano e l'aspetto nervoso, mentre batte i
denti.
4. Un cavallo ed un carro lungo una strada polverosa; si tratta di un luogo
sconosciuto ad Antonio, che però riesce a vedere il carrettiere: indossa
un cappello di paglia, ha i piedi nudi e la camicia strappata.
5. Una sfera arancione e luminosa e lui accanto, in piedi.
6. Ancora la sfera, stavolta bluastra e con accanto uno degli esseri.
7. Un cane che tenta disperatamente, bava alla bocca, di afferrare uno degli
esseri che sta davanti a lui, senza che riesca a raggiungerlo; quando
però il cane abbaia, l'essere si "scioglie" dalla testa ai piedi come un
budino.
Questo momento della rievocazione, annoterà la Granchi, è
particolarmente toccante, in quanto la voce di Antonio subisce un
tangibilissimo mutamento emotivo, che prelude alla esposizione di una
allucinante seconda parte di tale scena: uno degli esseri si stacca dalla
fila procedendo verso di lui, punta la siringa verso il cane, che
improvvisamente assume una colorazione blu, per iniziare gradualmente
a sciogliersi trasformandosi anch'esso in un informe ammasso gelatinoso.
8. Uno stabilimento in cui, su tre linee di assemblaggio, vengono costruiti
gli UFO, con milioni di analoghe entità robot addette ai lavori, tuttavia
sprovviste di utensili.
9. Un treno di vecchio tipo, malridotto e sprovvisto di finestrini, mentre
imbocca una galleria, scomparendo alla sua vista.
10. Una grande strada affollata di turisti, che gli ricorda la Avenida
Presidente Vargas (una delle principali arterie di Rio) intasata dal traffico,
al punto tale che tutte le auto sono ferme.

Successivamente nel suo resoconto Antonio tornerà su questa sequenza di


immagini, rammentandone una scena riguardante se stesso, con del fumo
proveniente dalla sua schiena, ed un'altra, vestito che vomita e si defeca
addosso.
Ad un certo punto uno degli esseri si avvicina ad Antonio e, puntatogli una
siringa sulla punta del dito medio della mano destra, gli estrae del sangue,
riempendo la siringa sino a farla traboccare: fu questo il momento in cui vide
un colore diverso dal blu o dal bianco abbacinante dominanti. L'essere quindi
puntò la siringa verso un riquadro della parete, tracciando (presumibilmente
col sangue) l'enigmatico disegno di tre cerchi tagliati da una "L".
Nella sua ricostruzione Antonio preciserà alla Granchi di non sapere quando
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effettivamente collocare il momento del prelievo ematico, cioè se prima o dopo
la carrellata delle inaudite immagini cui era stato sottoposto, riuscendo solo a
ricordare che il proprio sequestro aveva avuto termine dopo la scena della
grande strada affollata: "proiettato" all'esterno del grande oggetto, era stato
"depositato" in una strada posta quasi di fronte alla stazione di -Paciencia.
In altri termini egli venne probabilmente teletrasportato nei paraggi di casa
sua, a tre o quattro chilometri di distanza. Non gli riuscirà ovviamente di
ricostruire come fosse finito da quelle parti: l'unica cosa in lui certa fu che si
ritrovò in una strada adiacente alla ferrovia e, guardando verso il basso,
realizzò che una di quelle creature era con lui. Rivolto lo sguardo al cielo, vide
un "grande pallone scuro" allontanarsi e al tempo stesso si rese conto che
l'essere precedentemente accanto a lui era ora scomparso. Si ritrovava fra le
mani la sua valigetta, ed era vestito allo stesso modo nel quale era uscito di
casa; batteva però i denti per un forte senso di brivido che stava aumentando:
esattamente come aveva illustrato la seconda immagine proiettata sullo
schermo a bordo del disco.
Il suo orologio segnava ancora le 2.20, bloccato nel momento in cui era iniziato
il suo allucinante viaggio da quel capolinea maledetto.

I postumi: dolori, paura, insicurezza


Arrivato alla stazione di Paciencia, Antonio chiese l'ora: erano le 2.50 del
mattino. Alle 3.10 arrivò l'autobus e Antonio lo prese, arrivando al lavoro in
orario.
Si sentiva male, nervoso e dolorante, ciò nonostante volle a tutti i costi
sobbarcarsi l'intero turno, forse nell'illusione di rimuovere il ricordo della
tremenda esperienza. A casa non .volle dire nulla alla moglie e la notte di
venerdì fu un vero inferno: la temperatura corporea era sempre più alta,
violenti e ripetuti conati di vomito lo colpivano e l'intestino era afflitto da
continui problemi d'incontinenza; per ultimo un fortissimo mal di testa prese a
tormentarlo per giorni.
Gli tornarono alla mente le immagini che aveva visto a bordo dell'UFO,
particolarmente quella col fumo che fuoriusciva dalla sua schiena, legata al
forte calore che lo pervadeva e nella quale erano stati anticipati i suoi pesanti
problemi gastrointestinali contingenti.
Il sabato e la domenica questi sintomi si acuirono al punto da costringerlo a
casa ed egli cominciò ad avvertire che il proprio corpo letteralmente scottava.
Invano la moglie cercò di alleviarne le sofferenze strofinandolo con un po' di
alcool. Il bruciore era particolarmente intenso proprio laddove, durante il
sequestro, la luce blu gli era stata applicata.
Il lunedì si presentò alla Compagnia, dicendo che era intenzionato a licenziarsi
per via del suo tormentato stato di salute aggravato da forti difficoltà
respiratorie. Come lo videro, i colleghi rimasero sconcertati dal cambiamento
radicale che evidenziava il suo aspetto, nel quale non riconoscevano più il
giovane sane e robusto da anni ad essi noto, e che ora in volto appariva, come
riferirono, "verde come l'erba". Ad essi Antonio chiese di essere "innaffiato
d'acqua" perché sentiva il corpo bruciare.
Il suo malessere era talmente palese agli occhi del personale medico, da
indurre un'infermiera a proporgli la somministrazione di un sedativo, che egli

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nervosamente rifiutò, lasciando allibiti i presenti: si trattava infatti di
un'iniezione!
A questo punto cominciava a farsi strada l'idea che egli fosse impazzito e se ne
decise il ricovero coatto. Prima tuttavia che Antonio venisse portato in
ospedale, lo psicologo della compagnia, il Dr. Neli Carbonell David volle
esaminarlo, convincendosi del fatto che il giovane era afflitto solo da inaudite
sofferenze fisiche, incomprensibilmente insorte.
In ospedale, Antonio cominciò a parlare confusamente di UFO; ciononostante i
medici che sulle prime l'avevano creduto folle, convennero in un secondo
tempo sulle conclusioni raggiunte dal Dr. Neli, soprattutto quando
riscontrarono che la sua temperatura corporea segnava l'incomprensibile ed
altissimo indice di 42 gradi centigradi!
Inoltre uno dei medici, del Rocha Faria Hospital, evidentemente informato in
materia... sentendo i discorsi, sia pur frammentari del giovane, collegati al
proprio rapimento, si convinse dell'opportunità di approfondirne il caso,
asserendo non fosse il primo del genere che ad essi capitava, ed il cui carattere
"estremamente delicato", com'egli lo definì, sarebbe stato del resto confermato
da quella sensazione di vuoto che Antonio dopo oltre un mese dal proprio
incidente, avrebbe continuato a recepire nel camminare, da lui sintetizzata nel
concetto: "era come se galleggiassi su di una nuvola".
Intervistando il Dr. Neli, Irene Granchi raccolse la seguente dichiarazione: "Non
sono al momento in grado di dire nient'altro che il paziente è molto nervoso.
Da un punto di vista clinico il suo stato è alquanto strano, con una temperatura
corporea data da indici così variabili. Psicologicamente il suo stato è
catastrofico; proverò a sottoporlo ad ulteriori test domani,. ma ritengo egli
debba essere tenuto sotto osservazione da parte di un team di medici, in
quanto presenta un quadro clinico assolutamente fuori dell'ordinario."
Il Dr. Neli riferì inoltre che quando quel lunedì mattina aveva visitato per la
prima volta Antonio nel suo ambulatorio, questi piangeva come un bambino ed
era in uno stato psicologico pietoso. Ordinatogli di togliersi i vestiti, riscontrò
che il suo corpo era letteralmente coperto da eruzioni cutanee. Il giovane
aveva un'incredibile sete, in quanto sentiva la gola letteralmente ardergli.
Infine il medico confermò che egli aveva effettivamente vomitato per l'intera
notte.

La prima comparsa degli esseri a forma di birillo


Un'inaspettata conferma dell'incredibile IR4 brasiliano, relativamente alle
stranissime entità in esso descritte, pervenne da un incontro ravvicinato
verificatosi diversi mesi prima nel gennaio di quello stesso '77 negli USA, ad
Harrah nello Stato di Washington, e riportato da una gazzetta locale, la
"Toppenish Review". Protagonista era stato un bambino che aveva riferito di
avere visto in prossimità di due "navi di acciaio" due "omini" alti circa un
metro, con una gamba sola sulla quale "ruotavano". Nascostosi dietro uno
scatolone egli aveva seguito le manovre degli esserini, sino a quando essi
erano risaliti a bordo degli oggetti, tramite una porta di accesso apertasi in due
parti come una croce, oltre la quale egli aveva scorto l'interno, fortemente
illuminato. Dopodiché le navi erano decollate, "nascondendosi in una nuvola di
fumo". Corso a svegliare la madre (erano le 6.30 del mattino) il bambino non

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era stato ovviamente creduto. In un secondo tempo strane tracce furono
individuate nell'area del presunto avvistamento, oltre ad un'area circolare di
tre metri, nella quale l'erba si presentava schiacciata.

Un caso modello
Malgrado poco conosciuto, il Caso La Rubia può dirsi un vero prontuario dei
tipici tratti ricorrenti in un IR4: un modello esemplare per la sintomatologia che
esso evidenzia sul piano fisico e psicologico del soggetto. Quest'ultima, la
classica "sindrome da abduction", sintetizzata nella vicenda di Antonio nel
mutamento radicale della persona, nello stato confusionale, nella soverchiante
paura, nella paresi corporea e nella sensazione di "camminare nel vuoto", è
oggi riproposta da una vastissima casistica internazionale, più o meno nota, e
da una letteratura specialistica i cui contributi vanno da John Mack a David
Jacobs, e da Karla Tumer a Whitley Strieber.
Altri interessanti dettagli nella narrazione di Antonio sono:

- Il sentire "la gola ardere", accompagnato da una sete illimitata, riportato


anche nell'esperienza di Travis Walton, il quale parlò anche di pareti
trasparenti del disco.
- La vaga sensazione di entrare "fluttuando" nel disco, descritta da Barney Hill
nel proprio celebre caso; anche le stranissime entità sono a loro volta descritte
"floating around", alla stessa stregua di altri noti casi di abductions come
quello di Pascagoula.
- Il grande schermo ricorre in un notevolissimo numero di resoconti di rapiti e
di contattisti che narrano essere stati sottoposti ad un bombardamento di
immagini dall'apparente contenuto ora di ammonimento, ora quasi idilliaco: qui
vediamo sul piano generale un trait d'union significativo fra i due ambiti di
esperienza. Irene Granchi realizzò che la descrizione dello schermo del caso La
Rubia, coincideva con quella di un altro evento brasiliano risalente al 1968, che
lei stessa aveva indagato, e noto come caso Mendoza Peccinetti-Villegas.
- L'immagine di Antonio con una sfera luminosa accanto a sé ribadisce il sopra
menzionato trait-d'union rinviando al tempo stesso ad alcuni recenti casi di
rapimento, come l'esperienza italiana di Valerio Lonzi, o a vicende
contattistiche, come quella storica di Orfeo Angelucci.
- La descrizione del prelievo ematico è quasi un classico dei casi di abductions:
come non ricordare lo storico, anche se relativamente poco dibattuto, caso
Villas Boas, del '57, nel quale l'omonimo protagonista di Antonio si vide
applicare un tubicino alla guancia, dalla quale vide scorrere il proprio sangue,
recependo anche lui di lì a poco un forte bruciore sulla zona della pelle
interessata.
- La sensazione di essere stato prigioniero all'interno di "un'invisibile campana
di vetro", corrisponde a quanto riferito sotto ipnosi da un altro addotto
brasiliano, il libraio Onilson Patero, protagonista nel marzo del '74 di un
clamoroso caso di "teleportation", e ci riporta ad altri casi celebri come quello
già citato di Travis Walton che descrisse una specie di involucro nel quale fu
tenuto prigioniero prima e durante i test cui venne sottoposto, o come
l'analoga esperienza di Betty Andreasson-Luca, del '67.

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Italia 1954: un caso similare?
Malgrado ufficialmente presentato come "incontro del terzo tipo", quanto
accaduto parecchi anni prima in Italia, nel corso di quella che fu un'annata
d'oro per l'ufologia contemporanea, anticipò per non pochi aspetti il caso La
Rubia.
Pochi minuti prima della mezzanotte del 18 ottobre 1954, a Parravicino d'Erba,
in provincia di Como, il rappresentante di commercio Renzo Pugina si trovava
nel parco della villa ove aveva parcheggiato la propria auto, quando fu colto da
una forte luminosità proveniente dal giardino. Mossi alcuni passi verso la
scalinata di accesso al viale della villa, notò in cima a questa uno stranissimo
essere, alto non più di un metro e trenta centimetri, che appariva come un
curioso "misto di uomo e di macchina": la testa era racchiusa da una specie di
casco, sopra il quale brillava una luce che consentiva di discernerne le fattezze
del volto, dagli occhi di tipo mongoloide. Le braccia ed il torace erano rivestiti
da una specie di corazza a squame. La parte inferiore del corpo non
evidenziava gambe, ma si continuava in una stranissima protuberanza a forma
di cono, che piegandosi posteriormente dava luogo ad una struttura "a tubo"
terminante in una specie di disco, del diametro di una ruota di bicicletta.
Accortosi della presenza del Pugina, l'essere rivolse in sua direzione quella che
sembrava una torcia elettrica, dalla quale scaturì una luce bianca.
Improvvisamente il Pugina si sentì, esattamente come descriverà Antonio La
Rubia sulla propria esperienza, "inchiodato al suolo", preda di paura e
smarrimento.
Acquisita di nuovo la motilità corporea, apparentemente conferitagli dal freddo
contatto con il metallo delle chiavi che aveva in tasca e con un impeto quasi
eroico, il Pugina risalì le scale alla volta dell'essere, urlando all'indirizzo di
questo la parola "Marte!" nel tentativo di richiamare la sua attenzione. Ma la
creatura robot, noncurante di ciò, si staccò improvvisamente dal suolo e,
fluttuando ascensionalmente, scomparve in breve dalla vista del testimone.
Rientrato in casa in preda al panico il Pugina narrò ai propri famigliari la sua
incredibile avventura; tremori e malessere cominciarono a manifestarsi in lui.
Quella notte nessuno riuscì a dormire, nel timore che il marziano tornasse. I
giorni successivi furono un vero calvario per il Pugina, vittima degli stessi
sintomi che decenni più tardi caratterizzeranno lo stato clinico di Antonio La
Rubia, reduce dal clamoroso rapimento: anche lui rimase sotto shock per
parecchi giorni, accusando un forte aumento della temperatura corporea,
unitamente a pallore, nervosismo e paura.
Unico souvenir lasciato dal passaggio della misteriosa entità fu una strana
macchia inodore al suolo, né umida, né grassa, che nel volgere di una giornata
aumentò ben sei volte di volume, per poi arrestarsi e progressivamente
regredire. Prima che scomparisse, un sedicente "biologo" di Milano si presentò
per prelevarne dei campioni, senza far più sapere nulla né dei risultati delle
analisi, né di se stesso.

Considerazioni finali
Essendo impossibile trarre delle conclusioni su vicende come quella di La
Rubia, o su tante altre analoghe, che indipendentemente dai propri tratti
peculiari sono solo tessere sparse di un mosaico il cui significato ci sfugge

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completamente, o meglio ancora rappresentano la punta di un iceberg dalle
dimensioni sconosciute, è forse stimolante al fine di interrogarci circa
l'esigenza di un nuovo approccio alla sconcertante ed enigmatica
fenomenologia delle abductions e al mistero UFO più in generale, riflettere su
quanto scriveva già nel '77 John Keel, riguardo la centralità dell'esperienza del
testimone.
"Abbiamo passato vent'anni cercando una soluzione di tipo semplicistico... La
verità è indubbiamente molto, molto più complessa e può risiedere del tutto al
di fuori delle scienze riconosciute e quotate. La sola via di scoprirlo è eseguire
studi approfonditi su tutto ciò che accade nelle zone soggette a 'flap', e di
correlare gli incidenti scoperti in queste zone... non la sconnessa ma scientifica
raccolta di rapporti sulle luci in cielo. La gente di tutto il mondo sta entrando in
un incubo fantascientifico... Non possiamo più ignorare ciò che è strano o che
sembra irrilevante. Qualcuno... o qualcosa... sta attraversando molti muri
(profetica affermazione! N.d.R). E gli ufologi sono così occupati a guardare
attraverso i loro telescopi che si sono estraniati dalla realtà, qualunque essa
sia. Smettiamo di provare l'esistenza, l'origine, la meccanica degli oggetti. Ci
abbiamo giocato per vent'anni e non abbiamo ottenuto niente. È ora di fare
uno sforzo concertato per scoprire che cosa succede... Gettate via i vostri
inutili moduli e questionari d'avvistamento, con le loro innumerevoli domande
sulle dimensioni, velocità e quote di oggetti volanti non identificati! Cercate di
scoprire tutto del testimone... e scavate nella sua memoria (ma senza mai fare
domande guida che lo portino alla risposta voluta) nella sua fanciullezza.
Sarete sorpresi di ciò che ne uscirà. E dopo avere visitato abbastanza zone
infestate, la vostra sorpresa si muterà in orrore deprimente. Getterete nella
spazzatura i vostri libri di astronomia ed esobiologia e vi ritroverete a
considerare e riconsiderare l'intero problema ufologico."

Fonti bibliografiche:
John Magor - "Aliens Above, Always" - Hancock House.
Pierre Delval - "Contatti del Quarto Tipo" - De Vecchi.
AAVV - "UFO in Italia" - Corrado Tedeschi Editore.
John Keel - "Un nuovo approccio ai testimoni" - in "UFO and Fortean
Phenomena" N° 2, 1978.

Un precedente italiano?
1954. Nel corso della grande "ondata" italiana di quell'anno si
manifestano anche alcuni casi di "incontri ravvicinati del terzo tipo" e
perfino un presunto caso di abduction "ante litteram", quello di
Giovanni Aquilante in Campania, scomparso e ritrovato
misteriosamente in stato di shock, con il ricordo di essere stato
"rapito" in cielo da strani esseri. Ma il caso più interessante resta
quello lombardo di Renzo Pugina, che si trovò di fronte un essere
molto simile alle "entità" del caso La Rubia.

Roberto Pinotti

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Una doverosa correlazione
1973: una notizia che ha dell'incredibile fa il giro del mondo. Due
uomini di Pascagoula (Mississippi) vengono sollevati da terra e rapiti
dagli occupanti di un UFO. Si tratta di esseri umanoidi dalle
estremità superiori simili a chele, più simili a robot che ad entità
biologiche. Successivamente rilasciati, i due protagonisti (Charles
Hickson e Calvin Parker) saranno interrogati dalle autorità e
sottoposti ad ipnosi regressiva dal Dr. Harder alla presenza
dell'astrofisico Hynek. La valutazione dei due studiosi sul caso sarà
del tutto positiva. Pur con le sue differenze, l'esperienza di La Rubia
presenta alcune interessanti analogie con il caso americano:
somiglianza morfologica delle entità, loro possibilità di fluttuare in
aria, meccanica del sequestro.

Roberto Pinotti

Il rapimento Travis Walton


1975. Ha luogo, suffragato anche da sei testimoni, il
rapimento di Travis Walton in Arizona. Travis ricorderà
parzialmente il suo soggiorno forzato a bordo dell'UFO,
il suo confronto con i piccoli esseri calvi, glabri e
macrocefali che lo esaminarono e la sua liberazione a
opera di un essere non dissimile da noi, un uomo del
tipo nordico. Fra l'altro è da rilevare, da parte di
questo "rapito", la memoria di un ambiente delle pareti trasparenti e
la sensazione di gran sete provata appena tornato in libertà.
Esattamente come nel caso La Rubia.

Roberto Pinotti

31
I RAPITI: QUINTA COLONNA O CAVALLO DI TROIA?
di Morena Sighinolfi

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 06 del Novembre 1999

Ovunque, ormai, il tema dei presunti rapimenti di essere umani


perpetrati da extraterrestri, è recepito nell'ambito ufologico come una
minaccia oscura e malefica ai danni del genere umano, quasi come
un'ombra che costantemente segue l'uomo e questo pericolo viene
sentito come tale ancora di più di una pur sempre possibile ma
fantastica invasione aliena della Terra.

Non è frequente trovare, in campo ufologico, delle donne impegnate


seriamente. In USA ve ne sono, beninteso, e nomi come quelli della
compianta Karka Turner (recentemente scomparsa) e di Linda
Moulton Howe sono già noti a tutti.
Fatto è che anche in Italia abbiamo qualche esempio, se pur a livello
discreto nell'ambito del CUN. Buon saggio di tale impegno è il testo
di Morena Sighinolfi che qui presentiamo.
Com'è noto la tematica delle "abduction", oltre che estremamente
complessa e difficile, sta ormai da tempo debordando verso altri ed
ancor più inquietanti aspetti: quelli del coinvolgimento, in tale
ambito, dell'intelligence e delle Autorità.
Il che non solo complica maggiormente il quadro, ma lo rende anche
più contraddittorio.
Così scenari propri di contesti quali quelli di gruppi di potere reali o
presunti (Bilderberg, Trilaterale, Illuminati e simili da un lato e
"Majestic-12" o "MJ-12" e "Cabala" dall'altro) si mescolano a quelli
propri di vari organismi di spionaggio, intelligence e ricerca (CIA,
NSA, RAND, ecc.); e l'attività di certi "rivelatori", da Lear a Cooper,
da Dean a Lazar, da Hamilton a Wolf (per non parlare del compianto
Colonnello Corso) a prospettive collegabili a concetti quali "Nuovo
Ordine Mondiale" o a progetti occulti di controllo globale (Mind
control, Echelon, ecc.) che vedono nel "Grande Fratello" di George
Orwell un inconsapevole profeta.
Deliri destituiti da ogni fondamenti?
Voluta contro-informazione per gestire al meglio l'obiettivo-chiave
delle Autorità e cioè la disinformazione?
Forse. Comunque le considerazioni qui espresse da Morena Sighinolfi
presentano un tentativo di interpretazione globale di certi fatti e dati
e non devono essere considerate che per quello che sono: un primo
abbozzo di un vasto quadro di difficile lettura che, nondimeno,
occorre tentare di delineare per capire.
Senza avere la pretesa di avere acquisito delle certezze, ma
nondimeno senza nulla escludere.

32
In ufologia, come sottolineava Aimé Michel, fare affermazioni è
difficile; ma ad escludere qualcosa c'è sempre tempo.

Roberto Pinotti

Nella trama sottile del rapimento l'uomo intuisce una vasta ragnatela che lo
imprigiona sempre di più ogni qualvolta egli tenti un qualche movimento per
liberarsi dall'angosciosa sensazione di non avere in realtà "vie d'uscita".
Il terrore che pervade il rapito scaturisce non tanto dalle ferite psichiche e
fisiche che gli vengono inferte, ma dalla precisa sensazione di non possedere
più la libertà di scelta.
Rimane in effetti da chiarire in quale ambito si possa parlare di reale libertà di
scelta o di libero arbitrio nella nostra società occidentale, in cui ogni azione o
decisione è demandata ad artifizi tecnologici (inventati ed inseriti
appositamente nella vita quotidiana di ogni individuo) da una élite ristretta di
tipo politico-scientifico che non ha nulla da spartire con i principi dell'etica.
In questo contesto la tela costruita dalla vedova nera "uomo" non si delinea
molto diversamente da quella tessuta dalla possibile vedova nera "alieno". La
parola d'ordine di un esercito terreno così agguerrito è infatti "potere assoluto"
e le loro armi non hanno più il colore abbagliante dell'acciaio.
Le tinte sfumano e diventano invisibili, ormai nascoste in un chip neurale: per
cui basta un segnale per ottenere una reazione, lo stesso segnale che guida
un'automobile e decide al posto dell'autista cosa è meglio fare. Certi organi
addetti all'esercizio del pensiero, nell'uomo comune, potranno allora anche
atrofizzarsi.
Circa i "rapiti", in questa fosca visione del "progresso scientifico" odierno si
impone dunque una domanda che sorge a livello sotterraneo ed esige una
risposta: "Dove risiede la differenza fra un possibile controllo mentale alieno e
un possibile controllo mentale terrestre?"
La risposta non può essere elusiva tantomeno superficiale. Tale esigenza
impellente trae origine dalla sentita necessità della speranza in un mondo e in
una qualità della vita migliori.
Questa necessità è però sovrastata da un malessere profondo, interiore e
schiacciante nell'individuo che non riesce a scoprirne l'origine perché è
impigliato nei fili trasparenti della ragnatela.
E da qualsiasi parte si volga lo sguardo non riuscirà mai ad avere uno scontro
diretto con l'artefice di questa, il ragno, di cui si intuisce la presenza senza mai
verificarla direttamente.
La visione è sfuggente ma la sofferenza è reale ed acuta. E in una; tale
situazione patologica non possono venire propinate cifre, statistiche e nuove
teorie che esplichino la funzione consolatoria di anti-infiammatorio.
Alla cavia da laboratorio poco importa infatti di oggettività e parametri dello
studio scientifico; essa è e resta "il" soggetto in questione a cui nulla viene
risparmiato per ottenere le verifiche.
L'impatto con la realtà diventa così travolgente, e non ci si può esimere
dall'ascoltare testimonianze all'apparenza incredibili quali quella di un Robert
Neaslund, particolarmente sconcertanti anche in rapporto al fenomeno degli

33
"impianti" che coinvolge sempre di più il problema dei "rapiti da UFO".
Chi scrive ha letto per la prima volta un articolo sul caso Neaslund sulla rivista
"Neural" n. 5 dell'aprile-marzo 1995. L'articolo si intitolava "Intrusioni
cerebrali". La giornalista Lucilla Quaglia specificava di aver verificato le
affermazioni di Robert Neaslund (R.N.) visionando le sue radiografie.
La storia: il suo protagonista è un cittadino svedese che nel 1995 aveva 54
anni. Nel 1967 egli si sottopose ad un banale intervento al setto nasale
all'ospedale di Söder di Stoccolma.
Il dottor C. Strand, durante l'intervento, inserì nel cervello del soggetto,
attraverso le cavità nasali, un microtrasmettitore cerebrale in sperimentazione.
Dopo cinque anni R.N. andò in prigione per frode e in carcere gli sarebbero
stati impiantati altri quattro trasmettitori dello stesso tipo. Nel 1978, anno in
cui riacquistò la libertà, R.N. avrebbe vissuto con questi cinque impianti, e il
Ministero della Sanità svedese minacciò di dichiararlo malato di mente se non
avesse smesso con le sue reiterate richieste di attenzione. Nel 1978 e nel 1982
egli riuscì infine a farsi operare e togliere due trasmettitori. Nel 1987
all'ospedale St. Carolus a Djakarta in Indonesia Neaslund incontrò poi il prof.
Hendayo che si dichiarò disposto ad operarlo.
Era il 4 agosto e l'operazione doveva avvenire il giorno dopo. Il 5 agosto il
prof. Hendayo cominciò a comportarsi stranamente e consigliò R.N. di non
operarsi. Ma questi non accettò il consiglio. Appena giunto in sala operatoria
irruppero due sconosciuti che gli fecero una puntura di sedativo. Neaslund si
svegliò mentre l'operazione era in corso e si accorse di avere mani e braccia
immobilizzate mentre una persona gli teneva ferma la testa e un dottore stava
incidendo la sua fronte in cui fu introdotto un altro modello di trasmettitore
cerebrale a forma di ombrello. R.N. dice che attraverso quegli aggeggi lo
starebbero monitorando e usando come cavia, attuando (in Svezia) lo stesso
tipo di sperimentazione sul controllo mentale e gli effetti delle radiazioni che
sarebbe stato condotto in America negli anni Sessanta.
Sia come sia, la IBM per conto proprio sta conducendo esperimenti con un chip
neurale denominato "2020".
Le operazioni, del tutto illegali, sono state eseguite sui detenuti più violenti di
una prigione californiana. La notizia in Italia è apparsa sulla rivista "Nexus" (n.
9, anno III) e il documento trapelato specifica che nonostante "i regolamenti
federali ancora non consentano la sperimentazione di impianti su prigionieri,
(...) siamo entrati nella sperimentazione contrattuale dei nostri prodotti.
Abbiamo avuto anche grandi successi con la tecnologia impiantistica in
strutture sanitarie gestite privatamente".
La IBM ha determinato che:

"i risultati degli impianti su 8 prigionieri fruttarono quanto segue:

- gli impianti sono serviti come strumento di controllo da parte della


sorveglianza per attività minacciose di gruppo;
- gli impianti hanno inabilitato due soggetti durante un assalto alla squadra
correzionale;
- effetti collaterali universali in tutti e 8 i soggetti dell'esperimento hanno
rivelato che quando l'impianto veniva regolato a 116 MHz tutti i soggetti

34
diventavano letargici e dormivano una media di 18-22 ore al giorno;
- tutti i soggetti rifiutarono i periodi di ricreazione per 14 giorni durante la
valutazione del test da 116 MHz;
- 7 degli 8 soggetti non fecero ginnastica, nella cella o fuori dalla cella, e 5
degli 8 soggetti rifiutarono la doccia anche per tre giorni di fila;
- ogni soggetto fu controllato per attività aggressive durante il periodo del test
e i risultati conclusivi furono che 7 degli 8 soggetti non esibirono atteggiamenti
aggressivi, anche quando provocati;
- ogni soggetto ha subìto solo modesti sanguinamenti da naso e orecchie 48
ore dopo l'impianto a causa dell'assestamento di questo;
- ogni soggetto non seppe dell'impianto nel periodo del test ed ogni impianto fu
recuperato nell'ambito del trattamento medico."

È interessante notare che la documentazione descrive gli effetti secondari di


tale impianto come totalmente uguali a quelli di certi rapiti dagli alieni.
Si specifica inoltre che: "...Uno dei timori sollevati dal settore R&S era la causa
del sanguinamento e come eliminare quel problema. Sanguinamenti
inspiegabili potrebbero spingere il soggetto ad indagare oltre sulle sue visite di
routine all'infermeria o ad altre strutture sanitarie."
Queste note di preoccupazione lasciano intendere chiaramente che i soggetti
scelti devono essere totalmente inconsapevoli di ciò che sta avvenendo; quindi
si può prevedere un uso a largo raggio di tale tecnologia specialmente nello
spionaggio dato che "...Essenzialmente gli impianti rendono il prigioniero
inconsapevolmente un registratore camminante e parlante di ogni evento con
cui viene a contatto."
Il comunicato è datato 20 ottobre 1995 e la distribuzione è marcata: "Eyes
only: Project Group 7A".
Qualsiasi commento sulla gravità di tale documento è totalmente inutile.
Si potrebbe opinare che si tratti di un falso, ma di ciò non c'è prova alcuna.
Inoltre il lettore non deve dimenticare che in USA la sperimentazione degli enti
governativi sulla popolazione ignara è praticata largamente sin dagli anni
Quaranta, appunto come è descritto nell'ottimo articolo di Susan Bryce apparso
su "Nexus" (n. 17). Il sottotitolo dell'articolo riporta quanto segue: "Milioni di
cittadini delle democrazie occidentali sono stati le vittime, ignari o
consenzienti, di esperimenti finanziati dai governi con radiazioni, droghe, armi
batteriologiche, vaccini e sterilizzazione".
L'articolo si conclude con questo avvertimento sibillino: "Quando i
rappresentanti da noi eletti ci assicurano che certi esperimenti sugli umani
sono stati interrotti, dovremmo essere sospettosi. Possiamo essere certi che
alcuni esperimenti sono cessati solo perché obsoleti, e che nuove tecnologie e
tecniche stanno fornendo terreno fertile a nuovi tipi di sperimentazione
umana."
Il controllo massificato non è un'invenzione della società capitalistica in quanto
lo spionaggio è stato da sempre usato come arma preventiva e repellente del
nemico.
Ciò che ci discosta dal passato sono gli strumenti invisibili che determinano
scenari diversi e per molti versi imprevedibili.
È come un film che abbiamo già visto, ovvero un "remake" con la medesima

35
sceneggiatura, che supera in peggio la visione orwelliana di "1984". Come la
recente polemica su "Echelon" ha indicato, oggi l'interprete principale è, senza
ombra di dubbio, il sistema satellitare che riceve e reindirizza i segnali. Questo
facilita il compito al "regista" mettendolo nelle condizioni di sapere, vedere,
sentire in qualsiasi momento dove sono e con chi stanno parlando gli attori.
Si deve presumere che la necessità primaria del regista politico-militare sia
quella di conoscere in ogni momento la situazione mondiale per prevenire
qualsiasi mossa che esce dal suo schema.
In questo senso i cellulari sono un ottimo supporto, ottimali nell'azione di
ascolto e rilevamento del segnale di uscita per rintracciare la macchina. Il
sistema GPS offre una sfumatura diversa; si può infatti "guidare" il nemico,
soprattutto contro la sua volontà, verso la meta prescelta.
Si è pensato preventivamente anche all'eventualità che qualcuno si astenga
dall'uso del cellulare, per esempio, o del GPS. L'intervento potrebbe diventare
allora più radicale e offrire maggiori vantaggi delle precedenti "cimici": si
installerebbe il chip neurale e tutto diventerebbe prevedibile.
È singolare come alcuni degli effetti secondari di queste installazioni sui cervelli
umani siano uguali a quelli causati dagli impianti nei "rapiti da UFO": ad
entrambi ad esempio sanguina il naso, come a Johnny Mnemonic nel film
omonimo.
In questa breve carrellata sulle potenzialità di alcuni dei sistemi di controllo
sulle masse terrestri non emerge mai chiara la causa prima e la sua
intenzionalità. D'altronde la parola chiave che muove tutto il sistema
capitalistico è "il profitto", quindi la molla di tutto va ricercata in questo
concetto.
In quale rapporto però stia il profitto economico con l'etica e,
conseguentemente, con la morale, nessuno vuole dichiararlo apertamente. Se
però sia l'etica sia la morale diventano concetti al servizio del sistema di
controllo globale, in quanto entrambi creati dall'uomo, allora tutto diventa
giustificabile. Cioè: "ogni cosa ha il suo prezzo", senza specificare chi debba
pagare questo prezzo in quanto ciò è già sottinteso.

Nei notiziari televisivi ogni giorno veniamo informati, e disinformati, delle


nefandezze che le nazioni e le industrie compiono a spese dell'equilibrio
ecologico terrestre, vedi gli esperimenti nucleari francesi e il disboscamento
della foresta amazzonica. I giornalisti condiscono poi queste notizie
catastrofiche con le cronache rosa sui vip dello spettacolo, nell'intento non
dichiarato di desensibilizzare la massa e assopire le coscienze.
Si potrebbe perfino paradossalmente ipotizzare che molti dei progetti di
conquista dello spazio portati avanti dagli americani serviranno in un futuro
prossimo come via di fuga dalla Terra (solo ad una ristretta élite) quando sarà
stato distrutto tutto il distruttibile.

Il "niente", nel suo aspetto negativo, è nei nostri piatti già da molto.
Il sistema industriale globale è sempre più impantanato nel suo stesso
meccanismo. Cambiare le strutture, le attrezzature, le formule energetiche,
sarebbe troppo dispendioso e comporterebbe uno sforzo economico immenso
da parte degli industriali e dei politici.

36
Nonostante quanto sappiamo sugli effetti dell'energia nucleare, che fine fanno
le scorie radioattive residue delle centrali nucleari?
Vengono inventati palliativi per rassicurare il consumatore, come la raccolta
differenziata dei rifiuti; ciononostante le città sono circondate da montagne di
sporcizia che viene bruciata in immensi forni che producono inquinamento
atmosferico.
Il problema viene rimandato alle generazioni future.
La reazione strutturale organica del fisico dell'uomo all'inquinamento avviene
nei modi più disparati.
Le tonalità di cancro fisico e psichico sono pressoché infinite e si esprimono nei
modi più disparati.
Il cuore, che rappresenta simbolicamente e materialmente l'organo di risposta
al ritmo incessante di lavoro pratico e cerebrale, si ribella attraverso l'infarto.
Siamo costretti a respirare atmosfera inquinata, bere e mangiare acqua e cibi
avvelenati, circondati da campi elettromagnetici che influiscono direttamente
sul cervello e sul sistema immunitario, non esistono più barriere di difesa.
In una società senza principi, la cui ragione di esistere è cristallizzata nel
profitto personale, quale oasi di protezione si può offrire ad un vero rapito dagli
alieni?
Esiste forse una differenza etica fra controllo mentale alieno o terrestre?
In ogni caso, si deve sempre rammentare che siamo tutti dei potenziali Robert
Neaslund, in tutti due i sensi: controllati e controllabili a volontà.
Altro che "intercettazioni ambientali" o il "braccialetto elettronico" per i soggetti
agli arresti domiciliari proposto nell'Italia del 1999!
Tutti gli utenti di Internet sono comunque controllabili già oggi e in tempo
reale. E non si venga a parlare di "isterismo cospirazionista"!
La prassi usata nel prelevamento dell'addotto è la fase più sconcertante
dell'operazione ed esula chiaramente da una qualsiasi valutazione razionale. La
significatività di questa fase è preponderante rispetto a ciò che avviene dopo
ed è anche la vera differenziazione riscontrabile fra controllo mentale alieno e
terrestre.
Il libro di Karla Turner è illuminante per la questione. La prima testimone
citata, Pat, pone accenti diversi sui rapimenti eseguiti dagli ET e quelli eseguiti
dai militari.

Nel primo caso sono presenti mezzi psichi ci e tecnologici che esulano da una
qualsiasi specificità, mentre, nel secondo caso, vengono descritti più
banalmente uomini armati che usano iniezioni di droghe per costringere il
soggetto alla sottomissione, di solito in ambienti particolari, i cosiddetti
"milabs" (da "military laboratories", laboratori militari).
Studiando le diverse testimonianze degli addotti si potrebbe addirittura
arrivare ad un assioma: laddove sono presenti intimidazione, violenza fisica e
verbale, armi convenzionali, questi contenuti rappresentano l'impronta umana,
militare o di intelligence che sia.
Secondo alcune fonti che, pur contraddittorie, sembrano in parte ufficializzarsi
come per il col. Corso, M. Wolf e R. Dean, i militari americani starebbero
studiando la retroingegneria ET dagli anni Quaranta. Da allora in poi, per
ordine di un governo occulto, i testimoni di avvistamenti UFO sarebbero stati

37
tacitamente trattati pubblicamente come visionari, instabili mentali, ignoranti
ed esibizionisti.
Qualcuno, per interessi definiti e in nome del bene comune, ha deciso che era
molto meglio nascondere la verità con la menzogna. Si è sempre posto
l'accento sulla questione dell'isteria pubblica come reazione all'annuncio
governativo che "gli extraterrestri sono fra noi". Veniva citato il famoso
programma radiofonico di Welles sull'invasione marziana.
Ma se l'intenzione degli ET non fosse affatto l'invasione, ma l'integrazione, da
cosa trarrebbero significato le menzogne che ci sono state propinate fino ad
ora ed hanno rovinato la vita di tante persone?

Ultimo fra i vari "rivelatori", colluso con l'intelligence USA, Michael Wolf, in una
intervista rilasciata a R. Boylan, ci parla chiaramente di presunti trattati
governativi USA-alieni: "Gli ET non stanno infrangendo i trattati governo USA-
Zeta Reticuli, ma il governo lo ha fatto maltrattando alcuni ET e tentando di
abbattere degli UFO - ha dichiarato, aggiungendo che - gli scienziati del
governo scoprirono che gli ET non possono smaterializzarsi e scappare se sono
circondati da un campo elettromagnetico estremamente forte."
Queste affermazioni, pur deliranti per gli scettici, non devono peraltro essere
relegate nel dimenticato io dagli ufologi.

Vale semmai la pena che molti genuini rapiti dagli alieni si pongano la
domanda: "Chi è il vero nemico? Da chi mi devo proteggere?"
Se, in coscienza, un addotto può riconoscere gli ET come potenziali nemici, gli
enti governativi alla ricerca di informazioni devono allora esserlo almeno
altrettanto.
La faccenda si complica dunque ulteriormente e qualcosa non quadra.
In USA l'esercito non sa esattamente quello che fa l'aviazione e viceversa, la
CIA spia entrambi e il Presidente non può sapere cosa si combina nell'Area
51...
Il nucleo centrale decisionale rimarrebbe pertanto nascosto e riparato, con la
sua forza che risiede nella mistificazione della realtà.
In questa prospettiva bisogna necessariamente tacciare di ingenuità gli ET che
avrebbero stipulato dei trattati con il governo USA.
Un Wolf commenta in questo modo: "Alcuni del governo vogliono migliorare le
relazioni diplomatiche (con gli ET), ma altri tra i militari vogliono abbatterli.
Questo è ironico dato che la tecnologia SDI (Guerre stellari) fu fornita al
governo dagli ET."
Diventa insomma piuttosto anacronistico il ritratto degli extraterrestri proposto
in "Independence Day" e in "X-Files".
È del tutto inverosimile che un "nemico" così potente da fornire l'SDI agli Stati
Uniti abbia aspettato dagli anni Quaranta ad oggi per mettere a punto un piano
di invasione della Terra.
È evidente che i loro intenti sono allora altri, non certo quelli variamente
dichiarati da personaggi coinvolti con organi governativi.
I vari Wolf, Corso, Dean, Courant hanno comunque ribadito diverse volte di
non ritenere gli ET dei nemici.
D'altronde questi extraterrestri non dovrebbero neanche nutrire una sincera

38
simpatia verso gli umani dato l'uso che è stato fatto della tecnologia che ci
avrebbero messo a disposizione.
In mezzo alle diverse fazioni e ai differenti scenari si viene dunque a porre
l'addotto, il quale occupa una posizione scomoda, rispetto a tutti gli altri
uomini, non essendo esente da drammi e shock.
Soprattutto nei rapiti devono essere accentuati un grande disagio psicologico e
un profondo senso di solitudine e impotenza. Il soggetto si rende conto di
essere del tutto in balia di forze esterne sconosciute che superano
grandemente le proprie barriere di difesa.
Non esiste un metodo conosciuto per arginare questo potere.
L'impotenza si traduce spesso in rabbia sorda che di solito viene esternata
nell'affermazione di molti rapiti: "Perché non mi hanno il permesso di
utilizzarmi per i loro esperimenti?"
È il legittimo risentimento dell'addotto verso i suoi rapitori.
Ma poi, in genere, si sviluppa in lui un meccanismo del tipo "sindrome di
Stoccolma". A molti di essi viene detto che quando sarà il momento
ricorderanno tutto. Intanto i loro caratteri genetici e il loro sistema immunitario
sono magari stati manipolati, i loro cervelli modificati e caricati di informazioni
e disposizioni che dovranno forse servire in un futuro non lontano in cui
succederà qualcosa.
Non a caso, nel libro di K. Turner, su otto testimoni femminili sette hanno la
"sensazione di avere un compito da svolgere", sognano di "grandi disastri"
sulla Terra, fanno sogni "di atterraggi in massa" di UFO; otto su otto hanno
avuto cambiamenti di atteggiamenti, provano il desiderio di vivere in
campagna più vicini alla natura, vivono esperienze paranormali, hanno disturbi
del sonno; sei su otto hanno dichiarato la presenza di personale militare
mentre tre su otto, forse non casualmente, hanno un membro della famiglia in
rapporti con i servizi segreti.
Questi individui sono costretti loro malgrado a vivere una vera e propria
rivoluzione intellettuale lanciata verso un futuro prossimo imperniato su
avvenimenti catastrofici che dovrebbero avvenire.
Negli scenari dei rapimenti vengono descritte diverse razze di ET. Alcuni
dichiarano che i militari terrestri sono guidati da loro; ma altri, come i
"rettiloidi" sarebbero stati visti solo collaborare con loro.

Questa situazione velata di fazioni contrarie che potrebbe essersi creata


spiegherebbe come mai alcuni rapiti sarebbero stati sequestrati prima dagli ET
e poi dai terrestri (militari) in basi o laboratori ad hoc (i "milabs"). Si ha
l'impressione che gli uni cerchino di controllare gli altri, ma la rete intessuta
dagli alieni sarebbe talmente vasta da risultare ingestibile agli umani.
A questo punto del gioco entra in scena l'importanza degli insegnamenti, le
intrusioni genetiche, le istruzioni date agli uomini rapiti. Fondamentalmente
sono, queste cose che sfuggirebbero al controllo dei militari perché questi
particolari individui potrebbero cambiare anche la storia del genere umano.
Grazie anche a loro, cioè, qualcosa potrebbe non essere mai più come prima.
Un ciclo sta per chiudersi e un altro completamente nuovo sta per aprirsi?
Ancora una volta il processo evolutivo umano sembra essere guidato
dall'esterno, si potrebbe dire dall'alto, come pare sia successo nel passato più

39
o meno remoto.
Ciò che sorprende di più in questa fase, rispetto alla ripetizione storica, è
l'apparente velocità con cui gli avvenimenti si susseguono.
Questo induce a pensare ad una qualche necessità o urgenza impellente le cui
ragioni ci sono sconosciute.
Alcuni ricercatori sembrano però non essersi accorti che probabilmente esiste
un doppio gioco nel doppio gioco. Questa realtà emerge anche da alcune
affermazioni di M. Wolf.
Rileva l'intervista di Boylan: "Una rivelazione ben più conturbante del Dr. Wolf
riguarda un gruppo di rinnegati all'interno degli enti militari e di intelligence
implicati nell'insabbiamento UFO, Wolf ha etichettato questo gruppo di
cospiratori come La Cabala. Composta da ufficiali estremisti, fondamentalisti,
xenofobi, razzisti e paranoici, la Cabala avrebbe requisito gli armamenti del
sistema SDI per abbattere UFO; avrebbe preso prigionieri extraterrestri
sopravvissuti e avrebbe tentato di estorcerne informazioni con la forza... La
Cabala controllerebbe anche alcuni ben noti investigatori sugli UFO. Wolf dice
che il direttore di un importante organizzazione civile statunitense di ricerca
sugli UFO 'ha le sue chiappe in mano alla Cabala' e aggiunge che un altro noto
ufologo in Canada viene pagato per effettuare aspre critiche nei confronti di
svariati ricercatori UFO."
Da queste dichiarazioni, considerando effettiva l'esistenza del MJ-12
confermata anche da M. Wolf, si potrebbero desumere almeno tre cose:

1) il gruppo estremista che sarebbe riuscito a requisire il sistema SDI dovrebbe


essere fortemente appoggiato politicamente ed economicamente;
2) non si deve concedere fiducia alle organizzazioni ufologiche civili in quanto
molte di esse sarebbero manovrate e le testimonianze controllate ed
eventualmente mistificate o inquinate, almeno in USA;
3) Lo scenario ufologico americano verrebbe dunque condizionato da due
gruppi apparentemente in antitesi:

- il gruppo conosciuto come MJ-12.


Questo organismo invisibile voluto dal presidente Truman all'inizio doveva
rendere conto solamente al Presidente degli USA in persona; poi ordini e
gerarchia furono stravolti ed oggi l'MJ-12 opererebbe indipendentemente e il
Presidente stesso non avrebbe più accesso alloro livello di segretezza.
Tale organizzazione disporrebbe altresì di organismi propri e si avvarrebbe
della collaborazione dell'Aeronautica, della Marina e dell'Esercito. Le decisioni
del MJ-12 non sembrano opinabili e sono responsabili della politica di "cover-
up".
Dato che tale strategia di insabbiamento sugli UFO è stata imitata in tutto il
resto del mondo, potrebbe darsi che il potere di tale organizzazione sia
esercitato anche fuori dagli Stati Uniti;
- il gruppo definito "La Cabala", che si oppone ad una politica di collaborazione
con gli ET. Potrebbe però anche darsi che MJ-12 e La Cabala siano in effetti la
stessa cosa ed agiscano opportunisticamente come è tipico di enti governativi
quali la CIA (che venne creata dai primi componenti del MJ-12).

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Nonostante negli ultimi anni si stia assistendo ad un "graduale rilascio di
informazioni" è interessante notare che i vari ex-militari, militari in servizio e
scienziati governativi che hanno "parlato" pubblicamente di ciò che hanno visto
hanno anche ricevuto varie minacce psicologiche e fisiche, estese pure ai
familiari.
Viene così da pensare che molto del materiale rilasciato al pubblico sia in realtà
un "cedimento" fisiologico nella rete di segretezza e non un atto volontario di
questa.
Molti dei ricercatori che si avvicinano troppo alla realtà extraterrestre vengono
infatti tuttora minacciati da enti governativi. Sono anacronistiche le situazioni
come quelle descritte da K. Turner e J. Mack, con gli individui rapiti incoraggiati
dagli ET a rendere pubbliche le loro esperienze ma essi stessi ammoniti dai
militari ad astenersi da qualsiasi rivelazione. Come si può interpretare
oggettivamente questa situazione?
A questo proposito sembra necessario introdurre nel puzzle ufologico alcune
ipotesi rispondenti a nuove esigenze:

- la realtà della presenza extraterrestre sulla Terra non abbisognerebbe


certamente di intermediari governativi per essere divulgata. I poteri mentali
che sembrerebbero distinguere gli alieni dalla razza umana (non solo i "Grigi"
ma tutti gli ET) parrebbero sufficienti sia a piegare la volontà di qualsiasi
governo, sia a reclamizzare la loro presenza (la qual cosa probabilmente già
avviene da molto tempo attraverso i contattisti, gli addotti e, presumibilmente,
anche attraverso i testimoni stessi degli avvistamenti di UFO). Questa
superiorità di tipo evolutivo combinata alla tecnologia degli ET, pone i terrestri
su un piano talmente inferiore che se il loro intento, non dichiarato, fosse
"solo" una invasione gli umani non avrebbero scampo.
- La ragione principale per cui i vari governi mondiali, Stati Uniti "in primis",
non hanno mai denunciato, pubblicamente la presenza extraterrestre sulla
Terra è solo un fattore di interesse economico basato sul potere. Nella realtà ci
si trova di fronte ad una totale impotenza difensiva materiale e psicologica dei
governi.
E circa i loro timidi tentativi di "mettere le mani avanti" nei confronti della
gente, l'intenzione principale non è certo da ricercare nella pretesa difesa del
popolo, ma solo nel tentativo di salvare la faccia di fronte ad una nuova realtà
che sarà alla fine svelata molto probabilmente anche grazie agli addotti, ormai
scomoda "quinta colonna" aliena fra noi.
- I vigenti principi di morale ed etica umani sono totalmente insufficienti ed
inadatti al giudizio oggettivo per comprendere ciò che starebbero realizzando
gli alieni nel campo delle abductions. La deficienza intellettuale individuale
costituisce comunque, ieri e oggi, l'humus di quei valori di decadenza di cui il
filosofo Nietzsche parlava già oltre un secolo fa.

Resta il fatto che se l'uomo, l'addotto, il genere umano si sente in balia di forze
esterne a cui non riesce opporsi, ciò va considerato come una debolezza, una
sua incapacità di opporsi alla violenza interna del sistema. La paura nutre la
debolezza, ed entrambe le cose affondano le loro radici nelle costruzioni
concettuali di principi vani e mistificanti.

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Dice Nietzsche che "gli spiriti vincolati dicono che sono giuste quattro specie di
cose. Primo: sono giuste tutte le cose che hanno durata; secondo: sono giuste
tutte le cose che non ci disturbano; terzo: sono giuste tutte le cose che ci
recano vantaggio; quarto: sono giuste tutte le cose per cui abbiamo fatto
sacrifici.
Quest'ultimo punto spiega ad esempio perché una guerra, iniziata contro la
volontà del popolo, venga poi continuata con entusiasmo non appena siano
cadute le prime vittime. Gli spiriti liberi che difendono la loro causa innanzi al
tribunale degli spiriti vincolati, debbono dimostrare che di spiriti liberi ce ne
sono sempre stati, e dunque che la libertà di spirito ha durata; poi, che non
vogliono risultare molesti, e infine che in complesso portano vantaggio agli
spiriti vincolati; ma, non potendo convincere gli spiriti vincolati su quest'ultimo
punto, a nulla vale l'aver dimostrato il primo e il secondo."
L'individuo, manipolato o meno che sia, dovrà dunque combattere
interiormente ed esteriormente per comprendere come mai il processo
evolutivo umano dovrebbe essere guidato dall'esterno, cosa in sé umiliante.
Non esistono troppe risposte: o è sempre stato così (forse ovunque nel
cosmo), oppure l'uomo non è incapace di gestire il proprio libero arbitrio.
Questa nuova fase evolutiva pone quindi ogni soggetto di fronte ad una presa
di coscienza responsabile che non potrà più rivolgersi ad "interventi divini" o a
scusanti quali il "peccato originale".
La domanda ancestrale "Chi sono, da dove vengo, dove vado?" non può
trovare una risposta solo all'esterno.
La figura del rapito si pone quale fattore estraneo, destabilizzante e innovativo
come la figura dello "spirito svincolato" di cui parla Nietzsche.
Estraneo perché egli sente di non essere interamente né terrestre né
extraterrestre.
Destabilizzante perché egli scopre di poter vivere esperienze paranormali che
normalmente non sono accessibili a chiunque. Doppiamente destabilizzante
perché tutti insieme gli addotti costituiscono la prova vivente di un
cambiamento che sta avvenendo e in cui essi sono in un certo qual modo delle
vittime nei confronti degli alieni e degli eroi nei confronti gli uomini. Eroi loro
malgrado.
L'imponente rivoluzione interiore che avviene in questi individui li porta alla
scoperta di altre dimensioni spazio-temporali a cui la coscienza si apre come
per trasmutazione alchemica.
Che importanza ha che questo processo sia provocato e non naturale?
L'importante è che avvenga.
Questa "quinta colonna" di addotti in mezzo a noi continua a dare al mondo la
sua muta e rivoluzionaria testimonianza.
Il nuovo tipo di uomo che è stato creato in loro, loro malgrado, costituisce in
effetti un elemento di contrasto all'attuale stato di "décadence" indotto dal
sistema.
Riuscirà tutto ciò a sbloccare la situazione in senso evolutivo?
La realtà dei rapiti è comunque un "cavallo di Troia" per l"'establishment".
Certo, al momento non esistono previsioni possibili. Però chiunque potrebbe e
dovrebbe fermarsi un attimo a pensare.
La partita è tuttora in gioco e sviluppi ulteriori sono a portata di mano.

42
ABDUCTION A DISTANZA

di Giuseppe Colaminè

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 06 del Novembre 1999

Quando l'addotto viene sottoposto ad una esperienza onirica che


modifica il suo assetto emotivo.

Considerazioni sulla casistica


Negli ultimi anni la percentuale di casi in cui si evidenzia il sospetto di un
rapimento di esseri umani da parte di creature ignote, sospettate di essere di
origine extraterrestre, ha subito un sensibile incremento, accompagnato dalla
comparsa di varianti legate alla modalità dell'evento.
Gli studiosi del fenomeno - ufologi, psicologi, psichiatri e sociologi - si sono
trovati di fronte ad una vera costellazione di avvenimenti con caratteristiche
comuni per grandi linee ma diversi tra loro nei dettagli tecnici e ciò ha reso
difficile sia le indagini che l'opera preliminare di "screening" fra casi da
includere nella categoria dei sospetti ed altri attribuibili alla suggestionabilità di
strutture psichiche labili.
Nell'adduzione classica ci si trova di fronte ad un individuo il quale lamenta
disturbi emotivi vaghi, come insonnia, irritabilità, incubi ricorrenti, alterazioni
dell'appetito, della libido, deficit di concentrazione ed una serie di sintomi
attribuibili ad uno stato psiconevrotico. Il punto chiave della questione è
rappresentato da due fattori che appaiono patognomonici:

1) La presenza di un'amnesia circoscritta ad un breve periodo (minuti oppure


ore) antecedente l'inizio del quadro psichico.
2) La presenza di cicatrici piccole e lineari su determinate aree del corpo
(inguine, regione sacrale, estremità) non attribuibili ad eventi traumatici che
peraltro risultano assenti nella storia del soggetto.

Un terzo fattore alquanto instabile è rappresentato dalla presenza di minuscoli


oggetti metallici definiti "impianti" in determinate regioni del corpo (tallone,
pianta del piede, mano). Questi oggetti lunghi pochi millimetri si trovano nel
sottocutaneo, oppure giustapposti alle capsule articolari, ma anche qui non vi
sono dati anamnesici che giustifichino la loro presenza e peraltro mancano
sulla pelle cicatrici che potrebbero essere residuate dall'ingresso degli stessi
all'interno dell'organismo.
Analisi di alcuni impianti hanno evidenziato la loro natura metallica, in
particolare si tratterebbe di leghe non usate dalla nostra tecnologia e peraltro
contenenti elementi con percentuale isotopica non terrestre.
L'asportazione chirurgica degli impianti, eseguita peraltro in una bassa
percentuale di casi, ha determinato un miglioramento delle condizioni emotive
dei soggetti, ma non vi è stato modo di risalire ai modi ed ai tempi
dell'applicazione degli stessi.
Diversamente, il trattamento con ipnosi regressiva volto ad evidenziare i ricordi

43
rimossi relativi al periodo anamnesico ha riportato alla luce contenuti
abbastanza comuni ai numerosi presunti addotti.

In particolare i soggetti hanno raccontato di essere stati prelevati in ore


notturne, per lo più in zone rurali, da individui umanoidi di bassa statura,
cranio voluminoso, arti e tronco esili, ascrivibili alla tipologia dei cosiddetti
"Grigi". Il prelevamento non era accompagnato da atti violenti, piuttosto gli
addotti hanno raccontato di essere rimasti come ipnotizzati dalla presenza di
queste creature e di averle seguite docilmente, senza opporre resistenza.
Una volta prelevati i soggetti venivano portati all'interno di ambienti piuttosto
spogli circolari o poligonali con pareti a pannelli, luminosità diffusa,
pavimentazione liscia, talvolta piastrellata. Nell'insieme tali ambienti facevano
pensare ad un laboratorio o ad una sala operatoria in cui era costante la
presenza di un lettino sul quale i rapiti venivano fatti adagiare.

Suggestivo è il fatto che la maggior parte degli addotti non ha ricordato il


percorso dal momento del prelevamento fino a quello in cui la scena si
svolgeva all'interno dell'ambiente precedentemente descritto. In altre parole,
pochi hanno raccontato di aver visto strutture accostabili ad UFO nelle quali
venivano introdotti, bensì di essersi ritrovati senza sapere come distesi su di
un lettino e spesso assicurati con mezzi di contenzione o fisicamente paralizzati
da "qualcosa" che essi stessi non hanno saputo definire.

A questo punto i contenuti del racconto convergono su di una tematica


comune; i soggetti hanno riferito di essere stati sottoposti ad una serie di
esami fisici eseguiti con l'ausilio di "sonde", sia invasive, cioè introdotte in
cavità come bocca e naso, sia non invasive, che esploravano l'organismo alla
stessa maniera di apparecchiature mediche comuni come ecografi e tomografi.
Nel 90% dei casi questi procedimenti erano indolori, al massimo procuravano
sensazioni di fastidio.
Molti addotti hanno anche raccontato di essere stati sottoposti a manipolazioni
dei genitali, sempre mediate da apparecchiature. In una bassa percentuale di
casi abbiamo il racconto di un accoppiamento sessuale di soggetti maschi con
creature umanoidi di aspetto femminile; anche in questo caso non vi era
violenza ma piuttosto una sorta di coercizione del pensiero che portava
l'addotto ad assumere comportamenti specifici, nonostante la sua volontà vi si
opponesse.

Una particolarità apparentemente inspiegabile sta nel fatto che in alcuni


racconti viene descritta la presenza durante le operazioni di individui di aspetto
umano, ben vestiti, apparentemente indifferenti nell'atteggiamento, che si
affiancavano ai Grigi che dirigevano comunque lo svolgersi delle operazioni
stesse. Si tratta di un particolare estremamente interessante, poiché alimenta
la cosiddetta teoria del "patto scellerato", secondo la quale gli alieni
coopererebbero con una élite umana, nel quadro infame di un presunto
accordo segreto i cui fini ci appaiono ignoti ma che comunque ha dato luogo ad
ipotesi inquietanti.

44
La teoria del "complotto umano-alieno" presuppone che una specie non
terrestre abbia raggiunto un accordo con alcuni governi; secondo i patti i Grigi
avrebbero mano libera nel rapire, manipolare, effettuare esperimenti genetici
su esseri umani, dando in cambio informazioni e suggerimenti tecnici per la
costruzione di apparecchiature scientifiche, per lo più destinate ad uso militare,
che alcune nazioni starebbero mettendo a punto per assicurarsi un predominio
planetario.
In quest'ottica sarebbe spiega bile la collaborazione materiale di uomini dei
servizi di sicurezza con gli alieni nella messa in atto delle "abductions".

La sindrome di Diana
Con il termine "sindrome di D.I.A.N.A." (acronimo per "Delirio Individuale da
Aggressione Notturna Aliena", coniato dagli spagnoli Javier Sierra e Joseph
Gujiarro) ci collochiamo in un quadro diverso.
Si tratta di un quadro ascrivibile ai rapimenti da parte di alieni che presenta
delle peculiarità diverse dalla casistica classica e che apre nuove e più
inquietanti prospettive allo studio del fenomeno.
I soggetti interessati raccontano di aver visto apparire di notte nelle loro
camere da letto creature di tipo Grigio che li avrebbero "prelevati",
trasportandoli all'interno di ambienti simili a quelli precedentemente descritti.
Il seguito è simile alle altre adduzioni ma la modalità di prelevamento resta
ancora più oscura.

I familiari dei presunti addotti, infatti, pur dormendo nella stessa casa, non
ricordano alcun rumore o altro segno di presenza estranea; inoltre le abitazioni
in questione non presentano alcun segno di forzatura su porte o finestre; in
altre parole ci troviamo in pieno paranormale, laddove si parla di apparizioni
che però lasciano sul corpo degli addotti segni e cicatrici identici a quelli
descritti nella casistica standard; più delle altre forme, la sindrome di Diana è
oggetto di studi psichiatrici che per ora non hanno portato a conclusioni
definitive.
Siamo di fronte ad un'ipotesi che se da un lato ci avvicina a considerazioni che
spesso superano ampiamente i limiti della logica comune, dall'altro potrebbe
darci una visione ben diversa e forse paradossalmente più credibile dell'intera
questione.

Nell'adduzione messa in atto secondo le metodiche definite "classiche", benché


non vi siano aspetti particolarmente "fantascientifici" nello svolgimento dei
fatti, resta comunque evidente una certa grossolanità di comportamento da
parte dei presunti alieni.
Supponiamo infatti di trovarci di fronte a creature provenienti da sistemi
stellari diversi dal nostro, quindi distanti anni luce dalla Terra. Per riuscire ad
effettuare viaggi interstellari gli esseri in questione devono necessariamente
essere in possesso di cognizioni scientifiche estremamente avanzate che gli
consentano di by-passare i limiti fisici stabiliti dalle leggi della relatività. Appare
piuttosto strano che una volta arrivati sulla Terra questi esseri si ritrovino a
mettere in atto rapimenti che per quanto concerne almeno la fase di
adescamento non si discostano significativamente dai sequestri di persona

45
attuati da criminali terrestri.
Appostamenti, rapimenti effettuati da creature che compaiono in prima
persona, si espongono, accompagnano per mano gli addotti fino alle sale di
operazione, appaiono decisamente in contrasto con il livello tecnologico di
esseri che dovrebbero oramai essere in grado di fare a meno di ogni tipo di
manovalanza.
La presenza di umani alle operazioni appare poi ancor meno credibile, si
accosta pericolosamente ai contenuti di un racconto fantascientifico e scredita
il significato globale dell'intero fenomeno, esponendo i ricercatori ufologici alla
ridicolizzazione da parte dei mass media.
Ancora, il racconto di rapporti sessuali umano-alieni ci appare decisamente
poco credibile ed orienta molto di più verso una patologia mentale del presunto
addotto, creando la tendenza a liquidare in blocco la questione, etichettandola
come fantasia patologica di strutture psichiche disturbate.
Ho già accennato altre volte alla teoria del "doppio depistaggio", secondo la
quale gli autori delle "abductions" introdurrebbero apposta nei vuoti mnemonici
dei soggetti da loro trattati una serie di ricordi falsi ed artefatti, destinati ad
emergere durante l'ipnosi, dando un quadro dei fatti probabilmente diverso da
quello reale ed al tempo stesso contenente aspetti contraddittori che
alimentano l'incredulità ed aprono la strada ad ipotesi complottistiche,
spionistiche, talvolta francamente demonologiche (ricordiamo che un soggetto
raccontò di aver notato un pavimento di piastrelle esagonali che sembravano
"ribollire", mentre dal soffitto calavano sonde nere, simili a serpenti). Tutto ciò
ovviamente crea solo un'enorme confusione nelle indagini e comunque
seppellisce il vero contenuto dei fatti che a tutt'oggi non ci sono noti; in altre
parole, gli autori dell'adduzione si garantiscono il segreto proprio introducendo
nelle loro cavie umane delle mnemosintesi cariche di contenuti a cavallo fra
l'incubo ed il mito, volutamente cariche di simbologie archetipiche che hanno
un solo obbiettivo: depistare il corso delle indagini.

Ipotesi di induzione a distanza


La sindrome di Diana ci offre spunto per delineare una nuova possibilità sui
contatti umano-alieni; scartando l'ipotesi dell'apparizione-materializzazione
aliena, del viaggio dell'addotto al di fuori del proprio corpo e di tutto l'insieme
di eventi assai vicini al mondo dello spiritismo ed almeno oggi inaccettabili
scientificamente, ci rimane quella estremamente più credibile dell'induzione a
distanza.
Una serie di segnali radio viene convogliata da un luogo lontano, magari al di
fuori dell'atmosfera terrestre, fino al punto stabilito, cioè la struttura
neuropsichica di un soggetto scelto. Questo bombardamento di impulsi
"confeziona" un'allucinazione dai contenuti predefiniti ed induce nel soggetto
un particolare stato psichico destinato a dare sequele nei tempi successivi
all'evento stesso. In altre parole l'addotto, che in questo caso dovremmo
chiamare più correttamente "indotto", viene sottoposto ad un'esperienza
onirica che modifica il suo assetto emotivo.

Non è da escludere, nell'ipotesi della manipolazione genetica, che le onde radio


inviate al soggetto abbiano anche svariati poteri sull'organismo; dalla modifica

46
di equilibri neuroendocrini, alla mutazione genetica. Non dimentichiamo che
proprio il sistema endocrino ha mostrato di essere sensibilissimo alle variazioni
del mezzo chimico-fisico in cui l'uomo vive e che le radiazioni hanno un sicuro
effetto mutageno.
In questo modo sia le indagini sulla fisiologia umana (che a questo punto
dovrebbero essere una tappa superata per gli extraterrestri, studiandoci essi
ormai da molto tempo), sia l'induzione di mutazioni genetiche, sperimentali o
finalizzate che siano, verrebbero effettuate a distanza, veicolate da
un'esperienza indotta via radio.
La valutazione delle reali finalità di un simile procedimento si presenta
estremamente complessa, e altrettanto vale per l'attribuzione di attenzioni
benevole o non da parte dei suoi autori.
Va comunque detto che la qualità di vita degli addotti va considerata
globalmente scadente. Questi individui vivono in uno stato di perenne
inquietudine, nell'attesa ansiosa di nuovi contatti che poi vivono passivamente,
con la sensazione angosciante di essere parassitati da qualcosa di indefinibile,
quasi invasati.
È altresì vero che i racconti resi da molti soggetti descrivono un atteggiamento
rassicurante da parte degli adducenti, i quali garantiscono che non c'è alcun
rischio legato agli effetti degli interventi effettuati, arrivando quasi ad alludere
la possibilità che gli individui scelti fossero più che altro dei privilegiati,
destinati ad un programma che in ultima analisi avrebbe migliorato la loro
"performance" biologica.
A conforto di ciò notiamo che una buona percentuale di soggetti affetti dalla
sindrome di Diana presenta, accanto ai sintomi ansiosi, tratti comportamentali
improntati ad una strana estroversione; si tratta di individui propositivi,
iperattivi, molto impegnati nelle loro attività lavorative, scarsamente aggressivi
e, fatto molto singolare, con istinti sessuali estremamente controllati.
Potremmo veramente trovarci di fronte a menti manipolate ed indirizzate alla
propositività, a scapito degli istinti legati al piacere.
Se da un punto di vista strettamente razionale un tale assetto
comportamentale può rappresentare un passo avanti nell'evoluzione psichica
dell'uomo, da un altro, più medico-olistico, esso è comunque indice di una
forzatura della struttura psico-biologica ed i disturbi emotivi che
accompagnano i soggetti affetti potrebbero rappresentarne la conseguenza.
Per quanto riguarda gli addotti nella maniera classica dobbiamo invece rilevare
che questi individui presentano un corteo sintomatologico emotivo assai più
ampio e che la loro vita di relazione è invece profondamente disturbata, spesso
fino ad un drastico abbassamento del tono comportamentale.
Potremmo quasi delineare una netta distinzione fra questo tipo di "rapiti" o
"addotti" e l'altro gruppo di "indotti", arrivando ad una nuova ipotesi: quella di
due metodiche differenti di approccio all'uomo da parte di presunti
extraterrestri e quindi di due programmi diversi, non necessariamente messi in
atto dalla stessa specie.

Ipotesi della contrapposizione


Già negli anni passati, a proposito del fenomeno UFO venne avanzata da Mario
Cingolani la cosiddetta tesi del "conglomerato". Applicandone i criteri dagli UFO

47
ai loro occupanti, si potrebbero ipotizzare entità aliene che si interessino alla
Terra in modi diversi. La stessa tesi non esclude naturalmente che tali specie
possano agire indipendentemente tra loro e magari in competitività.
Includere il fenomeno "abductions" in questo discorso tuttavia si presenta
piuttosto difficoltoso per un motivo abbastanza semplice: sia gli affetti da
sindrome di Diana che i presunti rapiti hanno nella maggioranza dei casi
descritto come artefici dei fatti creature simili, tutte ascrivibili alla tipologia dei
Grigi.
Incontri ravvicinati con altri umanoidi di varia specie sono stati descritti molto
spesso ma questi si limitavano ad apparizioni, con scambio di poche parole o
pensieri trasmessi telepaticamente, senza alcun tentativo di manipolazione da
parte delle creature suddette.
La logica ci porterebbe istintivamente a pensare che ad un certo livello di
evoluzione determinate contrapposizioni di tipo competitivo-colonialistico
dovrebbero essere superate nei viventi ed invece l'ipotesi del conglomerato ci
proietta in una realtà totalmente diversa, non dissimile da quella terrestre, in
cui non sono più nazioni dello stesso pianeta a competere per l'estensione della
loro area di influenza su determinate regioni, bensì intere specie che
gareggiano tra loro per accattivarsi le simpatie dell'Umanità.

In questo panorama piuttosto sconfortante ci troveremmo poi di fronte ad una


spaccatura in seno alla specie dei Grigi, i quali sarebbero divisi in due fazioni
che metterebbero in atto iniziative di contatto induttivo con metodiche diverse
e contrapposte.
Potremmo distinguere un gruppo più "invasivo", che rapisce, esamina,
manipola, impianta delle apparecchiature negli organismi ospiti, lasciando
questi ultimi in uno stato di confusione e squilibrio emotivo.

Un secondo gruppo "induttivo" si servirebbe di metodiche indirette che non


presuppongono il contatto fisico per provocare nei soggetti scelti mutamenti
comportamentali mediati da esperienze paragonabili ad apparizioni di entità
soprannaturali.
In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad atteggiamenti discutibili, almeno sul
nostro piano, etico ma è necessario ammettere che quella da noi definita
correttezza potrebbe essere solo una valenza arbitraria che non trova
corrispettivi al di fuori del pianeta.

Noi non esiteremmo a proporre ed imporre i nostri costumi che riteniamo


evoluti a popolazioni primitive nell'ottica di portare queste ad un alto grado di
civilizzazione; non c'è motivo perché presunti alieni debbano comportarsi
diversamente se convinti della validità delle loro tesi.

Conclusioni
Tirare le somme di un simile discorso è veramente difficile. Parliamo di ipotesi
tutte da verificare, camminando praticamente sul vuoto.
Stabilire una scala di valori su di un castello così fragile non è accettabile né
possibile sul piano logico.
Molto più utile è invece tentare di fare chiarezza sul fenomeno, e ciò è

48
auspicabile che si realizzi nel corso dei prossimi anni attraverso
l'approfondimento e l'ampliamento delle indagini.
A tutt'oggi abbiamo diverse scuole di pensiero che attribuiscono agli adducenti
intenzionalità ora pacifiche, ora freddamente manipolative, ora palesemente
aggressive e pericolose per la sopravvivenza stessa della specie umana.

Certo è che se quest'ultima tesi venisse dimostrata ci troveremmo tutti a dover


fronteggiare un'emergenza altamente drammatica, trovandoci di fronte ad una
intelligenza notevolmente progredita che non potrebbe essere facilmente
scoraggiata dai nostri attuali mezzi difensivi.
Più confortante appare invece l'ipotesi del conglomerato che, nella peggiore
delle ipotesi, ci permetterebbe di sceglierci degli alleati contro una eventuale
specie aggressiva. Resterebbe comunque un'impresa estremamente difficoltosa
riuscire a capire chi ci è amico e chi no, considerando che ogni considerazione
etica diviene arbitraria e che praticamente in pochissimi casi vi sono state
violenze palesi su esseri umani da parte degli adducenti.

Nonostante questa nebbiosità di valori possiamo comunque affermare che


anche in un contesto extraplanetario il rispetto della vita e
dell'autodeterminazione rappresenta un atteggiamento di alta qualità evolutiva
che non deve necessariamente rappresentare una prerogativa fissa di
intelligenze avanzate.
Una specie che si fosse fatta strada attraverso atti prevaricatori, arrivando a
creare un sistema di tipo imperialistico basato sull'imposizione della propria
cultura, per tecnologicamente avanzata che possa essere, non è da considerare
amica.

Questa affermazione ha comunque un suo margine di semplicismo ingenuo in


quanto proietta problematiche squisitamente umane su scala interstellare,
trascurando aspetti che potrebbero essere inimmaginabili per noi. Solo per fare
un esempio potremmo trovarci di fronte ad un pericolo biologico che cova in
seno al pianeta e del quale non abbiamo preso coscienza. I vari tipi di
"abduction" potrebbero rappresentare tentativi diversi di antagonizzare un
fenomeno "in fieri" e quindi recare in sé l'obbiettivo di preservare l'Uomo da un
pericolo cataclismatico.

A questo punto la dolorosità degli effetti collaterali sarebbe veramente un


fattore trascurabile di fronte alla vantaggiosità degli obbiettivi a lungo termine
e le considerazioni etiche precedentemente esposte varrebbero nulla.
Chi può dare una risposta a tali interrogativi?

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RAPIMENTI: DAGLI ALIENI ALL'INTELLIGENCE?

di Roberto Pinotti

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 06 del Novembre 1999

Il discorso sulle "abductions" tende sempre di più a complicarsi. Sono


ormai lontani i tempi di un Antonio Villas Boas rapito da alieni
chiaramente intenzionati a studi di genetica, anticipazione di tutto un
filone che, dai coniugi Hill in poi, indicherebbe in tale ambito il
precipuo interesse degli occupanti degli UFO.

Certo, episodi quali quello di Pascagoula sono più semplici, in apparenza.


E che dire della "ricaduta" di tale esperienza sul protagonista Hickson, con
risvolti ai limiti del contattismo?
E come valutare le componenti ai confini del religioso emerse in un altro caso
famoso, quello di Betty Andreasson?
O quelle di una intrusione totale nel vissuto del soggetto, come nella storia di
Whitley Strieber?
Oppure quelle venute alla luce nel caso di Travis Walton, i cui rapitori si
presentano in uno scenario di apparente collaborazione fra i "Grigi" e i
"Nordici" che poi lo libereranno al termine dell'esperienza?
O infine lo scenario di un "caso Zanfretta", con i "rettiliani" Dargos all'opera in
una vicenda da "repeater"?
È evidente che le sfumature e le differenziazioni emerse nei singoli casi si
possono, da un Iato, giustificare con le diverse estrazioni, conoscenze,
mentalità e aspettative dei vari protagonisti, e dall'altro contestare in chiave
scettica per le difficoltà nel mettere "a minimo comun denominatore" le
differenti esperienze di "abductions".
Naturalmente, per lo scettico la critica di fondo alla realtà dei fenomeni di
"rapimento da UFO" si colloca nel contesto dell'applicazione dell'ipnosi
regressiva a tali esperienze.
L'ipnosi regressiva - si osserva - non può avere valore assoluto in quanto il
soggetto, in tale stato, non può garantire di avere in effetti vissuto una
esperienza oggettiva: la memoria indotta, infatti, può essere facilmente
"inquinata" da diverse componenti di ordine onirico, o dalla sfera inconscia a
livello di desideri, aspettative, conoscenze variamente acquisite: con il risultato
che ogni "memoria" ipnotica così ottenuta sarebbe sostanzialmente soggettiva.
Certo.
Solo che esistono anche casi con testimoni superiori a uno (da Pascagoula a
quello in Arizona con Travis Walton come protagonista), che confermerebbero
invece a livello testimoniale i "sequestri alieni". Quando poi, come nel classico
caso degli Hill, due rapiti singolarmente posti in stato di ipnosi regressiva
ricordano lo stesso scenario con gli stessi particolari, ecco che tale condizione
può allora essere invocata quale indiscutibile indizio di una esperienza
tangibile. Il che, pertanto, conferisce alla questione degli "addotti" una
dimensione di realtà e concretezza. Piaccia o meno.

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Tutta una serie di ulteriori aspetti ha quindi dato al problema diverse valenze
interpretative.
E così abbiamo la visione intimista di uno Strieber imperniata sulla comunione
con i rapitori alieni, la nostra trasformazione e l'insegnamento che tale
esperienza può impartire all'umanità; ovvero la visione ottimista di John Mack,
cui si oppone quella pessimista di David Jacobs sull'integrazione forzata
"uomini-alieni"; oppure quella di Karla Turner, vista in negativo e con gli occhi
di una donna.
E qui il cerchio si stringe e si chiude, riconducendoci all'inquietante tematica
dell'ibridazione e dell'ingegneria genetica con gli umani come porcellini d'India
e gli animali (con tanto di casistica sulle "mutilazioni misteriose") come ulteriori
cavie "in corpore vili" per gli alieni.
Va da sé che a questo punto molti potrebbero essere tentati di ammettere una
qualche realtà per la prospettiva allucinante del "patto scellerato" USA-alieni.
Ma fermiamoci un attimo.
Ci sembra infatti importante, a questo punto, ricordare che il controllo dei
ricordi in un qualsiasi soggetto è una realtà a livello psicologico. E così pure la
rimozione, il mascheramento o l'induzione di "memorie" ad hoc.
Benissimo.
Non c'è bisogno di aggiungere che l'"operatore" di tali operazioni psicologiche
potrebbe certo essere un "grigio"; ma anche un essere umano.
E così eccoci al punto: il discorso del "controllo mentale" condotto a livello
sperimentale da vari enti di intelligence e spionaggio USA oggi e in passato.
Progetti "top secret" quali "Chatter", "Bluebird", "Artichoke", "MK UItra" e "MK
Search" non sono fantasie. E tanto meno le attività di "remote viewing"
(visione a distanza) ottenute grazie a soggetti dalle particolari facoltà dalla
CIA, la NSA e altri servizi segreti statunitensi.
I "rapimenti", insomma, potrebbero anche servire a qualcuno. Che poi si tratti
della CIA, della NSA o dei fantomatici gruppi-ombra "MJ-12" o "Cabala" poco
importa.
Pertanto la domanda che a questo punto sorge spontanea è: quanto
determinati enti di "intelligence" di oltre Atlantico hanno usato ed usano,
strumentalizzandolo, il fenomeno "abductions" per "mascherare" altre attività
collegate o collegabili a quanto sopra ricordato?
Ultimamente gli scenari dello "spionaggio psichico" si sono collegati in USA a
quelli propri dei "rapimenti da UFO". E si parla con crescente insistenza dei
"Milabs" (termine desunto dalle parole "military laboratories", laboratori
militari) nell'ottica inquietante delle ricerche "proibite" di certi enti di
intelligence sul "controllo mentale" (mind control) alle spalle di ignari civili loro
malgrado usati come cavie.
Un recente volume di Helmut e Marion Lammer si cala in questo scenario da
incubo, che potrebbe dare al presunto abbinamento alieni-militari, proprio di
certe esperienze di "addotti" vissute sullo sfondo dei "milabs", una concretezza
insospettata.
Il tema è delicatissimo, ma ce ne dobbiamo occupare senza pudori e timori
nell'interesse della verità.

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ABDUCTIONS E MILABS: DEPISTAGGIO DIABOLICO

di Giuseppe Colaminè

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 09 del Febbraio 2000

Una teoria inquietante sulla natura dei "rapimenti" sta delineando


l'ipotesi di una sconvolgente collaborazione tra extraterrestri e servizi
di sicurezza di alcune nazioni. Viene proposta l'immagine minacciosa
di movimenti estremistici, governi ombra, sette spionistico-sataniche,
tutti coalizzati a danno delle popolazioni. Un piano di asservimento del
genere umano ad una specie estranea, con la complicità di istituzioni
"vendute" all'ipotetico invasore? Purtroppo però gli indizi raccolti ci
fanno temere un programma di probabile matrice aliena ben più
inquietante di quello proposto da tali teorie.

Psiconevrosi indotte
I soggetti considerati rapiti da esseri estranei non ricordano coscientemente gli
eventi vissuti durante l'episodio di "adduzione", semmai presentano sintomi
psichici di tipo ricorrente; questi ultimi includono:

- Incubi ricorrenti il cui contenuto rievoca le fasi del rapimento.


- Disturbi a sfondo ansioso, caratterizzati da una spiacevole sensazione
pseudo-dissociativa, in cui il soggetto si sente "estraneo" al contesto in cui
vive.
- Stati depressivi caratterizzati da considerazioni catastrofistiche sul proprio
futuro e su quello del genere umano.
- Elaborazioni di tipo conflittuale, in cui il soggetto, da un lato teme il verificarsi
di un nuovo episodio di adduzione, dall'altro lo desidera, soggiacendo
compiaciuto all'idea di essere manipolato e "modificato" rispetto ai suoi simili.
- Ideazioni di tipo paranoideo in cui l'addotto percepisce una consapevolezza
istintiva di contenuti legati all'esistenza di intelligenze aliene, senza riuscire ad
esprimere compiutamente gli stessi.

L'insieme di tali disturbi allontana i soggetti "addotti" dal contesto socio-


relazionale e li porta in uno stato di chiusura emotiva in cui l'attenzione è
inevitabilmente polarizzata su loro stessi. Questo circuito emotivo di tipo
narcisistico acuisce la gravità del quadro, portando i soggetti ad elaborazioni
fantasiose, fino allo sviluppo di veri e propri quadri deliranti.
In altre parole l'"addotto" ci appare come un individuo che autoalimenta le sue
peggiori inquietudini, fino a sentirsi una sorta di "prescelto".
Si tratta di un ruolo subìto ed accettato solo per impossibilità ad agire
diversamente, quindi non di uno sfogo di antiche fantasie inconsce, tipico dei
quadri psicotici classici.
Nei loro colloqui gli "addotti" ricordano con nostalgia la loro quotidianità
antecedente il presunto rapimento ed auspicano un rientro nella vita comune,
anche se disperano sul fatto che tale evento possa realizzarsi. Qualcosa li
costringe a restare aggrappati ad un'ideazione ossessiva, una sorta di disco

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incantato a cui la loro mente non riesce a sottrarsi.
Pur non escludendo che studi futuri possano portare a nuove conclusioni, allo
stato attuale dobbiamo ritenere che gli "addotti" siano individui con un terreno
emotivo ipersensibile, ai quali sia stata indotta da fonte ignota una potente
suggestione che ha avviato una catena di eventi psichici.
Non vi sono attualmente elementi che permettano di accomunare gli "addotti"
agli altri individui affetti da disturbi del comportamento in quanto le
manifestazioni dei due gruppi sono assolutamente differenti ed in quanto
soprattutto gli "addotti" presentano una granitica costanza nelle loro
convinzioni, laddove invece i comuni nevrotici, ed ancor più gli psicotici, sono
caratterizzati da un'estrema labilità di pensiero che può essere modificato in
modo spesso incontrollabile da svariati fattori.
Va aggiunto che il comportamento degli "addotti" non è accostabile a quello di
individui affetti da disturbi a contenuto ossessivo, caratterizzati da
un'ostinazione nella messa in atto di rituali e pensieri. Gli ossessivi subiscono il
loro disturbo come gli "addotti", ma reagiscono aggressivamente quando si
tenta di attaccarli sul loro terreno emotivo. Gli "addotti" sono invece
stranamente disponibili alle critiche, come se avessero una specie di porta
irrimediabilmente aperta alle induzioni psichiche.
Ancora va distinto il comportamento di soggetti psicotici, affetti da monomanie
ed idee coatte. Anche qui, a differenza di quanto avviene agli "addotti", vi è
una convinzione mistica e violenta sulla fondatezza dei contenuti anomali ed
un'assoluta impenetrabilità, tanto da rendere il più delle volte vano ogni
approccio psicoterapico.
In ultimo ricordiamo che i soggetti "addotti" presentano spesso sul corpo
cicatrici non riconducibili a comportamenti autolesionistici. Si tratta di piccole
cicatrici, simili a quelle residuate da un intervento di chirurgia plastica che i
soggetti in questione non avrebbero avuto modo di procurarsi.
Oltre ciò va aggiunto che in una modesta percentuale di casi sono stati
rinvenuti all'interno dell'organismo degli "addotti" piccoli oggetti metallici
definiti impianti, per la cui trattazione si rimanda il lettore ad altri articoli
pubblicati in precedenza.

Condizionati a mentire
È doveroso ammetterlo: non vi erano e non vi sono tuttora altri metodi se non
l'ipnosi regressiva per indurre l'"addotto" a rivelare i contenuti apparentemente
dimenticati del suo rapimento.
Questa tecnica venne usata già nel 1962 per il celebre caso che interessò i
coniugi Hill, il primo caso eclatante di rapimento alieno, raccontato per filo e
per segno dai suoi protagonisti umani. Da allora la tecnica ipnotica è stata
considerata un sistema rivelatore sicuro ed affidabile.
In merito vanno fatte tuttavia alcune precisazioni di carattere tecnico.
- Sigmund Freud si servì dell'ipnosi all'inizio della sua attività, per poi
abbandonarla quando si rese conto che i racconti dei suoi pazienti non erano
sempre genuini ma spesso erano riferiti alle fantasie inconsce degli stessi che
venivano riferite come vissute.
- Studi approfonditi sulla fisiologia cerebrale hanno evidenziato che la
regressione ipnotica induce uno stato di tipo onirico in cui la realtà mnemonica

53
può incontrollabilmente mescolarsi all'ideazione fantasiosa. In altre parole il
soggetto ipnotizzato può sognare i suoi racconti e riferirli come realmente
accaduti.
- Esperimenti di suggestione in ipnosi hanno dimostrato come sia possibile
indurre nel soggetto percezioni assolutamente irreali. A scopo esemplificativo
illustreremo un caso scolastico di falso evento indotto:

Ad un individuo ipnotizzato si pone nel palmo della mano una moneta,


avvertendolo che questa è stata surriscaldata e che pertanto il contatto
determinerà una lieve ustione. L'ipnotizzato non può opporsi, poiché la sua
volontà è praticamente asservita all'ipnotizzatore, ma in realtà la moneta è
fredda.
Il contatto comunque determinerà lo sviluppo di un'ustione. Cos'è accaduto? La
mente dell'ipnotizzato ha attivato una serie di meccanismi, prima neurologici,
poi biochimici, determinando una reazione di difesa della zona di contatto.
L'ustione infatti, con tutto il suo corteo di sintomi, è un meccanismo di difesa
della pelle contro l'eccesso di calore.

Con queste precisazioni non vogliamo assolutamente affermare che gli


"addotti" mentano sugli eventi raccontati in quanto questi apparterrebbero solo
al loro immaginario, né tanto meno, (sia ben chiaro), che gli ipnotizzatori li
condizionino a mentire.
La ricerca sui fenomeni di sospetta natura aliena è una cosa seria e si avvale
quasi sempre di operatori competenti ed in perfetta buona fede, a qualunque
corrente di pensiero essi appartengano!
Purtroppo la menzogna c'è, non è intenzionale, coglie impreparati i ricercatori e
imprime un marchio di scarsa credibilità sugli "addotti". Essa affonda le sue
radici proprio nell'evento raccontato.
Le nostre ricerche ci portano allo stato attuale a concludere che per un motivo
non ancora chiaro e che cercheremo di approfondire in questa sede, gli esseri
che mettono in atto i rapimenti umani, piazzino in questi ultimi ricordi artefatti,
veri e propri alibi da raccontare all'ipnotista ed al ricercatore ufologico.
Ovviamente si tratta anche in questo caso di una tesi che attende ulteriori
sviluppi.
Le motivazioni di parte aliena potrebbero essere tante, ma non è detto che
esse siano necessariamente negative. Il fatto che alcuni ricercatori prendano
per oro colato i racconti degli "addotti" può essere depistante, principalmente
per il pubblico che viene inquietato con la prospettiva di scenari in cui il potere
mondiale è gestito da una banda di rinnegati, che stanno vendendo la Terra
agli E.T. I nostri governanti non saranno forse dei santi; come tutti i politici
saranno scaltri e machiavellicamente lontani da alcuni princìpi etici in uso nelle
comunità di Opere Pie. Da qui però a considerarli sgherri al soldo degli invasori
extraterrestri, ce ne passa!

La fiction spionistica degli alieni


Riportiamo adesso alcuni casi pubblicati su altre testate ufologiche, con relativi
racconti resi sotto ipnosi dagli "addotti". Ci scusiamo con gli autori di tali
pubblicazioni per aver citato concetti da loro espressi, ma si tratta solo di un

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modo per poter illustrare meglio le ipotesi che stiamo formulando in merito.
Individui che presentavano vuoti mnemonici, tecnicamente definiti "missing
times", relativi a periodi di vacanza trascorsi in Francia, hanno raccontato sotto
ipnosi di essere stati prelevati da militari o poliziotti indossanti divise senza
stemma, portati in ambienti sotterranei, dove vi erano creature aliene
ascrivibili alla tipologia dei "grigi" e lì sottoposte ad una serie di manipolazioni
mediche non sempre indolori.
Ecco le "milabs" (da "military abductions") in ambienti indicati dalla stessa
denominazione ("military laboratories").
Nei racconti si parla di iniezioni che inducevano stati vertiginosi e confusionali,
ma si parla della presenza contemporanea di uomini in camice bianco, di
uomini vestiti in scuro, con occhiali da sole ed aspetto minaccioso. In questi
fantascientifici ambienti, in cui gli alieni si muovevano a loro piacimento, vi era
una coreografica commistione di aspetti: pannelli metallizzati, lettini su cui gli
"addotti" restavano immobilizzati pur non essendovi mezzi di contenzione, ma
al tempo stesso ripiani pieni di carte, documenti, calcoli, tutti indecentemente
esposti ai malcapitati rapiti.
Uno di loro ha ricordato di aver letto la sigla GEPAN, su uno dei fogli che
imprudentemente gli sarebbero stati mostrati. GEPAN è il vecchio nome del
centro statale francese di ricerca ufologica, oggi conosciuto come SEPRA.
Un altro "addotto" ha ricordato la targa del veicolo che lo prelevò, ovviamente
una targa francese, corrispondente a quella della città di Tolosa, in cui il SEPRA
(ex GEPAN) ha la sua sede insieme a quella del CNES, importantissimo centro
di studi aerospaziali d'oltralpe.
Beati i nostri colleghi francesi! Noi qui ci affanniamo a cercare tracce, indizi,
frammenti, mentre loro intratterrebbero relazioni salottiere con gli
extraterrestri, arrivando a compiere in équipe esperimenti che puzzano a cento
miglia di lager nazisti e gulag staliniani!
La storia non finisce qui: altri "addotti" descrivono minuziosamente ambienti di
tipo "infernale", con pavimentazione in piastrelle dai contorni esagonali,
ribollenti al centro proprio come avviene nei gironi danteschi. In questi luoghi
suggestivi e perturbanti, l'"addotto" viene avvolto da sonde sinuose che calano
dall'alto ed alla fine, forse come premio per la sua pazienza, avvicinato da una
creatura aliena di sesso femminile, non bella ma certamente conturbante. I
due hanno un rapporto intimo; lui non è consenziente ma si sente
psicologicamente costretto a soggiacere.
L'ipotesi di lavoro proposta per il caso in questione è che quel rapporto fosse
un modo per prelevare materiale genetico dal soggetto, materiale da usare per
la creazione di una razza ibrida, umano-aliena; la razza destinata a dominare
la Terra ed a fare schiavi i nostri discendenti.
A dire il vero ci aspettavamo qualcosa di meglio da questi alieni e ci delude
l'idea che essi non siano molto diversi dai mostri infernali che la narrativa
fantastica propone agli adolescenti.
C'è dell'altro: in questi ambienti cupi, sempre ipogei e pieni di orrori e
tentazioni, si muovono come nel soggiorno di casa loro imperturbabili uomini
dai tratti anglosassoni.

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Tutti indossano abiti ed occhiali scuri e sembrano agire in perfetta armonia con
gli extraterrestri.
Vi sembra di averli già visti?
Certamente!
Sono i protagonisti di vari film, come "Men in black" e "Matrix". Sono comparsi
persino in alcuni stacchi pubblicitari della TV Italiana. Si tratta dei famosi
"Uomini in nero", agenti supersegreti che il governo USA avrebbe sguinzagliato
per il mondo con l'obiettivo di indurre al silenzio i testimoni di eventi ufologici.
Quando se ne parlò in passato la tesi era che questi uomini agissero
nell'interesse umano, monopolizzando la casistica, affinché il fenomeno fosse
trattato esclusivamente dalle istituzioni deputate alla difesa, nell'ottica di un
programma finalizzato ad antagonizzare il fenomeno delle intrusioni aliene.
All'epoca il mondo viveva l'incubo della Guerra Fredda e tutto ciò che volasse
sui cieli della NATO da una parte e del Patto di Varsavia dall'altro, era
considerato potenzialmente offensivo.
Stando al racconto degli "addotti" però queste superspie avrebbero
fraternizzato con l'antico nemico alieno e con loro anche i governi che le
stipendiavano.
Così, tirando le conclusioni da queste testimonianze, oggi il mondo starebbe
scivolando inconsapevolmente sotto il dominio di una razza spietata, mentre i
governi in carica, oramai rassegnati alla sconfitta, avrebbero scelto il meno
peggio, collaborando con gli alieni all'ibridazione del genere umano, magari per
ottenere la reggenza del pianeta.
Prima di andare avanti c'è una considerazione scherzosa che appare
inevitabile.
Considerando che, secondo certe deliranti statistiche sulle "abductions"
ottenute mediante non meglio precisati "calcoli probabilistici" apparse su una
testata bimestrale sul tema "alieni", ben l'1% della popolazione italiana
sarebbe soggetta a "prelevamenti ET" (quindi, circa un milione di nostri
connazionali!), e, considerata la frequenza con cui in Italia si alternano interi
staff governativi e parlamentari, il nostro potrebbe essere uno dei paesi con la
più alta percentuale di filo-alieni.
C'è da augurarsi che quando gli ET stabiliranno il loro dominio avranno un
occhio di riguardo per la popolazione del Belpaese...
In realtà non c'è tanto da scherzare, visto che gli "addotti" parlano in buona
fede e che molti cercatori peccano di ingenuità, dobbiamo chiederci perché i
rapitori di esseri umani, li rispediscano a casa con ricordi artefatti ma
fondamentalmente tesi a creare un clima di discordia tra il pubblico e le
istituzioni governative, un clima che potrebbe portarci un domani a fare scelte
delle quali avremmo a pentirci amaramente.

Seminatori di zizzania
Negli anni '60 si diffuse la voce secondo cui il governo USA si trovava a
fronteggiare un'ondata di fenomeni ufologici che venivano considerati
potenzialmente ostili per l'umanità intera.
Quando successivamente si diffuse la tesi del "patto scellerato" tra governi ed
alieni, si credette per poco tempo che davvero i vertici delle superpotenze
avessero venduto la Terra "per trenta denari". Anche qui però vi fu presto una

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correzione di rotta. USA ed URSS si sarebbero accorti della malafede
extraterrestre, avrebbero tentato invano di cacciare gli ospiti indesiderati dal
pianeta ed alla fine avrebbero addirittura messo fine alla Guerra Fredda per
fare fronte comune contro un nemico ben più pericoloso.
llo stato attuale quindi vi sarebbe in seno alle varie intelligence mondiali uno
sforzo congiunto per identificare e contrastare l'intrusione extraterrestre,
sforzo ovviamente scarsamente coronato da successi, considerando la grande
superiorità tecnologica dei nostri visitatori.

In altre parole il mondo sarebbe in guerra senza saperlo e tutta l'opera di


occultamento di prove da parte dei servizi di sicurezza sarebbe finalizzata a
non informare la popolazione planetaria di un pericolo che getterebbe nel
panico 6 miliardi di individui, con tutte le conseguenze immaginabili.
Si tratta di una tesi che ovviamente non è corredata di prove ma solo di indizi
ricavati da frammenti di eventi e documenti la cui attendibilità rimane sempre
dubbia.
Ammettendo però che tutto ciò fosse vero, allora avremmo una facile
spiegazione del motivo per cui i rapitori extraterrestri piazzino negli "addotti"
falsi ricordi tesi a porre il pubblico contro quegli stessi governi che si stanno
affannando nel tentativo di difendere l'integrità planetaria.
In un clima di discordia e di anarchia, qualora il pubblico assumesse un
atteggiamento collettivamente negativo verso le istituzioni, verrebbe meno
l'unica forza che le nazioni hanno sempre avuto nei confronti con i loro nemici:
la coesione, lo spirito di corpo, il collettivismo, il patriottismo, per usare un
termine più romantico.
Un'umanità disunita e sfiduciata sarebbe una preda inerme per chi volesse
soggiogarla e, probabilmente, il discredito seminato attraverso i racconti degli
"addotti" rappresenterebbe anche un mezzo attivo per indirizzare il pubblico
verso correnti alternative d'opinione. Queste ultime, pur senza saperlo,
veicolerebbero i loro seguaci verso quello stato di cattività tanto temuto e lo
farebbero senza che nessuno se ne rendesse conto.
Falsi profeti, sedicenti portatori di pace, avventisti, predicatori, fondatori di
nuovi corsi ideologici, magari tutti in ottima fede, trascinerebbero
gradualmente una massa sempre maggiore verso un presunto cambiamento,
una nuova Età dell'Oro, un'era di pace, amore e serenità, un classico oppio dei
popoli.
Un'opportuna copertura coreografica fatta di eventi miracolosi, paranormali,
strabilianti, che si manifestassero inaspettatamente alle masse, convincerebbe
molti che in quella direzione c'è il futuro, l'evoluzione, il benessere. Senza
accorgercene ci troveremmo asserviti a nuovi padroni, i quali si manterrebbero
ancora invisibili ma di fatto dominerebbero la Terra.
Ci troveremmo ad essere alleati di chi non avevamo scelto o avevamo creduto
diverso e quando tentassimo di imboccare la via del largo esplorando lo spazio
interplanetario, i nostri aguzzini ci confezionerebbero qualche minaccia
cataclismatica dalla quale puntualmente ci salverebbero, ma intanto la nostra
evoluzione sarebbe bloccata ed il nostro rapporto con i "grigi" simile a quello
delle tribù primitive con i suoi numi bestiali.
La storia dei falsi profeti e dei seminatori di zizzania è antica. La stessa Bibbia

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ne parla continuamente, ma noi oggi faremmo bene a chiederci il vero senso di
certe profezie che abbiamo relegato nel mondo del magico o dogmatizzato
come dei mistici tabù.
Quando qualcuno cerca di screditare ai nostri occhi persone in cui avevamo
riposto fiducia, è un dovere essere furbi, riflessivi, intelligenti e tutto ciò si
riduce ad un atto fondamentale: sospendere il giudizio e chiedersi a chi
veramente giova il discredito.
Se davvero governi e servizi segreti avessero voluto truffare l'umanità come si
evince dai racconti degli "addotti", non lo avrebbero fatto alla luce del sole. Era
molto più comodo asservire ed ibridare tribù selvagge, agire su popolazioni
isolate dai mass media, impiantare gli eschimesi, gli aborigeni australiani, gli
indios della foresta amazzonica.
Era ovvio creare delle basi irraggiungibili: nei deserti, sulle calotte polari, nelle
giungle tropicali.
Perché rapire individui evoluti, abitanti di paesi ad alto tasso di sviluppo e
quindi con ampie potenzialità informative? Perché portarli in basi situate nel
cuore dell'Europa, mostrando le targhe dei veicoli, le sigle delle associazioni,
quasi a dire: "siamo noi, siamo qui, vi abbiamo presi apposta per farvi del
male"? Perché servirsi di mezzi primitivi come le iniezioni, le costrizioni fisiche,
gli abusi sessuali, quando gli alieni dovrebbero avere la capacità di mettere in
atto le loro opere senza nemmeno farcene accorgere?
Il lettore che esamini serenamente gli eventi della casistica non faticherà ad
intuire che "qualcosa non quadra". Vi è nei contenuti dei racconti una sorta di
ostentazione forzata, volgare, grossolana, più degna di una "gang" degli anni
'30, che di un sistema capillarizzato di servizi di sicurezza. Quegli stessi servizi
che hanno gestito la Guerra Fredda, il movimento spionistico internazionale, i
mutamenti di governo, i colpi di stato che rimodellavano gli scacchieri
contrapposti, ora si sarebbero ridotti a compiere errori da dilettanti, mostrando
i loro agenti in compagnia degli alieni?
A dire il vero non è solo l'atteggiamento umano a non quadrare, ma anche e
soprattutto il comportamento alieno.
Una specie così evoluta che metterebbe in scena delle farse così facilmente
smascherabili appare improbabile ai nostri occhi. La montatura è così
grossolana che anche un saltimbanco la scarterebbe per le sue
rappresentazioni.
Eppure qualcuno ci ha creduto, forse ci ha voluto credere, forse si è tanto
entusiasmato da non distinguere gli scenari di cartone che si trovavano intorno
agli "addotti". Anche questa ingenuità è un piccolo mistero che prima o poi
dovremo cercare di svelare, ma prioritario è comprendere il senso della farsa
aliena.

Duelli tra spie non terrestri


Informazioni raccolte da soggetti "addotti" hanno proposto la teoria secondo
cui esisterebbero due gruppi non terrestri che agiscono in antagonismo tra
loro.
Un primo gruppo che chiameremo convenzionalmente INT (da intruders)
sarebbe autore di rapimenti e manipolazioni senza consenso, quindi sarebbe da
considerare ostile o almeno irrispettoso del diritto al consenso informato. Un

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secondo gruppo che chiameremo PROT (da protecters) interagirebbe con gli
"addotti", cercando di porre rimedio ai danni causati dal primo.
Si tratta anche qui di dati ancora ipotetici, che trovano però conforto in una
fioritura di eventi a cavallo fra l'ufologia ed il paranormale: le cosiddette
apparizioni angeliche.
Non è la sede giusta per addentrarsi in un simile argomento, tuttavia se gli INT
fossero autori di azioni adducenti di tipo coercitivo, c'è da pensare che gli
stessi possano confezionare falsi ricordi per riempire i "missing times" dei
rapiti. In questi ricordi sarebbero contenuti anche gli aspetti tesi a screditare
l'intero sistema politico mondiale, per i motivi precedentemente esposti.
Quale sarebbe a questo punto il compito dei PROT?
Preservare gli "addotti" dagli effetti nefasti dell'intrusione.
A lume di logica potremmo pensare che sia sufficiente cancellare l'intero
ricordo di copertura e sostituirlo con una bella esperienza onirica, magari
un'apparizione o anche qualcosa di più materiale e facilmente fruibile.
In questo modo però si avrebbe un effetto collaterale spiacevole:
l'inconsapevolezza.
Nessun "addotto" ricorderebbe qualcosa ed il pubblico non verrebbe a
conoscenza della presenza di esseri interferenti nella vita della popolazione
terrestre.
Modificando invece i ricordi indotti fino a renderli enigmatici, piazzandovi in
mezzo tratti inspiegabili a lume di logica, si ottiene esattamente il risultato che
stiamo osservando: i ricercatori si affannano intorno ai contenuti dell'evento,
propongono tesi diverse, antitetiche, conflittuali, ma stimolano il pubblico alla
critica e sono essi stessi stimolati a rielaborare i contenuti delle loro indagini,
magari anche dalle critiche dei rivali.
È molto intricata questa presunta metodica aliena, concepita come una
colossale caccia al tesoro in cui la strada è disseminata di tappe, di vicoli
ciechi, di enigmi da risolvere.
Lo studioso parte da una tesi, poi la rielabora ricavandone un'altra, poi
continua ad elaborarla e gradualmente si realizza un'opera di scrematura di
tutto quanto appare superfluo, artefatto, mimetizzato.

Alla fine vince il più furbo, quello che "non ci casca", di fronte a certe beffe
confezionate ad arte; colui che è capace di considerare anche l'assurdo, ma
che non agisce con i paraocchi, come se l'ipotesi fosse diventata dogma.
Al momento non sappiamo dove ci porterà questa ricerca; dobbiamo anche
porre in bilancio la possibilità che saranno i nostri discendenti ad arrivare ad un
risultato compiuto. Ma intanto si crea qualcosa che mantiene sul chi vive tutti
gli interessati, qualcosa che non sempre ci vede concordi, anzi spesso ci divide
in fazioni opposte: il fermento.
Finché saremo in fermento non correremo il rischio di lasciarci andare, di
scivolare verso facili conclusioni, slittando verso una passività che potrebbe
esserci fatale. Lotteremo tra noi per affermare questa e quella tesi ma nessuno
l'avrà vinta definitivamente ed intanto saremo tutti guardinghi. Se i PROT
hanno concepito un simile programma, dobbiamo dedurre che essi non
vogliono vederci passivi, quindi ci rispettano e potrebbero essere in futuro
vantaggiosi interlocutori.

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L'ipotesi delle specie aliene contrapposte è antica quanto l'uomo; si ripropone
in versioni diverse con il passare del tempo, adeguandosi al nostro livello
evolutivo, ma permane da millenni.
Gli avversari dell'ufologia sostengono che anche questa è una semplice diceria,
una leggenda metropolitana.
È comodo secondo loro credere di essere la preda contesa di super razze
spaziali, illudendosi di avere un futuro di gloria e di partecipare ad un grande
conflitto su scala interstellare. È comodo liquidare un'intera tradizione di
pensiero con frasi di spicciolo positivismo, ignorando un patrimonio di cultura
multimillenaria.
Questa è la nostra risposta.
Eravamo contesi nei millenni pre-cristiani in Cina, tra il sanguinario dio Kung
Kung e gli Esseri Celesti; in Giappone tra la dea Amaterasu ed il fratello di lei,
Susano-o; in Mesopotamia, fra la dea Tiamat ed il dio Marduk e così via in
tutto il mondo.
In Egitto Horus e Seth combatterono per il possesso del territorio, ma anche
per l'impronta da dare alla civiltà umana; in America non si contrapposero
Quetzalcoatl, Tezctilpoca, Chac Mol, Viracocha? Possiamo essere certi che si
trattasse solo di fandonie?
Anche allora gli uomini venivano rapiti, portati in luoghi ora celesti, ora
infernali, sottoposti a seduzioni, manipolazioni, violenze. Il mito trasfigurò
queste abductions del passato e noi oggi fatichiamo ad identificarle con quelle
odierne.
Ma non è mito anche il nostro, quando crediamo agli scenari descritti dagli
"addotti", alle trame umano-aliene, agli 007 che si muovono in mezzo ai gironi
infernali?
Impiegheremo decenni, forse secoli per comprendere il vero senso di un mito.
L'importante è non fermarsi.

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ABDUCTION: "SPADA DI DAMOCLE" SUL PIANETA TERRA

di P. C.

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 11 dell'Aprile 2000

L'eventualità di essere "rapiti" dagli alieni costituisce un pericolo per


l'uomo?

Com'è noto il termine "abduction", divenuto di uso comune tra gli addetti ai
lavori per designare una peculiare variante limite di contatto o incontro
ravvicinato del quarto tipo (IR4), ha origine etimologica dal verbo inglese "to
abduct", che significa "rapire" e si riferisce all'apparente prelievo di soggetti
umani di entrambi i sessi e di età estremamente variabile ad opera di presunte
entità umanoidi di origine aliena.
La problematica delle "abductions" costituisce senza ombra di dubbio la più
scabrosa, complessa ed ingannevole tematica dell'ufologia e troppo pochi sono
i ricercatori del settore che attualmente possiedono i giusti requisiti per poter
investigare con rigore scientifico tale tematica ed ancora meno quelli che
dispongono della chiave interpretativa che consentirà loro di decodificare il
mistero che la circonda.
In genere, a chi mi domanda quale sia la mia opinione in merito, replico di
diffidare degli ufologi che asseriscono con disarmante ed ingiustificata
sicurezza che le "abductions" siano di matrice aliena, militare o d'intelligence,
in quanto non vi sono elementi oggettivi probanti che suffraghino tale
asserzione, bensì solo prove circostanziali, alcune delle quali, talvolta,
estremamente significative.
L'attuale impossibilità di stabilire la reale natura delle "abductions" è
imputabile al fatto che i presunti addotti raramente richiamano alla memoria,
in stato di coscienza vigile, le esperienze vissute.
Secondo recenti studi, condotti da alcuni ricercatori del settore, sembrerebbe
che il ricordo della finestra temporale in cui ha avuto luogo la presunta
abduction venga artificialmente inibito grazie alla creazione in modo artefatto
di una lacuna nella regione della griglia mnemonica occupata da tale ricordo.
Tale lacuna verrebbe prontamente colmata da una sorta di puzzle mnemonico
costituito da una costellazione di frammenti di ricordi o di interi ricordi reali,
riferiti però a situazioni ed eventi occorsi in momenti diversi della vita dei
presunti addotti.
Tali ricordi sarebbero tra loro fusi in una illusoria sequenza cronologica in modo
da creare solide strutture mnemonimetiche assolutamente reali e veritiere,
che, a loro volta, si sovrapporrebbero alla memoria dell'esperienza del
supposto rapimento.
L'unico strumento investigativo che i ricercatori del settore hanno a
disposizione per penetrare attraverso le strutture mnemonimetiche e sondare
così i ricordi dell'esperienza di presunta abduction consiste nell'indurre il
soggetto in un peculiare stato di coscienza alterata di natura ipnotica. È quello
detto di regressione ipnotica bypassando i falsi ricordi e analizzando,
stabilendone la reale natura, quelli realmente in relazione all'esperienza

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succitata.
Il motivo per cui risulta estremamente complesso fornire risposte esatte a
questa inquietante ed inesplicabile fenomenologia risiede nel fatto che,
nonostante la regressione ipnotica costituisca a tutt'oggi l'unico strumento
d'indagine relativamente efficace con cui indagare simili casi, essa non è del
tutto attendibile scientificamente. Infatti le informazioni ottenute grazie a tale
metodica psicodiagnostica non possono rappresentare in alcun modo elementi
oggettivi provanti.
Sui ricordi reali del soggetto, infatti, si innestano inevitabilmente fantasie e
desideri inconsci che compromettono ineluttabilmente la credibilità del
resoconto testimoniale rilasciato agli inquirenti sotto regressione ipnotica. È
altresì estremamente arduo tracciare un netto confine che separi i ricordi reali
riferiti all'esperienza di presunta abduction dalle fantasie e dai desideri del
soggetto, per cui i risultati ottenuti grazie all'ipnosi regressiva costituiscono nel
loro complesso solo una prova indiziaria.
I presupposti perché le informazioni ricavate dalla regressione ipnotica possano
essere considerate e trattate come elementi non oggettivi ma probanti con
valenza circostanziale consistono nella ricorrenza, in differenti casi di presunta
abduction, di determinati elementi e nella similitudine dei contesti ambientali,
situazionali ed esperienziali nei quali essi sono contenuti.
Il primo caso ufficiale di presunta abduction vide protagonisti, loro malgrado, i
coniugi Barney e Betty Hill, il 19 settembre 1961, tuttavia la casistica ufologica
specializzata annovera alcuni misconosciuti supposti rapimenti verificatisi negli
anni precedenti, quale quello occorso all'agricoltore brasiliano Antonio Villas
Boas il 15 ottobre 1957.
Dopo essere stato presumibilmente prelevato da A.L.F.s (Alien Life Form:
forma di vita aliena) della tipologia dei grigi, l'attonito contadino dichiarò di
avere vissuto un'esperienza di esogamia 1 o incontro ravvicinato del quinto tipo
(IR5) con una sensuale "ragazza", probabilmente un ibrido umano-alieno, dai
lunghi capelli biondi quasi bianchi, sciolti sulle spalle e con occhi azzurri molto
obliqui di taglio tipicamente orientale.
Dagli studi che abbiamo condotto sulla tematica in oggetto è emersa,
purtroppo, una sola certezza. I presunti addotti, di cui sia stata verificata
l'onestà testimoniale e la sanità mentale mediante la somministrazione di una
determinata batteria di test psicodiagnostici, hanno indubbiamente vissuto
un'esperienza fisica, quindi oggettiva, che per taluni è risultata essere
estremamente traumatica tanto da comprometterne definitivamente l'equilibrio
psicofisico.
Tale asserzione è motivata da un elemento oggettivo probante reale e da uno
"virtuale": il primo consiste nella frequente comparsa di inesplicabili cicatrici o
"marchi" sul corpo di un'elevata percentuale di presunti addotti ed il secondo è
costituito dai microimpianti intracorporei.
La presenza di cicatrici, apodittiche formazioni connettivo-fibrose circoscritte,
tutte estremamente simili tra loro e differenziate in tipologie modo-strutturali
ben definite, induce a ritenere che i soggetti presumibilmente prelevati
vengano sottoposti ad una serie di esami biomedici e/o interventi chirurgici di
significato ignoto e dalla tecnologia estremamente sofisticata.

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Uno di questi "marchi", localizzato sulla gamba sinistra subito al di sotto del
ginocchio e di forma sovente triangolare, sembrerebbe essere riconducibile ad
una sorta di B.OM (Biopsia Osteo-Midollare), cioè di un prelievo profondo di un
campione tissutale osseo e midollare.
La cicatrice più ricorrente e comune consiste comunque in una depressione
circolare di ridotte dimensioni, larga quanto l'unghia di un pollice, detta "a
cucchiaio", mentre una terza tipologia consiste in una lesione cutanea
cicatriziale diritta, di lunghezza variabile da 2 a 10 cm, apparentemente
riconducibile ad un'incisione estremamente precisa, simile a quelle effettuate
da un laser chirurgico.
Vi sono infine cicatrici che si presentano come mere contusioni. Ve ne sono
alcune, quali quelle localizzate a livello della faccia mediale delle cosce di
soggetti presunti addotti di genere femminile, che presentano similitudini con i
segni provocati da una sorta di divaricatore ginecologico.
La ricorrenza della comparsa di lesioni cutanee cicatriziali in differenti soggetti
presunti addotti, i quali dichiarano fermamente di non ricordarsi con quali
modalità ed in quali circostanze se le sono procurate e di non essere mai stati
sottoposti ad alcun intervento chirurgico, costituisce quindi un significativo
elemento probante non solo l'oggettività ma anche la traumaticità delle
presunte abductions.
Esperienze, queste, indubbiamente anomale e non convenzionali che
assumono apparentemente i connotati contestuali ed operativi di un prelievo
forzato ad opera di presenze non definite e che, in ragione di ciò, la grande
maggioranza dei ricercatori del settore interpreta e considera come effettivi
rapimenti.
L'elemento oggettivo probante "virtuale" è costituito invece dai cosiddetti
microimpianti ossia C.E. (Corpi Estranei) di ridotte dimensioni, variabili da 0,5-
0,7 a 7-10 mm e di natura metallica, ceramica o polimerica. La presenza viene
sovente suggerita dallo stesso presunto addotto sotto regressione ipnotica e
successivamente confermata da esami diagnostici radiologici quali i raggi X, la
T.A.C. (Tomografia Assiale Computerizzata) e l'N.M.R. (Nuclear Magnetic
Resonance: risonanza magnetica nucleare).
La presunta esistenza dei microimpianti intracorporei potrebbe avere una
duplice funzione: localizzare in ogni istante del giorno e della notte ed ovunque
il soggetto al fine di prelevarlo ripetutamente (i cosiddetti repeaters) ed
interferire con le funzioni del S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale) e del sistema
neurovegetativo. Determinando così una serie di bioeffetti inclusi in un'ampia e
complessa costellazione sintomatologica nota agli addetti ai lavori come
"Sindrome di D.I.A.N.A." (Delirio Individuale da Aggressione Notturna Aliena),
sintomatologia che caratterizza entrambe le modalità di abduction (Bedroom
Invaders 2 e Teleportation 3).
L'apparentemente contraddittoria valenza virtuale dell'elemento oggettivo
probante costituito dai microimpianti è dovuta al fatto che nessuno di noi ne ha
mai realmente visto o posseduto uno e, nonostante vi siano alcuni studiosi che
sostengono tenacemente di averli visti o addirittura di averne disposto per un
limitato periodo di tempo, tutti i tentativi da noi effettuati fino ad ora per
ottenere una conferma della loro effettiva esistenza direttamente dai suddetti
ricercatori sono stati vani.

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Ergo, chiunque si pone di fronte ad un fenomeno inesplicabile, quale quello
rappresentato dai microimpianti intracorporei, con la ferma intenzione di
studiarlo scientificamente, dovrebbe dedurre che questi ultimi appartengono
solo al fantasioso mondo dell'immaginario ufologico. L'esistenza virtuale dei
microimpianti potrebbe assumere connotati di reale oggettività se si riuscisse a
dimostrare, paradossalmente, che tali dispositivi di T.I.M. (Tecnologia
Impiantistica Miniaturizzata), anche se non esistessero, potrebbero esistere.
Significherebbe che la tecnologia ingegneristica, grazie alla quale essi vengono
realizzati e sono funzionali, è attuabile, se non nel contesto strutturale e
funzionale dei microimpianti stessi, in una cornice contestuale che non obblighi
l'utilizzo di elementi strutturali intracorporei.
Nello studio che vado attualmente conducendo sulla presunta T.I.M. esplicherò
in linea teorica, pur sforzandomi di mantenere un atteggiamento di sana e
prudente obiettività scientifica, in quali termini a tutt'oggi potrebbe essere
possibile realizzare una tecnologia che determini i medesimi effetti di quelli
presumibilmente attribuiti alla T.I.M., senza tuttavia la necessità di utilizzare i
microimpianti.

Note:
1. Esogamia: uno o più rapporti sessuali completi consumati tra un soggetto
umano ed uno o più A.L.F. intelligenti e di morfologia umanoide.
2. Bedroom Invaders: estemporanea comparsa di presunte A.L.F. intelligenti e
di morfologia umanoide nella camera da letto di soggetti umani e successivo
prelievo di questi ultimi.
3. Teleportation: prelievo di soggetti umani dall'abitacolo della propria vettura
in movimento o a motore spento ad opera di presunte A.L.F. intelligenti;
soggetti che, dopo un caratteristico "missing time" (tempo mancante o vuoto
temporale) di durata variabile, si ritrovano di nuovo ed inesplicabilmente
all'interno del proprio veicolo, nello stesso luogo dal quale sono stati prelevati
o in località diverse distanti decine o addirittura centinaia di chilometri.

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I RAPIMENTI UFO ED IL LORO SIGNIFICATO PER IL NOSTRO MONDO

di Johannes Feibag

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 12 del Maggio 2000

Il fenomeno "abduction" in un breve saggio fornitoci a suo tempo dallo


studioso tedesco recentemente scomparso.

Il fenomeno ufo si manifesta da secoli, se non da millenni, sotto le più


variegate sfaccettature e, non ultimo, nei più disparati aspetti. Uno di questi
(talvolta definito un sotto-fenomeno) è dato dai rapimenti. Nel mondo della
ricerca si parla di ciò dall'inizio degli anni '60, ma è solo nel corso degli ultimi
5-10 anni che questa fenomenologia è assunta a quella popolarità che
oggigiorno domina un dibattito ufologico "sui generis" e non solo.
Il concetto di "rapimento" nell'eccezione prettamente ufologica del termine,
implica in breve quanto segue: il soggetto viene, contro la propria volontà,
strappato letteralmente dal proprio abituale contesto, per opera di entità non
umane (o comunque che egli in quanto tali recepisce n.d.t.), per essere
trasportato in un altro "luogo".
Qui viene sottoposto a test alquanto invasivi, di natura fisica e psicologica,
terminati i quali viene nuovamente riposto nel proprio ambiente (una variante
è data da quei casi nei quali il soggetto subisce queste "procedure" nel proprio
ambito domestico).
I rapimenti sono esperienze che, di norma, iniziano nella prima infanzia,
replicandosi episodicamente sino ad età avanzata. Inoltre pare che tendano ad
estendersi per interi ceppi generazionali: significa che il loro eventuale
"interessato" ha avuto, con elevate probabilità, a suo tempo un proprio
genitore od un proprio nonno a condividere le medesime "esperienze"; e che
queste ultime saranno un domani probabilmente vissute da uno dei suoi figli.
Sulla natura di questi eventi esistono diverse ipotesi interpretative. Vanno
dall'ambito meramente psicologico o psicopatologico del protagonista, sino a
quello del riconoscimento dell'oggettività dei medesimi, come realtà dietro le
quali si celerebbe un'intelligenza estranea al genere umano.

Per nessuno dei modelli interpretativi esiste al momento una prova definitiva
che lo suffraghi. Tuttavia, considerando la presenza temporale del fenomeno
nei secoli, desumibile percorrendo a ritroso il corso della storia umana (e la sua
estensione spaziale, riscontrabile presso tutte le culture del pianeta,
prescindendo da ceppi sociali, religiosi, nazionali od etnici di sorta) non si può
non convenire circa l'effettiva esistenza di un sostrato reale a monte di tutto
ciò.
La domanda che a questo punto viene da porsi sarà pertanto: qual è l'effettiva
natura di questo "sostrato" o, meglio, con quale tipo di realtà abbiamo a che
fare?
Nel momento in cui decidiamo di confrontarci con questa problematica, è
necessario rifarsi alla ricchissima casistica dalla quale essa è avvalorata. A
quanto mi consta solo in Germania troviamo qualcosa come 300 casi di

65
rapimenti. Constatiamo inequivocabilmente la presenza di due elementi. Il
primo dato dalla sorprendente costanza con la quale si reiterano i momenti
centrali di tali accadimenti, come emerge dall'analisi dei loro singoli resoconti.
Il secondo dato dalla altrettanto sorprendente variabilità riscontrabile nei
dettagli dei medesimi, presi a sé.

Possiamo quindi desumere che abbiamo fondamentalmente a che fare con un


modello di esperienze nel quale coesistono al tempo stesso un "frame"
grossolano di dati, che puntualmente si ravvisano in ogni "rapito", ed un
"frame" particolare, caratterizzante il singolo caso.
Questo è quanto si riscontra non solo nel contesto degli eventi cosiddetti
"classici" della casistica "abductions", come gli interventi, le "visite", la
sindrome della "perdita del feto" (la cosiddetta "gravidanza isterica", n.d.t.), o
le "intrusioni nella camera da letto", ma anche dalle "informazioni" che il
"rapito", nel corso della propria esperienza, riceve dai sequestratori. Tali
informazioni sono a loro volta suddivisibili in due categorie:

- Informazioni sull'origine e sulle motivazioni della visita degli "stranieri";


- Informazioni circa il futuro destino dell'umanità, date nella maggior parte dei
casi da immagini di distruzioni belliche, devastazione ambientale, catastrofi.
naturali.

Un trait d'union tra questi messaggi "profetici" di variegato tipo, è dato


dall'informazione, notificata all'addotto, secondo la quale gli stranieri
manterrebbero una presenza stabile sul nostro pianeta, volta a scongiurarne la
catastrofe. Sotto questo aspetto, tali informazioni sono in tutto affini a
tradizionali messaggi percepiti nel corso di fenomeni mariani o sedute di
"channeling".

Di fatto, alla base di queste profezie si riscontra la stessa ingarbugliata


struttura, spia di una scarsa logica interna, che evidenzia molti messaggi
d"'oltretomba". Alla luce di questo si schiudono due possibili interpretazioni: o
abbiamo a che fare in tutti questi casi con dati prettamente soggettivi, mere
costruzioni del nostro inconscio, oppure la "fonte" di volta in volta implicata in
informazioni, inganna di proposito il percepiente per scopi che al momento ci
sono del tutto oscuri.
Di fatto non disponiamo di alcuna garanzia circa la veridicità di quanto le entità
trasmettono all'addotto, e, per quanto mi riguarda, ritengo possibile trattarsi
appunto di messaggi del tutto "fuorvianti", volti a nascondere il vero scopo
della presenza e dell'intervento sull'uomo di tali esseri.
Il fenomeno "rapimenti" è alquanto complesso. Al suo interno coesistono
contemporaneamente elementi escatologici ed esortazioni auspicanti un
"rinnovo" del genere umano: in altri termini, il classico repertorio tematico
delle religioni, riemerge in questa sede in veste "tecnologizzata".

Un altro significativo aspetto è quello dato dalle analogie riscontrabili nei


racconti di molti addotti, che riferiscono di essere stati sottoposti a test
psicologici alquanto particolari; oppure di essere stati trasportati nel contesto

66
di strani ed incredibili paesaggi, o di curiose situazioni; o, infine, di avere
sperimentato momenti di estremo pericolo per le loro vite, durante i quali essi
sentivano che dovevano "controllarsi" in quanto si volevano testare le loro
reazioni. Nel momento in cui superavano dette prove, secondo le aspettative
dei loro "esaminatori", essi venivano "ricompensati", ed ai loro occhi si
spalancavano d'incanto spettacoli di meravigliosi pianeti, o, addirittura, veniva
loro concesso di "pilotare" un UFO, e di apprenderne i principi di guida; talvolta
avevano persino modo di incontrare altri addotti, che precedentemente erano
stati sottoposti ai medesimi test, o di constatare con i propri occhi le meraviglie
dell'avanzatissima tecnologia degli "stranieri".

Il punto della questione non è la veridicità o meno di tali esperienze, in quanto


esse probabilmente appartengono ad una sfera di realtà fittizia, per l'occasione
artificialmente creata; vale a dire non .già riconducibile ad un diverso
continuum spazio temporale, ma ad un qualcosa che viene in un dato
momento di proposito indotto nelle menti di coloro i quali saranno
successivamente "convinti" di avere effettivamente vissuto ciò di cui riferiscono
nelle proprie storie (un analogo discorso potrebbe essere fatto per le vicende
collegate al contattismo, n.d.t.).

Le sopra menzionate "sfaccettature" del fenomeno "rapimenti" sollevano non


solo il problema della realtà del medesimo, ma anche quello della nostra
nozione di "realtà" in genere, che siamo soliti riferire al "mondo reale" che ci
circonda. Parecchi tratti di tali episodi, pare infatti indichino che gli "stranieri" -
chiunque essi siano, da ovunque essi provengano, e quali che siano i loro scopi
- sono in grado di "aggirare" la nostra "realtà", secondo il modo in cui la
percepiamo, utilizzando per i loro scopi altre dimensioni del "reale", ed infine
confondendo in noi aspetti fisici e psichici, sino al punto da rendere impossibile
una loro distinzione.

Ed è proprio in ciò che risiede la difficoltà, per il percepiente, nel descrivere a


terzi quanto egli ritiene di aver vissuto.
Il collegamento interiore di altre sfere spazio-temporali con gli accadimenti
fisici del nostro universo e quello tra il nostro potenziale psichico (ad esempio
le fantasie ed i sogni) ed un invisibile, inestricabile, conglomerato di incredibili
esperienze, rende pertanto da un lato impossibile la comunicazione con quanti
sono "estranei" a tali vissuti, impedendo di conseguenza, dall'altro, una
approfondita analisi del fenomeno. Questo duplice aspetto è probabile
rappresenti un intenzionale "effetto collaterale" dell'evento complessivo.
In generale, si ha l'impressione che questi fenomeni, complessivamente
considerati, tendano ad affermare in noi una sorta di assuefazione: molti
addotti sono giunti infatti ad una simile conclusione.
In tal senso sempre più persone potrebbero essere influenzate ad accettare
l'idea dell'esistenza di un'intelligenza aliena operante vicino all'uomo,
preparandosi così spiritualmente al momento del "contatto". E allo scopo
quest'intelligenza si adeguerebbe al concetto che gli umani hanno di essa ed
alle loro fantasie circa il possibile "contatto", amplificandosi con un effetto di
"risonanza" ogni qualvolta essa si palesasse mascherata, cioè entrando nel

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ruolo che le si attribuisce, e penetrando in tal modo con sempre maggiore
incisività nella coscienza e nell'inconscio collettivo della società.
Questo potrebbe essere illogico e graduale "modus operandi" nei nostri
confronti di un'intelligenza aliena altamente sviluppata: nel caso essa volesse
comunicare con noi, non potrebbe innalzarci dall'oggi al domani al proprio
stadio evolutivo. Al contrario, dovrebbe lei abbassarsi al nostro livello. Ciò è
esattamente quanto noi facciamo quando, per fare un esempio, cerchiamo di
stabilire una comunicazione con i delfini o gli scimpanzé: non cerchiamo
ovviamente di rendere edotti questi animali circa le nostre centrali nucleari o di
erudirli sulla cultura dell'antica Grecia, ma ci trasponiamo su di un livello
comunicativo primordiale, cercando, a mezzo di simboli elementari e colori di
mettere in atto uno "scambio di pensieri".
Null'altro di diverso, se ci pensiamo, sembra accadere attualmente nel rapporto
tra l'intelligenza aliena che ci accompagna e quegli uomini che, casualmente
"prelevati" tra la massa degli umani, sono stati selezionati per un simile
contatto.

È difficile stimare se e come si potrà pervenire ad un reale, "effettivo" contatto.


Il nostro problema è - come già sottolineato - che di fatto non conosciamo
assolutamente nulla circa le vere motivazioni di questi "visitatori", per quanto
essi possano al riguardo raccontarci, o malgrado quello che può essere creduto
dal gruppo dei loro "prescelti".
Tutto quello che al momento possiamo fare è raccogliere quanti più dati
abbiamo, cercando di integrarli in un modello il più possibile logico e coerente.
Ma dobbiamo anche essere consci che questi dati possano essere stati alterati,
al fine di ingannarci per un qualche oscuro motivo.
Lo studio del fenomeno "rapimenti" è allo stato attuale molto simile al
procedere a tentoni all'interno di una fitta ed impenetrabile coltre di nebbia, di
cui non sappiamo se mai si dissolverà.
D'altro canto non esiste alternativa.
Proseguire la ricerca in questo campo è l'unica chance di cui al momento
disponiamo e dalla quale mai dovremmo inutilmente desistere, a fronte della
mancanza di rispetto e dell'ignoranza della gente comune, oltre che di una
notevole parte dell'estabilishment scientifico.

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QUANDO L'ABDUCTION È AL FEMMINILE

di Roberto Pinotti

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 14 del Luglio/Agosto 2000

Uteri presi a prestito, maternità imposte, gravidanze monitorate:


essere rapite e fecondate dagli alieni. Troppe ormai le testimonianze
agli atti. Sarà vero? E se è vero, perché?

La compianta Dott.ssa Karla Turner ha scritto un libro eccezionale, "Taken",


apparso in traduzione italiana (Edizioni Mediterranee, Roma) con il titolo
"Rapite dagli UFO". In tale lavoro l'autrice analizza vari casi di donne coinvolte
nel controverso e sconvolgente trauma dei "sequestri da UFO" (abductions).
Le "rapite", da lei intervistate e seguite, ci danno scorci inquietanti sulla natura
e finalità delle loro esperienze, che indubbiamente escono dalla sfera del
soggettivo e che sottintendono l'intervento di intelligenze non umane tese a
svolgere sui soggetti prelevati un vero e proprio "programma" personalizzato
tutt'altro che lasciato al caso.
Molti degli episodi si collegano così ad eventi dimenticati e verificatisi nella
giovinezza, o addirittura nell'infanzia, con i misteriosi "rapitori" impegnati ad
orientare la stessa esistenza delle protagoniste. E lo scenario potrebbe anche
essere ritenuto da incubo: rapimento dei soggetti, analisi anatomo-biologica
dei loro corpi, prelievo di campioni organici, inserimento di corpi estranei
(impianti) presumibilmente utili per monitorare l'organismo, vari tipi di
manipolazioni di carattere genetico, ivi incluso l'uso dell'apparato genitale per
fini di "procreazione assistita".
In altri termini, inseminazione artificiale e gestazione di feti che,
prematuramente, vengono poi prelevati nel corso di successive "abductions"
dai "rapitori". Questi sono fin troppo spesso inquadrabili nella tipologia
umanoide dei cosiddetti "grigi", esseri esili e macrocefali, glabri, calvi, con
grandi occhi, con assenza di padiglioni auricolari e di bassa statura. Ma i feti in
questione non sono del tutto umani e rappresenterebbero un qualche tipo di
incrocio tra l'"Homo Sapiens" e i fantomatici rapitori alieni.
Non c'è bisogno di dire che tutto ciò apre prospettive allucinanti. Ma se è vero
che eminenti autori come David Jacobs gettano un grido di allarme ed evocano
prospettive apocalittiche di controllo e conquista aliena del nostro pianeta, altri
la vedono diversamente.
Lo psichiatra John Mack e lo scrittore Whitley Strieber, ad esempio,
considerano questa "comunione" umano-aliena un'occasione di crescita epocale
per la nostra specie e le intenzioni dei "rapitori" tutt'altro che cattivi.
Analogamente l'operato di un veterinario su animali, ignari ma bisognosi di
cure, non è affatto negativo, nonostante la paura di questi ultimi nel corso dei
necessari interventi.
Infatti, se alieni malintenzionati avessero voluto intervenire in termini
sgradevoli per noi, lo avrebbero certo fatto ben prima e senza tanti scrupoli. Di
qui l'atteggiamento cosciente e talvolta sereno - al di là dello shock
dell'abduction - dimostrato da alcuni soggetti. E, curiosamente, fra i tanti

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"addotti" appaiono più spaventati i soggetti maschili. Le "rapite", invece, hanno
un atteggiamento di maggiore apertura e responsabilità verso le rispettive
esperienze. Considerate, in fondo, anche come qualcosa in grado di dilatare la
visione della realtà e della vita.

Loro l'hanno "prescelta", per noi è Angela C.


1999, 29 maggio. È in corso il 7° Simposio Mondiale di Ufologia a San Marino e
chi scrive, in qualità di organizzatore della manifestazione, va e viene fra la
sala congressuale e l'atrio del Teatro Titano.
Ad un certo punto mi ferma una sorridente donna bruna, occhi penetranti, che
mi dice: "Dottor Pinotti, io sono una rapita e devo dirLe una cosa importante!".
"Cosa?" le chiedo. "Gli extraterrestri mi hanno detto che ci sarà un tremendo
terremoto in Turchia, con tanti morti...". "Ah, interessante..." - taglio corto io -
"Però deve scusarmi, ora non posso occuparmene, c'è un congresso in corso.
Magari ne riparliamo...". E la lasciai. Poi non la vidi più, e la dimenticai. Fino a
che, per una serie di impensate circostanze, un bel giorno mi capita a casa con
il marito e il particolare mi torna alla mente: era passato un anno e, poco dopo
da quando la donna mi aveva parlato, quel terremoto in Turchia c'era stato
davvero. Niente di strano, dunque, che quando me la ritrovai davanti la
guardassi con in minimo di sconcerto. "Mi chiamo Angela" si presentò.

Oggi Angela ha 46 anni. Lavora in proprio col marito e ha un'istruzione media.


Vive in una località del Grossetano, la provincia più estesa d'Italia.
La notte fra il 6 e il 7 settembre 1997 si alzò dal letto e vide una grande luce
che la spinse a salire fino alla terrazza che dominava la sua abitazione di
allora. Quando fu all'aperto scorse in cielo un corpo luminoso ovoidale, di
colore giallo-verde-azzurro e che non emetteva alcun rumore. Al termine
dell'avvistamento, la donna ebbe l'impressione di avere osservato l'oggetto per
un periodo di tempo lunghissimo. "Una cosa irreale - dice - come se fossero
trascorse ore...". Il corpo ruotava su sé stesso ed emetteva un fascio luminoso
ondeggiante, che si proiettava sul suolo. Poi tale fascio di luce si ritirò e l'UFO
si allontanò velocissimo. Angela non fu però la sola a vedere quello spettacolo.
Le segnalazioni di luci celesti anomale furono infatti molteplici quella notte in
tutta la provincia, l'intera Toscana e anche altrove. Fatto è che i da allora la
donna iniziò una serie di esperienze più che degne dell'attenzione dell'ufologo.
Tutto cominciò con la constatazione di insolite "presenze" all'interno della sua
stessa abitazione: da alcune sferette luminose evoluenti a mezz'aria
all'apparizione di entità umanoidi del tipo "grigio" nella sua camera da letto. E
tali "bedroom invaders" non mancarono di rassicurarla, facendole capire che
sarebbero ritornati.
All'inizio le creature presero a manifestarsi solo ad Angela, successivamente
anche il marito, Francesco, vide i fantomatici intrusi.

Via via i visitatori le rivelarono che l'avevano seguita passo passo dall'infanzia,
assistendola nel suo sviluppo. Sì, perché Angela sarebbe un "ibrido", e la
madre biologica (la donna ha una madre adottiva) l'avrebbe concepita con
l'intervento dei "Grigi". La sua graduale presa di coscienza aveva infine
consentito loro di manifestarsi senza effetti negativi per lei. Nel corso degli

70
ultimi tre anni "Loro" hanno anticipato ad Angela vari eventi futuri
successivamente verificatisi: "Per loro lo spazio e il tempo hanno valori
diversi".
Lo scenario che si delinea è tanto complesso quanto chiaro. Ci troveremmo di
fronte all'intrusione sulla Terra di più razze extraterrestri umanoidi,
generalmente tutte interagenti fra loro, a parte poche eccezioni. Si tratterebbe
di un "bestiario" estremamente vasto: dai classici "Grigi" e dagli angelici
"Nordici" a piccoli umanoidi pelosi, a nanerottoli di aspetto vagamente asiatico
dai grossi zigomi alla mongola, fino a entità di taglia quasi lillipuziana dalla
pelle verde-olivastra e, al contrario, a creature longilinee di altissima statura e
ad esseri che ricordano gli insetti, dal volto simile a quello di una mantide...
Originari di diversi pianeti extra-solari, questi alieniseguirebbero da tempo
l'evoluzione dell'Uomo, evoluzione in cui oggi sarebbero coinvolti in modo più
deciso e diretto.
Così come un tempo essi avrebbero agevolato lo sviluppo della vita sulla Terra,
oggi il loro piano - il "Programma" - prevederebbe infatti la creazione di
"individui-ponte" fra noi e loro, nell'intento di elevare la razza umana ad una
dimensione cosmica. Di qui le manipolazioni genetiche di cui sarebbero
variamente responsabili, tese a salvaguardare e rafforzare, con una serie di
"selezioni mirate" di soggetti idonei, i lati migliori del DNA umano in grado di
produrre individui psicologicamente ed eticamente "positivi". E gli altri? Meno
saranno, meglio le cose andranno per l'umanità. L'uomo, infatti, sarebbe da
loro visto come una specie giovane e imperfetta, ma anche in grado di
sviluppare, accanto a facoltà negative, notevoli potenzialità che, unite al loro
bagaglio biologico e genetico, potrebbero contribuire ad originare soggetti
migliori.
In questo contesto rientrano le esperienze di tante "rapite" in tutto il mondo,
quali strumenti consenzienti di questo "Grande Esperimento" di
perfezionamento della razza umana.
Tale esperimento sarebbe guidato da questi esseri, in quanto essi avrebbero
una maggior esperienza e coscienza, frutto di milioni di anni di evoluzione. Ma
Angela sarebbe anche una "impiantata": sostiene di avere ben tre "impianti"
alieni (un quarto sarebbe stato espulso dal suo organismo un anno fa circa) nel
cranio. Tali strumenti la monitorerebbero costantemente. In particolare,
avrebbero lo scopo di consentire l'individuazione della sua persona, la
possibilità di ricevere e trasmettere messaggi telepatici, e di tutelarla da rischi
o pericoli per la propria incolumità fisica.
In conseguenza di una serie di interventi periodici di ingegneria genetica sul
suo organismo, Angela avrebbe portato avanti varie gestazioni indotte dai suoi
"amici" alieni, che le avrebbero anche mostrato le creature successivamente
nate al di fuori del suo utero in seguito al sistematico prelievo dei feti. La
donna accetta con serenità la sua condizione di "tramite" bio-genetico fra
uomini e alieni, e non ha mai fatto resistenza al "Programma". Il "padre
biologico" alieno delle creature ibride che ha portato in grembo è stato sempre
lo stesso, in quanto evidentemente compatibile con lei. Come lo sarebbe stato,
nel 1956, Akon, il "partner" extraterrestre della "contattista" sud-africana
Elisabeth Klarer, sedicente madre di un "ibrido" umano-alieno. Colpisce,
comunque, l'atteggiamento positivo, equilibrato e affettuoso del marito di

71
Angela, Francesco. "È consapevole della situazione e, da
compagno cosciente e responsabile, sa essermi vicino" - dice
Angela.
E gli alieni? Nonostante l'uso che hanno fatto di lei - pur con il suo
consenso - la donna guarda a loro in termini sostanzialmente
positivi, anche se conferma che le varie razze extraterrestri, pur
in genere caratterizzate da unità di intenti nei nostri confronti,
hanno in parte delle finalità non del tutto coincidenti col
"Programma". Naturalmente si riferisce in positivo ai suoi interlocutori diretti, e
non già ad altri con cui non ha avuto relazioni.

Curiosamente, Angela è senza figli e, come abbiamo detto, il marito ne


condivide in toto il ruolo di "individuo-ponte". La donna - che pure vuole
evitare ogni forma di pubblicità e tutelare la propria privacy - ritiene che sia
giusto parlare della sua esperienza per "preparare la gente a capire". Bisogna
anche essere pronti all'incontro con "Loro", che ci sarà comunque e forse a non
lunga scadenza.
"Ditelo - ci ha detto - lo non voglio essere studiata, ipnotizzata e brutalizzata
dalla curiosità dei giornalisti. È per questo, proprio perché ho visto come opera
gente di pochi scrupoli che si accosta all'argomento UFO, che mi sono rivolta al
CUN. Non ho nulla da chiedere e nulla da dare, al di là della mia testimonianza
e del mio desiderio che la gente sappia...".
Si potrà dubitare o dissentire, e sostenere che si tratta tutt'al più di un
soggetto "paranormale" magari dotato di facoltà precognitive (il che
spiegherebbe la faccenda della "predizione" del terremoto in Turchia). Ma non
crediamo sia possibile, o tanto meno onesto, ignorare o sottovalutare la sua
storia. Una replica italiana di tante altre.

Angela e Karen
San Marino, 1999: 7° Simposio Mondiale di Ufologia. Angela avvicina
privatamente la giovane "rapita" statunitense Karen Austin della Florida, che il
Prof. John Mack, il famoso psichiatra dell'Università di Harvard, ha portato con
sé e che ha colpito l'uditorio per la sincera commozione con cui ha rivissuto le
sue scioccanti esperienze di "abduction".
"Mi ha detto tante cose che sostanzialmente confermano quanto mi hanno
rivelato 'Loro'- dice Angela - E io le ho detto cose che mi ha detto di avere
saputo dai suoi rapitori..."

Dai diari di Angela


Angela ha tenuto diligentemente dei diari delle sue esperienze con "Loro". Ne
riportiamo qui solo un piccolo esempio, a carattere indicativo.
Era la notte del 24 marzo 1998. Due di loro dinanzi a me, tutti e tre in piedi...
Tante foto sparse su un tavolo, le mie, e uno di loro aveva in mano i miei
scritti... Leggeva e mi guardava.
- Sai leggere? - chiedo.
- Sì, capisco la tua scrittura.
Io aspettavo paziente.
- Tutto giusto quello che hai annotato, ma non potrai dire queste verità che a

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persone giuste. Altrimenti ti mancherà la parola...
E così è stato.

Da dove vengono e dove sono installati


"I loro mondi di origine sono molteplici in varie costellazioni. Mi hanno, fra
l'altro, parlato di quella di Orione, dell'Orsa Maggiore e del Reticolo..."
"Dispongono di basi sia sulla Terra che nel cosmo per le loro navi spaziali - dice
Angela - Sul nostro pianeta ne abbiamo sotto terra e nelle profondità
oceaniche, e non hanno nulla a che fare con una cosa come l'Area 51, dove
avvengono incontri e confronti fra loro esponenti e tecnici militari USA in virtù
di una forma di accordo: tecnologia in cambio del diritto di utilizzazione senza
problemi dei cieli del nostro pianeta controllati dagli americani e dell'impegno a
non rivelarsi ufficialmente al mondo. Almeno per ora..."
"Hanno basi sulla Luna, su Marte e nel sistema di Giove..."

Una "Repeater" che non necessita di ipnosi regressive


I limiti dell'ipnosi regressiva sono dati dal fatto che, seppur caratterizzati dalla
sincerità del soggetto, i "ricordi" dell'ipnotizzato non possono essere
nettamente distinti da aspettative, tendenze, opinioni o fantasie - sempre,
beninteso, in perfetta buona fede - del protagonista posto in esame. Solo nel
corso di un "doppio rapimento" (caso Hill, 1961 e caso Hickson- Parker, 1973)
si possono accettare senza riserve eccessive i dati desunti da esperienze di
ipnosi regressiva.
Nel caso di Angela non c'è problema. Nessuno - sebbene qualcuno vi abbia
tentato - è riuscito a ipnotizzarla. I suoi ricordi sono diretti e consapevoli, e
propri di un "repeater" classico (con tale termine in USA si indicano i "rapiti"
caratterizzati da esperienze continuate e periodiche).

Una "previsione extra terrestre": 2001, l'anno del Polo


Angela ci ha anche confidato alcuni elementi che i suoi pretesi interlocutori
alieni le avrebbero fornito in rapporto al prossimo futuro. "Sono esseri che si
spostano nello spazio-tempo - dice - ecco perché visualizzano a breve il nostro
futuro. Circa l'Italia, mi è stato detto che nel 2001 le elezioni politiche
vedranno il crollo del Centro-Sinistra e la vittoria del Polo. E ciò già un anno fa.
Da allora D'Alema è già uscito di scena..."
Beh! questo, e in molti, l'avevamo previsto anche noi terrestri!

Antonio Villas Boas: il primo esperimento di "esogamia"


È il primo caso - maschile - di esperimento
genetico indotto dai piloti degli UFO.
Nel 1957 il giovane agricoltore brasiliano fu
prelevato e portato di peso a bordo di un veicolo
alieno da "esseri" scafandrati, che lo sottoposero
ad una serie di test clinico-biologici finalizzati
all'accoppiamento con un essere femminile
umanoide della stessa specie dei misteriosi
rapitori. Eseguito quanto necessario, l'uomo fu rivestito ed estromesso dal
velivolo che decollò scomparendo nel cielo. Da allora Antonio Villas Boas vive

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nel timore di vedere tornare i suoi sequestratori e forse anche suo figlio: un
sangue misto umano-alieno.
Non c'è bisogno di dire che il modus operandi di chi avesse voluto verificare
concretamente le possibilità di un connubio fecondo fra due specie diverse non
avrebbe potuto essere stato più idoneo: in primis, il prelievo di un maschio ad
hoc; in secundis, vistane l'idoneità biologica, il suo più o meno forzato
accoppiamento con una femmina dell'altra specie; infine, il suo rilascio e la
possibilità di controllare e seguire lo sviluppo dell'esperimento nell'utero della
donna-cavia.

Un universo fatto di "corridoi"


Gli extraterrestri di Angela si spostano con le loro navi spaziali bypassando il
limite costituito dalla velocità della luce, di 300.000 km. al secondo.
"Escono dalla nostra realtà lungo 'corridoi spaziali' in cui tempo e spazio non
hanno più i valori che dovrebbero avere". Ma dispongono anche di altre
tecnologie. "Per spostamenti meno impegnativi alcuni di loro utilizzano la
propulsione ionica...".

Betty Hill
È stata la prima "rapita" di cui il mondo abbia saputo, attraverso il "best-seller"
di John Fuller negli anni Sessanta. Vittima della prima "abduction"
documentata, con il marito Barney, Betty fu sottoposta a bordo dell'UFO ad
una visita anatomica e ginecologica, ivi incluso un test di fertilità, per quello
che se ne può dedurre. Gli alieni si esprimevano telepaticamente,
manifestavano una profonda difficoltà a concepire concetti quali il tempo come
noi lo vediamo e la morte e fecero capire alla donna che lei e il marito
sarebbero da allora stati costantemente seguiti da loro. Parecchi anni dopo, in
effetti, Betty vide e fotografò un UFO.
L'uso dell'ipnosi regressiva nel caso Hill, introdotto dallo psicologo Benjamin
Simon, vide i due coniugi, in sedute distinte e separate, riferire la stessa
incredibile esperienza: che non può, a questo punto, che avere valenze
sostanzialmente oggettive.

Betty Andreasson
Nel 1977, nel corso di una seduta di ipnosi, l'americana Betty Andreasson
ricordò nei dettagli la propria esperienza di "abduction". La donna aveva letto,
due anni prima, un appello rivolto dal Prof. Joseph Allen Hynek del "Center for
UFO Studies" a chi avesse avuto esperienze ufologiche e si era sentita spinta a
rispondere.
L'ipnosi rivelò così un mondo insospettato. Betty era stata ripetutamente
sequestrata da alieni macrocefali dai grandi occhi e l'intrusione degli esseri
aveva interessato anche gli altri componenti della sua famiglia. La sua
esperienza aveva finito con l'assumere valenze spirituali, con tanto di
"messaggi" per l'umanità. L'esame psichiatrico cui Betty si sottopose escluse
"sintomi di disordine mentale o problemi psichiatrici".

Pat
Nome convenzionale attribuito da Karla Turner ad una donna di Floyd's Knob

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(Indiana) che, nel 1954, avrebbe vissuto il trauma dell'"abduction" unitamente
alla famiglia (madre, patrigno, nonna, fratello e sorella).
Alla comparsa di entità rispondenti alla classica anatomia dei "grigi" si
alternarono, all'interno dell'UFO, esseri luminosi e un biondo personaggio di
apparenza "angelica" che la protagonista associò all'immagine di Gesù Cristo.
Nel corso dei ripetuti incontri con gli alieni, e in conseguenza del prelievo di
campioni biologici dal suo corpo, a Pat fu detto: "Stiamo facendo una nuova te
stessa" con implicito riferimento alla clonazione.
"Sei un angelo?" chiese poi Pat ad uno degli alieni.
E la risposta fu: "Sì, ma non come ti è stato insegnato".

Ansie
È anche questo un nome convenzionale assegnato da Karla Turner ad un'altra
"rapita", residente in Tennessee. Nata nel 1966, l'esperienza di "abduction"
ebbe inizio nel 1988. Angie fu "risuccchiata in un lungo tunnel di luce" e
teletrasportata all'interno degli UFO. A bordo, con i "Grigi", un uomo biondo
che la "visitò" più volte. Le dissero di essere fra i prescelti per "conquistare il
mondo mediante il dominio del potere di infiltrazione". In un'altra occasione,
ad Angie furono mostrati un "clone" di bambino e nove bimbi "ibridi" che
sarebbero stati usati per "preparare gli umani ai cambiamenti".
Quali?
"La trasformazione spirituale degli umani", fu la risposta.
In seguito Angie scoprì che l'interesse degli alieni per lei risaliva alla sua vita
intra-uterina.

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IL DILEMMA ABDUCTION: ESPERIENZE ALIENE O "DISTURBI
DELIRANTI"?

di Maurizio Sorbello

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 14 del Luglio/Agosto 2000

Divagazioni sul tema di quell'esperienza senza tempo.

Con il termine inglese "abductions", sono comunemente indicati i "rapimenti" o


"sequestri da UFO". Indubbiamente, il tema più scottante della fenomenologia
UFO.
Com'era logico attendersi, la comunità scientifica e l'ufologia, negli ultimi 30
anni, sono spesso venute ai "ferri corti" su tale tematica, con scambio di
reciproche accuse.
Il presente lavoro non ha certo la pretesa di porre la parola "fine" su tale
fenomeno, ma semplicemente di fare un po' di chiarezza attraverso una serena
e obiettiva analisi dei dati clinici e psicologici in nostro possesso.
Lo scrivente è fiero di essere sia un elemento della scienza ufficiale sia un
appassionato studioso di ufologia; non si è mai sentito in conflitto, né obbligato
ad effettuare una tormentata scelta; ha sempre evitato le polemiche,
preferendo impiegare il proprio tempo nello studio, piuttosto che correre dietro
a tesi del tipo "le scomode verità che la scienza ufficiale cerca di nascondere" o
"le ciarlatanerie dei cosiddetti ufologi".
Chi offende, per partito preso, una delle due fazioni, non merita alcuna
considerazione.
Fatta questa doverosa premessa, iniziamo dal "versante ufologico" ponendoci
un quesito:
"Possiamo scientificamente escludere la possibilità che il nostro universo sia
popolato da forme di vita diverse dalla nostra?"
La risposta è: no.
Poniamoci adesso un ulteriore quesito:
"Possiamo scientificamente escludere la possibilità che alcune di tali forme di
vita, supponendone l'esistenza, possano essere di grado evolutivo superiore
alla specie umana?"
Ancora una volta, la risposta è: no.
Infine, l'ultimo quesito:
"Possiamo scientificamente escludere la possibilità che tali forme di vita,
analogamente a come ci comporteremmo noi, abbiano la necessità di
'prelevare' campioni di materiale vivente e non dal nostro pianeta?"
Ovviamente, no.
Esaminate le tre risposte, possiamo giungere ad una prima conclusione:
"È assolutamente legittima la ricerca, condotta da esperti, comunemente
definiti ufologi, che ha come scopo il tentativo di trasformare in certezza
scientifica le possibilità sopra esposte, similmente a quanto avviene per
qualunque altro fenomeno di natura non definita. Per quanto riguarda lo studio
riferito al terzo quesito, esso viene definito, come già detto, con il nome di
abduction."

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Vediamo adesso, in particolare, le metodiche adeguate allo studio delle
"adduzioni".
Fondamentalmente sono due:

1) Ambientali
2) Testimoniali

Tralascio di esaminare la prima, poiché esula dalla nostra trattazione.


Per quanto riguarda la seconda, di particolare interesse è il tentativo di
risolvere il seguente quesito:
"Come possiamo testare la veridicità di quanti, sempre più numerosi,
affermano di essere stati rapiti da alieni?"
Ciò che si chiede, in pratica, è una prova inconfutabile che escluda
scientificamente i seguenti due aspetti:

a) Menzogna e/o il falso


b) Turbe e/o disagio psichico

Alcuni, sia tra gli studiosi di psichiatria e psicologia, sia tra gli ufologi, hanno
creduto di individuare tale prova in una metodica clinica nota come "ipnosi
regressiva". Purtroppo tale pratica esclude con certezza la menzogna ma "non
il falso". Il sottoscritto pratica l'ipnosi regressiva a scopo terapeutico da oltre
15 anni e può facilmente dimostrare quanto affermato non solo in via teorica,
sottolineando come i contenuti che emergono sotto ipnosi regressiva possono
essere il frutto di desideri inconsci, riverberi del pensiero, frammenti della
realtà distorti e adattati, ecc., ma anche con la pratica clinica. A tal proposito
ecco un paio di esempi clinici che non entrano nell'area dell'"abduction", ma
non per questo privi di illuminanti nessi associativi con tale fenomeno.

Caso n. 1 - Signor F.T., 38 anni, agente di commercio, coniugato con due figli.
Si presenta al colloquio ben curato nell'aspetto, eloquio strutturato e adeguato,
inserito nel contesto spazio-temporale, ottima capacità lavorativa, rapporti
familiari e interpersonali nella norma.

Alla richiesta del motivo che lo ha condotto presso il mio studio, risponde che
desidera la mia certificazione, dopo la visita, "di stato psichico normale" da
esibire a tutti coloro che lo considerano "pazzo", in quanto afferma di essere
posseduto dal demonio. Tale possessione diabolica sarebbe avvenuta durante
una sua trascorsa frequentazione presso una setta satanica che praticava
messe nere. Pentito, si è rivolto a sacerdoti esorcisti, ma con esito nullo.
Gli chiedo se desidera sottoporsi ad ipnosi .regressiva, ed il sig.. F.T. accetta di
buon grado. Sotto ipnosi, il signor F.T. incomincia ad .urlare oscenità, mutando
la propria voce e dichiarando di chiamarsi "Arhata pias", un demone in grado di
provocare tempeste, confusioni e disordini di qualunque genere. Gli chiedo di
parlare del proprio aspetto, ed ecco uscir fuori una descrizione in perfetta
sintonia con l'iconografia demonologica classica: corna e piedi caprini, altezza
di circa 2,20 m., pelo folto, occhi rossi e seduttivi, ecc. Anche il luogo da dove
proviene, rispetta le comuni descrizioni dell'inferno. Il caso del signor F.T. è in

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tutto e per tutto analogo a quello offerto da decine di migliaia di pazienti che
sono in terapia presso colleghi nei vari distretti geografici del nostro pianeta.
Ultimata la seduta ipnotica, chiedo al signor F.T. cosa ricorda, da sveglio,
quando il demone si impossessa del suo corpo e della sua anima; egli risponde
che ha in quei casi "un vuoto di memoria", un "missing time" che ha un tempo
variabile, da poche decine di minuti a ore o giorni; in uno di queste fasi di
missing time, il demonio gli avrebbe inferto una zampata sulla schiena (mostra
effettivamente una cicatrice di 4 cm. circa all'altezza della 5a vertebra toracica,
indubbiamente di esito non chirurgico), ma non ricorda i particolari, che,
invece, descrive con ricchezza di dettagli sotto ipnosi...

Caso n. 2 - Sig.na A.L., anni 32, casalinga, titolo di studio: maturità classica.
L'anamnesi ricalca quello del caso n. 1, con la differenza che la sig.na A.L. è
fidanzata con un avvocato da circa 5 anni e vive con i genitori con i quali ha un
buon rapporto.
Si è rivolta al sottoscritto "per rassicurare i genitori e il fidanzato sul suo stato
di salute mentale", in quanto afferma che un suo zio, scomparso per un male
incurabile tre anni fa, la viene spesso a trovare costringendola ad avere
rapporti sessuali con lui. Anche lei accetta volentieri di essere sottoposta ad
ipnosi regressiva. Durante l'ipnosi, la sig.na A.L. racconta, con dovizia di
particolari, gli incontri con lo zio defunto: il morto si presenta con le stesse
sembianze che aveva da vivo, i contorni sono però sfumati; quando le si
avvicina, la sig.na A.L. avverte una strana forza che le "blocca la volontà, la
paralizza e la costringe ad aprire le gambe". Segue la descrizione di un
rapporto sessuale con modalità sia naturali che perverse. Lo zio, in un
occasione, le ricordò come, da vivo, l'avesse molestata sessualmente quando
A.L. aveva 8 anni.
Ultimata la seduta ipnotica, domando alla sig.na A.L. se suo zio, da bambina,
l'avesse mai molestata, ma lei non ricorda nulla del genere e mi chiede il
motivo della mia domanda. Anche lei parla di "tempo mancante" durante i
rapporti con lo zio e mostra cicatrici da graffì in corrispondenza della spalla
sinistra, delle quali non sa spiegare l'origine. Sotto ipnosi veniamo a
conoscenza che tali graffì le sono stati procurati dallo zio durante un rapporto
sessuale.

La diagnosi, in entrambi i casi, è stata la stessa: "Disturbo Delirante


{Paranoide)".
Osserviamo adesso i sintomi che l'American Psychiatric Association fornisce per
poter formulare tale diagnosi:

Disturbo Delirante (Paranoide)


A. Delirio(i) non bizzarro(i) (cioè concernente situazioni che si verificano nella
vita reale, come: essere seguito, avvelenato, infettato, amato a distanza, ecc.
della durata di almeno un mese.
B. Le allucinazioni uditive o visive, se presenti, non sono predominanti come
nella Schizofrenia.
C. A parte il delirio (i deliri) o le sue ramificazioni, il comportamento non è
francamente strano o bizzarro.

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D. Se una Sindrome Depressiva Maggiore o Maniacale si è manifestata durante
il disturbo, è stata breve rispetto alla durata del primo.
E. Non ha mai soddisfatto il "criterio A" per la schizofrenia, e non è possibile
provare che un fattore organico abbia causato e mantenuto il disturbo.

Per completare la diagnosi di Disturbo Delirante, occorre infine specificare il


tipo:

1) Erotomanico
2) Di Grandezza
3) Di Gelosia
4) Di Persecuzione
5) Somatico
6) Non specificato (non corrisponde ad alcuna delle categorie precedenti, in
quanto può riguardare due o più di esse, senza prevalenza di una nell'altra).

Per quanto concerne i due casi riportati, il tipo è il n. 2, ovvero: "Disturbo


Delirante nel quale il tema delirante predominante è la convinzione del
soggetto di possedere esagerato valore, potere, conoscenze, o una particolare
identità, o una speciale relazione con una divinità, con un essere disceso dal
cielo, con una persona morta o famosa".

Abbiamo detto, poc'anzi, che per poter formulare la diagnosi di Disturbo


Delirante, esso non deve aver mai soddisfatto il criterio "A" per la schizofrenia.
Vediamo di cosa si tratta, leggendo tale criterio tratto sempre dai protocolli
internazionali dell'AmericanPsychiatric Association:

Schizofrenia
A. Presenza di caratteristici sintomi psicotici nella fase attiva: o (1), (2) o (3),
per almeno una settimana:

1) due dei seguenti sintomi:

a) deliri
b) allucinazioni rilevanti
c) incoerenza o marcato allentamento dei nessi associativi
d) comportamento catatonico
e) appiattimento o grossolana inadeguatezza dell'affettività

2) deliri bizzarri (cioè riguardanti fenomeni che sarebbero considerati


totalmente non plausibili nella cultura del soggetto)
3) rilevanti allucinazioni con una voce che esprime contenuti privi di qualsiasi
relazione apparente con depressione o euforia, o con una voce che continua a
fare commenti sul comportamento e sui pensieri del soggetto, oppure con due
o più voci che dialogano tra loro.

Vediamo adesso di formulare una sintesi non medica di quanto sopra esposto,
al fine di consentire anche al lettore "non addetto ai lavori" una visione chiara

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del problema.
Esistono vari tipi e gradazioni di disturbo mentale. Un individuo può, ad
esempio, non manifestare affatto i sintomi più comuni di "pazzia" - quelli, per
intenderci, riconosciuti da tutti, esperti e non, come la marcata menomazione
nelle funzioni connesse col ruolo di lavoratore o casalinga, o la marcata
trascuratezza nell'igiene personale e nell'aspetto, o il comportamento
decisamente stravagante, o disturbi deliranti in atto, ecc., - ed essere
ugualmente affetto da un qualche tipo di disturbo mentale. La "normalità" è un
concetto astratto.
Quanto detto è però una realtà clinico-scientifica, ampiamente provata e
documentata, universalmente riconosciuta e, pertanto, "non può essere posta
in discussione da semplici opinioni", pur rispettabilissime. E che tali restano.
Ma a questo punto ritorniamo al fenomeno "abduction", ed esaminiamo un
caso famoso nel nostro Paese, grazie anche al libro "Gli Ufo nella mente", del
dottor Corrado Malanga, la storia di Valerio Lonzi.
Per l'Autore non ci sono dubbi: è un "caso perfetto". Ma ha ragione? Ne
dubitiamo.

Il dottor Malanga, come leggiamo nel libro in questione a pag. 229, aveva
previsto "le ferree critiche di psicologi, di ifologi, di pseudoscientisti che mai
hanno fatto un'indagine ufologica e che mai hanno fatto un'ipnosi regressiva e
soprattutto che mai la faranno ma che ritengono già, a priori, che il metodo
non è valido", ma gli è sfuggita la possibilità di riceverne proprio da chi, come
il sottoscritto, è invece un medico psicoterapeuta, appartenente sì alla scienza
ufficiale, ma che ha anche condotto e conduce diverse indagini ufologiche nella
sua qualità di esperto in "abduction" e attivista del CUN Sicilia. Chi scrive ha
invece eseguito (e continuerà ad eseguire) parecchie ipnosi regressive, pur
consapevole a posteriori, della non validità, in termini di certezza, del metodo
in questione.
Ecco perché le nostre critiche, serenamente - rivolte a chi - valido docente di
chimica ma necessariamente privo di un back-ground specifico a carattere
medico e psicoterapeutico a livello non amatoriale - dichiara certezze che tali
non possono essere, sono e restano costruttive nella loro obiettività. Ma
restare in silenzio di fronte a certe affermazioni non è neanche possibile.
Leggiamo a pag. 228: "...l'idea che le decine di addotti da noi contattati in
questo periodo in Italia e all'estero siano frutto di una sindrome, cioè di un
insieme di sintomi che diano origine a una patologia medica a noi ancora
sconosciuta, sembra doversi escludere con fermezza...".
Purtroppo, con fermezza, va semmai esclusa l'idea del dottor Malanga, in
quanto, come abbiamo visto, almeno certuni addotti potrebbero (attenzione:
ripetiamo, "potrebbero") essere invece affetti da una patologia medica ben
nota (altro che "sconosciuta"!) che nei testi clinici va sotto il nome di Disturbo
Delirante (paranoide). Eventualità che, salva la perfetta buona fede dei
soggetti, non costituisce certo una menomazione, come non lo è ad esempio
un "tic" nervoso.

Del resto, leggendo le osservazioni conclusive degli accertamenti psichiatrico-


forensi condotti dal dottor Marco Lagazzi sul sig. Lonzi (pp. 252 - 256),

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notiamo "...la necessità di esternare la sincera perplessità che lo ha colto di
fronte alla del tutto peculiare richiesta del sig. Lonzi, motivata all'ottenimento
di un certificato 'preventivo' (v. analogia con il caso n. 1, sig. F.T., n.d.a.) da
opporre, in senso ironico, a eventuali critiche attinenti al suo benessere
psichico... La stessa peculiarità di tale richiesta, unitamente alla impossibilità di
effettuare più protratti ed approfonditi esami clinici, ha indotto lo scrivente ad
una particolare attenzione nella esecuzione dei colloqui psicodiagnostici del
caso, e motiva comunque la limitazione della attendibilità delle presenti note
unicamente in rapporto alla singola tematica della sussistenza di condizioni
psicopatologiche tali da influire negativamente sulla specifica capacità
lavorativa del soggetto, quale ricercatore e studioso professionale della
Ufologia".

Benissimo. Ma tradotto il tutto in parole povere, il dott. Lagazzi, da serio


professionista, limita l'attendibilità del proprio giudizio medico alla sola
capacità lavorativa ovvero operativa del soggetto in esame e null'altro.
E questo dato, da solo e come abbiamo già detto, non può fare escludere la
possibilità di un qualche tipo di disturbo mentale; pertanto, nel caso del sig.
Lonzi ed in altri analoghi, non possiamo parlare di certezza, ma semmai di
dubbio, né può esserci d'aiuto il referto di visita specialistica redatto dal dotto
Moreno Vittorio (pag. 251), dermatologo, in quanto il tipo di lesioni in regione
dorsale e sull'arto 'inferiore sinistro, così come sono descritte nel referto,
potrebbe anche essere, evidentemente, di natura non "extraterrestre".
Necessariamente archiviato in tal senso il caso Lonzi, passiamo infine ad altri
aspetti.

Ho infatti letto con interesse l'articolo del dottor Giuseppe Colaminè dal titolo:
"Abductions e Milabs: depistaggio diabolico", concordando sulle precisazioni di
carattere tecnico in i merito all'ipnosi regressiva fatte dall'autore. È però
difficile convenire con lui quando afferma che "non vi sono attualmente
elementi che permettono di accomunare gli addotti agli altri individui affetti da
disturbi del comportamento in quanto le manifestazioni dei due gruppi sono
assolutamente differenti ed in quanto soprattutto gli addotti presentano una
granitica costanza nelle loro convinzioni, laddove invece i comuni nevrotici, ed
ancor più gli psicotici, sono caratterizzati da un'estrema labilità di pensiero che
può essere modificata in modo spesso incontrollabile da svariati fattori".
Diciamo subito che la labilità di pensiero è sì presente nei nevrotici ed in alcuni
disturbi psicotici, ma non in tutti: nel Disturbo Delirante, ovvero nella patologia
che abbiamo descritto come sospetta nei casi di abduction, è frequente sia la
costanza nelle convinzioni sostenute che la disponibilità al colloquio ed alle
critiche...

Corretta è invece, nella sostanza, la diagnosi differenziale che il dotto Colaminè


compie fra i fenomeni di abduction e alcune patologie psichiatriche. Più
discutibile, semmai, l'affermazione che "...allo stato attuale dobbiamo ritenere
che gli addotti siano individui con un terreno emotivo ipersensibile, ai quali sia
stata indotta da fonte ignota una potente suggestione che ha avviato una
catena di eventi psichici": su quali basi scientifiche si può infatti affermare ciò?

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Abbiamo prove davvero inconfutabili della presenza di una "fonte ignota in
grado di provocare una potente suggestione"?
Incominciamo in effetti ad avere elementi che un deficit nella conduzione
neurotrasmettitoriale possa indurre analoghe sintomatologie...
Lo stesso autore, nell'articolo (apparso apparso sempre su UFO Notiziario nel
N. 10 del marzo 2000, di prossima pubblicazione quando parleremo
esclusivamente di impianti. n.d.Edicolaweb), dal titolo "Dagli impianti alieni al
controllo delle menti", afferma che "i ricercatori del Centro Ufologico Nazionale
stanno studiando attualmente il caso di un soggetto, chiamato
convenzionalmente 'M'... portatore di un impianto situato nella mano. Tale
oggetto ha dimostrato di emettere onde elettromagnetiche a frequenze
sovrapposte. Le modifiche comportamentali rilevate in questo individuo hanno
mostrato dì essere compatibili con una specifica azione di stimolo indiretto sui
centri cerebrali, messa in atto usando i criteri clinici dell'agopuntura cinese."

È evidente che il problema degli "impianti" conferisce al tema dei "rapiti" una
concretezza maggiore e ben diversa. Resto dunque fiducioso che il CUN operi
in modo adeguato e auspico risultati affidabili al fine di trame benefici nella
ricerca dei fenomeni di abductions.

ENDORFINE & IMPIANTI ALIENI: un connubio obbligato?

L'autore, (biologo, inquirente, componente del Consiglio Direttivo del


CUN, responsabile per la provincia di Parma, consulente scientifico
per le indagini di laboratorio e coordinatore delle attività per l'Emilia-
Romagna), intende far luce sull'intrigante e, per molti Iati, ancora
controverso problema delle "abductions" mediante una tesi
compilativa, frutto di meticolose ricerche nella letteratura medico-
scientifica più recente.
Sovrapponendo i dati della filosofia orientale, derivati dalla
millenaria tecnica dell'agopuntura, a quelli della medicina
occidentale, il ricercatore ha individuato, sulla scia di un precedente
lavoro del Dr. G. Colaminè sul medesimo argomento, molte
sorprendenti analogie, se non coincidenze, fra la medicina
tradizionale cinese e quella allopatica.
Si è scoperto così che nell'organismo umano coesistono centri diversi
che producono le stesse sostanze, farmacologicamente attive sulla
psiche, tra le quali le più studiate attualmente sono senza dubbio le
endorfine.
Queste ultime, che vengono sintetizzate dall'organismo anche
durante le sedute d'ipnosi profonda, sono in grado di indurre nel
soggetto uno "stato alterato di coscienza", che ha come effetto, tra
gli altri, quello di "diminuire la reattività dell'individuo di fronte a
situazioni critiche ed improvvise", aumentandone la soglia
dell'emotività di fronte allo shock e favorendo "a posteriori"
l'obnubilazione dell'evento traumatico (amnesia retrograda).
Di conseguenza i "microchip" radio-opachi che gli addotti scoprono di

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possedere, frutto di presunti impianti alieni, se inseriti in
corrispondenza di punti idonei, espleterebbero, mediante la
stimolazione dei Meridiani, una funzione simile a quella delle
apparecchiature elettroniche di perfusione parenterale, ormai di suo
comune negli ospedali.
A quali fini tutto questo?
Per ora siamo in grado di rispondere formulando solo altre ipotesi di
lavoro, ovviamente tutte da dimostrare.
(Estratto della Relazione presentata all'8° Simposio Mondiale sugli
Oggetti Volanti Non Identificati e i Fenomeni Connessi di S. Marino,
3-4 giugno 2000).

Giorgio Pattera

ABDUCTION IL LABIRINTO

di Giuseppe Colaminè

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 16 del Novembre 2000

L'ufologia mondiale si confronta oramai dal 1962 con un problema che


ha tutte le caratteristiche dell'enigma: la cosiddetta "Abduction".

Un enigma irrisolto
Individui di svariate condizioni socio-culturali presentano lacune mnemoniche
definite in gergo tecnico "missing times" ed al tempo stesso accusano disturbi
della sfera emotiva, caratterizzati da sogni ricorrenti, ideazioni ossessive, crisi
di panico e stati di fobia, tutti con un contenuto comune: L'incontro con
creature dall'aspetto umanoide ma decisamente non terrestre, accompagnato
da una serie di manipolazioni fisiche subite senza consenso.
Alcuni di questi soggetti chiamati in gergo "Addotti" presentano minuscoli
oggetti impiantati all'interno dell'organismo, senza che vi sia nel loro vissuto
un evento che ne giustifichi la penetrazione.
Intorno a questi temi la ricerca degli ufologi sta girando praticamente in tondo,
senza riuscire ad arrivare ad una conclusione.
Chi sono veramente gli addotti? Chi è che li manipola? Quale è il fine di
quest'operazione che negli ultimi anni ha assunto i contorni di un giallo
fantascientifico-spionistico?
Sembra un argomento obsoleto; oramai ne parlano quasi tutti e molti si dicono
prossimi ad una soluzione, ad una sorta di rivelazione. Ciononostante il
mistero, piuttosto che svelarsi si infittisce. Le metodiche d'indagine ci
introducono in un sistema labirintico, una specie di gioco di scatole cinesi, in
cui le tesi si fanno e disfano in un susseguirsi quasi beffardo.
Ogni proposizione trova puntualmente la sua antitesi ma a mancare è la

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sintesi, così il problema rimane sospeso, teso come qualcosa di immobile,
tirato da mille forze distribuite a raggiera.
Intanto i rapimenti, se così vogliamo chiamarli, aumentano; sempre nuovi
individui entrano controvoglia nella spirale dell'inquietudine, dell'angoscia, del
dubbio di essere state in qualche modo sottoposte a manipolazioni da parte di
creature ignote che hanno una valenza ambigua, oscillante fra l'alieno,
l'angelico ed il demoniaco.

La scienza medica: chiave di lettura o limite?


Per molti anni non vi sono stati dubbi: chi ha un trauma dimenticato,
tecnicamente "rimosso nell'inconscio", può riportarlo alla luce con un metodo
semplice e antico: l'ipnosi. Con questa tecnica gli psichiatri statunitensi che per
primi si sono confrontati con la tematica dei rapiti, sono riusciti ad evidenziare
buona parte degli eventi occorsi nei "missing times".
Esseri umanoidi definiti in gergo "grigi" prelevavano i malcapitati, li portavano
all'interno di ambienti che facevano pensare a sale operatorie dai connotati
avveniristici e li sottoponevano ad una serie di esami accostabili a moderne
metodiche d'indagine medica (T.A.C., endoscopie, prelievi bioptici, innesto di
impianti).
Il fatto sembrava chiaro, c'era solo da identificare i responsabili, cosa non da
poco, visto che alcuni addotti ricordavano di aver visto i "grigi" in compagnia di
esseri umani.
Com'era possibile tutto ciò? Chi erano gli uomini che presenziavano alle
abductions ed acconsentivano alla manipolazione forzata di loro simili?
Le tesi spionistiche fioccarono e tuttora ricevono larghi consensi. Uomini
appartenenti a lobby supersegrete, a governi ombra a sette occulte, a servizi di
sicurezza deviati, stavano svendendo la libertà e l'integrità del genere umano
in cambio forse di informazioni esclusive su tecnologie avanzate che avrebbero
consentito ai loro referenti di creare una superpotenza in incognito, una sorta
di "SPECTRE", simile a quella dei film di James Bond, che un giorno avrebbe
conquistato il pianeta in poche mosse, dando scacco matto alla scienza ufficiale
ed a tutti i suoi prodotti.
Ce n'era abbastanza da far scoppiare una crisi politica su scala planetaria e
forse per questo in molte Nazioni gli ufologi vennero e vengono tuttora visti
come dei potenziali sobillatori, mestatori, elementi socialmente pericolosi e per
questo messi al bando nel più efficace dei modi: il discredito e la
ridicolizzazione.
Era tutto troppo semplice, immediato, quasi ovvio, sembrava mancasse un
tassello chiave del mosaico.
Ci siamo chiesti perché i presunti alieni rapitori si limitassero a seppellire
nell'inconscio i ricordi dei rapiti, senza invece cancellarli del tutto. La
neurofisiologia ci insegna che è molto difficile, forse impossibile, cancellare un
ricordo, una traccia mnestica, senza che una "fotocopia" di essa non vada
depositata "d'ufficio" in quell'archivio del cervello che si chiama inconscio.
A questo punto però gli alieni avrebbero saputo bene di essere esposti nelle
loro intenzionalità. Perché allora non soffocare il ricordo, coprendolo con un
altro artefatto, con un cosiddetto ricordo di copertura?
L'addotto viene preso, portato in un luogo X e sottoposto ad un procedimento

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Y da creature Z, ma alla fine gli viene impresso il ricordo di essere stato
portato in un luogo K, sottoposto ad un procedimento W, da creature J.
L'ipnosi non arriva che a svelare il ricordo di copertura, sotto il quale ve n'è un
altro pressoché irraggiungibile, ma anche questa stratificazione netta potrebbe
essere limitata. Forse gli alieni confezionano un ricordo misto, in cui le carte
del gioco sono mescolate, in cui elementi X, Y e Z, coesistono con altri K, W e J
ed allora la verità diventa una "black box", un contenitore praticamente
impenetrabile.

Una metodica completa


Se ne parlò nel 1998, durante una serie di incontri fra ufologi e psicoterapeuti.
Se l'ipnosi rischiava di fornire dei falsi troppo immediati, perché non effettuare
una preparazione opportuna sugli addotti, un'indagine psicologica preliminare
che permettesse innanzitutto di stabilire quanto i soggetti in esame fossero dei
"disturbati" e quanto reali vittime di interferenze esterne?
Era ed è un'ottima idea che presenta oltretutto altri notevoli vantaggi teorici.
Il sospetto addotto verrebbe preparato ad affrontare il trauma della presa di
coscienza post ipnotica, ed anche liberato da contenuti inconsci personali che
interferirebbero nel racconto reso sotto ipnoinduzione. In altre parole ci si
spiana la strada, mettendo il più possibile da parte tutto ciò che non è
ascrivibile all'abduction e si punta dritto all'obiettivo.
Certamente con questo metodo si rischiano meno scivoloni rispetto ad
un'ipnosi selvaggia, senza un po' di preliminari, garbata e discreta più o meno
come un amplesso frettoloso dopo 10 o 15 minuti di corteggiamento.
Tempi preliminari prima dell'ipnosi? Incalcolabili!
In psichiatria non esistono tabelle di marcia, ma siccome è necessario fornire
almeno un'indicazione di massima, si parla di almeno un anno di indagine
psichica prima di indurre la regressione.
Questo protocollo ci ha fruttato critiche di ogni genere. Il mondo scientifico
ufficiale ci ha accusati di voler plagiare i sospetti addotti ed indurli a credere di
essere stati rapiti dagli ET. Di contro altri ambienti di ricerca ufologica, fautori
di metodiche più sbrigative ci hanno accostati a quegli uomini che avrebbero
presenziato ai rapimenti. Saremmo noi, con il nostro metodo, a portare il
soggetto in un dedalo di ricordi, nella cui confusione l'evento "Abduction" si
perde o meglio "si cuoce", come è piaciuto ironizzare da parte di uno studioso
della materia.

I limiti dell'analisi interminabile


In un lavoro di Sigmund Freud, intitolato appunto "Analisi interminabile", si
pone in risalto come l'esplorazione dei contenuti inconsci possa essere un
processo senza fine. Ciò non è tanto legato alla quantità del materiale da
ricercare, piuttosto ad un concetto basilare per chiunque voglia accostarsi alla
psicologia del profondo: Il "dinamismo dell'inconscio".
Non abbiamo a che fare con un archivio di dati incasellati o anche messi lì alla
rinfusa ma comunque fermi ai loro posti. Ci troviamo invece in un enorme
calderone ribollente i cui contenuti si mescolano e rimescolano di continuo,
scomparendo e ricomparendo sotto forme diverse, spesso irriconoscibili.
La psicanalisi imprime un'ulteriore spinta a questo movimento già di per se

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fisiologico e quando si avvia un procedimento psicoterapico, l'inconscio produce
forme continuamente nuove. I disturbi dell'analizzato scompaiono, si
trasformano, assumono connotazioni sempre diverse e l'opera dell'analista può
essere solo quella di pilotare una simile trasformazione in modo che le energie
mentali spese in maniera dannosa per l'individuo, possano essere investite in
comportamenti utili al soggetto ed al contesto sociale in cui egli vive.
Secondo una felice definizione di Henri Ey: "la nevrosi è un disturbo della sfera
emotiva che inibisce le condotte sociali".
Compito prioritario del terapeuta e riportare l'individuo in equilibrio con se
stesso e con il sociale e se questo richiede un intero arco di vita, la psicanalisi
deve durare una vita.
Tutto ciò vale per lo stato di patologia psicoemotiva da cause interne, ma come
diviene applicabile quando il metodo d'indagine psicologico viene utilizzato per
scoprire un evento del tutto estraneo al terreno psichico del soggetto?
Le metodiche psicoanalitiche delle varie scuole di pensiero presero le mosse
dalla scoperta del dinamismo inconscio ma vennero poi create apposta per la
cura di determinati disturbi. Certamente ne Freud, Jung, Adler e i tanti altri
padri della metodica psicoterapica pensarono minimamente alle abductions.
Come avrebbero potuto farlo in quei tempi?
Su questa peculiarità del metodo psicoterapico si basa lo scetticismo del
mondo Accademico.
Per la scienza ortodossa l'abduction non esiste come evento causato da fattori
esterni ma è solo la rielaborazione sceneggiata di contenuti personali sepolti
nell'inconscio. Né l'indagine psicoanalitica, né tantomeno l'ipnosi possono,
secondo la psichiatria ufficiale, dimostrare il contrario, in quanto esse sono
state studiate e messe a punto per scandagliare i contenuti rimossi, ma non
possono stabilire l'esatta dinamica degli eventi.
Cosa ci rimane allora di concreto, a parte gli impianti, ai quali ho dedicato
ampio spazio in precedenti articoli?
Molti sospetti addotti non presentano impianti nell'organismo e questo non è
un buon motivo per escluderli dall'indagine.
Allo stato attuale degli studi, l'impianto può essere considerato un metodo
ulteriore di monitoraggio a distanza delle funzioni organiche e forse anche di
condizionamento psichico, ma l'imprinting che segue l'abduction non ha
bisogno di un impianto per fissarsi.
La presunta manipolazione su esseri umani avviene probabilmente a vari livelli
e intensità. L'abduction rappresenta il punto di partenza, la base
dell'interferenza. È fondamentale cercare di comprenderla per sperare di capire
anche il resto.
La nostra casistica è più vasta di quanto si possa credere. Molti eventi sono
coperti dal segreto professionale e per questo non possono essere sbattuti in
prima pagina per ottenere l'effetto scoop. Possiamo affermare però che il
sospetto di rapimento da parte di entità intelligenti di origine ignota e oramai
quasi una certezza.
Abbiamo indizi fortissimi, ma non prove e senza prove non si afferma.

86
Una scelta condizionata
C'è un modo di dire che circola negli ambienti psichiatrici a proposito della cura
dell'isterismo: "il paziente isterico è il peggior candidato alla psicoterapia ma
quest'ultima è l'unico trattamento in grado di curarlo". Questo motto potrebbe
essere perfettamente calzante per i sospetti addotti.
Quando si scende nei "sotterranei dell'anima", si mettono in moto meccanismi
a cascata che vanno seguiti, incanalati, interpretati nei limiti del possibile ma
che comunque non possono essere padroneggiati.

Nell'addotto le tematiche derivate dal vissuto personale si confondono con


quelle provenienti da un evento esterno del quale non conosciamo le
caratteristiche, le finalità e gli artefici. Pensare di qualificare e quantificare un
fenomeno di cui non si conoscono le valenze usando una metodica che pesca
liberamente in un oceano in tempesta, è l'unica strada che abbiamo a
disposizione, ma credere di poter monitorare le dinamiche inconsce come
fossero un comune parametro fisiologico può diventare una pericolosa
illusione. I rischi potenziali sono tutti a scapito del soggetto trattato ma
importanti sono anche i pericoli legati ad una facile e retriva rilettura della
psicologia umana. Le tendenze dottrinarie e forse troppo rigide della psicanalisi
potrebbero confondersi con altre ai limiti dell'assurdo, dove il disturbo è visto
come un invasamento da parte di entità parassite, aliene, spiritiche o
demoniache quali possano essere.
La nostra ricerca è appena agli inizi e non può fornire che dati ipotetici,
suscettibili di ogni tipo di variazioni.
Credo sia dovuto al pubblico, al di là del gusto di creare colpi di scena ad
effetto, concludere questo articolo con un interrogativo aperto a tutti i lettori,
un interrogativo che lascia spazio per le opinioni di chiunque ritenga di avere
un'ipotesi di risposta a questo enigma del nuovo millennio.

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ABDUCTION O CONTATTISMO? PEDRO E GLI UOMINI DI AKTURUS

di Andrea Corazza

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 19 dell'Aprile 2001

Ho conosciuto Pedro Gomez una sera di pioggia torrenziale, alla fermata


dell'autobus che collega l'"avenida" Eloy Alfaro con la parte meridionale di
Quito, la capitale dell'Ecuador coraggiosamente adagiata sulle pendici del
vulcano Pichincha.
Con il viso giovanile, la stretta di mano un po' incerta ed il passo
leggermente sbieco, Pedro è un quarantenne che scambieresti
per un ragazzo di venticinque; abbiamo aspettato l'autobus
trovando rifugio sotto il chiosco di un venditore di frutta,
maledicendo il momento in cui, confidando nei raggi del sole,
avevo lasciato l'ombrello a casa.
Saliamo sull'autobus scassato che arriva poco dopo. Il tragitto
dura circa mezz'ora e attraversa la parte coloniale della città, con le sue chiese
barocche lasciate dagli spagnoli, immergendoci nelle stradine ripide tra le
poche automobili parcheggiate a stento e gli ultimi venditori ambulanti della
sera. Scendiamo al "redondel" Atahualpa, una piazza circolare con un bel
giardino proprio al centro e, correndo sotto il nubifragio lungo una strada in
discesa, raggiungiamo la casa di Pedro, dove la moglie Dina ci apre la porta
con un sorriso: mi tolgo il maglione zuppo e la signora me ne presta
immediatamente uno di lana grezza, caldissimo. Raggiungiamo lo studio dove
trovo un'infinità di pennelli, colori, tinte, vernici, quadri terminati, alcuni solo
abbozzati, altri coperti da teli rigidi. I soggetti sono sempre gli stessi: sfere,
piramidi, stelle, figure umane che fluttuano tra le galassie. Mi siedo su una
sedia di paglia, ricevendo la visita festosa di un cane che mi appoggia le zampe
sulle ginocchia con in bocca ciò che rimane di un peluche.
"Anda, peroto, anda!" gli grida Pedro alzandosi in piedi.
"No, non ti preoccupare, non mi da fastidio, anzi..."
La signora Dina rientra nella saletta chiedendo scusa e mi porge un the caldo e
due "humitas" di mais che accetto volentieri.

"Allora Pedro, raccontami tutto..."


"Bene Andrea.. come ti dicevo sono pittore, dipingo quadri con l'aerografo da
diversi anni, anche se, successivamente alla mia esperienza con gli
extraterrestri, ho dovuto smettere per un po'. I quadri li vendo ogni sabato e
domenica durante la fiera permanente al Parco El Ejido, che sicuramente
conoscerai. Circa dieci anni fa vivevo con Dina e i miei due figli un po' più a
nord, lungo la Pana Occidental. Grazie ad un diploma di elettricista ho
cominciato a lavorare in un centro assistenza di televisione, dando anche
lezioni di judo presso la scuola della Gasca. Al mio più grande amore, la
pittura, dedicavo quasi tutte le sere, in una stanzetta più piccola di questa ma
ugualmente in disordine!"
"I soggetti dei tuoi quadri erano piramidi e sfere?"
"No, non ancora... diciamo che realizzavo quadri più 'tranquilli': chiese, strade

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e piazze di Quito, soprattutto del settore coloniale".
"L'aerografo è affascinante, ma tutte queste vernici..."
"Già, all'inizio il problema non me lo ero mai posto, non immaginavo che
lavorare al chiuso, a contatto con le vernici, i chimici e i diluenti mi avrebbe
fatto così male... in effetti è accaduto tutto in una sera di dieci anni fa: erano
circa le otto, stavo dipingendo, quando mi accorgo che le mie mani cominciano
improvvisamente a tremare, non riesco a stare in piedi e la vista mi si
annebbia. Devo aver urlato, perché Dina è accorsa subito: da quel momento
ho perso i sensi."
"Che ti era successo?"
"Il medico mi spiegò che avevo avuto un attacco di cuore e, allo stesso tempo,
un grave blocco respiratorio dovuto all'esposizione ai chimici. Mia moglie,
vedendomi a terra, chiama un'amica infermiera che all'epoca viveva al piano
sopra di noi. Janette, così si chiama l'infermiera, mi fa subito una respirazione
bocca a bocca mentre Dina esce in strada per cercare un taxi e portarmi
all'ospedale. lo ero svenuto; queste cose, ovviamente, me le hanno raccontate
loro. Il taxi per fortuna arriva quasi subito e, come se avessi ripreso i sensi, mi
ricordo dell'interno del taxi, il viso di Dina in lacrime e le sue mani che cercano
di pulire la mia bocca, perché vomitavo vernice, la vernice che stavo usando
con l'aerografo."
"Quindi dentro il taxi eri cosciente?".
"Sì, al dottore glielo ho detto più volte: nonostante l'attacco di cuore ed il
blocco respiratorio, io mi ero ripreso, ero cosciente."
"Quanto tempo è passato dal tuo svenimento all'arrivo del taxi?"
"Non più di due minuti, così mi ha detto Dina... rimango presso l'Hospital del
Sur per tre giorni; il primo giorno mi mettono una maschera d'ossigeno, i due
giorni successivi i medici mi fanno tutti i tipi di analisi possibili, mi
somministrano pasticche anticonvulsioni, mi ripetono le analisi. Mi parlano di
un caso eccezionale, rarissimo, per il fatto di essermi ripreso così presto e
essere tornato alla normalità già arrivando all'ospedale. Torno a casa
completamente ristabilito ma ricevo dai medici il dovere tassativo di lasciare la
pittura."
"Non dovevi certo aspettare che te lo dicessero loro, no?"
"Già, solo al pensiero di rientrare nella stanza con quei chimici e sarei svenuto
ancora! Riprendo a lavorare riparando televisioni e dando le lezioni di judo.
Otto mesi dopo partecipo ad un torneo organizzato dalla mia stessa scuola e,
durante un combattimento, peraltro vittorioso, ricevo un paio di botte ben
assestate, una nello stomaco e l'altra di dietro, nel fondo schiena. Colpo
davvero forte quest'ultimo, perché mi blocco completamente e per diversi
giorni quasi non riesco a muovermi per il dolore! Smetto ogni attività, ma al
persistere del fastidio che quasi non mi permette di camminare, decido di
andare da un medico per sottopormi ad analisi e farmi i raggi X. Il giorno del
ritiro pelle lastre, la signora addetta alla consegna mi chiama e mi porta nello
studio dove trovo il dottore: mi appende le lastre su quel pannello luminoso
che usano loro e mi dice di aver notato qualcosa di strano, qualcosa come un
filamento metallico inserito nel fondoschiena... mi chiede se avessi fatto delle
operazioni da bambino, perché non riusciva a capire di che si trattasse."
"Un filamento metallico?"

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"Sì Andrea, il medico aveva ragione: ho un filo metallico lungo dieci centimetri
che parte dall'osso sacro e sale su: ed io non me ne ero mai accorto! Pian
piano il dolore alla schiena mi passa, grazie anche al forzato riposo, e riprendo
a disegnare, ovviamente senza usare l'aerografo, ma solo con matite,
carboncino e pastelli. Purtroppo, l'idea di avere una sbarretta metallica nel
fondo schiena, finita li chissà come, non mi faceva stare tranquillo, era una
situazione davvero inconcepibile... e divento nervoso, intrattabile. Durante le
ore che passo a disegnare, soprattutto la sera, vengo 'tormentato' dal ricordo
di uno strano simbolo, non capisco di che si tratti, ma con grandi sforzi riesco a
vederlo in modo sempre più nitido nella mia mente: una specie di croce, che
disegno di continuo sulle tavole che ho di fronte a me. Le mie notti cambiano
radicalmente: comincio a fare sogni strani, intensi, vedo luci, abbozzi di visi,
vedo un pavimento di marmo, immagini confuse di persone in piedi davanti a
me che mi guardano, vedo l'interno di un ambiente buio, come l'interno di un
cinema... comincio ad avere paura ad addormentarmi."
"Dicevi di una croce?"
"Sì una croce, aspetta, te la disegno... qualcosa del genere, vedi? Una croce
più o meno così, con due sbarrette ai lati... bene, man mano che passava il
tempo le notti in bianco no le contavo più. Avevo paura, al punto che avevo
cominciato a dormire in cucina, per far dormire Dina in santa pace! Janette,
l'infermiera che mesi prima mi aveva salvato la vita grazie al suo intervento
tempestivo, mi consiglia di farmi una seduta di ipnosi regressiva, per cercare di
capire che cosa stesse accadendo, se i sogni che avevo, vista la loro ripetitività
ed intensità, potessero essere legati a qualcosa accaduto realmente, qualcosa
che avevo rimosso senza saperlo.
Devo dirti che non mi piaceva affatto l'idea, credevo che cose del genere
potessero creare ancora più confusione, non so, complicare le cose a livello
inconscio. È stato durante una doccia che, pungendomi il dito della mano con
un'estremità del filamento metallico affiorato in superficie, decido di dar retta a
Janette e fare la seduta di ipnosi."

La seduta d'ipnosi regressiva è affidata tre mesi più tardi a due medici
americani presso l'hotel Akros di Quito. In un primo momento, Pedro Gomez
viene sottoposto ad un test psicologico per stabilire e valutare se il suo stato
psico-emozionale rientri nei parametri accettabili; successivamente, data la
peculiarità della situazione, viene sottoposto al test della macchina della verità,
in cui risulta che quanto da lui affermato in sede di colloquio preventivo era da
considerarsi veritiero.
A seguito riporto le principali domande effettuate dai due medici mentre Pedro
Gomez persiste in uno stato di profonda ipnosi.

"Signor Gomez, cosa ricorda dal momento del suo svenimento?"


"Ricordo di essere stato risucchiato da un fascio di luce, un raggio azzurro che
mi tirava da tutte le parti, la pelle, i muscoli e le ossa, e mi sentivo come se
fossi trascinato da una corrente... ero rigido, bloccato... questa forza mi alzava
su, sapevo che stavo salendo su..."
"Poteva vedere quello che le accadeva?"
"No, i miei occhi erano chiusi, ma ero cosciente di non toccare più il pavimento

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e continuare a salire..."
"Poi cosa è successo?"
"Mi sono ritrovato all'interno di una sala poco illuminata... ho potuto riaprire gli
occhi e mi sono reso conto che non potevo muovermi... ero in piedi,
completamente nudo, ancora rigido, con le braccia appoggiate sui fianchi...
potevo muovere solo il collo... l'ambiente era freddo, buio... ho girato
faticosamente la testa a sinistra e a destra... ho visto dei pannelli luminosi
simili a monitor di diversi color intorno a me..."
"Che altro si ricorda dell'interno della sala?"
"...il pavimento... era come di marmo, ma non riuscivo a vedere i miei piedi
perché il collo era ancora troppo rigido... mi sentivo stanco, debole, non
riuscivo quasi a tenere gli occhi aperti... poi di fronte a me ho visto degli
uomini avvicinarsi..."
"Che tipo di uomini?"
"Erano uomini... come noi, ma più alti... i capelli erano chiari e lunghi, tirati
all'indietro... li ho visti camminare verso di me... ho aperto gli occhi più che
potevo per vederli meglio e mi sono accorto che sul pavimento c'era come una
specie di nebbiolina che copriva i loro piedi..."
"Questi uomini come erano vestiti? C'erano anche delle donne?"
"Non mi ricordo di aver visto delle donne... ma gli uomini erano vestiti con
tuniche chiare e lunghe... sembravano dei francescani... avevano un simbolo
sulla tunica... l'ho visto bene, era una specie di croce..."
"Una croce?"
"Era una specie di croce... il disegno di una finestra con al centro una croce..."
"Cos'altro si ricorda, signor Gomez?"
"Ad un tratto è comparso un uomo che si è avvicinato fin quasi a toccarmi...
con le dita indice e medio della mano destra ha sfiorato il mio stomaco, poi il
petto... ho sentito come una vibrazione, calda e piacevole... sentivo che tutti
gli organi interni del mio corpo si mettevano in moto, fremevano... è stata una
sensazione intensa..."
"Può farci una descrizione di quest'uomo?"
"Aveva gli occhi chiari, la pelle chiara, i capelli lunghi, pettinati all'indietro... ho
rivisto il simbolo che aveva sulla tunica, l'ho visto bene... poi mi ha parlato..."
"Le ha parlato con la voce o telepaticamente?"
"Non lo so se ha usato la voce... non lo ricordo."
"Le ha parlato in spagnolo?"
"Si, mi ha parlato in spagnolo... mi ha detto il suo nome, Kelium... mi ha detto
che veniva da un pianeta extrasolare che si chiama Akturus, nella costellazione
delle Pleiadi... e che è qui per aiutare le persone che soffrono e per insegnare
all'uomo quei valori che sta dimenticando, come l'umiltà e l'amore... mentre mi
diceva queste cose, un'altra persona gli si è affiancata porgendogli una
scatoletta di materiale scuro... sembrava un porta occhiali... l'uomo... Kelium,
l'ha aperta ed ho intravisto un lungo spillo... mi ricordo di un forte dolore dietro
la schiena, un dolore acuto..."
"Ha perso i sensi?"
"Credo di sì... non ricordo più nulla di quello che è successo dopo... se non di
ritrovarmi dentro una macchina, con una forte sensazione di soffocamento...
non riuscivo a respirare... poi ho vomitato... ricordo mia moglie Dina che usava

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un fazzoletto sulla mia bocca... poi mi sono sentito meglio..."

La prima cosa che sembra sbalorditiva è il pensare che la sua vicenda, il suo
"rapimento", il contatto con gli esseri e la successiva "operazione" a cui è stato
sottoposto, sia durato nel lasso di tempo che va dal momento in cui la moglie
Dina corre su per le scale per chiamare l'infermiera, fino al momento in cui
l'infermiera stessa entra nello studio e compie la respirazione bocca a bocca.

Questo infatti sembra essere l'unica parentesi in cui Pedro viene lasciato
completamente solo. Due soli minuti, come mi ha assicurato la moglie.
Sembrerebbe da pensare, quindi, che sia proprio durante il "missing time" che
si sia svolta "l'operazione chirurgica", anche se sembrerebbe essere stata più
un'operazione di "first aid" alquanto rapida, quasi un impianto effettuato con
una sorta di anestesia locale, visto lo stato di coscienza del soggetto. Ma la
deformazione della nostra quadri-dimensione spazio-temporale e l'assoluta
facilità con cui gli esseri extraterrestri apparentemente ne possano disporre,
allungandola o restringendola a loro piacimento, non è affatto una novità.
Inoltre, la casistica che vede implicati extraterrestri molto simili a noi, un po'
più alti ma senz'altro con fattezze "nordiche" (capelli e occhi chiari, fronti alte e
spaziose, quasi a denotare un livello intellettivo superiore al nostro) non è
ampia come nel caso di impianti e operazioni chirurgiche effettuate dai
cosiddetti "grigi" (e tutte le loro sotto-classi) ma, in ogni caso, si può dire
abbastanza costante.
Da non sottovalutare è il discorso del simbolo, della croce: Pedro non lo ha
rivelato durante la seduta ipnotica, semplicemente perché non glielo hanno
chiesto, ma si ricorda seppure sotto forma di flash ricorrenti (ricordi che
avvengono in stato di piena coscienza) che il simbolo in questione si trovava
anche ben visibile sulla superficie esterna della nave spaziale che, in qualche
modo, ha avuto l'opportunità di vedere, probabilmente durante il teletrasporto
(a forma piramidale nella parte superiore e a forma leggermente concava nella
parte inferiore, molto simile alle navi spaziali osservate a Portorico negli anni
Ottanta e Novanta, navi che, in pieno giorno, risucchiavano a bordo esseri
umani grazie ad un raggio aspirante).
Non vorrei andare troppo oltre, ma il pensare a uomini con capelli biondi e
lunghi, con una tunica francescana recante un simbolo che ricorda in maniera
impressionante la croce cristiana, il messaggio di amore e umiltà di cui sono
convinti portatori, non può non richiamare alla mente certe icone della
religione cattolica.
Gli assertori della teoria secondo cui la dottrina cristiana sia un progetto
costruito ad arte da esseri provenienti da civiltà superiori, saranno felici: la
religione, qualunque essa sia, è un mezzo straordinariamente potente e
duraturo, perché gli insegnamenti vengono tramandati per via orale, cioè
senza rischio di andare perduti. E qualunque sia il messaggio che la religione
porti con sé, tale messaggio viaggerà facilmente ed eternamente.

Negli ultimi mesi del 2000 sono tornato diverse volte a casa di Pedro, ho
pranzato assieme alla moglie, cordiale come sempre, e ai suoi due figli. Pedro
è una persona speciale, sensibile, mi introduce ai suoi nuovi quadri con grande

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modestia, quasi sottovoce, spiegandomi il loro
significato. Non avendo avuto più nessun
problema fisico, da circa due anni ha ripreso a
dipingere con più entusiasmo di prima.

"I soggetti mi vengono uno dopo l'altro, ho così


tanti spunti che non so da dove cominciare!"

E così mi mostra piramidi e astronavi viaggiare nello spazio, sfere luminose e


visi di alieni dipinti con grande realismo grazie alla magia dell'aerografo. La
vicenda dei raggi X e del filamento metallico, che ho avuto la opportunità di
vedere, non lo disturba più, anzi, sembra che sia un valido alleato per
dimostrare, a se stesso più che agli altri, che la sua vicenda è vera e
magnifica.
Un giorno di settembre mi chiama a casa: dopo neanche venti minuti bussa
alla porta, lo faccio entrare, si siede pesantemente sul divano e si tira su le
maniche.

"Guarda qui, ho delle bruciature simmetriche ad entrambi i polsi... ieri mi sono


svegliato e me ne sono accorto... guarda, sono come delle cicatrici... ti
assicuro che non le avevo! E tu sai bene che non fumo!"

Gli osservo con cura i polsi ed, in effetti, riscontro la presenza di due cicatrici
circolari. Mi vengono subito in mente le storie di "abductions", in cui si metteva
in evidenza quello che può essere uno degli scopi degli impianti sottocutanei
operati dagli esseri extraterrestri, ossia il posizionamento di apparati atti a
tenere i soggetti sotto controllo. Ma lo sguardo di Pedro è talmente spaventato
che non ho avuto il coraggio di dirgli quello che stavo pensando.

"Non mi sembrano bruciature... sembrano più degli sfoghi della pelle...


piuttosto, Pedro, ho una notizia per te: sfogliando un libro di ufologia mi sono
reso conto che il simbolo con la croce (a) che hai visto sulle tuniche degli esseri
è molto, molto simile al simbolo del pianeta di Ummo, (b) che è più o meno
così, guarda."

Pedro afferra il foglio e lo osserva compiaciuto con un leggero sorriso.

"Grazie Andrea... è proprio lo stesso simbolo... Ummo... finalmente comincio


ad avere delle risposte... io sono convinto di aver parlato con un essere di
Luce, non so come spiegarlo, ma quando mi ha sfiorato con le dita, ho sentito
la sua energia... è stato qualcosa di veramente fantastico..."

La vicenda di Pedro Gomez è una vicenda ancora aperta, apertissima. A giugno


ritornerò in Ecuador: ne approfitterò per un fine settimana con lui presso il
vulcano Cotopaxi, con i suoi 5400 metri il vulcano attivo più alto del mondo.
Nelle vicinanze, possiede una appezzamento di terra e una piccola casa: mi ha
più volte raccontato che, dalla notte con l'incontro con gli esseri di Akturus, è
stato "seguito" da luci misteriose durante le sue escursioni notturne (un suo

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hobby) presso il vulcano, mi ha mostrato un oggetto trovato durante una delle
sue ultime scalate, un oggetto nero, quasi metallico, a forma di grosso uovo,
con dentro una sbarra cilindrica ed esternamente una serie di curiose incisioni.
Saluto Pedro e la sua bella famiglia, la moglie dolcissima ed i suoi figli,
ricevendo un forte senso di serenità, calore ed umiltà. Lo rivedrò presto.

LA MIMESI SESSUALE NELLE ABDUCTION

di Giuseppe Colaminè

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 22 del Luglio/Agosto 2001

Secondo gli storici saremmo approssimativamente nel terzo millennio


a.C., quando nell'odierna Palestina viveva una razza di individui dalle
proporzioni gigantesche, definiti dalla Bibbia "Giganti figli degli Dei" o
anche Nefilm (caduti dal cielo).

Le datazioni non sono certe, poiché, stando agli studi di Zecharia Sitchin, i
Nefilm avrebbero occupato la Mesopotamia già molti millenni prima. Comunque
stiano le cose, questi esseri dalle proporzioni gigantesche furono sessualmente
attratti dalle donne del luogo, molto più piccole di statura (l'altezza media
dell'epoca si aggira sui 150 cm), tanto da accoppiarvisi in massa, creando
prevedibilmente una genia ibrida.

"I figli degli Dei, vedendo la bellezza delle figlie degli uomini, presero per loro
mogli quelle che più di tutte lor piacquero." (Genesi 6,2)

"In quel tempo sulla Terra erano i Giganti, imperoché, dopo che i figli degli Dei
si accostarono alle figlie degli uomini, elle fecero figliuoli. Ne vennero quegli
possenti in antico e famosi uomini." (Genesi 6,4)

Il futuro di questa super-razza non fu brillante, poiché il grande diluvio la


cancellò totalmente, lasciando campo libero ai discendenti di Noè. Volendo
trovare un fattore comune con i nostri giorni, potremmo dire che la "questione
palestinese" è una spina multimillenaria nel fianco della pace planetaria.
Dei Nefilim si sono dette tante cose: che fossero alieni, discendenti di
Atlantide, parenti stretti dei Titani e dei Ciclopi; una cosa è certa: non erano
uomini come gli altri. Il motivo per cui questi esseri avviano una sorta di
violenza carnale di massa non è chiaro, ma si tratta solo di uno dei tantissimi
episodi di presunta molestia sessuale da parte di sedicenti divinità ai danni
degli esseri umani, avvenuta nel passato.

Mentre in Medio Oriente si fa orgia fra i giganti e le donne dei pastori, in Grecia
è un continuo via vai fra l'Olimpo e il mondo dei mortali. Sembra che gli dei, i
loro cugini semidei e tutti i loro giannizzeri non riescano a fare a meno di
accoppiarsi con esseri umani, quasi fossero tutti spinti da una sorta di collettiva
depravazione; roba che ai nostri giorni scatenerebbe un caso giudiziario da

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riempire le decine di telegiornali che ci vengono propinati.
Questi accoppiamenti, tutti fugaci, privi di preliminari, tutti avvenuti con la
quasi inconsapevolezza di chi li subisce, danno come frutto uomini che segnano
la storia della mitologia classica. Achille, l'eroe Acheo della guerra di Troia, è
figlio di una ninfa di nome Teti e di un uomo comune, Ercole, semidio in
carriera, è anch'egli figlio di un accoppiamento misto umano-divino.
Enea, l'eroe troiano, è nato dal capriccio di Venere, la quale si è accoppiata con
Anchise (beato lui!).
Romolo, fondatore di Roma, mitico capostipite della civiltà Occidentale, nasce
dal connubio fra il dio Marte e la sacerdotessa Rea Silvia.
Questo costume eticamente opinabile ma, a conti fatti non tanto fastidioso per
i mortali, è diffuso su tutto il pianeta. Miti e religioni di ogni continente ci
parlano di eventi simili ed i figli di questi connubi, manco a farlo apposta, sono
sempre degli uomini illustri.

Andando a ritroso nei millenni, abbiamo il dio Poseidone che si innamora di


Clito e con lei avvia la razza di Atlantide.
Facciamo un lungo salto fino ai nostri giorni. Dei in calore non ce ne sono più;
oggi .la ricerca avanzata affronta il tema delle cosiddette "abductions" di marca
non terrestre. Si indaga con metodi medici che includono l'ipnosi regressiva, le
indagini radiografiche, l'elettroencefalogramma, i test psichiatrici più svariati.
Oggetto dell'indagine sono uomini e donne nel cui vissuto esistono buchi
mnemonici e che sotto ipnosi hanno riferito di essere stati prelevati e
manipolati da creature decisamente non umane, all'interno di ambienti le cui
descrizioni non hanno un riscontro preciso in quelli di matrice umana.
Gli "addotti" (questo è il termine tecnico che li definisce) presentano spesso
inclusi metallici intraorganici definiti "impianti" di cui non ricordano le
procedure di innesto.
Molti di questi individui raccontano in stato ipnotico di essere stati anche
avvicinati nel corso dell'"abduction" da creature di strano aspetto,
fondamentalmente ambiguo ma accattivante. Con tali esseri essi avrebbero
avuto dei contatti fisici non ben definibili ma comunque di significato sessuale.

La prima volta che lessi un simile racconto, pensai senza esitare che il soggetto
in questione fosse affetto da serie turbe psicoemotive e che in ipnosi mettesse
in scena le fantasie del suo inconscio. Da allora fino ad oggi sono passati anni
ed ho avuto modo di esaminare altri racconti simili, almeno una ventina.
Non si tratta di rapporti sessuali veri e propri, piuttosto di esperienze ai limiti
dell'onirico.

Un addotto descriveva una creatura brutta, con un'attaccatura di capelli


altissima che lasciava spazio ad una fronte olimpica, pelle chiara, forme
magrissime, ma atteggiamento accattivante.
Quest'essere gli si appoggiava addosso senza mettere in atto manovre
particolari ed allora egli provava una sensazione di tipo orgasmico. Altri eventi
simili sono stati descritti da altre persone che ovviamente vogliono mantenere
l'anonimato: hanno tutti caratteristiche comuni ed i soggetti interessati non
hanno avuto modo di comunicarsi vicendevolmente le stesse esperienze.

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Una delle teorie sul fenomeno abduction sostiene che esseri intelligenti non
terrestri effettuino manipolazioni genetiche a lungo termine su campioni
umani, quindi abbiamo necessità di trattare le cellule staminali per far sì che la
mutazione si trasmetta ai discendenti. Ciò implicherebbe comunque la
necessità di un intervento radiante, endoscopico o di altro tipo sulle ghiandole
sessuali. Già in articoli precedenti ho trattato l'ipotesi secondo cui gli
"adducenti" confezionino negli "addotti" ricordi di copertura, che emergono in
ipnosi e che trasfigurano l'evento Abduction.

L'aspetto sessuale apparterrebbe proprio a questa mimetizzazione;


manipolazioni effettuate sulle cellule staminali, magari prelevando le stesse e
poi reinoculandole nell'organismo dell'individuo, verrebbero coperte con il
ricordo di un accoppiamento che alla fine lascia interdetti medici e psicologi i
quali si trovano di fronte a racconti perlomeno bizzarri.
La domanda è sempre la stessa: "perché"?
La risposta è complessa. Comunque non va per adesso al di là dell'ipotesi.
Incominciamo col dire che gli alieni sono dei grandi anestesisti; riescono non
solo a far sognare le loro cavie umane, ma persino a far loro provare
sensazioni orgasmiche. Se ciò si potesse realizzare nei nostri ospedali,
avremmo la coda davanti alle sale operatorie.
Al di là dell'aspetto antishock dell'intero ricordo mimetico, esistono però delle
simbologie che lasciano perplessi. Un vivente così progredito potrebbe agire
senza lasciare tracce mnemoniche. La stessa tecnologia umana conosce metodi
di indurre amnesie più salde di quella assai traballante che segue l'"abduction".

Escludendo l'idea che gli "adducenti" siano maldestri e mal organizzati, rimane
da pensare che essi vogliano in un certo modo farsi riconoscere.
Nei miti dei millenni pre-cristiani gli accoppiamenti fra umani e divini erano
vissuti e raccontati come eventi inseriti in una sceneggiatura estremamente
suggestiva. Sembrava si volesse ottenere un'assoluta sottomissione dagli
uomini del tempo e comunque l'idea di essere scelti da una divinità per un tale
scopo era un onore a cui quasi tutti ambivano.
Probabilmente i Nefilim prelevarono molte donne, le sottoposero a trattamenti
fecondativi, vi immisero un falso ricordo di rapporto sessuale e le restituirono
al loro tessuto sociale.

L'obiettivo di questi esseri era forse pilotare la nascita di una nuova linea
genetica che comunque non si sviluppò per l'arrivo del diluvio.
Se l'ibridazione di massa fallì, andò meglio quella di élite.
I sedicenti Dei dell'Olimpo riuscirono a far nascere qua e là individui dotati di
potenzialità psicofisiche superiori alla media, i quali agirono in mezzo ai comuni
mortali senza modificarne significativamente il cammino evolutivo ma
comunque immisero nella discendenza dell'uomo nuovi tratti genetici.
Gli antichi erano ingenui e fondamentalmente inconsapevoli; non stupisce che
vi siano cascati. Oggi il livello di consapevolezza è aumentato ma noi non
abbiamo meriti nell'aver ipotizzato che dietro la sessualità extraterrestre vi sia
un trucco, poiché stavolta possiamo dire che gli alieni ci hanno quasi detto
chiaramente che quello delle "abduction" è un ricordo di copertura.

96
I nostri avversari ridono a crepapelle quando si parla di accoppiamenti fra
umani e creature che sembrano confezionate prendendo in prestito i peggiori
incubi di un bambino. Loro ci credono ingenui, pronti a credere che gli omini
verdi abbiano laidi appetiti per le nostre donne... "ed invece gli ingenui
potrebbero essere loro".

Se ai tempi dei Nefilm e delle svariate divinità pagane c'era la ferma intenzione
di far credere alla gente di trovarsi sottoposta alle voglie di divinità
antropomorfe, oggi sembra proprio che le fiction delle "abduction" siano state
fatte per non essere credute.
Forse abbiamo davvero a che fare con una specie intelligente non terrestre che
sta attuando un lungo programma di interazione nelle nostre tappe evolutive.
Gli eventi di oggi però sembrano contenere un messaggio, un richiamo ad
interpretare l'enigma, a smettere di credere alle fate, a smettere ancor più di
credere solo a ciò che si vede, che appare, che appartiene al microcosmo del
buon senso comune. Si tratta comunque di un enigma, poiché è chiaro che i
nostri esploratori vogliono capire quanto siamo pronti alla possibilità di un
contatto.

A giudicare dalle risposte della scienza ufficiale, i tempi sono tutt'altro che
maturi, ma non c'è da essere poi così pessimisti.

Oggi la medicina ha quasi eradicato molte malattie infettive provocate da


batteri e sta avviandosi a sconfiggere malattie più gravi provocate dai virus.
Pensate un po' che poco più di un secolo fa, uomini come Pasteur e Koch
vennero considerati dei pazzi visionari, più o meno come gli ufologi odierni, per
aver parlato di microrganismi invisibili, di sterilità, di asepsi.

In quell'epoca la scienza ufficiale non aveva modo di diffondere programmi


divulgativi perché i "mass media" non esistevano, ma ciò non cambia molto le
cose.

La verità prima o poi viene a galla a dispetto di chi si ostina a raccontare


frottole.
C'è solo da aspettare.

97
PTERIGIO: IL MARCHIO DEI RAPITI?

di Giorgio Pattera

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 27 del Dicembre 2001

Nell'occhio umano, lo pterigio (dal greco pterugion = piccola ala


d'insetto) è un processo degenerativo e iperplastico della congiuntiva,
caratterizzato da una duplicatura della congiuntiva bulbare che si
estende sulla cornea.

Il suo nome deriva dall'aspetto "ad ala d'insetto" con il quale si presenta.
Colpisce generalmente soggetti adulti ed è più frequente nelle zone calde ed
assolate, riscontrandosi in maggior parte fra i 37° di latitudine, a nord e a sud
dell'equatore. Nella sua patogenesi sembra assumere importanza, oltre
all'ereditarietà, il tipo di attività condotta dai soggetti che ne sono portatori.
Pare infatti avere una maggiore incidenza negli individui sottoposti per lunghi
periodi di tempo all'azione diretta degli agenti atmosferici, in particolar modo a
quella dei raggi U. V. (ultravioletti) della radiazione solare ed all'ossigeno
dell'aria. Per questo motivo viene anche indicata come la "malattia dei marinai
e degli alpinisti".
All'insorgere della sintomatologia, lo pterigio (posizionato nella fessura
interpalpebrale, per lo più dal lato nasale) appare macroscopicamente come un
"velo" congiuntivale a forma di triangolo che si estende orizzontalmente sulla
cornea. A volte può essere asintomatico, poco esteso e non avere carattere
progressivo; ma spesso, anche se lentamente, tende a progredire in senso
centripeto fino ad invadere il campo della pupilla, causando (oltre al danno
estetico) astigmatismo, diplopia ed annebbiamento del campo visivo. La
terapia, quasi esclusivamente chirurgica, si rende necessaria quando lo pterigio
abbia la tendenza alla progressione, determinando la compromissione estetica
e/o funzionale. Le recidive, comunque, sono particolarmente frequenti, per cui
è consigliata in fase post-operatoria l'applicazione di radiazioni con stronzio-90
(@ 1350 mrem/seduta).
Fin qui recita la scienza medica. Ma che c'entra tutto questo con l'ufologia e le
"abductions" in particolare?

Procediamo con ordine


La casistica degli "incontri ravvicinati del terzo tipo" (molti dei quali, ad onor
del vero, si tramutano nel "quarto tipo", in base al racconto degli eventi che
scaturisce dalla regressione ipnotica cui vengono sottoposti molti protagonisti
di tali eventi) abbonda, fin dagli albori della ufologia "moderna", di un
particolare costantemente presente in concomitanza all'avvistamento di
presunti veicoli alieni: la cosiddetta "luce solida" o "luce coerente".
Per chi non avesse troppa dimestichezza con l'argomento, riportiamo a titolo
informativo (dal "Dizionario di Ufologia", di F. Ossola) la seguente definizione:
"Un aspetto da collegare intimamente al problema della luminosità (intesa in
senso Iato) legata al fenomeno UFO è, senza dubbio, quello della 'luce solida'.
Si tratta di 'raggi di luce' sprigionati direttamente dagli UFO e caratterizzati da

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una singolare peculiarità: la capacità di allungarsi ed accorciarsi a piacere,
terminando in modo netto e tronco; del tutto simili, in sostanza, ad 'antenne
retrattili' che restano coerenti per tutta la loro lunghezza, sia essa più o meno
estesa. Rettilinei o curvilinei, presentano uno spessore vario e sono in genere
molto brillanti, tanto che sovente l'occhio umano non resiste ad una lunga
osservazione.
All'apparenza sembrano palpabili e concreti, ma in realtà risultano comportarsi
come la luce 'tradizionale' senza cioè indurre effetti 'meccanici' in chi ne viene
investito. Di fronte ad un ostacolo, sembrano in grado di 'penetrarlo'
comparendo dall'altra parte, come se si 'troncassero' e, una volta superatolo a
livello molecolare, si ricostituissero al di là di esso.
Si tratta d'un vero e proprio 'mistero della fisica ottica' ancora assai lontano
dall'essere correttamente interpretato alla luce della nostra scienza e delle
tecnologie attuali. Le ipotesi proposte a spiegazione del fenomeno, infatti, non
esistono o si limitano ad assimilare la 'luce solida' al raggio laser, sebbene
quest'ultimo non possieda le medesime proprietà, se non in minima parte.
L'enigma della 'luce solida' osservato a più riprese, è stato sempre
sottovalutato (se non addirittura ignorato dalla Scienza 'ufficiale' secondo il
'dogma': 'non può essere, quindi non è...' e soltanto a partire dalla metà degli
anni '60 si è iniziato a prenderlo in seria considerazione..."

Ma ad un attento osservatore della casistica ufologica (non necessariamente


relativa all'ultimo ventennio, potenzialmente "inquinato" dalle influenze
mediatiche di prodotti cinematografici e televisivi quali "Bagliori nel buio",
"Intruders" e "X-Files" non può sfuggire un particolare ricorrente nella
stragrande maggioranza dei casi di "incontri ravvicinati" del terzo e quarto
tipo: il colore della "luce solida", quasi sempre bianco-azzurra e, pertanto, a
indiscutibile componente ultravioletta.
A dimostrazione di quanto affermato ci limiteremo a riportare, per brevità, due
casi francesi della seconda metà degli anni Sessanta.

- Caso n.1 (sabato 6 maggio 1967) - Champ du Feu (Vosgi):


testimone la famiglia di Raymond Schirrman (Vigile del Fuoco) composta da
quattro persone.
Verso le 21 la famiglia Schirrmann, riunita sulla terrazza del proprio chalet,
vede avvicinarsi "un enorme oggetto lenticolare, di colore scuro, che si ferma
ad una ventina di metri da casa". Ad un tratto, dalla parte inferiore dell'UFO,
scaturisce una sorta di "nastro" luminoso, terminante con una "protuberanza",
che sembra voler "sondare il terreno". La Signora Schirrmann, preoccupata,
rientra in casa, ben presto seguita dagli altri componenti; al momento di aprire
la finestra della cucina (rivolta verso il fenomeno) per chiudere le persiane,
viene investita da un fascio di luce bluastra emanata dall'UFO. Spaventata, non
fa in tempo a lanciare un grido di richiamo al marito (il "raggio di luce" dura
una quindicina di secondi), che tutto si "spegne".
A conferma dello sconcertante avvistamento di cui è stata involontaria
protagonista, la famiglia Schirrmann assiste significativamente l'indomani
mattina, domenica 7 maggio) ad un'insolita quanto intensa attività aerea, nei
cieli di Champ du Feu, da parte di velivoli "Mirage III-R" appartenenti alla 33a

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Squadriglia Ricognitori, di stanza a Strasburgo-Entzheim. In seguito il Signor
Raymond, grazie alla sua professione, viene a sapere che la stazione radar
dell'Alto Reno (che lavora d'intesa con gli aeroporti militari della regione) aveva
rilevato un Ovni nella stessa zona, data ed ora dell'avvistamento effettuato
dalla sua famiglia.

- Caso n. 2 (21 agosto 1968) - Villiers-en-Morvan (Côte-d'Or), h.10.30-11.00:


Testimoni due agricoltori, M. Carré e P. Billard.
Mentre sono intenti a spigolare la segale, il primo nota una sorta di "macchia
biancastra" (a forma di "losanga" o "tovaglia da pic-nic" o "foglio di giornale
aperto") che si estende sull'erba del prato, a sinistra dell'abetaia situata sulla
collina di fronte, distante due km. circa. Avverte quindi P. Billard, che ha modo
di osservare anch'egli lo strano fenomeno, che seguirà con lo sguardo per tutta
la sua durata, con le conseguenze che poi riporteremo. Nel frattempo la
"macchia", che assume vieppiù l'aspetto d'un "corpo solido", comincia ad
"illuminarsi" progressivamente, mutando il proprio colore dapprima in
azzurrognolo e poi in un blu accecante insopportabile alla visione come un
"arco elettrico". In seguito "l'oggetto" cambia forma, ma i due testimoni non
riescono a precisare quale essa sia, a causa della difficoltà di osservazione del
fenomeno, che li abbaglia. Riprendono pertanto il lavoro e dopo mezz'ora circa,
agganciato al trattore un rimorchio carico di spighe, stanno per fare rientro alla
fattoria.
Si accorgono allora che dalla "cosa" si diparte un prolungamento luminoso, a
forma di colonna che si allunga a dismisura, come "il soffietto d'un apparecchio
fotografico a lastre". Poi, lentamente, nel corso di dieci minuti, il fascio
luminoso si ritrae verso la zona rettangolare biancastra all'origine del
fenomeno e "rientra" in essa. Prima che scompaia del tutto, i due contadini
hanno l'impressione di intravedere una specie di "disco" o "sfera grigiastra"
posata sul rettangolo, ma dichiarano onestamente di non esserne sicuri, in
quanto la loro vista era stata messa a dura prova dall'eccezionale luminosità
del fenomeno. Da notare che P. Billard, il testimone che aveva osservato
l'evolversi del fenomeno con maggiore insistenza, accuserà all'indomani seri
problemi alla vista (corioretinite attinica?), che lo costringeranno a far uso per
lungo tempo di occhiali da sole.

Ci fermiamo qui, per questioni di spazio; ma potremmo continuare a lungo coi


resoconti testimoniali degli "incontri ravvicinati del terzo tipo" segnalati a
cavallo degli anni Sessanta e Settanta, che assumono tanto più valore se si
considera che, a quell'epoca, la casistica ufologica non era ancora
"inflazionata" dai casi di 'presunti' rapimenti, che si sono via via accumulati a
partire dagli anni Ottanta.
Vale la pena ricordare, a questo proposito, che sia gli involontari protagonisti
degli "incontri ravvicinati del quarto tipo" che gli occasionali osservatori esterni
concordano nel riferire il particolare del "raggio traente di luce azzurra", che
immobilizzerebbe la persona da prelevare (inducendola in uno stato di
"animazione sospesa") e la condurrebbe all'interno del velivolo alieno.
Notissimo è l'episodio occorso a Linda Napolitano (New York, 30 novembre
1989) e indagato da Budd Hopkins. In ogni caso, a detta dei testimoni (per la

100
maggior parte attendibili), sia in occasione degli "incontri ravvicinati del terzo
tipo" che durante le "abductions" un ruolo determinante sembra proprio essere
sostenuto dalla luce solida, quasi sempre compresa fra i 158 e i 4.000 A: nella
banda, quindi, dell'ultravioletto.

Vediamo ora di riassumere


L'Oftalmologia ci insegna che: radiazione ultravioletta = danni potenziali alla
funzione visiva (corioretinite attinica), tanto più reversibili quanto minore è
stato il tempo di esposizione alla sorgente luminosa. Al contrario, se
l'esposizione (per morivi di lavoro - i marinai - o di hobby - gli alpinisti) si
prolunga per molto 'tempo durante tutto l'arco dell'anno o addirittura per tutta
la vita (per chi abita nei paesi tropicali), il soggetto può andare incontro a
patologie ben più gravi (lo pterigio), anche se in quest'ultimo caso non va
trascurata la familiarità.
A questo punto l'ipotesi di lavoro è la seguente:
Data una persona in cui, a distanza dei cinque anni "canonici" dal presunto
rapimento, comincia lentamente a riaffiorare il ricordo di eventi
psicologicamente traumatici, legati a ripetuti episodi di "abductions",
unitamente ad esperienze oniriche ricorrenti del medesimo tenore, per di più
affetta da pterigio recidivante, può essere invocata (ancorché in mancanza di
assistenza a livello psicoterapeutico, mediante ipnosi regressiva) la
componente della radiazione ultravioletta come scatenante della patologia a
suo carico?

Pur non essendo ancora stata accertata la corrispondenza tra fascio di luce blu
e radiazione ultravioletta (e di conseguenza corioretinite attinica) in occasione
dei fenomeni di "abductions" ed anche se in proposito manca un'adeguata
statistica nella letteratura ufologica, è interessante ricordare che la compianta
autrice americana Karla Turner, nel suo lavoro "Rapite dagli UFO", in cui
esamina a fondo otto casi di presunti rapimenti a carico di altrettante donne,
riporta nel quadro "Effetti sul corpo" l'irritazione agli occhi (non meglio definita)
presente nel 50% dei casi, vale a dire in quattro testimoni sul totale; mentre le
voci "Luci di natura sconosciuta", sia all'interno che all'esterno dell'abitazione,
ricorrono tra l'87% ed il 100%.
Parlavamo di familiarità: indubbiamente lo pterigio può (anche se non
necessariamente) manifestarsi come espressione ereditaria.
In effetti, in un caso che attualmente stiamo seguendo la madre di Nicoletta
(nome necessariamente fittizio per motivi di privacy di una presunta "addotta"
rivoltasi al CUN) presenta la stessa patologia della figlia, anche se in tono
decisamente minore (se non addirittura trascurabile), tanto da non avere
bisogno di sottoporsi ad alcun intervento chirurgico, come invece è purtroppo
successo a Nicoletta (e probabilmente si ripeterà). Tuttavia, né il fratello né la
sorella, "immuni" da incontri ravvicinati del terzo o quarto tipo, lamentano
alcunché di patologico a livello oculare, men che meno lo pterigio. Questo
potrebbe voler significare che il gene codificante per la malattia in oggetto
quasi sicuramente non è dominante (ma recessivo) e che la manifestazione
della patologia (fenotipo) non risulterebbe legata al sesso (femminile), anche
se nella letteratura medica, finora, non si trova purtroppo riscontro a queste

101
supposizioni.
La chiave di lettura di tutta la vicenda, allora, potrebbe essere la seguente:
l'esposizione ripetuta alla radiazione ultravioletta (che potrebbe verificarsi nel
fenomeno dei "repeater", ovvero degli "addotti più volte") o la permanenza
prolungata in ambiente saturo di "luce" della stessa lunghezza d'onda (se si
volesse considerare non utopistica la teoria secondo cui, in una tale "altra
dimensione" propria della realtà degli UFO, uno dei nostri minuti
corrisponderebbe ad otto ore, in base al calcolo della "sfasatura temporale"
ricavata dal racconto degli "addotti" - cfr. il classico caso del Caporale Valdès in
Cile il 25 aprile 1977) potrebbe aver bruscamente innescato, in un soggetto
geneticamente predisposto come Nicoletta, l'accelerazione di quel processo
degenerativo che, in assenza della stimolazione indotta dall'esterno, avrebbe
avuto forse buone probabilità di rimanere allo stato latente.
Ci dispiace di non poter essere maggiormente esplicativi, ma, di fronte ad un
presunto caso di "abduction" così complesso e ancor pieno di interrogativi, non
ce la sentiamo proprio di sbilanciarci oltremodo, specie nella fase ancora
iniziale dell'inchiesta che stiamo conducendo.
Per verificare l'attendibilità o meno delle nostre intuizioni occorrerà dunque
procedere con un protocollo di assistenza psicoterapeutica, fondato sulla
tecnica ben consolidata dell'ipnosi regressiva. Questo perché, in ogni caso, il
presunto addotto avverte sempre maggiore l'imperativo categorico di "sapere"
ciò che gli è successo. Dall'altra parte, noi dovremmo essere in grado di
fornirgli una risposta, qualunque essa sia, purché attendibile...

BIBLIOGRAFIA:
- Enciclopedia medica italiana - USES - Firenze; 1985
- Srb, Owen, Edgar - Genetica generale - USES - Firenze, 1969
- F. Ossola - Dizionario enciclopedico di ufologia - SIAD - Milano, 1981
- M. Figuet, J.L. Ruchon - OVNI: Le premier dossier complet de rencontres
rapprochés en France - Ed. A. - Lejeuvre, 1979
- H. Durrant - Les dossiers des OVNI - Ed. R. Laffont, 1974
- C. Garreau, R. Lavier - Face aux Extraterrestres - Ed. J. P. Delarge - Paris,
1975
- P. Brookesmith - UFO: the complete sightings catalogue - A. Blandford -
London, 1995
- K. Turner - Rapite dagli UFO - Ed. Mediterranee - Roma, 1996

102
ABDUCTIONS: IL PROBLEMA DELLA INABILITAZIONE MOTORIA

di P. C.

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 28/29 del Gennaio/Febbraio 2002

In molti casi di "incontri ravvicinati" si incontra una vera e propria


paralisi muscolare vigile.

Gli elementi narrativi ricorrenti che emergono dai resoconti testimoniali dei
presunti addotti, ossia di quei soggetti che sarebbero stati prelevati contro la
propria volontà da creature di presunta natura aliena, sembrano accomunare
tutte o quasi le esperienze di questo tipo e ciò rende queste ultime
sufficientemente interessanti da giustificare uno sforzo per comprenderne la
natura. Tra questi elementi ve ne è uno che desta particolare interesse,
consistente nel fatto che i presunti addotti, poco prima di essere prelevati,
cadrebbero improvvisamente in uno stato di immobilità muscolare assoluta,
tale da impedire loro di muovere persino i globi oculari o di aprire e chiudere le
palpebre, immobilità che si protrarrebbe per l'intera durata degli esami
biomedici a cui le vittime dei presunti rapimenti alieni, designati dagli addetti ai
lavori con il termine abductions, verrebbero sottoposte.
Nonostante il blocco muscolare, i soggetti, almeno secondo quanto da loro
riferito, rimarrebbero perfettamente coscienti e vigili e sarebbero perciò in
grado di seguire la vicenda che li vede involontari protagonisti.
Ora, considerando il fatto che una simile condizione psicofisica viene riferita
indipendentemente da centinaia di individui nel mondo e partendo dal
presupposto teorico che tale stato non sia del tutto riconducibile a visioni
allucinatorie multisensoriali scaturite da un'improbabile ma non impossibile
psicosi di massa, mi sono preso la libertà di iniziare un gioco di pensiero.
Senza tuttavia pretendere di spiegare scientificamente il fenomeno in
questione ma solo con l'intento di mostrare che, qualora esistesse un
fondamento di verità oggettiva nei resoconti testimoniali dei presunti addotti,
l'ipotesi secondo cui gli artefici delle abductions (di qualunque origine e natura
siano) possano indurre a distanza una paralisi muscolare vigile a seguito
dell'esposizione di esseri umani ad onde elettromagnetiche di frequenza
bassa/estremamente bassa o a campi elettromagnetici statici con frequenza
inferiore ai 30 Hz, non sarebbe completamente priva di fondamento scientifico.

È noto che in natura esistono alcuni veleni paralizzanti che, qualora vengano
ingeriti e/o inalati, sono in grado di determinare una paralisi muscolare
parziale o totale che presenta incredibili similitudini con quella riferita dai
presunti addotti. Due di questi composti molecolari, dalla formula di struttura
molto simile, sono la tetrodotossina (ITX) e la saxitossina o sassitossina o
mitilotossina.

La prima è una neurotossina aminoperidrochinazolinica presente nella cute, nel


fegato e nelle uova dei pesci palla (famiglia: "tetraontidi"), detti anche pesci
soffiatori ("fugu" in Giappone), mentre la seconda è un alcaloide estremamente

103
tossico sintetizzato da dinoflagellati marini e potenzialmente presente anche in
alcuni molluschi, quali cozze, vongole e muscoli, che si cibano di questi ultimi.

La tetrodotossina e la saxitossina sono caratterizzate dalla presenza di un


gruppo funzionale detto gruppo guanidinico (la TTX ne possiede uno, la
saxitossina due), carico positivamente, attraverso il quale esse si legano
saldamente ad una proteina integrale di membrana 1, il canale del sodio
voltaggio-dipendente, interagendo elettrostaticamente con un gruppo
carbossilico ionizzato (COO), carico negativamente, disposto all'ingresso del
canale e sul versante extracellulare della membrana plasmatica 2. Questa
macromolecola proteica è localizzata a livello del pirenoforo, il corpo dei
neuroni e dell'assone 3 e la sua funzione è quella di promuovere la conduzione
degli impulsi neuroelettrici nel Sistema Nervoso Centrale. Il legame della TTX e
della saxitossina a questa proteina-canale blocca l'ingresso degli ioni sodio
all'interno delle cellule e quindi impedisce la conduzione dell'impulso nervoso;
tale blocco può causare, in talune condizioni, una paralisi muscolare molto
simile a quella riferita dai presunti addotti nei loro resoconti testimoniali.

È poi interessante notare come la tetrodotossina costituisca uno dei principali


componenti, se non il principio attivo primario, della cosiddetta "polvere di
zombificazione", una sostanza biancastra simile al borotalco che i potenti
stregoni vudù di Haiti, gli Hungan, soffiavano (e probabilmente soffiano ancora
oggi) sul volto delle vittime designate per vendicarsi di qualche torto subito.
L'ingestione e/o l'inalazione di questa polvere, la cui complessa composizione
chimica fu per la prima volta identificata da un etnobotanico dotato del "genius
minutiae" tipico dei migliori investigatori privati, può indurre, negli esseri
umani, una paralisi muscolare totale che si manifesta come un temporaneo
stato di morte apparente e che talvolta è stata anche erroneamente
interpretata come un vero e proprio decesso.

Alcuni individui, difatti, ritenuti a tutti gli effetti privi di vita ma in realtà
perfettamente coscienti e vigili, anche se completamente immobilizzati, sono
stati poi collocati all'interno di un feretro e tumulati al cimitero; solo grazie alle
grida disperate lanciate dopo essersi risvegliati dal "coma farmacologico",
alcuni di essi sono riusciti a richiamare l'attenzione di qualche sconcertato ed
atterrito passante ed a farsi trarre in salvo. In altri casi meno fortunati le
vittime non sono state sentite e sono orrendamente decedute per asfissia
imprigionate nella bara.
Da questi casi di morte apparente è nato il mito moderno degli zombi, i morti
viventi. Soggetti, questi ultimi, tanto cari ad un certo genere cinematografico
"horror" in voga negli anni Ottanta.
Dalla descrizione che lo scopritore della "polvere di zombificazione" fa nel libro
dal titolo "Il serpente e l'arcobaleno" di questo temporaneo stato di morte
apparente, risulta evidente come tale stato e la paralisi muscolare totale e
vigile, riferita dai presunti addotti sotto regressione ipnotica, presentino delle
incredibili similitudini.
L'ingestione della tetrodotossina determina inoltre l'insorgenza di un quadro
clinico caratterizzato da una complessa sintomatologia comprendente, oltre alla

104
paralisi, anche tremore periorale, incoordinazione motoria e parestesia.
È significativo il fatto che proprio gli ultimi due sintomi vengano sovente riferiti
dalle vittime delle presunte abductions e da queste messi in correlazione
spazio-temporale con le varie fasi dell'esperienza.

La parestesia, intesa sia come alterata percezione della sensibilità che come
percezione di sensazioni patologiche anomale e senza causa evidente (quali
formicolio, prurito, bruciore e sensazione di liquido che scorre) è un tipico
sintomo multifattoriale che emerge spesso dai resoconti testimoniali dei
presunti addotti.
La sensazione di liquido che scorre, in particolare, viene spesso riferita da
soggetti che, oltre ad avere presumibilmente vissuto esperienze del tipo
descritto sopra, sarebbero anche portatori inconsapevoli di uno o più
"microimpianti".

Il formicolio ed il bruciore sarebbero anche tra le sensazioni anomale che alcuni


soggetti raccontano di avere avvertito immediatamente dopo essere stati
colpiti, nel corso di incontri ravvicinati del terzo tipo (IR3), da una sorta di
"raggio energetico" emesso da un dispositivo di cui, sempre secondo quanto
riferito dai testimoni, creature umanoidi di presunta natura aliena sarebbero
state equipaggiate. A queste due sensazioni avrebbe fatto seguito una paralisi
muscolare totale ma transitoria.
Ritengo sia lecito ipotizzare che, qualora i testimoni abbiano realmente
interagito con creature provenienti da altri mondi, il raggio di energia radiante
emesso dal dispositivo non sia altro che un fascio di onde elettromagnetiche di
frequenza ed intensità tali da indurre, negli esseri umani, una paralisi
muscolare temporanea.

Una condizione fisica simile a quella indotta dai due composti molecolari
succitati ma di minore entità, è quella determinata dai cosiddetti farmaci
miorilassanti competitivi; tali farmaci sono in grado di esercitare un effetto
rilassante prolungato sia sulla muscolatura scheletrica 4 che su quella liscia 5,
interferendo con il meccanismo molecolare della trasmissione neuromuscolare
a livello della placca motrice, ossia di quella sinapsi 6 specializzata che vede
coinvolti un motoneurone 7 ed una fibra muscolare scheletrica. Questi bloccanti
neuromuscolari impediscono il trasferimento dell'impulso neuroelettrico dalla
fibra nervosa a quella muscolare poiché vanno a legarsi, "in locum" del
messaggero chimico fisiologico, l'acetilcolina, a determinate molecole, dette
recettori, localizzate a livello della membrana della cellula muscolare.

I recettori specifici per l'acetilcolina, occupati dai farmaci miorilassanti


competitivi, non sono più in grado di interagire con il proprio ligando fisiologico
ed il canale, da cui tali recettori sono caratterizzati, non può aprirsi, impedendo
in questo modo agli ioni sodio di entrare nelle cellule e di attivare
indirettamente la contrazione muscolare.
È doveroso sottolineare come la tetrodotossina, la saxitossina ed i farmaci
miorilassanti competitivi abbiano in comune l'effetto biologico risultante, che,
nonostante sia esercitato con modalità differenti, si esplica in un'interruzione

105
del flusso degli ioni sodio in entrata a causa della chiusura dei canali di
membrana.

Alla luce di quest'ultima considerazione e di quanto esposto in precedenza, è


lecito ipotizzare che l'esposizione di esseri umani ad onde elettromagnetiche a
bassa/bassissima frequenza o a campi elettromagnetici statici determini un
effetto biologico analogo o simile a quello esercitato dalla tetrodotossina, dalla
saxitossina e dai farmaci miorilassanti competitivi, effetto risultante in una
chiusura dei canali delle proteine integrali di membrana succitate e di altri
canali di membrana o in un impedimento alla loro apertura.

Un tale effetto potrebbe portare ad una paralisi muscolare vigile molto simile a
quella riferita dai presunti addotti in corso di abduction e qualora la scienza
ufficiale fornisse delle evidenze sperimentali a sostegno di ciò, la teoria
secondo cui ipotetiche creature di natura aliena interferiscano con alcuni
rappresentanti della civiltà umana mediante reiterati rapimenti a scopo di
studio, inducendo una paralisi muscolare a distanza per agevolarne il prelievo,
sarebbe allora, sia pure labilmente, supportata e circostanziata a livello
scientifico.
In realtà, in ambito accademico, vi sono numerosi studi in corso, tutti volti a
valutare la possibilità che i campi elettromagnetici esercitino significativi effetti
biologici sulle cellule e sembra che alcuni di essi abbiano effettivamente
evidenziato tali effetti.

Tra la ridda di studi che viene condotta sull'argomento e che finisce


inevitabilmente per fornire risultati contrastanti e contraddittori, ve n'è uno, a
mio avviso meritevole di essere preso in considerazione, svolto dall'unità di
ricerca guidata dal Dott. Guglielmo D'Inzeo, del Dipartimento di Ingegneria
Elettronica dell'Università La Sapienza di Roma, i cui risultati preliminari
suggeriscono che le onde elettromagnetiche a bassa frequenza esercitino un
significativo effetto biologico sulle cellule interagendo direttamente con la
membrana cellulare, in particolare con le proteine-canali accolte nel suo
spessore.
È stato mostrato, difatti, come l'esposizione delle cellule a campi
elettromagnetici a bassa frequenza sia in grado di determinare una variazione
conformazionale delle proteine-canali di membrana, ossia una modificazione
della loro struttura tridimensionale che si risolve, in ultima analisi, nella
chiusura dei canali stessi!
In tal modo a tutti gli ioni ed a tutte le piccole molecole che in condizioni
fisiologiche sarebbero passate selettivamente attraverso questi canali è negato
l'accesso, determinando un'alterazione della fisiologia cellulare dai risvolti
difficilmente prevedibili. Qualora, difatti, gli ioni fossero quelli di sodio e le
proteine-canali quelle voltaggio-dipendenti per il sodio e quelle specifiche per
l'acetilcolina, l'ipotesi sopra prospettata assumerebbe una certa plausibilità
scientifica.

Non è chiaro come le onde elettromagnetiche siano in grado di modificare la


struttura tridimensionale delle proteine integrali di membrana, tuttavia si può

106
avanzare l'ipotesi secondo cui l'energia elettromagnetica immagazzinata nei
campi elettrico e magnetico di un'onda elettromagnetica venga trasdotta in
energia cinetica a livello delle cariche elettriche dei residui amminoacidici 8
costituenti le proteine, in particolare a livello delle cariche localizzate sulle
catene laterali 9 di tali residui.

Queste cariche potrebbero subire dei submicrospostamenti nello spazio che


potrebbero a loro volta riflettersi in uno spostamento dell'intero amminoacido a
livello del quale sono localizzate. Lo spostamento di più amminoacidi potrebbe
risolversi, in ultima analisi, in una modificazione della struttura tridimensionale
che la proteina nativa assume in condizioni fisiologiche nello spazio.
Nel 1999 è stato pubblicato su J. CelI. Biochem. un lavoro dal titolo
"Electromagnetic fields may act directly on DNA", che potrebbe avvallare
l'ipotesi sopra formulata ed in cui gli autori, M. Blank e R. Goodman, del
Dipartimento di Fisiologia della Columbia University di New York, mostrano
come i campi elettromagnetici possano interagire direttamente con le cariche
elettriche in movimento.

È interessante notare come questa osservazione sia stata inizialmente


effettuata sugli enzimi 10, che sono proteine, e come essa si riferisca alle
cariche elettriche portate dai residui amminoacidici che li costituiscono.
Le cariche elettriche difatti, nelle proteine sono localizzate a livello di ogni
singolo amminoacido e poiché ognuna di esse è in effetti in movimento a causa
dell'agitazione termica ambientale e per il fatto che partecipa ai movimenti
traslatori delle proteine nello spessore della membrana cellulare, esse
potrebbero costituire la sede elettiva in cui l'energia radiante elettromagnetica
viene trasdotta in energia cinetica.

Purtroppo, a tutt'oggi, non ci è ancora dato di sapere se la paralisi muscolare


vigile sia effettivamente indotta a distanza da creature umanoidi di presunta
natura aliena allo scopo di agevolare il prelievo di esseri umani, se sia piuttosto
riconducibile ad interferenze di matrice terrestre, o se invece non sia, più
prosaicamente, solo una delle numerose sensazioni soggettive tipiche di uno
scenario di realtà virtuale caratterizzato da un complesso di visioni allucinatorie
multisensoriali estremamente realistiche e magari indotte a distanza dasgli
artefici di false abduction. Nessuno di tali scenari può al momento essere
escluso.

Note:
1. Proteina integrale di membrana: proteina di membrana che si trova
immersa nel doppio strato fosfolipidico e presenta regioni che sporgono su una
o entrambe le superfici della membrana stessa.
2. Membrana plasmatica: sinonimo di membrana cellulare ossia di quella
membrana che delimita esternamente i batteri, le cellule vegetali e le cellule
animali.
3. Assone: nella citologia del sistema nervoso indica il prolungamento
citoplasmatico di un neurone, spesso rivestito da una guaina mielinica e unico
per ogni cellula nervosa. Emerge dal neurone tramite un processo' conformato

107
a cono (cono di emergenza), dal quale possono emanare rami collaterali, in
numero e lunghezza variabili. L'impulso nervoso in un assone si trasmette in
direzione centrifuga rispetto al corpo cellulare o pirenoforo.
4. Muscolatura scheletrica.
5. Muscolatura liscia.
6. Sinapsi: giunzione specializzata tra due elementi nervosi o tra un elemento
nervoso ed uno effettore, contrattile o secretorio. Fra le due cellule contigue
non esiste contatto, poiché le membrane contrapposte restano separate da uno
spazio di 6-10nm, definito "fessura sinaptica".
7. Motoneurone: neurone motore il cui assone costituisce le fibre nervose
motrici, cioè tali da regolare l'attività di strutture contrattili quali le fibre
'muscolari.
8. Residuo amminoacidico.
9. Catena laterale.
10. Enzima: proteina funzionale dotata di attività catalitica. Ciascun enzima è
in grado di catalizzare una sola reazione biochimica o un gruppo di reazioni
affini (specificità di reazione) a carico di uno o pochi tipi di molecole specifiche
(specificità di substrato).

Bibliografia:
- "Nuova Enciclopedia Universale Curcio", delle lettere, delle scienze, delle arti.
- "Enciclopedia delle Scienze" - De Agostini, BiologIa.
- "Enciclopedia delle Scienze" - De Agostini, Zoologia.
- "Dizionario Enciclopedico multimediale Le Scienze di Medicina e Biologia".
- "Fisica, per Scienze ed Ingegneria" - Raymond A. Serway - Ia Edizione
Italiana - Vol. I e II.
- "Biochimica" - Lubert Stryer - Ed. Zanichelli. III Edizione.
- "Biologia molecolare della cellula" - Bruce Alberts et al. - Ed. Zanichelli IIa
Edizione.
- Newton, N°3 Marzo 2000.
- "Electromagnetic fields may act directly on DNA J. Cell. Biochem." - Blank M
e Goodman R. - 1999 Dicembre 1; 75(3): 369-374.

108
ABDUCTIONS: NUOVE FRONTIERE

di Enrico Baccarini

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 31 dell'Aprile 2002

Lungamente si è discusso sulla reale natura, e sugli operatori, delle


fantomatiche abductions.
Se da una parte è forse plausibile identificare, in via teorica, una matrice aliena
al di sotto dei rapimenti, è altresì emerso che dietro alcuni di questi si potrebbe
celare un intervento prettamente terrestre.
Il rapimento operato da esseri di presunta origine extraterrestre ha suscitato,
nell'interesse collettivo, molto fascino e paura. La possibilità, seppur remota,
che un essere differente da noi possa penetrare nella nostra camera da letto e
possa muoversi indisturbato ed operare su di noi qualsiasi manipolazione
intenda, ha risvegliato in molte persone una paura totalmente nuova e
inaspettata.
Il trauma e lo shock operanti nel soggetto presumibilmente rapito potrebbero
essere, in alcuni casi, devastanti per la sua mente.
Se da un lato la psicologia odierna ha in parte tentato di spiegare le possibili
matrici cognitive alla base dell'insorgenza di determinati stati, che
porterebbero alla "materializzazione" di esseri alieni, dall'altra parte le prove
riguardanti tali rapimenti si stanno presentando sempre di più.
Il nostro obbiettivo, in questo studio, non sarà quello di negare
categoricamente l'abduction aliena, plausibile in via teorica, ma quello di
presentare al lettore una nuova possibilità interconnessa con questa tematica.
Ricerche di frontiera hanno permesso negli ultimi anni di comprendere meglio
alcuni fattori psicologici, e chimico-biologici, che potrebbero essere alla base di
manifestazioni oggettivamente non reali ma vissute come tali dal soggetto.
L'omogeneità nei racconti dei presunti addotti ha fatto ipotizzare, da parte di
alcuni studiosi, che dietro queste manifestazioni si possa celare un disturbo
psicologico di natura ignota.
Non è da escludersi che dietro alcuni casi possano effettivamente nascondersi
tali disturbi, o volontà di mera mitomania, ma non possiamo liquidare come
tale tutta la casistica e tutte le testimonianze che sono state apportate nel
corso dei decenni.
Le tipologie che incontriamo nei soggetti presumibilmente rapiti sono tra le più
varie. La letteratura specifica ci presenta persone di tutti i ceti sociali, da quelli
più bassi, a laureati e uomini di prestigio. Inoltre, in molti casi, è possibile
riscontrare la totale ignoranza, ovvero negazione, del fenomeno ufologico in
primis, e dei rapimenti alieni.
Questo ci potrebbe condurre ad ipotizzare che, escludendo eventuali
psicopatologie, dati significativi possano essere rilevati attraverso opportune
batterie di test, e sedute cliniche, per poter capire se esista realmente un
fenomeno che sfugge ancora alla nostra comprensione, un fenomeno che in
oltre trent'anni è dilagato in tutti gli angoli del mondo.

109
La scienza e le abductions
Le ricerche condotte fino ad oggi ci presentano, nel fenomeno delle abductions,
due scenari plausibilmente sussistenti. Possiamo riscontrare testimoni che
effettivamente potrebbero avere subito rapimenti da parte di creature aliene,
nonché testimoni che nelle loro descrizioni presentano scenari plausibilmente
più terrestri.
L'esistenza di un possibile collegamento tra una stimolazione attraverso onde
elettromagnetiche (che quindi potrebbero essere amplificate da un
microimpianto) e determinate stimolazioni cerebrali è stata ampiamente
dibattuta e presentata dal Dr. P.C.. Questa, come altre ricerche, stanno
conducendo gli studiosi verso nuovi orizzonti nei quali sarà possibile studiare
strane e nuove fenomenologie.
A seguito di numerosi riscontri effettuati, siamo stati sorpresi nel constatare
come parte della tecnologia utilizzata dai presunti rapitori alieni possa essere
trovata nell'infinito mondo della medicina e della biologia.
La nostra scoperta, che ci ha condotto alla realizzazione di questo studio,
prende infatti spunto da un casuale ritrovamento durante le nostre ricerche.
Mentre stavamo effettuando normali approfondimenti presso diverse università
americane, a livello telematico, siamo incappati in un pagina nella quale si
presentava un'avvincente, ed innovativa, tecnica per asportazioni neoplastiche
chirurgiche, o per eventuali innesti a livello della ghiandola pineale. Stupefatti
da questa ricerca, e dalle sue eventuali implicazioni, abbiamo cercato di
raccogliere quanto più materiale avessimo potuto trovare.
La ricerca in esame è stata condotta presso l'Università di Pittsburgh e dello
Utah.
Autore di uno studio fondamentale è un ricercatore di origine cinese, il Dottor
Hae Dong Jho (M.D., Ph.D.) neurochirurgo del Center for Minimally lnvasive
Neurosurgery, Dipartimento di Neurochirurgia, dell'Università di Pittsburgh.

Dopo decenni di ricerche e sperimentazioni, gli studi condotti da questo


neurochirurgo hanno portato verso alcune applicazioni veramente sensazionali.

Lo strumento e la tecnica ideati dal Dottor Jho (vedi articolo: "La tecnica del
dottor Jho" n.d.Edicolaweb) si presentano come futuristici per il mondo della
medicina ma realizzabili per quello della tecnologia.

Studiando i lavori di questo ricercatore abbiamo riscontrato alcune analogie


significative che ci hanno richiamato subito alla mente alcune tecniche
utilizzate sui presunti rapiti. Attraverso un pistola ad aria compressa è infatti
possibile oggi creare un piccolo foro nella narice destra (vedi le correlazioni con
la letteratura sulle abductions), non intaccando il tessuto epiteliale o le mucose
presenti nel naso, attraverso il quale far passare la piccola pistola fino a
condurla verso la ghiandola pineale.

Questo metodo evita l'apertura della scatola cranica, tecnica precedentemente


utilizzata per operazioni di questo tipo, ma passando attraverso l'osso sfenoide
che viene forato in un piccolo punto. Tale tecnica è stata sperimentata in
soggetti affetti da devastanti, nonché rare, forme tumorali. Le tecniche

110
utilizzate precedentemente non permettevano, nella maggior parte dei casi di
ottenere buoni risultati a seguito dell'operazione.
La tecnica sperimentata dal Dottor Jho risulta essere invece poco invasiva e ad
alto tasso di riuscita.

È curioso notare come a seguito di tale operazione non rimangano tracce


visibili, se non delle epistassi omolaterali (sanguinamenti) dalla narice destra.

Questo ci riconduce alla letteratura sulle abductions in cui possiamo appunto


ritrovare tali sanguinamenti.

L'abrasione del tessuto parenchimatico della mucosa nasale provocherebbe,


infatti, la perdita di sangue dal naso osservata sia nei presunti addotti sia nel
sistema del Dottor Jho. Questa tecnica, per stessa ammissione del ricercatore,
potrebbe essere anche utilizzata per ben più ampi risvolti, quali l'inserimento di
microchip a livello crarico.
Ricerche di questo tipo non sono nuove in ambito militare.
Lo studioso Robert Tickler ha, fin dai primi anni Novanta, depositato numerosi
brevetti che chiamavano in causa tecniche e sperimentazioni simili, ma
utilizzate per scopi ben differenti.

I brevetti di Tickler infatti prevedevano di utilizzare microchip innestati a livello


della ghiandola pineale. Tali impianti potevano modulare onde
elettromagnetiche al fine di monitorare e localizzare i soggetti portatori in tutto
il mondo.
Tali esperimenti avrebbero condotto, attraverso determinate modulazioni
elettromagnetiche, anche alla produzione di particolari sostanze chimiche negli
organismi impiantati.
Le interconnessioni che le ricerche di questi due studiosi sembrano avere
potrebbero effettivamente uscire dai racconti dei soggetti che affermano di
essere stati rapiti da esseri extraterrestri.

È bene sottolineare ulteriormente che non escludiamo a priori l'intervento di


esseri esogeni al nostro pianeta, e quindi loro eventuali rapimenti, ma
dobbiamo con uno spirito critico e scientifico anche affrontare e ricercare
eventuali similitudini, nonché vere e proprie correlazioni con la tecnologia
terrestre.

Il lavoro compiuto da Tickler non è però l'unico del suo genere e infatti,
nell'ambito delle ricerche sulla stimolazione neuroelettrica, si contano non
meno di 110 studi ufficiali, tutti di alto valore scientifico, pubblicati dalle più
importanti riviste del settore e dai più importanti centri di ricerca.
Studi di questo tipo sono stati condotti almeno fin dai primi anni Settanta,
quando cioè si cercò di curare alcune malattie fisiologiche e psicologiche
attraverso una modulazione in loco di segnali neurali.
Durante le nostre indagini siamo riusciti, però, a trovare anche un altro centro
R&D (Ricerca e Sviluppo) molto importante che da non meno di venti anni
studia, ricerca e costruisce microimpianti cerebrali. Si tratta del Center for

111
Neural Communication Technology dell'Università del Michigan. Questo centro
ha svolto, e sta svolgendo, importanti ed interessanti studi nella realizzazione
di microchip neurali che possano assolvere funzioni perdute o danneggiate dal
nostro cervello. Queste ricerche, e sperimentazioni, sono state condotte poter
registrare le attività del sistema nervoso centrale e per poterlo stimolare in
maniera mirata. Lo scenario ci riconduce verso le ricerche cui abbiamo fatto
riferimento precedentemente.

Presso l'Ufficio Brevetti americano sono depositati centinaia di brevetti riferiti


alla stimolazione a distanza del cervello, metodi e sistemi per alterare la
coscienza, sistemi per localizzare e inabilitare persone. La maggior parte di
questi brevetti chiamano in causa l'inserimento di microchip a livello cranico o
periferico.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è perché i militari, o il


governo americano, dovrebbero divertirsi ad innestare questi sistemi nei loro
cittadini e perché, se esiste effettivamente una fenomenologia abductions di
origine extraterrestre, esistono così poche prove.
Per quanto riguarda la prima domanda è bene ricordare che gli Stati Uniti,
come anche altri paesi, hanno da sempre condotto esperimenti e ricerche, più
o meno segrete, che si riferiscono al controllo e alla manipolazione degli
individui.

Non si tratta, come si potrebbe pensare, di una trama per un film, ma di


esperimenti reali che sono stati documentati e che sono stati denunciati al
Congresso degli Stati Uniti.
Per quanto riguarda la seconda domanda, senza compiere voli pindarici,
possiamo unicamente registrare la presenza di una vasta quantità di dati non
spiegabili associati ai soggetti presumibilmente rapiti.

Vari rapimenti, indagati da ricercatori della caratura di John Mack e e Budd


Hopkins, lasciano interdetti anche i migliori scettici.
Se a questi dati sommiamo anche gli studi e le analisi compiute dal Dottor
Roger Leir su presunti impianti di origine extraterrestre (le analisi condotte su
alcuni microimpianti lasciano effettivamente stupefatti) abbiamo un quadro
abbastanza ampio di fenomenologie interconnesse, ma che rimangono senza
spiegazioni soddisfacenti.

Le cicatrici riportate, le operazioni cui sarebbero stati sottoposti alcuni addotti,


la presenza di sintomi riconducibili ad esposizione a radiazioni e tanti altri
fattori, sommati ad altre particolarità riportate dopo presunti rapimenti, non
trovano la minima spiegazione sia nel campo scientifico che in quello
psicologico.

Lo scenario che abbiamo fin qui delineato potrebbe condurci a credere che il
fenomeno delle abductions possa effettivamente far parte di un più vasto
progetto di studio di matrice governativa o militare. Non possiamo però
altrettanto escludere che una ipotetica razza extraterrestre, che ci visitasse,

112
potrebbe prelevare dei campioni umani per fini di studio e per sottoporli a vari
test.
La letteratura delle abductions, per quanto vasta e dibattuta, ci presenta però
al contempo casi che ci fanno escludere, dopo un'attenta indagine, eventuali
scenari extraterrestri. E ci presenta altresì condizioni, testimonianze, tracce e
fenomeni che sono spiegabili quasi unicamente attraverso l'ipotesi
extraterrestre.

Nel più ampio ventaglio di ricerche presentate nel corso degli anni da diversi
autori, vogliamo brevemente ricordare una ricerca condotta nel 1999 dai
coniugi Lammer e sfociata nella pubblicazione del libro "Milabs: military mind
control & alien abduction". Aspramente criticato, il libro sottolineò l'evidente
connessione tra alcuni presunti rapimenti alieni e alcune operazioni, e progetti,
militari-governativi americani.
Le ricerche condotte dai due coniugi fecero ulteriore luce su una serie di
strutture, tecniche e sistemi che potevano essere ricondotte alla fenomenologia
delle abductions.
Questo, secondo i detrattori di tale teoria, potrebbe comprovare l'ipotetica
matrice terrestre dei rapimenti alieni, che si sommerebbe a quelle ipotesi che
chiamerebbero in causa disfunzioni psicocognitive di vario genere per spiegare
la fenomenologia.
Questo approccio si dimostra però come quanto di più sbagliato e ascientifico ci
sia.
Come abbiamo infatti detto precedentemente, la fenomenologia delle
abductions è talmente vasta e variegata che manifestazioni ricollegabili ad
interventi terrestri non possono spiegare appieno la vastità e complessità del
fenomeno.
Passiamo a vedere ora come ipotetici apparati governativi potrebbero
assolvere compiti simili a quelli che vengono imputati ai rapitori alieni.

I brevetti, precedentemente citati, realizzati da Robert Tickler, sfruttano le più


avanzate tecnologie per condizionamenti a livello neurale. Attraverso una rete
estremamente ampia di ponti satellitari il brainradio (di appena 10 mm di
grandezza) può rintracciare e monitorare una persona in ogni angolo del
mondo. Tale trasponder viene alimentato, per buona parte, dall'energia
elettrica creata dal nostro corpo, che lo mantiene in uno stato di
latenza/standby, e soprattutto dall'energia contenuta nella portante dell'onda
radio inviata per attivarlo.
Il sistema non ha così bisogno di una alimentazione integrata, e risulta
praticamente eterno.
Se vediamo la tecnica utilizzata dal Dottor Jho e vediamo le immagini che
corredano il brevetto di Tickler ci rendiamo subito conto come siano presenti in
entrambi le stesse tecnologie, cioè pistole estremamente sofisticate in grado di
inserire, a livello cranico, dei trasponder.
Questi progetti erano un tempo parte dei ben più vasti ARTICHOKE e MKULTRA
Projects, realizzati dalla CIA, e da altre agenzie americane, per studiare metodi
di controllo e di manipolazione mentale su soggetti umani. Se poi ci riferiamo
alle ricerche e alle sperimentazioni condotte presso l'Università del Michigan,

113
vediamo delinearsi un quadro quanto mai significativo.
Attualmente esistono tecnologie che sono rintracciabili nel più ampio contesto
della letteratura sulle abductions. Nei presunti rapimenti alieni possiamo altresì
ritrovare dati significativi che non sono plausibilmente associabili a presunte
interferenze terrestri. Tutto ciò ci trasporta in un mondo fantastico ed
incredibile che fino ad oggi ha permesso a chiunque di esprimere la propria
opinione.
Lo studio di questa problematica non deve esplicarsi attraverso la censura o la
ghettizzazione dei dati, ma attraverso i motori che la scienza ci permette oggi
di utilizzare, al fine di ottenere una comprensione migliore del fenomeno.

Le vere abductions
Agli inizi degli anni Novanta l'organizzazione Roper effettuò un'analisi statistica
su un campione di 5.937 soggetti, ai quali vennero poste 11 domande su
esperienze insolite e connesse all'ufologia. I dati che ne risultarono scioccarono
sia il mondo dei media che quello accademico.
Un americano su 50, secondo i dati ottenuti, nel corso della sua vita ha avuto
almeno un I.R. (Incontro Ravvicinato, class. Hynek).
I detrattori hanno però affermato che il campione preso in oggetto non poteva
essere attendibile, perché stimando una popolazione di 185 milioni di persone,
l'indagine Roper è stata rivolta solamente allo 0,032% della popolazione
americana. Un campione davvero insignificante.

Queste conclusioni non devono però scoraggiare. La ricerca sulla


fenomenologia della abductions è ancora agli albori di un campo di studi che
merita l'attenzione, oltre che degli interessati, della comunità scientifica.
Nel 1992, presso una delle più prestigiose università americane, il M.I.T.
(Massachussets lnstitute of Technology), si è tenuto il primo congresso
scientifico interamente dedicato alla fenomenologia delle abductions,
accreditando così un riconoscimento alla materia in questione.

Un team di esperti si riunì per esporre l'esito di anni di ricerche e per cercare di
creare una sinergia operativa e di ricerca.
Ci troviamo ora davanti ad un bivio, di fronte a cui potremmo rimanere
interdetti. Se da un lato è d'obbligo usare il condizionale quando si parla di
certi argomenti, è altresì fondamentale comprendere come buona parte delle
informazioni riportate siano concretamente reali e non facciano parte del
mondo fantastico della fantascienza.
Essendo generalmente accettato che i casi ufologici, propriamente detti,
rappresentano circa il 10% (se non meno secondo alcuni ricercatori) di tutta la
casistica, possiamo estendere anche queste stime al campo delle abductions? Il
rimanente 90% a che cosa sarebbe imputabile?
Potremmo, in via del tutto ipotetica, congetturare che quel 5-10% possa
realmente essere ricollegabile ad un'operazione aliena di studio nei confronti
della nostra razza (vari fattori potrebbero supportare tale ipotesi); e potremmo
ipotizzare, allo stesso modo, che la restante percentuale sia imputabile ad una
vasta quantità di variabili tra cui: studi illeciti condotti da enti militari o
governativi, psicopatologie, mitomanie, ecc.

114
Si tratta però solamente di ipotesi.
L'impegno futuro in questo campo dovrà esplicarsi in uno studio
attento e scientifico di questa fenomenologia - senza estremismi
di parte - e con una mente aperta verso nuove possibilità e nuove
scoperte.
Gli studi e le ricerche stanno continuando, l'intento di capire la
matrice di questa fenomenologia sta diventando sempre più
importante e solo una coesione di forze, tra ricercatori e studiosi,
potrà permettere di indirizzare i nostri sforzi verso una maggiore comprensione
di questo fenomeno.

UN NOBEL DA UFO
di Kary Mullis

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 33 del Giugno 2002

Cosa direste se un vincitore del premio Nobel per la chimica vi dicesse


che forse è stato rapito dagli UFO?

Alcune persone vivono esperienze tanto bizzarre, da essere portate ad


attribuirle ad interventi alieni, incontri ravvicinati del primo, secondo o terzo
tipo (come se tali interventi dovessero necessariamente ricadere in una di
queste categorie).
lo stesso ho avuto una di queste esperienze. Sostenere che si è trattato di un
intervento extraterrestre può suonare eccessivo, ma giudicarla semplicemente
un'esperienza insolita significa minimizzare. Diciamo che è stata estremamente
insolita.
Nel 1975 comprai del terreno nell'entroterra di Mendocino County, in
California, lungo il fiume Navarro. Anziché battezzare la proprietà "Gli Abeti",
"La Collina del Sole", o "Casa Mullis", la chiamai "L'Istituto per gli Studi
Ulteriori". Successivamente, ne ribattezzai una parte "Coltivazione automatica
di alberi, Il fuoco e la rosa".
Questo tipo di coltivazioni godeva di vantaggi fiscali e io piantavo davvero degli
alberi che crescevano automaticamente, traendo l'acqua necessaria da uno
stagno che funziona da cisterna. Diventai così un coltivatore di alberi. E lo sono
tuttora. Non ebbi mai il coraggio di tagliarli, quindi non ho potuto dimostrare di
averne tratto alcun profitto entro cinque anni, e adesso non posso più
rivendicarlo. Però l'America e più forte grazie ai miei alberi, e io ne sono
orgoglioso, anche se gli affari mi sono andati male. Tuttavia credo che questo
non abbia niente a che vedere con il fatto che una notte fui rapito da esseri
misteriosi.
Sono relativamente sicuro che non si trattasse di agenti delle tasse.
All'epoca vivevo a Berkeley, e raggiungevo la mia proprietà ogni venerdì sera.
Una sera del 1985 vi arrivai verso mezzanotte. Ero solo in macchina e avevo
superato il test pratico di sobrietà, essendo riuscito ad attraversare le
montagne. Accesi le luci in cucina, posai la spesa sul pavimento e afferrai una
pesante torcia nera. Ero diretto al gabinetto, che si trovava in fondo a collina, a

115
meno di venti metri dalla capanna. Alcuni pensavano che di notte fosse un
po'impressionante ma io no. A me piaceva la notte, non mi dispiaceva sedere
al buio sulla seggetta di legno rosso fatta su misura e sentire i gufi giù nella
valle. Ma quella notte non riuscii nemmeno ad arrivarci.
Il sentiero che porta al gabinetto si dirige verso est, e poi vira bruscamente a
nord, dopo qualche gradino scavato nella terra, proseguendo in piano per sei o
sette metri. lo scesi gli scalini, girai verso destra e là in fondo al sentiero, sotto
un abete, vidi qualcosa che brillava. Puntai la torcia, notando solo che la cosa
appariva più bianca nel punto in cui veniva colpita dai raggio di luce. Sembrava
un procione. Più tardi, mi chiesi se non si fosse trattato di un ologramma,
proiettato da Dio sa dove.
Il procione mi rivolse la parola: "Buonasera, dottore", mi disse. Gli risposi, non
ricordo esattamente cosa. Forse "Salve!".

La cosa successiva che mi ricordo é che era mattina presto, e stavo


camminando su una strada che saliva da casa mia. Quello che pensai mentre
tornavo verso casa fu: "Cosa diavolo sto facendo qui?" Non avevo alcun ricordo
della notte precedente. Pensai che forse ero svenuto e avevo trascorso la notte
all'aperto. Ma le notti estive, a Mendocino, sono umide, mentre i miei vestiti
erano asciutti e perfettamente puliti. Nella capanna le luci erano fioche. Mi
affrettai a spegnere l'interruttore.

A molte miglia dalla Pacific Gas and Electric, disponevo dei miei pannelli solari
e di un paio di batterie, una sistemazione adeguata ma non lussuosa. Dovevo
sempre far attenzione alla luce. I sacchetti erano ancora sul pavimento e
cominciai a mettere a posto la spesa. La spremuta di arancia comprata al
Safeway di Healdsburg non era più ghiacciata. Pian piano gli avvenimenti della
notte precedente cominciavano a tornarmi alla memoria. Ricordai che stavo
andando al gabinetto con la mia bella torcia nuova. Dove diavolo era finita?
D'un tratto, mi tornò in mente: il procione luminoso che parlava. Era successo
davvero? Il ricordo era nitido. Per quanto la mia mente lo consentisse a
quell'ora di mattina. Rammentavo bene quello stronzetto e il suo saluto così
formale. Mi ricordavo i suoi furbi occhietti neri e l'effetto della mia torcia sulla
sua faccia che emanava luce. Dove era finita la torcia?

Mi incamminai di nuovo verso il gabinetto, senza il timore di imbattermi in


qualcosa di spaventoso. Volevo che quel maledetto procione fosse ancora lì. Ma
non c'era, e neanche la mia torcia. Avevo la sensazione che non ci sarebbe
stato niente. Che mi sarei sentito svuotato, frustrato e confuso. Era proprio
così che mi sentivo.
E avevo anche sonno. Tornai verso casa, mi buttai sui letto e dormii per
diverse ore. Quando mi svegliai, l'esperienza assunse un aspetto molte più
reale. Cercai ancora una volta la torcia, ma non riuscii si trovarla, nemmeno
quando estesi le ricerche in tutta la proprietà.
C'erano dei fatti - i miei vestiti asciutti, le luci rimaste accese tutta la notte, la
torcia - che non potevo negare, eppure non mi spaventai. Non chiamai
nessuno, perché non avevo il telefono. La vicenda mi lasciava molto perplesso.
Continuai a cercare la torcia, senza successo. Decisi di dedicarmi alle mie

116
occupazioni quotidiane. Sembrava non ci fosse modo di fare ulteriori indagini, e
la cosa più strana era che la cosa non mi preoccupava come avrebbe dovuto.
Avevo intenzione di ripulire un condotto: nella parte più bella del mio bosco c'è
una sorgente, la cui acqua normalmente scorre attraverso una tubatura e va
ad alimentare uno stagno. La settimana prima mi ero accorto che il condotto
doveva essere ripulito, così, nel tardo pomeriggio mi avviai verso il boschetto -
che cominciava a circa duecento metri da casa, oltre un pascolo - portando con
me qualche attrezzo.

Appena arrivato all'ombra degli alberi cominciai ad avere paura. Invertii la


direzione e camminai il più velocemente possibile verso la luce. Non mi misi a
correre, né guardai indietro: mi limitai a camminare velocemente. Non volevo
far capire che ero spaventato. Quando fui arrivato allo scoperto, mi girai e
guardai il bosco: "Cosa diavolo sto facendo?". Non ne avevo idea, ma non
avevo comunque nessuna intenzione di tornare là. Ogni volta che guardavo in
quella direzione ne ero sempre più certo.

Qualunque cosa mi fosse accaduta la notte precedente doveva essere successa


lì, in quel bosco. Mi venne in mente che la strada sulla quale stavo
camminando quel mattino, quando ero tornato in me, andava verso casa da
quella direzione. Filai dritto a casa e non tornai più indietro. Non raccontai a
nessuno questo episodio.
Sei mesi dopo, mi trovai a passeggiare in quello stesso bosco con i miei figli, di
cinque e otto anni. In loro compagnia mi sentivo più a mio agio. Passammo
qualche ora nel bosco; e ripulii il condotto. Ma per un certo tempo non tornai là
da solo, e ancora oggi non ne parlo con nessuno.
Era strano avere una parte della mia proprietà in cui non mi sentivo a mio
agio.
Trascorrevo molto tempo da solo a Mendocino: perché, all'improvviso, avevo
sviluppato un timore irrazionale nei confronti di un luogo che mi era sempre
piaciuto?
Passarono un paio di anni. Un sabato notte in cui ero lì per il week-end decisi
di prendere in mano la situazione e di mettere in atto una sorta di terapia.
Quel pomeriggio avevo deciso di dare un'altra ripulita a quel maledetto
condotto. Avevo messo insieme gli attrezzi, ma non ero riuscito ad andare là.
Quella notte, invece di andare a ballare al saloon Rose Bud, mi sarei dedicato
alla psicoterapia. Avevo comprato un'altra torcia di metallo nero per
rimpiazzare quella che avevo perso, e l'avevo attaccata con il nastro adesivo
sulla canna di un AR-15.

Grazie a Dio, non tutti possiedono un'arma del genere. lo ero stato esonerato
dalla guerra nel Vietnam, e ne avevo vista una la prima volta quando un amico
la portò con sé a Mendocino. Sembrava a un giocattolo della Mattel, ma Ron mi
assicurò che non lo era. Il caricatore conteneva circa venti proiettili e li sparava
a ripetizione ogni volta che si premeva il grilletto. Era legale, e mi faceva
piacere averla, dato che la capanna era isolata e priva del telefono.
Con una torcia potente, attaccata con il nastro adesivo nero alla canna dell'AR-
15, mi sentivo come John Wayne. Camminai fino al bosco, mi fermai sotto i

117
primi alberi e urlai verso il buio: "Questa è la mia proprietà, e sto arrivando. Se
qualcosa si muove, sparo. E anche se non si muove niente, potrei sparare lo
stesso. Mi sono rotto le palle".
Stavo gridando veramente forte: "Fuori dai miei boschi! Ora! Se non potete
muovervi, gridate, forse avrò pietà di voi. Forse no. Fuori dai coglioni!"
John Wayne non avrebbe detto "coglioni", mali tempi sono cambiati.
Avevo la sensazione che urlando in questo modo avrei, se non altro,
allontanato chiunque fosse li per caso. Ma urlare faceva anche parte
della terapia. Il raggio di luce emesso dalla mia torcia penetrava
nella parte più oscura del bosco.
Ero a meno di venti metri da un vecchio, enorme albero di alloro
cavo, che cresceva vicino a una piccola cascata piena di felci. Era
bellissimo, ma era diventato anche il centro delle mie paure. Al mio
fianco John Wayne, con in testa lo stesso genere di cappello che avevo
indossato per l'occasione, dichiarò: "Diamogli quello che si meritano, ragazzo".
Aprii il fuoco con l'AR-15 e crivellai di colpi l'area dove si trovava l'alloro.
"Spediscili all'inferno, ragazzo!".
Svuotai un caricatore e ne inserii un altro, e intanto mi aggiravo urlando e
sparando a tutto quello che appariva scuro. Non sparai in aria: non sono un
individuo antisociale.
La psicoterapia risultò efficace. Sperando di non aver perforato il tubo
dell'acqua uscii dal bosco convinto che la mattina dopo sarei potuto tornare,
senza AR-15 e senza cappello. E così fu.
Qualche tempo dopo mi trovavo in una libreria di La Jolla, quando notai un
libro di Whitley Strieber, intitolato "Communion". Sulla copertina c'era un
disegno che attrasse la mia attenzione: una testa di forma ovale, con grandi
occhi scuri che guardavano fisso in avanti. Comprai il libro, e cominciai subito a
leggerlo.
Strieber, l'autore, raccontava di essere stato rapito dagli alieni. Scriveva di
essersi svegliato nella sua capanna nei boschi dello Stato di New York, di aver
visto un gufo che lo fissava, e di avergli rivolto la parola. Dopo di che due
esseri simili a quello rappresentato sulla copertina del libro erano apparsi sulla
porta e lo avevano accompagnato fuori. Strieber diceva di aver sentito intorno
a loro odore di cannella e di formaggio bruciato, così provai a bruciarne un po'
per vedere se riuscivano a evocare qualche ricordo. Ma inutilmente.
Mentre stavo leggendo il libro mia figlia, Louise, mi telefonò da Portland.
"Papà, c'è un libro che vorrei farti leggere: si chiama Communion".
"Lo sto leggendo proprio adesso".
Allora cominciò a raccontarmi cosa le era successo a Mendocino. Una sera era
arrivata alla capanna molto tardi, con il suo ragazzo. Era scesa giù per la
collina, proprio come avevo fatto io. Ed era sparita per tre ore. Il suo ragazzo
l'aveva cercata freneticamente dappertutto e chiamandola a gran voce, senza
riuscire a trovarla.
La prima cosa che ricordava era di essersi ritrovata sulla stessa strada su cui
mi ero trovato io, e di aver sentito il fidanzato che la chiamava per nome. Non
aveva idea di dove fosse stata.
Quando aveva visto il libro, aveva avuto la stessa sensazione di trovarsi di
fronte a qualcosa di vagamente noto che avevo avuto io. Quando ebbe finito di

118
raccontarmi la sua storia, le parlai dell'esperienza che avevo vissuto: era la
prima volta che ne parlavo con qualcuno. Le chiesi se sapesse niente di
procioni parlanti che brillavano nel buio. "Non mi ricordo niente", disse lei.
A Mendocino sono successe strane cose.
Il mio vicino, Alex Champion, che si è specializzato con me a Berkeley, pensa
che la valle nasconda molti misteri. Lui dice che non ci sono problemi, purché
sia chiaro che noi siamo la Realtà, e che teniamo in pugno la situazione. Lui
dice che dobbiamo solo far vedere chi è che comanda: penso che John Wayne
sarebbe d'accordo.
Non ho intenzione di pubblicare un articolo scientifico su queste esperienze,
perché non posso fare nessun esperimento. Non sono in grado di far apparire
procioni luminosi e non posso comprarne da una ditta produttrice di materiali
scientifici, per studiarli. Non posso perdermi di nuovo, deliberatamente, per
qualche ora. Ma non rifiuto di ammettere ciò che è avvenuto.
Si tratta del tipo di evento che la scienza definisce aneddotico, perché si è
svolto con modalità che non possono essere riprodotte. Però, è accaduto.

LE ABDUCTIONS E LA SINDROME DA PARALISI NOTTURNE


di Enrico Baccarini (Prima Parte)

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 44 del Maggio 2003

Contro ogni ipotesi preconcetta.


Come si vorrebbe oggi razionalizzare il fenomeno dei "rapimenti".

Decenni di studi compiuti dalla Psicologia Sperimentale hanno permesso di


ampliare i già vasti campi di ricerca della psicologica moderna permettendo
altresì a studiosi e ricercatori di gettare nuova luce su antiche patologie o
sindromi associate, nel passato, ad interventi "superiori" ovvero demoniaci.
Le varie aree di ricerca delineatesi fino ad oggi hanno permesso di tracciare
degli itinerari su cui poter studiare e capire quella meravigliosa macchina che è
il nostro cervello, sebbene nel contempo risulti ancora preclusa alla nostra
comprensione una vasta serie di meccanismi e fattori propri del nostro sistema
cognitivo e cerebrale. In tal senso si è cercato di studiare diverse forme
patologiche, o causate da un'alterazione del sistema cognitivo-percettivo
umano, al fine di cercare spiegazioni coerenti e scientifiche nei confronti di
questi "stati modificati" della nostra mente e della nostra percezione. Lo studio
di quest'ultima ha giocato un ruolo fondamentale in queste ricerche,
delineando nuovi campi e nuovi approcci diagnostici nei confronti di soggetti
affetti da tali "disfunzioni cognitive".
All'interno di queste strane "forme" riscontrate dagli studiosi abbiamo
rinvenuto una forma di dissonanza cognitiva molto interessante che ha colpito
la nostra attenzione, la "Paralisi Notturna associata ad Allucinazioni
Ipnagogiche e Ipnopompiche". Dietro questa terminologia specialistica si
nasconde una patologia estremamente interessante che sembrerebbe colpire il
25-30% della popolazione mondiale almeno una volta nell'arco della vita. A
tale percentuale si associa un ulteriore 20-30% di soggetti che avrebbero

119
ripetutamente sperimentato tale stato.
La "paralisi notturna", o più propriamente, come abbiamo detto, "Paralisi
Notturna associata ad Allucinazioni Ipnagogiche e Ipnopompiche", è stata
soventemente associata da diversi psicologi, negli ultimi anni, a strane
manifestazioni notturne, ad allucinazioni e a vere e proprie "invasioni" notturne
ad opera di esseri umanoidi frutto, secondo questi studiosi, di una costruzione
mentale del soggetto. È fuori discussione che tale forma di alterazione
cognitiva esista e si manifesti con precise forme percettive e intrusive, ma
siamo in grado di spiegare la fenomenologia delle "abductions" attraverso
queste forme modificate o patologiche 1 della nostra coscienza?
I dati oggi in nostro possesso non ci permettono ancora di avere risposte certe,
ma sicuramente l'iter fenomenologico descrittoci nei resoconti testimoniali di
soggetti addotti da presunti esseri alieni sembra differire notevolmente in un
numero cospicuo di casi.
La "Paralisi nel Sonno" (SP) è un fenomeno transiente che implica uno stato
involontario di immobilità che può avvenire poco prima di addormentarsi o
durante un risveglio brusco. Viene classificato come un sonno parallelo
associato al sonno in fase REM. Esperienze associate con la "paralisi nel sonno"
sono abbastanza comuni, esistono inoltre molte esperienze differenti che sono
associabili con questi "disordini" del sonno.
L'individuo si trova in uno stato di semi-veglia in cui si ritrova "paralizzato",
anche se diversi soggetti sono in grado di aprire gli occhi e sono
successivamente in grado di descrivere le proprie esperienze sia a livello visivo
che fisico. I soggetti che riferiscono di aver vissuto questo disordine del sonno
affermano di essere stati anche soggetti ad esperienze allucinatorie
"ipnopompiche" e "ipnagogiche" (HHE).
Durante la "paralisi nel sonno" riscontriamo tre classi differenti di allucinazioni,
associate spesso dai soggetti come simili a fenomeno paranormali o
soprannaturali:

- La prima forma allucinatoria viene definita da "lntruder", in cui il soggetto


percepisce una presenza nella propria stanza, spesso associando la
manifestazione ad allucinazioni visive ed uditive. Diversi soggetti hanno
descritto, nel corso del tempo, un fenomeno conosciuto come "Old Hag",
ovvero un'ombra di natura ignota che sembra aggirarsi intorno al soggetto.
- La seconda forma allucinatoria viene definita "lncubus", e consiste nella
sensazione di una pressione sulla testa, difficoltà di respirare e panico. Molti
soggetti hanno "avvertito" la presenza di "qualcosa" che sembrava soffocarli e
che toccava loro la testa.
- Il terzo fattore sono le "UB.E", ovvero "esperienze corporee inusuali"
(Unusual Bodily Experiences) in cui il soggetto ha la sensazione di volare,
fluttuare nell'aria, uscire dal proprio corpo (O.O.B.E., ovvero Esperienze Extra-
Corporee).

I ricercatori dell'Università di Waterloo hanno cercato di spiegare il fenomeno


delle "abductions" attraverso i correlati testimoniali che la patologia sopra
esposta sembrerebbe possedere in riferimento alle testimonianze riferite da
soggetti presumibilmente rapiti da esseri alieni.

120
Se da un lato non possiamo negare la possibilità che alla base di alcuni
resoconti testimoniali possa effettivamente esistere l'insorgenza di tale
patologia, i ricercatori stessi non sono stati però acutamente attenti nello
studiare la vasta letteratura inerente i rapimenti alieni.
Siamo infatti davanti ad un problema fondamentale. Come potremmo
spiegarci, chiamando in causa la teoria della paralisi nel sonno con
associazione di allucinazioni, i casi in cui i testimoni si trovavano al di fuori del
proprio letto (in macchina, per strada, in un bosco e via dicendo)?

Come potremmo spiegarci casi storici come quello dei coniugi Hill e di Travis
Walton in USA o di Enrico Carotenuto (nella pampa brasiliana)?
Dovremmo ipotizzare che nel momento in cui questi soggetti furono rapiti
siano stati colti da un istantaneo quanto repentino attacco di sonno? Pensiamo
sinceramente di no.
Il problema di fondo che sembra delinearsi in alcune delle ricerche che tentano
di spiegare il fenomeno delle "abductions" sembra essere proprio quello di
ricercare una spiegazione che si adatti bene ad "una" data fenomenologia,
senza prendere però in considerazione l'enorme vastità e le variegate
esperienze vissute da soggetti che affermano di essere rapiti da esseri alieni.
Sempre recentemente un altro ricercatore ha presentato al mondo scientifico il
frutto di alcune ricerche effettuate sul fenomeno delle abductions.
R. McNally è Professore Ordinario di Psicologia alla prestigiosa Università
americana di Harvard. Interessato al fenomeno delle "abductions", McNally
decise lo scorso anno di capire se questi soggetti avessero vissuto realmente le
esperienze che sembravano averli cosi tanto toccati.

Prima di effettuare queste ricerche McNally rilasciò diverse interviste a giornali


del luogo, nelle quali più volte si dichiarò fermamente convinto che le strane
esperienze vissute da certi soggetti non fossero altro che il frutto di un
condizionamento o di una patologia interna all'organismo e non frutto di un
reale rapimento da esseri alieni.
I presupposti per una ricerca che dovrebbe essere seria, rigorosa e soprattutto
imparziale, cascarono quindi repentinamente tradendo tutta la sua posizione
preconcetta e prevenuta.
Paralogismi di questo tipo condizionano negativamente le ricerche,
conducendole inesorabilmente a produrre risultati "mirati" in linea solo con le
aspettative dello sperimentatore.
Ma McNally non ha desistito e dopo poco tempo pubblicò una serie di articoli su
alcuni quotidiani di Boston, cercando soggetti che ritenessero di aver vissuto
esperienze strane o credessero di essere stati rapiti da esseri alieni.

Accanto a questi soggetti (il Gruppo Sperimentale) cercò dei testimoni "vergini"
(il Gruppo di Controllo) che sarebbero stati condizionati nel credere di avere
vissuto determinate esperienze. Su quasi mille soggetti che risposero
all'annuncio, ne vennero selezionati "solo dieci".
La ricerca si prefisse lo scopo di "creare" falsi ricordi nei soggetti vergini per
poi confrontarli con quelli che erano i resoconti testimoniali di soggetti che
riferivano di essere stati rapiti da esseri alieni.

121
I risultati dello studio (neanche a farlo apposta) furono categorici: "i Disordini
Post Traumatici da Stress vissuti da soggetti rapiti da esseri alieni sono solo il
frutto di una 'creazione' mentale e non le reali conseguenze di un incontro
traumatico con esseri provenienti da altri mondi".
Ci chiediamo in tutta sincerità come si possa definire seria, e soprattutto
valida, una ricerca che sia così viziata fin dai suoi inizi.
Un McNally ha ragione nel dire che attraverso il condizionamento operante, il
condizionamento classico o certe forme di ipnosi siamo in grado di condizionare
un soggetto, e di fargli credere (dopo diverse sedute) di aver vissuto
esperienze che in realtà sono solo il frutto della mente fervida dello
sperimentatore.
Ciò non ci permette però di spiegare la vastità del fenomeno delle abduction e
non ci permette di capire come i soggetti rapiti possano ritrovarsi nel proprio
corpo strane cicatrici o guarire da malattie ritenuti incurabili o addirittura
scoprire, dopo esami medici, strani "oggetti" variamente inseriti in zone del
corpo pressoché inaccessibili (come l'ipofisi, il talamo, la zona retrostante il
bulbo oculare).
Ci ritroviamo, dunque, davanti a studi che indubbiamente cercano di
presentare come veritiere spiegazioni che in realtà si possono definire viziate o
totalmente errate.
In quasi quaranta anni di conoscenza di questa fenomenologia, nessuno studio
condotto dalla scienza ufficiale è stato ancora in grado di fare minimamente
luce su quali siano le reali matrici di questo fenomeno come nessuno studio
specifico condotto dagli ufologi è stato in grado di far avanzare la ricerca in
questo settore.
Il fatto è che molte e sempre nuove domande sembrano celarsi dietro questo
fenomeno e nessuna sembra ancora avere trovato una risposta certa.

Note:
1. La differenza tra gli "Stati Modificati di Coscienza" (S.M.C.) e gli "Stati
Alterati di Coscienza" (S.A.C.) non è tanto marginale quanto potrebbe
sembrare. Per S.M.C. si intende comunemente, in psicologia, una
modificazione nella produzione biochimica, di determinate sostanze del cervello
(vedi ad esempio le endorfine) o di sostanze esterne, non dovuta però ad una
forma patologica ma ad un intervento farmacologico-biologico endogeno o
esogeno al nostro organismo. Per quanto riguarda invece gli S.A.C. si intende
comunemente alterazioni della coscienza ad opera di uno stato patologico,
quindi negativo (per esempio causato da una malattia) che inducono
allucinazioni ed un distaccamento percettivo dalla realtà che ci circonda.

fine Prima Parte


vedi: Seconda Parte

122
ABDUCTIONS SOTTERRANEE?
di William Hamilton III - traduz. Claudio Guglieri

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 45 del Giugno/Luglio 2003

Dal "Patto Scellerato" alle presunte installazioni segrete del Sud-Ovest


degli USA. Leggende metropolitane, disinformazione o realtà?

Il seguente brano, tradotto da Claudio Guglieri, proviene da un articolo, scritto


da William Hamilton III, dal titolo "Le Caverne Magiche", basato sul suo libro
"Alien magic".

Il primo caso di "abduction sotterranea" da me investigato è del 1988, ma non


raggiunsi mai conclusioni definitive a riguardo.
L'incidente accadde nella Rosamond Area, presso l'"Antelope Valley California",
sulle pendici delle Tehacapi Mountains.
Qui si trova una piccola catena montuosa sotto la quale la Northrop ha
costruito un laboratorio di ricerca, R&D. I locali lo chiamano "Anthill"
(Formicaio, n.d.r.) o "Black hole" (Buco Nero, n.d.r.) e avrebbe diversi livelli
sotterranei.
La regressione portò a incredibili rivelazioni.
I resoconti testimoniali evidenziavano che i protagonisti Ray e Nancy erano
stati rapiti e condotti sottoterra. Sotto ipnosi egli continuò a parlare "del fiume
Kern al Nord".
Esiste un'area vicino alle Tehachapi Mountains chiamata Kern River. Il fiume
superiore è probabilmente usato dal Governo per generare elettricità
nell'installazione di Tehachapi Ranch. La montagna vicina è stata scavata
presumibilmente per fare posto a nuove parti della base Northtop. C'è fango
intorno ma la gente pare non notare niente.
Tutta l'elettricità serve per il "Ranch", che è il luogo dove verrebbero eseguite
le sperimentazioni ed i collaudi per progetti di aerei avveniristici oltre che di
tecnologia spaziale, come di velivoli supersegreti. La struttura è un'enorme
base con enormi hangar, grandi elevatori e laboratori tecnici. C'è un'intera città
là sotto la montagna. L'intera valle è piena di tunnel. Si va da una zona all'altra
sottoterra. Puoi andare così da Palmdale a California City. Ci sono tunnel lungo
tutta la strada fino alla base di George.
Gli alieni vi avrebbero accesso e sono stati visti dappertutto. Il Governo li
lascerebbe fare. Essi sonderebbero il cervello umano per trovare le nostre
debolezze e per controllarci.
Ci si chiede altresì come sono riusciti a controllare il Governo Segreto che ha a
suo tempo dato loro tali installazioni. "Sotto minaccia di ritorsioni ovvero
mediante un controllo globale oppure attraverso una forma di controllo
mentale?", si interroga un Branton.
A suo dire gli alieni fanno esperimenti biogenetici su di noi e giungono a
dissezionare gli esseri umani. È orribile. Il Governo saprebbe ma farebbe finta
di niente. Alcuni nel Governo vorrebbero fermare tutto ciò ma non sanno
come 1.
In poche parole la rete, che fu creata con e per la "interazione aliena", quando

123
si pensava agli alieni come esseri pacifici, sarebbe ancora funzionante, persino
dopo la nostra perdita di controllo di quest'ultima. Poiché gli alieni ora
avrebbero sotto controllo quasi tutta l'infrastruttura che derivò dai progetti
originali, e la struttura di controllo ovvero l'"establishment" stesso non possono
fare nulla al riguardo. Il tutto dipenderebbe da coloro che non sono legati a
vincoli o giuramenti, come nel caso degli umanoidi non tenuti a direttive di non
interferenza e molti "Nordici" e ibridi terrestri, che sono legalmente nati in
questa società con il compito di cambiare la situazione al meglio possibile.
Ray fu disturbato per il fatto che i Grigi avessero legato Nancy a un tavolo in
questa installazione.
Vide strumenti ovunque. Durante l'ipnosi rabbrividì ricordando ciò. Era
convinto che avessero abusato di lei e che lui non fosse stato capace di
aiutarla. Ebbero anche la sensazione di essere venuti in contatto con una razza
benevola che li avrebbe osservati durante il rapimento.
Dopo alcuni mesi mi dissero che si sentivano impauriti e spiati e volevano
studiare la Bibbia per trovare rifugio da questo enorme male che aveva come
"infestato" la loro vita.
Diversi testimoni hanno osservato fenomeni strani nella zona. Spesso queste
"anomalie" provenivano dalla zona della sella montuosa. Un certo Stan vide un
brillante bagliore arancione a forma di sigaro sopra Tehachapi Mountain.
Altri videro dischi lucenti color verde, udirono strani rumori e videro anche
furgoni ed elicotteri neri.
Un pilota in volo verso Merced, il 23 Febbraio 1991, mentre passava sulla
stessa zona, vide quattro oggetti bianchi rettangolari che descrisse circa
quattro volte più grandi di un tipico cartellone pubblicitario. Un altro
osservatore li vide sparire nella montagna. Un altro testimone vide il terreno
aprirsi all'interno della recinzione della base Northrop, uscirne un disco e volar
via.
Egli disse anche che da Edwards (la base aerea) venne qualcuno che gli disse
di non parlare di ciò che aveva visto. Seppi che si chiamava Chuck e aveva
lavorato nei tunnel sotterranei ad "Anthill". Egli disse che i tunnel hanno dei
vani rotondi con pannelli rossi e verdi per l'identificazione e l'entrata. Non ci
sono porte ma qualche specie di campo viene proiettato da cilindri annegati
nelle pareti. Minuscoli globi levitavano nei tunnel e seguivano Chuck e la sua
squadra in qualsiasi posto. Pensava che l'U.S. Air Force li usasse come sensori,
ma dove avevano preso la tecnologia per farli levitare?
Joe mi raccontò molte storie. Partecipò a diversi miei convegni a Lancaster.
Egli dice di aver avuto un incontro ed un "missing time" mentre viaggiava sul
lato sud della Edwards AFB (base aerea di Edwards). Anch'egli aveva lavorato
nei tunnel sotterranei sul confine Est di Edwards vicino al poligono missilistico
della NASA. Lui pure vide in tali tunnel globi levitanti e io gli chiesi a quale
profondità tale tunnel corresse sotto la superficie.

Mi disse che secondo il conteggio effettuato in base alla discesa dell'elevatore


egli stimò una profondità di circa 3.000 piedi (1.000 m). Una volta vide una
porta aperta su una stanza di questi tunnel e poté osservare un alieno molto
alto in piedi vicino a due uomini in camice bianco. Credeva fosse alto circa 9
piedi (2,7 m). Vide anche due Grigi, dentro un hangar a China Lake, mentre

124
ritornava a prendere uno strumento che aveva dimenticato.
Joe mi sembrava sincero, ma non ho mai saputo se credergli.
Un giorno egli mi raccontò di due vecchi compagni di scuola che avevano
lavorato ad "Mthill". Lavoravano due settimane per turno e vivevano in
condomini costruiti nella base sotterranea.
Il Governo controllava persino gli alimenti di ognuno. Uno di loro era
conosciuto come un genio dei computer; Egli disse di aver visto sia Grigi che
Rettiliani in diverse basi.
Uno di questi progetti era chiamato "Staltalk" ed impiegava laser ad alta
potenza.
L'informatore, chiamato Paul, disse che aveva lavorato in una grande base
(120 m di larghezza).
Il progetto Startalk usava un potente laser che veniva sparato nello spazio.
Questo fungeva da radiofaro per gli UFO. Apparentemente sembrava diretto a
forze amiche in altri sistemi.
Egli vide una volta un disco volante atterrare e entrare in un hangar
sotterraneo. Dentro l'edificio al di sotto della superficie si trovava un enorme
computer.
Gli impiegati indossano abiti bianchi e calze bianche (niente scarpe). I
computer usano un linguaggio alieno simbolico. Vi era un grande schermo in
questo complesso che mostrava vari sistemi stellari e galassie. La tecnologia
usata è cosi avanzata che sorpassa enormemente le conoscenze applicate dalla
nostra scienza. Il laser è anche in grado di funzionare come "mezzo
interdimensionale" (warp drive?) di comunicazione. Ciò potrebbe essere
fattibile per il fatto che il laser usato normalmente nella base impiegherebbe
qualche anno per raggiungere la stella più vicina a noi.
Guardie della sicurezza accompagnano i lavoratori, persino al bagno. I telefoni
sono muniti di interruttore, persino quelli nelle case dei lavoratori.
A Paul e a Gopher (il secondo soggetto) ci vollero due anni per avere un pass
di sicurezza.
Gopher dice che si lavora con gli alieni in tranquillità e che utilizziamo la loro
tecnologia. Viene pagato bene, 145.000 dollari all'anno e il Governo gli paga
anche gli alimenti. Dice di aver lavorato alla Sezione D, meglio conosciuta
come base di Dulce. Ha visto Rettiloidi e Grigi, ma questo lavoro gli ha del
tutto cancellato una eventuale vita privata. Ha visto anche degli "arancioni"
(un'altra delle presunte razze aliene presenti sul nostro pianeta, n.d.r.).
Paventa una futura guerra aliena. Ha comodità varie ma non gli è permesso di
lasciare il paese e deve avere un permesso particolare per lasciare lo stesso
stato.
Secondo quanto poté dirmi ospiteremmo anche alieni "buoni" che
proverrebbero da una Federazione. Quello che vide era umano, alto e biondo
(forse un "Nordico"). Crede che si stesse tentando di contattare i "buoni".
Secondo altre fonti ci sono basi a Los Alamos e navette sotterranee che la
collegano con Dulce.
Un elevatore discenderebbe nella stanza dei computer e da questa un tunnel
laterale correrebbe fino ad Albuquerque. A profondità maggiori esistono
congegni automatici che ucciderebbero gli intrusi.
Questi tunnel sono parti di un vasto sistema sotterraneo. Ci sarebbe anche una

125
città con migliaia di abitanti che vivono sempre sottoterra.
Il bilancio per le ricerche (solo delle basi in superficie) sarebbe di oltre un
miliardo di dollari all'anno ma le basi sotterranee sorpasserebbero di varie
volte questa cifra.
Una rapita chiamata Diane fu portata in una base sotterranea che lei crede
fosse collocata al Poligono Navale di China Lake. L'elevatore che la portò in
profondità aveva caratteristiche inusuali (forze magnetiche al posto di cavi).
Una guida le mostrò umani biologicamente modificati che erano stati posti in
gabbie a pochi centimetri dal pavimento. Vide anche animali modificati
geneticamente. Una storia quantomeno bizzarra.
C'è poi il racconto inerente una base sotterranea sotto la riserva indiana degli
Apache Jicarilla, dove il fisico Paul Bennewitz disse di aver osservato il crash di
una navicella aliena sulle pendici dei Monti Archuleta.
Nel suo "Progetto Beta", Bennewitz disse che gli alieni umanoidi avevano una
base vicino alla mesa di Archuleta e che lui era riuscito a stabilire una
comunicazione con loro.
Dopo diversi anni la storia sembrò rivelarsi frutto di farneticazioni e di
disinformazione operata da e su Bennewitz.
La cosa non è tuttavia ancora ben chiara. Testimoni avrebbero visto immagini
video di alieni che Paul avrebbe contattato con il suo equipaggiamento
speciale. Questi alieni spedirebbero messaggi che arriverebbero sulla
stampante del computer di Paul. Sono alieni o agenti segreti?
Incontriamo ora un altro testimone.
Thomas E. Castello fu colui che fece conoscere i "Documenti di Dulce". La sua
amica, Ann West (pseudonimo) racconta così la sua storia.
Thomas ha una passione per le macchine vecchie, tutte, ma specialmente le
Packards anni '40 e primi '50.
Gli parlarono di un vecchio di nome Ed West (il padre di Ann). Egli parlò con lui
su tanti argomenti. I due discussero ore ed ore e si trovarono d'accordo con la
passione per gli UFO.
Pochi mesi dopo Ed presentò Tom all'"Organizzazione", un gruppo che faceva
approfondite ricerche su UFO e contattisti. Tom aderì al gruppo.
A quel tempo, nel 1961, Tom era nelI'U.S. Air Force, di stanza alla base di
Nellis (vicino Las Vegas). Gli fu fatto un corso di fotografia e ricevette un
accredito di massima segretezza. In Virginia fece diversi addestramenti ed
ebbe l'opportunità di lavorate in una base sotterranea. Quando fu trasferito la
sua autorizzazione venne aumentata a TS-IV (Top Secret 4, n.d.r.). In Florida
conobbe Ann e seppe il fatto del suo rapimento su un disco volante. Le fece
conoscere l'"Organizzazione" e insieme con Tom iniziarono a fare ricerche.Negli
anni divennero come fratelli e lui fini quasi per adottarla.
Lasciata l'Air Force iniziò a lavorate per la "Rand Corporation" in California,
come tecnico della sicurezza.
Dopo un anno la sua autorizzazione divenne ULTRA 3. Sposatosi con Cathy e
trasferitosi a Santa Fe, New Mexico, nel 1977 la sua autorizzazione venne
ancora elevata al grado ULTRA 7. Raccontò ad Ann che lavorava in una base
sotterranea con incredibili misure di sicurezza, soprattutto nel suo campo, la
fotografia. Doveva scortare i visitatori a certe aree della base e girava armato.
Lasciato il suo lavoro egli aveva raggiunto il grado di Maggiore.

126
Un giorno Ann venne a visitarlo a casa e lui, prima che ripartisse le diede in
mano un foglio piegato sussurrandole: "Non farlo vedere a nessuno".
La notte, in un motel a Durango, Ann aprì il foglio e vide, sulla carta gialla, lo
schizzo di un alieno, un triangolo invertito e il nome Dulce. Cercò di pensare a
cosa si potesse riferire.
L'alieno del disegno aveva la testa grossa, grandi occhi neri, niente naso e
nemmeno capelli. Il triangolo era ombreggiato in nero. Lei buttò il foglio nel
water e quella notte ebbe incubi sugli alieni. Il mattino dopo, fatta colazione,
osservò una cartina cercando una strada per tornare a Las Vegas quando notò
il nome di una piccola città vicino al confine del New Mexico, chiamata Dulce.
C'erano dunque alieni a Dulce? Era quello che Tom cercava di dirle?
Poi ricordò dove aveva visto il triangolo prima. Il simbolo era su un berretto nel
libro lussuoso che possedeva Tom. Era arancio scuro con un triangolo nero
invertito e con strisce dorate che lo tagliavano in tre parti.
Secondo un Branton è interessante che tale triangolo sia invertito,
considerando che alcuni gruppi di "Nordici" userebbero un triangolo dritto con
tre linee orizzontali come emblema proprio.
Alcune fonti cristiane riferiscono visioni della città della "Nuova Gerusalemme",
menzionata nel libro dell'Apocalisse come una vasta "città di luce" di forma
piramidale, su tre livelli.
Tale "struttura di luce" sarebbe stata osservata, usando potentissimi telescopi,
emergere dalla nebulosa oltre il gruppo di Orione e si dice sia sulla rotta esatta
per la Terra. Sarebbe il quartier generale delle forze angeliche e della Trinità
sotto la quale essi servono, secondo le fonti cristiane. Tale descrizione
corrisponderebbe all'emblema dei "Nordici" di una piramide su tre livelli, in cui
questi umanoidi avrebbero il centro della loro attività angelica e il fatto che un
triangolo invertito sia associato con la base di Dulce denuncerebbe allora una
connessione Luciferina.
Interessanti, se sono veri, i rapporti che denunciano il fatto che Dulce avrebbe
delle controparti entro la 4a o 5a dimensione di quel particolare punto dello
spazio-tempo.
Ann decise così di passare attraverso Dulce, cercando dei segni sospetti, ma
non trovò nulla.
Nel Dicembre di quell'anno Tom fece una visita a sorpresa ad Ann. Le disse che
aveva lasciato il lavoro dopo una disputa fra militari e lavoratori. Le forze di
sicurezza avrebbero usato "pistole flash" (?), ma i militari erano armati con
mitragliette.
Un Branton sostiene che apparentemente una forza di sicurezza umano-aliena
avrebbe posseduto le "pistole flash" e i militari le mitragliette. Ma ciò non
significa che una disputa sulle armi possa essere stata la scintilla di tale
incidente.
Egli disse che fu come una guerra con urla e panico nei tunnel. Un sacco di
gente morta nel conflitto. Si chiese anche quale scusa avrebbe addotto il
Governo per coprire l'accaduto.

Nel Febbraio 1980 i media parlarono di una rivolta carceraria vicino a Los
Alamos e della morte di molti prigionieri e guardie. Era questo il cover-up
confezionato per coprire il tutto?

127
Tom ammise di essere nei guai. Tornò alla base e prese foto, documenti e altre
cose. Era entrato e uscito attraverso un condotto della ventilazione dentro una
"Caverna di ghiaccio" (?). Lasciata la caverna si diresse verso una scatola che
aveva preparato in precedenza, vi mise tutto dentro e la seppellì. Tornò alla
macchina, ma la sicurezza lo aspettava. Lo interrogarono sulla sua presenza lì,
ma lo lasciarono andare.
Egli chiese ad Ann di aver fede in lui e che era sempre lo stesso uomo che
aveva conosciuto come amico. Il giorno dopo che era partito tre uomini
dell'OSI (I"Office of Special Investigations" o Servizio Investigazioni Speciali)
chiesero notizie di Tom ad Ann.
In altre quattro visite a Dicembre le chiesero ancora notizie ma ella disse di
non sapere nulla sulla sua sorte.

A Gennaio la CIA giunse a casa sua insistendo che lei sapeva qualcosa.
Nel Gennaio I980 si fece ricoverare per un angiogramma ma al risveglio risultò
che aveva avuto una sincope. Dovette affrontare un lungo periodo di
riabilitazione, imparando di nuovo molto di quanto sapeva, e dopo sia L'OSI
che la CIA smisero di infastidirla.
Nel Giugno dell''82, quando ricevette una chiamata da Tom, parlarono per ore.
Tom era stato in 20 Stati, correndo qua e là per sfuggire. Le disse che il
"Governo" aveva fatto un trattato con una nazione aliena e che gli alieni erano
qui da secoli. Le mostrò pagine di scritti alieni, alcuni dei quali tradotti. Era
orribile. Le parlò di Cathy e di un altro uomo tenuti come schiavi in una base
sotterranea. Cercava un posto sicuro per nascondere tutti i documenti originali
presi dalla base di Dulce e altre prove della cospirazione aliena. Il materiale
sarebbe stato poi seppellito su una montagna.
Gli anni hanno però trasformato il luogo e Ann non è stata capace di ritrovarlo.
Sembra una favola? Molti lo pensano.
Ann possiede foto di Thomas e dettagli della sua, vita nei suoi file. Egli sarebbe
però una persona reale non un'invenzione.
La base di Dulce è una base di ricerca a sette livelli sotterranei, gestita dal DOE
(Dipartimento dell'Energia, come il Nevada Test Site) e collegata ai laboratori
di Los Alamos.
Il livello 1 ha garage, equipaggiamento di manutenzione stradale, laboratori
fotografici, giardini idroponici, alloggiamenti, sala mensa, alloggiamenti per
Vip, una cucina e garage per veicoli della sicurezza.
Ogni livello ha auto elettriche codificate col colore che vengano usate per
spostamenti a breve raggio.
Il livello 6 ospiterebbe l'infame "Sala degli Incubi", un arsenale della sicurezza,
un arsenale militare, la sicurezza militare e un generatore di impulsi. Il
generatore avrebbe 200 piedi (70 m.) di diametro e avrebbe un congegno a
impulsi elettromagnetici a 2 livelli che può creare un perfetto clone di una
persona.

Fantascienza?
Gli addotti hanno detto di essere stati portati in simili posti.
Non esiste nessuna prova finché non si riuscirà almeno a ritrovare la scatola in
questione, se è ancora là.

128
A parte il fatto di poter avere accesso alla base, comunque non ci sarebbero
dubbi sul rischio di entrare senza adeguata copertura militare.
Ad ogni modo, queste storie hanno spinto ricercatori, compreso me stesso, a
cercare documentazioni su tali basi sotterranee e ne abbiamo trovate davvero
tante; anche se il fatto che tale struttura reticolare sotterranea esista in quasi
totale segretezza è assolutamente incredibile.
Pochi in effetti si pongono domande sulla sua esistenza, il suo scopo e gli
enormi fondi che devono essere erogati per la manutenzione e tutte le
operazioni in questi complessi.

(Ringraziamo per la collaborazione www.informiamo.com)

Note:
1. Come molti "che sanno" hanno già detto, l'intero "Scenario alieno" sarebbe
fuori controllo, il che significherebbe che noi non abbiamo più il controllo della
situazione.

UFO E BASI SOTTERRANEE SEGRETE? NON È UNA NOVITÀ


di Roberto Pinotti

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 45 del Giugno/Luglio 2003

Che da sempre organismi legati alla Difesa e all'lntelligence svolgano


determinate attività al riparo da sguardi indiscreti non è una novità.

Esistono così Facilities del tutto off limits in zone isolate e remote (esempi
eclatanti in USA sono la struttura sotterranea del NORAD a Cheyenne Mountain
e la famigerata Area 51 in Nevada) di diretta pertinenza e competenza
militare, dominate dalla "logica del bunker" e sovente interrate su più livelli (e
dunque invisibili) un po' dappertutto, e la cosa non può né deve sorprendere.
Anche in Italia. Dalla Sardegna al Mezzogiorno, da certe isolate zone costiere a
siti volutamente inseriti in Parchi Nazionali per ragioni di sicurezza.
A parte certe "mega-basi" NATO quali Aviano e Sigonella, certi contesti
sensibili del tutto "blindati" come la Caserma Ederle nel Vicentino e Camp
Darby nel Pisano, di stretta competenza USA, oppure strutture quali Monte
Cavo presso Roma, o la rete di bunker sotterranei della capitale ovvero altre
simili in Abruzzo e Meridione sono realtà che spesso hanno indotto molti a
fantasticare le cose più strane, anche in rapporto agli UFO.

Ma non tutto è fantasia, e la loro esistenza è comunque un fatto. Ed è un fatto


anche che tutto questo faccia parte di una vera e propria "maglia" integrata a
carattere difensivo (e potenzialmente anche offensivo) estesa ad altri Paesi e
Continenti.

Una maglia polivalente che attiene alla semplice difesa convenzionale, ma


anche a ricerche varie in campo militare, a sperimentazioni avanzate e ad un
vero e proprio monitoraggio terrestre e satellitare su scala planetaria collegato

129
a direzioni e comandi sovranazionali. Attento anche agli UFO...
Anche in Italia, circa gli UFO, si è favoleggiato dalla fine degli anni Cinquanta in
poi di varie "basi extraterrestri" sotterranee (anche con accesso dal mare) in
varie località della penisola, e chi scrive ne sa più di ogni altro al riguardo. Solo
che parlare dettagliatamente di tale questione non avrebbe portato grandi
vantaggi agli ufologi e all'ufologia, almeno fino ad oggi...

OLTRE L'IMPOSSIBILE
di Enrico Baccarini

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 45 del Giugno/Luglio 2003

L'articolo "Abductions sotterranee" di William Hamilton III potrebbe


portare alcuni dei nostri lettori a storcere il naso.

Si tratta di un lavoro basato sulle testimonianze che Hamilton avrebbe ottenuto


attraverso numerosi incontri riservati con soggetti che avrebbero
presumibilmente lavorato presso installazioni sotterrane governative americane
e in rapporto con esseri extraterrestri.
Le ricerche compiute da Hamilton sono però solo la punta di un iceberg che
ormai da diversi anni, se non decenni, sta emergendo nell'ambiente ufologico.
Le testimonianze da lui raccolte, per quanto estreme, fanno infatti parte di un
filone che sembra trovare una propria sussistenza anche sulla richiesta stessa
degli interessati a questa fenomenologia (ovvero sul legittimo desiderio di
avere comunque maggiori informazioni su determinati argomenti per essere
così in grado di tirare le proprie conclusioni).

Pur raggiungendo alcune volte punte estreme di inverosimilità o assurdità,


inframmezzate ad altre di estrema plausibilità, non possiamo però
aprioristicamente e drasticamente tacciare di falsi e menzogneri tutti i dati che
i "rivelatori" (come vengono definiti quei soggetti che rilasciano al grande
pubblico informazioni sensibili o segrete) sembrerebbero portarci.
Dobbiamo tenere dunque una porta aperta, uno spiraglio che ci permetta di
capire e di continuare comunque le nostre ricerche anche in tale scomoda
direzione.
Il fenomeno del debunking e dell'insabbiamento (cover-up) sono noti
nell'ambiente ufologico ormai da diversi decenni ma ciò non ha permesso o
impedito alla ricerca seria e soprattutto effettuata su basi scientifiche di
portare avanti le proprie ipotesi o i propri studi.
Per quanto imbarazzante o strano possa sembrare, talvolta i rivelatori ci hanno
infatti fornito informazioni che nel corso del tempo si sono dimostrate precise e
veritiere. A questo si associa verosimilmente una politica del debunking che ad
informazioni fasulle e costruite associa dati ed informazioni reali così da
provocare quel polverone di scetticismo generale che porta soltanto una
minima parte dei ricercatori a continuare le proprie ricerche.
Un caso eclatante è stato quello di Bob Lazar, il noto "rivelatore" che alla fine
degli anni Ottanta si presentò al grande pubblico fornendo dettagli e descrizioni

130
sul lavoro di retroingegneria aliena che affermava di avere compiuto nelle
vicinanze della nota Area 51 (per la precisione a 10 miglia da essa, in una zona
conosciuta come S-4). Dopo il grande polverone suscitato dalle sue
affermazioni si poté assistere da parte sia di alcuni ufologi che delle agenzie
chiamate in causa nelle sue testimonianze (Los Alamos National Laboratories,
EG&G, DoD, ecc.), ad una vera e propria politica del discredito.
Lazar venne addirittura accusato e processato per aver gestito e partecipato
finanziariamente alla gestione di un bordello a Las Vegas (cosa comunque del
tutto normale in Nevada, stato che ha liberalizzato la prostituzione e le case
chiuse ormai da diversi decenni).

Nessuno, o pochi, si presero però la briga di controllare e cercare di fare


maggiore luce su alcune delle informazioni tecniche che Lazar aveva fornito
durante le sue interviste. Dati che "illo tempore" sembrarono il frutto di una
mente fervida di nozioni scientifiche dopo quasi dieci anni si dimostrarono
essere dei capisaldi della ricerca scientifica.
Prima fra tutte le affermazioni che vennero fatte troviamo la nota diatriba
sull'elemento 115, presunto carburante dei dischi volanti da lui studiati. Lazar
affermò come questo elemento fosse da ritenere stabile 1 e che possedesse
forti proprietà magnetiche.
Nel 1999 studi congiunti condotti da ricercatori del Los Alamos National
Laboratories statunitense e del Max Plank Institute tedesco dimostrarono
effettivamente la possibilità che nella zona compresa tra l'elemento 115 e
l'elemento 118 ci si potesse imbattere in elementi stabili, in grado cioè di non
morire pochi istanti dopo la loro creazione.
Questa, come tante altre informazioni, furono fatte in un periodo in cui non si
possedevano in proposito neanche le cognizioni minime per "tirare ad
indovinare" al riguardo.
Possiamo allora credere a Lazar e a tanti altri soggetti che sembrano fiorire
nell'ambiente ufologico?
La cautela in questi casi è sempre d'obbligo, ma è doverosa anche
quell'apertura mentale che non ci porti a considerare aprioristicamente come
false tutte quelle informazioni che risultano al nostro quadro conoscitivo e
mentale odierno e al nostro ego come troppo astruse, estreme, ovvero
"impossibili".
In fin dei conti se realmente soggetti come Lazar hanno lavorato su tecnologia
aliena quantomeno dovremmo trovarci davanti a qualcosa che per noi
risulterebbe realmente inverosimile e quindi forse non solo il frutto di qualche
burlone a buon mercato.

Note:
1. Si deve ricordare come gli elementi successivi all'Uranio (transuranici) nella
tavola periodica degli Elementi siano estremamente instabili e quindi abbiano
una vita media di soli pochi secondi.

131
OGGI È COME IERI
di Roberto Pinotti

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 45 del Giugno/Luglio 2003

Nella seconda metà degli anni Settanta il nome dell'americano Alvin H.


Lawson fu indicato come sinonimo di demistificazione delle tecniche di
ipnosi regressiva applicate all'indagine ufologica.

Riprendendo motivi già espressi nel 1977, Lawson ha ampliato i suoi


precedenti studi e nel 1981, in occasione della seconda edizione del Congresso
del "Center for UFO Studies" (CUFOS) del Prof. Joseph AIlen Hynek, ha
presentato a Chicago una originale ipotesi, a suo dire verificabile "in tutto e per
tutto", circa la vera natura dei casi di abductions.
I "rapimenti da UFO", egli sosteneva, sarebbero cioè dovuti non all'intervento
di entità extraterrestri, o comunque ad una matrice esterna al protagonista;
bensì all'emergere di una memoria pre-natale a livello di inconscio del
soggetto, riferita a vari aspetti e momenti del trauma della nascita vissuto dal
singolo.
Tutto si ridurrebbe quindi a mere esperienze psicologiche con implicazioni
trascendenti il discorso ufologico ed inerenti invece la ricerca sulla vita
intrauterina, la nascita della coscienza ed il cervello.
Anche se resta inspiegabile come il sistema neurologico primitivo del feto
possa ritenere informazioni destinate ad essere poi recuperate come
visualizzazioni e sensazioni varie atte a tradursi in seguito in una "sceneggiata"
a base di alieni, Lawson riteneva di poter ridurre tutto a dei "flash-back" riferiti
ad una forma di "proto-memoria" da cui riaffiorano visualizzazioni dell'utero
materno (cfr. i tunnel e/o i corridoi di accesso all'UFO in taluni casi), di varie
immagini fetali (i rapitori umanoidi glabri, calvi e macrocefali), di clinici
all'opera (i volti mascherati), dell'azione di ostetrici (i vari esami fisici subìti dal
"rapito"), della sala parto con la relativa illuminazione (le grandi stanze con luci
brillanti a bordo dell'UFO), e così via.
Solo che la teoria di Lawson non si adatta ai numerosi casi in cui siamo in
presenza di parametri non omologabili al suo restrittivo modello: un modello
che, come altri, oggi avrebbe la pretesa di spiegare tutto; e che invece non
spiega a malapena che qualcosa. E, in fondo, assai poco.

132
ABDUCTION: CONTRO OGNI RIDUZIONISMO
di Enrico Baccarini (Seconda Parte)

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 45 del Giugno/Luglio 2003

Si conclude la nostra panoramica sulle attuali spiegazioni attribuite al


fenomeno. Non è odierna la tendenza a razionalizzare l'enigma.

"Credere a tutto o non creder a niente,


sono due qualità estreme che non valgono nulla"
P. Bayle

In questi ultimi anni sembra sia diventato molto di moda associare la


fenomenologia delle abductions a nuove patologie o a malattie mentali fino ad
ora non studiate o non osservate, invece di intraprendere uno studio serio e
rigoroso che possa permettere di fare luce sulle reali matrici (e forse anche
scopi) di questo fenomeno.
Questa "moda" sembrerebbe più che altro farci intuire un preciso
comportamento (quantomeno meschino) da parte di certi personaggi della
comunità che si definisce "scientifica", un comportamento che sembra mirato a
non voler venire a capo di questo fenomeno, ma che lo vuole spiegare
parcellizzando la sua fenomenologia e non osservandolo in quanto tale ma
studiandolo piuttosto nelle sue molteplici tipologie.
In effetti nessuno, ne ufologo ne accademico, possiede oggi una comprensione
definitiva, o quantomeno parziale, di questo fenomeno; brancoliamo ancora nel
buio e ci stiamo aggrappando a piccoli indizi che stiamo lentamente e a mala
pena cominciando a intravedere.
A testimonianza di ciò possiamo osservare recenti ricerche compiute, per
esempio, da personaggi come la Dr.ssa Susan Blackmore (dello C.S.I.C.O.P., il
corrispettivo del ClCAP in America) che in quasi dieci anni di studi non è
riuscita ancora a consegnare al mondo dei "ricercatori" una risposta definitiva
sull'origine e sul "modus operandi" con cui questa fenomenologia sembrerebbe
esplicarsi (secondo lei a livello cognitivo), limitandosi a dire però che tutto è
falso di fronte ad una totale impossibilità da parte di una razza aliena di poterci
rapire (sic).
Abbiamo più volte tenuto a precisare che la necessità implicita di dover fare
maggiore luce su questo fenomeno non ci deve fare escludere campi di
indagine e ricerca che in qualche modo potrebbero aiutarci a spiegare il
fenomeno stesso. La scienza odierna ci può aiutare a capire, ma non ci fornisce
ancora prove incontrovertibili e soprattutto valide a monte del fenomeno.
Ogni anno, per non dire quasi ogni mese, vengono proposte nuove ipotesi o
teorie che sembrerebbero spiegare che cosa si possa realmente celare dietro a
queste manifestazioni; ipotesi biologiche, farmacologiche, psicologiche, che
chiamano in causa disordini cognitivi o sindromi post-traumatiche da stress,
ecc. Nessuna di queste però è in grado oggi di spiegare "in toto" il fenomeno
delle abductions. Questo perché i rapimenti di presunta matrice aliena non si
svolgono solo in camere da letto o in stati alterati della nostra percezione, ma
avvengono molte volte in situazioni che potremmo definire estremamente

133
ordinarie, dall'individuo che si sposta nella propria macchina a soggetti che
affermano di essere rapiti durante passeggiate o mentre si trovano
comodamente nella propria abitazione.
Se la paralisi nel sonno ci permette di spiegare forse alcuni casi, ciò non ci
deve condurre a generalizzare il fattore e quindi ad associare tutte le
abductions a fenomeni di paralisi o di allucinazioni.

Le teorie proposte nel corso degli anni per spiegare le abductions sono state
numerose e stravaganti, e ne prenderemo però in considerazione solo alcune.
Una in particolare merita di essere menzionata, sia perché molto cara a certi
ufologi di stampo più scettico sia perché ostentata da altri come vessillo per
poter spiegare il fenomeno.
Si tratta dell'ipotesi proposta dal neuroscienziato canadese Prof. Michael
Persinger (della "Laurentian University", Ontario - Canada) che pur partendo
da dati interessanti ha sviluppato, secondo molti, i propri studi su direzioni
estremamente improbabili.

L'ipotesi cardine di Persinger si sviluppa considerando le onde VLF-ELF 1 come i


principali "artefici" dei rapimenti alieni. Queste stimolazioni a basse frequenze
sono state studiate, ma con "ben altri" indirizzi di ricerca e studio, da
ricercatori italiani come il Dr. P.C., il Dr. Giorgio Pattera, il Dr. Giuseppe .
Colaminè o lo stesso sottoscritto, che ne hanno individuato una probabile
correlazione con la stimolazione effettuata su microimpianti rinvenuti nel corpo
di soggetti rapiti.

La tesi del Dr. Persinger (denominata "Tectonic Strain Theory" - "Teoria della
Tensione Tettonica") invece ipotizza un ruolo simile, a livello stimolatorio, di
queste onde ma ritenendolo altresì ben differente circa la loro origine (per gli
ufologi "convenzionali" questa origine viene identificata in congegni in possesso
degli artefici delle abductions, umane o aliene, o forse entrambe, che siano).
Tutto prende spunto da una originale teoria proposta da un fisico cinese, Yuo
Suo ZoU 2 che prevede la liberazione simultanea di onde VLF-ELF (ultrabasse,
fino a 1Hz) e di onde UHF (microonde, attorno al 1GHz), assieme all'emissione
di particelle cariche, in concomitanza con effetti di pressione tettonica che si
verificano sui quarzi.
Secondo Persinger questo cocktail è in grado di innescare un vortice di plasma
(si tratta di un modello nato dalla fluidodinamica non lineare) che andrebbe a
stimolare la corteccia cerebrale di soggetti "sensibili".

Tali emissioni di VLF e ELF possono, secondo gli studi di Persinger, interferire
con le attività bioelettriche del cervello causando, nei soggetti colpiti da tali
campi, forme allucinatorie e visioni estremamente reali.
Ciò che i soggetti vedono durante questi stati allucinatori, secondo Persinger,
"è probabilmente il frutto di un assemblaggio inconscio nel nostro cervello di
stereotipi e credenze a formare situazioni o esperienze" che vengono ritenute
reali. Il soggetto vivrebbe quindi una percezione del mondo a lui circostante
differente da quella che altri potrebbero percepire, e con tale ipotesi si
spiegherebbero quindi, nella loro totalità, le varie manifestazioni da rapimento

134
alieno.
Si tratta anche in questo caso, a nostro giudizio, non solo di una ipotesi
alquanto riduzionistica che tenta di spiegare il fenomeno appellandosi a basi
scientifiche ma difficilmente plausibili o verificabili (soprattutto di fronte alla
palese eterogeneità individuale con cui il fenomeno si manifesta in tutto il
mondo). Perché infatti i soggetti interessati da tale "stimolazione tettonica"
dovrebbero vedere in tutto il mondo le stesse cose?
Non ci possiamo certo appellare al fatto che culture simili tendono a ricondurre
fenomeni similari a matrici comuni.
Forse anche in questo caso una plausibilità scientifica può esistere, ma la
generale applicabilità di questa spiegazione sembra essere davvero ardua (ben
pochi infatti credono oggi che questa possa essere la risposta definitiva per il
fenomeno delle abductions).
Persinger ha forse però avuto il merito di ipotizzare per primo una eventuale
correlazione tra stimolazione cerebrale ed eventuali rapimenti (alieni), anche
se fin da subito le varie ricerche si sono sviluppate su piani nettamente
differenti.
Come abbiamo visto i contesti in cui le abductions sembrano manifestarsi sono
talmente variegati che le spiegazioni ultimamente suggerite da ricercatori
come Roger McNally di Harvard sembrano essere estremamente riduttive e
pressapochistiche.
Ai fini del nostro studio, come quello di altri ricercatori membri del C.S.A. 3,
potremmo adattare una definizione propria di un'altra disciplina di studio che
sembrerebbe indicarci, in linea generale, la linea da seguire nello studio di
questo fenomeno.

Dalla sociologia ci appropriamo della seguente definizione, modificandola ai fini


del nostro campo di studi: "La ricerca sulla fenomenologia delle abductions
deve nascere inizialmente come una scienza di osservazione (in riferimento
anche ai resoconti testimoniali, n.d.a.), tesa a mutarsi in una scienza di verifica
ed analisi dei dati ottenuti. L'analisi, allo stato attuale, non può e non deve
essere concettualmente orientata, può essere guidata da un'ipotesi di lavoro,
ma deve essere al/o stesso tempo soggetta ad una interpretazione critica."
La sociologia sembra dunque fornirci una definizione che, minimamente
modificata nei termini, ci guida verso un percorso che potremmo definire
corretto e rigoroso per lo studio di questo fenomeno. Soprattutto sembrerebbe
indicarci come certi approcci adottati da ricercatori come McNally, o da alcuni
"ricercatori" nostrani, siano fondamentalmente pregiudizievoli nei termini e
negli scopi.

Una ipotesi di studio o di lavoro per una determinata fenomenologia deve


dover considerare anche quei fenomeni che sembrano esserle associate e non
solo determinate manifestazioni di essa. Ci riferiamo, per esempio al caso
Walton, al caso Andreasson, al caso dei coniugi Hill, ecc., casi in cui i testimoni
non si limitarono ad osservare solamente esseri alieni, ma in cui vi furono delle
vere e proprie interazioni, alcune volte con cicatrici ancora oggi evidenti o con
traumi psicologici che richiesero anche molti anni per essere curati. Soggetti
che furono rapiti nelle situazioni più disparate, ovvero dalle proprie

135
autovetture, da zone rurali, dalle proprie abitazioni, durante passeggiate in un
bosco ecc.

Le spiegazioni "ufficiali" proposte fino ad oggi non rendono certo giustizia alla
complessità del fenomeno.
A tali ipotesi di lavoro si aggiungono altre ricerche condotte prevalentemente
da ricercatori americani i quali hanno tentato di ipotizzare che fenomeni
traumatici occorsi ai nostri rapiti avessero modificato la loro percezione del
fenomeno stesso, portandoli ad "immaginare situazioni da rapimento alieno
senza che queste si fossero verificate realmente". Anche in questo caso questa
ipotesi può essere valida per una percentuale di soggetti ma non certo per
tutta la casistica fino ad oggi conosciuta.
È curioso poi sottolineare come in determinati casi di rapimento (per la verità
non pochi), non potessero essere presenti fonti esterne di stress o di trauma
che potessero condurre il soggetto a manifestare "sindromi post-traumatiche
da stress" o che potessero poi condurli a o costruire di sana pianta falsi ricordi
al fine di proteggere la propria integrità mentale.
Se fenomenologie come la "Paralisi Notturna" (SP), le "Allucinazioni
Ipnopompiche e Ipnagogiche" (HHE) o altre manifestazioni sembrano, in alcuni
casi, poter spiegare in linea generale alcuni resoconti di "Beedroom Invaders",
ovvero di vero e proprio rapimento alieno, non tengono però conto della
complessità di fenomeni e di manifestazioni cui le abductions sembrerebbero
riferirsi. I soggetti presumibilmente rapiti non vivono infatti le loro esperienze
unicamente nelle loro camere da letto ma anche in situazioni o luoghi
totalmente diversi.
A tale proposito sarebbe troppo lungo elencare in questa sede tali situazioni;
basti ricordare però quei casi che a distanza di anni, se non decenni, non
sembrano essere stati "spiegati" o ricondotti a spiegazioni più normali.
Perché in 40 anni di manifestazioni non è stata ancora data una risposta
definitiva su questo fenomeno?
Perché pur cercando di spiegare a tutti i costi le abductions, la scienza ufficiale
ancora non riesce a mettersi d'accordo?
Ma soprattutto, se i rapimenti fossero il frutto della mente dell'uomo, perché ci
troviamo davanti ad oggetti (i microimpianti) che sembrano sfidare le nostre
conoscenze e la nostra tecnologia 4.

Note:
1. VLF - Very Low Frequency; ELF - Extremely Low Frequency
2. Zou Y. S. (1995) "Some Physical Considerations for Unusual Atmospheric
Lights Observed in Norway" - Physica Scripta, Vol. 52, p. 726.
3. "Commissione Studi Abduction C.S.A.", si tratta di una commissione interna
al CUN che si occupa dello studio, della ricerca e dell'aiuto a soggetti che
riferiscono di essere stati prelevati da entità extraterrestri.
4. Si veda l'articolo del Dr. P. C. "Abductions, microimpianti, stati di coscienza
alterata ed elettromagnetofosfeni" in riferimento a nuove interessanti scoperte
effettuate su i microimpianti estratti dal Dr. Roger Leir.

136
LA REALTÀ DEI "RAPITI": DALLA TV ALLA REALTÀ
di Gigi Barone

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 47 dell'Ottobre/Novembre 2003

Componenti e scenari di un fenomeno persistente. Un problema che


Steven Spielberg riporta alla ribalta con TAKEN.

Negli ultimi 50 anni, oltre che di avvistamenti di astronavi aliene, si parla


anche di contatti con extraterrestri. Questo genere di fenomeno non è però da
confondere con il tradizionale contattismo che invece è un fenomeno proposto
da persone che (con poche eccezioni) dicono di essere in contatto continuato di
tipo telepatico, extrasensoriale o medianico con gli extraterrestri, descritti
solitamente come identici a noi e benevoli nei nostri confronti.
I contattisti si definiscono dei missionari o ambasciatori del cosmo che devono
trasmettere i messaggi affidatigli dagli alieni. Messaggi che riguardano la
spiritualità dell'essere umano e la sua necessaria presa di coscienza in merito
all'autodistruzione dell'umanità a causa dei continui conflitti di potere tra le
varie nazioni e quindi la tendenza a far valere la propria autorità politica ed
economica, i conseguenti conflitti armati fra nazioni o l'attuazione di
esperimenti (in genere nucleari) comportanti una possibile distruzione della
Terra.
I contattisti quasi mai presentano delle prove di quanto sostenuto ma anzi,
spesso esibiscono foto e filmati discutibili di UFO o di alieni ed inoltre,
divulgano le proprie esperienze tenendo conferenze al fine di incrementare la
propria popolarità e scrivendo libri.

Le tematiche relative al destino dell'umanità sono riferite in alcuni casi anche


dai rapiti (che sono però dei "contattati" loro malgrado) i quali, a differenza dei
contattisti, non ricevono messaggi da trasmettere all'umanità ma, vedono
immagini apocalittiche trasmesse da schermi posti nei luoghi ove vengono
portati o trasmesse telepaticamente nelle loro menti. In genere, comunque,
ricevono altre informazioni.
I contattati manifestano paure e shock e descrivono gli alieni come ostili, a
volte mostruosi.
I rapiti non tendono a parlare della propria esperienza e non amano esibirsi
ma, rimangono chiusi in loro stessi. Raccontano le proprie esperienze
solamente quando vengono a conoscenza di altri rapimenti accaduti a persone
a loro vicine oppure dalle quali a seguito di analoghe esperienze sperano di
ricevere un aiuto.
A differenza del contattista, il rapito mantiene sempre un discorso abbastanza
coerente e non tende a modificare ingigantendolo, il proprio racconto man
mano che lo espone. I rapiti presentano delle prove oggettive che sono
evidenti sul proprio fisico (cicatrici, graffi, perdita di sangue dal naso, ed altre
patologie).

Si sono verificati altresì casi in cui vi sono state delle imprevedibili guarigioni
da altre malattie già esistenti come leucemia, tumori e cardiopatie,

137
verosimilmente attribuite ad intervento alieno.
A differenza di chi sostiene di essersi incontrato con gli alieni nel corso di un
Incontro Ravvicinato del Terzo Tipo (IR3), un rapito ha ben altro da raccontare
e rientra in una categoria che è stata definita degli Incontri Ravvicinati del
Quarto Tipo (IR4).

Un caso di "abduction" si riferisce quindi al rapimento operato da entità


extraterrestri ai danni di uno o più soggetti umani, prelevati contro la loro
volontà e condotti a bordo di oggetti volanti con o senza la possibilità di
ritornare sulla Terra. In merito a questo fenomeno sono state compiute molte
ricerche, esaminando i casi denunciati da coloro che, nel corso della loro
esistenza si sono accorti che "qualcosa" di strano stava accadendo loro. Nei
rapiti il dubbio sulla natura di quel "qualcosa" è sempre esistito all'inizio della
presa di coscienza di un'eventuale intrusione nella propria vita da parte di un
fenomeno sconosciuto.
Infatti, nel caso degli addotti non sempre chi viene "prelevato" dagli alieni, ne
è perfettamente a conoscenza.
Il numero maggiore di casi studiati, si riscontra negli Stati Uniti ad opera dello
psichiatra John Mack, del ricercatore Budd Hopkins, del Dr. David Jacobs,
dell'ipnoterapeuta Derrel Sims, del Dr. Roger Leir e della ricercatrice Karla
Turner (scomparsa poco tempo fa), autrice del libro "Taken" (Presi) il cui titolo
Steven Spielberg ha utilizzato per il suo recentissimo serial TV sui rapimenti
alieni.

Anche in Italia e nel resto d'Europa si fanno ricerche sugli IR4 anche se la
casistica non è imponente come quella americana. A livello italiano opera la
struttura del Comitato Studi Abductions (CSA) del CUN, coordinata dal Dr.
Giuseppe Colaminè.
Di fatto, le abductions sono operate, da entità estranee alla nostra realtà.
Le testimonianze rese dagli addotti (in stato di coscienza o sotto ipnosi), ci
rilevano che queste entità proverrebbero sostanzialmente da altri mondi e
giungerebbero sino a noi grazie alla loro elevata tecnologia ed alla loro
inimmaginabile elevazione a livello di coscienza e spiritualità.
Ci sono degli aspetti nei rapimenti alieni che non obbediscono alle leggi fisiche
dell'universo come noi lo conosciamo, come rileva John Mack. Questi esseri
sono in grado di apparire nel corso del primo contatto, agli occhi degli addotti,
mediante diverse sembianze come animali oppure come esseri identici a noi.
Le stesse loro astronavi, poi, possono apparire sotto diverse forme. Queste
entità possono inoltre viaggiare nel tempo e nello spazio anche grazie
all'espansione della coscienza ed alcuni addotti, lo hanno sperimentato
personalmente.

Molti rapiti raccontano di essere stati trasportati fluttuando nell'aria fuori dalla
propria casa mediante un raggio di luce ed attraverso i muri, le porte o le
finestre chiuse; di aver sentito le cellule del proprio corpo vibrare e dissolversi
durante il trasporto (J. Mack). Di aver osservato la propria casa allontanarsi
sotto di loro e di essere quindi entrati in una nave spaziale o comunque, di
essere stati trasportati in un altro luogo. Giunti nell'astronave, i soggetti hanno

138
modo di vedere degli alieni spesso macrocefali, di bassa statura, con corpo ed
arti esili, con grandi occhi scuri ed oblunghi; completamente glabri e calvi, con
naso sottile ed una fessura al posto della bocca. Le mani hanno a seconda delle
descrizioni, 4 o 5 dita. Il colore della pelle di questi esseri, è grigia o marrone

Queste entità identificate come EBE ("Extraterrestrial Biological Entities",


ovvero Entità Biologiche Extraterrestri) sono comunemente chiamate "Grigi".

Tali esseri spesso si mostrano occupati a preparare degli strumenti che


serviranno ad esaminare i rapiti.
In altre circostanze, i soggetti prelevati vengono a contatto con altri esseri: i
"Nordici" non dissimili da noi, molto alti, dalla pelle di colore chiaro e con
capelli lunghi e biondi.
Non mancano comunque altre "razze" caratterizzate da diverso aspetto. Fra
questi, i "Rettiliani" o "Rettiloidi", umanoidi dalle apparenti caratteristiche
sauriane.
Relativamente al fenomeno dei rapimenti alieni, i personaggi principalmente
operanti sono comunque i Grigi e i Nordici.

Le tecniche di prelevamento dei soggetti sono quasi sempre uguali e


corrispondono a quelle già descritte con l'aggiunta di presenze di sfere
luminose nelle camere degli "addotti" (neologismo derivato da "abduction")
prima e dopo l'evento. In alcuni casi, il rapito viene portato davanti all'oggetto
volante sempre fluttuando e fatto entrare da un portellone. Nella maggioranza
dei casi, comunque, il rapimento è accompagnato da avvistamenti UFO anche
da parte di altri testimoni. In caso di atterraggio, si rilevano le solite tracce di
bruciature sul terreno.

Al ritorno dall'esperienza, il soggetto si ritrova quasi sempre nel suo letto


(infatti i rapimenti avvengono nella loro totalità in ore notturne e mentre il
rapito e chi vive con lui sono addormentati). A volte capita (come successo
anche a dei bambini), che al risveglio il soggetto si ritrovi con il pigiama e gli
indumenti intimi indossati al contrario oppure in una posizione contraria nel
letto. Spesso delle macchie di sangue sono visibili sul cuscino. Solitamente si
ha fuoriuscita di sangue dal naso e precisamente dalla narice destra. Infatti, gli
addotti affermano che durante gli esami ai quali sono stati sottoposti, è stata
loro inserita una sonda nel setto nasale, forse per posizionare uno degli
impianti che solitamente gli alieni inseriscono nei soggetti (impianti peraltro
talvolta individuati e rimossi).

Si è accennato anche a bambini addotti e infatti sembra che alcuni soggetti


vengano rapiti fin dall'infanzia e senza che i familiari se ne accorgano
(frequentemente vengono prelevati durante il sonno). Vi è quindi una
continuità nel rapimento come se il soggetto fosse controllato periodicamente.
A volte, l'intero nucleo familiare è soggetto all'evento. I soggetti prelevati più
volte, sono chiamati "repeaters".
Sembrerebbe che gli alieni siano interessati al sistema riproduttivo umano se è
vero che, per quanto concerne i rapiti, agli uomini viene sovente prelevato il

139
liquido seminale ed alle donne degli ovuli uno dei quali verrà in seguito - dopo
essere stato fecondato artificialmente - reinserito nell'utero sino ad un
avanzamento di gravidanza che dura alcune settimane. In questo caso le
donne vittime di rapimenti alieni descrivono presunte gravidanze scomparse
che sono identificate come fenomeno della Sindrome del Feto Scomparso o
Feto Fantasma al quale si associa quello del sogno del "bambino saggio" ove
cioè le donne percepiscono il fatto che i loro bambini, dotati di un'intelligenza
elevata, sarebbero in realtà degli alieni.

Prelievi di tessuto umano sono poi spesso effettuati sui soggetti rapiti.
Solitamente, uno strumento rettangolare viene fatto passare sulla pelle e
dietro la schiena degli addotti. A conferma di ciò, a rapimento avvenuto, sono
presenti delle cicatrici di forma triangolare su uno dei due polsi, sulla schiena,
sotto il ginocchio destro e cosi pure (seppur raramente) in altre parti del corpo.
Non mancano prelievi di unghie e di capelli.
Va anche detto che pure ai rapiti vengono rilasciate informazioni durante la
permanenza sui velivoli alieni. Al soggetto che si presenta irrequieto e
impaurito, viene trasmesso generalmente un messaggio di conforto in cui gli si
assicura che nulla è fatto per nuocergli, ma è anzi svolto per il suo bene e che
al momento opportuno ricorderà l'esperienza vissuta. Il rapito è indotto a
collaborare. Dopo questa rassicurazione comunque, iniziano gli esami medici in
cui si effettuano le operazioni sopra descritte sovente con l'innesto di micro-
impianti inseriti direttamente in narice anche tramite un potente fascio di luce.
Impianti sono stati trovati altresì nelle mani, sotto il ginocchio e nel capo.

Questi trattamenti avvengono solitamente in ampie sale circolari illuminate da


una luce chiara di cui non si vede la fonte. A volte il soggetto è solo, mentre in
altre vi sono altri esseri umani che vengono sottoposti allo stesso trattamento.
Gli addotti in genere, e le donne in particolar modo, vengono a volte
accompagnati in altri locali dove sono mostrati loro dei cilindri ripieni di liquido
in cui galleggiano (incubati) esseri apparentemente viventi e dalle sembianze
umano-aliene: in pratica, degli ibridi verosimilmente creati dagli alieni tramite
l'inseminazione artificiale delle addotte. Spesso, i "genitori umani" di questi
ibridi, vengono fatti avvicinare ai piccoli ed invitati ad accudirli. Questi esseri, a
detta degli extraterrestri, popoleranno in un futuro la Terra e costituiranno una
nuova civiltà tecnologicamente e spiritualmente più evoluta.

Gli stessi alieni avrebbero confessato ai rapiti di essere ormai una civiltà in via
di estinzione a causa di alcuni incidenti occorsi sul loro pianeta. Essendo
oramai una razza antica e in via di estinzione, devono assicurarsi il futuro su
altri mondi.
La maggior parte dei rapiti ha riferito di aver provato una sensazione di
serenità e di amore guardando negli occhi grandi, scuri e oblunghi degli alieni.
In alcuni resoconti dei rapiti non mancano le proiezioni di immagini sul passato
storico della vita sulla Terra, come pure sulla vita attuale con tutto ciò che la
nostra evoluzione comporta: inquinamento, guerre, esperimenti e la
prospettiva futura della distruzione come causa di tutto ciò, rappresentata da
immagini apocalittiche. Il tutto è presentato come monito all'umanità per

140
tentare di correggere gli errori e di evitare la catastrofe.
Se vogliamo, è una testimonianza pressoché uguale a quella dei contattisti; ma
la differenza sostanziale sta nelle prove consistenti di azioni fisiche sui rapiti,
nonché nelle patologie che presentano i soggetti dopo il rapimento.

Il termine patologia non sta a significare che il rapito è un paziente da curare


da una malattia. La parola patologia va intesa come alterazione del fisico
sfociata in un disturbo quale può essere un malanno temporaneo ed in alcuni
casi permanente causato dall'abduction ma che comunque non ci deve
spingere a classificare il soggetto come un malato.

Avere a che fare con un rapito dagli alieni non vuoI dire necessariamente avere
di fronte un paziente da curare (a meno che il rapimento non sia
effettivamente .frutto dell'immaginazione di una mente malata).

L'addotto è invece un soggetto in buona fede che ha vissuto suo malgrado


un'esperienza particolare e traumatica di contatto con entità che lo hanno
sottratto dalla sua realtà per condurlo in altro luogo.
E che va compreso e aiutato.

1984: DISTORSIONE TEMPORALE O MISSING TIME?


di Luca Scantamburlo

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 47 dell'Ottobre/Novembre 2003

Un caso italiano.

È circa la mezzanotte di un giorno di settembre del 1984. Sceso a Punta


Sabbioni (VE) dalla motonave della linea ACTV proveniente da Venezia, l'uomo
di 24 anni che sarà protagonista di un apparente fenomeno di distorsione
temporale si reca verso il parcheggio antistante alla stazione dell'imbarcadero,
per salire sulla sua autovettura Lancia Fulvia HF, e fare ritorno così a casa a
lido di Jesolo, come ogni sera per tutto il periodo da aprile fino ad ottobre.
Solo che salito in macchina, nonostante i ripetuti tentativi di azionare il
motorino di avviamento, il motore dell'auto non si accende. Trascorrono
quattro/cinque minuti e le poche persone scese dalla motonave si allontanano
dal parcheggio, lasciando l'uomo in panne con solo con un paio di queste che
gli prestano aiuto. Spingendo il veicolo (una bella auto sportiva, peraltro con
qualche anno sulle spalle), con l'uomo alla guida, si cerca dunque di metterlo
in moto e dopo pochi metri di spinta a mano il motore in effetti si avvia e il
proprietario si ferma dunque con la macchina accesa sul ciglio della strada, per
dare tempo al motore di scaldarsi e di caricare così l'accumulatore.
Anche le ultime persone si allontanano e succede allora l'incredibile.

L'uomo guarda l'ora: è all'incirca un quarto dopo la mezzanotte. Subito dopo


viene però colto da un improvviso senso di inquietudine e da un persistente
malessere fisico che si esprime in una serie di brividi che gli attraversano tutta

141
la schiena.
Quindi guarda nuovamente l'ora e nota così che sono trascorsi due minuti dalla
precedente lettura. Si accorge anche, con stupore e paura, che non si trova più
a Punta Sabbioni, ma sotto casa sua, all'interno della propria auto
parcheggiata, con il motore acceso, nella strada dove abita: Via Bafile, a Lido
di Iesolo, che dista all'incirca 10 chilometri dal punto in cui si trovava solo un
paio di minuti prima.
A quel punto, sbigottito, l'uomo scende dall'autovettura ed entra in casa
meravigliando non poco la moglie che vede rincasare il marito con circa 20
minuti di anticipo sull'orario abituale.
Ancora oggi, a distanza di diciotto anni, l'uomo non ricorda di aver mai fatta
quella notte la strada da Punta Sabbioni a casa, come se qualcuno o qualcosa
lo avesse trasportato sotto casa in un attimo.
Purtroppo nulla può essere detto riguardo al contachilometri, poiché il
protagonista di questo inspiegabile evento non ne fece preventiva lettura.
L'uomo afferma comunque di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti e
di essere, ieri come oggi, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali e fisiche.

Missing Time
In quasi tutti I casi di rapimento alieno esiste nel vissuto del soggetto, in
concomitanza dell'evento, un vuoto temporale (missing time). L'esperienza del
rapimento è quasi totalmente cancellata dalla mente del rapito.
Tale fenomeno ci fa supporre che, per gli UFO ed i suoi occupanti, Il tempo non
abbia gli stessi valori che ha per noi.
Il fatto del tempo che pare fermarsi è evidenziato altresì dagli orologi che si
fermano essi stessi oppure dai processi fisici o fisiologici che sono accelerati o
rallentati. In ogni caso il soggetto non si accorge che anche nel solo spazio di
pochi secondi (quasi impercettibili) in realtà trascorrono delle ore.
Il primo autore ad occuparsi del fenomeno è stato l'americano Budd Hopkins
nel suo classico e pionieristico volume "Missing Time" (Tempo Mancante) che
ha generato un nuovo termine in ufologia.
Il "vuoto temporale" viene talvolta compensato attraverso l'uso dell'ipnosi
regressiva.

ABDUCTIONS, IGNORANZA, SUPERFICIALITÀ E IMPROVVISAZIONE


di Roberto Pinotti ed Enrico Baccarini

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 48 del Dicembre 2003/Gennaio 2004

"lnnovative" metodologie di indagine sui "sequestri da UFO"


vorrebbero proporsi come nuovi baluardi per la risoluzione di questo
fenomeno.

Ci fa sorridere, a noi come a molti altri, il pressappochismo che è possibile


ritrovare in certuni individui che si accostano al fenomeno delle "abductions"
aliene. Non che con questo si voglia ghettizzare la materia attribuendola solo a
poche persone il cui "status" il cui "curriculum" le rendano scientificamente e

142
professionalmente superiori a molti altri; solo che un distinguo deve essere
necessariamente fatto.
Chiunque può esprimere un personale giudizio su questo fenomeno, tutti
possono dire la loro, ma nel momento in cui dobbiamo andare ad interagire
con la mente delle persone solo poche persone qualificate possono
necessariamente avere la prerogativa di poter giudicare e trarre delle
conclusioni per quanto parziali.
La moda imperante nell'attuale panorama ufologico italiano esterno al CUN
sembra essere quella di autoproclamarsi o autoattribuirsi (oltre che il tanto
abusato titolo di "Dottore" o "Professore") il titolo di ipnologo, psicoterapeuta e
simili. Assistiamo a scene quasi comiche, quanto profondamente pericolose e
preoccupanti, in cui semplici individui (o soggetti il cui campo lavorativo e di
specializzazione è ben altro) utilizzano tecniche non riconosciute, non
avvalorate, non probanti ovvero (il che suscita maggior preoccupazione) "di
moda".
Questo purtroppo è il panorama che ci presenta l'Italia nelle sue diverse
varianti dei ricercatori sulle "abductions".

Non è semplice oggi, ancor più di ieri, destreggiarsi nello sconfinato panorama
evocato da questo problema e se è indubbio dover riconoscere la reale
presenza di un fenomeno non riconducibile unicamente ad un intervento
umano è altresì fin troppo evidenziabile la presenza di fattori umani in un'altra
(e forse anche alta) percentuale di casistica, come è allo stesso tempo
sconfortante assistere alle innumerevoli "baracconate" create ad arte dai media
televisivi semplicemente per fini di "audience".

Nessuno si deve erigere e a giudice del fenomeno ma tutti possiamo giudicare


chi lo studia. Se non ci fosse il giudizio non ci potrebbe essere la dialettica 1 e
quindi non potrebbe esserci avanzamento nello studio della questione.
I due "metodi" principali che oggi sembrano essere molto in voga tra questi
ricercatori sono la P.N.L. (sigla derivata dalle tre parole "Programmazione
Neuro Linguistica") e l'"auditing".
La P.N.L. venne introdotta per la prima volta in ambito terapeutico verso gli
inizi degli anni Settanta dal linguista Jobn Grinder e dall'allora studente di
psicologia Richard Bandler.
Fin dai suoi esordi questa nuova tecnica terapeutica divise la comunità
scientifica soprattutto per uno dei suoi principi cardine: "Le ipotesi di lavoro
possono essere vere o meno, ma il problema non è se siano vere bensì se
siano utili" 2.

In parole povere non è significativo che un determinato sistema X utilizzato


dalla PNL sia valido scientificamente, deontologicamente o terapeuticamente;
l'importante è che "funzioni". Per curare il paziente è quindi possibile utilizzare
quasi "qualsiasi" metodo. La PNL sembra infatti riporre grande fiducia nel
raggiungimento della comprensione (rapport) per mezzo dell'imitazione
(matching) degli atteggiamenti del corpo.
Per la PNL, insomma, anche il modo di respirare ci da informazioni sullo stile di
pensiero del soggetto in esame. È evidente come quest'ultimo dato sia solo

143
parzialmente vero poiché se da una parte l'accelerazione o la diminuzione della
respirazione di un individuo possono indicarci suoi eventuali stati d'ansia o di
agitazione, è allo stesso tempo impossibile comprendere "lo stile di pensiero"
di un soggetto 3 dalla sua "ventilazione polmonare"!

Sempre secondo la PNL esisterebbe anche un rapporto diretto tra il movimento


dei nostri occhi ed il nostro modo di pensare. L'individuo guarderà in alto
quando visualizzerà mentalmente una qualsiasi immagine o ricordo, mentre
muoverà trasversalmente (a destra o a sinistra) gli occhi quando penserà in
modo cinestetico 4.
"Questi movimenti sono coerenti e per lo più inconsci... quando avete bisogno
di visualizzare guardate verso l'alto, quando avete bisogno di un contatto con i
vostri sentimenti guardate verso il basso."
E perché mai, ci potremmo chiedere?
"Perché il dialogo interno, o auto-dialogo, ha un'influenza sulla vostra salute...
la PNL suggerisce che il vostro sistema immunitario stia spiando il vostro
dialogo interno." 5 Capito?

Quello che la PNL ci dice di se stessa è che utilizza metodi, modelli, capacità e
tecniche per pensare ed agire nell'ambiente a noi circostante efficaci dal punto
di vista sia pratico che produttivo. Il sistema adottato dalla PNL sembra
funzionare, seppur in modo assai circoscritto, ma questo probabilmente perché
nel campione di individui su cui si tende a "lavorare" è statisticamente assai
probabile ottenere un minimo (o anche ampio) margine di riuscita (per il
calcolo delle probabilità soggetti aventi medesime psicopatologie riusciranno
infatti più facilmente a risolvere o a migliorare le proprie situazioni) 6.

Quello che disturba ed infastidisce la comunità scientifica mondiale circa questo


sistema terapeutico è la sua totale inapplicabilità a tutti i casi di disturbi, turbe
o malattie mentali, al contrario delle più comuni tecniche terapeutiche che
coprono, quasi a 360°, lo spettro degli aiuti al malato (ovviamente a meno che
non si tratti di un disturbo psichiatrico).
Le pubblicazioni odierne sulla PNL sono tra le più variegate, da quelle che
cercano di muoversi attraverso i consueti binari della scientificità a quelle che
se ne discostano ampiamente.

Tuttavia la PNL non sembra amare molto il metodo scientifico e lo possiamo


capire da affermazioni come la seguente: "Le teorie scientifiche sono metafore
sul mondo, non sono vere. Sono un modo di pensare sul mondo" 7.
Al fine di analizzare, ed eventualmente corroborare ovvero avversare, le teorie
della PNL, nel 1995 un team di ricercatori del Counselling Psychology Review 8
(CPR), una delle più prestigiose pubblicazioni al mondo sulla psicologia, ha
posto sotto esame svariate tecniche adottate dalla PNL, nel caso particolare
l'osservazione dei movimenti oculari al fine di ottenere informazioni su
predicati verbali o scritti di un soggetto.

Ne consegue non solo che "non esistono correlazioni significative tra i


movimenti oculari ed i predicati verbali e scritti", ma anche (in riferimento ad

144
un secondo esperimento condotto dallo stesso team) che "la teoria della PNL
circa la determinazione del sistema di rappresentazione preferito da un
partecipante in base all'osservazione di un comportamento esterno non può
essere sostenuta dall'evidenza sperimentale, così come non sono sostenibili le
affermazioni della PNL nel generalizzare la comprensione (rapport)".

A conferma dei dati ottenuti dal Counselling Psychology Review, poco dopo il
National Research Council 9 (NRC) americano incluse una valutazione
significativa sulla PNL nel suo primo rapporto: "Non esiste alcuna esposizione
sistematica definitiva sulla PNL, Anche se le caratteristiche fondamentali non
mutano nelle diverse presentazioni, aspetti particolari sono messi in rilievo
spesso in modo contraddittorio."

Una dura critica, dunque, nei confronti di questo indirizzo terapeutico.


Il NRC aggiunge poi altre considerazioni di carattere generale sulla PNL. In
particolare, "la variabile dipendente 10 usata nella maggior parte degli studi di
PNL è l'empatia 11 tra cliente e terapeuta, misurata su una particolare scala...
Non si tratta di un indice soddisfacente per valutare l'efficacia del terapeuta. Si
può trovare un terapeuta di grande empatia, ma incapace di modificare
sentimenti o comportamenti... In conclusione, le prove empiriche a sostegno
sia degli assunti sia dell'efficacia della PNL, sono praticamente inesistenti."
In parole povere questa disciplina ha mancato al suo assunto fondamentale,
non ha cioè mostrato di essere basata credibilmente sulla programmazione,
sulla linguistica o sulla neurologia.

Quanto affermato da questi due eminenti enti di ricerca ci dice che la resa
terapeutica dipende principalmente dal livello empatico che si verrà ad
instaurare tra terapeuta e soggetto, e non sulle determinate tecniche utilizzate
per avvicinarsi, ed eventualmente risolvere, il problema dell'individuo.
Utilizzare questo sistema per aiutare quindi individui che affermano di essere
stati rapiti da esseri alieni ci pone davanti a diverse problematiche di difficile
soluzione.
Se l'assunto fondamentale, l'empatia tra terapeuta ed individuo, viene a
mancare, possiamo ancora considerare valida l'ipnosi regressiva o la
metodologia utilizzata dal terapeuta?
E non basta. Chiunque può improvvisarsi psicoterapeuta?
A questa domanda pensiamo proprio di no!
Ma soprattutto chi ci assicura che le metodologie impiegate ci presentino
resoconti testimoniali veritieri delle traumatiche esperienze vissute?
Finché la PNL non darà valide garanzie scientifiche sui suoi metodi e sui suoi
risultati dovremmo ritenerla ancora una delle tante correnti psicoterapiche in
voga nel XXI secolo e nulla di più.
Abbiamo precedentemente affermato che oltre la PNL esiste anche un altro
sistema utilizzato, da coloro che indagano nel campo delle "abductions", per
tentare di far affiorare, a livello cosciente, le traumatiche esperienze che questi
soggetti avrebbero vissuto. Stiamo parlando dell'"auditing".
Questa tecnica, per chi non lo sapesse, è l'abile frutto di quella setta/neo-
religione che ormai da alcuni decenni è dilagata quasi in tutto il mondo, ovvero

145
Scientology.
Avversata e contestata, osannata e temuta, Scientology vede la sua nascita nei
lontani anni Cinquanta quando lo scrittore di fantascienza americano Ron
Hubbard, affermò di essere riuscito a trovare un nuovo metodo per il
miglioramento interiore personale e la crescita dell'umanità (che definì "scienza
della salute mentale").
Oggi questo movimento conta diversi milioni di aderenti in tutto il mondo
(alcuni socialmente e politicamente anche molto influenti) e da pochi anni è
stata riconosciuta ufficialmente come "Chiesa". In quanto tale, com'è evidente,
la perseguibilità a livello legale di certe sue discutibili affermazioni risulta molto
contenuta rispetto ai comportamenti di una associazione convenzionale.
D'altronde lo stesso è avvenuto per il Movimento Raeliano, oggi presentatosi
come "Religione Raeliana".

Nel sito italiano di Scientology dedicato all'"auditing" possiamo leggere una


presentazione utilizzata da questo movimento introdurre su questa tecnica: "Si
potrebbe descrivere l'auditing di Scientology come una forma di consulenza
personale veramente unica, che aiuta l'individuo ad osservare la sua esistenza
e a migliorare la sua capacità di comprendere quello che è e dove si trova.
L'auditing di Scientology consente a qualsiasi persona di passare da una
condizione di cecità spirituale alla gioia radiosa dell'esistenza spirituale. Chi è
addestrato e qualificato per dare auditing agli altri perché migliorino, è
chiamato auditor. Auditor significa colui che ascolta, dal latino audire, che
significa appunto sentire o ascoltare. Un auditor è un ministro della Chiesa di
Scientology o una persona che. si sta addestrando per diventarlo."
Ed ancora: "Attraverso l'auditing la persona può liberarsi della sua mente
reattiva e delle limitazioni che essa le impone, limitazioni che una volta
venivano considerate 'naturali': Le potenzialità dell'Uomo, su cui tanto si è
speculato, possono essere realizzate pienamente e queste potenzialità sono
infinitamente superiori a quanto discipline e religioni precedenti abbiano mai
ritenuto possibile."

Non spetta a noi, in questo articolo, giudicare Scientology come movimento,


dal momento che ci sono già in tutto il mondo persone che lo stanno facendo,
ma possiamo permetterci di giudicare l'"auditing" come tecnica nel caso che
questa venga utilizzata su soggetti presumibilmente rapiti da esseri
extraterrestri.
Secondo Hubbard, infatti, gli ostacoli allo sviluppo umano sono causati da
entità chiamate "engrammi" ovvero immagini negative della mente, frutto di
esperienze dolorose di questa vita (vedi le "abductions" per esempio) o di
precedenti reincarnazioni.

Attraverso sistemi come l'"auditing" (o la "purification") Scientology afferma di


essere in grado di riuscire a "ripulire" la persona dagli engrammi. A questo
riguardo in Italia abbiamo degli operatori che utilizzano questo metodo
affermando di aver ottenuto risultati "sbalorditivi" nel campo delle "abductions"
senza però aver prima considerato che la tecnica (o le tecniche) da loro
utilizzate sono state totalmente misconsiderate dalla scienza ufficiale.

146
L'"auditing" è il frutto di individui dalle abili menti che non possedevano però,
nella maggior parte dei casi, competenze specifiche per ipotizzare nuovi tipi di
approcci terapeutici.
Quando lavoriamo o giochiamo con la mente bisogna sempre ricordare che la
nostra conoscenza su questo meraviglioso territorio è estremamente limitata e
che nostre operazioni dirette su di esso potrebbero causare gravi danni alla
mente del soggetto in esame. Anche per questo motivo le più importanti
istituzioni mondiali per la ricerca e l'applicazione psicoterapica hanno avversato
e avversano tecniche come l'"auditing" o la PNL. Mancano prove concrete e
scientifiche di una loro validità fattuale.
L'"auditing" è stato altresì utilizzato come sistema per indurre una "regressione
cosciente" nel soggetto (al posto della ben nota ipnosi regressiva) operando
quindi su un soggetto sveglio che, posto in un particolare stato meditativo e di
rilassamento, farebbe riaffiorare i ricordi e le memorie delle traumatiche
esperienze vissute.
Questo sistema di "risveglio delle memorie sopite" è equiparabile a tecniche
come il Training Autogeno 12 in cui il soggetto si auto-induce uno stato di
attenzione selettiva direzionato verso un determinato fine.

Che si tratti di regressione cosciente, di ipnosi regressiva o di altre tecniche, la


mente comunque si frappone al vero vissuto sperimentato dall'individuo
mascherandolo e molte volte distorcendolo.
Proprio per questo motivo non ci si può improvvisare ipnologi o psicoterapeuti,
o comunque soggetti che solo con le proprie forze e conoscenze attuino
pratiche più o meno riconosciute dalle discipline ufficiali.
Si sente spesso parlare di ipnosi regressiva come unico sistema per sondare il
"vero vissuto" di soggetti rapiti da esseri extraterrestri e, molte volte,
pendiamo dalle labbra di importanti ricercatori (psicoterapeuti o no)
internazionali che ci raccontano l'esito di anni di ricerche e di regressioni.

Come nei due esempi affrontati in questo articolo anche l'ipnosi regressiva
viene utilizzata con molte riserve e con forti limitazioni.
Perché?
Perché comunque anche l'ipnosi regressiva ci presenta un racconto distorto
delle esperienze vissute dal soggetto, un racconto che si avvicina
probabilmente molto alla realtà sperimentata ma che è stato manipolato dalla
parte inconscia della nostra mente per risultare meno traumatico e meno
destabilizzante.
Pur con molte riserve l'ipnosi regressiva rimane però oggi l'unico sistema che ci
permette di sondare minimamente questo enorme iceberg che è il fenomeno
"abduction".

Le altre tecniche, finché non dimostreranno una loro validità scientifica ed


operativa (e non lo hanno fatto in nessuno dei due casi), rimarranno nel limbo
delle pseudo-scienze alternative prive di valori e significati reali. Costituiranno
unicamente, almeno per la scienza ufficiale, sistemi per "farsi dire quello ci si
vuol sentir dire" e non, eventualmente, sistemi validi e dai risultati
interessanti.

147
Un ultimo argomento che vorremmo presentare costituisce forse l'elemento
essenziale di una indagine seria nei confronti di un soggetto rapito: le
domande da porre.
Anche in questo caso non basta svegliarsi la mattina, scrivere delle domande
che vorremmo porre al nostro soggetto che riteniamo essere stato rapito da
esseri extraterrestri e poi porgliele durante la nostra "seduta". Normalmente
viene dato poco peso a questa problematica, ma la formulazione delle
domande costituisce forse il centro nevralgico dell'indagine che andremmo ad
operare. Chi esplica la professione di psicoterapeuta sa che una domanda
formulata in modo sbagliato o ambiguo porterà nel soggetto in esame a delle
risposte distorte.

Chi si sottopone all'ipnosi regressiva si pone totalmente nelle mani di un


individuo che si presume gli (o le) porterà miglioramenti alle proprie
problematiche.
Ciò comporta che il soggetto "da aiutare" abbassi (se così possiamo dire) il
proprio livello di guardia, innescando una serie di meccanismi che potrebbero
ritorcersi contro lo stesso individuo.

Con l'abbassamento del livello di guardia il soggetto a cui andremmo a porre


domande ambigue (per inesperienza o non conoscenza) potrà infatti
risponderci in modo distorto, vuoi per "compiacere" l'intervistatore, vuoi per
l'attivazione di meccanismi mentali che distorceranno la realtà per come è
stata realmente sperimentata.
Per questo motivo nessuno si può improvvisare psicoterapeuta.
Solo persone altamente specializzate sono in grado di sapere come muoversi e
quali tasti toccare (per questo, ad esempio, un John Mack della Harvard
Medicine School, seppur criticato da colleghi, è ben difficilmente contestabile
dagli scettici ufficiali).

Il fenomeno "abduction" esiste, ma se vogliamo studiarlo seriamente dobbiamo


essere consci che il nostro operato (se non sarà altamente professionale,
ovvero affiancato da specialisti di diverse discipline) potrà distorcere i resoconti
dei testimoni ed il frutto di anni di studi.
Pensiamo che nessuno (ricercatore o appassionato) voglia trovarsi in queste
situazioni, eppure è quello che è successo e tuttora succede in alcuni casi
italiani (come anche nel resto del mondo). A partire dal "caso Zanfretta", un
episodio indubbiamente concreto e importante in cui l'incauta intrusione di un
inquirente quale il compianto Luciano Boccone inquinò irrimediabilmente
l'ipnosi regressiva del soggetto con tutte le conseguenze connesse.

In Italia ben di rado i "rapiti" sono stati seguiti al meglio. Inizialmente il CUN
ha preferito evitare coinvolgimenti diretti, ma è proprio per contrastare
l'operato dissennatamente egotico di certuni sedicenti operatori del settore che
è adesso nato il CSA (Comitato Studi Abductions) del Centro Ufologico
Nazionale. Speriamo bene...
Dopo aver letto queste pagine ci potremmo chiedere se lo studio del fenomeno
"abduction" stia attraversando un momento di crisi di identità. Pensiamo però

148
si possa parlare non tanto di crisi quanto di mero personalismo da parte di
determinati individui nostrani.
La libertà di studio e di ricerca è stata il motore trainante della scienza per i
decenni ed i secoli passati.

Il nostro Paese tutela la libertà di pensiero (almeno lo vorremmo sperare), ma


condanna altresì l'esercizio abusivo di una qualunque professione
(improvvisarsi terapeuti o ipnologi, per esempio) come anche l'abuso della
credulità e delle problematiche delle persone.

È da ricordare brevemente che tutti coloro che in questi ultimi decenni di


ricerche sulle abduction si sono "improvvisati" psicoterapeuti (non essendolo
professionalmente) o sedicenti analisti (o più semplicemente individui in grado
di far riaffìorare i ricordi), hanno compiuto un grave reato.
Un illecito punibile dalla legge e dal Codice Penale al pari di reati come
"millantato credito, usurpazione di funzioni pubbliche e abusivo esercizio di una
professione" 13.
Dicevamo che un certo personalismo nostrano è forse invece il termine che
descrive meglio quella "patologia" che diversi individui hanno narcisisticamente
manifestato nel corso degli ultimi anni. Vuoi forse per mancanza di visibilità,
vuoi per semplice "bastian contrario", il decorso italiano di questa "patologia" si
è dimostrato vario ed in alcuni casi inaspettato.

Qualsiasi individuo, gruppo o istituzione che voglia indagare il fenomeno


"abduction" (a maggior riguardo lo studio di soggetti presumibilmente rapiti)
deve necessariamente ed indissolubilmente essere affiancato in concreto e fino
in fondo da specialisti di diversi settori (medici, psicologi, ecc.) che coadiuvino
e controllino l'operato degli studiosi del fenomeno.
Con questo articolo ci siamo un po' discostati dal solito approccio presentato
normalmente. Forse potremmo avere anche annoiato, ma lo abbiamo fatto per
rendere noti una volta di più i vari approcci disciplinari utilizzati da certi
personaggi italiani, approcci che troppo spesso (al di là dell'uso di titoli quali
"Dr." o "Prof." che, specie se riferiti ad altre discipline o a diplomi "honoris
causa"' made in USA, non hanno valore alcuno nello specifico) si discostano
drasticamente dalla scientificità e della correttezza deontologica.
È giusto operare una critica? Sì, se questa critica diventa costruttiva e
permette una crescita.
Siamo tutti, in fin dei conti, individui interessati a comprendere un fenomeno
che ancora trascende il nostro raziocinio e tesi a fare maggiore luce sui traumi
sperimentati da tante persone nei più vasti angoli del mondo. Purtroppo però
la voglia di primeggiare, alcune volte, sovrasta quella di capire e ciò ci conduce
a contesti poco piacevoli (se non addirittura deleteri), per quanto concerne chi
studia i fenomeni in questione.

Note:
1. Intesa come un raffronto in cui le parti si confrontano per giungere anche a
nuove soluzioni di indagine.
2. Cfr. Joseph O'Connor e lan McDermott, "Principles of NLP" - ed. Thorsons,

149
1996.
3. Ibid.
4. Per "Visione Cinestetica" si intende il ricordo di un fatto vissuto e
visualizzato dinamicamente.
5. Cfr. Joseph O'Connor e lan McDermott, cit.
6. Per poter seriamente e scientificamente considerare la PNL, i suoi
"trattamenti psicoterapici" dovrebbero direzionarsi verso tutte le fasce dei
disturbi mentali. A quanto pare però la PNL sembrerebbe funzionare solo per
un numero limitato di queste.
7. Cfr. Joseph O'Connor e Ian McDermott, cit.
8. Cfr. L. Cross et al; "Determining a correlation of human expression in
Neuro-Linguistic Programming representations systems" - Counselling
Psychology Review, Vol. X n.1, 1995.
9. "National Research Council", ovvero il comitato sulle tecniche per il
miglioramento delle prestazioni umane.
10. Per "variabile dipendente" (da identificare come il "supposto effetto" di una
determinata causa) si intende il fenomeno che "stiamo studiando" e di cui
stiamo misurando le variazioni in funzione delle variabili indipendenti (ove per
variabile indipendente si intendono i fattori, o il fattore, cui si crede in rapporto
al fenomeno che si vuole studiare e verificare).
11. Per "empatia" si intende una situazione di particolare intesa a livello
emozionale con un altra persona grazie alla quale si instaura un processo di
"immedesimazione" tale da rendere possibile una comprensione profonda dei
suoi stati d'animo fino a prevederne il comportamento.
12. Un particolare sistema che porta il soggetto ad auto-indursi uno stato di
attenzione selettiva (attraverso l'utilizzo di svariate tecniche) nei confronti di
uno stimolo reale o immaginifico al fine di condurre, nel corso del tempo, la
mente verso uno stato di miglioramento attentivo e concentrativo, In parole
povere questa tecnica costituisce un sistema di auto-condizionamento per
migliorare le proprie capacità e i propri risultati a livello intellettivo.
13. Questi tre reati corrispondono agli articoli 346, 347 e 348 del Codice di
Procedura Penale.

150
ABDUCTIONS, MICROIMPIANTI, STATI DI COSCIENZA ALTERATA ED
ELETTROMAGNETOSFENI
di P. C.

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 49 del Febbraio/Marzo 2004

Il neologismo anglosassone "abduction" - dal verbo "to abduct", che


significa "rapire, sequestrare" - è stato coniato dagli addetti ai lavori
per designare una variante dell'Incontro Ravvicinato del IV tipo
(IR4 1)

Il contatto tra esseri umani ed entità di presunta natura aliena, aventi


morfologia umanoide ed appartenenti a varie tipologie anatomo-
comportamentali, assumerebbe, in tale variante, i connotati di un vero e
proprio rapimento dei primi ad opera delle seconde; le vittime di tali rapimenti,
che gli inquirenti definiscono "addotti", apparterrebbero ad ambedue i generi
sessuali, a differenti etnie e ceti sociali ed avrebbero un'età compresa tra 3-4 e
70 anni.
Da quanto riferito durante le sedute di regressione ipnotica e sia pure più
raramente, anche in stato di veglia cosciente, da quei soggetti che gli addetti ai
lavori ipotizzano, sulla base di determinati "marcatori" psicofisici e
comportamentali, avere vissuto un'esperienza caratterizzata da un elevato
grado di stranezza e contestualizzabile come un rapimento ad opera di entità di
presunta natura aliena o che, autonomamente ed indipendentemente dalla
valutazione degli inquirenti, dichiarano, per autoconvinzione/autosuggestione o
per un'errata interpretazione di un'esperienza sensoriale e/o allucinatoria da
loro stessi vissuta, di essere stati vittime di una abduction, emerge un
complesso di elementi narrativi ricorrenti che ha indotto molti ricercatori in
campo ufologico a prendere in seria considerazione la possibilità che i presunti
addotti abbiano realmente vissuto un qualche tipo di esperienza anomala, la
cui natura, tuttavia, non è stata ancora identificata.

Uno dei principali e più interessanti elementi narrativi ricorrenti consiste nella
batteria di esami biomedici a cui, in una fase successiva a quella del prelievo,
gli artefici delle presunte abduction sottoporrebbero le proprie vittime. Durante
questa fase cruciale, talvolta, i "rapitori" introdurrebbero, nel corpo dei
presunti addotti, in corrispondenza di varie locazioni anatomiche, enigmatici
"corpi estranei" (C.E.), che gli inquirenti hanno designato con il termine tecnico
di "microimpianti" (MI).

Questi C.E. avrebbero dimensioni assai ridotte, da 0,5-0,7 mm a 7-10 mm e


caratteristiche morfo-strutturali estremamente eterogenee.
Nella vasta letteratura specializzata, purtroppo non sempre attendibile, si legge
che, a seguito di esami diagnostici radiologici, quali i raggi X 2 (Figure 1a, 1b e
1c), la TAC. 3 (Tomografia Assiale Computerizzata) e la R.M.N. 4 (Risonanza
Magnetica Nucleare), esami a cui alcuni presunti addotti si sarebbero sottoposti
per avere una diagnosi di un disturbo di cui erano affetti o in taluni casi, su
consiglio degli stessi inquirenti, desiderosi di verificare l'eventuale presenza di

151
uno o più C.E., sarebbero stati individuati alcuni di questi misteriosi oggetti.
Le locazioni anatomiche in corrispondenza delle quali sarebbero stati rilevati
C.E. sono: il Sistema Nervoso Centrale 5 (S.N.C.), il canale uditivo, i globi
oculari (sotto e dietro di essi), il setto nasale, l'addome, i gomiti e le ginocchia,
in particolare quello sinistro, le mani ed i piedi.

Di particolare interesse sono i C.E. la cui presenza sarebbe stata rilevata nel
setto nasale; secondo quanto riferito dai presunti addotti nel corso delle sedute
di regressione ipnotica, questi piccoli oggetti verrebbero introdotti in tale sede
attraverso la cavità nasale sinistra, mediante l'utilizzo di una sorta di ago
manovrato da un braccio meccanico e recante all'estremità il C.E. stesso. La
presenza di un tale oggetto a livello del setto nasale causerebbe, inoltre,
frequenti epistassi 6, coinvolgenti per lo più la narice sinistra.
Nell'articolo dal titolo "Abductions: nuove frontiere", Enrico Baccarini prende in
esame i MI nasali di presunta matrice aliena e mostra come sia stata messa a
punto una procedura che consente di inserire, attraverso le cavità nasali,
microchip, quindi dispositivi elettronici miniaturizzati di fabbricazione terrestre,
nel neuro-cranio 7.

Alcuni dei C.E., che sarebbero stati rimossi chirurgicamente dal corpo di
presunti addotti, avrebbero esibito blande proprietà magnetoconduttrici; in
particolare, alcuni di essi si sarebbero rivelati ferromagnetici 8/paramagnetici 9.
C.E. con tali caratteristiche sarebbero stati estratti da un'équipe di chirurghi
diretta dal podiatra 10, Dott. Roger Leir (Figure 2a, 2b e 3), dopodiché,
sarebbero stati consegnati ai ricercatori dei laboratori del New Mexico Tech,
dove sarebbero stati sottoposti ad analisi metallurgiche e chimico-fisiche per
identificarne la struttura e stabilirne la composizione chimica.
In uno dei rapporti stesi dai ricercatori del "New Mexico Tech", il "New Mexico
Tech SampIe Analysis Report, p.1", si legge che due dei C.E. analizzati
risultarono essere "piuttosto fortemente magnetizzati lungo i loro assi
maggiori" e che anche un terzo campione, contrassegnato con la sigla T3-A,
risultò essere magnetizzato.

In una seconda relazione, il "New Mexico Tech SampIe Analysis Report, p.6", è
riportato che il nucleo di un C.E. risultò essere apparentemente ferromagnetico
e che altri campioni, dopo essere stati sottoposti anch'essi ad analisi, al fine di
verificare se avessero proprietà magnetiche, risultarono magnetizzati.
La grande maggioranza degli addetti ai lavori ritiene che i MI di presunta
matrice aliena possano svolgere due funzioni: quella di localizzare con estrema
precisione gli impiantati, in ogni momento ed ovunque essi si trovino, al fine di
prelevarli ripetutamente, ossia più volte nell'arco dell'intera vita, i cosiddetti
repeater 11, e quella di alterare selettivamente la fisiologia del S.N.C. e del
sistema neurovegetativo per finalità ignote.

Qualsiasi ipotesi a riguardo è purtroppo subordinata ad una serie di


presupposti iniziali che non sono certo così ovvi come alcuni inquirenti
vorrebbero far sembrare.
In altre parole, nonostante parte della comunità ufologica nazionale ed

152
internazionale tenda a credere che al momento siano in atto diverse forme di
interferenza aliena, tra cui anche quella che prevede l'inserimento di C.E. nel
corpo dei presunti addotti, non vi è, almeno per chi scrive, la certezza
dell'effettiva esistenza di tali oggetti, come del resto non vi è la sicurezza che
essi siano stati realmente rimossi nel corso di interventi chirurgici più o meno
ufficiali, né che siano stati sottoposti ad analisi scientifiche ed abbiano
mostrato di essere ferro magnetici/paramagnetici.

Chi scrive ritiene, perciò, che tutte queste informazioni debbano essere prese
con il beneficio del dubbio, per il semplice fatto che non provengono da
pubblicazioni scientifiche, della cui attendibilità si può essere più o meno certi,
bensì da riviste specialistiche, di nicchia, da libri che trattano con troppa
superficialità la problematica e da affermazioni di personaggi ambigui e
controversi la cui credibilità, spesso, è alquanto dubbia.
Ora, qualora qualcuno fosse tentato, per mero gioco intellettuale e niente più,
di formulare egualmente delle ipotesi sul funzionamento dei MI e sulle finalità
del loro impiego, sarebbe obbligato a partire da una serie di presupposti iniziali
che non è ancora stata suffragata da elementi oggettivi; tuttavia, agendo in
questo modo, questo qualcuno commetterebbe un grave errore, ossia quello di
postulare una teoria difficilmente validabile partendo da un pool di ipotesi non
ancora comprovate e difficilmente dimostrabili.
In questo lavoro lo scrivente commetterà questo errore, volontariamente,
tuttavia, mostrerà anche come, grazie ad un proficuo e felice connubio tra la
psiconeurofisiologia, la microelettronica, l'informatica e la biocibernetica, sia
stato possibile sviluppare progetti d'avanguardia volti alla realizzazione ed
all'utilizzo, sia civile che militare, di veri e propri MI e come alcuni di essi, una
volta posti in determinate locazioni anatomiche, determinino l'insorgenza di
una caratteristica costellazione sintomatologica che, in taluni casi, risulta
essere parzialmente sovrapponibile a quella riscontrata in alcuni presunti
addotti che si suppone siano anche impiantati.

In tal caso, l'esistenza dei MI di presunta matrice aliena ed il fatto che la loro
presenza in specifiche locazioni anatomiche provochi l'insorgenza di
determinati sintomi, forse, sarebbero un po' più verosimili o comunque,
renderebbero la problematica in questione un po' più interessante.
Supponiamo, quindi, per un momento, che dei C.E. siano stati realmente
rimossi dal corpo di alcuni presunti addotti e che, successivamente, siano stati
consegnati ai laboratori del New Mexico Tech per le analisi scientifiche;
supponiamo anche che questi C.E. abbiano mostrato deboli proprietà
magnetiche. Alla luce di quanto presunto, si sarebbe quasi tentati di formulare
una serie d'ipotesi, quale quella, ad esempio, secondo cui i MI di presunta
matrice aliena conducano e veicolino deboli campi elettromagnetici.
Prima di teorizzare il funzionamento di un ipotetico MI di presunta matrice
aliena, può essere utile passare brevemente in rassegna alcuni tipi di
microchip, di fabbricazione terrestre, impiantabili in varie locazioni anatomiche
e mostrare come essi siano già in grado di agire sulla neurofisiologia
dell'organismo ospite, influenzandola significativamente.
Circa 40 anni fa, Josè Delgado, un neurologo della Yale University, condusse

153
una serie di interessanti studi sull'elettrostimolazione cerebrale, nel corso dei
quali realizzò un dispositivo, denominato "Stimoceiver", con il quale era in
grado di esercitare un controllo neurale sia su animali che su esseri umani.
In particolare, determinate aree cerebrali dei soggetti-cavia venivano stimolate
mediante elettrodi applicati sulla corteccia cerebrale; gli elettrodi erano a loro
volta collegati ad un ricevitore di onde radio a media frequenza.

In questo modo, un operatore poteva inviare, anche da una località situata a


grande distanza, onde radio al ricevitore, il quale, a sua volta, attivava
selettivamente o in modo combinato, gli elettrodi cerebrali. Durante uno di
questi esperimenti, l'elettrostimolazione neurale indusse, in un volontario, la
comparsa di svariate sensazioni e stati emozionali, tra cui, in successione, la
sensazione di perdere i sensi, paura e la sensazione di galleggiare a mezz'aria.
Robert G. Heath, della Tulane University, invece, sempre mediante
l'elettrostimolazione cerebrale, fu in grado di esercitare un controllo neurale
sulle funzioni mnemoniche di alcuni soggetti, riuscendo persino a rimuovere
dalla loro memoria determinati ricordi ed a rievocarne altri. Egli, inoltre, riuscì
ad indurre la libido, la paura e sensazioni di profondo benessere associate a
visioni allucinatorie.

Alla luce di quanto è stato sino a qui riportato, l'ipotesi di lavoro iniziale
potrebbe essere estesa, prospettando la possibilità che i MI di presunta matrice
aliena siano attivati da un'onda elettromagnetica portante generata da una
sorgente esterna posta anche a grande distanza e che, a seguito di tale
attivazione, si comportino come elettrodi, emettendo, quindi, impulsi elettrici o
come elettromagneti miniaturizzati, irradiando, in tal caso, onde
elettromagnetiche modulabili in frequenza.
Una delle locazioni anatomiche in corrispondenza delle quali sarebbe stata
rilevata la presenza di MI di presunta matrice aliena è quella mono-retroculare.

È interessante notare, a questo riguardo, come la British Telecom stia


sviluppando un progetto, sotto la direzione del Dott. Chris Winter, volto alla
realizzazione di un microchip endocranico, il Soul Catcher 2025 (Figure 4a e
4b), che verrà impiantato proprio dietro il globo oculare!
Il MI in questione, perché di MI si tratta, verrà messo a punto nei laboratori
Martelsham Heath, presso Ipswich 12 (Gran Bretagna) e sarà in grado di
registrare e memorizzare i pensieri, le sensazioni le emozioni del soggetto
portatore.

I dati neurali contenuti nel chip, inoltre, potranno, non solo essere scaricati su
un qualsiasi terminale ma anche essere trasmessi direttamente ad altri
soggetti, qualora il dispositivo venga impiantato dietro il globo oculare di questi
ultimi; in questo modo, i nuovi ospiti avranno la possibilità di vivere le
medesime esperienze sensoriali ed emozionali del soggetto di origine!
Il ricercatore Martin Cannon sostiene che la C.I.A. 13 (Central Intelligence
Agency: Agency: Agenzia Centrale del Servizio Segreto di Informazione) sia in
possesso di un dispositivo, denominato RHIC-EDOM (Radio Hipnotic
Intracerebral Control - Electronic Dissolution Of Memory), con cui sarebbe

154
possibile indurre, negli esseri umani, uno stato di coscienza alterata (S.C.A.) di
tipo ipnotico, oltre che provocare l'insorgenza di allucinazioni multisensoriali,
controllare la motilità muscolare e rimuovere il ricordo delle istruzioni impartite
e delle azioni risultanti.

Il dispositivo in questione consisterebbe in una versione miniaturizzata ed assai


più sofisticata dello Stimoceiver realizzato da Oelgado.
Tale stimolatore neurale dovrebbe essere introdotto nel corpo del soggetto e
messo a contatto con una terminazione nervosa. L'eliminazione dei ricordi
verrebbe attuata interferendo, mediante l'impiego di campi elettrici generati da
fasci di microonde, con il meccanismo biofisico che presiede alla propagazione
dell'impulso neuroelettrico.

In effetti, da studi recenti condotti all'Università degli Studi di Washington, è


emerso che i topi esposti a microonde riportano danni alla memoria a lungo
termine. È stato osservato, difatti, che, a livello dell'ippocampo 14 di questi
animali, si verifica una riduzione della sintesi di un neurotrasmettitore 15,
l'acetilcolina 16, implicato nei processi di apprendimento e di memorizzazione.
Ora, un MI di presunta matrice aliena che venisse collocato dietro il globo
oculare, a contatto con il nervo ottico 17 e che venisse attivato da un'onda
elettromagnetica portante, generata da una sorgente esterna posta anche a
grande distanza, potrebbe stimolare, mediante degli impulsi elettrici, il nervo
ottico o in alternativa, emettere o al limite, condurre onde elettromagnetiche
modulabili in frequenza, al fine di alterare selettivamente la fisiologia di una
determinata struttura anatomica che, nell'estensione dell'ipotesi inizialmente
formulata, potrebbe essere rappresentata, ad esempio, dalla ghiandola pineale
o epifìsi 18.

Vi è, difatti, un complesso ed articolato circuito nervoso che collega


indirettamente la retina alla ghiandola pineale; i segnali luminosi vengono
trasdotti in impulsi nervosi a livello della retina, dopodiché, attraverso una
componente del nervo ottico, vengono inviati all'ipotalamo 19 e da questo, al
corno posteriore del midollo spinale 20. Da quest'ultimo, gli impulsi nervosi
passano; attraverso le fibre ortosimpatiche pregangliari, al ganglio cervicale
superiore 21 della sezione simpatica o ortosimpatica del sistema nervoso
autonomo 22 e dal ganglio, attraverso le fibre simpatiche post-gangliari che
innervano l'epifisi, a questa formazione ghiandolare.

Un MI di presunta matrice aliena, collocato in posizione monoretroculare,


qualora emettesse onde elettromagnetiche primarie modulabili in frequenza o
ne veicolasse di esterne, potrebbe esercitare, oltre all'azione indiretta illustrata
sopra, anche un'azione diretta sull'epifisi, analoga o simile, a quella risultante
dall'elettrostimolazione della componente del nervo ottico indirettamente
correlata a tale ghiandola.

È interessante notare come l'epifisi, guarda caso, sia l'unica ghiandola del
corpo umano di cui sia stata dimostrata una certa sensibilità ai campi
elettromagnetici.

155
Il parenchima 23 della ghiandola pineale è caratterizzato dalla presenza di
peculiari elementi cellulari, i pinealociti, specializzati nella sintesi e nella
secrezione della melatonina 24 (MT) (Figura 5), un ormone, quest'ultimo, la cui
funzione fisiologica non è stata ancora del tutto compresa ma che è ritenuto
modulare il ciclo sonno-veglia.

Un'unità di ricerca del Dipartimento di Biologia Cellulare e Strutturale del


Centro della Scienza della Salute dell'Università degli Studi del Texas, a San
Antonio, ha condotto un interessante studio che ha mostrato come
l'esposizione notturna di piccoli mammiferi a campi elettromagnetici statici 25
ed a E.L.F. EMF 26 (Extremely Low Frequency Electromagnetic Fields: campi
elettromagnetici di frequenza estremamente bassa) determini una depressione
della catena metabolica 27 della MT con una riduzione della produzione di
questo ormone.

La catena metabolica della MT, il cui metabolita 28 precursore è rappresentato


dal triptofano, un amminoacido essenziale, è costituita da quattro reazioni
biochimiche, ciascuna delle quali è catalizzata da un enzima 29 specifico. La
depressione di tale catena, è imputabile ad una diminuzione della conversione
della serotonina 30, prodotto della seconda reazione biochimica, in MT,
diminuzione a sua volta determinata da una riduzione dell'attività degli enzimi
che catalizzano la terza e la quarta reazione biochimica, rispettivamente, la
serotoninaN-acetiltransferasi (SNAT) e l'idrossiindolo-O-metiltransferasi
(HIOMT)

Questa riduzione, in ultima analisi, porta ad un accumulo della serotonina e dei


metaboliti che nella via biosintetica della MT sono situati a monte delle reazioni
biochimiche catalizzate da SNAT e HIOMT.
L'accumulo di tali metaboliti potrebbe incrementare le probabilità che alcuni di
essi vengano convertiti in due potenti molecole psicoticomimetiche aventi
marcate proprietà allucinogene: la N,Ndimetiltriptantina 31 (DMT) (Figure 6a e
6b) e la N,N-dimetilserotonina.
La DMT e la N,N-dimetilserotonina appartengono ad una classe di sostanze
psicotrope ed allucinogene prodotte dall'organismo, le indoloalcalamine
metilate (MIA), che, a loro volta, fanno parte della famiglia delle indolamine.
Vi sono dei lavori in cui viene seriamente valutata la possibilità che le
indolamine siano implicate nella patogenesi di alcuni S.C.A. a carattere
allucinatorio, di psicosi endogene 32 e della schizofrenia 33.
Sono stati condotti, a riguardo, alcuni studi i cui risultati hanno indotto i
ricercatori ad avanzare l'ipotesi secondo cui alla base della schizofrenia e del
complesso stato allucinatorio ad essa eventualmente associato, vi sia
un'anomala produzione endogena di MIA.
Alcuni ricercatori, tra cui Benedetto Tarquini, autore dello stimolante saggio,
dal titolo "Melatonina - fatti e fantasie", non escludono la possibilità che vi sia
una correlazione patogenetica diretta tra la depressione della catena
metabolica della MT e l'insorgenza di uno stato allucinatorio multisensoriale
schizofrenico-simile.
Un MI mono-retroculare di presunta matrice aliena potrebbe irradiare E.L.F.

156
EMF e/o C.E.S. in modo autonomo o a seguito dell'attivazione ad opera di
un'onda elettromagnetica portante generata da una sorgente radiante posta a
distanza. L'irradiazione elettromagnetica potrebbe provocare una depressione
della catena metabolica della MT a livello pineale con una conseguente
anomala produzione endogena di MIA, tra cui la DMT e la N,N-
dimetilserotonina.

Tali molecole psicoticomimetiche potrebbero, in ultima analisi, essere


responsabili dell'insorgenza di uno stato allucinatorio multisensoriale basale
schizofrenico-simile che, a sua volta, potrebbe essere modificato, dagli artefici
delle presunte abduction o almeno di una parte di esse, mediante una
sofisticata tecnologia di controllo neurale.
Alcuni presunti addotti, inoltre, riferiscono di soffrire di ricorrenti disturbi della
percezione visiva, consistenti nell'improvvisa comparsa e scomparsa di bagliori,
lampi e macchie luminose, le quali, a guisa di cursori di un computer,
attraversano il campo visivo monoculare.

È interessante notare come il fenomeno dispercettivo visivo in questione


sembri interessare sempre e soltanto un occhio, mai entrambi.
I disturbi della percezione visiva, lamentati da alcuni presunti addotti,
potrebbero essere identificabili con i cosiddetti fosfeni 34.
Un MI mono-retroculare di presunta matrice aliena, a contatto con il nervo
ottico e/o con il globo oculare, potrebbe stimolare l'uno o l'altro o entrambi,
con impulsi elettrici, determinando, in questo modo, l'insorgenza di fosfeni.
Un'unità di ricerca dell'Istituto Helmholtz per l'Ingegneria Biomedica
dell'Università degli Studi di Aachen ha condotto uno studio i cui risultati hanno
mostrato come l'esposizione di soggetti a E.L.F. EMF determini l'insorgenza, a
livello retinico, di percezioni visive, dette elettromagnetofosfeni, similari, se
non analoghe, ai più comuni fosfeni meccano-pressori.
Un MI mono-retroculare di presunta matrice aliena che stimolasse
direttamente il nervo ottico e/o il globo oculare, mediante impulsi elettrici o
emettesse onde elettromagnetiche a bassissima frequenza, al fine di alterare la
fisiologia della ghiandola pineale, potrebbe determinare un effetto
fisiopatologico collaterale consistente proprio nell'insorgenza di
elettromagnetofosfeni.

In tal caso, il presunto addotto percepirebbe questi ultimi come bagliori,


macchie e puntini luminosi che comparirebbero, si sposterebbero ed infine,
svanirebbero nel proprio campo visivo monoculare.
Ricapitolando:
un ipotetico MI mono-retroculare di presunta matrice aliena che stimolasse il
nervo ottico e/o il globo oculare mediante impulsi elettrici e/o emettesse onde
elettromagnetiche a bassissima frequenza, potrebbe agire, rispettivamente, in
modo indiretto e diretto sull'epifisi, considerato anche che tale ghiandola è
l'unica del corpo umano di cui sia stata sperimentalmente dimostrata una
significativa sensibilità agli EMF.
La scelta dell'epifisi quale target anatomico del MI potrebbe essere giustificata
dal fatto che l'esposizione di questa ghiandola a EMF a bassissima frequenza

157
può determinare una depressione della catena metabolica della MT,
depressione che, qualora si verificasse, si risolverebbe, da una parte, in una
riduzione della sintesi di questo ormone e dall'altra, in un accumulo dei
metaboliti situati a monte delle reazioni catalizzate dagli enzimi SNAT e HIOMT.

L'accumulo di questi metaboliti potrebbe incrementare le probabilità che alcuni


di essi vengano convertiti in DMT ed in N,N-dimetilserotonina, due potenti
molecole psicoticomimetiche allucinogene. Tali molecole, a loro volta,
potrebbero creare un complesso scenario di realtà virtuale di tipo allucinatorio
multisensoriale, a cui una sofisticata tecnologia di controllo neurale potrebbe
conferire i connotati di una classica abduction.
L'elettrostimolazione del nervo ottico e/o del globo oculare e/o l'emissione di
onde elettromagnetiche a bassissima frequenza ad opera del MI mono-
retroculare, potrebbero, altresì, determinare, oltre all'effetto primario
desiderato, ossia l'alterazione della fisiologia della ghiandola pineale, anche un
effetto secondario collaterale e presumibilmente non funzionale, consistente
nell'insorgenza di elettromagnetofosfeni.

Il presunto addotto, in questo caso, riferirebbe di vedere macchie e puntini


luminosi, bagliori e scintillii che compaiono, attraversano il campo visivo
monoculare e scompaiono repentinamente.
In letteratura specializzata, difatti, si legge di presunti addotti che lamentano
questo peculiare disturbo della percezione visiva, di cui, fino ad ora, non è mai
stata fornita una spiegazione soddisfacente.

Bibliografia:
- Reiter R.J. et al. - "Static and extremely low frequency electromagnetic fields
exposure: reported effects on the circadian production of melatonin" - J. Cell
Biochem, 1993.
- Reissenweber J., David E. e Pfotenhauer M. - "Aspetti psicologici della
percezione dei magnetofosfeni ed elettrofosfeni" - Biomed Tech (Berl) 1992
Mar; 37 (3): 42-5.
- Lubert Stryer - "Biochimica" - III Edizione. Nicola Zanichelli Editore S.p.A.
Bologna, 1989.
- Gian Paolo Rossini - "Principi di Biochimica Ormonale" - Edizioni Zanichelli -
Bologna, 1992.
- autori vari - "Biologia Molecolare della cellula" - Il Edizione Zanichelli Editore
S.p.A. - Bologna, 1991.
- Robert M. Berne e Matthew N. Levy - "Principi di Fisiologia" - Casa Editrice
Ambrosiana - Milano, 1992.
- autori vari - "Anatomia umana" - Ediz. Ermes - Milano 1992.
- Benedetto Tarquini - "Melatonina - fatti e fantasie" - Idelson-Guido Gnocchi
Edizioni, 1996.
- Raymond A. Serway - "Fisica per Scienze e Ingegneria" - I Edizione Italiana,
Vol. II - Società Editrice Scientifica, 1988.
- "Enciclopedia delle Scienze De Agostini", Biologia.
- "Enciclopedia delle Scienze De Agostini", Zoologia.
- "Dizionario Enciclopedico Multimediale di Medicina e Biologia" - Le Scienze.

158
- "Nuova Enciclopedia Universale Curcio - delle lettere, delle scienze, delle arti"
- Armando Curcio Editore, 1968.
- "Dossier Intelligence" - Mensile di Storia della Geopolitica e dei Servizi
Segreti. N. 1 Gennaio 2003 Anno II. - Editoriale Olimpia.
- Marilia Albanese, Gabriella Cella e Fiorenza Zanchi - "I Chakra - L'universo in
noi" - Xenia Edizioni, 1996.
- Roger K. Leir - "The Aliens and the Scalpel - Scientific Proof of Extraterrestrial
Implants in Humans", - Granite Publishing, LLC., 1998.
- Umberto Telarico e Walter Radica - "Collegamenti tra il fenomeno dei
rapimenti alieni e la tecnologia dei micro-impianti" - Prima parte. UFO - La
visita extraterrestre, Aprile 2000 N° 18, pagg. 10-19.
- Enrico Baccarini "Abductions: nuove frontiere".
- "UFO Dosser X - Incognite, Alieni, Enigmi dell'universo" - Fabbri Editori.

Note:
1. IR4: una delle due categorie (l'altra è rappresentata dagli IR5, ossia dagli
Incontri Ravvicinati del V tipo, definizione quest'ultima, poco utilizzata ed a cui
gran parte degli addetti ai lavori preferisce il neologismo "esogamia",
sicuramente più impressivo ed esplicito e soprattutto, chiaramente
riconducibile ad una peculiare situazione di contatto estremamente ravvicinato,
in cui esseri umani di ambedue i generi "ricordano" di avere consumato uno o
più amplessi con una o più creature umanoidi di presunta natura aliena) che
alcuni ufologi statunitensi hanno aggiunto a quelle previste dalla classificazione
degli avvistamenti di natura ufologica elaborata da Joseph AlIen Hynek (1910-
1986), astrofisico americano e consulente scientifico dell'U.S.A.F. (United
States Air Force: Aeronautica Militare degli Stati Uniti d'America) nell'ambito
del segretissimo Blue Book Project (1952-1969). Nella nuova classificazione, gli
IR4 si riferiscono a contatti molto ravvicinati, anche di tipo fisico e/o
comunicativo, tra esseri umani ed entità di presunta natura aliena.
2. Raggi X: radiazioni elettromagnetiche ionizzanti dannose per gli esseri
viventi, di lunghezza d'onda compresa tra circa 10-4 e 102 nm (nm:
nanometro; 1nm: 1x10-9mt). A dosi molto basse, vengono impiegate nelle
tecniche radiologiche.
3. TAC: tecnica di indagine radiologica che consente di osservare direttamente
su un monitor l'immagine dettagliata di sezioni di organi interni. Si basa
sull'elaborazione elettronica computerizzata dei segnali ottenuti facendo
passare, attraverso un piano dell'organo in esame, un fascio sottile e collimato
di raggi X diretto radialmente, che si sposta intorno al paziente e ne esegue
una scansione tridimensionale e registrando, . con idonei rivelatori, la dose di
radiazione trasmessa in ciascuna direzione.
4. R.M.N.: tecnica diagnostica per immagini che utilizza là risonanza di spin
nucleare per produrre, attraverso l'elaborazione tomografica computerizzata
dei segnali registrati, immagini degli organi interni.
5. Sistema Nervoso Centrale: complesso di strutture nervose localizzate in
posizione profonda e nei Vertebrati, comprendente l'encefalo, a sua volta
costituito dal cervello, dal tronco encefalico ed il midollo spinale, quest'ultimo
accolto nello speco vertebrale.
6. Epistassi: emorragia nasale. Può manifestarsi senza una causa apparente,

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nel qual caso è detta "epistassi essenziale", tuttavia, la maggior parte delle
volte, è sintomatica di un qualche tipo di affezione nasale o generale, in questo
caso è detta "epistassi sintomatica". L'epistassi è detta "anteriore" se origina
dal "Locus Valsalvae", sede anatomica, quest'ultima, caratterizzata da una fitta
rete vasale e localizzata in corrispondenza della parte antero-inferiore del setto
nasale; è "posteriore" o nasofaringea, qualora derivi dalla rete vasale
posteriore delle fosse nasali.
7. Neurocranio: in tutti i Vertebrati definisce la porzione dello scheletro cefalico
correlata alla protezione dell'encefalo.
8. Ferromagnetismo: proprietà fisica che alcuni materiali, quali il Ferro (Fe), il
Cobalto (Co), il Nichel (Ni) ed il Gadolinio (Gd), possiedono e grazie alla quale i
momenti magnetici degli atomi che li costituiscono tendono ad allinearsi uno
con l'altro e nella direzione di un campo magnetico esogeno applicato, anche
molto debole. Una volta che i momenti magnetici atomici si sono allineati, il
materiale ferromagnetico acquista una magnetizzazione permanente che non
viene persa qualora il campo magnetico esogeno venga rimosso.
L'allineamento permanente dei momenti magnetici atomici è dovuto al forte
accoppiamento tra momenti magnetici vicini. I materiali ferromagnetici
vengono utilizzati per realizzare i magneti permanenti.
9. Paramagnetismo: proprietà fisica che si manifesta nei materiali
ferromagnetici qualora la loro temperatura raggiunga o superi una temperatura
critica, detta temperatura di Curie e consistente nella perdita della
magnetizzazione spontanea permanente; in tal caso, i materiali, da
ferromagnetici, diventano paramagnetici.
A temperature inferiori a quella di Curie, difatti, i momenti magnetici atomici
sono allineati ed il materiale è ferromagnetico; a temperature superiori a
quella di Curie, invece, ['agitazione termica, ossia il moto browniano, è tale da
determinare l'orientazione casuale dei momenti magnetici atomici ed il
materiale, in questo modo, diventa paramagnetico.
10. Podiatra: medico chirurgo specializzato nella cura dei piedi, della gotta,
ecc.
11. È opinione della grande maggioranza degli addetti ai lavori che quasi tutti i
presunti addotti siano "repeater".
12. Località nota per essere la sede di importanti installazioni classificate
statunitensi di Intelligence elettronico, legate al Pentagono (il Ministero della
Difesa degli U.S.A.) e particolarmente attive durante la Guerra Fredda.
13. C.I.A.: il servizio segreto d'Intelligence civile americano nato, nel 1947,
dalla fusione dell'O.S.S. (Office of Strategic Service: Ufficio del Servizio
Strategico, della cui costituzione venne incaricato il Gen. WilIiam "WiId"
Donovan, dell'US Army, a seguito dell'attacco giapponese alla flotta
statunitense ormeggiata a Pearl Harbour, il 7 Dicembre 1941 ed alla stesura
del cui statuto partecipò anche Ian Fleming, funzionario dell'Intelligence della
Marina Militare Britannica durante la Seconda Guerra Mondiale, nonché "padre"
letterario dell'agente 007, James Bond, del Servizio Segreto di Sua Maestà!)
con il C.I.G. (Centrai Intelligence Group: Gruppo Centrale del Servizio Segreto
di Informazione).
14. Ippocampo: nella neuroanatomia umana, rilievo arcuato del pavimento del
ventricolo laterale costituito da due lamine di sostanza grigia [componente del

160
S.N.C., costituita da pirenofori (i corpi cellulari dei neuroni), fibre neuritiche (i
prolungamenti dei pirenofori che conducono in direzione centrifuga gli impulsi
nervosi) non mielinizzate o mediocremente mielinizzate, dendriti (i
prolungamenti dei pirenofori che conducono in direzione centripeta gli impulsi
nervosi), cellule gliali o gliociti (che svolgono un ruolo di sostegno, meccanico e
trofico, nei confronti dei neuroni) e capillari] avvolte l'una nell'altra
(l'ippocampo in senso stretto e la fascia dentata) e da varie strutture
accessorie. Negli animali superiori è implicato nei processi di memorizzazione
legati a componenti evocative emozionati.
15. Neurotrasmettitore: qualsiasi composto chimico che venga rilasciato da
una terminazione nervosa in risposta ad un impulso neuroelettrico e che sia in
grado di trasmettere tale impulso attraverso la sinapsi (giunzione specializzata
tra due elementi nervosi o tra un elemento nervoso e un effettore, contrattile o
secretorio. Tra le due cellule contigue non vi è alcun contatto, poiché le
membrane contrapposte restano separate da uno spazio, la fessura sinaptica,
di circa 6-10 nm), interagendo con i recettori molecolari specifici presenti sulla
superficie extracellulare del plasmalemma (la membrana cellulare) del neurone
postsinaptico, che, in questo modo, viene eccitato e genera, a sua volta,
l'impulso nervoso.
16. Acetilcolina: estere acetico della colina. Nei Vertebrati e negli Invertebrati,
è il mediatore chimico rilasciato dalle fibre nervose parasimpatiche e lo si
ritrova anche a livello dei gangli parasimpatici e simpatici, delle terminazioni
pregangliari dell'S.N.A. (Sistema Nervoso Autonomo) e delle giunzioni
neuromuscolari dei motoneuroni (motoneurone: neurone motore il cui assone
costituisce le fibre nervose motrici modulanti l'attività di strutture contrattili,
quali le fibre muscolari). L'acetilcolina viene rilasciata dalle terminazioni
nervose presinaptiche in risposta ad un impulso nervoso, diffonde nella fessura
sinaptica ed infine, interagisce con i recettori molecolari specifici presenti sulla
superficie extracellulare della membrana postsinaptica, diminuendone la
polarizzazione ed innescando, in questo modo, un potenziale d'azione (P.d.A.).
A livello delle giunzioni neuromuscolari, questo neurotrasmettitore modifica la
permeabilità del sarcolemma, inducendo la contrazione della fibra muscolare.
Una volta liberata, l'acetilcolina viene rapidamente inattivata per idrolisi ad
opera dell'enzima acetilcolinesterasi, presente sulla superficie esterna della
membrana postsinaptica. Le vie nervose, le fibre nervose e le terminazioni
nervose che utilizzano l'acetilcolina come neurotrasmettitore sono dette
colinergiche. L'acetilcolina è anche un agente vasodilatante, riduce la pressione
arteriosa e determina la contrazione della muscolatura liscia bronchiale e
gastrointestinale.
17. Nervo ottico: in neuroanatomia umana indica l'uno o l'altro elemento della
seconda coppia dei nervi encefalici, implicato nel trasferimento, ai centri visivi
superiori, degli impulsi neuroelettrici derivati dai segnali luminosi trasdotti a
livello della retina.
18. Ghiandola pineale (o epifisi): formazione ghiandolare di ridotte dimensioni
e a forma conica di pigna. Sporge dall'estremità posteriore del tetto del terzo
ventricolo, l'epitalamo, al di sotto dello splenio del corpo calloso e poggia sui
corpi quadrigemini superiori. È omologa alla porzione prossimale dell'organo
parietale posteriore dei Vertebrati Eterotermi e quindi, è ancestralmente

161
correlata a funzioni fotocettive. Nei Mammiferi l'epifisi viene considerata come
una ghiandola endocrina, anche se, di tutti i numerosi composti molecolari in
essa identificati, alcuni dei quali attivi come neurotrasmettitori ed ormoni, solo
la melatonina è rilasciata nel circolo sanguigno. La funzione di questo ormone
non è stata ancora del tutto compresa, tuttavia, gli endocrinologi ritengono che
possa esercitare un'azione modulatoria sul ritmo circadiano (bioritmo
caratterizzato da una periodicità di circa 24 ore, scandita da un "orologio
interno" regolato sia da fattori ambientali che fisiologici. L ritmi circadiani sono
assai diffusi in piante ed animali; ne sono esempi i ritmi che regolano
l'alternarsi del sonno e della veglia negli animali e quelli che regolano il
movimento delle foglie e la crescita nelle piante) sonno-veglia, a sua volta
determinato dall'alternanza luce-buio. La ghiandola pineale, forse, è implicata
anche nell'attività gonadica durante il periodo puberale. Dal punto di vista
strutturale, l'epifisi è costituita da una componente stromale e da una
parenchimatica, a sua volta composta da cellule specializzate nella sintesi e
nella secrezione della melatonina, dette pinealociti e da cellule gliali. Questa
ghiandola è caratterizzata dalla presenza di peculiari concrezioni calcaree, ben
riconoscibili al microscopio ottico, che, nel complesso, prendono il nome di
"sabbia cerebrale" o "corpora arenacea". L'epifisi è innervata da fibre
postgangliari, i nervi conari, provenienti da centri simpatici cervicali.
19. lpotalamo: nei Vertebrati indica la porzione ventrale diencefalica e
comprende le pareti ventrali, quelle laterali ed il pavimento del diencefalo
(parte dell'encefalo compresa tra il mesencefalo ed il telencefalo. Il diencefalo
è caratterizzato dalla presenza di una cavità, il terzo ventricolo, comunicante,
mediante i forami di Monro, con il primo ed il secondo ventricolo telencefalico e
tramite l'acquedotto di Silvio, con il quarto ventricolo, quello romboencefalico.
In base a criteri morfo-funzionali, il diencefalo è suddiviso in una porzione
dorsale o epitalamo, in una intermedio-laterale o talamo, a sua volta
suddivisibile in un talamo dorsale e in un talamo ventrale o subtalamo e infine,
in una porzione ventrale o ipotalamo). Nelle pareti dell'ipotalamo i neuroni si
aggregano a formare nuclei che, tramite il sistema nervoso autonomo,
svolgono funzioni rilevanti nel controllo di molteplici attività viscerali, quali, ad
esempio, il bilancio idrico, il controllo della temperatura corporea negli animali,
compreso l'uomo, omeotermi, l'appetito e l'assunzione di cibo e l'espressione di
stati emozionali. l neuroni localizzati nei nuclei ipotalamici sintetizzano e
secernono vari ormoni che, attraverso l'asse ipotalamo-ipofisario, raggiungono
l'adenoipofisi (la porzione anteriore dell'ipofisi o ghiandola pituitaria), dove
stimolano la produzione e la secrezione di altri ormoni destinati ad organi
bersaglio remoti.
20. Corno posteriore del midollo spinale: profilo di una delle due colonne
posteriori del midollo spinale umano colta in una sezione trasversale.
21. Ganglio cervicale superiore: in anatomia umana, il maggiore ed il più
rostrale dei gangli simpatici cervicali, localizzato anteriormente alla seconda ed
alla terza vertebra cervicale.
22. Sistema nervoso autonomo: nei Vertebrati definisce la porzione del
sistema nervoso che innerva muscolatura liscia, prevalentemente intestinale e
vasale e numerose ghiandole. Il sistema nervoso autonomo è costituito da
neuroni da cui hanno origine le fibre pregangliari, le quali, a loro volta,

162
prendono contatti con altri neuroni localizzati in gangli più o meno vicini. Da
questi ultimi si dipartono le fibre post-gangliari, più o meno lunghe e
generalmente non mielinizzate, che innervano vari organi effettori. Il sistema
nervoso autonomo è costituito da una sezione simpatica o ortosimpatica e da
una parasimpatica, caratterizzate da una diversa origine centrale e da effetti
antagonisti sugli organi innervati, in rapporto agli specifici neurotrasmettitori
presenti a livello delle sinapsi terminali.
23. Parenchima: il tessuto caratteristico, dal punto di vista funzionale e/o
strutturale, di un organo, distinto dalle altre componenti, quali, ad esempio, il
tessuto connettivo, i vasi ematici, ecc.; in dettaglio definisce la porzione
secernente di una ghiandola.
24. Melatonina: composto molecolare derivato dal triptofano (un amminoacido
essenziale) e prodotto dall'epifisi. Nell'uomo, in cui rappresenta l'ormone
epifisario, non ne è stato ancora accertato l'esatto ruolo fisiologico, tuttavia, gli
endocrinologi ritengono sia implicato nella regolazione del ritmo circadiano
sonno-veglia.
25. Campi elettromagnetici statici: campi elettromagnetici di frequenza
inferiore a 30 Hertz (Hz; 1 Hz = 1 ciclo/secondo).
26. E.L.F. EMF: campi elettromagnetici di frequenza compresa tra 30 Hz e 300
Hz.
27. Catena metabolica: sequenza ordinata di reazioni biochimiche, ciascuna
catalizzata, ossia velocizzata, da un enzima specifico, che, a partire da un
metabolita precursore posto all'inizio di tale sequenza, porta alla sintesi di un
determinato composto molecolare.
28. Metabolita: qualsiasi composto che prende parte ad un processo
metabolico. Può venire prodotto dall'organismo nel corso dei processi
metabolici oppure essere assunto dall'ambiente.
29. Enzima: proteina funzionale dotata di attività catalitica. Gli enzimi, in
generale, sono catalizzatori molto specifici, in quanto ciascun enzima è in
grado di catalizzare una sola reazione chimica o un gruppo di reazioni affini
(specificità di reazione), a carico di uno o pochi tipi di molecole specifiche
(specificità di substrato). Gli enzimi, inoltre, aumentano, di vari ordini di
grandezza, la velocità delle reazioni che catalizzano, reazioni che avverrebbero
egualmente anche in loro assenza ma assai più lentamente. La funzione
fisiologica di un enzima si esplica con la diminuzione dell'energia di attivazione
dei reagenti. La porzione della molecola enzimatica che partecipa direttamente
alla catalisi è detta "sito attivo". La funzione catalitica di una proteina
enzimatica dipende strettamente dalla sua struttura; la perdita dell'attività
catalitica a seguito di variazioni conformazionali o strutturali è detta
denaturazione. Gli enzimi vengono classificati, in base al tipo di reazione
catalizzata, in sei categorie principali: quella delle ossidoreduttasi, delle
transferasi, delle idrolasi, delle liasi, delle isomerasi e delle ligasi.
30. Serotonina: 5-idrossitriptamina. Amina biogena (amina primaria di origine
endogena) derivata dalla decarbossilazione (rimozione di un gruppo funzionale
carbossilico) del 5-idrossitriptofano. Viene sintetizzata dalle cellule
enterocromaffini della mucosa intestinale ed è presente nel sistema nervoso,
nella muscolatura liscia e nelle piastrine. Da alcuni autori viene ritenuta un
ormone tissutale. È un potente vasocostrittore locale ed un ipotensivo

163
generale; inoltre, svolge un ruolo importante nella emostasi, in quanto stimola
la riparazione dei vasi lesi.
31. Sulla DMT e sulla possibilità che essa svolga un ruolo di primo piano nel
fenomeno delle abduction, il Dott. Giorgio Pattera, biologo (coordinatore del
CUN) ha condotto, nel 1997, uno studio teorico consultabile sul sito www.cun-
italia.net.
32. Psicosi endogena: episodio psicotico non chiaramente collegabile con alcun
avvenimento o fattore esterno.
33. Schizofrenia: qualsiasi disordine mentale appartenente ad un gruppo di
gravi malattie psicotiche caratterizzate da una particolare forma di
dissociazione e deterioramento progressivo della personalità nel suo
complesso. Nelle malattie schizofreniche i processi psichici sono diretti da
associazioni personali apparentemente casuali, piuttosto che finalizzate
logicamente, con incongruenza tra pensiero ed emozioni corrispondenti. Le
principali caratteristiche della schizofrenia comprendono gravi disordini
(povertà ed ambivalenza) del pensiero e della sfera affettiva, disturbi del
linguaggio, della percezione, della vita di relazione e del senso di sé (autismo),
allucinazioni, catatonia, con tendenza ad un'evoluzione verso la demenza. A
seconda della prevalenza di alcuni sintomi, quale, ad esempio, il delirio, su
altri, la schizofrenia viene classificata in semplice, catatonica, ebefrenica e
paranoide.
34. Fosfene: sensazione luminosa determinata da uno stimolo meccanico
compressorio (ad esempio, esercitando una pressione con le dita) sui globi
oculari oppure da uno stimolo elettrico o di altra natura.

164
ABDUCTIONS E FETI FANTASMA: POSSIBILI RISPOSTE AD UN ENIGMA
MODERNO
di Enrico Baccarini

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 50 dell'Aprile/Maggio 2004

Approfondiamo un dato inquetante.


Oltre la realtà di un fenomeno sconcertante.

Profondamente affascinati dallo studio dei rapimenti di presunta matrice aliena


abbiamo cercato nelle nostre ricerche, assieme ai colleghi del Comitato Studi
Abductions (C.S.A.) del CUN, di comprendere questo fenomeno nelle sue
molteplici sfaccettature, ossia attraverso quei diversi punti di vista che
potessero evidenziare contraddizioni o possibili confutazioni della
fenomenologia stessa.
In ambito italiano la sinergia realizzata da questo team di ricerca ha permesso
altresì di realizzare quello che fino ad oggi nessuno era stato in grado di fare
nel nostro paese, una commissione di studio che in maniera acritica e con una
impostazione scientifica studiasse un fenomeno ai limiti della razionalità
umana.
È impossibile, oggi come oggi, non rimanere stupefatti di fronte alla
diversificazione che il fenomeno ufologico sembra aver assunto in solo un
sessantennio circa di esistenza ufficiale. Tale diversità sembra strutturasi ancor
più profondamente se indaghiamo nei vari ambiti in cui la materia stessa
sembra suddividersi.
Nell'ormai noto fenomeno delle abduction ci si era raramente avventurati,
prima della pubblicazione in edicola dello "Speciale dei Misteri" dal titolo "Alieni
& Rapimenti" 1, nello sconcertante fenomeno dei "feti fantasma". Tale
fenomenologia è sempre stata collocata agli antipodi della razionalità anche da
coloro che studiano questo fenomeno da decenni, considerandolo una sorta di
inviolabile manifestazione di una qualche forma di intervento al limite tra il
patologico e il soprannaturale.

Niente di tutto ciò perché come osserveremo tra poco si tratta di eventi che
hanno basi ben più concrete, indagabili, ma soprattutto realmente dislocate tra
la fisiologia e la manifestazione di interventi di origine sconosciuta.
Il problema cui dobbiamo trovare innanzitutto una risposta è se questo
fenomeno, da più parti associato con i presunti rapimenti alieni, sia
riconducibile alla sola matrice terrestre, come molti vorrebbero credere, oppure
se si sia realmente in presenza di una matrice "estranea" in grado di operare
come raccontato dai soggetti rapiti.
Ciò significherebbe, come nel caso dei normali individui che affermano di
essere stati prelevati da occupanti di UFO, di capire se nel prelievo del feto
esiste una controparte esogena al nostro pianeta o se si tratti di una normale
patologia "assimilata" dal mondo ufologico.
Nel normale screening effettuato su soggetti che affermano di essere stati
rapiti da extraterrestri è normale imbattersi e constatare di essere davanti a
soggetti che soffrono e patiscono ben altri tipi di pene. La normale malattia

165
mentale o la presenza di patologie a manifestazione allucinatoria possono
ingenerare nei soggetti ricordi e testimonianze in tutto e per tutto abbastanza
simili a quelle mostrate dagli individui che ritengono di essere stati rapiti da
alieni.

Un bravo psicologo, affiancato da esperti in varie discipline, può subito


comprendere quale tipologia gli si presenti davanti e cosi pure un medico può
capire se l'assenza di un feto sia imputabile ad un origine fisiologico-patologica
oppure se non sia assimilabile a niente di conosciuto. Rimane comunque
inoppugnabile un dato. Le abductions sono un fenomeno reale.
L'argomento su cui si può successivamente disquisire è se questa "realtà" sia
interna alla mente del soggetto, ovvero soggettiva, oppure se sia una realtà
oggettiva e tangibile e quindi plausibilmente identificabile anche con interventi
alieni.

La letteratura sulle abduction, soprattutto americana, presenta in una


considerevole quantità di casi questo singolare fenomeno ancora non
pienamente compreso neanche dalla scienza ufficiale. Karla Turner, nel suo
best-seller "Rapite dagli UFO" 2, ha presentato pubblicamente forse per la
prima volta questi eventi narrando storie di giovani donne che ritenevano di
essere state rapite da esseri alieni ovvero poste in stato interessante per poi
essere derubate del proprio bambino.
Con il termine inglese "vanishing twin" (letteralmente, "gemello che sparisce"),
in italiano tradotto come "feto fantasma", si tende oggigiorno a classificare
quella fenomenologia medica in cui all'interno di una normale gravidanza, poco
dopo il terzo mese di gestazione, il feto sembra sparire inspiegabilmente, da
cui la più ampia definizione di "Fenomeno dei Feti Fantasma".
Tale sparizione sembra essere il più delle volte immediata, prevalentemente
nell'arco di una nottata ma anche nel giro di pochi giorni, quanto inconcepibile
anche per la stessa medicina.

Il Dr. Kurt Benirschke 3 ha affermato che dall'avvento di strumentazioni come


l'ecografia, gli ultrasuoni e la risonanza magnetica le prove tangibili riguardanti
il fenomeno dei feti fantasma sono diventate un serio argomento scientifico,
oltre che materia ben documentata dalla medicina.
Si tratta di un fenomeno che formalmente viene confermato anche dal mondo
scientifico ma a tutt'oggi la scomparsa di feti, in gravidanze multiple, viene
identificata solo occasionalmente.
La prima volta che venne descritta questa sindrome fu nel 1945 da parte di
Stoeckel che la illustrò come una "gestazione multifetale in cui si ha
successivamente la scomparsa di uno o più feti", mentre fu nel 1989 che
Elizabeth Noble coniò il termine "fenomeno dei feti fantasma". Una definizione
cosi particolare venne creata perché questa ricercatrice, dopo alcuni anni spesi
nell'analisi di parti gemellari, notò che il 4% delle gravidanze da lei studiate
presentavano un feto gemello che misteriosamente moriva o scompariva verso
il terzo mese di maternità, senza lasciare nessun tipo di traccia all'interno
dell'utero.
Si evince da tali definizioni come questo fenomeno sia generalmente associato

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a parti gemellari, almeno da quanto è stato per ora documentato. La differenza
tra questa sindrome ed i resoconti testimoniali che vengono forniti da soggetti
rapiti consiste proprio nella dicotomia della gestazione gemellare.

Nella letteratura sulle abductions la quasi totalità dei soggetti si ritrovano


infatti a portare nel proprio grembo "un solo bambino" che purtroppo dopo
qualche mese scomparirà in modo inspiegabile.

La sindrome medica dei feti fantasma si riferisce invece, per ora, unicamente a
parti gemellari. Ciò non implica, allo stato attuale delle nostre conoscenze su
questa sindrome, che ci si trovi inevitabilmente davanti ad un "furto alieno"; il
punto che rimane però ancora oscuro è indubbiamente come un singolo feto
possa scomparire senza lasciare la minima traccia!
Per quanto riguarda la sindrome medica sono state infatti avanzate diverse
ipotesi che in qualche modo tendono ragionevolmente a chiarire come tale
sparizione possa verificarsi. Prevalentemente si tende a parlare di
"riassorbimento del feto" 4, sia da parte dell'altro embrione sia da parte
dell'utero stesso, come anche della formazione di un "fetus papyraceus" ovvero
della "mummificazione" del feto a livello uterino. Ma nel caso del singolo feto-
embrione che scompare non sembrerebbe plausibile ritenere che ci si possa
appellare ad altre spiegazioni se non a quella di una "asportazione vera e
propria", di cui dovremmo peraltro rinvenire le prove.
Molti detrattori ormai da lungo tempo affermano che il fenomeno dei feti
fantasma, testimoniato dai soggetti vittime di una abduction, non sia dovuto
ad altro che al frutto di gravidanze isteriche come anche a problemi psicologici
o psichiatrici che porterebbero il soggetto a credere di essere stato fecondato e
poi "derubato" del feto da essere alieni. Sicuramente è verosimile considerare
che una percentuale non risibile di tali casi possa essere spiegata in vari modi
senza necessariamente chiamare in causa visitatori interplanetari, ma allo
stesso tempo una non minima percentuale dei rimanenti resta comunque ed
inevitabilmente senza spiegazione.

Secondo alcune recenti teorie gli embrioni potrebbero essere anche assimilati
dalla membrana della placenta, risolvendo così al mistero della mancanza di un
"corpo del reato". Tale spiegazione non sembra però così esaustiva e risolutiva
soprattutto se si considera che in diversi casi presenti in letteratura i feti
scomparivano in maniera talmente repentina da non poter assolutamente
giustificare un assorbimento così rapido.
Pur avendo constatato che tale fenomeno è stato parzialmente spiegato dalla
medicina moderna, risulta necessario comprendere quale sia la reale matrice
dietro tale fenomenologia esposta da donne che affermano di avere avuto
contatti di tipo IR4.
Si tratta di un campo di ricerca costellato di ostacoli e di incognite,
prevalentemente prodotte dalla nostra ignoranza su tale patologia medica,
ovvero sulle manipolazioni che esseri provenienti da altri mondi "potrebbero"
operare sul nostro pianeta. La letteratura in merito risulta essere ancora molto
scarna ed i pochi studi scientifici condotti fino ad oggi non riescono
pienamente, e in molti casi anzi solo marginalmente, a giustificare tale

167
fenomeno.
Quale correlazione tangibile legherebbe la scomparsa dei feti al fenomeno dei
rapimenti alieni?
Come è stato accennato precedentemente nella letteratura sulle "abductions" 5
non è raro trovare soggetti che affermano di aver perso un figlio dopo pochi
mesi di gravidanza e a seguito soprattutto di presunte manifestazioni notturne
di esseri alieni.
Il salto logico diventa ovviamente legittimo, particolarmente nel caso in cui
eventuali radiografie o esami medici di altra natura rispetto all'ecografia,
rinvengano a livello intracraniale o in posizioni anatomiche definite "impossibili"
da raggiungere se non attraverso complesse operazioni chirurgiche, strani
"corpuscoli metallici" che generalmente vengono assimilati ad "impianti alieni".
Molti soggetti di sesso femminile trattati in ipnosi regressiva testimoniano
proprio l'asportazione del feto.

Come sappiamo il nostro cervello però non sempre risulta veritiero nei nostri
confronti soprattutto nei casi in cui l'individuo sembra aver subìto un profondo
shock emotivo.
Di fronte ad un fenomeno così inusuale, in riferimento a gravidanze mono-
fetali, ma soprattutto senza una spiegazione razionale valida, diventa lecito
cercare di fare maggiore luce sulle testimonianze che i soggetti rapiti rilasciano
durante le sedute a terapeuti e specialisti. In tali gravidanze a maggior ragione
sorgono interrogativi sul perché non si riescano a trovare spiegazioni
sufficientemente valide per comprendere questa sparizione.

La medicina stessa non è ancora riuscita a fornire chiarificazioni esaurienti nei


casi che non si riferiscono ai patti gemellati. Ritenendo verosimile e veritiera
una minima percentuale dei casi di rapimento alieno, quelli che vengono
comunemente conosciuti come "casi genuini", non sarebbe altresì impossibile
ritenere che tra le manipolazioni messe in atto da queste creature estranee si
possa anche constatare una "manipolazione" focalizzata su un feto in
gestazione.
Anche se allo stadio attuale si ritiene estremamente plausibile dover operare
un ridimensionamento generale della casistica sul fenomeno delle abductions
ciò non esclude che a priori si verifichi realmente un fenomeno oltre i limiti
della nostra consapevolezza.
Potremmo trovarci davanti, come è stato più volte ipotizzato, ad una
fenomenologia che si esplica su di un percorso bilaterale; una patologia-
fenomenologia medica ancora oggi poco compresa e una piccola percentuale in
cui realmente è ipotizzabile una interazione tra esseri esogeni al nostro pianeta
ed una loro interazione con donne in stato interessante.

A queste domande ne poniamo un'altra oggi ancora di poco interesse.


A che cosa possiamo associare una fenomenologia che è conosciuta come
"Vanishing Twin Phenomenon", ovvero quella dei feti che durante il periodo
gestazionale scompaiono letteralmente dell'utero delle proprie madri?

168
Anche in questo caso non si tratta di mera mitologia ufologica, ma di fatti che
stanno sempre più richiamando l'attenzione della comunità scientifica 6.
Ci troviamo oggi nella condizione in cui non possiamo, ne dobbiamo, giudicare
perentoriamente un fenomeno relegandolo all'interno di una determinata
categoria solo perché non riusciamo a comprenderlo pienamente, come non
possiamo relegare tutto ciò che risulta essere "estremo" solo perché non si
adatta al nostro modo di pensare o alla nostra cultura in una dimensione di
impossibilità. A suo tempo fu estremo e "impossibile" anche pensare che
l'uomo potesse volare; dopo diversi secoli, invece...

In quasi quarant'anni di storia ufficiale il fenomeno dei rapimenti alieni è


passato sotto numerose verifiche e sotto migliaia di attacchi operati da
qualsiasi ambiente culturale. In nessuno di questi casi si è riusciti però a
sconfessare incontrovertibilmente le testimonianze e le pur scarne prove che si
accumulavano su tale fenomenologia. Si è sempre ritenuto che tale
manifestazione dovesse essere unicamente dovuta al frutto della fervida mente
umana. Probabilmente ciò è possibile in una percentuale non irrisoria dei casi
ma non in quelli in cui vengono lasciate tracce fisiche, vedi gli impianti studiati
dal Dr. Leir, o in situazioni, vedi il caso Walton, in cui sono presenti più
testimoni ad assistere a questi eventi ovvero altri, come nel caso HilI, in cui
l'esperienza dell'incontro ravvicinato del quarto tipo è condivisa con un altro
soggetto ugualmente sequestrato.

Non possiamo, né dobbiamo, escludere aprioristicamente nessuna possibilità e


tanto meno quella che risulta a noi ufologi più cara e che coinvolge un contatto
ed una interazione con entità aliene. Allo stesso tempo però, essendoci sempre
mossi nei binari della correttezza e della serietà scientifica, dobbiamo essere
pronti e consapevoli che una spiegazione più terrena e razionale può anche
celarsi dietro l'angolo.

Arrivati a questo punto, e continuando i nostri studi su questo fenomeno,


potremmo ipotizzare due tipi di manifestazioni realmente sussistenti, ma
necessariamente vincolate dal bisogno di una migliore ricerca scientifica non
connaturata da pregiudizi ovvero libera da preconcetti e da estremismi di
parte. E questo sia in ambito medico che ufologico.
Si potrebbe ipotizzare, in un primo scenario, che i soggetti siano realmente
vittime di un sequestro operato da entità aliene al quale si assocerebbe la
concomitante presenza di una gravidanza gemellare o singola. A seguito del
"sequestro" uno dei due feti resterebbe vittima della patologia medica sopra
citata scomparendo senza una apparente consapevolezza della madre, che
collegherebbe altresì il fatto con il rapimento stesso.

Allo stesso tempo donne in stato interessante potrebbero diventare le vittime,


durante il solito IR4, di una asportazione chirurgica operata da questi esseri,
situazione che genererebbe la scomparsa del feto ovvero una sua estrazione
prematura dall'utero materno.
Si tratta di due ipotesi che prendono come assunto basilare la veridicità di una
percentuale non irrilevante di casi di rapimenti alieni.

169
Nel caso invece che dietro a questo fenomeno si celi solo una patologia medica
allora questo potrebbe riportarci al primo scenario precedentemente
presentato, ovvero ad un collegamento del tutto inesistente con gli IR4.

Una percentuale non irrisoria di tali eventi studiata fino ad oggi


non sembra
però dare ragione a quest'ultima ipotesi, constatando
principalmente il fatto che in molti casi presenti in letteratura tale
sparizione avveniva in maniera talmente repentina da non poter
essere possibile a livello fisiologico, associandosi alla presenza di
indizi o testimonianze che suffragavano l'intrusione notturna di
"qualche cosa di estraneo".
Solo la ricerca futura potrà fornirci maggiori delucidazioni in
merito anche se l'operato e la costanza di alcuni ricercatori americani, come
anche del C.S.A. in Italia, stanno portando lentamente buoni frutti a questa
causa. Lo scenario al riguardo resta più che mai aperto.

Bibliografia:
- R. Pinotti e E. Baccarini - "Il problema dei feti fantasma", in "Alieni e
Rapimenti" de "Gli Speciali dei Misteri", Editoriale Olimpia, Firenze 2003.
- DSM-IV capitolo su "Religious & Spiritual Problem", American Psychiatric Pr
Publisher, 4th Edition 15 June 2000.
- Karla Turner - "Rapite dagli UFO", Edizioni Mediterranee, Roma 1996.

Note:
1. A fine 2003 da parte del Gruppo Editoriale Olimpiadi Firenze.
2. Karla Turner, "Rapite dagli UFO", Edizioni Mediterranee, Roma, 1996.
3. Professore di Patologia e Medicina Riproduttiva a Boston nonché autore di
un noto testo insieme a Peter Kaufmann dal titolo "Pathology of the Human
Placenta Sprinter Verlag", 2003.
4. Questo ovviamente nei primissimi mesi di gestazione. Un esempio tipico
potrebbe essere nei gemelli siamesi, in cui i due feti non si sono perfettamente
sviluppati separatamente dando così origine a giunzioni in varie parti del corpo
dei soggetti. Casi più rari ascrivibili ai primi stadi di formazione dell'embrione
possono presentare un vero e proprio predominio di un feto sull'altro che
conseguentemente viene o ad essere assorbito. Nelle gravidanze plurigemellari
si può raggiungere anche i 2/10 di rischio che questo fenomeno si verifichi.
5. La correlazione in questo caso viene operata su una classificazione di casi
ritenuti genuini.
6. DSM-IV, op. cit. tr. "Esperienze di incontri con alieni e psicopatologia".

170
Dagli USA: l'abduction come psicopatologia?
A complemento di questa nostra analisi vorremmo presentare brevemente al
lettore un ultimo interessante sviluppo presentatosi negli ultimi anni in alcune
pubblicazioni del mondo accademico e scientifico. Si tratta dell'ultima revisione
di uno dei più importanti manuali ad uso psichiatrico e psicologico per "addetti
ai lavori" presenti in commercio: il DSM IV, Diagnostic and Statistical Manual
IV Edizione.
In tale testo è stato recentemente addizionato un capitolo dal titolo "Religious
& Spiritual Problems" ove, tra le altre cose, viene affrontato anche il tema dei
rapimenti alieni.
Data la sua natura di taglio accademico il testo non avvalora minimamente
qualsiasi dato o ipotesi che si collochi al di fuori della razionalità delle materie
che studia mostrando altresì un atteggiamento di totale oscurantismo verso
qualsiasi dato tangibile che metta minimamente in discussione il fenomeno
stesso.
Davanti all'evidenza però non si può negare a lungo ed infatti nel paragrafo
intitolato "Alien Encounter Experiences and Psychopathology", suggerendo la
possibilità che la maggioranza dei rapiti provenga da famiglie indigenti e
possieda di conseguenza disordini emozionali associati in alcuni casi a disordini
psichici, si afferma che "valutazioni psichiatriche e ricerche psicologiche [...]
hanno fallito nell'identificare consistenti psicopatologie". E scusate se è poco.
Uno dei curatori del capitolo, il professor David Lukoff, ha giustamente inserito
il vocabolo "consistenti" ad indicare che se magari per una percentuale
abbastanza alta di casi si può parlare di disturbi mentali, per la rimanente
percentuale non è possibile identificare sintomi o malattie specifiche in grado di
ingenerare tali fenomeni.
La stessa manifestazione di una Sindrome Post Traumatica da Stress
testimonia la presenza di un'esperienza che ha realmente influito
profondamente nel soggetto. Tale sindrome costituisce altresì un target di
valutazione per comprendere la possibile natura dell'esperienza stessa come
anche un vincolo alla base dei fattori che possono condurre alla modificazione
del ricordo.
Per maggiori dettagli è possibile consultare il DSM-IV nel capitolo dedicato a
"Religious & Spiritual Problems" (American Psychiatric Pr Publisher, 4th Edition,
15 June 2000).

171
VERSO UNA ANTROPOLOGIA DELLE ABDUCTIONS
di Enrico Baccarini

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 52 dell'Agosto/Settembre 2004

Dopo il successo televisivo di TAKEN. Le possibili risposte al fenomeno


dei "rapimenti da UFO".

Da ormai quarant'anni l'ufologia ha annesso, all'interno della propria


multiforme fenomenologia, uno sconcertante quanto incredibile fenomeno
costituito dai casi di presunto rapimento alieno.
Si tratta, con tutta probabilità, della manifestazione più drammatica ed
estrema all'interno della variegata disciplina ufologica.
La posizione essenziale da cui questa nostra trattazione prende spunto verte
sulla domanda se i "vissuti", i resoconti testimoniali ovvero le minime tracce
lasciate da questi eventi siano realmente imputabili ad "interventi superiori" o
se siano da ricondurre a ben altre origini.
Qualsiasi sia la fonte, o le fonti, che sottendono questo fenomeno di una cosa
siamo però più che certi: qualcosa avviene veramente.
Oggettivo o soggettivo che sia, per i soggetti il ricordo di questa esperienza
traumatica segnerà in maniera indelebile la loro vita lasciando altresì profonde
tracce di tale esperienza nella propria mente.

Ciò che costituisce il maggior argomento di discussione è indubbiamente


l'interpretazione che di questi fenomeni viene data. Comunque la si voglia
vedere i rapimenti sono un fenomeno "concreto" e "reale" nel senso che la
realtà sperimentata e riproposta dal soggetto non può essere messa in
discussione, mentre si può discutere se quella specifica realtà sia quella
manifesta oppure se sia una realtà che appartiene solamente alla mente del
testimone. Per il soggetto che la sperimenta costituisce comunque
un'esperienza dai profondi risvolti sociali e personali.
Per comodità ometteremo il costante uso del condizionale nella dicitura
"presunti rapimenti alieni" ritenendo assodato che la "presunzione" di esistenza
di questo determinato fenomeno non sia da negare di fronte altresì alla
lampante sicurezza dimostrata da altri ricercatori o appassionati nei confronti
della sua totale inesistenza.

La sottrazione di questo prerequisito fondamentale conduce ad un


inquinamento alla base di tale analisi che, anche se per ora estremamente
approssimativa, è vincolata dalla formulazione di uno schema teorico, e di un
criterio d'indagine rigoroso, che aiuti a raccogliere, ad organizzare e ad
interpretare i dati empirici e testimoniali ottenuti per tendere ad acquisire
materiale genuino su cui poter operare.
Il problema fondamentale cui ci si deve opporre nei tempi moderni e che deve
essere totalmente escluso dalla ricerca in questo fenomeno, è la "verità come
passaggio di opinione" 1 per tendere altresì ad una visione epistemologica 2 del
fenomeno in esame.

172
Ai fini della ricerca è possibile adattare una definizione propria di un'altra
disciplina, la sociologia, plasmandola alle nostre esigenze di studio (le
abductions sono un fenomeno che a pieno titolo può essere inserito nella
sociologia in quanto "fenomeno sociale"). E cioè che "la ricerca sulla
fenomenologia delle abductions deve nascere, inizialmente, come una scienza
di osservazione per mutarsi successivamente in una scienza di analisi e di
verifica dei dati ottenuti".
Tale indagine non può e non deve essere concettualmente orientata, può
essere sì guidata da ipotesi di lavoro, ma deve essere allo stesso tempo
soggetta ad una interpretazione critica e rigorosa.

Vari tipi di approcci


L'approccio odierno allo studio del fenomeno dei rapimenti alieni, conosciuto
altresì con il nome di "abduction" 3 , si contraddistingue per differenti linee di
pensiero e di ricerca. Tali categorizzazioni sono state imposte principalmente
dai differenti approcci con cui dissimili tipologie di ricercatori si sono avvicinati
al fenomeno nel corso del tempo.
Possiamo innanzitutto contraddistinguere un "approccio spiritualista",
abbastanza comune in questo fenomeno, in cui i soggetti affermano di
riportare o subire cambiamenti della propria coscienza, di aver ricevuto o di
sentire dentro di loro una nuova "missione" o pulsione a realizzare un compito.
Sovente tale compito si esplica in un vero e proprio "mandato" diretto
all'apertura e alla riscoperta della coscienza umana ossia alla salvaguardia del
nostro pianeta che, a detta di diverse "razze rapitrici", sarebbe sull'orlo di un
collasso globale.
A fianco a tale categoria si innestano sovente figure che differentemente
possono essere definite "contattati" o "contattisti", in base al fatto se il
rapporto risulta preferenziale e motivato solo sull'individuo o se, nel caso dei
contattisti, tale missione debba essere inserita all'interno di un più ampio piano
di acculturazione e riscoperta globale.
Questo tipo di contatto non per forza e non necessariamente deve avere
direttrici spirituali o messianiche, nella nostra esperienza di studiosi ed
inquirenti ci siamo imbattuti anche in soggetti che non avevano niente da
"insegnare al mondo" e che ricevevano comunicazioni unicamente finalizzate
alla loro crescita personale.

Altre volte i soggetti riferiscono di ricevere dai loro rapitori informazioni


inerenti il sistema solare, la cultura, la scienza e la storia di mondi lontani,
mentre in una minima parte dei casi vengono riferite informazioni inerenti il
passato, il presente o addirittura il futuro del nostro pianeta.

A tale approccio si affianca quello "moderato" di soggetti che, pur affermando


di essere state vittime di tale esperienza, cercano di approcciarsi al fenomeno
in maniera nettamente distaccata, acritica, in alcuni casi quasi negandolo, se
non in certe circostanze introducendolo in una categoria mentale che vorrebbe
comprendere esperienze del proprio vissuto ai limiti della normalità.
Ci troviamo poi davanti ad una esigua, purtroppo, schiera di "rapiti" e di
ricercatori, che con mente aperta e disponibile cercano di capire cosa

173
realmente nasconda questo fenomeno, sia a livello psicologico che biochimico
che oggettivo (con i pochi dati a disposizione). Questi ricercatori cercano di
fondare i loro studi su un approccio prevalentemente scientifico, su quella
scienza moderna che ovviamente ancora non ha scoperto e non ha inventato
tutto ciò che la natura ci ha posto davanti, cercando di analizzare, per quanto
sia possibile e di svelare la matrice ed i residuati collaterali del fenomeno (leggi
ad esempio i microimpianti).

Infine ci troviamo davanti ad una categoria che, da umano ricordo ed in quasi


tutte le discipline, è sempre stata presente ovvero in certi casi imperante, gli
"scettici". Se lo scetticismo sembra costituire il giusto sale per ogni disciplina e
per ogni nuova manifestazione (permettendo altresì un dialogo ed uno studio
costruttivo), in campo ufologico tale "forma mentis" sembra assumere direttrici
ed un "modus operandi" del tutto privi di una sana scientificità.

I ricercatori ufologici che seguono tale indirizzo, normalmente, vuoi perché


intrisi di pregiudizi oppure perché negano aprioristicamente il fenomeno e
quindi relegano lo stesso "semplicisticamente" ad allucinazioni, malattie
mentali o suggestione, contestano sovente il fenomeno approntando studi e
ricerche che nella maggior parte dei casi sminuiscono o negano direttamente
tale fenomenologia senza, la maggior parte delle volte, prendere in
considerazione a tutto campo il materiale a disposizione.

L'ufologia è ormai abituata fin dalla sua nascita, 57 anni ufficiali in questo
2004, a confrontarsi con tali individui, riuscendo però sempre a distaccarsene o
a intrattenere dibattiti che nella maggior parte delle volte si sono risolti in un
"niente di fatto" soprattutto dalla parte dei "negatori d'ufficio".
Occorre aggiungere come tale approccio si risolva molte volte in una vera e
propria "caccia alle streghe" ove si tenti e si cerchi in tutte le maniere di
negare il fenomeno non prendendo in considerazione, o addirittura neanche
studiando, la sua letteratura o le sue testimonianze. È curioso notare come se
realmente la fenomenologia dei rapimenti alieni dovesse essere il frutto di
menti fervide o addirittura di mistificazioni pianificate a tavolino, in quasi
quarant'anni di studio e di ricerca nessun ricercatore o studioso "ufficiale" sia
riuscito a demistificare o a dimostrare la totale falsità di questo fenomeno.
Se fosse realmente e solamente il frutto di una nostra costruzione mentale o
cosciente, sarebbe relativamente palese dimostrare una totale terrestrialità del
fenomeno, senza ogni volta dover ripartire da capo attaccando su qualsiasi lato
i ricercatori o i soggetti presumibilmente rapiti.

Un'ultima categoria, che però abbiamo voluto tenere distaccata dalle altre, si
riferisce a quei ricercatori, ma dovremmo dire in molti casi "appassionati", che
pur ritenendo reali tali manifestazioni le strumentalizzano facendole diventare
spesso fenomeni da baraccone o addirittura sfruttandole per mere volontà
economiche, egotiche o commerciali.

174
Diverse classificazioni antropologiche delle abductions
Nel variegato mondo dei rapimenti alieni ad oggi manca totalmente, in Italia
come all'estero, uno studio coerente e sistematico, di tipo antropologico, che
investa questa fenomenologia.
In questo nostro articolo ci proponiamo di delineare delle linee generali che
siano esaustive, ma per ora non risolutive, proprio di questo tipo di approccio
affinché sia il lettore che l'appassionato possano aggiungere un nuovo tassello
al proprio puzzle conoscitivo in costruzione.
Una distinzione fondamentale deve essere innanzi tutto compiuta per i termini
"rapimento alieno" e "contatto". Si tratta di una distinzione analitica necessaria
quanto importante per le successive prospettive e diversificazioni che queste
due tipologie di "incontro" con presunti esseri alieni ci porteranno.
Queste due categorie derivano innanzitutto dalla concorrenza con le descrizioni
fatte da testimoni e dalle ricerche compiute dagli studiosi di questa
fenomenologia. Secondariamente una distinzione di questo tipo ci permette di
distinguere due categorie ben differenti che nel corso degli anni sembrano aver
fatto prevalere il "semplice" rapimento alieno nei confronti del più complesso e
variegato fenomeno definito "contattismo".
Cosa dovremmo pensare quando leggiamo negli scritti dello studioso di folklore
Bertrand Méheust che racconti di fantascienza degli anni '30 contengono
episodi in tutto e per tutto simile alle odierne abductions?
O quando il sociologo e ricercatore ufologico Martin Kottmeyer ci fa presente
che in un episodio della serie "The Outer Limits", all'incirca dello stesso
periodo, si possono trovare elementi che verranno nuovamente presentati
durante la seduta ipnotica cui fu sottoposto Barney Hill?
Come è possibile oggi poter creare un disegno coerente del fenomeno che ci
permetta di capire cosa realmente si celi dietro le fantomatiche abductions
quando l'uomo moderno si trova costantemente immerso in un mondo dove gli
alieni sono addirittura diventati gli sponsor di bevande o prodotti commerciali?
Queste potrebbero essere alcune delle domande con cui una disciplina come
l'antropologia potrebbe approcciare il fenomeno dei rapimenti alieni per cercare
di studiarlo. Proprio a causa della moderna saturazione mediatica, e non solo,
inerente gli alieni, potrebbe essere utile mostrare come l'idea di esseri
extraterrestri sia stata culturalmente e storicamente circoscritta all'interno di
determinate categorie.
Dovendo trattare obbligatoriamente di una "causalità" dei rapimenti alieni ci
troviamo inevitabilmente a dover discutere anche di una "eziologia" da
proporre per quanto riguarda i casi di contatti con esseri alieni, angeli o
demoni, iniziazioni sciamaniche o malattie mentali.
In forma estremamente schematica sono state proposte negli ultimi anni
diverse "etnoteorie" inerenti le possibili spiegazioni del fenomeno ufologico e
quindi dei presunti rapimenti alieni.
Troviamo innanzi tutto:

- Ipotesi della "malattia mentale", o "sociopatia".


Si tratta di una spiegazione che viene proposta comunemente dagli psichiatri,
dagli psicologi, o dagli scettici del fenomeno. Ritroviamo la stessa spiegazione
quando sentiamo parlare di fenomeni parapsicologici o paranormali; le persone

175
vivono queste esperienze fuori dall'ordinario perché sono, a detta di questi
ricercatori, "psicologicamente disturbate".
Questa asserzione sembra quanto meno semplicistica e inconclusiva
soprattutto alla luce delle ricerche che da decenni la parapsicologia da un lato e
l'ufologia dall'altra sembrerebbero aver prodotto.

- "Effetti psicosomatici da situazioni stressanti".


Si tratta di una spiegazione proposta comunemente da Psicologi Sperimentali,
capeggiati dal neuropsicologo Michael Persinger. L'idea proposta afferma che,
ad esempio, eventi sismici possano generare forti campi magnetici che possono
influenzare l'attività del lobo temporale del nostro cervello. Tali individui
vivrebbero cosi delle esperienze "naturali" che andrebbero oltre la comune
percezione o visione delle cose, in una sorta di allucinazione prodotta
naturalmente. Alcune prove a favore sono state prodotte da ricercatori che
hanno evidenziato sperimentalmente sollecitazioni di stati psicologici simili a
quelle attribuite ai rapiti, ma questi "risultati" non sono stati riprodotti con la
naturale semplicità con cui si suppone possano avvenire nelle situazioni
domestiche dove la maggior parte dei casi sembra verificarsi.

- "voli di fantasia".
Si tratta di un'altra idea comune al mondo della psichiatri, o sovente utilizzata
da scettici o dai media con pochi argomenti alla mano. Si riferisce che i
soggetti che affermano di essere rapiti dagli alieni in realtà siano persone
estremamente fantasiose che, per problemi patologici o semplice voglia di
burlare le persone, inventino dei vissuti per poi presentarli ai ricercatori come
veritieri. È probabile, anzi molto plausibile, che tale interpretazione possa forse
spiegare una minima percentuale dei casi, ma coloro che ostinatamente
continuano a presentare tale ipotesi come spiegazione cardine per il fenomeno
delle abductions non si sono allora letti attentamente la mastodontica
letteratura in merito in cui tale spiegazione sembrerebbe proprio trovare una
minima collocazione.

- Recentemente è stata proposta una teoria estremamente curiosa che però


non è stata quasi minimamente considerata dalla maggior parte dei ricercatori.
Movimenti New Age o alcuni culti di origine cristiana hanno proposto la curiosa,
quanto improbabile, idea che la spiegazione per il fenomeno dei rapimenti
possa essere di tipo "teologico".

176
Le testimonianze di presunti rapimenti o di incontri con esseri alieni
dovrebbero essere "in realtà" ricondotti a manifestazioni "angeliche" o
"demoniache". Questa spiegazione sembra sostituire una classe empiricamente
elusiva con un'altra altrettanto non ben definita, o soggettiva. Può essere forse
vero per coloro che sono religiosi, ma non per chi affronta lo studio di tale
fenomeno in maniera scientifica.

- Infine il "contatto con esseri extraterrestri" sembrerebbe essere oggi l'ipotesi


più cara al mondo dell'ufologia, delineandosi all'interno della ipotesi ETH 4 , e di
coloro che si approcciano a tale materia senza fondamentalismi di parte.
Se a tutt'oggi sembrerebbero essere alquanto esigue, e
contestate, le prove nei confronti del fenomeno ufologico, quelle
che riguardano i presunti rapimenti alieni non sono da meno. Tale
ipotesi di lavoro ha forse però assunto maggiore rilevanza a causa
di quelli che sono stati i successivi resoconti testimoniali riferiti da
soggetti rapiti.
La concomitanza e la presenza di strani oggetti descritti spesso
dai rapiti, o da individui nelle vicinanze, potrebbero testimoniare a
favore della maggiore accettabilità di questa ipotesi (cfr. il Caso Walton, per
esempio).
In aggiunta si deve ricordare come tale fenomenologia sia nata proprio come
diramazione diretta del fenomeno ufologico e come i testimoni abbiano
descritto occupanti, velivoli o semplici interazioni con esseri che riferivano o
venivano percepiti come estranei al nostro pianeta. Questa ipotesi si fonda
sulla grande letteratura in cui questi esseri, in numerosi casi, affermano
proprio di provenire da mondi lontani o da pianeti vicini.

Uno studio antropologico coerente su questo fenomeno sembra solo oggi


iniziare a vedere i propri albori in paesi come l'Italia che, forti di gruppi e di
individui professionalmente e ufologicamente preparati, stanno operando
attraverso una ricerca multidisciplinare e scientifica per delineare ambiti e
campi di studio corretti e non inquadrati ideologicamente.

Dovremmo poi prestare maggiore attenzione al rapporto interpersonale che si


viene a creare tra il soggetto rapito ed il terapeuta professionista. Tale
interazione possiede un significato speciale che va ben oltre il normale
rapporto tra soggetto e terapeuta.
Il ruolo spesso e volentieri assolto da diversi ufologi di personificare sia lo
studioso che il terapeuta del caso pone notevoli domande nonché molti dubbi
di natura etica e professionale. Questi due ruoli sembrano essere infatti
sovente combinati nella figura di un ricercatore che assurge indebitamente, al
ruolo di psicologo o psichiatra della situazione, oltre che di ufologo.
I resoconti ottenuti attraverso tale metodologia risultano essere, nella maggior
parte dei casi, una "produzione congiunta" di chi ha vissuto l'esperienza e di
chi ha indagato il caso. Ciò non inficia né indebolisce il fenomeno, né tanto
meno significa che tutte le esperienze fino ad oggi riportate siano il prodotto di
una "fabbricazione" congiunta.

177
A tale proposito lo psichiatra di Harvard e studioso del fenomeno Jonh Mack ha
definito tale processo "co-creazione", ovvero produzione congiunta tra
terapeuta e soggetto di eventi verificatisi o, nel caso di terapeuti inesperti o
"self-made", mai realmente avvenuti.
Proprio quest'ultima causale ci pone di fronte al problema di una ricerca che
dovrebbe esprimersi in una multidisciplinarietà concreta e in una presenza di
più figure professionali e di settore in grado di valutare correttamente tale
fenomeno.
La quantomeno diversificata manifestazione e classificazione odierna del
fenomeno rende ancora difficile la stesura di un programma ideologico ed
operativo serio che permetta ai differenti approcci di muoversi sinergicamente
verso l'unico fine di comprendere la vera natura sottesa ai rapimenti alieni.
Non possiamo fare del sensazionalismo un'arma vincente per comprendere e
far conoscere il fenomeno, come certuni individui tendono a fare.
Già nel nostro paese, come abbiamo visto, scarno di documentazioni e casi di
presunti rapimenti, c'è chi negli ultimi anni ha mercificato e plagiato ignare
persone che affermavano di aver vissuto "esperienze fuori dall'ordinario".
Questo, insieme ad altri atteggiamenti al limite del penale, sono stati la molla
scatenante che ha condotto il CUN, nel 2003, a costituire un proprio organismo
indipendente per lo studio del fenomeno, la Commissione Studi Abduction,
C.S.A., con il preciso scopo di direzionare la ricerca italiana verso una
maggiore serietà scientifica e verso, speriamo, una maggiore conoscenza dei
fatti.

Note:
1. gr. "dòxa".
2. Ovvero una conoscenza certa.
3. Dal verbo inglese "to abduct": rapire, sequestrare. Termine adottato per
designare la variante limite di un caso di incontro ravvicinato del IV tipo, o IR4
(in inglese CE-IV; da "Close Encounter"), risultante nell'apparente prelievo di
esseri umani contro la propria volontà, ad opera di creature umanoidi di
presunta natura aliena.
4. Per ipotesi ETH, "Extra Terrestrial Hypothesis", si intende quella corrente di
pensiero all'interno del mondo ufologico che considera la presenza di questi
velivoli come il frutto di una civiltà superiore e non di questo pianeta.

ABDUCTIONS: UNA NUOVA SINDROME NEUROPSICHIATRICA?


di P. C.

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 52 dell'Agosto/Settembre 2004

Durante la seconda metà degli anni '80 e tutti gli anni '90, gli addetti ai
lavori hanno assistito ad un significativo incremento del numero dei
casi di presunta "abduction", in tutti gli strati sociali e in tutte le fasce
d'età, incremento che è andato di pari passo con un aumento
dell'interesse da parte dei mass-media nei confronti di questa
problematica.

178
Come risultato di questa presa di coscienza generalizzata, il fenomeno è stato
ampiamente divulgato attraverso molteplici canali mediatici: dalla televisione,
con documentari sull'argomento, film e serial, alla carta stampata, con libri e
riviste specialistiche, a talk-show in cui gli ospiti raccontavano esperienze di
rapimento di fronte a milioni di telespettatori.

Di colpo, un argomento che fino al quel momento era conosciuto da un piccolo


gruppo di appassionati e di studiosi è balzato agli onori della cronaca ed ha
assunto un'insospettata popolarità, tanto che, a tutt'oggi, ben pochi non hanno
mai sentito parlare di "rapimenti alieni".
Questa presa di coscienza, se da una parte ha avuto il merito di far uscire dalla
clandestinità questa problematica e di sensibilizzare una piccola parte
dell'opinione pubblica, dall'altra ha innescato un pericoloso meccanismo a
causa del quale soggetti molto ben informati sull'argomento e particolarmente
suggestionabili e influenzabili, magari con qualche preesistente anomalia
strutturale e funzionale in determinate aree cerebrali, finiscono per confondere
fantasie e desideri subconsci per ricordi reali e per auto-convincersi di avere
realmente vissuto esperienze di questo tipo.
In questo senso, le abduction potrebbero costituire una nuova sindrome
neuropsichiatrica ma anche un non trascurabile fenomeno sociale e sociologico
degli anni '90 e 2000.

A sostegno di tale ipotesi, vi è tutta una serie di studi condotti da unità di


ricerca multidisciplinari costituite da psicologi, neuropsichiatri e neurofisiologi,
studi che è possibile reperire in letteratura e che mostrano come per i casi
analizzati si possa chiamare in causa una spiegazione convenzionale basata su
elementi oggettivi che riconducono gran parte delle presunte abduction a falsi
ricordi.

Nei primi anni '90, M. A. Persinger condusse un interessante studio presso il


Laboratorio di Neuroscienza Compottamentale dell'Università Laurenziana di
Sudbury, in Ontario (Canada), nel corso del quale sottopose a tutta una serie
di accertamenti neuropsicologici sei soggetti adulti che avevano
improvvisamente rievocato ricordi prescolastici di abusi sessuali o di
visite/abduction aliene. È interessante notare come queste esperienze
emergessero quando l'ipnosi veniva impiegata in un contesto di abusi sessuali
o di religione New Age e come esse fossero seguite da una riduzione dell'ansia.
I soggetti mostravano un significativo aumento delle capacità di astrazione e di
immaginazione infantile, complessi segni parziali epilettico-simili e
suggestionabilità.

I dati neuropsicologici indicavano anomalie fronto-tempotali destre, nonostante


i profili del M.M.P.I. (Minnesota Multiphasic Personality Inventory: Inventario
Minnesota della Personalità Multifasica; test psicodiagnostico molto simile a
quello che viene somministrato ai ragazzi chiamati alle armi durante la visita di
leva) risultassero entro la norma.

179
I risultati supportano l'ipotesi secondo cui un'immaginazione potenziata,
dovuta ad instabilità del lobo temporale nell'ambito di specifici contesti, faciliti
la creazione di falsi ricordi, ulteriormente rafforzati nel caso in cui vi sia anche
riduzione dell'ansia. In un altro studio condotto da Persinger e da T.L.
Dittburner, presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università Laurenziana, a
venti giovani donne psicologicamente ben strutturate venne fatta ascoltare una
storia ambigua riguardante un giovane ragazzo che aveva provato paura,
fiutato strani odori, sperimentato una sensazione opprimente durante la notte
e riportato lesioni cutanee la mattina successiva. Dopo avere realizzato il H.I.P.
(Hypnotic Induction Pro file: Profilo di Induzione Ipnotica), alle donne fu ,
chiesto di valutare la percentuale di prevalenza degli abusi sessuali nell'infanzia
o dei rapimenti i alieni nella popolazione generale. Vi furono delle correlazioni
significativamente positive tra le valutazioni della prevalenza effettuate dai
soggetti, l'entità dell'amnesia e gli indici di anomalie dell'emisfero cerebrale
destro.

È ancora oggetto di discussione la relazione tra le osservazioni, la formazione


della cosiddetta F.M.S. (False Memory Syndrome: Sindrome della Falsa
Memoria) e lo sviluppo di allucinazioni non psicotiche.

Presso l'Università di Carleton, ad Ottawa (Ontario, Canada), N.P. Spanos, C.A.


Burgess e M.F. Burgess mostrarono come certi individui, talvolta, fantastichino
interi, complessi scenari e successivamente, definiscano tali esperienze come
ricordi di eventi reali, anziché considerarli il frutto di una fervida
immaginazione. Lo studio in questione prese in esame tre fenomeni di questo
tipo: esperienze di vite passate, contatti con creature aliene e rapimenti da
parte di queste ultime e ricordi di abusi rituali di tipo satanico apparentemente
subiti durante l'infanzia. Fu mostrato come, in ciascuno dei tre casi, la scoperta
di eventi immaginifici risultasse frequentemente associata con procedure
ipnotiche e interviste strutturate, durante le quali al soggetto vengono rivolte
domande decise e ripetute, relative alle esperienze che si crede egli abbia
effettivamente vissuto, domande che, inevitabilmente, finiscono per legittimare
tali esperienze come "ricordi reali".

I risultati ottenuti da questo studio supportano l'ipotesi secondo cui la


rievocazione dei ricordi è organizzata in termini di speranze e credenze
correnti. Un interessante studio apparso sulla prestigiosa rivista scientifica
Lancet mostra quanto potere abbiano i media nell'influenzare certi soggetti
particolarmente fantasiosi e suggestionabili. Le persone tendono ad ottenere la
maggior parte delle loro informazioni al di fuori del proprio ambito
professionale e famigliare, per la precisione dalla carta stampata, dalla radio e
dalla televisione.

L'autore di questo studio, T. Radford, si chiese se l'opinione pubblica credesse


realmente alle improbabili storie diffuse dai media, come quella che
suggerisce, ad esempio, la possibilità che non vi sia una correlazione
patogenetica tra il virus dell'H.I.V; (Human Immunodeficiency Vìrus: virus
dell'immunodeficienza umana) e l'A.I.D.S. (Acquired ImmunoDeficiency

180
Syndrome: sindrome da immunodeficienza acquisita).
Radford fece notare come gli stessi individui che non sono disposti a credere a
queste e ad altre leggende metropolitane, poiché ritenute poco verosimili,
fossero, a vari gradi, inclini a credere ad altre storie considerate, in genere,
altrettanto poco plausibili, quali gli oggetti volanti non identificati (U.F.O.:
Unidentified Flying Objects), l'astrologia, la metempsicosi (reincarnazione) e i
rapimenti alieni.

Presso la Scuola di Psicologia dell'Università di Ottawa, AL. Patry e LG. Pelletier


presero in esame le credenze, gli atteggiamenti e le esperienze correlate ad
avvistamenti di oggetti volanti non identificati e a rapimenti alieni.
I due ricercatori misero a punto un test per valutare le credenze sui fenomeni
ufologici e lo somministrarono ad un campione di 398 studenti canadesi. I
risultati derivati dall'elaborazione delle scale di valutazione delle credenze
paranormali mostrarono che la maggioranza dei soggetti credeva negli U.F.O.,
nonostante la maggior parte di essi non ne avesse mai visto uno mentre solo
una piccola parte credeva ai rapimenti alieni.

Gli autori giunsero alla conclusione che le credenze negli U.F.O. originassero da
forze sociali piuttosto che da esperienze personali.
Ricercatori del Dipartimento di Psicologia ddl'Università di Harvard, a
Cambridge (Massachusetts, U.S.A.), studiarono i meccanismi psicologici
responsabili della creazione della "falsa memoria" in soggetti che riferivano di
avere recuperato ricordi di eventi traumatici, eventi che, probabilmente, non si
sono mai verificati, quali, ad esempio, rapimenti ad opera di creature aliene
provenienti dallo spazio profondo.

Il recupero di falsi ricordi venne studiato in tre gruppi: nel primo gruppo i
soggetti riferivano di avere recuperato ricordi relativi a rapimenti alieni, il
secondo gruppo comprendeva chi credeva di essere stato rapito dagli alieni,
senza, tuttavia, avere alcun ricordo relativo a tale esperienza, mentre il terzo
annoverava soggetti che negavano di essere stati sequestrati da creature
extraterrestri.

I risultati dello studio mostrarono che i soggetti appartenenti al primo gruppo


risultavano più inclini dei soggetti di controllo a rievocare falsi ricordi.
I ricercatori notarono anche come il grado di suggestionabilità ipnotica, la
costellazione sintomatologica associata ad una sindrome depressiva e
caratteristiche schizotipiche costituissero significativi marcatori predittivi di
rievocazione di falsi ricordi.
Alla luce dei risultati ottenuti dagli studi riportati in questa breve disamina e da
molti altri che, per ovvi motivi di spazio, non ho potuto includere, si configura
una terza interessante possibilità interpretativa del complesso fenomeno delle
abduction.

Nello studio dei presunti rapimenti alieni, la grande maggioranza degli addetti
ai lavori tende a partire dal presupposto che le abduction facciano realmente e
fisicamente parte del vissuto passato di alcuni individui e che, perciò,

181
costituiscano un fenomeno oggettivo, la cui natura è, peraltro, ancora oggetto
di accesa discussione.
Sebbene non escluda a priori la possibilità che le abduction siano di matrice
aliena, anche se considero una simile eventualità improbabile, ho motivo di
credere che una parte, per la verità piuttosto esigua, delle esperienze
traumatiche che alcuni soggetti dichiarano di avere vissuto e che molti addetti
ai lavori interpretano come veri e propri prelievi fisici da parte di creature
aliene, sia, in realtà, riconducibile ad operazioni ultraclassificate di matrice
militare/intelligence.

Il fatto che i microimpianti di presunta matrice aliena, nel modo in cui vengono
descritti da chi li avrebbe rimossi chirurgicamente e studiati, non siano, come
ho avuto modo di far notare in più di un'occasione in alcuni studi precedenti,
cosi tecnologicamente progrediti come la maggioranza degli addetti ai lavori
ritiene e che con essi sia teoricamente possibile influenzare alcuni processi
neurofisiologici e modificare il comportamento di esseri umani, mi induce ad
avanzare l'ipotesi secondo cui questi dispositivi non siano di matrice aliena,
bensì terrestre.

Del resto, questa ipotesi acquista maggiore plausibilità, qualora si consideri che
tra gli obiettivi che si era prefisso di conseguire il Programma MKULTRA,
avviato il 9 Aprile del 1953 da Allen Dulles, l'allora D.C.I. (Director of Central
Intelligence: il Direttore della C.I.A.), vi era anche quello di sviluppare
metodiche di Mind Control (Controllo Mentale) e di modificazione
comportamentale, come emerge chiaramente da diversi documenti
declassificati e rilasciati grazie al F.O.I.A. (Freedom Of Information Act: la
legge sulla libertà di informazione grazie alla quale qualsiasi cittadino privato di
nazionalità statunitense ha il diritto di richiedere il rilascio di documenti militari
e governativi classificati previa loro declassificazione e censura).

Da alcune indiscrezioni, purtroppo assai difficilmente verificabili, sembra che i


ricercatori che lavoravano a tale programma abbiano fatto uso di rudimentali
impianti per controllare il comportamento di cavie umane.
Ho motivo di ritenere, anche se non sono in grado di produrre alcuna prova a
sostegno di tale supposizione, che il Programma MKULTRA, nonostante sia
stato ufficialmente chiuso, sia confluito in altri programmi di ricerca classificati,
forse ma questa è solo una speculazione teorica, nel cosiddetto Programma
Montauk.

In accordo con quanto emerso dagli studi illustrati sopra, tuttavia, ritengo che
gran parte delle abduction sia soggettiva, ossia scaturisca dalla mente creativa
di soggetti estremamente suggestionabili, in virtù di meccanismi
neuropsicologici che portano alla rievocazione di falsi ricordi che i soggetti
stessi non sono in grado di discriminare da quelli reali. I primi, difatti,
potrebbero essere il risultato dell'elaborazione inconscia dei secondi, di fantasie
e di desideri repressi ma potrebbero anche essere prodotti a seguito di uno o
più disturbi da stress post-traumatico, le cui cause devono essere ricercate nel
vissuto passato dei soggetti.

182
È altresì interessante notare come, in taluni casi, nei soggetti in cui i ricercatori
hanno verificato il recupero di falsi ricordi relativi a rapimenti alieni, siano state
riscontrate delle anomalie morfo-strutturali di determinate aree cerebrali.
Gran parte dei presunti addotti, quindi, potrebbe soffrire di una nuova forma di
sindrome neuropsichiatrica, frutto dei tempi in cui stiamo vivendo e scaturita
dalla complessa interrelazione di fattori di tipo neuropsichiatrico e di tipo
ambientale/culturale.

Bibliografia:
- Persinger MA. - "Neuropsychological profiles of adulti who report 'sudden
remembering' of early childhood memories: implications for claims of sex
abuse and alien visitation/abduction experiences" - Percept Mot Skills 1992;
75(1): 259-66.
- Dittburner TL, Persinger MA. - "Intensity of amnesia during hypnosis is
positively correlated with estimated prevalence of sexual abuse and alien
abduction: implications for the false memory syndrome" - Percept Mot Skills
1993; 77(3 Pt 1): 895-8.
- Spanos Np, Burgess CA, Burgess MF. - "Past-life identities, UFO abduction,
and satanic ritual abuse: the social construction of memories" - Int J Clin Exp
Hypn 1994; 42(4): 433-46.
- Radford T. - "Influence and power of the media" - Lancet 1996; 347(9014):
1533-5.
- Patry AL, Pelletier LG. - "Extraterrestrial beliefs and experiences: an
application of the theory of reasoned action" - J Sot Psychol 2001; 141(2):
199-217.
- Clancy SA, McNally RJ, Schacter DL, Lenzenweger MF, Pitman RK. - "Memory
distortion in people reporting abduction by aliens" - J Abnorm Psychol 2002;
111(3):455-61.

INCONTRI RAVVICINATI DI IV TIPO E FENOMENI ALLUCINATORI DI


NATURA PSICHIATRICA. C'È UNA RELAZIONE?
di Giuseppe Colaminè

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 52 dell'Agosto/Settembre 2004

Ancora sul fenomeno dei "rapimenti alieni".

Ciò che ha maggiormente insospettito il mondo scientifico in tema di incontri


ravvicinati di IV tipo o Abductions è il racconto reso in ipnosi regressiva dai
soggetti coinvolti.
Quasi tutti gli addotti hanno infatti descritto un evento caratterizzato dai
seguenti aspetti abbastanza comuni tra loro, fatta eccezione per alcune
varianti:

- Prelevamento non violento da parte di creature umanoidi, descritte come

183
estremamente basse di statura, macrocefale e microsplancniche.
- Permanenza di alcune ore (tempo soggettivo) in ambienti simili a camere
operatorie o di diagnostica, radiologica, dotati di caratteristiche
particolarmente avanzate rispetto all'attuale livello medico-scientifico.
- Posizionamento su lettini privi di mezzi di contenzione ma sui quali i soggetti
si sentivano impossibilitati a compiere movimenti.
- Messa in atto da parte degli adducenti di metodiche di indagine intraorganica
di tipo invasivo, con sonde penetranti attraverso gli orifizi naturali o attraverso
le pareti corporee, paragonabili ad indagini endoscopiche o laparoscopiche,
queste ultime peraltro del tutto indolori.
- Presenza incostante, insieme agli umanoidi del tipo descritto, di figure
dall'aspetto umano, indossanti abiti secondo la moda corrente, i quali
comunque non prendevano parte attiva all'evento.
- Manipolazioni indirette a carico della sfera genitale, raccontate con marcata
nebulosità e larvato compiacimento.
- Atteggiamento costantemente rassicurante da parte degli umanoidi adducenti
nei riguardi dei soggetti coinvolti.

Il follow up a distanza sulla qualità di vita dei soggetti ha mostrato in media un


mutamento dell'assetto emotivo-comportamentale, improntato per lo più verso
acquisizione di atteggiamenti misticheggianti e simpatia verso dottrine
contemplative, tipiche delle religioni Orientali.
Nella variante definita D.I.A.N.A. (Delirio Individuale da Aggressione Notturna
Aliena), il soggetto racconta l'intrusione di creature umanoidi nella propria
camera da letto in ore notturne, oppure uno stato dissociativo mente-corpo,
con la sensazione di essere trasportato fuori dalla camera. Nell'insieme
quest'ultimo aspetto riproduce abbastanza fedelmente le cosiddette esperienze
di pre-morte.

Tutto ciò è stato letto dalla scienza ufficiale come segno di un deterioramento
della personalità, con regressione verso atteggiamenti di tipo passivo e
pseudodelirio mistico improntato a presenze extraterrestri. Queste ultime, di
fatto, deresponsabilizzerebbero l'individuo, proponendo un loro modello
incontestabile perché scientificamente avanzatissimo.
Diversamente, una chiave di lettura di tipo paranoideo può far pensare ad un
delirio persecutorio in cui la minaccia di un'intrusione extraterrestre sgravi il
singolo dalle problematiche comuni, concentrandone l'attenzione su di una
minaccia cosmica accostabile ad eventi apocalittici.
In quest'ottica le personalità emotivamente deboli, gravate da intense
frustrazioni, troverebbero nella fantasia dell'abduction un eccellente
meccanismo difensivo che le allontani dal reale ed al tempo stesso le renda
partecipi di un evento drammatico, restituendo loro quel ruolo protagonistico
perduto o mai avuto.

La variante DIANA è stata valutata come un segno attendibile di dissociazione


psichica, evidenziato dalla sensazione di distacco mente-corpo.
La casistica relativa a soggetti che hanno avuto esperienze ascrivibili ad
abductions è variabile. Abbiamo sì soggetti emotivamente labili ma anche altri

184
del tutto integrati nel tessuto sociale, peraltro senza storia di sintomi psichici o
personalità premorbosa.
Lo scopo di questa relazione è di valutare, in base ai dati riportati dalla
casistica ed alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, la possibilità che
contenuti relativi ai racconti resi in ipnosi regressiva, possano essere frutto di
un'induzione esterna.
Va preliminarmente chiarito che la tecnica ipnotica non è sempre garanzia di
veridicità del racconto, in quanto il soggetto può attingere i contenuti del
racconto dalle proprie fantasie inconsce o anche da una mitizzazione del
proprio vissuto, trasfigurando gli aspetti dell'evento, fino a renderli iperbolici o
francamente deliranti.
L'allucinazione è per definizione una falsa percezione sensoriale in cui la
struttura psichica trasmette al cosciente contenuti propri.
Le cause di questo evento possono essere legate a turbe mentali di tipo
psicotico ed in questo caso ci troviamo di fronte ad una causa strettamente
endogena. Diversamente abbiamo allucinazioni indotte da altre malattie, per lo
più legate a stati tossici; fra queste gravi infezioni (tifo, setticemie) o
intossicazioni (gas tossici, stupefacenti, farmaci, alcool).
In tutti i casi citati, il contenuto allucinatorio ha una sua pseudologica, anche
se aberrante, nel senso che l'individuo ne attinge i contenuti dal proprio vissuto
rielaborato.

Nella psicosi maniacale-paranoidea il soggetto riferisce visioni esaltanti,


mistiche o persecutorie, che comunque attivano una sua risposta
comportamentale aggressiva.
Nelle forme depressive gravi, osserviamo allucinazioni a contenuto fortemente
angosciante che spesso inducono comportamenti suicidi. Nelle reazioni
psicotiche post-traumatiche, il soggetto rielabora in maniera amplificata i
contenuti del suo stesso trauma.
Nelle forme tossiche o settiche, il contenuto allucinatorio è variabile, spesso
banale, fatta eccezione per il cosiddetto "delirium tremens" da etilismo acuto,
in cui il soggetto vede insetti di grossa taglia che lo terrorizzano o gli
camminano sul corpo (microzoopsie).

Questo è un contenuto comune a quasi tutti gli etilisti e comunque ha una sua
logica simbolica ipotetica, in quanto, secondo gli orientamenti psicoanalitici,
ripropone lo stato di contaminazione tossica dell'organismo, simboleggiato dal
parassitaggio da parte di animali mostruosi.
In tutti i casi, l'allucinazione, al di là della possibile pseudologica, attinge i suoi
contenuti al bagaglio esperienziale soggettivo o anche a quello collettivo.
In questo senso la visione mistica o demoniaca, la visione di mostri mitologici,
di belve feroci, di personaggi dalle connotazioni non umane (orchi, vampiri,
licantropi), è sempre frutto della rielaborazione di contenuti già acquisiti dal
soggetto, sia per esperienza diretta che per apprendimento tramite immagini,
racconti, miti e credenze comuni alla cultura cui egli appartiene. Tipico è
l'esempio della visione di draghi fra pazienti dell'estremo Oriente e di demoni
fra quelli del mondo Cristiano.
La mente umana non costruisce dal nulla, tutt'al più rimodella da frammenti

185
comunque già acquisiti.
La teoria dell'inconscio collettivo di Cari Gustav Jung, sostenitrice della
presenza nel nostro inconscio di archetipi, contenuti transpersonali comuni a
tutto il genere umano, è stata corredata dallo stesso Jung con la possibilità che
tali contenuti vengano geneticamente trasmessi lungo lo svolgersi delle
generazioni.
Anche qui quindi ci troviamo di fronte a contenuti preesistenti. Si tratta di una
rielaborazione in chiave medica delle idee innate di Platone o
dell'immanentismo di S. Agostino.
Entrambe le tesi contenevano l'implicita ammissione di una preconoscenza da
parte dell'uomo, ammessa anche dalle teorie post-Freudiane di Winfred Bion
(vedi "Precognizione" e "L'alba dell'oblio").
Per quanto attiene la cosiddetta allucinazione collettiva, in cui più individui
percepiscono in modo alterato contemporaneamente e nello stesso luogo, va
detto che in quel caso agisce un fattore di suggestione reciproca.

Un primo soggetto "trigger" innesta la catena comunicando la propria


percezione ed altri vengono coinvolti come gregari, fino a che tutti riferiscono
una visione comune. Quest'ultima pero è sempre soggettiva e non vi sono dati
sufficienti a far pensare che la percezione sia stata identica per tutti.
L'evento Abduction non è evento collettivo ed il contenuto dei racconti
presenta connotazioni particolari che non lo rendono ascrivibile alle
allucinazioni fino ad ora conosciute dalla scienza medica.
Va innanzitutto esaminato il contenuto scenico del racconto. Umanoidi non
aggressivi, ambienti ipertecnologici; procedimenti indolori, atteggiamenti
rassicuranti, atmosfera globalmente soffusa e surreale.
Tutto ciò potrebbe essere letto in chiave psichiatrico-sociale come l'evoluzione
del delirio in versione scientificamente adattata ai nostri tempi. Alle visioni di
maghi, orchi, streghe, caverne, alambicchi e pozioni magiche, lo psicotico di
oggi si terrebbe al passo con i tempi confezionando una fiction compatibile con
il progresso scientifico.

La tesi presenta tuttavia dei punti deboli.


In primo luogo va detto che i primi racconti di abduction (vedi caso dei coniugi
Hill del 1962), anticipavano di gran lunga tecniche diagnostiche allora non in
uso come la laparoscopia. Dato il substrato sociale dei due, non era nemmeno
possibile che essi avessero accesso ad .eventuali esperimenti futuribili che si
svolgevano nel massimo riserbo in seno ad ambienti medico-militari
statunitensi in piena guerra fredda.
Va notato che il racconto degli Hill non è molto diverso da altri racconti resi in
epoche successive, da parte di individui abitanti in zone diverse del mondo.
Nemmeno è credibile che il primo caso abbia stimolato la fantasia dei
successivi addotti poiché la notizia dell'abduction degli Hill venne resa pubblica
anni dopo l'evento e la casistica ci dice che nel frattempo vi furono altri casi,
tutti non collegati tra loro.
È stato solo dopo molti anni che i ricercatori di varie nazioni del mondo si sono
trovati ad avere enigmi simili tra loro e la caduta del muro di Berlino ci ha fatto
scoprire che in quegli stessi anni, anche nell'impenetrabile mondo comunista si

186
verificavano eventi simili a quello degli Hill.
Non possiamo quindi rifarci ad una ipotesi di archetipo Junghiano, poiché lo
scenario non è affatto archetipico ma futuribile.
Non possiamo appellarci ad un collegamento fra addotti che di fatto non vi fu.
Non possiamo pensare che l'inconscio collettivo contenga aspetti
ipertecnologici, altrimenti dovremmo implicitamente ammettere che in epoche
ancestrali l'uomo ebbe esperienze di contatto con realtà inconciliabili con il suo
livello di conoscenza scientifica ed in questo caso ammetteremmo l'intervento
di "qualcosa" da ritenere estraneo alla civiltà umana, quindi, per definizione,
"alieno".
Un aspetto poco chiaro è quello legato alla morfologia degli umanoidi
adducenti, i quali appaiono globalmente come delle creature dalle
caratteristiche fetali (cranio voluminoso, corpo piccolo). Ciò potrebbe indurre a
credere che si tratti di una rielaborazione inconscia di un ricordo ontogenetico
del proprio periodo fetale. Si tratta di un dato suggestivo ma non sufficiente,
che oltretutto non spiega lo scenario in cui tali creature vengono percepite.

Una mia ipotesi in merito è che nell'IR4 il soggetto riceva dall'esterno una
sequenza di segnali che vengono introiettati nel mentale profondo proprio
come la pseudo-fiction descritta in ipnosi.
Questa sorta di sogno trasmesso avrebbe effetti specifici sulle funzioni
psichiche ed in questo caso, anche ammettendo che la scena sia stata creata
ad arte, dovremmo ammettere l'esistenza di "qualcuno" che confeziona il
segnale e lo trasmette ai soggetti coinvolti.
Va chiarito che la sequenza scenica descritta in Abduction non appare
riconducibile a contenuti archetipici di tipo "non terrestre" che io stesso ho
ipotizzato negli scorsi anni.
In alcune miei articoli già pubblicati, si parlava dell'"archetipo alieno in noi",
intendendo come tale la presenza nella struttura bio-psichica umana di tratti
legati ad altre possibilità di vita non terrestre.
Questa tesi prendeva le mosse dalla teoria di Frank Hoyle, il quale ipotizzava
che la vita sulla Terra fosse stata, almeno in parte, indotta da batteri che si
trovavano sui numerosi meteoriti caduti in ere geologiche ancestrali.
Senza voler considerare l'ipotesi che nel corso dell'evoluzione della nostra
specie vi sia stata un'interferenza da parte di creature intelligenti
extraterrestri, resterebbe nel profondo dell'inconscio umano una
consapevolezza subliminale di una realtà cosmica.
Tutto ciò potrebbe affiorare nel corso di particolari sogni descritti nella casistica
psicoterapica, nei quali il soggetto ha delle visioni di scenari siderali, o anche di
habitat mitici dalle connotazioni non terrestri.
Ugualmente tali contenuti potrebbero emergere come allucinazioni in situazioni
di dissociazione psichica.
Si tratterebbe comunque di scenari scarsamente differenziati, ben diversi da
quelli tecnicamente strutturati e ampiamente corredati di dettagli, che vengono
riferiti dagli addotti in ipnosi.
La storia delle prime ,abduction è cruciale proprio perché caratterizzata dalla
mancanza di scambio di informazioni fra addotti.
Ai nostri giorni il sospetto di un suggestionamento è plausibile, da quando i

187
mass media hanno ampiamente diffuso le modalità dell'evento, ma allora no.
Ricercatori di frontiera o anche psichiatri di accademia, si trovarono
improvvisamente di fronte ad un evento del tutto nuovo, dai contenuti
inspiegabili, frammenti di tecniche allora ignote, oggi chiamate TAC, SPET,
risonanza magnetica, laparoscopia, con l'aggiunta di tracce di manipolazione
fisica sui corpi dei soggetti.
Barney Hill presentava una dermatite che riproduceva la forma di una sorta di
struttura che in ipnosi risultò essere proprio un supporto su cui egli era stato
appoggiato.
Altri addotti hanno presentato cicatrici lineari in corrispondenza di strutture
ossee le quali sono apparse radiograficamente lese, cioè private del loro stato
superficiale come se qualcuno vi avesse passato sopra una sorta di pialla.
Altri addotti ancora hanno evidenziato all'interno del loro organismo strutture
estranee simili a microchips (impianti), che emettono onde elettromagnetiche a
bassa frequenza, potenzialmente in grado di interferire con funzioni
neurochimiche complesse legate all'assetto emotivo-comportamentale.
Tutto ciò si accompagnava quasi costantemente a quel racconto in ipnosi che
la scienza ufficiale tende a liquidare come allucinatorio.
Fondamentalmente si tratterebbe di un'allucinazione estremamente atipica:
per contenuto, per simbologie, per premesse, che almeno per i primi casi
rilevati, sicuramente non attinge ad alcun contenuto intrapsichico, personale o
genetico.
In parole semplici, se è vero che la mente non costruisce dal nulla, gli addotti
devono aver avuto una sorta di induzione esterna per percepire un simile
scenario.

La tendenza a liquidare il fenomeno come sintomo psichico è scientificamente


insoddisfacente, nonché socialmente rischiosa.
Il pericolo è duplice: da un lato si rischia di creare ingiustamente una nuova
classe di malati mentali; dall'altro, se questi individui venissero ignorati, si
rischierebbe di sottovalutare un gruppo dalle potenzialità indefinibili.
Considerato infatti che l'addotto modifica il suo assetto emotivo dopo l'evento,
non va escluso il rischio che di fronte ad eventuali IR4 con modalità diverse,
magari incitanti alla violenza, alla devianza sociale, potremmo trovarci un
domani ad aver a che fare con individui, saldamente motivati in un
comportamento lesivo per la comunità e sfuggiti ad ogni controllo.

Non appare sensato trascurare quello che potrebbe essere un dettaglio


apparentemente irrilevante, come la riferita esperienza di contatto o anche di
avvistamento oggetti di sospetta natura non terrestre. Si tratta di
un'esperienza che in soggetti predisposti può innescare reazioni psichiche
imprevedibili, ivi compreso il delirio di onnipotenza o il delirio mistico, stati che
spesso portano a gesti aggressivi e omicidi.
Un'interpretazione del fenomeno in chiave mistica o demoniaca è altrettanto
rischiosa poiché relega lo stesso nell'area del dogmatismo.
Eventi legati al credo religioso non vanno studiati scientificamente ma piuttosto
solo accettati per fede, ciò nel rispetto assoluto di ogni credo religioso e nella
consapevolezza che essi non possono essere valutati con parametri scientifici.

188
L'IR4 ha invece tutte le caratteristiche che lo rendono un fenomeno studiabile
scientificamente e non può essere accantonato. La logica, i dati statistici, gli
aspetti peculiari, lo pongono a distanza da eventi allucinatori fino ad ora
ritenuti consueti nella pratica psichiatrica.
Per esclusione rimane quindi l'ipotesi dell'induzione dall'esterno.
Nessuno chiede che questa venga accettata fideisticamente, ma nemmeno
relegata nella formula del "nient'altro che".

LA SFIDA DELLE ABDUCTIONS


di Giulia D'Ambrosio

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 53 dell'Ottobre/Novembre 2004

Il fenomeno dei sequestri UFO e i suoi protagonisti.

Inizialmente semplice effetto collaterale dell'avvistamento di aeromobili di


origine sconosciuta, gli incontri ravvicinati di quarto tipo (IR4) hanno assunto
nel tempo un'importanza specifica a sé, tanto più elevata quanto più misteriosa
si è rivelata, man mano, la loro dinamica.
Gli IR4, cioè il contatto visivo e comunicativo con esseri non appartenenti alla
specie umana, sono ancora un quesito, un fenomeno tuttora incomprensibile,
dato che le nostre facoltà percettive non sono sufficienti a cogliere gli aspetti
veramente salienti dell'evento; né sembrano venire in nostro aiuto per
analizzarlo le nostre capacità tecnologiche. Perciò, benché siano in avanzata
fase di studio metodi che impediscano queste interazioni (poiché nella maggior
parte dei casi esse si rivelano molto sgradevoli e indesiderate), un IR4 rimane
di fatto soprattutto un trauma personale. Semplicemente, esso ci sfugge.

Le forze o creature estranee coinvolte sono in grado di creare percezioni


alterate con mezzi mentali, psichici e tecnologici, e probabilmente questo il
problema principale da affrontare per comprendere ci che sta accadendo.
La capacità degli esseri Grigi di mettere confusione nelle menti umane
notevole, poiché loro stessi sembrano portati alla confusione. Derrel Sims, ad
esempio, è convinto che essi siano piuttosto stupidi e che il loro Q.I. arrivi si e
no a 80.
I ricordi dei testimoni, ottenuti con ogni mezzo disponibile, sono bagliori nel
buio, che illuminano solo una piccola porzione di scena e che per ora non
hanno consentito ricuciture che originino un palinsesto, una vera agenda
aliena.
Infatti alcuni resoconti dimostrano che molte interazioni avvengono su un
piano puramente mentale, uno scenario virtuale introdotto dall'esterno che è
non distinguibile da uno reale. A queste si aggiungono sensazioni e contatti
telepatici che hanno un contenuto variabile, spostandosi da principi spirituali ad
avvertimenti che riguardano il futuro del nostro pianeta, fino a comprendere
insegnamenti particolari, di cui i più comuni riguardano l'ambito simbolico e i
numeri più specificamente.

189
Un aspetto allarmante, che emerge dalle testimonianze che la statunitense
Karla Turner riportò nel decennio scorso, riguarda la possibilità che vi sia in
atto un progetto per catturare qualcosa della struttura umana.
Se poniamo questo come un obbiettivo probabile delle entità aliene, sono
allora giustificati il prelievo di cellule germinali, i racconti di gravidanze con feto
poi asportato, i ricordi di bambini molto piccoli inseriti in particolari colonne di
liquido, i bambini cresciuti presentati a presunti genitori, l'accenno che si fa
riguardo possibili tentativi di clonazione.

A mio parere, ciò che i repeater vedono e sperimentano sono in larga parte
scenari virtuali che contengono comunque un nucleo veritiero. I testimoni più
attendibili portano la nostra attenzione sul fatto che gli alieni non sembrano
trasmettere o scambiarsi emozioni, ma solo un particolare tipo di empatia,
definito come una gentilezza impersonale.

La capacità di provare emozioni nell'essere umano è fondamentale per la sua


crescita spirituale. Si tratta di un aspetto necessario allo sviluppo della
personalità ed strettamente connesso alla creatività e al controllo della paura.
Quando altri ricercatori affermano che il ripristino dell'emozionalità è uno degli
obiettivi inseguiti dai Grigi, obbiettivo che li spinge a ibridarsi con la razza
umana, il ragionamento non si spinge oltre una parzialità.

L'emozione e la creatività sono forze energetiche inserite in una struttura ben


precisa, non sono scollegabili dalla natura umana.
Replicare l'emozionalità staccata dal radicamento nella vita fisica, dal senso di
sé, dai sentimenti e dalla capacità di esprimere l'interezza del proprio vissuto,
sarebbe uno scoordinato tentativo di riprodurre solo una delle caratteristiche di
base di questa specie piuttosto peculiare che rappresentiamo.

Perciò quello che possiamo estrapolare dalle esperienze di IR4, che


continuamente trattano di creazione, è che questi esseri non hanno ancora
ottenuto ciò che serve loro e, probabilmente, non ci riusciranno mai.
Le prime immagini del contatto risalgono all'infanzia, in un'età sempre inferiore
ai sei anni.
In una prima fase, i ricordi dell'età adulta e infantile sono mischiati in modo
inscindibile e solo un paziente lavoro di ricollocazione spazio-temporale lascia
luogo a una sequenza almeno più logica.

Di solito; alla paura che caratterizza l'inizio dell'incontro fa seguito un senso di


familiarità per la momentanea scomparsa di meccanismi di rimozione che
tendono di volta in volta a cancellare l'esperienza.
Il soggetto trova normale alzarsi dal letto e seguire l'alieno, in un viaggio di
risalita verso l'aeronave. Il viaggio non esente da stranezze, perché il soggetto
non si ritrova a camminare: i piedi, le gambe, spesso le mani, in seguito a una
sensazione di vibrazione, cominciano a diventare invisibili.

Anche questo uno degli aspetti che causano shock.


L'impressione che le persone hanno quella di essere trasportati all'interno di un

190
tunnel di luce, mentre il loro corpo va progressivamente incontro a una
mutazione che consente loro di attraversare muri o finestre e di librarsi verso
una meta che spesso non riescono a ricordare, ma che altrettanto spesso
invece si rivela un ambiente sperimentato più volte.
Il momento del contatto e del trasporto è completamente rimosso nella quasi
totalità dei casi, così come il rientro dall'esperienza. In termini di tempo essa
può durare una quindicina di minuti o diverse ore, ma il computo del tempo
può essere molto complicato.
La percezione che la persona ha può differire significativamente dal tempo che
poi risulta essere trascorso sull'orologio, aprendo scenari di interpretazione
sulla nostra percezione di tempo e spazio.
Questa sembra essere la direzione verso cui tendere con la ricerca: la relativita
spazio-temporale, gli stati di coscienza che consentono di vivere esperienze
oltre le costanti indotte dalla gravitazione e i meccanismi biochimici che
l'evoluzione ha preservato per consentirci di raggiungere tali stati,
evidentemente in modo consapevole. Lì si trova una risposta al mistero degli
IR4.

ABDUCTION: FRA OBIETTIVITÀ E REVISIONISMO


di Gianfranco Degli Esposti

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 53 dell'Ottobre/Novembre 2004

O sancta simplicitas!
In quale curiosa semplificazione e falsificazione vive l'uomo...
Come abbiamo reso tutto intorno a noi chiaro, libero e semplice!
Come abbiamo saputo dare a noi stessi un libero salvacondotto per ogni
superficialità ed al nostro pensiero una divina brama di capricciosi salti e
paralogismi! Come abbiamo saputo fin da principio conservarci la nostra
ignoranza per godere di una libertà a stento concepibile(...).
E soltanto su queste basi di ignoranza, oramai salde e granitiche, ha potuto
levarsi sino ad oggi la nostra scienza!
Friederich Nietzsche,
"Al di là del Bene e del Male".

Non mi si vorrà tacciare di eccessivo "spirito polemico" se confesso che


l'articolo di P.C., "Abduction: una nuova sindrome neuropsichiatrica?", mi ha
lasciato sconcertato... Meglio ancora direi, sgomento!
In sintesi, la "sorpresa" in questione, eufemisticamente parlando, emerge dalla
constatazione che con tale disamina l'intricato problema dei "rapimenti" viene
affrontato da una prospettiva prettamente scettica, proponendo in termini
alquanto acritici tesi di noti accademici, di norma "di casa" su pubblicazioni
come "Scienza e Paranormale" del CICAP et similia.
Poco importa se il testo sia stato inserito fra altri due articoli di tutt'altro
orientamento e formalmente steso, come lo è, al condizionale; e così pure se
un punto interrogativo ne sigli il titolo, quando, a conferma della sopracitata
impostazione, non una sola parola è dedicata alle ricerche dei veri, e storici,

191
"addetti ai lavori", i Mack, gli Sprinkle, i Jacobs, gli Hopkins e tanti altri, né al
carattere estremamente poliedrico di una casistica, che non è né europea, né
statunitense, bensì mondiale.

A chi, come P.C., da anni ci aveva abituati a ricerche e contributi ufologici di


considerevole portata e spessore, oltreché (soprattutto) di segno
completamente diverso dallo studio in oggetto, dovrebbe almeno apparire
scontato il carattere non solo insufficiente, quanto indirettamente fuorviante, di
un approccio in chiave "esclusivamente" fisiologica alla fenomenologia
complessa ed articolata degli IR4; quale quello di cui egli si fa per l'occasione
portatore.
Mi si permetta, da "storico" del fenomeno abduction inserito fra i componenti
del CSA o Comitato Studi Abductions del CUN diretto dal Dr. Giuseppe
Colaminè e di cui anche P.C. fa parte, un breve excursus storico: come nel
Medioevo e nell'Età Moderna la Chiesa ricorreva all'alibi del diavolo ed alle
presunte sue nefaste influenze, per giustificare ufficialmente la necessità del
proprio apparato inquisitoriale, così dal XIX secolo in poi, il Positivismo ed i
suoi successivi epigoni hanno preteso di spiegare le manifestazioni dell'intera
sfera umana come il portato di particolari reazioni biochimiche del sistema
nervoso centrale o di caratteristiche genetiche "predefinite" dell'individuo:
l'artista, per esempio, sarebbe tale perché disporrebbe di un patrimonio
enzimatico di un certo tipo, oppure di un corredo cromosomico diverso dalla
norma.

Nulla di più falso e ridicolmente riduttivo!

E nel caso della Chiesa ed in quello della tanto decantata Scienza parolona di
cui tanti sono soliti riempirsi la bocca, ritenendo puerilmente in tal modo di
innalzarsi di una spanna al di sopra dei propri interlocutori, abbiamo a che fare
con pure e semplici "ideologie", nell'accezione "hegeliana" del termine: sistemi
di idee e di mentalità vigenti in una società in un determinato periodo storico,
di volta in volta presentate in termini assoluti, vale a dire come il massimo
concepimento dell'epoca in oggetto, destinato ad essere tramandato nella sua
integrità alle generazioni future.

È stato così tanto per il Liberismo, che per il Socialismo e così pure per il
Fascismo ed è così ancora oggi per chi vorrebbe riporre fiducia incondizionata
in una scienza così palesemente vincolata ad interessi di ordine politico
economico, presentandola come una sorta di "demiurgo del reale", per dirla
con il filosofo di Stato prussiano: un sistema indiscutibile di verifica di quanto ci
circonda, unico possibile artefice delle nostre conoscenze.
Nossignori! Da una simile scienza, totalitaria e chiusa a riccio in se stessa,
quanto retrogada ed antidemocratica, non potranno mai venire le nostre
agognate risposte al mistero UFO, né a quella gamma di fenomeni
estremamente particolari, come le "Extra Sensorial Perceptions" che,
analogamente a quest'ultimo, rifiutano di farsi imprigionare nei nostri
preconcetti o di farsi riprodurre a nostro arbitrio. Ed anche questo l'amico P.C.,

192
dovrebbe saperlo bene...

Ma veniamo al dunque.
Il marchio "ideologico" del pezzo emerge già dall'esordio: il fenomeno
abduction sarebbe una novità emersa fra gli anni 80 ed i '90, che avrebbe
preso a dilagare di pari passo con un aumento dell'interesse da parte dei mas
media nei confronti di questa problematica.
Qui facendo propria la famosa ipotesi sociopsicologica, tanto cara ai monneristi
nostrani, l'Autore sembra confondere l'effetto con la causa: come se uno, due
o tre talk show, espressamente dedicati al tema in questione o l'uscita di
qualche film fantascientifico, avessero il potere di suggestionare ad arte
persone di una qualsiasi estrazione nel contesto di una data società.

Se si pensa a quale impianto propagandistico, a quale martellamento mediatico


devono ricorrere gli stati per mobilitare la pubblica opinione interna, in
occasione di crisi internazionali o peggio ancora di minaccia conclamata al
proprio territorio.
Dai missili a Cuba all'11 settembre gli esempi non mancano, certe
argomentazioni, feticcio ideologico di certi "ifologi" torinesi, fanno veramente
ridere.

Proseguendo, la prima domanda che viene da porsi riguardo agli studi di A.


Persinger, che a detta dell'Autore convaliderebbero l'analogia "fra ricordi
prescolastici di abusi sessuali" e postumi da abduction, è come diamine si
possano anteporre ad una casistica, che definire sconfinata è poco, delle
pseudo risultanze su di un gruppo di sei, numero-sei, soggetti/cavia, quali
quelli di cui lo scienziato canadese si è servito ai fini della propria ricerca,
quando nulla conosciamo né sul conto dei soggetti in questione, né sulla liceità
con la quale i medesimi siano stati al tal scopo selezionati.

Un altro aspetto che le ricerche di Persinger evidenzierebbero è il rapporto fra


"anomalie fronto temporali destre" e indice di "suggestionabilità del soggetto",
concetto che l'Autore anticipa già in apertura, asserendo che i soggetti con
"preesistente anomalia strutturale e funzionale in determinate aree cerebrali,
finiscono per confondere fantasie e desideri subconsci per ricordi reali e per
autoconvincersi di avere realmente vissuto esperienze di questo tipo"...
Di qui a dichiarare i rapiti dei "cerebrolesi", il passo non mi pare molto lungo. E
ciò sarebbe inaccettabile.
Questo volere individuare per forza un denominatore comune in coloro che
vivono esperienze di contatto alieno, chiamando in causa anomalie o
singolarità a livello organico pare quasi una rivalutazione delle argomentazioni
di un Lombroso, versione 1902, secondo le quali le persone con determinate
caratteristiche anatomico fisioniomiche, dovevano essere portatrici di ben
specifici tratti a livello comportamentale: i soggetti con tendenze criminali per
esempio dovevano a suo dire avere cranio schiacciato, fronte bassa e ciglia
pronunciate ed essere di corporatura tarchiata.
Ho sempre pensato che simili discorsi fossero oramai articoli da museo:

193
evidentemente, però, così non è...

Il prosieguo del "pezzo", prendendo spunto dagli studi di altri cattedratici, A.L.
Patry e L.G. Pellettier, batte ulteriormente sul tema dell'influsso dei media e sui
meccanismi sociopsicologici che presiederebbero alla creazione di "false
memorie" in rapporto ad "eventi che, probabilmente non si sono mai verificati",
per ribadire come alla base delle cosiddette "credenze ufologiche" vi siano
fattori di ordine sociale ben più che esperienze personali.
Dulcis in fundo, tanto per onorare il titolo dell'articolo, quella "suggestionabilità
ipnotica", retroterra ideale per l'insorgenza delle false memorie in questione,
sarebbe a sua volta tipico indizio di uno stato psichico alterato del soggetto...

Tempi nuovi, vecchi alibi


Per fare una prima sintesi dei contenuti sinora trattati, il tutto pare volere
proporre una sorta di cartella clinica del rapito, data da traumi da abusi
sessuali, incredibili suggestioni indotte dai media, stati patologico allucinatori,
distorsioni mnemoniche e via dicendo, a giustificazione di narrazioni reputate
esplicitamente prive di alcun riscontro oggettivo.
In realtà, tralasciando i discorsi "lombrosiani" dall'Autore rivalutati dopo oltre
un secolo, gli studi dei vari Persinger & Co, non è che costituiscano granché di
nuovo.

Le prime tesi revisioniste si erano infatti già affacciate sul finire degli anni '70,
con il progressivo diffondersi delle notizie relative ai casi di abduction. Il trend
più in voga in Europa parlava di sintomi allucinatori assimilabili ad esperienze
psichedeliche da LSD, prendendo in considerazione quel centro del cervello
noto come "focus ceruleus", la cui stimolazione, per vie ignote, innescherebbe
nel soggetto situazioni da "sogno ad occhi aperti": come tali pure sensazioni,
per nulla riconducibili ad esperienze effettivamente vissute.

Oltre oceano invece salirono alla ribalta gli studi del ricercatore Alvin H.
Lawson, demistificatore della legittimità dell'ipnosi regressiva in relazione ai
casi di abduction. Secondo Lawson i rapimenti UFO non dovevano essere
ascritti all'intervento di entità extraterrestri o comunque a fattori esogeni al
soggetto, in quanto costituivano il riaffiorare, dai meandri occulti della mente,
di memorie legate al trauma da nascita. In particolare egli sosteneva che il
tipico "film" di un sequestro UFO, dato dal passaggio del soggetto dapprima
lungo tunnel oscuri, poi in ambienti fortemente luminosi, con le strane
procedure mediche che lì avrebbero luogo, in presenza di piccoli esseri
macrocefali, ripercorresse sin troppo evidentemente il processo del parto, dato
dall'uscita del feto dall'utero materno, sotto le luci della sala clinica, con gli
ostetrici che lo prelevano, lo esaminano e lo collocano accanto ad altri nascituri
che come lui hanno aspetto esile, sono calvi e presentano il cranio più
sviluppato rispetto al resto del corpo.
Il tutto era quindi da ricondurre a ricordi ancestrali ritenuti per lungo tempo nel
subconscio del soggetto, che più tardi venivano restituiti alla sua coscienza
sotto forma di confusi flashback.

194
Tale chiave di lettura, malgrado non fosse assolutamente in grado di spiegare
come un sistema neurologico primitivo, in parte senza il supporto della vista,
potesse recepire e conservare le immagini della nascita, fu accolta come
plausibile, in quanto rimuoveva la prospettiva assurda, cioè scomoda, di entità
extraterrestri che interferirebbero a proprio arbitrio, per motivi del tutto ignoti,
con il corso della nostra esistenza.

Il rapimento alieno doveva essere confinato a livello meramente soggettivo o al


massimo interpretato in termini socio antropologici come decodificazione di
determinati input, caratterizzanti l'immaginario collettivo nella società del
Global Village.
Fu così che casi clamorosi come quello del metronotte genovese Zanfretta
vennero farsescamente spiegati con archetipi mostruosi, che sarebbero stati
immagazzinati a lungo nel subconscio del protagonista, sin da quando questi
era ancora bambino, probabilmente a seguito della visione di un film come "Il
Mostro della Laguna Nerà", per poi affiorare come falsi ricordi di un evento mai
verificatosi. Ma è tutto opinabile.

La parola all'esperto
Vediamo quindi come fra ieri ed oggi nulla sia cambiato nel contesto di quelle
funanmboliche spiegazioni che di volta in volta vengono tirate in ballo al fine di
esorcizzare lo scomodo fenomeno e le sue vittime, presentando queste ultime
alla stregua di soggetti "allucinati". Come se costoro in sede di ipnoregressione
si limitassero a recitare una qualsiasi storiella che a suo tempo era loro rimasta
impressa a livello inconscio, o cercassero addirittura di venire incontro alle
pretese sensazionalistiche di chi li esamina.
No, così non è! E questo rappresenta un altro punto circa il quale l'Autore della
disamina sorvola del tutto.
Leggiamo cosa riferisce John Mack nel suo "Abduction":
"La pretesa secondo la quale il rapito cerchi di compiacere l'ipnotista durante la
propria regressione, inventando di sana pianta una storia fantastica, omette di
considerare quanto in realtà siano profondamente turbanti le esperienze di
abduction e quanta resistenza il soggetto cerchi di opporre al riemergere dei
ricordi dal proprio profondo... I fautori della controversa ipotesi delle false
memorie dovrebbero seriamente tenere in considerazione ciò. 1"

Quello che Mack rileva, va nella direzione diametralmente opposta alle tesi
sulla suggestionabilità ipnotica difese nell'articolo di P.C., anche perché la
paura che emerge con la rievocazione di un'esperienza di abduction è un
qualcosa di assolutamente atipico rispetto ad altri possibili ordinari eventi
tragici della vita del soggetto, raggiungendo punte di estrema drammaticità,
che a fatica l'analista cercherà di controllare:
"I rapiti sono spesso oggetto di procedure altamente intrusive... a mezzo di
strumenti che vengono inseriti nel loro corpo... Le più frequenti di queste
riguardano il sistema riproduttivo dell'uomo e della donna con conseguente
prelievo di materiale organico... Inutile sottolineare quanto ciò sarà disturbante
per il soggetto, nel momento in cui egli per la prima volta riporterà alla propria
coscienza il ricordo di tali eventi. 2"

195
Un altro aspetto importante della fenomenologia abduction completamente
ignorato dal riduzionismo accademico, e sul quale Mack invece con attenzione
si sofferma, è quello dato dai riscontri fisici a latere di detti eventi: cicatrici,
marchi molto strani e quant'altro, impressi sui corpi dei soggetti, che collimano
con i ricordi delle procedure subite. Ma che dire soprattutto di quei frequenti
casi nei quali le donne reduci da un'abduction, dapprima si scoprono incinte,
per poi constatare la scomparsa di tale stato, a seguito di un altro incontro con
gli alieni? Che dire di quegli strani effetti di interferenza o dei
malfunzionamenti indotti su apparecchiature elettriche od elettromagnetiche,
posti spesso in essere dai rapiti? Che dire infine dei casi di "UFO Healings", le
inesplicabili guarigioni verificatesi a seguito di incontri ravvicinati del III e del
IV tipo, di cui in non poche occasioni veniamo a sapere?
Prendiamo solo il caso straordinario della casalinga americana Dianne Dube,
che era nata con un difetto congenito al cuore, dato da una malformazione al
ventricolo destro: una notte quando Dianne aveva dodici anni, uno strano
essere androgino comparve misteriosamente nella sua camera da letto, le mise
una mano sul petto, facendole avvertire una certa pressione; quando il giorno
dopo la ragazza si recò in ospedale per il ciclo di cure che da sempre portava
avanti, si sentì dire che il suo cuore era miracolosamente tornato di forma
normale e che pertanto da quel momento in poi lei non aveva più bisogno di
effettuare alcuna terapia.
A quale forma di "suggestione" vogliamo ricondurre un fenomeno del genere?

Le succursali della "Spectre"


L'unico aspetto concreto che P.C. pare sia disposto a concedere a questa
gamma di esperienze, a suo dire "in gran parte soggettive", prodotte "dalla
mente creativa di soggetti altamente suggestionabili" da falsi ricordi (!) è
quello che ricondurrebbe le medesime ad "operazioni ultraclassificate di
matrice militare/intelligence"
A tal riguardo egli cita il fantomatico programma MKULTRA, che fu in effetti
avviato nel '53 dall'allora direttore della CIA, Dulles, a fini del progetto del
Mind Control, e per il quale si sarebbe fatto ricorso a rudimentali impianti
sperimentati su cavie umane.
Da ciò a configurare lo scenario delineato in seguito da Helmut e Marion
Lammer circa le controverse Milabs (MILitary ABductions) il passo è breve.
Premesso che non esiste prova alcuna di attinenza fra un simile progetto e la
fenomenologia abduction, va fatto notare che uno stato, come la potenza
nordamericana degli anni '50, che decide di varare una simile operazione, di
cavie potenziali sa di disporne a iosa: esse vanno dall'enorme parco offerto dal
proprio durissimo sistema penitenziario, ai tanti sconosciuti reietti che vivono
ai margini delle sue metropoli.

È semplicemente puerile pensare che ai fini di tale programma, la più grande


agenzia spionistica del mondo si sia avvalsa di sceneggiate, stile la disneyana
Banda Bassotti, condotte ai danni della casalinga del Minnesota o del boscaiolo
dell'Arizona, con i propri agenti travestiti da "abduttori" alieni.

196
In secondo luogo, dato che la prima coppia di rapimenti da UFO noti come tali
ebbe luogo non negli USA, ma in Iran e Italia nel 1954, dovremmo pensare ad
un'organizzazione in grado di operare a nord, come a sud, ad est come ad
ovest del pianeta, indifferentemente dai confini geopolitici dei vari Stati e
soprattutto alla faccia di quella suddivisione del mondo in due sfere di influenza
contrapposte, che ha imperato dal 1945 sino alla fine degli anni '80.

Gli "addotti", infatti, c'erano ieri e ci sono oggi anche nella Santa Madre Russia.
Magari una sorta della famosa "Spectre", descritta in quel serial avventuroso
dei film di 007 James Bond, al cui comando era il terribile "Dr. No",
personaggio dall'aspetto del criminale di guerra nazista, che era però solito
esibire una casacca stile rivoluzione culturale cinese, con le ghette coloniali ai
piedi...
Parrebbe dunque che non pochi seppur validi "ufologi scientifici" nostrani siano
ben più disposti a farsi "suggestionare" da scenari suggeriti da alquanto
fumose storie di questo tipo evocati online da siti quali il Mind Control Forum o
dai fumetti di Nick Carter, o Martin Mystere, piuttosto che sottoscrivere
coerentemente l'ipotesi di una regia extraterrestre a monte della vastissima
casistica dei sequestri UFO.
Beninteso, il CSA del CUN è aperto a tutto nella massima obiettività e non ha,
né deve avere, posizioni preconcette, da cui la sua forza. Ma i discorsi parziali
restano poco produttivi...

Note:
1. John Mack, "Abduction", Simon Schuster, pag. 25.
2. Ibidem, pag. 39.

RETROSCENA MITOLOGICI DEL FENOMENO ABDUCTION


di Enrico Baccarini

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 54 del Dicembre 2004/Gennaio 2005

Dal vecchio Testamento al Medio Evo. Una visione generale su


manifestazioni apparentemente comuni.

" Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare
non può imitarlo nessuno; perché? Perché gli altri non lo hanno vissuto."

Goethe (1749 -1832)

Sono passati ormai oltre 57 anni da quando il fenomeno ufologico si manifestò


pubblicamente di fronte agli occhi esterrefatti dei media mondiali.

Il superamento del millennio ha lasciato studiosi e scettici di fronte alle stesse


domande che si ponevano alla fine degli anni '40. Le nostre coscienze, la
nostra tecnologia ed anche la rappresentazione che abbiamo di questo
fenomeno sono però cambiate nel corso del tempo, quasi come se affianco alla

197
nostra evoluzione se ne fosse palesata un'altra interiore, più celata, che ci ha
permesso di prendere sempre più coscienza di un fenomeno fino ad allora
ignorato.
Sì, perché ormai sappiamo che il fenomeno ufologico non è patrimonio unico
del XX secolo, e l'enorme mole di studi compiuti in questi sei decenni ha
permesso di riacquisire e riosservare, in chiave critica, eventi legati al nostro
passato evidenziando in molti casi palesi rassomiglianze, se non uguaglianze,
con il fenomeno moderno.

Se sei decenni di analisi ed avvistamenti ci hanno posti davanti a tante


domande e a poche risposte, e hanno suscitato malumori creando fazioni
opposte, atteggiamento questo tipico di ogni ambito in cui si impegna il genere
umano, un fatto sembra però oggi essere incontrovertibile: quello che il
fenomeno UFO esiste e persiste, ma soprattutto non è frutto della nostra
immaginazione.
L'aspetto centrale e fondante su cui non siamo riusciti ad addivenire ad una
soluzione è la sua natura, o le sue molteplici origini, e le chiavi che potrebbero
spiegare una presenza così massiva ed estesa nel tempo (probabilmente in un
arco di quasi e forse oltre due millenni); dati che sembrano ancora sfuggirci.
Se la soluzione sembra ancora distante, ed il contatto ancora impalpabile, la
certezza che quasi sessant'anni di studi non siano riusciti a demistificare ed
inficiare il fenomeno dovrebbero essere però sicuro sintomo del fatto che
realmente qualcosa di anomalo interagisce con il nostro pianeta.
Questo per acquietare il buon cuore di coloro che definendosi "scettici" hanno
ad oggi cercato in ogni modo di razionalizzare e spiegare la natura stessa di
queste manifestazioni.
La ricerca ufologica non è una scienza, né un dogma di fede in cui accettare ad
occhi chiusi ogni pretesa verità, atteggiamento in cui purtroppo però diversi
personaggi sembrano rispecchiarsi. La ricerca ufologica è uno studio
multidisciplinare, eclettico, eterogeneo e composito, una sorta di operazione di
retroingegneria che dovrebbe permetterci di acquisire dati ed informazioni
attraverso le osservazioni e le testimonianze dei soggetti che se ne sono detti
testimoni e vittime.

I prodromi
L'aspetto mitologico del fenomeno abduction, che non implica unicamente e
necessariamente una matrice fantastica alla sua origine bensì verosimilmente
la traslitterazione di un avvenimento in termini e linguaggio propri della cultura
o dell'individuo che lo vissero, sono stati sovente tralasciati dalla moderna
ricerca del settore.
La Parola "mito" dal greco "mithos", possiede come significato primitivo la
valenza di narrazione, discorso, riferendosi appunto alla trasposizione di eventi
che erano occorsi e che erano stati successivamente riportati oralmente e poi
per iscritto.
Solo in seguito il significato verrà modificato ed arricchito attribuendogli una
tipologizzazione di stampo narrativo-fantastico ed identificando ed inserendo al
suo interno racconti che avevano come protagonisti eroi, dei e Creature
mitiche.

198
Questo nostro testo vorrebbe proprio gettare le basi per il recupero e per una
nuova comprensione di suddette tradizioni per riosservarle e ristudiarle alla
luce del fenomeno ufologico. Si tratta di un compito estremamente arduo che
prima di noi ha coinvolto decine di studiosi in tutto il mondo e che nei decenni
sembra avere prodotto interessanti chiarimenti su determinati eventi del
nostro passato.
Se da una parte in epoca romana un Giulio Ossequente, nel suo "Il libro dei
Prodigi", ci parla testualmente di "Clypei Ardentes" e di travi infuocate che
solcavano i cieli dell'antica Roma, lasciandoci pochi dubbi sull'interpretazione di
tali manifestazioni, è oltremodo più difficile rileggere sotto la stessa chiave
tradizioni antiche in cui non sono presenti evidenti riferimenti ai meravigliosi
prodigi cui l'uomo era stato fatto partecipe.
Si potrà parlare anche di spiegazioni eziologiche, o di riadattamento di tali fatti
all'interno di un'ottica ufologica, ma non possiamo né dobbiamo "mettere la
testa sotto la sabbia" e non considerare quelli che possibilmente furono
avvistamenti e contatti "ante litteram" con un fenomeno che si è reso
manifesto, o di cui noi uomini abbiamo voluto prendere realmente coscienza,
solo dal 1947 in poi.
Gettando le basi per la nostra analisi "mitologica" del fenomeno Abduction non
possiamo non iniziare da uno dei più importanti testi dell'umanità, il testo
cardine per alcune tra le più importanti religioni moderne, il Vecchio
Testamento.

Attraverso una rilettura critica della Bibbia molti studiosi si sono trovati negli
ultimi decenni davanti a quelle che potevano essere, o sembrare, descrizioni di
eventi ufologici e contatti avvenuti nel passato più remoto dell'uomo. Eventi
che pur se inseriti all'interno di un contesto religioso e dogmatico disponevano
di notevoli similitudini con il fenomeno che studiamo.

Nel testo biblico ci viene narrata la mistica ascesa al cielo del profeta
Ezechiele 1 collocando l'evento in un passato talmente remoto su cui non ci è
possibile avere riferimenti precisi. La moderna ricerca sul tema ha identificato
in tale narrazione la testimonianza ante litteram di un possibile caso ufologico.
Ciò che fu narrato nel Libro di Ezechiele non si riferisce unicamente alla
presunta manifestazione del "logos", l'essere divino, avvenuta per tramite di
un carro luminoso disceso fino a Terra, ma soprattutto ci troviamo davanti ad
un "contatto ravvicinato" con strane entità che sembrano governare tale
struttura ed interagire con il profeta biblico.
L'Antico Testamento ci descrive tale manifestazione divina in modo assai
ambiguo, e le raffigurazioni classiche ci presentano sovente Dio, seduto su un
trono di luce ed attorniato da angeli e cherubini, tutte rappresentazioni che
sono però solo "interpretazioni" successive di ciò che Ezechiele poté
effettivamente osservare.
La moderna ricerca ufologica ci potrebbe altresì indicare in tale descrizione un
possibile caso di incontro ravvicinato (del tipo IR3 e IR4) con entità aliene.

Spiegazione eziologica o no che possa sembrare, ciò che viene narrato in


questo antico testo risulta essere simile, se non speculare, a quanto narrato

199
oggi dai soggetti presunti addotti, ovvero filtrato da una cultura, quella
semitica del tempo, che non poteva che associare tale apparizione che aduna
manifestazione divina, anche se la sua reale natura fosse stata ben diversa.
Ezechiele non poteva altrimenti interpretare ciò che vide, e il suo contesto
sociale, culturale e storico potevano unicamente condurlo a ritenere che ciò di
cui era stato testimone fosse la presenza divina sulla Terra. Il tutto,
ovviamente, ritenendo che il fatto sia avvenuto realmente.

Di notevole interesse è inoltre la descrizione dei successivi eventi occorsi al


profeta a seguito di tale "visione". Fu condotto su di una remota montagna in
un luogo imprecisato ove si ritrovò cosciente ma in totale stato confusionale.
Casi del genere non sono ignoti al mondo della psicologia o della psichiatria
che, dal loro punto di vista, hanno in diverse occasioni affrontato il tema del
misticismo associato a manifestazioni oggettive anomale e alla successiva
ricaduta che un evento "particolare" poteva avere sulla mente di determinati
individui.
Un soggetto con forti predisposizioni al misticismo può facilmente interpretare
un determinato fenomeno, che appunto potremmo definire anomalo cioè al di
fuori di qualsiasi schema o convenzione normale, come frutto di un messaggio
divino o di una diretta manifestazione dell'Essere supremo 2.
Questi casi sono collocabili, e collocati, all'interno del variegato mondo delle
patologie mentali e quindi prodotto e cagione di disturbi cognitivi o neurologici.

Ma se un individuo totalmente normale, con nessuna nozione scientifica e


tecnologica e ancor più collocato in un contesto storico estremamente distante
dal nostro fosse venuto a contatto o avesse interagito con qualcosa di
assolutamente sconosciuto e anomalo, come avrebbe potuto reagire?
Verosimilmente rileggendo il tutto attraverso le proprie nozioni, la propria
cultura e le proprie possibilità interpretative, possibilmente anche in chiave
religiosa. Ezechiele potrebbe essere stato effettivamente testimone e vittima di
qualcosa di ben tangibile ma allo stesso tempo di difficile interpretazione per il
suo contesto storico e sociale, che poi sarebbe stato inevitabilmente
reinterpretato attraverso la sua "forma mentis" e la sua formazione.

Un salto temporale di oltre due millenni ci porta in un altro periodo storico


estremamente interessante, ed altrettanto ricco di manifestazioni nomale, un
periodo in cui le stesse manifestazioni sembreranno essere rappresentate nella
loro accezione più negativa e più "maligna".
Nel Medio Evo saranno proprio le strane ed inquietanti apparizioni di creature
come gli "incubi" e i "succubi" a disturbare il sonno di ignari esseri umani.
Esseri dalle fattezze antropomorfe, bassi e macrocefali, gli "incubi" ed i
"succubi", narrano le leggende, erano "esseri demoniaci" che entravano nelle
camere da letto di uomini e donne per accoppiarsi con loro o per sottoporli ad
altrettanto enigmatiche attività. Patrimonio principalmente della "letteratura"
del nord Europa, questi esseri sembravano essere in grado di rendere
totalmente incapaci di controllare la propria volontà coloro che ne erano
vittime, palesando allo stesso tempo atteggiamenti che sono oggi riscontrabili
all'interno della letteratura sulle abduction.

200
Il contesto socioculturale e religioso medioevale impose un certo "riserbo" su
tali esperienze, oniriche o meno che debbano essere considerate, soprattutto
per motivazioni che potevano addurre e portare ad accuse di stregoneria e di
interazioni con il Maligno.

Un mito come quello appena presentato lascia ovviamente pochi stralci


interpretativi se non quelli che la mitografia stessa può presentarci ma se noi,
come abbiamo appena detto, raffrontiamo tali narrazioni con le più recenti
testimonianze di rapimento alieno vedremo nascere subito il dubbio se almeno
in parte tali leggende non possano effettivamente aver preso spunto da ben
più tangibili esperienze.
Eziologia a parte, i resoconti testimoniali costituiscono un dato di fatto e
documenti su cui poter esperire le proprie indagini.
L'impressionante similarità che è rinvenibile a secoli di distanza può almeno
palesarci il dubbio che una fenomenologia attigua si sia perpetuata nel corso
dei secoli, un fenomeno che noi oggi identifichiamo con le abduction e che
come nel caso di Ezechiele fu interpretato e filtrato da una cultura, quella
medievale, che vide non più in Dio ma nel Maligno le manifestazioni di ciò che
razionalmente non sapeva, né poteva, spiegarsi.

Da Vallée al folclore ufologico


Tra coloro che negli ultimi decenni di ufologia si sono distinti maggiormente per
gli studi compiuti nei campi mitologici e folclorici del fenomeno UFO possiamo
indicare sicuramente il noto studioso di origine francese Jacques Vallée, fisico
ed esperto informatico.
Vallée ha legato il proprio nome all'ufologia speculativa negli anni '60, '70 e '80
ma anche a quella sul campo attraverso numerosissime indagini compiute "in
situ" per comprendere l'origine del fenomeno stesso.

Assieme a studiosi come Thomas Ballard e Peter Rojcewicz 3, Vallee ha cercato


di rilevare e localizzare temi rilevanti presenti nel folclore medievale, e nei
secoli successivi, che potessero confutare o attestare una sorta di linea storica
ininterrotta, un "continuum", riferito al fenomeno abduction.
Lo studioso francese ha studiato centinaia di leggende e miti specifici presenti
in tutte le culture del pianeta rinvenendo dati veramente eccezionali.
Tra le più interessanti scoperte effettuate si spazia da resoconti di avvistamenti
di strani oggetti nei cieli, campo di studi in cui oggi è principe la
paleoastronautica (un tempo si suggerì di definirla "clipeologia"), ad esperienze
che, come abbiamo sottolineato precedentemente, si collocano all'interno di
scenari estremamente coerenti con gli attuali rapimenti alieni.
Un esempio illuminante del materiale rinvenuto da Vallée lo possiamo trovare
nel manoscritto autografo dell'arcivescovo di Lione Agobardo 4, datato 816
d.C., che prese posizione contro "marinai celesti" che infestavano i cieli della
sua città sbarcando dalle nubi e saccheggiando frutteti e campi di frumento.
Addirittura lo stesso Agobardo avrebbe salvato la vita a quattro persone
sequestrate e poi rilasciate da questi. celesti "Silfi", indicati come colpevoli di
avere rovinato i raccolti nei campi della zona: guarda caso, lo stesso fenomeno
oggi indotto dall'attuale fenomeno dei "crop circles" 5.

201
Quale migliore rappresentazione di un presunto rapimento e di contatti con
un'altra civiltà?
Lo stesso Agobardo, poi diventato Santo, nella stessa opera raccontò di come
nell'VIII secolo il famoso cabalista Zedechia, sotto il regno di Pipino, avesse
sostenuto che tutti gli elementi fossero abitati da esseri celesti definiti "Silfi" e
di come lui stesso avesse chiesto loro di mostrarsi alle folle. Quando tale
richiesta venne accontentata - i documenti recitano cosi - furono visti nei cieli
prodigi e manifestazioni incredibili attraverso cui, per mezzo di "vascelli
mirabili", i "Silfi" si palesarono.
La cronaca continua affermando di come tali "manifestazioni pubbliche"
avessero impaurito e destabilizzato le folle al punto tale da far imporre a Carlo
Magno, e poi a Ludovico il Bonario, ammende a tutti i supposti "tiranni
dell'aria" 6. Le ammende non servirono ed i Silfi continuarono a manifestarsi
nei cieli e alla gente, addirittura iniziando a rapire persone. Quando però alcuni
di questi esseri scesero al suolo con i loro "vascelli" la gente, esasperata a
dismisura, catturò diversi tra loro e li portò al rogo o li fece annegare.
Cronache, miti o leggende che siano queste narrazioni possiedono tutti i crismi
della moderna letteratura ufologica e ci chiediamo come sia stato possibile
inventarsi di sana pianta dati così dettagliati da somigliare in toto alle attuali
testimonianze.
Altri autori 7 che hanno analizzato questi testi sono giunti a conclusioni simili
alle nostre identificando chiare matrici ufologiche alla base delle suddette
narrazioni. Ma i dati oggi in nostro possesso non si fermano a quanto detto fino
ad ora anzi, come nel caso della mistica esperienza del profeta Ezechiele,
possiamo risalire il nostro filo di Arianna ancora più addietro fino ad arrivare
all'antica Grecia o al popolo ebraico.

Gli ebrei furono soliti infatti chiamare gli esseri che erano tra gli angeli e gli
uomini "Sadaim", mentre i greci (utilizzando lo stesso vocabolo greco ma
aggiungendo alcune lettere) li conobbero come "Daimonias", demoni.
Come non ricordare poi i Nephilim dell'antico testamento, scesi sulla Terra e
accoppiatisi con le donne del nostro pianeta?
Per gli antichi filosofi questi "demoni" si spostavano nell'aria nei modi più
incredibili.

Paracelso riteneva che questi misteriosi esseri che solcavano i cieli e si


manifestavano a terra sui loro carri o vascelli fossero reali e non frutto delle
paure umane.

Unanimemente Plutarco riteneva che tali esseri, che definì "elementaria",


fossero una via di mezzo tra esseri mortali ed esseri immortali 8.
La cultura islamica ha l'equivalente di tutto questo nei "Jinn" (Geni).
Diversi storici della scienza hanno ipotizzato che tra gli elementi che avrebbero
potuto condurre alla possibile creazione o alla proliferazione di queste idee ci
potesse essere la difficile transizione che l'uomo ha sempre subito nei confronti
della religione, una transizione che imponeva di credere in esseri superiori
come gli angeli o i demoni, ma non in altri esseri che potevano manifestarsi o
interagire con gli uomini.

202
Riteniamo che se tale spiegazione può essere al massimo delucidativa per
alcuni casi non possa, né riesca, a coprire in toto quanto le cronache antiche ci
hanno tramandato fino ad oggi a maggior ragione se raffrontato con l'attuale
letteratura ufologica.

Il sociologo americano Edward Tiryakian, della Duke University, nota gli


importanti mutamenti che possono avvenire rispetto ad una stessa grammatica
su simboli e concetti affermando: "...il prete tenderà a vedere la realtà
invisibile in termini di forze personali (ad esempio bene e male o Dio e Satana)
attraverso ciò che lui ritiene sia parte del rituale prescritto. Lo scienziato
tenderà a vedere la stessa realtà in termini di forze impersonali come la
gravitazione, i raggi, l'energia atomica attenendosi a ciò che ritiene oggettivo e
sperimentale. Il mago vedrà invece la realtà invisibile sia nei termini personali
del prete che in quelli impersonali dello scienziato." 9
Quanto detto per affermare che differenti impostazioni mentali, differenti
"culture" e differenti approcci possono alterare il significato ed il significante
stesso dei termini o dei fatti che però, nella loro pura realtà, rimangono
totalmente limpidi ed inalterabili.
I maghi un tempo e gli scienziati oggi sono stati forse i primi a cercare di
mettere ordine e di comprendere le vere matrici dietro a quelle "forze invisibili"
oggetto di questo nostro testo. Attraverso percorsi diversi e con conclusioni
contrastanti, entrambe le categorie hanno cercato di rispondere ad alcuni
enigmi storici degli uomini.
Lo stesso Vallée ha cercato di sollevare il velo che cottraddistinse il nostro
passato alla ricerca di tali forze invisibili.
Dopo le estensive e maniacali ricerche condotte nel folclore medievale e nella
moderna casistica ufologica sempre Vallée ha ritenuto che qualcosa di
realmente fisico sottintendesse tali tematiche e narrazioni. Pur attestandone la
realtà l'unica conclusione cui questo autore giunge è che sempre un muro si
ergerà davanti ai nostri studi e alla nostra comprensione, e non sarà mai
possibile in effetti (soprattutto per ciò che riguarda il nostro passato) separare
l'osservazione ed il fenomeno reale dall'interpretazione emozionale ed il vero
collegamento tra fenomeni e fatti inusuali dalle alterazioni operate in
conseguenza di questi dalla coscienza e dall'intelletto umano. 10
Prima quindi di considerare il fenomeno abduction come "frutto dei disturbi dei
nostri tempo", o come mero "prodotto del bombardamento mediatico"
moderno consiglieremo a tutti coloro che si affacciano a tale fenomeno, o che
se ne dicono scettici, di farlo con mente aperta e scevra da giudizi, ma allo
stesso tempo osservando realmente il fenomeno e studiandolo nelle sue
molteplici manifestazioni, ieri come oggi.

Bibliografia:
- Roberto Pinotti - "Angeli, Dei, Astronavi" - Oscar Mondadori, 1991.
- Alfredo Lissoni - "UFO, i Dossier del Vaticano" - MIR Edizioni 2002.
- Jacques Vallee - "Passport to Magonia, from Folklore to Flying Saucer" -
Henry Regnery Company, Chicago 1969.
- "Il Conte di Gabalis, ovvero il primo rapimento documentato della storia",
articolo di Giorgio Pattera.

203
- "Contra insulam vulgi opinionem de grandine et tonitruis" - Agobardo, redatto
attorno all'840 d.C.
- "Le Comte de Gabalis, Entretiens sur les sciences secrétes" (Il Conte di
Gabalis, ovvero conversazioni sulle Scienze Segrete), redatt dall'abate Nicolas
Pierre Henry Montfaucon de Villars, nel 1670.
- Thomas Ballard, Indiana University - "Mysteries in the Eye of the Beholder:
UFOs and Their Correlates as a Folkloric Theme Past and Present", 1982.
- Peter Rojcewicz, University of Pennsylvania - "The Boundaries of Orthydoxy:
A Folkloric Look at the UFO Phenomenon", 1984.
- Edward A. Tiryakian - "On the Margin of the Visible" - New York, John Wiley
and Sons, 1974.
- James Hillman - "La vana fuga degli Dei" - Adelphi, 2003.

Note:
1. La Bibbia, Libro di Ezechiele, Cap.1, 4-13 - " 4 E vidi un vento tempestoso
venire da settentrione: una grande nube e fuoco che si avvolgeva ed emetteva
bagliori tutt'intorno. In mezzo a esso, qualcosa splendeva come l'elettro. 5 Al
suo centro apparve la sagoma di quattro esseri viventi; questo il loro aspetto:
avevano sembianza umana. 6 Ciascuno con quattro fattezze e quattro ali. 7 I
loro piedi erano diritti e la pianta dei piedi come quella dei vitello: rilucevano
come bronzo terso. 8 Avevano mani di uomo sotto le ali, ai quattro lati; tutti e
quattro avevano le proprie fattezze e le proprie ali. 9 Queste si congiungevano
l'una con l'altra. Procedendo non si voltavano, ciascuno si muoveva diritto
innanzi a sé. 10 Quanto alla somiglianza dei loro aspetti, tutti e quattro avevano
fattezze umane, fattezze di leone alla loro destra, fattezze di toro alla loro
sinistra e fattezze di aquila. 11 Le ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno ne
aveva due che si congiungevano con le altre e due che coprivano i loro corpi. 12
Procedevano ciascuno diritto dinanzi a sé; andavano là dove lo spirito li
sospingeva; procedendo non si voltavano. 13 Tra quegli esseri si vedevano
come carboni ardenti che bruciavano a guisa di fiaccole. Questo fuoco si
muoveva tra gli esseri: rifulgeva ed emetteva bagliori. 14 Gli esseri andavano e
tornavano come folgore."
2. Cfr. "La vana fuga degli Dei", James Hillman, Adelphi, 2003.
3. Entrambi gli studiosi di mitografìa, Ballard e Rojcewicz, si sono interessati
profondamente al fenomeno dei presunti rapimenti alieni. Nel 1982 Bullard
ebbe la possibilità di presentare alla Indiana University uno studio dal titolo,
"Mysteries in the Eye of the Beholder: UFOs and Their Correlates as a Folkloric
Theme Past and Present", mentre nel 1984 Rojcewicz presentò alla University
of Pennsylvania uno studio dal titolo: "The Boundaries olOrthydoxy: A Folkloric
Look at the UFO Phenomenon". Entrambi i "paper" sono, ad oggi, gli unici
lavori seri ed obiettivi che affrontato accademicamente il fenomeno abduction
nei suoi aspetti folclorici e mitografici "senza eccessive prese di posizione".
4. Lo stesso Agobardo si rese autore di un libello "Contra insulam vulgi
opinionem de grandine et tonitruis", in cui rimproverava severamente i
contadini francesi per le loro credenze nei "tempestari", esseri diabolici
sollevatori di tempeste e che si credeva provenienti da Magonia, cui si
imputava la realizzazione di strane forme e disegni nei campi francesi. La
prima attestazione storica, precedente alla stampa inglese del 1678 con il

204
Mowing DeviI (il Diavolo Mietitore), dello Herthfordshire, del fenomeno dei
Crop Circles, o agroglifi.
5. Oltre ad Agobardo ce ne dà testimonianza anche l'abate Nicolas Pierre
Henry Montfaucon de Villars che, nel 1670, pubblicò il testo "Le Comte de
Gabalis, Entretiens sur lei sciences secrétes" (Il Conte di Gabalis, ovvero
conversazioni sulle Scienze Segrete), testo che portò alla morte lo stesso
autore ad opera di una setta rosacrociana per aver ridicolizzato alcuni arcani
del loro credo.
6. Per maggiori informazioni a riguardo consultare: "UFO, i Dossier del
Vaticano", Alfredo Lissoni, MIR Edizioni 2002.
7. Vedere in bibliografia i riferimenti all'articolo del Dr. Giorgio Pattera e al
testo di Alfredo Lissoni.
8. Cfr. "Altri UFO. Avvistamenti extraterrestri nei paesi islamici e nelle antiche
tradizioni", Alfredo Lissoni - Macro Edizioni 2001.
9. "On the Margin of the Visible", Edward A. Tiryakian - New York, John Wiley
and Sons, 1974. Questo testo costituisce il primo studio che tenti di compiere
una analisi sociologica dei movimenti esoterici moderni e storici.
10. Cfr. Jacques Vallee, "Passport to Magonia, from Folklore to Flying Saucer" -
Henry Regnery Company, Chicago 1969.

DA MAGONIA AL XXI° SECOLO


Nell'articolo abbiamo visto come sia possibile rinvenire una
continuità storica verso l'inquietante fenomeno delle abductions, ma
vediamo nel dettaglio alcuni altri casi interessanti giunti fino ai nostri
giorni.
Nel 1670, l'abate francese Nicola Mountfaucon de Villars scrive un
libello esoterico dal titolo, "Il conte Gabalis, ovvero conversazioni
sulle scienze segrete", ove riportò cronache risalenti al regno di
Pipino [VIII secolo), di Carlo Magno e di Luigi il Bonario in cui erano
presentate narrazioni di contatti tra i Silfi e gli uomini [Cfr. il testo).
Nel XVI secolo il poeta e storico svizzero Renward Cysats [1545-
1614) narrò di come nel novembre del 1572 un tale Hans Buchmann
fosse scomparso senza lasciare tracce. Nonostante le ricerche di
familiari ed autorità soltanto diversi mesi dopo Buchmann fece
ritorno alla propria abitazione raccontando come la notte della sua
scomparsa fosse stato sollevato in aria da una forza sovrumana o
fosse stato condotto a Milano per poi riprendere la via di casa.
Sembra di leggere di uno degli odierni casi di "teleportation" presenti
in letteratura dove certi automobilisti affermano di essere stati
prelevati con la lori macchina per poi essersi risvegliati a decine, se
non centinaia, di chilometri di distanza...
L'11 giugno del 1616 mentre era in cammino verso Gorlitz (Slesia) il
conciatore di pelli Cristoph Kotter fu testimone dell'incontro con una
creatura straordinaria, da lui successivamente definita "angelo". Non
ebbe mai ricordi dettagliati di tale incontro ma a seguito di questo gli
capitò spesso di ritrovarsi in località molto lontane da dove si

205
trovava, senza sapere peraltro come vi fosse giunto. Un repeater
"ante litteram"?
Nella Russia del XVIII secolo un cosacco di nome Pushkin sparì
letteralmente sotto gli occhi di alcuni contadini mentre sembrava
inveire contro una sfera di circa tre metri di diametro comparsa In
un campo nel pressi di un boschetto. La sfera dopo pochi istanti
scomparve mentre il cosacco ricomparve, barcollante e debilitato
fisicamente, dopo due giorni. Senza nessun ricordo che riguardasse
il suo missing time.

206
JOHN MACK: L'ULTIMA INTERVISTA

di Paola Harris

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 55 del Febbraio/Marzo 2005

Questa intervista mi è stata rilasciata il 16 novembre 2003 in Italia, a


Firenze, dal Dr. John Mack, scomparso tragicamente nel 2004, autore
dei libri "Rapiti" e "Passaport to the Cosmos" e professore alla Harvard
University.

Si tratta di una intervista ad una persona davvero


eccezionale, che delinea in essa il suo approccio alle indagini
sul fenomeno dei "rapimenti alieni" e chiarisce i problemi
creatigli in sede universitaria. Problemi poi superati a dispetto
dell'azione di disturbo del Giurì accademico dell'Università di
Harvard, dal confronto con il quale Mack è notoriamente
uscito a testa alta dopo le verifiche del suo corretto "modus
operandi". Se mi si chiedesse con chi mi sento più in sintonia
fra i tanti ricercatori in ufologia del momento, indicherei senza
dubbi proprio lui. E In effetti la sua filosofia dice tutto.

P. H.: Dr. Mack, grazie per essere qui. Ci può raccontare


un po' della Sua vita?

John Mack: Per prima cosa mi piacerebbe darvi una panoramica sul cosiddetto
fenomeno delle "abductions", quindi affrontare il problema rappresentato dai
metodi a nostra disposizione per riconoscere quando ci si trovi veramente di
fronte a tale strano fenomeno e, infine, vorrei discutere le implicazioni che tale
fenomeno e fenomeni consimili implicano per il mondo. Per prima cosa voglio
darvi qualche notizia sulla mia formazione e su come sono venuto a contatto
con una materia tanto inusuale.
Sono della città di New York , lavoro alla Harvard University a Boston. Sono
psichiatra e psicanalista e sono particolarmente interessato alle esperienze
fuori dall'ordinario.
Malgrado ciò quando iniziai a sentir parlare di questi casi in cui la gente
sosteneva di essere stata portata da strani esseri all'interno di UFO pensai di
trovarmi di fronte ad una nuova forma di demenza... Però, dopo aver
esaminato una cinquantina di soggetti che, secondo me, erano portatori di una
esperienza genuina, mi resi conto che questa questione non aveva nulla a che
fare con le malattie mentali. Nel 1994, sicuro di trovarmi su un "terreno
solido", pubblicai il mio primo libro "Abductions" (in ed. italiana, "Rapiti",
Mondadori, anche in edizione Oscar con prefazione d Roberto Pinotti). Ciò ebbe
una grande risonanza sui mass media e venni invitato a diversi talk-shows tra
cui Larry King e Oprah Winfrey. Ingenuamente pensavo che tale interesse
fosse dovuto all'argomento che riguardava il grande problema degli UFO,
invece non mi ero accorto che a loro interessava solo vedere un professore di
Harvard che si rendeva ridicolo.

207
Ero così esaltato dalla scoperta che siamo veramente contattati da strani esseri
che pensai che anche i miei colleghi della Scuola di Medicina di Harvard
avrebbero condiviso tale entusiasmo.
Purtroppo fui molto ingenuo perché la reazione delle autorità della Scuola di
Medicina fu tutt'altro che entusiasta.

P. H.: Come ha saputo che potevano esserci dei problemi?

John Mack: Cominciai a preoccuparmi e pensai che sarebbe stato meglio


parlarne personalmente al Decano, visto che appariva chiaro che essi non
approvavano il mio lavoro. Invece di ottenere un appuntamento da lui ricevetti
una lettera che mi informava che era stata nominata una commissione, di tre
persone: questa commissione aveva il compito di determinare dove e quando
avessi sbagliato. Si trattava di un passo senza precedenti per una Università
che si era sempre vantata di difendere a tutti i costi la libertà accademica. A
questo punto vorrei dire a cosa è servita la commissione che è venuta a
seguire il mio lavoro per quattordici mesi: il risultato della investigazione
condotta nei miei confronti fu una specie di tregua in cui non vinse nessuno e
nessuna azione venne intrapresa contro di me ma, semplicemente, fui
incoraggiato a proseguire mio lavoro solo se avessi rispettato le regole della
Scuola di Medicina, regole che non mi sono mai state comunicate. Voglio porre
in risalto ciò che questa investigazione mi ha insegnato e di cosa si è trattato in
realtà: per quale motivo il mio lavoro destava tanta preoccupazione
nell'Università? Per rispondere a questa domanda dobbiamo dare un'occhiata
generale alla fenomenologia riguardante l'esperienza di contatto con gli UFO e
quindi addentrarci in ulteriori campi di ricerca.

P. H.: Quanti casi ha esaminato?

John Mack: Ho esaminato tre-quattrocento persone che hanno avuto questa


esperienza sia negli Stati Uniti che in altri paesi e culture. Esiste un fenomeno
di base che conosciamo tutti e che consiste nel fatto che una persona viene
"contattata": a letto, in casa, in macchina, su un campo da gioco eccetera.
Non sempre viene visto l'UFO, ma sempre viene vista una luce. Posso
aggiungere che la questione della luce e dell'energia in essa contenuta,
ricorrente in questa fenomenologia, è di estrema :importanza e richiederebbe
uno studio a sé.
La persona viene "prelevata" (e qui sorge un problema di linguaggio), anche
attraverso un muro o una finestra, per giungere in un luogo chiuso dove hanno
luogo certi procedimenti simili a quelli che avete sentito descrivere da un
Travis Walton. Per molto tempo, molti anni, soprattutto grazie alla pionieristica
ricerca di Budd Hopkins, abbiamo ritenuto che lo scopo principale di ciò fosse la
creazione di una nuova razza ibrida, visto che era ricorrente il racconto di
prelievi di ovuli nelle donne, di sperma negli uomini e di strani feti ibridi
allevati sulle astronavi aliene. Oggi ho la sensazione che il fenomeno stia
cambiando rispetto a quel tipo di esperienze originarie e che l'esame fisico dia
luogo ad esperienze più complesse. Una delle cose che dovuto fare per
lavorare in questo campo è stato mettere da parte le mie nozioni sul

208
funzionamento dell'Universo.
Per gli uomini è naturale cercare di collegare le nuove fenomenologie con ciò
che già si conosce. Per esempio, se gli alieni vogliono effettuare
sperimentazioni sui nostri corpi, per quale motivo prelevano tante persone?
Questo è un tipico modo di proiettare su di un fenomeno sconosciuto e nuovo
ciò che noi già sappiamo sugli esami medici.

P. H.: Quali sono i problemi più gravi sorti circa la spiegazione del
fenomeno?

John Mack: C'è un incrocio culturale alla base del fenomeno. Vorrei
soffermarmi sul problema del linguaggio e su come noi percepiamo le cose che
ci sembrano strane. Per esempio, parole come "abduction" o "alieno" già
condizionano il discorso in una certa direzione. La parola "abduction" o
"rapimento" non va bene per due motivi: primo, perché implica che le persone
che hanno avuto questi contatti vengano prelevate contro la loro volontà, come
quando i rapitori sono uomini, e ciò non è sempre vero; secondo, implica che
la persona sia portata fisicamente, con tutto il corpo, all'interno di una nave
spaziale, e ciò non è sempre vero.
Un altro aspetto del contatto è quello che riguarda il trasferimento di
informazioni agli esseri umani mediante telepatia o mostrando al contattato
particolari immagini. La maggior parte di queste informazioni riguardano le
azioni distruttive della nostra specie nei confronti del nostro pianeta. È come se
stessimo creando, con i nostri comportamenti ecologici planetari, dei problemi
ben più grandi a livello galattico.
Coloro che vivono l'"esperienza" ricevono capacità e talenti che non sono
compatibili con le loro conoscenze. Ad esempio possono scoprire di possedere
un grande talento artistico scaturito da questa esperienza oppure viene loro
data una conoscenza scientifica ben al di là della loro formazione scolastica
oppure, ancora, dicono di aver immagazzinato formule matematiche e nozioni
scientifiche che, sottoposte a verifica, costringono gli scienziati a riconoscere la
loro veridicità. Personalmente ho potuto studiare diversi di questi casi.

P. H.: Le va di parlare di tali prove? Come si sa se uno dice la verità?

John Mack: Vorrei proprio parlare del problema rappresentato dalle prove.
Come possiamo essere sicuri che le esperienze riportate da questi soggetti
siano vere? Come valutiamo questi resoconti e come ne determiniamo
l'autenticità?
Per esempio, quando compio le mie valutazioni, mi è chiaro che non ha senso
che persone sane di mente inventino tali storie. Non possono averle apprese
dai mezzi di comunicazione perché spesso sanno ben più di quanto tali mezzi
non sappiano.
Comunque manca sempre qualcosa quando si decide di stabilire se,
raccontando storie cosi bizzarre, le persone stiano dicendo la verità e se sia il
caso di prendere sul serio i loro racconti. Al momento non disponiamo ancora
di un tale criterio di valutazione e io sto lavorando proprio a questo, cercando
di delineare una nuova Scienza dell'Esperienza.

209
Nella scienza tradizionale, quando osserviamo un certo fenomeno, cerchiamo
di oggettivare il più possibile ciò che stiamo studiando, ma quando si cerca di
comprendere qualcosa che è tanto importante e profondo per un soggetto non
possiamo tenerci in disparte e dobbiamo "entrare" nella coscienza di quella
persona. Cosi facendo susciteremo le ire dei critici che diranno: "Ciò che stai
apprendendo è troppo soggettivo!" Ma il problema è proprio questo: quando si
giunge a conoscenze così profonde l'analista deve vivere "soggettivamente"
l'esperienza del soggetto.

P. H.: Ma come si sa cos'è questa esperienza?

John Mack: Resta il problema della veridicità. Se io dico che "sembra proprio
che stiano dicendo la verità" ciò non è sufficiente. Dobbiamo iniziare ad avere
una nuova visione olistica della conoscenza. Ciò si avvicina a quello che
definiamo "conoscenza intuitiva", una specie di conoscenza col cuore e con lo
spirito che ha fatto parte delle culture tradizionali per secoli e millenni ma che
si è poi persa in occidente.
Su questa materia mi è stato dato un certo aiuto da Monsignor Corrado
Balducci che ha affermato: "nella Chiesa noi prendiamo molto sul serio il
fenomeno degli incontri con gli UFO, soprattutto perché ci sono così tanti
testimoni affidabili. Nella Chiesa ci troviamo da secoli nella condizione di dover
esaminare i resoconti sui miracoli e quindi abbiamo dovuto sviluppare un
criterio di valutazione attendibile che si può riassumere col concetto di
'testimone affidabile'."
Così anch'io ho iniziato ad applicare ai miei casi quest'idea di "testimone
affidabile". Come facciamo a riconoscere un testimone affidabile? Per me
queste persone sono testimoni affidabili quando la forza della loro
comunicazione, letteralmente, mi attraversa. Ho potuto sperimentare una sorta
di potente vibrazione quando queste persone rivivevano le loro esperienze. Mi
trovavo in presenza di qualcosa che incuteva timore per la sua intensità. Anche
i soggetti esprimevano a parole questa sensazione e dicevano che era come se
ogni cellula del loro corpo stesse vibrando.
Quando ci si trova in presenza di una cosa simile la si percepisce con tutto il
proprio essere.
Faccio un esempio: uno dei miei primi casi è stata una psichiatra che lavorava
nel sociale, sulla quarantina, molto precisa nella comunicazione, molto
autocritica e controllata. Alla sua seduta invitai anche un altro psichiatra che
era stato il suo terapeuta e che la conosceva molto bene. Lei, mentre riviveva
le sue esperienze le chiamava "sogni elettrici"; non si trattava assolutamente
di sogni ma quella definizione la aiutava a descrivere la sensazione di elettricità
nel corpo. Quando rivisse con me uno di questi "sogni" di esperienza con gli
extraterrestri e descrisse il suo essere presa e portata nel veicolo ed il suo
trovarsi di fronte agli esseri divenne estremamente emotiva, sudava, tremava
e urlava. Quando la seduta fu terminata l'altro psichiatra scosse la testa e
disse che a quella donna doveva essere successo veramente qualcosa di grave,
che la conosceva da troppi anni ed era certo che non stesse mentendo. Gli
chiesi di testimoniare a mio favore per l'investigazione di Harvard, visto che
era l'unico psichiatra di Boston di mia conoscenza che avesse avuto esperienza

210
di casi simili. Egli mi rispose che non aveva mai creduto alla realtà di queste
cose ma, dopo aver visto la sua paziente in quello stato, era giunto alla
conclusione che alcuni di questi casi erano sicuramente veri. La commissione
non gradì la sua testimonianza e nel rapporto che emise non fece il minimo
accenno ad essa. La prova della veridicità del soggetto ha a che fare con la
risonanza che si crea tra la persona che racconta l'esperienza ed il terapeuta
che investiga. Potrebbe essere definita un "conoscenza diretta". Accade quando
sai con tutto il tuo essere che quella persona sta dicendo la verità. Si possono
trovare esempi di questa "conoscenza diretta" negli atti del tribunale che
ascoltò i resoconti dei testimoni sulle torture in Bosnia. Il giudice, dopo aver
ascoltato la testimonianza di una donna, disse: "non ho bisogno di altre
testimonianze, posso solo dire che non è possibile che lei stia mentendo, per
me questo è sufficiente." Adesso tutti sappiamo che la tortura esiste; questa
cosa è stata ammessa, ma ancora non si ammette che anche gli incontri con
gli alieni esistono.

P. H.: Ha ragione sul fatto che tutto questo costituisce un vero mistero
da spiegare. Ma che tipo di prove ci sono in proposito?

John Mack: A questo punto dovete sapere che in questa fenomenologia


abbiamo le prove di modelli ricorrenti e simili evidenziatisi in centinaia se non
migliaia di casi. Ciò sta aiutando a creare un nuovo atteggiamento nei confronti
dei testimoni. Quando un testimone parla tutti si accorgono che egli ha
veramente sperimentato un altro tipo di realtà. La sincerità, la verità e la forza
d'animo sono misurabili proprio come le distanze e i pesi, ma in un modo
diverso.
Nella nostra cultura esperienze come quelle dei rapimenti alieni, degli UFO e
dei Crop Circles vengono definite "anomale", ma ciò non accade in tutte le
culture. Molte delle nostre esperienze rientrano nel rango delle anomalie e
quando ho parlato di esse con dei Nativi americani loro hanno semplicemente
risposto che non sono anomalie e che al contrario loro le conoscono perché
come fatti che rientrano nelle esperienze umane. Adesso voglio parlarvi
dell'attuale visione del mondo e di come essa agisce. Ci si è sempre riferiti ad
essa come ad un paradigma e la si è associata al pensiero scientifico, ma io
preferisco chiamarla "visione del mondo" (i filosofi tedeschi la definivano con
termine "weltanschauung") perché riguarda qualcosa di ben più grande della
sola scienza.
La visione del mondo è il modo in cui organizziamo la realtà; corrisponde al
modo in cui pensiamo che le cose funzionino e per noi è come una bussola,
uno strumento di navigazione che ci permette di tenere insieme la nostra
psiche.
Quando mi affibbiarono la commissione d'inchiesta compresi che stavo
mettendo in pericolo la visione del mondo su cui i miei colleghi si basavano.
"Quando minacci l'imperatore allora lui ti colpisce".

P. H.: Si tratta dunque di cambiare paradigma o "worldview": ovvero la


nostra "visione del mondo"?

211
John Mack: Sì, la visione del mondo dominante nella nostra società potrebbe
essere definita "umanesimo antropocentrico newtoniano-cartesiano". È una
visione che colloca l'essere umano al vertice di una gerarchia cosmica di
intelligenze. Il modo più semplice per definirla è Materialismo Scientifico. In
questa visione del mondo la materia è energia, è la realtà primaria e nel
Cosmo non esiste alcuna intelligenza superiore. Il suo metodo di studio è
basato sulla realtà oggettiva e sulla separazione tra l'investigatore ed il
fenomeno investigato. Bene, questa visione del mondo che ha dominato la
nostra società è in errore. È in errore in ogni importante elemento che la
costituisce.
Prima di tutto sappiamo che esiste tutta una serie di fenomeni che non
riusciamo a spiegare e che questo metodo scientifico non riesce neanche a
trattare. Molte delle cose che oggi abbiamo scoperto in tal modo non possono
nemmeno essere studiate. La visione del mondo dominante è terribilmente
distruttiva perché tratta l'intero pianeta come se fosse un semplice ammasso di
risorse pronte per essere sfruttate, per le quali vale la pena combattere
qualsiasi guerra e che saranno conquistate dal più forte.
Da questa visione non può scaturire alcuna vera gioia per l'umanità perché le
uniche gratificazioni possibili sono sempre e soltanto di tipo materiale. Ma ora
una nuova visione del mondo sta emergendo ed essa dà spazio anche a chi
crede che esistano intelligenze superiori nell'universo.
Quello che accade ai miei clienti è una dimostrazione dell'esistenza di tali
intelligenze; i Cerchi nel Grano provano che tali intelligenze stanno cercando di
comunicare con noi.
In questa nuova visione del mondo è compreso un modello dell'Universo in cui
tutto comunica con il Tutto e ciò trova conferme anche nella fisica
d'avanguardia. Per tale nuova visione del mondo sono necessarie nuove ondate
di conoscenza insieme ad un risveglio spirituale.
Questo cambiamento che avviene intorno a noi incontra ostilità e resistenze
molto forti perché il mantenimento del vecchio sistema di pensiero ha richiesto
enormi investimenti economici, politici e psicologici. Ma ormai vediamo
ovunque persone che si aprono a questa nuova visione del mondo. Quanto
sarebbe diverso il mondo se questa nuova visione diventasse quella
dominante?

P. H.: Sì, sembra che i giovani siano i più disponibili. Può illustrarci i
vantaggi di pensare in base a tale nuova "worldview"?

John Mack: Diverremmo capaci di condividere le nostre esperienze con tutti


gli esseri viventi e tratteremmo finalmente la natura con rispetto e senza
violentarla. Saremmo in grado di identificarci con altri popoli, religioni e con gli
animali senza più considerarli mercati da sfruttare e prodotti da vendere e
consumare e, soprattutto, ci renderemmo conto di essere connessi col Divino,
con un Principio Creativo immensamente più appagante di qualunque bene
materiale. Si avrebbe allora un globale risveglio dei cuori. Tutto ciò io l'ho
appreso occupandomi dell'esperienza dei rapimenti alieni perché i contattati
riferivano di aver saputo dagli esseri da loro incontrati che noi rappresentiamo
una minaccia non solo per la Terra ma anche per la Galassia.

212
Spero che sapremo trasformarci da nemici della Galassia in suoi cittadini.

P. H.: Sono perfettamente d'accordo con Lei. È stato un vero onore


conoscerLa. Grazie.

PIERFORTUNATO ZANFRETTA E L'INVAXÖN DEI "DARGOS"


di Cinzia Caiani

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 56 dell'Aprile/Maggio 2005

Il più famoso caso di "abduction" in Italia. Intervista


testuale con l'ex metronotte dopo l'uscita del film ligure di
fantascienza sulla sua vicenda del 1978.

"Emy, ti ho cercato per una vita, Santo Dio... Ti ho beccato


sempre che non c'eri. Perché lei doveva essere la madrina del
film... Avevo bisogno di te anche in una trasmissione, quella di
Zona Rossa... quella di Telecittà."

È emozionato, Pierfortunato Zanfretta. Emozionato e contento di rincontrare


nella loro Genova, dopo averla persa di vista, Emilia Ventura Balbi, attuale
coordinatrice ligure del CUN e moglie del compianto Roberto Balbi che a suo
tempo tanto investigò e studiò il caso della sua presunta "abduction",
magistralmente esposto nel libro del giornalista Rino Di Stefano "Luci nella
notte: Il caso Zanfretta" (Alkaest, Genova 1979), ormai esaurito e introvabile.
Di quale film parla? Di "Invaxön" (in ligure laggasi "invajun", invasione), il
primo film genovese di fantascienza, incentrato anche sul suo presunto
incontro con i mostruosi "Dargos" alieni suoi sequestratori.
A 25 anni dall'inizio della sua incredibile storia il CUN Genova si è riunito a casa
di Emy Balbi per parlare con lui della lavorazione del film e delle sue emozioni
nel recitare le scene degli incontri ravvicinati da lui vissuti, e rivisitare la sua
esperienza.
Oggi Pierfortunato ("Piero" per gli amici; "'Fortunato' non saprei", sottolinea
ironico), con alle spalle un'infanzia circense e avere svolto varie attività di
lavoro, non fa più il metronotte ma il paramedico.

IL FILM
CUN: Com'è iniziata l'idea con Massimo Morini di fare questa
cosa? Vi conoscevate già? (N.d.R.: Massimo Morini è il regista del
film e leader della "band" dialettale genovese "Buio Pesto").

P.Z.: No, no... no, no... Noi ci siamo incontrati quattro o cinque
anni fa. M'ha cercato a casa, mi ha detto "Guardi, sono Massimo
Morini, appartengo al gruppo Buio Pesto. Sono professore di
musica, ho lavorato al Festival di San Remo. lo non voglio
annoiarla, ma le mando il mio curriculum e se mai poi mi chiama e mi chiede

213
spiegazioni". Mi ha mandato il curriculum, di tutto quello che c'era su di lui ho
visto. L'ho chiamato e ho detto "Guardi Sig. Marini io ho letto il suo curriculum,
se ci vogliamo incontrare..." "Va bene, se può venire lei, o la mando a
prendere". A Bogliasco, nei loro studi dove fanno le registrazioni. Lui si è
presentato, poi mi ha presentato il suoi soci, mi ha parlato: "Noi vorremmo
fare un film così, così e così." Con Marini abbiamo fatto questa cosa qua.

CUN: Come ha fatto Morini a convincerla a fare il film?

P.Z.: Gli ho detto: "L'unica cosa che ti chiedo è che la regia la faccio io. Devo
farla io la mia parte." E così hanno accettato... Beh, lui m'ha dato
precedenza... Durante le riprese avrebbero voluto cambiare qualcosa, ma io ho
detto "Massimo: no." "No, no. Va bene." E così ha fatto, è stato perfetto. Poi
avevano messo la macchina con scritto METRONOTTE. Quindi gli ho detto
"Fammi una cortesia: non mettercela, non era così." Perché là avevano già gli
adesivi, sai com'è. La radio che era dentro era finta però hanno usato la voce
della sala operativa reale.

CUN: Come sono andate le riprese?

P.Z.: Abbiamo girato la parte mia, tutta su, dalle parti di Recco, in piena estate
con la roba di lana sopra... Non so se avete notato la scena: ero bello che
sudato... Perché poi pioveva, scendeva la nebbia, il tempo passava e così
hanno pensato bene di farlo in estate. lo gli ho detto "Ragazzi...!" Cioè, avevo i
pantaloni di lana... "No dico almeno i pantaloni datemeli leggeri, no?" Blu,
tanto, non si vedono... E poi la giacca di pelle, il maglioncino a collo alto... e
poi abbiamo fatto le riprese dalle nove di sera fino alle quatto del mattino. Ma
sai quanto l'ho dovuta ripetere, ripetere... Specialmente quando i ragazzi mi
saltano addosso che mi disarmano e cado per terra... una pietrina nella
schiena... un male... Oh, c'era il prato tutto bello verde l'unica pietra l'ho
beccata io. Però quella scena l'abbiamo ripetuta almeno cinquanta volte.

CUN: Com'è andata la vendita dei biglietti del film?

P.Z.: Allora, fino a ieri sera (il 7 gennaio 2005, N.d.R.) erano quattordicimila le
persone che sono andate a vedere il film, quindi siamo al secondo posto. Prima
di noi c'è quello sui cercatori d'oro. Abbiamo superato duecento film, eh...!

CUN: Meno male, anche perché il film ha scopo benefico visto che parte
dell'incasso verrà devoluta a favore della ricerca sulla sindrome del X-Fragile.
Ecco, quella è la cosa più importante.

P.Z.: Infatti, quando me l'han detto, ho risposto: "Se è una questione che può
aiutare un bambino ben venga".

CUN: È stato un sollievo poter comunicare nuovamente come sono andate le


cose secondo lei o l'ha fatto tante volte che ormai non le importa più?

214
P.Z.: Sinceramente io non devo convincere nessuno, però certamente lui -
Morini - mi ha dato la possibilità di girare la scena come la volevo io, cioè come
è andata veramente. Anche se le persone erano diverse è stato fatto tutto
come è accaduto realmente. Non ho mai cambiato la mia versione e non posso
permettermi di cambiare neanche adesso.

CUN: Ora che il film di Morini è in giro si aspetta qualcosa di positivo dalla
gente che lo vedrà per la sua vicenda?.

P.Z.: No, assolutamente no, niente. Niente, niente, niente. No, ma... È un film.
lo, ripeto, ho incontrato della gente che mi ha fatto domande, e così via,
amici... persone che non conosco... .però poi, sinceramente, a me non importa
niente. Lui m'ha chiesto una cosa, io... l'ho fatta secondo la mia visione, basta,
chiuso, non c'è problema.

Finalmente la lavorazione del film termina: tutto sembra tranquillo, manca


soltanto il doppiaggio. E a questo punto Pierfortunato Zanfretta sembra
precipitare nuovamente fra le ombre di un passato incredibile.

IL DOPPIAGGIO
CUN: Morini ha detto che tu non guardavi mai in faccia gli interpreti degli
extraterrestri e che poi quando ti sei rivisto durante il doppiaggio hai subito
uno shock... no?

P.Z.: Sì, allora... è successo così: siccome avevano mandato il filmato a Roma,
no?, per il doppiaggio... Ma l'avevano fatto male... Allora mi ha chiamato
Massimo (Morini) e ha detto: "Piero, guarda, il doppiaggio non va bene, ci
mettiamo le voci originali di ognuno di noi." Quella sera prendo e parto, vado...
Arriva il mio turno. Vado nella camera... mi ispiro, no?... io non l'avevo mai
fatto, allora mi dicono: "Le battute son queste qua, guarda il filmato e dagli la
voce." E fino a lì è andato tutto bene... Poi, a un certo momento, tocca la parte
dell'incontro. Mi metto le cuffie, comincio a guardare... poi - guarda, è
successo in un attimo - nel momento che io faccio così con la pila - nel filmato
- è sparito il televisore e ho rivisto la mia stessa scena uguale identica quando
mi è successo. Allora cosa ho fatto, sono indietreggiato, ho tolto le cuffie, le ho
buttate, ho cominciato a tremare, mi sono messo a piangere come un
disperato. E loro di là non mi vedevano dentro, vedevano che era tutto buio,
mandavano avanti il filmato, ma non... Così sono entrati, m'han visto che ero
uscito fuori di testa... Piangevo, piangevo, piangevo: mi è venuto il terrore -
questo ce l'ho ancora oggi, non ti credere mica, perché poi, sai, l'idea di
rincontrarli non è che mi fa molto piacere, però... E quindi mi han tenuto quasi
un'ora e mezzo, lì tranquillo, "'Calmo." hanno fatto... poi... "Niente,
interrompiamo tutto"... Ho detto: "No, andiamo avanti fino alla fine. Perché
non ha senso; perché dobbiamo aspettare ancora una settimana, dieci giorni?
Magari può succedermi di nuovo. Invece ormai la paura l'ho passata, vado
avanti, senza"... E così ho fatto. Intanto io mi sono calmato un momentino,
abbiamo ripreso le battute... Sì, e ogni volta che vedevo che... io facevo
questo lavoro qua, no? (fa il gesto di abbassare la testa e ripararsi gli occhi con

215
la mano), però è riuscito bene... Però, ragazzi,... sono rimasto terrorizzato, io
che non ho paura di niente,... non ho paura di niente, però... lo mi son rivisto
loro davanti, come la prima volta, e quindi...

"SE MI DEVONO AMMAZZARE NON LI GUARDO NEANCHE IN FACCIA"


CUN: Durante la trasmissione televisiva "Zona Rossa" su Telecittà ha
raccontato che quando è successo questo episodio del doppiaggio è rimasto
scioccato anche perché ricordava qualcosa in più rispetto a quello che credeva.

P.Z.: Ma infatti, infatti... La cosa... quello che mi è successo... io, nel mio
ricordo, è sempre stata questa: quella che sono inciampato, mi è caduta la
pila, la pistola, ho preso la... Invece io ho rivisto tutto: io quando mi son
girato, ho puntato la pila e la pistola, ho detto: "Fermo là, non ti muovere" e
cominciavo a guardarlo, ho visto cos'erano queste cose enormi, ho posato la
pistola e la pila per terra, mi son messo in ginocchio a... come si IMG
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Note:
1. John Mack, "Abduction", Simon Schuster, pag. 25.
2. Ibidem, pag. 39.

RETROSCENA MITOLOGICI DEL FENOMENO ABDUCTION


di Enrico Baccarini

da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 54 del Dicembre 2004/Gennaio 2005

Dal vecchio Testamento al Medio Evo. Una visione generale su


manifestazioni apparentemente comuni.

" Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare
non può imitarlo nessuno; perché? Perché gli altri non lo hanno vissuto."

Goethe (1749 -1832)

Sono passati ormai oltre 57 anni da quando il fenomeno ufologico si manifest&


Dopo questo episodio ne seguiranno altri, ma nel libro pubblicato su di lui
Zanfretta parlerà soltanto dei primi sei, tenendo gli altri cinque per sé a causa
di inevitabili problemi di credibilità e di lavoro.

LA STORIA CONTINUA?
A distanza di tanti anni - dal 6 dicembre 1978 - Piero Zanfretta continua a
ribadire la veridicità del suo racconto.

P.Z.: La cosa è comunque che io vedevo tutto quello che dovevo vedere però
non reagivo. Reagivo solo quando si sganciavano le cinghie, quindi mi dovevo
rivestire alla svelta. Chissà i santi che avrò tirato dentro quel posto lì, perché
poi li vedevo che mi guardavano, no? e IO mi offendevo... "Dite qualcosa!" E
poi sentivo nella testa qualcosa che non riuscivo a capire. Dopo ho riflettuto

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che con loro parlavo... Riuscivo a comunicare con la testa. Loro mi parlavano in
una strana lingua e io gli rispondevo nella stessa lingua. Quindi ogni volta che
loro mi parlavano io rispondevo - era obbligatorio - però nello stesso tempo
dicevo: "'Ma cosa sto dicendo?" Tanta gente ha cercato di segarmi le gambe...
ma io non mi arrabbiavo più di tanto. Tant'è vero che io in tutte le trasmissioni
in cui vado o tante volte quando mi invitano ai convegni, quando mi siedo, dico
sempre al pubblico - l'avevo detto anche in televisione - "Che mi credete o no,
non mi importa niente. lo vi racconto quello che mi è successo. Lo sto portando
avanti da anni. Se mi credete bene, se no per me è lo stesso, perché l'ho
vissuta io."

CUN: Va sempre nel luogo dove dice che i Dargos hanno lasciato la sfera che
lei deve visitare ogni tanto? Va sempre su?

P.Z.: Sempre, perennemente, immancabilmente. Vorrei risolvere sto


problema.

CUN: È un problema per lei?

P.Z.: Eh, sì, però... Vorrei risolverlo... alla svelta... mi piacerebbe. Ma non ci
sono riuscito. So che devono tornare e basta. lo so che quando meno me lo
aspetto tornano, son sicuro. lo so solo che la realtà è quella lì: siamo nel 2005,
non prima del 2010. Cinque anni, tre, due.

CUN: Quante volte vai nel posto dove è custodita la sfera?

P.Z.: Due volte al mese. Sento quel sibilo dietro alla testa. Di giorno o di notte,
vado quando voglio io, quello non è un problema. Vado al solito posto, ma non
vado proprio giù, entro in un'altra dimensione. Mi vedo apparire... eh, io lo
chiamo specchio. Cammino, vedo la mia persona, il mio riflesso, e mi ritrovo
dentro questa camera. Passo dal freddo al caldo. Entro nel corridoio, che è
fatto in questo modo, che le luci si spostano, quindi io cammino e dietro
diventa buio. Poi mi ritrovo in una sala tre volte questa qua, o quattro. Al
centro c'è un'enorme pietra con una scatola di metallo, tutta metallizzata,
coperta dai raggi che partono da terra e toccano il soffitto.
Entro, mi metto non sul lato lungo, ma sul lato corto, diciamo, due raggi
scendono, io entro, si richiudono, faccio due scalini, metto la mano sopra alla
scatola e automaticamente la sala diventa quasi scura e dal primo angolo della
scatola si forma come una saldatura, che fa aprire il coperchio, i fianchi, la
parte davanti, le due parti dietro - coperchio e schiena - della scatola e sopra
c'è una sfera così con la piramide dentro, d'oro, che comincia a girare
velocemente in tutti i sensi. Dentro c'è un liquido a metà che più la piramide
gira e più diventa chiaro buttando scariche elettriche dentro nella sfera. Finché
tutta questa luce diventa più chiara e comincia ad alzarsi ed abbassarsi. Sto lì
un'ora, un'ora e mezza a guardarla.
E poi basta che mi sposto mezzo metro indietro e automaticamente si chiude e
torna tutto normale. Sai quante volte sono entrato dentro in questo posto, la
mia curiosità... Toccare i muri, vedere se c'è un qualcosa: niente. Far così con

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la mano: si accende quella luce e si spegne questa... Proprio ogni cammino che
faccio sembra che venga captato da qualcosa e quindi... Eh lì, quante volte m'è
successo di arrabbiarmi, di dire basta, voglio farla finita, voglio prendere la
scatola, cercare di prenderla e farla vedere al mondo. Sono stato scaraventato
via due o tre volte. Questo è un segnale, vuoi dire che non devo toccarla.
Devo solo andare lì. Se devo aprirla c'è un motivo.

CUN: A parte i momenti di rabbia comprensibile in generale ha degli stati


d'animo particolari quando tiene le mani su questo oggetto?

P.Z.: Normale.

CUN: Se stavi poco bene quando andavi Il era meglio o era lo stesso?

P.Z.: Ogni volta che ci andavo non stavo bene perché anche se sentivo il
richiamo di andare dove dovevo andare, la paura c'era, anche se sapevo che
era per la scatola.
Però quando entravo dentro mi sentivo più rilassato. La cosa strana era che io
entravo in questo posto al buio in mezzo alle mulattiere, e poi mi ritrovavo da
un'altra parte, non più lì.
Quindi dovevo andare a riprendere la macchina a piedi e poi tornare casa. Io
credo che ci fosse un motivo: le persone che erano là, quelle che si
nascondevano per fare... perché ce ne erano sempre, immancabilmente.

CUN: Dopo questi presunti incontri si sono verificati altri strani fatti?

P.Z.: No, dall''81 è finito tutto, "Aspetta il nostro ritorno" e basta. L'unica cosa
è che, quando è successo il primo incontro, riuscivo a muovere le tazze, ma
mia moglie si è terrorizzata.

CUN: Le è mai capitato di avere una comunicazione più facile con uno di
questo esseri?

P.Z.: Li vedevo tutti uguali. Ce n'era solo uno che aveva ai lati della testa una
sola spina e non tre.

CUN: E ora cosa pensa di questa storia?

P.Z.: lo continuo sempre a ripetere: "Vorrei tornare indietro". Io


lo so cosa vorrei fare: tornare indietro e dire basta. Il mio errore
è stato quello di aver fatto un rapporto.

CUN: L'ultima domanda: nel film hanno un po' romanzato la


storia della sua nascita, com'è andata veramente?

P.Z.: Nel film l'hanno fatto dentro una casa. Ma all'epoca noi avevamo un
circo, quindi io sono nato nel carrozzone degli anni '50... Mia mamma andava
sul trapezio... non è mai caduta... Mio padre andava sugli anelli, come i

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campioni di adesso... Il nostro cognome viene da una famiglia straniera, è
stato corretto, però mia madre mi ha detto che noi veniamo da una famiglia
straniera, bulgara, e li chiamavano i calderai... i bulgari la maggior parte erano
tutti calderai, riparavano le pentole di rame picchiate col martello.

Dopo tanti anni può capitare tuttora di restare ancora impressionati e


sconcertati da questa complessa vicenda. Potremmo dire tante cose...

Ci viene in mente poi che i 'calderai', fanno parte della famiglia zingaresca dei
nomadi, il cui nome deriva da "'Athinganoi", un antico gruppo religioso molto
perseguitato nel Medio Evo e proveniente dall'Asia Minore, proprio quel luogo
dove sono nati i culti misterici verosimilmente volti a sviluppare la capacità di
entrare in contatto con altre realtà e altri stati di coscienza. E ci viene in mente
anche una recente affermazione di Derrel Sims che riferisce di essere giunto
alla conclusione che gli alieni sceglierebbero le persone da rapire in base alla
loro linea genealogica responsabile della loro struttura mentale cui sarebbero
molto interessati...
Ma questa è un'altra storia.
Una storia dalla quale non è stato tratto alcun film.
Almeno per ora.

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