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0010.occhiello.

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© RCS LIBRI EDUCATION SPA


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Il corso è frutto del lavoro comune degli autori che ne hanno congiuntamente progettato
e discusso l’impostazione storiografica e didattica, l’articolazione dei contenuti
e dei materiali.
In particolare in questo volume sono di Paolo Aziani Il metodo storico e le unità 3-8; sono
di Marisa Mazzi le unità 1 e 2.

Le rubriche Guida allo studio e Prepararsi alla verifica sono state curate da Rosanna Rota.
I Viaggi multimediali sono stati curati da Margherita Romagnoli.

Coordinamento editoriale: Paolo M. Mazzoni


Coordinamento redazionale: Amelia Sbandati
Redazione: Red&Graph, Firenze
Ricerca iconografica: Cinzia Manco
Disegni: Matteo Chesi

Progetto grafico e copertina: Media Studio, Firenze

Fotocomposizione e impaginazione: Massimo Vallese, Federica Giovannini, Firenze


Stampa: Cartoedit, Città di Castello (PG)

Il materiale illustrativo proviene dall’archivio iconografico della casa editrice.


L’editore è a disposizione degli eventuali aventi causa.

La realizzazione di un libro presenta aspetti complessi e richiede particolare attenzione in tutte le fasi della
lavorazione. Revisioni e riletture vengono effettuate più volte; ciò nonostante, sappiamo per esperienza che è
molto difficile evitare completamente errori o imprecisioni. Ringraziamo sin da ora chi vorrà segnalarli alla
redazione.
Per segnalazioni relative al seguente volume scrivere a:
La Nuova Italia/RCS Libri S.p.A. - Redazione Scuole Secondarie di 2° grado
Via E. Codignola, 20 - 50018 Scandicci (FI)
e-mail: angela.barea@rcs.it

Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro
pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art.68, comma 4, della Legge 22 aprile 1941 n.633 ovvero dal-
l’accordo stipulato tra SIAE, AIE, SNS, e CNA, CONFARTIGIANATO, CASA, CLAAI, CONFCOMMERCIO,
CONFESERCENTI il 18 dicembre 2000.

Le riproduzioni per uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pagine non supe-
riore al 15% del presente volume, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, via delle Erbe
2, 20121 Milano, e-mail segreteria @aidro.org

www.lanuovaitalia.it

ISBN 88-221-5655-2

Proprietà letteraria riservata


© 2006 RCS Libri S.p.A., Milano
1ª edizione: gennaio 2006

Ristampe

2006 2007 2008 2009 2010 1 2 3 4 5 6 7 8


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Com’è fatto questo libro


La storia da vicino è un manuale di storia per il bien-
nio organizzato per facilitare sia la comprensione e la
rielaborazione delle conoscenze e dei concetti, sia
l’acquisizione delle competenze storiche specifiche.

In apertura del primo volume, l’agile sezione Il meto-


do storico introduce termini e concetti di base della sto-
ria e fornisce gli strumenti per analizzare, comprende-
re e valutare un documento scritto e una fonte icono-
grafica.

Il corso è organizzato in 16 unità, 8 per ogni anno. Ogni

© RCS LIBRI EDUCATION SPA


unità si apre con una doppia pagina che, oltre a una
breve introduzione sui contenuti, fornisce le coordi-
nate di base del periodo preso in esame:
– gli spazi
– il tempo
– le parole chiave

Ogni unità è articolata in capitoli, a loro volta suddi-


visi in paragrafi su doppia pagina, il cui testo è
accompagnato dai seguenti box:
– le relazioni chiariscono i rapporti fra i fenomeni
– il glossario delle parole difficili e tecniche
– per studiare consente un’immediata verifica di ciò che
si è appreso

La zona in basso della pagina è riservata agli approfon-


dimenti e ai materiali; possiamo trovare infatti:
– carte storiche
– documenti scritti
– box “le parole della storia”
– documenti iconografici
– disegni ricostruttivi

Testi e immagini sono pre-


sentati assieme a tutte le infor-
mazioni che servono per leg-
gere i particolari di una fon-
te iconografica, oppure rico-
struiscono il contesto utile a
comprendere un documento
scritto, mentre le domande gui-
dano alla comprensione e
alla riflessione.
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Ogni capitolo si chiude con la Guida allo studio, che com-


prende la mappa concettuale, la sintesi, esercizi di auto-
verifica e Prepararsi all’interrogazione, una scaletta
basata sulle parole chiave e sulle 5 W della storia (spa-
zio, tempo, protagonisti, avvenimenti, relazioni).

Importanti rubriche di approfondimento sono:


– Le fonti: testo e contesto propone, attraverso la com-
pilazione di una griglia di lettura, un lavoro meto-
dologico su alcuni importanti documenti scritti e ico-
nografici e consente una graduale acquisizione di un
approccio critico alla fonte;
– La questione storica avvia ai temi dibattuti dagli sto-
rici, presentando e discutendo le diverse posizioni a
confronto;
– La storia da vicino focalizza e illustra, con un ricco appa-
rato iconografico, aspetti della vita materiale e
quotidiana delle società antiche;
– Il viaggio multimediale fornisce indicazioni per fare una
visita a luoghi e musei, oltre a percorsi fra libri,
film, siti Internet.

Alla fine dell’unità le quattro pagine di Prepararsi alla


verifica presentano varie tipologie di esercizi (su paro-
le chiave, spazio, tempo, avvenimenti, relazioni, pre-
parazione al tema storico) utili per lo studio e il ripas-
so e come allenamento in vista delle prove di verifica.

Allegato al primo volume il Sempre allegato al pri-


fascicolo Percorsi fra storia e mo volume il CD-ROM
attualità permette di collega- L’Italia antica e medieva-
re la storia antica e medieva- le presenta oltre 120
le con l’attualità attraverso schede di città e luo-
temi che vengono sviluppa- ghi d’Italia, ricche di
ti tramite dati, carte, docu- dati e immagini, con le
menti, problemi aperti, sti- cronologie delle regio-
moli di riflessione e spunti ni dall’antichità al
per ulteriori ricerche. Medioevo.
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VI

Indice = il documento scritto

Il metodo storico 2

1 Ricostruire il passato: la storia 4 Le parole della storia Storia e preistoria 4


2 Fonti, reperti, documenti 5
3 Tempi e spazi della storia 8 Le parole della storia Tempo storico 8
4 La storia come ricostruzione 10

Unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole 12

‹ Capitolo 1 Da cacciatori ad agricoltori


1.1 Caccia e raccolta nel Paleolitico 14 La storia da vicino
Arte e riti misteriosi 16
1.2Il Neolitico e la diffusione dell’agricoltura 18 Le parole della storia Rivoluzione 18
1.3La domesticazione di piante e animali 20
1.4 L’ambiente si trasforma e cambia il modo di vita 22
Guida allo studio 24

‹ Capitolo 2 Tecnica e società nella mezzaluna fertile


2.1 Nuovi strumenti e nuove attività 26
2.2 Le prime macchine: la ruota e la vela 28
2.3 La metallurgia dell’età del bronzo 30
2.4 Dal gruppo alla società 32 Le parole della storia Re, sovrano, monarca 32
2.5 La cultura degli agricoltori 33
2.6 La rivoluzione urbana in Mesopotamia 34
Guida allo studio 36

‹ Capitolo 3 Le civiltà della Mesopotamia


3.1 I Sumeri in Mesopotamia 38 Corruzione a Lagash 39
3.2 La scrittura, strumento di potere e di conoscenza 40 Le parole della storia Scrittura cuneiforme 41
3.3 Una società complessa e stratificata 42
Le fonti: testo e contesto
Lo stendardo di Ur 43
La storia da vicino
Contadini e pastori in Mesopotamia 44
3.4 Tra regno di Babilonia e regno di Assiria 46 Il codice di Hammurabi 46
Le parole della storia Civiltà 47
Guida allo studio 48

‹ Capitolo 4 La civiltà egiziana


4.1 Gli Egiziani nella Valle del Nilo 50 Inno al Nilo 51
4.2 Una storia millenaria 52
4.3 I cambiamenti nella società 54 Il miglior lavoro è quello dello scriba 54
Le parole della storia Scriba 55
La storia da vicino
Le grandi piramidi 56
4.4 La vita quotidiana e il lavoro 58
La questione storica
Schiavi oppure operai retribuiti? 59
4.5 Una civiltà complessa e raffinata 60
Guida allo studio 62
Viaggio multimediale 64
Prepararsi alla verifica 66
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VII

Unità 2 Le civiltà del Mediterraneo 70

‹Capitolo 1 Dai Cretesi ai Micenei


1.1 Le risorse del Mediterraneo 72 La storia da vicino
Un protagonista del mondo antico: l’olio 74
1.2 Creta potenza del mare 76 La fama di Minosse 77
1.3 La società cretese 78 Le parole della storia Leggenda 78
1.4 L’arrivo degli Indoeuropei 80
1.5 Gli Achei in Grecia e nell’Egeo 81
La questione storica
Che valore storico hanno l’Iliade e l’Odissea? 83
1.6 La società micenea 84
La storia da vicino
La rocca: un centro di potere 86

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Guida allo studio 88

‹ Capitolo 2 L’età del ferro


2.1 Gli Ittiti in Anatolia 90
2.2 L’Asia Minore contesa tra Indoeuropei
e grandi imperi 92 L’invasione e lo scontro 92
2.3 Il ferro inizia una nuova epoca 93
2.4 I Fenici sviluppano il commercio nel Mediterraneo 94 Un curioso sistema di scambi 94
Le fonti: testo e contesto
L’elogio di Tiro nella Bibbia 97
La storia da vicino
Abili mercanti, raffinati artigiani 98
2.5Gli Ebrei, un popolo del deserto 100 Le parole della storia Monoteismo 101
Guida allo studio 102
Viaggio multimediale 104
Prepararsi alla verifica 106

Unità 3 La Grecia dalle origini all’espansione nel Mediterraneo 108

‹ Capitolo 1 La prima Grecia e la nascita delle poleis


1.1 I Dori in Grecia e la prima colonizzazione 110
1.2 La società dei Dori nei secoli senza scrittura 112 Assalti e razzie 112
1.3 Nascita e sviluppo delle poleis 114 Ottenere giustizia 115
1.4 Demos e aristocratici in lotta 116
1.5 I Greci nel Mediterraneo: la seconda colonizzazione 117 Le parole della storia Moneta 118
La questione storica
Quali furono le cause della colonizzazione? 119
1.6 La Magna Grecia centro di irraggiamento culturale 120 La storia da vicino
La bottega del ceramista e i vasi greci 122
Guida allo studio 124

‹ Capitolo 2 Sparta e Atene, due modelli di governo


2.1 Cresce il potere del demos: leggi scritte e tirannie 126 Le parole della storia Oplita 127
2.2 La costituzione timocratica di Solone 128 Le parole della storia Schiavo e schiavitù 129
2.3 Democrazia: la riforma di Clistene 130
2.4 Donne, meteci e schiavi: gli esclusi 132 Le parole della storia Democrazia 132
Le fonti: testo e contesto
La polis secondo Aristotele 133
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VIII

Indice
2.5 Sparta, la città dei guerrieri Dori 134 L’educazione degli Spartani 134
2.6 Il modello di una società aristocratica e guerriera 136 La gloria di morire in prima fila 137
La storia da vicino
L’immagine della donna in Grecia 138
Guida allo studio 140

‹ Capitolo 3 Il mondo greco unito dalla comune cultura


3.1 La comune identità degli Elleni 142 La storia da vicino
I giochi olimpici 144
3.2 La religione greca 146 Le parole della storia Mito/Mitologia 148
3.3 Una religione pervasiva e civile 149
Guida allo studio 150
Viaggio multimediale 152
Prepararsi alla verifica 154

Unità 4 La Grecia dell’età classica e l’ellenismo 158

‹ Capitolo 1 Le guerre persiane e l’età classica


1.1 I Persiani creano un grande impero 160
1.2 Le ragioni dello scontro e la prima guerra persiana 162 Le parole della storiaBarbaro 162
1.3 La seconda guerra persiana 164 La battaglia di Salamina nei versi di Eschilo 165
1.4 Atene domina l’Egeo 166
1.5 L’Atene di Pericle 168 La politica popolare di Pericle 170
Le fonti: testo e contesto
Pericle esalta la democrazia ateniese 171
La storia da vicino
Le feste panatenaiche 172
1.6L’età classica di Atene: arte e filosofia 174 Le parole della storia Classico/Classicità 174
Guida allo studio 176

‹ Capitolo 2 La crisi della Grecia e l’ascesa della Macedonia


2.1 Sparta contro Atene nella guerra del Peloponneso 178
La storia da vicino
Il teatro: spettacolo e riflessione collettiva 180
2.2 L’egemonia tebana e la crisi delle poleis 182 Le discordie straziavano le città 182
2.3 Filippo di Macedonia si impone sulla Grecia 184 Le parole della storia Storia 183
2.4 Si prepara la spedizione contro la Persia 186 Filippo guidi i Greci contro i barbari 186
Guida allo studio 188

‹ Capitolo 3 Alessandro Magno e l’ellenismo


3.1 Alessandro Magno conquista un immenso impero 190
3.2 Il progetto di un impero multietnico 192 L’integrazione tra Greci e Persiani 192
3.3 Alla morte di Alessandro nascono i regni ellenistici 194
3.4 L’organizzazione dei regni ellenistici 196
3.5 Le caratteristiche culturali dell’età ellenistica 198 Il giuramento di Ippocrate 199
3.6 Un’economia fiorente 200 La questione storica
Perché si arrestò lo sviluppo della scienza antica? 201
La storia da vicino
Libri e biblioteche 202
Guida allo studio 204
Viaggio multimediale 206
Prepararsi alla verifica 208
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IX

Unità 5 La prima Italia, gli Etruschi e la nascita di Roma 212

‹ Capitolo 1 La prima Italia e la civiltà etrusca


1.1 L’Italia preistorica 214
La storia da vicino
I Camuni, dalla pianura alle valli alpine 216
1.2 La prima Italia 218 Le parole della storia Italia 219
1.3 La civiltà etrusca 220
Le fonti: testo e contesto
L’origine degli Etruschi 221
1.4 La presenza etrusca nella penisola 222 Potenti per terra e per mare 223
1.5 Commerci oltremare e città fortificate 224
1.6 La concezione della vita e della morte 226
La storia da vicino
Un banchetto etrusco 228
Guida allo studio 230

‹ Capitolo 2 La nascita di Roma


2.1 Storia e leggenda: le origini 232 La vantaggiosa posizione di Roma 233
2.2 Roma nei primi secoli: da villaggio a grande centro 234 La storia dei re di Roma secondo l’imperatore Claudio 235
La storia da vicino
L’iconografia della leggenda 236
2.3 L’organizzazione sociale e politica della prima Roma 238 Le parole della storia Clientela/Clientelismo 238
2.4 I valori di uomini e donne nella Roma arcaica 240
La questione storica
È attendibile la storia dei primi secoli di Roma? 241
2.5 Una religione utilitaristica e civile 242 Le parole della storia Auspici 243
Guida allo studio 244
Viaggio multimediale 246
Prepararsi alla verifica 248

Unità 6 La repubblica romana dall’Italia al Mediterraneo 250

‹ Capitolo 1 La Roma repubblicana


1.1 Roma si espande nel Lazio 252 Il Foedus cassianum 253
1.2 La costituzione repubblicana 254 Equilibrio e divisione dei poteri 254
Le parole della storia Magistrato 255
La storia da vicino
Una seduta in senato 256
1.3 Una società divisa tra patrizi e plebei 258
1.4 La plebe conquista nuovi diritti 260
Le fonti: testo e contesto
Le leggi delle XII tavole 263
Guida allo studio 264

‹ Capitolo 2 La conquista della penisola


2.1 I Celti in Italia 266 La vita dei Celti 267
2.2 Roma si scontra con i Sanniti 268
2.3 La conquista della Magna Grecia 270 Le parole della storia Mercenario 271
2.4 Città, strade e colonie per romanizzare il territorio 272
2.5 “Divide et impera”: l’organizzazione del dominio 274
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Indice
2.6 La spinta alla conquista 276 Il desiderio di bottino 277
La storia da vicino
La centuriazione 278
Guida allo studio 280

‹ Capitolo 3 Le guerre puniche


3.1 Roma: una potenza mediterranea 282 L’antico trattato tra Roma e Cartagine 283
3.2 L’impero marittimo di Cartagine 284 I porti di Cartagine 285
3.3 La prima guerra punica 286 Come i Romani impararono a navigare 286
3.4 Roma conquista la pianura Padana 288
3.5 Cartagine si espande in Spagna: verso
un nuovo conflitto 289 Roma e Cartagine a confronto 289
3.6 La seconda guerra punica 290 La storia da vicino
L’esercito, una perfetta macchina da guerra 292

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3.7 Una politica di continua espansione 294 La questione storica
L’imperialismo di Roma 295
3.8 Il completamento del dominio mediterraneo 296 Le parole della storia Trionfo 296
3.9 La nuova organizzazione del dominio: le province 298 Il predominio su gran parte della terra abitata 298
Guida allo studio 300
Viaggio multimediale 302
Prepararsi alla verifica 304

Unità 7 La crisi della repubblica 308

‹ Capitolo 1 La società romana si trasforma


1.1 La cultura greca conquista Roma 310 Catone critica la cultura greca 311
La storia da vicino
La domus 312
1.2 Grandi trasformazioni economiche e sociali 314
1.3 Il sistema schiavistico 316 Un trattamento crudele 316
La storia da vicino
Vita da schiavo 318
1.4 La società romana entra in crisi 320
1.5 Le riforme incompiute dei Gracchi 322 Un paese di poveri e schiavi 322
Le parole della storiaPartito 323
Le fonti: testo e contesto
Due giudizi su Tiberio Gracco 325
Guida allo studio 326

‹ Capitolo 2 La repubblica dilaniata dalle guerre civili


2.1 Mario riforma l’esercito 328 L’orgoglio dell’homo novus 328
2.2 Mario contro Silla: la prima guerra civile 330 Il terrore sotto Mario e Silla 330
2.3 L’ascesa di Pompeo: la repubblica in balia
dei generali 332
2.4 Il primo triumvirato: Cesare, Pompeo e Crasso 334 I discutibili metodi di Cesare 335
2.5 Cesare dalla conquista della Gallia alla guerra civile 336 La questione storica
Le ragioni della crisi della repubblica 339
2.6 Cesare dittatore riforma lo stato:
la fine della repubblica 340 Le parole della storia Calendario 340
Guida allo studio 342
Viaggio multimediale 344
Prepararsi alla verifica 346
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XI

Unità 8 L’impero: dal principato all’apogeo 350

‹ Capitolo 1 Il principato di Augusto


1.1 Ottaviano eredita il potere di Cesare 352 Il testamento di Cesare 352
1.2 Augusto, dalla repubblica al principato 354 La falsa modestia del Principe 354
1.3 La riforma dello stato 356 Un giudizio critico su Augusto 356
Le parole della storia Pretoriani 357
La questione storica
Augusto tra restaurazione e rivoluzione 359
1.4 L’organizzazione del consenso 360 La nascita di Gesù 361
La storia da vicino
Roma, metropoli monumentale 362
1.5 Gli artisti celebrano Roma 364 Ricordare le gesta del popolo più grande 365
Guida allo studio 366

‹ Capitolo 2 L’impero al suo apogeo


2.1 Dal principato all’impero 368 Le parole della storia Impero 369
2.2 La dinastia Giulio-Claudia 370 I cristiani perseguitati per l’incendio di Roma 372
2.3 La dinastia Flavia 373 I poteri imperiali di Vespasiano 374
La storia da vicino
Tarragona, città romana 376
2.4 Il principato adottivo: l’impero civile e illuminato 378
2.5 L’impero di fronte alle minacce esterne 380 Marco Aurelio ricorda ammirato il padre Antonino Pio 380
Le fonti: testo e contesto
La colonna Traiana 381
Guida allo studio 382

‹ Capitolo 3 Società e vita quotidiana nell’età imperiale


3.1 Il benessere dell’impero romanizzato e integrato 384
3.2 Le trasformazioni della società durante l’impero 386 Le parole della storia Scuola/Istruzione 387
La storia da vicino
Il Colosseo e i giochi gladiatori 388
3.3La vita privilegiata del cittadino romano 390
3.4La giornata di poveri e ricchi nella Roma
del II secolo 392 Una cena colossale 392
Guida allo studio 394
Viaggio multimediale 396
Prepararsi alla verifica 398

Indice delle parole chiave 402


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biettivi obiettivi obiettivi obiettivi obiettivi obiettivi obiettivi ob


Unità 1 Unità 2 Unità 3 Unità 4
Dalla preistoria Le civiltà La Grecia dalle origini La Grecia
alle civiltà agricole del Mediterraneo all’espansione dell’età classica
nel Mediterraneo e l’ellenismo
• Le caratteristiche economiche e • Le caratteristiche della civiltà cre- • L’arrivo dei Dori in Grecia e la • Le caratteristiche della società
Conoscenze

sociali delle società di cacciato- tese prima colonizzazione persiana e le ragioni dello scon-
ri e raccoglitori • Le migrazioni degli Indoeuropei • La nascita e lo sviluppo delle tro con il mondo ellenico
• Il passaggio dalla raccolta alla • L’influenza delle migrazioni nello poleis e la seconda colonizzazio- • Società e politica ad Atene nel
produzione di cibo e le conse- sviluppo delle civiltà del bacino ne greca periodo del suo massimo splen-
guenze economiche e sociali del Mediterraneo orientale, in par- • L’evoluzione delle forme di gover- dore culturale e della sua ege-
• Le principali innovazioni tecnolo- ticolare quella cretese e quella no ad Atene: dalla monarchia alla monia sul mondo greco
giche correlate alla rivoluzione greca riforma democratica di Clistene • Le forme e le ragioni del declino
agricola • L’importanza della metallurgia • Il modello politico spartano del mondo delle poleis e l’affer-
• Le caratteristiche economiche e del ferro per lo sviluppo delle • La comune cultura fondamento del- mazione della Macedonia
sociali delle società agricole società mediterranee l’identità greca e le forme della reli- • Le imprese di Alessandro e il
• Le principali civiltà agricole flu- • La forte espansione del commer- gione suo nuovo progetto politico e
viali dell’antichità (Mesopotamia cio e degli scambi nel Mediterra- • La condizione della donna ad Ate- culturale
ed Egitto) e le relazioni tra di esse neo ne e a Sparta • Le caratteristiche culturali, poli-
• L’organizzazione politica e le prin- • La formazione di nuove culture e tiche ed economiche dell’età elle-
cipali vicende storiche di popoli di nuove religioni, in particolare nistica
e stati nella mezzaluna fertile la religione monoteistica degli
Ebrei

• Individuare e mettere in relazio- • Comprendere la funzione dei con- • Comprendere l’importanza del- • Individuare le ragioni profonde
Competenze

ne tra loro gli elementi fonda- le poleis e della colonizzazione gre- dello scontro tra l’impero persia-
tatti e degli scambi tra popoli
mentali che costituiscono la strut- ca per lo sviluppo politico, eco- no e il mondo greco
diversi per lo sviluppo di una
tura di una società civiltà nomico e culturale dell’area medi- • Comprendere le ragioni e le carat-
• Individuare il ruolo del progres- • Individuare la stretta relazione terranea teristiche della straordinaria fio-
so tecnologico nello sviluppo di con l’ambiente che determina le • Confrontare le caratteristiche di ritura culturale e artistica di Ate-
una società caratteristiche materiali e cultu- società più aperte e in evoluzio- ne nell’età classica
• Individuare le caratteristiche che rali delle civiltà mediterranee ne, come Atene, e più chiuse e sta- • Individuare le caratteristiche di
contraddistinguono uno stato da • Comprendere l’importanza della tiche, come Sparta una società multiculturale e com-
altre comunità organizzate scrittura nella trasmissione di • Individuare caratteristiche e limi- prenderne le potenzialità e la ric-
• Individuare la relazione tra carat- modelli culturali tra popoli e nel- ti della democrazia greca chezza
teristiche del territorio e svilup- lo sviluppo delle civiltà • Comprendere il ruolo degli elemen-
po di una civiltà, con particolare ti comuni su cui un popolo fon-
riferimento alla Mesopotamia e alla da la propria identità
valle del Nilo

• città • alfabetico fonetico • aristocrazia • barbaro


Concetti

• città-stato • colonia • colonizzazione • burocrazia


• civiltà • commercio di intermediazione • cultura e identità • cosmopolitismo
• divisione del lavoro • invasione • democrazia • egemonia
• eccedenza • leggenda • demos • ellenismo
• innovazione tecnologica • migrazione • mito • età classica
• matriarcato/patriarcato • monoteismo • oligarchia • filosofia
• nomadi/sedentari • regione complementare • polis • sincretismo religioso
• ominazione • talassocrazia • schiavitù • società multiculturale
• politeismo • timocrazia
• re/sovrano • tirannide
• rivoluzione agricola
• scrittura
• società stratificata
• stato
• teocrazia
Abilità
• analizzare, trarre informazioni e interpretare documenti iconografici a un livello di complessità crescente
• analizzare, trarre informazioni e interpretare documenti scritti a un livello di complessità crescente
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vi obiettivi obiettivi obiettivi obiettivi obiettivi obiettivi obietti-


Unità 5 Unità 6 Unità 7 Unità 8
La prima Italia, La repubblica romana La crisi L’impero: dal principato
gli Etruschi dall’Italia della repubblica all’apogeo
e la nascita di Roma al Mediterraneo
• Le caratteristiche dei popoli e • L’espansione di Roma nel Lazio • Le profonde trasformazioni socia- • Il passaggio dal principato all’im-
delle culture preindoeuropee e e nella penisola li, culturali ed economiche segui- pero e i problemi della successio-
indoeuropee dell’Italia protosto- • La complessa e diversificata orga- te alla formazione di un impero ne
rica nizzazione sociale e politica impo- mediterraneo • Le principali vicende relative agli
• I caratteri originali della civiltà sta da Roma al territorio conqui- • I diversi fattori della crisi della imperatori dei primi due secoli
degli Etruschi e la sua evoluzio- stato repubblica tra il II e il I secolo a.C. dell’impero
ne nel rapporto con gli altri popo- • L’evoluzione della repubblica • Le ragioni dei contrasti tra popu- • Le caratteristiche dell’impero nel
li della penisola romana in relazione alle lotte lares e optimates e gli sviluppi periodo della sua massima espan-
• Roma dalla fondazione all’avven- sociali e politiche fra patrizi e delle guerre civili tra i generali sione e prosperità
to della repubblica; le caratteristi- plebei che aspiravano alla supremazia • La vita quotidiana nella Roma
che di una società patriarcale e • Le cause e le forme dello scon- su Roma imperiale
aristocratica tro tra Roma e Cartagine • Le imprese e il ruolo di Giulio
• Le caratteristiche dell’espansio- Cesare
ne romana e il processo di costru-

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zione di un dominio mediterraneo

• Comprendere come ogni civiltà si • Comprendere il ruolo del contra- • Valutare l’influenza che le tra- • Valutare la personalità e l’opera
determini e arricchisca nel con- sto e del dissenso nel processo sformazioni economiche hanno di Augusto, cogliendone sia gli
fronto e nel contatto con altri di allargamento delle forme di sulla società e la cultura aspetti rivoluzionari sia quelli tesi
popoli e culture partecipazione politica • Considerare le particolari carat- alla restaurazione di una nuova
• Comprendere il complesso ruo- • Valutare l’importanza del movimen- teristiche di una società schiavi- monarchia
lo che ha la religione e il rappor- to migratorio dei Celti per la stica • Considerare aspetti positivi e
to con il sacro nella cultura costruzione di comuni radici cul- • Considerare il ruolo delle ambi- negativi del processo di integra-
• Confrontare leggenda e verità turali europee zioni personali nella degenera- zione culturale di popoli diversi
storica nella ricostruzione delle • Valutare il ruolo delle città nell’or- zione della lotta politica • Confrontare l’organizzazione poli-
origini di Roma ganizzazione del territorio • Valutare le particolari caratteristi- tica e sociale dell’impero e quel-
• Confrontare il ruolo e la posizio- che che assume ogni forma di la della repubblica romana
ne sociale delle donne nella società guerra civile • Valutare l’evoluzione della condi-
greca, etrusca e romana delle zione della donna nell’età impe-
origini riale

• comizi • cittadinanza • guerra civile • consenso


• gentes • federazione • guerra sociale • impero
• imperium • imperialismo • homo novus • mecenatismo
• Italia • mercenari • nobiles • potere autocratico
• monarchia • municipio • optimates/populares • principato
• patronato/clientela • patrizi/plebei • partito • restaurazione
• società patriarcale • provincia • riforma agraria • società dinamica
• virtus • repubblica • successione ereditaria/adottiva
• romanizzazione

• acquisire l’abitudine alla critica delle fonti


• utilizzare cronologie, carte storiche, tabelle, genealogie, modelli e mappe concettuali
• comprendere e utilizzare termini e concetti specifici
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Il metodo storico
C
on l’invenzione della
scrittura gli uomini Due penisole protese nel
Mediterraneo, quella
sono in grado di con- greca e quella italiana,
servare in una forma definita sono state la culla
ogni tipo di notizia, ma solo rispettivamente della
civiltà greca e della
con i Greci nasce la storia inte- civiltà romana.
sa nel senso moderno, cioè
come ricostruzione volontaria
e obiettiva dei fatti con lo sco-
po di tramandarne nel tempo Nell’antichità le comunicazio-
ni avvenivano soprattutto via
la memoria. Tuttavia gli storici mare: i mari più adatti erano
dell’antichità erano preoccupa- quelli ricchi di isole, che per-
mettevano una navigazione a
ti soprattutto di descrivere le vista e fornivano frequenti
guerre e le vicende politiche: in approdi in cui trovare rifugio
seguito, invece, gli studiosi durante le tempeste.
hanno incominciato a conside-
rare anche la dimensione cultu-
rale, religiosa, giuridica e di Il Mediterraneo si trova nella fascia
temperata dell’emisfero australe,
costume, arrivando così poco è circondato da terre fertili, ha
per volta all’idea di una storia coste articolate e vi sono nume-
della civiltà. rose isole che facilitano la navi-
gazione: è attorno ad esso che si
Nel corso dell’Ottocento, Il continente america- sono sviluppate le principali civiltà
no è stato l’ultimo a
inoltre, le trasformazioni essere raggiunto dalle
dell’antichità.
indotte dall’industrializzazione grandi migrazioni che
portarono gli storici a conside- hanno portato l’uomo
a popolare l’intero pia-
rare l’influenza dei fattori neta.
materiali, ambientali e climati- Le pianure attraversate
da grandi fiumi sono fer-
ci e a valutare quindi l’impor- tili ma soggette alle inon-
tanza degli aspetti sociali, eco- dazioni: per sfruttarne i
suoli sono necessari gran-
nomici e tecnologici che appa- di lavori di bonifica e cana-
rivano fondamentali per deter- lizzazione.
minare il corso degli eventi.

LE PAROLE CHIAVE
Fonte/Documento Le fonti sono fon- Tempo I fenomeni storici avvengono e Eventi Gli eventi (ciò che è avvenuto)
damento e punto di partenza di ogni si sviluppano nel tempo e la dimensio- appartengono al passato e come tali
ricerca storica: sono fonti tutte le ne temporale è l’orizzonte di riferi- non sono conoscibili direttamente:
tracce che il passato offre a chi lo mento della ricerca storica. Il tempo sto- è lo storico che ricostruisce gli avve-
interroga, dal racconto orale ai docu- rico tuttavia non è un tempo mate- nimenti del passato sulla base dei
menti scritti, iconografici e materia- matico, diviso in periodi tutti uguali documenti che possiede, li collega
li di ogni tipo. Attraverso la critica tra loro: si parla infatti di brevi, lunghe tra loro secondo criteri espliciti e,
della fonte si valutano l’autenticità dei o lunghissime durate, di ciclo o con- soprattutto, ne valuta l’importanza
documenti e l’attendibilità di coloro giuntura, poiché il tempo della storia in relazione al quadro generale in
che li hanno elaborati. ha durata e ritmi diversi a seconda del cui sono collocati.
tipo di fenomeno cui si riferisce.
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GLI SPAZI IL TEMPO


9000 a.C. 9000 a.C. circa

N
essuna ricostruzione del passato può prescindere Inizia il Neolitico –
dallo spazio. I fattori climatici e ambientali sono Rivoluzione
agricola
fondamentali per l’agricoltura e le forme dell’inse-
diamento; la conformazione dei territori, delle coste, dei rilie-
vi, la presenza (o assenza) di barriere naturali, ostacolano o 4500 a.C. circa
Inizia l’età
facilitano le comunicazioni e quindi le migrazioni, i traffici, del bronzo –
gli scambi economici e culturali. Gli spazi influiscono quindi Prime città

in modo determinante sullo sviluppo delle civiltà. 3000 a.C. circa


3000 a.C. In Mesopotamia
nasce la scrittura
Dalle grandi pianure
dell’Asia si sono mos-
se le migrazioni dei Dal 3000 a.C
popoli che, a ondate al 476 d.C.
successive, hanno rag- Età antica
giunto le terre più cal-
de dell’Europa e della
penisola indiana.

2000 a.C.

Nelle vallate dei gran- 1200 a.C. circa


di fiumi Tigri ed Eufra- Inizia l’età del ferro
te, in quelle del Nilo,
dell’Indo e dello Huang 1000 a.C. 776 a.C.
He si è sviluppata l’a- Prima Olimpiade
gricoltura e sono fiori- in Grecia
te le prime grandi civiltà. 753 a.C.
Fondazione di Roma

Non sempre i rilievi costi-


tuiscono barriere insu-
perabili, ma se i valichi
sono pochi o impervi ral-
lentano le comunicazio- 1 a.C. 1 d.C.
ni, orientano la direzio- 1 d.C. Nascita di Cristo –
Inizia l’era cristiana
ne delle migrazioni dei
popoli nomadi.
476 d.C.
Caduta dell’impero
romano d’Occidente

622 d.C.
Dal 476 al 1000 Egira: Maometto
Alto Medioevo lascia La Mecca –
Mutamenti/Persistenze Il concet- Periodizzazione Per il grande storico Anno 1 per
i musulmani
to di mutamento e quello di persisten- Benedetto Croce “pensare la storia
za sono strettamente legati: noi pos- significa periodizzarla”: ogni stori- 1000 d.C.
siamo dire che un determinato even- co seleziona alcuni eventi considera- Dal 1000 al 1492
to (ad esempio la conquista romana ti più importanti rispetto a tutti gli Basso Medioevo
della Grecia) ha provocato un muta- altri e li utilizza per periodizzare, cioè 1492 d.C.
mento solo se consideriamo l’intero scandire la ricostruzione del passato Scoperta delle
Americhe
quadro di una società e osserviamo, in periodi definiti . Oggi accanto alla Dal 1492 al 1789
Età moderna
oltre a ciò che è cambiato, anche la periodizzazione convenzionale se ne 1789 d.C.
persistenza di tutto quello che non usano altre, diverse a seconda del Dal 1789 a oggi
Rivoluzione francese
si è modificato. tipo di fenomeno considerato. Età contemporanea
2000 d.C.
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4 Il metodo storico

1. Ricostruire il passato: la storia


le relazioni DAL RACCONTO ORALE ALLA SCRITTURA Fin dal più lontano passato gli uomini si
raccontarono e tramandarono notizie, affidate alla memoria e trasmesse oralmente
scrittura di generazione in generazione: l’invenzione della scrittura costituì un salto di qua-
Q lità perché permise di conservare queste narrazioni in una forma definitiva e per un
narrazioni conservate tempo illimitato. I testi più antichi, tuttavia, non erano scritti con l’intenzione espli-
in forma definitiva cita di “fare storia”: testi religiosi come la Bibbia servivano soprattutto per far com-
ricostruzione obiettiva dei fatti prendere il rapporto di Dio con gli uomini; narrazioni epiche come l’Iliade e l’Odissea
rappresentavano e diffondevano i grandi princìpi ideali che dovevano costituire un model-
Q lo per tutti; sovrani e signori (come i faraoni egiziani) lasciavano testimonianze scrit-
storia
te delle imprese compiute con lo scopo di esaltare la propria gloria e grandezza.

CON I GRECI NASCE LA STORIOGRAFIA Solo più tardi, con i Greci, la storia assun-
se quelle caratteristiche che ancora oggi le sono proprie: lo storico, spesso testimone
diretto, si preoccupava di raccontare come si erano effettivamente svolti i fatti, espo-

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nendoli per quanto possibile con obiettività, senza altro fine che quello di tramanda-
re nel tempo le vicende del passato perché potessero offrire un elemento di riflessio-
ne ai posteri. Per raggiungere questo scopo lo storico doveva quindi ricostruire ciò
che era avvenuto, basandosi a sua volta sui racconti di altri e sui testimoni diretti, e
spiegare le ragioni e il significato degli avvenimenti che trattava.

L A STORIA, LE STORIE Da allora il metodo dello storico e lo scopo fondamentale


della sua indagine non sono cambiati in modo sostanziale; però nel corso dei secoli
l’orizzonte della ricerca si è allargato, per passare da una storia solo politica e istitu-
zionale a una storia della civiltà. In questa, oltre agli aspetti sociali, economici e cul-
turali, grande importanza ha cominciato a rivestire la storia della vita quotidiana di
uomini e donne. Dal secolo scorso, in particolare, la progressiva affermazione dei movi-
menti di emancipazione delle donne ha portato a un grande sviluppo delle ricerche
che ricostruiscono il ruolo delle donne nelle società del passato.

le parole della storia


Storia e preistoria
La distinzione convenzionale tra storia e preistoria frazione e all’interpretazione dei testi antichi. Il cam-
è chiara: si considera “storia” ogni ricostruzione del po di studio dell’archeologia si è recentemente così
passato che può basarsi su documenti scritti e “prei- esteso che si parla anche di “archeologia medieva-
storia” tutto ciò che precede l’invenzione della scrit- le” e addirittura di “archeologia industriale” (riferen-
tura. La preistoria finisce quindi pressappoco agli ini- dosi agli inizi del XX secolo).
zi del III millennio a.C. Si tratta di un lunghissimo perio- Per di più la distinzione basata sull’invenzione del-
do di tempo, oggetto di studio degli archeologi, che la scrittura è discussa anche a livello teorico. Nel cor-
ricostruiscono la vita degli uomini del passato sulla so del Novecento infatti sono state rivalutate dimen-
base dei reperti rinvenuti e utilizzano metodi e stru- sioni non politiche della storia (economia, tecnica,
menti diversi da quelli degli storici. vita quotidiana, strutture sociali ecc.), cioè aspetti
Tuttavia la separazione tra storia e preistoria è assai della vicenda umana che non vengono necessariamen-
labile nella pratica e molto discussa nella teoria. te studiati utilizzando solo documenti scritti. Da
Concretamente è difficile tracciare una precisa questo punto di vista quindi prendere come punto
linea di confine fra i due periodi e i due ambiti di stu- di riferimento la scrittura è discutibile perché si lascia
dio: per prima cosa popoli senza scrittura, conosciu- fuori dalla storia dell’uomo proprio uno degli even-
ti solo sulla base di reperti archeologici, coesistette- ti più importanti per la storia dell’umanità e cioè la
ro a lungo con popoli che usavano la scrittura, quin- domesticazione di piante e animali avvenuta con la
di il lavoro degli archeologi si può spingere ben oltre rivoluzione agricola: per questo diversi storici pro-
il 3000 a.C.; poi la distinzione tra storico e archeo- pongono di anticipare l’inizio della storia a quell’e-
logo in pratica si cancella quando si arriva alla deci- vento fondamentale.
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2. Fonti, reperti e documenti


DIVERSI TIPI DI FONTI Gli storici ricostruiscono il passato sulla base di tracce,
reperti, testi scritti, che costituiscono le fonti del loro lavoro. Un tempo si dava
grande importanza alla storia politico-diplomatica e si consideravano fondamentali
i testi ufficiali, i trattati, le dichiarazioni pubbliche. Tuttavia mano a mano che gli inte-
ressi degli storici si allargarono si modificò anche l’idea stessa di fonte, e si comincia-
rono a considerare anche altri tipi di documenti, come le iscrizioni, le monete, le
Un esempio di annoaligrsiafico
di un documento ico

le fonti: testo e contesto


Il sarcofago di Haghìa Triada
L’immagine raffigura uno dei due lati maggiori di un contenitore in pietra dipinta,
quasi sicuramente un sarcofago, rinvenuto nella località di Haghìa Triada, nell’isola
di Creta. È un oggetto splendidamente decorato e gli studiosi pensano che apparte-
nesse a una tomba regale. Risale al XIV secolo a.C. ed è una testimonianza molto
significativa della civiltà che si è sviluppata a Creta fra il III e il II millennio a.C. In
particolare documenta l’importante ruolo che le donne avevano nella società crete-
se, perché le decorazioni mostrano una cerimonia religiosa guidata da sacerdotesse. Su un lato
è raffigurato il sacrificio di un toro e sull’altro, quello illustrato qui, la processione rituale.

La cerimonia rituale compiuta da alcune sacerdotesse. Una sacerdo- Seconda parte della scena: una proces-
tessa, vestita con una pelle di pecora, versa da un recipiente in un cra- sione di uomini porta offerte – sotto for-
tere del liquido, forse il sangue del toro sacrificato. Un’altra la segue ma di animali – a una figura femminile,
trasportando due recipienti, mentre dietro di lei un musico suona la lira. forse una sacerdotessa, forse una dea.

Asce bipenni, cioè con il taglio da due lati, chiamate labrys, sim- I colori dominanti della decorazione – l’azzurro e
bolo del potere reale; da qui deriverebbe la parola “labirinto”. l’ocra – dominano anche la scena rappresentata.

Sulla base del “testo e del contesto”, cioè delle scheda del documento
informazioni generali che possiamo ricavare osser-
vando il documento e in relazione a ciò che noi ‹ Autore/pittore Artigiani cretesi rimasti anonimi
sappiamo circa il contesto complessivo, siamo in gra- ‹ Epoca in cui il testo è stato prodotto XIV secolo a.C.
do di dire che: ‹ Luogo di produzione Isola di Creta
a) le donne avevano un ruolo di grande importanza ‹ Tipo di documento/reperto Dipinto su un sarcofago probabilmente
a Creta, come dimostra il fatto che vi erano sacer- appartenuto a una regina
dotesse addette a compiere sacrifici e cerimonie ‹ Scopo per cui il documento è stato prodotto Abbellire il sarcofago
rituali; regale con le scene di un sacrificio, forse lo stesso che veniva fatto
b) per le cerimonie venivano indossati abiti parti- durante il funerale.
colari; ‹ Informazioni attendibili oppure no perché Il documento è involonta-
c) nell’isola si trovavano persone di razza diversa; rio e tutte le informazioni sulla vita quotidiana che ci fornisce sono
d) gli artigiani cretesi avevano raggiunto un eleva- quasi certamente attendibili: gli esecutori del disegno non avevano
to livello di perizia tecnica e di sensibilità artisti-
ca nel disegno delle figure e nell’uso dei colori.
alcuna ragione per rappresentare una scena non realistica; inoltre nes-
suno avrebbe più visto il disegno (chiuso in una tomba) e quindi si
Possiamo inoltre compilare una scheda sintetica, come possono scartare intenzioni propagandistiche.
quella a fianco, con le informazioni essenziali.
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6 Il metodo storico

le relazioni medaglie, i resti archeologici, fino a distinguere tra fonti scritte (tutti i testi scritti,
di qualunque genere), fonti iconografiche (o figurate) cioè tutti i materiali che
documenti lasciati contengono una qualsiasi immagine (pitture, incisioni, bassorilievi, quadri, carte, inse-
con scopi diversi
gne, monete ecc.), e fonti orali, cioè quelle testimonianze registrate (su qualunque
Q supporto) dalla viva voce, come discorsi, interviste ecc., che ovviamente sono dispo-
valutazione, attendibilità
e autenticità dei documenti
nibili solo a partire dal XX secolo.
Q DOCUMENTI VOLONTARI E INVOLONTARI Successivamente si sono poi elaborati
critica della fonte
nuovi criteri di classificazione dei materiali a disposizione, e in particolare la distin-
zione tra documenti volontari e involontari.
Sono documenti volontari tutti i testi e i reperti che sono stati lasciati con lo sco-
po esplicito di tramandare qualcosa nel tempo: storie, trattati, iscrizioni, ma anche
documenti elaborati per scopi pratici, come un contratto o un testamento, un atto di
proprietà o un inventario.
Sono invece documenti involontari i resti, le tracce che gli uomini hanno prodot-
to senza avere l’intenzione di lasciare un ricordo di sé, come un’anfora o un elmo, un
gioiello o un altare, che sono stati costruiti non con lo scopo di informare i posteri,
ma per soddisfare un complesso sistema di bisogni spirituali o materiali. Ovviamente
non sempre è possibile distinguere rigidamente tra i due tipi di documenti: un palaz-
zo o un acquedotto, ad esempio, sono stati costruiti con uno scopo pratico, ma
rispondevano anche al desiderio di tramandare ai posteri la propria grandezza.
Lo storico ateniese del V secolo a.C. Tucidide, allorché si accinse a scrivere la sto-
Un esempio di anscaliritsito ria della guerra del Peloponneso, si pose un problema: “Io ho visto l’intera guerra e data
di un documento la mia età ero sufficientemente attento e prudente per dare informazioni precise. Per

le fonti: testo e contesto


La divinizzazione di Cesare vista da Svetonio
Ecco come lo storico romano Gaio Svetonio Tranquillo (70-140 ca. d.C.) ha raccontato i funerali di Giulio Cesare,
avvenuti nel 44 a.C., e la sua “divinizzazione”. Il passo è tratto dall’opera La vita dei Cesari, composta intorno
al 121 d.C., in cui Svetonio narrava le vicende dei dodici imperatori che si erano succeduti al potere da Cesare a
Domiziano.
Le fonti di Svetonio sono varie: egli lavorò come sovrintendente delle biblioteche di Roma con Traiano e come
segretario (addetto alla corrispondenza personale) di Adriano: pur essendo vissuto quasi un secolo dopo gli avveni-
menti di cui si occupa, grazie ai suoi importanti incarichi poté facilmente accedere a tutti i documenti ufficiali con-
servati dallo stato romano e relativi alle vicende narrate.
La vita dei Cesari è organizzata come un insieme di biografie e costituirà un modello per gli scrittori seguenti:
Svetonio si preoccupa soprattutto di ricostruire la personalità complessiva di ciascun imperatore più che di narrare
in ordine cronologico le imprese. Per questa ragione il testo è ricco di aneddoti, pettegolezzi, dettagli minori e
Svetonio ha probabilmente integrato le fonti ufficiali con ciò che scopriva da fonti orali, attraverso colloqui con
testimoni diretti o indiretti di ciò che narra.

Moglie di Indetti i funerali, il rogo fu innalzato nel Campo Marzio presso la tomba
Mario, zia
paterna di di Giulia e davanti ai rostri fu collocato un tempietto d’oro che riproduce-
Cesare. va il tempio di Venere Genitrice: nell’interno fu collocato un letto d’avorio,
drappeggiato d’oro e di porpora, ed a capo del letto un trofeo con la veste
che indossava quando lo uccisero. [...] Le tribune
da cui si
Invece dell’elogio funebre il console Antonio fece proclamare dal bandi- tenevano i
tore il decreto del senato con cui gli erano stati concessi tutti gli onori divi- comizi
durante la
ni e umani [...]. campagna
In seguito la plebe innalzò nel Foro una colonna massiccia di pietra di Numidia, elettorale.
alta circa sei metri, che fu dedicata “Al Padre della patria”. A lungo il popo-
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quanto riguarda gli avvenimenti io non li ho scritti come li ho saputi dal primo che glossario
capitava, e neppure in base alla mia immaginazione. Mi sono preoccupato di esami-
nare con gran cura i fatti a cui fui presente o che avevo conosciuto da altri fin nei mini- Committente colui dà l’incari-
co di eseguire un’opera.
mi particolari. Questa fu una ricerca molto difficile perché i testimoni non riferisco-
no le stesse cose sugli stessi avvenimenti. Ognuno parlava secondo il proprio ricordo
o in base alla simpatia per una delle parti”.
Già Tucidide, quindi, sottolineava la preoccupazione metodologica fondamentale di
ogni storico: la ricerca e la critica delle fonti. Non basta infatti “trovare” tra le innumere-
voli tracce del passato quelle utili, ma occorre anche interpretarle e valutarne l’attendi-
bilità, cioè considerare in quale misura dalle fonti si possono ricavare notizie fondate.

TESTO E CONTESTO: LA CRITICA DELLE FONTI L’analisi di un documento è una


operazione molto complessa che va compiuta a diversi livelli. Per prima cosa occor-
re valutare il documento: attraverso quella che viene definita critica esterna si cer-
ca di accertare se sia autentico (cioè realizzato effettivamente nel tempo dichiarato)
e non sia invece un falso preparato dopo da altri: per questo si osserva il tipo di mate-

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riale, lo stile, la provenienza del reperto ecc.
Si tratta tuttavia solo di un lavoro preliminare, poiché un documento potrebbe
essere originale nella forma ma poco attendibile nel contenuto; la critica interna ser-
ve quindi a valutarne l’attendibilità considerandolo nel contesto complessivo in cui esso
si colloca: che cosa sappiamo dell’autore? Quali fonti di informazioni aveva e quanto
era scrupoloso nel riportarle? E quanto tempo è passato tra gli eventi narrati e la loro
ricostruzione? L’autore era imparziale, oppure tendenzioso? Aveva motivi particolari
per distorcere i fatti? Era libero, oppure soggetto a pressioni? Molto spesso, infatti, gli
storici scrissero su incarico di sovrani e potenti, ed è ovvio presupporre che in questi
casi non potessero valutare con assoluta libertà l’operato dei loro committenti .

lo tenne l’abitudine di fare vicino ad essa sacrifizi, di formulare voti, di


risolvere certe liti giurando nel nome di Cesare.
Egli fu collocato nel numero degli dèi, non solo per decisione formale, ma
I combatti-
anche perché la gente lo credette tale. In verità durante i ludi, che per la pri- menti dei
L’evento ma volta Ottaviano, suo erede, decretava a lui divinizzato, una cometa riful- gladiatori,
astronomico offerti quasi
è collegato se per sette giorni consecutivi comparendo verso le diciassette: si credette fos- come forma
dalla cre- se l’anima di Cesare accolto in cielo: e questo è il motivo per cui sopra le sta- di sacrificio
denza popo- umano per
lare a Cesa- tue sue si colloca una stella; inoltre fu deciso di murare l’ingresso della onorare la
re, ormai Curia nella quale fu ucciso e di dare agli idi di marzo il nome di “Parricidio” memoria del
considerato defunto.
divino. e di non riunire mai il senato in quel giorno.
(Svetonio, La vita dei Cesari)

Sulla base del “testo e del contesto” rela- scheda del documento
tivo al documento siamo in grado di dire
che: ‹ Autore/trascrittore Gaio Svetonio Tranquillo
a) Cesare ricevette subito onori “divini ‹ Epoca in cui il testo è stato prodotto II secolo d.C.
e umani” per decreto del senato, fu con- ‹ Luogo di produzione Roma
siderato “padre della patria” e Otta- ‹ Tipo di testo testo di legge testo religioso
viano celebrò la sua divinizzazione
con giochi gladiatori;
X testo storiografico testo narrativo
b) l’apparizione di una cometa durante ‹ Scopo per cui il testo è stato prodotto Nella biografia di Cesare, considerato il
questi giochi fu associata alla sua primo imperatore, dare conto del consenso popolare di cui godeva e che favorì la
ascesa al cielo; sua immediata divinizzazione.
c) il giorno della sua uccisione fu ricor- ‹ Informazioni attendibili oppure no perché Svetonio narra eventi non molto lonta-
dato come infausto. ni nel tempo per i quali poteva accedere a tutti i documenti ufficiali esistenti.
Possiamo inoltre compilare una scheda Anche l’apparizione apparentemente “prodigiosa” della cometa può avere spiega-
sintetica, come quella a fianco, con le zioni astronomiche che gli scienziati sono in grado oggi di verificare.
informazioni essenziali.
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8 Il metodo storico

3. Tempi e spazi della storia


IL TEMPO È LA DIMENSIONE DELLA STORIA Lo storico ricostruisce il passato col-
le relazioni
locando gli eventi nel tempo secondo un ordine cronologico: stabilisce quando è avve-
fenomeni diversi nuto un fatto, quanto è durato, che cosa è avvenuto prima e che cosa dopo. In que-
Q sto modo fissa, per quanto possibile, una datazione assoluta (se può indicare una data
ritmi interni diversi precisa) o relativa (se può solo stabilire che un certo evento è avvenuto prima di un
Q altro, ma non sa quando esattamente è successo). La datazione consente quindi di costrui-
differenti temporalità re la rete di relazioni temporali e di osservare i legami eventualmente esistenti tra
e periodizzazioni fenomeni che appartengono a dimensioni diverse. Così, ad esempio, lo storico che “data”
il diffondersi di una pestilenza può stabilire se questa si è verificata dopo alcune
annate di cattivi raccolti, a loro volta contemporanee a un lieve raffreddamento del
clima, in modo da collegare tra loro questi fenomeni, riguardanti rispettivamente la
demografia e la storia delle malattie, la produzione e l’agricoltura, e il clima.

EVENTI E PERIODIZZAZIONI Oltre a collocare gli eventi in un ordine temporale, ogni


storico seleziona quelli che considera più importanti rispetto ad altri: in questo modo
si determina una periodizzazione con cui scandire la ricostruzione del passato. Così,
la storia antica è quella cha va dalla scoperta della scrittura alla caduta dell’impero
romano d’occidente (476 d.C.); il Medioevo termina nel 1492 con la scoperta delle
Americhe; l’età moderna si fa di solito concludere con la rivoluzione francese del 1789,
anno da cui si faceva iniziare l’età contemporanea. Oggi quest’ultima datazione
appare superata, ma d’altra parte non vi è un accordo univoco su una nuova data più
vicina a noi e altrettanto significativa, cosicché alcuni studiosi tendono a considera-
re “contemporanea” solo la storia del Novecento, e altri addirittura solo quella segui-
ta alla seconda guerra mondiale.
Tutte le periodizzazioni sono infatti convenzionali, sono frutto cioè di scelte
stabilite sulla base dell’importanza attribuita a determinati fenomeni; così da quan-
do gli storici non si occupano più solo degli eventi politico-diplomatici sono state intro-

le parole della storia


Tempo storico
Quando diciamo che il tempo è la dimensione della Si pensi, ad esempio, alla crisi economica e sociale del II
storia, non intendiamo il tempo-misura, scandito e divi- secolo a.C. in Italia, con lo sviluppo delle grandi villae, l’au-
so in tanti periodi tutti uguali tra loro, calcolati fin da tem- mento della manodopera servile, la crisi dei piccoli proprie-
pi antichissimi sulla base di elementi astronomici. Giorni, tari e l’ulteriore ingrandimento delle villae e dei latifondi che
mesi, anni e secoli sono certamente essenziali come pun- assorbivano i piccoli poderi dei contadini rovinati.
to di riferimento oggettivo per fissare le datazioni, per Infine vi sono i tempi delle lunghe e lunghissime durate,
stabilire cioè quando è avvenuto un fatto, quanto è dura- che per i fenomeni storici si scandiscono in secoli o mil-
to, che cosa è avvenuto prima, dopo o durante. Ma il lenni, fino ad arrivare alle scale di decine o centinaia di
tempo storico è una cosa diversa: ogni fenomeno infatti migliaia di anni per i fenomeni biologici e geologici (l’e-
può essere collocato su differenti piani temporali secon- voluzione della specie umana, le trasformazioni della
do criteri variabili e, in una certa misura, soggettivi. crosta terrestre ecc.).
Esiste il tempo breve in cui si muove l’individuo: è il tem- L’attenzione alle varie dimensioni della vicenda umana
po dell’evento, tipico della narrazione storica tradiziona- ha così fatto emergere una concezione complessa del tem-
le. Vi è poi un tempo medio, che si misura in decenni o in po storico: la storia si sviluppa secondo tempi diversi che
periodi più lunghi, con un ritmo più ampio; lo storico coesistono con ritmi differenti a seconda dei fenomeni
francese Fernand Braudel lo definisce anche tempo con- studiati; questi scorrono a volte in stretto collegamento
giunturale, poiché scandisce proprio quei fenomeni eco- tra loro (come ad esempio l’apertura di vie di comuni-
nomici e demografici in cui si verificano le oscillazioni cazione e lo sviluppo dei traffici commerciali), a volte in
cicliche definite dagli studiosi congiunture: esse rappresen- modo solo parallelo e senza forti interferenze (come ad
tano l’interagire delle condizioni “congiunte” che caratte- esempio le trasformazioni delle lingue o l’evoluzione del
rizzano un determinato momento storico, un insieme diritto civile e penale), ma sono tutti ugualmente signi-
complesso di fattori che si influenzano vicendevolmente. ficativi per comprendere un fenomeno o una situazione.
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dotte nuove periodizzazioni più adeguate a delimitare i fenomeni studiati, come ad


esempio la rivoluzione agricola (durante la preistoria) e la rivoluzione industriale
(a cavallo tra l’età moderna e quella contemporanea), che comunque non possono esse-
re definite con una data precisa.

LUNGHE DURATE E STRUTTURE Nelle nuove perio-


AMERICOCENTRICA
dizzazioni ha assunto grande importanza anche la
considerazione della “durata” dei fenomeni, che non si
calcola in termini assoluti ma relativi, perché fenome-
OCEANO
ni diversi si misurano su scale temporali diverse e lo stes-
PA C I F I C O
so fenomeno può essere considerato di lunga o breve
durata a seconda del punto di riferimento che si con- OCEANO OCEANO
sidera. Così, ad esempio, le persecuzioni dei cristiani, ATLAN
ATLANTICO INDIANO
INDIANO
che pure si protrassero per mesi e per anni, in periodi
diversi, costituiscono una breve durata rispetto alla
storia del cristianesimo.
Le lunghe durate in genere sono tipiche delle strut-
ture, cioè di quelle che lo storico Fernand Braudel
definisce come gli elementi costitutivi di una civiltà: i
condizionamenti geografici e climatici, l’organizza- OCEA
zione sociale ed economica, l’atteggiamento mentale di PACI
fronte agli eventi fondamentali della vita. Le lunghe dura-
te sono quindi relative a sistemi molto complessi e OCEANO
O

radicati, che possiedono una considerevole forza d’iner- INDIANO

zia e di resistenza al mutamento e che sopravvivono per ASIOCENTRICA

secoli e secoli dopo gli eventi che ne hanno determina-


to l’inizio.

LO SPAZIO INFLUENZA LA DIMENSIONE ECONOMICA,


POLITICA E CULTURALE Gli eventi non sono determina-
ti solo dal tempo ma anche dallo spazio. La conforma- OCEANO
NO

zione e la particolare natura di ciascun territorio


OCEANO
influenzano, oltre alla dimensione economica, anche
PAC I F I CO OCEANO
la dimensione politica: un popolo potrà insediarsi
INDIANO
in un’area chiusa (come la Cina), un altro potrà inve- ATLANTICO
N
EUROCENTRICA
ce cercare di espandersi fino a raggiungere uno sboc-
co sul mare, o un confine, facilmente difendibili; una
regione pianeggiante e priva di grandi ostacoli agli spostamenti, come l’area nord-orien- œ Il mondo
tale dell’Europa, potrà essere più soggetta di altre a ricorrenti invasioni. Molte guer- da diversi
re, infine, sono state combattute per impadronirsi di regioni particolarmente ricche punti di vista
o per controllare importanti vie di comunicazione.
Le carte, nella forma, nel-
Infine lo spazio, con le sue opportunità e i suoi limiti, agisce profondamente sul- l’orientamento, nella proie-
la mentalità, sulla religione, sui modi di pensare e sulle abitudini dei diversi popoli; zione, suggeriscono una
quindi sulla dimensione culturale complessiva: basti pensare alla forte influenza del- gerarchia anche politica e
l’ambiente delle foreste sui popoli germanici e del deserto sulle popolazioni arabe. culturale.
Vi è una grande differenza
LA RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO È GIÀ UN’INTERPRETAZIONE Individuare e rap- tra un planisfero in cui l’Eu-
presentare lo spazio di un evento significa anche definirne il significato e nello stesso ropa è collocata al centro,
circondata dagli altri conti-
tempo interpretarlo: pertanto ogni lettura spaziale di un fenomeno è frutto di una nenti, un planisfero in cui inve-
scelta. Per lungo tempo, in passato, la trattazione della storia antica è stata limitata alle ce sono le Americhe ad esse-
civiltà classiche della Grecia e di Roma concentrando l’attenzione sul bacino del re in una posizione centra-
Mediterraneo. Oggi l’allargamento della prospettiva a livello planetario porta a le, equidistante dall’Asia a
collocare anche la storia antica in un quadro spaziale più ampio, a considerare anche le ovest e da Europa e Africa
a est, e un planisfero con
grandi civiltà dell’India e della Cina: così la civiltà greca e romana vengono viste anche l’Asia al centro.
in una diversa prospettiva, non più isolate ma in relazione con gli altri poli di sviluppo.
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10 Il metodo storico

4. La storia come ricostruzione


I FATTI A differenza di quanto avviene in altre discipline, nella storia anche i pun-
le relazioni
ti di partenza, cioè i fatti stessi, vanno ricostruiti, perché è necessario definirne lo svol-
eventi storici frutto gimento effettivo sulla base dei documenti, scelti per la loro rilevanza, e collegati tra
di numerose variabili
loro secondo criteri che in parte sono interni e vincolanti (come, ad esempio, le
Q positive conseguenze economiche dell’apertura di una nuova via commerciale) e in par-
grande complessità te frutto delle scelte dello storico, in relazione agli aspetti che considera importanti.
R P
possibili nuove scoperte L A STORIA E LE ALTRE SCIENZE Da questo punto di vista ogni ricostruzione è
ricostruzioni possono già, almeno in parte, anche una spiegazione: lo storico sceglie certi fatti e ne trala-
storiche modificare
diverse le conoscenze
scia altri, evidenzia l’importanza di determinati avvenimenti e decide di trascurarne
altri. È per molti versi una procedura del tutto simile a quella dello scienziato che inda-
ga i fenomeni naturali e che, alla luce di una serie di leggi generali, formula delle ipo-
tesi che poi mette alla prova. Tuttavia mentre gli scienziati possono compiere esperi-
menti e ripeterli all’infinito, anche variando di volta in volta una condizione (ad

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esempio per misurare in laboratorio l’accelerazione di gravità si possono variare il peso,
la forma dei corpi, l’altezza da cui vengono fatti cadere, la presenza o meno dell’atmo-
sfera ecc.), gli storici non hanno questa possibilità.

L A COMPLESSITÀ DEGLI EVENTI STORICI Ogni evento o processo storico si accom-


pagna infatti a una serie molto complessa di condizioni che di solito non posso-
no essere riprodotte perché sono già avvenute nel passato. Così, ad esempio, nessu-

La rete concettuale del lavoro storico ‹


Lo schema a fianco rappresenta un modello della rete concettua-
le del lavoro storico: come per tutte le rappresentazioni grafiche si
tratta di una sintesi schematica e necessariamente semplificata, uti-
le tuttavia per visualizzare i concetti e le operazioni fondamentali Eventi
e le reciproche relazioni.

‹ Fonti All’inizio logico e cronologico di ogni ricostruzione


storica vi sono le fonti.
Mutamenti

‹ Problematizzazioni, spiegazioni/ricostruzioni, teorie Il pas-


sato è oggetto di problematizzazione poiché di fronte a docu- Riv
menti e reperti vengono individuati problemi e avanzate ipotesi olu
zio
di ricostruzione e di spiegazione formulate sulla base sia delle ni
scoperte compiute, sia delle teorie più generali che aiutano a
investigare problemi complessi (come le teorie economiche sui Strutture
rapporti tra merci e prezzi o le teorie sulle dinamiche sociali).
Le linee rappresentano le
interrelazioni esistenti: alcu-
‹ Strutture, mutamenti e persistenza Sono tre concetti stret- ne sono dirette e immediata-
tamente legati perché i mutamenti si possono identificare solo mente evidenti; altre relazio-
rispetto a un contesto in cui individuiamo anche le persistenze, ni sono più indirette e meno
cioè gli aspetti che non cambiano nel tempo ma restano immu- evidenti a prima vista, come
tati per lunghe durate. Così nella storia del costume e dei rap- quella tra le teorie generali, che
porti di genere tra uomini e donne, la struttura della famiglia e influenzano ogni ricerca, e
la mentalità si modificano con il passaggio dal matriarcato al gli eventi ricostruiti sulla base
patriarcato, ma poi si hanno lunghe persistenze sul piano della delle ipotesi di partenza, del-
le fonti consultate e delle inda-
mentalità e della legislazione familiare. Lo stesso vale per molti Persistenze
gini compiute.
fenomeni economici: lo sfruttamento del lavoro degli schiavi è
ad esempio una caratteristica strutturale delle società antiche
Continuità
che si mantiene per lunghi secoli.
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11

no storico può controllare effettivamente che cosa sarebbe successo se, dando retta alle
diverse voci su una possibile congiura, Giulio Cesare avesse evitato di andare in sena-
to alle Idi di marzo del 44 a.C. e non fosse quindi stato ucciso, né riprodurre tutte le
condizioni di quel momento per cercare di capire perché Cesare non riuscì a sfuggi-
re ai suoi nemici.
Il numero delle variabili, insomma, è di gran lunga maggiore e molti dei fatti sono
del tutto incontrollabili perché sconosciuti. Anche per queste ragioni gli storici han-
no spesso opinioni differenti persino su questioni di grande rilevanza: così, ad esem-
pio, come vedremo meglio nelle pagine dedicate a “La questione storica”, tutti con-
cordano nell’individuare chi fossero i patrizi nell’antica Roma, mentre i pareri sull’o-
rigine dei plebei sono discordi.

IL LAVORO DELLO STORICO D’altra parte ogni risultato (in ogni disciplina e, a mag-
gior ragione, anche nella storia) è sempre provvisorio perché la ricostruzione stori-
ca non è mai definitiva e nuove scoperte possono modificare l’insieme delle cono-
scenze acquisite, come nel caso del ritrovamento delle più antiche mura di Roma, che
ha portato a rivalutare il nucleo di verità delle leggende sulla fondazione.
Ogni spiegazione storica infatti è il risultato di un lavoro difficile e complesso, in
cui lo studioso ricompone una sintesi che da un lato deve appoggiarsi sui documen-
ti esistenti, vagliati secondo i criteri che abbiamo già esaminato, dall’altro rappresen-
ta inevitabilmente il frutto delle convinzioni che lo storico ha maturato nel corso del-
la ricerca, la conferma (o la smentita) delle ipotesi di partenza, la dimostrazione (o la
confutazione) di una tesi: è questo, insomma, il lavoro dello storico.

‹ Rivoluzioni, periodizzazioni
Periodizzazioni Problematizzazioni I mutamenti che trasformano in modo
radicale e definitivo intere strutture
sono molto rari e di solito si tratta di
vere e proprie rivoluzioni, cambia-
menti radicali e irreversibili, cioè defi-
TEORIE nitivi, come è stato per la rivoluzione
agricola; molto spesso proprio questi
mutamenti radicali vengono utilizzati
Modelli concettuali per definire le diverse periodizzazioni
dei fenomeni indagati.

‹ Comunicazioni I risultati di ogni


Tempi FONTI COMUNICAZIONI ricerca storica vanno infine comuni-
cati. In passato la comunicazione sto-
rica avveniva solo nella forma della
Memorie/Documenti Narrazione narrazione ma a partire dal XX secolo,
Quantificazione con lo sviluppo della ricerca in campi
Modellizzazione prima inesplorati (la vita quotidiana, la
Visualizzazione statistica e la demografia delle popo-
lazioni, l’economia ecc.), gli storici
hanno sviluppato altre forme utili per
comunicare le loro conclusioni e ipo-
tesi: tabelle e grafici per i dati econo-
mici e demografici, modelli per visua-
Spiegazioni lizzare una rete di relazioni tra fatti
Ricostruzioni diversi, plastici, disegni, mappe ecc.
per rappresentare ricostruzioni di edi-
fici e di territori.
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12

Dalla preistoria
unità1 alle civiltà agricole

C
on la rivoluzione agri-
cola l’uomo del Paleoli-
tico, cacciatore e racco-
glitore, diventa un produttore
di cibo. Si trasformano il tipo
di vita e l’insediamento e si suc- Intanto… a Creta attorno al
cedono importanti trasforma- 2800 a.C. si sviluppa una
civiltà legata all’ambiente del
zioni tecnologiche, quali la mare e fondata sugli scambi.
costruzione di nuovi attrezzi,
l’uso della ceramica, le inven-
zioni della ruota, della vela, del-
la metallurgia, che implicano
EUROPA
anche una trasformazione del- AMERICA
l’organizzazione sociale e dan- SETTENTRIONALE La valle del Nilo è isola-
ta nel deserto e il fiume
no il via all’urbanizzazione. ha piene periodiche, che
L’agricoltura si sviluppa in vanno controllate e rego-
modo eccezionale nella “mez- late; la necessità di colla-
borare per trarre il meglio
zaluna fertile” (cioè il territorio dalle opportunità offerte
delle grandi valli fluviali del dall’ambiente costituisce AFRICA
un forte elemento di aggre-
Nilo e della Mesopotamia). gazione per gli abitanti.
Qui condizioni ambientali par-
ticolarmente favorevoli per-
mettono ai popoli che vi risie- OCEANO
AMERICA
dono di produrre in eccedenza AT L A N T I C O
MERIDIONALE
e quindi di mantenere molte
persone che si dedicano ad atti-
OCEANO
vità diverse dal lavoro dei cam- PA C I F I C O
pi. Si sviluppano così le più
La mezzaluna fertile si trova in
antiche civiltà conosciute. un’eccellente posizione di cro-
cevia tra diverse parti del mon-
do, ciò permette ai popoli che la
abitano contatti sia con le civiltà
dell’Indo che con quella crete-
se nell’Egeo e con i popoli del-
l’Africa.

LE PAROLE CHIAVE
Rivoluzione agricola Un cambiamen- Città In Mesopotamia le città si molti- ScritturaLa possibilità di registrare, con-
to epocale nella storia dell’umanità: plicano, tanto che si è parlato di rivo- servare e trasmettere informazioni
gli uomini cominciano a praticare luzione urbana: oltre che centri di di ogni genere è un’invenzione deci-
l’agricoltura e l’allevamento e da que- scambio esse sono la sede del potere siva nella storia dell’umanità che per-
sto momento inizia una profonda politico e di quello religioso. Qui si mette l’accumulo e la circolazione di
trasformazione non solo del loro concentra la popolazione che non è conoscenze.
modo di procurarsi il cibo ma di tut- impegnata nel lavoro dei campi ma
to il loro modo di vivere. svolge altre attività.
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13

IL TEMPO
GLI SPAZI 9000 a.C. 9000 a.C. circa
Invenzione dell’agricoltu-

L’
agricoltura e l’allevamento si sviluppano nelle regio- ra e dell’allevamento
Inizia il Neolitico
ni del mondo dove le condizioni sono particolar-
mente favorevoli: nella fascia tropicale e subtropica-
le lungo grandi vallate fluviali (Nilo, Mesopotamia, Indo,
Huang He) oppure su altopiani (Ande, Etiopia) e nella fascia 8000 a.C.
temperata dove i terreni sono favorevoli (Europa e America
settentrionale).

Intanto… verso la fine del III mil-


lennio in Cina, nella valle del fiu-
7000 a.C.
me Huang He, ha inizio una gran-
I rilievi che circonda- de civiltà che usa la scrittura e
no la Mesopotamia non conosce la metallurgia; il paese è
costituiscono una bar- organizzato in uno stato dalla strut-

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riera insormontabile e tura molto avanzata.
questo facilita le inva-
sioni di altri popoli.
ASIA 6000 a.C.
EUROPA

5000 a.C.

4500 a.C. circa


Inizia l’età del bronzo;
prime città

OCEANO
4000 a.C. circa
4000 a.C. Invenzione della ruota
INDIANO e della vela

3000 circa a.C.


In Mesopotamia viene
AUSTRALIA inventata la scrittura
Intanto… attorno al 2500 a.C. nella pia- 3000 a.C.
nura formata dal fiume Indo e dai suoi 2900 a.C.
Menes unifica l’Egitto
ad affluenti si sviluppa una importan-
te civiltà che si basa su una fiorente
agricoltura, conosce la scrittura e la 2450 a.C.
cui popolazione vive in città. Impero di Sargon in
Mesopotamia

2000 a.C.
1792-1750 a.C.
Hammurabi re di
Babilonia; codice scritto

PoliteismoLe grandi civiltà agricole del- Teocrazia Presso i Sumeri i sacerdoti


la mezzaluna fertile praticano reli- governano in nome delle divinità e suc- 1000 a.C. 800-700 a.C.
Massima espansione del
gioni politeiste, che comprendono cessivamente i re continuano a man- regno di Assiria
numerose divinità, tutte legate al tenere un profondo legame con gli dèi; 538-525 a.C.
mondo naturale. In Egitto la religio- in Egitto il sovrano è l’intermediario I Persiani conquistano
ne si sviluppa da antichi culti totemi- tra il mondo degli uomini e quello degli l’Egitto e la Mesopotamia
ci e le divinità assumono sembianze dèi di cui farà parte dopo la morte.
di animali. 1 a.C.
1 d.C.
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14
unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

1. Da cacciatori ad agricoltori
1.1 Caccia e raccolta nel Paleolitico
le relazioni STORIA E PREISTORIA Scrivere la storia, cioè ricostruire le vicende umane attraver-
so reperti e documenti, è sempre più difficile e problematico via via che ci si allonta-
glaciazione na nel tempo, non solo perché il materiale a disposizione è sempre meno, ma soprat-
Q tutto perché non vi è un momento preciso a partire dal quale si può parlare di uomi-
ambiente della tundra ni e quindi di preistoria. La specie umana è infatti il risultato di un lungo e comples-
Q so processo evolutivo, durato milioni di anni, che prende il nome di ominazione. In
prevalenza della caccia questo periodo si sono succeduti diversi tipi di primati, detti “ominidi” perché presen-
tavano un certo numero di caratteristiche considerate tipiche dell’uomo. La preisto-
ria, l’epoca “senza scrittura” che convenzionalmente precede la storia vera e propria,
copre perciò un arco di tempo straordinariamente lungo che ha un inizio imprecisa-
to attorno al milione di anni fa, anche se abbiamo informazioni relativamente più abbon-
danti solo sulle ultime decine di migliaia di anni.

CACCIA E RACCOLTA La prima parte della preistoria è perciò costituita da un lunghis-


simo periodo che si chiude pressappoco nel 9000 a.C.; viene chiamato Paleolitico (dal
greco, “pietra antica”) perché allora gli uomini fabbricavano strumenti di pietra scheg-
giata, dapprima assai rozzi e poi sempre più perfezionati; dal 600.000 a.C. circa sapeva-
no usare anche il fuoco. I gruppi umani vivevano di caccia, pesca e raccolta e vengo-
no perciò definiti raccoglitori di cibo. Quasi certamente la raccolta di frutti spontanei
fu per lungo tempo l’attività più importante per la sopravvivenza: sia perché era prati-
cabile da tutti, sia perché la caccia richiedeva un’organizzazione e un’attrezzatura che si
svilupparono e perfezionarono molto lentamente nel tempo.

L’ETÀ DELLA RENNA L’ultimo periodo del Paleolitico, che va dal 40.000 al 9000 a.C.
circa, coincide pressappoco con l’ultima glaciazione ; è il periodo che conosciamo meglio,
perché in Europa sono stati trovati una grande quantità di resti: tracce di insediamenti,
strumenti in pietra, pitture murali e qualche sepoltura. Allora l’Europa era assai diversa

Stretto
di Bering

AMERICA
SETTENTRIONALE

EUROPA
ASIA
OCEANO OCEANO
PACIFICO ATLANTICO
AFRICA

DO
IN

NE ME
LA AMERICA
area di origine SI A NE MERIDIONALE
S IA
dell’uomo
OCEANO AUSTRALIA POLINESIA
INDIANO

Luoghi in cui sono stati Luoghi in cui sono stati Luoghi in cui sono stati Luoghi in cui sono stati Ipotetici percorsi
trovati i più antichi resti umani trovati resti di trovati resti di Homo sapiens trovati resti di Homo sapiens sapiens seguiti
(Australopiteco) Homo erectus (Neandertal) (Cro-Magnon) dagli uomini
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1.000.000-9000 a.C. capitolo1 15


Da cacciatori ad agricoltori

da quella attuale: immensi ghiacciai coprivano la penisola scandinava e le altre catene mon- glossario
tuose scendendo fino alle zone pianeggianti occupate dalla tundra e disseminate di
betulle; lungo i corsi d’acqua e nelle aree al riparo dal vento sorgevano le foreste; le palu- Glaciazione periodo in cui i
ghiacci hanno una forte espan-
di erano estese perché durante i mesi estivi i corsi d’acqua, gonfiati per il disgelo, strari-
sione; durante il Quaterna-
pavano. Era un ambiente ideale per i grandi erbivori: cervidi, equidi, mammut. I ritrova- rio (l’era geologica più vicina
menti mostrano che in questo periodo prevaleva quasi certamente la caccia, tanto che esso a noi) se ne sono succedu-
è stato definito età della renna. te quattro.

GLI ATTREZZI Gli uomini dell’età della renna usavano ormai una strumentazione
assai complessa, costituita da lame di selce lavorate con estrema abilità e con una gran-
per studiare
de varietà di forme adatte a scopi diversi, oltre ad attrezzi di osso. Per cacciare si ser-
vivano di trappole oppure di lance con la punta di selce o di legno indurito col fuo- 1. Che cosa significa Paleoli-
co (l’arco fu inventato molto tardi, attorno al 12.000 a.C.); per finire e squartare le pre- tico? Quando pressappo-
co si colloca il Paleolitico
de usavano coltelli in pietra. Trappole e arpioni d’osso servivano per la pesca, men-
superiore?
tre per la raccolta dei vegetali si usavano il bastone da scavo e il falcetto; come con-
tenitori si adoperavano cesti di vimini intrecciati o sacche di pelle. La lavorazione del- 2. Descrivi le principali attività
praticate dagli uomini nel
le pelli – utilizzate sia per confezionare abiti che per fabbricare lacci, trappole, ripari
Paleolitico.
– richiedeva raschiatoi, lame per il taglio, punteruoli per fare i fori attraverso i qua-
li si passavano i lacci con aghi d’osso. I bulini servivano per incidere e lavorare l’os- 3. Elenca gli attrezzi utilizza-
ti all’epoca dell’età della
so, mentre le raspe servivano certamente per lavorare il legno. Comunque è pratica-
renna e gli scopi per cui
mente certo che si lavorassero solo i rami caduti perché non sono stati trovati né i cunei venivano usati.
né le asce necessari per abbattere i tronchi.

ARTE E CULTI Nella vita degli uomini dell’età della renna, oltre alle preoccupazio-
ni per la pura sopravvivenza, c’era spazio per l’arte; vi era qualche forma di culto dei
morti, forse addirittura l’idea di una vita dopo la morte. Infatti molti oggetti sono fine-
mente decorati, mentre sulle pareti di numerose grotte nella Francia meridionale e nel-
la Spagna settentrionale sono state ritrovate meravigliose pitture che rappresentano
animali. Inoltre sono state rinvenute alcune sepolture in cui il defunto è circondato
da oggetti e ornamenti disposti secondo un ordine preciso: tutto fa quindi pensare a
un rito funebre.

¦ La diffusione La lavorazione della pietra ‹


della specie umana Le immagini mostrano due manufatti in selce trovati in sca-
I resti umani rinvenuti fino- vi effettuati nella Francia meridionale. Il primo risale a cir-
ra hanno permesso di rico- ca 380.000 anni fa ed è un chopper, cioè un ciottolo a cui
struire a grandi linee il pro- è stata data con pochi colpi una rudimentale forma appun-
cesso della diffusione del- tita (si trattava comunque di un’arma micidiale). Il secon-
la razza umana: essa pro- do risale a 20.000 anni fa circa ed è una fragilissima
babilmente ha avuto ori- foglia di pietra (nella foto è di poco più pic-
gine in Africa e ha via via cola che nella realtà) ottenuta da qual-
raggiunto tutti i continen- cuno che sapeva lavorare la selce
ti. I passaggi dall’uno all’al- con straordinaria abilità: resta
tro sono stati resi possibi- il mistero dell’uso cui que-
li dalle glaciazioni, che – sto delicatissimo oggetto
facendo scendere il livello era destinato.
complessivo delle acque del 1. Qualcuno produceva
pianeta – hanno fatto oggetti molto delicati e mol-
emergere tratti di terra to belli senza un apparen-
attualmente coperti dal te scopo pratico: come spie-
mare. ghi questo comportamento?
1. Da quali punti sono state
raggiunte le Americhe?
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16
unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

cino la storia da vicino la storia da vicino la storia da vicino la storia da v


Arte e riti misteriosi
L
e pareti di grandi grotte del sud della Francia difficile accesso, che certamente non servivano come abi-
(soprattutto quella di Lascaux) oppure della Spa- tazione, sia perché troppo scomodi da raggiungere, sia
gna settentrionale (Altamira) sono ricoperte da perché non vi sono tracce di focolari e di resti di cibo. A
numerose immagini: non si tratta di rozzi scarabocchi, che scopo allora venivano decorati? Dall’analisi delle
ma dell’opera di autentici artisti, che certamente non immagini sembra che le pitture testimonino la consue-
hanno improvvisato il loro lavoro. Queste immagini sol- tudine di celebrare dei culti legati
levano molti interrogativi perché si trovano in spazi di all’attività della caccia.

‹ Un propulsore ƒ Prede e cacciatori

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Il propulsore era uno stru- Una complessa scena di caccia dove sono rappresen-
mento che serviva per sca- tati diversi animali, tutti realizzati con pochi tratti ma con
gliare una lancia con mag- grande vivezza. Le figure più maestose sono quelle dei
gior forza e quindi più lon- bisonti, poi si riconoscono diversi cavalli e alcuni cervidi
tano: qui a lato vediamo un (probabilmente renne). Il bisonte sulla destra è stato feri-
corno di renna che veniva to: poiché l’artista è molto attento alle proporzioni è quasi
usato – probabilmente – certo che l’arma non sia una lancia bensì una freccia (l’ar-
come propulsore (manca co è stato inventato solo attorno al 12.000 a.C.). La scena
però il gancio in fondo cui potrebbe anch’essa essere di tipo propiziatorio: rappre-
fissare la lancia). L’ogget- sentare l’animale ferito aumenta le probabilità che ciò acca-
to è decorato da un’elegan- da realmente.
te figura scolpita in forma
di cavallo: probabilmente
ciò aveva un valore magi-
co, perché si pensava
che in qualche modo la
figura dell’animale
rendesse più poten-
te l’oggetto.
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capitolo1 17
Da cacciatori ad agricoltori

da vicino la storia da vicino la storia da vicino la storia da vicino la stori


¦ Un rito propiziatorio
L’immagine a sinistra mostra
due cavalli pomellati (cioè
con il mantello a chiazze):
il disegno è eseguito da una
mano esperta, ma sembra
che le due figure si sovrap-
pongano. Il particolare più
significativo sono però le
mani in negativo che cir-
condano le figure, ottenute
ricoprendo di colore la par-
te di parete su cui poggia-
va la mano. Si pensa che
queste siano le tracce di un
rito propiziatorio, cioè una
cerimonia in cui il caccia-
tore cercava di far sì che
la battuta di caccia a cui si
stava preparando fosse favo-
revole augurandosi di ave-
re mano sicura nello scagliare la lancia. In que-
sto caso si tratta di caccia ai cavalli (non biso-
gna dimenticare che saranno domesticati solo dopo
migliaia di anni).

ƒ Sculture misteriose
L’immagine sotto mostra una scultura in argilla tro-
vata in una grotta della Francia meridionale, che
rappresenta due bisonti (a un sesto circa della
loro grandezza naturale): le figure sono state
addossate ad alcune rocce al centro di una grot-
ta molto profonda e dal soffitto molto basso: sem-
bra che chi ha realizzato l’opera sia venuto una sola
volta in questo luogo appartato per modellare gli
animali e non vi sia tornato più.
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18
unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

1.2 Il Neolitico e la diffusione dell’agricoltura


le relazioni IL CAMBIAMENTO DI CLIMA Attorno al 9000 a.C. terminò l’ultima glaciazione. La
temperatura cominciò ad aumentare e i ghiacciai si ritirarono fino a occupare pres-
trasformazione dell’ambiente sappoco gli spazi attuali sulle più alte catene montuose. Il diverso clima provocò la tra-
Q Q sformazione del paesaggio: la tundra si ritirò agli estremi lembi settentrionali del pia-
produzione esigenza neta e con essa i grandi branchi di renne e mammut di cui si nutrivano i cacciatori,
di cibo O di una nuova mentre alle latitudini più meridionali si diffusero le foreste di conifere e di latifoglie,
attrezzatura
dove la selvaggina era più piccola e meno numerosa; nell’Africa settentrionale e nel Medio
Q Oriente scomparvero invece le foreste e avanzarono le steppe e i deserti.
nuova tecnica
di lavorazione
della pietra L A PIETRA LEVIGATA Ha inizio in quest’epoca un nuovo periodo della preistoria,
il Neolitico, che va pressappoco dal 9000 al 4000 a.C. Per sopravvivere in un ambien-
te con caratteristiche diverse era necessaria una nuova attrezzatura; era importante soprat-
tutto poter lavorare il legno, che in Europa era ormai una risorsa molto abbondante.
Venne quindi messa a punto una nuova tecnica di lavorazione della pietra (da cui il
termine Neolitico, dal greco “pietra nuova”); la pietra veniva levigata invece che
scheggiata e questo rendeva possibile la fabbricazione di nuovi strumenti: asce, scu-
ri, cunei che servivano per abbattere le piante e lavorare i tronchi. Spesso il manico
– di legno – dell’attrezzo veniva inserito nella pietra in un foro ottenuto con un nuo-
vo strumento, il trapano ad arco. Questa nuova tecnica permise di lavorare pietre diver-
se dalla selce, come per esempio l’ ossidiana , e quindi di ampliare la disponibilità di
materia prima.

LA PRODUZIONE DI CIBO Contemporaneamente iniziò anche la rivoluzione agri-


cola, un cambiamento epocale (che viene indicato anche con l’espressione “rivoluzio-
ne neolitica”) che molti studiosi considerano l’evento più importante della storia
dell’umanità, insieme alla rivoluzione industriale. È il momento in cui gli uomini comin-
ciarono a praticare l’agricoltura e l’allevamento e in questo modo cessarono di esse-

le parole della storia


Rivoluzione
Il termine “rivoluzione” viene normalmente utilizza- mento molto profondo, perché ha trasformato gli
to per indicare cambiamenti radicali e di grande por- uomini da raccoglitori a produttori di cibo, per-
tata. Per citare due esempi notissimi, la rivoluzione fran- mettendo loro di controllare il processo e di non esse-
cese e la rivoluzione russa hanno cancellato l’organiz- re più dipendenti dall’ambiente; anzi da allora l’uo-
zazione politica esistente per sostituirla con una com- mo ha potuto modificare l’ambiente anche in modo
pletamente diversa. Ma poiché ciò è avvenuto nel rilevante. Ma il passaggio dalla condizione di racco-
giro di pochi anni si associa spesso all’idea di rivolu- glitori a quella di produttori di cibo non fu questio-
zione anche quella di breve durata (G p. 9). Bisogna ne di secoli, bensì di millenni e i mutamenti furono
però osservare che le rivoluzioni che avvengono in così lenti che per la maggior parte degli uomini che
tempi brevi sono quasi sempre quelle politiche; quan- vissero in quegli anni furono addirittura impercet-
do invece si passa al campo dell’economia o della tec- tibili. Tuttavia può essere giustificato parlare anche
nica, i tempi sono molto più dilatati, anche se spes- in questo caso di rivoluzione perché lo sbocco fina-
so la profondità del cambiamento è maggiore. Si le di questo processo ha determinato non solo un
pensi alla rivoluzione industriale: in Europa, dove cambiamento nelle attività economiche, ma anche
ebbe origine nel XVIII secolo, occorse ben più di un seco- nella tecnologia, nel modo di vivere, nelle relazio-
lo di successivi sviluppi perché essa si affermasse, ma ni tra persone: nel 3000 a.C. una società di agricol-
se ci poniamo da un punto di vista planetario i tem- tori della mezzaluna fertile (per esempio gli Egiziani)
pi si dilatano perché tuttora vi sono paesi e regioni che poteva vivere fisicamente a poca distanza da una di
non hanno ancora avviato l’industrializzazione. Si cacciatori-raccoglitori (per esempio i popoli della
può quindi dire che la rivoluzione industriale per Nubia), ma nello stesso tempo essere da essa lon-
compiersi abbia avuto bisogno di alcuni secoli. tanissima perché era il risultato di un processo,
Anche la rivoluzione agricola è stata un cambia- appunto, “rivoluzionario”.
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IX-IV millennio a.C. capitolo1 19


Da cacciatori ad agricoltori

re raccoglitori per diventare produttori di cibo. Si trattò però di un cambiamento dai glossario
tempi lunghi e anche lunghissimi: la documentazione raccolta dagli archeologi
dimostra che ovunque la transizione (Gp. 9) fu graduale e che per molto tempo i due Ossidiana roccia vitrea di ori-
gine vulcanica.
modelli di economia coesistettero, anche se alla fine la caccia e la raccolta furono rele-
gate a ruoli marginali. La pesca invece conservò – e conserva tuttora – grande impor- Transizione momento di pas-
tanza in molte regioni del mondo. Basti pensare che solo molto recentemente ha saggio in cui coesistono l’u-
na accanto all’altra due diver-
cominciato a diffondersi l’acquacoltura, cioè l’allevamento di pesci e molluschi su lar-
se forme di economia, attività,
ga scala (che pure coesiste con la pesca tradizionale). cultura ecc.

LE CAUSE L’agricoltura e l’allevamento vennero praticati per la prima volta attorno


al 9000 a.C. in una regione che comprende l’Asia Minore, parte delle coste del Mediterraneo
e le vallate dei fiumi Nilo, Tigri ed Eufrate, e che viene chiamata mezzaluna fertile a cau-
sa della sua forma, ma furono “inventati” in modo indipendente – anche se in tempi diver-
si – in altri punti della Terra. Non è facile individuare le cause che hanno provocato que-
sto profondo cambiamento; molti studiosi ritengono che esso sia stato avviato dalle modi-
fiche del clima. La scarsità di selvaggina spinse a potenziare l’attività della raccolta nel

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nuovo ambiente dove le piante più comuni erano le graminacee. Esse richiedevano un
per studiare
paziente lavoro di sgranatura e dovevano essere macinate: probabilmente da alcuni chic-
chi caduti casualmente durante queste operazioni crebbero delle piante e ciò permise di 1. Spiega perché il Neolitico
intuire il meccanismo della semina. Questa spiegazione tuttavia è parziale perché non prende questo nome e per
si adatta a tutte le situazioni, soprattutto a quelle di altre regioni del mondo dove si è arri- quali motivi cambiò la tec-
nica di lavorazione della
vati all’agricoltura e all’allevamento migliaia di anni dopo il cambiamento climatico.
pietra.
Probabilmente attorno al 9000 a.C. si è verificata in Asia Minore (come poi è avve-
nuto in altri punti della Terra) una congiuntura particolare, cioè la presenza contem- 2. In che cosa consiste la rivo-
luzione agricola?
poranea di diversi fattori che hanno interagito tra loro dando origine a una situazio-
ne completamente nuova: le diverse condizioni climatiche hanno sollecitato la ricer- 3. Spiega quando e dove la
ca di soluzioni alternative da parte di qualche gruppo più intraprendente che ha rivoluzione agricola ebbe
inizio e quale ne fu una pro-
cominciato a praticare, accanto alle attività tradizionali, l’allevamento oppure l’agri-
babile causa.
coltura (o entrambi ) come vedremo in dettaglio nel paragrafo successivo.

Il foro per infilare il


manico in legno è
incompiuto e permet-
te così di ricostruire
la tecnica con cui veni-
va usato il trapano ad
arco per praticare i fori
nella pietra.

Strumenti in pietra levigata ‹


Qui a lato vediamo una serie di asce in pietra levigata: quel-
la in basso è un’arma da combattimento, mentre quella
centrale è un attrezzo da lavoro. Qui sopra invece si può
vedere una pietra che veniva utilizzata per levigare i manu-
fatti.
1. Quali elementi degli strumenti presentati costituiscono una
vera novità rispetto a quelli del Paleolitico?
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unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

1.3 La domesticazione di piante e animali


le relazioni CEREALI E LEGUMI Coltivare e allevare significava innanzitutto individuare le spe-
cie che potevano essere utilizzate a questo scopo. Il compito è tutt’altro che semplice
eliminazione eliminazione se si tiene presente che sulla Terra vivono circa 200.000 specie di piante, di cui però
di elementi delle
ambientali piante solo poche migliaia commestibili; di queste solo poche centinaia sono coltivate e la mag-
sfavorevoli selvatiche gior parte di esse dà solo un modesto apporto alla dieta umana. In realtà solo una doz-
Q Q zina di specie vegetali forniscono la produzione che mantiene tutta la popolazione
trasformazione mondiale.
dell’ambiente naturale Neppure con le moderne tecnologie è stato possibile domesticare una sola nuo-
va pianta: questo significa che i primi agricoltori hanno praticamente esplorato tut-
inserimento te le possibili varietà riuscendo a individuare le poche realmente utili. Infatti fin dal-
in ambienti selezione l’inizio sono stati coltivati i cereali (grano, mais, riso, orzo e sorgo) che hanno il pre-
modificati
gio di crescere rapidamente, hanno un alto valore nutritivo – carboidrati ma anche pro-
Q Q teine – e hanno alte rese; ma poiché le proteine dei cereali non sono sufficienti, l’ali-
modifiche di piante ed animali mentazione deve venire integrata con legumi (lenticchie e piselli furono i primi a esse-
re coltivati). Ancora oggi queste sono le più importanti piante alimentari al mondo –
insieme alle radici o tuberi (patata e manioca) – e tutte sono state tra le prime a esse-
re coltivate sia pure in tempi e regioni diverse.

I GRANDI MAMMIFERI Anche tra gli animali i grandi mammiferi da utilizzare


come cibo e come fonte di energia sono sorprendentemente pochi: solo quattordici,
e nove di essi sono importanti solo in aree circoscritte della Terra (come il cammello
e il lama). Certamente fin da tempi lontanissimi sono stati domesticati anche altri ani-
mali: uccelli (polli, anatre, oche, tacchini), cani (derivati dai lupi), piccoli mammiferi
(per esempio, i gatti); ma solo i grandi mammiferi rappresentano il vero salto di qua-

America centrale America settentrionale Europa occidentale Mesopotamia Cina


3000 a.C. 2500 a.C. 6000-3500 a.C. 9000-8500 a.C. 7500 a.C.
Mais Orzo Avena, (grano, Grano, orzo Miglio, riso
Fagioli Topinambur orzo, riso, miglio) Piselli, lenticchie, ceci Fagioli di soia, azuki
Cotone, yucca, agave Cane Lino Lino Canapa
Jicama Pecora, capra, Maiale, bufalo
Tacchino maiale, bovini Baco da seta, cane
Cane

Ande
3500 a.C.
Quinca (mais)
Fagioli
Cotone
Nuova Guinea
Manioca, patata dolce,
patata 7000 a.C.
Lama Canna da zucchero
Porcellino d’India Igname, taro

LEGENDA
Cereali
Legumi
Fibre tessili Sahel Egitto Etiopia Valle dell’Indo
Tuberi 5000 a.C. 6000 a.C. (data incerta) 7000 a.C.
Grandi mammiferi Sorgo, orzo, Fico sicomoro Miglio, (grano, orzo) Sesamo, melanzane
Altri animali riso africano (grano, orzo, riso, Lenticchie, piselli (grano, riso, sorgo,
Piselli, arachidi sorgo, miglio) Lino miglio)
Altre piante
Cotone Lenticchie, piselli Fagioli, ceci
Tra parentesi sono indicate
le colture praticate per imitazione Igname Cotone Cotone
e non originariamente Gallina faraona Asino, gatto Bovini
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IX-IV millennio a.C. capitolo1 21


Da cacciatori ad agricoltori

lità. Come per le piante i nostri progenitori individuarono subito quasi ovunque i cin- glossario
que più importanti: pecora, capra, mucca, maiale, cavallo. Non solo essi fornisco-
no carne, latte, lana, pelli, concime per i campi, ma alcuni costituiscono una forza lavo- Domesticare il termine viene
applicato anche alle specie
ro essenziale: tirano carri e aratri, portano cavalieri, diventano macchine da guerra. Il
vegetali per distinguerle da
possesso di grandi mammiferi ha costituito spesso una differenza decisiva nella sto- quelle allo stato selvatico.
ria dell’umanità.
Biodiversità varietà degli esse-
ri viventi animali e vegetali che
INTERVENTI SULL’AMBIENTE Agricoltura e allevamento appaiono alla maggior costituiscono un ambiente.
parte delle persone attività “naturali”, ma in realtà è vero proprio l’opposto. Fin dagli
inizi esse introdussero profondi cambiamenti negli ambienti naturali modifican-
do le relazioni tra gli elementi che li costituiscono. Innanzitutto la crescita e lo svi-
luppo delle piante e degli animali scelti fu favorita a svantaggio degli altri presenti
sullo stesso territorio, in termini moderni si direbbe “cancellando la biodiversità ”:
infatti l’agricoltore elimina tutte le piante esistenti per fare spazio a una sola, quel-
la che coltiva, l’allevatore caccia i predatori e li tiene lontani dal proprio gregge o dal-
la propria mandria. Ma fin da subito – più o meno consapevolmente – i primi alle-
vatori e agricoltori intervennero anche direttamente sulle specie domesticate.
Vennero selezionate quelle con caratteristiche più favorevoli e ne fu favorita la per studiare
riproduzione, si procedette a incroci o innesti, le si inserì in un ambiente modifica- 1. Perché i cereali sono così
to (anche con interventi semplicissimi). Nel gregge che pascola protetto dai preda- vantaggiosi da coltivare?
tori possono svilupparsi bestie più lente, ma più grosse, un campo arato e irrigato Quali altre piante sono mol-
offre a un vegetale condizioni più favorevoli che non un pendio arido dove deve lot- to importanti?
tare per la sopravvivenza con molte altre piante; bestie e semi più grossi si svilup- 2. Quali sono i grandi mammi-
pano più facilmente e trasmettono le loro caratteristiche. Infatti le piante e gli ani- feri? Perché il possesso di
mali selvatici sono normalmente molto più piccoli dei loro corrispondenti coltiva- questi animali è così deci-
sivo?
ti e allevati, ma soprattutto sono diversi perché hanno perso o attenuato le caratte-
ristiche utili solo per sopravvivere allo stato selvatico e hanno invece sviluppato quel- 3. Spiega in che modo agricol-
le che l’uomo apprezza. Cambiò così il rapporto dell’uomo con l’ambiente: men- tura e allevamento modifi-
cano l’ambiente e le specie
tre prima egli, come tutti gli altri esseri viventi, ne era dipendente per la sopravvi-
domesticate.
venza, ora lo controllava, anche se solo per una parte.

¦L’agricoltura è stata scoperta molte volte


La carta mostra le diverse regioni del mondo in cui l’agricoltura e l’al-
levamento hanno avuto inizio in modo indipendente; per ciascuna
sono specificati l’epoca in cui ciò è avvenuto, il tipo di piante coltiva- Maiale selvatico Maiale addomesticato
te e gli animali allevati.
1. In quali continenti l’agricoltura e l’allevamento hanno avuto inizio con
un netto ritardo rispetto agli altri?
2. In quali regioni si pratica l’agricoltura ma non si allevano grandi mam-
miferi?

Animali e piante domesticate ‹


Pecora selvatica o urial Pecora addomesticata
I disegni a lato mostrano le differenze tra alcune piante e animali dome-
Frumento selvatico
stici e i rispettivi allo stato selvatico. Il maiale domestico è più gros- e domesticato
Orzo selvatico
so, la pecora domestica non ha le corna (che non le sarebbero più e domesticato
di alcuna utilità dato che il pastore la protegge dai carnivori), men-
tre il vello, più fitto e denso, la ricopre interamente, poiché all’alle-
vatore interessa massimizzare la produzione di lana. I chicchi di fru-
mento e di orzo selvatici sono molto più piccoli di quello coltivato.
1. Per quali aspetti pecora e maiale sono compresi nel gruppo dei
grandi mammiferi?
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22
unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

1.4 L’ambiente si trasforma e cambia il modo di vita


le relazioni L’AGRICOLTURA RAGGIUNGE L’EUROPA Le prime tracce delle nuove attività risalgo-
no al periodo tra il 9000 e il 7000 a.C. e si trovano nella mezzaluna fertile: sui monti Zagros,
scambi di materiali nei pressi di Gerico e nei pressi dell’alta valle del Nilo; in Europa esse si diffusero gra-
Q dualmente nei millenni successivi. Insieme alle tecniche giunsero anche animali dome-
scambi di conoscenze sticati: forse bovini e suini vivevano già sul posto, ma le pecore e le capre dei primi greg-
Q gi allevati in Europa furono certamente introdotte già in forma addomesticata. Questo
diffusione dell’agricoltura è un primo esempio di modifica dell’ambiente su larga scala, cui seguiranno molti altri
e dell’allevamento nel corso della storia.
Via via che le nuove tecniche si diffondevano verso nord e verso ovest, esse dovette-
agricoltura allevamento
ro venire adattate a condizioni ambientali molto diverse da quelle delle regioni in cui
Q Q avevano avuto origine. Soprattutto nell’Europa continentale si dovettero affrontare i
sedentarizzazione nomadismo
problemi di terreni e climi assai lontani da quelli dell’Asia Minore, mentre le specie ani-
Q Q mali e vegetali dovettero adattarsi al nuovo ambiente. Per avere un’idea delle fatiche e
aumento della popolazione delle difficoltà di questi primi agricoltori, occorre considerare che ci vollero circa tre-

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mila anni per far avanzare l’area coltivata dalla Grecia alla Danimarca e un altro mil-
lennio perché da qui si espandesse lungo le coste del golfo di Botnia, nel mar Baltico.

TRAFFICI E SCAMBI La diffusione di informazioni sulle nuove attività non è sor-


prendente se si considera che fin dal Paleolitico vi erano forme di scambio anche tra
regioni molto lontane: negli scavi si trovano frequentemente manufatti di materiali
non originari del posto. I popoli delle steppe dell’Asia Minore avevano bisogno di pie-
tra per i loro attrezzi e certamente alimentarono gli scambi, fornendo per esempio una
merce nuova come i tessuti. I cacciatori nomadi al seguito della selvaggina assunsero
quasi naturalmente il ruolo di mercanti (sia pure soprattutto di merci piccole e rela-
tivamente pregiate, come conchiglie, nuclei di selce, ossidiana, ambra).
Lo scambio materiale significò, come sempre accade, anche scambio di conoscen-
ze e di tecniche: attraverso i mercanti-cacciatori le conoscenze sull’agricoltura e sul-
l’allevamento si diffusero sempre più.

La diffusione
dell’agricoltura
in Europa ‹
Volg
Ren

a
Dne
o

on
D

MA
pr

Danubi
L’agricoltura penetrò in Euro- o
RC

pa più o meno rapidamen-


AS

IO
te a seconda delle caratte-
P

ristiche climatiche delle diver-


se zone e della loro morfo-
logia, come si può vedere Tig
r
dalla carta a lato.
i

1. In quante e quali tappe l’a- Eu


frate
gricoltura si diffuse in Ita-
lia?
2. In quali regioni d’Europa
Prima del 7000 a.C.
l’agricoltura fu praticata più
7000-6000 a.C.
o meno contemporaneamen-
6000-5000 a.C.
te alla sua “scoperta” nelle
5000-3800 a.C.
Americhe?
3800-2500 a.C.
Mezzaluna fertile
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IX-III millennio a.C. capitolo1 23


Da cacciatori ad agricoltori

I NOMADI Le attività di caccia e raccolta avevano imposto una vita nomade. Frutti,
piante e semi stagionalmente si esaurivano mentre i cacciatori dovevano seguire i bran-
chi che lentamente si spostavano man mano che i pascoli erano stati sfruttati, per-
ché gli erbivori hanno bisogno, per nutrirsi, di una grande superficie. È presumibi-
le che essi tornassero stagionalmente negli stessi luoghi, ma non restano tracce
sufficienti a conferma di questa ipotesi. I gruppi d’uomini quindi dovevano essere
necessariamente poco numerosi, costituiti da una famiglia allargata di poche deci-
ne di persone, mentre i cacciatori dovevano abbattere solo un piccolo numero di capi
per essere certi che il branco di cui vivevano non si estinguesse. Con l’allevamento
non cambiò molto perché il pastore rimase spesso ancora un nomade che si spo-
stava da un pascolo all’altro, praticando la caccia per difendere le greggi. Recinti o
stalle venivano utilizzati solo in particolari momenti, come quello della tosatura del-
le pecore. È un modo di vita che in alcune regioni del mondo più remote e isolate è
rimasto sostanzialmente immutato fino ai giorni nostri.

I SEDENTARI Gli agricoltori invece cambiarono il loro modo di vivere perché


divennero necessariamente sedentari: vivevano in villaggi, in case di canne e fan-
go seccati al sole oppure di pietre. Restava però il problema dell’impoverimento dei
campi sfruttati troppo a lungo: se non vi erano forme di concimazione naturale dopo per studiare
qualche anno il villaggio doveva essere abbandonato. Tuttavia, come vedremo, le
grandi civiltà agricole dell’antichità misero a punto le tecniche che permisero di ave- 1. Quali problemi e difficoltà
dovettero affrontare gli agri-
re insediamenti permanenti.
coltori in Europa?
2. Spiega perché i pastori rima-
L’AUMENTO DELLA POPOLAZIONE Il passaggio alla produzione di cibo ne
sero nomadi e gli agricol-
aumentò la disponibilità, perché non si doveva più dipendere solo dalla casualità del-
tori divennero sedentari.
la raccolta e della caccia. Di conseguenza la popolazione aumentò perché era pos-
3. Perché la popolazione
sibile mantenere un numero maggiore di persone. Poco per volta gli agricoltori e alle-
aumentò con la rivoluzione
vatori, più numerosi, furono in grado di sopraffare i piccoli gruppi di cacciatori e
agricola?
di impadronirsi delle loro terre.

Caccia e raccolta
Produzione
di cereali
Legname, pascolo
Un villaggio Sentiero in foresta, coltiva-
zione di piccoli
di agricoltori appezzamenti
del Neolitico ‹
Campi arati
Il disegno rappresenta un
villaggio di agricoltori del
Neolitico e i terreni ad esso
circostanti. Produzione
di foraggio
1. L’agricoltura e l’alleva-
mento hanno soppiantato la
caccia, la pesca e la raccol-
ta? Da che cosa lo si capi-
sce?
2. Per quali diversi scopi
viene utilizzata la foresta?

Caccia, raccolta, Torrente


pesca Acquitrino
Camminamento
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24
unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

Guida allo studio


Mappa

Nuova tecnica della lavorazione della pietra

Cambiamenti dell’ambiente

Rivoluzione
agricola

Modifiche del modo di vita Interventi Maggiore disponibilità di cibo


sull’ambiente
Sedentarietà Nomadismo Scambi Aumento della popolazione
Selezione
di piante e animali
Diffusione
delle
nuove attività Modifiche
in Europa di piante e animali

Sintesi
 Il Paleolitico 1.1 legumi) e degli animali (soprattutto i grandi mammi-
La specie umana è il risultato di un lungo processo evo- feri); ciò introdusse profondi cambiamenti negli
lutivo, durato milioni di anni. Questo lunghissimo ambienti naturali e modificò il rapporto uomo-ambien-
periodo dall’inizio imprecisato prende il nome di prei- te: da questo momento l’uomo cominciò a interveni-
storia, cioè l’epoca “senza scrittura” che precede la re sull’ambiente in cui viveva.
storia vera e propria. La prima parte della preistoria
prende il nome di Paleolitico (dal greco “pietra anti-  La diffusione di nuove tecniche
ca”) e si conclude nel 9000 a.C. circa: allora gli uomi- e nuovi stili di vita 1.4
ni vivevano di caccia, pesca e raccolta. Il periodo che La rivoluzione agricola ebbe inizio nella mezzaluna fer-
conosciamo meglio è l’ultimo, detto “età della renna” tile (la regione che comprende pressappoco le valla-
e che corrisponde all’ultima glaciazione, in cui gli te dei fiumi Tigri, Eufrate e Nilo) e da qui le nuove tec-
uomini utilizzavano molti tipi di attrezzi: in pietra niche si diffusero gradualmente in Europa, nonostan-
scheggiata, osso, legno, e avevano sviluppato forme te le differenze di clima, suolo e ambiente, che impo-
d’arte e di culto dei morti. sero un adattamento delle pratiche e delle specie
domesticate. La diffusione di conoscenze e di tecniche
 Il Neolitico 1.2-1.3 fu una diretta conseguenza degli scambi fra gruppi uma-
Si chiama Neolitico (dal greco “pietra nuova”) il perio- ni diversi, avvenuti fin dal Paleolitico.
do che va dal 9000 al 4000 circa a.C. e che fu carat- La caccia e la raccolta imponevano una vita nomade,
terizzato da una diversa lavorazione della pietra (che in gruppi poco numerosi. I pastori rimasero nomadi,
ora veniva levigata). La fine dell’ultima glaciazione pro- mentre gli agricoltori divennero sedentari e crearono
vocò profondi cambiamenti nell’ambiente e questo dei villaggi dove vissero sempre più numerosi grazie
diede probabilmente il via alla rivoluzione agricola, cioè alla maggior disponibilità di cibo.
la domesticazione delle piante (soprattutto cereali e
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capitolo1 25
Da cacciatori ad agricoltori

Autoverifica
1 Completa il testo inserendo i termini mancanti, ……………………………. ……………………………., da lì si è gradualmen-
ricavati dall’elenco sottostante. te diffusa in Europa. L’ ……………………………. impose il passag-
gio da una vita ………………………… a una …………………………. .
La ……………………………. comprende tutto il lunghissimo perio-
do precedente all’uso della …………………………….. Viene di soli- 40.000 • 4000 • 9000 • agricola • agricoltura •
to suddivisa in due periodi in base alla tecnica di lavo- allevamento • caccia • cibo • domesticazione •
glaciazione • Grecia • industriale • mezzaluna fertile •
razione della …………………………….: il ……………………………. (età migliaia • milioni • Neolitico • nomade • Paleolitico •
della pietra antica, in cui la pietra veniva scheggiata), dal- pietra • preistoria • raccolta • regione asiatica •
l’inizio della preistoria al 9000 circa a.C., e il …………………………….
sedentaria • seminomade • scrittura

(età della pietra nuova, in cui la pietra veniva levigata).


2 Rispondi alle seguenti domande.

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La rivoluzione ……………………………. costituisce uno degli
a. Che cosa si intende per “età della renna”?
eventi più importanti nella storia dell’umanità e consi- b. Quali sono le piante e gli animali fondamentali per
ste nel passaggio dall’economia di ……………………………. e la sopravvivenza umana?
……………………………. alla produzione di …………………………….
c. Per quali attività era fondamentale il passaggio a stru-
menti di pietra levigata?
attraverso le attività dell’ …………………………… e d. Per quale attività vi fu il passaggio dal nomadismo
dell’ ……………………………. . Essa ebbe origine nella alla sedentarizzazione? Per quale no?

Prepararsi all’interrogazione
Organizza un discorso sul capitolo studiato tenendo • il momento in cui l’uomo cominciò a utilizzare il fuoco;
presenti le indicazioni che seguono. • l’inizio del Neolitico.

3. Protagonisti – Who?
 PAROLE CHIAVE Descrivi la vita dei gruppi umani nel Paleolitico, tenendo
Rivedi il significato dei seguenti termini: conto dei seguenti punti:
• ominazione, ominide; • attrezzi utilizzati;
• preistoria, storia; • principali attività;
• Paleolitico, Neolitico, età della renna; • espressioni artistiche.
• rivoluzione, rivoluzione agricola, domesticazione;
• mezzaluna fertile, nomade, sedentario, insediamento. 4. Avvenimenti – What?
Racconta:
 LE 5 W DELLA STORIA • come la specie umana passò da una vita basata su cac-
1. Spazio – Where? cia, pesca e raccolta a una basata su allevamento e
Indica dove si trova la regione in cui si sviluppò la civiltà del- agricoltura;
l’età della renna. • come la rivoluzione agricola trasformò il rapporto uomo-
ambiente;
Indica dove si trova la regione in cui si svilupparono per la
• quali attività furono legate al nomadismo e quali alla seden-
prima volta l’allevamento e l’agricoltura.
tarietà.
Descrivi le caratteristiche fisiche di queste regioni che han-
no influenzato lo sviluppo delle due società indicate. 5. Relazioni – Why?
Spiega i motivi per i quali:
2. Tempo – When? • si arrivò all’invenzione di allevamento e agricoltura;
Colloca nel tempo: • con la rivoluzione agricola si ebbe un aumento della popo-
• la fine del Paleolitico; lazione.
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26
unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

2. Tecnica e società nella mezzaluna fertile


2.1 Nuovi strumenti e nuove attività
le relazioni DAL BASTONE DA SCAVO ALL’ARATRO Nel corso dei millenni l’agricoltura e l’alle-
vamento crearono differenze sempre più profonde tra il modo di vivere dei produt-
nuove materie nuove tori di cibo e quello dei cacciatori e raccoglitori. Agli inizi queste attività furono solo
prime esigenze
un potenziamento della caccia e della raccolta e vennero praticate abbastanza margi-
P R nalmente, quindi non richiesero particolari strumenti; fu sufficiente adattare quelli
nuovi strumenti esistenti. Per frantumare il terreno in modo da far penetrare i semi in profondità si usò
Q dapprima il bastone da scavo dei raccoglitori, che venne poi perfezionato in zappa; ven-
nuove attività nero poi migliorati i falcetti, i cesti, gli strumenti per la trebbiatura . Per frantumare
i cereali raccolti si diffusero le macine in pietra. Ma quando le superfici da coltivare
divennero più estese fu necessario mettere a punto un’attrezzatura specifica. In par-
ticolare fu creato un nuovo importantissimo strumento, l’aratro, che sfruttava la for-
za lavoro degli animali addomesticati e che divenne il simbolo dell’agricoltura in tut-
to il mondo.

LA CERAMICA Il problema maggiore era comunque con-


servare il raccolto di cereali da un anno all’altro al riparo
dall’umidità, dagli insetti, dai roditori. All’inizio si usa-
rono buche rivestite da materiali isolanti, come la
paglia, ma la soluzione più adeguata si rivelò l’uso
di recipienti in ceramica, cioè argilla cotta sul
fuoco. La ceramica era nota già fin dal Paleolitico,
poiché nei focolari di quell’epoca se ne trovano dei
frammenti (dovuti molto probabilmente alla cot-
tura casuale dell’argilla a contatto col fuoco), ma
a partire dal Neolitico inizia una produzione inten-
siva di recipienti e vasi.

Manubrio
Fusto
Timone a cui venivano
aggiogate le bestie.

¦Gli strumenti dell’agricoltore


Qui sopra si vede una macina per grano: il lavoro veniva
svolto manualmente ed era molto lungo e faticoso. In alto a
sinistra è riprodotto un recipiente in ceramica del Neolitico,
Ceppo mentre il disegno qui a fianco riproduce un antico aratro: poi-
ché la metallurgia era ancora sconosciuta, tutte le parti del-
l’attrezzo sono in legno. Si tratta di un tipico aratro “a chio-
do” che scalfisce il terreno abbastanza in superficie; era dif-
fuso nelle regioni (come la mezzaluna fertile e l’area medi-
Dente: è la punta terranea) dove il clima è piuttosto arido e bisogna evitare che
che scava la terra. il suolo si asciughi in profondità.
1. Per quale parte dell’aratro sarebbe particolarmente utile poter
usare il metallo?
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V-IV millennio a.C. capitolo2 27


Tecnica e società nella mezzaluna fertile

A differenza della selce che si usava per fabbricare attrezzi, l’argilla è un materia- glossario
le molto comune e facile da procurarsi e la modellazione e la cottura sono relativa-
mente semplici; essa è inattaccabile da insetti e umidità, resiste al fuoco, può con- Trebbiatura separazione dei
chicchi di grano dalla pula –
servare sostanze liquide e solide e assumere praticamente qualsiasi forma. L’unico
non commestibile – che li
svantaggio è una certa fragilità. riveste, in modo da poterli
In qualsiasi società del Neolitico la ceramica appare sempre in associazione con macinare.
l’agricoltura e in un certo senso ne è un elemento distintivo. Agli inizi, quando non
Vello mantello lanoso degli ovi-
era ancora stato inventato il tornio del vasaio (Gp. 28), i recipienti si ottenevano ni e dei caprini con i peli fit-
spalmando di argilla zucche essiccate o cesti di vimini che nel forno carbonizzava- tamente aggrovigliati: spes-
no e potevano poi essere facilmente eliminati. Un altro modo era la cosiddetta “tec- so nella tosatura esso si stac-
nica della colombina”: si modellava un lungo rotolino d’argilla che veniva poi arro- ca come un unico pezzo.
tolato su se stesso a spirale per formare il recipiente desiderato; successivamente le
pareti dell’oggetto venivano lisciate a mano. I recipienti prodotti in questo modo ave-
vano comunque pareti piuttosto spesse.

LA FILATURA E LA TESSITURA Altre due attività che caratterizzarono le società agri- per studiare
cole e le distinsero da quelle di cacciatori-raccoglitori furono la filatura e la tessitu-
1. Spiega quali strumenti deri-
ra. Con l’allevamento degli ovini si abbandonò gradualmente l’uso della pelle e delle
vano da quelli usati dai rac-
pellicce per sfruttare invece sistematicamente il vello delle pecore. Si scoprì infatti che coglitori e quali sono inve-
le fibre della lana sottoposte a torsione (filatura) danno origine a un filo resistente e ce nuovi.
continuo che può essere intrecciato con altri fino a formare un tessuto. Per arrivare
2. Quali sono i vantaggi della
però a questo risultato fu necessaria l’invenzione del telaio, un altro strumento tipi- ceramica?
co delle società di pastori-agricoltori.
3. Perché la tessitura costi-
tuisce un profondo cam-
biamento rispetto alle società
di raccoglitori?

Tessuto già
realizzato

¦ Una nuova attività: la tessitura


Il disegno rappresenta come doveva apparire uno dei primi
telai costruiti nel Neolitico: la struttura è molto semplice ma
Navetta
ancora oggi i telai meccanici sono costituiti da questi compo-
nenti fondamentali. Il tessitore (o la tessitrice) prepara i fili
Filo della dell’ordito lunghi quanto il tessuto che vuole realizzare, poi
trama li lega ai pesi del telaio (qui in basso, alcuni pesi in pietra che
risalgono al Neolitico) in modo che restino ben tesi, infine si
serve della navetta per far passare alternativamente tra l’or-
dito il filo della trama.
1. Quale operazione era necessaria preliminarmente per otte-
nere il filo da tessere?

Fili dell’ordito

Pesi che servono a


tenere tesi i fili
dell’ordito.
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28
unità 1 Dalla preistoria alle civiltà agricole

2.2 Le prime macchine: la ruota e la vela


L A LEVA E LA RUOTA Un ulteriore balzo in avanti fu costituito dall’uso della ruo-
le relazioni
ta, di cui troviamo tracce nel IV millennio a.C. in Mesopotamia e nella valle del Nilo,
principio addomestica- ma che probabilmente era utilizzata già da prima. Fino ad allora i carichi di ogni gene-
della mento di grossi
leva mammiferi
re erano stati trasportati dagli uomini o a dorso d’animale: quantità e pesi erano
P R necessariamente molto limitati e le distanze brevi. Ma in quell’epoca si cominciò a sfrut-
ruota tare il semplice ma essenziale principio della leva per sollevare pesi: diventava così
Q possibile spostare materiali voluminosi e pesanti, perfino blocchi di pietra.
uso del tornio Contemporaneamente i nuovi attrezzi per la lavorazione del legno (Gp. 18) consen-
tirono di costruire, con dei tronchi lisciati, rulli di legno su cui far scorrere grossi pesi;
probabilmente proprio questo suggerì l’idea della ruota. Infine ruote sistemate a
coppie all’estremità di un asse costituirono la base di un carro trainato da animali.
L’addomesticamento di bovini e, successivamente, di equini costituì quindi un ele-
mento di primaria importanza per lo sviluppo di questa invenzione che è alla base
della tecnologia del mondo occidentale e di quella delle civiltà orientali. Anche le civiltà

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andine e centroamericane molto probabilmente conoscevano la ruota (infatti in alcu-
ne sepolture sono stati trovati giocattoli a forma di carrettino), tuttavia, pur essendo
Vaso di forma regolare assai evolute, non la utilizzarono. Quasi certamente ciò avvenne perché mancavano
prodotto con il tornio.
animali da tiro adeguati e ciò pose un limite allo sviluppo tecnolo-
gico di quelle civiltà.

L A PRIMA MACCHINA E IL PRIMO SPECIALISTA L’invenzione


della ruota venne utilizzata per la costruzione della prima
macchina: il tornio del vasaio; infatti applicando il
movimento rotatorio alla lavorazione della ceramica si riu-
sciva a ottenere prodotti di qualità infinitamente miglio-
re. Con questo strumento un abile artigiano era in gra-
do di produrre in poco tempo recipienti perfetti, di for-
me eleganti, leggeri, passando da quelli molto piccoli a
quelli tanto grandi da poter contenere un uomo. Essi inol-

Blocco di legno in
Nella decorazione si cui sono tracciati
riconosce l’immagine i contorni dei pez-
stilizzata di un’imbar- zi da tagliare.
cazione a remi.

Dalla ruota del carro a quella del vasaio œ I tre pezzi, uniti da
L’immagine qui sopra mostra un grande vaso di ceramica giunti in legno, sono
stati composti in modo
prodotto in Egitto presumibilmente nel IV millennio a.C. da ottenere la ruota.
È un oggetto particolarmente interessante perché è la
testimonianza di diverse innovazioni tecnologiche: l’uso
della ceramica, del tornio del vasaio e la costruzione di imbar-
cazioni (quella rappresentata è comunque a remi e non
a vela). Il disegno rappresenta il modo con cui da un bloc-
co di legno veniva fabbricata una ruota: il legno nella mez-
zaluna fertile era scarso quindi si cercava di sfruttarlo al
massimo.
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V-IV millennio a.C. capitolo2 29


Tecnica e società nella mezzaluna fertile

tre si prestavano a essere decorati e dipinti: nelle diverse regioni e nelle diverse epoche glossario
si svilupparono quindi stili particolari di forma e decorazione delle ceramiche che costi-
tuiscono un importante elemento di datazione, mentre la distribuzione dei reperti di Manufatto oggetto realizzato
manualmente o con sempli-
ceramica e la distanza dal luogo di produzione ci dà moltissime informazioni sull’e-
ci strumenti.
stensione dei traffici provenienti da una determinata area.
Da un lato l’uso del tornio a ruota richiedeva precise competenze specifiche, dal-
l’altro la domanda di recipienti in ceramica aumentava: queste condizioni fecero sì che
il vasaio diventasse molto probabilmente il primo specialista, cioè un artigiano che
dedicava tutto il suo tempo alla produzione di manufatti e non a quella di cibo.

LA VELA E LE IMBARCAZIONI La vela fu un’altra invenzione di fondamentale impor-


tanza per i trasporti e gli scambi. Fin dai tempi più remoti gli uomini avranno certa-
mente usato dei tronchi galleggianti oppure dei fasci di canne legati tra loro per spo-
starsi sull’acqua; però è impossibile costruire un’imbarcazione – anche rudimenta-
le come una zattera – senza adeguati attrezzi per la lavorazione del legno, come è impos-
sibile fabbricare una vela senza aver sviluppato la tecnica della tessitura. Solo nel
Neolitico quindi vi furono le premesse tecnologiche per arrivare a realizzare delle
imbarcazioni: ai nostri occhi esse appaiono estremamente semplici, ma in realtà
richiedevano una competenza tecnica di buon livello e uno studio molto accurato dei
principi di galleggiamento. Un ulteriore elemento che facilitò lo sviluppo della navi- per studiare
gazione fu probabilmente il favorevole quadro ambientale della mezzaluna fertile, cioè
le grandi vallate fluviali del Nilo e della Mesopotamia, dove i fiumi scorrono lenti, sen- 1. Quali elementi permisero
di giungere all’invenzione
za ostacoli naturali e dove la navigazione pone problemi minori che non nel mare.
della ruota?
Semplicissime imbarcazioni o veicoli a ruote piene che avanzavano a fatica sul terre-
no irregolare, lungo piste appena tracciate, ad occhi moderni possono sembrare assai 2. Come cambiò la produzio-
ne di ceramiche? Che ruo-
rozzi e primitivi, ma il progresso fatto si può misurare considerando che agli agricol-
lo assunse il vasaio nelle
tori che si erano stabiliti sugli Zagros (Gp. 22) potevano arrivare solo pochi nuclei comunità?
di selce oppure di ossidiana per fabbricare falcetti o lame, mentre attorno al 3000 a.C.
3. Quali elementi permisero
ai Sumeri che vivevano lungo l’Eufrate giungevano ormai blocchi di pietra del peso di
di arrivare a costruire imbar-
qualche quintale per fabbricare statue. cazioni a vela?

Le prime imbarcazioni ‹
I grandi fiumi erano particolarmente favorevoli alla navi-
gazione, tuttavia gli uomini del Neolitico non avevano
ancora la competenza tecnica necessaria per realizzare imbar-
cazioni, inoltre la scarsità di legno creava ulteriori diffi-
coltà. Soprattutto agli inizi il problema veniva risolto uti-
lizzando le piante acquatiche che crescevano lungo le rive
dei laghi e dei fiumi: qui sotto è riprodotto un modellino
di imbarcazione in papiro rinvenuto presso il lago Tana
in Etiopia, mentre il disegno a destra (si tratta di un
affresco sulle pareti di una tomba egiziana) mostra un grup- 1. Questo tipo di imbarcazioni
po di operai che ne costruiscono una simile. Gli steli del- poteva trasportare grossi volumi
le piante venivano legati strettamente in fasci e poi allar- di merce oppure molte persone?
gati al centro. Perché?

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