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La struttura del sogno

Appunti e tecniche per l’approccio al mondo onirico

Ilenia Pelosi - Elisa Barindelli

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Indice
Introduzione
Intenzione
Due flussi contemporanei

Come aiutare il sogno


Intenzione
Domanda
Rituale
Alimentazione / Posizione
Accumulare energie durante la giornata
Apertura
Collegamento sogno-veglia

Come ricordare meglio il sogno


Abitudine a porre attenzione
Scrivere il sogno
Svegliarsi ad occhi chiusi
La voce-guida
Non giudizio

Elementi comuni nel sogno


Archetipi
Corridoio / porte
Casa
Animali
Mezzi di trasporto
Scale / Ascensore
Elementi
La reciprocità
I sogni nel tempo inverso
I livelli del sogno

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Il Maestro dei Sogni

La filatura del sogno


Interpretare il sogno
Apprendere in sogno
Informazioni visibili e invisibili
Le gemme di conoscenza

Approfondimento: la struttura per sognare

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Introduzione
Intenzione
Questi appunti servono come linee guida rispetto al fare sogni in maniera
cosciente e attiva. Derivano da un'esperienza diretta di sognatrici / sognatori
che con pazienza e intento hanno sperimentato le loro capacità in ambito
onirico, provando e riprovando una maniera di sognare differente dal pensare
comune, sfruttando il sogno per avere informazioni da utilizzare anche nel
mondo reale, di tutti i giorni.

Sognare è un’attività estremamente personale, intima. Per questo ognuno ha il


suo metodo per farlo ed il proprio ritmo.
Con questi appunti, modificabili e in continua espansione, non si vuole fornire
un procedimento univoco e uguale per tutti. Si mira invece a delineare quali
elementi generali può essere utile conoscere e saper identificare per facilitare
il contatto con il sogno.

E’ importante che ognuno arrivi a trovare il proprio modo di sognare: questa


struttura esiste per semplificare tale ricerca, individuando i tratti comuni del
processo.

Due flussi contemporanei


Il mondo del sogno e il mondo della veglia non sono affatto separati.
La separazione è nella nostra percezione: noi viviamo o solo in uno durante il
giorno oppure solo nell'altro durante la notte. Essi sono invece due flussi
paralleli di informazioni.

La percezione del mondo del sogno viene interrotta dal pensiero.


Quando dormiamo i pensieri si fermano, permettendoci così di sentire e
renderci conto dell’esistenza dell’altro flusso che ci attraversa.
Il sogno non ci porta in un'altra realtà, bensì spegne la parte di noi che ci
impedisce di percepire la seconda realtà, che è però costantemente
sovrapposta e intersecata alla prima. La realtà del sogno e la sua frequenza
sono sempre intorno a noi.

Non si sogna solo la notte.


Per saper sognare è necessario un atteggiamento costante, un'attenzione
continua.

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Non si può pensare al sogno come ad un'attività solo notturna, così come non
si può pensare all'agricoltura come il solo raccogliere i frutti. C'è la
preparazione della terra, la semina, l'imparare le tecniche e i tempi giusti, c'è
l'attesa, c'è la cura costante, il riposo del campo, l'organizzazione, gli attrezzi, la
fatica, le piogge e il sole, il consumare i frutti raccolti... C'è un mondo intero.

Dietro il sogno della notte c'è la vita del giorno. C'è conoscere la mente, i
pensieri, le pratiche per sognare, le abitudini (mantenute o abbandonate), il
saper ricordare, la posizione, il respiro, il corpo. Ci sono gli strumenti e i
misteri, c'è l'attenzione. C'è un mondo intero.

Sognare è una scelta continua, un cammino, un modo di essere.


Si sceglie di continuo di essere sognatori. Senza questa coerenza, ci si
dimentica di essere nel sogno e si “dorme”... sia di giorno che di notte!

Iniziare a scoprire il sogno significa mettere in gioco se stessi.

Vogliamo davvero scoprire cosa il sogno ha da dirci? Siamo certi di poter


sostenere la scoperta del nostro vero io?
Sognare è il nostro altro modo di essere: un modo che non sempre ci può
piacere. Potrebbe capitare di sognarsi despoti e violenti, caratterialmente
servili o passivi, rabbiosi, gelosi, invidiosi, oppure ancora egoisti, egocentrici o
forse anche gentili ed eroici.
Per questo motivo è meglio imparare ad auto-osservare le nostre emozioni e/o
sentimenti durante la veglia ed imparare ad accettare le varie sfaccettature
della nostra persona. Come si è detto, nel sogno la mente è sopita, ma durante
il giorno è attiva e spesso ci fa negare e rifiutare di vedere ciò che di noi non ci
piace, che invece trovo modo di emergere nel mondo onirico.

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Come aiutare il sogno
Per sognare serve energia.
Quelli che seguono sono consigli e pratiche utili per accumulare e compattare
l’energia del sognatore, al fine di poter sognare e ricordare in modo lucido e
preciso.

Intenzione
La prima cosa utile per aiutare il sogno è l’intenzione, l’applicazione
dell’intento verso il sognare.
Andare a dormire dedicando prima di stendersi la propria attenzione al fatto
che si desidera sognare e rendere attuale nei propri pensieri l’eventualità del
sogno è il primo passo in questa direzione.

L’apertura e la ricettività in merito ai sogni vanno sempre abbinati


all’intenzione e all’attenzione. In questo modo ci si allinea su una frequenza più
precisa e si compattano le energie di cui si dispone per accedere al sogno.
Questo aumenta la ricettività e rende più facile ricordare al risveglio il sogno.

Domanda
Sempre nell’ottica di compattamento, la sera prima di andare a dormire, se
vogliamo fare una esperienza onirica, è importante fare una domanda chiara,
precisa e puntuale.
In questo modo saremo attivi e coscienti e daremo una direzione precisa e
compatta alle energie che metteremo in gioco per sognare. In caso contrario,
se abbiamo formulato una domanda confusa oppure non lo abbiamo proprio
fatto, saremo passivi nel sogno.

Equivale a dire: “ Ciao..ditemi”; che è differente dal dire: “ Ciao, ho chiesto


questa cosa, ditemi” Ovvero, a domanda corrisponde risposta, chiara precisa e
puntuale.
Così facendo tutto il sogno, le metafore, ciò che accade saranno di più facile
comprensione per chi ha sognato e anche l’interpretazione risulterà più
immediata al risveglio.

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Rituale
Con l’intento di compattare e raccogliere energie, può essere anche utile
creare un rituale o un simbologia da utilizzare prima di dormire per favorire il
sogno e la nostra attenzione verso di esso.

Può essere un rituale pratico (ad esempio accendere l’incenso, compiere dei
movimenti specifici), oppure un rituale interno (ripetizione di un mantra,
visualizzazione di un simbolo, etc.). Definire un rituale comune, quando si
sogna “in gruppo”, può renderlo ancora più efficace.

Con la stessa finalità possono essere impiegati anche oggetti, disegni, colori,
etc.

Vedi “​Approfondimento: la struttura per sognare”​

Alimentazione / Posizione
Poiché l’elemento fondamentale per sognare è sempre l’energia di cui si
dispone, a seconda delle persone e del fisico, mangiare o evitare determinati
alimenti potrebbe influire sul sogno. La stessa cosa per la posizione, per il
luogo in cui si dorme o anche piccoli dettagli come riposare nella parte destra o
sinistra del letto per esempio.

Accumulare energie durante la giornata


Per molti versi, sognare non è un’attività solo notturna.
Il primo forte collegamento che si può notare con la vita diurna è la necessità di
lavorare anche durante il giorno per poter sognare la notte.
Accumulare energia nella giornata è infatti fondamentale per poterne poi
disporre durante il sonno. Possono sembrare consigli banali, ma ci sono alcuni
atteggiamenti che più di altri ci possono essere d’aiuto in questo (sia in merito
ai sogni che tutto il resto).

● Mantenere atteggiamento di semplicità e gentilezza, essere “leggeri”


nell’animo
● Porre grande attenzione ai dettagli, così da essere poi abituati a
registrarli, sia nella veglia che nel sonno

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● Curiosità e neutralità, così da essere buoni ricercatori sia di giorno che di
notte
● Misura e giusto scambio: non affaticare corpo e mente cercando di
strafare, ma nemmeno “fare i furbi” facendo meno di quanto dobbiamo
● Calma: l’abitudine a contenere le emozioni aiuta a non essere “portati
via” dal flusso di informazioni durante i sogni
● Curare il corpo e mangiare cibi semplici, per non disperdere tutte le
energie combattendo contro i disagi che si possono evitare

Apertura
Una delle prime domande che sono state poste durante la ricerca sul sogno è
stata “cosa occorre per saper sognare?”
La risposta: “essere pronti a morire”.

Morire tante volte


Ancora e ancora
Morire senza morire, da vivi
Morire a sé stessi

Il primo insegnamento è morire


Allenarsi a morire

La morte in questo caso è stata menzionata nella sua accezione di


cambiamento, trasformazione, abbandono. Il punto fisico in cui è stata indicata
questa trasformazione è la pancia, in particolare la zona sotto l’ombelico.

Per saper sognare la prima cosa da imparare è quindi essere pronti alla
trasformazione, a lasciarsi alle spalle qualcosa: insomma l’essere aperti a
qualcosa che non si conosce e che non si può conoscere a priori.

Oltre a questo, la morte assume anche il significato di abbandono della


personalità. Abbandonare le scelte fisse, gli ideali, i dolori, ciò che ci rende
unici. Sognare non è un atto solitario, è pregno della lucente bellezza.
Possiamo farlo solo se sentiamo la rete che ci unisce all'anima di gruppo, se
avvertiamo questa connessione onnipresente. Allora varchiamo la soglia
insieme, al di là delle diversità che ci individuano, e ci riuniamo al gruppo.

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Collegamento sogno-veglia
Un altro importante passo perché si possa sognare in modo sempre più
presente è la capacità di collegare con la vita della veglia quanto sentito, visto
e sperimentato nel sogno. Ovvero portare l'energia dei sogni nel mondo della
materia.

Il passaggio non è automatico: occorre un costrutto energetico e mentale


perché la trasformazione/unione avvenga. Il tramite non può cioè essere
direttamente il sognatore: ci deve essere uno snodo intermedio perché il
passaggio possa avvenire in modo fluido e senza traumi.

Questo significa che è necessario che il sognatore trovi un modo di trasformare


l'energia del sogno ed uscire dall'isolamento in cui si verrebbe a trovare se il
sogno rimanesse confinato in sé stesso. E' necessario che i sogni abbiano un
riscontro anche nella veglia, un riflesso nel mondo della materia, concreto e
tangibile. Altrimenti l'energia accumulata rimane ferma e si finisce per
avvertire disagio. La conseguenza più comune è smettere di ricordare il sogno,
perché l'energia in eccesso si disperda e non crei più problemi.

La trasformazione dell'energia del sogno avviene con un processo di


fusione/unione. La peculiarità dell'energia del sogno, quando viene
trasportata, è di divenire fusa, inglobata, nella veglia. Arricchisce e si intreccia
con naturalezza, in modo fluido e completo, nella vita diurna.

Vedi “​La voce-guida”​

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Come ricordare meglio il sogno
Abitudine a porre attenzione
Prendere l’abitudine a porre attenzione appena svegli a cosa si è sognato, dare
importanza al sogno e al cercare di ricordare al risveglio, spesso è decisivo per
non perdere il collegamento con il sogno notturno.
Creare uno spazio di decompressione, anche di pochi minuti, perché i sogni
possano essere ricordati e portati nella veglia è di grande aiuto.
Spesso basta ritagliare pochi minuti prima di iniziare la giornata da dedicare al
ripensare al sogno, per poterlo ricordare durante la giornata.

Scrivere il sogno
È molto importante scrivere quanto siamo riusciti a ricordare del sogno fatto,
elencando minuziosamente tutti i dettagli che ricordiamo per facilitare il
ricordo dei dettagli del sogno successivo.
Inoltre è importante scrivere al presente per dare onore al mondo onirico.

Svegliarsi ad occhi chiusi


Avete presente quando la mattina suona la sveglia e di riflesso la si posticipa
per stare ancora un po’ sotto le coperte? Bene, noi lo chiamiamo “essere svegli
ad occhi chiusi”: un momento speciale in cui non si è né svegli né si sta
dormendo. È quel periodo di tempo che dura pochi minuti in cui ci si dà il
tempo per imprimere bene nella mente il sogno fatto, i dettagli, le situazioni, le
emozioni e riportare qui, nel mondo reale, tutte le informazioni che il sogno
stesso ci ha fornito.

Quando si dedica attenzione a questo momento e lo si integra nella propria


routine come parte integrante, esso diviene una vera e propria pratica di
consapevolezza, al pari di un esercizio di meditazione e di ricerca interiore.

A volte non abbiamo la possibilità di crogiolarci, allora il sogno si perde; altre


invece si dimentica temporaneamente ma poi, dopo qualche ora, riaffiora alla
memoria, con un sentore di magico, un sapore riconosciuto.
Ad ogni modo, concedersi uno spazio tra la fine del sonno e l’inizio della
giornata di veglia è un atto di cortesia ed ascolto verso se stessi; è un piccolo

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gesto che può essere però fondamentale per avvicinare questi due mondi e
rendere meno traumatico e netto il passaggio dall’uno all’altro.

La voce-guida
La ricerca volontaria di un momento di transizione tra il sonno e la veglia, come
può essere il nostro “svegliarsi ad occhi chiusi”, può portare a volte al sorgere
di fenomeni esplicativi, che ci aiutano a creare un ponte tra i due stati di
coscienza.
Durante questa ricerca si è osservato il manifestarsi di una voce-guida, che
fornisce rapide ed efficaci spiegazioni sul significato degli elementi comparsi
nel sogno e sul loro legame con la veglia. Si tratta di una sorta di ricapitolazione
del sogno, che ne sottolinea i passaggi da approfondire o come i simboli onirici
possano essere riportati alla realtà.

A volte pare manifestarsi sotto forma di voce, altre di sensazione o conoscenza


acquisita.

Vedi “​Il maestro dei sogni”​

Non giudizio
Capita che, una volta provato il sapore del sogno lucido, cosciente e attivo, non
tutti i sogni diano la soddisfazione di alzarsi dal letto e pensare, stanotte ho
fatto proprio un bel sogno! Esistono sogni coscienti e sogni non coscienti in cui
si è passivi oppure in cui non si raggiunge neanche il secondo livello, sogni che
rappresentano meramente le proprie emozioni, pensieri, che riproducono il
vissuto della giornata o della propria esistenza. Non esistono sogni più belli o
più brutti: tutto ciò che si manifesta è interessante. Per questo è importante
non dare un giudizio né quando ci si sveglia né direttamente nel sogno. È
importante non categorizzare il sogno, non rinchiuderlo in un contenitore di
giudizio.

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Elementi comuni nel sogno
Archetipi
Alcuni simboli sono ricorrenti, forse sono archetipi che possediamo in quanto
esseri umani. Il loro significato di base è sempre il medesimo, declinato di volta
in volta in base al sogno, al contesto e al sognatore.

Ci sono poi invece simboli completamente soggettivi, che ogni sognatore


individua per se stesso, che hanno un significato del tutto personale.

Di seguito, alcuni archetipi individuati sino ad ora:

Corridoio / porte
Il corridoio con le porte è un luogo che sta tra il primo livello del sogno, quello
che si fa per recuperare energia e i successivi livelli.
Permette di raggiungere facilmente sogni profondi caratterizzati soprattutto da
attenzione cosciente della realtà che ci circonda.

Casa
Sognare la casa significa soprattutto entrare nella propria personalità. I piani,
superiori o inferiori, rappresentano gli strati o i livelli di profondità che
riusciamo a raggiungere sognando..

Animali
Spesso l'animale è una guida del sogno. Un po’ come un aiutante che ci prende
per mano e ci accompagna nel mondo onirico.
Sono entità che a volte ci donano energia per permetterci di proseguire.

Mezzi di trasporto
E’ lo strumento per eccellenza che permette di attraversare i vari livelli di
profondità del sogno, livelli di coscienza e conoscenza, di frequenza. Sia esso
una bicicletta, automobile, treno, tram, autobus, navicelle spaziali, navi…
Quando sognamo di essere sopra ad uno di questi, stiamo inevitabilmente
attraversando la nostra coscienza e intraprendendo un vero e proprio viaggio.
Se stiamo guidando noi, potrebbe significare che stiamo prendendo in mano la
situazione e con volontà la stiamo dirigendo, come fossimo i direttori della
nostra “orchestra onirica”.

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Scale / Ascensore
Il cambio di profondità, l’accesso ad un livello più alto o più basso di coscienza.

Elementi
Spesso durante i miei sogni ricordo di aver avuto contatto con gli elementi,
nello specifico l’acqua. Ultimamente è proprio un sogno ricorrente in quanto in
ogni sogno che faccio è sempre presente, sia in forme ridotte (un bicchiere,
una piscina) sia in forma estesa come il mare/lago. L’acqua mi accompagna da
una vita, sia essa “buona” come andare o essere al mare, nuotare con i grandi
cetacei, avere a che fare con l’acqua di una piscina, sia essa “cattiva” come
essere travolta da inondazioni, acquazzoni, tzunami...

La reciprocità
Veglia e sogno sono due frequenze opposte e complementari.

Il sogno è il nostro modo di esistere in


una frequenza dell’anima.
Ciò che ricordiamo di aver vissuto come
un sogno è la traduzione nella frequenza
della mente di ciò che vi percepiamo.
I sogni che facciamo sono il nostro modo
di ricordare i campi energetici con cui
entriamo in contatto nella frequenza
dell’anima durante la notte, quando la
mente è addormentata.

I campi energetici esistono su tutte le


frequenze contemporaneamente, ma noi
possiamo percepire solo la porzione di
essi che appartiene alla frequenza su cui
si focalizza al momento la nostra
attenzione. Nella veglia ne percepiamo
quindi la forma della mente, nel sogno la
forma dell’anima.

Lo schema dell'interazione di due parti


complementari (mente e anima) è quello
riportato a lato.

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Può essere applicato in diversi ambiti: visibile e invisibile, vuoto e pieno, la
comunicazione tra chi parla e chi ascolta, etc.
La regola ed il movimento dello scambio e l'interazione degli opposti è sempre
la stessa.

In particolare, quando si è nel sogno, si fa esperienza di tutta la parte non


tangibile dei campi energetici che sono intorno a noi, ovvero della loro
componente animica.
Per questo motivo si dice a volte che il mondo del sogno è “al contrario”: è cioè
complementare rispetto a ciò di cui facciamo esperienza nella veglia.

A causa della reciprocità, sebbene a volte possiamo avere questa impressione,


il mondo del sogno non è mai distante da quello della veglia, né tantomeno
incorrelato o a sé stante.
I campi energetici di cui facciamo esperienza nel sogno sono quelli che
abbiamo vicini nella veglia, anche se a volte non siamo in grado di percepirli
con la mente.

Stabilire dei ponti tra la frequenza della veglia e quella del sogno significa
pertanto avvicinare e rendere maggiormente compatibili le nostre percezioni
di mente e anima, facendole sempre più mischiare e convivere.

I sogni nel tempo inverso


La nostra mente percepisce il tempo in modo lineare: passato, presente e
futuro.
Nel mondo dell’anima il tempo non è però lineare. Questo significa che in
sogno possiamo entrare in contatto con campi energetici che ci sono vicini, ma
per i quali la nostra mente non ha ancora una spiegazione razionale, che li
possa giustificare o ricollegare alla realtà della veglia, perché non sono ancora
inerenti a nessun avvenimento che abbiamo vissuto.

Un campo energetico, che sia una persona, un avvenimento o un ricordo,


esiste contemporaneamente su tutte le frequenze. Nella frequenza della
mente, su un tempo lineare, non possiamo relazionarci ad avvenimenti non
ancora caduti. Sulla frequenza dell’anima invece sono possibili sogni legati ad
avvenimenti che potenzialmente potrebbero accadere.

E’ così che si verificano i sogni premonitori.


Quando facciamo sogni che non possono essere direttamente collegati alle

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esperienze già vissute, la loro interpretazione potrebbe giungere dagli
avvenimenti che ancora devono verificarsi. Le loro energie sono state attratte
da un campo energetico potenziale che abbiamo vicino, ma che non si è ancora
tradotto in fatti o avvenimenti concreti.

Non è pertanto in base alle esperienze vissute che interpretiamo i sogni in


questo caso, bensì interpretiamo ciò che ci accade nella veglia alla luce del
sogno che lo ha preceduto.

I livelli del sogno


Il primo livello (sogno della mente) è composto di emozioni ed ha funzione di
raccolta di energia. Sogniamo come si descrive nella psicologia: le esperienze
vissute, i desideri, le paure, le associazioni inconsce. Entra in azione un "modo
di funzionamento" che abbiamo tutti nel cervello, che genera sogni atti a
creare movimento emozionale e quindi energia.

Queste emozioni si accumulano all'altezza del cuore (4° chakra), lo caricano e


lo aprono, così da permettergli di essere un ponte ben funzionante verso la
frequenza dell'anima.
Quando il ponte del 4° chakra è attivo, si accede al secondo livello (sogno
dell'anima) Qui le comunicazioni sono dirette, puntuali, iniziano e finiscono
senza strascichi.

Da qui si può accedere a tutti i livelli di sogno o strati di coscienza possibili ed


immaginabili. Attraverso l’uso degli archetipi e l’uso dell’energia accumulata
nei sogni precedenti si possono fare molteplici esperienze oniriche, scegliendo
di stare allo stesso livello oppure scendendo sempre più in profondità.

Quando abbiamo raccolto sufficiente energia possiamo approdare al ​sogno


dello spirito​, spesso accompagnato dalla presenza di animali.
Non sempre l’interpretazione è fattibile, o meglio, non sempre la mente riesce
a carpirne il significato in termini e in esperienze vissute nella veglia.

I livelli del sogno coesistono.


Per semplificare e aiutare la nostra comprensione possiamo suddividerli, ma
non sono né isolati né in numero finito.
Ad esempio, pensiamo ai colori dell'arcobaleno: sono 7, ma non sono separati
tra loro. Tra l'uno e l'altro ci sono infinite sfumature. In un arcobaleno ci sono
letteralmente infiniti colori, non solo 7.

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Questo concetto è racchiuso in un sigillo:

Il sigillo geometrico Ámira Démira

Il mondo dei sogni (con i suoi infiniti livelli) intrecciato con il mondo della veglia
(con i suoi infiniti livelli).
Il cerchio è il 3° chakra, la volontà, l'incarnazione, l'intento, la veglia
La spirale è il cuore, la connessione, il sogno, il sentire.

Il sigillo si chiama Ámira Démira.


Il nome è composto da due parole che significano entrambe "vita"
Ámira è il ciclo delle incarnazioni, le vite raffigurate dai cerchi del simbolo
Démira è la vita dell'anima, fatta dalle sue fluide trasformazioni, raffigurata
delle spirali.

Insieme significano "L'infinita meraviglia della vita"

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Il Maestro dei Sogni
Il Maestro dei Sogni è una guida interiore che ci assiste nell’esplorazione e
nella presa di contatto con la frequenza del sogno.

Il Maestro dei Sogni

E’ colui che può accompagnarci durante il sogno oppure spiegarcene il


significato. Non si manifesta sempre allo stesso modo: a volte può essere un
animale, altre un uomo, altre ancora una voce. Lo si può riconoscere attraverso
l’atteggiamento di guida e dalla sensazione e di “unione tra i mondi” che
emana.

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Grazie a questo maestro è dunque possibile ricevere informazioni e spunti
sull’interpretazione del sogno ed accedere al suo contenuto oltre la metafora
pervenuta alla mente. E’ possibile contattarlo ad esempio nella pratica
“​Svegliarsi ad occhi chiusi​” oppure anche durante la giornata, spontaneamente
o volontariamente, cogliendo l’opportunità quando brandelli del sogno
notturno riaffiorano e ci rivelano le loro suggestioni, riportandoci per un attimo
nella loro frequenza.

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La filatura del sogno
Il sogno spesso è lo spunto per unire e intrecciare, come nella filatura di un
pregiato tessuto, molte informazioni che già si possiedono. È la chiave per
aprire porte interne, su luoghi che contengono memorie e conoscenze che
sono già nostre. Il sogno è il punto cosciente in cui si incrociano il flusso di
informazioni e metafore che incontriamo nella veglia con il flusso di dati magici
e inconsci in cui ci immergiamo sognando.
Da questo incontro, con la filatura del sogno, possiamo trarre consapevolezze
nuove.

Trovare un punto di contatto tra i sogni e la vita diurna significa avvicinare le


informazioni ricevute nel sogno alla frequenza della veglia e permettere così di
ricordare il sogno e trarne informazioni e ricordi.
E’ il saper tradurre concetti assoluti, espressi nella lingua del sogno, perché
possano essere compresi e ricordati anche al di fuori di esso, sia dal sognatore
che da altre persone, nel caso in cui vengano condivisi. Se questo lavoro di
traduzione non avviene, il sogno rimane quasi del tutto incomprensibile,
oppure viene dimenticato.

Si tratta di un aggancio interno ed esterno a sé, una vera e propria filatura del
sogno in un bel tessuto che parla sia alla mente che all’anima.

La filatura può avere inizio in molti modi, diversi da persona a persona.


Nella frequenza della mente può iniziare con il movimento, con la ginnastica,
con lo svolgere azioni specifiche. Nella frequenza dell’anima invece può iniziare
scrivendo il sogno, oppure con una creazione artistica.

Una volta avviata la filatura, può essere che parti del sogno ritornino più
facilmente alla mente, oppure si notino relazioni e dettagli che inizialmente
erano sfuggiti.
È quindi importante non sottovalutare e non giudicare quanto sognato, dando
inizio ad una filatura indipendentemente dalla prima impressione: potrebbe
infatti portare alla luce informazioni non evidenti in un primo momento, ma
comunque presenti nel sogno.

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Interpretare il sogno
Quel che chiamiamo "interpretazione" di un sogno è la traduzione nella
frequenza del pensiero dei campi energetici, delle esperienze e delle
informazioni con cui siamo venuti in contatto nel sogno.

Non tutti abbiamo lo stesso modo di ricordare e tradurre le informazioni


presenti nei sogni. Al di là della modalità con cui viene eseguita comunque,
l'interpretazione ha lo scopo di trarre delle informazioni fruibili anche nella
veglia dalle esperienze oniriche.

Alcune persone trattengono molti dettagli visivi del sogno ad esempio, altre
invece dati sensoriali come i profumi, altre ancora poche immagini ma molti
concetti e collegamenti. Sarà utile quindi stabilire una modalità personale di
ricollegamento con i sogni fatti, così come un modo di interpretarli che sfrutti il
canale che utilizziamo con maggior facilità e che ci porta più dati.

Apprendere in sogno
Nei sogni i messaggi vengono trasmessi su un livello diverso da quello mentale,
la comunicazione avviene nella frequenza magica. A causa di questo, conoscere
qualcosa in un sogno è totalmente diverso dal conoscerlo nella veglia.
Il sogno è un mezzo per trasmettere informazioni che attraverso la mente non
possono essere scambiate.
Il sogno è una forma di istruzione magica.

Informazioni visibili e invisibili


Durante il sogno riceviamo due tipi di informazioni: visibili e invisibili.

Le informazioni visibili sono quelle che riusciamo a tradurre in metafore e


vengono perciò visualizzate come elementi del sogno. Sono le immagini,
emozioni, volti e sensazioni che (parzialmente o in toto) ricordiamo al risveglio.

Le informazioni invisibili sono “gemme di conoscenza”.

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Spesso non ci rendiamo conto immediatamente di possedere queste
informazioni, che emergono o diventano invece comprensibili con la filatura
del sogno.

Le gemme di conoscenza
Le "gemme di conoscenza" sono nozioni, ricordi e sapere che scopriamo di
possedere al risveglio, sebbene non siano ricollegabili a nessun elemento o
avvenimento sognato né vissuto prima.
Prima di dormire non c'era quella conoscenza... eppure al risveglio è lì.
Spesso si tratta di “conoscenze compresse”. Proprio come delle gemme, è
necessario pulirle, raffinarle, lavorarle. Decomprimerle e renderle fruibili.

Al di là di tutto il lavoro che vi si fa però, sono conoscenze provenienti dal


mondo magico: proprio come delle gemme, ci si guarda dentro con la mente
ed ogni volta la luce assume nuove forme, ci sono sfaccettature diverse,
cambiano i riflessi e i colori.

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Approfondimento: la struttura per sognare
La struttura è la forma che assumiamo
La forma che assumiamo è un riflesso dell'equilibrio delle differenti frequenze
in noi. In particolare la forma della materia è quella che assumiamo con il
corpo/mente, la forma dell’anima è quella che assumiamo nel mondo del
sogno.

Gli esseri viventi cambiano continuamente forma, è un movimento naturale.


Nella materia lo si vede accadere sia a noi esseri umani, sia in natura ad animali
e piante (il regno minerale esiste su tempi molto più lunghi dei nostri, ma
anch’esso si trasforma). Ci trasformiamo in base alle stagioni o al trascorrere
del tempo, ma anche in modo più puntuale in base alle emozioni, all'attività
fisica, al clima. Le piante sotto la pioggia hanno un aspetto molto differente da
5 minuti prima, quando c'era il sole. I gatti durante la notte sono molto
differenti da come sono di giorno.

Piante e animali effettuano cambiamenti fluidi e rapidi, perché non vivono la


divisione tra materia e anima. Noi invece, in stati ordinari, non riusciamo a
sperimentare in modo contemporaneo frequenze differenti. Questo significa
che percepiamo una singola forma alla volta in un singolo istante alla volta (sia
esso il presente o una nostra proiezione nel passato o nel futuro),
identificandoci con essa.
Nonostante questo, le trasformazioni si verificano comunque anche negli esseri
umani, specie se sono inconsce. Ad esempio il cambio totale di fisionomia in
base ai pensieri che formuliamo oppure la differenza che si riflette nel corpo
subito dopo aver fumato una sigaretta. Questi cambiamenti sono molto rapidi
e visibili, eppure avvengono senza che ce ne rendiamo conto.

Le trasformazioni avvengono sia nella frequenza del corpo/mente che in


quella del sogno
Quando la trasformazione avviene in modo inconsapevole è solo un riflesso
funzionale di altri fattori. Specialmente nel sogno, se non poniamo attenzione
è estremamente facile trasformarsi: cambiare cioè aspetto, contesto e tempo
come riflesso di altri cambiamenti, interni o esterni a noi. Può essere lo stimolo
fisico di un rumore nella stanza o di un malessere del corpo durante la notte,
così come potrebbe essere l'interferenza di un'altra presenza con cui si entra in

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contatto nel sogno, di un'emozione che proviamo, di qualcosa che ci toglie
energia oppure la nostra reazione ad un concetto che apprendiamo dormendo.
Possono essere infiniti i fattori che ci provocano di riflesso uno spostamento,
una trasformazione. Quando questo accade, nel sogno ci troviamo spaesati e
perdiamo energia; dobbiamo fare uno sforzo per riprendere la centratura e
anche al risveglio il ricordo mentale o energetico della notte sarà frammentato
e di difficile ricostruzione.

Schema: la struttura e il punto di unione

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La consapevolezza di noi stessi e del mondo in cui viviamo nella frequenza del
corpo/mente e dell’anima si sovrappongono e si influenzano a vicenda. In
particolare sono determinati dall’intento nel corpo/mente e dal sentire
nell’anima, entrambi in continuo movimento tra gli opposti. A seconda di come
costruiamo la nostra struttura di sentire e intento, percepiamo una
sfaccettatura differente della realtà.

1. Il sentire nell’anima (4° chakra) - Spirali verdi


2. L’intento nel corpo/mente (3° chakra) - Cerchio rosso
3. Le trasformazioni nel corpo/mente - Cerchi laterali scuri
4. Le trasformazioni nell’anima - Spirali verticali scure

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La struttura che scegliamo per accedere al sogno deve essere più armonica e
completa possibile
L'azione dell'interferenza durante il sogno ci fa perdere contatto con la
presenza e si aggancia proprio nei punti in cui ne siamo più carenti nella nostra
struttura.
Ad esempio, se veniamo facilmente sopraffatti dalle emozioni, sarà probabile
che nel sogno (come nella veglia) proveremo forti emozioni e queste ci portino
via come un flusso, togliendoci energia. Se ci distraiamo facilmente, attratti da
ogni novità, nel sogno ci verranno proposte molte cose interessanti e sempre
nuove, che ci distoglieranno e faranno girare a vuoto fino al risveglio. Se
tendiamo all'isolamento e all'autocommiserazione, avremo incubi in cui viene
esaltata questa emozione.

Il rituale per sognare


Per creare una buona struttura per sognare, serve quindi individuare i punti in
noi più deboli e agire per contenerli. Questo contenimento è utile avvenga sia
in modo pratico durante la veglia, con una preparazione al sogno che
comprende tutta la giornata, sia in modo simbolico prima di dormire.

Ad esempio per arginare le emozioni si potrà visualizzare un simbolo di


contenimento; per la distrazione un'immagine di radicamento, per
l'identificazione potrà essere utile eseguire la ricapitolazione della giornata…
Ogni persona troverà un rituale diverso per favorire il sogno, a seconda delle
proprie carenze di struttura e delle proprie propensioni naturali.

Poiché la nostra struttura cambia e si evolve con il tempo, anche il rituale non
potrà essere statico: dovrà infatti essere continuamente riadattato ai
cambiamenti e alle necessità, per evitare che ad un certo punto smetta di
esserci utile e diventi obsoleto.

Esercizio - Definizione della propria struttura


(da svolgersi utilizzando le illustrazioni della “Grglia del Campofiore”)

Al fine di creare un rituale per sognare “su misura” è utile quindi individuare i
punti di forza e debolezza della propria struttura.
Si può fare in molti modi, ma ci può venire ad esempio in aiuto la Griglia del
Campofiore. Essa contiene infatti le essenze delle forme principali che l’energia
assume nella nostra realtà, quindi offre una metafora efficace per accedervi e
prendere contatto.

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Osservare le immagini della griglia. Dopo un'iniziale fase di centratura,
scegliere l'immagine che più ci piace, quella con cui sembriamo più affinità.
Questo è il punto di forza della nostra struttura.
Trovare poi ti immagini che non risuona, quella che sembra fuori contesto.
Questo è il punto di debolezza su cui dobbiamo lavora lore con il rituale per
sognare in modo da compattare e completare la nostra struttura.

È possibile toccare, muovere ed entrare in contatto in ogni modo si desideri con


le immagini della griglia durante l'esercizio.

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