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Progettazione Strutturale secondo le NTC 2008


Parte IV. Interventi su strutture esistenti
Cap. 22. Metodi di analisi e criteri verifica
Docente: ing. Matteo Oliveri
www.StudioIngegneriaStrutturale.com

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IV. Interventi s u s trutture es i s tenti
18 Mes s a i n s i curezza provvi s ori a
19 Ri l i evo geometri co e qua dro fes s ura ti vo
20 Ca ra tteri zza zi one mecca ni ca dei ma teri a l i
21 Ca renze s truttura l i e cri teri di i ntervento
22 Metodi di a na l i s i e cri teri di veri fi ca
22.1 Cri teri genera l i
22.2 Edi fi ci i n c.a .
22.3 Edi fi ci i n c.a . Mecca ni s mi dutti l i
22.4 Edi fi ci i n c.a . Mecca ni s mi fra gi l i
22.5 Edi fi ci i n c.a . Veri fi ca mecca ni s mi dutti l i e fra gi l i
22.6 Edi fi ci i n mura tura
22.7 Edi fi ci i n mura tura . Veri fi ca mecca ni s mi di 1° modo
22.8 Edi fi ci i n mura tura . Veri fi ca mecca ni s mi di 2° modo
22.9 Edi fi ci i n a ggrega to
22.10 Beni cul tura l i
22.11 Es empi o: a mpl i a mento edi fi ci o i n mura tura (a degua mento)
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.1 Criteri generali 1/3

PROGETTO DELL’INTERVENTO

Per tutte le tipologie costruttive, il PROGETTO DELL’INTERVENTO di adeguamento o


miglioramento sismico deve comprendere:
verifica della struttura prima dell’intervento con identificazione delle carenze e del livello
di azione sismica per la quale viene raggiunto lo SLU (e SLE se richiesto);
scelta motivata del tipo di intervento;
scelta delle tecniche e/o dei materiali;
dimensionamento preliminare dei rinforzi e degli eventuali elementi strutturali aggiuntivi;
analisi strutturale considerando le caratteristiche della struttura post-intervento;
verifica della struttura post-intervento con determinazione del livello di azione sismica per
la quale viene raggiunto lo SLU (e SLE se richiesto).

Nel precedente capitolo 21 del corso… In questo capitolo 22 del corso…


Il progetto strutturale deve perseguire i seguenti obiettivi: L’analisi sismica della
eliminare o ridurre le «carenze strutturali»; struttura dovrà essere:
applicare interventi di consolidamento, possibilmente, preferibilmente non
in modo regolare ed uniforme; lineare;
contrastare lo sviluppo di meccanismi locali e/o finalizzata a verificare
trasformare meccanismi fragili in meccanismi duttili. «meccanismi» di collasso
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.1 Criteri generali 2/3

VERIFICHE EDIFICI ESISTENTI

Nel caso di edifici esistenti, si devono eseguire:

facoltativamente, verifiche SLE (con limite prestazionale fissato dal progettista, di concerto col

committente);

obbligatoriamente, le seguenti verifiche SLU:

I) verifiche statiche, adottando le resistenze di calcolo Xd=Xm/(FC ϒm);

II) verifiche sismiche di opportuni meccanismi di collasso, con modalità dipendenti dal tipo di

meccanismo e dal metodo di analisi.


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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.1 Criteri generali 3/3

VERIFICHE SISMICHE: MECCANISMI

Per quanto riguarda le verifiche statiche, secondo l’art. 8.5.5 delle NTC 2008: «per i carichi
permanenti, un accurato rilievo geometrico-strutturale e dei materiali potrà consentire di adottare
coefficienti parziali modificati, assegnando valori di ϒG adeguatamente motivati» (cioè più bassi).
Per quanto concerne le verifiche sismiche SLU dei meccanismi:
per gli edifici esistenti in muratura, si distinguono:
- meccanismi di 1^ modo (fuori piano): verifiche locali con analisi cinematica (lineare o non
lineare);
- meccanismi di 2^ modo (nel piano): verifica globale con analisi sismica (lineare o pushover);
per gli edifici esistenti in c.a., si distinguono:
- meccanismi duttili (risposta flessionale);
- meccanismi fragili (risposta tagliante);
entrambi da verificare con un’analisi globale lineare con q=1, lineare con 1.5<q<3 o non lineare.
Generalmente, per gli edifici esistenti, l’esito delle verifiche eseguite con un’analisi lineare è più
penalizzante. Quindi è preferibile l’analisi non lineare e, in particolare quella statica (pushover)
perché è più facile da implementare.
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.2 Edifici in c.a. 1/4

RESISTENZE DI CALCOLO DEL CALCESTRUZZO

N.B. Nella verifica di meccanismi duttili: ϒc=1


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22.2 Edifici in c.a. 2/4

RESISTENZE DI CALCOLO DELL’ARMATURA

N.B. Nella verifica di meccanismi duttili: ϒc=1


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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.2 Edifici in c.a. 3/4

VERIFICHE STATICHE

Le verifiche statiche si eseguono formalmente come per gli edifici nuovi.


Nei riguardi dei pilastri:
• Pressoflessione deviata (SLU);
• Taglio (SLU);
• Torsione (SLU);
• Stato tensionale (SLE).
Nei riguardi delle travi:
• Pressoflessione (SLU);
• Taglio (SLU);
• Torsione (SLU);
• Deformabilità (SLE);
• Stato tensionale (SLE);
• Fessurazione (SLE).
La differenza è solo nel valore di calcolo delle resistenze fcd , fctd , fbd , fyd .
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22.2 Edifici in c.a. 4/4

VERIFICHE SISMICHE: MECCANISMI

Gli elementi ed i meccanismi resistenti sono classificati in:


“duttili” (risposta flessionale): travi, pilastri e pareti inflesse con e senza sforzo normale;
“fragili” (risposta tagliante): meccanismi di taglio in travi, pilastri, pareti e nodi.
In caso di pilastri soggetti a valori di sforzo normale particolarmente elevato, va presa in
considerazione la possibilità di comportamento fragile.
analisi lineare q>1 analisi lineare q=1/non lineare

meccanismo risposta D=domanda C=capacità D=domanda C=capacità

limiti di
forze resistenze deformazioni
deformabilità

forze resistenze forze resistenze


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22.3 Edifici in c.a. Meccanismi duttili 1/3

ROTAZIONE DI SNERVAMENTO
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22.3 Edifici in c.a. Meccanismi duttili 2/3

ROTAZIONE ULTIMA
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22.3 Edifici in c.a. Meccanismi duttili 3/3

ROTAZIONE ULTIMA
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22.4 Edifici in c.a. Meccanismi fragili 1/2

TRAVI E PILASTRI: TAGLIO


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22.4 Edifici in c.a. Meccanismi fragili 2/2

NODI
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 1/9

METODI DI ANALISI

Per verificare i meccanismi, duttili o fragili, i metodi di analisi sismica utilizzabili sono 6:
analisi lineare statica o dinamica con spettro di progetto (1.5<q<3);
analisi lineare statica o dinamica con spettro elastico (q=1);
analisi non lineare statica (pushover) o dinamica.
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22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 2/9

VERIFICHE CON ANALISI LINEARE CON FATTORE q>1

Questo metodo non consente la verifica dello Stato Limite di Collasso (SLC).
Le verifiche si eseguono in termini di resistenza sia entrambi i meccanismi duttili e fragili.

Si calcolano le sollecitazioni indotte dallo spettro di progetto con q=1.5 (elementi fragili) e con un
valore 1.5<q<3 (elementi duttili) scelto sulla base della regolarità nonché sui tassi di lavoro dei
materiali sotto le azioni statiche.

D≤C
D = sollecitazione
da spettro di progetto
(elementi duttili: 1.5<q<3;
elementi fragili: q=1.5)
C = resistenza
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22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 3/9

VERIFICHE CON ANALISI LINEARE CON FATTORE q=1

1) Questo metodo è applicabile solo se il modello lineare (ML) è accettato, cioè sono soddisfatte
le seguenti condizioni:
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22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 4/9

VERIFICHE CON ANALISI LINEARE CON FATTORE q=1

2) Se il modello lineare (ML) è accettato, le verifiche si eseguono:


- in termini di deformazione per i meccanismi duttili;
- in termini di resistenza per i meccanismi fragili.
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22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 5/9

VERIFICHE CON ANALISI NON LINEARE

Questo metodo è applicabile se il livello di conoscenza è LC2 o LC3.


Le verifiche si eseguono:
- in termini di deformazione per i meccanismi duttili;
- in termini di resistenza per i meccanismi fragili.
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22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 6/9

VERIFICHE CON ANALISI NON LINEARE


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22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 7/9

VERIFICHE CON ANALISI NON LINEARE


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22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 8/9

VERIFICHE CON ANALISI NON LINEARE


IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.5 Edifici in c.a. Verifica meccanismi duttili e fragili 9/9

VERIFICHE CON ANALISI NON LINEARE


IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.6 Edifici in muratura 1/5

RESISTENZE DI CALCOLO

Il coefficiente di sicurezza ϒM si ricava dalla tabella 4.5.II (vista nel cap.14 del corso) secondo cui:
2 ≤ ϒM ≤ 3
in funzione di classe di esecuzione, tipo di malta e tipo di blocchi. Se tali informazioni sono ignote, si
suole porre ϒM=3. Ma diversi accademici suggeriscono ϒM=2, osservando che la variabilità 2÷3 è
legata ad incertezze di esecuzione le quali non hanno ragione d'essere nel caso di edifici esistenti,
perché già considerate nel fattore FC.
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22.6 Edifici in muratura 2/5

VERIFICHE STATICHE

Le verifiche statiche si eseguono formalmente come per gli edifici nuovi:


maschi:
- pressoflessione per carichi laterali (verifica a carichi verticali);
- carichi concentrati;
- pressoflessione nel piano;
- taglio nel piano per scorrimento;
- taglio nel piano per fessurazione diagonale;
fasce:
- flessione;
- taglio.
La differenza è solo nel valore di calcolo delle resistenze fd , fhd , fvd0 , fvd .
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.6 Edifici in muratura 3/5

VERIFICHE SISMICHE: MECCANISMI E METODI DI ANALISI

I meccanismi locali interessano I meccanismi globali


singoli pannelli murari o più sono quelli che
ampie porzioni della interessano l’intera
costruzione, e sono favoriti costruzione e
dall’assenza o scarsa efficacia impegnano i pannelli
dei collegamenti tra pareti e murari prevalentemente
orizzontamenti e negli incroci nel loro piano
murari.
DOPO

Verifiche meccanismi locali Verifica globale


(con analisi cinematica (con analisi sismica
lineare o non lineare) lineare o pushover)
NOTA BENE: Art. C8.7.1.1 Requisiti di sicurezza
«Quando la costruzione non manifesta un chiaro comportamento d’insieme, ma piuttosto tende a reagire al sisma
come un insieme di sottosistemi (meccanismi locali), la verifica su un modello globale non ha rispondenza
rispetto al suo effettivo comportamento sismico [edifici di prima classe]. In tali casi la verifica globale può essere
effettuata attraverso un insieme esaustivo di verifiche locali, purché la totalità delle forze sismiche sia
coerentemente ripartita sui meccanismi locali considerati e si tenga correttamente conto delle forze scambiate tra
i sottosistemi strutturali considerati.»
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.6 Edifici in muratura 4/5

PRIORITÀ DI VERIFICHE DEI MECCANISMI

Le analisi devono verificare la


struttura nei confronti di entrambe
le tipologie di meccanismi.
In particolare, l’analisi sismica
globale (meccanismi di 2° modo)
presuppone che siano già stati
verificati tutti i possibili
meccanismi di risposta fuori dal
piano (1°Modo), o che la stessa
struttura risulti essere dotata di
presidi antisismici tali da limitare
suddetti meccanismi di collasso
(esempio: EDIFICI 3^ CLASSE).
Diversamente, a seguito di
verifiche con esiti negativi, prima di
eseguire l’analisi globale, è
necessario progettare interventi di
adeguamento sismico atti a
impedire tutti i meccanismi locali
per azioni fuori dal piano.
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.6 Edifici in muratura 5/5

TIPOLOGIA EDIFICI E MECCANISMI

La letteratura tecnica classifica gli edifici esistenti in muratura secondo il seguente criterio:

Prima classe Seconda classe Terza classe

Comportamento
d’insieme NO (*) SI SI
(pushover)

Meccanismi
locali SI SI NO (**)
(fuori piano)

(*) Verifica globale pushover sostituita da un insieme esaustivo di verifiche di meccanismi locali
(**) I meccanismi locali sono poco probabili ma vanno verificati
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 1/22

CLASSIFICAZIONE MECCANISMI DI 1^ MODO

Per individuare i meccanismi da verificare, si deve:


1) individuare le tipologia di edificio: ordinario, in aggregato, monumentale tipo «palazzo»,
monumentale tipo «chiesa»; per ciascuna di tali tipologie, la letteratura tecnica elenca un
repertorio di meccanismi locali (e relativi criteri di verifica);
2) individuare le correlazioni carenza strutturale-meccanismo: in funzione delle carenze
strutturali dell’edificio di studio, potranno essere verificati specifici meccanismi e ignorati altri.
In particolare, per gli edifici ordinari, i meccanismi più frequenti sono:
ribaltamento semplice;
flessione verticale; in particolare, deve essere verificata la pressoflessione fuori piano (art.
7.8.2.2.3, NTC 2008) del singolo maschio murario anche per edifici nuovi;
flessione orizzontale;
ribaltamento composto.
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 2/22

MECCANISMI DI RIBALTAMENTO SEMPLICE


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 3/22

MECCANISMI DI FLESSIONE VERTICALE


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 4/22

MECCANISMI DI FLESSIONE ORIZZONTALE


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 5/22

MECCANISMI DI RIBALTAMENTO COMPOSTO


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 6/22

VERIFICA: IPOTESI DI CALCOLO

Per l’applicazione del metodo di analisi si ipotizza, in genere:


- resistenza nulla a trazione della muratura;
- assenza di scorrimento tra i blocchi;
- resistenza a compressione infinita della muratura.
Tuttavia, per una simulazione più realistica del comportamento, è opportuno
considerare, in forma approssimata:
a) gli scorrimenti tra i blocchi, considerando la presenza dell’attrito;
b) Le connessioni, anche di resistenza limitata, tra le pareti murarie;
c) la presenza di catene metalliche;
d) la limitata resistenza a compressione della muratura, considerando le cerniere
adeguatamente arretrate rispetto allo spigolo della sezione;
e) la presenza di pareti a paramenti scollegati.
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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 7/22

VERIFICA: METODO

Le analisi dei meccanismi locali di collasso fuori dal


piano (1°modo) vengono sviluppate tramite l’analisi
limite dell’equilibrio secondo l’approccio cinematico
(analisi cinematica) che si basa sulla scelta del
meccanismo di collasso e la valutazione dell’azione
orizzontale che attiva tale cinematismo. Precisamente:
1) si sceglie un meccanismo locale ritenuto
significativo (sistema labile composto da corpi
rigidi che possano ruotare e/o traslare tra loro);
2) si applicano, a ciascun corpo rigido:
- i carichi verticali peso + sovraccarichi Pi (spostamenti discordi δyi)
- i carichi orizzontali proporzionali ai carichi portati αPi (spostamenti concordi δxi)
- i carichi orizzontali αPj proporzionali ai pesi Pj non portati ma mobilitati dal cinematismo
(spostamenti concordi δxi)
- eventuali forze esterne Fh , ad esempio trasmesse da catene (spostamenti discordi δh)
- eventuali forze interne (che nel cinematismo compiono un lavoro Lfi);
3) si applica il Principio dei Lavori Virtuali (α = moltiplicatore che attiva il meccanismo):

(PLV)
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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 8/22

VERIFICA: DATI DEL MECCANISMO

Nei modelli di capacità utilizzati per gli elementi


rinforzati, i fattori di confidenza FC utilizzati
dovranno corrispondere ai livelli di conoscenza.
In particolare, valutazioni effettuate sulla sola
base di dati di letteratura, senza ricorrere a
verifiche sperimentali, comporteranno l’uso di
fattori di confidenza corrispondenti ad un livello
di conoscenza LC1.
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 9/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE

L’equazione [PLV] fornisce il moltiplicatore α di attivazione del cinematismo in corrispondenza


della configurazione iniziale, assegnando una rotazione virtuale θk al generico blocco k e
determinando, in funzione di questa e della geometria della struttura, gli spostamenti δ delle
diverse forze applicate nella rispettiva direzione:
α=α0
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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 10/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE

Il fattore di
struttura si
assume:
q=2
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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 11/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE – ESEMPIO 1

Edifici ordinari - ribaltamento semplice di parete a un piano


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 12/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE – ESEMPIO 1

Edifici ordinari - ribaltamento semplice di parete a un piano


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 13/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE – ESEMPIO 2

Edifici ordinari - ribaltamento semplice di parete a due piani


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 14/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE – ESEMPIO 2

Edifici ordinari - ribaltamento semplice di parete a due piani


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 15/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE – ESEMPIO 3

Edifici ordinari – flessione verticale di parete a un piano


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 16/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE – ESEMPIO 3

Edifici ordinari – flessione verticale di parete a un piano


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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 17/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA LINEARE – ESEMPIO 3

Edifici ordinari – flessione verticale di parete a un piano


IV Interventi su strutture esistenti
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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 18/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA NON LINEARE

L’equazione [PLV] fornisce anche il moltiplicatore α di attivazione del cinematismo in


corrispondenza di una generica configurazione variata corrispondente allo spostamento finito dk di
un punto di controllo:
α = α0 (1- dk /dk,0) [curva di capacità di spostamento]
in cui dk,0 è il valore di dk corrispondente all’annullamento di α (e alla rotazione θk,0).
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22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 19/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA NON LINEARE


IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 20/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA NON LINEARE


IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 21/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA NON LINEARE


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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.7 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 1° modo 22/22

VERIFICA CON ANALISI CINEMATICA NON LINEARE

Verifica:
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.8 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 2° modo 1/5

CLASSIFICAZIONE

Meccanismi di collasso nel piano (secondo modo):


maschi:
- pressoflessione nel piano;
- taglio nel piano per scorrimento;
- taglio nel piano per fessurazione diagonale;
fasce:
- flessione;
- taglio.
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.8 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 2° modo 2/5

VERIFICA CON ANALISI LINEARE (FATTORE q)

Procedura:
1) si determinano le sollecitazioni dei singoli pannelli con l’analisi globale;
2) si verificano singolarmente i pannelli in termini di resistenza.

Il fattore di struttura si assume:


IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.8 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 2° modo 3/5

VERIFICA CON ANALISI LINEARE (FATTORE q)

MASCHI

FASCE
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.8 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 2° modo 4/5

VERIFICA CON ANALISI PUSHOVER

Procedura:
1) si costruisce la curva di capacità della struttura partendo dai legami taglio-spostamento dei
singoli pannelli (Vu, δe, δe);
2) si verificano il sistema equivalente ad 1 g.d.l. in termini di spostamento: d*max ≤ d*u e q*<3.

MASCHI
Vu = min(Vt ,Vp)

FASCE Raggiunta la resistenza a taglio Vu = min(Vt ,Vp), la fascia si trasforma in una biella
orizzontale. Quindi non ha senso definire uno spostamento ultimo δu
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.8 Edifici in muratura. Verifica meccanismi di 2° modo 5/5

VERIFICA CON ANALISI PUSHOVER

L’analisi pushover, oltre ad essere preferibile rispetto all’analisi lineare (che è più penalizzante sulle
verifiche), dà buone indicazioni sintetiche sulla bontà della scelta dei consolidamenti in una verifica
post-intervento di adeguamento o miglioramento:
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.9 Edifici in aggregato 1/4

ULTERIORI AZIONI DA CONSIDERARE

Nell’analisi della US facente parte dell’aggregato edilizio occorre tenere conto delle possibili
interazioni derivanti dalla contiguità strutturale con gli edifici adiacenti.
Oltre a quanto normalmente previsto per gli edifici non disposti in aggregato, dovranno essere
valutati gli effetti di:
a) spinte non contrastate (e relativi cinematismi) causate da orizzontamenti sfalsati di quota sulle
pareti in comune con le US adiacenti;
b) azione sismica (F) modificata rispetto al caso di US isolata lateralmente (F*) a causa della
ridistribuzione delle forze in direzione parallela all’aggregato: F ≠ F* .

a) b)
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.9 Edifici in aggregato 2/4

ULTERIORI MECCANISMI DA CONSIDERARE

Oltre a quanto normalmente previsto per gli edifici non disposti in aggregato, dovranno essere
valutati ulteriori possibili meccanismi locali:
a) causati da prospetti non allineati;
b) causati da U.S. adiacenti di differente altezza;
c) causati da assenza di ammorsamento.

a) b) c)
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.9 Edifici in aggregato 3/4

ULTERIORI VERIFICHE RISPETTO AD EDIFICI NON IN AGGREGATO

Laddove l’intervento sull’unità strutturale modifichi le interazioni con le unità


strutturali adiacenti (esempio: interventi di demolizione e ricostruzione), anche se non
esplicitamente indicato nelle NTC 2008, la letteratura tecnica suggerisce di perseguire
l’ulteriore obiettivo del non peggioramento delle condizioni di sicurezza precedenti
all’intervento per le unità strutturali adiacenti. A tal fine, potranno eventualmente
rendersi necessari anche interventi su tali unità adiacenti.
Va da sé che, nel caso di demolizione e completa ricostruzione :
per la US di interesse: si ricada nel campo delle nuove costruzioni (giunto sismico);
per le altre US adiacenti: resti fermo l’obiettivo del non peggioramento con eventuale
intervento su edificio esistente progettato a tal fine.
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.9 Edifici in aggregato 4/4

METODI DI ANALISI

L'analisi globale di una singola unità strutturale assume spesso un


significato convenzionale e perciò può utilizzare metodologie semplificate.
La verifica di una US dotata di solai sufficientemente rigidi può essere
svolta, anche per edifici con più di due piani, mediante l'analisi statica
non lineare, analizzando e verificando separatamente ciascun
interpiano dell'edificio, e trascurando la variazione della forza assiale
nei maschi murari dovuta all'effetto dell'azione sismica.
Con l'esclusione di unità strutturali d'angolo o di testata, così come di
parti di edificio non vincolate o non aderenti su alcun lato ad altre
unità strutturali, l'analisi potrà anche essere svolta trascurando gli
effetti torsionali, nell’ipotesi che i solai possano unicamente traslare
nella direzione considerata dell'azione sismica.
Nel caso invece di US d’angolo o di testata è comunque ammesso il
ricorso ad analisi semplificate, purché si tenga conto di possibili effetti
torsionali e dell’azione aggiuntiva trasferita dalle US adiacenti
applicando opportuni coefficienti maggiorativi delle azioni orizzontali.
Qualora i solai dell'edificio siano flessibili si potrà procedere all'analisi
delle singole pareti o dei sistemi di pareti complanari, ciascuna parete
essendo soggetta ai carichi verticali di competenza ed alle
corrispondenti azioni del sisma nella direzione parallela alla parete.
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.10 Beni culturali 1/4

STATI LIMITE
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.10 Beni culturali 2/4

LIVELLI DI SICUREZZA

[art. 2.2.].
“ il modello meccanico, pur se sviluppato con i più accurati strumenti di analisi, è comunque
inadeguato a descrivere in modo attendibile la complessità di comportamento della
costruzione storica: […] l’indice di sicurezza sismica può essere pienamente soddisfacente
a fronte di valutazioni qualitative del comportamento strutturale, basate sull’osservazione
della costruzione e sull’analisi storica”

[art. 2.2.].
“Per i beni tutelati È IN OGNI CASO NECESSARIO ATTENERSI AD INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO,
A RIPARAZIONI O AD INTERVENTI LOCALI [cioè] far conseguire all’edificio un maggior grado di
sicurezza rispetto alle azioni con un LIVELLO DI PROTEZIONE SISMICA NON NECESSARIAMENTE
UGUALE A QUELLO PREVISTO PER LE NUOVE COSTRUZIONI” “[…] per i beni culturali tutelati È
POSSIBILE DEROGARE RISPETTO ALL’ADEGUAMENTO […]”
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.10 Beni culturali 3/4

LIVELLI DI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA: OBIETTIVI


IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.10 Beni culturali 4/4

LIVELLI DI VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA: METODO


IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 1/19

1) DATI SITO

Regione: Puglia
Provincia: Foggia
Comune: Castelluccio dei Sauri
Altitudine: 240 s.l.m.
Distanza dalla costa: 43km
Categ. sottosuolo «C»
Categ. topografica «T2»
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 2/19

2) DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

Edificio:
Destinazione d’uso: ristorante/albergo
Sistema costruttivo: struttura in elevazione muratura ordinaria (III classe), solai latero-cementizi
Stato di fatto Stato di progetto
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 3/19

3) ANALISI STORICO-CRITICA

1980 1983

«A»

«B»
«A»
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 4/19

3) ANALISI STORICO-CRITICA

1985 2004
«B»

«A»
«A»

«B»
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 5/19

3) ANALISI STORICO-CRITICA

2009

Apertura di 6 vani finestra 50x70cm al 3o piano.


Tali aperture sono state cerchiate con 2 profilati di acciaio IPE 160 classe S235.
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 6/19

4) RILIEVO GEOMETRICO-STRUTTURALE
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 7/19

4) RILIEVO GEOMETRICO-STRUTTURALE
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 8/19

4) RILIEVO GEOMETRICO-STRUTTURALE
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 9/19

4) RILIEVO GEOMETRICO-STRUTTURALE
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22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 10/19

5) RILIEVO MATERICO-COSTRUTTIVO

Piani 1 e 2
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 11/19

5) RILIEVO MATERICO-COSTRUTTIVO

Piano 3
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22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 12/19

6) CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DEI MATERIALI


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22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 13/19

6) CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DEI MATERIALI

Piani 1 e 2
IV Interventi su strutture esistenti
22 Metodi di analisi e criteri di verifica
22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 14/19

6) CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DEI MATERIALI

Piano 3
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22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 15/19

7) SCELTA MOTIVATA DEL TIPO DI INTERVENTO

Ipotesi di consolidamento:
Y2 intonaco armato
Y3 intonaco armato
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22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 16/19

7) SCELTA MOTIVATA DEL TIPO DI INTERVENTO

Ipotesi di consolidamento:
Y1 cerchiature
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22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 17/19

7) SCELTA MOTIVATA DEL TIPO DI INTERVENTO


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22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 18/19

8) SCELTA MOTIVATA DELLE TECNICHE DI INTERVENTO

Il volume di ampliamento sarà realizzato in muratura armata a causa delle aperture previste
nel progetto architettonico.
La scelta delle tecniche di intervento dovrà perseguire l’obiettivo della continuità strutturale
del nuovo volume con la struttura esistente, al fine di garantire il comportamento "scatolare"
globale dell'intera struttura post-intervento.
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22.11 Esempio: ampliamento di edificio di muratura (adeguamento) 19/19

8) SCELTA MOTIVATA DELLE TECNICHE DI INTERVENTO


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Docente: ing. Matteo Oliveri
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